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il Cittadino n. 220

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r.g. Salvatore Forestieri

n° 220 anno XIII - 11 Novembre 2015

il Cittadino

Dimissioni Accorinti: manovre di palazzo

Sott’acqua


Primo piano

Il palombaro: paradosso

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unedì scorso, nel corso di “l’Aria che tira!” talk show di la 7, commentando un servizio su Messina senz’acqua, due degli ospiti si sono espressi sulla mancanza di reazione da parte dei cittadini che subiscono la drammatica situazione con atavica rassegnazione. Il giornalista de “Il Fatto” Antonello Caporale, per rendere più incisivo il suo pensiero ha ricordato una sentenza della Cassazione, che giudicando su una querela presentata dall’ex Sindaco Buzzanca, gli ha dato ragione quando ha definito la città di Messina “una cloaca”. Il professor Domenico De Masi, illustre sociologo, si è soffermato sulla reazione piatta da

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parte della società civile messinese, che, secondo lo studioso, rimane ancorata a vecchi schemi politici e interessi sociali. Sull’affermazione di Caporale, non crediamo sia meritevole di considerazioni, in quanto è pregiudizialmente offensiva. La Città dello Stretto, come tutte quelle del Mezzogiorno d’Italia, sconta ritardi e carenze di infrastrutture non sempre addebitali al locale gruppo dirigente. L’assenza di fermenti culturali orientati al cambiamento del sistema di potere, sottolineata dal De Masi, è clamorosamente smentita dalla recente storia messinese. L’elezione del sindaco pacifista e ambientalista Renato Accorinti, espresso direttamente dal popolo, attraverso quella che è stata definita “Rivoluzione dal Basso”, in competizione con un candidato indicato dai partiti tradizionali, è la prova provata della disponibilità, dell’attitudine dei messinesi a intraprendere altri percorsi nell’affidare il governo della Città, sostenendo proposte alternative. E non riusciamo a immaginare una scelta ancora più radicale dell’esperienza di una personalità tendenzialmente ascetica. Ma governare una città, complessa come Messina, non è facile, non bastano le affermazioni di principio, anche se condivisibili, è necessario saper utilizzare gli strumenti politico-amministrativi a disposizione e manovrare l’articolata macchina burocratica. Siamo convinti che Accorinti abbia coscienza Un contesto complicato, dove l’inedella mutata realtà e che stia predisponendo sperienza può causare danni irreverun eventuale piano B, sibili; un terreno pieno d’insidie per qualora si creassero le condizioni per le dimis- chi non è abituato a calpestarlo. Se, sioni, per evitare che, con la ripresa a regime a queste oggettive problematicità, si della fornitura idrica, finisca sott’acqua sommano atteggiamenti supponenti,

o Accorintiano

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il passaggio allo stato di “splendido isolamento” è rapido e scontato. Il contorto rapporto con le altre Istituzioni sul territorio, l’alternante relazione con il presidente della Regione, il tiepido dialogo con i Partiti politici e le Organizzazioni sindacali, il conflittuale colloquio con il Consiglio, la rottura della collaborazione con molte Associazioni e Movimenti culturali, disegna un quadro, ancorché approssimativo, della delusione suscitata dall’esperimento di un sindaco eletto fuori dagli schemi. Insomma, l’amministrazione Accorinti, in poco più di due anni, ha disperso l’enorme energia che aveva accumulato, sollecitando le speranze dei messinesi. In quest’ultimi tempi, l’insofferenza nei confronti dell’amministrazione ha subito un’accelerazione registrando iniziative per le dimissioni del sindaco, sia dentro che fuori dal palazzo. Al dì là delle liturgie della politica, che impongono i loro tempi e le loro modalità, il rischio corso

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dalla città metropolitana di essere esclusa dal Masterplan sulla ripartizione delle risorse economiche elaborato dal Governo e, soprattutto, la crisi idrica, che ha messo in ginocchio la città, hanno evidenziato ancora di più i limiti di governo e di gestione di Accorinti & Company. I tempi e le circostanze sono maturi per prendere atto della conclusione di un’avventura e, di conseguenza, trarre le dovute determinazioni. Continuare “a galleggiare” non appartiene al DNA di questa Giunta, che rischierebbe di ripetere goffamente situazioni di disagio già viste in precedenti amministrazioni sostenute dall’obsoleto sistema dei partiti. Siamo convinti che Accorinti abbia coscienza della mutata realtà e che stia predisponendo un eventuale piano B, qualora si creassero le condizioni per le dimissioni, per evitare che, con la ripresa a regime della fornitura idrica, finisca sott’acqua.

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Sommario

16-26

Attualità Erosione costiera Stratup Weekend Messina

28-29 Dietro le quinte

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numero 220 anno XIII 11 Novembre 2015

54-59 Cultura Il bianco di Marini Il “Niente” di Pippo Galipò

66-67 Mangiare Sano

Settegiorni Cronaca della settimana

38-39 Città Cronache urbane

44-45 Provincia

Le rubriche 30-31 In&Out 60-61 La corazzata Potemkin

62-63 Da Beethoven 46-49 Sicilia Servizio idrico in Sicilia

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a Kurt Cobain

64-65 Parole in blu 11 Novembre 2015


il Cittadino Direttore editoriale: Lillo Zaffino Direttore responsabile: Carmelo Arena Vicedirettori: Tiziana Zaffino, Gabriella Giannetto Coordinamento Maria Cristina Rocchetti, Giuseppe Zaffino Redazione Enza Di Vita, Marilena Faranda, Francesco Certo, Giuseppe Micali Collaboratori Cristina D’Arrigo, Dario Buonfiglio, Gino Morabito, Antonio Grasso, Marina Pagano, Alessia Vanaria Rubriche Enzo Caruso, Michele Giunta, Ignazio Rao, Mimmo Saccà Art Director Salvatore Forestieri Ricerca fotografica Peppe Saya, Orazio D'Arrigo, Antonio De Felice, Gianmarco Vetrano Pubblicità contatti: 3473640274 e-mail: info@ilcittadinodimessina.it Amministrazione Mario De Marco, Giuseppe Pagano e Franco Rossellini Web master sito Fabio Lombardo Il Cittadino digitale sarà pubblicato sul giornale on line e inviato gratuitamente ai lettori direttamente nella posta elettronica e sarà condiviso in rete attraverso Facebook

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immagine

di Michele Giunta

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Annunci utili a cura di Pippo Previti

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO

Best Western cerca personale Per chi cerca un impiego nel settore alberghiero sono disponibili nuove opportunità di lavoro con Best Western in Italia. La nota catena alberghiera statunitense seleziona personale in vista di assunzioni e tirocini negli alberghi e in sede Concorso Aeronautica: bando per 45 Ufficiali Il Ministero della Difesa ha indetto un concorso per titoli ed esami, per il reclutamento di 45 Ufficiali in servizio permanente nel ruolo speciale delle Armi dell’Arma Aeronautica. Bando per Start up: 150mila Euro in voucher Siete aspiranti imprenditori? Iscrivetevi al concorso BioUpper, il bando per start up che sostiene le nuove idee d’impresa nel campo delle scienze della vita e le trasforma in iniziative imprenditoriali concrete. In palio voucher da 150.000 Euro. Viaggi studio: lavoro per Insegnanti, Accompagnatori, Stagisti Vi piacerebbe fare un’esperienza lavorativa all’estero? Sprachcaffe offre lavoro in Europa a insegnanti, accompagnatori, stagisti e molti altri profili professionali che operano nel campo del marketing e del turismo. Ericsson: Concorso di idee ICT, premio 25Mila Euro Al via gli Ericsson Innovation Awards 2016, un concorso di idee internazionale 10

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11 Novembre 2015 rivolto agli studenti che vogliono sviluppare progetti ICT innovativi. In palio diversi premi in denaro fino a 25.000 Euro. Ferrovia Circumetnea Catania: concorsi, assunzioni tempo indeterminato Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Gestione Governativa Ferroviaria Circumetnea hanno indetto dei concorsi pubblici, per titoli ed esami, per l’assunzione di Tecnici da assumere a tempo indeterminato. Trentino Design: concorso per Designer e Progettisti Al via la prima edizione Trentino Design 3.0, un contest rivolto a designer e progettisti e dedicato a design, produzione e distribuzione locale. In palio premi da 5.000 Euro. Assunzioni General Motors a Torino Sono davvero interessanti le opportunità di lavoro nel settore automobilistico disponibili in Italia in questo periodo. General Motors è alla ricerca di personale per assunzioni a Torino. Selezioni i corso per Ingegneri e altre figure Malta: lavoro per Infermieri in Ospedali Pubblici Vi piacerebbe lavorare all’estero? Il Ministero della Salute di Malta è alla ricerca di Infermieri professionisti con ottima conoscenza dell’inglese da assumere presso gli ospedali pubblici del Paese. Universita Catania: Concorsi per Diplomati L’Università degli Studi di Catania ha indetto due concorsi per diplomati finalizzati all’assunzione di due profili professionali di Cat. C da inserire presso l’area amministrativa del dipartimento di Scienze umanistiche dell’Ateneo. Crea il design di tovaglia e tovaglioli: concorso creativo Sono aperte le iscrizioni per il concorso creativo ‘La tua fantasia a tavola’ rivolto a designer e grafici finalizzato alla creazione del design di un set composto da tovaglia e tovaglioli. Per il vincitore in palio un premio del valore di 1.000 Euro. 11 Novembre 2015

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Foto Notizia di Peppe Saya

Indagini della Polizia di Stato e dell’Arma del Carabinieri su appalti e mazzette

Messinambiente. In cinque agli arresti domiciliari

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a Sezione di Polizia Giudiziaria-Aliquota Polizia di Stato della Procura di Messina, unitamente a personale del locale Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC, ha eseguito stamane una Misura Cautelare, con cui il Gip c/o il Tribunale di Messina Dott. Giovanni De Marco, su richiesta del Procuratore Agg. Dott. Sebastiano Ardita e dal Sost. Proc D.ssa Stefania La Rosa, disponeva gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di:

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1. DI MARIA Armando, cl. 55, già A.U. e poi liquidatore della società MESSINAMBIENTE S.p.a.; 2. INFERRERA Antonino, cl. 70, funzionario amministrativo-contabile della società MESSINAMBIENTE S.p.a.; 3. BUTTINO Antonio, cl. 73, broker assicurativo e titolare della società BCM Insurance Broker S.r.l. con sede in Barcellona P.G.; 4. DE VINCENZO Marcello, cl. 65, titolare della società MEDITERRANEA A. S.r.l. 5. GENTILUOMO Francesco, cl. 70, titolare della società GENTILUOMO S.r.l.; Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata indagine avviata nel 2013 e protrattasi sino ad oggi, nel corso della quale è stata sottoposta a vaglio l’intera gestione di Messinambiente S.p.a., importante società pubblica (il cui capitale è interamente detenuto da enti locali) che per conto del Comune di Messina gestisce la raccolta e lo smaltimento RSU.

