Nutraceutica e integratori: differenze e prospettive
Nutraceutica e integratori: differenze e prospettive
Versatilità e controllo in produzione
Versatilità e controllo in produzione
Interpack 2026 Inside the fair
Interpack 2026 Inside the fair
In Qores ci dedichiamo a garantire eccellenza e sicurezza nell’ambito alimentare. Forniamo quotidianamente soluzioni personalizzate per soddisfare ogni tua esigenza attraverso le nostre 4 divisioni specializzate:
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L’economia circolare del tonno in scatola
Troppi cuochi rovinano il brodo. Ecco perché la nostra tecnologia di misura di livello e di pressione si concentra sull’essenziale: vi troviate, in modo che possiate concentrarvi completamente sulla vostra ricetta personale per il successo.
“RAPID” Series PUMPS
6 In copertina
Efficienza e sostenibilità in monodose
A Interpack, Universal Pack mostrerà come le sue tecnologie siano oggi un benchmark per il confezionamento a basso impatto ambientale, flessibile e ad alte prestazioni.
26 Nutraceutica e integratori: tra differenze e prospettive
Benché condividano lo stesso profilo normativo, prodotti nutraceutici e integratori alimentari mostrano importanti distinzioni concettuali. In tale contesto, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare svolge un ruolo istituzionale chiave sia a livello di informazione che di produzione.
42 Visibilità, coerenza e controllo in produzione
Mettler-Toledo porta a Interpack le sue tecnologie di ispezione, che rafforzano sicurezza, produttività e conformità normativa all’interno degli stabilimenti alimentari. Ne parliamo con Roberto Scanu.
46 La ricetta del successo
Una telecamera, un sistema IA e un robot Stäubli a 4 assi hanno consentito a Bolletje di automatizzare l’ispezione di qualità dei suoi prodotti da forno.
51 Interpack Special – Inside the fair Interpack 2026 will focus on specific themes with its Hot Topics: Smart Manufacturing, Innovative Materials and Future Skills. We’re hosting a Special in English on some of the innovations on display in Düsseldorf.
EDITORIALE
Interpack: una risposta internazionale alle incertezze geopolitiche (A. Bignami) 4 IN COPERTINA
Efficienza e sostenibilità in
Filling & Capping
INTEGRATED SOLUTIONS
Cosmetic-Parapharmaceutical
Make-up
Medicals
Creams
Perfumes
Chemical-Chemical Detergents
Acid detergents
Fertilizers
Oils & Derivates
Agro-alimentary
Edible oils & derivates
Personal Care
Shampoo
Hair colouring
Detergents
Lotions
Paint-Solvent-Dye-Glue
Solvents
Aqua regia
Varnish
Adhesives
Sauces
Mayonnaise
Ketchup
Sauces
Syrups
Home Care
Household Detergents
Petrochemical
Lubricants
Combustibles
Spreadable
Honeys
Chocolate
E editoriale
| di Alessandro Bignami
Mentre le catene globali, e in particolare le forniture energetiche che ne stanno alla base, appaiono sempre più fragili e sotto minaccia, Interpack 2026 prova testardamente a ricordarci quanto sia importante costruire network internazionali per consentire alle industrie e alle società odierne di crescere e prosperare. Più che mai le tecnologie per il processo e il packaging vivono di scambi di idee, know how, engineering, materiali, componentistica, automazione, sistemi di ispezione e tracciabilità. Le stesse aziende italiane, da sempre un riferimento globale nelle macchine per l’imballaggio e i processi alimentari, vivono sostanzialmente di export.
Per un mercato ragionevolmente spaventato dalle vicissitudini geopolitiche e militari, è un’opportunità preziosa quella di poter contare su un luogo dove dialogare, aprirsi al confronto, osservare innovazioni concrete e quindi orientare i propri investimenti. Sono alcune delle ragioni per le quali il direttore di Interpack Thomas Dhose ha definito l’edizione di quest’anno come la più importante di sempre.
Le sfide con cui le aziende sono chiamate a misurarsi sono complesse e planetarie e di tutto hanno bisogno fuor
INTERPACK: UNA RISPOSTA INTERNAZIONALE ALLE INCERTEZZE GEOPOLITICHE
ché di muri, contrapposizioni e incertezze. Solo un clima di collaborazione, sana competizione e spinta alla ricerca può consentire di interpretare al meglio i cambiamenti in corso a livello di demografia, urbanizzazione, normative, bisogni, a fronte dell’aumento dei rischi collegati alle supply chain, all’approvvigionamento di materie prime e di energia, alle oligarchie digitali. Una delle strade che Interpack proverà a illuminare in questo scenario articolato è quella della Smart Manufacturing, in stretta relazione con i materiali innovativi e le competenze digitali. Una pro duzione basata sui dati, sull’uso efficiente delle risorse, sulla crescente applicazione di robotica e IA, insieme allo sviluppo di materiali di confezionamento innovativi e sostenibili appaiono i veri fattori trainanti per l’industria ali mentare di domani. Che deve sapere rispondere in modo efficace, flessibile, tempestivo, sicuro, trasparente, effi ciente e sostenibile a una domanda sempre più frammentata, esigente e soggetta a improvvisi cambi di direzione.
Massima produttività, zero compromessi
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A Interpack, Universal Pack mostrerà come le sue tecnologie siano oggi un benchmark per il confezionamento a basso impatto ambientale, flessibile e ad alte prestazioni.
EFFICIENZA E SOSTENIBILITÀ IN MONODOSE
Interpack sarà un momento chiave per l’industria del packaging internazionale, un’occasione per fare il punto sui temi più caldi che stanno attraversando il settore, come la sostenibilità, la flessibilità e l’efficienza delle tecnologie. Universal Pack è pronta a mostrare i passi avanti fatti su questi aspetti negli ultimi anni, durante i quali si è consolidata come un benchmark nella costruzione di macchine per il confezionamento monodose. Alla vigilia dell’attesa kermesse di Düsseldorf, abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere qualche domanda a Nicolò Giovannini che, in qualità di Key Account Manager di Universal Pack per i grandi gruppi alimentari internazionali, gode di un punto di vista privilegiato sulle tendenze in atto.
Nicolò Giovannini, come avete preparato la vostra presenza a Interpack 2026?
“È la fiera più importante a cui partecipiamo, un appuntamento fondamentale per il mondo del packaging. Quest’anno esporremo tre soluzioni, due macchine indi-
pendenti stand alone e una linea completa. Avremo in particolare una macchina per stickpack che punta sulla flessibilità del formato e una ad alta velocità per sachet (Theta). La linea completa in mostra si caratterizza invece per l’automazione spinta e la totale integrazione. È un sistema chiavi in mano interamente progettato e realizzato da Universal Pack, dal confezionamento primario all’astucciamento secondario: un vantaggio importante per l’utilizzatore che ha così un unico referente a cui rivolgersi per ogni dettaglio dell’impianto”.
Quale sarà il messaggio principale che comunicherete in fiera?
“Il nostro messaggio sarà legato alle attuali maggiori richieste del settore alimentare. Spiegheremo per esempio come riusciamo a coniugare, nelle nostre soluzioni, la sostenibilità con la flessibilità e le prestazioni elevate. E racconteremo la nostra visione strategica di lungo termine, fortemente orientata alla digitalizzazione e allo smart manufacturing”.
di Alessandro Bignami
Sostenibilità, flessibilità ed efficienza sono quindi oggi tra le maggiori richieste del food packaging?
“Sì. Lo dico anche in qualità di key account per i grandi gruppi internazionali, un ruolo che mi offre un punto di vista privilegiato per osservare da vicino l’evoluzione della domanda e per fare la differenza sul mercato, sapendo in anticipo in quali direzioni si muoverà. Oggi le grandi società cercano soluzioni in grado di lavorare con materiali riciclabili, di ridurre la carbon footprint, di avanzare verso la smart manufacturing: il tutto senza perdere nulla in termini di efficienza, prestazioni e sicurezza. Su questi temi Universal Pack si pone ormai come un benchmark”.
Ci può fare un esempio?
“Penso all’impiego di materiali riciclabili, per processare i quali da anni sviluppiamo soluzioni avanzate. L’uso dei monomateriali ci ha richiesto molti test e ricerche, soprattutto per la fase di saldatura delle confezioni. Il tradizionale multistrato, come la combinazione PET ALU PE, ha punti di fusione diversi, che consentono una saldatura a temperature più alte. Il monomateriale, seppur su strati diversi, ha invece punti di fusione simili, richiedendo così un controllo accurato della temperatura, onde evitare di fondere completamente il materiale. Il monitoraggio costante delle temperature superficiali avviene tramite resistenze elettriche in tutte le sezioni dell’impianto, addirittura in ogni singola pista: le temperature vengono così regolate automaticamente in caso di sbalzi. Oltre a focalizzarci sul monitoraggio della temperatura, per stare sotto il punto di fusione abbiamo allungato il dwell time, cioè il tempo di contatto fra le superfici saldanti. E alla fine, con sorpresa, abbiamo verificato di aver migliorato anche l’efficienza e la velocità della macchina. È un esempio di come una sfida complessa, come quella dell’uso di monomateriale riciclabile, ha stimolato lo sviluppo di
nuove idee e soluzioni, permettendoci di compiere ulteriori salti in avanti”.
Quali altri aspetti incidono sulla sostenibilità dei materiali e, più in generale, del sistema di confezionamento?
“La sostenibilità è un concetto che va affrontato con uno sguardo ampio e con un approccio end-to-end che abbraccia l’intero ciclo di vita del prodotto. Per questo è necessario dialogare costantemente con gli altri attori della filiera. Nell’ambito dei materiali ci confrontiamo per esempio con i fornitori che stanno lavorando non solo sulla riciclabilità, ma anche sulla riduzione di peso e spessore, a fronte del mantenimento delle proprietà di barriera e di resistenza agli agenti esterni. Altri filoni di ricerca riguardano i materiali riciclati, compostabili e a base carta. Il
Nicolò
Giovannini,
Key Account Manager di Universal Pack
A Interpack 2026, l’azienda esporrà una linea completa per confezionamento e astucciamento (nella foto in apertura), una macchina per stickpack (sotto) e il modello Theta per alte velocità (nella pagina successiva)
tema della sostenibilità sta dunque sollecitando proposte innovative in molte direzioni. In questo contesto Universal Pack gioca da tempo un ruolo che va ben oltre quello del ‘semplice’ fornitore di macchine, affermandosi come consulente tecnologico, grazie alle competenze interne e all’attrezzato reparto R&D, dove è possibile testare i nuovi materiali direttamente sulle nostre macchine. Un fiore all’occhiello dell’azienda è proprio il laboratorio di analisi, dove testiamo tutti gli aspetti della produzione: dal dosaggio del contenuto ai materiali di confezionamento. Con i dati alla mano, siamo poi in grado di consigliare il cliente sulle scelte tecniche più opportune per raggiungere i suoi obiettivi”.
Le richieste di sostenibilità si estendono anche fuori dall’Europa?
“Il nostro continente si muove su questo tema da più tempo, ma anche altrove la sensibilità aumenta. In particolare, molti mercati dell’area orientale, di cui mi occupo, sono fortemente proiettati in questa direzione”.
I vostri impianti seguono gli stessi standard ambientali e di prestazione indipendentemente dall’area di destinazione?
“Come policy aziendale, in tutte le nostre macchine esprimiamo il meglio del nostro know how. Ogni avanzamento viene di volta in volta esteso a tutte le gamme. Condivisi gli stessi standard di efficienza e sostenibilità su tutte le macchine, va comunque considerato che ogni esemplare è unico e personalizzato sulle specifiche del cliente”.
Legata all’ambiente è anche la questione dei consumi energetici. Come viene affrontata dai vostri impianti?
“Questo è destinato ad essere un punto sempre più centrale. Se le performance produttive stanno già arrivando a livelli difficilmente superabili, è probabile che a fare la differenza presto sarà soprattutto l’impatto energetico
della macchina sull’intero ecosistema del cliente. In questo senso stiamo dotando le nostre tecnologie di sistemi per un monitoraggio sempre più approfondito e dettagliato dei consumi, al fine di individuare le possibili inefficienze e suggerire gli interventi migliorativi”.
Lo stickpack sta funzionando anche nel settore alimentare?
“Ha grande successo soprattutto nel pharma e nella nutraceutica, ma sta attraendo anche le aziende del food. I principali vantaggi sono la comodità d’uso – in particolare per i liquidi, che possono essere assunti direttamente in bocca – e la minor quantità di materiale necessario, a parità di volume contenuto, rispetto alla classica bustina a 4 saldature. Si arriva anche una differenza del -30% in alcune applicazioni, con la conseguente ottimizzazione nelle fasi di trasporto e logistica. Anche la bustina a 4 saldature resterà comunque una scelta diffusa sul mercato, grazie ai suoi plus, come la facilità di gestione lungo la linea di confezionamento e l’ampia superficie disponibile per la comunicazione verso i consumatori”.
Cosa risponde a chi pensa che la confezione monodose sia antiecologica?
“Che si tratta di una lettura semplicistica. In realtà la monodose è parte della soluzione, non del problema. È sufficiente ricordare che gli sprechi alimentari che contribuisce a evitare provocano emissioni ben superiori alla produzione e allo smaltimento del materiale. A ciò si aggiungono l’efficace protezione delle proprietà organolettiche, l’allungamento della shelf life, gli alti standard di igiene e la prevenzione delle contaminazioni”.
Quando parla di flessibilità, intende che un vostro singolo impianto può essere facilmente adattato al confezionamento di diversi prodotti?
“Tutto ruota intorno alle richieste del
singolo cliente. È chiaro che se queste puntano molto su alte velocità e produttività, sarà necessaria una macchina focalizzata su tali obiettivi. Sappiamo però che oggi anche nel settore alimentare la domanda è molto frammentata ed eterogenea, oltre a imporre un time-to-market sempre più compresso. Perciò da anni Universal Pack sviluppa soluzioni altamente flessibili, che permettono di gestire prodotti diversi, senza dover modificare completamente la macchina, offrendo cambi formato modulari e downtime limitati. Creare impianti aperti a successive modifiche è fondamentale non solo per adeguarsi al lancio di nuovi prodotti, ma anche all’evoluzione sostenibile dei materiali e alle esigenze dei contoterzisti che devono soddisfare diversi produttori”.
“I grandi gruppi internazionali pongono un’attenzione estrema alle caratteristiche igieniche della linea. Occorrono continui progressi nel design, volti alla minimizzazione delle zone di ristagno e alla messa a punto di sistemi di pulizia completamente automatici (Cleaning in Place) quantomeno nel settore dei liquidi. Nell’ambito delle polveri, lo sforzo della progettazione va nello sviluppo
di moduli facilmente smontabili e rimontabili. Altri accorgimenti sono l’utilizzo di materiali e componenti washdown, quindi inattaccabili dall’uso frequente di acqua, e soluzioni ultraclean, come barriere d’aria per evitare l’ingresso di virus e batteri nei gruppi di saldatura e luci UV che eliminano i batteri sul laminato in lavorazione. La nostra R&D è costantemente impegnata sull’hygienic design, su cui costruiamo una fetta importante del nostro vantaggio competitivo”.
State introducendo l’IA nel vostro lavoro quotidiano? Per quali attività in particolare?
“L’intelligenza artificiale ci mette anzitutto nelle condizioni di condividere con il cliente una gestione sempre più veloce ed efficiente dei dati di processo, individuando eventuali inefficienze, prevedendo i guasti e predisponendo i ricambi. Questo rafforza la partnership con l’utilizzatore, insieme al supporto post-vendita on line 24/7 su qualsiasi problematica. L’IA non sostituirà la meccanica o il know how aziendale, ma, vista la rapidità della sua evoluzione, nei prossimi anni si arriverà ad applicazioni che ora è persino difficile immaginare, offrendo nuove opportunità che metteremo al servizio dei nostri clienti”.
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Dalla progettazione alla manutenzione: soluzioni integrate per l’industria alimentare
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CAMA GROUP FESTEGGIA I 45 ANNI CON LA GRANDE LIRICA
In occasione dei festeggiamenti per i suoi primi 45 anni, Cama Group ha contribuito alla prima stagione di opera lirica in versione “Opéra Comique” del Teatro di Corte della Reggia di Monza.
Il 10 aprile, lo spettacolo inaugurale della rassegna “La Grande Opera in Villa” ha visto la messa in scena de Il Flauto Magico di Mozart: una serata speciale dedicata alla bellezza, all’arte e alla cultura e all’importanza che esse
hanno anche nella vita d’impresa e nel modo di concepire l’innovazione. Prima dello spettacolo, il presidente di Cama Daniele Bellante e la vicepresidente Annalisa Bellante, hanno salutato il pubblico: “L’innovazione non è solo hi-tech, ma anche cultura e arte: tutti campi dell’eccellenza italiana. La sensibilità, che oggi viene trasmessa anche alle macchine grazie all’IA, continuerà a venire dall’uomo e dalla sua capacità di
IEG SI RAFFORZA IN BRASILE
Italian Exhibition ha acquisito i 51% del NIS SummitNutrition Innovation Summit, piattaforma di business e innovazione dedicata al mercato degli ingredienti funzionali, della salutistica e dell’integrazione in Brasile. “L’operazione, del valore di 20 milioni di real brasiliani, rappresenta la 13esima acquisizione del gruppo nel Paese e rafforza la strategia di espansione in segmenti strutturali, a crescita costante e con bassa sensibilità ai cicli economici”, spiega l’amministratore delegato di IEG, Corrado Peraboni.
Gli attuali soci del NIS resteranno alla guida fino al 2029, garantendo continuità strategica ed eccellenza tecnica. Al termine del periodo, IEG eserciterà l’opzione di acquisto del
Da sinistra:
Corrado Peraboni, ad di IEG, e
Graziano Messana, Ceo di IEG Brasil
coltivare emozioni e bellezza”. Gli spettacoli proseguiranno tra aprile e giugno con gli allestimenti di Madama Butterfly di Puccini, La Traviata di Verdi, Il Barbiere di Siviglia di Rossini e, aggiunta all’ultimo per l’entusiasmo suscitato dall’iniziativa, la Tosca ancora di Puccini.
Anima della proposta culturale, che Cama Group ha sostenuto con grande convinzione insieme ad altri sponsor, è Alberto Uva, ideatore di tutte le attività culturali di Villa Sormani Marzorati Uva: “L’obiettivo è far rivivere l’opera in ville e dimore storiche, riscoprendo una consuetudine dei secoli scorsi: ovvero assistere alla rappresentazione di un’opera lirica in forma da camera, adattata in versione Opéra comique, all’interno di un contesto ricco di storia e bellezza”, ha commentato Uva.
restante 49%. L’industria alimentare brasiliana ha fatturato 1.277 miliardi di R$ nel 2024 (10,8% del Pil), con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, secondo ABIA (Associazione brasiliana dell’industria alimentare). Il settore prevede investimenti per 120 miliardi di R$ entro il 2026. Il segmento degli alimenti per fini speciali è cresciuto del 4,6% nei primi nove mesi del 2025, secondo ABIAD (Associazione brasiliana dell’industria di alimenti per fini speciali e affini).
“La nutrizione non è una moda, è una necessità strutturale della società moderna”, afferma Graziano Messana, Ceo di IEG Brasil. “Investire nel NIS Summit significa posizionare IEG al centro di un ecosistema che cresce indipendentemente dal ciclo economico. Parliamo di scienza applicata, innovazione concreta e connessione tra industria globale e mercato brasiliano. È un settore che non si contrae, evolve”.
L’integrazione del NIS nel portafoglio IEG rafforza la verticale Food & Beverage, nella quale il gruppo opera già a livello globale con eventi internazionali di riferimento, come Sigep World, ampliando il ponte tra operatori brasiliani e reti globali di innovazione.
Negli ultimi due anni il gruppo ha acquisito il 100% di Expo InfraFM e MundoGeo, oltre al 51% di Fenagra. “Continueremo a investire in Brasile in modo disciplinato e strategico”, conclude Messana. “Il nostro obiettivo è chiaro: costruire un portafoglio resiliente, connesso alle grandi trasformazioni strutturali dell’economia e posizionare IEG tra i maggiori player del settore fieristico nel Paese”.
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CONSERVE ROSSE: PRIMO CALO DELL’EXPORT DOPO 10 ANNI
L’Italia si conferma il primo Paese esportatore di conserve di pomodoro al mondo. Tuttavia i dati di Anicav, Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, restituiscono un quadro decisamente meno positivo rispetto agli ultimi anni. Nel 2025 le esportazioni di tutti i derivati del pomodoro hanno registrato un calo in volume ma soprattutto in valore, con una diminuzione rispettivamente del 2% e di circa l’8% rispetto al 2024. Parliamo di oltre 2,2 milioni
di tonnellate di conserve per un valore totale di 2,8 miliardi di euro, di cui la maggior parte, oltre il 64%, è rappresentata da pelati, polpa e pomodorini, prodotti ad alto valore aggiunto che sono stati certamente i più colpiti dai dazi americani (-7,1% in valore).
Per quanto riguarda le destinazioni il territorio europeo resta il nostro principale riferimento, rappresentando oltre il 60% del valore delle esportazioni. In testa Germania, Regno Unito e Francia. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato per l’export extraeuropeo, con una quota del 7,5%. Il Giappone è il sesto mercato di destinazione a livello mondiale delle conserve rosse e il secondo dopo gli Usa se consideriamo solo i paesi extraeuropei.
