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Novembre/Dicembre 2025 N. 5 ICF - RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA Interprogetti Editori S.r.l.
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Sommario
INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA RIVISTA DELL’
CONSULENZA Le affinità elettive tra farmaci e cosmetici
MACCHINE Così sta cambiando il packaging farmaceutico
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ANNOXVI NUMERO5 NOVEMBRE/DICEMBRE2025
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La chimica dei valori per orientarsi fra le incertezze
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Lo stabilimento chimico-farmaceutico a difesa dell’Italia
Le affinità elettive tra farmaci e cosmetici
Attualità
Appuntamenti
Ricerca
Industria farmaceutica
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Energia
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Formazione
Consulenza
Attualità
Prevenzione: l’investimento più strategico per la sanità
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Sommario
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Applicazioni medicali
Sistemi adesivi progettati per i dispositivi medicali
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Sicurezza
Transizione digitale
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Quando la visibilità rende più sicuri
Gestione degli asset: vincere la partita in quattro mosse
Macchine
Dosaggio chiavi in mano
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Applicazioni medicali
Tracciabilità e identificazione lungo la filiera life science
Robotica
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Controllo contaminazione e digitale: le nuove sfide della robotica per il pharma
Sicurezza
Componenti
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Elenco inserzionisti
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Transizione digitale
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Strumentazione
Sicurezza
“L’industria chimica è uno dei settori più sensibili al costo energetico, in quanto utilizza le fonti fossili sia a fini energetici sia come materia prima: nell’Ue il prezzo dell’energia è più elevato rispetto ad altre aree economiche rilevanti, determinando un contesto comunitario sfavorevole. Particolarmente critica è la situazione dell’Italia, dove i prezzi dell’energia elettrica sono i più alti in Europa”. Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, pagina 10
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Editoriale
L’industria delle industrie di Alessandro Bignami
La chimica viene definita l’industria delle industrie. Essendo presente nel 95% dei manufatti, incide infatti su quasi tutti i settori, con un effetto moltiplicatore sull’intera economia. Secondo i dati diffusi da Federchimica nell’annuale assemblea, 100 euro investiti in valore aggiunto nella chimica attivano 232 euro lungo le altre filiere. Ma soprattutto, nonostante le incertezze globali e il rallentamento della produzione, la chimica continua a proporsi come un riferimento dell’industria moderna, puntando forse come nessun altro settore su valori come la transizione ambientale, la responsabilità sociale, la sicurezza, le buone relazioni con i sindacati. Valori che non vengono attestati da campagne di marketing, ma dai dati. Negli ultimi 35 anni la chimica ha dimezzato i consumi energetici e ha abbattuto le emissioni dirette di gas serra del 70%, quindi ben oltre la già ambiziosa asticella del -55% chiesto dall’Europa entro il 2030. L’incidenza degli infortuni è inferiore del 40% alla media manifatturiera e il loro numero, a parità di ore lavorate, è calato dell’80% dal 1990. Passi avanti anche nell’economia circolare: la filiera chimica destina al riciclo il
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49% dei rifiuti, mentre nel 2015 era il 23%. Infine il contratto nazionale è stato rinnovato prima della scadenza naturale, favorendo pace sociale e benessere dei lavoratori. Questi sono i valori a cui il presidente di Federchimica Francesco Buzzella ha invitato a guardare durante l’assemblea, mostrando ancora una volta come il settore abbia saputo migliorarsi e assumere una crescente responsabilità ambientale e sociale. Un’evoluzione proseguita anche in questi anni molto complessi, in cui la cosiddetta policrisi ha messo a dura a prova le produzioni chimiche europee e ridimensionato o chiuso diversi stabilimenti. Per frenare la deindustrializzazione, secondo Buzzella una delle priorità da affrontare è il tema energetico, a cui la chimica è legata a doppio filo, usando le fonti fossili sia come risorsa di energia sia di materia prima. A suo avviso un quadro normativo che punti sulla neutralità tecnologica, con un uso sostenibile delle fonti, non definibili buone o cattive in sé, è la strada da seguire. Si tratta di una questione più che mai urgente per l’Italia, dove il prezzo dell’energia è stabilmente tra i più alti d’Europa.
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Attualità
Air Liquide acquisisce NovaAir e si rafforza in India Air Liquide ha raggiunto un accordo per acquisire NovaAir, uno dei principali produttori e fornitori di gas industriali in India, dal fondo di private equity PAG, focalizzato sull’Asia. Questa acquisizione rappresenta un nuovo investimento del Gruppo nel Paese e una tappa strategica nella sua crescita in India. Fondata nel 2019, NovaAir è una piattaforma completa che fornisce gas industriali in forma liquida, gas speciali critici e servizi onsite, oltre a supporto EPC, ai propri clienti nelle principali regioni industriali dell’India orientale e meridionale. L’acquisizione di NovaAir completa così le attività già esistenti di Air Liquide nel Nord e nell’Ovest del Paese, portando con sé un ampio portafoglio di progetti gestiti da un team esperto. Grazie a questa operazione, l’espansione geografica rafforzerà significativamente la presenza di Air Liquide nel mercato industriale merchant, consentendole di servire meglio i clienti nei settori in crescita dell’automotive, dei metalli, dell’elettronica e della sanità. Questa acquisizione segue una serie di investimenti recenti di Air
Liquide in India, sottolineando l’impegno del Gruppo a investire nelle opportunità di crescita a lungo termine del mercato indiano. Air Liquide è presente in India dal 1992 e ha ambizioni solide nel Paese. Le attività del Gruppo in India comprendono la fornitura di gas industriali e medicali, servizi di ingegneria e costruzione, la produzione di apparecchiature criogeniche, sistemi medicali per l’assistenza sanitaria e lo sviluppo di ingredienti chimici speciali. “Questa acquisizione rappresenta un nuovo passo nel nostro sviluppo in India”, ha dichiarato Emilie Mouren-Renouard, membro del Comitato Esecutivo di Air Liquide, responsabile anche della supervisione delle attività in India. “Dimostra il nostro impegno a lungo termine nel sostenere lo sviluppo industriale e sanitario del Paese. L’operazione aumenterà in modo significativo la nostra capacità di servire clienti, dalle piccole e medie imprese ai grandi gruppi industriali, su un’area geografica più vasta. È un’ulteriore dimostrazione del potenziale di crescita del Gruppo”.
Endress+Hauser: nuovo stabilimento a Nesselwang Il Gruppo Endress+Hauser ha inaugurato un nuovo centro di sviluppo e produzione per dispositivi di misura della temperatura e prodotti di sistema nella sua sede di Nesselwang, nella regione dell’Algovia, nella Germania meridionale. La nuova struttura rafforza ulteriormente l’impegno dell’azienda nei confronti della regione e amplia la sua rete globale. Endress+Hauser Temperature+System Products ha investito circa 17 milioni
di euro nella nuova struttura. L’edificio di quattro piani è totalmente carbon neutral grazie a sistemi energetici rispettosi del clima basati sul calore geotermico e sull’energia solare. Ciò dimostra l’impegno a lungo termine dell’azienda e rappresenta un contributo attivo alla gestione responsabile delle risorse. Gli uffici di nuova costruzione della struttura ospitano circa 150 dipendenti. Sono progettati per essere versatili e offrono una combinazione di spazi tranquilli e aree di lavoro collaborative. Per i dipendenti rappresentano l’ambiente ideale per sviluppare idee e realizzare innovazioni. Ulteriore spazio per l’interazione produttiva è offerto dal nuovo ristorante per il personale al piano terra. La nuova struttura nel suo complesso ha aumentato la superficie utile del sito di 3.500 metri quadrati. “Questo investimento fa parte della nostra strategia volta ad ampliare la posizione di mercato come at-
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tore globale e a rafforzare ulteriormente la nostra attrattiva come datore di lavoro innovativo nella regione dell’Algovia”, ha affermato Harald Hertweck, amministratore delegato di Endress+Hauser Temperature+System Products. “In quanto azienda a conduzione familiare, pensiamo e agiamo in una prospettiva di lungo periodo”, dichiara il Ceo del Gruppo, Peter Selders. “Puntiamo a un successo sostenibile. Per questo investiamo costantemente nella nostra rete globale di produzione e vendita”. Endress+Hauser Temperature+System Products è uno dei principali produttori mondiali di strumenti di misura della temperatura e prodotti di sistema. Impiega oltre 800 dipendenti in tutto il mondo, con sedi in Germania, Italia, Stati Uniti, Cina e India. Circa 450 di questi dipendenti lavorano nella sede principale dell’azienda a Nesselwang, in Germania. Il Gruppo Endress+Hauser nel suo complesso impiega oltre 17.000 persone in tutto il mondo.
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Attualità
La chimica dei valori per orientarsi fra le incertezze Il presidente di Federchimica Buzzella all’assemblea annuale: “Per garantire competitività e scongiurare una desertificazione industriale serve intervenire su costo dell’energia, semplificazione e transizione ambientale”.
“I
n un mondo in subbuglio, alla ricerca di nuovi equilibri geopolitici, economici, finanziari e purtroppo anche militari, i nostri valori sono la bussola indispensabile per navigare in acque incerte. Ecco perché abbiamo dato il titolo ’La chimica dei valori’ all’edizione 2025 della nostra as-
semblea pubblica”. Così Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, ha introdotto l’annuale assemblea della Federazione nazionale dell’industria chimica, tenutasi a ottobre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Nonostante lo scenario critico nel quale si trova ad agire, l’industria chimica continua a creare valore eco-
nomico, ambientale e sociale, grazie ad uno sforzo di trasformazione determinato e costante nel tempo, che promuove il pensiero scientifico. Un approccio che ha consentito di dar vita ad una identità evoluta della chimica. La chimica è fondamentale per la transizione ambientale: ha abbattuto negli ultimi trent’anni il 70% delle emissioni dirette di gas serra e dimezzato i consumi energetici. Il riciclo è diventato inoltre la prima modalità di smaltimento dei rifiuti prodotti, toccando la metà del totale e facendo dell’Italia un riferimento internazionale. Il settore impiega oltre 113.000 addetti altamente qualificati: i laureati sono il 27%, il doppio rispetto alla media del manifatturiero. Si è davanti a una creazione di valore sociale a cui contribuiscono il sistema partecipativo di relazioni industriali e un contratto collettivo nazionale di lavoro rinnovato quest’anno, prima della naturale scadenza, che garantiscono pace sociale nelle imprese e benessere per le persone che vi lavorano. Considerando il valore economico, con 65 miliardi di euro di fatturato nel 2024, la chimica è la quinta industria del Paese e il terzo produttore europeo. Conta più di 2.800 imprese, di cui il 70% PMI. La chimica è presente nel 95% dei manufatti e ha un effetto pervasivo e moltiplicatore su tutta l’economia: ogni 100 euro di valore aggiunto nella chimica ne attivano ulteriori 232 lungo tutte le filiere. Nel contesto attuale, caratterizza-
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Attualità to da incertezza, tensioni geopolitiL’intervento del presidente di che, scarsa competitività e debolezFederchimica za generale della domanda industriaFrancesco le, per il settore chimico si prospetBuzzella ta il quarto anno consecutivo di caall’assemblea lo di produzione: -1,5% per il 2025. 2025 a Milano “A stravolgere il paradigma delle consolidate sicurezze europee provvedono anche Stati Uniti e Cina”, ha precisato Buzzella. “Da un lato la nuova ondata di protezionismo americano, con i dazi che incidono in maniera consistente sul nostro settore (l’export supera i 40 miliardi di euro e gli Stati Uniti rappresentano il quarto mercato di esportazioni, con una neutralità tecnologica: non esistono dale, istituzionale e personale”, ha quota del 7%), caratterizzato da una fonti buoni o cattive per definizio- concluso il presidente. forte internazionalizzazione. Dall’al- ne. L’innovazione permetterà di uti- Nel corso dell’assemblea sono intertro la sovracapacità produttiva del- lizzarle tutte in modo più sostenibi- venuti Raffaele Fitto, vicepresidente la Cina che opera in un contesto ta- le”, ha continuato Buzzella. esecutivo per la Coesione e le riforme le da beneficiare di una asimmetria “Le opportunità offerte dal Clean In- della Commissione europea; Gilbercompetitiva, tanto che dal 2021 ai dustrial Deal e dal Piano di Azione to Pichetto Fratin, ministro dell’Amprimi otto mesi del 2025 la quota per l’Industria Chimica Europea sono biente e della sicurezza energetica; cinese sull’import italiano di chimi- troppo importanti per essere spreca- Giovanna Iannantuoni, presidenca è passata dal 6 al 17%. La chimi- te. Il Governo deve supportare l’in- te della Fondazione Bicocca; Masca è quindi un vero e proprio motore dustria chimica in questo percorso, simo Polidoro, divulgatore scientifidi sviluppo per il benessere colletti- con l’obiettivo comune di persegui- co; Chicco Testa, esperto di energia >Ă ĐŚŝŵŝĐĂ – ĐŽŶ Ɖŝƶ Ěŝ Ϯ͘ϴϬϬ ŝŵƉƌĞƐĞ͕ ŽůƚƌĞ ϭϭϯ ŵŝůĂ ĂĚĚĞƚƚŝ ĂůƚĂŵĞŶƚĞ ƋƵĂůŝĨŝĐĂƚŝ Ğ ϲϱ ŵŝůŝĂƌĚŝ Ěŝ vo e la crescitaĞƵƌŽ Ěŝ ĨĂƚƚƵƌĂƚŽ ƌĞĂůŝnjnjĂƚŝ ŶĞů ϮϬϮϰ – ğ ůĂ ƋƵŝŶƚĂ ŝŶĚƵƐƚƌŝĂ ĚĞů WĂĞƐĞ. del Paese. Per tutelar- re un’economia sostenibile, compe- e ambiente; Antonella Sberna, viceL’Italia rappresenta il terzo ne la competitività – ha sottolinea- titiva e con una solida prospettiva presidente del Parlamento europeo; ƉƌŽĚƵƚƚŽƌĞ ĞƵƌŽƉĞŽ Ğ͕ ƉĞƌ ĚŝǀĞƌƐĞ ƉƌŽĚƵnjŝŽŶŝ ƐƉĞĐŝĂůŝƐƚŝĐŚĞ͕ ƌŝǀĞƐƚĞ ƉŽƐŝnjŝŽŶŝ ĂŶĐŚĞ Ɖŝƶ ƐŝŐŶŝĨŝĐĂƚŝǀĞ͘ to Buzzella nella sua relazione – ser- di crescita. L’industria chimica è fra Tommaso Foti, ministro per gli Affave intervenire su costo dell’energia, i settori manifatturieri più normati. Ancora e semplificapiù rilevante è l’effetto La semplificazione è una necessità transizione ambientale sia sulle procedure nazionali sia su zione, condizioni necessarie per eviŵŽůƚŝƉůŝĐĂƚŝǀŽ Ğ ĂůƚĂŵĞŶƚĞ ƉĞƌǀĂƐŝǀŽ I numeri della chimica in Italia (anno 2024) quelle europee. I tempi tare il rischio del di una desertificazione settore sull’intera economia di autorizindustriale. Per l’industria chimica il zazione per impianti e prodotti ponŝƚĂůŝĂŶĂ͗ ϭϬϬ ĞƵƌŽ Ěŝ ǀĂůŽƌĞ ĂŐŐŝƵŶƚŽ tema dell’energia è prioritario: il no- gono spesso la nostra industria fuori Valore della produzione (miliardi di euro) 65,0 dalla competizione rispetto al merstro è uno deiŶĞůůĂ settori più sensibili ŶĞ al ĂƚƚŝǀĂŶŽ ĐŚŝŵŝĐĂ Ăůƚƌŝ ϮϯϮ - di cui esportazioni (miliardi di euro) 40,6 cato europeo e internazionale suo costo, in ůƵŶŐŽ quanto utilizza fon- ĨŝůŝĞƌĞ ƚƵƚƚĞ le ůĞ ĐŽůůĞŐĂƚĞ͘ >Ă e riduImprese (numero) 2.849 ti fossili sia a fini energetici sia co- cono l’attrattività degli investimenti chimica è, infatti, “l’industria delle me materia prima: nell’Unione euro- nel Paese. Serve un quadro normatiAddetti (migliaia) 113,6 industrie”: ŝ ƐƵŽŝ vo che ƉƌŽĚŽƚƚŝ ƐŽŶŽ la trasappia accompagnare pea il prezzo dell’energia è più elevaQuota di laureati 27% sformazione e ambientale to rispetto adĐŽŵƉŽŶĞŶƚŝ altre aree economiche ĞƐƐĞŶnjŝĂůŝ ĚĞů industriale ϵϱй ĚĞŝ Quota di contratti a tempo indeterminato 96% rilevanti, determinando un contesto con strumenti semplici, chiari e acŵĂŶƵĨĂƚƚŝ ƵƚŝůŝnjnjĂƚŝ ƉĞƌ ƐŽĚĚŝƐĨĂƌĞ Spese in ricerca e innovazione (milioni di euro) 862 comunitario sfavorevole. Particolar- cessibili. Queste le istanze sulle quaŽŐŶŝ ĞƐŝŐĞŶnjĂ͕ ĚĂůůĂ ŵŽďŝůŝƚă ĂůůĂ 8% Personale R&S / addetti mente critica è la situazione italia- li imprese e istituzioni possono opeinsieme con pragmatismo per la na, per la quale i prezzidall’abitare dell’energia rare salute, all’alimentazione, Var. emissioni di gas serra (dal 1990) -70% elettrica sonoĚĂů ǀĞƐƚŝƌĞ Ăů ĐŽŵƵŶŝĐĂƌĞ͘ i più alti in Europa. tutela del settore e garantire così un Quota di riciclo (sul totale dei rifiuti) 49% Per contrastare il processo di deindu- ritorno alla competitività. Investire strializzazione già in atto, è necessa- oggi con coraggio significa costruiFonte: Istat, ISPRA, Federchimica ŶĐŚĞ che ŐƌĂnjŝĞ ƐƵŽ ŝŵƉĞŐŶŽ il nostro domani, sulŝŶ piano azienrio un quadro normativo premi laĂů re
