n째 107 anno XI - 14 Febbraio 2013
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Dopo la rinuncia di Benedetto XVI
Vuoto spinto
La rinuncia
“
Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.
”
BENEDETTO XVI
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Asterisco
Il trionfo della debolezza
Dopo la dich non, si sono i stero di Vesc re dobbiamo, za alla decisio mente esami è pervenuto a più adatte pe Il mio ramma che su ques dalla volontà appare più fra ti di questa vi rogare, anche frontarsi con La prima con donne che de mento non è accettato, come anche il naturale invecchiame la beatitudine della debolezza: “Quando sono debole è allora propria debolezza e non si vergogna di riconoscere al temp to affidatogli, è davvero forte, forte di quella forza che proma zione che vorrei proporvi e che ho tratto dal giornale on lin pensione per godersi la liquidazione, per spendere il tempo sidera il mandato di pascere il gregge ben più ampio della s quando il servo perde le forze e il vigore, allora è giunto il m ficoltà ma per somma lucidità e per grande amore della Chie ogni cristiano, dopo questo gesto coraggioso, acquista un n tuità e di oblazione, così, anche quello che un tempo si dic grande cattedra della carità, è il primato dell’amore. L’amore indubbiamente si serve con amore ma con amore d cedere il passo a chi, chiunque sia e sarà, dovrà guidare, pe Sommo Pastore». (da “RomaSette” 12-2-2013). Semplicemente GRAZIE, Padre Santo. Grazie per tutto e
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a e il primato dell’amore
iarazione del Papa allo scorso Concistoro, tanti, credenti e nterrogati sulla scelta del Pontefice di rinunciare al suo miniovo di Roma e Pastore della Chiesa universale. A mio pare, innanzi tutto, approcciarci con grande rispetto e intelligenone, sicuramente sofferta, del Papa che, dopo aver ripetutanato la sua coscienza davanti a Dio, così come ci ha detto, alla certezza che le sue forze, per l’età avanzata, non sono er esercitare in modo adeguato il ministero petrino. rico e la mia sofferenza è però causata dai giudizi sommari, ta vicenda sono stati dati, dettati spesso dall’ignoranza e deliberata di attaccare la Chiesa, in un momento in cui agile e provata. Desidero perciò mettere in luce alcuni aspeticenda che mi ha scosso personalmente e mi ha fatto intere a partire dalle provocazioni di quanti hanno scelto di conme, in quanto cattolico e sacerdote. nsiderazione è questa: in un mondo di superuomini e supereve superare sempre con successo le difficoltà, in cui il falliento; il Papa, in perfetta consonanza col Vangelo, annuncia a che sono forte” (2Cor 12,10). Solo chi è consapevole della o opportuno, la propria incapacità di portare avanti il compiana dal Crocifisso – Risorto. Ma c’è una seconda considerae della diocesi di Roma. «Il nostro Pontefice non si ritira in che gli resta nella scrittura dei suoi saggi teologici, Egli consua stessa persona. Si considera autenticamente “servo” e, omento di arretrare, non per vile abbandono dinanzi alle difesa e di ognuno dei suoi membri. La storia della Chiesa e di nuovo valore perché esprime il suo risvolto più pieno di graceva il trono di Pietro e comportava fasto e onore, oggi è la
disinteressato, libero, fino al punto di eclissare se stessi e di ensare, decidere la vita della Chiesa, che ha in Cristo il suo
e per sempre.
Don Giuseppe Di Stefano WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Un evento shock fra lo sgomento
I
l papa, Benedetto XVI, il 28 febbraio lascerĂ definitivamente il soglio pontificio, lo ha comunicat Il Papa poi andrĂ ad abitare a Castel Gandolfo, per il tempo che ci vorrĂ per riadattare il mon mondo, cattolici e non. Nella storia millenaria della Chiesa, vi erano stati solo 3 precedenti, da crisi impera non ci sono riferimenti istituzionali, la rinuncia del Papa risulta un altro macigno. Che e non un capo di Stato qualunque, lascia il suo compito per dedicarsi ad una vita di clausura e di m ora, dichiara di sentirsi stanco ed inadatto a portare a termine tale missione. Qualcuno parla di c dovuta sofferenza ha fatto una scelta molto coraggiosa, altri sostengono: Dio gli ha dato il manda da gaffe internazionali comunicative, da scandali di pedofilia e da ultimo lo scandalo del suo m Vaticano. Il "Corvo", identificato nel maggiordomo del Papa Paolo Gabriele, viene processato, co documento in Vaticano, che tre cardinali anziani hanno consegnato nei mesi scorsi a Benedetto XV pre amato e rispettato ed era considerato un grande teologo. Dopo il suo gesto, ci sono state mille dopo le primarie politiche avremo anche le primarie per eleggere il nuovo Pontefice.
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o di tutto il mondo, cattolici e non
o nella mattina dell’ 11 febbraio durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. nastero delle suore di clausura di Colle Vaticano. L’evento è avvenuto fra lo sgomento di tutto il ultimo Celestino V che, come riporta Dante,per ignavia fece il gran rifiuto. In un momento in cui la si sia cattolico o meno, ognuno deve dire la propria su un evento di tale portata, un capo di Stato, meditazione. Dio, il 19 aprile del 2005, gli affida la guida delle sue pecore e di tutta la Chiesa, egli, complotto politico, che lo ha costretto ad abdicare, qualche altro dice è un uomo, che seppur con to,Dio doveva toglierglielo. Come ricordiamo tutti il pontificato di Benedetto XVI è stato costellato aggiordomo Vatileaks. Una fuga di notizie senza precedenti sui segreti dell'amministrazione del ndannato e poi perdonato da Ratzinger stesso. Ma, secondo il Corriere della Sera, ci sarebbe un VI, il quale sarebbe rimasto sconvolto dopo averlo letto.Nonostante tutto questo, Egli era pur seme illazioni, ma solo lui sa chi lo ha mosso a compiere una scelta tanto forte. Alcuni ironizzano che,
servizio di Marilena Faranda
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Alcuni nomi in lizza per il soglio pontificio ChristophSchoenborn (Austria). Arcivescovo di Vienna, 68 anni, è portavoce di una linea riformista nella Chiesa cattolica. E' presidente della Conferenza episcopale austriaca. Creato cardinale il 21 febbraio 1998 da papa Giovanni Paolo II. Luis Antonio Tagle (Filippine). Arciviescovo di Manila, 55 anni, è stato creato cardinale da papa Benedetto XVI il 24 novembre 2012. E' uno dei più giovani in conclave e capeggia la schiera dei potenziali candidati al soglio petrino di origine extra-europea. Timothy Dolan (Usa). Arcivescovo di New York, 63 anni, è presidente della Conferenza episcopale statunitense. E' stato creato cardinale il 18 febbraio 2012 da papa Benedetto XVI. Odilo Pedro Scherer (Brasile). Arcivescovo di San Paolo, 63 anni, è discendente di emigrati tedeschi. Benedetto XVI l'ha creato cardinale il 24 novembre 2007.
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Marc Ouellet (Canada). 68 anni, è Prefetto della Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina. E' stato creato cardinale il 21 ottobre 2003 da Papa Giovanni Paolo II. Gianfranco Ravasi (Italia). Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, 70 anni. Il 20 novembre 2010 è stato creato cardinale da papa Bendetto XVI. Leonardo Sandri (Argentina). Presidente della Congregazione per le Chiese Orientali, 69 anni. Papa Bendetto XVI l'ha creato cardinale il 24 novembre 2007. Jean-Louis Tauran (Francia). Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo InterReligioso, 69 anni. Creato cardinale il 21 ottobre 2003 da papa Giovanni Paolo II Peter KodwoAppiahTurkson (Ghana). 64 anni, è Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Il 21 ottobre 2003 è stato creato cardinale da Giovanni Paolo II. Angelo Scola (Italia). Arcivescovo di Milano, 71 anni. Papa Giovanni Paolo II l'ha creato cardinale il 21 ottobre 2003. E' il più accreditato secondo gli addetti ai lavori, ma in base al famoso proverbio, in conclave, "Chi entra Papa, esce cardinale" WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Commenti Mons. Calogero La Piana, arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela «Una decisione che ci ha colto di sorpresa e ci lascia in uno stato confusionale. È ancora troppo presto per valutare serenamente le decisioni di Papa Benedetto XVI, ma è chiaro che non si può non rimanere sorpresi davanti a una scelta così importante per le ricadute che avrà per la Chiesa e per il Mondo intero. Quelle frasi («negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato, rinuncio alla successione di San Pietro ») non possono non suscitare un commento emozionato. «Ai fedeli dico che è una scelta che va rispettata, conoscendo la grande personalità e la statura morale di Benedetto XVI. Lo ha fatto per il bene della Chiesa ed è certamente una scelta che porta con sé una grande dose di coraggio. Si può anche ipotizzare che voglia rappresentare un invito alla Chiesa cattolica di pensare diversamente il pontificato, in maniera più dinamica, più giovane. Così come richiede la società attuale».
Mons. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo “Sono solo fandonie come i fatti e gli eventi che hanno dimostrato. Tutti hanno detto e ribadito che si tratta solo di farneticazioni”.
Mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa “La decisione di Papa Benedetto XVI non mi meraviglia: La chiarezza, la lucidità mentale ed il senso di servizio alla Chiesa, sono caratteristiche del nostro Pontefice. E’ una scelta indubbiamente coraggiosa.”
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Mons. Domenico Mogavero, esperto di diritto canonico “La notizia del Papa che annuncia la sua rinuncia all’ufficio di successore di Pietro giunge inattesa, ma non turba il mio animo. Sotto l’aspetto umano la decisione del Papa lascia sicuramente una traccia profonda perché dice l’alta intelligenza e la profonda sensibilità di un uomo che sente i propri limiti spirituali e fisici per continuare a reggere il peso del ministero petrino.”
Mons. Vittorio Mondello, messinese e arcivescovo di Reggio Calabria-Bova È stata una notizia che per la verità non ci ha sconvolto né ci deve sconvolgere ma certamente ci ha trovati impreparati poiché nella vita della Chiesa un fatto simile è accaduto soltanto quattro volte. Trovo quello del Papa un gesto di immenso coraggio che ha voluto compiere pensando soprattutto, come affermato, al bene della Madre Chiesa. Una persona intelligente e di profonda vita interiore ha riconosciuto che il peso del Pontificato non poteva essere più sopportato dalla sua avanzata età ed ha ritenuto conveniente lasciarlo ad altri più giovani». «Non credo che ci sia molto da dire né sia importante trovare risposte a tutte le domande, molte delle quali non hanno motivo di assillarci più di quanto non ci avrebbero assillato se il Papa non si fosse dimesso: dobbiamo fidarci dello Spirito Santo! Mi sentirei, perciò, di dire due sole cose: preghiamo perché il nuovo Papa sia un uomo secondo il cuore di Dio e possa, con l’aiuto divino, affrontare le difficoltà che la Chiesa incontra nel cammino odierno. Preghiamo per Benedetto XVI, perché il Signore gli dia ancora tanta salute per continuare a sostenere la Santa Madre Chiesa con la sua testimonianza di amore e con la sua preghiera. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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I giuristi del Vaticano sono già al lavoro per cercare di dare struttura e regole ad un passaggio istituzionale decisamente inedito, almeno nei tempi moderni, visto che le ultime dimissioni di un Papa risalgono alla notte dei tempi. Di sicuro il nuovo Papa verrà eletto entro la fine di marzo. Anzi, la Pasqua, assicurano al di là del Tevere, verrà celebrata proprio dal successore di Benedetto XVI. Intanto il 28 febbraio, alle 20 e un minuto, tutte le cariche di curia decadranno, come prevede la Costituzione Universi Dominici Gregis, compreso quella del Segretario di Stato. Resteranno in funzione solo il Camerlengo (Bertone), il vicario della Diocesi di Roma (Vallini), il Sostituto alla Segreteria di Stato (Becciu) e il Decano del Collegio cardinalizio (Sodano) i quali dovranno provvedere a sbrigare gli affari correnti della Chiesa. Dopo le dimissioni annunciate, subentreranno le diverse autorità della Sede vacante per la preparazione vera e propria del conclave, anche se stavolta non ci saranno i novendiali - i nove giorni che seguono le esequie del Sommo Pontefice - e le altre cerimonie che in passato hanno accompagnato i solenni funerali (come l’esposizione della salma e la veglia). «A quel punto avranno luogo le attività delle congregazioni dei cardinali che si orienteranno sulle elezione fin dall'inizio e, visto che questo comincia dal primo di marzo, e che l'esperienza ci parlava in passato di una elezione nel giro di 15-20 giorni, possiamo prevedere che nel mese di marzo dovremmo avere il nuovo Papa, per Pasqua» ha spiegato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi.
