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CN/RE0371/2013/CT
188 | NOVEMBRE
LA GRANDE (E COSTOSA) FAME ENERGETICA Anche il costo dell’energia elettrica e del gas si impenna ad ogni notizia di crisi internazionale. Perché accade tutto questo?
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18.11.2022 12.03.2023 PA L A Z Z O M A G N A N I
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EDITORIALE
“Se in questo paese sappiamo fare le automobili, dobbiamo saper fare anche la benzina” (Enrico Mattei)
L’energia della determinazione è gratis di Davide Caiti Nel frattempo viviamo mesi di incertezza. La politica si è affrettata a rappezzare la copertura energetica per il futuro stringendo accordi con nuovi paesi fornitori, ma ci vorrà tempo perché le reti si attivino. Nel frattempo, come tutte le famiglie italiane, le aziende soffrono per i rialzi energetici e alcune Pmi si arrendono a costi di produzione diventati insostenibili. Ogni azienda ha calcolato un proprio percorso per resistere agli aumenti del costo dell’energia, ognuno in un modo diverso e personalizzato, tuttavia spesso queste soluzioni appaiono come un puntello temporaneo in attesa di tempi migliori. Per uscire da questo senso di precarietà, come in ogni situazione difficile, bisogna osare. Chi ha agganciato tempo addietro il treno della sostenibilità e dell’autosufficienza energetica tiene la barra dritta. Ci sono molte realtà energetiche e tecnologiche che lavorano da tempo allo sviluppo, con costanza e dedizione, che oggi vedono il loro lavoro impreziosirsi a dismisura. Oltre a questo sarà necessario che la politica dia risposte adeguate. Insomma bisognerà, oggi più che mai, far muovere insieme il sistema paese, perché se c’è una forma di energia che è virtualmente inesauribile, è proprio l’unità e la determinazione di un popolo.
Davamo tutto per scontato, la salute, la pace, le fonti energetiche. In pochi anni abbiamo imparato a mettere tutto in discussione, e tutto quello che sembrava consolidato improvvisamente traballa, costringendoci a trovare in fretta delle soluzioni che non avremmo mai pensato di dover cercare. La guerra in Ucraina oggi sembra ancora un evento senza una concreta via d’uscita a breve termine, e anzi lo spauracchio atomico fa ciclicamente capolino. Nel frattempo il mondo intero si contorce per tamponare le grandi emergenze che questa guerra assurda sta imponendo. Se da una parte la crisi cerealicola sembra scongiurata grazie agli accordi sul grano, quella energetica permane in tutta la sua gravità. La sciagurata aggressione di Putin all’Ucraina ci ha imposto di allinearci con l’Occidente e tagliare progressivamente le forniture energetiche dalla Russia. E improvvisamente ci siamo ritrovati in mezzo al guado, ancora troppo indietro nella transizione verso le fonti energetiche rinnovabili e ancora troppo legati a forniture di fonti fossili, massicciamente provenienti da quella Russia che la nostra etica di paese europeo, democratico e atlantista ci impone di isolare fintanto che l’aggressione all’Ucraina cesserà. Ma nel frattempo?
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IM PERFETTI HANNO CONTRIBUITO A QUESTO NUMERO DI IMPRENDITORI
ALESSANDRA ALEOTTI Nata e cresciuta nelle agenzie di comunicazione. Di giorno impagina la rivista, di notte legge e vive vite parallele attraverso i personaggi dei libri. Hobby principale: spiegare ai figli, della generazione Z, che il mondo reale è decisamente meglio di TikTok.
GIULIA PELLEGRINI Appassionata di comunicazione e musica, si definisce reggiana d’importazione. Ama creare in cucina ma non sempre trova il tempo per fare tutto.
AV GE 6
VALENTINA RAINIERI Ha lasciato a Itaca la passione per l’incisione, scegliendo di esplorare grafica digitale, web design, teatro e scautismo. Sa che un giorno tornerà a casa.
ENRICO FINOCCHIARO Tuttologo per necessità, lo è ormai anche di indole. Vive di troppe passioni per condurre un’esistenza tranquilla.
IM PEGNI
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DOSSIER
LA GRANDE (E COSTOSA) FAME ENERGETICA Anche il costo dell’energia elettrica e del gas si impenna ad ogni notizia di crisi internazionale. Perché accade tutto questo?
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INTERVISTE
TUTTA LA POTENZA DEL LITIO Intervista a Marco Righi, Ceo Founder di Flash Battery
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IMBARAZZI
TOP TEN
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OROSCOPO
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33 IMPULSI Ogni mese i nostri professionisti di fiducia condividono con noi esperienze e competenze
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BUSYNEWS
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IMBARAZZI
L’imbarazzo dei regali di Natale di Edoardo Vandelli Chi non ama il Natale? Le luminarie per le vie della città, l’odore di caldarroste sotto i portici, il tepore del camino acceso, i primi fiocchi di neve che imbiancano le strade e quel senso di attesa che ci fa sentire di nuovo bambini. Sì, tutto bellissimo… Ma c’è una cosa del Natale in grado di far uscire il Grinch che si nasconde in noi: i maledetti regali. Al diavolo i buonismi e le ipocrisie, fare i regali è una rottura. C’è da pensare sempre a qualcosa di diverso rispetto all’anno precedente. Qualcosa che non costi troppo (perchè il budget è quello che è) ma neanche troppo poco (per non fare la figura dei pezzenti). Qualcosa che sia abbastanza utile (un nuovo set di tazzine) ma anche abbastanza divertente (un nuovo set di tazzine con i cagnolini). E soprattutto… qualcosa che il destinatario designato non abbia già. Tutti ci siamo passati almeno una volta. Arriva il momento dello scarto dei pacchi e a questo giro sei sicurissimo di fare centro con il tuo regalo, frutto di numerose ore di faticosa ricerca. Hai in canna la tua espressione facciale migliore del tipo “lo so, sono un genio” ma, appena l’oggetto sbuca dal pacco, senti le fatidiche parole: “Cavolo, bellissimo… ma ho già un portapenne come questo”. A dir poco imbarazzante. Per non parlare di quando siamo noi le vittime: chi è in grado di nascondere l’imbarazzo di fronte a un regalo oggettivamente orrendo? Se ci riesci, dimmi come fai. È impossibile mostrare una parvenza di stupore ricevendo l’ennesimo maglione che non indosserai mai, o quel frullatore che avevi visto la settimana prima nel catalogo premi dell’Esselunga. E poi c’è lui, il boss finale. Quello che tutti temono. Lo apri, sei stranamente felice perché finalmente quel tuo amico ha azzeccato un regalo per la prima volta. Poi lo guardi meglio: quel libro ti è familiare, anche se non ricordi precisamente il motivo. E infine d’un tratto realizzi, ma fai finta di niente, perché saresti un mostro a spegnere il sorriso compiaciuto del tuo “amico”. In fondo è Natale. E affoghi nell’imbarazzo di un regalo riciclato.
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DOSSIER
LA GRANDE (E COSTOSA) FAME ENERGETICA Siamo entrati in una spirale in cui il costo dell’energia elettrica e del gas, come in precedenza è sempre accaduto al petrolio, sembra impennarsi di fronte ad ogni minima notizia di crisi internazionale, per poi sgonfiarsi al rallentatore nei periodi di relativa tranquillità. Perché accade tutto questo? di Enrico Finocchiaro
Siamo in una fase in cui, soprattutto i piccoli imprenditori, aspettano di ricevere la bolletta dell’energia elettrica per capire se il loro business è ancora sostenibile oppure no. Il costo dell’energia elettrica infatti, dall’inizio della guerra con cui la Russia ha aggredito l’Ucraina all’inizio di quest’anno, è esploso arrivando a picchi insostenibili, capaci di mandare a gambe all’aria i bilanci delle imprese che si stavano assestando dopo i traumi del periodo pandemico. In
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realtà, dopo i minimi del periodo del lockdown globale, dove la domanda di energia è crollata ai minimi storici, il prezzo è cominciato subito a salire sostanziosamente alla ripresa delle attività economiche, ma questi rialzi generosi sono stati nulla rispetto a quello che ci ha atteso al varco nello scorso marzo e con cui ancora oggi dobbiamo fare i conti tutti, famiglie e imprese. Ma al di là della guerra in Ucraina, siamo entrati in una spirale in cui il costo dell’energia elettrica
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e del gas, come in precedenza è sempre accaduto al petrolio, sembra impennarsi di fronte ad ogni minima notizia di crisi internazionale, per poi sgonfiarsi al rallentatore nei periodi di relativa tranquillità. Perché accade tutto questo? È IL LIBERO MERCATO, BABY Torniamo indietro al 2013. Fino a quel periodo il prezzo del gas in Italia era stato regolato da un regime di contratti di fornitura stipulati a lungo termine, che permettevano di avere un prezzo stabile anche al consumo per lunghi periodi di tempo. Da quel momento in poi però, quei contratti una volta esauriti non vennero più rinnovati. Ed il perché è semplice: da quel momento i player europei decisero di giocarsi il
gas col trading dei futures attraverso il Ttf – Title Transfer Facility – alla borsa di Amsterdam. La borsa olandese infatti, che è il mercato di riferimento europeo per il gas naturale, rispetto ai contratti a lungo termine offriva quotazioni molto più favorevoli attraverso quello che si chiama il meccanismo del prezzo spot, ossia la quotazione del momento. In tempi tranquilli questo meccanismo è stato per molto tempo molto favorevole, ma di fatto il mercato è stato consegnato nelle mani della finanza speculativa che, come sappiamo, non opera sulla base di razionali calcoli economici, bensì reagisce alle minime fibrillazioni delle informazioni giornaliere e s’innervosisce in base alle sensazioni conseguenti. Quindi basta una dichiarazione ostile di un politico,
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un intoppo ai lavori di un gasdotto o un guasto su un hub per scatenare un’impennata dei prezzi che non ha un vero senso logico, ma risponde semplicemente ai sussulti di un mercato che sostanzialmente non vede l’ora di entrare in agitazione. E cosa poteva accadere a un meccanismo del genere sotto la sollecitazione di una crisi geopolitica internazionale che stava per coinvolgere Russia e Ucraina? Ovviamente un’impennata dei prezzi. Se andiamo a vedere i prezzi mensili del gas a gennaio 2022, ai tempi delle prime avvisaglie della guerra, il prezzo del gas doganale, ossia quello dei contratti a lungo termine, si alzava fino alle soglie dei 40 euro per megawattora, mentre il prezzo spot sfondava i 120 euro.