“Dopo oltre 10 anni per la prima volta registriamo una decrescita delle esportazioni sia in valore che in volume”, dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav. “Le motivazioni sono da ricercare nella situazione geopolitica condizionata dai tanti
conflitti e nelle politiche protezionistiche di alcuni Paesi, in particolare degli Stati Uniti. Inoltre cresce la concorrenza sleale di realtà che non possono garantire i nostri standard di qualità, sicurezza e sostenibilità e che continuano a immettere sul mercato prodotti a basso costo, per cui continuiamo a chiedere all’UE l’introduzione di vincoli di reciprocità”.
“L’Italia resta il primo esportatore al mondo di derivati del pomodoro, ma il nostro prodotto è fortemente minacciato dalla concorrenza internazionale che punta esclusivamente sulla leva del prezzo”, dichiara Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav. “Non possiamo permetterci di perdere ulteriore terreno in termini di competitività per questo servono coesione e dialogo tra tutti gli attori della filiera, soprattutto in prossimità di una campagna che si annuncia estremamente complessa, in particolare per l’enorme incognita dei costi energetici che potrebbero far schizzare ancora una volta i costi di produzione”.
IACOMONI CONFERMATO ALLA GUIDA DEL CONSORZIO FINOCCHIONA
Alessandro Iacomoni, presidente del Consorzio di tutela della Finocchiona IGP dal 2017
L’assemblea degli associati del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP ha riconfermato alla presidenza
“Sono onorato della fiducia dimostratami dai miei colleghi e dai consiglieri”, ha commentato il presidente Iacomoni.
“Questo è il mio quarto mandato consecutivo, la prima nomina risale al 2017. Ringrazio tutte le aziende associate per l’impegno quotidiano che imprimono alla produzione certificata di Finocchiona IGP; grazie al lavoro costante di tutti, negli anni, la denominazione ha raggiunto importanti traguardi. Sicuramente in questi anni si è anche alternata una serie di eventi che ha pesato sulle nostre aziende. Il Covid prima, l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e negli ultimi anni la PSA hanno portato i nostri produttori a muoversi in uno scenario spesso incerto e instabile. Chiaramente, riportare le aziende in un contesto di maggiore stabilità consentirebbe loro di lavorare con maggiore tranquillità e slancio verso il futuro”.
Alessandro Iacomoni (Salumeria di Monte San Savino), per il quarto mandato consecutivo, e alla vicepresidenza Antonella Gerini (Salumificio Gerini), affiancati dal Consiglio di amministrazione così composto: Umberto Viani (Salumificio Viani), Tiziano Ferrarini (Salumifici Gran Terre), Cristiano Ludovici (Salumificio Bontà Toscane), Giorgio Iacomoni (Sapori della Val di Chiana), Giacomo Pasquinucci (Salumificio Pasquinucci).
UNA NUOVA FASE PER TECHPARTNER CON IL CEO STEFANO COLORI
La nomina ad amministratore delegato di Stefano Colori – manager con una solida esperienza nel food processing – ha segnato l’inizio di una nuova fase per Techpartner srl: un percorso di crescita volto a rafforzare il posizionamento, il modello di business e innovare il ruolo stesso dell’azienda quale partner strategico nel mercato alimentare, con il suo presidio nella Food Valley italiana. A un anno dal suo ingresso in azienda, Stefano Colori ha lavorato alla definizione di un nuovo assetto organizzativo, dando vita a un team rinnovato, con competenze riallineate lungo tutta la governance operativa: dall’area commerciale al product management, all’istituzione di nuove divisioni dedicate alle funzioni di Key Account Management, Service Operation, Business Development e Controllo di gestione.
“La priorità, al mio arrivo, è stata mettere al centro le persone e individuare nuove opportunità di crescita, con un’attenzione particolare all’efficienza e alla sostenibilità del business“, afferma Colori. “Insieme potenzieremo l’efficienza dell’azienda e la qualità del supporto ai clienti. La sfida è ora accompagnare Techpartner in una nuova fase di sviluppo, coerente con le profonde trasformazioni in atto dell’industria alimentare“.
Techpartner è in procinto di introdurre sul mercato italiano un nuova tipologia di budello per il settore della salumeria, sviluppato per garantire elevati standard qualitativi e una gestione logistica ottimizzata. Il prodotto presenta benefici igienicosanitari, una conservazione più stabile e praticità di stoccaggio. Inoltre, grazie al particolare processo produt-
tivo, esente da additivi, consente una shelf life più lunga del prodotto, con minori variazioni qualitative che ne migliorano la salubrità e ne valorizzano le proprietà organolettiche.
Considerata una leva sempre più strategica e distintiva per le aziende alimentari che operano in mercati ad alta differenziazione, l’azienda sta investendo nello sviluppo di soluzioni avanzate di personalizzazione del packaging, con l’utilizzo di tecnologie e macchinari, mai presentati in Italia sino ad ora, in abbinamento ai materiali di confezionamento.
BARILLA PRIMA AZIENDA FOOD AL MONDO PER REPUTAZIONE
Barilla si conferma, per il terzo anno consecutivo, la prima azienda al mondo nel settore alimentare per reputazione nel Global RepTrak® 100 condotto da RepTrak, che dal 1999 analizza ogni anno le aziende con la migliore reputazione a livello globale.
Nel ranking 2026, il Gruppo raggiunge il 9° posto complessivo, guadagnando 16 posizioni rispetto al 2025 (quando era al 25° posto) ed entrando così nella top 10 globale, a conferma del percorso di crescita reputazionale costruito negli anni. Il risultato riflette la capacità di Barilla di coniugare qualità dei prodotti, visione industriale e responsabilità sociale, elementi sempre più centrali nella valutazione della reputazione aziendale. Lo studio considera, infatti, dimensioni chiave come performance, innovazione, governance, sostenibilità e capacità di generare fiducia nel tempo.
“Nell’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da forte incertezza, mantenere performance stabili rappresenta già un segnale positivo”, dichiara Sara Fargion, Vice President, EMEA di RepTrak. “In questo scenario, però, la capacità di crescere diventa un vero fattore distintivo”. Presente in oltre 100 Paesi, con 30 siti produttivi e una produzione annuale superiore ai 2 milioni di tonnellate tra pasta, sughi pronti e prodotti da forno, Barilla continua a investire in innovazione e nel miglioramento continuo dell’offerta.
PROVOLONE VALPADANA, SPINTA SUI MERCATI ESTERI
Export, nuovi mercati e investimenti sulla promozione: è su queste leve che il Consorzio Tutela Provolone Valpadana punta per rafforzare la crescita della denominazione in un contesto internazionale sempre più competitivo.
La strategia, illustrata in occasione dell’assemblea generale dei soci, mira a consolidare la presenza sui mercati maturi e ad aprire nuove aree di sviluppo, con un focus particolare su Australia, Sud America e mercato interno.
Tra i progetti di punta figura il programma europeo “Original Profiles of Quality (OPQ)”, attivo in Australia dal 2025 al 2027, che coinvolge operatori del settore, ristorazione e consumatori per promuovere le eccellenze DOP europee in un mercato ad alto potenziale.
Sul fronte domestico, è in fase di avvio un piano di promozione triennale 2027–2029 da 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del prodotto certificato e sostenere, nel medio
periodo, una ripresa della produzione. Lo sviluppo passa anche dal continente sudamericano, con un progetto dedicato a Brasile e Argentina, mercati favoriti dall’accordo Mercosur e caratterizzati da una forte presenza di comunità italiane e da abitudini alimentari vicine alla tradizione mediterranea.
In questo scenario, la leva della promozione diventa strategica: rafforzare il posizionamento del Provolone Valpadana DOP nei mercati internazionali è la chiave per sostenere il valore della filiera e accompagnarne la crescita futura.
Nel 2025 la produzione ha registrato una flessione dell’8%, con oltre 6.800 tonnellate di formaggio prodotto, a fronte di circa 64.000 tonnellate di latte destinato alla trasformazione, ma è cresciuto il valore.
Il dato riflette le tensioni del settore lattiero-caseario, tra aumento dei costi della materia prima e crescita dell’offerta globale, che nella seconda parte dell’anno ha
inciso sull’equilibrio dei prezzi.
Nonostante il calo dei volumi, il valore del prodotto ha tenuto, con prezzi medi in crescita: il Provolone Valpadana dolce ha raggiunto 8,27 euro al kg, mentre il piccante si è attestato a 8,54 euro al kg, segnando aumenti rispettivamente del 7,9% e del 7,6% su base annua. Il 2025 ha segnato anche il 50° anniversario del Consorzio, celebrato con campagne media, eventi e iniziative di valorizzazione del prodotto in Italia e all’estero. In un mercato sempre più orientato alla qualità e alla provenienza certificata, le DOP si confermano un asset strategico: oltre la metà dei consumatori è disposta a riconoscere un premium price per prodotti garantiti per origine e qualità. Nel 2025 il Consorzio ha rafforzato anche le attività di vigilanza, con 279 casi di utilizzo improprio del marchio risolti, e ha proseguito gli investimenti in ricerca e innovazione, confermando elevati standard di sicurezza e qualità del prodotto.
Il rapporto di Federalimentare sulla trasformazione tecnologica dell’agroalimentare italiano evidenzia segnali di rafforzamento e la riduzione del gap con i principali paesi europei, ma resta molto da fare, soprattutto sul fronte dell’IA.
ITITOLO TITOLO
AGRI&FOODTECH: CRESCONO GLI INVESTIMENTI
La startup economy nell’Agri&FoodTech è un ecosistema in evoluzione che offre importanti opportunità di investimento. Questo almeno è il dato principale emerso dal Rapporto 2026 “La Trasformazione tecnologica dell’agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell’intelligenza artificiale” promosso da Federalimentare e presentato alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, sostenuto da Confagricoltura e realizzato dal Centro di Ricerca Luiss-X.ITE, con la collaborazione degli esperti di Linfa AgriFoodTech Fund.
Il Rapporto 2026 ha evidenziato come il settore, pur presentando segnali di rafforzamento rispetto al 2025, necessita ancora di un importante sforzo per consolidare e potenziare la leadership italiana in quest’era di forti cambiamenti. Il comparto, sottolinea il Rapporto 2026, richiede uno sforzo immediato e rilevante per accelerare la
trasformazione tecnologica in capacità industriale, elaborando nuovi modelli di investimento idonei a coinvolgere tutti gli attori del settore, a cominciare dalle imprese, grandi, medie e piccole. Uno sforzo che deve indirizzarsi anche verso la sfida dell’intelligenza artificiale: fattore abilitante della trasformazione tecnologica per tutte le imprese.
Se l’edizione 2025 del Rapporto aveva evidenziato un ecosistema dell’innovazione guidato dalle startup AgriFoodTech effervescente, ma ancora molto sottodimensionato rispetto ai benchmark europei, nel 2026 si registra uno sviluppo e una riduzione del gap con Germania, Francia e Spagna. Gli investimenti sulle startup hanno superato i 120 milioni di euro (122 milioni di euro e +18% nel 2025 rispetto al 2024). È cresciuto anche il numero delle startup AgriFoodTech operanti in Italia lungo tutta la filiera “dal campo alla tavola”: sono 571 quelle attive mappate nel Rapporto 2026, erano 550 quelle
mappate nel Rapporto 2025. Nell’ecosistema operano, inoltre, 20 centri di ricerca e 15 fra fondi specializzati, incubatori e acceleratori. Numeri destinati ad aumentare significativamente se si considera che il valore di tutta la filiera agroalimentare – ‘from farm to fork’ – in Italia ha superato i 700 miliardi di euro con un peso pari al 32% del PIL nazionale. L’AI si sta affermando innanzitutto come tecnologia abilitante diffusa, capace di migliorare efficienza e performance nei diversi segmenti della filiera. Le potenzialità offerte dalla AI, con competenze sempre più avanzate e profonde, sono destinate a giocare un ruolo sempre più rilevante nella trasformazione strutturale del settore. Nel complesso, l’Intelligenza Artificiale rappresenta già oggi una tecnologia centrale anche per il futuro dell’agroalimentare e le imprese, grandi, medie o piccole, dovranno ridisegnare il loro business intorno alle soluzioni di AI. Nel complesso, si delinea un ecosistema in evoluzione che, pur mostrando segnali di rafforzamento, richiede uno sforzo deciso e immediato per accelerare la trasformazione della ricerca e della tecnologia in innovazione, capacità industria-
le e modelli di investimento, così da consolidare e rafforzare la leadership dell’agroalimentare Made in Italy.
LA RICCHEZZA E LA DINAMICITÀ DEL MADE IN ITALY
ll ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un videomessaggio, ha osservato che l’edizione 2026 della Giornata Nazionale del Made in Italy “segna un nuovo primato. In due anni le iniziative sono più che raddoppiate ed è la prova vitale di una rete che racconta la ricchezza e la dinamicità del nostro sistema produttivo. Il Made in Italy poggia su solide filiere, le 5 A: alimentazione, abbigliamento, arredo, automotive e automazione, e si amplia a settori dal più elevato valore aggiunto come abbiamo indicato anche nel Libro Bianco ‘Made in Italy 2030’: l’economia della salute, lo spazio e la difesa, l’economia blu, il turismo, le industrie culturali e creative. Questi comparti, crescenti, rafforzano la presenza internazionale delle nostre imprese e sostengono la crescita delle esportazioni. Oggi siamo diventati, accanto al Giappone, il quarto esportatore a livello mondiale. La forza del Made in Italy risiede nelle competen-
ze e nella capacità di saper trasmettere i saperi. Vogliamo costruire una infrastruttura del sapere che valorizzi le eccellenze produttive anche attraverso il passaggio generazionale delle competenze nelle aziende per rafforzare la competitività nazionale”.
Mascarino, presidente di Federalimentare
“Il Masaf punta in maniera decisiva sull’innovazione tecnologica: non è affatto un ossimoro accostarla all’agricoltura, ma piuttosto uno strumento fondamentale per sviluppare un settore determinante non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale per il Paese”, ha commentato Giorgio Salvitti, Consigliere del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. “Si tratta di un comparto che va sostenuto attraverso investimenti, per accompagnare la fase di transizione in atto. L’intelligenza artificiale può sostenere questo processo, in particolare nella capacità di predisporre conoscenze anticipate. Basti pensare, ad esempio, alla possibilità di ottimizzare l’uso delle risorse idriche. Anche sul fronte del ricambio generazionale registriamo numeri molto significativi, che contribuiscono all’incremento della produttività. La qualità dei nostri prodotti è inattaccabile: disponiamo di unicità, a partire dalla biodiversità, che devono essere tutelate attraverso investimenti mirati. Dobbiamo inoltre sfruttare il riconoscimento Unesco della cucina italiana, avendo la capacità di trasformare questo risultato in una concreta leva economica”.
Per Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare “l’industria alimentare italiana, che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca: qualità, gusto, tradizione, fiducia. Per sostenere il suo sviluppo anche in futuro, l’innovazione sarà alla base della competitività del settore, anche per seguire i nuovi trend dell’alimentazione mondiale. Per questo abbia-
Paolo
mo voluto dare alta priorità alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione del settore agroalimentare, che favorisca l’incontro tra centri di ricerca e industrie, in particolare le PMI, e alla promozione della conoscenza e dello sviluppo delle start-up innovative in Italia”. Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni ha dichiarato che l’agricoltura è un asset fondamentale e, in tale settore, la capacità di attrarre finanziamenti e la ricerca assumono un ruolo centrale: “Occorre passare sempre di più da una logica assistenzialistica a una cultura che punti a generare innovazione, per saper stare sui mercati e incrementare gli investimenti tecnologici. Quello che il Governo sta facendo per il comparto non ha precedenti, in termini di misure e risorse. Il compito della politica è migliorare il valore economico e la redditività delle imprese agricole, che competono sempre più sui mercati globali. In questo contesto, il trasferimento tecnologico è fondamentale: aziende più efficienti hanno costi più bassi e riescono a generare maggior valore. È una condizione essenziale per la sopravvivenza del sistema agricolo. Serve inoltre favorire il ricambio generazionale, che spesso porta con sé anche innovazione e nuove com-
petenze. In questo senso, le start-up rappresentano un motore centrale dell’accelerazione tecnologica e uno strumento chiave per il trasferimento di conoscenze e tecnologie”. Secondo Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente nazionale di Confagricoltura “l’innovazione nell’agroalimentare è ormai imprescindibile, sia in agricoltura che nella trasformazione industriale. In Italia si investe nel settore Agri-food, ma non abbastanza rispetto all’estero. Nel 2025 gli investimenti hanno raggiunto 122 milioni di euro. Per essere davvero competitivi dovremmo almeno raddoppiarli. Una delle sfide principali è rendere queste innovazioni – dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi – accessibili anche alle piccole medie imprese, che costituiscono gran parte del nostro tessuto produttivo. Un’altra sfida fondamentale è il rientro dei talenti: molti giovani oggi fondano start-up all’estero e per riportarli in Italia non bastano incentivi fiscali, serve coinvolgerli in un vero progetto di innovazione del Paese. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono già molteplici, dall’ottimizzazione dei processi produttivi all’analisi dei costi, fino alla gestione dei dati meteo e dell’irrigazione. Tuttavia, restano due ostacoli princi-
pali: la carenza di competenze e la frammentazione aziendale, che rallentano una diffusione più ampia di queste tecnologie”.
“Come Commissione Attività produttive abbiamo lavorato sia sulla nuova legge sul Made in Italy, che tutela le nostre eccellenze, sia sul tema dell’intelligenza artificiale. Sappiamo quanto stia già incidendo – e quanto inciderà ancora di più in futuro – sul mondo delle piccole e medie imprese e sulle filiere d’eccellenza”, ha detto Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera. “La politica deve restare al fianco di questo sistema: il Made in Italy rappresenta un punto di forza anche di fronte a sfide come i dazi. Nonostante le difficoltà geopolitiche degli ultimi mesi, le aziende italiane continuano a ottenere risultati positivi sui mercati esteri. Per questo è fondamentale continuare a valorizzare e sostenere il nostro tessuto produttivo”. Per Laura Mongiello, presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari (OTAN) “in un’epoca di trasformazioni radicali, l’intelligenza artificiale e le nuove frontiere dell’AgriFoodTech non rappresentano più una semplice opzione, ma una necessità operativa che ridefinisce i confini della sicurezza alimentare predittiva e della tracciabilità. Il nostro compito istituzionale non è limitato all’osservazione, ma consiste nel governare l’algoritmo con l’etica della competenza: dobbiamo garantire che l’innovazione serva a formulare alimenti sempre più sicuri, sani e ‘clean label’, rispondendo alla domanda di trasparenza che arriva dai cittadini. Il rapporto odierno parla chiaro: investire nelle startup innovative non significa solo rincorrere il profitto, ma blindare il valore sociale e l’integrità del nostro Made in Italy. Ogni euro investito in tecnologia è uno scudo contro le contraffazioni e una garanzia per la salute delle future generazioni”.
LABOTEC CRESCE E GUARDA AL FUTURO
Con la seconda edizione, la fiera punta a consolidarsi come osservatorio sull’evoluzione del laboratorio e dell’analisi, riunendo in due giornate una proposta espositiva specializzata, contenuti tecnico scientifici, dimostrazioni dal vivo e occasioni di networking mirate.
Il 27 e 28 ottobre Labotec torna a Parma con la sua seconda edizione, pronta a consolidarsi come osservatorio concreto sull’evoluzione del laboratorio e dell’analisi con un format compatto e ad alto valore, capace di riunire in sole 2 giornate una proposta espositiva specializzata, contenuti tecnico scientifici, dimostrazioni dal vivo e occasioni di networking mirate.
terinario al cosmetico, fino a biotecnologie, sanità, diagnostica e ricerca – rende Labotec un appuntamento capace di intercettare esigenze differenti in un unico contesto altamente specializzato. Anche riguardo alle tecnologie presentate, la presenza è ampia e integrata: strumenti di analisi, controllo e monitoraggio, automazione, preparazione del campione, microscopia, spettrometria rappresentano un ventaglio completo di soluzioni in grado di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più evoluto.
Inoltre, per l’edizione 2026, Labotec conferma il proprio format integrato, che affianca all’area espositiva un pro-
Dopo una prima edizione che ha registrato la presenza di oltre 4.000 professionisti provenienti da 43 paesi e più di 200 espositori e brand da 21 nazioni, con un livello di soddisfazione tra i partecipanti superiore all’80%, l’evento si prepara oggi a una nuova fase di crescita, forte di un tasso di riconferma pressoché totale da parte degli espositori e di un numero crescente di nuove aziende che scelgono Labotec per presentare le proprie soluzioni.
Nell’edizione 2026 Labotec rafforza inoltre il proprio posizionamento internazionale attraverso un Top Buyers Program dedicato a buyer esteri selezionati e concretamente coinvolti nei processi decisionali d’acquisto. L’obiettivo è accrescere ulteriormente la qualità delle relazioni e delle opportunità di business, offrendo agli espositori un contesto qualificato in cui dialogare con interlocutori provenienti dai mercati più strategici.
La manifestazione si rivolge all’intero ecosistema del laboratorio e dell’analisi, configurandosi come piattaforma di riferimento per produttori di tecnologia, distributori, laboratori, startup e centri di ricerca.