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AttualitĂ

Erosione costiera: cronache di mancata g

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gestione

Ripresa da drone della costa a Nord del porto di Tremestieri 11 Novembre 2015

ungomare interdetti al traffico, sedimenti riversi sulle strade, frangenti d’onda spinti sino agli abitati, scuole e locali commerciali costretti a chiudere i battenti. E’ questa, ancora una volta, la normale cronaca di un evento meteorologico intenso che puntualmente siamo costretti a fronteggiare sulle nostre preziose coste. Le raffiche di vento e la pioggia intensa di fine ottobre sono state certamente importanti, ma non è possibile trasformare una fase di attenzione in una calamità con danni economici ingenti e disagi gravi per la popolazione. Come puntualmente avviene sono veementi le reazioni degli amministratori locali che invocano interventi di difesa del litorale, non comprendendo che, nella maggior parte dei casi, il mare sta semplicemente reagendo a una miope politica di gestione della fascia costiera. Per anni, infatti, la fascia costiera è stata irrigidita dalla realizzazione di lungomare, strade costiere, singole abitazioni e vere e proprie lottizzazioni e si è completamente trascurata qualsiasi forma di gestione e di manutenzione ordinaria e straordinaria del litorale. Nella maggior parte dei comuni costieri, si è persino omesso di redigere il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) che, nelle intenzioni del legislatore, nel 2005, doveva consentire alle amministrazioni locali l’organizzazione produttiva e proattiva della gestione del litorale di propria competenza. A fronte di questa inadempienza l’Assessorato al Territorio e all’Ambiente, con una circolare, che comunque non può sovvertire la norma, sta provando a depotenziare il PUDM, avocandolo a se come mero piano di gestione economica del demanio marittimo. Le amministrazioni locali, prima di chiedere interventi di difesa che potrebbero rivelarsi più dannosi degli stessi danni subiti, dovrebbero redigere i PUDM delle proprie fasce costiere, definendo la volontà d’utilizzo dei diversi tratti direttamente interessati e introducendo l’analisi di tutte quelle iniziative che possono avere un effetto proattivo sulla valorizzazione del litorale. I PUDM devono essere sottoposti a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e in questo ambito deve essere avviato un programma di monitoraggio dell’area costiera, soprattutto in considerazione del fatto che nel 2020, con il recepimento della Bolkstein (la direttiva Europea che ha come obiettivo di facilitare la circolazione di servizi), le aree demaniali andranno messe a bando e non date in concessione, come avviene attualmente, conWWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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ferendo agli amministratori locali specifiche responsabilità in termini di mantenimento in stato di utilizzo e fruizione delle aree assegnate. Avendo una conoscenza reale e diretta del proprio territorio costiero, risulterebbe evidente che il migliore sistema di difesa della costa è la SPIAGGIA che, con la sua naturale resilienza, favorisce il frangimento prolungato dell’onda che così dissipa la propria energia e torna a mare, infiltrandosi o percorrendola superficialmente, in senso opposto, senza asportare sedimenti (perché priva di energia). In tutto il mondo, la realizzazione, il monitoraggio e la gestione di ripascimenti artificiali, mediante l’introduzione di grandi quantitativi di sedimenti compatibili (per dimensione, composizione e colore) è il sistema più utilizzato per la salvaguardia delle spiagge maggiore impatto turistico come quelle di Miami e di Rio de Janeiro. La creazione di “nuove” spiagge più ampie, protegge il litorale dall’erosione, favorisce una migliore fruizione dello spazio e crea l’occasione per nuovi investimenti economici, che secondo NOMISMA possono essere quantizzati in circa 2000 €/mq e hanno una ricaduta sia sull’area immediatamente prospicente il mare, ma anche nei territori interni che spesso, pur avendo patrimoni culturali di straordinaria importanza, pagano lo scotto di una scarsa visibilità. La realizzazione di qualsiasi struttura rigida, sia essa il muro di sostegno di un lungomare o di una strada oppure il recinto di una o più abitazioni, oppone al mare una resistenza attiva che conferisce all’onda di risacca un’energia uguale e contraria a quella d’ingresso la quale, tornando verso il mare, asporta sedimenti, erodendo la spiaggia. Non a caso i danni più evidenti si registrano laddove le lottizzazioni sono state spinte più vicino al mare o accanto a un alveo fluviale in area di foce oppure laddove al lungomare sono state aggiunte piazzole aggettanti a mare architettonicamente pregevoli, ma idraulicamente deleterie. Le difese rigide, come le barriere frangiflutti, i pennelli e tutte quelle strutture emerse realizza-

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Sant’Alessio: massicciata

La creazione di “nuove” spiagge più ampie, protegge il litorale dall’erosione, favorisce una migliore fruizione dello spazio e crea l’occasione per nuovi investimenti economici 11 Novembre 2015


te, con grande fantasia, con forme e orientazioni differenti, non fanno altro che proteggere, per un determinato periodo, l’area immediatamente retrostante, trasferendo il processo erosivo nel territorio immediatamente sottoflutto. Per tutta questa serie di ragioni, prima di disperarsi, gli amministratori locali dovrebbero pressare l’Assessorato perché lasci pienamente nelle proprie competenze la redazione del PUDM, e partendo da questo strumento dovrebbero intraprendere una programmazione dell’uso sostenibile della fascia costiera, realizzando interventi d’ampliamento delle spiagge (ripascimenti) per ristabilirne la resilienza e azioni di restyling architettonico per la mitigazione dell’azione erosiva dovuta alle strutture marginali del sistema urbanizzato. Prof. Giovanni Randazzo Dipartimento di Fisica e di Scienze della Terra Università degli Studi di Messina 11 Novembre 2015

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Messina, 11 Novembre 2015 - Università di Messina

Anche Messina urla #NonCiFermaNessuno

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E’ importante credere nella forza dei propri sogni. Ci saranno tante persone che ci diranno che non ce la possiamo fare, che è inutile che restiamo ancorati a qualcosa di impossibile, che siamo sfigati a inseguire un sogno. Ma non c’è nulla di più bello. Se avete un sogno, coltivatelo. Sono felice di avere preso tante porte in faccia perché sono servite alla mia crescita, mi hanno reso quello che sono oggi. E allora vi auguro tante porte in faccia, che possano darvi la forza di raggiungere i vostri sogni”. Racconta la sua storia, Luca Abete (volto noto del programma televisivo “Striscia la Notizia”), a un folto pubblico di studenti riuniti nell’Aula Magna del Rettorato per accogliere la carovana dell’ottimismo del #NonCiFermaNessuno Tour che tocca le principali università italiane. Cristina D’Arrigo

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foto Peppe Saya

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Startup Weekend Messina L'evento che promuove il mondo dell'impresa. 13, 14 e 15 novembre metti sul tavolo le tue idee

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na occasione per mettere a frutto idee e progetti. Tutto in un week end che può mutare il proprio destino. Il 13, 14 e 15 novembre c'è un appuntamento da non perdere per tutti coloro che desiderano mettersi in gioco nel mondo dell'imprenditoria. Si chiama Startup Weekend Messina, un evento organizzato dall’Associazione Startup Messina - di cui sono membri alcuni soci di AluMnime - con il patrocinio dell’ Agenzia Nazionale Giovani. Tre giorni dedicati all'innovazione e al mondo dell'impresa nei locali del Dipartimento di Scienze Cognitive, Psicologiche, Pedagogiche e Studi Culturali (ex Facoltà di Scienze della Formazione) di Via Concezione 6, Messina. Si comincia venerdì alle 14:30. Tutti i partecipanti avranno a disposizione alcuni minuti per met-

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tere sul tavolo le idee. Quelle più interessanti prenderanno parte al “gioco”. Le diverse figure professionali (Sviluppatori, Designer, Product Manager etc.) decideranno di aderire a un progetto in gara, formando così dei veri e propri team di lavoro. Dalla mattina di sabato alla domenica pomeriggio, i partecipanti avranno l'opportunità di creare l’impresa, grazie anche all’assistenza dei Mentor che daranno loro una mano con consigli e feedback “in corsa”. Domenica sera alle 17 ci sarà la premiazione finale dei migliori progetti; tra presentazioni e prototipi, i sogni di molti potranno diventare realtà perché valutati da potenziali investitori. L'evento è aperto a tutti coloro che ci credono e vogliono mettersi in gioco mostrando la propria idea, ma anche Startup già formate alla ricerca di nuove persone per allargare il team o chi, semplicemente, vuole fare imprenditoria e sta cercando un primo finanziamento. Unico requisito richiesto è la voglia di concretizzare un sogno in 54 ore. Si può spaziare su tutti i campi: dalle tecnologie al mobile, ma anche web, turismo, cultura, mobilità sostenibile, Internet, commercio e tanto altro ancora. Per Partecipare basta acquistare il proprio biglietto sul portale online Eventbrite I biglietti sono disponibili anche presso la sede del Centro Turistico Studentesco e Giovanile Messina in via Giacomo Venezian 25. In entrambi i casi, una volta acquistato il ticket, bisognerà presentarsi giorno 13 novembre alle 14:30 all’evento di apertura. 11 Novembre 2015

