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LaSubfornitura n°3 2026

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la ubfornitura

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ATTUALITÀ

Macchine utensili: segnali positivi, ma a due velocità

28 SICUREZZA

Tappeti assorbiolio riutilizzabili, efficienti ed ecologici

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AUTOMAZIONE

Tecnologia di azionamento per il monitoriaggio

EXTENDING THE POSSIBILITIES FOR MAGNESIUM ALLOY CASTING

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SOMMARIO

Editoriale

La manifattura italiana in cerca di nuovi equilibri (E. De Vecchis) ......................................................... 4

Storia di copertina

Magnesio semi-solido: la leggerezza che ridefinisce la produzione industriale 6

Attualità

Notizie attualità .............................................................8

Le imprese di fronte ai nuovi equilibri del commercio internazionale 10

Componentistica auto: le sfide sono energia e competizione globale 14

Il Gruppo Fassi acquisisce Barin 17

Bosch Rexroth registra un fatturato di circa 6,5 miliardi di euro .........................................................................18

Yaskawa Europe ottiene la Medaglia d’Oro EcoVadis 2025 19

Macchine utensili: segnali positivi, ma a due velocità 20

Pressioni lungo la catena del valore 22

Appuntamenti

EuroBlech 2026 punta su tecnologie, strumenti e strategie sostenibili ............................................... 24

Formazione

L'Academy allineata alle esigenze dell'industria 26 Il Gruppo DKC Europe a sostegno dei giovani talenti femminili 27

Sicurezza Tappeti assorbiolio riutilizzabili, efficienti ed ecologici 28

Automazione

LA MANIFATTURA ITALIANA IN CERCA DI NUOVI EQUILIBRI

L'industria italiana sta attraversando una fase in cui la capacità di adattamento conta quanto, se non più, della crescita stessa. Le tensioni geopolitiche, il rallentamento della domanda interna e la trasformazione di intere filiere stanno ridefinendo le strategie delle imprese, chiamate a coniugare competitività e flessibilità in uno scenario sempre più imprevedibile.

Le recenti tensioni nel Golfo sono un esempio concreto. Secondo ANIE Confindustria, oltre la metà delle aziende segnala un aumento dei costi di trasporto e delle materie prime, mentre quasi tre imprese su quattro registrano ritardi nelle consegne. Le maggiori criticità riguardano la filiera petrolchimica e i materiali utilizzati nelle infrastrutture e nell'impiantistica, con rincari che incidono direttamente sulla sostenibilità economica dei contratti e sulla programmazione delle attività. Pur senza emergenze nella disponibilità dei componenti elettronici, la pressione sulla logistica resta un fattore di forte incertezza.

In questo contesto, i dati diffusi da UCIMU mostrano una manifattura a due velocità. Nel primo trimestre 2026 gli ordini di macchine utensili tornano a crescere grazie alla domanda estera, che compensa il deciso rallentamento del mercato nazionale. Un risultato che conferma la capacità delle imprese italiane di presidiare i

mercati internazionali, ma che evidenzia anche le difficoltà di un sistema interno ancora frenato dall'incertezza sugli strumenti di incentivo agli investimenti. Senza un quadro normativo chiaro, il rischio è che molte decisioni vengano ulteriormente rinviate.

Un quadro che trova riscontro anche nell'automotive. L'Osservatorio ANFIA e Camera di commercio di Torino fotografa una filiera che nel 2024 ha registrato una contrazione di fatturato e occupazione, ma che continua a investire con decisione in ricerca, sviluppo e innovazione.

Cresce infatti la quota di imprese impegnate in attività di R&S e nell'introduzione di innovazioni di prodotto e di processo, a conferma della volontà del settore di affrontare la transizione tecnologica senza rinunciare alla propria competitività.

Le tre fotografie raccontano una stessa realtà: le imprese italiane non sono ferme, ma stanno reagendo a uno scenario complesso facendo leva su innovazione, internazionalizzazione e capacità organizzativa. Per trasformare questa resilienza in crescita stabile serviranno però condizioni favorevoli, e quindi: filiere più solide, politiche industriali coerenti e strumenti capaci di sostenere gli investimenti. Perché la competitività del manifatturiero si costruisce non solo nella capacità di resistere agli shock, ma anche nella possibilità di programmare il futuro.

di Eva De Vecchis
di Eva De Vecchis

Il thixomolding sta aprendo nuove prospettive nella realizzazione di componenti strutturali ad alte prestazioni per automotive, elettronica e aerospazio. Con la nuova HMG7000, Haitian Die Casting amplia ulteriormente le potenzialità di questa tecnologia.

La ricerca costante di componenti leggeri, robusti e sostenibili sta ridefinendo i processi produttivi in settori chiave come l'automotive, l'elettronica di consumo e l'aerospaziale. In questo scenario, il thixomolding, si consolida come una delle tecnologie di stampaggio a iniezione di metallo più innovative e performanti del momento.

A guidare questa trasformazione tecnologica a livello globale è il Gruppo Haitian, multinazionale leader nelle presse per lo stampaggio plastico, che attraverso la sua divisione Haitian Die Casting ha esteso i limiti dimensionali e applicativi di questo processo.

Con il lancio della HMG7000, la macchina da thixomolding più grande mai realizzata, Haitian completa la sua gamma di soluzioni che spazia dalle 350 fino alle 7000 tonnellate di forza di chiusura. Questa innovazione apre le porte alla produzione di componenti strutturali in magnesio di grandi-dimensioni (come telai di sedili, cruscotti integrati, portelloni e scocche per batterie), accelerando la transizione verso l'alleggerimento dei veicoli. Il mercato europeo, ed in partico -

Magnesio semi-solido: la leggerezza che ridefinisce la produzione industriale

lare quello italiano, sta mostrando un forte interesse verso la diversificazione e l'aggiornamento tecnologico delle proprie linee di fonderia. Grazie alla presenza di Haitian PF Italy, il tessuto industriale italiano può accedere direttamente a queste tecnologie di ultima generazione per la lavorazione delle leghe di magnesio, con la possibilità di

visionare una macchina dedicata direttamente presso la nostra showroom di Brescia nei prossimi mesi.

COME FUNZIONA IL PROCESSO

Il thixomolding è un processo di stampaggio a iniezione di leghe di magnesio allo stato semi-solido (tixotropico).

Il thixomolding si consolida come una delle tecnologie di stampaggio a iniezione di metallo più innovative e performanti del momento

- Alimentazione a freddo: la macchina viene alimentata con trucioli (chip) di magnesio a temperatura ambiente.

- Riscaldamento controllato: all'interno del cilindro di iniezione, i chip vengono riscaldati e costantemente mescolati da una vite.

- Stato semi-solido : il materiale raggiunge una temperatura specifica in cui coesistono una fase solida globulare e una fase liquida. Lo sforzo di taglio generato dalla rotazione della vite conferisce al flusso proprietà tixotropiche (la viscosità diminuisce all'aumentare dello scorrimento).

- Iniezione nello stampo : il fuso semi-solido viene iniettato ad alta velocità nello stampo, dove si solidifica rapidamente.

I VANTAGGI DELLA LAVORAZIONE IN STATO SEMI-SOLIDO

Il thixomolding offre benefici strutturali e ambientali rispetto ai metodi di stampaggio convenzionali:

- Spessori sottili: permette di produrre pareti estremamente sottili garantendo un'eccellente fluidità di riempimento.

- Qualità strutturale superiore: la minore temperatura del materiale riduce drasticamente il ritiro

Haitian PF Italy si occupa della vendita, distribuzione e assistenza delle presse per la pressofusione a marchio Haitian per il mercato europeo.

La nuova società distribuisce inoltre in tutta Europa le tecnologie per la pressofusione realizzate dal partner cinese. Nello stabilimento bresciano è dunque operativa anche la divisione Haitian Die Casting Solution, che rappresenta e distribuisce la business unit Haitian Die Casting che all’interno del Gruppo Haitian produce macchinari per pressofusione.

Con un investimento totale di 160 milioni di dollari e un’area di 92.000 m2, a metà del 2021 è entrato in funzione a Ningbo, in Cina, un nuovo sito produttivo

Haitian Die Casting, con capacità produttiva di 4.000 macchine per pressofusione a camera fredda con forza di chiusura da 180T a 8000T.

SOLUZIONI EFFICIENTI DI PRESSOFUSIONE

La pressofusione è una tecnologia di formatura di precisione avanzata ed efficace per leghe non ferrose, in

Con il lancio della HMG7000, la macchina da thixomolding più grande mai realizzata, Haitian completa la sua gamma di soluzioni che spazia dalle 350 fino alle 7000 tonnellate di forza di chiusura

volumetrico e la porosità da gas, traducendosi in pezzi più densi, precisi e con tolleranze ristrette.

- Maggiore durata degli stampi : operando a temperature inferiori rispetto al metallo totalmente liquido, lo shock termico sullo stampo è ridotto, aumentandone in maniera significativa la vita utile.

- Sostenibilità e sicurezza: il processo elimina l'uso di gas protettivi tossici o climalteranti (come l'SF6) e garantisce una sicurezza nettamente superiore rispetto alla gestione del magnesio allo stato liquido tipico delle fonderie tradizionali.

grado di produrre getti con varie geometrie complesse. Con lo sviluppo di nuovi componenti di grandi dimensioni in alluminio o leghe di magnesio realizzati in pressofusione, come parti strutturali e leggere di veicoli, pacco batterie per veicoli a nuova energia e per la comunicazione 5G, la domanda del mercato di macchine per pressofusione grandi, con massima precisione e stampi ad elevata produttività è in aumento.

Per assistere i propri clienti in queste nuove sfide, Haitian

Die Casting ha istituito su una superficie di 5000 m2, il Global Application Center dove sono installate macchine per pressofusione con controllo in tempo reale a in doppio anello chiuso, forno quantitativo per alluminio, apparecchiature per ultravuoto, sistemi completi di rilevamento e controllo della temperatura degli stampi, automazione periferica robotizzata, sistemi di spruzzatura all’avanguardia, “laboratorio materiali” e “camera raggi X”, per fornire test di prodotto, test di funzionalità e test applicativi su nuovi materiali, nuovi processi e nuove tecnologie.

Macchine

per conceria, calzature e pelletteria: un comparto in evoluzione

Dopo le tappe di Vigevano, Santa Croce sull’Arno e Civitanova Marche, si è concluso ad Arzignano il ciclo di incontri territoriali promosso da Assomac, associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria, in collaborazione con SACE, Credem Euromobiliare e Studio Russo De Rosa.

Nell’ambito dell’iniziativa è stato presentato lo Studio congiunturale e dei bilanci del settore italiano delle macchine per conceria, calzature e pelletteria, realizzato dal Centro Studi di Assomac, che analizza in modo integrato l’evoluzione del comparto dal 1995 al 2024, con l’obiettivo di offrire una lettura complessiva degli andamenti del settore, del posizionamento competitivo internazionale e delle condizioni economicofinanziarie delle imprese.

Dall’analisi emerge come la

CRESCITA AZIENDALE

filiera del made in Italy sia sempre più esposta ai processi di globalizzazione, alla delocalizzazione produttiva e a una crescente pressione competitiva.

Tecnologie, materiali e produzioni finali fanno parte di un unico ecosistema, condividendo dinamiche di mercato e ciclicità economiche che impattano trasversalmente sull’intero comparto. In questo scenario, la stretta integrazione tra tecnologia e manifattura rappresenta un elemento distintivo del modello italiano, che consente di sostenere elevati standard qualitativi e capacità di personalizzazione lungo tutta la filiera produttiva. Tale posizionamento si è progressivamente ridefinito come conseguenza di un’evoluzione strutturale: i volumi produttivi sono stati via via ridotti in favore di una qualità sempre più elevata, con una

maggiore concentrazione nei segmenti di maggior valore, in particolare nei comparti legati al lusso e all’alto di gamma. L’export è il principale motore del comparto ad alta specializzazione e forte vocazione estera, con fasi di crescita e di contrazione strettamente legate al ciclo economico mondiale, ma si evidenzia un cambiamento nella composizione dell’offerta, con una crescente rilevanza delle macchine per la conceria e delle parti di ricambio rispetto alle macchine per calzature. Degli oltre 290 milioni di Euro di esportazioni complessive di tecnologie e macchinari del 2024, 119 milioni di Euro riguardano quelli della conceria, €53 milioni delle calzature tradizionali, €30 milioni della pelletteria e 89 milioni di Euro di parti e componenti. Dal punto di vista economicofinanziario, l’analisi dei bilanci restituisce l’immagine di un

B&R nomina Stefan Schönegger come CTO

Stefan Schönegger è entrato in Machine Automation nel 2006 come Project Manager per PLC e sistemi di controllo. Da allora ha ricoperto diversi ruoli di leadership, tra cui Head of Product Management, e dal 2022 guida la Global Product Group Controls. Vanta un’ampia esperienza nella tecnologia B&R, una profonda conoscenza delle esigenze dei clienti e

relazioni ben radicate con i partner del settore. La sua comprovata esperienza nel creare organizzazioni efficaci rappresenta un solido fondamento per la guida della funzione CTO.

“Sono entusiasta di questa nuova opportunità all’interno di B&R", afferma Schönegger. "Insieme ai nostri team porteremo avanti la nostra visione tecnologica nell’ambito

dell’automazione, del software e delle soluzioni industriali autonome. Gli ecosistemi aperti e le partnership saranno al centro di molte delle nostre attività”. Stefan ha conseguito una laurea in Electronics & Business presso la University of Applied Sciences di Vienna e un diploma postlaurea in Renewable Energy Systems presso la Technical University of Vienna.

comparto complessivamente solido sotto il profilo patrimoniale ed equilibrato sul piano finanziario. Il settore sta tuttavia fronteggiando una minore crescita e un’intensificazione della competizione internazionale, con ripercussioni anche sulla redditività delle aziende.

Nel periodo considerato dallo Studio, emerge, in particolare, il rapido sviluppo della Cina, che nel 2024 è diventata il primo esportatore mondiale, superando l’Italia e creando una polarizzazione crescente dei due Paesi sul mercato globale.

La capacità di mantenere un ruolo di primo piano nello scenario globale dipenderà dalla possibilità di coniugare solidità finanziaria, innovazione e visione strategica, affrontando in modo proattivo e sinergico le trasformazioni in atto nelle filiere produttive e nei mercati di riferimento.

Stefan Schönegger, CTO di B&R

Il quinto Osservatorio

Export di Confindustria

Veneto Est, Fondazione

Nord Est e SACE evidenzia come dazi e instabilità geopolitica spingono le imprese a ripensare le catene di fornitura, mentre l'integrazione tra beni e servizi rafforza la competitività sui mercati esteri.

