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il Cittadino n. 224

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il Cittadino

n째 224 anno XIII - 9 Dicembre 2015

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MITTENTE

Il Cittadino di Messina DESTINATARIO

Babbo Natale


Primo piano

Messina 2015: annus horribilis

Lettera a Babbo Natale

C

aro Babbo Natale, mancano pochi spiccioli di tempo per la fine dell’anno e, come da tradizione, abbiamo deciso di scriverti per rammentarti le nostre speranze.

Come messinesi abbiamo vissuto un periodo che si può definire, senza cedere a tentazioni “vittimistiche”, annus horribilis. La nostra città ha ricevuto ancora un’aggressione geo-politica che, approfittando di un grave deficit di rappresentanza politica nelle sedi istituzionali nazionali, regionali e locali, mira a ridimensionarne il ruolo che compete a un’area metropolitana come quella messinese. Il primo fendente è stato sferrato dalle F.S. che, con un’ostinazione degna di altre azioni continua il costante disimpegno nell’Area dello Stretto, già costato circa duemila posti di lavoro, producendo una discontinuità territoriale con la decisione di sopprimere i treni a lunga percorrenza tra la Sicilia e il Nord Italia. Una ferita che si apre in un tessuto già martoriato da decisioni che hanno comportato il drastico ridimensionamento degli insediamenti militari e le con-

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La nostra città ha ricevuto ancora un’aggressione geopolitica che, approfittando di un grave deficit di rappresentanza politica nelle sedi istituzionali nazionali, regionali e locali, mira a ridimensionarne il ruolo che compete a un’area metropolitana come quella messinese 9 Dicembre 2015

tinue richieste di cancellazioni della presenza dello Stato come la sede dalla Banca d’Italia. La spada di Damocle pende ancora sul futuro dell’Autorità Portuale, con le incerte prospettive legate agli accorpamenti in divenire con Augusta o Gioia Tauro, sulla Corte d’Appello e sulla indefinita vicenda dell’ospedale Piemonte. Sul piano regionale, i messinesi che hanno offerto una messe di voti al governatore Crocetta sono rimasti delusi, come molti siciliani, per il mancato adempimento degli impegni assunti in campagna elettorale. Micidiali sono stati i colpi assestati a una debilitata amministrazione comunale, impegnata sulla delicata questione del riequilibrio del Bilancio; nell’arco di poche settimane, si sono abbattute le crisi legate alla mancanza della fornitura dell’acqua, la decapitazione da parte della Magistratura della Società partecipata di MessiAmbiente, la gettonopoli messinese che ha interessato più di metà dei consiglieri comunali, delegittimando di fatto l’Istituzione locale. In siffatto frangente, s’inserisce il mistero del Master Plan che, dopo una sparizione e ricomparsa nell’elenco stilato dal Governo, invece di fungere da strumento aggregante per un piano di sviluppo dell’area metropolitana, ha inspiegabilmente innescato un aspro scontro tra i sindaci che rivendicano un più elevato peso specifico nella cabina di regia che dovrà presiedere la gestione del progetto complessivo. E mentre si ragiona su quali riferimenti politici si potrà contare per raggiungere una sintesi politica su un programma condiviso, si registra il dirompente ritorno in campo di Francantonio Genovese che ha scatenato una transumanza di ritorno che inciderà pesantemente sui futuri equilibri politici. Sempre più frastornati, a noi semplici cittadini non resta che sperare in una tua autorevole intercessione affinché, approfittando del clima natalizio, possa illuminare le scelte della nostra classe politica. I commercianti messinesi per aiutarti hanno promosso un’originale “festa dell’accensione”. Buon Natale. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Sommario

12-25

numero 224 anno XIII 9 Dicembre 2015

Attualità Quel tragico10 agosto Torna la magia del Natale in città Quando un paese è nelle mani di nessuno

26-27 Dietro le quinte

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52-55 Cultura Solidarietà in arte Lo sguardo e la speranza

72-73 Mangiare Sano

Settegiorni Cronaca della settimana

38-39 Città Cronache urbane

40-43 Provincia Romano cerca soluzioni con gli studenti

44-47 Sicilia Sicilia verso il baratro

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Le rubriche 28-29 In&Out 66-67 La corazzata Potemkin

68-69 Da Beethoven a Kurt Cobain

70-71 Parole in blu 9 Dicembre 2015


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice

Per le festività natalizie il prossimo numero sarà pubblicato giorno 21 Dicembre 2015

Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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immagine

di Michele Giunta

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO

Zalando Italia: 100 assunzioni, nuovo magazzino nel 2016 Zalando approda in Italia. Il noto sito web dedicato allo shopping online aprirà un magazzino nel nostro Paese entro il 2016, e prevede 100 assunzioni. In arrivo anche mille posti di lavoro in Europa. Master in Risorse Umane – HR Academy Nuova opportunità di formazione per chi desidera lavorare nel mondo delle Risorse Umane. Sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione di HR Academy, il Master in Risorse Umane organizzato dal Consorzio Elis. Poste Italiane: lavoro per IT Analyst Area Finanza Disponibili nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato nel Lazio per informatici. Poste Italiane è alla ricerca di IT Analyst da inserire presso l’area finanza. La sede di lavoro sarà a Roma. Ecco nei dettagli le posizioni aperte. Jaguar Land Rover: 700 assunzioni nel Regno Unito In arrivo nuove assunzioni nel settore automobilistico con Jaguar Land Rover. La nota casa automobilistica inglese ha annunciato nuovi investimenti nel Regno Unito e la creazione di circa 700 posti di lavoro. Lavoro in Irlanda per 53 infermieri Aperte nuove selezioni di personale all’estero nel settore sanitario. Sono dispo8

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9 Dicembre 2015 nibili opportunità di lavoro in Irlanda per Infermieri. Previste assunzioni a tempo indeterminato. Sciacca: concorso di idee sulla Ceramica Al via il ‘Sciacca Handcraft Design Contest’, il concorso di idee sulla ceramica aperto a tutti gli artisti ed i creativi. Il Comune di Sciacca, in provincia di Agrigento, promuove un contest con premi in denaro fino a 1.000 Euro. Torino: concorsi per Psicologi e Mediatori Il Comune di Torino ha bandito due concorsi pubblici per 3 Esperti in Mediazione dei conflitti, che opereranno presso il Centro Mediazione del capoluogo piemontese, e due Psicologi che svolgeranno attività a supporto della casa dell’affidamento. Poste Italiane cerca Figure di Front End Multilingue Vi piacerebbe lavorare in Poste Italiane? E’ aperto un recruiting per assunzioni di diplomati. Opportunità di lavoro presso diversi uffici in Italia per Figure di Front End Multilingue, contratto a tempo determinato. Ikea posizioni Aperte e consigli utili Vi piacerebbe lavorare in Ikea? La catena svedese di arredamento low cost cerca personale in Italia presso diversi negozi. INAIL Marche: concorso per 5 Psicologi Psicoterapeuti L’INAIL – Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – Marche ha indetto un concorso pubblico per 5 Psicologi Psicoterapeuti. Assunzioni per incarichi di 36 mesi. Miglierina, Catanzaro: concorso per Amministrativi, part time Nuove opportunità di lavoro a tempo indeterminato in Calabria. Il Comune di Miglierina (Catanzaro) ha indetto un concorso per la copertura di un posto di Istruttore Direttivo Amministrativo da assumere a tempo parziale di 18 ore. 9 Dicembre 2015

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Messina - 8 Dicembre 2015 - Duomo di Messina

Omaggio floreale all’Imm

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macolata di marmo

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foto Peppe Saya

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Attualità

foto Peppe Saya

Fermate le tre giovani pusher

Ricostruito quel tragico 10 agosto di Ilaria Boemi

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econdo la ricostruzione della Polizia, sono state due ragazze, di cui una maggiorenne ed una appena diventata maggiorenne, a vendere la dose di “MDMA”, la sostanza stupefacente di tipo sintetico che ha provocato la morte per arresto cardio-circolatorio di Ilaria Boemi, la sedicenne soccorsa in fin di vita lo scorso 10 agosto sul lungomare del “Ringo”. Una terza risulta coinvolta in altri episodi di spaccio di droga nei confronti della giovane vittima. Le indagini della Squadra Mobile hanno delineato personaggi e responsabilità di chi ha trascorso con Ilaria le sue ultime ore di vita, secondo le ricostruzioni confluite nelle misure cautelari

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emesse dai Gip presso il Tribunale per i Minorenni e presso il Tribunale Ordinario di Messina, su richiesta dei relativi Sostituti Procuratori della Repubblica che hanno coordinato le indagini. Le indagini svolte hanno suscitato una particolare tristezza per il contesto sociale e morale in cui si è sviluppata la vicenda, pur essendo, le persone aduse a questo tipo di indagini, afferma il dirigente della Questura Anzalone. Abbiamo, purtroppo, dovuto fermare due minorenni e una diciottenne. Indagato un trentanovenne, per il tentativo di avere commesso atti sessuali con le giovani e per omissione di soccorso, la richiesta del PM di misura cautelare, per lui è stata respinta, ma la Procura ricorrerà in appello. Le minori sono responsabili di avere fornito la sostanza che Ilaria ha assunto. Quella sera lei insieme ad un uomo trentanovenne e ad una ex compagna di classe assumono a Piazza del Popolo, tra le 21.30 e le 22, l´ecstasy, comprata dalla Auteri a Sant´Agata, a sua volta passatale da una ragazza solo oggi maggiorenne. Ilaria ha, quindi, sbriciolato rispettivamente 1/3 della MDMA, nei bicchieri dei due che erano con lei, aggiungendoci della birra, e la restante metà l´ha versata interamente nella sua bottiglia. A seguito di ciò, Ilaria passa da momenti di euforia, a momenti di malessere, infatti ballava, parlava velocemente, ma al contempo sudava e sbatteva la mascella. Poi i tre decidono di spostarsi verso il lungo mare, per farsi il bagno, e mentre ancora Ilaria accusa dei malori, il trentanovenne prova ad abusare di loro. Mentre, però, sulla spiaggia i due accompagnatori erano impegnati in effusioni, Ilaria comincia ad aggravarsi tanto da riuscire a far capire di dover chiamare il 118, ma prima che arrivino i socQuella sera lei insieme ad corsi Ilaria si accascia sul lungo mare, morendo da sola senza avere al fianco nemmeno i due amici che nel frattemun uomo trentanovenne e po si erano dileguati. Abbiamo dovuto confrontarci con una ad una ex compagna di prima reticenza dei familiari, ha spiegato la dott.ssa classe assumono a Piazza Stramandino, ma quando si cominciano ad avere i primi del Popolo, tra le 21.30 componenti del puzzle, la famiglia si convince a parlare. e le 22, l´ecstasy comprata. Gaia Auteri, diciottenne, è ai domiciliari, è l´altra ragazza Ilaria ha, quindi, sbriciolato oggi diciottenne, si trova in comunità, anche a causa delle rispettivamente 1/3 della denunce della madre per maltrattamenti in famiglia ed estorMDMA, nei bicchieri dei sione. Per fortuna passava di là anche una speciale guardia giurata che è stato per noi un testimone attendibile. Non due che erano con lei, aggiungendoci della birra, coinvolta nei fatti avvenuti quella tragica domenica, un´altra sedicenne già riconosciuta come fornitrice di LSD e MDAM. e la restante metà l´ha

