n째 87 anno X - 13 Settembre 2012
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Croce o delizia foto Dino Sturiale
a cura di Marilena Faranda
Una “croce” per l’ex procuratore generale Assegnato a Messina il nuovo commissario, l’ex procuratore generale di Palermo, da poco in pensione, Luigi Croce. Egli ha accettato l’incarico martedì sera dall’Assessore regionale per le Autonomie locali, Nicola Vernuccio. Croce, nato nel gennaio del 1938, è entrato in magistratura nel 1965, svolgendo la sua attività prevalentemente tra la Procura di Palermo e quella di Messina ed ha retto per un decennio la nostra Procura in una delle stagioni più controverse, il cosiddetto “verminaio dello Stretto”. È stato al centro di inchieste che hanno svelato torbidi intrecci politico-mafiosi, fra cui quella che ha coinvolto il settore dei rifiuti e il partner privato della Spa MessinAmbiente. Dal 1998 al 2008 Croce ha anche assunto decisioni importanti, come quella che ha permesso di sequestrare un’intera porzione di territorio consegnata per decenni al degrado e all’inquinamento socio-ambientale (le ex Case Volano di Giostra) o la “missione” a Palermo, insieme al prefetto, per reclamare lo stanziamento dei fondi destinati al risanamento urbano di Messina. Il nuovo commissario dovrebbe insediarsi entro la fine della settimana. Non ci resta che fargli gli auguri, per quello che si rivela un compito assai arduo. Riuscirà, infatti, egli a districarsi fra tutti i conti di Palazzo Zanca che non tornano ed in particolare quelli delle partecipate di cui non si ha nemmeno l’approvazione dei bilanci. Dove, troverà, inoltre, il capitale per pagare gli stipendi dei precari comunali e di tutti quelli che ancora avanzano pagamenti? Dal punto di vista delle competenze, intanto, avrà i poteri del sindaco e potrà nominare consulenti, presidenti o commissari delle partecipate. Tutti i giudizi sulla sua nomina dalle varie espressioni cittadine sono favorevoli, riuscirà a portare avanti questi programmi entro i pochi mesi assegnatigli? Speriamo! Altrimenti, se l’alternativa fosse di dichiarare dissesto, egli resterà per alcuni anni. 2
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Gianpiero D’Alia: ''La scelta del dott. Luigi Croce quale commissario straordinario per la gestione del Comune di Messina e' una scelta di qualita' che coincidera' con una responsabile e trasparente gestione amministrativa della citta', fino alle prossime elezioni''. Lo dice Gianpiero D'Alia, capogruppo al Senato e segretario regionale in Sicilia dell' Udc. ''In linea con cio' - aggiunge - condividiamo l'idea del dott. Croce, di fare nell'immediato uno screening dei conti pubblici del Comune. L' Udc collaborera' in questi mesi con il neo commissario''
Giuseppe Chiarella, capogruppo di “Forza azzurri” del Pdl, afferma: Croce è la persona giusta, perché ha già lavorato bene per la città. Finalmente il Governo Regionale prende una scelta condivisa per Messina. Spero che adesso il Consiglio comunale lavori finalmente compatto, mettendo da parte le conflittualità per remare tutti verso la stessa direzione.
Secondo Nino Carreri, Capogruppo di Risorgimento messinese, di area Mpa, “Una scelta che riconcilia a pieno titolo il presidente Lombardo con la nostra città. Sfido chiunque a trovare opinioni diverse. Croce torna a dare speranza ai cittadini ed al Consiglio comunale, bistrattato sino all’ultimo giorno dall’ex sindaco”.
Ivo Blandina, Presidente di Confindustria Messina,ha dichiarato: “Esprimiamo la massima soddisfazione per la nomina dell’ex Procuratore Luigi Croce a Commissario del Comune di Messina” “Si tratta di una scelta di altissimo profilo, il Procuratore Croce è un profondo conoscitore della nostra città, dei suoi problemi atavici e di quelli che stanno emergendo. Siamo convinti che su alcuni nodi interverrà con efficacia, tempestività e nell’esclusivo interesse della comunità. Nei prossimi giorni già saranno poste all’attenzione del commissario, da parte di Confindustria, importanti problemi da risolvere e le possibili soluzioni agli stessi.
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Giuseppe Grioli, del PD, ha dichiarato: “auguriamo buon lavoro al dott. Croce. Non gli affidiamo le sorti della citta', saremo al suo fianco per avviare ricostruzione”.
Il segretario CGIL, Lillo Oceano, dichiara: “Alto profilo e compito impegnativo. La Cgil non farà mancare il proprio contributo”. Chiede, quindi, un confronto su nodi cruciali per la città dalle partecipate alla situazione finanziaria. In particolare, il segretario, individua i problemi delle risorse finanziarie e del bilancio a partire da un’operazione trasparenza e verità; la salvaguardia dei servizi pubblici e dalla riorganizzazione del sistema delle partecipate per garantirne il funzionamento e i livelli occupazionali; l’adozione delle misure necessarie per non ridurre i livelli di welfare che anzi, se possibile, andrebbero incrementati, avviando processi di riorganizzazione; l’introduzione di misure di riorganizzazione della macchina amministrativa per migliorarne il funzionamento fino alla revisione delle spese tagliando gli sprechi, clientele e consulenze e avviando una serrata lotta all’evasione. L’altra forte emergenza, che deve essere affrontata nel rapporto con il Consiglio comunale riguarda il PRG, la salvaguardia del territorio, la riduzione del consumo di suolo e la prevenzione del rischio sismico.
Il segretario generale CISL Messina, Tonino Genovese, che aveva chiesto di stringersi attorno al nuovo commissario, ora ne è ancor più fortemente convinto, dichiara infatti:”Prefetto Alecci, Procuratore Lo Forte, Commissario del Comune Croce con questi uomini la città può risorgere nella legalità e buona amministrazione, lavoro e sviluppo”.
Maurizio Bernava, segretario CISL Sicilia, commenta: “Una buona notizia per Messina. Luigi Croce, Commissario Straordinario è la persona dal profilo giusto per la mia città in agonia e depredata.
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Sommario numero 87 anno X 13 Settembre 2012
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Primo Piano Teatro Vittorio Emanuele
30-39 Attualità Mostra “Controcorrente” Reset
54-55 Città Cronache urbane
56-57 Provincia News dal territorio
40-41 Dietro le quinte
58-59 Sicilia
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60-61 Ecomonia
Settegiorni
Nuovo anno scolastico
Cronaca della settimana
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Circoscrizioni Notizie dai quartieri
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64-65 Cultura Naxoslegge e Extramoenia
il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Coordinamento: Tiziana Zaffino, Gianluca Rossellini, Gabriella Giannetto, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso Redazione Nunzio De Luca, Cristina D’Arrigo, Giuseppe Zaffino, Enza Di Vita, Maria Cristina Rocchetti, Letizia Frisone Collaboratori Andrea Castorina, Hermes Carbone, Marilena Faranda, Chiara Lucà Trombetta, Max Leone, Salvatore Grasso, Paola Libro, Lilly La Fauci Rubriche Mimmo Saccà, Michele Giunta
68-69 Pane per tutti Un punto di domanda deposto nel cuore dell’uomo
72-73 Mangiare Sano
Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Antonio De Felice, Riccardo Caristi, Orazio D'Arrigo, Nunzio Di Dio, Peppe Saya, Gianmarco Vetrano Direttore marketing Francesco Micari Pubblicità contatti: 3462306183, 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano, e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook
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immagine di Michele Giunta
Il Teatro delle Beffe WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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a cura di Vincenza Di Vita
Proposte e non proteste. Il teatro dimezzato. 12
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Storia del Teatro di Messina
I
l Teatro della Munizione di Messina, che Giuseppe La Farina aveva definito come “teatro bellissimo”diviene desueto quando il 2 ottobre 1838 Ferdinando II, re delle due Sicilie, decide di farne costruire uno nuovo. La realizzazione del Teatro Vittorio Emanuele di Messina inizia con la posa della prima pietra che avviene il 23 aprile del 1842. Il progetto viene affidato all’architetto napoletano Pietro Valente che prevale sugli altri concorrenti con il suo lavoro. Il teatro si configurò come il quinto d’Italia per la capienza e fu secondo per prestigio solo al San Carlo di Napoli, nel Regno delle Due Sicilie. Il teatro divenne il centro culturale dell’aristocrazia cittadina, attraverso la fruizione di spazi creati al suo interno, come luoghi di ristorazione, circoli di lettura e un circolo della borsa. Grandiose rappresentazioni e prestigiosi nomi della scena contemporanea accolsero nel susseguirsi degli eventi storici, grandi strateghi del tempo, da Vittorio Emanuele II allo zar Costantino di Russia, finita la dominazione borbonica e conclusasi l’Unità d’Italia. L’eminente scultura che sovrasta la facciata del teatro è opera di Saro Zagari e fu commissionata nel 1853, unitamente ad un complesso di bassorilievi che ritraggono autori tra i quali: Epicarmo, Ennio, Goldoni, Rossini e Bellini. Altorilievi ritraggono inoltre le quattordici figure di “Ercole al bivio tra il vizio e la virtù” e i tredici simulacri della “Coronazione di Ercole”. L’attuale nome del teatro è stato attribuito nel 1860, a seguito della nomina del nuovo re d’Italia. La presenza di grandi artisti, come Eleonora Duse, Edoardo Scarpetta ed Angelo Musco, favorisce la formazione di società orchestrali che si esibiscono sul palco del teatro. Il terremoto che colpisce la città di Messina il 28 dicembre 1908, risparmia l’edificio, ma danneggia una parte consistente dello stabile, impedendone l’attività fino al 24 aprile 1985, fatta eccezione per l’esecuzione del concerto sinfonico del maestro Ottavio Ziino, nel 1968. Nel 1985 il concerto della London Philarmonia Orchestra di Londra diretta dal maestro Giuseppe Sinopoli darà il via alla riapertura del Teatro. Il 7 gennaio 1986 sarà proprio l’Aida di Verdi ad inaugurare una nuova attività del teatro, quella stessa opera su cui si era chiuso il sipario la funesta notte di un dicembre di 104 anni fa. La ricostruzione è stata realizzata ad opera dell’architetto Tito Varisco con i dipinti di Renato Guttuso e la consulenza artistica programmatica di Gioacchino Lanza Tomasi. Nel 1995 il Teatro diviene Ente Autonomo Regionale ed assume anche la diretta produzione di opere e spettacoli.
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Una mattina di un lunedì di settembre al Teatro di Messina
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L’addetto stampa dell’Ente Teatro di Messina Vincenzo Bonaventura accoglie, con disponibilità e pronto intervento di mediazione, la volontà di indagare e informare i cittadini su ciò che è avvenuto all’interno del Teatro, come un novello Virgilio ci conduce all’interno dei vari uffici, dove un inconsueto silenzio regna tra i corridoi e nelle stanze in cui si continua a lavorare, nonostante l’accadimento degli eventi che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi, ma con una compostezza che sembra rasentare la mestizia. Riscontriamo un già palesato silenzio da parte del Presidente Luciano Ordile, che con fermezza insiste sulla volontà di non rilasciare alcuna dichiarazione o intervista agli organi di stampa, se non attraverso comunicati che abbiano a cuore interventi sul pagamento degli stipendi dei lavoratori del Teatro. L’incontro con il Sovrintendente Paolo Magaudda, che si connota per la sua verve combattiva, ci rassicura sul fatto che una stagione verrà comunque realizzata. Tante e ricche sono le vivaci e partecipate narrazioni con le quali siamo investiti dai rappresentanti sindacali. L’incontro con Daniela Faranda, vicepresidente dell’ente, in separata sede, ci regala una prospettiva positiva e fiduciosa sulla volontà di rinnovamento che anima la politica culturale al femminile nella nostra città.
Proposte e prospettive Di seguito riportiamo le dichiarazioni raccolte dai comunicati e dagli incontri realizzati con i personaggi coinvolti in una vicenda che tocca e coinvolge anche il pubblico della città di Messina.