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Dopo Ratzinger
Dal primo marzo i giorni preparatori saranno cadenzati da assemblee (congregazioni) che serviranno ai cardinali per conoscersi meglio e misurarsi.
LA SEDE VACANTE Viene chiamata Sede Vacante il periodo che intercorre tra la fine di un papato e l’inizio di quello successivo. Il nuovo Pontefice viene eletto da tutti i cardinali che non hanno ancora compiuto gli 80 anni al momento dell’inizio della sede vacante. Circostanza che escluderà l’arcivescovo emerito di Kiev, LubomyrHusar, che raggiungerà quell’età il prossimo 26 febbraio. Con l’inizio della Sede Vacante tutti i cardinali sono chiamati a recarsi a Roma e in genere viene dato loro un tempo di 15 giorni per farlo. I giorni preparatori saranno cadenzati da assemblee (congregazioni) che serviranno ai cardinali per conoscersi meglio e misurarsi. Nella prima congregazione generale ogni cardinale riceve copia della Costituzione “Universi Dominici Gregis”, emanata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996. Ogni porporato deve giurare di osservarla e di mantenere il segreto. La prima Congregazione generale approva anche le spese occorrenti e – tra l’altro – annulla l’anello del Pescatore e il sigillo di piombo; assegna a sorteggio le camere ai cardinali (nella Domus SanctaeMarthae) stabilisce poi il giorno di inizio del conclave. Il Conclave vero e proprio si svolge nella Cappella Sistina. Partecipano solo i cardinali elettori, tranne gravi impedimenti che dovranno essere certificati dal Collegio cardinalizio. I tre quarti dei cardinali del conclave sono stati nominati da Ratzinger. In questo periodo non potranno avere alcun contatto con l’esterno, con qualsiasi mezzo di comunicazione, sino ad avvenuta elezione. L’elezione avverrà con la maggioranza dei due terzi degli elettori. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Sommario numero 107 anno XI 14 Febbraio 2013
22-29 Attualità
42-45 Sicilia
Teatro in Fiera
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Settegiorni
46-47 Economia
Cronaca della settimana
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Circoscrizioni
54-56 Cultura
Notizie dai quartieri
38-39 Città
58-61 Spettacoli
Cronache urbane
40-41 Provincia News dal territorio
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66-67 Pane per tutti
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Coordinamento: Tiziana Zaffino, Gianluca Rossellini, Gabriella Giannetto, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso Redazione Nunzio De Luca, Cristina D’Arrigo, Giuseppe Zaffino, Enza Di Vita, Maria Cristina Rocchetti, Letizia Frisone Collaboratori Andrea Castorina, Hermes Carbone, Marilena Faranda, Chiara Lucà Trombetta, Max Leone, Salvatore Grasso, Paola Libro, Lilly La Fauci, Fabrizio Bertè
72-73 Mangiare Sano
Rubriche Mimmo Saccà, Michele Giunta Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Antonio De Felice, Riccardo Caristi, Orazio D'Arrigo, Nunzio Di Dio, Peppe Saya, Gianmarco Vetrano Direttore marketing Francesco Micari Pubblicità contatti: 3462306183, 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano, e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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immagine di Michele Giunta
Programma attività 2012/2013 L’inserimento nei vari gruppi è libero e può avvenire dopo un contatto con la nostra Associazione ai numeri: 328/1022286 – 090/631761 o tramite mail al seguente indirizzo: pertedonnaonlus@alice.it Gruppi di auto-aiuto e training autogeno per sostegno psicologico conduce la dott.ssa Grazia Taca c/o sede operativa dell’Associazione (via Appennini, ex scuola materna, Villa LinaMessina) Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 17.30 ( incontri individuali su richiesta). Percorsi di tecniche yoga conduce la dott.ssa Domenica Luciano c/o il consultorio di via del Vespro-Messina Lunedì dalle ore 16.15 alle ore 17.30 c/o lo studio “yoga” della dott.ssa Domenica Luciano via Comunale Sperone, Fortuna Residence pal. X – Messina Mercoledì dalle ore 19.00 alle ore 20.15 Pilates matwwork conduce la dott.ssa Maria Ansaldo Lunedì dalle ore 17.30 alle ore 18.30 Meditazione conduce il prof. re Marcello Aragona Lunedì dalle ore 18.30 alle ore 19.30 c/o Aragona (camp.1002) Viale della Libertà is.481, n°41 pal. Palano-Messina. Prestazioni di linfodrenaggio manuale per il trattamento del Linfedema del braccio operato Dott.ssa Jessica Messina c/o studio: Via S. Ermanno n°1 Provinciale-Messina (per le prenotazioni telefonare a cell. 328/1022286). Centro estetico per le donne in trattamento chemioterapico e banca delle parrucche In corso di realizzazione. Campagna di prevenzione Visite senologiche gratuite date da stabilirsi secondo la disponibilità della L.I.L.T. sez. di Messina c/o Villa Salus. Si ricorda alle socie di raccogliere più adesioni possibili al fine di favorire una prevenzione più capillare sul territorio. Il Presidente Grazia Di Blasi
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"Puoi sostenere L'Associazione" Per te donna onlus, che : offre sostegno psicologico alle donne operate di tumore (in partucolare al seno), organizza giornate di visite gratuite per la prevenzione per una diagnosi precoce, organizza delle attivitĂ per il benessere psicofisico delle donne , destinando il tuo 5x1000. Firma la dichiarazione dei redditi nello spazio dedicato al "sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilitĂ sociale"... ed inserisci il C.F. 97 059 660 833. E' semplice non ti costa nulla ma per l'Associazione ha un grandissimo valore. Visita il nostro sito : wwwpertedonnaonlus.it" WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Attualità
foto Peppe Saya
Messina: Caos al Teatro Pinelli
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uesta mattina, a Messina, gli agenti della Digos si sono recati al Teatro in Fiera (Teatro Pinelli), notificando agli occupanti della struttura il sequestro preventivo per stato di fatiscenza, disposto dal sostituto procuratore Capece Minutolo. Il Teatro Pinelli, abbandonato dalle amministrazioni comunali al degrado totale, è stato permanentemente presidiato da un gruppo di giovani messinesi e non, che hanno voluto rendere quel luogo il simbolo della rinascita culturale della Città di Messina, rendendolo un piacevole centro di arte, musica, lettura e spettacolo, e organizzando manifestazioni e dibattiti polittico-culturali. Il sostituto procuratore ha fatto anche recapitare ben 10 avvisi di garanzia per invasione di edificio, deturpamento e imbrattamento, apertura abusiva e occupazione di luoghi pubblici. Già da diversi giorni, il prefetto Stefano Trotta e il Presidente dell’Autorità portuale Antonino De Simone avevano esortato i giovani occupanti a liberare la struttura, ma senza troppa fortuna, e di conseguenza l’Autorità Giudiziaria ha deciso di procedere con lo sgombero forzato, che è attualmente ancora in corso al Teatro Pinelli. Oltre venti celerini arrivati da Catania, sei veicoli della polizia, vigili del fuoco, e addirittura un elicottero, e le corsie del tram bloccate dalle Autorità. Fabrizio Bertè e Graziella Maccarrone
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La fine del teatro di Camilleri Messina, per poco più di un mese, ha avuto un teatro. E' il vecchio Teatro alla Fiera - nei '60 vi fece il suo debutto Andrea Camilleri - che le istituzioni cittadine, fra incuria e speculazioni, avevano letteralmente lasciato andare in rovina. A dicembre una cinquantina di ragazzi l'hanno occupato. L'hanno ripulito, hanno restaurato il palcoscenico, hanno tenuto tutto nel massimo ordine e pulizia e hanno cominciato a usarlo per quello che era: un teatro. Una ventina di gruppi si sono alternati a recitare, cantare, fare performance. Il vecchio Camilleri, commosso, ha mandato una lettera entusiasta. Messina ha avuto un'anima, per poco più di un mese. Giocolerie per i bambini, dibattiti, teatro, musica, libertà. La vecchissima classe dirigente di Messina - da sempre una delle città più massoni d'Italia - non l'ha presa bene. Arte, teatro, musica, giuochi per i bambini? Questa è area edificabile, accidenti! Venti giorni fa un furibondo editoriale sulla "Gazzetta del Sud" invitava il prefetto a sgomberare con la forza l'orrendo spettacolo. Il prefetto, brav'uomo, ha resistito. Il presidente Crocetta, o per propaganda elettorale o per sincera convinzione (quale delle due lo vedremo nelle prossime) è andato a complimentarsi con i ragazzi. Passare la serata a teatro, con i bambini dappresso, per le famiglie messinesi cominciava ad essere un'abitudine. E' da prima del terremoto che a Messina non si vedeva tanta libertà. Adesso, nel momento in cui scriviamo, la Celere in tenuta antisommossa è schierata davanti al teatro. "Rauss!". I vecchi teatri servono per costruirci cemento, mica per farci arte e cultura. Telefonate drammatiche, concitate. Chissà cosa ne pensa il vecchio Camilleri. Riccardo Orioles foto Peppe Saya
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Messina- 14 Febbario 2013 ore 11 Gli agenti della Digos si sono recati al Teatro in Fiera (Teatro Pinelli) per stato di fatiscenza come disposto dal sostituto procuratore Cape zia, è questa la loro democrazia”... “Il Pinelli non si tocca”.
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) notificando agli occupanti della struttura il sequestro preventivo ece Minutolo. Cori da stadio: “Chiediamo cultura ci danno la poliservizio Peppe Saya
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Parte da Messina la nuova visione del mercato del lavoro in Italia
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’ stata presentata nel salone dell’Ufficio provinciale del lavoro di Messina l’iniziativa pilota della Regione Siciliana, assessorato al lavoro, che si pone come obiettivo di portare a conoscenza di tutti i cittadini le possibilità di lavoro che vengono offerte in ambito provinciale, regionale e nazionale. Si tratta di un “touch screen” ad alta tecnologia che consente con delle brevi mosse di interagire con i sistemi informativi della Regione Siciliana e del sistema Nazionale facendo sì che domanda ed offerta di lavoro possano incontrarsi. Sia i lavoratori che le aziende potranno interagire con il sistema al fine di potersi incontrare molto più celermente, eliminando così le lungaggini burocratiche e le intermediazioni che rendono difficile e farraginoso il mercato del lavoro. Grazie a questo nuovo strumento il lavoratore entra nell’ufficio e con dei piccoli tocchi sullo schermo ha in tempo reale la situazione di ciò che le aziende ricercano in termini di posti di lavoro a livello locale, regionale e nazionale e può quindi offrirsi. Non solo: può compilare una scheda con le proprie caratteristiche ed esperienze lavorative che costituirà una banca dati utile alle aziende in cerca di lavoratori. Inoltre lavoratori ed aziende potranno accedere a tutte le normative riguardanti il tema del lavoro e gli aggiornamenti legislativi. Gli uffici del Lavoro, che negli ultimi tempi si era dovuti occupare solo di gestire le emergenze si aprono al futuro ed in prospettiva si aprono al mercato del Lavoro per offrire un servizio alternativo e completamente gratuito rispetto alle agenzie di lavoro interinale.
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foto Antonio De Felice WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Al via il progetto “Io Volontario”
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stato presentato in Conferenza stampa, presso i Salesiani di Messina (sala audiovisivi, primo piano, in via Lenzi), il progetto “Io Volo. Io Volontario” sostenuto dalla Fondazione CON IL Sud, con il CePAS come associazione capofila e come partner Avulss, Telefono Amico, Dipartimento economico “Pareto” (Università di Messina) e Oratorio Salesiano di Messina Sono intervenuti don Umberto Romeo ed Enza Sofo, rispettivamente presidente e vicepresidente del CePAS - Centro Prima Accoglienza Savio, il direttore del Savio don Enzo Schilirò, Maria Grazia Lojacono (presidente dell’Avulss di Messina) ed Ennio Marino (presidente di Telefono Amico). Il Progetto intende valorizzare e potenziare la rete costituita tra le associazioni di volontariato Cepas, Avulss e Telefono Amico insieme con l’Oratorio Savio e il Dipartimento “W. Pareto" di Economia, Statistica, Matematica e Sociologia dell’Università di Messina, già esistente e attiva da diversi anni sul territorio della città, al fine di qualificare, motivare e dotare di nuovi strumenti e tecniche di servizio attivo i volontari già aderenti alle associazioni e di stimolare nei giovani il senso civico e la partecipazione attiva. Il Progetto prevede quattro momenti – azioni – articolati e orientati alla formazione di volontari impegnati in una presenza attiva nella Città.
