ARCHETIPI DELL’IMMAGINARIO
Prof. Tiziano Possamai
Anno accademico 2020/2021 Marco Maculan
Sogni Lo scopo di questo laboratorio era prestare attenzione alla voce dell’inconscio che ci parla in continuazione e spesso non siamo propensi ad ascoltarla. Personalmente infatti ho sempre faticato a ricordare i sogni, ma mi è bastato porre l’obbiettivo di trascriverli per riuscire a ricordarli molto più facilmente e anche in modo dettagliato. Appena sveglio li ripercorro mentalmente, li trascrivo e durante la giornata o nel tempo libero li illustro con schizzi semplici e veloci a matita e acquerelli.
PAESAGGIO MARINO
Cammino in posti sconosciuti, paesaggi naturali molto suggestivi che mi fanno pensare al sud America. Ci sono rocce, foreste e in lontananza le montagne con i ghiacciai. È una camminata molto lunga e arrivo in un posto in riva al mare, i colori sono molto chiari e sembra che ci sia molto bianco come in un deserto di sale. Sono solo e sto molto bene, anche la temperatura è ideale. Alla fine di questa camminata trovo un chiosco/ristorante, incuriosito ci entro e vedo molta gente, un’atmosfera molto diversa da quella esterna. Scambio alcune battute con un barista che passa velocemente servendo i tavoli. È molto basso ed ha una corporatura strana. Rimango un po’ a guardare: c’è della musica e delle persone che ballano in modo elegante. Mi ricordo che in questo periodo è strano vedere una situazione simile e nessuno porta la mascherina. Ad ogni modo preferisco stare a guardare un po’e tornare fuori a camminare.
FELINO
Sono a casa mia, gioco con il mio gatto e lo tormento fino a farlo arrabbiare. Ma si arrabbia a tal punto da iniziare a farmi paura. Continuo a prenderlo come un gioco stando attento a starci distante. Guardando meglio mi accorgo che ha denti ed artigli di ferro. Decido di prenderlo e rinchiuderlo in una stanza fino a quando non si sarà calmato. So però che se davvero lo volesse non avrebbe difficoltà ad uscire. Opto per un’opzione molto semplice ovvero togliere le batterie che tengono sveglio il gatto.
VASAIO
Sto parlando con mia cugina e mi sta mostrando alcuni lavori fatti da lei, non so bene di cosa si tratti ma sono lavori artistici forse di pittura o di scultura. Nel discorso mi parla di un signore che insegna a fare i vasi in terracotta con metodi primitivi. La saluto e vado subito da questo signore che sta preparando delle anfore seduto a terra fuori da una capanna. Incuriosito, ci vado a parlare e mi faccio spiegare la sua tecnica.
MONETE
Sono al bar vicino a casa con alcuni amici per un caffè. Arriva l’ora di pagare e vado al banco, tiro fuori dalle mie tasche molte monete. Tenendole sul palmo della mia mano le guardo e mi accorgo di avere solo monete da pochi centesimi e molte di queste non sono nemmeno degli euro. Torno fuori dai miei amici e prendo le mie cose per tornare a casa. Sono talmente tante che non so dove metterle e devo usare degli appendini che mi tengo addosso.
MAPPA DI UN’ISOLA
Arrivo in aereo in quest’isola. L’aereo è guidato da me ed è per questo che mi informo guardando la cartina. L’isola non è molto grande e ci sono solo due strade, una di queste è la pista di decollo per l’aereo alla fine della quale c’è l’unico edificio del posto che è una sorta di supermercato. Mi lamento e sono un po’ timoroso perché hanno messo l’unico edificio alla fine della pista e ho paura di andarci a sbattere.
MERCATO DEL’USATO
È una scena all’aperto. Sembra una città dopo una guerra, ci sono edifici distrutti e molte cose vecchie in giro. Il tutto sembra essere gestito come se fosse un grande mercatino dell’usato. Si può trovare di tutto e comprarlo o prenderlo semplicemente, avvisando però un signore gestore che sta dietro una scrivania e scrive ciò che viene preso. Sono in questo ambiente assieme ai due falegnami per cui lavoravo, e mentre loro prendono le cose che gli servono io sbircio in giro. Trovo questo piccolo attrezzo che sembra essere una piccola sgorbia per intagliare il legno. Dovrei dichiarare il mio acquisto anche se gratuito ma non lo faccio e lo nascondo in tasca. So bene però che sono tutti oggetti che verrebbero buttati e quindi non ho motivo di sentirmi in colpa.
(Parte due) NONNI
Vengo richiamato in una stanza. Ad aspettarmi ci sono i miei nonni e li saluto abbracciandoli. Il particolare strano è che mio nonno appare in due versioni: una in cui è più vitale giovane e sta in piedi alla mia destra e l’altra in cui è più anziano seduto in carrozzina. Abbraccio la nonna e la saluto.
