CIRCA
20/29 OTTOBRE, AUCH (FRANCIA) circa.auch.fr
intervista di A.R. a Stéphanie Bulteau direttrice artistica
IL PUBBLICO Credo che un festival come Circa non potrebbe esistere se non ad Auch. Siamo alla 35ima edizione del festival e non possiamo non notare i rapporti estremamente forti tra il festival, il suo territorio, e i suoi abitanti. Ora che sta invecchiando la generazione di residenti che ha visto nascere il festival, sostenendola con una moltitudine di generosi volontari e un pubblico fedele, assistiamo all’emergere di una generazione di trentenni, nata insieme al festival, che continua a seguirci e sostenerci come la generazione precedente. In questi 35 anni, pur non avendo statistiche precise, possiamo dire che ognuno dei 25.000 abitanti di Auch è entrato in una qualche forma di relazione con il festival. Un ruolo importante lo giocano tutti quelli che ogni anno si rendono disponibili come volontari del festival, e quest’anno ne abbiamo contato più di 190. Alcuni di loro sono anche i conduttori di Radio Circa, un’iniziativa nata nel 2009 che propone nei giorni del festival reportage, interviste agli artisti, impressioni del pubblico. Tutto questo, oltre a costituire una risorsa preziosa, è per noi certamente commovente. Gli strumenti che abbiamo per conoscere provenienza e composizione del pubblico non sono molto efficaci, e contiamo di cambiarli. Ma sappiamo che durante il festival vendiamo circa 24.000 biglietti. Considerando che ci raggiungono in media 300 professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, circa 350 studenti della FFEC, 70 della FEDEC, tutto il resto è nella stragrande maggioranza pubblico,
foto archivio Circa nazionale e internazionale. Sappiamo anche che il pubblico del dipartimento di Gers rappresenta più o meno la metà del pubblico del festival. L’altra metà proviene da altre regioni francesi, che in buona parte approfitta dei festival per organizzare una vacanza nella regione.
LA PROGRAMMAZIONE Per quanto riguarda la programmazione artistica del festival il nostro intento principale è sempre quello di presentare le creazioni recenti in tutta la loro diversità e pluralità. Non partiamo da tipologie specifiche di pubblico sui cui orientamenti cucire la programmazione artistica. La nostra sfida è mostrare realmente cosa la creazione ha di più ricco, e siamo convinti che poi ogni segmento di pubblico potrà trovare in questa varietà delle proposte che lo attirano. Certamente ci possono essere eccezioni. Per esempio lo spettacolo Terces di Johann le Guillem, che avevo visto già a gennaio scorso e mi era piaciuto molto. Dal mese di settembre il lavoro di Johann le Guillerm è una delle materie in Francia dell'opzione circo al liceo e, consi-
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derato che abbiamo tanti giovani che vengono ad Auch, ci siamo detti che aveva ancora più senso programmarlo, per dare ai giovani la possibilità di vederlo dal vivo, oltre che di studiarlo al liceo. Ma questa considerazione non ha influenzato la programmazione, semplicemente ha contribuito a confermare scelte fatte a monte. Altra storia sono le programmazioni della FFEC e della FEDEC, realizzate in piena autonomia dalle due federazioni per i loro allievi, e la cui programmazione rendiamo accessibile anche al pubblico di Circa, che mostra sempre di gradirla. In ogni caso per il pubblico del festival offriamo sempre tante proposte collaterali alla programmazione degli spettacoli. A partire per esempio da tutta una serie di workshop: il Baby Circo, che sono degli atelier che coinvolgono insieme genitori e bambini, poi workshop per i giovani e anche, ovviamente, tutti i workshop rivolti agli allievi della FFEC o della FEDEC. Ci interessa anche facilitare l’incontro del pubblico con gli artisti in programma al festi-
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