Plast 2026 si conferma piattaforma di riferimento del settore
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MATERIALI
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Materiali ad alte prestazioni e sostenibili per mercati strategici
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Milano 9-12 giugno Stand G53–H58
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plastic a la OGGI DOMANI e
EDITORIALE
Tra pressione globale e nuove responsabilità
Un comparto che corre a due velocità
ATTUALITÀ
Un approccio integrato alla circolarità
ATTUALITÀ
Tre aree applicative chiave per l’evoluzione del packaging
ATTUALITÀ
ATTUALITÀ
Strategia e nuove tecnologie: i pilastri per rimanere competitivi 28
ATTUALITÀ
Collezionabili e licenze trainano la ripresa del settore giocattoli 26
Prestazioni, durabilità e costi contenuti: così il serramento in PVC resiste al calo dei volumi
APPUNTAMENTI
APPUNTAMENTI
Plast 2026 si conferma piattaforma di riferimento del settore
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APPUNTAMENTI
SPS Italia: automazione e digitale per spingere l’industria
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APPUNTAMENTI
Il settore italiano delle materie prime sotto i riflettori
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RICICLO
Soluzioni circolari per gli imballaggi industriali in Europa
ANNO XV - N. 2 MAGGIO/GIUGNO 2026
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STAMPAGGIO A INIEZIONE
Il futuro tra tecnologia sostenibile e IA
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ESTRUSIONE
Efficienza, innovazione, sostenibilità: il percorso verso l’industria del futuro
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ESTRUSIONE
Macchine elettriche eco-sostenibili: innovazione, efficienza e automazione per l’industria moderna
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COMPONENTI
Il materiale privo di biosfenolo per le macchine dell’industria alimentare
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ROBOTICA
Pallettizzazione intelligente per la logistica moderna
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AUTOMAZIONE
L’evoluzione dell’automazione, nell’industria delle materie plastiche
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AUTOMAZIONE
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ELENCO INSERZIONISTI
Tra pressione globale e nuove responsabilità
L’industria della plastica italiana si trova oggi in una fase complessa, in cui convivono rallentamento economico, trasformazione normativa e necessità di ridefinire il rapporto con il mercato e con l’opinione pubblica. I numeri diffusi dal Centro Studi Amaplast raccontano un 2025 in frenata per l’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma. La produzione cala di circa il 5%, fermandosi a 4,4 miliardi di euro, mentre anche l’export registra una contrazione. Il quadro internazionale pesa: dazi statunitensi, indebolimento del dollaro, tensioni geopolitiche e aumento dei costi energetici hanno colpito direttamente la competitività europea.
Eppure, dentro questa fase di rallentamento, emergono segnali meno scontati. L’aumento delle importazioni di tecnologia dimostra che il mercato interno continua a investire, sostenuto anche dagli incentivi legati ai Piani 4.0 e 5.0. È il segnale di un’industria che, pur in un contesto instabile, non ha smesso di aggiornare impianti e competenze.
Per anni la plastica è stata raccontata come un materiale da giudicare in modo isolato, spesso senza considerare la complessità industriale che ne accompagna progettazione, trasformazione, recupero e riciclo. Oggi questo approccio mostra tutti i suoi limiti. Non basta più che singole aziende adottino pratiche virtuose: servono connessioni stabili tra produttori di materie prime, costruttori di macchine, converter, riciclatori e distributori. Il comparto italiano dispone già di basi solide: oltre 10.000 imprese, più di 160.000 addetti e una reputazione internazionale costruita su innovazione e qualità manifatturiera.
Ma il punto centrale non è soltanto la dimensione economica, è la capacità di costruire una visione industriale comune in un momento in cui sostenibilità, efficienza ener-
getica e gestione delle risorse non possono più essere affrontate separatamente. Il packaging rappresenta oggi uno dei terreni più avanzati di questa evoluzione. La crescita del mercato globale del packaging plastico conferma che la domanda continua a essere forte, ma cambia rapidamente la natura delle richieste. Riciclabilità, riduzione degli sprechi, efficienza logistica e conformità normativa stanno ridefinendo progettazione, processi e tecnologie.
Per i costruttori di impianti e per i trasformatori questo significa una cosa molto concreta: la competitività futura dipenderà dalla capacità di integrare innovazione tecnica e sostenibilità industriale senza sacrificare produttività e qualità. Anche il rapporto con il consumatore sta cambiando. I dati dell’Osservatorio IdentiPack mostrano una crescita costante delle informazioni ambientali presenti sugli imballaggi, dalla codifica dei materiali alle indicazioni per la raccolta differenziata.
La sensazione, quindi, è che il settore stia entrando in una nuova fase della propria maturità industriale. Le tensioni geopolitiche e i rallentamenti economici restano fattori concreti, ma la vera sfida si gioca sulla capacità della filiera di presentarsi come sistema integrato. Le aziende della plastica italiane hanno già dimostrato di saper innovare sul piano tecnologico, ma oggi serve un salto ulteriore: trasformare quella stessa capacità in una strategia condivisa, dove produzione, sostenibilità, comunicazione e collaborazione industriale smettano di essere temi separati. Perché il futuro della plastica non dipenderà solo dai materiali, ma dalla qualità delle relazioni costruite lungo tutta la filiera.
Eva De Vecchis
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L’abbigliamento da lavoro ispirato allo sport
Basandosi sul know-how scientifico utilizzato per l’abbigliamento sportivo, Mewa ha realizzato le sue collezioni di abiti per l’industria: protettivi, sostenibili e dal look moderno.
Dietro l’abbigliamento sportivo c’è un solido know-how scientifico: i tagli ergonomici favoriscono la libertà di movimento, mentre i tessuti traspiranti ed elasticizzati migliorano le prestazioni degli atleti. Molte di queste innovazioni si ritrovano oggi anche nell’abbigliamento da lavoro, dove non è solo la funzionalità a fare la differenza, ma anche la sostenibilità. Da decenni, gli indumenti sportivi vengono progettati e aggiornati per rispondere a esigenze sempre più complesse. A beneficiarne non sono soltanto gli sportivi: artigiani e operatori industriali possono contare sulle stesse tecnologie, perché una maglietta da lavoro moderna spesso nasce da soluzioni sviluppate originariamente per le performance agonistiche.
Più funzionalità con nuovi materiali
Dai costumi da bagno in cotone pesante a quelli così leggeri da essere appena percepiti una volta indossati: negli ultimi cento anni il settore dell’abbigliamento sportivo ha subito una grande trasformazione. “L’ impiego di fibre sintetiche come il poliestere o la poliammide ha reso gli indumenti molto più leggeri
ed elastici. Questo li rende molto più comodi da indossare, soprattutto durante l’attività fisica”, spiega Mark Weber, responsabile dello Sviluppo Prodotti del fornitore di servizi tessili Mewa: insieme al suo team studia nuove soluzioni nel campo dell’abbigliamento da lavoro. I materiali elastici, nel frattempo, sono ormai presenti in quasi tutti gli indumenti professionali.
Le moderne fibre tessili possono però offrire molto di più, come spiega Weber. Ad esempio, la combinazione di materiali sintetici e cotone contribuisce ad assorbire meglio il sudore, riducendo così al minimo il cattivo odore. Un’altra tipologia di tessuto mutuata dal settore sportivo viene utilizzata nella collezione Mewa Peak per l’industria e gli artigiani. Qui le fibre di poliestere contengono particelle di carbone attivo in grado di assorbire o rilasciare umidità e calore. Le proprietà termoregolatrici riducono la sudorazione, gli indumenti rimangono più asciutti e si elimina il tipico senso di raffreddamento provocato dagli indumenti sudati.
Tagliati su misura per le specifiche esigenze
Le soluzioni di abbigliamento da lavoro sono studiate per soddisfare i requisiti specifici del luogo di lavoro. I tagli ergonomici e un mix di materiali diversi contribuiscono a rendere gli indumenti particolarmente funzionali. Come prodotto definito “ibrido”, l’abbigliamento da lavoro moderno presenta zone che provvedono a mantenere il calore e il fresco, ma anche zone elasticizzate o protetti-
Indumenti all’insegna della durabilità: alla base dell’abbigliamento da lavoro oggi ci sono spesso tecnologie studiate in origine per gli sport agonistici. (Foto: Mewa)
ve, come spiega Weber. Ad esempio, l’abbigliamento da lavoro per gli artigiani presenta sulle zone particolarmente esposte all’usura come le ginocchia, i gomiti e le spalle, un tessuto rinforzato e resistente all’abrasione. Lo stesso principio è stato adottato per le giacche da trekking, ad esempio nella zona in cui si appoggiano le cinghie dello zaino o nei pantaloni da equitazione. Per il lavoro così come per lo sport, gli inserti elasticizzati negli indumenti garantiscono la massima libertà di movimento e le fasce di areazione
permettono di mantenere la traspirazione. Infine, sempre dal settore sportivo e del tempo libero l’abbigliamento da lavoro ha mutuato un altro elemento: lo stile a strati.
“Per le situazioni in cui si cambia luogo di lavoro e si presentano condizioni climatiche variabili, abbiamo concepito le nostre collezioni in modo tale che le magliette, i gilet e le giacche, così come i pantaloncini e i pantaloni, possano essere facilmente combinati tra loro sia a livello estetico sia in termini di vestibilità. In questo modo è garantita la CI
di tutto il team durante tutto l’anno”, afferma Weber.
Un outfit adeguato è sinonimo di professionalità
Ma la funzionalità non è tutto: anche il look è importante. Se negli anni ‘70 l’abbigliamento da lavoro per gli artigiani era la classica tuta blu in tinta unita e poco aderente, nel nuovo millennio il look sta assumendo un’importanza sempre maggiore. “L’abbigliamento da lavoro non trae ispirazione solo dalle tecnologie innovative, ma anche dai trend della moda. E nel settore tessile, rispetto al passato, abbiamo a disposizione diverse alternative stilistiche”, spiega Weber. Dettagli tipici dell’abbigliamento sportivo, come un comodo scollo in una maglietta, la forma funzionale di un cappuccio o una tasca con bottoni a
storia di copertina
pressione, hanno trovato spazio anche nell’abbigliamento da lavoro. Oggi gli artigiani, siano essi uomini o donne, vogliono vestirsi alla moda e in modo decoroso. Questo è il risultato di un sondaggio svolto da Mewa nel 2023. Secondo Weber, la maggior parte degli intervistati preferisce modelli sportivi e aderenti e le tonalità scure del grigio o del blu mentre i colori accesi o neon si dovrebbero utilizzare solo come dettagli, ma con mode-
Il progetto “TheKey” per gestire il fine vita degli indumenti
Quale potrebbe essere il futuro degli indumenti a fine vita? I tessuti misti di poliestere e cotone, tanto diffusi nell’abbigliamento sportivo e da lavoro, presentano una sfida complessa da affrontare se si pensa a un possibile riciclo: i processi meccanici ne riducono infatti la qualità, limitandone il riutilizzo, mentre quelli chimici comportano spesso la perdita di uno dei componenti. Per promuovere realmente l’economia circolare sono quindi necessarie soluzioni migliori. È proprio questo l’obiettivo del progetto “TheKey”, finanziato dal Ministero tedesco della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio. Il progetto ha ora raggiunto un primo importante traguardo: in condizioni operative replicabili su scala industriale è possibile recuperare dagli scarti contenenti poliestere i componenti originari: acido tereftalico (TA) e glicole etilenico (EG). La qualità delle sostanze recuperate soddisfa gli attuali standard industriali ed è quindi idonea alla produzione di nuovo poliestere.
“Con questo abbiamo gettato le basi per produrre nuove fibre PET di alta qualità partendo da tessuti usati”, spiega Diana Wolf, responsa-
Nell’abbigliamento da lavoro sono importanti la funzionalità, ma anche il look (Foto: Mewa)
razione. “Tuttavia, anche se ci sono molte analogie tra l’abbigliamento da lavoro e quello sportivo, non si può adottare tutto”, precisa Weber. Perché, quando si tratta di abbigliamento da lavoro, la sicurezza ha sempre la precedenza sullo stile.
L’abbigliamento da lavoro non è “fast fashion”
L’abbigliamento da lavoro combina funzione protettiva, moda e immagine e deve soddisfare molti requisiti di qualità. Infine, anche la sostenibilità dell’abbigliamento sta diventando sempre più importante sia per chi lo indossa sia per i decision maker. Per questo motivo, Mewa ha progettato Peak, una collezione per l’industria e gli artigiani realizzata quasi per il 75% con materiali sostenibili.
bile del progetto all’interno della Divisione Ricerca & Sviluppo di tecnologie e processi sostenibili di Mewa, partner dell’iniziativa. Il risultato è stato reso possibile dallo sviluppo di una procedura innovativa nell’ambito del progetto. In questa fase l’attenzione è rivolta a rafforzare la robustezza e la riproducibilità del processo, nonché a ottimizzare la quantità di materiale recuperato. Il passo successivo sarà sviluppare un processo continuo, in vista di una futura applicazione su scala industriale.
Il cotone: la seconda sfida del progetto
Estrarre le componenti di cotone presenti nei tessuti misti con una qualità adatta per poterle riutilizzare è un altro obiettivo del progetto di ricerca. “La separazione è già tecnicamente possibile, ma la qualità del materiale ottenuto non consente ancora un riciclo diretto nelle filiere del cotone”, chiarisce la responsabile del progetto. L’obiettivo attuale è creare un procedimento che consenta di ottenere cellulosa di qualità elevata, adatta a un riutilizzo pregiato, come avviene nel
storia di copertina
“Dal nostro punto di vista sostenibilità significa innanzitutto garantire la maggiore durata possibile degli indumenti da lavoro, poiché è proprio la produzione di tessuti a creare la peggiore impronta ecologica”, spiega Mark Weber. Questa durabilità si può ottenere grazie alla qualità dei materiali e della lavorazione, nonché alla possibilità di riparare i singoli capi. A questo si aggiunge il valore, in termini ecologici, del servizio Mewa a 360° che
Il progetto “TheKey” si propone di ottenere la completa riciclabilità dei tessuti misti poliestere-cotone attraverso soluzioni innovative chiave, che ne permettono un utilizzo sostenibile e responsabile. Foto: RecycleMan / iStock / Getty Images Plus
provvede al lavaggio e alla gestione degli indumenti. “L’esternalizzazione di queste attività al fornitore tessile professionale Mewa permette di ottenere valori completamente diversi rispetto a quelli che risulterebbero se ogni indumento venisse lavato separatamente in una lavatrice domestica”, spiega Weber. Grazie a processi di lavaggio orientati al risparmio di acqua e di energia, al sistema del riutilizzo e a progetti pilota finalizzati a rendere la logistica a impatto zero, Mewa sta organizzando i propri processi operativi al fine di risparmiare risorse, tanto da aver già ricevuto diversi riconoscimenti in tal senso.
processo Lyocell, che permette di realizzare fibre tessili di cellulosa sostenibili e pregiate. “La possibilità di estrarre e riutilizzare separatamente sia le componenti sintetiche sia quelle naturali dai tessuti misti affronta una delle principali sfide dell’industria tessile: il riciclo dei tessuti misti”, conclude Diana Wolf.
Un team interdisciplinare verso la soluzione
Al progetto “TheKey” collaborano otto partner con competenze diverse, che spaziano dalla tecnologia dei processi chimici alla tecnologia tessile fino alle scienze dei materiali. Lavoriamo in team, ciascuno di noi mette a disposizione le proprie competenze specialistiche. Questo ci permette di affrontare il progetto anche da prospettive non convenzionali”, sottolinea Diana Wolf. Fanno parte del progetto: Mewa Textil-Service, JAKO AG, matterr, l’ Istituto di Ricerca Tessile e Abbigliamento dell’Università di Scienze Applicate Niederrhein (Forschungsinstitut für Textil und Bekleidung dell’Hochschule Niederrhein), l’ Istituto di Ingegneria Chimica e dei Processi Termici dell’Università Tecnica di Braunschweig (Institut für Chemische und Thermische Verfahrenstechnik della Technischen
Universität Braunschweig), l’ Istituto di Ricerca per l’ Energia e l’Ambiente di Heidelberg (ifeu – Institut für Energie- und Umweltforschung), oltre alle aziende Klopman e Hero-Textil.
Gli obiettivi del progetto
Al termine del progetto, i partner intendono proporre un metodo per il riciclo e il riutilizzo completo dei materiali: per il poliestere, i monomeri recuperati dovranno poter essere trasformati in fibre PET con qualità equivalente a quella delle fibre vergini; per il cotone, la cellulosa dovrà essere lavorata in fibre di alta qualità, utilizzabili per la produzione di nuovi tessuti. I prossimi passi del progetto prevedono la scalabilità del procedimento, la verifica della qualità dei materiali riciclati e lo sviluppo di metodi di produzione applicabili in contesti industriali. In questo modo, la vision di trasformare l’abbigliamento da lavoro usato in tessuti di alta qualità si avvicina sempre più alla realtà. Il progetto è supportato dal Ministero Tedesco per la Ricerca, la Tecnologia e lo Spazio nell’ambito della misura di finanziamento “Economia circolare ed efficienza delle risorse – Tessuti circolari”.
Best Packaging 2026: premiati i vincitori al Museo ADI del Compasso d’Oro
Sono stati annunciati a Milano, presso il Museo ADI Design Museum – Compasso d’Oro, i vincitori del Best Packaging 2026, il premio promosso dall’Istituto Italiano Imballaggio che valorizza le migliori soluzioni di packaging in termini di innovazione, sostenibilità e design.
L’evento, condotto da Marco Maccarini, ha visto la partecipazione della Presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio Alessandra Fazio, della vice presidente di ADI Antonella Andriani, insieme a Fiorella Perrucci (CONAI) e Riccardo Cavanna (UCIMA), che hanno premiato rispettivamente le categorie speciali Ambiente e Tecnologia.
Ad aprire la cerimonia è stato lo speech di Erik Ciravegna, dedicato ai temi dell’“all around design”, mentre la chiusura ha offerto un approfondimento sulla mostra di filiera “La filiera del packaging”, a cura di Carlo Branzaglia.
Il Best Packaging si conferma anche quest’anno come osservatorio privilegiato sulle evoluzioni del settore, premiando soluzioni capaci di integrare funzionalità, sostenibilità e innovazione progettuale lungo tutta la filiera.
All Around Design
Gerosa Paper G Twist – Incarto per caramelle. Motivazione: Intervento sulle proprietà meccaniche della fibra cellulosica per replicare la chiusura a torsione.
Il controllo della memoria di forma elimina la necessità di film plastici, garantendo la stabilità della chiusura.
Goglio Fres-Cook. Motivazione: L’intelligenza progettuale trasforma il packaging in un sistema polivalente che integra protezione, cottura e consumo. La configurazione strutturale reagisce alla pressione del vapore rendendo il contenitore auto-portante e attivando la miscelazione degli ingredienti.
