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il Cittadino n. 196

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foto Peppe Saya

n° 196 anno XIII - 18 Marzo 2015

il Cittadino

Report della Caritas Diocesana di Messina

Il colore della povertĂ


Primo Piano

D

alla risposta ai bisogni quotidiani alle iniziative speciali dedicate a categorie particolarmente disagiate, dall’esperienza sviluppata nei Centri d’ascolto durante il 2014 al riepilogo degli interventi realizzati con i fondi 8x1000 negli ultimi cinque anni: è con un duplice sguardo che la Caritas Diocesana di Messina Lipari S. Lucia del Mela “racconta” - durante il seminario di studi “L’azione della Chiesa locale negli anni della crisi” - le povertà nel territorio della Diocesi e le soluzioni che via via sono state trovate durante il seminario di studi “L’azione della Chiesa locale negli anni della crisi”. Lo scopo è mettere a disposizione di tutti un insieme di dati – e di consapevolezze – in grado di aiutare, indirizzare e far da base per quello che don Gaetano Tripodo, direttore della Cartitas Diocesana, considera un obiettivo irrinunciabile: “costituire una rete operativa di intervento tra istituzioni pubbliche e soggetti privati al fine di rendere più efficace l’impegno comune”. Ed ecco i dati del Report Povertà 2014. Sono in maggioranza italiane (72,2%), donne (57,5%) e di età compresa tra i 36 e i 65 anni (67,3%, contro il 23,5% di età inferiore ai 36 anni e il 9,2% di età superiore ai 65 anni) le persone che nell’arco del 2014 si sono rivolte ai tredici Centri d’ascolto della Caritas Diocesana di Messina Lipari S. Lucia del Mela che hanno fornito i dati di dettaglio (il Centro Diocesano e quelli di Tremestieri, S. Andrea Avellino, Sacra Famiglia, Camaro S. Luigi, S. Nicolò in Zafferia, S. Domenico, Don Orione, S. Lucia sopra Contesse, Vicariato Faro, Camaro S. Paolo, S. Maria della Consolazione Villaggio Santo, S. Sebastiano in Barcellona P.G., Giammoro). Nei 13 Centri considerati, in totale sono state ascoltate 1641 persone (di cui 630, pari a più del 38%, nel Centro d’ascolto diocesano) e sono stati effettuati 3462 interventi. Tra i bisogni individuati, si attestano al primo posto – e a pari merito – beni e servizi per un verso e lavoro per altro verso (30%), seguono l’ascolto (17,3%), la casa (9,5%), questioni di

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foto Peppe Saya

La mappa delle povertà tra b

La Caritas di sulla situazio


bisogni e interventi

iocesana fa il punto one del territorio Messina WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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salute (8,8), orientamento ai servizi pubblici (3,9%). Le richieste pervenute – ovvero i motivi che le persone richiedenti hanno scelto di indicare agli operatori – disegnano una mappa lievemente diversa. Stanno sempre in prima posizione lavoro e beni e servizi (rispettivamente 39,7 e 25%), ma la salute sale al terzo posto (10,7%), mentre casa e orientamento ai servizi pubblici si attestano in posizioni assimilabili (rispettivamente 5,8 e 5%) e l’ascolto scende all’ultimo posto (3,8%). Gli interventi effettuati hanno, infine, riguardato anzitutto beni e servizi primari (36,3%), ascolto e orientamento ai servizi pubblici (26,8 e 22%), e di seguito casa, salute e lavoro (6,9, 5,5 e 2,4%). Dal raffronto tra bisogni individuati e richieste esplicite emerge una prima indicazione: le due “graduatorie” sono simili per quel che riguarda i primi posti, a confermare che alcuni bisogni sono particolarmente avvertiti. Lavoro e beni e servizi primari (ovvero dalle bollette agli alimenti) sono, insomma, irrinunciabili. Meno diffusa sembra invece la consapevolezza del bisogno dell’ascolto che, pure, quando viene donato comporta significativi miglioramenti negli stati d’animo e nelle condotte di chi è ascoltato. Nel confronto, invece, tra bisogni e interventi, si legge l’importanza delle azioni effettuate dalla Caritas Diocesana ma anche la necessità che sul territorio intervengano politiche specifiche da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti sociali protagonisti sia per garantire l’effettiva realizzazione per tutti di diritti primari quali la casa, la capacità di interloquire con i pubblici uffici e la salute, sia per creare concrete possibilità di occupazione. Ma quali sono state le categorie i cui bisogni nel corso degli anni hanno rappresentato vere e proprie urgenze sociali? La risposta può venire dall’analisi dei sedici progetti che la Caritas Diocesana ha realizzato tra il 2009 e il 2014 con i fondi 8x1000 per una spesa totale che sfiora i due milioni di euro (1.961.600,00 euro). Si tratta di iniziative di

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particolare rilevanza, con le quali sono stati attivati servizi, centri e percorsi personalizzati. Si va dalla creazione di cooperative sociali di persone diversamente abili a percorsi di reinserimento sociale di ex detenuti, da attività di prevenzione dell’internamento nell’Ospedale psichiatrico giudiziario alle adozioni sociali di bambini “a rischio”, dalla realizzazione di un servizio di pronto soccorso sociale attivo 24 ore su 24 per senza dimora all’integrazione di famiglie immigrate, da centri di accoglienza per anziani soli e malati al sostegno all’occupazione, da interventi di contrasto alla dispersione scolastica alla creazione di luoghi di aggregazione per bambini e ragazzi, dal reinserimento lavorativo e abitativo di inoccupati agli interventi per prevenire e riparare i danni della dipendenza dal gioco d’azzardo. Per i tre quarti degli interventi, la Caritas ha affidato la gestione a soggetti diversi, pur mantenendone responsabilità e controllo: tra questi, l’associazione di volontariato e cooperativa sociale Santa Maria della Strada, l’associazione di volontariato “Casa di solidarietà ed accoglienza” di Barcellona Pozzo di Gotto, l’associazione di volontariato ONLUS “Vivere insieme”, il “Consorzio Sole. Soc. Coop. Soc”, la Parrocchia Santa Lucia Vergine e Martire, l’Oratorio San Luigi Guanella – Associazione Noi. In conclusione, il direttore don Gaetano Tripodo, Enrico Pistorino, responsabile diocesano dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse, e Chiara Pistorino, responsabile dei Centri d’ascolto Caritas, ricordano il valore dell’attività della Chiesa locale e, allo stesso tempo, confermano la disponibilità della Caritas ad una collaborazione operativa tra tutti i soggetti protagonisti del territorio, istituzionali e non, affinché “dalla gestione delle emergenze si passi alla programmazione e alla realizzazione di politiche in grado migliorare significativamente la situazione generale della popolazione”. Marilena Faranda


Don Gaetano Tripodo, direttore della Caritas Diocesana

“La nostra è un’azione fondata principalmente sull’ascolto”

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un quadro abbastanza triste per la nostra città, quanto emerso nel report illustrato dalla Caritas Diocesana di Messina durante il seminario di studi “L’azione della Chiesa locale negli anni della crisi”. I dati presentati concentrano l’attenzione su una fetta della società che ha sempre più bisogno di aiuto. Storie simili di una Messina invisibile agli occhi di tanti, storie di gente che quotidianamente si trova a fare i conti con la mancanza del posto di lavoro e dei beni di prima necessità. Dal Report Povertà si evince che sono in maggioranza donne (57,5%) di età compresa tra i 36 e i 65 anni, le persone che nell’arco del 2014 si sono rivolte ai tredici Centri d’ascolto della Caritas Diocesana di Messina Lipari S. Lucia del Mela: il Centro Diocesano e quelli di Tremestieri, S. Andrea Avellino, Sacra Famiglia, Camaro S. Luigi, S. Nicolò in Zafferia, S. Domenico, Don Orione, S. Lucia sopra Contesse, Vicariato Faro, Camaro S. Paolo, S. Maria della Consolazione Villaggio Santo, S. Sebastiano in Barcellona P.G., Giammoro. In totale sono state ascoltate 1641 persone ed effettuati 3462 interventi. Tra i bisogni individuati, si attestano al primo posto e a pari merito, beni e servizi da un lato e lavoro dall’altro (30%), seguono l’ascolto (17,3%), la casa (9,5%), le questioni di salute (8,8) e l’orientamento ai servizi pubblici (3,9%). Le richieste pervenute agli operatori, disegnano una mappa lievemente diversa. Stanno sempre in prima posizione il lavoro, i beni e servizi (rispettivamente 39,7 e 25%), mentre la salute sale al terzo posto (10,7%), la casa e l’orientamento ai servizi pubblici si attestano rispettivamente al 5,8 e al 5%, scende all’ultimo posto l’ascolto (3,8%). Dati di una sofferenza sociale in crescita che devono inevitabilmente indurre a creare una rete di collaborazione affinché un piccolo gesto d’amore nel segno della solidarietà diventi di grande aiuto per la collettività. La Caritas a tal proposito conferma la disponibilità ad avviare una collaborazione operativa tra tutti i soggetti protagonisti del territorio, istituzionali e non, perché “dalla gestione delle emergenze si passi alla programmazione e alla realizzazione di politiche in grado migliorare significativamente la situazione generale della popolazione”. Abbiamo chiesto al Direttore della Caritas Diocesana, don Gaetano Tripodo, alcune riflessioni in merito. La Caritas Diocesana di Messina durante il seminario di studi “L’azione della Chiesa locale negli anni della crisi” ha tracciato una mappa della povertà a Messina. Come vi muovete sul territorio in relazione alle richieste di aiuto che arrivano? “Ci muoviamo sia in base alle possibilità che abbiamo sia all’affidamento alle Chiese parrocchiali e alle comunità cristiane distribuite sul territorio. Ci interfacciamo con ogni istituzione, dialoghiamo con le circoscrizioni anche se sulla realizzazione di progetti c’è ancora tanta strada da fare. La nostra è un’azione fondata principalmente sull’ascolto, anche se la gente ha bisogno di WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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risposte certe. Sul territorio ci sono circa 20 Centri d’ascolto, con chi arriva al centro si crea un percorso di condivisione. Si cerca di capire il problema e poi ci si interfaccia con le parrocchie o con le altre istituzioni. Non è automatica la risposta al problema, dobbiamo verificare la vera richiesta d’aiuto. Non diamo mai aiuto dopo il primo incontro. La nostra filosofia è che ognuno cammini con le proprie gambe. Vogliamo creare un percorso di autonomia”. Quali sono le categorie i cui bisogni nel corso degli ultimi anni hanno rappresentato vere e proprie urgenze sociali? “Il problema principale resta la mancanza del posto di lavoro che compromette inevitabilmente la stessa mancanza di cibo, il pagamento delle utenze, dell’affitto. Questo comporta la mancata soddisfazione dei bisogni primari”. Che cosa può fare il cittadino per aiutare chi è in difficoltà? “Bisogna innanzitutto costruire buone relazioni con il povero, orientate al fine della solidarietà. Poi ci sono diversi modi di aiuto dalla raccolta dei generi alimentari, alle varie offerte da destinare alla Caritas o alle altre organizzazioni che si occupano dei poveri”. Cristina D’Arrigo

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Intervista a Elena Donato, coordinatrice della Mensa di Sant’Antonio

“La povertà non ha colore politico. Non Aiutate, AiutiamoCi”

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ual è la situazione di povertà con cui vi confrontate tutti i giorni?

“A Messina non ci rendiamo conto di ciò che sta accadendo. Non lo vogliamo sapere, lo rifiutiamo. Noi che operiamo direttamente nel settore e chi con noi: Padri Rogazionisti Mensa Sant’Antonio, Sant’Egidio, Caritas, Cristo Re, Santa Maria della Strada siamo sempre a contatto con i nostri nuovi poveri, con i nuovi familiari che si trovano in grande difficoltà. Solo noi ci rendiamo conto, ma tutti gli altri dove sono? La nostra Amministrazione ad esempio, che sta facendo? Dovremmo cercare di andare avanti tutti insieme, creando una rete di collaborazione”. La Mensa di Sant’Antonio ad oggi quanti pasti distribuisce quotidianamente? Avete notato un incremento degli utenti negli ultimi anni se non mesi? “La povertà non ha colore politico e la dobbiamo risolvere tutti con risorse economiche e umane. Noi diamo 400 e più pasti ogni sera, sono necessari soldi e volontari. Facciamo 200 pasti da asporto per nuclei familiari da cinque a due componenti. In sala invece facciamo tre turni da 70 posti a sedere, dunque siamo sui 180 pasti a sera. Non abbiamo nessun contributo, eccetto quello dato dai cittadini. Abbiamo bisogno ogni sera all’incirca di 500 euro tra pasta, pomodoro, carne, pesce, materiale plastico per il mangiare di asporto e per il pagamento di tutte le utenze (luce e gas della struttura). La povertà in questo momento a Messina è un problema sociale non individuale. Se ipoteticamente dovessimo chiudere il problema coinvolgerebbe tutti noi. Da due anni a questa parte abbiamo notato un incremento. Abbiamo incominciato il sevizio mensa sette anni e mezzo fa con 60 pasti poi con l’evolversi della crisi a livello nazionale, globale e cittadino i numeri sono cambiati. La crisi è arrivata su di noi improvvisamente come una palla di neve che ti cade addosso e non sai come difenderti. Non hai la capacità per impedire tutto questo diventi impotente, incapace”. Quanti volontari operano quotidianamente per la Mensa? “Siamo 330 volontari, in media una ventina al giorno tra cucina, sala e pulizie”. Tra gli utenti si registra un notevole numero di immigrati? “Gli immigrati rientrano tra gli utenti in sala. Su questa situazione è opportuno fare alcune precisazioni. Lo Stato paga un’azienda che fornisca pasti giornalieri a questi ragazzi che vengono accolti al Palanebiolo e a Bisconte. Durante il pomeriggio però vengono a mangiare da noi. A chi entra in sala non possiamo chiedere nulla, non guardiamo né razza, né colore, né cultura. Non sono pasti che levano ai nostri messinesi?”. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Operate anche come Centri di ascolto? “Due volte la settimana il martedì e il venerdì. Il numero delle persone che viene da noi per l’ascolto è in aumento. Ci sono persone disperate che arrivano addirittura a mettere a repentaglio volontariamente la propria vita. Per fronteggiare le richieste ci vuole un’assistenza psicologica ed economica”. Avete pensato a collaborazioni esterne? “A chi lo presento il progetto?, al Comune, alla Regione, non credo che ci siamo poteri che possono aiutare questa gente. Le scuole invece ci aiutano in quanto procurano le provviste”. Chi vuole aiutarvi in questo difficile compito come può farlo? “Abbiamo una certa disciplina per quanto riguarda il volontariato: c’è un elenco dove ci si deve iscrivere per poi parlare con me. Bisogna valutare la disponibilità di inserimento anche a livello psicologico perché non tutti sono capaci di affrontare questa situazione. All’inizio c’è l’entusiasmo di dare agli altri poi per sensibilità o per impegno molti non resistono. Per quanto riguarda le provviste chi vuole può recarsi in sede quando desidera. Siamo aperti 365 giorni l’anno”. Qual è il messaggio che si sente di lanciare? “In questi otto anni ho lanciato parecchi messaggi. Il messaggio più bello è quello che dico sempre: dobbiamo aiutare chi abbiamo accanto perché per vergogna, per paura non dirà mai la sua reale condizione. Non Aiutate, Aiutiamoci. La povertà è un tumore che non sai mai quando e a chi arriva”. Alessia Vanaria

