Marina Berti Archetipi dell’immaginario A.A. 2020/21
mi ritrovo con una sfera in mano, è pesante, forse è piena d’acqua, o forse è una sfera di cristallo con cui posso predire il mio futuro… in ogni caso nonostante lo sforzo per sorreggerla, mi piace, mi dà un presagio di felicità
sono in riva al mare, e appesa a un ramo c’è un’invitante altalena sospesa sull’acqua… è lì ad attendermi…
dopo aver sistemato come una cenerentola tutta la casa di mia cugina prima dell’arrivo degli invitati alla festa, assisto all’estrazione di alcuni tronchi dal terreno… non hanno radici...
mi fanno provare tante paia di occhiali trasparenti, ma non mi ci trovo bene, così mi danno un paio di occhiali da sole, che non mi vanno bene subito, ma poi mi calzano a pennello…
sono davanti alla lavagna e mi servono dei gessi, la bidella me li porta prontamente, il mio preferito è quello celeste, e subito con quello mi metto a disegnare…
sono all’inizio di una passerella sospesa sull’acqua, e ho paura ad avanzare, ma dall’altra parte ci sono l’Arte e la Salute…vado avanti?
vedo il mio corpo disteso a terra, una mano con una forbice me lo taglia, e ne esco fuori nuova, trasformata…
mi vedo scrivere a dei fogli su un tavolino, scrivo scrivo e scrivo…ma all’improvviso mi accorgo di essere bendata…
sto percorrendo un sentiero di montagna che si restringe sempre più fino a sparire da sotto i piedi…sto per cadere nel dirupo ma una mano mi afferra e mi impedisce di precipitare nel vuoto…
Conte deve pronunciare un discorso , e me lo dà da leggere per sapere cosa ne penso, “è un discorso affettivo”, gli dico dopo averlo letto, “riusciremo senz’altro a realizzarlo”…
vedo le mie due gatte ai miei piedi, la pezzata sta giocando con dei bastoncini e dei sassolini sullo zerbino, mi accuccio e vedo che i sassolini sono perle, e mi ritrovo in mano una splendida collana di perle orientali…
a casa della suocera di un’amica apro le imposte di una finestra, e poi un’altra e un’altra ancora… le finestre che apro sono migliaia…
sul tavolo c’è una vaso a forma di testa, e la testa è la mia. Il vaso è pieno d’acqua, e io sono assetata, così ne bevo. Come un sonnifero il liquido mi fa addormentare, e in sogno mi appaiono dei quadri bellissimi, quell’acqua è magica…
devo sfilarmi le scarpe per andare a letto, ma non ci riesco…le bellissime scarpe che indosso sono incollate ai piedi…
un uomo si lancia su una barca rovesciata, ho in mano una grande borsa stile primi novecento e sto davanti a uno specchio, in un locale pieno di uomini. Siamo sul Titanic, la barca è una scialuppa, e l’uomo è mio marito. Mi dice di resistere, che mi salverò e vivrò a lungo… lui finisce in acqua, e con lui il mio cuore...
la cucina di casa sua inizia a restringersi fino a soffocarmi… allora chiedo aiuto al padre che mi trasforma in un albero… dalle radici posso assorbire l’acqua che c’è nel terreno, dalle dita trasformate in foglie l’aria e la luce del sole…
sto meditando e non mi accorgo che lei mi brucia i piedi con dell’acqua bollente. Da me esce, e si sostituisce alla sua amica, una donna indiana con un abito blu e il bindi sul terzo occhio. Si mette a preparare una specie di polenta-budino giallo, un unguento con cui mi cura i piedi. Io mi alzo e la abbraccio, è una parte così importante di me! Verso destra, una cornacchia nera vola via gracchiando.
ho in mano un mazzo di chiavi, una è la chiave del mio cuore, lo apro e dentro c’è un incendio, un fuoco purificatore… perché ci stanno sbocciando dentro fiori primaverili…
sono in collegio dalle suore, e ci sono scale dappertutto… ci sono anche degli scaffali, e sugli scaffali delle borsette bellissime, dai colori primaverili. Ne vorrei una ma non so quale scegliere…
sono a scuola, e la scuola è immensa, sono come Alice nel paese delle meraviglie… Una classe mi aspetta e la bidella mi impedisce di insegnare. Mi sveglio nell’angoscia.
mi trovo in uno studio e sono un po’ preoccupata perché mi devono fare un intervento, versandomi dell’acqua nell’orecchio. Ma intanto che aspetto resto affascinata da quello che vedo dalla vetrata…Venezia in una giornata di sole al tramonto…E’ magica!
non so se sia un sogno o se sia veramente accaduto…ho un’ora buca e c’è un sole stupendo, così esco e incontro la mia collega di educazione fisica, che è fuori con una classe…fa saltare la corda e mi chiede di riparare una manopola rotta… io lo faccio e la ragazzina mi è grata…la mia collega è bionda e bella, sembra una fata…dove mi trovo?
mi trovo in un luogo imprecisato, ma al mio fianco c’è il figlio di mia cugina, che ha bisogno di lezioni. Io ci sto, e mia cugina ne è molto contenta.
non mi ricordo chi, ma so che continuo ad abbracciare una persona dopo l’altra, e mi dico, ma allora si può di nuovo fare! Era ora!