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Juggling Magazine # 104 - september 2024

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LE ALI DEL CIRCO progettoquintaparete.it/astleys-place di Raffaele De Ritis Raffaele De Ritis ci accompagna a scoprire le origini, i mitici personaggi e la diffusione del trapezio oscillante.

acrobati da fiera, chiare celebrità (soprattutto olandesi), che a vario modo si cimentano con l'uso della corda. Strumento pratico e versatile, la corda può essere tesa tra due alberi, tra due cavalletti, a qualunque altezza. Dalla danza sulla corda, e dall'osservazione dei primati sulle liane, iniziano a codificarsi le figure circensi a metà di quelli che saranno i repertori del “filo molle” (e poi slackline), della corda volante e del trapezio oscillante: scivolate, prese per i talloni, equilibri sul bacino, volteggi in bran-

incisione del 1868

È un paradosso che il brivido dell'oscillazione sia legato a un attrezzo circense nato per conquistare la staticità. Il “trapezio” è un'invenzione ginnica attribuita al Colonnello Francisco Amoros, passato alla storia per aver codificato l'educazione ginnica nei primi decenni dell'800. La sua idea era quella di migliorare il “triangolo da palestra”, troppo mobile: “La prima cosa che feci, fu di impedirne la mobilità costante e funambolica, pericolosa senza necessità. (…). Invece di unire le corde in un solo anello (…), le piazzai a una distanza di 30 o 40 centimetri, risultando nella figura di un trapezio, nome che diedi a questo strumento”1. Mobilità “costante e funambolica”: per un educatore militare, l'oscillazione restava roba da saltimbanchi. E in effetti è da cercarsi nelle fiere l'origine di questa spettacolarità. Alla metà del '600 iniziano ad apparire in Europa stampe di

Rose Gold Trio anni 50

deggio. L'invenzione del Colonnello Amoros nel frattempo entra nei circhi ottocenteschi come “trapezio fisso” (con un vocabolario pressochè statico di equilibri e forze), ma non resiste lo stesso alla tentazione del movimento. È un palestrante di Tolosa, Jules Leotard, che nel 1852 mette a punto “la corsa ai trapezi”, progenitrice del trapezio volante: con una rincorsa, l'atleta salta su un primo trapezio e con lo slancio ottenuto può gettarsi per qualche istante nel vuoto prima di afferrare il secondo. In pochi decenni le grandi altezze, la rete, l'introduzione dei porteur costruiranno uno dei miti più longevi del circo. Ma quella dei flying trapeze é un'altra storia. JUGGLINGMAGAZINE.IT

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Nel corso del Novecento, i numeri di trapezio singolo assumono varie declinazioni, in particolare con la diffusione del “trapezio washington” (dal suo inventore, il trapezista H.R. Washington, attorno al 1870) dedicato agli esercizi di equilibrio. Alcuni di questi numeri presentano anche figure di oscillazione mozzafiato: come nel caso della ineguagliabile Pinito Del Oro, la più grande di tutti i tempi, attiva in tutto il mondo negli anni '40 e '50, con brandeggi in equilibrio sulla testa o sulle punte dei piedi; o dei fratelli Larible negli anni '60, in equilibrio sulla testa su due rispettivi trapezi in movimento, altalenanti l'uno dentro l'altro come due pericolosi pendoli giganti.

Negli anni '50 iniziano a diffondersi soliste e solisti che si dedicano alle acrobazie in oscillazione. Una sorta di pioniera fu negli anni '30 l'australiana Winnie Colleano: il suo numero solista sfruttava essenzialmente i volteggi tipici del trapezio volante (con la rete di protezione), concludendosi con un salto nel vuoto dal trapezio a una corda verticale. Il numero più originale e coraggioso, mai più eguagliato, resta quello del Rose Gold Trio: due muscolosi porteur a testa in giù tenevano le due corde del trapezio, sul quale Rose si appendeva ai talloni per volteggiare nel vuoto. La figura più iconica resta senza dubbio Miss Mara, unica nel conciliare la suspence del rischio autentico con la grazia e il carisma di una diva operistica. La sua lenta scivolata in brandeggio sulle gambe fino ai talloni resta un momento iconico della storia del circo. Questo tipo di numero ispira anche colleghi maschi, come Gerard Soules, poi la superstar Elvin Bale “the world's greatest daredevil” e tutta una scuola americana in voga tra gli anni '70 e '80. Bale, (come in seguito Mark Lotz e Mark David) si esibì anche in Italia al Circo Americano dei Togni. La sua presa in volo sui talloni resta unica. PROGETTOQUINTAPARETE.IT


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