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12° Anniversario della strage di Nassiriya Ricordare i Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace

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iovedì 12 novembre 2015, in occasione del 12° anniversario della strage di Nassiriya, ricorre la “giornata del ricordo dei Caduti, militari e civili, nelle missioni internazionali per la pace”, che verrà celebrata venerdì 13 novembre 2015, alla presenza di Autorità civili e militari, con una cerimonia di commemorazione in cui, insieme a tutti i connazionali che hanno dato la vita per servire la Patria in territorio straniero, verranno ricordati i diciannove italiani che il 12 novembre 2003 persero la vita nel vile attentato terroristico alla base “Maestrale”, tra i quali il messinese M.A. s UPS dei Carabinieri Alfio Ragazzi, tragicamente caduto all’età di 39 anni, a sole settantadue ore dal rientro in Patria per fine missione. Le celebrazioni avranno inizio alle ore 09.30 presso il cimitero di Briga, dove, alla presenza dei

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familiari, sarà deposto un cuscino di fiori sulla tomba ove riposa il nostro concittadino Alfio. Alle successive ore 10.15, presso la chiesa di San Paolo, in Briga Marina, sarà celebrata una Messa in suffragio delle vittime dell’attentato e di tutti i Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace. Figlio della generosa terra siciliana, Alfio Ragazzi era nato a Messina, da dove parte nel 1985, per arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Presta servizio presso la Stazione Carabinieri di Cariati, la Compagnia di Lamezia Terme e la Stazione di San Pietro Maida, per poi approdare, nel 1992, al R.I.S. di Messina, dove la sua passione per le indagini balistiche lo ha portato a raggiungere risultati di assoluto rilievo nel particolare settore, guadagnandosi la stima dei superiori e dell’Autorità Giudiziaria . Partecipa, quindi, all’operazione umanitaria Antica Babilonia nella lontana Nassiriya. Anche nella delicata missione in Iraq, dove, tra l’altro, ha svolto attività di contrasto agli scavi clandestini nei siti archeologici della provincia di Dhi Qar, la sua elevata professionalità, il suo spiccato senso pratico e le sue doti umane gli sono valse l’apprezzamento dei superiori, colleghi e dei civili iracheni con i quali ha collaborato. Nella lontana terra asiatica sacrifica la sua vita, insieme ad altri undici militari dell’Arma dei Carabinieri, a cinque militari dell’Esercito Italiano e a due connazionali civili. Nel 2007, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha intitolato alla sua memoria, la Caserma ove ha sede il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Messina.

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13-15 novembre, Convegno interregionale dell’Avulss a Giardini Naxos

“Il Volontariato un dono per il territorio”

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’Avulss Onlus promuove il Convegno interregionale (edizione 2015) sul tema “Il Volontariato un dono per il territorio”. L’appuntamento è da venerdì 13 a domenica 15 novembre, al Caesar Palace di Giardini Naxos, per i volontari che si sono registrati entro il 30 settembre. In particolare, sabato 14 novembre, l’Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali dei Servizi socio-sanitari, impegnata a migliorare la qualità della vita di chi vive situazioni di sofferenza, organizza una serie di incontri a cura di alcuni esperti sul volontariato e il dono. Si comincia, dalle 9.15, con i saluti delle autorità: Monsignor Calogero La Piana, il sindaco di Giardini Naxos Pancrazio Lo Turco, il direttore generale dell’Asp 5 Gaetano Sirna, il presidente del Co.Ge. (Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato) Sicilia Vito Puccio, il presidente del Centro Servizi per il Volontariato di Messina Santi Mondello e il presidente nazionale dell’OARI (Opera per l'Assistenza Religiosa agli Infermi) Franco Belluigi. Alle 9.45, al Caesar Palace (in via Consolare Valeria) di Giardini Naxos, è in programma la relazione introduttiva di Paolo Spinaci, presidente della Federazione Avulss. Alle 10.00, invece, il professore don Ciro Versaci, ordinario delle Sacre Scritture della facoltà di Teologia di Palermo, interviene sul tema “Il volontariato è un dono? Per il bene di chi?”. Alle 11.15, a sua volta, il docente di Psicologia di comunità (Università di Palermo) Gioacchino Lavanco, consulente per lo sviluppo di comunità di enti pubblici e privati, si soffermerà su questo argomento: “Come questo dono si realizza e si manifesta”. Alle 12.00 sono previsti gli interventi del pubblico, mentre alle 15.00 i gruppi di approfondimento sull’ argomento “In che cosa consiste il dono, come si caratterizza e acquista significato”.

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dietro le quinte di Francesco Certo

La resa dei conti

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gni tanto sentiamo il bisogno di interpretare la cronaca politica oltre che analizzarla, perché la strana situazione di Messina ci costringe a non poter soltanto osservare, ma è importante cogliere letture tra le righe per capire quello che sarà domani. Lucrare, politicamente, sulla crisi idrica non è materia per sciacalli ma naturale passaggio nella vita politica. Perché è ovvio che il momento cavalcato con malafede non sia il massimo della correttezza, ma la politica non ha mai vissuto di gentilezza e fair play per cui leviamoci le fette di salame e guardiamo in faccia la realtà. Nessuno potrà mai imputare ad Accorinti di aver fatto venir giù una collina in chiaro dissesto per colpa dell’uomo. Chiunque, però, potrà accusare il sindaco di Messina di non aver saputo pesare le parole in questi giorni di importante emergenza. Probabilmente Accorinti sente una pressione mediatica e cittadina imponente, tanto da dover mettere le mani avanti in ogni occasione. Delle sue battaglie passate ne sono piene le cronache, ma oggi conta il saper amministrare e gestire situazioni come queste. Se ha peccato non potrà sempre essere colpa di altri, siccome i peccati nei tempi e nei modi di comunicare e agire ci sono stati, in un futuro prossimo arriverà il confronto finale. Qualcuno pagherà il mese all’asciutto di Messina, fare la lista dei buoni e cattivi sarebbe errato. Amam e Comune camminano a braccetto, la Prefettura non potrà essere esclusa. Le opposizioni stanno già costruendo la macchina per attaccare, i gol a porta vuota a volte si sbagliano ma se trovi il bomber giusto puoi già cominciare ad esultare.

Scontrini beffardi

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e tanto sbandierate isole ecologiche hanno mietuto più vittime che altro. Sin dall’inizio della gestione Ialacqua, i cittadini messinesi sono stati invitati a recarsi in queste isole per differenziare i propri rifiuti, una volta fatto avrebbero ricevuto un importante sconto nelle successive bollette della Tari. Detta così sarebbe una convenienza unica, la sorpresa è arrivata però insieme alla suddetta bolletta 2015. In tanti, anzi in troppi, non hanno trovato un briciolo di sconto nella tariffa da pagare. Perché? Molto semplice, gli unici ad agire in maniera perfetta sono stati i cittadini meno gli organizzatori delle isole ecologiche. Infatti dei quasi 30 mila utenti solo in 6 mila si sono visti lo sconto in bolletta, questo a causa della non digitalizzazione che ha portato tanti cittadini a vedersi consegnare un semplice pezzetto di carta che non ha valenza di ricevuta, così da non risultare tra gli aventi diritto degli sconti previsti. Insomma, il problema è serio. Queste isole ecologiche non sono equiparate al progetto iniziale, se non possono rilasciare ricevute o iscrivere in un registro informatico gli utenti, diventano solo discariche per la differenziata tradendo la premessa dello sconto in bolletta.

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Farsa inverosimile

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nnunciata come la prima rivoluzione dell’era Crocetta. Il taglio netto col passato partiva dal taglio delle province. Conferenze stampa farsa e nulla di più invece, perché dopo anni di parole la riforma sbandierata rimane bozza sballata all’Ars. Nuovo rinvio delle elezioni, anzi annullamento, con i commissari provinciali che vengono prorogati fino al giugno 2016. Sì, avete capito bene, giugno del prossimo anno. La prima bozza della riforma regionale era stata cestinata immediatamente, le successive non avevano ottenuto risultato migliore con, addirittura, la bocciatura romana. Tanti i punti oscuri della riforma, il più pesante rimane quello dell’elezione del sindaco della città metropolitana che, quindi, non sarebbe automaticamente quello della città capoluogo; ma dovrebbe essere eletto tra tutti i sindaci dei Comuni previsti nell’area metropolitana. Su questo punto si discuterà all’infinito, perché la centralità di città come Palermo, Catania e Messina sarebbero messe in discussione dall’accordo trasversale (in teoria) tra sindaci di piccole realtà che unità taglierebbero fuori il capoluogo. Difficile che questa opzione possa essere accettata, anche se tutte queste rimangono teorie rimaste galleggianti nel mondo delle idee regionali. Inutile fare giri di parole, dopo anni di parole l’ennesimo rinvio smaschera la farsa che la Regione ha messo in atto con Crocetta in testa. Impossibile accettare come il voto popolare sia stato cancellato, lasciando spazio ai commissari del presidenti. Uomini suoi, dipendenti da lui. In Sicilia comanda Crocetta, se a Palermo c’è Baccei a fargli da tutor, il governatore dorme sereno mentre la sua lunga mano stringe nove province.

