n째 190 anno XIII - 4 Febbraio 2015 r.g. Salvatore Forestieri
il Cittadino www.ilcittadinodimessina.it
Attraversamento dello Stretto di Messina
Miracolo
Asterisco di Lillo Zaffino
Game over
L
a preoccupazione che d mo anche da queste pa drastico ridimensioname Dal prossimo giugno, se le d
ultimi treni passeg Continente, costringendo
intrapresa. Almeno tre generazioni di sic il collegamento stabile strada una delle più grandi ambizion Elemento imprescindibile, si d Palermo, il più importante economica della Sicilia. I messinesi alla prospettiva de decine di anni un ingente pre mente vincolato alla realizzaz taglie tra i sostenitori dell’o E quando accantonando il piano finalmente si è usciti dall’equivoco se sulle opere compensative finanziate con risorse destinate al “Po
Come gli imprevisti nel gioco del Monopoli, si
Si ritorna indietro di più di due secoli, la prima corsa è stata nel n Ancora saranno i messinesi a pagare il prezzo più alto. Mentre gli (aeroporti di Catania, Palermo, Trapani e Comiso), teoricamente chi Stretto a Reggio Calabria, che per raggiungerlo, a volte, costa in te dei tempi degli attuali transfert. Una situazione disastrosa che limita oggettivamente il diritto a
Per i miracoli, dopo quello di San Francesco si
Un quadro a tinte fosche su cui si addensano altri inquietanti segn ospedalieri, dell’Autorità Portuale, dell’area metropolitana con gli Uf Senza retorica, se la classe dirigente messinese non assume una f l’irreversibile declino cui è destinata Messina e la sua provincia, po
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da anni (la copertina è del 21 Ottobre 2010) nutriamo e denunciaagine: il processo di marginalizzazione di Messina, attraverso un ento del peso politico-istituzionale, ha raggiunto il suo apice. decisioni assunte dal vertice RFI saranno operative, anche gli
ggeri non saranno più traghettati per il
o i viaggiatori a continuare, bagagli al seguito, a piedi l’avventura
ciliani hanno vissuto il sogno o il dramma del “Ponte sullo Stretto”: le e ferroviario della Sicilia con la Calabria e il continente europeo, ni dell'ingegneria di tutti i tempi. diceva, per la realizzazione del corridoio 1 Berlinoe asse viario tra nord e sud Europa, essenziale per l’ espansione
ella costruzione del manufatto, più di tutti gli altri, hanno pagato per zzo alla programmazione dello sviluppo del proprio territorio largazione dello straordinario progetto, dividendosi anche in aspre batpera e i “no ponte”. o, sono stati ancora una volta presi in giro da ingannatrici promesonte”.
ricomincia daccapo.
novembre 1899. altri siciliani potranno usufruire del trasporto alternativo dell’aereo vive nella provincia di Messina dovrebbe fruire dell’Aeroporto dello rmini economici più del prezzo low cost dell’aereo, per non parlare
alla mobilità.
i stanno attrezzando Lupi, Accorinti e Pino.
nali: il ridimensionamento della Camera di Commercio, dei Presìdi ffici pubblici collegati. forte e unitaria azione politica per “cambiare il verso” del trend del-
ssiamo dichiarare chiusa la partita: game over.
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Primo Piano
Sistema di attraversamento dello Stretto
Le posizione del Sindaco Accorinti e dell’assessore Pino
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n merito alle notizie riguardanti il piano presentato a Roma alle forze sociali, nel corso dell'incontro a Roma tra i rappresentanti delle Ferrovie dello Stato ed i sindacati, il sindaco, Renato Accorinti, e l'assessore alle Risorse del mare, Sebastiano Pino, hanno commentato che: "L'esito della riunione non va nella direzione auspicata e contrasta con le necessità del territorio. Abbiamo ripetuto a più riprese e confermato in tutte le sedi possibili - evidenziano il sindaco Accorinti e l'assessore Pino - che ogni progetto, qualsiasi previsione di riordino del sistema di attraversamento dello Stretto debba assolutamente tenere in conto di almeno due condizioni non negoziabili, la difesa di tutti i posti di lavoro e la possibilità per i viaggiatori di potere viaggiare con servizi efficienti e senza alcuna penalizzazione. Questo è quanto abbiamo dichiarato al ministro Lupi, in presenza di tutti gli altri interlocutori interessati alla questione, nel corso della riunione dello scorso novembre a Roma - aggiunge Accorinti - e ribadisco che questi intanto debbono essere intesi come paletti inviolabili. Il ridimensionamento dei traghetti previsto dal piano delle Ferrovie dello Stato danneggia anche il traffico merci su rotaia con conseguenze certamente avvertibili anche sul piano ambientale. Ma quello che più ci allarma – continuano Accorinti e Pino - è l'assoluta mancanza di attenzione verso la nostra Città, che si vede ancora di più marginalizzata nel trasporto ferroviario siciliano e nazionale. Le risorse individuate sono dirottate esclusivamente sull'asse Catania/Palermo, con il beneplacito forse della Regione, facendo finta di non sapere che anche il nodo ferroviario di Messina deve essere invece ''strategico'' nell'interesse dei cittadini siciliani e della nostra economia”. L'assessore Pino ha infine richiamato quanti negli ultimi periodi sono stati attivi nella ricerca di soluzioni: "Ritengo necessaria – sottolinea Pino - una forte interlocuzione da parte di tutta la deputazione messinese e siciliana, in particolare di chi ha fatto da tramite con il Ministero, perché ci accompagni in una battaglia da affrontare nell'interesse del nostro territorio. L'impegno per la difesa occupazionale, per servizi quantomeno decorosi, per evitare un depotenziamento che potrebbe avere conseguenze devastanti sulla nostra comunità, deve essere condiviso da tutti coloro che non vogliono rassegnarsi ad essere trattati come cittadini di serie b".
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Immagini dal futuro
Interrogazione del M5s alla Camera
Stop treni lunga percorrenza
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Nello Stretto manca una qualsivoglia pianificazione o strategia che garantisca il potenziamento del sistema trasporto passeggeri e di quello ferroviario. Gli investimenti degli ultimi anni non fanno che dimostrarlo: 40 milioni spesi per le strutture da destinare alla metroferrovia, 50 per la costruzione della nave traghetto Messina, diversi milioni per il rifacimento della nave Logudoro. Risultati oggi? Metroferrovia ferma a due corse al giorno, Logudoro in disuso e bloccata al Porto di Villa San Giovanni, nave Messina prossima all’inutilità, considerando anche la decisione di cancellare i treni a lunga percorrenza e dirottare il sistema dei trasporti da ferrovia a gommato”. Sono queste le conclusione a cui sono giunti il Portavoce alla Camera del MoVimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, e la Portavoce alla Regione Siciliana Valentina Zafarana, al termine di un incontro con alcuni rappresentanti del Sindacato Or.s.a. di Messina sul tema dei Trasporti sullo Stretto. Una battaglia, quella per il servizio di trasporto veloce dei passeggeri e per la continuità territoriale ferroviaria (che tutt’oggi risulta affidata a Ferrovie dello Stato), che i due rappresentanti del M5S continuano a portare avanti da anni. “Ho già depositato un’interrogazione indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha dichiarato D’Uva – in cui ricostruisco il percorso ed il legame esistente tra la il Ministero e Rfi, nonché i paradossi e le anomalie”. Il collegamento ferroviario via mare tra la penisola e la Regione Siciliana risulta affidato per concessione alla società Rete Ferroviaria Italiana Spa, attraverso contratti di 5 anni, aggiornabili anche annualmente. Nel 2013, Rete Ferroviaria ha speso quasi 50 milioni di euro per acquistare due navi moderne, la Messina e la Bluvia, con l’obiettivo di ammodernare e ottimizzare l’attuale sistema di trasporto ferroviario tra le sponde. Un anno e mezzo dopo, esattamente lo scorso 2 gennaio, si paventa la cancellazione del servizio universale garantito dai treni a lunga percorrenza, con conseguente soppressione delle navi a 4 binari e sospensione delle sovvenzioni Statali. Due settimane dopo, il 25 gennaio, viene annunciata e poi confermata la cancellazione di cinque treni a lunga percorrenza.
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“In tutto questo – ha dichiarato D’Uva – c’è un’incoerenza di base. Perché investire 50 milioni di denaro pubblico se poi si mira alla completa cancellazione del servizio trasporti? Altro punto da analizzare, poi, è il nuovo contratto tra il Ministero ed RfI. In particolare, quello relativo alla Parte Servizi recava come scadenza il 31 dicembre 2014. Siamo andati a controllare tutti i documenti che dovrebbero prevedere finanziamenti e progettualità per il nuovo contratto, e sapete cosa abbiamo trovato? Niente. Nessuno stanziamento di fondi, nessun progetto depositato, nessuna firma, insomma, niente di niente”. Alle parole del Portavoce D’Uva, si uniscono quelle della deputata regionale Valentina Zafarana che ha già portato la questione sul tavolo palermitano. "Altrettanto è stato fatto a Palermo – ha dichiarato la Zafarana – per far emergere la contraddizione insita nella visione dell'Assessorato regionale delle Infrastrutture. Alle promesse abbiamo smesso di credere da un pezzo: ad oggi il sistema ferroviario regionale non consente di superare in molti tratti gli 80 km con mezzi spesso obsoleti, il raddoppio del binario in alcune zone non è stato neanche progettato. Se a questo sommiamo la fine del traghettamento dei treni nello Stretto sembra profilarsi più una strategia d'isolamento che di ammodernamento". Un ammodernamento che, da mesi e mesi, viene solo annunciato e mai eseguito. “Noi vogliamo che in Sicilia vengano effettuati gli investimenti strutturali nel sistema di trasporti che le ultime leggi di bilancio hanno riservato ai cittadini del centro/nord Italia, arrivando addirittura alla costruzione ex novo di nuove tratte ferroviarie – ha concluso D’Uva – E forse qualcuno dimentica, o fa finita di dimenticare, che le navi traghetto non sono altro che il prolungamento dei binari a terra, e per tali motivi devono considerarsi a tutti gli effetti come il sistema binario a terra. Lo Stato deve prevedere annualmente una voce di bilancio per consentire alla società che vorrà erogare il servizio (meglio se statale visti i già noti profitti delle compagnie private) di ottenere il finanziamento per il trasporto veloce di passeggeri. Ed infine pretendiamo che Rfi rinuncia alla cancellazione unilaterale dei treni a lunga percorrenza, e, se mai un giorno questa dovrà avvenire, che sia dopo il reale ammodernamento di rete ferroviaria e relativi convogli in tutta la Regione, e solo allora potremmo considerare che questo non sia l'ennesimo scippo ai cittadini siciliani”.
Quo vadis WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Bruno Mancuso, senatore del Ncd
“Tagli treni Sicilia, aprire immediatamente un tavolo di confronto con FS”
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prire un tavolo di confronto con Ferrovie dello Stato e verificare le reali intenzioni della società di trasporto ferroviario circa la paventata soppressione di numerosi treni a lunga percorrenza da e verso la Sicilia e la dismissioni di una delle navi traghetto per il trasporto ferroviario. Lo chiede il Senatore del Ncd Gruppo Area Popolare Bruno Mancuso al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo le recenti notizie sulle dismissioni di treni e traghetti, a partire dal prossimo Giugno, che sarebbero state ufficializzate alle Federazioni Nazionali dei Trasporti dal delegato del gruppo Ferrovie. “Il Ministro Maurizio Lupi – afferma Mancuso – si è sempre dimostrato interlocutore costantemente attento e sensibile verso la soluzione delle problematiche del territorio siciliano. La strategia che sarebbe stata ufficializzata da Ferrovie dello Stato – prosegue Mancuso – contrasterebbe con quanto indicato dal Governo stesso in merito alla garanzia del principio di continuità territoriale, costituzionalmente garantito, ed agli investimenti previsti a supporto del servizio Metromare. Qualunque scelta di ulteriori tagli dei collegamenti andrebbe inoltre a penalizzare – prosegue Mancuso – i cittadini siciliani, fruitori del servizio ferroviario, ma anche a mortificare le politiche di sviluppo turistico dell’isola, oltre a mettere in serio pericolo centinaia di posti di lavoro degli operatori diretti e dell’indotto. Per questo – conclude il Senatore Mancuso – sulla scorta di quanto già chiesto dal collega deputato messinese Enzo Garofalo, ribadisco la necessità dell’immediato avvio di un confronto con l'Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, per fare chiarezza sul Piano di riorganizzazione di Ferrovie nell'Area dello Stretto”.
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Giuseppe Lauricella, deputato PD
“Ferrovie dello Stato e Governo devono investire per lo sviluppo di Messina e della Sicilia”
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I deputato nazionale Giuseppe Lauricella,ha scritto all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, per chiedere un incontro che immediato che faccia chiarezza sulle intenzioni della società." Governo con Io blocca Italia ha messo in circolo 5 miliardi di €uro a valere sul contratto di programma 2012-2016 con RFI. Questi fondi sono destinati a interventi di sviluppo e di messa in sicurezza della rete ferroviaria nazionale a cui si aggiungono 220 milioni di euro per le attività di manutenzione straordinaria del Contratto di programma 2012-2016, parte Servizi. E’ del tutto evidente che come requisiti irrinunciabili di qualsiasi Piano di riorganizzazione aziendale nell'Area dello Stretto sono il mantenimento dell'attuale livello occupazionale e il miglioramento dei servizi resi agli utenti siciliani. Peraltro nel mentre Rfi destina quattro miliardi di euro del piano di investimenti 2014-2017 per la
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Lombardia per potenziare infrastrutture e tecnologie, ed incrementare la puntualità dei treni e l'accessibilità delle stazioni, nel CdP 20122016 (Parte investimenti) ha levato circa 133 milioni di euro per Io Stretto di Messina. Tutto questo mentre il 30 gennaio 2015 E' stato firmato oggi, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla presenza del Ministro Pier Carlo Padoan, un accordo tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il MEF, finalizzato al finanziamento del piano di interventi di Rete Ferroviaria italiana (RFI). L'accordo riguarda la concessione di un prestito di quasi un miliardo di euro (esattamente 950 milioni) da destinare all’ammodernamento delle linee ferroviarie convenzionali e delle tratte regionali e locali dal Nord al Sud d’ItaliaE’ del tutto evidente che una società controllata dal Ministero del Tesoro non puo' decidere in maniera autonoma quale parte del paese debba crescere e quale rimanere confinata nel limbo del sottosviluppo economico infrastrutturale ed occupazionale e pertanto chiederò un incontro all’ing.Elia (AD di Ferrovie dello Stato) perché insieme al Premier Renzi ci si possa mettere attorno ad un tavolo insieme ai governatori delle Regioni interessate per rimodulare il suddetto piano d’investimenti che, lo ribadisco, è inaccettabile per Messina e la Sicilia tutta. E comunque è giunto il momento di ottenere più liberalizzazione più servizi per tutti nello spazio ferroviario unico europeo, con lo stesso modello organizzativo per tutti gli Stati con la separazione del gestore dell’infrastruttura dall'impresa ferroviaria senza più avere una holding integrata in modo che i cittadini hanno comunque più facoltà di scelta.
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Giuseppe Laccoto, deputato regionale PD
“Continuità territoriale sia garantita da atti concreti”
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opo aver presentato la settimana scorsa un’interrogazione sull’ipotesi di soppressione dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, il deputato regione del Partito Democratico Giuseppe Laccoto torna sull’argomento chiedendo un’azione sinergica e forte da parte delle Istituzioni preposte. “Il governo deve dire a chiare lettere qual è il suo progetto per la Sicilia – afferma Laccoto. Se da un lato si parla di investimenti e di potenziare le infrastrutture, dall’altro non si possono depredare i trasporti. Tagliare i treni a lunga percorrenza significa penalizzare pesantemente i viaggiatori, soprattutto gli anziani e i disabili costretti a scendere a Messina e Villa San Giovanni per traghettare a piedi. Non è una condizione accettabile in un paese civile. E non si tratta di un danno arrecato a Messina e alla sua Provincia, ma all’intera Regione: un provvedimento – prosegue il deputato Pd – che scoraggia investimenti di imprese oltre ad avere potenziali ripercussioni negative sull’economia turistica e sull’occupazione. Questa è una battaglia che non ha confini: la deputazione nazionale e quella regionale devono fare fronte comune al di là delle posizioni politiche. La continuità territoriale deve essere garantita con atti concreti e non con dichiarazioni di facciata – conclude Laccoto – la Sicilia deve pretendere e fornire servizi efficienti per i cittadini”.