UOVA DI SCORPIONE
Trovo delle cose strane per terra in casa, mi avvicino e scopro che sono delle uova di scorpione. Questo lo capisco perché vedo uno scorpione vicino e un pungiglione che viene fuori da una di queste. Penso di doverle schiacciare prima che escano e vadano in giro per casa. Decido però di avvisare i miei prima e mostrargliele. Mentre vado da loro nell’altra stanza mi guardo attorno e vedo un sacco di insetti che stanno ovunque nella casa. Ma non ce ne sono mai due uguali e sono tutti molto strani. Torno dalle uova e vedo un altro insetto che attira la mia attenzione: è molto grande ed è arancione con dei pallini bianchi. Vedo anche che riesce a cambiare colore e diventa bianco stando vicino al muro. Sono molto incuriosito da queste strane specie ma penso a un modo per ripulire la casa.
SCULTURE E FANGO
Parlo con mia sorella che è appena tornata dall’Islanda. Mi racconta di un’usanza che hanno là che consiste in una sorta di bagno nel fango. Prima bisogna sporcarsi arrampicandosi su di un palo e poi ci si lava su delle pozze di acqua e terra. Ascolto interessato. Rimane il particolare del fango e mi sposto nel mio laboratorio dove faccio scultura. Guardo i miei lavori che sono tutti sopra ad un tavolone in legno con dei cassettoni. Tutte le mie sculture sono sporcate con il fango ed hanno un effetto interessante. Penso di essere soddisfatto dei miei lavori e che mi piacciano.
CERCASI PERSONALE
Sono a Venezia in un’ipotetica casa mia. Mi vengono a trovare due amiche. Ho visto vicino a casa un posto con un grande cartello appeso alla porta nel vetro con scritto “cercasi personale”. Avviso una di loro dicendo di provare a chiedere per farsi assumere anche se penso che potrebbe essere una buona occasione anche per me data la vicinanza a casa mia.
WINDSURF
Mi trovo in acqua vicino all’accademia, nel canale. Sto armeggiando con dei legni e una vela. Appena capisco come incastrarli il vento soffia e io inizio ad usare questi pezzi per improvvisare una vela e divertirmi a fare surf. Mi diverto tantissimo e riesco a fare dei salti rischiando anche di farmi male ma riprendendo sempre il controllo.
VECCHIO SCULTORE
Sono in una stanza parrocchiale. Mi chiedo cosa ci faccio lì, attorno a me ci sono un sacco di anziani che discutono. Si distingue un signore che sembra dirigere il discorso. Sono attratto da tutte le sculture che sono sugli scaffali che circondano la stanza. Sono molto interessanti e sembrano fatte in epoche diverse. Scopro che l’autore è il signore che sta parlando e allora inizio a fare domande sui lavori e sulle tecniche. Sono molto interessato. Esco da quella stanza con delle idee deciso a realizzarle al più presto.
GIOCARE ALLA LOTTA
Sono assieme ad un amico e la sua ragazza. Lei ci parla di un’innovativa iniziativa giovanile in America, io non ne so niente, il mio amico nemmeno. Appare un grande cancello, di ferro. È molto alto e si fa fatica a guardare al di là. Forse lo scavalchiamo, o forse ci passiamo attraverso, comunque arriviamo nel mezzo di un campo molto grande. In lontananza ci sono degli alberi, un bosco. Non lontano da noi c’è un campo da tennis recintato e due persone che giocano all’interno. La pallina esce dalla recinzione e vado subito a recuperarla. Da distante vedo però che è rotta e quindi lascio perdere. Siamo sempre noi tre ma il mio amico ed io giochiamo a fare la lotta come quando eravamo piccoli e ci divertiamo.
NEVE
Vado in montagna in macchina. Sono da solo. Passo una galleria e parcheggio in discesa. Scendo dalla macchina e faccio due passi. Mi rendo conto che c’è tanta neve e la strada è pendente, decido quindi di tornare alla macchina per andare a casa. Per tornare alla macchina la strada è talmente tanto in salita che faccio fatica ad andare avanti e devo procedere aiutandomi con le mani. La neve poi è altissima quindi cerco di farmi strada con le mani e con il corpo per liberare un passaggio per la macchina. Non ricordo più se per tornare devo proseguire o girarmi, la neve è tanta anche all’interno della galleria e non ci si passa più. Scendendo in macchina ho paura di scivolare fuori strada e procedo con molta cautela.
SNOWBOARD
Sono in montagna a fare snowboard. Faccio un percorso lunghissimo e mi diverto tantissimo. Passo anche sopra a un lago ghiacciato. Il tutto mentre parlo come se fossi al telefono con un amico che non vedo da tempo.
CASE IN ARGILLA E MONTAGNA
Gita in montagna. Sono con un gruppo di adulti e mi annoio, decido allora di badare ad un bambino abbastanza vivace. Curiosiamo in giro, corriamo, a volte lo seguo e a volte faccio strada io. Arrivo in un posto che mi ricorda qualcosa, una via già vista quando ero piccolo. Vedo dei bambini che giocano con delle carrucole. Da lì vicino parte una funivia che è fatta però solo da uno spago e un bastone dove ci si appende. La prendiamo e mentre sono su mi guardo attorno. Il paesaggio è bellissimo e nascoste sul versante di una montagna vedo delle casette in argilla molto curiose. Nel mezzo dell’attraversata vedo che il cordino è consumato e mi preparo a cadere. Infatti la corda si spezza ma riesco ad aggrapparmi ed arrivare a destinazione. Dietro di me c’erano altre persone ma vengo subito informato che stano tutti bene e sono rimasti a terra.