Novacart ISO.ICE – Vaschetta per gelato. Motivazione: La protezione termica è ottenuta attraverso la configurazione spaziale del supporto. La creazione di alveoli d’aria interni alla struttura rallenta la trasmissione del calore, sostituendo i polimeri espansi con una soluzione basata sulla geometria.
Sada Testudo – Protezione per e-commerce. Motivazione: Soluzione strutturale che risponde alle criticità dell’e-commerce attraverso la progettazione della fustella. La configurazione genera una sospensione interna che sostituisce integralmente i riempitivi accessori, adattandosi a diverse volumetrie.
Premio Speciale Lusso: TTubopress Italia –Tubetto per Augustinus Bader. Motivazione: Il progetto integra nobilitazioni grafiche di alto livello con i requisiti di riciclabilità della filiera. Attraverso l’impiego di materiali e processi di stampa compatibili con le moderne linee di selezione automatica.
Premio Speciale Ambiente: Granterre e KP–Vaschetta per salumi affettati. Motivazione: Riconoscimento per l’industrializzazione del processo tray-to-tray. L’impiego di PET monomateriale privo di adesivi assicura l’effettivo reinserimento nelle filiere di recupero.
Il Gruppo Corvaglia nomina Marcel Dissel nuovo CEO e rafforza il focus sull’innovazione
Il Gruppo Corvaglia ha annunciato un aggiornamento strategico della leadership volto a sostenere la crescita sostenibile, il progresso tecnologico e la creazione di valore a lungo termine.
Premio speciale tecnologia: Smilesys e Mustangpack – La Richiudibile. Motivazione: Il premio riconosce l’innovazione nei sistemi di chiusura ripetibile applicati a supporti in carta. La soluzione si basa su una calibrazione dei parametri di adesione che garantisce la tenuta meccanica del film anche dopo molteplici utilizzi.
Il consiglio di amministrazione ha nominato Marcel Dissel nuovo CEO del Gruppo Corvaglia. Grazie alla sua ampia esperienza imprenditoriale, guiderà il Gruppo nella prossima fase di sviluppo.
Dopo 14 anni nel Gruppo Corvaglia, di cui undici come CEO, Michael Krueger assumerà il ruolo di Chief Innovation Officer (CIO). In questa posizione, si concentrerà sullo sviluppo del portafoglio prodotti, sull’innovazione e sull’esplorazione di nuovi settori di business, applicazioni e tecnologie.
Inoltre, Rufat Dauti è stato nominato Managing Director di Corvaglia Mould AG, mantenendo al contempo le sue responsabilità di Chief Technology Officer.
Il consiglio di amministrazione è convinto che questa struttura di leadership combini continuità e rinnovamento e contribuirà a rafforzare ulteriormente la posizione del Gruppo Corvaglia sul mercato.
Un comparto che corre a due velocità
L’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma chiude il 2025 con un calo della produzione. L’export UE desta preoccupazione ma è controbilanciato da un incremento delle vendite in Cina e India.
In linea con i preconsuntivi diffusi sul finire d’anno, il Centro Studi Amaplast (l’associazione nazionale di categoria aderente a Confindustria) stima che l’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma abbia chiuso il 2025 con un calo della produzione nell’ordine dei cinque punti percentuali e un valore di 4,4 miliardi di euro. Si tratta di una frenata rispetto a un anno, il 2024, a sua volta archiviato con
un rallentamento contenuto, a differenza, per esempio, dei diretti concorrenti tedeschi, che avevano invece già iniziato a registrare una forte contrazione di ordini, vendite ed export.
Anche le esportazioni italiane di settore, a cui sono destinati tre quarti della produzione, hanno registrato una flessione del 5%, superando appena la soglia dei 3,4 miliardi.
A fronte della debolezza delle vendite all’estero, le importazioni di tecnologia hanno registrato un balzo di quasi ventiquattro punti rispetto al 2024, a conferma di una domanda interna piuttosto vivace, evidentemente riconducibile anche all’effetto degli incentivi messi in campo dai Piani 4.0 e 5.0, nonostante le difficoltà di accesso e i ritardi nell’emanazione dei vari decreti attuativi. Si tratta peraltro di criticità che si stanno presentando anche in questo inizio 2026, nell’implementazione delle misure relative al nuovo “iper-ammortamento” degli investimenti in beni strumentali fino a settembre 2028.
Alla luce di tale dinamica, il saldo della bilancia commerciale si riduce notevolmente: dopo il record di 2,65 miliardi raggiunto nel 2024, si contrae a 2,24 miliardi. Il contesto internazionale è stato innanzitutto caratterizzato nel corso del 2025 dalle incertezze causate dall’introduzione dei dazi statunitensi che, al di là della componente “reciproca”, colpisco-no i contenuti di acciaio e/o alluminio anche di alcune tipologie di macchine, componenti e stampi per plastica e gomma.
La situazione si è aggravata con il progressivo deprezzamento del dollaro sull’euro e si è quindi ulteriormente deteriorata con il più recente e preoccupante conflitto in Medio Oriente. Quest’ultimo ha innescato una crisi energetica che ha già iniziato a colpire duramente anche l’industria trasformatrice europea, con un incremento dei prezzi di gas, petrolio e materie prime plastiche, nonché grande incertezza circa la disponibilità dei materiali.
In calo le vendite a Germania e Francia
Uno scenario che genera grande preoccupazione nei costruttori italiani di macchinari per plastica e gomma, con molteplici fattori che rischiano di compromettere la propensione all’investimento del mercato domestico, inteso sia come Italia sia come Europa, quadrante verso cui è storicamente destinata la quota preponderante dell’export e che si trova inoltre a fare i conti con il peso dell’implementazione del nuovo regolamento sugli imballaggi (PPWR).
Non a caso, le vendite alla Germania, da sempre primo partner commerciale dell’Ita-
A fronte della debolezza delle vendite all’estero, le importazioni di tecnologia hanno registrato un balzo di quasi 24 punti rispetto al 2024
lia, calano per il secondo anno consecutivo; del resto, la filiera tedesca della gomma-plastica ha archiviato un 2025 in rosso su tutti i fronti, in base alle stime delle diverse associazioni di categoria: -4% la produzione di polimeri, -2% il volume di manufatti in plastica trasformati, -6% quello di articoli in gomma, -5% il fatturato dei costruttori di macchinari.
In diminuzione anche le forniture ai trasformatori francesi, altra importante destinazione comunitaria. Tali trend negativi sono stati fortunatamente compensati dalle maggiori consegne realizzate in Spagna, Polonia e Romania, restando nell’ambito dei primi dieci mercati di sbocco.
Vendite extra UE: risultati positivi in Cina e India
Al contrario, le citate criticità del mercato americano non hanno, almeno fino a dicembre scorso, causato il temuto crollo delle forniture di macchinari Made in Italy, il cui flusso è invece aumentato di quasi nove punti. È pur sempre vero che la produzione locale soddisfa una quota limitata della domanda e i trasformatori statunitensi hanno così continuato a rivolgersi anche ai costruttori italiani per i loro acquisti di tecnologia avanzata.
Prosegue a ritmo sostenuto l’incremento delle vendite in Cina ma, soprattutto, quelle all’India, più che triplicate nell’ultimo decennio: la crescente spinta fornita dal programma Make in India ha generato una forte accelerazione della domanda da parte della manifattura locale, che ha necessità di dotarsi di impianti di sempre maggiore livello qualitativo. Si tratta quindi di un mercato dalle notevoli potenzialità ancora in gran parte da cogliere, anche grazie all’accordo di libero scambio recentemente firmato.
Altri due Paesi di rilievo, che negli ultimi anni
sono anche rientrati nella “top ten” delle destinazioni export, hanno invece riservato risultati deludenti per i costruttori italiani: le forniture alla Turchia so-no crollate di un terzo, interrompendo un quinquennio di crescita sostenuta, e quelle al Brasile hanno registrato un ancora più negativo -45%, che però segue un picco “anomalo” registrato nel 2024 e riporta quindi i valori nella media del periodo prece-
dente. Nel caso del Paese sudamericano è naturalmente auspicabile l’entrata in vigore del trattato UE-Mercosur, che potrebbe fornire nuovi impulsi ai commerci di settore. Nel complesso, dal punto di vista merceologico, l’export si è dimostrato poco brillante o in calo per la maggior parte delle tipologie di macchinari di maggior peso sul totale, a partire dagli estrusori (da quasi 400 a 350 milioni di
Nel complesso, dal punto di vista merceologico, l’export si è dimostrato poco brillante o in calo per molte delle tipologie di macchinari di maggior peso sul totale
euro), dalle macchine per soffiaggio (da 212 a 198 milioni), dalle flessografiche (da 181 a 164 milioni) dagli stampi (da 752 a 721 milioni), con le macchine a iniezione che hanno registrato una lieve crescita da 194 a 199 milioni.
Plast 2026: un’occasione di confronto e aggiornamento
In un contesto così complesso, anche le sole aziende associate ad Amaplast hanno archiviato il 2025 con una flessione del fatturato nell’ordine dei cinque punti, pur mantenendo pressoché stabile (+0,5%) la forza lavoro. Più nel dettaglio, il 54% delle imprese ha chiuso l’anno con un calo delle vendite. Più difficile che mai azzardare previsioni per i mesi a venire: troppe le incognite che si susseguono e si sovrappongono a livello internazionale, aggravando il clima di incertezza in cui le aziende si trovano a operare, con molti dei mercati storici di destinazione che presentano difficoltà di accesso. Un’opportunità di confronto e aggiornamento per gli operatori internazionali del settore plastica e gomma potrà essere l’appuntamento con PLAST 2026 (Milano, 9-12 giugno), organizzata da Promaplast srl, società di gestione di Amaplast. Mentre si completa via via la proposta espositiva – tra l’altro con oltre 160 nuovi partecipanti rispetto all’edizione precedente, di cui il 30% rappresentato da aziende straniere – è ben avviata l’organizzazione delle attività collaterali e dell’incoming di centinaia di buyer qualificati, anche in collaborazione con Agenzia ICE e con le principali associazioni di settore all’estero.
CORKS
Krill Design diventa Krillmat
Krill Design, PMI innovativa italiana specializzata nella produzione di biopolimeri ricavati da sottoprodotti dell’industria agroalimentare, annuncia il proprio rebranding: l’azienda assume il nome Krillmat, accompagnato dal payoff Biobased Polymers. Un’evoluzione che non cambia l’identità dell’azienda, ma la rende più solida, più industriale e più leggibile nel mercato B2B internazionale.
Il nome Krill Design rifletteva le origini dell’azienda: uno studio di design che ha saputo trasformare la propria competenza progettuale in un’attività di ricerca e sviluppo sui materiali. Oggi, con uno stabilimento produttivo di 3.500 m² a Paderno Dugnano (MI), una capacità produttiva fino a 4.000 tonnellate annue e una tecnologia brevettata riconosciuta a livello europeo, Krill Design è a tutti gli effetti una material company con ambizioni di scala industriale.
Il nuovo nome, Krillmat, sintetizza questa trasformazione: conserva il riconoscimento del brand Krill, costruito in anni di lavoro e relazioni, e aggiunge una connotazione materica e scientifica che parla direttamente all’industria.
“Mat” non è solo un’abbreviazione di materials: richiama il concetto inglese di
matter (materia, importanza e processo), e introduce una profondità narrativa che va oltre l’etichetta industriale.
Il rebranding non altera il posizionamento dei prodotti, anzi ne amplia l’offerta che a breve affiancherà REKRILL® by Krillmat. Questo rimane il biopolimero 100% bio based brevettato e ricavato da scarti organici, come bucce di agrumi, fondi di caffè, crusca, vinacce, distribuito sotto forma di pellet, compatibile con gli impianti per la lavorazione della plastica esistenti e privo di microplastiche e residui tossici.
“Questo rebranding è l’atto formale di un cambiamento che era già avvenuto nella sostanza”, ha spiegato Ivan Calimani, CEO e founder di Krillmat. “Siamo partiti come startup ma da anni lavoriamo come una vera material company: facciamo ricerca, produciamo, certifichiamo, scaliamo. Krillmat è
Syensqo rinnova l’accordo con Boeing
Syensqo si è aggiudicata un nuovo contratto pluriennale con Boeing per continuare a fornire soluzioni avanzate di materiali a supporto dei programmi commerciali e di difesa del gruppo aeronautico. Il settore aerospaziale rappresenta il principale mercato finale di Syensqo, contribuendo a circa il 20% delle vendite nette dell’azienda, ed è considerato un motore fondamentale per l’innovazione, la crescita e la creazione di valore a lungo termine del Gruppo.
L’accordo copre una vasta gamma di applicazioni, tra cui strutture primarie e secondarie, interni e superfici aeronautiche.
L’aerospazio rappresenta uno dei mercati più avanzati e ad alte prestazioni per Syensqo, dove decenni di esperienza nella scienza dei materiali contribuiscono direttamente alla realizzazione di ae-
il nome giusto per chi siamo oggi e per illuminare il percorso che vogliamo seguire. La materia non è solo ciò che produciamo: è il valore che generiamo, la trasformazione che rendiamo possibile. E ora anche il nostro nome lo racconta”.
Il rebranding è accompagnato da un aggiornamento coordinato dell’intera identità visiva costituita da logo, palette cromatica, materiali di comunicazione, ecosistema digitale e dalla standardizzazione di tutti i materiali commerciali.
KRILLMAT è sostenuta da investitori strategici di profilo internazionale che ne supportano la crescita e l’espansione nei mercati europei. L’azienda è stata riconosciuta Best Performer dell’Economia Circolare, ha ottenuto il Premio per lo Sviluppo Sostenibile ed è iscritta tra le realtà allineate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
romobili più leggeri, durevoli e sostenibili.
Syensqo fornisce un ampio portafoglio di materiali leggeri, sia consolidati sia innovativi, che include compositi avanzati e adesivi strutturali, contribuendo alla riduzione delle emissioni e al miglioramento dell’efficienza.
“È un onore continuare la nostra partnership con Boeing e fornire materiali avanzati attraverso la nostra rete produttiva globale a supporto di Boeing”, ha dichiarato Rodrigo Elizondo. “L’aerospazio è una priorità strategica per Syensqo e questo accordo rafforza la nostra posizione come partner dei principali produttori di aeromobili al mondo. L’intesa riflette inoltre il forte impegno dei nostri team nel mettere i clienti al primo posto e nel costruire relazioni collaborative e durature”.
Affiliata Lone Star Funds rileva il business Engineered Materials di DOMO
DOMO Chemicals annuncia che una società affiliata di Lone Star Fund XII, L.P. ha raggiunto un accordo per acquisire il business Engineered Materials (EM) di DOMO.
La transazione proposta comprende l’intero perimetro dell’attività Engineered Materials, inclusi tre siti produttivi europei situati a Premnitz (Germania), Arco (Italia) e Gorzów (Polonia), oltre ad alcune funzioni di supporto in Belgio, Germania, Spagna, Polonia e India, nonché le entità internazionali operative a Haiyan (Cina), Mumbai (India), Seoul (Corea del Sud) e Buford (Stati Uniti).
L’operazione include inoltre le funzioni commerciali e marketing in Francia, il centro applicativo di Lione dedicato alla scienza dei materiali tecnici, le attività di sviluppo e test delle applicazioni finali, le attività industriali legate ai masterbatch e le relative funzioni tecniche e amministrative.
Come parte dell’accordo, Lone Star Funds ha acquisito il portafoglio di proprietà intellettuale del business EM di DOMO, incluso il marchio TECHNYL®,
uno storico portafoglio di soluzioni in composti poliammidici (PA6 e PA66) per il mercato dei polimeri tecnici, presente da oltre 70 anni.
Gli asset produttivi di Belle Étoile non rientrano nel perimetro della transazione e restano soggetti a un processo legale separato sotto la responsabilità di amministratori nominati dal tribunale.
L’acquisizione di DOMO EM segue quella, da parte di Lone Star, delle business unit High Performance Polymers e Specialty Chemicals di RadiciGroup, rafforzando ulteriormente la sua posizione nel settore
dei polimeri speciali.
La futura realtà combinata beneficerà di un portafoglio prodotti ampio e complementare, di una presenza geografica più estesa e di capacità rafforzate per servire una gamma diversificata di mercati finali, tra cui automotive, edilizia, beni di consumo e applicazioni industriali.
Il management di DOMO EM farà progressivamente riferimento a Jochen Fabritius, incaricato da Lone Star di guidare la futura organizzazione, garantendo una solida supervisione manageriale e preservando al contempo la continuità tra le due organizzazioni.
Linde MH Italia completa l’acquisizione di Tre-P Material Handling Torino
Linde Material Handling Italia, filiale italiana di Linde Material Handling, esperto nella fornitura di soluzioni per l’intralogistica, annuncia di aver concluso l’acquisizione di Tre-P Carrelli S.r.l., storico concessionario con sede a Torino, e della sua collegata NTP Operations S.r.l.
L’operazione, avviata con la sottoscrizione di un accordo preliminare in data 4 novembre 2025, si è conclusa con l’acquisizione delle quote di Tre-P Material Handling Torino S.r.l., società di nuova costituzione in cui sono confluiti i rami di azienda di Tre-P Carrelli e NTP Operations, che assume la nuova ragione sociale di Linde Material Handling Torino. Questa acquisizione rappresenta un passo importante nel percorso di crescita e consolidamento del marchio Linde MH nel mercato italiano dell’intralogistica. L’operazione si inserisce nella strategia di sviluppo avviata due
anni fa con l’apertura delle nuove Filiali Bolzano e Adriatica (in provincia di Chieti), finalizzata a consolidare la presenza diretta sul territorio e a elevare ulteriormente la qualità dei servizi offerti. Con questa operazione, l’azienda rafforza in modo decisivo la propria presenza anche in un’area strategica come quella della regione Piemonte nelle province di Torino, Vercelli, Cuneo e Biella, oltre alla regione della Valle d’Aosta, confermando l’impegno nel garantire ai clienti un servizio sempre più capillare, efficiente e strutturato.
“Siamo molto soddisfatti di questa acquisizione, che ci permette di consolidare ulteriormente il presidio del brand in un territorio chiave per il mercato italiano. I nostri clienti potranno beneficiare della qualità e dell’efficienza dei servizi Linde”,
commenta Luca Esposto, Vice President Sales & Service di Linde MH in Italia. “Questa operazione riflette la nostra strategia di sviluppo in Italia, orientata a essere sempre più vicini alle esigenze dei nostri clienti, con soluzioni innovative e un supporto tecnico tempestivo ed eccellente”.
Un approccio integrato alla circolarità
La campagna di comunicazione “La plastica è cambiata, cambia idea sulla plastica” continua ad alimentare il dialogo con i consumatori e aprire spazi di confronto, con l’obiettivo di coinvolgere l’intera filiera industriale.
La campagna “La plastica è cambiata, cambia idea sulla plastica”, promossa da Alpla dal 2021, prosegue nel 2026 per il sesto anno consecutivo, ampliando la sua portata strategica. Dopo anni di attività di sensibilizzazione rivolte principalmente verso il consumatore finale, il progetto si apre oggi al mondo delle imprese con la consapevolezza che solo attraverso la costruzione di una rete di filiera integrata sarà possibile affrontare efficacemente il tema della plastica e accelerare la transizione verso un’economia realmente circolare.