Filippo Panarello, deputato regionale PD
“Inaccettabile decisione Ferrovie su riduzione treni a lunga percorrenza”
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L’orientamento delle Ferrovie dello Stato, di ridurre i treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, è inaccettabile. Così si mette in discussione la continuità territoriale ed il diritto alla mobilità dei siciliani e si penalizza ulteriormente il nodo ferroviario dello Stretto”. Lo dice il parlamentare regionale Pd, Filippo Panarello. “E’ necessaria una forte reazione da parte del Governo e dell’Assemblea regionale – sottolinea Panarallo - per questo motivo presenterò una mozione affinché l’iniziativa già assunta dal presidente Crocetta nei confronti del ministro Lupi e del Governo nazionale possa essere sostenuta da un pronunciamento del parlamento regionale”.
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Fit Cisl
RFI dismette una nave sullo Stretto. “Colpo mortale allo sviluppo della Sicilia”
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n esubero di oltre 100 unità, 42 dei quali precari trimestrali. L’incubo si è materializzato a conclusione dell'incontro, a Roma, tra i rappresentanti di RFI e le segreterie delle federazioni nazionali dei trasporti. Il responsabile della holding del gruppo FS ha presentato, infatti, il progetto che prevede dal prossimo mese di giugno la dismissione di una nave e l'operatività di un solo mezzo nell'arco delle 24 ore con la conseguente necessità di effettuare il trasbordo dei passeggeri dei treni intercity che collegano la Sicilia a Roma e Milano. L'azienda ha motivato la scelta a causa della riduzione dei finanziamenti per il traffico universale passeggeri e Manuela Mistretta merci e per il traghettamento. “Siamo fortemente preoccupati per il silenzio della politica e per alcune dichiarazioni che vogliono far passare tutto ciò come un ammodernamento e miglioramento della qualità del servizio ferroviario - affermano la segretaria della Fit Cisl Messina Manuela Mistretta e il segretario dei ferroviari Santino Monforte – convinti che una tale decisione rappresenta, invece, un colpo mortale alle possibilità di sviluppo di una intera isola”. La Fit Cisl nazionale ha immediatamente richiesto un incontro congiunto con l'altro attore della vicenda, Trenitalia, affinché si affronti il problema nella sua globalità. “Stanchi di proclami sull'aumento della frequenza dei treni – concludono Mistretta e Monforte - auspichiamo una forte reazione di tutte le parti sociali in campo, poiché non possiamo restare inerti di fronte all'ennesimo smacco per i siciliani”. foto Salvatore Forestieri
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Giosuè Malaponti - Comitato Pendolari Siciliani - Ciufer
Alta Velocità, traghettamento e Corridoi Europei sullo Stretto di Sicilia
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’è un progetto per abolire il traghettamento ferroviario nello Stretto di Messina? Però parte l'alta velocità ferroviaria nell'Isola. Le prove generali del traghettamento a piedi fra le due sponde calabresi e siciliane erano state effettuate a Pasqua 2009, e dopo circa sei anni si ripresenta per i Siciliani lo spettro del definitivo traghettamento dei treni da e per il nord. Ritenevamo che il problema a distanza di tempo fosse rientrato ed invece no, si ripresenta in maniera molto più grave con il definitivo smantellamento della continuità territoriale. Smantellamento che non tiene conto ne dei servizi che devono essere assicurati ai cinque milioni di Siciliani ne delle cinquecento famiglie che vedranno scomparire le risorse finanziarie per il loro sostentamento, tenuto conto che c’è ancora aperta la questione degli ex dipendenti Ferrotel. C’è un progetto per abolire i traghetti Fs? Siamo convinti di si! Con un tempismo da record, mentre sono ancora in dubbio le sorti del traghettamento, il 23 gennaio alla Kore di Enna si teneva il tavolo tecnico per la presentazione della mega opera della Palermo-Catania che nel Contratto di programma 2012-2016 ha solo 829 milioni di finanziamento. Tre stranezze. La prima:- quest’opera non ha tutte le coperture finanziare per l’intero percorso. La seconda:- quest’opera fa parte del cosiddetto Corridoio “Scandinavia-Mediterraneo” della Rete Trans-Europea di trasporto ferroviario e non è immaginabile pensare di chiudere lo Stretto al traghettamento dei treni. La terza:-che con la somma complessiva del finanziamento previsto per la realizzazione della sola Palermo-Catania (5.757 milioni) si potrebbero raddoppiare e velocizzare la Pa-Me (Castelbuono-Patti), la Me-Ct (Giampilieri-Fiumefreddo), la Catania AcquicellaSiracusa, la velocizzazione della Siracusa-RagusaGela-Calatnissetta e per ultimo la velocizzazione della Trapani-Palermo. Ma si continua a parlare solo ed esclusivamente della
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Palermo-Messina-Catania con un costo totale nel Contratto di programma 2012-2016 di 8.613 milioni di euro ma al momento le uniche e sole risorse previste sono 829 milioni di euro. Ritornando sulle problematiche della dismissione del progetto di traghettamento, in pochi hanno il coraggio di prendere posizione nei confronti di un governo che sta finendo di affossare la Sicilia da tutti i punti di vista. Si ha la sensazione che il governo e RFI non giochino a carte scoperte, di certo un piano per la smobilitazione dello Stretto c’è, ma dipenderà di sicuro dalle prese di posizione dei governatori di Calabria e Sicilia, i quali assieme dovranno far sentire i loro bisogni di mobilità costringendo il governo a far mantenere il rispetto della continuità territoriale ferroviaria sullo Stretto. Il nodo sta tutto qui e nei “Corridoi Europei della Rete TEN”.
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Comunicato Associazione Terra Nostra
Le Ferrovie dello Stato ed il Governo Renzi smantellano lo Stretto di Messina
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pprendiamo dalla stampa che la Ferrovie dello Stato Italiane SpA ha deciso di ridurre drasticamente i fondi da stanziare per la logistica ferroviaria dello Stretto di Messina, con il consenso del Ministero dei Trasporti, dai precedenti 47 milioni di euro annuali a 30 milioni, tra l’altro ancora non arrivati nelle casse di Metromare in quanto “bloccati nell’iter burocratico”. La drastica decisione, perfettamente inserita in un contesto generale di depotenziamento del paese e di costante riduzione degli investimenti destinati ai settori fondamentali dell’economia italiana ed ai servizi pubblici, costerà l’esubero immediato a 102 lavoratori e, nel medio termine, la scomparsa di 700 posti di lavoro. Infatti a causa dei tagli verranno soppressi due treni notte e quattro intercity giornalieri. Insomma, questa misura causerà un ulteriore affossamento della logistica siciliana oltre che una tragedia sociale per i lavoratori colpiti dal provvedimento. Questi fenomeni sono il risultato diretto delle politiche di austerità e di privatizzazione dei settori strategici nazionali, ormai totalmente al servizio del profitto privato. Infatti FS, dopo la trasformazione in SpA con partecipazione anche privata, mutando struttura ha ovviamente anche dovuto mutare finalità: mentre una società interamente pubblica ha l’obiettivo principale di fornire un servizio (e non di avere un bilancio positivo, in quanto, essendo interamente statale, le “entrate” sono le tasse dei contribuenti, e le “uscite” vengono investite interamente in servizi per questi), una società pubblica ma composta in parte anche da azionisti privati dovrà puntare al profitto, e di conseguenza dovrà tagliare tutti quei settori non abbastanza remunerativi, nonostante questi dovrebbero esistere in quanto pubblici, non in quanto più o meno remunerativi.
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La logica per la quale lo Stato serve solo a salvare il privato quando le cose vanno male, mentre in tempi di pace deve diventare lo strumento tramite il quale gruppi di azionisti traggono considerevoli profitti, è complementare alla logica europeista del pareggio di bilancio e del Fiscal Compact: se infatti si elimina anche la possibilità per lo Stato di investire nei servizi pubblici, indipendentemente da assurdi vincoli al 3% imposti da enti sovranazionali, sostanzialmente si snatura la funzione stessa dello Stato come garante degli interessi della collettività. Inoltre il grande paradosso della politica italiana prevede una straordinaria attenzione per i profitti privati in casi come questo, ed un totale menefreghismo se i privati invece non sono azionisti e speculatori finanziari, ma piccoli e medi imprenditori schiacciati dalla crisi. In questi casi lo Stato dovrebbe agire con sovvenzioni e agevolazioni, invece viene utilizzato dalla nostra classe politica solo per vessare ulteriormente questi strati popolari. Ricordiamo a proposito la finanziaria di Mario Monti, devastante per larghi strati della popolazione, il cui ricavato è stato utilizzato per salvare le banche private spagnole tramite il Mes, fondo salva-stati (de facto salva-banche). La subordinazione dello Stato e del bene pubblico al profitto privato è un copione che la nostra classe politica, chi più chi meno, recita consapevolmente dagli anni ’90, gettando alle ortiche il progresso ed il benessere faticosamente costruiti dagli italiani nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Noi, dal nostro canto, condanniamo risolutamente ogni azione politica indirizzata in questo senso, e costruiremo, giorno dopo giorno, un percorso politico, ideologico e culturale in grado di poter dotare il popolo italiano degli strumenti necessari per reagire e riprendersi le proprie Istituzioni, attualmente nelle mani di faccendieri e servi di interessi del tutto diversi a quelli del nostro paese. Il Direttivo dell’Associazione “Terra Nostra” Messina, Pasquale Andrea Calapso, Presidente Claudio Libro, Vice Presidente Claudio Santorelli, Segretario Luigi Spignolo, Tesoriere
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Convocazione urgente consiglio comunale aperto
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anti Daniele Zuccarello e Donatella Sindoni, nella qualità di Consiglieri Comunali del Comune di Messina, chiedono alla presidente la convocazione del consiglio comunale per discutere sulla fine della continuità territoriale e in particolare precisano:
• in conseguenza di ciò dal prossimo 13 giugno saranno soppressi tutti gli Intercity giorno 724728-723 -727 e l’Intercity notte 784-785 , pertanto la continuità territoriale sarà rappresentata da 2 soli treni notte con una nave che effettuerà 18 corse per i treni rimasti e le merci. Si è altresì appreso che: • il Ministero dei trasporti già dal 23 dicembre u.s. aveva autorizzato la soppressione dei treni e la rottura carico a Villa S.G. e Messina . • la quota parte del finanziamento di 30 milioni di euro per sovvenzionare il servizio ex metromare, relativo alla tratta MESSINA /SAN GIOVANNI, al momento non sono disponibili in quanto bloccati dall’iter burocratico ed in ogni caso se mai dovessero essere fruibili serviranno a garantire il traghettamento dei treni rimasti, il collegamento veloce ed il trasporto dell’utenza che dovrà attraversare lo stretto a piedi per prendere il treno nella sponda opposta. • i 47 milioni erogati da un cinquantennio per la continuità territoriale non verranno più concessi o fortemente ridotti. E’ evidente che in conseguenza di ciò si registrerà nell’immediato un esubero di 102 lavoratori per il settore navigazione e la fine degli imbarchi periodici comporterà altri 70 esuberi di precari che ruotano nella flotta di Stato con contratti a tempo determinato. Con le ricadute sulla manovra, manutenzione e personale mobile di ferrovie aggiunto al personale dell’indotto, la perdita di posti di lavoro sarà di circa 700 unità. Mentre per i precari e indotti l’azienda non ha alcun obbligo di ricollocazione viceversa per i ferrovieri in esubero è programmata la collocazione in altra attività. “Messina e la Sicilia subiscono in tal modo un ulteriore “scippo” che offende la dignità dei siciliani e dei lavoratori .” Tutto ciò premesso chiedono alla presidente del consiglio che provveda all’immediata convocazione di un consiglio aperto con la presenza della deputazione messinese, siciliana e calabrese inseriti nelle istituzioni nazionali e regionali nonché di tutte le organizzazioni sindacali ai fini di una mobilità generale a difesa degli interessi delle città di Messina, Reggio Calabria e della Stessa Sicilia.
foto Peppe Saya
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Sommario
36-41
numero 190 anno XIII 4 Febbraio 2015
Attualità
68-75 Cultura Togo, emozioni mediterranee Niente è come te
Un poeta non muore mai Messina sbarca a Sanremo
44-45 Dietro le quinte 90-91 48
Mangiare Sano
Settegiorni Cronaca della settimana
58-61 Città Cronache urbane
62-63 Provincia Nutrire il pianeta, energia per la vita
Le rubriche 46-47 In&Out 84-85 La corazzata Potemkin
86-87 Da Beethoven 64-65 Sicilia Abolizione tratte ferroviare a lunga percorrenza
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a Kurt Cobain
88-89 Parole in blu
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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Sergio Mattarella Presidente della Repubblica Per la prima volta un siciliano al Quirinale
Alla quarta votazione, così come previsto alle ore 13(superato il quorum) il Parlamento, riunito in seduta comune, ha eletto il palermitano Sergio Mattarella , con 665 voti su 905, il 12° Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941) è un politico italiano. Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro, dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare. Sergio Mattarella è figlio di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni ´50 e ´60, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana. In gioventù ha militato tra le file dellaMovimento Studenti di Azione Cattolica, di cui fu responsabile per il Lazio dal 1961 al 1964,[1] e poi della Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Laureatosi in giurisprudenza, è stato docente di Diritto parlamentare presso l´Università di Palermo. L´ingresso in politica con la DC. Mattarella giura come giudice costituzionale il 22 aprile 2009 è stato eletto dalla Camera dei Deputati componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Il 5 ottobre 2011 il Parlamento in seduta comune lo ha eletto giudice della Corte costituzionale alla quarta votazione con 572 voti, uno più del quorum richiesto. In occasione dell´elezione del presidente della Repubblica Italiana del 2013 il suo nome era nella rosa dei candidati che Pier Luigi Bersani sottopose a Silvio Berlusconi, ma gli fu preferito Franco Marini, che poi non fu eletto.