“La causa della cultura è una causa comune” “Credo fortemente che la causa della cultura sia una causa comune. Lo diventa ancora di più quando, come in questo caso, è messa in discussione la situazione sociale ed economica di dipendenti che lavorano in un Ente che non ha mai avuto bilanci in rosso. A loro va la mia più grande solidarietà e la conferma dell'impegno, mio personale, del consiglio di amministrazione e del sovrintendente affinché si superi nel migliore dei modi questa attuale, difficile, fase”.
LUCIANO ORDILE Presidente Ente Teatro di Messina
“L’arte supera l’economia” “La rimodulazione del bilancio attuale farà in modo che venga individuata la somma necessaria alla stagione musicale che avrà inizio a gennaio del 2013 e alla realizzazione dei due spettacoli di prosa Amaro ma non troppo di Patrizia Baluci e Requiem for my mother di Donatella Venuti, che non hanno potuto prendere parte alla stagione trascorsa perché è stata sospesa. Il teatro è una realtà che come prosa ha realizzato traguardi di gestione artistica che hanno sempre superato tutte le difficoltà finanziarie incontrate fin qui.”
PAOLO MAGAUDDA Sovrintendente WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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“Richiesta non condanna”
ANTONINO GIUFFRÈ
“Non comprendiamo cosa possa ostacolare la serenità delle nostre famiglie. Riguardo all’operato del passato di altri sindacati non siamo d’accordo con l’indirizzo di condanna che è stato intrapreso da altri sindacati, pur condividendo le linee essenziali e le richieste, non intendiamo porci nei confronti dell’Ente con atteggiamenti di protesta. Viste e vissute le varie problematiche, riteniamo che l’unico torto che ha avuto l’Ente è stato quello di non riformulare per tempo una variazione di bilancio in funzione della decurtazione avvenuta, perché sprovvisto di figure gestionali. A questo si unisce il precario equilibrio economico regionale.
Segretario provinciale F.I.A.L.S. – CISAL
“Chi valuta le competenze?” “Dopo 26 anni trascorsi dal nostro operato qui adesso per la prima volta si presenta una situazione piuttosto tesa. Il problema secondo noi tuttavia vigeva fin dall’inizio del nostro insediamento qui con la creazione della Cooperativa Telecineforum; questa cooperativa si occupava della gestione dei servizi all’interno del teatro, chi la componeva fu poi assorbito nel piano occupazionale dell’Ente, senza un concorso pubblico che ne valutasse le competenze.”
PIPPO CURRò Rappresentante sindacale CGIL, CISL, UIL
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Lettera aperta di Daniela Faranda, vice-P
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Sento la necessità ed il dovere, come VicePresidente di un ente pubblico, nei confronti della comunità messinese di chiarire la mia posizione rispetto alla questione “Teatro”. Non sono in vacanza né tantomeno motivi personali mi hanno costretto a non partecipare alla Conferenza stampa del 21 agosto. Il 20 agosto alle ore 12,23 ricevo una mail dal Teatro, con la quale il Presidente ha “invitato” i consiglieri ad una conferenza stampa, indetta per il giorno dopo, Martedì 21 agosto, sulla situazione dell’Ente. Sarebbe stato certamente più opportuno che i consiglieri fossero stati non soltanto “invitati”, tra l’altro il giorno prima, ma coinvolti in un confronto precedente per condividere un documento di tale importanza. Ma il CdA non è un organo collegiale? Ancora una volta si parla in nome e per conto del consiglio nella sua collegialità. Se da una parte è vero che il taglio del contributo regionale ammonta a quasi il 22% ed interviene in corso d’opera con la stagione già varata, dall’altra è vero che questo non può bastare a far dichiarare che il Teatro debba “chiudersi”. Non posso ovviamente non ricordare, anche a me stessa, che se tutti avessimo fatto il nostro lavoro per tempo non ci sarebbe stato bisogno dell’intervento di nessun onorevole “amico”, trasformando così un normale atto di trasferimento di risorse in una cortesia dal sapore antico, perché la Regione avrebbe liquidato la 2° semestralità 2011 ed avremmo potuto pagare stipendi, compagnie etc… etc… . Né può costituire una giustificazione che per le modificate normative nell’impostazione dei bilanci, non hanno consentito di presentare il consuntivo 2010 e “ … vista l’assenza di personale competente e specializzato all’interno dell’Ufficio di Ragioneria ….” l’Ente si è trovato “costretto” a rivolgersi ad uno studio di consulenza esterno, decisione, peraltro, presa a maggioranza con il mio voto contrario. Ma chi ha il compito di redigere i bilanci? Come hanno affrontano il problema altri enti simili? Mesi e mesi di simili giustificazioni hanno prodotto un danno, oltre che di immagine al nostro Teatro, in primo luogo ai dipendenti che non percepiscono lo stipendio ed ai quali va tutta la mia solidarietà e le mie personali scuse, agli orchestrali che danno lustro alla nostra città seppure in situazione di precarietà, alle compagnie teatrali che faticosamente “produco-
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Presidente E.A.R. Teatro V.E. di Messina no” cultura e a tutti i cittadini che prima di essere fruitori, sono i nostri sostenitori ed ai quali il Teatro V.E. “appartiene”. Non credo affatto che le risorse umane, sia tecniche che amministrative, del nostro Teatro non abbiano competenze e capacità ma anzi, sono a mio avviso tra le più qualificate, ma forse demotivate e mortificate da un’attività gestionale che da più di 20 anni è stata caratterizzata da incertezza e nell’ultimo periodo da mancanza di atti risolutivi. Insieme ad altri componenti del CdA, ho affrontato il tema dell’equiparazione, anche incontrando le rappresentanze sindacali, per cercare una soluzione definitiva. I risultati sono sotto gli occhi di tutti ed oggi, io dico fortunatamente, all’attenzione della stampa. Per esigenze comunicative limito il mio intervento, tralasciando le questioni connesse alla programmazione, alla ricerca di risorse alternative, pubbliche e private e soprattutto ad una “politica culturale e di programmazione” che sprovincializzi il Vittorio, avendo a cuore le sorti del Teatro evito quindi sterili polemiche. Occorre superare la mentalità assistenzialista - lo vado dicendo sin dall’inizio del mandato - che ha segnato un’epoca ormai lontana ma drammaticamente vicina. La parola d’ordine deve essere invertire la rotta, produrre, inventare, innovare, rimettersi in discussione, primi fra tutti i consiglieri di amministrazione. Il Vittorio Emanuele ha in sé tutti gli strumenti necessari, occorre solo tarare l’azione per metterli in sinergia. Ci sono professionalità e competenze, c’è una storia, fatta di esperienze e reperti e documentazioni (immagini, antiche locandine, libretti di sala, …) che costituiscono un potenziale archivio, che può diventare per esempio multimediale. C’è una biblioteca musicale, unica nel suo genere; possediamo bellissimi costumi, degni di un’esposizione permanente; abbiamo, la Città ha, l’ultima opera di Renato Guttuso, che i messinesi non riescono a vedere e che i turisti non riescono a conoscere. Aprire quindi il Teatro alla città, ma veramente ed a tutti, soprattutto ai giovani artisti o a quelli meno conosciuti, mettendo a loro disposizione uno dei pochi monumenti che lega la storia del passato a quella recente. E’ ora di cambiare “spartito”; tutti insieme possiamo suonare una musica nuova intonata ai ritmi di una società globalizzata nel rispetto di una identità storica che ci appartiene». WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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“Una politica di Rinnovamento”
DANIELA FARANDA Vicepresidente EAR Messina
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Cosa possiamo auspicarci accada per il ripristino delle attività del nostro Teatro? “Qualora fossimo messi in condizione di continuare ad operare, con la possibilità di riappropriarci della nostra sede culturale, il primo passo per la tranquillità lavorativa di tutti noi dovrebbe essere quello di valutare e stabilire una revisione della spesa, attraverso l’equiparazione programmatica e la stabilizzazione di una pianta organica. Gli impegni presi vanno mantenuti sia con le maestranze che con le compagnie.” Con quale spirito è animata nello svolgimento dei suoi compiti all’interno dell’Ente? “Il mio è un ruolo politico e nello specifico il mio ruolo è quello di dare fiducia ai tecnici con cui collaboro. Lo spirito che ha sempre animato il mio operato è volto al rinnovamento è necessario agire con nuovi metodi e rivedere imprese che spesso creano situazioni di stallo e non favoriscono la crescita economica dell’Ente. E’ impensabile che nel 2012 ci si basi solo su finanziamenti pubblici, non favorendo le ricchezze storiche e architettoniche che il nostro edificio può offrire alla città e ai turisti che la visitano o inibendo l’intraprendenza dei giovani e l’apertura alle nuove realtà artistiche in continuo fermento nella nostra città.” Quale messaggio di speranza intende diffondere tra i cittadini di Messina sulle sorti della nostra cultura? “La cultura è patrimonio economico. La cultura rende liberi e da’ lavoro a milioni di artigiani e artisti e operatori che lavorano dignitosamente come in qualunque altro settore di competenza. Il Teatro è di tutti e tutti insieme dobbiamo batterci per esso.”
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Cronistoria fatti EAR dal 26 maggio all’11 settembre 2012 • 26 maggio 2012 Concerto di protesta dei lavoratori del Teatro V. E. Messina. Le Organizzazioni Sindacali di SLC-CGIL ed UILCOM-UIL insieme ai professori d’orchestra, organizzano un concerto che si tiene nel piazzale antistante il teatro per protestare contro il taglio del finanziamento regionale all’E.A.R. Teatro di Messina.
• 28 maggio 2012 Viene comunicata la sospensione di tutte le attività della stagione di musica e di quella di prosa fino al prossimo 31 dicembre.
• 8 – 10 giugno 2012 Va in scena il musical “Salvatore Giuliano” di Dino Scuderi, finanziato da Taormina Arte con la collaborazione del Comune e della Provincia di Messina.
• 21 agosto 2012 Conferenza Stampa indetta dall’Ente su "Situazione e prospettive dell' E.A.R. Teatro di Messina dopo il taglio dei finanziamenti regionali".
• 29 agosto 2012 Pubblicazione e diffusione della lettera aperta della vicepresidente Daniela Faranda, che non ha preso parte alla conferenza stampa del 21 agosto.
• 7 settembre 2012 Appello del Presidente Ordile all’assessore Daniele Tranchida sulla situazione di stallo che riguarda la mancata retribuzione degli stipendi ai lavoratori.
• 11 settembre 2012
Sbloccate le somme per il pagamento degli stipendi e gli oneri riflessi di luglio e agosto.
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a cura di Marilena Faranda
“Fondamentale investire nella cultura” Quale sarà il futuro del Teatro Vittorio Emanuele? Io mi auguro che la Regione raccolga l’invito che è arrivato dall’intero Consiglio di Amministrazione. E quindi, comunque, l’investimento in cultura che per noi è una cosa fondamentale per il rilancio del tessuto socio economico cittadino. Per noi è di fondamentale importanza il teatro Vittorio Emanuele e mi auguro che questo Ente non paghi le conseguenze di un meccanismo economico finanziario.
ORAZIO MILORO Vicesindaco
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“Creare una rete fra i teatri della provincia” La Provincia interverrà a sostegno del teatro? Io, essendo di nuova nomina, sto puntando molto sulle questioni che riguardano direttamente il territorio provinciale, come, ad esempio, creare una rete fra i vari teatri dei comuni della provincia messinese. I problemi che interessano, attualmente, il Teatro Regionale di Messina non sono tra le mie priorità, non essendo direttamente coinvolto il mio assessorato.