La plastica viene infatti troppo spesso giudicata come materiale isolato, senza considerare il complesso sistema industriale che ne governa progettazione, produzione, utilizzo, recupero e riciclo.
Approcci individuali e frammentati hanno sinora limitato il potenziale di innovazione e sostenibilità che questo settore può esprimere. Il progetto “La plastica è cambiata” intende invece riportare al centro il concetto di filiera come leva strategica fondamentale.
Negli anni trascorsi, la campagna ha lavorato intensamente sul fronte B2C, contribuendo a modificare la percezione dei consumatori attraverso survey, iniziative educative rivolte
alle nuove generazioni e momenti di confronto pubblico. I risultati sono stati incoraggianti: è cresciuta la consapevolezza sul valore del riciclo, sull’importanza della raccolta differenziata e sulle potenzialità della plastica quando inserita in un circuito virtuoso di economia circolare.
Oggi, pur mantenendo vivo l’impegno verso il consumatore finale, il progetto riconosce che per un cambio di paradigma reale è necessario il coinvolgimento attivo di tutti gli attori della filiera: produttori di materie prime, costruttori di macchine, produttori di imballaggi, aziende manifatturiere, distributori, operatori del recupero e del riciclo, associazioni di categoria e istituzioni.
Un appello alle imprese: “Costruiamo insieme la rete” Il passaggio a un modello di economia circolare richiede che l’intera catena del valore operi in modo sinergico. Non basta più che singole realtà adottino pratiche virtuose se queste rimangono isolate. Serve invece una visione d’insieme: solo attraverso questa integrazione è possibile massimizzare l’impatto positivo delle singole iniziative e raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità che l’agenda globale impone.
Il progetto “La plastica è cambiata” lancia quindi un appello a tutte le realtà della filiera plastica: è tempo di fare rete. Le sfide a cui il settore è chiamato a rispondere – dalla riduzione delle emissioni di CO 2 all’incremento dei tassi di riciclo, dall’innovazione dei materiali alla sensibilizzazione culturale – possono essere affrontate efficacemente solo attraverso la collaborazione e la condivisione di competenze, esperienze e best practices.
Il settore italiano della plastica rappresenta un’eccellenza tecnologica riconosciuta a livello mondiale, con oltre 10.000 imprese attive che occupano più di 162.000 addetti e generano un fatturato di oltre 32 miliardi di euro annui. Questo patrimonio industriale, unito alla capacità di innovazione che da sempre caratterizza il Made in Italy, costituisce la base ideale per costruire un modello di riferimento internazionale di economia circolare applicata al settore delle materie plastiche.
La campagna “La plastica è cambiata, cambia idea sulla plastica” continuerà nel 2026 ad alimentare il dialogo con i consumatori, ma aprirà contestualmente spazi di confronto, collaborazione e networking tra le imprese. Verranno promossi momenti di incontro, approfondimenti tematici, iniziative di formazione e comunicazione trade che coinvolgeranno diversi attori della filiera.
L’obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: dimostrare che la plastica, quando gestita all’interno di un sistema industriale responsabile, integrato e circolare, non è un problema ma una risorsa preziosa per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico.
TECNOLOGIA
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Tre aree applicative chiave per l’evoluzione del packaging
Food, personal care ed e-commerce stanno accelerando innovazione tecnologica, sostenibilità e nuovi modelli produttivi lungo tutta la filiera dell’imballaggio.
Il packaging in plastica è uno dei materiali più fondamentali e diffusi nella vita moderna, svolgendo un ruolo cruciale in settori chiave dei beni di consumo, come il food, il personal care e l’e-commerce. Dalla distribuzione sugli scaffali fino all’utente finale, e dalla catena del freddo alla consegna espressa, il packaging in plastica permea l’intera catena del consumo.
Secondo un’analisi di mercato di Mordor Intelligence, il mercato globale del packaging in plastica ha raggiunto i 493,42 miliardi di dollari nel 2025 e crescerà ulteriormente fino a 579,95 miliardi di dollari entro il 2030. Con l’aumento continuo della domanda, i requisiti ambientali relativi alla riduzione dell’uso di plastica, alla minimizzazione dei rifiuti e all’incremento della riciclabilità vengono rapidamente recepiti nelle normative e, di conseguenza, nell’industria.
L’evoluzione del packaging in plastica non riguarda più soltanto la scelta dei materiali; si è trasformata in una sfida che coinvolge lo sviluppo coordinato di materiali, tecnologie di processo e capacità degli impianti. Le tre principali aree applicative — food, personal care ed e-commerce — stanno diventando i
Packaging alimentare: crescente domanda di materiali ad alta barriera e sostenibili
La sicurezza alimentare è sempre stata una priorità per i consumatori. Con l’aumento della consapevolezza su salute e ambiente, l’attenzione verso il packaging alimentare si sta spostando dalla semplice funzionalità verso freschezza, sicurezza e sostenibilità. I materiali plastici continuano a dominare il packaging alimentare, con il confezionamento in atmosfera modificata (MAP) e le strutture multistrato ad alta barriera che si affermano come standard industriali per la conservazione della freschezza.
Il MAP inibisce in modo significativo l’ossidazione e la crescita microbica regolando le proporzioni di ossigeno, anidride carbonica
e azoto all’interno della confezione, ed è quindi ampiamente utilizzato per prodotti a base di carne, ortofrutta fresca e piatti pronti. Allo stesso tempo, le strutture multistrato coestruse realizzate con materiali come EVOH, PA e PE forniscono ulteriori barriere contro ossigeno e umidità, prolungando ulteriormente la shelf life.
È inoltre importante sottolineare che l’uso delle bioplastiche nel packaging alimentare è in crescita. Il biopolimero ecovio® di BASF, completamente compostabile, è ottenuto dal polimero biodegradabile ecoflex® e dal PLA. È stato utilizzato per produrre capsule da caffè certificate compostabili e imballaggi esterni con funzione barriera agli odori. Inoltre, i materiali PHA per stampaggio a iniezione sviluppati da Bluepha, nota azienda cinese di biotecnologie sintetiche, sono progettati per la produzione di utensili e contenitori alimentari eco-compatibili, rispondendo alla domanda
principali motori del progresso tecnologico nel settore.
La macchina per film in bolla funzionale a coestrusione a nove strati di Corstar produce film ad alte prestazioni per il packaging.
(Foto: Guangdong Corstar Machinery Technology)
di bioplastiche.
Le prestazioni dei materiali dipendono in larga misura dalla sinergia tra impianti e processi. Nella produzione di film ad alta barriera, le linee di coestrusione consentono di ottenere una coestrusione multistrato stabile grazie a sistemi di automazione avanzati. La macchina per film in bolla a nove strati di Corstar è in grado di lavorare simultaneamente diversi materiali, producendo film compositi multifunzionali ad altissime prestazioni, adatti per il packaging alimentare e farmaceutico di fascia alta.
Personal care: evoluzione verso piccoli lotti e alta variabilità
Allo stesso tempo, il packaging per il personal care si sta evolvendo verso lotti più piccoli e una maggiore varietà, spingendo l’innovazione nei processi di stampa e laminazione.
La tecnologia di stampa digitale HP Indigo semplifica il flusso di lavoro, consentendo ai brand di produrre on demand e di realizzare rapidamente packaging personalizzati in edizione limitata. Questo approccio non solo riduce gli sprechi di materiale, ma accorcia anche i tempi complessivi di consegna.
La laminatrice intelligente solventless di Sinomech integra caratteristiche di progettazione avanzate con controllo full-servo, consentendo operazioni ad altissima velocità. È inoltre in grado di effettuare regolazioni rapide della velocità, offrendo soluzioni efficaci per la laminazione dei film nel settore del packaging flessibile.
Packaging per e-commerce: alleggerimento e ottimizzazione del riciclo
Con il progressivo spostamento dei comportamenti di acquisto dai punti vendita fisici alle piattaforme online, anche i requisiti del packaging stanno evolvendo. Secondo i dati del China State Post Bureau, il volume delle
La tecnologia di stampa digitale HP Indigo consente ai brand di produrre on demand e realizzare rapidamente packaging personalizzati. (Foto: HP)
Macchina per stampaggio a iniezione ad alta velocità di Sumitomo (SHI) Demag per la produzione di contenitori a parete sottile, tappi e chiusure. (Foto: Demag Plastics Machinery)
spedizioni ha superato i 174,5 miliardi di pacchi, aumentando sia l’utilizzo degli imballaggi sia la pressione sui sistemi di riciclo. Per ridurre costi ed emissioni di carbonio, l’industria sta ottimizzando le strutture dei materiali e migliorando l’efficienza produttiva.
Le direzioni tecnologiche nel packaging per e-commerce stanno diventando sempre più definite. Da un lato, l’aumento della quota di materiali riciclati post-consumo (PCR) favorisce l’economia circolare; dall’altro, l’adozio-
ne di design monomateriale, la riduzione degli strati e i processi di alleggerimento migliorano l’efficienza del riciclo e i costi lungo la filiera. Aziende come JD Logistics e Cainiao Network stanno perseguendo attivamente queste strategie, a dimostrazione di un orientamento condiviso nel settore. Attualmente, tecnologie come il downgauging dei film, lo stampaggio a parete sottile e la microfoamizzazione sono all’avanguardia nelle soluzioni di packaging leggero. I più re-
centi sviluppi nei film biorientati consentono modifiche dei materiali che riducono lo spessore mantenendo le prestazioni meccaniche essenziali, rendendoli adatti al packaging e-commerce ad alte prestazioni.
Le macchine per stampaggio a iniezione ad alta velocità per pareti sottili, prodotte da aziende come Sumitomo (SHI) Demag, Fu Chun Shin e Powerjet Plastic Machinery, consentono di ridurre efficacemente il consumo di materiale per unità di packaging, garantendo al contempo l’integrità strutturale. Anche i requisiti dei processi produttivi stanno cambiando. Con la crescita dell’e-commerce in live streaming, delle operazioni dirette dei brand e dei modelli di distribuzione regionali, gli ordini sono sempre più caratterizzati da piccoli lotti, tempi di consegna rapidi e maggiore diversificazione. Questo cambiamento impone requisiti più elevati in termini di flessibilità degli impianti.
La macchina automatica TS39-16c per l’imbustamento di bottiglie di Guangdong Taisen Intelligent Equipment consente il passaggio fluido tra diversi tipi di bottiglie, risultando particolarmente adatta alla produzione multi-ordine e a piccoli lotti. Questa soluzione migliora l’efficienza del packaging e riduce i costi legati all’eccesso di imballaggio e ai frequenti cambi linea.
L’aggiornamento del packaging per e-commerce non riguarda più soltanto l’innovazione dei materiali: nelle applicazioni ad alta rotazione e su larga scala, l’efficienza produttiva e la sostenibilità sono ormai elementi centrali nei processi decisionali tecnologici.
Fonte: Chinaplas
Collezionabili e licenze trainano la ripresa del settore giocattoli
Dopo la flessione del 2024, il settore giocattoli mostra segnali positivi. In questo scenario di trasformazione e crescita, anche il comparto della prima infanzia rafforza il proprio focus, con una sempre maggiore attenzione ai temi della sicurezza e della protezione dei più piccoli.
Nel 2025 il mercato italiano del giocattolo ha registrato una crescita del +6% a valore e del +8% in unità, segnando un ritorno in positivo dopo la fase di flessione dell’anno precedente. La ripresa è stata guidata da categorie specifiche, tra cui action figure collectibles, building sets e strategic trade card games. Nel contesto europeo, l’Italia si distingue come mercato particolarmente vivace, con incrementi superiori alla media continentale (+5% a valore e +4% in unità). La crescita è stata costante durante tutto l’anno, con picchi ad aprile in occasione della Pasqua, l’ultimo trimestre concentra il 47% del fatturato complessivo grazie alla spinta delle festività natalizie.
Questo è lo scenario che emerge dal report annuale redatto dalla nota società di ricerche Circana, che evidenzia una crescita del 37% per il comparto dei prodotti collezionabili, oggi arrivati a rappresentare il 13% del fatturato totale: dalle action figure alle carte, il collezionismo continua ad attirare consumatori di tutte le età. Tra le super categorie, i giochi da tavolo si confermano centrali nelle serate degli italiani, mentre i building set registrano la crescita più rapida in termini di fatturato. Tendenze che si riflettono in modo evidente anche nell’andamento delle properties, che restano un driver strategico nelle scelte di acquisto: Pokémon, Formula 1 e Lilo & Stitch hanno registrato i guadagni più elevati. Allo stesso tempo, anche il mercato delle licenze continua a dimostrarsi particolarmente florido. Nel 2025 ha registrato un nuovo record, superando il 30% del giro d’affari complessivo, con una crescita sette volte più veloce dei prodotti non licenziati e confermandosi dunque come uno strumento strategico per costruire identità di brand, fidelizzare consumatori e generare valore.
La denatalità ostacola il settore della prima infanzia Il settore della prima infanzia, invece, secondo quanto riportato dalla società esperta nella consumer intelligence di ricerche NIQ, continua a vivere una complessa fase di flessione pari al -3,1% a valore, influenzata anche dalla forte denatalità che ne limita il potenziale e impone sfide significative alle aziende del settore. Segnali di crescita vengono dai seggiolini auto, grazie a nuove normative più stringenti, mentre gli electronic devices risollevano parzialmente la situazione.
Proprio il tema della sicurezza diventa centrale, tanto che Assogiocattoli ha avviato una collaborazione con ASAPS – Associazione Sostenitori Amici della Polizia – con l’obiettivo di promuovere e diffondere una maggiore consapevolezza su queste tematiche. In un contesto così dinamico e sfidante, Assogiocattoli si pone al fianco di aziende e consumatori confermando per il sesto anno consecutivo il suo impegno concreto attraverso la campagna istituzionale Gioco per sempre, continuando a valorizzare il ruolo del gioco come strumento educativo, sociale e culturale nella vita di tutti i giorni. A testimoniarne l’efficacia il grande riscontro ottenuto dall’iniziativa solidale Giocattolo Sospeso, che in cinque anni di attività ha distribuito su tutto il territorio italiano oltre 124mila giocattoli a bambini e nuclei familiari in difficoltà.
L’appuntamento con Gioco per sempre è stato a maggio, per la 9ª edizione di Toys & Baby Milano, l’evento B2B dedicato agli operatori dei settori giocattolo, prima infanzia, cartoleria, carnevale, festività e party. Come ormai da tradizione, il programma prevedeva la Cerimonia di premiazione dei Gioco per Sempre AWARDS, i premi dedicati al mondo del gioco e del giocattolo assegnati da una giuria di esperti che intende valorizzare la qualità dei prodotti e l’impegno delle aziende che si sono distinte nella loro attività. Un’occasione di confronto fondamentale per leggere e capire i cambiamenti del mercato, per affrontare con più consapevolezza le sfide e le opportunità di un settore in continua trasformazione.
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Strategia e nuove tecnologie: i pilastri per rimanere competitivi
Lo studio sull’industria della plastica in Italia ha evidenziato un settore da 58,4 miliardi di euro di fatturato. Per mantenere costanti questi numeri il paese deve investire su innovazione mirata, risorse e attenzione alla sostenibilità.
Si è svolto a Roma, – su iniziativa dell’Onorevole Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati in collaborazione con PlasticsEurope Italia, l’Associazione di Federchimica che rappresenta i produttori di materie plastiche – un incontro tra i principali attori industriali della filiera nazionale delle materie plastiche e i rappresentanti delle Istituzioni.
Con i saluti istituzionali del Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, in apertura, l’evento è stato dedicato alla presentazione dello studio “L’industria della plastica in Italia. Strategie e linee di azione per supportare competitività e circolarità”, realizzato dai principali player della filiera, con la collaborazione di TEHA Group, think tank e gruppo esperto in consulenza strategica. Il rapporto evidenzia anzitutto la strategicità del comparto nel contesto economico nazionale: la filiera della plastica italiana ha generato, nel 2023, 58,4 miliardi di euro di fatturato e 15,3 miliardi di valore aggiunto, con una forza lavoro di 164.000 occupati.
Uno degli aspetti centrali dello studio è l’ana-
lisi del complesso contesto normativo italiano ed europeo, con particolare attenzione alle penalizzanti asimmetrie competitive derivanti dai costi energetici, all’incertezza causata dalle attuali tensioni geopolitiche, ai rischi e alle opportunità che discendono dall’attuale corso legislativo.
Tecnologie di riciclo e bioplastiche: gli ingredienti per un futuro sostenibile
La circolarità si conferma elemento centrale: attraverso la valorizzazione delle tecnologie di riciclo meccanico, chimico e organico (ed un investimento di oltre 2,6 miliardi di euro), l’Italia potrebbe recuperare sino a 4,5 milioni di tonnellate dei rifiuti attesi al 2040 (circa il 66% di 6,8 milioni di tonnellate), di cui il 13,6% attraverso tecnologie innovative, coprendo con materiale circolare sino al 45% della domanda di materia prima nazionale stimata nel medesimo orizzonte temporale (9,7 milioni di tonnellate).
In tale scenario le bioplastiche, in particolare quelle biodegradabili e compostabili, costituiscono un importante tassello nella costru-
zione di un futuro più sostenibile, per raggiungere sfidanti obiettivi di circolarità e decarbonizzazione e contribuire al miglioramento della qualità e quantità della raccolta dell’organico.
Le linee d’azione per aumentare il valore aggiunto
In conclusione, lo studio individua linee di azione per il raggiungimento di uno scenario migliore, funzionale alla trasformazione in atto:
• definizione di una strategia nazionale della plastica, che contempli anche la semplificazione degli iter autorizzativi per impianti circolari;
• definizione degli aspetti tecnico/normativi afferenti al riciclo chimico;
• sviluppo del mercato delle materie prime seconde e delle plastiche da biomassa, anche tramite target vincolanti di contenuto circolare nei prodotti, nonché nei processi procurement della Pubblica Amministrazione;
• istituzione di un Fondo nazionale per la transizione circolare della plastica e identificazione di misure di agevolazione fiscale;
• riforma ed estensione del sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore);
• approccio integrato per la definizione dei criteri End-of-Waste.
Ne llo scenario più favorevole, attraverso il ricorso congiunto a tali misure, la filiera potrebbe generare ulteriori 3 miliardi di euro di valore aggiunto (+20%) e 30.000 nuovi posti di lavoro. Considerando anche l’impatto sull’indotto, il valore aggiunto complessivo potrebbe aumentare di quasi 10 miliardi di euro con oltre 83.000 nuovi posti di lavoro in tutto il Paese.
L’assenza di interventi, al contrario, comporterebbe costi significativi per il settore: si stima infatti una perdita di circa 4,7 miliardi di euro di valore aggiunto (pari a circa il 30% del totale attuale) e di oltre 55.000 posti di lavoro, ovvero circa il 33% dell’occupazione attuale.
