Skip to main content

Elisa Ziero

Page 1

Tra Inconscio e Sogno Le immagini sincroniche del mio immaginario

Elisa Ziero


Osservare il cielo è la grazia e la maledizione dell’umanità. Aby Warburg, Il rituale del serpente


Facevo fatica a respirare ma continuavo a camminare come a voler quasi scappare da qualcosa, ma era sempre lì: una quercia gigante che sembrava osservarmi. Era strana con i rami contorti e le foglie che sembravano per metá staccarsi, per metà attaccate saldamente ai rami. Ricordo di aver provato angoscia e subito dopo un senso di tranquillità. Mi sono messa lì sotto a guardare in giro e a giocare con i fili d’erba. Sembravo io quando da bambina correvo a divertirmi in giardino sotto la giovane quercia che mio nonno piantò quando avevo forse quattro anni.


LA FERITA


Guidavo con mio padre una macchina sportiva gialla e una vecchietta ci chiese un passaggio: guidammo fino a destinazione. Era una casa dismessa, abbandonata e io mi ricordai subito di averla già sognata! Lì dentro avevo avuto delle brutte esperienze, credo qualcosa di paranormale. La vecchietta scende e in men che non si dica io e mio padre scappiamo lasciando il cancello della villetta aperto. La signora era sparita.


IL FULMINE


LA RADURA

Assieme a un bimbo mi avventurai per una radura verde piena di alberi e qualche fiore qua e là. Arrivammo in uno spazio dove il sentiero era molto meno fitto di alberi: ad un tratto si stagliò davanti a noi un castello, quasi una fortezza, creato dalla rocce, fatta di quella stessa roccia. Essa era lucida e splendente da lontano e si colorava con la luce del sole di rosso. Il bimbo, che fino a quel momento aveva parlato quasi ininterrottamente, ad un tratto smette e inizia correre verso la vasta struttura. Ci ritrovammo davanti al cancello, bussammo e una voce che urlò "finalmente" mi risveglió.


ECLISSI SOLARE


Mi trovo in giro per Venezia, sento di essere tranquilla. All’ora del tramonto, decido di specchiarmi nell’acqua solita delle zattere e vedo davanti a me che il sole è per metà rosso e per metà nero. Penso ad un’eclissi ma non lo è. Il cielo è viola, rosa e arancione.


E IO COSÌ PREGAI S. LUCIA E PERSI GLI OCCHI. A CIRCONDARMI SOLO LE FIAMME NELLA FORESTA


Decido verso le 23:30 di andare a Piombino Dese in centro: volevo andare a vedere se al ristorante dove lavoro (il ristorante è a Trebaseleghe) avevano bisogno di aiuto. Vedo che tutte le luci sono spente quindi esco dalla macchina e faccio una passeggiata.

Quando torno alla macchina davanti a me arriva una moto. Una ragazza che splende di una luce accecante si toglie il casco e scende dal veicolo. È seguita da due uomini che la accompagnano. Senza farmi vedere vado via.


E COME AL SOLITO, QUANDO SERVE, IO NON HO L’OMBRELLO


Mi ritrovo con altre persone precisamente altre ragazze, in un giardino di una casa abbandonata o comunque che aveva visto il passare degli anni. Davanti a noi una donna con il vestito nero fa domande ed io non so cosa rispondere: chiede dov’è Daniel. Io non so chi sia Daniel. Le mie compagne invece si guardano insospettite tra di loro, sapevano qualcosa. Le porte della casa si aprono e si chiudono dietro di lei e così si muovono anche delle biglie che erano sul prato. Cambio stanza. Ora siamo in una stanza sempre con la donna del vestito nero. Alla finestra mi affaccio e vedo ancora le biglie muoversi: sono di colore giallo. Mi sento chiamare, sono attratto dalle biglie. Non ho ansia ma sono malinconica.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Elisa Ziero by Archetipi dell'immaginario - Quaderni d'artista - Issuu