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Sommario

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Attualità Firma del protocollo di legalità Giornate FAI Otto messinesi EBEC 2015

numero 196 anno XIII 18 Marzo 2015

78-86 Cultura Santa Sindone a Messina Botero a Palermo Uova di struzzo dipinte

48-49 Dietro le quinte 100-101 Mangiare Sano 52

Settegiorni Cronaca della settimana

62-63 Città Cronache urbane

64-67 Provincia Montalbano Elicona

Le rubriche 50-51 In&Out 94-95 La corazzata Potemkin

96-97 Da Beethoven 68-72 Sicilia Best practices Formazione e occupazione

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a Kurt Cobain

98-99 Parole in blu


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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Per info e per sostenere l’iniziativa rivolgersi al M.C.L (Movimento Cristiano Lavoratori) via Romagnosi n.2 Messina tel.09046535 e-mail:segreteria@mcl.messina.it


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immagine

di Michele Giunta

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO Guardia di Finanza: concorso 2015 per 236 Allievi Marescialli Aperto un bando per Allievi Marescialli della Guardia di Finanza, per entrare nell’87° corso della Scuola Ispettori e Sovrintendenti. Il concorso GDF prevede una selezione per titoli ed esami, per accedere ai 236 posti disponibili. Offerte di lavoro Roma e Provincia Nuove opportunità di lavoro nel Lazio. Vi presentiamo le posizioni aperte segnalate dai Centri per l’Impiego di Roma e Provincia, e come candidarsi per le selezioni di personale attive. Garanzia Giovani: opportunità di lavoro 2015 Avete meno di 30 anni e non lavorate o studiate? Il programma Garanzia Giovani offre numerose opportunità di lavoro per diplomati e laureati in tutta Italia. Vi presentiamo le posizioni aperte per il 2015. Asmana: lavoro al Wellness World Firenze Assunzioni in vista per la prossima apertura dell’Asmana Wellness World di Campi Bisenzio, Firenze. Si ricerca personale per la copertura di vari posti di lavoro nel centro benessere toscano, che aprirà nella stagione estiva. Lavoro per Elettricisti in Svizzera Nuove assunzioni all’estero per Elettricisti, per la copertura di posti di lavoro in Svizzera. Un’azienda con sede a Basilea seleziona personale interessato a lavorare nel settore edilizio, tempo determinato. 18

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18 Marzo 2015 Leroy Merlin: concorso per creativi Light on and Take Care Leroy Merlin lancia il concorso per creativi “Light On and Take Care” per la realizzazione di progetti innovativi per l’illuminazione del bagno. Sono previsti premi in denaro. La partecipazione è gratuita. Nuove offerte di lavoro Expo Milano 2015 Per chi desidera lavorare all’Expo Milano 2015 sono disponibili nuove offerte di lavoro. Si ricercano camerieri, cuochi, receptionist, interpreti, hostess, baristi ed altre figure, per assunzioni in occasione dell’Esposizione Universale milanese. Stroili Oro: 20 stage per Addetti Vendita Nuove selezioni per addetti alla vendita nel Lazio. Le gioiellerie Stroili Oro sono alla ricerca di 20 Addetti Vendita per gli store del marchio presenti nella città di Roma. Il contratto prevede orario full time. Pavia: concorso per Operatori Socio Sanitari e ASA Nuovo posti di lavoro in Lombardia nel settore dell’assistenza sanitaria. La Fondazione Istituzioni Riunite di Mede (Pavia) ha indetto un concorso per assunzioni a tempo determinato di OSS e ASA. Aida Cruises e Costa Crociere: casting per ballerini e cantanti Aida Cruises e Costa Crociere hanno aperto i casting per selezionare gli artisti da inserire nel cast 2015 2016 per l’intrattenimento sulle navi da crociera. Opportunità di lavoro per ballerini e cantanti, i provini. Ospedale di Cremona: concorso per Infermiere Assunzioni in Lombardia nel settore sanitario. L’azienda ospedaliera “Istituti Ospedalieri” di Cremona ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di Infermieri. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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AttualitĂ

Agricoltura

Firma del protocollo di lega dell'Ente Parco dei Nebrodi

Stop ai pascoli mafiosi, i giovani son 24

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È

foto Peppe Saya

lità sui terreni

no il sale della terra

stato stipulato al Palazzo del Governo un protocollo di legalità tra la Prefettura di Messina e la Regione Siciliana, l’Ente Parco dei Nebrodi, l’Ente di Sviluppo Agricolo e i Comuni appartenenti al Parco. L’accordo approvato dal Gabinetto del Ministro dell’Interno, è stato sottoscritto dal Prefetto di Messina, dott. Stefano Trotta, dal Presidente della Regione Siciliana, Onorevole Rosario Crocetta, dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Avv. Nino Caleca, dall’Assessore Regionale Territorio e Ambiente, Dr. Maurizio Croce, dal Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi, Dr. Giuseppe Antoci, dal Commissario Straordinario dell’Ente Sviluppo Agricolo, On. Francesco Calanna, e dai Sindaci dei Comuni interessati: Alcara Li Fusi, Acquedolci, Capizzi, Caronia, Cesarò, Floresta, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mistretta, Raccuja, Reitano, Sanfratello, San Marco d’Alunzio, Santa Domenica Vittoria, S. Agata di Militello, San Teodoro, Santo Stefano di Camastra, Tortorici, Ucria e Troina. Ci dispiace comunicare, introduce il Prefetto, che è assente il Comune di Floresta, vogliamo credere e sperare in un disguido. Finalmente il Parco dei Nebrodi ha una sua specificità con un suo presidente il dott.Antoci e finalmente i diversi comuni, che ne fanno parte possono avere delle tutele, tramite questo Parco e questo protocollo. Io penso che la giornata di oggi sia una di quelle che si pensavano non potesse mai accadere, spiega Antoci. Ho al mio fianco una classe di Sindaci che mi spinge ad andare avanti, dando una risposta concreta, dando aiuto alle amministrazioni locali. Quei territori devono essere territori di sviluppo e non di malaffare. Io credo che sia un passaggio fondamentale: creare sviluppo e fare capire che questo deve passare dalla legalità. Sono convinto che questo sia solo l’inizio di un percorso che possa portare un grande successo. Un territorio che ha grandi possibilità di svilupWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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po, oggi più di ieri, sottolinea l’On. Calanna. Noi, però, dobbiamo eliminare il troppo ed il vano, ovvero, un controllo mafioso sui terreni. Io posso chiedere in prefettura un controllo sui terreni, ma credo che ognuno deve redigere il proprio fascicolo aziendale, per sgravare le forze dell’ordine di molta fatica. Con questo atto si eliminerebbero le presenze mafiose. Un protocollo importante che potrebbe liberare i Nebrodi da quella presenza malavitosa che è forte in quella zona. Oggi del resto i Sindaci si possono servire di una presenza massiccia nel territorio. Non è possibile che si abbia un settore, in cui non ci può essere un controllo nell’affidamento degli appalti,afferma l’Ass. Caleca, bisogna comunque mettere un limite di affidamento per sei mesi, così almeno non si manifesteranno altri interessi. Ringrazio, quindi, tutti quelli che hanno voluto questi protocolli. In quest’Isola non si può avere sviluppo, se non si ha legalità, afferma l’ass. Croce. E mentre noi siamo impegnati nell’esitare documenti finanziari e programmazioni pluriennali, questo ci sembra un documento importante per tutelare la nostra Regione ed il nostro lavoro dando sviluppo. Speriamo che l’assenza del comune di Floresta non sia un brutto segnale, conclude Crocetta, ma solo una svista. È difficile capire come un Sindaco possa amministrare con a fianco il mafioso di turno, che per lui non è una cosa da film, ma una realtà, e con poche o nulle protezioni. Prima si otteneva il terreno a pochi euro, ricevendo grossi introiti dai finanziamenti europei, non può andare avanti così, al di là della mafia. È necessario, quindi, creare sviluppo ed occupazione anche tramite la creazione di cooperative di giovani. Non siamo qui per fare chiacchiere e non vogliamo né vittime, né eroi, ma chiedeteci aiuto se avete bisogno. Questa lotta alla legalità rappresenta anche un passo importante per dare lavoro. Marilena Faranda

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Renato Accorinti, Stefano Trotta, Rosario Crocetta


foto Peppe Saya

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Riforma della rete territoriale della Banca d'Italia Lettera del sindaco Accorinti al direttore generale Salvatore Rossi In merito al progetto di riforma della Rete Territoriale della Banca d’Italia, dopo la partecipazione alla manifestazione che si è svolta lo scorso lunedì 16 a piazza Cavallotti a sostegno della protesta per il rischio di chiusura della filiale di Messina, il sindaco, Renato Accorinti, ha inviato una lettera al Direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, e per conoscenza ai Direttori regionali della Filiale di Palermo, Antonio Cinque, e di quella di Messina, Rosalba Porzio.

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“Ho appreso della paventata chiusura della filiale di Messina, - scrive Accorinti - in seguito all'elaborazione di un progetto di riforma della Rete Territoriale delle filiali della Banca d'Italia. In un momento di crisi economica fortemente percepita, privare una città metropolitana di una struttura stabile della Banca d'Italia, che costituisce un presidio di legalità e di controllo del territorio, anche in vista delle nuove competenze che le verranno attribuite, desta grave preoccupazione. Le chiedo quindi, pur nel rispetto dell'esercizio dell'autonomia organizzativa dell'Amministrazione che lei dirige, di ripensare il progetto di riforma in questione, mantenendo la filiale di Messina e attribuendole funzioni consone ad una città metropolitana”.

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Visita a Forte Masotto: un’opera da valorizzare

23esima edizione delle Giornate FAI di Primavera

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inalmente dopo anni riusciremo ad aprire Forte Masotto a Curcuraci, spiega il capo delegazione Fai di Messina, Giulia Miloro, presentando la 23esima edizione delle Giornate FAI di Primavera, che si terranno sabato 21 e domenica 22 dalle 9.30 alle 17. “Ringrazio Augusto Vinci, prosegue, il presidente del Tiro a volo, che, chiudendo il forte, ne ha garantito la conservazione e la non vandalizzazione. Ci sarà qualche difficoltà nei parcheggi ma, grazie all’ATM, avremo un servizio di bus navetta che partirà dall’Annunziata. Ringrazio, anche gli Assessori Ialacqua e Cacciola che ci hanno collaborato per la realizzazione.L’ATM ha già collaborato alla settimana FAI dell’anno scorso, spiega il commissario dell´Atm, Dimenico Manna, e quest’anno, parteciperemo con un bus navetta ed un bus, nella giornata di domenica. Gli orari di partenza saranno: 9.30, 10.30, 11.30, 13.30, quelli di ritorno: 10.30, 12.30, 14.30, 17. Vi sarà un biglietto unico di € 1.70, che vale anche per il ritorno.

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Noi parteciperemo con l’iniziativa “Messina Verde Bene comune”, dove ognuno adotterà un area verde, spiega l’assessore Ialacqua iscritto al FAI. La manutenzione di MessinAmbiente, precisa Natale Cucè, si inquadra in un progetto più ampio di manutenzione dei forti e, in occasione di questa manifestazione, ci siamo occupati in modo particolare del forte Masotto. Il nostro è un grido di dolore, conclude il capo della delegazione FAI, le visite sono a contributo libero, quindi, ci auspichiamo maggiore partecipazione, anche perché la raccolta fondi andrà a tutto il territorio. Inoltre, poiché è importante per i ragazzi conoscere il patrimonio del loro territorio, ci saranno anche delle visite da parte delle scuole”. Un’iniziativa che valorizza tutta la sesta circoscrizione che già offre un panorama di grande bellezza ed in particolare il forte Masotto. La Batteria Polveriera o Forte Masotto fu costruita tra il 1884 e il 1888 e prese il nome dal capitano Umberto Masotto, caduto in guerra nella battaglia di Adua del 1896. La Batteria Masotto è la più grande fortificazione della costa sicula. Essa si basa su un impianto quadrangolare con due lati inclinati e corrisponde geometricamente ad un parallelepipedo ed è attorniata da un fossato. Per la difesa e il tiro sul fossato ci sono quattro caponiere(opere fortificate in legno e muratura) di differente forma. Solitamente si trovavano nel fossato e permettevano inoltre di attraversarlo e raggiungere l´esterno, rimanendo fuori dalla visione nemica. La grande dimensione del forte consentiva, per la presenza di un significativo numero di ambienti posti a vari livelli, una notevole ricettività. Marilena Faranda WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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di Enzo Caruso*. Direttore del Museo Storico della Fortificazione Permanente “Forte Cavalli”. Autore del ritrovamento della documentazione originale del Piano Generale di Difesa dello Stretto di Messina e studioso delle fortificazioni ottocentesche dello Stretto.