Attraverso la valorizzazione delle tecnologie di riciclo meccanico, chimico e organico l’Italia potrebbe recuperare sino a 4,5 milioni di tonnellate dei rifiuti attesi al 2040
L’assenza di misure mirate comporterebbe costi significativi per il settore: si stima infatti una perdita di circa 4,7 miliardi di euro di valore aggiunto
Un settore da supportare con le giuste misure politiche
“La competitività dell’industria della plastica, settore strategico e di primaria rilevanza per l’economia italiana, è legata alla trasformazione verso un modello sostenibile che abbia la circolarità come leva di sviluppo”, ha dichiarato Franco Meropiali, presidente di PlasticsEurope Italia – Federchimica. “L’innovazione tecnologica costituisce un impulso fondamentale per accompagnare il settore verso una transizione efficace, assieme a politiche industriali che rafforzino il comparto, in particolare verso la trasformazione in ottica circolare e la chimica da materie prime rinnovabili. Collaborando con le Istituzioni, siamo pronti a svolgere il nostro ruolo, affinché vengano intraprese le azioni necessarie e creati i fattori abilitanti a supporto della competitività e sviluppo della filiera”.
“Quella della plastica è una filiera strategica del nostro sistema produttivo e va difesa con forza, senza ambiguità”, ha commentato il Presidente Gusmeroli. “Parliamo di un comparto che genera ricchezza, lavoro, innovazione e che oggi si trova a misurarsi con costi energetici troppo elevati, concorrenza internazionale spesso sleale e un eccesso di vincoli che rischia di colpire proprio chi produce in Italia rispettando regole, ambiente e qualità. La transizione verso modelli sempre più sostenibili è una sfida necessaria, ma deve essere governata con buon senso, gradualità e concretezza. Non possiamo accettare che, in nome di un ambientalismo ideologico, si finiscano per indebolire le nostre imprese e favorire produzioni estere realizzate con standard inferiori. La politica ha il dovere di stare dalla parte di chi investe, innova e crea occupazione: servono meno burocrazia, più semplificazione, più sostegno agli investimenti circolari e una chiara strategia nazionale per accompagnare la competitività della filiera. Difendere l’industria della plastica significa difendere una parte importante del Made in Italy industriale”.
Prestazioni, durabilità e costi contenuti: così il serramento in PVC resiste al calo dei volumi
Nonostante la flessione fisiologica registrata nel 2025, il mercato italiano del serramento in PVC mantiene una posizione dominante. Il merito va alle sue caratteristiche distintive, ormai consolidate.
Il mercato italiano del serramento in PVC registra nel 2025 una fisiologica flessione rispetto all’anno precedente, confermando tuttavia la propria leadership tra i materiali per infissi grazie a un equilibrio unico tra prestazioni, sostenibilità e competitività economica. I dati provengono dall’annuale indagine sui volumi immessi sul mercato italiano del serramento, principalmente residenziale, da 10 aziende associate (Alphacan, Aluplast Italia, Deceuninck Italia, Finstral, Gealan Italia, Profine Italia, Rehau, Salamander, Schüco, PWS Italia e Veka Italia) che insieme rappresentano gran parte del mercato di riferimento.
Nel 2025 sono stati immessi 12,7 milioni di metri lineari di profili per telai finestra in PVC (esclusi i profili persiana mentre sono inclusi i profili per finestre scorrevoli), in calo di circa il 14% rispetto al 2024. Questa contrazione si inserisce in un contesto di normalizzazione del mercato dopo il picco eccezionale del triennio 2021-2023, influenzata da diversi fattori tra cui: la progressiva riduzione e rimodulazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia; un fisiologico rallentamento della domanda dopo la saturazione di una parte rilevante del mercato residenziale; il permanere di un contesto macroeconomico incerto, caratterizzato da inflazione e minore capacità di spesa delle famiglie.
Dal punto di vista della composizione dell’offerta, si osserva un incremento dell’incidenza dei profili bianchi, che raggiungono circa il 55% del totale, mentre quelli pellicolati si attestano al 45%. Questo andamento riflette una maggiore attenzione al contenimento dei costi da parte del consumatore fi-
nale che tende a privilegiare soluzioni più accessibili senza rinunciare alle prestazioni tecniche del PVC.
Un comparto da 2,2 miliardi di euro
I metri lineari si traducono in circa 2,1 milioni di unità finestra prodotte, a cui si aggiungono circa 700.000 unità importate, per una dimensione complessiva del mercato del serramento in PVC pari a circa 2,8 milioni di unità (corrispondenti a 38.095 ton, considerando un peso medio di 18 Kg per finestra campione). Valutando il mercato complessivo degli infissi in Italia, comprensivo di tutti i materiali alternativi utilizzati per i profili, si arriva ad una rappresentatività del serramento in PVC di circa il 45% e ad un giro d’affari complessivamente generato dal comparto intorno ai 2,2 miliardi di euro. Nonostante il calo dei volumi, il serramento in PVC mantiene dunque una posizione dominante nel mercato italiano grazie a caratteristiche distintive ormai consolidate: eccellenti prestazioni di isolamento termico e acustico, elevata durabilità e ridotti costi di manutenzione, ottimo rapporto qualità/ prezzo e crescente sostenibilità grazie allo sviluppo delle filiere di riciclo e all’impiego di materiale riciclato. Riguardo all’ultimo aspetto, nell’ambito di VinylPlus nel 2024 sono state riciclate complessivamente 724.638 tonnellate di PVC nell’UE-27, Norvegia, Svizzera e UK. Di queste, i profili finestra e prodotti correlati rappresentano 396.677 tonnellate (tra pre e post consumo), pari al 54,8% del totale del PVC riciclato. A breve uscirà il Bilancio 2026 relativo alle attività e ai risultati del 2025. Maggio/Giugno
Il tour Moretto che porta al cliente le tecnologie avanzate
Moretto avvia il tour Moretto in Motion 2026, un viaggio itinerante che porta le più avanzate tecnologie per la trasformazione delle materie plastiche direttamente presso le sedi dei clienti.
Il calendario degli appuntamenti inizia con una serie di eventi in Italia, per poi spostarsi nei principali mercati europei ed extra-europei toccando Polonia, Germania, Croazia, Olanda, Belgio, Spagna fino a raggiungere l’Inghilterra.
Il progetto si configura come un vero hub di innovazione in cui i clienti pos-
sono osservare la qualità, la precisione ingegneristica e l’efficienza energetica dei prodotti Moretto. Un’esperienza immersiva che prevede presentazioni dei tecnici, simulazioni pratiche e attività interattive. Portare la tecnologia Moretto presso le aziende, consente di azzerare le distanze con gli utilizzatori effettivi, analizzare immediatamente le necessità dei clienti e dimostrare, in tempo reale, come le soluzioni proposte possano incrementare la produttività e ottimizzare i processi di trattamen-
L’agenda
SPS Italia
26 - 28 maggio 2026
Parma www.spsitalia.it
Interplas
2 - 4 giugno 2026
Birmingham, Regno Unito www.interplasuk.com/newfront
Smart Chemistry Forum
2 - 5 giugno 2026
Barcellona, Spagna www.feique.org
Plast
9 - 12 giugno 2026
Milano www.plastonline.org
Global Green Plast
8 - 11 luglio 2026
Casablanca, Marocco www.globalgreen-plast.ma
ColombiaPlast
20 settembre - 2 ottobre 2026
Bogotà, Colombia www.colombiaplast.org/en
Fakuma
12 - 16 ottobre 2026
Friedrichshafen, Germania www.fakuma-messe.de/en
Turkcomposite 21 - 23 ottobre 2026
Instanbul, Turchia www.colombiaplast.org/en
Argenplas
3 - 6 novembre 2026
Buenos Aires, Argentina www.argenplas.com.ar
to delle materie plastiche.
Moretto in Motion offre una panoramica completa delle innovative soluzioni integrate Moretto per la gestione dei processi di alimentazione, deumidificazione, dosaggio, stoccaggio, granulazione, termoregolazione e refrigerazione nella trasformazione delle materie plastiche. Con un portafoglio che vanta ben 169 brevetti internazionali, l’azienda è un punto di riferimento per i clienti che richiedono efficienza operativa, innovazione e tecnologia.
Convinti che la condivisione del knowhow sia il motore dell’innovazione e che il contributo delle nuove generazioni sia fondamentale per guidare il cambiamento e introdurre nuove prospettive, il tour prevede delle tappe presso istituti tecnici e università. L’iniziativa nasce dalla volontà di coniugare l’esperienza professionale con l’energia e la creatività degli studenti, creando un ponte diretto tra il mondo della formazione e quello del lavoro.
Il programma mira a favorire nuove sinergie, fornire consulenza tecnica e soluzioni su misura in un’industria della plastica sempre più esigente.
Plastimagen
10 - 13 novembre 2026
Città del Messico www.plastimagen.com.mx
NPE
3 - 7 maggio 2027 Orlando, Florida www.npe.org/npe2027
K 18 - 25 ottobre 2028
Düsseldorf, Germania www.k-online.com
Plast 2026 si conferma piattaforma di riferimento del settore
La ventesima edizione della fiera milanese dedicata al comparto delle materie plastiche e gomma registra una crescita del numero di nuovi espositori: testimonianza della sua solidità e appeal internazionale, nonostante il complesso scenario geopolitico.
Plast 2026 si prepara alla sua ventesima edizione registrando una performance positiva nonostante il complesso scenario geopolitico ed economico internazionale caratterizzato da tensioni commerciali e instabilità sui mercati globali. La manifestazione milanese, principale appuntamento fieristico europeo dell’anno del settore materie plastiche e gomma, dimostra infatti la sua resilienza con l’adesione, finora, di oltre 160 nuovi espositori rispetto all’edizione precedente, di cui il 30% rappresentato da aziende internazionali. Questo risultato assume particolare significato in un contesto di mercato decisamente complesso, che vede settori strategici come l’automotive attraversare una fase di trasformazione e adattamento alle attuali dinamiche globali. La capacità di attrarre nuovi espositori in questo scenario conferma la solidità e l’appeal internazionale di Plast e sottolinea la crescente fiducia del settore nella manifestazione milanese come piattaforma di riferimento per presentare innovazioni e sviluppare partnership commerciali.
L’organizzazione punta, inoltre, a incrementare significativamente la presenza di visitatori internazionali, grazie alle delegazioni di buyer organizzate in collaborazione con Agenzia ICE — che prevedono visite da Nord Africa, Medio Oriente, Sud America, Centro Europa (Balcani) e Asia — e
ad accordi strategici con importanti associazioni di categoria, sia interne al comparto sia rappresentative dei mercati di sbocco.
La preregistrazione gratuita per i visitatori è stata attivata a marzo 2026.
Quattro appuntamenti di riferimento
Il programma convegnistico prevede al momento quattro appuntamenti strategici:
• 9 giugno, 14:30-16:00: “Plastica: nemico pubblico o vittima designata? organizzato in collaborazione con Ipackima srl e Largo Consumo”. Il convegno offrirà un’occasione di confronto concreto sui cambiamenti che stanno interessando il settore del packaging.
• 10 giugno, 10:00-12:00: “Stati Generali della Plastica organizzato da Amaplast, Corepla, IPPR, PlasticsEurope Italia, Unionplast”. Il convegno favorirà il dialogo tra istituzioni e industria sul ruolo strategico delle materie plastiche, con attenzione alla competitività e alla circolarità.
• 11 giugno, 10:00-12:30: “Il riciclo meccanico delle materie plastiche – Report 2025. Tutela, per rigenerare il sistema organizzato da Assorimap”. L’appuntamento annuale, giunto alla quinta edizione, oltre a presentare i dati nazionali sulla produzione di MPS da post-consumo aggiornati al 2025, dedicherà un particolare focus a norme e garanzie per la tracciabilità, a tutela del comparto del riciclo meccanico.
• 11 giugno, 14:30-16:00. Intelligenza artificiale, servitizzazione e digitalizzazione organizzato da Made Competence Center. L’incontro sarà dedicato ai temi dell’innovazione industriale, affrontati in particolare dal punto di vista dell’utilizzatore della macchina.
Un’evento, tre settori complementari
Plast 2026 diventa parte di MaTec, un progetto fieristico che unisce tre fiere della manifattura: Plast (tecnologie per plastica e gomma), Xylexpo (biennale mondiale delle tecnologie per il legno e mobile, organizzata da Acimall) e Composites Future (mostra-convegno per i materiali compositi, con Assocompositi). L’obiettivo è quello di unire competenze trasversali e settori complementari per una visione integrata dell’industria. Ad esempio, alcuni centri di lavoro per il legno trovano applicazione anche nella lavorazione della plastica e di altri materiali, mentre i compositi legno-plastica sono particolarmente performanti nell’arredamento e nell’edilizia; quest’ultima rappresenta uno dei settori di destinazione strategici degli impianti in mostra a Plast.
Questa “triplice intesa” fieristica si propone come collettore di contaminazioni, offrendo un ambiente espositivo ricco di stimoli, dove il visitatore può scoprire soluzioni diverse ma complementari tra loro.
SPS Italia: automazione e digitale per spingere l’industria
La fiera principale del nostro paese su automazione e digitale per l’industria, ovvero SPS Italia. si terrà dal 26 al 28 maggio a Parma. La 14esima è stata presentata a inizio anno al MADE - Competence Center Industria
4.0, una sorta di tempio dell’innovazione per la manifattura industriale.
Ad aprire la conferenza ci ha pensato Donald Wich, da tempo amministratore delegato e colonna portante di Messe Frankfurt Italia. “In questo inizio di 2026 le tensioni geopolitiche hanno già vissuto un picco. In questo quadro incerto l’industria resta un motore di innovazione oltre che una garanzia di continuità. Più che mai in Italia, che oggi è il quarto esportatore al mondo.
A garantire l’eccellenza delle soluzioni tecnologiche in mostra a SPS è il Comitato Scientifico della fiera, che continua a crescere. Ma SPS non significa solo alta tecnologia: protagoniste restano le persone, che vivono questo appuntamento come un’imperdibile occasione di networking e scambio di esperienze”.
La manifestazione si presenterà nel suo tradizionale layout espositivo: sei padiglioni con il meglio delle tecnologie e delle soluzioni per il mondo industriale. Confermato anche Digital District, il percorso dimostrativo articolato in quattro aree: Academy, Start-up, Industrial IT&AI, Focus AI. Quest’ultimo spazio si consolida guardando alle opportunità d’integrazione tra intelligenza artificiale e robotica nei processi produttivi. Come ogni anno la fiera non sarà solo una vetrina espositiva, ma un momento qualificato di dialogo e approfondimento sui temi più strategici per la manifattura. Tra gli argomenti al centro del palinsesto dei convegni: AI Agents, Cyber-
security, Robotics & Physical AI, Software-defined manufacturing per una maggiore flessibilità nella produzione, ESG Environmental Social Governance - sostenibilità come pilastro nella pianificazione industriale.
“SPS Italia è un riferimento per le aziende che
Automazione e IA hanno portato grandi opportunità, ma anche una crescente complessità dei sistemi produttivi. A Parma un hub fondamentale per le aziende che vogliono adottare le nuove tecnologie in modo consapevole.
Un momento della presentazione della 14esima edizione di SPS Italia a Milano presso gli spazi del MADECompetence Center Industria 4.0
puntano sulla tecnologia e sull’aggiornamento di persone e competenze per affrontare un presente complesso, fatto di sfide ma anche di opportunità da intercettare e valorizzare”, ha continuato Donald Wich. “Automazione, digitale, intelligenza artificiale, cybersecurity, formazione, upskilling e reskilling si confermano direttrici portanti della manifestazione del percorso On Tour, articolato in tre tappe sul territorio nazionale”.
Mercato dell’automazione in crescita del 4%
È intervento poi Andrea Bianchi, presidente di ANIE Automazione: “Secondo il preconsuntivo 2025 dell’Associazione, il nostro mercato ha registrato una crescita del fatturato del 4% rispetto all’anno precedente. Le attese per il 2026 indicano una sostanziale continuità, pur in un contesto di visibilità limitata caratterizzato da elementi di opportunità e da fattori di incertezza: da un lato la coda del PNRR e tassi favorevoli sostengono gli investimenti, dall’altro le continue perturbazioni esogene e il nuovo Piano Transizione condizionano i comportamenti degli imprenditori e richiedono un atteggiamento ponderato anche nel formulare qualunque previsione.
Nonostante ciò, l’automazione industriale continua a distinguersi per la sua dinamicità, capacità innovativa e varietà applicativa: digitalizzazione e Industrial AI, integrazione virtuosa tra tecnologia e competenze umane, si confermano tra i principali motori di crescita.
L’edizione 2026 di SPS Italia offrirà a espositori e visitatori un’occasione concreta per osservare le trasformazioni in atto e quelle ancora in fase embrionale, oltre che per scoprire come le tecnologie dell’automazione potenzino le capacità dell’uomo e sostengano trasversalmente settori chiave nel nostro paese”.
Governare la complessità, una nuova leva competitiva
“Negli ultimi anni l’industria ha accelerato sull’adozione di tecnologie digitali, dall’automazione avanzata all’intelligenza artificiale”, ha detto nel suo intervento Federico Milan, Digital Innovation Manager di Breton, membro del Comitato Scientifico di SPS Italia. “Questa evoluzione ha portato grandi opportunità, ma anche una crescente complessità dei sistemi produttivi, spesso sottovalutata. Il tema non è più solo cosa la tecnologia è in grado di fare, ma come viene governata, compresa e integrata nei processi decisionali.
Il Position Paper 2026 nasce da una constatazione: oggi il vero fattore critico non è l’innovazione in sé, ma la fiducia nei sistemi che stiamo costruendo. Una fiducia che si fonda su architetture leggibili, regole chiare, metriche coerenti e, soprattutto, su persone in grado di interpretare e guidare la tecnologia in modo consapevole. L’obiettivo è offrire all’industria non un elenco di tecnologie, ma un quadro di riferimento per prendere decisioni migliori, evitando semplificazioni e deleghe implicite. In un contesto di trasformazione profonda, governare la complessità diventa la vera leva competitiva e culturale”.
La parola agli espositori
“SPS Italia si conferma un punto di riferimento per l’ecosistema manifatturiero e tecnologico italiano, da sempre un’eccellenza tecnologica e meccanica riconosciuta nel mondo”, ha dichiarato Stefano Gandolfi, Regional Marketing Manager di Omron, coinvolto nella tavola rotonda con alcuni espositori e moderata da Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione. “Mai come in questi anni dove le nuove tecnologie, i nuovi trend di mercato, e la complessità delle relazioni internazionali compongono un rebus difficile da risolvere, l’ecosistema ha bisogno di lavorare in sinergia per difendere la propria posizione di leadership tecnologica”, ha proseguito Gandolfi. “Omron, da 93 anni pioniere di innovazione, da tempo ha messo al centro della pro-
pria strategia la collaborazione uomo-macchina, come fondamento per gli obiettivi di performance e flessibilità, e quest’anno porteremo a SPS Italia 2026 nuove tecnologie e un percorso di evoluzione nati dalla volontà della corporate di mettere l’Europa, e soprattutto l’Italia, al centro della propria evoluzione tecnologica”.
