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Michele Barresi
Alessandro Russo
n° 197 anno XIII - 25 Marzo 2015
il Cittadino
Messina - Assemblea popolare per la continuitĂ territoriale
I treni non si toccano
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foto Peppe Saya 25 Marzo 2015
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Primo Piano di Francesco Certo
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I sindacati si spaccano due assemblee in cerca dello stesso risultato
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essina si sveglia divisa mercoledì 25 marzo, da una parte ci sono i sindacati confederali e l’assessore regionale Pizzo presenti al PalaCultura; dall’altra c’è l’Orsa insieme al sindaco Accorinti e tanti cittadini che hanno voluto partecipare all’assemblea popolare organizzata dal comitato #ilferribottenonsitocca, svoltasi nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Una divisione figlia delle diverse vedute, dei diversi punti di vista con i quali si guarda la questione della dismissione dei treni a lunga percorrenza e del, già citato, ferribotte. Le soluzione arrivate da Roma, da quel Ministero delle Infrastrutture finito nell’occhio del ciclone dopo le dimissioni di Maurizio Lupi (NCD), non hanno trovato parere positivo e trasversale. Da una parte ci sono i sindacati confederali che, come da tradizione, preferiscono temporeg-
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giare al momento accettando la decisione di rinviare una soluzione definitiva a fine del 2015, scongiurando la prevista dismissione di giugno. Posizione, questa, non condivisa dall’Orsa, il sindacato che per primo si era messo di traverso contro questa idea e che, va sottolineato per onestà intellettuale, da molti anni ha posto all’attenzione il pericolo di una dismissione, chiedendo a gran voce interventi diversi ed investimenti sul territorio. Messina si spacca ma l’obiettivo, concedetecelo, non pare molto diverso; differente è il modo e il tono che le due facce della medaglia hanno scelto di mettere in atto. Se da una parte l’aria di istituzionale rigore e attesa era viva e presente, dall’altra (quella dell’Orsa) il modello adottato è stato quello della partecipazione condivisa con la città; presenti, infatti, due scuole di Messina: il Liceo classico “La Farina” e l’Istituto Nautico “Caio Duilio”. Quest’ultimo diretto interessato dell’evento, non solo per quello che giornalmente viene trattato nelle classi, ma soprattutto per l’alto numero di studenti provenienti dalla Calabria che tante difficoltà stanno affrontando in questi mesi di tagli. È proprio la partecipazione il punto nodale dell’apertura dell’assemblea di Palazzo Zanca, c’è Michele Barresi (segretario provinciale Orsa) a moderare l’evento; importante la frase con cui decide di aprire il suo intervento: “Non abbiamo la smania di scioperare, rivendichiamo un nostro diritto”. Sono proprio i diritti il focus della questione, Messina non chiede particolari favori al governo centrale ma pretende (termine usato dal primo cittadino Accorinti) quello che gli spetta. 25 Marzo 2015
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Il piano del governo non può essere accettato, via i treni a lunga percorrenza e rottura di carico alla stazione di Messina raggiungibile con un “minuetto”, da lì trasporto bagagli a mano su uno dei TAV in partenza da Villa San Giovanni. Soluzione che trasforma la Sicilia in qualcosa di diverso dal resto del Paese, quasi uno scoglio da cui salvare qualche naufrago di tanto in tanto. Senza mai dimenticare i lavoratori di queste navi e treni che, secondo piano, andrebbero reimpiegati nei servizi di trasporto bagagli. Scelte strane, in controtendenza con il desiderio di area integrata dello Stretto e chiacchiere simili con le quali si è cercato di sopire una città che si potrebbe vedere scippata, in poco tempo, dei collegamenti e dell’Autorità Portuale; questioni rimaste aperte con l’addio di Lupi. Messina si è divisa ma chiede di rimanere normale; il retrogusto di battaglia prima politica che sociale esiste, la divisione di oggi è chiara evidenza di ciò. La separazione tra sindacato buono e sindacato cattivo non è da analisi seria, almeno non lo è adesso pur sottolineando che da parte dell’Orsa la denuncia non parte oggi ma indietro negli anni. Tocca alla politica del territorio fare il suo, senza divisioni o ripicche; il sindaco Accorinti si è esposto dopo essere stato pungolato sull’argomento, il ministro Lupi voleva un “No” dalle istituzioni locali per congelare il tutto, quello di Messina è arrivato con il suo sindaco. Adesso si aspetta la Regione Sicilia, il suo assessore Pizzo, i deputati dell’ARS e, se ne avesse voglia anche il presidente Crocetta. #ilferribottenonsitocca rimane il motto dietro cui combattere, tutti uniti per la continuità ad esistere oltre che quella territoriale, perché spariti dalle mappe sul sito di Trenitalia non vorremmo ritrovarci ad essere spariti anche dalle mappe italiane.
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Renato Accorinti, sindaco di Messina
“Combatto per la continuità territoriale”
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Dobbiamo far diventare normale l’area dello Stretto perché oggi non è così. Noi non chiediamo niente con il cappello in mano, abbiamo la schiena dritta e non vogliamo favori ma pretendiamo quello che ci spetta. Stiamo lottando per un nostro diritto; personalmente combatto per la continuità territoriale da anni, dai tempi del ponte sullo Stretto chiedo che quest’area venga servita in maniera migliore, combattevo quella soluzione e ne chiedevo una concreta, la stessa che rivendico oggi. Dal giugno del 2013, dalla mia elezione, mi sono battuto per questa battaglia. Ho invitato i 14 sindaci dell’area dello Stretto, nessuno escluso, ci siamo confrontati e parlati, è questa la politica partecipata che voglio. Non crediamo che i gruppi dirigenti cambino il mondo, ci vuole partecipazione. Io sono sempre lo stesso, dentro le istituzioni è più difficile combattere e basta perché ci sono realtà diverse da affrontare ogni giorno, ma le battaglie mie sono le vostre come è stato sempre”.
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Mariano Massaro, segretario regionale Orsa
“Dobbiamo salvare i treni e le navi”
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’Orsa non vuole cedere alle scelte fin qui arrivate, proclama questa seduta aperta alla città e continua nella sua lotta per salvaguardare la continuità territoriale. “Il nostro obiettivo è quello di salvare la continuità territoriale, l’accordo arrivato non garantisce nulla; viene fermata la dismissione prevista per giugno e per il 2015 rimane lo status quo. Non vogliamo scegliere tra il tapis roulant ed i mezzi veloci, ci vogliono entrambi perché sono due servizi diversi da offrire ad una utenza diversa; in Lombardia, faccio sempre questo esempio, non è mai stato detto che per avere la Frecciarossa dovevano rinunciare alla metropolitana, non ci vengano a dire che dobbiamo scegliere. Il servizio dei treni è un capitolo di spesa ministeriale, il trasporto delle persone sui mezzi veloci rientra nel trasporto pubblico locale; quindi dividere le due tipologie di utenza e capitoli di spesa e darci tutto. Se la cittadinanza ci segue organizzeremo lo sciopero generale”. Quanta rabbia c’è per una situazione che voi, come sindacato Orsa, avete posto sotto l’attenzione dell’opinione pubblica per anni? “Dire che lo avevamo detto è una soddisfazione effimera, dobbiamo andare avanti e coinvolgere la società non possiamo fare l’errore di far passare il tutto come una lotta di lavoratori, ne usciremmo perdenti. Questa assemblea vuol dare voce a tutti, anche agli studenti dell’Istituto Nautico che rappresentano il nostro futuro; si poteva agire prima ma siamo ancora in tempo, dobbiamo salvare i treni e le navi e far capire che sono loro la continuità territoriale, una volta sancito questo potremmo parlare di potenziamento, non possiamo permetterci di perdere questo ultimo baluardo”. Non c’è solo protesta in queste vostre manifestazioni, ma anche soluzioni ed alternative. Quali sono le vostre idee e se le dimissioni del Ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, possono rallentare questo processo? “Noi abbiamo presentato un piano quasi a costo zero di treni moderni, come il Frecciabianca, su navi esistenti come la “Messina”, la “Scilla e la “Villa”; quattro vagoni e una motrice, 250 persone a bordo della nave e tempi di percorrenza da Messina a Roma di circa 9 ore, e non più le 11 di adesso; il
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tutto senza ulteriori costi visto che utilizzeremo mezzi già esistenti. Questa nostra soluzione proposta a RFI non è stata bollata come non fattibile, solo che non c’è stata la volontà di farla partire. Se poi arriveranno i 47 milioni promessi negli scorsi mesi, allora, potremmo pure pensare ad un ammodernamento dei mezzi. Lupi o un altro ministro cambia poco, a lui riconosciamo di aver presentato una nota ufficiale nel quale diceva che il piano di dismissione del 2 febbraio poteva essere applicato solo se gli enti locali ne avessero dato il consenso; noi abbiamo chiesto alle istituzioni questo diniego ma nessuno tranne il sindaco Accorinti ci ha messo la faccia, con quella famosa lettera in cui si opponeva al piano in essere. In questi giorni l’ARS voterà questo piano di dismissione, se saranno dalla nostra parte opponendosi all’eventualità siamo pronti ad andare a Roma e confrontarci col ministero; in caso contrario questi onorevoli dovranno dar conto al territorio delle loro scelte”. Ultima battuta sul vostro rapporto proprio con queste istituzioni regionali; nelle settimane scorse non sono mancate le frizioni con l’assessore Pizzo, quali sono i rapporti in questo momento? “Voglio avere rapporti con chi di trasporti se ne intende, l’assessore Pizzo non è tra questi, se uno valuta la produzione e l’utilità di un servizio di continuità territoriale in base a quanti arancini si vendono sulle navi io non ci parlo”.
Giovanni Pizzo, assessore regionale alle infrastrutture
“Dobbiamo far diventare il treno un mezzo per tutti”
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Noi stiamo sempre a guardare male l’oggi, ma così si costruisce il domani. Ritengo che i toni siano cambiati, si era fatta confusione con superficialità, questo è un successo; la Repubblica è una e indivisibile e non è un treno a poterla dividere. D’accordo con FSI aumenteremo le corse sulle città metropolitane, dobbiamo far diventare il treno un mezzo per tutti. Sui costi siamo consci che la razionalizzazione della spesa ha il sopravvento, qualcuno rimarrà scontento; io sul treno salgo spesso e da lì capisco le umanità di c’è sui treni e scopri di cosa c’è bisogno su un treno, solo alcuni salgono sul treno molti ne parlano”.
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Sebastiano Pino, assessore alle politiche del mare
“Rivedere il piano degli investimenti nell’area dello Stretto” Una manifestazione importante per non far calare l’attenzione sulla possibile dismissione dei servizi di attraversamento dello Stretto? “Oggi è una giornata importantissima, oltre all’attenzione sulla continuità territoriale è il caso di sottolineare quanto sia importante investire sull’area dello Stretto, cosa che è mancata fin qui. Una piccola nota ci tengo a dirla, mi spiace molto che oggi Messina si divida sul fronte sindacale, con la manifestazione dell’Orsa qui nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca ed i sindacati confederali al PalaCultura”. Quali sono le vostre posizioni attuali in merito, soprattutto nel confronto diretto con il Ministero delle Infrastrutture? “La nostra posizione è chiara ed espressa nella lettera che il sindaco Accorinti ha inviato al ministro Lupi lo scorso 4 marzo. Lì dicevamo un diniego netto al taglio dei treni a lunga percorrenza, rilanciando l’opportunità di rivedere il piano degli investimenti nell’area dello Stretto, zona che riteniamo nevralgica nei corridoi delle rotte commerciali europee; senza trascurare la comodità per i viaggiatori che dalla Sicilia vogliono raggiungere il centro e nord d’Italia con mezzi già presenti sul territorio nazionale, sull’asse Salerno – Milano – Torino l’incremento, soprattutto qualitativo, è stato netto”. Quale sarà il futuro prossimo, e se queste scelte verranno posticipate viste le dimissione del ministro Lupi? “Siamo confortati dalle dichiarazioni di Elia, amministratore delegato di FSI, in merito al piano strategico nelle portualità e logistica, lo invito a Messina così da ripetere queste sue idee nella piazza interessata. Le dimissioni di Lupi non credo influiranno, presto ci sarà un successore e comunque il sottosegretario ai trasporti sta portando avanti tutti i lavori in essere”.