La Città OltreLeMura

Forte Masotto (Polveriera) e Forte Siacci (Matiniti Superiore) Due giganti a guardia dello Stretto

Ingresso e ponte levatorio

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na volta approvato il Piano Generale di Difesa dello Stretto di Messina, si diede avvio, già nel 1883, alla procedura per la realizzazione non solo delle 23 fortezze distribuite a diverse quote sulle due sponde, ma anche a tutte le opere di collegamento e di supporto (strade, polveriere, presidi dei valichi…). Considerate le somme approvate per le fortificazioni, paragonabili inizialmente a quelle messe in bilancio per altre aree del territorio nazionale, nel 1884 si iniziarono i lavori per la costruzione di due imponenti fortezze sulle coste dello Stretto: Forte Polveriera (dal nome dell’omonima collina, poi intitolato al Capitano Masotto) posta nelle vicinanza del Campo Inglese (oggi Campo Italia) e Forte di Matiniti Superiore (in seguito intitolato al Gen. Siacci), ubicato sulle alture di Campo Calabro. L’imponenza di queste due Fortezze li differenzia notevolmente dalle altre 21 realizzate qualche anno più tardi con strutture molto più semplici e lineari nelle quali, allo scopo di ridurre i costi, si preferì dare maggiore attenzione al “fronte a mare”, sui cui spalti andavano posizionate le piazzole degli obici, e al “fronte di terra” per il quale fu previsto un estetico fossato

Targa di intitolazione del Forte polveriera al Capitano Umberto Masotto WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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La pianta del Forte Polveriera - Masotto

con ponte levatoio per l’ingresso, quasi un richiamo ai modelli medievali. In riferimento a questa differenza tipologica, le definizioni di “Batteria” e di “Forte” si sono molte volte scambiate per indicare le Opere fortificate dello Stretto. Nel glossario di architettura Militare, infatti, con la parola “Forte” si indica un “luogo forte”, perfettamente difendibile da più lati e arroccato su un’altura che, a differenza dei castelli, è caratterizzato da mura basse e di notevole spessore per resistere ai proiettili delle artiglierie; col termine “Batteria” si intende invece un insieme di pezzi di artiglieria posti in serie, capaci far fuoco in sequenza, a brevissimi intervalli di tempo l’uno dall’altro. Finalizzate al tiro anti-nave, le Batterie da Costa avevano infatti il compito di colpire una nave in transito a velocità nello Stretto. Per la loro struttura progettuale, sia Polveriera che Matiniti (al pari di S. Salvatore, Gonzaga e Castellaccio), meritano senz’altro l’appellativo di “Forte”. Ultimati entrambi nel 1888, dopo soli quattro anni dall’inizio dei lavori, i Forti Polveriera e Matiniti Superiore, sono dotati, come i forti del Campo Trincerato di Mestre, di un maestoso portale d’ingresso e di lunghe gallerie di collegamento “a prova di bomba”; cunicoli,

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caponiere multiple, montacarichi, alti fossati, che rendono queste due opere uniche nell’intero Sistema difensivo dello Stretto. Durante il ventennio fascista, i due forti furono intitolati rispettivamente al Capitano Umberto Masotto, comandante della 4^ Batteria di Artiglieria da Montagna durante la Battaglia di Adua, e al Generale Francesco Siacci, professore di Balistica alla Scuola di Applicazione d'Artiglieria e Genio. Forte Polveriera (dal nome dell’omonima collina), insieme a Forte Matiniti Superiore, posto sulla costa opposta, rappresentava l‘opera più imponente dell’intero sistema. I lavori, appaltati dalla Ditta Diara nell’ottobre del 1884, iniziarono nel mese di novembre e comportarono una spesa, escluso l’armamento, di due Milioni delle vecchie lire. Poteva contenere oltre 1.000 uomini di presidio e la potente artiglieria, con cui era stato armato, rappresentava quanto di meglio la tecnologia bellica potesse a quel tempo mettere in campo per la difesa costiera: otto obici da 280 mm, due cannoni da 149, quattro cannoni da 120, quattro cannoni da 90 e due mortai da 150 Krupp.

Gran Camposanto. Il Monumento agli atriglieri morti nello scoppio di Forte Polveriera del 27 dicembre 1888

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Particolare del portale d'ingresso

Il suo Scopo tattico era orientato alla Difesa dello Stretto di Messina, con settore orizzontale di tiro di 120°, da Torre Lubrato (mar Tirreno) a Sant’Agata e alla Difesa del terreno di accesso alla Batteria nella vallata di Curcurace e Pace Una volta ultimata la costruzione il 4 agosto 1888, iniziarono i lavori di armamento e posizionamento delle artiglierie. Il 27 dicembre 1888, l’accidentale esplosione di una riservetta, causò la morte di 21 soldati, del Capitano, Luigi De Manzoni e della moglie Amalia Toscano, che era andata insieme alla figlioletta di tre anni a trovare il marito. L’intera cittadinanza, stringendosi intorno al dolore della guarnigione, partecipò compatta al corteo funebre ed eresse il monumento formato da tre cannoni che si trova ancora oggi all’ingresso del Gran Camposanto. Nel 1896 e nel 1904, Forte Polveriera-Masotto fu visitato da Guglielmo II di Germania, ospite dei Sanderson a Villa Pace e a Castanea; durante il suo soggiorno infatti, l’Autorità Militare si compiaceva di mostrare all’importante alleato (Triplice Alleanza), il potente sistema difensivo di cui si stava dotando lo Stretto.

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A guardia dello Stretto contro i sommergibili tedeschi durante la Grande Guerra, Forte Masotto risultò tra i quattro forti attivi della costa messinese anche nel secondo conflitto, insieme a Crispi, Schiaffino e Cavalli. Passato alle dipendenze della Marina Militare, fu dismesso sul finire degli ani ’70. Tra gli elementi di architettura militare che si possono ancora ammirare, sono da evidenziare: il maestoso portale d’ingresso sormontato dallo stemma di Casa Savoia circondato dal Collare del Supremo Ordine della Santissima Annunziata, l’imponente fossato che circonda il perimetro del forte; la targa di intitolazione al Capitano Masotto; le lunghe gallerie di camminamento, con volte “a botte” e “a prova di bomba”; le caponiere (strutture fuoriuscenti dalla cinta fortificata, destinate alla difesa del fossato) con le loro postazioni per le mitragliatrici; la gabbia di Faraday per la protezione dai fulmini; le riservette munizioni e le piazzole degli otto obici puntati verso lo Stretto. Particolare del collare dell'Annunziata nello stemma del portale d'ingresso

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Otto messinesi accedono alla

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i è conclusa la sesta edizione di “EBEC Messina”, la più prestigiosa competizione ingegneristica europea per studenti di facoltà tecno-scientifiche, organizzata dal network BEST (Board of European Students of Technology). Saranno Giovanni D'Italia, Enrico De Marco, Giuliano Di Vita ed Antonio Flaccomio del Team “Elettromatici” e Salvatore Brosio, Francesco Galati, Francesco Femia ed Antonino Papa del team “PMC” a rappresentare l'Università degli Studi di Messina, rispettivamente nelle categorie del Team Design e del Case Study, alla finale nazionale (EBEC Italy) che si terrà proprio a Messina dal 13 al 16 maggio e che li vedrà opporsi agli studenti del Politecnico di Torino, del Politecnico di Milano, dell'Università degli Studi di Trento, dell'Università di Roma “Sapienza”, dell'Università di Roma “Tor Vergata” e dell'Università degli Studi di Napoli. Sono stati 3 giorni intensi, dal 10 al 12 marzo, in cui i locali dell'ex-Facoltà di Ingegneria hanno fatto da teatro alla competizione che ha visto fronteggiarsi a colpi di logica, fantasia e martello ben 15 squadre di 4 elementi ciascuno. Nel Case Study si sono cimentati col problema della riqualificazione dell'area del Pilone. Si richiedeva infatti di rivalutare la zona con l’obiettivo di incrementarne il flusso turistico, cercando di sfruttare al massimo il meraviglioso potenziale paesaggistico. I parametri di valutazione riguardavano l'obbligo di attrattiva turistica, l'obbligo di utilizzo di risorse ed energie rinnovabili, una pianificazione economica e minimizzazione dei costi, originalità e creatività del piano, presentazione ed esposizione dell’elaborato e l'utilizzo esclusivo dei dati forniti dal Comune di Messina, dalla Capitaneria di Porto di Messina e dalla

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finale nazionale di EBEC 2015 Corporazione Piloti Stretto di Messina, che hanno collaborato all'iniziativa. L’obiettivo del Team Design è stata la costruzione di un braccio meccanico comandato idraulicamente in grado di sollevare un parallelepipedo di legno e trasportarlo all’interno di un recipiente di dimensioni fissate. Ciascuna squadra partecipante ha dovuto presentare e collaudare il proprio prototipo di fronte ad una giuria, che ha espresso la propria valutazione tramite un punteggio, assegnato non solo in base alla qualità del progetto, ma anche in base al tempo necessario ad effettuare l’intera manovra per cui costruito. A decretare i vincitori il Prof. Gaetano Bosurgi e la Prof.ssa Carla Faraci del Dipartimento DICIEAMA, il Comandante Letterio Donato della Corporazione Piloti Stretto di Messina, il Comandante Antonino Samiani della Capitaneria di Porto di Messina, l'Ing. Carmelo Sottile dell'Ordine degli Ingegneri di Messina e l'Arch. Vincenzo Miloro, che si son detti piacevolmente soddisfatti dall'abilità dei partecipanti e dello spirito dell'iniziativa. Entusiasti anche i 60 studenti in gara che hanno dato vita ad un'intensa e sportiva battaglia scientifica. L'evento “EBEC Messina 2015”, organizzato dall'associazione BEST Messina e coordinato dalla Main Organiser Laura D'Amico, è stato reso possibile grazie anche alla stretta collaborazione dei Dipartimenti DICIEAMA e DIECII dell'Università degli Studi di Messina, dell'Ateneo Peloritano, dell'Ordine degli Ingegneri di Messina e dell'Ordine dei Chimici della Provincia di Messina e dei numerosi partner come la RedBull, l'Industria del Legno di Vincenzo Miloro, Federfarma Messina, Gelateria Pasticceria A. Vinci, La Casa della Pizza, il PAM di Sperone, Melaggiusti, Birroteca Mercury e Sikelia. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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L'Autorità Portuale di Messina e Milazzo

A Miami per la promozione crocieristica dei due porti

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'Autorità Portuale di Messina e Milazzo è in questi giorni a Miami per la consueta fiera del crocierismo internazionale, vetrina fondamentale per la promozione dei due porti di competenza e dell'offerta turistica del territorio. I promoter dell'AP stanno incontrando i rappresentanti delle compagnie ottenendo ancora una volta conferme di alto gradimento del porto di Messina e dei suoi servizi, così come della varietà di escursioni effettuabili che possono soddisfare le diverse esigenze dei passeggeri. Particolare attenzione è dedicata alla presentazione di Milazzo non soltanto come infrastruttura portuale, ma anche come interessante destinazione escursionistica per i crocieristi delle navi più grandi che scalano Messina. I due porti d'altronde offrono un indubbio posizionamento strategico per gli itinerari delle navi sia nel Mediterraneo Orientale che in quello Occidentale e lo Stretto di Messina è già passaggio obbligato per la maggior parte di esse. Il 2015 si presenta come un anno interessante per il crocierismo a Messina con 138 scali dei principali operatori internazionali (MSC, Royal Caribbean, Celebrity Cruises, Holland America, Princess, Cunard, P&O, Pullmantur, Silversea, Thomson, Windstar), mentre il 2016 si arricchirà dell'atteso ritorno nel Mediterraneo di Carnival, che ha scelto Il porto peloritano per posizionare una decina di scali della nave Carnival Vista (4000 passeggeri). L'Autorità Portuale continua comunque nell'impegno di migliorare l'accoglienza e le infrastrutture a servizio di questo importante segmento di traffico e nei prossimi giorni si attende la conclusione della gara con la quale si affiderà la progettazione del nuovo terminal crociere, alla quale hanno presentato la propria candidatura 30 gruppi di progettisti.

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Progetto Ritmare

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enerdì 20 marzo alle ore 9:30, si svolgerà presso l’Hotel Capo Peloro Resort (Torre Faro, ME) un incontro formativo/informativo organizzato dall’U.O. di Ricerca Conisma dell’Università degli Studi di Messina nell’ambito del progetto bandiera RITMARE (la Ricerca ITaliana per il MARE) sotto il patrocinio del CNR, del CONISMA e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sul tema “Acquicoltura – Pesce allevato: qualità e sicurezza”. Il tema dell’incontro è di assoluto interesse per l’alimentazione umana in un immediato futuro. I prodotti ittici ricoprono un ruolo estremamente importante nella nutrizione umana, in quanto costituiscono una valida alternativa a molti altri alimenti di origine terrestre, possedendo un elevato valore nutrizionale. Il pesce è un alimento prezioso per la sua facile digeribilità, per il notevole contenuto di proteine nobili, minerali, vitamine e, soprattutto, per la particolare composizione delle frazione lipidica

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(variabile in base alla dieta e alle condizioni ambientali). “L'acquicoltura supera l'allevamento di animali con 66 milioni di tonnellate di pesce prodotte sui 63 milioni di tonnellate di carne rossa”. E' quanto afferma l'API (Associazione dei Piscicoltori Italiani di Confagricoltura nel rapporto dell'Hearth Policy Institute e da uno studio dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. L'industria dell'allevamento del pesce è cresciuta a livello globale sei volte negli ultimi 20 anni. Entro il 2015, con la riduzione progressiva delle riserve degli stock naturali, secondo l'API si consumerà più pesce di allevamento che pescato. All’incontro parteciperanno docenti dell’Ateneo Messinese e di altre Università Italiane e Centri di Ricerca, tra cui il Prof. Silvano Focardi, Ordinario di Ecologia presso l'Università degli Studi di Siena, e la Dottoressa Carmela Caroppo responsabile SP6 WP2 del progetto RITMARE.


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Le voci di dentro di Maria Cristina Rocchetti

Traumi infantili

Quando la ferita dell'anima

Affrontare i ricordi non elaborati con l'EMDR, metodo psicoterapico strutturat

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i dividono in grandi T e piccole t...ovvero grandi e piccoli traumi che ledono la psiche di ciascuno di noi. Ma quando a doverli affrontare sono i bambini, come è possibile aiutarli? Un evento improvviso oppure una serie di accadimenti stressanti. Da qui nasce quella sensazione di impotenza che colpisce i gran-

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di ma anche i piccoli, indifesi rispetto alle esperienze negative della vita. "I bambini sono molto impressionabili - spiegano gli psicologi - ed il loro livello di esperienza non è tale da consentirgli di avere una visione equilibrata di ciò che sta succedendo". Importantissime, in questi casi, sono le figure


colpisce i bambini o che facilita il trattamento di diverse psicopatologie

dei genitori, giacché godono della massima credibilità di fronte ai loro piccoli, ma, a volte, questi possono non sapere come fronteggiare le situazioni più delicate. Un valido aiuto arriva dall' EMDR, metodo psicoterapico che facilita il trattamento di psicopatologie legate sia ad eventi traumatici che ad esperienze comuni ma emotivamente stressanti. "Le esperienze negative e traumatiche vissute in età infantile vengono spesso sottovalutate ma - avvertono gli esperti - questi diventano una fonte primaria di disagio". L'EMDR, terapia che affronta i ricordi non elaborati, si rivela molto utile nell'aiuto dei più piccini, spesso non compresi in quel dolore che può essere provocato da una malattia, una violenza o la perdita di una persona cara. Inoltre, quel senso di protezione assai diffuso nella nostra cultura e che porta i genitori ad allontanare (apparentemente) i figli dalla fonte della sofferenza , fa sì che loro si sentano inascoltati. "Le reazioni sono diverse, a seconda della loro età e dell’importanza emotiva dell’evento, della violenza o della perdita. I bambini hanno difficoltà a verbalizzare le loro emozioni le quali, in genere vengono espresse attraverso irrequietezza, agitazione, scoppi di rabbia, paura del buio, problemi di sonno, incubi e paura dell’abbandono. Possono anche riferire sintomi fisici come mal di testa o di stomaco. Quando i bambini scoppiano a piangere o diventano molto tristi apparentemente senza motivo, allora può voler dire che stanno lottando con il dolore e che hanno bisogno di aiuto". Come supportare, dunque, i nostri figli? "E’ necessario dare messaggi chiari - affermano gli psicologi - trasmettere al bambino le informazioni in modo aperto e sincero, soprattutto riguardo quello che è successo, quello che sta succedendo e quello che succederà. Le spiegazioni devono tenere conto ovviamente dell’età del bambino. I genitori sono le persone più indicate per informare e preparare il bambino, se questo non è possibile allora deve farlo una persona che il bambino conosce bene, di cui si fida. Deve esserci il tempo e la tranquillità necessaria per parlare. L’adulto deve ascoltare le domande del bambino e rispondere con sincerità, accettare e rispettare le emozioni del bambino, e se non ci sono risposte, allora bisogna dirlo al bambino. È importante ricorrere a volte al supporto di uno psicoterapeuta, soprattutto se le persone con cui vive il bambino non sono in grado di aiutarlo. L’intervento terapeutico è importante non solo per risolvere il problema emotivo post-traumatico ma anche come prevenzione di difficoltà future".