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ƌŝĐĞƌĐĂ Ğ ŝŶŶŽǀĂnjŝŽŶĞ ;ŽůƚƌĞ ϴϲϬ milioni di euro all’anno e 8% del personale dedicato a R&S), la chimica ha saputo coniugare valore Novembre/Dicembre 2025 RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA icf 11 ĞĐŽŶŽŵŝĐŽ͕ ƐŽĐŝĂůĞ Ğ ĂŵďŝĞŶƚĂůĞ ĐŽŶ ƌŝƐƵůƚĂƚŝ Ěŝ ĞĐĐĞůůĞŶnjĂ͘ >Ğ ĞŵŝƐƐŝŽŶŝ Ěŝ ŐĂƐ ƐĞƌƌĂ ƐŽŶŽ ƐƚĂƚĞ ƌŝĚŽƚƚĞ ĚĞů ϳϬй ĚĂů ϭϵϵϬ Ğ ŝů ƌŝĐŝĐůŽ ğ ůĂ ƉƌŝŵĂ ŵŽĚĂůŝƚă Ěŝ ƚƌĂƚƚĂŵĞŶƚŽ ĚĞŝ ƌŝĨŝƵƚŝ ĐŽŶ ƵŶĂ ƋƵŽƚĂ ŽƌŵĂŝ ƉƌŽƐƐŝŵĂ Ăů ϱϬй͘
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Attualità
Il Cefic, l’associazione europea delle ri europei, Il PNRR e le politiche di ĂnjŝĞŶĚĞ ĐŚŝŵŝĐŚĞ͕ ĐŽŶƐŝĚĞƌĂ Ă ƌŝƐĐŚŝŽ Produzione chimica in Italia e in Germania, coesione ed Emanuele Orsini, presiĐŚŝƵƐƵƌĂ ϯϱϬ ĐŽŵƉůĞƐƐŝ ŝŶĚƵƐƚƌŝĂůŝ industriale in Italia (indici 2018=100) dente di Confindustria. ĐŚŝŵŝĐŝ ŶĞŝ ƉƌŽƐƐŝŵŝ ƋƵĂƚƚƌŽ ĂŶŶŝ͕ ĐŽŶ 110 La produzione chimica in Italia 105 ůĂ ƉĞƌĚŝƚĂ Ěŝ ϮϬϬ͘ϬϬϬ ƉŽƐƚŝ Ěŝ ůĂǀŽƌŽ non riparte 100 ĚŝƌĞƚƚŝ Ğ ϭϱ ŵŝůŝĂƌĚŝ Ěŝ ĞƵƌŽ Ěŝ ǀĂůŽƌĞ Con più di 2.800 imprese, oltre 113 95 Industria Italia mila addetti e 65 miliardi di euro di 90 ĂŐŐŝƵŶƚŽ͘ YƵĞƐƚŽ ƐŝŐŶŝĨŝĐŚĞƌĞďďĞ Chimica Italia realizzati nel 2024, la chi85 ĐŽŵƉƌŽŵĞƚƚĞƌĞ fatturato ůĞ ƉƌŽƐƉĞƚƚŝǀĞ Ěŝ mica è la quinta industria del Paese. 80 Chimica Germania ĐƌĞƐĐŝƚĂ͕ ŶŽŶ ƐŽůŽ ĚĞů ƐĞƚƚŽƌĞ ĐŚŝŵŝĐŽ L’Italia rappresenta il terzo produtto75 re europeo e, per diverse produzioni 70 ma dell’intera manifattura ĞƵƌŽƉĞĂ͕ Ğ 2025 2019 2021 2023 specialistiche, riveste posizioni anŝŵƉŽƌƚĂƌĞ ŵĂƐƐŝĐĐĞ ƋƵĂŶƚŝƚă Ěŝ K Ϯ che più significative. Var. % 2023 2024 2022 2026 2025 rilevante è l’effetto ƐŽƚƚŽ ĨŽƌŵĂ Ěŝ Ancora ďĞŶŝ più ƉƌŽǀĞŶŝĞŶƚŝ ĚĂ moltiplicativo e altamente pervasivo del Produzione WĂĞƐŝ ĐŽŶ ƐƚĂŶĚĂƌĚ ĂŵďŝĞŶƚĂůŝ ŵĞŶŽ +0,5 -4,2 -6,7 -0,5 -1,5 chimica in Italia settore sull’intera economia italiana: ƌŝŐŽƌŽƐŝ͘ 100 euro di valore aggiunto nella chiFonte: Eurostat, Federchimica mica ne attivano altri 232 lungo tut te le filiere collegate. La chimica è, /Ŷ ƵŶŽ ƐĐĞŶĂƌŝŽ Ěŝ “l’industria ƚĞŶƐŝŽŶŝ infatti, delleŐĞŽͲ industrie”: stante un anticipo degli acquisti in anni, con la perdita di 200.000 posti i suoi prodotti componentiŝŶĚƵƐƚƌŝĂůĞ es- vista dei dazi – la produzione chimidi lavoro diretti e 15 miliardi di ĐŽƐƚŽ euƉŽůŝƚŝĐŚĞ͕ ĚĞďŽůĞnjnjĂ ĚĞůůĂ sono ĚŽŵĂŶĚĂ Ğ ĂƐŝŵŵĞƚƌŝĞ ĐŽŵƉĞƚŝƚŝǀĞ ;Ă ƉĂƌƚŝƌĞ ĚĂů senziali del 95% dei manufatti utica ha segnato un calo pari all’1,7% ro di valore aggiunto. Questo signifidell’energiaͿ Ɛŝ ƉƌŽƐƉĞƚƚĂ ŝů ƋƵĂƌƚŽ ĂŶŶŽ Ěŝ ĐĂůŽ ĚĞůůĂ ƉƌŽĚƵnjŝŽŶĞ ĐŚŝŵŝĐĂ ŝŶ /ƚĂůŝĂ ;Ͳϭ͕ϱйͿ͘ hŶ lizzati per soddisfare ogni esigenza, su base annua. Tra i settori utilizza- cherebbe compromettere le prospetůŝŵŝƚĂƚŽ ƌĞĐƵƉĞƌŽ ğ ĂƚƚĞƐŽ ƉĞƌ ŝů ϮϬϮϲ ;нϬ͕ϱйͿ͘ dalla mobilità alla salute, dall’abita- tori gli impulsi positivi sono limitati tive di crescita, non solo del settore all’alimentazione, dal vestire al co- a largo consumo, farmaceutica e mo- re chimico ma dell’intera manifattura municare. bili – esposti alle misure protezioni- europea, e importare massicce quanAnche grazie al suo impegno in ri- stiche americane – mentre, all’estre- tità di CO2 sotto forma di beni procerca e innovazione (oltre 860 mi- mo opposto, permangono in profon- venienti da Paesi con standard ambientali meno rigorosi. lioni di euro all’anno e 8% del perso- da crisi l’auto e la moda. nale dedicato a R&S), la chimica ha I livelli di attività rimangono nel com- In uno scenario di tensioni geo-posaputo coniugare valore economico, plesso dell’11% inferiori rispetto al litiche, debolezza della domanda insociale e ambientale con risultati di 2021. Questa debolezza non caratte- dustriale e asimmetrie competiti eccellenza. Le emissioni di gas serra rizza solo l’Italia ma coinvolge tut- ve (a partire dal costo dell’energia) si prospetta il quarto anno dirisente calo sono in state ridotteè del 70% dal 1990 integrata ta la chimica europea, con un andaL’industria chimica Italia fortemente nel commercio globale, di conseguenza e il riciclo è la prima modalità di trat- mento in Germania – primo produtto- della produzione chimica in Italia in modo rilevante dell’ondata protezionistica. Nel 2024 l’export ha superato 40limitato miliardi di euro (-1,5%).iUn recupero è at- e, tamento dei rifiuti con una quota or- re europeo – persino più penalizzante mai prossima al 50%. (-19%). Rispetto alla chimica di ba- teso per il 2026 (+0,5%). ƉĞƌ ŵŽůƚĞ ŝŵƉƌĞƐĞ͕ ŝ ŵĞƌĐĂƚŝ ĞƐƚĞƌŝ ĂƐƐŽƌďŽŶŽ ďĞŶ ŽůƚƌĞ ůĂ ŵĞƚă ĚĞůůĞ ǀĞŶĚŝƚĞ͘ YƵĞƐƚŽ ğ ĂŶĐŚĞ Dopo un 2024 deludente, i timidi se, più energivora ed esposta a situafrutto di un’ĞůĞǀĂƚĂ ƐƉĞĐŝĂůŝnjnjĂnjŝŽŶĞ ĐŚĞ ĂŵƉůŝĨŝĐĂ Őůŝ ĞĨĨĞƚƚŝ ĚĞůůĞ ŝŶƚĞƌƌƵnjŝŽŶŝ ŶĞůůĞ ĐĂƚĞŶĞ Ěŝ spunti di ripresa, che si cominciava- zioni di sovraccapacità a livello inter- Pressione competitiva e dazi sono ĨŽƌŶŝƚƵƌĂ͘ L’export un ĐĂůŽ ŝŶ ǀĂůŽƌĞ ;ͲϬ͕ϴй ƐƵ ďĂƐĞ ĂŶŶƵĂ ŶĞŝ Ɖƌŝŵŝ ŽƚƚŽ ŵĞƐŝ ĚĞů no achimico intravedere,mostra sono stati compronazionale, la chimica fine e speciali- i maggiori condizionamenti L’industria chimicaĚĂŝ in Italia è fortemessi. La perdurante incertezza – che mostra una caduta contenuϮϬϮϱͿ ĐŽŶ ƵŶ ƌŝƉŝĞŐĂŵĞŶƚŽ Ɖŝƶ ŵĂƌĐĂƚŽ stica ĚĞŝ ǀŽůƵŵŝ ŝŶ più ƵŶ ĐŽŶƚĞƐƚŽ ŐƌĂǀĂƚŽ ĚĂnjŝ Ğ ĚĂů Federchimica attribuisce ai dazi ma ta (-5%) e l’Italia risulta più specia- mente integrata nel commercio glorafforzamento dell’euro ŶŽŶ ƐŽůŽ ŶĞŝ ĐŽŶĨƌŽŶƚŝ ĚĞů Ψ ŵĂ ĂŶĐŚĞ ĚĞůůŽ LJƵĂŶ͘ spesso anche alla politica ambien- lizzata in questa tipologia di attività bale, di conseguenza risente in motale europea – condiziona produzio- (quota di produzione settoriale pari do rilevante dell’ondata protezioni ni e investimenti oltre ad alimentare al 55% a fronte del 37% a livello UE). stica. Nel 2024 l’export ha superato L’accordo politico ;ŶŽŶ ǀŝŶĐŽůĂŶƚĞͿ ƌĂŐŐŝƵŶƚŽ ƚƌĂ h^ Ğ h ŚĂ ĞǀŝƚĂƚŽ ƵŶĂ ƉĞƌŝĐŽůŽƐĂ ŐƵĞƌƌĂ cautela negli acquisti e fenomeni di Il Cefic, l’associazione europea del- i 40 miliardi di euro e, per molte imĐŽŵŵĞƌĐŝĂůĞ͕ ŵĂ ĐŽŵƉŽƌƚĂ ƵŶ ƐŝŐŶŝĨŝĐĂƚŝǀŽ ĂƵŵĞŶƚŽ ĚĞŝ ĚĂnjŝ ƉĞƌ ŐƌĂŶ ƉĂƌƚĞ ĚĞŝ ƉƌŽĚŽƚƚŝ Ěŝ ŽƌŝŐŝŶĞ stop-and-go che complicano la pro- le aziende chimiche, considera a ri- prese, i mercati esteri assorbono ben oltre laŐůŝ metàh^ delle vendite. è grammazione delle attività.ƉƌĞǀŝƐƚĂ schio complessi induh Ă ĨƌŽŶƚĞ ĚĞůůĂ ůŝďĞƌĂůŝnjnjĂnjŝŽŶĞ ƉĞƌ chiusura ŝ ďĞŶŝ 350 h^ ͘ WĞƌ ůĂ ĐŚŝŵŝĐĂ ƐŽŶŽ Questo ŝů ƋƵĂƌƚŽ Nel gennaio-agosto 2025 – nono- striali chimici nei prossimi quattro anche frutto di un’elevata specializ-
/Ed E^ WZ ^^/KE KDW d/d/s / CONDIZIONANO L’/E h^dZ/ ,/D/ /E /d >/
ŵĞƌĐĂƚŽ Ěŝ ĞƐƉŽƌƚĂnjŝŽŶĞ ĐŽŶ ƵŶĂ ƋƵŽƚĂ ĚĞů ϳй Ğ ƋƵĂƐŝ ϯ ŵŝůŝĂƌĚŝ Ěŝ ĞdžƉŽƌƚ ŶĞů ϮϬϮϰ͘ EĞŐůŝ ĂŶŶŝ ƌĞĐĞŶƚŝ ů’/ƚĂůŝĂ ĂǀĞǀĂ ĞǀŝĚĞŶnjŝĂƚŽ ƵŶ ĐƌĞƐĐĞŶƚĞ ĂǀĂŶnjŽ ĐŽŵŵĞƌĐŝĂůĞ ĐŽŶ Őůŝ h^ ;ϭ͕Ϯ ŵŝůŝĂƌĚŝ Ěŝ ĞƵƌŽ 12 icf RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA ŶĞů ϮϬϮϰͿ ŐƌĂnjŝĞ Ăů ƚƌĂŝŶŽ ĚĞůůĂ ĐŚŝŵŝĐĂ ĨŝŶĞ Ğ ƐƉĞĐŝĂůŝƐƚŝĐĂ Ğ ŶŽŶŽƐƚĂŶƚĞ ůŽ ƐǀĂŶƚĂŐŐŝŽ ĐŽŵƉĞƚŝƚŝǀŽ ŶĞŝ ĐŽƐƚŝ Ěŝ ĞŶĞƌŐŝĂ Ğ ŵĂƚĞƌŝĞ ƉƌŝŵĞ͘ EĞů ϮϬϮϱ Ɛŝ ĂƐƐŝƐƚĞ ĂĚ ƵŶĂ ďƌƵƐĐĂ ŝŶǀĞƌƐŝŽŶĞ Ěŝ ƚĞŶĚĞŶnjĂ͗ ŶĞů ŐĞŶŶĂŝŽͲĂŐŽƐƚo l’export ŶĞŐůŝ h^ ƐĞŐŶĂ ƵŶ Ͳϰ͕ϭй Ă ĨƌŽŶƚĞ Ěŝ ŝŵƉŽƌƚĂnjŝŽŶŝ ŝŶ ĂƵŵĞŶƚŽ ĚĞll’8й͘ 10_14_art_federchimica.indd 12 / ĚĂnjŝ h^ ƐƵŝ ƉƌŽĚŽƚƚŝ ĐŝŶĞƐŝ ĐŽŵƉŽƌƚĂŶŽ͕ ŝŶŽůƚƌĞ͕ ƵŶ ƌŝŽƌŝĞŶƚĂŵĞŶƚŽ ǀĞƌƐŽ ŝů ŵĞƌĐĂƚŽ ĞƵƌŽƉĞŽ͕ 16/12/25 21:58
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ϭ Ğ ŝ Ɖƌŝŵŝ ŽƚƚŽ ŵĞƐŝ ĚĞů Attualità ƋƵŽƚĂ ĐŝŶĞƐĞ Ğ ŝ Ɖƌŝŵŝ ŽƚƚŽ ƐƵůůΖŝŵƉŽƌƚ ŵĞƐŝ ĚĞů ƉƌŽĚŽƚƚŝ ĐŚŝŵŝĐŝ ğ ƉĂƐƐĂƚĂ ƵŽƚĂ ĐŝŶĞƐĞ ƐƵůůΖŝŵƉŽƌƚ й͘ ƉƌŽĚŽƚƚŝ ĐŚŝŵŝĐŝ ğ ƉĂƐƐĂƚĂ
Saldo commerciale della chimica (miliardi di euro) Saldo commerciale della chimica (miliardi di euro)
Quota di importazioni di chimica dalla Cina (%) Quota di importazioni di chimica dalla Cina (%)
al 18% del 2024 (valutata a parità di mix produttivo ed energetico). й͘ Per l’Italia l’aspetto più penalizzante 2019 2022 2023 2024 2025 17% ŐĞƚŝĐŝ ŶŽŶ ĐŽŵƉĞƚŝƚŝǀŝ͕ ĚĂnjŝ 0 16% risiede nel costo dell’elettricità, più -2 2019 2022 2023 2025 2024 ƉĂĐŝƚă ĐŝŶĞƐĞ ĐŽŵƉŽƌƚĂŶŽ 17% alto anche rispetto ai principali Pae-4 ĞƚŝĐŝ ŶŽŶ ĐŽŵƉĞƚŝƚŝǀŝ͕ ĚĂnjŝ 0 11% 16% -6 11% -2 si europei. Nei primi 9 mesi del 2025 ƌŝŽƌĂŵĞŶƚŽ ĚĞů ƐĂůĚŽ ƉĂĐŝƚă ĐŝŶĞƐĞ ĐŽŵƉŽƌƚĂŶŽ -8 -4 il prezzo medio all’ingrosso dell’elet11% ůĞ ĐŚĞ͕ ŶĞŝ Ɖƌŝŵŝ ŵĞƐŝ ĚĞů -6 11% ŝŽƌĂŵĞŶƚŽ ĚĞů ƐĂůĚŽ -10 6% -12 tricità è risultato prossimo a 120 eu-8 -14 ŽƌŶĂƚŽ ĂĚ ĂŐŐƌĂǀĂƌƐŝ͘ Ăů -10 ůĞ ĐŚĞ͕ ŶĞŝ Ɖƌŝŵŝ ŵĞƐŝ ĚĞů ro/MWh a fronte dei 60 euro circa -16 6% -12 ŽĚƵnjŝŽŶĞ ĐŚŝŵŝĐĂ ĐŝŶĞƐĞ ğ -18 in Spagna e Francia. In presenza di ƌŶĂƚŽ ĂĚ ĂŐŐƌĂǀĂƌƐŝ͘ Ăů -14 -20 prezzi già di per sé elevati, i costi ŽĚƵnjŝŽŶĞ ĐŚŝŵŝĐĂ ĐŝŶĞƐĞ ğ ĚĞů Ϯϲй Ă ĨƌŽŶƚĞ Ěŝ ƵŶĂ -16 2022 2024 -18 Gen-ago Gen-dic Gen-ago 2021 2023 energetici sono ulteriormente appeŵŽŶĚŝĂůĞ ŝŶ ĞƐƉĂŶƐŝŽŶĞ ĚĞů ĚĞů Ϯϲй Ă ĨƌŽŶƚĞ Ěŝ ƵŶĂ -20 2022 2024 2025 santiti dalle politiche climatiche euGen-ago Gen-dic Gen-ago 2023 2021 ƐƚĞƐƐŽ ƉĞƌŝŽĚŽ͕ Őůŝ h^ ŵŽŶĚŝĂůĞ ŝŶ ĞƐƉĂŶƐŝŽŶĞ ĚĞů 2025 ropee. Complessivamente – tra costi tato la crescita al 3% l’UE Fonte: Eurostat diretti e indiretti per le emissioni di ƐƚĞƐƐŽ ƉĞƌŝŽĚŽ͕ Őůŝ eh^ ϭϮй ;Ͳϭϭй ŝŶ /ƚĂůŝĂͿ͘ CO2 nell’ambito dell’EU Emission Traato la crescita al 3% e l’UE Fonte: Eurostat zazione che amplifica gli effetti del- il mercato europeo, aggravando la già ding Scheme – la chimica versa in ϭϮй ;Ͳϭϭй ŝŶ /ƚĂůŝĂͿ͘ le interruzioni nelle catene di forni- forte pressione competitiva. un anno oltre 600 milioni di euro, tura. L’export chimico mostra un ca- Tra il 2021 e i primi otto mesi del un onere che non grava sui produtlo in valore (-0,8% su base annua 2025 la quota cinese sull’import ita- tori extra-europei ed equivale quasi ^/ / EK / /ZZ/^K>d/ E >> WK>/d/ E Z' d/ >/D d/ nei primi otto mesi del 2025) con liano di prodotti chimici è passata a tutte le spese di R&S del settore. ^/ / EK / /ZZ/^K>d/ E >> WK>/d/ E Z' d/ >/D d/ un ripiegamento più marcato dei vo- dal 6 al 17%. In uno scenario al 2030 il costo comlumi in un contesto gravato dai da- Costi energetici non competitivi, da- plessivo potrebbe raddoppiare, arriğ ƚƌĂ ŝ ƐĞƚƚŽƌŝ Ɖŝƶ ƐĞŶƐŝďŝůŝ Ăů zi e dal rafforzamento dell’euro non zi e sovraccapacità cinese comporta- vando a superare 1,5 miliardi di euro. energia in quanto utilizza le Incidenza dellenomaterie prime energetiche confronti dell’energia del dollaro ma eanun deterioramento del saldo com- Ulteriori aggravi deriveranno dall’enğ ƚƌĂ ŝ ƐĞƚƚŽƌŝ Ɖŝƶ ƐĞŶƐŝďŝůŝ Ăů solo nei (% sul valore della produzione a parità di mix produttivo ed energetico) ŝ ƐŝĂ Ă ĨŝŶŝ ĞŶĞƌŐĞƚŝĐŝ ƐŝĂ che dello yuan. merciale che, nei primi mesi del 2025, trata in funzione di ETS 2 (che si apnergia in quanto utilizza le Incidenza dell’energia e delle materie prime energetiche L’accordo politico (non vincolanplicherà alle attività industriali non è tornato ad aggravarsi. Dal 2021, Anno 2024la Anno 2021 (% sul valore della produzione a parità di mix produttivo ed energetico) ĞƌŝĞ ƉƌŝŵĞ͘ >Ğ ŝŵƉƌĞƐĞ ƐŽŶŽ ŝ ƐŝĂ Ă ĨŝŶŝ ĞŶĞƌŐĞƚŝĐŝ ƐŝĂ te) raggiunto tra USA e UE ha evienergivore e civili oggi non soggetproduzione chimica cinese è aumen0% 5% 10% 15% Ğ ŝŵƉĞŐŶĂƚĞ ŶĞů ĐŽŶƚĞŶĞƌĞ Anno 2024 Anno 2021 ƌŝĞ ƉƌŝŵĞ͘ >Ğ ŝŵƉƌĞƐĞ ƐŽŶŽ tato Chimica una pericolosa guerra commer- tata del 26% a fronte domanda te all’acquisto di quote di CO2) così 14% di una 18% Ğ ŝ ĐŽƐƚŝ ĞŶĞƌŐĞƚŝĐŝ͗ Őŝă ŶĞů 0% 5% 10% 15% costruzioni ŝŵƉĞŐŶĂƚĞ ŶĞů ĐŽŶƚĞŶĞƌĞ ciale,Mat. maper comporta un significativo mondiale in espansione del 9%. Nello come dalla prevista operatività del Carta e stampa Chimica 18%limita ŝů ϰϮй ĂǀĞǀĂ ŝŶƚƌĂƉƌĞƐŽ aumento CBAM (Meccanismo di Aggiustamendei dazi per gran parte dei stesso periodo,14% gli USA hanno Ğ ŝ ĐŽƐƚŝ ĞŶĞƌŐĞƚŝĐŝ͗ Őŝă ŶĞů Metallurgia Mat. per costruzioni to del Carbonio alle Frontiere). prodotti di origine UE a fronte delto la crescita al 3% e l’UE ha perso il Legno l’efficientamento e il 25% Carta e stampa ŝů ϰϮй ĂǀĞǀĂ ŝŶƚƌĂƉƌĞƐŽ Farmaceutica Metallurgia “La bulimia normativa dell’UE – con prevista per i be- 12% (-11% in Italia). zo di fonti rinnovabili (a la liberalizzazione Gomma e plastica Legno ’efficientamento e il 25% 1.081 nuovi provvedimenti legislani USA. Per la chimica gli USA sono il Alimentare Farmaceutica ŵĞŶŽ ϮϬй ŶĞůůĂ ŵĞĚŝĂ zo di ĚĞů fonti rinnovabili (a quarto Prodotti metallo mercato di esportazione con I nodi irrisolti nella politica ener- tivi introdotti in materia di salute, Gomma einplastica Elettronica Energia e climatica ŝĞƌĂͿ͘ ĚĞů ϮϬй WƵƌ ŶĞůůĂ ĞƐƐĞŶĚŽ sicurezza e ambiente solo negli ulquota del 7% e quasi 3 miliardi getica ŵĞŶŽ ŵĞĚŝĂ una Alimentare Moda in metallo Prodotti nel 2024. Negli anni recenti Energia La chimica è tra i settori più sensibili timi 5 anni – rappresenta un costo ĚĂŝ ƉŝĐĐŚŝ͕ WƵƌ l’incidenza dei di export Elettrotecnica Materie prime energetiche Elettronica ĞƌĂͿ͘ ĞƐƐĞŶĚŽ Auto e componenti Moda l’Italia aveva evidenziato un crescenal costo dell’energia in quanto utiliz- sempre più insostenibile”, si legƌŐĞƚŝĐŝ ƐƵů l’incidenza ǀĂůŽƌĞ ĚĞůůĂ Mobili e altre industrie Ăŝ ƉŝĐĐŚŝ͕ dei te avanzo Elettrotecnica Materie prime energetiche commerciale con gli USA za le fonti fossili sia a fini energeti- ge nella nota economica diffusa da Meccanica Auto e componenti Ğ ŐĞƚŝĐŝ ĐŚŝŵŝĐĂ ƉĂƐƐĂƚĂ ĚĂů ƐƵů ğ ǀĂůŽƌĞ ĚĞůůĂ (1,2Mobili miliardi di euro nel 2024) graci sia come materie prime. Le imprese Federchimica in occasione dell’ase altre industrie ϮϬϮϭ Ăů ϭϴй ĚĞů ϮϬϮϰ Meccanica Fonte: elaborazioni e stime su dati Istat, EIA, GME ĐŚŝŵŝĐĂ ğ ƉĂƐƐĂƚĂ ĚĂů zie al traino della chimica fine e spe- sono fortemente impegnate nel con- semblea annuale. “Per le imprese ƉĂƌŝƚă Ěŝ ŵŝdž ƉƌŽĚƵƚƚŝǀŽ ĞĚ e nonostante lo svantag- tenere i consumi e i costi energetici: chimiche europee l’incidenza dei ϮϬϮϭ Ăů ϭϴй ĚĞů ϮϬϮϰ cialistica Fonte: elaborazioni e stime su dati Istat, EIA, GME gio competitivo nei costi di energia già nel 2021-2022 il 42% aveva intra- costi della regolamentazione UE Ϳ͘ ƉĂƌŝƚă Ěŝ ŵŝdž ƉƌŽĚƵƚƚŝǀŽ ĞĚ e materie prime. Nel 2025 si assiste preso azioni l’efficientamento l’aspetto Ɖŝƶ ƉĞŶĂůŝnjnjĂŶƚĞ risiede nel costo dell’elettricità, più altoperanche rispettoe ilai sul valore aggiunto è più che tri͘ ad una brusca inversione di tenden- 25% per l’utilizzo di fonti rinnovabili plicata, passando dal 4% del 2014 WĂĞƐŝ ĞƵƌŽƉĞŝ͘ EĞŝ Ɖƌŝŵŝ ϵ ŵĞƐŝ ϮϬϮϱ il prezzo all’ingrosso dell’elettricità l’aspetto Ɖŝƶ ƉĞŶĂůŝnjnjĂŶƚĞ risiede nel costo dell’elettricità, più alto anche rispetto za: nelĚĞů gennaio-agosto l’export medio negli (a fronte di meno del 20% nella me-aiè al 13% nel 2023, e l’Italia è tra le ƌŽƐƐŝŵŽ Ă ϭϮϬ€/MWh a fronte ŝŶ ^ƉĂŐŶĂ Ğ &ƌĂŶĐŝĂ͘ /Ŷ ƉƌĞƐĞŶnjĂ Ěŝ ƉƌĞnjnjŝ Őŝă USAdĞŝ ϲϬ€ segna uncirca -4,1% a fronte di im- all’ingrosso dia manifatturiera). Pur essendo rien-è più penalizzate per la prevalenza ĂĞƐŝ ĞƵƌŽƉĞŝ͘ EĞŝ Ɖƌŝŵŝ ϵ ŵĞƐŝ ĚĞů ϮϬϮϱ il prezzo medio dell’elettricità portazioni in aumento dell’8%. trata dai picchi, l’incidenza dei costi di PMI specializzate in formulazioĞǀĂƚŝ͕ ŝ ĐŽƐƚŝ ĞŶĞƌŐĞƚŝĐŝ ƐŽŶŽ ƵůƚĞƌŝŽƌŵĞŶƚĞ ĂƉƉĞƐĂŶƚŝƚŝ ĚĂůůĞ ƉŽůŝƚŝĐŚĞ ĐůŝŵĂƚŝĐŚĞ ĞƵƌŽƉĞĞ͘ ŽƐƐŝŵŽ Ă ϭϮϬ€/MWh a fronte dĞŝ ϲϬ€ circa ŝŶ ^ƉĂŐŶĂ Ğ &ƌĂŶĐŝĂ͘ /Ŷ ƉƌĞƐĞŶnjĂ Ěŝ ƉƌĞnjnjŝ Őŝă I dazi USA sui prodotti cinesi compor- Ϯenergetici sul valore della produzione ǀĂŵĞŶƚĞ – ƚƌĂ ĐŽƐƚŝ ĚŝƌĞƚƚŝ Ğ ŝŶĚŝƌĞƚƚŝ ƉĞƌ ůĞ ĞŵŝƐƐŝŽŶŝ Ěŝ K nell’ambito dell’EU Emission ni che coinvolgono numerose soĞǀĂƚŝ͕ ŝ ĐŽƐƚŝ ĞŶĞƌŐĞƚŝĐŝ ƐŽŶŽ ƵůƚĞƌŝŽƌŵĞŶƚĞ ĂƉƉĞƐĂŶƚŝƚŝ ĚĂůůĞ ƉŽůŝƚŝĐŚĞ ĐůŝŵĂƚŝĐŚĞ ĞƵƌŽƉĞĞ͘ tano, inoltre, un riorientamento verso chimica è passata dal 14% del 2021 stanze diverse”.
