n° 204 anno XIII - 27 Maggio 2015
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Ospedale Piemonte si è salvato?
foto Peppe Saya
Si, no. Forse
Primo Piano di Marilena Faranda
Il confronto delle posizioni
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iorno 22 maggio 2015, alle ore 16, Uil-Fpl, il Comitato “Salvare l’Ospedale Piemonte”, alcune associazioni e movimenti cittadini, si sono riuniti nei pressi dell’ospedale di viale Europa, per protestare contro la chiusura dell’ospedale Piemonte che, a loro dire, resterà formalmente come una sorta di guardia medica, possibilmente ad orario, perdendo anche il suo “nome”. A seguito di questa protesta, si è svolto nell’aula consiliare del Comune un dibattito chiarificatore per informare la città sulle sorti dell’ospedale Piemonte. Il confronto, promosso da Massimo Finocchiaro, coordinatore del Megafono, ha visto intervenire in Aula, i rappresentanti delle due diverse posizioni. Presenti, tra gli altri, gli onorevoli Formica, Panarello e Picciolo, le rappresentanze del comitato “Salvare l’Ospedale Piemonte”, fra cui il dott. Marcello Minasi, il Sindaco Accorinti e la Presidente del Consiglio, Barrile. E’ il momento di evitare guerre tra fazioni e costruire un'altra storia, era l’obiettivo di questo
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servizio fotografico di Peppe Saya incontro, ma forse questo momento non è ancora giunto. Come è emerso dall’incontro, gli animi non sono ancora pronti a perdere le prestazioni di un punto centrale per i presidi sanitari messinesi, qual è il Piemonte. I rappresentanti della regione e il sindaco hanno sottolineato che rimarrà il pronto soccorso. Tuttavia, non è chiara la funzione dei reparti di ginecologia e ostetricia, e quello di chirurgia. L’on. Picciolo addirittura ha affermato che bisogna ringraziare l’Assessore regionale Borsellino che, insieme al dott. Vullo, sta lavorando con priorità assoluta per la nostra città. Bisognerebbe darle la cittadinanza onoraria, ha esclamato. A queste parole un infermiere si è alzato gridando: “Vergogna”, raccogliendo un’infinità di applausi da parte di molti presenti. “Voi siete venuti qui per imbrogliarci, ha continuato l’infermiere, non ve lo permettiamo”. Questo chiaramente ha scatenato le ire dell’on. Picciolo, tanto da sfiorare la rissa. Fermata solo grazie all’ intervento della DIGOS, già sul posto per lo sciopero dei dipendenti dei Servizi sociali. A questo Picciolo abbandona l’Aula e con lui molti altri. La seduta nata per essere pacifica e chiarificatrice si conclude. Il dubbio finale: l’Ospedale Piemonte si è salvato? Si, no. Forse. 27 Maggio 2015
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Riuscita la manifestazione pr con blocco stradale del Viale
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Ci aspettavamo ancora più gente, ma chi è accorso a quest’ennesimo grido di dolore, affinché l’Ospedale Piemonte non chiuda, si è reso partecipe con l’iniziativa spontanea del blocco di Viale Europa ”. Così Marcello Minasi, presidente del Comitato “Salvare l’Ospedale Piemonte”, ha commentato l’assemblea pubblica convocata dallo stesso Comitato presso l’ingresso principale del nosocomio del centro cittadino. Questa volta, si è posta l’attenzione alla recente legge per la fusione Irccs Centro Neurolesi “Bonino-Pulejo”-Ospedale Piemonte, approvata in Commissione Sanità all’Ars e che, secondo il Comitato, sancirebbe la soppressione del Pronto Soccorso, consequenziale alla sparizione di Chirurgia, oltre ad Ostetricia e Ginecologia, Utin e Pediatria. Sebbene fossero solo alcune centinaia a difendere il Piemonte, si son fatti ben sentire, con un blocco stradale spontaneo del V.le Europa che, iniziato sul lato monte-mare alle 16, si è prolungato per due ore, per effetto anche del piccolo corteo che ha raggiunto l’incrocio col V.le Italia. Fino a oltre le 18, dunque, il centro cittadino è rimasto paralizzato, con i veicoli deviati dalle Forze dell’Ordine in altre vie, sia presso la Rotonda, in direzione mare-monte, che all’incrocio con V.le Italia, per chi transitava in direzione mare. Ad accogliere l’invito, la Fpl Uil, la Uil Medici, l’Orsa, il Movimento “Ilferribbottenonsitocca”, il Comitato “La nostra città”, le Associazioni “La città futura” e “Stai con noi”. Hanno risposto all’appello la Presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, i consiglieri comunali Rita La Paglia (Dr) e Libero Gioveni (Udc).
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ro Ospedale Piemonte, e Europa per circa due ore E’ intervenuto, inoltre, il sindaco di Villafranca Tirrena, Matteo De Marco, quale rappresentante dei Comuni della Provincia che afferiscono all’Ospedale Piemonte. “Con rammarico – ha precisato Minasi – devo registrare l’assenza della politica, di quella politica che è, invece, presente nell’architettare le proprie manovre. E con tanto dispiacere sottolineo l’assenza del Sindaco, Renato Accorinti”. Secondo il dott. Silvano Arbuse, componente del Comitato, “Il tentativo di falsificare la verità non è riuscito: oggi abbiamo avuto l’adesione del messinese attento che segue i fatti della politica. Ribadiamo: è la politica a decidere!”. “Circolano da alcuni giorni schemini – ha aggiunto - sul numero dei posti letto, ma la certezza è che non vi sarà più un Pronto Soccorso e neppure ci sarà più l’Ospedale Piemonte: vogliono toglierli persino il nome!”. Sul confronto previsto martedì prossimo con la deputazione regionale e con il Sindaco, Arbuse ha dichiarato: “Spero che questo confronto sia chiarificatore e vengano alla luce le intenzioni della politica messinese e del Governo regionale. Siamo, inoltre, convinti che l’iter legislativo, ancora lungo, sia passibile di aggiustamenti per assicurare l’Emergenza-Urgenza insieme al Polo riabilitativo”. Altra questione che sta a cuore e su cui Arbuse ha voluto concludere le sue considerazioni, quella riguardante il Punto nascita: “Chiediamo, infine, il mantenimento del Punto nascita: è noto che la normativa ne preveda uno ogni cinquecento parti. E se al Piemonte ci sono mille parti l’anno, è evidente che il suo Punto nascita deve rimanere nel presidio dell’Ospedale Piemonte a carico dell’Azienda “Papardo-Piemonte”.
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Ospedale Piemonte, incontro chiarificatore promosso dal ‘Megafono’
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a nota di Massimo Finocchiaro:
Da cittadino, prima che da coordinatore provinciale del ‘Megafono’ ho sentito l’esigenza di promuovere un confronto pubblico fra chi sostiene che l’Ospedale Piemonte sarà chiuso, ovvero comitati spontanei, addetti ai lavori e parti sociali, e chi, la parte politica, rappresentata nel caso specifico dall’ On. Santi Formica e dall’ On. Beppe Picciolo, rassicura sul futuro della struttura ospedaliera di viale Europa. Per questo motivo ho ritenuto opportuno chiedere ad “entrambe” le parti la disponibilità, che hanno dato senza alcuna esitazione, per un incontro pubblico e mettere quindi tutti attorno ad un tavolo per affrontare l’argomento sul quale, in queste ultime settimane, si è fatto un gran parlare. I cittadini hanno il diritto di sapere e, quale migliore occasione, se non un confronto nella sede del Consiglio comunale di Messina, dove i messinesi potranno - mi auguro finalmente conoscere il destino dell’ospedale Piemonte. Al confronto pubblico di Martedì 26 maggio 2015, alle ore 10,00, nella sala del Consiglio comunale di Messina, parteciperanno il Sindaco Renato Accorinti, massima autorità sanitaria della città e il Presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile.
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D’Alia: ok a polo d’eccellenza, ma questione non è chiusa
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Nessuna contrarietà che Messina abbia una struttura d´eccellenza più ampia ed efficiente nel settore della riabilitazione, ma la prosecuzione della protesta sul futuro dell’ospedale Piemonte evidenzia che la vicenda è ancora aperta e deve essere oggetto di ulteriori confronti e approfondimenti”. Lo afferma Gianpiero D’Alia, presidente nazionale dell’Udc e deputato messinese alla Camera. “E’ opportuno che il sindaco Renato Accorinti, il quale ha competenze amministrative specifiche in materia di programmazione sanitaria cittadina oltre che ruolo politico, riconvochi il tavolo di confronto tra le varie istituzioni coinvolte per dare assicurazioni che il sistema sanitario cittadino non venga smantellato, al massimo riconvertito per garantire migliori servizi ai messinesi”. E nel dibattito - ne è convito l’ex ministro – bisogna inserire l’ipotesi di riapertura dell’ex ospedale Regina Margherita, chiuso da tempo e abbandonato al degrado e alle occupazioni abusive. Se il sindaco non è in condizione di fare tutto questo passi la mano che è meglio”.D’Alia entra poi nello specifico dei motivi più urgenti che fanno montare la protesta: “L’eventuale chiusura del pronto soccorso del Piemonte – spiega scarica l’utenza di una parte consistente della città solo ed esclusivamente sul Policlinico universitario e nessuno fino ad oggi ha garantito che tale servizio non subirà alcun genere di ridimensionamento in termini di quantità e di qualità dei servizi prestati. “D´altra parte – dice l’esponente Udc - i dati sul nosocomio evidenziano una struttura assolutamente viva e un punto di riferimento per i messinesi. Solo nel 2014 (dati Uil, ndt) sono stati eseguiti al Piemonte circa 32.000 accessi al pronto soccorso generale; circa 5000 accessi a quello pediatrico e circa 4000 al pronto soccorso ostetrico-ginecologico e sono stati eseguiti 1000 parti”.Il Piemonte – prosegue – rientra, inoltre, in tutti i piani di protezione civile e per questa ragione ha ottenuto consistenti finanziamenti per il potenziamento strutturale così da essere in grado di gestire situazioni d’emergenza in caso di eventi eccezionali o straordinari: francamente non si comprende come si possa eludere la questione del cambio di destinazione integrale di una struttura finanziata con soldi della Protezione civile per scopi ben precisi che di fatto vengono annullati”.Secondo il parlamentare nazionale “il disegno di legge in discussione all’Assemblea regionale siciliana, che cambia la destinazione del Piemonte, deve tenere conto di tali esigenze obbligando le strutture a vario titolo coinvolte nell’ erogazione di servizi sanitari alla città a garantire una programmazione e una gestione coordinata della sanità messinese. Il ddl, infine, deve legiferare anche sull´ex ospedale Margherita, chiuso da più di un decennio e che era stato destinato a struttura di riabilitazione”.“Non si può, infatti, assumere una decisione sul Piemonte, peraltro molto controversa – conclude D’Alia - senza avere deciso con la medesima legge regionale che uso pubblico dare al Margherita. Sarebbe immorale tenere chiuso e degradato uno dei complessi più belli e importanti della città”. 27 Maggio 2015
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Approvato il DDL che istituisce l’I.R.C.C.S., Centro Neurolesi Bonino Pulejo – O. Piemonte. Soddisfazione di Formica per aver salvato il presidio
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pprovato oggi in Commissione Sanità all’ARS il Disegno di legge, denominato DDL Formica dal nome del primo firmatario, che istituisce a Messina l’I.R.C.C.S. “L’approvazione in Commissione Sanità del DDL che istituisce l’I.R.C.C.S., Centro Neurolesi Bonino Pulejo – O. Piemonte, -ha dichiarato l’On. Formica (nella foto) - è una grande vittoria per la Città di Messina che finalmente potrà beneficiare di un provvedimento normativo che, invece di togliere, crea il più grande centro di riabilitazione multi disciplinare da Roma in giù, dando lustro e notorietà scientifica alla Città dello Stretto”. “Salvati anche i posti di rianimazione ed il Pronto soccorso di emergenza-urgenza dell’Ospedale Piemonte, evitando il tal modo la chiusura dello storico nosocomio messinese.”
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Comitato “Salvare l’Ospedale Piemonte” “Rimane la grande bugia del Piemonte salvato”
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La grande bugia che l’Ospedale Piemonte è salvo rimane, almeno fino a quando non vedremo i provvedimenti definitivi”. Questa la dichiarazione di Marcello Minasi, presidente del Comitato “Salvare l’Ospedale Piemonte”, a seguito dell’incontro di stamani organizzato dal Megafono con i deputati regionali Beppe Picciolo e Santi Formica, promotori del ddl per la cessione dei locali del nosocomio di V.le Europa all’Irccs Centro Neurolesi “Bonino Pulejo”. “Nell’incontro odierno – prosegue Minasi - l’unico dato emerso è la grande confusione generata da proclami e da prospetti diversi tra loro circa la distribuzione dei reparti, mentre il ddl appare quale scatola vuota, nella quale l’unica certezza è il “regalo” degli edifici del Piemonte al Centro Neurolesi. Ed è inutile fare lo scarica barile con i dirigenti regionali, così come oggi ha fatto l’on. Picciolo, definendoli “incapaci”: ciò vuol dire che sarebbe colpa dei burocrati e non della politica se, dopo il voto del ddl, sparissero le specialistiche connesse con l’EmergenzaUrgenza e di conseguenza il Pronto Soccorso, con la riduzione in Punto territoriale di urgenza?”, si chiede l’ex magistrato. Il presidente del Comitato aggiunge: “A tal proposito, rimane, dunque, la legittima preoccupazione che sia cancellato l’Ospedale, cioè un DEA di primo livello con le specialistiche necessarie al primo soccorso, al ricovero e alla cura”. “Rimarremo vigili - dice ancora Minasi – sul controllo degli atti dei parlamentari, della Commissione Sanità e del Governo, in maniera da assicurare l’obiettivo del mantenimento del Piemonte quale vero e proprio Ospedale e non solo centro di riabilitazione”. Sulla cittadinanza onoraria all’Assessore alla Salute Lucia Borsellino, Minasi conclude: “Prendiamo questa proposta quale sfida affinché l’Assessore Borsellino tratti Messina come se fosse la sua città, difendendo il diritto alla salute di chi la abita. Ma non vorrei che la memoria di quel grande uomo che era il padre, che senza timore di retorica dobbiamo chiamare “eroe”, sia utilizzata in riferimento all’operato della figlia, così come’è stato fatto in diverse occasioni, compreso oggi alla lettura della richiesta dei Dr”.