UN CONTESTO SPECIALIZZATO PER ESIGENZE TRASVERSALI
La trasversalità dei settori rappresentati – dall’alimentare e bevande, al chimico e petrolchimico, dal farmaceutico e ve-
gramma di contenuti dedicato ai principali trend del settore. Conferenze, dibattiti e momenti di approfondimento ad alto contenuto scientifico e applicativo, con il contributo di partner scientifici qualificati e il coinvolgimento diretto delle aziende, rafforzano il valore della manifestazione come piattaforma di riferimento per aggiornamento, networking e crescita del settore. A rendere ancora più completa l’esperienza Labotec, i progetti speciali LabWorld Arena e Demo Area, realizzate in collaborazione con LabWorld.it, dedicate rispettivamente a workshop aziendali e dimostrazioni dal vivo, e la Talent Academy, sviluppata con Cisita Parma per favorire l’incontro tra imprese e nuovi talenti.
Con la seconda edizione, Labotec prosegue nel percorso di crescita con l’obiettivo di affermarsi come punto di riferimento in Italia per il mondo del laboratorio e dell’analisi, offrendo una piattaforma capace di connettere tecnologie, competenze e relazioni a supporto dell’evoluzione del settore.
Ghiaroni & C. S.r.l. e Giorgio Bormac Srl hanno già confermato il proprio sostegno alla seconda edizione di Labotec in qualità di Sponsor Platinum.
L’ingresso è gratuito previa registrazione obbligatoria sul sito ufficiale; ulteriori informazioni su espositori, contenuti, settori coinvolti e modalità di partecipazione sono sempre in aggiornamento e disponibili su labotec.one.
GLI APERITIVI CULTUR LI
APERITIVI CON LA CULTURA DEL PACKAGING
TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE NELLA STAMPA DEL PACKAGING
Fondazione Carta Etica del Packaging inaugura una nuova iniziativa dedi cata alla cultura del packaging e ai temi che ne raccontano la storia, i materiali, le tecniche e l’evoluzione nel tempo.
Gli Aperitivi culturali della Fondazione sono pensati come momenti di in contro e di confronto informale, in cui approfondire argomenti legati alla tradizione e all’innovazione del packaging, creando occasioni di dia logo tra competenze tecniche, cultu ra del progetto e curiosità.
17 APRILE 12 GIUGNO
Questo nuovo ciclo di appuntamen ti ospiterà nel corso dell’anno in contri dedicati a diversi ambiti della cultura del packaging, con l’obiet tivo di valorizzarne le dimensioni tecniche, storiche e culturali.
I primi due appuntamenti sono de dicati alla storia e alle tecniche della stampa, con particolare attenzione ad alcune pratiche che hanno se gnato l’evoluzione della comunica
Durante il prossimo appuntamento, venerdì 12 giugno, sarà possibile approfondire alcuni aspetti tecnici legati e alla cromolitografia, osservando da vicino strumenti e modalità di stampa tradizionali.
Il programma prevede anche un momento laboratoriale che consentirà ai partecipanti di osservare da vicino e vedere in attività alcune tecniche di stampa “antiche”, ancora oggi ricche di fascino e di valore culturale.
Gli incontri si terranno presso la sede della Fondazione (Spazio Cosimo10, Via Cosimo del Fante 10, Milano), dalle ore 17 alle 18.30 e saranno seguiti da un aperitivo.
Il programma prevede una spiegazione tecnica dei temi trattati, supportata da materiali visivi, e una dimostrazione pratica di stampa al torchio tipografico, con la realizzazione di un piccolo elaborato a ricordo dell’esperienza.
Sial Paris 17-21 ottobre 2026
Parigi, Francia www.sialparis.com
Labotec 27-28 ottobre 2026
Parma www.labotec.one/it/home/ index.php
Cibus Tec 27-30 ottobre 2026
Parma www.cibustec.it
The future of protein production 4-5 novembre 2026
CIBUS TEC 2026: AUMENTANO GLI ESPOSITORI INTERNAZIONALI
In ottobre a Parma la nuova edizione della piattaforma italiana dedicata alle tecnologie per il food & beverage, tra progetti verticali e innovazione trasversale. Previsti più espositori esteri e più superficie rispetto al 2023.
Dopo un’edizione 2023 dagli ottimi risultati, Cibus Tec 2026 (Fiere di Parma, 27-30 ottobre) intende confermarsi come uno degli appuntamenti internazionali di riferimento per la filiera meccano-alimentare.
Forte dei risultati conseguiti nell’edizione 2023, che aveva richiamato una significativa presenza di espositori, oltre 1.200 aziende provenienti da 30 Paesi, e accolto 40.000 professionisti da più 120 Paesi, Cibus Tec 2026 mostra ad oggi un’ulteriore crescita dei principali indicatori. Il confronto con lo stesso periodo dell’edizione 2023 evidenzia infatti un aumento del 20% nel numero di espositori e del 30% dell’area espositiva complessiva.
Decisamente positivo il dato della componente internazionale che risulta in marcata espansione, con +48% di espositori esteri e +38% di superficie espositiva dedicata.
Questo trend di crescita costante lascia prevedere una partecipazione di visitatori professionisti superiore ai 40.000 registrati
nella scorsa edizione.
Per l’edizione 2026 si rafforza e consolida anche il Top Buyers Program, il più ampio programma di incoming realizzato in collaborazione con ICE Agenzia e il supporto della Regione EmiliaRomagna, che punta a filiere strategiche e nuovi mercati. Nel 2023, il Top Buyer Program aveva accolto oltre 3.000 top buyer internazionali da più di 80 Paesi.
Il 2026 segna inoltre un’evoluzione significativa dei contenuti e dei progetti speciali della manifestazione. A Cibus Tec 2026 debutta infatti Bakery? Yes, we tec!, un’ampia area dedicata alle tecnologie più innovative del mondo bakery, che colma una lacuna del mercato italiano, dando vita a un appuntamento industriale innovativo capace di connettere i migliori partner tecnologici del bakery con produttori e brand della filiera alimentare. Una vetrina completa che valorizza impianti e tecnologia lungo tutta la catena dalla preparazione e lavorazione all’automazione, fino al confezionamento e al fine linea. Già nel parterre delle società presenti troviamo tra le altre: Awema, Cake Concepts, Cepi, Fritsch, GEA, Handtmann, Rheon, Soren, Tanis Food Tec, Tecnopool. Lo stesso format è adottato per il settore bevande, con Beverage? Yes, we tec!. Cibus Tec 2026 consolida il proprio ruolo di riferimento per le tecnologie del beverage. Un’area dedicata che rappresenta l’intera catena tecnologica, dalla produzione all’imbottigliamento fino alle soluzioni di fine linea per favorire il dialogo tra technology provider e aziende delle bevande. Uno spazio riservato ai principali trend del comparto, dai nuovi formati ai ready to drink, dai prodotti Better For You a sostenibilità, performance industriali, affidabilità degli impianti, riduzione dei consumi e packaging. Tra le aziende che hanno già aderito figurano: A DUE, Comac, Galdi, Krones, Matrix, Prismatech, Promec, Serac, SIG, Sipa,Tetra Pak.
LE FILIERE E LE TECNOLOGIE
Accanto ai due format verticali, Cibus Tec 2026 conferma la propria capacità di rappresentare in modo completo e credibile soluzioni per le principali filiere alimentari, dalle lavorazioni di frutta, vegetali, salse e condimenti, al lattiero-caseario, alle carni e all’ittico, fino ai piatti pronti, al caffè, al cioccolato e agli snack; per tutti questi comparti la manifestazione offre una visione innovativa delle esigenze di processo dell’industria e delle relative soluzioni tecnologiche.
Trasversali a tutte le filiere trovano spazio tutte le piattaforme tecnologiche che oggi determinano competitività: packaging e fine linea, intralogistica e tracciabilità, automazione e robotica, digitalizzazione e dati, igiene e sicurezza alimentare, efficienza energetica e soluzioni per la sostenibilità ambientale. Un insieme integrato che permette alle aziende di progettare innovazioni di impianto con una visione completa, dalla produttività alla qualità.
IL TREALOSIO NEI BIOLOGICALS
Nel contesto agricolo, in particolare nel comparto dei biologicals, la stabilità dei microrganismi rappresenta una delle principali sfide tecniche.
TREHA™, il trealosio originale bre-
vettato Nagase Viita e distribuito in esclusiva in Italia da Faravelli Food Division, offre una soluzione concreta per migliorare le performance delle formulazioni.
Disaccaride non riducente ottenuto da amido di tapioca, Treha si distin gue per l’elevata purezza e per la sua capacità di proteggere i microrgani smi, contribuendo ad aumentarne vitalità, shelf life ed efficacia.
Le sue applicazioni includono inocu lanti batterici e prodotti a base fungi na, con benefici concreti in termini di stabilità e resa.
Oltre al ruolo funzionale nelle for mulazioni, Treha mostra anche un interessante potenziale come biosti molante diretto, supportando le colture nella risposta a stress am bientali quali siccità, salinità e tem perature estreme.
Per ricevere maggiori informazioni o per organizzare un confronto dedi cato con gli esperti di Faravelli è pos sibile scrivere a: food@faravelli.it
L’AUTENTICITÀ DEL CAFFÈ, L’ECCELLENZA DELL’AROMA
New Flavours ha intrapreso un cammino importante nello sviluppo di aromi naturali e biologici. L’inverno 2026 è caratterizzato dall’aroma caffè e dalla sua valorizzazione, perché il caffè non è solo una bevanda: è un rituale. La fragranza del caffè tostato è una miscela naturale complessa: attraverso le sue tecniche estrattive,
l’azienda riesce a isolarne e caratterizzarne le note.
L’aroma naturale e tipicizzato del caffè firmato New Flavours, dal profilo fedele e avvolgente, nasce con un obiettivo preciso: riprodurre in modo autentico e armonico il bouquet del caffè appena tostato e declinarlo nelle sue varie sfaccettature, come quelle vanigliate, tostate e nocciolate, che possono combinarsi per rendere il caffè unico. Le note dell’aroma si sviluppano in un equilibrio raffinato, capace di integrarsi perfettamente in diverse applicazioni, garantendo stabilità e resa aromatica costante.
I vari aromi naturali di caffè realizzati dall’azienda trovano applicazione: nei prodotti da forno (biscotti, merendine, ecc.); nella gelateria e nei dessert; nel settore lattierocaseario (yogurt aromatizzati); nel beverage (drink pronti, preparati solubili, bevande vegetali); nell’industria dolciaria in generale. La for-
mulazione è studiata sia per lavora zioni ad alte temperature sia per prodotti a freddo.
New Flavours investe costantemen te in ricerca e sviluppo per creare soluzioni su misura, adattando in tensità, persistenza e profilo aro matico alle specifiche esigenze del cliente.
Ogni aroma è sviluppato e control lato secondo rigorosi standard qua litativi, per garantire sicurezza, trac ciabilità e conformità normativa. L’approccio consulenziale dell’a zienda consente di affiancare i part ner in tutte le fasi del progetto: dall’idea iniziale alla messa a punto finale.
Infine, l’esperienza sensoriale fa la differenza: l’aroma di New Flavours non si limita a “ricordare” il caffè: ne interpreta l’essenza, trasformandola in uno strumento creativo per l’indu stria alimentare. Perché dietro ogni grande prodotto, c’è sempre un grande aroma.
LAB Italia, evento di riferimento per le tecnologie e le scienze di laboratorio, l’analisi, le biotecnologie tornerà nel 2026 come punto di incontro per professionisti, aziende e ricercatori impegnati nello sviluppo di soluzioni analitiche, servizi avanzati e innovazione scientifica.
Tutti i settori dell’industria del laboratorio riuniti sotto un unico tetto
Sistemi informatici & digitalizzazione
Life Sciences Farmaceutico e veterinario
Biotecnologie Alimentare e bevande
Ambiente AI Chimica e pterolchimica
Cosmetica Plastica e gomma Diagnostica
Sostenibilità Gestione del laboratorio
Dispositivi medici
ORGANIZZATO
Benché condividano lo stesso profilo normativo, prodotti nutraceutici e integratori alimentari mostrano importanti distinzioni concettuali.
In tale contesto, lo
Stabilimento Chimico
Farmaceutico Militare svolge un ruolo istituzionale chiave sia a livello di informazione che di produzione.
ITITOLO TITOLO
di Arcangelo
Moro*, Martina Cantiani**, Miriam Ascolese***
In alto: controllo qualità nello
Stabilimento Chimico
Farmaceutico
Militare di Firenze
NUTRACEUTICA E INTEGRATORI: TRA DIFFERENZE E PROSPETTIVE
Negli ultimi decenni il paradigma nutrizionale ha subito una profonda trasformazione concettuale. L’alimento non è più interpretato esclusivamente come fonte di energia, macronutrienti e micronutrienti essenziali, ma come matrice capace di supportare il funzionamento fisiologico di pathways metaboliche, espressione genica, signaling cellulare e risposta immunitaria sistemica.
In questo contesto si sono progressivamente affermati i termini integratore alimentare e nutraceutico, frequentemente utilizzati in modo intercambiabile poiché attualmente condividono lo stesso profilo normativo, sebbene i due termini abbiano notevoli differenze intrinseche nel significato.
altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico, commercializzate in forme predosate atte a garantire un dosaggio controllato.
Il termine nutraceutica, coniato nel 1989 da Stephen De Felice, identifica invece l’ambito di studio delle sostanze bioattive di origine alimentare potenzialmente in grado di esercitare un effetto preventivo o coadiuvante nel trattamento di condizioni patologiche. Pur non disponendo di una definizione giuridica autonoma, la nutraceutica implica un livello di validazione scientifica superiore, avvicinandosi per metodologia e finalità all’ambito farmacologico.
*Comandante SCFM
**Capo Sezione API SCFM
***Assistente Tecnico
chimico-fisico SCFM
L’integratore alimentare è definito dalla Direttiva 2002/46/ CE, recepita nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 169/2004, come prodotto destinato a integrare la dieta comune e costituito da fonti concentrate di nutrienti o
Se l’integratore è finalizzato al ripristino o mantenimento di un adeguato apporto nutrizionale, il nutraceutico ambisce a esercitare un’azione funzionale mirata su specifici sistemi biologici. Tale pretesa richiede tuttavia un fondamento scientifico rigoroso.
DEFINIZIONE RIGOROSA DI NUTRACEUTICA
Una definizione scientificamente fondata di nutraceutica può essere la seguente: “disciplina che studia e applica composti bioattivi derivati da alimenti, caratterizzati da meccanismi d’azione biologicamente plausibili e da evidenze cliniche a supporto del loro impiego nella prevenzione o nel supporto terapeutico di condizioni patologiche”.
Ciò implica la presenza dei seguenti criteri:
Origine alimentare o naturale - La sostanza deve derivare da una matrice alimentare o essere strutturalmente correlata a componenti presenti negli alimenti.
Attività biologica dimostrabileDeve esistere evidenza di un meccanismo d’azione con risvolti clinici misurabili (ad esempio attività antiossidante, supporto alla risposta immunitaria).
Rilevanza fisiopatologica - L’effetto biologico deve essere correlabile a un pathway coinvolto in una condizione clinica definita.
Validazione clinica - L’efficacia deve essere supportata da studi clinici controllati con endpoint clinicamente significativi.
Finalità preventiva o coadiuvante - Il nutraceutico non sostituisce la terapia farmacologica, ma può integrarsi nella gestione preventiva o nel supporto terapeutico.
LA NECESSITÀ DI EVIDENZE
CLINICHE A SUPPORTO DELL’EFFICACIA
La crescente diffusione commerciale dei nutraceutici impone una riflessione critica sul livello di evidenza che ne supporta l’impiego.
La plausibilità biologica di un composto – ad esempio la dimostrata attività antiossidante in vitro – non equivale automaticamente a efficacia clinica. La validazione deve fondarsi su studi clinici randomizzati controllati (RCT), adeguatamente dimensio-
Distinzione concettuale
Integratore alimentare - ripristina o integra un apporto nutrizionale.
Alimento funzionale - alimento consumato come tale con effetti benefici documentati. Nutraceutico - sostanza bioattiva con razionale fisiopatologico definito e validazione clinica, impiegata in ottica preventiva o di supporto terapeutico.
nati, con endpoint clinicamente rilevanti.
Un approccio metodologicamente corretto richiede:
- chiara definizione della popolazione target (criteri di inclusione/esclusione);
- standardizzazione del prodotto oggetto di studio;
- valutazione del profilo cinetico di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione (ADME);
- analisi della sicurezza e del profilo di tollerabilità;
- follow-up sufficientemente prolungato per valutare outcome clinici significativi.
di biomarcatori intermedi e reale riduzione del rischio clinico. In assenza di tali requisiti, si rischia di sovrastimare l’efficacia o di generare aspettative non supportate da dati robusti. La nutraceutica moderna, per consolidare la propria credibilità, deve adottare i principi dell’evidence-based medicine, integrando ricerca preclinica, sperimentazione clinica e vigilanza/sorveglianza post-marketing.
L’USO DEI NUTRACEUTICI
A SUPPORTO DELLE TERAPIE
DELLE MALATTIE RARE
Le sostanze bioattive di interesse nutraceutico comprendono:
Carotenoidi - coinvolti nella neutralizzazione delle specie reattive dell’ossigeno e nella protezione dallo stress ossidativo;
Flavonoidi - dotati di proprietà antinfiammatorie, vasoprotettive e modulatrici della funzione endoteliale; Saponine - potenzialmente attive nel metabolismo lipidico e nella modulazione immunitaria;
Amminoacidi - regolatori dell’omeostasi proteica e dei processi immunometabolici;
Vitamine e minerali - cofattori enzimatici essenziali nei processi di regolazione metabolica e nell’omeo-
stasi sistemica.
In ambito cardiovascolare, metabolico e oncologico, diversi studi suggeriscono un possibile ruolo complementare nel ridurre lo stress ossidativo, modulare l’infiammazione cronica di basso grado e migliorare la qualità di vita (figura 1). Nel contesto delle malattie rare a carico del metabolismo minerale, tuttavia, l’integrazione non rappresenta una scelta opzionale, ma un intervento clinicamente necessario, finalizzato al ripristino di equilibri biochimici compromessi.
IL RUOLO IMPRESCINDIBILE DELLA VALUTAZIONE MEDICA
Sebbene gli integratori siano liberamente commercializzabili, il loro impiego non può prescindere da una valutazione clinica individualizzata. La valutazione medica risulta essenziale per:
- definire l’indicazione appropriata; - determinare la posologia ottimale sulla base del quadro clinico del paziente; - prevenire interazioni con il piano terapeutico stabilito; - monitorare l’efficacia e la sicurezza nel tempo.
Figura 2Illustrazione scientifica degli Human Milk Oligosaccharides (HMO) e della loro interazione con il microbiota intestinale
Figura 3Integratore Sali di Calcio
In condizioni quali ipofosfatemia cronica, ipocalcemia, sindromi da malassorbimento, tubulopatie renali ereditarie o altre disfunzioni metaboliche, l’integrazione assume valore di presidio terapeutico complementare. La medicina contemporanea si orienta verso modelli di nutrizione personalizzata e medicina di precisione, nei quali il nutraceutico rappresenta uno strumento clinico modulabile sulla base del profilo clinico individuale.
LE FRONTIERE TECNOLOGICHE
NELLA FORMULAZIONE
Le tecnologie di rilascio avanzato ap plicate alla nutraceutica – liposomi, nanoemulsioni, nanocapsule lipidi che e sistemi a rilascio controllato –consentono di:
- migliorare la biodisponibilità di mo lecole scarsamente solubili;
- proteggere i principi attivi dalla de gradazione gastrointestinale;
- modulare il rilascio nel tempo e nel lo spazio;
- ridurre effetti collaterali e migliorare l’aderenza terapeutica.
L’integrazione tra nutraceutica e na notecnologia apre prospettive di maggiore precisione formulativa e personalizzazione terapeutica.
UNA PROSPETTIVA
TRASLAZIONALE: GLI HMO
E IL MICROBIOTA INTESTINALE
Gli Human Milk Oligosaccharides (HMO) costituiscono la terza frazione solida del latte materno dopo lattosio e lipidi. Si tratta di carboidrati com plessi non digeribili dall’ospite uma no, caratterizzati da elevata specifici tà strutturale (figura 2)
Gli HMO svolgono un’azione:
- prebiotica selettiva: favorendo la proliferazione di Bifidobacterium spp.;
- antiadesiva: impedendo meccanica mente l’interazione dei patogeni con i recettori mucosali;
- immunomodulante: garantendo il corretto funzionamento del sistema immunitario;
La modulazione del microbiota intestinale influenza la produzione di acidi grassi a corta catena (SCFA), con effetti sistemici su metabolismo, risposta infiammatoria e asse intestinocervello.
L’interesse attuale si estende all’impiego degli HMO nell’adulto, in condizioni di disbiosi associate a sindro-
me metabolica, patologie infiammatorie croniche intestinali e disfunzioni immunitarie. Tuttavia, anche in questo ambito, risultano imprescindibili studi clinici controllati per stabilire sicurezza, posologia e reale impatto sugli outcome clinici.
Gli HMO rappresentano un esempio paradigmatico di nutraceutica traslazionale, fondata sull’interazione tra nutrizione, microbiota e immunità.
