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il Cittadino n. 207

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n째 207 anno XIII - 24 Giugno 2015

il Cittadino www.ilcittadinodimessina.it

ACR Messina, gestione Lo Monaco: sprofondo giallorosso

Vuoto a perdere


Primo Piano di Francesco Certo

Un infinito tunnel di ombre e contraddizioni

Messina - Stadio “San Filippo”

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U

na stagione fallimentare è alle spalle, ma c’è ben altro oltre il campo nella gestione Lo Monaco del calcio messinese. Ci sono stadi e bilanci, convenzioni mancate e concessioni mai chieste, rapporti mancati e tifoseria mai corteggiata. Atto d’amore disimpegnato, storia di una proprietà che ha saputo vincere e non farsi amare che si è macchiata dell’umiliazione sportiva massima (farsi mandare tra i Dilettanti dalla Reggina) e che si dice sempre pronta ad abbandonare, con l’ombra finale del calcioscommesse a fare da cornice.

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PASSATO, PRESENTE E NIENTE FUTURO Dopo 5 anni post gestione Franza, fatta di campi polverosi e proprietà senza arte né parte; arrivano a Messina in pompa magna i Lo Monaco. Il direttore Pietro e il figlio Vincenzo, messinesi di adozione e pronti all’atto d’amore (da loro sempre sbandierato) verso la città che li ha accolti. Rilevare l’ACR Messina è roba facile, spinta da tifosi stanchi e desolati dalle gestioni che continuavano a susseguirsi negli anni di D, la famiglia Lo Monaco prende le redini del calcio messinese pronto a rilanciarlo, primo obiettivo tornare tra i Pro. La fallimentare esperienza di Milazzo è dimenticata, Messina è altra piazza e si possono costruire le basi per un progetto importante. La Serie D è vinta grazie ad una corazzata guidata dall’inossidabile Giorgio Corona, battuto l’avversario Cosenza, primo posto e promozione nelle Seconda Divisione della Lega Pro. In estate anche i calabresi troveranno il salto di categoria grazie al ripescaggio (lautamente pagato) e parteciperanno al girone C, 8 promozioni per accedere alla riforma dei campionati e alla Lega Pro unica. Il Messina sottovaluta il girone, parte male e prosegue peggio sotto la guida di Gaetano Catalano. Il mister salta, in riva allo Stretto arriva Gianluca Grassadonia, il direttore sportivo Ferrigno corregge gli errori estivi e il Messina non solo rinasce, ma vince addirittura il girone e accede alla Lega Pro unica. La stagione successiva è storia nota, Ferrigno e Lo Monaco commettono gli stessi errori sottovalutando avversari e forza di squadra. Mister Grassadonia prima, e Di Costanzo dopo galleggiano in zona playout. Gli spareggi sono l’agonia finale, dopo la decisione del Collegio arbitrale del Coni è la Reggina l’avversaria. Due sconfitte, tanta rabbia e Dilettanti. Il futuro? Segnato dalle parole di una stagione intera, sarà disimpegno e addio dei Lo Monaco.

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Messina - Barletta 11 Gennaio 2015 foto Peppe Saya 24 Giugno 2015

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Conferenza stampa Lo Monaco 9 Giugno 2015

DISIMPEGNO? SI, NO, FORSE - La miccia si innesca l’estate scorsa quando l’amministrazione Accorinti concede l’uso dello stadio “San Filippo” alla “Musica da Bere” società di eventi che organizzerà nella struttura i concerti di Vasco Rossi (8 luglio) e Jovanotti (18 luglio). Apriti cielo, Pietro Lo Monaco sbotta pesantemente, indignato per la facilità con cui lo stadio viene concesso alla società catanese e lancia la prima bomba: “Me ne vado, a giugno lascio”. Refrain della stagione, infatti la notizia diventa subito una non-notizia, ripetuta e rilanciata diventa impossibile sorprendersi ancora, Lo Monaco ha deciso di lasciare, ripeterlo è inutile. O forse no? Infatti dopo essere stato ad un passo dall’acquisto della Ternana, Pietro Lo Monaco traballa e sembra poter rimanere in sella al Messina. Fuoco di paglia, risultati, rapporti con amministrazione e città ne sanciscono il distacco definitivo. La presenza di Lo Monaco a Messina è sempre meno continua, sportivamente la squadra sprofonda e retrocede; Lo Monaco si concede alla stampa qualche settimana dopo Messina – Reggina. L’annuncio è il solito: “Lascio il 30 giugno; Messina è una città da Eccellenza impossibile continuare”. Sarà addio quindi, “il Messina non fallirà” dichiara, pronto a vendere gratis o lasciare tutto in mano al sindaco. I giorni passano, il sindaco Accorinti dichiara di non aver mai parlato con Lo Monaco della possibilità di dover svolgere le trattative per il passaggio di proprietà, e il futuro con i Lo Monaco potrebbe tornare di moda.

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IL MESSINA A CHI LO DO? - Sembra questo il mantra, perché Pietro Lo Monaco di togliersi di mezzo non sembra aver tutta questa voglia, anzi, continuare non sarebbe così male visto anche che il calcio maggiore non sembra più attratto da lui. Lo Monaco ammette di non avere le possibilità per continuare e, più che a vendere, pensa ad una partnership. Uno sponsor forte, qualcuno che possa finanziare le casse vuote ed i tanti impegni da onorare. La retrocessione è sul campo, ma in Lega qualcosa si tira sempre fuori. Di società fallite o pronte a farlo non ne mancano, ipotesi ripescaggio pronta, a che prezzo? Alto, anzi altissimo. Premesso che le modalità andranno in discussione nel consiglio federale del prossimo venerdì; ad ora i costi del ripescaggio superano il milione di euro. 600 mila euro la fidejussione che la banca deve garantire per la semplice iscrizione al campionato di Lega Pro, a questi vanno aggiunti ulteriori 600 mila euro da elargire a “fondo perduto” per fare richiesta di ripescaggio. Un’enormità folle in un sistema calcio povero e marcio. Lo Monaco non può garantire tale somma, aspetta sviluppi federali e lavora sotto traccia tra cessione (non gratuita) e/o sponsorizzazioni pesanti. Tanti e troppi i nomi, se Carpisa Yamamay smentisce qualsiasi tipo di ingresso in società; fanno sorridere le ipotesi di possibili investitori stranieri, d’oltreoceano per lo più, che dovrebbero subentrare anche in tempi brevissimi. Nota a margine, ultima ipotesi quella della riammissione vista la non remota possibilità che alcuni club (Barletta e Vigor Lamezia) vengano retrocesse d’ufficio in seguito all’operazione “Dirty Soccer” sul calcioscommesse. Come spiegheremo più avanti, però, anche il Messina non dorme sogni tranquilli dopo gli avvisi di garanzia spediti a Lo Monaco, Ferrigno e Failla.

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CATTIVA AMMINISTRAZIONE - Uno dei tarli della proprietà Lo Monaco, il rapporto mai nato con l’amministrazione Accorinti. Il sindaco votato da tutti e apprezzato da nessuno, si prende sulle spalle anche la croce delle accuse e dei veleni lanciati da Lo Monaco. Tutto nasce per la gestione stadi, detto dei concerti di Vasco e Jovanotti, la questione si amplia e si allarga. Non solo “San Filippo” ma anche “Celeste”, due strutture che il Messina usa per allenamenti e gare ufficiali ma, a differenza delle legge, senza un foglio di carta che ne accerti la possibilità. Mai firmata (ma secondo giunta e consiglio mai richiesta) la concessione pluriennale, ovvero la documentazione che avrebbe dato all’ACR Messina lo sfruttamento dell’intera area dello stadio “San Filippo” con possibilità di rilancio e modifica. Concessione pluriennale che rappresenta un caposaldo nella gestione di qualsiasi società professionistica. A questa va aggiunta una seconda mancanza, quella di una convenzione temporanea per l’uso delle aree, arrivata soltanto a fine marzo per mano del sindaco Accorinti.

Accorinti e Lo Monaco

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Esterno stadio “San Filippo”

STADIO - Lo Monaco accusa il sindaco, dichiara di aver usufruito da abusivo degli stadi per colpa del primo cittadino. Cambiando la prospettiva si potrebbe dire che ne ha usufruito gratuitamente, perché la realtà è questa. Chi come noi il “Celeste” lo ha vissuto quotidianamente può tranquillamente dichiarare che nessuna opera è stata, come giusto senza convenzione, fatta. Al “San Filippo” men che meno, struttura ambigua vista la presenza di foresteria, sede del quartiere e dei vigili. Un solo contatore con una bolletta da dividere, altre liti e altri scontri. Si risolverà con forfait e tutti felici. Ma lo stadio è il fulcro della lite con l’amministrazione. I concerti sono la goccia che fa traboccare il vaso, Lo Monaco si sente sfrattato da casa propria. Non riesce a comprendere perché sia stato complicato avere l’apertura per soli 6900 spettatori con grande fatica, e come lo stesso Prefetto che tanta solerzia ha dimostrato per lo spostamento dei tifosi ospiti, possa concedere l’apertura per 40000 spettatori in vista dei concerti. Furbetto Lo Monaco, perché è vero che passare da 6900 a 40000 non è semplice ma neanche gratis. Aprire uno stadio per 40 mila spettatori costa molto di più, se la Tribuna B fosse stata aperta allora il numero degli steward, e relativi costi, sarebbe dovuto aumentare. Costi di gestione che questa proprietà non poteva, e voleva, permettersi. Aggiunta finale, la società “Musica da Bere” che organizzerà i concerti non lo farà né gratis né senza impegno. Scerbatura, ripristino degli impianti di illuminazione e uffici e spogliatoi ridipinti. Tutte operazioni costose e pagate di tasca propria. Come avviene in ogni città italiana, dove è normale organizzare concerti negli impianti sportivi. 24 Giugno 2015