Duilio Perna, Managing Director di Beckhoff Italia ha spiegato che “progresso vuol dire continuità di innovazione: un percorso in cui le tecnologie cambiano ma resta centrale l’attenzione a soluzioni concrete per l’automazione. Le rivoluzioni tecnologiche diventano decisive quando si traducono in strumenti affidabili e utilizzabili, capaci di portare valore misurabile nei processi e nelle macchine. Per Beckhoff l’AI è il passo naturale di una rivoluzione tecnologica iniziata con il PC-based control: portare la potenza dell’IT dentro l’automazione mantenendo real-time e affidabilità. Oggi i modelli di AI, soprattutto i LLM, accelereranno progettazione, messa in servizio e gestione operativa delle macchine; l’obiettivo è farli diventare strumenti quotidiani per gli ingegneri, non soluzioni ‘da laboratorio’. In parallelo, l’evoluzione del controllo continua a spingere prestazioni ed efficienza”.
La parola è poi passata a Stefania Svanoletti, Head of Sales Vertical Markets Digital Industries, Siemens Italia: “L’AI industriale non è un add-on, ma l’intelligenza distribuita che amplifica la nostra automazione e connette progettazione, esecuzione ed energia in un’unica architettura affidabile. Il MADE è il luogo ideale per raccontarlo: siamo soci fondatori dal 2018 e, dal 2025, il Competence Center è parte dell’ecosistema Siemens Xcelerator, ampliando insieme le possibilità per la trasformazione digitale delle imprese. Qui abbiamo portato tecnologie concrete –Digital Twin, software di progettazione e simulazione, automazione Siemens – e soluzioni basate sull’AI”.
Alla tavola rotonda, è seguito un breve speech di Elisa Signaroldi, Marketing & Communication Manager di 40Factory: “SPS Italia rappresenta da sempre la bussola della nostra crescita: il
passaggio dai primi passi del 2018 al grande salto nel Padiglione 5 (Stand I45) riflette l’evoluzione di un’azienda che ha saputo raccogliere 5 milioni di euro e la fiducia di decine di leader del manifatturiero, entrando quest’anno a far parte del Comitato Consultivo della fiera. Il nostro obiettivo è chiaro: creare un ponte tra OEM e End User, trasformando il rapporto da puramente transazionale a relazionale. Per farlo, puntiamo tutto sul timing e sulla capacità di anticipare i bisogni del mercato. Ne è un esempio la nuova verticalizzazione sulla Safety, novità del 2026: la nostra piattaforma MAT evolve in un marketplace di moduli specialistici sviluppati con partner d’eccellenza. Insieme ad Access Safe, presentiamo una soluzione d’avanguardia per la prevenzione infortuni che integra l’infrastruttura di data collection di MAT con tecnologie di frontiera, approcciando la sicurezza in modo totalmente data-driven”.
I temi del nuovo Position Paper
SPS Italia sarà l’occasione per la presentazione di un nuovo Position Paper del Comitato Scientifico della fiera, il documento che mira a offrire alle aziende linee guida utili per orientarsi nel panorama delle tecnologie. Quattro i principali argomenti scelti per questa edizione: governare sistemi complessi: regole, standard e fiducia come infrastruttura invisibile dell’innovazione; l’architettura decide: dal campo al cloud, integrazione, responsabilità, controllo; automazione e controllo: robotica avanzata nei sistemi socio-tecnici complessi; comprendere per decidere: metriche, KPI e il ruolo critico delle persone nei sistemi industriali digitali.
A cura di alcuni membri del Comitato Scientifico, il progetto cresce con la presentazione del libro “Tecnologie e Competenze in evoluzione per le fabbriche digitali”, che raccoglie esperienze, competenze e considerazioni dei suoi autori.
S S4
Dal design alla produzione: ambienti ottimizzati
per il medicale
Engineering | Design | Planning | Construction & Commissioning
Il settore italiano delle materie prime sotto i riflettori
Plastics & Rubber Italy 2027 è l’evento dedicato alle aziende che producono e distribuiscono materie prime polimeriche. L’obiettivo sarà parlare delle sfide e delle innovazioni specifiche, attraverso conversazioni concrete e opportunità di business reali.
Il settore italiano delle materie plastiche e della gomma è tra i più dinamici d’Europa: ricco di competenze, portatore di innovazione e fulcro di una filiera che sorregge settori che spaziano dall’automotive al biomedicale, dall’imballaggio all’energia pulita.
Plastics & Rubber Italy 2027 rappresenta il passo naturale successivo: un evento dedicato che mette la filiera delle materie prime esattamente dove merita di essere: al centro della scena. Questo evento di due giorni nasce da un’idea semplice ma potente: il modo migliore per far progredire un settore è riunire le persone giuste nello stesso spazio. Fornitori, distributori, scienziati, specialisti di ricerca e sviluppo e utilizzatori finali, tutti sotto lo stesso tetto, per conversazioni concrete e opportunità di business reali.
Un format collaudato, un nuovo protagonista
L’evento è organizzato da Step Exhibitions, il cui track record in questo settore parla da solo. Il loro evento Plastics and Rubber Spain si è affermato come appuntamento di riferimento per il settore, mentre Paint & Coatings Italy è ormai un evento imperdibile per la filiera dei ri-
vestimenti. Step Exhibitions porta con sé la stessa formula che ha decretato il successo di Plastics & Rubber Spain e Paint & Coatings Italy: un format concentrato e ricco di contenuti, capace di informare e ispirare. Le loro conferenze non sono semplicemente uno sfondo all’area espositiva, ma una risorsa concreta per chiunque voglia aggiornarsi sulla direzione del settore, sulle nuove materie in evoluzione e sulle sfide che il comparto sta affrontando collettivamente.
A chi si rivolge
Sviluppato in collaborazione con i principali attori del settore italiano delle materie prime, Pla-
stics & Rubber Italy 2027 è pensato con i professionisti della scienza.
Con il supporto di Associazioni come TMP, Women in Plastics Italy e AssICC, il programma della conferenza riflette l’ampiezza del settore: dall’evoluzione del mercato e dal panorama competitivo, ai quadri normativi e fiscali che interessano il comparto, passando per materiali innovativi e sostenibili, lavorazione avanzata e riciclo, gestione degli imballaggi industriali, nuovi sistemi di deposito cauzionale (DRS), oltre a storie di successo aziendale, tra gli altri temi. L’area espositiva offrirà una panoramica completa della catena del valore, con materie prime e additivi, macchinari e attrezzature, so-
luzioni per il riciclo e servizi specializzati. Che siate alla ricerca di nuovi fornitori, nuove idee o nuove opportunità, Plastics & Rubber Italy 2027 è progettato per far accadere queste conversazioni in modo efficiente, professionale e nella giusta compagnia.
Un nuovo evento per l’Italia
In programma il 23 e 24 febbraio 2027 presso l’NH Milano Congress Centre di Assago, Plastics & Rubber Italy 2027 è dedicato interamente alle aziende che producono e distribuiscono materie prime polimeriche, affinando il focus sulle sfide e le innovazioni specifiche di questo settore.
Per scienziati e professionisti della R&S, l’even-
L’evento è pensato come un dialogo autenticamente bidirezionale. Gli espositori partecipano per presentare le loro ultime innovazioni; i visitatori arrivano con domande concrete e decisioni di acquisto reali
to rappresenta l’occasione per incontrare i produttori delle materie prime su cui si affidano ogni giorno: fare domande, confrontare specifiche tecniche, scoprire nuove soluzioni e costruire relazioni con fornitori che comprendono le esigenze degli ambienti di ricerca. È anche un’opportunità per esplorare le novità: i gradi ad alte prestazioni, le alternative sostenibili, i compound speciali che potrebbero non essere ancora entrati nei cataloghi standard.
Cosa aspettarsi
L’evento è pensato come un dialogo autenticamente bidirezionale. Gli espositori partecipano per presentare le loro ultime innovazioni; i visitatori arrivano con domande concrete e decisioni di acquisto reali. Per la comunità italiana delle materie prime, l’evento offre una piattaforma professionale e coinvolgente per un settore che è alla base di quasi ogni ambito della ricerca e dello sviluppo.
Plastics & Rubber Italy 2027 giunge in un momento in cui l’ecosistema industriale e di ricerca italiano è sotto pressione per innovarsi: trovare materiali più sostenibili, qualificare nuovi fornitori e lavorare con compound in grado di soddisfare requisiti prestazionali sempre più elevati. Per chiunque si trovi ad affrontare queste pressioni, 23 e 24 febbraio 2027 a Milano sono date che vale la pena segnare in agenda.
Plastics & Rubber Italy 2027 si svolge il 23–24 febbraio presso l’NH Milano Congress Centre, Assago. Visita plastics-rubber.it per saperne di più e iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sugli espositori e su come registrarsi.
Soluzioni circolari per gli imballaggi industriali in Europa
GCR Plastic Solutions e RIGK GmbH hanno avviato una collaborazione strategica per realizzare un avanzato progetto pilota di riciclo industriale di imballaggi post-consumo provenienti dal sistema tedesco Pamira e dal circuito settoriale GVÖ, con l’obiettivo di garantire i più elevati standard di qualità, tracciabilità e
sicurezza per applicazioni tecniche. RIGK è uno dei principali operatori tedeschi nei sistemi collettivi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e opera nell’ambito della legge tedesca sugli imballaggi. L’azienda collabora con importanti gruppi dell’industria chimica come BASF, Covestro, Lanxess, Evonik e Wacker Chemie. Insieme all’industria, RIGK gestisce sistemi di raccolta e riciclo per imballaggi industriali, commerciali e agricoli, incluso Pamira, il sistema dedicato agli imballaggi usati di prodotti fitosanitari e fertilizzanti liquidi. Questi programmi si distinguono per alti tassi di raccolta, protocolli di prelavaggio e forte tracciabilità, caratteristiche condivise anche da GVÖ, operatore indipendente specializzato negli imballaggi per lubrificanti. Per il progetto pilota, RIGK (attraverso Pamira) e GVÖ hanno fornito un sistema controllato di raccolta e pretrattamento, assicurando elevata tracciabilità all’origine e qualità costante dei materiali in ingresso.
Pneumatici ricostruiti: sviluppata la prima PCR per quantificare gli impatti ambientali
Nel percorso verso una maggiore trasparenza ambientale dei prodotti, esistono ancora settori in cui mancano gli strumenti necessari per misurare e comunicare gli impatti. È il caso degli pneumatici ricostruiti, una soluzione centrale per l’economia circolare ma finora esclusa dalla possibilità di ottenere certificazioni EPD (Environmental Product Declaration).
Per colmare questo vuoto BR Pneumatici, azienda attiva dal 1963 nella ricostruzione di pneumatici, ha avviato un progetto con Ollum per sviluppare la prima PCR (Product Category Ru-
I test sono stati effettuati presso uno degli impianti di riciclo meccanico più avanzati d’Europa, gestito da GCR Plastic Solutions. L’impianto rientra in un programma strategico di investimenti da 100 milioni di euro, pensato per anticipare e soddisfare i requisiti del futuro regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), rafforzando l’impegno di lungo termine di GCR verso soluzioni circolari industriali di alta qualità.
Le prove hanno integrato le più moderne tecnologie disponibili nel lavaggio a caldo, nei sistemi avanzati di selezione e nell’estrusione, comprese unità di rinforzo e sistemi ad alta efficienza per la deodorazione. L’obiettivo era garantire che il materiale riciclato potesse essere reintrodotto in sicurezza nel ciclo produttivo, rendendo possibile una reale circolarità senza rischi di interazione indesiderata con sostanze chimiche residue eventualmente presenti negli imballaggi originali.
les) dedicata a questa tipologia di prodotto.
Le PCR rappresentano infatti il prerequisito fondamentale per poter realizzare studi LCA e ottenere certificazioni EPD: definiscono le regole metodologiche condivise per valutare gli impatti ambientali di una specifica categoria di prodotto.
Lo pneumatico ricostruito nasce dalla carcassa: essa rappresenta la base solida sottoposta a un processo di ripristino industriale. Questo permette di estendere il ciclo di vita del prodotto originale, limitando la produzione di nuovi pneumatici e ottimizzando l’uso delle risorse.
Nonostante il loro valore ambientale, mancava fino ad oggi una PCR specifica che permettesse di quantificarne gli impatti in modo standardizzato e riconosciuto a livello internazionale. Il progetto si è sviluppato in tre fasi principali: analisi del processo produttivo, benchmark normativo e tecnico, sviluppo della PCR.
Lo sviluppo della PCR ha seguito un iter rigoroso e riconosciuto a livello internazionale, della durata complessiva di circa 6–7 mesi, articolato in più fasi di confronto, revisione e validazione.
Il processo è stato avviato con la pubblicazione ufficiale dell’iniziativa sul sito del programma EPD Italy, gestito da ICMQ, con BR Pneumatici come proponente e Ollum nel ruolo di moderatore tecnico. In questa fase iniziale sono stati raccolti gli stakeholder e costituito il PCR Committee, composto da esperti del settore e professionisti LCA.
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Tra pressione competitiva globale e trasformazione dei mercati, Negri Bossi ridefinisce il proprio posizionamento puntando su integrazione tecnologica, nuovi settori applicativi e sostenibilità.
Il futuro tra tecnologia sostenibile e IA
In un contesto di mercato ancora incerto e caratterizzato da dinamiche competitive sempre più aggressive, Negri Bossi affronta il 2026 con una strategia chiara: spostare il proprio focus verso soluzioni ad alto valore aggiunto, innovazione tecnologica e diversificazione dei mercati di riferimento. La crescente pressione dei player
internazionali e il ridimensionamento di settori chiave come l’automotive stanno accelerando un processo di trasformazione già avviato, che oggi passa attraverso nuove applicazioni, materiali e modelli di offerta.
I n questo scenario, la partecipazione a Plast 2026 rappresenta un momento cen -
trale per l’azienda: non solo una vetrina commerciale, ma un’occasione per consolidare il proprio posizionamento nei comparti più avanzati, come il medicale, il cosmetico e lo stampaggio del silicone. Le soluzioni presentate — basate su presse full electric integrate e automazione — raccontano un approccio sempre più orientato all’efficienza, alla precisione e all’integrazione tecnologica.
L’intervista approfondisce le scelte strategiche, le sfide del mercato e le direttrici di sviluppo futuro, tra intelligenza artificiale, IoT e sostenibilità, offrendo uno sguardo concreto su come Negri Bossi intende rafforzare il proprio ruolo nel panorama internazionale dello stampaggio a iniezione.
L a Plastica Oggi e Domani ne ha parlato con Domenico Ghilardi, CEO di Negri Bossi e Carmelo Seminara, Sales & Marketing Director di Negri Bossi.
Domenico Ghilardi, CEO di Negri Bossi
Carmelo Seminara, Sales & Marketing Director di Negri Bossi
È presto per dirlo, ma che tipo di segnali state osservando nei primi mesi del 2026 e quali sono le principali sfide/opportunità che prevedete per la vostra azienda durante l’anno in corso? Inoltre, considerando anche le difficoltà che stanno attraversando diversi settori industriali in Italia e in Europa — penso ad esempio al comparto delle materie plastiche — come state vivendo questo contesto e in che modo lo state affrontando?
“Al momento, anche quest’anno ci troviamo di fronte a un mercato stabile verso il basso, come nei due anni precedenti. In concreto, il problema principale, presente e futuro, è la competizione dei prodotti cinesi che, da un lato, sono nostri diretti concorrenti come fornitori di macchinari e, dall’altro, attirano la produzione dei manufatti direttamente in Cina, come nel caso dell’automotive.
Di conseguenza, già da due anni abbiamo sviluppato un piano industriale che prevede la revisione della gamma prodotto, orientata allo stampaggio di parti ad alto valore aggiunto e di particolari di alta precisione, oltre a proposte di fornitura chiavi in mano di soluzioni integrate di stampaggio e automazione. In particolare, puntiamo su soluzioni che prevedono il riutilizzo di materiali riciclati mediante tecnologie di stampaggio sandwich. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, il notevole impegno in ricerca e sviluppo nell’impiego dell’intelligenza artificiale, per mantenere la nostra posizione anche nel prossimo futuro.
S icuramente il clima di incertezza impatterà sull’anno, ripercuotendosi immediatamente sugli investimenti, che tendono a essere posticipati. Si rileva comunque, anche se con differenziazioni geografiche ab -
“La nostra attuale proposta di maggior successo è rappresentata dalle presse a iniezione completamente elettriche, dotate di tecnologie innovative sviluppate appositamente per la produzione di particolari estetici e tecnici complessi”
stampaggio a iniezione
bastanza marcate, una vivacità nelle richieste maggiore rispetto al recente passato (H2 2025). Crediamo che, nel nostro caso, ciò sia in buona parte dovuto all’allargamento della forza vendite in varie aree, sia nel mercato domestico sia in quello estero, con l’obiettivo di ottenere una maggiore copertura dei mercati.
Un’ulteriore attività di contrasto all’attuale situazione è la ricerca di fasce di grandi clienti che effettuano acquisti multipli (lo zoccolo duro del portafoglio NB degli ultimi anni è stato rappresentato da PMI, mediamente con acquisti singoli), oltre all’ingresso in settori in passato poco o per nulla esplorati. L’aumento delle materie prime e la crisi energetica saranno il game changer della seconda parte dell’anno, più in negativo che in positivo, considerando che, anche in caso di una conclusione a breve delle ostilità, sarà necessario del tempo per tornare alla normalità.
Infine, si può considerare strutturale il ridimensionamento del settore automotive, evento che impone la ricerca di nuovi mercati e la diversificazione dell’offerta tecnica”.
Tra le vostre tecnologie e gamme attuali quali stanno riscontrando oggi maggiore successo sul mercato e perché, secondo voi?
“ La nostra attuale proposta di maggior successo è rappresentata dalle presse a iniezione completamente elettriche, dotate di tecnologie innovative come, ad esempio, e-SAPLI, sviluppate appositamente per la produzione di particolari estetici e tecnici complessi (ad esempio nei settori medicale, cosmetico ed elettronico). Questi prodotti vengono realizzati in aziende in cui l’aspetto tecnico è prevalente rispetto a quello economico”.
In occasione di Plast 2026, quali soluzioni o applicazioni avete scelto di presen-
NOVA CANBIO 110T
stampaggio a iniezione
tare e con quale messaggio strategico vi presenterete al pubblico internazionale?
Inoltre, che tipo di riscontro vi aspettate dai visitatori in termini di interesse e nuove opportunità?
“In coerenza con quanto descritto sopra, al Plast proponiamo soluzioni con presse full electric integrate con robot per i settori medicale, cosmetico e dello stampaggio del silicone. Con queste proposte ci aspettiamo di confermare e rafforzare la nostra immagine in questi nuovi settori di riferimento, senza dimenticare lo stampaggio classico che da sempre ci contraddistingue”.
