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il Cittadino n. 234

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n° 234 anno XIIV - 9 Marzo 2016 Messina - Giardino a mare

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Bando europeo per l’ex Fiera di Messina

Amarcord “Chalet”


Asterisco di Lillo Zaffino

Un moderno “Chale

F

orse solo gli ottuagenari messinesi hanno qualc meglio noto come lo “Chalet”, per l’aria dedicat 1938, lo “Chalet” ha rappresentato il sito più am meravigliosa porzione di territorio con la straordinari Federico II di Svevia nel 1296 (più di settecento anni fa In piena era fascista, la cittadella fieristica, che doveva siciliana, s’insedia nell’area dello “Chalet” circoscriven mostra, svoltasi nel 1938. Da allora sino ad oggi, nonostante l’ultima Fiera risalg sinesi. Il quartiere fieristico, infatti, apriva i battenti s ne della celebrazione di eventi straordinari. Intere generazioni di messinesi sono stati defraudati propria città. E ancora oggi sono costretti ad assistere a stantie dis re fieristico” per riconsegnarlo alla città con la sua socio-culturali ed economiche. Forse non tutti si sono accorti che il tempo è scad è definitivamente tramontata. Le istituzioni locali hann pare azioni sinergiche in favore del territorio amminist Non è più concepibile assistere all’incomprensibile d portuale sull’esigenza di bandire un concorso interna Finalmente è stato spezzato un inutile e dannoso tira essersi consultato con il Prefetto Trotta, ha firmato il b Sulla conclusione di questa storia non riteniamo si de neare che è stata avviata solo la fase propedeutica si ricamente più amato dai messinesi . E ci piace sognare un nuovo e moderno “Chalet”.

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et”

he sbiadito ricordo del “Giardino a Mare Umberto I” ta ai concerti musicali. Dalla fine dell’ottocento sino al mato dai nostri concittadini che potevano fruire di una a vista sullo Stretto: più unica che rara. Lo stesso a) individuò in quel luogo la più antica Fiera d’Europa. a rappresentare la vetrina per il rilancio dell’economia ndo un quartiere destinato alla quinta edizione della

ga al 2013, lo spazio è rimasto chiuso ai cittadini messolo nei quindici giorni della campionaria o in occasiodal diritto di godere a pieno la parte più bella della

spute su chi e come deve riqualificare “l’ex quartievocazione più naturale di luogo deputato ad attività

uto. La stagione delle rivendicazioni del diritto di veto o il dovere di trovare un punto di equilibrio per sviluptrato. iatriba tra l’Amministrazione comunale e l’Autorità azionale per affidare la gestione della splendida area. amolla dal presidente Antonino De Simone che, dopo bando europeo. ebba segnalare alcun vincitore o sconfitto, ma sottoliun credibile rilancio della città, a partire dal luogo sto-

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Primo piano

De Simone: ex Fiera, il bando “sa da fare”

I

l Presidente dell’Autorità Portuale di Messina, Dott. Antonino De Simone, ha firmato oggi il bando europeo per l’affidamento in concessione demaniale ai sensi dell’art. 36 codice della navigazione di aree e beni demaniali marittimi presso “l’ex quartiere fieristico”, al fine di gestire il sito e promuoverne lo sviluppo economico, turistico e culturale. Si tratta di un bando finalizzato ad individuare, sul mercato europeo, un soggetto a cui affidare per venti anni la gestione dell’intera area fieristica e conseguentemente essere finalmente investiti gli ingenti capitali necessari a far rinascere sul piano urbanistico e sociale l’importante area cittadina. La Autorità Portuale

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foto Peppe Saya

“L’obiettivo è consegnare alla città ed ai messinesi un quartiere moderno efficiente e ricco di attività tali da attrarre copiosamente non solo i visitatori ed i crocieristi, ma anche gli abitanti stessi della città” 9 Marzo 2016

inoltre, sta avviando contestualmente lavori su alcuni degli edifici presenti nell’area per una somma pari circa a 18 milioni di euro, interamente finanziati con somme accantonate in anni di accorta gestione delle finanze, al fine di rendere maggiormente appetibile l’investimento privato. L’obiettivo auspicato è pertanto consegnare alla città ed ai messinesi un quartiere moderno efficiente e ricco di attività tali da attrarre copiosamente non solo i visitatori ed i crocieristi, ma anche gli abitanti stessi della città, senza più “muri” e “recinzioni”, come avviene lungo tutti i waterfront delle moderne città europee. Si tratta di una iniziativa articolata e complessa, che negli obiettivi della Autorità Portuale, mira a esportare la ricchezza paesaggistica e culturale del territorio messinese. E’ un bando, infine, che mira a garantire nuova occupazione diretta ed indiretta. Le regole del bando sono costruite per assicurare ampia libertà di proposizione di idee ai concorrenti, pur nel rispetto di principi indefettibili che saranno posti alla base della valutazione delle offerte, che sarà operata da una commissione interistituzionale all’uopo costituita. Come più volte ribadito in questi ultimi giorni il bando è frutto di un lungo e approfondito confronto, estremamente articolato, attivato dall’Authority non soltanto con l’attuale Amministrazione Comunale, ma anche con la Capitaneria di Porto e la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Messina. Tale confronto, non previsto da alcuna norma ma fortemente voluto dagli attuali vertici dell’AP sin dal loro insediamento, ha visto anche il partecipe coinvolgimento del Comitato Portuale, nel quale, si ricorda, siedono non soltanto le categoria degli operatori portuali, ma anche i rappresentanti degli Enti Pubblici, fra cui Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio. L’intendimento dell’AP è sempre stato quello di assicurare il più ampio dibattito possibile fra tutti i soggetti deputati a garantire l’interesse generale per trovare soluzioni fattive e sostenibili per la fruizione pubblica delle aree in discussione. Dopo più di tre anni, però, il percorso deve pur trovare un dovuto compimento senza ulteriori ed ingiustificabili indugi, che indurrebbero chiunque a dubitare circa la reale volontà di sviluppare una così straordinaria area demaniale. Già dall’autunno del 2012 nel corso di diverse sedute proprio il Comitato Portuale ha approvato, all’unanimità, la proposta di indire un bando di gara europeo per una migliore utilizzazione dell’area del Quartiere Fieristico, previa definizione delle linee guida attraverso la costituzione di una propria sottocommisWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Gli Enti firmatari avrebbero condiviso la responsabilità e le scelte concernenti gli affidamenti temporanei e l’utilizzazione e fruizione delle aree e dei manufatti del quartiere fieristico, consapevoli della necessità di garantire la pubblica fruizione di questa pregiata porzione di waterfront cittadino

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sione, ai lavori della quale hanno partecipato rappresentanti del Comune di Messina e dell’Autorità Marittima. Nel percorso di confronto e collaborazione con l’Amministrazione Comunale, si sono susseguiti incontri alla presenza del Sindaco e di vari esponenti della Giunta Comunale, come quello del 28.11.2013, nel corso del quale si è espressa concorde condivisione circa 1) la necessità di condurre a compimento, da parte dell’Autorità Portuale, i progetti di riqualificazione delle aree e dei manufatti, già programmati nel quartiere fieristico; 2) l’opportunità di una programmazione congiunta del su citato bando di gara; 3) la successiva designazione, da parte del Sig. Sindaco del Comune di Messina, di un delegato al fine del prosieguo del percorso istituzionale di concertazione in materia con l’Autorità Portuale, individuato nell’Assessore Sergio De Cola. Il 14/01/2014 è stato anche siglato un apposito Protocollo di Intesa fra AP, Comune di Messina, e Capitaneria di porto, condiviso dal Consiglio Comunale con il quale si è convenuto di affidare lo sviluppo e la valorizzazione del Quartiere Fieristico a nuove ed ulteriori iniziative ed in particolare alla imminente indizione di un bando di gara europeo per una migliore fruizione pubblica dell’area e del correlato affaccio a mare, con il contributo di idee di un tavolo tecnico paritetico congiunto da costituirsi a cura dei rappresentanti degli Enti firmatari del protocollo in argomento. E’ stato concordato, inoltre, che nelle more dell’aggiudicazione della gara, gli Enti firmatari avrebbero condiviso la responsabilità e le scelte concernenti gli affidamenti temporanei e l’utilizzazione e fruizione delle aree e dei manufatti del quartiere fieristico, consapevoli della necessità di garantire la pubblica fruizione di questa pregiata porzione di waterfront cittadino. Sulla base delle analisi sviluppate nelle riunioni del tavolo tecnico al quale si utilmente è aggiunta anche la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Messina, svoltisi fra febbraio 2014 e dicembre 2015, è stata redatta dagli Uffici dell’AP la scorsa estate la bozza del disciplinare di gara, ispirato al convincimento condiviso dell’imprescindibile necessità di rilanciare il compendio fieristico con iniziative che abbiano come tema comune la relazione tra la terra ed il mare, coniugando al più alto livello le tre parole chiave turismo, cultura e sviluppo economico. Nel corso delle ultime riunioni del Tavolo il Presidente De Simone ha chiesto agli Enti partecipanti di confrontarsi anche sui possibili impieghi, medio tempore, delle aree, e cioè sull’opportunità di garantire l’apertura al pubblico del quartiere fieristico tenendo però in debita considerazione i correlati oneri, anche finanziari, relativi alla gestione dei servizi ed alla vigilanza sulle aree. Il Comune di Messina, costantemente rappresentato dall’Ass. De Cola, ha sempre fornito un utile contributo assieme agli altri Enti preposti. La disamina definitiva della bozza di bando di concessione, concernente le aree ricomprese all’interno del c.d. quartiere fieristico sarebbe dovuta avvenire, dopo diversi rinvii chiesti dalla Amministrazione comu-

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nale, nella riunione convocata per il 3 marzo u.s. In tale data, com’è ormai noto, ci si aspettava la conclusione del lungo percorso e l’accordo definitivo sui contenuti minuzionsamente concordati del disciplinare. Il Comune di Messina ha invece incredibilmente sollevato delle obiezioni relative la natura giuridica delle aree oggetto del bando ed ha avanzato una richiesta di sospensione di un paio di mesi dell’iter procedimentale onde poter effettuare ulteriori approfondimenti e valutazioni, nei fatti esternando perplessità sostanziali mai prima rappresentate e, pertanto, apparse incomprensibili, mettendo in discussione un lungo lavoro posto in essere dalla Autorità Portuale, dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA., dalla Capitaneria di Porto e dalla Amministrazione comunale stessa. Il Presidente De Simone ed il Segretario Generale Di Sarcina, nonostante gli sforzi compiuti per comprendere le ragioni di questa improvvisa e inaspettata inversione di marcia da parte del Comune, ritengono che ogni ulteriore ridiscussione del problema serva unicamente a dilatarne nel tempo la conclusione e sia utile solo a non decidere le sorti del quartiere fieristico. La Autorità Portuale che, va ricordato, è responsabile amministrativo delle aree in oggetto, è fortemente convinta di aver esperito al massimo tutte le possibili strade di collaborazione e confronto inter-istituzionale e non ritiene minimamente utile e conducente posticipare anche di un solo giorno la pubblicazione del bando, che rappresenta non soltanto il compimento di un iter tortuoso, ma il preciso dovere di assicurare a queste aree pregiate della città un recupero fattivo e un’occasione di sviluppo. Interno della Fiera di Messina

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Sindaco Renato Accorinti

“

L´Amministrazione Comunale ha sempre partecipato alle riunioni promosse dall´Autorità Portuale per dare nuovo slancio vitale alla pregevole area occupata dalla Fiera. A seguito di alcuni incontri l´Amministrazione ha proposto, in maniera estesa, alcuni punti che ritiene possano essere una base necessaria per la costruzione di un bando di assegnazione. In particolare, ha dichiarato il Sindaco, si considera necessario prevedere la fruibilità piena e libera del maggior numero di aree, la valorizzazione culturale con particolare riferimento alla realizzazione di un museo del mito e del mare e al teatro, la valorizzazione economica con elementi quali la cittadella del made in Sicily per la promozione delle eccellenze enogastronomiche e dell’identità culturale della nostra Terra. Inoltre la proposta turistica, con l´attivazione di un punto panoramico sullo Stretto, offerte interattive e multilinguistiche e di accoglienza per il turista, crocerista e non. La stessa Amministrazione ha peraltro espresso perplessità sulla previsione di un concessionario unico per 20 anni per tutta l’Area, considerando invece utile per la Città la gestione pubblica degli spazi destinati alla cultura ed alle attività teatrali. Alle proposte del Comune è stato risposto che l’intenzione dell´Autorità Portuale è di redigere un bando estremamente aperto, per evitare di vincolare l´estro e la fantasia delle proposte progettuali, rimandando in sede di aggiudicazione le valutazioni sulle proposte ricevute. Siamo invece convinti - prosegue il Sindaco - che il momento “politico” di un affidamento è la stesura del bando, non l´aggiudicazione che, non a caso, è affidata a una commissione di tecnici, a garanzia essenzialmente di trasparenza e legalità. Sulla base di queste premesse abbiamo manifestato l’evidente necessità di un approfondimento delle scelte di bando e di un confronto aperto a tutta la Città.In ultimo, continua Accorinti, abbiamo ricordato che, indipendentemente dall´iter che l´Autorità Portuale intenderà seguire, l´area Fieristica è un´area indiscutibilmente urbana e non portuale e che per questo è stata depositata presso la Commissione di Delimitazione istituita dalla Capitaneria di Porto idonea documentazione tecnica di supporto, prodotta dagli uffici del Patrimonio comunale. Così come già fatto nei giorni scorsi con l’ASP – conclude Renato Accorinti – nello spirito di leale collaborazione fra Istituzioni e nel superiore interesse pubblico, confidiamo in una soluzione concordata anche con l’Autorità Portuale, riconoscendo il ruolo del Comune come garante del percorso democratico in merito a scelte che interessano un’area di incommensurabile valore per la nostra Città.