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Tuttavia il costo della bolletta elettrica non dipende solo dal prezzo del gas, che è una delle componenti che creano ogni mese il Pun – Prezzo Unico Nazionale – dell’energia, che computa anche la disponibilità e i costi delle energie rinnovabili. Proprio la quota di energia prodotta in Italia da fonti rinnovabili si può considerare come un’ancora di salvezza, perché si tratta di una percentuale importante, pari al 39% del fabbisogno nazionale nel primo semestre 2021 e del 33% al primo semestre 2022. Anche se la percentuale sembra in calo, in realtà la tendenza è in aumento per il numero di impianti che hanno innalzato la quota di fotovoltaico del 10%, mentre l’eolico ha aumentato il suo apporto del 9%, mentre è crollata la produzione idroelettrica a causa del periodo più siccitoso degli ultimi 500 anni. E i dati potrebbero andare anche molto meglio se non ci si mettesse la burocrazia a fare da collo di bottiglia alla creazione di nuovi impianti, con iter autorizzativi interminabili e soprattutto sovraintendenze dall’opposizione
facile. Il problema è che almeno il restante 40% del fabbisogno energetico nazionale viene coperto dal metano, attraverso i gasdotti o il Gnl (gas naturale liquefatto). SCELTE GREEN La crisi energetica determinata dalla guerra in Ucraina e le relative sanzioni alla Russia - il più grande fornitore di fonti energetiche fossili dell’Italia, capace di soddisfare il 38,2% della domanda nazionale – ha fatto muovere la politica del governo Draghi verso la ricerca di nuovi fornitori, verso un aumento dell’importazione di Gnl da Qatar, Egitto, Congo e Usa. Il governo Meloni recentemente insediatosi ha proseguito con un piano di trivellazioni nell’Adriatico che dovrebbe portare all’estrazione di 10 miliardi di metri cubi di gas in 15 anni, da distribuire poi a prezzo calmierato. Ma considerato il consumo annuale italiano di 70 miliardi di metri cubi di gas, questa carta pare tutt’altro che decisiva. E comunque ci vorrà tempo.
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Intanto le imprese si augurano che vengano confermati i provvedimenti dei decreti sostegni, specialmente il ter, che offre una parziale compensazione degli extra costi energetici alle imprese sotto forma di credito di imposta, oltre agli azzeramenti degli oneri di sistema. Ma questo 2022 è stato comunque duro. «Non siamo energivori, ma certo grandi consumatori di energia elettrica e gas», dice Anna Paola Cavanna, Presidente del Cda di Laminati Cavanna, leader nell’accoppiamento di imballaggi flessibili. «Oggi registriamo un aumento del 133% dei nostri costi di energia elettrica e 390% del gas rispetto al 2021, con un’incidenza sul bilancio dal 4 al 15%. Abbiamo fatto scelte e accelerato investimenti, anche ingenti, come la sostituzione dell’ossidatore con un impianto di recupero solventi, prodotto comunque indispensabile nella nostra attività sempre attenta all’ambiente e all’economia circolare. Abbiamo efficientato tutta l’illuminazione a Led e rimodulato i tempi della produzione per risparmio luce e gas. L’aumento dei costi di tutte le materie prime rischia di mettere in crisi definitiva molte aziende e di ribaltarsi sul consumatore finale, in un’insostenibile spirale inflativa». La strada dell’investimento tecnologico e dell’efficientamento energetico sembra quella maestra per tutte le aziende, come conferma anche Claudio Bombardi, general manager di Bombardi Rettifiche, realtà che ha visto triplicarsi i costi energetici durante l’anno in corso, con un impatto di partenza del 3,5% sul fatturato che oggi arriva al 8,8%. «Abbiamo un piccolo impianto fotovoltaico da 66 Kw che nelle prossime settimane verrà aumentato di ulteriori 160 Kw – spiega Bombardi, che è anche consigliere del direttivo del gruppo meccatronico di Unindustria Reggio Emilia - In questo modo ci creeremo da soli il 40-45% dell’energia per il nostro fabbisogno. Si tratta di un investimento che abbiamo programmato all’inizio di quest’anno
quando abbiamo cominciato a notare che i costi stavano esplodendo, ma che realizziamo solo adesso per i tempi tecnici che comprendono anche la disponibilità dei materiali, oggi praticamente introvabili. Avremmo fatto anche un investimento più importante, ma in questo modo sfrutteremo già tutto lo spazio disponibile del nostro impianto. Quindi comunque per almeno la metà delle nostre esigenze saremo comunque legati al prezzo di mercato dell’energia».
Anna Paola Cavanna, Presidente del Cda di Laminati Cavanna
Claudio Bombardi, general manager di Bombardi Rettifiche
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SOLUZIONI E PARADOSSI Ma non tutte le imprese, soprattutto dopo il periodo pandemico, hanno avuto la lungimiranza o anche solo la disponibilità di investire. Altre aziende, per la loro tipologia, non hanno soluzioni che tornare al passato. È il caso di molte industrie vetrarie che devono mantenere temperature di fusione sempre costanti e che hanno sostituito il gas con il gasolio, fortunatamente con test positivi delle emissioni certificati dalle Arpa di competenza. Si vanno diffondendo
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anche le comunità energetiche in alcuni distretti industriali, in cui pmi si alleano per avere un calibrato piano di produzione, autoconsumo, accumulo e vendita di energia da fonti rinnovabili. E si ritorna quindi proprio alla produzione energetica attraverso fonti rinnovabili, l’ancora di salvezza dell’oggi, l’occasione perduta del passato, la chiave per il futuro. Su questo tema però grava un grosso paradosso. Perché le imprese che hanno un proprio impianto di autoproduzione energetica che supera i 20 Kw vanno incontro alla norma sugli extraprofitti, in cui il Gse (Gestore servizi energetici) richiede rimborsi a migliaia di imprese per la restituzione di somme che variano da alcune migliaia a decine di migliaia di euro con un forte impatto sui costi e la liquidità delle imprese, per i presunti extraprofitti realizzati nella vendita di energia eccedente alla rete nazionale. In sostanza la stessa norma che ha fatto registrare ad Eni un passivo di circa miliardo sul mercato italiano. Solo che il colosso degli idrocarburi ha segnato 11 miliardi di euro di utile in nove mesi grazie all’attività all’estero dove ha goduto in pieno dell’impennata del costo dell’energia. Questi sì che sono extraprofitti, saperli riconoscere bene aiuterebbe.
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100% elettrica Con trazione integrale 4MOTION e accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi 100% elettrica La vettura raffigurata è puramente indicativa. Volkswagen ID.5 GTX 4 MOTION. Consumo di energia elettrica (Wh/km) ciclo WLTP combinato: 169,4 – 194,1; autonomia ciclo di prova Con trazione integrale 4MOTION e accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi combinato (WLTP): 453 km – 517 km; I valori indicativi relativi al consumo di energia elettrica sono stati rilevati dal Costruttore in base al metodo di omologazione WLTP (Regolamento UE 2017/1151 e successive modifiche ed integrazioni) e si riferiscono alla vettura nella versione prodotta in origine priva di eventuali equipaggiamenti ed accessori installati fattori non successivamente. Eventuali equipaggiamenti accessori aggiuntivi i predetti Oltre al rendimento delcombinato: motore, anche di guida ed altri La vettura raffigurata è puramente indicativa.ed Volkswagen ID.5 GTX 4possono MOTION.modificare Consumo di energia valori. elettrica (Wh/km) ciclo WLTP 169,4lo–stile 194,1; autonomia ciclo di prova tecnici incidono sul453 consumo di energia elettrica di unrelativi veicolo.alPer ulteriori informazioni sui predetti vi dal invitiamo a rivolgervi Concessionarie Volkswagen presso le quali è in basealle al metodo di omologazione WLTP (Regolamento combinato (WLTP): km – 517 km; I valori indicativi consumo di energia elettrica sono stativalori, rilevati Costruttore disponibile gratuitamente la guida relativa al risparmio di carburante/energia elettrica e alle emissioni di CO₂, che riporta i dati inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli. Accelerazione da UE 2017/1151 e successive modifiche ed integrazioni) e si riferiscono alla vettura nella versione prodotta in origine priva di eventuali equipaggiamenti ed accessori installati 0 a 100 km/h in 6,3Eventuali secondi. equipaggiamenti Dati rilevati siti web costruttore Settembre 2022. successivamente. ed del accessori aggiuntivi possono modificare i predetti valori. Oltre al rendimento del motore, anche lo stile di guida ed altri fattori non tecnici incidono sul consumo di energia elettrica di un veicolo. Per ulteriori informazioni sui predetti valori, vi invitiamo a rivolgervi alle Concessionarie Volkswagen presso le quali è disponibile gratuitamente la guida relativa al risparmio di carburante/energia elettrica e alle emissioni di CO₂, che riporta i dati inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli. Accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi. Dati rilevati siti web del costruttore Settembre 2022.
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TOPTEN
TOP TEN
ENERGIA RINNOVABILE Secondo un rapporto dell’International Energy Association, le rinnovabili sono le uniche fonti di energia che hanno visto aumentare la propria domanda durante il 2020 e nel periodo pandemico, mentre tutte le altre hanno subito una forte contrazione della domanda. Le fonti rinnovabili sono del resto la strada obbligata per arrivare ad un sistema ad emissioni zero, che negli Usa ad esempio è un obiettivo fissato per il 2050. Si tratta insomma di un settore industriale in forte crescita su cui si sta investendo moltissimo su scala globale. Ecco quali sono nel 2022 le dieci più grandi compagnie attive nel settore delle fonti rinnovabili. In testa troviamo la statunitense NextEra, attiva in nord America e con un market cap pari a oltre 160 miliardi di dollari. Segue molto distanziata nel valore la multinazionale spagnola Iberdrola e quindi la danese Orsted.
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L’INTERVISTA
Quale futuro per il settore dell’alimentazione elettrica? Ne abbiamo parlato con Marco Righi, Ceo & Founder di Flash Battery, azienda produttrice di batterie al litio. di Enrico Finocchiaro
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L’INTERVISTA
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L’INTERVISTA
Marco Righi, Ceo & Founder di Flash Battery
Sempre più motori oggi muovono veicoli con la potenza dell’energia elettrica, e non parliamo solo degli ultimi modelli del settore automotive. Potenti batterie al litio sono oggi capaci di alimentare anche veicoli industriali per il settore delle costruzioni, della logistica e persino dell’agricoltura. Flash Battery, azienda di S. Ilario d’Enza, produce questo tipo di batterie, con un proprio sistema di controllo brevettato, affiancandosi a partner con forti esigenze di customizzazione del prodotto. Proprio lo sviluppo su misura per le esigenze del cliente è stato il carattere distintivo che ha sempre contraddistinto questa azienda, che in pochi anni ha saputo coltivarsi clienti in 54 paesi nel mondo, realizzando nel tempo oltre 500 diversi modelli di batterie con una capacità produttiva che copre l’intero processo, dalla progettazione all’effettiva realizzazione in serie. Abbiamo parlato con Marco Righi, Ceo e fondatore di Flash Battery, per capire come ha intenzione di muoversi la sua azienda in futuro e cosa ci aspetta nel settore dell’elettrificazione della mobilità.