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Per info e per sostenere l’iniziativa rivolgersi al M.C.L (Movimento Cristiano Lavoratori) via Romagnosi n.2 Messina tel.09046535 e-mail:segreteria@mcl.messina.it
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di Michele Giunta
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Annunci utili a cura di Pippo Previti
NUOVE OPPORTUNITĂ€ PER I GIOVANI E IL LAVORO AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO ''P. GIACCONE'' DI PALERMO Selezione pubblica, per titoli ed esami, per il conferimento di un contratto di collaborazione a laureato in medicina e chirurgia, specialista in diagnostica per immagini, della durata di mesi dodici, eventualmente rinnovabile. (1 posto) GURI n. 6 del 23.01.2015 Scad. 23.02.2015 AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI ENNA Selezione, per titoli e colloquio, per la formulazione di singole graduatorie da utilizzare per il conferimento di eventuali incarichi a tempo determinato, presso lo S.PRE.S.A.L., di dirigente ingegnere e di collaboratore professionale sanitario tecnico della prevenzione. (2 posti) GURI n. 6 del 23.01.2015 Scad. 23.02.2015 AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI ENNA Selezione, per titoli e colloquio, per la formulazione di una graduatoria da utilizzare per il conferimento di eventuali incarichi, a tempo determinato, di dirigente ingegnere - ruolo professionale. (1 posto) GURI n. 6 del 23.01.2015 Scad. 23.02.2015 CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE - ISTITUTO PER I BENI ARCHEOLOGICI E MONUMENTALI DI CATANIA Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per l'assunzione di una unita' di personale a tempo determinato con profilo di collaboratore tecnico enti di ricerca, livello VI, presso la sede di Catania - (bando n. IBAM/01/2015/CT ). (1 posto) GURI n. 6 del 23.01.2015 Scad. 23.02.2015 30
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4 Febbraio 2015 COMUNE DI ASCEA Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l'assunzione di due unita' a tempo indeterminato e part-time 18 ore - profilo professionale agente di Polizia Locale cat. C - posizione economica C1. (2 posti) GURI n. 6 del 23.01.2015 Scad. 23.02.2015 COMUNE DI SESSA AURUNCA Avviso pubblico per l'assunzione a tempo pieno ed indeterminato di n. 1 messo notificatore - cat. B3 (1 posto) DIR n. 6 del 26.01.2015 Scad. 24.02.2015 CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE - ISTITUTO DI RICERCHE SULLA COMBUSTIONE Selezione pubblica ad una borsa di studio per laureati. (1 posto) GURI n. 5 del 20.01.2015 Scad. 04.02.2015 COMUNE DI SORRENTO Selezione pubblica abbreviata, per titoli e colloquio selettivo, per la formazione di una graduatoria di istruttori di vigilanza idonei cat. C1, a tempo determinato. (1 posto) GURI n. 5 del 20.01.2015 Scad. 19.02.2015 AZIENDA SPECIALE ANGRI ECO SERVIZI Selezione pubblica, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo determinato e pieno di nove addetti alla raccolta e allo spazzamento nonche' per la formazione di una graduatoria a scorrimento finalizzata alle assunzioni a tempo determinato e pieno o part-time che si rendessero necessarie nei prossimi 3 anni - livello 2B. (9 posti) GURI n. 5 del 20.01.2015 Scad. 19.02.2015 AZIENDA SPECIALE ANGRI ECO SERVIZI Selezione pubblica, per titoli ed esami, per l'assunzione a tempo determinato e part-time di sette addetti al controllo della sosta a pagamento, nonche' per la formazione di una graduatoria a scorrimento finalizzata alle assunzioni a tempo determinato e part-time che si rendessero necessarie nei prossimi 3 anni - livello 4째. (7 posti) GURI n. 5 del 20.01.2015 Scad. 19.02.2015 WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Attualità
Un poeta non muore mai Giornata in ricordo di Maria Luisa Spaziani
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ugenio Montale diceva “Un poeta non muore mai”. Può sembrare un semplice e mero aforisma, ma non è affatto così e la giornata di oggi l’ha dimostrato. Grandissima, infatti, è stata la partecipazione al convegno organizzato, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina, in memoria della poetessa e docente universitaria Maria Luisa Spaziani. “Un giorno particolarmente lieto per il nostro Ateneo” ha detto il prof. Giovanni Cupaiuolo, coordinatore del collegio dei Prorettori, “perché si ha la possibilità di ricordare uno dei più illustri docenti dell’Università di Messina: Maria Luisa Spaziani, che per un ventennio ha insegnato letteratura tedesca prima e francese poi ed è stata forza viva non solo nel tessuto cittadino ma anche in quello nazionale ed internazionale”. Viva operatrice nel mondo della poesia, ha avuto modo, nell’arco della sua vita, di stringere rapporti con personaggi rilevanti della letteratura e dell’arte in genere. Tra questi non si può non ricordare il suo legame con Carla Fracci, ospite d’eccezione di questa giornata. Una figura emblematica che il nostro Ateneo, come ha sottolineato il prof. Cupaiuolo, ha intenzione, in futuro, di onorare, ancora, con l’intitolazione di un’aula e l’istituzione di una fondazione con lo scopo di creare borse di studio per giovani ricercatori. Iniziative che non servono, ovviamente, ha precisato il prof. Cupaiuolo, a chi ha avuto la fortuna di conoscere direttamente la Spaziani ma sono estremamente necessarie per tramandare alle generazioni future i nomi di coloro che hanno reso grande l’Ateneo messinese. A salutare l’uditorio è stato, poi, il prof. Girolamo Cotroneo, Direttore della Classe di Lettere, Filosofia e Belle Arti dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, che ha scelto di aderire all’iniziativa, sin da subito, senza alcuna titubanza.
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“Un giorno particolarmente lieto per il nostro Ateneo” ha detto il prof. Giovanni Cupaiuolo, coordinatore del collegio dei Prorettori, “perché si ha la possibilità di ricordare uno dei più illustri docenti dell’Università di Messina: Maria Luisa Spaziani, che per un ventennio ha insegnato letteratura tedesca prima e francese poi ed è stata forza viva non solo nel tessuto cittadino ma anche in quello nazionale ed internazionale”
Sebbene filosofia e poesia non vadano, sempre, d’accordo non si può non onorare la memoria di un’autrice di versi di grande rilievo come Maria Luisa Spaziani. Onorata di partecipare all’evento e di rappresentare la sezione di Messina di Italia Nostra è stata, anche, Antonietta Mondello Signorino. Quest’ultima ha messo in evidenza come parlare di bellezza in un mondo oscuro come quello odierno sembra essere quasi un paradosso. Viviamo, infatti, in una realtà dove la sfera dell’umano-sensibile, della creatività e della bellezza è stata relegata ai margini e tutto è dominato dalla razionalità. La società è diventata, così, giorno dopo giorno, “un mostro assurdo”. Mettere al centro la bellezza può creare, invece, le basi per una società migliore, più “umana”. Bellezza, poesia, arte non sono, infatti, come siamo abituati a credere, mere forme ma costituiscono la sostanza della nostra vita. Queste sono state, senza dubbio, al centro della vita di Maria Luisa Spaziani, della cui poesia ha parlato, in modo più approfondito, l’organizzatrice del convegno: prof. Maria Gabriella Adamo. Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno voluto essere presenti a quest’incontro all’insegna della memoria, la prof. Adamo ha tenuto a precisare come l’intento alla base non sia quello di celebrare “un’assenza” bensì di ritrovare “una presenza”. È chiaro che ciò è possibile solo grazie alla poesia, la grande eternatrice dell’azione umana. Luogo di ispirazione principale per la Spaziani è stato lo Stretto di Messina, la Sicilia, l’isola dai colori vicini al cobalto. A dare, però, continuità ai suoi componimenti non è solo il paesaggio messinese ma anche quello che potremmo definire un lento cammino di miti e simboli. Ad animarla è stata, sempre, una grande passione per la conoscenza, la cui ricerca si innestava nella WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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città intesa come insieme di stanze e civiltà, ai cui mutamenti guardava, talvolta, con sospetto. Si è sentita, sempre, come ha sottolineato la prof. Adamo, particolarmente amata dalla sua Messina, da quella città di cui ha ottenuto nel 2010 la cittadinanza onoraria. Nell’arco della sua vita non ha mai considerato poesia e danza come due discipline separate, ma come due “muse gemellate”, in quanto legate entrambe alla sfera dell’intimo. “Noi poeti” amava ripetere la Spaziani “siamo seguaci delle muse e dobbiamo appoggiarci al senso delle parole, la ballerina al gesto: ma entrambe le forme d'arte sono nate dal bisogno primordiale dell’uomo di darsi un ritmo”. Nessuna presenza, dunque, poteva esprimere meglio questa affinità se non quella della regina della danza, Carla Fracci. Quest’ultima ha voluto essere presente oggi in una Messina “capitale della poesia” per celebrare chi con la sua parola ha portato l’armonia, la poesia nel mondo. “Venne spesso a teatro” ha detto la Fracci “per assistere a tanti spettacoli ed era quasi timida, imbarazzata nel rivolgermi complimenti. Una donna ironica, forte. È stata un faro portante per tutti noi, per l’Italia nel mondo”. Con queste parole, cariche di affetto, la Fracci ha voluto ricordare Maria Luisa Spaziani, che le ha dedicato una splendida poesia, scritta dopo averla vista ballare nello spettacolo “Giselle”. “Leggere quei versi”, ha raccontato Beppe Menegatti, marito della Fracci e regista di opere, balletti e piecès teatrali di importanti autori “fece venire a tutta la famiglia le lacrime agli occhi”. Alessia Vanaria
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Ed è con questi versi molto suggestivi dedicati alla regina della danza e scritti da Maria Luisa Spaziani che vogliamo concludere il nostro resoconto di una giornata unica, in cui si è respirata un’atmosfera magica fatta di armonia, di bellezza, che solo un connubio tra “due muse gemellate” come poesia e danza è in grado di generare: Nulla assomiglia a lei se non l’azzurro girotondo degli angeli in volo. Il suo corpo si spoglia la guardiamo, anche noi, senza peso di carne. Se venisse la morte con quel passo bella fine svanire così. Se venisse la morte con quel passo bella fine, bella fine, svanire così quando dagli occhi ancora vivi sfuma lo sbarramento fra la terra e il cielo. Nulla assomiglia a lei se non l’azzurro girotondo degli angeli in volo. Il suo corpo si spoglia la guardiamo, anche noi, senza peso di carne Se venisse la morte con quel passo bella fine svanire così. quando dagli occhi ancora vivi sfuma lo sbarramento tra la terra e il cielo.
“Venne spesso a teatro” ha detto la Fracci “per assistere a tanti spettacoli ed era quasi timida, imbarazzata nel rivolgermi complimenti. Una donna ironica, forte. È stata un faro portante per tutti noi, per l’Italia nel mondo” WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Messina sbarc Valentina Allegra premiata da Jury Chechi
Venerdì 6 ore 10 a Palazzo dei Leoni la conferenza stampa di presentazione della III edizione
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orghi, bellezze turistiche, prodotti tipici e talenti della nostra Provincia saranno i protagonisti di "Casa Sanremo Lancome", il salotto dei giornalisti del 65° Festival della Canzone Italiana, allestito al Palafiori dal Gruppo Eventi, presieduto da Vincenzo Russolillo, che dall'8 al 15 febbraio accoglierà circa 50mila persone fra turisti, artisti e vip, pronti a conoscere e apprezzare le splendide location del messinese, grazie alla promozione di tre eventi dedicati alla Sicilia. Venerdì 6 alle ore 10 si terrà la conferenza di presentazione della III edizione del progetto "La Provincia di Messina a Sanremo", promosso dall'associazione Prima Sicilia in collaborazione con Fondazione per l'agroalimentare ITS Albatros e NonsoloCibus e patrocinato da Camera di Commercio e Provincia Regionale di Messina, che ospiterà l'incontro nella Sala Giunta di Palazzo dei Leoni. Prenderanno parte il commissario straordinario dell'ente provinciale Filippo Romano, il presidente di Prima Sicilia Massimiliano Cavaleri, il referente per la Sicilia di Gruppo Eventi Giuseppe Contarini, delegato da Russolillo, il presidente di NonSoloCibus Fabrizio Scaramuzza, i Comuni coinvolti: Massimo Lo Schiavo (sindaco Santa Marina Salina), Gioconda Grasso (assessore al Turismo di Fondachelli Fantina, delegata dal sindaco Marco Pettinato), Marco Saetti (sindaco Casalvecchio Siculo) e Davide Paratore (sindaco Antillo) entrambi in rappresentanza dell'Unione dei Comuni delle Valle Joniche dei Peloritani (che comprende
ca a Sanremo 12 borghi: Antillo, Casalvecchio Siculo, Forza d'Agrò, Furci Siculo, Limina, Mandanici, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Sant'Alessio, Santa Teresa di Riva e Savoca), il Comune di Francavilla di Sicilia; l'imprenditore Damiano Malfi; le giovane artigiane Federica La Malfa ed Eleonora Verde di Effe Creation, che realizzano creazioni esclusive ispirate alla Sicilia. Saranno presenti anche i vincitori di Mare Festival Salina 2014, la cantante Valentina Allegra e le ballerine Chiara Alessandro e Asia Ocello, che si esibiranno a "Casa Sanremo Lancome" nell'evento di mercoledì 11 febbraio nella cittadina ligure. Gli ospiti musicali Anna Laura Princiotto (dal programma di Rai1 "Ti Lascio una Canzone"), Costanza Scalia, (finalista a Salina 2013, di recente interprete di un concerto al Casino di Sanremo), Danilo Rabboni (interprete di Sanremo EXPO 2015) e Giuseppe Mastrojeni, che canteranno i brani più noti del repertorio sanremese durante lo spettacolo "Aspettando Sanremo", in programma venerdì 6 alle 20.30 nel Salone della Borsa della Camera di Commercio con ingresso gratuito, occasione per anticipare alla Città di Messina gli eventi festivalieri. L'iniziativa si svolge in collaborazione con Palazzo della Moda, Multisala Apollo, Sear Argenti, Lo Re Arredamenti, Ottica Crisafulli, Agenzia Agemars ed Explorer Informatica. Durante la conferenza sarà illustrato il programma dettagliato dei vari appuntamenti che consolidano il legale fra il territorio messinese e la kermesse più importante e prestigiosa d'Italia.
Tre eventi dedicati a borghi, bellezze turistiche, prodotti tipici e talenti della Provincia promossi all'interno di Casa Sanremo Lancome, salotto dei giornalisti del 65° Festival della Canzone Il duo di danza Ocello/Alessandro premiato da Kledi
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dietro le quinte di Francesco Certo
Provincia d’Italia
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a decisione di FS di tagliare i treni a lunga percorrenza verso e dalla Sicilia, non può non essere il segnale che, ormai, per l’isola il legame con l’Italia sia finito. Le isole sono terre particolari, sanno essere accoglienti o chiuse in se stesse, nella loro unicità rimangono dipendenti da servizi e collegamenti. Oggi quei servizi non esistono più, tralasciando il burocratese con cui FS assicura di non aver abbandonato l’isola ma, anzi, rafforzato i servizi veloci e interni; la famosa continuità territoriale di cui politicanti e non si sono riempiti la bocca in questi mesi non esiste più. Dall’abolizione delle province in poi, a queste latitudini ci si è aggrappati all’illusoria idee di area integrata dello Stretto, conscia dell’abbandono futuro di gran parte della propria provincia, Messina vedeva nel rilancio dello Stretto, del mare e della collaborazione con Reggio Calabria un’opportunità. Adesso diventa difficile continuare su questi toni, perché Messina e la Sicilia con l’Italia non hanno nulla a che vedere. Una sola nave di collegamento e due treni notte destinazione Roma, non sono nulla. “Ci sono i privati” non è una panacea, anzi, lo Stato deve essere presente e non può abbandonare la regione più grande del proprio Paese. Inaccettabile vedere, così sarà, migliaia di viaggiatori smarriti tra Messina e Villa, espulsi da un treno al capolinea doversi trovare un mezzo galleggiante e riprendere il proprio viaggio; se questa è civiltà…
La politica del ritardo
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nsistiamo sulla vicenda del taglio dei collegamenti messo in atto da Ferrovie dello Stato. Se abbiamo sottolineato l ’ i n a c c e t ta b i l e decisione di FS; non possiamo non notare come la politica attiva abbia dormito sogni sereni finché la famosa secchiata non l’abbia risvegliata. Facile protestare adesso, impossibile credere che fino ad oggi niente fosse possibile per evitare tale scelta. Siamo già pronti ad ascoltare chiacchiere di politici che “lo avevano detto”, si erano incatenati e lottato. Ma siccome noi non dormiamo, credergli sarà impossibile. Oggi il coro è unanime, così non va, FS deve rivedere le decisioni prese. Il ministro Lupi rassicura e modera, finita l’apnea da elezione del PdR, ora dovrà tornare ad immergersi nei problemi reali dell’Italia. Per lui si è scomodato anche Crocetta, che tra una distrazione e l’altra prova a far qualcosa per la Regione. Garofalo alza la voce, Germanà il telefono. A Messina, dopo non aver ascoltati l’allarme dell’Orsa per mesi, tutti pronti a lottare, incatenarsi e bloccare lo Stretto. Tutti sul piede di guerra, peccato che sia già finita.
