n° 178 anno XII - 22 Ottobre 2014
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Teatro Vittorio Emanuele di Messina
Buca d’orchestra
Asterisco di Francesco Certo
Cosa pubblica: immo
C’è qualcosa che non va nel nuovo ch sembrava poter ritrovare la luce e, s un sovrintendente dal curriculum d’e Bruschetta alla direzione artistica meno all’atto pratico. Il nuo migliore con cui far ripartire il TVE. L possono non trovarci d’accordo, il TV nersi alle norme che regolano tale c incarichi esterni ed interni ci lascia, s sulla sedia, molti passaggi del nuov una postilla dell’art. 38, qu con l’ente non potrà richiedere l’is gode di parametri chiari ma sarà la di condizione limitante dei diritti questa, chi ha scelto di adire alle vie l mantiene il diritto all’iscrizione a qualsivoglia albo. Il potere dis gestire la cosa pubblica, anni di professionalità non posson re delle ipotesi) dei membri del Cda. Regolamento, questo, che prev sarte, passando per orchestrali e maestri d’orchestra, vere eccellenz
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otivata discrezionalità
he avanza. Dopo anni bui e maleodoranti, il Teatro Vittorio Emanuele soprattutto, la trasparenza. Un nuovo presidente, Maurizio Puglisi, eccezione come Antonino Saija, un attore impegnato come Ninni ed un Cda nuovo di zecca. Tutto bello all’apparenza, ovo regolamento dell’ente stilato dal Cda non è, certamente, l’atto e polemiche che sono scaturite alla presentazione dello stesso non VE rimane un ente pubblico e come tale dovrebbe attecondizione. L’arbitrarietà che il Cda si auto-concede nella scelta di senza dubbio, di stucco. Non è possibile leggere, senza sobbalzare o regolamento. La nostra attenzione si concentra, soprattutto, su uella che prevede che chiunque abbia contenziosi legali aperti scrizione all’albo delle maestranze, elenco, che comunque, non screzionalità del Cda a scegliere chi pescare dall’ampio mazzo. Una egali non lo avrà, certamente, fatto per passatempo e, ovviamente,
screzionale non è il modo più irreprensibile di
no andare a farsi benedire in nome delle scelte umorali (nella migliovede l’arbitraria scelta per incarichi di ogni genere, dai giornalisti alle ze dimenticate in questa discrezionale città.
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Le dichiarazioni dell’Amministrazione
di Marilena Faranda
“Proposte senza allarmismi”
Abbiamo interpellato il Sindaco Accorinti, sulle recenti polemiche che hanno costellato l’inizio della prima stagione teatrale, con la nuova Giunta ed il nuovo C.d.A. del Teatro in carica
“Io non sono direttamente coinvolto con le vicende del Teatro, c’è un C.d.A. di cui voglio rispettare il ruolo. A prescindere dagli allarmismi, voglio precisare che, fino a oggi, non c’è alcun regolamento, ma solo una bozza ancora da discutere. Comunque, nel rispetto dei ruoli, ho proposto di parlare prima con le maestranze, i sarti, i tecnici e tutti quelli ci sono coinvolti, e c’è stato un primo incontro, sempre con la massima civiltà e pacatezza. Abbiamo fatto questo incontro molto costruttivo con le parti coinvolte, certo il discorso, resta ancora aperto. Abbiamo chiesto di fare proposte, i tecnici ne hanno fatto qualcuna ancora da verificare, loro affermano che a Catania hanno risolto in un certo modo. L’apertura del C.d.A. c’era, hanno detto: portateci le carte e valuteremo. Dobbiamo capire se quello che è stato fatto a Catania e Palermo è fattibile da un punto di vista legale anche a Messina. Venerdì 24, ci sarà un incontro con gli orchestrali per poter risolvere al meglio anche uno della montagna di problemi. Come si è visto, il regolamento non si è approvato, ma c’è la massima apertura al dialogo Ora siam partiti con l’esplosione di Servillo e con la speranza che si risolva tutto”.
“Un concetto diverso di partecipazione” Alla Consigliera Nina Lo Presti abbiamo chiesto la sua posizione sull’argomento che, ancora una volta si discosta da quella del Sindaco “La consultazione avviene prima che un atto venga votato e tra l'altro, se tu vuoi mettere in campo questa dinamica, devi aprirti alla collettività. In prima battuta coinvolgi coloro che sono direttamente interessati al provvedimento e poi, in seconda battuta, allarghi a tutti coloro che hanno intenzione di dare il loro contributo. Quindi, se Accorinti mi dice che il regolamento era solo una bozza, evidentemente lo era, perché altrimenti si sarebbe chiamato regolamento letto e approvato dal Cda. Nel momento in cui la bozza è tale bisogna discuterla e aprire la discussione alla città.
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Il Sindaco ritiene che si siano creati degli inutili allarmismi
Mi sto domandando se avevamo dato fino a oggi la stessa definizione al termine partecipazione, perché io la intendo così come ho detto. Evidentemente il Sindaco che si è fatto una campagna tale che come primo principio ci metteva proprio la partecipazione e la trasparenza assoluta “il palazzo di vetro” erano soltanto degli slogan elettorali e non si sono mai tradotti in prassi amministrative. Non può entrare dentro il Cda e discutere del Cda, i componenti Cda più sensibili e che fanno parte del nostro percorso è evidente hanno la necessità di confrontarsi prima di andare in seduta. Il mandato glielo da la gente, il mandato glielo danno i soggetti coinvolti in quel regolamento. Quindi ha l'obbligo morale di discutere con la gente prima di entrare in un civico consenso, che sia la sede del Cda o il Consiglio comunale, ma questo vale per tutti, evidentemente abbiamo un concetto diverso di partecipazione.
Secondo lei, questa bozza di Regolamento può essere salvata, magari con qualche emendamento?
Io credo che quella bozza di regolamento sia inemendabile, perché il titolo tradisce il contenuto. Il titolo è “Regolarmento per gli affidamenti esterni a professionisti all'Ente autonomo teatro Vittorio Emanuele” e in questa categoria rientrano avvocati, giornalisti, commercialisti, insomma tutte quelle categorie professionali, in forza di una legge superiore a questo regolamento, per cui gli incarichi devono essere formalizzati da un contratto ad evidenza pubblica. Che strano! Le maestranze e i tecnici, invece, sono figure identificabili come lavoratori ed, in quanto tali, non possono partecipare con le stesse modalità di quei professionisti. Cosa fa, invece, questo regolamento? Sovverte completamente la dinamica di questi processi e quindi prevede per quelle figure professionali che dovrebbero essere soggette alla normativa sulla trasparenza affidamenti diretti, invece, per i lavoratori che dovrebbero avere rapporti di altra natura, più continuativa ovviamente o comunque a progetto o qualsiasi altro rapporto di lavoro, stando già nelle graduatorie che esistono, tu me li metti fuori nel momento in cui nel regolamento, c'è la clausola che chi ha un contenzioso con l’Ente non può lavorarci. Può valere per un avvocato, perché le normative vigenti stabiliscono che un avvocato non può ricevere un incarico, presso l'Ente con cui ha un contenzioso in corso. Non lo può stabilire, però, un regolamento questo lo stabiliscono le normative vigenti in materia. Questa bozza di regolamento non è emendabile, si deve ritirare. Ritirato, ridefinito e chiarito. La trasparenza e la democrazia vengono prima di ogni scelta”. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Primo Piano a cura di Alessia Vanaria
Nuovo regolamento dell’Ente
“Stiamo cercando di non penalizzare le maestranze che da anni lavorano all
foto Peppe Saya
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Intervista al Presidente del Teatro Maurizio Puglisi
’interno del Teatro”
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ggetto delle polemiche che negli ultimi giorni hanno acceso il Teatro Vittorio Emanuele è stato il nuovo regolamento dell’Ente. Ci spieghi le clausole che lo compongono. In cosa si migliorerebbe il vecchio ordinamento? Si è parlato di uno sguardo verso il “nuovo”, verso il futuro. Quali sono questi elementi innovativi? Il nuovo regolamento riguarda l’affidamento degli incarichi esterni. Fino a questo momento non c’è mai stato un regolamento simile, e tutto si è basato sulla massima discrezionalità. Stiamo inserendo, adesso, una serie di regole per porre fine a questa discrezionalità assoluta. Si tratta, è bene specificare, di un provvedimento che ancora è oggetto di discussione. Al Cda, infatti, è stata proposta una bozza di regolamento su cui si sta lavorando, confrontandola anche con quella degli altri enti teatrali. Stiamo cercando di non penalizzare le maestranze che da anni lavorano all’interno del Teatro. Verranno automaticamente inseriti nei nuovi albi. L’istituzione di questi darà, inoltre, la possibilità anche ad altri di accedere nella realtà del Teatro Vittorio Emanuele. È giusto che sia così, altrimenti il diritto finisce col divenire un privilegio per pochi eletti. Si sta lavorando per creare una serie di situazioni che possono dar vita a tanti nuovi posti di lavoro. È necessario, prima di tutto, regolamentare varie questioni. Il vero problema è costituito dalla condizione della maestranze che lavorano con un contratto subordinato a tempo determinato. Questa tipologia di contratto lavorativo non è consentita dalla legge. Molti dipendenti hanno sperato, negli anni, di passare all’indeterminato, ma WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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la normativa blocca le nuove assunzioni. Da amministratori pubblici non si può non rispettarla, se pur essa è penalizzante anche per noi. Si sono invitati gli interessati a costituire un’associazione con cui il Teatro possa istituire un rapporto professionale. L’ipotesi, però, è stata scartata. La legge può essere modificata solo attraverso l’emanazione di una nuova normativa e pertanto, l’Ente Teatro di Messina si sta facendo portavoce insieme con il Teatro Bellini di Catania che si trova nella nostra stessa situazione di questa istanza presso la Regione Sicilia. La tempistica sarà, sicuramente lunga. Sarebbe auspicabile trovare una soluzione alternativa. Per quanto concerne, invece, gli elementi innovativi del nuovo regolamento dobbiamo considerare oltre l’istituzione del medesimo anche la creazione di albi, a cui si attingerà rispettando criteri ben precisi. Resterà sempre, come è normale che sia, un minimo di discrezionalità, dal momento che si tratta di incarichi fiduciari. Il nuovo regolamento, quindi, prevede la creazione di albi diversi per le varie professioni. Secondo quale criterio si attingerà ai medesimi? Si terrà conto, prima di stilare qualsiasi graduatoria, dell’anzianità di lavoro all’interno dell’Ente, poi, dell’esperienza e della competenza di ciascuno. Questo vale, ovviamente, anche per gli orchestrali. Il presidente non potrebbe mai agire contro membri che da anni lavorano all’interno del Teatro e per il Teatro. Non bisogna, però, illudere le persone facendo credere possibili stabilizzazioni lavorative che in realtà non esistono.
L’ingresso al Sala Teatro foto Peppe Saya
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foto Peppe Saya
Nell’ultimo periodo si è discusso molto anche sulla scelta effettuata senza la pubblicazione di alcun bando di alcuni giornalisti per la redazione della rivista del Teatro. Cosa ci dice in proposito? Sono state scelte alcune persone per entrare a far parte del comitato di redazione della rivista. Non è stato fatto nessun bando, ma il sovrintendente ha deciso in autonomia. Sarebbe stato meglio, forse, fare un avviso pubblico ma se si ricorre continuamente a questo strumento si finisce per svilirne il valore. Per la nomina del sovrintendente, ad esempio, si è agito con avviso pubblico, poiché si ricercava una persona con particolari competenze. Per i direttori artistici, invece, non si è fatto, perché la loro è una carica fiduciaria. Possono essere sfiduciati in qualsiasi momento, mentre il sovrintendente resta in carica fino alla fine del suo mandato. Chi ha un contenzioso in corso con l’Ente non potrà accedere agli albi. Cosa sarà dei membri dell’orchestra che hanno fatto ricorso alle vie legali per difendere il diritto al lavoro? Le cause pendenti, chiaramente, rimangono valide. Per tutti i procedimenti giudiziari già in essere, però, la normativa non verrà applicata. Per quanto concerne, invece, le cause che sorgeranno in futuro si penserà, probabilmente, ad una sospensiva prima della risoluzione definitiva. Il principio di base della normativa è sacrosanto: non si può attribuire un incarico fiduciario ad una persona che agisce contro l’ente. Andiamo ora a quello che potremmo chiamare il pomeriggio delle polemiche: martedì 14 ottobre. Nonostante le dichiarazioni del sindaco Accorinti si è deciso di procedere comunque. Come sono andate realmente le cose? Dire che il sindaco ha stoppato il Cda è scorretto nei confronti del sindaco stesso. Il consiglio amministrativo dell’Ente ha una sua autonomia, ed Accorinti non si permetterebbe mai di agire in modo simile. Egli è, infatti, perfettamente rispettoso delle prerogative dell’Ente. Ad oggi, comunque, ancora non è stato approvato il regolamento, ma si continuerà a discutere in meriWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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foto Peppe Saya
to nei prossimi giorni. I due membri del Cda Laura Pulejo e Salvatore D’Urso hanno deciso di abbandonare la riunione e di autosospendersi in attesa di un incontro chiarificatore tra Cda ed amministrazione comunale. Quale è stato l’esito della riunione di mercoledì scorso con il sindaco Accorinti? L’autosospensione non esiste. Agire in questo modo sembra solo voler mettere i bastoni tra le ruote al lavoro del Cda. Le opposizioni dovrebbero essere accompagnate da nuove proposte. Se non si è d’accordo su qualcosa si combatte all’interno del Cda stesso per difendere le proprie idee. Se la battaglia, poi, ha un esito negativo si è liberi di dimettersi. Per quanto riguarda il rapporto con il sindaco Accorinti non c’è alcuna opposizione tra di noi. Nel nostro incontro abbiamo sviscerato insieme il problema delle maestranze per cercare di trovare delle soluzioni. In questa bufera si inseriscono le interrogazioni dei consiglieri comunali Lo Presti e Sturniolo. La Lo Presti ha parlato di ipotesi d’incompatibilità di lei come Presidente del Teatro, dal momento che lei risulterebbe ad oggi presidente anche della compagnia teatrale “Nutrimenti Terresti”. È realtà o illazione? Faccio parte della compagnia teatrale “Nutrimenti terrestri”, uno delle più importanti del Meridione. Dal punto di vista normativo l’incompatibilità non esiste perché non ne sono il legale rappresentante. Se sono stato nominato presidente del Teatro è anche per il lavoro svolto all’interno di questa associazione. Il conflitto di interessi può nascere se un domani il Teatro ospitasse spettacoli prodotti dalla compagnia teatrale in questione. Questo non succederà. È chiaro che tutto ciò penalizza me e la compagnia stessa che ha perso un suo punto di riferimento importante come quello del Teatro Vittorio Emanuele. La questione mi comporta, dunque, più svantaggi che vantaggi, ma preferisco per mia indole non confondere mai affari personali con affari pubblici. Polemiche a parte si è aperta dopo un anno di triste chiusura dell’ente la nuova stagione del Teatro Vittorio Emanuele. Il sipario si è aperto con lo spettacolo di Toni Servillo, che dà l’idea del tono abbastanza alto che caratterizzerà l’intera stagione. È sicuramente un segno tangibile della ripresa del Teatro e della sua attività. Si aspettava la grande risposta dei cittadini messinesi? Sinceramente non mi aspettavo una simile risposta. Credevo che dopo un anno e mezzo quasi di chiusura dell’ente sarebbe stato difficile riavvicinare la gente al proprio Teatro. Avevo previsto un massimo di 1200 abbonamenti, ad oggi si è arrivati a quota 1500. Molto apprezzata anche la nuova formula dell’abbonamento a scelta, molto più “elastica” rispetto al tradizionale abbonamento, dal momento che permette a ciascuno di scegliere 6, 8 o 12 spettacoli che si
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desiderano vedere nel giorno che si preferisce. La campagna dell’abbonamento a scelta resterà aperta fino a quando ci sarà un numero di spettacoli utile per sottoscrivere tali pacchetti. Il Teatro intende riprendere il rapporto instaurato ormai da anni con le scuole? Come ci si sta muovendo in questo ambito? Stiamo lavorando con le scuole con un altro tipo di prospettiva. Negli anni passati si sceglieva uno spettacolo e si stabiliva una data in cui veniva replicato per le scuole. Abbiamo deciso, adesso, di creare, invece, una stagione ad hoc, che abbia un senso a livello didattico. Con le scuole elementari e medie, ad esempio, si avvierà un progetto sull’opera lirica. L’obiettivo è quello di educare i ragazzi al teatro, prima di portarli ad assistere alle rappresentazioni. A tal fine si lavorerà con le scuole prima dello spettacolo, ma anche dopo, per facilitarne la comprensione. Saranno coinvolte le scuole di ogni ordine e grado, con rappresentazioni scelte appositamente. Una novità, dunque, anche nel rapporto con le scuole. Quale crede sia il futuro dell’Ente Teatro? Sono assolutamente fiducioso nel futuro del Teatro, per quanto dipendiamo sempre dai fondi regionali. Ad oggi siamo riusciti a saldare tutti i debiti contratti nel corso del tempo ed il Teatro è riuscito a tornare in funzione. Si è riusciti ad organizzare una bella stagione, pur con tutte le difficoltà economiche. Nella programmazione, al momento, manca la lirica ma ci si sta muovendo anche in questo settore. Si sta cercando, inoltre, di acquisire un’autonomia a livello economico. Si sta lavorando, infatti, ad una serie di produzioni, che possono offrire significative occasioni di lavoro ed aiutare ad ottenere fondi importanti. Esiste, già, una rete di rapporti con gli altri Teatri della regione, con cui ci si confronta anche su problemi comuni ai vari enti. Si è avviata, inoltre, una collaborazione con l’Accademia Filarmonica e l’associazione culturale “Bellini”, che negli anni può divenire sempre più proficua.