Vogliamo ripercorrere brevemente l’evoluzione della vostra azienda, dalle origini a oggi? Ho trascorso la mia infanzia dentro l’azienda di elettronica di mio padre e li ho appreso le mie prime conoscenze. Flash Battery è nata dalla passione mia e del mio socio Alan Pastorelli per l’elettronica. Nel 2008 siamo stati attratti dalle celle litio provenienti dall’Asia che avevano notevoli vantaggi in termini di leggerezza e durata rispetto alle batterie al piombo, e abbiamo capito che potevano essere un elemento di svolta nel mercato dell’elettrificazione. Ci siamo chiesti il perché chi aveva iniziato a impiegarle poi aveva cambiato strada, e abbiamo capito che l’elettronica che controllava queste batterie non era all’altezza. Da lì, nel nostro garage, abbiamo cominciato a sviluppare
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404 Planet B not found
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L’INTERVISTA
un sistema elettronico Bms (Battery management system) diverso, che abbiamo brevettato in Italia e per cui siamo in attesa per il brevetto europeo. Inizialmente volevamo vendere solo questo dispositivo elettronico, ma abbiamo capito che i nostri clienti non erano in grado di assemblare da soli il pacco batterie finito e dopo pochi anni abbiamo cominciato a vendere batterie complete secondo le esigenze dei nostri clienti. E arriviamo a oggi, dove abbiamo circa 80 collaboratori e quest’anno dovremmo superare i 24 milioni di fatturato. Quali sono i campi di utilizzo dei vostri dispositivi attualmente? Soprattutto macchine e veicoli elettrici industriali. Nel settore automotive solitamente i grossi brand tendono a farsi le batterie in casa, noi invece serviamo tutti quei produttori di veicoli con volumi produttivi medi che magari ha già una gamma di macchine endotermiche o al piombo e vuole trasformarle in elettrico o inserire batterie al litio. Noi li seguiamo dal prototipo fino alla produzione di serie. Sostanzialmente il nostro target comprende produttori di spazzatrici stradali, agv e lgv per i magazzi-
ni, escavatori, betoniere, veicoli per l’agricoltura. Ma oggi tutto il mondo è alla ricerca di soluzioni per l’elettrificazione ed è per noi un potenziale target. Come vedete gli orizzonti del mercato dell’alimentazione elettrica delle macchine nell’immediato futuro? E in che modo vi state preparando? Il mercato dell’auto elettrica ormai è partito è sarà solo la domanda a spostare i volumi di produzione e a dirci in quanti anni arriveremo a una copertura importante del mercato. Ma il mondo delle costruzioni e dell’agricoltura
sono la vera sorpresa dell’elettrificazione. Personalmente pensavo che per il settore delle costruzioni ci volesse molto più tempo per arrivare a guardare all’alimentazione elettrica delle proprie macchine, invece oggi è il secondo segmento del mercato dopo quello della mobilità, e quello dell’agricoltura è il terzo. Quindi la tendenza che osservo verso l’elettrificazione è di grande attenzione anche da parte di settori produttivi che non l’avevano presa in considerazione prima, perché è l’unico modo che c’è per risparmiare energia dato che il motore elettrico ha
Il mondo delle costruzioni e dell’agricoltura sono la vera sorpresa dell’elettrificazione.
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L’INTERVISTA
un’efficienza molto maggiore rispetto a quello endotermico. Sotto il punto di vista tecnologico poi, nei prossimi anni si svilupperà sicuramente una diversità nelle fonti di energia. Le batterie ci saranno sempre, come backup o buffer. Oggi per i veicoli con performance più impegnative sono magari affiancate da generatori diesel, ma tra qualche anno al posto del diesel si sfrutterà l’idrogeno tramite delle fuel cell che lavoreranno con l’elettrolisi, e ci sono già dei prototipi di questo genere in commercio.
Quali sono i vostri mercati attualmente più forti e quelli più promettenti nell’immediato futuro? L’Italia ad oggi rimane comunque il mercato più importante, inoltre per la sua tipicità industriale è una fucina di quelle medie imprese che sono la nostra platea di riferimento. Possiamo dire che l’Italia rappresenta il 60% del nostro fatturato, mentre oltre il 35% è rappresentato dal mercato dell’area europea. Dal prossimo anno comunque apriremo anche una sede negli Usa che inizialmente curerà soprattutto l’assistenza post vendita, ma l’appetito vien mangiando…
Una delle critiche più frequenti inerenti i veicoli elettrici riguarda lo smaltimento delle batterie esauste. In che modo cercate di rendere più green possibili i vostri prodotti? La chimica che usiamo in prevalenza è di tipo LFP, ossia litio-ferro-fosfato, che è più green rispetto alle altre perché non contiene sostanze come il cobalto, che è poco sostenibile ed estratto in paesi dove non ci sono scrupoli sulle condizioni dei lavoratori, né sul lavoro minorile. Poi c’è da dire che ad oggi si ha una percezione un po’ negativa su questo settore industriale perché la fotografia attuale vede un discreto numero di batterie in circolazione a fronte di po-
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chissimi centri di riciclo. Questo accade perché la vita delle batterie al litio è di 15-20 anni, se non consideriamo che si stanno immettendo numeri considerevoli di batterie sul mercato solo da 5 anni o meno, pertanto cominceremo ad avere un significativo volume di pezzi da smaltire e riciclare solo fra dieci anni. Tutto il mondo dell’automotive sta lavorando ai sistemi di recupero e riciclo delle batterie al litio - anche noi - per avere non solo delle linee pilota, ma una vera filiera del riciclo che tra appunto dieci anni sarà fortemente vantaggiosa, in modo da recuperare e riutilizzare materiali preziosissimi. La compagnia svedese Northvolt, che è una delle gigafactory più evolute in questo settore, ha fatto dei test nella creazione e sviluppo di celle composta interamente da materiali riciclati e ha osservato una equivalente efficienza rispetto a celle costruite con materiali vergini. Questo vuol dire che il riciclo delle batterie non sarà un onere, ma un’opportunità.
In che modo la vostra azienda sta fronteggiando l’attuale impennata dei costi energetici? La situazione ha avuto un impatto anche sulle materie prime? L’aumento del costo dell’energia ovviamente ha impattato anche su di noi, anche se non abbiamo impianti troppo energivori, anzi, dato che abbiamo un sistema di alimentazione fotovoltaico che da marzo a novembre ci permette di autosostenerci al 70%. In questo senso abbiamo notato un basso impatto dell’attuale situazione di crisi geopolitica. Mentre un impatto sicuramente più forte lo sta avendo per noi l’aumento delle materie prime. Il carbonato di litio ad esempio ha avuto una vera impennata dall’inizio di quest’anno. Un’altra situazione problematica tipica di questo periodo poi è l’aumento dei tassi di cambio del dollaro, che rimane la moneta di riferimento per l’acquisto di materie prime sui mercati asiatici.
BUSY NEWS
L AV O R O | M E R C AT I | I N N O VA Z I O N E | A M B I E N T E | E X P O R T | R I C E R C A | E V E N T I
ENERGIA REGINA DI FATTURATO
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miliardi di euro
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54,4
63,6
miliardi di euro
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44,0
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Incremento del prezzo delle commodities, aumento dei volumi di vendita e alcune operazioni di M&A: sono questi i motivi della forte crescita dei ricavi 2021 delle 20 maggiori aziende italiane, certificati dalla 57esima edizione dello studio sulle Principali Società Italiane presentato dall’Area Studi Mediobanca che per la prima volta analizza anche i numeri dell’anno in corso, visto lo scenario “altamente mutevole”. Il report ha analizzato i bilanci di 3.442 aziende: 2.613 società industriali e di servizi; 240 holding; 28 Sim; 28 società di leasing; 38 di factoring e credito al consumo; 387 banche e 108 assicurazioni. La classifica dei fatturati 2021 dell’industria e dei servizi si conferma dominata da tre gruppi energetico-petroliferi pubblici: Enel (con 84,1 miliardi di euro), Eni (76,6) e Gse – Gestore dei servizi energetici (54,4). Nel 2020 avevano avuto ricavi rispettivamente per 63,6, 44 e 26,3 miliardi di euro, con Eni che aveva registrato una perdita netta di 8,5 miliardi di euro. Risultati che scontavano l’inizio della pandemia di Covid-19 e il lockdown. Mentre il 2021 si conferma l’anno del rimbalzo.
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BUSYNEWS
L’export traina le macchine agricole
Nasce la linea di gioielli Dino Paoli Anelli, fermacravatte, collane, orecchini e ancora portachiavi, spille da taschino e charms per le sneakers: questi e molti altri i bozzetti che gli studenti della 4D del liceo artistico Gaetano Chierici di Reggio Emilia hanno appena presentato al board di Dino Paoli. Si tratta del primo step di un progetto di Pcto che li vedrà nelle prossime settimane impegnati nella prototipazione dei design sui quali l’azienda deciderà di scommettere per lanciare la sua linea di gioielli. Francesca Paoli, Ad di Dino Paoli, racconta: «La collaborazione con gli studenti del corso di design dell’Oreficeria è iniziata lo scorso giugno. Sono venuti a trovarci in azienda dove hanno potuto conoscere da vicino la nostra storia e i nostri avvitatori, in tutte le loro componenti. Quel giorno abbiamo condiviso spunti e indicazioni ma i bozzetti che abbiamo visto oggi superano decisamente ogni migliore aspettativa. Vedere le leve di avviamento e le bussole dei nostri avvitatori, il nostro logo e i circuiti leggendari del motorsport diventare d’oro, d’argento, di fibra di carbonio, tempestati di gemme preziose, ci ha emozionati».