“Non si può fare calcio a Messina”

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n questa rubrica difficilmente vestiamo l’abito del cronista sportivo, in questa occasione ci viene naturale per una piccola analisi. Nella settimana che porta al derby contro il Catania riecheggiano nelle nostre orecchie quelle frasi del 7 giugno. Era passata una settimana dalla retrocessione nel derby con la Reggina, a presentarsi (finalmente) in una conferenza stampa blindatissima era l’allora presidente Pietro Lo Monaco. Accuse a tutti, amministrazione e città con quella famosa frase: “Non si può fare il calcio a Messina”. Sono passati mesi, il Messina è tornato in Lega Pro, Lo Monaco ha lasciato a Stracuzzi. Non importa la classifica e il gioco, il secondo posto e le buone prestazioni. Conta il lavoro extra campo, quello di un direttore generale come Manfredi che fa incontrare la squadra alla città e ne intreccia tempi e spazi. Forse il calcio a Messina si può fare, anzi senza forse perché Messina è piazza normale e ricettiva. Il calcio non è solo pallone rotolante, c’è tutto un extra da considerare, oggi i muri che tenevano lontana la città dalla squadra sono crollati. I risultati aiutano, ma la sensazione di far parte tutti della stessa barca adesso è reale.

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…E la pazienza continua

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i Messinesi, prima o poi, spunterà l’aureola. Nonostante sia passata una settimana, infatti, l’emergenza idrica non si è risolta anzi la situazione sembra, per ragioni via via diverse, complicarsi sempre più. Eravamo rimasti al guasto registratosi martedì scorso alla condotta del Fiumefreddo. È stato solo il primo di una catena di eventi che hanno continuato a lasciare a secco i serbatoi della città. Giovedì, per la serie al “peggio non c’è mai fine” il guasto al bypass dell’Alcantara e con esso altri notevoli problemi di erogazione idrica. Risolto repentinamente il problema dai tecnici dell’AMAM venerdì arriva una bella notizia: il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi dichiara lo stato di emergenza nazionale. La Protezione civile nazionale è incaricata di prendere in mano la situazione, si cominciano a cercare soluzioni che possano essere realizzate in breve tempo ma, soprattutto, efficaci. E così, dall’idea del lungo tubo flessibile capace di sorvolare la montagna si passa all’idea del tubo dentro il tubo per arrivare a quella ultima dei tre tubi paralleli. Una soluzione che al momento è rimasta “a tre tubi”. Giunto il materiale necessario dalla Germania ieri mattina, infatti, sono stati bloccati i lavori dal Sindaco di Calatabiano poiché il costone interessato sarebbe a rischio. Tavoli tecnici, riunioni andate in fumo per una pericolosità riscontrata improvvisamente. Ricomincia il balletto delle forze in campo, mentre la partita di Messina sembra si stia giocando nel terreno di Calatabiano. Uno stop lavori determinato solo dal desiderio di salvaguardare il territorio o c’è dell’altro? Stop momentaneo o espediente per tirare la vicenda per le lunghe? Lo scopriremo solo vivendo. Al momento ci ritroviamo, per la seconda settimana, a elogiare i Messinesi che con bidoni alla mano stanno organizzando, ormai, la danza propiziatoria dell’ “acqua”. Continuano le file alle autobotti in uno scenario che non deve divenire “normalità”. Messina è forse entrata in un giocoforza pericoloso, in un balletto di interessi economici non indifferenti? Bene, ci scusiamo per l’intrusione non voluta, ma, per favore, ridateci l’acqua! Ci auguriamo che sia l’ultimo episodio della saga “Messinasenzaacqua”.

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di Alessia Vanaria

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di Francesco Certo

Facciamo acqua da tutte le parti

OUT

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a crisi è infinita, e non potrà essere derubricata come emergenza temporanea, o straordinaria, una volta finita. Perché i 20 e più giorni senza acqua di Messina non sono, e non saranno, mai più dimenticati. Quello che sta succedendo in città non eguali, ed anche se il tempo dei processi non è ancora arrivato e forse, giustamente, arrivato quello della rabbia. La grandezza di Messina e dei messinesi è stata quella di reprimere questo sentimento, accettando con estrema maturità, che non deve mai essere scambiata per debolezza, i problemi ed i tempi per risolverli. Messina accetta, forse è facile definirla città babba o passiva, forse è giusto ammettere che le troppe nubi su quello che è realmente accaduto sulle colline sopra Calatabiano non desse spazio alla rabbia. Contro chi o cosa? La natura? Siamo seri, tante volte abbiamo ripetuto che l’uomo contro la natura perderà sempre. All’inizio bisognava aspettare, reprimendo l’incazzatura che parole in libertà delle istituzioni potevano provocare. Quello è, forse, il passaggio più complicato dell’intera faccenda. La mancanza d’acqua di per sé fa già incavolare, se poi ci si mettono le chiacchiere in mezzo il tutto diventa più complesso. Il largo anticipo con cui si sarebbe risolto il danno è stato preso a schiaffi dai 20 giorni senza acqua che tanti cittadini stanno vivendo; tanto basterebbe per apporre la propria firma su una stringata lettera di dimissioni. Amam e Comune con la Prefettura a ruota, tutti colpevoli di aver sottovalutato il peso delle parole prime che la vera portata del problema. La cosa più evidente al momento dell’insediamento del commissario all’emergenza Calogero Foti è stata proprio questa, nessuna data prevista e nessun tempo stabilito. “Lavoriamo per riportare l’acqua, speriamo in sette giorni”. Probabilmente ce ne vorranno meno e così la bella figura sarà completata. Quindici giorni lasciati alla gestione cittadina, due settimane di errori comunicativi più che pratici. Lo Stato è arrivato in ritardo, adesso passerà (come sempre) per eroico. Intanto a Calatabiano comanda ancora l’incertezza organizzativa. Domani sarà un altro giorno all’asciutto.

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settegiorni a cura di Cristina D’Arrigo

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Crocetta quater Il governatore ha indicato i dodici assessori del nuovo esecutivo. Un primo scossone ha visto la rinuncia dell’assessore Fiumefreddo all´incarico e la sostituzione dell´Assessore Cleo Li Calzi con Antony Barbagallo.

L’esercito in città Messina è ancora in ginocchio per la mancanza di acqua. La Prefettura per arginare la difficile situazione ha chiesto l’intervento dell’Esercito che con 5 autobotti da 8.000 litri sta lavorando nella parte alta della città.

Cus Unime: la squadra di pallanuoto È stata presentata in conferenza stampa la squadra di pallanuoto maschile del Cus Unime che parteciperà all’edizione 2015/2016 del campionato nazionale di Serie B.

Masterplan per il Mezzogiorno È stato inserito uno specifico Patto per Messina nel Masterplan per il Mezzogiorno. Questa la decisione del Governo di modificare le linee guida dell´importante strumento che rappresenta il quadro di riferimento entro cui si collocheranno tante delle prossime scelte per il Sud.

Il bianco di Marini al Teatro Vittorio Emanuele Nel foyer del Teatro Vittorio Emanuele è stata inaugurata la mostra “Mare, Marini, Messina”. Una personale, rigorosamente vestita di bianco, somma di tutti i colori che nelle tele prende forma e contenuto.

Emergenza idrica La soluzione al problema idrico dovrebbe arrivare in 7 giorni. La condotta sarà realizzata lontana dal perimetro franoso, lunga circa 500 metri, più piccola di quella esistente e sarà composta da 3 tubi in polietilene.

#NonCiFermaNessuno arriva a Messina La carovana dell’ottimismo con in testa Luca Abete, volto noto di Striscia la Notizia, ha fatto tappa all’Università di Messina. Quest’anno la community si è gemellata con il Banco Alimentare con la donazione di generi alimentari.

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Circoscrizioni a cura di Alessia Vanaria

III CIRCOSCRIZIONE

Quartiere Lombardo simbolo dell’emergenza idrica

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imbolo dell’emergenza idrica di queste settimane è diventato il c.d. Quartiere Lombardo, ma per meglio dire l’intero quadrilatero compreso tra Via Catania, Viale Europa, Via La Farina e Via S. Cosimo. Per ragioni tecniche sulle quali è opportuno che si esprimano i tecnici acqua ne arriva veramente poca e quel poco che arriva riesce a servire solo i rubinetti dei “pianterreni”, ma non a giungere alle abitazioni dei piani superiori a causa dell’approvvigionamento contemporaneo, fenomeno quotidiano praticamente impossibile da evitare. Inoltre, un fatto che si verifica in maniera incomprensibile, riconducibile evidentemente alla strutturazione della rete idrica, è che in una stessa strada del rione l’acqua arrivi in un condominio mentre l’altro sito a pochi metri di distanza sia completamente a secco. Quest’ultimo aspetto ha reso particolarmente difficile l’individuazione delle carenze idriche. Sulla base di tali elementi il consigliere del Partito Democratico alla Terza Circoscrizione, Santi Interdonato, sottolinea come sia fondamentale che i gestori dell’emergenza, ovvero la Protezione Civile Comunale, la Protezione Civile Regionale e, da poche ore la Protezione Civile Nazionale, coordinino meglio l’attività di comunicazione alla cittadinanza con gli interventi di soccorso idrico affinché questi siano realmente efficaci raggiungendo l’utenza in condizioni di disagio.

