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il Cittadino n. 235

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n째 235 anno XIIV - 16 Marzo 2016

il Cittadino www.ilcittadinodimessina.it

Dibattito sulla sfiducia al sindaco Accorinti

Resa dei conti


Asterisco di Lillo Zaffino

Siamo già alla resa

Negli ultimi giorni abbiamo registrato un’accelerazione ne tare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco A Sembrava che, anche sul piano istituzionale, si fossero cre minare le dimissioni del primo cittadino, della Giunta e de Ma l’obiettivo minimo delle sedici firme necessarie per in civico Consesso non è stato raggiunto. La pantomima recitata da alcuni consiglieri comunali che, ti, che hanno rivoluzionato l’assetto geopolitico emerso n politicamente dignitosa della loro pragmatica inversione Accorinti. Naturalmente, per tutti la prima preoccupazione è per la organi istituzionali democratici e consegnata a un Comm la comunità. Ovviamente, per i rappresentanti della cittadinanza riman vo che quasi tutte le espressioni socio-culturali ed econ l’esperienza Accorinti. Si sta rapidamente diffondendo tra i cittadini un sentimen tato dalla mancanza di risultati e per la drammatica situaz dall’ultima decisione governativa che priva Messina dei fo ti, a causa della mancata approvazione dei bilanci del

Siamo alla resa dei conti.

Sul versante politico, riteniamo che è deleterio contin le, almeno per l’anno in corso, possibilità di concreta Sul piano istituzionale, l’amministrazione comunale, dopo impegnarsi per la soluzione di punti programmatici esse puntuale cronoprogramma. Allo stato non è pensabile disperdere energie su altri E’ indispensabile rafforzare l’azione di governo, scev di facili consensi.

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dei conti

ell’attività dei partiti che insistono sull’esigenza di presenAccorinti. eate le condizioni per formalizzare l’atto politico per deterel Consiglio comunale . ncardinare la mozione di sfiducia nell’ordine del giorno del

, dopo lo “tsunami Genovese” e marginali riposizionamennelle ultime consultazioni, tentano di fornire una versione di tendenza e sul giudizio espresso sull’amministrazione

città che, qualora venisse privata traumaticamente dagli issario di turno, segnerebbe un’ennesima sconfitta per

e tra le pieghe dello sfondo il giudizio nettamente negatinomiche della società messinese hanno pronunciato sul-

nto di profonda delusione e un senso di sconforto alimenzione economica in cui versano le casse comunali, acuita ondi governativi di anticipazione per le spese correnl 2015.

nuare a cincischiare sulla remota, se non impraticabire la sfiducia ad Accorinti. l’inderogabile approvazione dei documenti contabili, deve nziali per l’erogazione dei servizi comunali attraverso un

impegnativi obiettivi. vra da condizionamenti legati alla spasmodica ricerca

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Le riflessioni della poltica messinese Reset! a firma del rappresentante Stefano Tinaglia

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urtroppo ormai è palese che la presunta e tanto autocelebrata onestà intellettuale di Sindaco e Giunta non sia altro che l’ennesimo spot dato in pasto ad una città afflitta e rassegnata ormai al peggio. Non ha alcun senso provare a ragionare seriamente sulle questioni, poiché i risultati della “schizofrenia“ che ha ormai colto anche il dibattito cittadino non consente di andare oltre l’emergenza. Mentre 1000 attività commerciali chiudono solo nel 2015 e la Città invecchia e si spopola inesorabilmente, si continua a navigare a vista. Questa Amministrazione, esattamente come le altre, non si occupa di riunire le forze dei cittadini per attuare finalmente un serio e condiviso progetto di sviluppo economico, sociale e culturale. No al contrario, si continua a ragionare ed a tutelare posizioni personali e di parte che hanno il solo compito di individuare in altri i responsabili di questa tragedia o, come nel caso del folle dibattito sul Prg, quello di fare demagogia, pensando che fare POLITICA significhi “dire le cose che i cittadini vogliono sentirsi dire“ anziché “fare le cose più giuste per salvare la città”. Si, la Città vive una tragedia percepita da tutti: Cittadini, Sindacati, Ordini Professionali, Associazioni di Categoria, Chiesa, Prefettura. è quello che oltre 80 rappresentanti di “pezzi di città” assieme hanno compreso, riunendosi ed autoconvocando gli Stati Generali di Messina. Non avremmo mai immaginato che la “minaccia“ dello slogan “adesso tocca a Messina“ coniato dall’ex Sindaco Buzzanca potesse essere superato da quello Accorintiano “cambiamo Messina dal basso“. Ora che Accorinti ha portato Messina così in basso, scavando un solco capace di sotterrare anche le peggiori amministrazioni di #quellicheceranoprima, la sola cosa logica che ci viene in mente è che l’amministrazione abbia davvero un progetto di sviluppo: “Messina Sotterranea“. Messina, purtroppo, in questi tre anni di Amministrazione non ha solo perso la speranza ma ha definitivamente confermato quel criterio secondo il quale chi ha competenza e chi dice di averla pesano quantomeno alla stessa maniera, con una preferenza su chi dice di averla. Se esiste ancora un barlume di buon senso e qualcuno che sappia cosa significhi fare POLITICA si metta fine a questo “spettacolo“ che è a dir poco“ “tristoso“ visto che di “petaloso” ha davvero poco!!!

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Angelo Burrascano (Megafono)

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Negli ultimi giorni diversi esponenti politici sono intervenuti sulla vicenda Messina con una certa superficialità. A partire da una MOZIONE DI SFIDUCIA di cui, come spesso accade, tutti parlano ma nessuno ne valuta le sue effettive ripercussioni e conseguenze per una città già in sofferenza (economico/sociale). Messina non ha bisogno di un Commissario né di una gestione distante dagli interessi del territorio. Ecco perché la MOZIONE DI SFIDUCIA, senza un serio progetto politico, non può certo rappresentare, “di per sé ”, una soluzione ai problemi dei messinesi ma solo delle dichiarazioni buttate lì proprio da chi, nella realtà, non intende affatto costruire percorsi condivisi. Da Capogruppo Consiliare di una forza politica che, piaccia o non piaccia, ha raccolto con 11,309 voti il 10,53% dei consensi alle ultime elezioni cittadine, ritengo “irrispettose” queste fughe in avanti di esponenti di partiti come il PD o Democratici Riformisti in assenza di confronti o dibattiti che più guardare all´area di appartenenza sembrano fare l´occhiolino a componenti di altri schieramenti. L´ingresso, ad esempio, del NCD nell´area del Governo Regionale non può essere solo il tentativo di sommare sigle appena sdoganate a Palermo da manovre di Palazzo. Va riaperto il dialogo tra forze politiche e, prima di ogni altra cosa, con la città. Il sottoscritto si rifiuta di adeguarsi supinamente a decisioni calate dall´alto o avallate da qualche salotto buono i cui temi caldi che ci hanno visto negativamente alla ribalta nazionale non siano centrali. Qui non è più possibile partire da nomi dei papabili sindaci e dal sottogoverno - cosa che sembra essere l´unica preoccupazione di molti – ma va riportato al centro del dibattito la mole di difficoltà in cui annaspa la città. Senza questa pregiudiziale, senza un progetto serio e condiviso con i cittadini, il Megafono, che io rappresento in seno al Consiglio, non potrà sedersi a nessun tavolo ne pensare di consegnare la città all´ennesimo Commissario”.

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Nuove spaccature nei partiti: Abbate passa al Gruppo misto

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i è tenuta una nuova seduta del Consiglio comunale: oggetto principale della discussione le motivazioni del passaggio del Presidente della commissione bilancio Carlo Abbate, dal gruppo dei DR al gruppo misto. Infatti, alla base del suo, come ha spiegato il consigliere stesso nel suo intervento di ufficializzazione, c’è il suo NO alla sfiducia nei confronti dell’amministrazione Accorinti, un tema che sta facendo molto dibattere il civico consesso. In particolare, il consigliere Abbate, ritiene che è vero che l’esperienza dell’Amministrazione Accorinti pur essendo partita da una situazione grave e complessa, dopo gli entusiasmi iniziali si è rivelata fallimentare, la città, però ha votato Accorinti, e oltretutto nel momento in cui si dovesse votare adesso la sfiducia, ciò comporterebbe l’insediamento di un commissario nominato dalla Regione. Pertanto, nonostante la mancata approvazione del bilancio e altre inadempienze di quest’Amministrazione, non sarebbe il tempo ed il luogo per una mozione di sfiducia, ma per rimboccarsi le maniche e trovare un percorso condiviso con i parlamentari nazionali e regionali per risollevare questa città. Abate propone, infatti, di convocare un Consiglio aperto alla presenza dell’Amministrazione e delle deputazioni nazionali e regionali.

Posizione, questa, fatta propria dal capogruppo di Forza Italia, Pippo Trischitta, che ritiene questa eventuale mozione di sfiducia un’ulteriore propaganda di chi, fra PD e UDC, vuole cercare di strappare il nuovo candidato a Sindaco con il PDR nel mezzo. Il consigliere Trischitta, infatti, afferma: io porrò in essere tutte le azioni necessarie affinché loro possano presentare la sfiducia, ma se l’Aula non l’approverà, coloro che ritengono già questo percorso amministrativo concluso, devono rassegnare le dimissioni, altrimenti non gli crederò. Concordo con il consigliere Abbate che i tempi non sono maturi per una sfiducia, ma permetterò di presentarla solo a queste condizioni. Solidarietà al consigliere Abbate anche dai consiglieri David e Santalco, che ricordano la loro precedente esperienza nel Pd, quando il commissario Carbone, dopo aver dichiarato in una nota di essere un leale alleato di questo Sindaco, aveva minacciato i consiglieri di votare la sfiducia, con la promessa di essere ricandidati alle prossime elezioni.

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Anche la consigliera Risitano esprime solidarietà al consigliere Abbate, il cui gesto, conferma come, ancora oggi, le vecchie logiche politiche e partitiche possano condizionare le scelte personali. Inoltre, la consigliera plaude all’Amministrazione in quanto, pur essendo lei molto critica con la stessa, è riuscita ad avviare quel processo di cambiamento e, nonostante tutte le problematiche che ci sono, come la non approvazione del bilancio, sta cercando di portare avanti il programma elettorale.

A conclusione intervieve il capogruppo dei PDR, Elvira Amata, la quale spiega: massima stima personale per il consigliere Abate con cui fino ad oggi abbiamo portato avanti un percorso, ma riteniamo che ormai la città ci chieda altro, ci chieda di passare avanti e noi abbiamo il dovere di farlo. Le scelte del resto in un partito si condividono e si agisce in base al volere della maggioranza ed è normale che chi non è d’accordo, prosegua per una strada diversa.