Metromare di facciata Ultimo giro sulla questione collegamenti dello Stretto; mentre treni e navi spariscono, arriva il bando per la cifra di 28 milioni per un servizio di 3 anni e l’opzione di allungarlo ad un quarto anno. Il bando, nello specifico, è quello per la copertura dello tratta tra Messina e Reggio, provvisoriamente e in proroga affidato ad Ustica Lines, e scadrà il prossimo 30 marzo. Ovvio che il sospiro di sollievo sulla questione si tirerà soltanto a gara finita, infatti, il bando non è una pagina finale ma un punto di partenza. Altra ovvietà è, invece, non pensare che la vicenda Metromare possa distogliere da quello che, contestualmente, sta accadendo con Rfi sulla questione treni notturni. Non si può vivere su un’infinità bilancia in cerca di equilibrio, da una parte un taglio dall’altra un bando; non è così che si gestisce la cosa pubblica. Questa terra non può arrendersi all’abbandono o al compromesso, Metromare o la doppia linea su Palermo non sono contropartite accettabili, non è egoismo ma realtà pretendere la completezza dei servizi di collegamento da e verso l’isola.
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Crocetta agli sgoccioli
Concessioni ad orologeria
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urante i giorni dell’elezione di Sergio Mattarella, nuovo Presidente della Repubblica, tante volte si è sentito il refrain sulla delegazione siciliana; tante chiacchiere si sono sprecate sulla possibilità che un Presidente siciliano, in un momento di profonda crisi economica dell’isola, potesse essere un salvagente incredibile. Tante ipotesi e poche certezze; anche se un dubbio sembra dissolversi, per Crocetta il tempo sta per finire. Se è vero che Crocetta appartiene, apparentemente, al partito che controlla il Paese, è verissimo che tra lui e Renzi la distanza sia incolmabile. La manovra che ha portato Mattarella al Quirinale ha il marchio registrato del premier fiorentino, ne consolida la credibilità politica ed è un degli incassi che Renzi sta riscuotendo. La Sicilia rientra tra questi crediti, Crocetta e il suo traballante governo galleggia da anni, tra rimpasti e assurdità. Da qualche mese in Sicilia è sbarcato Baccei, uomo di Del Rio, ufficialmente assessore al bilancio, ufficiosamente commissario ombra del governo di Roma. Crocetta prova a farlo ballare, i pochi adepti rimasti contestano pubblicamente le scelte dell’assessore, l’accusa è quella di far campagna alla sua linea politica e non il bene della Regione. Forse realtà, ma la politica è questa da sempre. Renzi è più forte, Crocetta sempre più debole e le casse desolatamente vuote. Strepitare e scalciare potrebbe non servire più; il commissariamento è alle porte.
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ulla gestione e concessioni degli stadi “Celeste” e “San Filippo” si sono sprecati, in questi mesi, veri fiumi di confuse e confusionarie parole. Adesso, dopo un incontro lampo tra il presidente del Acr Messina, Pietro Lo Monaco, e il sindaco Accorinti una soluzione sembra esserci. Si va verso un accordo scritto per la gestione e la concessione dei due impianti affidata, anche e soprattutto nei costi, alla società calcistica di Lo Monaco. Concessione che avrà durata ridotta, o meglio con scadenza fissata alla fine dell’anno sportivo in corso. Tra l’altro non è nei poteri del sindaco Accorinti concedere di più, infatti, per la concessione pluriennale ci sarà bisogno dell’avallo del consiglio comunale, passaggio questo che tante vittime ha mietuto negli scorsi anni, indimenticato lo scontro tra la famiglia Franza e il consiglio sulla gestione della pubblicità. Sembra chiudersi, per adesso, una vicenda spinosa. Conclusa la stagione, però, la questione si riaprirà nella speranza di una definizione stabile e pluriennale.
Una scelta infinita Roberta Pinotti, ministro della Difesa italiana sarà a Messina nelle prossime settimane. Occasione ghiotta, questa, per il sindaco Accorinti per confrontarsi e giungere ad una soluzione definitiva sulla vicenda del secondo Pala giustizia. Cassate alcune soluzione creative e inapplicabili, come l’ex ospedale Margherita o la Casa dello Studente di via C. Battisti; si era virati convinti e decisi verso una delle aree ex militari della città. Alcune caserme erano state scelte come luoghi ideali per la realizzazione, ma problemi strutturali e logistici ne avevano frenato l’iter. Per Accorinti, comunque, la soluzione deve proseguire su quella strada, quella delle aree militari; ne parlerà, personalmente, col ministro Pinotti che, intanto, ha già confidato la propria disponibilità a concedere l’area migliore possibile. Si tratterebbe, quindi, di una scelta condivisa e difficilmente si tornerà indietro, ponendo fine all’idea di soluzioni alternative. Finirà la lunga diatriba sul secondo Pala giustizia? Alla Pinotti l’ardua sentenza. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Sfida all’inciviltà
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ino a qualche mese fa pochi messinesi conoscevano il significato dell’espressione “Book sharing”, e mettere in atto un progetto simile nella nostra città sembrava più follia che realtà. Scambiare libri a Piazza Cairoli, luogo del “passeggio” per eccellenza? Ebbene si, si può fare. A dimostrarcelo sono stati due giovani studenti, Paolo Pino e Roberto Scardino, che, nel periodo natalizio, in collaborazione con il consiglio della IV circoscrizione e l’Assessorato alla Cultura si sono adoperati per trasformare il proprio sogno in realtà, facendo di Piazza Cairoli un piccolo salotto letterario. A Messina, però, la maleducazione e l’inciviltà non risparmiano nemmeno i libri. Dopo neanche una settimana, infatti, molti dei libri contenuti negli scaffali sono stati sottratti da ignoti. Arriva, così, il primo stop al mirabile progetto. Nonostante tutto, i due giovani non si arrendono alla prima difficoltà e scelgono di credere, ancora, nel loro sogno. Con la partecipazione dei messinesi civili si riempiono nuovamente gli scaffali della libreria ed il “Book Sharing” può ricominciare. Nel giro di pochi giorni, però, il triste episodio si ripete: gli incivili tornano in azione. Per fortuna a Messina c’è ancora qualcuno che spera di vivere domani in una realtà migliore. Un grande aiuto, infatti, al progetto e a quei poveri scaffali, ormai in pessime condizioni, viene oggi dall’Officina creativa “Creab” e dai gruppi “Archigiani” e “Re-vision” che, con il supporto di diversi sponsor, hanno realizzato volontariamente una nuova libreria. Giovedì a Piazza Cairoli alle ore 18:30 i ragazzi, insieme alle istituzioni e alle squadre di artigiani che hanno creduto nel progetto, presenteranno alla città la nuova libreria, una struttura in legno molto più resistente della precedente. Con l’ausilio di essa ripartirà il “Book-Sharing”. La regola è sempre e soltanto una “Se prendi un libro lasciane un altro”. Quale sarà l’epilogo della storia del “Book Sharing”? Lo scopriremo solo vivendo. Il nostro plauso, intanto, è tutto per i giovani che hanno mostrato grande tenacia e determinazione nel perseguire il proprio obiettivo. Non possiamo che augurarci che la loro sfida all’inciviltà abbia un esito positivo: Che sia la volta buona, anzi visto che parliamo di “Book Sharing”, “the good time”!
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di Alessia Vanaria
di Francesco Certo
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Messina ha già deciso “DecideMessina” (ovvero i Verdi Messina, Italia dei Valori Messina, Partito Comunista d’Italia e Movimento democratico disabili) hanno deciso, per loro Renato Accorinti è colpevole. Ha tradito ideali, ideologie, promesse e programmi. Dopo averlo sostenuto in campagna elettorale, oggi, decidono di voltare le spalle e far partire una petizione per raccogliere le 3001 firme necessarie per chiedere la sfiducia del primo cittadino messinese. Accorinti è sindaco da quasi due anni, ha sconfitto il sistema del “genovesismo” per scalare Palazzo Zanca, ha resistito ai ricorsi di onesti cittadini per l’ignaro Calabrò; ha galleggiato tra retorica, pochezza politica e conti, drammaticamente, in rosso. Mesi duri che ne stanno mettendo alla prova idee, soluzioni e capacità; tutto vero e tutto da analizzare oggettivamente. Ma basta per sfiduciare un sindaco? Basta per sfiduciare questo sindaco? Eh si, questo sindaco invece che altri; “quellicheceranoprima” è un giochino a cui non vorremmo mai partecipare, ma è palese che si è assistito silenziosi ad anni di amministrazioni scadenti, decadute per illegittimità, tradite e pronte a tradire; e lo si è fatto da spettatori in attesa. Tutti zitti per poi scatenarsi nel classico populismo manettaro o in un lagnoso e ripetitivo “sapevamo che sarebbe finita così”. Oggi sfiduciare Accorinti a cosa serve? Ad interrompere la presunta emorragia che sta uccidendo la città? Il colpevole è lui, Renato. Inaccettabile questo modo di far politica, impossibile poi accettare che la sfiducia nasca da un gruppetto di persone che politicamente non ha raccolto, mai, più di 500 voti e che oggi si accontenta della firma di chiunque. Perché un banchetto delle firme è molto particolare, tutti possono apporre la propria, in barba alle famose ideologie e idee tanto care a questi professionisti del qualunquismo politico. Proprio loro che si sentono traditi nei valori e nelle promesse, accetteranno che anche chi vive lontanissimo da loro appoggi la petizione. Questo non è tradire? Sarà strano vedere un comunista verde pieno di valori abbracciare un fascistello che vuole cacciare Accorinti. “3001 odissea a Buddaciolandia”.
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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo
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Gennaio 2015
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Messina e la Spagna Una tre giorni a partire dal 4 febbraio sarà dedicata ai legami tra Messina e la Spagna, in cui si spazierà dai temi storici, a quelli artistici e architettonici, all’attualità con un approfondimento dedicato alla Zona Falcata ed alla Cittadella.
Primo cimitero islamico È stato presentato il primo cimitero islamico in Sicilia. L´area cimiteriale, di circa 170 metri quadrati, sorgerà all´interno del cimitero suburbano di San Filippo, campo di inumazione sul lato sud est ed è stata affidata in concessione per la durata di novantanove anni.
Ricordo di Maria Luisa Spaziani Nell’Aula Magna dell’Università di Messina, si è svolta la giornata in ricordo di Maria Luisa Spaziani. Poetessa, traduttrice, docente universitaria, giornalista e saggista, che con la sua arte è stata in grado di creare e dare forza e valore alla Poesia.
Mattarella sale al Colle Alla quarta votazione, il Parlamento, riunito in seduta comune, ha eletto con 665 voti su 905, il palermitano Sergio Mattarella dodicesimo Presidente della Repubblica.
Passo indietro per il Messina Il Matera vince per 3 a 1 contro il Messina. Vittoria meritata per il Matera, Messina male nella gestione tattica e troppo nervoso nel momento decisivo della partita. Il match dal primo tempo scoppiettante, diventa noioso e senza costrutto.
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Da giugno una nave in meno
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Ex stazione ferroviaria di Camaro
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Dal prossimo mese di giugno la dismissione di una nave e l´operatività di un solo mezzo nell´arco delle 24 ore con la conseguente necessità di effettuare il trasbordo dei passeggeri dei treni intercity che collegano la Sicilia a Roma e Milano.
Il consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto, con un interrogazione, rilancia l´ex stazione ferroviaria di Camaro dismessa il 25 Novembre del 2001 con l’inaugurazione della Galleria Peloritana a doppio binario.
Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria
II CIRCOSCRIZIONE
Disservizi a Minissale e Santa Lucia
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li addetti preposti al servizio di spazzamento nell’area della II circoscrizione sono insufficienti e molte vie risultano spesso scoperte dal servizio e di conseguenza, non vengono spazzate per più giorni. Interessate dal suddetto disservizio, in modo particolare, sono le zone di Minissale e Santa Lucia. La scopertura di tali zone si evince dal quotidiano ordine di servizio che giunge tramite e-mail, inviata da Messinambiente alla sede circoscrizionale, da cui risultano prive di addetti titolari e/o sostituti le zone citate. Si crea, dunque, un ricettacolo e ricovero di spazzatura e cartacce che vengono trascinate dal vento verso le alte erbacce ed arbusti presenti. Da quando c´è stato l´insediamento del Consiglio nel 2013 i consiglieri di circoscrizione hanno segnalato ciò a più voci attraverso la trasmissione di fax, interrogazioni, telefonate indirizzate a Messinambiente ed all´Assessore preposto affinché si effettuino gli interventi richiesti sul territorio. Si rappresentano inoltre le giuste lamentele dei cittadini che hanno pagato la TARI senza avere corrisposti gli adeguati servizi per cui hanno contribuito. Tutto ciò, inoltre, pone in allarme i residenti per la situazione igienico sanitaria. Premesso ciò, i consiglieri della II Circoscrizione Rosario Santoro, Fabio Calabro e Giuseppe D’Angelo interrogano il Presidente Antonino Zullo al fine di sollecitare un suo intervento nei confronti di Messinambiente, dell’assessore competente e del Sindaco affinché predispongano gli interventi urgenti di spazzamento e scerbatura delle strade e piazze di Minissale e Santa Lucia, per renderle accettabili sia dal punto di vista igienico sanitario sia da quello estetico.
VI CIRCOSCRIZIONE
Mario Biancuzzo segnala la grave erosione della costa riviera nord
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l Consigliere della VI circoscrizione Mario Biancuzzo segnala, ancora una volta, agli Organi competenti la gravissima situazione di erosione della costa in cui versa il litorale nel tratto Timpazzi - Ponte Gallo. La potenza dei marosi, per di più, sembra essere aumentata dopo che sono stati effettuati i lavori di ripascimento della spiaggia e di riposizionamento di scogliere nel Comune di Villafranca Tirrena. In contrada Tarantonio, poi, la rete fognaria è completamente scomparsa e da diversi mesi, ormai, la fogna si disperde in mare nel tratto che va da Tarantonio km 30 a contrada Marmora a complesso Marmora 78. Premesso ciò si chiede agli Organi in indirizzo ognuno per le proprie competenze di voler attivarsi ed eliminare i gravi problemi sopra riportati ed accertati da Biancuzzo. Corre l’obbligo di ricordare che nel piano triennale delle opere pubbliche 2014-2016 dell’Amministrazione del Comune di Messina sono stati inseriti alcuni progetti di manutenzione delle barriere frangiflutti esistenti lungo il litorale tirrenico per un importo stimato di 1.321,00 in migliaia di euro. Risanamento costiero e difesa dell’erosione dell’area sita in località Marmora stimato in 4.650.00 in migliaia di euro.
