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il Cittadino n. 86

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r.g. Salvatore Forestieri

n째 86 anno X - 6 Settembre 2012

il Cittadino www.ilcittadinodimessina.it

La grande corsa


Sfida a tre: Musumeci- Miccichè- Crocetta

Il Presidente della Regione secondo i sondaggi Il prossimo 28 ottobre si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale in Sicilia. La nuova amministrazione sostituirà quella del governatore Raffaele Lombardo dopo una tormentata stagione amministrativa che si è conclusa, a fine luglio , con le dimissioni dello stesso Lombardo. In tutta la Sicilia ci si chiede già chi potrebbe essere il prossimo Presidente. In tv ed in radio se ne parla ormai quasi ogni giorno, ed i giornalisti hanno cominciato a versare fiumi di inchiostro sull’argomento. Anche la gente comune ne parla, e lo fa al bar, nel posto di lavoro e, molto spesso, come ormai avviene per ogni argomento di discussione che sia di interesse collettivo, ne parla attraverso internet. Nei social network come Twitter ed in particolare Facebook, infatti, molta gente scrive spesso commenti esprimendo ipotesi, speranze e paure sul prossimo Presidente della Regione. Per questo motivo, proprio nel web, sono stati lanciati i primi sondaggi sull’argomento, ed in rete circolano già i primi risultati, sulla base dei quali il Presidente eletto potrebbe essere uno fra i candidati del centrodestra: Nello Musumeci (Pdl, La Destra, Pid), con il 23,5 – 26,5% dei voti, Gianfranco Miccichè (Grande Sud, Mpa, Fli), 24% – 25%) e Rosario Crocetta (Pd, Udc, 23,5 - 25,5%) . La percentuale dei votanti, secondo il sondaggio Tonkaf, non supererebbe il 51,5 - 53,5 %. Secondo un sondaggio Datamonitor (http://www.datamonitor.it/), commissionato da Blog Sicilia, invece, Nello Musumeci (Pdl, La Destra, Pid) risulterebbe in testa con il 28% delle preferenze, seguito da Rosario Crocetta (Pd, Udc) con il 26%, Gianfranco Miccichè (Grande Sud, Mpa, Fli) con il 22%, e Giancarlo Cancellieri (Movimento 5 Stelle) con l’11%. 2

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Sommario numero 86 anno X 6 Settembre 2012

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Primo Piano Alla ricerca di nuovi equilibri

20-21 Attualità Test universitari

34-35 Città Cronache urbane

36-37 Provincia News dal territorio

22-23 Dietro le quinte

38-39 Sicilia

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40-41 Ecomonia

Settegiorni

Allarme del WWF

Cronaca della settimana

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Circoscrizioni Notizie dai quartieri

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44-51 Cultura Rock’n’beer Fest Biblioteca e turismo Il quadro di Dinnamare


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Coordinamento: Tiziana Zaffino, Gianluca Rossellini, Gabriella Giannetto, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso Redazione Nunzio De Luca, Cristina D’Arrigo, Giuseppe Zaffino, Enza Di Vita, Maria Cristina Rocchetti, Letizia Frisone Collaboratori Andrea Castorina, Hermes Carbone, Marilena Faranda, Chiara Lucà Trombetta, Max Leone, Salvatore Grasso, Paola Libro, Lilly La Fauci

52-53 Spettacoli

56-57 Pane per tutti Distanza e vicinanza nel Vangelo

60-61 Mangiare Sano

Rubriche Mimmo Saccà, Michele Giunta Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Antonio De Felice, Riccardo Caristi, Orazio D'Arrigo, Nunzio Di Dio, Peppe Saya, Gianmarco Vetrano Direttore marketing Francesco Micari Pubblicità contatti: 3462306183, 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano, e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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immagine di Michele Giunta


Si chiude l’era Buzzanca

foto di Peppe Saya

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Il Sindaco è venuto a mancare”, ha ironizzato Giuseppe Buzzanca aprendo la conferenza stampa durante la quale, venerdì 31 agosto, ha comunicato alla città di Messina le sue dimissioni da Primo Cittadino. Palazzo Zanca, dunque, sarà commissariato per la terza volta negli ultimi otto anni. Quella di Buzzanca è stata una scelta obbligata. Per candidarsi alle prossime elezioni per il rinnovo dell’ARS, l´Assemblea Regionale Siciliana, infatti, era necessario rimuovere, entro il 31 agosto, i motivi di ineleggibilità, tra cui quello di ricoprire l’incarico di Sindaco di un Comune superiore a 20 mila abitanti. Buzzanca ha esordito ringraziando, per la preziosa collaborazione, la sua giunta, tutti i membri del Comune e le forze dell’ordine. “Voglio iniziare il mio discorso- ha affermato l’ex Sindacoricordando una data: 1 agosto 2010. Quel giorno stavo venendo a Messina da Palermo per rassegnare le mie dimissioni dal Parlamento regionale. Durante il viaggio mi è arrivata una telefonata del mio avvocato, il quale mi ha informato del fatto che una nuova sentenza mi consentiva di portare avanti la mia battaglia di principio e di non dimettermi. In quel momento, dunque, ho deciso di portare avanti il mio programma. Oggi considero il mio programma ultimato. Noi- ha sottolineato- abbiamo realizzato tutte le opere che volevamo realizzare, al di là delle polemiche che ci sono state rivolte”. Buzzanca non ha rinnegato le sue scelte, è fiero di aver scelto Messina piuttosto che l’Ars fino a pochi mesi fa, ma “oggi la situazione è completamente cambiata rispetto al 2010- ha spiegato- ed anche rispetto a pochi mesi fa quando ritenevo che i tempi non fossero ancora maturi per lasciare la carica di Sindaco. Oggi lo sono. Nel decidere se lasciare la guida del Comune di Messina – ha continuato- ovviamente ho fatto tutte le valutazioni necessa-

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rie. E’ cambiato il quadro politico nazionale e locale. E bisogna sempre adeguarsi al periodo in cui si opera. In questo momento c’è bisogno di fare chiarezza ed è quello che sto facendo”. L’ex Sindaco, tuttavia, ha voluto sottoporre all’attenzione e al giudizio della città i risultati del suo lavoro: “Sono stato accusato di non aver fatto niente per migliorare la situazione occupazionale in città. Ma in realtà in questi anni hanno trovato lavoro molte persone a Messina grazie al fatto che sono state sbloccate tante opere incompiute come il Palacultura e gli svincoli. Io ritengo che complessivamente- ha tuonato- la nostra attività amministrativa possa essere valutata positivamente. Voglio far presente soprattutto il fatto che oggi il Comune di Messina è in regola con i conti, perché questo hanno certificato i revisori dei conti”. Buzzanca ha sottolineato che intende continuare a lavorare al servizio di Messina, anche se in modo diverso. “Io oggi sto rilanciando- ha dichiarato- perché penso di poter continuare a servire la provincia di Messina”. Non ha nascosto i limiti della sua amministrazione, dovuti , a suo avviso, soprattutto al difficile momento storico che stiamo vivendo e ha spiegato : “ Noi certamente avremmo potuto fare di più. Avremmo potuto fare passi ancora più lunghi per esempio per quanto riguarda l’arrendo urbano. Ma le risorse a nostra disposizione erano limitate. Tuttavia ci sono ancora tanti progetti in cantiere e chi verrà dopo di me taglierà molti nastri. Oggi a me interessa rilanciare, ed annunciare che , se me ne sarà data l’opportunità, continuerò a lavorare al servizio di Messina con la passione di sempre anche se da un’altra postazione come parlamentare o come assessore alla Regione. Abbiamo dovuto affrontare un periodo molto triste – ha continuato- per via della crisi epocale che si è abbattuta sul nostro Paese. Tuttavia abbiamo cercato di contrarre al massimo le spese garantendo i servizi essenziali ai cittadini. Con i nostri mezzi limitati, abbiamo dato risposte importanti alla città. Adesso ritengo sia necessario spostarmi. Ma- ha avvisato- chi pensa che non mi occuperò più di Messina si sbaglia!” Un momento di malinconia ha deciso di dedicarlo alle vittime delle alluvioni che hanno colpito Messina: “ Ci sono molte cose di cui vado orgoglioso e di cui parlerei per ore. Ma non posso non ricordare in questa occasione la più grande ferita che portiamo nel cuore: quella causata dalle alluvioni che hanno colpito la nostra città. Abbiamo aiutato le famiglie alluvionate a tornare alla quotidianità, ma ovviamente nessuno potrà restituire alle loro famiglie le vittime delle alluvioni”. Il ringraziamento finale di Buzzanca è stato rivolto alla stampa, a tutti i giornalisti che venerdì mattina hanno reso gremita la sala Falcone-Borsellino di Palazzo Zanca, agli stessi giornalisti che in questi anni lo hanno spesso criticato: “Voglio ringraziare tutti i giornalisti per la loro presenza costante e per la loro cronaca sempre puntuale, a volte critica, ma sempre costruttiva”. Proprio fornendo ulteriori chiarimenti ai giornalisti presenti l’ex Sindaco ha impiegato i suoi ultimi minuti a Palazzo Zanca :“Non escludo una candidatura alle prossime elezioni amministrative di Messina. Non nascondo che mi piacerebbe far parte della prossima squadra di governo. Ma in politica non si può sapere cosa succede in sei o in otto mesi”, ha spiegato. Con le dimissioni di uno dei Sindaci più discussi della storia di Messina si è chiusa l’era Buzzanca. Non si sa ancora con certezza in che postazione lo vedremo e che ruolo politico ricoprirà in futuro, ma sicuramente, come lui stesso ha annunciato, di Buzzanca sentiremo ancora parlare. Lilly La Fauci WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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di Marilena Faranda servizio fotografico di Peppe Saya

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uzzanca si è dimesso, rafforzando le turbolenze già esistenti a Messina. La rottura delle vecchie alleanze e la ricerca di nuovi equilibri hanno inasprito le polemiche e l’allarme nella città per il suo immediato futuro: la disoccupazione avanza, i dipendenti di molte partecipate, di associazioni più o meno no profit e della stessa Amministrazione sono senza stipendio da mesi; i servizi sono inefficienti e caratterizzati dalla precarietà: oggi ci sono, domani non si sa. Di fronte a tale situazione, la CISL di Messina, rifacendosi all’esperienza nazionale di commissariamento della politica, ha avanzato una proposta di tregua alle varie forze della città comprese le componenti partitiche, perché sostenessero il futuro Commissario. Tale proposta non è stata raccolta dai Partiti, perché proiettati nella campagna elettorale della Regione, in quanto dai conseguenti risultati dipenderà gran parte del loro futuro politico, per cui Messina può attendere! Abbiamo chiesto ai Segretari di CISL, CGIL e UIL la loro opinione in merito.