ŚĞŵĞ – ůĂ ĐŚŝŵŝĐĂ ǀĞƌƐĂ ŝŶ ƵŶ ĂŶŶŽ ŽůƚƌĞ ϲϬϬ ŵŝůŝŽŶŝ Ěŝ ĞƵƌŽ͕ ƵŶ ŽŶĞƌĞ ĐŚĞ ŶŽŶ ŐƌĂǀĂ ĂŵĞŶƚĞ – ƚƌĂ ĐŽƐƚŝ ĚŝƌĞƚƚŝ Ğ ŝŶĚŝƌĞƚƚŝ ƉĞƌ ůĞ ĞŵŝƐƐŝŽŶŝ Ěŝ KϮ nell’ambito dell’EU Emission ƚŽƌŝ ĞdžƚƌĂͲĞƵƌŽƉĞŝ ĞĚ ĞƋƵŝǀĂůĞ ƋƵĂƐŝ Ă ƚƵƚƚĞ ůĞ ƐƉĞƐĞ Ěŝ ZΘ^ ĚĞů ƐĞƚƚŽƌĞ͘ /Ŷ ƵŶŽ ƐĐĞŶĂƌŝŽ ŚĞŵĞ – ůĂ ĐŚŝŵŝĐĂ ǀĞƌƐĂ ŝŶ ƵŶ ĂŶŶŽ ŽůƚƌĞ ϲϬϬ ŵŝůŝŽŶŝ Ěŝ ĞƵƌŽ͕ ƵŶ ŽŶĞƌĞ ĐŚĞ ŶŽŶ ŐƌĂǀĂ ĐŽƐƚŽ ĐŽŵƉůĞƐƐŝǀŽ ƉŽƚƌĞďďĞ ƌĂĚĚŽƉƉŝĂƌĞ͕ Ă ƐƵƉĞƌĂƌĞ ϭ͕ϱ ŵŝůŝĂƌĚŝ Ěŝ ĞƵƌŽ͘ 14 icf RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA EĂƌƌŝǀĂŶĚŽ FARMACEUTICA Žƌŝ ĞdžƚƌĂͲĞƵƌŽƉĞŝ ĞĚ ĞƋƵŝǀĂůĞ ƋƵĂƐŝ Ă ƚƵƚƚĞ ůĞ ƐƉĞƐĞ Ěŝ ZΘ^ ĚĞů ƐĞƚƚŽƌĞ͘ /Ŷ ƵŶŽ ƐĐĞŶĂƌŝŽ ggravi ĐŽŵƉůĞƐƐŝǀŽ deriveranno ƉŽƚƌĞďďĞ dall’entrata in funzioneĂƌƌŝǀĂŶĚŽ di ETS 2Ă ;ĐŚĞ Ɛŝ ĂƉƉůŝĐŚĞƌă ĂůůĞ Ěŝ Ăƚƚŝǀŝƚă ĐŽƐƚŽ ƌĂĚĚŽƉƉŝĂƌĞ͕ ƐƵƉĞƌĂƌĞ ϭ͕ϱ ŵŝůŝĂƌĚŝ ĞƵƌŽ͘ non energivore e civili oggi non sono soggette all’acquisto di quote di CO Ϯ Ϳ ĐŽƐŞ ĐŽŵĞ ĚĂůůĂ ggravi deriveranno dall’entrata in funzione di ETS 2 ;ĐŚĞ Ɛŝ ĂƉƉůŝĐŚĞƌă ĂůůĞ Ăƚƚŝǀŝƚă ƉĞƌĂƚŝǀŝƚă ĚĞů D ;DĞĐĐĂŶŝƐŵŽ Ěŝ ŐŐŝƵƐƚĂŵĞŶƚŽ ĚĞů ĂƌďŽŶŝŽ ĂůůĞ &ƌŽŶƚŝĞƌĞͿ͘ non energivore e civili oggi 10_14_art_federchimica.indd 14 non sono soggette all’acquisto di quote di CO ϮͿ ĐŽƐŞ ĐŽŵĞ ĚĂůůĂ
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Attualità
Egualia: “Contro la carenza dei farmaci servono gli accordi quadro” A Firenze, nel mese di ottobre, si è svolto un workshop nell’ambito dei lavori del 10° Forum Leopolda Salute, a cui hanno partecipato rappresentanti delle centrali d’acquisto regionali, dell’associazione degli economi e provveditori sanitari e delle imprese. “Abbiamo costi di produzione alti, gare per le forniture ospedaliere sempre più deserte per il criterio del massimo ribasso che erode i prezzi e non lascia margini alle imprese e una scarsità sempre più frequente di medicinali super-utilizzati in corsia”, ha detto sul tema della carenza dei medicinali il vicepresidente di Egualia, Mas-
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similiano Rocchi, introducendo i lavori del workshop. “Per affrontare questo problema serve un cambio di passo del procurement pubblico, introducendo per i farmaci di sintesi chimica fuori brevetto la regola dell’accordo quadro con più fornitori, con quote predeterminate. Una soluzione equa, che garantisce concorrenza e riduce il fenomeno delle carenze”. “I dati del 10° Rapporto dell’Osservatorio Egualia - Nomisma sull’industria dei farmaci equivalenti 2025 testimoniano che le gare ospedaliere stanno evolvendo a scapito delle gare aperte, privilegiando la procedura di affidamento diretto,
più ‘flessibile’, ma con minor garanzia di trasparenza e concorrenza. Viceversa per garantire la continuità delle forniture ospedaliere è necessario rivedere modelli di gara, criteri di aggiudicazione e condizioni di partecipazione, valorizzando anche aspetti industriali, di qualità, di resilienza della catena produttiva”. “La proposta da tempo avanzata da Egualia, in armonia con le proposte della Commissione Europea contenute nel Critical Medicines Act, prevede – ha proseguito Rocchi – che quando sul mercato vi siano più di tre medicinali contenenti lo stesso principio attivo, dosaggio e via
di somministrazione, le centrali regionali d’acquisto regionali siano tenute ad operare tramite accordi quadro prevedendo la suddivisione del fabbisogno afferente al lotto unico tra i primi tre farmaci in graduatoria classificati secondo il criterio del minor prezzo o dell’offerta economicamente più vantaggiosa con quote predeterminate al 55%, 30% e 15%. Sarebbe una soluzione davvero innovativa, in piena armonia con il codice appalti, perché garantirebbe sia la continuità delle forniture contro il rischio di carenze derivanti dalle gare con un solo vincitore, sia la libertà prescrittiva del medico”.
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Attualità
Prevenzione: l’investimento più strategico per la sanità Milano Life Science Forum ha riunito le imprese, le istituzioni, gli stakeholder per discutere il futuro della filiera. Assolombarda: “Ogni euro investito in prevenzione oggi genera valore economico e sociale domani, riducendo costi futuri e rafforzando produttività e coesione”.
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ilano Life Science Forum, l’appuntamento annuale organizzato da Assolombarda, ha riunito imprese, istituzioni, mondo della ricerca e terzo settore, con l’obiettivo di delineare una visione multilivello – regionale, nazionale ed europea – della “salute di domani”. In un contesto segnato dall’aumento costante delle patologie croniche e dal progressivo invecchiamento della popolazione, la prevenzione emerge come investimento strategico imprescindibile per la salute pubblica e la sostenibilità dei sistemi sanitari. “La Lombardia si conferma un laboratorio privilegiato per lo sviluppo e l’implementazione di modelli innova-
tivi di prevenzione e promozione della salute”, riporta il comunicato di Assolombarda. “Ma non si tratta solo di una sfida locale: l’Italia è chiamata ad assumere un ruolo guida nel tracciare politiche di prevenzione efficaci, capaci di ridurre disuguaglianze territoriali e sociali. Sul piano europeo, l’Unione ha davanti a sé l’opportunità di ridefinire le regole di bilancio, riconoscendo finalmente la prevenzione come investimento prioritario e garantendo ai Paesi membri le risorse necessarie per agire sul lungo termine”. Ad aprire l’incontro è stato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, che ha introdotto i lavori sottolineando come l’aumento delle risorse per la sanità previsto nella legge di bilancio
rappresenti un segnale positivo, ma anche l’occasione per un cambio di passo. “Serve un cambio di passo per favorire gli investimenti” “L’edizione di quest’anno del Milano Life Sciences Forum vuole mettere in evidenza sia il valore della filiera, che in Lombardia vale oltre il 12% del Pil regionale, sia l’importanza della prevenzione come leva strategica per la sostenibilità dei conti pubblici e per la tutela della salute dei cittadini”, ha dichiarato il presidente Biffi. “La sfida della prevenzione – e più in generale quella della sanità – richiede di affrontare diverse priorità a più livelli, dal finanziamento alla governan-
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Attualità ce del sistema. Sul fronte delle risorse, accogliamo positivamente i fondi previsti nella legge di bilancio: ai 4 miliardi già stanziati per il 2026 se ne aggiungono ora altri 2,4 miliardi di euro. Tuttavia, è necessario un cambio di passo, con una governance più flessibile e orientata agli investimenti, in grado di garantire continuità e risultati concreti”. Nel corso della giornata, il dibattito si è articolato attorno a due prospettive complementari. La prima, di natura sanitaria, ha affrontato il tema della qualità della vita e della prevenzione delle patologie croniche attraverso la sessione “Prevenire è meglio che curare: una visione integrata della sanità”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Salute, della Regione Lombardia e del Parlamento europeo. La seconda prospettiva, di taglio economico, ha approfondito il valore della prevenzione come investimento strategico, con la sessione “Prevenzione ed economia: investire oggi per risparmiare domani”, dedicata al legame tra politiche sanitarie, sostenibilità dei conti pubblici e innovazione nella filiera della salute. In entrambe le sessioni, imprese e operatori del settore hanno contribuito al confronto, confermando che solo una visione condivisa e multilivello può tradurre la prevenzione in una leva concreta di crescita, efficienza e benessere collettivo. “L’ottava edizione di MLSF evidenzia come la filiera delle Scienze della Vita in Lombardia possa generare valore aggiunto significativo, grazie al modello integrato pubblico-privato: il valore aggiunto della filiera Life Science in Lombardia è ormai superiore al 12% del PIL regionale e rappresenta un terzo dell’intero comparto nazionale”, si legge ancora nel comunicato di Assolombarda. “Questo modello pubblico-privato, grazie alla solida collaborazione tra universi-
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Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, ha introdotto i lavori dell’edizione 2025 di Milano Life Science Forum, che si è svolta a novembre
tà, centri di ricerca, imprese e sistema sanitario, si conferma un unicum in Italia, capace di generare innovazione, cura e prossimità ai bisogni dei cittadini. In questa nuova edizione si è lavorato per consolidare tale modello, ponendo al centro il tema della prevenzione come volano per innovazione, sviluppo e benessere collettivo”. A chiudere i lavori è stata Nicoletta Luppi, vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences, che ha tirato le conclusioni della mattinata, delineando le priorità per una nuova agenda europea della prevenzione e dell’innovazione sanitaria. “Davanti a uno scenario di policrisi globale, la nuova edizione del Milano Life Science Forum rilancia una verità che non possiamo più ignorare: la salute – a partire dalla prevenzione – non è un costo, ma un investimento produttivo strategico che quindi non dovrebbe essere assoggettata ai vincoli di bilancio”, ha detto la vicepresidente Luppi. “Se vogliamo rafforzare la competitività e scongiurare il declino industriale europeo, dobbiamo partire da qui. Eppure, i numeri parlano chiaro: nonostante il ritorno sull’investimento garantito da prevenzione e immunizzazione, in quasi l’80% degli Stati membri dell’UE solo lo 0,5% dei budget sanitari è destinato a questa
partita. È un paradosso che va superato. Il ‘quadrilatero’ Assolombarda, in questa direzione, si conferma laboratorio di politiche avanzate. La nostra visione è chiara: ogni euro investito in prevenzione oggi genera valore economico e sociale domani, riducendo costi futuri e rafforzando produttività e coesione. La sfida è duplice: a livello nazionale, occorre premiare chi investe bene, con più flessibilità e meno rigidità contabile. A livello europeo, è necessario affermare una posizione comune affinché la prevenzione, a partire da immunizzazione e screening, sia considerata e trattata come investimento produttivo. Serve agire compatti a tutti i livelli istituzionali. La sanità è, infatti, difesa a tutti gli effetti: sicurezza per i cittadini, sostenibilità per l’economia, progresso civile e, soprattutto, competitività industriale. Oggi, mentre si discute di un’Europa sempre più warfare state, non possiamo dimenticare che il vero pilastro della nostra identità è il welfare state. Difendere la salute significa difendere la democrazia stessa su cui si fonda l’Unione Europea. Se crediamo davvero, quindi, che il capitale umano e sociale sia la nostra forza più grande, è il momento di agire: con più risorse, con regole nuove e con una governance flessibile all’altezza delle sfide che ci attendono”.
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Attualità
L’impegno della chimica italiana su sicurezza e ambiente Il rapporto Responsible Care disegna un comparto di riferimento per sostenibilità, transizione ecologica e progresso sociale. Dal 1990 le emissioni di CO2 sono diminuite del 70%, in anticipo sugli obiettivi Ue. Calano del 46% gli infortuni sul luogo di lavoro rispetto al 2010.
In alto: la presentazione del 31° Rapporto annuale Responsible Care presso la sede di Federchimica a Milano
Per offrire una fotografia della capacità del settore nel perseguire in maniera equilibrata lo sviluppo sociale, ambientale ed economico, Federchimica ha presentato il 31° Rapporto annuale Responsible Care®, il programma mondiale volontario, nato in Canada nel 1985 e attivo in Italia dal 1992, per la promozione dello sviluppo sostenibile del comparto. Il documento mette in luce l’impegno e la leadership dell’industria chimica nel generare competenze, progettualità e risultati misurabili nell’ambito della sostenibilità affrontando tre specifici ambiti: Prosperità (creazione di valore condiviso); Pianeta (soluzio-
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ni per la transizione ecologica); Persone (generazione di benessere per i lavoratori e i consumatori). “Da oltre trent’anni il Rapporto Responsible Care illustra i significativi progressi del settore nel ridurre l’impatto ambientale mantenendo o aumentando il valore economico e sociale generato e distribuito alla collettività”, ha dichiarato Francesco Buzzella, presidente di Federchimica. “Lo sviluppo è sostenibile se crescono la ricchezza, il benessere e le tutele sociali, a fronte di una riduzione del consumo delle risorse e degli impatti sull’ambiente. È importante valorizzare questi risultati, anche alla luce del ruolo trainante della chimica per i settori a valle e per il suo contributo nel trasferire tecnologia e sostenibilità”. Nel 2024 l’industria chimica ha generato un valore della produzione pari a 65 miliardi di euro. Di questi, il 90,3% (58,7 miliardi di euro) viene distribuito agli stakeholder, sotto forma di acquisti di beni e servizi, spese per il personale e imposte versate alla pubblica amministrazione. L’industria chimica contribuisce al bilancio pubblico e all’offerta di servizi ai cittadini, versando tributi per 1,2 miliardi di euro, ai quali si aggiungono quasi 2,5 miliardi di euro in imposte e oneri sociali, connessi alle spese per il personale. Gli investimenti e i costi operativi destinati alla sostenibilità sociale ed ambientale delle imprese aderenti a Responsible Care rappresentano annualmente oltre il 2% del valore economico generato, per un ammontare complessivo di 708 milioni di euro, di cui 301 milioni in investimenti.
In calo infortuni ed emissioni Il settore chimico vanta da anni una posizione di leadership nell’ambito della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. L’incidenza degli infortuni nel settore è inferiore del 40% rispetto alla media manifatturiera. Il numero degli infortuni, a parità di ore lavorate, è diminuito del 46% dal 2010 e ben dell’80% rispetto al 1990. In ambito ambientale, si conferma il trend di diminuzione delle emissioni: dal 1990, le emissioni dirette della chimica sono diminuite del 70%. Questo valore pone l’industria chimica già in linea con l’ambizioso obiettivo europeo al 2030 (-55%). Nel 2023, le emissioni dirette in Italia erano 9,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, il 2,5% del totale nazionale (erano il 6% nel 1990). Considerando le emissioni dirette e indirette, l’industria chimica ha ridotto i propri impatti sui cambiamenti climatici del 71%. In termini di economia circolare, il riciclo è la prima modalità di destinazione dei rifiuti (49%), in significativo aumento rispetto al 2015: era il 23%. Da 21 anni la presentazione del Rapporto viene accompagnata dal Premio Responsible Care, un riconoscimento assegnato alle aziende aderenti all’omonimo programma per aver perseguito efficacemente la sostenibilità con progetti specifici. Quest’anno le aziende vincitrici sono: Altair Chemical per il progetto “Carbonato di potassio da cattura CO2”; Henkel Italia per il progetto “IoT e sensori intelligenti per una manutenzione sicura, sostenibile ed efficiente”; Novamont per “La qualificazione del Carbon Footprint di prodotto lungo la filiera secondo la ISO 14067”; Syensqo per “Safety Half Days, progetti e iniziative per la sicurezza”.
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Attualità
Una partnership tecnologica per il confezionamento in asettico Marchesini Group e la statunitense AST hanno siglato un accordo per potenziare la capacità produttiva in ambiente asettico e la presenza globale. “Ma non sposteremo la produzione fuori dall’Italia”, spiega il presidente Maurizio Marchesini.
Marchesini Group, protagonista nella produzione di impianti per il confezionamento farmaceutico, e AST, leader statunitense nelle tecnologie per la produzione di farmaci, hanno avviato una partnership strategica che unisce competenze, tecnologie e una presenza globale. L’obiettivo è quello di rafforzare la presenza nel settore della produzione sterile con soluzioni complete e all’avanguardia. Questo accordo offrirà a entrambe le aziende una maggiore capacità produttiva e una rete globale più estesa per garantire migliore assistenza tecnica e supporto, consolidando al contempo le reti di distribuzione e i canali di vendita in Nord America, Europa, Asia e altre regioni strategiche. Sfruttando la solidità e la storicità dei due marchi, la partnership amplierà la pre-
senza sul mercato senza perdere, però, il legame con i mercati locali. Verrà ampliata la gamma di soluzioni per la produzione di farmaci sterili La partnership consentirà di sviluppare tecnologie sofisticate, con una visione comune: creare valore per i clienti, ampliare la presenza sul mercato e promuovere l’innovazione. Nel dettaglio, Marchesini Group ha acquisito il 44,39% di Automated Systems of Tacoma (AST), arricchendo così ulteriormente il proprio portafoglio di soluzioni nel campo del confezionamento in ambiente asettico. Le tecnologie di AST, sistemi avanzati di riempimento e chiusura in asettico per le industrie farmaceutiche e biotecnologiche, completeranno quelle dei due stabilimenti produttivi del Grup-
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po: Corima, eccellenza toscana e punto di riferimento in Italia per il riempimento di prodotti sterili, e MAR, specializzata in macchine per il riempimento e la tappatura di precisione per prodotti liquidi e in polvere. “Questo investimento conferma la volontà di proseguire la crescita insieme a partner che condividono la nostra stessa visione”, afferma Maurizio Marchesini, presidente del Gruppo. “Non lo facciamo per semplice ambizione, ma per costruire collaborazioni strategiche che ci permettano di offrire soluzioni sempre più complete e tecnologicamente avanzate. Questo è particolarmente importante nel campo del confezionamento in asettico, dove la protezione del prodotto e l’innovazione richiedono impianti all’avanguardia. Ci tengo però a precisare che l’ingresso nel Gruppo di AST e lo sguardo verso il mercato americano non implica uno spostamento della produzione fuori dal nostro territorio. Continueremo a puntare sull’Italia rafforzando la nostra presenza, come dimostra il recente ampliamento dello stabilimento di Barberino di Mugello e la già prevista espansione dell’area produttiva Corima a Siena”. “Con questa operazione andiamo ad ampliare il nostro portfolio di macchine per il confezionamento in asettico”, sottolinea Valerio Soli, ammini-
Valerio Soli, ad di Marchesini Group (a sinistra), e Joe Hoff, Ceo di AST
stratore delegato di Marchesini Group. “Il mercato farmaceutico sta investendo molto nella ricerca di nuove terapie, come gli antitumorali, ma anche in complessi processi di produzione biotecnologica che richiedono standard di confezionamento elevatissimi. La partnership con AST ci consentirà di rafforzare il nostro knowhow e di specializzarci ancora di più nella progettazione di impianti su misura. Inoltre, questa collaborazione ci permetterà di consolidare la nostra presenza negli Stati Uniti, confermando la volontà di crescere in un mercato strategico e in continua evoluzione”. Il presidente e Ceo di AST, Joe Hoff, aumenterà la propria quota di partecipazione in AST, sottolineando l’impegno condiviso di entrambe le parti per la crescita e l’innovazione a lungo termine. Joe Hoff farà parte del comitato direttivo della Divisione Asettica del Gruppo Marchesini, che guida il segmento di riempimento sterile e produzione di farmaci finiti.
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Attualità
Un’alleanza per affrontare le criticità della chimica europea La Commissione europea lancia la Critical Chemicals Alliance, che fa parte degli sforzi dell’UE per rafforzare la competitività, la resilienza e la sostenibilità dell’industria chimica europea. L’obiettivo della Critical Chemicals Alliance è affrontare le principali sfide del settore, tra cui il rischio di chiusura degli impianti, le interruzioni del commercio e l’urgente necessità di investimenti nelle capacità produttive critiche. Tra i primi risultati attesi, l’Alleanza dovrà: stabilire criteri per identificare le produzioni e le molecole chimiche critiche, essenziali per l’economia dell’UE e per i settori strategici; mappare queste molecole
critiche per migliorare il monitoraggio degli scambi commerciali e le funzioni di allerta precoce, anche tramite il sistema europeo di sorveglianza doganale (EU Customs Surveillance System); sostenere investimenti coordinati allineando gli strumenti di finanziamento dell’UE e degli Stati membri e aiutando governi e industria a indirizzare i progetti strategici. La Commissione afferma che l’Alleanza è aperta a tutte le organizzazioni attive nell’industria chimica, incluse aziende, associazioni, investitori, enti di ricerca e società civile. Le organizzazioni interessate possono candidarsi online firmando la Dichiarazione
dell’Alleanza, impegnandosi a contribuire attivamente ai suoi obiettivi. Tutti i membri potranno partecipare all’assemblea generale, che si riunirà almeno due volte l’anno per definire le priorità e adottare pareri e raccoman-
dazioni dell’Alleanza. Un Comitato direttivo coordinerà i lavori e definirà i risultati attesi, mentre gruppi di lavoro di esperti si concentreranno su temi specifici come la resilienza commerciale, l’innovazione e la produzione sostenibile.
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Appuntamenti terie prime essenziali e i finanziamenti necessari per scalare tecnologie pulite e infrastrutture sostenibili. Il programma punterà inoltre con forza sulla transizione energetica e sull’economia circolare, esplorando percorsi tecnologici d’avanguardia come CCUS (cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio), elettrificazione, gas rinnovabili, idrogeno, riciclo chimico e digitalizzazione.