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dietro le quinte di Francesco Certo

Sfiduciata ma non spezzata

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aria Teresa Collica, sindaco sfiduciato di Barcellona Pozzo di Gotto, non molla un centimetro ed, a pochi giorni dal voto che ha sancito la fine del suo mandato nella città del Longano, si ributta nella mischia ufficializzando la sua candidatura alle elezioni che si svolgeranno a fine maggio. L’elezione dell’ormai ex sindaco Collica, nel marzo 2012, aveva stupito tutti vista la sua lontananza con lo status quo vigente a Barcellona P.G. da molti decenni. Terra di conquista impossibile per chi cercava di combattere il grumo di potere che aveva assoggettato la città della zona tirrenica per anni, con amministrazioni

sempre discusse e del medesimo colore politico. L’amministrazione Collica è stata vista come la scelta di Barcellona di interrompere la strana continuità politica barcellonese, vero e proprio fortino del centro destra e bacino naturale di voti anche nelle campagne nazionali. La candidata del centrosinistra, appoggiata da liste civiche e poco amata dal PD, aveva rilanciato una politica di partecipazione mai vista a Barcellona. La figura politica della Collica, però, ha traballato sin dall’origine del suo mandato; la sfiducia arrivata in queste settimane è il naturale epilogo di una situazione in bilico dall’inizio, con i partiti di centrodestra furiosi nel cercare di interrompere il mandato della Collica, ed il PD che, “democristianamente”, cercava la via di mezzo chiedendo l’azzeramento della giunta. La Collica non si spezza, risale sul carro della campagna elettorale convinta che il suo lavoro possa riprendere, accanto a lei c’è anche Renato Accorinti che sin da subito ha trovato affinità tra la sua politica e quella di Maria Teresa Collica; presagio di sfiducia alla messinese?

Scirocco che sei nei cieli

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rmai sta diventando stucchevole, forse addirittura ridicolo, ma non possiamo esimerci di settimana in settimana di parlare di Scirocco. Chiaro, per una città normale fermarsi a parlare di un vento sembra idiota, ma Messina è speciale e non solo si ferma a parlarne ma si ferma proprio. Se c’è Scirocco è inutile esistere, Messina si ferma rimanendo bloccata nell’impossibilità di esistere e fare. La vittima maggiore dello Scirocco rimane il porto di Tremestieri; insabbiato e chiuso dalle sciroccate prima, impossibilitato a ripartire dopo. Infatti, il portentoso Scirocco di questi giorni non solo avrebbe reso inutilizzabile l’oscena infrastruttura della zona sud, ma ne ha impedito i lavori di dragaggio dopo l’ennesimo insabbiamento. I macchinari sono giunti in città, il lavoro era pronto per essere eseguito ma il forte vento ha bloccato tutto. Nel frattempo, l’aumento della sabbia presente potrebbe allungare i tempi; il teatro dell’assurdo continua.

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Multe e telefonate, cosa serve di più

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ella città del porto continuamente insabbiato, c’è una vicenda che non deve finire nel dimenticatoio. La telefonata, ormai arcinota, del presidente del Consiglio comunale Emilia Barrile alla polizia municipale dopo aver trovato un verbale sulla sua macchina lasciata in sosta in uno stallo per disabili, non deve essere cancellata dalle nostre memorie. La presenza della trasmissione di Italia 1 “Le Iene” ha portato alla ribalta nazionale la vicenda, ma Messina non può indignarsi o svegliarsi solo davanti ad una telecamera. Il comportamento della Barrile è censurabile, lo è per l’esordio della sua telefonata quel “sono il presidente del consiglio comunale” non lascia dubbi sulla voglia della stessa di mettere la carica davanti alla persona. Un gesto poco elegante e sprezzante, figlio sicuramente di un momento di ira dovuto ai precedenti scontri con il comandante Ferlisi che, però, non giustificano il comportamento della Barrile. Nessuno vuole ledere l’immagine dell’esponente del PD, contestare una contravvenzione (subito pagata tra l’altro) è una consuetudine italiana; ma la carica che ricopre la Barrile la dovrebbe porre su un piano diverso. È vero che tutti siamo uguali, ma chi ricopre una carica pubblica dovrebbe avere comportamenti esemplari, se la multa è stata pagata significa che la Barrile stessa si è resa conto dell’errore commesso (errore non peccato mortale), proprio per questo il dopo diventa gravissimo. Il chiedere chiarimenti, il voler sottolineare che solo lei era stata punita, come per vendetta, non sono atti che si confanno a chi ricopre cariche pubbliche. La sensazione sgradevole dell’abuso di potere è passata nella mente di tutti; le scuse e le giustificazioni spesso non bastano, in alcuni Paesi per molto meno le carriere politiche si sono interrotte. foto Peppe Saya

Amata illegalità

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on c’è altra spiegazione; Messina (vale sempre il discorso che chi non è colpevole non debba sentirsi chiamato in causa) ama in maniera viscerale vivere nell’illegalità. Per anni abbiamo vissuto le lamentele del cittadino medio sui servizi di trasporto pubblico; proteste giuste e giustificate da una non organizzazione dell’azienda trasporti, con migliaia di cittadini costretti a lunghe attese per poi dover trovare una soluzione alternativa. La nuova amministrazione, non parliamo di miracoli o perfezione, ha cambiato questo andazzo; sono arrivati nuovi mezzi buttati subito nella mischia del traffico cittadino e, soprattutto, è aumentato il controllo sugli stessi veicoli. Questo, però, non è andato a genio a qualche bifolco. Si susseguono, infatti, i casi di aggressioni verso i controllori dell’ATM che nel normale esercizio del proprio lavoro vengono assaliti in maniera brutale da chi la civiltà non sa bene cosa sia. Ennesima pagina di inciviltà gratuita, atti che riescono ad abbassare ancora di più il livello sociale di una città che fatica a crescere e maturare. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Arrivederci Don Minico!

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Che bella giornata! Andiamo alle Quattro Strade e mangiamoci un panino da Don Minico”. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase, e quante altre ancora torneremo a pronunciarla, perché Don Minico non ci lascerà mai per sempre. Resterà vivo, infatti, nei Messinesi il ricordo di Domenico Mazza, meglio noto come Don Minico, un uomo con un grande asso nella manica: l’arte di sapersi inventare il lavoro. La sua storia inizia tanti anni fa, quando poco più che ventenne, avendo già sulle spalle una famiglia da mantenere, comincia a lavorare come “garzone di forno” nel villaggio collinare di Gesso. Il suo compito, dopo una lunga nottata di panificazione, era quello di valicare i Colli San Rizzo e portare il pane a Messina. Arrivato al quadrivio delle Quattro Strade, si fermava, spesso, per riposarsi nel luogo in cui adesso sorge il suo locale, e fu qui che conobbe il signor Di Stefano. Quest’ultimo forniva il lievito di birra al forno di Gesso e per arrotondare vendeva gazzose. Per molti anni Don Minico, di ritorno dalla città, gli portava il ghiaccio per mantenere fredde le sue bibite, fino a quando Di Stefano non riuscì più a sostenere il peso di due lavori e gli disse “Minico ta rigalu a tia sta carrittedda”. Dalla carretta alla baracchetta, Don Minico e il figlio Paolo iniziarono presto a trascorrere intere giornate in quel luogo. La moglie, Donna Razia, faceva arrivare loro una “truscia” con pane, melanzane e pomodori sott’olio, prodotti realizzati da lei in casa. Alle Quattro Strade non si mangiava mai soli, e Don Minico divideva, sempre, il suo pasto con operai della forestale o cacciatori. Un giorno decise, così, di fare uno scherzo ad un cacciatore inserendo dentro un pezzo di pane un peperoncino intero piccantissimo. Il cacciatore mangiò il panino e con le lacrime agli occhi gli disse “Stu pani è disgraziatu comu ‘a ttia!Picchi non ciù vinni ‘ai crisitani?”. È così che nacque la Pagnotta alla Disgraziata e la Casa di Cura di Don Minico che divenne presto per tutti i Messinesi “’U mugghiu postu ‘du munnu”. Don Minico ci ha lasciato venerdì all’età di 94 anni, dopo aver fatto della sua “pagnotta” un mito culinario. Ogni volta che la degusteremo ci ricorderemo di quest’ uomo semplice, entrato nell’ “albo” dei grandi personaggi messinesi, e diremo “Don Minico è ca”. Dunque, non Addio ma… Arrivederci Don Minico!

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IN

di Alessia Vanaria


di Francesco Certo

Siamo figli di un voto disgiunto

OUT

L

a radice del male sta tutta lì, in quella strana legge che consente all’elettore di entrare in cabina e scegliere di votare un sindaco appartenente al partito (o movimento) X e un consigliere di schieramento opposto. Un’aberrazione inaccettabile da un consesso di persone oneste; perfetta per un popolo come il nostro che sul voto di scambio ci ha fondato un Paese. Lo scandalo sui gettoni di presenza in consiglio comunale, male non solo messinese ma italico, nasce sostanzialmente da questo; da chi questi consigli li forma e li presenzia, figli nostri e delle nostre scelte politiche. I fatti sono discussi e triti, presenze fittizie e convocazioni ripetute che rimpinguano le tasche di chi appone una firma e sparisce; il ritornello di non fare tutta l’erba un fascio lo conosciamo tutti ma ha stancato già da un pezzo, chi non è colpevole non si senta chiamato in causa e non si strappi i capelli. Il problema è ben altro; chi ci rappresenta ce lo siamo scelto noi, nessuno dei 40 consiglieri messinesi ha occupato le poltrone del consiglio ma è stato regolarmente eletto. Il problema è il metodo; se abbiamo un sindaco come Accorinti, rappresentante di un movimento che è riuscito a portare solo 4 consiglieri a casa (diventati 2 dopo la folgorazione della coppia Lo Presti – Sturniolo), allora i colpevoli siamo noi. Sia chiaro, ognuno è libero di votare come meglio preferisce, ma la domanda è spontanea: se la percentuale di voto disgiunto è così alta il motivo quale può essere? La risposta è assai banale. Si è dato mandato al candidato di fiducia, quello che se c’è bisogno qualcosa può fare; ma se è questa la mentalità che ha portato ad eleggere questo o quel consigliere come possiamo sorprenderci di un caso come quelli dei gettoni di presenza? Il consiglio comunale di Messina non sarà una fabbrica come ha sottolineato Gino Sturniolo - ma non è neanche un lavoro a tempo indeterminato dove bivaccare da secoli e concludere, sostanzialmente, nulla.

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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Marzo 2015

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Indennizzo per il rischio sismico E´ stata illustrata la campagna informativa per i cittadini e i professionisti sulle opportunità concesse dall´ordinanza del Capo della Protezione Civile (O.C.D.P.C.) n. 171/2014 relativamente ai contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico nel territorio del Comune di Messina.

Me4Africa: rientrati i due studenti Sono tornati in città, i due studenti di Medicina partiti il 13 febbraio scorso per partecipare a Me4Africa, la missione umanitaria nell’ambito del 4LTrophy che ha lo scopo di portare aiuti ai bambini che vivono nei villaggi del deserto marocchino.

Le Iene arrivano in città A finire questa volta al centro della nota trasmissione di Italia 1 “Le Iene”, la Presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, per la vicenda della multa ricevuta per aver parcheggiato in uno stallo di sosta per disabili.

I cittadini incontrano le Autorità Il Comitato per la ricostruzione di Messina ha promosso nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca un incontro riguardante la spinosa problematica della zona Sud, che si è trovata a fare i conti con l’acqua per il continuo confluire della sabbia negli approdi di Tremestieri.

La Santa Sindone esposta a Messina Nel Nuovo Oratorio della Pace (Chiesa delle Barette) è stata esposta una copia autentica della Santa Sindone. La visita al Sacro Telo potrà avvenire sino al 30 aprile 2015 da lunedì a giovedì dalle 9:30 alle 12:30 e da venerdì a domenica dalle 17:00 alle 20:00.

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Giornate FAI di Primavera

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Rete natura 2000

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Presentata la 23esima edizione delle Giornate FAI di Primavera, che si terranno sabato 21 e domenica 22 dalle 9.30 alle 17. Prevista per l’occasione l’apertura del Forte Masotto a Curcuraci, costruita tra il 1884 e il 1888.

La Giunta Accorinti ha dato vita ad eventi e iniziative per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza delle potenzialità di Rete Natura 2000, il principale strumento per la conservazione della biodiversità, promosso dall'Unione Europea.


foto Peppe Saya

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Messina - 18 Marzo 2015 Sala Falcone Borsellino Conferenza stampa dell'assessore Ialacqua

“VERDE BENE COMUNE Prima giornata di guerrilla gardening comunale”

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Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

III CIRCOSCRIZIONE

Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto preoccupati per il furto di rame a Camaro S. Paolo

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adri di rame: fra le vittime adesso anche Camaro S. Paolo! Sembra ormai di essere nelle “sabbie mobili”: si vuole uscire a tutti i costi, ma è praticamente impossibile! Quale miglior e concreto esempio per rendere l´idea della gravità della situazione in città per i continui furti di rame che stanno facendo entrare in piena emergenza parecchie zone in tema di pubblica illuminazione? Si esprimono in questi termini manifestando grande preoccupazione il consigliere comunale Libero Gioveni e della terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto, che annoverano fra le zone colpite dai ladri di rame adesso anche il popoloso villaggio di Camaro S. Paolo. “Tutta la parte alta della principale via Gerobino Pilli, ivi compresa una popolosa strada interna che va poi a sfociare nel controviale di Camaro - denunciano Gioveni e Cacciotto - è al buio da quasi una settimana! Avevamo segnalato nei giorni scorsi al Dipartimento competente il disservizio spiegano i due consiglieri - ma il responso dei tecnici che hanno effettuato subito l´accertamento è stato chiaro: i ladri hanno colpito ancora! Non si può più andare avanti così, specie perché ad essere colpite sono parecchie zone a rischio come può esserlo, appunto, Camaro S. Paolo! Premesso ciò, Gioveni e Cacciotto chiederanno ai tecnici del Dipartimento di conoscere i tempi per ripristino della pubblica illuminazione nella parte alta di Camaro S. Paolo rimasta al buio (col rischio che gli artefici possano proseguire nella loro azione vandalica), e auspicano anche la convocazione di un tavolo con la Prefettura per studiare e mettere in campo un piano che fronteggi definitivamente l´azione balorda dei ladri di rame a garanzia della pubblica sicurezza.

II CIRCOSCRIZIONE

Santa Lucia Sopra Contesse: E luce fu!