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Scuderi e Zuccarello: mancanza di comunicazione politica

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iamo lieti che Dr e Pd abbiano deciso di condividere la nostra mozione di sfiducia, cambiando idea rispetto a novembre scorso, quando i Democratici Riformisti fecero una conferenza stampa 24 ore dopo la nostra per annunciare il loro documento di sfiducia ed i Pd presero le distanze. Non c’importa alcuna primogenitura, non rinneghiamo la nostra posizione e oggi come a novembre riteniamo che sia arrivato il momento di porre fine a questa esperienza amministrativa. Quel che ci spiace, sotto il profilo politico ed umano, è il metodo utilizzato per “prelevare” dal notaio, che è un pubblico ufficiale, un documento depositato ufficialmente da ben 4 consiglieri comunali appartenenti a partiti diversi. Se è questo il metodo di condivisione e di confronto su una mozione che riguarda il destino di tutta l’Aula e della stessa amministrazione allora non possiamo che ricordare ai nostri colleghi di non aver gradito la mancanza di rispetto che li ha portati a non interpellarci neanche con una telefonata. Alla capogruppo del Pd Antonella Russo, firmataria insieme a noi di quella mozione a novembre, ricordiamo che ci vediamo ogni giorno al Comune e se ha ritenuto opportuno prelevare ( o peggio autorizzare a nome di tutti noi, senza averci avvisato, altri a farlo) il documento ufficiale e utilizzare le nostre firme per raggiungere la soglia dei 16, cortesia istituzionale, rapporti tra colleghi, logica e buon senso avrebbero dovuto spingerla almeno a chiedercelo. Quella mozione l’abbiamo presentata in 4, nessuno ha il “brevetto” di quel documento e spiace che il notaio l’abbia consegnata, non si è ancora capito bene a chi, senza che la richiesta sia stata accompagnata dalle deleghe firmate da noi e dalla Sindoni. Correttezza politica avrebbe suggerito che prima di utilizzare le nostre firme almeno ci venisse chiesto il parere. La sfiducia è una cosa seria. Ricordiamo ai colleghi consiglieri che durante la conferenza stampa di novembre avevamo messo a disposizione la mozione di sfiducia per quanti avessero voluto condividerla, e la stessa apertura alla partecipazione ci saremmo aspettati da quanti sono con noi consiglio e in commissione tutti i giorni. Vogliamo però fare un passo avanti. Visto che i Democratici Riformisti e il Pd hanno deciso di condividerlo saranno consapevoli di dover punto avviare un confronto con i vertici del nostro partito, esattamente come hanno fatto e stanno facendo con Ncd e Udc. Riteniamo che se ci ritroviamo insieme in un documento

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trasversale si debba dialogare, in posizione di parità, con i riferimenti di Forza Italia alla stregua di come si è fatto con gli altri partiti. Non si può chiedere condivisione e poi scegliersi con chi parlare. Se evidentemente la nostra opinione al riguardo è stata ritenuta ininfluente o non all’altezza, non altrettanto riteniamo si possa fare con i vertici di Forza Italia. Ai partiti che hanno accelerato sulla mozione di sfiducia, chiediamo come mai la stessa fretta non l’abbiano avuta nei confronti di un’amministrazione altrettanto disastrosa come quella di Accorinti, cioè la fallimentare esperienza Crocetta. Anche i siciliani, come i messinesi, stanno pagando le conseguenze di un’incapacità amministrativa disarmante. Probabilmente Pd e Sicilia Futura sono strabici. Magari potrebbero prelevare le mozioni firmate dai 5Stelle senza consultarli, applicando il modello Messina.

Il capogruppo all’Ars di Sicilia Futura on. Beppe Picciolo

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Sicuramente il Pdr Sicilia Futura è pronto a firmare qualsiasi documento programmatico e politico per concretizzare la mozione di sfiducia all’Amministrazione Accorinti, ma dobbiamo farlo sùbito e… non aspettare “Le Ceneri“ di Messina!” Lo afferma Beppe Picciolo che in risposta alle dichiarazione dell’on. D’Alia ricorda: “che se il tema da affrontare fosse esclusivamente quello del documento programmatico, per ciò che ci riguarda, possiamo vederci anche questa notte, da parte nostra massima lealtà, correttezza e onestà, come c’è stata sempre (da parte nostra). Nella giovane storia del Pdr Sicilia Futura nessuna volontà di atti di furbizia. Ma il vero tema è questo? Il timore è che con questa operazione “giorno lungo” si voglia dare indiretto sostegno all’on. Francantonio Genovese, al quale comunque va il massimo rispetto per la sua vicenda personale; ma noi oltre che dare sostegno all’amico Francantonio preferiamo dare anche sostegno politico a Messina; per noi vengono prima i problemi dei messinesi e siamo sicuri che anche l’amico Genovese, se fosse libero e scevro da altri condizionamenti terzi, penserebbe allo stesso modo al bene della città. Noi vogliamo votare entro Giugno, senza commissariamenti lunghi e senza fantasie che sono lontane dalla realtà. Infine ricordo che Sicilia Futura è orgogliosa di esser un “unum” con il Partito Democratico sotto l’aspetto programmatico e politico (per scelta nazionale e regionale), mantenendo comunque viva e prioritaria la propria dignità di movimento politico. 16 Marzo 2016

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Sen. Bruno Mancuso AP

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Basta giochi di tatticismo partitico, serve aprire una fase costruttiva per la città di Messina. “Resta il giudizio di inadeguatezza dell´attuale amministrazione poiché è impensabile governare solo con le buone intenzioni o le dichiarazioni di principio, senza fatti concreti verso le esigenze della comunità. Sarebbe però opportuno – prosegue Mancuso – individuare un processo per una sorta di sfiducia costruttiva. Sappiamo benissimo che tale meccanismo non è previsto dalla normativa, basata sull’elezione diretta, ma per evitare salti nel buio, come la reiterazione di lunghi commissariamenti, bisognerebbe cominciare a ragionare anche in termini positivi e costruttivi sul futuro della città”. Mancuso guarda a Messina come il capoluogo di un´area – città Metropolitana che deve liberarsi da logiche urbane ed autoreferenziali. “Messina – sottolinea Mancuso – deve sapersi integrare con il territorio provinciale che costituirà la stessa città metropolitana, e guardare anche all´area vasta dello Stretto. La nuova fase deve essere significata da un progetto di sviluppo condiviso con la città e con le sue realtà territoriali e sociali, a partire dall´Università, che dovrebbe essere più partecipe, senza indulgere però alla tentazione di attivare incomprensibili assi preferenziali con spezzoni del mondo politico, sentendosi invece pienamente coinvolta in quel grande sforzo comune di cui necessita Messina per uscire dal degrado economico, sociale, culturale e, perché no, morale, in cui si trova da parecchio tempo”. Secondo Mancuso, però, le cause di quel degrado, “per onestà intellettuale”, non ricadono tutte sull’amministrazione Accorinti ma, risalgono nel tempo. “Il nuovo progetto – dichiara Mancuso – non va identificato in una sorta di possibile “salvatore della patria o taumaturgo”, bensì in una “squadra di governo” ai vari livelli amministrativi, costituita da soggetti che sappiano coniugare la rettitudine e l´onestà con la competenza e la capacità organizzativa, interlocutori credibili con i vari livelli di governo nazionale e regionale, e che abbiano una comune visione, oltre le emergenze. E’ necessario – conclude Mancuso – che le migliori energie e le risorse vive della città, superando la fase della “delega”, diano la disponibilità ed il loro contributo, stimolando i partiti a presentare proposte credibili, a cominciare dalla qualificazione del personale politico, non per catturare voti, ma per aggregare consensi”

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Franco Tiano per la Nuova Destra In questi giorni di fermento politico nella nostra città, legati all’argomento della sfiducia, abbiamo potuto constatare che finalmente tutti gli schieramenti ritengono che l’esperienza Accorinti è fallimentare. Superfluo, quindi, soffermarsi sul problema legato al bilancio oppure ai servizi non resi, soprattutto quelli primari dell’igiene cittadina, del sostegno alla povertà, della viabilità, della sicurezza, del verde, della pressione contributiva, della produttività commerciale ed occupazionale, ecc… Tutti argomenti ampiamente dibattuti in città, sia dai politici che dalla società civile, e ritenuti, dalla più ampia maggioranza di cittadini, le conseguenze della maturazione di una appropriata convinzione di cessare un esperienza improduttiva e dannosa per Messina, addirittura maggiore rispetto a quella già sopportata e conclusa da parte di quelli che c’erano prima.Ho fatto questa premessa per ricordare che la Federazione Nuova Destra, con un comunicato inconfutabile ed ampiamente descrittivo, inviato alla stampa qualche anno fa, aveva puntualizzato quali fossero i motivi che ci avrebbero portati alla sfiducia. Una bocciatura, la nostra, che oggi viene ampiamente condivisa dai partiti, che tuttavia litigano sulla necessità di un ulteriore rinvio della procedura per accordarsi tra di loro sulla spartizione della torta futura, legata soprattutto a quelle più ambite di Palermo e Roma. Perdite di tempo che produrranno ulteriori drammi legati soltanto ai cittadini e consentiranno accordi politici, anche trasversali, per tornare a sedersi su quelle poltrone e non perdere la leadership.La Federazione Nuova Destra, pertanto, ritiene che il Consiglio Comunale nella sua interezza, debba procedere, senza tentennamenti, interessi di parte o attribuendosi paternità riguardo l’atto, a sfiduciare il Primo Cittadino. Lo deve alla città, sofferente ed irrimediabilmente sottomessa ad una situazione economica compromessa alle origini e mantenuta in vita per allontanare ogni possibile ripiegamento verso assunzioni di responsabilità, che avrebbero potuto influenzare e gravare, oltre che sui cittadini, sulla testa di chi è stato politicamente leader e vuole continuare ad esserlo.I cittadini ormai esasperati dalle numerose incompiute e dalla fame di lavoro che si tocca con mano in città, hanno aperto gli occhi e sono pronti a giudicare ogni azione politica futura, partendo dalla sfiducia, per valutarne i benefici comuni e non di singoli gruppi politici o affaristici locali. Consigliamo ai leader della politica, pertanto, di mettere da parte la ricerca di benefici personali, di confrontarsi in umiltà con chi vive giornalmente Messina e l’analizza toccando la miseria della strada e non le stanze ben arredate dei propri uffici e di staccare quella spina

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Sommario

18-25

Attualità Ebec 2016 Premio Sapio

26-27 Dietro le quinte

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numero 235 anno XIV 16 Marzo 2016

42-49 Cultura Real Cittadella Intervista a Carmine Elisa Moschella

58-59 Mangiare Sano

Settegiorni Cronaca della settimana

36-37 Città Cronache urbane

38-39 Città Metropolitana Trasporto studenti disabili

Le rubriche 28-29 In&Out 52-53 La corazzata Potemkin

54-55 Da Beethoven 40-41 Sicilia Bilancio regionale

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a Kurt Cobain

56-57 Parole in blu 16 Marzo 2016


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Alessia Vanaria Rubriche Michele Giunta, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Antonio De Felice Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo

Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

NUOVE OPPORTUNITĂ€ PER I GIOVANI E IL LAVORO

AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO ''P. GIACCONE'' DI PALERMO Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l'assegnazione di un Co.co.pro, della durata di mesi dodici, eventualmente rinnovabili, per laureato in psicologia. (1 posto) GURI n. 14 del 19.02.2016 Scad. 21.03.2016 AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO ''P. GIACCONE'' DI PALERMO Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la formazione di una graduatoria riguardante l'attribuzione d'incarichi per eventuali supplenze, sostituzioni o assegnazioni temporanee di personale dirigente medico, nella disciplina di Reumatologia, da assumere con contratto a tempo pieno e determinato. (1 posto) GURI n. 14 del 19.02.2016 Scad. 21.03.2016 UNIVERSITA' DI CATANIA Selezioni pubbliche, per titoli e colloquio, per l'assunzione di complessive due unita' di personale tecnico-amministrativo, con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato. (2 posti) GURI n. 15 del 23.02.2016 Scad. 14.03.2016 16