La chimica come motore della trasformazione industriale Il forum Smart Chemistry, all’interno di Expoquimia a Barcellona, si concentrerà sul contributo del settore alla competitività delle produzioni industriali e alla transizione verde. Il forum Smart Chemistry, promosso da Feique, terrà la sua quinta edizione dal 2 al 5 giugno 2026 presso il polo fieristico Gran Via di Fira Barcelona, all’interno di Expoquimia. L’iniziativa metterà in evidenza il ruolo della chimica come motore chiave della trasformazione industriale, con un programma completo di conferenze, dibattiti e SmartTalks che vedranno la partecipazione di aziende e organizzazioni di primo piano. Il focus sarà sul rafforzamento della competitività industriale e sull’accelerazione della transizione verde. Sotto lo slogan Green Industry Deal, l’edizione 2026 metterà in luce la necessità di un settore chimico forte, resiliente e innovativo. La competitività, pilastro centrale del Clean Industrial Deal della Commissione Europea, colloca la chimica in una posizione decisiva per aiutare l’Europa a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Coinvolte aziende e organizzazioni di riferimento Smart Chemistry 2026 riunirà aziende di primo livello e organizzazioni chia-
ve del comparto, presentando soluzioni tecnologiche reali e casi di successo che dimostrano come la chimica aumenti la competitività industriale e acceleri la transizione verde. Tra i partecipanti figurano l’Associazione delle Imprese Chimiche di Tarragona (AEQT), Air Liquide, BASF Española, Bondalti, Carburos Metálicos, il Centro per lo Sviluppo della Tecnologia Industriale (CDTI), il cluster chimico di Tarragona (ChemMed), Covestro, Ercros, Industrias Químicas del Ebro, Messer Ibérica de Gases, Moeve, Quimidroga, Química del Cinca e Repsol. Tra i partner istituzionali ci saranno ChemSpain, Foro Química y Sociedad e SusChem España. Nel corso dei quattro giorni, Smart Chemistry offrirà un’agenda ricca di attività: SmartTalks ospitate dalle aziende partecipanti, tavole rotonde e sessioni plenarie. I temi affrontati riguarderanno le principali sfide dell’industria chimica, tra cui l’accesso a energia a prezzi competitivi, la creazione di un quadro normativo stabile ed efficiente, l’innovazione per la decarbonizzazione, l’autonomia strategica nelle ma-
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“Vogliamo decarbonizzare, ma anche restare competitivi” “Smart Chemistry torna a Expoquimia con una roadmap chiara: rafforzare la competitività dell’industria chimica come prerequisito per accelerare l’innovazione e raggiungere gli obiettivi climatici dell’Europa entro il 2050”, commenta il direttore generale di Feique, Juan Antonio Labat. “Autonomia strategica, neutralità climatica, transizione energetica e trasformazione tecnologica non sono possibili senza un settore chimico robusto. Vogliamo decarbonizzare, ma dobbiamo restare competitivi. La transizione verde non può avvenire a scapito della forza industriale”. L’industria delle industrie I prodotti, i materiali avanzati e le tecnologie sviluppate dall’industria chimica sono presenti in oltre il 98% dei settori produttivi lungo tutta la catena del valore. La chimica è realmente un’“industria delle industrie”: senza di essa, il progresso verso la neutralità climatica e la gestione efficace della transizione verde sarebbe impossibile. L’industria chimica spagnola è uno dei principali motori economici del Paese. Con un fatturato di 85,483 miliardi di euro, rappresenta quasi il 4% del Pil nazionale e genera oltre un milione di posti di lavoro. Guida inoltre gli investimenti industriali in ricerca, sviluppo e innovazione, con oltre 2 miliardi l’anno. Organizzato ogni tre anni dal 2014, il forum è uno degli eventi più seguiti di Expoquimia.
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Appuntamenti
A Parma l’innovazione tecnologica nei materiali solidi sfusi Il mondo delle tecnologie per polveri, granuli e solidi sfusi tornerà a riunirsi per la prossima edizione di Solids Parma, che si terrà l’11 e il 12 febbraio 2026 presso il quartiere fieristico di Fiere di Parma. Ad oggi, il numero di espositori previsti ha superato quello registrato nell’edizione precedente del 2024, che aveva già mostrato numeri rilevanti: 143 (+17% rispetto al 2023), a testimonianza di un interesse crescente da parte delle aziende del settore e di un mercato vivace e in rapida evoluzione. Solids Parma continua, inoltre, la sua traiettoria di espansione, accelerando su innovazione, processi e nuovi mercati. Ad aumentare non sono solo i numeri delle aziende presenti, ma anche la varietà dell’offerta, che conferma l’anima trasversale della manifestazione: oltre agli storici compar-
ti della movimentazione, stoccaggio e trattamento dei materiali, darà ampio spazio a settori in rapida crescita come il riciclo plastico e tessile, sempre più al centro delle politiche industriali e ambientali, oltre che di conferenze e tavole rotonde nel corso dell’evento. Inoltre, da sottolineare è l’ingresso di realtà con profili produttivi piuttosto differenti rispetto alla composizione storica degli espositori. Basti pensare al settore dei gas industriali, degli umidificatori e dei software per la manutenzione: Solids 2026 si apre dunque a mercati e soluzioni complementari al suo core tradizionale. La fotografia aggiornata del mercato conferma l’alimentare come settore trainante (78,4%), seguito dal chimico (65%). Cresce in modo rilevante il comparto farmaceutico (56%), oggi tra i più dinamici in termini di espositori e solu-
zioni presentate, che entra nella top 3. Il ricco programma di convegni sarà un pilastro dell’edizione 2026. I partecipanti potranno prendere parte a workshop, tavole rotonde e conferenze focalizzate su temi chiave come il riciclo plastico e tessile, l’IA, la robotica e le normative M.O.C.A. (Materiali a Contatto con Alimenti), con un’attenzione particolare alle nuove regolamentazioni europee.
L’AGENDA Pharmapack 21-22 gennaio 2026 Parigi, Francia www.pharmapackeurope.com/en/ home.html Solids Parma 11-12 febbraio 2026 Parma www.solids-parma.de/it GMP-Pharma Congress 24-25 marzo 2026 Wiesbaden, Germania www.pharma-congress.com Cosmoprof 26-28 marzo 2026 Bologna www.cosmoprof.com Cosmofarma Exhibition 11-13 aprile 2026 Bologna www.cosmofarma.com/it
Making Pharmaceuticals 21-22 aprile 2026 Coventry, Regno Unito www.makingpharma.com
IVS - Industrial Valve Summit 19-21 maggio 2026 Bergamo www.industrialvalvesummit.com
Expoquimia 2-5 giugno 2026 Barcellona, Spagna www.expoquimia.com
Interphex 21-23 aprile 2026 New York, Usa www.interphex.com
Interphex Week 20-22 maggio 2026 Tokyo, Giappone www.interphex.jp/tokyo/en-gb.html
ChemE Show 9-10 giugno 2026 Houston, Usa cheme-show.com
Validate 29-30 aprile 2026 Dublino, Irlanda www.validateconference.com
SPS Italia 26-28 maggio 2026 Parma www.spsitalia.it
ECC10 - EuChemS Chemistry Congress 12-16 luglio, 2026 Anversa, Belgio euchems2026.eu
Chemspec Europe 6-7 maggio 2026 Colonia, Germania www.chemspeceurope.com
EUFEPS-SITELF Meeting - Advances in Pharmaceutical Science 27-29 maggio 2026 Napoli www.newaurameeting.it
X Congresso Nazionale SIFAP - La galenica come forma di intelligenza umana 18-20 settembre 2026 Verona www.newaurameeting.it
CPHI Americas 2-4 giugno, 2026 Penssylvania, Usa www.cphi.com/americas/en/home.html
Achema 14-18 giugno 2027 Francoforte, Germania www.achema.de
Emerson Global Exchange 19-21 maggio 2026 Dubai, EAU https://www.emerson.com/en-gb/ emerson-exchange-2026
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La tecnologia dei vaccini anti-Covid contro la fibrosi cistica Nuovi vettori per il trasporto delle informazioni genetiche che correggono le mutazioni alla base della malattia sono l’obiettivo di alcuni dei progetti sostenuti dalla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.
Dall’alto: Carlo Castellani e Matteo Marzotto, rispettivamente direttore scientifico e presidente di FFC Ricerca
Come minuscole navicelle, nuove molecole composte da grassi o particelle di origine virale viaggiano nel corpo umano per consegnare la terapia genica dove serve: nelle cellule dei polmoni delle persone con fibrosi cistica. Sviluppare nuovi vettori per il trasporto delle informazioni genetiche che correggono le mutazioni alla base della fibrosi cistica è l’obiettivo di alcuni dei progetti sostenuti dalla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica (FFC Ricerca), ente del terzo settore (ETS) nato nel 1997 per informare su questa patologia e promuovere studi scientifici che aumentino la durata e la qualità della vita delle persone che ne sono colpite. La tecnologia che si sta sviluppando si ispira ai principi alla base dei vaccini contro il Coronavirus, cioè l’uso di vettori per trasportare materiale genetico all’interno delle cellule. In fibrosi cistica la sfida è complessa: le terapie geniche coinvolgono molecole più grandi e complesse rispet-
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to all’RNA dei vaccini e devono attraversare un ambiente particolarmente ostile: l’epitelio dei polmoni, con lo spesso strato di muco e le infiammazioni croniche che caratterizzano questa patologia. Per questo, la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica investe nello sviluppo di sistemi di trasporto avanzati, in grado di superare queste barriere e portare nelle cellule bronchiali i meccanismi necessari per correggere le mutazioni del gene CFTR, responsabili dei gravi sintomi della malattia, senza ancora una cura risolutiva. Importanti aggiornamenti su questi studi e numerosi altri supportati dalla Fondazione sono stati presentati in occasione della XXIII Convention dei ricercatori FFC Ricerca, che ha fatto il punto sugli avanzamenti della ricerca finanziata dalla Fondazione, unico ente riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca come promotore dell’attività di ricerca scientifica sulla malattia.
La terapia genica per agire alla radice della patologia L’evento ha riunito a novembre a Verona le ricercatrici e i ricercatori dei progetti sostenuti dalla Fondazione nel triennio 2023-2025. “Ritrovarsi in Convention come comunità scientifica è essenziale per far progredire la ricerca sulla fibrosi cistica”, ha commentato Carlo Castellani, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ETS. “La terapia genica è una delle strade più promettenti: è un percorso complesso, ma potenzialmente decisivo per agire alla radice della malattia. Oggi sono allo studio vettori sempre più mirati e biocompatibili, capaci di raggiungere con precisione le cellule bersaglio e correggere le mutazioni del gene CFTR che causano la malattia. È un approccio che unisce biologia molecolare, nanotecnologia e medicina traslazionale, e che richiede la collaborazione di ricercatori con competenze diverse. Solo integrando queste conoscenze potremo trasformare l’innovazione scientifica in terapie realmente efficaci per le persone con fibrosi cistica”. “La Convention dei Ricercatori – ha sottolineato Matteo Marzotto, presidente della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ETS – ha rappresentato la sintesi annuale sullo stato della ricerca finanziata dalla Fondazione. Da quasi trent’anni, la nostra organizzazione è il principale acceleratore di ricerca in Italia dedicato a questa malattia. Il tema centrale di quest’anno è lo sviluppo in terapia genica di nuovi vettori per il trasporto delle informazioni che correggono la mutazione alla base della fibrosi cistica”.
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Lo stabilimento chimico farmaceutico a difesa dell’Italia Lo SCFM – che fa parte dell’Agenzia Industrie Difesa – ricerca, sviluppa e produce farmaci e dispositivi sanitari per il personale militare e civile, oltre a stoccare antidoti contro attacchi chimici, batteriologici o nucleari. L’attenzione alle malattie rare e la lavorazione della cannabis a fini terapeutici sono ulteriori cardini della sua missione. ICF ha visitato il sito produttivo di Firenze. di M. Poltresi, S. Ghioldi, A. Bignami
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a sua storia è intrecciata strettamente con quella dell’Italia e anzi affonda le sue radici ancor prima dell’unificazione. Quello che dal 1976 si chiama Stabilimento Chimico Farmaceutico Milita-
re fu in origine il primo “laboratorio generale chimico farmaceutico” formato nel 1832 e poi istituito ufficialmente, il 26 giugno 1853, come ente preposto alla lavorazione dei preparati d’uso dal Regio Decreto di Re
Vittorio Emanuele II. Il suo compito, come si legge nell’articolo 1, era anzitutto preparare e fornire “i medicamenti che siano per occorrere al servizio sanitario e di veterinaria per l’Armata di terra, tanto negli Spedali mi-
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Industria farmaceutica
Il Colonnello Arcangelo Moro è dal 2024 alla guida dello SCFM Dall’agosto 2024 il Direttore dello SCFM è il Colonnello Arcangelo Moro. Nato a Brindisi nel 1970, dopo aver frequentato l’Accademia Militare di Modena, Moro viene nominato presso la Scuola di Applicazione di Torino Ufficiale Carrista, con il grado di Sottotenente, nel 1991. Laureatosi in Scienze Politiche e Scienze Strategiche presso l’Università degli Studi di Torino, ha conseguito il master in Geopolitica del Mediterraneo (UniCassino), il Master in Studi Internazionali Strategico - Militari (UNIROMA3), il Master in Scienze Strategiche (UNITO) ed il Master in Diritto Umanitario Peace building e Gestione Costruttiva dei Conflitti (UNSCC). Ha assolto tutti gli obblighi di comando di Plotone, Compagnia, Battaglione in unità corazzate e di Staff negli organi centrali. In particolare, nell’agosto del 1999 dirige la prima Radio nella storia delle FF.AA. Radio West in Kosovo, durante l’operazione “Joint Guardian”, in cui progetta e realizza tutto il palinsesto dell’emittente in collaborazione con la Rai ed RTL 102.5, svolgendo numerose interviste, tra le quali spicca quella a Giovanni Paolo II. Per questa attività ha ricevuto a Bari il premio internazionale di giornalismo “Caravella del Mediterraneo”. Nel 2006 assume la vicepresidenza del Comitato Centrale della Rappresentanza Militare dove ha contribuito ad alcune proposte legislative tra le quali il Fondo di Efficienza per i Servizi Istituzionali (FESI), la norma di “specificità”, ovvero partecipato alla concertazione economica biennio 2006-2008, 2008-2010 e normativa 2006-2010 quale parte sociale per la categoria Ufficiali. Nel 2019 viene assegnato al Comando Centrale Statunitense (US – CENTCOM), con sede in Tampa, in Florida, dove ha svolto l’incarico di Strategic Analyst and Action Officer per le Violent Extremist Organizations (VEO), Internally Displaced People (IDPs) e Refugees del Comandante del CENTCOM, Gen. Frank McKenzie, ovvero di Deputy Senior National Reprelitari, che presso i corpi e Stabilimenti, ove esistono Infermerie”. Da allora il servizio chimico farmaceutico militare ha attraversato, al fianco delle Forze Armate e del Paese, tutte le più grandi emergenze e vicende della storia italiana: dalla lotta con-
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Il Direttore dello SCFM, Colonnello Arcangelo Moro, ha ricevuto lo scorso 6 giugno dal Presidente Eugenio Giani il “Pegaso d’Oro”, la più alta onorificenza della Regione Toscana che viene assegnata a personalità che si sono distinte per il servizio alla comunità nazionale e internazionale
sentatives. Durante il periodo di interesse è stato autore di numerosi Strategy Paper che sono stati pubblicati dal CENTCOM e diramati a tutti gli altri Comandi US paritetici, nonché al Pentagono, DoD, Agenzie Governative e non, National Defense University e think-tank. Dall’ottobre 2020 all’ottobre 2022 comanda il Reggimento Addestrativo della Scuola di Cavalleria di Lecce. Dal novembre 2022 al luglio 2024, comanda il Comando Militare Regionale dell’Esercito in Puglia. Il 23 agosto 2024 approda, quale primo Ufficiale d’Arma, alla Direzione dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze dove, oltre a portare i suoi valori e la sua esperienza, il Colonnello Moro avvia una fase di rinnovamento basata su efficienza produttiva, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e, soprattutto, sulla responsabilizzazione, collaborazione e sinergia fra tutte le persone e i reparti che operano nella sede. Opera riconosciuta con il conferimento, da parte del Presidente della Regione Toscana, dell’onorificenza “Pegaso d’oro” il 6 giugno del 2025.
tro la malaria, a inizio ‘900 con la produzione del chinino di Stato, alle due guerre mondiali, dall’alluvione di Firenze al terremoto del Friuli, dal disastro di Cernobyl fino alla pandemia da Covid19. Lo Stabilimento visse uno dei suoi momenti più drammatici du-
rante l’occupazione nazista, quando per rappresaglia i soldati tedeschi fucilarono al suo interno 12 fiorentini. Dall’iniziale sede di Torino, il servizio era stato infatti trasferito nel 1931 a Firenze, un punto geograficamente strategico per l’approvvigionamen-
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Industria farmaceutica Lo scorso 26 giugno sono stati celebrati con l’Alzabandiera i 172 anni dall’istituzione per Regio Decreto del laboratorio generale chimico farmaceutico, ovvero l’embrione dell’attuale Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare
Il Regio Decreto di Vittorio Emanuele II che nel 1853 istituì ufficialmente il laboratorio generale chimico farmaceutico come “ente preposto alla lavorazione dei preparati d’uso”
Lo SCFM è da sempre coinvolto nelle vicende storiche dell’Italia. Il momento più drammatico fu la fucilazione nei suoi reparti di 12 uomini per mano degli occupanti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella foto, il luogo dell’eccidio
to e la distribuzione su tutto il territorio nazionale. In oltre 170 anni il presidio produttivo non è mai venuto meno alla sua missione militare, civile e sociale, grazie soprattutto alla ricerca, lo sviluppo e la produzione di farmaci orfani e salvavita per patologie gravi che altrimenti non potrebbero essere trattate. Coopera inoltre con il Ministero della Salute alla Scorta Nazionale Antidoti, che prevede lo stoccaggio di prodotti contro il bioterrorismo e incidenti chimici e nucleari. L’unica officina farmaceutica dello Stato Lo SCFM, noto anche come l’unica officina farmaceutica dello Stato, opera senza fini di profitto, in complementarità con le aziende private e in uno spirito di pubblico servizio. Dal 2001 lo Stabilimento è alle dipendenze dell’Agenzia Industrie Difesa, nell’ambito del Ministero della Difesa, e ha cominciato a lavorare anche per l’industria alimentare – producendo Elisir di china, Enocordial, Grappa, Anetolo – e cosmetica, con creme e soluzioni dermofile, shampoo, acqua di colonia e di lavanda. A beneficio del Servizio Sanitario Nazionale e dei pazienti affetti da gravi malattie, in stretta collaborazione con l’AIFA, lo SCFM produce medicinali che non si possono trovare in altro modo, come: Mexiletina per la terapia delle miotonie distrofiche
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Industria farmaceutica e non distrofiche e di alcune aritmie cardiache; Colestiramina per il morbo di Crigler-Najjar; D-penicillamina, per il morbo di Wilson; Tiopronina per la cistinuria; Niaprazina per i disturbi del sonno; Ioduro di potassio, antidoto all’esposizione ad isotopi radioattivi dello Iodio (I131). Uno dei fiori all’occhiello del sito fiorentino è la linea di infialamento robotizzata per prodotti sterili, installata poco più di un anno fa. Con una velocità massima di 2.400 pezzi/ora, l’impianto riduce quasi a zero gli scarti, non subisce interruzioni, autoregola le proprie operazioni e automatizza anche le attività più critiche. La linea opera nel reparto che produce gli antidoti per la Difesa in caso di attacchi chimici, batteriologici, radiologici e nucleari. Ideato e costruito in seguito alla pandemia da Covid, il reparto è in grado di essere convertito per la produzione di anticorpi monoclonali e vaccini, in caso di una nuova emergenza sanitaria, rispettando così pienamente la storica impostazione “dual use”, militare e civile, dello SCFM. “La collaborazione è essenziale, sia all’interno sia verso le realtà esterne con cui interagiamo” Lo scorso 26 giugno sono stati commemorati con un Alzabandiera solenne i 172 anni dalla creazione, per Regio Decreto, del deposito di farmacia militare con annesso laboratorio generale chimico farmaceutico, ovvero l’embrione dell’attuale Stabilimento. Ha presieduto la giornata il Colonnello Arcangelo Moro, che nell’agosto del 2024 ha assunto la Direzione dello SFCM. La strategia del Direttore, emersa anche nel discorso ufficiale, punta molto a far leva sulla connessione, la sinergia e la collaborazione non solo fra i team interni ma anche fra lo stabilimento e gli enti esterni, pubblici e privati, che rap-
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La linea robotizzata di infialamento per farmaci sterili è uno dei fiori all’occhiello dello Stabilimento, che punta su innovazione tecnologica e ricerca scientifica
presentano il meglio dell’accademia, dell’industria, della ricerca del Paese in ambito chimico-farmaceutico. Una svolta che ha l’obiettivo di alzare ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dello Stabilimento. “Ritengo essenziale – ha detto nel corso della giornata il Colonnello Moro – il concetto di integrazione, sia interna, tra il personale civile e militare dello SFCM, sia esterna, con istituzioni civili, militari, enti regolatori, associazioni di categoria, università, enti di ricerca, aziende pubbliche e private”. Fondamentale per il futuro dello SCFM, secondo il Colonnello, sarà il ruolo della ricerca scientifica: “Deve essere il motore dell’innovazione tecnologica dello Stabilimento. Per questo, lo sviluppo del Centro di farmacologia e chimica applicata dovrà, in sinergia con altri centri all’avanguardia, sviluppare la ricerca medica, farmacologica e biologica, apportando progressi significativi nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie e migliorando la salute e la longevità della popolazione; e dovrà aiutare i decisori a fare scelte informate su questioni scientifiche, tecnologi-
che e ambientali”. Il Colonnello Moro ha chiesto infine a tutto il personale militare e civile impegnato nello stabilimento “un’alta consapevolezza del proprio ruolo e la massima responsabilizzazione ad ogni livello sulle attività svolte”, anche alla luce del processo di internazionalizzazione che vede lo SCFM inserito per conto del Ministero della Salute nel progetto europeo JA STOCKPILE – Joint Action on Comprehensive and Sustainable Strategic
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Industria farmaceutica
Nuovi investimenti per intensificare la ricerca sulle malattie rare Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare è stato iscritto nello schedario dell’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell’Università e della Ricerca, per avere accesso ai finanziamenti pubblici in materia di ricerca e/o formazione. L’Agenzia Industrie Difesa (AID) sostiene la ricerca e innovazione tecnologica e ha già programmato per lo Stabilimento, che ha al suo interno il Centro di Farmacologia e Chimica Applicata, una serie di investimenti per intensificare gli sforzi nella ricerca per malattie rare e condizioni patologiche ad alta complessità, con un focus particolare sull’innovazione e sulle tecnologie biotech. L’obiettivo è di garantire alla comunità militare e civile trattamenti farmacologici efficaci, sicuri e con standard elevati di qualità. Attraverso questa iscrizione, lo Stabilimento potrà ampliare la propria partecipazione a bandi di ricerca e formazione nazionale ed internazionale, con progetti destinati ad iniziative scientifiche destinate alla sicurezza sanitaria e al benessere della persona. L’iscrizione va a integrare i tanti progetti già avviati, tra i quali ricordiamo: NUTESA “sviluppo di un NUTraceutico Ecosostenibile per contrastare la sindrome da SovrAllenamento”; FITNESS “FITocomplessi di caNnabis nell’ESercizio fisico e nella Sindrome post traumatica da stress”; MANDRA “Molecole Attive Nella Difesa RAdiologica e nucleare”; e il DISA 2.0 “Revisione della Dotazione Interforze Sanitaria Antiveleni”. Inoltre, sono in fase di valutazione progetti innovativi che prevedono l’individuazione di nuove classi farmacologiche e soluzioni di tecnica farmaceutica. In primo piano, la collaborazione con la Fondazione FIRMO, che sta aprendo la strada verso l’interpretazione dei meccanismi biochimici della cannabis e i relativi futuri utilizzi nel contrasto alle patologie ossee. Esempio di questa virtuosa sinergia è la recente partecipazione al Bando di ricerca AIFA per il contrasto delle malattie rare.