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Se don Romeo ha sottolineato l’importanza del valore politico del volontariato, in qualità di spinta e forza innovativa che funga da stimolo per le istituzioni, Enza Sofo ha sottolineato “il valore della rete e dell’azione volontaria in sinergia, nell’ambito di un progetto che punta alla qualificazione del volontariato delle associazioni mediante azioni formative (prima azione), all’educazione all’ascolto (seconda azione), a Giovani e Volontariato (terza azione) e a promuovere l’integrazione di studenti italiani e immigrati abilitandoli alla partecipazione sociale e alla cittadinanza attiva attraverso processi di peer education (la quarta azione), ovvero educazione alla pari”. Sull’importanza della collaborazione fra soggetti associativi diversi, per rafforzare la cultura del volontariato e l’impegno per far crescere le comunità, si sono soffermati anche Lo Jacono (Avulss) e Marino (Telefono Amico).
Il progetto Il volontariato ha rappresentato e rappresenta una condizione essenziale per “lo sviluppo della società civile e per il consolidamento della vita democratica”. Esso infatti ha come base e fondamento la cultura della gratuità ed è orientato al raggiungimento dei principi di solidarietà e giustizia sociale, al rispetto dei diritti di ognuno e di tutti, alla cittadinanza attiva e responsabile.
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La CittĂ OltreLeMura A cura di Enzo CARUSO
Quando il Territorio dei Peloritani era sotto la tutela del Genio Militare La manutenzione dei soldati cantonieri Tratto da V. Caruso, L’Architettura Militare sui Monti Peloritani, EDAS, 2012
Forte S. Jachiddu. Saia per il convogliamento dell'acqua piovana del muro di controscaarpa. Sec. XIX
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Colli S. Rizzo. Tombino con volta a botte sottostrada per il deflusso delle acque piovane. Sec. XIX
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l recente dissesto idrogeologico del territorio peloritano, è diventato in questi ultimi anni una vera emergenza, con conseguenti e gravi disastri di cui ognuno conserva recente memoria. Il fenomeno dell’abbandono della coltivazione dei terreni e delle campagne in tempi moderni, il disboscamento non controllato, unitamente agli incendi dolosi, ha contribuito ad un lento e progressivo dissesto del territorio, che rischia di compromettere seriamente la possibilità di preservare e, quindi, trasmettere alle generazioni future il rilevante patrimonio storico-culturale e naturalistico dei Monti Peloritani. Frane e smottamenti sono così diventati all’ordine del giorno a causa della mancanza di manutenzione dei muri di contenimento, del controllo del deflusso dell’acqua piovana a cui, i pochi operai della Forestale non posCartolina della Direzione sono certo provvedere in un terridel Genio Militare di Messina torio così ampio come quello della provincia di Messina Ben diversa era la situazione negli anni a cavallo tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900 quando l’esteso territorio collinare, posto sotto la giurisdizione dell’Amministrazione Militare, poteva contare su un costante controllo e una capillare manutenzione da parte dei cosiddetti “soldati cantonieri”. Il Piano Generale della Difesa dello Stretto di Messina, progettato nel tardo Ottocento, messo in atto non solo attraverso la costruzione delle 18 fortezze antinave poste sulle due coste e dei 4 fortini di montagna (Antennammare, Campone, Puntal Ferraro e Centri), si completava con una capillare distribuzione di Opere di supporto (polveriere, depositi, baraccamenti, garitte, piazzole di sosta, posti di controllo…) e di salvaguardia del territorio in riferimento, soprattutto, allo scorrimento “controllato” dell’acqua piovana e alla realizzazione e manutenzione delle
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strade di collegamento tra i vari presidi strategici, con una conseguente attenzione verso l’ambiente e il territorio posto sotto la tutela dell’Esercito. Il Territorio del Demanio Militare dei Peloritani tra il XIX e il XX secolo Subito dopo l’Unificazione d’Italia, tutta la dorsale dei Peloritani ricadeva sotto la giurisdizione del Demanio Militare; i numerosi cippi, contrassegnati dalla sigla T. M. (Territorio Militare) o T. D. M. (Territorio Demanio Militare), ancora presenti sul ciglio delle strade dei Colli, ne delimitavano i confini con le strade di pubblico transito. L’attuale strada statale 113 Messina-Divieto (Villafranca Tirrena), progettata dall’Ing. Arena nel Particolare del progetto 1823 e ultimata negli anni 1831-321, oltre che di del tombino di scolo uso civile per i collegamenti con i villaggi, era giornalmente percorsa da una gran quantità di soldati, dai carri e dalle salmerie che si spostavano dalle vallate dell’Annunziata, di Camaro e di Bordonaro attraverso i valichi per Castanea, Saponara, Gesso, Curcuraci per raggiungere i siti dominanti e le fortificazioni. Su di essa si innestò la nuova strada militare della Casazza, da Montepiselli, che collegava la vallata di Camaro alla Portella Sarrizzo. Dalle strade di uso civile, si dipartivano i vari tronchi stradali ad uso esclusivamente militare, molti dei quali già resi praticabili dagli Inglesi durante la loro permanenza 1806-1815. A partire da Portella Sarrizzo (oggi Quattro Strade), la strada per il Santuario di Dinnammare fu resa carrozzabile dal Genio Militare che ne estese il tracciato lungo la Dorsale fino a Portella Mandrazzi (Novara di Sicilia) e dalla quale si ramificavano i tanti sentieri per le comunicazioni tra i vari siti strategici.
1 Tenendo presente che Messina era priva di rotabili, ad eccezione di quella di Mili e del Faro, quella di Sarrizzo sarebbe stata la sola a mettere in comunicazione molta parte della provincia col capoluogo per il trasporto dei prodotti consumati in città o spediti all’estero. Il progetto prevedeva una larghezza di 32 palmi (8 metri) dei quali 16 palmi per capostrada e 8 palmi ciascuno per i passeggiatoi, regolata con una pendenza non superiore al 6%, con una “saja” per il convogliamento dell’acqua piovana, con un taglio di rocce e muri di sostegno e una spesa prevista di 15.300 ducati. Il progetto fu approvato dal Soprintendente Generale il 2 novembre 1825. Venne stabilito che le pietre necessarie erano da prendersi alle falde della collina del Cavaliere o di quella dirimpetto all’abolito Monastero della Scala e il brecciame dal torrente di S. Maria di Gesù. I lavori iniziarono il 18 dicembre 1826, con gran numero di operai. L’ultimo tratto dal passo di Femmina Morta fino a Divieto venne appaltato nell’ottobre 1831 alla ditta di Don Giuseppe Zirilli. Cfr. Caruso V. (2010) – Andar pe’ i Colli sulle vie dei cannoni. Città e Territorio, Documenti dell’Amministrazione Comunale di Messina, Numero unico, Messina, 30-43.
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Dalla parte opposta, verso Castanea, la principali derivazioni furono costruite per raggiungere, dalla strada per le Masse, il Piano degli Inglesi (oggi Campo Italia, per ovvie ragioni di propaganda fascista) e il Forte Polveriera (oggi Masotto) e, lungo la strada per Portella Arena-Annunziata, il Forte Menaja (oggi Crispi). Il deflusso delle acque piovane Un territorio così ampio, come quello peloritano, in cui giornalmente transitavano uomini, carri e quadrupedi, andava salvaguardato e tutelato dalla continua usura delle strade e da frane e smottamenti provocati dalle piogge. Il piano di tutela del territorio non era occasionale, ma si riferiva ad un’attenta metodologia applicativa che prevedeva il deflusso delle acque pluviali e il loro convogliamento al fine di non causare danni irreparabili alle carreggiate e ai terreni che insistevano sul Demanio Militare (DM). In prossimità di valloni entro cui si raccoglieva in modo naturale l’acqua piovana, il progetto della strada prevedeva la presenza di tombini di deflusso per la decantazione dei detriti, ispezionabili per la manutenzione e la pulizia. Tali tombini erano costruiti a regola d’arte con volte a mattone tipiche dell’architettura militare. Il condotto di scolo dell’acqua, collegato sotto-strada al tombino, riportava in corrispondenza sul piano stradale due muretti di protezione posti ai lati della strada. Il muretto, costruito in pietrame a faccia-vista, era provvisto di un cordolo superiore, generalmente in mattoni, pietra lavica o cemento, con alle estremità due pietre squadrate per finitura d’angolo. In corrispondenza, alla base, erano posti due paracarri (pietre cilindrico-coniche) che serviva da protezione per gli spigoli del muretto dagli urti provocati dalle ruote dei carri. Le cunette di scolo Per evitare che il deflusso dell’acqua piovana sulla carreggiata potesse far franare il piano stradale verso valle, le pendenze erano realizzate verso monte, dove era prevista una cunetta (canaletta) di scolo con fondo in pietrame. La cunetta era giornalmente ispezionata e liberata da eventuali detriti. Ancora oggi, ai bordi delle strade dei Colli, si possono osservare nella loro sempre attuale funzionalità.
Progetto di cunetta di scolo a monte del piano stradale WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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La manutenzione delle strade: i soldati cantonieri La manutenzione delle strade militari, una volta terminate e aperte al transito, poteva essere affidata ad un’impresa civile o presa in carico dall’Amministrazione Militare. In tal caso, la manutenzione giornaliera era affidata ai soldati cantonieri ai quali spettava per ciascuno un tratto di strada mediamente lungo 1 km. La sorveglianza di un gruppo di cantonieri era sotto la direzione di un caporale. Ogni cantoniere, con in dotazione una carriola, un badile, un palo di ferro e una mazza, aveva il compito di spazzare la strada, togliere la neve e il fango e riempire i solchi creatisi sul selciato con pietrisco e ghiaia. Altro compito era quello di mantenere la carreggiata sgombra da pietre e frane, pulire le canalette a bordo strada e i tombini di scolo delle acque piovane, percorrere giornalmente il tratto di strada a lui assegnato e, in caso di danni di una certa entità, avvisare il caporale per provvedere in tempi brevi alla riparazione con l’ausilio di maggior personale.
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Tombino di scolo 2 WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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sette giorni
Febbraio 2013
di Andrea Castorina
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Proclamato lo stato di agitazione Il Sindacato Autonomo CSA, ha proclamato lo stato di agitazione dei 50 agenti di Polizia Municipale a tempo determinato, inviando l'ennesima nota al Commissario Croce. In data 04.02.2013 l' O.S., rappresentata dal Coordinatore Provinciale e Rappresentante RSU Gaetano Giordano, ha avuto un incontro con il Commissario Straordinario del Comune di Messina nel corso del quale sono state discusse le problematiche afferenti il Corpo della Polizia Municipale.
Continua il valzer delle poltrone alla Regione Siciliana La giunta di governo regionale della notte scorsa ha cambiato ancora una volta gli assetti dei vertici regionali. Dopo le nomine fresche fresche dei dirigenti generali di giorno 5, Vincenzo Falgares torna a capo del dipartimento appena lasciato, infrastrutture, e al suo posto, protezione civile, è stato nominato Calogero Foti già dirigente di un Servizio interno allo stesso dipartimento.
Concluso il V Congresso della Fistel Cisl di Messina Messina polo tecnologico e della cultura. La Fistel Cisl di Messina cambia guida ma non obiettivo, quello tracciato nella relazione da Domenico Allegra, segretario uscente per raggiunto limite di mandati consecutivi della Fistel Cisl, che ha aperto i lavori del V Congresso della Federazione tenutosi oggi presso la Camera di Commercio, alla presenza del segretario regionale della Fistel Giuseppe Tomasello e del segretario generale della Cisl di Messina, Tonino Genovese.
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Il FLI pensa al rilancio guardando a Nania
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Una notizia shock scuote il Vaticano e l'intero l'ambiente cattolico: il Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, lascerà il Pontificato a partire dal 28 febbraio. L'ormai prossimo ex Pontefice lo ha annunciato personalmente, in latino, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. Joseph Ratzinger ha spiegato di sentire il peso dell'incarico di Pontefice, di aver a lungo meditato su questa decisione, e di averla presa per il bene della Chiesa.