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16 Marzo 2016 LIBERA UNIVERSITA' DELLA SICILIA CENTRALE ''KORE'' DI ENNA Procedure di valutazioni comparative, per titoli e colloquio, per il reclutamento di nove ricercatori con rapporto di lavoro a tempo determinato tipologia lettera a), articolo 24, comma 3, della legge 240/2010. (9 posti) GURI n. 15 del 23.02.2016 Scad. 24.03.2016 AZIENDA OSPEDALIERA 'PAPARDO' DI MESSINA Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di un posto di dirigente ingegnere clinico. (1 posto) GURI n. 15 del 23.02.2016 Scad. 24.03.2016 BANDO VOLONTARIATO - RETI NAZIONALI Le idee progettuali potranno essere presentate esclusivamente da Reti nazionali di volontariato, che intendono rafforzare la propria presenza nel Mezzogiorno d’Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia), specificando, tra l’altro, le innovazioni che si intendono realizzare, l'impatto sociale e i risultati previsti, i destinatari dell'intervento. Nella prima fase, le idee potranno essere inviate entro, e non oltre, le ore 13 dell’11 marzo 2016. BANDO COMUNICARE E BENE L’iniziativa si rivolge a organizzazioni non profit meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) che potranno presentare, anche in collaborazione con il mondo economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca, dei media, una proposta di campagna di comunicazione nazionale su una tematica sociale (legalità, povertà, lavoro, salute, cultura, ambiente, diritti negati, sprechi, incuria dei beni comuni) strettamente legata al Sud. Le proposte dovranno essere inviate entro, e non oltre, le ore 13 dell’8 aprile 2016. 16 Marzo 2016

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Attualità

VII edizione organizzata dal network studentesco BEST Messina

EBEC Messina 2016 B EST Messina è lieta di presentare il round locale della competizione ingegneristica più importante e più attesa dagli studenti, EBEC 2016- European BEST Engineering Competition. Ebec si suddivide in tre round: locale, nazionale, europeo. Il round locale. EBEC Messina 2016, è la settima edizione organizzata dal network studentesco BEST Messina. L’evento è patrocinato dall’Università degli Studi di Messina, dal Comune, e dall’Ordine degli Ingegneri. La competizione avrà luogo nei giorni 16, 17 Marzo dalle ore 14,30 presso i locali del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina. In questi tre giorni gli studenti suddivisi

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I partedipanti alla scorsa edizione EBEC Messina 2015

per squadre,ciascuna formata da un minimo di quattro persone,affronteranno due prove: il Case Study(16 Marzo) ed il Team Design (17 Marzo). L’official closing è in programma per il 18 marzo, rappresenta il momento clou nel quale gli studenti messinesi esporranno le loro idee, descrivendo nel dettaglio ciò che hanno realizzato in presenza delle autorità sopra citate e della giuria composta da docenti e responsabili del progetto. I giudici saranno chiamati ad esprimere il loro giudizio sulla base di criteri di valutazione ben definiti, per arrivare al fatidico momento della premiazione delle squadre vincitrici, che avranno l’opportunità di partecipare al round nazionale EBEC ITALY. Il round nazionale. La vittoria del round locale, rappresenta per gli studenti il trampolino di lancio per partecipare ad EBEC Italy, il round nazionale che quest’anno si svolgerà a Torino, dove saranno coinvolti i seguenti atenei: Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Roma “Sapienza”, Università di Roma “Tor Vergata” e Università degli Studi di Messina. Ultimo step da superare per vincere EBEC è il round internazionale. Sarà infatti Belgrado (Serbia) che ospiterà il round a livello europeo che vedrà i più ambiziosi e talentuosi studenti europei contendersi la vittoria di EBEC FINAL. 16 Marzo 2016

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are voce e risalto a chi fa ricerca con successo e a chi, anche tra i giovanissimi, si impegna con passione per raggiungere risultati eccellenti, per migliorare la vita delle persone e per fare crescere il nostro Paese. Questo è il Premio Sapio per la Ricerca e l’Innovazione, un’iniziativa scientifica promossa dal Gruppo Sapio, in Concertazione con Università, Centri di Ricerca, Istituzioni, per incentivare l’innovazione premiando studiosi e ricercatori che costituiscono l'eccellenza dell’Italia. Quattro le categorie analizzate quest’anno, per un totale di 141 lavori di ricerca sottoposti, da 193 ricercatori, al vaglio della giuria dell’Accademia del Premio: nella sezione Innovazione è stato premiato Paolo Cappa, docente all’Università La Sapienza di Roma, che ha realizzato un esoscheletro indossabile per aiutare i bambini con disturbi motori a camminare; nella Ricerca, con uno studio sui cristalli curvi, ha vinto il gruppo composto da Laura Bandiera ed Enrico Bagli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Ferrara e da Andrea Mazzolari del Dipartimento di

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Il premio Sapio per la ricerca e l’innovazione

Federica Migliardo, Professore Associato al Dipartimento di Scienze Chimiche, Biologiche, Farmaceutiche e Ambientali dell'Università di Messina è stata omaggiata a Montecitorio 16 Marzo 2016

Fisica e Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Ferrara; nella categoria Junior si è distinto Federico Bella, 29 anni, del Politecnico di Torino, per il suo lavoro sui fotopolimeri a basso impatto per batterie e celle solari; infine, nella Sicurezza ha convinto Giuseppina Bonizzi del Dipartimento di Patologia dell’Istituto Europeo di Oncologia, occupandosi di tecnologie che consentono di gestire in modo sicuro i campioni biologici usati nella ricerca per la cura dei tumori. Le vincitrici e i vincitori della XV edizione del Premio Sapio per la Ricerca e l’Innovazione hanno ricevuto l'importante riconoscimento nel corso di una cerimonia che si è tenuta nella Sala della Regina, a Palazzo di Montecitorio, e che è stata dedicata in particolare alla ricerca “in rosa” evidenziando il ruolo e il contributo fondamentale che le donne hanno svolto e possono svolgere per il progresso scientifico. Il Premio Sapio ha simbolicamente steso il tappeto rosso per accogliere quattordici tra scienziate, docenti e ricercatrici, che si sono distinte per i loro studi e le loro scoperte, in rappresentanza delle tante figure femminili di grande spessore scientifico che si sono impegnate e si impegnano per lo sviluppo del Paese. Virna Marin, ricercatrice insignita del Premio Sapio sezione Junior nell’edizione 2010/11 per il suo lavoro ‘Recettori chimerici e cellule CIK come nuovo strumento terapeutico per l’immunoterapia delle leucemie’, ha raccontato la sua storia di studio, ricerca e progresso nell’ambito della medicina e della salute e portato una testimonianza di successo che è rappresentativa soprattutto dei molti altri traguardi che si potranno conseguire con un vero equilibrio tra geneWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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i chiama “L'Universitario Messinese” ed è una pagina Facebook nata quasi 5 anni fa (il 10 maggio 2011, per l'esattezza), un po' per gioco, con l’obiettivo di raggruppare e far divertire con dei link “pungenti” buona parte degli studenti della nostra amata/odiata Università, che hanno subito apprezzato in gran numero. L'idea è nata dalla mente di Salvatore Mamì, all'epoca studente dell'Università degli Studi di Messina, che quando nel 2012 ha lasciato Barcellona Pozzo di Gotto per proseguire gli studi al nord, non ha voluto abbandonare il progetto. Anzi, il suo impegno è sempre aumentato ma per avere un collaboratore “in loco” ha coinvolto Simone Intelisano, giornalista pubblicista e, ad oggi, laureando nel Cdl Magistrale in Metodi e Linguaggi del Giornalimo presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Ateneo peloritano. Oggi la pagina conta oltre 12.000 “fan” e con il tempo i due “admin” hanno capito che, visto il grande seguito, potevano avere un ruolo informativo importante per gli studenti, pubblicando tutte le novità relative all'UniMe, cercando di fare chiarezza sugli aspetti burocratici, promuovendo eventi e discutendo su tutto ciò che riguarda l'Ateneo a 360°. Il 14 marzo di quest'anno, ecco l'ultima novità: è nato www.universitariomessinese.it/, il portale ufficiale della pagina, interamente sviluppato e curato nei contenuti dai due ragazzi che con questo nuovo mezzo vogliono continuare a dare una mano ai colleghi: “Il sito è frutto di mesi di idee, di lavoro e di esperienza in questi anni di dialogo con gli studenti – spiegano Salvatore Mamì e Simone Intelisano – e non sostituirà affatto la pagina Facebook, che continuerà a svolgere lo stesso ruolo di questi ultimi anni. Con il sito vogliamo raggruppare in un unico portale tutte le notizie che interessano di più gli studenti, vogliamo dare a loro un nuovo mezzo dove dar voce alle loro esperienze e inoltre vogliamo riuscire ad aprire uno spazio di dialogo e confronto fra studenti e rappresentanti di dipartimento/associazioni studentesche. Ma non ci fermiamo di certo qui, perché L'Universitario Messinese è un cantiere sempre aperto e già abbiamo altre novità in serbo per il futuro”.

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“Così vogliamo aiutare gli studenti dell'Ateneo peloritano”

16 Marzo 2016


“L’Universitario Messinese” lancia il nuovo sito

16 Marzo 2016

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Un gol contro l’indifferenza... “Insieme di può” La NAZIONALE CALCIO ATTORI insieme alle vecchie glorie del MESSINA CALCIO, e alla squadra dei Giornalisti Messinesi & Friends si sfideranno in un triangolare a sostegno delle attività della Le.L.A.T. da anni impegnata nella lotta contro tossicodipendenze ed emarginazione. L’evento si terrà il 9 APRILE 2016 alle ore 15:00 presso lo stadio San Filippo di Messina. Sarà preceduto a partire dalle ore 13:30 da un mini torneo di giovani di alcune scuole calcio messinesi. Il costo del biglietto è di euro 5 più 1 euro di prevendita, è inoltre possibile per chi lo volesse acquistare la sosta per il parcheggio al costo di 3 euro più 0,50 euro di prevendita. Tutti i biglietti saranno acquistabili direttamente online sul circuito ticket one, Sud Dimensione Servizi, Bar Maracanà di Provinciale e tutti i punti vendita ticket one della città. Inoltre dalle ore 12:00 del 9 Aprile 2016, sarà attivo il servizio bus navetta dallo Z.I.R. allo stadio San Filippo. Tutto il ricavato escluse le spese, sarà devoluto a sostegno dell’Associazione Onlus Le.L.A.T. di Messina.

foto Salvatore Forestieri

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dietro le quinte di Francesco Certo

Il sindaco di tutti

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essina vive di momenti, da città provincialotta e periferica non può avere varie sfaccettature ma campare a parole su qualcosa da spolpare. Allora è così che nascono settimane di dibattito sul nulla cosmico, ovvero sulla sfiducia al sindaco Accorinti. Premettendo che un’amministrazione che nel marzo 2016 non ha ancora presentato il bilancio previsionale 2015 dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza, possiamo tranquillamente affermare che la posizione del sindaco non solo non è in discussione, ma non lo è mai stata neanche per un micro secondo. Le interviste impossibili che possono rilasciare personaggi del mondo politico messinese servono a poco, in quanto anche un ragazzino delle elementari sarebbe consapevole che di scalzare dalla poltrona Accorinti non c’è nessuna voglia. Di Giampiero D’Alia e dei suoi dubbi sapete tutti, tra Roma e Palermo l’UDC vive ambigue alleanze e se non verranno sciolte le riserve mai il partito centrista si muovere contro l’amministrazione. Francantonio Genovese la sua mossa l’ha fatta nei mesi scorsi, l’addio al PD e il passaggio a Forza Italia basta e avanza. I tempi non sono maturi per una campagna elettorale, che tra l’altro mancherebbe della portata principale: il candidato. A sinistra, o al centrosinistra, regna il classico caos. Naturale viste le centodiciottomila sfaccettature del PD&Co., dove tra renziani di ieri , di oggi e di domani raccapezzarsi è impossibile. Beppe Picciolo è probabilmente stanco di Palermo, sa bene che o si muove in prima persona o rischia di rimanere tagliato fuori. Il tempo ci dirà tutto, parlare oggi è sport nazionale da divanisti di professione. Renato Accorinti dorma sonni sereni, o al massimo rifletta su se stesso senza paura delle mosse degli avversari.