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Sommario
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Attualità Tasse universitarie più alte Bilancio Teatro Vittorio Emanuele Partnership fra Unime e ATM
numero 197 anno XIII 25 Marzo 2015
80-90 Cultura Botero a Palermo Dialogo interreligioso
46-47 Dietro le quinte 102-103 Mangiare Sano 50
Settegiorni Cronaca della settimana
62-63 Città Cronache urbane
66-69 Provincia Province o Liberi Consorzi
Le rubriche 48-49 In&Out 96-97 La corazzata Potemkin
98-99 Da Beethoven 70-72 Sicilia Best practices Formazione e occupazione
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a Kurt Cobain
100-101 Parole in blu 25 Marzo 2015
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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Per info e per sostenere l’iniziativa rivolgersi al M.C.L (Movimento Cristiano Lavoratori) via Romagnosi n.2 Messina tel.09046535 e-mail:segreteria@mcl.messina.it
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di Michele Giunta
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Annunci utili a cura di Pippo Previti
NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO Assunzioni ATM EXPO: 528 posti di lavoro Nuove assunzioni a Milano in vista per l’EXPO 2015. L’ATM creerà ben 528 posti di lavoro nel trasporto pubblico per far fronte all’affluenza di passeggeri previsti durante l’Esposizione Universale. Teatro Manzoni: lavoro per Expo Milano Nuove opportunità di lavoro in vista dell’Expo Milano 2015. Il Teatro Manzoni seleziona maschere, camerieri, barman e altre figure, per assunzioni durante la fiera. Selezioni in corso anche per lavorare al MAS. Cooperativa DOC: 350 posti di lavoro, estate 2015 Nuove opportunità di lavoro per l’estate 2015. La Cooperativa DOC cerca personale per assunzioni nei soggiorni vacanze estivi. Selezioni aperte per 350 animatori, istruttori sportivi, educatori, medici, infermieri. Institut francais Roma: Stage Servizio Culturale Al via le selezioni per lo stage presso l’istituto francese di Roma. L’Institut francais Centre Saint Louis è alla ricerca di un tirocinante che si occuperà di supportare la coordinatrice delle attività culturali durante gli eventi. Roma: corso gratuito Social Media Marketing Siete interessati al marketing per i social media? Sono aperte le iscrizioni al corso gratuito di Social Media Strategies e Digital Marketing per residenti e domiciliati nel Lazio, che si terrà a Roma. 20
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25 Marzo 2015 Bando ReStartApp per nuove imprese in Appennino Aperte le iscrizioni a ReStartApp, il campus gratuito di incubazione e accelerazione di imprese dell’Appennino italiano. Il progetto comprende percorsi di formazione, tirocini, workshop e premi per le nuove imprese. Lazio: Corso gratuito in Educazione Alimentare e Motoria Aperte le iscrizioni al corso gratuito “In forma educazione alimentare e motoria” a Roma. Il corso è rivolto a diplomati e laureati tra i 18 e i 44 anni e prevede l’ammissione di massimo 26 allievi. Ariano Irpino: 15 tirocini retribuiti in Comune Nuove possibilità lavorative in Campania. Sono aperte le selezioni per 15 stage in comune presso Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Previsti tirocini di 6 mesi con rimborso spese pari a 500 Euro. Lavoro per Educatori in Germania Nuove opportunità di lavoro per laureati all’estero. Si ricercano Educatori di asilo nido in vista di assunzioni in Germania, presso strutture per l’infanzia. Il progetto Your First Eures Job è una iniziativa volta a favorire. Lazio: stage retribuiti con Garanzia Giovani Nuove opportunità di lavoro per i giovani in vista delle assunzioni Garanzia Giovani. Il Centro Europeo di Studi Manageriali seleziona tirocinanti per stage retribuiti nel Lazio, nell’ambito del piano europeo contro la disoccupazione. Legambiente: concorso fotografico sui Paesaggi La fotografia è una delle vostre passioni? Iscrivetevi al concorso fotografico sui paesaggi di Legambiente “Coste e Fiumi – paesaggi in mutazione”. Il bando è indirizzato a fotografi professionisti o dilettanti. 25 Marzo 2015
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La voce di Gabriella Giannetto RSU CISL
Attesa trepidante per la fine di un’odissea
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n’iniziativa finalmente che parte “dal Basso”. Oggi non ci sono, infatti, bandiere sindacali, spiega Gabriella Giannetto RSU CISL, ma ci siamo radunati nel Salone delle Bandiere, tramite le RSU, tutti i dipendenti comunali che vivono davvero i problemi. Noi siamo arrivati al limite delle rivendicazioni, perché allo stato attuale non ci viene riconosciuta la produttività su prestazioni già lavorate, per esempio se ti fanno fare la notte ti devono dire anticipatamente che non ci sono soldi, non che prima la fanno fare e poi non pagano. Noi abbiamo rivendicato queste disparità di trattamento sia a livello economico, che a livello di articolazione dell’orario di lavoro e, ovviamente, la mancata stabilizzazione che attendiamo da oltre un ventennio, ancora non ha conosciuto una stagione di fatti concreti. A differenza di altre Amministrazioni precedenti, che non hanno prodotto una carta sull’argomento, questa Amministrazione si è impegnata ed ha fatto una delibera di stabilizzazione, quindi la volontà la vediamo. La Regione, però, incalza, senza mandare soldi, il tempo sta quasi per scadere, quin-
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di abbiamo fretta e siamo preoccupati. Molti dirigenti, inoltre, quelle poche ore che abbiamo costringono a spalmarle su più giorni con una penalizzazione anche in termini di spese, perché andando a lavorare 5 volte, invece, di 3 con 600 € al mese, si comprende bene che dobbiamo sopportare costi insostenibili. Ciò costituisce una discriminazione, perché, se i colleghi hanno scelto il part-time e sono part-time, a nessuno di loro viene detto : “le tue 18 ore le devi fare in 3 giorni”, quindi, sono delle discriminazioni vere e proprie. L’attenzione sarà massima su questo problema, perché adesso vogliamo contezza di quali sono le prossime tappe verso la stabilizzazione e vogliamo anche che il tavolo sindacale abbia la sua dignità, perché non si può stabilire, firmare e sottoscrivere dei patti e poi unilateralmente questi patti vengono sconfessati. Questo significherebbe applicare un metodo che non ha niente a che fare con la democrazia, perché da una amministrazione come questa, che dice di partire dal basso e di tenere in conto gli ultimi, non può poi perdersi in questo bicchiere d’acqua. Noi ci siamo fermati, oggi, perché il Vicesindaco, Signorino ha dato la sua parola che avvierà, nella prossima settimana, il primo tavolo nel quale saranno esposte le linee guida per una stabilizzazione. Se così non fosse, noi siamo pronti ad atti eclatanti. Marilena Faranda 25 Marzo 2015
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“Noi siamo arrivati al limite delle rivendicazioni, perché allo stato attuale non ci viene riconosciuta la produttività su prestazioni già lavorate - spiega Gabriella Giannetto. Noi abbiamo rivendicato queste disparità di trattamento sia a livello economico, che a livello di articolazione dell’orario di lavoro e, ovviamente, la mancata stabilizzazione che attendiamo da oltre un ventennio, ancora non ha conosciuto una stagione di fatti concreti”.
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Attualità
Università di Messina foto Salvatore Forestieri
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“Difendiamo il diritto e non il privilegio allo studio!” Tasse universitarie sempre più alte
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onta la rabbia tra gli studenti dell’Università di Messina, che nei giorni scorsi hanno registrato un aumento spropositato delle tasse da pagare che in alcuni casi ha toccato anche il +300%. Un aumento era previsto ma non di tale entità. La protesta non si è fatta attendere, vista anche la scadenza dei pagamenti fissata per il 31 marzo, e sui principali social network, studenti, rappresentanti e associazioni studentesche si sono uniti per difendere e tutelare il diritto allo studio. Dall’incontro con l’amministrazione dell’Università degli Studi di Messina, i rappresentanti degli studenti in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione hanno ottenuto i primi risultati. In un comunicato ufficiale del 20 marzo 2015 si legge infatti che: “L’Ateneo, recependo le istanze pervenute da rappresentanti e associazioni studentesche, ha prorogato al 30 aprile 2015 la scadenza per il pagamento della prima rata della tassa a saldo/conguaglio per l’iscrizione/immatricolazione all’A.A. 2014/15, precedentemente prevista per il 31 marzo prossimo”. “Abbiamo immediatamente mostrato – dice il Direttore Generale, prof. Francesco De Domenico – disponibilità al confronto con gli studenti. I rappresentanti ci consegneranno una documentazione che analizzeremo con l’attenzione che merita per dare risposte concrete e soddisfacenti. Proprio per questo, è stato deciso di prorogare questa prima scadenza di un mese”. Il secondo accordo raggiunto fra le due parti prevede la convocazione della Commissione Tasse, che si terrà probabilmente in settimana, con l’obiettivo di rimodulare le fasce di reddito e dimi25 Marzo 2015
“Abbiamo immediatamente mostrato – dice il Direttore Generale, prof. Francesco De Domenico – disponibilità al confronto con gli studenti. I rappresentanti ci consegneranno una documentazione che analizzeremo con l’attenzione che merita per dare risposte concrete e soddisfacenti. Proprio per questo, è stato deciso di prorogare questa prima scadenza di un mese”
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nuire le tasse per questo anno accademico. Abbiamo per l’occasione sentito il parere di Andrea Celi, rappresentante dell’Associazione studentesca Gea Universitas e Francesco Armone, rappresentante degli studenti in Senato Accademico - Associazione Morgana. “Alla convocazione della Commissione Tasse – ci dice Andrea Celi - aderiranno i rappresentanti degli ordini superiori che porteranno le proposte che abbiamo pensato con le altre associazioni studentesche e che riguardano la riduzione delle tasse. C’è stata su questa questione molta mobilitazione. Dobbiamo dire che l’amministrazione dell’università si è mostrata disponibile, ha accolto le nostre richieste come la proroga del pagamento di un mese e la convocazione della Commissione Tasse. Il messaggio che abbiamo voluto lanciare è: “Difendiamo il diritto e non il privilegio allo studio!”. L’apertura mostrata dall’Ateneo è stata messa in evidenza anche da Francesco Armone “abbiamo trovato un apertura al dialogo, le richieste che sono state avanzate al Rettore e al Direttore Generale sono state accolte. Non abbiamo ricevuto ancora notizie sulla convocazione della Commissione Tasse che si dovrà comunque tenere in settimana e dove parteciperanno i rappresentanti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione con l’obiettivo di rimodulare le fasce di reddito e diminuire le tasse. Se l’incontro non dovesse avere esito positivo siamo pronti ad avanzare le nostre prerogative in altre sedi. Domani, mercoledì 25 marzo, intanto incontreremo tutti i rappresentanti delle altre associazioni studentesche universitarie per avanzare delle proposte unitarie e compatte”. Una cosa è certa si sta lavorando in maniera unitaria per far fronte ai costi per studiare che stanno diventando sempre più insostenibili per le famiglie. La questione tasse siamo sicuri non finisce qui, a breve ci saranno nuovi aggiornamenti. Cristina D’Arrigo
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Conferenza stampa dell’Ente Teatro
Bilancio delle attività svolte e
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ella veloce routine quotidiana di un ente pubblico può essere utile, talvolta, fermarsi un attimo, tracciare e divulgare un bilancio dell’attività svolta per guardare e costruire con maggiore serenità il futuro. Questo è quello che è stato fatto oggi dai vertici dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele, che hanno deciso di convocare una conferenza stampa, nella Sala Sinopoli, per fare il punto sulle attività e gli atti già interamente posti in essere fino a questo momento. All’incontro hanno preso parte, oltre al Presidente del Teatro Maurizio Puglisi ed al sovrintendente Antonino Saija, i direttori artistici, per la musica e la prosa, Giovanni Renzo e Ninni Bruschetta, il sindaco di Messina, Renato Accorinti ed il commissario straordinario della Provincia Regionale, Filippo Romano. Negli ultimi tempi dobbiamo riconoscere che si è parlato, spesso, del sovrintendente e dei direttori artistici del Teatro dando vita a sterili polemiche senza “prendersi la briga” di valutare quanto effettivamente fatto da loro per il bene della città. L’attuale amministrazione, ad esempio, insediatasi a partire dal 24/04/2014 ha provveduto, come ha sottolineato oggi il Presidente
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Vittorio Emanuele
e progetti futuri La crescita del Teatro è confermata, anche dai numeri, come ha sottolineato il direttore artistico della prosa, Bruschetta: “in sette mesi 1800 abbonamenti e due sold out per gli spettacoli di Servillo e Fiorello” 25 Marzo 2015
Puglisi, a mettere a posto i conti dell’ente. È stato approvato il bilancio di previsione 2014, il pluriennale 2014/2016 e perfino il bilancio di previsione 2015. Il Teatro, ponendo fine a tutta una serie di contenziosi che si riferivano al recupero forzoso di somme, ha riacquistato, ovviamente, credibilità nei confronti del pubblico e di tutti i fornitori di beni e servizi. Si è provveduto, è bene sottolineare, anche, al rimborso delle somme degli abbonamenti sottoscritti per la stagione musicale 2013, sospesa senza che fosse stato rappresentato alcuno degli eventi programmati. Dal punto di vista istituzionale, inoltre, la definitiva approvazione delle tabelle di equiparazione consente ed obbliga una riorganizzazione del personale, settore molto delicato, in quanto i dipendenti dell’Ente sin dalla loro assunzione avvenuta nel 1996 hanno lavorato ed acquisito qualifiche, senza che si provvedesse alla loro organizzazione attraverso un regolamento che consentisse di affidare carichi di lavoro, con tutte le conseguenze connesse. Tutte queste problematiche saranno a breve sistemate con l’applicazione del contratto regionale e con la prossima adozione di un regolamento di riorganizzazione dei dipendenti. Si sta lavorando, dunque, ad una rinascita del Teatro, “cartina di tornasole”, come ha detto il sindaco Accorinti, “di una città che sta cambiando, che sta uscendo da acque torbide”. Non si può non essere felici del lavoro svolto dalla “squadra teatro” che è stata capace di mutare totalmente il destino dell’ente che sembrava essere già scritto. Dalla chiusura si è passati, infatti, ad un’ottima produzione che ha permesso anche notevoli incassi. Sembra un “miracolo” eppure è realtà. A delineare nel dettaglio l’attività di programmazione e produzione dell’Ente è stato, poi, il sovrintendente Saija. “Stiamo vivendo” ha detto Saija “un momento di grande entusiasmo, di grande sintonia, di grande creatività. Abbiamo risistemato l’organizzazione del Teatro con una strategia ben chiara che guarWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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da al futuro e che intende fare di esso un punto di riferimento culturale per tutta la città”. Il Teatro di Messina è in crescita e lo dimostra non solo la consueta attività di programmazione ma anche la proficua attività di formazione e di produzione avviata sia per la prosa che per la musica, a cui si aggiunge, per la prima volta, la danza, settore fino ad adesso trascurato dal Teatro. Si è davanti ad un’estensione delle attività teatrali sia dal punto di vista territoriale che temporale. Tra pochi mesi si aprirà la stagione estiva che si terrà in diverse aree, da Taormina a Furnari, e ciò permetterà di valutare, come è giusto che sia, anche la bellezza della zona tirrenica. Non meno rilevante è poi il ruolo di servizio pubblico che l’Ente svolge sul territorio con una serie di iniziative di carattere sociale, come il progetto con i consigli circoscrizionali del Comune di Messina per attività teatrali da svolgersi nei quartieri periferici, o il servizio per i non vedenti e i sordi al fine di rendere il Teatro di Messina un Teatro “Accessibile”. La crescita del Teatro è confermata, anche dai numeri, come ha sottolineato il direttore artistico della prosa, Bruschetta: “in sette mesi 1800 abbonamenti e due sold out per gli spettacoli di Servillo e Fiorello”. Non meno esponenziale, come ha detto il direttore artistico della musica, Giovanni Renzo, la crescita dell’orchestra che dall’inizio della stagione ad oggi ha indub-
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biamente catturato l’attenzione del pubblico e della critica. Dopo i numerosi complimenti ricevuti da artisti del calibro di Antonella Ruggiero e Paolo Fresu, è ora di consolidare i risultati raggiunti. Per questa ragione la direzione artistica ha pensato ad una serie di eventi: un concerto dedicato alla musica di Cole Porter con la partecipazione di uno dei grandi protagonisti della musica colta italiana, il Maestro Antonio Ballista; la partecipazione produttiva ad uno degli appuntamenti musicali più importanti a Messina degli ultimi anni, Il Messina Sea Jazz Festival; l’organizzazione dei concerti-aperitivo da tenere la domenica mattina nel Foyer del Teatro o all’aperto nello spazio antistante l’entrata laterale del bar. Un bilancio chiaro e puntuale quello tracciato oggi dai vertici dell’Ente Teatro, che si sono e si stanno impegnando per scrivere delle bellissime pagine di storia del Teatro Vittorio Emanuele, che aspira, e ha tutte le carte in regola per farlo, a divenire un teatro internazionale. La città sta rispondendo bene, sta collaborando a riportare il suo teatro agli splendori di un tempo. Non perdiamoci, dunque, dietro sterili e inutili polemiche che minano solo il buon nome dell’Ente e degli Organi amministrativi, ma aiutiamo chi sta operando per il bene del nostro Teatro e, di conseguenza, della nostra città. Alessia Vanaria foto Peppe Saya