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foto Peppe Saya 9 Marzo 2016

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Gli interventi di Garofalo, Gullo, CapitaleMessina e Reset! Vincenzo Garofalo (AP) “Apprendo dalla stampa che dopo mesi di confronti e dibattiti, quando la definizione del bando internazionale per la riqualificazione dell´area fieristica sembrava arrivato al suo atto finale, l´iter è stato bloccato a causa di un intervento dell´amministrazione comunale che chiede ancora tempo, “mesi” per ulteriori confronti “dal basso” con associazioni in merito al futuro dell´area. è inaccettabile che in una città paralizzata, in ginocchio a causa di una crisi economica e occupazionale, in una città dove c´è sete di lavoro, di progetti e di idee di sviluppo, un ente come l´Autorita portuale che lavora bene e investe denaro sul territorio venga bloccato nella sua azione. Non si fa che ripetere come una delle cause principali dell´arretratezza italiana sia rappresentata appunto dalle pastoie burocratiche che finiscono per impantanare la realizzazione di progetti e quando invece questo non avviene perché c´è un ente capace e determinato interviene l´amministrazione a bloccare tutto? Siamo al teatro dell´assurdo! Sul bando internazionale il Comune è stato posto nelle condizioni di intervenire perché trattandosi di spazi importanti per la città, per “correttezza istituzionale“ si è deciso di coinvolgerlo. I mesi del confronto e del dibattito però sono finiti. Il termine ultimo è scaduto. Non è la prima volta che questo avviene. Questa dilazione non possiamo permettercela. Bene fa il presidente De Simone ad andare avanti perché, come ha sottolineato, è lui ad avere oltre alla titolarità delle aree anche la responsabilità economica ed amministrativa delle stesse. Vada avanti dunque, e lo faccia in fretta per il bene della città”.

Mariella Gullo (FI) "La notizia della firma del bando internazionale per l'affidamento in concessione demaniale della Fiera di Messina costituisce il prima passo di un progetto di sviluppo strategico della città. Il presidente dell'Autorità portuale, Antonio De Simone, accogliendo l'invito proveniente da più parti, ha fatto benissimo ad andare avanti rispetto alle richieste di riflessione provenienti dall'amministrazione comunale. Il bando consentirà a Messina di riappropiarsi della sua risorsa rappresentata dal mare e per questo motivo confido moltissimo in questo progetto che potrebbe rappresentare un autentico volano per il rilancio dell'economia messinese".

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Gianfranco Salmeri portavoce di CapitaleMessina “Sembra la replica del copione del contenzioso sulla Zona falcata, avviato da Accorinti, che ne ha ostacolato per anni la riqualificazione. Apprendiamo, infatti, dalla stampa la notizia che il sindaco Accorinti avrebbe bloccato la fase finale della procedura per il bando internazionale per la riqualificazione della cittadella fieristica“ “In sintesi“ - continua Salmeri - “l´Autorità portuale che ha titolarità sull´area e soldi da spendervi, concorda con l´amministrazione comunale, che non ha titolarità ne soldi da spendere, un percorso comune finalizzato all´obiettivo auspicato da tutti e cioè il recupero della area della ex fiera alla libera fruizione dei cittadini“. “In dirittura d´arrivo, dopo sei mesi di lavoro, succede l´incredibile: Accorinti chiede una proroga di uno-due mesi per discutere del bando con alcune associazioni ed i “grillini dello stretto“. “La prima considerazione da fare: sicuramente“ - secondo CapitaleMessina “ lo strumento dell´audit è da apprezzare per coinvolgere i cittadini nelle decisioni che li riguardano; ma su quali criteri si scelgono le associazioni o i cittadini con i quali interloquire, ed in ogni caso non era meglio farlo prima?“ “La seconda ed ultima valutazione, Accorinti continua nel suo atteggiamento politico schizofrenico, in perenne tentennamento tra il ruolo istituzionale e lo spirito barricadero: come da slogan del PCI degli anni ´70, la sua amministrazione aspira ad essere di “lotta e di governo“ - conclude Salmeri - “ Governo, a dire il vero molto poco, e non siamo più negli anni ´70.”

Alessandro Tinaglia rappresentante Reset! L´ennesima vicenda, quella legata al bando internazionale per la concessione della Cittadella Fieristica predisposto dall´Autorità Portuale di concerto con l´Amministrazione Accorinti ed in particolare con l´Assessore De Cola, dimostra come non esista alcuna capacità decisionale, nessun raccordo anche tra i componenti della stessa Giunta e soprattutto come non esista una Visione di Sviluppo per la nostra città. Dopo mesi di confronto tra Autorità Portuale e Comune il Sindaco decide che, a cose fatte, deve confrontarsi con chi lo tira per la “magliettina“. La solita abitudine di rinviare e di discutere, quella che ha messo in ginocchio la città ed i messinesi, rimane il maggiore elemento di continuità con la Politica tradizionale. Una città abbandonata a se stessa che giornalmente si svuota ed invecchia in mano a chi, così come accadde per il “Patto per la Falce“, scopre sempre all´ultimo secondo la necessità di un confronto. Chiediamo dunque all´Autorità Portuale di andare avanti nell´interesse della Città che non può attendere ancora ed ai Partiti di decidere in fretta la fine di questa esperienza amministrativa. 9 Marzo 2016

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Grilli dello Stretto “Errore non inserire area in Patto per la Falce” “Accorinti frena sul bando di gara per l'affidamento della cittadella fieristica a privati e chiede due mesi di tempo per compiere nuove valutazioni. Appare dunque evidente come qualcosa non sia andata per il verso giusto: o l'assessore ai Lavori Pubblici, Sergio De Cola, che ha preso attivamente parte alla redazione del documento con l'Autorità Portuale, ha agito in autonomia, tenendo all’oscuro Sindaco ed altri esponenti della giunta e, in tal caso, andrebbe immediatamente rimosso dal suo incarico, oppure Accorinti non racconta tutta la verità”. Commentano così, gli attivisti del meetup “Grilli dello Stretto”, il dietro front dell'amministrazione comunale che ha aperto l'ennesimo scontro istituzionale con l'ente di via Vittorio Veneto ed ha messo in luce le contraddizioni interne alla giunta. I Grilli dello Stretto, da sempre attenti alle sorti dell'area fieristica, avevano in più occasioni esortato sia il primo cittadino sia gli assessori Sebastiano Pino e Sergio De Cola in merito alla necessità di pretendere per l'area garanzie nero su bianco: “Se davvero fosse stato nelle intenzioni di questa amministrazione incidere realisticamente sul futuro dell'area – apostrofano gli attivisti - questa avrebbe dovuto essere inserita nel così detto “Patto per la Falce”, subordinando la rinuncia al contenzioso all'assunzione di impegni chiari e precisi”.

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D'Uva e Zafarana “Autorità Portuale apra a pubblico dibattito” Un destino, quello della riqualificazione dell'area fieristica, che a giudizio della portavoce dei Cinque Stelle all'Ars, Valentina Zafarana, dovrà compiersi e maturare nel solco della massima trasparenza e di più ampio coinvolgimento della cittadinanza: “Invito ancora una volta l'Autorità Portuale a rendersi protagonista di un confronto pubblico su quello che sarà il futuro dell’area e ribadisco – incalza la deputata - la richiesta, peraltro già pubblicamente avanzata dal meetup Grilli dello Stretto, affinché il bando di gara escluda la possibilità di concessioni uniche, in modo da consentire a più imprenditori e commercianti di prendervi parte”. La necessità di chiarire, in maniera inequivocabile, natura e finalità della concessione è ribadita anche da portavoce del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati, Francesco D’Uva: “La riqualificazione dell’area fieristica, sottoposta a molteplici vincoli, paesaggistici e non - precisa il deputato – non può non tenere conto delle vocazioni e delle aspirazioni della comunità messinese. I contenuti del bando, pertanto, dovranno essere preventivamente portati alla conoscenza dei cittadini, almeno nella parte in cui si individuano le attività che saranno realizzate al suo interno”. foto Peppe Saya

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Sommario

18-34

Attualità Etica e responsabilità pubblica Donne in-canto Settimana del cervello

36-37 Dietro le quinte

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numero 234 anno XIV 9 Marzo 2016

54-57 Cultura Una mimosa per te

68-69 Mangiare Sano

Settegiorni Cronaca della settimana

48-49 Città Cronache urbane

50-51 Città Metropolitana Giornata sull’anticorruzione

Le rubriche 38-39 In&Out 62-63 La corazzata Potemkin

64-65 Da Beethoven 52-53 Sicilia Test Mous

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a Kurt Cobain

66-67 Parole in blu 9 Marzo 2016


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Alessia Vanaria Rubriche Michele Giunta, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Antonio De Felice Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo

Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

NUOVE OPPORTUNITĂ€ PER I GIOVANI E IL LAVORO

AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO ''P. GIACCONE'' DI PALERMO Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l'assegnazione di un Co.co.pro, della durata di mesi dodici, eventualmente rinnovabili, per laureato in psicologia. (1 posto) GURI n. 14 del 19.02.2016 Scad. 21.03.2016 AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO ''P. GIACCONE'' DI PALERMO Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la formazione di una graduatoria riguardante l'attribuzione d'incarichi per eventuali supplenze, sostituzioni o assegnazioni temporanee di personale dirigente medico, nella disciplina di Reumatologia, da assumere con contratto a tempo pieno e determinato. (1 posto) GURI n. 14 del 19.02.2016 Scad. 21.03.2016 UNIVERSITA' DI CATANIA Selezioni pubbliche, per titoli e colloquio, per l'assunzione di complessive due unita' di personale tecnico-amministrativo, con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato. (2 posti) GURI n. 15 del 23.02.2016 Scad. 14.03.2016 16

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8 Marzo 2016 LIBERA UNIVERSITA' DELLA SICILIA CENTRALE ''KORE'' DI ENNA Procedure di valutazioni comparative, per titoli e colloquio, per il reclutamento di nove ricercatori con rapporto di lavoro a tempo determinato tipologia lettera a), articolo 24, comma 3, della legge 240/2010. (9 posti) GURI n. 15 del 23.02.2016 Scad. 24.03.2016 AZIENDA OSPEDALIERA 'PAPARDO' DI MESSINA Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di un posto di dirigente ingegnere clinico. (1 posto) GURI n. 15 del 23.02.2016 Scad. 24.03.2016 BANDO VOLONTARIATO - RETI NAZIONALI Le idee progettuali potranno essere presentate esclusivamente da Reti nazionali di volontariato, che intendono rafforzare la propria presenza nel Mezzogiorno d’Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), specificando, tra l’altro, le innovazioni che si intendono realizzare, l'impatto sociale e i risultati previsti, i destinatari dell'intervento. Nella prima fase, le idee potranno essere inviate entro, e non oltre, le ore 13 dell’11 marzo 2016. BANDO COMUNICARE E BENE L’iniziativa si rivolge a organizzazioni non profit meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) che potranno presentare, anche in collaborazione con il mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca, dei media, una proposta di campagna di comunicazione nazionale su una tematica sociale (legalità, povertà, lavoro, salute, cultura, ambiente, diritti negati, sprechi, incuria dei beni comuni) strettamente legata al Sud. Le proposte dovranno essere inviate entro, e non oltre, le ore 13 dell’8 aprile 2016. 9 Marzo 2016

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Attualità

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Al Palacultura il convegno “Etica e responsabilità pubblica”

Non rassegnarsi alla L

a società odierna sembra tramutarsi, giorno dopo giorno, in una “giungla di illegalità” dove a prevalere è sempre e solo il più forte, il più astuto. In un contesto simile, dunque, parlare di etica e responsabilità pubblica può apparire quanto mai inappropriato e fuori luogo. Eppure, tantissimi cittadini ieri pomeriggio hanno scelto di partecipare ai lavori del convegno “Etica e responsabilità pubblica”, tenutosi al Palacultura “Antonello da Messina” e organizzato dall’Assemblea Regionale Siciliana e dalla diocesi. La massiccia presenza è testimonianza concreta del fervente e comune desiderio di tornare a crederci, perché non tutto è perduto e il domani può regalare, ancora, una realtà diversa. A dare inizio ai lavori è stato il Presidente dell’Assemblea Regionale, Giovanni Ardizzone, che

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vittoria dell’illegalità dopo aver invitato i presenti ad un momento di raccoglimento in memoria dei due tecnici della Bonatti rapiti e uccisi in Libia per mano dell’Isis, è entrato subito in argomento spiegando, prima di tutto, il perché di un simile incontro. Il rapporto tra etica e responsabilità pubblica costituisce oggi una tematica di scottante attualità su cui è estremamente necessario alimentare il dibattito. Viviamo, infatti, in una realtà in cui alle istituzioni viene imputato un progressivo deficit di etica, in cui la responsabilità è diventata quasi un “fardello” che rallenta le azioni di colui che cerca di agire nel “giusto”. I corrotti sono sempre più numerosi dei corretti, ma nonostante tutto è bene non perdere la speranza, non rassegnarsi mai di fronte al dilagare di questo “morbo” della corruzione che miete costantemente vittime. 9 Marzo 2016

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Un “morbo” che colpisce, direttamente, come sottolineato dal Vescovo di Acireale e Amministratore Apostolico di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, Antonio Raspanti, l’uomo. Ognuno, infatti, dovrebbe essere portatore di una responsabilità nel proprio ambito lavorativo. Il ruolo di collante tra i singoli è rivestito, poi, in una società modello, dalle istituzioni in cui i cittadini ripongono massima fiducia. Quest’ultima è oggi, a seguito di una triste concatenazione di eventi, piuttosto logorata. In questa realtà che sembra muoversi a “vele spiegate” verso lo sfascio più totale è ancora possibile agire in modo che etica e responsabilità non restino solo parole vuote? Ad assumersi l’arduo compito di rispondere a tale interrogativo, inaugurando la pars costruens del convegno, è stato Monsignor Nunzio Galatino, Segretario Generale Conferenza Episcopale Italiana. Quest’ultimo ha guardato alla realtà circostante in una maniera singolare ma efficace, ricordando ai presenti alcune parole tratte dal libro biblico di Qfoelet. Qui al quesito “Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?” si risponde invitando il lettore ad una riflessione sulla fragilità umana, sulla finitudine della natura umana e, dunque, sulla morte. Dal piano della riflessione si passa, poi, a quello dell’azione con la dichiarazione del proposito di “investigare tutto ciò che accade sotto il cielo”. Si guarda così alla società e si comprende che bisogna insegnare ai giovani che il bene non è a “portata di mano” ma va ricercato con fatica e che bisogna essere in grado di rendere conto del proprio operato all’altro. Fare i conti solo con la propria coscienza, infatti, non è sufficiente in quanto conduce soltanto ad un “godimento spurio” che non permette di vivere al meglio. Nell’ambito delle relazioni familiari riusciamo, quasi tutti, a perseguire il “giusto”, ma è all’esterno che si diventa facili predatori o prede di un sistema corrotto che non offre vie di salvezza.