versata interamente nella sua bottiglia. 9 Dicembre 2015

Marilena Faranda WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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a seconda edizione de “Il Natale a Messina”, evento promosso dalla Confcommercio di Messina con la collaborazione dei privati e il patrocinio del Comune, ha preso ufficialmente il via ieri pomeriggio con l’accensione dell’albero a Piazza Cairoli. A tagliare simbolicamente il nastro di partenza delle festività natalizie, dopo la benedizione di Monsignor Mario Di Pietro che ha ribadito il bisogno di cambiamento nella nostra città, è stata la gioiosana Greta Caccìolo vincitrice della 58esima edizione dello Zecchino d’oro. A Messina sembra tornare la magia del Natale grazie alla tenacia di crede ancora che qualcosa si può anzi si deve fare, e che trova il simbolo in un albero verde con tante stelle. Una serata trascorsa all’insegna della gioia e dell’allegria per grandi e piccini e animata dalle musiche dei “Violinisti in Jeans”di Filippo Italiano , accompagnato dalla “Lizard Band”. “Un segnale di forte ripartenza - come ha sottolineato, nel corso della serata condotta dai giornalisti Salvo La Rosa e Gisella Cicciò, il presidente della Confcommercio, Carmelo Picciotto – per la nostra città che deve fare dell’unione il suo motto principale”. Al suo fianco il sindaco di Messina Renato Accorinti e l’assessore alla Cultura del Comune, Tonino Perna che ha anticipato la presentazione di diciotto iniziative culturali per il periodo natalizio nelle periferie. Ad illuminare la piazza e i numerosi cittadini tantissime fiaccole per ricordare le vittime del terrorismo a dimostrazione di una città sempre più simbolo di pace e solidarietà. Gli altri appuntamenti previsti sono: il 16 dicembre Concerto di zampogne alle 18 a Piazza Casa Pia. 17 dicembre esibizione dei cori delle scuole (ore 17) a Piazza Cairoli. Dal 18 al 23 dicembre (dalle 17 alle 23), a Piazza Duomo, si entrerà nel vivo delle celebrazioni natalizie, con la messa in scena del Presepe vivente e, soprattutto, con gli attesissimi e caratteristici “Natale Slow”. Il 19 dicembre sempre a Piazza Cairoli alle 16,30 il Vespa Club di Messina organizzerà un’esposizione di Vespe d’epoca. Domenica 20 dicembre a Piazza Cairoli “La Giornata del Dono” a cura della Via Lattea con la collaborazione dei volontari delle Acli. Il 23 dicembre a San Matteo, Babbo Natale incontrerà grandi e piccini in un colorato incontro organizzato dall’Associazione “Vivi Giostra”. Il 2 gennaio 2016, a Piazza Cairoli “Festa degli sconti” con un concerto di musica sinfonica. A noi non resta che augurare, Buon Natale Messina!

Torna la m

“Un segnale di forte ripartenza - come ha sottolineato, nel corso della serata condotta dai giornalisti Salvo La Rosa e Gisella Cicciò, il presidente della Confcommercio, Carmelo Picciotto – per la nostra città che deve fare dell’unione il suo motto principale”

Cristina D’Arrigo

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magia del Natale in cittĂ

foto Peppe Saya 9 Dicembre 2015

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Il ruolo della Guardia Costiera in materia di sicurezza in mare, inquinamento e sostegno disabili

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i apriranno sabato 12 dicembre alle 18 a Forte Ogliastri i lavori del convegno Il ruolo della guardia costiera in materia di sicurezza in mare, inquinamento e sostegno ai disabili organizzato dalla Guardia Costiera Volontaria di Messina. A introdurre i lavori il presidente dell'Associazione Agostino Florio. Presiede il professor Giuseppe Vermiglio, gia' Ordinario di Diritto dei trasporti all' Universita' degli studi di Messina. Relazioneranno la professoressa Francesca Pellegrino, Ordinario di Diritto della Navigazione dell'Universita' degli studi di Messina, che interverra' sul tema "Obblighi di soccorso in mare e immigrazione irregolare", la professoressa Adele Marino, Ricercatrice di Diritto dei trasporti, che affrontera' il tema "Salvaguardia della vita umana in mare e

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poteri del comandante", il dottor Matteo Allone, Psicologo analista Junghiano, che discutera' sul tema "Il mare che cura". Porteranno i loro saluti l-onorevole Marcello Greco, Presidente della V commissione ARS Cultura Formazione e Lavoro, il Comandante della Capitaneria di Messina, Antonio Samiani, la preside dell'Istituto Nautico "Caio Duilio", Maria Schiro', il Presidente della Lega Navale Italiana, Carmelo Recupero, il Presidente dell'Associazione Real Santa Eustochia, Alfio Rela, il Presidente del Cenacolo Pensiero Libero, Lucio Castagna, il presidente dell'Associazione L'Aqilone, Rosario Lo Faro e Saverio Silvestro per l'Associazione Altro Futuro. Seguira' un buffet e musica e poesia a cura dell'Associazione Real Santa Eustochia.

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La riflessione di Stefano De Luca, ex sottosegretario di stato alle finanze

Quando un Paese è nelle mani di nes

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ssuno

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n’Europa divisa ed incerta di fronte alla nuova emergenza terroristica, appare incapace di ritagliarsi il ruolo da protagonista, che invece le competerebbe. Il palese fallimento nel non aver saputo affrontare con spirito costruttivo e visione unitaria la crisi economica del 2007/2008, aveva rivelato clamorosamente l’assenza di leadership all’altezza e fatto emergere l’egoismo delle economie continentali più forti rispetto a quelle fragili e indebitate del mediterraneo. Mentre si stava avviando un’insufficiente ripresa, caratterizzata da deboli e non uniformi livelli di crescita, la nuova emergenza dei venti di guerra è caduta sulle istituzioni comunitarie come la mannaia del boia,risvegliando gli egoismi ed evidenziando le divisioni. La Francia, colpita in maniera durissima dal secondo attacco terroristico dell’anno, ha, comprensibilmente e con grande dignità, rilanciato tutto il suo nazionalismo patriottico ed ha deciso di inviare l’aviazione a bombardare le postazioni dell’Isis in Siria, mentre cerca di costruire una alleanza mondiale contro il male. La Germania, fortemente indebolita per il calo verticale della popolarità di frau Merkel e le conseguenze dello scandalo della Volkswagen, balbetta. La Gran Bretagna, dopo il voto negativo del Parlamento sull’invio di forze militari in Siria, di fronte agli attentati di Parigi, in attesa di sottoporre nuovamente la questione alla Camera dei Comuni per assumere un diverso orientamento, si trova in grande difficoltà. L’Italia, se c’era, è scomparsa dai radar della politica estera e di difesa mondiali. Il giovane Matteo credeva di aver ottenuto un grande risultato piazzando la Signorina “Nessuno” al vertice della diplomazia europea, non capendo che era stato accontentato esclusivamente perché una personalità priva di standing internazionale, non faceva ombra ad alcuna Nazione del continente, come certamente sarebbe avvenuto se fosse stato scelto un personaggio del calibro di Tony Blair o dello stesso Massimo D’Alema. Il giovane Renzi, nessuno egli stesso sul piano internazionale, dopo aver fatto la ruota del pavone, ci auguriamo che abbia preso atto dell’errore. Tuttavia aveva azzeccato la mossa di unirsi a coloro che sollecitavano un coinvolgimento della Russia (molto probabilmente su suggerimento del sodale Berlusconi) nella coalizione, che deve affrontare il drammatico scontro con l’internazionale del terrore. Purtroppo il piccolo furbetto fiorentino non è più in grado di valorizzare tale posizione, dopo il gravissimo incidente dell’abbattimento del Sukhoi SU-24 russo da parte della Turchia, importante membro della Nato. Per altro, dopo l’incidente, il quadro complesWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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L’orizzonte internazionale che ci si presenta di fronte è sicuramente il più preoccupante dopo la seconda guerra mondiale, mentre non si ergono figure in grado di assumere un ruolo di guida. Allo stesso tempo l’Unione Europea rischia seriamente di affondare e l’Italia, nelle mani di nessuno, appare come una zattera alla deriva in un mare in tempesta

sivo si va complicando per il rifiuto dello Zar Putin, senza delle formali scuse, di incontrare il Sultano Erdogan, che non appare disposto a cedere, anzi lo provoca affermando in modo tracotante che il Presidente russo “scherza col fuoco”. Probabilmente tale atteggiamento è anche alimentato dalla necessità di dissimulare la doppiezza di una Turchia, che, come principale interesse nell’area, ha soltanto quello di contrastare i Curdi, favorendo sostanzialmente il contrabbando di armi e petrolio da parte dell’Isis ed il passaggio dalle proprie frontiere di profughi in fuga verso l’Europa, ma anche di pericolosi jihadisti. In tale contesto al Governo italiano non rimane che tentare uno scoperto triplo gioco, fatto di solidarietà solo a parole con Hollande, guardandosi bene dal promettere un coinvolgimento diretto nelle azioni di guerra e facendo, al medesimo tempo, l’occhiolino a Putin, ma evitando altresì di palesare ostilità nei confronti del sultano, sempre sostenuto dagli USA per la collocazione strategica della Nazione turca. La posizione italiana appare quindi appiattita su quella molto sbiadita di Obama, che ha scelto di rinunciare al ruolo tradizionale dell’America di gendarme a tutela dell’ordine internazionale. Il Presidente del Consiglio del nostro Paese, già tornato con l’aria da pugile suonato dall’incontro del G20 ad Antalya, dove ha dovuto misurare la sua statura con quella dei grandi della terra, oggi annaspa ancora di più, dovendo prendere atto che la politica internazionale è ben altra e più complicata cosa rispetto a quella interna, dove basta disporre di media prezzolati, che amplifichino il significato delle mance che il Governo distribuisce, di volta in volta, a questa o a quella categoria per comprarne il consenso con il denaro dei contribuenti, anziché risanare il Bilancio dello Stato. L’orizzonte internazionale che ci si presenta di fronte è sicuramente il più preoccupante dopo la seconda guerra mondiale, mentre non si ergono figure in grado di assumere un ruolo di guida. Allo stesso tempo l’Unione Europea rischia seriamente di affondare e l’Italia, nelle mani di nessuno, appare come una zattera alla deriva in un mare in tempesta. Stefano De Luca

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Missione Amici dei Santi Angeli di Messina

Tredicesima edizione del periodico “Agape”

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redicesima edizione del periodico “Agape”. La Missione “Amici dei Santi Angeli” Onlus presenta lunedì 14 dicembre la testata nel locale “Brewpub Krithé” di Messina, dalle ore 20.00, in Via Degli Amici n. 2. Si tratta di un’occasione per conoscere e sostenere, in una cena di beneficenza, i progetti della Missione, divulgati attraverso la testata edita a Messina da tredici anni. Per informazioni e prenotazioni, entro il 9 dicembre, la sede di Missione “Amici dei Santi Angeli” è in via Ugo Bassi n. 112 (Laboratorio Solidarte), aperta da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 19.00. Per contattare la Missione: telefono 0902404643 e numero di cellulare 348.5816503. La coordinatrice della sede messinese è Emanuela Candito. La Missione di Solidarietà e Fraternità – Onlus Amici dei Santi Angeli è una realtà laica di volontariato internazionale, non governativa e indipendente, nata a Bari nel 2001, con sito nazionale www.misolida.org. È iscritta all'Anagrafe Unica delle Onlus dal 2005 e numerosi gruppi e sedi operano in diverse città d'Italia. Fondata su ispirazione di Padre Vincent Chinwem Anuforo, sacerdote cattolico rogazionista nigeriano, questa realtà ha come obiettivo “la formazione di nuove coscienze e il cambiamento di mentalità per un nuovo umanesimo fondato sull'Agape universale e sulla missione gratuita”, si legge sul sito della Missione. Tra i progetti missionari più significativi in Nigeria: il sostegno a distanza, la costruzione e manutenzione della scuola “Holy Angels”, un minipoliambulatorio e interventi agricoli e sociali.