Automotive rivolto ancora al passato Il futuro del settore automotive guarda all’elettrico ma l’attuale filiera della componentistica guarda ancora al passato. Secondo l’analisi elaborata da Camera di Commercio di Torino e Anfia sono infatti ancora il 73,8% le aziende del settore che lavorano su benzina e diesel a scapito dei motori elettrici e ibridi, entrambi sotto il 40% (37,6% motori elettrici o ibridi, 20,6% fuel cells). Sicuramente c’è interesse per il settore elettrico, ma la crescita è ancora timida. Infatti nell’ultimo triennio si è sviluppato una crescita dal 27,1 al 29,4% per il powertrain elettrico e dal 26,7 al 30,3% per il powertrain ibrido. In questo scenario, la nascita della holding Stellantis viene vista come un’opportunità dal 66% delle imprese.
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Chiuderà con ricavi per 14,2 miliardi di euro il bilancio 2022 dei costruttori italiani di macchine agricole, con un aumento del +3,7% rispetto alla già straordinaria annata 2021, nonostante la flessione dei volumi venduti nei principali mercati di riferimento (-6%), le difficoltà delle fabbriche a reggere i ritmi della domanda – tra impennata dei costi e difficoltà di approvvigionamento – e la minore capacità di investimento delle imprese agricole, zavorrate a loro volta dai prezzi di energia, seminativi. È questo il quadro di un “made in Italy” d’eccellenza che sfida americani e tedeschi nella leadership mondiale per le tecnologie agricole, presentato da Alessandro Malavolti, presidente di Federunacoma, alla vigilia di Eima International, il Salone mondiale della meccanica agricola che è andato di scena nei padiglioni di BolognaFiere.
BUSYNEWS
L’opportunità del noleggio in concessionaria Ormai quasi tutte le flotte aziendali sono composte da vetture prese a noleggio, e sono rimaste davvero poche le imprese che mantengono una flotta con macchine di proprietà e in leasing. Il noleggio è diventato quindi un fattore da tenere obbligatoriamente da conto, per questo è importante evidenziare quello che in molti non sanno, ossia come noleggiare la propria flotta direttamente da un concessionario sia particolarmente vantaggioso per un cliente business. «Le grandi concessionarie hanno team specifici che curano le flotte, quindi figure dedicate proprio ai clienti aziendali - spiega proprio Simone Bagni, responsabile flotte aziendali di Baiauto – ma i vantaggi sono anche di tipo finanziario. Ad esempio il nostro gruppo si serve dell’assistenza di Volkswagen Leasing, che ha il vantaggio di non essere un servizio di derivazione bancaria, ma un braccio finanziario della casa madre che non ha interesse nel guadagno attraverso la dilazione del pagamento, bensì nella vendita o, in questo specifico caso, nel noleggio del prodotto, col prodotto finanziario ad esclusivo servizio della facilitazione di questo obiettivo. Questo comporta a cascata una serie di altri vantaggi, come un’assistenza solo sulla rete ufficiale del marchio dell’auto, quindi tagliandi certificati, ricambi originali e quindi il servizio migliore possibile con tempistiche molto ridotte». Proprio le tempistiche sembrano essere uno dei punti di forza delle concessionarie nella soluzione del noleggio a lungo termine, come continua a spiegare Bagni: «un’azienda che ordina con un noleggiatore esterno avrà una ventina di giorni per l’approvazione e l’ordine della vettura, poi una volta che l’auto è uscita dalla fabbrica – e ci vuole comunque qualche mese - si andrà incontro a una fase di approntamento di circa tre settimane perché gli venga consegnata fisicamente. Queste sono fasi le cui tempistiche con un concessionario diretto vengono drasticamente ridotte».
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BUSYNEWS EDITORIALE
A Zeta Gomma rende la produzione energeticamente sostenibile
A Zeta Gomma ha deciso di affrontare la crisi energetica in corso aderendo al Piano nazionale di contenimento dei consumi e investendo in produzione di energia rinnovabile. Nella sua sede di Sassuolo, l’azienda ha installato un impianto fotovoltaico in grado di fornire 330 kWh all’anno di energia elettrica, rendendo la produzione completamente autonoma e riducendo le emissioni annuali di Co2 di circa 160 tonnellate. Ma non è tutto. I parcheggi aziendali A Zeta Gomma sono stati dotati di colonnine per la ricarica rapida delle automobili elettriche, per agevolare la mobilità sostenibile. Per abbattere i consumi di energia, infine, l’azienda ha effettuato interventi di riqualificazione energetica finalizzati a migliorare l’isolamento termico degli uffici e ridurre le dispersioni. Misure che testimoniano l’attenzione dell’azienda ai temi dell’ambiente e della sostenibilità.
Manifattura: cala la fiducia, tengono i ricavi Fiducia in calo deciso e impatto pervasivo del caro energia da un lato. Ordini ancora soddisfacenti e obiettivi di crescita per nulla archiviati dall’altro. È un quadro misto quello che emerge dall’Osservatorio Mecspe Senaf sul secondo quadrimestre 2022, indagine che da anni si concentra sui trend della manifattura in Italia attraverso il monitoraggio di un campione di imprese. La crescita del Pil, confermata anche per il terzo trimestre, è visibile anche nei dati delle aziende sondate, che evidenziano un andamento positivo, con un portafoglio ordini ritenuto adeguato in sette casi su dieci. Risultato ottenuto “in salita”, con l’Osservatorio ad indicare che l’aumento dei costi di materie prime ed energia ha avuto un impatto da medio ad alto per il 94% delle imprese. Situazione che ne ha intaccato la fiducia in generale – calata dal 57% al 34% in un anno – e nel settore di riferimento (37%).
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Elena Salda nuova presidente Rsi È Elena Salda la nuova presidente dell’Associazione per la Rsi, un gruppo attivo di aziende che diffondono sul territorio modenese, e non solo, i principi della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità. Ne fanno parte circa 30 realtà che impiegano, direttamente o attraverso i propri associati, complessivamente più di 30 mila operatori sul territorio nazionale. Dopo due anni, termina il mandato di Claudio Testi, Amministratore Unico dell’azienda Socfeder Spa che, durante l’assemblea dei soci svoltasi lunedì 7 novembre 2022, affida il testimone a Elena Salda, Ceo di C.M.S. Spa. Proseguendo sulla strada tracciata da Testi, Salda consoliderà i progetti realizzati e porterà a compimento quelli in embrione. Tanti i programmi e le attività in previsione per il 2023, tutte in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e accomunate dallo stesso filo conduttore: un miglioramento culturale, materiale e sociale degli stakeholders.
BUSYNEWS
Record per la pasta italiana
Criptovalute: crack per Ftx Fine corsa per Ftx, piattaforma per il trading di criptovalute, che dichiara il fallimento e fa ricorso negli Stati Uniti al Chapter 11, ovvero alla bancarotta assistita. Contestualmente, si dimette il suo amministratore delegato, Sam Bankman-Fried. L’epilogo arriva dopo che, nei giorni scorsi, la concorrente Binance si era offerta di intervenire in suo aiuto, ma si era poi ritirata dall’ipotesi di acquisto. La società ha spiegato che l’ex enfant prodige delle cripto rimarrà in azienda per contribuire a una transizione ordinata. Il Chapter 11 è strutturato proprio per continuare a far operare una società mentre cerca di reperire le risorse per ripagare i creditori. Dopo l’annuncio il Bitcoin è tornato a scivolare verso 16.500 dollari ciascuno.
Con un aumento del 33% è record storico per le vendite di pasta italiana all’estero. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione dello scorso World Pasta Day, sulla base dei dati Istat sul commercio estero nei primi sette mesi dell’anno. Sono i tedeschi a spendere di più in assoluto con un incremento del 31% nell’ultimo anno mentre al secondo posto si classificano gli Stati Uniti (+45%) e al terzo posto la Francia (+25%). In Italia si producono 3,6 milioni di tonnellate di pasta, pari a circa 1/4 di tutta quella mondiale, con 200mila aziende agricole italiane impegnate a fornire grano duro di altissima qualità a una filiera che conta 360 imprese e circa 7500 addetti, per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro.
L’incognita energetica sul turismo invernale
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Una scommessa da 9,5 miliardi con la crescita di oltre 770 milioni (+9%) rispetto la passata stagione. È questo il valore del turismo invernale nella stagione 2022/2023 secondo i calcoli di Skipass Panorama Turismo, osservatorio italiano del turismo montano di Jfc, che segnala come il comparto non riesca a raggiungere i livelli pre pandemia e deve affrontare il nodo del caro energia. «La valutazione circa il maggior fatturato - spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’Osservatorio - non inciderà, purtroppo, sulla marginalità aziendale, in quanto i maggiori incassi serviranno solo alla copertura dei maggiori costi relativi al riscaldamento, all’energia elettrica e all’approvvigionamento di generi alimentari, senza considerare tutta una serie di ulteriori costi che subiranno anch’essi incrementi. Non saranno quindi margini utili a migliorare l’Ebitda delle aziende della filiera, che rischia di subire una riduzione superiore ai 10 punti percentuali».
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IM PULSI
OGNI MESE I NOSTRI PROFESSIONISTI DI FIDUCIA CONDIVIDONO CON NOI ESPERIENZE E COMPETENZE
VISIONING Nomi come Antonio Vergnanini, Luigi Roversi, Antonio Piccinini, che furono perseguitati dai fascisti (Piccinini, socialista massimalista, fu assassinato nel febbraio 1924) dicono poco al 95% dei reggiani di oggi, ma è anche grazie a loro se Reggio Emilia è una moderna città europea con un sistema di welfare che molte province italiane ci invidiano.
AMBIENTE Ciascuno di noi, con le proprie scelte, può incidere sul futuro del pianeta. Occorre però diffondere una cultura di sostenibilità. Un ottimo modo di creare cultura e sensibilizzazione verso le tematiche ambientali, può essere il mondo degli eventi.
STEFANO CAMPANI
ROMANO UGOLINI
CONSULTING La necessità di affidarsi a partner tecnologici evoluti in grado di creare armonia tra le esigenze del business e le potenzialità dei sistemi di comunicazione aziendale avanzata sta diventando un criterio di investimento indispensabile per un’innovazione progressiva e sostenibile.
FORMAZIONE Forse il primo problema di molti giovani non è quale strada intraprendere dopo il diploma, ma è sapere quali sono le strade a disposizione.
