NAM JUN KIM COL LECTION VOL.1
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PROFILE.
NAMJUN KIM [김남준] AGE 25 NATIONALITY BIRTH 01.10.1995 EMAIL KIMNJSTF@GMAIL.COM ADRESS VIA IMPERIA43 PHONE +39 3926618932 INSTAGRAM @MR.JVNI
EDUCATION 2018/2020
Politecnico di Milano Msc in Building Architecture Degree, 110/110 score
2014/2017
Politecnico di Milano Bachelor in Architectural design, 103/110 score
2014
Liceo Artistico di Brera, Milano “Brera” Artistic High school Diploma
PROFESSIONAL EXPERIENCES 2018 Feb-Jul
Guidarini & Salvadeo Architetti Associati Collaborator -International School Of Como, Renovation - Completed -Exhibition “N.U.B.-New Urban Bodies” at Triennale of Milan - Completed
2017 July-Sept
Twister Architetti Associati Extra-curricular internship -Offices Interior and layout projects
PERSONAL DEVELOPMENTS 2020
Logo Branding and visual Identity for GreenHeating. [instagram: @carbon_fiber_heating] Graphics design music EP, Single, Album cover for GOLPE Label Mgmt. [instagram: @golpemgmt]
Co-founder Keener Magazine [instagram: @keen__er] Model for NSS fashion Magazine Editorial “MILANO SOSPESA” [instagram: @nssmagazine @streetpeoplecasting] 2018
Atmosphere 2018- Competition open air place installation, Milan First Prize
2017
Towards Dubai 2020. - International Workshop, Dubai, E.A.U. Architecture in a transient City. Alghurair University, Politecnico di Milano, Università la Sapienza AUTODESK REVIT base level- Workshop, B.I.M. architectural design, Milan
LANGUAGES
_English IELTS 7 (Academic Version) _Italian Fluent _Korean Mother tongue
PUBLICATION https://www.nssmag.com/it/fashion/23868/milano-sospesa-nss-magazine-digital-cover-n-04 https://issuu.com/lablogpublications/docs/recode2017_atlas_aggregations-allto https://www.youtube.com/watch?v=v8rPtOXQeJw “Dubai Foward”, Tiziano Rinella, Rubèn Garcia Rubio, Maggioli Editore, 2019
SKILLS AutoCAD | Rhinoceros | Adobe Creative Suite | Vray | Micorosoft Office | SketchUp | Model Making | Revit (beginner) | Sketch | graphic design |
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CONTENTS.
/THESIS: 4,5KM AN OPEN SKY MUSEUM /BOVISA LEARNING CENTER /EX ADAFRIGOR OPEN SOURCE SPACE /INTERNATIONAL SCHOOL OF COMO /A-RESIDENCES
/TOWARDS DUBAI: DUNE PLAZA /YAC COMPETITION SEDUCTION PAVILION /ATMOSPHERE COMP. PERFORMACE BRICK /TRIENNALE DI MILANO NEW URBAN BODY EXHIBITION j
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2020/THESIS: 4,5KM AN OPEN SKY MUSEUM g4,5 km An Open sky Museum è un progetto che ha come obbiettivo quello di andare a ripristinare la consapevolezza ormai persa dell’unicità del Colosso di Prora: un resort cotruito nel nord della germania in periodo Nazista. Il quesito che ci siamo posti è stato quale fosse l’approccio migliore per affrontare la scala dell’edificio e quindi dell’Architettura, che come mai in questo caso, ha assunto le peculiarità della “Bigness”. Lo scopo è quello di affiancare un programma culturale a una realtà già attiva ma caotica, dove manca il principale luogo per offrire realmente uno spazio di qualità pubblico organizzato e pianificato nel lungo periodo, capace soprattutto di raccontare la stratificazione storica di Prora. Ciò si traduce nel pensare ad una valorizzazione di Prora lungo tutta la sua estensione. Il complesso intero è un museo di se stesso. Attraverso l’innesto di un nuovo edificio nella Grande Piazza della Feste, abbiamo immaginato di poter ridare un collegamento visivo diretto tra gli edifici, il lungo mare e lo spazio retrostante cercando di dare nuova uniformità e consapevolezza storica tramite il Progetto. Team: Irene Bardoneschi, Nicolò Clerici, Namjun Kim
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2018/BOVISA LEARNING CENTER gIl progetto è localizzato nell’attuale parcheggio antistante la stazione ferroviaria di Bovisa sulla base di un nuovo master plan di riqualificazione urbana. L’obiettivo del progetto è di cercare di risolvere i problemi di connessione e rendere la zona una nuova attrazione, ampliando il Politecnico di Milano delle facoltà di design e ingegneria, aumentando le residenze e le attività. Il “Bovisa Learning Center”, è costituito da un’ampia piazza e da un auditorium universitario da mille posti. Il programma comprende anche strutture commerciali, coworking, un ristorante, due bar e. Il dominio di intervento si colloca tra il livello stradale e il livello della stazione. La configurazione del programma è caratterizzata da una serie di livelli, determinando una sorta di congestione e liberando quindi la massima quantità di spazio pubblico. Il progetto architettonico è generato dal cosiddetto “city stage”, che genera una permeabilità permanente tra aree pubbliche e private, dando a Bovisa uno spazio di incertezza dove possono verificarsi attività imprevedibili. Team: Clara Barana; Namjun Kim; Nicolò Clerici