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TIFOSI E SOCIOLOGIA - Questo stadio, comunque, andrebbe anche riempito cosa che a Messina non è avvenuta neanche con la capienza ridotta a 6100 (più 800 nel settore ospiti). Eccolo un altro dei motivi dell’addio di Pietro Lo Monaco: “Messina non mi vuole”. I numeri sono con lui, ma nelle cose umane i freddi numeri non possono bastare, e chiedersi per il messinese non viene allo stadio non può essere roba da sociologi. In Serie D gli abbonati superano le 1000 unità, primo posto e promozione tra i Pro ma gli abbonati crollano a 300. Perché? Tessera del tifoso, lo zoccolo duro non accetta l’obbligo al tesseramento per abbonarsi e i numeri crollano. Amore tradito? Sarebbe ingiusto pensarla così, l’anno successivo la seconda promozione è seguita da 1800 abbonati (più o meno), tutti sulla fiducia visto che la campagna abbonamenti parte mentre il patron dichiara di voler andare via e la rosa è composta da soli 5 elementi. Le presenze allo stadio mancano nelle idee di Lo Monaco, con la media della categoria invece sono accettabili. La proprietà azzarda anche un paio di curve a 20 euro sancendo il definitivo scollamento con gli occasionali. Una tifoseria mai corteggiata, se è vero che il “Celeste” è inagibile per aprirlo al pubblico è anche vero che mai al “San Filippo” (magari nella settimana di un match esterno per non rovinare il terreno) vengono aperte le porte per le partitelle. Squadra fantasma quindi, con i tifosi che faticano a riconoscere i calciatori, mai impegnati nel tessuto sociale della città. Scollamento naturale, al quale aggiungiamo un po’ di sociologia spiccia: il calcio a Messina non gode mai, anzi fa penare. Storie di fallimenti hanno ucciso la passione di tanti 50-60enni, i ragazzi più giovani sono cresciuti senza calcio vero a Messina e innamorarsi in Lega Pro è difficile. Poi ci sono i 30enni come noi, quelli che la Serie A se la ricordano bene; ma sono anche quelli che a Messina non ci vivono più per tanti motivi e per essere allo stadio, a volte, fanno anche follie. Curva Sud Messina - Reggina 25 Gennaio 2015 foto Peppe Saya

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Messina - Ischia 18 Aprile 2015 foto Peppe Saya

2 PRIMO TEMPO, X FINALE - Veniamo all’ultima pagina di Lo Monaco a Messina. Cronaca fresca e tutta da scrivere in realtà. L’ombra dell’illecito e del calcioscommesse sul Messina. Nel filone dell’inchiesta che ha portato all’arresto del Presidente del Catania Calcio, Antonino Pulvirenti, per la compravendita di 5 sfide della scorsa Serie B; ecco scattare gli avvisi di garanzia per Pietro Lo Monaco, Fabrizio Ferrigno (ds) e Alessandro Failla (ad). L’avviso riguarda un’indagine in corso su Messina – Ischia dello scorso 18 aprile, terminato 11 con i gol di Infantino al 21’ del primo tempo e il pareggio di Corona al 70’ del secondo. Un flusso di scommesse anomalo sul match e una presunta frode sportiva a carico dei tre dirigenti giallorossi. Vicenda appena nata e tutta da scrivere, avviso di garanzia non significa accusa o arresto, arresto non significa condanna. Inutile quindi fare previsioni o altro, in più si tratta di giustizia ordinaria e non sportiva che non ha ancora preso atto dell’incartamento della Procura di Catania. Chiaro che, se il Messina venisse incriminato dalla giustizia sportiva, il rischio sarebbe quello di una cancellazione totale. L’ACR, infatti, è una squadra di Serie D al momento e quindi in caso di condanna per illecito, con responsabilità diretta e oggettiva visti gli imputati, rischierebbe la retrocessione in Eccellenza. Detto questo, anche una semplice penalizzazione distruggerebbe i sogni di ripescaggio, dato che le società punite per illeciti sportivi non possono far richiesta di ripescaggio alla categoria superiore. 24 Giugno 2015

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Sommario

22-27

AttualitĂ Sbarco: 519 persone accolte

30-31 Dietro le quinte

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numero 207 anno XIII 24 Giugno 2015

56-57 Cultura Grossman a Taormina

66-67 Mangiare Sano

Settegiorni Cronaca della settimana

46-47 CittĂ Cronache urbane

48-51 Provincia Dipendenti ex Provincie Siciliane

Le rubriche 32-33 In&Out 60-61 La corazzata Potemkin

62-63 Da Beethoven a Kurt Cobain

42-43 Sicilia Formazione professionale

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64-65 Parole in blu 24 Giugno 2015


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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Per info e per sostenere l’iniziativa rivolgersi al M.C.L (Movimento Cristiano Lavoratori) via Romagnosi n.2 Messina tel.09046535 e-mail:segreteria@mcl.messina.it


immagine

di Michele Giunta

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO

ASL: pubblicato un Bando per l'Assunzione di 30 OSS in varie Città Indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per l'assunzione di 30 OSS da inserire con contratto a tempo determinato: l'esame consisterà in un colloquio. Lavoro in Banca: Unicredit ricerca Personale da impiegare in vari Settori Stanno per arrivare nuovi contratti e stage con vista sul posto per giovani talenti scientifici. Unicredit chiama a raccolta neolaureati per inserirli in azienda, direttamente o dopo un breve periodo. Polizia Municipale: lavoro Part time e indeterminato per nuovi Agenti Indetto un bando di concorso finalizzato all'assunzione a tempo indeterminato con contratto part-time di 6 Agenti di Polizia Cat. C. Il concorso pubblico si terrà per titoli ed esami. Corte di Giustizia: concorso per Laureati con Stipendio da 5.600 € al mese I candidati che supereranno le selezioni verranno assunti a tempo indeterminato presso la Corte di giustizia dell’UE a Lussemburgo con uno stipendio iniziale di 5.612,65 €. Pimkie: aperte le Candidature per lavorare nei Negozi di ben 21 Città Marchio francese nato agli inizi degli anni settanta, Pimkie può adesso vantare una capillare presenza in tutto il mondo.

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24 Giugno 2015 BMW: si selezionano Diplomati per diverse Mansioni. Età max 40 anni Azienda tedesca produttrice di automobile, famosa in tutto il mondo, BMW (acronimo di Bayerische Motoren Werke, ovvero fabbrica bavarese di motori) ha alle spalle una storia centenaria. Assunzioni Accor: lavoro per Portieri, Governanti, Camerieri, Segretari ecc Cercate un impiego negli hotel? Diverse sono le opportunità per coloro che vivono in Italia. Bricoman assume e forma Allievi Capo Settore in tutta Italia Bricoman, società del Gruppo francese Adeo, è specializzata nella vendita, all’ingrosso e al dettaglio, di prodotti tecnici professionali di uso corrente per la costruzione e ristrutturazio. Assunzioni Wycon: Commesse in 5 Regioni, anche senza Esperienza Se il vostro sogno è quello di lavorare nel settore della bellezza e del make up non lasciatevi scappare la possibilità di trovare un impiego in Wjcon, marchio italiano di cosmetici tutto italiano. Assunzioni Antal: 200 Posti di lavoro a tempo indeterminato per i Giovani Duecento contratti definitivi. Dal nord al sud della Penisola e oltreconfine. Antal International Italy, multinazionale attiva nella ricerca e selezione di personale, con 130 sedi in 40 paesi . Corsi e inserimento lavorativo in ambito industriale e tecnologico P.M.P. ricerca e forma personale per ricoprire vari ruoli professionali attinenti l'automazione industriale e le nuove tecnologie.

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Attualità servizio fotografico di Peppe Saya

Sono arrivati ieri a Messina a bordo del pattugliatore irlandese L.E

Sbarco del 23 giugno a Mess La Polizia individua ed arres

“

Sono Said. Sono somalo. Voglio raggiungere la Germania” - “Sono Luke, nigeriano. E’ la Svizzera il mio sogno”

Sbarco del 23 giugno a Messina. 519 le persone accolte. La Polizia individua ed arresta lo scafista Stavolta sono più di 500. 519 per l’esattezza. Sono arrivati ieri a Messina a bordo della nave militare irlandese L.E. Eithne. I migranti sono stati accolti, visitati e poi trasferiti presso i centri di accoglienza all’interno della struttura sportiva Primo Nebiolo e presso l’ex caserma Gasparro. In 200 sono stati trasferiti in strutture del nord Italia. La nottata è andata così e ha visto impegnati i poliziotti del Gabinetto di Polizia Scientifica, quelli dell’ufficio Immigrazione e gli investigatori della Squadra Mobile, più tutti gli agenti preposti ai trasferimenti e spostamenti dei 519 migranti. Con meccanismi ormai rodati e purtroppo divenuti consueti, la macchina operativa

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E. Eithne

sina: 519 le persone accolte. sta lo scafista E’ un egiziano di 41 anni, ABOLI KRICHA Mostafa Abdel Azim Mahmoud, che nel 2011 aveva già tentato l’ingresso in Italia con un altro nome e un’altra nazionalità, respinto alla frontiera

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della Questura ha garantito accoglienza e sicurezza e ha reso possibile, in poche ore, l’individuazione dello scafista responsabile del trasferimento di migranti su un barcone sovraccarico dalle coste della Libia alle acque internazionali dove è intervenuta la nave militare irlandese. E’ un egiziano di 41 anni, ABOLI KRICHA Mostafa Abdel Azim Mahmoud (nella foto), che nel 2011 aveva già tentato l’ingresso in Italia con un altro nome e un’altra nazionalità, respinto alla frontiera. Ora è in carcere a Gazzi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Anche stavolta le testimonianze dei migranti sono state preziose per arrivare velocemente all’identità dello scafista. Storie per lo più incredibili di ragazzi spesso giovanissimi. 18, 19 anni e alle spalle un viaggio durato, nella migliore delle ipotesi, mesi. Ognuno ha un percorso diverso. Chi ha attraversato Somalia, Sudan, Etiopia per poi arrivare in Libia ed essere arrestato; chi, cercando di racimolare la somma per partire ha fatto l’operaio, il pastore ed è stato sfruttato e maltrattato, persino ferito; e chi, più fortunato, è stato accolto in una moschea o aiutato per strada da perfetti estranei. E’ il caso di Said che racconta di essere stato aiutato da una coppia a raggiungere

