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il Cittadino n. 163

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r.g. Salvatore Forestieri

n째 163 anno XII - 4 Giugno 2014

il Cittadino

Accorinti e la tradizione popolare

Un cero di polemiche


Primo Piano

Quanto fumo sul cero votiv Libero Gioveni denuncia: schiaffo alle tradizioni popolari

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essina è proprio alla....frutta: il Comune quest´anno non offrirà né la banda musicale per il “Vascelluzzo“ né il cero votivo alla Madonna di Montalto! Non ci sono veramente parole per commentare quanto accadrà quest´anno per la prima volta nella sua storia: la secolare manifestazione del “Vascelluzzo“ che si terrà durante la processione del Corpus Domini, non sarà accompagnata da nessuna banda musicale (o quanto meno nessuna che sia offerta come ogni anno da Palazzo Zanca) e alla Madonna di Montalto il Sindaco della città non offrirà alcun cero votivo!!! E´ con profonda amarezza e indignazione che il consigliere comunale Libero Gioveni annuncia quello che egli ritiene un atto irriverente verso le più antiche ed importanti tradizioni messinesi! Il “Vascelluzzo“ - ricorda Gioveni - che porta con sé un reliquario contenente i capelli con cui, secondo la tradizione, la Madonna legò la lettera inviata ai messinesi, rappresenta un evento che tutta la cittadinanza attende con grande fede e non può essere affatto boicottato o svilito del suo fascino avendo come alibi la relazione della Corte dei Conti che ha imposto a tutti i Dirigenti il pieno rispetto dell´art. 191 comma 5 del D.Lgs. 267/2000 col quale è fatto espresso “divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge“! Ancor più grave appare invece l´assoluto diniego da parte del Sindaco Accorinti ad offrire come tutti gli anni il cero votivo alla Madonna di Montalto, come segno di ringraziamento per il suo intervento durante la peste che colpì la città nel 1743 (il cui costo, è bene precisarlo, è di sole 100 euro!!!). Nemmeno un gesto simbolico, quindi, da parte del primo cittadino che sicuramente resterà nella storia (dopo secoli!!!) ad essere stato il primo Sindaco a non rispettare le tradizioni!! E se da un lato - commenta il consigliere - sotto il profilo giuridico a causa dei vincoli di legge alla spesa pubblica simili restrizioni si possono anche comprendere, dall´altro sotto il profilo strettamente istituzionale non si possono di certo digerire! Tutto ciò - prosegue l´esponente Udc - suona come un autentico “schiaffo“ alle tradizioni secolari cittadine che il Sindaco Accorinti, in un modo o nell´altro, ha il dovere di rispettare e far rispettare! L´auspicio, quindi - conclude Gioveni - è che il buon Renato possa trovare le opportune soluzioni che consentano di far vivere con le stesse emozioni di sempre ai cittadini messinesi queste grandi manifestazioni di fede e di cultura.

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vo alla Madonna di Montalto

La risposta di Accorinti

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on è una questione solo di soldi. Esiste un divieto della Corte dei Conti di impiegare risorse economiche per manifestazioni. Noi, in questa fase di difficoltà, intendiamo promuovere la compartecipazione dei cittadini per stimolare il senso della Comunità. Apriamo un fondo di solidarietà da destinare a questi impieghi. Smorzare i toni della polemiche e compartecipiamo, così come hanno fatto già alcuni cittadini per acquistare il “cero votivo”. Sarebbe stato più semplice comprare con risorse raccolte tra i rappresentanti dell’Amministrazione, ma si sarebbe tolto il senso di responsabilità dei cittadini. Chiederemo, in tempo utile alla Regione, i fondi per la “Vara”.

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La replica di Gioveni alle dichiarazioni del Sindaco Accorinti

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n merito alle dichiarazioni del Sindaco Accorinti rilasciate ieri sulla polemica del cero votivo alla Madonna di Montalto, mi preme fornire la seguente replica per la serie di “eresie“ proferite dal primo cittadino: Mi parla giusto il Sindaco che il mio è stato un attacco strumentale quando proprio lui in maniera del tutto gratuita e soprattutto ASTRUSA ha detto che il sottoscritto dovrebbe essere più “propositivo“! C´è per caso qualcuno che in città, fra la gente comune, fra i miei colleghi addetti ai lavori, fra i giornalisti o nel mondo sindacale o dell´associazionismo può asserire che Libero Gioveni non è “propositivo“?? Credo che tutto si può dire sul mio conto (di difetti e di limiti ne ho eccome), ma che non sia propositivo!?!?!?! ..bah.. E quante volte il Sindaco ha risposto, per esempio, alla caterva di interrogazioni o proposte che lo scrivente ha presentato o portato avanti? Oppure, quante volte il primo cittadino ci ha onorato della sua presenza in aula visto che si è sempre definitivo collaborativo? L´intero Consesso lo ha parecchie volte cercato a “Chi l´ha visto“! E ancora: quanti atti di indirizzo che il Consiglio Comunale ha votato proprio per questo spirito collaborativo che avrebbe voluto avere con la giunta, sono stati presi in esame da questa Amministrazione? Non crede, il buon Renato, che l´ha detta abbastanza grossa nel definirmi “non propositivo“?? Non ricorda, per esempio, (giusto per menzionare un´iniziativa) che la “casa di Vincenzo“ (il dormitorio pubblico) è stata realizzata anche e soprattutto per le richieste pressanti che il sottoscritto ha fatto sia in aula che fuori? (e i cari colleghi del gruppo “Cambiamo Messina dal basso“ lo sanno eccome!?!?). Inoltre, nell´indicarmi come colui il quale ha fatto parte dei partiti che hanno ridotto sul lastrico la città, il primo cittadino sa benissimo che per il sottoscritto si tratta della sua prima esperienza in Consiglio Comunale, quindi non sedendo sui banchi del Consiglio non posso avere certamente responsabilità dirette su quanto accaduto negli anni precedenti! E a proposito di appartenenze partitiche: ma non era Renato Accorinti che ha sempre dichiarato di non volersi schierare politicamente con nessuno quando invece in queste ultime elezioni europee ha appoggiato SEL di Niky Vendola a cui ha fatto compagnia sul palco quando egli ha tenuto il suo comizio a piazza Cairoli?? Non c´era anche SEL (l´ex Rifondazione Comunista rappresentata da Alfredo Crupi) a fare parte dell´allora giunta Genovese?? E ancora, entrando nel merito della vicenda del cero alla Madonna di Montalto, mi chiedo: visto che Accorinti ha dichiarato che il suo rifiuto non è frutto del suo credo religioso ma solo frutto delle restrizioni economiche imposte dalla Corte dei Conti, perché, se ci teneva veramente a non interrompere una tradizione secolare, non ha offerto personalmente lui il cero? (il cui costo reale alla fine è stato di 80 euro e non di 100?). E se è così, come si comporterà quest´anno per la Vara??

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E infine: visto che il Sindaco ha più volte richiamato la “durezza“ della relazione della Corte dei Conti in termini di “spending review“, mi chiedo e gli chiedo: rispetto ad una secolare tradizione di cultura e di fede in cui bisogna spiegare e convincere i cittadini che il Comune non può sborsare 80 euro per omaggiare Maria del cero come segno di ringraziamento, parimenti, COME SI FA A CONVINCERE I CITTADINI CHE IL COMUNE E LE SUE PARTECIPATE CONTINUANO A SBORSARE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO AI NUOVI SUPERMANAGER DI MESSINAMBIENTE E ATM (ivi comprese le spese di viaggio di andata e ritorno degli stessi dalle loro città d´origine), NONCHE´ LE 170 MILA EURO ALL´ANNO ELARGITE AL SEGRETARIO GENERALE A CUI, IN BARBA ALLA PREDETTA “SPENDING REVIEW“, E´ STATA CONFERITA ANCHE LA NOMINA DI CITY MANAGER?? Caro Renato, giusto perché abbiamo toccato la fede e la spiritualità ti dico: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra“!!

Rizzo (UDC): Accorinti polemizza per coprire fallimento della sua amministrazione

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Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, è nervoso perché in un anno di amministrazione della città non ha concluso nulla nonostante abbia avuto il sostegno di tutte le forze politiche“. Lo dice, in una nota, il capogruppo al Comune dell´Udc, Mario Rizzo, dopo le ultime dichiarazioni del sindaco nella polemica che lo vede da giorni contrapposto al consigliere comunale dell´Unione di Centro Libero Gioveni.“Accorinti - osserva Rizzo - deve inventarsi un nemico e, appunto una polemica, per nascondere i suoi fallimenti, ma i messinesi sono intelligenti e hanno capito tutto“.

Giuseppe Trischitta, capogruppo FI

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ntervengo in riferimento alla vicenda del tradizionale cero votivo non offerto alla Madonna di Montalto, per evidenziare che le ristrettezze economiche lamentate dal Sindaco non sussistono per le sue continue missioni. In particolare, intendo evidenziare il rimborso spese viaggio di € 298,00 dallo stesso chiesto e liquidato con determina dirigenziale n. 021 del 23.4.14, pubblicata il 22.5.14, per un incontro presso la Santa Sede e per partecipare, soprattutto, ad un " convegno sui ROM". Inoltre, rilevo che la spesa di € 80,00 per l'acquisto e l'offerta del cero votivo non poteva essere considerata, essendo inerente ad una consolidata tradizione ed evento ormai istituzionale, come non necessaria e non consentita. D'altronde, non credo che sarebbe stata una " tragedia" per il Sig. Sindaco, che percepisce un'indennità mensile di oltre € 7.000,00, rispondere all'unica conseguenza che avrebbe potuto subire, e cioè un'eventuale ed improbabile richiesta della Corte dei Conti di restituire la somma di € 80,00. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Lettera al giornale

Caro sindaco, il suo stipendio è di tutti!

Caro direttore, vorrei intervenire, se mi è concesso, da comune cittadino rispetto alla promessa fatta dal prof. Renato Accorinti, durante la campagna elettorale dello scorso anno, riguardo la rinuncia parziale dello stipendio percepito per la carica di sindaco. Una promessa che il sindaco ha fatto di sua spontanea volontà e senza costrizione alcuna e di cui, come è giusto che sia, i cittadini chiedono conto soprattutto per una questione di correttezza e trasparenza. Vorrei allora, in tal senso, porre qualche domanda al fine di dissipare i dubbi che offuscano la mia povera mente: per quale motivo Lei, caro sindaco si adira quando le viene chiesto conto della modalità e della destinazione che avranno gli euro che a fine mandato devolverà non si sa bene a quale struttura, ente o associazione? Sono o non soldi dei contribuenti messinesi quelli che Lei percepisce mensilmente, soldi che costano fatica e sacrificio, e allora perché se uno Le chiede conto della loro destinazione deve sentirsi dire che “se dubita, porta il male dentro”? Ci può spiegare, caro sindaco, qual è la differenza sostanziale tra i sindaci che l’hanno preceduta – che hanno intascato per intero le somme percepite per la carica ricoperta – e lei che percepirà comunque tutto lo stipendio da sindaco salvo poi destinarne una quota parte a chi secondo Lei, privato cittadino, è degno di ricevere la somma? Caro sindaco, a rigor di logica, se un politico decide di rinunciare a una parte del proprio stipendio lo fa per il bene dell’intera collettività e non solo per quello di una ristretta cerchia di possibili pretendenti. Correttezza avrebbe voluto che Lei chiedesse sin dall’inizio la decurtazione dello stipendio e che i risparmi ottenuti rimanessero a disposizione del bilancio comunale per i bisogni e le esigenze dell’intera collettività. Stando così le cose la Sua, caro sindaco, ci sembra tanto la scelta di un “uomo pubblico” che decide con metodi da “privato cittadino” a chi destinare i soldi della collettività. Evidentemente Lei è convinto che la Sua idea di bene sia coincidente con l’idea di bene dell’intero universo-mondo. Nicola Currò

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Sempre peggio Credo che in questa città, poco amata dalla sua classe politica ed amministrativa passata e presente...stona veramente in questo momento la sterile polemica tra amm.ri e sindaco cero votivo banda ecc.,tutto sembra fatto per distogliere lo sguardo da quelli che sono i veri problemi della città, risamento,trasporti,TIR,rifiuti,lavoro ecc.tutti parlano blaterano promettono si scontrano si accusano ma nulla di concreto si riesce a fare tutti insieme per il bene della stessa città che si professa tanto devota alla Madonna..! Volevo segnalare ad esempio come l`AMAM gestisce l'erogazione idrica almeno nel mio quartiere dal 1maggio sole 5-6 ore al giorno così e stato deciso,tanto nessuna si preoccupa, del perché siamo rimasti senza l`alcantara,che abbiamo un solo acquedotto,che l`amam non fa nulla per la ricerca di nuove sorgenti ecc.tutti si preoccupano solo di problemi seri...appunto il cero o la banda......continuate cosi complimenti!!! Sergio Martino

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Sommario

18-25

Attualità

28-29 Dietro le quinte

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numero 163 anno XI 4 Giugno 2014

60-73 Cultura

64-65 Mangiare Sano

Settegiorni Cronaca della settimana

Le rubriche 40-41

Città Cronache urbane

30-31 In&Out 74-75 La corazzata

42-45 Provincia

Potemkin

76-77 Da Beethoven a Kurt Cobain

46-47 Sicilia 8

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78-79 Parole in blu


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano, Mattia Florena Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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immagine

di Michele Giunta

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

IN EVIDENZA Agenzia delle Entrate Concorso per 403 posti per dirigenti di seconda fascia di cui il 50% è riservato ai funzionari di rulo dell'Agenzia;il termine ultimo per candidarsi è il 12 giugno 2014