PAOLO SALAMI
UMBERTO LONARDONI
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MARKETING
IMPULSI
Per fare marketing, ci vuole etica
di Davide Caiti Presidente di Kaiti expansion, agenzia di marketing e comunicazione www.kaiti.it
Fare impresa oggi, più che mai, implica delle responsabilità etiche e morali sempre più stringenti nei confronti della società. Per chi si occupa di marketing e comunicazione queste implicazioni assumono un significato ancor più profondo. In quanto professionisti del marketing, e quindi conoscitori del mercato e delle dinamiche psicologiche che condizionano i comportamenti dei consumatori, ci assumiamo direttamente la responsabilità delle conseguenze che possono avere sulle persone certe strategie di marketing. Fare marketing focalizzando l’attenzione sull’etica delle azioni significa di fatto: operare nella correttezza, nel rispetto non solo delle leggi dello stato, ma soprattutto dei principi di moralità condivisi; rispettare gli acquirenti, non inducendo nell’inconscio bisogni non primari; mantenere uno standard di veridicità e oggettività, evitando quindi testimonianze false volte a ingannare il consumatore o affermazioni che non possono essere dimostrate; tutelare la privacy dei consumatori, indispensabile per instaurare stabili relazioni di fiducia. L’obiettivo di chi fa marketing in questo senso è quindi soddisfare il consumatore, promuovere il benessere della società e, non ultimo, assicurare profitto all’impresa. Il marketing del futuro non può far altro che mettere la responsabilità sociale delle aziende al centro e sostenere un comportamento etico nelle azioni di promozione di prodotti e servizi oltre che nelle dinamiche produttive. È per questo motivo che la nostra agenzia ha scelto di lavorare solo con clienti che dimostrano attenzione verso i temi sociali e di sostenibilità d’impresa, senza limitarci al solo tema ecologico. Per noi fare marketing etico e sostenibile è diventata una vera e propria filosofia aziendale, una visione delle attività d’impresa: vogliamo affiancare e aiutare tutti quegli imprenditori, manager e aziende animati da questa mission, funzionale alla creazione di un mondo migliore per tutti noi e per le generazioni future.
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VISIONING
IMPULSI
Come nani sulle spalle di giganti
Il centenario della Marcia su Roma ha riacceso i fari su personalità che hanno avuto un ruolo di rilievo nella storia recente della nostra terra. Nomi come Antonio Vergnanini, Luigi Roversi, Antonio Piccinini, che furono perseguitati dai fascisti (Piccinini, socialista massimalista, fu assassinato nel febbraio 1924) dicono poco al 95% dei reggiani di oggi, ma è anche grazie a loro se Reggio Emilia è una moderna città europea con un sistema di welfare che molte province italiane ci invidiano. Roversi è stato il primo sindaco socialista di Reggio Emilia, dal 1901 al 1917 con una pausa tra il 1904 e il 1907. A lui si devono la municipalizzazione dell’acquedotto e delle farmacie. Vergnanini è un personaggio quasi leggendario. È stato il primo segretario della Camera del Lavoro di Reggio Emilia ed è stato anche presidente nazionale della Lega delle Cooperative. L’8 aprile 1921 la sede della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, allora in via Farini, fu devastata dalle milizie fasciste. Quel giorno le camicie nere misero a ferro e fuoco anche la sede del giornale La Giustizia, che si trovava dove oggi c’è il Liceo Ariosto. Vergnanini era un riformista. All’epoca anche la Camera del Lavoro era su posizioni gradualiste e non rivoluzionarie, e la segreteria del sindacato coincideva in buona parte con i vertici del movimento cooperativo. Al Congresso di Livorno del 1921 nessun reggiano optò per la scissione a favore del Partito Comunista, tranne uno, delegato però dalla Lombardia. La Prima Guerra Mondiale aveva restituito alla vita civile milioni di reduci abituati a combattere nelle trincee in condizioni terribili e a vedere morire come mosche i loro commilitoni. L’antimilitarismo delle sinistre successivo alla fine della guerra contribuì perciò a rendere ostili alla causa socialista e ad avvicinare al fascismo molti ex combattenti. Vergnanini invece era stato uno dei socialisti che avevano sostenuto l’intervento dell’Italia nella Grande Guerra. Vergnanini fu anche tra i protagonisti della costruzione della linea ferroviaria Reggio-Ciano, che tra il 1904 e il 1910 permise la nascita di coo-
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di Stefano Campani Direttore di Boorea. Svolge ricerche e analisi di carattere economico per la Cgil di Reggio Emilia e altri enti stecampani@gmail.com
perative come il CCPL, dando lavoro a migliaia di scarriolanti: nel 1908 La Giustizia poteva scrivere che “nel Reggiano il socialismo non è più solo una teoria, qui sta diventando un fatto”. La locomotiva che trasportò un pugno di visionari cooperatori da Reggio Emilia a Montecchio, nel suo primo viaggio del 15 agosto 1909, era un gioiello italo-tedesco della tecnologia dell’epoca, e fu chiamata Owen in onore della città inglese che aveva dato i natali alla cooperazione nell’800. Dopo la Liberazione la forza del Partito Comunista ha lasciato a lungo in un cono d’ombra le figure dei riformisti di inizio secolo. Ma davanti a profili come Vergnanini, chiunque abbia lavorato nel movimento cooperativo reggiano, a cominciare da chi scrive, non può fare a meno di sentirsi come un nano sulle spalle di giganti.
leQ uerce
C AV R IA GO
DIRITTO
IMPULSI
La riforma della giustizia, parte seconda
di Avvocato Giulia Dall’Aglio, diritto civile e della famiglia www.avvocatogiuliadallaglio.it
Nel processo civile ordinario la prima udienza viene concepita in modo da consentire al magistrato di avere il quadro completo delle ragioni e delle pretese delle parti, degli strumenti di prova nonché della necessità di coinvolgere terze parti nel giudizio (si pensi alla chiamata dell’assicurazione nei casi di responsabilità). Fatto questo gran lavoro introduttivo per arrivare alla prima udienza (l’attore e il convenuto devono subito esaminare e produrre gli elementi di prova, specificare quali testimoni sentire e su cosa, quali attività delegare al giudice: svolgendo questa analisi, ovviamente, sarà anche inevitabile approfondire la solidità della tesi difensiva), toccherà al magistrato arrivare preparato all’incontro, perché sarà suo compito tentare la conciliazione avendo le parti personalmente presenti. Ciò implica che il giudice dovrà aver studiato il materiale a sua disposizione prima di tenere la prima udienza per poterle guidare attraverso l’opportunità di un accordo che egli stesso avrà abbozzato. Una accelerazione coinvolge anche la fase decisionale che dovrà essere svolta ove possibile con le modalità della discussione orale cui seguirà sentenza entro 30 giorni; ovvero, per i casi più complessi, con la possibilità per i difensori di redigere note conclusive in tre termini rapidi (60, 30, 15) e sentenza nei successivi 30 o 60 giorni (se collegiale). Non è chiaro a chi scrive la qualità dei predetti termini, se perentori per il magistrato quanto lo sono per il legale. Sempre nell’ottica della velocizzazione va ricondotto il desiderio di estendere al massimo le potenzialità del “rito semplificato di cognizione ex art. 702 cpc” da utilizzare ogni volta i fatti di causa siano tutti non controversi, qualora l’istruzione della causa si basi su prove documentali e/o di pronta soluzione o richieda un’attività istruttoria costituenda non complessa. Le sezioni circondariali assumeranno le competenze assegnate al tribunale per i minorenni, oltre a tutte le competenze civili attribuite al tribunale ordinario
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nelle cause riguardanti lo stato e la capacità delle persone (riconoscimento o disconoscimento di figli separazioni, divorzi, affidamento di figli nati fuori dal matrimonio). In chiusura si evidenzia l’avvenuto rinvio della più ampia e trasversale riforma della giustizia penale approvata negli ultimi trent’anni al Parlamento, un mese dopo l’approvazione e un giorno prima l’entrata in vigore.
FORMAZIONE
IMPULSI
L’opportunità formativa degli Its
Forse il primo problema di molti giovani non è quale strada intraprendere dopo il diploma, ma è sapere quali sono le strade a disposizione. E ciò che influenza sicuramente la scelta dell’una o l’altra strada è anche il collegamento, più o meno diretto, col mondo del lavoro e la facilità di entrata in esso. Per Ifoa che ha nel suo dna e nella sua mission da più di 50 anni la formazione, quella professionalizzante che mira proprio ad accelerare il percorso teorico, per arrivare in tempi relativamente stretti (e quindi competitivi) all’azienda, è molto chiaro come si muova il mercato e in base a questa visuale “privilegiata” riesce a tracciare in modo realistico lo scenario dei percorsi disponibili e necessari oggi per acquisire determinate conoscenze e ricoprire i ruoli appunto più ricercati. Di percorsi ne esistono tanti, e diversi tra loro. Tra tutti questi stanno però prendendo piede (o meglio, riprendendo piede) nell’ultimo periodo quelli offerti dagli Its. Gli Its (Istituti Tecnici Superiori) sono una diffusa rete di scuole di formazione, realizzati da Fondazioni che collaborano con imprese, Università, Centri di ricerca scientifica e tecnologica, Enti locali, sistema scolastico e formativo, assicurando un forte collegamento col sistema produttivo del territorio, così da rispondere alla domanda dei profili professionali più richiesti e veramente necessari alle imprese. Gli Its possono essere una di quelle valide strade formative da intraprendere dopo il diploma. Questo è stato oltretutto rafforzato e avvalorato dalla riforma delle Its Academy di luglio 2022, con cui lo Stato italiano ha deciso lo stanziamento di regolari finanziamenti per queste organizzazioni che ogni anno, per mezzo delle Regioni, potranno giovare di un potenziamento dell’offerta formativa, lavorando sulle competenze tecnologiche e tecnico-professionali, per consolidare il proprio contributo di sistema allo sviluppo economico e produttivo e per offrire alle studentesse e
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di Umberto Lonardoni Direttore Generale Ifoa
agli studenti una preparazione in linea con le richieste del mondo del lavoro e utile in particolare nei campi della transizione ecologica e digitale. La riforma degli Its ha dato perciò una nuova spinta alla formazione post diploma non universitaria. La bontà dei percorsi Its, ormai radicati nel tessuto educativo nazionale, è dimostrata oltretutto dai dati di monitoraggio nazionale 2022 forniti da Indire, Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa): su 5.280 diplomati Its nel 2020, l’80% (4.218) ha trovato un’occupazione nel corso dell’anno 2021, nonostante le restrizioni e le difficoltà causate dalla pandemia. Di quei 4.218 che hanno trovato lavoro a un anno dal diploma, 3.836 (il 90,9% degli occupati) risultano essere in un’area coerente con il proprio percorso di studi.