GIUSEPPE CRISAFULLI Assessore provinciale alla Cultura
“Ogni cittadino deve sentirsi parte del tutto”
RENATO ACCORINTI Rete No Ponte
In quanto promotore del movimento della cultura come vede la situazione attuale del teatro? Sulla “questione” del Teatro di Messina, voglio dire questa è la riprova che il termine cultura in questa città è poco attenzionato, perché in questa città la cultura è sconosciuta. La questione del teatro è una delle tante, non bisogna considerarla a parte rispetto alla cultura, perché qui c’è l’idea di sentirsi isolati. Ogni cittadino si deve sentire parte del tutto, ecco io non faccio nè musica, nè teatro, però ci piace pensare e immaginare che cose del genere abbiano un ruolo centrale, soprattutto in una città come la nostra e con un teatro straordinario come quello che è stato e quello che deve essere ancora meglio nel futuro. La lotta la dobbiamo fare tutti insieme, questo ha un senso, non è che i dipendenti del Teatro di Messina EAR si devono sentire isolati e chiedere la solidarietà agli altri. Io mi sento parte di loro, qualche volta non ci sono stato solo perché ero fuori città ed ancora non riesco a “sdoppiare”. Cerco di essere rispetto ai tempi dove reputo importante. Questa è sicuramente una delle cose importanti della città, perché è la cultura che fa cambiare le nuove generazioni.
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“Stipendi pagati”
DANIELE TRANCHIDA Assessore regionale per il turismo
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''Abbiamo concentrato tutti i nostri sforzi per trovare una soluzione che assicurasse al personale gli stipendi nonostante le gravi carenze gestionali e organizzative dell'Ente Teatro Vittorio Emanuele'', ha dichiarato l'assessore regionale per il Turismo, Daniele Tranchida lo scorso 11 settembre data in cui l’assessorato regionale per il Turismo comunica di avere sbloccato le somme per il pagamento degli stipendi e gli oneri riflessi di luglio e agosto dei dipendenti del Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
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Mittente Il Cittadino Destinatari Arredo Urbano
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Terra, terra! Messina - Via Sicilia
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Attualità
La mostra “Controcorrente” arriva a Taormina
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S
arà inaugurata sabato 15 settembre alle 19:00 nei locali dell’ex Chiesa S. Francesco di Paola, sita in Piazza S. Francesco di Paola 1 a Taormina, la mostra di pittura dal titolo “Controcorrente” dell’artista messinese Francesca Borgia. La mostra nel mese di giugno era stata allestita nella prestigiosa cornice del Monte di Pietà a Messina, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica. Francesca Borgia è nata a Messina dove vive e lavora. Si diploma in Arte Applicata nel 1977. Negli anni’90 attraverso la pittura indaga il complesso mondo dell’handicap, cercando di utilizzare l’arte come mezzo di esplorazione e socializzazione.
Nell’ultimo decennio l’artista ha integrato la ricerca pittorica con battaglie di impegno civile, rafforzando il concetto di identità e territorio. L’essere radicati nel proprio territorio, sopraffatti dalla bellezza della natura in tutte le sue sfaccettature, porta l’artista a raccontare nei dipinti qualcosa che parte sempre dalla realtà. Così arriviamo alla mostra “Controcorrente” una mostra dedicata alle correnti dello Stretto di Messina e al mare. Un mare indagato, interiorizzato e rielaborato quasi come ulteriore “struttura” della città, un luogo di incontri, scontri, misteri, passioni. Forze contrastanti arricchite dall’uso stesso del colore. Grandi lavori densi di pittura che ci offrono riflessioni sul rapporto di amore e odio che l’artista nutre verso la propria isola, la propria città. Per l’artista “non è il singolo lavoro ad avere significato, quanto tutto ciò che è intorno e lo nutre; il contesto sociale e politico in cui nasce, le relazioni umane con le quali interagisce, la possibilità di una riflessione sul proprio luogo geografico. Indagare per segmenti, invitare chi guarda a penetrare il colore, a viverlo come esperienza di identificazione e appartenenza”. La mostra resterà aperta al pubblico dal 15 al 30 settembre tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:30 con ingresso libero. Cristina D’Arrigo WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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avorire la presenza e la partecipazione delle donne nella vita attiva in società: è questo lo scopo di “Donne, politica e istituzioni”. Il corso, organizzato dall’Università di Messina in cofinanziamento con il Dipartimento per le pari opportunità, è giunto quest’anno alla sua terza edizione, e ha avuto inizio mercoledì 12 settembre, alle ore 16, nell’Aula Magna dell’Ateneo messinese. “La denominazione – ha spiegato la coordinatrice Maria Antonella Cocchiara - non è cambiata rispetto agli anni precedenti, ma ci sono moltissime novità: la principale è che quest’anno il corso è aperto anche agli uomini, e non più solo alle donne. Inoltre non si parlerà più soltanto di politica e istituzioni, ma la formazione verterà principalmente sulla cultura di genere e la legislazione in materia di pari opportunità”. “Lo scopo del corso- ha continuato la prof.ssa Cocchiara- è quello di favorire una partecipazione attiva delle donne in società. E’ ovvio che ad essere favorite devono essere donne con delle qualità, donne consapevoli della loro specificità e capaci di incrementare, in qualunque settore, il cambiamento. E devono, ovviamente, avere un grande senso etico. Tutte queste qualità sulle quali vogliamo puntare, ovviamente, sono necessarie anche per gli uomini perché essi apportino un cambiamento positivo in società, ed è proprio per questo- ha concluso - che quest’anno possono partecipare anche loro”.
“Donne,
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In occasione della giornata inaugurale di “Donne, politica e istituzioni”, dopo i saluti istituzionali e una breve presentazione del corso a cura della coordinatrice prof. Maria Antonella Cocchiara, le attività formative sono state avviate con una Tavola rotonda sul tema “Parità di genere e crisi economico-finanziaria”, cui hanno partecipato la prof. Valeria Maione, economista e consigliera di parità della Regione Liguria, la dott. Mariella Crisafulli, sindacalista e consigliera di parità della Provincia di Messina, e la prof. Rita Palidda, coordinatrice del Corso DPI dell’Università di Catania e docente di Sociologia economica. I lavori sono stati introdotti dal prof. Antonio Perna, docente di Sociologia economica del nostro Ateneo. Mercoledì, dunque, ha avuto inizio un corso interessante che punta a favorire la valorizzazione delle donne in società. Un corso dal quale, però, non sono esclusi gli uomini anche perché, come ha affermato la prof.ssa Cocchiara “il cambiamento passa necessariamente dalla comune sensibilità di uomini e donne verso la prospettiva di genere, e la condivisione è la chiave indispensabile per accedere a nuove relazioni di coppia nella vita quotidiana e a innovative esperienze di vita sostenibile sul piano sociale, politico ed economico“. Lilly La Fauci
Università
, politica e istituzioni” via alla terza edizione
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Elezioni amministrative 2013
Reset presenta i suoi candidati
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arà Alessandro Tinaglia il candidato Sindaco del movimento civico Reset per le prossime elezioni amministrative a Messina. Adriana Russo, invece, è stata presentata come candidato vice-sindaco. L’annuncio è stato dato lunedì 10 settembre nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nell’Aula consiliare della Provincia Regionale di Messina. A prendere per primo la parola per dare inizio all´incontro con i giornalisti è stato Davide Savasta, il nuovo Presidente del movimento civico che ha sostituito Tinaglia dopo le sue recenti dimissioni. “Cercheremo di coordinare l’organizzazione di Reset nei prossimi mesi che ci porteranno alle elezioni- ha esordito Savasta- Noi, al contrario dei partiti politici che sono già sulla piazza da tanti anni, non abbiamo personale stipendiato, abbiamo solo il nostro lavoro, la nostra professionalità e ormai dall’anno scorso dedichiamo gran parte del nostro tempo libero a Reset. Quindi è necessario che ci organizziamo, che ci suddividiamo in comitati, così come abbiamo fatto, con dei compiti ben precisi per portare a compimento i nostri obiettivi. Lo scopo di questa conferenza stampa- ha annunciato- è
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quello di presentare le nostre strategie per le prossime elezioni amministrative. Abbiamo individuato due rappresentanti quali candidati, rispettivamente Sindaco e Vice Sindaco, per le prossime amministrative: Alessandro Tinaglia e Adriana Russo”. Savasta ha assicurato che “Reset non stringerà nessun accordo elettorale con i partiti responsabili della situazione attuale ed incapaci di dare soluzioni ad una città ormai in ginocchio”. In tal proposito Alessandro Tinaglia ha spiegato che “è impossibile che Reset arrivi a stringere degli accordi elettorali perché è stata messa per iscritto la Carta dei Valori del movimento civico , e questa prevede l’espulsione per chi manifesti la volontà di allearsi con i partiti politici”. La parola è poi tornata al Presidente Savasta che ha spiegato: “Noi puntiamo a fare di Messina non solo una città che trattiene i suoi cittadini, ma che attiri anche gente che abita altrove”. Reset punta dunque a rendere Messina una città così ricca di prospettive da attirare anche gente che non sia messinese, magari anche del nord, di tutte quelle città nelle quali molti messinesi sono costretti a trasferirsi per soddisfare le loro ambizioni professionali. In tal proposito è stata mostrata in video-conferenza la testimonianza di Francesca Bonanno, una odontoiatra con la passione per la scrittura che è stata costretta a lasciare Messina per trovare un lavoro. “Quasi tutti i messinesi che sono stati costretti a lasciare Messina - ha commentato Savasta- sentono la mancanza della loro città, di certo non solo per una vaga voglia di granita o focaccia, e vorrebbero tornare”. “Abbiamo creato un metodo basato sulla conoscenza e sulla cultura del fare- ha assicurato il Presidente di Reset- Abbiamo costruito la rete dei messinesi che hanno proposte utili per la città e sono pronti a rimboccarsi le maniche per attuarle. Abbiamo creato la rete dei messinesi che sono costretti ad andare via e che sono pronti, anch’essi, a mettersi in gioco, al servizio della città. Abbiamo costruito una rete che mira a capovolgere l’idea personalistica e privatistica della politica per riportarla al suo più antico significato, per riportare la gente al centro dell’azione di chi amministra”. In particolare, ha concluso Savasta, lo scopo di Reset è quello di “presentare un ‘Progetto per una Città possibile’. Una città che deve costruire una nuova economica, nuovi lavori e mestieri, in tempi brevi e certi”. Il progetto di Reset, alla luce delle parole dei suoi rappresentanti, è inattaccabile. Adesso non resta che vedere cosa accadrà quando e se si passerà ai fatti. Non resta che aspettare di vedere se davvero, come gli esponenti di Reset annunciano da tempo alla fine di ogni loro conferenza stampa, “qualcosa è cambiato”.
