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r.g. Salvatore Forestieri
n° 180 anno XII - 5 Novembre 2014
il Cittadino
Regione Sicilia La Corte dei Conti scoperchia il buco nero delle 34 societĂ partecipate
I roditori
Primo Piano
a cura di Dario Buonfiglio
Promettendo di redimersi la Sicilia
continua a sprofondare
L
a Corte dei Conti ha iniziato a scoperchiare il buco nero delle 34 società partecipate della Regione Sicilia, carrozzoni mangiasoldi che, in solo quattro anni (2009 – 2012) sono costati più di un miliardo di denaro pubblico per coprire le perdite di bilancio. Nell'occasione, il presidente delle sezioni riunite del Corte, Maurizio Graffeo, ha duramente bacchettato il governo regionale, guidato da Rosario Crocetta, per l'enorme ritardo con cui sono stati forniti i dati dei bilanci societari, peraltro incompleti, sui quali dovrà fondarsi un sacrosanto repulisti. Dunque, una buona notizia. Purtroppo, a poche ore di distanza, ne è arrivata un'altra pessima. Proprio per sottrarsi ai controlli della Corte dei conti, che negli ultimi anni hanno messo a nudo un'infinita gamma di sprechi e di spese folli dei consiglieri regionali, i vertici delle Regioni si sono riuniti a Roma per varare di comune accordo una contromossa. Eccola: i segretari generali dei Consigli regionali, di comune accordo, hanno pensato che l'unico rimedio per mettere fuori gioco la Corte dei conti sia quello di predisporre una modifica alla legge sulle spese regionali, aggiungendovi una parolina magica: «politiche». In questo modo, le «spese legittime» di ogni consigliere non sarebbero più limitate a quelle riconducibili «all'attività istituzionale», come è stato finora, bensì «alle funzioni istituzionali e politiche». Ed è chiaro che dietro le «spese politiche» ci può stare di tutto, dalle cene con decine di
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invitati agli acquisti di qualsiasi strumento di propaganda politica, fino ai gadget e alle spese personali. In pratica, un salvacondotto per chi in futuro vorrà imitare, usando denaro pubblico, acquisti finora vietati, come il Suv di Franco Fiorito (Lazio), le mutande verdi di Roberto Cota (Piemonte) e i sex toys di Ulli Mair (Bolzano). Per coprire i buchi di bilancio, come ha appurato la Corte dei Conti, la Regione Sicilia ha dovuto spendere 21 milioni di euro l'anno, per un totale di oltre un miliardo dal 2009 in poi. Il 40% di queste società ha chiuso in perdita per almeno tre anni consecutivi. Per molte, è stata decisa da tempo la chiusura e la liquidazione. Ma per alcune si sta verificando un incredibile paradosso: poiché hanno ancora in bilancio dei crediti verso la stessa Regione, e poiché la Regione non paga questi debiti, il risultato è che la liquidazione viene sempre rinviata. Risultato: la Regione deve continuare a spendere ogni anno dei soldi per mantenere aperte le liquidazioni, così che i carrozzoni da chiudere restano in vita. D’altra parte siamo nella regione in cui ci sono ancora pensionati con l’assegno calcolato sull’ultima retribuzione tanto che dal 2009 al 2013 la spesa previdenziale e’ cresciuta dell’8%. L’89% delle risorse va a spesa corrente il che pone “a serio rischio, per il futuro, il mantenimento dei necessari equilibri di bilancio”, scrive la Corte. Promettendo di redimersi la Sicilia continua a sprofondare, annunciando di riemergere in realtà restaura di continuo lo stesso peccato: quello imperdonabile di non amarsi.
In Sicilia, secondo la Corte dei conti, solo la metà delle leggi presentate dalla giunta sono accompagnate dalla relazione tecnica WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Sommario
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numero 180 anno XI 5 Novembre 2014
Attualità Il mistero delle lacrime Lettera aperta ex dipendenti Aicon a Papa Francesco
24-25 Dietro le quinte
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60-61 Musica Ognissanti è un giorno benedetto?
74-75 Mangiare Sano Fiocchi d’avena fanno bene al cuore
Settegiorni Cronaca della settimana
32-39
Città Cronache urbane
40-41 Provincia Sequestro della discarica di Mazzarà S. Andrea
Le rubriche 26-27 In&Out 68-69 La corazzata Potemkin
70-71 Da Beethoven 52-57 Cultura Impara l’arte ma non metterla da parte Il ritorno del rito della luce
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a Kurt Cobain
72-73 Parole in blu
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano, Mattia Florena Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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di Michele Giunta
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Annunci utili a cura di Pippo Previti
NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO Bartolini cerca personale:come candidarsi e consigli utili Vi piacerebbe lavorare in BRT? Vi presentiamo le offerte di lavoro attive, come candidarsi e vi diamo alcuni consigli utili circa le opportunità di impiego, il processo di selezione e il percorso di carriera Monza: concorso per Educatori prima infanzia Aperto un concorso al Comune di Monza per Educatori prima infanzia, per l’affidamento di incarichi di lavoro a termine. Il bando prevede una selezione per titoli ed esami. Assunzioni Tata Italia: lavoro nei negozi e in sede Tata Italia ha aperto nuove offerte di lavoro in vista di assunzioni e stage nei negozi, anche di nuova apertura, e in sede. Si ricercano responsabili di punto vendita, commessi e altre figure. Sardegna, Orgosolo: concorso per Ingegneri o Architetti Il Comune di Orgosolo, in Provincia di Nuoro, ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato parziale di un posto di Istruttore Direttivo Tecnico, Categoria D. Lavoro Natale 2014: 3Mila Assunzioni nei Supermercati, GDO Offerte di lavoro Natale 2014. Si cerca personale per 3000 assunzioni nelle catene della GDO, supermercati, ipermercati. Selezioni aperte in tutta Italia per Addetti vendita, Cassieri, Magazzinieri. 8
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5 Novembre 2014 Magnolia TV: Casting per aspiranti Parrucchieri Vi piacerebbe lavorare in televisione e siete appassionati di hair styling? Magnolia TV ha aperto i casting per un nuovo talent show dedicato agli aspiranti parrucchieri che andrà in onda su Discovery Real Time. Loreal Lavora con noi: posizioni aperte e consigli utili Vi piacerebbe lavorare con L’Oreal? Il noto gruppo del settore cosmetico ha aperto nuove opportunità di lavoro e stage in vista di assunzioni, anche a tempo indeterminato. Ecco cosa sapere. Mediaset Lavora con noi: selezioni e casting Vi piacerebbe lavorare in televisione o una carriera nel mondo dello spettacolo? Mediaset offre interessanti opportunità di lavoro negli studi televisivi e negli uffici del Gruppo, ed ha aperto nuovi casting. Lavorare a Disneyland Paris: Selezioni in corso Nuove opportunità di lavoro con Disneyland Paris. Il noto parco divertimenti Disney cerca Camerieri, personale per la Ristorazione, Commessi, Addetti Attrazioni e Accoglienza. Selezioni a Palermo e Milano. Roche Lavora con noi: posizioni aperte Roche offre interessanti opportunità di lavoro in Lombardia in vista di nuove assunzioni e stage. Se desiderate lavorare nel settore farmaceutico potete valutare le posizioni aperte presso il Gruppo.
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Messina 5 novembre 2014
Presentati i sistemi di avviso delle criticità meteo Si è svolta oggi a Palazzo Zanca la conferenza stampa del sindaco, Renato Accorinti, e dell´assessore alla Protezione civile, Filippo Cucinotta, con l´esperto dell´Amministrazione, Antonio Rizzo, il dirigente competente, Antonio Cardia, e il comandante del Corpo della Polizia municipale, Calogero Ferlisi, sui sistemi di avviso alla cittadinanza delle criticità meteo e sugli sviluppi nelle prossime ore delle condizioni meteo. foto Peppe Saya WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Attualità
Eventi inspiegabili a Giampilieri Marina
Il mistero delle lacrime
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ualche giorno fa si sono riaccesi i riflettori sul caso della Madonnina di Giampilieri Marina, che ha ripreso a lacrimare. Sono passati ben venticinque anni da quando il 21 ottobre del 1989 in casa della famiglia Micali una sacra immagine del volto di Gesù cominciò a lacrimare, richiamando l’attenzione di migliaia di fedeli. All’epoca i presenti, sconvolti dall’evento, andarono a chiamare, subito, il parroco del paese Padre Cacciola, che giunto sul posto assaggiò il “misterioso liquido” e disse che si trattava di lacrime umane. La situazione assunse un aspetto ancora più clamoroso il 27 marzo del 1990, quando in prossimità della Pasqua, il volto di Gesù cominciò a lacrimare sangue dagli occhi, dalle spine del capo, dal naso e dalla bocca. Croci
Il parroco del paese Padre Cacciola, che giunto sul posto assaggiò il “misterioso liquido” e disse che si trattava di lacrime umane 16
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apparirono, poi, in tutta la stanza. Da quel giorno la signora Pina si sarebbe trovata ad essere protagonista di un dialogo continuo con Gesù, e in un secondo tempo con la Madonna. È proprio la statua di quest’ultima che qualche giorno fa ha ripreso a lacrimare. Tantissimi i fedeli che hanno avuto modo di assistere con i propri occhi al prodigioso evento, sentendo al contempo un’inebriante profumo di rose invadere tutta la stanza. La Chiesa, come ha sottolineato don Giuseppe Lonia direttore dell’ufficio comunicazione della Curia, non può pronunciarsi in merito finché gli episodi non saranno cessati. Nonostante tutto cresce il numero dei casi di “misteriose” guarigioni che hanno coinvolto persone che hanno frequentato in questi anni l’abitazione Micali. La signora Maria Rapisarda, ad esempio, ha raccontato ai microfoni di più emittenti televisive la storia di sua figlia, alla quale a soli ventitré anni venne diagnosticato un tumore incurabile, scomparso miracolosamente dopo la visita alla Madonnina di Giampilieri. Questa sarebbe stata salutare anche per altri fedeli affetti, talvolta, anche da gravi patologie. Al di là dei suddetti casi di guarigione, che potranno avere maggiore riconoscimento se un domani la Chiesa si pronuncerà positivamente sulla questione, resta il fatto che a distanza di venticinque anni la casa della signora Micali continua ad essere teatro di eventi prodigiosi. Nei giorni scorsi ci siamo recati anche noi sul posto ed abbiamo avuto modo di vedere personalmente la statua di Maria Addolorata che lacrima. Quel che accade è sicuramente qualcosa che la ragione umana non può né comprendere né spiegare, ed è proprio per questo che, al di là dell’essere più o meno credenti, al di là dell’essere scettici pensando ad una truffa o ad un possibile espediente per guadagnare, il fatto merita, comunque, massimo rispetto. Non si può prendere alcuna posizione in merito, poiché nessuna avrebbe motivo per essere più giusta di un’altra. Il nostro compito è solo quello di essere testimoni silenziosi dei prodigiosi eventi, recandoci, anche, sul posto se desideriamo, e raccogliendoci in preghiera. Tutto il resto, al momento, non conta.