SICILIA CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE - ISTITUTO DI CHIMICA E TECNOLOGIA DEI POLIMERI Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per la copertura, a tempo determinato e parziale al 54%, di un posto di ricercatore, III livello. (1 posto) GURI n. 38 del 16.05.2014 Scad. 16.06.2014 CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE - ISTITUTO DI CHIMICA E TECNOLOGIA DEI POLIMERI Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per l'assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato, di una unita' di personale con profilo professionale di tecnologo livello III, presso la U.O.S. di Catania. (1 posto) GURI n. 38 del 16.05.2014 Scad. 16.06.2014 CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE ISTITUTO PER L'AMBIENTE MARINO COSTIERO SEZIONE TERRITORIALE DI MAZARA DEL VALLO Selezione, per titoli e colloquio, per la copertura a tempo determinato di un posto

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4 giugno 2014 di collaboratore tecnico enti di ricerca - VI livello, presso l'Unita' organizzativa di supporto di Capo Granitola. (1 posto) GURI n. 39 del 20.05.2014 Scad. 19.06.2014 UNIVERSITA' DI CATANIA Avviso relativo alla indizione di selezioni pubbliche a posto di ricercatore universitario a tempo determinato. (24 posti) GURI n. 39 del 20.05.2014 Scad. 19.07.2014 UNIVERSITA' DI CATANIA Avviso relativo alla indizione di selezioni pubbliche a posto di ricercatore universitario a tempo determinato. (4 posti) GURI n. 39 del 20.05.2014 Scad. 19.07.2014 UNIVERSITA' DI CATANIA Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per l'assunzione di una unita' di personale di categoria D, posizione economica D1, area amministrativa-gestionale, con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato ed orario di lavoro a tempo pieno, presso il dipartimento di scienze umanistiche. (1 posto) GURI n. 39 del 20.05.2014 Scad. 09.06.2014

CAMPANIA UNIVERSITA' 'L'ORIENTALE' DI NAPOLI Avviso relativo alle procedure selettive per la chiamata di cinque professori universitari di ruolo di II fascia. (5 posti) GURI n. 38 del 16.05.2014 Scad. 16.06.2014 COMUNE DI ANGRI Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di quattro posti a tempo indeterminato e part time (18 ore settimanali) di agente di Polizia locale - categoria C - posizione economica C1 - CCNL enti locali. (4 posti) GURI n. 38 del 16.05.2014 Scad. 16.06.2014

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Attualità

Università di Messina

Rapporto 2014 sul profilo dei laureati

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lmaLaurea ha presentato il XVI Profilo dei laureati, l’indagine ha coinvolto 230mila laureati del 2013 di 64 Atenei aderenti da almeno un anno al Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, tra cui l’Università di Messina, e restituisce la documentazione articolata sino al singolo corso di laurea. I laureati dell’Università di Messina coinvolti nel XVI Profilo dei laureati sono i 4.842 giovani usciti dall’Ateneo nel 2013. Tra questi, 3.062 laureati di primo livello, 1.077 laureati nei percorsi magistrali biennali e 536 laureati a ciclo unico. L’età media alla laurea nel complesso dei laureati di Messina del 2013 è di 27 anni contro i 28,4 anni dei laureati pre-riforma usciti nel 2004. Nel passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, gli effetti positivi sulla regolarità negli studi sono evidenti: i laureati pre-riforma di Messina in corso nel 2004 erano appena il 5% contro il 41,5% del complesso dei laureati del 2013. Con la riforma crescono notevolmente anche le esperienze di tirocinio e stage che coinvolgevano il 14% dei laureati di Messina del 2004 contro il 71% dei laureati 2013. Nella lettura dei risultati di seguito riportati è importante sottolineare che molteplici sono i fattori che possono influenzarli: l’offerta formativa dell’Ateneo, la diversa articolazione e organizzazione della didattica di ciascun corso di studio, il contesto socio-culturale di provenienza dei laureati e le esperienze maturate durante il corso degli studi universitari.

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I laureati di primo livello 2013 dell’Università di Messina Il 76% dei laureati di primo livello dell’Università di Messina non ha i genitori laureati; la media nazionale è del 74%. Significa che per la maggioranza dei casi il titolo accademico entra per la prima volta in famiglia. Il traguardo della laurea è raggiunto in media a 26 anni; la media nazionale è di 25,5. Si tenga presente che il 22% dei laureati di Messina si è immatricolato con due o più anni di ritardo. Inferiore alla media nazionale è la regolarità negli studi: il 41,5% conquista il titolo in corso (con un 22% che si laurea al primo anno fuori corso), dato in linea con la media nazionale. L’83% dei laureati dell’Università di Messina – è l’85,5% nella media nazionale – si dichiara complessivamente soddisfatto del corso di studi (il 33% lo è “decisamente”). Alla domanda se si iscriverebbero di nuovo all’Università risponde “sì”, ed allo stesso corso dell’Ateneo, il 56% dei laureati, un valore inferiore alla media nazionale (65%). Una percentuale che aumenta considerando anche i laureati che si riscriverebbero a Messina, ma cambiando corso (7%). E dopo la laurea? Il 77% dei laureati dell’Università di Messina intende proseguire gli studi, poco più di quanto avviene nel complesso dei laureati (76%). La modalità di prosecuzione più diffusa è la laurea magistrale (55%). I laureati magistrali 2013 dell’Università di Messina L’età media alla laurea nel complesso dei laureati magistrali dell’Università di Messina del 2013 è di 28,6 anni (la media nazionale è di 27,8 anni). Il valore elevato si spiega con il fatto che ben il 51% dei laureati magistrali di Messina si sono iscritti con due o più anni di ritardo rispetto all’età canonica. L’analisi condotta mette in evidenza che si tratta di giovani che hanno concluso i loro studi in corso nel 55% dei casi – e altri 27 su cento terminano gli studi con un anno di ritardo – contro il 52% del complesso dei laureati magistrali WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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All’istituto Cot di Messina l’ambitissimo riconoscimento ICT AIOP

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a lotta al dolore è di fondamentale rilevanza in ogni fase del processo di cura del paziente ed eleva sensibilmente nel paziente stesso la percezione di ricevere una più attenta assistenza permettendogli un atteggiamento positivo che tendenzialmente incrementa all'efficacia delle cure. COT ha realizzato un proprio software di Gestione del Dolore per Tablet PC sanitari touchscreen che integra CLIC, il Diario Clinico Informatizzato già operativo dal 1999; una procedura che garantisce certezza e tracciabilità delle attività di monitoraggio e gestione del dolore per ciascun paziente. La School of Managment della facoltà di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano che ha premiato il progetto, ha, tra gli altri compiti, quello di monitorare in ambito nazionale le innovazioni in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione anche in ambito sanitario. I risultati di questa

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ricerca vengono resi noti in due distinti incontri. In quello del 29 maggio, durante gli stati generali dell’AIOP a Venezia, COT è stata riconosciuta la struttura privata italiana che si è maggiormente distinta nella capacità di utilizzare le moderne tecnologie come leva per migliorare i processi clinico-sanitari e di gestione. Il Prof. Claudio Vella, Condirettore Scientifico dell'Osservatorio ICT in Sanità, ha così consegnato al Dott. Marco Ferlazzo, Direttore di COT, il premio nazionale per l’innovazione ICT (Information and Communication Technology) - AIOP per il progetto COT - No Pain Hospital. L’istituto Cot, è anche l’unica struttura siciliana ad avere ricevuto per il 2013 attraverso l’Age.Na.S., agenzia del Ministero della Salute, il riconoscimento di una “Good Practice”. Riconoscimento ottenuto proprio per il “No Pain Hospital”.


Pace del Mela

“Parole e civiltà” si concludono i corsi del progetto

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iungono alla conclusione i corsi gratuiti di lingua italiana per cittadini di Paesi terzi organizzati nell’ambito del progetto “Parole e Civiltà” dal Comune di Pace del Mela in partenariato con Laboling Società Cooperativa di Milazzo. Giovedì 5 giugno, infatti, si terranno gli esami per il rilascio della Certificazione CILS di livello A2, secondo i modelli disciplinati dal Quadro Comune Europeo di Riferimento. Saranno complessivamente quarantasei i cittadini stranieri che sosterranno le prove finali. Diversi i paesi di provenienza degli immigrati tutti dimoranti nel territorio del distretto Socio Sanitario D 27. Si tratta di Albania, Filippine, Marocco, Perù, Sri Lanka,Tunisia, Venezuela, Algeria, Etiopia, India, Marocco, Moldavia, Ucraina e Bangladesh. I tre corsi che si sono svolti a Milazzo, nel

Comune di Pace del Mela e nella frazione Giammoro dello stesso Comune, sono stati avviati nello scorso mese di dicembre a seguito del finanziamento con i fondi FEI del Progetto “Parole e Civiltà” . I moduli formativi, ciascuno della durata di 100 ore, hanno permesso oltre all’approfondimento linguistico anche l’approccio culturale necessario per accedere ai servizi comunali. La formazione d’aula è stata arricchita dall’utilizzo di strumenti informatici ovvero computer e LIM. Ai corsisti, che hanno avuto accesso gratuito, è stata riconosciuta l’indennità di frequenza, il trasporto, il servizio di baby-sitting ed il materiale didattico. Il progetto si concluderà il 18 giugno a Pace del Mela, con un evento finale aperto a tutta la collettività.

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Messina 3 Giugno 2014

Protettrice della cittĂ La tradizionale processione del simul

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lacro della Madonna della Lettera foto Antonio De Felice

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foto Antonio De Felice

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In Piazza Unione Europea, dinanzi il Monumento ai Caduti

Lunedì 2 giugno si è celebrato il 68° anniversario della Fondazione della Repubblica

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Piazza Unione Europea, dinanzi il Monumento ai Caduti, è stata deposta una corona d´alloro alla presenza delle autorità cittadine, delle rappresentanze militari, dei Gonfaloni della Città e della Provincia regionale di Messina, del Medagliere del Nastro Azzurro, dei Vessilli e dei Labari delle Associazioni Combattentistiche e d´Arma. La data della “Festa Nazionale“, anniversario della Fondazione della Repubblica, risale al 2 giugno 1946, quando, a seguito del Referendum Istituzionale, l´Italia diveniva una Repubblica. In quella tornata elettorale si votò anche per eleggere i 556 deputati dell´Assemblea Costituente, che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale.

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dietro le quinte di Francesco Certo

Se non ci fossi tu

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enato, se non ci fossi tu non avremmo la città invasa da questi immigrati maledetti che vogliono fregarci il lavoro e vivere nella nostra bellissima città. Se non ci fossi tu tutto sarebbe migliore, come le tasse, con te abbiamo dovuto pagarle care, se tu non fossi stato sindaco, invece, non ci avrebbero chiesto così tanti soldi. Se non ci fossi tu avremmo un sindaco con la cravatta e non con quella cazzo di maglietta “free Tibet”, ma poi chi se ne frega del Tibet, pensa al cero votivo piuttosto. Ecco, esatto, le tradizioni vanno rispettate, a noi dell’isola pedonale non ci frega nulla, vogliamo posteggiare a Cairoli, è tradizione! È tradizione pure la Vara, quindi caro sindaco cerca di trovare i soldi o di spenderli, perché quelli prima di te alla Madonna l’hanno sempre rispettata, ai cittadini un po’ meno, ma alla Madonna si, e ci teniamo che venga onorata. Il cero votivo lo dovevi pagare coi tuoi soldi sennò la Madonna si offende e non ci fa la grazia quest’anno, quindi sarà colpa tua se quest’anno ci andrà tutto male. Ti puoi salvare solo se farai una Vara bellissima, piena di tradizioni, quelle belle, quelle che piacciono a noi, e non le minchiate che ci racconti tu. A noi Messina ci piaceva com’era prima, se non ci fossi tu nessuno avrebbe provato a svegliarci. Ecco l’errore Renato, svegliare i dormienti, a loro piace vivere sereni, con una bella cravatta da ammirare.

Ciao Giacomo

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criviamo per l’ultima volta, speriamo, di Fatima e Giacomo, nella giornata di mercoledì si svolgeranno i funerali di Giacomo Ricciardi, chiudendo, si spera, polemiche e strumentalizzazioni sulle spese di trasporto e tumulazione che il Comune non ha potuto prendere in carico. Un benefattore marocchino, appresa la vicenda, ha voluto pagare di tasca propria le spese per il trasporto del giovane messinese morto di infarto a Casablanca, un’agenzia funebre cittadina, invece, si occuperà del servizio, adesso tocca al Comune garantire almeno una sepoltura dignitosa per Giacomo. Il caso non va strumentalizzato, come qualche vivace consigliere ha fatto, la bocciatura della Corte dei Conti è una cosa reale ed alla quale non si può passare sopra. L’amministrazione non ha potuto spendere i soldi necessari, non voluto ma potuto, chiedere al sindaco di essere un super eroe in questa circostanza è stato, probabilmente, di cattivo gusto. Non speculiamo sui morti, nessuno deve farlo, soprattutto in questa vicenda così paradossale e drammatica per la giovane Fatima ed il suo piccolo bimbo. Non tutto deve essere dibattito politico, non questo almeno.

Libera inciviltà

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i avvicina l’estate e con essa la stagione balneare, come ogni anno migliaia di messinesi passeranno le proprie ore libere sulle spiagge cittadine, ore di sole e relax, qualche bagno, uno spuntino ed un sacco di immondizia abbandonato tra la sabbia e il mare. Un film visto e rivisto, ed a cui siamo tristemente abituati. L’assessore Ialacqua sta lavorando in queste settimane insieme a MessinAmbiente per la pulizia dei tratti di spiaggia libera e per la disposizione di numerosi cestini per la raccolta differenziata che, quest’anno, verranno posti agli ingressi delle spiagge. Numerosi saranno anche i controlli, nelle zone già ripulite sono stati staccati parecchi verbali a chi, approfittando dei giorni di sole, ha già fatto visita alle spiagge locali lasciandole nelle condizioni più indecenti possibili. Stessa solfa ogni anno, troppo difficile sradicare un’inciviltà atavica e congenita, impossibile per alcuni far entrare nelle piccole teste che sormontano i loro flaccidi, o palestrati, corpi, che lasciare residui di cibo, pannolini, cicche di sigarette ed altro sulle spiagge non è da furbi ma da schifosi maleducati. Attenti alle scottature.