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Il dopo Buzzan

Alla ricerc


nca

ca di nuovi equilibri

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“Doveroso un commissario super partes”

TONINO GENOVESE Segretario Generale CISL

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La risposta delle forze politiche di fronte alla sua proposta di fare forza comune non è stata bene gradita, da quanto si percepisce dalle dichiarazioni rilasciate. Forse è stata male interpretata? Le mie parole sono state stravolte. Intanto: punto uno un commissario che non fosse super partes produrrebbe solo danni, perché altrimenti utilizzerebbe questo periodo in funzione di una campagna elettorale. Quindi, ci vuole un personaggio di alto profilo che, regga le sorti della città, comportandosi come se fosse una sorta di governo tecnico più che un governo di parte. Poi, ho aggiunto che noi non possiamo stare nove mesi senza fare niente, vivere solo di campagna elettorale ed assistere al teatrino “e questo è colpa mia e questo è colpa tua”, io sto estremizzando . Dopo di ciò, ho detto, che, dato il commissario super partes, dato che bisogna abbassare le armi per poi magari riprenderle quando si fa la campagna elettorale, quando vogliono loro, non me ne frega niente, realizzare un grande patto per la città, tra tutte le forze politiche tra tutti i soggetti del sociale, della produzione, ect. In buona sostanza ,metterci tutti insieme per capire quali iniziative realizzare, quali provvedimenti assumere in questi 9 mesi che ci mettano nelle condizioni di risolvere una serie di problemi che abbiamo e ne abbiamo tanti. Cercare, quindi, di sfruttare questi nove mesi e di trovare una soluzione alle questioni che abbiamo, perché soldi non ce ne sono più, gli Enti locali stanno subendo tagli che non finiscono mai: abbiamo un sistema dei rifiuti ed un sistema dei trasporti ed un sistema del precariato e mi sto riferendo al precariato del Comune di Messina, che chiaramente è allo sfascio. Si rischia di non avere più risorse per pagare gli stipendi , non solo all’ATM e a MessinAmbiente, ma neanche agli stessi dipendenti comunali. Come giudica la risposta della politica al suo appello? Non possiamo passare tutto il tempo ad occuparci degli errori dell’ex sindaco Buzzanca, di quello che ha fatto o non ha fatto, ormai diventa polemica sterile. Certo non voglio e non posso non attribuire a Buzzanca un infinità di colpe, ma che utile ne ricavo? Posso sfamare i cittadini e quelli senza stipendio? Non si può correre alla

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campagna elettorale. Inutile dire, come aveva fatto Grioli, di pensare al futuro, perché lui ha il pane in tavola, ma non sarà lui a pagare gli stipendi. Certo non pagherà Grioli gli stipendi di chi da mesi non percepisce nulla,ma dove si dovrebbero prendere? Il segretario del Pd, infatti, e poi ritornato sui suoi passi, comprendendo anch’egli che la collaborazione è un passo obbligato. Quali sarebbero le prime azioni all’arrivo del commissario? I primi passi, quindi, da muovere dopo la nomina del Commissario, sarebbero la convocazione di un tavolo di concertazione in cui siano presenti tutte le forze di qualsiasi natura che operano in città, tutti uniti per l’unico scopo: il bene di Messina. Si valuta l’intendimento del Commissario , ovvero quale politica vuole attuare, e poi si agisce di conseguenza tutti insieme. C’è bisogno di un Monti anche per Messina? Certo io parlo di un Monti per Messina, perché ritengo che, come Monti sta agendo per l’Italia così anche il Commissario deve fare per la città, dobbiamo sostenerlo nella sua opera . Non parlo di Monti che con la spending rew ci darà una stangata, ma io parlo di un governo tecnico e come tale mi sono accostato a paragonarlo a Monti. Anche, perché, ribadisco non serve trovare colpe e non possiamo passare nove mesi per trovare quello giusto, colui che è degno di governarci. Dobbiamo solo sperare, però, che non sia un altro Sinatra, ovvero il Commissario precedente, che non ha fatto altro che fare il Don Chisciotte e per Messina non ha realizzato nulla. Di soggetti del genere non abbiamo bisogno, ma se viene uno con voglia di fare, non possiamo bloccarci per la campagna elettorale, dobbiamo sostenerlo , affinché prepari la strada al nuovo amministratore di Messina. Tra l’altro non appare certo poi che il mandato del Commissario duri solo 9 mesi. Se viene accertato il dissesto del bilancio comunale, infatti, il Commissario potrebbe restare anni, per cui è meglio lavorare e farlo seriamente, la città ne ha bisogno! WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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“Marino, un commissario adeguato”

COSTANTINO AMATO Segretario Generale UIL

Sono state per la città di Messina giornate alquanto calde: cosa ne pensa la Uil in merito alle dimissioni del sindaco Giuseppe Buzzanca ? “La rassegna delle dimissioni del sindaco Giuseppe Buzzanca rispecchia semplicemente una logica strettamente personale. Non si tratta di una azione attuata per il bene della cittadinanza; anzi, per il bene collettivo sarebbe stato più appropriato che l’ex sindaco avesse portato a termine il mandato, continuando la gestione delle attività amministrative: non si dimentichi che, attualmente, sono numerose le vertenze aperte alle quali occorre ancora dare risposte certe a diversi lavoratori”. Crede che il sindaco sia stato in grado di portare a termine i progetti previsti nel suo mandato? “Assolutamente no. L’ex sindaco, a nostro avviso, non è stato in grado di portare a termine i progetti previsti nella sua programmazione: addirittura, per alcuni aspetti le problematiche sono maggiori rispetto alla situazione iniziale del suo arrivo”. Le dimissioni di Buzzanca sono state precedute e seguite da quelle della giunta comunale. Scelta obbligata e prevedibile ? “Le dimissioni dei numerosi assessori comunali è concatenata a quelle di Giuseppe Buzzanca. Esse esplicitano il senso di irresponsabilità di una classe dirigenziale incapace di gestire l’amministrazione della città che, invece, dovrebbe essere improntata al benessere collettivo”. Per l'ennesima volta la città sarà commissariata. In attesa delle prossime elezioni, cosa immagina possa ancora accadere per la città nel breve e nel lungo periodo? “Considerando la tragica realtà in cui versa la città sotto tutti i punti di vista, occorre un commissario che sia in grado di affrontare la situazione e tutte le problematiche esistenti nel territorio. Occorre una valida persona che, oltretutto, si configuri come un valido punto di riferimento sia per gli stessi politici sia per i cittadini. Marino, ad esempio, potrebbe essere un commissario adeguato per risollevare le sorti della città, soprattutto perché conosce bene la città e le sue difficoltà”. Paola Libro

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“Il commissario sarà un ulteriore limite per la città”

LILLO OCEANO Segretario Generale CGIL

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Il Sindaco Giuseppe Buzzanca si è dimesso il 31 agosto, e un fatto politico così importante non poteva non essere commentato dai sindacati. La città di Messina sta per andare incontro al terzo commissariamento in otto anni, il secondo durante un mandato di Buzzanca. Il Comune di Messina, infatti, era già stato commissariato nel 2004 e nel 2007: nel 2004, come adesso, l’amministrazione comunale messinese era guidata da Giuseppe Buzzanca, mentre nel 2007 da Francantonio Genovese. Proprio facendo riferimento al passato politico di Buzzanca, è iniziato il commento di Lillo Oceano ( segretario generale Cgil Messina) sulle dimissioni dell’ex- Sindaco di Messina: “La sua vicenda politica ci racconta un dato di fatto- ha dichiarato - Buzzanca ha sempre subordinato il bene della città alla sua ambizione personale. Fino a poco tempo fa- ha ricordato- ha mantenuto e difeso il suo doppio incarico di Sindaco di Messina e di deputato alla Regione Sicilia. Solo quando è stato annunciato che a breve si sarebbe dimesso il Presidente della Regione Lombardo, e che quindi ci sarebbero state nuove elezioni, ha deciso di lasciare la carica di deputato. Se Buzzanca si fosse dimesso ad esempio a febbraio, la città avrebbe dovuto sopportare pochissimi mesi di commissariamento prima di passare alle elezioni amministrative. Adesso, invece, il Comune di Messina dovrà essere gestito da un commissario per un lungo periodo”. Il giorno in cui Buzzanca ha annunciato alla stampa le sue dimissioni da Sindaco di Messina, ha rivendicato quelli che, secondo lui, sono i suoi maggiori meriti, tra i quali l’aver completato, o quasi completato, opere importanti come il Palacultura e gli svincoli, e ha dichiarato che il Comune di Messina “è in regola con i conti, perché questo hanno certificato i revisori dei conti”. Non la pensa allo stesso modo, però, il segretario della Cgil di Messina che ha affermato: “Buzzanca ha detto che il Comune di Messina è in regola con i conti, ma noi la pensiamo diversamente. A breve comunque si vedrà in quali condizioni reali è il Comune”. “A mio avviso il rischio- ha continuato un pessimista Lillo Oceano- è che il Comune di Messina paghi più del dovuto il prezzo della crisi che si è abbattuta sul nostro Paese anche a

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causa delle scelte, o delle non-scelte di Buzzanca”. Oceano ha elencato poi tutte quelle che, secondo lui, sono state le principali carenze dell’amministrazione Buzzanca: “La gestione finanziaria non è stata adeguata, non è stata fatta alcuna lotta contro l’evasione tributaria. Il Sindaco non ha presentato un solo piano di rilancio del Comune di Messina che tenesse conto delle partecipate. Anzi ha nominato un commissario di fiducia dietro l’altro ad esempio all’Atm, azienda che prima era in crisi, ma adesso è arrivata al collasso. In una situazione di grave crisi sono praticamente tutte le aziende del Comune, anche Messinambiente che, prima dell’insediamento di Buzzanca a Palazzo Zanca, non aveva grossi problemi. La gestione amministrativa di Buzzanca si è caratterizzata per una notevole pochezza di programmi e di scelte, è stata, insomma, una gestione amministrativa scadente!”. Buzzanca , prima di dimettersi, ha premesso:”Noi certamente avremmo potuto fare di più, ma le risorse a nostra disposizione erano limitate. Abbiamo dovuto affrontare un periodo molto triste per via della crisi epocale che si è abbattuta sul nostro Paese. Tuttavia abbiamo cercato di contrarre al massimo le spese garantendo i servizi essenziali ai cittadini. Con i nostri mezzi limitati, abbiamo dato risposte importanti alla città” . Di tutt’altro avviso è, però, il segretario generale della Cgil di Messina, che ha affermato senza mezzi termini : “Credo che la situazione economica del Comune di Messina si sia aggravata nel corso degli ultimi quattro anni. E i messinesi pagheranno a caro prezzo le carenze di un’amministrazione comunale oggettivamente scadente. Adesso arriverà un commissario e questo sarà un ulteriore limite per la città di Messina. Sono in corso una riorganizzazione dei fondi europei e una riorganizzazione del conto capitale del Mezzogiorno, e in questo momento la nostra città avrebbe bisogno di una buona rappresentanza politica. Non se se l’amministrazione Buzzanca avrebbe saputo gestire bene questa situazione, ma oggettivamente è ancora più improbabile che possa riuscirci un commissario che non può di certo rappresentare la complessità sociale di una città importante come Messina. Una buona amministrazione comunale, comunque, avrebbe cercato di rivendicare risultati positivi fino alla fine, soprattutto dopo una pessima figura come quella che la città di Messina ha fatto, a livello nazionale, a causa della lunga difesa, da parte di Buzzanca, del suo doppio incarico. Adesso la sensazione, davanti alle sue dimissioni, è quella di una fuga!” Dopo una seria riflessione e un’analisi precisa della situazione politica passata e presente di Messina, Lillo Oceano ha concluso pensando al futuro, facendo riferimento, ovviamente, alla proposta di Tonino Genovese che invita all’unione delle forze politiche durante il periodo di commissariamento: “Indubbiamente abbiamo la necessità di non sprecare tempo. Tonino ha rilanciato l’idea di stare tutti uniti per Messina, ed io non posso che essere d’accordo. Tuttavia ho qualche dubbio su questa proposta perché stiamo per andare incontro ad un lungo periodo di campagna elettorale , per le regionali prima e le amministrative poi, e non sarà facile arrivare all’unione di tutte le forze politiche con il commissario. Di certo, comunque, le forze sociali continueranno a lavorare unite per Messina, avendo come punto di riferimento sempre e solo il bene della città. Vedremo cosa si può fare. La città adesso ha bisogno di difendersi. E noi lavoreremo per questo.