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III CIRCOSCRIZIONE
Ex stazione ferroviaria di Camaro. Dopo l’ex Assessore Regionale Nino Bartolotta si sono spenti i riflettori
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l consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto, con la seguente interrogazione, rilancia l´ex stazione ferroviaria di Camaro:
Il 25 Novembre del 2001 con l’inaugurazione della Galleria Peloritana a doppio binario, venne definitivamente dismessa la stazione di Camaro e il tracciato afferente. Fino a quella data la linea ferroviaria Messina – Palermo raggiungeva la massima altitudine proprio nella ex stazione di Camaro a circa 113 mt. s.l.m. Sono trascorsi più di 13 anni dalla dismissione e non è certamente più il momento di essere indifferenti verso un qualcosa che non solo in Italia quanto soprattutto in Europa, è posta al centro delle politiche di trasformazione urbanistica, di incremento delle politiche sociali, ricreative e di mobilità alternativa. In diverse occasioni lo scrivente aveva concretamente evidenziato cosa l’ex stazione di Camaro e le reti ferroviarie dismesse potrebbero diventare, previa alienazione del concedente, anche alla luce di esperienze similari. Le linee ferroviarie dismesse potrebbero essere utilizzate per creare percorsi verdi pubblici, i c.d. GREENWAYS. Sarebbe eccezionale trasformare l’ex stazione di Camaro Superiore e le linee ferroviarie interessate in percorsi verdi da fare a piedi, in bicicletta ma anche a cavallo. L’errore che non bisogna commettere è quello di far cadere nel dimenticatoio ed abbandono, un pezzo storico e di valore come l’ex stazione di Camaro lasciandola nell’incuria e nel degrado. Non bastano e non sono ammissibili i soli e sporadici interventi di scerbatura, bisogna avere il coraggio e l’impegno di lanciarsi oltre. Fatta questa premessa, è opportuno ricordare che il 27.08.2013, l’ex Assessore Regionale Nino
Bartolotta, su richiesta del sottoscritto, aveva convocato un sopralluogo direttamente a Camaro al quale erano stati invitati altresì il Sindaco, Renato Accorinti, il Presidente di RFI, Dario Lo Bosco e il Direttore Tecnico, Andrea Cucinotta. Ci fu anche la presenza dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Ing. Sergio De Cola. Tante idee, tanti propositi, in quella importantissima giornata, da parte di tutti! Bene, da quando è stato rimosso, il lodevole Assessore Nino Bartolotta, è nuovamente sceso il silenzio su questa importante opportunità!!! Non è accettabile il disinteresse delle Istituzione a fronte di ciò che l’ex stazione di Camaro potrebbe diventare. Urge riprendere il dialogo su questo argomento, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, primo fra tutti la Regione Siciliana ed RFI, sulla scia dell’esempio e dell’impegno di Nino Bartolotta. Ciò premesso, il sottoscritto consigliere circoscrizionale chiede al sig. Sindaco di avviare urgentemente la convocazione di un tavolo tecnico, al fine di riaccendere i riflettori sulla ex Stazione di Camaro, rivalutando la struttura dismessa e cogliendone le potenzialità, facendo tesoro delle esperienze altrui. Si chiede altresì il coinvolgimento degli Ordini Professionali interessati, primi fra tutti Ordine degli Ingegneri di Messina ed Architetti. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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L’augurio del consigliere della VI circoscrizione, Mario Biancuzzo
San Saba: lavori di ripascimento
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anno preso il via i lavori nell’alveo del torrente Giudeo nel Villaggio San Saba programmato dalla Protezione Civile. Un mezzo meccanico provvede a caricare la sabbia su due grossi camion. La sabbia viene depositata sulla battigia a mare a Caporasocolmo San Saba. Una considerevole quantità di materiale in eccesso, in prevalenza ottima ghiaia e sabbia, verrà rimossa aumentando così il margine di sicurezza in caso di piena del torrente; la sabbia appunto sarà riutilizzata per il ripascimento della spiaggia. L’intervento, oltre alle ordinarie operazioni di sfalcio e pulizia, comporta una consistente opera di risagomatura del torrente Giudeo, in particolare riportando al centro la sezione di scorrimento delle acque piovane, salvaguardando le abitazioni e la strada comunale. Finalmente è stata presa in considerazione quanto da me richiesto da anni. “La sabbia dei torrenti deve essere riportata sulla battigia così si ottiene la pulitura dei torrenti e il ripascimento naturale della costa”. Mi auguro che i suddetti lavori vengano eseguiti anche nei torrenti Gallo, Tarantonio, Mramora Rodia, Calamona, Mulinello. Un ringraziamento va al dirigente della Protezione Civile ing. Antonio Cardia ed al personale che stanno eseguendo i lavori. Sicuramente interventi a costo zero. Solo spese della benzina. Finalmente incominciamo ad usare il buon senso. Grazie a tutto il personale della Protezione Civile del Comune di Messina.
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Interrogazione urgente su cartelloni pubblicitari posti in Viale Regina Elena
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i mette a conoscenza che lungo Viale Regina Elena, lato mare, nel tratto compreso tra l’intersezione con Via Duca d’Aosta e quella con Via Argentina permangono da qualche tempo delle installazioni pubblicitarie adibite all’affissione pubblicitaria, presumibilmente di Aziende terze. La collocazione di tali installazioni è palesemente irrazionale, in quanto sono state poste esattamente al centro del marciapiede, impedendo la deambulazione ed il semplice passaggio non soltanto a pedoni normoabili, ma anche e soprattutto a persone con difficoltà deambulatoria, a portatori di handicap e a quanti necessitano di strumenti a sostegno della propria camminata.
Con la presente si chiede di conoscere: 1) Chi ha autorizzato – e se è autorizzata – l’installazione dei pannelli pubblicitari nel tratto di Viale Regina Elena interessato. 2) Come intendano procedere per rimuovere al più presto tale evidente impedimento alla deambulazione, irrispettosa dei diritti dei portatori di handicap, visibilmente ostacolati nel cammino, e contraria alle normative di settore, che obbligano le Amministrazioni locali a rimuovere gli ostacoli e gli impedimenti alla normale deambulazione dei soggetti portatori di disabilità. 3) Se è in Loro conoscenza lo stato dell’arte delle collocazioni pubblicitarie attualmente presenti sul territorio di questa V Circoscrizione, specificamente se sono a conoscenza di altre collocazioni potenzialmente d’impedimento alla deambulazione dei soggetti portatori di disabilità, segnatamente in concomitanza di attraversamenti pedonali, scivoli pedonali, strisce pedonali e – laddove siano noti a codesto Assessorato – quali siano gli interventi predisposti per la loro rimozione. Certo di un Loro immediato riscontro, atto a ristabilire le condizioni minime di civiltà nel tratto di strada interessato, resto in attesa di Loro riscontro. Giuseppe Alessi (consigliere della V Circoscrizione)
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città a cura di Marilena Faranda
Sport
Riunione della commissione sugli impianti Cimiteri
Accordo con la Comunità islamica
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l Sindaco, Renato Accorinti, l'Assessore ai Cimiteri, Daniele Ialacqua, il presidente della comunità islamica di Sicilia, Kheit Abdelhafid, il responsabile della comunità religiosa islamica italiana, Ahmad Abd al-Majid Macaluso, il segretario della comunità islamica di Sicilia, Enrico Barbagallo, il presidente del centro islamico culturale di Messina, Mohamed Refaat, hanno presentato il primo cimitero islamico in Sicilia. L'area cimiteriale, di circa 170 metri quadrati, sorgerà all'interno del cimitero suburbano di San Filippo, campo di inumazione sul lato sud est ed è stata affidata in concessione per la durata di novantanove anni. Io voglio ringraziare il Sindaco per la sua collaborazione, afferma Refaat, siamo partiti dal basso, e finalmente siamo arrivati qui. Un modello di integrazione e di grande civiltà che Messina sta dando, afferma Abdelhafid. E’ forse la giornata più emozionante, dice il Sindaco, dal 25 giugno del 2013, perché finalmente abbiamo impresso un cambiamento di rotta.
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foto Peppe Saya
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i è tenuta una riunione della Commissione consiliare dedicata agli impianti sportivi, presieduta dal consigliere Adamo, alla presenza del neo Assessore, Sebastiano Pino, a cui sono andati gli auguri di tutti i consiglieri presenti, e del Sindaco Accorinti, ex assessore allo sport, che, tramite una presentazione per slide, ha relazionato sullo stato dell’arte di tutte le strutture comunali. L’attività sportiva si fa negli impianti sportivi, ha detto il primo cittadino, e, quindi, noi vogliamo dire quello che ci hanno lasciato, quello che abbiamo fatto e quello che c’è ancora da fare. Per ogni impianto, abbiamo dovuto fare una tac, ovvero, vedere le condizioni, le utenze, le società che lo detenevano in comodato d’uso. Ora abbiamo una chiarezza su tutto e ognuno di voi avrà una relazione, impianto per impianto. Per quanto riguarda l’ACR, saranno loro a dirci per quanti anni chiedono la concessio-
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ne, secondo i loro piani di investimento. Il campo di atletica Santamaria, ex G.I.L., al momento è di proprietà del demanio regionale, per cui sto già parlando con il funzionario regionale per sdemanializzarlo e fare un campo gratuito aperto alla città, dove gli sportivi possano allenarsi, seguiti da un professionista che li accompagni. La società che lo prenderebbe in gestione, infatti, avrebbe i locali gratuiti e potrebbe gestirlo come meglio ritiene opportuno. Voglio fare diventare il Pala San Filippo, come il Pala Rescifina, perché non ha nulla di meno. I privati, però pagano. Nel 2015 scade la concessione della Piscina Campagna e, per questo, si farà un bando per la concessione. Per quanto riguarda la piscina comunale, gestita dalla Waterpolo, che è in debito col Comune, sarà prevista una transazione, in cui probabilmente sarà prevista l’introduzione di pannelli solari, per ottenere un forte risparmio energetico.
Turismo
Rinuncia
Tassa di soggiorno: quale futuro Il Professore Tigano
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i è svolta oggi la Conferenza stampa a Palazzo Zanca del consigliere comunale Fabrizio Sottile di SiAmo Messina insieme ai consiglieri circoscrizionali Maria Fernanda Gervasi e Valerio Anastasi, rispettivamente della IV e V municipalità, sul tema “Tassa di soggiorno: quale futuro?”. Abbiamo scelto di parlare della tassa di soggiorno, dice Sottile, perché Messina è una città a vocazione turistica. Oltre tutto, in questo periodo finanziario, anche un piccolo gettito, può dare un minimo di respiro. Del resto io sono contro il dissesto, perché una
lascia l’incarico
foto Peppe Saya
massa debitoria, di cinquecento milioni di euro, se non saldata, metterebbe in ginocchio un’intera città. Dobbiamo, conclude Sottile, predisporre degli interventi per i turisti che non hanno cartellonistica per conoscere i monumenti ed anche tutelare il decoro urbano, soprattutto in piazza Duomo. Con questi piccoli introiti, sono sicuro che si potrebbe migliorare l’immagine della città.
Solidarietà
Viabilità
I colori dell’Africa
Divieto di transito in sicurezza
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a biblioteca “La Casa di Giulia”, ha ospitato “I colori dell’Africa”, un’iniziativa promossa da Francesco Irrera, luogotenente della Marina, responsabile dell’associazione: “Famiglia Sempre Sud Italia”. Voglio parlarvi dell’Africa, ha detto Irrera, dei suoi colori, della sua gente, di quello che riescono a trasmettere a tutti noi. Dei valori di semplicità, di come con poco, si possa vivere felici. Voglio ringraziare anche Laura Mauro e
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n merito all'avvenuta irrevocabile rinuncia presentata il 28 gennaio scorso dal prof. Aldo Tigano, relativa all'incarico conferitogli dalla Giunta municipale quale consulente per risolvere le problematiche inerenti i piani di lottizzazione, l'assessore all'Urbanistica e ai lavori pubblici, De Cola ha precisato che: “Il giudizio a carico del docente presso il Tribunale di Reggio Calabria per presunte rivelazioni di segreti d'ufficio, non riguarda in nessun modo il Comune di Messina né la materia urbanistica”.
S Vittoria Arena, per aver sostenuto l’iniziativa. Presente l’Associazione Martiale, con i soci fondatori Luana La Fauci e Gino Giliberti, guidata da Padre Médard Aboue, adesso sostituito da padre Bruno Hounkonnou e Padre Dominique Ndolomo, domenicano del Congo, che ci ha raccontato le difficoltà del suo paese.
ono stati prorogati di altri 60 giorni i lavori in un tratto della S.P. 33 Giampilieri – Molino – Altolia, dove sarà istituito il divieto di transito temporaneo durante le fasce orarie 9,30 - 12 e 14 - 17.
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Buon anno Messina
AAA Idee da progettare cercasi
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sprimi un suggerimento fattibile per Messina individuando la realizzazione in uno specifico luogo nel nostro territorio. Postalo illustrandolo con poche semplici parole aggiungendo, se vuoi, immagini esplicative. Creiamo, poi, un'unica graduatoria pubblica facendo tradurre agli architetti le prime tre idee per donarle all'amministrazione comunale affinché li possa concretamente considerare. Questo è il nostro vero augurio per il nuovo anno. Questo è un appello rivolto ai messinesi da condividere sui profili dei concittadini propositivi. Buon anno Messina! L’idea che ha ottenuto più “Like” è stata proposta da Vittoria Arena (nella foto) e propone l’attivazione di un Bike sharing da Piazza Unione Europea con noleggio di biciclette per la fruizione cittadina. La proposta, che sarà progettata dall’architetto Renato Arrigo, verrà presentata all’amministrazione comunale per verificarne la fattibilità. Nella pagina Facebook dedicata all’evento, l’arch. Arrigo invita la cittadinanza ad avanzare proposte per migliorare l’iniziativa.
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Provincia a cura di Marilena Faranda
Nutrire il Pianeta, energi anche con i prodotti dell’hinterland Messinese
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D a per la vita Coordinamento della partecipazione ad Expo Milano 2015
opo i contatti intercorsi con l’ Amministrazione Comunale di Messina, il Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Messina, denominata "Libero Consorzio Comunale" a seguito della legge regionale n. 8/2014, Dott. Filippo Romano rende noto che è intendimento della Amministrazione che rappresenta ,coordinare la partecipazione all’Expo Milano 2015 dei Comuni della Provincia. Il Comune di Messina, in particolare, dopo avere predisposto, unitamente ad altri Comuni della Provincia, la documentazione per la partecipazione alla Expo Milano 2015 anche mediante risposta ad apposito Avviso Pubblico Regionale per manifestazione di interesse e prequalificazione, ha chiesto alla Provincia di coordinare le attività e di porsi come stazione appaltante per l’allestimento dello stand espositivo. A tal fine, sia il Comune di Messina sia gli altri Comuni partecipanti porranno a disposizione della Provincia appositi, sia pur contenuti, stanziamenti finanziari. Il Commissario Romano dal canto suo, con un atto di indirizzo, dispone che il Dirigente della II Direzione provvederà a prevedere nello schema di Bilancio 2015 un apposito stanziamento pari a € 10.000,00 per questa finalità, ovvero provvederà ad indicare altre fonti di finanziamento per pari importo, nell’ambito della gestione provvisoria attualmente in corso. Il Dirigente della VII Direzione provvederà, previo accordo informale con l’Amministrazione Comunale di Messina nelle persone dell’Assessore alla Cultura Dott.Tonino Perna e Prof. Filippo Grasso, a: a) predisporre un documento che delinei e disciplini la partecipazione della Provincia Regionale e dei Comuni interessati alla Expo 2015; b) curare la realizzazione dello stand presso la Expo 2015 attraverso le modalità che riterrà più idonee e mediante utilizzo delle risorse finanziarie stanziate.
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Sicila a cura di Dario Buonfiglio
La Sicilia paga l'abolizione delle tratte ferroviarie a lunga percorrenza "C’è un progetto per abolire il traghettamento ferroviario nello Stretto di Messina?”