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on sembrava vero ieri sera agli abitanti di Santa Lucia Sopra Contesse poter rivedere illuminate le strade del proprio rione. Per anni l’impianto di pubblica illuminazione, infatti, è rimasto spento a seguito di ripetuti furti a centralini e lampade operati dai vandali. I consiglieri di II circoscrizione hanno più volte denunciato il suddetto disservizio, senza ottenere alcun risultato fino alla giornata di ieri. Estremamente soddisfatti i residenti per il felice epilogo di una battaglia in corso ormai da anni. Il ritorno della pubblica illuminazione, ha detto ieri sera il sindaco Renato Accorinti, è solo il primo passo verso una riqualificazione più ampia del popoloso villaggio.

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VI CIRCOSCRIZIONE

Mario Biancuzzo chiede approvazione regolamento attività home food

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ario Biancuzzo, consigliere della VI circoscrizione, con la seguente nota, chiede al consiglio comunale di istituire un regolamento che disciplini le attività di home food. Mi corre l’obbligo comunicare che in numerose città d’Italia esiste già questo sistema economico regolamentato dai Comuni. Il contenuto del regolamento deve tenere conto di: 1) per lo svolgimento delle attività di home food, i soggetti che desiderano iniziare l’attività, potranno avvalersi della propria organizzazione familiare ed utilizzano parte della propria struttura abitativa, anche se in affitto o in comodato d’uso, fino ad un massimo di due camere, per espletare il servizio di home food, per un numero massimo di venti coperti al giorno, a prescindere dal numero di camere adibite alla somministrazione. 2) Al fine dell’esercizio dell’home food, i locali della struttura abitativa dovranno possedere i requisiti igienico-sanitari per l’uso abitativo previsti dalle leggi e dal regolamento vigente del Comune di Messina 3) L’esercizio delle attività di home food non costituisce e non necessita alcun cambio di destinazione d’uso della struttura abitativa. 4) Al fine dell’esercizio dell’home food gli interessati sono tenuti a comunicare al Comune di Messina l’inizio dell’attività, unitamente ad una relazione di asseveramento redatta da un tecnico abilitato. Non è necessaria l’iscrizione al Registro esercenti il commercio. 5) Il comune destinatario della comunicazione di cui al sopraccitato comma 4 provvede ad effettuare entro 15 giorni apposito sopralluogo al fine di confermare l’idoneità della struttura abitativa di cui al comma 1 all’esercizio delle attività di home food. 6) Alla attività di home food si applica il regime fiscale previsto dalla normativa vigente per le

attività saltuarie. L’approvazione del suddetto regolamento home food consentirà di incrementare il lavoro e dare la possibilità a numerosi giovani disoccupati di iniziare nuovi progetti. Infatti l’home food tende a creare un circuito virtuoso, nel quale antiche ricette, senso dell’ospitalità, peculiarità del territorio, valorizzazione del prodotto tipico, si fondono in una proposta che caratterizza non solo la città ma anche i paesi e borghi del territorio. Un modo originale per poter gustare tutto questo può essere rappresentato dalla possibilità di recarsi presso le abitazioni di chi, per hobby o per lavoro, intende mettere a disposizione la propria arte culinaria cucinando ed illustrando i piatti proposti, nella loro tradizione e nella loro preparazione. Il contesto nel quale tutto ciò può svolgersi può variare dalla semplice casa di campagna alla villa o al palazzo, così come i piatti possono essere tipici, popolari, borghesi o sperimentali. Quello che è essenziale è il particolare rapporto turistico, culturale, enogastronomico e sociale che si instaura attraverso questa particolare attività di riscoperta di tradizioni ormai dimenticate o sommerse dalle cucine straniere. L’approvazione di questo regolamento ha lo scopo di valorizzare e diffondere l’home food e la cultura del cibo tradizionale. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Seduta straordinaria congiunta del consiglio della III e IV circoscrizione

Una battaglia da vincere

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Difendiamo i nostri diritti!”: Questo l’appello che i consiglieri della III e IV circoscrizione, riuniti in seduta congiunta al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca per discutere dei trasporti cittadini e dell’attraversamento dello Stretto, hanno voluto rivolgere a tutti i Messinesi. Le suddette circoscrizioni al pari di tutte le altre, infatti, hanno aderito, subito, all’invito del comitato “Il ferribotte non si tocca”, derivante dalla decisione delle Ferrovie dello Stato di “isolare”, in tutto e per tutto, la Sicilia. Lo scorso 14 febbraio tutti i sindacati sono scesi in piazza per dire No a questo scempio, per difendere una continuità territoriale che ci spetta di diritto. “Non rivendichiamo, come ha sottolineato il Presidente della IV circoscrizione Francesco Palano Quero, “lo status quo, ma chiediamo che la Sicilia e la Calabria siano dotati di sistemi di trasporto moderni”. Per tutte queste ragioni, le istituzioni si sono messe oggi al servizio dei cittadini, al fine di assumere decisioni che possano rappresentare, davvero, il

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nostro territorio. Non meno incisivo il messaggio lanciato dal Presidente della III circoscrizione, Natale Cucè, che ha sottolineato come ormai sia arrivato il momento di dire basta ad una politica che non si interessa del Meridione, ma è ora di scendere in campo per difendere ciò che è nostro. Dai gridi di allarme si è passato, poi, alle proposte concrete con l’Associazione Ferrovie Siciliane, rappresentata da Giovanni Russo. Quest’ultimo ha presentato il proprio progetto che verte sull’introduzione della Freccia Bianca in sostituzione dei treni Intercity oggi a disposizione: con un lieve incremento del costo del biglietto, dovuto alla diversa classificazione del treno, si avrebbero standard superiori per l’utenza, nonché una sostanziale riduzione dei tempi di viaggio. I tempi di attraversamento dello Stretto, infatti, passerebbero dai 115 minuti, impiegati attualmente, a 55 minuti. Si fornirebbero, inoltre, maggiori servizi agli utenti, che oggi al di là del posto


a sedere non possono godere in treno di alcuna comodità. L’utente, chiaramente, non chiede solo la velocità, come ha precisato Santino Monforte della Cisl Trasporti, ma anche l’efficienza del servizio. “Fino a poco tempo fa avevamo 20 collegamenti, oggi solo 5. Tutte le possibili infrastrutture sono state subordinate alla chimera del ponte”. Quando si pensa ai trasporti, inoltre, non bisogna pensare solo allo spostamento dei passeggeri, ma anche a quello delle merci. Al giorno d’oggi sono solo sette, ha detto Monforte, le corse giornaliere di trasporto merci, e ciò reca danno a tutto il tessuto produttivo siciliano. Nella nostra martoriata terra assistiamo, purtroppo, ad un’assenza di politica di trasporti che ci sta portando ad assistere a quello che, il segretario provinciale della Fit Cisl di Messina, Manuela Mistretta, ha definito “depotenziamento della Sicilia”. Non possiamo, stavolta, stare a guardare in silenzio ma dobbiamo difendere i nostri diritti e quelli dei lavoratori di Trenitalia. Alla base dello sviluppo di un territorio, come ha detto De Domenico, segretario dell’Ordine degli Architetti, ci sono e devono esserci i trasporti. Non si può rinunciare alla continuità territoriale, alla possibilità di spostarsi da una sponda all’altra e, pertanto, l’Ordine in questione è pronto a collaborare con cittadini e circoscrizioni perché questo triste scenario non si trasformi in realtà. L’importanza dei trasporti per lo sviluppo di un territorio è indubbia, ma la nostra Messina sembra essere disinteressata alla questione, come se non fosse di sua pertinenza. Pochi, infatti, i cittadini presenti oggi in un’assemblea organiz-

zata per ascoltare le loro proposte, comprendere le loro esigenze. La città, come ha messo in evidenza l’Ingegnere Capo del Genio Civile, Leonardo Santoro, non può e non deve stare a guardare ma deve proporre soluzioni che diano sviluppo alla mobilità territoriale, perché se non sarà così la battaglia ferroviaria sarà dura da vincere. Una battaglia che sembrava profilarsi già in tempi lontani, nel 1995, come ha detto il Direttore della Confesercenti di Messina, Giovanni Calabrò, quando si parlava già di dismissione della Sicilia. L’obiettivo, adesso, sta per essere raggiunto. Non sappiamo se responsabile del disinteresse politico per i trasporti sia stato o meno il progetto del ponte, che avrebbe frenato la nascita di nuove infrastrutture, ma conosciamo solo la triste situazione in cui ci troviamo a vivere. Tutti noi cittadini, come ha dichiarato Mariano Massaro del sindacato OrSa, siamo chiamati a rispondere alla decisione delle Ferrovie di Stato di estromettere la Sicilia dal resto dell’Italia. Siamo chiamati a prendere parte ad una battaglia, che va condotta senza colore o bandiera politica, ma solo nell’interesse del nostro territorio. Scendiamo in piazza, partecipiamo tutti alla prossima manifestazione che si terrà giorno 25 Marzo. Cerchiamo di cambiare, adesso, il futuro, per quanto esso sembri essere già scritto, e non lamentiamoci, poi, quando le cose accadono. Cerchiamo di difendere, oggi ciò che è nostro, perché domani potrebbe essere troppo tardi.

Alessia Vanaria

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città a cura di Marilena Faranda

Ambiente

Rete Natura 2000

Riviera sud

Riproposta l’annosa questione del porto di Tremestieri

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ete Natura 2000 e' lo strumento per la conservazione della biodiversità dell'Unione Europea, una rete ecologica, che garantisce il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora o fauna rari o minacciati. “La Giunta Accorinti – evidenzia l'Assessore De Cola - nella consapevolezza che le Aree della Rete Natura 2000 non sono un vincolo ma una opportunità, attraverso gli Assessorati all’Ambiente, all’Urbanistica ed alla Pubblica Istruzione, ha dato vita ad eventi, iniziative, azioni proattive per la valorizzazione e la diffusione di Rete Natura 2000, per lo sviluppo del nuovo Piano Regolatore della città”. La Rete è costituita dai Siti di Interesse Comunitario, identificati dagli Stati Membri, che sono designati quali Zone Speciali di Conservazione, e comprende le Zone di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli”, sulla conservazione degli uccelli selvatici. A Messina, è attivo il progetto Life Mipp, con il quale i ricercatori coinvolgono i cittadini nella salvaguardia della natura.

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i è tenuto nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca un incontro promosso dal Comitato per la ricostruzione di Messina, riguardante l’annosa e spinosa problematica della zona Sud, che, in particolare quest’anno, si è trovata l’acqua dentro le attività commerciali e le abitazioni, per il continuo confluire della sabbia li dove invece non dovrebbe stare, ovvero negli approdi di Tremestieri. Tanti gli interventi degli abitanti della zona in attesa dell’arrivo dell’Assessore regionale, Croce. Da tutti questi interventi, traspare l’assurdità non di realizzare, ma solo pensare, a qualcosa anche solo di simile ad un porto in quella zona piena di correnti. L’assessore Croce, precisa che da subito dopo il suo insediamento si è interessato al problema, facendo arrivare fondi e collaborando con l’Autorità Portuale per lo spostamento della sabbia, dal porto alla zona Sud. Precisa, però, che poi dev’essere

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l’Amministrazione comunale a dare di volta in volta l’indirizzo su dove spostare la sabbia prelevata dal dragaggio degli approdi e, se la destinazione non è mai la stessa, per l’Ente statale è molto difficile operare. Interviene all’incontro, anche l’ing. Di Sarcina, direttore generale dell’Autorità Portuale, che volendosi discolpare, sostiene: L’Autorità portuale ha rilevato questi approdi, già realizzati, solo nel 2007 ed anzi si è trovata a fronteggiarne le varie difficoltà. Alla domanda, poi, se non fosse giusto che dovesse pagare chi ha dato l’avvio e fatto realizzare questo progetto che lui stesso definisce “criminale” e che si poteva evitare tramite l’impiego di bretelle autostradali, Di Sarcina risponde ho già presentato gli atti a chi di competenza. Penso, però, che quando sarà realizzato il vero porto, l’ingresso della sabbia sarà definitivamente bloccato e la situazione potrà andare a migliorare.


Giornate Fai

Palazzo Zanca

Forte Masotto un’opera da valorizzare

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inalmente dopo anni riusciremo ad aprire Forte Masotto a Curcuraci, spiega il capo delegazione Fai di Messina, Giulia Miloro, presentando la 23esima edizione delle Giornate FAI di Primavera, che si terranno sabato 21 e domenica 22 dalle 9.30 alle 17. Ci sarà qualche difficoltà nei parcheggi ma, grazie all’ATM, avremo un servizio di bus navetta che partirà dall’Annunziata. Ringrazio, anche gli Assessori Ialacqua e Cacciola che ci hanno collaborato per la realizzazione. L’ATM ha già collaborato alla settimana FAI dell’anno scorso, spiega il commissario

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dell'Atm, Dimenico Manna, e quest’anno, parteciperemo con un bus navetta ed un bus, nella giornata di domenica. Gli orari di partenza saranno: 9.30, 10.30, 11.30, 13.30; quelli di ritorno: 10.30, 12.30, 14.30, 17. Vi sarà un biglietto unico di € 1.70, che vale anche per il ritorno. Noi parteciperemo con l’iniziativa “Messina Verde Bene comune”, dove ognuno adotterà un area verde, spiega l’assessore Ialacqua iscritto al FAI.

Amam

Presunte assunzioni nascoste

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l lupo perde il pelo, ma non il vizio, afferma il Consigliere Zuccarello, parlando delle presunte assunzioni nascoste all’AMAM. Questa Amministrazione, infatti, è un copia incolla del passatoincalza il Consigliere- per questo mi sono dedicato ad analizzare tutte le partecipate approdando, ora, all’AMAM. Quest’ultima, infatti, considerata la società più florida sembra essere ricovero per tanti senza lavoro. Tutto è partito da un ricorso dell’Avv.

Dichiarazione di Accorinti sul caso Collica opo la sfiducia al Sindaco di Barcellona Collica, il sindaco Accorinti commenta così, una simile richiesta nei suoi confronti. Per quanto mi riguarda, dice, io sono sereno sto andando avanti e come al solito sempre della stessa filosofia “a come veni si cunta”. Do il meglio di me stesso, poi per qualunque tipo di azione, ognuno deve passarsi la mano sulla coscienza e se si vuole a tavolino giocare con quello che è un rinnovamento straordinario che stiamo facendo, se ne sono accorti non solo in Italia, ma anche oltre. Qua forse se n’è accorto qualcuno in meno, però non temo.

Palacultura

Donazione Fondo Capria

V Arena, sull’assunzione illecita di due tecnici Lo Surdo e Lamberto, con un bando senza alcuna pubblicità e senza aspettare il termine di 30 gg. dalla pubblicazione bando. Abbiamo presentato un esposto in procura, continua la Consigliera Sindoni, è stato difficile compiere questo passo.

enerdì 20, alle ore 11, nei locali dell'Archivio Storico del Palazzo della Cultura, si procederà alla formalizzazione della donazione di 200 volumi d'arte, che completano il “Fondo Capria” composto da circa 3300 volumi, in corso di inventariazione e catalogazione all'Archivio Storico comunale. Invitate la moglie e le figlie di Nicola Capria.