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Un sistema che è stato analizzato dal punto giuridico da altri due ospiti d’eccezione del convegno: Gaetano Silvestri, Presidente della Scuola Superiore di Magistratura nonché Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Rodolfo Sabelli, Presidente dell’Associazione nazionale magistrati. Silvestri, partendo dalla lettura dell’art.2 della Costituzione, ha ricordato ai presenti cosa significhi solidarietà politica, economica e sociale e quali siano i diritti e doveri del cittadino ad esse connesse. Il singolo si affida al politico, il cui “onore” dovrebbe essere quello di operare in modo corretto per ripagare la fiducia che gli è data da chi gli ha conferito il potere. Quando ciò non avviene, subentra il giudizio dell’opinione pubblica, la riprovazione che non perdona. Per uscire da questo “imbuto” è necessario battersi perché vengano applicate e rispettate regole severe a tutti i livelli, perché si dia vita a delle leggi che regolarizzino i partiti. Non si può cambiare schieramento politico ogni giorno con la facilità con cui si cambiano i calzini al mattino, è necessario porre dei limiti. Montesquieu diceva che, persino, “la virtù ha bisogno di limiti”, dunque, a maggior ragione i partiti. Dalla politica si è passati nuovamente ad uno sguardo giuridico sul tema grazie a Sabelli, ultimo relatore. Egli dopo aver definito il concetto di etica, riferendosi opportunamente agli art. 28; 54; 97 e 98 della Costituzione, ha delineato quale dovrebbe essere il comportamento perfetto del magistrato, chiamato al giudizio, a non cedere al dubbio, a dimostrare ancora oggi con il suo operato la validità delle leggi. Un’intensa giornata di dibattito, moderata dal giornalista Ferruccio De Bortoli, che lascia al cittadino presente l’ “amaro in bocca”. La “giungla di illegalità” caratterizzata da abusi di potere, inganni, sotterfugi, è stata descritta al meglio dagli ospiti presenti. Tutti i relatori, però, hanno invitato all’unisono i presenti a reagire, a “rimboccarsi le maniche” e a battersi perché non la furbizia venga non lodata ma condannata a tutti i livelli. Non ci si può rassegnare e gettare le armi di fronte a modelli “negativi”, consegnando i nostri figli e nipoti alla società “del comodo”. Non ci si può arrendere, come diceva Corrado Alvaro, alla disperazione più grande che possa opprimere una società, la disperazione che nasce dal dubbio che vivere onestamente sia inutile. Alessia Vanaria foto Peppe Saya

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Sei storie per “Donne in-canto” Evento promosso dal MCL con la partecipazione dell’Associazione Aulisse e dell’Associazione Donne Giuriste Italia

foto Salvatore Forestieri

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n occasione della Giornata internazionale della donna che si celebra l’8 marzo in tutto il mondo, il Movimento Cristiano Lavoratori con l’Associazione culturale Aulisse e l’Associazione Donne Giuriste Italia ha voluto ieri sera nella Cappella Santa Maria all’Arcivescovado di Messina creare un'opportunità per riflettere - attraverso il racconto di 6 donne - sul ruolo della donna come filo conduttore nelle dinamiche di welfare sociale e familiare ma anche come motore di processi e percorsi di sviluppo locale. L’evento moderato da Sabrina Assenzio del MCL si è aperto con la poesia “Donna”, scritta e interpretata da Pier Paolo La Spina e dalle aree più celebri affidate alla sensibile ed emozionante voce del soprano Carmine Elisa Moschella (Associazione Aulisse). Protagoniste sei donne che tengono insieme e costruiscono le maglie di una rete sociale sempre più complessa, dalla povertà estrema che è diventata normalità e che si fa voce tramite Giusy Currò responsabile sportello famiglia del MCL, “essere madre e donna mi aiuta nel trovare quella sensibilità che mi fa tendere la mano verso altre donne che vivono in condizioni di estrema povertà. Sono tante le storie che quotidianamente si presentano, storie di famiglie che non hanno la possibilità di mettere in tavola nulla, storie che negli ultimi cinque anni sono aumentate enormemente”.

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Restituire quella dignità morale che esperienze di vita complesse hanno messo in crisi, come nel lavoro svolto da Suor Anna Ingoglia, sorelle francescane dei poveri, “ho vissuto più di sette anni in una comunità di suore che accoglie donne vittime di tratta costrette a prostituirsi. Il percorso di reinserimento ha coinvolto più di 300 ragazze molte delle quali minorenni”. In scena altre due storie di donne che operano sul territorio, talvolta nel silenzio, come Maria Celeste Celi, presidente del Comitato Italiano Reinserimento Sociale onlus, che da anni si impegna nel costruire una rete di rapporti sociali coinvolgendo forze socio-culturali, politiche e religiose cittadine, per programmare tutte quelle attività volte al recupero di donne in stato di disagio. “Il CIRS è un ente nazionale – racconta la Celi - che negli anni risponde ai bisogni del territorio con l’obiettivo del reinserimento sociale di tutte le donne in difficoltà. Per ogni donna che viene da noi c’è un preciso progetto educativo, che partendo dall’accoglienza e dalla consapevolezza della loro storia, prevede lo studio, il lavoro e per altre anche la formazione. Per noi è fondamentale ricostruire l’autostima che hanno perso per svariati motivi e in questo aiuta tantissimo il lavoro che non deve essere qualsiasi, ma con i corsi di formazione che integrano le ragazze sul territorio, aiutiamo ognuna di loro ad imparare un mestiere”. Emilia Cerchiara è la presidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia della sezione di Messina che si pone l’obiettivo di contribuire all’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne. A Messina queste realtà è giovanissima, è nata qualche anno fa dalla volontà di Emilia Cerchiara “è un’associazione internazionale di giuriste donne e non è scontato perché nelle varie parti del mondo la donna non ha sempre facile accesso all’istruzione o può aspirare alla carriera nell’amministrazione e nella giustizia che è prettamente maschile.

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La forza delle donne giorno dopo giorno si arricchisce di nuova linfa. Auguri a tutte le donne che possano avere sempre la libertà di decidere e la possibilità di scegliere

foto Salvatore Forestieri 9 Marzo 2016


Affidare alla donna un ruolo così delicato è in alcune parti del mondo inimmaginabile, donne giuriste ci tiene ad affermare che anche le donne possono svolgere questo ruolo, dare un loro contributo e diventare così interlocutrici con le istituzioni per i progetti di legge che possano aiutare tutti i cittadini”. Nel terzo incontro previsto per la serata è la natura che sposa l’arte a fare da protagonista con Gabriella Vaccaro, parco museo Madonna Gala di Francavilla di Sicilia, che ci racconta come “questa sfida per noi è stata entusiasmante, abbiamo avuto la possibilità di riscattare e rivalutare il territorio. Abbiamo pensato di costruire l’area con lo spirito della famiglia”. Di arte ha parlato anche Flavia Vizzari, presidente dell’Associazione Siciliana Arte Scienza, che nel connubio tra poesia, pittura, fotografia da voce a numerosi artisti locali, “alla passione si unisce l’entusiasmo e la curiosità che ci fa crescere culturalmente”. La forza delle donne giorno dopo giorno si arricchisce di nuova linfa. Auguri a tutte le donne che possano avere sempre la libertà di decidere e la possibilità di scegliere. Cristina D’Arrigo

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Donna Di grazia e gentilezza luce ti accoglie, nel fare e nel sentire, tutto è respiro; Sorella, madre, compagna, amica, nel dire, tutto oltre l'assenza riesce ad apparire. E nella sofferenza nel nulla la ferisce, ma nel cuore da sola la strada svanisce, culla del dolce suo perire; E quando viene sera nei tuoi pensieri si accompagna, nell'esser dei misteri la sola Mamma. Angelo è definita e senza lasso, Martire divenuta nel sol trapasso; Donna è per finire, senza pensare, che il mondo senza lei sarebbe un vano Alitare. di Pier Paolo La Spina

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Gruppo Pari Opportunità di Cambiamo Messina dal Basso

“Messina, le Donne, i Tale

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Palazzo Zanca di Messina, sono stati tanti i talenti presentati di Donne conosciute e non, che hanno spaziato dalla danza al giornalismo, dal teatro alla musica, dalla fotografia alla pittura, dall'artigianato alla gastronomia, dallo sport all'attenzione al sociale, allo stare insieme e a fare rete interrogandosi. Ringraziamo quindi innanzitutto le Protagoniste della serata come da ordine di presentazione: - Rosamaria Crupi, con una presentazione della sua attività creativa; - Simona Rando e Krizia Sitajolo della scuola di danza Danzarte di Giovanna Tedesco che hanno monopolizzato l'attenzione con una coreografia di Pucci Romeo; - Giuseppina Borghese, ha trattato da giornalista il tema donne e cultura; - Marìca Calogero, giovane cantante e musicista; - Sefora Adamovic, a cappella ha cantato un canto in sardo, uno in siciliano e la canzone di Marinella; - Le "Lunarie" Francesca Billè, Serena Dascola e Alessandra Licata della Cooperativa sociale Lunaria; - Emilia Ammirato, tecnico specializzato di softball, ha presentato Cristina Scotto talento del nuoto che ha affrontato la traversata Vulcano-Capo Calavà battendo il record maschile, nuotando in mezzo al mare per oltre 5 ore e che ha più volte fatto anche la traversata dello Stretto di Messina; - Maria Baronello, assistente sociale e garante per i diritti dell'infanzia del comune di Messina che ha parlato dei tempi delle donne nel conciliare lavoro e maternità; - Elisabetta Reale con donne e giornalismo; - Giulia Carmen Fasolo, direttora della Casa Editrice Ed. Smasher sull’editoria al femminile, - Eleonora Bovo con una efficace e garbata presentazione di arteterapia, - Margherita Smedile (attrice) e Donatella Venuti (attrice, regista e autrice teatrale) con una

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enti - #siamopiùdellametà” lettura tratta dalle opere della poetessa russa Marina I. Cvetaeva, tra cui il ciclo "Insonnia" e "Stenka Razin", spazio dedicato ad Angelo Tripodo e Pippo Luciani; - Michela De Domenico, eccellenza nel disegno e nel fumetto; - le arpiste Sabrina e Simona Palazzolo con tre bellissimi pezzi; - Cettina Donato, direttora d'orchestra di fama internazionale, ha lasciato un messaggio negativo e positivo insieme: "a Messina i talenti ci sono ma non li conoscono i messinesi se non finiscono in televisione, ma non bisogna scoraggiarsi mai" - Olga Nassis, Presidente della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia ha concluso la serata sul tema della pace e la necessità di un Europa che accolga e non respinga. I curatori delle mostre di Toponomastica femminile sulle Madri della Patria, Paesaggi di Carla Bonomo, Freedom Flotilla 2015 a Messina di Rosaria Colica, Donne di Anna Giamporcaro, Migranti di Lucia Florio, Il rifugio della visione di Laura Paradiso, Donne in lotta di Corrado Speziale, Corpo di donna Forza d'uomo dell’Istituto Antonello, Sessualità e identità di genere di Sefora Adamovic e le Citazioni celebri sulle donne di Lilli Jeni. Angela Campanella, Graziella De Grazia e Second Life per l'artigianato. Ancora grazie, per la maratona di 4 ore, per la simpatia e l'intelligenza, i nostri presentatori: Palmira Mancuso e Giampiero Neri. Grazie infinite ai membri della coalizione internazionale Freedom Flotilla che si fermeranno fino al 7 marzo a Messina, missione alla quale il Gruppo pari opportunità di CMdB ha deciso di destinare i fondi raccolti durante la serata. Ringraziamo tutte le donne che hanno scelto, insieme a noi, di esserci per restituire il vero significato alla giornata internazionale della donna e che ogni giorno con il loro operato e la loro professionalità cambiano il volto della nostra Città rendendola migliore. 9 Marzo 2016

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Salute delle donne e diritti negati

Le mutilazioni genitali femminili

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ell’ambito della globalizzazione cerchiamo sempre di più di accrescere le conoscenze sul tema del diritto alla salute e sulla medicina transculturale, sulla delicatezza dell’approccio alla sessualità delle donne straniere, al loro corpo, alla maternità ed alla salute in generale. Con l’espressione MGF si fa riferimento a “tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o ad altre modificazioni indotte ai suddetti organi, effettuate per ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche”. L’OMS stima che nel 2015 , le donne che hanno subito mutilazioni genitali in Africa sono state 125 milioni (3 milioni di bambine-ragazze) che vengano praticate in 29 Paesi Africani soprattutto nella fascia sub Sahariana . Sono in aumento casi simili anche in Europa, Stati Uniti, bacino del Mediterraneo soprattutto fra le immigrate provenienti dall’Africa e dall’Asia SudOccidentale. Tra le MGF le più note sono l’Infibulazione , la Clitoridectomia e l’Escissione. Nel nostro Paese, sono a rischio 93mila donne e tra loro più di 7700 bambine di provenienza dal Corno d’Africa soprattutto Somale ( in Somalia il 98% delle donne sono infibulate ). Tutte le MGF compiute al di fuori degli ospedali, vengono praticate dalle anziane del villaggio e nell’Africa Occidentale anche dai barbieri e vengono utilizzati come strumenti : coltelli, lame di rasoi, forbici e pezzi di vetro rotti senza Anestesia!!!!