AMBIENTE
IMPULSI
Valorizzare gli eventi con la sostenibilità
di Romano Ugolini Co-founder Società Benefit Ambiente e Salute
Ciascuno di noi, con le proprie scelte, può incidere sul futuro del pianeta. Occorre però diffondere una cultura di sostenibilità. Un ottimo modo di creare cultura e sensibilizzazione verso le tematiche ambientali, può essere il mondo degli eventi. Gli eventi ecosostenibili rappresentano una delle sfide per la lotta al cambiamento climatico. Infatti se pensiamo solo alla categoria di eventi legati al mondo professionale del lavoro, si tratta di manifestazioni che hanno l’obiettivo di far vivere un’esperienza memorabili ai partecipanti, esperienze tali da imprimere associazioni mentali positive. Ma il rovescio della medaglia è che un evento, se non gestito in maniera adeguata, può avere un effetto molto impattante sull’ ambiente, qui si presenta l’opportunità positiva per chi lo organizza, rendendolo sostenibile. Essere sostenibili significa adottare uno stile di vita attento e consapevole nei confronti di sé stessi e di chi ci circonda. Ampliare la consapevolezza attraverso un evento sostenibile significa per l’azienda acquisire ricadute positive verso tutti gli stakeholders: i partecipanti, i dipendenti, i fornitori, i clienti, la comunità locale ed in alcuni casi anche le istituzioni. D’altronde il mercato guarda alle aziende sostenibili come una via di sviluppo per garantire una crescita attenta all’ambiente e quindi al benessere comune per gli abitanti attuali e futuri del pianeta. Saranno le aziende sostenibili che avranno maggiore fiducia da parte dei potenziali clienti. Anche per questo motivo i green jobs sono la categoria di professioni che più di altre si sta sviluppando per diventare parte attiva della transizione ecologica. È un dato di fatto che molti green Jobs non esistevano fino a pochi anni fa, per questo Ecoevents, marchio della società Benefit Ambiente e Salute, partner di Legambiente Nazionale, ha lanciato una nuova sfida: il Green Event Manager. Attraverso questo Executive Master viene formata una figura che già oggi è molto richiesta da chi si occupa di eventi. Il Master è strutturato in 5 lezioni
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di 6 ore cadauna per un totale di 30 ore, per consentire la partecipazione anche a chi lavora è stato scelto un orario serale dalle 18.30 alle 20.30 di giornate infrasettimanali. Il Master Green Event Manager è rivolto a chi si occupa di organizzare eventi come riunioni aziendali, convention o eventi di team building all’interno dell’azienda, agenzie e organizzatori di eventi. In generale è un’opportunità rivolta a tutte quelle persone che vogliono specializzarsi ad un settore dalle forti prospettive. Chi si iscriverà all’ Executive Master verrà preparato su come rendere sostenibili tutte le fasi di un evento, dal punto di vista ambientale ma anche sociale ed economico: dal marketing, all’organizzazione vera e propria, fino alla comunicazione fornendo i giusti contenuti. La figura del Green Event manager sarà un vero valore aggiunto per l’azienda che guarda al futuro.
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Strada San Geminiano, 64 - TRAVERSETOLO (PR) 0521.842728 - 338.8704557 - 338.5679985 ediliflliananiasas@alice.it
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La nuova frontiera dei sistemi di comunicazione
di Paolo Salami, Area Manager di Master Training
La necessità di affidarsi a partner tecnologici evoluti in grado di creare armonia tra le esigenze del business e le potenzialità dei sistemi di comunicazione aziendale avanzata sta diventando un criterio di investimento indispensabile per un’innovazione progressiva e sostenibile. La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata alle centrali telefoniche Voip (Pbx) consente di aumentare l’efficienza operativa, riducendo i costi, rispondendo alla richiesta del cliente e lasciando in lui il ricordo di un’esperienza positiva e affidabile. Compiti ripetitivi, conversazioni che richiedono risposte standardizzate, reperimento di informazioni che risiedono su basi dati: sono tutte operazioni reiterate e basate su euristiche poco raffinate che portano via molto tempo al personale addetto. Oggi è possibile impiegare un assistente virtuale, basato sull’Intelligenza Artificiale e addestrato per eseguire queste operazioni 24h su 24, 7 giorni su 7. Oltre a migliorare il servizio per i clienti, l’adozione di questa tecnologia comporta grandi economie di scala per l’azienda, che può così dirottare il personale su compiti più interessanti e di maggiore complessità. I dati forniti dall’Osservatorio del Politecnico di Milano: ad oggi il 56% delle imprese ha già avviato progetti di Intelligenza Artificiale dove Il 25% di questi possono essere ricondotti al mondo dei virtual assistant. Questi sistemi integrati nelle soluzioni di Pbx avanzato sono in grado di risolvere problemi molto diversi da quelli che possono essere risolti con soluzioni tradizionali, in modo estremamente rapido e scalabile. Conversazioni rapide, efficaci e semplici con i clienti, gestione efficiente del front desk o call center aziendale, prenotazione di visite e appuntamenti, trascrizione e classificazione del parlato in e-mail o trouble ticket, compilazione vocale di documenti o contratti, individuazione attraverso il dialogo uomo-macchina di richieste frequenti fornendo informazioni precise e risposte mirate. E ancora
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la possibilità di identificare il chiamante chiamandolo per nome, individuare il soggetto cercato all’interno dei contatti, identificare settori e responsabili relativi, permettere alla persona cercata di rifiutare la chiamata e di chiedere di essere richiamata in un altro momento o a di specificare la motivazione della chiamata, sono altri esempi di come si possono arrivare a gestire le attività di comunicazione aziendale. Per le imprese questo significa che progettare attentamente l’identità del proprio sistema di comunicazione aziendale potrà solo migliorare le relazioni con i propri interlocutori ed aumentare la redditività. Si rivelerà utile per le aziende scegliere piattaforme e prodotti in grado di essere dimensionati in base ai propri scenari di utilizzo con la collaborazione e le esperienze di partner tecnologici qualificati: diventa fondamentale la personalizzazione del software e delle sue possibili integrazioni.
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Comunicare: lo stiamo facendo bene
Sappiamo bene quanto sia importante in questo momento storico risparmiare energia e farne un uso efficiente e razionale. E se lo sappiamo bene è perché il concetto è stato comunicato in modo efficace. Quanto sia importante farlo ce lo conferma un report dell’Agenzia Internazionale per l’Energia dal titolo “Empowering people to act: How awareness and behaviour campaigns can enable citizens to save energy during and beyond today’s energy crisis”, che conferma che campagna mirate e ben calibrate sono realmente molto efficaci nel motivare le persone ad un concreto risparmio energetico. La recente conferenza annuale dell’Aie sottolinea proprio come l’efficienza del consumo energetico oggi abbia un ruolo particolare, invitando governi, industria e impresa a farsi carico di questo compito. Ed i risultati vanno ad incidere nell’immediato, per tamponare gli attuali mesi di crisi energetica, ma anche a lungo termine, fissando nella popolazione una serie di conoscenze, misure comportamentali e buone pratiche utili ai fini del raggiungimento dell’obiettivo fissato di zero emissioni entro il 2050. In questa direzione si muove efficacemente l’Italia, che si segnala tra i paesi più attivi a livello europeo, con l’avvio della seconda edizione di Italia in Classe A, il programma di informazione e formazione sull’efficienza energetica finanziato dal Ministero della Transizione Ecologica con la collaborazione di Enea.
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LE REGIONI SI MUOVONO Piani di comunicazione sul risparmio energetico sono stati sviluppati anche dai singoli enti pubblici, comprese le Regioni. Tra queste vale la pena di citare la Valle d’Aosta, di sicuro una tra le regioni che in proporzione ha più bisogno di consumi energetici durante la stagione invernale per ovvi fattori geoclimatici. La sua campagna è stata ribattezzata “Utilizziamo l’energia in modo responsabile” e, oltre ai consigli per la riduzione dei consumi e all’uso intelligente dell’energia, mette l’accento sulle misure che proprio la Regione ha messo in campo per rispondere alle esigenze del territorio.
FACCIAMO LUCE Rispondere alle domande sembra il semplice, ma efficace meccanismo per portare avanti una campagna informativa e trasparente, che possa aiutare le persone a orientarsi tra le mille novità e i cambiamenti dovuti alla crisi energetica. La premessa del progetto Facciamo Luce è proprio questa. Si tratta della campagna progettata da NeN, la prima enertech in Italia, che nella sua scelta comunicativa ha deciso di rispondere alle domande di tutti dal proprio punto di vista, quello di una compagnia fornitrice di energia. La campagna utilizza tutti i mezzi di comunicazione di NeN – dal blog ai social media con post in cui sono le persone sempre al centro.
ADVERTISING NIENTE SPRECHI, SIAMO INGLESI Ovviamente si muove anche il terzo settore. In questo caso illustriamo un esempio che arriva dalla Gran Bretagna, dove esiste l’organizzazione no profit indipendente Energy Saving Trust che ha una delle sue missioni proprio nello studio di svariate campagne di comunicazione per il risparmio energetico. Alcune delle loro campagne più recenti sono la realizzazione e la promozione di una guida al risparmio energetico casalingo stanza per stanza, un’altra con svariati trucchi per migliorare e mantenere il riscaldamento della casa, oltre a una campagna specifica per la settimana del risparmio energetico in Irlanda del Nord.