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Le tante vite di Crocetta

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el PD che ride e gongola del post elezioni europee c’è chi da ridere ha ben poca voglia. Rosario Crocetta è uscito con le ossa rotte dal voto del 25 maggio, la sua candidata, l’assessore al turismo Michela Stancheris, è uscita malconcia dalla tornata, non eletta e “costretta” a rimanere a Palermo al fianco del Presidente. La popolarità di Crocetta è ridotta al lumicino, le promesse e le speranze dei giorni della vittoria sono uno sbiadito ricordo. Il suo governo è già al terzo rimpasto e c’è chi giura che la nuova forza di Renzi possa portare, se non a nuove elezioni, ad un ulteriore stravolgimento dell’assetto di governo. Un Crocetta IV per intenderci, un allungamento del brodo, lasciando l’isola nell’agonia dell’instabilità. L’estate potrebbe essere un’oasi per l’ex sindaco di Gela, si faranno trascorrere tranquille e riflessive vacanze per poi prendere una decisione sull’esecutivo. Se da una parte l’occasione per il PD appare ghiotta, una popolarità del genere non si era mai vista in Sicilia, dall’altra tornare alle urne potrebbe non essere la mossa strategica più furba. Il prossimo sarà un settembre caldissimo in Sicilia, verranno prese decisioni importanti e significative, nella speranza di una nuova rotta per l’isola, o quantomeno, una rotta convinta e non schiava dell’insicurezza. L’elezione di Crocetta, col solo 23% di consenso, ha regalato alla Sicilia un non governo, impossibilitato a prendere decisioni e posizioni di svolta, sempre che ne avesse mai avuto voglia.

Privata sicurezza

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iccome ci piace essere caustici e seriamente bastian contrari, abbiamo deciso di farci nuovi “amici”, i farmacisti. In città si sono moltiplicate le rapine nei confronti delle farmacie, in molti casi si pensa possa essere unica la mano colpevole di questi atti. L’ordine dei farmacisti si è fatto sentire, a gran voce, chiedendo maggiore tutela da parte delle forze dell’ordine e dell’amministrazione. Noi, che siamo cattivi, ci chiediamo, perché non avere una vigilanza privata come le banche? Premettendo la nostra ignoranza totale e scusandoci se la nostra idea fosse più che una boutade, ci chiediamo perché, esercizi che muovono somme di denaro tanto grandi, non prevedano di assicurare ai propri dipendenti la tranquillità lavorativa e la fine della paura di continue rapine. Ripetiamo, nessun attacco, ma un quesito, assillare le forze dell’ordine, chiedendo un servizio più da super eroi che da pubblica sicurezza, ci sembra quantomeno azzardato, facendo nascere, tra l’altro, polemiche e rincorse allo scarico delle responsabilità.

Flusso continuo

C

ontinuano gli sbarchi di migranti e continua l’affluenza al PalaNebiolo. La struttura dell’Annunziata, da subito non adatta al numero elevato di ospiti arrivati, ha accolto altri 250 persone, giunte dalle città di Pozzallo ed Augusta. 21 i minori presenti subito presi in carico dall’assessorato alle politiche sociali, e trasportati in una struttura più idonea. Il PalaNebiolo è ormai al collasso, il complesso doveva accogliere, periodicamente e temporaneamente, un numero non elevato di migranti, invece così non è stato, il flusso è continuo e pare non arrestarsi, mettendo in seria crisi, oltreché la struttura, anche la sicurezza degli ospiti, accolti si, ma in maniera troppe volte estemporanea. Le polemiche sulla tendopoli presente al PalaNebiolo non è mai cessata, la sua natura instabile e approssimativa non ha mai convinto istituzioni ed associazioni, tra l’altro in accese diatribe anche tra loro. La questione migranti rappresenta, forse, la cartina tornasole migliore del percorso dell’amministrazione Accorinti, impegnata, spesso, in battaglie ardue e che hanno trovato la città, strutturalmente e mentalmente, impreparata. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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di Alessia Vanaria

S

i svolgeranno mercoledì 4 giugno alle ore 15:30 nella parrocchia di S. Maria di Gesù di Provinciale i funerali di Giacomo Ricciardi, il messinese morto d’infarto due mesi fa in Marocco, dove si era recato per assistere ai funerali del suocero. Sarà il parroco Don Terenzio a celebrare la messa e a devolvere le offerte “del fiore che non marcisce” alla moglie Fatima e al figlio di Giacomo che versano in condizioni economiche precarie. Proprio le difficoltà economiche non hanno permesso a Fatima in questi mesi di pagare la somma di 3.400 euro per il rimpatrio della salma del marito. Inizialmente aveva ricevuto rassicurazioni in merito dal Dipartimento servizi sociali, ma poi l’iter amministrativo ha subito un’ulteriore battuta d’arresto a seguito della relazione della Corte dei Conti, che ha impedito ai vari dipartimenti di effettuare spese “non previste per legge”. Arriviamo così a pochi giorni fa, quando la giovane Fatima riceve una bellissima notizia: un anonimo benefattore ha portato al Consolato la somma necessaria per il ritorno della salma di Giacomo in Italia. Di questo “misterioso” personaggio non conosciamo molto se non che è di origine marocchina e vive a Casablanca. Non ci serve sapere altro, perché è bastato un solo gesto per farci comprendere il suo “buon cuore”. Ha scelto di aiutare la concittadina Fatima sostenendo le spese per il trasporto della salma, e offrendo mille euro in più perché la cassa possa essere più dignitosa rispetto a quella che era stata scelta per limitare al massimo i costi. Le spese del funerale saranno sostenute, invece, dall’associazione “Cuore d’oro onlus”, il cui presidente Filippo Famulari ha voluto essere vicino al dolore di Fatima. Adesso spetta al comune impegnarsi per garantire a Giacomo una degna sepoltura. A noi al momento non resta che esprimere tutta la nostra vicinanza alla famiglia del nostro sfortunato concittadino, e lodare il gesto di un “anonimo benefattore” grazie al quale Fatima potrà avere una tomba su cui piangere, su cui poggiare un fiore. Un benefattore che ha posto fine ad una vicenda che in questi mesi ha suscitato molte polemiche e che è stato capace di scrivere con un solo e semplice gesto una bellissima pagina di cronaca.

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IN

Anonimo benefattore


di Francesco Certo

Il cero votivo

OUT

Q

uesta nostra rubrica non vuol essere un attacco, semmai un modo ironico e sarcastico di analizzare la settimana messinese, bollando di volta in volta con un “out” un personaggio della nostra città. Per smentirci subito non parleremo di un personaggio ma di un oggetto, inanimato, ma che anima la polemica messinese. Il cero votivo non donato dal Comune alla Madonna di Montalto come tradizione vorrebbe. Direte: “questo sindaco che pensa al Tibet si dimentica della Madonna”. Lui risponderà: “ero sulla Vara, ho portato la croce in processione a Pasqua, cosa devo fare di più per convincervi che non voglio intaccare le tradizioni?”. Eh niente Renato, “fatti a nomina e cucchiti” come si dice da queste parti. La Corte dei Conti ha bloccato le spese non previste al Comune? “Pagalo tu!” gli urla il consigliere Gioveni (UDC). Il perché? Lo saprà Gioveni, al consigliere ci permettiamo di dire che, se lo avesse pagato lo avrebbero accusato di “comprare” consenso cittadino, non l’ha pagato e sbaglia comunque. Caro Gioveni lei sa bene come va il mondo e, soprattutto, sa come va la politica, strumentalizzare è un’arma abusata ma che non va mai fuori moda. Per questo cero il sindaco ha proposto una spesa di collettività, stessa cosa che succederà, probabilmente, per la Vara, il cero, comunque, è stato donato, da chi, come e quanto sia stato speso non è importante, l’importante era non far arrabbiare la Madonna. Chissà cosa penserà proprio Lei a vedersi messa in mezzo a discussioni politiche che con la fede non hanno nulla a che vedere. La fede, proprio lei, quella che la curia tutela, o dovrebbe, mai una presa di posizione da parte di monsignor La Piana, né in tema Vara (per il quale garantì per la parte spirituale) né in questa circostanza. Ma si sa, il potere esecutivo e quello religioso vanno paralleli, e quindi, non si incontrano mai, proprio mai, per nulla. Tra fede e politica, una commistione della “madonna”.

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La Città OltreLeMura A cura di Enzo CARUSO

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“Messina protago nella storia. La ri del 1° settembre


onista ivolta 1847”

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omenica 8 giugno alle ore 9.30 apertura del Museo di Forte Cavalli. Alle ore 11.30 nella saletta proiezioni si terrà l’inedita conferenza tenuta dal dott. Giuseppe Pracanica: “Messina protagonista nella storia. La rivolta del 1° settembre 1847”. Attraverso la sua lunga esperienza di ricercatore, Giuseppe Pracanica, discendente di quel Pracanica che compare tra i capi della storica vicenda, sarà possibile ripercorrere i momenti preparatori e le fasi cruente della sommossa che verrà ricordata nella storia con la frase “Fatti precorrendo e idee, Messina iniziò qui il Risorgimento italiano”.

I FATTI Il 1. Settembre 1847, Messina, prima fra tutte le città d'Italia, innalzava il tricolore al grido di «Viva la Madonna della Lettera, Viva Pio IX, Viva l'Italia». La rivolta sarebbe dovuta scoppiare il 2 settembre, contemporaneamente, a Messina e a Reggio; avrebbe dovuto porre in difficoltà le due guarnigioni; trascinare le popolazioni alla rivoluzione; rovesciare il potere costituito e instaurare un regime liberale. I capi della sommossa furono i patrioti Antonino Pracanica, Antonio Caglià, Girolamo e Vincenzo Mari, Luigi Migali, Salvatore Santantonio, Francesco Saccà, Andrea Miloro e Andrea Nesci. La spedizione mosse dai due punti della città alla stessa ora, 16.30: la colonna proveniente da Nord percorse Via Ferdinanda e per Via Pianellari si immise nel piano del Duomo; quella raccoltasi dietro la Chiesa dello Spirito Santo raggiunse la Piazza della Matrice per Via Cardines e per la calata dei Librai. I rivoltosi furono in tutto duecento e raggiunsero il piano della Cattedrale senza incontrare resistenza, sorprendendo, per la segretezza della preparazione, la vigilante polizia. L'autorità militare borbonica seppe della rivolta nel momento stesso in cui ebbe principio e inviò, in tutta fretta, 79 soldati verso il luogo della spedizione. I regi, usciti dalla Cittadella, percorsero Via Austria e poco prima delle Quattro Fontane si divisero in due gruppi: uno proseguì verso Piazza Duomo, l'altro, attraverso le viuzze, mosse verso la parte alta del piano della Matrice per cogliere alle spalle i rivoltosi. Il combattimento fra regi e patrioti fu breve e sanguinoso. I liberali, male armati e senza guida vennero facilmente sopraffatti dai Cacciatori di Ferdinando II. A loro non rimase che la dolorosa via dell'esilio, da cui tornarono nel '48. Una taglia fu messa sui “fuor banditi”. Il popolano Giuseppe Sciva fu invece processato e fucilato. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

mercoledì

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Giugno 2014

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Guglielmino:Prorettore per i Servizi agli studenti Il prof. Eugenio Guglielmino, è stato nominato Prorettore per i Servizi agli studenti. Ordinario di Progettazione meccanica e costruzione di macchine presso il Dipartimento di Ingegneria Elettronica, Chimica ed Ingegneria Industriale.

Il CSA minaccia scioperi e proteste La mancata integrazione oraria dei 50 contrattisti in servizio nel Corpo di Polizia Municipale, è stata al centro dell’assemblea dei contrattisti in servizio presso la P.M. organizzata dal CSA, il Sindacato più rappresentativo del Corpo di Polizia Municipale.

Ampliamento del porto di Tremestieri Si è svolto un incontro a palazzo Zanca per la realizzazione dell´opera relativa all´ampliamento del porto di Tremestieri, che prevede la costruzione di quattro nuove invasature da aggiungere alle due esistenti.

Schiaffo alle tradizioni popolari Il consigliere comunale Libero Gioveni interviene sul fatto del Comune di non offrire il cero votivo alla Madonna di Montalto né la banda musicale per il Vascelluzzo ritenendo ciò un vero schiaffo alle tradizioni secolari cittadine.

Playoff, ottimo inizio per l’Ossidiana L’Ossidiana è partita bene nei playoff di serie C di pallanuoto maschile. La squadra messinese si è aggiudicata, infatti, alla “Cappuccini”, il combattuto match d’apertura della semifinale con l’Iron Team per 9-6.

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Festa della Repubblica

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Madonna della Lettera

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68° anniversario della Repubblica. Deposta dinanzi il Monumento ai Caduti, una corona d´alloro alla presenza delle autorità cittadine, delle rappresentanze militari, dei Gonfaloni della Città e della Provincia regionale di Messina, del Medagliere del Nastro Azzurro, dei Vessilli e dei Labari delle Associazioni Combattentistiche e d´Arma.

Si sono svolti i festeggiamenti in occasione della festività della Madonna della Lettera, protettrice della città di Messina, con la tradizionale processione del simulacro in argento partita da piazza Duomo.


Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

II CIRCOSCRIZIONE

D’Angelo e Santoro propongono un´area mercatale attrezzata a Sud

I

l consiglio della II circoscrizione ha approvato all’unanimità dei presenti la mozione dei consiglieri D’Angelo relativa all´individuazione di un’area per realizzare un mercato nella zona sud della città. A determinare la loro richiesta è stato il proliferare quotidiano del numero di venditori ambulanti che collocano le loro postazioni di vendita dovunque ma soprattutto lungo la via Taormina, la via Consolare Valeria, la via Adolfo Celi, la via Marco Polo e la ex SS. 114. La zona prescelta è quella che ricade nei parcheggi modulari, lungo la via degli Agrumi, per la precisione il secondo parcheggio a valle del Pala Rescifina nella zona del rione CEP che possiede tutti i requisiti di cui ha bisogno un’area da allestire per la vendita di alimenti: dalla possibilità di realizzare numerosi box che possano ospitare e così regolamentare anche dal punto di vista amministrativo i venditori, alla disponibilità di un´ area di parcheggio. La creazione di un mercato rionale in una delle aree oggi occupate dal parcheggio modulare dello stadio, richiede due condizioni essenziali: una che vengano spostati i moduli per sosta, non utilizzati, al parcheggio di via La Farina, l´altra che venga ripristinata la strada arginale nella parte a valle, chiusa da molto tempo per eventi franosi, che dalla via Adolfo Celi collega direttamente alla via degli Agrumi eliminando il passaggio dei veicoli dal rione CEP.

III CIRCOSCRIZIONE

Scuderi e Carreri evidenziano la situazione igienico-sanitaria del torrente Bisconte – Catarratti

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orrente Bisconte Catarratti: “Si continua a parlare di interventi, di programmazione, di finanziamenti ma alle parole spesso non seguono i fatti!” E’ l’amaro commento di Nino Scuderi consigliere DR della terza circoscrizione che insieme al collega di partito e consigliere comunale Nino Carreri invita l’amministrazione Accorinti a “ fare” piuttosto che “annunciare”. Scuderi e Carreri evidenziano, in una nota inviata al Sindaco ed all’assessore alla protezione civile, la grave situazione igienico-sanitaria in cui versa tutto il territorio dei villaggi Bisconte e Catarratti ma nel contempo provano a lanciare l’ennesimo allarme su una situazione che è diventata esplosiva ed è giunta veramente al limite : il torrente Bisconte – Catarratti. Si continua ad ignorare il problema pensando di poter scherzare sulla sicurezza delle famiglie e sulla pelle dei cittadini e questo non lo si può consentire a nessuno! E’ trascorso un anno da queste parole e nei fatti non si registra alcun intervento sul torrente nè di profilatura dell’alveo né tantomeno di pulizia! Urge un intervento risolutore che metta in sicurezza il torrente e restituisca la serenità ai residenti.

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VI CIRCOSCRIZIONE

Una discarica a cielo aperto

Il consigliere della VI circoscrizione Mario Biancuzzo ha effettuato nella giornata di ieri un sopralluogo nel villaggio Orto Liuzzo, sulla strada statale 113/dir. Campanella. Ha avuto modo di accertare che nel luogo in questione giacciono cumuli e cumuli di spazzatura di varia natura (sacchetti, materiali di risulta, cartoni, materassi, frigoriferi, water e materiale maleodorante) e di dimensioni ingombranti, disseminati in frammenti. La spazzatura non solo ha invaso la sede stradale ma fa da corona, dice Biancuzzo, ai numerosi automobilisti in transito. Una vera e propria discarica a cielo aperto. I pochi cassonetti sono aperti, rotti, logorati e vetusti. Uno risulta scaraventato sotto sopra e battuto. Inoltre, la suddetta arteria statale, è bene sottolineare, è l’unica che collega Messina con la riviera nord e i residenti e non solo sono costretti a transitarvi obbligatoriamente. Tanto premesso, non solo a nome e per conto dei cittadini della sesta circoscrizione, ma nell’interesse di tutta la cittadinanza, Biancuzzo chiede a Messinambiente, al dipartimento regionale Anas, ed al sindaco Renato Accorinti, ognuno per le proprie competenze, di disporre la rimozione tempestiva dei rifiuti di cui sopra, una accurata disinfestazione, la sostituzione dei cassonetti, e l´aumento del loro numero, almeno di tre unità per postazione. Al momento infatti i cassonetti presenti risultano insufficienti. La situazione è destinata a peggiorare tra qualche giorno, quando numerosi cittadini, proprietari di seconde case si trasferiranno in queste località cosa succederà. Al Signor Direttore Regionale dell’ANAS, Biancuzzo chiede, invece, di voler intervenire sul Signor Sindaco di Messina per eliminare la spazzatura che ha oltrepassato la linea bianca sulla carreggiata, a scanso di eventuali responsabilità civili e penali.

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Riceviamo e pubblichiamo

CITTADINANZATTIVA COORDINAMENTO PROVINCIALE dei Procuratori dei Cittadini è costretta a denunciare, purtroppo, l'assoluta inefficienza dei Consigli Circoscrizionali di fronte ai gravi e numerosi problemi della Città

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e Circoscrizioni, istituite per rendere effettiva la partecipazione dei Cittadini all'Amministrazi grado di appropriarsi di tutte le funzioni loro demandate per legge, per Statuto e per Regolam il territorio di competenza. Eppure i Cittadini di cui dovrebbero occuparsi pagano le tasse, pa CittadinanzAttiva aveva proposto a tutte e sei le Circoscrizioni di adottare una delibera di invito al o non erano stati effettuati nell'anno 2013 o non dovevano rientrare, per legge, nel Piano finan Circoscrizioni avevano l'obbligo di esprimere il parere sul "Piano Finanziario", cioè " sui criteri ge na", sulle cui spese di gestione sono state stabilite le tariffe TARES. Nessun Consiglio, per quanto ci è dato di sapere, ha espresso parere sul Piano finanziario, né h la tariffa TARES degli utenti della propria Circoscrizione, tanto che il Capo Dipartimento delle Entra timento della tariffa non si poteva applicare perchè " l'eventuale mancato svolgimento del servizio cipio, si evidenzia, che la competenza a sorvegliare sul buon andamento e correttezza del servizio tale".- E questo nonostante che, ai sensi dell'art. 14 del Regolamento sul decentramento, rientra Ebbene, e questo è di una gravità eccezionale, nessun Organo Circoscrizionale ha mai fatto pre spazzate giornalmente, NON venivano lavate, i cassonetti NON venivano lavati, disinfettati perio pulizia delle spiagge, dei torrenti, dei tombini, dei Cimiteri, NON veniva effettuata con regolarità i Tutto ciò ha consentito al Responsabile del Comune di potere scrivere nella lettera: "non risulta e gestore (ATO ME3-MESSINAMBIENTE S.p.A.), per cui per il Comune non si può applicare l'abba

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one del Comune, a Messina si sono rivelate strutture inutili. Le Circoscrizioni non sono state in mento né si sono mai curate, sostanzialmente, di evidenziare i disservizi e l'abbandono in cui versa agano la TARES e tutti gli altri balzelli che vengono imposti. ll'Amministrazione Comunale di abbattere la tariffa TARES del 20%, perché diversi servizi tassati nziario per l'applicazione della TARES. Peraltro, a mente dell'art. 68 dello Statuto Comunale, le enerali di realizzazione e gestione dei servizi, in particolare per quanto riguarda la nettezza urba-

a accolto l'invito di CittadinanzAttiva ed ha adottato la delibera di proposta di abbattere del 20% ate Tributarie dell'Area Finanziaria del Comune ha potuto scrivere a CittadinanzAttiva che l'abbatimplica l'esistenza di tempestive segnalazioni...in merito al servizio non erogato....In linea di prindi gestione dei rifiuti è del Dipartimento Ambiente o comunque quello deputato alla tutela ambiena nella competenza della Circoscrizione la "vigilanza per tutti gli interventi in materia di igiene...". esente, per iscritto, che nell'ambito del proprio territorio nell'anno 2013, le strade NON venivano dicamente, NON veniva effettuata la raccolta differenziata, NON veniva eseguita regolarmente la l discerbamento, la manutenzione del verde pubblico, ecc... essere mai pervenuta nessuna segnalazione" di disservizio e/o inadempimento nei confronti del attimento, perché non risultano formalmente segnalati disservizi o inadempimenti. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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città a cura di Marilena Faranda

Tributi

Fra giugno e settembre tasse su tasse

Contabilità comunale

Le criticità segnalate dalla Corte dei Conti

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n merito alla proroga della TASI 2014, il Comune di Messina non ha deliberato le aliquote TASI entro lo scorso 23 maggio. Il 19 maggio il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato un comunicato in cui afferma che, per i Comuni che non hanno deliberato le aliquote TASI entro il 23 maggio, la scadenza d e l l a prima rata è stata prorogata da giugno a settembre. Il sito istituzionale del Comune www.comune.messina.it verrà aggiornato in base alle future disposizioni normative, attivando il servizio per il calcolo dell'imposta dovuta e per la compilazione e stampa del relativo modello F24. In merito all'IMU 2014, invece, il versamento della prima rata di acconto, di ammontare pari al 50 per cento dell'imposta annua, dovrà essere effettuato entro il prossimo 16 giugno. Per l'IMU 2014 a breve sarà attivato sul sito istituzionale il calcolatore on line che consente il calcolo e la stampa del modello F 24.

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’ stata recapitata il 29 maggio presso la Segreteria del Presidente del Consiglio Comunale, presso quella del Sindaco e quella dell’organo di revisione del Comune di Messina una più sonora bacchettata della Corte dei Conti, rispetto a quella che già era arrivata il 14 aprile, nel contempo però l’Amministrazione trova una legge per cui, in assenza di una segnalazione da parte del Prefetto di dissesto, si possa approvare il bilancio previsionale 2013 entro l’1 settembre. Le criticità evidenziate fra l’altro dalla Corte dei Conti concernono la Regolarità della Gestione Amministrativa e Contabile, in relazione alla fase programmatica da cui consegue la mancata approvazione del bilancio previsionale 2013 e della Relazione previsionale e programmatica , la mancata approvazione del Piano generale di sviluppo della gestione delle entrate e delle spese, l’ inadeguatezza ed efficacia

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del sistema dei controlli interni. La Corte, rileva peraltro che a tutt’oggi i rappresentanti del Comune hanno conferma¬to i profili di criticità sopra segnalati, nonostante, quanto si evince da una memoria depositata in limine presentata dall’amministrazione in cui si evidenziava il periodo di transizione del 2013 superato poi da una riorganizzazione nel 2014, giustificazione che, però, non ha consentito di superare le osservazioni mosse dalla Corte. La stessa Corte concludeva: Gli elencati rilievi critici impongono la loro segnalazione al Presidente dei Consiglio Comunale, ai Sindaco ed all´Organo di Revisione dei conti del Comune di Messina, con riserva di ulteriore valutazione -in occasione dell´esame della relazione del se¬condo semestre 2013 e del primo semestre 2014, tenuto, altresì, conto delle diffi¬coltà rappresentate dall´ente per superare in tempi brevi lo stato di criticità.


Commemorazioni

Madonna della Lettera

68° Anniversario della Repubblica

Festeggiamenti in Città

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unedì 2 giugno si è celebrato il 68° anniversario della Fondazione della Repubblica, con una cerimonia che si è svolta, con inizio alle ore 10, in Piazza Unione Europea, dinanzi il Monumento ai Caduti, dove è stata deposta una corona d'alloro alla presenza delle autorità cittadine, delle rappresentanze militari, dei Gonfaloni della Città e della Provincia Regionale di Messina, del Medagliere del Nastro Azzurro, dei Vessilli e dei Labari delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma. La data della "Festa Nazionale", anniversario della Fondazione della

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Repubblica, risale al 2 giugno 1946, quando, a seguito del Referendum Istituzionale, l'Italia diveniva una Repubblica. In quella tornata elettorale si votò anche per eleggere i 556 deputati dell'Assemblea Costituente, che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale.

Mostra cinofila

Edilizia

Un settore al tracollo che si affida ad una chimera

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eneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil riunitisi a Palazzo Zanca hanno manifestato con forza per il diritto al lavoro e lo sblocco delle opere appaltate. Hanno denunciato, infatti assediando anche il Sindaco, come la situazione dell’edilizia a Messina ormai ha raggiunto un livello di criticità tale che, solo nell'ultimo anno, si sono persi oltre mille posti di lavoro. Ormai l'ultima spiaggia è quella delle "sabbie mobili" di

artedì 3 giugno l'Arcidiocesi e la Città di Messina hanno celebrato la sua Patrona, S. Maria della Lettera. Nella mattinata è stata caratterizzata dal solenne Pontificale presieduto da S.E.Mons. Calogero La Piana. Nel pomeriggio si è svolta la partecipata Processione. I messinesi hanno addobbato i balconi e il Comitato ha collocato per la prima volta 15 nuovi drappi con il nuovo stemma che identificherà Messina come città mariana.

Tremestieri, con la sabbia che si trascina da un posto all'altro. Per non parlare del progetto chimera, del mai definitivo approdo di Tremestieri che si trascina da anni, in una zona ad alta densità di correnti, a cui si aggiunge l'opera infinita del bypass di Giostra.

Soccorriamoli

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l 5 giugno, alle 10.30, a palazzo Zanca, il sindaco, Accorinti, l'assessore al benessere degli animali, Ialacqua, e il referente del gruppo tematico tutela degli animali di Cambiamo Messina dal Basso, Torre, illustreranno “SoccorriAMoli”, mostra cinofila amatoriale per cani. L'evento si svolgerà domenica 8 giugno, dalle 16 alle 20, a piazza del Museo.