II CIRCOSCRIZIONE

Insufficienza della macchina d’emergenza operativa

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ella II circoscrizione ci sono zone che non hanno ricevuto un goccio d'acqua dal 24 ottobre, tranne un paio di volte con autobotti, come le palazzine IACP dalla A alla I per complessivi 90 appartamenti con presenza numerosissima di anziani e diversi disabili. Altre non sono servite da tre quattro giorni sempre a Minissale il condomino Tulipano solo la palazzina 6.3, poi il complesso Poker e complesso Opter e le case IACP zona bassa, oltre la zona di Gazzi. Nell'abitato di Contesse vedi complesso Edera, 75 appartamenti in via Adolfo Cel, complesso Faraone di via Contesse, Alba Azzurra 92 A/4 di via Marco Polo, tutta la fascia di via Marco Polo dal ponte di Pistunina a via Contesse. Gran parte del Cep ha avuto un quantitativo minimo del tutto insufficiente come anche il nuovo piano di zona di S.Lucia sopra Contesse e gran parte della zona medio alta di Zafferia, Questo denota, secondo il consigliere della II circoscrizione Rosario Santoro, l’inefficienza della macchina organizzativa. Una situazione difficile che non può essere affrontata con sedici autobotti che la mattina eseguono un servizio per le emergenze pubbliche ed il pomeriggio fanno la spola da Mili dove si riforniscono ed impiegano mezz'ora per riempiere le stesse più il viaggio di andata e ritorno più lo scarico nei luoghi necessitano di oltre due ore abbondanti per cui con tutta la buona volontà degli operatori dei vari enti possono effettuare al massimo due - tre servizi al giorno.

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EMERGENZA IDRICA

La solerzia dei Presidenti e dei Consiglieri di Circoscrizione

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n questa fase di acuta emergenza idrica a distinguersi, in un caos politico, sono stati, senza dubbio, i Presidenti di tutte e sei le circoscrizioni cittadine. Hanno partecipato con attenzione a tutte le riunioni, ai tavoli tecnici, hanno dato voce a coloro che, in questo momento, stanno affrontando in silenzio gravissimi disagi. Acqua a puntale arena

Sono stati quotidianamente, insieme ai consiglieri, a fianco dei propri cittadini, fornendo giusto sostegno e supporto, informando costantemente, anche attraverso i social network, su orari e luoghi delle autobotti, strumenti fondamentali di approvvigionamento idrico. Dalle otto del mattino alle tre di notte hanno quotidianamente coordinato gli aiuti, segnalato le emergenze, presidiato i punti di approvvigionamento, ascoltando le lamentele sempre più frequenti di un popolo che è stanco di attendere. Hanno sopperito, in poche parole, alle lacune di una gestione che non è certo ammirabile per eccellenza. Poco importa chi sia responsabile, contano i fatti che ci raccontano di un’emergenza mai

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vissuta sino ad oggi. Presidenti e Consiglieri di circoscrizione con il loro spendersi sul campo, senza orari, ci hanno ricordato una politica vera e sincera che sembrava essere stata sepolta dalle macerie del tempo. Eppure, c’è chi li accusa di gestire il soccorso idrico alla popolazione in maniera clientelare. Se si interrogassero, uno per uno, gli abitanti di tutte le sei circoscrizioni si scoprirebbe che la realtà è molto diversa. Se non ci fossero stati loro la popolazione avrebbe, probabilmente, brancolato in un buio di informazioni spesso discordanti fornite dall’AMAM. A chi formula critiche gratuite, dunque, ricordiamo che essere al servizio del cittadino non significa, almeno non per tutti, agire per scopi personali. Non vogliamo elevare gridi di difesa in onore di nessuno, ma per la serie “Diamo a Cesare quel che è di Cesare”, sottolineare come il ruolo di Salita Ogliastri

Presidenti e Consiglieri di circoscrizione sia stato e sia tuttora l’unica nota positiva di un’emergenza idrica senza paragoni.

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città a cura di Marilena Faranda foto Peppe Saya

Carabinieri

Presentati il tradizionale Calendario e l’Agenda 2016

Marina militare

Un calendario per raccontare l’opera dei marinai

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el pomeriggio odierno, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Messina, colonnello Iacopo Mannucci Benincasa, ha presentato agli organi di informazione il Calendario Storico dell’Arma edizione 2016, quest’anno ispirato dal tema “I Carabinieri e le arti”, e l’Agenda dedicata al centenario della Grande Guerra e a “I Carabinieri nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione”. Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario S t o r i c o dell’Arma, quest’anno con una tiratura di 1.200.000 copie, di cui 8.000 in lingua straniera, ha spiegato Benincasa, è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro. Le tavole artistiche dell’edizione 2016 del Calendario Storico sono state ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo. Il filo conduttore che lega i mesi dell'anno è costituito dal tema “Il Carabiniere e le Arti”.

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stato presentato, alla presenza del questore di Messina, Giuseppe Cucchiara; del comandante Marittimo Sicilia, Contrammiraglio Nicola De Felice; il commissario straordinario della Città Metropolitana di Messina, Filippo Romano; dell'assessore Tonino Perna; della presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, e del Comandante del Supporto Logistico della Marina Militare di Messina, Santo Giacomo Legrottaglie, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il calendario della Marina Militare 2016, realizzato con 13 scatti selezionati tra gli oltre 2000 raccolti dagli uomini e dalle donne dell'intera Forza Armata. L’opera, interamente realizzata dal personale della Marina, è dedicata al mare, con le navi, i sommergibili, gli elicotteri, gli aerei e le profondità del Mare Nostrum, ma

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anche il mare dei sentimenti, delle passioni, delle speranze e della solidarietà. Un album corale, costruito sugli scatti inviati da chi il mare lo vive davvero, con i marinai che intrappolano attimi della propria vita e la restituiscono in una narrazione visiva in prima persona; ciò che resta dopo averlo sfogliato fino all’ultima pagina non è la singola foto, ma è la Marina Militare ed il suo ambiente naturale, i marinai, le navi e il mare. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri: gli istituti: Caio Duilio, l’Istituto nautico di Milazzo, il Bisazza, il Manzoni, il Mazzini. Un riconoscimento è andato al sig. Mondello che ha operato presso Marisicilia e a dicembre andrà in pensione. Con il calendario, prenotabile online sul sito istituzionale www.marina.difesa.it, la Marina Militare sosterrà la Fondazione Telethon. 11 Novembre 2015


6^Mostra dolciaria siciliana

Ergenza idrica

Alla scoperta dell’arte pasticcera

Risoluzione in sette giorni

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'assessore alla Cultura, Perna; il commissario straordinario della Camera di Commercio di Messina, Franco De Francesco; il vicepresidente dell'Associazione Duciezio, Daidone, insieme ai soci S. Daidone, Freni e Colosi; e il presidente dell'Associazione NonsoloCibus, Fabrizio Scaramuzza; hanno illustrato a Palazzo Zanca, nel corso di una conferenza stampa, la mostra del dolce siciliano. L'evento, organizzato dall’Associazione Duciezio, in collaborazione con la Fondazione ITS “Albatros” e “Nonsolocibus” e patrocinato dal Comune e della Camera di Commercio di Messina, si

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svolgerà sabato 14 dalle ore 18 e domenica 15 dalle 10 alle 21 nel Salone della Borsa della Camera di Commercio. L'ingresso alla mostra è gratuito, mentre per la degustazione si dovrà pagare un ticket di due euro.

Cooperativa Retenergia

opo quello che, sembrava un guasto della condotta idrica, risolvibile in pochi giorni, e che si è trasformato in una storia infinita, ora sembra che alla fine del tunnel arriverà la luce. Il commissario per l’emergenza idrica Foti spiega: in 7 giorni speriamo di poter ripristinare la condotta e quindi l’erogazione dell’acqua e precisa, non abbiamo perso tempo, volevamo salvaguardare Calatabiano.

Nati per leggere

Energia elettrica in maniera ecosostenibile Al via le prenotazioni

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el corso di una conferenza stampa a Palazzo Zanca, il DES ACAMES, Distretto di Economia Solidale Antichi Casali Messinesi Sud, ha presentato il progetto della Cooperativa Retenergia relativo ad una modalità per creare anche in Sicilia energia elettrica in maniera ecosostenibile attraverso fonti rinnovabili e secondo modalità condivise e solidali. All'incontro hanno preso parte l'assessore allo Sviluppo Economico, Tonino Perna; Marco Mariano 11 Novembre 2015

I e Marco Bianchi, rispettivamente presidente e direttore di Retenergie; Nino Benna e Antonio Tavilla, presidente e portavoce del DES ACAMES. Il Distretto di Economia Solidale Antichi Casali Messinesi Sud sarà il referente per la Cooperativa Retenergia.

n occasione della settimana “Nati per Leggere”, progetto nazionale di educazione alla lettura per i bambini (6mesi/6anni), la Biblioteca comunale Tommaso Cannizzaro ha organizzato un laboratorio di lettura ad alta voce per i bambini di 4-5 anni, che si terrà lunedì 16, alle 16.30. Martedì 17 alla Biblioteca dei Cappuccini, per i bimbi 2/3 anni. Prenotazione al numero 0907723504; biblioteca.cannizzaro@comune.messina.it

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Foto Notizia di Peppe Saya

Messina - 10 Novembre 2015 - Tribunale di Messina

Comitato lavoratori giustizia chiedono i propri riconoscimenti professionali 40

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egli ultimi 15 anni, noi dipendenti della Giustizia abbiamo sostenuto riforme a costo zero compensando l’assenza di investimenti adeguati e queste carenze di organico con professionalità e senso di abnegazione, in totale assenza di riconoscimenti fondati sul merito, svolgendo con senso del dovere le nostre funzioni, spesso in sedi molto lontane dai luoghi di residenza, spesso in assenza della corresponsione di indennità ed emolumenti per il lavoro straordinario prestato soltanto per il servizio giustizia. Per questo, chiediamo il riconoscimento professionale di carriera già concesso ai colleghi di tutte le altre amministrazioni nonché di altri settori della stessa amministrazione giudiziaria (Giustizia Minorile, Dap e Archivi Notarili).