La Chiesa, come ha sottolineato don Giuseppe Lonia direttore dell’ufficio comunicazione della Curia, non può pronunciarsi in merito finché gli episodi non saranno cessati
Alessia Vanaria WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Riceviamo e pubblichiamo
Lettera aperta ex dipendenti Aicon a Papa Francesco
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apa Francesco,
siamo 320 lavoratori dell’ex Aicon Yacht SPA, una struttura cantieristica conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per la qualità delle proprie imbarcazioni di lusso che, a seguito di speculazioni ed errate scelte aziendali, è fallita, facendoci ritrovare disoccupati da oltre 2 anni, in mobilità e senza alcuna prospettiva per il futuro nostro e delle nostre famiglie. Abbiamo deciso di scriverLe, dopo aver tentato in maniera estenuante di sollecitare le Istituzioni a tutti i livelli ad affrontare la nostra problematica, perché oramai esausti e stanchi di elemosinare l’attenzione di chi ha saputo sfruttarci solo ed esclusivamente nei momenti elettorali o per farsi un po’ di propaganda mediatica. Dalla data del nostro licenziamento sono state tante le iniziative che abbiamo portato avanti per cercare di difendere i nostri diritti e la dignità di chi vorrebbe ancora spendere la professionalità acquisita e riconosciuta in ambito internazionale, per tentare di avere l’opportunità di poter continuare a vivere e sopravvivere nella nostra martoriata Messina. Non Le nascondiamo quanto siano stati vicini nei momenti elettorali, gli amministratori localifoto ed Salvatore i deputatiForestieri regionali e nazionali messinesi, con pirotecniche promesse, già dimenticate a 48 ore dall’esito degli scrutini elettorali, ma questo fa parte della vita e del sistema purtroppo adottato dai politicanti della nostra terra. Ma il momento di sconforto più grande ce l’ha provocato il governatore siciliano Rosario Crocetta che, dopo qualche bella passerella di solidarietà mediatica, non ha mai voluto prendere in considerazione la nostra vicenda, svilendo i contenuti della questione e condannandoci ad un assegno di mobilità di circa € 700,00 che, per buona parte dei lavoratori, cesserà di essere elargito il 31 dicembre 2014. A nulla sono valse le settimane ed i mesi passati in protesta di fronte ai Palazzi istituzionali, né tantomeno gli interventi in nostro favore e per tentare di stimolare il Governo della Regione Siciliana sulla questione, fatti dal Movimento Liberi Insieme che in questi anni ci ha
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sempre sostenuto, da Sua Eccellenza il Prefetto di Messina dott. Stefano Trotta e dal deputato regionale on. Francesco Rinaldi, gli unici che realmente hanno mostrato un po’ di sensibilità per noi dopo le elezioni e che ringraziamo, anche se purtroppo senza risultati. Caro Padre, noi non accettiamo di essere considerati merce umana a scadenza, col diritto a poter mettere un po’ di pane sulle tavole dei nostri bimbi solo per quest’anno, ed è chiaro che cercheremo in tutti i modi di salvare le nostre vite e quelle delle nostre famiglie. Da qui, sconfortati ed oramai avviliti per lo stato di abbandono in cui siamo stati costretti dai “burattinai” della politica regionale siciliana, la decisione di scrivere al nostro Papa, come estremo atto di esasperazione e disperazione, nella speranza che almeno Lei possa confortare noi, le nostre mogli ed i nostri figli, benedicendoci e pregando affinché possiamo trovare il coraggio e la forza per andare avanti, coscienti che dal 1 gennaio 2015 realmente non avremo più a chi rivolgere le nostre speranze. Papa Francesco ci hanno massacrato e derubato del futuro per noi, i nostri cari e soprattutto per i nostri figli che hanno voluto sottoscrivere la presente lettera, ed è per questo che oramai stremati e stanchi di cercare raccomandazioni ad insipidi e cinici sfruttatori delle problematiche sociali, che rivolgiamo a Lei l’ultimo nostro accorato appello come ex lavoratori Aicon, nella speranza che le sue preghiere ci facciamo ritrovare forza e coraggio per resistere e sopravvivere nella nostra morente città e soprattutto riconducano i più deboli di noi a riacquisire il sorriso e la voglia di vivere, evitando alle nostre famiglie il rischio di gesti estremi e provabili tragedie. Noi, le nostre mogli ed i nostri figli.
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In protesta i lavoratori a Palazzo Zanca A rischio i Servizi per lavoratori e utenti Il 14 novembre scadranno le proroghe per gli operatori che svolgono assistenza agli anziani, ai disabili e negli asili nido. I lavoratori, pertanto, accompagnati dai segretari della FP Cgil, Cisl e UIL, hanno invaso Palazzo Zanca dichiarando la morte dei servizi sociali in cittĂ . foto di Antonio De Felice
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dietro le quinte di Francesco Certo
La fiera della banalità
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ambiamo Messina dal mercato di Giostra. No un attimo, non era così la dicitura, vabbè non importa. L’importante è cambiare, idea geniale della settimana, quella dell’assessore Patrizia Panarello e seguaci che, dopo attenta riflessione, hanno buttato lì la pensata di trasferire il mercato che si tiene ogni fine settimana a Giostra, niente meno che nell’area della fiera. Ora, l’assessore Panarello ci perdonerà se ci permettiamo di mettere in dubbio la bontà di tale pensata, ma davvero si può pensare una cosa del genere? Il waterfront, come dicono quelli bravi, in teoria rappresenta una sorta di biglietto da visita della città, il fiore all’occhiello con cui attirare turisti ed investitori. Pensiamo per un attimo al famoso chilometro di Reggio Calabria, chiedete ai nostri dirimpettai se vorrebbero vederlo trasformare in un mercato rionale. Una volta sentita la loro risposta, ripensate alla proposta di Palazzo Zanca e traete le conclusioni. La cittadella fieristica è un bene della città, come tutti i beni di questa città è rimasta abbandonata ed inutilizzata, rivendicata da Autorità ed affini solo quando qualcuno voleva rilanciarne la centralità, vedi “ Teatro Pinelli”. La realtà è diversa, le idee concrete su come far risplendere la zona non esistono, non sono nell’infinita borsa di Mary Poppins di questa amministrazione. Riqualificare l’area significa ben altro, bisogna investire su ciò che manca e non riempire spazi vuoti spostando realtà ingombranti.
Un altro traghettamento è possibile
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opo le minacce, le multe. Dopo le multe, il calo netto e, si spera, definitivo di passaggi di mezzi pesanti dalla rada San Francesco. Numeri in discesa, da i quasi 500 degli ultimi giorni di settembre, ai soli 26 dello stesso periodo del mese di ottobre. Ha funzionato, quindi, la repressione messa in atto dalla polizia municipale, atta ad interrompere il vizio di armatori e camionisti, che in barba all’ordinanza anti tir dell’amministrazione Accorinti, continuavano a intraprendere il transito dello Stretto e del centro città come se nulla fosse. Ottima notizia, la riduzione dei movimenti, in entrambe le direzioni, dei mezzi pesanti. Passaggi che, paradossalmente, erano serviti a rimpinguare le casse comunali, visto l’alto numero di verbali elevati verso i guidatori fuori ordinanza. Primo passettino, quindi, verso la realizzazione finale del progetto che l’amministratore ha intrapreso sin dal suo arrivo a Palazzo Zanca. Il porto di Tremestieri è attivo, ormai, da più di 2 mesi, rispettare l’ordinanza dovrebbe, perciò, rientrare nella normalità.
Coerente pacifismo
È
passato un anno da quando, da queste pagine, difendevamo il diritto ad invocare la Pace da parte di Renato Accorinti, pur se nel giorno dedicato al ricordo delle vittime di guerra. Si scatenarono polemiche e sceneggiate degne dei peggiori teatrini, nacque una guerra fredda tra amministrazione e forze armate che fatica a sciogliersi ancora oggi. Un anno dopo Accorinti resta coerente, e grazie al cielo lo fa, sarebbe stato patetico, oltre che lontano dal personaggio, un comportamento allineato e coperto per non far irritare, nuovamente ed immotivatamente, generali e compagnia cantando. Accorinti resta un pacifista, lo è il 4 novembre ma anche il 17 febbraio o quando pare a voi, è un pacifista che crede nel messaggio di pace e che vuol comunicarlo anche rischiando di trasformare la sua manifestazione in una macchietta. Chi vi scrive non è lontano dal mondo delle forze armate, ma come Accorinti, non vede nessuna distonia nell’invocare la pace nel giorno in cui si ricorda chi è morto per combattere guerre di altri.
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Fattore M
Zaera gratis=Zaera pieno
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come migranti, ma anche come Mantineo e quindi come Marano. La polemica che ha accesso Palazzo Zanca nei giorni scorsi è stata, senza dubbio, quella accesa dalle dimissioni minacciate, e puntualmente arrivate, di Clelia Marano, esperta all’emergenza migranti a titolo gratuito. Tutto nasce dalla richiesta, più che ovvia, della Marano di trovare una sistemazione diversa ai minori migranti presenti nella tendopoli del PalaNebiolo. Ma lì scatta il dramma, l’amministrazione riscontra diversi problemi in merito, il primo è quello sulla competenza, tanto che Accorinti in primis si rivolge a Prefetto e ministero perché non ha ben chiaro chi debba levare i bimbi dal fango della tendopoli. Il secondo è di carattere economico e logistico, soldi per gestire la cosa non ce n’è, luoghi ancora meno. La soluzione di Mantineo rasenta il genio. La Marano, che non nomina mai sia chiaro, è a caccia di polemiche e visibilità politica. Insomma sta tirando su un casino tanto per mettere in difficoltà l’amministrazione, lei “accorintiana” pura com’è. Il risultato alla fine arriva, ed il Prefetto toglie dal fango, dove sempre Lui li aveva spediti, i minori. La Marano coerentemente saluta Palazzo Zanca tra gli applausi, virtuali, di mezza città. Non facciamo santi e diavoli, raccontiamo la vicenda e annotiamo come i politici “dal basso” trovino, troppo spesso, modo di vomitarsi accuse e frecciate che spostano l’obiettivo, esattamente come usano fare i politici “dall’alto”.