Il Veneto mostra resilienza davanti al caos globale, e si conferma leader per propensione all’estero, nonostante dazi e Germania. Con un rapporto tra interscambio e PIL pari a circa il 71%, è la regione italiana più orientata agli scambi internazionali (56% il dato nazionale), terza per export di beni (13% del totale). Sulle prospettive a breve prevale la cautela e “attesa”, per il clima globale di incertezza e volatilità, ma in miglioramento. Nel 2026 le esportazioni sono attese stabili (+/-3%) dal 52,8% delle imprese manifatturiere del

Le imprese di fronte ai nuovi equilibri del commercio internazionale

Veneto orientale (61,5% nei servizi). Quattro su dieci (40,9%) si aspettano una crescita, che per il 31,5% sarà compresa tra il +3/+10%. I Paesi target restano Germania, Francia e Stati Uniti.

Esportazioni italiane di servizi (valori correnti, € mld; var. % annua)

Diversificazione dei mercati di sbocco (per il 54,8%) e ampliamento dei fornitori, sono state la risposta a minacce tariffarie e instabilità geopolitica, percepite come i principali rischi. Oltre alla riorganizzazione delle reti di fornitura verso Paesi più vicini o amici (friend-shoring) per maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. Rafforzamento nei mercati già serviti (per il 54,7%) e diversificazione delle rotte (Medio Oriente, Gran Bretagna, Africa e Cina) lo saranno nei prossimi due anni. La risposta ai dazi Usa privilegia la collaborazione con i fornitori e l’abbassamento dei prezzi, rispetto a ricollocamento della produzione o stabilimenti negli

Usa. L’integrazione tra export di beni e offerta di servizi (servitizzazione) si consolida come leva strategica sui mercati esteri per il 56,0% delle imprese manifatturiere (71,2% nella metalmeccanica), generando più valore e migliori performance.

È quanto emerge dall’"Osservatorio Export 2025 Sicurezza economica, internazionalizzazione e integrazione dei servizi nel manifatturiero" di Confindustria Veneto Est, curato da Fondazione Nord Est e SACE, realizzato su un campione di 786 imprese manifatturiere e di servizi delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo che rappresentano circa metà dell’export veneto (37,2 miliardi euro nel 2024). L’indagine (realizzata tra 31 ottobre-25 novembre 2025) approfondisce in particolare l’impatto dell’incertezza globale sulle decisioni strategiche e organizzative delle aziende, con focus su Germania e Stati Uniti, e gli scenari 2026.

L’evento di presentazione si è svolto a Palazzo Giacomelli di Treviso. Sono intervenuti Silvia Moretto Consigliere delegata agli Affari Internazionali di Confindu -

Giornalista economica.

"In uno scenario di caos globale, dall’Osservatorio emerge con forza che le imprese del nostro territorio internazionalizzate sono consapevoli delle sfide e capaci di adattare le strategie ai cambiamenti e agli shock", dichiara Silvia Moretto, consigliere delegata agli Affari Internazionali di Confindustria

stria Veneto Est, Marina Benedetti Senior Economist Ufficio Studi

SACE, Gianluca Toschi ricercatore

Senior Fondazione Nord Est, Sergio Pizzini Head CIO Research

Equity & Bond Deutsche Bank. I temi dell’Osservatorio e le esperienze di internazionalizzazione sono stati discussi con Mauro

Longo AD di Ambiente 1985 Srl, Renza Altoè Garbelotto AD di Parchettificio Garbelotto Srl, il vicepresidente e AD di PAL Srl

Antonio Dal Ben, Stefano Solmi

AD di Orion Srl. L’evento è stato moderato da Katy Mandurino,

Veneto Est. "L’apertura ai mercati è una scelta strategica per le nostre aziende, che realizzano il 40% del fatturato all’estero, nonostante tensioni geopolitiche, nuovo protezionismo e crisi tedesca, grazie alla loro capacità competitiva. Ma occorre fare di più per sostenerle nel tentativo di cogliere il cambiamento in atto. È necessaria, in particolare, una politica industriale capace di far fronte alle nuove frontiere dell’innovazione e dell’IA. E una strategia di sistema, pubblicoprivato, per accompagnarle verso nuovi mercati ad alto potenziale e rafforzare la competitività di lungo periodo. In questo quadro, accordi ambiziosi come quelli UeMercosur, che va attivato senza altro indugio, e con l’India, sono un moltiplicatore di opportunità anche per il nostro territorio, perché aprono spazi rilevanti di sviluppo e partnership e riducono dazi che oggi penalizzano fortemente le nostre imprese.

Come Confindustria Veneto Est, ci concentreremo sul supporto alle imprese nel presidio di questi mercati, anche con approcci di

Le prime 20 destinazioni dell’export veneto ( €mld; var % gen-set 2025)

filiera, valorizzando l’esperienza e l’eccellenza di prodotti e servizi come quelli delle aziende Exporter of the Year, per aumentare ancor più la competitività e il ruolo del Made in Italy nel mondo".

Nel corso dell’evento è stato assegnato il Premio Exporter of the Year 2025 riservato ad aziende partecipanti alla ricerca che si sono distinte per la performance sui mercati internazionali. Per la categoria Grandi Imprese ha vinto PAL Srl; per la categoria Piccole e Medie Imprese premio a Parchettificio Garbelotto Srl; nella categoria Beginners (aziende con esperienza più recente sui mercati esteri) ha vinto Ambiente 1985 Srl. Menzione speciale nella categoria Servizi a Orion Srl.

I RISULTATI PRINCIPALI

L’integrazione dei servizi (progettazione, assistenza, software) nelle esportazioni manifatturiere (servitizzazione) si consolida come leva strategica per l’espansione sui mercati internazionali e il controllo sul valore aggiunto per il 56,0% delle imprese manifatturiere (71,2% nella metalmeccanica). Nel settore dei servizi l’offerta integrata riguarda il 27,6% delle imprese. La modalità di erogazione prevalente è quella digitale via Internet (28,6% del campione), con picco del 36,7% nella metalmeccanica; segue il presidio fisico. Le competenze tecniche del personale sono il principale asset competitivo nella fornitura di servizi all’estero per il 43,9% (56,7% nel metalmeccanico), seguite a distanza da personalizzazione dell’offerta (27,3%) e relazioni di fiducia (24,8%). Le criticità maggiori riscontrate nella fornitura di servizi all’estero sono invece la complessità normativa per il 31,5% (38,3% nei servizi), seguita da rigidità delle proce -

ATTUALITÀ

dure doganali (21,2%) e difficoltà nel creare relazioni di fiducia (16,6%).

LE STRATEGIE DI

INTERNAZIONALIZZAZIONE E LO SGUARDO DELLE IMPRESE AL 2026

Le esportazioni dirette sono la principale modalità di interazione con i mercati esteri delle imprese internazionalizzate (77,7% nella manifattura, 51,8% nei servizi), seguite da vendite occasionali (16,3% manifattura, 43,8% servizi), import di materiali e componenti (15% del campione), esportazioni in subfornitura (11,1%). La presenza produttiva diretta rimane limitata. In un contesto globale di incertezza e volatilità, le prospettive sull’export nel 2026 delineano un quadro di cautela e “attesa”, ma in miglioramento. Le esportazioni sono attese stabili (+/3%) dal 52,8% delle imprese manifatturiere del Veneto orientale. Quattro su dieci (40,9%) si aspettano un aumento, che per il 31,5% sarà compreso tra il +3% e il +10% (per il 9,4%, più del

10%). Nei servizi il 61,5% prevede stabilità, a fronte del 21,3% che stima crescita moderata (3-10%) e il 12,8% aumento superiore al 10%.

I Paesi target per l’export nel 2026 restano i principali partner europei, Germania e Francia, seguiti dagli Stati Uniti primo partner commerciale extra-UE. Quanto alle scelte strategiche per il biennio 20262027, per il 54,7% delle manifatturiere internazionalizzate la priorità è il rafforzamento della presenza nei mercati già presidiati (37% nei servizi), segue a distanza lo sviluppo in nuovi mercati (14,2%), con destinazioni prevalenti Medio Oriente (11,4%), Gran Bretagna (11,3%), seguite da Africa e Cina (10,7%).

SCENARI GLOBALI E RISCHI CONNESSI

Il 35,4% delle imprese manifatturiere internazionalizzate del Veneto orientale considera l’aumento di dazi e barriere tariffarie come il principale rischio all’internazionalizzazione (tre quarti, tra prima e terza scelta), seguito dall’instabilità politica nei mercati esteri (27,8%,

Il 35,4% delle imprese manifatturiere internazionalizzate del Veneto orientale considera l’aumento di dazi e barriere tariffarie come il principale rischio all’internazionalizzazione

64,9% tra prima e terza scelta) e aumento dei costi di trasporto e logistica (13,6%).

La risposta strategica all’incertezza globale messa in atto per mitigare le vulnerabilità è stata in prevalenza la diversificazione dei mercati di sbocco (per il 54,8%), seguita dalla diversificazione dei fornitori (31,6%) e aumento della flessibilità produttiva e logistica (33,1%).

Oltre alla riorganizzazione delle reti di fornitura verso Paesi più vicini o amici (friend-shoring) per maggiore sicurezza degli approvvigionamenti: il 36,8% ha cambiato almeno un fornitore strategico nell’ultimo biennio (31,3% nel 2022-2023), di queste, il 61,5% con fornitori italiani.

GERMANIA E STATI UNITI:

L’INCERTEZZA RIMANDA LA RISPOSTA DELLE IMPRESE

La Germania si conferma un mercato di riferimento: circa 7 imprese manifatturiere su 10 esportano a Berlino (74,7% nel metalmeccanico, 46,1% nei servizi). La debolezza dell’economia tedesca si è riflessa solo moderatamente sull’export: nei primi 9 mesi del 2025 prevale la stabilità per il 48,5% delle manifatturiere (51,6% oltre i 50 addetti, 61,7% nei servizi), a fronte di un terzo (33,4%) che dichiara una diminuzione.

Gli Stati Uniti sono un mercato selettivo, presidiato soprattutto dalla manifattura (44,4% delle imprese, 51,1% oltre 50 addetti).

La maggioranza dichiara di essere stata colpita dai dazi, seppur in misura “molto limitata” (35,3%) o “moderata” (32,1%). Gli effetti più intensi si concentrano sul 17,3% delle manifatturiere che dichiarano “impatto significativo” (15,7%) o “molto grave” (1,6%).

Tra queste, la quota è superiore tra le imprese con meno di 50 addetti (22,3%) rispetto alle più strutturate, che dichiarano

“impatto limitato” (40,6%) o “moderato” (38,5%) per maggiore capacità di assorbire o gestire l’effetto dazi.

La risposta ai dazi statunitensi privilegia leve commerciali e organizzative: la collaborazione con i fornitori (12,6%, 22,6% nei servizi) e l’abbassamento dei prezzi di vendita per assorbire gli extracosti (11,3%), rispetto a interventi strutturali come ricollocamento della produzione o stabilimenti negli Usa.

DIGITALIZZAZIONE,

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Digitalizzazione e sostenibilità si consolidano come assi portanti delle strategie di internazionalizzazione. Tra le tecnologie digitali, quasi metà delle manifatturiere (48,3%; 42,1% nei servizi) aumenterà la presenza online (siti web, social, etc.), il 23,4% l’ha già fatto. Seguono investimenti nel marketing digitale (30%, 36,1% nei servizi). Cresce la percezione

dell’Intelligenza artificiale come tecnologia strategica. Le valutazioni di maggiore impatto riguardano l’AI per l’analisi di mercato e concorrenti, AI per il marketing digitale, seguono AI per l’assistenza clienti, e-commerce e AI per il monitoraggio supply chain, in particolare nella manifattura, insieme all’AI predittiva.

La sostenibilità ambientale è ormai un fattore strutturale per l’accesso ai mercati e ai capitali. È ritenuta “importante” o “molto importante” dall’80,7% nella manifattura (64,2% nei servizi), per realtà complesse e più esposte alle catene globali di fornitura è un prerequisito competitivo.

L’interesse di clienti e fornitori verso le politiche di sostenibilità è in prevalenza stabile (57,4%).

Le richieste da investitori, partner finanziari e sistema creditizio sulle performance ESG (rating, rendicontazione, certificazioni) riguardano il 51,3% delle manifatturiere (44,1% nei servizi), il 68,5% tra le imprese più grandi.

PRESENTATA A BRESCIA

L'Osservatorio 2025 di ANFIA e Camera di commercio di Torino fotografa una filiera che rallenta dopo anni di crescita. Le imprese chiedono politiche industriali più efficaci per sostenere investimenti e innovazione.

L' edizione 2025 dell’Osservatorio sulla Componentistica automotive italiana e sui Servizi per la Mobilità, è uno studio annuale realizzato da ANFIA e dalla Camera di commercio di Torino che analizza i principali dati strutturali ed economici della filiera della componentistica automotive italiana – imprese attive, occupazione, fatturato – e le tendenze in materia di strategie di sviluppo e investimenti tecnologici del comparto. Lo studio è stato presentato presso la sede di Confindustria Brescia. L’universo di riferimento dell’Osservatorio è da sempre estremamente variegato e comprende produttori di parti e componenti, integratori di sistemi e fornitori di moduli, specialisti, subfornitori, aziende dell’infomobilità, fornitori di servizi per la mobilità e imprese specializzate nella mobilità elettrica, nonché imprese attive nell’ingegneria di prodotto e di processo (Engineering & Design).

I NUMERI DELLA FILIERA

ITALIANA

Nel 2024 questo universo, composto da 2.134 imprese con sede legale in Italia, ha impiegato un

Componentistica auto: le sfide sono energia e competizione globale

numero stimato di addetti pari a circa 168.000 (-0,7% rispetto al 2023) e generato un fatturato di circa 55,5 miliardi di euro (-6%).

Il focus su Brescia – che per numero di imprese (576, pari al 27% del totale nazionale) si colloca al secondo posto dopo il Piemonte (33,6%) e davanti all’Emilia-Romagna (10,5%) – ha evidenziato, per il 2024, un fatturato stimato di circa 18,3 miliardi di euro, con quasi 48.000 addetti (28,5% dell’occupazione del settore in Italia).

Dopo anni di crescita, il 2024 segna una contrazione dei ricavi del 5,6%, variazione leggermente inferiore al dato nazionale

Gli speaker dell'evento di presentazione dell'Osservatorio presso la sede di Confindustria Brescia

(-6%). Le flessioni più rilevanti hanno interessato modulisti e integratori di sistemi (-14,6%), subfornitori delle lavorazioni (-9,4%) e specialisti (-4,2%). Risultano in controtendenza,

invece, motorsport (+4%), aftermarket (+1,2%) e, soprattutto, le attività di Engineering & Design (+8,1%). Sul fronte dell’innovazione, cresce la quota di imprese che investono in R&S (67%) e che impiegano personale dedicato, mentre nel triennio 20222024 il 58% delle aziende ha introdotto innovazioni di prodotto e il 70,5% innovazioni di processo, confermando il ruolo della regione tra i principali poli innovativi della componentistica automotive italiana.

“Oggi i costruttori di automobili europei non stanno investendo su nuovi progetti, perché non c’è certezza sul futuro del comparto a causa delle ormai note scelte normative a livello continentale" afferma Paolo Streparava, presidente Confindustria Brescia. "La situazione si sta ripercuotendo anche sui fatturati delle imprese: niente investimenti significa niente innovazione, e oggi stiamo rimanendo pericolosamente indietro in tal senso. Non è tutto: a tale contesto vanno ad aggiungersi ulteriori livelli di complessità quale costo del lavoro, burocrazia ed energia. Senza dimenticare che una riconversione delle realtà automotive ad altri settori non è percorribile per la grande maggioranza di esse”.