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Provincia a cura di Marilena Faranda

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Tutela operativa della Riserva Naturale Orientata “Capo Peloro”

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l D.A. dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente n. 437/44 del 21.06.2001 ha istituito la riserva naturale orientata "Capo Peloro". Tale area protetta è costituita dal sistema lagunare “Lago Faro“ e “Lago Ganzirri”, dai canali di collegamento interlagunari e marini e dell´arenile esteso sino alla formazione dunale ha una superficie complessiva di ha 93,86 e la gestione è stata affidata alla Provincia Regionale di Messina che è dunque l’ Ente Gestore. Ad oggi non è ancora stato elaborato lo strumento programmatico, che è il Piano di sistemazione della Riserva Naturale Orientata "Capo Peloro" previsto dall'art. 8 del suddetto decreto. Considerato che nell'ambito della RNO Capo Peloro vi è la compresenza di diversi portatori di interessi che rendono necessaria ed improrogabile l'adozione del piano di sistemazione. In data 14.05.2014 ha avuto luogo un primo incontro, presso la Provincia, finalizzato alla valorizzazione di questa Riserva Naturale, al quale hanno partecipato Enti, Associazioni e diversi

soggetti portatori di interessi (stakeholders) Tanti gli interventi che si sono susseguiti sull´argomento, ognuno difendendo le proprie ragioni, ma ciò che è emerso con forza è stato il rispetto e la salvaguardia della riserva naturale. Per questo il Commissario della Provincia, Filippo Romano con un atto di indirizzo ha disposto che l'Arch. Gabriele Schifilliti, Dirigente dell' 8° Direzione " Ambiente" è incaricato di predisporre uno schema del Piano di sistemazione della RNO "Capo Peloro" da sottoporre entro il 15 giugno p.v. al CPS per un primo esame ed entro il 30 giugno p.v. anche allo stesso Commissario, opportunamente integrato delle prime osservazioni di massima del comitato, perché si possa trovare una soluzione condivisa fra tutte le realtà, che militano all´interno della riserva, nel rispetto di queste specie così particolari e uniche nel loro generee finalmente si possa passare dalle parole ai fatti, al fine di tutelare un così inestimabile patrimonio messinese.

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Premiazione della Mostra "l'Arte per l'Ambiente"

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ono state premiate, giorno 30 maggio alle ore 17 nella Sala Giunta di Palazzo dei Leoni, dal Commissario della Provincia Regionale di Messina dott. Filippo Romano, le Scuole Medie che hanno aderito al Concorso "L'Arte per l'Ambiente " organizzato dalla VIII Direzione Ambiente della Provincia Regionale coordinata dall'arch. Gabriele Schifilliti in sinergia con la SocietĂ Ing. Linda Schipani S.r.l., start up innovativa nel campo della sostenibilitĂ ambientale. I lavori presentati al Concorso sono stati selezionati da una giuria d'eccellenza che ha visto la partecipazione dell'ex Provveditore agli Studi di Messina, dott. Gustavo Ricevuto e del direttore del Museo Regionale di Messina, dott. ssa Caterina Di Giacomo . Vincitore della Sezione installazione " l'Albero mezzo vivo e mezzo secco" della Scuola

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Mazzini, seguito dagli Istituti Salvo d'Acquisto, Catalfamo, Vann'Antò e Cesareo; nella sezione pittura vince, con la "Cartina d'Italia " realizzata con tecnica mista la Salvo d'Acquisto seguita dagli Istituti Pascoli- Crispi e dal Sant Ignazio. Particolarmente apprezzati i lavori dei due Istituti fuori concorso: " i cartelloni didattici " della Scuola elementare Manzoni- Dina e Clarenza e la testimonianza del "museo del riciclo" appena inaugurato dai ragazzi dell'Istituto Don Bosco. Le Scuole premiate hanno ricevuto buoni in denaro per l'acquisto di materiale scolastico e a tutti i partecipanti sono stati rilasciati attestati di merito e gadget . Un premio particolare è stato invece conferito ai ragazzi dell'Istituo Don Bosco : una visita alla "Collezione di Arte del Riciclo" dell' EcoLab , spazio espositivo e operativo che ospita centinaia di lavori realizzati con scarti industriali dai più noti artisti del nostro territorio, un luogo d'arte, d'impresa e di cultura, attraverso il quale Linda Schipani, ingegnere ambientale e artista, vuole trasmette in modo semplice e innovativo, importanti contenuti legati alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione delle risorse da rifiuto. Il Commissario Straordinario della Provincia durante la Premiazione ha ringraziato i ragazzi per aver arricchito i corridoi di Palazzo dei Leoni con lavori non soltanto belli e divertenti ma anche testimoni di comportamenti virtuosi e di un impegno sociale dei giovani verso lo sviluppo sostenibile. Location della mostra, aperta fino al 6 giugno negli orari d'ufficio, è il Ballatoio di Palazzo dei Leoni, dove è stata allestita in modo semplice ed elegante con imballaggi riciclati che fungono da espositori delle singole opere, accompagnata dai cartelloni didattici della Manzoni e impreziosita, solo nel giorno dell'inaugurazione, dai lavori del " Museo del Riciclo" del Don Bosco. I lavori premiati infine, come previsto dal Bando, resteranno alla Provincia Regionale di Messina per dare inizio ad una futura collezione simbolo dell'impegno dei giovani messinesi in difesa dell'ambiente. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

In tre mesi persi 3

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38.000 posti

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on si ferma l'emorragia di posti di lavoro in Sicilia, dove, nel primo trimestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2013, sono andati in fumo 38 mila posti di lavoro, cresce il numero dei disoccupati (23,2%) e quello delle persone in cerca di occupazione (+ 44 mila). È il quadro che emerge dal rapporto dell'Istat su occupati e disoccupati nel primo trimestre 2014. Stando ai dati dell'Istituto di statistica, da gennaio a marzo di quest'anno, gli occupati nell'Isola sono 1 milione 307 mila (erano 1.345 nel primo trimestre del 2013), il tasso di disoccupazione è aumentato di 2,5 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è pari al 23,2% (era il 20,7%) contro una media del Mezzogiorno del 21,7%. Peggio fanno solo Calabria (25,4%) e Campania (23,5%). ''In questa fase generale di tagli ai costi della politica e alla spesa della pubblica amministrazione non e' possibile pensare al risanamento delle finanze pubbliche esclusivamente attraverso soluzioni uniterali, ovvero il dimezzamento della spesa per far quadrare i conti. Il debito della Regione potra' essere ripagato nel tempo se si attuano azioni in grado di far crescere le imprese e promuovere occupazione''. Lo dice il parlamentare regionale siciliano di Grande Sud, Carmelo Incardona. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Economia di Gino Morabito

Se potessi avere… mille euro al mese

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fin troppo semplice parafrasare il motivetto di Gilberto Mazzi che nel 1939, esattamente 75 anni or sono, usciva gracchiante dai diffusori a tromba dei fonografi. Solo cha all’epoca con mille lire al mese si campava discretamente bene e oggi con mille euro al mese si riesce a mala pena a sopravvivere. Eppure anche mille euro al mese sono diventati l’aspirazione di molti, di coloro che oggi spesso non possono contare su un lavoro regolare. È di questi giorni l’analisi dell’ISTAT sulla situazione lavoro per il primo trimestre del 2014 che fotografa un Paese con il più alto tasso di disoccupazione dal 1977 ad oggi. Siamo arrivati al 13,6% di disoccupati in Italia, circa 3 milioni 487 mila persone in grado di produrre, ma che non hanno lavoro e, di conseguenza, neanche un reddito. E se vogliamo andare nel dettaglio ancora più inquietante è la situazione giovanile per i quali il tasso di disoccupazione si attesta al 46%. Manco a dirlo la condizione occupazione nel Mezzogiorno d’Italia è ancora più drammatica. In questa parte del Paese, il tasso di disoccupazione raggiunge la percentuale più alta. Sempre nel primo trimestre del 2014 tocca quota 21,7% e quella giovanile si attesta su un preoccupante 60,09%. Nel Sud Italia sono 347 mila i ragazzi in cerca di lavoro, pari al 14,5% della popolazione giovanile. Un confronto è doveroso farlo con i paesi dell’area euro, con i quali dovremmo (il condizionale e d’obbligo) essere allineati e dove si è rilevato addirittura un calo della

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disoccupazione giovanile passata dal 23,9% del mese di aprile 2013 al 23,5% dello stesso mese di quest’anno. Tuttavia, ciò che si rileva con maggiore risalto è la differenza che caratterizza lo stesso dato nei diversi Paesi: si passa da un tasso del 7,9% per la Germania e del 9,5% per l’Austria, al 56,9% di Grecia, 53,5% di Spagna, 49% di Croazia e 43,3% per l’Italia che sono notoriamente i paesi europei più colpiti dalla crisi infinita. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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28 maggio 2014 - Herat

Ultima missione operativa degli AMX italiani prima del rientro programmato in Italia Nella loro ultima missione in territorio afgano due cacciabombardieri AMX del contingente italiano in Afghanistan hanno distrutto un ripetitore radio posizionato sui rilievi meridionali del distretto di Gulistan e utilizzato dai talebani per coordinare gli attacchi contro le forze di sicurezza afgane e di ISAF. Questa missione segue a distanza di una settimana un analogo intervento condotto sopra le alture del distretto di Bakwa. L’operazione, scattata a seguito di precise informazioni di intelligence, è stata pianificata e coordinata con il contributo degli acquisitori obiettivi della Task Force Victor, l’unità dell’Esercito Italiano inquadrata nei ranghi del Regional Command West specializzata anche in questo genere di missioni. La distruzione del ripetitore talebano è stata conclusa con successo grazie al determinante impiego del velivolo a pilotaggio remoto “Predator”, a conferma della nuova capacità operativa conseguita dagli assetti dell’Aeronautica Militare, ossia quella di abbinare la capacità di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione alla capacità di individuazione e designazione bersagli ed alla capacità di guida di armamento di precisione. “La missione è stata condotta con precisione e con efficacia” ha dichiarato il colonnello pilota Michele Morelli, comandante della Joint Air Task Force (JATF), “il miglior modo di concludere la missione degli Amx dell’Aeronautica prima del definitivo rientro in Italia, previsto il prossimo 3 giugno, nell’ambito del piano di rientro del contingente nazionale in vista del completamento della missione ISAF”. I quattro velivoli, inquadrati nel gruppo di volo “Black Cats” della Joint Air Task Force (JATF), la componente aerea nazionale del Regional Command West, provengono dal 32° stormo di Amendola e dal 51° stormo di Istrana. E’ dal 2002 che l’Aeronautica Militare è presente in terra afgana con i suoi uomini, ma è dal 2008 che vengono schierati a Mazar-e-Sharif i primi “Tornado” che verranno poi sostituiti, fino ad oggi, dagli AMX.

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Afghano

task force victor

missile prima dell'impatto

l'impatto del missile

il punto d'impatto

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30 maggio 2014 - Herat

Il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze a Herat tra i militari del contingente italiano di ISAF Il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, generale Marco Bertolini, si è recato nei giorni scorsi a Herat dove ha incontrato il comandante del contingente italiano in Afghanistan, il generale Manlio Scopigno, con il quale ha discusso dell’andamento della missione e dei suoi futuri sviluppi. Successivamente il comandante del COI, accompagnato dal generale Antonio Satta, l’Italian Senior Representative (la massima autorità militare italiana presente nel teatro operativo afgano), ha salutato i militari di stanza a “Camp Arena” ai quali ha manifestato la propria gratitudine “per lo straordinario impegno e la silente professionalità profusi negli oltre dieci anni di missione in Afghanistan”. In particolare, il generale ha espresso il suo apprezzamento nei confronti dei piloti e del personale tecnico del gruppo di volo ”Black Cats”, reduci da un’importante operazione condotta ieri sui rilievi meridionali del distretto di Gulistan dove un sofisticato ripetitore radio dei talebani è stato distrutto grazie all’intervento di due cacciabombardieri Amx del Regional Command West. La visita è stata anche l’occasione per salutare il prossimo rientro in Patria degli Amx dell’Aeronautica Militare, previsto nell’ambito del piano di rientro del contingente nazionale in vista del completamento della missione ISAF (International Security Assistance Force).

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Afghano

il generale Marco Bertolini si congratula con il colonnello Michele Morelli

generale Marco Bertolini saluta il gruppo di volo dei black cats

foto ricordo con i black cats

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30 maggio 2014 - Herat

Gli advisors dell’Aeronautica Militare italiana formano i colleghi dell’afghan Air Force Si è tenuta nei giorni scorsi, nella base aerea dello “Shindad Air Wing” (S.A.W), polo addestrativo di spicco dell’aeronautica afghana, la cerimonia di consegna degli attestati di merito a 24 militari afghani che hanno frequentato con successo un corso di informatica di base. Il corso è stato organizzato e condotto da un istruttore afghano, formato nei mesi passati dagli advisors della coalizione, sotto la supervisione del VII Air Advisory Team dell’aeronautica militare Italiana. Il buon esito del corso rappresenta un importante risultato non solo per il numero di allievi formati ma anche per la capacità dimostrata dal personale della nascente Afghan Air Force di gestire in autonomia le attività formative per il proprio personale. “è proprio questo l’obiettivo a cui mira l’attività di advising”, sottolinea il Colonello pilota Ivan Mignogna, Comandante del VII Air Advisor Team, “ovvero rendere la forza aerea afghana autonoma ed in grado di sostenersi efficacemente nel futuro”.