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Messina - 9 Dicembre 2015

Avvicendamento nell’incarico di Comandante Interregionale

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ll’interno della caserma “A. Bonsignore”, sede del comando interregionale Carabinieri “culqualber” di Messina, alla presenza del comandante generale dell’arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di comandante interregionale, tra il generale di corpo d’armata Riccardo Amato e il generale di divisione Silvio Ghiselli. alla cerimonia hanno preso parte i comandanti delle legioni sicilia e calabria, dei reparti territoriali, addestrativi, mobili e speciali, una delegazione della rappresentanza militare e dei commilitoni in congedo dell’associazione nazionale carabinieri.

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dietro le quinte di Francesco Certo

Forza Italia, che siamo più liberi

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l carcere sarà servito come momento catartico, un luogo per riflettere e decidere quali passi muovere nel futuro. Ancora con obbligo di dimora, ma da uomo libero Francantonio Genovese rompe col PD ed entra a far parte del gruppo parlamentare di Forza Italia. L’incontro con Miccichè, l’uomo di fiducia di Berlusconi in Sicilia, e l’addio al Partito Democratico è deciso. Lascia Genovese, per mera convenienza politica come sempre accade nei cambi di casacca e come sempre accadrà. Una scelta che non andrebbe mai criticata, quasi ovvia per l’evolversi di fatti e uomini. Il “suo” PD era terra di conquista, adesso in casa Renzi è impossibile andare avanti con la stessa libertà. Genovese lascia un partito che non si era opposto al suo arresto, anzi, lo aveva caldeggiato lasciando ai partiti di opposizione il diritto al veto. Nato democristiano, il suo ingresso in Forza Italia è la chiusura di un cerchio politico nel quale Genovese si è tolto la soddisfazione di fare proprie tutte le correnti italiane. La rottura col PD era ovvia sin dal maggio 2014, quell’ingresso nel carcere di Gazzi sanciva la definitiva chiusura del rapporto di fiducia col partito. Oggi Genovese rimane lontano dai palazzi di governo, perché il suo obbligo di dimora non gli consente di risiedere a Roma per commissioni e vita parlamentare. Questi i tecnicismi, le cose importanti sono ben altre. Il passaggio di Genovese a Forza Italia chiarisce tre cose: il futuro del PD messinese, quello dell’amministrazione Accorinti e di Crocetta. Il terremoto con le sue scosse di assestamento è iniziato.

Il PD messinese

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ulla accade per caso. Il passaggio ufficiale di Genovese in Forza Italia avviene nei giorni del nuovo tesseramento a Messina del Partito Democratico. Un nuovo uomo forte, Alessandro Russo, che oggi raccoglie i frutti della sua visione lunga. Quando lui e Francesco Palano Quero erano in odor di espulsione lo ricordiamo tutti. Il loro peccato originale era quello di essere renziani in tempi sbagliati. Ieri tutti bersaniani, oggi viva Matteo. Un pizzico di riconoscenza esiste, e chi era renziano anche ieri oggi passa alla cassa. Il commissario Ernesto Carbone rilancia il tesseramento, Genovese risponde e i consiglieri comunali si trovano davanti alla scelta per il futuro. Messina nuovo feudo renziano, indipendentemente dai voti che sono arrivati, o potranno arrivare, la città dello Stretto si spoglia dall’ambivalenza dem. Addio a Genovese e la sua area. Adesso anche Messina si sposa col renzismo, ed i nomi che lasciano la barca per seguire Genovese in Forza Italia valgono più di mille parole. Restano alcuni dubbi, Felice Calabrò in primis. Daniele Zuccarello segue a ruota, con l’inchiesta “Gettonopoli” che poco piace a Carbone.

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Saluti e baci, ci vediamo ai seggi

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l cambio di casacca di Francantonio Genovese fa partire la grande guerra elettorale in Sicilia. Non solo Messina, quindi, sarebbe cieco scollegare la città peloritana dal futuro del governo regionale. Crocetta e Accorinti, gemelli diversi dal futuro incerto. Se Accorinti ha trovato la fortunata coincidenza di un’inchiesta giudiziaria che ha travolto il consiglio comunale pronto a sfiduciarlo; Crocetta vive con la spina traballante e con Renzi voglioso di staccarla per sempre. Situazioni opposte, perché a Messina il crollo dell’amministrazione è lontano ma oggi nasce una vera opposizione. Una decina, forse undici o qualcosa in più, lasciano il PD per passare a Forza Italia. Trischitta non sarà più solo, e tra sottopartiti e liste il centrodestra torna a governare Messina. Ora per Accorinti inizia la battaglia vera, perché questa nouvelle vague forzista contrasterà e ricostruirà la propria credibilità in vista delle future elezioni. Il tempo sarà amico. Al contrario in Regione, dove il tempo dilatato piace al PD che consapevole che le urne avrebbero punito gli anni di alleanza con Crocetta, stanno tirando per i capelli questo governo. Adesso cambia tutto, Picciolo e Ardizzone (D’Alia) si cominciano a guardare intorno. Vogliono capire e valutare, perché oggi le alleanza vanno riviste e altri cambi di maglia sono possibili e plausibili. Una confusione nazionale, a Roma alleati e in Sicilia nemici ma a Messina chissà. Questa la situazione, difficile capirla in un lampo. Ci vorrà un’altra scossa, la prima è partita da Genovese, adesso sotto a chi tocca.

Vai avanti tu…

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er alcuni un sospiro di sollievo. Santalco e Cantali che in Forza Italia ci sono nati, anzi Santalco rimane tra i fondatori, non vedevano l’ora di tornare a casa. Per altri il passaggio dal PD a Forza Italia è stato meno automatico. Salutano l’area dem la presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, con lei anche il capogruppo Paolo David. Poi Vaccarino e Cucinotta. Questi i sicuri, poi la schiera degli indecisi. Forse Iannello e Sindoni. Simona Contestabile, da sempre fedelissima di Genovese, attende. La sua vicinanza a Felice Calabrò la lasciano nella terra di mezzo. L’ex candidato sindaco rimarrà nel PD, provando a ricostruirsi una verginità politica. La Contestabile alla fine dovrebbe andare in Forza Italia. A destra si forma una super squadra di opposizione, con Trischitta che potrebbe rimanere capogruppo di una super coalizione. Non semplice anche lì la convivenza, dato che in questi due anni non tutti hanno avuto la stessa linea. La posizione più interessante rimane quella di Zuccarello, ieri cavallo di Troia per abbattere Accorinti. Oggi travolto da “Gettonopoli” e con tante battaglie anti-Genovese alle spalle. Come caschi, caschi male.

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Un servizio per tornare a “vivere” il Teatro

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uesta settimana voglio raccontarvi una storia un po’ speciale.

È una domenica pomeriggio e, come tante altre volte, mi reco al Teatro Vittorio Emanuele. Va in scena lo spettacolo “La pazza della porta accanto” per la regia di Alessandro Gassman. Raggiunto il palco assegnatomi, mi metto a sedere in attesa che la “macchina” del teatro si metta in moto. Inganno il tempo scambiando quattro chiacchiere con i “vicini”: due ragazzine in compagnia della loro mamma. La signora inizia a parlarmi di sé e del suo amore per il teatro. “Ho sempre amato andare a teatro. In questo luogo si respira una magia tutta particolare che riesco a cogliere anche adesso, nonostante sia non vedente”. La guardo bene e vedo che nelle mani stringe un piccolo apparecchietto grigio dotato di auricolari. È felice di essere potuta tornare a “vivere” il teatro. Quel piccolo insignificante strumento le permetterà di seguire tutto ciò che accade sulla scena. Le figlie mi raccontano di aver approfittato del servizio offerto dal Teatro per i non vedenti per regalare alla mamma una gioia che non viveva da tempo. Amava andare a Teatro, ma un giorno una malattia l’ha resa orfana della vista. Una condizione che credeva le avrebbe precluso per sempre la possibilità di vivere tutte quelle emozioni che solo il palcoscenico è in grado di regalare. Manca mezz’ora allo spettacolo quando viene detto alla signora di accendere l’apparecchio e l’avventura ha inizio. Una voce le descrive, nel dettaglio, la scenografia, gli espedienti tecnici che saranno utilizzati, le presenta, brevemente, la trama. “Se è come mi hanno detto” ci dice “sarà uno spettacolo bellissimo”. Il sipario si alza e la scena prende vita. Io e le tre ragazze restiamo tutto il tempo immobili a guardare quel che accade sul palcoscenico. La signora è lì con l’auricolare all’orecchio ferma ad ascoltare. Si emoziona, tante volte, pur non avendo la fortuna di vedere i momenti toccanti che la scena ci regala. Alla fine dello spettacolo con le lacrime agli occhi ci dice “È stato bellissimo”. Una storia semplice che mi ha fatto comprendere, però, quanto sia importante il servizio offerto dall’Ente Teatro Vittorio Emanuele. Basta un piccolo apparecchietto, infatti, perché anche i non vedenti possano continuare a godere della magia del teatro.