Colapesce di Renato Guttuso nella volta del Teatro Vittorio Emanuele II a Messina WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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L’opinione di due membri del Cda Laura Pulejo Durante la riunione di martedì 14 ottobre lei e Salvatore D’Urso, altro membro del Cda, avete scelto di autosospendervi. Cosa vi ha portato a prendere una simile decisione? “Ritenevamo utile farlo per attendere le decisioni del sindaco Accorinti, che invitava a sentire, prima, le diverse parti sociali. È necessario separare le varie questioni: maestranze, orchestrali ecc, ed analizzare per bene le diverse clausole previste dal regolamento. Quest’ultimo sarà ancora nei prossimi giorni oggetto di discussione. La mia e quella di Salvatore D’Urso non è una stupida opposizione. Il Cda è un organo democratico e pertanto ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Non c’è nessun secondo fine nell’azione mia e di D’Urso. Intendiamo tutelare i lavoratori ed i propri diritti. Quale crede sia il futuro del Teatro Vittorio Emanuele e della sua orchestra? Spero e auguro al Teatro tutto il bene possibile. Non avrei accettato di far parte del consiglio di amministrazione se non ne avessi avuto a cuore le sorti. Per quello che è nelle mie forze porterò sempre avanti le mie istanze. Per quanto riguarda gli orchestrali si trovano oggi in questa spiacevole condizione poiché non ci sono le possibilità economiche per assumerli, ed un tempo quando c’erano non si è fatto nulla. Senza voler redarguire il passato, bisogna cercare per il futuro di risolvere la questione”.
Giovanni Giacoppo Cosa pensa del nuovo regolamento del Teatro e di quanto accaduto nella riunione di martedì 14 ottobre? “La mia posizione in merito è molto chiara. Si è utilizzata la vicenda del regolamento, come avvenuto altre volte, in maniera strumentale per alimentare inutili e sterili polemiche. Il teatro ha necessità di adottare un regolamento (e diversi altri in corso di elaborazione), al fine appunto di regolamentare una materia fino a questo momento gestita in maniera discrezionale. Nel regolamento per l'attribuzione degli incarichi professionali, si prevede l'istituzione di albi a cui ci si può iscrivere possedendo degli specifici requisiti di competenza professionale che verranno indicati. Il regolamento è tutt'ora al vaglio del C.d.A del Teatro e quando è stato reso pubblico, addirittura con un'assemblea e conseguente conferenza stampa, non era neanche conosciuto dal Consiglio che ne ha iniziato la discussione, ancora in atto, solo in epoca successiva. Il confronto tra i diversi modi di pensare è sempre utile e garanzia di democrazia. La polemica preconcetta è, invece, del tutto inutile e lesiva degli interessi e del buon nome del Teatro e di chi lo amministra. Questo Consiglio si è insediato da meno di cinque mesi e in questo brevissimo tempo si è riusciti a far ripartire le attività ferme da quasi due anni e esitare una serie abbastanza cospicua di altri provvedimenti. Adesso bisogna continuare a lavorare sugli aspetti amministrativi della gestione a cui dovrebbero partecipare in maniera costruttiva e propositiva tutti gli amministratori, anche quelli che, utilizzando un istituto a me sconosciuto, hanno invece preferito "autosospendersi".
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foto Peppe Saya WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Il Cda sta cercando di migliorare la situazione del Teatro di Messina, che sicuramente negli ultimi anni non è stata tra le più rosee. Uno dei problemi che sembra restare di anno in anno senza soluzione è quello dell’orchestra dell’ente, che continua a lottare per il diritto al lavoro. Abbiamo ritenuto opportuno, pertanto, conoscere, interpellando direttamente il maestro d’orchestra Giampiero Cannata, il punto di vista degli orchestrali sulla nuova gestione del Teatro e sul nuovo regolamento. Ci è stato fornito anche un quadro storico più che esaustivo delle vicende che negli anni hanno interessato l’orchestra del Teatro di Messina.
Giampiero Cannata “La situazione è alquanto difficile. L’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina è nata nel 1995 e nel corso di questi vent’anni ha ottenuto sempre maggiore prestigio. A Messina abbiamo organizzato spesso spettacoli di grande qualità ma, nonostante tutto, a differenza dei nostri colleghi di Catania e di Palermo ad oggi non siamo mai stati stabilizzati. Negli anni, inoltre, la mole di lavoro è andata via via diminuendo: nel 2012 abbiamo lavorato 40 giorni, nel 2013 13 giorni, nel 2014 abbiamo toccato quota zero. Diversa è la situazione delle orchestre dei Teatri di Catania e di Palermo. Nella prima delle due città sono 110 gli orchestrali stabilizzati, nella seconda tra l’orchestra del Teatro Massimo e la Sinfonica siciliana sono 250, per un totale di 360. A Messina ci è stato negato il diritto alla stabilizzazione. Forse, abbiamo sbagliato negli anni scorsi a non abbandonare la nostra città, che sembra essere, davvero, di serie B. Molte persone assistendo agli spettacoli si complimentano con l’orchestra e sono convinti che costituiamo una forza interna al teatro, ma non è così. Le passate amministrazioni del Teatro, purtroppo, non hanno voluto investire su un gruppo orchestrale stabile. Nel 2005 era stato proposto un contratto part time a tempo indeterminato per un piccolo dell’orchestra. Ci andava bene pur di lavorare. Nel 2008, poi, la situazione è ulteriormente peggiorata con il blocco delle assunzioni, a seguito dello sforamento del patto di stabilità. Per quanto ci concerne continueremo la nostra lotta fino a quando avremo la forza per farlo. Non ci inventiamo moti rivoluzionari, ma vogliamo far capire che anche noi siamo lavoratori come gli altri. Non si può vivere lavorando solo un 5-6 volte per un totale di venti giorni, che tradotto in moneta sono 1300-1400 euro in tutto l’anno. Questo non si può chiamare lavoro. Molti colleghi, comprendendo di essere figli probabilmente di un Dio minore, hanno scelto di optare per l’insegnamento alle scuole medie. Mi auguro che con la nuova amministrazione ci sia un cambiamento di rotta. Per quanto il regolamento il Cda vi sta ancora lavorando, e avremo un incontro venerdì con il sindaco in presenza dei membri del Cda. Siamo fiduciosi che cambi qualcosa. Quest’anno il Teatro ha organiz-
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Messina 7 Giugno 2012 La protesta dei maestri d’orchestra foto Peppe Saya
zato spettacoli di musica in collaborazione con l’Accademia Filarmonica e l’associazione culturale Bellini. Negli anni passati queste collaborazioni prevedevano che l’Ente mettesse a disposizione l’orchestra e il collaboratore un solista. Per la stagione 2014-2015 per problemi di tempistica, come ha sottolineato il direttore artistico della stagione di musica Giovanni Renzo, non è stato possibile agire in questo modo. Si avrà una sinergia tecnica, non artistica. Tali collaborazioni sono, comunque, importantissime e speriamo che l’anno prossimo sia possibile, come accaduto in passato, che l’orchestra vi partecipi attivamente. È bene che si capisca che la nostra non è una guerra, chiediamo solo che ci venga riconosciuto un nostro diritto. Abbiamo ricevuto, spesso, lettere di congratulazioni ma dai politici non ci è mai stato riconosciuto nulla. Nessun onorevole regionale ha mai speso alcuna parola sulla nostra questione. Il presidente Crocetta ha sottolineato più volte in campagna elettorale che era assurdo che non fossimo stabilizzati. Nulla, però, ad oggi è stato fatto”. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Le posizioni dei sindacati OO.SS. di SLC-CGIL, UILCOM-UIL e FIALS
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elle 2 strutture teatrali/regionali della Sicilia, quella di Catani i dipendenti dei Teatri Lirici e Sinfonici; è questo il solo cont za, gli obblighi, i diritti e le tutele delle sue maestranze. Con improvvisa solerzia il Sovrintendente del Teatro Vittorio Emanu dei dipendenti Regionali, senza che ad oggi, dopo ben 14 anni dall gi previsti, a partire dall’equiparazione del personale così come pe Tale decisione, che di fatto discrimina i lavoratori messinesi da tutt so un atto d’imperio che consiste nel repentino ed arbitrario discon ne del diritto di tutela e rappresentanza dei lavoratori stessi. Nello specifico il Sovrintendente si è arrogato il potere di decidere preso atto che l’art.13 dello Statuto dell’Ente attribuisce al C.d.A. l cessivo art. 21, chiarisce inequivocabilmente che, “….si applica al che regola i rapporti dei dipendenti dell’Ente Autonomo Regionale Se quindi ai dipendenti dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Me nata decisione del Sovrintendente è del tutto illegittima dato che la n. 19 ha modificato la stessa Legge Regionale n.10/2000 disponen tecnico e amministrativo è disciplinato dal contratto collettivo nazio In un ambito così complesso come quello appunto dei teatri, l’applic to e mansioni, da cui discendano poi obblighi e diritti non aleatori o tale. Pur volendo tralasciare le complesse procedure trascurate da vo intervento da parte del Governo e dell’Assessore che esercitan tra i due contratti collettivi sia più che sostanziale. Si noti come, ad Regionale n.10/2000, si scontrano con la necessità di operare su o stazioni o pagarle con indennità per lavoro straordinario. Lo stesso ne artistica e che fino allo scorso anno ha visto impegnato l’assess zione di un contratto collettivo come quello per i dipendenti regiona una azione come quella disposta dal Sovrintendente del Teatro V scongiurino l’attuale discriminazione e la sottrazione dei diritti ai lav della Regione Sicilia. In questo preciso momento i lavoratori del Teatro Vittorio Emanue vengono di fatto privati del diritto ad essere rappresentati dalle Org mati a siglare accordi altre categorie prive di alcun diritto alla rappr nulli gli accordi che l’Ente si affretta a sottoscrivere, ma di consegu Oltre al sostanziale problema della rappresentanza e delle differen unico, a cui si riferisce la stessa legge regionale n. 10/2000, valga tà con i dipendenti regionali, si esaurisca invece nel solo contratto I diritti per tutte le maestranze, anche quelle stagionali e le prospe le azioni di governo e sindacato per individuare soluzioni capaci di r cultura. Per quanto sopra si chiede, pertanto, un urgente incontro di merito Nelle more si diffida l’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina
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a e quella di Messina, è stato applicato, per anni, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per tratto che a ragione individua le specificità professionali del settore e ne regola, di conseguen-
uele di Messina ha invece deciso di applicare, per i dipendenti in organico, il Contratto di Lavoro l’emanazione della Legge Regionale n.10 del 15 maggio 2000, siano stati attivati tutti i passager il regolamento di attuazione. ti i loro colleghi operanti nel resto dell’isola, viene attuata dallo stesso Sovrintendente attraveroscimento delle Organizzazioni Sindacali finora trattanti, oltre che nella conseguente sottrazio-
e quale C.C.N.L. applicare, dimenticando che tale scelta non rientra nelle proprie prerogative, a facoltà di deliberare sul trattamento economico e giuridico del personale. Lo Statuto, al sucpersonale dipendente dell’E.A.R. Teatro di Messina il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Teatro Bellini di Catania”. essina si deve applicare quanto previsto per i loro colleghi di Catania, ne consegue che l’inopia Legge 19 aprile 2007, n. 9 all’art.2 disponendo modifiche alla legge regionale 16 aprile 1986, ndo per i dipendenti del Bellini che :”Il trattamento economico e giuridico del personale artistico, onale di lavoro applicato ai dipendenti dei teatri lirici e sinfonici” . cazione di un contratto collettivo nazionale di lavoro che preveda espressamente inquadramengenerici ma precisi e funzionali a garantire l’organizzazione del lavoro, è questione fondamenal Sovrintendente, che invece la legge impone in questi casi disponendo un preciso e preventio sull’Ente i compiti di vigilanza e controllo, non possiamo non sottolineare come la differenza d esempio, si possa operare con l’orario di lavoro: gli stessi limiti di costo, imposti dalla Legge orari che, per far fronte ad esigenze degli spettacoli, dovranno necessariamente ridurre le preo impiego del personale attualmente stagionale, quello su cui per intenderci ruota la produziosorato per attivare le risorse del fondo utili alla sua stabilizzazione , verrebbe cassato dall’adoali. Il problema come si può facilmente comprendere, dunque, non è solo quello di contrastare ittorio Emanuele di Messina, ma di ristabilire, sulla base del rispetto delle norme, principi che voratori e che, parallelamente, coniughino gli interessi delle maestranze, con quelle dell’Ente e
le, nonostante la loro attività lavorativa sia regolata e remunerata dal CCNL delle Fondazioni, ganizzazioni Sindacali a cui hanno conferito apposito mandato, mentre per loro vengono chiaresentanza e non riconosciute per delega, dalle stesse maestranze. Ciò di fatto rende non solo uenza espone lo stesso Teatro ai danni che questi patti potrebbero produrre. nze riscontrabili nell’orario e nell’aumento dei costi vi è, soprattutto, da chiarire se il comparto davvero anche per i dipendenti del Teatro Vittorio Emanuele di Messina o se invece l’uniformidi lavoro, emarginandoli così da tutto il resto. ettive di un assetto migliore, non possono che essere il quadro di riferimento che deve guidare restituire tranquillità ai lavoratori e funzionalità ad un settore, importantissimo, come quello della
o tra i due assessorati competenti, alla presenza delle OO.SS. confederali e di categoria. , dal continuare a compiere atti di natura palesemente antisindacali e discriminatori.