L.L.F. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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“Il Comitato, composto da 20 membri, è il cuore pulsante di Reset”. La parola al presidente Savasta Reset, il neonato movimento civico, in vista delle prossime elezioni amministrative del 2013, presenta il “Progetto per una Città possibile”. Esplicito l’intento da perseguire: dare una svolta ad una città, ormai, alla deriva sotto tutti i punti di vista. “Ci candidiamo alle amministrative del 2013 – afferma al nostro microfono Davide Savasta, Presidente del movimento – per lo stesso motivo per cui siamo nati; perchè riteniamo non sia più il caso che continuiamo a delegare persone incapaci di amministrare la cosa pubblica così come si dovrebbe fare e che, invece, hanno portato la città allo stato in cui è sotto gli occhi di tutti. Quindi, mettiamo la faccia, le nostre esperienze e competenze per cercare di fare di meglio”. L’annuncio ufficiale è stato comunicato nel corso della conferenza stampa di stamane presso l’Aula Consiliare della Provincia Regionale di Messina. Un netto preavviso determinato proprio dalla volontà di esprimere un disinteresse nei confronti delle logiche e degli equilibri che si creeranno all’indomani delle elezioni regionali del mese prossimo. Reset, infatti, conferma la volontà di competere autonomamente alle elezioni Amministrative, senza legarsi ad alcun partito politico così come si evince dalla “Carta dei valori”, recentemente stilata e pubblicata. “I nostri obiettivi - puntualizza il presidente - coprono gran parte delle problematiche esistenti nella città di Messina. Nel corso di questo anno, in tutte le nostre iniziative, abbiamo accolto le istanze della popolazione, circa duecento mila: più di cento persone hanno lavorato all’elaborazione dei punti cardine del progetto elettorale di Reset. Essi saranno esplicitati in un momento più vicino alle elezioni, in modo da poter consentire alla stampa ed ai cittadini di controllare le nostre iniziative; non si tratta di programmi aleatori, bensì precisi con date, numeri e fatti”. Per l’elaborazione del progetto hanno lavorato, e continuano tutt’oggi, varie persone con competenze tecnico-professionali variegate: “abbiamo creato - prosegue lo stesso - un comitato tecnico-scientifico che è il cuore pulsante di Reset; esso è composto da 20 membri che studiano affinché si possano trasformare quelli che sono i sogni dei cittadini in progetti concreti”. Intatto, sono già stati resi noti i nomi sia del prossimo candidato sindaco sia del vicesindaco del movimento civico Reset: si tratta di Alessandro Tinaglia e Adriana Russo. “Al contrario dei partiti politici che sono già sulla piazza da tanti anni – dichiara Savasta - non abbiamo personale stipendiato, ma solo il nostro lavoro, la nostra professionalità”. “Che qualcosa sia cambiato” – slogan conclusivo delle conferenze del movimento – lo vedremo prossimamente. Paola Libro
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Convegno al PalaCultura di Mess Si deciderà il destino del Ponte s
Le affermazioni del Governo nazionale che le grandissime infrastrutture e il Mezzogiorno sono nomica di lungo periodo” per lo sviluppo del Paese, ci portano a pensare che nelle prossime sett sullo Stretto. Se il Presidente del Consiglio ed il Ministro delle Infrastrutture non ne rilanciano l’ formidabile strumento di sviluppo per il Sud e per il Paese, non sarà certo un successivo Gover abbiamo organizzato questo convegno per cercare di dimostrare, con relatori molto validi, che i tuibile di un progetto di sviluppo del Paese molto più ampio, utile anche per il Nord. Ed allora s Una struttura che certamente condiziona fortemente la città, ma che offre anche straordinarie e Enzo Siviero, dell’Università IUAV di Venezia; Visto dall’Area dello Stretto, come territorio più va S. Giovanni ed a Reggio, ma si estende da Lamezia a Siracusa e riguarda anche Gioia Tauro, Ponte non potrà mai decollare una vera Area integrata dello Stretto. Ne parlerà il prof. Agostino Vergata; visto dal Mezzogiorno. Con riferimento soprattutto ai suoi porti. Da Taranto a Catania, chiedono finanziamenti pubblici per crescere o per non morire – il caso di Taranto è emblemat porti di transhipment: non potranno mai essere competitivi con i nuovi grandi scali africani, nei q e gli spazi sono immensi. Possono invece crescere se inseriti in un ampio progetto mirato a cap Mediterraneo dove il Ponte diventa l’anello indispensabile di una catena trasportistica che corre parlerà il prof. Vermiglio, del Centro Universitario di Studi trasportistici mediterranei dell’Univers regioni industriali del Centro Nord incluse. Infatti solo se c’è un reale interesse da parte delle ar il Paese, un’opera tanto impegnativa ha possibilità di realizzazione. A questa fondamentale doma Zucchetti, Coordinatore Area Economia dei Trasporti del CERTeT (Centro di Economia Reg dell’Università Bocconi di Milano. Seguiranno interventi programmati a cui ci si augura partec Messina. Il convegno si svolgerà nella saletta al 1° piano del PalaCultura di Messina, alle 10,00 di sabato
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sina sullo Stretto
“il terreno primario per la politica ecotimane si deciderà il destino del Ponte idea di fondo e non lo indicano come no politico a farlo. Per questa ragione l collegamento stabile é parte insostisi parlerà del Ponte visto da Messina. uniche opportunità. Ne parlerà il prof. asto, che non si limita a Messina, Villa con l’ovvia conseguenza che senza il o Nùzzolo, dell’Università di Roma Tor da Augusta a Trapani. Tutti porti che ico -, ma che non hanno futuro come quali la manodopera costa pochissimo tare i traffici mercantili che invadono il e dal Mediterraneo verso l’Europa. Ne sità di Messina; visto dall’Italia intera, ree produttive, quelle che sostengono anda darà una risposta il prof. Roberto gionale, dei Trasporti e del Turismo) ipino anche i dirigenti della Stretto di
o prossimo 15 Settembre.
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dietro le quinte a cura di Francesca Imbesi
POLIZIA MUNICIPALE Ritorno al passato? A Palazzo Zanca si vocifera che Calogero Ferlisi, attuale dirigente dell’Avvocatura Comunale, potrebbe tornare al comando del Corpo di Polizia Municipale, ruolo da cui si era allontanato spontaneamente per problemi con l’ex sindaco, Giuseppe Buzzanca. Era stato, all’inizio dell’estate, proprio il fu primo cittadino ad accogliere la sua richiesta di trasferimento per sopravvenuti urgenti motivi personali , nominandolo dirigente dell’Avvocatura ed affidando il ruolo di comandante della Polizia Municipale al suo vice, Mario Crisafulli. A questo punto, però, con le dimissioni di Buzzanca, per la normativa vigente, tutti quegli incarichi che il primo cittadino aveva dato sulla base di rapporti fiduciari, decadono. Ed è questo il caso. D’altro canto, poi, vengono a mancare quelle ragioni per cui Ferlisi, a suo tempo, aveva richiesto la destituzione dal suo incarico. Tuttavia non c’è ancora nulla di certa ma, si sa: voxpopuli, vox dei!
PALACULTURA Riaperta la Biblioteca comunale Martedì prossimo, saranno riaperti al pubblico i battenti della Biblioteca e dell’Archivio storico comunale, siti al Palacultura di viale Boccetta. Il servizio sarà fruibile, inizialmente, nelle giornate di martedì e giovedì, dalle 9:30 alle 12:30. La Biblioteca, nata nel 1921, grazie ad un fondo lasciato in eredità al comune da Tommaso Cannizzaro, vanta oggi più di 37 mila testi. L’Archivio storico, nato, invece, nel 1935 da una delibera del Regio commissario straordinario, Gian Augusto Vitelli, conserva oltre 14 mila volumi riguardanti la città, un’emeroteca con oltre 1.600 testate ed una collezione di stampe antiche, foto e cartoline d’epoca. Perché Messina è anche cultura!
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PROGETTO SUSTAINABLE FOOD IN URBAN COMMUNITIES: L’esperto incontra I partners locali Sarà presente a Messina, nelle giornate di oggi e domani, l’esperto del segretariato Urbact dell’Unione Europea, Francois Jegou. L’Urbact è un programma europeo, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che mira a contribuire allo sviluppo sostenibile delle città, mettendo a disposizione delle stesse gli strumenti necessari per la formazione, lo scambio e la diffusione del sapere e delle esperienze. Nella fattispecie, a Messina verrà posto in essere il progetto” SustainableFood in Urban Communities”, fortemente voluto dall’assessore Scoglio, che mira a riqualificare le aree rurali, promuovendo ed incentivando una green economy giovanile sul territorio. Jegou incontrerà, pertanto, i partners locali, inseriti nel progetto. Cittadini, associazioni, produttori ed agricoltori potranno, altresì, essere parte attiva, grazie all’attivazione dell’UrbanLab presente al Palacultura.
IlPREVITI consigliere comunale Presentata la Brigandì delibera per la Mimma realizzazione di un cimitero passa a FLI per animali
Nei giorni passati è stata presentata a Palazzo Zanca dal presidente del consiglio, Giuseppe Previti, la delibera relativa alla realizzazione e la gestione di un cimitero per animali d’affezione. E’ stata così accolta la richiesta di molte Associazioni animaliste che da tempo premevano affinchè si potesse edificare anche a Messina, come nelle maggiori città italiane, un luogo ove poter assicurare un rapporto di continuità tra proprietari ed amici a quattro zampe. D’altro canto, sarà così salvaguardata l’igiene pubblica e tutelata la salute della comunità e dell’ambiente. Il comune controllerà il funzionamento e la gestione della struttura, garantendo un sistema di vigilanza .
PALAZZO ZANCA Ennesime dimissioni La settimana scorsa vi avevamo congedati con “Avanti il prossimo!” ed ecco che il “prossimo” non ha tardato ad arrivare. L’assessore al risanamento del comune, Roberto Sparso ha rassegnato, lunedì 10 Settembre, le proprie dimissioni con una comunicazione alla segreteria generale di Palazzo Zanca. Sparso era stato nominato appena un anno e mezzo fa, in sostituzione del dimissionario Giuseppe Rao ed in precedenza aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale, presidente della X commissione e consigliere comunale. Si sta così smembrando a poco a poco quello che avrebbe dovuto rappresentare il punto fermo, il governo della città. Concorso di colpe di governanti e governati? Chissà! WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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La Città OltreLeMura A cura di Enzo CARUSO
Il caso Ercolesi - Messina 1904 Il sensazionale arresto di un capitano del distretto accusato di alto tradimento per spionaggio militare Tratto da V. Caruso - “Il Caso Ercolessi”, Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini”, 2007
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Il 5 luglio 1904 un fulmine a ciel sereno si abbattè sulla tranquilla città di Messina con una notizia che presto rimbalzò sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali. Le testate giornalistiche italiane riempirono a pieno titolo le pagine dei quotidiani: “Il sensazionale arresto di un capitano del Distretto che viene arrestato insieme alla moglie a Messina per Alto Tradimento!”, “Il delitto di lesa Patria compiuto dal Capitano Ercolessi. Sottrazione dei piani di mobilitazione. L’oro francese. 300 fotografie vendute alla Francia”. Il giovane Capitano di Fanteria Gerardo Ercolessi e la moglie Guglielmina Zona, venivano arrestati nella loro abitazione di via Palermo a Messina con l’accusa di aver sottratto e venduto ai francesi i piani di mobilitazione riferiti alle fortificazioni e alla difesa territoriale dello Stretto. Il fatto, che attaccava la sicurezza dello Stato, venne giudicato come uno dei più atroci delitti, che non con- Il capitano Gerardo Ercolessi cedeva nessuna pietà verso il traditore della Patria. La pena, qualora il fatto fosse stato accertato, si sarebbe dovuta applicare in tutto il suo rigore. L’eccezionalità del caso, senza precedenti, fece nascere in proposito un ampio dibattito; alcuni giornali scrissero che il capitano Ercolessi doveva essere punito con la fucilazione alla schiena, altri affermarono che questi sarebbe dovuto essere giudicato, insieme alla moglie, dal Tribunale militare, ed altri ancora sostennero che il giudizio doveva invece essere espresso da magistrati ordinari e che agli imputati si sarebbe dovuta applicare la pena stabilita dal Codice Penale Civile. Per la prima volta dall’Unificazione, il giovane Stato Italiano veniva coinvolto in modo travolgente in un fatto di spionaggio militare. L’opinione pubblica restò fortemente scossa dell’accaduto ed il fatto destò profondo turbamento e disprezzo per gli attentatori alla sicurezza nazionale; ma, malgrado lo sdegno, la gente si augurò invano che, per il buon nome dell’Esercito e della donna italiana, il capitano Ercolessi e la sua Signora arrivassero a provare nel periodo istruttorio o nel dibattimento la loro innocenza, al fine di poter affermare con orgoglio che “la Patria non era stata tradita da nessuno dei suoi figli”. Un analogo caso si era verificato in Francia nel 1894 con l’arresto di Alfred Dreyfus, un ufficiale di artiglieria dell'esercito francese, ebreo alsaziano, accusato di spionaggio a favore della Prussia. Fu arrestato, condannato e mandato ai lavori forzati e non fu riabilitato che da un verdetto della corte di Cassazione emesso, dopo dodici anni, nel luglio del 1906. A cavallo tra l’800 e il ‘900, in un clima intriso di diffidenze e tensioni sempre più accentuate tra gli Stati Europei, con particolare riferimento all’Italia nei confronti della Francia