Stockpiles of Medical Countermeasures, e per conto dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo alla ricostruzione del reparto neonatale di Odessa in Ucraina. Progetto Cannabis: un processo all’avanguardia per sfruttare le potenzialità della pianta, soprattutto nella cura del dolore Nel 2015, a seguito dell’accordo di collaborazione tra il Ministero della Difesa e della Salute, ha preso il via presso lo SCFM il Progetto Cannabis, che prevede la coltivazione standardizzata di cloni della pianta e la lavorazione farmaceutica dell’infiorescenza femminile attraverso l’essiccazione, la macinazione e il confezionamento. Lo Stabilimento è l’unico ed esclusivo produttore in Italia, con la coltivazione di due varietà: la FM1 contenente THC e la FM2 contenente THC e CBD. La distribuzione avviene in preparazioni galeniche affidate ai farmacisti su prescrizione medica. È in corso inoltre un progetto di ricerca e sviluppo di estratti oleosi da cannabis, che dovrebbe portare alla produzione del primo olio entro il 2026. I derivati della cannabis trovano impiego clinico soprattutto in alcune malattie neurologiche, nella terapia del dolore cronico, sia oncologico sia neuropatico, e nella chemioterapia. La cannabis viene applicata per esempio nel trattamento della sclerosi multipla, della malattia di Parkinson, della corea di Huntington, della sindrome di Gilles de La Tourette, di alcune forme di epilessia, della nausea e vomito da chemioterapia. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare di persona, accompagnati dal Colonnello Arcangelo Moro e da alcuni tecnici specialisti dello SCFM, i reparti dedicati alla lavorazione della cannabis, a partire dalle serre per la coltivazione. Qui, ci hanno spiegato, nulla è lasciato al caso. Il monitoraggio
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Industria farmaceutica
Nel 2015, a seguito dell’accordo tra il Ministero della Difesa e della Salute, prese il via presso lo SCFM il Progetto Cannabis, che prevede la coltivazione della pianta e la lavorazione farmaceutica dell’infiorescenza femminile attraverso l’essiccazione, la macinazione e il confezionamento
delle piante è attivo 24 ore al giorno per tutto l’anno. Le serre devono essere sempre tenute in precise condizioni ambientali e in qualsiasi momento ci sia un malfunzionamento, per esempio dell’impianto di climatizzazione o di illuminazione, interviene immediatamente la squadra di manutenzione. Le condizioni ambientali – come temperatura, umidità e illuminazione – sono costantemente monitorate da un sistema di videosorveglianza e sensori di controllo. Fase cruciale della coltivazione è il nutrimento, che è stato oggetto di approfonditi studi scientifici per lo
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sviluppo di metodi in grado di stabilizzare la produzione delle piante di cannabis. Il sistema di nutrimento si basa sulla coltura idroponica: un impianto di fertirrigazione apporta acqua e sali minerali. Le piante sono coltivate senza radici, quindi la loro crescita risulta particolarmente delicata, ma ad oggi lo SCFM ha portato il tasso di sopravvivenza quasi al 100%. Il sistema di fertirrigazione, sviluppato all’interno dello Stabilimento, consente di impostare i parametri e le ricette per la somministrazione delle sostanze nutritive, come potassio, fosforo, azoto ecc.
Un’altra tecnologia importante per la coltivazione è rappresentata dall’impianto di illuminazione, che può emettere luce completamente bianca, oppure di altri colori, come rosso e verde, a seconda della fase di crescita della pianta. Al termine della coltivazione in serra, le infiorescenze vengono separate dal resto della pianta mediante trimmatura e poi essiccate. A quel punto comincia la lavorazione farmaceutica vera e propria all’interno del reparto API (Active Pharmaceutical Ingredients) che, processando sostanze attive, è sottoposto ai controlli dell’AIFA. La lavorazione prevede la macinazione delle infiorescenze e la loro ripartizione in flaconcini da 5 g. I flaconcini vengono poi trasportati negli unici due centri in Italia abilitati all’irraggiamento gamma, per l’abbattimento della carica batterica. Una volta rientrati allo SFCM, i prodotti vengono sottoposti ad analisi chimiche e microbiologiche e, una volta verificata l’idoneità, sono rilasciati in lotti pronti per la consegna ad oltre 200 farmacie ospedaliere.
Oltre ai farmaci e ai dispositivi medici, lo SFCM realizza anche alcuni prodotti per l’industria alimentare e cosmetica
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Energia
Nuovo impianto fotovoltaico per una chimica sostenibile Nella sede di Terranova dei Passerini, Sasol Italy ha inaugurato l’avvio dei lavori della centrale energetica progettata con GreenYellow Italia. Il sito produrrà in un anno circa 7,61 GWh, abbattendo oltre 4mila tonnellate di CO2. Sasol Italy e GreenYellow Italia hanno inaugurato a ottobre l’avvio dei lavori per la nuova centrale solare fotovoltaica a Terranova dei Passerini (LO). GreenYellow Italia è un player internazionale nel campo della transizione energetica, mentre Sasol Italy è la branch italiana del gruppo multinazionale sudafricano attivo nei settori chimico ed energetico, presente in 22 Paesi. Il progetto rappresenta una tappa significativa nella strategia della società chimica verso un approvvigionamento energetico più sostenibile e indipendente. L’impianto sarà posizionato a terra, in aree di proprietà di Sasol Italy, e avrà una potenza installata complessiva di 5,1 MWp e sarà realizzato con un contratto di fornitura diretta di energia sul sito (on-site PPA), dove la branch, ritirando e gestendo il bilanciamento dell’energia prodotta, potrà beneficiare di condizioni economiche favorevoli e più stabili nel tempo. La messa in funzione è prevista nel secondo seme-
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stre del 2026 e a pieno regime il sito garantirà una produzione annua di circa 7,61 GWh. In termini ambientali, il progetto consentirà di evitare oltre 4.000 tonnellate di CO2 all’anno, equivalenti al consumo medio di più di 2.800 famiglie. Allo sviluppo del progetto ha contribuito sin dalle origini anche la società Eemaxx Innovation, che si è occupata, in particolare, dell’iter autorizzativo che sta rendendo possibile l’avviamento del cantiere. L’obiettivo di ridurre le emissioni dei siti italiani “Questo progetto segna un’altra tappa significativa nel nostro percorso di transizione energetica e conferma la nostra volontà di collaborare con partner come GreenYellow per attuare concretamente la nostra strategia all’insegna della sostenibilità e verso l’obiettivo di riduzione delle emissioni per i nostri siti industriali italiani”, ha commentato Sebastiano Durante, Senior Ma-
nager Strategic Sourcing Energy & Emissions di Sasol Italy. In occasione dell’avvio dei lavori era presente in Italia anche Rolando Furlong, General Manager Europe di GreenYellow: “Questo progetto incarna perfettamente la nostra visione: rendere accessibile e sostenibile la transizione energetica per le imprese. L’Italia rappresenta per noi un mercato strategico in Europa e questo progetto dimostra concretamente la nostra determinazione ad accelerare la transizione energetica delle aziende italiane. Collaborando con partner come Sasol, contribuiamo in modo tangibile alla decarbonizzazione del settore industriale e alla costruzione di un futuro energetico più resiliente”. Il progetto di Terranova dei Passerini consolida la posizione di GreenYellow come acceleratore della transizione energetica delle imprese attraverso progetti personalizzati chiavi in mano, con investimento, gestione e manutenzione garantiti direttamente dal Gruppo. Un modello che consente ai clienti di concentrarsi sul proprio core business, affidando a GreenYellow la gestione tecnica e operativa degli impianti con la massima tranquillità e sicurezza. “Questo intervento – ha detto Pierre Marouby, Country Manager di GreenYellow Italia – consolida la nostra capacità di accompagnare i clienti del comparto industriale nel loro percorso di decarbonizzazione. Poiché l’energia rappresenta uno dei principali costi per l’industria, offriamo alle aziende la possibilità di accedere a un’energia verde, prodotta localmente, prevedibile e più conveniente. Grazie a modelli contrattuali flessibili come l’on-site PPA, offriamo alle aziende la possibilità di beneficiare di energia rinnovabile competitiva, riducendo al contempo l’esposizione alle fluttuazioni del mercato e la dipendenza dalla rete elettrica”.
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Engineering
L’ingegneria industriale si fa digitale e collaborativa Si è svolto a Milano l’evento dedicato all’innovazione nel mondo EPC: in scena le soluzioni dell’Industrial Software Company AVEVA per la progettazione, costruzione e gestione dei capital project. In un contesto in cui i progetti ingegneristici diventano sempre più complessi, globali e interconnessi, la capacità di integrare strumenti digitali avanzati nei processi di ingegneria rappresenta un vantaggio competitivo cruciale. È partendo da questa consapevolezza che AVEVA ha organizzato l’Engineering Tech Day, una giornata di approfondimento tecnico che ha riunito a Milano ingegneri, progettisti, system integrator e professionisti del mondo EPC per analizzare le più recenti innovazioni in ambito software e data management applicate alla progettazione, costruzione e gestione di impianti. L’evento ha offerto una panoramica concreta delle tecnologie AVEVA che stanno trasformando l’ingegneria industriale in chiave digitale e collaborativa, mettendo in evidenza l’evoluzione del portfolio Unified Engineering, l’integrazione di soluzioni software interoperabili nell’intero ciclo di vita di un progetto, i vantaggi di un approccio data-driven e il crescente impatto dell’intelligenza artificiale nei processi decisionali e operativi delle aziende EPC. Navigare la complessità nei progetti EPC I tecnici e i consulenti AVEVA – Angelo Crippa, Antonello Fiorillo, Ales-
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sandro Giusti, Andrea Scaringi e Mauro Pistis – hanno aperto i lavori con una presentazione che ha simulato uno scenario critico: un imprevisto in corso d’opera per una società EPC ha causato ritardi e variazioni progettuali, comportando la necessità di riallocare le risorse in tempo reale. Le soluzioni illustrate dal team AVEVA – tra cui AVEVA Asset Information Management (AIM), WorkPack, Enterprise Resource Management (ERM), Process Simulation, Unified Engineering e AVEVA XR for Training – hanno dimostrato come sia possibile ridurre l’impatto di eventi imprevisti, mantenendo coerenza progettuale, tracciabilità e controllo sui costi e sui tempi. La nuova era dell’ingegneria integrata: le testimonianze di Ballestra e Idom L’evento è proseguito con la sessione dedicata ad AVEVA Unified Engineering (UE) Spectrum, la suite cloud-native per la progettazione integrata multidisciplinare, che consente di accelerare le fasi di progettazione su scala multi-sito, agevolando la collaborazione tra i team di ingegneria. Giacomo Lomazzi, Piping, Civil & Structures Department Manager di Ballestra, ha condiviso l’esperienza
diretta dell’azienda nell’utilizzo della soluzione per progetti EPC complessi e diffusi. A seguire, Fabio Venturuzzo (AVEVA) ha portato la voce di altri clienti, come Idom, che hanno adottato Spectrum per ottenere maggiore coerenza progettuale, ridurre i costi di coordinamento e abilitare revisioni continue in tempo reale. Mauro Pistis, Global Presales Leader per Engineering & Design di AVEVA, ha chiuso la mattinata presentando le principali novità dell’ultima release di AVEVA Unified Engineering. AI e ingegneria: visione e applicazioni concrete con Saipem La sessione pomeridiana è stata dedicata alla strategia AVEVA per l’adozione dell’AI nell’ingegneria. Moresh Wankhede, AI Senior Product Manager di AVEVA, ha delineato un percorso di innovazione che integra l’intelligenza artificiale nei processi di progettazione, ottimizzazione e gestione degli impianti, con l’obiettivo di incrementare produttività ed efficienza lungo l’intero ciclo di vita degli impianti. A testimoniarlo è stato l’intervento di Fabrizio Fioretti, Technical Manager di Saipem, che ha presentato l’iniziativa AI 4 Engineering, illustrando la collaborazione strategica tra Saipem e AVEVA. Due tavole rotonde hanno concluso la giornata. La prima, dedicata all’Intelligenza Artificiale in ambito ingegneristico con Marco Armando Pecoraro, Engineering Processes Digitalization Team Leader di Tecnimont, Stefano Cartocci, E&C Digital Program Manager di Saipem e Moresh Wankhede di AVEVA. La seconda, “Engineering of the Future”, ha offerto la visione prospettica di Paolo Puzone Head of Digital Department and IT EPCI and AI LAB di Saipem e Massimo Rosi, Head of ICT and General Services di Tecnimont sulle principali direttrici evolutive del settore.
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Formazione
Gli Ineos Awards per le migliori tesi su sostenibilità e innovazione L’aula magna del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa ha ospitato a ottobre la cerimonia di premiazione degli Ineos Master Thesis Awards 2025, un’iniziativa che celebra l’eccellenza della ricerca dei giovani laureati in Chimica e Ingegneria Chimica. Giunto alla sua terza edizione italiana, il premio nasce dalla collaborazione tra Ineos Manufacturing Italia e Inovyn Produzione Italia, due società del gruppo Ineos, player internazionale nel settore delle specialità chimiche e delle poliolefine, con sede e impianti produttivi nel polo industriale di Rosignano (LI). L’iniziativa, avviata nel 2019, mira a valorizzare le
migliori tesi magistrali che affrontano le grandi sfide della chimica contemporanea: chimica sostenibile, economia circolare e innovazione dei processi industriali. Dopo i saluti del professor Andrea Pucci, che ha aperto la giornata sottolineando l’importanza del dialogo tra università e industria, sono intervenuti i professori Erika Ribechini e Antonio Bertei, rappresentanti rispettivamente dei Dipartimenti di Chimica e Chimica Industriale e di Ingegneria Chimica, insieme alla dottoressa Juna Cavallini HR & Communication Manager di Ineos Manufacturing Italia. L’edizione 2025 ha visto la selezione di tesi di laurea magistrale di alto livello e assegnato due premi da 1.500 euro a: Pietro Agola, Corso di Laurea Magistrale in Chimica, per una tesi che si distingue per originalità, rigore sperimentale e contributo innovativo nel campo della chimica sostenibile e dei Metal Organic Frameworks (MOF); Chiara Ialuna, Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica, per un lavoro dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate nell’ambito dell’economia circolare e dell’efficienza dei processi. La cerimonia ha visto una grande partecipazione di studenti, docenti e rappresentanti delle aziende, a testimonianza del forte legame che unisce il territorio di Rosignano e l’Università di Pisa nel promuovere una chimica sempre più sostenibile e responsabile.
La chimica raccontata dagli studenti: premiati 34 progetti La chimica raccontata attraverso canzoni, video, podcast e quiz. Linguaggi e strumenti diversi caratterizzano i progetti vincitori dell’edizione 2024-2025 del Premio Nazionale Federchimica Giovani “Chimica: la scienza che salva il mondo”, promosso ogni anno dalla Federazione nazionale dell’industria chimica, insieme alle sue associazioni di settore, per avvicinare le nuove generazioni alla chimica attraverso la didattica innovativa. L’iniziativa si rivolge alle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia e prevede la realizzazione di un progetto da parte di un singolo studente o di un gruppo, che racconti la magia della chimica e dei suoi settori, con creatività, ma sempre con rigore scientifico. Nel corso dell’anno scolastico 2024-2025
hanno aderito al Premio oltre 4.000 studentesse e studenti da tutta Italia che hanno presentato 250 elaborati creativi. Di questi, sono 34 i progetti, individuali e di gruppo, premiati a novembre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, con buoni da spendere in materiale didattico per i gruppi e tablet per i singoli partecipanti. Il Premio Nazionale Federchimica Giovani è uno dei progetti che Federchimica dedica alle scuole per far conoscere la chimica ai giovani, sfatando i falsi miti, con l’obiettivo di orientare le nuove generazioni alle carriere scientifiche in ambito tecnico, professionale e universitario. L’industria chimica, infatti, è tra i settori che più contribuiscono a creare occupazio-
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ne nel Paese, con oltre 11.000 nuovi posti di lavoro generati tra il 2015 e il 2024. E punta sui giovani: dal 2015 l’occupazione under 35 è aumentata del 22% e a un anno dalla laurea il 93% dei chimici e degli ingegneri chimici trova lavoro. Anche i diplomati ai corsi di ambito chimico degli ITS Academy trovano un impiego qualificato, nell’83% dei casi, non appena terminato il percorso di studi. Le iscrizioni per la nuova edizione per l’anno scolastico 2025-2026 sono aperte: c’è tempo fino al 31 marzo 2026 per aderire. Gli elaborati andranno consegnati entro l’8 maggio 2026. Le informazioni per partecipare alla nuova edizione del concorso sono disponibili su www.premiofederchimicagiovani.it.
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Consulenza
Le affinità elettive tra farmaci e cosmetici Un recente report dell’EUIPO analizza le somiglianze fra le due categorie e la nascita di prodotti ibridi fra proprietà curative ed estetiche. Ecco come orientarsi in un mercato in cui cresce il rischio di confusione e conflitto fra i marchi. di Laura Pedemonte*
*Consulente in Marchi, Barzanò e Zanardo
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n recente report delle Commissioni di Ricorso dell’EUIPO (l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale), dal titolo “Similarity betwe-
en pharmaceuticals and cosmetics”, di seguito “Report”) analizza le aree di sovrapposizione tra le categorie di farmaci e cosmetici, fornendo precise indicazioni sulla valutazione dell’affinità fra prodotti,
ai fini della tutela dei marchi. Questo articolo offre una chiave di lettura operativa del Report, con spunti pratici per orientare scelte strategiche nella gestione del portafoglio marchi.
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Consulenza
ri strumenti concreti per garantire una protezione efficace dei marchi e prevenire possibili conflitti tra segni distintivi nel settore.
Un mercato in trasformazione: distinguere farmaci e cosmetici è sempre più complesso I confini tradizionali tra settore farmaceutico e cosmetico si stanno progressivamente attenuando, complice la crescente convergenza nei canali distributivi e nelle strategie di comunicazione. Non solo, l’evoluzione del mercato ha portato all’emergere di categorie “ibride” di prodotti che si ritiene abbiano proprietà curative o terapeutiche (farmaceutiche), pur avendo finalità prevalentemente estetiche. In questo contesto evolutivo, che alimenta rischio di confusione e conflitti fra brand, il Report chiarisce quando due prodotti, appartenenti a queste macro-categorie, possano essere considerati affini nell’ambito della valutazione di confondibilità fra marchi. L’analisi offre pertanto agli operato-
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Le definizioni alla luce della normativa UE Nel delineare i confini tra prodotti farmaceutici (classe 5) e cosmetici (classe 3), il Report adotta le definizioni tratte dalla normativa europea: - I prodotti farmaceutici, ai sensi della Direttiva 2001/83/EC, art. 1(2) sono sostanze o combinazioni di sostanze destinate a curare, prevenire o diagnosticare malattie, oppure a modificare funzioni fisiologiche tramite azione farmacologica, immunologica o metabolica. - I prodotti cosmetici, secondo il Regolamento (CE) n. 1223/2009, art. 2(1)(a), sono sostanze o miscele destinate all’uso esterno sul corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie ecc.) oppure sui denti e sulle mucose della bocca, allo scopo esclusivo prevalente di pulire, profumare, modificare l’aspetto, proteggere, mantenere la condizione delle superfici trattate o correggere gli odori corporei. Va precisato che non rientrano nella categoria dei cosmetici i prodotti destinati a essere ingeriti, inalati, iniettati o impiantati nel corpo umano (art. 2(2) del ci-
tato Regolamento). Le suddette definizioni, pur apparentemente chiare, lasciano margini interpretativi ampi in particolare quando si considerano prodotti multifunzionali, come ad esempio i cosmeceutici (cosmetici con ingredienti bioattivi), spesso al centro di controversie in tema di marchi. Quando prodotti farmaceutici e cosmetici possono essere considerati affini Attraverso l’analisi sistematica della casistica europea, il Report individua i criteri ricorrenti per valutare la similitudine tra farmaci (classe 5) e cosmetici (classe 3). Di seguito, una sintesi dei principali orientamenti. 1. Farmaci vs Cosmetici (o specifici cosmetici, escluso profumeria e oli essenziali), Categorie Generali - Le decisioni analizzate mostrano un comune orientamento nel riconoscere una certa similitudine tra le categorie generali di farmaci e cosmetici (o specifici cosmetici, ad eccezione di profumi e oli essenziali). La Corte di Giustizia tende a rilevare un’affinità di grado basso, mentre le Commissioni di Ricorso si muovono tra un grado basso e medio. Questa affinità si fonda sulla valutazione dello scopo comune dei prodotti (ad esempio, cura della pelle o dei capelli), dei canali di distribuzione simili (farmacie, ne-
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Consulenza
gozi specializzati), target di consumatori sovrapponibile (grande pubblico), forma (gel, crema), modalità d’uso comparabili (per uso esterno) e, talvolta, anche della stessa origine commerciale. Quando quest’ultima è dimostrata – ad esempio, tramite prodotti commercializzati sotto lo stesso marchio – si giustifica un livello di somiglianza medio. 2. Farmaci per uso esterno vs Cosmetici (o specifici cosmetici, escluso profumeria e oli essenziali) - In questi casi, le due tipologie di prodotto condividono spesso forma, funzione, modalità d’uso, canali di vendita e ingredienti, portando a una valutazione di similitudine di grado medio per la consolidata casistica. 3. Farmaci con indicazioni terapeutiche (non per uso esterno) vs Cosmetici (o specifici prodotti cosmetici) – I farmaci con finalità terapeutiche sistemiche (non per uso esterno) sono ritenuti diversi rispetto ai cosmetici. Differiscono per scopo, modalità d’uso, canali di distribuzione e pubblico di riferimento, e non risultano complementari. 4. Farmaci vs Profumeria - Farmaci e prodotti di profumeria (compresi deodoranti e oli essenziali) risulta-
no in genere dissimili, in quanto destinati a scopi diversi, venduti tramite canali differenti e rivolti a consumatori distinti. Solo in casi isolati, come alcuni deodoranti o oli essenziali, si è riconosciuto un basso grado di similitudine con i farmaci, ma si tratta di eccezioni inserite in contesti di valutazione più ampi. Conclusioni e raccomandazioni pratiche per i titolari di marchi Sebbene la normativa distingua chiaramente tra farmaci e cosmetici, nella pratica commerciale e giuridica questa separazione risulta spesso sfumata, soprattutto per prodotti “ibridi” come i cosmeceutici. Questa sovrapposizione tra categorie può avere conseguenze significative sul piano della tutela dei marchi, soprattutto nella valutazione dell’affinità tra prodotti e del rischio di confusione dei segni. In un contesto tanto dinamico e competitivo, diventa quindi suggeribile per le aziende del settore adottare strategie mirate nella gestione del proprio portafoglio marchi. In particolare, si suggerisce: - Scelta del brand: privilegiare marchi distintivi e meno descrittivi può ridurre il rischio di confondibilità,
soprattutto in mercati ad alta densità di prodotti simili o “ibridi”. - Ricerche preliminari complete: eseguire ricerche di anteriorità estese sia alla Classe 3 (cosmetici) che 5 (farmaceutici), al fine di individuare potenziali interferenze, anche in ambiti non immediatamente contigui. - Strategie di registrazione: può risultare opportuno valutare la registrazione in entrambe le classi 3 e 5 per rafforzare la protezione, in particolare se il prodotto può avere caratteristiche “multifunzionali” (per esempio cosmetico con finalità secondarie terapeutiche o farmaco per uso topico). - Sorveglianza del mercato e dei Registri: monitorare costantemente il mercato e le domande di marchio nei Registri in entrambe le classi consente di intervenire tempestivamente in caso di possibili violazioni o conflitti. - Valutazioni dinamiche del portafoglio IP: l’evoluzione del mercato e l’emergere di prodotti “multifunzionali” impongono una revisione periodica del portafoglio marchi, per assicurare una copertura adeguata alle nuove linee di prodotto. Infine, è importante che le aziende integrino queste valutazioni nella pianificazione strategica complessiva, soprattutto in fase di sviluppo di nuovi prodotti. Una corretta impostazione delle attività IP sin dalle prime fasi del ciclo di vita del prodotto non solo riduce il rischio legale, ma può anche rappresentare un vantaggio competitivo rilevante in un mercato sempre più affollato e regolamentato. Per affrontare con consapevolezza queste tematiche e predisporre una strategia di tutela efficace, è consigliabile affidarsi al supporto di consulenti in proprietà industriale con esperienza specifica nei settori di riferimento.