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a nuova ferrovia Palermo-Catania che dovrebbe collegare le due capitali della Sicilia in un'ora e 44 minuti circa, secondo Trenitalia, è al centro di attente analisi di chi, all'alta velocità preferisce più efficienza dei treni locali per avere una rete capillare di trasporti che consenta a tutti i siciliani di muoversi in tutta l'Isola senza dover fare ricorso ai mezzi su ruota. Nei giorni scorsi i pendolari siciliani, cioè coloro che in Sicilia vivono e lavorano prendendo il treno, hanno incontrato la commissione regionale ai Trasporti, alla presenza di Maurizio Mancarella, responsabile di Trenitalia per la Sicilia. Nel frattempo la Sicilia paga l'abolizione delle tratte a lunga percorrenza, con il nuovo orario estivo saranno sospesi gli ultimi quattro treni rimasti per Roma e per Milano. "C’è un progetto per abolire il traghettamento ferroviario nello Stretto di Messina? Però parte l'alta velocità ferroviaria nell'Isola. Le prove generali del traghettamento a piedi fra le due sponde calabresi e siciliane erano state effettuate a Pasqua 2009, e dopo circa sei anni si ripresenta per i Siciliani lo spettro del definitivo traghettamento dei treni da e per il nord. Ritenevamo che il problema a distanza di tempo fosse rientrato ed invece no, si ripresenta in maniera molto più grave con il definitivo smantellamento della continuità territoriale". "Lo smantellamento non tiene conto né dei servizi che devono essere assicurati ai cinque milioni di siciliani né delle cinquecento famiglie che vedranno scomparire le
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foto Salvatore Forestieri
risorse finanziarie per il loro sostentamento, tenuto conto che c’è ancora aperta la questione degli ex dipendenti Ferrotel - continua - C’è un progetto per abolire i traghetti Fs? Siamo convinti di si. Con un tempismo da record, mentre sono ancora in dubbio le sorti del traghettamento, il 23 gennaio alla Kore di Enna si teneva il tavolo tecnico per la presentazione della mega opera della Palermo-Catania che nel Contratto di programma 2012-2016 ha solo 829 milioni di finanziamento". Il Comitato evidenzia tre stranezze. "La prima è che quest’opera non ha tutte le coperture finanziare per l’intero percorso. La seconda è che quest’opera fa parte del cosiddetto Corridoio “Scandinavia-Mediterraneo” della Rete Trans-Europea di trasporto ferroviario e non è immaginabile pensare di chiudere lo Stretto al traghettamento dei treni. La terza è che con la somma complessiva del finanziamento previsto per la realizzazione della sola PalermoCatania (5.757 milioni) si potrebbero raddoppiare e velocizzare la Pa-Me (Castelbuono-Patti), la Me-Ct (Giampilieri-Fiumefreddo), la Catania Acquicella-Siracusa, la velocizzazione della Siracusa-Ragusa-Gela-Calatnissetta e per ultimo la velocizzazione della Trapani-Palermo. Ma si continua a parlare solo ed esclusivamente della Palermo-Messina-Catania con un costo totale nel Contratto di programma 2012-2016 di 8.613 milioni di euro ma al momento le uniche e sole risorse previste sono 829 milioni di euro". WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Galleria d’arte di Vittoria Arena
Intervista
L’ Amore è… di Rosita Orifici Rabe Nota bliografica di Rosita Orifici Rabe Docente nelle scuole materne messinesi e bibliotecaria presso la scuola Media Statale ‘ Enzo Drago’ di Messina, Rosita Orifici Rabe è la voce poetica distesa e luminosa che disegna nei versi ricami con un sottile filo di argento. Tante recensioni, citazioni e considerazioni nel volume ‘Il volto dell’anima’ voluto dalla Orifici Rabe, perché molte poesie sono tanto personali che pur nella loro visione frammentaria, formano una biografia intima ed emotiva, sino a ricreare in modo scorrevole, l’atmosfera poetica con un moderno linguaggio italiano. Se la poesia è basata sul sentimento, la qualità principale è quella di essere libera e spontanea come è insita nella poetessa. Dalla sua spontaneità e dall’amore dedito a Teodoro, sessantuno anni di matrimonio che deriva anche il fatto lecito dell’abbandono al sogno, all’emozione che sgorga dalla vita momento per momento e alle dolcissime sensazioni dell’amore che mai sfiorisce.
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Questa tua citazione da cosa nasce… “Il matrimonio unisce due anime per allontanare l’una e l’altra dalla solitudine” La famiglia esiste, come l’amore che è dentro di noi. Il problema è dunque questo: come insegnare l’amore ai nostri figli? La risposta per me è la seguente. L’amore non si insegna, si da dal più profondo del cuore In famiglia come sei definita? Mi ritengono la regina della casa, una colonna portante. La parola che ti è stata negata? Non ho avuto nessun rifiuto. A quale volume sei particolarmente legata…Una maestra racconta o l’A B C della vita? Una maestra racconta è il diario della mia vita scolastica, dove giorno per giorno racconto me stessa, le mie pulsioni, le mie speranze, le mie emozioni con gli alunni e colleghi docenti Pensi che la tua unione è sporadica, perché basta accontentarsi di poco nella vita? No, l’’unione è umiltà, libertà comune, forza nell’affrontare le avversità della vita e tanto tanto amore. Un brutto gesto di Teodoro che hai riconosciuto maldisposto nei tuoi confronti? Mi adora, a volte è nervoso, irascibile L’Amore è… L’Amore è qualcosa di immenso, indefinibile e più profondo del mare, l’amore non incontra
ostacoli se è vero Amore. Esso, quando è vero, sfida il tempo, non ha età, né epoche e né dimensioni. C’era una volta la saggezza… Esiste ancora in me, in noi da sessantuno anni di matrimonio. Hai mai perdonato o sei stata perdonata? Entrambe le cose, ho più perdonato. Cosa dici ai tuoi nipoti, in primis cominciate a volervi bene? Si auguro di avere una vita tranquilla e felice come quella della nonna. Una cosa bella nell’essere di te? Sono una donna semplice, umile, ottimista e gioiosa.
foto di Antonio De Felice
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Cultura
Togo, emozioni med U
n pomeriggio uggioso, scuro. Una passeggiata in Via 24 maggio e l’ingresso al Monte di Pietà, in visita alle ultime battute della Mostra “Intorno all’Isola”, del Maestro Togo (al secolo Enzo Migneco classe 1937). Qui la luce, il tripudio dei colori, la gradevole prepotenza dell’arte che avvolge e riscalda. Un giro rapido delle sale, ma è già tutto chiaro: mediterraneità, colore, calore, amore per la nostra terra; una vita vissuta altrove, all’insegna dello struggente ricordo dell’Isola. Le opere del Maestro Togo sono trasparenti, riflettono la personalità dell’autore. Addis Abeba,Messina,Roma, Milano. Città estremamente diverse, portatrici di stimoli, che incidono differentemente sulla vita dell’artista. “Dell’Etiopia ho un ricordo sfocato, avevo tre anni . Parte della mia infanzia appartiene a Lipari, dove ho vissuto una bel-
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lissima stagione di vita, in assoluta libertà. Una felicità incastonata in un paesaggio unico; mantengo vivo il ricordo del mare, dei pescherecci e del molo, testimone delle mie corse e dei miei giochi.” Gli occhi di Togo brillano e la voce vibra al ricordo di una infanzia felice e spensierata, un background ideale per sviluppare quel senso artistico, quella esplosione di talento che ancora oggi caratterizza le sue opere. Nessuna inquietudine, nessun tormento, solo Vita, vissuta e rappresentata con l’alternanza di tecniche diverse. Incisione, grafica, pittura, mi chiedo quale sia lo strumento che veicoli la maggiore emozione. “Sono per i gesti non studiati, direi quasi un pittore di getto. Attraverso un moto dirompente riverso le mie emozioni sulla tela con foga, poi stacco. Mi allontano , passeggio, mangio,
diterranee faccio altro. Poi torno e ricomincio a versare”. E allora…Pittura o Incisione? Trasparenza o spessore? Il Maestro mi spiega le differenze, accarezzando lo splendido “Vento di scirocco”; mi illustra il vantaggio della tecnica con olio in barre, strumento che consente un tratto sempre pieno, non rabboccato, che dà respiro al suo tipico slancio. Alle soglie degli 80 anni, molto ben portati, gli chiedo un pensiero sui giovani artisti. “Io sono rimasto ancorato alla poesia, non amo il condizionamento del tempo. I giovani devono star dietro alle mode che cambiano, alle inevitabili influenze delle tecniche grafiche, della fotografia, dell’informatica, delle variazioni e delle richieste del mercato. Io sono distante da tutto questo. Amo un rapporto stabile nel tempo con l’opera. La mia è pittura sognata, nasce da Milano e mi riporta sempre e comunque al sud,mia fonte inesau-
“Intorno all’isola” Mostra al Monte di Pietà ribile di ispirazione. Fino a quando si avrà qualcosa da dire, l’umanità sarà sulla strada giusta ed il futuro sarà roseo”. Un inguaribile ottimista, lo si intuisce dai titoli sempre positivi delle opere, anche in rappresentazioni drammatiche (da notare “Luna crescente”); un uomo con il “vizio” di dar voce al meglio, al bello. Saluto l’artista, in partenza per Milano per nuovi ed intensi impegni. Nonostante tutta la conversazione sia avvenuta all’insegna del sorriso, alla luce delle tinte accese e calde dei suoi quadri, scorgo un filo di malinconia all’idea di lasciare la Sicilia. Ma la prospettiva di un prossimo appuntamento in primavera a Messina, alla presenza della nostra “cremolata di fragola” gli illumina il volto, e rende il nostro congedo piacevole come l’incontro. Gabriella Giannetto WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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foto di Antonio De Felice
“Niente è come te” Evento organizzato dalla Libreria Bonanzinga in collaborazione con il Lions Club Messina Host e la Provincia
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l primo appuntamento inserito nell’ambito del progetto “la libreria incontra la scuola”, promosso dalla Libreria Bonanzinga con le scuole di Messina e Provincia si sta svolgendo in questi giorni. Gli studenti dell’Istituto Superiore Don Bosco e del Liceo delle Scienze Sociali “E.Ainis” stanno incontrando l’autrice Sara Rattaro con il suo ultimo romanzo “Niente è come te” edito da Garzanti. “E’ una storia vera – racconta l’autrice reduce dal successo di “Non volare via”, a lungo in classifica in Italia tra i libri più venduti – ho avuto la fortuna di conoscere un padre che mi
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ha voluto raccontare il suo dolore. Questa storia inizia così, io non vedo mia figlia da quasi 10 anni da quando è stata portata in Danimarca con una scusa, esattamente come avveniva tutti gli anni andando in vacanza. Questa vacanza si è trasformata a mia insaputa in una permanenza che ho compreso molto tempo dopo quando alle richieste di rientrare perché la scuola iniziava mi è stato detto che mia figlia era stata iscritta in una scuola danese, mi è stato chiesto il divorzio e l’affido. Quando ho conosciuto questa persona avevo tutte le perplessità del caso, che si
sono sciolte un po’ per il rapporto di fiducia che si è creato e poi da una ricerca che ho messo in atto con l’idea di incontrare altre persone che vivono questa situazione. Ho contattato un’associazione dove ci sono genitori, madri e padri, che si rifugiano in questa associazione perché quando succede un fatto di questi si brancola nel buio, non si sa cosa fare quindi questa associazione da supporto tecnico. Dalle interviste ho capito come queste storie siano tutte uguali avvengono con una violenza silenziosa e con la tecnica di portare via il figlio. C’è un momento in cui l’odio coniugale diventa superiore all’amore per i propri figli. Da quel momento inizia una vera e propria guerra senza esclusione di colpi”. Il romanzo si snoda infatti come un dialogo tra il padre Francesco e la figlia Margherita che non si vedono da 10 anni. Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più. Quando la madre muore il padre ritrova la figlia e la riporta in Italia. Devono ricostruire un rapporto, Francesco deve imparare a conoscerla. Margherita deve scoprire che l’ha sempre amata. In questa storia di famiglia, di avventura, di sentimenti forti, la forza dell’autrice si è concentrata nel dare voce a Margherita, una giovane adolescente che suona il violino per proteggersi e separarsi dal mondo, per evadere dalla quotidianità. Una giovane ragazza che affronta i problemi legati ai disturbi alimentari come la bulimia o che diventa a scuola vittima di atti di bullismo. Per delineare il profilo di Margherita l’autrice non si è basata solo sui racconti ma ha consultato varie figure professionali di riferimento. Un tema importante che è stato al centro dell’evento organizzato al Monte di Pietà dalla Libreria Bonanzinga in collaborazione con il Lions Club Messina Host che per la serata si è occupato di trattare l’argomento con un service nazionale “Abuso sui minori: una mano per prevenire e aiutare attraverso l’informazione e la sensibilizzazione”, e la Provincia.
All’incontro hanno preso parte il Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Messina dott. Filippo Romano, la Presidente del Lions Club Messina Barbara Galletti di Santa Rosalia, il socio lions Franco Carella, Francesco Freni Terranova, 1° vice governatore del distretto Lions Sicilia, Daniela Bonanzinga e l’autrice. Il service nazionale come ricorda Franco Carella “si propone già da qualche anno con una tendenza a stare dalla parte dei più deboli, dalla parte di chi soffre. Il libro riproduce fedelmente delle storie che riempiono tutti i giorni le aule giudiziarie, nelle quali il minore non è un soggetto ma un oggetto di interesse dei genitori, un ostaggio in una guerra che si disputa senza risparmiare nessuno e di questo i bambini sono vittime e ne soffrono”. La storia che abbiamo raccontato non è altro che la storia di un amore che non conosce né tempo né ostacoli. Perché a volte l´unica cosa che conta è lottare per quello che si ama veramente. Cristina D’Arrigo
Il romanzo, frutto di un lavoro lungo due anni, affronta un tema di grande attualità, quello dei figli strappati all’amore di un genitore. Sembra assurdo che a un genitore possa essere negato il diritto di vedere crescere suo figlio. Eppure accade.
foto di Antonio De Felice WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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I colori dell’Africa
Appello alla solidarietà messinese per l’Africa foto di Antonio De Felice
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a biblioteca “La Casa di Giulia”, ha ospitato “I colori dell’Africa”, un’iniziativa promossa da Francesco Irrera, luogotenente della Marina, responsabile dell’associazione: “Famiglia Sempre Sud Italia”. Questa, ha detto Irrera, non vuole essere una giornata in cui si mostrano documentari, voglio parlarvi dell’Africa, dei suoi colori, della sua gente, di quello che riescono a trasmettere a tutti noi. Dei valori di semplicità, di come con poco, si possa vivere felici. Voglio ringraziare anche Laura Mauro e Vittoria Arena, per aver sostenuto l’iniziativa. Presente l’Associazione Martiale, con i soci fondatori Luana La Fauci e Gino Giliberti, guidata da Padre Médard Aboue, adesso sostituito da Padre Bruno Hounkonnou. Nel 2012, spiega la La Fauci, siamo stati a Togo e in Benin e da qui abbiamo portato avanti questa associazione. Nel 2014 abbiamo realizzato in quei luoghi, una scuola materna e nel 2015, speriamo di creare un pozzo, secondo le esigenze del posto, ci occupiamo anche anche adozioni a distanza. Stiamo cercando di dare lavoro, continua Giliberti, per lo sviluppo di questi paesi, non elemosina, cosa che oltre tutto ci sembra mortificante. Sono un biologo beninese, religioso camilliamo, ha spiegato padre Bruno, ci occupiamo del corpo e dello spirito del malato. L’Africa, a dispetto di quanto si pensi, è un continente grande, in Benin abbiamo 12 milioni di abitanti, che vivono con un euro al giorno. La mortalità infantile dei bambini è molto alta, 20mila bambini muoiono ogni giorno ed anche tante madri durante il parto. Noi siamo venuti qui adesso, per ridare quello che le missioni ci hanno dato venendo da
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noi, ma la nostra terra è una terra che ancora ha un gran bisogno di aiuto. Ricordiamoci che il bene che facciamo agli altri, lo facciamo a noi stessi. Francesca Spadaro ha poi letto una poesia “Canto D’Africa”, a cui è seguita una performance musicale con danze, del centro temporaneo di prima accoglienza Ahmed, che hanno suscitato nei presenti una carica di entusiasmo tipico dell’Africa. Padre Dominique Ndolomo, domenicano del Congo, la cui spiritualità si occupa della predicazione come cura dello spirito, ci racconta le difficoltà del suo paese. Per chi vuole partecipare ai progetti: Il Congo si estende per circa 2 milioni Associazione FamigliaSempre 345 km2 e, quindi, ci sono molti abitanti Milano, Via Guido D´Arezzo 1 e molta povertà. Noi predichiamo per la Email: famigliasempre@gmail.com salvezza dello Spirito, ma prima di tutto Cell: +39 349 4320733 - Cell: +39 340 3010142 dobbiamo salvare il corpo. Il nostro territorio è ricco di tutti i minerali che esistono sulla terra, eppure è uno tra i più poveri. Pochi vivono nella ricchezza, prendendosi tutto e lasciando i ¾ della popolazione nella povertà. Vogliamo ringraziarvi per la condivisione di questo percorso con noi. Quello che voi fate è come un granello di senape che diventa frutto. Potete anche contribuire con le adozioni a distanza, per mandare i bambini a scuola. Sono state, poi, lette delle poesie dal dott. Francesco Micari, fra cui “Amico bianco”, a cui sono seguite altre musiche senegalesi. Il ricavato dell’iniziativa è stato devoluto alle associazioni Martiale, Famiglia sempre onlus, ed a Francesco Irrera per i progetti : Pro Africa e quello di Padre Dominique Ndolomo.
foto di Antonio De Felice WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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“Health Day for Kenya”
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omenica 8 febbraio 2015 dalle ore 16 alle 21, presso i locali di Studio Danza (via Fata Morgana 11, Messina) si terrà “Health Day for Kenya”, la prima giornata del benessere in Sicilia promossa a sostegno del progetto “Africa Yoga Project”. L’evento benefico, organizzato da Vincenzo Citto, insegnante di yoga integrale e operatore shiatsu, intende offrire dimostrazioni pratiche dei vari stili di yoga unite a una raccolta fondi per creare la possibilità di formare giovani istruttori in Kenya, che possano autosostenersi e diventare punti di riferimento per la propria comunità di appartenenza utilizzando la disciplina dello yoga come strumento di crescita ed emancipazione. “Il progetto viene introdotto nel nostro paese grazie a Christiane Piano, ambasciatrice per l’Italia di Africa Yoga Project - afferma l’organizzatore Vincenzo Citto - e trova la sua attuazione pratica in Kenya con l’obiettivo di trasformare in maniera positiva le vite di persone povere e disagiate migliorandone la forza emotiva e il benessere fisico”.