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e dell’Austria, lo spionaggio militare aveva ricevuto un notevole impulso orientato a carpire strategie, soluzioni difensive e piani di mobilitazione degli altri Paesi. L’Italia, dal canto suo, aveva intrapreso un esteso programma di difesa dei propri confini e delle coste, investendo ingenti capitali in armamenti e nella costruzione di imponenti fortificazioni costiere e di montagna. Un programma che certamente non poteva passare inosservato agli agenti segreti austriaci e francesi al punto che, nel 1894 il Tenente di Vascello Carl Didelot, riferendosi ad informazioni degli archivi segreti della Marina Francese, pubblicava a Parigi “La Dèfence des Côtes d’Europe” in cui forniva una descrizione dettagliatissima della difesa costiera dello Stretto e degli armamenti contenuti nelle fortezze. Malgrado gli accorgimenti tattici osservati nella costruzione dei forti messinesi e calabresi in merito alla mimetizzazione del fronte a mare, che rendeva le opere totalmente invisibili al naviglio circolante nelle acque dello Stretto (l’aereo non era ancora in uso all’esercito), l’ufficiale francese ne descriveva, con dovizia di particolari, la posizione sulle alture facendo particolare descrizione di uomini e artiglierie. Lo Stretto di Messina, punto nevralgico del Mediterraneo, era quindi fortemente “attenzionato” dai servizi segreti stranieri. Dopotutto, le affermazioni del Tenente Generale Luigi Mezzacapo, Presidente della Commissione Permanente di Difesa dello Stato nel 1883, sottolineavano l’importanza strategica dello Stretto e della sua difesa al fine di assicurare il possesso della Sicilia e costringere una flotta nemica, che avesse voluto far rotta verso Oriente, a dover circumnavigare l’isola. “Fino a quando saremo in possesso dello Stretto di Messina, le invasioni francesi in Africa non impediranno all’Italia di prendere la posizione che le compete nel Mediterraneo” D’altro canto, nei primi anni del ‘900, il controspionaggio italiano si era preoccupato di intensificare la propria attività perchè numerosi indizi lasciavano presupporre che qualcosa di grosso stava “bollendo in pentola”. L’Arresto del Capitano Ercolessi ne fu la prova lampante. L’intrigante caso di spionaggio militare verificatosi a Messina, in cui documenti segreti, cifrari di mobilitazione e piani di fortificazioni venivano trafugati e venduti ad agenti segreti stranieri, in un clima di precari rapporti diplomatici tra gli Stati europei, intriso di diffidenze e compromessi politici, condusse ad un lungo processo innanzi alla Corte d'Assise di Messina che si sviluppò in venti udienze. L’intero processo è raccontato in maniera dettagliata nella pubblicazione curata dal sottoscritto, “Il Caso Ercolessi” edito dall’Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini” nel 2007, con una prefazione del Prof. Santi Fedele e un contributo del Giudice Franco Chillemi. Per un intero anno, testate come Nazionali Il Corriere della Sera, Il Mattino Illustrato, La Tribuna Illustrata, riportarono sulle prime pagine le fasi del processo. La cronaca dei fatti offre un prezioso spaccato della vita cittadina ed un pezzo di storia sconosciuta (forse volutamente dimenticata) che, associata ad altri elementi, contribuisce alla ricostruzione del puzzle, sempre mancante di particolari e sfumature, che riguarda la storia messinese compresa tra il XVIII e il XX secolo. Le indagini, iniziate grazie alle dichiarazioni di un informatore, culminarono nell'efficace
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Il Distretto
intervento del Tenente Blais che, sotto mentite spoglie di agente segreto francese, aveva contattato i coniugi Ercolessi per raccoglie ulteriori e decisive prove a loro carico. Le perquisizioni, contestuali all'arresto degli Ercolessi, consentirono inconfutabili acquisizioni documentali, rispetto alle quali gli imputati non poterono che barcamenarsi tra parziali ammissioni e poco credibili tentativi di sminuire o negare le proprie responsabilità .Con una specialissima macchina fotografica, l’incauto Ercolessi, aveva fotografato i piani delle fortificazioni custoditi nella cassaforte del Distretto militare di Messina e poi, con la complicità della moglie, aveva attivato una deplorevole corrispondenza con agenti segreti francesi.
Il Processo Il processo innanzi alla Corte d'Assise di Messina, raccontato in maniera dettagliata dalle cronache giornalistiche, che ne consentono una compiuta ricostruzione, si sviluppa in venti udienze. Ascoltati i testimoni e presentate le richieste di condanna dell'accusa, gli avvocati della difesa ingaggiano una battaglia spettacolare, quasi da palcoscenico, di fronte ad un popolino per lo piĂš ignorante, ma attento spettatore, pronto ad applaudire ed osannare ora l'uno ora l'altro oratore che ha fatto sfoggio di un forbito ed eloquente linguaggio, pieno di termini a volte incomprensibili, di citazioni latine e di pesanti attacchi contro i testimoni dell'accusa.
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La Tribuna Illustrata. Co.. Riccobono
La difesa prova a screditare addirittura il tenente Blois dei Carabinieri accusandolo di aver istigato, con il suoi sotterfugi, il Capitano Ercolessi al tradimento. Messina è sulla bocca della Nazione! Ma la Tribuna, a difesa delle consuete accuse verso il Sud, titola: “…della famiglia di traditori arrestata a Messina, la donna è veneta e l’uomo è pescarese, che tutti e due sono cioè del versante Adriatico. Quindi questa volta non si potrà accusare il Mezzogiorno!” Alla cronaca seria, si affianca a Messina quella satirica del Marchesino che aggiunge al lungo elenco dei problemi cittadini, fra cui una violenta grandinata abbattutasi sulla Città, anche la sventura del Tradimento del capitano Ercolessi, che impone all’attenzione degli Italiani l’immagine già negativa di Messina. IL MARCHESINO – 12 LUGLIO 1904 LA CITTÀ DOLENTE Tutti i guai piombano su questo paese disgraziatissimo, il quale deve essere sotto l’influenza d’una tremenda jettatura. Sarebbe l’ora, parmi, che un papas greco venisse a benedire questa città che, se ebbe le iniziative del patrio Risorgimento, ha tutte le iniziative delle sciagure umane.
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Venga a benedirci un papas greco e si appendano in magnifico gruppo allo stemma della città, l’aglio, la grattugia, il sale in pietra e il peperone rosso. Da noi non ne accade mai una buona. Mentre nella città benedetta dalla Madonna, giunge, nemica sterminatrice, una grandine di speciale calibro a rompere tutto ciò che è rompibile e a far dei campi nostri quei campi che prediligeva la buon’anima di Attila, al Distretto nostro un capitano fa una pastetta con cifrari, orari e piani di guerra e che so io. E Messina è nella bocca di tutto il mondo, non perché in essa sia spuntato un nuovo sole, ma perché dal Padre Eterno e dal capitano Ercolessi è stata fatta la città della grandine e del tradimento. C’eran tanti siti dove il Padre Eterno poteva mandare la grandine: è così il mondo! C’eran tanti distretti dove si potevano fare i tradimenti. Nossignori: il centro fatale deve essere Messina. Non è questa una jettatura? Venga il papas greco a noi; vengano l’aglio, la grattugia, il sale e il peperone a preservarci da ulteriori mali e così sia. E anche il popolino, che segue giornalmente le fasi del processo, come una telenovela, non si esenta dal commentare ed esprimere le proprie opinioni, riportate dalla Gazzetta: GAZZETTA DI MESSINA E DELLE CALABRIE IL NOSTRO POPOLINO. L’alto tradimento compiuto dal capitano Ercolessi ai danni della Patria interessa, oltre alle classi elevate borghesi ed operaie della nostra cittadinanza, particolarmente il popolino che ha parole roventi contro il traditore: “ l’hannu a fucilari a stu malanova!” “’Nni vulìa vìnniri e’ francisi!” “ Fannu bonu si u fucilanu!” Queste frasi, che abbiamo raccolto al volo rivelano altamente lo spirito patriottico e l’alto sentimento d’italianità del nostro popolo che lancia giustamente anatemi contro colui che della Patria si è reso degenere. E’ come una nuova febbre che contagia tutti; il caso Ercolessi è l’argomento che per un anno intero tiene banco sulle pagine dei giornali; nei caffè, nelle piazze, nei salotti non si parla d’altro. Viene definita come una nuova malattia: “L’Ercolessite”, ecco la nuova malattia di cui è contagiata l’opinione pubblica. Una malattia che deforma i personaggi coinvolti, restituendo di essi particolari travisati e fuorvianti. Una malattia che fornisce ai poeti e ai commediografi, ispirazioni compositive. Al termine del processo, facendo leva sulla pietà popolare per i figli degli Ercolessi, e forse più ancora sull'inveterato sospetto e sul dubbio acritico verso l'operato degli investigatori, gli avvocati della difesa riescono ad ottenere, contro l'evidenza delle prove, la piena assoluzione di Guglielmina Zona e una condanna più mite del previsto per Gerardo Ercolessi.
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La lettura dei resoconti delle diverse testate locali e nazionali messe a confronto evidenzia punti di vista diversi e, mentre il "Marchesino", testata satirica messinese, continua ad offrire un divertente intermezzo di notizie che si contrappongono alla drammaticità e serietà della vicenda, il "Corriere della Sera" formula un severo giudizio critico sulla decisione della Corte d'Assise. IL CORRIERE DELLA SERA – 7 LUGLIO 1905, PER DISPACCIO DA MESSINA La mitezza del verdetto, da cui derivò la condanna relativamente mite, fu il prodotto dell’ambiente inquinato da una inconcepibile simpatia verso gli accusati, ripugnante per l’azione commessa e pel contegno tenuto dippoi. Ma se la mitezza può non trovare ostile la pubblica opinione, altrettanto non sarà certamente delle manifestazioni che accompagneranno la lettura del verdetto: fischi per l’ammissione di un reato, entusiasmi per l’esclusione dei reati successivi – cosicché la folla avrebbe voluto che i giurati negassero finanche che l’Ercolessi si fosse reso colpevole di ripetute sottrazioni da lui confessate, di documenti di mobilitazione custoditi al Distretto Militare di Messina. Quest’uomo che ha macchiato il suo onore di uomo e di soldato, che lascia in retaggio a dei figli, i soli degni di compianto, un nome cosparso di vergogna, non meritava questi eccessi di solidarietà, per quanto essa appaia come l’inconsapevole ed irresponsa-
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bile effetto di fragorosità oratoria per le quali il vero colpevole di tradimento per poco non appare quel povero tenente Blais che aiutò a scoprirlo, sventando così la possibilità che documenti ulteriori fossero con frode di fiducia e per ignobile scopo di lucro, ceduti ad un possibile invasore della Patria nostra. Se deplorevole fu il linciaggio che accompagnò in Francia il caso di spionaggio attribuito a Dreyfus, più indegno appare certamente l’inversione di sentimenti manifestatasi a Messina ove, per poco, al traditore confesso del proprio Paese, non si tributò un trionfo. Sia pur mite la pena per il colpevole, ma non mite sia il disprezzo per l’opera sua. Concluso il processo, la mattina del 14 gennaio 1906, dopo sei mesi dalla sentenza della Corte di Assise, il capitano Ercolessi viene ignominiosamente degradato ed espulso dall'Esercito nella piazza d'armi della Cittadella Si poneva così la parola fine ad una vicenda che per un anno e mezzo aveva riempito le cronache dei giornali, destando l’interesse, la curiosità della gente colta e del popolino, provocando un acceso dibattito che, nel bene o nel male, aveva portato la città di Messina all’attenzione del Paese.