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L’INFLAZIONE? È QUI PER RESTARE Inflazione e crisi energetica sono in questo momento i due problemi che maggiormente angustiano i pensieri degli italiani ogni volta che si guardano dentro al portafoglio. È in questo senso interessante osservare i dati dell’indagine svolta da Info Data - Sole 24 Ore, in collaborazione con Toluna, in merito al pensiero degli italiani sul carovita e le relative iniziative intraprese per contrastarlo. Emerge innanzitutto un certo sconforto inerente la durata del fenomeno, che per il campione intervistato è destinato ad avere lunga durata, indipendentemente dall’entità degli aumenti. Quasi nessuno infatti immagina che si tornerà presto nella situazione che ha caratterizzato lo scorso decennio e, per nove italiani su dieci l’erosione del proprio potere d’acquisto è una preoccupazione molto forte. Fin qui nulla di inatteso, ma qualche sorpresa viene rivelata quando si indaga maggiormente sui settori su cui si intenderà fare tagli e sacrifici. Innanzitutto la salute. Ben 4 su 10 sono intenzionati a rimandare le spese per dentista, visite private ed esami. Si rinnova quindi la tendenza a risparmiare innanzitutto sulla tutela della propria salute proprio come era emerso dopo il 2008. Spending review in vista anche per le automobili, infatti solo il 20% di persone che avevano pensato di cambiare auto entro la fine dell’anno lo faranno davvero, mentre gli altri si terranno la vecchia alla luce dei nuovi chiari di luna. Si risparmierà molto anche sui momenti ricreativi, con significativi tagli su ristoranti, cinema, eventi. Si mirerà anche a tenere sotto controllo le spese dei regali, mentre dovrebbero tenere le spese personali. L’alimentazione è destinata ad un calo dei valori di consumo. Si prospetta un contenimento dei costi del carrello, anche cambiando abitudini di acquisto, inseguendo sconti ed offerte o cambiando punti vendita e marche. E proprio guardando nel proprio carrello, gli italiani sembrano distinguere quali sono le tipologie di prodotti alimentari che hanno subito maggiori rincari: pasta, riso e pane sono in cima a questa classifica, seguiti da frutta, verdura, carne e pesce, quindi latte e formaggi. Preoccupano anche i consumi energetici ovviamente. Sono in molti a sostenere di aver chiesto informazioni per l’istallazione di pannelli fotovoltaici alla ricerca, anche solo parziale, di un’autonomia dei propri consumi. Allo stesso modo in parecchi hanno già sostituito, o hanno intenzione di sostituire, gli elettrodomestici più energivori con altri più efficienti. Sorprendente però come siano in molti anche i favorevoli a misure draconiane pur di arginare la crisi energetica, come ipotetici razionamenti e limitazioni della temperatura.
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Una grande ridistribuzione del talento di Davide Bianchini
Hanno fatto clamore i licenziamenti annunciati dai colossi del web e dell’e-commerce nelle ultime settimane: 121mila su scala globale secondo il sito di ricerca Layoffs.fyi (che non monitora però tutti i Paesi, l’Italia ad esempio è esclusa). Meta (Facebook) ha dichiarato 11mila esuberi, Amazon 10mila, Uber 6.700, Getir e Booking oltre 4mila, Twitter 3.700. Solo per dare qualche numero. Una ecatombe. O forse no, visto che nel 2022 nei soli Stati Uniti sono state 190mila le assunzioni (dati CompITA) da parte di startup, banche e aziende che investono sulla propria transizione tecnologica. Nel solo mese di ottobre sono stati pubblicati 317mila annunci di lavoro, 10mila in più rispetto al mese precedente. Importanti sono state anche le campagne acquisti dei colossi cinesi, su tutti TikTok e la holding Bytedance (proprietaria tra le altre cose proprio del social network amato dai giovanissimi e dalle star di mezzo mondo). Così, in un mondo che cambia rapidamente, la Bay Area di San Francisco non è più l’Eldorado di una volta, o comunque non è più il solo, visto che sono tante le piccole e medie realtà che grazie alla rivoluzione di mercato possono ora accedere a professionalità fino a ieri irraggiungibili perché sotto ingaggio con i colossi del settore. Insomma, come spesso accade dopo i forti terremoti, la società raccoglie le macerie e ricostruisce, magari altrove. Un altrove che, purtroppo per l’Europa, si chiama soprattutto Cina. Il Vecchio Continente comunque non sta a guardare. Anche in Italia è in forte aumento la richiesta di figure specializzate in materie Stem, e non solo da parte software house. Chi spinge forte il piede sull’acceleratore della transizione è il settore bancario. In Emilia brilla il gruppo Credem, che ha annunciato 100 nuove assunzioni entro la fine del 2022.
Ci osserva vivere le nostre vite moderne a tutti i costi e non ci risparmia la sua opinione.
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M U S I CA | T E AT R O | C I N E M A | C U C I N A | L I B R I | A R C H I T E T T U RA | V I AG G I | S O C I A L E
L’arte di Banksy a Torino Chiuderà i battenti il 29 gennaio 2023 alla Sala degli Stemmi della Stazione Torino Porta Nuova la mostra The World of Banksy – The immersive experience dedicata all’artista sconosciuto più famoso al mondo. La mostra è giunta con successo nella sala espositiva della stazione torinese dopo il successo riscontrato alla Stazione Centrale e al Teatro Nuovo di Milano e nelle città di Parigi, Barcellona, Dubai. Il percorso immersivo di questa mostra presenta oltre 90 opere.
L’iconico Warhol in mostra Dal 30 settembre 2022 al 29 gennaio 2023 presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano a Padova è possibile visitare la mostra Andy Warhol. Icona pop. L’esposizione indaga la poetica del genio della Pop Art, soffermandosi sulla sua rappresentazione della società e della cultura americane. La mostra è suddivisa in 6 sezioni tematiche, a partire dal ritratto biografico del grande artista newyorkese. Sono in totale circa 150 le opere esposte tra disegni, incisioni, serigrafie, sculture e postcards.
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ARTE
L’Arte Inquieta, l’urgenza della creazione Palazzo Magnani 18 novembre 2022 - 12 marzo 2023
Paesaggi interiori, mappe, volti: 140 opere da Paul Klee ad Anselm Kiefer a Palazzo Magnani 140 opere di grandi interpreti dell’arte del ‘900 e dell’oggi – da Paul Klee, Max Ernst, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet a Hans Hartung e Anselm Kiefer, da Antonio Ligabue, Pietro Ghizzardi, Cesare Zavattini a Maria Lai, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò, Carla Accardi – per indagare, come prima mai fatto, “l’Arte Inquieta”. A Palazzo Magnani, dal 18 novembre 2022 al 12 marzo 2023, una sequenza mai vista di capolavori di grandi interpreti, anche dell’art brut internazionale e italiana. Accanto ad essi, per la prima volta, le creazioni inedite che provengono dagli Archivi del San Lazzaro, quello che fu il Manicomio di Reggio Emilia. Al centro di questa mostra, le opere rivelano l’urgenza creativa e la vitalità dei linguaggi dell’arte, necessari all’esplorazione degli infiniti volti ed espressioni dell’identità umana. Un’esposizione – questa curata da Giorgio Bedoni, Johann Feilacher e Claudio Spadoni - dove ad emergere è l’impulso creativo degli artisti, di cui sono frutto opere uniche che sorprendono, stupiscono e coinvolgono il visitatore. In ciascuna delle stanze tematiche di questa grande mostra, autori e opere si confrontano per affinità di generi e di linguaggi in un percorso espositivo che indaga la bruciante vitalità dell’artista, la sua inquieta ricerca sull’identità, sospe-
sa tra sguardi sulla storia e l’esplorazione di paesaggi interiori. «L’arte deve comunicare, lanciare dei messaggi, servendosi di espressioni forti, barbare, violente, vandaliche. L’arte non è un’immagine piatta, levigata e lucida, che gli acidi emozionali non possano attaccare. Al contrario l’arte graffia e disturba, è stridore, imperfezione e invenzione. Per questo bisogna opporsi al razionalismo che vuole invadere dei territori che non gli appartengono, i territori dell’immaginario». L’affermazione di Asger Jorn, riverbera quella di Paul Klee che così si esprime: «Più di uno non riconoscerà la verità del mio specchio. Deve comunque rendersi conto che io non sono qui per riflettere la superficie (questo può farlo la lastra fotografica) ma che devo penetrare all’interno. Io rifletto fino all’interno del cuore. Io scrivo parole sulla fronte e attorno agli angoli della bocca. I miei volti umani sono più reali di quelli veri». L’arte è un sismografo sensibile ai confini incerti, ci interroga sulla natura dell’uomo, su sogni e desideri collettivi, è un viaggio che evidenzia quanto la vicenda umana possa essere stupefacente e imprevedibile, al di là di qualsiasi forma e confine tracciato. Come questa mostra autorevolmente conferma.
Harold Theodore Gordon Senza Titolo I,II,III e IV, 2007 Acrilico e penna a sfera su carta 23,8 x 23,8 cm a colori 29,8 x 23,8 cm bianco e nero Collezione privata Casa dell’Art Brut
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Antonio Ligabue Autoritratto con torre, 1948 Olio su faesite 52 x 36 cm Collezione privata
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Ufficio (dolce)amaro SERIE TV
The Office UK Prime Video (2 stagioni, 2001-2003)
Stavolta parliamo di una serie che ha già vent’anni suonati e che molti conoscono solo in versione americana, dato che è stato realizzato un fortunatissimo remake omonimo con protagonista quel campione della commedia sofisticata a stelle e strisce che è Steve Carell, e che ha avuto una diffusione molto maggiore rispetto all’originale. The Office però oggi è finalmente di nuovo disponibile in Italia nella versione britannica, scritta e interpretata da un altro genio indiscusso dell’umorismo, Ricky Gervais. Le puntate si svolgono all’interno degli uffici di un’immaginaria azienda cartiera nei sobborghi di Londra, dove i protagonisti agiscono e parlano davanti all’occhio indagatore di una telecamera della Bbc che li filma per un documentario. La serie si inserisce quindi nel filone dei mockumentary, i finti documentari, con riprese sporche e mosse, ma che spesso favoriscono l’umorismo delle scene, proiettando lo spettatore in un clima da ufficio che diventa sempre più realistico ad ogni puntata. In questo ufficio si muovono diversi impiegati, ognuno con le proprie manie e i propri problemi, ma il vero animatore della serie è il capo, David Brent interpretato appunto da Gervais, che a furia di scherzi e sorrisi cerca di guadagnare il favore e le simpatie dei suoi colleghi con risultati tra il disastroso e l’imbarazzante. David Brent è una specie di simbolo del team building a tutti i costi, dove il fine ultimo non è il miglioramento dell’affiatamento dell’ufficio, ma la disperata ricerca della sua approvazione personale. Si tratta di una serie dall’umorismo tipicamente britannico, molto sottile, talvolta così sottile da essere letteralmente affilato e quindi devastante negli effetti, sia dal punto di vista dell’ilarità che da quello dei ragionamenti sulla socialità. Una serie da recuperare senza scuse per gli amanti del “Quando la gente mi dice: preferiresti essere conbritish humor quindi, ma siderato un uomo divertente o un grande capo anche un piccolo rifugio sul lavoro? La mia risposta è sempre la stessa, per capi ed impiegati per me le cose non si escludono a vicenda.” disperati, per capire che David Brent in fondo il proprio ufficio non è poi così male.