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Tripoli e, dopo aver dormito una notte in una moschea, di essere stato accolto a casa dell’imam per una settimana. Ha poi lavorato in un autolavaggio per raccogliere 800 dinari consegnati ad un libico di nome Ahmed. “…mi è venuto a prendere e mi ha portato nel suo appartamento e poi mi faceva cambiare casa fino a quando due giorni fa il 21 giugno mi ha condotto verso le 3 del mattino su una spiaggia vicino Tripoli dove ci hanno fatto salire su piccoli battelli a gruppi di 10 persone e ci hanno portato al largo dove ci attendeva il barcone in legno”. Said ha raccontato di non voler restare in Italia. Vorrebbe raggiungere la Germania. Luke è nigeriano. A lui non è andata “così bene”. E’ rimasto in carcere per due mesi in Libia. Poi è stato liberato. Ma non ha mollato. Quando è riuscito finalmente ad organizzarsi il viaggio ha raggiunto insieme a tanti altri la spiaggia: “…c’erano diversi libici che, armati di mitra, ci minacciavano per farci salire su un gommone…io non volevo salire perché eravamo in troppi e non sapevo nuotare, ma dato le mie proteste, venivo picchiato, legato per i piedi e coperto gli occhi con una benda per farmi calmare, benda che mi toglievo io quando sentivo che c’era una nave che ci stava soccorrendo…”. Luke ora sta bene. E’ stato medicato e visitato. Vuole andare in Svizzera. 24 Giugno 2015

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Associazione “Hic et Nunc”

“La bottega della solidarietà in piazza”

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’Associazione “Hic et Nunc” – Onlus propone per i giorni 25 e 26 giugno 2015 “La bottega della solidarietà in piazza”. L’iniziativa si compone di due appuntamenti: il 25 giugno alle ore 17.30 in Via Cesare Battisti n. 180 sarà inaugurato, alla presenza delle autorità cittadine, il Point Generation “Legami sociali”; il 26 giugno alle ore 9.30 presso il Palacultura Antonello di v.le Boccetta viene proposto un incontro sul tema: “Lavoro, educazione, legalità e solidarietà: le botteghe sociali alla base del welfare capacity”. Introdotto da Nicola Curro’, Direttore dell’Associazione “Hic et Nunc”, all’incontro interverranno la dott.ssa Cecilia Calderaro, Dirigente del Centro per l’Impiego di Messina, don Sergio Siracusano, Direttore Ufficio Diocesano per i Problemi sociali e il Lavoro, il prof. Antonino Mantineo, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Messina, e la dott.ssa Daniela Romeo, Direttore Casa Cilla di Palermo. L’iniziativa “La bottega della solidarietà in piazza” è patrocinata a titolo gratuito dal Comune di Messina ed è realizzata nell’ambito dei progetti Trencadis, in Bottega per il Bene comune e con il contributo di UniCredit Foundation e del Centro Servizi per il Volontariato di Messina (CESV Messina). Maggiori informazioni sull’iniziativa “La bottega della solidarietà in piazza” sul sito dell’Associazione raggiungibile all’indirizzo: www.hicetnuncmessina.eu.

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varie ed eventuali di Gabriella Giannetto

Nuove tecnologie

Addio alla password. Identifi

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chi non è mai capitato di dimenticare o confondere le tante password con cui si accede ai vari pc, smartphone, tablet e via dicendo, una massa di dati che affolla la nostra mente, costringendola a veri e propri tour de force per evitare di bloccare le numerose apparecchiature elettroniche, ormai compagne insostituibili del quotidiano. Orbene, nei giorni scorsi è stato depositato un brevetto non proprio nuovo di zecca, ma che è destinato ad una diffusione planetaria, proprio come il produttore: Google. Il colosso multinazionale ha rispolverato l’idea di una speciale lente a contatto che scansionando l’iride funge da identificativo di un utente. In precedenza, una nota azienda farmaceutica, aveva sperimentato una lente particolare per diabetici, in grado di monitorare la quantità di glucosio nel sangue; ciò a dimostrazione dell’attenzione delle nuove tecnologie sulle possibilità offerte dall’iride . Il modello di questa delicata parte del corpo umano è estremamente ricco di informazioni, possedendo circa 200 punti unici per ogni individuo, non a caso ognuna delle due iridi della stessa

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cati dall’iride Sull’argomento, vigono ancora le indicazioni dei Garanti Europei per la privacy (Direttiva europea in materia di protezione dei dati personali - Art. 15 - Misure di sicurezza)

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persona è differente, ma restano stabili durante tutta la vita. Ulteriori studi sono stati compiuti da parte di una Università americana sulle cosidette “impronte del cervello, ovvero un monitoraggio delle reazioni di una determinata zona cerebrale ad una serie di stimoli, effettuata su campioni significativi di individui. Le ricerche hanno condotto a statistiche rilevanti, secondo le quali il computer è in grado di riconoscere l’utente lasciando minimi margini di approssimazione . Si tratterebbe di un tipo di impronta di gran lunga più versatile rispetto a quella digitale o dell’iride, in quanto, in caso di furto di un’ apparecchiatura, può essere variata sostituendo gli stimoli, mentre le precedenti “tracce” ovviamente no. E così, la vecchia password fatta di caratteri alfanumerici è pronta per la pensione, così come le impronte digitali, lasciando il posto a tecnologie che fino a qualche anno fa non avremmo potuto neanche lontanamente immaginare. Sbloccare pc,telefoni e quant’altro, diventerà una operazione ad alto impatto tecnologico, o per meglio dire biometrico, essendo appunto la biometria la tecnologia alla base di questo tipo di identificazione , che comunque, nonostante la crescente diffusione, presentano notevoli limiti. I sistemi infatti,in caso di chiave o badge, riconoscono l’identità della stessa ma non del portatore, quindi se smarrite o rubate limitano i parametri di sicurezza, a meno che non si possa, di volta in volta, confrontare i dati con quelli immagazzinati in un archivio, oltre ad avere caratteristiche di invariabilità, unicità, misurabilità velocità, affidabilità. E la privacy? In linea di massima, quando l’utilizzo del sistema biometrico è proporzionato allo scopo da raggiungere,non può definirsi illecito. In ogni caso, nell’ipotesi di un archivio centralizzato, il trattamento di tali “informazioni” appare particolarmente delicato, potendo comportare rischi di utilizzazione indebita di impronte fisiche. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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dietro le quinte di Francesco Certo

Equilibrismi democratici

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uando in una famiglia patriarcale, di sapore antico, un padre muore i figli rimangono spiazzati per alcuni lunghissimi momenti. La guida di tutta una vita, chi ha dettato la linea da seguire, chi ha diviso i comportamenti giusti da quelli da evitare se ne va, non è facile ripartire e ripercorrere le strade già percorse. La politica di patriarcale ha i fondamenti, da sempre gestito da un pater familias forte e decisionista, il partito si ritrova spiazzato quando questo padre non c’è più. Il PD messinese questo vuoto lo vive ormai da più di un anno, da quando l’uomo che aveva tenuto le fila del partito a Messina e in buona parte della Sicilia è finito nella bufera giudiziaria della Formazione regionale. Francantonio Genovese era questo padre padrone politico, il suo arresto non ha segnato la sua fine perché di seguaci e fedelissimi è facile riscontrarne la presenza; il vuoto però esiste e con lui esiste il disequilibrio e la caccia al potere. Nel caos fare politica non è possibile, così a Messina si vive il fantastico reality fatto di personaggi in cerca di popolarità e credibilità politica, buona oggi ma soprattutto domani, quando ci sarà da raccogliere voti. A questo vuoto va aggiunto il cambio nazionale in seno al PD, dove Renzi è divenuto líder máximo rialzando il morale di reietti di ieri e protagonisti di oggi. I quasi espulsi Palano Quero e Russo rivendicano (senza strepiti) importanza, chi è stato trombato (Felice Calabrò) soffre la mancanza del padre ma cerca stabilità politica. Di leadership neanche l’ombra, di figure nuove pure troppe; dall’uomo in pashmina e procura Daniele Zuccarello che, tra denunce e apparenza, tocca altissimi livelli di popolarità.

Educazione differenziata

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erché a Messina prima di parlare di raccolta bisognerebbe parlare di educazione. Perché la civiltà sta alla base di qualsivoglia regola, non un pippotto retorico il nostro, ma la chiara consapevolezza di vivere nell’anarchia menefreghista di una città maleducata. Daniele Ialacqua, assessore all’ambiente, ha ragione nello sbattere i pugni sul tavolo e chiedere maggiori controlli contro l’abbandono dei sacchi dell’immondizia su marciapiedi o strade, o contro l’abitudine di gettare i rifiuti fuori dagli orari consentiti. Ialacqua ha ragione, ma Messina è questa qui. Inutile prendersi in giro, e la repressione richiesta è l’unica soluzione perché educare l’ineducabile è impossibile. Guardiamoci negli occhi, possiamo mai imparare a gettare il nostro sacchetto solo dopo le 18? Possiamo noi imparare a riportare a casa il suddetto sacchetto nel caso trovassimo il cassonetto ricolmo? No! Nella città in cui se viene spostato un cassonetto di alcuni metri, il cittadino continua a gettare l’immondizia nello spazio prima occupato dal cassonetto, possiamo mai sorprenderci di discariche da marciapiede e maleducazione spiccia? Prima di differenziare i rifiuti, dovremmo differenziare noi stessi e dividere la nostra anima incivile da quella civile.

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La legge sarebbe uguale per tutti

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agari non starebbe a noi rispondere agli Emilio Fragale di turno, o forse anche si perché l’essere stato city manager non ti trasforma in portatore sano di verità assolute. Emilio Fragale è di penna buona, corretto e puntuto quello che erra è l’argomento di fondo, perché oltre all’amicizia c’è la legge che, da motto, dovrebbe essere uguale per tutti. Adesso basta con questa ipocrisia un tanto al chilo, col chiedere giustizia per alcuni dimenticandosi degli altri. Francantonio Genovese soffre la carcerazione preventiva in attesa di giudizio, la soffre come altri 24 mila persone in tutto il Paese. Chiedere giustizia per alcuni dimenticandosi degli altri non è un discorso da persone serene, non è aderente alla realtà che viene contestata all’ex sindaco di Messina, non è normale invocare giustizia e gridare “vergogna” in un caso del genere, dove l’imputato è stato trasformato in vittima da una certa ala di opinione che, erroneamente, crede che urlare o sbandierare cariche sia sinonimo di verità. Genovese colpevole o innocente? Non spetta a noi dirlo, a nessuno di noi; quello che si contesta è un atteggiamento buonista nei riguardi di quello che al momento è un imputato come tanti altri, che come altri soffre una sistema giudiziario italiano rivedibile e severo nelle misure preventive. Argomento, questo, di dibattito vivo e acceso che però non può essere discusso ad personam, o soltanto perché il soggetto in questione è un importante membro politico. Non starebbe a noi rispondere, ma lo abbiamo fatto lo stesso perché di base ci arroghiamo il diritto di poter dire quello che ci pare in totale libertà. Ah la libertà, quella che in tanti rivendicano ma che, forse, non hanno mai vissuto realmente.