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Applicazioni medicali
Sistemi adesivi progettati per i dispositivi medicali Nella conferenza presso la sede di Milano, Henkel ha presentato le innovazioni della gamma LOCTITE® destinate ad applicazioni medico-sanitarie. La “Total Solution”, che include la scelta dell’adesivo, del sistema di dosaggio e della tecnologia di polimerizzazione, consente di ridurre gli scarti e aumentare la produttività in fase di incollaggio. a cura di Alessandro Bignami
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li avanzamenti nel settore dei dispositivi medicali presuppongono un’evoluzione tecnologica multidisciplinare che va dalla chimica alla fisica, fino all’ingegneria e alla robotica. Spesso non ci si rende conto, per esempio, del ruolo essenziale degli adesivi nell’assemblaggio, nell’ottimizzazione e nell’affidabilità dei dispositivi. Lo scorso ottobre abbiamo avuto la possibilità di capirne di più visitando la sede centrale di Henkel Italia, dove i suoi esperti hanno descritto come gli adesivi LOCTITE® contribuiscono allo sviluppo e alla realizzazione di medical devices più sicuri, piccoli, avanzati e conformi ai requisiti normativi. Un’applicazione concreta è stata raccontata dagli specialisti di Quanta System, che produce tecnologie laser per trattamenti estetici e chirurgia. Con una soluzione studiata ad hoc con Henkel, l’azienda ha automatizzato l’operazione, prima manuale, di incollaggio e polimerizzazione di blast shield, componenti di ricambio delle macchine laser. La scelta dell’adesivo, del sistema di dosaggio e della soluzione di fotopolimerizzazione contribuisce a formare la Total Solution Loctite. Che, grazie anche alla possibile combinazione con i robot antropomorfi e collaborativi di Yaskawa, segna una nuova tappa nell’evoluzione dell’incollaggio industriale. Una gamma che “aderisce” alle nuove esigenze del medicale Henkel Adhesive Technologies, protagonista internazionale nel settore degli adesivi, sigillanti e rivestimenti funzionali per l’industria, ha presentato, nel corso di un evento stampa presso la sede centrale della filiale italiana a Milano, una nuova gamma
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di adesivi Loctite a polimerizzazione LED, flessibili e rigidi, tra cui Loctite AA 3951 / AA 3953 e Loctite AA 3961 / AA 3963, progettati per soddisfare le rigorose esigenze dell’assemblaggio di dispositivi medicali. I nuovi prodotti sono un elemento chiave della recente campagna “Bonded. For Life”, che evidenzia come le innovazioni tecnologiche Loctite contribuiscano allo sviluppo e alla realizzazione di dispositivi medicali più sicuri, piccoli e avanzati, accelerandone la produzione nel rispetto di requisiti normativi sempre più complessi. Loctite collabora da decenni con importanti progettisti e produttori di dispositivi medicali, migliorando continuamente le proprie tecnologie adesive per rispondere alle mutevoli esigenze del settore sanitario, in applicazioni su larga e piccola scala. Loctite offre un portafoglio diversificato e completo per gli adesivi industriali, le apparecchiature di dosaggio e i sistemi di polimerizzazione.
L’offerta comprende più di 40 prodotti testati secondo i protocolli Henkel basati sugli standard di biocompatibilità ISO 10993 e un centinaio di altri formulati per applicazioni non invasive, dagli strumenti chirurgici avanzati alla produzione ad alto volume di dispositivi monouso, apparecchiature per la diagnostica e tecnologie di nuova generazione per il trattamento dei pazienti. “Gli adesivi non si vedono ma possono fare la differenza”, ha esordito Mauro Stien, Business Development Manager Medical Industry di Henkel Adhesive Technologies, nell’incontro con la stampa specializzata. Il manager ha ricordato che i principali campi d’applicazione delle soluzioni dell’azienda in ambito medicale sono i dispositivi monouso, i dispositivi riutilizzabili, le attrezzature per i pazienti, le apparecchiature durevoli e per la diagnostica. “Gli adesivi Loctite per il settore medicale consentono di risparmiare molto tempo, garan-
Un momento della conferenza stampa presso la sede di Henkel Italia a Milano
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Soluzioni Loctite® per il settore medicale
tiscono ai produttori la flessibilità di progettare dispositivi avanzati, l’opportunità di migliorare l’efficienza operativa e soddisfare i rigorosi standard di sicurezza e di prestazioni richiesti dal mercato. Assicurando legami forti e affidabili nelle applicazioni medicali critiche, le nostre soluzioni possono aiutare i produttori a raggiungere i loro obiettivi, ma anche contribuire al benessere dei pazienti e ai migliori risultati clinici”. La gamma Loctite comprende inoltre alcune soluzioni innovative per automatizzare l’assemblaggio dei dispositivi medicali e aiutare i clienti a incrementare la produttività, ridurre gli sprechi e migliorare la sicurezza degli operatori. I sistemi avanzati di polimerizzazione LED per adesivi acrilici consentono una fotopolimerizzazione rapida ed efficiente dal
punto di vista energetico, con una minore esposizione al calore, prolungando la durata delle apparecchiature e rendendo più sicuro il lavoro degli operatori. Al contempo, i sistemi di dosaggio Loctite sono compatibili con una vasta gamma di tecnologie adesive e formati, riducendo ulteriormente gli sprechi, favorendo l’utilizzo di confezioni più grandi e processi produttivi più sicuri.
“La produzione di dispositivi monouso richiede velocità elevate, precisione nell’assemblaggio e resistenza alla sterilizzazione, mentre le attrezzature multiuso hanno bisogno soprattutto di garanzie di biocompatibilità ed elevata resistenza a cicli multipli di sterilizzazione. Gli adesivi Loctite soddisfano questi requisiti in modo affidabile”, ha aggiunto Mauro Stien. Ambra Chierico, Application Engineering Manager Cluster South in Henkel, ha fatto una panoramica sulle diverse soluzioni della gamma Loctite: dai cianocrilati agli acrilici, dai siliconi alle epossidiche. Si è soffermata in particolare su Loctite 402, che “era stato pensato inizialmente per applicazioni di general industry ma poi, viste le preastazioni e la resistenza all’invecchiamento a caldo, che lo rendono ideale per l’autoclave e altri metodi di sterilizzazione, ha trovato importanti applicazioni nel settore medicale”. Altre sue caratteristiche sono la biocompatibilità ISO 10993 e l’alta resistenza all’umidità. Interessante anche la descrizione degli adesivi a fotopolimerizzazione. “Dopo l’esposizione alla sorgente luminosa appropriata – ha spiegato Chierico – questi adesivi monocomponenti polimerizzano completamente in pochi secondi, formando polimeri con un’eccellente adesione a un’ampia gamma di substrati”. Il substrato deve essere trasparente per consentire il passaggio della luce. Nicola Catalfamo, Business Development Manager South Europe in Henkel, ha illustrato la configurazione Total Solution Loctite, che include i sistemi di dosaggio e le tecnologie di polimerizzazione. L’azienda mette a disposizione sistemi di dosaggio per adesivi in diversi formati. “La possibilità di dosare con estrema precisione solo l’adesi-
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Applicazioni medicali vo necessario consente di ridurre notevolmente lo spreco di materiale e quindi i costi di produzione per l’utilizzatore, a cui si aggiungono maggiori affidabilità e produttività”, ha detto Catalfamo. La scelta del sistema è legata a diversi fattori, come le sostanze chimiche dell’adesivo, che possono avere diverse caratteristiche di polimerizzazione, le dimensioni e il tipo di confezione, oltre alle specifiche di processo. Catalfamo è poi sceso nel dettaglio dei diversi sistemi di dosaggo disponibili: il dosatore integrato Pulse SC50 per una erogazione di precisione a
Sistemi di dosaggio Loctite
Mauro Stien, Henkel Adhesive Technologies: “Gli adesivi Loctite assicurano legami forti e affidabili nelle applicazioni medicali critiche, aiutando i produttori a migliorare l’efficienza operativa e contribuendo al benessere dei pazienti”
bassa viscosità; la valvola stazionaria per un’ampia gamma di adesivi con elevata ripetibilità; la valvola dosatrice volumetrica VA40 CA per l’erogazione di gocce di cianoacrilato; il dosatore peristaltico digitale PU20 per l’erogazione, senza necessità di aria compressa, di prodotti monocomponenti a bassa viscosità; infine il Pulse SD30 per siringhe. Nella Total Solution Loctite rientrano anche i sistemi di fotopolimerizzazione LED che offrono elevata potenza, portabilità, funzionamento continuo e lunga durata. Incollaggio di blast shield per macchine laser chirurgiche Dopo l’esposizione degli specialisti di Henkel, è stato dato spazio alla testimonianza di un utilizzatore delle soluzioni Loctite. Si tratta del produttore di tecnologia laser per la chirurgia e la medicina estetica Quanta System, rappresentato in conferenza da Marco Maltagliati, Head of Global After-Sale & Customer Service Management, e Salvatore Marchese, Field Service Engineer and Team Leader. Quanta System ha scelto Loctite per l’incollaggio dei componenti Blast Shield, utilizzati come pezzi di ricambio per macchinari laser in ambito chirurgico. Questi componenti sono costituiti da una struttura in alluminio, alla quale viene accoppiata una lente di ispezione mediante fissaggio in tre punti. Ogni pezzo ha un elevato valore unitario, per cui è inaccettabile qualsiasi scarto produttivo. È stata applicata una soluzione complessiva Loctite, che include: l’adesivo UV Loctite 3494 ad alte prestazioni, ideale per elementi ottici e metallici; il sistema di dosaggio automatizzato con tecnologia cartesiana a 3 assi, dotato di valvola per la distribuzione uniforme del prodotto
nei tre punti richiesti e di torcia LED UV per garantire una polimerizzazione controllata e ripetibile. Tra i risultati raggiunti spiccano: efficienza ed efficacia del processo produttivo; rapidità di applicazione dell’adesivo; qualità del prodotto finito e azzeramento degli scarti: benessere riferito dagli operatori, che prima lamentavano i tempi e l’eccessiva ripetitività dell’attività di incollaggio. “Henkel è riuscita a confezionarci una soluzione su misura, dopo essersi confrontata con la nostra area engineering”, ha commentato Maltagliati. “È stata completamente automatizzata un’operazione di incollaggio che prima veniva effettuata manualmente dall’operatore, con grandi risultati in termini di riduzione degli scarti e aumento della produttività. Ora siamo in grado anche di stoccare blast shield pronti per la consegna e non più solo di produrre in risposta agli ordini”. Combinazione di tecnologie all’avanguardia Henkel ha aperto nuove prospettive nell’incollaggio industriale anche grazie alla combinazione dei sistemi di dosaggio Loctite con i robot antropomorfi e collaborativi di Yaskawa, azienda giapponese specializzata nelle tecnologie di azionamento e nella robotica. Coniugando le tecnologie di Henkel e Yaskawa, le imprese di ogni dimensione possono sperimentare applicazioni basate su un robot e un sistema di dosaggio per applicare adesivi, sigillanti e altri fluidi in cordoli e punti sui loro manufatti, eseguendo con alta precisione disegni e schemi programmati. Le aziende che utilizzano questi sistemi ottengono precisione e qualità nell’incollaggio, rapidità ed efficienza, riduzione degli sprechi, maggiore sicurezza per l’operatore.
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Applicazioni medicali in ospedale fino al letto del paziente. Medication Management Platform (MMP) e il rivoluzionario Carrello Robotizzato 5.0 integrano automazione e tracciabilità per ottimizzare la logistica ospedaliera, garantire sicurezza nella somministrazione, eliminare errori e sprechi, e ridurre il carico di lavoro del personale sanitario. “Da un approfondito studio svolto in collaborazione con alcune strutture ospedaliere di eccellenza emerge come ancora oggi gli operatori sanitari debbano disperdere oltre un quarto del loro tempo per attività meramente logistiche, sottraendolo alla cura dei pazienti”, dichiara Adriano Fusco, Digital Healthcare Dept. Director di Antares Vision Group. “Il
La Medication Management Platform di Antares Vision Group
Tracciabilità e identificazione lungo la filiera life science Antares Vision Group e SATO hanno presentato al congresso della Sifo le loro soluzioni digitali e automatizzate volte a ottimizzare la gestione dell’intero ciclo logistico di farmaci e dispositivi medici, fino al letto del paziente.
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ntares Vision Group, multinazionale italiana che opera nella tracciabilità e nel controllo qualità, e SATO, azienda globale specializzata nelle soluzioni per l’identificazione automatica, hanno partecipato al XLVI Congresso Nazionale della Sifo (Società italiana di farmacia ospedaliera dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie). L’evento si è tenuto a novembre Genova,
al Centro Congressi Porto Antico: un’importante occasione di confronto tra istituzioni, operatori sanitari e imprese sui temi dell’innovazione, della sicurezza e della digitalizzazione dei processi in ambito farmaceutico e ospedaliero. Durante il Congresso, Antares Vision Group ha presentato le proprie soluzioni per la gestione digitale dell’intero ciclo logistico di farmaci e dispositivi medici, dall’ingresso
nostro impegno è sviluppare soluzioni in grado di azzerare questa dispersione, facilitando il lavoro e rendendolo più soddisfacente, oltre che più sicuro e meno stressante. Il Carrello Robotizzato 5.0 e la piattaforma MMP rappresentano un salto tecnologico epocale”. Tra le tecnologie più innovative proposte da SATO per il settore sanitario spicca PJM, una soluzione RFID ad alta frequenza (13,56 MHz) progettata per ottimizzare i processi logistici che coinvolgono la movimentazione di numerosi piccoli oggetti ad alto valore. La tecnologia PJM, che permette letture massive, immediate e sempre precise a prescindere dall’orientamento dei tag, si distingue in quanto funziona anche in presenza di liquidi e metalli che normalmente bloccano le on-
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Tracciamento sacche di sangue di SATO PJM
de radio. SATO offre una gamma completa di componenti PJM: tag e stampanti, tunnel di lettura e lettori desktop. L’azienda ha presentato due soluzioni innovative pensate per l’ambiente sanitario. La stampante intelligente SATO CT4-LX-HC, progettata con una superficie antimicrobica resistente ai disinfettan-
ti e un display touch utilizzabile anche con i guanti, permette di stampare e codificare tag PJM RFID on demand, garantendo rapidità e precisione. In parallelo, il sistema Compact Antenna Solution (CAS) consente un retrofit semplice e immediato: grazie a un’antenna integrata direttamente nei ripiani e a un letStampante SATO CT4-LX-HC
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tore installato esternamente, scaffalature e frigoriferi esistenti possono essere trasformati in lettori PJM intelligenti senza sacrificare spazio di stoccaggio o sostituire l’attrezzatura già presente. Questa combinazione di tecnologie permette di ottimizzare la tracciabilità automatica, semplificando la gestione quotidiana dei farmaci e dei dispositivi medici e aumentando la sicurezza sia per gli operatori sanitari sia per i pazienti. “Partecipare a questo appuntamento insieme ad Antares Vision rappresenta un’importante opportunità per mostrare come l’unione di due eccellenze possa dar vita a soluzioni avanzate per il tracciamento dei farmaci e dei dispositivi medici. Insieme possiamo davvero semplificare la gestione quotidiana dei materiali e migliorare la sicurezza di operatori e pazienti”, afferma Pierpaolo Rossi, European Business Development Manager Healthcare di SATO Italia.
Il Carrello robotizzato di Antares Vision Group
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elevati requisiti di resistenza ai raggi UV e agli agenti atmosferici. Ciò la rende particolarmente adatta per impianti fotovoltaici, tecnologie energetiche e ambientali e installazioni industriali all’aperto. Le sue omologazioni secondo UL 6703, UL 6703A, UL 3703 e UL 1703 ne sottolineano gli elevati standard di qualità e sicurezza. “Con il KEL-DPU-OD rispondiamo alla crescente domanda di soluzioni durevoli per la gestione dei cavi in applicazioni esterne. Offre agli utenti la massima sicurezza, tenuta e facilità di installazione, anche in condizioni estreme”, spiega David Wetzel, Product Manager in icotek. La piastra di ingresso cavi consente di instradare numerosi cavi con diametri da 3,2 a 20,5 mm in spazi ridottissimi e garantisce una doppia tenuta raggiungendo IP66/IP68 e UL Type 4X. Il suo design a scatto e l’opzione di mon-
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PharmaUP, l’evento organizzato da Universal Pack, ha mostrato come il confezionamento farmaceutico oggi debba puntare non solo sull’innovazione tecnologica, ma anche sul continuo confronto con normative, sostenibilità, digitalizzazione e visione strategica.
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n occasione dei suoi 60 anni di attività, Universal Pack ha lanciato PharmaUP, un evento pensato per riunire professionisti, decision-maker e stakeholder del mondo farmaceutico, parafarmaceutico e nutraceutico, con l’obiettivo di esplorare le sfide e le opportunità del packaging moderno. PharmaUP si è svolto lo scorso settembre, articolandosi su due sedi simboliche della Romagna: il primo giorno presso la sede di Universal Pack a San Giovanni in Marignano (RN), con open house, visite guidate agli stabilimenti, dimostrazioni tecniche e confronto diretto con il team di ingegneria. Il secondo giorno presso l’autodromo Misano World Circuit Marco Simoncelli a Misano Adriatico, per un Forum che ha unito approfondimenti tecnici, dibattiti, networking e momenti di intrattenimento. Universal Pack ha presentato alcune tecnologie di confezionamento: dalle soluzioni per polveri, liquidi, stick-pack e sachet, fino a linee integrate per packaging primario e secondario.
tomazione e tracciabilità, a partire dal contesto delle nuove normative europee, tra cui la regolamentazione PPWR. Esperti del comparto sono intervenuti su argomenti attuali come packaging flessibile, sostenibilità ambientale e sociale, cybersecurity, trasformazione digitale e impatto dell’intelligenza artificiale sul manufacturing farmaceutico. L’evento è stato moderato dal giornalista e podcaster Chicco Giuliani. Tra i partner che hanno supportato PharmaUP c’erano le aziende Videojet, Rockwell Automation e Sacchital Group, rispettivamente attive nei settori del coding/marking e stampa, dell’automazione industriale e del packaging in carta.
Per Universal Pack, PharmaUP ha rappresentato molto più di una semplice vetrina tecnologica: è stata l’occasione di dimostrare come il confezionamento farmaceutico moderno non possa essere solo una questione tecnica, ma debba integrarsi con normative, sostenibilità, automazione e visione strategica. Il saluto iniziale di Marco Nardini, Direttore Commerciale di Universal Pack che ha raccontato la genesi dell’evento e la scelta di puntare sull’analogia tra mondo del motorsport e packaging farmaceutico: due ambiti in cui l’eccellenza, la precisione e l’innovazione sono fondamentali, ma dove giocano un
I relatori intervenuti all’evento PharmaUP lo scorso settembre presso l’autodromo Misano World Circuit Marco Simoncelli a Misano Adriatico (RN)
Fra velocità dell’innovazione, evoluzione regolatoria e transizione digitale Durante il forum sono stati affrontati temi chiave per il futuro del settore. Gli approfondimenti hanno riguardato regolamentazione, sostenibilità, digitalizzazione, au-
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ruolo chiave anche passione, energia e un approccio orientato alla performance. Roberta Colotta, Packaging Specialist, Public Affairs Manager in Flexible Packaging Europe, nel suo intervento “PPWR: impatti per il settore farmaceutico e il packaging flessibile”, ha esaminato come la nuova normativa europea sul packaging flessibile (PPWR) influenzerà l’industria farmaceutica, obbligando produttori e trasformatori a ripensare design, materiali e processi. Alberto Palaveri, Executive Member of the Board di Sacchital Group e di Giflex, ha parlato di “Flessibilità e nuove sfide: innovare il packaging nell’era del PPWR”. Ha sottolineato il fatto che l’imballaggio non
è solo protezione, ma anche comunicazione e sostenibilità: nel pharma, il packaging deve informare e proteggere in modo intelligente e responsabile. Nel suo intervento “Rischio di credito e sostenibilità delle imprese farmaceutiche: gli impatti dei nuovi scenari internazionali”, Stefano Angelini, Head of Economic Research in CERVED Rating Agency), ha discusso dello stato economico-finanziario delle aziende farmaceutiche, considerando la crescente complessità dei mercati globali e le implicazioni di sostenibilità e stabilità finanziaria. “Sostenibilità e trasformazione digitale: sfide e opportunità” era il tema affrontato da Giancarlo Sca-
turchio, Customer Sustainability Partnership Lead in Rockwell Automation. Lo specialista ha messo in luce come l’automazione e la digitalizzazione della produzione possano contribuire non solo all’efficienza, ma anche alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione dei processi. La relazione su Dario Marchese, Key Account Manager Pharma di VideoJet, era focalizzata su “Il futuro del packaging farmaceutico: laser UV tra tracciabilità, sicurezza e sostenibilità”. Marchese ha illustrato le potenzialità delle tecnologie di coding/marking (come il laser UV) per migliorare la tracciabilità dei prodotti, garantire sicurezza e rispettare standard normativi, un aspetto chiave nella filiera pharma. Infine si è parlato di “Packaging the future: produttività guidata dall’AI nel pharma manufacturing” con Simon Clark, Commercial & Supply Chain Lead di Pelle Tech Ltd. Il. relatore ha offerto una visione futuristica su come l’intelligenza artificiale possa trasformare le linee produttive farmaceutiche, migliorando produttività, efficienza e adattabilità, e supportando anche la formazione del personale.
Più di 8mila installazioni in 150 paesi Universal Pack è un riferimento internazionale nel campo del confezionamento monodose. L’azienda vanta oltre 60 anni di esperienza nella progettazione e produzione di confezionatrici verticali e linee automatiche per l’industria farmaceutica, alimentare, nutraceutica, cosmetica e chimica. Ha installato più di 8000 sistemi in oltre 150 paesi. L’azienda può fornire diverse soluzioni all’avanguardia per qualsiasi tipologia di bustina: stick-pack, bustine saldate su tutti e quattro i lati, bustine sagomate ed astucci. Universal Pack progetta, costruisce e produce oltre l’80% dei componenti delle sue macchine inter-
namente. Ciò garantisce un controllo completo sul processo produttivo e assicura i più elevati standard di qualità. Certificata ISO 9001, l’azienda garantisce un’elevata qualità nel processo di produzione, nella scelta dei materiali, nell’organizzazione del lavoro interno, nella scelta accurata dei fornitori qualificati e nel perseguire il costante sviluppo e il miglioramento continuo per fornire ai clienti garanzie di affidabilità su prodotti e servizi. Sviluppa programmi di assistenza personalizzati, tra cui il supporto in loco e a distanza, per garantire la massima efficienza possibile della confezionatrice riducendo i tempi di fermo.