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I Maestri Talking Heads, Speaking In Tongues, 1983 Il manifesto artistico di una delle band più influenti di sempre, ancora oggi estremamente attuali e citati: qui troviamo la massima espressione del genio di Byrne e compagni, con brani iconici quali “Burning Down The House” e “This Must Be The Place”. Sulla Mappa Oasis, (What’s The Story) Morning Glory?, 1995 I fratelli più famosi del rock, tanto per i brani che sono stati capaci di comporre quanto per le vicende extra-artistiche, e il loro disco più conosciuto e amato. Da Manchester con furore. Sul Palco No Rome, It’s All Smiles, 2021 Il musicista anglo-filippino Guendoline Gomez che ha avuto l’onore di essere uno degli artisti di apertura per il tour mondiale dei 1975 e di firmare con la rispettata etichetta Dirty Hit. direttamente all’anima, una vena malinconica sorretta da ritmiche incalzanti e chitarre distorte.
Artista: The 1975
Gli eterni adolescenti del pop britannico
Titolo: Being Funny In A Foreign Language Etichetta: Dirty Hit Anno: 2022 Con il sesto album in studio, la band di Manchester guidata dal carismatico Matt Healy continua a stravolgere le regole del pop moderno, fondendo morbide sonorità e linee accattivanti a pura sperimentazione, che però non ne contamina l’identità artistica ormai acclarata, ma anzi la amplifica, in un processo di maturazione che sembra arrivato al culmine. Non v’è dubbio alcuno, i 1975 sono il gruppo più interessante della scena alternative pop contemporanea.
di Eddi
Cosa: Zucchero Dove: RCF Arena, Reggio Emilia
L’agenda 2023 di RCF Arena inizia a riempirsi, e lo fa con l’attesissimo annuncio di un artista tanto internazionale quanto di casa: sarà Zucchero a inaugurare la prossima stagione dei concerti, con un doppio appuntamento in cui saranno previsti più di 35.000 posti a sedere. Il reggianissimo Adelmo Fornaciari, nome di battesimo, sarà protagonista di un (doppio) live che era nell’aria fin dalle prime fasi di progettazione dell’Arena. Biglietti disponibili su Ticketone e Tic-ketmaster.
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LIVE
Quando: 9 e 10 Giugno 2023
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GHIACCIA REALE Sapevate che la quantità di zucchero per la ghiaccia reale varia in base all’uso che ne dovrete fare? Per decorare 80 biscotti, per esempio, dovrete aggiungere i seguenti quantitativi di zucchero a velo vanigliato a un albume montato con un cucchiaino di succo di limone: • 30 gr, per una ghiaccia liquido-morbida per glassare decori acquosi e leggeri • 100 gr, per una ghiaccia semi-compatta per decorare in maniera morbida, non troppo delineata • 130 gr, per una ghiaccia compatta per delineare i contorni della decorazione in maniera dettagliata
Pan di zenzero I Biscotti Pan di Zenzero sono i biscotti di Natale per eccellenza: famosi per essere a forma di omini Gingerbread, sono caratterizzati da un profumo intenso e deciso di spezie, una consistenza leggermente morbida e un colore scuro, dato da un ingrediente speciale, la melassa.
BISCOTTI
INGREDIENTI PER 60 BISCOTTI:
• 350 gr di farina ’00 • 150 gr di zucchero • 150 gr di burro freddo • 150 gr di melassa scura • 1 uovo • 2 pizzichi di sale • 1/2 cucchiaino di bicarbonato • 2 cucchiaini di zenzero in polvere • 2 cucchiaini di cannella in polvere • 1/2 cucchiaino di noce moscata • 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano
di Giulia Pellegrini
PREPARAZIONE Mettete la farina nel mixer, insieme alle spezie in polvere, lo zucchero e il sale e aggiungete il burro freddo tagliato a pezzetti. Azionate il mixer per ottenere una sabbiatura; unite ora la melassa e l’uovo e con il mixer ad altissima velocità ottenete un impasto morbido: avvolgetelo in una pellicola per alimenti, schiacciatelo leggermente e lasciatelo riposare in frigo per almeno 2h. Trasferite quindi l’impasto su un piano di lavoro freddo, dividetelo in 2-3 parti e stendetene una per volta. Dalla sfoglia create ora i biscotti con delle formine, adagiateli subito su una teglia coperta con carta forno e cuocete in forno a 180° per 12 minuti. Lasciate raffreddare i biscotti pan di zenzero su una gratella e decorateli con la ghiaccia reale.
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Stelle di cannella INGREDIENTI PER 25 BISCOTTI:
• 200 gr di mandorle pelate • 1 albume d’uovo • 100 gr di zucchero a velo • 1 cucchiaino di succo di limone • 2 cucchiaini di cannella in polvere • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere • 1 pizzico di chiodi di garofano in polvere • 1 pizzico di sale PREPARAZIONE
DI NATALE per tutti i gusti
Tostate leggermente le mandorle in forno a 150° per 15 minuti, lasciatele raffreddare e polverizzatele con un mixer. Montate a neve l’albume con il succo di limone, incorporate quindi lo zucchero a velo, fino a ottenere una meringa liscia e vellutata. Unite ora le mandorle tritate, la cannella, lo zenzero, i chiodi di garofano e il sale: otterrete un composto consistente, che coprirete con una pellicola e lascerete riposare in frigo per almeno 1 ora. Stendete ora l’impasto con un matterello a uno spessore di 5 mm e intagliatelo con il taglia biscotti a forma di stella. Cuocete i biscotti in forno a 170° per circa 15 minuti e lasciateli raffreddare prima di passare alla glassa con la ghiaccia reale, che dovrà aderire bene ai bordi creando un effetto leggermente bombato.
I CINQUE SEGRETI PER UNA PASTA FROLLA PERFETTA 1. Il burro morbido a temperatura ambiente va montato con le fruste insieme allo zucchero e agli aromi scelti per almeno 3 – 4 minuti, fino ad ottenere un composto spumoso e soffice. 2. Le uova vanno aggiunte una alla volta, usando sempre le fruste elettriche: quando il primo sarà assorbito dal composto, passate al secondo e così via. 3. Versate la farina tutta insieme, amalgamate velocemente, trasferite su un piano di lavoro e compattate l’impasto con le mani fredde per ottenere una palla non troppo morbida. 4. Se la frolla si sgretola, aggiungete un cucchiaino di acqua fredda e amalgamate velocemente con un pizzico di farina, se necessario. 5. La frolla va fatta riposare al freddo affinché il burro si compatti e l’impasto risulti semplice da stendere: il tempo giusto è di 1h in frigo o 1/2h in freezer.
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ANTEPRIME OROSCOPO DI NOVEMBRE
ARIETE
TORO
GEMELLI
Sono in arrivo interessanti opportunità lavorative, che oltre a darvi soddisfazioni economiche potrebbero farvi crescere professionalmente. Sentire forte il bisogno di cambiamenti frequenti: assecondate il vostro istinto.
Mettete da parte la vostra cocciutaggine e aprite la mente: in questo periodo avrete tutto da guadagnarci. Non peccate di superbia neanche sul lavoro, anzi, ascoltate i consigli dei colleghi con più esperienza di voi e sicuramente saprete farne tesoro.
Avrete dei problemi di forte nervosismo, un lato del vostro carattere che non amate molto. Fate attenzione: qualcuno può riuscire nel ritorcervi contro la vostra insofferenza. Puntando sull’autocontrollo e rilassando i nervi uscirete vincenti, anche nella sfera sentimentale.
CANCRO
LEONE
VERGINE
Quando vi ci mettete sapete essere insistenti, esasperanti! Non continuate a prendere di mira qualcuno che ha commesso un errore, potreste passare dalla parte del torto. Riscoprite interessi che il tempo vi ha sepolto dietro le spalle.
Vi sentirete insofferenti e affronterete gli impegni professionali con scarso entusiasmo. Cercate di trovare un equilibrio, di vedere il lato positivo delle cose, di procurarvi serenità: vi servirà energia per superare questo momento di stasi temporanea.
Attraverserete un momento di auto isolamento: confidenza a nessuno e fuga da ogni occasione di confronto. Questo atteggiamento potrebbe danneggiare irreparabilmente la vostra immagine. Traete forza dai vostri affetti privati e lasciatevi trascinare.
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
Godrete di un ottimo intuito che dovete assolutamente mettere a frutto. Potreste capitare in mezzo a situazioni incerte in cui molti guarderanno a voi per trovare una via d’uscita. Non preoccupatevi se sentite di intraprendere la via più ardua: è quella vincente.
Una persona che sprizza energia come voi in questo periodo, può anche fare invidia a qualcuno. Lasciate correre punzecchiature e critiche, avete il vento in poppa, continuate per la vostra strada, perseguite i vostri obiettivi perché il periodo è propizio.
Chi si comporta con serietà e professionalità, alla lunga scatena invidie, è da mettere in conto. Ora potrebbe essere il vostro turno, dato che state mostrando il vostro meglio. Continuate a seguire il sentiero tracciato dalle vostre capacità, è quello vincente.
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
L’orgoglio di cui siete un po’ troppo forniti potrebbe mettervi i bastoni fra le ruote. Andate incontro a un periodo in cui dovrete inseguire il vostro intuito per uscire vincitori dalle mischie professionali. Sbloccate le situazioni di ristagno in campo affettivo.
Potreste attraversare un periodo in cui fisicamente non vi sentirete al top a causa di un’eccessiva debolezza. Attenzione, perché al contempo avrete nuove occasioni sul lavoro, che meriteranno di essere agguantate con decisione. Dosate le energie per ciò che conta.
Vi sentirete molto convinti di voi stessi, forse troppo e in modo poco lucido. Potreste andare incontro a diverbi in cui il vostro punto di vista è solo uno con la stessa validità degli altri. Non impuntatevi, siate malleabili. Riversate la vostra energia in attività fisica.
scritta al ROC n. 9369 dal 18/02/02 autoriz. Tribunale di RE n. 944 del 10/03/1997, autorizz. P.I. RE n. 1402 Rivista associata all’Unione Stamp. Periodici Italiani
Imprenditori è pubblicata da Kaiti expansion Anno XXIII - Rivista trimestrale Chiuso in redazione: novembre 2022
REDAZIONE Direttore responsabile Davide Caiti Caporedattore Enrico Finocchiaro Redazione Elisa Predieri Hanno collaborato Stefano Angione, Davide Bianchini, Elisa Braghiroli, Francesco Bromo, Stefano Campani, Clara Collana, Francesco Notari, Giulia Pellegrini, Paolo Salami, Edoardo Vandelli Progetto grafico Kaiti expansion Art director Alessandra Aleotti Impaginazione e illustrazioni Valentina Rainieri Ufficio stampa Luca Tondelli Segreteria Sara Larocca - info@imprenditori.it Redazione Imprenditori, www.imprenditori.it, redazione@imprenditori.it
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