“La filiera dell'automotive è nel pieno di una trasformazione profonda, spinta dalla transizione energetica, dall'innovazione tecnologica e da uno scenario competitivo sempre più complesso e con la presenza di attori nuovi ed agguerriti", dichiara Roberto Saccone, presidente Camera di commercio di Brescia. "La leadership nel settore della componentistica automotive del nostro territorio è sempre stata il risultato di competenza industriale, di capacità di innovare e di apertura ai mercati; ma la leadership industriale non si conserva per inerzia: si riconquista attraverso investimenti, innovazione e capacità di fare sistema. È quindi il tempo di un nuovo salto di qualità che metta in campo, da un lato, la collaborazione le tra imprese e le loro rappresentanze, con le istituzioni pubbliche in grado di influenzare il legislatore europeo e, dall'altro, una forte spinta all'innovazione. In questo percorso, i dati per comprendere le prospettive dei mercati e la cooperazione rappresentano leve fondamentali per trasformare la transizione in nuove opportunità per le imprese del territorio”.

“In un contesto globale segnato da dinamiche competitive sempre più aggressive, in particola -

re da parte dei player cinesi, e da nuove tensioni negli scambi internazionali è bene che l’Europa diventi più consapevole del proprio ruolo e si doti di strumenti per orientare queste dinamiche anziché subirle passivamente, mettendo in campo politiche industriali capaci di sostenere e rafforzare la competitività della nostra filiera della componentistica", commenta Marco Stella, presidente Gruppo Componenti ANFIA. "La recente pubblicazione dell’Industrial Accelerator Act, con l’introduzione di criteri di contenuto locale per l’accesso dei veicoli ‘made in Europe’ a incentivi pubblici, appalti e flotte aziendali, rappresenta un primo passo in questa direzione e un segnale importante di attenzione verso la manifattura affinché possa continuare a generare valore industriale e

L'intervento di Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti ANFIA

ATTUALITÀ

occupazionale nel nostro continente. ANFIA seguiterà a collaborare con le istituzioni affinché il provvedimento possa essere ulteriormente migliorato e contribuire in modo concreto alla resilienza della nostra industria”. Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino (rappresentato all’evento da Guido Bolatto, segretario generale Camera di commercio di Torino): “La collaborazione tra Camera di commercio di Torino e ANFIA ha consolidato nel tempo un presidio stabile di analisi, capace di restituire ogni anno una fotografia dello stato del settore e delle sue prospettive in Italia, con la volontà di portare momenti di confronto anche in altri territori, come quello lombardo, dove l’automotive riveste un ruolo strategico. In uno scenario complesso e articolato, i dati dell’ultimo Osservatorio ci parlano di una filiera di oltre 2.100 imprese, di cui 576 con sede in Lombardia, che ha rallentato dopo anni di crescita. Solida, ma costantemente sotto pressione, la filiera automotive deve confrontarsi con la transizione energetica e con dinamiche di mercato che richiedono

investimenti, innovazione e una grande capacità di adattamento. Proprio per questo appuntamenti come quello di oggi diventano ancora più importanti, perché permettono di leggere insieme i dati, confrontarsi sulle sfide e costruire, territorio per territorio, una visione condivisa del comparto”.

DAL CONFRONTO ALLE

STRATEGIE PER IL FUTURO

Dopo i saluti istituzionali e l’intervento dell’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi, si è svolta una tavola rotonda moderata dal giornalista Luca Orlando (Il Sole 24 Ore), che ha visto il coinvolgimento di Mario Gnutti, vicepresidente Gruppo Gnutti Carlo, Marco Stella - CEO DTS Group, Roberta Niboli - CEO & General Manager Raffmetal S.p.A. e Angelo Ghidoni, amministratore delegato Ghial S.p.A.

La discussione si è concentrata sulla necessità di preservare la competitività dell’industria automotive europea in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e normative. Tra i temi centrali è emersa l’importanza di rafforzare

il valore del Made in Europe e di rivedere il quadro regolatorio comunitario, in particolare per quanto riguarda strumenti normativi come il CBAM e il sistema ETS, affinché possano sostenere la transizione senza penalizzare la capacità competitiva delle imprese europee. Parallelamente, è stato sottolineato come molte aziende della filiera stiano già reagendo alle sfide in atto attraverso strategie di adattamento e rilancio, investendo nella diversificazione produttiva verso nuovi settori e mercati, anche tramite operazioni di acquisizione, e sviluppando competenze e progetti legati all’elettrificazione e alle nuove tecnologie della mobilità. In questo scenario, la capacità di innovare e di ampliare il proprio posizionamento industriale è certamente uno degli elementi chiave per garantire la tenuta e lo sviluppo della filiera nel mediolungo periodo.

SOLUZIONI TECNOLOGICHE

Il Gruppo Fassi acquisisce Barin

Fassi Group, esperto nella progettazione e costruzione di soluzioni per l’elevazione con oltre 60 anni di storia, ha completato l’acquisizione di Barin, azienda leader nella progettazione e produzione di macchine dedicate all’ispezione, manutenzione e sicurezza di infrastrutture quali ponti,

viadotti autostradali e ferroviari. Fondata nel 1963 a Cittadella (PD), Barin si è affermata nel corso degli anni per la capacità di fornire soluzioni personalizzate e ad elevata tecnologia focalizzate sulla progettazione e produzione di piattaforme di ispezione e manutenzione. Barin opera oggi in Europa, nelle Americhe e in Asia affiancando al portafoglio di prodotti tradizionali una serie di tecnologie per la manutenzione di grandi manufatti attraverso l’uso di bracci telescopici articolati per accessi di precisione. Arrivata alla sua seconda generazione, l’azienda è guidata da Pierpaolo Barin, che rimarrà in azienda

con il ruolo di amministratore delegato assieme ai collaboratori storici, e conta oggi su oltre 50 dipendenti, che si uniranno interamente al Gruppo Fassi.

L'acquisizione di Barin segue a breve distanza l'integrazione di Fascan International e l'acquisizione di Tecnove, a dimostrazione della strategia di crescita del Gruppo Fassi.

“L’ingresso di Barin ci consente di attivare un nuovo segmento di business e di aggiungere un know-how fondamentale alla nostra filiera di prodotti e soluzioni per il mercato della sicurezza e manutenzione infrastrutturale”, ha sottolineato Victor Got-

tardi, amministratore delegato di Fassi. “Il Gruppo Fassi punta sulla qualità delle lavorazioni e sulla leadership tecnologica, garantita da una verticalizzazione produttiva, oltre che una filiera di eccellenza, costruita in oltre 60 anni di storia”.

“Si tratta di uno step fondamentale nel percorso di crescita di Barin, che entrando in una realtà di eccellenza come il Gruppo Fassi punta a espandere ulteriormente il portafoglio di soluzioni e tecnologie al servizio dei nostri clienti a livello internazionale”, ha commentato Pierpaolo Barin, amministratore delegato di Barin.

TRATTAMENTI TERMICI

Carbotempra è una azienda di trattamenti termici, con impianti di ultima generazione, dotata di laboratorio per prove metallurgiche e tecnologiche.

L’azienda è specializzata nella tempra di acciai per cuscinetti e speciali, nella cementazione gassosa e carbonitrurazione.

Laboratorio metallurgico

Cementazione

Carbonitrurazione

Tempra e rinvenimento

Sottoraffreddamento

Normalizzazione

Ricottura normale e in bianco Sabbiatura

Victor Gottardi (a sinistra) e Pierpaolo Barin

ORDINI 2025

Bosch Rexroth registra un fatturato di circa 6,5 miliardi di euro

Nell’anno fiscale 2025, Bosch Rexroth ha generato un fatturato di circa 6,5 miliardi di euro. L'azienda è riuscita così a mantenere le sue attività ai livelli dell'anno precedente nonostante il persistere di un contesto difficile. L’entrata ordini ha registrato una crescita significativa, aumentando di quasi il 9 per cento a circa 6,6 miliardi di euro, superando il fatturato per la prima volta dal 2022. Bosch Rexroth prevede una leggera crescita per l'anno fiscale in corso, a condizione che la situazione geopolitica non peggiori ulteriormente. Per garantire la crescita futura, Bosch Rexroth ha investito circa 560 milioni di euro in ricerca e sviluppo, oltre che in edifici e strutture. Alla fine del 2025 la società

impiegava circa 31.900 collaboratori a livello mondiale. Il fatturato pari a 6,45 miliardi di euro, si attesta a un livello inferiore di appena l’1,4% rispetto all’anno precedente (6,54 miliardi di euro nel 2024) e su un livello inferiore rispetto agli anni particolarmente forti del 2022 e del 2023 (rispettivamente 7 miliardi di euro e 7,5 miliardi di euro). Se si tiene conto dei tassi di cambio, le vendite sono aumentate dello 0,9%.

Su base annua è stata registrata una leggera crescita in Europa (Germania esclusa) e nella regione Asia/Africa/ Australia. In Germania, il principale mercato in termini di fatturato dell'azienda, il 2025 ha visto un leggero calo delle vendite rispetto all'anno pre -

cedente. La crescita in Cina, la regione con il terzo maggior volume di vendite, ha contribuito in modo significativo a stabilizzare il fatturato complessivo.

L’entrata ordini nel 2025 è stata pari a 6,6 miliardi di euro, in aumento di circa 540 milioni di euro, pari all’8,9 per cento, rispetto all’anno precedente. La Cina ha registrato la crescita più consistente degli ordini. Anche in Europa e in Germania è stato registrato un aumento significativo degli ordini.

Per garantire la redditività futura del portafoglio prodotti e soluzioni, sono stati investiti circa 560 milioni di euro in macchinari, attrezzature ed edifici, oltre che in ricerca e sviluppo. Nei tre

anni precedenti erano gi à stati effettuati investimenti cospicui negli stabilimenti e nell'intera rete di produzione, garantendo così una capacità produttiva sufficiente a livello mondiale quando l’attività tornerà a crescere. In Germania, Bosch Rexroth ha investito circa 57 milioni di euro negli impianti tedeschi di Lohr am Main, Elchingen, Norimberga e Horb. Altri importanti investimenti sono stati fatti in Messico, Stati Uniti e Svezia

Matteo Gori nominato Business Development Manager Aerospace di Voestalpine

Voestalpine High Performance

Metals Italia amplia il proprio team dedicato ai materiali speciali con l’ingresso, a partire da febbraio 2026, di Matteo Gori che assumerà il ruolo di Business Development Manager Aerospace, rafforzando il presidio sul mercato italiano di soluzioni per applicazioni industriali nei settori aerospaziale e power generation.

Nel suo nuovo incarico Matteo Gori si occuperà dello sviluppo del mercato italiano, supportando i clienti nella selezione di

materiali per applicazioni nelle quali affidabilità, sicurezza e continuità operativa rappresentano

requisiti non negoziabili. Il ruolo prevede inoltre la gestione di progetti complessi in contesti estremi e il supporto tecnicocommerciale a clienti che operano con standard certificativi stringenti.

Laureato in Business Management & Relazioni Internazionali presso la Universidad Europea de Madrid, Gori ha completato la sua formazione con un programma in Global Business alla London School of Economics. Porta in voestalpine HPM Italia un'esperienza consolidata nello

sviluppo commerciale e nella gestione di progetti strategici in ambito industriale, maturata nel corso della sua carriera professionale.

Gori svolgerà la propria attività all'interno della unit Specialty Metals di voestalpine HPM Italia, che fornisce acciai speciali e leghe ad alte prestazioni non solo per aerospace e power generation, ma anche per oil & gas e chemical process industry, supportando applicazioni industriali dove l'eccellenza del materiale fa la differenza.

SOSTENIBILITÀ

Yaskawa Europe ottiene la Medaglia d’Oro EcoVadis 2025

Yaskawa Europe ha ottenuto la Medaglia d’Oro EcoVadis nell’EcoVadis Business Sustainability Assessment 2025, posizionandosi tra il miglior 5% delle aziende valutate a livello globale. Il riconoscimento conferma l’efficacia del sistema di gestione e delle pratiche di sostenibilità aziendale adottate nella regione EMEA, dove è stato istituito un team ESG dedicato che valuta costantemente gli impatti ambientali delle attività.

EcoVadis è una delle piattaforme di valutazione della sostenibilità più autorevoli a livello internazionale, con oltre 150.000 aziende analizzate in più di 180 Paesi e 250 settori industriali. Il rating valuta la qualità del sistema di gestione della sostenibilità sulla base di standard internazionali di CSR e si articola nelle quattro aree Ambiente, Lavoro e Diritti Umani, Etica e Approvvigionamento Sostenibile. L’efficienza energetica è da sempre un elemento centrale della strategia di Yaskawa. Già nel 2006 l’azienda ha introdotto il primo inverter industriale AC-AC con tecnologia Matrix, privo di DC Bus, intrinsecamente rigenerativo e

con THD inferiore al 5%, migliorando costantemente l’efficienza dei prodotti e consolidando la sostenibilità come parte integrante del percorso tecnologico. Questa attenzione si riflette nei robot Motoman e nei componenti meccatronici: i robot con payload superiore a 35 kg e dotati di controller YRC1000 sono in grado di convertire l’energia cinetica dei movimenti in energia elettrica reimmessa nella rete, mentre inverter e servosistemi integrano funzioni di controllo che ottimizzano il funzionamento dei macchinari, riducendo tempi di assestamento e vibrazioni. Inoltre prodotti come l’inverter AC-AC U1000, l’unità Active Frontend D1000 e l’unità di frenatura rigenerativa R1000 permettono di recuperare energia e ridurre lo stress sui componenti della rete, diminuendo, in base al ciclo di lavoro, i consumi complessivi.

Non da ultimo, la piattaforma i³-Mechatronics integra e analizza i dati provenienti dai dispositivi di fabbrica, ottimizzando i cicli di lavoro, migliorando la qualità produttiva e riducendo fermi macchina e scarti.

Il primo trimestre 2026 si è chiuso con un incremento del 3,1% grazie alla domanda estera. Sul mercato italiano pesa invece il rallentamento delle commesse, in attesa dei chiarimenti sull’iperammortamento.

Nel primo trimestre 2026, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per produrre segna un incremento del 3,1%, rispetto al periodo gennaio-marzo 2025. In valore assoluto l’indice si è attestato a 87,1 (base 100 nel 2021).

Il risultato è stato determinato esclusivamente dalla buona performance dei costruttori sul mercato estero; è stata invece decisamente negativa la raccolta commesse sul mercato interno.

In particolare, gli ordini raccolti oltreconfine hanno segnato un incremento del 28,9%, rispetto al primo trimestre del 2025, per un valore assoluto di 95,9. Al contrario, la raccolta ordini in Italia è risultata in calo del -28,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 67,3.