Lilly La Fauci

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Mittente Il Cittadino Destinatari Messinambiente

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2 settembre 2012

Fiera del mobile Messina - Via Consolare Valeria foto di Peppe Saya WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Attualità

Università

In migliaia alle prove di accesso

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ettembre caldo per migliaia di neodiplomati alle prese con i test di accesso alle facoltà a numero chiuso. Il via è stato dato con le prove di ammissione ai Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria che si sono svolti in tutta Italia il 4 settembre. Ben 2039 aspiranti medici e dentisti hanno riempito i padiglioni della Fiera Campionaria di Messina cimentandosi dalle 11 alle 13 con 80 quesiti divisi tra Cultura generale e ragionamento logico, Biologia, Fisica, Matematica e Chimica. I posti messi a disposizione per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Messina, sono 215 per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 10 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero di cui n. 5 cinesi, mentre per il corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria, i posti sono 25 per gli studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia + 5 posti per gli studenti extracomunitari residenti all’estero di cui n. 0 cinesi. Il 10 settembre il test toccherà ai futuri medici veterinari e martedì 11 ai candidati alle professioni sanitarie. Per quest’ultimi i posti messi a disposizione sono: 1)Infermieristica: n.150 Sede di Messina + n.10 posti extracomunitari; n.40 Sede di Caltagirone; n.60 Sede di Piazza Armerina (Enna); n.40 Sede di Siracusa; + 10 extracomunitari residenti all’estero. 2)Ostetricia posti n. 15 + 0 extracomunitari residenti all’estero; 3)Infermieristica Pediatrica posti n. 25 + 0 extracomunitari residenti all’estero. 4)Fisioterapia: n.40 Sede di Messina; n.20 Sede di Caltagirone; + 5 extracomunitari residenti all’estero. 5)Logopedia posti n.10 + 2 extracomunitari residen-

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ti all’estero. 6)Ortottica ed assistenza in oftalmologia posti n.10. 7)Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva posti n. 10 + 2 extracomunitari residenti all’estero. 8)Tecniche di laboratorio biomedico posti n. 25 + 3 extracomunitari residenti all’estero. 9)Tecniche di Neurofisiopatologia posti n. 10+ 2 extracomunitari residenti all’estero. 10)Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia posti n. 15+ 1 cinese. 11)Tecniche Audioprotesiche posti n. 10 + 0 extracomunitari residenti all’estero. 12)Igiene Dentale posti n. 10 + 0 extracomunitari residenti all’estero. 13)Dietistica posti n. 10 + 0 extracomunitari residenti all’estero. 14)Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro posti n. 30 +2 extracomunitari residenti all’estero. Per l’a.a. 2012/2013 l’Università degli Studi di Messina è aggregata con le Università di Catania, Catanzaro “Magna Grecia” e Palermo. Entro il 17 settembre 2012, in relazione alla graduatoria di merito e al numero dei posti disponibili presso le Università aggregate, sull’area riservata agli studenti (http://accessoprogrammato.miur.it) saranno pubblicati i nominativi di coloro che risultano”assegnati” al corso e alla sede indicata come prima scelta e verrà fornito a ciascun Ateneo l’elenco di tali studenti, che sarà pubblicato sul sito www.unime.it . Dal 17 settembre 2012 ed entro il 19 settembre 2012 gli stessi studenti dovranno provvedere all’immatricolazione. Cristina D’Arrigo WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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dietro le quinte

foto di Dino Sturiale

a cura di Francesca Imbesi

POLICLINICO

Inaugurato il Centro Clinico NEMO SUD Non esiste solo la malasanità in Sicilia. A partire da ieri, difatti, la nostra città può vantare un altro enorme fiore all’occhiello, rappresentato dal Centro Clinico NEMO SUD. Si tratta di un polo specializzato nelle malattie neuromuscolari, già presente da anni all’ospedale Niguarda di Milano ed ora anche presso il padiglione B del Policlinico Universitario “G. Martino”, che si prefigge di coniugare assistenza e ricerca, identificando, attraverso un approccio multidisciplinare, metodi diagnostici e strategie terapeutiche. Il Centro, che diviene così un punto di riferimentoper i malati e le loro famiglie nel meridione, è gestito dalla Fondazione Serena e dalla Fondazione Telethon, oltre che dal nosocomio ospitante. L’inaugurazione è stata preceduta da una conferenza a cui hanno preso parte: Massimo Russo (assessore regionale alla Salute), Alberto Fontana (presidente nazionale UILDM), Mario Melazzini (presidente nazionale AISLA), Francesco Tomasello (rettore dell’Università degli Studi di Messina), Giuseppe Pecoraro (direttore generale del Policlinico “G. Martino”), Giuseppe Vita (direttore dell’Unità di Neurologia e Malattie Neuromuscolari del Policlinico “G. Martino”) , Francesca Pasinelli (direttore generale della Fondazione Telethon) e, grazie ad un collegamento video, Luca Cordero di Montezemolo (presidente di Telethon).

GESTIONE TRAFFICO

Stanziati dal Ministero dei Trasporti 3 milioni di euro Sono stati stanziati 3 milioni di euro dal Ministero dei Trasporti, al fine di rendere più scorrevole la circolazione di auto e mezzi pesanti lungo le strade messinesi. Si cercherà di raggiungere l’obiettivo attraverso il collegamento dei semafori esistenti ad un centro di controllo, con la sincronizzazione degli stessi in base agli orari ed al traffico delle varie zone e con l’installazione di pannelli informativi ad ogni svincolo. Verrà, inoltre, istituito un sistema di videomonitoraggio e videosorveglianza del territorio in alcune zone particolarmente calde della città.

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GIOSTRA

Inchiesta sul giunto degli svincoli e sui relativi fondi investiti Su decisione del procuratore aggiunto Ada Merrino, è stata avviata un’indagine sulla vicenda relativa all’apertura dei nuovi svincoli messinesi. Di fatto, da lunghi mesi continua il balletto tra l’ormai ex sindaco Giuseppe Buzzanca e l’ingegnere capo del genio civile Sciacca. Il primo si batte per il prosieguo e l’ultimazione dei lavori, il secondo, in base ai risultati delle verificheeffettuate dagli esperti dell’Università cittadina, vi si oppone. Al momento il viadotto Ritiro, luogo in cui dovrebbe essere apposto il famoso giunto di connessione con gli svincoli e causa della mancanza d’approvazione da parte di Sciacca, è transitabile in un’unica corsia centrale poiché, a quanto pare, privo dei minimi requisiti moderni antisismici. Ne conseguono frequentissime paralisi del traffico. Le indagini sono state affidate al nucleo PG dei Carabinieri che hanno già acquisito i primi documenti, l’ipotesi di reato è quella di “attentato alla sicurezza dei trasporti”. E’ stata, altresì, aperta una seconda inchiesta a proposito, riguardante i fondi da destinare all’adeguamento del suddetto viadotto, con particolare attenzione ai bilanci del Cas. Entrambi i fascicoli sono stati iscritti “a modello 45”, pertanto, al momento, non esistono indagati.

IlPALAZZO consigliere comunale ZANCA Si dimette Puglisi Mimmaanche Brigandì passa a FLI

Come fiocchi di neve si susseguono le dimissioni dell’esecutivo di Palazzo Zanca. Così dopo l’assessore all’Urbanistica, Avv. Giuseppe Corvaja, è la volta dell’assessore al commercio ed all’artigianato, Giuseppe Puglisi (UDC). Consulente di economia aziendale e collaboratore presso la cattedra di ragioneria della facoltà di economia cittadina, è stato presente nell’Amministrazione comunale sin dall’insediamento nel 1998, dapprima come consigliere e poi, appunto, come assessore. Le sue dimissioni sono state formalizzate giorno 3 Settembre, con una lettera consegnata alla segreteria generale. Avanti il prossimo!

GRATTA E SOSTA Per la prima volta il Tribunale di Messina respinge il ricorso di un trasgressore Cari automobilisti furbetti, cominciate a tremare! Per la prima volta un giudice togato, il dott. Carmelo Bonazinga, si è pronunciato a favore dell’avvocatura comunale, legittimando la delibera istitutiva della ZTL ed i relativi verbali di contravvenzione elevati dalla Polizia municipale e dagli ausiliari del traffico per mancato pagamento del “gratta e sosta”. La sentenza, depositata l’11 luglio scorso, apre così le porte a quello che si spera essere un nuovo scenario di parziale legalità. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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La Città OltreLeMura A cura di Enzo CARUSO

L’indagine giudiziaria contro Giacomo Longo, autore del libro pubblicato nel 1911 per denunciare al Re l’operato del Generale Mazza e del Governo Giolitti Notizie tratte dal fascicolo del Fondo Prefettura conservato presso l’Archivio di Stato di Messina

GIACOMO LONGO

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“Dedico alla insipienza e alla inettezza del Governo Italiano tutto l’odio mio; ed al generale Mazza, gli scatti impetuosi di una eterna maledizione. Da lui, all’ultimo della sua stirpe sciagurata, passi sempre severa, sempre tremenda, l’eco disperata dell’ultima parola dei miei fratelli di sventura, sepolti sotto le rovine di una illustre città. Al suo cuore, ritratto singolare del cuore di Giolitti, dedico a perenne supplizio il gemito straziante e l’agonia lenta di centinaia e centinaia di feriti lasciati morire sulla banchina del porto; e possano le inulte ombre di tanti assassinati, tormentare senza posa i suoi sonni. Ai diecimila uomini di truppa, venuti in mezzo a noi in pieno assetto di guerra, e per costituire il vero disastro – giacché il 28 dicembre 1908 rispetto a loro non fu che un momento di sventura – io dedico il ricordo vergognoso della loro opera vandalica […]. A S. M. Vittorio Emanuele III dedico la mia protesta, rispettosa sì, ma sincera, sentita e solenne. Considerate o Sire, l’opera infruttuoso del Vostro Governo […]. A voi, onorevole Giolitti, dedico la nostra gioia e il nostro conforto per non avervi fin qui veduto”.


Un duplice flagello: Il terremoto del 1908 e il Governo Italiano E’ con queste parole che Giacomo Longo inizia la prefazione al suo libro “Un Duplice flagello: il terremoto del 1908 e il Governo Italiano”, testo alquanto raro, recentemente ristampato a cura della Casa Editrice EDAS per tornare ad essere testimonianza civile dei tristi fatti che seguirono la sciagura del tremendo sisma. Parole, dure, piene di rancore e risentimento nei confronti di un Governo e del suo più “duro” rappresentante, il Regio Commissario Tenente Generale Francesco Mazza, colpevole di omissioni e inettitudine, nei confronti delle popolazioni bisognose di soccorso, e di negligenza mostrata nell’amministrazione degli aiuti umanitari ricevuti da ogni parte del mondo. Nell’intento di invocare il sovrano intervento di Vittorio Emanuele e della Regina Elena, a difesa delle ingiustizie subite dai superstiti e a garanzia che gli aiuti offerti da tante nazioni come la Russia, l’America, la Francia e la Germania fossero ben impiegati, Giacomo Longo, un comune cittadino abitante nel borgo di Torre Faro, si era prodigato nella stesura di un libro che potesse costituire, nelle mani del Re, la prova inconfutabile per denunciare pubblicamente l’operato del Generale Mazza, autore dello Stato d’Assedio proclamato il 4 gennaio 1909, e del Governo Giolitti. Fu per tale motivo che, una volta realizzato e stampato il suo “capolavoro” presso la tipografia Arti grafiche La Sicilia di Carlo GIOVANNI GIOLITTI Magno a Messina, Giacomo Longo si preoccupò di darne la maggiore diffusione possibile nel timore di una probabile censura da parte delle autorità, dato il contenuto altamente accusatorio nei confronti del Governo, reo di non aver saputo gestire l’emergenza e, ancor più, di aver abusato dei propri poteri contro le vittime della più grande catastrofe della storia. A maggiore garanzia che la denuncia sortisse gli effetti desiderati, Longo si premurò di inviarne due copie al Re, una alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Messina e un numero non definito di copie a persone a lui note, emigrate in diverse città italiane e di Paesi europei e d’oltre mare. Con tale gesto, egli dimostrava di non temere affatto il pericolo di subire querele per diffamazione, né denunzie da parte delle autorità governative, anzi lanciava senza timore la sfida di poter essere chiamato al banco degli imputati per dar voce a quanto scritto e documentato nel suo libro. Ma come reagì l’Autorità Governativa alle gravi accuse mosse da un comune cittadino, in un periodo storico in cui la censura non consentiva fughe di notizie che potessero compromettere, in modo diffamatorio, l’immagine del Paese agli occhi del mondo? La notizia della pubblicazione del libro venne di fatto annunciata nell’edizione di sabato 13 aprile 1911 da un solo giornale minore locale chiamato Il Risveglio che, a differenza della Gazzetta che non fornì alcuna notizia in merito, riportava con molto risalto l’opera coraggiosa di Giacomo Longo:

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“DUPLICE FLAGELLO. Questo è il titolo di un grosso volume pubblicato a cura del Sig. Giacomo Longo, ove sono messi nella loro vera luce tutti i fatti scandalosi che nello scompiglio del disastro furono compiuti da eroi collocati sotto la protezione e col nulla osta del Generale Mazza e del Governo d’Italia. Il libro è pieno di verità controllate, che bisogna leggere per conoscere se non altro quale scempio si sia fatto della carità pervenutaci dall’estero. All’autore la nostra lode, ai critici inverecondi non rispondiamo”. [Il Risveglio, 13 aprile 1911] In tempi brevissimi, il Procuratore Generale del Re, Cav. Ragazzoni, ne informò il Ministro dell’Interno il quale, nel prendere atto della comunicazione ricevuta, invitò la competente Autorità giudiziaria locale ad una oculata vigilanza, in accordo con l’Autorità politica, affinché “niun inconveniente venga a deplorarsi”.1 Ricevuta tale raccomandazione, il 21 aprile 1911 il Procuratore Generale si premurò di inviare una lettera riservata al Prefetto di Messina in cui, dopo aver relazionato sul parere del Ministro, esprimeva la propria opinione sul da farsi: in riferimento alla legge del 28 giugno 1906 n° 278 e alle sentenze emesse dal Procuratore di Cagliari in un precedente analogo caso, non era possibile impedire la diffusione del libro, salvo ordini contrari. Sottolineava altresì, che il costo elevato del libro pari a £. 4 non avrebbe comunque consentito una vasta diffusione.2 Al Prefetto non restava quindi che allertare la Questura ed avviare le indagini necessarie a fornire utili informazioni in merito alla figura dello spregiudicato autore dell’opera. Il 30 aprile 1911, il Questore di Messina era già nelle condizioni di poter riferire al Prefetto. Chi aveva raccolto le informazioni non era certamente immune da un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della vicenda. Bisognava trovare elementi che consentissero di screditare i protagonisti del grave atto denigratorio nei confronti del Governo Italiano. Dalle “diligenti investigazioni” eseguite dal Delegato di Pubblica Sicurezza Attilio Stagni, dal Delegato Signor Cortisano e dal Maresciallo Di Ciuccio, risultò quanto segue:3 “Uniformemente alle richieste verbali fatte dalla S. V. Ill.ma [sono state svolte] le indagini atte a stabilire ed accertare il vero autore del libello intitolato “Un duplice flagello” la cui pubblicazione è comparsa sotto il nome di Giacomo Longo di anni 35, fu Francesco e di Francesca Bonanzinca, da Torre Faro. Anzitutto si accennerà a brevi linee chi è il firmatario di tale opuscolo, quale le sue attitudini e coltura, i suoi legami, il suo passato per dimostrare come in effetti il Longo non sia che un prestanome. Il Longo ebbe bassissimi natali; studiò fino alla terza elementa1 Procura Generale del Re presso la Corte d’Appello di Messina, 21 aprile 1911, oggetto: Libello diffamatorio Duplice flagello di Longo Giacomo. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, busta n° 136. 2 Ibidem. 3 Regia Questura di Messina. Commissariato di P. S., Sezione Mosella, Gab n° 1946, del 30 aprile 1911, oggetto: Circa il libro edito dalla tipografia “La Sicilia” in Messina dal titolo “Un duplice flagello” Esito indagini e Regio Ufficio di P. S. Scalo Marittimo Messina, oggetto: Risultato informazioni. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136.

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Lettera inviata il 22 maggio 1911 dal Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno al Prefetto ANGELO BUGANZA, nel quale si concorda con la soluzione di non dare pubblicità alla pubblicazione del libro scritto da Giacomo Longo. ARCHIVIO DI STATO DI MESSINA FONDO PREFETTURA. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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re e non potè migliorare la sua coltura perché gravato di una malattia agli occhi. Il Longo nelle sua vita si è rivelato di animo volgare, aggressivo e prepotente e in forza di tale carattere è riuscito nella pacifica contrada di Torre Faro ad essere temuto. Egli infatti vive di espedienti facendo l’affarista e spillando per questo o quell’affare denaro dalla classe marinareccia. Il Longo fu sotto processo per diffamazione, per furto di vino e ricettazione in danno di un certo Fumia, già delegato municipale, perito nel disastro tellurico del 28 dicembre ‘908. Non ha occupazione alcuna però vive bene e veste bene. Il Longo è parente del notissimo strillone inteso “l’Orbo”. Il Longo ha altresì mostrato idee socialiste e molto tempo prima del disastro tentò di costituire una cooperativa tra i marinai di Torre Faro e Ganzirri, che non Il R. Commissario Tenente attecchì. Generale FRANCESCO MAZZA, Circa quattro o cinque mesi orsono circolò a Torre Faro e Comandante del XII Corpo a Ganzirri un manoscritto dattiloscritto a firma di Giacomo d’Armata. Longo. In esso si esponevano cronologicamente dei fatti poco onorifici a carico dei militari qua convenuti pel disastro del 1908 e di autorità, facendo i nomi del Generale Mazza, del Comm. Trinchera, del Cav. De Bernardines e dell’Ingegnere Capo del Comune Simonetti.[…] Essendo cieco, dettò tutte le minute ad alcuni giovanotti del paese che vennero poi rivedute e corrette dal Sacerdote prof. Giovanni Scarfì insegnante di lingue presso il locale Seminario. Il materiale è stato fornito al Longo da molti naturali della vicina Ganzirri – Torre Faro, da messinesi e in parte dalla lettura dei giornali.. Le spese per la pubblicazione furono sostenute da persone del luogo che furono indotte ad acquistare azioni da £. 25 così da racimolare £. 1.000 che in varie riprese versò al tipografo Magno al quale firmò alcune cambialette. Quasi tutti acquistarono a malincuore le suddette azioni perché tutti temevano il Longo essendo questo un intrigante temerario e capace di ogni falsa denuncia presso le diverse autorità. Questa prima edizione consta di 2.000 volumi di cui circa 100 furono già spediti in America. […] Nel volume doveva comparire pubblicato anche un capitolo contro il Papa ed in difesa del vescovo D’Arrigo, in non buoni rapporti con la Santa Sede; ma è stato soppresso, dietro mandato del vescovo per inframmettenza del Canonico Bruno.4 Il Longo, prima di pubblicare il volume si è consultato con l’avvocato Baratta. Segue a questo punto un dettagliato rapporto sul tipografo Magno e sul numero di copie 4 Dopo il 1870 il Papa viveva in una specie di isolamento dentro le mura vaticane. Accorrere in soccorso alle popolazioni colpite dal sisma avrebbe comportato la rottura dell’isolamento e riconoscere, de jure et facto, quello Stato Italiano, “illegittimo ed usurpatore”, che la politica vaticana disconosceva e avversava da quasi quarant’anni. Per tali motivi, il Papa non uscì dal Vaticano, limitandosi a inviare “paterne benedizioni a mezzo di un diplomatico telegramma”. Cifr. S: ATTANASIO, 28 Dicembre 1908 ore 5,21. TERREMOTO, pp. 120 - 122, Palermo, 1988.

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spedite in Italia e all’estero, nonché dei nomi degli azionisti che contribuirono con £. 25 alla stampa del libro: […] Il Magno è massone non gode di buona reputazione tra gli stessi compagni tanto che i più propendono a volerlo espellere dalle proprie file essendo ritenuto una spia dei gesuiti […]. Il libro del Longo è stato richiesto dai compaesani residenti all’estero e da quasi tutti i librai nazionali ai quali si è rivolto in precedenza con circolare. Nel frattempo, il Ministro dell’Interno, inviava al Prefetto di Messina una nota nella quale, nell’informare l’Autorità Governativa locale della spedizione da parte di Longo

Comunicazione del Ministro dell’Interno al Prefetto di Messina, inviata il 17 Maggio, in risposta al risultato delle indagini eseguite su Giacomo Longo. Nella lettera si invita il Prefetto alla restituzione all’autore, delle copie del libro inviate al Re. ARCHIVIO DI STATO DI MESSINA FONDO PREFETTURA. 5 Ministero della Real Casa, Divisione prima, prot. n° 3926 del 7 maggio 1911, oggetto: Longo Giacomo circa omaggio a S. M. il Re. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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delle due copie del volume indirizzate ai Sovrani, ne richiedeva un parere, considerato il tono polemico dell’opera, al fine di dare giusto seguito all’omaggio ricevuto.5 Nuove informazioni intanto venivano prese sulla vicenda che andavano a rinfoltire il fascicolo aperto sul conto di Giacomo Longo: […] Mi risulta che terminata la scritturazione, l’opuscolo venne affidato al sacerdote Giovanni Scarfì, professore del Seminario, per la dovuta correzione. Mi risulta inoltre che il gesuita padre Calvi, persona ritenuta molto intelligente, abbia preso parte scrivendo anche egli qualche cosa e ciò non è da mettersi in dubbio perché nel libro si doveva pubblicare un capitolo contrario al Papa e non si è pubblicato; ad avvalorare tale affermazione sono in grado di dire che l’Arcivescovo D’Arrigo ha pagato £. 90 al tipografo Magno per il lavoro che aveva già eseguito e £. 150 al Longo per autorizzare a togliere quel capitolo. Il Longo ha spedito due copie al Re e alla Regina d’Italia e ai Ministri di Francia, Inghilterra e America. Firmato Brigadiere Donato. 6 Completata la raccolta di informazioni, il Prefetto Angelo Buganza fu nelle condizioni di inviare il 16 Maggio al Ministro degli Interni una dettagliata relazione sulle indagini svolte e, nel rassicurare che la stampa locale, ad eccezione di un “giornaletto locale”, non aveva dato alcuna risonanza alla pubblicazione, suggerì di non dar seguito alla denuncia al fine di non fornire al libro “quella rèclame che il compilatore brama ed invoca”.7 In conseguenza a ciò, con nota del 17 maggio 1911, il Ministro chiese al Prefetto di restituire al Longo le copie inviate al Re accompagnandole con una comunicazione che ritenesse più opportuna.8 Nel ricevere da parte del Capo di Gabinetto del Ministro parere favorevole sulla linea suggerita da seguire9 , il Prefetto Buganza diede ordine immediato al Sindaco di provvedere alla restituzione delle copie del libro. E così che, nella giornata del 28 maggio, Giacomo Longo, tra lo sconcerto e lo sconforto più amaro si vide recapitare, dal delegato comunale direttamente a casa, le copie che, in nome del popolo messinese, nella speranza di ricevere giustizia aveva inviato al Re Vittorio Emanuele e all’amata Regina Elena.10 Fu come dire: “Il Re vi ringrazia per il pensiero che avete avuto nell’inviare questa vostra opera, ma a Sua Maestà non interessa”.