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Oltre che umilianti quindi, le MGF sono estremamente dolorose e le bambine possono morire per tante cause. Le motivazioni per l’utilizzo di queste pratiche sono: • Sessuali • Sociologiche • Sanitarie • Religiose • Igieniche ed estetiche I motivi che portano a queste pratiche sono diversi e pur variando da un’etnia all’atra presentano alcuni tratti comuni quali il ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità di genere e nella formazione dell’appartenenza etnica. Le MGF nonostante le loro gravi conseguenze sono profondamente radicate e determinano la vita di relazione e di scambio su cui si basa l’organizzazione sociale di gran parte delle Società Africane. L’UNICEF considera le MGF , in qualunque forma, una palese violazione dei diritti della donna e discriminatorie. L’OMS ha riclassificato le MGF in quattro tipologie di procedure: • Tipo 1: escissione del prepuzio con asportazione del clitoride • Tipo 2: escissione del prepuzio ed asportazione delle piccole labbra • Tipo 3: escissione dei genitali esterni e restringimento dell’apertura vaginale (infibulazione) • Tipo 4: Incisione, stiramento di clitoride e labbra, introduzione di sostanze corrosive o erbe nella vagina con danni notevoli ai suddetti organi. Numerose sono le complicanze che ne derivano: dallo shock emorragico al dolore severo, dalle infezioni urinarie alle cisti dermoidi, dalle disfunzioni sessuali all’infertilità e soprattutto ai disturbi psichici. Interventi di deinfibulazione vengono richieste dalle immigrate una volta stabilitesi in Italia in preparazione del matrimonio o giustamente consigliate. In Italia la legge n°7 del gennaio 2006, prevede il divieto di praticare le M.G.F. considerandolo un grave reato. Il documento si muove nell’ambito di obiettivi generali nell’affermazione del rispetto della donna come persona e della sua dignità. Da tempo sono state lanciate campagne contro l’infibulazione e preparati progetti, soprattutto i Consultori Familiari, ove sono attivi “spazi immigrate”, contribuendo ad aprire un confronto culturale partendo dall’idea che non ci si può nascondere dietro un generico rispetto delle diversità e che la cultura non può essere considerata come una condizione di staticità ma come progresso di evoluzione. dott. Luisa Barbaro 9 Marzo 2016

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Settimana del cervello Presentate a Palazzo Zanca le iniziative dell’Irccs

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resentate a Palazzo Zanca, le iniziative promosse dall’IRCCS Centro Neurolesi Bonino Pulejo in occasione della “Settimana mondiale del Cervello” 2016 organizzata dalla SIN (Società Italiana Neurologia), che si celebra dal 14 al 20 marzo. Il Centro Neurolesi promuove una serie di incontri con le scuole superiori di Messina e una manifestazione conclusiva sul tema “Il tempo è cervello”. Ad organizzare le iniziative, in qualità di segretario regionale SIN Sicilia, il prof. Placido Bramanti, direttore scientifico del Centro Neurolesi. Organizzata con il patrocinio del Comune di Messina e dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Messina e con la collaborazione dell’Acr Messina.

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Alla conferenza stampa hanno preso parte, sottolineando l’importanza di diffondere tra i giovani la cultura della prevenzione, il direttore scientifico del Neurolesi prof. Bramanti, il direttore generale dott. Aliquò, il direttore sanitario dott. Alagna, il sindaco Accorinti, il team manager dell’Acr Messina Alessandro e la dirigente scolastica dell’Istituto d’istruzione superiore “La Farina – Basile” (scuola capofila del progetto) prof.ssa Prestipino.

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PROGRAMMA Gli appuntamenti nelle scuole cittadine prenderanno il via lunedì 14 marzo con il seguente calendario: 14 marzo Bisazza (ore 9); Seguenza (ore 11); 15 marzo Maurolico (ore 9); La Farina scuola capo fila (ore 11); 16 marzo Minutoli (ore 9); Ainis (ore11); 17 marzo Verona Trento (ore 9); Basile (ore 11); 18 marzo Jaci (ore 10); Antonello (ore 12). Tenendo conto dell’accorpamento del Maurolico con il liceo scientifico Galileo Galilei di Spadafora, inoltre, si terrà un incontro presso quest’ultimo istituto il 10 marzo alle ore 08:30. Le conferenze negli Istituti di istruzione superiore messinesi, organizzati con la preziosa collaborazione dei dirigenti scolastici, saranno a cura di una equipe di professionisti dell’irccs Centro Neurolesi Bonino-Pulejo guidata dal direttore scientifico prof. Placido Bramanti, dal direttore generale dott. Angelo Aliquò e dal direttore sanitario dott. Bernardo Alagna. I convegni saranno dedicati ad importanti tematiche collegate al cervello che riguardano i rischi del mondo dei giovani, quali la prevenzione legata all’uso del casco, alla corretta alimentazione e all’attività fisica, l’uso di sostanze stupefacenti (cannabis in particolare), le dipendenze da videogiochi ed in generale le cosiddette nuove dipendenze. Per favorire la partecipazione attiva degli alunni verrà utilizzato un approccio multimediale con il supporto di video e slide. Durante gli incontri in questione, gli studenti forniranno ai rappresentanti dell’irccs un elaborato per Istituto (disegno, poesia, foto), avente come tema “Il tempo è cervello”, tematica dell’edizione 2016 della Settimana del Cervello. Con i loro lavori, i ragazzi coinvolti nel progetto di informazione e sensibilizzazione prenderanno parte ad un contest, la cui premiazione si terrà sabato 19 marzo, alle 9:30, al Palacultura, nell’ambito della manifestazione conclusiva presentata dalla giornalista Lilly La Fauci alla quale parteciperanno rappresentanze di tutte le scuole coinvolte. A selezionare gli elaborati, una giuria qualificata presieduta dal Sindaco Renato Accorinti insieme con l’assessore allo Sport Sebastiano Pino. All’evento finale parteciperà una rappresentanza dell’acr Messina che metterà a disposizione dei primi tre classificati un accreditamento per le rimanenti partite del campionato in corso. Tutte le scuole coinvolte e tutti i ragazzi partecipanti riceveranno un riconoscimento, mentre i primi 3 classificati, insieme con il premio messo a disposizione dall’acr, riceveranno un attestato di merito. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Le “anomalie” dell’acqua prestigiosa pubblicazione targata Unime prof. Francesco Mellamace

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a prestigiosa rivista “Chemical Review”, che vanta il più alto impact factor a livello globale (56) nell’area delle scienze e tecnologie (solo due riviste di area medica hanno impatto più alto), ha pubblicato un lavoro realizzato dal prof. Francesco Mallamace, ordinario di Fisica sperimentale dell’Ateneo, in collaborazione con Silvina Cerveny (Spagna), Jan Swenson (Svezia), Michael Vogel (Germania) e Limei Xu (Cina). La pubblicazione nasce sotto gli auspici della Royal Swedish Academy of Sciences, attraverso il suo Nobel Institutes for Physics and Chemistry, lo Swedish Research Council e il Department of Physics at Stockholm University. Il lavoro sviluppa quanto emerso nel corso della conferenza “Water : the Most Anomalous Liquid”, svoltasi a Stoccolma, dedicata agli studi sul sistema acqua ed a tematiche di ricerca particolarmente interessanti in prospettiva o riguardanti problemi “aperti”. In quell’occasione, il gruppo del prof. Mallamace aveva approfondito il tema della validità e dell’impatto in fisica, chimica e biologia della scoperta – valsa nel 2007 al prof. Mallamace il “Cozzarelli Prize” attribuito dalla National Accademy Sciences (USA) – riguardante la violazione da parte del liquido acqua della nota legge di Stokes-Einstein. Scoperta (fatta insieme al team del prof. Sow-Hsin Chen, del MIT di Boston, già insignito da Unime con il dottorato honoris causa) che ha aperto successivamente la strada alla generalizzazione della cosiddetta transizione dinamica nei liquidi (dynamical o fragile-to-strong dynamical transition).

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dietro le quinte di Francesco Certo

Non si sfiducia nessuno

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iamo alle solite. Messina continua nella sua lotta tra amministrazione e opposizione, dal giugno 2013 la litania non è cambiata. Ad ogni buongiorno è arrivato l’accompagnamento del “ti sfiducio”. Parole in libertà per lo più, perché da mesi lo si ripete e da mesi rimane nella lista delle cose da fare. Dal PD a Forza Italia, passando per sottogruppi o cani sciolti; non cambia il modus operandi. Conferenze convocate con larga partecipazione di giornalisti annoiati, parole nette e decise con il finale scontato: la sfiducia non arriva. Meglio parlarne e far vedere di essere pronti a farlo, in realtà questa storia non andrebbe neanche più raccontata vista la scarsa credibilità di chi minaccia di sfiduciare. Se lo ripeti e non lo fai, alla lunga la sfiducia diventa come la favola “al lupo, al lupo”…magari quando la sfiducia arriverà davvero lo sapranno soli quelli che partecipano un po’ troppo ai lavori dei consiglieri, ma questa è un’altra storia. Nel frattempo la giunta Accorinti vivacchia, non riesce a far quadrare i conti e assorbe nel miglior modo possibile le dimissione del revisore dei conti Zaccone. Messina si riassume tutta lì, una città di chiacchieroni e reginette del ballo. Nel frattempo nel marzo 2016 il Comune non è in grado di presentare il previsionale dell’anno prima, il presidente dei revisori sbatte la porta ma Messina preferisce straparlare. Parole e sempre solo parole, se l’amministrazione è fallace rimane in ottima compagnia. Una classe politica tanta mediocre non è accettabile, vivacchiare sull’inerzia di equilibri politici affossa una città che comunque non ricorderà nulla alla prossima visita alle urne.

Poveri imprenditori

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Messina il grande nemico di chi vuole fare impresa non è la crisi economica generale. Assolutamente no, nessun problema nasce dai propri finanziari che hanno colpito mezza Europa e buona parte degli Stati Uniti. No, a Messina il problema è la decisione dell’amministrazione Accorinti di realizzare isole pedonali e piste ciclabili. Dopo averci devastato il sistema nervoso con la storia che chiudere due strade avrebbe comportato al fallimento di scienziati dell’imprenditoria; ecco che un nuovo dramma è pronto a devastare l’economia cittadina. La decisione di prolungare la pista ciclabile della zona nord non trova concorde gli imprenditori degli stabilimenti balneari con la sponda politica di chi fa opposizione. La questione è semplice: se allunghi la pista restringi la carreggiata e intasi il traffico così la gente preferisce andare da un’altra parte. Dobbiamo commentare? Torna di moda quindi l’idea che l’unico ostacolo tra il messinese e lo spendere sia il parcheggio o comunque il traffico. Campagna elettorale continua, perché il voto degli imprenditori piace e dipingere applicazioni di civiltà come un attacco all’economia è storia vecchia.

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Lo stupito De Cola

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ome già accaduto sulla kafkiana vicenda della via Don Blasco, l’assessore ai lavori pubblici Sergio De Cola risponde agli stop istituzionali con lo stupore. Quando mesi fa dalla Regione arrivò il blocco a causa del mancato aggiornamento delle tariffe, dall’assessorato arrivò lo stupore per l’eccesso di pignoleria dei responsabili regionali. Lo stupore torna sul volto dell’assessore De Cola ora che l’ingegnere capo del Genio Civile, Leonardo Santoro, blocca la variante di tutela ambientale presentata dal Comune di Messina. Il motivo? Semplice, assenza di uno studio geologico aggiornato. De Cola non ci sta e dichiara che quanto presentato sia conforme e non frutto di un lavoro errato. La bocciatura del Genio Civile non può essere accolta con lo stupore tipico di De Cola, in quanto dagli uffici dell’ente le titubanze sul progetto erano vecchie di settimane. Ancora una volta sembra di essere di fronte ad uno scontro basato sulle opinioni che soltanto sui dati. I numeri sono quelli di chi respinge, l’opinione è quella di De Cola. La bocciatura della via Don Blasco era immotivata, quella sulla variante anche. Due indizi fanno una prova, e ogni piano presentato dall’assessorato ai lavori pubblici (almeno quelli di alto profilo) vengono respinti con perdite. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, perché dietro alle chiacchiere c’è un presente in cui per la via Don Blasco non è stata neanche bandita la gara d’appalto, figuratevi se la realizzazione rientrerà nell’anno di grazia 2017.