RICCARDO ROSA: "SERVONO CHIARIMENTI SULLA MISURA DI IPERAMMORTAMENTO"

“L’indice degli ordini del primo trimestre cresce e questo è sicuramente un dato positivo ma assolutamente non soddisfacente per i costruttori ita -

Macchine utensili: segnali positivi, ma a due velocità

liani", ha commentato Riccardo Rosa, presidente di UCIMUSistemi per produrre. "L’estero va, ma ancora per quanto? E

Gli ordini raccolti oltreconfine hanno segnato un incremento del 28,9%, rispetto al primo trimestre del 2025, per un valore assoluto di 95,9 (indice rispetto alla base 100 del 2021)

nel frattempo l’Italia è ferma al palo in balia delle comunicazioni delle autorità di governo in merito all’iperammortamento che, esattamente come accaduto con Transizione 5.0, tardano ad arrivare”.

“L’incremento dell’attività oltreconfine, nonostante il clima di instabilità geopolitica che ci troviamo ad affrontare quotidianamente, dimostra la capacità dei costruttori italiani di intercettare la domanda là ove può più facilmente concretizzarsi, focalizzandosi nelle aree e sui settori di sbocco che sono più predisposti ad investire. Un lavoro importante e minuzioso che le nostre aziende stanno svolgendo ormai da

parecchi mesi, sfruttando tutte le opportunità e le conoscenze a loro disposizione. E poiché la domanda estera riesce ad espletarsi nonostante tutto, appare ancora più evidente che il blocco di quella interna dipenda dall’attesa per i chiarimenti della misura di iperammortamento”.

“Come è possibile trovarsi nella medesima situazione del 2025, appesi ai continui annunci e ritrattazioni delle nostre autorità di governo? Per come è stato pensato l’iperammortamento dovrebbe sostenere l’innovazione della nostra industria e, invece, costringe le aziende ad aspettare, sospese tra un decreto attuativo e uno direttoriale, congelando di fatto le trattative che, al momento, sono anche numerose. Insomma, la volontà di investire da parte degli utilizzatori italiani c’è ma niente si muoverà fino a che non saranno comunicate tutte le tecnicalità della misura”, ha aggiunto Riccardo Rosa. “Abbiamo accolto con grande favore la decisione del governo di dotare il sistema manifatturiero di un provvedimento, quale l’iperammortamento, con una operatività

nale che europea”.

“Questo trimestre i costruttori italiani hanno raccolto ordini grazie alla domanda estera, con tutte le difficoltà di cui dicevamo poc’anzi", ha aggiunto Roccardo Rosa. "Ma cosa accadrebbe se il conflitto in Iran dovesse durare nel tempo? Non si tratterebbe più di fronteggiare una chiusura, totale o parziale, di un mercato. Avremmo invece davanti agli occhi una situazione ben peggiore.

pluriennale, dal 2026 al 2028. Ma questa attesa, che di fatto si protrarrà per una buona prima parte del 2026, ci ha fatto tornare immediatamente indietro all’esperienza davvero frustrante del 5.0”.

“Il punto è che il mondo manifatturiero, come ha già avuto modo di affermare il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, non solo è preoccupato per il contesto geopolitico ma è anche sconfortato dalla lentezza con cui si muovono i rappresentanti delle istituzioni governative, sia su base nazio -

Anche per questo è fondamentale dar corso immediatamente a tutte le attività necessarie per rendere operativo l’incentivo dell’iperammortamento, cos ì da mettere le aziende italiane nelle condizioni di effettuare gli investimenti che intendono pianificare e che ora sono congelati”.

“Oltre a ciò – ha concluso il presidente di UCIMU – alle autorità di governo chiediamo che in Europa si facciano portavoce della necessità di poter contare su una Unione forte e determinata a definire politiche e programmi condivisi che ci permettano di affrontare al meglio l’instabilità geopolitica mondiale, prima che questa ci travolga”.

FILIERE TECNOLOGICHE

Pressioni lungo la catena del valore

La survey di ANIE Confindustria evidenzia rincari, ritardi nelle consegne e maggiori difficoltà negli approvvigionamenti, con impatti diretti su infrastrutture, impiantistica ed elettronica.

Le recenti tensioni geopolitiche nel Golfo iniziano a produrre effetti concreti anche sulle filiere tecnologiche italiane. A segnalarlo è ANIE Confindustria, che evidenzia un quadro sempre più complesso per le imprese, alle prese con rincari, ritardi e difficoltà nella gestione degli approvvigionamenti.

Dai primi risultati di una survey in corso su un campione di oltre duecento aziende associate emergono criticità diffuse: più della metà delle imprese registra un aumento significativo dei costi di trasporto (57%) e delle materie prime (53%), mentre circa il 74% segnala ritardi nelle consegne. Una situazione che si riflette direttamente sull’operatività quotidiana e sulla

gestione dei cantieri.

COSTI IN CRESCITA E FORNITURE SOTTO PRESSIONE

Le maggiori tensioni riguardano la filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi delle lavorazioni. Tra i materiali più colpiti figurano conglomerati bituminosi e asfalti, calcestruzzi, materiali per ripristini provvisori e definitivi, oltre ad altre materie prime e semilavorati legati al ciclo del petrolio. In questo contesto si inserisce anche la dinamica dei prezzi delle termoplastiche — ampiamente utilizzate in ambito infrastrutturale, impiantistico ed elettronico — che registrano incrementi superiori al 30%, contribuen -

do ad aggravare ulteriormente il quadro dei costi.

Sul fronte della filiera elettronica, al momento non si registrano criticità rilevanti nella disponibilità di materiali strategici, compreso l’elio, grazie a canali di approvvigionamento diversificati e alle scorte ancora presenti. Restano però elementi di attenzione legati all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna.

Le difficoltà non si limitano ai costi: molte imprese segnalano anche problemi nella continuità delle forniture, con l’impossibilità di garantire stabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche. Una situazione che rende più complessa la programmazione delle attività e rischia di compromettere l’equilibrio economico dei contratti in essere.

“Alla luce delle criticità che quotidianamente le imprese

ci stanno segnalando, abbiamo avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni che consentano di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa dei cantieri, anche alla luce dei principi previsti dalla normativa vigente per eventi straordinari e imprevedibili”, ha dichiarato il presidente di ANIE Confindustria, Vincenzo de Martino. “Resta tuttavia necessario un intervento a livello governativo per sostenere il settore e fronteggiare le criticità in atto: il solo confronto tra le parti non appare sufficiente a garantire la tenuta dei comparti industriali e la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per il Paese. Garantire la prosecuzione degli interventi programmati, nel rispetto di condizioni economiche sostenibili per le imprese, rappresenta oggi una priorità condivisa”.

Vincenzo de Martino, presidente di ANIE Confindustria

Materiali Lavorati:

• Acciaio Inox 304/316/303/307

• Inconel628, Alloy, Monel

• Acciai comuni da costruzione;

• Acciai speciali;

• Acciai automatici e leghe leggere;

• Materiali plastici.

Lavorazioni eseguite:

• Tornitura da barra fino a Ф65

• Tornitura di ripresa fino a Ф 180

• Fresatura 4/5 assi fino a 800x400x300

• Produzione ingranaggi e dentatura

• Piccoli assemblaggi di precisione

F.lli Locatelli s.r.l. meccanica di precisione dal 1967

Settori di sbocco:

• Aeronautico e navale

• Costruttori di macchine/impianti

• Elettromeccanico

• Illuminotecnica

• Raccorderia speciale o ad alta pressione

• Settore Petrolchimico

• Valvole e piccoli gruppi premontati

• Ruote dentate e ingranaggi

• Medicale

• Settore alimentare

PRODUZIONE CIRCOLARE

EuroBlech 2026 punta su tecnologie, strumenti e strategie sostenibili

La 28ª edizione della fiera EuroBLECH, organizzata da RX, si svolgerà dal 20 al 23 ottobre 2026, continuando la sua tradizione di fiera mondiale dedicata alla tecnologia della lavorazione della lamiera.

Per la prima volta, è stata introdotta la riprenotazione durante l'evento (at-event rebooking), consentendo agli espositori di assicurarsi il proprio spazio espositivo per il 2026 mentre erano ancora alla fiera del 2024. Di conseguenza, una parte sostanziale dello spazio è già stata assegnata nei nove padiglioni del Quartiere Fieristico di Hannover.

Il tema di quest'anno riflette la continua trasformazione del settore mentre persegue una maggiore efficienza,

L’agenda

AMB 15 - 19 settembre 2026

Stoccarda, Germania www.messe-stuttgart. de/amb/en/

Farete 14 - 15 settembre 2026

Bologna www.farete.confindustriaemilia.it/home

35 BI.MU 13 - 16 ottobre 2026 Milano www.bimu.it

flessibilità e resilienza. Dai flussi di lavoro e robotica abilitati dall'IA alle innovazioni laser e alla produzione circolare, l'edizione 2026 metterà in luce le tecnologie, gli strumenti e le strategie che stanno plasmando un futuro più forte e più sostenibile per la lavorazione della lamiera in tutto il mondo.

EuroBLECH 2026 introduce diverse nuove funzionalità e miglioramenti per approfondire il coinvolgimento e supportare opportunità commerciali più mirate.

Innovation Zone. Uno spazio dedicato che mette in risalto le tecnologie emergenti, la ricerca applicata e i concetti pronti per il sistema che stanno plasmando il futuro della lavorazione della lamiera.

Job Shop & Subcontractors

Market. Uno spazio dedicato per i centri di fabbricazione e i produttori subappaltatori per connettersi con visitatori provenienti da OEM e altri settori manifatturieri per scoprire partner flessibili e di alta qualità per le esigenze di produzione in outsourcing. Automotive Guided Tours. Percorsi strutturati su misura per il settore automobilistico, che aiutano gli OEM del settore a connettersi con tecnologie e fornitori pertinenti. Questi completano i Guided Tours che tornano, supportando percorsi per i visitatori mirati e di alto valore.

NextGen Technology Stage & EuroBLECH Awards. Il NextGen Technology Stage ospiterà ancora una volta sessioni guidate da esperti

su automazione, digitalizzazione, sostenibilità e IA. Accanto ad esso, tornano gli EuroBLECH Awards con sei categorie che celebrano risultati eccezionali, con i Percorsi dei Premi (Award Trails) che guidano i visitatori agli espositori selezionati. Visitor App. Ora aggiornata per aiutare i visitatori a navigare nello show, salvare gli espositori preferiti e pianificare la propria giornata in modo più efficace. Careers Day. Una giornata dedicata per mettere in contatto studenti, apprendisti e giovani professionisti con aziende che assumono. L'iniziativa supporta lo sviluppo della forza lavoro e fornisce approfondimenti sulle carriere nell'industria della lavorazione della lamiera.

EuroBlech 20 - 23 ottobre 2026

Hannover, Germania www.euroblech.com

Expo Industria 27 - 30 ottobre 2026 Vicenza www.expoindustria.it

ELMIA Subcontractor 10 - 12 novembre 2026

Jönköping, Svezia www.elmia.se/en/subcontractor

Subcontratación 23 - 25 febbraio 2027 Bilbao, Spagna www.subcontratacion.bilbaoexhibitioncentre.com

Fiera Z 2 - 5 marzo 2027

Leipzig, Germania www.zuliefermesse. de/en

EMO 4 - 8 ottobre 2027 Milano www.emo-milan.com

IZB 27 - 29 ottobre 2027 Wolfsburg, Germania www.izb-online.com/ en

AMBIENTI INCLUSIVI

Il Gruppo DKC Europe a sostegno dei giovani talenti femminili

Attrarre talenti, valorizzare le competenze e costruire ambienti di lavoro inclusivi sono oggi elementi chiave per la competitività industriale. È su questi presupposti che si fonda la partecipazione del Gruppo DKC Europe al Premio Ingenio al Femminile, iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in collaborazione con Cesop HR Consulting Company e rivolta alle neolaureate e dottorate in ingegneria.

Per DKC, la presenza nel pro -

PROGRAMMAZIONE E CNC

getto rappresenta un tassello di una strategia più ampia orientata all’employer branding e alla crescita delle nuove generazioni, con particolare attenzione alla valorizzazione del talento femminile nelle discipline STEM. In questo contesto, le imprese sono chiamate a svolgere un ruolo attivo non solo nell’inserimento, ma anche nello sviluppo e nella fidelizzazione dei talenti. DKC si muove in questa direzione promuovendo modelli organizzativi basati sulla Human Collabo-

rAction, l’approccio del Gruppo che mette al centro le persone e la collaborazione come strumenti per generare crescita condivisa, innovazione e valore nel tempo. All’interno dell’iniziativa i progetti candidati saranno valutati per la loro capacità di interpretare le sfide contemporanee, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica.

Per un Gruppo attivo nei settori dell’elettrotecnica e dell’automazione industriale, investire nelle

nuove generazioni rappresenta una scelta strategica oltre che valoriale. In quest’ottica, DKC si propone come realtà in grado di offrire opportunità concrete alle giovani professioniste che vogliono contribuire attivamente alla trasformazione del settore.

La cerimonia di premiazione si terrà a Roma l’11 novembre 2026 e rappresenterà il momento conclusivo dell’iniziativa, offrendo un’occasione di incontro tra istituzioni, università e mondo industriale.

Due scuole di Vicenza e Torino sul podio delle Olimpiadi Fanuc

Le Olimpiadi FANUC sono il concorso di Robotica industriale e Programmazione CNC rivolto agli studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado e agli Istituti Tecnici Superiori.

Per due giorni, 80 giovani talenti provenienti da 40 istituti superiori da 11 regioni italiane si sono sfidati in prove teoriche e pratiche di programmazione di robot e di controlli numerici computerizzati (CNC).

Vicenza si conferma sul podio con il Miglior Team di Programmazione robotica.

1° classificato: IIS “MarzottoLuzzatti” di Valdagno (VI) – Lorenzo Frighetto e Davide Sandri.

2° classificato: I.S.I.S. "BrignoliEinaudi-Marconi" di Gradisca d’Isonzo (GO) – Giorgia Calligaris e Giorgia Feurra.

3° classificato: ISIS della Bassa Friulana di Cervignano del Friuli (UD) – Gabriele Tell e Cristian

Bolkovic.

Oltre ai premi per gli studenti e per le scuole, i migliori team conquistano l’accesso a WorldSkills Piemonte, competizione valida per la qualificazione ai campionati europei di robotica EuroSkills Düsseldorf 2027 e di cui FANUC è global partner e sponsor per la categoria “Robot Systems Integration” (integrazione di sistemi robotici).

Anche quest’anno dal CIAC di Cirié il Miglior Team di Programmazione CNC.

1° classificato: CIAC di Ciriè (TO) – Daniele Pagin e Loris Sollazzo.