IL RUOLO DELLO SCFM
NELLA PRODUZIONE
DI INTEGRATORI MINERALI
Nel panorama della sanità pubblica italiana, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM) riveste un ruolo strategico nella produzione di integratori minerali indicati, tra gli altri, a pazienti affetti da patologie rare:
- Sali di fosfato: sono essenziali nel trattamento dell’ipofosfatemia cronica e nel ripristino della mineralizzazione ossea (figura 3)
- Sali di calcio: risultano indispensabili nelle condizioni di ipocalcemia cronica per il mantenimento dell’omeostasi minerale e la prevenzione di complicanze neuromuscolari. (figura 4)
- Sali di magnesio: costituiscono presidio terapeutico nelle tubulopatie renali ereditarie quali le sindromi di Gitelman e Bartter (figura 5)
- Lattosio GNE: destinato anche al supporto terapeutico nella Miopatia GNE (nota anche come GNE Myopathy, Hereditary Inclusion Body Myopathy o Nonaka myopathy), rara patologia neuromuscolare autosomica recessiva (figura 6)
Attraverso standard produttivi elevati e una missione istituzionale orientata alla tutela della salute pubblica, lo SCFM garantisce continuità di approvvigionamento e qualità certificata in ambiti terapeutici spesso non coperti dal mercato
commerciale (acquistabili sul sito https://portalefarmaci.agenziaindustriedifesa.it).
CONCLUSIONI
La nutraceutica rappresenta un’evoluzione concettuale dell’alimentazione verso un modello integrato con la medicina clinica, in cui il confine tra nutrizione e farmacologia diviene progressivamente più sfumato ma scientificamente più strutturato. Tuttavia, la legittimazione di questo ambito non può prescindere da: - evidenze cliniche robuste e metodologicamente validate;
- definizione chiara di indicazioni e popolazioni target;
- valutazione del rapporto rischiobeneficio;
- supervisione medica qualificata e personalizzazione dell’intervento. Solo attraverso un approccio evidence-based è possibile distinguere tra semplice effetto fisiologico e reale impatto clinico, evitando derive commerciali prive di fondamento scientifico.
In tale contesto, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare si configura come attore istituzionale di riferimento nella produzione di integratori minerali e materie prime strategiche, destinate a bisogni sanitari specifici e, in particolare, alla gestione di patologie rare. La sua attività produttiva, caratterizzata da elevati standard qualitativi e continuità di approvvigionamento, contribuisce in modo concreto alla tutela della salute pubblica, rafforzando il ruolo dello Stato nel garantire accesso equo a presidi essenziali. La nutraceutica, se sostenuta da rigore scientifico e appropriatezza prescrittiva, può rappresentare uno strumento complementare di valore nella medicina moderna, integrando prevenzione, supporto terapeutico e innovazione tecnologica in un quadro regolatorio e clinico ben definito.
Figura 4Integratore Sali di Magnesio
Figura 5
Figura 6
L’azienda, che sviluppa ingredienti e miscele personalizzate, punta a crescere sui mercati globali mettendo al centro della propria strategia l’innovazione, la tracciabilità e le sinergie di filiera.
ITITOLO TITOLO
NATEEO ACCELERA SULL’INTERNAZIONALIZZAZIONE
Nateeo, hub di filiera del Gruppo Cereal Docks per ingredienti e miscele personalizzate, consolida il proprio percorso di crescita internazionale con un obiettivo chiaro: portare nel mondo soluzioni vegetali ad alto valore aggiunto, costruite su misura per i mercati locali e supportate da una filiera tracciata, certificata e rigorosamente orientata al non OGM.
Ne abbiamo parlato con la CEO Silvia Santarelli, che racconta una strategia fondata su qualità, diversificazione delle matrici vegetali e integrazione verticale di Gruppo.
Che ruolo svolge Nateeo all’interno della filiera agroindustriale del Gruppo Cereal Docks e in che modo questa integrazione contribuisce allo sviluppo di ingredienti e soluzioni innovative?
“Far parte del Gruppo Cereal Docks significa operare all’interno di una piattaforma agroindustriale integrata
che presidia ogni fase della catena del valore: dall’origine delle materie prime allo sviluppo di ingredienti funzionali. Ci consente di garantire un controllo diretto e trasparente della filiera, soprattutto per la soia non OGM, elemento distintivo della nostra proposta. Nateeo rappresenta l’hub specializzato nello sviluppo di ingredienti e soluzioni ad alta specializzazione tecnologica. La sinergia con il Gruppo si traduce in sicurezza dell’approvvigionamento, standard qualitativi elevati e capacità di rispondere con flessibilità alle esigenze dei clienti internazionali”.
Come è andata la vostra partecipazione a Food Ingredients Europe e quali indicazioni avete raccolto dal mercato?
“È stata un’edizione molto positiva che ha confermato il dinamismo del settore. Abbiamo registrato un forte
a cura
di Alessandro
Bignami
interesse, con richieste qualificate sia in termini quantitativi sia qualitativi. Se da un lato abbiamo notato una presenza meno marcata dei grandi gruppi globali, dall’altro è emersa con forza una nuova generazione di aziende dinamiche e innovative – le ‘stelle nascenti’ – desiderose di affermarsi nello scenario internazionale. L’Europa resta oggi il mercato principale, ma l’ambizione è chiara: rafforzare la presenza in Asia e nel continente americano attraverso piattaforme capaci di adattare ingredienti, packaging, canali distributivi e applicazioni alle specificità locali”.
La customizzazione degli ingredienti è uno dei punti di forza della vostra proposta. Come si traduce concretamente questo approccio nello sviluppo delle miscele?
“La strategia di Nateeo punta su un’ingredientistica premium, pensata per produzioni ad alto valore e nicchie specialistiche. Stiamo sviluppando miscele customizzate in volumi mirati, con packaging ottimizzati per produzioni di alta gamma. Le nostre soluzioni migliorano texture, resa in ricetta e performance tecnologiche. Ogni formulazione nasce da
un approccio collaborativo con il cliente: flessibilità e personalizzazione sono i nostri tratti distintivi”.
Oltre alle miscele funzionali, state introducendo anche nuove soluzioni per l’industria alimentare?
“La proposta Nateeo si amplia costantemente. Tra le soluzioni che proponiamo ci sono le lecitine e le miscele funzionali: lecitine di soia non OGM, lecitine di girasole e lecitine di colza per nutrizione umana e animale, con certificazione GMP+ Feed. Tra le novità più rilevanti c’è Leciplus F NGM CARE, una lecitina di soia non OGM sviluppata per formule per l’infanzia, con standard elevatissimi di sicurezza, tracciabilità e costanza emulsionante. Abbiamo inoltre sviluppato una nuova linea di coadiuvanti tecnologici per agenti staccanti, progettati per migliorare l’efficienza produttiva nelle linee automatiche, in particolare nel bakery dolce e salato e negli impasti ad alto contenuto zuccherino. Le tre matrici vegetali su cui lavoriamo – soia, colza e girasole – ci permettono di rispondere con flessibilità alle esigenze dei mercati globali, inclusi quelli extraeuropei”.
Avete partecipato anche alla Non-GM Soy Conference di Francoforte. Quali temi sono emersi dal confronto internazionale su tracciabilità e filiere non OGM?
“La partecipazione alla Non-GM Soy Conference di Francoforte ha ribadito la centralità di sostenibilità e tracciabilità. Non parliamo solo di assenza di OGM, ma di esclusione di qualsiasi derivanza da organismi geneticamente modificati. È un impegno che richiede controllo rigoroso della filiera e standard certificati. Nateeo aderisce a diversi schemi volontari di certificazione, tra cui Donau Soja, ProTerra Foundation ed Europe Soya. Si tratta di certificazioni che garantiscono origine europea, sostenibilità ambientale e sociale e standard non OGM verificati”.
Silvia Santarelli, CEO di Nateeo
Il segmento baby food rappresenta uno degli assi di sviluppo della vostra strategia. Quali investimenti avete realizzato in questo ambito?
“Il segmento baby food rappresenta un asse strategico di sviluppo. Abbiamo recentemente investito in
una nuova camera di confezionamento asettico che ci consente di offrire emulsionanti vegetali confezionati in ambienti controllati, pienamente conformi ai requisiti stringenti dell’alimentazione infantile. Stiamo già collaborando con partner italiani
ed europei e ci aspettiamo un’ulteriore crescita”.
Sul piano industriale state lavorando anche sull’efficienza dei processi produttivi?
“Stiamo lavorando sull’ottimizzazione dei processi per ridurre ridondanze e inefficienze, anche attraverso la razionalizzazione degli audit legati ai diversi schemi di certificazione”.
L’attuale scenario geopolitico influisce sulle vostre attività nei mercati internazionali?
“Siamo consapevoli delle fragilità delle filiere globali, ma continuiamo a operare con solidità in Europa dell’Est e Medio Oriente. Abbiamo inoltre avviato nuove collaborazioni in Giappone, segnando un ulteriore passo nella nostra espansione asiatica”.
Nateeo è impegnata anche sul fronte della responsabilità sociale. Che valore attribuite a questo impegno?
“Nateeo rinnova ogni anno la donazione di 100.000 pasti al Banco Alimentare del Veneto. Le imprese devono essere non solo economicamente performanti, ma anche generatrici di valore per il territorio. Il nostro impegno è costante, indipendentemente dall’andamento dei singoli esercizi”.
Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi strategici per il prossimo anno?
“Tra i nostri target strategici figura l’ingresso con forniture dedicate per clienti attivi anche nel mercato statunitense. I dazi non rappresentano un ostacolo strutturale: proponiamo ingredienti da matrici vegetali come il girasole, a cui il mercato americano è fortemente interessato. La nostra forza risiede nella specializzazione e nella filiera integrata. Nateeo si posiziona così come partner tecnologico per ingredienti vegetali che unisce competenza formulativa, controllo della materia prima e visione globale”.
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RAGGI GAMMA PER LA SICUREZZA E CONSERVAZIONE DEL GRANO
Enea ha testato con successo l’irraggiamento gamma come tecnica sicura, efficace e sostenibile per garantire la sicurezza microbiologica, preservare le caratteristiche nutrizionali e prolungare la durata del grano.
Enea ha testato con successo l’irraggiamento gamma come tecnica sicura, efficace e sostenibile per garantire la sicurezza microbiologica, preservare le caratteristiche nutrizionali e prolungare la durata di conservazione del grano. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Polysaccharides e confermano il suo potenziale come metodo di trattamento e di conservazione per nuove applicazioni nell’industria cerealicola e agroalimentare. I test sono stati condotti nella facility di irraggiamento Calliope del Dipartimento Nucleare presso il Centro Ricerche Enea Casaccia (Roma), su quattro tipologie di frumento italiano: una di grano duro e tre di grano tenero provenienti da agricoltura convenzionale, biologica e integrata.
“Dopo aver esposto il grano macinato a una dose di radiazioni gamma sufficiente a eliminare microrganismi patogeni, funghi e muffe, abbiamo comprovato che il trattamento non provoca alterazioni visibili nell’aspetto o nel colore dei campioni e, soprattutto, non compromette le proprietà chimico-fisiche né la struttura molecolare dell’amido presente nel grano”, spiega Alessia Cemmi, responsabile del Laboratorio Enea Facility Irraggiamento Gamma e coautrice dello studio insieme a Rocco Carcione, Beatrice D’Orsi, Ilaria Di Sarcina, Emiliana Mansi e Jessica Scifo.
Il trattamento con raggi gamma, generati dalla sorgente di Cobalto-60 della facility Calliope, garantisce l’assenza di modifiche in grado di indurre radioattività nei prodotti
alimentari e consente di prolungare la conservazione degli alimenti, ritardando i processi di maturazione e di deterioramento. Inoltre, consente di trattare grandi quantità di merce in un unico lotto senza generare scarti o rifiuti inquinanti e, a differenza dei metodi convenzionali, non richiede un elevato consumo energetico né comporta un aumento di temperatura.
VERSO L’APPLICAZIONE ANCHE SU ALTRI PRODOTTI
“Sulla base dei risultati che abbiamo ottenuto, questo tipo di irraggiamento potrà essere applicato anche ad altri prodotti a base di polisaccaridi come il mais, un cereale particolarmente vulnerabile alla contaminazione da funghi pericolosi per la salute umana e animale”, sottolinea Alessia Cemmi. “In questo contesto – aggiunge – stiamo partecipando a un progetto finanziato da Coldiretti Toscana focalizzato sull’eradicazione di questo tipo di biodeterogeni mediante approcci più green e sostenibili rispetto ai metodi tradizionali che includono ad esempio l’uso di pesticidi”.
Attualmente, circa 50 Paesi nel mondo adottano questo tipo di trattamento, fortemente sostenuto da Organizzazioni internazionali quali FAO, OMS e IAEA, per garantire la sicurezza alimentare di oltre 50 categorie di alimenti, grazie alla sua efficacia nell’eliminare batteri, anche patogeni, come Escherichia coli, Salmonella e Listeria, nonché insetti infestanti e comunità fungine in carni, pesci freschi, spezie, prodotti deperibili e in alimenti congelati.
In Italia non è ancora molto diffusa la tecnica dell’irraggiamento gamma, usata solo per il trattamento anti-germinativo per patate, aglio e cipolla e per sanificare spezie e altri prodotti vegetali essiccati.
“Elevati costi gestionali e necessità di personale specializzato sono i principali motivi del suo utilizzo limitato nel nostro Paese”, prosegue Cemmi. “Inoltre, ogni prodotto alimentare ha una dose limite applicabile che dipende dalla sua matrice. Il grano, ad esempio, può tollerare dosi anche relativamente elevate senza subire degradazioni significative perché è composto prevalentemente da polisaccaridi organizzati in strutture molecolari robuste. Al contrario, dosi elevate impiegate in frutta e verdura fresche possono degradare alcuni componenti, a causa di matrici più delicate. Per questo motivo, la tolleranza all’irraggiamento non può essere generalizzata: ogni matrice deve essere studiata individualmente, così da garantire sia la sicurezza sia la conservazione delle proprietà nutrizionali e funzionali dell’alimento”.
Questo studio rientra nell’ambito del progetto
METROFOOD-IT, coordinato dalla ricercatrice Claudia Zoani del Dipartimento Sostenibilità di Enea, volto a creare una rete nazionale italiana in grado di rafforzare l’infrastruttura di ricerca per la metrologia e la gestione di dati open-access nel settore agroalimentare.
SuperBio, costruttore
brasiliano di miscelatori e apparecchiature di processo, apre una sede produttiva nel nostro paese con l’obiettivo di diffondere la propria tecnologia in tutta Europa.
Alessandro Bignami
Nella foto in apertura, il Ceo di SuperBio
Valdo Cavalcanti (secondo da destra) con una parte del team
tecnico nella sede centrale di San Paolo in Brasile
TITOLO TITOLO ITITOLO TITOLO LA MISCELAZIONE MADE IN BRAZIL APPRODA IN ITALIA
Nelle Americhe e soprattutto in Brasile, dove ha la sede centrale, SuperBio è affermata da tempo nella produzione di miscelatori e apparecchiature per le industrie di processo, con importanti referenze internazionali anche nel settore alimentare. Da alcuni anni ha deciso di estendere il suo raggio d’azione e di oltrepassare l’oceano, in senso inverso rispetto allo storico viaggio di Cristoforo Colombo. SuperBio è approdata infatti sulle rive del Vecchio Continente nel 2025, scegliendo di aprire in Italia, per la precisione ad Abbiategrasso (MI), la sua prima sede europea. Una sfida coraggiosa, che ha l’obiettivo di portare nel nostro continente la cultura tecnologica e commerciale che le ha consentito una crescita robusta dall’altra parte dell’Atlantico.
La direttrice regionale Juliana Garcia Pons Manzatto, insieme al marito Rodrigo Cecchine Manzatto, diret -
tore di produzione, hanno preso in carico il difficile e stimolante compito di aprire la strada, guidando i primi passi di SuperBio Italy con l’apertura della sede e la posa dei primi macchinari per la produzione, dopo aver terminato le lunghe procedure burocratiche per ottenere le autorizzazioni. Ora è tutto pronto per lanciare la grande sfida europea.
“Per l’apertura della sede europea, abbiamo individuato l’area di Milano perché inserita in un contesto altamente industrializzato, con i relativi vantaggi sia per l’approvvigionamento di materiali e componenti sia per le opportunità di vendita”
di
Dal Brasile alta tecnologia per la miscelazione e l’omogeneizzazione
SuperBio è specializzata nella produzione di attrezzature per la miscelazione, omogeneizzazione, alimentazione e frazionamento di solidi, polveri, liquidi e materiali pastosi con caratteristiche diverse. Ha una vasta esperienza nella fornitura di soluzioni per l’industria di processo, soprattutto in ambito alimentare, agroindustriale, chimico e farmaceutico.
Nell’alimentare, l’azienda propone sistemi completi di
Juliana Pons, per quali ragioni avete scelto di aprire in Italia la prima sede europea?
“Il vostro paese è anzitutto una realtà industriale di primo piano, soprattutto nel settore alimentare, dove è leader e continua a crescere. Inoltre, l’Italia ha la posizione più strategica per le nostre esigenze logistiche. Da qui possiamo esportare rapidamente in tutto il continente, avendo anche una collocazione più centrale della Spagna, l’altro paese che avevamo preso in considerazione per l’investimento. In particolare, abbiamo individuato l’area di Milano perché inserita in un contesto altamente industrializzato, con i relativi vantaggi sia per l’approvvigionamento di materiali e componenti sia per le opportunità di vendita. A ciò si aggiunge la vicinanza al porto di Genova, da dove gli impianti provenienti dal Brasile, una volta approdati, potranno essere facilmente trasportati verso la nostra sede o direttamente verso i clienti in Europa. Abbiamo comunque in programma l’apertura di una seconda sede, dedicata prevalentemente all’assemblaggio degli impianti, nel nord della Francia”.
Ci può accennare alle origini di SuperBio?
“È stata fondata nel 2002 vicino a San Paolo dal Ceo Valdo Cavalcanti, che dopo alcuni anni di attività de-
miscelazione per la produzione alimentare, in particolare per polveri, granuli, paste e liquidi. I macchinari in acciaio inox garantiscono alta qualità costruttiva, finiture ottimali e una facile pulizia. Sono utilizzati per la produzione di farine e amidi, succhi e dessert in polvere, preparati per farciture, condimenti e spezie, impasti e premix per panificazione, cioccolate in polvere, latte in polvere e caffè, zucchero e dolcificanti, integratori alimentari.
cise di focalizzarsi sulla progettazione e realizzazione di miscelatori, principalmente a nastro e a pale. Ha sviluppato un impianto che è stato subito molto apprezzato dal mercato. Oggi siamo una realtà di circa 20 persone, tutte di alto profilo tecnico. La sede centrale è organizzata su quattro ampi capannoni. La casa madre svolge anche una continua attività di ricerca e sviluppo, oggi in gran parte dedicata all’automazione e all’integrazione di soluzioni robotiche sui miscelatori. Siamo una piccola società ma con grandi potenzialità e ambizioni. Abbiamo la tecnologia, la competenza, clienti importanti nelle Americhe, la fiducia nel nostro prodotto di punta e molto coraggio. Questi ingredien-
Juliana Pons, direttrice regionale di SuperBio Italy
Un miscelatore realizzato dall’azienda
ti ci hanno convinto ad affrontare una grande sfida come quella di venire a produrre e vendere in Europa. Avremmo potuto accontentarci del nostro business in Brasile, dove siamo ben radicati. Ma crediamo di poter aspirare a un mercato più grande, crescere a livello internazionale e dare un contribuito importante alla filiera europea”.
Miscelatore a nastro
La struttura del miscelatore a nastro Ribbon Blender è solitamente realizzata in acciai speciali, inox 304 o 316. Dispone di un sistema di miscelazione di nastri di forma elicoidale collegati a un albero centrale di flusso e controflusso. I nastri trasportano le particelle facendo rotolare le sfere di prodotto. Il rotolamento, favorito dall’angolo della forma elicoidale, fa sì che le particelle comunichino tra loro, provocando uno shock fisico e trasformando diversi prodotti in una miscela uniforme.
Tra le sue principali caratteristiche tecniche:
Capacità variabile - Il miscelatore a nastro Ribbon Blender è prodotto in serie, con una gamma che varia da 10 litri a 10.000 litri e una capacità di lavorazione fino a 20 tonnellate per operazione. Dispone inoltre di una linea di impianti continui che comprende: alimentazione di silos polmonari, Ribbon
In Brasile siete affermati, ma in Europa dovete costruire quasi da zero la rete commerciale e il portafoglio clienti: come intendete affrontare questa sfida?
“Cercheremo anzitutto di mettere in luce le importanti referenze che abbiamo nelle Americhe, dove i nostri miscelatori sono utilizzati da grandi player anche del settore alimentare. Certo non sarà facile entrare nelle
Blender centrale, silo a passaggio continuo per l’insaccamento (in questa configurazione è possibile produrre fino a 140 tonnellate/ora con l’automazione appropriata) con attrezzature da 6.000 litri.
Efficienza convalidata attraverso i processi - Il miscelatore offre una miscelazione rapida, dinamica e omogenea, superando i processi lineari di varie apparecchiature. La sua efficienza riduce i costi operativi e aumenta la qualità finale del prodotto, standardizzando il processo.
Qualitàdeimateriali - Lo studio e l’analisi dei materiali da utilizzare nella costruzione dell’apparecchiatura varia a seconda dei materiali da lavorare. Normalmente, viene ampiamente utilizzato l’acciaio inox resistente alla corrosione, alla temperatura, all’abrasione o alle reazioni proprie di ciascun processo. Se necessario, si utilizzano anche le superleghe: titanio, monel, hardox, lega e hastelloy, tra gli altri. Il Ribbon Blender è progettato per resistere all’usura e alla corrosione, garantendo una lunga durata di vita con bassi requisiti di manutenzione.