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Tecnologie per una gestione idrica sostenibile Azienda con oltre cento anni di storia in Italia e player internazionale in tre tecnologie chiave per il processo (scambio di calore, separazione centrifuga e movimentazione dei fluidi), Alfa Laval ha portato a Ecomondo 2025 una proposta per la gestione responsabile dell’acqua, risorsa chiave per il futuro del pianeta. Nel padiglione Water Cycle & Blue Economy, dedicato alle soluzioni per il ciclo idrico integrato, Alfa Laval si è presentata come partner strategico per la transizione verso un’economia circolare dell’acqua. Il motto “Value in every drop” sintetizza l’impegno dell’azienda: ogni goccia conta, ogni processo può essere ottimizzato per ridurre sprechi, favorire il riutilizzo e garantire la qualità delle risorse idriche. Tra le soluzioni in esposizione, pensate per un futuro idrico sostenibile: - Decanter ALDEC 28 | Foodec 209: centrifuga ad alta efficienza per applicazioni ambien-
tali e alimentari; - Zero Liquid Discharge (ZLD): sistema avanzato per il trattamento delle acque reflue industriali con recupero totale; - Spiral Heat Exchanger: scambiatore di calore compatto e resistente per il recupero termico dai fanghi di depurazione, per una gestione energetica integrata. I visitatori hanno potuto vivere un’esperienza immersiva grazie a contenuti multimediali, case history, animazioni tecniche sui servizi di diagnostica remota e manutenzione predittiva. Alfa Laval ha mostrato come “reduction, reuse & recycling” siano principi concreti applicati all’acqua e ai fanghi, con benefici misurabili per l’industria e l’ambiente. Alfa Laval ha partecipato inoltre attivamente al dialogo e confronto sulle normative emergenti, presentando un poster tecnico alla conferenza “Trattamento e gestione delle acque reflue e dei fanghi di depurazione nell’ambito delle nuove direttive”, in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico Ecomondo e partner accademici e istituzionali. “Alfa Laval è pioniera nell’offrire soluzioni scalabili e affidabili per la gestione sostenibile dell’acqua, contribuendo a creare un impatto positivo duraturo”, ha commentato Massimo Bressan, Food & Water Division Manager, Adriatic Region di Alfa Laval.
Steriline festeggia le 100 installazioni in India
Steriline, altamente specializzata nella produzione di linee complete per il riempimento asettico di prodotti iniettabili e oftalmici destinate alle aziende farmaceutiche su scala globale, ha esposto anche quest’anno al CPHI & PMEC India, che si è tenuto a novembre presso l’India Expo Centre di Greater Noida, vicino a Delhi NCR.
Steriline è un’azienda a vocazione internazionale che intende essere il punto di riferimento globale per soluzioni all’avanguardia nel riempimento asettico e che esporta i propri prodotti in tutto il mondo per una percentuale che vale oltre il 90% del proprio fatturato. Tra i mercati maggiormente serviti, oltre all’Europa, dove l’azienda è nata e ha ancora la propria sede centrale, l’India rappresenta un importantissimo mercato che ha fatto registrare negli ultimi tre anni un fatturato superiore al 15% di quello complessivo. “Essere al PMEC India rappresenta per Steriline una tappa obbligata”, afferma Federico Fumagalli, CSO di Steriline. “Sono orgoglioso che in occasione di questa importante manifestazione abbiamo potuto annunciare di avere raggiunto le cento installazioni di linee complete in India, un traguardo importante che ci ripaga dell’enorme lavoro
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che abbiamo fatto e continuiamo a fare in Asia e soprattutto nel continente indiano”. L’importante crescita che Steriline sta avendo sul mercato indiano sarà ora motrice di un ulteriore potenziamento di Steriline Asia, che potrà avvalersi a breve di nuove risorse, dell’apertura di un magazzino in loco e usufruire di collaborazioni con nuove aziende partner per la produzione di componenti e parti formato. “La nostra vicinanza e cura per il mercato indiano ci sta portando verso un nuovo obiettivo, che contiamo di raggiungere nel corso del 2026, ovvero andare in doppia cifra per quanto riguarda il numero di installazioni complete realizzate in un anno”, afferma Filippo Parini, Head of Sales India per Steriline. “Questo traguardo significherebbe un grande risultato e un record per la nostra azienda in Asia”.
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Profonda esperienza per ogni grado di produzione farmaceutica Lo stato dell’arte della robotica per una produzione sicura Nei contesti in cui è necessario un grado estremo di igiene, come gli ambienti sterili o di classe B, i robot Stäubli garantiscono le massime performance rispetto alle normative, alla pulizia e alla sanificazione. Sia che si tratti di operazioni complesse o di routine, contribuiscono ad aumentare l’efficienza operativa del manufacturing farmaceutico. Stäubli – Experts in Man and Machine www.staubli.com Stäubli Italia S.p.A. (Carate Brianza MB – IT), Tel. +39 0362 944241, robot.it@staubli.com
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Dosaggio chiavi in mano Marchesini Group vanta oltre 50 anni di esperienza nelle principali tecnologie di dosaggio utilizzate nell’industria farmaceutica. Oggi il focus è sui sistemi di pulizia automatica per soddisfare le crescenti esigenze in termini di tempo, efficacia e flessibilità. a cura di Alessandro Bignami 60 icf RIVISTA DELL’INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA
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a gamma tecnologica di Marchesini Group include i principali sistemi di dosaggio per l’industria farmaceutica e cosmetica, con un’attenzione crescente alle prestazioni in termini di CIP e Hygienic Design. Il profondo know how del gruppo sulla gestione dei fluidi all’interno delle linee di propria produzione è lo spunto per questa conversazione con Francesco Stanzani, Global Commercial Director in Marchesini Group. Francesco Stanzani, quali sono le vostre tecnologie di punta per la lavorazione e il riempimento di prodotti liquidi e viscosi? “Marchesini Group vanta oltre 50 anni di esperienza nei principali sistemi di dosaggio utilizzati nell’industria farmaceutica: siringhe volumetriche con valvole meccaniche o pneumatiche, siringhe a stelo rotante, pompe peristaltiche, dosatori massici. Oltre all’integrazione di dispositivi commerciali, sviluppiamo soluzioni proprietarie. Negli anni ’80 abbiamo introdotto le nostre siringhe volumetriche e brevettato una valvola a dischetti ceramici per garantire una commutazione meccanica affidabile tra aspirazione e mandata. Più recentemente, per rispondere alla crescente richiesta di sistemi CIP (Cleaning in Place) performanti, ab-
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Francesco Stanzani, Global Commercial Director in Marchesini Group
“Testiamo internamente la pulibilità e l’asciugabilità di ogni nuova linea, assicurando conformità ai più alti standard di Hygienic Design” biamo adottato valvole pneumatiche, sia commerciali che progettate internamente. Per le siringhe a stelo rotante collaboriamo con i principali fornitori e, negli ultimi anni, abbiamo lanciato una gamma in acciaio inox interamente sviluppata nel Gruppo. Nei mercati che richiedono soluzioni single-use, proponiamo pompe peristaltiche, affiancando ai prodotti commerciali una linea completa di pompe firmate Marchesini Group. Infine, per applicazioni che richiedo-
no massima flessibilità, abbiamo oltre 20 anni di esperienza nei sistemi di misurazione di portata basati sul principio di Coriolis, che ci consente di raggiungere velocità fino a 500 flaconi/minuto”. Quali sono le sfide maggiori relative alla movimentazione dei liquidi che oggi state affrontando all’interno delle linee che progettate? Ci sono differenze sostanziali fra le richieste dell’industria farmaceutica e cosmetica?
Sotto: linea flaconi STERY 500 - CAPSYBC - CODY. Nella foto in apertura, un dettaglio del sistema CIP (Cleaning in Place)
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“Il Gruppo sviluppa al proprio interno la maggior parte dei sistemi, garantendo ai clienti assistenza completa su ogni dispositivo installato”
Dettaglio della fase di riempimento
“Le sfide principali nell’industria farmaceutica non sono, negli ultimi anni specialmente, legate alla movimentazione dei liquidi quanto piuttosto alla garanzia di pulizia e sanitizzazione dell’impianto di dosaggio. Il mercato richiede sempre più sistemi di pulizia automatica che vadano incontro alle esigenze dei clienti in termini di tempo, efficacia e flessibilità. Il mondo cosmetico invece richiede flessibilità e riduzione dei tempi di cambio lotto. Per questo abbiamo introdotto macchine con due sistemi di dosaggio: uno operativo mentre l’altro è in fase di pulizia”.
Come ottimizzate la fase di trasferimento del prodotto dai bulk alle linee di riempimento? “Il trasferimento del prodotto è generalmente gestito dal cliente tramite pompe o circuiti in pressione. Per garantire stabilità di portata e pressione, le nostre linee includono buffer tank da alcune decine di litri, che armonizzano il flusso e assicurano condizioni ottimali per i sistemi di dosaggio”. In che modo applicate i principi di Hygienic Design nell’ambito della movimentazione e travaso dei liquidi, e come facilitate le operazioni CIP/SIP? “Tutti i nostri impianti sono realizzati in materiali certificati e tracciabili. Nella progettazione facciamo grande attenzione ad evitare rami morti, dimensioniamo tutte le sezioni di passaggio con lo scopo di garantire velocità di lavaggio adeguate e le corrette pendenze per un drenaggio efficace. Utilizziamo software CFD per simula-
Da oltre 50 anni all’avanguardia del confezionamento Marchesini Group progetta e realizza linee e macchine automatiche per il confezionamento completo di prodotti farmaceutici e cosmetici. Grazie ad una fitta rete di agenzie e filiali, è presente in oltre 116 Paesi del mondo, ma la produzione è interamente basata in Italia, a garanzia dell’alta qualità del prodotto. L’azienda è nata nel 1974 dall’intuizione di Massimo Marchesini che costruì la prima astucciatrice nel suo garage di Pianoro. Nel tempo si è trasformata da un’impresa locale ad una multinazionale leader della
zioni fluidodinamiche e testiamo internamente la pulibilità e asciugabilità di ogni nuovo gruppo, assicurando conformità ai più alti standard di Hygienic Design”. Ci sono dei partner tecnologici, anche al di fuori del Gruppo, con cui collaborate abitualmente per i sistemi di gestione dei fluidi e di filtrazione? “Marchesini Group sviluppa internamente la maggior parte dei sistemi, garantendo ai clienti assistenza completa su ogni dispositivo installato nelle nostre linee. Grazie all’acquisizione di Dumek, possiamo offrire soluzioni chiavi in mano che includono non solo i principali sistemi di dosaggio, ma anche tank e preparatori. Detto ciò, manteniamo partnership consolidate con i principali fornitori di componenti commerciali, per integrare tecnologie complementari e assicurare la massima affidabilità delle nostre soluzioni”.
Packaging Valley. Le sue soluzioni sono progettate e prodotte con un approccio artigianale e innovativo. Tutti i componenti chiave delle macchine automatiche, sia hardware che software, sono progettati e costruite internamente grazie ad un insieme di competenze tecniche multidisciplinari di alto profilo. Questo approccio ha permesso al Gruppo di distinguersi, mantenendo la passione delle origini e proponendosi al cliente come un interlocutore unico, capace di dare risposte rapide, flessibili e personalizzate in base alle esigenze. Nel 2024, Marchesini Group ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario, segnando mezzo secolo di innovazione e successo.
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Un respiratore efficace e confortevole Dräger presenta X-plore 8300, l’innovativo respiratore a filtro assistito che protegge efficacemente dall’inalazione di sostanze particolate pericolose. Il design leggero e compatto riduce l’affaticamento dell’operatore.
Tutte le foto ©Drägerwerk AG & Co. KGaA
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ndossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie può risultare fisicamente impegnativo. Per ridurre al minimo l’affaticamento e aumentare il comfort durante l’uso,
Dräger ha sviluppato un nuovo respiratore a filtro assistito, caratterizzato da un design ultraleggero e compatto. Con un peso di circa 635 grammi, X-plore 8300 è attualmente il dispositivo più leggero della sua
categoria, con una significativa riduzione del carico di lavoro per gli utenti, soprattutto in caso di attività prolungate o fisicamente impegnative. Grazie al design compatto e alle opzioni ergonomiche (attac-
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Sicurezza cato alla cintura o indossato come uno zaino), la libertà di movimento rimane illimitata. Il flusso d’aria assistito da ventilatore alimentato a batteria impedisce l’accumulo di calore all’interno del casco e previene l’appannamento della visiera durante l’uso. Inoltre, grazie a due impostazioni di velocità, l’aria fornita in modo costante elimina la resistenza respiratoria tipica delle maschere di protezione. X-plore 8300 si è aggiudicato i premi Red Dot e iF Design Award 2025. Facile da utilizzare Come ultima novità della gamma X-plore 8000, il sistema X-plore 8300 è stato completamente riprogettato all’insegna della semplicità e della facilità di utilizzo. La sua intuitiva interfaccia utente fornisce una panoramica chiara di tutti i parametri importanti, visualizzando continuamente portata aria, saturazione del filtro e stato della batteria. Man mano che la saturazione del filtro aumenta, il dispositivo regola automaticamente la velocità del ventilatore per mantenere il flusso d’aria desiderato. Il filtro antipolvere viene montato in modo semplice e sicuro con il sistema a baionetta Dräger. L’azionamento tramite un unico tasto consente di accendere il dispositivo in modo rapido e semplice e ne assicura un utilizzo sicuro anche con guanti di sicurezza. Lo stato della batteria è visualizzabile prima di accendere il dispositivo, premendo brevemente il tasto di alimentazione. Per accendere e spegnere il dispositivo è necessario premere il tasto più a lungo, per evitare uno spegnimento accidentale del dispositivo durante l’uso. Durante il funzionamento, premendo brevemente il tasto si passa da una portata aria all’altra.
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Pulizia e decontaminazione semplificate Grazie alla superficie liscia e alle fessure ridotte al minimo, X-plore 8300 risulta facile da pulire. L’impiego di due appositi tappi di lavaggio, per l’attacco del tubo flessibile e l’ingresso del ventilatore, consente la pulizia con sistemi di lavaggio automatici e al tempo stesso protegge il dispositivo dall’ingresso di acqua, in conformità allo standard di protezione IP67. Se utilizzato insieme alla maschera a pieno facciale, X-plore 8300 può essere lavato anche sotto una doccia di decontaminazione durante l’impiego. Compatibilità versatile I caschi e i tubi flessibili della serie X-plore 8000 sono compatibili con X-plore 8300 e tra loro completamente intercambiabili, offrendo soluzioni di protezione respiratoria personaliz-
zabili in base alle specifiche esigenze e alle varie applicazioni, dall’edilizia all’industria farmaceutica. A seconda del tipo di casco, il sistema garantisce la massima classe di protezione respiratoria: TH3 per caschi, visiere e cappucci, e TM3 per maschere a pieno facciale. Grazie al flusso d’aria assistito dal ventilatore, X-plore 8300 è anche un’opzione sicura per gli utenti portatori di barba che non possono utilizzare soluzioni di protezione respiratoria convenzionali a causa di una tenuta inadeguata. Lunga autonomia grazie alla batteria ad alte prestazioni La batteria integrata ad alte prestazioni garantisce fino a 11 ore di autonomia, in base alla configurazione del sistema e alla portata d’aria richiesta. Grazie alla funzione di ricarica rapida, è possibile raggiunge-
Il flusso d’aria assistito da ventilatore alimentato a batteria impedisce l’accumulo di calore all’interno del casco e previene l’appannamento della visiera durante l’uso
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Le caratteristiche Le principali caratteristiche del respiratore X-plore 8300 possono essere riepilogate come segue: Interfaccia intuitiva - Chiara visualizzazione dello stato della batteria, della saturazione del filtro e della portata aria. C’è un unico tasto per accendere e spegnere il dispositivo, gestire il flusso aria e controllare lo stato della batteria. Grado di protezione IP67 - Protezione affidabile contro polvere e acqua con capacità di pulizia ottimizzata. A norma IP67 con l’utilizzo di tappi di lavaggio. Attacco a baionetta sicuro - Il posizionamento del filtro è preciso e il bloccaggio sicuro per un montaggio rapido e semplice. Rilevamento automatico del tubo - Riconoscimento re l’80% in sole due ore. Per semplificare la gestione di un ampio numero di dispositivi oltre al caricabatterie singolo standard sarà presto disponibile una versione multi-unità, in grado di ricaricare simultaneamente fino a cinque dispositivi. Tutte le operazioni di manutenzione essenziali, come la sostituzione del-
intelligente del tipo di protezione per la testa con regolazione automatica della portata aria minima richiesta. Autodiagnosi integrata - Controllo automatico del funzionamento all’accensione per garantire che il dispositivo sia pronto all’uso. Sistema di allarme intelligente - Sistema multiallarme con apposite segnalazioni sonore e visive in caso di limiti di funzionamento o guasti. Batteria potente - La batteria ad alte prestazioni offre un massimo di 11 ore di autonomia e una rapida capacità di ricarica.
la batteria e del ventilatore, possono essere eseguite autonomamente da personale qualificato. Maggiore sicurezza operativa X-plore 8300 è studiato per la massima sicurezza operativa. Le sue caratteristiche riducono al minimo il rischio di errori umani e una serie di
funzioni di sicurezza automatiche alleggerisce il lavoro a carico degli utilizzatori, consentendo loro di concentrarsi sulle attività da svolgere. Il dispositivo svolge un’autodiagnosi automatica all’accensione per assicurarne la completa funzionalità e consentire di iniziare il lavoro senza un pre-controllo manuale. Un sistema di allarme ridondante con segnalazioni sonore e visive avverte l’utilizzatore in caso di limitazioni, come batteria scarica o saturazione del filtro. Un sensore RFID rileva automaticamente il tipo di tubo collegato e regola la portata d’aria minima richiesta in base al dispositivo di protezione per la testa. Il sistema distingue tra le protezioni non aderenti, come caschi, cappucci e visiere, e quelle aderenti, come le maschere a pieno facciale e le semimaschere. Se il tubo di respirazione non è collegato correttamente o non è attaccato saldamente, il dispositivo avverte l’utilizzatore. Come ulteriore misura di sicurezza, il tubo attaccato blocca anche l’attacco a baionetta del filtro, per evitare un distacco accidentale durante lavori in spazi confinati.
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Indumenti protettivi con elevata traspirabilità Una simulazione basata sul modello di termoregolazione di Empa ha mostrato che il materiale Tyvek APX di DuPont rallenta l’aumento della temperatura corporea interna e della temperatura cutanea. DuPont ha annunciato che test indipendenti sul suo nuovo materiale Tyvek® APX™ per dispositivi di protezione individuale hanno rivelato un’ottimale traspirabilità del materiale in condizioni reali, riducendo significativamente la sollecitazione termica percepita e accorciando i tempi di recupero rispetto alle opzioni di abbigliamento tradizionali. È stata avviata una collaborazione con l’Empa, il Laboratorio federale svizzero per la scienza e la tecnologia dei materiali, per valutare l’impatto fisiologico degli indumenti protettivi Tyvek di nuova generazione di DuPont. L’approccio multiscala basato sui dati segna una tappa significativa nell’impegno di DuPont verso l’innovazione nei DPI, con particolare attenzione al miglioramento del comfort di chi li indossa senza compromettere la sicurezza. Lo studio ha sfruttato il modello avanzato di termoregolazione umana di Empa e le prove in ambiente controllato per valutare lo sforzo termico, il tasso di sudorazione, la temperatu-
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ra della pelle e la percezione generale del comfort, che è stata poi integrata da prove umane con monitoraggio biometrico per convalidare i dati della simulazione. La ricerca ha valutato la traspirabilità degli indumenti protettivi Tyvek APX in condizioni di lavoro reali, tra cui temperature ambientali elevate, umidità controllata e livelli di attività medi e intensi. La simulazione basata sul modello di termoregolazione di Empa ha mostrato che il materiale Tyvek APX consente un aumento più lento della temperatura corporea interna e della temperatura cutanea. Questo effetto aiuta a ridurre lo stress termico e lo stress da calore percepito e riduce i tempi di recupero durante le attività ad alte temperature e faticose, rispetto ai tradizionali indumenti. Le sperimentazioni sugli esseri umani che hanno coinvolto dati fisiologici di individui dotati di sensori biometrici hanno convalidato i dati ottenuti da queste simulazioni. I risultati hanno confermato che la maggiore traspira-
bilità degli indumenti Tyvek APX riduce significativamente il carico termico rispetto ad altri indumenti protettivi. Questa riduzione dello stress termico è evidenziata da una temperatura corporea e cutanea più basse e da una riduzione delle risposte cardiovascolari e respiratorie. “DuPont si impegna ad adottare metodologie scientifiche basate sui dati che vanno oltre i tradizionali metodi di test dei DPI”, afferma Aldjia Begriche, Global Application Development Leader di DuPont Personal Protection. La collaborazione scientifica con Empa ha fornito un rigoroso set di dati simulati che è stato poi verificato da sperimentazioni umane con monitoraggio biometrico di persone reali utilizzando parametri quali la temperatura della pelle, la temperatura corporea interna, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la perdita di sudore. I risultati hanno dimostrato le prestazioni di traspirabilità superiori degli indumenti protettivi Tyvek APX, migliorando il comfort di chi li indossa senza compromettere la sicurezza dei DPI.