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Sommario
28-37
numero 178 anno XI 22 Ottobre 2014
Attualità Pizza’s festival world tour Lavoro, dignità, uguaglianza Le mela di AISM
40-41 Dietro le quinte
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Settegiorni
48-49
Città
Cronaca della settimana
Cronache urbane
52-53 Provincia Prevenire la corruzione degli Enti locali
58-63 Cultura Eduardo e Pirandello a confronto
64-67 Spettacoli The last life
74-75 Mangiare Sano Alimentazione per prevenire e combattere l’influenza
Le rubriche 42-43 In&Out 68-69 La corazzata Potemkin
70-71 Da Beethoven 54-55 Sicilia Crocetta pensa all’azzeramento della giunta regionale e a un nuovo governo
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a Kurt Cobain
72-73 Parole in blu
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano, Mattia Florena Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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immagine di Michele Giunta
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Annunci utili a cura di Pippo Previti
NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO Assunzioni Mondo Convenienza: lavoro nell’arredamento Nuove opportunità di lavoro nel settore dell’arredamento. Mondo Convenienza ha aperto varie selezioni di personale in vista di assunzioni e stage. Sedi di lavoro in tutta Italia. Assunzioni Cassa Depositi e Prestiti, lavoro a Roma e Milano Vi piacerebbe lavorare in Cassa Depositi e Prestiti? Assunzioni in vista per laureati presso la nota società per azioni, opportunità di lavoro a Roma presso la società controllata dal Ministero dell’Economia. Cir Food: 200 assunzioni, lavoro in Emilia Romagna Assunzioni in vista nel settore della ristorazione in Emilia Romagna. Cir Food ha lanciato un piano di incremento delle risorse umane per la copertura di ben 200 nuovi posti di lavoro nei prossimi 3 anni. Concorso Evolvea per Disegnatori di Gioielli Il concorso Evolvea per Disegnatori di Gioielli nasce con l’obiettivo di riportare il nostro patrimonio e la tradizione in un nuovo linguaggio di design. I partecipanti al concorso devono essere in grado di realizzare. Mondadori Lavora con noi: posizioni aperte, candidature Nuove opportunità di lavoro in Mondadori per candidati anche senza esperienza. La nota casa editrice del Gruppo Fininvest seleziona personale per assunzioni e stage. Ecco le posizioni aperte e come candidarsi. 22
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22 Ottobre 2014 Ford: 850 posti di lavoro negli Stati Uniti Siete appassionati di automobilismo e vi piacerebbe lavorare in questo settore? Ford ha annunciato ben 850 nuove assunzioni negli Stati Uniti, per altrettanti posti di lavoro nella storica casa automobilistica. Universita di Genova: concorsi per Diplomati e Laureati L’Università di Genova ha indetto due concorsi per l’assunzione di personale tecnico amministrativo. A bando posti di lavoro a tempo indeterminato per Diplomati e Laureati. Montafia, Asti: concorso per Addetto Cucina La Casa di Riposo IPAB Cassinelli situata presso il Comune di Montafia ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto a tempo indeterminato nel ruolo di addetto cucina. Zara lavora con noi: come candidarsi, consigli utili Vi piacerebbe lavorare nei negozi Zara? La nota catena di abbigliamento fast fashion è alla ricerca di varie figure in Italia e ha pubblicato nuove offerte di lavoro nella sezione lavora con noi. Allievi store manager PAM: assunzioni Nuove opportunità di lavoro per allievi store manager PAM. Assunzioni in vista per chi desidera realizzare un percorso di formazione e carriera presso gli ipermercati a insegna Panorama e supermercati PAM.
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Attualità
Pizza's Festival World Tour Festa della Birra e Festa della Famiglia
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' stato presentato il “Pizza's Festival World Tour - Festa della Birra e Festa della Famiglia”, che si svolgerà all'interno della cittadella fieristica dal 30 ottobre al 9 novembre. Un evento per giovani e meno giovani, frutto dell'unità d'intenti di più realtà. «Crediamo di offrire un evento di livello che potrà soddisfare i gusti di tutti - ha affermato Lello Manfredi di Sud Dimensione Servizi -, grazie all'impegno di più associazioni e al fondamentale sostegno dell'Autorità Portuale». Proprio dall'ente proprietario delle aree arriva la “benedizione” all'evento: «Sono gli appuntamenti di questo tipo che tengono vivo uno spazio che è dei messinesi - ha spiegato il presidente, Antonino De Simone -. Ne trae un vantaggio la città e pure l'Authority perché chi organizza, investe e paga. Pensiamo già a qualcosa per il Natale».L'offerta è variegata: «Buone birre da gustare e ben 24 gruppi musicali locali e non che si esibiranno sul palco. Ma ci sarà spazio anche per le famiglie, basti guardare agli appuntamenti che vengono proposti ogni giorno. In più spazio all'artigianato e alla gastronomia» ha ricordato Claudio Prestopino, presidente dell'Associazione 98100. Da non perdere il programma del “Pizza's Festival”: «Tanti campioni di pizza acrobatica si sfideranno - ha annunciato Carmelo Guarnera, direttore tecnico del World Tour -. Invitiamo anche i pizzaioli messinesi a
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All'interno della cittadella fieristica dal 30 ottobre al 9 novembre. Un evento per giovani e meno giovani, frutto dell'unità d'intenti di più realtà.
partecipare». La regia della competizione è della Pyro, società romana fondata da Francesco Pironaggi: «Per noi è un onore e un piacere essere qui - ha detto -. La festa è diventata un festival e sta interessando anche altre città italiane ed europee». L'ultima parola spetta al sindaco di Messina, Renato Accorinti: «Quella barriera che chiudeva la Fiera è finalmente abbattuta, questa e altre rassegne lo dimostrano. Come Comune faremo quanto possibile per dare il nostro contributo, mettendo a disposizione il tram fino a tarda ora e magari dei bus». La manifestazione è anche una grande festa per chi ama la musica dal vivo ed infatti, ogni sera, si potranno degustare le varie specialità di pizza e birra ascoltando le note di band musicali siciliane selezionate tra le numerose proposte ricevute. Via libera quindi ai ritmi del Rock, del Blues, dell'R&b, dello swing e, perché no, anche del Folklore. Ogni sera una proposta diversa, nei padiglioni 7A e 7B e nelle aree antistanti. Non mancheranno le attività dedicate ai più piccoli e le più svariate forme d’intrattenimento, per trascorrere serate all’insegna dell’allegria e del tradizionale binomio “birra & pizza”. La Birra sarà garantita dal Birrificio Tedesco "Felsen Brau"che proporrà tutte le specialità prodotte. In uno spazio appositamente allestito saranno proposte specialità belghe, tedesche, austriache ed italiane. Ampio spazio sarà dedicato all’esposizione delle aziende, commerciali ed artigianali locali che proporranno le loro migliori offerte, dall’artigianato ai prodotti tipici provenienti da varie regionali, alla gastronomia tradizionale, fino all’oggettistica, ai lavori in legno, al decoupage. Da non perdere anche il programma del Pizza’s Festival World Tour che prevede oltre alla possibilità di gustare tutte le specialità anche l’occasione di assistere alle performance dei campioni di "Pizza Acrobatica" capitanati dal Campione messinese Carmelo Guarnera. Per tre giorni i più bravi si sfideranno nel Campionato Pizzaioli Europei (C.E.P.) per contendersi i primi posti nelle diverse categorie. Orari della manifestazione: 30 ottobre dalle ore 20.00 alle ore 01.00 31 ottobre e 1 novembre dalle ore 18.00 alle ore 01.00 2 novembre dalle ore 10.00 alle ore 00.00 3,4 e 5 novembre - Campionato Pizzaioli apertura dalle ore 14.00 alle ore 01.00 6,7 e 8 novembre dalle ore 18.00 alle ore 01.00 9 novembre dalle ore 10.00 alle ore 00.00 L'ingresso per il pubblico sarà gratuito. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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"Lavoro, dignità, uguaglianza" Manifestazione a Roma di Sel Messina per i diritti del lavoro e contro la precarietà
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Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l'Italia". Il 25 ottobre Sinistra Ecologia Libertà Messina, con una delegazione, sarà presente alla manifestazione nazionale indetta a Roma dalla Cgil per i diritti del lavoro, contro la precarietà, per l’estensione di tutele e per una politica economica che crei una stabile occupazione. "Una manifestazione, quella di Piazza San Giovanni, necessaria per disvelare a gran voce le mistificazioni contenute nel Jobs Act del Governo Renzi", sottolinea la coordinatrice provinciale Daria Lucchesi. "Mentre la disoccupazione e la precarietà aumentano e la povertà dilaga - continua la coordinatrice di Sel Messina - il Governo spaccia per risolutori la cancellazione e lo svilimento dell’articolo 18. La disoccupazione giovanile sale al 44,2% ed al Sud al 60%, mentre i nostri giovani scappano all’estero. A Messina e in provincia lavora un giovane su dieci. Sappiamo che le imprese non assumono non perché scoraggiate dalle tutele ma perché, in assenza di domanda, non producono. Per aggredire la disoccupazione fuori controllo, è necessario e urgente che il
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Governo realizzi politiche industriali, combatta la corruzione, riduca la burocrazia, riporti gli imprenditori a investire in Italia, rilanci i consumi, metta in piedi un Piano per il lavoro e un New Deal sociale ed ecologico. Il governo Renzi legalizza e stabilizza la precarietà e priva di risposte adeguate una generazione, ormai non così connotata nell’età, a cui viene negata persino un’idea di futuro. Nel Jobs Act non c’è la riduzione delle forme contrattuali precarie, un reddito minimo garantito per una vita dignitosa e libera dai ricatti, l’estensione universale degli strumenti di welfare (malattia, casa, maternità e paternità), investimenti per creare nuova e buona occupazione. Il 25 manifestiamo dunque per estendere i diritti a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, a chi oggi non è tutelato, ai lavoratori atipici e precari, ai lavoratori autonomi, ai parasubordinati, ai freelance, ai disoccupati, a quel mondo frammentato ed esteso di nuovi lavori. Un mondo truffato e per l’ennesima volta bistrattato da una riforma del lavoro che rappresenta un assalto a conquiste di civiltà che andrebbero estese a chi non ha mai avuto accesso ad esse. Non ci adeguiamo ad essere condannati a una guerra tra tutelati e precari, a vivere al di sotto dei nostri sogni e dei nostri bisogni, non ci rassegniamo a un’idea di società disumana, senza diritti, fatta di donne e di uomini precari e soli. Con la nostra delegazione, saremo in piazza e, alla vigilia della manifestazione, venerdì 24 ottobre, dalle 19.30, Sel Messina organizza anche un aperitivo nella sede in via Monsignor Bruno, angolo via Calamech. Un'occasione per incontrarsi con la cittadinanza, con tutti coloro che lo vorranno, ricordando l'importanza della manifestazione per i diritti e l'uguaglianza, nel segno dello slogan Fate il lavoro, non fate la crisi", conclude Daria Lucchesi.