Donazione identificata

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a donazione degli organi è uno degli argomenti più intricati della società italiana che, incomprensibilmente, riesce a dividersi sulla possibilità di salvare una vita grazie ad una vita che non c’è più. Inutile polemizzare con chi ritiene che sotto 3 metri di terra possa servire una cornea o un rene, donare dovrebbe quasi essere un obbligo ma il libero arbitrio rimane diritto intangibile. Intanto Messina entra a piè pari nel futuro e, grazie alla proposta dei consiglieri Crisafi, Gioveni e Interdonato, sarà possibile dichiarare la propria volontà di donatore direttamente sulla carta d’identità. Questo sistema, già adottato in molti comuni italiani, taglia corto nell’iter per divenire donatori (già semplicissimo) segnalando sul proprio documento la volontà di donare. Un passaggio di civiltà accolto in maniera positiva dalla giunta e dall’assessore alle pari opportunità Panarello, una scelta importante e automatica per chi possiede qualche grammo di sale in zucca. La speranza è che gli opinion leader non usino, anche questa vicenda, per becera campagna elettorale vista la delicatezza e la trasversalità dell’argomento.

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Il “Grande Fratello” dell’immondizia

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i sarà mai un limite all’inciviltà dei Messinesi o negli anni venturi la nostra città diverrà una discarica a cielo aperto? L’abbandono di suppellettili, elettrodomestici e materassi è ormai all’ordine del giorno. In prossimità della stagione estiva, inoltre, il Messinese della zona nord intento a riaprire la “casa di villeggiatura”, si sente autorizzato a gettare ingenti quantità di rifiuti di vario genere tra cui materiale derivato da attività di scerbatura e potatura di ville e giardini di proprietà privata accanto ai cassonetti e ai bordi delle strade. Questo è il volto che la nostra Messina offre a turisti e a bagnanti civili pronti ad affollare le strade e le spiagge della zona. Per tentare di arginare l’ormai dilagante inciviltà messinese l’Assessore all’ambiente Daniele Ialacqua ha proposto, in tempi brevi, l’attivazione di presidi di controllo dei vigili urbani, ma soprattutto l’installazione di una rete di telecamere mobili. Obiettivo, ovviamente, è anche quello di coinvolgere la Prefettura, affinché si possa costituire un gruppo interforze capace di contrastare il criminale ed illegale abbandono di rifiuti, in particolare di materiali edili, cemento, amianto in ogni luogo, torrenti compresi. Un “grande fratello dell’immondizia”, dunque, tutto made in Messina, di cui non c’è nulla da andare fieri. Se si è arrivati a questo punto, infatti, è per tentare di porre un freno all’inciviltà messinese che sembra non fermarsi di fronte a nulla. Il nostro plauso, anche se a malincuore perché non avremmo mai voluto che si arrivasse ad un simile espediente, va all’Assessore Ialacqua per il tentativo di difendere il territorio cittadino da un male sempre più incurabile. Per il momento rivolgiamo all’assessore un solo applauso per il “parto” dell’idea, ma siamo pronti in futuro anche a farli diventare due, tre qualora la proposta diventi realtà. Di parole se ne dicono tante, le idee non mancano ma poche sono quelle che si tramutano in realtà. Speriamo che questa non sia una delle tante portate via dal vento, ma che “il grande fratello” ci aiuti domani a far parlare della nostra Messina per la sua bellezza e non per le imperanti discariche d’immondizia.

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di Alessia Vanaria

24 Giugno 2015


di Francesco Certo

Caro Matteo mandaci a votare

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OUT

aro Matteo Renzi, ti scriviamo direttamente per una richiesta netta e non più eludibile: mandaci al voto.

24 Giugno 2015

Perché del regno di Rosario Crocetta non ne possiamo più, l’impresa fallimentare dell’ex sindaco di Gela non è più sopportabile e la Sicilia ha bisogno di un nuovo governo, non può sopportare ancora l’instabilità e l’inconcludenza di questa amministrazione, che tu caro Matteo hai commissariato da mesi. Del tuo Baccei non ne possiamo più, vogliamo tornare ad essere una Regione seria e non tenuta in un potere bicefalo, dove da una parte ci sono Faraone e il tuo governo e dall’altra Crocetta ed i suoi commissari sparpagliati in tutto il territorio. Perché, caro Matteo, forse non ti sei accorto che pur avendo messo il badante economico a Rosario, lui non è mai sembrato troppo avvilito da questo. La tranquillità, caro Matteo, gliela assicura il suo sistema ramificato di controllo del potere sul territorio. Anche il tuo governo si è riempito la bocca di riforma delle province, in Sicilia siamo stati più intraprendenti. L’abbiamo sbandierata e promossa, quasi ratificata ma sempre rinviata; nel frattempo Rosario I Re di Sicilia ha spedito a casa i Presidenti di Provincia e piazzato i suoi bravi commissari, e chi se ne frega del voto popolare. Quindi, caro Matteo, mentre tu giochi a governare il Paese e credi di tenere in mano la Regione più grande d’Italia con un Baccei qualunque o un Faraone una tantum, nel frattempo il Presidente traballante governa a piene mani e detiene un potere immenso. Caro Matteo, allora che ne pensi di sciogliere questa fiera delle vanità politiche, cassare un fallimento generale e correre il rischio di perdere il controllo sulla Sicilia, perché che il PD possa vincere non è facile e lo sai bene, ma forse il popolo siciliano merita di avere un governo che amministri in maniera libera e reale. Quantomeno merita di scegliere di che morte morire, dimenticando Presidenti e commissari, assessori romani e brutture di un sistema politico fallimentare.

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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venerdì

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Progetto Giovani Il responsabile del COP, dott. Dario Caroniti, ha illustrato il “Progetto Giovani”, che permette a giovani laureati e non, di età non superiore a 29 anni e che non siano iscritti ad alcun corso di studi, di svolgere un tirocinio di 6 mesi presso aziende della Regione Sicilia ed extraterritoriali.

Occupato Palazzo dei Leoni I novantasette precari della Provincia Regionale di Messina hanno occupato Palazzo dei Leoni perché il 30 giugno scade il loro contratto e ancora, non si sa nulla del loro futuro. Lo sciopero continuerà ad oltranza fino a quando non ci saranno fatti concreti.

Cammini Francigeni di Sicilia A Santa Maria Alemanna, è stato illustrato “Cammini Francigeni di Sicilia: la Palermo-Messina per le montagne”, l’evento organizzato dall’Assessorato comunale alla Cultura, Identità e Turismo e dall’Associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia.

Cerimonia “Toghe d’oro” Durante la cerimonia è stata consegnata agli avvocati che hanno celebrato il 50^ anno di iscrizione all’Albo una medaglia d’oro. S.E. prof. Antonio La Torre, Primo Presidente onorario della Corte Suprema di Cassazione, ha tenuto una lectio magistralis: “La Toga dell’Avvocato”.

Inaugurata l’Arena Vittorio Emanuele Si sono ufficialmente accesi i riflettori sulla stagione estiva del Teatro all’Arena Vittorio Emanuele di Portorosa – Furnari. Il “ConcertOpera” è stato soltanto un assaggio del ricco cartellone che prevede ben quattordici spettacoli tra musica e danza.

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“Open Day” Confcommercio

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Smantellato gazebo Unione Inquilini

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Presentato l’evento organizzato dall’associazione dei commercianti. Il presidente di Confcommercio Messina, Carmelo Picciotto: “L’obiettivo di questa nostra iniziativa è incontrare gli imprenditori e supportarli nella loro attività”.

Hanno smantellato il gazebo e tolto gli striscioni, i rappresentanti dell´unione degli inquilini, con le famiglie, dopo aver avuto un incontro con il sindaco e l´assessore Pino, Mantineo e Signorino.

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Messina - Piazza Cairoli

Giochi d’acqua

foto Antonio De Felice 24 Giugno 2015

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Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

II CIRCOSCRIZIONE

Situazione cantieri di servizio a Messina

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iverse persone poste in graduatoria chiedono notizie in merito ai cantieri di servizio presso la sede della II circoscrizione dopo che sono trascorsi quasi due anni da quando la Regione annunciò l’avvio di questa iniziativa che avrebbe erogato migliaia di posti di lavoro, una piccola boccata d’ossigeno per chi in questo periodo di crisi non lavora. A Messina sembrerebbe tutto pronto, le graduatorie definitive dei cantieri di servizio sono state redatte da tempo, ma non si conosce il motivo per cui non sia stato dato l’avvio ai cantieri. Un rimbalzo di responsabilità tra il Comune di Messina e la Regione Siciliana, i 26 progetti approvati dal Servizio I° Dipartimento Lavoro della regione a cui è seguita la nota del 12 gennaio u.s. inviata a tutti i comuni nella quale la Dirigente regionale del Dipartimento Lavoro Corsello avvisava che L’Assemblea Regionale nella seduta dell’8/1/2015 ha approvato il DdL di autorizzazione all’esercizio provvisorio del Bilancio della Regione e che nel capitolo destinato al finanziamento dei programmi di lavoro cantieri di servizio è stata stanziata la somma di 6,4 milioni di euro, i comuni Messina compresa dovevano porre in essere le attività propedeutiche per l’avvio dei programmi di lavoro per l’annualità 2015. Considerato che a Messina spettano 2.371.000 euro per finanziare l’iniziativa adesso bisogna ottenere informazioni certe su questo servizio già partito a Catania, Palermo, Barcellona Pozzo di Gotto e che a Messina è ancora bloccato, l’ARS ha approvato il bilancio regionale; la Giunta comunale ha approvato la delibera inerente i tredici programmi esecutivi. Il consigliere della II circoscrizione Rosario Santoro interroga il Sindaco, l’Assessore Mantineo, il Segretario Generale al fine di sapere quale iter burocratico sta seguendo la pratica relativa ai cantieri di servizio approvati in Giunta dal Comune di Messina e quali dei progetti presentati potranno essere immediatamente attivati con le prime risorse di finanziamento disponibili.