Flessibilità e applicazioni in vari settori - Il Ribbon Blender è ampiamente utilizzato nei settori alimentare, chimico, farmaceutico, agroindustriale, petrolchimico e altri. Può essere configurato per soddisfare il processo di miscelazione specifico di ogni settore, compresi la capacità produttiva/ora, gli accessori e i dispositivi di alimentazione, attesa e dosaggio. Sicurezzaeagilità - Grazie ai controlli e al sistema di sicurezza integrati nel design, il Ribbon Blender garantisce un processo di miscelazione a basso rischio, nel rispetto delle normative e della formazione operativa adeguata. Garantisce maggiore sicurezza e conformità agli standard normativi regionali: in Brasile si utilizzano NR12 e NR10. In Europa i macchinari rispettano le normative europee di sicurezza, qualità e conformità, inclusa la Direttiva Macchine.
vendor list delle aziende europee. Sappiamo che, soprattutto in Italia, conta molto il rapporto di fiducia che si crea nel tempo fra fornitore e clien-
te. Non sarà banale proporre un cambiamento di fronte a questi solidi rapporti. Ma siamo convinti dell’efficacia e dell’innovazione della nostra
“Abbiamo la tecnologia, la competenza e molto coraggio: questi ingredienti ci hanno convinto ad affrontare una grande sfida come quella di venire a produrre e vendere in Europa”
Ribbon Blender
tecnologia e di poter quindi, a nostra volta, farci conoscere e ottenere la fiducia del mercato. In Brasile, quando un’azienda installa per la prima volta un nostro miscelatore e verifica sul campo le sue prestazioni, spesso decide poi di sostituire tutti quelli del proprio stabilimento. Lo dimostra il dato secondo il quale circa l’80% delle nostre vendite vanno a clienti che hanno già acquistato in passato i nostri impianti. Questo è l’approccio che vogliamo portare anche qui in Europa”.
Le procedure per l’apertura della sede in Italia sono state complesse?
“Purtroppo sì. Le lunghe procedure burocratiche per ottenere le autorizzazioni necessarie ad aprire e iniziare a produrre hanno rallentato la nostra tabella di marcia e aumentato i tempi e i costi che avevamo inizialmente previsto. L’iter si è comunque concluso con successo e da settembre 2025 abbiamo tutti i permessi per la produzione. Da quel momento, abbiamo subito installato in officina una macchina per il taglio laser di lamiere in acciaio inox e carbonio, anche per il servizio conto terzi, e intensificato l’attività commerciale, potendo finalmente rispondere operativamente alle richieste. A parte
Miscelatore a pale
“Il nostro miscelatore ha un’alta resistenza e una vita utile lunghissima, è facile da smontare e pulire, consente una miscelazione completamente omogenea e minimizza le perdite
di prodotto”
le operazioni di tornitura, i nostri impianti vengono totalmente realizzati al nostro interno”.
Quali caratteristiche distinguono i vostri miscelatori da quelli che già esistono nel mercato europeo? “Hanno una tecnologia esclusiva –frutto della ricerca di Valdo Cavalcanti, di suo figlio, Henrique Cavalcanti, e dello staff tecnico brasiliano – e disponibile a un prezzo fortemente competitivo. Il nostro miscelatore ha un’alta resistenza e una vita utile lunghissima, è facile da smontare e pulire, venendo incontro ai severi requisiti di igiene dell’industria alimentare. Consente una miscelazione completamente omogenea e minimizza le perdite di prodotto. Il nostro team tecnico svolge inoltre un ruolo di consulenza, orientando il cliente nella scelta più efficiente e conveniente per raggiungere i propri obiettivi. A volte, per esempio, ci chiedono impianti sovradimensionati – che non solo necessi-
Il Miscelatore a pale SuperBio Paddle Blender offre alcuni vantaggi importanti:
- Efficienza comprovata: il Paddle Blender è rinomato per la sua capacità di omogeneizzare polveri, granulati, paste e impasti in modo rapido e preciso.
- Design intelligente: i suoi battitori a pale agiscono in flusso e controflusso, garantendo una miscelazione uniforme e coerente.
-Versatilità: è adatto a diverse granulometrie, densità e aspetti dei materiali.
- Costruzione robusta: realizzata in acciaio inox o acciaio
tano di un investimento iniziale maggiore, ma generano poi alti costi energetici e di manutenzione – quando invece basterebbe una soluzione più compatta ed economica. Il know how accumulato ci mette nelle condizioni di consigliare al meglio chi si rivolge a noi”.
Vi siete dati dei tempi e degli obiettivi chiari per questa esperienza europea?
“Sì, il piano prevede di avere una produzione a regime e un buon numero di clienti entro due anni, di ripagare l’investimento iniziale entro tre anni e di generare utili entro cinque. Se il programma procede come previsto, nei prossimi mesi assumeremo almeno sei operatori specializzati, che verranno inizialmente formati e seguiti dai nostri esperti provenienti dalla casa madre. Insomma, crediamo fermamente nella possibilità di portare in Europa i valori tecnologici e umani che finora ci hanno consentito di ottenere tanti successi nelle Americhe”.
al carbonio, offre durata e resistenza.
- Facilità di manutenzione: la struttura consente un facile accesso per la pulizia e le regolazioni.
Le sue applicazioni riguardano diversi settori: il farmaceutico per l’omogeneizzazione precisa di ingredienti attivi; il chimico per la miscelazione di composti per produrre prodotti chimici; l’alimentare per la preparazione di alimenti e integratori; il petrolchimico per l’elaborazione di sostanze chimiche; l’agroindustria per la miscelazione di fertilizzanti e additivi; il civile per la produzione di materiali da costruzione.
a cura
Mettler-Toledo porta a Interpack le sue tecnologie di ispezione, che rafforzano sicurezza, produttività e conformità normativa all’interno degli stabilimenti alimentari.
Ne parliamo con Roberto Scanu.
Nella foto in apertura, il software di gestione dati ProdX™
VISIBILITÀ, COERENZA E CONTROLLO IN PRODUZIONE
Applicate ai Punti Critici di Controllo, le tecnologie di ispezione supportano una produzione più sicura ed efficiente su larga scala. È questo uno dei messaggi al centro della partecipazione di Mettler-Toledo a Interpack 2026, sintetizzato nella formula “Inspect. Protect. Comply”, come ci ha spiegato Roberto Scanu, Product Inspection Business Area Manager in Mettler-Toledo Italia, in questa intervista alla vigilia della manifestazione.
Roberto Scanu, quali sono gli obiettivi e le aspettative che avete per Interpack 2026?
“Interpack rimane uno dei più importanti punti d’incontro globali per le industrie del packaging e della trasformazione, riunendo fornitori di tecnologia e produttori per discutere le sfide che caratterizzano la produzione moderna. Per MettlerToledo Product Inspection, l’evento rappresenta un’opportunità per incontrare i produttori di persona e dimostrare come
le tecnologie di ispezione possano aiutarli a rafforzare la sicurezza del prodotto, proteggere la produttività e mantenere la conformità normativa, operando al contempo con velocità di produzione sempre più elevate.
In occasione dell’edizione di quest’anno, con il tema “Inspect. Protect. Comply.”, dimostreremo come le tecnologie di ispezione possano essere applicate ai Punti Critici di Controllo (CCP) per supportare una produzione più sicura ed efficiente su larga scala. Questo aspetto è sempre più importante, poiché i produttori si stanno orientando verso sistemi di produzione più connessi, automatizzati e basati sulla gestione dei dati, dove i sistemi di ispezione svolgono un ruolo fondamentale all’interno di strategie di produzione intelligente più ampie.
Interpack segna il debutto mondiale del nostro nuovo metal detector M50 serie R, insieme a sistemi di ispezione a raggi X avanzati, tra cui soluzioni come la serie X2 per prodotti con-
di Alessandro Bignami
fezionati e la serie X3 per prodotti sfusi. Sarà inoltre presentato il sistema di controllo peso ad alte prestazioni C35, così come sistemi combinati che riuniscono diverse funzioni di ispezione in un’unica soluzione integrata.
I visitatori del padiglione 11, stand A60, potranno anche scoprire il software di gestione dati ProdX™, che collega i dispositivi di ispezione lungo la linea di produzione per supportare la tracciabilità, la registrazione digitale dei dati e una gestione della qualità più efficace. Queste tecnologie mostreranno ai produttori come migliorare il rilevamento delle contaminazioni, rafforzare l’integrità del prodotto e ottenere una maggiore visibilità sulle prestazioni di ispezione in tutte le loro attività”.
Le tensioni internazionali, in particolare in Medio Oriente, stanno avendo forti ripercussioni sul settore del food packaging? Pensa che in fiera a Düsseldorf prevarrà un clima di incertezza e preoccupazione?
“È evidente che i produttori oggi operano in un contesto globale complesso, in cui catene di approvvigionamento, costi e requisiti normativi sono in continua evoluzione. Noi di Mettler-Toledo supportiamo i clienti in tutto il mondo attraverso una rete globale di stabilimenti produttivi negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Cina. Questa presenza internazionale ci consente di fornire costantemente competenze locali e di supportare i clienti nel mantenimento di prestazioni di ispezione costanti in diversi mercati e paesi”.
Sarà possibile osservare, al vostro stand, dimostrazioni dal vivo e casi reali con prodotti alimentari?
“Sì, i visitatori dello stand A60 di MettlerToledo Product Inspection nel padiglione 11 potranno assistere a dimostrazioni dal vivo che illustrano il funzionamento dei sistemi di ispezione. Vedere le apparecchiature in azione permette ai produttori di comprendere meglio come tecnologie come la pesatura di controllo, il rilevamento di metalli, i raggi X e l’ispe-
zione visiva possano essere integrate nelle proprie linee di produzione”.
In che misura l’evoluzione delle normative influisce sulla progettazione dei vostri sistemi?
“Gli sviluppi normativi svolgono un ruolo importante nel plasmare le tecnologie di ispezione dei prodotti. I produttori alimentari devono conformarsi a un’ampia gamma di standard relativi alla sicurezza alimentare, alla qualità del prodotto e alla tracciabilità, e i sistemi di
Roberto Scanu,
Product Inspection
Business Area Manager in Mettler-Toledo Italia
C35 AdvancedLine
Checkweigher
ispezione sono progettati per supportare tali requisiti. In pratica, questo va oltre le sole prestazioni di rilevamento. I quadri normativi come l’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), le GMP (Good Manufacturing Practice) e gli standard di riferimento della GFSI (Global Food Safety Initiative) pongono sempre maggiore enfasi sul controllo igienico e sulla tracciabilità all’interno dell’ambiente di produzione. Di conseguenza, le apparecchiature devono essere progettate non solo per rilevare i contaminanti, ma anche per supportare processi di sanificazione efficaci e ripetibili e un’acquisizione affidabile dei dati. Dal punto di vista igienico, ciò significa ridurre le aree in cui possono accumularsi residui di prodotto, migliorare l’accessibilità per la pulizia e supportare procedure di sanificazione uniformi lungo tutta la linea. Allo stesso tempo, le aspettative normative in materia di documentazione e tracciabilità continuano a crescere. Soluzioni di gestione dei dati digitali come ProdX™ contribuiscono a facilitare la conformità acquisendo automaticamente i dati di ispezione da più dispositivi lungo la linea, archiviandoli in modo sicuro e rendendoli accessibili per i processi di audit o di reporting di conformità.
La combinazione di una progettazione del sistema igienicamente accurata e di una gestione dei dati connessa aiuta i produttori a ridurre i tempi di pulizia, minimizzare il consumo di acqua e prodotti chimici e mantenere standard igienici più uniformi, supportando al contempo la conformità normativa e l’efficienza operativa”.
Quali sono le principali criticità da tenere sotto controllo al fine di minimizzare il rischio di contaminazione in un ambiente di produzione alimentare?
“Minimizzare i rischi di contaminazione richiede un approccio sistematico basato sui principi HACCP. Questo processo inizia con l’identificazione dei potenziali pericoli biologici, chimici e fisici all’interno dell’ambiente di produzione, se-
guita dalla determinazione dei Punti Critici di Controllo (CCP) in cui tali rischi possono essere efficacemente monitorati e controllati. Una volta definiti i CCP, è possibile selezionare le tecnologie di ispezione in base alle specifiche caratteristiche del prodotto, al formato del packaging e ai rischi di contaminazione presenti in ogni fase della produzione. Le tecnologie di rilevamento dei metalli e di ispezione a raggi X svolgono un ruolo chiave nell’identificazione di corpi estranei come metallo, vetro, pietra, ossa e contaminanti in plastica e gomma ad alta densità, nonché nei controlli di integrità. Inoltre, i sistemi di controllo peso aiutano i produttori a verificare il peso del prodotto e a rilevare componenti mancanti, mentre le soluzioni di ispezione connesse offrono una maggiore visibilità lungo tutta la linea di produzione, consentendo ai produttori di monitorare le prestazioni e di intervenire tempestivamente su potenziali problemi”.
Che miglioramenti apporta, nella rilevazione dei metalli, la nuova serie M50 R?
“La serie M50 R rappresenta un significativo passo avanti nella tecnologia di rilevamento dei metalli, progettata per soddisfare le crescenti esigenze della moderna produzione alimentare. Più che una semplice evoluzione dei sistemi precedenti, riflette un cambiamento verso una maggiore sensibilità, una maggiore connettività digitale e un controllo operativo migliorato. I visitatori di Interpack, Padiglione 11, Stand A60, potranno assistere alla presentazione in anteprima di questa nuova soluzione in fiera”.
Quali sono le maggiori difficoltà nell’ispezione ai raggi x dei prodotti sfusi e come la vostra tecnologia consente di superarle?
“L’ispezione di prodotti sfusi presenta diverse sfide, poiché i prodotti possono sovrapporsi, muoversi in modo irregolare sui nastri trasportatori o variare in densità e forma. Questi fattori possono rendere più difficile il rilevamento costante di corpi estranei e aumentare il
rischio di scarti di prodotto non necessari. Per ovviare a questo problema, le tecnologie di ispezione devono non solo garantire prestazioni di rilevamento affidabili, ma anche supportare meccanismi di scarto precisi e controllati. Identificando e rimuovendo con precisione solo il prodotto contaminato, i produttori possono ridurre al minimo gli sprechi, mantenere la resa ed evitare inutili interruzioni della produzione.
Le tecnologie di ispezione a raggi X progettate specificamente per applicazioni su materiali sfusi contribuiscono ad affrontare queste sfide ottimizzando le prestazioni di rilevamento per i prodotti sfusi. Ad esempio, la serie X3 di sistemi di ispezione a raggi-X per prodotti sfusi è sviluppata per ispezionare prodotti non confezionati su nastri trasportatori, garantendo un rilevamento affidabile di corpi estranei anche in ambienti con movimentazione di materiali sfusi particolarmente impegnativi”.
Sistema di ispezione X2 a raggi X
Sistema di ispezione serie X3
Cosa spinge un’azienda alimentare a implementare un sistema combinato?
“Molti produttori sono alla ricerca di soluzioni per semplificare i processi di ispezione, mantenendo al contempo elevati livelli di controllo qualità. I sistemi combinati consentono di integrare diverse tecnologie di ispezione, come il rilevamento di metalli o l’ispezione a raggi X combinata con il controllo peso, in un’unica soluzione. Questo approccio è particolarmente vantaggioso laddove lo spazio sulla linea di produzione è limitato, in quanto riduce l’ingombro complessivo delle apparecchiature, mantenendo al contempo una copertura di ispezione completa. Può anche contribuire a semplificare la formazione degli operatori, poiché i team devono imparare a gestire un solo sistema integrato anziché diverse macchine indipendenti, migliorando l’efficienza e la coerenza nelle operazioni quotidiane”.
Il vostro software ProdX aiuta il cliente anche a selezionare e interpretare i tanti dati a disposizione al fine di prendere delle decisioni concrete e consapevoli?
“Il software di gestione dati ProdX™ monitora e registra le attività di ispezione dei dispositivi Mettler-Toledo connessi lungo la linea di produzione e archivia i dati in modo sicuro per supportare la tracciabilità, la documentazione e la preparazione agli audit. Centralizzando le informazioni di ispezione in un unico luogo, aiuta i produttori a mantenere registri chiari e strutturati di prestazioni, eventi e attività di test.
Una volta integrati con sistemi di gestione aziendali, questi dati possono essere utilizzati per supportare analisi più approfondite, identificare tendenze e apportare miglioramenti operativi lungo tutta la linea di produzione”.
Come è organizzato il vostro servizio di assistenza a livello globale?
“L’assistenza tecnica è una parte importante dell’intero ciclo di vita dell’ispezione del prodotto. Mettler-Toledo gestisce una rete globale di tecnici specializzati che supportano i clienti a livello locale con installazione, manutenzione preventiva, verifica delle prestazioni e ottimizzazione del sistema. Oltre all’assistenza tecnica telefonica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, Mettler-Toledo offre assistenza remota tramite la tecnologia della realtà aumentata (AR). La realtà aumentata consente al team di assistenza di fornire rapidamente un supporto esperto ai produttori per raggiungere gli obiettivi di produttività. Questo strumento può essere integrato con l’assistenza in loco. La combinazione di competenze locali e infrastrutture di servizi globali consente ai produttori di mantenere un processo di ispezione affidabile prestazioni per tutta la durata di vita delle loro apparecchiature”.
Una telecamera, un sistema IA e un robot
Stäubli a 4 assi hanno consentito a Bolletje di automatizzare l’ispezione di qualità dei suoi prodotti da forno.
LA RICETTA DEL SUCCESSO
Bolletje, un produttore premium olandese di prodotti da forno, tra cui le fette biscottate, ha automatizzato il suo processo di ispezione della qualità. Una cella molto compatta con una telecamera e un robot Stäubli a quattro assi TS2-80 HE può ispezionare fino a 1.200 fette biscottate al minuto. Inoltre, i dati generati vengono analizzati utilizzando l’intelligenza artificiale visiva per supportare l’ottimizzazione del sistema. Il TS280 HE, progettato per applicazioni igieniche, raccoglie fino a 80 prodotti al minuto e li trasferisce al trasportatore di scarto N.i.O. (Not in Order).
Come si controlla la qualità di 4.000 fette biscottate che escono ogni minuto da un forno lungo 200 metri su un nastro trasportatore largo quattro metri? Si impiega uno staff composto da cinque persone, ciascuna con un occhio attento e reazioni rapide che, ad esempio, selezionano le fette che sono troppo scure o sovrapposte. Così Bolletje ad Almelo, nei Paesi Bassi, lo ha fatto per molti anni.
Per fare questo, tuttavia, è possibile anche utilizzare una cella robotica compatta composta da una telecamera, un robot Stäubli a quattro assi e una piattaforma IT basata su IA. Bolletje utilizza questo nuovo concetto da diversi mesi ormai, ed è completamente soddisfatto.
INVESTIRE NEL CONTROLLO QUALITÀ AUTOMATIZZATO
“Forniamo le catene di vendita al dettaglio e siamo sotto pelevate pressioni di prezzo e competitività. Allo stesso tempo, come produttore premium, fissiamo standard di qualità elevati per i nostri prodotti, e lo fanno anche i consumatori”, afferma Lo Huls, COO di Bolletje. “Possiamo raggiungere entrambi gli obiettivi automatizzando l’ispezione alla fine della linea di forni”.
L’azienda ha contattato il fornitore della soluzione durante un evento del settore alimentare. Come spiega Lo Huls, “un collega ha riportato una presentazione su un sistema di ispezione
prodotto molto potente che utilizza robotica e intelligenza artificiale per visione, e ci ha suggerito di esaminarlo più da vicino. QING Food Automation ci ha poi presentato il concetto, e lo abbiamo implementato su una delle nostre 15 linee di forni”.
UN CONCEPT COMPATTO E LINEARE
Una delle caratteristiche particolari di questa soluzione è che può essere installata in uno spazio molto ristretto. La cella occupa un’area di soli 1,8 m x 3,2 m. Le fette biscottate vengono catturate da una telecamera, le immagini vengono valutate entro millisecondi e il robot Stäubli le posiziona su nastri che scorrono a destra e a sinistra del nastro trasportatore principale. Superata un’altra parte del nastro trasportatore, le fette biscottate vengono immediatamente confezionate nelle tipiche unità da 140 g.
La compattezza della cella non solo ha il vantaggio di essere facilmente integrata nelle linee esistenti, ma, sottolinea Lo Huls, “se necessario possiamo smontare (e lo faremo) rapidamente il sistema, per installarlo su un’altra linea da forno”.
AUTOMAZIONE
SUPPORTATA DALL’IA
IN CONDIZIONI PARTICOLARI
Ciò che QING Food Automation ha realizzato qui è già diffuso in altri settori, come la lavorazione dei metalli. Perché non lo era nella produzione alimentare? Secondo Bram de Vrught, amministratore delegato di QING, “nell’industria alimentare, e non solo nelle panetterie industriali, vediamo molta varietà: ogni singolo prodotto è unico. Ecco perché il lavoro umano predomina: personale che ne controlla la qualità, manipola o seleziona. L’automazione è impegnativa, ancora di più oggi, poiché le dimensioni dei lotti diventano sempre più piccole. Per questo tipo di applicazione, abbiamo sviluppato un sistema di automazione alimentare basato su robot con l’IA come abilitante (vedi box nella pagina seguente).