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La Mela di AISM O
ltre 20 mila sacchetti di mele distribuiti nei nove capoluoghi di provincia grazie ai circa due mila volontari in tutto il territorio siciliano. L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla ringrazia i siciliani che dieci giorni fa hanno accolto l’invito alla donazione per ricevere in cambio un sacchetto di mele. Denaro che servirà per finanziare la ricerca scientifica (non esiste una cura risolutiva per la sm), e in parte per l’attività di assistenza delle nove sezioni provinciali AISM che quotidianamente aiutano le persone con sclerosi multipla. In Sicilia sono circa 5 mila le persone colpite da questa grave malattia del sistema nervoso centrale. Cronica, imprevedibile e spesso invalidante, colpisce per lo più i giovani tra i 20 e i 40 anni, nel pieno dei progetti di vita. In Italia si registra una diagnosi ogni 4 ore. La malattia si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell’equilibrio, seguendo un decorso diverso da persona a persona. “Quest’anno una doppia soddisfazione – ha detto il presidente regionale AISM, Angelo La Via –. Abbiamo raggiunto nuovi comuni, ad esempio nelle provincie di Caltanissetta e Agrigento, e per noi significa contattare tante persone con sm che non conosciamo, perché preferiscono restare chiuse in casa o vivere la loro malattia in solitudine. Come associazione il nostro obiettivo è aiutare proprio queste persone e le loro famiglie. E poi c’è stato un supporto fondamentale delle scuole siciliane ed in particolare degli studenti che ci hanno aiuitato nelle piazze: a Messina oltre 230 giovani hanno partecipato alla manifestazione, aderendo alla nostra sfida”. La distribuzione è aumentata in tante piazze siciliane, anche se la medaglia va conferita forse al Comune di Randazzo: oltre 600 sacchetti di mele distribuiti nel solo comune in provincia di Catania con una massiccia partecipazione di tutta la città ed anche dell’amministrazione comunale. La “Mela di AISM“ nasce non solo per garantire sostegno alla ricerca sulla sclerosi multipla ma a far vivere tutti i programmi di AISM a supporto dei giovani con sm: sportelli infor-
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“A Messina oltre 230 giovani hanno partecipato alla manifestazione, aderendo alla nostra sfida”
mativi e di orientamento, convegni sul territorio, prodotti editoriali pensati per rispondere a quesiti e problemi che si presentano nella loro vita quotidiana, sanitaria, sociale e lavorativa. La ricerca negli ultimi anni ha fatto molti progressi. Esistono terapie in grado di rallentare la progressione della malattia e di migliorare la qualità di vita delle persone. Ma la causa e la cura risolutiva non sono state ancora trovate. Per questo è fondamentale sostenere la ricerca scientifica oggi per garantire una migliore qualità di vita, per trovare nuovi trattamenti sempre più efficaci domani, trovare la causa della sm e la cura risolutiva in un futuro sempre più vicino. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Nasce la prima scuola di formazione socio- politica delle Acli di Messina
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abato 25 ottobre alle 10.00 presso l’Auditorium della Gazzetta del Sud, verrà presentata la prima scuola di formazione socio-politica delle Acli di Messina, in collaborazione con il “Centro studi Vincenzo Leanza”. La presentazione avverrà nell’ambito di una tavola rotonda sul tema “Formazione e partecipazione per il bene comune”. A relazionare sulle diverse declinazioni del “Bene comune” il Vice Presidente Nazionale delle Acli Santino Scirè , il Professore Emerito di Storia della Filosofia Girolamo Cotroneo, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Messina Nino Mantineo e il Professore Ordinario dell’Università di Messina Michele Limosani. La scuola socio-politica si propone come un percorso di formazione rivolto a coloro che, già impegnati nel sociale e negli enti pubblici, dirigenti o volontari nelle associazioni, consiglieri comunali o sindaci, vogliano acquisire ulteriori competenze nella gestione del Bene Comune e nell’organizzazione dell’amministrazione pubblica. “ L’iniziativa – afferma il presidente provinciale Acli Antonio Gallo - nasce dall’esigenza, fortemente riscontrata nel territorio, di un’attenta riflessione sul Bene Comune e di una rinnovata e responsabile partecipazione alla vita e alle esigenze del territorio. La proposta formativa intende fornire una panoramica della situazione socio- politica reale, da tre punti di vista e posizioni differenti: il cittadino, l’amministratore e il Cristiano, e fornire gli strumenti per leggere più criticamente questa realtà. Questo percorso ha l’obiettivo di stimolare, nei partecipanti, una riflessione su valori e principi dell’Etica pubblica per un impegno responsabile nella vita della Polis, in tutte le sue dimensioni e livelli”. Durante l’incontro di sabato, il presidente Gallo delineerà, inoltre, il programma e le modalità di iscrizione partecipazione.
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Gianpiero D’Alia
Sarà presentato il nuovo simbolo del partito Udc Interverrà il presidente nazionale D'Alia
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i svolgerà sabato mattina a Palermo, alle 10 presso hotel delle Palme, il comitato regionale dell'Udc. Ai lavori parteciperà il presidente nazionale del partito, Gianpiero D'Alia. Tra i punti all'ordine del giorno, l'avvio del progetto di regionalizzazione del partito e la presentazione del nuovo simbolo in Sicilia. Dopo la relazione del segretario regionale dei centristi, Giovanni Pistorio, la riunione sarà l'occasione per fare il punto sulla situazione politica attuale e lanciare una prossima conferenza organizzativa e programmatica dell'Udc
Giovanni Pistorio
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Il figlio desiderato tra ideale e realtà
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e associazioni Genitori si diventa Onlus sezione di Messina e Wind of Change, in collaborazione con Il Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala e il patrocinio del Collegio Sant’Ignazio, organizzano l’incontro “ Il figlio desiderato: tra ideale e realtà”, rivolto a tutti i genitori che hanno il desiderio di approfondire i temi della genitorialità. L’incontro si terrà sabato 25 ottobre 2014 alle ore 16,00 presso i locali del Collegio Sant’Ignazio via Ignatianum 23 Messina.
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dietro le quinte di Francesco Certo
Sparare nel mucchio
Il fuoco sotto la cenere
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ncontro tutto sorrisi e collaborazione quello tra il sindaco Accorinti e il gruppo Franza. L’occasione è stata quella della consegna delle borse di studio, promosse dalla Caronte&Tourist, a 4 studenti dell’istituto nautico “Caio Duilio”. Le due parti, da sempre contrapposte, hanno sottolineato come tra loro non sia in atto nessuna guerra, solo idee diverse sulle posizioni da tenere in tema di collegamenti sullo Stretto. Non saremo certo noi a dovervi raccontare come le dichiarazioni di facciata a cui stiamo assistendo non siano altro che un’ipocrita gioco delle parti. Inutile attaccarsi e stracciarsi le vesti in ogni singola occasione, la partita a scacchi tra amministrazione e armatori, poi, non va combattuta in manifestazioni come queste, anche perché, parlarsi addosso non serve a nulla. Se l’amministrazione vorrà dare una svolta alla politica dei trasporti in città allora lo faccia realmente, basta ordinanze disordinate e resoconti numerici. Bisognerà prendere una posizione definitiva con l’autorità portuale sulla concessione alla rada San Francesco, bisognerà battere i pugni sul tavolo ministeriale per la questione Bluferries e Metromare. Basta chiacchiere e sperare che un imprenditore privato possa avere interessi sociali, chi fa impresa la fa e basta. Se poi questa impresa è stata portata avanti con altezzosa egemonia, la guerra non terminerà, certamente, con sorrisi e strette di mano.
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ccorinti non si smentisce e grazie al cielo non lo fa, perché non c’è nulla di peggio di chi una volta era in un modo e le cariche o il potere lo cambiano. Accorinti è un attaccante, pressing alto e tiri potenti. Ultima botta al sette la piazzata al consiglio regionale, in occasione della riunione dell’Anci Sicilia, dove microfono in mano ha lanciato accuse pesanti: “in questa aula c’è puzza di mafia”. Forti le proteste dei consiglieri regionali, su tutti Bernadette Grasso che, dopo aver sottolineato l’abbigliamento poco consono del primo cittadino messinese, ha accusato Accorinti di averla aggredita verbalmente nelle parole e nei toni. Non è mancata la presa di posizione di Franco Rinaldi del PD, da sempre in antitesi con Accorinti, che ha chiesto alla Presidenza regionale di avviare provvedimenti nei confronti del sindaco di Messina. Ora, stante il fatto che gli scandali mafiosi in Regione non siano mancati, serve davvero sparare nel mucchio? Quanto c’è di coraggioso nell’accusare senza farlo davvero? Accorinti non sbaglia a combattere le proprie battaglie, ma il nemico va nominato chiaramente.
La non comunicazione
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opo 16 mesi di governo Accorinti sarebbe possibile fare un primo bilancio dell’amministrazione, tra qualche alto e diversi bassi, si potrebbe porre l’accento su vari aspetti manifestati dalla giunta, su tutti, uno che mette d’accordo detrattori e non, ovvero, la non comunicazione. Certo, chi appoggia l’amministrazione vede di buon occhio anche il non voler comunicare, preferendo rimanere chiusi nel piccolo cerchio privato di accondiscendenza. Ultimo atto della non comunicazione comunale l’incontro organizzato dal gruppo “Reset” di Alessandro Tinaglia, che lo scorso sabato nel “Salone delle Bandiere” ha riunito sindacati e ordini professionali per promuovere iniziative e idee, all’incontro erano stati invitati il sindaco Accorinti e l’assessore De Cola. I due, però, non si sono presentati, il primo era ad Assisi per “la marcia della Pace”, l’altro, pur presente a Palazzo Zanca, ha preferito non intervenire. Entrambi, però, non hanno comunicato la loro assenza. Della serie “domandare è lecito, rispondere è cortesia”, nessun obbligo a partecipare agli incontri, ovviamente, ma le norme della buona educazione prevedono altro.
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L’isolata isola
Al passo d’addio
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ravamo rimasti alle promesse del ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, e agli emendamenti proposti dal deputato messinese, Enzo Garofalo. Eravamo rimasti al prossimo stanziamento di 30 milioni di euro che avrebbero dato linfa vitale al servizio Metromare per almeno 3 anni. Eravamo rimasti all’idea che il prossimo 31 dicembre non sarebbe stato l’ultimo giorno del servizio, eravamo rimasti speranzosi ma, adesso, le speranze se ne vanno. La Ragioneria di Stato ha dato parere negativo agli emendamenti che avrebbero dovuto garantire lo stanziamento della somma di 30 milioni in 3 anni per il servizio di collegamento veloce, addio, quindi, alle promesse del ministro ed alle battaglie di Galofaro. Il servizio rimane agli sgoccioli, tra 2 mesi scadrà la concessione, già prorogata in diverse occasioni, da quel momento in poi per pendolari e viaggiatori si aprirà l’infernale bolgia dell’attraversamento dello Stretto. Dopo l’addio di Bluferries, la fine di Metromare spalanca le porte del monopolio totale ai privati, simbolo dell’abbandono dello Stato per questa terra. Il disinteresse nazionale per queste latitudini lascia, ogni giorno, più perplessi, dapprima il taglio dei treni, poi le navi e adesso Metromare, ennesimo simbolo dell’isolamento che l’isola soffre. Il monopolio, poi, non dipenderà dalla volontà dei privati, ma rimane impossibile non notare come a raccogliere i frutti dell’assenza dello Stato siano sempre i soliti noti.
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ll’inizio fu S e r g i o To d e s c o , passato poi alla guida della Biblioteca regionale, al suo posto è arrivato Tonino Perna ma, francamente, non se n’è mai accorto nessuno. L’apporto di Perna all’assessorato alla cultura ed al turismo è pari a zero, la squallida notte della cultura su Antonello non andrebbe sbandierata ma, anzi, dimenticata il prima possibile, svilire un personaggio talmente importante con una serata all’insegna di poster e riproduzioni non può essere un vanto. Dal punto di vista del turismo, poi, le iniziative dell’assessore si fa molta fatica a ricordarle, se qualcuno vorrà segnalarcele sarà ben accetto. Ultima trovata partorita da Perna, quella della moneta complementare. L’assessore ci tiene a sottolineare che l’iniziativa non sia volta a saziare la propria eccentricità, ma che le monete complementari esistono in vari paesi del mondo. Tutto vero, ma il punto è un altro, in una terra nata per vivere di turismo è possibile concentrarsi su una cosa del genere invece di far partire iniziative concrete per il rilancio delle attività del terziario? Avanti il prossimo…
Diritto allo studio
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nche per studiare ci vuole un po’ di burocrazia da superare, è il caso del piccolo scandalo nato nei giorni scorsi sui “buoni libro” che il Comune rilascia a molte famiglie messinesi. Dove sta lo scandalo? Presto detto, questo buono che il Comune dona, in realtà, non serve a nulla. Non serve a nulla perché in svariate librerie non viene accettato, impauriti dal mancato pagamento i librai si sono messi di traverso. Questi buoni godono della copertura finanziaria regionale, in pratica, la Regione li stanzia e il Comune li rilascia. Ma se la Regione non ha ancora coperto le somme che vengono rilasciati a fare? Chiaro, la scuola inizia a settembre, i libri vanno acquistati per tempo e non nel mese di dicembre o peggio, in definitiva dove sta la sinergia tra Regione e vari comuni? Semplicemente non esiste, mettendo in difficoltà famiglie e studenti che se godono del “buono libri” non hanno le possibilità effettive per acquistare i testi senza la sovvenzione regionale. Negazione del diritto allo studio per rallentamenti burocratici, perfetta motivazione per giustificare le impreparazioni. Ad maiora. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Stop alla violenza di genere!!!
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l Cedav scende in campo il 24 ottobre a Palermo per sostenere il primo presidio regionale contro la violenza maschile verso le donne e l’ignavia istituzionale. Nel capoluogo siciliano si incontreranno a Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo, associazioni, cittadine e cittadini per consegnare un documento al Presidente della Regione, all’assessore regionale di competenza e all’ANCI Regionale affinché faccia da tramite per il suo ruolo con i Comuni. In Sicilia il 23% delle donne ha subito una qualche forma di violenza, ma nonostante questa triste percentuale la regione è caratterizzata da una carenza strutturale di risorse, di servizi e da un non sufficiente riconoscimento dei Centri antiviolenza gestiti dalle donne sia per la qualità del lavoro, sia per la valenza politica e sociale della loro azione. Entro il 30 Ottobre la regione è chiamata ad inviare al Governo nazionale la programmazione di dettaglio dei fondi per il 2014. Se non verrà inviata, i fondi verranno persi. Le promotrici dell’iniziativa chiedono, dunque, alla regione di rilevare il numero di strutture e servizi che si occupano di violenza di genere, di implementare e garantire la presenza dei centri antiviolenza, di avviare un’azione culturale e formativa di prevenzione e contrasto della violenza maschile sulle donne. Ai comuni si chiede, invece, di garantire i servizi attualmente funzionanti nel territorio e sostenere finanziariamente i vari centri. Gli Enti locali devono impegnarsi a concretizzare gli interventi entro l’8 marzo con azioni ed attività di programmazione sul territorio. È finito il tempo delle promesse, delle manifestazioni di solidarietà, adesso è ora di agire concretamente per arginare un fenomeno che miete ogni giorno nuove vittime. Una donna, solo qualche giorno è stata accoltellata da parte dell’ex convivente e combatte, adesso, per sopravvivere in un padiglione del Policlinico di Messina. Siamo stanchi di raccontare nel 2014 di simili episodi di cronaca! Per tutte queste ragioni lodiamo l’iniziativa “Riguarda anche me” del Cedav, che quotidianamente si impegna in modo silenzioso per porre fine alla violenza di genere. Invitiamo tutti a partecipare al presidio, perché ricordiamo che “lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità”.