E’ stata presentata a Palazzo Zanca, la rosa dei candidati del FLI alla Camera ed al Senato, alla presenza del segretario nazionale Gianfranco Fini. Egli ha dichiarato che, dovrebbe essere apprezzato, in quanto ha avuto domenica il coraggio di abbandonare Berlusconi per difendere le proprie convinzioni. Il suo partito ha deciso di schierarsi con Monti e Casini, perché, voleva rifuggire dal bipolarismo che si stava ricreando anche in queste politiche.
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Notizia a sorpresa: Il Papa lascia il Pontificato!
Antonino Alibrandi confermato segretario generale della Fim Messina Nuove sfide per la Fim Cisl di Messina. “Una su tutte, favorire nuova industria per nuovo lavoro”. Così Antonino Alibrandi, 36 anni, confermato segretario generale della Fim Messina, ha voluto sintetizzare il nuovo impegno dopo la rielezione da parte del IX Congresso dei Metalmeccanici Cisl tenutosi oggi presso l’Aula Magna del Liceo Ainis di Messina. Ad affiancarlo, in segreteria, c’è il riconfermato Giuseppe Crisafulli, dipendente della Trio (indotto Raffineria di Milazzo) e la nuova eletta Giovanna Beccalli, dipendente Feluca.
Parte da Messina la nuova visione del mercato del lavoro in Italia
E’ stato presentata a Messina l’iniziativa pilota della Regione Siciliana, assessorato al lavoro, che si pone come obiettivo di portare a conoscenza di tutti i cittadini le possibilità di lavoro che vengono offerte in ambito provinmercoledì ciale, regionale e nazionale. Si tratta di un “touch screen” ad alta tecnologia che consente con delle brevi mosse di interagire con i sistemi informativi della Regione Siciliana e del sistema Nazionale facendo sì che domanda ed offerta di lavoro possano incontrarsi.
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circoscrizioni di Andrea Castorina
III quartiere
Massimiliano Minutoli segnala una fognatura malfunzionante da 10 anni
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na fognatura malfunzionante da 10 ani! Numerose le segnalazioni effettuate nel corso del tempo ma a nulla hanno portato. Riprova pesantemente il Consigliere della 3^ Circoscrizione Massimiliano Minutoli che denuncia le problematiche subite dai residenti della via San Filippo e della Via Comunale al Villaggio Santo. Infatti, nei luoghi l´aria è diventata irrespirabile con le conseguenze che i cittadini rischiano davvero la loro salute. Ad aggravare il tutto è la presenza di grossi topi e, nel periodo estivo, l´invasione di scarafaggi. Infatti da oltre 10 anni, come ricordato anche dal Presidente della Circoscrizione Giovanni De Salvo, esiste un problema fognario che presumibilmente è generato dalle ultime palazzine IACP del rione Santo Bordonaro. Si rileva infatti, una fognatura che scorre a cielo aperto nel torrente Nasari che, proprio all´incrocio con la Via San Filippo e la Via Comunale si introduce nel sottostrada. Dalle griglie di raccolta delle acque bianche fuoriesce un odore pestilente che sta pregiudicando la salubrità dei luoghi e la salute per i cittadini. Al fine di risolvere la questione, il consigliere Massimiliano Minutoli ha inoltrato una nota denuncia indirizzata agli uffici preposti del Comune di Messina, all´IACP, all´Asp 5 ed all´ARPA per riscontrare l´igiene e la salubrità dei luoghi.
III quartiere Gioveni: “si faccia chiarezza sulla gestione dei fondi ecopass”
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l consigliere della terza Circoscrizio ne Libero Gioveni, stigmatizzando pesantemente la proposte evidenziate dal Commissario Croce nel suo “manifesto“ attualmente al vaglio del Consiglio Comunale, di contro evidenzia come da quando egli si è insediato a Palazzo Zanca non è stata ancora fatta la necessaria chiarezza su questa entrata economica straordinaria di cui il Comune dispone ormai da tempo. Il misterioso silenzio del Commissario sui fondi ecopass - secondo Gioveni - appare ancor più grave se si pensa e si guarda anche allo stato di assoluto degrado in cui versano molte strade cittadine diventate ormai l´incubo per ammortizzatori e copertoni delle nostre autovetture. Risulta davvero inaccettabile e certamente paradossale il fatto - insiste il consigliere che da un lato il Commissario Croce si preoccupi più o meno legittimamente di “sfornare“ ancora misure economiche correttive da prelevare dalle tasche dei messinesi.
III quartiere
Asilo nido Camaro, un servizio ancora “monco“ segnalato da Gioveni
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oltanto 10 bambini (quando però sono tutti presenti) su 21 posti disponibili all´asilo nido di Camaro (che potenzialmente ne potrebbe anche accogliere 50); una graduatoria ferma al palo da 3 mesi con 48 pargoli in lista d´attesa e con i primi 11 che scalpitano a fare il loro primo ingresso che sarebbe dovuto avvenire già il 2 gennaio scorso a seguito di regolari istanze presentate nel mese di ottobre; famiglie private di un servizio certamente prezioso sotto il profilo sociale e pedagogico; personale che, seppur operante nella struttura con dedizione e impegno, non può che navigare nell´incertezza di un futuro per il quale ufficialmente ancora Palazzo Zanca non si è espresso se non con proroghe che verranno concesse mese dopo mese! Questa è la triste “fotografia“ dell´asilo nido di Camaro rappresentata dal consigliere della terza Circoscrizione Libero Gioveni (nella foto) che, qualche settimana fa, anche nelle vesti di Presidente del Comitato di Gestione della struttura, aveva lanciato l´allarme sugli incresciosi ritardi dei mancati inserimenti dei nuovi iscritti. Gioveni non ci sta e và giù duro. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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città a cura di Marilena Faranda
Dipartimento Spettacolo
Approvata Carta dei Servizi Con determina dirigenziale è stata approvata la Carta dei Servizi, in adempimento all'obiettivo operativo comune assegnato per l'anno 2012, anche dal Dipartimento spettacolo, turismo, sport e tempo libero per il Palacultura “Antonello da Messina. La Carta dei Servizi è uno strumento di fondamentale importanza che rappresenta un segnale innovativo nella costruzione di un reale rapporto tra il Comune ed il cittadino e l'impegno nell'erogazione dei servizi offerti, è quello di seguire determinate finalità e rispettare determinati standard di qualità, per dare risposte adeguate ai bisogni ed alle aspettative dell'utenza. Le informazione fornite n e l l a "Carta dei servizi" hanno lo scopo di presentare ai cittadini tutte le opportunità ed i servizi erogati, per facilitarne l'accesso e la fruizione. Le istanze per l'utilizzo degli spazi del Palacultura dovranno essere indirizzate al Dipartimento spettacolo, turismo, sport e tempo libero almeno 15 giorni prima della data della manifestazione o dell'evento.
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Consiglio Comunale
Approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale
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’ tornato a riunirsi il Consiglio Comunale per esitare la proposta di revisione del Piano Pluriennale. All’interno della stessa era presente tra l’altro, il contratto di servizio dell’AMAM che prevede il pagamento di un canone annuo di 15 milioni di euro per la concessione in uso delle reti, degli impianti e di altre dotazioni patrimoniali strumentali alla gestione del servizio idrico integrato. In aula, richiesto il suo parere, interviene anche il commissario Croce: Non avrebbe senso approvare il piano di rientro, dice, facendo approvare un bilancio già colpito dai debiti, quindi, bisogna che vi sia un'approvazione propedeutica dei due atti. La legge prevede che, dall'anno prossimo, le società come AMAM, ATM e MessinAmbiente siano autosufficienti, cioè capaci di autofinanziarsi. Se siamo d'accordo tutti ad avviare una copertura dei debiti, continua il commissario, noi
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possiamo andare avanti senza elemosinare soldi da nessuno. Verso la fine della seduta, dopo varie discussioni, ci si ricorda che l’atto è subordinato al parere dei revisori dei conti, secondo il decreto legislativo 152 del 2006. La proposta di Croce, di approvare prima il contratto di servizio e poi il piano pluriennale, non può essere accolta e si decide di rinviare la seduta alle 18. Come era prevedibile i revisori dei conti non riescono ad ufficializzare un parere, si decide, quindi, di rimandare la trattazione del contratto di servizio e passare subito alla votazione del piano. Si è poi votata la proposta di riparto del piano, come gli eroi che aspettano l’ultimo secondo per compiere l’atto decisivo per la salvezza, con 22 favorevoli e 4 astenuti. Una volta esitato, il piano pluriennale, dovrà essere esaminato dal Ministero dell'Interno e dalla Corte dei Conti.
Territorio Bocciato il nuovo Comune Montemare
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a II Commissione consiliare (urbanistica e tutela del territorio), presieduta dal consigliere Domenico Guerrera, nell'odierna seduta ha dato parere contrario alla richiesta di costituzione di un nuovo comune da denominare “Montemare”. I componenti della II Commissione hanno motivato la loro decisione “pur riconoscendo la rabbia e l’amarezza per l’abbandono delle periferie, da parte di chi
ha il dovere di amministrare in modo da consentire a tutti i cittadini un'eguaglianza sociale, che ha determinato la costituzione di un comitato che si è fatto promotore, esercitando il potere di iniziativa popolare sancito dalla Legge Regionale 23/12/2000 n°30, della richiesta di costituzione di un nuovo Comune da denominare Montemare”. L'iniziativa prevede, secondo la proposta di delibera del Commissario Straordinario, Luigi Croce n°113 del 19/12/2012, lo scorporo della parte del territorio ricadente nell’area della VI Circoscrizione, esteso circa Kmq 61,65 e con circa 8700 abitanti.
Dipartimento Mobilità Urbana e Viabilità
Spazi di sosta per invalidi
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on determina del dirigente del dipartimento Mobilità Urbana e Viabilità, ing. Pizzino, sono state fissate le procedure per l'assegnazione di spazi di sosta personalizzati per invalidi nelle zone ad alta densità di traffico. Ai sensi dell'art. 381 comma 5 del D.P.R. del 16 dicembre 1992, n° 495, e come modificato dal D.P.R. del 30 luglio 2012, n° 151, degli spazi personalizzati possono usufruirne i soggetti in possesso del “contrassegno di parcheggio per disabili”.
Gran Camposanto Politiche 2013 Affisso il Manifesto per la Accesso Automatizzato per le autovetture
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a lunedì 18, il Dipartimento servizi cimiteriali ha disposto l'entrata in funzione del sistema di accesso automatizzato delle autovetture, previa lettura delle targhe, all’interno del Gran Camposanto. Tutti i possessori di autorizzazione ad accedere con autovettura
privata, nonché i portatori di handicap, titolari del contrassegno arancione, e gli automezzi di lavoro che ancora non hanno comunicato il numero di targa dell’autovettura, non potranno più accedere all'interno del Gran Camposanto, fino a quando non avranno formalizzato la registrazione alla Direzione cimiteriale di via Catania, 118. I dipendenti in servizio alle porte non avranno più la possibilità di operare manualmente l’apertura delle barre, che saranno regolate dal sistema elettronico.
Camera e il Senato
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'ufficio elettorale del Comune ha provveduto all'affissione all'Albo Pretorio ed in altri luoghi pubblici, dei manifesti con le liste per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Sei esemplari degli stessi manifesti saranno consegnati ai Presidenti di ciascun seggio, che dovranno affiggerne due nella sala della votazione, lasciandone una a propria disposizione, e tre esemplari nei luoghi pubblici.