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la consegna degli attestati di merito

la consegna degli attestati di merito foto di gruppo

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2 giugno 2014 - Herat

Celebrato a Herat il 2 giugno, Festa Nazionale della Repubblica Italiana. Banda del 207° Corpo D’Armata dell’Esercito Afgano intona “dimonios” Con la deposizione di una corona al monumento ai Caduti e l’osservanza di un minuto di raccoglimento, sono cominciati stamane a Herat i festeggiamenti del 2 giugno, 68° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana. A rendere omaggio alla Repubblica Italiana, anche la banda musicale del 207° corpo d’armata dell’esercito afghano, schierata per l’occasione in alta uniforme, che ha intonato “Dimonios”, il celebre inno della brigata “Sassari”, l’unità dell’Esercito Italiano su cui si basa il contingente multinazionale ed interforze della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). La solenne ricorrenza è stata celebrata nel piazzale di “Camp Arena” dove le rappresentanze di tutte le specialità delle Forze Armate italiane si sono schierate al cospetto della pluridecorata bandiera di guerra del 152° reggimento fanteria “Sassari” e dello stendardo di combattimento del 7° reggimento AVES “Vega”, “ideale sintesi dei valori di fedeltà, onore e rigore morale”, ha detto il generale Manlio Scopigno, comandante del contingente italiano in Afghanistan, “che sempre hanno contraddistinto i militari italiani, in Patria e all’estero, nella difesa della nazione, nell’affermazione della pace e nella salvaguardia delle sue libere istituzioni”. “Con il tradizionale rito dell’alzabandiera”, ha proseguito il generale Scopigno, “ogni giorno i militari italiani rinnovano idealmente il proprio giuramento di fedeltà alla Patria e alla sua costituzione. Questo spiega il senso del nostro impegno e del nostro servizio nei più svariati scenari operativi: l’essere imprescindibile strumento di sicurezza e di stabilità internazionale in tante tormentate regioni del mondo ancora caratterizzate da forme differenziate di violenza e di conflittualità”. Durante la cerimonia, alla quale hanno preso parte il governatore della provincia di Herat Sayed Fazullah Wahidi, il procuratore capo Maria Bashir, i principali esponenti delle forze di sicurezza afghane e i rappresentanti delle Forze Armate dei paesi alleati, è stata data lettura dei messaggi augurali del Capo dello Stato e dei più alti vertici della Difesa mentre il cappellano militare del contingente, padre Mariano Asunis, ha recitato la “Preghiera per la Patria”.

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Afghano

Afghanistan - festa della Repubblica Italiana

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3 giugno 2014 - Herat

10.000 ore di volo per gli elicotteri “Mangusta” del Regional Command West Gli elicotteri A 129 “Mangusta” dell’Aviazione dell’Esercito hanno varcato la soglia delle 10.000 ore di volo effettuate nei cieli dell’Afghanistan da quando, nella primavera del 2007, sono stati rischierati a Herat nell’ambito della missione ISAF (International Security Assistance Force). L’importante traguardo è stato festeggiato all’aeroporto militare di Herat da tutti i baschi azzurri della Task Force “Fenice”, la componente ad ala rotante su base 7° Reggimento AV.ES. “Vega” di Rimini agli ordini del colonnello pilota Giuseppe Potenza. I “Mangusta” sono elicotteri da esplorazione e scorta particolarmente affidabili e versatili, sono dotati dei più avanzati sistemi di bordo e grazie all’elevata professionalità ed esperienza maturata dai piloti, chiamati spesso ad operare in situazioni critiche e in condizioni climatiche talvolta proibitive, si sono rivelati uno strumento indispensabile per la condotta delle operazioni a supporto delle unità terrestri della coalizione e delle forze di sicurezza afgane. Ogni intervento degli elicotteri “Mangusta” è stato caratterizzato da una percentuale di successo pari al 100 %, un risultato particolarmente significativo che è stato possibile raggiungere anche grazie alla professionalità del personale tecnico preposto alla manutenzione degli aeromobili.

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Afghano

la fotografia celebrativa delle 10.000 ore di volo

elicottero ''mangusta'' in operazioni

felicotteri ''mangusta'' in fase di decollo

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Cultura

Ad Angela Lo Giudice il premio “Vivia Bruni” 60

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“Pur consapevole che questo premio viene annualmente riconosciuto alle donne impegnate nella ricerca, io sento fortemente che a vincerlo questa volta siamo in due”

i è svolta presso l’Accademia Peloritana dei Pericolanti la cerimonia di premiazione, organizzata dal Soroptimist International Club di Messina in collaborazione con l’Ateneo peloritano, per la migliore tesi di Dottorato riguardante studi e ricerche originali in Microbiologia marina che ha visto protagonista Angela Lo Giudice, componente di un’unità di ricerca dell’Ateneo e moglie del compianto Luigi Michaud, ricercatore dell’Ateneo scomparso nel gennaio scorso in Antartide. Il premio è intitolato alla memoria di “Vivia Bruni”, già ordinario di Ecologia presso Università di Messina ed ex Direttore del Dipartimento di Biologia animale ed Ecologia marina, che contava tra i suoi più brillanti allievi anche Luigi Michaud. Angela Lo Giudice, visibilmente commossa, ha così commentato il momento della premiazione: “Pur consapevole che questo premio viene annualmente riconosciuto alle donne impegnate nella ricerca, io sento fortemente che a vincerlo questa volta siamo in due”. Le sue parole sono ovviamente riferite al marito, recentemente scomparso in una missione di ricerca scientifica in Antartide. “Il premio – ha detto la prof.ssa Carbonaro La Rosa, Presidente del Soroptimist – vuole ricordare la compianta Vivia Bruni che ha guidato il nostro club con amicizia, affetto e disponibilità dal 2011 con un mandato biennale che purtroppo si è interrotto anzitempo a causa della sua scomparsa”. Il prof. Salvatore Cuzzocrea, Prorettore alla ricerca, a nome del Rettore, prof. Pietro Navarra, ha espresso i ringraziamenti per l’iniziativa, che rappresenta un contributo all’attività dei ricercatori messinesi ed ha altresì ricordato la prof. Bruni. Alla consegna del premio sono intervenuti, inoltre, il prof. Emilio De Domenico, Direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche ed ambientali ed il prof. Giancarlo Albertelli, già direttore del Museo Nazionale dell’Antartide di Genova.

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l premio Piero Sgroj, nato nel 2009, sotto la dirigenza del preside Pio Lo Re, è stato istitito per onorare e tenere vivo il ricordo di Piero Sgroj, grecista di fama internazionale che dal 1963 al 1973 ha insegnato latino e greco nel Liceo Classico Statale “La Farina” di Messina. Il Premio è assegnato attualmente agli allievi del liceo "La Farina" che si sono distinti negli studi, in attività culturali, in manifestazioni varie, e ad ex allievi che nel campo dell’attività professionale hanno valorizzato gli insegnamenti appresi a scuola. Il Premio è assegnato, secondo lo statuto, è assegnato dal Dirigente Scolastico del Liceo “La Farina”, d’intesa con il Consiglio di Istituto, udito il parere del Collegio dei Docenti.

Premiati VI edizione Giancarlo De Vero Ordinario di Diritto Penale Università di Messina Francesco Paolo Fulci Diplomatico già Ambasciatore presso le Nazioni Unite, Presidente della Ferrero Paolo Ielo PM alla Procura della Repubblica di Roma Pio Lo Re già Preside del Liceo La Farina Franco Martino Onorevole Ginevra Sindoni D’Andrea già Docente di Storia dell’Arte al Liceo La Farina Alla memoria di Claudio D’Alia medico chirurgo

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Riceviamo e pubblichiamo

Il Convento di S. Maria di Gesù Sup.: luogo di sepoltura di Antonello Da Messina?

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o letto e riletto con molta attenzione la lettera a firma di 48 docenti universitari, pubblicata sul settimanale del 28.05.2014. Confesso che mi ha provocato amarezza, molta amarezza. Più del contenuto, il principio tanto assurdo – quanto stupido – di criticare sempre l'altrui operato. Criticare sempre e comunque – patologia diffusa ma ben radicata nel messinese – a prescindere. Nella fattispecie è più che evidente che c'è un regista, ma non ci sono attori, solo comparse a cui è stata “estorta” una firma solo per spirito di compiacimento. Altri, interpellati si sono rifiutati. Conosco personalmente alcuni dei sottoscrittori e, al pari di tutti gli altri, sono convinto della loro assoluta buona fede. Non si spiegherebbe altrimenti il perché, qualche mese or sono, la stimata e ottima prof.ssa Pugliatti, in un convegno al Palacultura Antonello su Gaetano La Corte Cailler, presenti un centinaio di persone, tra cui che scrive, ha pubblicamente affermato che Antonello è stato sepolto nel convento di S. Maria di Gesù Sup. Tanti altri studiosi di storia dell'arte ( Marco

foto Peppe Saya

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foto Peppe Saya

Bussagli, etc. ), al pari di altri storici locali, meno noti a livello nazionale, ma non per questo meno bravi, affermano che l'artista messinese è sepolto nel Convento di S. Maria di Gesù Sup. Persino il docente universitario Erasmo Paolo Mangianti, erede nientemeno del notaio Antonio Mangianti ( notaio che ha raccolto le ultime volontà testamentarie dettate da Antonello da Messina il 14 Febbraio 1479 ) ci incoraggia in questa nostra ricerca, convinto – anche lui come noi – che il sito del Convento di S.Maria di Gesù Sup. è il luogo di sepoltura di Antonello. Egli stesso ci indica una lapide funeraria sita nella cappella privata della famiglia Picardi, in via Matteo Bellinvia, 50, a Barcellona, prima posta nel convento di Ritiro e poi trasferita dai familiari, assieme ai resti mortali del congiunto, nella cappella anzidetta. La lapide riporta la seguente frase; “AQUAE S(ANCTAE) MARIAE DE IESU EX ACT(IS) NOT(ARII) ANTONY MANGIANTI AN(NO) 1476” Cioè ancor prima della morte di Antonello. Questo atto, non unico, ma se ne possono citare a decine, dimostra che per i defunti (e non solo ) sepolti nel convento di S. Marai di Gesù non veniva indicato il termine superiore ( Sup.). Contrariamente, invece, a quanto avveniva per le sepolture in quello inferiore (sorto successivamente al primo, nel 1463, nei pressi della scuola elementare L.Boer ). Il libro dei morti consultato nella Chiesa di S. Giuliano ( Defunctorum – dal 1591 al 1621) conferma quanto già asserito e su circa 250 atti consultati, le sepolture riferite al Convento inferiore vengono chiaramente indicate e specificate. Mentre per quelle del superiore il termine viene omesso. In alcuni casi, addirittura, viene fatto riferimento all’antico Convento di S. Maria del Monte Carmelo, sorto nel 1166 ed ancora oggi

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interrato assieme alla cripta sottostante, a causa della prima grave alluvione del 1854. Primo Convento dei frati carmelitani sorto in Europa, dopo quello in Terra Santa. Il triste appello alle istituzioni a non finanziare lo scavo mortifica quello di segno opposto lanciato dalla Parrocchia di S. Maria di Gesù Sup. (proprietaria del sito), dalla Coop. Sociale onlus Trapper, dall’Associazione/Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali, da oltre mille cittadini (studiosi, professionisti, appassionati, docenti, cittadini qualsiasi, etc. ) che ad oggi hanno sottoscritto l’appello per il recupero dei resti mortali di Antonello da Messina. Appello disponibile per la sottoscrizione anche sul web. Ma soprattutto mortifica i volontari, gli organismi e le varie associazioni, che dall’Aprile del 2011 si impegnano settimanalmente (ogni Sabato mattina o pomeriggio) a ripulire e a salvaguardare il sito, togliendo tonnellate di rifiuti ed eliminando la “foresta” che lo infestava e lo nascondeva alla vista dei passanti. Il 10 Febbraio del 2006 veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia, un Decreto dell’Assessorato Regionale al Bilancio con il quale veniva concesso alla Soprintendenza di Messina per la “realizzazione del progetto per il recupero, valorizzazione e pubblica fruizione dell’area archeologica dei resti del Monastero di S. Maria di Gesù Superiore” la somma di 40 milioni delle vecchie lire. Decreto che io stesso consegnai, più e più volte, al Soprintendente di allora, ma la somma non fù mai utilizzata e colpevolmente si perse, andando in perenzione. Nessun appello, nessuna protesta. Nemmeno quando

foto Peppe Saya

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abbiamo perso 11 milioni di euro per il recupero della Real Cittadella. Nessun appello per il Forte Gonzaga, per il Castellaccio, per i Forti Umbertini, per il nuovo museo, per la creazione di quello archeologico che ci manca, per il ritorno a Messina dell’Archivio di Simancas o di quello “prestato provvisoriamente” all’Archivio di Stato di Palermo ( oltre 2200 pergamene, più una grandissima quantità di faldoni ), per il recupero della Badiazza o della Villa de Gregorio, per i resti della cripta di S .Giacomo o del Duomo, etc. Nessun appello, nessuna firma. Eppure quanto ce ne sarebbe bisogno. Quaranta, cento, mille firme. Si lascino perdere gli “untori” i “delatori”, i “tomasi” ( evangelicamente increduli). Su questa vicenda abbiamo ricevuto moltissimi attestati di solidarietà. Perché i più ci credono, come noi, si fidano. Ci hanno visto dare il sangue per quel sito. E c’è stata una risposta unanime: andate avanti. In filosofia si chiama “ eterogenesi dei fini” , ovvero ottenere l’esatto contrario di ciò che si persegue. E questo è avvenuto con quella lettera. Abbiamo tante cose da chiedere per superare il gap strutturale e culturale di questa nostra città. Ognuno ha da fare la propria parte. Senza conflitti o gelosie. In ogni caso il sito – di grandissima importanza storica-archeologica-culturale – va messo in sicurezza, salvaguardato e reso fruibile. Per questo abbiamo realizzato un progetto, già approvato dalla Curia e dalla Soprintendenza. Ma se questo progetto ha un suo percorso autonomo è pure vero che lo stesso è intrinsecamente legato allo scavo e a un suo rapido avvio e conclusione, il cui esito – ci auguriamo favorevole – darà un’accelerazione complessiva al completo recupero del sito e ad un’auspicabile riqualificazione dell’area circostante, oggi ampiamente degradata. Che il luogo di sepoltura di Antonello sia il Convento di S. Maria di Gesù Sup., a Ritiro, allo stato dello “scavo” storico cartaceo di oggi, non ci sono dubbi. Che si possano trovare i resti mortali, non lo sappiamo. Ma ce lo auguriamo. Le nostre speranze siano più forti dell’altrui certezze. Proibire, in fondo, è peggio che negare. Una cosa è ovvia e più che razionale. Chiunque farà lo scavo archeologico per riportare alla piena luce il complesso conventuale di S. Marai di Gesù Sup. – primo Convento dei frati minori osservanti nato in Sicilia – e, ancora, la più antica chiesa e cripta sottostante di Santa Maria del Monte Carmelo del 1166, avrà il dovere morale, oltre che scientifico, di analizzare, con tutti gli strumenti e le metodologie che la scienza e la tecnica ci mettono a disposizione, i resti ossei che si ritroveranno. “ E’ meglio arrovellarsi nel dubbio che assopirsi nell’errore”, scrisse un dì Alessandro Manzoni. Il dubbio va dipanato, per Antonello, per la cultura e per i Messinesi che ancora credono…… e sperano in una città migliore. Giuseppe Previti - Volontario già Presidente del Consiglio Comunale di Messina

