C’era una volta, molti anni fa, un leone di nome Kandinga. Era il leone più forte, ma anche il più malvagio. Era così cattivo che non esitava a divorare i suoi amici per sfamarsi. E fu così che rimase solo. Gli amici, la moglie e i figli lo abbandonarono.
Un giorno, mentre Kandinga stava dormendo all’ombra di un baobab, passò di lì una lepre. Notando la brutta cera del leone, gli disse: – Cosa ti succede, amico Kandinga? Sei così triste e magro! – Sì, hai ragione. È da due settimane che non mangio – rispose il leone. – Che strano! – replicò la lepre. – Sei il re della jungla. Non capisco perché ti manca il cibo. – È vero – rispose Kandinga, lusingato. – Ma… con la mia pessima fama, ogni volta che mi vedono, le antilopi scappano via di corsa. Ormai non sono più il cacciatore veloce che ero in gioventù; adesso sono un vecchio leone, con i reumatismi, e non riesco più a correre come una volta… – Non preoccuparti, Kandinga – lo tranquillizzò l’astuta lepre. – Se vuoi, posso aiutarti nella caccia. Ti porterò tutti gli animali che desideri. Ne dovrai cacciare soltanto due o tre e avremo cibo in abbondanza. Ma devi promettermi la metà della carne che ti procurerai. Ti aiuterò solo a questa condizione.