B
isogna onorare i nostri defunti e pregare i santi, e per farlo bisogna recarci nei luoghi di culto adatti. Per aiutare le preghiere dei fedeli messinesi, l’amministrazione ha deciso, nei giorni 1 e 2 novembre, di lasciare a titolo gratuito la fruizione del nuovo parcheggio di Zaera Sud. Successo garantito, plesso riempito in ogni singolo stallo, con centinaia e centinaia di messinesi pronti ad inondare la struttura che sorge a pochi metri dal Cimitero Monumentale. Ma prima e dopo questa pausa gratuita? Il deserto! Parcheggio vuoto, o quasi, con gli automobilisti intenti nell’inventarsi le solite macchinose magie per scartare lo stallo a pagamento ed evitare il verbale, pur lasciando il proprio mezzo parcheggiato in diagonale sui rami delle palme del viale San Martino. Ironia a parte, lodevole l’iniziativa di favorire chi ha voluto recarsi al cimitero nel giorno della commemorazione dei defunti, sul comportamento degli automobilisti nei giorni di “normalità” meglio tacere, sarà la neonata task force a dover mutare vizi e infrazioni del messinese. Ora pro nobis…
Il tempo scorre
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orniamo a parlare di via Don Blasco, e torniamo a farlo senza concedere sconti all’assessore De Cola e la sua squadra. Degli errori del passato ci siamo stancati di parlare, l’incapacità di presentare il progetto con le giuste tabelle tariffarie ci ha lasciato stupiti e pensosi, ma terremo per noi le riflessioni sugli errori che hanno infarcito la vicenda. Detto ciò, il presente rimane nebuloso, il futuro non scritto. De Cola è tranquillo che la Regione non lo abbandonerà nel momento del bisogno, che i tanti piccoli problemi che si susseguono nella composizione del nuovo progetto verranno dissolti. Ultimo ma non per importanza, l’aumento al 9% dell’iva sugli espropri, che comporterà, ovviamente, un accrescimento dei costi e quindi del bando di gara. I 27 milioni già pianificati per la via Don Blasco basteranno? Difficile a dir poco, se la somma è basata su un tariffario obsoleto, risulterà complicato far quadrare i conti con i nuovi prezziari. La novità dell’iva maggiorata, poi, fa traballare sempre più le sicurezze di Palazzo Zanca. La “nuova” via Don Blasco vedrà mai la luce? WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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di Alessia Vanaria
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opo pochi giorni dalla annuale ricorrenza dei morti possiamo constatare che stavolta la macchina organizzativa del Comune ha funzionato al meglio. Ad esserne felici saranno stati, sicuramente, i nostri defunti, che per una volta non sono stati allietati dal suono continuo dei clacson delle auto impegnate nel tentativo disperato di percorrere la via Catania e di trovarvi anche un piccolo spazio per parcheggiare. Quest’anno la musica è cambiata. Le note del silenzio suonate dal trombettiere del Reparto Comando e Supporti Tattici della “Brigata Aosta” all’uscita del Gran Camposanto hanno, infatti, concluso in bellezza le giornate dedicate alla commemorazione dei defunti del 2014. Il bilancio, come ha sottolineato l’assessore con delega ai cimiteri Daniele Ialacqua, è estremamente positivo se si tiene conto del costante utilizzo da parte dei cittadini del parcheggio Zaera con accesso gratuito, dei numerosi vigili presenti in strada, del prezioso apporto dei volontari nel Gran Camposanto e nei principali cimiteri, dei lavori di scerbatura e pulizia, effettuati dai lavoratori di Messinambiente nei giorni antecedenti la ricorrenza, che hanno reso questi “sacri” spazi più fruibili e dignitosi. L’amministrazione si promette di far tesoro del successo del 2014 per valorizzare il cimitero monumentale, per migliorarne i servizi. Molto, c’è da dire, è già stato fatto: si è ristrutturato il deposito con un nuovo sistema di areazione, si è ridata pulizia e decoro all’area dell’avello 5000. Sono piccoli ma importanti passi avanti. A breve si organizzeranno, anche, delle visite guidate per far conoscere a tutti il patrimonio artistico di questo “museo all’aperto”. Un grande ed inatteso successo quello di queste giornate, che ha visto protagonista, oltre la pulizia del cimitero, che dovrebbe essere, però, ordinaria e non eccezionale, il parcheggio Zaera. Quest’ultimo aperto, ormai, da mesi sembra essere stato scoperto dai Messinesi solo in questa occasione, in cui l’accesso era gratuito. Speriamo che d’ora in poi esso venga usato quotidianamente dai cittadini, ma soprattutto che i fattori sopra citati che sono per noi ora motivo d’orgoglio non restino un caso isolato, ma che possiamo rendere, anche, in futuro i nostri defunti “contenti”.
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Defunti “contenti”
di Francesco Certo
Commissariato provinciale
OUT
R
e Rosario non ci fa mai annoiare, pochi giorni dopo l’ennesimo, patetico, rimpasto di governo, spacciato come “tecnico” ma che più politico non si potrebbe, ecco che Rosario III rinsalda il suo regno con le nuove nomine alle province. Il 31 ottobre i vecchi commissari, scelti arbitrariamente dal Re per gestire gli enti nel periodo che portava dalla vecchia struttura provinciale ai liberi consorzi, vedevano scadere il proprio mandato. Il rallentamento della riforma delle province aveva messo in discussione il dominio di Crocetta in Regione, i liberi consorzi e le città metropolitane sono lontanissime dal vedere la luce, serviva, quindi, una proroga per i commissari. Già da metà ottobre Crocetta aveva paventato la possibilità di allargare il periodo di commissariamento fino alla metà di marzo 2015. Ma ecco l’inghippo, la proroga non è arrivata (arriverà nelle prossime settimane), il 31 ottobre è passato e le province restano terra di nessuno. Non abbiate paura però, la mente geniale di Rosario III (già Rosario I e II) ha partorito l’ennesimo coup de théâtre. In attesa, infatti, che la proroga diventi legge e le province possano tornare sotto l’egida dei “bravi” di Rosario, ecco arrivare “commissari ad acta” che prenderanno il controllo degli enti, relazionando ogni 10 giorni al padrone del vapore. Tutto risolto quindi, in attesa della proroga, Crocetta, non molla un metro e sfruttando il codice del processo amministrativo, piazza i suoi controllori nelle province, prima che l’Ars gli dia il “permesso” di rimetterci i commissari veri e propri. Termini legali e procedure amministrative a parte, potremmo giocare tutti al vecchio passatempo “trova le differenze?”, e probabilmente non riusciremmo a trovarne nessuna, se non la denominazione “ad acta”. Uno sgonfio salvagente che evita di far affondare, definitivamente, il fallimento della riforma delle province, sbandierata e mai messa in pratica. Attenzione però, qui l’incapacità e la burocrazia non c’entrano, siamo di fronte ad un vero e proprio accentramento del potere.
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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo
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Ponte sullo Stretto, addio definitivo Dal Ministero dei Trasporti arriva la smentita che nel DEF fosse presente un allegato che rifinanziava l'opera, il progetto rimane definitivamente chiuso, come da decisione del governo Monti.
Lotteria “Mata e Grifone” E´ stato consegnato, il primo premio abbinato al biglietto A1401 della lotteria “Mata e Grifone”, che vinto dall´assessore Patrizia Panarello è stato devoluto alla famiglia Vinci, che ha accolto un bambino migrante.
La “Notte di Orione” Promossa dall´assessore alla Cultura Tonino Perna, la “Notte di Orione” ha visto in programma una serie di eventi culturali, tra i quali la riattivazione del sistema idrico della Fontana di Orione, una delle più belle d’Italia del XVI secolo.
Non passa la sfiducia al governo Crocetta La mozione di sfiducia al governo proposta dall’opposizione rappresentata da Nello Musumeci è stata sconfitta dal voto d’aula, che ha registrato la ricomposizione della maggioranza, in particolare del PD.
Messina si ferma con il Foggia La squadra di Grassadonia non riesce a portare a casa tre punti, il Messina infatti si ferma con il Foggia. Al San Filippo i pugliesi si impongono per 1 a 0 su punizione. Messina tutto confusione ed improvvisazione, fatica nel costruire azioni sbagliando anche passaggi elementari.
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Ospedale Piemonte: o rilancio o barricate
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No di Confindustria Messina
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E´ stata presentata un’ipotesi di piattaforma programmatica per una rifunzionalizzazione sostenibile del presidio ospedaliero Piemonte di Messina. Il progetto ha visto la formazione del nuovo comitato “SANIDEA - Un´idea per la salute cittadina”.
È un no secco e deciso quello espresso dal Presidente di Confindustria Messina Alfredo Schipani in merito alla possibilità di trasferire il mercato bisettimanale, attualmente collocato nell’area sita sul Viale Giostra, nella cittadella Fieristica di Viale della Libertà.
Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria
III CIRCOSCRIZIONE
Villa Dante, Barresi chiede sicurezza e gestione di alcune sue pertinenze
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lla fine 2013 Mario Barresi Consigliere della III Circoscrizione ha chiesto più volte notizie circa la verifica delle condizioni generali di sicurezza della Villa Dante, luogo frequentato da numerose persone tra cui bambini ed anziani. Si sono evidenziati la chiusura dei servizi igienici, l’impossibilità del praticare sport poiché gli impianti come l’arena e il campo da calcetto sarebbero inagibili. Ma il pericolo più grande riguarda le condizioni di sicurezza all’interno stesso del parco: alberi di grosso fusto, non potati da tempo, giunti a ridosso delle teste dei cittadini, impediscono e di molto alla luce di penetrare e possono invogliare persone male intenzionate ad effettuare azioni criminose e violente. La videosorveglianza sembra essere non attiva, e la sorveglianza tramite personale di pubblica sicurezza non è ritenuta adeguata ai rischi che gravitano all’interno del parco e nelle zone limitrofe. Inoltre si chiede di conoscere in cosa consiste la scelta dell’Amministrazione Comunale di fare gestire il centro sociale di Villa Dante e il campo da gioco direttamente alla III Circoscrizione, atteso che entrambe le strutture sembrano non avere i requisiti minimi di sicurezza. Si resta in attesa di provvedimenti che possano chiarire e confermare l’esistenza di una condizione effettiva di sicurezza all’interno della Villa Dante, e di altrettanti interventi di recupero degli spazi sociali e ricreativi che la stessa offre.
III CIRCOSCRIZIONE
Voragini in via Comunale Santo
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consiglieri della III circoscrizione, Cosimo Oteri e Giovanni Veneziano, denunciano ancora una volta diversi cedimenti stradali all’interno della via Comunale Santo. È passato più di un decennio da quando l’ultima volta venne scarificata e bitumata la via comunale Santo che oggi si presenta come un vero colabrodo. Preme evidenziare, inoltre, come l’arteria in questione sia preziosa per unire gran parte dei vicini villaggi come Fondo Fucile, Vill. Aldisio, Gescal, Santo Bordonaro, Bordonaro, Cumia e San Giovannello con il centro città.Come già segnalato più volte negli ultimi mesi non è più sufficiente un semplice ricolmo buche, possibili cedimenti strutturali futuri potrebbero interessare l’intera careggiata chiudendo così al traffico una fondamentale arteria stradale, creando non pochi disagi ai vicini residenti. Vista la gravità della situazione, ma soprattutto il rischio serio di incidenti causati da queste voragini, visto che non è più sufficiente un semplice lavoro di messa in sicurezza tramite ricolmo buche, i consiglieri circoscrizionali chiedono di risolvere il problema di manutenzione stradale della via comunale Santo provvedendo tramite scarifica e bitumazione dell’intera via e desiderano capire il motivo per cui tale arteria, ritenuta un´importantissima strada di collegamento, non viene scarificata e bitumata da anni.