Nessun hotspot

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l problema nasce già alla base, perché in Italia che cosa sia un hotspot non lo sa quasi nessuno. Parola che viene partorita da Bruxelles e che nel Belpaese viene usata senza la reale certezza del significato. Gli hotspot sono centri di accoglienza, riconoscimento e smistamento. Un luogo dove l’immigrato viene identificato, e dopo averne compreso se si tratta di un rifugiato o di un “semplice” migrante. Foto segnaletica e impronte digitali, una specie di carcere. Perché il dubbio che questi hotspot siano dei luoghi di detenzione è alto. In questi luoghi non è stato specificato se il migrante verrà assegnato ad un nuovo centro di accoglienza o verrà trattenuto in attesa di rimpatrio. A Messina si è parlato di hotspot, più per pettegolezzo che per altro dato che dal ministero non è mai arrivata alcuna comunicazione. Pietra tombale sull’argomento la visita del deputato messinese del M5S Francesco D’Uva che ha chiuso la querelle, annunciando però la ristrutturazione fisica e organizzativa della caserma Bisconte.

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Auguri donne!

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’8 marzo si celebra, comunemente, la giornata internazionale della donna. Quest’ultima è una figura che riveste un ruolo di primaria importanza nella società odierna, ragion per cui abbiamo deciso questa settimana di dedicare il nostro spazio a queste piccole ma grandi protagoniste della vita quotidiana. Auguri… Alla donna che è l’“angelo del focolare” e che trascorre la sua vita entro le mura domestiche occupandosi della casa e della famiglia. Alla donna che si divide tra casa e lavoro, ma è capace, sempre, di mettere da parte le preoccupazioni quotidiane per trascorrere momenti di spensieratezza a fianco dei propri figli. Alla donna che non teme sofferenze e difficoltà poiché desiderosa di regalare un domani a quel piccolo indifeso che porta in grembo. Alla donna che è pronta a combattere contro tutto e tutti pur di proteggere quello che ormai è un uomo ma che per lei resterà sempre un cucciolo bisognoso di affetto e protezione. Alla donna che ama, incondizionatamente, senza immaginare nemmeno per un attimo che il destinatario del suo amore può non essere ciò che crede. Alla donna che sebbene si senta “vuota” perché il suo uomo non le regala carezze ma schiaffi trova il coraggio di reagire e di sorridere alla vita. Alla donna che non ha bisogno di dimostrare agli altri la sua forza ma sa rialzarsi, silenziosamente, senza mai farti capire che, per quante volte tu l’uccida, lei resta e sarà sempre una donna. Alla donna che lotta ogni giorno perché le vengano riconosciuti i suoi diritti, perché la parità non sia solo una questione di forma ma abbia dei riscontri concreti. Alla donna che ama chi la fa sentire importante, non regalandole fiori o gioielli ma rispettandola, costantemente, ogni giorno. A tutte le donne che sono mogli, madri e amiche, a coloro che donano amore ogni giorno senza chiedere nulla. A tutte queste donne rivolgiamo i nostri migliori auguri, con la speranza che non vengano onorate come meritano solo l’8 marzo ma che possano ricevere fiori e soprese ogni giorno da chi amano, che ricevano sempre carezze e mai schiaffi. Costruiamo, dunque, un domani diverso, tenendo ben a mente che siamo tutti figli di una donna! Auguri donne!

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di Alessia Vanaria

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di Francesco Certo

Cassonetto fantasma

OUT

L

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’ultimo caso è quello di Salita Contino, dove gli uomini di MessinAmbiente hanno rimosso i cassonetti invitando gli abitanti della zona a servirsi, per gettare i propri rifiuti, di quelli presenti in via del Santo o sul Viale Europa. Non il primo caso in città in cui la partecipata del Comune rimodula la posizione dei contenitori per rifiuti, soprattutto per alcune difficoltà logistiche nella raccolta. Caso simile quello della via Bisignano bassa a Contesse, strada stretta e senza uscita tanto da essersi vista spostare i cassonetti sulla via Marco Polo. Una scelta questa dettata dalla difficoltà di manovra per i mezzi di raccolta, scelta simile quella che vede protagonista Salita Contino. Nella zona, però, lo spostamento è stata notevole tanto da far scattare i consiglieri di circoscrizione dubbiosi che i cassonetti siano stati trasferiti entro i 500 metri consentiti dalla legge. A questo va aggiunto che la raccolta porta a porta nella zona non è partita, e chissà se mai partirà. Queste le colpe delle istituzioni, e questi due casi non isolati però, dato che in tante altre vie cittadine i cassonetti sono stati rimossi o trasferiti. La popolazione come risponde? Male, ed ecco che con un torto si risponde con un altro torto. Sono decine i cittadini, infatti, che memori della presenza del cassonetto continuano a gettare i propri rifiuti sul marciapiede. Nessuno nega che in alcuni casi (Salita Contino) questi traslochi mettano in difficoltà, però questa non ammette o giustifica in alcun modo il comportamento attuato. Così bisogna assistere allo spettacolo di lunghi marciapiedi infestati dai rifiuti, come se non bastassero quelli che si accumulano dove la raccolta è lenta o non sufficientemente adeguata al numero di abitanti della zona in questione. Ennesimo schiaffo al buon vivere civile, perché la soluzione non deve essere mai il menefreghismo. Il messinese che si libera del sacchetto sulla strada perché gli hanno spostato il cassonetto non ha mai ragione, anche se MessinAmbiente avesse spostato troppo lo stesso. Trovare soluzioni giuste e non rispondere con nuove pagine di inciviltà.

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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Tavolo tecnico sul mercato Sant’Orsola Si è confermata la volontà da parte dell’Amministrazione comunale e dell’Asp di risolvere amichevolmente il contenzioso in atto sull’area del mercato S. Orsola e di arrivare ad un accordo su tutte le altre aree oggetto di interesse reciproco. Si è stabilito di procedere in tre step.

Presentato il Vangelo della Misericordia è stato presentato “Il Vangelo della Misericordia”, scritto da Monsignor Lorenzo Leuzzi, Vescovo ausiliare della diocesi di Roma, primo di una serie d’incontri programmati per l’anno giubilare, per riflettere e confrontarsi partendo dall’attualizzazione della dottrina sociale della Chiesa.

Etica e responsabilità pubblica Aperti i lavori del convegno “Etica e responsabilità pubblica”, organizzato dall’ARS e dalla diocesi. La massiccia presenza è testimonianza concreta del comune desiderio di tornare a crederci, perché non tutto è perduto e il domani può regalare, ancora, una realtà diversa.

Tre punti per il Messina Lupa castelli romani 0 - Messina 1. Un brutto Messina quello che alla fine trova una vittoria insperata grazie al gran tiro di Ionut, all’esordio. La prestazione è deludente, con un primo tempo ricco di occasioni ma povero di cattiveria.

Volevo essere brava Il regista Paride Acacia in scena alla Laudamo con lo spettacolo “Volevo essere brava”. Una pièce breve ma intensa, liberamente ispirata a “Il corpo giusto” di Eve Ensler, che ha visto ben otto donne protagoniste.

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Donne in-canto

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Servizio Consolare Mobile dello Sri Lanka

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Appuntamento promosso dal MCL in prossimità della giornata internazionale della donna che rappresenta sempre più quel nodo che tiene unite tutte le maglie di un tessuto sociale sempre più complesso.

Il sindaco, Renato Accorinti, e il presidente dell'Associazione srilankesi uniti di Messina, Roshan Rupasinghe, hanno presentato l'iniziativa che sabato 12 e domenica 13 sarà a Messina, nella sede di Palazzo Zanca. 9 Marzo 2016


Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

V CIRCOSCRIZIONE

In via Monte Scuderi, ennesima tragedia sfiorata a causa delle violente raffiche di vento

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nnesima tragedia sfiorata. Sferzati dalle violente raffiche di vento che per tutta la notte hanno flagellato la città, alle 4 e 16 minuti di lunedì mattina, due grossi alberi si sono schiantati in Via monte Scuderi nel rione San Matteo rovinando quattro autovetture rimaste schiacciate sotto il peso dell´enorme fronde. Soltanto il fato ha impedito il verificarsi di una tragedia nel popolarissimo rione di Giostra. Già dalle 7,30, infatti, la piazza divisa dai grossi pini, è frequentata da studenti, anziani e persone che si avviano verso i luoghi di lavoro. Più volte in questi mesi la V Circoscrizione, come sottolineato dal Presidente Santino Morabito, aveva segnalato la fragilità dei predetti pini ed il rischio incombente per la popolazione. L´ultima segnalazione, poi, risale a lunedì scorso quando il Consigliere della V Circoscrizione, Giovanni Bucalo, si era recato personalmente presso gli Uffici del Settore arredo Urbano, per sollecitare quanto meno una potatura regolare delle chiome. La crescita delle fronde sbilanciata verso un unico lato avrebbe prima o poi provocato lo schianto. Si attendeva per giovedì scorso il sopralluogo da parte dell´Agronomo inviato dall´Amministrazione Comunale. Non si è presentato nessuno. Adesso, puntualmente, giunge il tempo delle recriminazioni, delle proteste e delle richieste di risarcimento. Quanto tempo ancora la città deve attendere la riorganizzazione di questo Settore?

VI CIRCOSCRIZIONE

Mario Biancuzzo segnala la situazione grave di emergenza che interessa il litorale nord

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l consigliere della VI circoscrizione Mario Biancuzzo segnala la situazione grave di emergenza che interessa il litorale che va da Timpazzi a Ponte Gallo, riviera nord, del Comune di Messina, a seguito delle forti mareggiate dei giorni scorsi. La popolazione dei villaggi che affacciano sul Mar Tirreno ormai è abituata a convivere con la forza possente dei marosi e con il grande rischio idrogeologico delle coste adiacenti alle opere pubbliche e abitazioni private. E’ presente una gravissima situazione di emergenza e di pericolo per la pubblica e privata incolumità, nel tratto segnato in oggetto. I quattro progetti presentati per la difesa dall’erosione costiera, delle aree di Marmora, Puccino, Acqualdrone e Casabianca sono concentrati in una fascia troppo limitata ed il rischio è che i benefici ottenuti in una area finiscano con il divenire un danno per un altro. Anche se Tale piano anti erosione appare, inoltre, secondo Biancuzzo debole ed inefficace.

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III CIRCOSCRIZIONE

Salita Contino – La rimozione dei cassonetti rsu produce soltanto effetti negativi

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a diverse settimane la Messinambiente SpA sta conducendo un’attività di riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani operando in particolare una rimodulazione riguardante le postazioni dei contenitori rsu. Ciò, secondo quanto si legge sul sito internet ufficiale della Sociètà, al fine di aumentare l’efficienza del servizio e nella prospettiva dell'ampliamento della raccolta porta a porta. La soppressione delle postazioni si sta realizzando mantenendo come limite quello stabilito dal “Regolamento Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani Interni” secondo cui agli utenti deve essere garantita la presenza di un cassonetto per il rifiuto indifferenziato in prossimità della propria abitazione e cioè nel raggio di 500 metri (distanza oltre la quale si ha diritto alla riduzione della Tari). Ora, come è noto, presso molte zone della città in cui si è proceduto alla rimozione dei cassonetti si sta verificando quel censurabile fenomeno “messinese” per cui i residenti continuano a conferire i rifiuti nel medesimo sito gettandoli indecorosamente per terra. La Polizia Municipale è intervenuta in diverse occasioni per cogliere sul fatto e sanzionare quanti proseguono con questa pessima prassi. Sull’argomento interviene il consigliere del Partito Democratico alla Terza Circoscrizione, Santi Interdonato: “Anche qui da giorni si forma una discarica nel sito in cui i contenitori sono stati rimossi e Messinambiente non interviene. L’indicazione delle postazioni alternative consistenti nei cassonetti siti in Viale Europa ed in Via del Santo (cfr. nota prot. n. 9400 del 20 dicembre 2015), seppure possa rientrare nel limite regolamentare dei 500 metri, non può essere ritenuta adeguata perché non si tengono in debita considerazione le caratteristiche territoriali del Rione Carrubbara ove le strade sono strettissime, sussistono notevoli pendenze e non vi sono marciapiedi. Non tenere conto di questi elementi ostativi è un’assurdità. Non è corretto pretendere che i residenti di Salita Contino, Via Chiana, Vico Chisone, soprattutto gli anziani ovviamente, debbano gettare i rifiuti presso postazioni difficilmente raggiungibili a piedi attraversando strade ove non vi sono marciapiedi e con una carreggiata talmente ridotta che il pedone deve stare sempre attento a non essere toccato dai veicoli che le percorrono. Altro discorso si sarebbe potuto fare se alla soppressione della postazione rsu fosse corrisposta la contestuale attivazione del servizio di raccolta porta a porta, invocata mesi fa” Per tale ragione il consigliere Interdonato che ha da tempo risegnalato la problematica alla Messinambiente Spa, ha chiesto un incontro con il liquidatore, Giovanni Calabrò, affinchè vengano valutate delle soluzioni alternative che possano garantire realmente un servizio adeguato per l’intero rione 9 Marzo 2016

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III CIRCOSCRIZIONE

Via Federico De Roberto nel degrado e dimenticata dalle istituzioni

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sottoscritti, denunciano l`estremo degrado in cui versa la via Federico De Roberto al rione Mangialupi. Scerbatura non effettuata da anni, manto stradale ricoperto da voragini, immondizia e degrado assoluto. Un' ulteriore prova di quanto questa Amministrazione sia sorda agli appelli che giungono dalle periferie e dai suoi cittadini. Cittadini che vorrebbero solo che le loro tasse pagate si tramutassero in servizi essenziali quali un asfalto decente, una scerbatura e una pulizia ordinaria. Si attivino con celeritĂ pertanto i Dipartimenti Manutenzione Strade e Ambiente per ripristinare condizioni minime di vivibilita e i relativi assessorati di Cacciola e Ialacqua a volere coordinare tali necessari interventi. Benedetto Vaccarino e Mario Barresi

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città a cura di Marilena Faranda foto Peppe Saya

Gestione rifiuti

Come lo riciclo?