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IN
di Alessia Vanaria
di Francesco Certo
Rosario il Grande
OUT
D
oveva essere il presidente della rivoluzione, doveva essere il colpo di spugna dopo anni di amministrazioni discusse con governatori finiti a processo o, peggio, in galera. Doveva essere l’uomo del futuro, invece, dietro Rosario Crocetta non c’è novità o cambiamento ma, ad un’analisi poco attenta, stagnamento politico e pressapochismo gestionale. Fosse così piangeremo con un occhio, come si suol dire, ormai abituati alla mala politica non metteremo Crocetta nell’albo dei pessimi governatori, al massimo, in quella degli incapaci. Ma Rosario Crocetta non è incapace, anzi, è molto capace e furbo. Il suo cambiamento è in atto e procede spedito. Sin dai primi vagiti del suo incarico, il presidente, ha promosso l’abolizione delle province siciliane, simbolo del cambiamento burocratico, primo in Italia, atto a snellire le amministrazioni e favorire i territori. Città metropolitane, liberi consorzi, titoli immaginari da attribuire a città in dissesto e province povere. Un’operazione di facciata, un restyling nominale da sbandierare nelle sue patetiche ospitate televisive. La realtà è ben diversa, da quando l’abolizione delle province è in atto, l’unica modifica è stata la decadenza dei presidenti delle stesse e la nomina di commissari, uomini di Crocetta, che fanno riferimento a Crocetta. Insomma, non ci vogliamo certo noi che siamo gli ultimi idioti, per rendere chiaro cosa stia avvenendo. Crocetta ha trasformato la Regione Sicilia nel suo feudo, lui è l’indiscusso Re, controllore massimo di tutte le Sue terre. I commissari ruotano e cambiano ma a nominarli è sempre il Re, a questo punto, a cosa è servito far decadere i presidenti se non a trattenere il potere? Domanda ingenua e sciocchina la nostra, domanda la cui risposta è presente nelle coscienze di tutti voi. Le province sarebbero dovute morire il prossimo 31 ottobre ma qualcosa si è bloccato (tanto che il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, è pronto ad attuare la riforma Delrio cestinando la formula siciliana), “costringendo” Re Rosario a prorogare i commissari provinciali fino alla fine di marzo 2015. Il regno continua e continuerà…
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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo
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Ottobre 2014
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Prima di “The Last Life” Alla Feltrinelli point è stata proiettata la prima del cortometraggio “The Last Life” di Maurilio Forestieri e Marzio Golino. In 13 minuti, il protagonista interpretato da Gianfranco Quero mostra in un gioco delle parti, quello che è oggi e quello che è stato.
Messina, i numeri dei trasporti Si è svolta la conferenza congiunta degli Assessori alla Viabilità Cacciola di Messina e Lubatti di Torino, per il miglioramento gestionale e tecnico dell’Azienda Trasporti. Registrati degli incrementi, per il servizio notturno abbiamo avuto 13.042 passeggeri, con 6.322 biglietti.
Stabilizzazione dei precari “Mentre si lavora per attivare le procedure per la stabilizzazione dei precari alcuni sembra lavorino consapevolmente o inconsapevolmente per confondere le carte e quindi rinviare tutto al 2016”, è dura la posizione di Calogero Emanuele, segretario provinciale della Cisl Fp.
Il Messina torna a vincere Seconda vittoria consecutiva al San Filippo per il Messina, piegata la Vigor Lamezia con un rigore di capitan Corona. Un Messina attento e voglioso nel primo tempo e chiuso ma non arroccato nel secondo, trova una vittoria essenziale e meritata. Sette i punti maturati in 3 partite.
Un’opportunità per creare lavoro A Messina la vera emergenza si chiama LAVORO. Con questo slogan si è aperto l’incontro organizzato da reset!. Dalle Aree Z.I.R. e Z.I.S agli Stabilimenti Balneari: un’opportunità per creare lavoro.
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Nuova vita al Gran Camposanto
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Presentata la Notte di Orione
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Illustrato il calendario delle commemorazioni: il Gran Camposanto ed i Cimiteri suburbani rimarranno aperti da venerdì 31 al 2 novembre, dalle ore 8 alle 17; i Cimiteri rurali, giovedì 30 ottobre saranno aperti dalle 8 alle 13 e anticiperanno la chiusura settimanale a mercoledì 29.
L’iniziativa organizzata per il 31 ottobre partirà alle 17 con una visita guidata all’acquedotto della fontana di Orione. Alle 20 al Palacultura, dov'è stato installato un planetario, sarà illustrata la costellazione di Orione; alle 22.30 concerto del maestro Giovanni Renzo.
Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria
VI CIRCOSCRIZIONE
Pericoli sulla strada comunale
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l consigliere della VI circoscrizione Mario Biancuzzo ci segnala che la via Giudeo e la Contrada San Filippo nel Villaggio San Saba, strade comunali, si presentano in condizioni igieniche sanitarie precarie. Le suddette strade, infatti, si presentano con numerosi restringimenti a causa di erbacce, rovi, canne, sterpaglie varie e terriccio depositato ai bordi della strada. Problemi di incolumità pubblica potrebbero essere creati, poi, dalle piante di ficodindia che essendo alberi di grosso fusto e pesanti potrebbero cadere sui vetri delle macchine in transito. La folta vegetazione, inoltre, potrebbe propagare incendi ed i mezzi in transito resterebbero intrappolati senza via di fuga, dal momento che le suddette strade sono le uniche che collegano le contrade con la strada statale 113/dir.e viceversa e, quindi, devono essere obbligatoriamente percorribili. Nella tarda mattinata di giorno 10 Ottobre 2014 una macchina in transito si è capovolta nei pressi della Via Giudeo poiché il conducente, sicuramente, non ha visto un muretto, coperto dalla folta vegetazione. Premesso ciò, il consigliere Biancuzzo chiede agli organi competenti di intervenire immediatamente per eliminare i pericoli sopra esposti. Nella fattispecie si necessita di un bob cat e di valido personale per rimuovere tutto il materiale e le piante di ficodindia che creano problemi di incolumità pubblica. Le strade in alcuni punti sono diventate totalmente intransitabili.
CIRCOSCRIZIONI
Modifica viabilità
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iceviamo e pubblichiamo la seguente nota del consigliere Libero Gioveni, che propone alcuni correttivi che potrebbero migliorare la viabilità nel quadrilatero compreso tra la via Catania, la via Sardegna, la via Palmare e il vico Baglio: Sono trascorsi più di 4 anni da quando codesto Dipartimento mobilità urbana aveva predisposto delle modifiche sostanziali alla viabilità in questa zona nevralgica del centro cittadino, ma ad oggi ancora TUTTO TACE! Eppure l’importante provvedimento rappresenterebbe una vera svolta in tema di viabilità in un particolare punto della città dove il CAOS regna sovrano soprattutto nelle ore di punta. Infatti, l’auspicato accorgimento viario consentirebbe in via Catania il transito veicolare in direzione sud – nord all’interno della corsia preferenziale, partendo dall’incrocio della stessa via Catania con vico Baglio, al fine di canalizzare in maniera più fluida verso la rotatoria di viale Europa tutto il traffico veicolare della via Palmara, sulla stessa stregua di quanto già attuato anni fa nella via Cesare Battisti per la corsia in direzione nord-sud fra la via S. Cecilia e la rotatoria di viale Europa, poi recentemente allungata fino alla via Tommaso Cannizzaro a seguito dell´istituzione dell´isola pedonale “Cairoli“.
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V CIRCOSCRIZIONE
Urgenti interventi di potatura in città
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bello, ma nello stesso tempo inorgoglisce, vedere che all´arrivo delle navi da crociera e dei pulman di gite organizzate numerosi sono i luoghi consigliati per le visite in città. Una delle tante mete inserite nei programmi delle guide turistiche è il museo. Gli stessi turisti, però, giungendo al terminal del tram Annunziata per raggiungere l´entrata del museo devono percorrere circa 150 m a piedi, perlopiù in strada dove spesso transitano veicoli a velocità eccessiva rischiando di essere investiti, in quanto i rami degli alberi hanno invaso quasi tutto il marciapiede impedendo il regolare transito pedonale. Che immagine vogliamo dare della nostra città? Una città non curata? Una città trasandata? Sporca? I democratici riformisti della V circoscrizione Franco Laimo vicepresidente ed Orazio Polimeni responsabile del circolo unitamente ed in sinergia al vicepresidente vicario del consiglio comunale Nino Interdonato, anch´ esso esponente
dr, dopo numerosissime segnalazioni agli uffici competenti, senza aver ottenuto alcun risultato, chiedono un intervento urgentissimo per la potatura dei suddetti rami perché si restituisca decoro e senso di pulizia all´area davanti al museo. Interdonato,Laimo e Polimeni denunciano, inoltre, una situazione analoga e chiedono un intervento urgentissimo per il tratto di strada di circa 150m sul viale della libertà subito dopo la villetta Attilio Salvatore e proprio dinnanzi la Parrocchia S.Maria dell´arco( S.Francesco di Paola) dove i rami degli alberi anche in quest´ area impediscono il parcheggio delle autovetture ed ultimamente si assiste anche al proliferare di ladruncoli che di notte nascosti trai rami rubano all´ interno di esse, per non parlare del passaggio pedonale reso difficoltoso come se fosse da esercitazione militare. Pertanto si auspica che in tempi brevi si possa porre rimedio.
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città a cura di Marilena Faranda
Scuola
Inaugurazione dell’anno scolastico
Forza Italia
È ora che Perna si dimetta
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ggi proprio dopo che l'assessore alla cultura Perna, ha presentato la moneta di cambio messinese, i consiglieri di FI, Pierluigi Parisi e Pippo Trischitta, hanno chiesto le sue dimissioni. Secondo Parisi, infatti, l'Assessore non sarebbe in grado di svolgere il suo compito, lui stesso avrebbe detto, che voleva dimettersi allora che lo faccia realmente. È venuto in commissione, continua Parisi, ora che ha la delega al turismo, parlandoci di collaborazione con Taormina e la Calabria, noi volevamo solo parlare di Messina, non ci interessa parlare di collaborazioni in questa fase in cui il settore più importante per la città è allo stadio zero. L'Assessore "ghost" come lo chiamo io, continua Trischitta, come dovrebbe svolgere il suo lavoro se non c'è mai? Inoltre, non sta facendo niente, ha solo fatto una mostra di stampe su Antonello, altro che "notte della cultura", lui la sta svilendo. La notte bianca la stiamo organizzando noi. Ne abbiamo già parlato con la presidente e ci organizzeremo, dobbiamo
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omani, alle ore dieci, si svolgerà l'inaugurazione dell'anno scolastico, al Teatro Vittorio Emanuele, ad annunciarlo l'Assessore alla pubblica istruzione Patrizia Panarello, insieme al Sindaco Accorinti. La scuola, ha detto quest'ultimo, è una palestra di vita ed è quella che ti forma e non solo che ti dà informazioni, ma ti educa per divenire l'uomo che sarai. Bisogna puntare sulla scuola per avere una società migliore ed una crescita di civiltà. Sappiamo, ha continuato l’Assessore Panarello, che la scuola e già iniziata, ma vogliamo ugualmente decretare simbolicamente l’inizio. Sarà presente all’evento Francuccio Gesualdi, allievo di Don Milani e fondatore del “Consumo Critico” in Italia. Parteciperanno anche: il Sindaco Barcellona P.G., Maria Teresa Collica, e l’assessore alla pubblica istruzione di Palermo, Barbara
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Evola. L'evento, moderato da Giuseppe Cardullo, si aprirà con un momento musicale a cura del maestro Giovanni Renzo ed a seguire vi saranno i saluti del presidente dell'Ente Teatro, Maurizio Puglisi, che presenterà una rassegna teatrale dedicata esclusivamente alle scuole ed un progetto di Lirica, che vedrà coinvolti in prima persona i ragazzi che potranno parteciparvi come protagonisti. Inoltre, vi sarà il DAF, Teatro dell’Esatta Fantasia, che curerà il Festival del Teatro delle scuole, che in un primo tempo vedrà esibirsi gli istituti comprensivi ,elementari e medie, e successivamente gli istituti superiori. Nella stessa giornata, saranno presentati i programmi del Patto Territoriale 2014/2015 denominato “I 100 passi delle scuole”. L'appuntamento si concluderà con “Va pensiero” proposto dal Coro di voci bianche delle scuole di Catania.
Pubblicità
Fiera di Messina
Anche sulla solidarietà alle donne è polemica
Festa ella Pizza e della birra
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n questi giorni, si è accesa una polemica sulla pubblicità, che giganteggia in molti punti della nostra città, lesiva della dignità delle donne. L’Assessore questa mattina ha dichiarato: oggi stesso, sarà approvata in Giunta una delibera, in cui si prevede l’adesione alla Campagna nazionale UdI ( unione Donne in Italia), così da prevenire perché ancora non c’è un regolamento, tale clausola si inserirà nel Regolamento per le pubbliche affissioni, approvato dal Consiglio. Volevo precisare, continua l’Assessore Panarello questo aspetto, anche rispetto, ad una notizia
di stampa secondo cui i Consiglieri del Gruppo misto Lo Presti e Sturniolo avevano, già, ieri presentato una proposta delibera in merito. Gli stessi Consiglieri, infatti, saputo dell’intervento , si rivolgono al Sindaco, indicando il suo intervento come molto scorretto, in quanto loro avevano presentato una proposta di delibera degli stessi contenuti.