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Intervista
A tu per tu con il neo Presidente Ordine Avvocati di Messina Il Presidente dell'Ordine Avvocati Messina avv. Vincenzo Ciraolo
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’elezione sostenuta da un grande consenso a Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina è arrivata dopo anni di grande impegno nell’Ordine al servizio dell’Avvocatura, all’avv. Ciraolo si è chiesto:
nel corso di una udienza collegiale in Corte d’Appello, i neo avvocati per poter esercitare la professione devono assumere l’impegno di osservare tutti i doveri connessi all’attività “consapevoli della dignità della professione forense e della sua funzione sociale”. Qual è il ruolo dell’Avvocatura nella rifor- “Molte professioni possono farsi col cervello e ma della Giustizia? non col cuore. Ma l'avvocato no. L'avvocato Il ruolo dell’Avvocatura, a seguito dell’entrata non può essere un puro logico, né un ironico in vigore della legge 247/12 di fatto esalta il scettico, l'avvocato deve essere prima di tutto ruolo sociale dell’Avvocatura tanto da cristal- un cuore: un altruista, uno che sappia comlizzarlo nella norma che ha modificato le prendere gli altri uomini e farli vivere in sè, modalità di accesso alla professione forense. assumere su di sè i loro dolori e sentire come In particolare, all’atto del giuramento innanzi sue le loro ambasce. L'avvocatura è una proal C.O.A. riunito in sessione plenaria e non più fessione di comprensione, di dedizione e di
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carità”. Cosa pensi di questa citazione di Piero Calamandrei? Credo che Calamandrei, e non spetta a me dirlo, nel corso di tutti questi anni sia stato sempre attuale nelle sue citazioni. Peraltro, va detto, i testi del Calamandrei sono ancora oggi la testimonianza della somma dei valori che ogni Avvocato incarna e per i quali si spende con la sua diuturna dedizione al proprio assistito. Come realizzare una Giustizia di prossimità capillare e accessibile ma anche innovativa e sostenibile? Per rispondere a questa domanda avremmo la necessità di avere l’intero spazio della rivista interamente dedicato. Ed invero la collettività deve essere portata a conoscenza del fatto che l’Avvocatura messinese da qualche anno è baluardo di difesa della giustizia di prossimità che, da ultimo, è stata oggetto di inaudita aggressione delle forze di governo che si sono succedute nell’ultimo quinquennio. Tale azione ha provocato la scellerata soppressione di tutte le sezioni staccate dei Tribunali italiani ivi compresa quella di Taormina (con qualche rara eccezione) nonché di buona parte degli Uffici degli Uffici del Giudice di Pace. Ciò di fatto ha inevitabilmente privato anche il nostro territorio della giustizia di prossimità garanzia della presenza dello Stato e di quei presidi di legalità fondamentali per le tutele dell’intera collettività. Con l’ulteriore rischio di lasciare spazio all’ANTISTATO, alla criminalità organizzata che in assenza di controllo potrà meglio gestire i propri affari illeciti. Come pensa possa incidere sul funzionamento della Giustizia e sui tempi di risposta all’utenza il nuovo processo telematico? Il P.C.T. rappresenta la nuova frontiera dell’attività giudiziaria e, proprio per questo, l’Ordine degli Avvocati di Messina ha da subito contribuito e collaborato per la riuscita del progetto 25 Marzo 2015
ministeriale. Siamo certi, infatti, che allorquando andrà definitivamente a regime e cioè quando i Magistrati avranno ruoli più leggeri da gestire, il P.C.T. sarà la soluzione che garantirà snellezza e velocità al sistema giustizia. Come risolvere le problematiche che l’Avvocatura Messinese affronta quotidianamente nel tentativo di esercitare ed espletare le funzioni proprie alla professione? E il nuovo Palazzo di Giustizia? L’Ordine che mi onoro di rappresentare ha, ovviamente, come fine quello di garantire il decoro nello svolgimento dell’attività forense ed il rispetto che la toga che indossiamo merita. Per fare ciò abbiamo una interlocuzione quotidiana e serrata con i vertici della Magistratura messinese con i quali, anche in confronti serrati ma nella doverosa considerazione reciproca dei ruoli, cerchiamo di raggiungere i predetti obiettivi. La questione “Palagiustizia Satellite”, invece, rappresenta il primo ed ineludibile punto nel programma di questo Consiglio. Tant’è che, non avendo avuto riscontro alle rassicurazioni dell’Amministrazione Comunale sulla ipotesi Caserma Zuccarello nel termine prospettato del 28.2.15, nella seduta del 4.3.15 abbiamo deliberato di presentare un esposto alla Procura Generale della Corte dei Conti per accertare le eventuali responsabilità erariali di tutte le amministrazioni che si sono succedute dalla data di concessione del finanziamento (che oggi ammonta ad € 14.000.000,00) sino ai giorni nostri, tenuto conto che allo stato la nostra comunità paga circa € 2.000.000,00 per fitti passivi di locali destinati ad uffici giudiziari o ad archivi. E certamente non fermeremo a queste iniziative la nostra azione. In sintonia col pensiero di ogni singolo Avvocato, circa l’attività di formazione ed aggiornamento, presupposto indefettibile per la esplicazione della nostra bella e coinvolgente attività professionale, qual è WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Aalcuni d dell'Ordi
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dei componenti il Nuovo Consiglio ne degli Avvocati di Messina
la programmazione posta in essere dal Consiglio? Anche in materia di formazione obbligatoria questo Consiglio, sin dalla entrata in vigore del regolamento del C.N.F. (anno 2008) ha da subito predisposto un’intensa e valida offerta formativa. Colgo l’occasione, altresì, per ringraziare tutte le associazioni forensi che hanno da sempre contribuito alla implementazione della programmazione. La crisi economica e di valori che stiamo vivendo è forte. Quale speranza si può nutrire per il futuro? Il binomio valori/crisi deve essere messo in stretto collegamento perché credo che il secondo sia in buona parte conseguenza del primo. Assistiamo quotidianamente ad eventi che testimoniano il degrado crescente ma abbiamo il dovere di intervenire non solo con riferimento ai comportamenti dei nostri Colleghi che potrebbero assumere una rilevanza disciplinare ma anche all’esterno del Palazzo. A titolo meramente esemplificativo mi piace ricordare che l’Ordine degli Avvocati di Messina, unitamente ai capi degli uffici giudiziari, si è fatto promotore di un progetto che vede la necessaria collaborazione di Messinambiente, con lo scopo di avviare la raccolta differenziata in tutti gli uffici. Ciò, ritengo, possa rappresentare un segnale di cambiamento che, provenendo da impostanti istituzioni cittadine, potrà costituire un ulteriore esempio ed incidere sui comportamenti dei nostri concittadini. In che modo l’Avvocatura può incidere su scelte importanti per lo sviluppo del territorio messinese? Questa domanda mi riallaccia alla prima. Con la consapevolezza del naturale ruolo sociale che va riconosciuto all’Avvocatura, sono certo che anche quella messinese avrà la capacità di dare il proprio contributo alla crescita economica del nostro territorio, mediante la partecipazione alla vita della nostra città. Silvana Paratore
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Nasce una partnersh E
’ stata sottoscritta oggi una convenzione tra l’Ateneo peloritano e l’Azienda dei Trasporti di Messina per lo svolgimento di tirocini formativi e di orientamento presso l’ATM.
Alla sigla dell’accordo erano presenti il Rettore, prof. Pietro Navarra, il Direttore Generale dell’ATM, dott. Giovanni Foti, il Presidente del COP, prof. Dario Caroniti, il Direttore Generale dell’Ateneo, prof. Francesco De Domenico, il Sindaco Renato Accorinti, l’Assessore alla Mobilità e Trasporti, dott. Gaetano Cacciola, e il Dirigente dell’ATM, dott. Domenico Manna. Si tratta di una convenzione, su iniziativa del Centro Orientamento Placement dell’Ateneo, di durata annuale che si pone l’obiettivo di attivare tre stage formativi di giovani laureati magistrali all’Università di Messina (uno in area ingegneristica, uno in area economica ed uno in area informatica). I giovani verranno selezionati, con apposito bando e potranno svolgere sei mesi di attività retribuita di tirocinio formativo post-laurea presso l’ATM. Dopo la firma della convenzione, verrà pubblicato nei prossimi giorni, sui siti dell’Università di Messina e dell’ATM, il bando con i dettagli e le scadenze. Nel bando verranno esplicitate con esattezza le figure professionali oggetto degli stage. E’ questa la prima tappa di un percorso che punta innanzitutto a estendere il numero degli stagisti attraverso la misura “Garanzia Giovani”. “Esprimiamo la nostra soddisfazione – ha dichiarato il prof. Pietro Navarra – per la firma di questa convenzione che fa seguito a quella che permette ai nostri studenti di utilizzare i mezzi pubblici. Questo accordo è un altro passo avanti nel segno di una sempre maggiore sinergia con le istituzioni cittadine”.
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hip tra Unime e ATM “Abbiamo bisogno di avviare collaborazioni strategiche con l’Università – ha spiegato il Direttore Generale ATM, dottor Giovanni Foti -. La nostra azienda guarda con fiducia ai giovani laureati, alla loro professionalità, al valore aggiunto che possono portare al nostro interno. Abbiamo pensato di partire con questi primi tre stage, in ambito economico, informatico ed ingegneristico, perché sono strategici rispetto ad alcune importanti azioni che vogliamo far partire. L’Università può essere, per noi, un partner fondamentale in questo percorso. Siamo quindi felici di accogliere tre giovani laureati dell’Università di Messina per condividere con loro un percorso di crescita reciproca”. “Questo è il primo passo verso una collaborazione più intensa tra le due Istituzioni- ha detto il prof. Caroniti – perchè grazie al progetto europeo “Garanzia Giovani” questi tirocini potranno aumentare e ciò permetterà di fare evolvere culturalmente e generazionalmente questa città”. “Facendo sinergia con le forze positive delle istituzioni cittadine – ha detto il Sindaco Renato Accorinti – si possono fare grandi passi avanti; abbiamo bisogno di persone capaci che non vadano via e dobbiamo fare sentire ai cittadini che le istituzioni possono essere capaci di azioni positive”. “Abbiamo appreso con piacere della convenzione tra Università e ATM – ha sottolineato l’Assessore della Città di Messina, Gaetano Cacciola -. Aprire le porte ai giovani laureati significa da un lato offrire opportunità formative importanti e concrete e, dall’altro, portare in Azienda professionalità giovani che potranno dare il loro contributo all’ATM. Dobbiamo ringraziare l’Università per questa disponibilità e confidiamo che vi possano essere altre collaborazioni”. 25 Marzo 2015
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ALuMnime
Ecco la Community
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ondividere esperienze e professionalità per creare una rete che coinvolga un numero sempre più elevato di persone. Ha scelto non a caso l’Accademia Peloritana dei pericolanti l’associazione ALuMnime per la sua presentazione ufficiale al pubblico. Un incontro che ha visto i membri del consiglio direttivo illustrare obiettivi e caratteristiche di una community nata con l’ambizione di divenire sempre più una “fucina” di idee e iniziative. “Una community per tutti”. È questo il monito che la presidente Tindara Abbate ha voluto sottolineare fin dall’inizio: “Siamo tutti soci protagonisti di ALuMnime ed, in quanto tali, siamo chiamati a partecipare, vivere, contribuire ,stimolare la crescita di questa realtà. AluMnime ha bisogno dell’intelligenza, della sapienza, del carisma, dell’esperienza professionale dei propri allievi perché “vuole, ed intende impegnarsi seriamente nell’essere il nuovo ciclo”. Nel corso dell’incontro sono state illustrate più da vicino le prossime manifestazioni in programma, le modalità attraverso cui è possibile associarsi, l’apporto professionale e culturale delle due anime principali dell’associazione: AluMni in e AluMni out. Diversi i rappresentanti di ordini professionali e istituzioni che hanno partecipato. La presidente di Legacoop Messina Debora Colicchia, il direttore della Banca Antonello da Messina Fabrizio Vigorita. Presenti anche i presidenti degli ordini dei commercialisti di Patti e Messina: i dott. Sidati e Spicuzza. Per l’ordine degli avvocati Antonio Barbera, Paolo Vermiglio e Attilio Maiorona. ALuMnime nasce perché intende essere nuova forza propulsiva che attinge alla credibilità nazionale ed internazionale, alla professionalità, alle competenze ed alle esperienze lavorative degli ex-allievi che, pur lontani geograficamente, possono rimanere in contatto, collaborare e soprattutto, fungere da stimolo, per gli studenti che stanno realizzando il loro percorso formativo presso l’Ateneo. peloritano Prossimo appuntamento targato AluMnime è fissato per lunedì 30 marzo nel salone delle bandiere del Comune di Messina; si parlerà di “Smart Cities: Nuove opportunità per il territorio”.
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dietro le quinte di Francesco Certo
Se Accorinti diventa il nemico
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desso l’amico Accorinti non c’è più; c’è addirittura un hashtag quel #nonostanteAccorinti che chiude definitivamente il rapporto tra il sindaco di Messina e gli attivisti del Pinelli. Di pinellini e occupazioni abbiamo trattato varie volte, della loro voglia di riconsegnare alla città quegli spazi dimenticati, chiusi e tenuti nascosti. In principio fu il Teatro in Fiera, struttura serrata da sempre, lasciata morire nel silenzio e nell’incuria; il Pinelli (che nasce in quel luogo) aveva acceso un riflettore, portato l’attenzione di Messina su uno dei suoi luoghi rimasti nel buio. Fu poi il caso dell’ex Casa del Portuale, altro abbandono eccellente di Messina, una struttura che era tornata a vivere coi pinellini, per loro e per la città. Entrambe le esperienze finirono con lo sgombero dei pinellini, messi fuori in quanto illegali, messi fuori in quanto scomodi. È quello che sta succedendo all’ex scuola Foscolo di via Palermo; il plesso chiuso e abbandonato da anni riconsegnato alla comunità, riaperto e fatto diventare un polmone di condivisione e socialità grazie al Pinelli. Adesso, tra minacce di sgomberi e ripetuti lucchetti, il progetto di riaprire uno spazio comune alla città sembra finire. All’inizio del progetto politico di Accorinti, quelli che oggi sono i pinellini erano parte viva e pulsante del movimento; un appoggio incondizionato nato da anni di lotte comuni fianco a fianco. Oggi qualcosa si è interrotto, la mutazione è politica oltre che sociale; Accorinti vive di sottili equilibri, il Pinelli rimane una scomoda eredità che paga e continuerà a pagare per la stabilità della maggioranza. Accorinti a parole non abbandona il Pinelli, ma le parole costano niente; nessuno vuol giustificare l’occupazione, ma molto altro c’è dietro, tra solidarietà e politica.
Di sabbia e di vento
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rmai siamo un disco rotto, ma l’attenzione sul porto di Tremestieri deve rimanere alta. Mesi e mesi di parole su Scirocco e insabbiamento, su responsabilità da trovare per un’infrastruttura ritenuta centrale nel progetto di rilancio e modifica della città, che invece ha svelato una debolezza figlia, nel migliore dei casi, di incapacità. Perché adesso il problema non è più il dragaggio, divenuto inutile visto il continuo Scirocco di queste settimane e che non cesserà, visto che la primavera è notoriamente avvolta dal vento che arriva da sud-est. Oggi il problema sono le responsabilità, le soluzioni e le alternative. Non si può trovare nel vento il colpevole e farsi acciecare; il porto nasce male e vive peggio, non può essere il continuo dragaggio la soluzione, in questo modo il porto non diverrà mai una realtà quotidiana. In più vanno aggiunte le alternative che mancano; se è vero che il porto rimane chiuso non si può pensare che si possa tornare al passato (sempre più presente) in attesa della riapertura.
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Arriva il controllore
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Angelo Sajeva il funzionario incaricato dalla Regione Sicilia che dovrà verificare la corretta operosità del Consiglio Comunale di Messina. Dopo l’esplosione della cosiddetta “gettonopoli” anche a Messina, la Regione vuol vederci chiaro e per constatare se lo svolgimento di sedute e commissioni sia regolare decide di inviare in città il funzionario Sajeva, per lui 2 mesi di tempo per indagare e relazionare sul comportamento dei 40 consiglieri comunafoto Peppe Saya li messinesi. A far venire dubbi sulla conformità delle sedute fin qui svolte è stata, soprattutto, l’interpretazione del regolamento. Il famoso gettone di presenza, infatti, è stato dimezzato rispetto alle scorse amministrazioni passando da 100 euro a 56; questo ha portato ad un aumento delle presenze dei consiglieri ma, soprattutto, ha dato vita ad un vizio diventato abitudine, ovvero, quella di considerare valida anche una seduta rinviata a seconda convocazione, con la firma in prima e l’assenza in seconda che però non fa perdere il gettone di presenza. Prassi, questa, che la consigliera di CMdB Lucy Fenech più volte ha cercato di interrompere proponendo una modifica del regolamento, richiesta inascoltata. Oltre a questa insana abitudine, esiste anche un’altra incongruenza; spesso i consiglieri sono presenti alle commissioni o consigli, ma dopo alcuni minuti di fittizia presenza vanno via risultando comunque partecipi. Toccherà a Sajeva verificare eventuale dolo, da Palazzo Zanca in molti, però, vedono di buon occhio la presenza del funzionario, convinti che dai 60 giorni di indagine il caso di Messina venga stralciato.