IV CIRCOSCRIZIONE

Svincolo Boccetta: si circolerà con restringimento di corsia

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alle ore 7:00 del 23 giugno a venerdì 3 luglio, ore 19:00, le rampe d’entrata e d’uscita dello Svincolo Boccetta saranno interdette a mezzi pesanti per la sostituzione di parte delle attuali barriere di sicurezza (circa 2:00 ml), collocate al centro delle carreggiate (e delle rampe) con altre di ultima generazione. A tale scopo si circolerà con restringimento di corsia tanto in entrata che in uscita. I mezzi pesanti – solo in quel periodo – potranno accedere in autostrada utilizzando altri svincoli. I lavori saranno incentrati nell’area in corrispondenza della galleria Puntoni e saranno effettuati esclusivamente nelle ore diurne per l’alta rumorosità scaturita dalla tipologia dei rimpiazzi delle barriere che di notte sarebbe ampliata con notevole disappunto per i residenti. Tutti gli interventi saranno eseguiti anche nei giorni di sabato e domenica.

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III CIRCOSCRIZIONE

Via Catara Lettieri Camaro S. Paolo: fioccano le multe per divieto di sosta

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l consigliere della Terza Circoscrizione, Alessandro Cacciotto, attraverso la seguente nota chiede la soluzione del problema della sosta in via Catara Lettieri Camaro S. Paolo: A Messina accade anche questo: mentre in centro o nelle zone nevralgiche e maggiormente frequentate, regna, in materia di circolazione stradale una buona dose di anarchia ecco che si decide, di iniziare, a questo punto, una azione di repressione e controllo, relativamente al rispetto del codice della strada, partendo dai villaggi, dalle periferie, in quei fazzoletti di territorio assai spesso abbandonati dalle istituzioni ma che nella giornata di sabato sono stati al centro di una particolare vicenda. Premesso che, dal centro di Piazza Cairoli a qualsiasi latitudine della città, è necessario e giusto il rispetto delle regole di qualsivoglia natura, è tuttavia singolare che in questo ultimo e trascorso fine settimana, i residenti di via Catara Lettieri, in particolare coloro che non hanno parcheggi privati interni, siano stati multati dalla Polizia Municipale per la mancata osservanza del divieto di sosta. Per chi non conoscesse la Via Catara Lettieri, trattasi di una lunga arteria interna che dal villaggio di Camaro S. Paolo sale lungo la c.d. Messina 2; una zona investita da diversi complessi residenziali. Non tutti i residenti hanno il parcheggio all’interno o comunque non è sufficiente ad ospitare le autovetture; cosicché i proprietari sono soliti parcheggiare le auto a ridosso del margine destro della carreggiata vicino al muro. Lungo la via Catara Lettieri è altresì collocato anche uno stallo per disabili. Orbene, nella giornata di sabato si è registrato un blitz da parte della Polizia Municipale che ha multato tutte le auto in divieto di sosta. Un provvedimento ineccepibile sotto il profilo formale (ce ne fossero di con-

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trolli) che però lascia perplessi sotto il profilo sostanziale. Premesso che alcuni residenti, che hanno informato dell’accaduto il sottoscritto, hanno fatto sapere che pagheranno immediatamente la multa che è stata loro elevata, si chiedono tuttavia come risolvere il problema. In sostanza, i residenti, che non saprebbero dove poter parcheggiare, alla stregua di coloro che vanno a trovare i residenti di via Catara Lettieri, hanno mostrato preoccupazione. Si chiedono e chiedono come risolvere il problema… Non vogliono certamente infrangere le regole ma tuttavia necessitano di una soluzione. La risoluzione potrebbe essere secondo lo scrivente, eliminare il divieto di sosta e realizzare lungo la via Catara Lettieri degli stalli, a striscia bianca, di parcheggio. Ciò garantirebbe ai residenti di poter parcheggiare, senza violazione alcuna, le autovetture. Trattasi di una necessità e non di un “privilegio”. Pertanto, alla luce di quanto sopra rappresentato, il consigliere circoscrizionale, chiede alle autorità competenti, ciascuna per la parte interessata, in considerazione di quanto sopra rappresentato, di eliminare il divieto di sosta lungo la via Catara Lettieri e di realizzare sul margine destro della carreggiata (direzione di marcia mare – monte) degli stalli gratuiti di parcheggio per i residenti.

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Intervista al Presidente Santino Morabito

Problemi e prospettive della Quinta circoscrizione

Salita San Michele - Portella

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i rinnova il nostro appuntamento con l’intervista ai presidenti di circoscrizione. Questo mese è il turno del Presidente della V circoscrizione Santino Morabito, che oltre a fornirci un quadro preciso della situazione in cui versano alcune aree ricadenti nel territorio di propria pertinenza, ha delineato chiaramente i fronti principali su cui si impegnerà da qui fino alla fine dell’anno il consiglio della V circoscrizione: Il torrente di Contrada Catanese all'Annunziata è stato spesso sotto i riflettori della cronaca per lo stato di degrado in cui versa. Oggi qual è la situazione in cui versa? Sono stati compiuti degli interventi per metterlo in sicurezza? E per quanto concerne gli altri torrenti siti nel territorio di vostra pertinenza cosa è stato fatto e cosa c'è ancora da fare? Il torrente di Contrada Catanese, affluente della fiumara Annunziata che attraversa la contrada versa in condizioni di abbandono e richiederebbe un intervento immediato di pulizia e sagomatura del greto. La fortissima urbanizzazione realizzata negli anni attorno (ed in alcuni casi dentro) al torrente rende la situazione particolarmente pericolosa. Il Consiglio della V Circoscrizione nella seduta del 20 maggio 2015 ha approvato ad unanimità una delibera con la quale l’Amministrazione Comunale si impegna ad intervenire per ripristinare nel torrente le condizioni di normale deflusso delle acque e di sicurezza nell’intera area. Più in generale, la V Circoscrizione ha recentemente raccolto un importantissimo risultato in termini di programmazione di opere idrauliche per la messa in sicurezza dei bacini torrentizi. Il Dipartimento difesa del suolo, sentite le circoscrizioni cittadine, ha individuato sette progetti prioritari per la messa in sicurezza del territorio comunale da portare a finanziamento. Su sette due ricadono sul territorio della V Circoscrizione e sono: a) opere di regimentazione idraulica e realizzazione dell’attraversamento pedonale nel torrente San Michele, per un importo di € 5.500.000,00 b) rifacimento del letto del torrente Annunziata e copertura parziale del tratto finale dell’asta torrentizia, per un importo di € 6.030.00,00. Sono state avanzate diverse richieste di messa in sicurezza della strada San Michele-Portella. Si sono effettuati interventi concreti per migliorare lo stato di questa importante arteria cittadina? Proprio nella giornata del 22 giugno scorso si è svolta una seduta congiunta dei Consigli della V e della VI Circoscrizione con all’ordine del giorno le condizioni di estrema pericolosità della strada Salita Portella Castanea. Alla seduta hanno partecipato anche i consiglieri comunali Francesco Pagano e Piero Adamo, nonché l’assessore comunale Gaetano Cacciola. A conclusione della seduta i due Consigli hanno appro-

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vato ad unanimità l’invio di un ordine del giorno da presentare in Consiglio Comunale al fine di sollecitare la Giunta Municipale ed il Dipartimento Manutenzione Strade ad impegnare le risorse necessarie a ripristinare le condizioni di sicurezza nella strada. Inoltre è stato stabilito di investire ufficialmente la Prefettura del problema legato alla massiccia presenza di cinghiali che contribuiscono ad aggravare le condizioni di pericolosità delle strade collinari e precollinari. I Consigli circoscrizionali chiederanno al Prefetto di istituire un tavolo tecnico per affrontare quella che va considerata ormai un’altra emergenza della città. Nelle scorse settimane sono giunte diverse segnalazioni di disservizi concernenti la pubblica illuminazione. Nello specifico ad essere al buio erano due aree: Via Bosurgi, e un tratto del Viale della Libertà ( Zona Ringo/Parco Belfiore). E' stato risolto definitivamente il problema? Al momento sussistono disservizi di tale genere in altre aree ricadenti nel territorio della V circoscrizione? In via Bosurgi l’impianto di illuminazione è spento da mesi, da quando ignoti hanno asportato i cavi elettrici per rubare il rame. Da allora il Dipartimento comunale Lavori Pubblici, nonostante le numerose sollecitazioni della Circoscrizione, non ha inteso ripristinare l’impianto. Il motivo, stando a quanto riferito in Aula dall’Energy Manager del Comune di Messina, ing. Saglimbeni, risiederebbe nel fatto che dopo 25 anni l’Amministrazione comunale di è accorta che la strada denominata via Bosurgi è privata e non appartiene al demanio stradale comunale. Il Consiglio della V Circoscrizione rigetta questa motivazione. Anche quando non vi fosse idonea documentazione atta a dimostrare lo status giuridico di strada pubblica (ma stiamo raccogliendo dei documenti che dimostrerebbero il contrario), l’uti cives della via Bosurgi è facilmente verificabile nei fatti essendo una strada che collega due strade comunale: Via Fiore e via Salita Militare Campo Italia. Per quanto riguarda l’impianto di viale della Libertà, esiste una problema tecnico di difficile soluzione legato ai lavori per la realizzazione del tram che rende molto complicato l’intervento di manutenzione. Mi risulta che l’ufficio tecnico comunale stia cercando una soluzione. Parliamo adesso di risultati raggiunti. Quale considera il traguardo più importante raggiunto da parte del suo Consiglio a vantaggio del territorio della V circoscrizione? Obiettivi e progetti da perseguire in futuro? Da qui alla fine dell’anno il Consiglio della V circoscrizione sarà impegnato su alcuni fronti principali a) Piano per la riqualificazione e la manutenzione ordinaria del Parco Belfiore attraverso un progetto di affidamento a privati. b) Completamento e consegna delle opere di messa in sicurezza del torrente Badiazza ed opere connesse alla viabilità ai margini del torrente. c) Progetto per la riqualificazione e la valorizzazione dell’Antico Borgo Marinaro di Paradiso

Alessia Vanaria

Viale della Libertà 24 Giugno 2015

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III CIRCOSCRIZIONE

Ripetuta Discarica Piazzetta presso ex scuola Green - Valle Degli Angeli

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Ancora una volta, bisogna purtroppo segnalare l’ennesima discarica che si viene a creare nella piazzetta fronte l’ex scuola Nicholas Green di Valle degli Angeli. Suppellettili, auto abbandonate e bruciate sono pane quotidiano in uno scorcio di periferia, Valle Degli Angeli, dimenticata dalle Istituzioni di ogni ordine e grado. Non sono serviti a niente gli appelli ripetuti, per installare delle telecamere dove tutto è permesso, a regnare è solo il degrado. In questo luogo che potrebbe essere stupendo, in particolar modo per il panorama di cui si può godere, si può invece solo ammirare una discarica perenne, a cui si aggiungono resti di auto, e infine lo spettrale scheletro dell’ex scuola Nicholas Green. Comunicato di Vaccarino (PD) e Barresi (PD)