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CIRCOSCRIZIONI
Emergenza amianto, Gioveni: ancora molte le quantità residue in città
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ncora molte sono le quantità di amianto presenti in generale nel territorio comunale o quelle giacenti nelle palazzine private o popolari di Comune o IACP in cui sarebbero necessari interventi radicali di bonifica!“ E´ questo il monito del consigliere comunale Libero Gioveni che spiega: “Si tratta nello specifico di lastre di eternit, vecchi serbatoi, pannelli, canne fumarie, tettoie, coibentazioni di tubature, senza considerare naturalmente le numerose “bombe ecologiche” presenti nelle baraccopoli cittadine (Fondo Fucile su tutte!).“ E se da un lato - evidenzia Gioveni - l’inciviltà di molti cittadini non ha davvero limite nel compiere quelle inqualificabili azioni di deturpazione ambientale attraverso la deposizione del nocivissimo materiale un po’ dove capita, dall’altro molti altri chiedono invece che le istituzioni facciano la loro parte per venire incontro alle loro sacrosante necessità di potersene finalmente disfare a norma di legge. Parecchie sono state e continuano ad essere le istanze di quegli inquilini di alloggi popolari (ma anche di privati) angosciati nel dover ancora sopportare in terrazza la presenza dei vecchi serbatoi d’amianto utilizzati in passato per l’approvigionamento idrico interno alle abitazioni. Nella fattispecie, infatti, l’ente proprietario (Comune o IACP) quasi mai è intervenuto o interviene per effettuare le necessarie operazioni di prelievo e smaltimento. Soltanto qualche anno fa - ricorda il consigliere comunale - vi fu un serio tentativo da parte dell’assessorato al Risanamento retto dall´ex assessore Rao di fare “piazza pulita” in molte zone, attraverso un finanziamento del Ministero dell’Ambiente che, vista l’accertata pericolosità del prodotto per la salute pubblica, portò all’avvio di progetti e alla pubblicazione di un bando che consentì a molti cittadini di presentare apposita istanza per usufruire di questo
importante servizio. Da allora, però, Palazzo Zanca non ha più comunicato ufficialmente l’avvio di nuovi iter amministrativi volti a risanare le numerose aree “inquinate” di amianto, nonostante sia arcinoto il lungo elenco di norme, decreti e circolari che dal lontano 1992 (con la prima Legge sull’amianto, la n. 257 del 27 Marzo) impongono l’eliminazione di questo materiale cancerogeno per l’uomo e rovinoso per l’ambiente! Né tanto meno è dato sapersi prosegue l´esponente Udc - se alle successive richieste alla Regione da parte del Comune volte ad ottenere un nuovo finanziamento per la pubblicazione di un nuovo bando, da Palermo abbiano risposto, nonostante sia palese l’urgenza di dover ottemperare alla rigida normativa sull’argomento e soddisfare le legittime istanze degli interessati. Per tali motivi, Gioveni chiederà l´audizione dell´assessore al Risanamento De Cola nella competente IV Commissione consiliare al fine di avviare definitivamente con l´assessorato regionale competente un percorso virtuoso che riesca a ridurre al minimo la presenza di amianto in città e nelle abitazioni pubbliche e private. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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città a cura di Marilena Faranda
Forze Armate
Servizi Sociali
A rischio il lavoratori e gli assistiti
Accorinti: si alla pace, no a guerre di potere
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i è svolta la tradizionale cerimonia per celebrare il giorno dell'Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. A deporre le corone d'alloro al Monumento ai Caduti sono stati: il prefetto, Trotta, ed il gen. di Corpo d'Armata, Umberto Pinotti. Hanno partecipato, tra gli altri, S.E. La Piana e il sindaco, Accorinti, presenti pure: i Gonfaloni della Città e della Provincia, il Medagliere del Nastro Azzurro, i Vessilli ed i Labari delle associazioni combattentistiche e d'arma. Anche quest'anno, il sindaco Accorinti ha innalzato una bandiera della pace con il comitato Cambiamo Messina dal Basso. Il Prefetto ha letto l'augurio del Presidente della Repubblica. Accorinti aveva lanciato un appello ai sindaci d'Italia, perché esponessero la bandiera della pace, appello accolto dal sindaco di Roma, Ignazio Marino. In contrapposizione il neo comitato “Libera Messina” si è presentato con uno striscione, rappresentante la bandiera italiana con su scritto "Grazie forze armate", affiancato anche da numerosi consiglieri comunali.
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l 14 novembre scadranno le proroghe per gli operatori dei servizi sociali. I lavoratori, accompagnati dai segretari della FP Cgil, Cisl e UIL, hanno invaso Palazzo Zanca dichiarando la morte dei servizi sociali in città. l rappresentanti sindacali hanno chiesto che si dessero risposte certe sul futuro di questi lavoratori. I Lavoratori hanno fatto sentire la propria voce e le loro lamentele non dimenticando la mancata approvazione in bilancio di 2 milioni di euro da parte del Consiglio comunale. Dopo ore di attesa, infine, alle tre hanno incontrato il Sindaco Accorinti, insieme agli Assessori Signorino e Mantineo per avere delle risposte. Sul tavolo vi erano in discussione le proroghe dei servizi e l'emissione delle gare per stabilizzare i lavoratori di Casa Serena. Accorinti ha detto non vi fate coinvol-
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gere in strumentalizzazioni se siamo qui è perché teniamo ai servizi sociali quanto voi. In realtà, il problema lo dobbiamo anche alle precedenti Amministrazioni che ci hanno ridotto sul lastrico. Il Vicesindaco è murato vivo per cercare di far quadrare il bilancio e per trovare risorse. Prosegue poi l'Assessore Signorino per spiegare su quali voci del bilancio si sta lavorando. Non manca la risposta dei sindacati in particolare della segretaria Crocè che pur riconoscendo l'intensa attività di questa Amministrazione, ed in particolare del Vicesindaco, annuncia che i lavoratori resteranno in presidio. La sindacalista non solo richiede una risoluzione per le proroghe, ma soluzioni definitive. L'Assessore Mantineo afferma che si dovrà fare una razionalizzazione dei lavoratori in tutti i settori coinvolti.
Aree Mercatali
CMdB Regolamento per la partecipazione popolare
Chi sbaglia, deve pagare
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l sindaco, Accorinti, e gli assessori al Commercio, Panarello, ed alla Viabilità e polizia municipale, Cacciola, insieme al comandante del Corpo di Polizia municipale, Ferlisi, e alla presidente della terza Commissione consiliare, Scuderi ed il funzionario comunale Mastroianni, hanno illustrato il programma di contrasto all’abusivismo previsto nei mercati cittadini. Il percorso di legalità, introduce il Sindaco, è allo stesso tempo individuale e collettivo. Quando abbiamo parlato con gli ambulanti, siamo stati sereni e propositivi, ma anche sanzionatori. Se uno
sbaglia, infatti, bisogna sanzionarlo. Interviene l’assessore Panarello: Si è partiti dal mercato Zaera. In queste settimane partirà la riqualificazione dei mercati Sant'Orsola e Vascone, cercheremo un nuovo sito per il mercato al Mandalari. Più volte, però, abbiamo ricevuto anche in Commissione, denunce da parte di chi subisce concorrenza sleale, pagando le tasse e si vede rubato il suo posto.
Continuità Territoriale
Ospedale Piemonte
Nave + Treno
Un’idea per la salute cittadina
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’Amministrazione ha indetto un incontro aperto, per illustrare il proprio progetto sulla continuità territoriale. Siamo qui riuniti per parlare di continuità territoriale e trasporto integrato dello Stretto, introduce il Sindaco di Messina, Accorinti. Il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giovanni Raffa: Noi siamo contenti che ci si trovi a parlare di trasporto integrato dello Stretto e questo potrebbe portare anche uno sviluppo verso l'aeroporto dello
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a Consigliera Comunale di CMDB, Lucy Fenech e la Consigliera della IV Circoscrizione di CMDB Raffaella Lombardo hanno presentato il "Regolamento per la Disciplina delle Forme di Partecipazione Popolare all'Amministrazione locale", frutto di un lungo e paziente lavoro, alla presenza degli Assessori Sergio De Cola e Gaetano Cacciola.
E Stretto. L'idea, spiega l’assessore Cacciola, era fare una Metropolitana dello Stretto, prima passando con mezzi veloci, e poi tramite la ferrovia si possa arrivare a Reggio centro ed infine in 8 minuti anche all'aeroporto. Questa, però, è una proposta a breve termine, nell'emergenza.
' stata presentata in una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Zanca, un ipotesi di piattaforma programmatica per una rifunzionalizzazione sostenibile del presidio ospedaliero Piemonte di Messina. Un progetto, questo, nato dal nuovo comitato, “SANIDEA - Un'idea per la salute cittadina”.
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Giorno dell'UnitĂ Nazionale e Festa delle Forze Armate
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Si è svolta a Piazza Unione Europea, dinanzi Palazzo Zanca, la tradizionale cerimonia, con lo schieramento interforze, per celebrare il giorno dell´Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate. foto di Peppe Saya
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Messina 4 novembre 2014
Accorinti: Si alla Pace, No alle guerre per il potere foto Peppe Saya
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Messina 4 novembre 2014 Nel Salone di Rappresentanza del Palazzo del Governo, dopo la cerimonia di piazza Unione Europea sono state consegnate undici Onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana da parte del Prefetto della Provincia di Messina ad altrettanti insigniti residenti in provincia. foto Peppe Saya
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Provincia a cura di Marilena Faranda
Sequestro della Discarica di Mazzarrà Sant’Andrea 40
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Il sindaco Foti: “prenderemo a calci gli approfittatori”
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militari dell’Arma dei Carabinieri delle Stazioni di Barcellona P.G. e Furnari, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Barcellona hanno provveduto al sequestro della discarica di Mazzarà S. Andrea. Abbiamo chiesto al Sindaco di Furnari, Mario Foti, uno dei maggiori fautori di questo sequestro, un commento su questo giorno storico. Finalmente nel Comune di Furnari si volta pagina, siamo una comunità che ha sofferto per qualche decennio il problema della qualità dell´aria e anche dell’acqua, sto leggendo, infatti, uno studio in proposito e pare che ci sia anche un problema con l´acqua. La discarica è stata chiusa dopo un notevole dispendio di energia e di impegno personale, quando invece ci sono degli organi dello Stato che avrebbero dovuto fare la loro parte e non l´hanno fatta, fino alla recente conferenza dei servizi. C’è stato, comunque, un magistrato che non finirò mai di ringraziare, l´ex assessore Marino, che guarda caso è stato estromesso. E’ stata fatta chiarezza attraverso una commissione ispettiva, nella quale, guarda caso, sono stati presi in considerazione tutti i temi che l´Amministrazione di Furnari, con un intervento volontario al CGA, ha tirato fuori, cioè il problema dell´acqua, dei pozzi, del dissesto idrogeologico, tutti temi presi dalla relazione Marino. Questo mi fa molto piacere. Oltre al coraggio dell´ex Assessore nel fare questa commissione ispettiva si deve menzionare anche l’azione del dottore Marco Lupo. Sono stato costretto ad andare alla Commissione Antimafia, dato che un
sacco di lettere ed esposti sono rimasti inevasi. Debbo ringraziare pubblicamente l´Onorevole Sonia Alfano, perché in Commissione nazionale antimafia ha detto che il Sindaco di Furnari era stato lasciato solo contro soggetti, che non sono quello che vogliono apparire o credono di far apparire e tra questi ci sarebbe pure un parlamentare. Ci sono stati anche dei casi di corruzione, perché siamo anche in grado di riferire anche di questi. Tanti soggetti sono arrivati in Sicilia ed hanno creato la loro rete di potere. Ci sono state tante persone, anche tanti sindaci, che avevano bisogno di essere amici di questi potenti, che sono arrivati qua con le pezze nel **** e sono partiti camminando con l´Audi, facendo regalie a tutti. Questo è il sistema che è crollato ed è finito, sono contento, quindi, di avere dato una mano importante a questa soluzione. Un sindaco coraggio, ma ci siamo chiesti e gli abbiamo chiesto se ha mai pensato alle conseguenze del suo gesto che ha coinvolto la provincia di Messina e tutti i lavoratori della società. Ritengo, risponde il Sindaco, che le cose vanno fatte, perché devono essere fatte. Io ritengo che quelle persone che vengono a casa mia e mi buttano i rifiuti e pretendono anche di fare guappi, se ce la faccio, li prendo a calci, così come abbiamo fatto con quelli della centrale di biomasse, che hanno insistito e sono stati presi a calci. Oggi sono stato alla discarica di Mazzarrà, per altre questioni e ho capito che i lavoratori mi odiano, ma devono capire che non possono lavorare a discapito della mia salute.