Il morso allo squalo
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i è cascato anche lui, Vincenzo Nibali finisce sulla ribalta nazionale un’altra volta; stavolta, a dargli gli onori della cronaca, non è una vittoria in un grande giro o una grande classica del ciclismo. È il fisco, invece, che già tanti famosi ha colpito in questi anni, si pensi a Valentino Rossi ad esempio, a pizzicare una irregolarità nei conti del campione messinese. Sarebbero 290 mila euro contestati nel periodo 2010 – 11, ad essere finiti sotto la luce dell’Agenzia delle Entrate. Nibali da par suo non ha voluto contestare l’accusa, anzi, ammesso “l’errore” da parte di chi si occupa dei suoi conti ha scelto di patteggiare la pena di 6 mesi tramutata in un’ammenda di 45 mila euro. Una vicenda spiacevole che non ha fatto mancare qualche critica allo “squalo dello Stretto”, macchiandone l’immagine, fin qui, irreprensibile. Vero, però, che non si possa condannare oltre misura l’uomo Nibali; immediata l’ammissione di colpa e l’accettazione della pena, una piccola foratura da superare con eleganza.
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Come lo DICO?
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uesta settimana torniamo, dopo parecchio tempo, a parlare di Università e lo facciamo, non a proposito del poco lodevole aumento delle tasse, ma del neonato “Dico”. Cosa indicherà mai questo strano acronimo? Ebbene “Dico” che sta per “Dubbi sull’italiano consulenza online” è un sito di consulenza e discussione sulla lingua italiana, aperto a tutti e non solo alla Comunità accademica e agli studenti. Oltre che uno strumento didattico integrativo, il servizio è un mezzo utile per far dialogare l’università con il mondo esterno e per rendere il rapporto con l’italiano più vivace, dinamico e interattivo. DICO è stato ideato dal prof. Fabio Rossi, che ne è il responsabile scientifico e da Fabio Ruggiano, entrambi docenti di Lingua Italiana e Storia della lingua italiana presso il DICAM. “L’università di Messina” ha detto il prof. Rossi “è l’unico ateneo italiano ad avere creato un servizio interattivo concepito come un laboratorio permanente sulla lingua italiana e nasce per colmare il divario che spesso c’è tra chi si occupa di linguistica e il parlante comune”. Questo “piccolino” made in Messina nasce, inoltre, in un momento particolare che vede la nostra amata lingua italiana spesso disonorata con usi impropri o errati di termini o, peggio ancora, di tempi verbali. Conseguenza di ciò è un enorme caos “linguistico” dove c’è chi sa come orientarsi e chi brancola nel buio. Per evitare che la nostra lingua diventi patrimonio d’elitè è venuto al mondo DICO il cui scopo è, da una parte, quello di rispondere ai dubbi, dai più nobili ai più banali, posti dagli utenti, dall’altra, di diffondere consigli, indicazioni, esercitazioni, informazioni sulla lingua italiana, sul suo uso in base ai fini della comunicazione, sulla sua storia. Nel sito, al quale si accede attraverso il portale d’Ateneo http://www.unime.it/dico, sono indicati anche link a siti utili, pubblicazioni, novità, convegni ed iniziative nell’ambito della lingua e della linguistica in Italia e nel mondo. Un’iniziativa che merita, senza dubbio, il nostro plauso poiché il sito può divenire una risorsa importante per piccoli e grandi conoscitori di questo straordinario e complesso mondo della lingua italiana. Può fornire risposte al frequente quesito “Come lo DICO?” o svelare un significato nascosto, “una parola che non ti aspetti”.
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di Alessia Vanaria
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di Francesco Certo
Bufale da copia e incolla
OUT
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l nostro è un mestiere strano, abbiamo la possibilità di raccontare la realtà che ci circonda e di far conoscere a tutti fatti e misfatti. Ci sono momenti piacevoli ed altri meno, non manca la noia e la fretta ci accompagna come un’ombra. In più, particolare da non trascurare, ci vuol molta attenzione nel riportare una notizia, bisogna dare una versione asettica, cercare di commentare il meno possibile (se non quasi niente), di non perdere dettagli essenziali e cogliere l’essenza della notizia. I rischi sono tanti, ad esempio come un collega ama ripetere: “se scriviamo che uno è biondo può darsi che ci querela perché invece è castano chiaro”; una grande verità e un grande rischio del mestiere, ovvero, quella che se la notizia è falsa, sbagliata o rigirata le denunce non mancheranno. Ma non è sempre così, infatti, capita spesso di dover lottare con l’idiozia quotidiana di quelli che vivono per svilire la categoria e mettere in giro vere e proprie bufale, cazzate insomma, notizie senza fondate sul nulla che finiscono, spesso, per influenzare negativamente l’opinione pubblica e far cadere nel trappolone qualche distratto giornalista. Ultima in ordine di tempo quella che ieri ha scosso redazioni e social: “Ausiliario del traffico in fin di vita colpito con una spranga”. Ovvio come una notizia del genere metta in subbuglio la comunicazione, addirittura arriva il rilancio dell’ANSA della notizia (anche se il corrispondente di Messina nega di esserne l’autore e bisogna credergli); tutti a cercare di capire cosa realmente sia accaduto. Nulla, un beneamato nulla, classica sparata da blog nato ieri e morto oggi; pessima figura per chi ci è cascato e ondate di post da social network che gridavano vendetta per il malmenato. Tutto rientrato in poche ore sia chiaro, però resta l’amarezza per la facilità con cui un simpatico burlone (perché idiota non si può dire e non infatti non lo diciamo) abbia messo scompiglio in un tranquillo martedì di paura.
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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo
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Guerrilla gardening comunale Presentata l´iniziativa, “Verde Bene Comune – Prima giornata di guerrilla gardening comunale”. Circa 50 i siti cittadini interessati, con la partecipazione delle associazioni ambientaliste, le società partecipate del Comune e tanti cittadini che hanno chiesto in adozione fioriere, aiuole o spazi verdi.
Studio ambientale sul PRG Illustrati in conferenza stampa dall´assessore all´Urbanistica, Sergio De Cola, i contenuti dello studio ambientale sul PRG vigente inviato lo scorso giovedì 12 marzo all´assessorato Territorio e Ambiente e al ministero dell´Ambiente.
Convenzione Unime-ATM Tramite tale convenzione, tre giovani neolaureati dell’Ateneo, uno per il settore ingegneristico, uno per il settore informatico ed uno per quello economico, potranno svolgere un tirocinio post-laurea retribuito e di durata semestrale presso l’Azienda Trasporti Messina.
Creatività e solidarietà Le uova di struzzo dipinte dal pittore Togo e dagli studenti del Liceo Artistico “E. Basile” sono state messe all’asta per beneficenza al Monte di Pietà. Il ricavato è stato devoluto all’Associazione “Il Bucaneve” di Carla Fortino.
Il jazz del Vijay Iyer Trio Al Palacultura Antonello è andato in scena il concerto jazz del Vijay Iyer Trio. Vijay Iyer, considerato il più grande talento del jazz contemporaneo, si è esibito con il suo trio storico, composto da Stephan Crump al contrabbasso e Marcus Gilmore alla batteria.
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Home Care Premium 2014
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Settimana Santa a Messina
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E’ stato illustrato “Home Care Premium 2014”, il progetto di assistenza domiciliare rivolto ai dipendenti e pensionati pubblici, ai loro coniugi conviventi e familiari di primo grado, non autosufficienti. I richiedenti possono presentare la domanda all´INPS entro martedì 31 marzo.
Sono state illustrate a Palazzo Zanca le iniziative promosse per la Settimana Santa dalla Confraternita S.S. Crocifisso, con il patrocinio del Comune e della Diocesi. La secolare processione delle Barette si terrà venerdì 3, alle 18. 25 Marzo 2015
Messina - 20 Marzo 2015 - Univerità di Messina
“Il sistema Italia nell’era della globalizzazione: l’intercultura come fattore di crescita” Ospite d’eccezione la giornalista RAI, Maria Concetta Mattei, ex partecipante ad un programma di scambio Intercultura negli USA, ha intervistato tre studenti i quali hanno racconteto le similitudini e le differenze dei sistemi scolastici conosciuti, il processo di adattamento e di integrazione e il ruolo della scuola nel percorso di socializzazione.
foto di Antonio De Felice
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Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria
II CIRCOSCRIZIONE
Luce che viene…Luce che va
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entre il sindaco Renato Accorinti inaugurava ufficialmente, con autorevoli esponenti della sua Giunta ed esperti al seguito, il nuovo impianto di illuminazione in Via Comunale a Santa Lucia sopra Contesse, ad uno schioppo di dita si dava corso al distacco di altri impianti d´illuminazione. Dunque, mentre da una parte del rione si accendevano le speranze, in Via Beppe Alfano, dall’altra parte del medesimo rione, si spegnevano i sogni di sicurezza e tutela dell´incolumità per tantissimi altri cittadini. La via Beppe Alfano, però, è comunale, come testimonia l’atto pubblico di acquisizione mediante convenzione stipulata il 7 febbraio 2008 e come ricordano anche i consiglieri della II circoscrizione Rosario Santoro e Giuseppe Crimi. La stessa via Beppe Alfano, inoltre, è bene sottolineare, oltre a rappresentare l’unica via d’accesso ai 135 alloggi e alle 18 botteghe comunali, rappresenta l’unica via d’ingresso al centro polifunzionale Comunale, consegnato nel 2004, ed a ulteriori 74 alloggi di proprietà dell’Ente, recentemente acquistati con fondi del risanamento e con fondi Gescal. Il consigliere comunale Nicola Cucinotta e il consigliere della II circoscrizione Giuseppe Villari INTERROGANO il Sig. Sindaco Accorinti per conoscere: Le motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione Comunale a dismettere l’impianto di pubblica illuminazione di via Beppe Alfano. Domandano, inoltre, se nell’adottare tale provvedimento sia stato attentamente valutato il rischio alla incolumità dei cittadini che fruiscono dell’arteria nelle ore serali e notturne, in un territorio già da se fragile dal punto di vista sociale.
III CIRCOSCRIZIONE
Il “Marullo” di Bisconte: si intende adottare una strategia di valorizzazione dell’impianto
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ampo di calcio “Marullo” di Bisconte: Approvata a maggioranza dal Consiglio della III Circoscrizione la proposta di delibera, formulata dal consigliere Santi Interdonato, con cui si intende adottare una strategia di valorizzazione dell’impianto attraverso il conferimento in gestione pluriennale ed un piano di sviluppo adeguato. La delibera, avente uno schema similare a quella già approvata mesi addietro per lo stadio “Celeste”, costituisce un atto di indirizzo volto ad impegnare l’Amministrazione Comunale ed il Dipartimento allo Sport affinché vengano adottate politiche fondate sui seguenti elementi: cessazione della procedura di affidamento in comodato annuale; concessione in gestione pluriennale sulla base di una procedura ad evidenza pubblica attraverso la quale valutare il miglior piano di sviluppo che preveda nel tempo migliorie ed investimenti; impegnare l’affidatario attraverso la sottoscrizione di una convenzione che preveda obblighi reciproci, livelli qualitativi, tariffe, controlli, responsabilità e la più ampia fruizione dell’impianto alle società sportive impegnate nei campionati delle categorie minori.
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Lettera aperta del consigliere Udc al Sindaco Accorinti
Ospedale Piemonte, per Gioveni: un patrimonio “vitale” da difendere a denti stretti
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spedale Piemonte, Libero Gioveni scrive al sindaco Accorrinti la seguente lettera aperta: Egregio sig. Sindaco, Le scrivo questa missiva, prima che nella qualità di consigliere comunale, soprattutto nelle vesti di cittadino messinese, nato e cresciuto nel villaggio di Camaro e che sin dai suoi primi anni di vita ha sempre visto e considerato lo storico Ospedale Piemonte come (mi perdoni il francesismo nostrano) “U SPITALI”, perché per noi, per tutti i residenti dell´intera vallata di Camaro e dintorni, ha sempre rappresentato una preziosa risorsa che solo adesso (visti gli ultimi sviluppi) vorremmo custodire, ma che prima (quando il pericolo di perderlo non ci sfiorava nemmeno) pensavamo solo di “vantare“! Il Piemonte per noi era, è sempre stato (ED E´) quasi una “seconda casa” dove rifugiarsi e trovare “conforto sanitario” in caso di necessità più o meno grave! Leggere ieri mattina alla manifestazione nei volti di molti concittadini la paura di perdere questo patrimonio dell´intera città, ascoltare in molti anziani il grido di dolore per l´inimmaginabile (fino a qualche anno fa) rischio di perderlo, percepire nei loro occhi la delusione per l´assenza del loro sindaco e ascoltare dalla loro voce sonante la rabbia per questo potenziale (ed ennesimo) “scippo” alla città, MI HA SPINTO OGGI A SCRIVERLE! Fatta questa piccola premessa di natura “affettiva” che mi era dovuta, mi spoglio adesso dalle vesti di cittadino e rimetto quelli di consigliere comunale, per cui da ora in avanti chiamerò “U SPITALI” semplicemente “ospedale Piemonte”! Il sottoscritto si rivolge a Lei come “massima sanitaria autorità locale” che la Legge n. 833 del 23 marzo 1978 all´art. 13 le attribuisce essendo sindaco! Ed è proprio qui il nodo della questione o per lo meno la speranza a cui noi tutti, l´intera città si vuole aggrappare; spesso il termine “massima autorità sanitaria locale”, 25 Marzo 2015
forse per il troppo abuso che tutti ne abbiamo fatto, è stato un po´ svilito del suo significato o del suo autorevole potere! Non volendoLe riportare qui l´intero testo dell´articolo di legge che sicuramente Lei conoscerà bene, ritengo che il sindaco della città di Messina, per la questione “Piemonte”, possa e debba agire quasi D´IMPERIO per garantire ai massimi livelli la salute dei suoi concittadini! La Sua figura, insomma, non può e non deve passare in secondo piano rispetto al ruolo (certamente legittimato) dell´attuale assessore regionale alla sanità Lucia Borsellino, che non si è degnata nemmeno di rispondere agli ultimi appelli e richieste fatte dalla città attraverso il valido Comitato “Salviamo l´Ospedale Piemonte”! Aggiungo e credo che, visto che l´intera città conosce i Suoi trascorsi da “cittadino lottatore” per la difesa dei diritti di tutti, se Lei riuscisse a coniugare questo Suo indiscusso carisma di un tempo al potere e alle funzioni che da sindaco i Messinesi Le hanno voluto attribuire nelle ultime “amministrative”, sono certo che Renato Accorinti rimarrebbe nella storia cittadina come il sindaco che ha salvato l´Ospedale Piemonte! C O N F I D O in Te Renato, la città vuole… “U SPITALI”! WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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A colloquio con Antonino Zullo, presidente II Circoscrizione
Problemi e prospettive A
bbiamo inaugurato il mese scorso questo piccolo spazio dedicato alle circoscrizioni, al fine di conoscerne meglio le problematiche che le interessano attraverso la voce di chi ha il compito di rappresentarle, vale a dire dei Presidenti di circoscrizione. Questo mese abbiamo intervistato per voi il Presidente della II circoscrizione, Antonino Zullo: Nel territorio della II circoscrizione ricade lo svincolo di San Filippo, di cui spesso è stata denunciata la pericolosità per mancanza di illuminazione e quant’ altro. Ad oggi qual è la situazione? Si è riuscito a rendere più sicuro il suddetto svincolo? Assolutamente no. Sono stati convocati tre consigli di cui solo l’ultimo, effettuato sul posto, ha sortito qualche effetto. In quest’ultimo infatti erano presenti tutti gli attori interessati ad esclusione dell’assessore De Cola (Lavori Pubblici) e del Dirigente Ing. Amato (Dipartimento Lavori Pubblici). Presenti dunque: l’assessore Ialacqua, un funzionario del CAS (Ing. Piccione), un responsabile di MessinAmbiente (l’ing. Natale Cucè). L’ing. Piccione ha prodotto un atto che impegna l’amministrazione comunale per la manutenzione in toto di tutto l’asse dello svincolo, atto sottoscritto allorquando è stato ultimato e aperto. Alla luce del documento, peraltro, non conosciuto dall’assessore Ialacqua e, probabilmente dall’intera giunta, bisognava chiarire la questione e vedere chi effettivamente avrebbe dovuto interessarsi della manutenzione. Da allora non si è riusciti a fare un incontro formale tra le parti (CAS – Comune). Nonostante ciò, MessinAmbiente ha provveduto a scerbare e bonificare il marciapiede di decelerazione dall’incrocio con via A. Celi fino all’uscita del torrentello Caruso. La Pubblica Illuminazione ha riacceso l’impianto quasi al completo, ad esclusione della parte a monte dell’uscita direzione centro. Rimane, quindi, la criticità nella parte alta, poiché, paradossalmente, non si capisce chi materialmente debba intervenire. La suddetta area, intanto, è al buio e presenta delle pericolosissime malformazioni ed avvallamenti al manto stradale. L’altra questione, non secondaria, è quella relativa al cedimento strutturale della sede stradale in entrata versante torrente (parte bassa) e ciò limita l’accesso ai mezzi pesanti creando un maggior appesantimento della viabilità su via A.