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di Alessia Vanaria

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di Francesco Certo

Razzismo interscolastico

OUT

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l dicembre caldo delle scuole non sembra finire. Dopo le occupazioni modaiole, quelle che se non le fai sei un rappresentante di istituto sfigato, arrivano adesso le lotte di identità. Non ancora digerita la “querelle La Farina” dove: tra banalità ideologiche ed ideologizzate, una preside retorica e un assessore grillo parlante non invitato abbiamo faticato a capirci qualcosa, ecco irrompere sulla scena una “lotta di classi”. Chi vi scrive ha finito la scuola da un decennio, anzi qualcosina in più, e già all’epoca i problemi di aule e plessi era vivo. Al liceo scientifico Archimede ospitavamo, senza sussulti “nazionalisti” gli studenti di altri istituti in difficoltà per l’agibilità delle proprie strutture. Forse eravamo meno snob, o forse non ci importava di perdere l’identità del nostro liceo, perché questa relativa condizione semplicemente non esiste. Non la pensano così studenti, genitori e dirigenti del Maurolico che si sono opposti al trasferimento di 19 classi del Seguenza da ospitare nel plesso di corso Cavour. La storia si ripete, dato che da un decennio gli studenti di questi istituti convivono a periodi alterni. Incontro in Provincia col commissario Romano e gli ambasciatori del liceo classico messinese. Se da una parte ci sono i ragazzi del Seguenza che vorrebbero condizioni di civiltà in cui svolgere le lezioni, dall’altra parte c’è il front national alla mauroliciana. La perdita della propria identità messa davanti a tutto. La protesta, accolta (?!) si basa su questi presupposti risibili e patetici. Nessuno vuole sminuire l’atroce sofferenza di questi ragazzini che, ogni mattina, devono vedere invaso il loro illustre liceo dagli stranieri provenienti dal Seguenza. Una perdita di identità è pericolosissima. Il prossimo passo quale potrebbe essere? Coppie miste? Ci pensate ad un amore tra un Maurolico boy e una Seguenza girl? Dove andremo a finire… Mettendo da parte l’ironia, dobbiamo davvero riflettere sulla pochezza di tali comportamenti e decisioni. Ricordandoci sempre che questi ragazzi sono la classe dirigente di domani, tanti tra i consiglieri comunali di oggi li ricordiamo strepitare sciocchezze tra le aule dei licei di ieri. Deriva senza fine e, purtroppo, senza età.

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foto notizia di Peppe Saya

Messina - 4 Dicembre 2015

Studenti in corteo

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I ragazzi hanno deciso di scendere in strada per manifestare contro lo sgombero forzato di alcuni istituti scolastici. Il corteo è partito da piazza Antonello per poi proseguire verso Corso Cavour e via Garibaldi. I primi a decidere di occupare la scuola erano stati gli studenti del liceo “La Farina”, costretti poi a lasciare il presidio dopo l’intervento della Digos. Un episodio che ha causato una reazione a catena dei licei Ainis, Archimede, Bisazza, Basile e Maurolico.

foto Peppe Saya 9 Dicembre 2015

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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Protesta dei lavoratori ex Ferrotel Trenta lavoratori impiegati dalle Ferrovie dello Stato nelle strutture ex Ferrotel di Messina - Siracusa e Palermo si sono arrampicati sui tetti della stazione centrale di Messina per protestare per una vertenza occupazionale la cui conclusione ogni volta sembra ad un passo e poi sfuma.

Agitazione al liceo Maurolico Forte stato di agitazione al Liceo classico “Maurolico” per la contestata cessione di spazi al “Seguenza”. A breve nell’ala “ex Antonello”, si trasferiranno, le prime 8-10 classi della sezione staccata di Cristo Re del Liceo “Seguenza”.

L’Erranza di Francesca Borgia Il quinto appuntamento con la rassegna “R-esistenza d’artista. Visioni d’arte contemporanea” curata da Saverio Pugliatti al Teatro Vittorio Emanuele, si è aperto con la personale di Francesca Borgia dal titolo “Erranza”, in mostra fino al 13 dicembre.

Il Messina esce sconfitto a Lecce Il Lecce di Braglia travolge per 2 a 0 il Messina. Una squadra quella messa in campo da Di Napoli che non brilla e che gioca anche in inferiorità numerica. La trasferta segna la terza sconfitta stagionale per l’ACR Messina.

In scena “La pazza della porta accanto” La regia di Alessandro Gassman per lo spettacolo teatrale “La pazza della porta accanto”, andato in scena al Teatro Vittorio Emanuele, ha regalato la giusta atmosfera pensata dalla poetessa Alda Merini.

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Genovese aderisce a Forza Italia

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Accensione dell’albero di Natale

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Con un comunicato l´on. Francantonio Genovese informa della sua decisione insieme agli on.li Gullo e Rinaldi di aderire a Forza Italia decidendo di rompere definitivamente il rapporto con il PD di cui è stato anche Segretario Regionale.

Si è svolta in una gremita Piazza Cairoli l’attesa “Festa dell’Accensione” che ha dato il via alle celebrazioni natalizie. L’evento rientra nella seconda edizione del “Natale a Messina”, la kermesse organizzata da Confcommercio con la collaborazione dei privati ed il patrocinio del Comune. 9 Dicembre 2015


Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

II CIRCOSCRIZIONE

Declassificazione via Adolfo Celi da strada a scorrimento veloce a strada comunale

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ella via Adolfo Celi con la realizzazione della segnaletica orizzontale eseguita nell'ultima manutenzione effettuata sono stati disegnati dei segnali che fanno corrispondere la via Celi a strada con caratteristiche di scorrimento veloce. Sono state disegnate, infatti, le strisce doppie continue al centro dell'arteria, che impediscono di invertire il senso di marcia ai veicoli che escono o entrano nei condomini. I cittadini dovranno, dunque, recarsi alla successiva intersezione per la svolta con una percorrenza che fa perdere loro ulteriore tempo. Il consigliere della II circoscrizione Rosario Santoro invita il presidente Antonino Zullo a verificare e chiarire presso il Dipartimento Viabilità e l’Assessorato competente tale problematica affinché si predispongano gli interventi urgenti di ridisegno delle doppie strisce centrali rendendole discontinue nei pressi degli ingressi dei condomini della via Adolfo Celi in modo da agevolare le manovre degli automobilisti e rendere così più fluido il traffico veicolare in tale arteria, asse viario più importante della II^ Circoscrizione.

VI CIRCOSCRIZIONE

Trivelle non funzionanti in località Tono. Un progetto da rispolverare

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residenti di Tono hanno segnalato al consigliere della VI circoscrizione Mario Biancuzzo che sono state realizzate due trivelle a circa 300 metri di distanza dell’abitato, da diversi anni, ma sono state, inspiegabilmente, abbandonate. Le due trivelle, come Biancuzzo ha avuto modo di accertare personalmente, sono state realizzate per attingere acqua potabile al fine di per servire l’intera comunità da Tono sino a Casabianca e Sparta, dal momento che questo lungo tratto è privo di condotta idrica Ma non solo, alla struttura delle due trivelle esiste una condotta con un grosso tubo nero già allacciato che giunge sulla strada statale 113 dir. già pronto per l’utilizzo, qualcuno asserisce che i lavori di posa del tubo sono stati realizzati per oltre un km direzione Casabianca. Premesso ciò, Biancuzzo chiede, con la presente interrogazione, al Signor Direttore generale dell’AMAM, di SAPERE, se le due trivelle a Tono sono state realizzate dal Comune o dall’AMAM, quali sono i motivi per cui le due trivelle non vengono utilizzate per consentire all’intero territorio di beneficiare del preziosissimo liquido, indispensabile per un vivere dignitoso e civile. Chiede al direttore in questione, inoltre, di effettuare un sopralluogo e di conoscere il punto esatto dove arrivanoi lavori di posa del tubo eseguiti alcuni anni fa. E’ ora di rispolverare il progetto.

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11 Novembre 2015


"Si tratta di una nuova attrazione per i turisti?"

Provocazione del CODACONS sul bagno chimico accanto alla Chiesa dei Catalani

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a Chiesa dei Catalani eretta tra XII e XIII secolo sotto Guglielmo il Buono, forse sui resti di un preesistente tempio pagano dedicato a Nettuno, era inserita dentro le mura del Castellammare.Tra il 1741 e il 1743 l´incaricato regio monsignor Giovanni Angelo de Ciocchis compie, per conto del Sovrano di Sicilia Carlo III di Spagna, una ricognizione generale di edifici e beni religiosi soggetti a patronato regio nell´intero territori...o siciliano e contemplati nella raccolta di atti e documenti denominati “Acta e Monumenta“. Circa la Chiesa dei Catalani di Messina scrive: “Questo tempio è dei più antichi e vetusti della Città di Messina. Sotto il dominio Aragonese servì da cappella Reale ai Re di Sicilia. Un tempo possedeva pingui rendite, i Sovrani conferivano questa Cappella ai soggetti riguardevoli per dottrina e per servigi loro resi.“ Provocatoria le dichiarazione resa al riguardo dal CODACONS: secondo l´avv. Antonio Cardile, presidente provinciale della nota associazione,“Qualcuno ha pensato di installare una nuova attrazione per i turisti: un eccellente esempio di wc chimico da cantiere, di un bel color rosso, un importante info-point “fisiologico” piazzato in un luogo strategico per migliorare l´immagine della nostra città”. Si resta in attesa di chiarimenti sull´accaduto dal Comune o da chi di competenza al riguardo, segnalando che l´installazione è avvenuta il giorno successivo a Messina (la “porta della Sicilia“) dopo le discusse dichiarazione del cantautore Roberto Vecchioni che ha definito la Sicilia “un´isola di merda”. Coincidenze? 9 Dicembre 2015

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città a cura di Marilena Faranda foto Peppe Saya

Arte presepiale

Mostra a Sperone

Diritti umani

Il Soroptimist incontra l’Amministrazione

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ei saloni della chiesa Santa Maria dei Miracoli di Sperone, è stata inaugurata la VI edizione Mostra di Arte Presepiale dal titolo “Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è Cristo Signore”. La manifestazione sarà fruibile al pubblico, dalle ore 17 alle 20, con ingresso gratuito nei giorni 11-12-13-18-1920-25-26-27-28-29 e l'1-2-3 e 6 gennaio 2016. Saranno proposte numerose opere a tema, realizzate con diverse tecniche di artisti messinesi e del meridione d'Italia; coinvolte anche le scuole con il 3° Memorial P i p p o Ruello, proposto dall'associazione artistico e socio culturale Gruppo Amici del Presepe di Sperone, che cura l'iniziativa. Gli istituti che parteciperanno: sono l’I.I.S. La Farina - Basile, la Scuola dell’Infanzia “Principe di Piemonte” Istituto Comprensivo “Enzo Drago”, l’Istituto Comprensivo “Mazzini Gallo”, l’Istituto Canonico Annibale Maria di Francia Spirito Santo, il laboratorio artistico “Crea la tua Idea” di Elisa Tigano, Collegio S. Ignazio-Messina, la scuola dell’infanzia di Sperone.