Librerie
Lavori stradali
La Panarello sui mancati rimborsi dei buoni
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n occasione della presentazione dell’Inaugurazione dell’anno scolastico, l’assessore ha tenuto a smorzare le polemiche che sarebbero nate, relativamente ad alcune librerie che non restituiscono le somme per i buoni libri, in quanto il Comune non li rimborsa. La verità, ha spiegato la Panarello è che da anni succedono questi ritardi nei pagamenti , in quanto la Regione non eroga la somma. Voglio precisare che non ci sono librerie convenzionate con il comune, perciò,
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al 30 ottobre fino al 9 novembre la cittadella Fieristica apre i cancelli a famiglie, bambini, giovani, meno giovani, per serate e intere domeniche all'insegna della musica, del gusto, del divertimento. Il filo conduttore del Pizza's World Festiva, saranno infatti la Birra e la Pizza da assaporare in tanti modi e gusti diversi, in una cornice fatta di manifestazioni, serate musicali, intrattenimento.
Divieto di sosta nella via Sant'Elia
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ognuno può andare dove meglio crede, ma il consigliere Zuccarello si è impegnato a fare una verifica per le librerie. Ci terrei a dire che anch’io sono mamma e ho lo stesso problema, conclude l’Assessore.
a oggi, mercoledì 22, sino a venerdì 24, vigerà il divieto di sosta, 0-24, con zona rimozione coatta, sul lato sinistro della carreggiata stradale di via Sant'Elia, nel tratto compreso tra il numero civico 28 e la via Santa Maria Alemanna. I provvedimenti sono stati disposti per consentire alla Telecom l'esecuzione dei lavori di scavo per la posa di cavi telefonici.
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Messina 16 ottobre 2014
Riqualificazione del servizio dell'ATM A Palazzo Zanca, alla presenza della Stampa, vi è stata la conferenza congiunta degli Assessori alla Viabilità Cacciola di Messina e Lubatti di Torino, per il miglioramento gestionale e tecnico dell’Azienda Trasporti. foto Peppe Saya
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Provincia a cura di Marilena Faranda
Etica e legalità nella Pubblica mministrazione
Prevenire la corruzione negli Enti Locali
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e giornate del 16 e del 20 c.m., sono state le due tappe del percorso seminariale, rivolto esclusivamente al personale interno alla Provincia Regionale di Messina, sulle tematiche legate agli strumenti di prevenzione del rischio corruttivo con un focus particolare sullo stato di attuazione degli strumenti sino ad oggi messi in campo. Fra le tematiche trattate: “Piano anticorruzione e stato di attuazione nell’Ente” ,“Legalità e sistemi di controllo negli Enti Locali”, “Obblighi di trasparenza e profili di trasparenza”, “Il percorso della trasparenza e il suostato di attuazione nell’Ente”. Tale percorso seminariale è culminato nel convegno “Etica e legalità nella Pubblica Amministrazione” - “Prevenire la corruzione negli Enti Locali: la legge 190/2012 e i piani
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triennali di prevenzione della corruzione, stato dell’arte e prospettive future” che si è tenuto oggi nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni ed aperto a tutta la cittadinanza. L’obiettivo di questo grande evento è , secondo quanto sostenuto dal Commissario Straordinario della Provincia Regionale di Messina, Filippo Romano, quello di conoscere e diffondere i contenuti della normativa nazionale anticorruzione con l’obiettivo di affermare il concetto di legalità e trasparenza nell’ambito della pubblica amministrazione. Più specificatamente ,oggi – continua Romano- si vogliono approfondire le tematiche già affrontate lo scorso anno nell’ottica di una maggiore comprensione dell’importanza che la legalità e l’etica assumono nell’ambito della gestione del bene pubblico e dell’orga-
foto Antonio De Felice
nizzazione dei servizi dedicati al cittadino. Un rappresentante dell'Associazione “Libera”, ha detto che si è aperto un nuovo corso di rinascita, politica, corale ed economica. Don Ciotti- continua l'esponente di Libera - ci ricorda che noi viviamo in un Paese pieno di opportunità,tutti questi no che noi diciamo, alla mafia e alla corruzione, ci portano ad un Noi. Maria Angela Caponetti, Segretario Generale della Provincia Regionale di Messina, dopo aver ringraziato tutti i partecipanti, ha ricordato l'importanza della legalità nella Pubblica Amministrazione e, ha sottolineato la novità assoluta per la Provincia di Messina, di stipulare un protocollo sulla legalità. Momento centrale del meeting è stata la relazione del Consigliere di Stato, Francesco Caringella, il quale ha posto l’accento sul fatto che la corruzione passa da reato penale ad illecito amministrativo, anche se una legge non può intervenire su un aspetto culturale. Vi deve essere , dunque, da parte del legislatore, una ricerca di prevenzione del fenomeno , come è giusto, ma non di repressione terroristica, che non porta ad una collaborazione
con lo Stato. E’ seguito l’intervento del Sindaco di Messina, Renato Accorinti, che ha dichiarato: "L'etica è alla base del nostro percorso, per questo ho scelto degli Assessori e un Segretario/Direttore Generale, nell'ottica di un cambiamento che rispecchiasse questo principio. Molti vengono da me dicendo :"sappiamo che tu sei uno onesto e non sei qui per rubare" e poi passano oltre, parlando di altro. Io dico, l'onestà non è un elemento da poco, altri sono entrati a Palazzo Zanca, anche, o solo per rubare, ciò non è una cosa da sottovalutare. Noi vogliamo costruire un percorso condiviso di comunità, è per questo che oggi abbiamo inaugurato l'inizio dell'anno scolastico, avendo come ospite Francesco Gesualdi, allievo di don Milani, proprio per formare le giovani menti, ad un percorso di etica. Sono seguite le esperienze e considerazioni sui temi trattati da parte dei Segretari Provinciali e Comunali della Sicilia, responsabili della Prevenzione della Corruzione. I lavori sono ripresi con la firma del Protocollo di Legalità con l’Associazione “Libera". WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio
Crocetta pensa all’azzerame della giunta regionale e a un
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zzeramento della giunta ma anche delle cariche istituzionali e di partito nel Pd e formazione di un nuovo governo con una impronta più politica per accelerare le riforme funzionali anche a salvare la Sicilia dal crac finanziario, aprendo una linea di credito con lo Stato per recuperare i 2 miliardi di euro che servono per chiudere il bilancio per il 2015. È l’exit strategy del governatore Rosario Crocetta concordata lunedì sera con i vertici romani del Pd. Domani Crocetta sottoporrà la sua proposta agli alleati in un vertice di coalizione.Intanto Raciti osserva: "Se c'è un fatto nuovo, cioè l'azzeramento si può provare ad aprire una discussione.
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ento n nuovo governo
Altrimenti, come ho sempre detto, non può esserci dialogo". E precisa "Leggo molti articoli nei quali si parla di patti che sarebbero stati chiusi: per quel che ne so, non è stato chiuso nessun patto. C'è stata la richiesta da parte del presidente della Regione di riaprire un ragionamento sul governo della Sicilia nell'eventualità di un azzeramento del governo regionale. Ho dato la disponibilità ad un confronto, a sederci davvero attorno ad un tavolo un minuto dopo che Crocetta avrà dimostrato con i fatti questa volontà". "Dopo che Crocetta avrà compiuto questo passo, immagino che ci saranno le condizioni per parlare di tutto aggiunge Raciti - Senza questo passo da parte del presidente della Regione, non vedrei elementi nuovi, né motivi per cambiare posizioni già chiare ed esplicite riguardo gli argomenti in discussione all'Ars, comprese le mozioni di censura". L'azzeramento della giunta coinvolgerebbe anche gli assessori delle altre forze della coalizione di maggioranza: l'Udc (Torrisi e Valenti) e Articolo 4 (Reale). Però, se Crocetta ritirasse la delega solo agli assessori del Pd, disinnescherebbe la mozione di censura nei confronti di Nelli Scilabra, ma non quella nei confronti di Linda Vancheri, che proviene dall'esperienza confindustriale.
L'azzeramento della giunta coinvolgerebbe anche gli assessori delle altre forze della coalizione di maggioranza: l'Udc (Torrisi e Valenti) e Articolo 4 (Reale) WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Galleria d’arte di Vittoria Arena
Intervista
Musicalità del colore nei dipinti di Pietro De Salvo “Chi non ama il colore, non ha anima, il colore è vita” Nota biografica di Pietro De Salvo Profondo conoscitore della tradizione pittorica, Pietro De Salvo, si dedica prevalentemente al genere Espressionismo Astratto a lui più congeniale. La sua è una ricerca coloristica tesa a catturare l’impalpabile, la luce e l’atmosfera. Sulla tela vengono fatte confluire tutte quelle energie e pulsioni che appartengono all’artista in quanto soggetto, i colori diventano gli strumenti insieme al gesto di tale azione. I suoi dipinti ‘ Composizioni floreali’, ‘Primavera’ e ‘ Paesaggi’ non sono altro che dissoluzioni di contorni e ricerche di effetti naturali, visioni raffinate che colpiscono per le vibrazioni di colori dal giallo al rosso, dall’azzurro al viola. Il risultato è una pittura puramente estetica, una sorta di poetica musicale del colore.
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Influenzato da quale maestro che ammiri in particolare modo? In primis da B. Cassinari, Matisse e Kandiskj. La ricerca del colore quanto è importante a favore di un effetto generale? La forma e colore prevalgono su ogni cosa, danno una percezione pittorica di bellezza all’osservatore e un interesse nel visionarla, spesso il concetto ha bisogno di essere visualizzato, questo è il mio punto di vista. Se dovessi narrare la tua vita, partiresti da quella di bancario o da pittore? Partirei dal pittore, la pittura è una costante che sento dentro di me, comunque ho sempre cercato di conciliare entrambe le cose. Cosa non hai smesso di rimpiangere i mitici anni settanta, quelli dell’arte pop o la musica beat? La musica beat è stata sempre un elemento positivo, amo ascoltarla anche quando dipingo, mi aiuta a concentrarmi. Conta più per il risultato creativo la conoscenza o la saggezza mentale? La conoscenza, penso che esista una ricerca costante e continuativa, la sperimentazione è un altro mio modo di procedere. La tua idea di cultura italiana dell’Arte? Ritengo sia ferma agli anni sessanta, con regole ferree, con doveri, logiche ed incoerenze.
La mostra che ha cambiato la tua vita? Nel ’94 la mostra che feci da Intilla mi diede notorietà e molti consensi in ascesa. Oltre la pittura, con cosa ti consoleresti? Costruttivamente mi consolerei con la scultura e ceramica. Una cosa bella nell’essere di te? Sono spontaneo ed estroverso.
foto di Antonio De Felice
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Cultura
Eduardo e Pirandello a confronto Con la partecipazione di Toni Servillo (nella foto a destra)
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eatro, cinema e letteratura nella riproduzione di un ambiente familiare come il salotto, hanno fatto da cornice alla presentazione del libro “Eduardo e Pirandello. Una questione “familiare” nella drammaturgia italiana” del prof. Dario Tomasello. “Questo libro – dice Tomasello - nasce in ragione di una lunga riflessione sulla pratica come campo entro cui il Teatro cerca di conoscersi. Fuori dalla pratica per me non c’è nessuna possibilità di Teatro. Il rapporto tra Eduardo e Pirandello è un rapporto chiave che si innerva di altre questioni che si riferiscono alle mancate paternità di Eduardo, che sono paternità talvolta presentissime altre volte fatiscenti. Temi come la morte, la follia sono presenti in entrambi. Il timore e tremore pirandelliano diventano gli strumenti di lavoro di Eduardo”. è un confronto sulla drammaturgia novecentesca, sul rapporto che si viene a creare tra scena e realtà, sulla facoltà per l’uomo di indossare la maschera facendo emergere quasi un paradosso come se alla fine l’unica verità sta dentro il teatro e quello che c’è fuori, il mondo circostante, è tutta finzione. Quello tra Eduardo e Pirandello è un confronto inevitabile, è un “rap-
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foto di Antonio De Felice
porto originale e fecondo per chi fa teatro, dice Servillo. è un libro ricco di spunti interessanti per chi come me fa il mestiere dell’attore. La parte che lui attribuisce al pensiero di Eduardo come pratica teatrale è un pensiero che nasce dal teatro stesso e si rafforza nel quotidiano recitare. Eduardo è il più grande attore italiano che ha mostrato nella pratica questa refrattarietà al comico. è quell’attore che comunica sempre la nostalgia del teatro in quanto prima organizzazione di comunicazione tra uomini in una società civile. Ha messo sempre al centro una restituzione della dignità umana”. In una gremita Sala Sinopoli del Teatro Vittorio Emanuele alla presenza del presidente dell’ente Teatro Maurizio Puglisi, del direttore artistico della prosa Ninni Bruschetta, del Commissario Straordinario della Provincia Filippo Romano, dell’autore Dario Tomasello ha preso parte l’attore oscar Toni Servillo impegnato fino a domenica 19 ottobre proprio al Teatro con lo spettacolo “Toni Servillo legge Napoli”. Toni Servillo nel corso della serata ha ricevuto, come supremo interprete delle virtù dell’attore, un Premio da parte del progetto “Mano con mano l’artista e il suo pubblico” che mira ad eliminare le barriere che possono crearsi con il pubblico. A conferma che il Teatro è qualcosa che si da a tutti. Cristina D’Arrigo WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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l presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, inaugurerà, domenica 26 a Messina, la mostra “Le opere del genio militare sui monti Peloritani, tra il XIX e XX secolo, per la tutela e la salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico”. L’appuntamento è alle ore 11 al museo di Forte Cavalli a Monte Gallo nella zona dell’area artigianale di Larderia*. La manifestazione, che sancirà anche l’apertura della stagione museale 2014/15, è organizzata dall’associazione “Comunità Zancle” con il patrocinio dell’Ars - in collaborazione con l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste e l’Azienda foreste demaniali di Messina, il Comando Regione militare sud di Palermo e la “Brigata Aosta”. Forte Cavalli, originariamente denominato
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Batteria Monte Gallo e intitolato successivamente al generale piemontese Giovanni Cavalli, è una delle 22 batterie facenti parte del sistema difensivo dello Stretto di Messina, realizzato dallo Stato maggiore dell’esercito tra il 1884 e il 1914, con lo scopo di difendere una parte del territorio meridionale. La fortezza, capace di resistere al terremoto del 1908 e alle due guerre mondiali, una volta dismessa dalla Marina militare nel 1954, è stata sottoposta ad un lungo periodo di abbandono e di degrado. Dopo essere stato dichiarato bene storico-artistico, il Forte è stato recuperato, reso fruibile e restituito alla collettività dall'associazione "Comunità Zancle", che lo ha ottenuto in concessione demaniale nel 2000. Oggi è sede del museo storico della fortificazione permanente dello stretto di Messina.