L’eredità di Rebecca

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on parliamo mai di cronaca da queste pagine, ma faremo la famosa eccezione che conferma la regola. I fatti li conoscete tutti, la morte della ragazza di 14 anni travolta e uccisa sulla strada statale 114 ha sconvolto e unito tutta la città di Messina. L’arresto dell’uomo alla guida, in stato di alterazione da alcool, rende la vicenda ancora più triste e intrisa di rabbia. Colpe e sentenze rimangono ad uso dei giudici. La riflessione è un’altra. La commozione dei funerali, quella vissuta allo stadio San Filippo in occasione della gara tra Messina e Foggia, l’urlo “Rebecca, Rebecca” gridato al cielo. Tutte emozioni incredibili, però che siano da esempio. Nessuna giovane morta verrà mai sopportata, almeno ricordiamoci di Rebecca e dei tanti come lei vittime della nostra scellerata voglia di eccesso. Il dolore non cessi, o almeno rimanga vivo oggi e domani quando ci verrà la tentazione di mettere in pericolo noi stessi e gli altri. In caso contrario saremmo solo i soliti ipocriti che piangono oggi e se ne fregano domani. Non è retorica, solo amara visione del mondo.

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Storie di tir, fondi e dimissioni

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i tengono a chiarire vari punti, perché quando viene sollevata la questione tir i primi accusati sono sempre loro. Il gruppo Caronte&Tourist spiega e rilancia contro le accuse di favorire l’invasione dei tir alla rada San Francesco e apre una parentesi importante: quella della regolarità dei pagamenti dell’Ecopass, con la chiara voglia di far venire la curiosità su come questi fondi vengano poi utilizzati. A Messina forse in maniera semplicistica si è accusato il gruppo di essere il maggiore responsabile della presenza dei mezzi pesanti in città. Se in passato questo poteva essere reale, è pur vero che in questi mesi l’amministrazione si è messa in prima linea per il contrasto del fenomeno, ma i risultati? Il porto di Tremestieri è spesso chiuso per cause di Vincenzo Franza forza maggiore, esiste un’ordinanza poco foto Peppe Saya chiara e che non viene fatta rispettare anche da chi l’ha scritta. La concessione dei pass è illogica, il controllo sia alle barriere della tangenziale che agli svincoli è zero. A volte, ma solo a volte, è possibile notare pattuglie alla rada San Francesco. No, non stiamo dando ragione al gruppo Franza ma la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti. Chiunque passi giornalmente dalle strade interessate potrà notare l’incredibile presenza di mezzi pesanti, soprattutto in orario notturno (periodo in cui regna l’anarchia). Riassumere tutto con i problemi del porto di Tremestieri sarebbe cieco, perché anche con l’infrastruttura sud a pieno regime ci sarebbero, e ci sono, i tentativi di aggirare divieti e ordinanze per la convenienza evidente della rada San Francesco. La verità è che sull’argomento dovrebbero proprio cessare discussioni e polemiche.

Libera, importante esserci

foto Peppe Saya

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unedì 21 marzo si svolgerà a Messina la manifestazione antimafia “libera” in ricordo delle vittime di mafia. Un corteo dei familiari, e di tutti quelli che vorranno prenderne parte, si snoderà per le vie del centro città fino alla conclusione in piazza Duomo dove verranno letti le migliaia di nomi delle vittime delle mafia. Questi i fatti, quello su cui vorremmo mettere l’accento è la partecipazione. Messina ha la grande occasione di ospitare una manifestazione di carattere internazionale, perché purtroppo la mafia non può essere rinchiusa nei confini regionali. Una giornata in cui ricordare ma far vedere al mondo interno che contro la mafia si è uniti e presenti in numero importante. Sono già previste alcune migliaia di persone, la speranza è quella che tanti messinesi vogliano scendere in strada e passare la propria mattinata presenziando a qualcosa di alto valore simbolico e non solo. La mafia si nutre di silenzio, un evento del genere deve essere urlato e partecipato ed i nomi delle vittime devono rimbombare nella coscienza sociale mondiale.

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Grazie FAI!

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on si finisce mai di conoscere un territorio, la sua storia, specie se si tratta di una città come Messina, il cui stretto è stato nei secoli crocevia di scambi commerciali e culturali. Emergono, continuamente, dunque, tesori nascosti, beni che non si può non valorizzare perché ci raccontano qualcosa di come eravamo ieri. Un grande aiuto in questo viaggio che sfida ogni limite spazio-temporale è fornito dal FAI, che organizza, periodicamente, week-end volti a conoscere luoghi che, pur appartenenti al tessuto cittadino, rimangono per i più sconosciuti e inesplorati. Quest’anno, per l’occasione, verrà aperta la Chiesa del Buon Pastore, sconsacrata negli anni ’30 e da allora non più fruibile alla cittadinanza. Riaprirà le sue porte venerdì solo per i soci del FAI, ma dalla prossima settimana il bene resterà sempre aperto dal lunedì al venerdì. A regalare un volto nuovo a questo “tesoro nascosto” è stato l’Arch. Mirella Vinci, che ha diretto i lavori di restauro. Quale sarà il futuro dell’antica Chiesa del Buon Pastore? Gli spazi riconquistati verranno usati come sala espositiva nell’ambito di “Messina antica in mostra”, evento organizzato dalla responsabile della sezione per i beni archeologici, dott.ssa Gabriella Tigano. Dopo la mostra di Villa Pace, la storia di Messina, dunque, torna ad essere protagonista grazie a questo nuovo evento. Si esporranno, nei suddetti locali, materiali di età preistorica provenienti dalle necropoli. Riguarderanno, nello specifico, il sito di Ganzirri, illustre sconosciuto per tantissimi cittadini, e quello di Pistunina. Un bene architettonico risorge a nuova vita, ma molto ancora c’è da fare per altri tesori che rischiano di rimanere sepolti dallo scorrere del tempo. Non si può non pensare, a tale proposito, alla Real Cittadella, da anni regno del degrado, o alla Cripta del Duomo. Anche quest’ultima verrà riaperta in occasione del week end del FAI, ma poi nuovamente chiusa perché serve una cifra compresa tra i 300 e i 400 mila euro per regalarle un volto nuovo. A un tesoro negato se ne affianca uno come Villa De Pasquale che dovrebbe diventare a breve pienamente fruibile. Nell’attesa delle prossime resurrezioni di tesori nascosti, rivolgiamo tutto il nostro plauso al FAI che ravviva sempre, con vari eventi, il legame del cittadino con il territorio attivando quella che possiamo definire una “febbre” salutare di conoscenza e di recupero di tesori negati.

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IN

di Alessia Vanaria

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di Francesco Certo

Bilancio, prima o poi

OUT

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16 Marzo 2016

on vogliamo certamente mettere fretta all’amministrazione di Messina, ed in particolare all’assessore al bilancio nonché vice sindaco, Guido Signorino. Guardando distrattamente il calendario ci accorgiamo che le idi di marzo son passate e che con esse anche l’inverno sta per andar via. La primavera in arrivo è periodo di bizzarre giornate spesso calde a volte zuppe. In tutto questo immaginifico e poetico quadro all’improvviso un lampo: il previsionale?! Aprile alle porte ma ancora Messina non ha presentato il previsionale di bilancio del 2015. Non del 2016, ma proprio del 2015. Esistono realtà, quasi utopistiche, dove lo scorso dicembre è stato approvato il previsionale 2016 e si lavora già per il 2017. Non pretendiamo tanto, ma i tempi dilatati forse sono un po’ troppo larghi. Il previsionale, il consuntivo, l’approvazione e la presentazione, tutti i millemila passaggi burocratici necessari e probabilmente saremo già nel 2027 o giù di lì. Ironia a parte, Messina può permettersi tutto questo? La risposta è scontata ma quello che da capire adesso è il motivo di tale rallentamento. Che le casse di Palazzo Zanca piangessero era cosa nota a Signorino e soci quando hanno deciso di imbarcarsi nell’avventura accorintiana. Default è una parola bandita negli uffici della giunta, ma la lotta contro il fallimento comunale non sembra poter essere vinta. La Corte dei Conti attende, anche il Ministero si è messo alla finestra quantomeno per capire e alla fine proprio da Roma arriverà la risposta definitiva sulla questione. Un ritardo è possibile, quello che sta accadendo a Messina sembra più un accanimento politico-finanziario. Come si può pensare di approvare un bilancio che solo nella sua fase di previsione subisce un rallentamento di svariati mesi? Chissà… Una riflessione tra le mura di Palazzo Zanca è necessaria, tra sfiducia e sciocchezze simili si perde forse il filo delle cose importanti. Signorino, Accorinti o chi preferite devono adesso prendere una decisione definitiva e pesante. L’intervento del Ministero rappresenta, comunque la si veda, una sconfitta per questa amministrazione.

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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Marzo 2016

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Settimana mondiale del cervello Illustrata la Settimana Mondiale del Cervello 2016, in programma fino a domenica 20. Le iniziative, sono organizzate dalla Società Italiana Neurologia, promosse dall'IRCCS Centro Neurolesi, e patrocinate dal Comune e dall'Ordine dei Medici chirurgi e odontoiatri della provincia di Messina.

Percorso di riflessione La Settimana Teologica 2016, è giunta quest’anno alla sesta edizione. Un percorso di riflessione accessibile non solo ai cattolici ma a chi, anche da non credente, vede nell’esperienza umana la via privilegiata per accedere al Divino.

V Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla Presentata a palazzo Zanca, la “V Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla”, organizzata dagli assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali, in collaborazione con l'associazione Korakané. A piazza Duomo, la Fontana Orione si “illuminerà di lilla”, come gran parte delle fontane italiane.

Squarci di luce nelle tele di Maurizio Gemelli Disegni a matita, celebri ritratti, scene simboliche e imponenti tele ad olio compongono la personale “Racconti illustrati” di Maurizio Gemelli in mostra nella sala mostre del Teatro Vittorio Emanuele fino al 20 marzo.

Il Messina vince con il Foggia Il Messina di Di Napoli aggiunge tre punti alla classifica grazie alla vittoria in casa contro il Foggia, con un sinistro preciso di Giuseppe Fornito. Non cambia nulla il mister nelle sue scelte iniziali. In campo gli stessi undici che hanno vinto a Rieti contro la Lupa Castelli Romani.

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Emergenza Tir

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Giornata mondiale del servizio sociale

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Per l’emergenza TIR, i vertici della società Caronte & Tourist SPA, hanno tenuto una conferenza stampa dove l´amministratore delegato della società, Vincezo Franza, evidenzia come ormai la gestione dei traffici della TIR e le deroghe siano gestite dai vigili urbani.

L’assessore alle Politiche Sociali, Nina Santisi, ha rivolto un augurio a tutti gli assistenti sociali, che operano non soltanto al Comune, ma anche quelli impegnati in città e in provincia, nelle istituzioni, nella cooperazione sociale, nel terzo settore, nella società civile. 16 Marzo 2016


Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

I CIRCOSCRIZIONE

Un bene di interesse storico torna ad essere fruibile

È

proprio vero, basta poco per valorizzare la bellezza e ancora meno per restituire dignità e decoro a una signora di quasi mille anni. Dopo l’intervento di pulizia del piazzale e delle scale, la Chiesa Normanna di Mili San Pietro sembra rifiorire con l’arrivo della primavera. Facendo seguito alla nota dell’Associazione Ionio inviata al Comune, la squadra di Messinambiente ha provveduto alla scerbatura delle vie d’accesso al sito. In seguito a numerosi sopralluoghi svolti tra marzo e aprile 2015, l’Associazione Ionio e la sezione di Messina di Sicilia Antica avevano riscontrato nelle zone di pertinenza comunale della Chiesa una situazione di degrado. A maggio, dopo diversi solleciti alle autorità competenti, le associazioni avevano avviato in via autonoma e a proprie spese la pulizia dell´area. La situazione di degrado si era riproposta in questi mesi. L’erba cresceva selvaggia e rendeva l’uso delle scale rischioso. L´edera rischiava di danneggiare seriamente l´arcata del portale d´ingresso al cortile interno della Chiesa. Con questo intervento, dettato dall’urgenza, un bene di interesse storico artistico tanto importante quanto ignorato, simbolo di un territorio e testimone di una Sicilia arabo-Normanna, crocevia di culture, torna a essere fruibile.