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Ma il processo, conclusosi con una rocambolesca e mite sentenza, offre una chiave di lettura di un fatto di cronaca, volutamente dimenticato dalla storia, paragonabile a quella dei processi scomodi che appartengono anche alla cronaca recente. La mite pena inflitta al capitano Ercolessi e l’assoluzione della moglie Guglielmina Zona fu davvero dovuta al buonismo dei giurati e alla pietà popolare suscitata dagli avvocati difensori? Come mai, malgrado prove inconfutabili, raccolte in anni di pedinamenti e di indagini incrociate, effettuate anche oltre i confini dello Stato Italiano, il gran polverone alzatosi con il caso Ercolessi, si risolse con una sentenza che imputava al Capitano la sola colpa di aver sottratto documenti riservati e negando di aver venduto, a Stati Stranieri, importanti rivelazioni relative alla difesa del Paese? Le gerarchie militari erano riusciti ad ottenere, dopo estenuanti battaglie parlamentari, enormi stanziamenti per le fortificazioni e gli armamenti ottenuti dietro assoluta garanzia come deterrente contro qualunque invasione nemica e per assicurare una pace dura-
Degradazione Ercolessi. Coll. Riccobono
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tura. La popolazione era stata conseguentemente tassata per il sostegno delle suddette spese finalizzate alla difesa del Paese. E’ allora ipotizzabile che il Governo abbia in qualche modo potuto condizionare il processo, preoccupato di mostrare il fianco ad accuse di incapacità a difendere i propri confini, di debolezza nell’apparato di controspionaggio e innescare, con una più dura sentenza del Tribunale, una falla nella diffusa convinzione che la strategia di investimento e di tassazione fosse l’unica perseguibile per far sì che il giovane Stato Italiano potesse sedere a pieno titolo al tavolo delle Grandi Potenze Europee. Ammettere che la vendita di documenti segreti, riguardanti la difesa dello Stato, ad altri Paesi, fosse veramente stata possibile, avrebbe certamente dimostrato il contrario. Purtroppo, la documentazione a riguardo non consente di accertare il dubbio, che però, come nella fantasia di qualunque racconto, potrebbe fornire una chiave di lettura di quei tanti misteri che, agli occhi dei “comuni mortali”, rimangono nella storia, sempre pieni di punti interrogativi.
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sette giorni
Settembre 2012
di Andrea Castorina
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Bordonaro: camion rimane "inghiottito" da una voragine
Per l'ennesima volta le strade di Messina sono interessate dall'improvvisa formazione di vere e proprie voragini che "risucchiano" i veicoli in transito. Questo pomeriggio la via Comunale di Bordonaro ha ceduto durante il passaggio di un'autocisterna. Si è subito aperta una grossa buca che ha bloccato le ruote posteriori del mezzo pesante di proprietà dell'Amam. Fortunatamente nessuna conseguenza per l'autista.
Due incidenti stradali quasi in contemporanea
Continuano gli incidenti per le strade di Messina. Questo pomeriggio sul corso Cavour, intorno alle 14.00, un auto e un pullman si sono scontrati per cause ancora in corso di accertamento da parte dei Vigili Urbani. Lievi ferite per gli occupanti della vettura. Dopo pochi minuti, sul viale Boccetta all'incrocio con via Garibaldi, un auto e uno scooter sono entrati in collisione. Ad avere la peggio il centauro attualmente ricoverato al Policlinico.
"MessinAmare": la fase conclusiva Sono state diverse le categorie di persone attirate, quest’estate, dalle attività di “MessinAmare”. L’iniziativa del Centro Ricerche Nutrizionali Studi Ambientali e Sociali punta alla promozione ed alla valorizzazione dei nostri fondali. Per la fase conclusiva l’appuntamento è per tutti gli appassionati all’evento Side Mount, curato dal Diving “Ambiente Liquido” per i giorni 27 e 28 ottobre presso il Capo Skino Palace Hotel di Gioiosa Marea (Me).
Calcio: sorridono le messinesi
Domenica positiva per le maggiori squadre calcistiche cittadine. L’ACR Messina espugna noto imponendosi per 2-1 grazie alle reti di Parachì e del nuovo arrivato Costa Ferreira. Con lo stesso risultato il Città di Messina supera in casa il Sambiase con le reti di Saraniti e Tiscione.
Pietose condizioni del tratto via Trento angolo via Natoli E’ stata inviata dal consigliere comunale Giuseppe Chiarella una nota, all’ing. Costanzo, Dipartimento Manutenzione Strade e all’ing. Amato del Dipartimento Urbanizzazzioni Primarie e Secondarie su segnalazione , con relative foto, dell’Ing. Francesco Pantano per una richiesta di intervento, nel marciapiede e nella sede stradale all’intersezione di Via Trento angolo Via Natoli. Dalle foto si possono evincere le condizioni in cui si trova la zona interessata, in quanto vi è uno sprofondamento del marciapiede.
Luigi Croce nominato commissario E' stato nominato il commissario che guiderà la città fino alle prossime elezioni amministrative, è l'ex procuratore capo del Comune di Messina, Luigi Croce, che prenderà il posto del sindaco dimissionario, Giuseppe Buzzanca. Croce, che fino al 2008 è stato a Palazzo Piacentini, si insedierà al Comune nei prossimi giorni.
Presentata la riqualificazione del pilone
E’ stato presentato stamani a palazzo Zanca dall'assessore allo sviluppo economico, Gianfranco Scoglio, il progetto preliminare delle opere di riqualificazione funzionale e strutturale del basamento del pilone ex-Enel di Capo mercoledì Peloro. Il nuovo basamento è pensato come un moderno lido balneare, che trova nelle classiche attività complementari (ristorazione, attività d’intrattenimento e didattica degli sport acquatici, svago e tempo libero) elementi di forza del possibile progetto di finanza.
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circoscrizioni di Andrea Castorina
III quartiere
Lezioni nel degrado, la denuncia di Gioveni e Cacciotto
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ra pochi giorni riprenderanno le lezioni scolastiche anche a Messina. Lo scenario non sarà dei migliori non solo per la precarietà strutturale di alcuni edifici ma soprattutto per le indecorose condizioni che caratterizzano le aree esterne di molti plessi scolastici. Entrare a scuola per molti bambini sarà come passeggiare in una giungla vista la crescita spropositata di erbacce e rovi che trovano terreno fertile in cortili che dovrebbero essere la cartolina da visita di molti istituti. I consiglieri della III Circoscrizione Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto intervengono sulla questione sottolineando la preoccupante condizione dei numerosi plessi dell’Istituto comprensivo “Giorgio La Pira” di Camaro le cui aree esterne continuano ad essere invase da erbacce senza che nessuno si preoccupi di ripulirle. Negli anni scorsi non si è mai provveduto a ripristinare la decenza anche a causa del solito “balletto di competenze” fra assessorato all’edilizia scolastica, all’arredo urbano e ambiente e ATO 3. Quest’anno – come sottolineano i due consiglieri – potrebbe essere pure peggio: “l’assessorato competente sarà per tutto il periodo scolastico senza guida politica e con il neo Commissario liquidatore dell’ATO 3 Trimboli che probabilmente si occuperà solo di tirare avanti la baracca fino a nuove elezioni.”
III quartiere
III quartiere
Voragine di Bordonaro: interviene Minutoli
Contrada Faraone: si tutela la storia e… il degrado
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opo la voragine in via Comunale a Bordonaro, che ha inghiottito un mezzo pesante, il consigliere della III Circoscrizione Massimo Minutoli pone l’accento sulla disastrosa condizione della rete idrica e fognaria del villaggio. Si segnalano infatti numerosi avvallamenti spesso coperti grossolanamente con qualche colata di asfalto. Inoltre da ben tre mesi nel greto del torrente Bordonaro è presente una perdita fognaria. Analoga situazione in via S.Pantaleo dove continuano a fuoriuscire liquami nonostante un primo intervento di riparazione effettuato da parte dell’Amam. Il disagio non finisce qui: In via Ferrara due famiglie subiscono infiltrazioni di liquami, problemi già denunciati agli uffici tecnici dell´Amam senza avere ottenuto riscontro nonostante sia stato fatto presente che nelle abitazioni le infiltrazioni stanno rendendo inagibili i locali. La situazione è ormai insostenibile e il consigliere Minutoli, in rappresentanza dei numerosi residenti del villaggio, chiede la progettazione di una nuova rete idrica e fognaria.
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l consigliere U.D.C. della III Circoscrizione Alessandro Cacciotto sottolinea una situazione da commedia tragicomica che interessa Contrada Faraone, una piccola contrada del villaggio di Camaro Superiore. I residenti della zona sono “obbligati” dal Dipartimento comunale competente ad attenersi, nei lavori di straordinaria manutenzione. Chi è intenzionato ad effettuare una completa ristrutturazione del proprio appartamento deve rispettare determinati parametri, dal momento che la contrada ricade nel “vincolo storico”. Se la storia finisse qui non ci sarebbe nulla di anormale, solo qualche attenzione in più nell’eseguire i lavori nelle abitazioni. Peccato che a questo vincolo, tutt’altro che illegittimo,corrisponda il degrado più assoluto. “La contrada Faraone di Camaro Superiore si trova in un assoluto stato di abbandono – spiega Cacciotto - la strada è ampiamente dissestata con profonde crepe spesso chiuse dai residenti alla meno peggio”.
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città a cura di Marilena Faranda
Torre Faro
Riqualificazione del Pilone
Consiglio Comunale
Un accordo trasversale per i nostri amici animali
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l Consiglio Comunale, spiega il Presidente Previti, ha dovuto riconoscere l´importanza di creare un cimitero per animali, su sollecitazione di molte associazioni. Il cimitero avrà parcheggi e tutti i servizi che servono. Il Vice presidente vicario Trischitta,: un iniziativa lodevole anche se un po´ in ritardo, per gli animali che sono compagni di vita. Calabrò,(PD):“Importante l’aver denunciato finalmente elementi in cui l´Amministrazione era deficitaria, Tamà,(Grande Sud): oggi c´è una trasversalità politica,che porta alla sensibilità politica come è questa della realizzazione del cimitero. Ticonosco (PDL): l´importante è che Messina sia dotata di un cimitero dove ognuno possa piangere i propri cari, perché l´animale è come uno di famiglia. Tiano del Movimento per l’Italia Messina,: si potrebbe dare finalmente una spinta per Messina, questa coesione al di là del colore politico, che si è vista in questa occasione dovrebbe esserci sempre. Spadaro(Verdi): finalmente stiamo dando spazio a ciò che il popolo richiede.
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ono stati presentati all’Assessorato all’Economia di Palazzo Zanca i progetti di qualificazione della zona del Pilone. Alcuni fra gli interventi conformi, afferma l´ex assessore allo sviluppo economico, Gianfranco Scoglio, hanno avuto attualizzazione all´interno del piano. Al tempo di Buzzanca, sono venuti meno alcuni fondi della comunità europea e sono stati revocati finanziamenti regionali, per i quali è già stato fatto ricorso al TAR e , se ciò non basterà, si procederà per via amministrativa. L´opus la dobbiamo pagare ed i finanziamenti non sono comunali ma derivano da una premialità del PIST per la qualità del progetto. L´ingegnere De Cola, per la parte strutturale, spiega il progetto della Zona del Pilone. Vi è una piazza protetta con una tenso-
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struttura; vi anche la realizzazione foto di di parcheggi Dino Sturiale sulla via marina che porta alla statua di Padre Pio, dove si parcheggerà e poi si potrà arrivare a piedi. Fra gli altri progetti realizzati nella piazza: il Museo del Pilone. All´altezza dell´estradosso della crociera di fondazione, sorgerà la piazza che consentirà una vista particolare sullo stretto. Il pilone avrà 8 ascensori, in previsione di visite guidate e sarà prevista anche la gestione delle aree a verde. L’ing. Piero Marino, che si è occupato della sostenibilità economica del progetto, afferma: i costi di investimento e di gestione sono previsti in circa 9 milioni di €uro. Fra i ricavi vi saranno quelli derivanti da un lido con bar ristorante, da visite guidate al Piloni e corsi di vela per circa 2milioni ed 800 mila €uro.