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provincia Messina di Marilena Faranda
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i è tenuta, nella Sala Giunta di Palazzo dei Leoni, la Conferenza stampa per illustrare le modalità della partecipazione della Provincia alla BIT (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano. Ad introdurre i lavori, Mariella Perrone, Assessore provinciale al Turismo: Dal 14 al 17 c.m. ci sarà lo stesso la Provincia alla BIT di Milano, nonostante il periodo economico non facile, infatti, noi vogliamo esserci. Saremo accanto agli operatori per lo sviluppo del territorio e per la promozione dei prodotti locali, che non è mancata negli anni. Stiamo sostenendo il turismo religioso, i parchi regionali dei Nebrodi e dell’Alcantara e le riserve di Salina, Marinello e Capo Peloro e Taormina ed i grandi eventi ( testimonial sarà Lando Buzzanca che riceverà il premio Cariddi alla carriera da Mario Sesti), abbiamo parlato con la curia di Patti, che ci ha garantito la presenza di Mons. Liberio Andreatta, vicepresidente dell'opera romana pellegrinaggi e Giovanni Avanti presidente dell'URPS, i quali parteciperanno con noi per la presentazione Magazine JospMag. Sempre nella stessa giornata, il 15 febbraio, sarà offerto l'aperitivo eoliano alla presenza di Massimo Lo Schiavo, Sindaco di Salina, di Marco Giorgianni, Sindaco di Lipari e di Christian Del Bono, Presidente Federalberghi Eolie. Il dirigente Francesco Di Bartolo afferma: abbiamo cercato di realizzare qualcosa che non sia inferiore agli anni passati. La Provincia sarà presente con uno stand di 52mq., opportunamente allestiti, oltre 60 soggetti operanti nel settore. Si parlerà anche di riserve e del Taormina filmfest, che sarà presentato da Tiziana Rocca e Mario Sesti, inoltre ci sarà anche l'esposizione di prodotti tipici. E’ intervenuto, inoltre: Gaetano Maiolino, il quale ha dichiarato: Messina tourism bureau è un consorzio che è rimasto inattivo, mentre dovrebbe cercare di svolgere un ruolo di facilitatore, per il bene del turismo e di quello che la città può fare. Una città che vive di turismo non poteva perdere un passaggio obbligato come quello della BIT ed il lavoro di promozione che la Provincia ha svolto negli anni che invece sarebbe andato perduto.
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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio
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Protesta rinviata all'11 marzo
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L'11 marzo scendiamo in strada e non soltanto in Sicilia". "Mille aziende al giorno chiudono - spiegano in una nota circa 500 operai giornalmente perdono il lavoro. Davanti alla totale indifferenza e ad un silenzio assordante delle Istituzioni cosa rimane da fare, se non ribellarsi al sistema". Secondo I Forconi "questo è il risultato di una democrazia rappresentativa che non c'è più, dello strapotere delle lobby finanziare e della globalizzazione senza regole". "La politica che decide della nostra vita - aggiungono dal movimento - non intende ascoltare
il grido d'allarme di quella gran parte di società preda della depressione che non riesce più a vivere con serenità. Abbiamo messo sotto i riflettori la drammaticità della situazione già nel gennaio 2012, purtroppo però, a quanto pare, non è più il tempo in cui alle proteste legittime è giusto dare risposte concrete". "Nulla è stato fatto - conclude la nota - ed è pure finito il tempo dei tavoli e del dialogo. I Forconi l'11 marzo riprendono la lotta. Non è colpa nostra!".
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e l'Italia è sempre più il paese delle grandi opere incompiute, la Sicilia dà manforte a suggellare l’amaro primato. Su 395 opere mai ultimate in tutta la Penisola ben 156 sono siciliane. Tutte opere iniziate negli anni Ottanta e Novanta e finite per essere dal punto di vista architettonico scheletri in cemento o poco più. Oggi sono simboli di sprechi e inefficienze, come segnala l'ex assessore alle Infrastrutture Andrea Vecchio ripensando alla diga di Blufi che, secondo il progetto del 1990, avrebbe dovuto risolvere una volta per tutte la crisi idrica nella Sicilia occidentale. Il dossier messo a punto dall’ufficio speciale guidato da Fulvio Bellomo individua anche «la capitale delle incompiute». è Giarre che dal 1983 al ’90 pensòa se stessa come a un villaggio olimpico permanente: ecco che furono finanziate e progettate una piscina olimpionica coperta (non completata per il fallimento dell’impresa), un centro polifunzionale, un teatro, una serie di impianti sportivi oggi non fruibili «per scarsa manutenzione», un parco regionale, un teatro e una casa-albergo per anziani. Il sogno di impianti sportivi all’avanguardia ha attraversato negli ultimi 30 anni decine di paesi e città. Ad Alcara Li Fusi dal ’92 si attende la piscina scoperta (servirebbero 750 mila euro per recuperare il cantiere), ad Alimena si è tentato di trasformare la piscina comunale incompiuta in un centro sportivo polifunzionale ma si è fermato anche questo secondo progetto. A Buseto Palizzolo la palestra polivalente èfatta ma serve un altro milione e mezzo per metterla a punto. La piscina olimpica è rimasta un sogno a Letojanni, Sambuca di Sicilia e Licata. Per Vecchio, ex presidente dell’associazione dei costruttori etnei, «queste incompiute sono ciò che resta di investimenti senza logica. Sono state create cattedrali nel deserto perchè il principio era quello di far partire un investimento europeo, statale o regionale e approfittarne. Poi, quando la prima tranche di fondi finiva, nessuno chiedeva più niente». Intanto in Sicilia, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio regionale dei Lavori pubblici Comuni, Province e Regione sono riusciti a portare in gara appena 610 opere. In pratica si èviaggiati alla media di 1,67 gare d'appalto bandite al giorno. Un dato che si riflette anche sull'occupazione. Sono circa 30 mila le mancate assunzioni per gli addetti al settore edilizio cui si aggiungono i 40 mila posti di lavoro persi nei cantieri già chiusi, passando quindi dai 160 mila occupati del settore agli attuali 120 mila.
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Anfiteatro con centro Polifunzio (1 miliardo di lire)
Sicilia regi
onale a Trepunti - Giarre
Grandi opere. one capofila delle incompiute WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Economia
Al via la campagna “Test’IAMOci”
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resso la Sala Giunta della Camera di Commercio di Messina, è stata presentata in Conferenza stampa la campagna "Test'iAMOci" a cura dell'Osservatorio per i minori e i diritti dell'infanzia "Lucia Natoli", in collaborazione con il Cesv, Fidapa e Federfiori. Una campagna per la prevenzione e l'amore consapevole contro le malattie sessualmente trasmissibili, in programma dal 14 febbraio all'8 marzo. Hanno presentato l’iniziativa Saro Visicaro (Osservatorio “Lucia Natoli”) e il professore Luciano Pellicanò (Policlinico Universitario di Messina), con le presidenti delle Fidapa di Messina, Capo Peloro e Venetico, e rappresentanti della Federfiori e della Camera di Commercio “Il nostro obiettivo è coinvolgere sempre di più la popolazione giovanile e per favorire questo abbiamo pure previsto la possibilità di uno sconto del 10 per cento, presso i fiorai che aderiscono all’iniziativa, per chi esibirà un ticket rilasciato dal Laboratorio di analisi del Policlinico e del Papardo di Messina, dove è possibile fare il test gratuitamente. In Sicilia è in aumento l’infezione. Questo significa che bisogna intensificare la campagna divulgativa a sostegno della prevenzione”. Rileva il professore Pellicanò: “Ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 4.000 nuovi casi di infezione da HIV: 12 ogni giorno, uno ogni due ore. 5,8 nuovi casi di HIV positività ogni 100.000 residenti. Le nuove infezioni in Sicilia nell’ultimo anno sono in aumento (4.0 x 100.000 abitanti). Senza dimenticare l’avanzare preoccupante dell’infezione nell’Europa dell’Est e nel Medio Oriente. Nel 2011 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV
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positive è di nazionalità straniera. La battaglia contro l’AIDS, non ancora vinta, ha prodotto risultati straordinari in un periodo di tempo relativamente breve, che hanno trasformato la storia naturale della malattia rendendola da rapidamente progressiva e mortale a cronica. Oggi l’aspettativa di vita di una persona HIV positiva, che riceva una diagnosi precoce, non abbia patologie associate e sia in giovane età, è comparabile a quella della popolazione sana. Ma non va sottovalutato il problema del “sommerso”, della sieropositività inconsapevole, rappresentato dai malati che continuano a infettare senza averne coscienza. Intervenire in maniera attiva per individuarli ha decisivi riflessi sociali. Ci sono evidenze scientifiche che dicono che trattando un sieropositivo asintomatico e con infezione non sviluppata, si diminuisce del 96% la sua possibilità di trasmissione del virus, oltre che ridurre notevolmente la mortalità. Oltre la metà (56%) delle persone con una nuova diagnosi di HIV viene diagnosticato in fase avanzata di malattia, e presenta una rilevante compromissione del sistema immunitario. Queste persone che scoprono di essere HIV positive in ritardo hanno mediamente più di 40 anni di età, hanno contratto l’infezione prevalentemente attraverso contatti sessuali. Quasi il 40% delle donne HIV positive scopre tardi di essere stato colpito dal virus, spesso quando l’AIDS è già in fase conclamata. Inoltre le donne presentano condizioni biologiche che le rendono più esposte e vulnerabili al virus rispetto agli uomini: sono due volte più a rischio di contagio in un rapporto non protetto rispetto all’uomo. Da qui l’importanza della diagnosi precoce, anche rendendo più facile l’accesso al test”, conclude il professore Pellicanò. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Le associazioni del Coordinamento Azioni Ambientali di Messina hanno presentato nella sala ovale del Comune di Messina, le iniziative per l'anno ambientale 2012-13, con il patrocinio di numerose istituzioni: Comune di Messina, Università di Messina, ATO3 Messina, Provincia di Messina, Stazione di Granicoltura di Caltagirone, AMAM Messina, ATO Acque 3 Messina, Ufficio Scolastico Provinciale, CEA Sicilia, Sigea Sicilia. Era presente Pippo Previti, presidente del Consiglio comunale di Messina.
Anno Ambienta 27 Ottobre 2012 BiodiversaMente 2012: Immersi nella biodiversità: dai Monti Peloritani ai fondali dello Stretto di Messina - Villa Mazzini, nell’ambito della campagna promossa da WWF e ANMS, organizzata dal CeSPOM di Messina, in collaborazione con l’Azienda Regionale Foreste Demaniali - UPA Messina, l’Associazione Ornitologica Messinese onlus, Digimare Italia, il Centro Studi Faunistica dei Vertebrati ed il Centro Studi Invertebrati - Società Italiana di Scienze naturali ed il CEA Messina onlus.
4 Novembre 2012 Villa Dante: Esposizione Canarini, Arricciati, Esotici Indigeni e loro ibridi, pappagalli, razze inglesi. Evento su Facebook: http://www.facebook.com/events/277198679066034
9-10 Novembre 2012 Formazione Quadri Terzo Settore FQTS – Programma: L’effetto della crisi sull’ambiente e sul territorio - Politiche ambientali e di sostenibilità - Politiche partecipative
19-25 Novembre 2012 Concorso per tutte le Scuole di Messina sul Tema Unesco Dess del 2012 con svolgimento il 22 marzo 2013 della premiazione in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua 2013. Titolo del Concorso per le Scuole del Comune di Messina per la Settimana Unesco Dess 2012: "Cucina senza rifiuti: consapevole, sana ed economica", con presentazione e divulgazione nella Settimana Unesco Dess 2012 e conclusione nel corso della Giornata dell'Acqua 2013 (22 marzo 2013)
19-25 Novembre 2012 Istituzione dell'Osservatorio Rifiuti a Messina in occasione, della 4^ Edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: http://www.facebook.com/events/350679251693032
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Ecco i promotori: FareVerde - Ambiente e/è Vita - CEA Messina Onlus – MareVivo Associazione Ornitologica Messinese- Osservatorio Lucia Natoli - CESV Messina - Telefono Amico - CEA Eolie - Il Ramarro onlus Caltagirone - AIF SEz. Messina - ANISN Sez. Messina SlowFood Valdemone - ARPA Sicilia DAP Messina - SS.BB.CC.AA. di Messina - CeSPOM Messina - InBar Messina - Architettura Ecosostenibile - ORSA Scuola Alta Formazione Ambientale – Legambiente.
ale 2012- 2013 Iniziativa editoriale 2013 Realizzazione in formato elettronico del Calendario Ambientale 2013 (soggetto :"La Natura delle Eolie: Aree Protette e Sviluppo Sostenibile", cfr. vedi http://www.facebook.com/calendarioambientale2012)
27 Gennaio 2013 Ventunesima edizione, organizzata dall’associazione ambientalista Fare Verde, dell’iniziativa “Il mare d’inverno”. I volontari, aiutati da tanti cittadini, raccoglieranno i rifiuti che anche d’inverno inondano le nostre spiagge e stileranno una sorta di hit – parade degli oggetti ritrovati sull’arenile.