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’ al via la campagna “Come lo riciclo?” che interesserà nei mesi di marzo e aprile la Città di Messina per di fornire informazioni sulla raccolta differenziata dei cartoni per alimenti Tetra Pak. Abbiamo deciso di dedicare il mese di marzo alla campagna di riuso del cartone Tetra Pak, ha introdotto l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua. Se tutti ci impegnassimo ad avere un impatto minore sull'ambiente potremmo incidervi meno. Continua, Chiara Lo Presti, presidente di Fantambiente che cura le campagne informative per la Tetra Pak: la campagna ha l'obiettivo di sensibilizzare le utenze domestiche e non. Le campagne si rivolgono ai bambini che a loro volta sensibilizzano la famiglia e per loro è stata pensata una campagna con un personaggio il Brikkino del succo di frutta. E’ inoltre prevista perle scuole primarie la distribuzione di un pieghevole didattico e la realizzazione di alcuni incontri di animazione, dedicati agli alunni delle scuole primarie, incentrati sul valore delle 4R (Riduzione, Riuso, Riciclo, Recupero).

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Accademia Italiana della cucina

Il cibo è vita

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a delegazione messinese dell’Accademia Italiana della Cucina ha organizzato, presso la sede dell’Accademia dei Pericolanti, in una sala gremita, un interessante incontro dal tema “Il cibo: buono e sacro”. Ad introdurre i lavori il delegato avv. Antonio Barresi, il direttore del centro studi territoriale per la Sicilia Orientale, Cettina Pipitone Voza ed il prof. Francesco Trimarchi, vice delegato, i quali hanno sottolineato l’importanza del valore sacro del cibo, che spesso sulle nostre tavole riccamente imbandite, in cui ci permettiamo anche di sprecarlo, viene dimenticato. La Fede si esprime a tavola, afferma don Giovanni Russo, direttore delle Scuola superiore di Bioetica e Sessuologia, Ist. Teologico San Tommaso. Non è possibile parlare del cibo senza parlare del sacro. Si parla di due mense: il cibo umano ed il nutrirsi della parola di Dio. Bisogna meravigliarsi della tavola, perché non tutti hanno una tavola. Quindi bisogna abitare la tavola con gratitudine, senza sprecare il cibo. Il mangiare è vita, quindi la tavola della mensa e la tavola della fede camminano insieme. L'uomo si differenzia nel mangiare dagli animali, perché deve dare un senso alle cose che fa, afferma il prof. Mario Bolognari, direttore del Dipartimento di Civiltà

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Antiche e Moderne. Cibo e bevande hanno a che fare con la vita, ma anche con la morte, se non mangio e non bevo, muoio. Il cibo, quindi, si associa anche alla vita eterna. Per esempio nel rito greco mangiano e bevono, attorno alle tombe. La tavola è un luogo di comunione, ma anche di percezione della solitudine, spiega Il giornalista Attilio Borda Bossana del Centro Studi Territoriali, Sicilia orientale. La tavola veniva considerate come un momento di condivisione, è il luogo dove si spezza il pane insieme. Spesso, però, oggi si preferisce mangiare da soli o con i cellulari, senza nemmeno parlarsi. E poi, vi è lo spreco del cibo, il 66% della popolazione vive in città dove si spreca il cibo, ma adesso si punta alla cucina del riuso. Abbiamo voluto, con i numerosi e qualificati interventi, approfondire questo coinvolgente argomento, ovvero che “il cibo è sacro”, che è pur presente anche nel nostro DNA, ma difficilmente viene approfondito, conclude il Dott. Ursino, Vice Presidente nazionale, Accademia Italiana della Cucina. 9 Marzo 2016


Vertenza Tremestieri

Politiche sociali

Soluzione per i 35 terminalisti

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i è svolta, nella saletta commissioni di Palazzo Zanca, una Conferenza Stampa delle organizzazioni sindacali Fast Confsal Sicilia e Ugl Mare e Porti, che hanno seguito la vertenza dei 35 ex terminalisti dell'Approdo di Tremestieri, alla Presenza dell'Assessore alle Politiche del Mare Sebastiano Pino e dei consiglieri Piero Adamo, che insieme al movimento Vento dello stretto ha sostenuto questa

vertenza, e Daniela Faranda. Le OO. SS., ha detto il Segretario Di Mento, trovano doveroso iniziare qualunque tipo di discorso ringraziando, a nome di tutti i lavoratori, il Dr. Blandina per aver messo oltre l'impegno economico, anche la faccia, il coraggio e la determinazione per la risoluzione della vertenza occupazionale dei Terminalisti, ponendo di fatto la parola fine a due lunghi anni di incertezze e sofferenze di 35 famiglie.

Home Care Premium 2014

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l dipartimento Politiche Sociali, al 1° piano di Palazzo Satellite, tel. 0907723762, proseguono le attività di informazione nell'ambito del progetto di assistenza domiciliare “Home Care Premium 2014”, finanziato dall'INPS. Lo sportello sociale è aperto al pubblico nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 14.30 alle 19, martedì e giovedì dalle 17 alle 19, sabato dalle 9 alle 13.

Autorità Antitrust

CAG

100 passi verso….21 marzo 2016

Nomina del Professore AINIS

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l CAG di Gravitelli, sono iniziati gli appuntamenti nei cinque Centri di Aggregazione Giovanile del Comune nell'ambito dell'iniziativa “100 passi verso….21 marzo 2016”. L'evento è organizzato dalla Cooperativa Sociale C.A.S., soggetto fondatore del Presidio Libera di Messina “Nino e Ida Agostino”, per celebrare la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia. La tematica della criminalità organizza-

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ta è stata oggetto di incontri con i giovani col C.A.G. di Gravitelli, giovedì 10, lo sarà a Camaro; lunedì 14, a Santa Lucia sopra Contesse; mercoledì 16, al villaggio CEP; e venerdì 18 al centro di aggregazione giovanile di Ponteschiavo.

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l sindaco, Renato Accorinti, ha espresso soddisfazione alla scelta del prof. Michele Ainis illustre messinese - nominato dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, e dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, componente dell'Autorità Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

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Città Metropolitana Provincia a cura di Marilena Faranda

Giornata formativa sull’anticorruzione

“Maladministration e corruzione

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umerosa e qualificata la presenza dei partecipanti alla giornata formativa sull’anticorruzione dal titolo “Maladministration e corruzione - la prevenzione come rimedio” svoltasi nel Salone degli Specchi. Si è trattato della prima giornata formativa del 2016, organizzata nell’ambito delle iniziative in house per la sensibilizzazione del personale e degli altri enti locali del territorio sull'importante tema dell’anticorruzione. Ad aprire il meeting è stato il Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Messina, dott. Filippo Romano, mentre i lavori sono stati introdotti dal Segretario Generale di Palazzo dei Leoni e Responsabile della Prevenzione della Corruzione, dott.ssa Maria Angela Caponetti, che ha sottolineato l’importanza del Piano di prevenzione come strumento sistemico che deve coinvolgere tutti i soggetti dell’Amministrazione.La relazione del dott. Luigi Orsi, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, ha affrontato tutte le tematiche connesse all’argomento, con particolare riguardo agli aspetti legati alla prevenzione ed all’efficace contrasto dei fenomeni corruttivi. All'evento, oltre alla nutrita presenza di funzionari e dipendenti dell’Ente, hanno partecipato numerosi professionisti e Segretari comunali, i rappresentanti della Prefettura, della Camera di Commercio e dell’Ordine degli Avvocati.Al termine dei lavori è stata ribadita la necessità di proseguire il percorso intrapreso attraverso l’organizzazione di ulteriori giornate formative così come auspicato dal Commissario Straordinario, dott. Filippo Romano.

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- La prevenzione come rimedio”

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Provincia Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

“I cittadini non sono cavie: no ai test Muos”

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l M5s all'Ars dice "no ai test sul Muos senza le indispensabili condizioni di sicurezza che garantiscano l'incolumità della popolazione: i cittadini non sono topi da laboratorio". L'accensione dell'impianto satellitare di Niscemi è stata programmata per domani dal Cga per verificare sul campo la reale pericolosità delle emissioni elettromagnetiche della struttura della marina militare americana, realizzata presso la base di contrada Ulmo, nel Nisseno. I parlamentari regionali grillini hanno scritto al prefetto di Caltanissetta, chiedendo di stoppare il test sul contestatissimo impianto, "non essendo quantificabili i danni che potrebbero derivare dall'accensione, in assenza di un qualsivo-

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glia meccanismo di protezione". Legambiente ha già depositato una memoria con la quale ha tentato di resistere alla decisione, ma non è stata accolta. Alla memoria è seguita una analoga richiesta del comitato delle 'Mamme No Muos' al prefetto. Legambiente Sicilia chiede al sindaco di Niscemi, al prefetto e alla Asp di Caltanissetta e a tutte le altre autorita' competenti, "che siano poste in essere tutte le azioni amministrative necessarie per garantire, nei giorni di verificazione, che non ci siano rischi per la salute dei cittadini in ordine alla messa in funzione dell'impianto e che ne venga data ampia e preventiva comunicazione alla popolazione".

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Cultura

La premiazione di Linda Schipani foto Antonio De Felice

Esposizioni, incontri, riconoscimenti ad eccellenze femminili del territorio e moda

“Una mimosa per Te”

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on l’incontro “Voci di Donna” si è conclusa oggi a Palazzo dei Leoni la rassegna “Una Mimosa per Te” una due giorni tenutasi stamane e domenica nel salone degli Specchi della Città Metropolitana di Messina caratterizzata da esposizioni, incontri, riconoscimenti ad eccellenze femminili del territorio e moda. Al Convegno hanno partecipato Annamaria Tripodo e Rosaria Certo, dirigente e funzionario amministrativo della Città Metropolitana di Messina, la mediatrice culturale dell’Anolf Cisl Messina Ranali, la giornalista Italia Cicciò e la Consigliera di parità della Provincia di Messina Mariella Crisafulli. Ad assistere all’incontro un gruppo di studenti dell’Istituto professionale Antonello. Le conclusioni sono state tratte dal giornalista e scrittore Fabio Bonasera. Le relatrici hanno illustrato la loro esperienza nel mondo del lavoro, le difficoltà, il confronto con ruoli che per molto tempo sono stati prerogativa degli uomini. Il quadro emerso è che ancora per una vera uguaglianza c’è tanto da fare, anche se molto è stato fatto e con grandi sacrifici. In questi anni la mentalità comune si è aperta alla presenza della donna ed al suo ruolo nella società. Riconosciuta anche la sua diversità rispetto gli

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uomini, una diversità che è un valore e non solo una distinzione fra universo maschile e femminile. Quel che è emerso è che mai come oggi la donna per non subire discriminazioni nel lavoro e nella società ha bisogno di servizi, deve essere agevolata nello svolgimento dei suoi compiti, ma non per “favoritisimi” ma per assolvere meglio ai propri compiti di donna, madre, lavoratrice e dunque poter seguire meglio i figli (ovvero le nuove generazioni) dare un contributo ancora più fattivo al proprio ambito professionale. “Abbiamo gli stessi diritti ma siamo diversi” ha detto in conclusione il giornalista Fabio Bonasera “E’ questo il punto dal quale partire. Gli ostacoli oggi non sono culturali ma materiali.” In prima fila una sedia è stata riservata all’iniziativa nazionale “Posto Occupato” ideata da Maria Andaloro contro il femminicidio. Un atto doveroso in una giornata come quella di oggi che serve a ricordare le tante donne rimaste vittime di uomini violenti che hanno posto fine alla loro vita. Domenica invece “Una Mimosa per Te” evento organizzato da Emotion, alla presenza del Commissario Straordinario della Città Metropolitana di Messina Filippo Romano, ha premiato Linda Schipani, la stilista che ha fatto del riciclo un’arte; l’imprenditrice Nancy Astone che coordina una cooperativa di agricoltori che promuovono prodotti a km 0; la giornalista e scrittrice Serena Manfrè autrice del volume “regina della scienza” dedicato alle donne, il medico e ricercatore del Policlinico Francesca Morgante per il suo contributo alla Ricerca sulla malattia di Parkinson, alla dj Helen Brown che con il suo sound internazionale porta il nome di Messina in Italia e nel mondo, al ferroviere Cinzia Rizzo che ha sempre posto in primo piano il suo impegno professionale, senza rinunciare al suo essere donna e mamma. Uno spazio espositivo ed una targa speciale sono stati riservati a Maria Costa, fra i Tesori Umani Viventi dell’Unesco che con i suoi versi tiene viva la memoria collettiva di Messina. Il riconoscimento è stato consegnato dal Cral della Provincia e dal Commissario Filippo Romano. Significative anche le esposizioni allestite dalla Cisl di Messina, dall’Istituto d’Arte ed i momenti moda proposti dalla stilista Carlotta Vivaldi, dalla Gioielleria Trapani e da Linda Schipani.