CISL
Palazzo Zanca
L’anziano come risorsa
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i è svolto alla CCIAA di Messina il convegno Cisl “L’anziano come risorsa: sussidiarietà e terza età. Il nostro punto di vista”. Erano presenti: Carmelo Raffa, segretario generale FNP – CISL Messina: Bruno Zecchetto, FNP – CISL; padre Gaetano Tripodo, direttore Caritas; Dario Caroniti, professore dell’Università; Giovanni Ammendolia, presidente cooperativa Azione Sociale;
Nina Di Nuzzo, Presidente Banca del Tempo “Insieme e Meglio”; a conclusione Tonino Genovese segretario generale UST – CISL. Zecchetto evidenzia come, gli anziani, possono rendersi utili alla società, dando spinta ad altri valori. Padre Tripodo, sostiene che un anziano è una risorsa, se ci si mette in atteggiamento di accoglimento dell’altro. Ammendolia valorizza il servizio svolto dalle cooperative a Messina, ma non riescono a creare rete fra di loro e con l’Amministrazione. Bisognerebbe, afferma Caroniti, che vi fosse una maggiore coesione fra anziani e giovani.
Maregrosso
Conferimento materiale in discarica
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ono state avviate le operazioni di conferimento in discarica del materiale delle costruzioni abbattute a Maregrosso, nell'ambito dell'attività di riqualificazione del waterfront. La metodologia utilizzata, è in linea con il conferimento in discarica di materiali prove-
nienti da demolizioni, dato che si è provveduto alla loro separazione ed analisi. Accertata la mancanza di inquinanti pericolosi, i materiali inerti, già selezionati e raccolti, sono trasportati presso gli impianti autorizzati. Secondo le indicazioni dell'Amministrazione comunale, per i materiali separati dagli inerti (frigoriferi, computer, lavatrici, copertoni), l'assessore al waterfront, Pippo Isgrò, ha disposto di procedere alla loro collocazione in discariche.
Seduta del Consiglio Comunale
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l Consiglio comunale, ha approvato, con quindici voti favorevoli, tre astenuti e nessuno contrario, la delibera sulla legge regionale 8/04/2010 n° 9. Modifica alla delibera del Consiglio n° 20/c del 14/03/2012 sulla gestione integrata dei rifiuti e della bonifica dei siti inquinanti. Poi l'Aula ha deliberato, con ventidue voti favorevoli, due astenuti, la cittadinanza onoraria a Giovanni Pascoli. Il Consiglio è stato aggiornato giorno 14, alle 11.
Mobilità Urbana Sistemazione impianto elettrico a Fondo Fucile
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'impianto elettrico di via 38B a Fondo Fucile villaggio Aldisio è stato sistemato dopo gli interventi Enel. Non essendoci le condizioni della chiusura, l'Ass. alle Manutenzioni, Pippo Isgrò, ha invitato il Dirigente del Dipartimento Mobilità Urbana, ing. Domenico Manna, ad effettuare un sopralluogo per l'apertura al traffico della strada.
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provincia Messina a cura di Marilena Faranda
Salone degli Specchi- Palazzo Zanc
Strategie per una sordità p
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ell’ambito degli interventi realizzati dalla Provincia regionale nel settore della promozione e della solidarietà sociale, l’assessorato compente, in linea con quanto già posto in essere per la tutela dei ragazzi disabili, ha aderito alla proposta della Cooperativa sociale “Socioculturale onlus” di Venezia Mestre di organizzare, a titolo gratuito, un seminario informativo sul tema: “Il supporto a scuola fornito al ragazzo sordo, oggi. Le buone pratiche sul campo”. Il meeting si è svolto nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni. L’incontro, rivolto in particolar modo ai dirigenti, funzionari ed operatori degli Enti pubblici e privati impegnati a vario titolo con ragazzi con disabilità uditive, ha costituito l’occasione per affrontare i diversi aspetti della complessa realtà che riguarda i sordi: dalle problematiche del linguaggio e delle varie ed innovative tecniche riabilitative alle questioni nor-
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più tollerabile
foto di Peppe Saya
mative ed organizzative riferite ai servizi ed agli operatori di supporto fino agli aspetti dei processi rieducativi finalizzati all’inclusione scolastica, sociale ma soprattutto lavorativa dei ragazzi sordi. Il seminario introdotto da Stefano Parolini, in rappresentanza della Cooperativa sociale “SocioCulturale onlus” e diretto dal formatore dell’Università di Verona, Marcella Nalli ha visto la partecipazione dell’assessore al ramo, Daniele Bruschetta e dal dirigente delle Politiche sociali, Gabriele Schifilliti. Bruschetta ha ammesso l’attuale carenza da parte dell’amministrazione di interventi necessari a favorire l’integrazione di questi soggetti audiolesi, ma ha, inoltre, garantito che metterà in atto tutte le strategie che servono, affinché questi soggetti siano attenzionati.
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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio
Nuovo anno scolastico
Classi pollaio e plessi fuorilegge
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ochi giorni al via del nuovo anno scolastico, ma le polemiche scaldano già l'apertura ufficiale dei cancelli. Il Codacons, senza mezzi termini si rivolge ai sindaci di tutta la Sicilia: "Chiudere gli istituti scolastici non a norma e rinviarne l'apertura a data da destinarsi". "La sicurezza delle scuole è un problema serissimo che ogni anno si ripresenta in occasione dell'avvio dell'anno scolastico - afferma il segretario nazionale, Francesco Tanasi - Il non rispetto delle norme vigenti e la mancata presenza dei certificati in materia di incendi, sisma, agibilità, ecc. , rendono di fatto fuorilegge gli edifici scolastici consentendo ai sindaci di rinviare l'apertura degli istituti, così come ha fatto il sindaco di Campobasso". In caso di incidenti e di danni a persone e cose all'interno di scuole non a norma, infatti, gli stessi sindaci potrebbero essere chiamati a risponderne, assieme alla province. Per tale motivo Tanasi invita i sindaci a disporre la chiusura temporanea degli edifici scolastici fuorilegge in attesa della loro messa in sicurezza, e con la formazione delle nuove classi annuncia una pioggia di ricorsi contro le "classi pollaio", ossia quelle dove, a causa dell'elevato numero di studenti, non si rispettano i limiti di spazio minino per alunno
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fissati dalla legge. I genitori possono valutare il livello di sicurezza delle scuole frequentate dai propri figli utilizzando l'apposito questionario pubblicato alla pagina "scuola sicura" del sito www.codacons.it Anche Cittadinanzattiva lancia l'allarme sicurezza. "Mancano le certificazioni in 3 scuole su 4, la manutenzione ordinaria è diventata un lusso per pochi, le aule sono sovraffollate in un terzo dei casi. Non vorremmo rovinare la festa per l'inizio dell'anno scolastico a quasi 9 milioni di studenti e alle loro famiglie, ma anche quest'anno dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva - siamo qui a ricordare che almeno un terzo delle nostre scuole è insicuro, soprattutto nel sud del Paese. E a fronte di ciò, gli strumenti e le risorse messe in campo sono davvero inadeguate: ad esempio che fine hanno fatto i 400 milioni di euro dei Fondi Fas destinati prevalentemente a Calabria, Campania, Puglia e Sicilia? Non ha alcun senso procedere alla richiesta di deroga alla normativa antincendio come fatto dal sindaco di Campobasso, che ha ritardato di una settimana l'apertura delle scuole". "In un tempo così breve la situazione non cambierà e gli studenti entreranno comunque in aule insicure, anche se il sindaco non avrebbe di fatto più alcuna responsabilità in caso di incendio. Piuttosto ci appelliamo al Ministro - dice Bizzarri - perchè obblighi le scuole a dotarsi entro la fine dell'anno delle certificazioni, rivedendo i limiti di spesa imposti dal patto di stabilità, e modifichi l'art.64 della legge 133/2008 che ha previsto l'innalzamento del numero di studenti per classe e che, di fatto, contrasta con i limiti della normativa antincendio".
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Economia a cura di Gino Morabito
La Regione vende i gioielli di famiglia La prima trance del piano di dismissione del patrimonio immobiliare della Regione Siciliana, prevede la cartolarizzazione di 68 immobili di tra cui pezzi importanti come il Palazzo dei Congressi di Agrigento, l’ex Ospedale di Sciacca e diversi immobili sul lungomare di Capo D’Orlando. Come illustrato durante la conferenza stampa del 10 settembre scorso dall’assessore regionale Gaetano Armao, la vendita degli immobili regionali dovrebbe portare nelle casse della Regione Siciliana poco più di 200 milioni di euro che saranno destinati, così come ha tenuto a sottolineare lo stesso Armao, all’abbattimento dell’indebitamento e agli investimenti. Neanche un euro, dunque, sarà utilizzato per le spese correnti. Il trasferimento degli immobili regionali avverrà con una procedura agevolata direttamente gestita dall’amministrazione, senza l’intermediazione
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della società mista della quale, in precedenza, ricorreva l’obbligo. I vantaggi dell’operazione di vendita non finiscono qui. A detta dell’assessore Armao così facendo si riducono anche i costi per le spese di gestione immobiliare, realizzando ulteriori economie di bilancio. Nella stessa occasione è stato presentato anche il piano di dismissione dell’AST (Azienda Siciliana Trasporti), concernente alcuni immobili siti a Caltagirone, Trapani, Siracusa, Sortino, Modica e Ragusa, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro il cui ricavato dovrebbe essere reinvestito per il rinnovo del parco veicolare. Anche questo è un sistema per fare cassa e rimpinguare quelle asfittiche della Regione Siciliana. Resta da vedere se in un periodo di crisi economica e di liquidità, il mercato – immobiliare – sarà in grado di rispondere secondo le aspettative.
12 Settembre 2012 Messina - Piazza Antonello
Il turismo del futuro
foto di Peppe Saya
La cartolina
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Saluti da Messina
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Cultura a cura di Vincenza Di Vita
A Giardini Naxos un settembre di cultura
Dalla letteratura contemporanea al Mito e ritorno Presentati le due manifestazioni Naxoslegge ed Extramoenia
Tornano a Giardini Naxos Naxoslegge ed Extramoenia. “Un settembre di cultura, dalla letteratura contemporanea al Mito e ritorno“, lo ha definito Fulvia Toscano, direttrice artistica delle due manifestazioni, nella conferenza stampa di presentazione. A portare i saluti istituzionali a nome del Comune è stato Mario Amoroso, vicepresidente consiglio comunale di Giardini Naxos. Anche la Proloco è intervenuta per voce della presidente Carmen Lo Monaco: “La Pro Loco nasce per promuovere la cultura, quindi siamo al fianco di Naxoslegge e Extramoenia con le nostre ´armi´: il volontariato e la cittadinanza attiva“. La II edizione di Naxoslegge Ad anticipare le due manifestazioni, una novità: il I festival di Street Art di Giardini che si terrà dal 13 al 16 settembre. “Giardini – ha ricordato Giuseppe Stagnitta - diventerà un contenitore di arte contemporanea, con opere dipinte nel corso di una notte. Titolo: Emergence“. "Il nostro obiettivo – ha sottolineato il direttore artistico Fulvia Toscano – è rendere Naxoslegge un evento sempre più condiviso, evitando l’idea di una rassegna salotto e passerella e puntando sui contenuti forti che, dal libro alla narrazione, si snodano sui temi delle emergenze sociali, delle memorie collettive, più o meno rimosse e condivise, della comunicazione verbale. La nostra filosofia guida è: cultura sempre e comunque. Malgrado le ristrettezze, malgrado il disamore da cui spesso ci sentiamo circondati, malgrado il fiorire del ciarpame gridato e spacciato per cultura”. Quindi, dal 17 al 23 settembre la cultura, l´impegno civile e la contaminazione tra saperi tornano protagonisti a Giardini Naxos con la seconda edizione di Naxoslegge. Il festival delle narrazioni, della lettura e del libro, ideato dall´associazione culturale Le Officine di Hermes con la collaborazione di Lido di Naxos, libreria Doralice, Associazione Commercianti Antiracket e Antiusura Valle Alcantara, Comune e Proloco di Giardini Naxos, approfondisce il viaggio tra i temi portanti dell´universo letterario avviato lo scorso settembre, arricchendosi di contributi, nuove sezioni e tante location. Naxoslegge saluterà il suo pubblico alle 21.30 al cine-teatro comunale con un concertoomaggio alla musica italiana d’autore tra poesia e musica.