Eventi come Plast continuano a rappresentare un momento chiave per il settore: secondo voi, qual è oggi il loro reale valore rispetto ad altri canali internazionali? Sta cambiando il modo di fare networking e sviluppare business nel vostro mercato?
“In tutta onestà, stiamo riflettendo sull’importanza di questi eventi. Quest’anno, oltre al Plast, saremo presenti al Fakuma e ad altre piccole fiere locali. Presteremo sicuramente molta attenzione a quanto accadrà, per ca-
“Stiamo già lavorando allo sviluppo e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei nostri sistemi di controllo, nonché su tutte le tecnologie legate all’IoT, in parte già disponibili”
pire come muoverci al meglio in futuro, soprattutto alla luce delle numerose opportunità offerte dai social e dai media in generale”.
Negli ultimi anni avete investito molto nello sviluppo e nell’aggiornamento delle vostre linee. Guardando al 2026, state lavorando a nuove soluzioni o innovazioni che possano segnare un’evoluzione significativa per la vostra offerta? “Sempre in coerenza con il piano industriale, stiamo già lavorando allo sviluppo e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei nostri sistemi
di controllo, nonché su tutte le tecnologie legate all’IoT, in parte già disponibili. Per il futuro, aggiungo un estratto della visione del nostro presidente, Hozumi Yoda: contribuiremo allo sviluppo sostenibile dell’industria e della società, riunendo tutte le tecnologie, le risorse umane e le conoscenze del Gruppo, per creare nuovo valore attraverso la Molding Global Platform.
La nostra missione non si limita alla ricerca di profitti a breve termine. Siamo consapevoli della responsabilità di sviluppare in modo sostenibile la tecnologia giapponese di stampaggio a iniezione e di trasmetterla alle generazioni future. Perseguiamo una crescita sostenibile da molteplici prospettive, tra cui l’introduzione delle tecnologie più recenti, gli investimenti nello sviluppo delle risorse umane e la produzione ecologica. Su queste solide basi costruiremo una piattaforma globale che unirà la competenza dell’industria mondiale dello stampaggio, continuando a offrire soluzioni sempre più innovative”.
Lo stand Negri Bossi alla scorsa edizione della fiera Plast
Lo stand Negri Bossi alla fiera K 2025
Per rispondere alle esigenze sempre più stringenti dell’industria dell’estrusione, BD Plast presenta due soluzioni complementari in grado di sostenere la crescente complessità dei processi produttivi, senza rinunciare alla sostenibilità e alla competitività.
Efficienza, innovazione, sostenibilità: il percorso verso l’industria del futuro
Nel panorama industriale contemporaneo, parlare di sostenibilità non significa più limitarsi a dichiarazioni d’intenti o a impegni di principio. Oggi, la sostenibilità richiede evidenze concrete, risultati misurabili e una visione tecnologica capace di incidere realmente sui processi produttivi. In questo scenario in continua evoluzione, in cui efficienza e responsabilità ambientale devono necessariamente coesistere, BD Plast si afferma come uno degli attori più dinamici e rilevanti nel campo della filtrazione per l’estrusione delle materie plastiche, contribuendo in modo tangibile alla transizione verso un’industria più efficiente, resiliente e sostenibile. L’azienda emiliana ha costruito nel tempo un percorso solido e coerente, fondato su un principio chiaro: integrare sostenibilità e performance senza compromessi.
Questo approccio si traduce in una filosofia progettuale orientata a migliorare l’intero ciclo di lavorazione dei polimeri, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, ottimizzare le risorse e valorizzare sempre di più l’utilizzo di materiali riciclati, anche in presenza di contaminanti complessi. Non si tratta semplicemente di migliorare le prestazioni delle macchine, ma di ridefinire il ruolo della tecnologia all’interno di una filiera che richiede sempre maggiore efficienza e qualità.
Soluzioni per un settore sempre più complesso
Al centro di questa evoluzione tecnologica si colloca CleanChanger®, il cambiafiltri autopulente brevettato che rappresenta una sintesi avanzata di automazione, continuità produttiva e controllo intelligente dei processi.
Questa soluzione nasce per rispondere alle esigenze sempre più stringenti dell’industria dell’estrusione, dove la continuità operativa e la qualità del materiale sono fattori determinanti. Grazie al sistema di pulizia automatica a controflusso, CleanChanger® è in grado di operare senza interruzioni, eliminando la necessità di fermate frequenti per la sostituzione o la pulizia degli elementi filtranti. I benefici sono molteplici e si estendono ben oltre l’aspetto operativo. La riduzione dei tempi di fermo macchina si traduce in un incremento significativo della produttività, ma anche in una diminuzione degli scarti di produzione e in un utilizzo più efficiente delle materie prime. Allo stesso tempo, la maggiore durata degli elementi filtranti contribuisce a ridurre i costi operativi e l’impatto ambientale complessivo. In questo senso, Clean-
Cambiafiltro oleodinamico a flusso continuo
BDOx2 con masse filtranti da 140 mm con valvola deviatrice
BDVD 75
Changer® non rappresenta solo una solu zione tecnica avanzata, ma un vero e proprio abilitatore di sostenibilità, capace di migliorare simultaneamente performance economiche e ambientali.
“Oggi l’innovazione industriale ha senso solo se è in grado di generare un impatto concreto: ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza e rendere il riciclo sempre più competitivo”, commenta Dino Boicelli, Corporate Manager BD Plast. “Le nostre tecnologie nascono proprio con questo obiettivo, accompagnare i clienti verso una sostenibilità misurabile e continua”.
Accanto a CleanChanger®, BD Plast propone BDOx2, una soluzione compatta, flessibile e altamente performante per l’estrusione continua. Progettata per adattarsi a diverse configurazioni impiantistiche, BDOx2 garantisce elevati standard qualitativi anche in applicazioni particolarmente complesse, come il film soffiato. La sua versatilità consente di gestire in modo efficace materiali con livelli variabili di contaminazio-
Cambiafiltro oleodinamico a flusso continuo BDOx2 con masse filtranti da 80 mm inclinato di 45°
ne, mantenendo stabilità di processo e qualità del prodotto finito.
Queste due tecnologie, pur diverse per caratteristiche e applicazioni, risultano altamente complementari e rappresentano una risposta concreta alle esigenze di un settore sempre più orientato verso automazione, efficienza e controllo qualità. L’obiettivo comune è quello di offrire soluzioni in grado di sostenere la crescente complessità dei processi produttivi, senza rinunciare alla sostenibilità e alla competitività.
Miglioramento continuo grazie all’integrazione delle nuove tecnologie
Un ulteriore elemento distintivo dell’approccio BD Plast è l’integrazione dei principi dell’Industria 4.0 all’interno delle proprie soluzioni. I sistemi di filtrazione sono infatti dotati di tecnologie avanzate di controllo e monitoraggio remoto, che permettono di analizzare in tempo reale i parametri di processo, ottimizzare le performance e intervenire tempestivamente in caso di anomalie.
Cambiafiltro oleodinamico a flusso continuo BDOx2 con masse filtranti da 45 mm
Cambiafiltro oleodinamico a flusso continuo autopulente CleanChanger con masse filtranti da 120 mm con valvola deviatrice BDVD 100 (vista upstream)
Questo livello di digitalizzazione consente non solo di migliorare l’efficienza operativa, ma anche di raccogliere dati fondamentali per un miglioramento continuo e per una gestione sempre più consapevole delle risorse. La visione di BD Plast trova espressione anche nella partecipazione attiva ai principali eventi internazionali del settore, momenti fondamentali per il confronto, l’aggiornamento tecnologico e il dialogo con il mercato. L’azienda sarà infatti protagonista a PRSE, Plast Milano ed Equiplast Barcellona, dove sarà presente presso lo stand del partner WTS. Queste occasioni rappresentano non solo una vetrina per le proprie soluzioni, ma anche un’opportunità per rafforzare relazioni, condividere competenze e contribuire attivamente allo sviluppo di un’industria della plastica sempre più sostenibile e innovativa.
Un impegno concreto verso la tutela ambientale
L’impegno di BD Plast nei confronti della sostenibilità va oltre il perimetro strettamente
produttivo. L’azienda promuove infatti iniziative concrete che coinvolgono anche l’ambiente e le comunità. Il progetto “Seeds of Change – La Foresta BD Plast” ne è un esempio significativo: un’iniziativa di riforestazione realizzata in collaborazione con Treedom, che testimonia la volontà di contribui-
re attivamente alla tutela del pianeta e alla creazione di valore condiviso. Parallelamente, gli investimenti in energia rinnovabile nello stabilimento di Bondeno rappresentano un ulteriore passo verso la riduzione dell’impatto ambientale e la costruzione di un modello industriale più sostenibile.
In un contesto globale in cui il riciclo delle materie plastiche richiede tecnologie sempre più avanzate, affidabili e performanti, BD Plast dimostra come innovazione e sostenibilità possano procedere di pari passo. L’azienda non si limita a seguire il cambiamento, ma contribuisce attivamente a guidarlo, trasformando la tecnologia industriale in un vero motore di evoluzione e progresso. Guardando al futuro, la sfida sarà quella di continuare a sviluppare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze di un mercato in costante trasformazione, mantenendo al centro i valori di efficienza, qualità e responsabilità ambientale. In questo percorso, BD Plast si propone come partner tecnologico di riferimento per tutte quelle realtà che intendono affrontare con consapevolezza e competenza la transizione verso un’industria più sostenibile, competitiva e orientata all’innovazione.
Cambiafiltro oleodinamico a flusso continuo autopulente CleanChanger con masse filtranti da 180 mm
Macchine elettriche eco-sostenibili: innovazione, efficienza e automazione per l’industria moderna
La bicchieratrice
BA 200PPE
Fin dalla sua fondazione, circa 40 anni fa, continuo è stato l’investimento di IPM SRL in ricerca e sviluppo, elemento chiave per anticipare le esigenze di un mercato in costante evoluzione. In questa direzione, oltre la tradizionale gamma di macchine a funzionamento oleodinamico da preferirsi per la produzione di tubi di grande diametro e spessore, è stata recentemente progettata una nuova serie di macchine
completamente elettriche ed eco-sostenibili, sviluppate per rispondere alle crescenti richieste dell’industria in termini di risparmio energetico, elevata precisione, stabilità di processo e rispetto dell’ambiente. La nuova gamma comprende bicchieratrici, taglierine e sistemi per l’imballaggio automatico dei tubi, progettati per garantire elevati standard di produttività ed efficienza. In particolare, le soluzioni dedicate al fine linea in-
Ricerca continua, sviluppo tecnologico e sostenibilità guidano l’evoluzione delle soluzioni progettate da IPM Srl, con una nuova gamma di macchine elettriche ad alta precisione, certificate ECOTechnology.
tegrano sistemi robotizzati e tecnologie di Intelligenza Artificiale, che consentono di automatizzare le operazioni di manipolazione, confezionamento e gestione del prodotto finito, migliorando la continuità operativa e la qualità complessiva del processo.
A tutela dell’impegno continuo verso la sostenibilità, l’azienda ha registrato il marchio ECO-Technology, che contraddistingue tutte le macchine GREEN e certifica l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, efficienza energetica e innovazione industriale.
I vantaggi della nuova generazione di macchine elettriche
Il passaggio dalla tecnologia idraulica a quella completamente elettrica rappresenta oggi una scelta evolutiva concreta per il mondo delle macchine industriali. Non si tratta soltanto di sostituire un sistema di azionamento con un altro, ma di adottare un’architettura più efficiente, più precisa, più pulita e più coerente con le esigenze moderne di produttività e sostenibilità.
L’eliminazione della centrale idraulica e quindi dell’utilizzo di olio per l’azionamento di attuatori e movimentazioni meccaniche consente di ripensare la macchina in modo più razionale. In una soluzione elettrica, infatti, l’energia viene utilizzata in modo puntuale, solo quando richiesta dal processo, mentre nei sistemi idraulici una parte rilevante dei consumi è legata al funzionamento continuo della centrale e alle inefficienze proprie del circuito.
Risparmio energetico – Uno dei principali vantaggi è quindi il risparmio energetico. Questo beneficio non è stato considerato solo in termini teorici, ma è stato analizzato attraverso un lavoro strutturato di rilievo e confronto, sviluppato con Turtle, spin-off dell’Università di Bologna. L’attività è stata condotta mediante misurazioni strumentali specifiche, finalizzate a rilevare in modo oggettivo sia i consumi energetici sia l’impronta di CO2 associata al funzionamento della macchina. Da questo studio è emerso un miglioramento misurabile, con una riduzione del consumo energetico e del relativo impatto ambientale di circa il 30% .
Precisione e stabilità di processo
La tecnologia elettrica consente di ottenere un livello superiore di precisione e stabilità. Il controllo diretto degli assi permette infatti di gestire posizione, velocità, accelerazione e forza con maggiore accuratezza e ripetibilità, riducendo l’influenza di variabili tipiche dei sistemi idraulici, come temperatura dell’olio, perdite di carico, usura dei componenti e variazioni del comportamento nel tempo. Questo si traduce in un processo più stabile, in una maggiore costanza prestazionale e in una qualità più uniforme.
Ridotta manutenzione
L’assenza della centrale idraulica elimina tutte le attività connesse alla gestione dell’olio, alla sostituzione dei filtri, al controllo di tubazioni, raccordi, valvole e possibili perdite. Ridurre il numero di componenti soggetti a usura e degrado significa diminuire gli interventi ordinari e straordinari, migliorando la disponibilità della macchina e contribuendo alla continuità produttiva.
I Soci IPM: Bruno Barabani, Silvia Geminiani e Claudio Argnani
Intelligenza artificiale e robot per APP 800 - impianto di confezionamento
Stazione di confezionamento centralizzata per tubi in PP di diametri e lunghezze variabili prodotti da 6 linee di estrusione
Minore impatto ambientale
Anche sotto il profilo ambientale il vantaggio è evidente. Alla riduzione dei consumi energetici si affianca l’eliminazione dell’olio idraulico, con benefici diretti in termini di pulizia, sicurezza, minore rischio di sversamenti e semplificazione della gestione dei materiali di esercizio. Inoltre il livello di rumorosità è notevolmente ridotto, migliorando le condizioni di lavoro degli operatori. In un contesto industriale sempre più attento alla sostenibilità, questo rappresenta un valore sia operativo sia strategico.
Cicli macchina più brevi e costanti
La tecnologia elettrica consente di ottenere cicli macchina più brevi e soprattutto più costanti. La dinamica dei motori elettrici e la precisione del controllo permettono di ottimizzare i movimenti, ridurre i tempi improduttivi e mantenere elevata la ripetibilità del ciclo. Non conta infatti solo la velocità massima raggiungibile, ma la capacità della macchina di mantenere la stessa prestazione nel tempo, in modo stabile e affidabile.
Grazie a questo approccio orientato
Alberto Argnani, Luca Barabani, Gian Marco Benedetti e alcuni dipendenti di IPM
all’innovazione e alla sostenibilità, IPM continua a sviluppare tecnologie in grado di contribuire concretamente alla trasformazione e all’ammodernamento dell’industria del settore, offrendo soluzioni sempre più efficienti, affidabili e rispettose dell’ambiente.
Il marchio certifica: adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, efficienza energetica dimostrata, innovazione industriale orientata all’automazione e alla precisione
Benefici della robotica e AI nella gestione del fine linea d’estrusione
• Automazione dei processi di fine linea: manipolazione e confezionamento dei tubi senza intervento manuale
• Ottimizzazione continua: algoritmi AI per regolare i parametri produttivi in tempo reale
• Riduzione fermi macchina e scarti: maggiore qualità e continuità operativa
Durante il simposio dal titolo “Stronger Together”, alla presenza di oltre 130 clienti italiani ed esteri alla ricerca di qualità, tecnologia, novità e personalizzazioni, elementi chiave per differenziarsi sul mercato ed essere sempre più competitivi, IPM ha presentato le ultime innovazioni tecnologiche: traini, taglierine, bicchieratrici, curvatubi, filettatrici, ma soprattutto macchine e impianti per l’automazione del fine linea, funzionanti 24 ore su 24, che in termini di precisione, velocità e durata possono replicare e sostituire il lavoro umano, risolvendo i problemi legati all’inaffidabi-
lità ad alla carenza della manodopera, alleviando le persone da lavori ripetitivi, pesanti e pericolosi. Motivazioni per le quali questi impianti sono sempre più richiesti da clienti di tutto il mondo, precisa IPM. Impianti costituiti da insiemi di macchine e robot che oggi grazie all’IA, mediante telecamere e sensori sempre più precisi oltre a software più potenti, attraverso il riconoscimento delle immagini rendono possibile il riconoscimento degli oggetti e la loro classificazione, producendo, selezionando, assemblando, imballando previo controllo di ogni singolo elemento, in aree sempre più vaste. Inoltre, attraverso l’autoapprendimento, le loro funzioni riescono a migliorare ripetutamente nel tempo. Impianti che possono essere controllati a distanza, consentendo una migliore efficienza produttiva ed una manutenzione programmata. Questo però non significa che oggi sia possibile sostituire totalmente ciò che possono fare gli esseri umani. L’ideale, sottolinea IPM, è unire i punti di forza dei robot e degli esseri umani, creando spazi in cui possono lavorare insieme.
Il materiale privo di biosfenolo per le macchine dell’industria alimentare
Iglidur A351 di igus è esente da lubrificazione e adatto per progettare componenti privi di BPA in conformità al regolamento UE 2024/3190. Omologato per il contatto con gli alimenti, è particolarmente resistente ai prodotti chimici e alle temperature fino a 180°C.
Il regolamento UE 2024/3190 impone ai costruttori di macchinari per l’industria alimentare di rivedere il proprio approccio. A partire da luglio 2026, infatti, i componenti a diretto contatto con gli alimenti non potranno più contenere bisfenolo A, sostanza classificata come interferente endocrino. Il divieto si applica a tutte le nuove macchine immesse sul mercato, mentre solo in casi particolari, come linee già esistenti o applicazioni specifiche, il periodo transitorio è stato esteso fino a gennaio 2028. Di conseguenza, molti progettisti sono già alla ricerca di soluzioni alternative. Un’esigenza a cui igus risponde con iglidur A351, il nuovo materiale privo di bisfenolo.
empimento e imballaggio. Il materiale è disponibile in diverse forme: granuli per lo stampaggio a iniezione, semilavorato per applicazioni CNC e in filamento per la stampa 3D. “iglidur A351 assicura piena conformità alle norme. Non solo rispetta le direttive FDA, ma è anche privo di bisfenolo A e bisfenolo S”, afferma Lars Butenschön, responsabile della Business Unit Cuscinetti iglidur presso la sede centrale igus di Colonia (Germania). “Molti progettisti ci hanno segnalato difficoltà nel reperire componenti conformi al nuovo Regolamento UE 2024/3190. Il nostro obiettivo è supportarli concretamente in questa fase di transizione fornendo un materiale che possa esser adottato senza compromessi in termini di prestazioni tecniche e senza necessità di ulteriori adeguamenti progettuali”.