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Provincia a cura di Marilena Faranda

Sfiducia del sindaco di Barcellona

Solidarità di Accorinti alla Collica

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embrava che a Barcellona l’aria stesse cambiando a dimostrarlo l’elezione a Sindaco di Maria Teresa Collica. In realtà come diremmo dalle nostre parti "cu nasce tunnu non po’ moriri quatratu" e cosi dopo quasi tre anni, si è posto definitivamente fine al percorso di cambiamento, con una votazione di sfiducia al Sindaco, ieri notte verso l’una con: 21 favorevoli , 7 astenuti e 2 contrari. Ai 12 esponenti del centro-destra, infatti, si sono uniti anche i 9 di Pd, Udc, Dr, che avevano chiesto l’azzeramento della Giunta, in favore di una Giunta tecnica. La Collica ha deciso, invece, di sacrificare se stessa, per salvaguardare la sua squadra. I Consiglieri dal canto loro, si sono “disarcivescovicostantinopolizzati” per “disarcivescovicostantinopilizzare” lei. E adesso a Barcellona si torna al voto. Abbiamo chiesto al sindaco di Messina Accorinti come vede questo stop al cambiamento a Barcellona e se teme che lo stesso stop possa essere messo qui a Messina. Ho chiamato la Collica al telefono, ha detto Accorinti, lei è una bravissima persona, una persona, pulita serena, limpida. Politicamente io sono vicino a lei, ma nel senso più nobile della parola, non ci sono i partiti in mezzo, ma ci sono le politiche fatte per la città. Lei ha rinnovato ed era in un cammino totale di cambiamento in una città che sappiamo quello che ha vissuto in tutti questi anni. Perciò le ho detto di non mollare, di non aver paura e che deve ripresentarsi e ci sarà tutto il mio appoggio personale e politico. Di ripresentarsi e di avere più voti di prima e di buttar via quella vecchia politica che ci ha massacrato.

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Accorinti: “Le ho detto di non mollare, di non aver paura e che deve ripresentarsi e ci sarà tutto il mio appoggio personale e politico


Commento amareggiato dell’ex. Sindaco Collica Crollo ma non mollo: alle prossime elezioni ci riprova Di seguito un breve messaggio che sintetizza il mio stato d'animo in questo momento.Il progetto di Voltiamo pagina è un progetto ambizioso. è un progetto che ci ha portati a costruire un programma e ad affrontare una bellissima ed intensa campagna elettorale nel 2012. è un progetto che ha unito tantissime persone, anche di provenienza politica diversa, nell'intento di costruire, insieme, un modo nuovo di concepire la politica. è un progetto che si è concretizzato in azione di governo con la mia elezione a sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto. Non è stato semplice applicare quanto avevamo elaborato nel nostro programma elettorale, ma molti passi sono stati fatti e, oggi, sono state poste tutte le premesse per poter continuare nella costruzione di una città e di una amministrazione che sia davvero di tutti. Questo progetto ha subito una battuta d'arresto con la sfiducia votata in Consiglio comunale. Si è voluta interrompere un'azione di governo che ha consentito in questi due anni e mezzo di fare alcuni passi importanti per questa città. Ma non si è interrotto il percorso che ci ha guidati fin qui, anzi, la votazione dell'altra sera mi spinge a lavorare ancora con più forza per la città e con la città. Non sono al momento il sindaco, ma mi sento di dire a tutti coloro che mi hanno votata nel maggio 2012 che il mio impegno è rimasto immutato. Spiace vedere come, per basse logiche della politica vecchia si sia arrivati a bloccare un'amministrazione in un momento assai delicato. Chi ne farà le spese, al netto del facile populismo, saranno in primo luogo i cittadini. Vorrei ringraziare quanti mi hanno dimostrato la propria vicinanza e il proprio affetto in queste ore, la mia Giunta per il lavoro importante svolto in questi anni e i Consiglieri comunali che non hanno votato la sfiducia, soprattutto coloro che hanno votato non seguendo diktat esterni, ma solo i propri convincimenti , comprendendo la necessità di non interrompere a metà un percorso amministrativo che non ha avuto il tempo di svilupparsi a pieno.Senza presunzione, ma con tanta forza e voglia di fare penso che indietro non si torna, questa città ha bisogno dell'impegno di tutti per migliorare.

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Il Borgo dei Borghi

Io amo la Sicilia e voto Montalbano Elicona 66

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opo la vittoria contro Cefalù, Montalbano Elicona concorre ora per ottenere il riconoscimento finale di “Borgo dei Borghi”. Il piccolo comune messinese che, durante la trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro” in onda su Rai 3, ha già ottenuto un grande successo, necessita ancora di ulteriori consensi. Montalbano Elicona dunque dovrà ottenere una valanga di voti per diventare il Borgo più bello d’Italia. Una grande occasione per rilanciare il turismo non solo nel suo bellssimo centro medievale, ma in tutto il territorio messinese. Come fare per far vincere Messina, la Sicilia e Montalbano Elicona? Facilissimo, sarà necessario collegarsi al sito www.kilimangiaro.rai.it, registrarsi e cliccare “Vota” sul pulsante sotto l’immagine di Montalbano. Il voto verrà registrato e sarà possibile votare nuovamente una volta ogni 24 ore, fino al 22 marzo 2015.

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Sicila a cura di Dario Buonfiglio

Best practices, il tour italiano dell'innovazione

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a Padova a Palermo con un obiettivo: promuovere e premiare l'innovazione made in Italy. L'ambiziosa mission è affidata al tour nazionale del 9° Premio Best Practices per l'Innovazione, iniziativa ideata dal Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno e rivolta ad aziende con progetti innovativi e startup. La seconda tappa dell'evento itinerante si è tenuta a Palermo nella sede di Confindustria Sicilia, alla presenza di illustri esponenti dell'associazione degli industriali e di imprenditori. Inoltre, all'incontro hanno preso parte i referenti delle "case history" siciliane. Tra questi, Rossella Corrao, vincitrice 2014 della sezione "Upstart" con Sbskin srl, e Claudio Anastasio di InPoste.it, terzo classificato al premio BP. Entrambi sono stati anche protagonisti della missione in Silicon Valley organizzata con Baia, Business Association Italy America.

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Testimonianze di successo, che dimostrano come l'attuazione di un'idea vincente non sia la prerogativa soltanto di realtà del Nord Italia o di Paesi esteri. "In questi nove anni, grazie al Premio Best Practices, siamo riusciti a raccontare l'Italia che non si arrende, che decide di sviluppare prodotti o processi innovativi spiega Giuseppe De Nicola, organizzatore del Premio e presidente GRUPPO SIT Confindustria Salerno - In occasione dell'evento siciliano, e lo dico con un pizzico di orgoglio, abbiamo presentato le realtà di successo del territorio. Ma il nostro obiettivo non è stato ancora raggiunto: invito tutte le aziende siciliane con progetti innovativi a iscriversi al premio ed entrare così nel nostro ecosistema virtuoso. Le iscrizioni all'edizione 2015 del premio si chiuderanno il prossimo 18 aprile. E' possibile prenotarsi sul sito www.premiobestpractices.it."


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Ass. Reg. Lo Bello:

“Formazione professionale e oggi avvio del dialogo diretto 70

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e occupazione, o con l' U.E.”

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'Occupazione è il tema di un incontro che si è svolto oggi a Bruxelles presso il Comitato Economico Europeo di Rue Belliard, a cui ha preso parte l'Assessore Regionale all'Istruzione e Formazione e Vice Presidente della Regione Mariella Lo Bello ,il Capo di Gabinetto Vicario Loredana Lauretta, il Capo della segreteria particolare On. Mariagrazia Brandara e il Direttore dell'Ufficio Sicilia a Bruxelles Maria Cristina Stimolo. Numerosi e qualificati gli interventi moderati da Antonello Pezzini Questore del CESE e Consulente del governatore Crocetta. I lavori hanno registrato i contributi di Cinzia Masina Dirigente Generale Occupazione , Jon Parker Dirigente Generale Ambiente,Renzo Tomellini Dirigente Generale Ricerca e Occupazione, Samuele Furfari Dirigente Generale Energia, Diego Canga Fano Dirigente Generale Agricoltura e sviluppo rurale, tutti della Commissione Europea, Gianfranco Dell' Alba Direttore Delegazione Confindustria presso l' U.E., Tommaso Grimaldi di European Vocational Training Association, che attraverso circostanziate relazioni, hanno evidenziato gli strumenti e le procedure offerti dall'Europa per lo sviluppo di politiche sulla formazione professionale e l'occupazione. “Abbiamo parlato direttamente con i rappresentanti dell' Unione Europea, ha affermato l'Assessore Regionale Lo Bello. E' stato un momento di confronto - ha detto- ma anche di acquisizione di dati e informazioni che ci permetteranno di stilare una tabella di marcia, finalizzata al recupero e al rilancio del settore della Formazione che deve diventare attività propedeutica a nuove forme di occupazione. E' una innovazione che, avviando il dialogo diretto e concertato - conclude l'Assessore Regionale all'Istruzione e Formazione - ci permetterà di accorciare i tempi e superare agevolmente eventuali difficoltà di natura burocratico - amministrativa , possano presentarsi durante il percorso.” WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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L'ex assessore Marino spara a zero su Crocetta

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“Se gli lasciate ancora nelle mani la Sicilia, finirà per distruggerla”

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a fine del matrimonio fra Crocetta e l’ex assessore Nicolò Marino, prima icona antimafia chiamata a testimoniare l’impegno prossimo venturo dell’appena insediato Presidenza della Regione. Durante l’audizione davanti alla commissione parlamentare nazionale competente sui rifiuti, avvenuta il 23 febbraio scorso, ma pubblicata solo oggi, il magistrato è stato durissimo, dipingendo Crocetta come il capo di una Armata Brancaleone allo sbando: ”I controlli dell’Arpa (Agenzia regionale per l’Ambiente) in Sicilia venivano fatti da un funzionario, “una persona per bene delle Istituzioni, ma che aveva avuto due ictus”. “Quando lo conobbi – dice l’ex pm – chiamai Crocetta e gli dissi allarmato: ‘Rosario la giunta ride’. Mi rispose che la moglie era brava, e che dovevamo contattare lei per farlo ragionare. Non voglio segretare perché l’ho anche scritto”. “Questa è la Regione siciliana – rincara la dose – ed è una delle tantissime cose che dovevamo fronteggiare. L’ho detto anche al referente in Sicilia di Renzi, l’onorevole Faraone, poco prima di andare via: ‘se gli lasciate ancora nelle mani la Sicilia, finirà per distruggerla’. E tanto per non lasciare dubbi sulla consapevolezza delle sue parole, al componente della Commissione che gli chiedeva se si rendesse conto della gravità delle sue affermazioni aveva risposto: “Io sono andato via per questo” – aggiungendo – . “Nel settore dei rifiuti la migliore squadra avrebbe avuto grandi difficoltà a riprendere in mano questa situazione. Nel momento in cui la gestione diventa approssimativa diventa impossibile recuperare".. il danno è già fatto.

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Galleria d’arte di Vittoria Arena

Intervista

La favola del mare di Maria Rando Nota bibliografica di Maria Rando Maria Rando, versatile artista è una delle migliori pittrici, come è noto. Ma è anche un caso molto particolare, la pittura con la sua astrazione fa parte della sua psicologia. Il piano dell’opera della Rando diviene il piano della totale libertà di espressione e del gesto, dove l’artista estrinseca la propria valenza. La pittrice è sempre alla ricerca costante di simboli quali terraacqua e di miti significativi ad evocare un passato sempre vivo nella memoria. L’aspetto scultoreo e quello pittorico nascono dall’unione dell’elemento teorico-estetico con quello funzionale e d’uso, fondendosi in un unico umore vitale che dal sangue ha la brillantezza, il colore, la vorticosa densità. L’alchimia di immagini risponde ad un astratto fluido incalzante, è l’indicibile bellezza per eccellenza, e bisogna offrirla alla luce del dinamismo e del sottovoce.

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Nelle tue sculture fai intervenire un continuo gioco di emotività e di forme. Qual è la spinta dinamica? Per me è stato sempre l’amore, i colori, l’azzurro, il rosso sono la forza scatenante che derivano dall’amore sempre in senso generico. Quale pietre utilizzi per realizzare una scultura e quale le condizioni reali per crearla? Le pietre spesso ce li ritroviamo nei simposi, non siamo noi a sceglierle. La pietra di Patti, è durissima da lavorare, ho realizzato molti lavori con la pietra sabucina e con la pietra lavica mentre la pietra dei Nebrodi, è piccola, dolce e compatta, il marmo è un caso a sé perché lo devi lavorare con molta delicatezza. Nel realizzare un lavoro, avendo l’idea parto con il progetto, se invece questo è a tema, mi organizzo iniziando dal bozzetto plastico per poi arrivare alla scultura finale senza alcun condizionamento. Sei un artista che agisce e si pone in relazione con tutti i materiali che la realtà offre? Si, le bende gessate sono state il mio passaggio dalla pittura alla scultura, ho sperimentato le reticelle metalliche, sono passata dalla creta al cemento, ed infine alla cera per poi arrivare alle microfusioni in argento. Pensi che la scultura ha da essere italiana?