III CIRCOSCRIZIONE

Assenza vigili urbani all’ingresso delle scuole nella tangenziale di Camaro

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plessi del 10° Istituto Comprensivo “La Pira” di Camaro (che abbraccia, fra gli altri, i plessi “La Pira 1, La Pira 2 e La Pira 3” siti a Camaro S. Paolo e la scuola elementare “Domenico Gentiluomo” che invece risulta ubicata nel versante opposto di Camaro S. Luigi), rispetto alla maggior parte delle scuole cittadine hanno avuto da sempre una peculiarità: la loro pericolosissima ubicazione, proprio perché a ridosso della trafficatissima arteria che collega lo svincolo di Messina Centro al viale Europa. Proprio per tali caratteristiche, da decenni viene garantito il preziosissimo servizio di presenziamento da parte delle 2 storiche pattuglie che preservano l'incolumità dei bambini dai rischi legati allo sfrecciare delle autovetture; in questa stagione scolastica, però, il servizio è sempre stato "monco", spesso assente o col "contagocce". In questi mesi sono state numerose le giornate del tutto prive del servizio o, nella migliore della ipotesi, il presenziamento è stato garantito solo durante l'uscita dai plessi. Nei giorni scorsi si è sfiorata la tragedia. Il consigliere comunale Libero Gioveni e il consigliere della III circoscrizione Alessandro Cacciotto a sollecitare la definitiva e ottimale presenza giornaliera degli agenti sul posto.

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9 Marzo 2016


VI CIRCOSCRIZIONE

Chiusa la Fontana Tarantonio. Biancuzzo pronto ad incatenarsi al Comune

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on la presente il consigliere della vi circoscrizione mario biancuzzo comunica agli organi di competenza che ad oggi la fontana pubblica ubicata ai bordi della strada statale 113/dir località tarantonio comune di messina è chiusa: “Pronto ad umiliarmi ed incatenarmi presso il comune di messina per chiedere la riapertura della fontana pubblica a tarantonio. Nonostante abbia chiesto la riapertura della bellissima fontana nessuno ha provveduto. Premesso che, la suddetta fontana dove è ubicata non crea assolutamente problemi di viabilità ed intralci di vario tipo. Accertato che la fontana pubblica esistita da sempre, da oltre 80 anni, è indispensabile per approvvigionamento del prezioso liquido. Considerato che nel tratto che va da tono a ponte gallo sono state chiuse tutte le fontane pubbliche. Chiedo la riapertura almeno di questa fontana esistita da sempre. Numerose persone, lavoratori, ciclisti ed automobilisti si fermavano per dissetarsi, ma come al solito siamo a messina e la fontana è stata chiusa. Premesso ciò chiedo: A sua eccellenza signor prefetto come garante di tutti i cittadini di voler intervenire sui responsabili dell’amam e sul nostro signor sindaco per far ripristinare l’apertura della fontana pubblica esistente da sempre in località tarantonio di codesto comune di messina. L’acqua c’è, ed in esubero viene scaricata nel torrente 365 giorni h 24, veramente vergognoso, l’acqua comunale, un bene prezioso, viene scaricata a mare. Aprite la fontana. Esiste una delibera la numero 5, per la riapertura della fontana, votata ed approvata su mia richiesta dal consiglio circoscrizionale in data 22 gennaio 2016 all’unanimità dei consiglieri presenti (15 consiglieri presenti e votanti). Cosa aspetta l’amam ed il sindaco per riaprirla? Ai signori direttori della stampa ed emittenti tv chiedo, di voler effettuare servizi anche con filmati per dare comunicazione ai cittadini siciliani e calabresi che l’acqua potabile c’è a messina. Ma viene scaricata nel torrente e le fontane pubbliche vengono chiuse. Eccellenza, signor prefetto, intervenga, visto il malcontento che esiste in tutti i cittadini che mi pressano per far riaprire la fontana a tarantonio esistente da sempre”

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città a cura di Marilena Faranda

Ambiente

Monitoraggio del verde pubblico

Antimafia

XXI giornata della memoria e dell’impegno foto Peppe Saya

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olti alberi caduti e tante successive polemiche dopo, nella Sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca, l'assessore all'Ambiente, Daniele Ialacqua, ha tenuto una conferenza stampa, alla presenza del Sindaco Accorinti, per illustrare ai giornalisti il lavoro svolto in questi mesi dalla ditta DREAM riguardo alla stabilità degli alberi sul territorio comunale. “Sono oltre 3000 gli alberi cittadini posti sotto osservazione, ha detto Ialacqua, così come previsto dalla gara per pubblico incanto, indetta lo scorso anno dal Comune di Messina ed aggiudicata alla ditta DREAM di Arezzo”. Nel corso dell'incontro i responsabili della DREAM, hanno illustrato le procedure seguite, gli strumenti utilizzati, i risultati a cui si è pervenuti e le indicazioni date per la messa in sicurezza e/o l'abbattimento degli alberi che presentano situazioni di pericolo per l'incolumità dei cittadini. Questa ditta a conclusione del suo operato, lascerà alla città un software in cui sarà censito tutto il verde cittadino.

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’ stata presentata, a Santa Maria Alemanna, nel corso di una conferenza stampa la XXI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si svolgerà quest'anno a Messina il prossimo lunedì 21. L'iniziativa, è promossa dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai Segretariato Sociale e Rapporti con il Pubblico. All’incontro hanno preso parte: Don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera; Piero Gurrieri, vice presidente nazionale di Avviso Pubblico; Daniela Marcone, familiare vittima innocente di mafia e responsabile Libera Memoria; il sindaco, Renato Accorinti; Gregorio Porcaro, referente Libera Sicilia; e familiari di vittime innocenti delle mafie, tra cui Pasquale Campagna, fratello di

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Graziella Campagna; Matteo Luzza, fratello di Giuseppe e testimone di Libera per la Calabria; Maria Cristina Scuderi, Figlia del disperso Mario Scuderi. La Giornata della Memoria e dell’Impegno fissata al 21 marzo, primo giorno di primavera, ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime l'impegno nella lotta alla criminalità organizzata, ha spiegato don Ciotti. “Ponti di memoria, Luoghi di impegno” è la frase che accompagnerà la giornata di Messina per congiungersi ai mille luoghi che in tutta Italia in quel giorno lanceranno un messaggio di impegno. Io vorrei che in questa giorno di ricordo e testimonianza, I cittadini messinesi affollino la piazza, invita Campagna, perché mia sorella, come le altre vittime, non siano morte invano. 16 Marzo 2016


Tir

Servizi Sociali

La visione dei Franza

Gli auguri dell’Ass. Santisi

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oi abbiamo deciso di rispondere alla città rispetto alle accuse che ci vengono mosse per la solita emergenza TIR, introducono i vertici della società di armatori, Caronte & Tourist SPA, in una conferenza stampa tenuta nella loro sede. In una nota redatta e letta dall'amministratore delegato della società, Vincezo Franza, si evidenzia come ormai la gestione dei traffici della TIR e le deroghe siano gestite dai vigili urbani, che non possono vigilare come dovrebbero per gli ingenti flussi. Bisognerebbe, piuttosto, presidiare i principali viali di accesso Viale Europa e

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Boccetta. Per il bene della città, ci eravamo offerti a gestirlo noi tale servizio, che da tempo operiamo in questo settore, ma i vigili non si sa a quale titolo si sono voluti inserire loro con l’avallo dell'amministrazione. Riteniamo, piuttosto, che sarebbe utile accogliere le dimissioni tante volte annunciate dal comandante del Corpo di Polizia municipale, affinché possa rendersi più utile in un altro settore.

n occasione della Giornata mondiale che celebra il Servizio Sociale, l’assessore alle Politiche Sociali, Nina Santisi, rivolge un augurio a tutti gli assistenti sociali, che operano in città e in provincia, nelle istituzioni, nella cooperazione sociale, nel terzo settore, nella società civile. “Il patrimonio di valori, conoscenze, metodologie ed esperienze della professionalità dell’assistente sociale è un fondamento irrinunciabile di una comunità che vuole essere competente perché sa riconoscere i propri bisogni e sa anche trovare le risorse per accoglierli e soddisfarli. Auguro a tutti noi di essere competenti nel nostro lavoro.”

Favismo

Mobilità Urbana

Replica di Cacciola alla Caronte

Divieto di coltivazione e vendita

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foto Peppe Saya

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'assessore alla Mobilità Urbana, Gaetano Cacciola, è intervenuto con una nota in merito all'attraversamento dei TIR in città: "Il vero ed unico obiettivo di questa amministrazione è fare in modo che, in condizioni normali, i TIR che dalla

16 Marzo 2016

Sicilia devono raggiungere il “continente”, e viceversa, non attraversino la città, nell'attesa della realizzazione del nuovo porto a sud. Nessun interesse di parte, nessuna "opportunità" politica potrà mai prevalere rispetto la salute e la sicurezza dei cittadini.

on ordinanza del sindaco, Renato Accorinti, per un caso di un cittadino affetto da favismo, è stato disposto, con decorrenza immediata, il divieto assoluto di coltivazione di leguminose fresche (fave e piselli) per un raggio di 300 metri in linea d'aria e la vendita in forma sfusa, per un raggio di 150 metri, dall'abitazione di residenza dello stesso, in via Reggio Calabria is. 55.

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Città Metropolitana Provincia a cura di Marilena Faranda

Servizi di assistenza persona e trasporto per gli studenti d

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ono state indette dalla Città Metropolitana di Messina le nuove gare in cui si invitano tutte le imprese sociali, aventi i requisiti a presentare offerta per l’affidamento dei servizi di assistenza personale e trasporto per gli studenti disabili, che frequentano le Scuole Superiori, ricadenti nel territorio dei Comuni dell’ex Provincia di Messina. Il periodo di servizio previsto è di max gg.60 fino a conclusione dell’Anno Scolastico 2015/16. In considerazione dell’urgenza, onde non interrompere i servizi in corso, le offerte e la documentazione di gara dovranno pervenire al Protocollo Generale dell’Ente entro le ore 10.00 del giorno 29 marzo 2016; le operazioni di gara avranno inizio dalle ore 12.00 e segg. dello stesso giorno presso la sede del Presidente di gara - Dirigente V Direzione - Palazzo dei Leoni corso Cavour, 87 in Messina. Tale notizia è da considerarsi, anche se siamo in presenza di un’ulteriore intervento tampone, un evento molto positivo se consideriamo che, come annuncia Clara Crocè della Fp Cgil, que-

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16 Marzo 2016


I Comuni interessati da questi bandi Lotto zona 1 - Comuni di Mistretta, Caronia, Santo Stefano Camastra, Tortorici. Importo 97.800,00. Durata 60 giorni. Lotto zona 2 - Comuni di Barcellona P.G. –Terme Vigliatore - Brolo- Capo D’Orlando- Castroreale. Importo 176.820,00. Durata 60 giorni. Lotto zona 3 - Comuni di Milazzo, Pace del Mela, Lipari, Spadafora. Importo 107,964,00. Durata 60 giorni. Lotto zona 4 - Comuni di Taormina- Giardini NaxosFrancavilla S. Furci Siculo- Letojanni- Santa Teresa Riva. Importo 72.000,00. Durata 60 giorni. Lotto zona 5 - Comune di Messina. Importo 170,2290. Durata 60 giorni.

ale isabili delle Scuole Superiori sti nuovi bandi hanno rispettato le innumerevoli segnalazioni avanzate in questi mesi. I nuovi criteri dovrebbero scongiurare le solite difficoltà che gravi danni hanno arrecato ai lavoratori, ma soprattutto agli studenti disabili delle scuole superiori, che hanno visto soffocato il loro diritto allo studio a causa dei tagli e dell’assenza della riforma delle province. “La Dirigente ai servizi sociali della Città Metropolitana, Annamaria Tripodo, e il funzionario dei servizi sociali hanno assunto l’impegno di apportare alcune modifiche ai bandi di gara - afferma ancora la Crocè - Siamo ancora lontani dall’ottimizzazione del servizio, purtroppo dobbiamo fare i conti con il taglio delle risorse delle Province. Non possiamo fare a meno di sottolineare che la nostra provincia è stata ancora una volta scartata, i fondi assegnati sono stati dimezzati negli anni dall’assessorato alle Autonomie Locali, e quelli assegnati, poco meno di un milione di euro si riferiscono al 2015, quindi a fondi già spesi”.