Uno spazio espositivo ed una targa speciale sono stati riservati a Maria Costa, fra i Tesori Umani Viventi dell’Unesco che con i suoi versi tiene viva la memoria collettiva di Messina 9 Marzo 2016

Il riconoscimento a Maria Costa foto Antonio De Felice

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Presentato il libro sulla storia di Salvatore Misdea Il Museo Messina nel '900 è stata la location per la presentazione

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a registrato un importante successo, sia in termini di partecipazione di pubblico, che per l’alto contenuto culturale, l’evento organizzato dall’Associazione Scirokko Editrice, tenutosi presso il Museo Messina nel ‘900. Un’occasione d’incontro all’interno di uno spazio poco noto alla città, ma che ha dimostrato di essere la location perfetta per la presentazione del libro “Salvatore Misdea – 1884: follia criminale o determinazione di uno soldato del Sud Italia?”. Al dibattito, moderato dalla giornalista Rosaria Brancato, hanno partecipato gli autori del saggio, il criminologo Domenico Romeo, e lo storico Francesco Antonio Cefalì, entrambi calabresi. Sono intervenuti, in veste di relatori, il Dottor Giuseppe Rao, direttore del Dipartimento di Salute Mentale Messina Nord e criminologo; la dottoressa Sonia Bucolo, criminologa e vicepresidente dell’Associazione Scirokko Editrice. La presentazione del testo ha offerto ai partecipanti la possibilità di conoscere un nuovo punto di vista, trattato nei suoi

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aspetti storici e criminologi, di un importante capitolo della storia del nostro Paese, ovvero il periodo successivo all’Unità d’Italia, fase fondamentale, ma altrettanto delicata, della formazione di un popolo e della sua identità. Il volume, scritto a quattro mani, riporta alla luce uno dei processi più discussi della nostra storia moderna, quello di Salvatore Misdea, soldato calabrese che nel 1884, all’interno della Caserma militare dell’Esercito, a Napoli, uccise a colpi di fucile quattro persone, diventando così assassino seriale. I due autori, durante la presentazione del saggio, hanno spiegato lo scopo del loro lavoro d’investigazione, volto alla riabilitazione della figura di Salvatore Misdea “perché – afferma Romeo - anche se realmente colpevole di assassinio, si è tramutato vittima del determinismo biologico lombrosiano”. La giornata è stata arricchita dalla visita guidata del Museo Messina nel ‘900, curata dal direttore, Angelo Caristi. All’interno del museo è possibile assistere alla mostra permanente di cimeli risalenti al periodo 1900-1935 e 1935-1945. 9 Marzo 2016


“Laghi di Ganzirri e Stretto di Messina: eredità di sapori” Libro dell’Accademia Italiana della Cucina

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opo la pubblicazione di Saperi e…sapori della città di Messina, edito nel cinquantenario della costituzione della Delegazione di Messina dell’Accademia Italiana della Cucina, una nuova proposta editoriale, sempre curata dal giornalista Attilio Borda Bossana, rende omaggio a due “eccellenze” naturali del territorio, così associate alla gastronomia peloritana come lo sono lo Stretto di Messina e i laghi di Ganzirri. Come rileva nella prefazione al libro, il delegato dell’AIC di Messina avv. Antonio Barresi, “Laghi di Ganzirri e Stretto di Messina: eredità di sapori” è ulteriore approfondimento che, attraverso un percorso tra storia e tradizioni, evidenzia antiche offerte e nuove proposte del patrimonio gastronomico lacustre e marino, “eredità” oggi riscontrabile nell’immaginario riferimento collettivo, nazionale e internazionale, per la cucina del messinese. Nelle sue novantasei pagine, con uno storico apparato fotografico, il libro di Borda Bossana offre una disamina del rapporto tra viaggiatori e gastronomia e della tipicità dei Pantani; recupera i dibattiti al Senato e alla Camera dei deputati sulle questioni della bonifica dei Laghi e richiama il culto di S. Nicola, patrono di Ganzirri. Non mancano curiosità come l’ottocentesca riproduzione dello Stretto sulle figurine del “dado Liebig; la “stagione “musicale, tra gli anni sessanta e settanta, nei locali della zona e la “deferenza” gastronomica e letteraria, verso la granita caffè con panna e brioche. E’ poi possibile un excursus storico dell’arte della cucina dei Laghi, tra visioni e tradizione, con i vari esercizi e le ricette di ieri e oggi. Il volume rende inoltre testimonianza, ad altri due riferimenti del territorio: il ristorante La 9 Marzo 2016

Macina e il ritrovo Granatari, realtà oggi scomparse ma sempre parte delle reminiscenze di tante generazioni di messinesi e no. Vicende del “mangiare” di un certo luogo, raccontate con il compasso della storia, che costituiscono un modo complementare per leggerne cultura e passato. Le tradizioni della pesca del pesce spada e della coltivazione dei mitili nei due Pantani, attraverso le “eredità dei sapori”, si legano, infatti, alle vicende del territorio e s’intrecciano al tipico e prezioso patrimonio della cucina dei seducenti luoghi. Libro per un’analisi che l’Autore ha voluto dedicare all’arte della gastronomia e alle suggestioni lacustri di Ganzirri e Torre Faro e marine dello Stretto di Messina, città in cui l’Accademia italiana della Cucina ha svolto e continua a sviluppare, il ruolo di “istituzione culturale” per salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola.

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Spettacoli In scena alla Sala Laudamo il nuovo spettacolo di Paride Acacia

Un’originale “palestra di vita” tutta al femminile

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a realtà attuale ha reso noi donne vittime di schemi, di ideali di bellezza pre-confezionati, di modelli di perfezione che si presentano a noi quotidianamente attraverso i comuni mezzi di comunicazione come la tv o i giornali. Ci troviamo così a confrontare, continuamente quelle curve disegnate ad arte con le nostre irregolari e assolutamente imperfette, create da chi, probabilmente, non era proprio tagliato per fare l’artista. Inizia, in questo modo, il dramma che attanaglia tutte le donne di oggi, ossessionate dall’imperfezione del proprio corpo, un “paese” che non si riesce a governare, un nemico che non si riesce a sconfiggere in alcun modo. Iniezioni di botulino, interventi di chirurgia plastica, diete, bilance e esercizi di fitness diventano, dunque, le armi principali di una battaglia che il regista Paride Acacia ha trasferito dal quotidiano alla scena teatrale con lo spettacolo “Volevo essere brava”. Una pièce breve ma intensa, liberamente ispirata a “Il corpo ingiusto” di Eve Ensler, che ha visto ben otto donne protagoniste sul palcoscenico della Sala Laudamo, divenuto per una sera una vera e propria “palestra di vita”. Sono tutte ossessionate dalla lotta contro il proprio “nemico”, sono tutte ossessionate dalla follia insaziabile di correggere ciò che sembra inevitabilmente sbagliato. Eve non ha mai sopportato e non sopporta la sua pancia; Helen è direttrice di una rivista femminile dove

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dispiega consigli che non è in grado di seguire. A loro fianco sulla scena c’è chi dichiara guerra alle “stronze magrissime”, chi danza dinnanzi ad uno specchio che giudice imparziale mette in evidenza tutti i “rotolini” in eccesso; chi come Tiffany è diventata, giorno dopo giorno, intervento dopo intervento, una “creazione” del chirurgo plastico; chi opta per il restringimento della vagina. L’esercito delle post-mestruate si completa, poi, con Dana, la lesbica che è fiera di sé e vuole mostrare al mondo i suoi piercing e Nina, la segretaria della palestra che dopo aver intrecciato una relazione con il compagno della madre sceglie di tornare “piatta” per autopunirsi. Otto donne tutte diverse tra loro ma accomunate dalla lotta contro un imbattibile nemico. Ognuna di loro si confessa sulla scena, rende pubblico il suo dramma, consapevole di non essere la sola a vivere quella triste condizione, con la speranza che diviene certezza, dunque, di trovare comprensione. I singoli monologhi, spesso caratterizzati da un linguaggio abbastanza colorito tipico di chi fa outing, sono intervallati da piacevoli momenti musicali a ritmo rock coronati dalle coreografie di Sarah Lanza. Le donne dell’esercito delle post-mestruate, attrici della Compagnia Teatrale Vaudeville, si muovono con grande agilità, quindi, sulle note di brani come “Du Hast Den Farbfilm Vergessen” di Nina Hager o “Firestarter” dei “The Prodigy” e altri pezzi figli del post-punk. Mostrano un particolare affiatamento sulla scena derivante, probabilmente, dalla comune situazione di disagio psicologico, mostrano una grandissima abilità interpretativa. Da sottolineare, in maniera particolare, le interpretazioni di Gabriella Cacia, narratrice e femminista radicale e quella di Francesca Gambino, la ragazza in carne segretata nella Spa e in guerra contro le “stronze magrissime”. Le abilità di ciascuna attrice riescono a fondersi in tutto omogeneo e ben architettato grazie alla bravura del regista Paride Acacia. 9 Marzo 2016

foto Marius Nadas

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Quest’ultimo è riuscito a usare al meglio l’arma dell’ironia per delineare la triste ossessione delle donne in continua lotta contro il corpo ingiusto. Le battute, i gesti suscitano nello spettatore, dunque, un riso amaro, perfettamente raffrontabile con il “sentimento del contrario” tipico della poetica pirandelliana. Un sorriso che invita a riflettere su ciò che è e ciò che dovrebbe essere, su quanto ridicolo ma al contempo tragico sia il comportamento delle donne di oggi. Esse si ritrovano, volente o nolente, inserite in una spirale di follia che credono possa condurle a vivere una relazione migliore con il proprio corpo, a divenire “brave”. Eppure, si scopre presto che “essere brave” non significa essere perfette, avere delle curve disegnate ad arte, ma sapersi accettare per quel che si è, comprendere che ciò che si credeva rotto in realtà è solo vulnerabile e rappresenta la parte migliore di noi. Si scopre che non serve soffrire, vivere facendo chissà quali rinunce per essere “brave”, perché il corpo è, in realtà, il nostro “paese”, “il solo tutto che conosceremo mai”. Alessia Vanaria

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“Dolcemente complicate” Conferenza - Concerto “Essere Donna … tra le canzoni dell’Essere”

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Dolcemente complicate” – dalle parole di E. Ruggeri – è un luogo, uno spazio, un tempo, un modo … per soffermarsi su tematiche legate al femminile ma rivolte a tutti, uomini e donne! Tra le melodie e i testi della canzone italiana, temi come emozionalità, consapevolezza, amore e cura di sé, responsabilità personale, percezioni e convinzioni, apertura e accettazione, … melodie e armonie semplici ma cari- che di senso: artisti che diventano mediatori tra il mondo femminile e il mondo maschile, tra il mondo esterno e quello interiore. In occasione della giornata dedicata alla donna … un approccio diverso che oggi risulta complesso e articolato da definire, tra accadimenti tragici e quotidianità. La musica col suo forte potere introspettivo permette di riflettere e veicolare messaggi che vengono dal cuore, che vanno oltre i disagi e i conflitti fuori e dentro le mura domestiche, che hanno un unico sen- so: amare se stessi e prendersi cura di sé! La canzone italiana, al di là di luoghi comuni e commercia- lizzazioni, è un patrimonio che da generazioni accompagna il quotidiano di ciascuno. La canzone deriva dall’aria lirica, ne ha spesso la stessa struttura e il suo utilizzo attraverso particolari tecniche psico-espressive permette di raggiungere molti scopi: personali, sociali, educativi, professio- nali. Le caratteristiche dell’evento rientrano nelle finalità de “Il Giardino delle Idee” e del “Counseling ad approccio Espressivo Creativo”, che promuove e diffonde tecniche espressive che vanno dalla mu- sica al teatro, dall’espressività cor9 Marzo 2016

porea alle arti visive, utilizzate a favore della conoscenza di sé, del miglioramento della relazione con gli altri, in ambito interpersonale e professionale. L'Inner Wheel Club di Messina, un'associazione femminile da oltre vent'anni sul territorio messinese, intende promuovere l'Evento per sensibilizzare il pubblico, non solo nel periodo che segue l'8 Marzo, a delle crude realtà che molto spesso coinvolgono le Donne in ambiente familiare e lavorativo. Per tale motivo, durante l'Evento, l'Associazione “Verbo – Onlus”, attiva nel territorio messinese tirre- nico con sede principale a Barcellona P. di Gotto, e sedi distaccate a Rodì Milici, Montalbano E., ed in altri 10 Comuni, riceverà un Premio per la costanza ed il coraggio a sostenere le donne che hanno subi- to violenze di genere, operando sul territorio h.24, 7 giorni a settimana, con psicologhe, educatrici, av- vocati esperti in diritto di famiglia e di minori e volontarie. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

