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Francesca Zorzetto

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F rancesca Zo rzetto Labo ratorio del sogno e dell’immaginario 2021-2022


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M i ritrovo nel corpo di una bambina di 8/9 anni; sono in un supermercato completamente verde con mia sorella più piccola di 5 anni(che non ho) . Finita la spesa io e mia sorella arriviamo alla cassa, vedo con la coda dell’occhio che nella cassa adiacente c'è un uomo tra la trentina/quarantina che ci guarda; una sensazione strana si fa sempre più strada in me, non mi sento più al sicuro! Per qualche motivo sono costretta ad allontanarmi dalla cassa e uscire dal supermercato da sola, prima di fare ciò però raccomando alla commessa di tenere d'occhio mia sorella in mia assenza. Non so cosa sia successo poi ma non trovai più mia sorella; dentro di me sapevo già cos'era successo: era stata rapita dal signore del supermercato.


Successivamente vedo una strada di notte su cui si tracinano i corpi sfigurati dell'uomo del supermercato e della cassiera, entrambi senza gambe, il fatto che loro avessero solo mezzo busto mi fa intuire la fine della mia piccola sorellina e il colpevole della sua prematura assenza. I due impenitenti concentravano tutte le loro forze in una corsa disperata sulle mani termitata con il sopraggiungere della polizia. La commessa non centrava con il crimine ma nei sui confronti provavo rabbia perché non aveva fatto ciò che le avevo chiesto, badare a quella bambina.


M i trovo in questa stanza stretta e lunga completamente azzurra e vuota, gli unici elementi ad arredarla sono una porta in legno e un distributore di merendine. Questi però ha uno scopo diverso rispetto ai soliti distributori: è una cassaforte che al suo interno contiene una sola grande moneta oro con un simbolo strano sulla superficie.


M i trovo in macchina, sto guardando fuori dal finestrino il sole nascondersi dietro i profili delle case mentre la macchina passa velocemente su un cavalcavia. Nel mentre una voce si fa strada nel sogno e la sento parlare, non comprendo se questa appartenga a una sorta di narratore o semplicemente siano i miei pensieri che come serpenti si insinuano nella mia testa e si fanno prepotenti. Questa voce riporta a galla le mie paure e le mie insicurezze nei confronti del futuro denigrandomi e dicendomi che non mettendo abbastanza impegno in ciò che faccio sarò destinata inevitabilmente a una vita da fallita piena di rimpianti e rammarico. A sentire quelle parole mi sono sentita un po’ ferita e umiliata.


Sono nel giardino di casa mia e vedo la classe di mia sorella intenta a fare la campestre intorno al perimetro di casa mia. Tra i ragazzi vedo qualcuno che è rimasto indietro, riconosco in quella persona la figura di mia sorella, è senza forze, cosa insolita per lei. Una volta raggiunta cerco di spronarla a correre ma inutilmente, vedo nei suoi occhi un vuoto che mi spaventa, comprendo che non avrebbe fatto nessun passo, decido quindu di prenderla in spalletta e aiutarla a completare il percorso.


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Francesca Zorzetto by Psicologia dell'arte - Quaderni d'artista - Issuu