Un marchio forte
Circa il 98% degli olandesi conosce il marchio Bolletje e la sua gamma di prodotti da forno. Fondata ad Almelo nel 1867, l’azienda inizialmente si specializzò in fette biscottate e si diversificò gradualmente in pane integrale, snack, biscotti, muesli e prodotti stagionali. Dal 2013, Bolletje fa parte del Gruppo Borggreve, che produce anche biscotti e altri prodotti da forno. Entrambe le aziende si trovano a pochi chilometri di distanza nella regione di confine tedesco-olandese.
Il sistema compatto
è integrato in una delle linee di fette biscottate di Bolletje ed è trasferibile su un’altra linea su richiesta
I DATI VENGONO
RACCOLTI E ANALIZZATI
Grazie all’automazione, i cinque dipendenti precedentemente responsabili dell’ispezione visiva di 1000-1200 fette al minuto, solo su questa linea, hanno potuto assumere nuovi compiti nella panetteria industriale. Ma questo è solo uno dei diversi vantaggi. Altrettanto importante è il fatto che i dati dell’ispezione al 100% siano analizzati in modo esaustivo. “Registriamo il tipo di irregolarità
Il sistema di ispezione con un robot montato a soffitto controlla 4000 fette biscottate al minuto
e lo confrontiamo con i dati dell’impianto”, afferma Lo Huls. “Questo compito viene svolto dal nostro strumento di analisi dati, che monitora tutti i forni e le altre fasi del processo. Ciò ci permette di individuare le cause dei difetti di qualità e di adottare contromisure”.
Bram de Vrught spiega come funziona nella pratica: “Il sistema crea le immagini, le trasferisce sulla piattaforma STAQ e classifica i prodotti e i diversi difetti. Vedi i risultati direttamente sulla linea e sul tuo portatile. Sulla base di questi, possiamo addestrare l’IA. In definitiva, questo sistema è molto facile da usare, così le aziende possono implementarlo autonomamente e anche scalare la tecnologia ad altri prodotti o a nuovi criteri di qualità”.
SELEZIONE DEI ROBOT
Fin dall’inizio dello sviluppo di STAQ, che elabora i dati dell’immagine, QING ha
L’automazione che vede, pensa e agisce
La cella con una telecamera e un robot è solo la parte visibile del sistema progettato da QING Automation ad Arnhem, nei Paesi Bassi. In effetti, la soluzione completa è un quadro di automazione e controllo qualità chiamato STAQ, sviluppato specificamente per l’ispezione di prodotti che non sono identici, come la maggior parte dei prodotti alimentari. L’abbreviazione sta per See,Think, Act: Guarda, pensa, agisci. “Guardiamo il prodotto con sensori e/o telecamere, decidiamo cosa farne e agiamo di conseguenza”, commenta l’amministratore delegato di Qing Bram de Vrught. “Questo funziona per prodotti vari e difficili, non solo fette biscottate, ma anche frutta come pesche e carne. Mentre il software e le funzioni restano sempre gli stessi”.
optato per robot Stäubli a quattro assi. “Ci chiediamo sempre: qual è la soluzione migliore per il compito specifico? Per quanto riguarda la maneggevolezza, ci sono molti fattori da considerare: ambiente, precisione, flessibilità e durata di vita”, spiega Bram de Vrught. “Un robot delta ha bisogno di più spazio, quindi avremmo bisogno di un telaio più grande. Volevamo un sistema compatto, ma avevamo anche bisogno di alta velocità. Un robot SCARA molto veloce come lo Stäubli TS2-80 dà le migliori prestazioni in queste condizioni”. TS2-80 è disponibile in versione “HE”, progettato per elevati standard igienici e pulizie regolari con acqua e detergenti, con utilizzo di
L’interfaccia uomo-macchina del sistema STAQ di QING rende l’operazione estremamente semplificata
Il robot può raccogliere fino a 80 fette biscottate al minuto
olio di qualità alimentare (H1). In collaborazione con Stäubli, QING ha simulato e migliorato le prestazioni del robot. “Inizialmente, abbiamo specificato il sistema per 60 prelievi al minuto, e nel test abbiamo ottenuto almeno 80 fette che possono essere aggrappate e depositate sul nastro trasportatore N.i.O”, dice Bram de Vrught. “A questo scopo, abbiamo progettato un ago su misura”.
L’utilizzo del software VALtrack di Stäubli si è rivelato vantaggioso. Coordina i movimenti del robot con quelli del nastro trasportatore, soddisfacendo un requisito importante per la presa rapida e precisa delle fette biscottate che vengono rifiutate. “Abbiamo integrato VALtrack nel nostro framework STAQ”, aggiunge Bram de Vrught.
INTENSA SINERGIA
INGEGNERISTICA
Parte della “ricetta del successo” nell’utilizzo dei robot per il controllo qualità al 100% di Bolletje è stata la collaborazione intensiva con il QING e il coinvolgimento precoce dei dipendenti. “All’inizio, i nostri colleghi di produzione erano scettici e pensavano che questo compito non potesse essere automatizzato”, ricorda Lo Huls. “Una volta visitata la fabbrica QING per familiarizzare con il sistema, ne furono convinti.”
QING e Bolletje hanno investito molto nella cooperazione durante tutto il progetto. “Sappiamo come applicare l’IA”, dichiara Bram de Vrught. “Bolletje conosce i possibili difetti delle fette biscottate, le loro origini e le variazioni di processo. Combinando l’esperienza di QING e Bolletje, abbiamo integrato un sistema guidato dall’IA che può essere gestito e addestrato direttamente da Bolletje. Questo permette loro di continuare a migliorare e di aumentare il valore aggiunto del sistema di smistamento STAQ”.
Dal punto di vista di Bolletje, questo progetto di successo è solo il punto di partenza per l’automazione completa della produzione di fette biscottate e altri prodotti da forno. “Dobbiamo proseguire in questa direzione”, è convinto Lo Huls. “Le pressioni sui costi sono elevate, siamo impegnati per l’alta qualità e la gamma di prodotti è in crescita. Quindi è logico che al momento stiamo portando avanti otto o nove progetti di automazione, molti dei quali con QING”.
MACHINE VISION E SAFETY PER DIVERSE APPLICAZIONI
A SPS Italia, Murrelektronik porta un rinnovato portfolio di soluzioni orientate all’automazione industriale digitalizzata e cabinet-free, con particolare focus sull’intralogistica e sul packaging.
Il mondo dell’automazione è rapidamente cambiato: più elettrico, più digitale e più intelligente. In occasione di SPS Italia 2026, che si svolgerà a Fiere Parma dal 26 al 28 maggio, Murrelektronik porta un rinnovato portfolio di soluzioni orientate all’automazione industriale digitalizzata e cabinet-free, con particolare focus sull’intralogistica e sul packaging.
Al padiglione 3, stand D015, Murrelektronik mette in mostra le proprie soluzioni tramite applicazioni reali, cosicché ogni visitatore possa toccare con mano le potenzialità e l’efficacia della filosofia del bordo macchina.
I prodotti prendono vita in una serie di demo dedicate. Un percorso strategico attraverso il quale Murrelektronik sottolinea i vantaggi concreti delle proprie soluzioni: dalla flessibilità e scalabilità dei sistemi alla precisione della diagnostica e all’efficientamento energetico. Le ultime novità in termini di prodotto e tecnologie sono quindi parte integrante di applicazioni dedicate a diversi settori come intralogistica, packaging e automotive, con particolare attenzione a due aspetti imprescindibili nell’automazione industriale moderna come il Machine
Vision e il mondo Safety.
Perché non progettare sistemi di automazione più semplici e metterli in opera rapidamente? Niente cablaggi complicati, lunghi, dalla linea fino ai quadri elettrici. Vario-X è il cuore pulsante delle demo, il che si traduce in flessibilità e integrazione massime, dal sensore al cloud a prescindere dal produttore, massima compatibilità con tutti i principali protocolli industriali, primo fra tutti l’IO-Link.
AUTOMAZIONE INTELLIGENTE
La piattaforma Murrelektronik si adatta con versatilità a scenari applicativi
molto diversi: dalle soluzioni per l’intralogistica ai sistemi di riempimento automatizzato per il packaging, fino alla manipolazione delle lamiere nel settore automotive. Queste applicazioni pratiche integrano anche le innovazioni Murrelektronik per il Machine Vision che gioca un ruolo sempre più da protagonista nell’intralogistica odierna. Con un uso crescente del riconoscimento ed elaborazione delle immagini, vi è la necessità di un concetto di installazione efficiente, modulare e indipendente dal produttore. A questo proposito Murrelektronik ha sviluppato una soluzione all-in-one specifica per applicazioni a telecamera singola: One-Cam-Connect.
L’automazione intelligente è tale se vengono soddisfatti anche i requisiti di sicurezza.
I moduli fieldbus ibridi MVK Fusion sono nati per unire tre funzioni elementari della tecnologia di installazione: I/O discreti, I/O di sicurezza e IOLink. Murrelektronik presenta ora anche un modulo ibrido per applicazioni EtherNet/IP, utilizzando il Common Industrial Protocol Safety (CIP Safety): il nuovo MVK Fusion CIP Safety. Il nuovo modulo CIP Safety si integra in una demo: una barriera di sicurezza che vede anche la presenza della rinnovata
serie dei pulsanti IO-Link.
I sistemi di automazione più intelligenti e potenti sono, in linea di principio, anche più complessi. Ciò può comportare una maggiore probabilità di errori nell’installazione e nel collegamento dei componenti della macchina. uKonn-X è la soluzione Murrelektronik in grado di risolvere le sfide della messa in opera: allo stand una postazione dedicata permette di apprezzare il sistema digitale che conduce l’utente passo dopo passo nelle operazioni di cablaggio, in modo facilmente comprensibile, anche attraverso installazioni complesse.
La domanda di IO-Link è esplosa negli ultimi anni. A fine 2024, erano già oltre 61 milioni i nodi IO-Link totali. Consapevole del valore strategico di questo protocollo, Murrelektronik investe costantemente nell’evoluzione delle proprie soluzioni IO-Link, ampliando la gamma con interessanti novità. A SPS2026, l’azienda presenta pure.IO, una soluzione molto snella che consente di entrare nel mondo IO-Link con semplicità ed efficacia. pure.IO mantiene la configurazione Plug & Play con un design ultracompatto, il che si traduce in integrazione immediata nei principali ambienti industriali.
INSIDE THE FAIR
Interpack 2026 will focus on specific themes with its Hot Topics: Smart Manufacturing, Innovative Materials and Future Skills.
THE IMPETUS FOR THE FUTURE OF PROCESS AND PACKAGING
From 7 to 13 May 2026, around 2,800 exhibitors from all over the world will be presenting their latest developments in Düsseldorf in May and providing impetus for the future of a globally networked industry.
“interpack 2026 is more important than ever,” says interpack Director Thomas Dohse. “Especially in a challenging market environment, the industry needs a place for dialogue and orientation. Our task now is to view and compare concrete solutions and make well-founded investment decisions.”
GLOBAL DYNAMICS, CHALLENGES AND OPPORTUNITIES
A look at the big picture reveals that the framework conditions for the industry are complex. Population growth, urbanisation and changing consumer behaviour are increasing the demand for efficient processing and packaging solutions. At the same time, raw material shortages, regulation, supply chain risks and
a shortfall of skilled labour are increasing the pressure on companies.
Against this backdrop, interpack 2026 will focus on specific themes with its Hot Topics Smart Manufacturing, Innovative Materials and Future Skills. Smart Manufacturing is synonymous with data-based, resource-efficient production – from AI to robotics. Innovative Materials focuses on new packaging materials, functionalities and design-for-recycling concepts. Future Skills examines the changing world of work and the skills required for increasingly digitalised and automated production. Among the approximately 2,800 companies from 67 countries, many market leaders will be showing an impressive presence. Interpack also underscores its international significance with numerous national pavilions. Many exhibitors make a joint appearance under one national flag, pooling their expertise in clearly demarcated areas. Among others, joint stands from India, USA, China, Taiwan, Korea, Turkey, Malaysia and several
European countries will be represented. The trade fair will be accompanied by numerous specials. At the interpack Spotlight Forum by the North Entrance, experts will discuss current developments and strategic issues in the industry. The Start-up Zone provides a platform for young companies. One special item on the programme is the presentation of the WorldStar Global Packaging Awards on the exhibition grounds.
With its accompanying trade fair components, interpack also focuses on the expertise of the supplier industry. Here, companies present solutions from the fields of drive technology, control systems, sensor technology, robotics, machine parts and industrial software, thereby visualising the technological basis of modern processing and packaging solutions.
With the Save Food Expert Talks, the Save Food Highlight Route, the Save Food Awards and the Save Food Project Competition, the focus will also be on preventing food waste and losses. Women in Packaging on 11 May will focus on the role of women in the industry. And interpack TV will report live from the exhibition grounds on innovations, trends and voices from the international community.
WOMEN IN PACKAGING: A STRONG SIGNAL FOR FEMALE EMPOWERMENT
With “Women in Packaging”, inter-
pack 2026 is once again sending a strong signal for female empowerment, diversity and the future of women’s careers in the industry. The format is aimed specifically at women of all career levels – from ambitious career starters to experienced experts, managers and founders. The focus is on inspiration, eye-level dialogue and specific impetus for the individual career path.
On 11 May 2026, participants can look forward to a programme at the Congress Center Düsseldorf that connects and sets things in motion: a keynote speech will provide strong content-related impetus, an international panel discussion will highlight different career paths and perspectives, and topic-driven networking rounds will create space for genuine exchange, new contacts and mutual support.
Thomas Dohse, Director of interpack, says: “Women in Packaging was still an exception when it premiered in 2023 – today, dialogue on these topics is an integral part of the industry. This exchange is becoming increasingly important, especially in the context of qualified personnel and future skills. interpack introduces a particular international dimension in this respect: participants from all over the world meet speakers from Europe, the USA, South America and Australia and combine different perspectives.” This is the also the vision of Caroline
Babendererde, Head of Sustainability Mid Europe at Tetra Pak ® . With around 30 years of experience in environmental and sustainability management, including more than two decades in the packaging industry, she is one of the major proponents of sustainable packaging solutions in Europe. In addition to her professional activities, she is a guest lecturer on sustainable packaging and cross-discipline sustainability topics at universities. Her perspective demonstrates how closely linked topics such as sustainability, recruiting young talent and the visibility of career paths are.
“Packaging is a crucial component of food safety,” says Caroline Babendererde. “We need to demonstrate much more clearly that it protects products, ensures quality and prevents food losses. In doing so, we will be making a direct contribution to security of supply and climate protection. We want to actively strengthen this awareness – among young people, career starters and, of course, not only among women, because those who recognise our industry’s responsibility and innovative strength also see its strong future opportunities.”
“When it comes to diversity, I hope that equity and diversity will soon be a matter of course. We are making progress, but we still have work to do, especially in the apprenticeship and education sector.”
CMI Industries is adding new solutions dedicated to food products and beverages alongside its traditional chemical filling technologies. At Interpack, the company will present the new Logyka-R 2026 Automatic.
THE NEW RECIPE OF CMI INDUSTRIES
CMI Industries is expanding its presence in the food & beverage sector, adding new solutions dedicated to food products and beverages alongside its traditional chemical filling technologies. The company operates in numerous international markets, including the Mediterranean, the Middle East, the Americas and Australia, with increasing attention to sustainability, efficiency and strategic technological partnerships. In the packaging industry, some companies run because they must chase the market, while others run because they have learned to stay half a step ahead. CMI Industries belongs to the latter category.
Today CMI is no longer just a familiar name for those working in Italy. Exports now account for more than 60% of turnover, with machines installed across Europe, the Middle East, North Africa and with promising openings in the United States. In an increasingly competitive sector – where manufacturers from the Far East are also targeting the high-end segment – the
company starts from a strong conviction, a cornerstone on which to build its future: the packaging industry remains one of the most solid drivers of Italian manufacturing.
The company’s core business has always been the chemical sector, producing machines for the filling and dosing of corrosive products – know-how that only a few companies in Italy possess. However, the food sector is becoming increasingly important: from spreads to honey, from mayonnaise and ketchup to jams, CMI constantly studies new solutions to respond to customer needs while ensuring the same quality and reliability that distinguish its lines.
Traditionally, in Italy many production plants are used until breakdowns occur. Abroad, however, customers demand preventive maintenance plans, with spare parts always available and periodic checks to guarantee production continuity. To meet these needs, the company has expanded its digital solutions and artificial intelligence-based tools, capable of predicting
potential malfunctions before they occur. This approach does not concern maintenance alone. AI also supports programming, process optimization and machine sustainability. Within the company, staff are being trained to use these tools across all departments – from technical to production – integrating predictive analysis into daily management. The goal is twofold: to reduce downtime and operating costs while offering customers a guarantee of continuity and reliability that strengthens trust. Those who succeed in integrating these technologies will remain competitive, while those who do not risk falling behind.
ANOTHER KEY WORD TODAY IS SUSTAINABILITY
CMI machines are already designed to be low-energy, with reduced consumption. For years the company has offered customers rapid washing systems that minimize water usage thanks to a patented technology called “Ultracleaning.” In addition, the machines use latest-generation brushless motors instead of traditional asynchronous motors, optimizing overall energy efficiency. In this way, the machines combine high performance with a limited environmental impact, although further improvements will require future innovations.
CMI machines take advantage of the management functions of the most advanced PLCs, programmed directly by company personnel. Multifunction HMI touch-screen interfaces ensure intuitive
and immediate control of all machine systems.
CMI’s filling technology is based on three main systems: flowmeters, piston fillers and gravity fillers.
THE LOGIC OF INNOVATION
In the field of filling with magnetic or mass flow meters, the Logyka model series has proven particularly successful. This line of filling machines is suitable for handling any type of liquid product –dense, creamy, foamy, or even flammable – and is characterized by high versatility and dosing precision thanks to the use of flowmeters that significantly reduce margins of error.
Logyka uses magnetic or mass flow-meter technologies and today represents a benchmark in both volumetric and weight filling. Its high dosing precision enables a significant re-
duction in operating costs. The technical department has also developed an innovative quick format-change concept, facilitated by a color-coded system that eliminates the risk of operator error. The Logyka series is also equipped with the patented Ultracleaning Electronic System, an automatic washing system designed to meet the most stringent hygiene standards. It reduces cleaning time by 85% and decreases the use – and therefore disposal – of detergents and cleaning products by 75%.
Maintenance costs are also reduced thanks to the absence of seals. Inductive flow meters represent the ideal solution for any type of liquid product, including viscous or abrasive ones.
THE NEW AI-DRIVEN LOGYKA
At Interpack 2026, the international trade fair for packaging technologies that will take place in Düsseldorf from 7 to 13 May, CMI will present the new Logyka-R 2026 Automatic, suitable for all types of products and capable of handling containers in the 500–2000 ml range. Visitors can find the company in Hall 13, Stand A94.
This innovative solution offers extremely advanced performance thanks to the use of Artificial Intelligence integrated directly into the machine. A special algorithm developed by CMI’s R&D Department allows the machine to be “fully transparent” for the user and for any ERP system installed at the production site.
During FAT and SAT operations, the machine begins comparing operational performance with design data. In this way it becomes a proactive organism within the production process in which it will be installed.
Variations in container volumes as well as product viscosity and temperature feed the machine’s internal database, allowing the operator to continuously update and optimize the process. In essence, Logyka-R 2026 becomes a true “collaborator” for the operator.
Hall 13 - Stand A94
TO ENSURE PROTECTION, EFFICIENCY
Goglio , a global leader in flexible packaging with 176 years of experience, develops complete and integrated solutions combining packaging lines, high barrier flexible laminates, plastic accessories and advanced services for food and non-food sectors, supporting customers throughout the entire production process.
The solutions presented at Interpack, cover a wide range of applications and are designed to ensure product protection, operational efficiency and flexibility. A central focus is on the coffee sector, where Goglio has long established strong expertise and innovation leadership. The company offers packaging lines and bags made from high barrier multilayer flexible laminates designed to preserve aroma, freshness and product quality over time. Complementing these solutions
AND
FLEXIBILITY
is Goglio’s original degassing valve, which allows gases naturally released by coffee to escape while preventing oxygen from entering.
For the aseptic segment, Goglio also presents its Bag-in-Box (BIB) system, designed for the safe packaging and storage of liquid products across different sectors. This solution contributes to waste reduction, logistics optimization and lower environmental impact compared with other packaging formats.
In the Food Service segment, particular attention is given to solutions developed with the GNova system, designed for packaging a wide range of liquid and pumpable food products. These versatile lines operate with different technologies – hot filling, ambient filling, aseptic and vacuum – using premade z-belt pouches in flat, stand-
up and Pillow Up® formats, with capacities up to 10 liters.
Complementing the offer is Mind System, the advanced digital services ecosystem through which Goglio has redefined industrial services: no longer reactive assistance, but an intelligent and continuous system that supports the customer throughout the entire equipment lifecycle.
Hall 11 - Stand E60
COMPLETE LINES FOR FRUIT AND VEGETABLE PROCESSING
Navatta is a solid and well established company specializing in the production of machinery for fruit and vegetable processing. It employs around 100 people and continues to grow with a steadily increasing turnover. Navatta offers a wide range of production lines, including: complete lines for the production of tomato purée, concentrate, and diced tomatoes, from raw material reception to aseptic filling, glass jar packaging, or pouch packaging; complete lines for fruit processing, from raw materials to the production of natural or concentrated purée; production lines for formulated products, such as mayonnaise, sauces, condiments, and gravies; aseptic packaging lines.