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Armature d’Artista” è il titolo della ormai consueta mostra di arte del riciclo ideata e curata dall’ing. Linda Schipani che annualmente invita gli artisti a trasformare vecchie componenti industriali in opere d'arte : la sfida oggi è quella di dare nuova luce, quella di un' idea, a vecchie e obsolete plafoniere stradali che illuminavano un tempo la nostra città. L’evento fa parte di un più ampio progetto di gratificazione dei rifiuti “ArtEcoDesign” che Linda Schipani, ingegnere per l'ambiente e il territorio ma anche artista, ha avviato nell’anno 2008 con “Bobine d’artista” e da qui ha continuato, proponendo ogni anno una nuova mostra collettiva legata alla trasformazione di uno specifico materiale di scarto, “Sfere d’Artista” nel 2009, “Pedane d’Artista” nel 2010, “Tubi d’artista” nel 2011, “ Cilindri d’Artista” nel 2012 ed “Alberi d’Artista” nel 2013. Un progetto presentato ai più noti eventi scientifici e artistici internazionali, dalle Fiere ambientali come Ecomondo a Rimini, fino alla Biennale d’arte di Venezia nel 2011 e premiato, tra le migliori idee imprenditoriali d’Italia, al concorso “il Talento delle Idee”. Un percorso artistico che ha dato vita ad un’importante collezione d’arte del riciclo, unica nel suo genere, con centinaia di opere realizzate, da altrettanti artisti, impiegando scarti provenienti dal campo dell’industria elettrica . La Collezione, sotto il nome di “EcoLlection”, è ospitata in forma permanente all’EcoLab di Messina, uno spazio espositivo e creativo, realizzato nello stabilimento di costruzioni elettromeccaniche “Ingg. A. e M. Schipani”. Una realtà importante che porta con se alti valori ambientali, sociali e culturali perché invita la società contemporanea
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a riflettere sui propri scarti e a lavorare per valorizzarli. Con questo intento le opere d’arte del riciclo diventano icone di una strategia di prevenzione dei rifiuti, richieste ed esposte anche presso strutture esterne pubbliche o private: da settembre e fino alla fine dell'anno parte della “EcoLlection” è in mostra al Museo del Risorgimento e nella Biblioteca del Comune di Nizza di Sicilia. La collettiva “Armature d’Artista” sarà presentata, come sempre dal critico Gigi Giacobbe, il 28 novembre 2014 all’EcoLab di Messina, via Croce Rossa n.8, in un suggestivo spazio magicamente trasformato attraverso un esemplare intervento di riconversione funzionale di un sito industriale. Sono 30 gli artisti invitati a partecipare all'evento che, dopo aver ritirato all'EcoLab le armature offerte dalla Schipani, stanno lavorando, in modo autonomo e secondo le proprie tendenze stilistiche, per realizzare opere d'arte ed elementi di design. Tra loro insieme ai nomi dei più noti esponenti dell’arte contemporanea di Messina e della sua provincia, alcuni giovani emergenti. > La mostra quest'anno rientra nel circuito della “settimana europea per la riduzione dei rifiuti”, iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente che coinvolge enti pubblici, imprese e privati per veicolare sul territorio nazionale azioni volte alla sensibilizzazione ambientale e alla corretta gestione dei rifiuti. Così anche da una realtà come Messina, fanalino di coda della raccolta differenziata in Italia, emergono importanti esempi di strategie innovative e virtuose mirate alla salvaguardia ambientale e allo sviluppo sostenibile.
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Spettacolo
“The Last Life”, ultima vita o vita precedente?
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Si vuole sedere?”, parte da qui da un posto lasciato da una ragazza sul tram il viaggio introspettivo del protagonista del cortometraggio “The Last Life”, di Maurilio Forestieri e Marzio Golino. In 13 minuti, il protagonista interpretato da Gianfranco Quero mostra in un gioco delle parti, quello che è oggi e quello che è stato. Traspare in un filo sottile il passaggio inesorabile del tempo che rievoca il
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senso di appartenenza a un passato che non muore. C’è un ricorso all’amore forse come unico sentimento in grado di unire corpo e spirito, c’è uno sdoppiamento, un disorientamento identitario, c’è un viaggio all’interno del proprio sé che porta a pensare “poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia come un pozzo inesauribile, dove tutto accade solo un certo numero di
Girato a Messina da Maurilio Forestieri e Marzio Golino
foto di Antonio De Felice
volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza, neanche riuscireste a concepire la vostra vita” come il monologo finale de “Il tè nel deserto” e come il finale del cortometraggio. Un limite imposto dalla vita che talvolta l’uomo difficilmente accetta. Non ci sono tanti dialoghi, il parlato è quasi tutto fuori campo e là dove manca la forza della parola irrompe la potenza della musica composta da Seba Salmeri. Con Quero recitano Silvana Ficarra, Monique Galtieri, Renata Sieni, Maurilio Forestieri e Marzio Golino. I due giovani registi hanno già vari lavori alle spalle, ma questo è il primo che li vede anche
nelle vesti di produttori con la giovane casa di produzione Dog’s Movie production. “L’idea è nata da una telefonata - ci dicono i registi che ha fatto Gianfranco Quero a Maurilio dicendo “sbrigati a fare un altro cortometraggio perché a me non rimane molto tempo”. In tre aggettivi il cortometraggio per noi è lineare, intenso e realistico”. La prima è stata proiettata questo pomeriggio alla Feltrinelli Point, a moderare la serata il professore Dario Tomasello che parla di un lavoro svolto con grande serietà, focalizzando l’attenzione su Quero “tutto il buono del cortometraggio sta nel suo volto e credo che l’intelligenza dei due autori sia stata fondamentale nell’individuare nel suo sguardo il protagonista di questo lavoro. Il cortometraggio ha un titolo ambiguo perché “The Last Life” vuol dire in inglese “l’ultima vita” o anche “la vita precedente”, c’è un gioco di rispecchiamento, un racconto filosofico di un uomo solo che deflagra tra il sé del presente desolato e quello del passato. Un cortocircuito calibrato nella sceneggiatura che si collega anche al “Il tè nel deserto””. Cristina D’Arrigo
“L’idea è nata da una telefonata ci dicono i registi - che ha fatto Gianfranco Quero a Maurilio dicendo “sbrigati a fare un altro cortometraggio perché a me non rimane molto tempo”. In tre aggettivi il cortometraggio per noi è lineare, intenso e realistico” WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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"Giù" della compagnia Scimone-Sframeli
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opo il grande successo di "Toni Servillo legge Napoli", primo, emozionante appuntamento col cartellone del Vittorio Emanuele, la prosa, diretta da Ninni Bruschetta, continua con la compagnia Scimone-Sframeli che presenta per la prima volta nel teatro della loro città, “Giù”, drammaturgia originale di Scimone, andato in scena dappertutto in Italia e soltanto una volta in Sicilia lo scorso luglio a Taormina per la rassegna monografica su tutti i lavori della compagnia. Un grande e sentito ritorno a casa, per questa compagnia che muove i suoi primi passi a Messina, si forma oltre lo Stretto, e esporta con orgoglio il suo teatro in tutto il mondo, soprattutto in Francia, dove Spiro Scimone e Francesco Sframeli sono molto amati, insieme agli altri componenti della compagnia, Salvatore Arena e Gianluca Cesale. Tra l'altro, uno dei rari casi di compagnia teatrale pura che si dedica al cinema, col film premiato a Venezia "Due amici", migliore opera prima. Dal "Cortile" ai "Pali" dei lavori teatrali precedenti, i personaggi border line della compagnia Scimone-Sframeli adesso si ritrovano "Giù", letteralmente sprofondati nel marcio che ci circonda. Un gabinetto gigante a centro
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scena, questi uomini che sbucano fuori, e il Padre (Gianluca Cesale), mentre si rade, dà una mano come può, per tirarli su, per farli respirare un po'. Da questo grande cesso, metafora e protagonista, spuntano a giro il Figlio (Spiro Scimone, autore del testo), Don Carlo il prete "scomodo" (Francesco Sframeli, anche regista) e un Sagrestano (Salvatore Arena), ma Giù continua a esserci la fila, e non si può stare su troppo tempo, bisogna invece lasciare spazio anche agli altri per un momento d'aria, per parlare, per sbattere in
«Giù è un invito indignato a rompere il silenzio per dare voce agli altri. E’ un urlo contro il marciume della nostra società che umilia la dignità e la libertà dell’individuo. Giù ci sono tante persone che, per difendere i valori umani, aspettano il loro turno per tornare su… per tornare, di nuovo, su».
faccia a tutti le colpe di tutti e rompere infine un silenzio doloroso. Giù in effetti c'è anche il "povero Cristo di Ugo", lo si sente cantare se la finestra è aperta, canta sotto un ponte e lo fa per i suoi figli, per non perdere del tutto la dignità. Un messaggio urgente,di denuncia, violento come solo la semplicità sa essere, che pure lascia ridere delle sofferenze sulla scena, e a un tratto disarma e spezza il fiato.
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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo
The wolf of Wall Street Ritorna la coppia d’oro Scorsese – Di Caprio, questa volta teatro della loro folle scena è il mondo dell’alta finanza americana. Tratto dal romanzo autobiografico di Jordan Belfort, “The wolf of Wall Street” racconta la rapida ascesa e la rapidissima discesa del broker che, in pochissimi anni, passò da ragazzino con tante idee a vero e proprio padrone della finanza. 1987, un giovan Jordan Belfort entra nel mondo dell’alta finanza, il suo maestro Mark Hannah (Matthew McConaughey) è un personaggio pittoresco e grottesco, tipico yuppy degli anni ’80, lo introduce in un mondo sopra le righe e sfrontato. Ben presto questa “scuola” finisce, un classico lunedì nero porta a svariati licenziamenti, tra cui, quello di Jordan. Ma il ragazzo ha ben chiara la via da seguire, riparte dalla provincia, dalla piccola finanza, coi trucchi ed i segreti per agire nel grigio, costruisce una squadra di inquietanti impossibili broker ed è così che fa nascere il suo impero. Il film è un’esplosione di kitsch e cattivo gusto, sempre sopra la soglia della decenza, per questo spettacolare ed unico nel genere. Sul tema in molti si sono concentrati sulle macchinazioni del mondo di Wall Street, Scorsese sceglie un punto di vista differente, sceglie i protagonisti del mondo, i loro vizi e debolezze, si concentra sul loro essere lupi nel loro mondo e agnellini nel mondo esterno, nel quale si esibiscono in impacciate situazioni. Jordan e i suoi sono eccessivi, bruciati dalle droghe e vivi solo nelle continue feste e festini, fatte di prostitute e sostanze, ricchi in maniera volgare e fuori dalla realtà. Di Caprio è perfetto nell’interpretazione, la sua fisicità è messa in evidenza nello sviluppo del personaggio, il suo viso tradisce sempre lo stato d’animo del protagonista, speranzoso all’inizio, strafatto e potente, fino alla paura vivida nell’incontro con l’agente del FBI (Kyle Chandler) che metterà fine al suo impero. Il film è una denuncia del decadente mondo di Wall Street, fatto di sotterfugi e oscure pratiche finanziarie, dove anche il più anonimo degli uomini può trasformarsi in un attimo, con molto ingegno e senza scrupoli, in un vero e proprio sovrano. Il film biografico sceglie, però, un taglio di commedia, tantissime le scene impresse nel memoria del cinema puramente comiche, per lo più fisiche. Su tutte quelle in cui Jordan ed il socio Donnie Azoff (Jonah Hill) in preda ad un trip da acido vanno in semi paralisi fisica, dando vita ad una lotta al rallentatore unica. Sempre strafatto, Di Caprio recita al rallenty una scena tra auto e scale che rimarrà epica per il grande controllo fisico dell’attore, che in questo film recita con ogni parte del suo corpo. Il film è, certamente, ben riuscito e ben girato, tanti carrelli e macchina impazzita, la regia di Scorsese torna viva dopo il piatto “Hugo Cabret”. Di Caprio è assoluto, l’accademy non lo premia solo per la grande prova di McConaughey in “Dallas buyers club”. Da sottolineare le prove dello stesso McConaughey nella piccola parte del mentore di Jordan. Sorpresa delle sorprese è Jonah Hill, stralunato fino a sembrare stupido, strafatto e broker spietato, spalla perfetta per Di Caprio. 5 nomination, film, regista, attore protagonista e non, sceneggiatura non originale, zero premi in puro stile Di Caprio.solo scrivere del film mette un lungo brivido sulla schiena, infinito e terrorizzante.
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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo
CURIOSITà Il Picasso della musica leggera italiana, attraverso anni e cambiamenti sociali, Lorenzo Cherubini, ha saputo riscriversi ed interpretare periodi e sfumature della società. Nasce dj, poi rapper, ragazzo fortunato che non dimentica la mamma anche quando si diverte, matura, cresce, si trasforma e trasforma la sua arte. Ascetico e mistico, un po’ filosofo e un po’ paraculo, Lorenzo rappresenta l’evoluzione del pensatore contemporaneo, straccia l’etichetta di ragazzino leggero, percorre il suo tempo tra politica, guerra, amore e dolore. Nato sui piatti da dj nelle notti italiane, Lorenzo non ha mai tradito se stesso pur maturando e migliorando come il buon vino. Anche negli anni del giovane Jovanotti il messaggio sociale e politico non mancava, brani come “Penso positivo” o “Barabba” sono la cartolina di come un sorriso stampato non sia sinonimo di musica senza senso, parole pesanti e attacchi alla società teleguidata e accusatrice. Come Picasso la sua vita ed il suo umore ha segnato la sua musica costruendo, così, una discografia variegata e colorata. Splendente e oscura, riflessiva, mistica e funky, etnico e maturo ma mai pesante e giudicante. Jovanotti rimane Jovanotti, non tradisce il suo sorriso contagioso e la sua parlata strascicata, animale da palco, si nutre dell’energia della gente a cui ridona la stessa energia moltiplicata. La sua maturità ha stupito qualcuno, ma è solo il processo naturale di un ragazzo nato maturo, perché, come già detto, la banalità che gli si rimprovera nei suoi primi anni e il punto di vista cieco di chi si ferma allo stile del tempo, Lorenzo era grande sin da piccolo, profondo, emotivo ed empatico. Stare qui ad elencare discografia e canzoni non ci appartiene, rimaniamo emozionali e sfumati, Lorenzo è per noi pura emozione, socialmente arrabbiato e denunciante, innamorato della vita e dissetante come solo un bicchier d’acqua fresca sa essere. Non si può nascondere la sua crescita musicale, tecnicamente parlando la maturazione è evidente, più intonato e conoscitore dello strumento vocale, il suo stile rimane beat e rappato, ma mai duro e volgare, riflessivo nei modi e nelle parole, pochi svolazzi e tanta sostanza. Questo è per noi Lorenzo Cherubini Jovanotti, un po’ filosofo, un po’ cazzaro, eternamente giovane ma mai immaturo o vuoto, vivo e vitale, mai finto, umorale ed empatico attraversa la sua vita con coraggio e ci racconta la sua gioia, il suo dolore e tormento senza mai smettere di sorridere.