6 Corpo delle Guardie di Città, Brigata Marittima n° 44, oggetto Informazioni. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136. 7 Gabinetto Prefettura di Messina. Lettera al Ministero dell’Interno, Gabinetto del Ministro, Roma. Prot. n°504 -1 del 16 maggio 1911, oggetto: Pubblicazione di un volume “Un duplice flagello”. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136. 8 Ministero della Real Casa, Divisione prima n° 4208 del 17 maggio 1911. Lettera del Ministro al Prefetto di Messina, oggetto: Longo Giacomo di Torre Faro. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136. 9 Ministero dell’Interno, Uff. Capo di Gabinetto, Roma , 22 maggio 1911. Lettera riservata al Prefetto di Messina. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136. 10 Municipio di Messina. Albo Pretorio, Prot. n° 120 del 28 maggio 1911. Comunicazione al Prefetto di Messina oggetto: Restituzione di volumi a Longo Giacomo fu Francesco. Archivio di Stato di Messina, Fondo Prefettura, b. 136..

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Proclami del Gen. Mazza pubblicati sul 1° numero del periodico “Ordini e Notizie” del 10 gennaio 1909.

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sette giorni

Settembre 2012

di Andrea Castorina

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L'assessore Elvira Amata si dimette

Con una lettera inviata al sindaco Buzzanca e alla segreteria generale, l'assessore all'Arredo Urbano, Elvira Amata, ha formalizzato le proprie dimissioni dalla Giunta per potersi candidare alle prossime consultazioni regionali. Amata entrò per la prima volta a palazzo Zanca da consigliere comunale, eletta nel giugno 1994 per il gruppo politico di Forza Italia, con 684 voti.

Il Sindaco si è dimesso: si chiude l’era Buzzanca

Il Sindaco è venuto a mancare”, ironizza Giuseppe Buzzanca aprendo la conferenza stampa durante la quale, stamattina, ha comunicato alla città di Messina le sue dimissioni da Primo Cittadino. Palazzo Zanca, dunque, sarà commissariato per la terza volta negli ultimi otto anni. La notizia delle dimissioni del Sindaco di Messina era già stata annunciata la settimana scorsa.

Crisi edile e aumento del lavoro nero Non si arresta la crisi del settore edile in provincia di Messina. “Un settore colpito duramente dalla recessione, basta andare a guardare i numeri degli appalti di opere pubbliche per capire quanto grave sia il problema”, lancia l’allarme il segretario provinciale della Filca Cisl di Messina, Giuseppe Famiano. Nei primi sette mesi del 2012 il numero delle gare aggiudicate è diminuito del 31,65% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Calcio: sorride l’ACR, recrimina il Città di Messina

Domenica dagli stati d’animo opposti per le due squadre cittadine impegnate nel campionato di serie D. L’ACR Messina, al S.Filippo, supera per 2-0 l’Acireale grazie ai goal dei bomber Corona e Cocuzza. Il Città di Messina recrimina invece per la sconfitta subita a Vallo della Lucania contro la domenica Gelbison Cilento. Gli uomini di Rando perdono per 2-1 nonostante l’ottima prestazione.

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Autostrada A20: Tir impazzito si ribalta A causa del maltempo in serata un tir si è ribaltato poco dopo lo svincolo di Messina Centro lungo l’autostrada A20 per Palermo. L’autista pesante, a causa dell’asfalto bagnato, ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato adagiandosi lungo la carreggiata. Il conducente fortunatamente non ha riportato ferite. A causa dell’incidente l’uscita “Centro” risulta interdetto al traffico sia in entrata che in uscita.

Regionali 2012: si avviano le fasi preparatorie Secondo quanto previsto dal calendario delle operazioni preparatorie per l’elezione diretta del presidente della Regione e dell’Assemblea regionale siciliana di domenica 28 ottobre 2012, anche al Comune di Messina si è avviata la fase di preparazione dell'appuntamento elettorale. Da sabato 8 settembre a venerdì 28 settembre tutti i Comuni infatti dovranno assicurare agli elettori la possibilità di sottoscrivere celermente le liste dei candidati e di ottenere il rilascio dei certificati elettorali per non meno di dieci ore al giorno.

Pronti al via del “Giro Podistico a Tappe delle Isole Eolie”

Fervono i preparativi in vista dell’ormai imminente dodicesima edizione del“Giro Podistico a Tappe delle Isole Eolie”. L’importante manifestazione internazionale, organizzata dalla Polisportiva Europa Messina, insieme alla mercoledì Provincia Regionale di Messina, con la fattiva collaborazione della Mediterranea Trekking ed il patrocinio della Regione Sicilia e dei comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina di Salina, si svolgerà, infatti, dal 9 al 15 settembre nell’arcipelago eoliano.

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circoscrizioni di Andrea Castorina

III quartiere

Gioveni e Cacciotto: “valorizzare il villaggio di Camaro Superiore”

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consiglieri della III Circoscrizione Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto rinnovano l’appello, finora inascoltato, affinchè l’Amministrazione Comunale provveda a pianificare diversi interventi per permettere la riqualificazione dello storico villaggio di Camaro Superiore. Attualmente nella zona manca una vera e propria piazza, luogo di aggregazione per eccellenza. Unico luogo simbolo è finora “Piazza” Fazio che, come ricordano Gioveni e Cacciotto, è più simile a uno slargo dove transitano addirittura i veicoli. I due consiglieri sottolineano inoltre il caratteristico sistema viario del villaggio che ha dato i natali alla gigantessa Mata: piccole viuzze che si inerpicano tra suggestivi casolari. A tutto ciò, siamo sempre a Messina per chi se lo fosse scordato, fa da contraltare il solito degrado accompagnato dai cronici problemi di alle condotte idriche vetuste, griglie di raccolta acque bianche otturate o addirittura inesistenti. Alla luce di quanto sopra rappresentato, i consiglieri U.D.C. Alessandro Cacciotto e Libero Gioveni, nei prossimi giorni presenteranno in consiglio una proposta di delibera volta al concreto e definitivo rilancio del Villaggio di Camaro Superiore.

III quartiere

V quartiere

A.A.A. cercasi macchina stura-tombini Pericolo crollo alla scuola “Nino Ferrau”

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ome ogni anno in questo periodo si presentano i primi acquazzoni e come ogni anno Messina si fa cogliere impreparata. Le piogge dei giorni scorsi hanno infatti causato i soliti disagi con strade allagate e tombini sempre più intasati. La situazione si presenta critica nel territorio di competenza della V Circoscrizione. Il presidente di Quartiere Russo sottolinea che da ben cinque anni non si provvede ad eseguire fondamentali interventi di manutenzione. Non a caso negli anni scorsi tra il Viale Giostra e San Licandro avvengono continui allagamenti. Non sono bastati gli interventi tampone coordinati dall’Assessore Isgrò che invece da quattro anni – spiega Russo – annuncia l’imminente utilizzo di una macchina stura-tombini, una pompa espurgante che risolverebbe i cronici problemi di griglie e tombini. Ad oggi però non si ha alcuna notizia su questo miracoloso strumento. Il V Quartiere rimane con i piedi per terra e chiede a Palazzo Zanca di pianificare idonei interventi di urgente pulizia dei tombini, utilizzando i mezzi di cui attualmente dispone.

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l consigliere della III Circoscrizione Claudio Cardile segnala i pericoli della scuola elementare “Nino Ferraù” di Villaggio Aldisio. Il plesso, lo scorso maggio, era stato interessato da alcuni crolli. Fortunatamente non ci furono danni ma fu sospesa per alcuni giorni l’attività didattica. L’area che versa in condizioni precarie non è stata ancora oggetto d’interventi di ripristino. L’arrivo della stagione fredda, spiega Cardile, non potrà che peggiorare la situazione: gli intonaci fradici e i ferri delle armature scoperte possono ulteriormente e facilmente ammalorarsi dando luogo a nuovi inevitabili crolli! E il nuovo anno scolastico è ormai alle porte. Il consigliere a questo punto formula alcuni interrogativi: Ma l’Amministrazione (ormai uscente) ha predisposto tutti gli atti necessari agli interventi di manutenzione del plesso scolastico? Per quanto tempo l’utenza dovrà subire i rischi causati da una struttura non sicura nell’incuria delle Istituzioni che dovrebbero tutelarla? WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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città a cura di Marilena Faranda

Mobilità urbana

Palazzo Zanca

I conti non tornano

Sentenza sulla ZTL

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a prima sezione civile del Tribunale di Messina, nella persona del dott. Corrado Bonanzinga si è pronunciata in merito alla legittimità della delibera comunale istitutiva della ZTL e dei relativi verbali di contravvenzione elevati dalla Polizia municipale e dagli ausiliari del traffico per mancato pagamento del “gratta e sosta”. E' la prima volta che un giudice togato si pronuncia sulla questione entrando nel merito della legittimità della delibera istitutiva della ZTL a fronte delle numerose pronunce di alcuni Giudici di Pace di Messina, i quali disapplicavano la delibera, accogliendo i ricorsi degli utenti. Il Tribunale ha ritenuto che “non vi sono i presupposti per ritenere che la delibera comunale istitutiva della ZTL e la eventuale ulteriore delibera istitutiva delle zone di parcheggio a pagamento siano invalide. Peraltro l'obbligo di riservare un'adeguata area destinata a parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta non sussiste.

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’stata presentata dal Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, dott. Dario Zaccone, una relazione, avente come oggetto il Patto di Stabilità interno 2012 – Monitoraggio periodico, in cui si evidenzia, che è stato rilevato, alla data 24.08.12 un saldo finanziario negativo, pari a € 62.865.000. Ci si è, quindi, fortemente distanziati dall’obiettivo annuale prefissato, ovvero a + € 15.474.000. Si invita, pertanto, l’Ente Comune a risanare la situazione debitoria, limitando i capitoli di spesa ordinaria a ciò che non sia urgente e che può essere rimandato all’esercizio successivo. Questa situazione debitoria, non riconosciuta dal Sindaco uscente, ha destato non poche preoccupazioni tanto che I consiglieri del FlI, Giuseppe Trischitta e Nello Pergolizzi hanno denun-

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ciato l'ampio sforamento di bilancio del Comune. Il dato davvero preoccufoto di Dino Sturiale pante è che vi è il rischio che il Commissario nominato accerti un dissesto finanziario, poiché in questo bilancio non sono ricompresi quelli delle società partecipate, in quanto ancora non approvati. Tali bilanci non sono stati, infatti, approvati e considerati , in quanto, se inseriti nell’apposito capitolo, la città si troverebbe al tracollo. E mentre nel Palazzo si pensa già alla campagna elettorale, la città sarà sommersa dai debiti. Se il Commissario dovesse attestare un dissesto finanziario nelle casse del Comune, sarebbe autorizzato a fare controlli e verifiche fino alla redazione di una proposta di bilancio risanato, che il Consiglio dovrebbe ratificare. Questo processo, richiederà non dei mesi, ma potrebbero volerci anche anni.


Politica

Maregrosso

Il circo Orfei

Tempi duri per Buzzanca

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e dimissioni dell’assessore Corvaja, non senza polemiche contro l’Amministrazione dell’On. Buzzanca, che è anche coordinatore del PDL diventano significative. In una riunione dei membri del PDL, militanti nell’area Beninati, bisognava prendere una decisione epocale per il futuro del partito. Vi era l’alternativa: passare

all’UDC, con un seggio per Corvaja di deputato regionale e la poltrona di sindaco per l’on. Beninati o restare all’interno del PDL e chiedere la revoca dei quadri del Partito. In entrambi i casi sicuramente la spaccatura interna che già si palesava da tempo anche con i seguaci dell’on. Formica era alla luce del sole. Dalla riunione è emerso che il gruppo Beninati resterà all’interno del partito portando avanti la sua politica e Beninati si candiderà come deputato regionale. In questi giorni, comunque, ci saranno nuove riunioni e, quindi, anche nuovi sviluppi.