21 Marzo 2013 “Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie”.
9-10-11 Aprile 2013 Ambiente e Benessere: dall’olivo all’olio, 2° Corso di aggiornamento scientifico- sperimentale che si terrà presso la sede dell'Ordine dei Medici di Messina, organizzato dall’Arpa ST Messina, l’ANISN sez di Messina, con la collaborazione dell'Assessorato Regionale delle Risorse Agricole Alimentari Distretto Nebrodi e dell'Università degli Studi di Messina.
12 maggio 2013 “Dieci, cento, mille rapaci sul tuo orizzonte”, con l'eccitante escursione per i sentieri di colle San Rizzo sulle rotte dei rapaci in migrazione alla scoperta di panorami mozzafiato sulle sponde dello Stretto di Messina e il suo mare al cobalto. Con l’appassionata guida di Arnaldo Oliva, uno dei massimi esperti locali e la collaborazione de “il Ramarro” - Associazione di Ecologia e Cultura di Pace.
1-19 Maggio 2013 "European Solar Days 2013", che il Comitato Promotore proporrà di realizzare in condivisione con altre Associazioni non della Ns. Città come avvenuto per il 2012.
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SCIENZA & CULTURA A cura di Ignazio Rao
Pesca. Una preziosa risorsa per l’uomo
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Calamari
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na della più antiche attività praticate dall’uomo sin dalle epoche più remote, per cacciare pesci ed altri animali acquatici da utilizzare quale alimento utile alla sopravvivenza è rappresentata dalla pesca, esercitata sia da terra o da bordo di primitive imbarcazioni con l’utilizzo di rudimentali ma nel contempo ingegnose attrezzature come ami di osso legati con crine di cavallo o fibre vegetali, e nasse realizzate con steli di giunco. Parallelamente alla piccola pesca utilizzata solo per il sostentamento di piccoli nuclei familiari, già al tempo dei Greci e dei Romani si praticava la pesca del tonno, così remunerativa, da costituire la principale industria dell’epoca. Anticamente anche i popoli del Nord iniziarono questa attività commerciale e gli olandesi trassero immense fortune dalla pesca delle aringhe. I norvegesi , con la scoperta, nel 1497, del “Banco di Terranova”, ricavano enormi guadagni dalla pesca in mare ed in particolare dalla cattura del Merluzzo che, dopo l’essiccazione al sole ed al vento artico, secondo un antico metodo, unico al mondo, reso possibile dalle particolari condizioni climatiche, diventa “stoccafisso” , alimento particolarmente apprezzato nella città di Messina dove il “pesce stocco” viene preparato con prelibate ricette. A Messina, la pesca, per la particolare abbondanza di specie ittiche, rappresenta una delle più importanti risorse economiche, che da tempi antichissimi vede impegnati gli arditi pescatori che devono spesso affrontare le impetuose correnti ed i forti venti di Scirocco e Maestrale dello Stretto di Messina. Di particolare interesse è la “cac-
Cicirello
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cia al pesce spada”, praticata oggi con le moderne feluche e legata alle antiche tradizioni messinesi, capace di suscitare nei pescatori forti emozioni ed entusiasmo. Nel corso dei secoli la richiesta di prodotti ittici è aumentata notevolmente e, pertanto, si è reso necessario sviluppare nuovi sistemi di pesca utilizzando sofisticate apparecchiature tecnologiche che probabilmente hanno influito ad alterare il delicato equilibrio dell’ecosistema marino. La pesca intensiva e lo sfruttamento incondizionato delle risorse alimentari del mare, hanno reso necessaria l’applicazione di severe norme per regolamentare e monitorare, attraverso mirati programmi di ricerca, la disponibilità di una così importante risorsa sempre più limitata, sia qualitativamente che quantitativamente. I pesci, che vivono sia in mare che nei laghi e nei fiumi, sono animali vertebrati con scheletro osseo, ( Teleostei), a cui appartengono le specie più diffuse e maggiormente destinate all’alimentazione, o cartilagineo, (Selacei), a cui appartengono le razze e gli squali. Essi vengono consumati generalmente freschi, ma possono essere commercializzati anche essiccati, come nel caso del “pescestocco”, sott’olio come le acciughe, il tonno e lo sgombro, affumicati o surgelati. In ogni caso l’importante è che la loro conservazione e preparazione avvenga nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie che ne garantiscono la sicurezza e la tracciabilità del prodotto a tutela dei consumatori. I pesci costituiscono un alimento con un discreta quantità di proteine di elevato valore biologico, con un contenuto di grassi non molto elevato, ricche di minerali come , iodio e selenio e vitamine A , D e del complesso B. Le carni sono facilmente digeribili ed in genere si adattano ad ogni regime die-
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tetico. In particolare, nel “pesce azzurro”, come alici, sardine e sgombri, sono presenti alcuni importanti acidi grassi, (omega- 3 e omega- 6), che assunti nella corretta quantità sono in grado di prevenire problemi cardiovascolari e di ridurre l’eccesso di colesterolo. Per poter soddisfare la crescente richiesta di mercato, dopo accurate ricerche scientifiche, sono stati realizzati degli impianti di acquacoltura per l’allevamento di alcune specie ittiche tra cui le più diffuse sono le spigole e le orate che, raggiunta la taglia commerciale, possono essere immesse sul mercato per soddisfare le richieste dei consumatori . I pesci prodotti negli allevamenti mantengono inalterata la composizione nutritiva tipica delle varie specie, anche in virtù della loro freschezza e dei moderni sistemi di allevamento in vasche “off-shore” , immerse direttamente in mare. E’ buona norma evitare di consumare pesce crudo o poco cotto. Trattandosi di un alimento delicato e facilmente deteriorabile, deve essere conservato in frigorifero, dopo essere stato eviscerato, per mantenere più a lungo le sue caratteristiche organolettiche prima di essere consumato. I pescatori messinesi che esercitano questo duro e pericoloso, ma nel contempo affascinante mestiere, sono particolarmente esperti ed ingegnosi nella realizzazione di robuste imbarcazioni e sofisticate ed efficaci attrezzature per la cattura del pesce. E’ da sottolineare che, grazie a loro, in virtù della grande esperienza e particolareggiata conoscenza dello Stretto di Messina, che si tramanda da antiche generazioni, è stato possibile conoscere specie estremamente rare che spesso hanno destato l’interesse del mondo scientifico.
Triglie
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Cultura
Case Cicala
Premio Siracusano "I luoghi che parlano" scade il 28 febbraio 2013
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l Laboratorio Psicoanalitico "Vicolo Cicala" di Messina, con il patrocinio della Società Psicoanalitica Italiana e del Centro di Psicoanalisi di Palermo, nell’ambito delle iniziative volte alla promozione della cultura psicoanalitica e in continuità con l’opera del Professore Francesco Siracusano, psicoanalista con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana, indice un concorso a tema "I luoghi che parlano". 54
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PREMIO “FRANCESCO SIRACUSANO” I edizione - anno 2012/2013 CONCORSO A TEMA indirizzato ai laureati di età non superiore ai 30 anni, in possesso del diploma di laurea in scienze e tecniche psicologiche (L24) e/o magistrale (LM51). Il tema del concorso è “I luoghi che parlano”. Tale tema dovrà essere rappresentato da una fotografia accompagnata da un commento di massimo tre pagine (3.200 battute per pagina spazi esclusi, 3.800 battute spazi inclusi, carattere Times New Roman 12) in cui l’Autore dimostri di possedere una sensibilità psicoanalitica. L’ opera fotografica, e il commento, entrambi in forma anonima, dovranno essere contenuti in una busta chiusa anonima. Il partecipante dovrà inoltre inserire, in una seconda busta, anch’essa anonima, la copia di un documento d’identità valido, assieme alla liberatoria all’utilizzo dei dati personali scaricabile dal sito www.labpsicvicolocicala.it. Entrambe le buste dovranno, a loro volta, essere inserite nella busta di spedizione e pervenire a mezzo raccomandata A/R, all’indirizzo del Laboratorio Psicoanalitico “Vicolo Cicala”- Via Legnano n° 32- 98121 Messina, entro il 28 febbraio 2013. Ad ogni iscritto è consentita la partecipazione con un’unica fotografia formato cm 20x30 montata su cartoncino rigido di cm 30x40. Saranno escluse, le fotografie non presentate come richiesto. Il partecipante, inviando le immagini, dichiara implicitamente e sotto la propria responsabilità di esserne l’autore. La giuria, composta dal Comitato Scientifico e dai soci del Laboratorio Psicoanalitico, non considererà le produzioni da un punto di vista meramente tecnico piuttosto valuterà la capacità di interpretazione del tema, la creatività, l’originalità, il senso critico delle immagini e, soprattutto l’attinenza tra l’immagine e il commento prodotto, con un’attenzione particolare all’ottica psicoanalitica. L’esito del voto è insindacabile. Il materiale in concorso non verrà restituito e verrà esposto in una mostra durante la quale avverrà la premiazione in presenza dei Soci del Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala e di ospiti esterni. Al vincitore sarà attribuito un premio in denaro di (euro 1.000,00) mille euro. Per info contattare il Laboratorio Psicoanalitico “Vicolo Cicala” (vicolo.cicala@libero.it) foto Antonio De Felice WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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L’«antiqua natura» di Leandro Pergolizzi
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lla galleria «Kafkart» di Messina sono in mostra le opere di Leandro Pergolizzi, un pittore dall’estro e tecnica tanto originali, nati dalla commistione di tecniche antiche e moderne, da poterlo definire un moderno classicista. All’inaugurazione, dopo il saluto della titolare della pinacoteca, l’artista Vittoria Arena, la quale ha auspicato che gli amanti dell’arte possano trovare nel sito da lei gestito la casa dove potere esporre le loro opere esprimendo tutto il loro pensiero, la Dott.ssa Laura Mauro, curatrice d’arte, ha esposto la biografia dell’autore evidenziando i tratti personali presenti nei suoi dipinti, frutto di una passione verso le arti figurative incoraggiata dal maestro Angelo Barbera, in grado questi di fargli raggiungere una maturità pittorica permettendo al Pergolizzi di conseguire nel corso degli anni molteplici riconoscimenti a livello nazionale e regionale. Lo storico dell’arte Rodrigo Foti ha rilevato come le nature morte e le vedute traggono ispirazione da una nostalgia verso quel passato idilliaco promanante dalla semplicità delle cose: se nelle prime vi è un influsso caravaggesco mitigato da cromatismi più luminosi e gli oggetti raffigurati rappresentano la caducità dell’esistenza nonché l’invito a vivere la vita, i paesaggi possono definirsi suggestivi, poiché la natura è percepita come un ambiente nel quale le persone provano differenti sensazioni entrando in armonia con essa. Fra i suoi lavori panoramici spicca il capolavoro dal titolo «Isola Bella», in cui s’intreccia un vedutismo caratterizzato dalla commistione fra pittoresco e sublime, dove le manifestazioni naturali sono animate da un’incommensurabile esplosione di energia e la luce è raffigurata come un’autonoma identità atmosferica, con l’Impressionismo di Claude Monet promanante la sensazione percepita in quel momento della giornata. Il forte simbolismo, di cui è pregno il quadro, contiene il precipuo messaggio del rinnovarsi quotidiano della vita, che dopo la tenebra mortale ritorna trionfante. Il poeta Roberto Lo Presti ha analizzato la componente chiaroscurale, il cui contrasto viene adoperato per dare rilievo agli oggetti, ma rappresenta un inestricabile legame col mondo antico nel quale il pittore si rifugia costantemente. Le immagini della serata sono state scattate da Antonio De Felice, sempre sensibile alle manifestazioni artistiche nel capoluogo. Non potevano mancare all’evento le note ed i canti del cantastorie peloritano Gianni Argurio, che sulla scia dell’illustrazione dell’«Isola Bella» ha cantato una filastrocca inneggiante alle bellezze naturali della Sicilia, la quale è stata oltremodo omaggiata sia con canti folkloristici di natura mitologica, sia con un canto d’amore in voga nel XVIII secolo, risultato di una ricerca storica, intitolato «A la carrittera» contraddistinto da un lessico dell’epoca. Egli a conclusione della serata ha cantato un brano beneaugurante dal titolo «Vegni in Sicilia» definendola isola dell’amore. Il contributo musicale di Gianni Argurio ha corroborato l’atmosfera affascinante della mostra, i cui dipinti di Pergolizzi esprimono uno scopo inteso a confortare e contemporaneamente a ricordare a ciascun essere umano l’importanza di valori, quali la schiettezza dei sentimenti e lo stare in sintonia con la natura, che non hanno tempo, né scadenze, ma che sono sempre di fondamentale attualità. Rodrigo Foti foto Antonio De Felice
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Scacchi News a cura di Aurelio Bandiera e Giuseppe Massimo Cattafi http://asdenzocrea.altervista.org asd.enzo.crea@gmail.com
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envenuti a questo nuovo notiziario scacchistico che nasce nella provincia di Messina con il proposito di informare, intrattenere e appassionare giocatori di qualsiasi livello. La prima cosa che chiediamo ai lettori è la pazienza e la bontà di darci il tempo di crescere! La rubrica non mira ad essere un contenitore smisurato di “cose” scacchistiche, ma uno strumento agile e di piacevole consultazione, da “consumare fresco” o da leggere con calma nel momento che più vi piacerà. Innanzitutto diciamo che il notiziario è curato dall'ASD Enzo Crea, associazione che prende il nome dallo scomparso scacchista messinese e arbitro nazionale, grande divulgatore del nostro gioco e ovunque conosciuto nell'ambiente. L'ASD Enzo Crea nasce per diffondere il gioco degli scacchi tra i giovani e vuole riunire quelle persone che lo ritengono un’elevata sfida mentale, un gioco appassionante e un'attività divertente che può contribuire alla formazione sana e corretta di chi lo pratica. Ciò che ci ha spinto ad intraprendere questa avventura è la convinzione che i giocatori e gli appassionati sono sottovalutati rispetto alle reali potenzialità possedute. Certo, non siamo così illusi da voler raggiungere la popolarità degli sport più radicati nella cultura italiana, ma tentiamo di ritagliare agli scacchi uno spazio più dignitoso in una città che sta dimostrando di poter dare molto di più. Gli scacchi posseggono un alto valore educativo e fanno armonicamente coesistere tre componenti: quella scientifica, quella artistica e quella agonistica. Il gioco pertanto può favorire lo stimolo allo sviluppo di un'equilibrata personalità, con buona pace dell’epoca di superspecializzazione in cui viviamo. Scendendo nel particolare, giocare a scacchi sviluppa numerose capacità: di concentrazione e di riflessione, di progettazione e di previsione nonché di astrazione. Fondamentale risulta poi apprendere dai propri errori senza che la punizione sia comminata da un’autorità esterna (che potrebbe prestarsi a essere identificata dal soggetto come causa del suo insuccesso), saper prendere la responsabilità delle proprie scelte e avere coscienza dei propri limiti senza disconoscere il desiderio di affermazione di sé.