Navatta will present at the exhibition the following machinery:
Patented automatic loader WebOne installed on Aseptic Navatta fillers - Navatta Group’s automatic loader can be installed on all models of aseptic fillers: single- or double-head fillers for individual drums, as well as single- or double-head fillers for
palletized drums. With the WebOne automatic loader, the aseptic filling head can fill small-format bags at speeds of up to 500 bags/hour, and 220-liter bags at speeds of up to 110 bags/hour. No operator is required to attach the spout to the aseptic filling head, as the loader itself performs this function. The bag automatically falls inside the drum thanks to the weight of the product entering through the spout. The filling head moves synchronously in a
vertical motion during filling, starting from the bottom and rising as the bag fills, until the filling cycle is complete. Rotary coil evaporators - The system is equipped with significantly enlarged heat exchange surfaces compared to conventional solutions, enabling faster and more efficient thermal processing while ensuring consistent product quality, even for sensitive formulations. Its dedicated design ensures optimal Clean in Place performance, minimizing cleaning time and reducing water and chemical consumption.
Hall 14 - Stand C01
INTELLIGENT PALLETIZING
In a geopolitical moment of great uncertainty, the packaging industry is facing crucial decisions: stricter regulations, a shortage of skilled labor, and cost pressures. It is in this context that the new edition of Interpack 2026 takes place. Alutec will be among the main exhibitors, bringing its twenty years of know-how in aluminium processing and the design of custom solutions for industrial automation. This approach is directly reflected in the technologies it develops: systems designed to meet real production needs, adaptable to the constraints of any plant, without compromising precision or safety. Among these, the stainless steel Cartesian palletizer particularly exemplifies this philosophy. Every plant has its own space, formats, and processes. The Alutec palletizer integrates seamlessly without invasive modifications: calibrated openings, photoelectric barriers where possible,
and product-configurable grippers.
“We wanted a versatile and modular machine, capable of fitting into existing plants without disrupting logistics,” explains the technical team.
“The result ensures consistent production times and complete safety.”
The machine handles packages up to 25 kg, with speeds of 4-6 pieces per minute and palletizing up to 2 meters. These parameters are ideal for Petfood, but also for pharmaceutical, food, light automotive, components, and logistics sectors.
The palletizer includes interlocks, control panels, emergency systems, and controlled restart. Stainless steel ensures hygiene for food and pharma sectors, while also providing durability and easy cleaning for automotive and mechanical applications. Automated palletizing also meets the latest health and safety regulations, reducing repetitive strain on operators and in-
creasing precision.
At Alutec, automation, precision, and flexibility are not just slogans—they are concrete design criteria. The palletizer reflects this philosophy, combining robust engineering with adaptability, allowing companies across industries to optimize production while maintaining the highest standards of safety and hygiene.
Hall 18B - Stand D03
INTEGRATED TECHNOLOGIES FOR TRANSPARENCY AND SAFETY
Integration of solutions for quality control, product safety and product traceability across the entire supply chain. This topic, which is becoming increasingly strategic for food companies, will be the focus of Antares Vision Group’s participation at Interpack 2026. The spotlight will be on ALL IN ONE, next-generation systems that integrate multiple inspection technologies within a single platform. This approach optimizes production line space, enhances efficiency and streamlines quality control management, while reducing overall system complexity. One model on display combines label inspection, serialization and seal integrity checks. Leveraging a multi-camera architecture, it verifies codes and information on both sides of the packaging, ensuring legibility, correct positioning and consistency with the production format. Integration with Track & Trace
platforms enables advanced data management and the generation of unique identifiers for each product. Furthermore, hyperspectral technology detects contamination in the seal area, even on challenging materials such as opaque or coloured films.
Alongside this solution, a second ALL-IN-ONE system integrates leak detection, X-ray inspection and check weighing. Non-destructive detection of micro-leaks in MAP packaging using laser spectroscopy is combined with X-rays inspection to detect contaminants even in complex packaging formats. At the same time, the checkweigher unit ensures high precision weight compliance.
The portfolio is completed by standalone modules and platforms for traceability and serialisation - tools that are increasingly essential to ensure transparency, combat parallel markets and
strengthen brand protection. In this context, product digitalization through unique identifiers plays a key role in connecting all stakeholders across the end-to-end supply chain, from manufacturers to end consumers.
Hall 13 - Stand A48
Cama Group will be showcasing the technology, solutions and multi-industry expertise that have made it a world leader in highly robotised secondary and tertiary packaging.
TITOLO TITOLO ITITOLO TITOLO
THE OPTIMUM MIX OF KNOWLEDGE AND TECHNOLOGY
At this year’s interpack event, global packaging specialist Cama Group will be showcasing the technology, solutions and multi-industry expertise that have made it a world leader in highly robotised secondary and tertiary packaging.
With three state-of-the-art machines forming a focal point in hall 13, visitors to stand A33 will be left in no doubt as to what can be achieved in terms of speed, flexibility, repeatability and OEE when Cama Group takes on even the most demanding packaging applications. What is more, they are all built to Cama’s demanding breakthrough generation (BTG) principles, which guarantee optimised flexibility, accessibility and hygiene.
HIGHLY MODULAR PORTFOLIO
With access to a broad array of packaging solutions
and in-machine technologies, Cama Group can adapt its highly modular portfolio to precisely match its customers’ needs, not just through technology, but also using its knowledge and experiences from decades of problem solving across all major industries and packaging applications.
In one corner of stand A33, visitors will see a brandnew model of Cama’s popular CL169 continuous motion sideload cartoner. This latest machine evolution – developed to address market challenges – employs a new approach to cartoning that delivers enhanced repeatability and simpler operation. Ergonomics is also improved, resulting in easier loading, while more intuitive toolless changeovers support maximised uptime. The machines at the show use control solutions from Rockwell Automation, with the CL169 showcasing Cama’s deployment of the new FactoryTalk Optix HMI
solution. Cama’s machines can also use servo-driven conveyor solutions, which use independently driven product-conveying platforms, for ever greater flexibility and agility.
In the next corner visitors will find the MTL (monobloc top loader).
Highlighting Cama’s capabilities in non-food applications, the monobloc machine demonstrates carton erection, product grouping, carton filling, and carton closing, all within a single machine envelope. Improved ergonomics for operation, changeover and maintenance are visible here, too, with easier machine access, greater visibility and lowered carton magazines for easier loading.
The machine is one of the company’s flagship technologies, showcasing Cama’s in-house-developed robotic technologies – with no less than six RB002 and the new carbon fibre RB003 robot in action, where they will demonstrate a ballet of precision movement and perfect choreography.
The final machine is the company’s
FW748 wraparound case packer, one of Cama’s most popular machines with multiple orders per year.
As well as highly effective case packing, this machine showcases semi-automated changeover capabilities, where the press of a button on the HMI will result in automated adjustments to machine dynamics and motion profiles, to adapt it to a different batch format or packaging recipe.
The FW748 also demonstrates core elements of Cama Group’s cobot-based MEP – MachineEnhancement Programme. The automated carton loader (ACL) and automated case palletiser (ACP) on show are designed to remove human limitations and fatigue-induced slowdowns from pre- and post-packaging operations. The ACL and ACP systems integrate seamlessly with Cama’s machine portfolio, but they can also be purchased separately and couple with any third-party packaging machine, removing operator repetition, burden and fatigue.
Autonomous mobile robots (AMR) are a core element of the MEP portfolio, too.
Completing the event showcase is digital access to the wider Cama portfolio. In addition to even more machine styles and formats, this also includes complementary technologies and add-ons, such as advanced vision systems that leverage artificial intelligence and machine learning. All of these additions will only be suggested by Cama following in-depth studies of the applications, and only if they add tangible value.
Finally, visitors will see how efficient mechanical design, contemporary automation solutions, maximised uptime, optimised throughput, advanced packaging design and minimised waste all contribute to more sustainable packaging solutions.
To book a personalised tour of the Cama stand, visit Cama booth at Hall 13 - A33 and contact the team at interpack@camagroup.com
Hall 13 - Stand A33
SUSTAINABLE PACKAGING TECHNOLOGIES TO TAKE CENTER-STAGE
Technological advances in terms of new materials and sustainability are at the heart of SACMI’s offering at Interpack. Latest developments in fully automated quality and process control also to be showcased.
SACMI will be at Interpack. As usual, the SACMI Rigid Packaging Business Unit will be exhibiting in Hall 4 - Booth F06, along with SACMI Packaging & Chocolate. Together, they’ll be highlighting the Group’s extensive expertise in packaging, vision and automation solutions, showcasing an integrated approach that combines expertise in everything, from materials to technologies and automation of the quality control process.
Cellulose, multi-layer cap
Technological advances in terms of new materials and sustainability are at the heart of SACMI’s offering at Interpack. For example, the new SACMI line for cellulose fiber caps uses dry molding technology to producewith short cycle times - caps with excellent mechanical properties. One of its
main applications – already offered to the market – is the production of caps and single-dose capsules (such as coffee pods), opening up new horizons for sustainable packaging.
Alongside cellulose stands the SACMI PURECAP™ project, which aims to create a sustainable packaging supply chain based on the use of recycled, food-grade certified rHDPE. Aided by Europe’s introduction of the tethered standard, this project aims to create a cap-to-cap supply chain of recycled HDPE: to do so, it uses caps retrieved (separated from the PET bottle via a mechanical recycling process and decontaminated) from the beverage supply chain. Completing SACMI’s offering, this solution aims to accompany customers throughout the development process, from the supply of raw materials to functional-mechanical testing of pellets and finished caps, with close support from the Rigid Packaging Lab.
CCMM and multilayer applications will also play a prominent role at the fair. These enable the production of caps and pods with sophisticated material architectures; simultaneously, they improve packaging performance and sustainability thanks to flexible layer management and offer, again, the opportunity of introducing alternative, low-impact materials into the process.
Tethered: the easy way
The company offers outstanding tethered closure manufacturing solutions. SACMI will be highlighting its vast portfolio of Lab-developed tethered solutions based on the latest cap-neck standards, designed to lessen the environmental impact of packaging and
enhance the customer experience. Increasingly appealing - also on markets outside Europe, where the tethered standard is mandatory - the SACMI range combines extensive product development expertise with the option of adopting post-processing slitting, thus streamlining the transition and offering significant advantages over alternative technologies.
High-performance assembly solutions
Interpack will also be showcasing solutions from Velomat, a SACMI Group company specializing in the development of automatic assembly systems and machines. Velomat has been designing and building high-speed assembly machines for caps and closures, micro-pumps, medical-pharmaceutical packaging and connectors for over thirty years and provides high-speed assembly solutions.
Quality and process control: towards total automation
Vision systems are increasingly crucial to modern manufacturing, and SACMI is steadily evolving them in the direction of process control. Technologies on display will include PVS Robot, an automated off-line preform inspection system: a development of the triedand-tested PVS002, this integrates a Scara robot for handling and a fully automated format magazine that allows preforms from different presses to be inspected without any need for manual format changeover tasks. Able to inspect up to 1,200 pieces/hour (without weighing), the system features a modular, scalable architecture, including integrated weighing and configurable compliance thresholds. Alongside these technologies, in synergy with the Packaging & Chocolate range on the stand, visitors can also see the new chocolate cremino wrapping inspection system.
Hall 4 - Stand F06
PRINT IMAGE INSPECTION REIMAGINED
EyeC GmbH will present the new Proofiler Graphic Connect as a key innovation for prepress at Interpack 2026 in Düsseldorf. Visitors can explore the latest generation of cloud-based artwork proofreading software, along with a comprehensive portfolio of inline and offline inspection systems. These solutions help packaging manufacturers, label printers, and brand owners automate, accelerate, and sustainably secure their quality control processes with the help of artificial intelligence.
As an essential component for efficient, automated quality control in prepress, the EyeC Proofiler Graphic Connect automatically compares print-ready files or step-and-repeat files with approved print templates. The system-independent, SaaS-based solution was developed specifically for the requirements of the graphic arts industry and packaging production. With higher inspection speeds, significantly improved usability, and seamless integration into leading workflow systems such as Esko Automation Engine or HYBRID Software, the system enables fully automated quality control.
Another focus of the trade fair presentation is AI-based inline inspection for the ProofRunner product line. The AI technology will be demonstrated live on the modular EyeC ProofRunner Web Evo, installed on a Bobcat BRM from French machine manufacturer DCM. The system enables
ultra-fast, 100% inline inspection of labels and flexible packaging up to 600 mm web width, with intelligent, image-based defect classification increasing precision and minimizing false positives.
EyeC will also be showcasing its scanner-based offline systems, Proofiler 1200 DT and Proofiler 600 DT, which are particularly appealing to companies with high-quality requirements and regulated markets. Thanks to smart configuration and inspection options, the systems are distinctly suitable for pharmaceutical packaging, package inserts, and safety-critical printed products, enabling fast, complete sample inspection.
Hall 11 - Stand D01
INTEGRATED LABELLING SOLUTIONS
Founded in 2009 on over 30 years of experience from its founders, Makro Labelling has rapidly established itself as an international player in industrial labelling solutions. Originally rooted in the Wine & Spirits sector, the company has progressively expanded its expertise into multiple industries, including food & beverage, personal care and other industrial segments. All machines are entirely developed
in-house, from mechanics and electronics to vision systems, ensuring full integration and complete process control.
Today, MAK labelling machines are also available with a new modern and ergonomic design, developed to improve accessibility and operational efficiency while delivering high production speeds. The range covers applications from 1,500 up to 72,000 bottles per hour, with the capability to apply up to five labels per container.
Makro Labelling offers a complete portfolio of technologies: cold glue systems for high-precision and high-speed applications; self-adhesive solutions for maximum flexibility; hot melt technologies; roll feed systems designed to ensure high efficiency and operational continui-
ty across a wide range of applications. Intelligent Choice is the claim that expresses Makro’s approach: a combination of designed to provide customers with a complete and effective system. It is not simply artificial intelligence, but advanced technologies developed by Makro people to ensure consistent and reliable performance. Vision systems are a key example: Raptor for orientation and Alice for quality control ensure full product management throughout the entire line. Within this framework, the new Alice 360 represents the latest evolution of Makro inspection systems: by using a single camera, it can inspect the entire container circumference, reducing space requirements inside the machine carousel and delivering higher performance. The result is total control, with reduced waste and improved final product quality.
Hall 13 - Stand B47
At the fair, the focus of Minebea Intec, leading manufacturer of weighing and inspection technologies, will not only be on individual products but also on the journey from individual customer requirements to the technically and economically optimal solution.
Flexus®Kombi checkweigher
CUSTOMISED SOLUTIONS AS OPPOSED TO STANDARD ONES
In Düsseldorf, Minebea Intec, a world-leading manufacturer of weighing and inspection technologies, will be showcasing its manufacturing expertise. The focus will not only be on individual products but also on the journey from individual customer requirements to the technically and economically optimal solution.
Manufacturing companies are under considerable pressure today: rising energy costs, higher quality requirements, growing sustainability targets and the demand for maximum plant availability characterise everyday production. Standard solutions often reach their limits here. Minebea Intec therefore pursues a clear approach that goes beyond its standard range: first understand, then develop.
The company supports its customers individually and in partnership from the initial idea through engineering to implementation, with the aim of creating measurable
added value. “Engineered for you” is Minebea Intec’s motto for Interpack 2026 and sums up this commitment. The process begins with a thorough analysis of the processes, environmental conditions and regulatory requirements. Building on this, a bespoke concept is developed that combines technical precision with economic efficiency.
The result is weighing and inspection solutions that enhance process reliability, make operations more efficient in the long term and reduce downtime.
ENGINEERING RATHER THAN ‘OFF-THE-SHELF’
Whether it’s a new plant, a line extension or a retrofit – every production environment has its own specific requirements. At Interpack 2026, Minebea Intec will show more of its weighing and inspection solutions that can be specifically adapted to these requirements.
“The focus is on the holistic interplay of hardware, software and consulting expertise,” says Dr Thorsten Vollborn, Manager of Product Management Inspection & Academy, who will also be on hand to answer questions at the trade fair. “Visitors to our stand can look forward to practical presentations of integrated solutions along the entire production line.”
One example of this is the Flexus Kombi checkweigher for dynamic weight control. It not only checks product weight and completeness, thereby helping to optimise filling processes but also reliably detects metallic foreign bodies – including iron, non-ferrous metals and even non-magnetic stainless steels.
“With our Kombi checkweighers, our customers benefit from multiple inspection functions in a single system, thereby saving space and costs,” explains Vollborn. “The Flexus Kombi also impresses with high throughput rates of up to 600 items per minute, as well as its hygienic design, which facilitates easy cleaning.”
This inspection highlight is complemented by the Dylight X-ray inspection system, which can be experienced live at the exhibition stand. In addition to the reliable detection of foreign bodies such as metal, glass shards, stones and certain plastics, the system enables comprehensive in-line quality checks – from weight determination and component counting to the detection of missing or damaged products, as well as monitoring fill level and closure integrity checks.
EXPERIENCE THE RED DOT AWARD-WINNING BLUE HMI USER INTERFACE LIVE
Another highlight for visitors to the stand is the advanced Blue HMI user interface. At the exhibition stand, it will be on display on the Flexus Kombi checkweigher, amongst oth-
er systems. Blue HMI serves as the central user interface for weighing and inspection applications utilising Minebea Intec technologies, ensuring consistent, intuitive operation across different systems.
The modern user interface combines intuitive user guidance, ergonomic design and intelligent functions into a user interface that efficiently supports processes, particularly in sectors such as Food, Beverages,
Thorsten Vollborn, Minebea Intec: "Visitors to our stand can look forward to practical presentations of integrated solutions along the entire production line.”
Pharmaceutical and Chemical – both today and in the future. “With Blue HMI, we have created a user interface that is at the latest technological edge whilst reflecting our vision of efficiency, clarity and user-friendliness,” says Dr Thorsten Vollborn. “Winning the Red Dot Award 2025 is impressive confirmation that our development team has successfully combined functionality and design – whilst also developing a solution that supports a wide variety of Applications worldwide.”
PRECISION, EASE OF USE AND CYBERSECURITY FOR STABLE WEIGHING PROCESSES
In the field of Static Weighing, the company is presenting, among other things, its new MiNexx®series of bench and floor scales. These cover the diverse spectrum of industrial applications – from piece counting and filling to fill quantity control and quality assurance. These systems are also controlled via the advanced Blue HMI.
When it comes to cybersecurity, the
MiNexx product range
MiNexx bench and floor scales are future-proof: a three-tier user management system and high security standards in accordance with IEC 62443 reliably protect sensitive process data.
The MiNexx bench scales offer high precision for small to medium load ranges. The MiNexx floor scales on the other hand, are designed for demanding heavy-duty applications and offer high resolution for loads of up to 6 t.
Together, they help to maintain process stability, reduce incorrect batches and material losses and make production processes more efficient and sustainable.
UTILISING DATA, OPTIMISING PROCESSES
Efficiency is not achieved solely through precise measurement technology but also through transparent and intelligently utilised data. With the software SPC@Enterprise, Minebea Intec will demonstrate at Interpack 2026 how production data can be centrally recorded, analysed and evaluated across multiple sites.
Quality metrics can be visualised in real time, trends identified at an early stage, and deviations systematically documented. Quality assurance thus becomes a strategic control variable in the production process.
FOCUS ON PERSONAL EXCHANGE
Digitalisation creates transparency – but real solutions emerge through dialogue. At Interpack 2026, Minebea Intec invites visitors to analyse specific challenges together with experts on site. The focus is on
The true measure
Minebea Intec is a leading manufacturer of industrial weighing and inspection technologies. Its mission is to increase the reliability, safety and efficiency of its customers’ production processes. To achieve this, the company provides high-quality products, solutions and services that ensure a high level of safety.
The company’s excellent performance is based on 150 years of experience, its distinct German quality and continuous investments in the development of innovative technologies. Its strong global presence and an extensive network of distribution partners ensure that customers can rely on top Minebea Intec quality at any time, anywhere. Its goal is to set high standards in all areas of the company, as reflected in its brand slogan, “the true measure”.
By purchasing Minebea Intec products, customers around the world choose more than innovative technologies: they also choose top-quality service performance and comprehensive support throughout the entire product life cycle.
The company aims to fulfil customer requirements across all industries and to be the first point of reference for weighing and inspection technologies. In short, it positions itself as the best expert a customer could have.
Efficiency is not achieved solely through precise measurement technology but also through transparent and intelligently utilised data
individual applications – with the aim of developing technically and economically optimal concepts rather than standard solutions.
The result of this collaborative approach: tailor-made weighing and inspection solutions with measurable added value. Precise Weighing
reduces being overfilled and saves raw materials, whilst intelligent inspection systems minimise waste and recalls. Well-designed system concepts increase plant availability and reduce downtime – a key contribution to efficient, sustainable production processes.
Anyone wishing to see how specific requirements are turned into tailor-made solutions is warmly welcome to visit Interpack 2026 in Düsseldorf. In Hall 11, Stand G73, Minebea Intec will demonstrate how engineering expertise works throughout the entire value chain –from the initial idea to successful implementation.
In addition, visitors will have the opportunity to use the nearby site in Aachen (Am Gut Wolf 11, 52070 Aachen) for product testing or training.