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Celi. L’ing. Amato, su nostro input, ci ha informato che è stato redatto il progetto che attende la firma del Genio Civile ma esso prevede un primo step di intervento solo per riaprire la strada arginale (per intenderci quella che porterebbe direttamente al polo sportivo bypassando il villaggio Cep), per il resto bisogna attendere i finanziamenti ma ne sconosciamo tempi e modi. A queste criticità si aggiunge quella dello spartitraffico che andrebbe sfoltito e portato ad un’altezza di un metro circa (attualmente supera abbondantemente i due metri) ciò per garantire ed assicurare il passaggio pedonale, tra l’altro abbastanza frequente a causa delle tante abitazioni e per la presenza del supermercato che si affaccia sull’arteria. Posso comunque assicurare che la Circoscrizione non ha abbassato l’attenzione sullo svincolo e che quasi giornalmente sollecito personalmente i componenti della Giunta Comunale e lo stesso Sindaco ad assumere i giusti provvedimenti. Nel corso del 2014 diversi consigli di circoscrizione sono stati incentrati sul problema dell'acquisizione delle aree stradali in c/da Campolino- Santa Lucia Sopra Contesse. Una questione spinosa, di grande importanza che si trascina da oltre un decennio senza trovare alcuna soluzione. L'acquisizione dell'area stradale in c/da Campolino, oltre a restituire un dignitoso decoro ad un'area dimenticata dall'amministrazione, permetterebbe ai residenti di accedere direttamente alla tangenzia-
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le senza dover percorrere tutto lo svincolo, aggravando le condizioni di traffico. Ad oggi qual è la situazione? Si è riusciti a porre fine a questa "storia infinita"? Concordo con Lei su gran parte del discorso ma tengo a precisare che intanto bisognerebbe capire se tutti gli abitanti della contrada sposano questa linea. Il problema, comunque, l’ho vissuto, personalmente, in tutti questi anni. Sono consigliere dal lontano 1990 e fondamentalmente conosco le varie fasi. Nell’ultimo anno, con la mia presidenza, è stata data un’accelerazione pianificando tutte le difficoltà insite nello stesso. Sono stati ottenuti documenti importanti sulla cessione gratuita da parte dei privati proprietari al Comune. È stato avviato l’iter attraverso la convocazione di un consiglio nel quale hanno partecipato i vari rappresentanti dei dipartimenti chiamati in causa (patrimonio, lavori pubblici, viabilità) rappresentando la volontà della cessione gratuita delle strade da parte degli attuali proprietari e, contestualmente, impegnandoli a formalizzare l’iter. Sono sorte, ovviamente, delle perplessità da parte dell’Amministrazione Comunale che sarà chiamata a dover provvedere alla sistemazione della contrada (bitumazione, pubblica illuminazione, marciapiedi, ecc.). Nasce, quindi, il dilemma sulla opportunità o meno dell’acquisizione, considerato il momento critico che sta attraversando il Comune. Sono stati ottenuti, in ogni caso, i pareri favorevoli di tutte le parti in causa ed ora bisogna approntare
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la delibera correlata dai pareri e dall’impegno di spesa per farla adottare dal Consiglio Comunale, unico organo preposto a tale ruolo. Il consigliere Santoro ha richiesto, qualche giorno, fa la bonifica dell'area ex Sanderson. Ci parli dello stato in cui si trova oggi. Sono previsti interventi per restituire al luogo decoro e dignità? Sull’area Sanderson ad oggi insiste il sequestro giudiziario a causa del noto problema di inquinamento dettato anche dai vari tentativi di incendio verificatosi negli ultimi anni. La proprietà comunque è dell’ESA (Ente Sviluppo Agricolo) che fa capo alla Regione Siciliana ed in atto è controllata da un commissario che risponde al nome dell’On. Calanna. Il valore dell’area si aggirerebbe attorno ai quindici milioni di euro, cifra che nessuna amministrazione comunale potrebbe affrontare. Bisogna, quindi, attendere che venga completata l’intera bonifica e dissequestrata dall’Autorità Giudiziaria, successivamente bisognerebbe capire cosa effettivamente ne voglia fare la Regione. L’autorità portuale potrebbe essere interessata per crearvi una piattaforma logistica in funzione dell’ipotetico porto che si andrebbe a realizzare. Noi, ovviamente, auspichiamo ben altro. Siamo pronti a confrontarci con le parti e avviare un tavolo tecnico che ci consenta di poter cedere alla comunità un’area di circa sei/otto ettari quale parco urbano in cui contesto si potrebbe collocare un museo dell’industria di trasformazione agrumaria. Un grande parco urbano, un polmone verde attrezzato e articolato di cui la zona sud della città è sprovvista. Tengo a precisare che cointeressato alla questione vi è il Primo Quartiere sul cui territorio ricade buona parte dell’area ed anche per un motivo plausibile dettato dal fatto che gran parte delle maestranze della vecchia fabbrica erano abitanti di Tremestieri e zone limitrofe. Sicuramente non creeremo nessun conflitto anzi si collaborerà per condividere e raggiungere il migliore obiettivo possibile. La II circoscrizione è stata interessata, al pari di tutte le altre, da gravi disservizi postali. Gli utenti ricevono oggi regolarmente la corrispondenza? Saranno chiusi uffici postali anche nel territorio di vostra pertinenza? La questione è stata affrontata perché questo problema ha coinvolto anche la nostra circoscrizione. Bisogna precisare, ovviamente, che l’interlocutore in atto è un privato, che in quanto tale non ci consente di poter affrontare la questione in modo diretto ed incisivo. Tuttavia, pur non ritenendo di entrare nel merito delle dinamiche interne all’Ufficio, è evidente che una situazione di tal genere è ormai più che insostenibile, anche e soprattutto tenuto conto dell’essenzialità di un servizio quale quello postale, che dovrebbe essere fornito alla collettività senza sbavature di alcun genere. Basti pensare che la maggior parte della corrisponden-
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Sull’ex Sanderson: “Bisogna,attendere che venga completata l’intera bonifica e dissequestrata dall’Autorità Giudiziaria. L’autorità portuale potrebbe essere interessata per crearvi una piattaforma logistica in funzione dell’ipotetico porto che si andrebbe a realizzare. Noi, ovviamente, auspichiamo ben altro”
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za, oggi, interessa la fatturazione di utenze relative a Luce, Gas e Telefonia e che questa è legata a delle scadenze ben precise, per cui qualsivoglia ritardo nella ricezione e, conseguentemente, nei pagamenti concorre a maturare ulteriori oneri per i cittadini oltre alla beffa di dover corrispondere anche la tassa sulla corrispondenza. La questione è, ormai, di carattere comunale per cui ritengo che gli interventi in tal senso debbano riguardare la Giunta che si dovrà prendere carico di intraprendere i contatti e trovare le soluzioni del caso. C'è qualche altra problematica che interessa il territorio della II circoscrizione che desidera attenzionare? Ad onor del vero potremmo scrivere volumi sui problemi che attanagliano il territorio ma anche su idee di indirizzo che il più delle volte la circoscrizione ha inteso fornire alla stessa amministrazione. Purtroppo il tempo è tiranno e mi riservo di poterli affrontare appena possibile.
Alessia Vanaria
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città a cura di Marilena Faranda
Ambiente
L’importanza del Compostaggio Movimento Politico
Nasce Missione Messina
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n parterre molto gremito quello che ha visto la presentazione di un nuovo progetto politico “Missione Messina”, all’Hotel Royal, Da parte dei Consiglieri comunali Daniele Zuccarello e Donatella Sindoni, per dare uno nuovo volto alla politica di questa città, non quella dei ladri, ma di chi si spende per i cittadini. Presenti molti curiosi anche di altri movimenti, gli onorevoli Panarello del PD e Picciolo dei DR, alcuni consiglieri, e la Presidente del Consiglio Comunale, Barrile. Ho scelto la data del 21 marzo, dice Zuccarello, non a caso, ma perché oggi è il solstizio di primavera ed il mio è un giorno di svolta, la mia svolta politica. Siamo qui per creare un Progetto Messina – progetto per la città, soluzioni per la città. Continua con emozione Donatella Sindoni, in Consiglio vi era un processo schizofrenico, non siamo noi ad aver deragliato da un percorso, ma altri hanno deragliato da un percorso solido. Vogliamo lavorare, davvero, per cambiare le cose in positivo.
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Il compostaggio, priorità per l’ambiente”, è questo il tema del convegno che si è tenuto nel Salone delle Bandiere del Comune di Messina, in collaborazione con MessinAmbiente S.p.a., per spiegare le pratiche del compostaggio degli scarti organici. La frazione organica dei rifiuti urbani rappresenta in Sicilia la maggioranza relativa, circa il 40% del totale dei rifiuti in termini di peso, ha spiegato il Commissario liquidatore di MessinAmbiente, Alessio Ciacci. Ancora più importante è in termini economici, visto che in Sicilia mancano impianti di compostaggio e spesso, purtroppo, il materiale finisce in discarica. Proprio per questo, è importante promuovere l’autocompostaggio o la piccola impiantistica, che possa ridurre lo spreco del materiale naturale con i problemi che
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comporta quando finisce nelle filiere dello smaltimento. Il vantaggio economico è anche delle famiglie, che, grazie agli sgravi fiscali previsti dal Comune di Messina, possono ridurre anche la propria “bolletta” a fine anno. Accanto alle tecniche del compostaggio domestico ed industriale, negli ultimi anni, anche a Messina, si sono avviate esperienze di compostaggio di “comunità”. E' un settore critico questo, spiega l'assessore Daniele Ialacqua, con politiche criminali e con enti pubblici in mano a soggetti poco raccomandabili. Nel settore del compostaggio, per fortuna, non partiamo da zero. Abbiamo fatto questo nuovo impianto di Pace, dove si potranno scaricare 30 mila tonnellate. La Regione, inoltre, ci ha dato i fondi, finalmente, per il porta a porta. 25 Marzo 2015
Settimana Santa
Mercato Piazza Casa Pia
Processione delle Barette
Variazione orario
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ono state illustrate a Palazzo Zanca le iniziative promosse a Messina per la Settimana Santa dalla Confraternita, con il patrocinio del Comune e della Diocesi. Gli appuntamenti sono stati presentati dall'assessore alla cultura, Tonino Perna; dall'esperto comunale per il turismo, Filippo Grasso; da Giacomo Sorrenti, Governatore della Confraternita S.S. Crocifisso, insieme a Nino Di Bernardo; e Renato Marullo, in rappres e n t a n z a dell'Arciconfraternita degli Azzurri. Il programma prevede giovedì 26, alle ore 17, un momento di preghiera con
Caritas Diocesana Coordinamento Disabilità, presieduto da Don Gaetano Tripodo; venerdì 27, alle 21, con Eustochia sulla via della Croce, Via Crucis dalla Chiesa delle Barette al Monastero di Montevergine: sabato 28, alle 18, aspetti storico scientifici della Sindone (evento organizzato con l'Arciconfraternita degli Azzurri). Venerdì 3, alle 18, secolare Processione delle Barette.
Eventi
Villa Dante
Luci nello Stretto
Orari di Apertura
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el corso di un incontro l'assessore alla Cultura, Tonino Perna, con Sebastiano Campagna, del dipartimento di Scienze chimiche dell'Università di Messina, ha illustrato a Palazzo Zanca la manifestazione “Luci nello Stretto”, organizzata in occasione dell'Anno Internazionale della Luce, il cui primo appuntamento si terrà lunedì 30, al Palacultura Antonello. Il 2015 è stato infatti proclamato dalle Nazioni Unite, su proposta dell'Unesco, l'Anno
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l dirigente il dipartimento Commercio, industria e artigianato del Comune, Carmelo Giardina, ha disposto per sabato 4 aprile, dalle ore 8 alle 20, l'anticipo, in via straordinaria, del mercato biologico di piazza Casa Pia. Il mercato si svolge di regola la prima domenica del mese e sarà anticipato per la concomitanza con la domenica di Pasqua. L'allestimento è consentito solo per le ditte già in possesso della relativa autorizzazione amministrativa.
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a domenica 29 sino al 26 aprile, villa Dante sarà aperta al pubblico dalle ore 8 alle 19,30. Dal 27 aprile al 20 settembre l'orario di chiusura sarà esteso alle ore 20.