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Messina - 10 Novembre 2015

Visita del ministro della giustizia Andrea Orlando

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l Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che sta visitando i tribunali civili più in difficoltà, è arrivato ieri mattina al tribunale di Messina. Alla fine dell’incontro ha previsto per smaltire l’arretrato che si è accumulato nel tempo l’invio di personale attraverso il potenziamento del processo di informatizzazione degli uffici.

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Provincia a cura di Marilena Faranda

#FrenaLaFrana La Cgil di Messina unisce amministratori e società civile per dare soluzioni al dissesto idrogeologico

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iovedì 12 novembre p.v. alle 9:30 nel Salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni si terrà un’iniziativa CGIL, “#FrenaLaFrana. Contrastare il dissesto idrogeologico, realizzare le infrastrutture necessarie”, durante la quale interverranno esponenti sindacali nazionali, dirigenti della Regione Siciliana, amministratori. Sono previsti gli interventi del: Direttore Generale - Assessorato Regionale alle Infrastrutture, Fulvio Bellomo; Dirigente Ufficio Servizio Territorio - Assessorato Regionale Agricoltura Giovanni Cavallaro; Dirigente Servizio dissesto idrogeologico - Dipartimento Regionale Ambiente, Aldo Guadagnino; Direttore Regionale Anas Eutinio Mucilli; Ingegnere Capo del Genio Civile di Messina Leonardo Santoro; Presidente del Cas Rosario Faraci; Commissario Straordinario della “Città Metropolitana di Messina, Filippo Romano; Sindaci del territorio; Segretario generale Fillea-Cgil nazionale, Walter Schiavella, il Segretario generale Filt-Cgil nazionale Franco Nasso, il Segretario generale Cgil Sicilia Michele Pagliaro, il Presidente Comitato Direttivo Flai-Cgil nazionale Ettore Ronconi. All’iniziativa parteciperà anche la

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Segretaria nazionale della Cgil, Gianna Fracassi. La Cgil ribadisce che ha organizzato questa iniziativa per tenere alta l’attenzione sulla grave problematica del dissesto idrogeologico, a cui prenderanno parte anche esponenti delle categorie dei lavoratori dell’edilizia, dei trasporti, del settore forestale. A fronte di una situazione che le popolazioni continuano a subire, sottolinea il Sindacato, si registra l’assenza di una politica del territorio, per mettere in sicurezza vaste zone esposte a pericoli, mentre, paradossalmente, si perdono fondi europei che potrebbero essere destinati per queste finalità e molti disoccupati potrebbero trovare un’occasione di lavoro. Dopo dieci anni di frane con la dolorosa perdita di vite umane, danni che hanno messo in ginocchio il territorio messinese, con un’emergenza dissesto idrogeologico che si aggrava, compromettendo le già scarse infrastrutture del territorio, privando i cittadini di servizi basilari, di diritti fondamentali, la Cgil denuncia che bisogna realizzare infrastrutture per contrastare il dissesto idrogeologico, avanzando proposte e rivendicando soluzioni.

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“Con questa iniziativa dichiara il Segretario Generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, vogliamo ancora mettere insieme istituzioni, amministratori, tecnici e parti sociali per un confronto costruttivo sulle emergenze che hanno messo in ginocchio il territorio, sulle gravi carenze che bloccano una prospettiva di sviluppo, sul percorso, che Governi ed enti locali sono chiamati a intraprendere per dare risposte alle popolazioni”

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Sicilia a cura di Dario Buonfiglio

Il Servizio idrico in Sicilia fa acqua da tutte le parti

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l servizio idrico nell'Isola fa acqua da tutte le parti nel senso letterale del termine: negli acquedotti dell'Isola il 49 per cento dell'acqua va dispersa, interi quartieri da Agrigento a Gela da Messina a Erice, non hanno un servizio costante. Nel frattempo dal 2005 oltre 700 milioni di euro stanziati da Cipe ed Ue per ripristinare le reti colabrodo dell'Isola rimangono non utilizzati a causa di intoppi burocratici. Nel 2005, infatti, l'anno della grande privatizzazione lanciata dal governo Cuffaro seguendo la legge nazionale "Galli", viene firmato un Accordo di programma quadro da 700 milioni di euro. Un fiume di denaro, in grandissima parte pubblico, che doveva servire ad ammodernare le reti idriche dell'assetata Sicilia. Ma di questo piano faraonico, pochissimi spiccioli sono davvero arrivati sul territorio. L'accordo era legato all'affidamento delle reti agli Ato gestiti dai privati. Ma ben tre province, Messina, Trapani e Ragusa non hanno mai ceduto le reti ai privati, a Palermo e Catania sono rimaste le societĂ municipalizzate, mentre nella provincia palermitana e a Siracusa sono nati Aps e Sai8, private sĂŹ ma fallite poco dopo a causa di debiti e di assunzio-

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ni mposte dalla politica. La rete idrica siciliana è stata abbandonata per dieci anni. Ed adesso siamo in piena emeregenza idrica in tutta l'Isola. A Messina da due settimane i quattrocento pazienti dell’ospedale Papardo mangiano solo panini. A Niscemi quattro mamme si sono presentate dai carabinieri perché da due settimane senz’acqua e costrette a lavare i bambini con la minerale. A Caltanissetta il sindaco ha vietato l’uso dell’acqua per scopi alimentari mentre a Campobello di Licata da giorni ci sono le autobotti in piazza. Sono istantanee della grande crisi idrica della Sicilia, con intere città tornate agli anni Cinquanta e altre che da quel periodo non si sono mai discostate. Un’Isola dalle reti colabrodo, senza veri investimenti per decenni, con un siciliano su quattro che non ha un regolare approvvigionamento nella propria abitazione, contro gli otto su cento del resto d’Italia. Secondo l’Istat, il 20 per cento dell’acqua che viene prelevata per uso potabile deve essere trattata perché non buona. E il 49 per cento si perde nelle reti bucate. 11 Novembre 2015

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"La Sicilia ha tanti problemi. Ma quasi tutti si collegano al problema dell’acqua. L´acqua contesa fino alla violenza e al delitto. L´acqua che si perde nei meandri della burocrazia e della mafia", diceva Leonardo Sciascia. foto Peppe Saya 11 Novembre 2015

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News r

ISAF Regional Comma Contingente M

Diario A

8 novembre 2015 - Herat

La cooperazione civile e militare di Taacw supporta il dipartimento economico della provincia di Herat

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ell’ambito delle attività di Cooperazione Civile e Militare, si è svolta nei giorni scorsi, presso la meeting room del Conference Training Center di Camp Arena, la consegna di materiale informatico ed elettronico a favore del Dipartimento Economico della Provincia di Herat. All’incontro erano presenti il Capo di Stato Maggiore del Train Advise Assist Command West, Colonnello Guglielmo ALFIERI ed i rappresentanti della cellula di cooperazione civile e militare (CIMIC) ed il Capo del Dipartimento Economico Ing. Abdul Naser Aswadi.

La donazione, la cui esigenza è emersa nel primo semestre dell’anno in corso in seguito ad incontri con l’Ing. Abdul Naser Aswadi, consentirà di migliorare i servizi erogati dal suddetto Dipartimento al fine di incrementarne l’efficienza e l’efficacia. I proficui e i costanti rapporti con il Dipartimento Economico, instaurati nel corso di anni di collaborazione, continuano, oggi, anche grazie al peculiare ruolo svolto da tale Dipartimento per l’organizzazione e l’esecuzione dei vocational courses, tuttora in corso presso Camp Arena.

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and West – Afghanistan Militare Italiano

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Cultura

Il bianco di Marini al Teatro Vittorio Emanuele

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er quindici anni ha lavorato nel più totale silenzio, restando come pittore sconosciuto al grande pubblico. Da qualche anno, Lorenzo Marini, uno dei più apprezzati e famosi art director italiani, creativo nelle principali agenzie di pubblicità, è uscito allo scoperto grazie all’amico giornalista Milo Goj, che lo ha convinto ad esporre le sue opere. Dopo la presenza in due collettive, presso la Soho Ward Gallery, a New York e l´Adc Festival Art, a Miami, Marini ha esposto a Villa Vertua, a Nova Milanese, a Idroart, a Segrate, a Palazzo Zuckerman, ai Musei di Padova, a Spazio Oberdan, uno dei templi milanesi dell´arte moderna e contemporanea, sino alla sua ultima personale, “Visuart 15”, presso la Limonaia di Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, lo scorso giugno. Oggi l’artista è ospite nel foyer del Teatro Vittorio Emanuele con la mostra “Mare, Marini, Messina” curata da Saverio Pugliatti ed inaugurata ieri pomeriggio con una conferenza di introduzione nella Sala Sinopoli. Una personale, rigorosamente vestita di bianco, somma di tutti i colori che nelle tele prende forma e contenuto. Il bianco usato da Marini nella sua esistenza molteplice, copre, scopre e racconta tutta la poesia che si cela dietro ai cinque elementi naturali, alla storia, all’arte, alle costellazioni, alle lettere. Tutti impressi in annunci pubblicitari scomposti senza pubblicità. Dove la tela appare divisa come la pagina di un giornale, con le sue sezioni, e i suoi spazi dedicati alle illustrazioni, al testo, ai loghi. Tele che nella purezza di un “non colore”, nascondono ciò che è evidente, ciò che resta lì ad un passo da noi e che ci spinge ad osservare, ad andare oltre la semplice apparenza, a costruire quel percorso interno di ricerca, di verità. L’essenziale non è visibile agli occhi, ma all’anima si. “Posso raccontare la storia con la grafica? - ci chiede Lorenzo Marini - Si, posso raccontare tutto. Tutto è un simbolo. Tutto ha un senso. Ad esempio le costellazioni sono una possibilità che noi abbiamo di leggere quello che viene scritto. è possibile che le costellazioni siano delle lettere con cui l’universo parla. Se osserviamo i riflessi della luna sul mare e uniamo i puntini vengono delle lettere, dei segni strani. E allora provo a unire i singoli puntini come stelle, che mi piace che non siamo bianche ma colorate. E ancora, esiste il caso o il