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La XIV edizione di Extramoenia In ideale staffetta con Naxoslegge, dal 25 al 29 settembre si rinnova a Giardini Naxos l’annuale appuntamento con Extramoenia. La rassegna di cultura classica organizzata dal Comune di Giardini Naxos, giunta alla sua XIV edizione, quest´anno sarà dedicata al tema La Grecia necessaria. Un’anticipazione di Extramoenia sarà la seconda Notte della lettura (22 settembre), realizzata in collaborazione con Naxoslegge al Castello di Schisò. “Speriamo – ha dichiarato il proprietario Sebastiano Paladino in conferenza stampa –che il castello di Schisò e il cortile con continuità possa ospitare eventi culturali di questo calibro, che di anno in anno riannodano il legame tra un palazzo storico e la città". Saranno presentati i libri: L’isola O-scena. Un’idea di Sicilia nella poesia contemporanea di Dario Tomasello; Dal futurismo all’assurdo. L’arte totale di Beniamino Joppolo di Katia Trifirò; Il maggio di Filicudi. Storie di mafia e turismo nelle Eolie degli anni ’70 di Giuseppe La Greca. “Con Etxramoenia la cultura classica rivivrà in una terra che al classico deve tutto, in termini di spazio simbolico: Giardini Naxos, la più antica colonia greca della Sicilia, ponte tra antico e moderno. Ed è proprio in questa ottica – sottolinea il direttore artistico Fulvia Toscano – che le due manifestazioni, gemelle, Naxoslegge e Extramoenia, sono collocate una di seguito all’altra, in una sorta di evidente e fruttuoso dialogo tra antico e moderno. Siamo certi che il pubblico apprezzerà questa Giardini. Per info e per visionare i programmi delle due manifestazioni: www.naxoslegge.it e www.ilblogdiextramoenia.it foto di Antonio De Felice WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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foto di Antonio De Felice
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Messina - Monte di Pietà
Mostra d’arte contemporanea dell’artista messinese Giovanni Allio
Astrattismo cinetico e optical La mostra è stata curata da Luigi Ferlazzo Natoli e Teresa Pugliatti
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Commento al Vangelo
Un punto di domanda 16 Settembre 2012 XXIV domenica T.O. (B) Ed egli (Gesù) domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. (Mc 8, 27-35)
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deposto nel cuore dell’uomo Il brano evangelico che la liturgia ci propone è al centro del Vangelo di Marco e fa da cerniera tra le due parti dell’intera narrazione. Proprio a Cesarea di Filippo, il territorio più lontano raggiunto da Gesù nel suo cammino, il Rabbì viene riconosciuto come il Cristo; sulla croce (Mc 15, 39), il luogo più lontano da tutte le aspettative religiose, viene riconosciuto dal centurione pagano come il Figlio di Dio. La duplice, pungente domanda con cui si apre questo brano non è un segno di squilibrio del rabbi di Nazareth. Lui sa benissimo chi è. Siamo noi che dobbiamo chiarirci le idee... Fino a Cesarea di Filippo i discepoli hanno seguito Gesù incantati dalla sua Parola così diversa da quella degli altri maestri, i suoi miracoli hanno lasciato tutti a bocca aperta, il suo modo di parlare del Padre ha rivelato un’intimità inaudita con Dio, la sua attenzione e simpatia verso i poveri, gli ammalati, gli esclusi ha capovolto gli schemi religiosi del tempo. Ma ora Gesù inizia a girare le carte in tavola, vuole fare il punto della situazione con i suoi discepoli. E con noi. «La gente chi dice che io sia?» (v. 27). Facile! Giovanni Battista, Ella o qualcuno dei profeti... Tutti hanno capito la grandezza di Gesù, ma la riducono a qualcosa di già noto e conosciuto, non riescono a cogliere la sua novità. Succede spesso anche a noi di dare per scontato, di pretendere di sapere già, e ci chiudiamo in una fede stanca e ripetitiva. Ma Gesù non si accontenta del parere della folla, ora vuole arrivare anche a loro, ai discepoli. E a noi. «Ma voi, chi dite che io sia?» (v. 29). Qui si gioca tutto. Questa è la domanda fondamentale del Vangelo. Per noi che ci diciamo cristiani, questa è la domanda decisiva da cui
dipende tutta la verità del nostro modo di vivere la fede. Non basta, per essere cristiani, aver ricevuto il battesimo, appartenere a una chiesa, praticare una religione o una morale che comunemente vengono definite cristiane, ma occorre che ci sia questo momento di interrogazione, nel segno della più radicale sincerità, sulla figura di Cristo. Forse per qualcuno, dopo tanti anni di pratica cristiana, potrebbe essere la prima volta: «Chi è Gesù per me?». Non ci sarebbe da meravigliarsi troppo, se anche i discepoli, che credevano di conoscere Gesù, si sono sentiti provocare da una domanda che forse non avevano né previsto né, tanto meno, affrontato prima di quel giorno. Che cosa saremo capaci di rispondere? Non dobbiamo sentirci mortificati se immediatamente non riusciamo a trovare la risposta che vorremmo. Già il mistero di una persona è talmente grande che sempre sfugge a ogni tentativo di definizione. Il mistero di Cristo poi, per la profondità della sua origine divina, va al di là delle nostre possibilità di comprensione. Ciò che conta è macerare dentro la domanda, confessare umilmente la propria inadeguatezza e al tempo stesso affidare alla preghiera il desiderio di capire, di approfondire, di saper delineare con maggior nitidezza i tratti fondamentali della figura di Gesù. Nessuno deve pensare che basti ricorrere al repertorio di immagini e di risposte che ci vengono dalle professioni di fede ufficiali o dalla tradizione teologica, ma deve mettere in gioco se stesso, la sua sensibilità, la sua immaginazione, il suo cuore, in un faccia a faccia che riproduca quello che è avvenuto tra Gesù e i discepoli. E una volta che si arrivi a dare una risposta, bisogna mettersi nuovamente in cammino per approfondirla così da renderla, se fosse possibile, più vera, o se si vuole, meno infedele, come un ritratto che da sfuocato ha bisogno di essere messo a fuoco. «Voi chi dite che io sia? Io non saprò mai chi sia Dio se non dopo aver incontrato Gesù. Dio è Gesù. E quella persona viva, camminatore instancabile, impolverato, profumato di nardo e di amicizia a Betania, il coraggioso che osa toccare i lebbrosi e sfidare chi vuole uccidere l’adultera, il tenero che si commuove per le folle senza pastore e per le belle pietre del tempio, il rabbi che amava i banchetti, il povero che mai è entrato nei palazzi dei potenti, volto di luce e volto di pietra (Is 50,7), inflessibile nella misericordia, che sapeva amare come nessuno, esperto di dolori, uomo dalla vita buona, bella, felice, che passava nel mondo guarendo la vita. Dio è quell’uomo di Nazaret: il nostro Dio Gesù Cristo. Se dovessi dire qualcosa di Dio, potrei dire soltanto: Dio è Gesù, è quel modo di vivere, quel modo di morire, quel modo di risorgere» (Ermes Ronchi).
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parole in blu
Le cose che si muovono potrebbero muoversi etenamente. Perché no? Non è questa la legge in cielo dove è certo vige la stessa legge che in terra? Ma io so che dalla nascita in poi anche la malattia è prevista e preparata. Da bel principio qualche organo è più debole e lavora con qualche sforzo e costringe a qualche sforzo qualche organo fraterno e dove c'è lo sforzo s'ingenera la fatica e perciò, infine, viene la morte. Da “Il mio ozio”
La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi. » Da “La coscienza di Zeno”
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pseudonimo di Aron Hector Schmitz, italianizzato in Ettore Schmitz dopo l'annessione all'Italia della Venezia Giulia
L'immaginazione è una vera avventura. Guàrdati dall'annotarla troppo presto perché la rendi quadrata e poco adattabile al tuo quadro. Deve restare fluida come la vita stessa che è e diviene.
Italo
Trieste, 19 dicembre 1861 Motta di Livenza, 13 settembre 1928
Svevo
Da Saggi e pagine sparsi
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a cura di Mimmo Saccà
Per 52% italiani dopo estate 2 kg in più sulla bilancia
Relax, abbronzatura e due chili in più sulla bilancia. E' quanto hanno lasciato le vacanze a oltre la metà degli italiani, il 52% per la precisione. E' quanto emerge da una indagine on line effettuata dalla Coldiretti per verificare gli effetti delle ferie sull'aspetto fisico, dalla quale emerge peraltro che solo il 23% dei nostri concittadini si sente in perfetta forma, grazie all'alternanza di sport e attività fisica al buon mangiare durante l'estate. Appena il 2% - precisa la Coldiretti - è invece dimagrito perché ha sofferto la mancanza di cibi adeguati al proprio gusto nel luogo di villeggiatura, mentre il 23% si dice non interessato al proprio peso perché il riposo, durante l'estate, era la cosa più importante. Con il rientro dalle ferie sono quindi in molti a cercare di recuperare la forma perduta con l'attività fisica ed il boom dell'iscrizioni
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alle palestre, ma anche con la corretta alimentazione e il ricorso alle diete. Se - continua la Coldiretti - è scontro tra le diverse proposte dei dietologi per affrontare il sovrappeso, sono invece unanimemente riconosciuti i benefici della dieta mediterranea. I suoi prodotti base, a partire dal consumo di frutta e verdura, possono aiutare a recuperare la forma perduta ma sono anche considerati indiscutibilmente essenziali per garantire una buona salute soprattutto per la crescita nelle giovani generazioni. Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani, conclude la Coldiretti, di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 79,1 anni per gli uomini e di 84,3 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea.
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La ricetta
Parmigiana di melanzane grigliate Ingredienti per 8 persone • 1 spicchio di Aglio • qualche foglia di Basilico fresco • ½ Cipolla piccola rossa • 400 gr di Edamer a fette • 8 Melanzane grandi • Olio di oliva extravergine q.b. • 200 gr di Parmigiano grattugiato • 100 gr di Pecorino grattugiato • 1 litro e ½ di Passata di pomodoro
PREPARAZIONE
Lavate, mondate e tagliate a cubetti la cipolla e l’aglio e fateli soffriggere in quattro cucchiai d’olio extravergine di oliva. Quando si saranno imbionditi, unite la passata di pomodoro e lasciate cuocere a fuoco medio fino a che il sugo risulterà piuttosto denso. Infine aggiustate di sale e unite qualche foglia di basilico fresco spezzettata, poi spegnete il fuoco e mettete il sugo da parte. Spuntatele, lavatele e tagliatele a fette dello spessore di circa 1 cm, per il verso della lunghezza, utilizzando se l'avete l’affettatrice, così da ottenere fette più regolari e dello stesso spessore. Ungete quindi una pirofila antiaderente con dell’olio extravergine di oliva, poi cospargetene il fondo con qualche cucchiaio di sugo e iniziate a comporre un primo strato di fette di melanzana, sistemate una di fianco all’altra, leggermente sovrapposte. Versate uniformemente altra salsa di pomodoro sulle melanzane, cospargete con il parmigiano e il pecorino ed infine ricoprite con le fette di formaggio edamer. Continuate seguendo lo stesso procedimento anche per gli strati successivi, fino ad esaurimento degli ingredienti: disponete le fette di melanzana, il sugo di pomodoro, il parmigiano e il pecorino, le fette di formaggio edamer ed infine nuovamente le melanzane, e così via. L'ultimo strato deve essere composto di solo pomodoro e parmigiano grattugiato. Da ultimo aggiungete un filo d’olio e ponete la parmigiana di melanzane grigliate a cuocere in forno statico a 180° per circa un’ora. La parmigiana di melanzane grigliate è pronta: lasciatela riposare 10 minuti prima di servirla, così si compatterà un po'. Buon appetito! WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT
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Amarcord
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