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PROGRAMMA Sarà possibile acquistare sul posto le opere d'arte degli artisti i cui proventi saranno anch’essi destinati a sostegno dell’iniziativa. Per info e prenotazioni: Vincenzo Citto 3409675430 vincenzocitto@live.it
STAGES YOGA Ore 16 Rossana Mollica - Acu Yoga Ore 17 Flavia Scalici- Hatha Yoga Ore18 Vincenzo Citto - Yoga Integrale Ore 19 Balteji Kaur - Kundalini Yoga Ore 20 Vincenzo Citto -Yoga di gruppo TRATTAMENTI (dalle ore 16 alle 21) Sergio Cacopardo - Shiatsu Susanna Calabresi - Riflessologia Eleonora Cacciola - Ayurveda Salvatore Vecchio - Cristalloterapia Valentina Prudente - Reiki ARTISTI Chiara Barraci Marco Yrow Fazio Alessia Oliveri
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Musica foto Mauro Kuma
Sentirsi a Casa (del Semplice, quotidiano, domestico
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pegnendo il motore silenzioso della vettura, tirato il freno a mano e aperta la portiera, una pioggia centellinata e rapida si imprime sul naso, facendo scattare nel cervello l’impulso di storcerlo. Tanto veloci quanto illogici sono i passi che portano al 33 di Via Crocerossa, al cui interno, a dispetto del freddo dell’ultimo sabato di Gennaio, si respira un tepore accogliente, reso ancora più piacevole dall’atmosfera di luci dai toni caldi, soffuse negli angoli. Guardando la disposizione piramidale degli strumenti sul palco, tra cui spicca un bellissimo Roland SH – 201, la mente ironizza sull’assonanza tra il freddo pungente di fuori e la provenienza degli strumentisti che, a breve, avrebbero occupato il legno: il triangolo della Casa del Mirto, dal più alto angolo d’Italia, giunge a Messina, tra le concludenti tappe di questa tranche di tour, portando la propria musica, accompagnata dal clima in cui essa è stata generata. Curioso. Fuori freddo, dentro caldo: le chiacchiere di compagnia e quell’aria mite tra le pareti ricordano la piacevolezza della casa, quando il cielo fuori si dibatte nella tempesta. Tranquillità e compostezza sono ben palpabili, mentre l’aria attende il suono: tuttavia, non vengono sospese nemmeno quando i musici fanno ingresso in scena. Altrettanto composto e gentilmente misurato è il “ciao” che avvia il concerto. Non conosce pause, la musica, se non nei fugaci impedimenti dettati da un wireless non ben connesso. Ma se ne fa, sempre con tranquillità, a meno: seppur la musica che nasce dalle sinapsi di Marco Ricci, Luigi Segnana e Raffaele Ricci abbia il suo fondamento nell’elettronica, essa è comunque superiore agli aggeggi che la
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sostentano; pertanto, via l’auricolare, e spazio alla ricezione umana delle orecchie, imperfetta e meravigliosa proprio per questo. In un flusso di chillwave ben confezionata, gli occhi si dilettano nel vedere come gli alterni giochi di luce conici descrivano ombre e movimenti tra le prime file, che rispondono positivamente ai tappeti onirici di synth, agli echi della voce e ai ciclici giri del basso effettato e presente, lasciando che le articolazioni del collo si snodino seguendo il groove. Ma guardare avanti non è sufficiente: se il nostro corpo ha la facoltà di avere come perno le piante dei piedi, su cui descrivere una circonferenza di 360° gradi, è sicuramente per far sì che gli occhi possano afferrare un orizzonte sferico e completo. Alle spalle di chi balla, c’è anche chi sposta lo sguardo annoiato su uno schermo retroilluminato, nella speranza di trovare qualcosa che lo interessi maggiormente: quanto sia dubbio che lo trovi lì, è un’altra storia. Altri parlano, tra gli sgabelli alti come gambe di corazzieri, e la musica, così benevolmente proposta dai tre uomini del ghiaccio dal cuore tenero, si annida nelle orecchie di quei “venticinque” ascoltatori che, forse per godimento o cortesia, non abbandonano il moto, e continuano a dondolarsi. I tre della Casa del mirto, per parte loro, si avvicinano ancora di più: il walking bass player, scosso dalle frequenze corpose del quattro corde, scende dal palco insieme alla voce del gruppo, e propongono un equo scambio: loro giù, il pubblico su. Vinti i meno timidi, lo scambio avviene, sebbene esso non abbia un carattere di coinvolgimento spumeggiante, ma sembra che rimanga sopito, come i movimenti nella casa incastonata nel panorama furioso dell’inverno. L’uomo coi baffi accanto a me, prima di stendere del tabacco su una cartina, trae dalla tasca l’accendino e, brandendolo in aria con fare sornione, fa descrivere parabole schiacciate alla breve fiammella: dalle parole sottili che pronuncia a labbra storte intuisco che, forse per il solo fatto che quel fuoco presto arderà una sigaretta scacciapensieri, preferisce la luce sottile della fiammella alla musica che sente: il ticchettio a tempo del mio tallone non combacia con la noia che scivola sul suo naso liscio e aspro. Le mie orecchie non mentono a me stessa: la chillwave di cui sono intrise le undici tracce di “Still” sono esperimenti di alto livello, perfettamente adatte alla cornice del genere in cui i pezzi si stagliano. De gustibus non disputandum est, e su questo non ci piove; ma è altrettanto risaputo che ogni casa che sia meritevole di questo appellativo è avamposto di calma, altrimenti non avrebbe nessun discrimen con l’ambiente esterno. Insomma, che una cosa a pelle (o sarebbe meglio dire, ad orecchio) ci piaccia o meno, è meritevole comunque di una valutazione totale, che sia coacervo specchio di tutte le sfaccettature che la compongono. Seppur i toni non siano stati plateali, Casa del mirto si inserisce con grande dignità e professionalità all’interno del panorama chillwave contemporaneo, e non solo. Ma poco importa, in fin dei conti, il parere che qui si legge, o i vari che sono stati proferiti sabato 31 Gennaio: ciò che conta è che i fratelli Ricci e Segnana facciano ciò che li rende sorridenti: suonare, con o contro tutto e tutti.
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Marina Pagano WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Spettacoli
"Quando, come un coperchio…"
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ltimo appuntamento alla sala Laudamo della Rassegna "Incroci", promossa da Daf-Teatro dell'Esatta Fantasia nell'ambito del progetto "Laudamo in città". Sabato 7 febbraio alle 21 e domenica 8 febbraio alle 17.30 la "QuasiAnonimaProduzioni" porterà in scena "Quando, come un coperchio…", regia e drammaturgia di Auretta Sterrantino, musiche di Vincenzo Quadarella, allestimento di Valeria Mendolia, con Oreste De Pasquale e Giada Vadalà. «Accade a volte che inizi una ricerca e all'improvviso ti accorgi di non essere tu a condurre. È lei che ti trasporta, senza lasciarti scelta. Ti immerge in un mondo altro, del quale all'improvviso senti di essere parte integrante. Così mi è capitato cominciando a lavorare su questo testo – spiega Auretta Sterrantino – che voleva essere un omaggio a quattro grandi autori, legati per vie diverse, e in modo differente, tra loro, e tutti in varia misura connessi all'area dello Stretto. Lucio Piccolo, Eugenio Montale, Gesualdo Bufalino e Vincenzo Consolo, attraversati spesso da un sentimento di cupo disagio, a tratti di rifiuto verso il mondo circostante. Iniziando ad incrociarne le vicende personali e l'opera, sono finita a lavorare su una storia diversa, a tratti forse tangente a quella delle loro vite, ma in realtà carica più che altro di eco e suggestioni, derivanti dalle biografie di questi autori e dai loro scritti». «Con la pièce della drammaturga emergente messinese Auretta Starrantino - aggiunge Giuseppe Ministeri, organizzatore di "Laudamo in Città" e responsabile attività della sala Laudamo - concludiamo la rassegna "Incroci", sezione particolarmente importante del nostro più ampio e variegato progetto teatrale Laudamo in Città. Stiamo già lavorando agli spettacoli per il cartellone del prossimo anno: accanto ai lavori degli artisti
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del nostro territorio, porteremo alla Laudamo titoli celebri interpretati da giovani ma ormai affermati artisti del panorama nazionale. Avremo dunque gli Shakespeare, i Pirandello accanto a progetti più concentrati sulle tematiche specificatamente locali, come "Tirone" ad esempio, che abbiamo rinviato per farla diventare una vera e propria produzione, che coinvolgerà tutta la Città». In allegato i materiali relativi allo spettacolo.
Alla sala Laudamo sabato 7 e domenica 8 febbraio, "Quando, come un coperchio…", regia e drammaturgia Auretta Sterrantino, ultimo appuntamento Rassegna "Incroci" Auretta Sterrantino foto Eleonora Currò
Gaspare Balsamo foto Luigi Russo
“Laudamo in Città” Si punta sul nuovo pubblico e sulla Formazione
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È un momento in cui il teatro deve avere la capacità di reinventarsi, di rischiare, percorrendo strade diverse alla ricerca di nuovo pubblico. Quando a frequentare le platee ci sono solo addetti ai lavori penso che sia una sconfitta per tutti. Occorre invertire la rotta contaminando percorsi artistici diversi per ribadire la forza comunicativa del teatro rispetto al nostro presente” racconta Angelo Campolo, ideatore e curatore, insieme ad Annibale Pavone, del progetto teatrale “Laudamo in Città” promosso ed organizzato dalla compagnia Daf - Teatro dell’Esatta Fantasia di Giuseppe Ministeri. “Parte fondamentale del nostro progetto è la Formazione, sulla quale investiamo da molti anni ormai”. spiega sempre Campolo. Da febbraio infatti, il nostro progetto teatrale “Laudamo in Città” si arricchirà di una nuova offerta formativa, aperta a tutti coloro che vi vorranno partecipare. “Abbiamo pensato di ospitare due residenze laboratoriali incentrate sullo studio del verso. Il primo laboratorio riguarderà il verso appun-
to in lingua italiana e a condurlo sarà Giovanni Greco, docente di recitazione presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. L’altro percorso laboratoriale invece, sarà - specularmente - incentrato sul cunto siciliano e lo condurrà Gaspare Balsamo, attore e autore trapanese della compagnia Produzione Povera di Roma”. Potranno partecipazione nuovi allievi dai 18 anni in su per compiere un viaggio nella storia e nella potenza scenica sia della lingua italiana quanto del nostro dialetto. “Focus sul Verso” è il titolo del laboratorio diretto da Giovanni Greco, che a fine febbraio guiderà una full immersion nei versi più e meno noti della poesia italiana, nella loro apparente difficoltà, ma anche nella evidente forza comunicativa ed evocativa. “Il Cunto Siciliano e il Duello” riguarderà invece la reinterpretazione di due aspetti tipici della cultura siciliana come il cunto e il duello. A breve verrà pubblicato il bando per partecipare ai laboratori. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Gianluca Minissale foto Domenick Giliberto
“Controluce. I suoni dell’ombra” Gioco di contrasti e atmosfere senza respiro in doppio protagonismo tra musica e teatro
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’incrocio impossibile che realizza se stesso. Un sound cantautoriale, narrazione pura, quasi racconto intimo, da un lato, la potenza dell’oltrelimite interpretativo dall’altro. Da un lato “La casa delle candele di carta” e il suo leader, Vincenzo Quadarella, autore del concept album alla base dello spettacolo, e, dall’altro, “Il teatro degli Esoscheletri”, ideato e guidato da Sasà Neri, che firma la regia dello show. “Controluce. I suoni dell’ombra” ha diviso le platee e poi le ha ricongiunte. Chi avrebbe voluto solo un concerto, con l’efficacia sinergica di Quadarella e Umberto Ferro alla chitarra, Daniele Testa al violino, Fabrizio Arestia al pianoforte, s’è ritrovato avvolto dalla complessità dello spet-
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tacolo. Chi desiderava le sole emozioni EsosTheatre, con i trenta artisti in scena e Alessandra Borgosano, Margherita Frisone e Gianluca Minissale, figure simbolo di enorme trascinamento, s’è ritrovato invaso dalla dolce pensosità della band. E nessuno del pubblico, mix di generazioni davvero distanti, dagli adolescenti ai nonni, è sfuggito al pieno coinvolgimento. Con “Controluce. I suoni dell’ombra” (coprodotto da QAProduzioni ed EsosTheatre e in cartellone per “Atto Unico”, la rassegna diretta da Auretta Sterrantino) l’integrazione tra sensibilità artistiche raggiunge un punto di congiunzione inequivocabile, per gioco di contrasti e atmosfere letteralmente senza pausa, con gli artisti di EsosTheatre in omaggio continuo all’ensemble musicale, cui dedicano corale e controcanto, sfide rock gotiche e suggestioni classiche, e con “La casa delle candele di carta” capace di mantenere immediata identità artistica e, allo stesso tempo, di “dialogare” con gli Esoscheletri. “Controluce” sarà in scena al Trifiletti di Milazzo, con il patrocinio del Comune, in matinée per le scuole e alle ore 21 in cartellone. Prossimo appuntamento di “Atto Unico il debutto de “Il dubbio. Qui. Intorno” (Il Castello di Sancio Panza), domenica 15 febbraio 2015 nella Chiesa di Santa Maria Alemanna di Messina, in pomeridiana alle ore 18 e in serale alle ore 21. Con la regia di Roberto Bonaventura, regista e pluripremiato produttore messinese, e le musiche originali del cantautore Fabio Cinti, per il quale hanno scritto Battiato e Panella, “Il dubbio. Qui. Intorno”, ispirato alla drammaturgia di Samuel Beckett, vede in scena l’attrice piemontese Donatella Bartoli e l’attore messinese Alessio Bonaffini. Completano il cast Martina Morabito, aiuto regia, e Adriana Mangano, collaborazione scene e costumi.