Internazionale della Luce, in riconoscimento della natura inclusiva che ha la luce rispetto ai vari aspetti della scienza e della cultura. Il calendario dell'evento si articolerà in tre appuntamenti che si terranno, lunedì 30, il 13 ed il 20 aprile, al Palacultura. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Messina - 25 Marzo 2015 - Camera di Commercio
Incontro fra i vertici aziendali della Edipower di San Filippo del Mela per discutere del nuovo piano per i 170 dipendenti
foto Peppe Saya
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Provincia a cura di Marilena Faranda
Province o Liberi Consorzi
Si discute la forma, ma la sostanza è la dura realtà dei tagli
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ituazione nazionale: slitta a data da destinarsi il cronoprogramma per l’attuazione della Riforma delle Province, voluto dal Governo. Si era fissata per il 31 marzo p.v. la presentazione degli elenchi del personale da trasferire alle altre Amministrazioni, operazione questa che nessuno degli Enti ha rispettato. Un ritardo che non è soltanto responsabilità delle Province. Le Regioni hanno a loro volta ignorato le scadenze imposte per la riorganizzazione delle funzioni provinciali attraverso l'approvazione di leggi mirate. E senza riorganizzazione delle funzioni, non è possibile definire l'organico e di conseguenza gli eventuali esuberi e i trasferimenti. Sembra che il Governo voglia tagliare circa ventimila posti su circa 54 mila , gli elenchi dovrebbero definire il destino di tutti i dipendenti che non hanno i requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre 2016. Il Governo Renzi , intanto ha tagliato la spesa provinciale, con pesanti conseguenze sui servizi ai cittadini. Uno dopo l'altro, gli Enti si ritrovano sull'orlo del dissesto. Mentre i conseguenti ritardi nei pagamenti dei fornitori stanno mettendo in difficoltà numerose imprese private. In Sicilia, il prolungato commissariamento, figlio della riforma, ha provocato l'immediato taglio dei servizi ai disabili, a Messina, in particolar modo, la scure dei tagli si è abbattuta sul trasporto scolastico ai disabili. Ponendo la lente d’ingrandimento sull’iter normativo siciliano su questo tema, ieri, con i nove
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Il Presidente Cracolici si dice soddisfatto di questo testo, tutto siciliano, che, a suo dire, “è un testo solido, che tiene fermi i principi dello Statuto regionale e, al tempo stesso, attribuisce compiti specifici a Liberi Consorzi e Città Metropolitane”
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voti favorevoli della maggioranza (PD, DR,UDC, Art 4 e Megafono), contrari i due esponenti del M5S (Cappello e Siragusa), assenti alla votazione: Figuccia, Formica e Papale di FI, la Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, ha esitato il disegno di legge di riforma delle "ex Province" che prevede l'istituzione di sei Liberi Consorzi e tre Città Metropolitane. Le prime parole deI Presidente di detta Commissione, Antonello Cracolici: "È stato un lavoro complesso, adesso tocca all'Aula. Mi aspetto che a Sala d'Ercole si proceda con un confronto aperto ma sereno. È importante che il testo diventi legge al più presto, per permettere, già nella prossima estate, di chiudere la stagione dei commissariamenti e avere i nuovi assetti di governo degli Enti". Il Presidente Cracolici si dice soddisfatto di questo testo, tutto siciliano, che, a suo dire, “è un testo solido, che tiene fermi i principi dello Statuto regionale e, al tempo stesso, attribuisce compiti specifici a Liberi Consorzi e Città Metropolitane”. Lo stesso è fiducioso che già fra qualche mese, si potranno avere Sindaci metropolitani e Presidenti dei Liberi consorzi eletti e rappresentativi del territorio e si metterà fine alla pagina di quasi tre anni di commissariamenti e saranno garantiti i dipendenti delle ex Province. Quello che sarà, si spera a breve, in discussione all’Ars è un ddl che si è iniziato a discutere in I° Commissione Ars, lo scorso 3 febbraio. Da allora, si sono tenute 21 sedute per esaminare 48 articoli e circa 800 emendamenti. Il testo che l’Assemblea Regionale Siciliana esaminerà è la sintesi di 12 disegni di legge presentati sulla stessa materia. foto Peppe Saya
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abato 29 marzo alle ore 10.30 nell’aula Consiliare di Rometta, l’Amministrazione Comunale organizza un convegno dibattito in cui, alla presenza dei vertici regionali e provinciali della Protezione Civile, sarà illustrata la bozza del Piano di Protezione Civile e del relativo Regolamento. Parteciperanno, oltre alle Autorità civili e militari, gli amministratori ed i consiglieri comunali di Rometta e dei Comuni dell’area, le associazioni di volontariato di Protezione Civile presenti sul territorio. Dopo l'introduzione del Sindaco avv. Nicola Merlino, seguiranno le relazioni del Geom. Angelo Pennisi, Responsabile della Protezione Civile Comunale e dell’Assessore alla Protezione Civile del Comune di Rometta Pippo Saija. Di seguito gli interventi programmati dell’Ing. Paolo Saija, capogruppo consiliare “Vivi Rometta” e dell’ing. Bruno Manfrè Dirigente del Servizio Regionale della Protezione Civile per la provincia di Messina. Subito dopo, si aprirà il dibattito tra gli intervenuti e, in chiusura, le conclusioni del Dott. Calogero Foti Dirigente Generale della Protezione Civile Siciliana. Il Sindaco e l’Amministrazione comunale esprimono viva soddisfazione per il raggiungimento di un traguardo particolarmente impor-
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tante che consentirà finalmente anche a Rometta di dotarsi di uno strumento di fondamentale importanza qual è il Piano di Protezione Civile. Dopo questo passaggio preliminare, che, grazie agli interventi ed alle presenze qualificate dei maggiori esperti di Protezione Civile siciliani, permetterà di arricchire e perfezionare il lavoro predisposto dall’Ufficio e dell’amministrazione comunale, il Piano sarà sottoposto all’esame del Consiglio Comunale per la sua adozione. Successivamente, si darà corso alla necessaria fase di comunicazione ed informazione ai cittadini ed alle vere e proprie esercitazioni di Protezione Civile che dovranno coinvolgere tutta la cittadinanza in relazione a tutti i “rischi” che possono riguardare il nostro territorio. A tal fine, un ruolo fondamentale sarà svolto proprio dai cittadini, ad iniziare dagli studenti delle scuole romettesi, che saranno protagonisti anche di questa fondamentale materia e dalle tre associazioni locali di Protezione Civile. Il Piano e l’organizzazione saranno, poi, resi interattivi in modo tale che i cittadini abbiano costantemente tutte le informazioni e le interazioni possibili al fine di ottimizzare l’efficienza e soprattutto l’efficacia dello strumento.
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Sicila a cura di Dario Buonfiglio
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“Sblocca Sicilia” D
opo anni di malgoverno adesso arriva la drastica cura per ridurre il pesante deficit della regione siciliana. ll presidente Rosario Crocetta la chiama “Sblocca Sicilia” e speriamo che qualcosa si sblocchi davvero. Nella legge di stabilità sono previsti dei tagli consistenti al carrozzone siciliano: 754 dirigenti, 1770 dipendenti, 3800 forestali delle varie tipologie oltre a più di un centinaio dipendenti dei consorzi di bonifica e ente sviluppo agricolo e circa 500 del Corpo forestale. E infine un taglio di poltrone e incarichi di sottogoverno. Come riportato dal quotidiano “La Repubblica” «nel comparto agricoltura è prevista non solo la fuoriuscita a 63 anni di circa 3800 operai forestali secondo le norme pre Fornero e un contributo di accompagnamento alla pensione, ma si taglia anche di 1500 unità il contingente degli “antiincendio” destinandoli a manutenzione di foreste e falde acquifere ed entro il 2019 si tagliano della metà i 1250 agenti del Corpo forestale». I dieci istituti autonomi case popolari (Iacp) si accorpano nell’Agenzia unica Aspa, il Consiglio regionale dei beni culturali passa da 50 a 13 membri, scompaiono i collegi dei revisori dei parchi archeologi-
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ci, cancellati e accorpati agli altri, gli uffici per le gare d’appalto (Urega) di Trapani, Siracusa e Agrigento. Scompariranno diverse poltrone e non solo quelle dei consiglieri comunali. È prevista la creazione della centrale unica degli acquisti, che secondo le stime dell’assessore al Bilancio, Alessandro Baccei, porterà dal 2015 al dimezzamento della spesa per i farmaci e a un calo del 10 per cento di quello di dispositivi medici e del cinque per cento di beni e servizi. La ragioneria generale verrà controllata da un dipartimento dell’assessorato all’Economia, che metterà in evidenza gli effetti economici di spese ed entrate. Una serie di norme renderanno più semplici autorizzazioni ambientali e iter burocratici e coinvolgono i comuni e le ex province, come “organismi intermedi” nell’utilizzo dei fondi europei. Infine si concederanno al ribasso i contributi a teatri e orchestre, ma si creerà il fondo unico per lo spettacolo (Furs) da cinque milioni di euro. Per accedere al fondo tutti i teatri, dal Massimo di Palermo al Bellini di Catania, dovranno rinunciare ai contratti integrativi dei dipendenti, circa 1000 persone.
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Finanziaria
Ardizzone: “Baccei pensi a tutelare la Sicilia”
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La Sicilia non è la Grecia e lui non è la Troika. Baccei dimentica di essere un assessore del governo regionale siciliano, con il precipuo compito di garantire alla nostra Isola le risorse che, per Costituzione e Statuto, le sono dovute e che non sono una cortesia del governo nazionale nei nostri confronti. E proprio su quest’ultimo aspetto, mi pare che fino a oggi ci siano stati troppi silenzi da parte di Baccei, anche quando, con semplici colpi di penna, lo Stato, come per magia, ha sottratto unilateralmente ingenti risorse. Lo dichiara il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone. “Il forte squilibrio dei conti regionali – riprende - è in massima parte riconducibile a decisioni statali che hanno creato, nel tempo, condizioni di forte criticità nelle finanze della Regione. L’assessore Baccei dimentica che nel 2007 lo Stato, unilateralmente, ha innalzato al 49,11% la quota di compartecipazione della Regione al Fondo sanitario, sottraendoci 600 milioni di euro l’anno. Ci restituiscano queste somme perché ci spettano e non per cortesia”. “E che dire del contributo di 1,2 miliardi per il 2015 richiesto alla Sicilia per il risanamento dei conti pubblici nazionali? Un importo iniquo se rapportato a quelle delle altre regioni a Statuto speciale. Stesso discorso per la continua erosione dell’Irpef relativa ai redditi prodotti in Sicilia. Nonostante l’articolo 36 dello Statuto siciliano attribuisca all’Isola la totalità delle entrate tributarie erariali riscosse nel territorio, lo Stato ha progressivamente incamerato parte crescente di questo gettito, trasferendo al di fuori della Regione gli uffici finanziari addetti alla riscossione. Le ultime stime ci dicono che il ‘danno’ è di circa 3 miliardi di euro l’anno. Un esempio? Il trasferimento a Latina del centro di riscossione per i dipendenti pubblici: meno 250 milioni. E ancora, l’assorbimento del Banco di Sicilia e Sicilcassa da parte di Unicredit con trasferimento del centro a Milano: meno 150 milioni. Anche queste somme devono tornare nelle casse della Regione. Senza se e senza ma”. “Baccei – conclude - ha il dovere di proporre un bilancio e una legge finanziaria che consentano il risanamento economico della Regione e soprattutto lo sviluppo della nostra Isola. Tutto il resto sono chiacchiere in libertà”.
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Cambio tra la Brigata “Garibaldi” e la “Julia” Presso la base di Camp Arena, a Herat, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento tra la Brigata bersaglieri “Garibaldi” e la Brigata alpina “Julia” alla guida del Train Advise Assist Command West, il Comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione Ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support. Il Generale di Brigata Maurizio Angelo Scardino ha ceduto il Comando al parigrado Michele Risi alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, del Comandante delle Forze NATO in Afghanistan, il Generale statunitense John F. Campbell, dell’ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e delle massime autorità civili e militari afghane della provincia di Herat. ”Gli ultimi anni sono stati centrali per questo Paese – ha sottolineato nel suo intervento il Generale Graziano - con importanti miglioramenti in tutti i settori, politico economico e sociale”. Il Capo di SMD ha inoltre aggiunto che “il fatto che la nuova missione Resolute Support sia definita non combat non significa che non vi siano più rischi specialmente in considerazione del fatto che la minaccia del terrorismo e l’estremismo è cresciuta a livello globale”. Nel corso del proprio mandato la “Garibaldi” è stata impegnata nel delicato compito di transitare dalla missione ISAF (International Security Assistance Force), terminata il 31 dicembre 2014, alla missione Resolute Support. Dal 1° gennaio 2015 il nuovo impegno della NATO in Afghanistan, infatti, non è più connesso a compiti diretti di partecipazione alle operazioni ma si estrinseca attraverso attività di addestramento, consulenza e assistenza condotte da team di specialisti a favore dei vertici operativi delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF). In tale ambito il Contingente militare si è notevolmente ridotto in funzione dei nuovi compiti assegnati dalla NATO e della leadership nel controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza afgane. “La transizio-
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ne non si compie con un singolo evento ma è un processo evolutivo che si realizza per passi successivi” ha affermato il Generale Scardino rivolgendosi ai colleghi afgani, “le ANDSF hanno assunto la responsabilità della sicurezza e noi siamo qui, tutti insieme, per attuare una strategia condivisa che porti ad un Afghanistan stabile e sovrano; questo è un segnale di successo”. Gli Advisors del TAAC W hanno condotto attività di addestramento (Training) a favore delle ANDSF perseguendo un duplice obiettivo: rendere le Forze di Sicurezza afghane autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale, con la formazione di nuovi istruttori (processo denominato “Train the Trainers”); formare ed addestrare “specialisti” in materia di intelligence, di contrasto agli ordigni improvvisati, di impiego di mortai ed artiglierie, di controllo dello spazio aereo ed altro ancora, con corsi mirati, seminari e simposi. I corsi completati sono stati 85 per un totale di circa 1500 istruttori e specialisti certificati. Le attività di consulenza (Advising), focalizzate sulla funzionalità, sui sistemi, sui processi interni nonché sullo sviluppo organizzativo delle forze e mirate al raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità delle stesse, sono state oltre 7000 per un totale di circa 22.000 ore. Contestualmente alla riconfigurazione del Contingente per l’assolvimento dei compiti della Missione Resolute Support, gli uomini e le donne alle dipendenze del Generale Scardino hanno proseguito il piano di rientro in patria di mezzi e materiali, denominato Itaca 2, che ha rappresentato uno sforzo logistico senza precedenti dal termine della seconda guerra mondiale. La “Garibaldi” ha inoltre profuso un notevole sforzo anche in attività di cooperazione civile e militare con la realizzazione di 17 opere infrastrutturali e di 47 progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di ricostruzione del paese proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia. Prima di ogni altro atto protocollare il Generale Graziano, accompagnato dal Generale Campbell e dal Generale Scardino, ha deposto una corona in omaggio ai 54 caduti italiani ed a quanti, afghani ed appartenenti alle forze della coalizione, hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della libertà e della prosperità dell’Afghanistan.