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Silvano Vinceti presidente Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici e Culturali

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eformazioni, falsità e settarismo Trovo bizzarro e paradossale che un così folto numero,di storici dell’arte e accademici, abbiamo sottoscritto o condiviso un manifesto in cui sono riportate delle notizie imprecise, false e strumentali. Per quanto riguarda il nostro Comitato è stato sempre precisato e chiarito che si tratta di una associazione senza scopo di lucro, se mai qualche giornalista, in particolare straniero, ci ha confuso con un organismo istituzionale. Del nostro Comitato fanno parte insigni ricercatori e professori universitari, per citarne alcuni,il prof. Giorgio Gruppioni responsabile del laboratorio di Antropologia ossea della Università di Bologna, il prof. Lucio Calcagnile della Università del Salento. Il prof. Francesco Mallegni della Università di Pisa, il prof. Antonio Moretti della Università dell’Aquila; l’elenco è lungo e potrei proseguire ma non voglio tediare i lettori. Quando si scrive “ il fallimento della ricerca di quelle della famosa Monna Lisa” e il ritrovamenti dei presunti resti di Caravaggio scivoliamo, nel primo caso, nel campo della palesa falsità. Se i sottoscrittori di questo appello si informassero prima di comporre o sottoscrivere un documento, eviterebbero di dire castronerie. Le ricerche dei resti mortali della Monna Lisa sono in atto e vedono impegnate varie Università e professori universitari. Stupisce che ricercatori e uomini di cultura siano o, non informati, o peggio, forse in cattiva fede. Per quanto concerne la ricerca legata ai resti mortali di Caravaggio, oltre a storici, hanno fattivamente collaborato varie Università italiane specializzate negli esami del carbonio 14, esami istologici, esami dei metalli pesanti nei resti ossei, esami del Dna e cosi via. Eccellenze istituzionali italiane che applicano nuove metodologie e tecnologie sofisticate per risolvere problemi che gli storici non sono in grado di risolvere. Se lo vogliono invieremo a tutti i sottoscrittori di questo appel-

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lo gli esami fatti, i risultati a cui si è pervenuti, i rispetti dei protocolli internazionali e forse, con loro stupore o dispiacere,costateranno che le ragioni per cui si è ritenuto di aver trovato i resti mortali di Caravaggio, non sono ipotesi storiche ma dati concreti che portano ad attribuire al ritrovamento quella percentuale del 90% e più. Percentuale che per la scienza che si fonda sul concetto di probabilità è una base di garanzia della validità di un risultato a cui vanno aggiunti documenti storici che completano il quadro. Tralascio l’altra castroneria che sarebbe stata trovata solo una tibia. Sempre in questo impreciso e pressappochista appello si parla di soldi fatti spendere alla Provincia e al Comune di Firenze, falso che il comune di Firenze abbia speso un solo Euro, la Provincia ha erogato per tutta la ricerca 18.000 euro di cui 8.000 per degli esami del geo-radar che avrebbe dovuto necessariamente , compiere,come previsto dal protocollo d’intesa con la Sopraintendenza archeologica toscana con la quale abbiamo avuto una fertile e costruttiva collaborazione.. Grazie all’effetto mass-mediale della nostra ricerca, oggi quell’immobile fatiscente e deformato da screditati interventi edilizia, è oggetto d’interesse di vari gruppi finanziari internazionali per il suo recupero e valorizzazione. Sempre in questo appello viene riportato che il Museo del Louvre mi avrebbe definitivamente bollato come “ ciarlatano”. Il mestiere dell’estrapolare una frase da un contesto per screditare un’altra persona è vecchio quanto il mondo e, mi stupisco, che chi ha sottoscritto quel manifesto non si sia premunito di conoscere meglio, il perché e quando venne usata questa espressione; ottimo esempio di come un ricercatore o uno storico non dovrebbe comportarsi. Se avessero fatto una ricerca seria emergerebbe che quella espressione – ciarlatano- è stata una reazione ad una nostra scoperta delle lettere S ed L e del 72 nella Gioconda del Louvre. Si da il caso che quelle lettere e il 72 sono visibili, pur se con difficoltà, anche ad occhio nudo e che il laboratorio incaricato dal Louvre per uno studio sulla Gioconda ha ammesso la presenza di queste lettere negli occhi della Gioconda Infine per quanto riguarda la ricerca su Antonello da Messina io mi sono limitato ad asserire che sulla base dei documenti visionati mi sono convinto che sia stato sepolto nella chiesa di Santa Maria in Gesù Superiore. Convinzione basata su tutta una serie di argomenti e che sono pronto a confrontare con altre tesi. Non ho mai dichiarato nulla nel merito della sua morte per tubercolosi, ho detto che se fosse storicamente accertato si tratta di un indizio importante in quanto rintracciabile nei resti ossei. Ho invece detto a più riprese che è fondamentale tentare di recuperare dei discendenti per poter compiere gli esami del Dna ma che sono altamente significativi anche gli esami del carbonio 14 che ci da dati importanti sul periodo storico a cui appartengono quei resti mortali, l’esame istologico che ci da con precisione l’età del resto preso in esame. Non credo che in quella chiesa, in quel periodo storico specifico vi siano state molte sepolture di persone che hanno una certa età, possono avere piombo da colori nei resti mortali e altri indicatori. Ovvio che il Dna rimane un esame importante e fondamentale ma in alcuni casi non determinante. Infine un consiglio a questi sottoscrittori e uomini di cultura, basatevi su fatti e non su costruzioni faziose, o peggio, su asserzioni palesemente false o pretestuose. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Nino Principato interviene nel dibattito sul luogo della sepoltura di Antonello da Messina

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o letto con attenzione la lettera dei “48 docenti universitari” pubblicata nell´edizione della “Gazzetta del Sud” del 25 maggio u.s. e, quale convinto sostenitore (sin dal 1989, insieme al compianto prof. Fortunato Pergolizzi) che il luogo scelto da Antonello per la sua sepoltura sia stato il convento dei Minori Osservanti di S. Maria di Gesù Superiore a Ritiro, dove insistono i ruderi ottocenteschi del complesso religioso, desidererei esprimere la mia opinione in proposito. Sono alcune, brevi considerazioni, rimandando ogni approfondimento alla lettura del mio corposo saggio “Il mistero della sepoltura di Antonello” pubblicato nel volume “Antonello a Messina” a cura di Giovanni Molonia (2006) e consultabile anche nel sito web www.messinaierieoggi.it. Intanto è proprio giusto che nessuna delle fonti messinesi (dal Maurolico al Buonfiglio; dal Samperi al d’Ambrosio; dal Susinno al Gallo; dal Grano al Grosso Cacopardo e così via) ricordi una “tomba di Antonello” a Messina e così doveva essere perché tutti gli storici locali, indistintamente, erano convinti in seguito a quanto affermato da Giorgio Vasari nelle “Vite” (1550), che l’artista messinese fosse stato sepolto a Venezia. Oltretutto, e non è cosa da poco, per volontà testamentaria il pittore volle essere inumato con l’abito di Minore Osservante e, quindi, nella fossa comune e in rigoroso anonimato. Di conseguenza non una targa epigrafica, non un monumento funerario avrebbe segnalato la presenza dei suoi resti mortali, da ciò la spiegabilissima “ignoranza” delle fonti messinesi. Che si protrasse fino al 7 marzo 1903, quando lo storico Gaetano La Corte Cailler rinvenne il testamento dettato il 14 febbraio 1479 al notaio Antonio Mangianti. Testamento che, morto Antonello, si apriva nel convento del Carmine l’11 maggio dello stesso anno ad istanza del figlio Jacobello ed alla presenza di testimoni. Vero è che ai tempi di Antonello esistevano due conventi denominati “S. Maria di Gesù”, uno “Inferiore” (dove oggi insi-

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ste la scuola “L. Boer”) e uno “Superiore”, quello di Ritiro e che Antonello, nel testamento, omise di precisare in quale dei due disponesse di essere sepolto. Ma è anche vero che negli atti notarili dell’epoca (fra i tanti, 7 dicembre 1462, notaio Leonardo Camarda; 21 ottobre 1491, notaio Matteo Pagliarino; 20 agosto 1499, notaio Antonio Mangianti; 19 luglio 1498, notaio Nicola Ismiridi) quando ci si riferiva al convento “de suso”, si ometteva l’attributo di “Superiore” perché non ce n’era bisogno, dal momento che quest’ultimo era di ben più remota fondazione: esisteva già nel 1166 quale cenobio carmelitano e nel 1425 venne ristrutturato ad opera del beato Matteo Gallo vescovo di Agrigento e compagno di San Bernardino da Siena, per divenire sede dei Minori Osservanti (lo stesso Ordine cui apparteneva, da terziario, Antonello). Semmai era necessario precisare l’attributo, per evitare confusione, solo quando si trattava del convento “de iusu”, cioè “Inferiore”, perché moderno e di recente costruzione, quello che infatti fa Giovanna Cuminella, vedova del pittore, nel suo testamento del 7 dicembre 1481: “[…] ecclesia inferiori sancte Marie de Ihesu in monumento ubi sepultus est eius filius”. Dal testo di questo testamento si evince che la sua sepoltura, in un monumento funerario insieme al figlioletto concepito col notaio Nicola Isaia e morto prematuramente, non aveva niente a che vedere col defunto marito Antonello il cui corpo invece riposava anonimamente, insieme agli altri monaci, nella cripta di S. Maria di Gesù Superiore a Ritiro. Se Antonello fosse stato sepolto in S. Maria di Gesù Inferiore, certamente la vedova non avrebbe avuto motivo di non farne menzione. Lo stesso La Corte Cailler, nel 1903, scriveva: “Potrebbe nascere il dubbio se il convento, o meglio la chiesa di S. Maria di Gesù additata a sua ultima dimora, sia stata quella di S. Maria di Gesù Superiore, altrimenti “Ritiro”, o quella di S. Maria di Gesù Inferiore, alle Fornaci, appartenenti entrambe, coi relativi vasti conventi, ai frati Minori Osservanti. Ma resta scartata quest’ultima ipotesi, poiché il convento alle Fornaci fu iniziato nel 1463 ed alla morte di Antonello non era forse ancora completato, mentre l’antico conservava, come conservò per tutto il secolo XVI, un’attrattiva pei fedeli, ed accolse i sepolcri di personaggi cospicui, come Galeotto Bardaxi, e poi Andreotta Staiti ed Antonio La Rocca”. E tutto ciò, gli storici di professione dovrebbero saperlo! Il 17 maggio e il 19 novembre del 2013 il Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Messina, eseguì due distinte campagne di indagini georadar allo scopo di rinvenire strutture sepolte al di sotto dei resti del complesso conventuale di S. Maria di Gesù Superiore a Ritiro (commessa 5908/13). Ebbene, si legge nella relazione di 18 pagine: “[…] sono stati individuati riflettori riconducibili a muri e solai […] appare netta la struttura voltata presente ad inizio sezione […]” e così via, per tutta l’area esplorata. Si tratta certamente del complesso religioso più antico sottostante agli attuali ruderi ottocenteschi, e già questa presenza giustifica ampiamente un finanziamento pubblico volto ad uno scavo archeologico più approfondito e alla successiva riqualificazione di tutto il sito. Questi sono ineccepibili dati scientifici, il resto sono solo sterili e inutili chiacchiere che non portano a nulla. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Tutti in strada per una notte di stelle

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enerdì 13 giugno, a partire dalle ore 20,30 sino alle tre di notte, per le vie adiacenti la Basilica (Via S. Cecilia, Via C. Battisti, Largo Avignone, Via A. Martino, Via dei Mille, Piazza del Popolo e Piazza Annibale M. di Francia), avrà luogo la Notte Bianca per S. Antonio. Nel corso della manifestazione: arte, sport musica, spettacolo, cultura, e degustazioni si fonderanno in un unico progetto, fruibile, lungo le strade chiuse al traffico, da tutta la cittadinanza e dai numerosi fedeli, non solo siciliani, che parteciperanno ai festeggiamenti per S. Antonio. Tantissimi gli artisti che si esibiranno per rendere unica e indimenticabile la Notte di S. Antonio. Grande festa a Piazza del Popolo con il Villaggio dello Sport e kermesse musicale con Scuole di Danza per oltre sei ore a cura di Lillo Alessandro e Associazioni sportive. Inoltre 30 artisti di strada animeranno le vie indicate e intratterranno bambini, giovani e adulti con spettacoli di giocoleria, esibizioni circensi, spettacoli con il fuoco e parate di musica. Per la seconda volta si svolgerà anche una sfilata di moda sulla scalinata Zuccarello a Largo Avignone e si esibiranno altri artisti.