Alessandra Borgosano foto Tassone
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“In due: io e il piano” Concerto jazz del maestro Scarcella a Messina il 7 febbraio al PalaAntonello
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Io e il piano, saremo come Scilla e Cariddi. In mezzo il jazz, che come il mare ha sempre unito coste e popoli vicini e lontani tra loro, dall’America alla Sicilia”. Così il maestro Santi Scarcella si presenta per il ritorno nella sua terra, a Messina. “In due: io e il piano” è la denominazione del concerto che Scarcella terrà sabato 7 febbraio al PalaAntonello. Evento che rientra all'interno della stagione concertistica della Filarmonica della città dello Stretto. Si tratta di uno spettacolo nato all’inizio del 2014 e che, con il battesimo di Messina, soffierà proprio in Sicilia la sua prima candelina, dopo dodici mesi nei quali è stato presentato più volte tanto al pubblico siciliano quanto al pubblico romano, essendo Roma la città di adozione di Scarcella. “In due: io e il piano” è un percorso musicale in chiave jazz, che parte dal Nord America, rendendo omaggio a compositori quali Gershwin, Porter e Churchill, si colora di musicalità più vivaci passando per l'America del Sud di Zequinha de Abreu e Perez Prado, e raggiunge la sua maggiore intensità arrivando in Italia. Qui Scarcella rende omaggio a compositori ed autori di assoluto prestigio, quali Luigi Tenco, Armando Trovajoli, Giacomo Puccini e Renato Carosone, per poi concludere il suo percorso immergendosi nella musicalità della sua terra d'origine, la Sicilia. Per l’occasione intonerà la classica “Vitti na crozza” rivisitata in chiave Jazz e suoi nuovi brani, da “Parru cu tia” a “Tramonti di Sicilia”. Santi Scarcella, tra i nuovi talenti del panorama jazzistico – presente già al Blue Note di Milano, al Villa Celimontana Jazz Festival, Piano City di Napoli, ospite di Nino Frassica a “Meno male che c’è Radio Due” e a La Stanza della Musica di Radio3 - è pronto, quindi per questa nuova avventura, in due: lui e il piano.
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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo
Gran Budapest Hotel Tra qualche settimana l’Academy scioglierà la riserva e, accompagnata dalle classiche critiche positive o negative, svelerà quale film merita l’Oscar 2015. Noi (che solitamente non sbagliamo il pronostico) puntiamo le nostre ultime fiches sulla pellicola di Wes Anderson, “Gran Budapest Hotel”. La trama non staremo a raccontarvela, trattandosi di un film giovane è probabile che non tutti lo abbiano visto. Possiamo dirvi che si tratta di un black comedy, tra strambi personaggi, delitti, furti, accuse e eredità immense; il tutto in salsa Anderson, con riferimenti reali e immaginifici; film dedicato ad uno scrittore come Stefan Zweig, austriaco che finì col vedere bruciate le sue opere dai nazisti. Il film trova un’ambientazione temporale varia, grazie a continui salti si passa dai giorni nostri agli anni ’60, fino al vero tempo di narrazione, ovvero, l’Europa anni ’30. Non banale o casuale come scelta, ambientazione perfetta per mettere sullo stesso personaggi del film e storia, entrambi legati ai confini visti come passaggio di non ritorno in una Europa chiusa in se stessa, uscita da una guerra e prossima ad un’altra, in piena dominazione totalitarista. Il film è una crescente ondata di entusiasmo ilare e coinvolgente, esaltato da un cast infinito e sorprendente; se da Bill Murray, Tilda Swinton e Jeff Goldblum era auspicabile trovare la pura essenza dell’idea di Anderson, sono l’esordiente Tony Revolori e Ralph Fiennes a entusiasmare e stupire. Ma è la regia di Anderson (favorito all’Oscar anche lui) a far brillare il film; sono le inquadrature perfette e meticolose rotte dall’improvviso scattare dei personaggi a conquistare. Scelta registica evidente e peculiare di Anderson, sempre attento ai minimi dettagli e dall’esaltazione dei piccoli particolari che nessuno nota, in un primo momento, ma che fanno parte del contesto e che vengono messe in primo piano pur rimanendo sullo sfondo. Un film che pecca di perfezione, difficile trovare difetti di stile o recitazione, anche la trama, immersa in un mare di ironia e grottesco, non delude. Dal punto di vista tecnico grande merito alla fotografia di Robert Yeoman, che illumina l’anima delle scene in maniera reale e perfetta; ed ai costumi dell’italiana Milena Canonero già 3 volte vincitrice della statuetta dell’Academy con “Barry Lindon” di Kubrick, “Momenti di gloria” di Hugh Hudson e “Marie Antoinette” di Sofia Coppola. 8 le nomination agli Oscar 2015, noi puntiamo su queste 4: film, regia, costumi e fotografia, ma occhio all’en plein.
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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo
CURIOSITà Verranno a chiederti del nostro amore “Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore, a quella gente consumata nel farsi dar retta, un amore così lungo tu non darglielo in fretta” L’impiegato sa che nel suo futuro c’è la galera e che perderà lei, il suo amore. Proprio a lei dedica questo brano, è consapevole che sulla sua storia, la loro storia, si butteranno tutti a chiedere e voler sapere; ma lei non deve distruggere il loro amore con qualche frase riassuntiva. “e dietro ai microfoni porteranno uno specchio per farti più bella e pesarmi già vecchio; tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi” l’impiegato è preoccupato per lei, sa che potrebbe diventare un personaggio da sfruttare per i media avvoltoi. Trasformati in una nuova bellezza, mostrati diversa da quella che stava con me, questo le dice, così non ti ricorderanno o vorranno per essere la donna dell’impiegato bombarolo. Tutti stupiti ci chiederemo cosa volesse ancora l’impiegato? “digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani, dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni per ritornare dopo l’amore alle carezze dell’amore era facile ormai; non sei riuscita a cambiarmi non ti ho cambiata lo sai” la invita a raccontarlo per com’era. Un ribelle al potere, che aveva trovato il “suo potere” nella bomba che aveva scagliato. Lui era così, anche nell’amore, tra graffi e carezze. Ma l’amore è così, anche chi si ama profondamente, in fondo, non si cambia e si continua ad amare anche coi difetti, che in realtà sono la miccia dell’amore. “digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre, come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre; i tuoi occhi come vuoti a rendere…” gli occhi non mentono mai e sono uno specchio. I difetti che si hanno si possono trovare negli occhi di ami, i suoi erano specchio e ridavano quello che lui dava, prima l’amore e poi… “Ma senza che gli altri ne sappiano niente dimmi senza un programma dimmi come ci si sente continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito farai l'amore per amore o per avercelo garantito; andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori o…; continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai” per finire, l’impiegato si rivolge a lei con sincerità e altrettante ne desidera. Ora che lui non c’è più lei cosa deciderà di essere? Sceglierà una vita normale e incatenante o rimarrà sognante a guardare gli eventi o peggio si farà travolgere passiva dagli eventi? Cosa vorrai fare, sperando che finalmente sceglierai.
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Storia di un impiegato WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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parole in blu a cura di Alessia Vanaria
CURIOSITà
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ittorio Sereni, nato a Luino nel 1913, frequentò la scuola media a Brescia e nel 1933 si trasferì a Milano, dove si laureò in Lettere con una tesi su Guido Gozzano. Qui partecipò alla vita culturale e si legò ai giovani intellettuali che si riunivano intorno alla rivista “Corrente”. Il suo esordio come poeta risale al 1941, quando pubblicò la prima raccolta di versi, Frontiera. La sua poesia, diceva Luciano Anceschi nell’antologia Linea lombarda, nasce dalle cose e non prima delle cose; in questo senso non si appaga della parola, ma la investe di una forte tensione problematica, esprimendo un’esigenza di moralità che coinvolge lo scrittore sul piano dell’impegno critico, di una coscienza umana e civile. Nella prima raccolta di Sereni il legame con la realtà risulta, invece, interiorizzato e attenuato, per una discrezione e un pudore che ne circoscrivono l’espressione. Il suo monolinguismo non è estraneo a suggestioni ermetiche, anche se non si identifica con esse. Nei versi di Frontiera il paesaggio è quello prealpino e lacustre, investito, però, di un’inquietudine che si fa segno della precarietà di un mondo minacciato, rispetto al quale il poeta vuole tuttavia conservare una “tenace e forse monotona e troppo umana fedeltà al tempo e alle circostanze vissute”. Il titolo indica, infatti, l’incertezza di una situazione di “confine” (ad esempio tra la libertà e l’oppressione), tanto da indurre Sereni a ristampare subito l’opera, come se l’incalzare dei tempi lo inducesse a tentare già una sorta di bilancio generazionale. Nel 1943 è catturato dagli alleati e condotto come prigioniero prima in Algeria e poi in Marocco. A questa esperienza si riferisce, in modo particolare, Il Diario d’Algeria, dove Sereni riprende e accentua la componente diaristica, come aderenza ad un vissuto che occorre accettare integralmente. Mengaldo ha potuto parlare, a proposito, di “una vicenda esemplare, che oscilla fra il referto di un’esperienza ben reale e storica e l’allegoria della vita intesa come transito e prigionia-centrata sulle due figure emblematiche del protagonista quale “viandante stupefatto” (prima e terza parte) e prigioniero (seconda)”. Ne risulta uno dei libri più originali nati dall’esperienza della guerra. La chiusura individualistica, come retaggio dell’Ermetismo, si apre a forme di una più distesa comunicazione, in cui il rifiuto della storia è solo apparente; si tratta, piuttosto, di un’integrale accettazione del proprio destino, che non consente evasioni o idealizzazioni. Il pessimismo dell’autore, in seguito, non rinuncia a un intervento critico nei confronti del presente, come necessità di una testimonianza ora commossa ora risentita. La capacità di cogliere i mutamenti della società è documentata da un’altra raccolta, Gli strumenti umani, che affronta alcuni dei problemi fondamentali del dopoguerra. Nel rappresentare una realtà desolata e disgregata, Sereni mostra di saper rinnovare le sue risorse stilistiche, affiancando, alle soluzioni monolinguistiche, l’uso di una durezza discorsiva in cui il linguaggio si spezza in quanto trascrizione di una realtà frantumata. Oltre ad essere un ottimo poeta, Sereni fu anche un abile traduttore, autore di prose diaristico-narrative e di racconti. Dopo la guerra si dedicò all’insegnamento; per sei anni, dal 1952, si occupò di pubblicità all’interno della Pirelli, diventando, poi, dirigente presso la Mondadori. Morì a Milano nel 1983.
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Luino, 27 luglio 1913 Milano, 10 febbraio 1983
Vittorio
Ho risposto nel sonno: “È il vento, il vento che fa musiche bizzarre. Ma se tu fossi davvero il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna prega tu se lo puoi, io sono morto alla guerra e alla pace. Questa è la musica ora: delle tende che sbattono sui pali. Non è musica d’angeli, è la mia sola musica e mi basta”.
Sereni
Non sa più nulla, è alto sulle ali Non sa più nulla, è alto sulle ali il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. Per questo qualcuno stanotte mi toccava la spalla mormorando di pregar per l’Europa mentre la Nuova Armada si presentava alle coste di Francia.
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RE sano
Mangia
a cura di Mimmo Saccà
Il caffè non fa male, ma senza esagerare
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l caffè non fa male. Ovviamente preso nei limiti, senza abusarne e giusto per deliziare il palato e tirarci su nei momenti no della giornata. Dosi singole di caffeina fino a 200 mg (donne incinte comprese) e dosi quotidiane fino a 400 mg non sono una minaccia alla nostra salute. In pratica, si tratta dell'equivalente di tre tazzine di espresso di qualità robusta al giorno o cinque tazzine di qualità arabica. A dire di non preoccuparci è l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha pubblicato una bozza di parere scientifico sulla sicurezza della caffeina. Avere quindi l'abitudine di più caffè al giorno non fa altro che giovare al nostra "sopravvivenza quotidiana" e, in più, secondo l'Authority, è improbabile che la caffeina interagisca negativamente con i componenti delle cosiddette "bevande energetiche", come la taurina, il D- glucuronolattone o l'alcol.
Come si legge sul sito dell'Eufic (European Food Information Council) la caffeina è una xantina, un alcaloide che si trova in molte piante: dai chicchi di caffè alle foglie di tè, dai semi di cacao alle bacche di guaranà e alle noci di cola, e che viene aggiunta a bevande analcoliche e a diversi farmaci sia con ricetta sia da banco. Il contenuto medio di caffeina è di circa 85 mg per 150 ml (1 tazza) nel caffè tostato macinato, di 60 mg nel caffè istantaneo, di 3 mg nel caffè decaffeinato, di 30 mg nella foglia o nella busta di tè, di 20 mg nel tè istantaneo e di 4 mg nel cacao o nella cioccolata calda. Un bicchiere (200 ml) di una bevanda analcolica che contiene caffeina contiene in media circa 2060 mg di caffeina.
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Secondo l'Efsa dosi singole di caffeina fino a 200 mg non destano preoccupazioni per la sicurezza degli adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni "anche se consumate meno di due ore prima di un esercizio fisico intenso". In ogni caso, è bene sapere che dosi singole di 100 mg possono aumentare il tempo di latenza del sonno (la quantità di tempo che serve per prendere sonno) e ridurne la durata in alcuni adulti. Infine, addirittura per bambini (3-10 anni) e adolescenti (10-18 anni) "l'assunzione quotidiana di 3 mg per kg di peso corporeo è considerata esente da rischi". Ricordatevi, però, che lo sviluppo del cervello si completa dopo i 20 anni per cui fino ad allora gli eccessi di caffeina (ma soprattutto quelli di alcol) vanno evitati!
Mangia
RE sano PREPARAZIONE
La ricetta Orecchiette broccoli e salsiccia Ingredienti per 4 persone • • • • • • • • • •
300 gr di Broccoli 300 gr di Salsiccia 400 gr di Orecchiette 40 gr di Vino bianco 1 spicchio di Aglio 2 rametti di Timo 1 rametto di Rosmarino 2 gr di Pepe nero macinato 2 gr di Sale 30 gr di Olio di oliva extravergine
Per preparare le orecchiette con broccoli e salsiccia, iniziate a portare a bollore una pentola piena d’acqua salata. Staccate dai broccoli le cime, quindi trasferiteli nell’acqua bollente e ponete un coperchio sulla pentola. Fate cuocere le verdure per 6-7 minuti e nel frattempo proseguite con il resto. Tritate finemente timo e rosmarino e teneteli da parte. Incidete la salsiccia ed eliminate il budello, tirandolo via delicatamente con le mani, quindi sgranate la salsiccia con i rebbi di una forchetta. Irrorate di olio di oliva una capiente padella e fate soffriggere lo spicchio di aglio, quindi aggiungete la salsiccia. Dopo qualche secondo aggiungete il trito di erbe aromatiche e sfumate la carne con il vino bianco. Con l’aiuto di una schiumarola, quindi senza buttare via l’acqua di cottura, prelevate i broccoli cotti e uniteli alla carne poco alla volta. Lasciate cuocere tutto per 3-4 minuti, quindi togliete l’aglio con l’aiuto di una pinza da cucina. Aggiustate di sale e di sale e di pepe, abbassate il fuoco e procedete buttando le orecchiette nell’acqua di cottura dei broccoli, in ebollizione. Quando la pasta è cotta colatela con una schiumarola, trasferendola direttamente nel condimento di broccoli e salsiccia. Aggiungete le ultime orecchiette prelevando anche un mestolo di acqua di cottura, quindi amalgamate bene la pasta nel condimento facendo saltare tutto in padella per un paio di minuti. Le orecchiette con broccoli e salsiccia sono pronte, dovete solo impiattarle e insaporirle con un pizzico di erbe aromatiche (21). WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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foto Salvatore Forestieri
Numero 97 - Anno XIII - 2 Febbraio 2015
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