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Juggling Magazine # 103 - june 2024

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INCANTI IL NUOVO ILLUSIONISMO ITALIANO incantishow.com

Dario Adiletta ph Sebastian Konopik

Piero Venesia ph Francesco Rossetto

Le creazioni della nostra compagnia aiutano a gettare uno sguardo più ampio su che cosa vuol dire essere un illusionista e sulle arti con cui l’illusionismo può dialogare. Le nostre formazioni e background diversi trovano diretta espressione nelle nostre performance. Piero ha una formazione teatrale, lavora come attore nel teatro di prosa ed è particolarmente portato per il mimo e il teatro fisico, mentre io sono più interessato agli aspetti registici. Inoltre i miei studi di filosofia del linguaggio trovano una diretta espressione nel mio modo di approcciare e praticare il mentalismo e soprattutto di intenderlo. Niccolò Fontana è dottore in psicologia clinica e nel suo numero porta in scena un’interrogazione sull’origine dei sentimenti umani e su ciò che distingue gli esseri umani dalle macchine. Dario Adiletta ha un passato di ballerino e interpreta uno sciamano che esegue una danza della pioggia, che è capace di domare l’acqua, un numero nato da un trauma personale vissuto da bambino in cui ha rischiato di affogare. Filiberto Selvi invece ha una formazione musicale ed è primo violino in numerose orchestre. Francesco Dalla Bona studia cinema ed è interessante il suo lavoro sulla temporalità, sul ricreare effetti propri del cinema come lo slowmotion dal vivo e applicarli alla manipolazione da scena. Lo spettacolo parte dalla celebre frase di Shakespeare “Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita” e dalla domanda “Di che sostanza sono fatti i sogni?”. Ci interroghiamo su cosa è che noi illusionisti facciamo sul palco, perché da un certo punto di vista ciò che facciamo è far sognare il pubblico. Sognare, incantare vuol dire mostrare che nella realtà c’è qualcosa che va oltre la semplice apparenza.

Filiberto Selvi ph Sebastian Konopik

Ci conosciamo tutti da molto tempo e per motivi diversi. Io e Filiberto Selvi ci siamo incontrati al primo Congresso di Magia e siamo cresciuti artisticamente insieme. Assieme a lui, che è di Torino, ho conosciuto Niccolò Fontana, Piero Venesia e successivamente, all’interno della Squadra Nazionale di Magia, Francesco Della Bona e Dario Adiletta. Lo spettacolo nasce nel contesto della preparazione dei Campionati del Mondo di Magia in Canada. In quel momento confrontandoci tra di noi ci siamo resi conto che si stava delineando un nuovo modo di fare magia in Italia. Già nel 2022, e anche prima, si parlava di un modo italiano di fare magia fortemente caratterizzato dall’aspetto teatrale. Per noi la magia è uno strumento, un linguaggio finalizzato non soltanto a suscitare emozioni nel pubblico ma soprattutto a esprimere dei contenuti analoghi a quelli che hanno espresso, a loro modo, grandi drammaturghi nelle loro opere.

Il nostro obiettivo è stato creare un precedente mettendo a tema il rapporto tra quello che facciamo sul palco e quello che accade di solito sul palcoscenico di un teatro, ricercando l’opinione non degli illusionisti ma del pubblico teatrale. Senza fare apparire macchine o volare elefanti, cosa che tutti si aspetterebbero, in realtà si può creare ugualmente la sensazione dell’illusione anche solo con

Come la Magia Nouvelle, che ha avuto grande diffusione in Francia negli ultimi 20 anni, è figlia del contesto culturale in cui è nata, con una grande presenza di spettacoli senza testo che dialogano spesso con il circo contemporaneo, così la magia in Italia si deve confrontare con l’importante tra-

Andrea Rizzolini ph Sebastian Konopik

Dopo un primo debutto al Teatro Franco Parenti di Milano e un passaggio al Teatro Sala Umberto di Roma è in tournée nei principali teatri italiani uno spettacolo di illusionismo che sta facendo molto parlare, un raffronto tra grandi maestri del teatro e il loro rapporto con il sogno e l’incanto e sei giovani talenti dell’illusionismo che utilizzano la loro arte per esprimere dei contenuti andando al di là della mera esibizione di bravura. Ne abbiamo discusso con l’ideatore, mentalista e artista in scena Andrea Rizzolini in occasione delle date al Teatro Olimpico di Roma.

le parole. Lo spettacolo assume la forma del gala di magia, perché è quella più comune, ma la stravolgiamo con un cast fisso, facendo sì che le transizioni tra i numeri siano parte integrante dello spettacolo e lavoriamo su luci e scenografie in maniera diversa.

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dizione del teatro di prosa italiano. Abbiamo riflettuto molto sulla figura dell’illusionista e sui diversi modi di fare illusionismo, delinando tre filoni chiave: il Meta-illusionismo di Penn & Teller, l’illusionismo che definiamo diegetico della Magie Nouvelle e il Neo-illusionismo di Derek Del Gaudio, a cui noi ci ispiriamo, che spinge i limiti del linguaggio illusionistico nella direzione della performance artistica e dell’arte contemporanea. La Magie Nouvelle sì pone il problema del linguaggio artistico, ma lo fa togliendo la figura dell’illuPROGETTOQUINTAPARETE.IT


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