2° classificato: CIOFS-FP Piemonte – Tommaso Arrobbio e Yehor Smirnov

3° classificato: IPSIAS “Di Marzio – Michetti” di Pescara –Alessio d’Armi e Lorenzo Del Biondo

Per loro un set di premi a riconoscimento dell’abilità mostrata nel risolvere le prove della gara

e il riconoscimento di essere i primi tre Migliori Team italiani in Programmazione CNC. Altissima partecipazione per questa edizione delle Olimpiadi FANUC. 40 scuole selezionate a rappresentanza dell’eccellenza della formazione tecnica italiana si sono sfidate in prove che prevedevano l’esecuzione di task di movimentazione di robot

2026

con generazione di un gemello virtuale (digital twin) e la programmazione ISO standard di un centro di lavoro per eseguire una lavorazione di fresatura. Notevole il livello che le scuole in gara hanno raggiunto, anche grazie al percorso di certificazione delle competenze FANUCSanoma dedicato ai robot e ai CNC.

Il podio con gli studenti vincitori

SERVIZIO A 360 GRADI

Tappeti

assorbiolio riutilizzabili,

efficienti ed ecologici

Leggero e pratico, il tappeto Multitex di Mewa permette di assorbire fino a tre litri di solventi, liquidi refrigeranti, lubrificanti, soluzioni alcaline o altri tipi di sostanze fluide ed è adatto sia a spazi ridotti che a grandi superfici.

Sostenibilità ed efficienza rimarranno anche nel 2026 tra le più importanti priorità per aziende e imprese. Chi vuole restare al passo con i tempi adotta processi più rispettosi dell’ambiente. Per garantire pulizia e sicurezza sul posto di lavoro, Mewa offre il tappeto assorbiolio Multitex, una soluzione ecologica, gestita con un servizio a 360 gradi. Un sistema tanto semplice quanto efficace: i tappeti assorbiolio vengono regolarmente ritirati, lavati in modo professionale e restituiti, pronti per essere riutilizzati.

FUNZIONALE E AD ALTO POTERE ASSORBENTE

Il tappeto Multitex assorbe in pochi istanti fino a tre litri di solventi, liquidi refrigeranti, lubrificanti, soluzioni alcaline o altri tipi di sostanze fluide. Leggero e pratico come un asciugamano (misura 58 x

88 cm), si adatta anche agli spazi più ridotti, ad esempio può essere utilizzato su un banco da lavoro o durante interventi di manutenzione su pompe e tubazioni. La versione più grande, di 116 x 176 cm, può assorbire fino a dieci litri di liquido. Un vantaggio pratico in più: posizionando più tappeti uno accanto all’altro, è possibile coprire efficacemente superfici più estese.

"Il tappeto assorbiolio trasferisce immediatamente il liquido dallo strato esterno verso l’interno, dove viene trattenuto a lungo nel nucleo assorbente", spiega Giulio Vanoli, Amministratore Delegato di Mewa Italia. "In questo modo la superficie resta praticamente asciutta, mentre uno strato speciale interno assorbe uniformemente il liquido assorbito. I tappeti mantengono asciutti e privi di residui oleosi o acquosi sia i pavimenti che le scarpe e in questo modo contribuiscono a prevenire il rischio di scivolamenti e cadute".

"Siamo convinti che i nostri tappeti assorbiolio, offerti con il servizio completo a 360 gradi, rappresentino una situazione vantaggiosa sia per l’ambiente che per le aziende", continua Giulio Vanoli. "È giunto il momento di adottare in officina soluzioni sostenibili, che non solo semplifichino il lavo -

ro, ma proteggano anche l’ambiente. Grazie al nostro servizio, offriamo un modo semplice ed economicamente vantaggioso per ridurre l’impronta ecologica".

Il servizio Mewa a 360 gradi rende la gestione dei tappeti estremamente semplice: Mewa consegna i tappeti, li ritira con la frequenza concordata e li sostituisce con tappeti puliti. Il trasporto avviene in modo sicuro e conforme alle normative, grazie agli speciali contenitori di sicurezza SaCon ® Attraverso il trattamento degli oli raccolti durante il lavaggio, che vengono poi utilizzati per produrre energia per la stessa azienda, Mewa contribuisce ulteriormente alla sostenibilità.

Il sistema di tappeti riutilizzabili Multitex non solo

solleva le aziende dall’onere della gestione e dello smaltimento dei rifiuti pericolosi, ma contribuisce anche al risparmio di risorse primarie.

Il sistema di tappeti riutilizzabili Multitex è un elemento chiave del servizio Mewa a 360 gradi.

Il fornitore di servizi tessili propone inoltre un’ampia gamma di panni, abbigliamento da lavoro e protettivo e una vasta offerta di prodotti complementari per il lavoro di tutti i giorni. Oltre ai guanti protettivi e alle scarpe antinfortunistiche, i clienti Mewa possono ordinare diversi prodotti per l’igiene e la protezione attraverso il negozio online mewa-shop.it. Un’opportunità riservata solo ed esclusivamente ai clienti.

Un sistema semplice ma efficace: gli speciali tappeti assorbiolio vengono sostituiti regolarmente, lavati professionalmente e riutilizzati (Foto Mewa)

PROTEZIONE INTEGRATA

Garantire che negli ambienti produttivi accedano esclusivamente persone autorizzate

è il primo passo per proteggere lavoratori, visitatori, merci e informazioni sensibili: una strategia per tutelare il know-how e la continuità produttiva.

La sicurezza sul lavoro, nelle imprese industriali, è tradizionalmente associata alla prevenzione degli infortuni, alla formazione obbligatoria e alla sorveglianza sanitaria. Un approccio indispensabile, ma non esaustivo. In stabilimenti sempre più automatizzati e interconnessi, la protezione delle persone e degli asset aziendali passa anche da un controllo rigoroso e selettivo degli accessi.

Le barriere fisiche di controllo accessi rappresentano un meccanismo semplice, immediato ed efficace per assicurare che nei reparti produttivi, nei magazzini o nelle aree sensibili entrino solo soggetti autorizzati e adeguatamente formati. Non si tratta soltanto di prevenire intrusioni dolose: impedire l’ingresso a personale non addestrato in ambienti con macchinari complessi o materiali critici significa ridurre concretamente il rischio di incidenti, danni e interruzioni operative. Secondo diverse analisi di mercato, il comparto globale dei sistemi di controllo accessi è in crescita costante, trainato proprio dalla domanda proveniente da siti industriali e logistici, sempre più attenti alla protezione integrata di persone e beni. Un segnale chiaro: la sicurezza perimetrale e interna è

SICUREZZA

Security industriale e controllo accessi per garantire la continuità operativa

oggi parte integrante della strategia industriale.

COMPETENZA INTERNAZIONALE, PRESIDIO LOCALE

Gunnebo Italia Entrance Control è la divisione italiana di un gruppo internazionale specializzato nelle soluzioni per il controllo degli accessi. Da anni punto di riferimento per architetti, progettisti e security manager, l’azienda affianca oggi anche le imprese manifatturiere nella progettazione di sistemi in grado di coniugare sicurezza, fluidità dei flussi e qualità architettonica. Il catalogo Gunnebo comprende un’ampia gamma di varchi, tornelli e sistemi di interblocco progettati per ambienti corporate, infrastrutturali e industriali, integrabili con le più diffuse piattaforme di gestione accessi e supervisionabili da remoto. È all’interno di questo portafoglio consolidato che trovano spazio le soluzioni più adatte agli

stabilimenti produttivi.

Reception e ingressi direzionali: sicurezza che dialoga con l’architettura.

Per le aree di accoglienza, Gunnebo propone varchi rapidi e soluzioni a scomparsa che uniscono controllo e design.

Tornello a tutta altezza

All’interno della gamma SpeedStile, ad esempio, i varchi con ante in vetro motorizzate consentono di gestire accessi tramite badge, QR code o credenziali digitali, mantenendo trasparenza visiva ed eleganza formale. I varchi, integrati nell’arredo, permettono di garantire un presidio discreto ma efficace. Il risultato è che l’ingresso diventa un asset reputazionale: un accesso presidiato con tecnologie d’avanguardia che comunica immediatamente un’organizzazione solida, capace di coniugare l’accoglienza con la massima protezione del proprio ecosistema.

Aree produttive, server aziendali e magazzini: site protection selettiva Per aziende con esigenze di sicurezza particolari e asset critici come con macchinari complessi, materiali strategici o merci ad alto valore, il catalogo Gunnebo include porte interbloccate e sistemi a bussola di sicurezza progettati per consentire il passaggio controllato di una persona alla volta.

Queste soluzioni, integrabili con sistemi di identificazione e autorizzazione multilivello, contribuiscono a proteggere know-how, prototipi e componenti critici, riducendo il rischio di accessi impropri o non conformi alle procedure interne. In ambito manifatturiero, dove la continuità operativa è un fattore competitivo, limitare l’esposizione a intrusioni o manomissioni significa tutelare direttamente la produttività.

PERIMETRO E AREE ESTERNE: CONTROLLO ROBUSTO E DETERRENZA

Per parcheggi aziendali, accessi ai piazzali logistici o ingressi dedicati al personale operativo, Gunnebo mette a disposizione tornelli a tutta altezza progettati per un utilizzo intensivo in esterno.

Soluzioni come i tornelli a tutta altezza assicurano un controllo fisico efficace e fungono da elemento di deterrenza, distinguendo in modo chiaro tra dipendenti, fornitori e visitatori, con la possibilità di gestire autorizzazioni per aree e fasce orarie specifiche.

DATI DI ACCESSO: INFORMAZIONI

UTILI, NON INVASIVE

Le soluzioni Gunnebo possono essere integrate con piattaforme software per la raccolta e l’analisi dei dati di accesso. In un contesto industriale, queste informazioni – trattate nel pieno rispetto delle normative vigenti – possono supportare la pianificazione dei turni, l’ottimizzazione dei flussi interni e la gestione degli spazi. Non un controllo pervasivo, ma uno strumento di governo dei processi che aiuta l’azienda a migliorare efficienza organizzativa e sicurezza complessiva.

ACCESSIBILITÀ E INCLUSIONE: UN INGRESSO PER TUTTI

All’interno della propria gamma, Gunnebo propone versioni a passaggio largo e soluzioni specifiche per persone con mobilità ridotta, perfettamente allineate per design e finiture ai modelli standard. L’accesso facilitato non è un’aggiunta secondaria, ma parte integrante della progettazione: sicurezza, inclusione e coerenza estetica convivono in un’unica esperienza d’ingresso, non discriminatoria e pienamente integrata nel contesto aziendale.

OLTRE

IL PRODOTTO:

CONSULENZA

E CONTINUITÀ OPERATIVA

La scelta della barriera più adatta richiede un’analisi accurata dei flussi, dei rischi e dell’organizzazione interna dello stabilimento. Gunnebo Italia Entrance Control affianca le imprese manifatturiere con un approccio consulenziale, individuando all’interno del proprio catalogo le soluzioni più idonee per ogni area – dalla reception al reparto produttivo, dal magazzino al perimetro esterno. Alla fornitura si affiancano installazione, integrazione con i sistemi esistenti e un servizio di assistenza post-vendita strutturato, finalizzato a garantire nel tempo affidabilità, aggiornamento tecnologico e continuità operativa.

DATI DI SETTORE

Il software al centro della competitività italiana

AssoSoftware lancia il Centro Studi per l’Innovazione Digitale: ricerca indipendente e dialogo con il mondo accademico per misurare il valore del software nell’economia e nelle PMI. competitività.

È stato presentato in una conferenza stampa presso la Camera dei deputati, il Centro Studi Software per l’Innovazione Digitale di AssoSoftware, alla presenza della vicepresidente della Camera Anna Ascani. L’iniziativa è nata per rafforzare la produzione di conoscenza su un settore sempre più centrale per la competitività economica, la trasformazione digitale e la sovranità tecnologica italiana ed europea. Il Centro Studi intende contribuire alla definizione di una visione strategica sul futuro dell’industria del software, sia dal lato della sua filiera produttiva sia da quello del suo utilizzo da parte del sistema economico.

Come presentato dalla coordinatrice del Comitato Scientifico del Centro Studi nonché Direttrice dell’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano Marina Natalucci, il Centro promuoverà ricerche in collaborazione con i alcuni dei principali Atenei italiani che si concentreranno in particolare su due direttrici: da un lato l’analisi della filiera produttiva del software, del suo valore economico, del suo impatto sull’occupazione qualificata e sulla capacità di innovazione; dall’altro il ruolo del software nella digitalizzazione delle PMI, con attenzione alla diffusione delle soluzioni, alla maturità di utilizzo e agli effetti su produttività e

“Con il Centro Studi AssoSoftware vuole rafforzare il proprio contributo alla costruzione di una visione sul ruolo del software nello sviluppo del Paese”, ha dichiarato Pierfrancesco Angeleri, presidente di AssoSoftware. “Oggi il software non è soltanto un comparto produttivo, ma una leva trasversale di innovazione, produttività e competitività. Per questo servono analisi solide, indipendenti e capaci di orientare il confronto tra imprese, istituzioni e mondo accademico, soprattutto in una fase in cui l’Italia è chiamata a colmare i propri ritardi nella diffusione del digitale”.

Alcune ricerche passate condotte dalla Luiss, dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, dalla SDA Bocconi e dall’Università di Pavia mostrano un settore strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale.

UN COMPARTO DINAMICO IN CONTINUA EVOLUZIONE

La ricerca presentata da Livia De Giovanni, prorettore per Rankings, Accreditamenti e Qualità della Luiss, ha evidenziato il maggiore dinamismo del comparto software rispetto al resto dell’economia italiana. Tra il 2019 e il 2024, software e servizi connessi hanno registrato una crescita media annua del 6,1% nei

redditi da lavoro dipendente, del 5,2% nel valore aggiunto, del 6,5% nel valore della produzione e del 2,9% nell’occupazione. Su un orizzonte più lungo, tra il 2000 e il 2024, il valore aggiunto del settore è cresciuto del 166%, contro il 63% dell’hardware, il 46% della manifattura e il 76% del totale economia, confermando il software come uno dei segmenti più dinamici del sistema produttivo nazionale. Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata la ricerca di Valentina Meliciani, direttrice del Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (LEAP), dedicata al contributo del software alla crescita della produttività italiana. Dai dati presentati nel corso dell’evento emerge che la filiera italiana del software rappresenta un

asset strategico per l’innovazione tecnologica e la sovranità digitale, pur mostrando oggi una dinamica di crescita meno sostenuta rispetto agli anni trainati dal PNRR e dagli incentivi 4.0. Su 1.130 produttori analizzati dall’Osservatorio Tech Company del Politecnico di Milano l’85% sviluppa software gestionali per la digitalizzazione dei processi d’impresa, il 35% soluzioni di security, il 25% analytics e il 21% intelligenza artificiale. In prospettiva europea, il settore appare inoltre attraversato da una crescente tendenza al consolidamento, mentre l’Italia continua a soffrire più di altri Paesi per la frammentazione del proprio tessuto produttivo, con effetti sulla capacità di scalare e investire in innovazione.