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Diario A
3 novembre 2014 - Herat
A Camp Arena medici militari ed università firmano accordo per la formazione Alcuni giorno fa ad Herat, è stato firmato un accordo bilaterale (Memorandum of Understanding MoU) tra l’Università di Herat e l’ospedale militare del 207° Corpo d’Armata dell’Afgan National Army. L’accordo è stato sottoscritto a Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAACW) - Comando a guida italiana su base Brigata bersaglieri “Garibaldi” - dal Magnifico Rettore dell’università di Herat Abdul Zaher Mohtaseb, e dal Comandante del 207° Corpo, Generale Taji Jahed Mohammad. Presente alla firma il Comandante del TAAC-W, Generale di Brigata Maurizio Angelo Scardino. Grazie al Memorandum, nato da una iniziativa del TAAC-W, gli ufficiali medici del 207° Corpo d’Armata afgano potranno frequentare le strutture dell’ospedale di Herat, mentre gli studenti di medicina dell’Università di Herat potranno a loro volta accedere all’ospedale militare regionale di Camp Zafar: sia gli uni che gli altri potranno quindi affinare le loro abilità cliniche e pratiche, confrontando le proprie esperienze mediche ed i percorsi clinico-diagnostici. L’evento offre la possibilità di un aggiornamento clinico e di educazione medica continua (EDC) al personale sanitario militare e civile, in un Paese al momento ancora sprovvisto di un programma formativo, e potrà infine incentivare l’arruolamento di personale sanitario.
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and West – Afghanistan Militare Italiano
Afghano
A Camp Arena medici militari ed università firmano accordo per la formazione
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Diario A
4 novembre 2014 - Herat
Il generale Joseph Anderson, comandante dell’ISAF Joint Command, in visita ad Herat Il generale americano Joseph Anderson, comandante del Joint Command della International Security Assistance Force (ISAF), la forza multinazionale che opera dal 2001 in Afghanistan su mandato delle Nazioni Unite, ha visitato nei giorni scorsi il Comando a guida italiana ad Herat. Al suo arrivo, il generale Anderson è stato ricevuto dal generale Maurizio Angelo Scardino, Comandante del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), il Comando multinazionale a guida italiana su base Brigata bersaglieri “Garibaldi”, che lo ha accompagnato presso Piazza delle Bandiere dove ha potuto incontrare le rappresentanze multinazionali del TAAC-W. L’ alto ufficiale ha espresso apprezzamento a tutto il TAAC-W, che seppure sia formato da contingenti di diverse nazionalità, ha dimostrato unità di intenti nel raggiungimento di tutti gli obiettivi assegnati. Il generale Anderson ha poi incontrato il comandante del Provincial Command of Police di Herat , generale Bahsodi e successivamente, si è recato a Camp Zafar, dove ha incontrato il comandante del 207° Corpo d’Armata dell’esercito afgano, il generale Jahed. Al termine della visita, prima di rientrare presso la propria sede a Kabul, il Comandante di IJC ha conferito il titolo di “Honorary Sky Dragon” al generale Scardino, che ha ricambiato nominandolo “Bersagliere ad honorem” della Brigata bersaglieri “Garibaldi”. Sky Dragons e’ il nickname del 18° Corpo Aerotrasportato statunitense, attualmente schierato in Afghanistan quale Comando dell’ International Security Assistance Force Joint Command.
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and West – Afghanistan Militare Italiano
Afghano
Il generale Joseph Anderson, comandante dell’ISAF Joint Command, in visita ad Herat
Il generale Anderson firma l'albo d'onore del taac-w2
Il generale Anderson riceve la nomina di bersagliere ad honorem
Il generale Anderson durante la sua allocuzione WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Diario A
4 novembre 2014 - Herat
Celebrato ad Herat il 4 novembre, “giorno dell’Unità Nazionale e giornata delle Forze Armate” Stamattina i militari del Train Advise Assist Command – West (TAAC-W), Comando multinazionale a guida italiana su base Brigata bersaglieri “Garibaldi”, alla presenza del proprio Comandante Generale di Brigata Maurizio Angelo Scardino, e delle rappresentanze delle Forze Armate estere inquadrate nel TAAC W, hanno celebrato la ricorrenza del “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze armate”. La cerimonia si è svolta con la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti, seguita dalla lettura dei messaggi delle Alte Cariche dello Stato italiano e dalla preghiera della Patria, recitata dal Cappellano militare. Il generale Scardino nel suo discorso ha espresso la sua commozione e riverenza nel ricordare i nostri caduti in Afghanistan, che si sono sacrificati nell’adempimento del dovere. La mattinata è proseguita con la proiezione al personale italiano del TAAC-W del film sulla Grande Guerra “Torneranno i prati”, del regista e maestro Ermanno Olmi, seguita infine dalla video-teleconferenza con il Ministro della Difesa ed il Capo di Stato Maggiore della Difesa, che hanno salutato i contingenti militari italiani impegnati nelle operazioni internazionali.
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and West – Afghanistan Militare Italiano
Afghano
il generale Scardino durante il suo intervento
Onori ai caduti
Personale italiano del taac-w durante la proiezione del film torneranno i prati1
rappresentanze del contingente italiano schierate WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Militare catanese riceve la medaglia d’oro al valor militare
La concessione della medaglia d'oro
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l Caporal Maggiore Capo Andrea Adorno, ha ricevuto ieri mattina dal Presidente della Repubblica, durante la tradizionale cerimonia all'altare della patria, la Medaglia d'Oro al Valor Militare, massimo riconoscimento del valore militare, con la seguente motivazione: "Caporal Maggiore Scelto, Alpino paracadutista, nel corso dell'operazione "Maashin IV", mirata a disarticolare l'insurrezione afghana, conquistato l'obiettivo, veniva investito con la sua unità da intenso fuoco ostile. Con non comune coraggio e assoluto sprezzo del pericolo, raggiungeva d'iniziativa un appiglio tattico dal quale reagiva con la propria arma all'azione dell'avversario. Avvedutosi che il nemico si apprestava ad investire con il fuoco i militari di un'altra squadra del suo plotone, non esitava a frapporsi tra essi e la minaccia interdicendone l'azione. Seriamente ferito ad una gamba, manteneva stoicamente la posizione garantendo la sicurezza necessaria per la riorganizzazione della sua unità. Fulgido esempio di elette virtù militari". Bala Morghab (Afghanistan), 16 luglio 2010.
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Il C.le Magg. Capo Andrea Adorno, ha prestato servizio per nove anni al 4° Reggimento alpini paracadutisti, in questo periodo è stato impiegato sette volte in operazioni al di fuori del territorio nazionale, nei Balcani, in Iraq e in Afghanistan, dal 2011 è in forza al 62° Reggimento fanteria "Sicilia", è sposato e ha due bambini di sette e quattro anni. Il C.le Magg. Capo Andrea Adorno è il primo graduato dell'Esercito Italiano, vivente ed in servizio, a ricevere la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Il caporal maggiore capo Adorno in Afghanistan
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Galleria d’arte di Vittoria Arena
Intervista
Indicativo futuro di Antonio Giocondo Nota biografica di Antonio Giocondo Elegante e raffinato, Antonio Giocondo si immerge nelle avanguardie europee del Novecento dove il palcoscenico è il laboratorio del linguaggio artistico, nelle cui opere decisive primeggia la frenesia della danza del logos, che investe un quid di essenziale, comunica per vie traverse ed in modo improprio sia nel linguaggio visivo che in quello verbale, trovando ordine nell’istantaneo di un movimento futuristico. I segni grafici di Keith Haring, Andy Warhol, influenzano l’artista nel suo magma pittorico che interviene in modo inedito ad inglobarli in una combinazione con l’arte russa sino a splendere nei colori vivaci, nei frammenti di scritte, generando nelle opere un senso di totale e magnetica attrazione.
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L’arte celebra l’uomo non lo manipola…è una citazione di Keith Haring, quale spunto di riflessione ti viene in mente? Haring è stato il mio punto di partenza per analizzare l’arte, molte citazioni li condivido appieno , ne ricordo una impressa in mente: noi non dovremmo accontentare il pubblico, ma esprimerci affichè il pubblico stesso possa comprenderci. La fotografia è una casualità o una passione che comprende tutto? E’ un’ espressione artistica a mio giudizio molto complessa, per quanto possa risultare semplice, dietro uno scatto ci sta una ricerca professionale. Insomma la rivoluzione digitale che avanza ha fatto diventare tutti bravi nella fotografia, ma in realtà non è prorio cosi. L’amore e il dialogo, ritieni componenti essenziali nella famiglia? Si li ritengo essenziali, anche se in questo momento il dialogo è sopraffatto dalla tecnologia. Le persone si dividono in? Le persone si dividono in due categorie: c’è chi ha sogni nel cassetto, e c’è chi non aspira ad averli La prima cosa a cui pensi quando ti svegli? Penso che è una mattina in più, e mi auspico sempre di avere lo stesso stimolo di operare. Come ti immagini il paradiso, colorato come le tue tele? Speriamo di no, con colori più tenui. Tre cose che ami e tre cose che odi? Amo: gli affetti, il domani e qualche passione Odio: le cose banali, le normalità, i giudizi.
Chi o cosa ti fa ridere di più? Mia figlia ripete spesso che non so ridere, ritengo che per farmi ridere è ardua. Se la tua vita fosse un documentario, chi sarebbe il regista? Mia moglie, la persona che mi ha catapultato nel mondo dell’Arte. Una cosa bella nell’essere di te Mi vedo con lo spirito creativo che non riesco ad abbandonare.
foto di Antonio De Felice
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Cultura
“Impara l'Arte ma non metterla da parte” Cercasi artigiani ed artisti per la sesta edizione
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Impara l'Arte ma non metterla da parte” giunge alla sesta edizione, riproponendo la formula che negli scorsi anni ha consentito, con il contributo di numerosi artigiani e artisti, di sostenere progetti e iniziative di solidarietà internazionale . L’evento, promosso dal Centro di Mondialità “Senza Frontiere” e da Anymore Onlus, è patrocinato dalla V Circoscrizione e dal Comune di Messina e si svolgerà presso Forte Ogliastri il 67- 8 dicembre 2014. In particolare quest’anno, a seguito di un viaggio di scoperta effettuato dai volontari di Anynore Onlus in Rwanda nel ventennale del tragico genocidio, l’iniziativa sosterrà il progetto “Diamoci un Mano” per il completamento della Scuola di Nganzo e la fornitura di kit-studio per i piccoli scolari rwandesi.
