IL FOGLIETTO DEL CLAN CirCulus latinus “antioneptun” Circulus latinus “anarchia nova” CirCulus latinus “artis novae” Anarco-cristian-pacifismO TOLSTOJ-GANHIANO
SCHOLA VITAE NR.
I
1 gennaio mmxvi
… ad MediuM exquirenduM saxuM…” à la QuÊte de la ClÈf de Voute In Search of the Keystone En busca de la Clave de Boveda Auf der SuchenachSchlusstein
L’Associazione Culturale A lla Corter degli Artigiani Presenta
IL CLAN Circulus latinus AN Antio-neptun mmxvi
Fiore leveque E il suo clan In
Sconcerto Natalizio parte-nopeo E parte… Voci recitanti: Paola leoncini Marcella percontra Patrizia nizzo Concetta maiorano Alessandra cipollone
Il 5 gennaio 2016 ore 16,30 inizio 17,00 Presso Villino Alessandra Via del Cerro, 4 -Anzio Maria, qual Mater Dei: Personaggio inventato dall’uomo, come vivo desiderio di continuare ad avere, in luogo di una madre umana occidente, una madre semper-oriente: una madre umana - fino alla fine - lascia sempre – alla fin fine - a desiderare, per l’eterno conflitto generazionale che contraddistingue tale rapporto, chissà se naturale, in sé, o acquisito, per via delle diversità di sviluppo psico-biologico; una madre non sempre riesce a invecchiar tanto da abituare il figlio, almeno in parte, a sapere accettarne la dipartita; e quindi una Madre che rappresenti la eterna giovinezza, purezza, femminilità, e maternità, con ogni tipo di virtù che la renda così esemplare, e testimone di un Dio perfetto, oltre che Giusto e Buono, (forse Ella stessa figura di un dio, giovane come Gesù) dalla quale aspettarsi in qualsiasi momento della propria vita una carezza, oltre al conforto, che la figura di un padre – tradizionalmente - non ha, è quanto di più rassicurante possa avere da una Madre Mito, sì, ma compassionevole - ed eterna - con tutti, ritenuti suoi figli, anche e soprattutto con quelli che compiono inconfessabili peccati. Maria, qual Theotokos: Personaggio alter ego, qual feminino evengelico, del vetero biblico mascolino Padre, ben calzato tal essere supremo con l’imperversante senso di Patriarcalità sociale degli Ebrei, e non solo, in quei giorni, e ancor per taluni versi imperversante, oggi. (Il Dio non solo Padre, ma anche Madre, che ci viene da Luciani, Papa Paolo Giovanni I). Dire che il Dio Uno è anche Madre, è alla fin fine il ribadire di un principio universale - anche scientificamente e filosoficamente oltre che teologicamente – che è quello dell’androginia, sotto il lato figurativamente antropomorfico, con cui raffigurare l’uomo, come doveva essere ai primordi, e quello del Tao, sotto il lato più astratto rappresentante l’essenza di ogni cosa. Le parole fanno le idee: e se una parola viene ripetuta, e\o condivisa, nello stesso momento, ed anche in luoghi diversi, questa ha capacità magiche di fare apparire ciò che dietro ad una parola già esiste a livello sottile nella essenza, in sé: ed ecco che la cosa che appare - non a caso - prende il nome di epifania; (e a proposito della manifestazione, e della significanza stessa di un signum, o symbolon-oggetto, si parla da secoli di tal Con-sunstanzialità (di Cristo col Padre: identica natura) e Transunstanzialità (di Cristo, che – in sostanza – non si identifica col pane: diversa natura).
DORMI, MARIA…
Incontro epifanico con la Theotokos: cosa è che intender si vuol con tale Invito? A chi rivolgersi vuole? Eppur tale incontro - in musica e poesia - verterà su annoso trito e ritrito periodo di Avvento Natalizio, <co’ BammenielloGgiesù>,<troppo pieno, non sol di profumi, ma anche balocchi>; eda tal <tritato> prendendo - come sempre - le distanze, tento far conoscere a Itali stranieri l’Avvento presepiale partenopeo, e la classica Cantata dei Pastori, ben riportata in auge dalla N.C.C.P. con R. De Simone, nel mondo intero, pel piacer di tutti i fini intenditori e amanti d’ogni espressione musicale e letteraria d’una Napoli, cui è riconosciuto <’o Nnapulitano>, vera e propria lingua, su stesso pian di nostro martoriato Italiano odierno. Ebbene, quest’anno, accanto al decantando <Ninno quannonascette>, tradizionale nucleo d’epifanico, mettiamo a fuoco una importante figura, purtroppo relegata a far da contorno, col suo Giuseppe, alla <capannella>, uno a dritta l’altra a manca, quali carabinieri a guardia del roseo bambinello, che a mezzanotte del suo dì natal è baciato, soprattutto ai piedini: <ma d’a <Madunnella> par che nessun s’avveda. Non sparisce del tutto, comunque, S.Alfonso Maria De’ Liguori, precoce avvocato, poi religioso, e gran prolifico scrittore e musicista, autore di alcune pieces inserite nella Cantata dei Pastori, di frequente soggetta a variazioni, di Andrea Perucci nel 1698. E sarebbe il caso, in quanto efficace ed efficiente, in pedagogia, e in arte, di farlo rivivere S.Alfonso, ovunque: almeno in Campania, in quel fu Regno delle 2 Sicilie, e in un’Italia che – idiota (incompetente, inesperta, incolta) ancor si fraziona, e sé moltiplica in miriadi di egoici gruppi di comodo proprio, a pro d’un minimo virtuoso sviluppo d’unitaria coscienza, sul piano individuale, nonché sociale. A bella posta evito di aggiungere <spirituale> (si constati scarsità), e il rischio del parlarne, senza esser tacciato, io, di cattolico (ma lo son mai davvero stato?), da parte di tanta laica gente, che prende posizione, a volte pregiudizialmente, a favore del proprio <Credo Ateista, e Agnosticista> contro chi professa il proprio Credo in un Dio, spesso antropomorfico… fermo restando la non applicazione di tanta proposta o progettata eticità, moralità, di uno, e la tanta religiosità, e spiritualità di un altro.