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n occasione della giornata dei Diritti umani, proclamati il 10 dicembre del 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, giovedì 10, nella sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca, le assessore, alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità, Patrizia Panarello, e alle Politiche Sociali, Nina Santisi, nel corso di una conferenza stampa, incontreranno la prof. Giusy Furnari, il direttivo del Soroptimist International Club e una delegazione di socie del club di Messina. Fin dal 1982, il Soroptimist ha scelto, per le affinità statutarie che legano l’Associazione alla Carta ONU, il 10 dicembre come giornata celebrativa. La visita è stata promossa dal club per offrire alla città le

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azioni di un'associazione di donne che svolgono attività professionali, imprenditoriali e socio culturali di provata esperienza. Il loro impegno, come da statuto, è rivolto all’avanzamento e alla tutela della condizione della donna, da inscriversi nella più vasta ottica di un impegno che mira alla promozione dei diritti umani alla realizzazione di una compiuta giustizia sociale e a favore dello sviluppo e della pace. In particolare obiettivo delle soroptimiste messinesi è sancire una sorta di obbligazione pubblica per impegnarsi con le loro idee e progetti nei confronti dell'Amministrazione comunale, al fine di ricevere anche indicazioni di opportuna collaborazione. 9 Dicembre 2015


Lavoro

Manifestazione

Procedura selettiva avviata dal Comune Ricordando Graziella Campagna ono in pubblicazione

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dallo scorso giovedì 3 dicembre all'Albo Pretorio del Comune di Messina due avvisi per la procedura selettiva pubblica, per curriculum e colloquio, per la costituzione di rapporti di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato, ai sensi dell’art. 110, comma 1 del D. Lgs n.267/2000, per la copertura della posizione dirigenziale in dotazione organica di dirigente dell'Ufficio di Gabinetto e del Dipartimento Politiche Sociali. Il termine di presentazione delle istanze è stato fissato a lunedì 14 dicembre. I rispettivi colloqui avranno luogo venerdì 18 dicembre per la copertura

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della posizione dirigenziale al Dipartimento Politiche Sociali e lunedì 21 dicembre per quella relativa all'Ufficio di Gabinetto del Sindaco. Gli avvisi sono disponibili sul sito istituzionale del Comune: www.comune.messina.it .

Polizia municipale

Insieme da trent'anni per non dimenticare" è il tema della manifestazione che il Comune di Messina, insieme con la famiglia Campagna, l'Associazione onlus Graziella Campagna, il Movimento Agende Rosse Messina gruppo "Graziella Campagna", Libera - Presidio di Messina "Nino e Ida Agostino", sta organizzando sabato 12 al Palacultura in occasione dell'anniversario dell'omicidio di Graziella, uccisa dalla mafia il 12 dicembre 1985, con la partecipazione degli studenti delle scuole medie e degli Istituti Superiori di Messina e provincia.

Natale

Controlli con l’Autovelox e lo scout Eventi in città

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omando del Corpo della Polizia Municipale ha disposto i servizi di controllo della velocità con autovelox, nell'ottica della prevenzione dei sinistri stradali, e con il dispositivo “scout” per il rilevamento delle infrazioni al Codice della Strada, in materia di divieti di sosta. I servizi saranno effettuati sino a sabato 12 alternativamente sugli assi viari più interessati dal traffico. Il controllo con autovelox si svolgerà sul viale della Marina Russa, via

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Consolare Pompea, S.S.114 Mili Marina e sul viale della Libertà. Il dispositivo “scout” monitorerà i viali San Martino e della Libertà, le vie Cesare Battisti, La Farina, Tommaso Cannizzaro, Garibaldi (nei tratti Cairoli-Prefettura e Prefettura-Giostra), Piazza Duomo (isola pedonale) e tutte le vie limitrofe.

l Giovedì 10, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca, l'assessore alla Cultura, Tonino Perna, illustrerà ai giornalisti gli appuntamenti per il Natale 2015 e le festività di fine anno. Le iniziative hanno preso il via, martedì 8, con la “Festa dell'Accensione” realizzata in collaborazione con l a Confcommercio di Messina, per concludersi il 6 gennaio 2016.

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Provincia a cura di Marilena Faranda

Liceo “G. Seguenza”

Romano cerca soluzioni con gli studenti Congelato trasferimento aule al Seguenza

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’incontro tenutosi la settimana scorsa tra il Commissario Straordinario e una delegazione formata dal Dirigente Scolastico, docenti, genitori e studenti del Liceo classico “Maurolico”, avente come tema la destinazione delle 11 aule da destinare alle esigenze didattiche del Liceo “Seguenza” si era concluso con il rigetto categorico da parte del Commissario Romano dell’ipotesi dei doppi turni al Seguenza o trasferimenti in sedi troppo distanti dal plesso centrale (avanzata dal “Maurolico”).

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Romano si era, però, dichiarato disponibile ad una diversa soluzione , purché condivisa con gli organismi rappresentativi di entrambe le scuole, fermo restando il dato ineliminabile del risparmio finanziario. Nei giorni scorsi il Commissario dell’ex Provincia di Messina e “quasi” Città Metropolitana è tornato a riunirsi con rappresentanze dei due Licei cittadini. A seguito di tale incontro, il Commissario Romano ha comunicato di aver sospeso, almeno sino a Giugno 2016, ogni decisione circa lo spostamento , che sarebbe dovuto avvenire durante le vacanze natalizie, di aule della sezione staccata del Liceo Seguenza presso l’Istituto Maurolico, in attesa di verifiche da svolgere anche con l'aiuto dei ragazzi stessi. Tale problematica sarà quindi affidata al funzionario che sostituirà il dott. Romano. Il Collettivo Studentesco del Maurolico ha ufficialmente terminato lo stato di agitazione, dichiarandosi soddisfatto per il risultato ottenuto: l'intero progetto verrà analizzato non solo dagli organi competenti, ma anche dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Messina, ma i componenti ribadiscono la necessità per il futuro di una serie di tavoli tecnici cogestiti dalle Istituzioni scolastiche, dall’ex Provincia e dalla Consulta Provinciale degli Studenti. Questa è per noi una importante vittoria- sottolineano ancora gli studenti- verso un traguardo, il cui culmine dovrà essere la risoluzione totale del problema e la garanzia del diritto allo studio per tutti gli studenti, sia del Maurolico, sia del Seguenza, che di tutte le scuole. Liceo “F. Maurolico””

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Al via la XV edizione del Premio Nazionale “G. La Pira- Città di Milazzo”

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ella vita di Giorgio La Pira, uomo di spicco nella politica del secondo dopoguerra italiano, emerge l’eccezionale personalità di un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla scoperta dei valori della fede, il “sindaco santo” come viene più volte ricordato. Numerose le battaglie portate avanti per i più deboli, i senza casa e per i diritti dei lavoratori. Per ricordare la sua carismatica figura il Movimento Cristiano Lavoratori, il Comune di Milazzo e l’I.I.T.S “E.Majorana” di Milazzo hanno organizzato e promosso il Premio Nazionale “Giorgio La Pira – Città di Milazzo”, giunto quest’anno alla XV edizione. Il programma ricco di eventi prevede per venerdì 11 dicembre a partire dalle 10:00, presso la sala conferenze dell’I.I.T.S Majorana di Milazzo, l’incontro “Mattinata di studi su giovani e lavoro”. Introducono Stello Vadalà, Preside dell’istituto, Salvatore Presti, Assessore ai Servizi Culturali di Milazzo e Carmelo Porcino, Presidente del Circolo MCL “Giorgio La Pira”.

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A seguire la proiezione di un documentario su Giorgio La Pira a cura di Nino Giordano e il workshop “Il lavoro: le nuove prospettive dei giovani” coordinato da Elisa Furnari, segretario provinciale MCL e Dani Baldaro, esperto politiche attive del lavoro. Dalle 17:00 nella sala consiliare del Comune di Milazzo dopo i saluti di Giovanni Formica, Sindaco di Milazzo, Stefano Merlino, Consigliere provinciale MCL e Filippo Russo, Presidente della commissione e responsabile culturale del Circolo “G. La Pira”, avverrà la consegna del premio che nasce per valorizzare quanti si sono distinti in Italia e all’Estero nel mondo del lavoro, della cultura, dell’arte, dell’industria e dello sport. Il Premio Nazionale di Letteratura sarà assegnato allo scrittore Nino Giordano autore del libro “Un cristiano per la città sul monte”. Le conclusioni dell’evento sono affidate a Fortunato Romano, Presidente Regionale MCL e a Carlo Costalli, Presidente Nazionale del MCL.

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Provincia Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

Sicilia proiettata a folle v

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Il Movimento 5 stelle all’Ars prova a stanare gli “ipocriti di Palazzo dei Normanni, che a parole dicono peste e corna del governo e del governatore, ma al momento buono si tirano sempre indietro”

Se i deputati fossero un mimino conseguenti a quanto hanno detto nel passato più o meno recente – dicono i cinquestelle – Crocetta potrebbe fare il bagnante o il turista in servizio permanente effettivo e non solo in occasione di assurdi e inqualificabili spot a favore della Sicilia. Purtroppo, ora, parecchie delle macroscopiche inefficienze di una Sicilia proiettata a

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velocità verso il baratro folle velocità verso il baratro sono improvvisamente sparite sotto la valanga di poltrone, strapuntini e incarichi a gabinettisti e camerieri, regalati un po’ a tutti. Questo, assieme alla consapevolezza di gran parte dei deputati di poter tornare a Palazzo dei Normanni solo come turisti nella prossima legislatura, non fa che rafforzare il partito del Bostik”. “Chi giovedì boccerà la mozione o inscenerà squallidi giochetti in aula per salvare il governo – continuano i deputati M5S – sappi, però, che d’ora in poi non potrà più parlare e della sua azione in aula dovrà rendere conto ai siciliani. Per conto nostro siamo pronti a tutto per mandare a casa Crocetta. Le nostre 14 firme, lo ricordiamo, sono a disposizione nel caso servissero a raggiungere quota 46, cosa che farebbe decadere l’Assemblea”.

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In ritardo mega impianto a Bellolampo 22 milioni di euro per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti prima del loro conferimento in discarica

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o ha rilevato una ispezione condotta dalla deputata alla Camera del M5s, Claudia Mannino, e da alcuni attivisti e tecnici 5 stelle. L'impianto, collaudato lo scorso novembre, consentirà di adeguare la discarica alle porte di Palermo alla normativa vigente in tema di pretrattamento dei rifiuti, abbattendo l'impatto ambientale di quanto depositato in discarica. "Stiamo seguendo le vicende di questo impianto - afferma la deputata dal settembre 2014, quando abbiamo effettuato la prima ispezione, e ogni nostra azione politica è stata finalizzata all'avvio del Tmb (trattamento meccanico biologico) nel più breve tempo possibile. Abbiamo avuto un confronto serrato ma costruttivo con i responsabili dell'im-

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pianto e ci hanno testimoniato le criticità che riscontrano e che stanno cercando di risolvere. Ci è stato detto che entro metà gennaio partirà la linea compost e successivamente quella della biostabilizzazione. Noi monitoreremo ogni passaggio e a fine gennaio saremo di nuovo in impianto". "Siamo molto critici nei confronti dei ritardi nell'acquisto dei mezzi necessari - che avevamo sollecitato al presidente Rap Marino e all'assessore comunale Lapiana a maggio e a luglio - e ci aspettiamo che tutto sia disponibile alla nostra prossima ispezione. Se questo non dovesse verificarsi ci rivolgeremo alla Procura per l'accertamento delle responsabilità di questi ritardi, in quanto si tratta di atti indifferibili in virtù del loro impatto ambientale e sanitario".