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Messina - Forte Ogliastri
L’evento sarà occasione per riflettere sulle questioni dello sviluppo dei paesi che, nel sud del mondo ma non solo, provano a rialzarsi dalle tragedie della guerra. Le quattro edizioni precedenti hanno sostenuto rispettivamente: l’attrezzatura di una scuola elementare e un asilo in Senegal (2009), il COSBEL (Community Searching for Better Life) in Uganda (2010), una comunità afroamericana in Colombia (2011), la Casa Famiglia Holy Family in Rwanda (2012) e l’ accoglienza per i profughi a Lampedusa (2013). L’iniziativa nasce con l’idea di coinvolgere artisti e artigiani per mettere la propria arte al servizio di progetti a favore delle popolazioni del Sud del mondo. Per questo il Centro di Mondialità “Senza Frontiere” e l’associazione Anymore Onlus lanciano un appello ad artisti, artigiani, cantanti, ballerini, attori, poeti, e a tutti coloro che posso contribuire con le proprie capacità per rendere ancora più ricca la sesta edizione di “Impara l'Arte ma non metterla da parte”. L’evento, che ogni anno ha coinvolto migliaia di visitatori, è inoltre un’occasione unica per dare a ciascun artista e artigiano un’ottima visibilità e per promuoverne il talento… tutto in nome della solidarietà! La selezione degli artisti si concluderà il 16 novembre 2014. Gli artigiani e gli artisti interessati possono rivolgersi a: Anymore Onlus, , Via Venezian 25, 98122, Messina. – 0906409922 Cell. 3338601602. E-mail info@senzafrontiere.info – anymore@anymoreonlus.org WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Riparte il rito della Luce Presti: «Mai come in questo momento credo che il mondo abbia bisogno di una luce rigeneratrice. La luce è vita, è futuro, è conoscenza…»
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Rigenerare l’universale»: due parole che racchiudono la mission del “Rito della Luce” che – dopo aver fatto tappa alla Campanella Sturzo e al Boggio Lera – in questa edizione 2014 inonderà di Bellezza l’Istituto Vespucci-Capuana-Pirandello e Sante Giuffrida di Catania (via Enrico De Nicola). L’evento, ideato dalla Fondazione Fiumara d’Arte, si svolgerà dal 18 al 21 dicembre e coinvolgerà poeti, musicisti, danzatori, artisti, gruppi di diverse etnie, abitanti di Librino, studenti del territorio e l’intera cittadinanza, con l’obiettivo di «illuminare le coscienze di tutti – spiega il mecenate Antonio Presti – restituendo alle nuove generazioni messaggi positivi legati ai valori e alla speranza». Echi e simbologie cosmiche, che richiamano l’energia dei quattro elementi naturali, faranno da cornice a un percorso di suggestioni e immagini che si concluderà col Solstizio d’inverno boreale (21 dicembre), il giorno più corto dell’anno, in cui il sole raggiunge lo Zenit ai Tropici: «La luce, elemento simbolo della conoscenza, dell’archè, di molte religioni e filosofie, elemento vitale per il benessere e per l’anima - sottolinea Presti, ambasciatore di bellezza e conoscenza – diventa occasione d’incontro e di condivisione. La luce purifica, rinnova e rigenera l’animo: il rito, che vogliamo istituzionalizzare e consegnare alla città di Catania, vuole segnare l’inizio di una nuova epoca in cui i valori spirituali vincono sul buio del consumismo e sulla perdita dell’etica e della moralità». Oltre 40 istituti, 45 associazioni, 40 fotografi e 500 artisti verranno coinvolti per la realizzazione del Rito. Al centro di questo sistema, che si frappone alla crisi ideologica, alla globalizzazione e al capitalismo imperante, ci sarà la scuola, innalzata a “tempio della cultura”, agente di socializzazione e luogo centrale della società, in cui nutrirsi dei valori fondamentali della conoscenza. Dopo il successo degli scorsi anni, che ha registrato la presenza di oltre
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50mila partecipanti, l’appello alla città si rinnova con maggiore enfasi: «Chiediamo ai cittadini e alle istituzioni partecipazione e condivisione – continua il presidente di Fiumara d’Arte – vogliamo che il rito diventi un momento di tutti; una presa di coscienza; una strada di bellezza, intesa come momento essenziale di elevazione dalle semplici passioni umane. Per questo chiediamo agli artisti di aderire numerosi all’iniziativa, partecipando alle selezioni del Rito della luce, per potenziare e moltiplicare i messaggi rivolti ai giovani e alla città». Il Rito della Luce, che ha avuto la sua genesi a Librino – dove la Fondazione opera da 15 anni - vuole dunque essere “una centrifuga spirituale ed emozionale”, proprio per questo si svolgerà nel cuore della città: tra San Berillo e la Civita, in una zona dove s’incrociano diverse etnie nel nome dell’integrazione. In occasione dell’evento – che si svolgerà dalle 18 alle 22.30 saranno realizzati numerosi mandala, bianco su bianco, da artisti, studenti e associazioni di volontariato. Per aderire al Rito della luce contattare la Fondazione Fiumara d’Arte info@fondazionefiumaradarte.org antoniopresti@fondazionefiumaradarte.org
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Un’iniziativa dell'associazione culturale "Anthurium Rosa"
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Viaggi lontani. Esplorazioni fuori dal corpo" (Spaziointeriore editore) è un libro di Robert M. Monroe, fondatore del Monroe Institute sulle esperienze extracorporee. Venerdì 7 novembre, alle ore 20.00, alla libreria FioriGialli di Messina (in via dei Verdi n. 38), Stefano Roverso, trainer del Monroe Institute, presenta il classico di Monroe. L'ingresso è libero. Roverso ¬¬– che sarà l'animatore di un seminario residenziale dal 6 all'8 dicembre a Messina – è autore della prefazione al libro e la presentazione, così come il successivo seminario, si deve all'attività culturale, nel segno della ricerca spirituale, dell'associazione "Anthurium Rosa" di Messina. Nell'incontro con Roverso, in primo piano saranno tutti i temi da sviscerare nel seminario di dicembre ¬¬– per informazioni e iscrizioni cell. 3335265278, 3476762729¬¬, anthuriumrosa@gmail.com ¬¬– e la descrizione della tecnologia "Hemi ¬¬– Snc Workshop", scientificamente testata e che
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nasce da 40 anni di ricerche sul funzionamento del cervello condotte dal Monroe Institute (per approfondimenti www.monroeinstitute.it), ente non profit statunitense dedicato allo studio delle potenzialità inespresse della mente. Il libro “Io sono più del mio corpo fisico” . Ecco il concetto fondamentale trasmesso da Robert Monroe in "Viaggi Lontani" e in generale in tutta la sua opera. In questo libro, Monroe illustra i sorprendenti sviluppi delle proprie esperienze fuori dal corpo – le cosiddette OBE – e ciò che nel corso di questi vissuti ha appreso sui cicli di vita e di morte, sulle forme di vita non materiali, sullo sviluppo della coscienza e sull’esistenza dopo la morte. "Viaggi Lontani" rappresenta una guida rivolta a chiunque voglia intraprendere l’esplorazione della coscienza e del proprio corpo e, al contempo, costituisce una cosmologia estesa che sfugge a ogni dottrina e a ogni sistema di credenze predeterminato.
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Mittente Il Cittadino Destinatario Assessore Arre
Messina - Piazza del Popolo - 4 novembre 2014
Una volta era un punto informativo telematico, ora soltanto gabbia aperta per colombi foto di Peppe Saya
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edo Urbano Daniele Ialacqua
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Musica
Ognissanti è un giorno benedetto?
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l verde e il rosa, dacché l’uomo ne abbia memoria, non sono colori che si sposano felicemente. Ma la storia, oltre ad insegnarci a non commettere errori compromettenti, ci indica come i pregiudizi, i preconcetti, gli schemi mentali precedenti l’esperienza diretta siano un cancro sterminatore per la possibilità di ampliare gli orizzonti della nostra mente. Il verde e il rosa, seppur toni di colore discordanti, possono stare benissimo insieme. Come facciamo a dire questo? Sono stati i Pink Holy Days, lo scorso sabato 1 novembre, sul palco del pluricita-
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Di sicuro, se ci sono i Pink Holy Days lo rettangolare, i PHD hanno squadernato un’elettronica dal sapore techno, dai ritmi insistenti e consecutivi, dalle trovate melodiche non indifferenti, dai timbri vocali scuri, lontani, ma sempre presenti. A decine le spalle scosse a mordenti emanazioni di beat. Dal 2008 ad oggi, il duo italiano si caratterizza per questo: portare tra la gente, creando interessanti giochi di rimbalzi fra tetto e pavimento, il suono giusto per delle orecchie moderne, desiderose di ascoltare la faccia della medaglia che c’è in tutti i giorni: scandagliare la monotonia, per ritrovare ciò che, nella lotta quotidiana, inevitabilmente, si perde. Dopo gli LP Nichts (2010) e Twenty Eight minutes (2012), numerosi EP e diversi singoli, percorrono i club europei a squarci di colore: verde e rosa, per l’appunto. Funzionano insieme? A voi la sentenza. Marina Pagano
foto di Mauro Kuma
to Retronouveau, con il loro live-set “In the woods”, a mostrarci come la comunanza della natura esista anche nell’accostamento di cose che, in apparenza, sembrano essere lontane anni luce. Così, il verde delle foreste più impenetrabili si mescola al rosa dei giorni benedetti. D’altronde, nel giorno di Ognissanti non ci si poteva aspettare un ospite da meno. Sulla scatola nera aperta del club messinese, immersi tra manopole, pc, regolatori, cavi e muscoli e ossa chine sul lungo tavo-
foto di Mauro Kuma WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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L’Otherwise Quartet e la poesia di Bufalino
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iovedì 6 novembre alle ore 19, presso la Sala Sinopoli del Teatro di Messina, per la Stagione Concertistica della Filarmonica Laudamo, l'Otherwise Quartet con il progetto BufalinoSoundInVerse, aprirà la mini-rassegna del giovedì dal nome Accordiacorde, realizzata in collaborazione con E.A.R. Teatro di Messina, e giunta alla sua seconda edizione. Si tratta di una striscia di concerti infrasettimanali, all’interno della Stagione, dove gli autori presentano e sperimentano i propri progetti insieme al pubblico, in una cornice più raccolta, ideale per la tipologia delle proposte. Ben si inquadra così Bufalino SoundInVerse, un viaggio suggestivo dove la musica e la poesia si incontrano nei versi tratti da “L’Amaro Miele”del grande poeta comisano Gesualdo Bufalino, secondo le coordinate musicali ideate dal compositore e pianista anch’egli comisano Gino Aquila, ex enfant-prodige e oggi affermato musicista. L’ensemble, che vedrà lo stesso Aquila al pianoforte, sarà composto anche da due apprezzati musicisti siciliani: Carlo
IIª edizione di Accordiacorde nella Stagione della Filarmonica Laudamo 62
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Gino Aquila
Cattano al sassofono e ai flauti, e Alessandro Nobile al contrabbasso. Ospite d’eccezione l’attore Roberto Nobile, volto assai noto del cinema (diretto da alcuni dei più importanti registi, fra cui Moretti, Tornatore, Kiarostami) e della televisione (Distretto di Polizia, Il Commissario Montalbano). Il prossimo appuntamento per la stagione della Filarmonica Laudamo domenica 9 novembre al Palacultura, alle ore 18 con l'Orchestra da Camera Kandinskij diretta da Aldo Lombardo in una antologia di concerti di Johann Sebastian Bach.