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Nota del sindaco Accorinti
Accorpamento dell'ospedale Piemonte all'IRCSS Centro Neurolesi ''Bonino Pulejo''
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n merito alle questioni relative all'accorpamento dell'Ospedale Piemonte all'IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo”, tema dell'assemblea tenutasi ieri, martedì 26, a Palazzo Zanca, il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ha sottolineato che “Una serie di avvenimenti connessi con le problematiche della città, vedi ATM, teatro, gestione dei rifiuti, attraversamento della città da parte di mezzi pesanti, riorganizzazione delle società partecipate, il palagiustizia e, non ultimo, il futuro dell'Ospedale Piemonte, richiedono, da parte di questa Amministrazione, adeguati interventi di Comunicazione "diretta e veritiera" rivolta a tutti i cittadini, poiché, e' ormai più che evidente, mentre immani sforzi vengono portati avanti per cambiare e migliorare i livelli qualitativi della vivibilità nella città, altre forze sono impegnate nello svolgere azioni di contrasto e di distruzione, tese a vanificare tutto, nel tentativo tenace di riportare Messina nello stato in cui l'abbiamo trovata, pre-giugno 2013, di assoluto degrado e stagnazione su meccanismi di sfruttamento e di tutela degli interessi di pochi a discapito del bene comune. È mio desiderio, oggi, riportare l'attenzione sul caso "Ospedale Piemonte", emblematico nello sviluppo degli eventi che si sono susseguiti negli ultimi due anni, è chiaro indicatore di come si intenda gestire, da parte di alcune componenti, il bene pubblico. Quale Sindaco della Città, ho inteso assumere il ruolo assegnatomi dalle leggi, ovvero di garantire e vigilare affinché vengano poste in essere le migliori condizioni di efficienza ed efficacia delle cure sanitarie da offrire alla città, sia dal punto organizzativo che degli investimenti che, ancora, per scelte logistiche, strategiche e razionali nell'uso delle risorse assegnate. Ebbene, ispirato da questi principi, e libero da condizionamenti di sorta, ho valutato la tematica inerente la storica struttura di viale Europa, per trovare soluzioni percorribili, sostenibili ed utili all'intera cittadinanza e non già riconducibili a specifici interessi e comodità di pochi. Poiché, ascoltando alcuni interventi dell'incontro svoltosi in Comune ieri, in buona o cattiva fede, qualcuno ha dimenticato o omesso di riportare cosa avevo richiesto ai massimi vertici della Sanità Regionale, l'anno scorso, dopo ampia discussione nella seduta del Consiglio Comunale del 4 agosto 2014. Lo scorso 7 agosto ho infatti trasmesso una nota all'Assessore Borsellino che ha seriamente preso coscienza del disagio che si era venuto a creare nell’intera area della sanità messinese e, considerate le proposte che, nel frattempo, sotto forma di precise proposte di legge sono state formulate da alcuni esponenti della deputazione messinese, sta completando il percorso di ottimizzazione che sembra concretizzarsi nell’assegnazione all’IRCSS Bonino Puleo di gran parte
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dell’Ospedale Piemonte, portando a circa 200 i posti letto di degenza, mantenendo il Pronto Soccorso e le strutture collegate all’urgenza/emergenza, ed invitando, lunedì 8 giugno, ad un “tavolo tecnico”, tutte le parti coinvolte in questo processo di “ottimizzazione” dell’offerta sanitaria per la nostra città, ivi compreso l’adeguamento ed il potenziamento delle risorse anche per le Aziende Papardo e Policlinico nel sopperire alle variazioni determinate dalla nuova condizione logistica dei punti nascita. Centinaia di assunzioni per personale medico e sanitario sarebbero conseguenti all’approvazione della soluzione, oltre ai finanziamenti, già in essere, per adeguamenti strutturali e logistici, con conseguente ricaduta positiva per imprese e società coinvolte. A questo si aggiunge una allocazione di apparecchiature radiologiche di altissimo livello, nonché di attrezzature connesse con laboratori e tecniche riabilitative, parti delle quali oggi parzialmente utilizzate nella sede dell’IRCSS sui Colli di Messina, che troverebbero migliore ed adeguata allocazione in viale Europa, nonché un ampio e coerente utilizzo. Questa proposta, che sembra essere sul punto di realizzarsi, è, a mio avviso, una vittoria della città, non solo per i contenuti, ma perché frutto di reale sinergia fra quelle parti, politiche, delle direzioni Aziendali, tecniche e sociali che, libere da ben identificabili interessi di parte, si sono adoperate per il bene della collettività, insomma, un vero laboratorio di quello che potrebbe essere, pur nel rispetto delle diversità ideologiche, la città di domani”.
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Sommario
28-37
Attualità “Cambia per Me”
38-39 Dietro le quinte
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numero 204 anno XIII 27 Maggio 2015
74-83 Cultura “Il caffè dei miracoli” “La buona tavola di Mediterranea”
98-99 Mangiare Sano
Settegiorni Cronaca della settimana
54-55 Città Cronache urbane
58-65 Provincia Province a rischio dissesto “Umanesimo e Riformismo”
Le rubriche 40-41 In&Out 92-93 La corazzata Potemkin
94-95 Da Beethoven a Kurt Cobain
66-69 Sicilia Expo Sicilia
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96-97 Parole in blu 27 Maggio 2015
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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Per info e per sostenere l’iniziativa rivolgersi al M.C.L (Movimento Cristiano Lavoratori) via Romagnosi n.2 Messina tel.09046535 e-mail:segreteria@mcl.messina.it
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di Michele Giunta
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Annunci utili a cura di Pippo Previti
NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO
Assistenti di Volo Ryanair: Assunzioni 2015 Vi piacerebbe diventare Assistenti di Volo Ryanair? La nota compagnia aerea low cost ha reso note le date dei prossimi Cabin Crew Day per le selezioni del personale di bordo in vista delle assunzioni. Offerte di lavoro Roma e Provincia Nuove opportunità di lavoro nel Lazio. Vi presentiamo le posizioni aperte segnalate dai Centri per l’Impiego di Roma e Provincia, e come candidarsi per le selezioni di personale attive. Mise finanziamenti: 400 Milioni di Euro per imprese Aperti i bandi Agenda Digitale e Industria Sostenibile per la concessione di finanziamenti agevolati alle imprese. Stanziati 400 milioni di Euro per agevolazioni Mise nei settori dell’ICT e dell’economia sostenibile. Universita Catania: concorsi per Laureati e Diplomati Nuove opportunità di lavoro in Sicilia nel settore amministrativo per laureati e diplomati. L’Università di Catania è alla ricerca di un Amministrativo/Contabile e due Tecnici per area Tecnica ed Elaborazione Dati. Wycon Cosmetics: lavoro nei negozi di trucco Vi piacerebbe lavorare nei negozi di make up Wycon Cosmetics? La nota azienda cosmetica ha aperto nuove opportunità di lavoro nei punti vendita del brand per appassionati di trucco. 18
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27 Maggio 2015 McDonald’s Lavora con noi: posizioni aperte, come candidarsi Assunzioni nella ristorazione e nuove opportunità di lavoro in McDonald’s. La nota catena di fast food seleziona personale per i ristoranti presenti in Italia e in vista di nuove aperture. Ecco le posizioni aperte Lavorare in Fox Tv: lavoro e stage in Italia Per chi desidera un impiego nella televisione sono disponibili nuove opportunità di lavorare in Fox Tv. La nota emittente televisiva seleziona candidati con e senza esperienza per lavoro a Roma e Milano Torri del Benaco, Verona: assunzioni di Amministrativi Nuove assunzioni per amministrativi nel Veneto. Il Comune di Torri del Benaco, in provincia di Verona, ha indetto un concorso per Istruttori Amministrativi. Le selezioni sono riservate ai candidati diplomati. InnovaPuglia: 34 posti di lavoro Posti di lavoro in Puglia per diplomati e laureati interessati a lavorare nel settore ICT – Information and Communication Technology. InnovaPuglia cerca personale per assunzioni a Valenzano, presso Bari. Palermo: concorso per Laureati in Farmacia o Chimica Aperte le selezioni indirizzate a laureati in farmacia e chimica per assunzioni in Sicilia nel settore sanitario. Il Policlinico Paolo Giaccone di Palermo ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di laureati. BNL Lavora con noi: offerte di lavoro, come candidarsi Vi piacerebbe lavorare in banca? Sono in arrivo nuove assunzioni BNP Paribas con BNL. Si ricercano varie figure per opportunità di lavoro e stage nel Gruppo
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varie ed eventuali di Gabriella Giannetto
Benessere al femminile
Sport e salute della mente
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Contro stress e depressione
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l movimento praticato con regolarità, è in grado di assicurare un prolungamento della durata della vita media ed un miglioramento dello stato di salute grazie ad un effetto rivitalizzante globale. Il movimento mantiene giovani (le cellule vengono rigenerate, i tessuti tonificati) e riduce il rischio di sviluppare malattie. L’attività motoria aerobica, cioè quella che utilizza l’ossigeno dell’attività respiratoria con frequenza cardiaca al 70%, comprende: camminare a passo spedito, fare jogging, palestra, nuoto, escursioni in montagna, tennis, bicicletta, etc. Per essere efficace deve essere praticata almeno 3 volte a settimana per circa 30 min e può essere consigliata ad ogni età. Effettuare circa 5000 passi (equivalenti ad una media di 2-3 km) con incedere svelto per 3040 min al dì e per due volte la settimana, consente di migliorare la circolazione del sangue, tollerare meglio gli sbalzi di temperatura, innalzare il tono dell’umore e prevenire diverse patologie (malattie cardiovascolari, osteoporosi, etc.). Con l'arrivo della mezza età, molte donne vanno incontro a cali del tono dell’umore, che spesso sfocia in insonnia e depressione, sintomi provocati dalla carenza di serotonina. In qualche caso può insorgere anche ansia e perdita di energia vitale, con bassa autostima e ritiro dalla vita sociale, sintomi provocati dalla riduzione della dopamina; se invece si verifica perdita di memoria e di lucidità mentale, si è di fronte ad un calo della acetilcolina. Tutti questi disturbi sono strettamente collegati alla diminuzione degli Estrogeni e del testosterone, che influiscono direttamente sul cer27 Maggio 2015
vello ed in particolare i suoi centri cerebrali con riduzione dei loro neurotrasmettitori. Da questi dunque, dipendono il tono dell’umore , l’energia vitale, la vivacità della memoria e dell’intelligenza. L'attività fisica e lo e sport, aiutano a combattere la depressione e migliorano il tono dell’umore, così come dimostrato da studi su pazienti depressi, che hanno ottenuto benefici psicologici simili a quelli di interventi psicoterapeutici. Programmi strutturati di esercizi di gruppo e di squadra, attività fisica di moderata intensità distribuita durante l’arco della giornata, possono essere efficaci per persone con disturbi mentali, per una serie di ragioni. Innanzitutto agisce positivamente sull’umore, con riduzione dei sintomi di ansia, stress, fame nervosa e depressione grazie alla produzione di endorfine, i cosiddetti “ormoni della felicità” che inducono sensazione di tranquillità, rilassamento e benessere diffuso. Inoltre, migliora le capacità cognitive: ragionamento, memoria e perspicacia, con la conseguente diminuzione del rischio di malattie a carico del sistema nervoso. Secondo uno studio Israeliano apparso sulla rivista “Climateric dell’ International Menopause Society, fare attività fisica 4 volte a settimana, dimezza l’insorgenza di depressione. Il beneficio resta alto anche facendo sport una sola volta a settimana: il rischio depressione registra un meno 22%. Più precisamente, tra le attività consigliate per la “salute mentale” alle donne di mezza età, si annoverano la camminata veloce, il ballo, la bicicletta, il nuoto e i corsi ginnici tipici delle palestre. Sono noti soprattutto i benefici della corsa che aumenta la resistenza fisica e migliora l’umore, l’autostima e la qualità del sonno anche nelle donne che cominciano l’attività dopo i 45 /50 anni ed è consigliabile praticare yoga per le donne ansiose e stressate. Dunque movimento, divertimento e salute in compagnia di amici, per guadagnare salute mentale.
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40 anni dopo
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na “rimpatriata” della 4F del Liceo “Emilio Ainis” di Messina dopo 40 anni dal conseguimento del diploma nel 1975.
I nomi delle compagne sono: MELINA CARDILE, LINA CASTANO, MARIELLA FAZIO, ANDREINA FERRAU', PINA FUCILE, TANIA GALLETTA, TONINA GUGLIANDOLO, ANTONELLA IMBESI, GIUSY INSALACO, CETTINA LANZAFAME, CATERINA PROCHILO, FLAVIA RESTUCCIA, MARIA ROMANETTI, PATRIZIA SICURO, MARGHERITA SIRACUSA, MARIELLA TAMA'.
