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Juggling Magazine # 97 - december 2022

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TERMINAL 24-26 GIUGNO, UDINE terminal-festival.com

foto di Bartolomeo Rossi zione tra Circo all’inCirca e Zero Idee, un collettivo di architetti e artisti visivi, il cui scopo precipuo è appunto far cambiare allo spettatore il proprio punto di vista sullo spazio pubblico. Questa è un’azione determinante per la formazione dello

mate e agli incontri che si svolgono lungo il viaggio. Fuori, lungo il tragitto dell’autobus, artisti circensi, teatranti, danzatori si mescolano con la realtà e lo spettatore inizia a confondere la finzione con il mondo di ogni giorno. Questo è stato il primo progetto prodotto da Terminal per accompagnare il pubblico dentro una dimensione altra

sguardo. Il nome del festival racconta un’altra vocazione: far sì che il pubblico si incontri, si racconti e riparta per altre esperienze, come fa chi è pronto a partire da un terminal aeroportuale, dove c’è chi parte per una vacanza e chi per mille altri motivi. Dall’epicentro dell’evento, con la sua programmazione circense, si dipanano varie esperienze itineranti che accompagnano lo spettatore a vivere il momento di festa, il bar, le attività pomeridiane da un’altra prospettiva. È nato così il progetto Audiobus: un bus cittadino trasporta trenta spettatori muniti di cuffie wireless. Dietro l’autobus, in una macchina che lo segue, un regista manda le tracce in cuffia, che non sono una colonna sonora pre-registrata, bensì suggestioni scelte in base al percorso, alle fer-

rispetto al semplice “spettare”. Un progetto che viene ripetuto ogni anno e che ha dato vita ad altre proposte simili, itineranti e interattive per il pubblico che si prepara agli spettacoli circensi serali. Un altro importante fattore di crescita e formazione del pubblico proviene dalla natura di Circo all’inCirca, che non è solo organizzatore di festival, ma anzi è principalmente uno spazio di allenamento e di formazione. Durante l’anno chi frequenta Circo all’inCirca viene invitato alla visione di vari spettacoli/work in progress e successivi incontri con gli artisti in residenza. L’apice di questo lavoro di scambio tra amatori e professionisti è l’invito al festival ogni anno di una classe di studenti appartenenti ad una scuola circense professionalizzante.

di Davide Perissutti direttore artistico Terminal si configura sin dai propri inizi come un festival che intende trasformare la piccola città di Udine e l’antico concetto di arte di strada che l’abitava. Abbandonato il retaggio del classicone sempreverde con il volontario chiamato in scena, rimane attuale e decisamente urgente la formazione del pubblico nei confronti dello spettacolo dal vivo. È per questo che il festival rimane in strada, nello spazio pubblico, dove può ancora incontrare spettatori occasionali. Certo, le infrastrutture montate per i tre giorni di festival non sono affatto occasionali e basterebbe osservare lo sforzo logistico-organizzativo nelle fasi di montaggio per capire che non ci sarà un artista al centro di un cerchio creato dai passanti. Terminal arriva in città e letteralmente trasforma gli spazi cittadini grazie alla collabora-

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