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città a cura di Marilena Faranda

Consiglio comunale

Contratto unilaterale: rinviata la trattazione Morosità incolpevole

Se non si fa nulla, ritorneremo

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anno smantellato il gazebo e tolto gli striscioni, i rappresentanti dell'unione degli inquilini, con le famiglie, dopo aver avuto un incontro con il sindaco e l'assessore Pino, Mantineo e Signorino. Ci ha fatto delle precise promesse, afferma Currò, rappresentante nazionale dell'Unione inquilini, fra cui l'impegno dell'assessore Mantineo, tramite ricorso amministrativo, ad opporsi a quanto stabilito dalla Regione per recuperare i fondi e, inoltre, ha foto Peppe Saya promesso Signorino che nel previsionale 2015 si storneranno 50.000 € per questa causa. Intanto, per chi dal 2013 è stato sfrattato, si stanno elaborando delle soluzioni: come destinare i beni confiscati alla mafia, ma soprattutto, si è impegnato l'assessore Pino, per rendere abitabili le strutture in disuso appartenenti al Comune. Intanto per le 12 famiglie a rischio sfratto, si è pensato ad un intervento della prefettura, per dilazionare gli sfratti. I rappresentanti del sindacato però promettono: come ce ne siamo andati, ma venerdì, se non faranno nulla, ritorneremo.

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i è tornato a riunire il Consiglio comunale, in trattazione e successiva approvazione, vi era il Contratto di servizio AMAM, ma ha bloccato qualsiasi discussione, il capogruppo FpM, Santalco, che, in pregiudiziale, ha fatto presente l’esistenza di una nota dell’ 1 giugno del 2015, riferita ad una riunione del Collegio dei Revisori dei Conti, da cui si evince che la vecchia Amministrazione della Società, ha fatto solo una presa d’atto del contratto, ma non lo ha controfirmato, per cui sarebbe un atto unilaterale del Comune e, come lamenta la Consigliera Russo, sarebbe illegale. Il Segretario generale, Le Donne, fa presente che, nonostante il Consiglio ha la prerogativa di poter decidere quali sono le mansioni che dovrà svolgere la società, se per maggiore condivisione e non per obbligo di legge si

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vuole ascoltare la nuova dirigenza della società, nulla sposta. Si pone, quindi, l’interrogativo se sia giusto demandare ad una partecipata, quale siano le sue mansioni o interpellarla. La mozione di Santalco viene approvata, rimandando la discussione di qualche giorno, dopo aver ascoltato la nuova amministrazione Termini. Si passa poi alla discussione e votazione quasi unanime del Piano di miglioramento per l’efficienza dei servizi di Polizia municipale, in base alla legge regionale n. 30 del 90, stabilendo chi sono le persone che devono svolgere alcuni compiti, gli accordi con le altre forze dell’ordine e gli indirizzi sulle azioni da intraprendere, per le violazioni del Codice stradale. Grazie a questa delibera ci sono anche le basi per l’implementazione degli elementi che compongono il corpo di polizia municipale. 24 Giugno 2015


Avvocatura

foto Peppe Saya

Toghe d’oro

Uniti per la pace

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i è svolta al teatro Vittorio Emanuele la Cerimonia di consegna delle “Toghe d’Oro”, alla quale sono intervenuti, l’Avv. Vincenzo Ciraolo, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, l’Avv. Francesco Marullo di Condojanni, componente del Consiglio Nazionale Forense, e S.E. prof. Antonio La Torre, Primo Presidente onorario della Corte Suprema di Cassazione, che ha tenuto una lectio magistralis sul tema: “La Toga dell’Avvocato”. Alla fine della manifestazione è stata consegnata una medaglia d’oro ai seguenti sigg. Avvocati che

Solidarietà

foto Peppe Saya

celebrano il 50^ anno di iscrizione all’Albo: Anastasi Sandro, Buda Francesco, Carini Antonio, Carrabba Giuseppe, Crisafulli Gustavo, Giuffrida Giuseppe, Giuffrida Martino, Giuffrida Taviano Antonio, La Cono Alberto, Nicotina Giuseppe, Palumbo Vincenzo, Parisi Placido, Rao Delfio, Rizzo Antonino, Scarcella Guido, Vitarelli Antonino, Zampaglione Carlo.

La Corte dei Conti

L

a “Marianne”, nave della della coalizione internazionale di attivisti "Freedom Flotilla 3", salpata, lo scorso maggio, dal porto svedese di Goteborg Marianne, con un carico di attrezzature mediche e di pannelli solari da recapitare nel martoriato territorio di Gaza, è approdata al porto di Messina alla banchina Colapesce. Per l’occasione “Cambiamo Messina dal Basso” , “L’Altra Europa con Tsipras – Messina” e la "Casa Rossa" hanno organizzato una serie di iniziative.

ATM

E' ancora buio sul rendiconto 2013 Primo bilancio

dell’accordo con GTT

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’ stata recapitata al Consiglio Comunale, al Sindaco ed al Colleggio dei revisori dei conti, martedì 23 giugno 2015, la deliberazione n. 202/2015/PRSP, adottata dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Regione siciliana, nell’adunanza del 14 MAGGIO 2015, avente a oggetto: Controllo finanziario degli enti locali rendiconto 2013 - ai sensi dell’art. 148 bis del Tuel. La Corte dei Conti ribatte punto per punto a quasi tutte le 24 Giugno 2015

S risposte che l'Assessore Signorino aveva dato personalmente, durante un’audizione, alle 16 criticità che erano state contestate dalla stessa Commissione. Intanto, la Consigliera Russo annuncia, la presentazione di una delibera per la necessità di dare supporto all’Amministrazione.

iamo qui perché si è concluso il primo anno dell’accordo con GTT di Torino e per tracciare un primo bilancio, ha esordito l’Assessore Cacciola analizzando i 4 punti dello sviluppo dell'Azienda: 1) riorganizzazione dell’azienda; 2) l’aumento ed il miglioramento del servizio; 3) Aumento della domanda; 4) riorganizzazione interna dell'azienda; 5) rapporti con enti ed istituzioni esterne.

foto Peppe Saya

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Provincia a cura di Marilena Faranda

servizio fotografico di Peppe Saya

Manifestazione dei dipendenti delle nove ex Province Siciliane

I lavoratori in preda alla disperazione e la politica regionale temporeggia

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ella giornata di martedì scorso, la ormai ex Provincia Regionale di Messina, che ricordiamo essere occupata ad oltranza ,già da qualche giorno dai precari che aspettano la proroga dei contratti, in scadenza il prossimo 30 giugno,ha garantito i servizi essenziali erogati dalla Polizia Provinciale, dalla Protezione Civile e dall’Ufficio personale, in quanto il 70 % dei dipendenti messinesi, secondo i dati forniti dalla Fp Cgil, ha partecipato alla manifestazione, tenutasi a Palermo, organizzata dall’Rsu di tutte le ex nove Province Siciliane e da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa, per dire no ai tagli del governo nazionale e chiedere alla Regione Sicilia di varare subito la legge di riordino di funzioni e competenze da assegnare ai nuovi Liberi consorzi, che hanno sostituito le nove Province siciliane con la legge di riforma approvata a marzo dello scorso anno. Giuseppe Cassarino, Segretario Regionale del Csa, presentando la manifestazione ha dichiarato: “La situazione in cui versano i dipendenti delle ex Province diventa disperata, ciò è un ulteriore segno che la politica regionale al momento è totalmente assente. L’Assemblea regionale siciliana deve entro luglio legiferare al fine di evitare che i precari vengano licenziati, e che i servizi fino ad oggi resi dalle Province vengano a ces-

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sare con l’accentuarsi di disservizi all’utenza e la perdita di posti di lavoro di tutti gli attuali dipendenti. Questa situazione plumbea rischia di portare nell’incertezza il futuro di migliaia di lavoratori”. Il concentramento dei manifestanti è stato in Piazza Marina e poi il corteo si è snodato fino a Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, dove i lavoratori hanno incontrato il Presidente, Giovanni Ardizzone. Mimma Argurio, della Fp Cgil, ha iniziato la discussione sulle problematiche dei dipendenti delle ex Province, ringraziando il Presidente Ardizzone per aver dato ascolto a questa grande manifestazione dei lavoratori delle province indetta da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa, ma dichiarandosi, a nome di tutti i lavoratori, estremamente preoccupata per la situazione rappresentata dai politici e sottolinea: “Per noi la mobilitazione continua fino a quando non avremo risposte certe su funzioni, risorse e personale”. "Chiediamo all'Aula di riprendere l'esame della legge Cracolici sui Liberi Consorzi, naufragato per il voto d'aula che ha bocciato l'articolo 1",dice nel suo intervento Gigi Caracausi, Segretario Regionale della Fp Cisl. A rincarare la dose la Fp Cgil, secondo cui per consentire il funzionamento delle nove Province Siciliane, tutte al momento commissariate, servirebbero almeno 30 milioni di euro e "la legge Cracolici - aggiunge il segretario regionale della Fp Cgil, Michele Palazzotto - consentirebbe di definire il problema dell'attribuzione di funzioni e competenze ai nuovi Liberi consorzi e risolvere il tema del personale". "Se non si fa la legge di riforma si va al dissesto delle province e se questo avviene, a cascata c'è il dissesto della Regione. E quindi mi sembra automatico sciogliere le righe

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e andare al voto ad ottobre", questo l’esordio di Ardizzone. “Una legge che attribuisca funzioni e competenze ai nove Liberi Consorzi e alle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina si coniuga con un problema finanziario. La legge di stabilità nazionale ha osservato il Presidente dell'Ars - chiede il concorso delle Province e delle città metropolitane per complessivi 100 milioni di euro, per le prime il carico stimato è di 65 milioni di euro". Il Presidente dell’Ars ha assunto l’impegno che in questi giorni in sede di conferenza di capigruppo, l’ attenzione sarà posta su questo problema per addivenire all’approvazione di una legge di riforma entro il 31 luglio, affinché gli Enti possano chiudere i bilanci di previsione. La Fp Cgil di Messina, nella persona della Segretaria Generale, Clara Crocè e Francesco Fucile, Segretario provinciale per gli enti locali Fp Cgil, dichiara che a Palazzo dei Leoni lo stato di occupazione permarrà fino a quando non verrà adottata la delibera di prosecuzione dei contratti. 24 Giugno 2015