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I Quintorigo e il saxofonista Giancarlo Parisi
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a buona musica con l’Accademia Filarmonica di Messina e l’Associazione Bellini questo fine settimana si raddoppia: il rock americano rivisitato da una band scoppiettante e lo stile cantautoriale rivisitato da un esperto compositore messinese e un’orchestra da camera. Il Palacultura “Antonello” ospiterà, grazie al cartellone unico delle due associazioni, due appuntamenti da sottolineare in agenda: il 7 novembre, alle 21, i Quintorigo con l’Omaggio a Jimi Hendrix e sabato 8 novembre, sempre alle 21, il saxofonista Giancarlo Parisi che, con il suo Zi Flute e il fascino di altri colleghi professionisti, onorerà Fabrizio De Andrè nel concerto “Aria di Faber”. La formazione Quintorigo ha incassato il più importante riconoscimento italiano in ambito jazz ovvero Miglior Band Jazz 2008 dal prestigioso premio Top Jazz, indetto dalla rivista Musica Jazz. Si avvale di Valentino Bianchi al sax, Gionata Costa al violoncello, di Andrea Costa al violino, di Stefano Ricci al contrabasso e di Moris Pradella alla voce come guest star dell’ultimo disco. Il gruppo porta in tour
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Quintorigo Experience per scandagliare la bravura di Hendrix ma matura il proprio talento, verso la metà degli anni ’90, attraverso le tecniche di arrangiamento applicate al rock d’autore ed esibendosi come inconsueta cover-band nei club dell’Emilia-Romagna. Non solo Hendrix nel mirino sperimentale degli artisti ma anche Beatles, Deep Purple, Nirvana, Battiato passando per Mozart, Rossini, Davis, Hancock. I Quintorigo elaborano in un modo personale lo studio dei Maestri del passato, sfidando repertori superlativi e palpando una totale e dissacrante libertà con i loro arrangiamenti. L’urgenza di scrivere materiale inedito li spinge ad affermarsi in concorsi e festival quali 1° posto ad Arezzo Wave ’98, premio della critica e per il miglior arrangiamento a Sanremo ’99, Premio Tenco, lo stesso anno, come miglior opera prima, miglior arrangiamento a Sanremo 2001. Prestigiose le partecipazioni al Primo maggio a Roma, al Premio Tenco, al Premio Ciampi. Vastissimo l’elenco degli sposalizi artistici. I Quintorigo amano citare, fra i tanti, Carmen Consoli, Ivano
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Quintorigo Quadrata
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Doppio entusiasmante appuntamento questa settimana per la Stagione musicale dell’Accademia Filarmonica di Messina e dell’Associazione “Bellini”
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Fossati, Franco Battiato, Enrico Rava, Antonello Salis, Roberto Gatto, Gabriele Mirabassi, Maria Pia De Vito. Otto Cd in più di dieci anni di carriera. La band ha trasformato la propria passione per la musica in un mestiere vero e proprio, seguito da un pubblico colto ed affezionato. Non si può rinunciare ad ascoltarla dal vivo il 7 novembre al Palacultura. Giancarlo Parisi, autore ed esecutore di musiche per teatro, collabora per ben 7 anni (dal ’91 al ’98) con Fabrizio De Andrè nei tour “Le nuvole” 1991, “Fabrizio De Andrè in teatro” 1992, “Fabrizio De Andrè in tour” 1998 e nel disco live “Concerti 91”. Ha avuto sempre la “convinzione che la voce di Fabrizio sia insostituibile, ineguagliabile, unica … perché utilizzata come uno strumento”. Ed è in questa
chiave che Parisi rende omaggio alle sue opere e al “Faber” musicista, “un progetto in cui le sue linee melodiche travalicano il senso della parola e diventano musica pura”. L’artista messinese imprime a questa fatica uno stile etnico quasi “medio-orientale” condivisa dal musicista Melo Mafali che cura gli arrangiamenti e con cui da decenni ha instaurato un legame professionale e d’amicizia. La particolarità della performance “Aria di Faber” dell’8 novembre è che Parisi, oltre ad essere “voce” solista strumentale, adopera un flauto da lui modificato e brevettato denominato “Zi Flute” che incarna “mondi di differenti culture” come il ricordo della voce di Fabrizio De Andrè. Le invenzioni musicali sono congeniali all’eclettico personaggio che ambisce a possibilità finora inaccessibili, come con il Giancarlo Parisi
modello di Zampogna a paro “Cromatica” che sviluppa la tradizionale “diatonica” e per cui ha composto, nel 2011, il “Concerto N° 1” anche per orchestra, riproposto in teatri rilevanti, fino allo scorso gennaio. Nel concerto del prossimo 8 novembre, l’ensemble musicale sarà composto oltre che dal protagonista dello Zi Flute e Mafali alle tastiere, da Alessandro Blanco alla chitarra; Giovanni Alibrandi e Viola D’arrigo-Adamova ai violini; Rosanna Pianotti alla viola; Genziana D’Anna al violoncello; Nino Gambino al contrabbasso; Marcello Caputo al Clarinetto; Antonino Cicero al fagotto; Giorgio Rizzo alle percussioni; Marco Pinto alla voce con la Direzione di Maurizio Salemi. Parisi può vantare una brillante carriera e collaborazioni, sia in studio come turnista che in attività dal vivo, con molteplici artisti tra cui Eugenio Finardi, Gang, Mia Martini, Pierangelo Bertoli, Fiorella Mannoia, Mauro Pagani e Carmen Consoli. Il musicista, sin dagli anni ‘80, fonda insieme a Giovanni Sollima il gruppo “Carabo” con un repertorio di musiche originali, con cui oltre a vincere la “I Rassegna di Musicisti Jazz Siciliani” (Messina 1983), partecipa al Festival Jazz di Pori (Finlandia 1984) e al Leverkusen Jazz Festival (Germania 1984). Ha insegnato Sax a Milano al Centro Professione Musica e ha fatto parte della Premiata Forneria Marconi; risulta vincitore alla rassegna “Indipendenti ’90” con il progetto musicale “Giapo World Dance”. Ha partecipato con il suo progetto “Asteriskos”, di cui è autore di tutti i brani, a numerosi festival nazionali ed internazionali tra cui il “Womad” a Palermo e “Il Giardino della Musica” a Milano. Collabora, dal 2003, con il batterista Stewart Copland (ex-Police), l’arrangiatore Vittorio Cosma e l’Ensemble della Notte della Taranta” per la realizzazione dello spettacolo e successivo CD “La notte della taranta” di Melpignano.
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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo
Mio fratello è figlio unico Siamo nell’Italia che non ha mai conosciuto, veramente, il ’68. Siamo nella provincia povera delle fabbriche e degli ideali che servono ad andare avanti. Ispirato dal romanzo “Il fasciocomunista” di Antonio Pennacchi, “Mio fratello è figlio unico” è, forse, il film meglio riuscito di Daniele Luchetti. Sullo sfondo dello scontro politico tra fascismo e comunismo, la storia di due fratelli uguali e diversi, talmente lontani da essere vicinissimi. Elio Germano, con un interpretazione infinita, è Accio il piccolo di casa, alla continua ricerca di un posto per l’anima. Da bimbo sognava il seminario, ma presto si accorge che non fa per lui, crescendo subisce l’influenza di Mario (Luca Zingaretti), venditore ambulante fascista, che lo avvicina a quel mondo tanto da farlo tesserare al MSI. Qui la prima antitesi col fratello Manrico (Riccardo Scamarcio, finalmente intenso e non pesce lesso), comunista, sindacalista, operaio in fabbrica. I due fratelli, innamorati come i fratelli sono, si respingono negli ideali, ma Accio è visto sempre come il ragazzino di casa, preso mai sul serio. Quando Mario decide che Manrico ha bisogno di una lezione, Accio rompe col partito e pian piano si avvicina al partito comunista. Un’ondivaga ricerca di serenità, Accio non è spinto solo dagli ideali, ma dalla ricerca del suo posto del mondo. La vita dei due fratelli è squarciata dalla distanza e da una donna, Francesca (Diane Fleri) che ama Manrico ma affascina Accio. Manrico e Francesca spariscono, lasciano Latina e Accio perde le tracce del fratello per anni. Un giorno Manrico chiama, ha bisogno di soldi, quelli che aveva rubato all’ex datore di lavoro, Accio li porta a Torino, dove Manrico, Francesca e il loro piccolo Amedeo sono latitanti. Accio rimane l’ingenuo di sempre, ed una sua telefonata a Francesca condanna Manrico a morte, la polizia lo braccava e lo uccide in un conflitto a fuoco. Francesca finisce in galera, Accio prende con sé il piccolo Amedeo e torna a Latina. Ed ecco che Accio capisce chi è. Sin da bambino voleva aiutare gli ultimi, ma perso nella politica aveva perso la traccia. Entra al municipio, trova le carte che assegnavano le case popolari, sogno agognato della sua famiglia e di tante altre, e riunite le famiglie assegnatarie, decide di prendersi ciò che spetta loro, occupando le case. Una storia politica e sociale, ma solo come sfondo, la realtà sono gli uomini e le loro storie. Quella dell’amore di due fratelli, che non potranno mai essere lontani anche se la vita li pone agli opposti. Quella di una madre (Angela Finocchiaro), coraggiosa e indistruttibile, quella di tante vite imbrigliate da ideali e inconsapevoli che la storia è mutevole. La regia di Luchetti ispeziona le anime dei personaggi, primi piani intensi che ti fanno guardare negli occhi queste storie. David di Donatello a Elio Germano e Angela Finocchiaro, fantastici interpreti di questo racconto di anime e affetto.
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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo
CURIOSITà Ed eccolo il rock ‘n’ roll nella sua natura più pura, mutevole e sperimentale, folle e disincantato, ecco Lou Reed. Un cantastorie decadente che ha raccontato la vita americana per 40 anni, intensi e atroci come solo quelli di un rocker puro sanno essere. Ha emozionato con la sua emozione sincera, lo ha fatto con una continuità stupefacente per volubilità e ribellione, non fuori dagli schemi, perché neanche li ha mai conosciuti gli schemi. Ha dedicato tutta la sua vita alla musica, una carriera iniziata quando era ancora ragazzino e finita quando aveva ancora tanto da dire. Una vita all’eccesso, alcool e droghe, ma era il rock, forse non era possibile essere un rocker negli anni ’70 senza scadere nel qualunquismo del banale eccesso psicofisico. La sua non è stata un’autodistruzione incontrollata, è caduto e si è rialzato, fino al momento in cui la sua anima non ha trovato più spazio in un corpo tartassato dai vizi. Ma è la musica la cosa per cui ricorderemo per sempre Lou Reed, artista stratosferico, ha preso il rock, lo ha guardato negli occhi e lo ha mutato in mille modi, senza mai ripetersi o essere specchio di qualcosa di già visto e sentito. Una produzione musicale nata dopo la metà degli anni ’60 coi Velvet Underground, da lui fondati ed esaltati già dal primo brano, la famosa e delicata “Sunday morning”. Ma Lou Reed è un ragazzo particolare e segnato, da adolescente il suo comportamento ribelle e scapestrato preoccupava molto i genitori, che decisero di farlo “curare” in una clinica psichiatrica. Il giovane Lou entrò inconsapevole in clinica, lì gli fu praticato l’elettroshock, pratica in uso in quegli anni. Il trattamento non servì a nulla, anzi, aumento la ribellione del ragazzo e ne fece uscire fuori il disagio verso la famiglia ed i genitori, classica famiglia borghese, ben inserita nella comunità ebraica, che non accettava di avere un erede così eccentrico. È questo era Lou Reed, eccentrico e folle, follia positiva e creativa, dai Velvet Underground alla carriera solista non ha mai smesso di cercare sperimentazioni sonore e musicali. Sempre dietro una maschera di follia ha portato avanti il suo modo di interpretare il genere, il rock puro e semplice era troppo restrittivo per lui. Doveva metterci dentro il suo marchio, doveva suonare la “sua musica”, quella che lo ha accompagnato negli della sofferenza familiare, quella che continuava a sentire in testa come un disco infinito. Un genio della musica, un creatore e non un compositore o un musicista, ma un vero e proprio facitore di arte musicale, un uomo contorto e difficile che se n’è andato via malato e debilitato nel corpo ma non nella mente, attiva e rock fino all’ultima nota.