No, ho sempre ammirato i grandi della scultura italiana, Michelangelo, Canova, non meno quelli contemporanei, i fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro, signori della scultura che li ho visti realizzare opere dal vivo. L’antico legame con Faro, con la sua natura, impresso nella mente e nel cuore? Sono nata qui a Faro, questi colori mi legano a questo villaggio e alla sua terra, l’azzurro cielo, il blu delle mareggiate, anche la mitologia inerente allo Stretto di Messina. Un talk show che ti ha divertita tanto? Mi piace più guardare in tv dei film, ho apprezzato la scenografia del festival di Sanremo, adoro le scenografie teatrali. Ti ritieni una persona irriverente? No, non credo di esserla. La gente oggi è meno educata, meno ricca ed è sempre di fretta ,non osserva il concreto che pensi? Osservo la gente quando cammino per strada, sbraita pronta per insultare, non esiste più il rispetto per l’età, si vedono i segni da come trattiamo la Terra. Una cosa bella nell’essere di te? Disponibile verso gli altri, con l’età passa l’egocentrismo, non si pensa all’essere ‘io’.

foto di Antonio De Felice

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Cultura

foto Antonio De Felice

Sarà visibile ai fedeli fino al 30 aprile 2015

Una copia della Santa Sin

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anta emozione nel Nuovo Oratorio della Pace (Chiesa delle Barette) per l’esposizione di una copia autentica della Santa Sindone. In occasione dei riti della Settimana Santa, la Confraternita del SS. Crocifisso, organizzatrice della processione delle Barette, ha fatto richiesta a Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino e Custode Pontificio della S. Sindone, accompagnata con una lettera dell’Arcivescovo di Messina, Mons. Calogero La Piana, di una copia conforme del telo sindonico per poterla offrire alla devozione dei tanti fedeli messinesi che non potranno recarsi a Torino, nell’imminente ostensione della Sindone che si terrà dal 19 aprile al 24 giugno 2015. Una perfetta copia quella presente a Messina, realizzata non in pittura ma con le più avanzate tecniche di stampa del XXI secolo. La Sindone ricordiamo è un lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino dalle dimensioni di circa m. 4,41x1.13 contenente l’immagine di un uomo morto in seguito ad una serie di torture compatibili con quelle descritte nella passione di Gesù. Secondo la tradizione cristiana si tratta del lenzuolo citato nei Vangeli che servì per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro. Poter venerare l’immagine di Gesù impressa nella Sindone ha creato nel corso della serata un

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ndone esposta a Messina momento di unione profonda continuata con la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Mario Di Pietro ed animata dai canti liturgici della Corale S. Maria dei Miracoli. “Un vero dono per noi questa sera, per la città - ha ricordato nel corso dell’omelia Mons. Mario Di Pietro – per quanti venerano l’immagine del mistero del Cristo Signore. L’immagine di Dio che è stata impressa in noi dal giorno del battesimo. Questo è un impegno a vivere e riprodurre nella nostra vita i suoi lineamenti”. E’ stata inaugurata con l’occasione, sempre all’interno della Chiesa, la “Mostra del Museo della Sindone di Torino”. Un percorso attraverso vari cartelli per conoscere meglio i dettagli del Sacro Telo, la formazione dell’immagine, il tessuto, la datazione, la storia documentata e gli interventi di restauro che si sono effettuati nel tempo. La visita alla Sindone potrà avvenire sino al 30 aprile 2015, da lunedì a giovedì dalle 9:30 alle 12:30 e da venerdì a domenica dalle 17:00 alle 20:00. Per gruppi, scuole e associazioni le visite potranno essere svolte in altri orari preventivamente concordati. Cristina D’Arrigo WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Lectio magistralis del Prof. Giulio Guidorizzi nel Salone degli Specchi della Provincia

La tragicommedia del potere

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a preso il via sabato la seconda edizione del’ “Agon Zanklaios”, Certamen Graecum Messanense, organizzato dal Liceo classico “La Farina”. “Un momento importante non solo per il nostro liceo” ha detto la Preside Giuseppa Prestipino, “ma anche per tutta la città. Stiamo facendo di tutto per mantenere viva la fiaccola della cultura classica”. A mantenere in vita questo “fuoco” eterno ha contribuito, egregiamente, sabato pomeriggio il prof. Giulio Guidorizzi, docente ordinario di Letteratura greca dell’Università di Torino, che ha tenuto, nel Salone degli Specchi della Provincia Regionale di Messina, una Lectio magistralis dal titolo “Ifigenia in Aulide: la tragicommedia del potere”. Il prof. Guidorizzi, prima di iniziare la sua riflessione sull’Ifigenia in Aulide di Euripide da lui tradotta per il prossimo ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa,

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ha tenuto a sottolineare, in un mondo in cui si è costretti a farlo per le numerose critiche rivolte continuamente a questo tipo di studi, l’importanza del liceo classico. Abbiamo il privilegio, infatti, di avere alle spalle un passato millenario che siamo stati capaci di salvare dall’oblio del tempo e trasmettere ai posteri. Nel mondo globalizzato è fondamentale, a differenza di quanto stoltamente si possa pensare, avere una formazione quanto mai completa. Non si può, dunque, non parlare del liceo classico come di un “patrimonio dell’umanità”. Un patrimonio di conoscenze che continua, nonostante i secoli intercorsi, a stupirci, offrendo di sé, molteplici e diverse interpretazioni. Ci sentiamo così come davanti ad un testo da tradurre, che in quanto tale ci impone una rilettura e una riscrittura continua, perché nulla può essere dato per certo o può essere considerato estremamente corretto. Tradurre,


poi, una tragedia come l’Ifigenia in Aulide non è sicuramente, come ha precisato il prof. Guidorizzi, un’impresa facile, poiché si tratta di un testo molto particolare. Per quanto sappiamo, infatti, la tragedia fu messa in scena da Euripide il giovane, figlio, probabilmente, del grande tragediografo, e se ci si accosta a tradurla ci si rende conto dei notevoli rimaneggiamenti subiti dal testo. Unico, ad esempio, è il prologo che si distingue dagli altri euripidei in quanto è l’unico dialogico ed è caratterizzato, inoltre, da una straordinaria “genialità” teatrale. La tragedia, a livello tematico, ha una sua straordinaria coerenza. La violenza, infatti, è il tema centrale del dramma, che ruota intorno al sacrificio umano della giovane Ifigenia. Non è la prima volta che Euripide affronta tale tematica, ma in tutte le altre tragedie sacrifici rituali sono voluti dagli dei. Nell’Ifigenia in Aulide ciò non accade: gli dei sono completamente assenti, tutto è legato alla “pazzia” umana. Quest’ultima è incarnata al meglio dai tre personaggi maschili protagonisti della tragedia: Agamennone, Menelao e Achille. Agamennone, padre di Ifigenia, agisce spinto solo dalla sua sete di potere. È “machiavellicamente” proteso alla difesa e alla conservazione di esso. Euripide sembra studiare qui, come ha messo in evidenza il prof. Guidorizzi, “i meccanismi di potere della massa”. Personaggio rumoroso, di sottofondo, infatti, è l’esercito che sta a guardare quanto accade, come se stesse assistendo ad uno spettacolo, ma condiziona molto, al contempo, l’agire di Agamennone e degli altri “eroi”. Menelao, invece, appare grottesco, degno fratello di Agamennone ma più logico nelle sue azioni. Il suo unico fine è quello di ripristinare l’onore familiare. Il meno eroico, il più ridicolo dei tre è Achille, che si comporta come un miles gloriosus, più adatto, sicuramente, ad una commedia che ad una tragedia. Nell’ultima scena, ad esempio, Achille inizia a spargere libagioni attorno all’altare, diventando un “meccani-

smo” del sacrificio. Guardando a questi personaggi maschili sorge, spontaneo, un interrogativo: Dove sono gli eroi? Che fine hanno fatto i grandi eroi omerici? Agamennone, Menelao ed Achille sono qui solo dei “burattini”, animati da una sete di potere che li rende deplorevoli agli occhi degli spettatori. Ritratti positivi vengono tratteggiati, invece, dei personaggi femminili della tragedia: Clitennestra e Ifigenia. Clitennestra è una donna buona, messa davanti a una vera e propria “tragedia” familiare. Alla fine della vicenda prova odio per il marito Agamennone, un sentimento umano che la distingue dai “vuoti” personaggi maschili. Ifigenia è protagonista e non, eroina e vittima, una donna “duplice” che sceglie alla fine, cambiando repentinamente idea, di immolarsi. Il prof. Guidorizzi ha cercato di comprendere il perché di questo cambio d’opinione della giovane, che è, senza dubbio, un utile espediente teatrale. L’autore, giunto alla fine della storia, si trova davanti a un bivio e sceglie la via dell’inatteso, sorprendendo il pubblico. Una rilettura straordinaria che aiuta ad entrare attraverso “Ifigenia in Aulide” in un mondo poco didascalico come quello di Euripide. Alla fine della vicenda Ifigenia è risparmiata, gli altri personaggi trionfanti partono alla volta di Troia. La tragedia arriva al livello di massima tensione, e poi si dissolve come una bolla di sapone, risolvendosi in una sorta di tragicommedia, paragonabile ad un incubo. Se si riflette, infatti, non è successo nulla, ma tutta la trama è servita solo a smascherare i personaggi. Euripide vuole mettere in evidenza qui, come in altre tragedie, come sia incontrollabile la natura delle emozioni. I personaggi sono messi alla prova sulla scena e resta nello spettatore una sensazione di “non finito”. La storia finisce e non finisce, per dirla all’Euripide “così si svolsero queste vicende”. Alessia Vanaria WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Dopo un viaggio dalla Colombia a Palermo lungo sette giorni

Opere di Botero a Palazzo Reale

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ono state aperte nelle Sale Duca di Montalto di Palazzo Reale a Palermo le casse contenenti i 27 dipinti e i 17 disegni del celebre artista colombiano Fernando Botero per l’allestimento della mostra “VIA CRUCIS la pasión de Cristo”, che sarà inaugurata a Palermo il prossimo venerdì 20 marzo alle ore 18 e resterà in programma fino al 21 giugno. Alle 10.54 è stata sconfezionata la prima opera “Flagelacion de Cristo” (olio su tela 2010). All’apertura delle casse erano presenti i

responsabili per la Fondazione Federico II e del Museo de Antioquia di Medellin. “Le opere - afferma Carolina Chacon, commissario del museo colombiano - sono partite una settimana fa da Medellin e trasportate in aereo, facendo scalo a Bogotà, Lussemburgo e Milano Malpensa. Da qui via terra verso il porto di Genova, dove sono state imbarcate sulla nave per Palermo. Stamane abbiamo controllato meticolosamente, secondo quanto previsto dal protocollo del Museo, che le opere si trovano nello stesso stato in cui si trovavano prima della partenza”. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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“Frammenti di Gondolin” Le mostre di Eriador

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a Biblioteca Regionale Universitaria "Giacomo Longo" di Messina in collaborazione con L'Associazione Culturale La Contea e con l'Associazione Iggdrasill organizza una mostra Tolkieniana in città, dedicata alle opere e agli oggetti da collezione di J.R.R. Tolkien. L'inaugurazione della mostra si terrà il 18 marzo 2015 alle ore 15:30 presso la sede della Biblioteca, Via I Settembre 117 Messina Le opere rimarranno esposte fino al 24 marzo 2015. L' ingresso e' libero

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Uova di struzzo dipinte

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ostra e dell'asta di beneficenza delle uova di struzzo dipinte che si terrà sabato 21 Marzo 2015 ore 10.00 presso il Monte di Pietà di Via XXIV Maggio. L'iniziativa è del Kiwanis Messina e dell'Istituto Superiore di Arte E.Basile, con la partecipazione straordinaria del pittore Togo e l'intervento della prof.ssa L.Di Paola Lo Castro dell'Università di Messina. Il ricavato sarà devoluto all'Associazione " Il Bucaneve" di Carla Fortino.

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Musica

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e ci sforzassimo di navigare nell’immaginario comune, alla voce “donna amata”, troveremmo sicuramente, fra le prime scelte, un nome più lodato, splendente, adorato di altri. Fu il sommo poeta ad elevarlo alle sfere dell’Empireo, ad imprimere sul cuore di Amore quelle otto lettere crogiolo di pensieri e significati. Sabato 14 Marzo, sul legno di Via Crocerossa 33, dentro la piramide di piano, batteria e un triacordo illuminato ad intermittenza, è sita un’altra Beatrice, quella che ha la musica negli arti minuti ma incisivi. Presenta il suo EP, il cui nome è in perfetta concordia con l’antifona di qualche riga più su: “Beatitude”. Le gambe sottili, veloci, velate di fantasie floreali di pizzo nero calcano con vigore giovanile i pedali, mentre le leve superiori si concentrano con incaponimento sui piatti sporadici e sull’onnipresente e grave timpano, a cui si accompagna l’enorme cassa ricalcante i principi delle battute. In scatti veloci passa dallo sgabello al piano, con cui si relaziona con altrettanta potenza, addolcita, però, dall’eleganza, come se i tasti fossero ricordi da maneggiare con cura. A tratti

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Beatrice Antolini Il fascino della bellezza

Sabato 14 Marzo, sul legno di Via Crocerossa 33, dentro la piramide di piano, batteria e un triacordo illuminato ad intermittenza, è sita un’altra Beatrice, quella che ha la musica negli arti minuti ma incisivi. Presenta il suo EP, il cui nome è in perfetta concordia con l’antifona di qualche riga più su: “Beatitude”. foto Mauro Kuma

si avverte disarmonia, un carattere tagliente che esprime in un modo tutto suo le strade contorte del suo essere. Le basi triphop su cui Beatrice si alterna tra la melodia e la percussione sono saturate dalla voce calda, quasi allo stremo, a quanto ci dice, mentre i pezzi si sgranellano e conducono la luna attraverso il cielo sopra le nostre teste. Quando la musica si ferma, tra applausi e apprezzamenti vari (e di natura differente), quel capo biondo in cui trionfano l’azzurro e il rosso ringrazia con un sorriso largo e con qualche parola che ci rimane nel cuore (l’unico rimasto illuminato): chi permette che la musica giri ancora per il mondo non è né il musicista né il direttore artistico: chi permette che ci sia ancora musica è chi viene ad ascoltare, chi investe per stare davanti a chi ha qualcosa da dire. La bellezza del corpo è un pregio a tempo indeterminato; quella che sgorga dagli occhi e dalle mani, invece, è a lunga conservazione, se curata, rispettata e, profondamente, ricercata. Marina Pagano WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Spettacoli

Adolphe- prove Foto Domenick Giliberto

“Adolphe. The importance of being…”

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ecimo e ultimo appuntamento della rassegna “Atto Unico. Vite di Scena, Scene di Vita” 2014-2015 di QAProduzioni, in cartellone domenica 22 marzo al Teatro Annibale Maria di Francia, in pomeridiana alle ore 18 e in serale alle ore 21, “Adolphe. The importance of being …”, liberamente tratto da “Le prénom” di Delaporte e de la Patellière, prodotto da QA, per regia e adattamento drammaturgico firmati da Auretta Sterrantino, con musiche originali di Filippo La Marca, porta in scena Livio Bisignano, Loredana Bruno, Oreste De Pasquale, Giada Vadalà. Scene e costumi sono di Valeria Mendolia. E rappresenta – come racconta Auretta Sterrantino – la “tappa del riso amaro”, “un ritratto efferato che mette a nudo convenzioni e falsità nel ‘fare quotidiano’ della nostra società. Una fotografia di una situazione comune che svela i difetti del nostro modo di intendere i rapporti umani, anche – o forse soprattutto – quelli con amici, parenti e affini”. La regia è tutta giocata sulla contrapposizione tra equivoco e serietà, tra gioco e beffa, tra sincerità e "parvenza". “E’ uno spettacolo che si muove sul limite e si gioca sull'equilibrio delle parti. Questo equilibrio è total-

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mente precario. In realtà si tratta di un gioco al massacro, un gioco in cui noi tutti, attori e staff regia, dobbiamo essere in grado di oscillare tra la compostezza del perbenismo e la spietatezza tipica di chi si sente toccato nel profondo e scatta per difendersi. Improvvisamente il salotto de ‘l'allegra famiglia’ diventa il ring di un incontro di wrestling. E non si salva nessuno”. In scena, appunto, una cena tra amici che vede coinvolti quattro personaggi legati a vario titolo da rapporti di parentela, amicizia, affinità. I sorrisi e le iniziali affettuosità sono messi a dura prova dall'episodio centrale, motore dello sviluppo drammaturgico: il nome del figlio nascituro di Vincent e Anna, che proprio durante la cena dichiara di essere in dolce attesa. Un nome, Adolphe, non gradito e la cui scelta scatena una serie di frizioni e fraintendimenti che finiranno con il tirar fuori il peggio da ciascuno dei commensali, mettendo a nudo, attraverso uno sviluppo dinamico, la cruda natura del loro rapporto, fatto di gelosie, invidie e rancori. Un affresco che dipinge le dinamiche dei rapporti familiari, svelando falsità e compromessi.