Elevata stabilità, peso ridotto
Componenti realizzati con Iglidur A351
Grazie alla sua versatilità, iglidur A351 è adatto alla produzione di cuscinetti a strisciamento per sistemi di movimentazione, ingranaggi per macchine confezionatrici e componenti a contatto diretto con il prodotto, come guide o distanziatori, nei sistemi di ri -
iglidur A351 soddisfa gli elevati requisiti dell’industria alimentare grazie a una esclusiva combinazione di proprietà tecniche. Il materiale ha una densità di circa 1,42g/cm3, che garantisce un elevato livello di stabilità pur mantenendo un peso ridotto rispetto alle soluzioni in metallo. Inoltre, è in grado di sopportare pressioni superficiali elevate, con carichi a compressione fino a 78 Mpa. Tra i plus di iglidur A351, anche il basso assorbimento di umidità, pari a circa lo 0,6%, che assicura precisione dimensionale e affidabilità funzionale anche in ambienti di produzione umidi. A ciò si aggiunge la resistenza a temperature comprese tra -100 °C e +180 °C che lo rendono idoneo alle lavorazioni dell’industria alimentare e a cicli di pulizia intensivi, rappresentando così una valida alternativa economica al PEEK.
Effetto autolubrificante per macchine
più economiche
Come tutti i materiali iglidur, anche il nuovo A351 contiene lubrificanti solidi incorporati. A differenza dei cuscinetti metallici, le particelle integrate nei polimeri consentono un funzionamento a secco senza l’aggiunta di lubrificanti esterni. “Questo effetto riduce notevolmente gli interventi di manutenzione, con una significativa diminuzione dei costi”, spiega Lars Butenschön. Infine, il colore blu del materiale migliora la rilevabilità tramite sistemi ottici. Un aspetto particolarmente rilevante nel settore alimentare, perché garantisce la sicurezza dei prodotti. Come tutti i polimeri igus, anche il nuovo iglidur A351 è stato sottoposto ai più rigorosi test nel grande laboratorio interno di 5.500 m2 presso la sede centrale di Colonia.
Una soluzione mobile e personalizzabile consente di automatizzare operazioni gravose anche in spazi ridotti. Nel centro logistico di Ritter, il sistema sviluppato da Bayer con cobot Yaskawa aumenta flessibilità, disponibilità operativa e semplicità d’integrazione.
Pallettizzazione intelligente per la logistica moderna
Con l’avanzare dell’automazione nel
settore del packaging, cresce anche la richiesta di soluzioni flessibili ed efficienti, come quelle sviluppate da Bayer con il suo sistema di pallettizzazione senza protezioni di sicurezza PLT HC. Il produttore di cioccolato Alfred Ritter GmbH & Co. KG utilizza attualmente quattro di questi impianti nel proprio centro logistico di Reichenbach. Prima di essere distribuite, le specialità di Alfred Ritter devono essere confezionate presso il centro logistico di Reichenbach, nei pressi di Stoccarda, in Germania. In pratica,
le celebri barrette Ritter Sport e gli altri prodotti vengono inseriti in scatole o espositori destinati alla vendita al dettaglio, per poi essere pallettizzati e preparati al trasporto su camion.
Fino a poco tempo fa, tuttavia, proprio questa fase finale del processo risultava carente di una soluzione di automazione davvero efficiente e soprattutto flessibile, capace di raggiungere il pallettizzatore centrale anche in punti più distanti, come ad esempio le baie di carico.
“La pallettizzazione doveva avvenire occu-
pando il minor spazio possibile, con il minimo sforzo e, naturalmente, garantendo la massima accettazione da parte dei nostri dipendenti”, spiega Markus Fuchs, responsabile del sito Ritter di Reichenbach.
Concetto decentralizzato e senza protezioni di sicurezza
La ricerca di una soluzione adatta a questa specifica esigenza ha portato all’intervento di Bayer GmbH & Co. KG. L’azienda, con sede a Wörnitz (Germania), fondata nel 1999 e composta da 30 dipendenti, sviluppa e rea-
lizza soluzioni di automazione nei settori della robotica, dell’ingegneria e del rilevamento laser 3D.
Dal 2024, l’azienda ha inserito nel proprio portafoglio il sistema di pallettizzazione senza protezioni di sicurezza PLT HC. Come spiega il responsabile Christian Bayer, lo sviluppo del sistema si è concentrato su tre aspetti principali: “Cercavamo una soluzione di pallettizzazione che potesse essere implementata rapidamente e nel modo più economico possibile dal cliente, utilizzabile in modo decentralizzato e allo stesso tempo semplice ma personalizzabile”.
Ritter ha messo in funzione il primo sistema di pallettizzazione PLT HC nell’autunno del 2024. Sulla base dei risultati positivi ottenuti, nel 2025 sono stati installati altri tre impianti.
Sistema di pallettizzazione
senza protezioni di sicurezza
Il sistema modulare standard è costituito da una base mobile su cui si posiziona un robot collaborativo in grado di caricare un europal-
Il sistema modulare standard è costituito da una base mobile su cui si posiziona un robot collaborativo in grado di caricare un europallet su entrambi i lati della base con velocità e precisione.
vo per l’inserimento di strati intermedi. Per applicazioni in ambienti sensibili dal punto di vista igienico, la base può essere realizzata anche in acciaio inox.
Un elemento centrale della soluzione è la pinza a vuoto sviluppata da Bayer, adatta alla movimentazione di cartoni, vassoi, contenitori e piccoli supporti di carico, oltre che per applicazioni speciali. I robot utilizzati nel sistema di pallettizzazione PLT HC sono cobot Yaskawa della serie HC (“HC” sta per “Human Collaborative”) con una capacità di carico di 10, 20 o 30 kg.
“Abbiamo scelto fin da subito di utilizzare un cobot, perché volevamo un sistema di pallettizzazione senza barriere di sicurezza”, ricor-
let su entrambi i lati della base con la massima velocità e precisione.
I prodotti da pallettizzare vengono alimentati tramite un sistema di trasporto standardizzato, specifico per il progetto, che li pre-raggruppa secondo le esigenze. “In particolare, questa combinazione con il nastro di raggruppamento garantisce un processo fluido e stabile”, ha commentato Christina Krupp, responsabile del progetto presso Ritter. È inoltre possibile integrare un buffer aggiunti-
da il responsabile Bayer. “La scelta di Yaskawa è stata quindi piuttosto rapida, perché quando abbiamo iniziato la nostra collaborazione qualche anno fa, Yaskawa era il primo produttore in assoluto di cobot con capacità di carico di 20 e persino 30 kg. Questo era importante per noi, perché volevamo poter coprire la più ampia gamma possibile di applicazioni”.
Tutti i cobot della serie HC sono progettati con grado di protezione IP67 contro polvere
e acqua e utilizzano grasso alimentare. L’ampio raggio d’azione dei modelli da 20 e 30 kg consente di raggiungere ogni punto di un europallet standard e di impilare fino a un’altezza di 2 m. La velocità massima di lavoro è di 2 m/s, in funzione della capacità di carico.
In modalità collaborativa non sono necessarie protezioni aggiuntive, il che consente un’integrazione semplice e poco ingombrante negli ambienti esistenti. Per la misurazione della forza, inclusa la relativa documentazione, Bayer utilizza un proprio sistema, grazie al quale ogni impianto PLT HC viene certificato CE direttamente in fabbrica ed è pronto per essere messo in funzione immediatamente.
Autonomo e personalizzabile
Il concetto di un sistema di pallettizzazione flessibile e indipendente dalla posizione è supportato anche dal sistema di controllo: la programmazione del robot, del sistema di presa e dei dispositivi periferici viene effettuata tramite il controller robot MOTOMAN YRC1000. Questo sistema funziona in modo autonomo, ma può anche essere integrato in
sistemi di livello superiore tramite apposite interfacce.
Sebbene il sistema di pallettizzazione PLT HC sia concepito come soluzione standardizzata, può essere configurato per un’ampia varietà di esigenze. Per Bayer questo è un aspetto fondamentale, come spiega Christian Bayer: “La personalizzazione è il nostro punto di forza”.
Ad esempio, Ritter ha richiesto uno schema di layout speciale con 40 scatole per strato. Il sistema gestisce questa configurazione prelevando due gruppi da cinque scatole alla volta tramite la pinza e posizionandoli nelle rispettive aree in due fasi, talvolta con una rotazione di 90 gradi. Inoltre, il sistema può essere riconfigurato o riprogrammato in qualsiasi momento per adattarsi a nuovi formati e prodotti, senza richiedere interventi complessi.
Per l’unità di controllo corrispondente, lo smart pendant, Bayer ha programmato un’interfaccia utente dedicata. In questo modo, anche gli addetti alla logistica privi di esperienza in ambito di automazione sono in grado di utilizzare i sistemi in modo semplice ed efficace. I n sintesi, attività monotone e fisicamente
La programmazione del robot, del sistema di presa e dei dispositivi periferici viene effettuata tramite il controller robot MOTOMAN YRC1000
gravose come la pallettizzazione sono oggi sempre più difficili da coprire e allo stesso tempo risultano complesse da automatizzare in modo decentralizzato. Per rispondere a questa esigenza, Bayer GmbH & Co. KG, con sede a Wörnitz, ha sviluppato il sistema di pallettizzazione senza protezioni di sicurezza PLT HC. Grazie al design standardizzato e modulare, il sistema consente un rapido ritorno sull’investimento e, se dotato di un sistema di visione, può essere impiegato anche in applicazioni di assemblaggio.
La soluzione si distingue inoltre per flessibilità, efficienza, robustezza ed elevata disponibilità, oltre che per la grande facilità d’uso. A queste prestazioni contribuiscono in modo determinante i cobot industriali della serie HC di Yaskawa.
L’evoluzione dell’automazione nell’industria delle materie plastiche
Dalla robotica intelligente ai sistemi integrati di fine linea, FB Balzanelli sviluppa soluzioni evolute per aumentare sicurezza, efficienza e competitività industriale.
Nel panorama industriale contemporaneo, la transizione verso soluzioni completamente automatiche non rappresenta più una semplice opzione strategica, ma si è trasformata in una componente essenziale per la sopravvivenza e la crescita delle aziende nel settore delle materie plastiche. Mentre i processi produttivi diventano intrinsecamente più complessi e le normative sulla sicurezza sul lavoro si fanno sempre più stringenti, la capacità di gestire macchinari sofisticati senza la necessità di un intervento umano costante non è più soltanto un vantaggio competitivo: è una necessità operativa imprescindibile. L’implementazione di sistemi automatizzati di ultima generazione permette infatti di abbattere drasticamente i rischi associati alla movimentazione di carichi pesanti, all’esposizione ad ambienti potenzialmente pericolosi e allo stress derivante da compiti
ripetitivi e alienanti, portando a un miglioramento tangibile sia della sicurezza sul posto di lavoro che dell’efficienza operativa globale.
La filosofia di FB Balzanelli: innovazione e Co-Design
Presso FB Balzanelli, la missione va oltre la semplice fornitura di macchinari; l’azienda si impegna a offrire soluzioni di automazione “chiavi in mano” complete, progettate meticolosamente per rispondere alle esigenze specifiche e uniche di ogni singolo cliente. FB Balzanelli crede fermamente che la chiave del successo risieda nella collaborazione profonda. L’approccio distintivo dell’azienda si basa su un processo di co-design proattivo: lavorare a stretto contatto con i responsabili di produzione e gli ingegneri dei clienti per garantire che ogni sistema guidato dalla robotica sia sviluppato, prodotto e integra-
to senza soluzione di continuità all’interno delle linee di produzione, siano esse nuove installazioni o impianti già esistenti che necessitano di un aggiornamento tecnologico (revamping).
Questo metodo di lavoro permette di mappare con precisione i flussi di lavoro e di identificare i colli di bottiglia che frenano la produttività. Attraverso l’analisi dei dati e lo studio del layout di fabbrica, FB Balzanelli è in grado di trasformare una linea di produzione tradizionale in un ecosistema intelligente e interconnesso, dove ogni componente comunica con gli altri in un’ottica di Smart Factory e Industria 4.0.
Tecnologie d’avanguardia per il fine linea
Le soluzioni di FB Balzanelli integrano una gamma vastissima di tecnologie avanzate, coprendo ogni fase del processo produttivo, con un focus particolare sulla gestione del fine linea e della logistica interna. Tra i pilastri della offerta tecnologica troviamo:
1 Pallettizzazione robotizzata: i robot antropomorfi sono progettati per gestire con estrema precisione e velocità diverse tipologie di prodotti in plastica, dai tubi flessibili alle bobine, ottimizzando la disposizione sui pallet per garantire stabilità e massima densità di carico. Questo elimina l’errore umano e previene gli infortuni muscolo-scheletrici derivanti dal sollevamento manuale.
2 Sistemi di reggiatura e avvolgimento automatico: la protezione del prodotto durante il tra-
sporto è fondamentale. I sistemi automatici assicurano che ogni carico sia fissato e sigillato secondo standard di sicurezza elevatissimi, utilizzando materiali in modo efficiente per ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale.
3 Sistemi di buffering e gestione flussi: per evitare interruzioni della produzione, FB Balzanelli implementa sistemi di accumulo dinamico che permettono alla linea di continuare a operare anche in caso di brevi fermi nelle fasi successive, bilanciando perfettamente il ritmo produttivo.
4 Robotica mobile per il magazzino (AGV e AMR): l’integrazione di veicoli a guida autonoma permette il trasporto fluido dei materiali tra le diverse aree dello stabilimento senza l’ausilio di carrelli elevatori guidati da operatori, riducendo drasticamente il rischio di collisioni e ottimizzando i tempi di percorrenza.
Sicurezza, produttività e sostenibilità
Sfruttando queste tecnologie integrate, i sistemi di automazione FB Balzanelli mirano a creare un ambiente di lavoro intrinsecamente più sicuro per il personale. Spostando l’operatore da compiti fisicamente logoranti a ruoli di supervisione e gestione di alto livello, non solo si migliora il benessere dei lavoratori, ma si massimizza anche la produttività e le prestazioni operative generali. Un sistema automatico non conosce stanchezza, garantisce una qualità costante del prodotto finito e permette una tracciabilità totale di ogni singolo pezzo prodotto.
L’obiettivo primario di FB Balzanelli è fornire soluzioni che non si limitino a soddisfare gli standard industriali attuali, ma che siano realmente
Presso FB Balzanelli, la missione va oltre la semplice fornitura di macchinari; l’azienda si impegna a offrire soluzioni di automazione “chiavi in mano” complete, progettate meticolosamente per rispondere alle esigenze specifiche e uniche di ogni singolo cliente
I sistemi automatici assicurano che ogni carico sia fissato e sigillato secondo standard di sicurezza elevatissimi, utilizzando materiali in modo efficiente per ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale
“future-proof”. In un mercato in rapida e costante evoluzione, le aziende devono essere in grado di adattarsi velocemente a nuovi materiali, nuovi formati di packaging e nuove richieste di mercato. Le soluzioni FB Balzanelli sono progettate con un’architettura modulare e flessibile, consentendo aggiornamenti futuri e riconfigurazioni con investimenti contenuti.
Verso il futuro dell’industria delle materie plastiche
Che si tratti di aumentare la capacità produttiva (throughput), ridurre drasticamente i costi operativi legati alla manodopera o elevare i protocolli di sicurezza ai massimi livelli mondiali, FB Balzanelli si dedica con passione alla progettazione
di sistemi di automazione innovativi. L’esperienza decennale dell’azienda le permette di posizionarsi come leader nel settore delle materie plastiche, ma di portare valore aggiunto in ogni settore che richieda precisione, affidabilità e innovazione tecnologica.
Investire nell’automazione con FB Balzanelli significa scegliere un partner strategico capace di guidare la vostra impresa verso una nuova era di efficienza, dove la tecnologia diventa il motore principale per una crescita sostenibile e competitiva su scala globale. La dedizione all’eccellenza ingegneristica e la costante ricerca di nuove frontiere tecnologiche rendono FB Balzanelli il punto di riferimento per chi vuole trasformare le sfide di oggi nelle opportunità di domani.
Automazione adattiva, meccatronica avanzata e motion control
Allo stand A008, padiglione 7 di SPS
Italia 2026, in programma dal 26 al 28 maggio a Parma, i visitatori potranno esplorare il portafoglio B&R completa mente integrato che spazia dal motion control alla meccatronica, dalla robotica aperta alla visione, fino al software di engineering. Poiché tutte le tecnologie B&R interagiscono tra loro in modo nati
vo, sarà possibile sperimentare non solo cosa fanno le macchine, ma soprattutto il valore che l’automazione porta alle li nee produttive: più efficienza, più adat tabilità e meno complessità.
Le innovazioni di B&R da sperimen tare durante l’appuntamento fieristico includono:
Il servoazionamento Acopo M4: con trolla fino a quattro motori in un unico modulo compatto, riducendo in modo significativo ingombro del quadro elet trico, cablaggio e consumi energetici. Le funzionalità di manutenzione predittiva e il supporto nativo OPC UA FX permettono una messa in servizio più rapida e abili tano concetti di macchina plug‑and‑pro duce scalabili.
AcopoStrak con shuttle Metal‑to‑Me tal: gestisce carichi più elevati senza compromessi su velocità e precisione, consentendo design macchina più robu sti anche per le applicazioni più esigenti.
Acopos 6D di nuova generazione: au menta la capacità di carico mantenen
Tecnologie modulari e scalabili per un’automazione efficiente e sostenibile
All’insegna del motto “Creating Automation Solutions. To gether.”, KEBA presenta alla fiera SPS Italia di Parma (26 28 mag gio, padiglione 5, stand L012) nuove soluzioni per un’automazione industriale efficiente e sostenibile. L’attenzione è rivolta alle tec nologie modulari e scalabili che mettono al centro l’apertura, la flessibilità e la collaborazione basata sulla partnership.
La piattaforma Kemro X costituisce la base per una vasta gam ma di possibilità applicative: l’architettura di sistema aperta con sente numerose combinazioni hardware e software e l’integrazio ne di applicazioni di terze parti.
Con l’HMI wireless di sicurezza KeTop T150/T155, KEBA pre senta una nuova generazione di terminali di comando portatili senza fili per macchine e robot. I terminali combinano un funzio namento intuitivo con la sicurezza certificata, fino a SIL 3 / PLe. Il nuovo access point CB42x integra il fieldbus PROFINET/PROFIsa fe, riducendo così la necessità di hardware aggiuntivo.
KEBA KeDrive
Configurator
Con l’AE 550, KEBA porta l’intelligenza artificiale direttamente nelle applicazioni industriali. Questo modulo di espansione com patto consente l’elaborazione in tempo reale delle reti neurali sul controllore e aiuta le aziende ad adottare rapidamente funzioni ba
do una precisione micrometrica e una movimentazione contactless e priva di usura. I cambi formato istantanei ridu cono drasticamente i tempi di cambio produzione e incrementano la flessibilità complessiva della macchina.