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Economia

Micro e piccole Imprese in provincia di Messina

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«Per quanto riguarda l’incidenza dell’artigianato nella provincia di Messina – dice il presidente provinciale di Confartigianato, Giuseppe Interdonato, i dati sono alquanto confortanti. Il 97,2%, pari a 21.668 persone, sono occupate nel comparto, mentre il 28,1% del numero complessivo di occupati è impiegato in imprese con meno di venti addetti»

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resce il numero di occupati nelle micro e piccole imprese (MPI) con meno di venti addetti nella provincia di Messina. E’ il dato che si evince dagli ultimi dati Istat delle imprese attive, elaborati dall’Osservatorio per le MPI di Confartigianato Sicilia. In questa classifica la provincia di Messina, con le imprese che impiegano meno di venti addetti si trova al terzo posto con il 79,9%, preceduta dalla provincia di Trapani con l’84,3%, e da Agrigento con 84,1%. Il 23,6% delle oltre 268 micro e piccole imprese, pari a 63.161 unità, sono artigiane e danno lavoro a 135.262 addetti. L’incidenza sociale delle imprese artigiane con la popolazione residente in Sicilia al 1° gennaio 2015 è pari a quindici imprese ogni 1.000 abitanti. Per quanto riguarda la nostra provincia, in particolare, l'incidenza è superiore, ben 18,2 imprese artigiane ogni 1.000 abitanti. La maggiore incidenza sociale dell’artigianato nei comuni siciliani con più di 10.000 abitanti si registra proprio nella provincia di Messina, e precisamente a Capo d’Orlando, con 411 ditte, pari a 30,9 imprese ogni 1.000 abitanti. Al terzo posto della classifica regionale c’è Lipari, con 327 aziende, pari a 25,9 imprese artigiane ogni 1.000 abitanti; Patti si trova all’undicesimo posto con 281 imprese, che determinano 21,3 imprese ogni 1.000 abitanti. Andando a esaminare la distribuzione per settore delle imprese artigiane, si evince che in provincia di Messina la maggiore incidenza si registra nel settore costruzioni, con il 32,3%. Dati, questi, che certificano l’impegno del presidente Interdonato, insieme al direttore Francesco Giancola e al vice direttore Alessandro Allegra, nel promuovere e sostenere le imprese artigiane in un periodo non certamente positivo per il settore. La Confartigianato Imprese Messina negli ultimi tre

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anni ha inoltre favorito la concessione di prestiti alle imprese artigiane, in modo tale da essere maggiormente vicini alle aziende. A tal proposito la provincia di Messina è al quinto posto (-0,7%) nella classifica nazionale per minor calo del credito concesso a imprese artigiane. Confortante anche il dato del settore manifatturiero. Nella nostra provincia, secondo i dati dell’Osservatorio per le MPI di Confartigianato Sicilia, si registra un incremento del credito alle imprese pari a +16,1%. La provincia di Messina assorbisce il 13,4% dei prestiti concessi agli artigiani siciliani. Segnale, questo, che i nostri affiliati vogliono reagire alla crisi investendo, ammodernando le imprese, rispondendo alla recessione con determinazione.

Giuseppe Interdonato

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Cultura

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“Solidarietà in Arte” Kermesse culturale per Natale. Momenti di spettacolo con esibizioni di musica, danza e performance artistiche. Infine asta di beneficienza per Telethon

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’associazione accademica culturale ‘Madonna della Lettera’ di Messina, in collaborazione con la Fondazione Salonia e l'associazione Ermete Trismegisto, organizza la prossima domenica 13 Dicembre, a partire dalle 16, all'hotel Palace Europa a Messina, una manifestazione artistico culturale e musicale per Telethon. Durante la kermesse, sono previsti momenti di spettacolo con esibizioni musicali, di danza e performance artistiche. Allieteranno la serata il gruppo 'Baby dance' della 'Scuola Arcobaleno sulla Luna', i bimbi della palestra 'Time to Dance', le arpiste Chiara e Simona Raffaele, i ragazzi del 'Centro formazione danza', Patrizia Saglione e le sue allieve, il Team Jazzercise e Catalano Gregorio in arte “ Toni Manera”. Partecipazione speciale del gruppo Folkloristico 'Canterini della Riviera Jonica Melino Romolo' di Roccalumera. Durante la serata si potrà ammirare una splendida mostra di artigianato locale. Infine, asta di beneficenza con il sorteggio di un cesto Natalizio. Il ricavato andrà a Telethon. Non è previsto biglietto d'ingresso.

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Lo sguardo e la speranza Il nuovo libro di Mario Melazzini

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45 anni, Mario Melazzini, medico, scopre di essere malato di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). È l'inizio di un lungo percorso di accettazione dei propri limiti, per arrivare alla consapevolezza che una malattia che mortifica e limita il corpo non significa necessariamente l'impossibilità di una vita piena e realizzata. Non solo, attraverso l'accettazione della sua condizione l'Autore scopre che la malattia può trasformarsi in un'alleata per tutelare quanti ne sono affetti e per provocare riflessioni sul significato della vita, sui concetti di normalità e malattia, sull'impegno dello Stato accanto a chi è indebolito dalla prova. Spiega quanto un nuovo “sguardo” posto sull'altro possa rivoluzionare il percorso di cura e dare concreta speranza come fonte di fiducia nel futuro. Con uno stile che colpisce per schiettezza e trasparenza,

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Melazzini ripercorre la sua personale esperienza nella lotta contro la SLA e il percorso che lo ha portato ad assumere importanti incarichi nella battaglia per la tutela dei malati e per la ricerca scientifica. Attualmente è Presidente di AriSLA, la Fondazione Italiana di ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica, e di Fondazione Aurora, che ha dato vita al Centro Clinico NeMo Sud presso l'Azienda Ospedaliera universitaria Policlinico 'G. Martino' di Messina; è Direttore Scientifico del Centro Clinico NeMo di Fondazione Serena presso l'Azienda Ospedaliera Niguarda di Milano. Ricopre inoltre l'incarico di Assessore all'Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia. Con San Paolo pubblica ora un'autobiografia che il lettore non riesce a chiudere senza custodire qualche interrogativo nel cuore.

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Spettacoli

“La pazza della porta accanto” di Alessandro Gassman in scena al Teatro Vittorio Emanuele

La “poetessa dei navigli” tra follia, sentimento e amore per la vita

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Il manicomio è una cassa di risonanza in cui il delirio diventa eco”. Queste le parole con cui l’attrice Anna Foglietta, nei panni della poetessa Alda Merini nello spettacolo teatrale “La pazza della porta accanto”, descrive il triste luogo in cui si trova internata. Un luogo dalle pareti grigie e alte, fatto di cancelli in ogni dove, un luogo in cui la vita scorre inesorabile mentre ogni giorno è uguale all’altro. Eppure, in questa realtà degli “esclusi” dalla società c’è spazio anche per i sentimenti, c’è spazio per l’amore. È qui che Alda incontra Pierre, giovane psicopatico, interpretato sulla scena da Liborio Natali. Il sentimento che li unisce sembra poter essere capace di infrangere quei duri cancelli che li separano dal mondo esterno, capace di riportarli alla vita. Non può definirsi vita, infatti, come spesso viene sottolineato nel commovente testo scritto da Claudio Fava, quell’insieme di attimi vissuti in un posto in cui il tempo è scandito da elettroschok, iniezioni di morfina e litigate con le compagne di “follia”. “Cosa siamo noi? Non ti rendi conto che fuori non ci vogliono?” dice più volte Pierre all’amata

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“Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita” 9 Dicembre 2015

Alda. Non c’è via d’uscita per i matti, non c’è salvezza dalla follia. Questa la convinzione che matura giorno dopo giorno nella coscienza dei due protagonisti, convinzione che svanirà quando sorgerà quell’aurora tanto sperata. I cancelli si aprono e Alda torna a vivere. Una nuova condizione che non cancella, però, repentinamente, come con un colpo di spugna, ciò che è stato. “La poetessa dei navigli” non può dimenticare il trattamento da bestie subito, quella continua e giornaliera perdita di dignità. Un testo commovente reso ancora più efficace dalla straordinaria interpretazione di Anna Foglietta. Quest’ultima è stata capace di calarsi perfettamente nel ruolo, di vivere come una schizofrenica può fare in manicomio, zoppicando, lamentandosi per poi gioire improvvisamente senza alcuna ragione. Lo spettatore la vede soffrire sulla scena e arriva, persino, a dimenticarsi, per un attimo, della finzione scenica per credere che tutto ciò sia reale. Una finzione scenica che, spesso, durante lo spettacolo finisce per annullarsi. Tanti i momenti toccanti sottolineati sia dalla recita delle poesie che Alda trova la forza di comporre in quel luogo senza via d’uscita, sia dagli straordinari effetti scenici. Una regia ineccepibile quella di Alessandro Gassman in grado di riprodurre, perfettamente, l’ambiente e la vita del manicomio attraverso espedienti tecnici complessi ma anche, piuttosto, semplici. Una rete, ad esempio, separa la scena dal pubblico, una rete che, oltre ad assumere un intenso significato metaforico, si rivela utile per poter proiettare immagini atte a rimarcare l’importanza di alcuni momenti. Tra questi come non ricordare il saluto della poetessa alla luna, a quell’astro che con la sua luce illumina anche quel mondo dove ogni attimo ha il sapore dell’eterno. Un testo stupendo, l’interpretazione unica della Foglietta, la regia assolutamente ineccepibile rendono questo spettacolo, senza dubbio, un fiore all’occhiello della stagione del Teatro Vittorio Emanuele. Non capita tutti i giorni, infatti, di assistere a lavori teatrali come questo, curati nel dettaglio e in grado di regalare forti emozioni. L’argomento non era semplice, la resa scenica ancor meno, ma il risultato non può che definirsi eccellente. E, chissà, cosa avrebbe detto o pensato la grande Alda Merini se avesse avuto la possibilità di assistere allo spettacolo. Avrebbe rivissuto quei tristi momenti che non è mai riuscita a dimenticare e che non hanno fatto altro, paradossalmente, che intensificare il suo amore per la vita. Alessia Vanaria WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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U

n Teatro Vittorio Emanuele gremito di studenti ha accolto, venerdì 4 mattina, accompagnato da Andrea Bacchetti al pianoforte, il grande maestro Uto Ughi. L’artista ha conquistato tutti i giovani ascoltatori con la maestria unica con cui è solito suonare il violino, ma anche con una grande capacità dialettica. Ha mirato, sin dall’inizio, infatti ad instaurare un “dialogo” con i presenti, spiegando via via quale brano si accingesse a fare, quali fossero le principali caratteristiche di esso in modo da disporli ad un ascolto “intelligente”. Un ascolto di una musica come quella classica che i più piccoli d’età conoscono molto poco e, talvolta, disprezzano per partito preso. Una condizione d’ignoranza che caratterizza, in modo particolare, come ha sottolineato lo stesso Ughi, la nostra penisola dove vengono ridotte sempre più le ore destinate all’”Educazione Musicale”. In questo triste contesto l’incontro di Ughi con i giovani si distingue perché animato da un sincero intento di “educare all’ascolto”. Un intento perseguito attraverso l’esecuzione di un programma musicale scelto per i giovani studenti che si è rivelato pienamente azzeccato. Il grande artista ha “riscaldato” il suo violino, un Guarneri del Gesù del 1744, con la sonata in fa maggiore, op.24 “La Primavera” di Beethoven. Accurata la presentazione che ha preceduto l’esecuzione del brano durante la quale Ughi ha fornito qualche informazione di carattere generale su questo grande compositore, ma anche di natura tecnica sul significato del termine “sonata” e sulla consueta divisione in tempi. Da Beethoven si è passati, poi, al Rondò Capriccioso op. 28 dell’artista francese Saint Saens. Il ritmo vivace del Rondò Capriccioso ha dato inizio a quella che potremmo defini-