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+4.00m
-3.32
2m
0.00m
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CREATE 3 INDIVIDUAL IDENTITIES Restaurant Workshop
PUBLIC
Auditorium
City Stage
PUBLIC
Bookshop
CREATE VERTICAL CONNECTIONS Stairs
Lift Escalators
INTERACTIONS WITH THE CITY
Way to the train station
Way to Politecnico
24h open
Entrance Hall -3.32m
Foyer +14.84m
Auditorium +19m
Restaurant/Studio space +33m
+39.00m
+33.00m
+15.00m
+4.00m 0.00m
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2016/EX ADAFRIGOR OPEN SOURCE SPACE gLo scopo del progetto è dare nuova vita allo scheletro vuoto di un edificio abbandonato, l’Ex-Adafrigor, fabbrica di frigoriferi degli anni ‘60 situata nei pressi della stazione di Rogoredo, diventerà il luogo privilegiato per un look di design che, dall’interno all’esterno, ritorna alla città come un lembo di paesaggio capace di nuove storie, nuove cronache. Attraverso l’esercizio di riscrittura [come atto progettuale] l’esercizio è stato quello di esprimere la propria storia che coinvolge lo spazio vuoto del luogo e lo trasforma in un nuovo testo, pronto per una nuova lettura. L’obiettivo progettuale è quello di definire un programma polifunzionale che portasse a considerare gli spazi perennemente attraversati da flussi. Flussi guidati da un movimento spontaneo generato da corpi uniti tra loro, intesi come attività pubbliche: ristorante, spazio espositivo / congressuale, spazio studio / lavoro, giardino, biblioteca conferendo all’edificio situazioni con caratterestiche di micro-metropoli che trasformano e vivono l’edificio stesso. Team: Namjun Kim; Federico Buga
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EXHIBITION
RELAX RELAX
LIBRARY
RAMP STAGE
RESTAURANT
RELAX
URBAN GARDEN
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2018/INTERNATIONAL SCHOOL OF COMO gDurante l’esperienza avuta nello studio Guidarini&Salvadeo Architetti Associati ho avuto modo di partecipare e seguire il progetto per la ridefinizione di alcuni spazi e funzioni per la Scuola Internazionale di Como a Fino Mornasco, avendo la possibilità di eseguire tutte le fasi del progetto. Dal concept durante la fase di ideazione, fino alle pratiche edilizie esecutive passando poi all’assistenza della direzione lavori, partecipando alle riunioni di coordinamento e alle discussioni con le imprese. Il tema dell’istruzione e i suoi precisi requisiti per la definizione specifica degli spazi e tutte le sue componenti che richiedeva la committenza, è stata una sfida e uno stimolo per comprendere le dinamiche, difficili, ma affascinanti del rapporto tra design e funzionalità. Il progetto in breve, richiedeva uno spostamento e un’ampliamento della biblioteca esistente, una nuova definizione dello spazio Auditorium/sala conferenze, riconversione di alcune aule in laboratori per materie scientiche, il giardino, il tutto attraverso anche la ridefinizione dei sistemi di sicurezza.
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/CHEMICAL /SCIENCE /BIOLOGY SUB.CLASS ROOMS /AUDITORIUM /THEATRE /CONFERENCE
/LIBRARY /READING /STUDY ROOM j
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2014/A-RESIDENCES
gIl sito interessato è piazzale Accursio situato nella zona nord-ovest della città di Milano in un ambiente ad alta concentrazione di traffico su cui in mezzo erge la nota ex-stazione di servizio Agip con caratteristiche architettoniche di interesse storico e culturale progettata da Mario Baciocchi nel 1951. Il tema del progetto riguarda ad una riflessione per un nuovo complesso residenziale sociale, indirizzato ad utenti di età giovane come studenti e giovani lavoratori. Le categorie dimensionali delle abitazioni vanno da 50-60 mq, 80-90 mq e appartamenti duplex. La distribuzione orizzontale è all’aperto caratterizzata da una scala e un ascensore. Far corrispondere il programma completo con le dimensioni e un vocabolario urbano che si adattano al contesto circostante, è stata la guida chiave per il progetto. Il risultato è un l’edificio nuovo ma che si rapporta con la città grazie ad una coerenza architettonica e ad una nuova piazza pubblica direttamente collegata al nuovo edificio.