La 4F del 1975
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Attualità
Campagna di educazione ambientale - “Cambia per
I bambini di Messina ch nuovi comportamenti so 28
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essinambiente affida la propria campagna di educazione ambientale alla fantasia, alla sensibilità e al linguaggio dei bambini delle scuole di Messina. Attraverso un concorso di idee intitolato “Cambia per Me!” sono stati raccolti centinaia di elaborati realizzati nelle scuole elementari, medie e superiori di Messina. Dopo un percorso formativo sui temi della raccolta differenziata, condotto dal personale di Messinambiente, in collaborazione con l'assessorato all'Ambiente, l'assessorato alla Cultura e l'assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Messina, gli studenti di Messina hanno proposto campagne di comunicazione per sensibilizzare il contrasto dei comportamenti scorretti, la separazione dei rifiuti in casa, l’utilizzo corretto dei cassonetti stradali e delle isole ecologiche per la differenziata. Al Teatro Vittorio, nell'ambito della mostra Riarteco, alla presenza del Sindaco di Messina Renato Accorinti, dell'assessore all'ecologia Daniele Ialacqua e dell'amministratore liquidatore di Messinambiente Alessio Ciacci sono state premiate le scuole vincitrici. Il Sindaco ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei bambini per creare cittadini responsabili e ringraziato le famiglie virtuose di Messina, mentre l'assessore ha ricordato le regole semplici della raccolta differenziata così come gli errori macroscopici degli adulti nel conferire i rifiuti in modo indifferenziato. Alessio Ciacci infine ha ribadito l'importanza che il cambiamento avvenga per l'intera città di Messina a partire dall'invito dei suoi piccoli abitanti per ridurre le resistenze e i personalismi. I lavori delle scuole saranno messi in mostra nell'autocentro affinché siano da stimolo anche per gli operatori di Messinambiente nello svolgimento delle loro attività. Gli elaborati più efficaci saranno diffusi sul sito di Messinambiente e sui social media per sensibilizzare la cittadinanza ad assumere nuovi comportamenti più sostenibili.
r Me!”
hiedono agli adulti ostenibili 27 Maggio 2015
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Scuole vincitrici del concorso Cambia per ME! 1° Premo Video Scuola secondaria di Primo Grado Istituto Comprensivo Van’Anto Motivazione: Per l’efficacia e l’originalità del messaggio musicale. Premio Creatività ad un gruppo di alunni della IV° C del Liceo Artistico Basile Motivazione: Per aver saputo tracciare con semplicità il percorso del nostro pianeta con nota positiva; Premio Educativo alla classe V° B della Scuola primaria dell’Istituto S. Francesco di Paola Motivazione: Per il valore educativo che assumono i lavori prodotti per il progetto Cambia per me; Premio Inchiesta sul territorio alla I° F del Plesso Juvara Istituto Comprensivo Battisti – Foscolo Motivazione: Per aver saputo documentare il degrado in cui versa parte del loro quartiere, illustrando le risorse che il riciclo dei rifiuti può offrire; Premio Migliore Ricerca alla classe IV° C Scuola primaria S. Francesco di Paola Motivazione: per l’accurata ricerca e l’efficacia comunicatività dello slogan; Premio Manifesto alla V° A Scuola primaria Plesso Villa Lina – Ritiro Motivazione: Per aver saputo creare un manifesto puntuale, convincente e ironico sia nel testo che nella correttezza dei colori delle immagini illustrate; Premio Manifesto agli alunni Micalizzi e Picciolo della IV° A Scuola primaria plesso Villa Lina – Ritiro Motivazione: Per aver illustrato con originalità cosa si può ottenere con il riciclo; Premio Filastrocca alla III° A Scuola primaria Villa Lina – Ritiro Motivazione: Per aver illustrato con simpatica allegria la raccolta differenziata; Premio Letterario alla V ° A Scuola primaria Istituto S. Francesco di Paola Motivazione: Per aver saputo con un testo ben costruito ma allo stesso tempo simpatico e spiritoso rivolgere un invito a tutta la cittadinanza sull’importanza del riciclo.
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Foto notizia di Peppe Saya
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UniversitĂ e Marina Militare siglano un accordo di collaborazione 32
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Sulla nave scuola Palinuro della Marina Militare, il Comandante Marittimo Sicilia Contrammiraglio, Nicola De Felice, e il Rettore dell’Università di Messina, Prof. Pietro Navarra, incontreranno la stampa per sancire la collaborazione tra la Marina Militare e l’Università di Messina Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali. La collaborazione troverà applicazione in diverse tematiche di interesse comune riguardanti l’ambiente marino quali attività di ricerca e sensibilizzazione dei giovani alla cultura del mare.
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Liceo Classico “La Farina” foto Peppe Saya
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Il programma della VII
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edizione Premio Sgroj
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dietro le quinte di Francesco Certo
Quelle strade interrotte N
on toppe ma opere di bene. Suonerebbe così un fantomatico necrologio delle strade messinesi. Buche e voragini, lavori promessi e non mantenuti o lavori promessi e mantenuti ma infiniti. Parentesi, complimenti vivissimi al genio che ha autorizzato lavori in contemporanea alla galleria San Jachiddu, Panoramica e circonvallazione, chiusa parentesi. Un caos di asfalto e polvere, un caos che sconvolge cittadini e automobilisti confusi dall’enigmatica composizione delle vie stradali. Messina ci tiene a lasciarsi in standby, e gli stalli più rumorosi in tema di viabilità sono, indubbiamente, lo sblocco dello svincolo Giostra e viadotto Ritiro; e il parto della nuova Via Don Blasco. Pensavate che ce ne fossimo dimenticati, invece no, siamo attenti e curiosi di vedere sbloccate queste due criticità. Se sulla prima questione la confusione è figlia di una politica di ripicche, colpi di teatro e burocrazia; sulla seconda cala sempre più il velo dell’incompetenza amministrativa. Ovvio, essere poco capaci non è una colpa, ma se devi governare un po’ di azzoppa. La questione Don Blasco parte mesi fa, pompa magna ed annunciazioni; gare d’appalto, lavori e consegna in tempi record, così si pensava. I mesi trascorrono, e tra errori di calcolo, rimbrotti regionali ed espropri costosi; la via Don Blasco resta vecchia e senza un futuro chiaro all’orizzonte. “Fine 2015…inizio 2016…speriamo che non piove il prossimo autunno…” insomma le prospettive rimangono nebulose, se il prezziario errato è stato corretto manca ancora l’esproprio di alcune proprietà lungo la via dei lavori, ostacoli che bloccano gara, lavori e consegna. Nel frattempo si fa finta di niente, l’estate è arrivata, passerà e con lei l’autunno e parte dell’inverno, con noi ancora ad attendere l’inizio della rivoluzione.
#jesuisgenovese
foto Peppe Saya
L
’hashtag lo mettiamo noi, dato che il comitato lo avete messo voi. È cominciato, nell’aula bunker del carcere di Gazzi, il processo Corsi d’oro che vede come imputato l’ex sindaco di Messina, Francantonio Genovese. L’esponente di spicco del PD siciliano è imputato per lo scandalo sui corsi di Formazione in Sicilia, sull’esito del processo non entriamo in merito, saranno i giudici a prendere le proprie decisioni in libertà. Quello su cui ci soffermiamo è, invece, la scenografia che faceva da cornice all’udienza. Un pot-pourri di consiglieri comunali fedelissimi, candidati sindaci trombati ma, soprattutto, gli ultras. Maglietta blu, scritta gialla in evidenza “FRANCANTONIO LIBERO”…ambasciatori del Comitato Francantonio Libero. Ora, non che si voglia ironizzare sull’affetto profondo di quei poveri consiglieri sperduti, che in Genovese vedevano la stella polare politica, e che rimasti orfani balbettano tra le mura di Palazzo Zanca, abbandonati e senza rotta. Non sarebbe corretto farlo, poverini. Ci sarebbe da sorridere, invece, per il Comitato; ma perché sorprendersi, si sa che in Italia tutto è tifo. Anche un processo tanto delicato e complicato deve perdere l’aura di serietà, e divenire Guelfi e Ghibellini.
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Quelli che ci saranno poi
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he poi il problema è tutti lì. Accorinti sindaco non è un errore di sistema, ma il risultato di combattute elezioni. Renato non ha occupato Palazzo Zanca, ma è stato scelto come simbolo, da chi della stantia politica messinese, ne aveva le tasche piene. Refrain di eletto ed elettori, il famoso “quelli che c’erano prima” è diventato poi il ritornello con cui chiudere ogni manifestazione, conferenza, caffè al bar o focacciata. Tanto è vero, che dopo le prime 150mila volte un pochino ha pure stancato; sentire ogni volta che se è caduta una penna la colpa è di chi l’ha comprata la penna, non è più possibile. Accorinti & co. di sindrome da annuncio soffrono non poco; di doversi rimangiare annunci e tutto il cucuzzaro anche. Ma il corner è pronto, “quelli che c’erano prima” abusato fino a diventare un’arma dei detrattori che, svegli, hanno notato che quelli di prima sono ancora presenti in gran numero. Sbadataggine o paraculaggine? Retorica politica, giustificazionismo e benaltrismo; peccatucci minori di un sindaco che al momento di solidità ne vede poca e mai stabile davvero. Il problema, dicevamo, è però un altro. Perché è vero che Renato ha più critiche che complimenti sulla capoccia, ma se si vuole la sua testa allora lo si faccia con raziocinio. Basta con quelli di prima, massacrati quelli di ora, stiamo seriamente pensando a quelli di domani? Pensiero pruriginoso solo nostro oppure no? Quelli di prima li abbiamo abbondantemente sopportati; quelli di adesso non ci vanno bene perché hanno la maglietta e, di base, sparano a salve. Futuro? Proposte? Ne abbiamo o ci piace solo vergar favelle?
Tutti gli uomini del presidente
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i sarebbe una cosina da fare, ma giusto una sciocchezza. Date le dimissioni da presidente della Commissione Bilancio di Nicola Cucinotta (PD), ormai vecchie di settimane, si dovrebbe eleggere un nuovo presidente. Una cosina da niente, ma per un consiglio così frastagliato e terremotato, l’impresa pare più ardua del previsto. Dapprima fu il PD, in piena lotta intestina a ondeggiare da un nome all’altro; quando questo nome sembrava partorito, è arrivato il ripensamento con buona pace di Carlo Abbate (Dr) che già pregustava la nomina. Non convinto il PD, dicono, ancora meno l’UDC che, addirittura, prende armi e bagagli e abbandona l’aula al momento del voto; Abbate salta per due piccoli voti e addio. Abbate e Trischitta, comunque, rimangono alle redini della commissione in quanto vice presidenti; col primo che il boccone amaro della trombatura al rush finale deve ancora digerirlo, e vorremmo ben vedere. La commissione bilancio è la cartina tornasole di un Palazzo Zanca divenuto polveriera; dove consiglieri che mettono in discussione sindaco e assessori, a sua volta sono messi in discussione dal vicino di sedia. Indovinate chi paga? Bravi, giusto, proprio voi.
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Una singolare “Caccia al Tesoro”
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Abbiamo visto cose che non avremmo mai pensato di vedere”. Queste le parole di Pino Falzea, presidente di CapitaleMessina, a commento non di un fenomeno soprannaturale ma del successo della “Caccia al tesoro ecologica” tenutasi domenica mattina in un’area compresa tra Viale Principe Umberto, via della Zecca, Via I Settembre e Piazza Vittorio Emanuele Orlando. Dodici squadre, una settantina di partecipanti tutti riuniti in pieno centro storico per scrivere insieme una singolare pagina di storia della città di Messina. Un’atmosfera strana, surreale, infatti, ha fatto da contorno ad una giornata che ha visto medici e professionisti capaci di contendere rifiuti alla strada “senza vergogna”, ragazzi arrampicati dappertutto per poter raccogliere l’ultima carta rimasta. Sorprendente quanto inaspettato il risultato raggiunto: 1582,25 chili di rifiuti differenziati, più di una tonnellata e mezza conferiti dai partecipanti all’isola ecologica di Gravitelli. Vincitrice della gara con 322,55 chili differenziati raccolti, è stata la squadra de “I trovatelli” composta da Paola Celi, Giovanna Dell’Acqua, Massimo Di Dio, Alexia Pelle, Luigi Sidoti. Per tutti loro viaggio andata e ritorno e biglietto d’ingresso all’Expo. “Era la prima iniziativa pubblica di CapitaleMessina” ha detto il presidente Falzea “e ha superato le nostre aspettative”. Non ci si aspettava, sicuramente, una così grande risposta dei Messinesi che hanno scelto di partecipare con determinazione ad una “caccia al tesoro” che è stata l’occasione per dare un volto nuovo alla loro tanto martoriata Messina. In una realtà in cui quotidianamente si è chiamati a fare i conti con i disservizi di un’azienda in difficoltà come Messinambiente, la “Caccia” di CapitaleMessina, infatti, non è stato solo uno strumento per sensibilizzare alla differenziata ma soprattutto un espediente attraverso cui rendere i Messinesi orgogliosi della propria città, e i turisti lieti di soggiornarvi. Numerose le foto scattate da curiosi e fotografi, “cartoline” di una Messina che non c’è ma che si vorrebbe divenisse realtà. E domenica, anche se per poche ore, il sogno si è avverato grazie ai cittadini, grazie a coloro che, nonostante le difficoltà e tutti i problemi del quotidiano, non smettono mai di amare la loro città. Ai concorrenti della “Caccia al tesoro ecologica” e al loro amore per Messina va tutto il nostro plauso!
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IN
di Alessia Vanaria
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di Francesco Certo
Una gestione confusa
OUT
S
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arà che la scarica da derby non ci è ancora passata, sarà che spogliarsi dalle vesti di cronista sportivo non è così semplice, insomma fate voi, ma gli ultimi accadimenti del mondo pallonaro ci lasciano sbigottiti. L’Acr Messina non ha vissuto la sua stagione più brillante, mal costruita e peggio gestita sta cercando la sopravvivenza attraverso i playout contro la Reggina, in un derby infuocato. Un derby figlio della giustizia sportiva, di penalizzazioni e pentimenti. Il calcio può permettersi tutto questo? Può ancora essere credibile un mondo che ammette e riammette squadre semifallite, con fidejussioni oscure e pagamenti post datati? Che in piena preparazione agli spareggi cambia gli accoppiamenti, ripescando una squadra morta due volte e retrocedendone una con l’istanza di fallimento già in tribunale, con la sensazione netta che la politica conti molto più di carte e regolamenti. Il calcio è malato? Forse è già morto. Derby sia, derby è già stato per metà. L’andata in casa Reggina è passata, la vittoria degli amaranto poco interessa in questo contesto; quello che conta è come il tutto è stato gestito e organizzato. Giovedì il Consiglio di Garanzia del Coni sentenzia a favore della Reggina, la partita prevista per il sabato slitta al martedì. Parte, quindi, una complessa macchina burocratica per cui i tifosi ospiti corrono per sottoscrivere la tessera del tifoso, in attesa che siano a disposizione i tagliandi. Alt! Tutto fermo, le questure bloccano la prevendita; non chiare le modalità di trasporto dei messinesi a Reggio. Si va verso la soluzione di vietare la trasferta. Macchè, bastava alzare un telefono e organizzarsi, tutto risolto? No, perché il trasporto nave+pullman c’è, ma manca ancora qualcosa? Cosa? I biglietti! Fantomatico guasto nella distribuzione, da Reggio avvisano che difficilmente verrà risolto. Scherzone! Biglietti pronti, punti vendita presi d’assalto. Si concludono così, 5 giorni intensi e sudati per cronisti e tifosi, in un caos gestionale e politico che lascia inorriditi. Il rispetto e l’etica non sono più calpestabili, semplicemente non esistono. P.S. nel mezzo al calderone scoppia pure uno scandalo calcioscommesse…ma quella è un’altra storia. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo
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Nuovo presidente della Caritas Italiana L’Assemblea Generale della Cei ha eletto il cardinale Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente della Commissione episcopale per il Servizio della Carità e la Salute e, quindi, presidente di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli Organismi Socio-assistenziali.
