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Juggling Magazine # 104 - september 2024

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La risata non ha genere

La lenta conquista della risata da parte delle donne iniziata clandestinamente secoli fa è tutt’oggi ancora in corso e, a seconda delle aree geogra昀che e dalle culture, tutt’oggi è più o meno rivendicata apertamente, perché lunga e sanguinosa è la tradizione che ha cercato di reprimere e condannare il riso sulla bocca delle donne. Sappiamo infatti che nell’attuale Europa, sin dai tempi di Aristofane (V secolo a.C), la risata femminile era simbolo di sovversione e pericolo, perché metteva in discussione l’ordine sociale, come Aristofane ci narra nella sua commedia Le donne al parlamento. Per approfondire la tematica circa la relazione tra potere e risata che ha contraddistinto la condizione femminile 昀no al XX secolo, Sabine Melchior-Bonnet traccia un interessante percorso nel suo libro Le rire des femmes, ricordandoci che dobbiamo aspettare il 1905 con Virginia Wolf, con il saggio Il valore della risata, per vedere raccontata la risata con un ruolo emancipatorio per il genere femminile, proprio per il suo valore liberatorio e di rottura delle convenzioni. Un momento dove la consapevolezza e la rivendicazione di un gesto così naturale quanto represso per le donne, ha aperto una breccia. Ed è in questa crepa del sistema che il Festival delle Pagliacce vuole inserirsi e proseguire la ri昀essione, credendo nel potere della risata come strumento per smontare ruoli e stereotipi, non solo per le donne ma in maniera paritaria e trasversale.

un linguaggio popolare diventa strumento e cace nel processo di cambiamento culturale dal basso a cui tendiamo. La programmazione degli spettacoli rispecchia quindi questa scelta, proponendo personaggi clown femminili che mettono in scena ruoli femminili innovativi, come lo spettacolo Penelope dell’artista internazionale Pepa Plana che, partendo dalla celebre 昀gura mitologica presentata nell’Odissea, propone un’immagine femminile tutt’altro che passiva e in attesa, oppure come lo spettacolo Giovanna D’Harpo di Gardi Hutter, dove una 昀gura storica nota viene interpretata per proporre un ruolo femminile emancipato e libero. Anche gli altri spettacoli internazionali o昀rono un ventaglio di ruoli femminili fuori dai clichè: vedremo donne-becchine che preparano un funerale (Las B.O.B.A.S:), clownesse che si cimentano con sarcasmo in una campagna elettorale (Colette Gomette) o che dominano con humor gli imprevisti del quotidiano (Maite Guevara). Le artiste italiane presenti sono simbolo di un’eccellenza non solo artistica ma an-

ph Manel Sala

Dal 10 al 13 Ottobre 2024 torna a Torino la terza edizione del Pagliacce Festival.

che d’innovazione di contenuti delle drammaturgie clown sul nostro panorama: Giorgia Goldini, Selvaggia Mezzapesa, Federica Buzzi, Lidia Ferrari, Angela Del昀ni, Emanuela Belmonte, Le Radiose per citarne alcune! Particolare attenzione quest’anno viene data anche alla sezione di formazione e laboratori sia per adulti sia per bambin@, con ben 3 workshop con artiste internazionali e il Biblioclown, un laboratoriospettacolo di clown e parità di genere, per scuole e bambin@. Quest’anno si ampliano anche le collaborazioni con enti del territorio sensibili alla nostra mission: il Festival infatti non solo conferma la preziosa collaborazione con la scuola di Circo Flic di Torino, che ospita nel weekend lo spettacolo di Gardi Hutter presso la sala Flic allo spazio Bunker, ma avvia anche una nuova collaborazione con O昀 Topic e Spazio Edisu, dove la domenica saranno ospitati gli spettacoli outdoor e i laboratori per famiglie. Piccolo 昀ore all’occhiello del festival rimane l’impegno di fornire gratuitamente un@ baby-sitter alle artiste degli spettacoli e che partecipano ai workshop, per agevolarle nella di cile conciliazione (tutta italiana, ahimè) del ruolo di artiste lavoratrici e madri, un gesto di supporto concreto che ci auguriamo presto anche altri festival possano replicare per tutt@ l@ artist@ madri e padri che in tournè portano i loro 昀gli/e!

Gra昀ca e contenuti di:

Partendo da queste ri昀essioni la III edizione del festival vuole celebrare proprio la risata come un atto sovversivo che non ha distinzioni di genere, la cui capacità di abbattere stereotipi e pregiudizi con

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