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Spettacoli
I fratelli Karamazov Il romanzo è stato portato in forma di dramma da Roberta Arcelloni e Guido De Monticelli, che ne è il regista. Dodici gli interpreti in scena.
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ul palcoscenico del Vittorio Emanuele arriva, dal 13 al 17 febbraio, la riduzione teatrale d scena in forma di dramma "I fratelli Karamazov", ultimo romanzo di Fëdor Dostoevskij, pu tito sul palcoscenico. L'incontro fra i tre fratelli – l'evangelico Alesa, il passionale Dimitrij e figura buffonesca e filistea. Intorno ai fratelli e alla torbida e divorante azione in cui sono impli Alesa si incarnano il sogno e il presagio che il regno di Cristo si instaurerà sulla terra e l'amore La drammaturgia dello spettacolo, coprodotto dal Teatro Stabile della Sardegna e dal Teatro Met di Lorenzo Banci e Federico Biancalani; costumi di Zaira De Vincentiis, musiche di Mario Borcia Giannetti, Francesco Borchi, Fabio Mascagni, Luigi Tontoranelli, Cesare Saliu, Paolo Meloni, Da Nelle sue note di regia De Monticelli parte da una frase famosa del romanzo: «Se anche doves la nostra salvezza». Sono le parole con cui Alësa, il più giovane dei fratelli Karamazov, si rivolg bara del loro compagno Iljusa, morto di tisi, nel suo ultimo viaggio. è il "discorso presso la piet un altro famoso discorso, il Discorso della Montagna. Scrive poi il regista: «Un manipolo di bambini scorrazza per le pagine dei "Fratelli Karamazov". al fratello Alësa: "...se le sofferenze dei bambini servissero a raggiungere la somma delle soffe prezzo".
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di uno dei più famosi romanzi della letteratura mondiale: il regista Guido De Monticelli mette in ubblicato a puntate nel 1879, dove il tema del male e dell'esistenza di Dio si fanno rovente dibatil tormentato e raziocinate Ivan – avviene sullo sfondo di un terribile delitto: l'uccisione del padre, cati, si dibatte una miriade di creature, intrappolate nell'eterna lotta fra il bene e il male. Ma in universale vincerà il dolore. tastasio Stabile della Toscana, è firmata da Roberta Arcelloni e dallo stesso De Monticelli; scene ani, disegno luci di Loic Francois Hamelin. Sono dodici gli interpreti: Mauro Malinverno, Corrado aniel Dwerryhouse, Mariagrazia Sughi, Silvia Piovan, Elisa Cecilia Langone e Valentina Banci. se rimanere un solo buon ricordo nel nostro cuore, anche quello potrebbe servire un giorno per e alle sue più care creature, ai bambini che, sul finire del libro, hanno accompagnato la piccola ra", che Alësa pronuncia a coloro che presto saranno uomini, e nel quale è chiara l'allusione a
Sono lo specchio di un'innocenza spesso oltraggiata e violata, che farà dire a Ivan Karamazov erenze necessarie alla conquista della verità, allora io dichiaro che tutta la verità non vale quel
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“All’ombra della collina” Vincenzo Pirrotta torna in scena nella sala Laudamo
L'attore, autore e regista siciliano, racconta il viaggio di un ragazzino in un ipotetico "inferno". Una storia autobiografica.
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orna alla Sala Laudamo Vincenzo Pirrotta. L'autore, regista e attore siciliano, uno dei più importanti in tutto il panorama italiano, presenterà “All’ombra della collina”, in scena dal 15 al 17 febbraio per il cartellone "Paradosso sull'Autore", curato da Dario Tomasello. "All'ombra della collina" un ragazzino compie, come nella più grande tradizione letteraria antica, da Omero a Virgilio, un viaggio in un ipotetico “inferno” scoprendo, accompagnato da un mentore che per lui è stato maestro parlandogli attraverso i libri che sin da piccolo egli leggeva, eredità lasciatagli dal nonno comunista, in un paese della provincia palermitana mafioso e democristiano, dei personaggi che veri o immaginari hanno costellato la sua infanzia. A poco a poco scopre che l’inferno che tutti gli scagliavano in faccia altro non era che il ribollìo della sua immaginazione e che l’inferno è solo dentro la nostra testa. Non esiste l’inferno se noi non ce lo creiamo. Si tratta di un racconto che può definirsi autobiografico. Non a caso, all'inizio dello spettacolo, appare lo stesso Pirrotta in una sorta di prologo personale: si siede su una sedia e si mette a tu per tu con il suo pubblico, al quale spiega la nascita e l'esigenza di un testo simile.. Vincenzo Pirrotta è stato allievo del maestro Mimmo Cuticchio e si è diplomato alla scuola di teatro dell’ I.N.D.A. (Istituto Nazionale del Dramma Antico). Ha lavorato dal 1990 al 1996 al ciclo di spettacoli classici che si svolgono al teatro Greco di Siracusa. Ha scritto la trilogia “I tesori della Zisa” che comprende i testi: “N’gnanzoù” (edizioni Plectica), “La fuga di Enea”, “La morte di Giufà”. Ha scritto pure: “Male d’attore”, “Almanacco del tempo perso”, “All’ombra della collina” di cui ha curato anche la regia. Ha diretto anche “La lupa” di Giovanni Verga per le Verghiane 2002; Il “Prometeo” di Eschilo per l’associazione Campania grandi classici; “Fondali riflessi” tratto da “Il vecchio e il mare” di Hemingway; Ha scritto a quattro mani con Peppe Lanzetta “Malaluna” (premio E.T.I. olimpici del teatro 2004) che racconta le città di Palermo e Napoli, ospite di numerosi teatri stabili d’innovazione e che ha debuttato nel prestigioso progetto “Petrolio” di Mario Martone. è stato protagonista nel “Tancredi e Clorinda” e “Histoire du Soldat” in programmazione al teatro dell’opera di Roma, e del “Ratto dal serraglio” di Mozart per la regia del maestro Roberto De Simone, con il quale ha iniziato una collaborazione. Ha curato la regia delle “Nozze di Figaro” per il teatro nazionale dell’opera di Malta. Ha diretto e tradotto le “Eumenidi” di Eschilo per la biennale di Venezia 2004. Ha collaborato con la Rai per la realizzazione della trasmissione il terzo anello ad alta voce (I malavoglia di Giovanni Verga). Ha diretto - per ’Istituto nazionale del dramma antico - “U Ciclopu” di Euripide nella traduzione di Pirandello, per questa regia gli è stato assegnato il premio dell’associazione nazionale critici di teatro quale miglior spettacolo del 2005. Ha diretto per il teatro di Roma “La sagra del signore della nave” di Pirandello rielaborando il testo innestando le arcaiche pratiche mediterranee che sono l’oggetto della sua ricerca, e per il quale ha ricevuto il premio Golden Graal come miglior regista della stagione 2005-2006, finalista ai premi E.T.I. come migliore spettacolo d’innovazione, e finalista ai premi U.B.U. 2006 come migliore regia. I suoi spettacoli teatrali sono stati ospitati dai maggiori teatri e Festivals Europei (Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Germania, Portogallo, Malta, Inghilterra, Montenegro). WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Commento al Vangelo 17 Febbraio 2013 I domenica di Quaresima (C)
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. (Lc 4,1-13)
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Bisognosi di autenticità La madre Chiesa ci invita a ripartire nel nostro cammino di conversione con i quaranta giorni della Quaresima. Sono giorni preziosi, giorni per ritornare a Dio, per ricentrare tutta la nostra vita in Cristo e per superare la dispersione del cuore. La liturgia della prima domenica ci invita a iniziare questo cammino dal deserto. Saremo compagni di viaggio del popolo di Israele, lotteremo con le tentazioni al fianco di Gesù, ci lasceremo educare dalla Parola che ci verrà donata in questo cammino alla scoperta della nostra autenticità. Attraverseremo il deserto e ci addestreremo all'essenzialità, alla spogliazione e all'alleggerimento. Lasceremo che lo Spirito sia lo scalpello che ci lavora, colpo dopo colpo vedremo emergere l'immagine di Cristo che il Padre ha deposto in noi. Ritorneremo all'essenziale, a ciò che davvero conta e che può renderci felici. Faremo esperienza che l'amore di Dio è più forte del nostro peccato e più ostinato delle nostre fughe. Scopriremo che il suo perdono scioglie quei nodi del cuore che l'uomo non può disfare da sé. Ci accorgeremo che tutto questo è possibile, che davvero si può essere discepoli felici. Questo cammino di autenticità nel deserto richiede un ascolto costante e attento della Parola di Dio. Dobbiamo davvero imparare a far tacere tutte le altre voci che da fuori e da dentro ci stordiscono e ci soffocano. Concediamo un tempo significativo alla Parola di Dio, non i ritagli tra una cosa e l'altra, non i rimasugli della giornata o il momento della "buona notte". Impariamo a non accontentarci, a non giocare al ribasso. Altro elemento essenziale del nostro cammino è il silenzio. Solo in questa dimensione la Parola può trovare uno spazio significativo. Impariamo a creare e soprattutto a difendere i
nostri spazi di silenzio. Silenzio per ridare limpidezza alla vita, per rimettere ordine, per svuotarci dai pensieri che assillano e dal frastuono che svuota. Silenzio per preparare un posto all'ascolto, per imparare ad accogliere l'altro nella sua pienezza, per percepire il soffio leggero dello Spirito. Un terzo elemento del nostro cammino nel deserto è il digiuno. Digiuno per sentire la fame, per scoprire che non basto a me stesso e che il mio egoismo non può nutrirmi. Ma attenzione! Se dico dei "no" è per dire dei "sì" che mi allargano il cuore, che mi riportano all'essenziale, che mi fanno scoprire che cosa mi nutre davvero. Buon cammino a tutti, allora. E lasciamoci portare dal soffio dello Spirito, alziamo le nostre vele e prendiamo il largo verso i confini dei cuori. Ti preghiamo, Signore Gesù, la Tua Parola sia guida nel nostro cammino di conversione. Con Te attraverseremo il deserto e ci addestreremo all'essenzialità. Lasceremo che lo Spirito sia lo scalpello che ci lavora, colpo dopo colpo vedremo emergere in noi la Tua immagine, scopriremo la Tua bellezza dietro alle nostre fragilità. Faremo esperienza che il Tuo amore è più forte del nostro peccato e più ostinato delle nostre fughe. Scopriremo che il Tuo perdono scioglie quei nodi del cuore che da soli non possiamo disfare. Ci accorgeremo che tutto questo è possibile. Con la Tua Parola nel cuore sconfiggeremo il maligno. Maria, madre Tua e madre nostra, aggiunga ciò che manca alla nostra preghiera. Amen.