RiartEco 2015 Carte da imballo, listelli di legno, pezzi di specchio, avanzi di tessuto, bottiglie di plastica, vecchie lastre di zinco, tappi di bottiglia, parti meccaniche varie, vecchie radio, campane di vetro, cavi elettrici, non vengono gettati ma ri-creati, ri-pensati, dando vita a delle vere e proprie opere d’arte.
Manifestazione pro Ospedale Piemonte Sebbene fossero solo alcune centinaia a difendere il Piemonte, si son fatti ben sentire, con un blocco stradale spontaneo del V.le Europa che, iniziato alle 16, si è prolungato per due ore, per effetto anche del piccolo corteo che ha raggiunto l’incrocio col V.le Italia.
La via del colore Inaugurata al Monte di Pietà la mostra pittorica dal titolo “La via del colore” da Palermo a Messina con le opere degli artisti Antonello Blandi e Simone Caliò. La mostra sarà fruibile fino al 29 maggio nei seguenti orari 9:13 16:20.
Due giorni di sport alla cittadella Il CUS Unime ha organizzato due giornate di sport tra sabato e domenica. L’appuntamento con l’XI trofeo internazionale di nuoto Piskeo e l’European Day of Integrated Sport, ha visto sin dalle prime ore del mattino la presenza di migliaia di partecipanti tra atleti e spettatori.
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Le prospettive delle Province
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Book sharing all’Università
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Dall’incontro di Palermo è emerso che i consorzi resteranno 9 come le attuali province e con lo stesso ordinamento. Per questo motivo al tavolo a fianco del commissario c’erano anche le rappresentanze sindacali.
Inaugurato il primo book sharing universitario presso la Sala lettura del Rettorato alla presenza del Prorettore per i servizi agli studenti Eugenio Guglielmino, del Direttore Amministrativo dell’Università Francesco De Domenico e dei rappresentanti dell’associazione studentesca Atreju. 27 Maggio 2015
Foto notizia di Peppe Saya
163° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato
Semplicità e sobrietà hanno caratterizzato anche quest’anno le celebrazioni per l’Anniversario del Questura, dei Commissariati sezionali e distaccati e delle Specialità presenti su tutto il territorio, alla Vittime del Dovere, si sono riuniti stamani, presso la caserma Nicola Calipari, per ricordare e celebra obiettivi raggiunti.
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la Fondazione della Polizia di Stato, il 163째. Funzionari tutti e rappresentanze del personale della a presenza della sezione ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) e dei familiari dei poliziotti re un appuntamento importante, un momento di incontro ma anche di analisi del lavoro svolto e degli
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Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria
II CIRCOSCRIZIONE
Presenza inerti presso Centro civico Polifunzionale a Santa Lucia
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uantità notevoli di inerti sono stati deposti da parte di ignoti nei marciapiedi antistanti l’esterno del manufatto presso gli ingressi del centro civico polifunzionale a Santa Lucia – Pistunina al lotto I, struttura ubicata nei pressi della bretella di uscita dello svincolo autostradale di San Filippo lato sud. Il centro civico, struttura pubblica abbandonata all'incuria generale da diversi anni è divenuta adesso un’area piena di erbacce all’interno del cortile, mentre all’esterno vi è una discarica a cielo aperto considerevole tanto che la presenza degli inerti edilizi nei pressi dei tre ingressi dello stabile ben presto renderà disagevole anche l'accesso allo stesso edificio. Il consigliere della II circoscrizione Rosario Santoro invia un’interrogazione affinché il Presidente ed il Consiglio comunale possano sollecitare gli assessorati ed i dirigenti competenti comunali e della Messinambiente, ognuno per le loro competenze, al fine di predisporre gli interventi necessari ed urgenti per eliminare questi notevoli accumuli di materiale inerte e scerbare l’interno per evitare un possibile incendio che danneggerebbe il manufatto. Si chiede, inoltre, un intervento della Polizia Municipale attraverso il nucleo preposto al mantenimento del decoro pubblico per effettuare al più presto un sopralluogo per constatare lo stato dei luoghi e predisporre nei limiti del possibile un servizio di sorveglianza tendente ad arginare il fenomeno dell’abbandono di materiale inerte onde evitare altre discariche. Il consigliere Santoro, infine, chiede al Sindaco ed all’assessore Mantineo di concordare con la Circoscrizione attraverso una condivisione l’assegnazione dei locali, una volta ripristinati, a quegli enti che possano erogare servizi pubblici per la comunità.
III CIRCOSCRIZIONE
A “Turiddu Fazzio”
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sattamente una settimana fa, lo scorso 16 maggio, è scomparsa in città una vera e propria leggenda del calcio messinese: Salvatore Fazzio, meglio conosciuto a tutto l´ambiente sportivo come “Turiddu Fazziu”! Chi era Turiddu Fazzio? Il buon Turiddu è stato capace di passare dai campi polverosi di Bisconte ai grandi palcoscenici in erba della serie A. Allenatore e “tuttofare” del blasonato Camaro, si è contraddistinto per la totale dedizione al gioco del calcio. Chi non conosceva o non ricorda, per esempio, quel pulmino arancio – verde guidato da Fazzio che ogni pomeriggio lasciava il parcheggio di Camaro S. Luigi per “raccogliere” uno ad uno i tanti adolescenti e bambini per accompagnarli al campo di Bisconte? Chi ha fatto calcio a Messina, a qualsiasi livello, non può non aver conosciuto Turiddu! Tanti sportivi, tantissimi messinesi, come scrivono il consigliere della III circoscrizione Alessandro Cacciotto e il consigliere comunale Libero Gioveni, desiderano adesso intitolare il campo di calcio comunale di Bisconte all’amato “Turiddu Fazzio”. Sarebbe il giusto riconoscimento, sottolineando Cacciotto e Gioveni, verso chi ha speso la propria vita per insegnare non solo il calcio a tantissimi ragazzi, ma per spiegare, attraverso il calcio, che cosa è la vita!
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VI CIRCOSCRIZIONE
Biancuzzo rinnova la richiesta eliminazione pagamento pedaggio svincolo Messina Nord
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l consigliere circoscrizionale Mario Biancuzzo, attraverso la seguente nota, rinnova la richiesta di eliminazione del pagamento pedaggio svincolo Messina Nord : “Come è noto, la barriera autostradale dell’A20 con uscita denominata erroneamente Villafranca Tirrena è allocata nel territorio di questo Comune di Messina, località Messina nord e serve i villaggi della zona nord dello stesso Comune. Giustamente, questi ultimi tratti sono stati sgravati dal pagamento, mentre l’unico svincolo rimasto a pagamento è stato quello, appunto, di Ponte Gallo, casello (anzi svincolo) ubicato nel territorio del Comune di Messina. Il tratto in questione, pur essendo tangenziale è uno dei tratti più costosi sul territorio nazionale infatti per percorrere circa 11 km (Orto Liuzzo Boccetta) e viceversa bisogna sborsare € 1,20. Tale disparità di trattamento è vissuta dai cittadini come una discriminazione e pertanto non accettata. Si precisa che la barriera in argomento non consente l’ingresso e l’uscita dell’autostrada in entrambi i sensi di marcia, trattandosi piuttosto di una bretella che consente la sola uscita dalla sede autostradale per i mezzi provenienti da Messina e l’ingresso in autostrada solo in direzione Messina. Per cui non può definirsi un vero e proprio casello ma di una semplice bretella eseguita al tempo elusivamente per soddisfare le esigenze dei villaggi della zona nord. (Orto Liuzzo, Gesso, Tarantonio, Rodia, San Saba, Piano Torre, Salice, Spartà, Acqualadrone). Per tale motivo non appare a giudizio dello scrivente legittimo il pagamento del pedaggio Propongo che tutti i residenti della città di Messina devono poter utilizzare liberamente l’uscita di Messina NordPonte Gallo. Conseguentemente a semplice richiesta e previa dimostrazione di risiedere a Messina avrebbero il diritto all’esenzione. (Basta munirsi di telepass). 27 Maggio 2015
Ultimamente con l’apertura dell’ingresso sulla tangenziale a San Michele i km da percorrere sono circa 6, ma sempre 1,20 bisogna sborsare al casello di Messina nord, che chiamano illegalmente Villafranca. siamo mai usciti dal Comune di Messina, ma abbiamo fatto circa 1o km di tangenziale, dunque percorso più lungo. Costo zero. Una disparità, inspiegabile, che grava su tutti i messinesi, che in particolare nel periodo estivo si recano nelle località balneari della riviera tirrenica cittadina. Al Signor Presidente del CAS chiedo la sostituzione della tabella direzionale “Villafranca Tirrena” ingannevole posizionato all’uscita della tangenziale di Ponte Gallo, con una nuova tabella uscita Messina Nord, come di giusto, corretto ed onesto. Al Presidente del Consiglio Comunale di Messina, chiedo, di voler iscrivere all’ O. D. G. la suddetta problematica per valutare insieme ai Consiglieri tutti la possibilità di eliminare il pedaggio all’uscita ed all’entrata sulla tangenziale di Ponte Gallo Comune di Messina. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Intervista al Presidente della IV circoscrizione Francesco Palano Quero
“Il traguardo più importante è quello che ancora deve venire”
foto Peppe Saya
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itorna anche questo mese il consueto appuntamento con l’intervista al Presidente di Circoscrizione. È il turno di Francesco Palano Quero, presidente della IV circoscrizione, insieme al quale abbiamo cercato di tratteggiare luci ed ombre del territorio di propria pertinenza: Nel territorio della IV circoscrizione rientra l’arena Cicciò, di cui è stato denunciato più volte lo stato di degrado. Sono stati fatti degli interventi per restituire decoro e dignità a quest’area? Se si quali? Ne sono programmati altri in futuro? Con il Consiglio siamo stati in sopralluogo nelle scorse settimane insieme ad alcuni tecnici del Comune e, di concerto con il Dip. Cultura e il Dirigente De Francesco si è stabilito di realizzare alcuni interventi di manutenzione straordinaria che consentiranno il prossimo 28 maggio all'arena Cicciò, per la prima volta dalla sua inaugurazione, lo svolgimento di un contest musicale. C'è ancora tanto da fare ma, spero, si sia imboccata la strada giusta, perché la città si riappropri di uno spazio culturale abbandonato. Sin dall’insediamento il consiglio della IV circoscrizione si è impegnato per la riqualifica di alcune aree come il Tirone. Ci descrive, brevemente, quanto si è fatto in questi territorio e quale è la situazione attuale in cui si trova? Proprio qualche giorno fa le ruspe sono state impegnate al Tirone per lo sbaraccamento dell'area sottostante le mura di Carlo V, per l'esecuzione di una ordinanza sindacale emanata su richiesta e sollecitazione del Consiglio della IV Circoscrizione. Saremo presenti per verificare che quanto programmato abbia corso e stimoleremo, successivamente, l'Amministrazione a mettere in campo ulteriori azioni per il miglioramento delle condizioni generali del quartiere e a diffidare ad intervenire i legittimi proprietari a mettere in sicurezza
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l'ormai famoso fabbricato pericolante sulla scalinata Sergi e il Terzo Ordine Francescano a completare quanto ordinato con altro provvedimento sindacale nell'area di loro proprietà. La Via Dei Mille, che potremmo definire il “salotto buono” della città, è stata per quasi un anno isola pedonale. Da mesi, ormai, è stata riaperta al transito veicolare. Si stanno elaborando altri progetti per rendere in futuro, nuovamente, pedonale l’area o si punta, solo, sul quadrilatero del Duomo? Essere favorevoli alle pedonalizzazioni, compresa quella del Duomo che valorizza la nostra zona storica, significa restituire la città ai cittadini e non alle auto. Torneremo a proporre di migliorare e ampliare l'isola pedonale attorno a Cairoli. Ridurla com'è oggi, infatti, è stata una sconfitta della politica e per la città intera. L’attivazione del servizio di segretariato sociale si può considerare una grande conquista del consiglio della IV circoscrizione. Quale tra i traguardi raggiunti è stato il più inaspettato e dunque il più gradito? In questi anni il Consiglio ha vinto tante battaglie, ricordo la copertura del Torrente Trapani, l'aver stoppato nuove costruzioni a Pompei, la messa in sicurezza di Puntale Arena come, non in ultimo, l'abbattimento della barriere architettoniche nella sede della circoscrizione. Ma il traguardo più importante è quello che ancora deve venire. Ed è giusto che sia così, perché chi fa politica ha bisogno sempre di nuovi stimoli e obiettivi da raggiungere, nell'interesse della collettività. C’è qualche altra problematica che interessa il territorio della IV circoscrizione che desidera attenzionare? Stiamo lavorando per riportare dopo oltre 10 anni l'autobus al Torrente Trapani alto e a mettere in sicurezza i pedoni, limitando le alte velocità delle auto. Lo stesso stiamo facendo al Boccetta, con il supporto del Dip.Mobilità. Ecco, spero, questo sia uno dei prossimi traguardi raggiunti dal Consiglio. Alessia Vanaria
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26 Maggio 2015 - Messina
Tirone: galleria di
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27 Maggio 2015
errori e orrori
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città a cura di Marilena Faranda
Scuola
Torre Saracena aperta alla città dai ragazzi del Petrarca
“Indietro non si torna”
Dai sacrifici del Riequilibrio possibilità per il Rilancio
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i è tenuta una conferenza stampa dei ragazzi della II°A della scuola Petrarca di Ganzirri, guidati dalla prof.ssa Pepa Zappardino, che hanno aderito all'iniziativa del patto territoriale, promossa dall'Assessorato alla pubblica istruzione del Comune, Panarello, “Adotta un monumento”. La scuola, ha spiegato la prof.ssa Zappardino, ritiene che sia importante vivere il proprio
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territorio, per questo abbiamo voluto che i nostri ragazzi aderissero a questa iniziativa, adottando la Torre Saracena di Ganzirri. I ragazzi, per l’occasione, insieme ad un pescatore che ne ha la concessione per la sua attività di pesca, lo hanno ripulito e venerdì nella mattinata, faranno da guida ai loro compagni del Petrarca ed in insieme al pescatore, l’unico ancora vivente che sappia costruirle, potranno far vedere le nasse e la loro fabbricazione. Anche il resto della cittadinanza potrà visitare il forte e vedere le nasse dalle 16 alle 19.