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opo la richiesta di ospitare a Messina lo spettacolo del circo di Viviana Orfei, pervenuta a Palazzo Zanca a luglio scorso, il vicesindaco, Orazio Miloro, e l'assessore al waterfront, Pippo Isgrò, hanno confermato che l'area di Maregrosso, ne potrà ospitare lo chapiteau per il periodo dal 20 settembre al 22 ottobre. L'Ufficio Demanio della Regione siciliana sta completando gli atti di concessione per la fruibilità dell'area e nei prossimi giorni il responsabile del Circo potrà firmare la documentazione. Sarà l'occasione per una rivitalizzazione dell'affaccio a mare di Messina, contribuendo così al progetto per il recupero del waterfront.

Nomina Nuovo Capo di Gabinetto

Consiglio comunale

Approvazione delibere

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l Consiglio comunale, ha approvato, il piano di lottizzazione convenzionato n. 185/L a Ganzirri. Successivamente l'Aula ha deliberato, il regolamento per la realizzazione e la gestione dei cimiteri per animali d'affezione. Restituiti al diparti-

mento Pianificazione urbanistica, per mancanza di un parere, i provvedimenti relativi al progetto del piano di lottizzazione n. 216/L a San Licandro. Il Consiglio è stato quindi aggiornato a martedì 11, alle ore 18.

nfranti i sogni del dott. Antonino Ruggeri, che dopo le dimissioni dalla carica di commissario liquidatore del’ATO ME 3, sperava di conservare quella di capo di gabinetto. Con determina del sindaco facente funzioni, Orazio Miloro, invece, è stato nominato, il dott. Antonino Cama, attualmente dirigente del Dipartimento Sociale.

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provincia Messina a cura di Marilena Faranda

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ntro il 30 settembre tutte le Societa' per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (Srr) che andranno a sostituire gli ATO devono essere costituite nella composizione prevista dalla normativa regionale vigente. Con questo obiettivo sono state definite le nomine dei commissari nei comuni di tutte le province siciliane. Tutte queste società dovranno essere costituite in tempi ristretti, ma non si sa se riusciranno ad essere operative. Pertanto, si è riunito a Palazzo dei Leoni in seduta straordinaria urgente il Consiglio provinciale, alla presenza dell'Assessore Michele Bisignano, per approvare i 3 punti all'ordine del giorno sulla gestione rifiuti: 1. Costituzione Società Consortile per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti S.R.R. denominato “Messina Area Metropolitana”. Approvazione Atto Costitutivo e Statuto; 2. Costituzione Società Consortile per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti S.R.R. denominato “Messina Provincia”. Approvazione Atto Costitutivo e Statuto. 3. Costituzione Società Consortile per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti S.R.R. denominato “Isole Eolie”. Approvazione Atto Costitutivo e Statuto. Ad introdurre l'argomento in oggetto, l'Assessore Bisignano, il quale ha affermato che, le SRR vanno costituite entro il 30 settembre 2012. Il dirigente Marco Lupo, ex direttore generale al Ministero dell'ambiente, ora alla dirigente generale alla Regione del dipartimento acque e rifiuti,afferma che per realizzare il piano regionale per i rifiuti, si avranno oltre 200 commissari ad acta, se necessario. Ha ribadito l'Assessore che il compostaggio dei rifiuti è in fase di avviamento. Un voto positivo o negativo, continua l'Assessore, non è pro o contro l'Amministrazione, ma è un atto dovuto in attuazione di una norma che la Regione ha preso in carico, quindi niente a che vedere con l'Amministrazione locale. Il nome del commissario ad acta già c'è, sottolinea Bisignano, io l'ho ritardato solo

Gestione Rifiuti Consiglio straordinario urge Dagli ATO alle S.R.R.

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nte a Palazzo dei Leoni

foto di Peppe Saya

per darci la possibilità di deliberare. Il Consigliere Italiano, PD, ha affermato: io mi permetto di fare delle considerazioni da persona comune che incontriamo sulla strada, con questo sistema si cancella il mondo dei rifiuti per proporne un altro, avendo un ritorno per la foto di Dino Sturiale nostra comunità. Io ho evidenziato all'Assessore regionale, che questa legge contiene un virus, l'SRR si trasformerà in SPA. Un'associazione di clientele che adesso è giudicata mafiosa. La fase impositiva, comunque, doveva essere trasferita alle SRR, dove il regolamento doveva valere per tutti. Il Consiglere Rella (GdL), a conclusione del suo intervento si chiede : Dobbiamo capire se la SRR è una scelta obbligata od un meccanismo che la Provincia sta sposando? Bisignano precisa chele SRR non gestiranno nulla, ma, comunque, siamo di fronte ad una legge che la Regione ha emanato, così si metterebbe fine ad una situazione vergognosa. Al momento di votare si è approvato solo il primo punto, con 12 voti favorevoli su 22, per gli altri 2 punti si discuterà domani, poiché è caduto il numero legale. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

Allarme del WWF

Mediterraneo a rischio navigazione marittima e petrolio

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ifficile dimenticare le immagini – peraltro ancora purtroppo attuali – della Costa Concordia incagliata a largo dell’Isola del Giglio, nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei. Il WWF presenta un dossier per agire sulla protezione delle aree ad alto valore naturalistico del Mediterraneo e in cui presenta le maggiori criticità da tenere monitorate: le rotte marittime e la presenza di petrolio ed olio combustibile in mare. Il Decreto ‘Anti-Inchini’, dopo il naufragio della nave da crociera Costa Concordia, deve essere “solo il giro di boa per l’azione del Governo a tutela del mare”, si legge nel comunicato del WWF. Tra le proposte ci sono zone off-limits e regole più severe per la navigazione nelle aree sensibili, oltre che la garanzia a partire dal 2013 di fondi per la ‘flotta antinquinamento’. Per tenere la giusta rotta nella tutela del Mediterraneo – continua il comunicato -, prevenendo e contenendo l’impatto provocato dal traffico marittimo sul mare nostrum, occorre agire su vari fronti tra cui: regolare la navigazione nel Santuario internazionale dei Cetacei (circa 25.573 kmq frequentati abitualmente da 8 specie di cetacei, che solo pochi mesi fa è stato tragico scenario dell’incidente della Costa Concordia e dove l’unico divieto attualmente

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vigente riguarda le gare di barche veloci offshore) e anche al di fuori delle Aree Marine Protette d’alto mare, in tutte quelle zone in cui la biodiversità e il capitale naturale sono più preziosi; perfezionare gli accordi con Francia e Spagna relativi alla Zona di Protezione Ecologica (ZPE) del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno, rendendo effettive le misure di protezione dell’ambiente valide sino a 200 miglia dalle linee di base della costa italiana; stabilire regole più severe per il passaggio nello Stretto delle Bocche di Bonifacio, eletto nel 2011 dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) prima Area Marina Particolarmente Sensibile (PSSA) del Mediterraneo, dove navigare è pericoloso e al momento consentito solo se affiancato da un pilotaggio ‘raccomandato’ (ovvero un pilota locale che affianca il comandante se richiesto da quest’ultimo) per le navi con carichi pericolosi; chiedere garanzie agli armatori per lo svolgimento di corsi i formazione periodici e permanenti per gli ufficiali e gli equipaggi sulla normativa internazionale, comunitaria e nazionale in materia di prevenzione dell’inquinamento e di sicurezza nel trasporto via mare; garantire a partire dal 2013 (quando saranno insufficienti) i fondi per la flotta per il contrasto dell’inquinamento marino da idrocarburi e l’ attività di vigilanza ambientale in alto mare delle Capitanerie di Porto. “Il WWF Italia si augura che il cosiddetto Decreto ‘Antinchini’ emanato lo scorso marzo a seguito dell’incidente all’Isola del Giglio – che stabilisce il divieto di navigazione in una fascia di 2 miglia marine dai perimetri esterni dei parchi costieri e delle aree protette nazionali, marine e costiere – sia solo il ‘giro di boa’ dell’azione del Governo per garantire rotte sicure di navigazione compatibili con la tutela dell’ambiente marino, delle specie che lo abitano e dei passeggeri che lo attraversano. Un obiettivo perseguibile anche mediante la piena applicazione della ricca normativa nazionale e internazionale già disponibile e il rafforzamento degli accordi tra gli Stati costieri”, afferma Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia. “Oltre a regole e norme più stringenti per rotte sicure, la tutela dell’ ambiente marino va perseguita garantendo la sostenibilità di tutti i trasporti marittimi, a cominciare dai porti e dalle infrastrutture connesse, dove le navi effettuano ad esempio attività quali il conferimento dei rifiuti o il rifornimento di carburante, fino alla costruzione di navi ecocompatibili e tecnologicamente all’avanguardia, grazie anche a interventi di messa in efficienza energetica, così da ridurre le emissioni inquinanti.”, aggiunge Marco Costantini, Responsabile Mare del WWF Italia. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Economia

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'Ance nazionale, a seguito della forte sollecitazione dell'Ance Sicilia, ha chiesto oggi un incontro urgente ai ministri dell'Economia, Vittorio Grilli, della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e dello Sviluppo economico, Corrado Passera, per accelerare un'intesa fra Stato e Regione siciliana sulle esenzioni e sulla razionalizzazione dei criteri del Patto di stabilita' per l'Isola, affinche' l'economia regionale non sia ulteriormente soffocata da meri concetti ragionieristici che bloccano l'utilizzo di ingenti risorse pubbliche disponibili e destinate a sostenere investimenti e sviluppo. ''Al di la' dell'apprezzamento per i contenuti positivi dell'incontro di ieri fra l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao e la Ragioneria generale dello Stato - spiega il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito - esprimiamo forte preoccupazione sui tempi indicati dalle parti per la definizione di una soluzione che sblocchi i cofinanziamenti europei, i fondi Fas e quelli della Protezione civile''. ''Tempi troppo lunghi, quasi 'normali' - aggiunge Ferlito - assolutamente non adeguati e non compatibili con l'attuale stato di gravissima emergenza economica e sociale della Sicilia che non a torto molti dei nostri associati definiscono ''di guerra'. Non possiamo accettare questi tempi della politica - conclude Ferlito - soprattutto perche' a breve tutti i politici saranno di fatto impegnati in campagna elettorale e si preoccuperanno solo di garantire col poco denaro in cassa i precari e le clientele improduttive; dunque, per le attivita' produttive sane non ci sara' piu' possibilita' di ottenere il varo di provvedimenti concreti capaci di farci superare la crisi e di sostenere l'occupazione reale''.

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Incontro con m


ministri su criteri Patto di stabilita'

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La cartolina foto di Peppe Saya

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Saluti da Messina

(dalla cortina del porto)

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Cultura a cura di Vincenza Di Vita

Consueta proiezione del fascio di luce in memoria di Giovanni Pascoli

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l Comitato Celebrazioni Pascoliane di Messina 2mila12 il 6 settembre tiene un incontro sulla definizione del programma relativo alle iniziative pascoliane per il periodo di ottobre e dicembre 2012. L’incontro avviene nel Gabinetto di Lettura di Via Ettore Sacchi, luogo di prestigio dove sono peraltro custodite opere numerose del noto scrittore conosciuto per la sua poetica del “fanciullino”. L’immobile inoltre versa attualmente in stato precario a causa di un pignoramento e il materiale in esso ospitato è in cerca di una sede appropriata. Alle 20.00 un fascio di luce illumina Palazzo Sturiale, come ogni mese nella data del 6 a partire da aprile mese in cui si è celebrato il centenario della morte del poeta. A Palazzo Sturiale in via Risorgimento, a Messina, Giovanni Pascoli visse tra il 1898 e il 1903.