Hall 11 - Stand G73
MiNexx floor scales
THE FACTORY OF THE FUTURE
At interpack 2026, Syntegon will join its customers in “re:imagining” the Factory of the Future by providing answers to their most pressing challenges. With highly innovative solutions, the company will demonstrate how operations in the pharma, biotech, and food sectors can be elevated to the next level of efficiency, flexibility and sustainability.
”At interpack, we demonstrate the power of our Cocreate and Cosucceed concept. Game-changing innovations, jointly developed with pioneering customers, deliver
greater business impact. Our innovation highlights, neXt and SVX, raise the bar in the food sector. For pharma operations, SynTiso sets a new standard as a first-of-its-kind high-speed gloveless liquid pharmaceutical filling line. Syntegon’s promise as a strategic lifecycle partner combines innovation leadership with best-in-class lifecycle services as the ultimate enabler for our customers’ growth,” says Torsten Türling, CEO of Syntegon.
The food industry is evolving quickly: Consumer and retailer demands are changing overnight, requiring utmost flexibility. Labor is scarce and increasingly expensive, and regulation enforces more sustainable packaging materials. The new neXt system solution from Syntegon takes on those challenges by providing seamless operation, smart performance, and touchless controls. neXt automation allows operators to focus on the highest value-adding activities. Seamless operation increases efficiency and minimizes downtime. Real-time, smart data drives fact-based action and optimized OEE. Touchless controls and an intuitive UX result in faster changeovers, less training, and higher flexibility across product portfolios. Designed with future, evolving demands in mind, neXt enables a competitive edge for food manufacturers in a highly dynamic market.
Hall 6 - Stand A31-B31
A FILLING SYSTEM FOR THE DAIRY SECTOR
There is a precise moment when a production line reaches its perfect equilibrium. It is more than simple machine operation. It is an industrial rhythm where each bottle advances smoothly and every cycle closes with the same reliability as the one before. The filling system is the heart of this
process—where product becomes a promise of quality, hygiene safeguards integrity, and precision ensures consistency. When it operates with stability, the entire line follows the same steady rhythm.
At Interpack 2026, Weightpack will bring this concept to life with the presentation of Synapse, a new distributed intelligence architecture developed in collaboration with Beckhoff Automation. The technology will be showcased on a high-performance machine designed for Extended Shelf Life applications in the dairy sector. The system fills 1-liter bottles at a nominal speed of 7,500 bottles per hour, combining sterilization, net weight filling, and capping within a fully integrated neck handling system. Synapse represents a significant evolution in net weight filling technology. Featuring the new EtherCAT communication protocol, a multicore
CPU, and a fully integrated weighing system, it ensures continuous production, eliminates random errors, and provides real operational margin. Precision is one of the pillars of the system. Beckhoff weighing cards offer sampling speeds of up to 20,000 measurements per second, ensuring extremely fast and accurate weight detection during each filling cycle. The architecture is open and high-performing. Beckhoff provides the CEand UL-certified weighing hardware, while Weightpack software interprets the signals and governs the entire filling process. This separation between hardware and process intelligence increases robustness, flexibility, and independence from proprietary constraints, simplifying integration and ensuring long-term continuity. Synapse is not just technology. It is industrial reliability you can count on, today and tomorrow.
Hall 13 - Stand C79
Universal Pack will showcase how its technologies have become a benchmark for low-impact, flexible and highperformance packaging.
EFFICIENCY AND SUSTAINABILITY IN SINGLE-DOSE PACKAGING
Interpack will be a key moment for the international packaging industry, an opportunity to take stock of the hottest topics currently shaping the sector, such as sustainability, flexibility and technological efficiency. Universal Pack is ready to showcase the progress made in these areas over recent years, during which it has strengthened its position as a benchmark in the manufacturing of single-dose packaging machines. On the eve of the anticipated Düsseldorf trade fair, we had the opportunity to ask a few questions to Nicolò Giovannini who, as Universal Pack’s Key Account Manager for major international food groups, enjoys a privileged perspective on the trends currently influencing the market.
Nicolò Giovannini, how have you prepared your presence at Interpack 2026?
“It is the most important trade fair we attend, a key event for the packaging world. This year we will showcase three solu-
tions: two independent stand-alone machines and one complete line. In particular, we will present a stickpack sachet machine focused on format flexibility and a high-speed machine (Theta). The complete line on display, on the other hand, stands out for its advanced automation and full integration. It is a turnkey system entirely designed and manufactured by Universal Pack, from primary packaging to secondary cartoning: a major advantage for the end user, who can rely on a single point of contact for every detail of the plant.”
Are sustainability, flexibility and efficiency among the main demands in food packaging?
“Yes. I can also say this in my role as Key Account Manager for major international groups, a position that gives me a privileged perspective to closely observe how demand is evolving and allows us to make a difference in the market by understanding in advance which directions it is heading. Today,
large companies are looking for solutions capable of working with recyclable materials, reducing carbon footprint, and advancing towards smart manufacturing — all without sacrificing efficiency, performance or safety. On these topics, Universal Pack has now established itself as a benchmark.”
Could you give us an example?
“I am thinking of the use of recyclable materials, for the processing of which we have been developing advanced solutions for years. The use of mono-materials has required extensive testing and research, especially in the sealing phase of the packs. Traditional multilayer materials, such as the PET/ ALU/PE combination, have different melting points, allowing sealing at higher temperatures. Mono-materials, although made up of different layers, have similar melting points, therefore requiring highly accurate temperature control in order to avoid completely melting the material. Constant monitoring of surface temperatures is carried out through electric heating elements in every section of the machine, even on each individual lane: temperatures are therefore automatically adjusted in the event of fluctuations. In addition to focusing on temperature monitoring, to remain below the melting point we increased dwell time, meaning the contact time between the sealing surfaces. In the end, somewhat surprisingly, we found that we had also improved the machine’s efficiency and speed. It is an example of how a complex challenge, such as the use of recyclable mono-materials, has stimulated the development of new ideas and solutions, enabling us to take further steps forward.”
What other aspects affect the sustainability of materials and, more generally, of the packaging system?
“Sustainability is a concept that must be addressed with a broad perspective and an end-to-end approach that em-
braces the entire product life cycle. For this reason, it is essential to maintain constant dialogue with the other players in the supply chain. In the field of materials, for example, we work with suppliers who are focusing not only on recyclability, but also on reducing weight and thickness while maintaining barrier properties and resistance to external agents. Other lines of research involve recycled, compostable and paper-based materials. Sustainability is therefore driving innovative proposals in many different directions. In this context, Universal Pack has long played a role that goes far beyond that of a ‘simple’ machine supplier, establishing itself as a technology consultant thanks to its inhouse expertise and well-equipped R&D department, where new materials can be tested directly on our machines. One of the company’s real
strengths is its analysis laboratory, where we test every aspect of production, from product dosing to packaging materials.”
Environmental concerns are also closely linked to the issue of energy consumption. How is this being addressed by your systems?
“While production performance is already reaching levels that are difficult to surpass, it is likely that what will soon make the real difference is the machine’s energy impact on the customer’s overall ecosystem. With this in mind, we are equipping our technologies with increasingly advanced systems for deeper and more detailed monitoring of energy consumption, in order to identify possible inefficiencies and recommend improvement measures.”
When you talk about flexibility, do you mean that a single system can be easily adapted to package different products?
At Interpack 2026, the company will showcase a complete line for packaging and cartoning (pictured in the opening image), a stick pack machine (below), and the Theta model for high-speed production Hall 16 - Stand B42
“Everything revolves around the individual customer’s requirements. Clearly, if the priority is very high speed and productivity, a machine specifically focused on those objectives will be needed. However, we know that today demand is highly fragmented and heterogeneous, even in the food sector, while also requiring an increasingly compressed time-tomarket. For this reason, Universal Pack has been developing highly flexible solutions for years, enabling different products to be handled without completely modifying the machine, while offering modular format changeovers and limited downtime.
Designing systems that are open to future modifications is essential not only to adapt to the launch of new products, but also to the sustainable evolution of materials and to the needs of contract packers serving different manufacturers.”
INSPECT, PROTECT AND COMPLY
Mettler-Toledo will showcase product inspection innovations, to demonstrate how manufacturers can inspect every product with confidence, protect brands and profits, and comply with evolving regulatory requirements.
Mettler-Toledo Product Inspection, a global leader in precision instruments and inspection solutions, will demonstrate how manufacturers can inspect every product with confidence, protect brands and profits, and comply with evolving regulatory requirements, under the theme “Inspect. Protect. Comply.”
Visitors will see firsthand how advanced product inspection technologies, intelligent software and global service support work together to help manufacturers manage contamination risks, verify product and packaging integrity, and maintain consistent compliance across increasingly complex production environments.
“Manufacturers are under growing pressure to maintain product integrity and safety while managing rising costs and meeting increasingly complex compliance requirements,” said Daniela Verhaeg, Communications Manager. “At Interpack, we are demonstrating how our latest inspection solutions, combined with monitoring software and lifecycle service support, help customers inspect every product with confidence, protect their profits and operations and com-
tain inspection performance while improving efficiency and throughput. Visitors will be able to explore the X2 and X6 Series x-ray inspection systems, which together provide a comprehensive portfolio for inspecting packaged products across a wide range of formats, line speeds and application requirements. The combined x-ray offering demonstrates how scalable inspection solutions can be deployed across different production stages to support product quality, brand protection and regulatory compliance.
ply with industry requirements more easily. This reflects our ongoing commitment to evolving our portfolio in line with real production challenges.”
Inspection solutions across Critical Control Points
A major highlight on the MettlerToledo stand at Interpack 2026 is the global debut of the new M50 R-Series metal detector. Designed as the next generation of metal detection, the M50 R-Series delivers improved detection sensitivity and is engineered to increase productivity while simplifying compliance in modern production environments. The M50 R-Series is set to become the leading solution in the Mettler-Toledo metal detection portfolio elevating the legacy of the Profile and Profile Advantage models. X-ray inspection will be a key focus on the Mettler-Toledo stand, including the first-ever European showcase of the X3 Bulk Series at Interpack 2026. Developed specifically for unpackaged, loose-flow and bulk products on conveyors, the X3 Series supports reliable foreign-body detection in challenging bulk handling environments, helping manufacturers main-
Checkweighing will be represented by the C35 high-performance checkweigher. Advancements in the C35 has enabled the checkweigher to reach new performance levels, accommodating line speeds of more than 800 packs per minute, even in highly demanding applications. Combination inspection solutions will also feature prominently at Interpack, with Mettler-Toledo highlighting its new-generation Combination Systems, including both CM and CX configurations. These integrated solutions combine metal detection or x-ray inspection with high-performance checkweighing in a single system, enabling manufacturers to reduce footprint, simplify line integration and streamline quality control processes.
Connected data and compliance
Another key spotlight will be ProdX™, the data management software that connects product inspection devices across the line into a single, centralised view. ProdX collects inspection results in real time, automates data capture and traceability, and helps food manufacturers strengthen digitalisation, documentation and food-safety compliance across their operations. For more information, visit www. mt.com/interpack-pr.
Hall 11 - Stand A60
AT THE HEART OF THE PACKAGING
For Marchesini Group sustainability, primary packaging, aseptic production, robotics and digital innovation will be at the heart of this edition.
At Interpack 2026, Marchesini will once again welcome customers, sup pliers and partners in Hall 15, Stand A42 1‑6, presenting areas dedicated to sustainability, primary packaging and aseptic filling, along with robotics, digital solutions, artificial intelligence applications and traceability.
“Interpack 2026 will be an important opportunity for Marchesini Group to present its latest innovations, includ ing a machine for filling and capping non‑injectable liquids,” comments Valerio Soli, CEO of Marchesini Group.
“We will also showcase several solu tions from the Aseptic Business Unit, giving visibility to our ongoing collab oration with AST. Sustainability and robotics will take centre stage as we support our customers in implement ing the PPWR regulation, balancing product safety, traceability and mate rial recyclability”.
One of the main innovations at this year’s edition will be ORBITA‑L, a mod ular machine for filling and capping non‑injectable liquid products, featur ing two key advancements: a magnetic transport system that enables 100% in‑process weight control (100% IPC) and a servo‑driven dip tube tightening unit that optimises the capping phase. This solution, presented for the first time, will be located in a reserved area accessible by appointment only.
The over‑1,500‑square‑metre booth
will also host several flagship solutions from the Aseptic Business Unit, which offers a complete range of technolo gies for filling lines dedicated to inject able products.
A large area dedicated to sustainability
A large area will also be dedicated to sustainability. Marchesini Group will showcase its expertise in developing machines and production lines capa ble of packaging products using paper, mono‑material plastics, recyclable and recycled‑content materials, as well as aluminum. In recent years, collaboration with suppliers and customers has led to the creation of a dedicated team com mitted to turning the PPWR Regulation guidelines into a concrete opportunity for innovation and growth.
The sustainability area will also fea ture an integrated and robotised high‑speed line for packaging blister packs made entirely of polypropyl ene, paired with a cartoner equipped with a new automatic carton maga zine, showcased for the first time. The line will also include an AI‑based Line Clearance system developed by SEA Vision, a company specialised in vision systems for product traceability. However, sustainability is not limited to packaging materials. The commit ment also extends to prolonging the lifecycle of machines thanks to Rinova,
the company created to give new life to original Marchesini models through a complete remanufacturing process. This commitment will be showcased in a very tangible way: a refurbished cartoner will be displayed, assembled only up to 60%.
Lastly, a dedicated area will be reserved for robotics and the new frontiers of ar tificial intelligence. In fact, several mod els from the Next Generation Robotics platform will be unveiled at the fair, a new generation of industrial robots built on modular, high‑performance multi‑axis architectures, integrated with advanced machine vision systems and AI–Deep Learning algorithms. These technologies enable systems to dynamically adapt to increasingly complex production environments, manage unstructured scenarios, and operate with high precision even under variable and non‑deterministic condi tions, responding to a market where reliability and production flexibility are essential competitive factors. An inter active installation will also be featured, designed to showcase all the robotic applications developed over the years.
AI will also underpin the “Morpheus” predictive maintenance solution, which visitors will be able to explore at the show, along with the services available through the customer portal (including online digital machine documentation, the Service Platform for managing sup port requests, the interactive spare parts manual), and the augmented reality for mat‑change system.
Hall 15 - Stand A42 1-6
Integra 720
Orbita
IMA invites the visitors on a journey through an entire pavilion transformed into a living, breathing expression of what the Group calls Cognitive Manufacturing. Many of the innovative machines that will be showcased are dedicated to the food sector.
Doytronic 120 and WA 16-10
Slim by IMA Ilapak
ITITOLO TITOLO
STEP INTO COGNITIVE MANUFACTURING
Across more than 4,500 sqm and 38 machines in live motion, attendees will enter a place where technology feels intuitive, where intelligence flows naturally between humans, systems and services, and where automation becomes something more: a connected experience designed around people, performance, and possibility.
At the heart of IMA booth lies The Loop, the Group’s immersive innovation space. Here, cutting edge ideas come alive: autonomous robotics, AI driven interactions, and glimpses of how tomorrow’s production environments will think, adapt and evolve, making concrete IMA’s vision of the future of automation, the Cognitive Manufacturing.
Visitors’ journey continues inside the new IMA Service, where Group’s digital universe expands into advanced insights, proactive care and seamless support, redefining what service can be when everything speaks the same intelligent language.
Attendees will also encounter IMA OPENLab, the Group’s world
dedicated to materials, sustainability and the future of packaging. A place where creativity meets science, and innovation reshapes what’s possible.
Attendees from all over the world will have the chance to discover many new machines and innovations developed by the main sectors of the IMA Group, namely Pharma, Medical Device Assembly and Consumer (Food, Personal Care and E-Commerce Packaging).
Here are some new machines that will be presented at Interpack by IMA Food.
COMPREHENSIVE SOLUTIONS FOR THE INTERNATIONAL FOOD MARKET
IMA FOOD provides comprehensive solutions for the international food market, offering advanced machines and fully integrated turn-key lines for every industry need. Its technologies cover tea and herbs, coffee, instant noodles, snacks, confec-
tionery, dairy and baby food, bouillon cubes, bakery products, proteins such as meat, cheese and seafood, as well as fruit and vegetables.
Designed by IMA Tea & Herbs, the new C28-E Plus machine, built on revolutionary knot technology, produces high quality, ecological tea bags at a rate of up to 250 bags per minute.
The new TTR EVO roaster by IMA Petroncini features a hot-air recirculation system and an eco-design approach that maximises thermal efficiency and minimises energy consumption. Developed with durable, recyclable materials and a modern structure, the TTR EVO ensures streamlined maintenance and a longer lifecycle. The roaster is equipped with integrated sensors and digital control systems, enabling precise monitoring of roasting parameters and facilitating data-driven process optimisation for a modern sustainable coffee production.
The IMA Ilapak Vegatronic 6400 DZ is an open frame continuous motion VFFS machine for large Doy Zipper bags, equipped with 400 mm sealing jaws and a high speed zipper applicator. Ideal for snacks, confectionery, dairy, bakery minis, pet food and stock cubes, it reaches mechanical speeds of up to 120 ppm. Fast format changeover and broad flexibility in pack styles - ranging from pillow and BB to Quad Seal, 3SS and Doy Shark with zipper - make it a highly efficient and versatile solution.
The IMA Ilapak Vegatronic 6400 ML is a new continuous motion VFFS solution that delivers high efficiency and strong performance across a wide range of applications. Its open frame hygienic design ensures easy cleaning and full accessibility, supporting strict food safety stand-
ards. Designed for medium to large bag formats, it handles multiple materials and bag styles, offering flexibility and cost effective production for fresh produce, IQF and dairy sectors.
On show, a complete packaging line for confectionery products, featuring advanced robotic units for precise picking and placing of items arriving both aligned or randomly, feeding them seamlessly into the flow wrapping line for individual primary packaging (EURO 88 PP by IMA Eurosicma). The secondary packaging process (multipacks) is handled by a compact, high speed stand up pouch form fill and seal machine, paired with a hygienic multi head weigher that ensures accurate dosing of the flow wrapped products into each pouch (Doytronic 120 and WA 16-10 Slim by IMA Ilapak).
Completing the system is a compact, high performance case packer, engineered to form cases from flat blanks, load products, and close boxes (AIO G Series by IMA Mespic) - all within a fully integrated, space efficient solution. The new IMA Eurosicma R-201 ND flow wrapper is designed to package instant noodles in multiple configurations, from single packs to multipacks with up to
three sachets. The R-201 ND is designed for mid-range production outputs, reaching speeds of up to 200 instant noodle cakes per minute. The machine features a built-in fully integrated sachet feeder, a fully modular design and an operator-friendly structure for fast installation.
The SWM600, part of the XWM Series, is a high speed wrapping machine by IMA GIMA for stick packs containing gum pellets, mints, and pressed candies wrapped and packed on edge. The XWM Series offers single- or double wrap options and adjustable sealing parameters to handle a wide range of packaging materials, including paper based and fully recyclable mono material films.
IMA Corazza presents the new FD10AD10 packaging line elevating performance to a new standard in paste bouillon cube production and delivering a fully integrated flow from dosing to cartoning. The FD10, the latest innovation developed by IMA Corazza, ensures accurate portioning and flawless wrapping quality. Downstream, the AD10 transforms flat blanks into robust, perfectly shaped wrap around cartons, managing a wide range of formats - from small consumer packs to 48 cube boxes.
The Multipack 5600 is a new dosing and wrapping machine for butter and margarine designed by IMA Benhil. The machine combines servo-controlled dosing technology with lifting cells to achieve wrapping speeds of up to 140 packs per minute. Designed as a single-cell system with a format flexibility between 50 and 500 g, it sets a global benchmark for high performance wrapping of butter, margarine and pasty products.
Designed by IMA Erca, the EFS-X is a new developed cup filler with an innovative frame and cup transfer. The machine can be used for a wide range of applications - from liquid to pasty products. Compact with quick changeover for premade cups in plastic or paper, the EFS-X gives flexibility and ergonomy up to 12,600 cups/hour.
C28-E Plus machine designed by IMA Tea & Herbs
FD10 - AD10 packaging line by IMA Corazza
Le copertine di TECNOLOGIE ALIMENTARI
DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi
REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com), Eva De Vecchis (e.devecchis@interprogettied.com)
HANNO COLLABORATO: Miriam Ascolese, Martina Cantiani, Arcangelo Moro
In questo numero abbiamo parlato di...
In nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie
ALUTEC 57
ANICAV 12
ANTARES VISION GROUP 57
BARILLA 14
BEA TECHNOLOGIES 29
BRUNO WOLHFARTH 1
CAMA GROUP 10, 15, 58
CIBUS TEC 22, 31
CMI INDUSTRIES 3, 54
CONSORZIO TUTELA
PROVOLONE VALPADANA 14
CONSORZIO TUTELA FINOCCHIONA 12
ENEA 36
EYEC 61
FARAVELLI 24
FEDERALIMENTARE 16
FONDAZIONE CARTA ETICA
DEL PACKAGING 21
GOGLIO 56
GRUPPO CONSOLI 3A COP.
IEG 10
IMA 70
INTERPACK 52
LAB ITALIA 25
LABOTEC 20, 37 LR INDUSTRIES 13 MAKRO LABELLING 61 MARCHESINI GROUP 69
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“Abbiamo voluto dare priorità alla costruzione di un ecosistema nazionale dell’innovazione del settore agroalimentare, che favorisca l’incontro tra centri di ricerca e industrie, in particolare le PMI, e alla promozione della conoscenza e dello sviluppo delle start-up innovative in Italia”. Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare, pagina 16
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