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Oltre il riequilibrio, economia e sviluppo sostenibile ai tempi della Spending Rewiev”, questo il titolo del dibattito aperto, promosso dall’associazione “Indietro non si torna”, rappresentata dalla vicepresidente Enza Voccio. All’incontro, moderato dal giornalista Domenico Bertè, hanno relazionato il Vicesindaco ed Assessore al Bilancio, Signorino, ed il Segretario e Direttore Generale del Comune, Le Donne. Si sono avuti gli interventi del Vicepresidente della Commissione Bilancio, Carlo Abate, ed il Segretario Generale della CGIL, Lillo Oceano. Tra il pubblico si notavano la Presidente del Consiglio, Emilia Barrile e molti Consiglieri. La strada più facile è quella del dissesto, afferma Signorino, ma noi abbiamo scelto di percorrerne un’altra, sporcandoci le mani, quella del riequilibrio. E’ facile criticare la nostra scelta, dicendo che era meglio il dissesto, ma abbiamo scelto la strada del riequilibrio dei conti. Col dissesto saremmo andati a pagare il
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massimo di tasse, perdendo i servizi, invece, col riequilibrio abbiamo ampiezza di intervento. Il riequilibrio del resto incide solo per il 10% sul bilancio normale e quindi non è invasivo sui bilanci annuali. Con questo sistema, continua Le Donne, abbiamo potuto stabilizzare i precari a 11 ore, nell’attesa di poterli portare a 36. Oltretutto, per risanare le partecipate, abbiamo pensato di creare una società la “Multi Servizi” col sistema dell’House providing, solo così si potrà avere una gestione diretta al 100% pubblica, escludendo il privato e con introiti, destinati al Comune. Il Vicepresidente della Commissione Bilancio ha sottolineato il contributo della maggioranza consiliare, nell’approvare il Piano di Riequilibrio, ritenendolo una fonte di rinascita. Perché ciò avvenga davvero, ha affermato, però, bisogna puntare sulle periferie e non abbandonarle al degrado assoluto. Bisognerà, inoltre, che la città punti anche sul turismo e sul mare che è la sua risorsa naturale. 27 Maggio 2015
Sanità
Consiglio Comunale
Cittadinanza onoraria alla Borsellino Promuovere
l’agroalimentare
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i è svolto nell’aula consiliare del Comune un dibattito per informare la città sulle sorti dell’ospedale Piemonte. Al confronto, organizzato da Finocchiaro, coordinatore del Megafono, erano presenti in Aula, i rappresentanti delle due diverse posizioni. Presenti, tra gli altri, gli onorevoli Formica, Panarello, Picciolo e le rappresentanze del comitato “Salvare l’Ospedale Piemonte”, fra cui il dott. Marcello Minasi. Gli onorevoli e il sindaco hanno sottolineato che rimarrà il pronto soccorso, ma gli reparti che fine faranno? L’on. Picciolo dice che bisogna ringraziare
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l’Assessore regionale Borsellino che, sta lavorando con priorità assoluta sulla nostra città. Bisognerebbe darle la cittadinanza onoraria, ha esclamato. A queste parole un infermiere si è alzato gridando: “Vergogna”, raccogliendo un’infinità di applausi. Questo ha scatenato le ire dell’on. Picciolo, tanto da sfiorare la rissa, ma poi abbandona l’Aula e la seduta si conclude.
Servizi Sociali
Mantineo convoca gli Stati Generali
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' stata presentata dall’Assessore, Mantineo, e dall’esperto del Sindaco, Anastasi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Zanca la due giorni che chiude il percorso fatto quest'anno dalla Consulta, “Sussidiarietà, benessere, solidarietà: Un Patto per la Città - Stati Generali dei Servizi Sociali”, promosso dall'Assessorato ai Servizi Sociali e condiviso dall'Amministrazione comunale, in programma giovedì 28 e venerdì 29 al
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Palacultura. Una delle tappe, di questo percorso di rinnovamento del welfare, afferma l’assessore Mantineo, è il supporto tra le varie componenti, come: ordini professionali e privato sociale. Quindi, gli Stati Generali, sono il punto di confronto per una riorganizzazione che sia partecipata e coinvolga gli utenti.
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epositata presso gli uffici "Affari di Consiglio Comunale", la proposta di regolamento "Home food". La proposta istruita, dal Consigliere Francesco Mondello e sottoscritta dai Consiglieri Comunali de gruppo UDC, fa seguito ad una richiesta formulata dal Consigliere Mario Biancuzzu. I Consiglieri Comunali intendono promuovere ed incrementare l'utilizzo dei prodotti agroalimentari ed ittici del territorio messinese. “Il cibo e la cucina Messinese sono espressione di una identità comunitaria”.
Uffici comunali
Dipartimento Risorse Umane chiuso per disinfestazione
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unedì 1 giugno, gli uffici del Dipartimento Risorse Umane a Palazzo Zanca saranno chiusi per consentire agli operatori comunali la disinfestazione dei locali.
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La cartolina di Peppe Saya
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Saluti da Messina
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Provincia a cura di Marilena Faranda
A luglio probabilmente arriveranno i liberi consorzi
Province a rischio dissesto: a pagare sempre il cittadino
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l commissario Romano, ha spiegato alla presenza dei lavoratori confusi sul loro futuro, le prospettive delle Province emerse dall’incontro svoltosi a Palermo la scorsa settimana e che ha visto coinvolti i rappresentanti foto Peppe Saya politici, i Commissari e le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Probabilmente a luglio si avranno i liberi consorzi comunali, ma resteranno nella sostanza con l’impostazione delle vecchie provincie. Per questo motivo al tavolo a fianco al commissario c’erano anche le rappresentanze sindacali. Dall’incontro di Palermo è emerso che i consorzi resteranno 9 come le attuali province e con lo stesso ordinamento, per-
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ché, spiega il commissario, difficilmente possono sostituire l’importantissimo ruolo di collante che hanno le province. Anche con gli altri 8 commissari stiamo lavorando per salvare il salvabile, si pensa anche ad un “dissesto pilotato”. Sull’aspetto economico, però, nutro forti perplessità. Per questo motivo domani ci incontreremo con i sindacati, per capire la situazione finanziaria dell’Ente ed i servizi fondamentali che rischiano di perdersi, a partire dal Trasporto disabili, la manutenzione delle strade e gli interventi e gli edifici scolastici. Noi stiamo vendendo tante strutture provinciali e stiamo, soprattutto eliminando tanti fitti passivi, in particolare già in questi giorni il conservatorio e il provveditorato si stanno spostando in edifici di proprietà pubblica per un risparmio di 600 mila euro. Il problema, però, è che la legge finanziaria del 2015 prevede che ogni provincia debba dare delle somme allo Stato, per la Provincia di Messina è stato stabilito che deve dare 8.5 milioni all’erario così i conti si chiudono con 51 milioni e mezzo, e non c´è la possiamo fare, invece che 60 milioni, come è successo l’anno scorso. Ci dovrebbe, infatti, essere un cambiamento a livello nazionale, non dobbiamo pensare che ciò avviene solo in Sicilia, già le provincie Biella e Vibo Valentia lo sono, e se non si cambia nulla ci saranno molte altre vittime. Intanto, i lavoratori, si riuniranno davanti la Prefettura, per fare chiarezza sul loro futuro. 27 Maggio 2015
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A luglio probabilmente arriveranno i liberi consorzi
“L’albero ed i frutti”
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abato 30 maggio alle ore 16,30 presso il Palazzo Congressi ed Eventi Margherita di Navarra si terrà il convegno “L’albero ed i frutti. Riflessioni sulla famiglia nel contesto politico, giuridico e sociale” organizzato dal Comune di San Marco d’Alunzio. L’evento si inserisce all’interno dei lavori del Think Tank del Comune di San Marco, luogo del confronto culturale e delle politiche pubbliche in Sicilia. Il think tank, “serbatoio di pensiero”, è uno spazio di riflessione, un luogo in cui poter avviare un’analisi attenta dei temi sociali che punti ad accogliere e discutere idee e opinioni per avanzare concrete proposte nei molteplici settori delle politiche pubbliche in Sicilia. Oggetto del convegno di sabato prossimo saranno delle riflessioni sulla famiglia nel contesto socio-politico e giuridico attuale. In particolare, la tavola rotonda, moderata dalla giornalista di Repubblica Adriana Falsone, è incentrata sul Testo Unico sui Conviventi, presentato al Parlamento nei mesi scorsi. Proposto dal Comitato “Si alla famiglia” ha visto come primo firmatario alla Camera dei deputati l’Onorevole Alessandro Pagano che interverrà, come da programma, trattando la sua relazione sul Testo Unico. Si tratta di un insieme di norme - già riconosciute dall’ordinamento costituzionale italiano che garantiscono diritti e doveri tra persone dello stesso sesso, o di sessi diversi, che sono legate da un rapporto di convivenza. Gli articoli che compongono il Testo Unico rappresentano una rielaborazione ordinata di tutte le norme già previste dal nostro ordinamento in tema di tutela dei diritti dei conviventi. Il Testo Unico vuole essere un documento alternativo alle unioni civili, esprimendosi sulla distinzione dei termini “matrimonio” e “convivenza” e sposando la visione di “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (art. 29 della Costituzione). Ai saluti iniziali del sindaco, Dott. Amedeo Arcodia, seguiranno, quindi, gli interventi del Prof. Antonio Purpura dell’Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, di Maria Cristina Bringheli, esponente del Comitato “Si alla Famiglia” di Messina, dell’Onorevole Alessandro Pagano, Primo firmatario del Testo Unico sui Conviventi, degli avvocati del Foro di Palermo Francesco Lombardo e Luca Giordano.
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25 e 26 Maggio 2015 - Messina
Ex-Ferrotel e Autogrill: pr
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roteste in Prefettura
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foto Peppe Saya
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Convegno del circolo “Umanesimo e Riformismo”
Ogni nuova legge deve essere funzionale all’uomo
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i è riunito alla Provincia il circolo “Umanesimo e Riformismo” per parlare di legalità in occasione del 23° anniversario dalla morte di Falcone. Titolo del convegno “Il riformismo per cambiare l’Italia”, idee e proposte su infrastrutture, lavoro, legalità e sanità. Dobbiamo rompere questo muro di gomma, afferma Giuseppe Chiofalo, presidente del Circolo, potremmo stare una giornata intera ad evidenziare le cose che non vanno, ma noi vogliamo parlare di cosa si può fare per risolverle. Oggi ci troviamo di fronte ad una provincia che non prova a risollevarsi, ma che sta morendo. Oggi ci governa una politica silenziosa, che va avanti senza un reale progetto per la città. Non c’è nemmeno una classe politica che sappia fare opposizione e si impegni per dare una dire-
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foto Antonio De Felice
zione alla città. C’è un deficit della classe politica, ormai, sia a livello locale che regionale, ci stanno spogliando di tutto; prima l’Autorità portuale che dovrà essere accorpata, poi la Corte D’Appello che dovrebbe fare la stessa fine. Si è parlato per tanto tempo di Ponte sullo Stretto, poi si accantona il progetto e si tagliano anche i collegamenti con Catania e Palermo. I cittadini devono essere maggiormente propositivi, soprattutto, se chi governa si lascia sfuggire i finanziamenti, come, ad esempio, quelli per il porto di Tremestieri, che non si trovano nel cielo. Bisognerebbe andare a sollecitare chi di competenza. Perciò dobbiamo operare per una città più vivibile. Il riformismo, spiega l’on Lauricella (PD) parlando della nuova legge elettorale, pone al centro l’uomo come fine della politica. Ogni attività, quindi, che riusciamo a porre in essere in termini di legge e prospettiva deve essere funzionale alla vita degli uomini, alle loro famiglie ed alle loro prospettive. Dare un futuro, significa fare lotta per la legalità, rompendo i legami con la corruzione e i legami mafia/Stato, per cui hanno lottato Falcone e Borsellino. Marilena Faranda 27 Maggio 2015
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Sicila a cura di Dario Buonfiglio
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Il flop della Sicilia a Expo, tra cannoli, vini e matrimoni cinesi. Tutto fa spettacolo....
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uecento cinesi che convoleranno a nozze tra cannoli e vini siciliani, e l’elezione di miss Biomediterraneo, valida per partecipare alle finali di Jesolo della storica manifestazione di Patrizia Mirigliani. Ci sono anche questi due curiosi appuntamenti nel calendario degli eventi della Regione Siciliana all’Expo di Milano, mentre il Comune di Ragusa annuncia il suo ritiro. Dopo le polemica sul Cluster BioMed, il padiglione dedicato ad undici Paesi del Mediterraneo inaugurato tra sporcizia e caos, la Sicilia è passata al contrattacco: e negli scorsi giorni, una serie di comunicati stampa annunciavano i due eventi previsti per il prossimo agosto. Prima sarà la volta delle venti Miss Expo di ogni regione italiana, che arriveranno al Cluster Bio-Med per provare a conquistare la fascia di Miss BioMediterraneo e quindi approdare alla fase finale di Miss Italia. Poi, dopo il concorso di bellezza, l’Expo si dedicherà invece ai
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matrimoni cinesi: sono cento le coppie orientali che ad agosto festeggeranno la loro unione nella Piazzetta Sicilia; della serie tutto fa spettacolo. Dopo il fiume di polemiche su Expo e la Sicilia, Caleca afferma che ora è il momento della trasparenza: “Si tratta di atti pubblici ed io non voglio assolutamente che ci sia segretezza”. Trasparenza che servirà certamente alla Sicilia per rialzarsi dopo la figuraccia delle prime settimane al grande evento internazionale, gestito dal commissario Dario Cartabellotta: “Secondo me il responsabile unico del cluster ha sbagliato ad aprire il primo maggio, bisognava aspettare così come è successo per molti altri cluster che sono ancora chiusi. Basti pensare al padiglione della Lombardia”. Ma anche Expo dovrà prendersi le sue responsabilità: “Non è stata rispettata la convenzione ed è chiaro che l’immagine della Sicilia è stata, more solito, danneggiata.