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Provincia Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

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16 Marzo 2016


Bilancio approvato e non ancora pubblicato Rimane tutto...”un mistero”

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l bilancio della Regione Sicilia esiste solo sulla carta. A due settimane dalla formale approvazione da parte dell'Ars, la manovra finanziaria non è ancora stata firmata dal presidente della Regione Rosario Crocetta né, di conseguenza, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Il 28 febbraio è scaduto l'esercizio provvisorio. L'intera spesa della Regione, dunque, è bloccata. Ma fonti dell'Assemblea parlano di una questione, come al solito, non di poco conto: durante l'esame della manovra ci sarebbe stato un voto illegittimo: il prelievo di un milione di euro da un capitolo del bilancio e il trasferimento della stessa somma in un allegato della Finanziaria. Operazione che, già nei giorni del dibattito di Sala d'Ercole, aveva suscitato perplessità negli stessi funzionari di Palazzo dei normanni. Fatta la legge, la Ragioneria generale della Regione starebbe cercando ora di mettere una "toppa". La verità, secondo indiscrezioni, è che da Roma ancora non si decido-

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no a dare alla Sicilia i famosi 500 milioni di euro di aiuti che erano stati promessi in cambio dei tagli effettuati. Questi soldi sono inseriti nel documento contabile, ma non ancora nelle casse siciliane. Mezzo miliardo iscritto nel bilancio 2016 che la Sicilia attende da Roma a titolo di anticipazione sugli accordi Stato-Regione e che si ritiene sia quasi impossibile che arrivino nelle casse regionali, perche’ sottoposti, secondo alcune valutazioni, a una sorta di condizione sospensiva. Inserire i 500 milioni in bilancio ha comportato la necessita’ di congelare un importo corrispondente di spesa fino al realizzarsi del presupposto giuridico che ne consenta l’effettiva quantificazione, l’assegnazione del contributo e’ associata alla condizione di un aggiornamento dell’intesa tra lo Stato e la Regione in materia di obiettivi di contenimento della spesa per il 2016. Da qui il rischio, del resto era prevedibile, di una nuova impugnativa.

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Cultura

“Le Vie dei Forti. Strade e Arc Peloritani. Un patrimonio geo-

Presentato alla Dogana lo studio che restituisce alla città il patrimonio Architettonico realizzato del Genio Militare sulle Vie dei Forti

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traordinaria presenza di Istituzioni e di pubblico ieri pomeriggio alla Dogana per la presentazione della ricerca sul patrimonio architettonico realizzato dal Genio Militare, nel tardo ‘800, sulle Vie di collegamento dei Forti umbertini. Lo studio, condotto dal prof. Enzo Caruso nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Turismo, Territorio e Ambiente dell’Università di Messina, è stato sintetizzato nel volume “Le Vie dei Forti. Strade e Architettura Militare sui Monti Peloritani. Un patrimonio geo-storicoarchitettonico d’Italia”, nel quale è stato riportato il censimento dei Manufatti distribuiti sul territorio Peloritano, costruiti per la tutela del territorio da frane e smottamenti, allora finalizzato a garantire il trasferimento di uomini, materiali e artiglierie lungo la linea di circonvallazione che unisce i Forti Umbertini messinesi. A presentare la serata Mino Licordari che, dopo il saluto del dott. Ivan Spina, Direttore della Dogana, ha introdotto gli interventi del Dott. Carmelo Di Vincenzo, dirigente del Corpo Forestale, del Dott. Giuseppe Minissale, presidente della Gruppo Alpini di Messina,

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hitettura Militare sui Monti -storico-architettonico d’Italia” dell’Ing. Bruno Biondi, Presidente della Sez. messinese del C.A.I. e dell’Ing. Enzo Colavecchio, Presidente di Legambiente dei Peloritani. A seguire, gli interventi di saluto da parte della prof.ssa Antonella Messina, Direttore del Master "Restauro e conservazione del patrimonio geo-archeologico e geo-architettonico dell'Università di Messina, del dott. Gianfranco Zanna Presidente Legambiente Sicilia e del Dott. Carmelo Ardito Presidente Ordine dei Geometri laureati. La parola quindi al prof. Caruso che ha affascinato il pubblico presente con il racconto del lungo percorso di studio che ha condotto, attraverso una impegnata ricerca negli archivi e lungo le antiche strade dei Peloritani, al riconoscimento di opere di contenimento, cunette di scolo, tombini, ponti, fontane, baraccamenti e case cantoniere, nonché alla ricostruzione dei tracciati delle strade realizzate dal Genio Militare nel periodo umbertino. L’intervento ha quindi esposto le fasi di valorizzazione dei manufatti concentrati nell’area del Vivaio di Ziriò, mediante apposite tabelle segnaletiche, realizzate grazie alla collaborazione dell’Ispettorato Foreste e dell’Azienda Forestale. In ultimo, sono state presentate le escursioni sulle Vie dei Forti ad opera di un’Associazione che, in sinergia con la MSC crociere, ha consentito in due anni, ad oltre 2.500 turisti provenienti da tutto il mondo, di godere della bellezza dei Peloritani e dello Stretto. A conclusione dell’incontro, l’on. Giovanni Ardizzone, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha evidenziato l’importante impegno di tante Associazioni e di singoli cittadini su cui è necessario puntare per il rilancio culturale del nostro territorio.

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155 anni della Resa della Cittadella

La caduta della Cittadella. Per non dimenticare

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l 12 Marzo 1861, con la caduta della Cittadella, Messina pone fine ad un lungo percorso di rivolta contro la Monarchia dei Borbone; un percorso iniziato con i Moti del 1821 e concluso nel 1860, passando per il funesto ’48 ove la città pagò, a caro prezzo, il suo desiderio di libertà in nome del popolo siciliano. In quegli anni, l’importanza storica e artistica della storica fortezza, una delle più imponenti d’Europa, che potrebbe oggi rivelarsi un attrattore turistico dalle enormi potenzialità, passò in secondo piano rispetto al desiderio di

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riscatto di una città che, da quelle mura, aveva visto “vomitare” su di essa, fuoco e proiettili, terrore e morte in risposta al desiderio di libertà e autonomia che provocò, in un secolo, ben tre rivoluzioni contro i Borbone: 1821, 1848 e 1860. Tre rivoluzioni da parte di un popolo che, pur facendo parte dello stesso Regno delle Due Sicilie, stava “al di là del Faro” (visto da Napoli) e che, con i Borbone, aveva un rapporto ben diverso da chi invece, rispetto al Faro, stava dalla parte opposta, più vicino alla Capitale del Regno. 16 Marzo 2016


Purtroppo, a causa delle tante calamità che hanno martoriato Messina, la memoria dei suoi abitanti risulta essere così lacunosa da sconoscere “fatti e idee” che hanno animato il popolo messinese nel travagliato periodo del Risorgimento e i sacrifici subiti da chi combattè per la causa. La Società Messinese di Storia Patria trae le sue origini in gran parte proprio dai protagonisti di quelle lotte e anche oggi, a distanza degli eventi ricordati, mantiene intatta fede sulle scelte risorgimentali allora operate, tanto nel nome di un buon numero di suoi componenti quanto in quello, per noi ancora vivo e operante, dei suoi fondatori. Delle tre rivoluzioni, quella del ’48 fu per Messina la più infausta; una volta sedata dalle truppe napoletane e svizzere, la rivolta comportò infatti, su ordine di Ferdinando II, la totale distruzione per rappresaglia della città e una durissima e spietata repressione guidata dal Generale Carlo Filangeri. Approfonditi studi, confermati anche da fonti borboniche e diplomatiche coeve, attestano la ferocia con cui le truppe borboniche si accanirono sui cittadini inermi e gli ammalati degli Ospedali, che vennero saccheggiati e incendiati, gli stupri e le violenze sulle donne e sui bambini, la distruzione dell’intera città ridotta in fumo dai cannoneggiamenti che si protrassero ben oltre la resa. L'intera Europa condannò l'eccidio. Docici anni più tardi, il 12 marzo 1861, con la caduta della Cittadella e del Governo Borbonico Messina riscattava i 5.000 messinesi morti durante la rivolta del ’48. In ricordo di quel travagliato periodo, il 12 marzo si dovrebbe quindi commemorare in modo razionale e oggettivo “la caduta della Cittadella” come un momento di transizione tra un’epoca e un’altra perché, nel bene o nel male, da quel giorno Messina diventò Italiana. Le Commemorazioni dovrebbero sempre avere il compito di lanciare messaggi trasversali ed educativi, con lo scopo di indurre rifles16 Marzo 2016

sioni sulla storia perché essa diventi effettiva “maestra di vita”. Oggi risulterebbe alquanto insensato andare depositare un omaggio floreale ai piedi della statua di Mussolini che, pur avendo ricostruito Messina dopo il terremoto, ne condannò il destino nel 1943 con la totale distruzione dei bombardamenti. Allo stesso modo, rendere omaggio alla Statua di Ferdinando di Borbone potrebbe apparire piuttosto discutibile, perchè significherebbe rendere onore a colui che, accanto al merito di aver rifondato la nostra Università, decretò la distruzione della città di Messina, meritandosi dall’Europa l’appellativo di "Re Bomba". La caduta della Cittadella, per chi crede nel valore educativo della Memoria, può, anzi, deve essere un'occasione per rileggere i fatti, da una parte e dall'altra; è un'occasione perchè la storia, letta in modo oggettivo e con i documenti alla mano, possa offrire ai giovani chiavi di lettura che i libri a volte non forniscono. Ben venga allora la data del 12 Marzo, ma non certo per evocare solo il ricordo di eroici soldati caduti sulle mura della Cittadella, dimenticando i messinesi morti per gli ideali di libertà, di cui oggi dobbiamo continuare ad essere testimoni. Per tali ragioni, un Sindaco, un Assessore, un Comandante, rappresentanti in loco dello Stato Italiano, non potranno certo, in linea di principio, essere coinvolti in commemorazioni legate ad avvenimenti e figure che, nella storia (per quanto discutibile si possa ritenere), vanno contro quella che è la nostra identità odierna, quella di essere semplicemente CITTADINI ITALIANI.