Risata amara e ritratto impietoso della nostra società. Nel debutto firmato da Sterrantino con musiche di La Marca In scena Bisignano, Bruno, De Pasquale, Vadalà

Filippo La Marca

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Miss Mondo Finale interregionale Calabria e Sicilia 2015

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opo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di più di 60 finaliste provenienti da tutte le provincie siciliane, la finale interregionale di Miss Mondo Calabria e Sicilia 2015 fara’ ancora tappa a Gioiosa Marea (ME) il 21, 22 e 23 maggio, manifestazione fortemente voluta da Teodoro Lamonica (già segretario regionale Cgl ed esperto in politiche comunitarie, analisi e sviluppo territoriale), insieme a Davide Catanzaro, imprenditore proprietario dell’hotel Capo Skino, che anche quest’anno metterà a disposizione l’albergo per ospitare tutte le miss. Delegati ufficiali di Miss Mondo Italia per le regioni della Calabria e Sicilia, la coppia Valeria Pellegrino e Mario Vitolo, che hanno scelto la location di Gioiosa Marea anche per le finaliste calabresi, dunque, una finale interregionale Calabria e Sicilia, la novità di quest’anno. La direzione artistica sta già lavorando per selezionare i prestigiosi ospiti della kermesse, personaggi di chiara fama che, unitamente alla bellezza delle ragazze in concorso, intratterranno il pubblico siciliano in occasione dell’ultima giornata di selezione gioiosana. Siamo certi che, anche quest’anno, l’organizzazione saprà proporre un programma artistico in grado di richiamare e stupire piacevolmente gli appassionati della manifestazione. Il 13 giugno la finale nazionale che si svolgerà a Gallipoli, sede ufficiale del concorso, vedrà la partecipazione di tutte le rappresentanti delle varie regioni d’Italia per la selezione della nuova miss Mondo Italia, che rappresenterà il nostro paese al grande evento internazionale di Miss World. Appuntamento dunque a Gioiosa Marea il 21, 22 e 23 maggio 2015.

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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

Arancia meccanica Tratto dal romanzo di Anthony Burgess “Un’arancia ad orologeria”, il film del 1971 rappresenta la pellicola più famosa della produzione di Stanley Kubrick. Il film attraversa in maniera sprezzante almeno tre diversi generi cinematografici, dalla fantascienza al horror passando per un grottesco geniale che ne hanno consolidato la palma di unicità tanto ricercata da Kubrick. Alex è un giovane figlio della classe operaia, la sua vita passa nell’inutilità del buono a nulla, è a capo di una banda (i Drughi) dedita alla violenza ed agli stupri; proprio la violenza sulla moglie di uno scrittore francese lo fa finire in carcere. Qui, Alex è vittima di continue violenze che ne segneranno ancora di più l’instabile mente; una volta uscito, poi, la sua vita è ancora incisa dalla violenza subita e dall’abbandono. Insistere sulla trama è esercizio inutile, i film di Kubrick non si raccontano ma si guardano; anche provare ad analizzarli e spiegarli è sbagliato. Si finisce nel cadere nella pomposa retorica di chi vuol dare la propria visione del cinema; il film di Kubrick parla di violenza ma non la esalta o magnifica, ne fa cartolina di un mondo che va verso quella deriva, tanto che l’ambientazione è in un futuro prossimo. Nel film di Kubrick non troverete soluzioni a questa deriva, non è nelle sue intenzioni trovare il modo di arginarla. Lui la racconta, le fa prendere vita su pellicola e la denuncia (al massimo) cercando di porre l’attenzione sul mondo e le sue pieghe infinite. Un film dai tratti filosofici e sociologici; la rappresentazione fanta-futuristica del mondo e dei suoi abitanti, caduti nel vortice della violenza non come sfogo ma come rifugio preventivo verso la possibile violenza altrui. Un film che puzza di profezia, ormai 40 anni dopo non facciamo fatica a ritrovare il mondo di “Arancia meccanica” nel nostro mondo di oggi. Una visionaria anticipazione di un genio del cinema, che ha sempre dato e detto qualcosa con le sue opere; non un semplice esercizio artistico fine a se stesso ma una delicata e complessa analisi dell’umanità. Scendendo nei tecnicismi, il film è ben scritto e scorrevole; come sempre la regia di Kubrick spiazza e si fa ben volere. La fotografia di Alcott è uno dei segreti del film ma è il montaggio di Butler ha dare la continuità degli eventi in maniera naturale. Ma è l’uso della musica la vera genialità; la musica classica usata per mettere reali brividi nel contesto in cui viene usata. Il crescendo “rossiniano” e il Beethoven cadenzato sono il tocco dell’artista che rende unica l’opera. Quattro nomination agli Oscar del 1972: film, regia, sceneggiatura non originale e montaggio; nessuna statuetta conquistata da Kubrick e compagni.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Piazza Grande “Santi che pagano il pranzo non ce n’è sulle panchine in piazza grande…dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me…a modo mio avrei bisogno di carezze anch’io, a modo mio avrei bisogno di sognare anch’io…una famiglia vera e propria non ce l’ho e la mia casa è piazza grande…e meno male che briganti come me qui non ce n’è...a modo mio quel che sono l’ho voluto io…” Questa è la “Piazza Grande” di Lucio Dalla; nata per raccontare un senzatetto nella Bologna di Lucio ma ideata e scritta su un traghetto insieme ad una chitarra suonata dall’amico di sempre Ron. “Piazza Grande” nasce così, come tante altre poesie sono nate, per raccontare una storia per mettere sotto la luce dell’attenzione il pezzo di vita di qualcuno. La piazza è il luogo di tutti, dove tutti conoscono tutti e condividono tutto, luoghi e persone sono una comunità in piazza, unica per ogni città ma uguale nel suo essere. La storia di un senzatetto può essere la stessa per ogni piazza, un uomo che non ha molto nella vita se non se stesso da far sopravvivere; lo fa in un luogo dove tutto passa attorno a lui facendolo sentire parte della vita di qualcun altro; è una persona che non ha nulla ma in realtà ha tutto. Quello che gli manca, in fondo, non è diverso da quello che manca a chi un tetto sulla testa lo ha; sembra difficile ma la piazza grande non è differente da una casa e la vita lì non è priva di emozioni o scarna di effetto esattamente come per chiunque altro. In piazza il senzatetto dimentica di esserlo, vive la comunità e scambia la sua vita con quella degli altri, tanto che non è il cibo, il sesso o gli amici a mancare. Forse manca l’amore, la tenerezza ed esiste la paura, ma queste sono sensazioni che possono provare tutti e non solo chi vive in piazza grande. Ma il senzatetto non è triste o scontento, anzi, non vuol rinunciare alla sua natura che ha scelto di vivere a pieno; in piazza grande si sente a casa e non ha rimpianti tanto che… “la mia vita non la cambierò mai, quel che sono l’ho voluto io…e se la vita non da sogni io li ho e te li do; e se non ci sarà più gente come me voglio morire in piazza grande tra i gatti che non han padroni come me attorno a me”.

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zza Grande WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà

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ario Fo nasce a Leggiuno Sangiano (Varese) nel 1926 e studia a Milano all’Accademia di Brera e alla Facoltà di Architettura. Esordisce negli anni Cinquanta in alcune trasmissioni comiche alla radio insieme a Franco Parenti e Giustino Durano, e poi sul palcoscenico, con gli stessi attori, in due riviste, Il dito nell’occhio e Sani da legare. Si tratta di riviste diverse da quelle al tempo in voga, in quanto puntavano solo sui tre attori, senza sfarzo scenografico, ballerine e coreografie. Nel 1959, insieme alla moglie Franca Rame, forma una compagnia in proprio e scrive commedie “leggere”, in cui però assume un ruolo importante la satira politica e sociale. In rispondenza al clima del Sessantotto Fo e la Rame rifiutano il teatro borghese e mirano ad allargare il pubblico, coinvolgendo strati tradizionalmente esclusi dal teatro. Sciolgono, perciò, la compagnia e abbandonano il circuito normale delle sale teatrali, dando vita all’ “Associazione Nuova Scena”. Ben presto, però, sull’onda della contestazione e della nascita di un movimento che si oppone da sinistra al PCI, Fo e la Rame sciolgono anche l’associazione e fondano nel 1970 il “Collettivo teatrale La Comune”. Il loro teatro assume caratteristiche più fortemente politicizzate e si diffonde attraverso circuiti alternativi, legati alla sinistra extraparlamentare. Gli spettacoli, pur conservando la loro comicità farsesca, buffonesca e surreale ed utilizzando gli espedienti tipici del teatro popolare, risalenti sino alla Commedia dell’Arte o addirittura al teatro dei burattini, si legano strettamente all’attualità, divenendo nell’intenzione degli autori strumenti diretti di lotta politica. Tra le opere più famose ricordiamo Morte occidentale di un anarchico, sull’anarchico Pinelli, arrestato per la strage di piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969 e misteriosamente caduto dalle finestre della Questura dove veniva interrogato; Pum!Pum! Chi è? La polizia!; Non ti pago, non ti pago; Mistero buffo. Quest’ultimo spettacolo che resta il capolavoro di Fo drammaturgo e attore, consta di vari pezzi, in gran parte legati a tematiche religiose; donde il titolo che si richiama ai “misteri” medievali, cioè alle sacre rappresentazioni. L’aggettivo “buffo” sottolinea, però, che i materiali religiosi sono presentati da una prospettiva comica, perché visti dal basso, dall’ottica popolare ingenuamente deformante. Non si ravvisa nel testo, a differenza di quanto si possa pensare, una dissacrazione dei temi religiosi: semmai Fo vuole recuperare il valore sociale di un cristianesimo primitivo ed autentico, che è dalla parte delle vittime e degli oppressi contro le violenze dei potenti, o comunque, vuol rendere quel senso di affettuosa familiarità che connota l’atteggiamento popolare nei confronti della religione, delle figure di Cristo, della Madonna e dei Santi. L’ottica dal basso implica necessariamente un particolare uso dello strumento linguistico, e Fo si serve di un dialetto immaginario, frutto di una mescolanza di varie parlate padane, oppure, rifacendosi alla Commedia dell’arte, usa il grammelot, lingua inesistente, fatta di suoni senza senso, ma che imita l’effetto delle lingue reali. Sebbene la carica politica dei suoi spettacoli susciti sempre reazioni decise, a favore o contro, Fo è in un certo modo diventato un’istituzione. A ciò ha contribuito l’assegnazione del premio Nobel per la Letteratura nel 1997.

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La satira è un aspetto libero, assoluto, del teatro. Cioè quando si sente dire, per esempio, "è meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni", allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: "Prima regola: nella satira non ci sono regole". E questo penso sia fondamentale. Per di più ti dirò che la satira è un'espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente. In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa.

Fo

Dario

L'uomo senza idee, come diceva Voltaire, è un imbecille.

Sangiano 24 marzo 1926

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a cura di Mimmo Saccà

Meno sale più salute

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resentati presso il Ministero della Salute i risultati di due progetti promossi dal Centro per il Controllo delle Malattie, finalizzati a determinare, nella popolazione adulta, nei bambini e nei soggetti ipertesi, i livelli urinari di sodio e potassio, quali indicatori del consumo di sale e di frutta e verdura, nonché l’efficacia di un programma strutturato di comunità per favorire comportamenti salutari, in particolare per la riduzione del consumo di sale. “Meno sale più salute”, inoltre, ha realizzato in un'area della Campania un programma di intervento di comunità finalizzato alla riduzione del consumo di sale nella popolazione e ne ha dimostrato la fattibilità e la possibilità di essere replicato su tutta l'Italia. È ampiamente dimostrato, infatti, che il consumo eccessivo di sale nella alimentazione è responsabile dello sviluppo di malattie cardiocerebrovascolari, tumori, osteoporosi, malattie renali.

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I risultati di diversi studi epidemiologici, osservazionali e di trial clinici, hanno evidenziato la relazione causale e hanno portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a raccomandare il consumo giornaliero di sale inferiore ai 5 g al giorno. La riduzione del sale nell’alimentazione è una priorità dell’OMS e dell’Unione Europea, nell’ambito delle strategie di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, nonché uno degli obiettivi perseguiti dal Ministero della Salute con il programma “Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari”, ribadito nel nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili approvato il 13 novembre 2014 con Intesa Stato-Regioni, inoltre, prevede tra gli obiettivi finalizzati a ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili anche la riduzione del consumo eccessivo di sale.


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RE sano

La ricetta Brasato ai funghi e vino rosso Ingredienti per 4 persone • • • • • • • •

1 kg di magatello di manzo 100 gr di Carote 70 gr di Sedano 750 ml di Vino rosso Acqua q.b. 3 Chiodi di garofano 3 grani di Pepe 300 gr di Funghi misti champignon e chiodini

PREPARAZIONE La prima cosa da fare nella preparazione del brasato ai funghi e vino rosso è fare marinare la carne: pelate le carote e tagliatele a cubetti grossolani, fate lo stesso con la costa di sedano. Prendete il trancio di carne, asciugatela dall'eventuale residuo di sangue e ponetela in una capiente terrina. Aromatizzatela con i chiodi di garofano e il pepe in grani, poi aggiungete le verdure, versate il vino e tanta acqua quanto basta a coprire completamente la carne, avvolgete la ciotola nella pellicola, fate marinare la carne in frigorifero per almeno 12 ore fino ad un massimo di 24. Trascorso il tempo della marinatura, scolate la carne dal liquido avendo cura di conservarlo, scaldate un filo di olio di oliva in un tegame, adagiate all’interno la carne, fatela rosolare a fuoco vivace su tutti i lati, poi ricopritela con la marinatura tenuta da parte e le verdure, coprite con il coperchio e fate brasare la carne a fuoco dolce (l’acqua deve fremere) per almeno 3 ore, avendo cura di girarla di tanto in tanto. I tempi di cottura dipendono molto dalla carne che acquistate, la cottura può essere prolungata anche fino a 6 ore. Intanto occupatevi dei funghi: pulite i funghi champignon, tagliate la parte terrosa del gambo, poi eliminate eventuali residui di terra con un panno umido o un pennello da cucina e affettateli sottilmente. Procedete allo stesso modo con i chiodini: tagliate la parte finale dei gambi ed eliminate la parte terrosa. In un padella scaldate l’olio di oliva, poi unite i funghi, salate, pepate e cuocete 10 minuti, mescolando spesso. Quando la carne sarà pronta, estraetela dal tegame e ponetela in una terrina, trasferite il fondo di cottura della carne in un tegame o ciotola più piccola e frullate il tutto con il mixer ad immersione, così da ottenere una salsa densa. Versate il fondo di cottura nella padella con i funghi, il fondo sarà molto concentrato, allungatelo con l’acqua e proseguite la cottura per qualche minuto così da insaporire i funghi. Affettate il brasato e adagiate le fette su un piatto di portata, condite con il sughetto di funghi e servitelo ben caldo. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Amarcord Passeggiata a mare. Anni '50


Numero 103 - Anno XIII - 16 Marzo 2015

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foto Vincenzo Nicita Mauro

2° Trofeo MTB San Placido Calonerò

A tempo di Costa


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