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Presentazione del progetto cinematografico
“Colapesce – Flusso Luminoso” di Antonello Irrera
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unedi 1 Giugno, alle ore 17,30, presso la libreria “CULTURE” di Caccamo Vincenzo a Reggio Calabria, in via Zaleuco 8, il Centro Internazionale Scrittori, C.I.S. della Calabria presieduto dalla dott.ssa Lorely Rosita Borruto, presenterà il progetto cinematografico “ Colapesce – Flusso Luminoso” di Antonello Irrera che ne è l’deatore ed il conduttore e di Antonio Cattino autore del racconto. Saranno relatori della manifestazione il prof. Giuseppe Restifo, ordinario di Storia Moderna presso la facoltà di scienze cognitive, della formazione e degli studi culturali dell’Università di Messina, la dott.ssa Elina Gugliuzzo, ricercatrice di Storia Moderna presso l’Università telematica Pegaso di Napoli, che illustreranno il racconto di Antonio Cattino “ Cola ‘U Pisci” < Nel mito di Colapesce> ed il cortometraggio “FEEDBACK-COLAPESCE-Flusso Luminoso” del regista Antonello Irrera, che verrà proiettato per l’occasione. Questo cortometraggio è stato fra i 4 premiati della rassegna cinematografica Salina Film Festival 2014. Il racconto ed il cortometraggio sono alla base del progetto cinematografico e ne formano il soggetto. Durante l’incontro, l’attrice Clara Russo interpreterà brani del racconto di Antonio Cattino e reciterà alcune poesie dello stesso autore, in appendice al racconto. Il progetto che com-
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prende anche un video musicale,musicato da Gianluca Rando, con testi di Antonio Cattino e Maria Costa, ripercorre in chiave moderna e fantastica il mito di Colapesce, facendo emergere nella sua rielaborazione fiabesca un eroe positivo, esempio di abnegazione e generosità verso il suo popolo. Colapesce, mosso dalla curiosità e pervaso da uno spiccato spirito di avventura intraprende un lungo viaggio che lo porta oltre le Colonne d’Ercole alla ricerca di Atlantide, superando ogni sorta di difficoltà, scontrandosi ed uccidendo mostri spaventosi, conoscendo nuove genti e nuove terre. Egli lotta contro feroci pirati, sconfiggendoli con l’ingegno, incontra il suo primo amore, Teti la Titanide,che solo la bionda principessina Costanza, la figlia del Re, gli farà dimenticare. Colapesce diventa eroe e campione dell’intero Stretto di Messina; la Fata Morgana e la Ninfa Peloria sono le sue protettrici. Colapesce alla fine ritorna sulla sua spiaggia in riva allo Stretto. Egli riemerge per soccorrere dall’annegamento Nina, una maestrina di Torre Faro che gli ricorda la principessina Costanza, il suo antico amore. Accade però che un movimento della colonna che lui si è offerto di sostenere, generi un terremoto, ciò lo induce a rituffarsi per raggiungere le profondità marine e Nina, come rapita da un sortilegio, lo segue.
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News r
ISAF Regional Comma Contingente M
Diario A
22 maggio 2015 - Kabul
Il Ministro Francesco Fransoni in visita a Kabul
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l Ministro Plenipotenziario Francesco Fransoni, inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri per l’Afghanistan e Pakistan, a margine del viaggio in Afghanistan, dove ha preso parte all’International Contact Group, ha fatto visita al personale militare italiano impiegato nell’ambito del Comando della missione Resolute Support. Nel corso dell’incontro con il Gen. C.A. Paolo Ruggiero, Italian Senior National Representative e Capo di Stato Maggiore della RS Mission, sono stati discussi i temi riguardanti la situazione politico-militare del Paese e dell’area. Il Ministro Fransoni ha poi voluto ringraziare i militari italiani per l’ottimo lavoro svolto e per l’importante contributo che le Forze Armate italiane da oltre 13 anni forniscono per la stabilità dell’Afghanistan.
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release
and West – Afghanistan Militare Italiano
Afghano
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Cultura
foto Antonio De Felice
Una commedia umana in un romanzo che sembra già un classico
Franco Di Mare presenta “Il caffè dei miracoli”
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Che cosa accade in una comunità e in noi stessi quando qualcuno vuole cambiare qualcosa?”. E’ una riflessione quella che ci invita a fare nel suo ultimo romanzo “Il caffè dei miracoli” (Rizzoli), il noto ed autorevole volto della tv e dell’informazione italiana, Franco Di Mare. Reduce dal successo con “Il cecchino e la bambina”, edito nel 2009 e “Non chiedere perché”, del 2011 che ha ispirato la fiction con Beppe Fiorello “L’angelo di Sarajevo”, andata in onda in RAI nel 2015, il giornalista e per venti anni inviato di guerra torna in libreria con una commedia ambientata in un piccolo borgo a strapiombo sulla Costiera Amalfitana, Bauci. “Il nome è inventato, racconta Franco Di Mare in occasione della presentazione del libro a Messina in una gremita libreria Ciofalo. A me serviva un luogo ideale che parlasse in realtà di come siamo noi. Volevo parlare di un paese che c’era ma non volevo che si identificasse con un luogo geograficamente definito. Per me era importante che chi leggesse pensasse che in
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A me serviva un luogo ideale che parlasse in realtà di come siamo noi. Volevo parlare di un paese che c’era ma non volevo che si identificasse con un luogo geograficamente definito. Per me era importante che chi leggesse pensasse che in realtà fosse la storia di un paese immaginario dove tutti noi ci possiamo identificare, nei suoi vizi, tantissimi, e nelle sue virtù”
realtà fosse la storia di un paese immaginario dove tutti noi ci possiamo identificare, nei suoi vizi, tantissimi, e nelle sue virtù”. Bauci è dunque un paese in cui la monotona vita della comunità sembra scandita da un ritmo che va al di là del tempo stesso, esente da qualsiasi cambiamento, sino a quando arriva la pietra dello scandalo che turba gli equilibri della vita del borgo. Una poderosa statua femminile, firmata da uno scultore di fama internazionale: Fernando Botero, la Maja tropical, “il pezzo migliore del Festival d’arte di quest’anno…”, viene posta davanti all’ingresso della cattedrale di Sant’Eufrasia, “terga all’altare”, lasciando di stucco tutti a iniziare dal parroco, Don Enzo, preoccupato dall’arrivo del vescovo per la processione della santa. Quella donna di marmo completamente nuda, dalle forme morbide e sinuose diventerà il centro nevralgico di avvenimenti straordinari, come si legge in quarta di copertina “Sembrava che da un momento all’altro si fosse rivoltato il mondo: statue parlanti, bambini abbandonati, strane riunioni notturne, fatture e incantesimi… Chi ci capiva più niente?”. Il “mistero” si consolida e trova il punto di snodo nel centralissimo bar Arturo, detto “dei miracoli”, un avamposto di osservazione privilegiato della vita cittadina e dei prodigi che vi si manifestano. L’elegante e briosa scrittura di Franco Di Mare ricostruisce nei trentuno capitoli, dei veri e propri ritratti di vita che nella composita giostra dei personaggi (dal parroco Don Enzo al Sindaco Rocco Casilli che trova nella statua il motivo per la sua campagna elettorale, alla Dott.ssa Elvira Neri, del ministero dei beni culturali, che si prende cura della neonata ritrovata, ma che cerca di ottenere dal comune un finanziamento per creare a Bauci un museo di arte contemporanea) si intrecciano e si complicano all’interno di un unico tessuto narrativo. Tutti i personaggi esistono veramente anche se sono immaginari, in Bauci ognuno ritroverà se stesso, con i suoi pregi e i suoi difetti. Il romanzo che ha per protagonista la bellezza, pone una riflessione su quanto siamo pronti ad accettare il cambiamento, che spesso fa paura. Sono nella riflessione e conclusione del giornalista sempre le donne a gestire il cambiamento, non è un caso infatti se tutti i personaggi positivi nel romanzo sono donne, anche la statua. Mentre gli uomini restano più chiusi fino a quando non si innamorano, proprio come accade nel romanzo. Cristina D’Arrigo
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Presentato il libro “La buona tavola di Mediterranea”
Gli odori e sapori di Sicilia all’E
foto Antonio De Felice
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’ stato presentato al ristorante L’Ossidiana, il libro di ricette “La buona tavola di Mediterranea”, di Vittoria Arena e Giovanni Scacciaferro, che sarà presentato all’Expo di Milano, nello stand delle Cantine Le Terre del Gattopardo, di cui lo stesso Scacciaferro è proprietario. Una vetrina importante, come ha spiegato la curatrice della presentazione, la giornalista Cristina D’Arrigo, per cui, per rientrare nei tempi, si sono dovuti ridurre di molto i tempi di realizzazione del libro. Un’opera che racchiude in sé, ha continuato la D’Arrigo, in 45 ricette un pezzo della Sicilia. Attraverso di esso, si possono gustare gli odori e i sapori della gastronomia siciliana. L’idea, infatti, nasce da uno degli autori, Vittoria Arena, che ha ritrovato un antico ricettario di sua nonna. Sobria e molto elegante la grafica e l’impaginazione del testo curata interamente dal grafico Salvatore Forestieri. All’interno del volume si trovano alcuni disegni di Guglielmo Bambino che ha realizzato anche la IV° di copertina. E’ intervenuto, anche, per portare saluti del Presidente dell’ARS, il suo segretario, Nico Pandolfino.
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Expo di Milano
A fare una sapiente ricostruzione storica della tradizione culinaria messinese, l’architetto Nino Principato, partendo dalle origini, passando per l’importante dominazione araba che ha influenzato molto le nostre tradizioni, che si conservano fino al dominio spagnolo, influenzato anch’esso dalla cultura araba. L’architetto, partendo dalle origini, ricorda tra gli altri autori: Cicerone e Archestrato di Gela, i quali, già nel IV sec. a. C., parlavano di gastronomia. In particolare quest’ultimo, nella sua opera Hēdypatheia (Poema del Buongustaio), racconta dei suoi lunghi viaggi alla ricerca delle migliori vivande e dei vini più pregiati. Tratta, inoltre, del pane, dei pesci della selvaggina, della produzione e della conservazione del vino. Si sofferma soprattutto sui pesci, indicandone le qualità migliori, i luoghi di provenienza, le specie più rinomate e le specifiche stagioni di pesca. La trascrizione del suo trattato, fatta da Ateneo nel III d.C., ci fornisce un ricco menù di ricette antiche. Sempre in Sicilia, continua Principato, per mano di Vitello di Siracusa v sec., nasce il primo libro di cucina, in cui si diceva di usare spezie siciliane. Passa poi al periodo arabo che influenza molto la nostra cucina, come traspare dalle ricette presenti nel libro, in cui troviamo ricette in agrodolce, uvetta e pinoli, di derivazione araba. Carni e ortaggi, sempre degli arabi o il “Cubiate”, ovvero, il torrone. Da buon architetto, Principato sottolinea anche la cura nello scegliere i diversi colori che dividono le varie sezioni del libro: dagli antipasti al dolce. Le ricette hanno vari livelli di difficoltà e ad ognuno di essi vi è accostato un consiglio sul vino. Madrina dell’evento è stata la Dott.ssa Regina Resta, responsabile di VerbumlandiArt. La serata è stata allietata da un intermezzo in vernacolo del nostro cantastorie Gianni Argurio. Un ringraziamento deve essere rivolto a Salvatore Ficarra, chef dell’Ossidiana, che ha realizzato una degustazione di vari piatti della nostra Sicilia. I curatori del lavoro, l’architetto Principato ed il fotografo ufficiale Antonio De Felice, sono stati omaggiati di una piccola scultura dell’artista Claudio Militti, che ha lavorato la plastica, trattandola come se fosse vetro. Marilena Faranda
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Expo 2015
In mostra il Gioiello ECOntemporaneo di Linda Schipani
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ra le presenze messinesi a Expo Milano 2015, ha avuto inizio il 23 maggio la partecipazione dell'ing. Linda Schipani nella piazzetta Sicilia, di fronte agli acroliti di Morgantina, nell'ambito di un progetto regionale tutto al femminile " Demetra " accanto alle eccellenze orafe siciliane ( GiulianadiFranco, Lidia Lucchese e krea Gioielli ). Legare il lusso alla sostenibilità è questa la formula che ha consentito a Linda Schipani, ingegnere ambientale e artista, di mettere in mostra il suo "Gioiello ECOntemporaneo" frutto di un progetto coraggioso e originale, promosso attraverso sua Start-up innovativa, che coniuga arte, ingegneria e ambiente in modo sostenibile e strategico " per non nutrire di rifiuti il nostro Pianeta ". Sculture Gioiello mostrano, sotto nuove seducenti e sinuose forme, plastica, carta, metalli e altri materiali che hanno già vissuto una loro prima esistenza e che vengono ora nobilitati dalla luce di cristalli, delle pietre e dei metalli preziosi. Una linea coraggiosa e innovativa che ostenta sicurezza, eleganza e originalità richiamando la storia, i colori e la luce della nostra Sicilia. Ad accompagnare Linda Schipani all' Expo le foto di Enrico Borrometi che sul grande videowall della piazzetta Sicilia mostrano i " Gioielli ECOntemporanei " indossati dalla bella Smeralda Diandra Anchesi richiamando, sulle note della canzone " veni ci mia " di Tony Canto, l'attenzione dei visitatori sulla nostra Sicilia.
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Festa diocesana dell’Annuncio
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ell’ambito dei festeggiamenti della Madonna della Lettera, si svolgerà sabato 30 maggio alle 21:00, a piazza Duomo, la FESTA DIOCESANA DELL’ANNUNCIO.