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L’Istituto Comprensivo Manzoni animerà per oltre 3 ore il Piazzale Zaera con una varietà di spettacoli. Anche in Piazza Di Francia kermesse musicale per oltre 3 ore; per il secondo anno consecutivo si svolgerà la gara canora “In Canto per S. Antonio” con la partecipazione dei ragazzi delle scuole della città e della provincia, con la presenza di Vincenzo Belfiore, dal programma di Raiuno Ti Lascio una canzone ed altri artisti. Tre le infiorate che animeranno le vie: Ghibellina (Maestri dell’Infiorata di S. Pier Niceto), Nino Bixio (Maestri dei Mosaici di Camaro) e Via Refugio dei Poveri (ragazzi della Scuola Annibale Di Francia). Visite culturali alla Chiesa dello Spirito Santo e alla Basilica S. Antonio con relativi musei. Bande Musicali; mostre di pittura, storiche e fotografiche; artigiani e pittori a lavoro per coinvolgere il grande pubblico. Un evento di grande portata, che nel ristretto panorama degli spettacoli ed eventi nella città, sarà davvero unico e che vorrà darà alla città una serata di gioia e di aggregazione. Sabato 14 giugno alle ore 19,30 prenderà il via la Solenne Processione di Sant’Antonio con il Carro Trionfale.


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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

I cento passi Marco Tullio Giordana firma la storia di Peppino Impastato, morto di mafia, il 9 maggio del 1978, massacrato di botte, imbottito di esplosivo e fatto saltare in aria sui binari ferroviari. Luigi Lo Cascio è un perfetto Peppino, lo dipinge per carisma, carattere e tristezza. Peppino Impastato nasce a Cinisi, provincia di Palermo, roccaforte mafiosa del sanguinario boss Tano Badalamenti, di cui è nipote. Il mondo dove vive non gli piace, non lo accetta, non accetta la mafia e quel suo modo schifoso di comandare e farti abbassare la testa o peggio di fartela girare dall’altra parte. Sceglie un modo intelligente per combatterla, l’ironia, la satira, fonda una radio, “Radio Aut”, trasmette messaggi satirici contro Tano e la sua “famiglia”, manca di rispetto al boss, fa quello che un uomo d’onore non può accettare, “u cugghiunia”, e per Tano Badalamenti è troppo, Peppino deve sparire. Le amicizie di Peppino, il contesto, il comunismo, contribuirono a nascondere la verità per anni. Attentato terroristico, così venne fatto passare la morte di Peppino, voleva far saltare i binari e ci è morto, poi la data particolare aiutò ancora di più. Il 9 maggio 1978 veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, rapito ed ucciso dalle Brigate Rosse, in Italia di Peppino non parlava nessuno. Il film è dettagliato, non si perde nel romanzare, racconta, descrive, narra, ci riporta in quei giorni, i cento passi che dividono la casa di Peppino a quella “du Zu Tanu” li abbiamo idealmente percorsi anche noi, insieme a Peppino ed al fratello. Sotto quel balcone ad urlare che la mafia è una montagna di merda c’eravamo tutti, siciliani e non. “I cento passi” racconta la storia di Peppino Impastato, non è un film ma un pezzo della nostra storia, una di quelle che i bambini dovrebbero studiare a scuola, e far conoscere alle generazioni successive, perché il messaggio di Peppino non deve morire, Peppino muore di nuovo ogni volta che giriamo la testa. Non parleremo della regia perfetta di Giordana o delle interpretazioni da brivido di Luigi Burruano e Lucia Sardo (genitori di Peppino), neanche di Tony Sperandeo, per qualcuno può interpretare solo mafiosi, qui è Tano Badalamenti, qui è ancora una volta uno strepitoso caratterista. Nomination ai Golden Globe del 2000 come miglior film straniero. “Novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c'abita qua? Ah, u'zu Tanu c'abita qua! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu' Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni». E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!”

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Nelle scorse settimane abbiamo parlato dei Coldplay, continuazione naturale di un’altra band inglese di cui avevamo parlato in precedenza, gli Oasis. Oggi risaliamo ancora il tempo e parliamo di chi queste band le ha inspirate, e non poco, i Radiohead. La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O'Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Phil Selway (percussioni). Nati nei sobborghi del Oxfordshire a metà degli anni ’80, devono il loro successo ad una continua evoluzione e sperimentazione di generi e composizione musicali. Band che nasce nel rock e, ci piace dire, si sviluppa nella musica, brit – pop, alternative, ben due album con ispirazioni elettroniche (Kid A e Amnesiac entrambi all’inizio degli anni 2000), evoluzioni della musica classica e moderna. Il primo successo arriva con l’album di esordio “Creep”(1992), che viene molto apprezzato negli Stati Uniti, lasciando però freddini gli inglesi, ancora non coinvolti dal fenomeno Radiohead. In patria sarà il secondo album, “The Bends”(1995). Ma la rivoluzione arriva col terzo disco, nel 1997 la band inglese pubblica “Ok Computer”, album che cambia tutto, la critica ed il pubblico si fondono nel celebrare la musica dei Radiohead, il disco può tranquillamente entrare a far parte della storia della musica, non solo del rock, ma in generale, il successo è netto ed esalta la voglia di sperimentare della band, progressive rock e primi accenni alla musica elettronica sconvolgono la visione del gruppo. La critica li celebra ed i fans se ne innamorano in maniera definitiva. Tra i successi dell’album possiamo ricordare “Karma Police” e “Lucky”, uno stile in evoluzione che infatti non fa sedere sugli allori i Radiohead, che con i successivi album alzeranno il tiro, e come già detto, si butteranno nel mondo dell’elettronica continuando a mietere consenso. Arrivano così “Kid A”, “Amnesiac” e “Hail to the Thief”, trilogia musicale e cartoline della sperimentazione divertita di Yorke & co., se nei primi due è chiara la voglia di scoprire nuove sonorità il terzo è un album che torna al vecchio stile ma non in maniera netta, un transito lento per tornare alle origini, electronic, progressive, jazz, musica ambientale, un mash up (ci scuserete il termine improprio) di sonorità per creare uno stile unico e riconoscibile. Da 30 anni sulla scena, mai superati e sempre un passo avanti. La polizia del karma non li punirà.

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[...]Sono lanciato questa volta sono lanciato sento che la mia fortuna potrebbe cambiare uccidimi sarah uccidimi di nuovo con il tuo amore sarĂ un giorno magnifico[...]

Radiohead

Lucky

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà Elio Vittorini è una figura centrale della letteratura italiana fra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, protagonista attivo di tutti i suoi momenti più vivi non solo come scrittore ma anche come instancabile organizzatore di cultura. Nato a Siracusa nel 1908 da famiglia modesta, non ebbe quella formazione umanistica che era tradizionale per il letterato italiano. Dopo gli studi elementari, infatti, seguì solo tre anni della scuola tecnica. Fu essenzialmente, dunque, un autodidatta, capace di crearsi da sé una cultura raffinata attraverso voraci letture e rapporti intensi con il mondo letterario del tempo. In un primo momento si dedicò al lavoro di traduttore, contribuendo, al pari di Pavese, alla diffusione della letteratura americana e alla creazione del suo mito, specie con la pubblicazione nel 1942 dell'antologia Americana, che incorse nella censura fascista. La sua prima opera furono i racconti di Piccola borghesia, dove veniva proposto il mito dell'infanzia come recupero di un'istintiva vitalità, contrapposta al grigiore soffocante della vita borghese. Questa inquietudine anti borghese e questo bisogno di anarchica libertà dominano anche il romanzo Il garofano rosso, che vede protagonista un giovane, organizzatore politico di un'agitazione studentesca, che si illude di trovare nella violenza fascista un'alternativa al conformismo borghese e spera utopisticamente in una società migliore. Vittorini scrive anche altri romanzi come Erica e i suoi fratelli, storia di una ragazza, abbandonata dai genitori, che per sopravvivere si prostituisce; Uomini e no, dedicato alla Resistenza; Le donne di Messina, dove si descrive la purezza della vita di un villaggio dove vige una sorta di comunismo primitivo. Il vero capolavoro di Vittorini, però, è il romanzo Conversazione in Sicilia, dove il protagonista, Silvestro, in preda ad "astratti furori" nel clima politico degli ultimi anni del fascismo e della guerra di Spagna, ritorna nella natia Sicilia a ritrovare la madre. Centrale è, dunque, il tema del ritorno alla propria terra e soprattutto alle proprie origini, un ritorno che non ha solo valenze sentimentali ma si carica anche di motivi ideologici e di un profondo senso di pena per tutti gli uomini. Vittorini si rifugia nella memoria del passato, nel ricordo della sua infanzia, età felice in netta contrapposizione con l'infelicità del tempo presente, segnato dall' oppressione della dittatura fascista. L'autore sente incombere sull'Italia un destino di pena e di dolore e prova un senso di profonda angoscia per la sofferenza di tutti. Persegue nel romanzo un fine ideologico ma punta ad un'arte che trascenda le epoche storiche e comunichi un messaggio universale. Per questo la narrazione, pur avendo al centro la miseria di una Sicilia arcaica, evita ogni connotazione naturalistica e documentaria, assurgendo ad un clima mitico e simbolico. A ciò contribuiscono sia la struttura del racconto, fondato sulla tecnica della ripetizione, che conferisce al libro qualcosa di ieratico e rituale, sia il linguaggio, basato anch’esso su continue ripetizioni ed anafore. Un romanzo costruito ad arte da Vittorini, che muore nel 1966.

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Non proviamo più soddisfazione a compiere il nostro dovere, i nostri doveri… Compierli ci è indifferente. Restiamo male lo stesso. E io credo che sia proprio per questo… Perché sono doveri troppo vecchi, troppo vecchi e divenuti troppo facili, senza più significato per la coscienza.

Siracusa, 23 luglio 1908 Milano, 12 febbraio 1966

Elio

La verità, voglio dire, non rischia niente a passare per un periodo di abiezione: non il suo avvenire e nemmeno la sua gioventù. Quello che non deve mai venire meno è il nostro sforzo di intrattenerla, comunque, tra noi uomini.

Vittorini

È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto a ogni indagine.

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Il gusto è una questione di geni

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nche quando si tratta di gusto in fatto di cibo i geni possono giocare un ruolo fondamentale. A svelarlo sono due studi presentati alla conferenza annuale dell'European Society of Human Genetics da Nicola Piratsu e Antonietta Robino, ricercatori dell'Università e dell'IRCCS Burlo Garofalo di Trieste, che identificando i geni coinvolti nella determinazione dei gusti e delle preferenze alimentari aprono la strada a vere e proprie diete genetiche personalizzate efficaci non solo per perdere peso, ma anche per tenere alla larga malattie come tumori, depressione e ipertensione. Il primo dei due studi ha analizzato il genoma umano alla ricerca delle basi genetiche della preferenza verso alcuni cibi come i carciofi, la pancetta, il caffè e il succo d'arancia. Sono stati così scoperti 17 geni indipendenti associati alle preferenze alimentari individuali. Il secondo studio si è invece concentrato sulle basi genetiche della percezione del gusto salato, svelando che in questo caso ad entrare in gioco è il gene KCNA5, noto per il ruolo svolto nella percezione del gusto da parte dei

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mammiferi. Secondo i ricercatori queste scoperte potrebbero permettere di migliorare significativamente i trattamenti basati su interventi nutrizionali confezionandoli su misura in base alle preferenze alimentari geneticamente determinate di chi li deve seguire. La validità di un approccio di questo tipo è già stata dimostrata da uno studio in cui questo tipo di dieta genetica è stato sperimentato su un gruppo di individui obesi. “Nonostante all'inizio dello studio non ci fossero differenze significative fra i due gruppi in termini di età, sesso e indice di massa corporea – ha raccontato Piratsu – abbiamo scoperto che nell'arco di due anni le persone nel gruppo che ha seguito la dieta basata sui geni hanno perso il 33% di peso in più rispetto a quelle del gruppo di controllo, e anche che la percentuale di massa magra è aumentata di più in queste persone”. Conoscere le basi genetiche delle preferenze alimentari, ha concluso il ricercatore, “aprirà nuove opportunità per lo sviluppo di diete personalizzate e di cibi funzionali mirati a migliorare la salute delle persone e, quindi, la qualità della loro vita”.


Mangia

RE sano

La ricetta Involtini ripieni di asparagi Ingredienti per 8 involtini • • • • • • •

8 fettine di carne di vitello (circa 400 gr) la scorza di 1Limone 200 gr di Raspadura Sale q.b. Pepe q.b. Olio di oliva extravergine q.b. 24 Asparagi freschi

PREPARAZIONE Per preparare gli involtini ripieni di asparagi, iniziate proprio dalla pulizia degli asparagi: lavateli sotto acqua corrente, poi tamponateli con carta da cucina e con un pelaverdure eliminate la parte filamentosa del gambo; quindi legateli con spago da cucina e poneteli nel cestello dell'asparagera. Cuoceteli lasciando le punte emerse che si cuoceranno con il vapore (se non avete un'asparagera potete lessare gli asparagi disponendoli per orizzontale in una pentola larga). Una volta cotti, scolateli e fateli intiepidire quindi tagliate via la parte più dura del gambo lasciando le punte poco più lunghe del lato piò corto delle fettine di carne. Grattugiate la scorza di 1 limone, poi battete la carne tra due fogli di carta da forno per rendere le fettine di vitello più sottili senza rompere le fibre della carne e ricavate 8 rettangoli da condire con la scorza di limone grattugiata, sale e pepe a piacere. Ponete su ciascuna fetta un po’ di raspadura e due punte di asparago; quindi arrotolate per formare l'involtino e chiudetelo con uno stuzzicadenti. Proseguite allo stesso modo fino ad esaurire gli ingredienti, quindi posizionate gli involtini ripieni di asparagi in una teglia leggermente oleata, poi passate un filo d'olio anche su di essi e cuoceteli in forno statico preriscaldato a 180° per circa 7-8 minuti (160° per circa 4-5 minuti se forno ventilato). Una volta cotti sfornateli e serviteli caldi o tiepidi!

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Amarcord Messina anni ‘30 Passeggiata a mare


n째 162 anno XII - 28 Maggio 2014

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