Prof. Rosario Moscheo Presidente della Società Messinese di Storia Patria WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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“La Cittadedda ‘nfami china di ca La repressione borbonica nel ‘48

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La cittadedda 'nfamia china di cannuneri... Nn’a bbruciatu li quarteri, e vulemu la libbertà!” Nei versi di questa canzone, scritta durante i Moti rivoluzionari del 1848, c’è espresso tutto l’odio del popolo messinese verso “l’infame” fortezza, rea di esistere non per difendere la Città da attacchi nemici, ma per tenerla soggiogata sotto il tiro dei suoi 400 cannoni. Costruita subito dopo la rivolta antispagnola per sedare anche il più flebile alito di libertà e di indipendenza, la Cittadella nei suoi 200 anni di storia ha rappresentato il simbolo dell’oppressione e della tirannide. Come avvenne per la Bastiglia dopo la Rivoluzione Francese, il primo pensiero della nuova Amministrazione comunale, all’alba dell’Unità, fu la richiesta di demolire il “Simbolo” e tutto ciò che le tetre mura avevano rappresentato. Dopo la scintilla del 1° settembre 1847, immediatamente soffocata dalla polizia borbonica, i messinesi i Messinesi scendevano in massa per le strade alle ore nove del 29 gennaio, dando inizio alla rivolta che tenne in scacco i napoletani per 9 mesi. Mentre l'artiglieria della Cittadella bombardava Messina con un'intensità prima sconosciuta,

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annuneri…”

continuando a farlo anche nei giorni seguenti, riducendo in macerie interi quartieri, un esercito di 25.000 borbonici sbarcava a sud della città dirigendosi verso il centro abitato, contrastato da soli 6.000 siciliani, bruciando e distruggendo ogni cosa. “Furono gli infermi, i ciechi, ed i paralitici dell'ospizio Collereale a colpi di baionetta scacciati, ed impigliandosi fra le schiere borboniche, rimasero tutti sceleratamente ammazzati. Furono arse e distrutte tutte le dimore del borgo San Clemente posto poco prima del torrente della Zaera”. “Appiccarono il foco al grande Ospitale, e vi arser dentro malati e feriti assai. Preso, o per meglio dire distrutto il quartiere che si trovava fra via Imperiale e via Porta Imperiale, i reparti borbonici che avanzavano dal mezzogiorno, ossia dalla testa di ponte navale, si congiungevano con quelli che provenivano dalla Cittadella”. Frattanto i militari dell'esercito borbonico si davano al saccheggio ed alle violenze sugli abitanti: “Li Svizzeri ed i Napolitani non marciavano che preceduti dalli incendii, seguìti dalle rapine, da' saccheggi, dalli assassinamenti, dalli stupri. […]. Donne violate nelle chiese, ove speravano sicurezza, e poi trucidate, sacerdoti ammazzati sulli altari, fanciulle tagliate a pezzi, vecchi ed infermi sgozzati ne' proprii letti, famiglie intere gittate dalle finestre o arse dentro le case”. Furono saccheggiate e distrutte anche alcune abitazioni di stranieri che vivevano a Messina, tanto che il console inglese Barker, riferendo l'accaduto al suo Governo, scriveva che molti sudditi inglesi ivi residenti erano ridotti in rovina e che era stato ferito a colpi di sciabola persino il console di Grecia e Baviera M. G. M. Rillian, malgrado si trovasse in uniforme, prima che anche la sua dimora fosse saccheggiata ed incendiata. Anche l'ammiraglio inglese Parker condannò l'operato dei borbonici: “La più grande ferocia fu mostrata dai napoletani, la cui furia fu incessante per otto ore, dopo che ogni resistenza era cessata”. Il bombardamento e gli incendi appiccati suscitarono le proteste dei diplomatici stranieri presenti a Messina, precisamente dei consoli del Belgio, della Danimarca, della Francia, del Regno Unito, dei Paesi Bassi, della Russia, della Svizzera. Alla sconfitta militare dell'insurrezione seguì quindi una dura repressione. A Messina fu imposto un periodo di stato d'assedio che durò per oltre tre anni. Inoltre il generale Filangieri impose, con un suo decreto, che la locale Università messinese potesse essere frequentata soltanto da studenti della provincia. Furono anche chiusi importanti centri di cultura come il Circolo della borsa” ed il Gabinetto letterario” e molti personaggi illustri ed intellettuali di Messina, coinvolti nella grande rivolta, dovettero alla fuga ed all'esilio. La Cittadella continuò a fornire al potere borbonico uno strumento di dominio e controllo su Messina sino al 1860, sia con la minaccia latente dei suoi cannoni e della sua guarnigione, sia come carcere per i prigionieri politici. Enzo Caruso 16 Marzo 2016

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Intervista al soprano Carmine Elisa Moschella

“Nata con il canto del mare nel cuore” Come nasce e si alimenta la sua passione per la musica? Nata con il canto del mare nel cuore ho sempre avuto la passione per la musica. Mi sono trasferita a Messina dove ho fatto tutto il mio iter di studi fino al Liceo Scientifico G. Seguenza. Dopo essermi iscritta alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria ho iniziato a studiare Canto Lirico da privatista per poi , pochi anni dopo, iscrivermi al Conservatorio. La scoperta della mia voce è stata un traguardo raggiunto con forza di volontà e sacrificio, studiando , ascoltando, affinando sempre più fino a raggiungere la mia piena vocalità di soprano drammaticamente corposa ma molto agile e chiara. Ho conseguito con il massimo dei voti il diploma in canto lirico al Conservatorio Statale di musica “ F. Cilea” di Reggio Calabria. Lei si è esibita in palchi importanti, quali ricorda con piacere? Ho cantato in occasione di varie manifestazioni culturali e in particolare al Teatro “Vittorio Emanuele” e al Teatro ATM di Messina, all’arena Parco delle Kentie di Riposto, al Palazzo Duchi di Santo Stefano ( Fondazione Mazzullo) e nella chiesa di Santa Caterina in Taormina, in varie arene all’aperto della provincia di Messina e Catania, al Teatro Metropolitan di Catania inserita in un evento teatrale, al Teatro Pirandello e al Teatro del Palacultura di Messina, vari Concerti Solistici in Auditorium e Teatri tra Messina e Catania, ha cantato in varie Manifestazioni dell’A.S.A.S. di Messina e di moltissime altre associazioni musicali e culturali in Sicilia e in Calabria, oltre ad altre partecipazioni in eventi religioso-culturali. Ultimi ma non ultimi sono i tre Concerti estivi “Concerto sotto le stelle” nel palco sulla spiaggia a Giardini Naxos, Concerto nella chiesa di Santa Caterina a Taormina e Gran Concerto al castello di Schisò di Giardini Naxos e i due Concerti Natalizi “Concerto di Beneficenza” al Castello di Villafranca Tirrena e “Concerto dell’Epifania” alla Chiesa di san Pancrazio di Giardini Naxos. Inseriti tra di essi vari eventi culturali e Teatrali tra Messina e Catania sia da solista che con varie Compagnie Teatrali. Oltre che da solista canto spesso con vari gruppi operistici. Ho fondato ,insieme ad una collega, il duo “Mimica e Mimetica” con il quale metto in scena performance multimediali canore e letterarie da noi create.

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Lei è fondatrice dell’Associazione Culturale “Aulisse” di Giardini Naxos. Quali sono le finalità che si prefigge questa associazione? Sin da quando ho fondato la mia prima associazione culturale lo scopo principale che ho sempre tentato di perseguire è la diffusione dell’arte in tutte le sue forme facendo rete con tutti coloro che vogliono collaborare per perseguire il mio stesso fine senza dimenticare mai l’impegno sociale. Spessissimo abbino gli eventi, creati con tutti coloro che mi affiancano, ad uno scopo benefico per far si che la bellezza dell’arte porti anche ad un risultato più concreto oltre che al dare cibo e bellezza agli animi in un periodo in cui ne abbiamo veramente bisogno. Sono stata chiamata in giuria in vari Concorsi canori, collaboro spesso con molte associazioni culturali sia come esperta che come giurata di premi canori e poetici, ricoprendo la nomina onorifica di Socio Onorario dell’Associazione Siciliana Arte e Scienza di Messina. Sappiamo che è un artista poliedrica, infatti, non si è dedicata solo alla musica, ma ha perseguito altri generi artistici, vincendo anche dei premi. Quali sono i suoi altri interessi artistici? Appassionata d’arte, letteratura e poesia, ho vinto vari concorsi letterari e poetici, sia nazionali che internazionali avendo all’attivo la pubblicazione di due libri di poesia. Fotografa con all’attivo varie mostre e creatrice di gioielli e acconciature con lo spirito del riciclo. Sono un’attrice di teatro e collaboro da alcuni anni con la Compagnia Teatrale “Le Tre Fontane di Presa” con all’attivo vari spettacoli e in più con varie partecipazioni in film e cortometraggi d’autore. Laureanda alla facoltà di Architettura di Reggio Calabria, ho spesso collaborato alla progettazione e realizzazione di scenografie e costumi per spettacoli teatrali. Ideatrice di vari progetti scolastici ed extrascolastici con le scuole statali tra i quali un progetto di canto corale e uno in collaborazione con la Pro Loco di Giardini Naxos per la diffusione della cultura greca e la valorizzazione dei siti archeologici locali. Cosa prova quando si esibisce? In realtà amo l’arte in tutte le sue forme, ma la più grande e incredibile emozione la provo sempre nel momento in cui riesco a trasmettere a chi mi ascolta le stesse intense sensazioni che io stessa provo nel cantare. Esprimersi con il linguaggio del corpo e con la voce per dare la sensazione che quell’eroina della lirica da me interpretata trasmetta la sua stessa emozione al pubblico è un compito delicato e difficile ma che mi permette di calarmi dentro l’anima stessa di chi ha scritto quel ruolo, il compositore. 16 Marzo 2016

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Spettacoli

Spettacolo contro il femminicidio

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abato 19 marzo alle ore 20:30 e domenica 20 Marzo alle ore 18:30, nel Teatro della Val. D'Agrò di S. Teresa di Riva, torna in scena “NESSUN ALTRA MAI” lo spettacolo contro il femminicidio realizzato dall’ “ActorGym” di Messina, diretto da Vincenzo Tripodo. L’evento è organizzato dall'Ass. Sikilia nell'ambito della LA PRIMA STAGIONE TEATRALE 2015/2016 intitolata "PASSIONE TEATRO ON - da una parola infiniti mondi" con la direzione di Cettina Sciacca Lo spettacolo è frutto di un lungo percorso di ricerca cominciato nell’ottobre 2012, che, ispirato da un testo di Serena Dandini, si è via via verticalizzato cercando di trovare l’anima dietro ognuna delle donne rappresentate. Un lavoro che ha necessariamente messo in gioco la fisicità dei loro corpi, dei loro gesti, delle loro debolezze e contraddizioni, svolto sotto l’attenta supervisione del coreografo Antonio Gullo. Una ricerca anche sonora, che si è concentrata sotto l’abile guida di Cecilia Foti e Ivana Zimbaro sul timbro, sui colori e gli accenti, sui silenzi, i soffiati e le grida.