Così, ecco, da me - in modo distaccatamente critico – esser laTheotokos proposta Modello femminile da riconoscersi universalmente, ponendo a confronto la tradizione cattolica con la sua Mater-Dei, e l’Ortodossia orientale, con la sua (per l’appunto) Theotokos: Madre di Dio, per entrambi, ma con divergenze di tipo storicoesegetiche; da ambo ulteriormente divergendo un odierno neo-paganesimo femminista, ateo, e agnostico, liberale e radicale. Qui, è chiaro, vuol porsi l’accento su tal Maria, “modello di femminilità e maternità, e virtù, qual figura-tipo, e non come Mito, o addirittura Mitologia, e con tutta la sua carica di quotidiana poesia”, ch’ogni donna dovrebbe o potrebbe ri-esperimentare di continuo: testimonianza, esemplarità, comunion di intenti con la Vita, a cominciare dalla propria, navigando o romitando su questa terra alla volta del superamento della banalità, e FOLLIA, cui – attraverso modalità filosofiche, psicologiche, prima ancor che religiose – elevar Contraltare della SAPIENZA. Nota: Presenze musicali - dalle più tradizional-sacre alle più contestatarie e laiche: da S. Alfonso all’anarchicoFaber De Andrè: Ciò per far capir che prima di considerar Maria, Mater Dei o Theotokos, (qual non dir si voglia) forse va senz’altro curato con Ella un rapporto quale <Maria, umano modello femminile universale>, Madre del Gesù terreno, storico, almeno, senza considerare il metastorico “l’Unto, ο Χριστός, המשיח. **************************************************************************************************************************
DECALOGO DELL’AVVOCATO DA SANT’ALFONSO MARIA DE LIGUORI
1. 2. 3. 4. 5. 6.
Non accettare cause ingiuste perché esse sono dannose per la coscienza e per la verità. Non devesi difendere nessuna causa con mezzi illeciti. Non si devono imporre al cliente delle spese che non sono dovute, sotto pena del rimborso. La causa del cliente si deve trattare con la stessa diligenza che si adopererebbe in causa propria. Bisogna studiare diligentemente i processi, affine di dedurre gli argomenti utili alla difesa affidataci. I ritardi e le negligenze degli avvocati sono pregiudizievoli agli interessi dei clienti: i danni in tal modo causati debbono essere risarciti, altrimenti si pecca contro la giustizia. 7. L’avvocato deve implorare l’aiuto di Dio nelle cause di cui gli è stata commessa la difesa; perché Dio è il primo difensore della giustizia. 8. Non è lodevole che un avvocato accetti cause superiori al suo talento, alle sue forze e al tempo che ha disponibile, con pericolo di non riuscire a disporre onestamente la difesa. 9. L’avvocato deve essere sempre giusto ed onesto: due qualità che egli deve custodire come la pupilla dei propri occhi. 10. Un avvocato che perde la causa per sua negligenza, è debitore verso il cliente, cui deve rimborsare i danni cagionati. *************************************************************************************************************************
CLAN SCHOLA VITAE Edizione Redazione Foglietto del CLAN: Fiore Leveque, presidente Collaboratori: Paola Leoncini, Ugo Magnanti, Maurizio Stasi, Enrico Fabrizi, Ciro Aurigemma.
“L’arte dello Scrivere nasce, per comunicarsi, e comunicare, onde fare vera comunione,senza alcun secondo fine, altrimenti non è arte, e quando riesce bene, è semplice virtuosistico artigianato.”
Cercasi per questo modesto Foglietto volante persone che condividano questo pensiero, o intendano “Elzevier di arte e filosofia, letteratura e poesia, teatro da tal momento condividere, e abbiano sincero e cinema, storia e critica, psicologia e teologia, scienza desiderio di ridare dignità alla Cultura Italiana, che e parascienze, medicina alternativa…” possa ritrovare lo smarrito legame con la sua propria “alma mater latina”.
Info: Portale: < fiore leveque il pantologo> Cell. 333.48.56.497