Presentazione dell’ultimo libro di poesie di Flavia Vizzari

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errà presentata sabato al Salone delle Bandiere del Comune di Messina l’ultima raccolta di poesie di Flavia Vizzari. Il titolo del volume è “Raccontando in Versi – Sensazioni di giorni nel tempo” e verrà presentato da Alba Terranova e da un team di poeti messinesi quali Angelo Coco, Nino Comunale e Pasquale Ermio. Il libro è stato edito da Bastogi Editore all’interno della Collana di Poesia Il Liocorno. La copertina del volume riporta l’immagine di un dipinto realizzato dalla stessa Vizzari dal titolo “Deserto” che ritrae una figura di spalle ritratta in modo surreale su uno sfondo dai colori caldi e indefiniti.

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Rock’n’beer Fest

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al 6 al 9 settembre la piazza del Castello di Spadafora ospiterà un evento organizzato da Rockerilla Pub che consiste nella degustazione di 21 birre europee e la possibilità di fruire di una mostra che raccoglie una collezione di oggetti rock che percorrono 40 anni di storia del rock e musica dal vivo. È inoltre prevista l’estrazione di tre premi per i partecipanti all’evento.

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Biblioteca e turismo: un insolito connubio

“La Sicilia e i suoi tesori”

in mostra alla Biblioteca Regionale Universitaria di Messina “Giacomo Longo”

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a cultura apre le sue porte agli innumerevoli croceristi che ogni giorno animano, con sempre più frequenza, il centro storico di Messina alla scoperta del meraviglioso patrimonio storico-culturale e paesaggistico locale e siciliano. “La Sicilia e i suoi tesori”, la nuova mostra permanente, organizzata dalla Biblioteca Regionale Universitaria di Messina “Giacomo Longo” di via I° settembre, è stata inaugurata il 2 luglio ed è visitabile fino al 28 settembre 2012, dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 13.30 e il mercoledì dalle 15.30 alle 17.30.

“Il nostro intento – afferma Anna Maria Abbadessa, responsabile dell’Urp della B.R.U.M., nonché organizzatrice della mostra - consiste nel far scoprire ed apprezzare le ricchezze di cui l’isola è stracolma: bellezze naturalistiche e paesaggistiche, architettoniche, gastronomiche e la riscoperta degli antichi mestieri sono i tesori celati nella nostra terra”. Più di 100 immagini, tratte dal patrimonio librario posseduto dall’ente,41 riproduzioni in formato 50X70, raggruppate in topos differenti: si parte da una rassegna incentrata sull’elemento essenziale della vita e tipico di un’isola, qual è il mare – in particolare, “Il mare di Siracusa da Ortigia a Capo Passera” - per poi passare ad esaminare gli antichi mestieri e le strutture in un certo qual verso ad esso legate, come ad esempio la “Tonnara di Scopello”; ed ancora antiche costruzioni quali “I mulini a vento di Trapani” e il “Museo del Sale” di Pacecco Nubia (Tp). A questi elementi, memoria del passato, si associano le immagini che rievocano luoghi e personaggi della letteratura tra “La Sicilia al tempo del Gattopardo- vita quotidiana di una aristocrazia” e “Villa Boscogrande”. Una rassegna di ricca di colori vivaci, dalle tonalità marine e celestiali alle gradazioni calde tipiche dei prodotti della terra e del lavoro agreste, che rammentano il tempo ormai scivolato via, ma pur sempre esistente nella memoria collettiva. “Sarebbe stato difficoltoso e improponibile – precisa la Dirigente - esporre alcuni dei nostri testi : la mostra essendo concepita principalmente per i turisti, punta alla valorizzazione dei

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luoghi affinché essi, attratti, decidano di visitarli nel breve o lungo termine”. Non è la prima volta che la Biblioteca Regionale Universitaria organizzi mostre del genere: da anni, ormai, ha avviato il “progetto scuola”, finalizzato alla promozione e valorizzazione della lettura nei confronti del piccolo pubblico, quello che, un giorno, dovrebbe essere il principale target di riferimento per lo sviluppo della cultura stessa. Numerose le esposizione organizzate in varie occasioni, (anniversari, notte della Cultura, Giornata Fai) alle quali, il personale, prende parte con spirito di abnegazione. Infatti, sebbene la Biblioteca sia un ente pubblico, per l’allestimento di tale manifestazione non è stato previsto alcun tipo di finanziamento – ribadisce Anna Maria Abbadessa. “L’intera organizzazione, che rientra nella programmazione 2012, è frutto di un lavoro di squadra – prosegue la stessa - sia per quanto riguarda l’allestimento materiale e la creazione dei pannelli, sia per la grafica”. Le immagini proposte in questo percorso espositivo saranno prossimamente rinnovate per l’avvio di una ulteriore mostra, i cui dettagli sono ancora in fase di definizione. Inoltre, il riscontro riscosso da parte del pubblico è stato più che buono: “abbiamo registrato - asserisce la responsabile -una media di 30-40 persone al giorno dall´inizio di luglio“. Paola Libro WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Il culto della Madonna di Dinnamare

Il quadro ritorna nel Sa U n lungo manto blu cobalto le copre il dolce viso, cadendo delicatamente verso il basso ed accompagnando con grazia la lunga veste, sempre dal colore celestiale. Una corona d’oro adorna il suo capo segnando, così, la regalità della sua esistenza e del suo nome. Lei, la Vergine SS. di Dinnamare, seduta in trono, tiene su di sé e con amore il Bambin Gesù, appoggiato sulle sue gambe. L’immagine della Madonna e del Bambinello è delineata sapientemente da una cornice: l’immagine altro non è che un quadro sostenuto ai lati da due delfini che solcano le acque marine. Questo capolavoro di Michele Panebianco, noto pittore messinese dell’ottocento, si può definire come “una cornice nella cornice”: è palese, infatti, l’intenzione del pittore di ritrarre la scena del ritrovamento del quadro. Negli scritti di Placido Samperi si legge, appunto, che il quadro della Madonna giunse dal mare – a seguito del naufragio di un vascello nelle acque dello Stretto - grazie a due “mostri marini” che lo sostennero con il loro dorso e lo deposero sulla spiaggia di Larderia, consegnandolo, quindi, ai pescatori del luogo. Da quel momento, il quadro fu oggetto di un culto così intenso tanto da aver bisogno di un luogo adibito alla venerazione e si scelse il Santuario di Dinnamare (dal latino Dimaris, cioè tra due mari: il monte divide i due mari lo Jonio ed il Tirreno). Il quadro originale della Madonna di Dinnamare descritto da P.Arcangelo Calì – “Eugenio Foti, “Dinnamare quasi un sorriso di Maria”, Messina, 1981 pp.23- 27 - presenta, invece, caratteristiche differenti da quello attuale ottocentesco: la Madonna è pur sempre seduta su un trono e ricoperta con un manto ceruleo ma vestita di rosso scarlatto, con la croce greca pendente al collo; volge il capo e tende la mano sinistra verso Gesù, il quale dorme appoggiato, mentre due angeli, in alto sullo sfondo del cielo azzurro, le sostengono una preziosa corona per deporgliela sul capo. Discordante, invece, la descrizione data dal Samperi in “Iconografia della B.Vergine Maria” del 1644 in cui si legge: “lassù si venerava una immagine di mezzo rilievo della Madonna, perché il quadro era stato rubato da ignoti” – “Dinnamare ed il suo Santuario”, p. 9. Nella rappresentazione del Samperi mancano gli angeli, la corona ed il medaglione con la croce greca: la Vergine Maria appare seduta in trono ma non

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antuario di Dinnamare guarda Gesù, il quale, invece, le sorride e le si volge con l’indice destro e la destra aperta. Due aureole a raggi adornano i loro capi mentre sullo sfondo si intravedono i colli ed una chiesetta. Nel 1600 un pittore ignoto riprodusse un dipinto del tutto differente da quello originario, o per incapacità o per originalità, ritraendo la Madonna circondata da una nuvola che ne rivela solo la parte superiore. Fu il pittore Antonio Bova ad introdurre nel ´700, per la prima volta nella storia iconografica del culto della Vergine, l’immagine che evoca l’arrivo del quadro ad opera dei due cetacei, ma solo la copia di Panebianco dell’800 fu quella definitiva, tutt’ora venerata e portata in processione il 4-5 agosto e la prima domenica di settembre dalla Chiesa di San Giovanni di Larderia, dove il quadro è quotidianamente conservato, al santuario di Dinnamare, appartenente alla Chiesa Parrocchiale di Larderia dopo il riconoscimento ufficiale della Curia Arcivescovile di Messina del 1794. Non è possibile, quindi, dare una datazione certa al quadro: c’è chi sostiene sia di origini bizantine e chi normanne. Inoltre, in un tempo imprecisato si inserì nella tradizione iconografica il “mezzorilievo“, un quadro di marmo raffigurante la Madonna con il Bambino fra le braccia somigliante al quadro della Vergine di Dinnamare. Esso fu ritrovato tra i monti dal pastore Occhino: quest’ultimo, per la gioia del ritrovamento, lo volle portare con sé a casa per venerarlo, ma il mattino seguente si rese conto non fosse più in casa propria, ritrovandolo poi sui monti, nello stesso punto in cui lo prelevò; e ciò capitò per altre due volte, finché capì che la Madonna volesse rimanere tra i suoi monti e la collocò, assieme ai fedeli, nella chiesa di Dinnamare murandola sopra l’altare. Il mezzorilievo fu colpito da un fulmine la notte del 30 settembre 1837 : come per miracolo rimasero intatte le teste e la parte alta del collo della Madonna e di Gesù che, successivamente, furono murati nella Chiesa di S. Sebastiano a Larderia nel lato destro dell’altare maggiore,dove ancora oggi individualizzabili. Al contempo, nel Santuario di Dinnamare fu collocato un altro bassorilievo, somigliante alla rappresentazione di Panebianco. Quel che è certo è la tradizionale devozione dei messinesi al culto della Vergine di Dinnamare, oggetto di pellegrinaggio fin dagli albori del ritrovamento del quadro. “Oggigiorno attorno al WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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culto della Vergine di Dinnamare c’è molto folkclore – afferma Padre Domenico Rossano, parroco della Chiesa di Larderia e Rettore del Santuario di Dinnamare dal 7 giugno 1987 - . Al di là del ‘Viva Maria’ occorrono delle buone azioni nella vita di tutti i giorni e che vadano oltre l’esternazione del culto”. Il 4 agosto di ogni anno all’una di notte i fedeli si riuniscono nella Chiesa “San Giovanni Battista” di Larderia Inferiore per dar via al tradizionale pellegrinaggio per le vie collinari, accompagnando a piedi scalzi il quadro della Vergine verso la sua Casa principale, il Santuario di Dinnamare, tra preghiere, canti e “Viva Maria”. Un lungo pellegrinaggio, la cui forza per affrontarlo la si trova solo nella fede che si nutre in cuor proprio. Alle 6.30 del mattino il quadro è accolto da una folla immane di credenti nella piazzetta antistante la Chiesetta, nella quale si svolgerà la prima celebrazione eucaristica della giornata alle 07.00, alla quale seguiranno le altre a distanza di un’ora. Alle 6.30 del 5 agosto il quadro viene trasportato nella Chiesa di San Biagio e da lì, nel pomeriggio, riparte la processione alla volta della Chiesa di Larderia Inferiore. Il quadro della Madonna di Dinnamare è stato accolto nuovamente nella chiesetta montana la prima domenica del mese di settembre. La processione con il quadro è partita alle 5.00 del mattino da Larderia giungendo sul monte alle 9.00. Le Messe sono state celebrate da Padre Domenico Rossano e da Padre Giuseppe Triglia alle 10 e alle 11,30. La chiesa di Dinnamare rimarrà aperta ai fedeli nel mese di Settembre e le cerimonie liturgiche si svolgeranno alle 11.30 e alle 17.00. Paola Libro

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Il santuario di Dinnamare


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Spettacoli a cura di Vincenza Di Vita

Eliot e Collovà S a Villa Piccolo

abato 8 settembre, alle 21.00, a Villa Piccolo (Capo d’Orlando), andrà in scena la suite teatrale “La terra desolata”, memory-reading di Claudio Collovà, tratto da "The Waste Land" di Thomas Eliot, traduzione di Alessandro Serpieri. Con Claudio Collovà. Musiche dal vivo: Ornella Cerniglia (pianoforte), Lelio Giannetto (contrabasso), e partecipazione di Arianna Notaro. Lo spettacolo è inserito nel ciclo “Le Porte del Sacro-Identità in cammino”, rassegna organizzata dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella nell’ambito delle manifestazioni del Circuito del Mito, promosse dall’assessorato regionale al Turismo Sport e Spettacolo. Produzione Officine Ouragan. L’ingresso è libero.

