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Juggling Magazine # 103 - june 2024

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PAOLO NANI

La Lettera ph Cinzia Campana

paolonani.com/it

Giorgio Enea Sironi in conversazione con Paolo Nani

Teatro Nucle

o 1985 ph Lu

ca Gavagna

Ho iniziato a fare il pittore a 5 anni ma nessuno nella mia famiglia era artista e mi prospettava l’idea di poterne fare una professione. Tutti facevano un lavoro che odiavano, la vita è fatta per soffrire, non c’è niente da fare. Ho frequentato l’Istituto d’Arte dove c’era Gianni Guidi, Maurizio Bonora, artisti ferraresi in gamba e oggi affermati che mi incoraggiarono a proseguire su quella strada. Poi mi sono iscritto al DAMS di Bologna, indirizzo artistico. Avevo una band di musica improvvisata, facevamo dei concerti, ma ancora non pensavo minimamente al teatro. Volevamo sperimentare, vivere in un altro modo, essere alternativi, era il nostro ideale di vita, non andare in fabbrica o in ufficio. Suonavo la chitarra classica, adesso suono molti strumenti, alcuni brani per ogni strumento.

sono capitato a Modena al Festival nazionale dell’Unità per vedere l’Odin Teatret, una compagnia danese, lo spettacolo era il Libro delle danze. Dopo averli visti sono rimasto sotto shock per

Il teatro non mi interessava ancora, era per me la cosa più pallosa dell’universo, fino a quando un giorno con alcuni amici

giorni interi, non avevo mai visto tanta bellezza e tanta forza in una volta sola. Successivamente arriva il Teatro Nucleo a Ferrara, una compagnia di teatro fisico drammatico di livello internazionale che si ispirava all’Odin e a Grotowsky. Decido di iscrivermi a un loro corso e dopo un mese mi unisco a loro, era il 5 novembre del 1978. Con

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loro passo 12 anni intensissimi di spettacoli e tournèe ma un certo punto mi mancava di fare qualcosa di più leggero. Durante La Lettera una tournée di 4 mesi tra Mosca a Parigi che si chiamava Carovana della Pace insieme ai Licedei e altri gruppi polacchi e russi, giunti a Copenaghen vedo un manifesto di Nullo Facchini, allievo del Teatro Nucleo e creatore del Teatro Cantabile 2. Nullo mi propose subito di rimanere a Copenaghen per creare qualcosa insieme. Era il 1990 e da allora ci sono rimasto fino a oggi, per 34 anni, perché dopo una settimana ero innamorato di una danese e oggi sono nonno. Nel 1992 decidiamo di creare uno spettacolo visuale e internazionale, che stesse in una valigia, con cui potessimo girare tutto il mondo e che arrivasse a tutti, raffinato e popolare allo stesso tempo, e che potesse diventare un classico proprio come il romanzo Esercizi di Stile di Raymond Queneau a cui ci ispiravamo. Abbiamo fatto una trentina di scene e da quelle abbiamo scelto le 15 migliori. Agli inizi du-

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