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Uto Ughi incontra i giovani

Una grand di “educazion

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al Teatro Vittorio Emanuele

de lezione ne all’ascolto”

re la seconda parte dell’incontro. Quest’ultima è stata contraddistinta dall’esecuzione di brani ritmicamente “avvincenti” come La Campanella di Paganini o La danza degli spiriti del suo allievo Bazzini, che hanno, letteralmente, conquistato i giovani studenti. I piccoli ascoltatori, infatti, hanno osservato attenti quell’artista di cui avevano, spesso, sentito parlare o che avevano visto in tv. Osservavano ogni suo singolo movimento, cercando di “indagare” come riuscisse a dar voce così bene ad uno strumento estremamente difficile da suonare come il violino. È sorto il loro, presto, qualche interrogativo che hanno avuto la possibilità di porre, direttamente, alla fine dell’incontro. Ughi ha risposto con disponibilità a quei quesiti, talvolta, strani e simpatici, talvolta, più complessi e significativi. Quesiti che diventano prova concreta dell’interesse che i giovani ascoltatori hanno provato oggi. Un interesse verso un mondo come quello della musica classica che Ughi ha presentato loro con parole semplici ma anche attraverso l’efficacia sonora del suo violino. Questa ha colpito, particolarmente, i presenti che hanno compreso che per arrivare a far musica ad alti livelli è necessaria un grande passione. La passione può nascere, però, come ha detto il maestro Ughi, solo dopo un ascolto attento. È chiaro, dunque, che se desideriamo che la grande musica non venga cancellata dal tempo, dobbiamo continuare ad “educare all’ascolto”. L’incontro/lezione di venerdì avrà fatto nascere in ognuno dei presenti una piccola “scintilla” di amore verso la musica classica. Se non la si alimenta, però, essa è destinata a spegnersi, a morire senza lasciare alcuna traccia nel sentiero di vita del giovane. Alessia Vanaria

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Un jazz “speciale” che arriva dritto al cuore L’Alessandro Nobile Quartet alla Sala Laudamo per la Filarmonica Laudamo

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l palco della Sala Laudamo, quattro artisti d’eccezione, tantissimi strumenti dal saxello al clarinetto basso, dalla batteria al contrabbasso passando per la chitarra elettrica. Questi i pochi ingredienti di un concerto quello dell’Alessandro Nobile Quartet che convince e affascina il pubblico. A far da padrone le note di Southeast Of My Dream, album d’esordio del contrabbassista Nobile, uscito per l’etichetta “Labirinti sonori” e nato grazie alla collaborazione con tre fra i musicisti più significativi della scena jazz contemporanea: Stefano Maltese, Antonio Moncada e Paolo Sorge. Quattro talenti figli della nostra terra che hanno scelto di fare musica insieme per scrivere nuove pagine della storia del jazz. Quattro talenti che hanno mostrato giovedì 3 dicembre sul palco della Sala Laudamo come il jazz possa essere un linguaggio che colpisce nel segno non per casuale accostamento di suoni ma per straordinaria trasparenza e precisione. Tutto studiato, infatti, nelle composizioni del quartetto, nulla lasciato al caso. Ogni dettaglio ha un suo peso e un suo valore e il pubblico è chiamato a rendersene conto. Ha tutto il tempo, d’altronde, per farlo perché ha la possibilità di penetrare gradualmente nel mondo che quel determinato brano descrive e racconta. E i brani di Southeast of My Dream ne hanno da raccontare perché vivono in luogo immaginario “dove le forme, il suono e le esperienze dei singoli musicisti” come sottolinea Nobile “si incontrano, contribuendo a sviluppi e interpretazioni nuove della scrittura”. Una scrittura che sulla scena incontra, come è giusto che sia, l’improvvisazione. Le composizioni, infatti, si intrecciano con gli sviluppi improvvisativi in un percorso narrativo che si definisce attraverso suoni, silenzi e ritmi diversi. Dai più lenti e misteriosi Chiccian e Glogan ai più

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vivaci Camula Bop e Goodbye Black Island in un crescendo continuo e ininterrotto. Mirabili gli “assoli” presenti in alcuni brani come Vers la Flamme che vede far da maestra in apertura la straordinaria abilità di Stefano Maltese al flauto. Quest’ultimo si distingue, in modo particolare, per la capacità di dividersi, in maniera estremamente naturale, tra sax, flauto, clarinetto basso, tambourine e bells. Non meno incisiva, però, la chitarra elettrica di Paolo Sorge e la batteria di Antonio Moncada. Un mix strumentale, un jazz “speciale” che affascina perché gioca al punto giusto con la sfera sensoriale. Estremamente piacevoli, infatti, i suoni particolari spesso creati in maniera semplice muovendo in modo particolare le bacchette della batteria, oppure “giocando” con il fiato nel caso di strumenti come il saxello o il clarinetto basso. Suoni che sembrano legati a paesaggi lontani che l’ascoltatore ha la sensazione di vedere affiorare, pian piano, dinnanzi ai suoi occhi. Ogni nota sembra aggiungere un dettaglio ad uno scenario che va definendosi via via. E, così, quei paesaggi figli dell’immaginario, figli del sogno finiscono per prendere corpo, per divenire reali grazie al potere della musica. Sta a chi ascolta, poi, la volontà di addentrarsi alla scoperta del mondo “nascosto”, parimenti a quanto accade al lettore, durante la lettura di un romanzo. Se ti fermi al “primo livello”, infatti, di un romanzo coglierai la mera storia e di un brano il solo susseguirsi di note. Queste parleranno al tuo cuore solo se, come ben sa l’Alessandro Nobile Quartet, sarai disposto ad un ascolto attento, solo se sarai disposto a salire al secondo “livello” interpretativo. Sarà quest’ultimo a farti ricordare quel brano o quel romanzo, ad arricchire il tuo bagaglio culturale, a lasciarti quel quid in più che arriva dritto al cuore. Alessia Vanaria 9 Dicembre 2015

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iovedì 10 dicembre 2015, alle ore 10.30, al Palacultura Antonello da Messina, sarà presentato il progetto musicale Quasimodale di Rosalba Lazzarotto, Il concerto di presentazione, collocato all’interno della stagione musicale della Filarmonica Laudamo avrà luogo domenica 13 dicembre 2015, alle ore 18.00. Saranno presenti alla conferenza stampa: Rosalba Lazzarotto, ideatrice e produttrice del progetto discografico per Double Rainbow; Alessandro Quasimodo, interprete delle liriche del padre poeta, da cui sono tratti i testi del disco, con le musiche composte da Rosalba Lazzarotto; Manlio Nicosia, presidente della Filarmonica Laudamo; Domenico Dominici, vicepresidente della Filarmonica Laudamo; Luciano Troja, direttore artistico della Filarmonica Laudamo; Gigi Spedale, curatore dell’allestimento dello spettacolo. L’Avantgarde Orchestra, protagonista delle musiche del cd è composta da: Rosalba Lazzarotto, voce e direzione; Samuele Garofoli, tromba e flicorno; Carmelo Coglitore, sax soprano e cl. Basso; Carlo Cattano, flauti; Giancarlo Mazzù, chitarra; Luciano Troja, pianoforte; Luca Aletta, fisarmonica e diamonica; Alberto Amato, contrabbasso; Francesco Branciamore, batteria. La voce recitante è di Alessandro Quasimodo.

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“QUASIMODALE Concerto di presentazio

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E� di Rosalba Lazzarotto

Domenica 13 dicembre 2015 ne a cura della Filarmonica Laudamo

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Messina - 7 Dicembre 2015 - Palacultura “Antonello”

“Moda sotto l’Albero” in co

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ollaborazione con la CLAAI foto Antonio De Felice

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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

Il coraggio di Salvatores Osare da giovani è forse un obbligo, farlo superati i 60 anni e atto di coraggio per qualcuno. Forse è semplicemente la natura che non conosce età. Gabriele Salvatores ha innovato all’interno del cinema internazionale, vinto un Oscar nel 1992 con “Mediterraneo” e inciso sulla storia e sulla cinematografica italiana. “Mediterraneo” era la storia degli anti-giapponesi che non sapevano che la guerra fosse finita. Loro non lo sapevano ma di combatterla neanche ci pensavano. Il finale di una trilogia che raccontava un’età, quella del quarantenne in fuga. Prima “Marrakech Express” e poi “Turné”, per narrare la voglia di scappare dall’inerzia della vita. “Mediterraneo” è stato un azzardo vincente. Negli Salvatores ha anche faticato a rimanere su quelle vette, come è normale che sia. Pensate a Benigni, “La vita è bella” non è replicabile e tutto quello che viene o verrà dopo sarà accompagnato da un pregiudizio negativo. Tornando a Salvatores, contestualizziamo l’ultimo Salvatores. Se con “Quo vadis, baby?” aveva convinto, il resto lasciava delusi. “Happy family” annoia fino al sonno e risalire era troppo facile. Convince “Educazione siberiana”, che pur non esaltando la trama trova una regia perfetta dello stesso Salvatores. Poi arriva l’azzardo. “Il ragazzo invisibile”, un film generazionale e fantascientifico. Capito bene, qui entra a gamba tesa la fantascienza. Ecco l’azzardo, pellicola del 2014 della quale non vi raccontiamo nulla invitandovi a guardarlo. Invito motivato, il cliffhanger finale si presta ad un sequel e si parla già di trilogia. L’azzardo è il mix, in un pentolone di fantascienza Salvatores ci piazza dentro la difficoltà adolescenziale negli anni della crescita. Il passaggio obbligato da bambini a ragazzi, domani uomini, tra prese in giro e bullismo. Famiglie complicate nel reale, che si intrecciano a storie da perfetto fumetto Marvel. Storie di ragazzi, supereroi e conflitti. Salvatores non ci appiattisce, né sul trend del cinema italiano né sulla propria filmografia. Azzardare non paga sempre, e forse neanche deve perché nell’arte il rischio è compagno di viaggio e avventura. Salvatores è bravo nello spezzare le catene della commedia amara o della drammaturgia scontata. Ci prova con un gruppo di ragazzi, una storia alla “Fantastici 4” e due mostri sacri come Fabrizio Bentivoglio e Valeria Golino. Fotografia e scenografia esaltano, la regia non invade. Il resto? Autunno 2016 con il secondo capitolo. Non pensate ad una americanata in salsa di pomodoro. C’è Salvatores e la scuola italiana, quella che ad Hollywood poteva guardare con snobismo.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà La cover band più famosa di sempre. Una provocazione la nostra per introdurre la personale visione della carriera hard rock degli Aerosmith. La cresta dell’onda li travolge tra gli anni ’70 e ’80. Prendono un po’ di Rolling Stones e li bagnano di Deep Purple, senza dimenticare i Led Zeppelin. Chiaro che non facciano cover, ma anche vero che riproporre qualcosa di già sentito non sia poi così diverso. È Steve Tyler il vero motivo del successo degli Aerosmith, come sempre il frontman deve fare la differenza. Lui ci riesce con una prossemica eccezionale, una capacità di conquistare pubblico e palco con pochi eguali. Le parole e la musica lasciano spazio allo spettacolo, in fondo lo showbiz è anche questo. Americani, di Boston, prendono il meglio del rock di rottura inglese e lo impastano tirando fuori un prodotto che non delude. Non eccedono nella sperimentazione o altro, rilanciano uno stile che aveva avuto un grande successo. Monocorde musicali, con testi senza un reale senso. Buoni per ogni genere, retoricamente adatti al hard rock come al neomelodico. Il resto è fuffa, la sostanza la fanno live. Un rock che diventa pop, non per genere ma per percezione. Vendono, piacciono e spaccano in un pubblico che si riscopre nuovamente affamato di quel rock un po’ dimenticato. Non vogliamo certamente esagerare, ma l’ascolto continuato degli Aerosmith può tranquillamente rincoglionire anche una mente brillante. Difficile scovare le differenze da canzone a canzone dello stesso album. Idem da disco a disco. Un continuo cantare la stessa nota, con la stessa intonazione e significato. Piacerà e piace, perché ancora adesso Tyler e soci sono icona della musica americana. Prodotto tipico della società a stelle e strisce, per questo mai abbandonati da un pubblico sordo e cieco. Hanno vinto loro, Tyler con quella voce assurdamente fastidiosa, sonorità che si fatica a ricondurre ad un periodo più che ad un altro. Il successo rilanciato grazie alla colonna sonora di un filmaccio come “Armageddon”, che gli vale anche una nomination agli Oscar come miglior canzone. Come sempre, però, la moda del nome attira di più. Diane Warren è l’autrice del brano, ma per “I don’t wanna miss a thing” verrà sempre ricordata la bocca larga di un Tyler intenso. Cover band con frontman che conquista più di quanto realmente valga. Il risultato? Trentanni di successo ininterrotto.