Tale evento, promosso, a conclusione del progetto “DALLA KOINONIA AL KERYGMA”, da diversi Uffici e Organismi dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela (Ufficio Liturgico, Caritas Diocesana, USMI, Servizio di Pastorale Giovanile, Centro Diocesano Vocazioni, Ufficio Missionario) si prefigge di vivere un’ esperienza di preghiera, evangelizzazione e comunione nel cuore della città. La serata, durante la quale interverrà l’Arcivescovo Mons. Calogero La Piana, sarà suddivisa in tre momenti. Il I MOMENTO: “L’Accoglienza”, sarà animato da video e canti. Sul palco verrà portata la Croce, simbolo della nostra fede e della Giornata Mondiale della Gioventù. Il II MOMENTO: “ Una Parola da Condividere”, si dividerà in due tappe . La prima tappa si svolgerà all’interno della Cattedrale, dove chiunque lo desideri potrà fare un percorso di spiritualità, semplice, ma significativo. Contestualmente in piazza si svolgerà la seconda tappa, per continuare la festa con musica, danze, mimi, sketch, testimonianze ad opera delle diverse realtà che caratterizzano la nostra Diocesi. Durante il III MOMENTO:“ In volo con Gesù”, i giovani riceveranno un mandato: quello di annunciare con gioia, entusiasmo e perseveranza che Gesù è il Signore della vita. Da diversi punti della piazza, verranno lanciati dei palloncini, segno che i nostri cuori, ricolmi dello Spirito di Dio e della Sua Parola, sono leggeri, capaci di affrontare la quotidianità, portando sempre Gesù nel cuore. In concomitanza alla “FESTA DIOCESANA DELL’ANNUNCIO”, presso i chiostri della cappella “S. Maria all’Arcivescovado”, saranno fruibili la mostra “Storia e iconografia della Madonna della Lettera”, realizzata in collaborazione del laboratorio d’iconografia “Mater Dei” e l’esposizione delle opere realizzate dagli studenti delle scuole della nostra città, che per l’occasione resterà aperta fino a mezzanotte.
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Musica
foto Peppe Saya
La manifestazione entrerà nel vivo il 2 giugno
Il Jazz Festival al Teatro Vittorio Emanuele
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n altro tassello importante si aggiunge all’attività del Teatro Vittorio Emanuele con la rassegna “Messina Sea Jazz Festival”. Una grande festa nel segno del jazz che nato in America verso la fine dell’ottocento dall’incontro tra la musica afroamericana e la musica bianca europea è stato definito patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO quale strumento di sviluppo e di crescita del dialogo interculturale volto alla tolleranza e alla comprensione reciproca. La manifestazione che quest’anno vede la presenza di partner importanti come l’Università e il Comune di Messina e le Associazioni Concertistiche cittadine (Accademia Filarmonica e Associazione Bellini), è stata presentata in conferenza stampa nella Sala Sinopoli del Teatro Vittorio Emanuele dal direttore di produzione artistica dell´evento il maestro Giovanni Renzo, dal direttore artistico il maestro Giovanni Mazzarino, dal sovrintendente del Teatro Vittorio Emanuele, Antonino Saija e dal presidente dell´Ente, Maurizio Puglisi. Grande spazio ai giovani e ai gruppi siciliani per questo evento organizzato dall’Associazione Culturale Minerva in partnership con il Teatro Vittorio Emanuele, l’Accademia Filarmonica, l’Associazione Bellini, il Comune e l’Università di Messina. “Questo è il Festival istituzionale della città – ha aggiunto Giovanni Mazzarino. Un evento culturale prima di tutto. Il jazz è l’idea di una nuova storia, l’approfondimento di tutto quello che è successo precedentemente”. La voglia di riportare in città la musica jazz è dettata anche dal ricordo che i due direttori artistici Giovanni Renzo e Giovanni Mazzarino hanno impresso nella loro mente e che ha dettato i loro inizi, quando negli anni settanta-ottanta la città viveva un fermento particolare.
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Si parte il 29 maggio con un concerto di anteprima un omaggio a Cole Porter “You’re the top”, ideazione e orchestrazioni di Alessandro Lucchetti che si esibirà al pianoforte accompagnato dall’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta da Antonio Ballista. Il Messina Sea Jazz Festival entrerà nel vivo il 2 giugno, con Pluriverso Trio con Cosimo Costantino al clarinetto, Antonino Magazzù al basso elettrico e Angelo Tripodo alla batteria, tutti e tre giovani artisti messinesi. Seguirà in serata per una produzione del Teatro di Messina il concerto Piani Paralleli, composizione originale di Giovanni Mazzarino per pianoforte e orchestra, con special guest il famoso trombettista Fabrizio Bosso, al contrabbasso Riccardo Fioravanti, alla batteria Stefano Bagnoli accompagnata dall’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta da Paolo Silvestri. Mercoledì 3 giugno spazio a un gruppo di Palermo No Game 5et con Daniela Spalletta alla voce, Claudio Giambruno ai sassofoni, Giovanni Conte al pianoforte, Giovanni Villafranca al contrabbasso e Antonio Leta alla batteria. Stesso giorno altro appuntamento con Dado Moroni Trio, (Dado Moroni al pianoforte, Giuseppe Cucchiara al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), ad aprire il concerto i fratelli Giovanni e Matteo Cutello rispettivamente all’alto sax e alla tromba. Il 4 giugno apre la serata il concerto Umberto Capilongo Quintet (Umberto Capilongo alla chitarra, Francesco Patti al sassofono tenore, Roberto Mezzatestra al pianoforte, Giuseppe Campisi al contrabbasso e Marcello Arrabito alla batteria) con la presentazione ufficiale del nuovo lavoro discografico “Inversion” edito da Jazzy Records, segue il concerto di Javier Girotto Quartet con Javier Girotto ai sassofoni, Seby Burgio al pianoforte, Nello Toscano al contrabbasso e Giuseppe Tringali alla batteria. Venerdì 5 giugno spazio a Sam Mortellaro Trio feat Nicola Caminiti con Nicola Caminiti al sassofono contralto, Sam Mortellaro al pianoforte, Angelo Minacapilli al contrabbasso e Francesco Alessi alla batteria, segue “George Gershwin, una scala verso il paradiso”, altra produzione del Teatro di Messina, ideazione, arrangiamenti e direzione di Cettina Donato, con Stefano Di Battista al sax, Seby Burgio al pianoforte, Alberto Fidone al contrabbasso, Giuseppe Tringali alla batteria e l’Orchestra del Teatro. Domenica 7 giugno ultima grande festa con un evento che ha l’intento di unire le due sponde dello Stretto a bordo della nave Vestfold con “Strettamente Jazz”, musica itinerante tra Scilla e Cariddi, dalle 17:00 alle 22:00 con ingresso gratuito. Ogni sera dal 2 al 5 giugno, jam session dalle 23:30 dopo i concerti per un ulteriore momento di incontro nel segno della musica al Marina del Nettuno con ingresso gratuito. La manifestazione è tra l’altro unita alla solidarietà, con la Nepal card, l’iniziativa prevista per sostenere la popolazione colpita dal terremoto. Con una donazione volontaria si avrà la riduzione sul costo del biglietto. Cristina D’Arrigo
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Il 2 Giugno a Messina "LovMe Fest"
Al Forte Ogliastri arte e valorizzazione del territorio
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l prossimo 2 giugno presso il Forte Ogliastri di Messina si terrà la prima edizione del "LovMe Fest", evento che nasce con l'intento di restituire e rivalutare uno spazio importante, sia culturale che territoriale, della città dello Stretto. Il festival ad ingresso libero, organizzato dal Comune di Messina e dall'Assessorato alle politiche culturali e giovanili in sinergia con le associazioni universitarie e con un collettivo di giovani messinesi, propone esposizioni di pittura, scultura, fotografia, fumetto, svariati live set con ben 14 band diverse per genere e provenienza nell'area MAIN STAGE e vari dj set e rapper nell'area VINYL STAGE. Saranno destinate al pubblico aree relax e pic-nic, attività ludiche in cui cimentarsi ed estemporanee d'arte a cui partecipare. Sarà presente un punto ristoro che offrirà le specialità tradizionali del nostrano street food. Dopo l'esibizione delle band, chiuderà la serata nel MAIN STAGE il live reggae/dancehall di Brusco, artista italiano con nove album all'attivo e diverse collaborazioni con altri noti artisti del genere. Il LovMeFest sarà un'occasione per rendere Messina e i suoi cittadini protagonisti di una rinascita culturale. Per sostenere liberamente l'organizzazione sarà possibile partecipare ad un'estrazione a premi.
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27 Maggio 2015
Solo il 27 e il 28 Maggio nei cinema di Messina
Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André
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usica, pensieri, aneddoti e un grande concerto saranno i protagonisti di Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André, il film concerto tributo al più grande cantautore italiano di tutti i tempi, che arriverà nei cinema di Messina solo il 27 e 28 maggio, distribuito da Microcinema. Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André è il film dalla doppia anima che unisce armoniosamente, in due ore di musica indimenticabile, il racconto del rapporto tra Fabrizio De André e un luogo speciale come l’Agnata e la Sardegna, con l’ultimo memorabile concerto del cantautore genovese, ripreso dal vivo al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998 e disponibile ora in una versione mai vista prima, restaurato e rimasterizzato in ultra HD con audio 5.1. Mi sembra proprio di raccontare una bellissima favola: “c’era una volta, e per fortuna c’è ancora, una follia tanto tanto amata che si chiama Agnata”. Dori Ghezzi introduce così la prima delle due anime del film “Faber in Sardegna”, regia di Gianfranco Cabiddu, che alterna efficacemente passato e presente. Il film sfocia, attraverso la vita di Faber, ne “L’Ultimo concerto di Fabrizio De André”, ultima performance dal vivo interamente ripresa dalle telecamere al Teatro Brancaccio di Roma, nel febbraio 1998, meno di un anno prima della sua scomparsa. Il concerto rievoca quell’atmosfera senza tempo e così speciale a cui solo Faber sapeva dar vita. Brani celebri come Crêusa de mä, Dolcenera, Khorakhané, A Cumba, Anime Salve, Il testamento di Tito, Tre Madri, Via del Campo e Il Pescatore. Un ricordo meraviglioso per chi era presente e vuole rivivere quelle emozioni, così come una straordinaria eredità per tutte le nuove generazioni, desiderose di conoscere meglio, come l’ha definito Fernanda Pivano, "il più grande poeta che l'Italia ha avuto negli ultimi 50 anni".
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27 Maggio 2015
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Spettacoli
51̊ ciclo delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa
Luci ed ombre dell’Ifigenia in Aulide
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Maggio la Sicilia diventa meta di un numero elevatissimo di turisti che vi si recano per assaporare il caldo sole dell’isola ma anche per vivere un’atmosfera magica e surreale come quella che si crea al Teatro Greco di Siracusa in attesa dell’inizio delle rappresentazioni tragiche organizzate dall’INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico. Ed erano numerosissimi ieri coloro che hanno assistito alla messa in scena della “Ifigenia in Aulide” di Euripide, diretta da Federico Tiezzi. La violenza è il tema centrale di questo dramma che ruota tutto intorno al sacrificio della giovane Ifigenia, destinata ad essere condannata a morte perché si plachi l’ira della dea Artermide e le navi greche, bloccate dalla bonaccia, possano salpare alla volta di Troia. Non è la prima volta che Euripide affronta tale tematica, ma in tutte le altre tragedie i sacrifici rituali sono voluti dagli dei, mentre qui essi sono completamente assenti e tutto è legato alla “pazzia” umana. Quest’ultima crea una spaccatura netta nel sistema dei personaggi tra eroi ed eroine che è stata rimarcata al punto giusto nella messa in scena di Tiezzi. Agamennone è “machiavellicamente” proteso alla conservazione del suo potere, Menelao pensa solo a ripristinare l’onore familiare, Achille sembra più simile al miles gloriosus della commedia piuttosto che all’eroe omerico. Ad essi si contrappongono due grandi donne che diventano vittime, in misura diversa, dei tristi giochi di potere di uomini che sono solo “burattini” nelle mani dell’esercito: Clitennestra e Ifigenia. Straordinaria l’interpretazione di Elena Ghiaurov e di Lucia Lavia, capaci di immedesimarsi al meglio nelle sorti delle eroine tratteggiate da Euripide. Clitennestra scopre, casualmente, dalle parole di Achille l’inganno escogitato dal
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27 Maggio 2015
marito, e non può che provare odio di fronte a colui che è pronto a sacrificare la figlia in nome della ragion di stato. Ifigenia, invece, è una donna “duplice” che chiede pietà al padre con parole toccanti ma, alla fine, decide di immolarsi perché così è giusto che sia, perché è giusto che “i Greci comandino sui barbari e non i barbari sui Greci”. A questa ottima rappresentazione sulla scena dei caratteri dei personaggi euripidei fa da contraltare, nella resa di Tiezzi, un’eccessiva ritualizzazione del testo in chiave orientalizzante. Poco consona la scelta di accompagnare il primo ingresso in scena delle eroine femminili con “ombrellini” dal sapore giapponese e molto poco greco. Ancor meno appropriata la scelta di copricapi orientalizzanti come quello indossato da Clitennestra, o dell’abbigliamento di colui che compie il sacrificio, molto simile ad un guerriero dell’Isis. Tra le ombre dell’Ifigenia di Tiezzi si deve annoverare, anche, una scarsa incisività del coro, i cui interventi si rivelano piuttosto limitati e molto poco “corali”. Di gran lunga più significativa, invece, la presenza di quel personaggio rumoroso, che fa da sottofondo, che sembra solo guardare in silenzio le vicende che, in realtà, condiziona terribilmente: l’esercito. Molto curata la disposizione dei membri di quest’ultimo sulla scena, al punto che talvolta lo spettatore ha la sensazione di rivedere sulla scena quelle pose plastiche tipiche della ceramica vascolare greca. Luci ed ombre di un’Ifigenia in Aulide, di cui non si può fare a meno di apprezzare la traduzione realizzata da Giulio Guidorizzi, capace di unire una grande conoscenza filologica ad un altrettanto grande conoscenza del teatro. Un ottimo lavoro di traduzione non sempre valorizzato da una resa scenica che si preoccupa inutilmente di riattualizzare un messaggio che è universale e non ha bisogno di arditi codici comunicativi per raggiungere lo spettatore. Euripide scrive nella ”Ifigenia in Aulide”: “Nessun uomo è felice sino al termine della sua vita, non esiste un mortale che non sperimenti il dolore.” Non è questo un messaggio attuale valido in tutti i secoli? Il comportamento di un Agamennone che agisce solo animato dalla sua sete di potere è, forse, lontano dalla nostra realtà o lo è l’insegnamento politico di un Euripide che delinea per bocca di Menelao il ritratto del perfetto “timoniere di una città”? Credo non ci sia nulla di più attuale e, dunque, non è necessario ricorrere ad espedienti linguistici o teatrali per rendere “appetibile” e accattivante una materia, che appartiene sì ad un passato lontano, ma è vicina all’uomo del 2015 più di quanto si creda. Alessia Vanaria
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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo
Essere o non essere Paolo Sorrentino Il dilemma del momento, almeno per noi, il dubbio atavico di chi guarda e commenta cinema. Paolo Sorrentino un genio o uno status? Sicuramente un’artista internazionale che, piaccia o non piaccia, fa discutere. Essere capaci di dividere è già una dote, non semplice far nascere dalla propria opera svariate interpretazioni e critiche, segno che qualcosa la si è trasmessa davvero e che non si produce un vuoto involucro ripieno di vacuità. La sostanza, in Sorrentino, c’è eccome. Esiste una tangibile forma d’essere creatura artistica, una formazione continua di materiale malleabile dal sistema cognitivo dello spettatore; mai una semplice immagine ma un concetto che cela un mondo, o che forse non cela, ma inganna e spiazza. Sorrentino spiazza, inganna, cela e divide. Lo fa con giustificata cognizione, ti inganna e divide sapendo di farlo, volendolo fare perché la sua missione artistica è questa. Vuole ingannarti ma vuole volerti ingannare? Complesso analizzare così interiormente un’artista, sicuramente c’è in Sorrentino una voglia di eccesso stilistico e visivo, dove far confondere lo spettatore e farlo perdere in passaggi di particolare evidenza, piccoli momenti di follia narrativa inutili al contesto e al racconto. Ossessivo nel dettaglio, nel rendere protagonista il particolare, Sorrentino vuole essere di nicchia intellettuale con il successo di massa in adorazione; una distonia classica dell’egocentrismo registico, grande dolore Alleniano che considera il blockbuster il peggiore dei mali. Sorrentino è mainstream o di nicchia? Un bel chi se ne frega ci sta. Diverso è come Sorrentino viene percepito. Qui casca l’asino, tra Sorrentino e gli autori da masturbazione mentale ci passa un mondo, ma gli adoratori del regista napoletano hanno creato un mondo parallelo nel quale non ammettere ingressi critici. Se ti permetti frasi come “La Grande Bellezza? Non mi è piaciuto”, la risposta media sarà un “non capisci un cazzo”. Francesismo a parte, il problema dell’essere o non essere Sorrentino è tutto qui. Se ti trasformi in un’artista che o piaci o non hai capito, la frittata è fatta. “This must be the place” bello a prescindere, ma anche no, perché se ti perdi nella voglia di stupire non sei geniale ma banalmente e fottutamente scontato. Così per il film da Oscar, o per l’ultimo “Youth”. Bello, bellissimo e commovente…di sicuro Sorrentino non sbaglia gli attori, da Servillo a Caine le scelte sono di alto profilo. Di sicuro, però, Sorrentino sbaglia a compiacersi. Perché se, ripetiamoci, tra Sorrentino e il regista da masturbazione mentale passa un mondo, lo scalino per finire in quel limbo è molto basso. “Youth” o “This must be the place” la sfiorano la masturbazione vasectomizzata di un’artista che cerca di compiacere se stesso in modo cerebrale e non fisica, perché sporcarsi le mani col godimento lo lascia all’adorante spettatore; lui resta soddisfatto di sé, soddisfatto del progetto estetico-edonista, nell’aver esaltato il vuoto cosmico della sua sceneggiatura balbettante con arzigogoli che attirano gli sgranati occhi spettatori, come una forte luce fa con ingenui moscerini.