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parole in blu
a cura di Sara Ursino
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende, | prese costui de la bella persona | che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende. | Amor, ch'a nullo amato amar perdona, | mi prese del costui piacer sì forte, | che, come vedi, ancor non m'abbandona. | Amor condusse noi ad una morte: | Caina attende chi a vita ci spense. Cit. Dante Alighieri, Inferno, canto V Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana. Cit. William Shakespeare, Romeo e Giulietta Ciò che ero solito amare, non amo più; mento: lo amo, ma meno; ecco, ho mentito di nuovo: lo amo, ma con più vergogna, con più tristezza; finalmente ho detto la verità. È proprio così: amo, ma ciò che amerei non amare, ciò che vorrei odiare; amo tuttavia, ma contro voglia, nella costrizione, nel pianto, nella sofferenza. In me faccio triste esperienza di quel verso di un famosissimo poeta [Ovidio]: "Ti odierò, se posso; se no, t'amerò contro voglia". Cit.Francesco Petrarca
Dipinto Gli Amanti, René Magritte, olio su tela 54×73 cm, 1928, MoMA, New York
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Amo come l'amore ama. | Non conosco altra ragione di amarti che amarti. | Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, | se ciò che ti voglio dire è che ti amo? Cit. Fernando Pessoa Amore è misero se il suo amore è assente. Cit. James Joyce
Anche l'amore è un'arca | che salva dal diluvio della vita | ma a tempesta finita | non si sa mai la roba che si sbarca. Cit.Trilussa
Dipinto Il Bacio, Francesco Hayez, olio su tela 112 × 88 cm, 1859, Pinacoteca di Brera, Milano
14 Febbraio
Amore: parola inventata dai poeti per far rima con cuore. Cit. Ambrose Bierce
San Valentino
Ahi crudo Amor, ch'ugualmente n'ancide | l'assenzio e 'l mèl che tu fra noi dispensi, | e d'ogni tempo egualmente mortali | vengon da te le medicine e i mali! Cit.Torquato Tasso
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Fra storia e leggenda
La festa di San Valentino
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a Storia della festa di San Valentino si basa sulle vicende del Santo Patrono di Terni, le quali sono contornate da diverse leggende. San Valentino è stato un vescovo romano martire venerato da diverse chiese: Cattolica, Ortodossa e Anglicana. La festa di San Valentino, che come tutti sanno è il 14 febbraio, è celebrata in tutto il mondo ma è partita dall’Italia per arrivare poi in Francia e in Inghilterra. Per festeggiare San Valentino, l’usanza più caratteristica nei paesi anglosassoni, è quella di scambiare “valentine”, ovvero lettere e bigliettini d’amore caratterizzati da simboli tipici come cuori, cupido, colombe. Come suddetto la storia di San Valentino, in quanto protettore degli innamorati, si basa su diverse leggende che vediamo ora insieme: La prima leggenda inerente la Storia di San Valentino narra che Valentino legato teneramente alla giovane figlia del suo “carceriere” (alla quale aveva miracolosamente ridato la vista), prima di essere decapitato inviò un messaggio di addio alla ragazza che si chiudeva con le parole “dal tuo Valentino”. Da questa leggenda e questa frase nascono dunque le frasi usate in questa occasione “Sii il mio Valentino (be my Valentine)” e simili. La seconda leggenda della Storia di San Valentino è legata ad una rosa… Un giorno Valentino porse una rosa a due giovani che stavano litigando, invitandoli a tenerla unita nelle loro mani, e pregando il Signore affinchè il loro amore durasse in eterno. I due così fecero e se ne andarono riappacificati, per poi tornare dal Vescovo tempo dopo per far benedire le loro nozze. La Terza leggenda di San Valentino riguarda Sabino, un centurione romano, che s’innamorò di Serapia. Sabino, essendo di religione Pagana, non ricevette la mano della ragazza dai genitori, e dunque la giovane gli suggerì di andare dal Vescovo Valentino per avvicinarsi al Cristianesimo facendosi battezzare. Mentre erano in corso le preparazioni per il battesimo del giovane e le successive nozze, Serapia si ammalò di tisi, e così Sabino chiese a Valentino di non essere separato dalla ragazza ormai in fin di vita. Prima che la giovane morisse Valentino battezzò Sabino e li unì in matrimonio. Contemporaneamente alla benedizione di Valentino i due giovani si spensero insieme, restando uniti per l’eternità. Insomma la vera storia di San Valentino è un po’ avvolta nel mistero a metà tra realtà e miti, che però hanno un unico fattore comune, l’amore eterno, che ogni anno celebriamo il 14 febbraio.
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Una ricetta facile e dolce per questa giornata così importante per tutti gli innamorati Torta di San Valentino
PREPARAZIONE
Ingredienti per uno stampo a cuore da 22 cm 3 uova 120 gr di zucchero 150 gr di farina 00 50 gr di burro 1 bustina di vanillina 1/2 bustina di lievito per dolci
In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero. A parte montate gli albumi a neve. Aggiungere ai tuorli montati il burro fuso intiepidito. Aggiungere all’impasto la farina, il lievito e la vanillina a pioggia e montare fino ad ottenere un composto omogeneo. Infine incorporare all’impasto gli albumi montati a neve. Imburrare ed infarinare uno stampo a forma di cuore e versarne all’interno il composto. Infornare la torta in forno già caldo a 180 gradi e cuocere per 30 minuti. Togliete la torta dallo stampo, mettetela su una gratella e lasciatela raffreddare. Nel frattempo preparate la crema al latte. In una casseruola dal fondo spesso, portare ad ebollizione il latte con l’essenza di vaniglia. Non appena il latte avrà raggiunto il punto di ebollizione, spegnere la fiamma ed aggiungere la farina setacciata e lo zucchero. Mescolate la crema con un cucchiaio di legno e lasciatela raffreddare. Nel frattempo montare la panna. Incorporate ora la crema di latte completamente raffreddata alla panna montata e mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno con un movimento dal basso verso l’alto. Preparate la bagna facendo bollire l’acqua e zucchero, aggiungete il limoncello e lasciate intiepidire Tagliate la torta ormai fredda a metà, poggiatela su un piatto da portata, bagnatela e farcitela con la crema al latte. Aggiungete le fragoline. Bagnate l’altra metà della torta, coprite e fate una leggera pressione per distribuire la farcia in maniera omogenea su tutta la superficie. Glassate la torta con la crema rimasta. Stendete la pasta di zucchero su una spianatoia cosparsa di zucchero a velo. Tagliate la pasta in eccesso e ricoprire i bordi con una striscetta di pasta di zucchero rossa che incollerente con un po’ d’acqua. Con i taglia biscotti a forma di cuore, ricavare i vostri decori e posizionateli sulla torta attaccandoli sempre con un po’ d’acqua. Con la penna alimentare ho scritto sulla torta buon san valentino ed ecco qui la mia torta romantica. Riporre la torta a cuore ricoperta di pasta di zucchero in frigo per almeno un paio d’ore prima di servirla.
Ingredienti per la farcia 150 ml di latte 40 gr di zucchero 15 gr di farina 00 1 cucchiaino di essenza di vaniglia 150 ml di panna da montare per dolci Ingredienti per la copertura 300 gr di pasta di zucchero Ingredienti per la bagna 150 ml di acqua 2 cucchiai di zucchero 2 cucchiai di limoncello
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RE sano
Mangia
a cura di Mimmo Saccà
Se a dieta occhio all'orario dei pasti
C
hi è alle prese con diete, conteggi di calorie e sedute in palestra, sappia che per dimagrire bisogna anche saper scegliere i tempi, perché c'è un momento giusto perfino per mangiare. E' quanto suggerisce uno studio del Brigham and Women's Hospital della Tuft University e dell'Università spagnola di Mursia, pubblicato sull'International Journal of Obesity. Studiando il rapporto tra orario dei pasti e perdita di peso, i ricercatori hanno infatti scoperto che chi consuma il pasto principale della giornata più tardi ha maggiori difficoltà a dimagrire, mostrando anche una minore sensibilità all'azione dell'insulina, un importante fattore di rischio per l'insorgere del diabete. “è il primo studio su larga scala a dimostrare come l'orario in cui si consumano i pasti abbia un effetto sulle possibilità di perdere peso”, spiega Franck Scheer, coordinatore della ricerca. Diversi lavori scientifici in effetti avevano già analizzato la relazione esistente tra l'ora in cui si assume il cibo e la regolazione del peso corporeo negli animali, ma fino ad oggi non si sapeva se questo valesse anche per l'essere umano. Allo studio hanno preso parte 420 spagnoli sovrappeso, a dieta per 20 settimane. In base all'orario in cui consumavano abitualmente il pasto principale della giornata (il pranzo), i partecipanti sono stati divisi in due gruppi: quelli che mangiavano presto (il 51% dei partecipanti), cioè che pranzavano prima delle 15, e quelli che mangiavano tardi (il 49%), ovvero oltre le 15. Al termine delle 20 settimane, i ricercatori hanno poi osservato l'efficacia della dieta seguita dai partecipanti.
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Dai risultati è emerso che chi pranzava più tardi aveva perso meno peso degli altri. Per accertarsi che l'effetto fosse dovuto realmente all'orario in cui si consumavano i pasti, i ricercatori hanno controllato diversi parametri, come apporto calorico e composizione della dieta seguita, spesa energetica giornaliera, e analizzato gli ormoni dell'appetito e la durata del sonno, senza trovare differenze rilevanti tra i due gruppi. Gli individui che pranzavano tardi presentavano inoltre una minore sensibilità all'insulina, una caratteristica che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete. “Questo studio svela il ruolo fondamentale giocato dall'orario dei pasti sulla regolazione del peso”, spiega Marta Garaulet, primo nome dello studio: “in futuro, le strategie terapeutiche per far dimagrire dovranno prevedere non solo l'apporto calorico e la distribuzione dei macronutrienti, come si è fatto fino ad oggi, ma anche l'orario a cui è meglio assumere gli alimenti”.
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PREPARAZIONE
La ricetta Capesante al vino Ingredienti per 4 persone • • • • • • • • • •
8 Capesante 250 gr di Funghi champignon 20 gr di Prezzemolo 20 gr di Burro 50 gr di Vino bianco secco 150 gr di Panna fresca liquida Sale q.b. Pepe q.b. 1 spicchio di Aglio Olio di oliva extravergine q.b.
Per preparare le capesante al vino, iniziate lavando e asciugando molto bene i funghi. Tagliateli finemente e rosolateli in una padella nella quale avrete fatto sciogliere il burro, un filo d’olio extravergine d’oliva e l'aglio schiacciato. Sfumate con il vino bianco, aggiungete una spolverata di prezzemolo e unite la panna, lasciate cuocere fino a quando avrà raggiunto una consistenza cremosa. Il ripieno delle capesante al vino non dovrà risultare troppo asciutto. Aggiustate di sale e pepe, se necessario. Prendete ora una leccarda e ricopritela di carta forno. Con delle striscette di carta alluminio formate dei cerchi che, poste alla base alla base di ogni conchiglia, serviranno da supporto per le capesante al vino. Disponete le capesante sui loro supporti, salatele e pepatele leggermente in modo da farle insaporire, procedete mettendo sulle capesante il ripieno precedentemente preparato e infornate a 200° per 20 minuti in forno statico. Gli ultimi 5 minuti accendete il grill per ottenere una bella gratinatura. La capesante al vino è pronta per essere gustata!
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Amarcord Banchina del Porto di Messina
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CUS sempre più solo. Amatori sfortunato
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Numero 54 - Anno XI - 11 Febbraio 2013
La Pallavolo Messina vince ed è seconda
Il Savio strappa un punto al Cefalù