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Tutti gli attori hanno scavato nella vita dei loro personaggi per ricostruirne il passato, per conoscere i luoghi, i tempi e le condizioni in cui i delitti di cui sono state vittime si sono sviluppati. La violenza mina la libertà di ognuno di noi. La crisi non può mai diventare l'alibi per non trattare o accantonare i temi sociali che sono alla base di ogni sviluppo capace di guardare al futuro. L’impegno del Centro “Al tuo Fianco” e delle attrici dell’ActorGym vuole ribadire come ogni giorno debba in realtà essere il buon motivo per parlarne e per fare sensibilizzazione, a partire dai più giovani. Vuole ribadire come gli atti celebrativi non siano sufficienti a denunciare ed educare rispetto ad azioni quotidiane e costanti che è responsabilità di tutti assumersi, prima di tutto come persone. Fintanto che ogni anno centinaia di donne moriranno a causa di violenza gratuita, non possiamo pensare di essere il luogo sano in cui far crescere in nostri figli. 16 Marzo 2016


La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

Attori doppiatori Riproponiamo un vecchio pezzo, e non per pigrizia ma per cavalcare l’onda della cronaca. Vincent Cassel, noto attore francese non solo per essere l’ex marito di Monica Bellucci, ha sparato a zero contro il mondo del doppiaggio italiano: “in Italia i doppiatori sono una mafia”. Chiara esagerazione per far comprendere quanta, è forse troppa, importanza abbia il doppiaggio in Italia. Chi di voi, amanti di cinema o semplici spettatori appassionati, non ha un attore preferito? Chiunque nel vasto mondo dell’arte impressa su pellicola ha scelto, anche inconsciamente, l’interprete per il quale starebbe a fissare lo schermo anche nella pubblicità del tonno. Finché si resta nei confini del proprio Paese, della propria lingua allora è semplice dire perché preferire Mastroianni a Volonté o alla Magnani fino ai Germano e Favino di oggi. Le pellicole fanno la differenza, la forza di Sordi stava molto nei film cuciti sulle sue qualità recitative. Totò è nella storia e Giannini – Melato basano il loro essere divenuti cult sui film, oltre che sulle interpretazioni. Chiaro, in materia di cinema italiano potremmo confrontarci e litigare su questo o quello per ore ed ore. Spostiamo il tiro, in un mondo del cinema dominato da Hollywood tutti noi siamo stati schiacciati dall’opprimente potere e fascino delle produzioni americane. Alla fine dei conti, l’Italia rimane un Paese tra i primi del settore, ma gli Stati Uniti riempiono le bacheche cinematografiche di ogni appassionato. Tralasciando autori, titoli e registi ci chiediamo: quando vi siete innamorati di questo o quell’attore, cosa vi ha conquistato? L’esperto con la puzza sotto il naso dirà: “La prossemica messa in scena da XX è quanto di più perfetto si possa essere visto in materia di drammaticità”. Dimenticando per un attimo queste tonnellate di aria fritta, parliamo di cose più terra terra. Diciamolo chiaro, gran parte della recitazione la fa la voce dell’attore. Il modo di parlare, esprimersi e il tono. La recitazione è lì, nel modo in cui viene scandito un nome o vissuto un momento. “Adriana ti amo” per rimanere nel cult, ha fatto storia. Stallone o Ferruccio Amendola? Perché è qui che sta il nodo, se Gassman che balbetta nei “Soliti ignoti” lo apprezzi in toto per l’interpretazione; “L’ultimo Samurai” con Cruise è davvero una grande prova da attore? Lo è, lo è; ma conosciamo davvero la bravura dei miti patinati da Hollywood o dobbiamo dire grazie alla scuola del doppiaggio italiana? Forse sono vere le due cose, perché se fosse solo una questione di voce e tono allora sarebbe radio, il cinema è tanto altro. Fisicità, movenze, atteggiamenti e tempi; ma nella storia rimangono le frasi celebri che, spesso, nel doppiaggio vengono anche adattate. Sconvolgiamo noi stessi, e quando possibile guardiamo un film in originale. Oltre che imparare un’altra lingua potremmo anche scoprire che quell’attore che ci piaceva tanto, in realtà, è molto meno sexy di quanto credevamo. E viceversa, lo sfigato di ieri divenga il mito di domani.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà Nelle scorse settimane abbiamo parlato dei Coldplay, continuazione naturale di un’altra band inglese di cui avevamo parlato in precedenza, gli Oasis. Oggi risaliamo ancora il tempo e parliamo di chi queste band le ha inspirate, e non poco, i Radiohead. La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O'Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Phil Selway (percussioni). Nati nei sobborghi del Oxfordshire a metà degli anni ’80, devono il loro successo ad una continua evoluzione e sperimentazione di generi e composizione musicali. Band che nasce nel rock e, ci piace dire, si sviluppa nella musica, brit – pop, alternative, ben due album con ispirazioni elettroniche (Kid A e Amnesiac entrambi all’inizio degli anni 2000), evoluzioni della musica classica e moderna. Il primo successo arriva con l’album di esordio “Creep”(1992), che viene molto apprezzato negli Stati Uniti, lasciando però freddini gli inglesi, ancora non coinvolti dal fenomeno Radiohead. In patria sarà il secondo album, “The Bends”(1995). Ma la rivoluzione arriva col terzo disco, nel 1997 la band inglese pubblica “Ok Computer”, album che cambia tutto, la critica ed il pubblico si fondono nel celebrare la musica dei Radiohead, il disco può tranquillamente entrare a far parte della storia della musica, non solo del rock, ma in generale, il successo è netto ed esalta la voglia di sperimentare della band, progressive rock e primi accenni alla musica elettronica sconvolgono la visione del gruppo. La critica li celebra ed i fans se ne innamorano in maniera definitiva. Tra i successi dell’album possiamo ricordare “Karma Police” e “Lucky”, uno stile in evoluzione che infatti non fa sedere sugli allori i Radiohead, che con i successivi album alzeranno il tiro, e come già detto, si butteranno nel mondo dell’elettronica continuando a mietere consenso. Arrivano così “Kid A”, “Amnesiac” e “Hail to the Thief”, trilogia musicale e cartoline della sperimentazione divertita di Yorke & co., se nei primi due è chiara la voglia di scoprire nuove sonorità il terzo è un album che torna al vecchio stile ma non in maniera netta, un transito lento per tornare alle origini, electronic, progressive, jazz, musica ambientale, un mash up (ci scuserete il termine improprio) di sonorità per creare uno stile unico e riconoscibile. Da 30 anni sulla scena, mai superati e sempre un passo avanti. La polizia del karma non li punirà.

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Radiohead 16 Marzo 2016

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà Il crepuscolarismo è una corrente letteraria sviluppatasi in Italia all’inizio del XX secolo. La tendenza non diede vita ad un movimento organizzato, ma nonostante tutto è possibile definire i confini di una poetica comune sulla base di diverse caratteristiche riscontrabili in vari poeti. Tra questi annoveriamo, senza dubbio, Sergio Corazzini, nato a Roma nel 1886. Nel 1904 pubblica la prima raccolta di poesie, Dolcezze, seguita, l’anno successivo, da L’amaro calice e Le aureole. Ammalatosi in giovane età, mostra nei suoi componimenti una lucida consapevolezza della malattia e della condanna che pesa su un’adolescenza che non poté mai trasformarsi in età adulta. Egli esibisce, infatti, la propria debolezza, identificando in essa la propria stessa poesia. D’Annunzio aveva teorizzato la sovrapposizione tra arte e vita, intendendo per vita quella “inimitabile” e sublime. Corazzini rovescia questa sovrapposizione, mutandone alla radice i presupposti: la vita è per lui quella “vera” di un giovane malato che la malattia accomuna a tanti altri, e la poesia non aspira al sublime, ma all’autenticità: quest’ultima, poi, non sta nel possesso privilegiato della poesia ma nella sofferenza. Corazzini, addirittura, si nega come poeta: “Io non sono un poeta” si legge in Desolazione del povero poeta sentimentale, piuttosto “un piccolo fanciullo che piange”. La figura del “fanciullo” rimanda per alcuni aspetti al “fanciullino” pascoliano. Quest’ultimo, però, è il garante per il poeta, di un privilegio e di una funzione sociale; mentre il fanciullo di Corazzini, dichiarandosi non-poeta, prende atto implicitamente della crisi che investe nella società moderna quel privilegio e quella funzione. Il tono dimesso, lamentoso e incline al pianto di tanti versi corazziniani esprime anche una scelta di tipo avanguardistico, e rappresenta, innanzitutto, il rifiuto di una tradizione letteraria ancora aulica e solenne e quindi ha anche il significato di una ribellione. La ricerca di un tono umile implica, dunque, una profonda consapevolezza della condizione storica della poesia e rappresenta il tentativo di raggiungere, nonostante la mercificazione estetica e la mancanza di una vera funzione sociale, una qualche autenticità. In questo senso convivono in Corazzini, e in qualche modo coincidono, disillusione critico-negativa verso i modelli letterari tradizionali e fiducia nella rifondazione di un modello nuovo. Questo bisogno di autenticità si esprime come esperienza reale del dolore. Nei suo versi non trovano spazio sentimenti eroici, ma l’amore per “le gioie semplici”, per “le tristezze comuni”: in esse si rispecchiano la fragilità particolare del poeta e insieme il suo sentirsi uomo tra gli uomini. Il lessico si apre ai materiali dell’esperienza quotidiana, rifiutando di correggerli con la sublimazione caratteristica del modello dannunziano, e neppure per la metrica la “rivoluzione” si compie attraverso soluzioni esibite o estreme. Una “rivoluzione” destinata a durare molto poco. Colpito da una grave forma di tubercolosi, è ricoverato nel sanatorio di Nettuno nel 1906, in quell’anno escono Piccolo libro inutile, Elegie, Libro per la sera della domenica. Muore nel giugno del 1907, a soli ventun’anni.

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Corazzini

Sergio

Da Desolazione del povero poeta sentimentale I Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio. Perché tu mi dici: poeta? II Le mie tristezze sono povere tristezze comuni. Le mie gioie furono semplici, semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei. Oggi io penso a morire. III Io voglio morire, solamente, perché sono stanco; solamente perché i grandi angioli su le vetrate delle cattedrali mi fanno tramare d'amore e d'angoscia; solamente perché, io sono, oramai, rassegnato come uno specchio, come un povero specchio melanconico. Vedi che io non sono un poeta: sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.

Roma, 6 febbraio 1886 Roma, 17 giugno 1907 16 Marzo 2016

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Anche uva “amica” della vista

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on solo le carote, anche l'uva è 'amica' della vista. Una dieta che ricomprenda questo frutto, infatti, aiuta a contrastare i danni dello stress ossidativo, cioè l'eccessiva produzione di radicali liberi che può portare processi di invecchiamento, preservando la retina e il suo funzionamento. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Nutrition, condotto su topi di laboratorio in modelli di degenerazione della retina dai ricercatori della University of Miami Miller School of Medicine. Gli studiosi hanno alimentato i topi con una dieta che ricomprendeva uva liofilizzata in polvere (in una quantità corrispondente a tre porzioni al giorno nell'uomo), una dieta di controllo basata sugli zuccheri e un'altra basata invece su un'alimentazione normale.

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I risultati, dopo cinque settimane di regime alimentare controllato prima dell'intervento di stress ossidativo, hanno evidenziato che nel gruppo nutrito con una dieta che comprendeva l'uva sia la struttura della retina che il suo funzionamento risultavano preservate. In particolare, la retina manteneva il suo spessore, la quantità di fotorecettori (cellule che rispondono alla luce e che con le malattie degenerative della retina muoiono portando in molti casi a una progressiva perdita della vista) e la qualità della loro attività. Viceversa, in chi non aveva mangiato uva la retina risultava danneggiata, con una significativa riduzione di spessore. Inoltre vi era una diminuzione del 40 % nei fotorecettori e una loro significativa perdita di attività. 16 Marzo 2016


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RE sano

La ricetta Pasta con pistacchi e pancetta Ingredienti per 4 persone: • • • • • • • •

300 gr di pasta 120 gr di pancetta 60 gr di pistacchi tritati 100 ml di panna fresca 1 spicchio di aglio Olio Pepe sale

16 Marzo 2016

PREPARAZIONE Mettete in padella uno spicchio d’ aglio con un filo d’olio e la pancetta e fate rosolare per 5 minuti. Aggiungete i 3/4 dei pistacchi tritati e mescolate. Poi unite la panna ed il pepe. Mescolate e cuocete per un paio di minuti. Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolate al dente, tenete da parte un mestolo di acqua di cottura della pasta Mettete la pasta in padella e fatela insaporire con il condimento. Aggiungete a fiamma spenta anche i restanti pistacchi. Servite la pasta con pistacchi e pancetta nei piatti

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foto Peppe Saya

Numero 120 - Anno XIV - 14 Marzo 2016

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