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Sicila a cura di Dario Buonfiglio

Formazione professionale in Sicilia

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iparte la formazione professionale in Sicilia. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Formazione professionale Mariella Lo Bello in conferenza stampa a Palermo. "Abbiamo presentato agli enti e ai sindacati - ha detto Lo Bello - nella riunione di stamane gli avvisi 1 e 2 del 2015, che saranno finanziati con risorse della programmazione 2014-2020. Al primo bando, che riguarda attività di formazione per il rafforzamento dell'occupabilità abbiamo destinato 155 milioni di euro. Mentre il secondo riguarda i corsi Oif, che partiranno dal 15 settembre". La prima annualità dei corsi Oif sarà finanziata con 20 milioni di euro che il governo reperirà con la manovra di assestamento di bilancio, mentre la seconda, la terza e alla quarta annualità saranno finanziati con 45 milioni di euro del Por Fse della programmazione 2014-2020. Per la pubblicazione degli avvisi si attende il parere del Cga che deve dare il via libera ai nuovi criteri definiti dal governo regio-

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nale per l'accreditamento degli enti di formazione. "Quello di oggi rappresenta il giro di boa della formazione professionale in Sicilia - ha detto Lo Bello - finalmente si riparte abbiamo l'obbligo morale, amministrativo e sociale di salvare i lavoratori che un ente più non hanno e la buona formazione". "Salveremo Piano giovani e Click day". Il governo regionale intende salvare i tirocini del Piano Giovani da 500 euro finanziati con fondi Ue della programmazione 2007- 2013 destinati ai giovani disoccupati siciliani. Salvi anche gli incroci ritenuti validi delle selezioni del 14 luglio e quelle del 5 agosto scorso, quando il server del portale messo a punto dalla società Ett per consentire ad aspiranti tirocinanti e alle aziende di incrociarsi in rete, andò in tilt per un crush informatico. "Tutte le misure del Piano giovani - ha assicurato Lo Bello - saranno rimesse in campo con la nuova programmazione".

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Cultura

Presentato il romanzo “Applausi a scena vuota”

David Grossman a Taormina in anteprima per Taobuk

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L’immaginazione garantisce la nostra indipendenza. L’immaginazione è il seme del cambiamento verso tutto ciò che ci opprime”. Esordisce con queste parole lo scrittore israeliano David Grossman, ospite di Taobuk, per presentare al gremito pubblico presente a Taormina il suo ultimo lavoro “Applausi a scena vuota”, edito da Mondadori. Un piccolo ma emozionante assaggio del Festival del libro fondato nel 2011 da Antonella Ferrara, al timone della manifestazione insieme al giornalista e scrittore Franco Di Mare, che presiede il comitato scientifico, e giunto quest’anno alla quinta edizione in programma dal 19 al 25 settembre 2015. L’appuntamento con Grossman, rientra perfettamente sia nella rubrica “Aspettando Taobuk”, sia all’interno del tema scelto per l’edizione del festival, “The wall – Gli ultimi muri”, che sarà dedicato proprio all’abbattimento di tutti i muri che esistono nel pianeta e che dividono le razze, il pensiero e le religioni. Con grande interesse e attenzione Grossman ha risposto alle domande poste dal giornalista Franco Di Mare che insieme ad Antonella Ferrara ha moderato l’incontro. Le letture sono state affidate all´attore Vincenzo Pirrotta. Importanti i temi che sono stati affrontati dalla situazione tra Israele e Palestina, all’importanza dell’umorismo “che ha un grande potere liberatorio”, alla possibilità di pace in medio oriente. A fine serata è stata consegnata allo scrittore dal sindaco di Taormina, Eligio Giardina, una

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targa realizzata in collaborazione con il Rotary Club Taormina con la seguente dedica: “A David Grossman, Narratore di vita, Testimone di pace”. “Applausi a scena vuota” è un romanzo costruito come una commedia dove domina l’ironia e l’umorismo. David Grossman è riuscito a scrivere questo romanzo dopo 20 anni. Sceglie di usare le pagine del libro per esaltare l’importanza del dialogo e della convivenza con l’altro. Sceglie un narratore particolare, Dova’le, un cabarettista sull’orlo della pensione, un uomo con gli occhiali, di bassa statura e di corporatura esile. Tra gli spettatori c’è seduto l’ex giudice e compagno di scuola Avishai Lazar. Si rivedono dopo quarant’anni dal loro primo incontro. La narrazione si svolge nel cabaret di Netanya, piccola cittadina a Nord di Tel Aviv. Il teatro diventa il luogo perfetto per mettersi a nudo e fare deviare il monologo comico in un racconto vero e proprio. Dal fondo del palcoscenico Dova’le è pronto a consegnare al pubblico, tutto quello che possiede, il racconto della sua storia. In scena Dova’le adulto scompare lasciando spazio al bambino che camminava sulle mani per vedere la realtà rovesciata. “C’è una svolta – racconta David Grossman – in questo racconto. Nel momento in cui il protagonista narra la sua vita diventa un vero artista e attore. Siamo soliti vivere una vita parallela a quella che dovremmo vivere. Una vita che non è autentica, bensì è la vita che gli altri si aspettano da noi. Ci sono però dei momenti di grazia dove riusciamo ad essere uniti con la vita vera, quella che ci appartiene”. Dova’le e Lazar, due vite che si intrecciano per caso, due bambini che instaurano una grande amicizia. Poi un’estate si ritrovano nello stesso campeggio e il muro di bugie dietro cui l’amico cercava di proteggersi crolla di fronte alla presa di mira dei compagni. Una mattina in quel campeggio paramilitare, a Dova’le giunge la notizia che ha perso uno dei genitori in un terribile incidente è costretto a mettersi in viaggio senza sapere se abbia perso la madre o il padre. In quel momento Lazar, l’amico, gli volta le spalle. Lo spettacolo che mette in scena Dova’le non è altro che un lungo applauso a “scena vuota”, perché di fronte alla vita vera il pubblico va via. L’ora passata con David Grossman termina invece con un grande applauso a “scena piena” perché il messaggio che ha lasciato “dobbiamo avere la mente aperta alla pace” può essere il segnale di grande apertura, può essere la chiave per abbattere uno dei tanti muri sociali. Cristina D’Arrigo 24 Giugno 2015

“Volevo raccontare la storia di un bambino che andava al funerale di uno dei suoi genitori senza sapere se fosse il padre o la madre. Avevo sentito narrare un episodio analogo e per 20 anni ho pensato alla notizia, ma non trovavo il modo giusto per raccontarla. Poi ho pensato al cabaret, miscela perfetta tra orrore e risata, ed ho capito che avevo la storia in mano”

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foto Antonio De Felice

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“Nero su Bianco” I

naugurata sabato, 20 giugno, alle 18:30, al Monte di Pietà, la mostra “Nero su bianco” di Eleonora Tavilla. Si tratta della prima mostra personale di pittura della giovane artista messinese, già nota per le sue doti canore, che illustrerà i suoi lavori fatti con penna a china. Nell’ambito della serata, che è stata presentata dalla giornalista Lilly La Fauci, previsto l’intervento della dott.ssa Giovanna Famà. L’esposizione sarà visitabile per una settimana, fino a sabato 27 giugno, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

Laura Antonelli, una donna dimenticata Una donna che ha scelto di essere dimenticata, cancellata dalla memoria collettiva di un Paese che, diciamocelo, non aspetta altro che sputare via l’anima altrui. Perché Laura Antonelli è stata una grande attrice negli anni in cui il cinema italiano dettava tempi e modi, è stata un’icona sexy perché questo produceva il cinema del tempo e su questa immagine è nata e morta in un batter di ciglia, quello che basta ad un essere umano per passare da sexy a dimenticabile. Troppo poco e sbagliato, ma tipico del mondo artistico, ricondurre un’intera vita ad un paio di pose sexy impresse su pellicola. Laura Antonelli faceva l’attrice, non l’icona o il sogno erotico di qualche ragazzino manolesta; un’attrice apprezzata e camaleontica che rimarrà nell’immaginario errato perché il pruriginoso rimane, l’arte annoia. Le colpe si pagano, o almeno così dovrebbe essere; ma nella vicenda Antonelli nessuno pagherà l’abbandono artistico che l’attrice ha subito, anche per suo volere, che forse è il minore dei mali. Il peggiore, nostra opinione, è il ricordo che si rimane. Icona sexy sbattuto in ogni titolo, come se una vita fosse riassumibile in un paio di collant, come se di tutta la vita artistica e di artista dimenticata di Laura Antonelli rimanga solo un paio di gambe velate e qualche sorriso ammiccante. La tristezza della comunicazione è tutta qui, il modo in cui si viene ricordato è spesso scritto da noi stessi; ma a volte chi ci racconta decide di prendere solo una porzione di noi, solo la parte più interessante o che può interessare. Laura Antonelli icona sexy, attrice dimenticata e donna mai vissuta per intere generazioni che oggi la scoprono come quella che è stata su pellicola, ma che della persona non sapranno mai nulla. Un oblio volontario, dettato da una psiche fragile nel sopportare il peso del successo, una vita segnata dall’idea che l’unica qualità fosse la bellezza. Immagine segnata dal tempo e dalla vanità, distrutta da un’operazione di troppo e dall’abuso del proprio corpo. Finita sulle cronache per droga, assolta anni dopo e risarcita. Nella memoria resta la cocaina e non il danno di immagine. Laura Antonelli se ne va come ha vissuto, sola e abbandonata per volere e senza nessuna brama di essere ricordata. Ora facciamogli un favore, non parliamone più come voleva lei, e non ricordiamola per la bellezza che ne ha ucciso anima e volontà.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Una botta e via (i mai nati e dimenticati) No niente di erotico o sessuale, solo la riflessione dettata da una domenica mattina passata ad ascoltare musica degli anni dell’adolescenza, che lasciavano un solo e grandissimo quesito: ma questi qui dove sono finiti??? Che cattiveria penserete, in fondo è diretto inalienabile realizzare un solo gol in carriera figuratevi se non si può comporre un solo successo musicale. Filo conduttore della nostra mattinata sono quindi tanti quei cantanti dimenticati un po’ da tutti, spolpati per un’estate o al massimo per un disco e qualche sagra di paese; e poi tornati nel dimenticatoio del vasto mondo discografico, che prima crea e poi distrugge, e non trasforma mai. Da Federico Stragà e il suo amore astronauta, o le tre parole di Valeria Rossi che poi “sole, cuore e amore” non si potevano proprio sentire! C’era il “Supercafone” del Piotta che calcando l’onda del coatto di verdoniana memoria il suo buon successo lo ha anche ottenuto. Se gli acidi Prozac+ soffrivano la nicchia più che l’insuccesso, c’era invece la tristissima “Brutta” di un Canino dimenticato, per non dimenticare la “Sandra” di due tizi del quale è difficile anche ricordarsi il nome. Nulla di memorabile, la storia della musica è piena di botte e via; di personaggi che nell’immaginario collettivo rimangono presenti il tempo di un paio di giri sotto la puntina e poi basta più. È il crudele mondo dello showbiz e non possiamo farci nulla. Che poi a risentirli bene, e voler essere cattivi, anche la possibilità di spararsela questa botta e via è stata davvero un’esagerazione; eh si perché anche la canzonetta dal veloce successo, in realtà, era una vera porcheria inascoltabile frutto di qualche favore discografico di troppo e radio conniventi nel produrre un successo immeritato. Eh si, siamo proprio spietati nell’approccio con questi fenomeni da ombrellone che hanno accompagnato la nostra crescita, e forse segnata per sempre dato che ogni tanto canticchiare “dammi tre parole: sole, cuore, amore” scappa anche a noi. Che tristezza infinita, se siamo ad un passo dalla sociopatia non è solo colpa nostra! Una botta e via, era meglio solo via e che tristezza averli ricordati e meno male non ricordarli tutti.