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Botero a Palermo, unica tappa italiana della mostra
"Via Crucis, la pasiòn de Cristo"
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stata presentata a Palazzo Reale di Palermo “VIA CRUCIS la pasión de Cristo”, la mostra di Fernando Botero. Dopo aver fatto tappa a New York, Medellin, Lisbona e Panama, l’esposizione dell’artista colombiano (costituita da 27 dipinti ad olio e 17 disegni) sarà l’unica tappa italiana e verrà ospitata nelle Sale di Duca di Montalto di Palazzo Reale dal 21 marzo al 21 giugno 2015. La mostra è promossa dall’Assemblea regionale siciliana, dalla Fondazione Federico II e dal Museo de Antioquia col patrocinio dell’Ambasciata Colombiana in Italia. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II Giovanni Ardizzone, l’ambasciatore colombiano in Italia, Juan Sebastián Betancur, il direttore del Museo di Antioquia Ana Piedad Jaramillo Restrepo e il direttore generale della Fondazione Federico II, Francesco Forgione. “Ospitare le opere del maestro Botero ed in particolare il ciclo legato al tema della Via Crucis – ha dichiarato il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone – rappresenta un importante momento per la crescita e la diffusione della cultura in Sicilia. La nostra Isola, da sempre crocevia di mondi e tradizioni apparentemente inconciliabili, è luogo millenario di sinergie culturali tra popoli e paesi mediterranei e adesso, nel caso della mostra di Botero, tra la Colombia e
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l’Italia. Fernando Botero rappresenta oggi una delle massime espressioni dell’arte contemporanea mondiale - ha concluso Ardizzone - le sue opere testimoniano una continua e profonda riflessione sul mondo, dove gli eventi hanno come fulcro narrativo l’uomo con le sue azioni, ridimensionando il ruolo del potere, spesso rappresentato come esempio di goffa quanto futile manifestazione dell’egoismo umano”. La Via Crucis è un rito che propone una riflessione sul percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota. Durante la Settimana Santa i cristiani pregano di fronte a quattordici immagini, dette “stazioni” della passione di Cristo. “Le opere di Botero raccolte per l’esposizione – ha detto il direttore del Museo di Antioquia Ana Piedad Jaramillo Restrepo - rappresentano una svolta nella carriera dell’artista. Tra le caratteristiche principali della serie, il fruitore abituale dell’opera di Botero troverà la consueta maestria nell’elaborazione della composizione e dei colori, tuttavia ravvivata e resa più incisiva dal contrasto con l’asprezza che accompagna l’elaborazione del tema della sofferenza di Cristo. Compaiono ancora una volta i riferimenti a capolavori dell’arte universale e ad altre opere di Botero, insieme con personaggi antichi e moderni gli uni accanto agli altri e alla combinazione di scenari tratti dal passato e spazi contemporanei. “Per noi – ha detto il direttore generale della Fondazione Federico II Francesco Forgione - si tratta di una nuova tappa nel nostro percorso di sviluppo e crescita della promozione artistica e culturale da offrire alla Sicilia”. La Fondazione Federico II ha realizzato per l’evento un sito dedicato (www.boteroapalermo.it) dove è possibile trovare tutte le informazioni di carattere artistico, logistico ma anche tante curiosità su Fernando Botero.
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Pasqua. Il mito e gli orizzonti simbolici
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n occasione delle imminenti festività pasquali la Biblioteca Regionale Universitaria “Giacomo Longo” di Messina organizza la mostra “Pasqua. Il mito e gli orizzonti simbolici”, nella quale saranno esposti materiali vari sulla Pasqua tradizionale in Sicilia: molti volumi - alcuni assai rari - provenienti dai fondi della Biblioteca; circa cinquecento splendide fotografie sulle feste di Pasqua in Sicilia, alcune esposte in stampa altre proposte in una suggestiva sequenza di slides, tratte dai portfolio di due straordinari fotografi siciliani, il messinese Attilio Russo e il siracusano Giuseppe Muccio; numerosi manufatti di arte popolare aventi come tema il ciclo pasquale (croci in osso e avorio, pitture su vetro, madreperle incise, statuaria devozio-
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nale, dolci, ceramiche, oggettistica varia) appartenenti a una collezione privata; attraverso tali manufatti viene proposta una mappa dell’iconografia popolare siciliana sui vari momenti del ciclo pasquale: Ultima Cena e istituzione dell’Eucaristia, Via Crucis, Passione, Crocifissione, Morte e Risurrezione di Gesù; al contempo alcuni reperti documentano la presenza del simbolismo pasquale nei più svariati ambiti espressi nelle diverse forme della cultura popolare. Un’ampia scheda introduttiva sull’articolata polisemia del ciclo pasquale, redatta da Sergio Todesco, introdurrà alla conoscenza degli aspetti antropologicamente apprezzabili di questa festa.
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foto di Antonio De Felice
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Messina - 21 Marzo 2015 Iniziativa promossa dal Kiwanis Messina e dal Liceo Artistico Ernesto Basile
Creatività e solidarietà
L’uovo che sia di cioccolato, dipinto o di carta pesta rappresenta nel mondo intero la Pasqua. Il Kiwanis Messina e il Liceo Artistico Basile hanno pensato visto l’arrivo delle feste pasquali di promuovere una mostra di uova di struzzo che dipinte dal pittore Togo e dai giovani dello stesso istituto, sono diventate vere e proprie opere d’arte.
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enerdì 27, con partenza alle ore 21.00, si terrà la tradizionale Via Crucis organizzata dalla Parrocchia - Santuario “Santa Maria del Carmine”. Per il secondo anno consecutivo, l'itinerario si snoderà lungo la storica Scalinata S. Barbara. La prima stazione sarà all'incrocio tra Via Antonino Martino e Viale Cadorna. La scenografica scalinata S. Barbara, fiancheggiata da una cortina continua di edilizia abitativa del ‘700 e dell’’800, dalla via Tommaso Cannizzaro conduce alla barocca chiesetta della Madonna della Rosa ed al sovrastante Viale Italia. Rappresenta un prezioso brandello superstite di sistemazione urbana pre-terremoto e, a ridosso dell’antico borgo del Tirone, porzione significativa di tessuto urbano settecentesco ed ottocentesco della città. Prende il nome di “S. Barbara” perché prima del sisma del 1908, sulla rampa iniziale nell'omonima attuale piazza, affacciava il complesso religioso monastico alla santa dedicato.
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Messina prosegue il Dialogo interreligioso
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’domenica 22 marzo. L’ora è insolita. Sono le quindici. Ma al Tempio buddista di Messina (Scala Ritiro) c’è il ven. Dhamma Vijaya Thero, un monaco che viene dallo Sri Lanka, per la cura religiosa degli srilankesi che prestano la loro benefica opera tra noi a Messina. Il Venerabile è stato prima in Giappone e poi tanti anni in Germania. Da quattro anni vive a Messina. I lettori sanno che il SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) promuove qui a Messina sia il dialogo tra cristiani (interconfessionale) sia col mondo ebraico, con i musulmani, con i buddisti e altri ancora (dialogo interreligioso). Si tratta ogni volta di occasioni per conoscerci reciproca-
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mente e per focalizzare quei temi cardini che dovrebbero stare alla base di ogni pacifica convivenza tra i popoli. Il sorridente Venerabile ci ha accolti con calore, ci ha messi a nostro agio, ci ha fatto dare un’occhiata al luogo più sacro, dove per entrare bisogna togliersi le scarpe, e dopo un brevissimo momento di preghiera ha cominciato a raccontare di sé (51 anni, monaco da 37), dei propri studi, dell’avere appreso l’italiano senza l’aiuto di alcuno per poter interloquire facilmente con gli italiani. Ottimo risultato, perché è stato comunicativo abbastanza. Gli avevamo chiesto di parlarci della “Custodia della Terra-mondo” e non ha deluso le attese, avendo inserito l’argomento nel contesto della dottrina buddista. Augurando buon giorno o buona sera noi esprimiamo il bene che ci circonda. Non c’è in assoluto il cattivo tempo o il tempo buono. C’è il tempo che scorre bene se ciascuno sa comportarsi bene. Il mondo è un continuo succedersi di causa ed effetto. A causa buona segue un buon effetto che si perpetua fin quando un’azione cattiva (rabbia, odio, ignoranza, desiderio di possedere, ecc.) non interrompe il loro benevolo succedersi. Si tratta della causalità etica. L’intensità della gioia e del dolore che sentiamo risultano direttamente dalle nostre azioni. Fondamento della moralità è il “Karma”. Il valore etico di ogni atto è determinato dall’intenzione che lo motiva. In termini più semplici, le buone azioni danno frutti buoni, cioè piacevoli, mentre quelle cattive danno frutti dolorosi. Nessuno è diverso dall’altro. Tutti siamo uguali e tutti possiamo soffrire o essere felici. Basterebbe fondarsi sulla roccia perché la nostra vita mantenga in sé la forza che abbiamo dentro, la calma, la pazienza. Né vento, né tempesta potranno sradicarci. La vita si compone di quattro fondamentali elementi: aria, acqua, fuoco, terra. La vita è impermanente. E’ in continua evoluzione, muore e rinasce, in parte è visibile ma per la gran parte è talmente microscopica da non potersi osservare. Per questo l’attaccamento è una emozione negativa insieme all’odio (rabbia) e alla ignoranza. Sono come tre veleni che producono sofferenza. Ma se ci mettiamo concentrazione e calma, cioè se ci dedichiamo alla meditazione per il tempo che ci è possibile, allora riusciremo a capire da cosa sono causate le negatività che ci fanno soffrire. Una serena e profonda meditazione genera una comprensione più chiara e più precisa della vera natura della realtà, del carattere temporaneo, insoddisfacente e impersonale di ogni cosa, che procura un sentimento di altruismo, di compassione e di attenzione nei confronti di ogni essere. Insomma con la meditazione si cerca di svuotare la mente, il pensiero, le emozioni per esercitarsi nella pazienza, nella gentilezza, nella bontà, nel dare amicizia. Altri possono darci consigli e guidarci, ma dobbiamo poi farcela da soli. Più libera è la nostra mente più facilmente potremo vedere la nostra prossima vita. Carmelo Labate 25 Marzo 2015
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La musica a Messina sotto i Bombardamenti
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oinvolgente e partecipato incontro tematico quello svolto al Liceo Seguenza dal titolo “Suoni tra le macerie. Dalla musica di propaganda al boogie woogie degli americani”, un originale percorso curato dal prof. Cesare Natoli sui temi musicali ascoltati alla radio a Messina durante il periodo dei bombardamenti nel 1943. Dopo i saluti iniziali della preside, prof.ssa Maria Rosaria Mangano e delle docenti Letizia Palumbo e Rossana Pollicino, coordinatrici del calendario degli “Incontri in Biblioteca”, è stato il prof. Enzo Caruso ad introdurre il collega attraverso un breve filmato sulle violente incursioni aeree degli alleati sullo Stretto. E’ stata quindi la volta di Cesare Natoli che si è soffermato sul rapporto tra musica, politica e società a Messina e in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, un vero e proprio itinerario storico e sociologico, attraverso la lente di ingrandimento costituita dalla musica e dalla produzione artistica dell’epoca: dai brani di propaganda come “Vincere” alle “Canzoni della Fronda” che intendevano satireggiare il regime, passando per la celebrazione degli affetti con “Caro papà o “Cara mamma”, fino ad arrivare al Boogie woogie e allo swing, portatori di rinnovata speranza e spensieratezza dopo gli orrori della guerra. Particolarmente suggestiva la conclusione della relazione, durante la quale Natoli ha presentato un video realizzato con immagini di Messina sotto i bombardamenti, accompagnandone la visione con l’esecuzione di “Ora triste”, struggente brano per pianoforte del compositore messinese Riccardo Casalaina. Interessante, al termine dell’intervento, le testimonianze del dott. Renato Colosi, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e del prof. Giulio Santoro, che hanno emozionato il numeroso pubblico presente con i loro toccanti ricordi di ragazzi, testimoni oculari della grande tragedia della guerra. Finale a sorpresa quindi con la “Tammurriata nera” eseguita da Cesare Natoli (pianoforte) e Enzo Caruso (chitarra e voce) che, attraverso le parole del testo, scritto nel 1945, descrive il “curioso” fatto della nascita di un “criaturo niru niru”, nato dall’unione tra una ragazza napoletana e un soldato americano di colore che, per nascondere l’evidenza, “a Mamma ‘o chiamma Ciro, sissignore, ‘o chiamma Ciro”!
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Musica
Il jazz del Vijay Iyer Trio al Palacultura Anton
Musica: emozioni e comun
foto Nanda Vizzini
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n concerto, senza dubbio, intenso di note e di emozioni quello del Vijay Iyer Trio, andato in scena ieri sera al Palacultura Antonello. Un appuntamento eccezionale, uno dei più rappresentativi del pensiero di fondo della stagione 2014-2015 della Filarmonica Laudamo, che quest’anno ha dimostrato di ritenere necessario e doveroso guardare al futuro, alle nuove generazioni, a ciò che succede nel mondo della musica in questo preciso momento storico, a prescindere dai media. L’obiettivo è stato raggiunto al meglio grazie anche alla splendida performance di una band come il Vijay Iyer Trio tra le più acclamate al mondo. Vijay Iyer è considerato, infatti, il più grande talento del jazz contemporaneo, colui che ha inventato un vero e proprio personale linguaggio pianistico e non solo. Eletto più volte “pianista dell’anno” dalla Jazz Journalist Association, referendum dei più autorevoli critici in circolazione, nel 2012 ha ricevuto da Downbeat una “quintuple crown” senza precedenti nella storia della rivista jazz più prestigiosa: Musicista dell’anno, Pianista dell’anno, Album dell’anno, Compositore dell’anno, Gruppo dell’anno. Iyer, che è anche professore ordinario al Department of Music della Havard University, è stato insignito, inoltre, del “Genius Grant” della MacArthur Fondation, uno dei più importanti riconoscimenti americani in assoluto, che riguarda tutte le categorie della conoscenza, in cui si investe nelle straordinarie potenzialità di un soggetto per il benessere futuro del pianeta. Per la Filarmonica Laudamo questo talento naturale, avvicinatosi alla musica da autodidatta,
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nello
nicazione
“Provo sempre ad ascoltare tutto e tutti nel luogo in cui suono. Si cerca di ascoltare tutti e di connettersi con loro. È qualcosa che riguarda l’empatia. È qualcosa che riguarda la comunicazione. Questa è la vera priorità per me” 25 Marzo 2015
si è esibito con il suo trio storico, composto da Stephan Crump al contrabbasso e Marcus Gilmore alla batteria, con cui ha inciso due album ormai leggendari “Historicity” e “Accelerando”. Ieri sera il magico Trio ha presentato al numerosissimo pubblico presente in sala il terzo album della sua storia dal titolo Break Stuff, appena uscito per la famosa etichetta ECM, e proposto in anteprima qualche giorno fa al Metropolitan Museum di New York nella nota sala del Tempio di Dendur, allestita appositamente. Un titolo che spiega Iyer nelle liner notes deriva da quello che succede quando si suona dopo che gli elementi formali della musica sono stati già affrontati. “Una pausa (break) in musica” dice Iyer “è ancora musica. Sul pentagramma una pausa può sembrare qualcosa in cui non succede niente, mentre invece può essere il momento in cui tutto prende vita”. Molteplici i temi del nuovo album: alcuni nascono da Open City, poema musicale basato su un libro di Teju Cole, un altro preso in prestito dalla musica techno di Robert Hood, altri dalla Break Stuff Suite, realizzata per il MoMa di New York. Vijay Iyer ripercorre, così, la strada degli album leggendari, Historicity e Accelerando, ma affronta anche altri territori, in nome solo della musica. Quest’ultima sembra nascere e rinascere continuamente da se stessa, dando l’impressione di poter essere multidisciplinare anche solo attraverso se stessa. Il vero carattere multidisciplinare del progetto di Iyer sta, forse, molto più semplicemente nella sincera condivisione dell’atto creativo, nella straordinaria volontà di comunicare di questo artista. “Provo sempre ad ascoltare tutto e tutti nel luogo in cui suono, non solo me stesso, o quelli che sono sul palco. Si cerca di ascoltare tutti e di connettersi con loro. In un certo senso è un atto sociale. È qualcosa che riguarda l’empatia. È qualcosa che riguarda la comunicazione. Questa è la vera priorità per me. Suono con gli occhi chiusi, ma non perché sto ignorando tutti, in realtà è perché sto cercando di sentirli”. Queste le parole che meglio di tutte spiegano quel che per Vijay Iyer è il grande potere comunicativo della musica. Il concerto non è mera esibizione di talento: l’atto creativo ha in “potenza”, per dirla all’Aristotele, la volontà di comunicazione, ma quando esso diventa atto comunicativo il potere della musica non finisce lì. Si cerca, infatti, di creare una straordinaria empatia con l’ascoltatore, dando vita a quel che è e resterà sempre, grazie alla “signora” musica, uno scambio ininterrotto di emozioni tra l’artista ed il suo pubblico. Alessia Vanaria WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Francesco Cafiso in concerto con Mauro Schiavone Messina, venerdi’ 27 Marzo al parco Horcynus Orca Secondo appuntamento di “Musica nomade”
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n concerto tutto in acustico, nella sala Vincenzo Consolo, climatizzata e in legno proprio per esaltare la timbrica e la personalità dei musicisti. Dopo il successo del concerto di Giuseppe Milici Trio, ecco venerdì 27 marzo alle ore 21 al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro l’appuntamento con il grande sassofonista Francesco Cafiso, che, in duo con Mauro Schiavone al piano, presenterà “3”, unico “cofanetto” con tre nuovi album del sassofonista siciliano - “Contemplation”, “La banda” e “20 cents per note” – ai quali hanno partecipato oltre cento musicisti, compresi 33 componenti della London Symphony Orchestra, ed è il primo lavoro discografico costituito interamente da composizioni originali di Cafiso. Il concerto di Francesco Cafiso – che sarà seguito dalla possibilità di cenare con gli artisti nel ristorante del Parco – è in cartellone per la rassegna “Musica nomade - Festival delle musiche contemporanee del Mediterraneo” diretta da Giacomo Farina e organizzata dalla Fondazione Horcynus Orca in collaborazione con Talento Dinamico. In occasione del concerto saranno visitabili gratuitamente, tra le 17.00 e le 20.00, le sale della Torre degli Inglesi, dedicate ad alcuni artisti presenti nel Fondo d’Arte Contemporanea Mediterranea della Fondazione (nucleo del nascente museo Macho). “Musica nomade” – rassegna che fa parte della stagione “lunga” dell’Horcynus - proseguirà il 30 aprile con il più apprezzato chitarrista jazz siciliano, Francesco Buzzurro, mentre il 16 maggio sarà la volta del progetto “Percolator”, in bilico tra etnica e musica elettronica, presentato da Melo Mafali e Antonio Oliva; si concluderà il 22 maggio, con il duo Dario Deidda e Giovanni Amato, basso e tromba in chiave jazz.