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site of interest
unification
building lot
substraction
folding
3 bodies
? export
public space
ROOM
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2017/TOWARDS DUBAI: DUNE PLAZA gIl progetto nasce tramite un workshop svolto a Dubai organizzato dal Politecnico di Milano e Alghurair University, con l’obiettivo di progettare alcuni spazi critici della città storica di Dubai. Il sito è caratterizzato da un grande vuoto circondato sui quattro lati da edifici residenziali alti da 3 a 6 piani. Attualmente adibito a parcheggio, è subito balzato all’occhio come i residenti avessero bisogno di uno spazio per la socialità e di incontro. La zona infatti, è spesso attraversata da persone per raggiungere moschee o il centro storico di Al Fahidi, a 350 metri dal sito. La volontà di inserire una struttura di copertura di grandi dimensioni e di lavorare organicamente con il terreno sono in funzione di accogliere i flussi dei percorsi e di creare “zone” di incontro, riposo e collettività protette anche dall’irragiamento solare. La nuova piazza è caratterizzata da una struttura reticolare sorretta da pilastri che contribuiscono anche a definire “contorni” più o meno definiti, creando un’atmosfera forestale, su una superficie ondulata e comfortevole ispirata alle dune del deserto di Dubai. Team: Niccolò Cattaneo; Namjun Kim; Carolina Gonzalès; Rama Alqodmani; Esraa Alarif
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2018/YAC COMPETITION SEDUCTION PAVILION gLa proposta mira a rispondere in modo diretto alla domanda: la mancata “scalata” al successo delle starlettes diventa l’attuale configurazione formale dello spazio espositivo come piattaforma in ascesa/discesa, rappresentando l’essenzialità anziché la ridondanza. La configurazione spaziale della mostra è orchestrata come uno spazio totale: superando la tradizionale esperienza espositiva fatta di percorsi imposti, lo spazio della mostra è destinato ad essere utilizzato come una piazza senza confini. La distinzione tra spazio espositivo, dispositivi e supporti espositivi è superata: la mostra diventa un oggetto unico, un dispositivo autonomo che si confronta direttamente con il pubblico. L’approccio all’esposizione delle immagini delle starlette segue la stessa formula dello spazio espositivo stesso: i supporti espositivi, le didascalie e l’oggetto da esporre non sono tre entità separate ma sono concepiti come un unico oggetto in scala 1:1. La seduzione è quindi intesa come atteggiamento della mostra stessa nei confronti del visitatore: un’intima interazione a scala reale. Team: Namjun Kim; Matteo Franti; Nicolò Clerici
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2018/ATMOSPHERE PERFORMACE BRICK
gIl progetto (che ha vinto il primo premio) è il prodotto di un concorso che abbiamo vinto a Milano per la settimana del design. Promosso e organizzato dal collettivo “Atmosphere”, i partecipanti sono stati invitati a reinterpretare il mattone come uno degli elementi primordiali dell’architettura. La nostra proposta rappresenta la considerazione contro l’essicità diffusa delle forme in architettura, affermando che in questa ondata di eccentricità, è molto chiaro che l’architettura dovrebbe diventare più essenzialista, più semplice (non semplicistica) e guardare meno alla forma e più alla performance.
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/TRIENNALE DI MILANO NEW URBAN BODY EXHIBITION gNEW URBAN BODY è un importante mostra in cui ho co-curato tenutasi alla Triennale di Milano nel 2018. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Housing Sociale, il tour interattivo, porta il visitatore atesperienza che intende offrire ai partecipanti la possibilità interagire direttamente con la creazione e attuazione del proprio personale progetto ibrido complesso, in parte applicando e traendo ispirazione dai contenuti presentati nel varie sezioni della mostra, e in parte ascoltando e seguendo le proprie sensazioni e conoscenza. Il concetto di abitare si sta rapidamente evolvendo: sempre più si diffonde l’attitudine a vivere il tempo, lo spazio e la proprietà in modo fluido e strategico, in sintonia con gli impegni quotidiani. Queste nuove modalità di abitare, lavorare, incontrarsi e fruire dei servizi si riflettono in un’evoluzione della città: ci troviamo di fronte a new urban bodies, organismi urbani multifunzionali che, come parti autonome di un unico corpo, sono in grado di rispondere in modo flessibile e adattivo all’esigenza di ognuno di costruire il proprio palinsesto quotidiano.
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GRAZIE.
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g ㄱ j ㄴ m i g ㅈ