Lo chiamavano Jeeg Robot Gabriele Mainetti e Nicola Guaglianone firmano la sceneggiatura del film più sorprendente degli ultimi dieci anni del cinema italiano. “Lo chiamavano Jeeg Robot” stupisce per idea e realizzazione. Claudio Santamaria è Enzo Ceccotti, un ladruncolo che finisce a contatto con una strana sostanza. Al risveglio si ritroverà una forza superlativa. Diversamente a quello che accade nei fumetti, però, da grandi poteri nascono grandi rapine. Così invece di diventare un eroe buono, il Ceccotti divelta un bancomat intero per iniziare, usando sempre più la sua forza per tornaconto. La Roma in cui è ambientata la pellicola è, però, una città “orfana” di criminalità organizzata e le guerre per il potere si moltiplicano. Al contesto generale si aggiunge quello privato: Alessia (Ilenia Pastorelli), la vicina di casa figlia di un amico morto, vede in Enzo la figura in carne ed ossa del suo mito, Jeeg Robot. La ragazza è chiaramente colpita da grandi disturbi, nella super forza del Ceccotti si trincera sicura che il suo super eroe sia giunta per salvarla. Perché un cattivo vero ci deve sempre essere. Luca Marinelli è lo “Zingaro”, un piccolo delinquente in cerca di popolarità. Personaggio che raffigura la decadenza attuale, dove l’apparire e l’essere famoso è l’obiettivo primario. Lo Zingaro tra trasmissioni televisive trash o criminalità deve sfondare. La vicinanza con Alessia cambia Enzo, un personaggio infimo che ritmava la sua giornata tra budini e film porno. Si convince anche lui di poter essere Jeeg Robot e l’amore fa il resto, facendo nascere un vero e proprio super eroe. “Lo chiamavano Jeeg Robot” è una piccola oasi dove il cinema italiano può specchiarsi e farsi meno compassione. Mainetti firma il suo primo lungometraggio seguendo il filone che aveva caratterizzato due dei suoi cortometraggi precedenti. “Basette” con Valerio Mastandrea nel ruolo del Lupin III dei cartoni animati; e “Tiger Boy” una sorta di Uomo Tigre all’italiana. Film brillante per sceneggiatura e regia, dove la mano di Mainetti si nota negli scatti netti di macchina. Il budget basso non ha inficiato un lavoro tecnico adeguato e originale. C’è anche una sorta di ricostruzione storica del momento attuale della città di Roma. Dove le istituzioni convivono nella stessa città con organizzazioni criminali di respiro internazionale. La città nella città sono le borgate romane, dove tutto sembra non essere Roma ma è la vera Roma. Enzo nasce, vive e si trasforma a Tor Bella Monaca. Un contesto che sembra non legarsi mai con la città eterna, ma che ne è il cuore pulsante. Ottime le interpretazioni di Claudio Santamaria e Luca Marinelli. Il primo è mastodontico e legnoso in maniera perfetta, sempre in parte tra stralunate espressioni e movenze irruenti. Il personaggio di Marinelli è particolare. Dovrebbe essere il cattivo classico dei fumetti, a tutti potrebbe ricordare il Joker di Batman, gli occhi spiritati e il sorriso da brividi aiutano. Piace e convince, risultando forse la parte migliore della cattiveria, una malvagità debole e triste. Un film che dona speranza, quella di avere un eroe pronto a salvarci e quella che questo eroe possa salvare un cinema italiano appiattitosi su dibattiti di zaloniana noia.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Era un Lucio Dalla amaro quello che scriveva e cantava dell’amore di Anna e Marco. Un amore di periferia e ammantato dalla tristezza di chi è consapevole di avere un futuro inquieto. Marco sogna stralunato, Anna è quasi rassegnata ma entrambi vorrebbero andar via. Le loro serate sono scandite da un flipper e da qualche ballo. L’amore li consola e forse tiene in vita, perché in un locale che è uno schifo è difficile trovare la forza per andare avanti. Insieme cominciano a volare, Lucio Dalla racconta la routine della loro disperazione. Sono giovani e innamorati Anna e Marco, forse ormai davvero rassegnati al non vivere della loro periferia. Anna avrebbe voluto morire, Marco andare lontano ma sono sempre insieme tenendosi per mano. Quando la musica finisce cosa succede ad Anna e Marco? Ci prova Cesare Cremonini a raccontarlo. Era il 1979 quando Lucio raccontava di loro, passano quasi 40 anni per tornare a parlare di loro. “Io e Anna” si ispira alla vita narrata da Dalla di questi due innamorati. Va oltre, si chiede come si siano consumate le vite di questi ragazzi. Marco è sempre un sognatore mentre Anna i piedi li ha sempre ben piantati a terra. Cosa ne è stato di loro? “Se già ci apparteniamo poi, dopo che succede? vorrei scavarti l'anima, raccontarti che si vede. Non voglio dalla vita una storia qualunque, ho fatto un paio di progetti, chissà se basta. Comunque ti chiamerò dal traffico, in coda in tangenziale, per ingannare il tempo…se si potesse fare. Questa città è più grande per chi non sa sognare, e a mezzanotte il bar in piazza sembra un astronave. È questo che vuoi, Anna? E' questo che vuoi, Anna? Se già ci apparteniamo, se già ti porto dentro, che differenza fa un appartamento in centro? Ti ho vista consumarti fino a diventare polvere. Lo so che vuoi lasciarmi perché non lo sai nascondere. Prova a fidarti di me.. cosa ci manca? è questo che vuoi, questo che vuoi, è questo che vuoi, questo che vuoi, Anna?”. Basterebbe questa parte di testo del brano di Cremonini per capire. Marco è frustrato dal non aver mai capito realmente Anna. Il loro amore è alla fine, forse solo nella testa di un insicuro Marco che vede l’amore come qualcosa di nobile tanto da non essere rassegnato ad una storia qualunque. Non che quella con Anna lo sia, ma nella testa di chi ama senza ragione ogni virgola diventa una fine. La ripetitività delle domande incessanti, “e questo che vuoi?” che suonano come una disperata richiesta di verità. Magari non esiste nessuna verità che Marco non conosce o che Anna non ha detto. L’amore è anche questo, incontrollata follia e paura. Prova a fidarti di me è il grido disperato finale. “Resto dell'idea che a sedici anni non sai quello che hai davanti, figuriamoci se amarsi non è facile a trent'anni. Dimmi tu cosa hai preso e io che cosa posso darti se non sai tornare indietro, prova a cancellarmi e prova a dire ancora una parola prima di sparire. Porta via il passato perché ora ti potrà servire, è questo che vuoi, questo che vuoi.. è questo che vuoi.. questo che vuoi, Anna? Anna, non sei più Anna, Anna…”. Porta via il passato perché adesso non sei più Anna, la rassegnazione mista al desiderio di un salto all’indietro. Anna sparirà o forse no, perché il delirio di Marco può essere tutto frutto di un cuore pesante e non lucido. O semplicemente Anna non lo ama più, e come tante storie anche la loro finisce come le note.

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Io Marco, tu Anna 9 Marzo 2016

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà Mentre Emilio Praga, che abbiamo avuto modo di conoscere la scorsa settimana, univa letteratura e pittura, musica e poesia sono gli interessi costanti di Arrigo Boito. Nato a Padova nel 1842, si trasferì presto a Milano per compiere studi musicali. Nel capoluogo lombardo diresse con Praga il “Figaro”, organo della rivolta antiromantica e antimanzoniana. Negli anni Sessanta è vivo in lui il senso della comunità degli Scapigliati, di cui espone in alcuni versi piuttosto celebri del componimento “A Giovanni Camerana”, il programma di vita e d’arte. Come poeta, compone le poesie poi riunite nel “Libro dei versi”, il poema narrativo “Re Orso” e il libretto di Mefistofele, di cui elabora anche la musica. Boito scrive anche i libretti per l’Otello e il Falstaff di Verdi. Al mondo lirico è legata anche la tragedia la cui composizione lo impegnò per tutta la sua vita: il “Nerone”, grande affresco storico in cinque atti dai tratti spiccatamente decadentistici. Nel 1901 Boito, scosso dalla morte di Verdi, ne pubblicò il testo letterario, ma vinto dai dubbi dell’autocritica, non riuscì a completarne la partitura, nonostante la soppressione dell’intero quinto atto. Il “Nerone”, completo nello spartito ma non interamente strumentato fu in seguito integrato nell’orchestrazione da Arturo Toscanini, Antonio Smareglia e Vincenzo Tommasini, che cercarono di seguire le indicazioni e le annotazioni che Boito aveva lasciato. Col carico di un’aspettativa senza paragoni, la tragedia fu rappresentata per la prima volta alla Scala il 1̊ Maggio 1924: accolte da un autentico trionfo, le recite fruttarono al teatro milanese un incasso da record. Dopo un periodo di frequenti esecuzioni, dagli anni cinquanta il suddetto dramma musicale di Boito, anche a causa dei costi proibitivi del suo allestimento, è stato rappresentato sempre meno, benché vanti un discreto numero di incisioni, anche in studio. Della poetica di Boito, a livello generale, è necessario segnalare due aspetti: uno predomina nel “Re Orso” e consiste in un esasperato sperimentalismo metrico e verbale; l’altro è tematico ed è espresso soprattutto dal senso profondo della contraddizione e del dualismo presente in poesie come “A una mummia”; “Dualismo”; “Lezione di anatomia”. In quest’ultima poesia, ad esempio, al consueto contrasto bellezza/morte si aggiunge quello poesia/scienza, che però alla fine viene inaspettatamente accantonato facendo emergere, con una svolta di ostentato cinismo, un ulteriore e più vero contrasto: quello tra Ideale e Vero. La bipolarità o dualismo domina, in ogni caso, anche la struttura degli altri singoli componimenti: le liriche, infatti, sono frequentemente costruite su parole antitetiche, come accade in “Dualismo”, dove nella prima strofa alla angelica/farfalla fa da contrasto il verme/immondo. L’antitesi è, spesso, sottolineata anche a livello lessicale in quanto si alternano parole colte e letterarie come i dantismi brago oppure indiare a parole basse e realistiche come bestemmia. Oltre al dualismo, segno distintivo delle liriche del “Libro dei Versi” è l’ironia che non si deve scambiare per distacco, ma è una sorta di difesa dalla commozione troppo violenta. Arrigo Boito, grande rappresentante della Scapigliatura, morì nel 1918 per angina pectoris.

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da A Giovanni Camerana “Piangi, medita e vivi. Un dì lontano, quando sarai del tuo futuro in vetta, questo fiero uragano ti parrà nuvoletta

Boito

Ecco perchè nell’intime Cogitazioni io sento La bestemmia dell’angelo Che irride al suo tormento, O l’umile orazione Dell’esule dimone Che riede a Dio, fedel.

Arrigo

da Dualismo Son luce ed ombra; angelica Farfalla o verme immondo, Sono un caduto chèrubo Dannato a errar sul mondo, O un demone che sale, Affaticando l’ale, Verso un lontano ciel.

Padova, 24 febbraio 1842 Milano, 10 giugno 1918 9 Marzo 2016

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Lo yogurt alleato delle donne contro la pressione alta

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o yogurt sembra essere un prezioso alleato delle donne contro la pressione alta. Mangiarlo cinque volte a settimana riduce il rischio di sviluppare ipertensione del 20 per cento. Lo dimostra uno studio di Justin Buendia, della Boston University School of Medicine, presentato a una conferenza dell'American Heart Association, le Epidemiology/Lifestyle 2016 Scientific Sessions. Per lo studio sono stati presi in esame i dati relativi a tre vasti studi, due su 240mila donne tra i 22 e i 55 anni, l'altro su 55mila uomini tra i 40 e i 75 anni. Dai 18 ai 30 anni di follow up, in cui i soggetti sono stati cioè seguiti, si sono registrati circa 74mila casi di pressione alta e la ricerca, escludendo altri fattori, ha rilevato

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che tra le donne chi mangiava cinque o più porzioni di yogurt a settimana rispetto a coloro che invece ne mangiavano una al mese, aveva un rischio ridotto del 20 per cento di sviluppare ipertensione, un dato ritenuto statisticamente rilevante. Per gli uomini, invece, che consumavano abitualmente meno yogurt i dati non risultavano così importanti. Il rischio si riduceva addirittura del 31% in chi aggiungeva al consumo abituale di yogurt anche frutta verdura, noci, fagioli e cereali. "Nessun cibo è una bacchetta magica , ma l'aggiunta di yogurt in una dieta sana sembra aiutare a ridurre il rischio a lungo termine di pressione alta nelle donne" spiega l'autore della ricerca Justin Buendia. 9 Marzo 2016


Mangia

RE sano

La ricetta Spaghetti con polpette Ingredienti per 4 persone: • • • • • • • • • • • • • • •

9 Marzo 2016

320 gr di spaghetti 600 ml di passata di pomodoro 1 spicchio di aglio Sale Olio 400 gr di macinato di manzo 150 gr di salsiccia 1 uovo 1 spicchio di aglio 25 gr di parmigiano 30 gr di pangrattato Origano Farina Sale Olio

PREPARAZIONE Unite la carne macinata e la salsiccia (privata del budello) in una ciotola. Aggiungete uovo, parmigiano, pangrattato, sale, aglio grattugiato e origano. Impastate tutto uniformemente quindi formate le polpette. Passatele nella farina, poggiandole man mano su un piatto. Riscaldate un po’ d’olio ina padella dai bordi alti, quindi friggete le polpette. Nel frattempo preparate una salsa di pomodoro cuocendo insieme passata, sale, olio e aglio Una volta che le polpette saranno ben dorate, scolatele, aggiungetele alla salsa e continuate la cottura a fiamma bassa fino a far restringere bene il sugo, per almeno 45-50 minuti. Verso fine cottura, cuocete gli spaghetti in una pentola capiente piena di acqua bollente già salata. Scolateli al dente e impiattateli. Condite i piatti con qualche polpetta e il buonissimo sugo appena preparato e servite subito i vostri spaghetti.

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Amarcord


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foto Vincenzo Nicita Mauro

Numero 119 - Anno XIV - 7 Marzo 2016

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