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà

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arlo Emilio Gadda nacque a Milano nel 1893 da una famiglia della buona borghesia: il padre era imprenditore tessile, la madre, Adele Lehr, insegnante di lettere e poi direttrice nelle scuole magistrali. Tra i maggiori autori del Novecento europeo, la sua opera riflette una sensibilità personale tormentata e una visione profondamente negativa della realtà contemporanea. A Gadda si deve la creazione di un linguaggio originalissimo, basato sulla sistematica mescolanza di dialetti, parlata quotidiana standardizzata, gerghi speciali, terminologia tecnica e scientifica, lessico aulico e arcaico, latinismi, parole straniere e neologismi. L’effetto di pastiche è inoltre potenziato dal ricorso a procedimenti “barocchi”, quali l’accumulazione caotica di realtà disparate, la creazione di metafore e paragoni bizzarri, giochi di parole. Tale linguaggio è la trascrizione stilistica di un rapporto problematico con la realtà. Il mondo appare, infatti, allo scrittore come un caos informe, un turpe “pasticcio” di oggetti, persone e fenomeni degradanti, che suscitano in lui una profonda repulsione. Questo vale sia per gli oggetti materiali sia per l’assetto sociale, dove trionfa l’arrivismo, l’ostentazione della ricchezza, l’ipocrisia, il cattivo gusto. Una visione del mondo piuttosto negativa che si riflette anche sulle strutture dei romanzi di Gadda, dove il racconto si disgrega in una miriade di frammenti a sé stanti, costituiti dalle infinite digressioni fra le quali assumono uno spazio notevole le descrizioni di dettagli insignificanti. L’opera di Gadda, inoltre, non presenta fondamentali sviluppi nel tempo né radicali trasformazioni di temi e concezioni Si possono distinguere, invece, approssimativamente due filoni sincronici, comprendenti rispettivamente i testi che mettono in primo piano l’io dello scrittore, la sua interiorità tormentata e le sue dolorose esperienze di vita, e quelli che si concentrano sul mondo esterno. Al primo filone appartengono alcune opere giovanili come Giornale di guerra e di prigionia, Il castello di Udine e La cognizione del dolore, romanzo che esprime a livello più alto la tematica del dolore. Ambientato in un immaginario paese sudamericano il racconto ha come protagonista don Gonzalo, discendente di un’antica famiglia di hidalgos ormai decaduta. Nel personaggio Gadda proietta le proprie esperienze e nevrosi: l’astio nei confronti della madre, l’umiliazione per il declassamento sociale, la repulsione per la stupidità che lo circonda. Il romanzo non ha una solida trama, ma si risolve nel resoconto delle malevole chiacchiere su don Gonzalo e soprattutto nella registrazione dei dolori di quest’ultimo, che coglie ogni occasione per sfogare il proprio livore contro il mondo. Al secondo filone, invece, appartengono alcune opere del dopoguerra: L’Adalgisa, Disegni milanesi e il secondo grande romanzo di Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, un giallo in cui l’impianto poliziesco assume un valore simbolico, in quanto la ricerca del movente adombra l’aspirazione ad un ordine razionale che spieghi il “pasticciaccio” della realtà. Il romanzo resta incompiuto quasi ad indicare emblematicamente la vanità di tale sforzo e l’esito fallimentare della ricerca di un senso. Dopo aver trascorso gli ultimi anni di vita in solitudine, Carlo Emilio Gadda morì a Roma il 21 maggio 1973.

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Sosteneva, fra l'altro, che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o l'effetto che dir si voglia d'un unico motivo, d'una causa al singolare: ma sono come un vortice, un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti. Diceva anche nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo. Ma il termine giuridico «le causali, la causale» gli sfuggiva preferentemente di bocca: quasi contro sua voglia. Morire per la patria è cosa dolce e onorevole: infatti alcuni sono morti per la patria immortale: ed altri, a guardarla dalle tignole, è bisognato vivessero. Questa favoletta ne dice: il morto giace, il vivo si dà pace.

Gadda

Carlo Emilio

Se un'idea è più moderna di un'altra è segno che non sono immortali né l'una né l'altra.

Milano, 14 novembre 1893 Roma, 21 maggio 1973 24 Giugno 2015

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Vino rosso e frutti di bosco bruciano le calorie

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astano circa 340 grammi di frutti di bosco e un bicchiere di vino rosso al giorno per frenare l'aumento di peso. E' quanto emerge da una ricerca della Washington State University, pubblicata su International Journal of Obesity, che ha osservato nei topi la trasformazione del grasso bianco in eccesso in grasso "beige", che è in grado di bruciare le calorie. Il merito è del del resveratrolo, un antiossidante che tra gli effetti benefici avrebbe anche quello di combattere l'obesità. I test su topi - I ricercatori hanno svolto i test su topi di laboratorio, somministrando ad alcuni di loro l'equivalente di resveratrolo assunto

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con due o tre posizioni di frutti di bosco, uva e mele, pari a circa 340 grammi. Nonostante i roditori avessero seguito una dieta ricca di grassi, al termine dell'esperimento hanno acquisito il 40% di peso in meno rispetto a quelli che non avevano assunto il resveratrolo. I benefici del vino rosso - Anche il vino rosso come Merlot o Cabinet Sauvignon contiene resveratrolo. Tuttavia "la quantità contenuta è solo una frazione rispetto al contenuto nell'uva", ricorda il professor Min Du, co-autore della ricerca. Il consiglio è ovviamente quello di non esagerare con le dosi: per produrre un effetto soddisfacente basta un bicchiere al giorno. 24 Giugno 2015


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RE sano

La ricetta Rotolo di pizza farcito Ingredienti per 4 persone • • • • • •

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250 gr di Farina tipo 00 10 gr di Olio extravergine di oliva 155 gr di Acqua a temperatura ambiente 5 gr di Sale 5 gr di Malto 2 gr di Lievito di birra disidratato per il ripieno 150 gr di Passata di pomodoro 10 gr di Basilico in foglie 150 gr di Mozzarella fior di latte 100 gr di Prosciutto cotto a fette sottili 10 gr di Olio di oliva extravergine per spennellare

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PREPARAZIONE Iniziate a preparare l'impasto di base: versate l’acqua a temperatura ambiente in una ciotola, aggiungete il sale e mescolate con un cucchiaio per scioglierlo, versate poi anche l’olio extravergine e mescolate ancora l’emulsione. Iniziate ad impastare con le mani o una forchetta. Tenete vicino a voi un po’ di farina e la restante emulsione, che integrerete nell’impasto mano a mano, fino a raggiungere la consistenza desiderata, che deve essere morbida ed elastica. Continuate ad impastare su un piano fino ad ottenere un impasto liscio e morbido ma consistente, con il quale formerete una palla. Lasciatela nella ciotola e coprite con la pellicola trasparente; riponetela a lievitare in forno spento solo con la luce accesa, fino a quando l’impasto non avrà raddoppiato il suo volume: servirà una temperatura compresa tra i 26-30°. Nel frattempo preparate gli ingredienti per la farcitura. In una ciotola versate la passata di pomodoro e conditela con sale, olio extravergine e foglie di basilico, spezzettate con le mani. Tagliate a cubetti la mozzarella e ponetela a scolare in un colino, è importante che questa sia asciutta, altrimenti in cottura perderà liquidi inumidendo l’impasto. Trascorso il tempo di lievitazione riprendete la pasta che avrà ormai raddoppiato il suo volume, trasferitela su una spianatoia leggermente infarinata e stendete con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia dalla forma leggermente ovale delle misure di 38x34 cm. Cospargete la salsa di pomodoro sulla sfoglia avendo cura di lasciare un paio di centimetri dal bordo. Ricoprite anche con la mozzarella a cubetti, le foglie di basilico fresco; in ultimo adagiate le fette di prosciutto cotto. Spennellate i bordi lasciati liberi con dell’olio per far aderire bene il rotolo quando andrete a chiuderlo. Quindi richiudete i bordi verso l’interno in modo che ricadano su parte del ripieno, per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura. A questo punto arrotolate la sfoglia dal lato più lungo, sigillate bene le estremità e trasferite il rotolo su una leccarda foderata con carta da forno. Spennellate la superficie con dell'olio di oliva e cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per circa 40 minuti (se utilizzate il forno ventilato cuocete il rotolo a 160° per circa 30 minuti). Sfornate il vostro rotolo di pizza farcito e lasciatelo raffreddare per almeno 10 minuti prima di tagliarlo a fette.

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Amarcord

La formazione del Messina stagione 1962- 1963 anno della promozione in serie A 68

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Da sinistra: Landri, Rossi, Dotti, Ghelfi, Canuti In basso da sinistra: Calzolari, Brambilla, Stucchi, Calloni, Fascetti, Radaelli 24 Giugno 2015

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