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[...]Domenica mattina fa entrare l’alba è solo un’inquietudine al mio fianco Albeggia presto domenica mattina sono solo gli anni sprecati che incalzano Attento, il mondo è alle tue spalle intorno ci sarà sempre qualcuno che ti chiama non è niente[...] Sunday morning
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parole in blu a cura di Alessia Vanaria
CURIOSITà
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orrado Alvaro, nato a San Luca D’Aspromonte nel 1895, venne indirizzato dal padre, maestro di scuola elementare, alla letteratura. Dopo aver compiuto gli studi superiori in un collegio romano, partecipò come sottotenente di fanteria alla Prima guerra mondiale, riportando alcune ferite, esperienza a cui si collega la sola raccolta di versi da lui composta Poesie grigioverdi. Al ritorno dalla guerra, iniziò una lunga collaborazione con quotidiani e riviste, che continuò per tutta la sua vita: scrisse sul “Resto del Carlino”, sul “Corriere della Sera” e lavorò, anche, come inviato speciale per “La Stampa”. La sua vasta produzione in prosa è caratterizzata dall’aspetto “dicotomico” della sua ispirazione: da un lato il regionalismo, inteso anche come nostalgico e “mitico” ritorno al proprio passato; dall’altro il cosmopolitismo, che si esplica nell’ansia di vivere nel mondo cittadino. Per quanto concerne il primo aspetto, Alvaro ridà vita ai miti e ai costumi della propria terra in una serie nutrita di racconti, riunti in alcune raccolte come Amata alla finestra e Incontri d’amore. A decretare, però, il riconoscimento dello scrittore da parte della critica sarà il lungo racconto Gente in Aspromonte. Protagonista di quest’ultimo è il pastore Argirò, che dopo aver perso sui monti i buoi del suo padrone viene cacciato dal palazzo e privato del suo lavoro. Procuratosi una mula, l’Argirò riesce, comunque, a vivere di un piccolo commercio, che gli consente di mantenere il figlio più giovane agli studi in seminario. La speranza di avere un figlio sacerdote lo ripaga di tutte le fatiche, ma quasi per punirlo della sua fortuna, gli eredi dei suoi ex padroni gli uccidono la mula. È a questo punto che il figlio maggiore, Antonello, incendia e saccheggia i loro possedimenti, diventando un brigante. Alvaro risente in questo romanzo delle suggestioni del Verismo ottocentesco, e soprattutto della lezione di Verga, altre opere sviluppano, invece, una tematica modernamente più inquieta e problematica. Al centro della vicenda di L’uomo nel labirinto, ad esempio, è la crisi d’identità e l’alienazione dell’individuo. Tali aspetti verranno ripresi e dilatati dal piano esistenziale a quello storico-politico nel romanzo L’uomo è forte, raffigurazione allegorica di un potere tirannico e disumano che attraverso il ricatto e la paura, annulla ogni aspirazione individuale. La presenza di una vigile coscienza morale e l’attenzione mai sopita per i problemi sociali si approfondiscono col tempo nell’analisi psicologica dell’agire dei personaggi, come risulta dalla trilogia formata da l’Età breve, Mastrangelina e Tutto è accaduto. Una chiara componente autobiografica è reperibile nel passaggio del protagonista, Rinaldo Diacono, dall’infanzia trascorsa in un paesino del Meridione alla maturità, che si svolge negli anni del fascismo. L’esigenza di “raccontare se stesso” sostanzia, anche, le pagine diaristiche di Quasi una vita e Ultimo diario. Alvaro è stato, inoltre, scrittore teatrale: nell’ Ultima notte di Medea ha proposto una suggestiva interpretazione moderna del mito classico. Oltre all’attività di scrittore e di giornalista, svolse quella di critico drammatico per “Il Risorgimento” del quale assunse la direzione tra il 1946-1947. Morì a Roma nel 1956.
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L'invidia ha gli occhi e la fortuna è cieca.
San Luca, 15 aprile 1895 Roma, 11 giugno 1956
Corrado
Dei Greci, i meridionali hanno preso il loro carattere di mitomani. E inventano favole sulla loro vita che in realtà è disadorna. A chi come me si occupa di dirne i mali e i bisogni, si fa l'accusa di rivelare le piaghe e le miserie, mentre il paesaggio, dicono, è così bello.
Alvaro
Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d'inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante. Sugli spiazzi le caldaie fumano al fuoco, le grandi caldaie nere sulla bianca neve, le grandi caldaie dove si coagula il latte tra il siero verdastro rinforzato d'erbe selvatiche. Tutti intorno coi neri cappucci, coi vestiti di lana nera, animano i monti cupi e gli alberi stecchiti, mentre la quercia verde gonfia le ghiande pei porci neri.
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RE sano
Mangia
a cura di Mimmo Saccà
I fiocchi di avena fanno bene al cuore
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na colazione con fiocchi di avena potrebbe essere una buona scelta nel caso in cui voleste proteggere il vostro cuore. Secondo una ricerca pubblicata sul British Journal of Nutrition, infatti, l’aveva avrebbe effetti benefici sulla salute cardiovascolare e metabolica, oltre ad assicurare maggior senso di sazietà e una migliore digestione. Lo studio condotto dal Willem Klinken del Centro di eccellenza della Quaker Oats ha coinvolto alcuni soggetti che hanno consumato circa 220 calorie derivanti da farina di avena e latte scremato a colazione. I risultati indicano che le persone avevano meno fame, un maggior senso di pienezza e minor desiderio di cibi potenzialmente a rischio. Alcuni studi si erano pronunciati a favore dell'utilizzo di questo alimento anche per le sue proprietà antagoniste del colesterolo. Un’altra ricerca presentata durante la conferenza annuale dell'American Chemical Society conferma gli effetti positivi indotti sul cuore dei soggetti che consumano l'avena. In particolare, il beneficio sembra essere legato all'assunzione di un composto a base di fenoli, l'avenanthramide (AVE), che mostra effetti antiossidanti, antinfiammatori e anticancerogeni.
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“I nostri studi rivelano che il beneficio per la salute del cuore dell’avena alimentare può andare al di là delle fibre. Abbiamo scoperto che i composti bioattivi trovati nell’avena - Ave - possono fornire benefici cardio-protettivi aggiuntivi”, spiega il presidente ufficiale della sessione, dottor Sang Shengmin del Center for Excellence in Post-Harvest Technologies presso la North Carolina Agricultural and Technical State University. Lo studio firmato dal dott. Oliver Chen del Jean Mayer USDA Human Nutrition Research Center on Aging della Tufts University ha evidenziato l'effetto protettivo delle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dell'AVE sulle arterie. Un altro ricercatore, il dott. Mohsen Meydani, ha illustrato la capacità dell'AVE di sopprimere la produzione di citochine infiammatorie associate alla formazione delle placche di grassi nelle arterie. L'AVE, inoltre, riesce anche a reprimere il processo associato allo sviluppo dell'aterosclerosi. Altri ricercatori, anche europei, hanno mostrato l'influenza esercitata dall'avena sulla risposta glicemica e sulla composizione bioattiva, e come e in quale misura l'avena possa migliorare il controllo del metabolismo glucidico e lipidico.
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RE sano PREPARAZIONE
La ricetta Chicche con pesto e cozze
pomodorini
Ingredienti per le chicche • 500 gr di Patate • 150 gr di Farina 00 • 2 gr. di Sale 2 • 1 Uovo per il condimento • 3 rametti di Tim tritato • 3 rametti di Origano tritato • 400 gr di Pomodori ciliegino • Olio di oliva extravergine q.b. • Sale q.b. • Pepe q.b. • 1 Kg di Cozze per il pesto • 1 spicchio di Aglio • un pizzico di Sale marino grosso • 50 ml di Olio di oliva extravergine • 25 gr di foglie di Basilico • 1 cucchiaio di Pecorino grattugiato • 7 gr di Pinoli • 2 cucchiai di Parmigiano reggiano grattugiato
Lavate le patate e senza sbucciarle, mettetele in una pentola con dell'acqua salata e lasciatele bollire. Ancora calde, sbucciatele, schiacciatele con uno schiacciapatate e mettetele su un piano di lavoro dove avrete disposto a fontana la farina con un pizzico di sale, impastate il tutto fino ad ottenere un composto compatto ma allo stesso tempo soffice. Quindi, dividete l'impasto in tanti filoni dello spessore 1 cm, tagliateli a tocchetti di 1,5 cm con un coltello o un tarocco e riponeteli man mano su un vassoio infarinato. Intanto occupatevi del pesto: ponendo l'aglio sbucciato nel mortaio, cominciate a pestare e quando l'aglio si sarà ridotto in crema, aggiungete le foglie di basilico insieme ad un pizzico di sale grosso, che servirà a frantumare meglio le fibre e a mantenere un bel colore verde acceso, schiacciate, quindi, il basilico contro le pareti del mortaio ruotando il pestello; continuate così fino a quando dalle foglie di basilico non uscirà un liquido verde brillante, a questo punto aggiungete i pinoli e ricominciate a pestare per ridurre in crema. Aggiungete i formaggi un po' alla volta, mescolando continuamente e per ultimo versate a filo l'olio di oliva extravergine mescolando sempre con il pestello. Amalgamate bene gli ingredienti fino ad ottenere una salsa omogenea tenete da parte il pesto e occupatevi delle cozze. Pulite le cozze: sciacquatele sotto l’acqua fresca corrente. Con il dorso della lama di un coltello eliminate tutte le incrostazioni, staccate manualmente la barbetta. Sempre sotto l’acqua fresca corrente e utilizzando una paglietta d'acciaio, sfregate energicamente le cozze per eliminare ogni impurità. Cuocete le cozze ponendole in un in un tegame con un filo di olio di oliva e uno spicchio di aglio, copritele con un coperchio e mettetele sul fuoco vivo lasciando che si aprano spontaneamente, ci vorranno circa 5 minuti. Ponete sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e portatela al bollore, cuocetele e scolatele appena riaffiorano in superficie e versatele nella padella con il condimento. Fate insaporire la preparazione per pochi secondi a fuoco medio e poi servite le chicche con pomodorini pesto e cozze ben calde.
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Amarcord Messina Fontana del Montorsoli Anni '30
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Messina 31 Ottobre 2014 Promossa dall´assessore alla Cultura, Tonino Perna, si è svolta venerdì 31, la “Notte di Orione”, in occasione della riattivazione del sistema idrico della Fontana di Orione, una delle più belle d’Italia del XVI secolo. foto di Antonio De Felice
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n째 179 anno XII - 29 Ottobre 2014
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Commissariato