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27 Maggio 2015
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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo
CURIOSITà Fedez, i tatuaggi e quella Generazione boh Si può giudicare una persona da un tatuaggio? Lo si può fare da un corpo tatuato? Il no, va bene per entrambe le domande. Con Fedez, rapper della nouvelle vague italiana, l’accostamento tatuaggio-stupidità è uno dei cavalli di battaglia dei detrattori. Che poi il pulpito è tutt’altro che raccomandabile, da Gasparri a Porro, geni contemporanei della politica e comunicazione. Il rapper, come tutti i buoni rapper, fa l’impegnato e disquisisce di politica come di talento X, passando dall’antisociale impegnato e anarchico al burattino da casa discografica, con la stessa facilità con cui noi comuni mortali ci cambiamo la camicia. Infatti se la mattina fa il grillino, il manifestante o un’altra roba da purista sociale; la sera si siede tra un Morgan o un Mika e si trasforma in raffinato conoscitore di note musicale. L’incoerenza in cui vive, però, lo confonde al punto da elemosinare il televoto per la marionetta affidatagli e, contestualmente, comporre perle discografiche di denuncia verso una generazione, definita boh, tutta social e televoto. Meraviglioso, davvero meraviglioso lo spazio che l’umanità riesce a concedere ad un talento di siffatta varietà. Un mondo fantastico, che dibatte sul tatuaggio e lascia perdere il contenuto inesistente di questa figura retorica della società italica. Essere o apparire? Fedez è ed appare, è inesistente nel pensiero e appare colorato e colorito; di base è un kebab di frasi fatte e banalità sociali buone per quella schiera di egocentrici un tanto al chilo, che nel giovanotto mainstream ci vedono la rivoluzione. Vomito di idee, confuse e sbiadite; questo Fedez non è poi neanche male musicalmente. Preparato e con una buona dose di intonazione, se lascia da parte la sociologia da Fatto Quotidiano, risulta pure autore gradevole e coinvolgente. Il problema è sempre quello: dove vogliamo andare? Perché il fine in conclusione giustificherà, si spera, i mezzi messi in atto dal colorito e piangente rapper/giudice di XFactor/accusatore/sociologo/futuro ministro dell’istruzione/etc… Fedez? Bravino, ma faccia un favore al mondo, si impegni nel suo ripetitivo rap in salsa al pomodoro che al resto ci pensiamo noi.
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27 Maggio 2015
Fedez 27 Maggio 2015
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parole in blu a cura di Alessia Vanaria
CURIOSITà
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ermann Hesse nacque a Calw nel 1877 e la sua formazione avvenne in un ambiente familiare di elevato livello spirituale e culturale: i genitori, Johannes, di origine baltica, e Marie Gundent, appartenevano alla chiesa pietista; il padre e il nonno materno, noto orientalista, erano stati missionari in India. Dopo un soggiorno a Basilea, dove frequentò la scuola per i figli di missionari, nel 1891 entrò nel seminario di Maulbronn, ma l’anno successivo scappò e venne espulso. In seguito a una minaccia di suicidio, venne ricoverato in una casa di cura: in questo periodo di grande disperazione maturò il distacco dalla religione della famiglia. Abbandonati gli studi teologici, lavorò come meccanico e come libraio fino a quando nel 1904 si stabilì in Svizzera e si dedicò all’attività letteraria. Pubblicò il romanzo Peter Camenzind, il cui successo gli permise di abbandonare l’attività di libraio per dedicarsi esclusivamente alla professione letteraria. Nel 1911 compì un lungo viaggio in India, la cui esperienza influenzò profondamente i temi delle sue opere successive, in particolare di Siddharta, pubblicato nel 1922. In quest’ultimo romanzo, infatti, la ricerca del protagonista viene calata nel contesto profondamente spirituale dell’India del VI sec. a. C., un periodo di fermenti sociali e intellettuali, in cui comincia a diffondersi la predicazione di Gothama (Il Buddha, l’Illuminato). Siddharta è figlio di un brahmino, sacerdote di Brahma, che insoddisfatto degli insegnamenti religiosi paterni, è fermamente deciso a raggiungere una più profonda conoscenza di se stesso e della verità; abbandona così la propria casa e, insieme all’amico Govinda, inizia un lungo viaggio attraverso tutta l’India. Dopo l’incontro con Gothama, le strade dei due giovani si dividono: Govinda accetta di rinunciare alla propria individualità e al mondo; Siddharta sceglie, invece, la strada opposta che consiste nel calarsi completamente nell’esperienza umana. Alla fine i due amici si incontreranno di nuovo: mentre Govinda porta ancora i segni dell’inquietudine, Siddharta è illuminato dal sorriso del saggio, segno della raggiunta perfezione. Dopo la profonda crisi causata dagli eventi della prima guerra mondiale Hesse scrisse Demian, in cui si avverte l’interesse per la psicoanalisi, cui si andava accostando in quegli anni. Negli anni seguenti videro la luce L’ultima estate di Klingsor, Il lupo della steppa e Narciso e Boccadoro. Nel 1938 le sue opere furono messe al bando nella Germania nazista. Tema costante di tutta l’opera di Hesse è il contrasto tra sensualità e spiritualità, tra ragione e spinte irrazionali, determinato anche dal suo profondo interesse per il misticismo orientale e per la psicoanalisi. Nel 1943 pubblicò il suo capolavoro, Il gioco delle perle di vetro, sintesi dei temi e delle problematiche dell’autore, attraverso la rappresentazione utopistica di una società fondata sui valori dello spirito, in equilibrio tra vita contemplativa e vita attiva, in evidente antitesi con la tragica realtà del nazismo e della guerra. Nel 1946 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. Malato di leucemia, Hesse morì a Montagnola nel 1962. Nella suddetta località è presente oggi un museo dedicato a lui, ubicato in una villa adiacente alla sua abitazione.
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27 Maggio 2015
A volte percepiva, nella profondità dell'anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch'egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch'erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere con i suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell'essere suo, egli non era presente a queste cose. E qualche volta rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere e di esistere realmente, e non solo star lì come uno spettatore.
Hesse
Hermann
Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca
Calw, 2 luglio 1877 Montagnola, 9 agosto 1962 27 Maggio 2015
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RE sano
Mangia
a cura di Mimmo Saccà
All’Expo le alghe: il cibo del futuro
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e in tema di sostenibilità alimentare diversi padiglioni Expo sembrano non aver centrato del tutto il punto, preferendo puntare su una promozione attira-turisti piuttosto che su una reale riflessione sul futuro, l’Olanda ha invece fatto bene i compiti. E accanto alla mini ruota panoramica che simboleggia la circolarità dell’economia e allo street food tipico del Paese, propone un’idea innovativa per nutrire la crescente popolazione del pianeta: le alghe. In una gustosissima versione burger: una “polpetta” a base alga kombu e granulare di soia, un panino arricchito con alga clorella e una salsa fatta in casa contenente lattuga di mare. «Sa di pollo con un tocco di oceano» spiega Mark Kulsdom, cofondatore (insieme con Lisette Kreischer) di Dutch Weed Burger, azienda olandese che sta sperimentando questo nuovo tipo di agricoltura marina. «Mangiamo gli animali per le loro proteine che possono essere facilmente assimilate dal nostro corpo. Di tutte le piante, le alghe sono quelle che più si avvicinano alla come combinazione ideale di nutrienti». Un po’ come gli insetti, che secondo gli esperti sono destinati a entrare stabilmente nella nostra dieta nei prossimi decenni, ma decisamente più appetibili. E oltre a essere sostanziose e a contenere vitamine, minerali e Omega-3-6-9 hanno anche il vantaggio di non consumare acqua preziosa e sottrarre spazio ad altre coltivazioni: le alghe crescono nell’acqua salata a pochi metri di profondità e dopo il raccolto (a mano) ricrescono naturalmente senza alcun bisogno di essere ripiantate. Secondo una ricerca dell’Università di Wageningen, sempre nei Paesi Bassi (che per la loro conformazione fisica sono il luogo idea-
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le per le colture in mare), basterebbe una gigantesca azienda agricola di 180 mila chilometri quadrati (poco più di metà della superficie dell’Italia) per produrre abbastanza proteine per nutrire l’intera popolazione mondiale. Inoltre la lattuga di mare, che già appartiene alla nostra tradizione culinaria (mai provato le zeppolelle di mare?), contribuisce ad abbassare l’acidità del mare, la stessa che causa per esempio la morte dei coralli. La maxi coltivazione proposta dagli studiosi olandesi sarebbe in grado di alzare di un decimo il livello del Ph del Mediterraneo. E aiuterebbe a smaltire gli scarti prodotti dai pesci degli allevamenti, visto che questi funzionerebbero quasi come un concime per le alghe. Non si tratta semplicemente di trovare un’alternativa alla carne, ma di ripensare le nostre abitudini alimentari partendo da una risorsa in fondo alla catena. E cosa c’è di meglio per abbattere la barriera culturale che trasformare questo cibo poco allettante in uno dei confort food per eccellenza? Non vi resta che andare al padiglione dell’Olanda all’Expo di Milano e dare un morso al futuro. 27 Maggio 2015
Mangia
RE sano
La ricetta Insalata di fave Ingredienti 2 kg di Fave fresche 40 gr. di Pecorino a scaglie 20 gr. di Aceto balsamico 2 gr. di Sale 1 gr. di Pepe nero macinato 40 gr. di Olio di oliva extravergine
27 Maggio 2015
PREPARAZIONE Per preparare l’insalata di fave cominciate mondando i baccelli, se volete potete indossare dei guanti per sgusciare le fave. Una volta aperti i baccelli sgranateli e raccogliete le fave in un contenitore. Mettete una pentola con dell’acqua sul fuoco e portatela a bollore, intanto eliminate l’escrescenza che ricopre il seme e sgusciate ancora, in questo modo avrete la parte più tenera e dolce del seme. Quando l’acqua sarà in ebollizione calate i semi sgusciati lasciandoli cuocere per non più di 4 minuti, poiché dovranno restare un po’ croccanti. A fine cottura sciacquateli sotto acqua corrente e lasciateli scolare. Nel frattempo preparate la salsa per insaporire versando in una piccola ciotola l’olio extravergine d’oliva insieme all’aceto balsamico, aggiungete sale e pepe e poi aiutandovi con un pela patate, o un coltello purché facciate attenzione a non grattare via la parte bianca del limone che è molto amara, prelevate la scorza di limone e poi tagliate a listarelle sottili, aggiungetele nella ciotolina con il l’olio ed emulsionate il tutto brevemente con una forchetta. Infine versate la salsa nel recipiente dei semi delle fave, mescolate e sistemate nel piatto di portata dove aggiungerete le scaglie di formaggio per insaporire ancora di più l'insalata di fave.
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Amarcord
n째 203 anno XIII - 20 Maggio 2015 foto Rosario Soldano
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Monreale - Il messinese Romano eletto presidente regionale MCL
Partecipazione e rinnovamento