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“Posso raccontare la storia con la grafica? ci chiede Lorenzo Marini - Si, posso raccontare tutto. Tutto è un simbolo. Tutto ha un senso” 11 Novembre 2015


destino? Se io fossi il destino farei finta di essere il caso, così la gente mi accoglie. La verità è che il caso non esiste, esiste un destino che sa fingere molto bene ma per il 50% gli artefici siamo noi. Ci sono cose che accadono, che possiamo modificare ma in gran parte la nostra vita è disegnata. E alla fine di questa vita non possiamo essere né promossi né bocciati, ma solo rimandati”. Ai lavori storici si aggiungono alcune opere realizzate appositamente per Messina, la città immaginata dall’artista con più mare che terra e con la falce rivolta al contrario simbolo di un forte abbraccio. Abbraccio simbolico che Lorenzo Marini ieri ha dato ai presenti accompagnandoli in un percorso davvero entusiasmante. La mostra aperta dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 17:00 alle 20:00 (dal martedì alla domenica), resterà in cartello sino a domenica 15 novembre. Cristina D’Arrigo 11 Novembre 2015

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Baracche e schiavitù nell’europa del xx secolo

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n momento particolare della vita di Alfredo Giorgianni, padre dell'autore (Cesare Giorgianni, redattore del quotidiano La Sicilia). Il romanzo si snoda partendo dalla descrizione degli anni della gioventù del protagonista vissuta in un primo momento in una baracca a Messina (scorcio familiare ricco di documentazione fotografica per non disperdere la memoria storica), quindi l'"esilio" a Pantelleria della sua famiglia perché "comunista" e la chiamata al servizio militare sul fronte serbo-croato per fronteggiare i partigiani. Poi l'Armistizio, la cattura da parte dei tedeschi e la deportazione in due differenti campi di concentramento (stalag) militari in Germania (Neubrandenburg e Crivitz). Per l'affitto degli "Imi" (così venivano indicati i prigionieri di guerra internati italiani) da sfruttare in duri lavori, privati o industriali tedeschi versavano una cifra ai responsabili del lager, alle Ss e quindi al Terzo Reich. Una forma schiavitù del XX Secolo. Infine una riflessione e appunti su Auschwitz con foto scattate personalmente da Cesare Giorgianni.

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È il vuoto della società contemporanea che nelle tele prende fo

Il “Niente” di Pippo Galip

foto Antonio De Felice

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orpi deformi, urlanti, enormi, impongono la loro presenza in un mondo che non li riconosce e che non si riconosce. Volti schiacciati dall’anonimato dell’esistenza umana in preda ad un vuoto che li fa perdere nel “niente”. è una visione poco armonica e romantica quella che esce dalla società contemporanea che ha condannato l’uomo a vivere in un vortice anaffettivo ed egoista (“Ogni tanto faccio una sorpresa al mio cuore…lo spengo”). Una non realtà dell’esistenza emerge nelle tele dell’artista Pippo Galipò per la mostra “Niente” inserita all’interno della rassegna “R-esistenza d’artista. Visioni d’arte contemporanea” curata da Saverio Pugliatti al Teatro Vittorio Emanuele ed inaugurata questo pomeriggio dal presidente dell’Ente, Maurizio Puglisi, dal sovrintendente Antonino Saija e dalla dott.ssa Jenny Gioffrè che ha curato la prefazione della mostra. “In un’epoca così avanzata tecnologicamente, racconta l’artista, l’unica cosa che siamo riusciti a fare è avere spento le emozioni. Viviamo in un’età di mezzo, una sorte di Medioevo del 2000, dove l’uomo è quasi sparito del tutto, dove si vive per se stessi incuranti degli altri. Le opere presentate nascono dalla necessità e dall’urgenza di sottolineare, il vuoto della società contemporanea, dove l’uomo è sopraffatto dallo stress, dal consumismo ossessivo, dalla paura sociale e individuale”. La società postmoderna ha privato l’uomo del tempo, non c’è posto per la stabilità e la durata, non c’è spazio per il dialogo e il confronto. Mille destini incrociano le nostre strade, ci passano accanto ma non li riusciamo a comprendere, a fermare, ad ascoltare, a capire. Questo è il risultato di una società che corre contro il tempo, che fluttua nell’aria e che ha perso il contatto con la realtà e con le proprie radici. I corpi scarnificati di Galipò sovrastano interi palazzi, uguali, grigi, deserti, simbolo di ogni città del mondo, e colmi di niente perché incapaci di contenere l’enormità dell’individualismo e della confusione. Sono corpi che lottano e urlano per mostrare nella loro fragilità umana la potenza del coraggio di continuare a esistere. Perché l’uomo, responsabile e artefice del proprio destino punta sempre ad andare oltre. Oltre la stessa esistenza. Verso l’infinito. La mostra resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, tutti i giorni dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle ore 17:00 alle 21:00 sino a domenica 15 novembre. Cristina D’Arrigo

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La corazzata Potemkin a cura di Francesco Certo

Basilicata coast to coast Che poi dove sia veramente la Basilicata nessuno lo sa. Probabilmente è questo il giochino scattato nella mente del regista (all’esordio) e protagonista Rocco Papaleo, che sceglie una commedia naif per raccontare la sua terra. Risate a piccole dosi perché è il paradosso a far ridere, situazioni iper realiste che tendono a far sorridere chi si piazza di fronte all’opera dell’attore lucano. Una storia particolare quella del piccolo gruppo musicale che per partecipare al Festival di Scanzano, metà ambita per gli amatoriali musici, decide di attraversare la regione dal Tirreno allo Ionio accompagnato da una giornalista di una tv parrocchiale. Un reality vero e proprio per raccontare la terra natia, un viaggio odisseico che percorre paesi e luoghi sconosciuti. Questo il retrogusto che lascia “Basilicata coast to coast”, questa sensazione di non appartenere allo stesso Paese che viene visto col passare del film. Luoghi davvero rimasti nella periferia della memoria italica, tanto da far diventare una regione sconosciuta in metà turistica. Forse l’obiettivo, o forse la conseguenza naturale dopo aver ammantato di grottesca simpatia la sconosciuta Basilicata. Papaleo sceglie un racconto lieve, senza mai pigiare sull’acceleratore rimanendo nei canoni della risata moderata senza eccessi. Cast funzionale, con lui un Paolo Briguglia che funziona per la faccia pulita. Garanzia Giovanna Mezzogiorno, ormai capace di recitare le tante sfaccettature del cinema, sorprende un muto Max Gazzè. Non dispiace neanche Alessandro Gassman, nella parte del fallito belloccio morto di fama, forse più in parte rispetto a quando è convinto di recitare impegnato. Attore mediocre comunque. A convincere, però, è il contorno. La scenografia naturale che dona la Basilicata e con essa tutti quei personaggi secondari utili, però, per raccontare meglio le tante facce della Lucania. Film randagio, sulla strada per la strada. Spontaneamente sincero e che racconta ciò che vuole senza la paura di risultare incomprensibile. La regia di Papaleo convince, con lui la recitazione e la scrittura che non trascura riferimenti a politica, intrecci con la Chiesa e vita reale. Il tutto in punta di penna, forse troppo, preferendo di lasciare la scena al viaggio. Un “On the road” nostrano, anzi terrone, che si lascia guardare con ogni disincantati e sinceri. In una Basilicata finalmente Italia, dove come dicono i protagonisti “ormai è tutto contaminato”.

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da Beethoven a Kurt Cobain a cura di Francesco Certo

CURIOSITà I primi a non voler accettare una classificazione di genere sono proprio loro, ma nel mondo della musica di oggi se non sei collocato non funzioni. Questa è una di quelle stronzate che servono nei talent per avere la scusa buona quando si manda a casa un ragazzino sognante. Nel mondo reale, invece, chi mangia pane e musica di stabilire se i “Massive Attack” siano rock o pop, alternative o ambient frega davvero il giusto. Quello che è certo è che il duo inglese attivo dalla fine degli anni ’80 impone il proprio marchio di fabbrica sulla scena musicale in maniera netta e convinta. Alla fine i fini studiosi e musicologi hanno deciso che la loro musica debba essere collocata nel Trip hop, boh! Noi che di sottomarche del suono ci siamo stancati pensiamo ai MA come ad un gruppo che compone arte musicale e basta. Nel pentolone c’è il soul e il jazz con una punta rock ma 3D e Daddy G. vengono dal hip hop è quella rimane casa loro. Siccome capiamo la difficoltà, ricordiamo ai distratti che i MA sono quelli di “Teardrop” con quel video che aveva come protagonista un feto in quella che rimane una delle canzoni più riuscite della loro discografia. Divenuta famosa, soprattutto negli USA in quanto soundtrack della serie tv “Dottor House”. Vabbè, anche questo è marketing e la strada della fama è lastricata di passaggi pop. Figli della loro terra e della sua rivoluzione musicale, quell’Inghilterra che sputava new wave nei sobborghi e che combatteva con hip hop e l’alternative rock; in questo casino l’idea geniale è quella di mischiare il tutto dando vita ad uno stile aperto sia nella sonorità che nell’interpretazione. Tanto è vero che difficilmente del duo di Bristol si conoscono volti e storia, tanto è pregnante la valenza della sola musica e tante sono le contaminazioni e collaborazioni. Loro restano sullo sfondo della loro stessa vita, impegnati a produrre e non a far chiacchiere in note. Gli anni ’90 si comportano gentilmente con i MA, affamati di novità come erano non potevano sputare via gli inglesi contaminati ma il tempo non è mai così galantuomo come ci piace dire. Anche la fantasia pecca, ed i MA finiscono per scriversi addosso diventando disco rotto che non riesce scrollarsi di dosso la puntina. Reinventarsi? È forse impossibile, perché la loro creatura era una novità assoluta ed una volta seduta non è possibile cambiarla, forse dovremmo solo godercela senza pensare al futuro.