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Aerosmith 9 Dicembre 2015

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà Matilde Serao, nata a Patrasso nel 1856, è stata una grande scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino. In ambito letterario, dopo aver esordito nel 1878 con un libro di novelle, Opale, e aver scritto un romanzo sentimentale, Cuore inferno, si avvicinò al Verismo, scrivendo racconti e romanzi di grande rilievo. Tra questi è, senza dubbio, da ricordare il libro inchiesta su Napoli, Il ventre di Napoli, che descrive le condizioni di vita della città durante un’epidemia di colera. Il verismo della Serao è istintivo, lontano dal rigore scientifico di Capuana e di Verga e, tuttavia, attento alla considerazione concreta e minuta di abitudini, ambienti, costumi, luoghi sociali. In questa prima fase verista, a cui appartiene anche Il romanzo della fanciulla, ambientato fra le giovani impiegate dei Telegrafi di Stato che l’autrice ben conosceva per esperienza personale, l’opera più rilevante è la novella lunga La virtù di Checchina. Questa racconta la storia di una piccola-borghese, moglie di un medico rozzo e volgare, afflitta dalla miseria e tentata dalla corte di un marchese. La sua virtù si salva solo per una serie di impedimenti e di occasionali contrattempi, dovuti alla sua miseria e alla sua timidezza. Nei due romanzi successivi al Romanzo della fanciulla, La Conquista di Roma e Vita e avventure di Riccardo Joanna, dedicati alla vita politica e culturale della capitale, la Serao sembra allontanarsi dal Verismo. L’autrice, tuttavia, non ha ancora rinunciato al realismo e, infatti, torna a soluzioni più impegnate in senso veristico quando opta di nuovo per il mondo napoletano. Ne esce il suo romanzo, probabilmente, più riuscito, Il paese di cuccagna, in cui la Serao ci offre uno spaccato di Napoli, nelle sue diverse classi sociali, dai “bassi” popolari ai palazzi aristocratici, unificate dalla passione per il gioco del lotto. Ne Il ventre di Napoli aveva già sottolineato come tale male colpisse, indistintamente, tutte le classi sociali: “Il popolo napoletano, che è sobrio, non si corrompe per l'acquavite, non muore di delirium tremens; esso si corrompe e muore pel lotto. Il lotto è l'acquavite di Napoli”. Il paese di cuccagna non è, però, solo un romanzo sul lotto, né potrebbe esserlo. Alla tesi della “rovina” materiale e morale come conseguenza del gioco, esemplificata nei vari casi umani presentati nella narrazione, si affiancano, infatti, altri temi che emergono grazie a potenti descrizioni “dal vero” e che rendono il romanzo estremamente interessante anche per il suo carattere di documento. Basti pensare, ad esempio, al capitolo dedicato al miracolo di San Gennaro e al modo in cui viene vissuto dal popolo napoletano, alla descrizione del Carnevale o a quella della festa di battesimo in casa del pasticcere Fragalà con la minuziosa descrizione dei numerosi dolci tipici offerti agli invitati. Lo sguardo della Serao si sofferma su ambienti e personaggi con una “barocca” abbondanza di particolari. Non è possibile, però, parlare di impersonalità poiché la prorompente personalità dell’autrice si afferma in maniera costante ed evidente. Matilde Serao, grande scrittrice del panorama letterario italiano, morì a Napoli il 25 luglio del 1927.

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Troppo ho sofferto nell'onore e nella prosperità: troppo ho lagrimato di vergogna e di indignazione. Io debbo cominciare per salvarmi, se voglio esser salvata da tutto, da tutti. Nelle mie mani è la mia prima risurrezione: cioè quella della mia esistenza, morale, cioè quella del mio decoro sociale. Farò, io, veder al mondo, all'Europa, all'Italia che di tutti i doni della sorte, io sono degna, che di tutti gli aiuti fraterni, io sono degna, io, Napoli, paese di gente onesta, mandando al Comune solo gli onesti, chiedendo ad essi, che da essi si prosegua e si esalti la mia riabilitazione! Ascoltate un poco, quando una operaia napoletana nomina i suoi figli. Dice: le creature, e lo dice con tanta dolcezza malinconica, con tanta materna pietà, con un amore così doloroso, che vi par di conoscere tutta, acutamente, la intensità della miseria napoletana.

Matilde

Serao

Napoli, la città della giovinezza, attendeva Parthenope e Cimone; ricca, ma solitaria, ricca, ma mortale, ricca, ma senza fremiti. Parthenope e Cimone hanno creata Napoli immortale.

Patrasso, 7 marzo 1856 Napoli, 25 luglio 1927 9 Dicembre 2015

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Meglio non mangiare una bistecca bruciata S

eguire un’alimentazione sana e regolare è la base per prevenire l’insorgenza di molteplici patologie. Per stare in salute gioca un ruolo fondamentale la metodologia di cottura degli alimenti che non dovrebbe essere eccessiva. Mangiare una bistecca bruciata, secondo il parere dell’oncologo Cesare Gridelli, è come fumare 600 sigarette. Dalla carne cotta troppo e bruciata si formano delle sostanze potenzialmente pericolose e cancerogene come gli idrocarburi policiclici aromatici che sono presenti, in aggiunta ad altre, anche nel fumo di sigaretta. Mangiare una bistecca bruciata significa introdurre la stessa quantità di idrocarburi policiclici aromatici che si trova in ben 600 sigarette. A rendere potenzialmente dannosa una bistecca troppo cotta sono sia gli idrocarburi aromatici ma anche il benzopirene che, alla lunga, aumentano il rischio di andare incontro a pericolose patologie. Per mantenere un’alimentazione sana risulta fondamentale evitare che il colore dei cibi diventi neri marrone intenso. Per non ingerire sostanze tossiche si possono evitare le parti dell’alimento che appaiono troppo cotte oppure prediligere metodi di cottura differenti che non provochino la formazione di sostanze potenzialmente dannose. Bisognerebbe scegliere il vapore ed altri sistemi, come le cotture in umido o in acqua bollente. Inoltre, nell’ambito di una dieta sana è bene non eccedere con il consumo di carne lavorate perchè potrebbero esporre all’insorgenza di alcune

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malattie. Le carni rosse, a causa dell’alto contenuto di grassi saturi, deve essere mangiata senza eccessi soprattutto nel caso in cui si soffra di ipercolesterolemia o altre particolari patologie. E’ fondamentale sottolineare che il bruciato degli alimenti può essere pericoloso non soltanto quando riguarda la carne ma anche le verdure grigliate ed il pane ed i suoi derivati, come per esempio la pizza. La cottura sulla brace, al forno o alla griglia favorisce la produzione di alcune sostanze, compresa la diossina, che alla lunga possono rivelarsi dannose. Senza arrivare alla demonizzazione di determinati alimenti e di alcuni metodi di cottura è importante seguire un’alimentazione variata, privilegiando cibi preparati in maniera semplice e veloce. 9 Dicembre 2015


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La ricetta

PREPARAZIONE

Risotto integrale con funghi e gamberetti Ingredienti per 4 persone • • • • • • • • • •

150 gr di Riso integrale Acqua q.b. Sale q.b. Pepe nero q.b. 1 Peperoncino Prezzemolo q.b. 100 gr di Funghi champignon 70 gr di Gamberetti sott'olio Olio extravergine di oliva q.b. 1 spicchio di Aglio

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Mettete il riso in ammollo e portate l‘acqua ad ebollizione, quindi abbassate la fiamma e cuocete per circa 20 minuti. Versate un po’ di olio in una padella, schiacciate l’aglio e mettetelo insieme alla buccia nell’olio. Scaldate il tutto sulla fiamma bassissima. Pulite i funghi. Usando un coltellino tagliate la cima del gambo, pelate il gambo e la parte superiore. Se necessario strofinate i funghi con un canovaccio pulito, bagnato leggermente per eliminare la terra. Tagliate i funghi a fette e poi ogni fetta a metà. Soffriggete nella padella insieme all’aglio. Scolate i gamberetti e sciacquateli bene. Quando i funghi sono dorati e croccanti fuori, aggiungete i gamberetti. Saltate tutto per 5 minuti, aggiustando con sale e pepe. Aggiungete il peperoncino fresco a piacere. Lavate ed asciugate il prezzemolo. Tagliatelo molto finemente. Aggiungetene un po’ ai funghi. Scolate il riso per bene ed aggiungetelo agli altri ingredienti in padella. Mescolate tutto e saltate per qualche minuto.

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Amarcord

Messina - Piazza Duomo. Anni '50


n째 223 anno XIII - 2 Dicembre 2015

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Riproposto il manufatto stabile sullo Stretto

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