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Lido di Mortelle

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Nuovo spettacolo di Fabio La Rosa

enerdì alle 20.30 al Lido del Tirreno a Mortelle verrà presentato lo spettacolo “Catti, oro, settanta e settoru", con Ivana Zimbaro e Fabio La Rosa. Si tratta di una pièce comica, scritta dallo stesso La Rosa, in cui viene rappresentato un divertente spaccato di vita familiare con i due coniugi alla ricerca del desiderio perduto, un marito ed una moglie intenti a non far naufragare un rapporto che li ha tenuti saldamente uniti. Un susseguirsi di gag esilaranti, battute al vetriolo e scenette surreali, un alternarsi di ricordi nostalgici, un’esplosione di comicità e ironia veicolerà lo spettatore sulla domanda suggerita dal titolo ovvero e se la soluzione ai loro problemi fosse una partita a carte?

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Foto notizia

Messina - 5 Settembre 2012

Teatro Vittorio Emanu foto di Antonio De Felice

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ele: a porte chiuse WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Commento al Vangelo

Distanza e vicinanza 9 Settembre 2012

nel Vangelo

XXIII domenica T.O. (B) In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoii. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». (Mc 7, 31-37)

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Vorrei provare a leggere i testi della Scrittura che la liturgia ci propone, alla luce della categoria della «distanza/vicinanza». Il brano del vangelo di Marco inizia parlando di Gesù che «passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decapoli»: un territorio «distante», non solo geograficamente, ma spiritualmente, un territorio ritenuto quasi pagano, terra di pagani. Una distanza «credenti/non credenti» che Gesù supera, avvicinando coloro che erano distanti, forse meglio, ritenuti distanti. E c’è un’altra distanza allusa nel Vangelo, una distanza che fa soffrire: «Gli condussero un sordomuto». Il sordomuto è un distante, anche se è vicino, perché è drasticamente ridotta la sua capacità di comunicazione. È come se ci fosse un mondo chiuso. Chiuso il mondo, quello più segreto, quello degli altri, che parlano ma non capisci. Chiuso il tuo mondo, quello più segreto, che vorresti svelare a qualcuno, per essere in comunione, ma ti è impossibile, sei un sordomuto. La distanza! Ti senti fuori, distante. «E gli condussero un sordomuto»: qualcuno osa superare il pregiudizio tra territorio e territorio; c’è di mezzo la vita di un povero disgraziato. Una vita chiusa, che vita è? È già un gran passo — diciamolo — questo superamento dei pregiudizi. Oggi purtroppo resistono e sono così rigidi e spietati da cancellare il bisogno di vita di tanta gente. Gesù porta il sordomuto «lontano dalla folla, in diparte»: sembra quasi porre un gesto di distanza — distante dalla folla—, un gesto di distanza dentro un contesto di superamento delle barriere e delle distanze. Ma forse c’è da capire. Si può essere immersi in una folla, e sentirsi estranei. È un gesto personale, che ti tocca, ti


tocca nella tua pelle, che fa superare la distanza della solitudine. Gesù tocca con le sue dita: non sta a distanza, ha cancellato anche la distanza del corpo; quante volte parliamo da lontano, non c’è intimità, non tocchiamo la carne. È come se Gesù con la saliva, un elemento che nell’immaginazione comune aveva in qualche misura connessioni con la vita, volesse comunicare vita, ricostituire un rapporto vitale. Con una precedenza, spesso sottolineata dai commentatori, delle orecchie che si aprono e dopo, solo dopo, della lingua che si scioglie. Quasi a dire che il primo passo, perché la distanza sia superata, è diventare capaci di ascolto: il parlare senza ascoltarsi, ripropone la distanza dell’uno dall’altro, ripropone la barriera. È solo dopo averlo ascoltato che l’altro si sente finalmente vicino. È solo dopo aver ascoltato l’altro che si può parlare, ma in modo corretto. Come è sottolineato dal Vangelo: «...e parlava correttamente». Questo dunque è ciò che fa Gesù, questo è il sogno di Dio: non far tacere, ma far parlare; non essere sordi, ma ascoltare. «Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi”. Allora... si schiuderanno gli orecchi dei sordi... griderà di gioia la lingua del muto». Questa è — se vogliamo chiamarla con il nome usato dal profeta — la vera «vendetta» di Dio, cioè la vendetta contro coloro che, con la loro prepotenza, fanno di tutto perché alcuni non ascoltino, non sappiano, generando insensibilità. La vendetta contro coloro che fanno di tutto per far tacere gli altri, per zittirli nei loro diritti e nelle loro speranze, nel loro grido di sofferenza. Guai se la Chiesa si rendesse insensibile o ci rendesse insensibili: anziché comunione genererebbe solitudine e distanza. Era ciò da cui l’apostolo Giacomo metteva in guardia la sua comunità, che, mescolando la fede a favoritismi personali, creava distanze, proprio all’interno dell’adunanza, all’interno del luogo che proclama l’assenza delle distanze. Creava distanze tra i ricchi chiamati vicini e i poveri tenuti a distanza. Il contrario di quello che fa Dio che ha scelto i poveri, proprio perché tenuti, dalla vita e dalle ingiustizie, distanti. Così facendo diventeremmo «giudici dei giudizi perversi». Tradiremmo il volto del Signore, venuto a cancellare le distanze, ad abbattere nel mondo ogni barriera.

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parole in blu Tu non fai versi. Tagli le camicie per tuo padre. Hai fatto la seconda classe, t’han detto che la Terra è tonda, ma tu non credi … E non mediti Nietzsche … Mi piaci. Mi faresti più felice d’un’intellettuale gemebonda … Tu ignori questo male che s’apprende in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti, tutta beata nelle tue faccende. Mi piaci. Penso che leggendo questi miei versi tuoi, non mi comprenderesti, e ora mi piace chi non mi comprende. Ora non voglio più essere io! Non più l’esteta gelido, il sofista, ma vivere nel tuo borgo natio, ma tendere alla piccola conquista mercanteggiando placido, in oblio come tuo padre, come il farmacista … Ed io non voglio più essere io!

Carlo

Bene

Da “L’Orecchio Mancante”, 1970

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Lecce 1 settembre del 1937 Roma il 16 marzo del 2002

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"Puoi sostenere L'Associazione" Per te donna onlus, che : offre sostegno psicologico alle donne operate di tumore (in partucolare al seno), organizza giornate di visite gratuite per la prevenzione per una diagnosi precoce, organizza delle attivitĂ per il benessere psicofisico delle donne , destinando il tuo 5x1000. Firma la dichiarazione dei redditi nello spazio dedicato al "sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilitĂ sociale"... ed inserisci il C.F. 97 059 660 833. E' semplice non ti costa nulla ma per l'Associazione ha un grandissimo valore. Visita il nostro sito : wwwpertedonnaonlus.it" WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Fragole per proteggersi dal Sole Sono tanti i motivi per mangiare le fragole. Sono buone, rinforzano le cellule del sangue e preservano lo stomaco dagli effetti dell'alcol. Ora a questi effetti benefici già noti se ne aggiunge un altro: il suo estratto protegge le cellule della pelle dai danni dei raggi ultravioletti. A dirlo è uno studio condotto dai ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche e dell'Università di Barcellona e pubblicato sul Journal of Agricultural Food Chemistry, secondo il quale in futuro si potrebbero produrre delle creme solari a base di fragole. Per verificare se l'effetto fotoprotettivo dei frutti potesse essere utilizzato per proteggere la pelle durante l'esposizione al sole, i ricercatori hanno aggiunto a colture di cellule di pelle umana, chiamate fibroblasti, preparazioni di estratti di fragole in concentrazioni diverse (0.05, 0.25 e 0.5 mg/ml). Successivamente hanno esposto le cellule così trattate ad una dose di radiazioni ultraviolette equivalente alla quantità di sole che verrebbe presa da una persona che si espone per 90 minuti al sole di mezzogiorno sulla Riviera francese. I risultati di questa sperimentazione hanno dimostrato che gli estratti di fragola alla concentrazione di 0.5mg/ml proteggono il Dna dai danni causati dalle radiazioni Uva: i fibroblasti sono più sani e sopravvivono più a lungo. Per capire quali molecole fossero responsabili di questo effetto, gli studiosi hanno utilizzato una tecnica di spettrometria di massa ad alta prestazione e hanno identificato cinque antocianine presenti in quantità elevate: pigmenti responsabili di gran

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parte della colorazione rossa, rosa, blu e violetto dei petali dei fiori, della frutta e della verdura che assorbono le radiazioni ultraviolette provenienti dal sole impedendo loro di causare danni alle cellule. "Questi composti hanno un'azione antiinfiammatoria e anti-ossidante, e in laboratorio hanno anche mostrato attività antitumorale", spiega Sara Tulipani dell'Università di Barcellona. "Non siamo ancora riusciti a dimostrare che sono proprio queste molecole a conferire alle fragole il loro effetto fotoprotettivo; tuttavia, partendo da questi risultati, possiamo ora cominciare nuovi studi per valutare l'attività biologica e la biodisponibilità delle antocianine nelle cellule della pelle umana sia quando sono ingerite tramite la dieta mangiando le fragole sia quando sono aggiunte a cosmetici solari".


RE sano

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La ricetta Tagliolini salmone e piselli Ingredienti per 4 persone • 2 Cipollotto fresco • 4 cucchiai di Olio di oliva extravergine • 250 gr di Panna fresca liquida • 400 gr di tagliolini all’uovo • Pepe q.b. • 200 gr di Piselli • Saleq.b. • 150 gr di Salmone affumicato

PREPARAZIONE

Per preparare i tagliolini con salmone e piselli iniziate mondando e tritando finemente i cipollotti, poneteli quindi in una padella antiaderente con l’olio extravergine di oliva e fateli appassire a fuoco basso. A questo punto aggiungete i piselli e lasciateli sul fuoco fino a che saranno cotti ma ancora verdi e croccanti, aggiustate quindi di sale. Tagliate il salmone affumicato a striscioline non troppo sottili e aggiungetelo ai piselli, fatelo saltare in padella per pochi secondi e, appena sarà cotto, incorporate anche la panna fresca. Insaporite con del pepe nero, a seconda dei vostri gusti. Scolate i tagliolini ben al dente che avrete lessato in acqua bollente salata e aggiungeteli al sugo di salmone e piselli, mescolate per insaporirli e servite i tagliolini salmone e piselli ben caldi.

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Amarcord


Agenda


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