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Massive Attack 11 Novembre 2015

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parole in blu a cura di Alessia Vanaria

CURIOSITà Edmondo De Amicis nacque ad Oneglia nel 1846 e fu un progressista aperto alle nuove idee del socialismo. Fu anche un intellettuale moderno, capace di comprendere la politica editoriale spregiudicata di Treves e di adattarvisi, avendone in cambio un enorme successo di pubblico. Come narratore e romanziere, De Amicis compose bozzetti sulla vita dei soldati con il titolo di La vita militare e dedicò molta attenzione al tema della scuola come dimostra Romanzo di un maestro. Scrisse, però, anche opere di vena più ironica e maliziosa come Amore e ginnastica, ma il suo capolavoro resta, ovviamente, il libro Cuore. Quest’ultimo è un romanzo per ragazzi strutturato ad episodi separati e pubblicato, per la prima volta, dalla casa editrice milanese Treves nel 1886. L’ambientazione generale è la Torino dell’Unità d’Italia nel periodo storico tra il 1878, anno d’incoronazione di Re Umberto I, ed il 1886, anno di pubblicazione del romanzo. Il testo ha il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno le virtù civili, ossia l’amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l’eroismo, la carità, la pietà, l’obbedienza e la sopportazione delle disgrazie. È il racconto-diario di un bambino della buona borghesia torinese, Enrico Bottini, che frequenta la terza elementare. Lo sviluppo dell’anno scolastico è seguito in ordine cronologico, dal 17 ottobre 1881 al 10 luglio 1882: a ogni mese corrisponde un capitolo, in cui il diario di Enrico è intervallato anche da appunti dei familiari. Per l’ideologia di cui era espressione e per il titolo che ebbe, Cuore fu un vero e proprio “codice della morale laica e progressista” della borghesia umbertina. Nel diario del protagonista i compagni di scuola rappresentano uno spaccato della Nuova Italia nelle sue classi sociali, da quelle più umili (rappresentate da Precossi, Garrone, Betti, Coretti, il “muratorino”) a quelle più elevate (rappresentate da Carlo Nobis), dai torinesi ai meridionali, come il piccolo calabrese a cui è dedicato un episodio edificante, dai fanciulli studiosi (come Derossi, il primo della classe) ai delinquenti (come Franti che ride dei valori più nobili insegnati dal maestro). Non a caso il luogo dove questi diversi mondi devono incontrarsi e unificarsi è la scuola, centro di ogni iniziativa educativa dell’Italia postunitaria. Alle pagine di Enrico si alternano poi i racconti edificanti che ogni mese il maestro propone agli alunni e i messaggi educativi che i genitori e la sorella lasciano sul diario. Quest’ultimo espediente e la struttura stessa del romanzo, che contrappone esemplarmente i “buoni”, come il generoso e volenteroso Garrone, ai “cattivi”, come Franti, rafforzano ovviamente il messaggio pedagogico del libro, che vuole esaltare i valori di fondo della nuova Italia: l’esercito, la famiglia, lo Stato, la solidarietà fra le classi sociali e tra Nord e Sud, la laboriosità e criticare ogni forma di devianza. Tutti questi elementi fecero di Cuore un grande successo e De Amicis divenne presto lo scrittore più letto d’Italia. Le sue ultime opere furono L’idioma gentile, Ricordi di un viaggio in Sicilia e Nuovi ritratti letterari e artistici. Morì improvvisamente per un’emorragia celebrale nel 1908 in una camera dell’Hotel Regina di Bordighera.

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Rispetta la strada. L'educazione d'un popolo si giudica innanzi tutto dal contegno ch'egli tien per la strada. Dove troverai la villania per le strade, troverai la villania nelle case.

Edmondo

Una casa senza libreria è una casa senza dignità, — ha qualcosa della locanda, — è come una città senza librai, — un villaggio senza scuole, — una lettera senza ortografia.

De Amicis

Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla Sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna e andavo di mala voglia. Tutte le strade brulicavano di ragazzi; le due botteghe di libraio erano affollate di padri e di madri che compravano zaini, cartelle e quaderni, e davanti alla scuola s'accalcava tanta gente che il bidello e la guardia civica duravan fatica a tenere sgombra la porta. Vicino alla porta, mi sentii toccare una spalla: era il mio maestro della seconda, sempre allegro, coi suoi capelli rossi arruffati, che mi disse: – Dunque, Enrico, siamo separati per sempre? –

Oneglia, 21 ottobre 1846 Bordighera, 11 marzo 1908 11 Novembre 2015

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RE sano

Mangia

a cura di Mimmo Saccà

Rischio di cancro derivante dalla carne dipende da modalità di cottura

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n nuovo studio statunitense ha messo in relazione il consumo di carne cucinata ad alte temperature con una maggiore probabilità di sviluppare uno specifico tipo di tumore. Questa ricerca segue di poche settimane il report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha inserito le carni rosse e le carni lavorate rispettivamente tra gli agenti probabilmente e sicuramente cancerogeni. Come spiegato nel paper pubblicato su Cancer dagli scienziati dell'Anderson Cancer Center della University of Texas, le diete ad alto contenuto di carne paiono essere collegate ad un maggiore rischio di sviluppare un carcinoma a cellule renali (il più comune tipo di tumore del rene negli adulti), causato dall'assunzione di sostanze cancerogene generate da determinate modalità di cottura, come quella sul barbecue o con la carne saltata in padella. L'ipotesi che determinati elementi nelle diete tipiche dei paesi occidentali fossero in qualche modo collegate con la crescente incidenza del carcinoma a cellule renali è stata presa in considerazione da tempo nella comunità scientifica, con una particolare attenzione proprio sul consumo di carne. Ad ogni modo, ad oggi non esiste una chiara spiegazione dei motivi che correlerebbero una maggiore assunzione di carne con l'aumento del rischio. Una delle possibili spiegazioni a questo meccanismo è legata alla produzione di alcuni elementi cancerogeni nel corso di certi tipi di cottura, come quella su fiamma viva o in padella. Tra i principali "sospettati" in questo senso figurano due agenti mutageni, ossia le ammi-

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ne eterocicliche PhIP e MeIQx. "Abbiamo rilevato un elevato rischio di carcinoma a cellule renali associato sia con il consumo di carne che con i mutageni derivanti dalle modalità di cottura, il che suggerisce un effetto indipendente di questi ultimi con questo specifico tipo di cancro", spiega Xifeng Wu, professoressa di epidemiologia ed autrice senior dello studio. Nello specifico, i risultati hanno mostrato che i pazienti affetti da un cancro del rene consumavano più carni bianche e rosse rispetto ad individui sani. In particolare, è stato calcolato un rischio più alto del 54% in relazione ad una maggiore assunzione di PhIP e di quasi il 100% per l'assunzione di MeIQx. 11 Novembre 2015


Mangia

RE sano

La ricetta Soufflé ai funghi Ingredienti per 6 persone • • • • • • • • • •

370 gr di Funghi porcini 65 gr di Burro 80 gr di Farina tipo 00 350 gr di Latte fresco intero 3 Uova medie 30 gr di Olio di oliva extravergine 3 gr di Sale 1 pizzico di Pepe 3 gr di Aglio 1 gr di Timo fresco

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PREPARAZIONE Iniziate dalla pulizia dei porcini: rimuovete delicatamente il terriccio dal gambo con un coltellino, quindi finite di pulire con un pennello e un panno asciutto. I porcini ora sono pronti: potete tagliarli a fettine, quindi a dadini. In una padella fate rosolare l'aglio sbucciato e intero per qualche istante. Quindi unite i porcini, salate, pepate e lasciate cuocere a fuoco lento per una decina di minuti. Quando i funghi saranno pronti togliete lo spicchio d'aglio e tenete da parte. Intanto preparate l'impasto del soufflé: in un pentolino sciogliete il burro a fuoco lento mescolando con una frusta. Quando sarà fuso, aggiungete la farina a pioggia continuando a mescolare con la frusta per evitare la formazione di grumi. Aggiungete il latte sempre mescolando, aggiustate di sale e fate addensare il tutto a fuoco dolce. Quando gli ingredienti saranno ben miscelati e il composto sarà denso, unite i tuorli. Potete aggiungerli poco alla volta, due tuorli insieme, mescolando perché si amalgamino al composto e aggiungere poi il terzo. Una volta freddo, unite i funghi cotti al composto, aggiungete 3 g di sale, amalgamate gli ingredienti e aromatizzate con qualche fogliolina di timo. Tenete il composto da parte. Quindi prendete 6 stampini di 9 cm di diametro e 6,5 cm di altezza, foderateli all'esterno con strisce di carta da forno dello spessore di 7-8 cm; fermateli con uno spago. Spennellate ciascuno stampino con dell'olio. Dopodiché, montate a neve fermissima gli albumi, ponete gli stampini su una leccarda e versate all'interno il composto con un piccolo mestolo o un cucchiaio, riempiendo 2/3 degli stampini. Quindi infornate in forno statico preriscaldato a 160° per 45 minuti. Una volta pronti, spegnete il forno e attendete 2-3 minuti prima di aprirlo. Quindi sfornate e servite i vostri soufflé ai funghi appena pronti. WWW.ILCITTADINODIMESSINA.IT

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Amarcord

Messina - Viale Italia. Anni '20


n° 219 anno XIII - 4 Novembre 2015

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Accorinti tra crisi idrica e politica

“Carissimo Pinocchio”


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