PIATTAFORMA DI AUTOMAZIONE

Ecosistema edge per l'intelligence operativa aziendale in tempo reale

Emerson, esperto globale nell'automazione, continua a espandere i confini dell'industria con il rilascio di DeltaV™ Live Enterprise View, una nuova applicazione che estende in modo sicuro la visualizzazione in tempo reale del sistema di controllo al di fuori della sala controllo. Il nuovo software si aggiunge all'ecosistema in rapida espansione di applicazioni edge di Emerson e con-

TORNITURA AUTOMATIZZATA

sente ai team di progettazione, manutenzione, affidabilità e leadership di accedere in sola lettura alle viste dell'impianto in tempo reale, esattamente come le vedono gli operatori, senza richiedere conversioni del display, ingegnerizzazione aggiuntiva o modifiche al sistema di controllo.

La capacità di intraprendere azioni rapide e decisive nei mercati odierni cos ì volatili

è un fattore critico per raggiungere l'eccellenza operativa. Tuttavia, le soluzioni a più livelli senza integrazione nativa introducono latenze e sovraccarichi in termini di costanti riprogettazioni, limitando la produttività aziendale. DeltaV Live Enterprise View supera questi ostacoli sfruttando le innovative funzionalità edge di Emerson per fornire i display DeltaV Live tramite un accesso da browser sicuro e in sola lettura agli utenti che operano da qualsiasi punto della rete con una connessione Internet idonea.

La maggior parte delle soluzioni di visualizzazione aziendale richiede duplicazione, trasformazione o riprogettazione della grafica. DeltaV Live

Release per semplificare la programmazione CNC

Hexagon annuncia nuove funzionalità in ESPRIT EDGE, progettate per ridurre l’impegno nella programmazione CNC, migliorare la prevedibilità dei processi e supportare i produttori nella gestione di ambienti di lavorazione sempre più complessi. Con l’evoluzione delle capacità delle macchine, cresce di pari passo la complessità richiesta per programmarle e verificarle. Le nuove funzionalità rispondono direttamente a questa sfida. La prima delle quattro release previste per il 2026 introduce miglioramenti mirati nell’au -

tomazione della tornitura, nella lavorazione su torni a fantina mobile, nella generazione di percorsi utensile multiasse, nelle pesanti lavorazioni e nei flussi di lavoro connessi al cloud.

L’ultima release introduce ProPlanAI per la programmazione di operazioni di tornitura, mill-turn e lavorazione su torni a fantina mobile, estendendo la programmazione assistita dall’intelligenza artificiale a una gamma più ampia di applicazioni. Considerando fattori come il materiale da rimuovere e le strategie di

lavorazione già applicate, la soluzione permette di definire il processo in modo più preciso, riducendo al tempo stesso la necessità di interventi manuali.

Questo riduce i tempi di programmazione, limita la necessità di prove di taglio e garantisce un’applicazione più coerente delle strategie di lavorazione consolidate tra i diversi team.

Il supporto per più configurazioni delle boccole di guida è ora integrato direttamente nei modelli macchina, consentendo ai programmatori di passare facilmente

Enterprise View invece esegue automaticamente il rendering della grafica esattamente come è configurata in DeltaV Live, offrendo un valore istantaneo, visibile e basato sui ruoli. Gli utenti aziendali vedono esattamente ciò che vedono gli operatori, con una personalizzazione basata sulle proprie esigenze, riducendo l'attrito e accelerando l'adozione.

La visibilità sicura e in sola lettura delle operazioni in DeltaV Live Enterprise View viene garantita da tramite un flusso di dati unidirezionale attraverso il DeltaV Edge Environment. Il DeltaV Edge Environment offre un accesso sicuro ai dati di DeltaV completamente contestualizzati, mantenendo i confini di sistema adeguati.

tra diverse configurazioni –incluso il chucker mode –senza dover ricreare le definizioni macchina. Questo semplifica la configurazione e aumenta la flessibilità nella programmazione dei torni a fantina mobil

I miglioramenti al rilevamento delle collisioni nella tornitura avanzata a 3 assi includono anche il portautensile, assicurando il controllo completo di tutti gli elementi, anche non coinvolti nel taglio, durante le variazioni di orientamento dell’utensile tramite asse B o asse Y.

TRACCIABILITÀ

L’integrazione della GenAI e il nuovo quadro normativo impongono maggiore visibilità, monitoraggio continuo e governance negli ecosistemi OT e cyber-fisici.

L’intelligenza artificiale generativa sta imprimendo una forte accelerazione alla trasformazione dei processi aziendali, ridefinendo non solo la produttività, ma anche il modo in cui vengono gestiti dati, infrastrutture e sistemi connessi. La capacità di creare modelli più potenti, addestrarli più rapidamente e integrarli nelle operazioni quotidiane porta con sé nuove opportunità, ma introduce anche esigenze inedite di tutela e supervisione. L’aumento dei volumi di dati e la crescente dipendenza da algoritmi complessi mettono sotto pressione gli ecosistemi tecnologici delle imprese, che devono garantire continuità operativa anche in contesti caratterizzati da elevata interconnettività. Nei settori industriali e nelle infrastrutture essenziali, dove OT e sistemi cyber-fisici costituiscono il cuore

L’IA ridisegna i sistemi critici

delle attività, l’impatto dell’AI si intreccia direttamente con l’affidabilità dei servizi.

UN QUADRO REGOLATORIO CHE

CAMBIA PROFONDAMENTE

L’Europa ha introdotto un insieme di norme che segna un salto di qualità nella governance dell’intelligenza artificiale. Da un lato, l’AI Act stabilisce requisiti rigorosi per i sistemi considerati ad

Nei settori industriali e nelle infrastrutture essenziali, dove OT e sistemi cyberfisici costituiscono il cuore delle attività, l’impatto dell’AI si intreccia direttamente con l’affidabilità dei servizi

alto rischio, definendo aspettative precise in materia di supervisione, qualità dei dati e trasparenza. Dall’altro, in Italia, l’AI Law 132/2025 ha rappresentato un passaggio fondamentale verso la definizione di un quadro nazionale dedicato all’intelligenza artificiale.

La Legge n. 132 del 23 settembre 2025, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, rappresenta il primo quadro normativo nazionale organico sull’intelligenza artificiale adottato da uno Stato membro dell’Unione Europea in coerenza con l’AI Act. La norma integra i principi dell’AI Act all’interno del proprio ordinamento, affiancandoli a una strategia nazionale e affidando a organismi istituzionali il compito di aggiornare periodicamente le politiche di regolazione, così da garantire coerenza e capacità di adattamento ai continui progressi tecnologici.

Un impianto normativo che oggi si inserisce nel percorso di attuazione dell’AI Act, sempre più vicino alla piena operatività delle nuove disposizioni europee in materia di trasparenza, supervisione e responsabilità nell’utilizzo dei sistemi AI.

Il quadro regolatorio europeo sta, infatti, entrando in una fase sempre più concreta: dal 2 agosto 2026 diventeranno applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act, che richiederanno alle organizzazioni di dichiarare in modo chiaro quando utenti e operatori interagiscono con sistemi di AI o contenuti generati artificialmente. Un passaggio che aumenta ulteriormente le esigenze di visibilità, tracciabilità e governance dei sistemi AI e dei dati su cui si basano. Nei contesti industriali e cyber-fisici, dove l’intelligenza artificiale viene sempre più integrata nei processi operativi, questi requisiti si riflettono direttamente anche sulle strategie di monitoraggio, controllo e resilienza delle infrastrutture critiche. Questo scenario richiede, quindi, alle organizzazioni una conoscenza approfondita delle proprie infrastrutture: sapere quali asset sono connessi, chi vi accede e come vengono utilizzati. Per i team di sicurezza significa rafforzare:

• la visibilità sulle reti operative,

• la gestione degli accessi a sistemi industriali e dispositivi connessi,

• il monitoraggio continuo dei comportamenti anomali e delle interazioni tra asset.

Non si tratta più soltanto di proteggere archivi di dati, ma di salvaguardare l’intero ciclo operativo su cui si basano processi industriali, energia, trasporti, sanità e servizi pubblici.

L’INTEGRAZIONE DELLA GENAI NEI

SISTEMI

CRITICI

L’adozione di modelli generativi e di approcci come il RetrievalAugmented Generation (RAG) sta diventando sempre più diffusa anche negli ambienti operativi. Queste tecnologie rendono possibili decisioni più rapide e analisi più accurate, ma richiedono una

base informativa affidabile e protetta, soprattutto quando si fa uso di dati proprietari o sensibili. In questo contesto, la sicurezza non può essere considerata un elemento separato: è parte integrante del corretto funzionamento dei sistemi AI applicati al mondo operativo.

L’adozione di modelli generativi e di approcci come il RAG rendono possibili decisioni più rapide e analisi più accurate, ma richiedono una base informativa affidabile e protetta

“L’avanzata dell’AI e l’evoluzione delle normative stanno spingendo le organizzazioni a ripensare il modo in cui osservano e interpretano i propri sistemi operativi. Oggi non basta più proteggere l’infrastruttura: è fondamentale comprendere come l’ecosistema nel suo complesso reagisce ai cambiamenti, agli aggiornamenti e alle nuove interazioni introdotte dall’intelligenza artificiale", ha dichiarato Fabio Palozza, Vice President Solution Engineering –EMEA di Claroty. "In questa fase, Claroty si concentra nel rendere gli ambienti cyber-fisici più intelligibili e governabili. Mettere ordine dove esiste frammentazione, creare coerenza dove convivono tecnologie eterogenee, fornire un linguaggio comune tra operation, sicurezza e compliance: questo è il valore che vogliamo portare. Quando i team riescono a vedere i loro sistemi con maggiore nitidezza, tutto diventa più semplice – dal coordinamento interno alla capacità di anticipare problemi prima che incidano sul funzionamento reale. Crediamo che la sfida non sia solo quella di gestire nuovi obblighi regolatori o l’integrazione dell’AI, ma di costruire una cultura operativa in cui ogni decisione è sostenuta da dati affidabili, visibilità concreta e una comprensione condivisa dell’ambiente critico. Claroty lavora per offrire questo tipo di chiarezza, perché è da qui che nasce una resilienza capace di durare nel tempo e accompagnare la trasformazione tecnologica senza comprometterne la sicurezza”.

Uno studio coordinato dall’Università di Pavia mette in discussione l’idea che tutti i bias debbano essere eliminati dai modelli linguistici. Alcuni schemi di ragionamento tipicamente umani possono infatti svolgere una funzione adattiva nei processi decisionali.

ILarge Language Models (LLM) sono modelli linguistici alla base di molti sistemi di IA generativa. Questi sistemi, con cui interagiamo sempre più spesso, si nutrono di dati e testi che non incorporano solo stereotipi sociali, ma anche bias cognitivi, ossia schemi di ragionamento che caratterizzano il modo in cui gli esseri umani percepiscono il mondo.

È da questa constatazione che prende avvio il contributo pubblicato su Nature Machine Intelligence, nato da una collaborazione tra il Dipartimento di scienze del sistema nervoso e del comportamento dell’Università di Pavia, con Vittoria Dentella e Luca Rinaldi (anche della Sezione di Psicologia Cognitiva della Fondazione Mondino), e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con Marco Marelli.

I MODELLI CHE IMPARANO I

NOSTRI SCHEMI MENTALI

Negli ultimi anni, l’attenzione della comunità scientifica si è concentrata soprattutto sulla necessità di individuare e correggere i bias sociali presenti nei sistemi di IA (quali stereotipi di genere e culturali), con l’obiettivo di limitare la riproduzione di disuguaglianze e discriminazioni. Più recentemente, però, è emerso che

L’IA e il valore nascosto dei bias cognitivi

anche i bias cognitivi sono rintracciabili negli LLM. Infatti, poiché gli LLM apprendono dai pattern statistici del linguaggio, questi finiscono per assorbire non solo contenuti e associazioni socialmente diffuse, ma anche modalità ricorrenti del ragionamento umano.

Il punto sollevato dall’articolo è che, a differenza dei bias sociali, i bias cognitivi non possono essere considerati semplicemente come “errori” da eliminare. Pur rappresentando spesso deviazioni rispetto a modelli di razionalità formale, essi possono svolgere anche una funzione adattiva, aiutando gli individui a orientarsi in situazioni complesse, incerte o fortemente dipendenti dal contesto.

In altre parole, ciò che appare come una distorsione logica può talvolta riflettere una forma di ragionamento pratica e funzionale.

Poiché gli LLM apprendono dai pattern statistici del linguaggio, finiscono per assorbire non solo contenuti e associazioni socialmente diffuse, ma anche modalità ricorrenti del ragionamento umano

LA SFIDA ETICA: QUALI BIAS CORREGGERE E PERCHÉ

Da qui nasce una questione cruciale: un modello con meno bias cognitivi è davvero un decisore migliore? Secondo gli autori, la risposta non è scontata. L’idea che la mitigazione dei bias produca sistemi più razionali, oggettivi e neutrali poggia infatti su presupposti controversi. Eliminare un bias non significa automaticamente

LARGE LANGUAGE MODELS

rendere una decisione neutrale: al contrario, intervenire su questi meccanismi implica spesso una scelta normativa su quale forma di ragionamento debba essere privilegiata e su quali esiti siano da considerarsi preferibili. Questo fatto mette in luce una dimensione etica particolarmente rilevante: stabilire quali bias mantenere, attenuare o correggere nei modelli di IA non è una questione puramente tecnica. Significa piuttosto decidere quali modi di valutare il mondo e di prendere decisioni debbano essere incorporati nelle tecnologie che utilizziamo ogni giorno. Il contributo invita la comunità scien-

tifica ad aprire una discussione più ampia e rigorosa sul significato stesso della mitigazione dei bias cognitivi negli LLM. Prima ancora di sviluppare strumenti per ridurli, sostengono gli autori, è necessario chiarire quale sia l’obiettivo finale di questo processo e su quali basi epistemologiche ed etiche esso debba poggiare.

In un momento in cui gli LLM sono sempre più presenti nel quotidiano, dalla produzione e trasmissione della conoscenza ai processi decisionali automatizzati, comprendere la natura dei bias che li attraversano diventa essenziale. Il messaggio centrale del lavoro è chiaro: rendere gli LLM

meno simili al ragionamento umano non significa necessariamente renderli più giusti, più neutrali o più affidabili.

La Figura 1 è una slide esplicativa di bias cognitivi e sociali, che mostra in modo immediato i due diversi tipi di bias che possono emergere nei modelli linguistici.

Nel pannello A è illustrato un esempio di bias sociale: in una lista di filosofi compare una sola donna, Simone de Beauvoir, a indicare come gli LLM tendano a riprodurre associazioni e squilibri già presenti nei dati linguistici con cui sono stati addestrati.

Nel pannello B viene invece rappresentato un caso di bias cognitivo, in particolare il framing bias: tra due trattamenti con esito matematicamente identico, viene preferito quello descritto in termini più positivi.

La figura riassume così uno dei messaggi centrali del lavoro: i modelli linguistici non assorbono soltanto stereotipi sociali, ma anche schemi ricorrenti del ragionamento umano, che possono influenzare ed orientare risposte, valutazioni e processi decisionali.

