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Juggling Magazine # 104 - september 2024

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mestieri &persone

CLAY NOTES

Artigiana & Scultrice

LE ACROMBALE E Claynotes Q clay_notes di Carla Lupattelli Vengo dalla provincia di Viterbo, dalla magica terra etrusca. A 18 anni mi sono trasferita a Roma per studiare architettura, e dopo la laurea cominciare a lavorare in

uno studio di architetti. Ma il tipo di lavoro sedentario e l’etica del profitto a cui si ispirava mi stavano strette. Non vedevo il rispetto delle persone, il rispetto dei luoghi che sono alla base della mia idea di architettura. Quindi ho lasciato perdere, mi sono rimessa a studiare impegnandomi al fianco di donne vittime di tratta, dirigendo per cinque anni un centro d'accoglienza per donne richiedenti asilo politico. Il mio incontro col circo avviene proprio a Roma, dove nel 2002 ho frequentato i miei primi corsi di circo, al Forte Prenestino. Da adolescente facevo ginnastica artistica e danza e quindi mi sono subito appassionata all’acrobatica aerea, prediligendo la pratica amatoriale, quasi sportiva, ad un percorso da artista, forse anche a causa della mia timidezza nei confronti del pubblico.

Ho sempre viaggiato molto nella vita, e durante un viaggio in Sri Lanka, nella mia testa ha preso forma l’immagine di queste donne circensi che volteggiano nell’aria. La mia propensione a lavori manuali mi ha spinto così quattro anni fa a cimentarmi nella scultura delle “Acrombale”, bambole decorative ispirate al mondo del circo e dell’acrobatica aerea. Io stessa mi sono stupita di quanto velocemente queste figure si siano materializzate. Forse ho voluto creare dei personaggi da mandare avanti, che si esibiscono mentre io rimango dietro le quinte! Col passare del tempo ho dato al progetto una valenza ancora più personale, perché da ragazzina ho sofferto di problemi legati al disordine alimentare e nei corpi di queste donne, ora esili, ora boteriani, ho voluto smitizzare gli stereotipi attuali dei corpi perfetti. Ho voluto rappresentare corpi fuori dai canoni restrittivi della “bellezza”, però egualmente armoniosi e aggraziati. Inoltre il tema della sospensione in aria di queste figure richiama metaforicamente la condizione di precarietà in cui vivono tante persone, come me, che vengono da esperienze lavorative sempre sul margine della caduta. Le sculture sono tutti pezzi unici, fatti a mano, realizzati con una tecnica che ho

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sviluppato e affinato nel tempo. Nell'uso dei colori e dei vestiti ho voluto rendere molto riconoscibile l'oggetto. I colori che uso sono solo pochi: il rosso, due tipi di bianco, il nero, qualche volta il giallo, colori che ripropongo poi anche dopo nell'allestimento del banco. Sui costumi ho fatto uno studio approfondito, documentandomi su diversi libri e prediligendo alla fine uno stile vintage, che mi sembra molto romantico. Le posizioni delle acrobate sono invece frutto delle mie conoscenze sulla disciplina, ma anche di amiche artiste più esperte di me che consigliano, quindi molto realistiche. Sono molto attaccata a queste acrobate di argilla, che si animano con questi loro atteggiamenti un po’ goffi e un po’ liberatori. Questa adesso è la mia professione, ho unito la passione per l'artigianato con la passione per il viaggio e mi sento legata alla comunità dei circensi, con cui condivido anche il modo di vivere libero e improntato alla creatività.

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