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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo
Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa Intanto c’è Monica Vitti, poi c’è Monica Vitti ed infine, ma non per importanza, c’è Monica Vitti. Non siamo impazziti, ma Monica Vitti è Monica Vitti, tra le più grandi attrici di sempre e interprete assoluta di personaggi rimasti indelebili nella memoria. Uno di questi è Ninì Tirabusciò; film del 1970 di Marcello Fondato, racconta la storia della famosa “mossa”, ovvero, il colpo d’anca reso celebre dalla diva Maria Ciampi. Ambientato nel primo ‘900, la storia parla di Maria Sarti (Monica Vitti), giovane e intraprendente ragazza romana che credo nel progresso e vuol sfondare nel varietà. La sua carriera, però, non decolla è infatti più famosa per gli spettacoli insieme ai cani ammaestrati che per vere esibizioni teatrali. Nel frattempo Maria conduce una vita fatta di proteste sociali, dove viene spesso fermata dalle autorità, e amore. Il primo è quello per Antonio (Carlo Giuffrè), artista anche lui, una sera in un locale del centro Antonio si sta esibendo insieme ad una cantante non esattamente intonata, il pubblico fischia e sfotte, Maria coglie la palla al balzo per prendersi la scena; canta la famosa “Ninì Tirabusciò” e nel finale inventa la mossa, movimento secco ed in avanti delle anche. Pubblico in visibilio ed ecco che nasce una stella. La vita di Maria, divenuta per tutti Ninì, si snoda tra il successo e l’amore, perso Antonio partito in cerca di fortuna in America; c’è Paolo di Sergeno (Claude Rich), conosciuto a Torino, città nella quale si era trasferita, e col quale frequenta feste altolocate e borghesi, in una di questa danno scandalo ballando il famoso ballo proibito, il tango argentino. Da qui scandalo chiama scandalo, insultata da una baronessa decide di sfidarla a duello; a fil di spada ed a seno nudo. La storia finisce quando un altro amore di Ninì se ne va, Francesco (Pierre Clementi) giovane futurista parte per l’inizio della Prima Guerra Mondiale; lei lo saluta con la sua “Ninì Tirabusciò” in stazione. Non c’è solo la storia di Maria nel film, c’è l’Italia della monarchia, con i suoi vizi e le sue virtù, i segreti e gli scandali; e un mondo dello spettacolo che sta prendendo sempre più vita e fama. Poi c’è Monica Vitti, forse non lo avevamo detto, ma c’è una Monica Vitti già grande interprete e padrona della scena in un film tra i meno famosi ed importanti ma dove tutta l’arte di un’attrice unica è in mostra.
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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo
CURIOSITà L’anno che verrà “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’…” chi non conosce il famosissimo attacco di una delle ballate più famose di Lucio Dalla, “L’anno che verrà”. Il brano del 1979 è un complesso ed intimo racconto, in stile epistolare, di quello che era l’Italia della fine degli anni ’70. Un Paese che veniva fuori dal decennio di piombo, dove la guerra civile sembrava essere alle porte e la si chiamava terrorismo per non chiamarla guerra; dove il boom economico era stato fortissimo negli anni ’60 ed ora che si entrava negli ’80 non si capiva bene se la ricchezza sarebbe tornata tra tassi di inflazione smisurati e politica dell’apparire. Un’Italia così quella che racconta Dalla, lo fa con la sua dolcezza nei modi e nel linguaggio, con uno stile musicale da ballad tipica degli anni ’70. “Si esce poco la sera compreso quando è festa, e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra…” C’è poco da aggiungere, o forse niente, ad un testo del genere perché dice tutto e si spiega da sé; racconta come di un Paese in guerra, ed invece parla di casa nostra e delle nostre strade in cui c’era una inconscia paura di vivere. “Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stanno già aspettando. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno” Qui Dalla comincia il suo scritto pregno di sana ironia, quel sembrare di non dire nulla quando invece stai dicendo tutto; l’anno della canzone è il 1979 lui parla del nuovo anno che arriverà come di un cambiamento anche mentale, tutto sarà diverso e saremo tutti più felici. Il sarcasmo è vivo, ed è un’arma in mane sagge perché riesce a fargli dire le cose che bisognava dire in quel momento storico; parla di tutto e di futuro, non solo di speranza personale ma di libertà e di evoluzione. “E si farà l’amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto ad una certa età…vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico…cosa si deve inventare per poterci ridare sopra e continuare a sperare” Eccolo Dalla, ironico e pungente. Parte chiave della canzone, parla di sesso e amore quando non c’era la libertà di oggi; l’amore ognuno come gli va sembra un chiaro riferimento all’amore omosessuale, ed anche sul celibato dei preti non manca di dare una stoccata. Infine c’è la speranza che si mischia alla consapevolezza che quel mondo forse non muterà… “E se quest’anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io. L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità”.
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L’anno che verrà 25 Marzo 2015
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parole in blu a cura di Alessia Vanaria
CURIOSITà
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homas Edward Lawrence, detto “Lawrence d’Arabia” o “Lawrence del deserto”, scrittore e militare inglese, nacque a Tremadoc (Galles) nel 1888. Studiò ad Oxford e divenne un grande archeologo. All’età di 21 anni partì per l’Oriente, dove visitò la Siria e la Palestina. Quei luoghi e quell’ambiente lo affascinarono tanto che tra il 1910 e il 1913 vi compì altri quattro viaggi, imparando con straordinaria facilità i dialetti indigeni. Scoppiata la Prima guerra mondiale, Lawrence venne mandato al Cairo come ufficiale dei servizi segreti britannici e divenne famoso per aver organizzato la rivolta degli Arabi contro la Turchia. L’opera di Lawrence fu di primaria importanza nel dare alle indisciplinate e spesso rivali tribù beduine una sufficiente coesione e una coscienza patriottica. Le avventure del giovane durante quella campagna furono innumerevoli, ma alla fine della guerra le speranze degli Arabi, alimentate dal governo inglese e da Lawrence stesso, furono duramente deluse. Né a Versailles, alla conferenza della pace nel 1919, né al Cairo, nel congresso sulla situazione araba, convocato due anni più tardi, si realizzò l’aspirazione dei combattenti del deserto a uno Stato arabo unitario, da crearsi nei territori dell’ex Impero Ottomano. Lawrence amareggiato decise allora di sparire, mutando vita e nome. Nel 1922 divenne l’aviere di seconda classe John Ross, aggregato alla RAF, e nel 1925 tornò in Oriente, ma non in Arabia, bensì in India e in Afghanistan. È proprio in questi anni di ritiro a vita privata che Lawrence scrisse i Sette pilastri della saggezza, un libro autobiografico che ebbe immediato successo sia per il contenuto sia per lo stile estremamente personale. Charles Hill, un diplomatico britannico, lo definì “un romanzo che viaggia sotto la copertura di un’autobiografia” catturando una versione altamente personale degli eventi storici descritti nel testo. Il titolo deriva dal “Libro dei Proverbi”, 9, 1: “La sapienza ha costruito la sua casa e vi ha scavato i suoi sette pilastri”. Prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, Lawrence aveva cominciato a lavorare ad un libro scientifico su sette grandi città del Medio Oriente che si sarebbe dovuto intitolare I sette pilastri della saggezza. Quando scoppiò la guerra, il testo era ancora incompleto e l’autore disse di aver distrutto il manoscritto. Successivamente, durante la rivolta araba del 1917-18 Lawrence basò il suo centro operativo nel Wadi Rum, ora parte della Giordania, ed una delle rocce più impressionanti venne da lui chiamata I sette pilastri della saggezza, titolo evocativo che scelse poi di utilizzare per il suo libro di memorie. Da quest’ultimo, pubblicato integralmente solo nel 1936, sarà tratto un film che ha reso celebre questa incredibile e romantica figura di eroe moderno. Nell’opera Lawrence rievoca le sue battaglie e racconta i motivi profondi che hanno mosso le sue azioni. Non è, tuttavia, solo un libro di memorie di guerra e d'avventure esotiche. Sulla narrazione epica prevalgono, infatti, il senso di poesia, di profonda riflessione sull'animo umano, la contemplazione del fascino e della profondità della cultura orientale, l'ammirazione per un popolo indomito, il fascino e i misteri d'Arabia. Il diario, dunque, di un uomo che, entrato nella leggenda, morì a Bovington Camp (Dorsetshire) nel 1935.
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Forse la più profonda scienza dell'amore è amare ciò che si disprezza.
Bristol, 13 aprile 1769 Londra, 7 gennaio 1830 25 Marzo 2015
Lawrence
Ti amai, e così attrassi queste maree di Uomini nelle mie mani E scrissi le mie volontà Per tutto il cielo e le stelle Per procurarti la libertà, La casa dai sette pilastri che ti si addice Affinché i tuoi occhi potessero Splendere brillanti per me Al mio arrivo
Thomas Edward
Tutti gli uomini sognano. Non però allo stesso modo. Quelli che sognano di notte nei polverosi recessi della mente si svegliano al mattino per scoprire che il sogno è vano. Ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi, giacché ad essi è dato vivere i sogni ad occhi aperti e far sì che essi si avverino.
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RE sano
Mangia
a cura di Mimmo Saccà
Da nocciole a salmone, ecco cibi per 'scacciare' stanchezza
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angiare e ritrovare energia facendo al tempo stesso attenzione alla linea? E' possibile, evitando cioccolata, bibite frizzanti o energy drink e ricorrendo invece a 10 cibi sani e che aumentano i nostri livelli di energia in maniera naturale, aiutandoci a scacciare la stanchezza. Ad elencarli, in un articolo online sul Daily Mail, l'esperta di nutrizione Lee Holmes. Si parte dalle nocciole, che se mangiate crude e senza sale danno all'organismo un importante impulso di energia e sono ricche di sostanze nutrienti. Poi c'è lo yogurt, ricco di probiotici, che aiutano una corretta digestione dando all'organismo la possibilità di prendere il meglio dal cibo e combattere così la stanchezza. Terzo il salmone, ricco di proteine, vitamina B6, niacina e riboflavina, che aiutano a convertire il cibo in energia, dando una sveglia
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'sana' all'organismo. Poi ci sono i funghi, che forniscono un'importante dose di ferro, essenziale per il trasporto di ossigeno nel sangue. Senza un apporto di ossigeno efficiente ai nostri organi principali, possiamo sentirci stanchi e letargici. Nella top ten anche gli spinaci, con un contenuto alto di ferro, magnesio e potassio. Il magnesio in coppia con il potassio permette la digestione efficace nello stomaco e la regolazione della funzione dei nervi e dei muscoli. Poi, semi di zucca e girasole, ricchi di magnesio, le patate dolci, con ferro, potassio, magnesio, vitamina C e vitamina D, che contribuiscono ad aumentare i livelli di energia, l'acqua, che aiuta a portare sostanze nutritive e ossigeno alle cellule, i prodotti stagionali che offrono il massimo delle loro proprietà e le uova, che dopo l'esercizio aiutano i muscoli a recuperare. 25 Marzo 2015
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La ricetta Involtini di tacchino ripieni con funghi Ingredienti per 8 persone • • • • • • • • • • •
4 fette di Tacchino (800 g totali) 200 gr di Salsiccia 400 gr di Funghi Champignon 16 fette sottili di Pancetta 200 gr. di Scamorza (provola) affumicata 50 gr. di Brodo vegetale 20 gr. di Olio di oliva extravergine 1 spicchio di Aglio 1 ciuffo di Prezzemolo tritato 1 pizzico di Pepe 1 pizzico di Sale
25 Marzo 2015
PREPARAZIONE Iniziate dalla salsiccia: incidetela per sfilare più facilmente il budello, quindi lavoratela in una ciotola con la forchetta per sbriciolarla e conditela con il prezzemolo tritato, sale e pepe a piacere. Mescolate con una forchetta fino ad ottenere un composto molto omogeneo e fine adatto per essere spalmato. Pulite i funghi champignon: eliminate la parte del gambo più terrosa, quindi puliteli con un panno asciutto o leggermente inumidito, poi tagliateli a fette sottili. Potete tenerne da parte 300 gr come contorno, mentre 100 gr di serviranno per farcire gli involtini. Tagliate anche a fettine sottili la scamorza e preparate le fettine di pancetta. Ponete poi ciascuna fetta di carne tra due fogli di carta da forno e battetela con un batticarne per diminuirne lo spessore quindi tagliate a metà ogni fetta. Spalmate su ciascuna metà il composto con la salsiccia, distribuite qualche fettina di scamorza e adagiate anche qualche fettina di funghi champignon. Completate con due fette di pancetta; arrotolate l’involtino su se stesso e fermate tutto con uno stuzzicadenti. Procedete allo stesso modo con tutti gli involtini fino a terminare gli ingredienti. In una padella capiente rosolate no spicchio d’aglio intero con l’olio, poi unite gli involtini e fateli rosolare rigirandoli per favorire una cottura omogenea. Versate in padella i 300 gr. di funghi tenuti da parte, aggiustate di sale e pepe e sfumate con il brodo vegetale. Coprite con il coperchio e proseguite la cottura per 15-20 minuti. Una volta cotti, spegnete il fuoco e servite gli involtini di tacchino ripieni di funghi champignon ben caldi.
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Amarcord Torre Faro. Anni '50
Numero 104 - Anno XIII - 23 Marzo 2015 foto Peppe Saya
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