Slide esplicativa di bias cognitivi e sociali

SURVEY 2026

L’indagine che analizza l’approccio delle aziende italiane all’industria del futuro

In occasione dell’edizione 2026 dello Smart Manufacturing Summit “Dalla Smart Factory alla Thinking Factory” organizzato da TIG Events e dedicato all’evoluzione della relazione tra uomo e fabbrica, ContactValue – brand di riferimento in ambito di servizi marketing e comunicazione B2B - ha portato per il sesto anno consecutivo il suo contribuito per la realizzazione della survey che fotografa lo stato attuale del percorso di digitalizzazione delle industrie manifatturiere unitamente alle tendenze che segneranno la prossima evoluzione in tema di investimenti.

L’indagine è un punto di riferimento per chi opera in ambito industriale: quest’anno il focus è incentrato in particolare sullo stato di evoluzione dello Smart Manufacturing, dell’adozione dell’Industrial AI e dell’Industrial cybersecurity. In qualità di partner di valore per le aziende che operano in settori industriali a elevata tecnologia, ContactValue ha messo a disposizione non solo il suo supporto operativo, ma anche le sue solide competenze in ambito di automazione industriale, ICT professionale, meccanica strumentale e, in generale, di tecnologie a uso industriale.

Svolta tra marzo e aprile 2026, l’indagine ha coinvolto un campione rappresentativo di 88 aziende italiane, intervistate in modalità CAWI (Computer Assisted Web Interviewing): i partecipanti ricoprono principalmente i ruoli IT (52%), direzione (15%) e progettazione / R&D (14%). Nello specifico, il risultato più evidente pone in luce una trasformazione già avviata, ma ancora incompleta: le aziende hanno costruito solide basi tecnologiche, ma faticano a tradurre gli investimenti in un reale vantaggio competitivo e in modelli decisionali evoluti. Ciò che emerge è la percezio -

ne della digitalizzazione come opportunità per acquisire una maggiore efficienza produttiva (per il 47% delle aziende manifatturiere): negli ultimi anni le aziende hanno concentrato gli sforzi su automazione dei processi produttivi, infrastrutture IT, sensori e cybersecurity industriale, costruendo le fondamenta della fabbrica digitale. Oggi invece l’attenzione si sta spostando verso una maggiore valorizzazione dei dati. Le principali priorità per i prossimi anni riguardano l’intelligenza artificiale (52%), la digitalizzazione e condivisione del know-how (51%), lo sviluppo di competenze digitali (46%).

EVENTI FORMATIVI

Tecnologia, integrazione e IA: un vantaggio competitivo concreto

L’industria attraversa una fase di trasformazione intensa: commesse più complesse, tempi di risposta sempre più stretti, continuità operativa da garantire senza margine di errore. In questo scenario, tecnologia e integrazione sono ormai un asset imprescindibile. Consapevoli

di questa importanza, Rittal ed Eplan hanno costruito, nel tempo, un ecosistema in cui software, hardware e servizi lavorano insieme per coprire l’intera catena del valore, dalla progettazione alla realizzazione degli impianti, fino alla gestione dell’infrastruttura. Gli eventi hanno offerto una let-

tura di questo ecosistema applicata ai principali mercati verticali, dall’automazione avanzata all’industria di processo, mostrando come questo approccio si traduca in continuità operativa, riduzione degli errori e maggiore competitività. Rittal ed Eplan evidenzieranno come gli attuali sviluppi tecnologici, a partire dall’intelligenza artificiale, non siano più solo oggetto di dibattito industriale ma siano sempre più presenti nei processi reali. I partecipanti hanno anche potuto approfondire le caratteristiche della Piattaforma Eplan 2026 evedere in azione Eplan Copilot, il tool che integra funzioni innovative per velocizzare

la progettazione riducendo tempi ed errori, rendendo i processi “AI ready". Inoltre hanno potuto scoprire come le soluzioni IT Rittal siano ideali per supportare in modo affidabile i carichi generati dai moderni sistemi di intelligenza artificiale. È stato inoltre dedicato uno spazio agli aggiornamenti normativi più rilevanti per il settore. Si discuterà ad esempio del nuovo regolamento UE sui gas refrigeranti e di come Rittal sia già pronta a supportare progettisti e gestori di impianti industriali nell’adeguarsi ai nuovi requisiti previsti per i sistemi che utilizzano refrigeranti con GWP inferiore a 150.

SUPPLY CHAIN

Grazie all'adozione di IUNGO il cospicuo incremento del 27% di ordini di Clevertech negli ultimi tre anni è stato gestito con le stesse risorse, senza inefficienze, con rispetto rigoroso dei tempi di consegna e ha portato a un considerevole aumento del fatturato.

Fondata nel 1987 nel cuore dell’Emilia, Clevertech è un’azienda italiana specializzata nella progettazione e produzione di macchine e sistemi per l’automazione industriale, in particolare nei processi di fine linea e pallettizzazione per grandi produttori di beni di largo consumo nei settori Food & Beverage, Pet Food, Home & Personal Care e altri.

Con sede a Cadelbosco (RE) e presente con 8 filiali e 4 siti produttivi nel mondo, Clevertech si è evoluta negli anni da realtà artigianale a importante realtà produttiva e punto di riferimento per le richieste di grandi gruppi che operano in svariati settori merceologici. Una trasformazione

Una piattaforma per la gestione centralizzata degli ordini

che come mai prima d’ora richiede un processo di digitalizzazione più spinto per modernizzare la gestione operativa e trasformare i processi manuali in flussi digitali più efficienti e scalabili, a supporto della crescita aziendale.

La sede di Clevertech a Cadelbosco di Sopra (Reggio Emilia)

Oggi Clevertech ha completato con successo l’implementazione della piattaforma IUNGO per la gestione degli ordini di acquisto e delle dichiarazioni di origine della merce, rispondendo a esigenze crescenti di efficienza e tracciabilità all’interno della supply chain.

UNA SOLUZIONE RAPIDA, SICURA E TRASPARENTE

Il passaggio a IUNGO è stato determinato dalla necessità di rendere il flusso degli ordini più rapido, sicuro e trasparente. Parallelamente, anche dall’esigenza di strutturare le richieste ai fornitori relative alle dichiarazioni di origine della merce, centralizzarne la raccolta, garantire la disponibilità della documenta -

zione in caso di audit doganali e gestire automaticamente solleciti e scadenze.

Il processo tradizionale, basato su e-mail manuali, documenti allegati e conferme difficili da monitorare, comportava errori, ritardi, difficoltà nel reperire informazioni e mancanza di condivisione tra i reparti. Con IUNGO, ogni interazione con i fornitori è tracciata, le conferme e le dichiarazioni di origine della merce vengono registrate automaticamente, e i dati si aggiornano in tempo reale nell’ERP. Questo permette di eliminare le attività ripetitive, inviare solleciti automatici, garantire continuità operativa e gestire volumi crescenti senza compromettere efficienza e controllo.

L’applicativo, intuitivo sia per i buyer sia per i fornitori, consente l’invio automatico delle IUNGOmail, centralizza dati e comunicazioni e si integra direttamente con il gestionale aziendale, garantendo aggiornamento in tempo reale e riduzione di attività a basso valore aggiunto. Negli ultimi tre anni, l'azienda ha affrontato un incremento del 27% del volume degli ordini d'acquisto e del 30% del numero righe degli ordini. A fronte di questa espansione, Clevertech è

riuscita a mantenere invariata la struttura dell’ufficio acquisti, evitando inefficienze e garantendo tempi di consegna puntuali ai clienti finali, consentendo all’azienda di generare un considerevole aumento di fatturato.

“Abbiamo scelto IUNGO per rendere la gestione della supply chain più semplice, trasparente e collaborativa,” spiega Chiara Schiavone, responsabile Sistemi Informativi Supply Chain Department di Clevertech. “L’applicativo, intuitivo e accessibile, permette ai buyer e ai fornitori di interagire facilmente su un unico portale centralizzato, dove tutte le informazioni, i documenti e le negoziazioni sono immediatamente disponibili. La piattaforma garantisce cos ì maggiore controllo, tracciabilità completa e un flusso di lavoro più lineare, riducendo complessità e rischi operativi".

PIÙ TEMPO E RISORSE PER ATTIVITÀ A MAGGIOR VALORE AGGIUNTO

A oggi, su 1.350 fornitori totali di Clevertech, circa 650 (il 65%) sono gestiti su IUNGO, coprendo l’80% dei fornitori di materiali diretti mentre i fornitori di servizi e quelli occasionali vengono gestiti con modalità dedicate, per

consentire di ottimizzare il massimo valore operativo e strategico offerto da IUNGO. Questo approccio ha permesso di:

• ridurre significativamente i tempi di emissione degli ordini;

• diminuire i tempi di inserimento delle conferme;

• semplificare i solleciti e la gestione dei dati;

• garantire tracciabilità e trasparenza totale dei processi.

Con IUNGO, ogni interazione con i fornitori è tracciata, le conferme e le dichiarazioni di origine della merce vengono registrate automaticamente e i dati si aggiornano in tempo reale nell’ERP

L’adozione di IUNGO ha di fatto trasformato la gestione degli ordini in un flusso strutturato, centralizzato e sicuro, liberando tempo e risorse per attività a maggior valore aggiunto e sostenendo un aumento del fatturato senza compromettere il servizio al cliente. Grazie a IUNGO, Clevertech consolida la propria strategia di digitalizzazione della supply chain, puntando a efficienza, trasparenza e agilità operativa anche in un contesto di crescita continua. Clevertech ha anche ultimato l'implementazione del modulo "Gare d'acquisto", estendendo ulteriormente le funzionalità della piattaforma, che a breve inizierà ad utilizzare per ottenere una la gestione integrata delle gare, il confronto strutturato delle offerte e una standardizzazione completa del processo di approvvigionamento.

SISTEMI METEOROLOGICI

Grazie alla flessibilità della piattaforma open Kemro X di KEBA, Leonardo ha migliorato significativamente la precisione dei propri scanner LIDAR.

Leonardo Germany GmbH è una società controllata al 100% da Leonardo SpA, il gigante high tech italiano annoverato tra le prime dieci società al mondo nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza.

In Germania il team di Leonardo è focalizzato sulle attività relative ai settori della meteorologia e della sicurezza interna. Dalla sede centrale di Neuss, l’azienda supporta anche le attività globali di Leonardo nei settori dell'aerospazio, della difesa e della sicurezza. A livello mondiale, il gruppo vanta un organico di oltre 49.000 dipendenti. I principali utilizzatori dei sistemi radar meteorologici di Leo -

Tecnologia di azionamento per il monitoraggio meteorologico avanzato

La precisione è apprezzabile grazie alla tecnologia LiDAR e ai dispositivi a emissione di raggi laser che vengono riflessi dalle particelle presenti nell’atmosfera

nardo sono servizi meteorologici nazionali, ma anche gli aeroporti. Questi sistemi non solo vengono utilizzati per le comuni previsioni del tempo, poiché sono anche utili, ad esempio, per prevedere, sulla base di calcoli, i movimenti degli uragani nella regione dei Caraibi. Da qui la possibilità di determinare le misure di sicurezza da adottare e di valutare la necessità di evacuare o meno aree specifiche. Nelle regioni soggette ad abbondanti nevicate, questi sistemi permettono di prendere rapidamente decisioni cruciali sulla chiusura di determinate strade. Leonardo offre inoltre un sistema mobile che può essere utilizzato per prevedere in

tempi brevissimi le condizioni meteo locali. Ad esempio, nella Formula 1, il sistema aiuta a prendere decisioni tempestive sul momento ottimale in cui effettuare il cambio di pneumatici, in base ai previsti mutamenti delle condizioni meteo. Il sistema è utile anche nel settore minerario, dove consente di prendere decisioni rapide in caso di condizioni meteorologiche avverse, per garantire l'evacuazione tempestiva dei lavoratori dalle miniere. Anche istituzioni ed enti universitari hanno già utilizzato parti di un sistema di Leonardo di questo tipo per tracciare detriti spaziali o ceneri vulcaniche. Il sistema consente pertanto di rilevare il

volume di particelle di qualsiasi tipo, senza che queste debbano essere necessariamente di pioggia, neve o grandine. Il cambiamento climatico influisce sulle tendenze dell’industria?

Le variazioni climatiche e le loro conseguenze, come il riscaldamento globale, la desertificazione, le ondate di calore estreme, le tempeste, gli incendi boschivi, ecc., influiscono sugli eventi atmosferici ma non sulle tendenze del settore. Attualmente, gli operatori sono concentrati su tre aree principali: Un sistema radar meteorologico copre in media un’area del diametro di circa 600 chilometri. Da un lato, gli operatori mirano a una copertura più ampia per evitare i cosiddetti “punti ciechi”. Questo richiede un infittimento della rete e la sostituzione graduale delle apparecchiature obsolete. Dall’altro, diventa sempre più importante prevenire i possibili guasti o, almeno, prevedere con la massima precisione quando potrebbero verificarsi. In tale contesto, il condition monitoring degli impianti assume un ruolo molto importante ai fini

della velocità e/o della direzione del vento. Nell’aviazione i windshear e le microraffiche a bassa quota rappresentano un grave pericolo per gli aerei in fase di decollo e atterraggio.

Per monitorare tale pericolo, i LiDAR scansionano continuamente le piste di decollo e atterraggio.

Una collaborazione nata dalla disponibilità snella Leonardo e KEBA Industrial Automation collaborano da oltre 15 anni.

dell’incremento della disponibilità.

Un terzo aspetto, che sta assumendo sempre più importanza, è la maggiore rapidità nel riposizionamento dell’impianto fra le misurazioni e l’aumento della precisione del posizionamento.

PIÙ PRECISIONE, PIÙ

SICUREZZA

In questo contesto, la precisione, delle operazioni di previsione riveste un ruolo fondamentale poiché da essa ne deriva la sicurezza del traffico. Ad esempio, cresce il numero degli aeroporti che cercano di ottimizzare la tempistica sicura dei decolli e degli atterraggi mediante misurazioni locali. La precisione è apprezzabile grazie alla tecnologia LiDAR e ai dispositivi a emissione di raggi laser che vengono riflessi dalle particelle presenti nell’atmosfera. I risultati della riflessione forniscono informazioni sull’intensità delle turbolenze atmosferiche e dei windshear, condizioni che influenzano pesantemente la velocità con cui gli aerei possono decollare e atterrare in successione. Il termine windshear indica una variazione repentina

“In passato per la fornitura degli attuatori ci rivolgevamo a un altro produttore", commenta Christoph Duncker, Product Engineer di Leonardo Germany GmbH. "Quando giunse la notizia che la produzione sarebbe stata sospesa senza la certezza di una valida alternativa, abbiamo cominciato a cercare un nuovo partner”. Le aspettative per il nuovo fornitore erano molto alte. “Abbiamo optato

Per monitorare un pericolo, i LiDAR scansionano continuamente le piste di decollo e atterraggio

AUTOMAZIONE

per KEBA Industria Automation sostanzialmente per quattro ragioni. Innanzitutto, l’azienda vanta una lunga esperienza con i sistemi pitch e yaw per impianti eolici, offrendo soluzioni di automazione e azionamento per applicazioni esposte a condizioni meteorologiche estreme, le stesse in cui possono operare i nostri impianti. Questo per noi era un fattore estremamente importante”. Anche la piattaforma open Keba (Kemro X) rispondeva alle esigenze di Leonardo. “Sapevamo esattamente di cosa avevamo bisogno e pertanto siamo stati molto mirati nella scelta dei prodotti KEBA, per quanto riguarda sia i requisiti che la funzionalità. Per altri componenti del nostro sistema, vogliamo mantenerci flessibili; pertanto, era fondamentale trovare una piattaforma che non solo fosse open e consentisse l’integrazione di componenti di diversi fornitori, ma che offrisse anche la flessibilità necessaria per sviluppare autonomamente soluzioni con i nostri clienti. In questo sono state di aiuto le ampie librerie software integrate direttamente negli azionamenti, come i

moduli per camme elettroniche e funzioni per la sincronizzazione degli assi. Con il sistema Kemro X di KEBA abbiamo trovato esattamente la flessibilità che cercavamo; la piattaforma open rappresenta davvero una vera risorsa”.