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[...]A te che io Ti ho visto piangere nella mia mano Fragile che potevo ucciderti Stringendoti un po’ E poi ti ho visto Con la forza di un aeroplano Prendere in mano la tua vita E trascinarla in salvo A te che mi hai insegnato i sogni E l’arte dell’avventura A te che credi nel coraggio E anche nella paura A te che sei la miglior cosa Che mi sia successa A te che cambi tutti i giorni E resti sempre la stessa[...] A te
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parole in blu a cura di Alessia Vanaria
CURIOSITà
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eppe Fenoglio nacque nel 1922 ad Alba e condusse una vita appartata, lontana dal mondo letterario, dai suoi rituali e dalle sue polemiche. Appassionato di letteratura inglese e americana, fu autore di pregevoli traduzioni, come quella della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge. I suoi due primi libri, i racconti di I ventitré giorni della città di Alba, dedicati alla guerra partigiana, ed il breve romanzo La malora, che ha al centro la miseria e la disperazione dei contadini delle Langhe, uscirono in una collana diretta da Vittorini presso l’editore Einaudi, “I gettoni”, che raccoglieva prove di giovani scrittori, collocati per lo più su una linea neorealistica. Seguì, nel 1959, un breve romanzo, Primavera di bellezza, incentrato su un giovane ufficiale che dopo lo sbandamento dell’8 settembre raggiunge le formazioni partigiane. Alla Resistenza torna Una questione privata, teso racconto della vicenda di un partigiano, Milton, diviso tra l’amore per una ragazza che forse l’ha tradito ed il tentativo di salvare dalla fucilazione un amico prigioniero dei fascisti. Nello stesso volume uscirono anche i racconti di Un giorno di fuoco, ambientati ancora nel mondo contadino delle Langhe. È nel 1968, però, che vide la luce il suo capolavoro, Il partigiano Johnny, vasta cronaca della guerra partigiana, dove la Resistenza assurge ad una dimensione epica. Si è discusso a lungo sulla datazione dell’opera in questione, che appare l’esito più alto della narrativa di Fenoglio: taluni critici fanno risalire al 1949 la prima stesura e al 1954 la seconda; altri la considerano, invece, un’opera tarda, una prosecuzione di Primavera di bellezza, collocabile tra il 1956 ed il 1959. La questione non è meramente filologica: nel primo caso Il partigiano Johnny sarebbe la matrice di tutta la produzione fenogliana, nel secondo segnerebbe il culmine della sua maturità artistica. Protagonista della vicenda è Johnny, giovane studente di estrazione borghese, che dopo aver abbandonato di nascosto la casa e i genitori, vive un’avventura eccezionale, salvaguardata nella sua cruda autonomia dall’assenza di ogni retorica celebrativa o sentimentale. Egli è un borghese e un intellettuale: profondo, quindi, è il suo disagio nel dover vivere accanto ad uomini appartenenti a tutt’altra condizione sociale, educazione e cultura, con ben diversi orientamenti ideologici. Johnny è completamente estraneo alla mentalità e agli obiettivi politici del comunismo e continua a ripetersi “Sono nel settore sbagliato della parte giusta”. La scelta della lotta partigiana è per lui esistenziale e morale, più che politica: è una prova estrema, posta nell’azione e nella lotta contro un “nemico” assoluto, incarnazione del male metafisico, è una tormentata ricerca di sé. Dal punto di vista formale lo stile del Partigiano Johnny non è quello asciutto e scarno proprio di Fenoglio, ma è molto particolare, percorso da continue tensioni espressionistiche, che forzano il livello normale della comunicazione. Questo è dovuto in primo luogo alla costante presenza dell’inglese, ma, poi, anche al lessico inusuale, ricco di neologismi e di parole piegate a sensi inediti, a cui si aggiunge un fitto gioco di metafore e di paragoni. Beppe Fenoglio morì precocemente nel 1963. Il 10 marzo 2005, all’Università di Torino, gli è stata conferita la “Laurea ad honorem” in lettere, segno della fortuna in gran parte postuma della sua opera letteraria.
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Tu non devi sapere niente, solo che io ti amo. Io invece debbo sapere, solo se io ho la tua anima. Ti sto pensando, anche ora, anche in queste condizioni sto pensando a te. Lo sai che se cesso di pensarti, tu muori, istantaneamente? Ma non temere, io non cesserò mai di pensarti.
Alba, 1º marzo 1922 Torino, 18 febbraio 1963
Beppe
Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano.
Fenoglio
Si sentì investito – nor death itself would have been divestiture – in nome dell'autentico popolo d'Italia, ad opporsi in ogni modo al fascismo, a giudicare ed eseguire, a decidere militarmente e civilmente. Era inebriante tanta somma di potere, ma infinitamente più inebriante la coscienza dell'uso legittimo che ne avrebbe fatto
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RE sano
Mangia
a cura di Mimmo Saccà
Alimentazione per prevenire
e combattere l’influenza
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uale alimentazione per prevenire e combattere l’influenza? E’ essenziale sapere cosa mangiare in vista dei malanni di stagione. Soltanto in questo modo il nostro organismo potrà possedere tutte quelle sostanze nutritive che ci aiutano a contrastare l’azione del virus influenzale. Si tratta di consumare soprattutto frutta e verdura ricche di vitamina C e di vitamina A. Arance, cavolfiori, broccoli, papaya, kiwi, peperoni possono rivelarsi efficaci per metterci al riparo dai sintomi influenzali. La prevenzione Per prevenire l’influenza è fondamentale seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura. Per quanto riguarda la frutta, dovremmo fare il pieno di arance, molto ricche di vitamina C. Questa è una caratteristica di tutti gli agrumi. Anche il limone, con le sue proprietà e i benefici che è in grado di apportare alla salute, rappresenta un’importante scorta di sostanze che servono a prevenire l’influenza. Da inserire nella dieta anche la mela, che si può mangiare cotta. Per ciò che concerne le verdure, non dovremmo trascurare i cavolfiori, i broccoli e i cavoli. Sarebbe essenziale mangiarli crudi, perché, se cotti troppo a lungo nell’acqua, rischiano di perdere le loro sostanze nutritive che sono vantaggiose per il nostro benessere. Altre verdure che sono adatte per la prevenzione dell’influenza sono le zucche, le carote, i ravanelli, il radicchio, i porri e il sedano. Contrastare l’influenza La frutta e la verdura si rivelano molto importanti anche per contrastare l’influenza, quan-
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do già abbiamo manifestato i sintomi più caratteristici della malattia. Frutta e verdura, anche in questo caso, possono essere considerati cibi sani da inserire nella dieta. Possiamo mettere insieme agrumi, papaya e kiwi, per preparare delle insalate di frutta, che sono ottime anche contro l’influenza intestinale. In caso di influenza potrebbe essere importante disporre anche di notevoli riserve di zinco, ecco perché non dovrebbero mancare sulla nostra tavola il germe di grano e i semi di girasole. Notevole anche il ruolo svolto dalla vitamina D, che rende più veloci i tempi di guarigione. Favoriamo le riserve di questa vitamina, concedendoci, di tanto in tanto, anche un uovo al tegamino o un toast con il salmone. Importante è anche riscaldare il nostro organismo con il tè verde, che è ricco di antiossidanti e ci aiuta a recuperare tutte le energie, di cui abbiamo bisogno.
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RE sano PREPARAZIONE
La ricetta Pasticcio di patate e pancetta Ingredienti per una pirofila per 4 persone • • • • • • • • • • •
1 kg di Patate 400 gr di Cipolle 250 gr di Pancetta affumicata (o dolce) 200 gr di Asiago grattugiato 1 pizzico di Sale 1 pizzico di Pepe 4 rametti di Timo 30 gr di Farina 30 gr di Burro 500 ml di Latte fresco Noce moscata q.b.
Iniziate a tagliando la pancetta a striscioline, poi a cubetti, poi mondate la cipolla e tagliatela a fette sottili, quindi sbucciate le patate e riducete anch’esse a fette sottili 23 mm. Man a mano che affettate le patate, potete tuffarle in una ciotola con acqua fredda perché non anneriscano. Versate i cubetti di pancetta in una padella antiaderente e fateli rosolare a fuoco lento; unite le cipolle e lasciatele appassire a fuoco bassissimo, per circa 15-20 minuti assieme alla pancetta. A fine cottura aggiustate a piacere di sale e pepe e aromatizzate con qualche rametto timo, lasciandone da parte 1 per guarnire il piatto finale. Mentre il condimento si cuoce, scottate le fettine di patate in acqua bollente leggermente salata e dopo 3-4 minuti spegnete il fuoco e scolatele, quindi lasciatele asciugare su un vassoio foderato con carta da cucina o assorbente. Preparate infine la besciamella: scaldate il latte in un pentolino, mentre in un tegame sciogliete il burro a fuoco dolce, poi togliete il tegame dal fuoco e versate la farina a pioggia; mescolate immediatamente con una frusta a mano perché non si creino grumi e ponete nuovamente sul fuoco dolce per far tostare la farina. Quindi versate il latte caldo e continuate a mescolare, per far addensare a fuoco dolce. Una volta pronta la besciamella, aromatizzate con una grattugiata di noce moscata. Infine grattugiate l’asiago. Prendete una pirofila ovale e cospargete il fondo con 1 o 2 cucchiai di besciamella. Quindi disponete il primo strato di fettine di patate, poi distribuite la pancetta e una manciata di asiago grattugiato. Coprite ancora con la besciamella e ripetete tutti gli strati, terminando con una ricopertura di besciamella. Insaporite la superficie con le foglioline di timo fresco e cuocete il pasticcio i forno statico preriscaldato a 180° per 45 minuti. Una volta cotto e ben dorato in superficie, sfornatelo e lasciatelo intiepidire leggermente quindi servitelo. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Riprendono le attività della Scuola Calcio sociale
I
nizia una nuova stagione a Minissale per la Scuola Calcio rivolta al sociale, per saperne di più, abbiamo parlato coll’ideatore e direttore tecnico, Fabio Zoccoli. “La mia passione per il calcio nasce tanti anni fa – afferma - quando io ho iniziato a giocare a calcio da ragazzino e sono andato a Villafranca nel 1984. Sono diventato “Campione d’Italia” nell’’84, poi sono arrivato in prima squadra ed ho fatto tanti anni il calciatore a livello dilettantistico. Nel ’95- ’96 ho preso il tesserino come allenatore di base ed è iniziata la mia carriera come istruttore di giovani calciatori delle scuole calcio e poi via via ho fatto i settori, tutti nazionali, dell’FC Messina fino a quando il Messina non è fallito, poi ho stretto una collaborazione con il Catania Calcio per tre anni. Finita questa esperienza sono andato a Villafranca a costituire la prima squadra, la squadra di promozione, poi ai tempi di Manfredi sono tornato a Messina ed ho vinto il campionato allievi provinciali, portando la squadra alle regionali.
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Poi mi sono fermato un anno per valutare tante cose ed ho deciso di formare una Scuola Calcio rivolta ai ragazzi che hanno bisogno di essere tolti dalla strada e fare un po’ di sport sano. Grazie al Pastore Tindaro Smeraldi che mi ha messo a disposizione la struttura della Chiesa Evangelica Efraim, è nata l’associazione Efraim Messina, una scuola calcio per bambini dai 5 ai 13 anni. Quest’anno ho deciso di implementare anche con la Struttura “Il Limoneto”, a Gravitelli, per dare una continuità anche ai ragazzi più grandi che vogliono continuare ad allenarsi. Insieme a me collaborano: Giovanni Busà, Bruno Curatola, Davide Celeste e Andrea Giacobbe, io sono il responsabile di tutto il lavoro tecnico. Direttore sportivo e sponsor, Giuseppe Zuccalà di "I like sport". Fotografo ufficiale: Peppe Saya. Questa idea mi è nata dalla consapevolezza, che tanti di quei bambini che stanno in strada, vogliono fare sport e purtroppo non riescono a farlo, anche e soprattutto, per motivi economi-
foto Peppe Saya
ci, allora mi è scattata una molla dentro, poiché io ho una buona esperienza a livello calcistico, soprattutto nel settore giovanile. Il prezzo per la scuola è una cifra irrisoria, 15 euro al mese. Di questa somma, una parte va alla Chiesa Evangelica ed il restante per tesseramenti e assicurazione, guanti, scarpe e materiale sportivo. Ci tengo, quindi, a precisare che non c’è nessun fine di lucro, nelle mie tasche non entra niente. Questo progetto mi sta dando tante soddisfazioni, infatti, già abbiamo una quarantina di bambini. Questa mia esperienza è la testimonianza, che il sociale a Messina deve essere promosso e sostenuto, perché c’è l’ esigenza dei ragazzi di crescere in un ambiente sano .La mia Scuola Calcio è, infatti, di natura ludica, motoria, sportiva e sociale. I ragazzi hanno bisogno di essere seguiti dentro una “ struttura buona” che li fa allenare, saltare, giocare,dopo quelle 2 o 3 ore di studio che fanno a casa. Vengono qui con l’idea di divertirsi, senza grilli per la testa e senza l’idea di diventare campioni a tutti i costi, magari qualcuno ci riuscirà, ma non è questo l’obiettivo primario. Lunedì, mercoledì, venerdì e sabato nella struttura di Minissale dalle 16 alle 19. Martedì dalle 15 alle 17, nella struttura del Limoneto. MarilenaFaranda
foto Peppe Saya
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Amarcord Teatro Vittorio Emanuele
n째 177 anno XII - 15 Ottobre 2014 r.g. Salvatore Forestieri
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Rosario Crocetta Presidente della Regione Sicilia