Nuova Color Camera con visione sin cronizzata: garantisce un’acquisizione di immagini a colori di alta qualità, coor dinata con movimento e robotica, ren dendo le attività di ispezione e guida più affidabili e precise.
Demo All Adaptive: per una produ zione modulare e riconfigurabile, con cambi formato istantanei e una gestio ne intelligente e specifica per prodotto, che aiuta i clienti a rispondere più rapi damente alle variazioni di mercato e di prodotto.
Software Hub e ACOPOS 6D Laun chPad: consente la messa in servizio vir tuale completa, inclusa la pianificazione del percorso, i controlli di collisione e la convalida del layout, molto prima che l’hardware sia disponibile.
sate sull’IA, come il controllo qualità o la manutenzione predittiva. Con il sistema robotico KeMotion, KEBA dimostra come i robot possano essere integrati completamente nel sistema di controllo delle macchine. Il controllo del movimento, la logica di processo e la gestione dei dati si integrano perfettamente tra loro. Grazie alla piattaforma comune Kemro X, è possibile pianificare, simulare e mettere in funzione programmi e processi in modo efficiente, ga rantendo una maggiore produttività e tempi di sviluppo più brevi. Con il nuovo KeDrive D5, KEBA amplia la propria gamma di azionamenti con un potente servoregolatore monoasse che si in tegra perfettamente nella piattaforma Kemro X. Il sistema convin ce per l’elevata dinamica e precisione con un ingombro minimo ed è adatto a motori sincroni, asincroni, lineari e a coppia.
Intervento di impermeabilizzazione per copertura carrabile
Recentemente il parcheggio multipiano dell’aeroporto internazionale Torino Airport Caselle-Sandro Pertini è stato interessato da un intervento di impermeabilizzazione su una superficie complessiva di 10 mila metri quadrati, con l’obiettivo di proteggere una copertura carrabile sottoposta ogni giorno a traffico continuo, variazioni termiche e sollecitazioni strutturali. Si tratta di un tipo di lavorazione sempre più rilevante per infrastrutture dove la continuità di esercizio impone materiali affidabili e tempi di manutenzione ridotti.
In questo caso la scelta è ricaduta su Derbigum GC, membrana progettata specificamente per opere di genio civile e capace di ricevere direttamente la pavimentazione in asfalto colato. Il diretto contatto tra asfalto e membrana impermeabile è infatti uno dei passaggi più sensibili nelle coperture soggette a traffico: richiede stabilità dimensionale, resistenza alle elevate temperature (l’asfalto colato è posato a 240°C) e durabilità nel lungo periodo. Caratteristiche decisive soprattutto in strutture come l’aeroporto torinese, che ogni anno movimenta circa cinque milioni di passeggeri e oltre 40 mila voli.
Un elemento particolarmente rilevante per chi deve programmare tempi e qualità di cantiere è stata la posa della membrana Derbigum GC con Easy Max, macchina automatica che garantisce elevata adesione del manto impermeabile al supporto in modo uniforme e controllo costante delle saldature. L’utilizzo di jumbo roll da 60 metri ha consentito
inoltre di ridurre il numero delle giunzioni, migliorando la continuità del sistema e accelerando l’esecuzione: un vantaggio concreto quando si interviene su superfici estese e complesse.
Nelle zone più soggette a movimenti strutturali sono stati adottati i giunti Flamline, capaci di assorbire elevate dilatazioni senza compromettere la tenuta del pacchetto impermeabile. Per i dettagli tecnici più delicati (pali luce, impianti e raccordi) sono stati utilizzati prodotti liquidi accessori quali Derbitech Flex e Derbitech Easy Fit, mentre il parapetto esterno a vista è stato rifinito con la membrana Derbicolor FR PV, soluzione che abbina protezione e resa estetica.
TPE con contenuto di riciclato e composti per protezione antincendio
Dal 1948, la fiera Interplas di Birmingham plasma e definisce l’industria britannica delle materie plastiche. Da quest’anno anche Kraiburg TPE parteciperà all’evento e, insieme al partner commerciale di lunga data, Abbey Polymers, il team di esperti accoglierà i visitatori della fiera dal 2 al 4 giugno presso il National Exhibition Centre di Birmingham, Padiglione 9, Stand T28.
La fondazione di Kraiburg TPE UK Ltd. nel giugno 2024 sottolinea l’elevata importanza strategica che Kraiburg TPE attribuisce al mercato britannico.
In qualità di specialista in soluzioni per materiali, Kraiburg TPE adotta un approccio che si estende ben oltre i confini dei
singoli settori. Oltre alla presentazione del proprio portafoglio, in occasione della partecipazione alla fiera, Kraiburg TPE UK Ltd. porrà l’accento su altri due punti focali. Tra questi figura la presentazione della gamma di prodotti a base di riciclato per il mercato automobilistico, che combina un ampio spettro di applicazioni con una percentuale di riciclato fino al 77%. Questi TPE con contenuto di riciclato sono stati realizzati su misura per le esigenze del mercato automobilistico e coprono l’intero spettro di durezza da 20 a 95 Shore A. Si prestano a molteplici applicazioni negli interni e negli esterni, nonché nel gruppo propulsore dei veicoli.
Come secondo punto focale del-
la fiera, Kraiburg TPE presenterà la nuova serie FR3. Questi composti soddisfano elevati requisiti di sicurezza antincendio nei loro ambiti di applicazione, come previsto, ad esempio, dalla norma europea DIN EN 45545-2 per le applicazioni
ferroviarie. Oltre alla specifica idoneità alla protezione antincendio, i TPE della serie FR3 presentano ulteriori caratteristiche tecniche che li rendono particolarmente adatti all’impiego in ambienti con elevati requisiti di sicurezza.
Materiali ad alte prestazioni e sostenibili per mercati strategici
A Plast 2026, RadiciGroup presenta soluzioni avanzate e a basso impatto ambientale per il settore elettrico/elettronico, mobilità elettrica e idrotermosanitario. Tra approccio globale e attenzione al cliente, emerge una sfida cruciale: innovare la progettazione e accelerare il passaggio dal metallo ai tecnopolimeri.
di Eva De Vecchis e Alessandro Bignami
In un contesto internazionale sempre più instabile, tra tensioni geopolitiche e criticità nella supply chain, il settore dei tecnopolimeri si trova ad affrontare sfide complesse, ma anche nuove opportunità per le aziende più avanzate. In vista di Plast 2026, RadiciGroup High Performance Polymers – esperta nella produzione di tecnopolimeri a uso ingegneristico – rivolge la sua attenzione ad alcuni settori chiave. Dal settore elettrico/elettronico, all’automotive, fino all’idrotermosanitario, le soluzioni presentate combinano alte prestazioni, personalizzazione, riduzione dell’impatto ambientale anche con prodotti da riciclo meccanico e bio-based. Ma il messaggio va oltre il prodotto: al centro ci sono la competenza progettuale e la capacità di collaborare con i partner per ripensare i componenti.
La sfida più grande, oggi, non è solo tecnica. È culturale: convincere chi utilizza ancora metalli, come l’alluminio o l’ottone, a cambiare approccio e adottare i tecnopolimeri come alternativa concreta e sostenibile. Ne abbiamo parlato, alla vigilia di Plast 2026, con Erico Spini, Global Marketing Manager di RadiciGroup High Per-
formance Polymers, oltre che uno dei massimi esperti italiani di metal replacement.
Ingegner Spini, come state preparando l’edizione di Plast 2026 a Milano e su quali settori applicativi vi concentrerete?
“Il messaggio principale che vogliamo portare in fiera verterà sui materiali innovativi e prestazionali per i mercati strategici, con un’attenzione particolare alla sostenibilità che, soprattutto nel contesto europeo, resta uno dei driver principali.
In primo luogo, nel settore elettrico/elettronico, presenteremo un sistema per la distribuzione dell’energia, composto da più elementi. All’interno di questo sistema introduciamo i nostri prodotti più recenti e innovativi: materiali ritardanti di fiamma in diverse versioni. Parliamo di poliammidi su base PA66 e PPA che vanno da versioni non caricate e caricate fibra vetro, personalizzate nel colore, fino a poliftalammidi per applicazioni ancora più prestazionali. Questi prodotti appartengono alla serie Radiflam®, che rappresenta il nostro brand per
Erico Spini, Global Marketing Manager di RadiciGroup High Performance Polymers
compound termoplastici ritardanti alla fiamma: Radiflam® A FRX, una poliammide 66 con elevata prestazione termica in colorazione grigia; Radiflam® ARV300HF e ARV350HF, anch’essi personalizzati in grigio per il cliente; e Radiflam® Aestus T2 RV300HF, una poliftalammide con il 30% di fibra di vetro, in una tonalità grigio grafite adatta per componenti soggetti a sollecitazioni elettriche e termiche elevate. Tutti i prodotti sono esenti da alogeni e fosforo rosso.
Molte soluzioni che selezioneremo per la fiera sono il risultato dell’esperienza e competenza
della nostra Ricerca e Sviluppo e formulati su misura per il cliente. Vogliamo mettere in evidenza non solo la conoscenza nella progettazione dei materiali, ma anche la flessibilità, che è una delle caratteristiche principali del nostro modo di operare.
Per noi il settore elettrico/elettronico è strategico e lo vediamo in crescita nei prossimi anni. Per questo stiamo investendo in una gamma di prodotti certificati secondo i principali standard internazionali”.
Restando nel settore elettrico, da tempo sviluppate soluzioni avanzate per la mobilità sostenibile. A che punto siete su questo fronte?
“Sappiamo bene che il mercato dell’auto elettrica in Europa non sta avanzando rapidamente, in Italia in particolare. Tuttavia, riteniamo che il futuro vada in quella direzione. Per questo presenteremo un dimostratore, che tra l’altro
ha ricevuto un riconoscimento dalla Society of Plastics Engineers lo scorso anno: un supporto per modulo batteria realizzato con un materiale Renycle® in una versione speciale ritardante alla fiamma. Abbiamo collaborato con
partner che si sono occupati della progettazione del sistema, mentre noi abbiamo contribuito con la scelta del materiale, tenendo conto della sua sostenibilità. Il materiale utilizzato, Renycle® S GF 2501 HF0 in colorazione nera, contiene una quota di polimero riciclato e presenta un impatto ambientale inferiore rispetto a un prodotto equivalente di prima scelta. È stato sottoposto a vari test meccanici, che ha superato con risultati molto positivi. Quello che porteremo in fiera è quindi un dimostratore, un esempio concreto di ciò che si può ottenere con questi materiali.
In generale, per quanto riguarda il marchio Renycle®, oggi disponiamo di una gamma molto ampia di prodotti da riciclo meccanico che sono già utilizzati per la produzione di serie, soprattutto nei settori automotive e arredo d’ufficio”.
Esporrete in fiera qualche applicazione legata ai veicoli elettrici?
“Sì, presenteremo un ‘personal transporter auto-bilanciante’, un veicolo elettrico a due ruote progettato per ridefinire gli standard di mobilità, dal settore medicale alla micromobilità urbana. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Genny Factory SA, che ha disegnato e prodotto il veicolo, e Acerbis,
Manifold
Il modulo batteria per auto elettriche, realizzato con poliammide da riciclo meccanico Renycle®
specializzata nello stampaggio di componenti con tecnopolimeri.
È una soluzione innovativa, inclusiva e sostenibile che rappresenta un esempio significativo di collaborazione concreta tra partner. Per questo veicolo, con i nostri tecnopolimeri siamo riusciti a ottenere una riduzione di peso del 45% rispetto alla versione precedente in metallo. Abbiamo sostituito sia componenti strutturali sia componenti estetici. Per la seduta abbiamo utilizzato Radistrong®, dalle elevate proprietà meccaniche, con il 50% di fibra di vetro e stabilizzazione UV. Per il redesign del telaio dal metallo alla plastica abbiamo lavorato con una poliammide 6 con il 30% di fibra di vetro. Per la carrozzeria esterna è stato usato un materiale della serie Radilon® Mixloy, una lega PA6/ABS, disponibile in diverse colorazioni e testata per resistenza ai raggi UV, al fine di garantire l’integrità del prodotto per esposizione in ambiente esterno. Il cambio da metallo a tecnopolimero, oltre alla riduzione del peso, ha permesso un miglioramento sia nel design che nelle prestazioni. Si tratta di un esempio chiaro di ciò che possiamo fare anche in altri settori dove il metallo è ancora ampiamente utilizzato. In fiera siamo disponibili per approfondire con i nostri partners e con i visitatori il concetto di metal replacement. La sua sostenibilità va compresa analizzando l’in-
tero ciclo di vita dei prodotti: a partire dal consumo energetico generato nella fase di produzione dei componenti e, per i veicoli, il maggior consumo di energia causato dal maggior peso degli stessi quando si utilizzano i metalli. La riduzione complessiva dell’impatto ambientale può raggiungere il 20-30%”.
Cosa ci può dire invece delle vostre applicazioni nel settore idrotermosanitario?
“È un altro ambito per noi strategico. Presenteremo componenti realizzati con i nostri prodotti di punta, come Radistrong® Aroma e Radilon® Aestus T1, di cui recentemente abbiamo aggiornato l’omologazione secondo la normativa tedesca KTW-BWGL, per il contatto con acqua potabile fino a 85°C. Stiamo anche promuovendo un prodotto parzialmente bio-based, Radilon® D del marchio Bionside®. Oggi disponiamo di un numero significativo di certificazioni e vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra presenza in questo settore. Per affermarsi in questo ambito, infatti, sono necessarie omologazioni rigorose e una caratterizzazione tecnica molto approfondita, perché si tratta di componenti d’alta gamma che devono sostituire in molti casi i metalli e che devono quindi garantire una durata fino a diversi decenni. L’o-
Il veicolo elettrico auto-bilanciante a due ruote Genny Zero, nato dalla collaborazione tra Genny Factory SA, RadiciGroup e Acerbis
biettivo è proprio quello di sostituire progressivamente materiali come l’ottone, che spesso contiene piombo, per migliorarne la lavorabilità ed è quindi oggi sotto osservazione per motivi di tossicità e sicurezza. Anche in questo caso lavoriamo su materiali ad alte prestazioni, spesso rinforzati con fibra di vetro, per soddisfare i requisiti tipici del settore idrotermosanitario.
In sintesi, al Plast porteremo un concentrato del nostro know-how, sempre più orientato a coniugare innovazione, alte prestazioni e sostenibilità, come richiesto dai mercati internazionali oggi più strategici”.
di RadiciGroup
Schiuma strutturale versatile per sport ad alte prestazioni
Maricell, società con oltre 40 anni di esperienza, produttore italiano specializzato nel settore dei materiali d’anima per compositi, ha partecipato al JEC World 2026, evento internazionale dedicato ai materiali compositi.
Dopo il successo dell’edizione precedente, l’azienda è stata presente con una sessione tecnica dal titolo: “Maricell: Top-Tier Core in Competitive Sports”. L’intervento è stato dedicato agli aggiornamenti sulle performance meccaniche e alle più recenti applicazioni ambiziose di MYcell, la schiuma strutturale firmata Maricell.
MYcell è una soluzione d’anima strutturale versatile, progettata per soddisfare le esigenze di molteplici settori applicativi: dal subsea e marine fino all’aerospazio e agli sport ad alte prestazioni. La sua adattabilità e le elevate caratteristiche meccaniche la rendono il materiale ideale per affrontare le sfide più competitive nel mondo dei materiali compositi. Bob, canoe, sci, tavole da surf, catamarani: ogni disciplina rappresenta un banco di prova estremo in cui leggerezza, resistenza e affidabilità strutturale sono determinanti. In questi contesti, MYcell dimostra di essere un
top-tier core, capace di offrire performance elevate anche nelle condizioni più impegnative.
Durante la sessione tecnica sono stati presentati gli aggiornamenti sulle prestazioni meccaniche di MYcell e non mancheranno novità sulle più recenti applicazioni in ambito sportivo ad alta competitività, tra cui alcuni case history che dimostrano la capacità del materiale di rispondere a requisiti strutturali sempre più sfidanti.
Tecnologia WIT e hot runner per biciclette leggere per ragazzi
Le biciclette per ragazzi li:on di Kids Bike Revolution, azienda con sede a Markdorf, stabiliscono nuovi standard nel settore combinando elevata sicurezza e stabilità con peso ridotto, oltre a design e produzione sostenibili. Un elemento chiave sono i telai, disponibili in due misure, realizzati in Fibrit, una poliammide rinforzata con il 40% di fibre di carbonio riciclate, leggera e riciclabile. Weber Fibertech, anch’essa con sede a Markdorf, produce i telai utilizzando una versione modificata
della tecnologia di iniezione d’acqua (WIT) e il suo processo brevettato E-LFT, insieme alla tecnologia hot runner servoassistita FLEXflow HRS di Oerlikon HRSflow.
PME fluidtec, società controllata da Weber Fibertech e fornitore globale di macchine e sistemi di iniezione per stampaggio assistito da fluidi con sede a Ettenheim, in Germania, ha sviluppato la tecnologia WIT.
La pressa a iniezione MX 1600 utilizzata per l’applicazione è prodotta da KraussMaffei.
Nel processo WIT, lo stampo viene inizialmente riempito con materiale fuso. Subito dopo, un getto d’acqua colpisce il nucleo ancora liquido del pezzo in direzione opposta all’iniezione, spingendo il materiale in eccesso nuovamente verso l’unità di alimentazione della pressa. Questo consente di risparmiare materiale senza compromettere la rigidità del telaio tubolare. Il processo richiede però un controllo estremamente complesso dell’apertura e chiusura degli ugelli di iniezione nelle diverse fasi della lavorazione.
FLEXflow HRS soddisfa questi requisiti ed è stato determinante per il successo del progetto.
Rispetto allo stampaggio convenzionale con canale caldo, la combinazione tra tecnologia WIT e hot runner, insieme all’unità di controllo flessibile dei sistemi servoassistiti FLEXflow HRS, offre vantaggi significativi.
La soluzione consente una regolazione e un monitoraggio indipendenti e precisi della corsa degli aghi e della velocità di movimento di tutti gli ugelli integrati nello stampo. In questo modo è possibile controllare con precisione i cicli di apertura e chiusura e il flusso del materiale fuso, compensare differenti percorsi di flusso e posizionare strategicamente le linee di saldatura. Questa flessibilità è disponibile sia durante l’iniezione nella cavità sia nella fase specifica del WIT, in cui il materiale fuso viene reindirizzato per essere immediatamente riutilizzato nel ciclo successivo. Non sono necessarie cavità di overflow separate, eliminando così la perdita di materiale normalmente associata.
In questo numero abbiamo parlato di... (in nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie)
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RadiciGroup develops advanced thermoplastic materials targeted at safe, reliable and sustainable applications. For the transportation sector – from rail to maritime and urban mobility, we offer custom, lightweight, high-performance
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responsibility drive every transport solution.
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High-performance polymers for every mobility need.
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Connect with our experts today: info.plastics@radicigroup.com
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