A livello di tecnologia di azionamento vi era anche un altro requisito: i servomotori dovevano essere installati direttamente accanto ai motori e che potessero muoversi assieme all’applicazione, con l’alimentazione fornita tramite contatti striscianti. “Abbiamo un setup non del tutto convenzionale che siamo tuttavia riusciti a gestire molto bene grazie a KEBA”, seguita Duncker. Ulteriore aspetto fondamentale per Leonardo è la dimensione del fornitore. “Per noi era importante la fornitura di prodotti e servizi da una media impresa; quindi, abbiamo deliberatamente scelto di non avere un partner commerciale troppo “grande”. Con KEBA, possiamo contare su tempi di reazione rapidi, soluzioni veloci e su un rapporto diretto, realizzando cos ì una vera partnership, esattamente come l’avevamo immaginata”.

“I LIDAR scansionano le piste sia in modalità orizzontale che verticale; quindi, gli scanner hanno l’asse verticale che ruota continuamente, mentre quello orizzontale aumenta costantemente il proprio angolo, elevando cos ì l’ampiezza di rilevamento", aggiunge Duncker. "In questo modo, vengono acquisite quelle che potrebbero essere definite “fette” di dati che poi vengono interpolate per ottenere un volume complessivo”. In passato, i due assi venivano controllati separatamente, mentre ora, con la tecnologia KEBA, disponiamo finalmente di una soluzione in cui entrambi gli assi sono gestiti in modo uniforme. In questo modo è stato possibile migliorare notevolmente la precisione dei risultati di misura con un conseguente vantaggio competitivo indiscutibile”.

AUTOMOTIVE

Soluzioni 3D e IA per ridurre

i tassi di difettosità fino al 15%

Il sistema Poka Yoke si basa sul sensore 3D AltiZ di Zebra e sul software Vision Core AI e la piattaforma KAI Maker di Sentinel, rendendo l’implementazione più rapida e l’esperienza utente più semplice.

Zebra Technologies Corporation esperto globale nella digitalizzazione e automazione dei flussi di lavoro per offrire operazioni intelligenti, ha annunciato che i clienti automotive di Sentinel stanno utilizzando la soluzione di ispezione Poka Yoke (termine giapponese che indica la prevenzione degli errori), in grado di garantire una riduzione dei tassi di difettosità compresa tra il 10% e il 15%, contribuendo al contempo a semplificare le linee di produzione e a ridurre i costi di manutenzione e la complessità dei sistemi.

La soluzione si basa sul sensore di profilo 3D ad alta fedeltà della serie AltiZ di Zebra, dotato di interfaccia GigE Vision®, che si integra perfettamente con il software Vision Core AI di Sentinel e con la piattaforma KAI Maker, rendendo l’implementazione e l’esperienza utente più semplici e immediate. I tempi di messa in servizio dei macchinari sono stati

ridotti da tre mesi a tre settimane, consentendo un’implementazione più rapida e una maggiore velocità di esecuzione dei progetti. "Il sistema sta generando valore duraturo su diversi progetti di ispezione visiva grazie alla sua scalabilità e adattabilità, permettendo ai clienti manifatturieri di Sentinel di riconfigurare rapidamente i processi di ispezione per diversi brand automotive e componenti", ha dichiarato Joel Alves, Chief Commercial Officer di Sentinel.

Con sede in Portogallo, Sentinel è specializzata in soluzioni di machine vision e collabora con numerose aziende del settore automobilistico, supportandole in processi produttivi ad alta complessità come l’assemblaggio delle portiere. Si tratta di lavorazioni che possono includere oltre 80 componenti per pannello, con numerose varianti in termini di dimensioni, layout e design. Molte delle soluzioni

precedentemente adottate dai clienti di Sentinel si basavano su metodi di ispezione tradizionali, come i sensori meccanici, poco flessibili e caratterizzati da configurazioni personalizzate e costose per ogni singolo progetto.

PERSONALIZZAZIONE E PRECISIONE

"Per offrire ai nostri clienti la massima qualità, abbiamo collaborato con Zebra e Clearview, distributore di Zebra Industrial Automation, per trasformare l’approccio all’ispezione basato su sensori meccanici, introducendo una tecnologia di visione all’avanguardia, più flessibile, scalabile e precisa", ha dichiarato Alves.

La nuova soluzione è in grado di sostituire fino a 500 sensori meccanici tradizionalmente necessari, consentendo a Sentinel di offrire ai propri clienti i livelli di personalizzazione e precisione richiesti a costi inferiori. Il sensore 3D

a doppia camera con singolo laser garantisce una rappresentazione dei pannelli porta più accurata e dettagliata rispetto ai tradizionali sistemi a camera singola. "Zebra e i suoi partner stanno fornendo agli operatori in prima linea soluzioni che migliorano la visibilità degli asset e dei flussi di lavoro, offrendo automazione intelligente", ha dichiarato Luca Gallo, Machine Vision Manager di Zebra Technologies. "Li aiutiamo a lavorare meglio già oggi, affinché siano pronti a cogliere le opportunità di domani".

Il successo del sistema di ispezione Poka Yoke ha permesso a Sentinel di espandersi ulteriormente in altri ambiti industriali, come il settore farmaceutico e il food & beverage, dimostrando la versatilità della soluzione Poka Yoke e la sua ampia applicabilità nel controllo qualità e nell’automazione intelligente in diversi settori.

PREVENZIONE DEI RISCHI

Ecosistema per una sicurezza industriale integrata, continuativa e human-centric

A SPS Italia 2026, appuntamento di riferimento per l’automazione e il digitale per l’industria, LAS A&S ha presentato l’evoluzione della propria proposta per la sicurezza industriale attraverso l’Ecosistema LAS: un approccio integrato che mette in relazione prodotti, soluzioni tecniche e servizi di consulenza specialistica per accompagnare le imprese lungo tutto il percorso

TRANSIZIONE 5.0

di messa in sicurezza di macchine e impianti.

L’Ecosistema LAS nasce dall’integrazione tra la proposta di prodotti dell’azienda e un portafoglio di servizi di consulenza specialistica, con l’obiettivo di garantire maggiore coerenza tra requisiti normativi, scelte progettuali, soluzioni tecnologiche e attività di gestione e mantenimento nel tempo. Una visione più ampia

della sicurezza industriale, che consente di ridurre il rischio di interventi frammentati, favorire continuità tra le diverse fasi del lavoro e rendere il sistema più controllabile e stabile nel tempo.

Nel concreto, questo approccio comprende attività tecniche e normative legate alla sicurezza e alla conformità, come analisi dei rischi, marcatura CE, calcolo del Performance Level

richiesto e raggiunto, verifica dei tempi di arresto e dello spazio di fermata per il corretto posizionamento dei dispositivi di protezione. A queste si affiancano competenze dedicate alla diagnosi dell’efficienza di macchine e impianti, alla prevenzione dei rischi cyber in ambito industriale, alla progettazione, all’installazione, alla messa in funzione e alla formazione.

Soluzioni motion plastics per un'industria manifatturiera efficiente, sicura e sostenibile

Igus ha partecipato anche quest'anno a MECSPE dove ha portato una selezione di innovazioni motion plastics progettate per rispondere alle esigenze di efficienza, sicurezza e sostenibilità dell’industria manifatturiera. La presenza di igus si allinea al programma della manifestazione, sviluppato quest’anno attorno ai tre filoni tematici ispirati ai pilastri della crescita in chiave 5.0 – formazione, digitalizzazione e sostenibilità – con proposte che coniugano affidabilità dei processi, ricerca sui materiali, accessibilità e conformità alle normative in ambito green. In primo piano, nello spazio espositivo igus, l’area dedicata all’automazione, con soluzioni pensate per semplificare l’accesso alla robotica industriale. Al centro della proposta si colloca RBTX, l’ecosistema online

di igus che mette in contatto gli utenti con una rete di partner specializzati per configurare in modo rapido e intuitivo soluzioni robotiche personalizzate. La piattaforma permette, infatti, di combinare robot, pinze, sistemi di visione e componenti periferici igus, così come soluzioni di altri produttori, per realizzare applicazioni di movimentazione e assemblaggio pronte all’uso.

Tra le novità RBTX, riflettori puntati in particolare sui robot collaborativi dal competitivo rapporto prezzo/prestazioni, come la nuova gamma Fairino con bracci da 3 a 30 kg di payload.

Tra i temi centrali della presenza igus a MECSPE figura lo sviluppo di materiali PTFE-free e PFAStested, ambito su cui l’azienda investe da diversi anni. igus, infatti, utilizza già 27 materiali

privi di PTFE e testati PFAS - tra cui iglidur J, W, G, X e H - non solo per produrre cuscinetti a strisciamento, ma anche per offrire semilavorati, cuscinetti a sfera, snodi sferici e guide lineari. Formulazioni esclusive che permettono di mantenere inalterate le principali caratteristiche tecniche dei prodotti, come stabilità termica e resistenza meccanica, migliorando al contempo attrito e usura. A completare la presenza igus a MECSPE sono state le soluzioni dedicate alle applicazioni per camere bianche, sempre più strategiche nella produzione di batterie, chip, semiconduttori e, più in generale, in tutto il comparto dell’elettronica. La nuova catena portacavi e-skin soft ESD, caratterizzata da un design compatto, che necessita di uno spazio di installazione

estremamente ridotto. Accanto alle catene portacavi, il catalogo igus comprende anche 238 cavi chainflex con rivestimento in TPE privi di alogeni, certificati dal Fraunhofer IPA per l’impiego in dry cleanroom secondo le classi 4 e 5.

Fairino, il nuovo robot collaborativo che amplia l’offerta già a disposizione sulla piattaforma RBTX

Celle robotizzate per semplificare l'accesso all'automazione

Per molte aziende manifatturiere, automatizzare la saldatura resta un obiettivo difficile da raggiungere: tempi di implementazione lunghi, complessità progettuali elevate e investimenti difficili da giustificare frenano ancora oggi l'adozione

MOVIMENTI ANTROPOMORFI

su larga scala. È per rispondere a queste barriere concrete che FANUC e Tecnorobot hanno sviluppato HIT PACK: un sistema integrato di celle robotizzate standardizzate, scalabili e pronte all'uso, pensato per semplificare l'accesso all'automazione e generare risultati misurabili fin dalle prime fasi di utilizzo.

Il progetto combina l'affidabilità dei robot FANUC con i moduli TR READY sviluppati da Tecnorobot, configurazioni ottimizzate che riducono tempi e costi di sviluppo senza rinunciare alla flessibilità, e integra il software TR Supervisor per il monitoraggio in tempo reale e la connessione con i sistemi

informativi aziendali, in piena logica Industria 4.0. Il mercato della robotica industriale in Italia sta evolvendo rapidamente: le aziende non cercano più solo automazione, ma soluzioni integrate capaci di generare valore concreto. La saldatura si conferma uno degli ambiti a maggiore potenziale applicativo (14,8% del totale, +1,7% nel periodo 23/24, dati: SIRI), con una crescente domanda di tecnologie in grado di rendere i processi produttivi più affidabili, ripetibili e connessi.

Le celle TR READY, cuore tecnologico di HIT PACK, sono sistemi robotizzati progettati secondo logiche di standardizzazione

evoluta: configurazioni definite e ottimizzate, ma aperte a personalizzazioni in base alle specifiche esigenze produttive. Più che un prodotto, HIT PACK si configura come un percorso di accompagnamento all'automazione, articolato in tre appuntamenti aperti ad aziende, tecnici e decision maker. Il 23 aprile si è tenuto lo Showcase inaugurale, mentre il 7 luglio si è svolto un Webinar tecnico online. Il ciclo si conclude il 17 settembre con il Demo Day presso Tecnorobot a Sulbiate (MB): una giornata operativa con dimostrazioni dal vivo, programmazione robot e confronto diretto con gli specialisti.

Sistema di azionamento per garantire precisione, forza e dinamica

Nuove dimensioni e funzionalità per la robotica ridefiniscono il futuro della tecnologia di azionamento. Il nuovo BXI è il sistema di azionamento integrato più potente oggi presente nel portafoglio Faulhaber ed è stato sviluppato per soddisfare i nuovi requisiti delle moderne applicazioni robotiche.

I movimenti antropomorfi simili a quelli umani pongono requisiti elevati in termini di precisione, forza e dinamica: dai delicati movimenti di presa ai movimenti articolari potenti e coordinati. È qui che entra in gioco il sistema di azionamento Faulhaber BXI. Il motore a rotore interno della serie 9317 BXI G combina robustezza ed eccezionale com-

pattezza e definisce nuovi standard per i sistemi di azionamento integrati destinati alla robotica. Con una coppia massima fino a 20 Nm, consente di ottenere movimenti dinamici, tempi di reazione rapidi e un controllo del movimento estremamente preciso.

Il motore copre un intervallo di tensione fino a 50 V e, grazie alle interfacce disponibili e a una lunghezza di installazione di soli 34 mm, risulta facile da integrare nelle architetture di sistema esistenti. Il sistema di azionamento BXI è quindi particolarmente adatto per applicazioni in cui ogni millimetro, ogni grammo e, soprattutto, l'elevata densità di potenza sono determinanti,

ad esempio come azionamento compatto delle articolazioni nei robot umanoidi.

Il sistema di azionamento costituisce un'unità funzionale composta da motore, riduttore planetario a stadi integrato ed encoder ad alta risoluzione. Il suo punto di forza risiede nell'eccezionale livello di integrazione: massime prestazioni con il minimo ingombro. L'alloggiamento piatto in alluminio offre resistenza alla corrosione e favorisce inoltre una dissipazione termica ottimizzata. La struttura a rotore interno con 21 coppie di poli, statore scanalato e avvolgimento con nucleo in ferro garantisce una riduzione delle vibrazioni dovute al cogging e un'ele -

vata densità di coppia. L'encoder assoluto integrato con interfaccia SSI a 15 bit, dotato di driver di linea e algoritmo di compensazione avanzato, garantisce un posizionamento preciso, è resistente alle interferenze e contribuisce in modo significativo all'affidabilità e alla precisione dell'intero sistema.

ELENCO INSERZIONISTI

IN QUESTO NUMERO

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N. 3 MAGGIO/GIUGNO 2026

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