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Quando la visibilità rende più sicuri In ambienti di lavoro ad alto rischio, l’abbigliamento protettivo altamente visibile è un elemento fondamentale per la protezione. Mewa presenta due collezioni che combinano effetto segnaletico, libertà di movimento e tutela affidabile da calore e fiamme. Abbigliamento di sicurezza Dynamic Flame Reflect (Foto Mewa)
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n ambienti di lavoro ad alto rischio – dove sono fondamentali alta visibilità, massima libertà di movimento e protezione affidabile dai pericoli termici – l’uso di abbigliamento protettivo di qualità rappresenta un elemento cruciale per la sicurezza. Il fornitore di servizi tessili Mewa risponde a queste esigenze, offrendo ai clienti due nuove collezioni che rappresentano la naturale evoluzione della rinomata linea Dynamic Flame: Dynamic Flame Reflect e Dynamic Blaze Reflect, entrambe fornite con il servizio Mewa a 360 gradi e sostenibile. Tessuti multifunzionali Nell’industria tessile si lavora intensamente allo sviluppo di materiali e fibre per l’abbigliamento protettivo. I tessuti diventano sempre più leggeri per rispondere alle crescenti esigenze ergonomiche, e viene ottimizzata al contempo la protezione per chi lavora esposto al calore. I tessuti multifunzionali, in grado di garantire contemporaneamente diversi tipi di protezione, so-
no ormai uno standard: ad esempio, combinano resistenza al calore e alle fiamme con alta visibilità. Le nuove collezioni Mewa offrono questa protezione multipla, oggi richiesta in molti settori. Effetto segnaletico L’abbigliamento Dynamic Flame Reflect è certificato secondo la norma EN ISO 20471 classe 1 (classe 2 in combinazione giacca e pantalone) e garantisce la massima visibilità. L’effetto segnaletico è ottenuto grazie alla colorazione fluorescente gialla e alle bande riflettenti che ne evidenziano la sagoma. In questo modo i lavoratori restano ben visibili e sicuri, sia che si tratti di un cantiere, di una cava o di un impianto di riciclaggio. Per interventi di saldatura non continuativi, lavori in prossimità di fonti di calore o attività nel settore del riciclo, la collezione Dynamic Flame Reflect, realizzata con tessuti robusti, offre una protezione affidabile contro i rischi termici, come spruzzi di metallo fuso, fiamme o calore radiante. Per compiti impegnativi, in cui oltre alla visibilità sono richiesti protezione, libertà
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Sicurezza
Panni riutilizzabili e abbigliamento da lavoro Il Gruppo Mewa, con sede a Wiesbaden in Germania, è uno dei fornitori leader in Europa di prodotti tessili per le aziende, accompagnati con un servizio a 360 gradi. I suoi prodotti core sono i panni riutilizzabili di propria produzione e l’abbigliamento da lavoro e protettivo per l’industria, le officine, gli artigiani e la gastronomia. Il serdi movimento e funzionalità, Dynamic Flame Reflect rappresenta una scelta ideale. Protezione da calore e fiamme La collezione Dynamic Blaze Reflect combina protezione dal calore e dalle fiamme con alta visibilità, secondo la norma EN ISO 20471 classe 1 (classe 2 in combinazione giacca e pantalone), garantendo sicurezza affidabile in caso di contatto con fiamme o esposizione a calore radiante. Il colore fluorescente arancio-rosso e le bande riflettenti aumentano la sicurezza sia negli stabilimenti produttivi, che nei capannoni e negli spazi esterni. Il taglio ergonomico in tessuto resistente assicura libertà di movimento e comfort, mentre le tasche dedicate e il colletto alto offrono spazio aggiuntivo e protezione. Una collezione ideale per saldatori, operatori logistici e autisti di autocisterne. Indumenti ad alta visibilità più sicuri grazie all’AI L’abbigliamento ad alta visibilità deve garantire sicurezza in modo costante. Per questo Mewa utilizza una tecnologia supportata dall’intelligenza artificiale, sviluppata in collaborazione con il Fraunhofer-Institut. Dopo ogni processo di lavaggio, la protezione dei capi viene verificata: la tecnolo-
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vizio B2B comprende la fornitura, il lavaggio, la riparazione e la riconsegna dei tessili, nel rispetto di standard di qualità, igiene e sicurezza certificati. In tutta Europa oltre 1,1 milioni di operatori indossano l’abbigliamento da lavoro Mewa e 3,1 milioni usano i panni riutilizzabili Mewa per pulire impianti e macchinari. Con 53 sedi e oltre 6.000 dipendenti, l’azienda familiare rifornisce oltre 200.000 aziende di vari settori in tutta Europa. Nel 2024 ha realizzato un fatturato di 937,9 milioni di euro.
gia controlla con precisione sia la luminosità del tessuto fluorescente sia il valore di riflessione delle bande retroriflettenti. I capi, una volta lavati e asciugati, vengono scansionati: quelli che presentano anomalie sono scartati e sottoposti a un ulteriore controllo ottico approfondito. “Questo aumenta non solo la sicurezza dei lavoratori che indossano gli indumenti ad alta visibilità, ma anche la tutela legale dei nostri clienti nel loro ruolo di datori di lavoro”, spiega Giulio Vanoli, amministratore delegato di Mewa Italia. “Secondo uno studio della Deutsche Gesetzliche Unfallversicherung (DGUV) e della Berufsgenossenschaft Bau (BG Bau), istituzioni tedesche responsabili della sicurezza sul lavoro e della prevenzione degli infortuni, questa procedura di controllo è più affidabile di qualsiasi altra”. Dalla fornitura alla gestione professionale Mewa, forte della sua esperienza e professionalità, accompagna le aziende nella scelta dei prodotti tessili e gestisce il lavaggio, la manutenzione e la logistica dell’abbigliamento ad alta visibilità. Il servizio include l’intera gestione dei capi: lavaggio, riparazione e sostituzione, compresi il ritiro e la riconsegna. Ciò alleggerisce l’organizzazione interna dell’azienda e
riduce i costi elevati che dovrebbe affrontare se gli indumenti venissero acquistati. I processi aziendali sono progettati per essere sostenibili e rispettosi dell’ambiente. A integrazione del servizio viene offerto un ampio assortimento di prodotti per la sicurezza sul lavoro, che i clienti Mewa possono ordinare in esclusiva tramite lo shop online buy4work.mewa.shop/ it. Oltre ai guanti protettivi e alle scarpe di sicurezza, il catalogo comprende anche diversi articoli per l’igiene e la protezione, che garantiscono ai dipendenti un equipaggiamento ottimale per lavorare in ambienti a rischio.
Indumenti della collezione Dynamic Blaze Reflect (Foto Mewa)
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Robotica
Controllo contaminazione e digitale: le nuove sfide della robotica per il pharma Le soluzioni robotiche sono ormai parte integrante delle GMP, allo scopo di ridurre i rischi di contaminazione nelle produzioni sterili. Mentre IA e gestione del dato renderanno i robot sempre più autonomi e intelligenti. Ne parliamo con Martina Cavenaghi, Sales Engineer di Stäubli per il mercato farmaceutico. di Alessandro Bignami
L
a transizione digitale e la regolamentazione sempre più stringente sul controllo della contaminazione nelle produzioni sterili hanno messo in primo piano l’utilizzo dei robot nelle applicazioni farmaceutiche, anche in quelle con i più severi standard asettici. Martina Cavenaghi, Sales Engineer, Life Science & Food - Robotics di Stäubli, ci ha aiutato a comprendere meglio come l’innovazione tecnologica stia supportando questa fase di trasformazione dell’industria farmaceutica. E ci ha descritto alcune soluzioni innovative progettate per il settore dal gruppo internazionale leader nel mercato dell’automazione industriale e della robotica. Ingegner Cavenaghi, la revisione dell’Annex 1 vi sta ponendo nuove sfide tecnologiche? “Il settore farmaceutico è continuamente posto di fronte a nuove sfide.
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Robotica
Martina Cavenaghi, Sales Engineer, Life Science & Food Robotics di Stäubli
La revisione dell’Annex 1 rappresenta una rivoluzione per la produzione dei farmaci sterili, perché affronta in modo ampio e chiaro il controllo della contaminazione. La normativa non tocca più infatti solo il tema del controllo dell’ambiente e dei prodotti, ma entra nel merito delle scelte tecnologiche relative ai sistemi da adottare per garantire tale controllo. Ecco perché si parla di Contamination Control Strategy e di Quality Risk Management. E in questo quadro regolatorio, per la prima volta le GMP indicano espressamente la robotica come una tecnologia volta a ridurre l’intervento umano nelle fasi più critiche della produzione di farmaci sterili. Il contributo essenziale dei robot in questo settore viene così messo nero su bianco anche dalle autorità regolatorie”. Costruttori di macchine ed end user dovranno dunque affidarsi sempre di più a partner come Stäubli… “Dato che i produttori di farmaci sterili sono tenuti ad attivarsi nel-
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la direzione indicata dalla revisione dell’Annex 1, è chiaro che per la nostra azienda crescono le opportunità. Al contempo cambia anche l’approccio alla fornitura. Oggi è necessario consegnare le nostre soluzioni robotiche per produzioni sterili insieme a una ricca documentazione che attesti la loro idoneità alla lavorazione in ambiente asettico, a supporto della CCS”. La forte cultura normativa della farmaceutica è arrivata dunque a includere le applicazioni robotiche? “Sì, ora la robotica non può più essere adottata a scatola chiusa. Deve adattarsi ai criteri di trasparenza e tracciabilità, con il supporto di una documentazione di convalida dettagliata sulla pulibilità e la decontaminazione. Il nostro settore ha comunque tutti gli strumenti per assecondare questa evoluzione, grazie per esempio alle simulazioni che può eseguire già in fase di studio e design, verificando le performance, i movimenti o le
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Robotica
Una gamma di robot per ogni applicazione farmaceutica A titolo di esempio degli svariati modelli proposti da Stäubli all’industria farmaceutica, descriviamo alcune gamme che vengono impiegate in diversi contesti della produzione: Stericlean+, Stericlean, Accesspharma e Sterimove. Stericlean+ è la gamma di robot a 6 assi di Stäubli adatta all’ambiente asettico dell’isolatore, progettata per eliminare un ampio spettro di minacce microbiche nei processi di isolamento e riempimento/finitura. Compatibile con VHP, la sua configurazione igienica ottimale garantisce un funzionamento preciso e robusto, facilmente pulibile e decontaminabile. Ogni sistema è accompagnato da un pacchetto completo di convalida e documentazione, che rispetta i più elevati standard di sterilità (ISO 5 Grado A). Stericlean è la gamma di robot Stäubli adatta ai RABS e alle operazioni nell’intorno dell’isolatore, come il carico liofilizzatore (ISO 5 Grado A/B). Anche questo modello è caratterizzato da un design igienico e puli-
bile e dalla compatibilità con il perossido d’idrogeno. Accesspharma è una gamma robot Stäubli dedicata al confezionamento secondario e finale nel settore farmaceutico. Questi robot sono progettati per ambienti di Grado C/D/CNC (ISO 6/7/8), pulibili, testati per l’utilizzo con alcool isopropilico (IPA) e forniti con un pacchetto di documentazione: è ottimale per operazioni di cartoning, ispezione, palletizzazione, blisteratura e carico/scarico di varie macchine nelle fabbriche farmaceutiche. Sterimove è il robot farmaceutico mobile progettato da Stäubli per soddisfare i requisiti farmaceutici delle camere bianche. Dall’area Controlled-Non-Classified (CNC) agli ambienti di grado D, C, B fino al grado A, Sterimove porta una soluzione robotica mobile priva di contaminazione all’interno delle unità di produzione delle camere bianche. È resistente alla decontaminazione con VHP e conforme alle linee guida EHEDG. la macchina. È pensato per essere integrato in diversi contesti: dalle linee complete di produzione agli isolatori per piccoli batch produttivi, come nel caso delle terapie personalizzate. In questo caso il robot gestisce l’intero processo di produzione fornendo la flessibilità necessaria per gestire i piccoli batch produttivi e garantendo la condizione asettica. La cosa più rilevante è che l’automazione in questo campo è l’unica via per rendere più economiche terapie geniche che ora hanno prezzi di mercato proibitivi”.
TX2-60 Stericlean+ polso cavo
necessità di manutenzione ancora prima dell’installazione in fabbrica. Per quanto ci riguarda, la nostra conoscenza della filiera farmaceutica ci ha consentito di sviluppare dei sistemi che si sposano già ottimamente con i criteri che ispirano l’Annex 1”.
Per esempio? “Penso allo Stericlean+, un robot a 6 assi dal design altamente igienico e facilmente pulibile, compatibile con il perossido di idrogeno vaporizzato (VHP) e accompagnato da un pacchetto documentale a supporto della qualifica del-
Quali altri innovazioni sta innescando la revisione dell’Annex 1 nel mondo della robotica per il pharma? “L’obiettivo di allontanare l’operatore dalle aree critiche, dichiarato nell’Annex 1, sta contribuendo allo sviluppo dei robot mobili, in grado di spostarsi autonomamente fra i
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Robotica diversi locali produttivi. A tal proposito, Stäubli ha messo a punto il primo robot mobile in assoluto sul mercato per ambienti a contaminazione controllata, dal grado D al grado A: Sterimove. Il prototipo è stato già esposto in alcune fiere, in Italia ad Ipack-Ima, e sarà ordinabile nel 2026”. Dal laboratorio ai centri di ricerca, dalle terapie geniche e personalizzate ai grandi volumi dell’industria: come riuscite a rispondere a esigenze e a scale produttive così eterogenee? “Uno dei punti di forza di Stäubli risiede proprio nella gamma estremamente ampia di robot che può mettere a disposizione. Non solo in riferimento ai parametri di sbraccio e carico, ma anche a quelli di design igienico e compatibilità chimica. Abbiamo soluzioni per ogni grado di classificazione ambientale previsto dalle GMP, quindi lungo l’intera filiera di lavorazione: dalle operazioni sui principi attivi al confezionamento finale, dai laboratori dei centri di ricerca ai grandi volumi, dai farmaci tradizionali fino alle nuove terapie geniche e biotech. Siamo in grado, insomma, di trovare la soluzione adatta per ogni singola applicazione, che spesso risulta una combinazione di diversi requisiti, come le prestazioni, le emissioni particellari e la facilità di pulizia”. Dal vostro punto di vista di partner tecnologico, quali sono gli effetti più visibili della digitalizzazione nel pharma? E Stäubli come sta contribuendo a questa transizione? “La digitalizzazione – includendo i suoi molteplici rami come IA, digital twin, IoT – sta trasforman-
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“L’automazione è l’unica via per rendere economicamente accessibili le terapie geniche”
do profondamente la farmaceutica, benché con una certa gradualità per la nota tendenza conservativa di questo settore. È innegabile, d’altronde, che la transizione digitale offra degli strumenti che migliorano l’efficienza e la qualità del processo produttivo e riducono i costi complessivi, con benefici finali per il paziente. La robotica è parte integrante di que-
sta transizione, anzitutto perché sta sfruttando pienamente i vantaggi del digitale. Pensiamo, come accennavo sopra, all’utilizzo del digital twin nella fase di sviluppo, alla possibilità di testare le performance e il ciclo produttivo in modo preventivo e quindi di eseguire i test finali su una macchina con una base di design già in gran parte validata. A ciò si aggiunge l’aspet-
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Robotica Sterimove è il robot mobile progettato da Stäubli che soddisfa i requisiti farmaceutici delle camere bianche
to della gestione dei dati. Una volta a bordo macchina, l’utilizzo del robot garantisce una maggior tracciabilità e robustezza del processo attraverso un costante monitoraggio dello stato del robot stesso, supportando la documentazione automatica di macchina e riportando una serie di dati utilizzabili in fase di manutenzione preventiva, anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale”. Quindi oggi l’IA in robotica viene soprattutto impiegata nell’ambito del condition monitoring? “Al momento è l’applicazione prevalente, soprattutto nell’ottica di orientarsi nella mole di dati sempre più massiccia proveniente dalla linea. Nel lungo periodo, prevediamo però grandi passi in avanti nell’intelligenza del robot. Oggi quest’ultimo esegue delle ricette impostate tramite un software, senza effettivamente ragionare su cosa stia accadendo in linea e su come porre rimedio a eventuali imprevisti sulla macchina.
Se si blocca un tappo nella tazza vibrante o se si rompe un flacone è ancora necessario un intervento manuale da parte dell’operatore, attraverso i guanti dell’isolatore. L’obiettivo è rendere in grado il robot di affrontare l’imprevisto in modo autonomo, grazie all’IA e all’utilizzo di sistemi ottici. Sarà un’evoluzione graduale. Ad oggi possiamo dire di essere ad uno step intermedio in termini di flessibilità del robot: Stäubli ha sviluppato con alcuni partner tecnologici un sistema di telemanipolazione che consente all’operatore di prendere il controllo del robot tramite joystick ed agire sugli imprevisti senza intervenire direttamente in macchina. L’IA sta sicuramente stimolando il settore della robotica. Al di là del comprensibile entusiasmo, non dimentichiamoci però che, per arrivare ad applicazioni concrete nell’industria, soprattutto in un comparto così sofisticato e regolato come il pharma, ci vogliono molta ricerca e tempo”.
La transizione digitale che ruolo lascerà all’operatore umano? “Come abbiamo visto, le nuove normative sulla produzione in asettico rendono esplicito l’obiettivo di limitare il più possibile l’intervento umano, al fine di ridurre al minimo i rischi di contaminazione. Il che è comprensibile, considerando che circa il 70% delle contaminazioni in camera bianca è provocato dall’operatore, non per negligenza ma per fattori fisiologici. Presumo che il ruolo della persona sarà sempre meno operativo e più legato al controllo e monitoraggio della macchina. Le sue competenze dovranno in buona parte cambiare o essere aggiornate in funzione delle tecnologie produttive, più che del processo farmaceutico in sé”. Qual è il livello di automazione raggiunto oggi dall’industria farmaceutica in Italia? “Il nostro Paese continua a giocare un ruolo rilevante nel mercato farmaceutico europeo, soprattutto per l’intensa attività delle CDMO, già molto avanti nell’implementazione di soluzioni 4.0. Gli investimenti in automazione e robotica sono in crescita. Osservo però che l’adozione delle nuove tecnologie è ancora un po’ frammentaria, spesso legata a singole linee o alla necessità di rendere conformi alcuni locali produttivi. Oppure alcune aziende esprimono un forte slancio innovativo, ma poi si devono confrontare con i limiti di spazio del proprio stabilimento o altri ostacoli. Ci vorrebbe una visione più complessiva e su scala maggiore. Anche in Italia, comunque, tutti hanno imboccato con decisione la strada dell’automazione. E nessuno, di certo, pensa di fermarsi”.
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Strumentazione
Misuratori di portata con connettività Ethernet-APL I misuratori di portata elettromagnetici di nuova generazione di ABB, denominati ProcessMaster, sono ora disponibili con connettività Ethernet-APL (Advanced Physical Layer), consentendo la trasmissione ad alta velocità dei dati di processo. Ampliando il proprio portafoglio con strumentazione compatibile con APL, ABB porta i benefici della comunicazione Ethernet anche nell’ambito industriale. I ProcessMaster offrono possibilità di connettività semplificata e di raccolta e analisi ad alta velocità di una grande quantità di dati diagnostici e di processo in stabilimenti chimici, attività petrolifere e del gas, centrali elettriche e il settore idrico. Le nuove funzionalità permettono un processo decisionale in tempo reale e la manutenzione predittiva basata su dati in tempo reale, riducendo significativamente errori e tempi di inattività.
Ethernet è la tecnologia di comunicazione più diffusa nelle applicazioni industriali. Tuttavia, nella maggior parte delle industrie di processo la sua applicazione è rimasta minima a causa di timori legati alla sicurezza, ai costi e alle limitazioni relative alla lunghezza dei cavi, che ha reso difficile l’utilizzo delle reti di comunicazione in grandi impianti industriali. Questi problemi sono stati risolti con l’introduzione di Ethernet-APL, creato grazie alla proficua collaborazione di 12 importanti fornitori del settore dell’automazione di processo, tra cui ABB, e quattro organizzazioni internazionali di standardizzazione. “Dopo il successo del lancio dello scorso anno dell’Ethernet-APL sui misuratori di portata SwirlMaster e VortexMaster, stiamo ora introducendo sul mercato altri dispositivi con connettività Ethernet-APL”, ha affermato Krishna
Prashanth, Global Product Line Manager, divisione Measurement & Analytics di ABB. “Si tratta di una buona notizia per i nostri clienti, che possono aspettarsi un salto di qualità nelle prestazioni di misura offerte dai nostri misuratori di portata elettromagnetici grazie alla trasmissione ad alta velocità dei dati dal campo, anche in aree pericolose”.
Trasmettitore di livello a radar non contattivo Emerson, specialista nelle tecnologie industriali che offre soluzioni di automazione avanzate, ha lanciato il primo trasmettitore di livello a radar non contattivo nativo WirelessHART®. Il trasmettitore di livello wireless Rosemount™ 3408 a radar non contattivo riduce la complessità, i tempi e i costi associati all’installazione del cablaggio in punti di misura automatizzati. Grazie all’eliminazione dei punti ciechi delle misure e della necessità di letture manuali, il trasmettitore migliora la sicurezza dell’impianto, aumenta l’efficienza operativa e consente un monitoraggio dei livelli più affidabile e continuo in ambienti industriali. Basato sulla tecnologia Frequency Modulated Continuous Wave (FMCW) a 80 gigahertz, il Rosemount 3408 wireless misura in modo affidabile il livello di liquidi e solidi, anche in aree remote dove è più difficile accedere.
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Questa caratteristica lo rende idoneo all’uso in una vasta gamma di settori, come energia, chimica, metalli ed estrazione mineraria, carta e polpa di cellulosa, edilizia e marina. “Il Rosemount 3408 wireless è un trasmettitore di livello all’avanguardia con l’affidabilità della connessione WirelessHART. È la soluzione ideale per un monitoraggio efficiente e senza problemi delle risorse remote”, ha affermato Rana Zangeneh, Product Manager del business Measurement Solutions di Emerson. “Le preziose informazioni che si ottengono con dati di processo sicuri, affidabili e in tempo reale e con la diagnostica avanzata consentono di prendere decisioni meglio informate e, in definitiva, migliorano l’efficienza e la sicurezza operativa, riducono i tempi di fermo, potenziano le strategie di manutenzione e producono una maggiore redditività”. In linea con la visione di Boundless AutomationSM di Emerson per una mobilità dei da-
ti senza problemi, i dati di misura e diagnostici in tempo reale vengono trasmessi mediante il protocollo di comunicazione WirelessHART. Il 3408 si può inoltre integrare facilmente in qualsiasi sistema di monitoraggio e controllo host compatibile con il protocollo HART® e lo standard Field Device Integration®(FDI). In tal modo si offre ai team operativi e di manutenzione una visibilità chiara e semplificata dei dati in precedenza costretti in silo, con un conseguente miglioramento delle prestazioni operative e della gestione dell’inventario.
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Transizione digitale
Gestione degli asset: vincere la partita in quattro mosse Per i dirigenti farmaceutici una delle sfide più urgenti è la scalabilità dei processi da uno stabilimento produttivo agli altri. Un obiettivo raggiungibile attraverso alcuni passaggi fondamentali, partendo dalla disponibilità di un nucleo di strumenti centrale e replicabile. Come HxGN APM.
U
na volta Warren Buffett disse di acquistare azioni “partendo dal presupposto che il mercato possa chiudere il giorno successivo e non riaprire per cinque anni”. Dopo un 2025 dominato da dazi e
pressioni a breve termine, questo approccio sembra tornare utile anche ai produttori farmaceutici. Entro la fine del decennio, le aziende farmaceutiche dovranno affrontare diversi venti contrari, tra cui l’imminente “patent cliff”. A partire dal 2026, farma-
ci che oggi valgono circa 180 miliardi di dollari in vendite annue, pari al 12% del mercato globale, perderanno l’esclusività. Aziende come Merck, Bristol Myers Squibb e Pfizer dovranno far fronte a una crescente pressione per proteggere i propri ricavi.
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Transizione digitale L’importanza di una visione sull’intero ciclo di vita Questa tendenza si aggiungerà alle pressioni sugli stabilimenti produttivi di tutto il mondo, già alle prese con cicli di vita dei prodotti sempre più brevi e ricavi che dipendono dalla capacità di adattarsi alla complessità delle nuove modalità produttive e della produzione continua. Gli impianti e i team di oggi devono già affrontare inefficienze, requisiti di conformità e dati frammentati. Secondo il rapporto Pharma & Life Sciences Operations di Hexagon, basato su una ricerca condotta con Forrester Consulting, il 68% dei produttori farmaceutici segnala la presenza di silos di dati e l’80% afferma che migliorare la gestione di dati e documenti è una priorità elevata. L’indagine di Forrester mostra anche che le difficoltà a livello di stabilimento si traducono in problemi a livello di gruppo: alla domanda su quali siano le sfide più urgenti, la risposta più citata dai dirigenti farmaceutici (57%) è stata “Scalare i processi da uno stabilimento produttivo agli altri”. Questa sfida diventerà ancora più complessa con la nuova ondata di fusioni e acquisizioni, come dimostra la recente acquisizione da 12 miliardi di dollari di Avidity Biosciences da parte di Novartis. Ogni acquisizione porta con sé nuovi sistemi, asset e una mole crescente di dati operativi complessi: dai modelli ingegneristici alla validazione delle apparecchiature fino ai registri di manutenzione. Per questo diventano indispensabili alcune strategie. Anzitutto sviluppare un set di strumenti centrale e replicabile tra gli stabilimenti per ottenere visibilità su prestazioni e ciclo di vita degli asset. E poi mettere a punto dei piani basati sui dati per individuare e correggere inefficienze che tendono a essere ricorrenti.
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Prima mossa: comprendere le sfide Partiamo dal punto di partenza più comune. Ogni stabilimento farmaceutico si basa su asset ad alta intensità di capitale. Autoclavi, isolatori, serbatoi di miscelazione e sistemi HVAC costano milioni per l’acquisto e l’installazione, ma il loro costo reale emerge nel tempo. Manutenzione, modifiche, consumo energetico e dismissione rappresentano circa il 70-80% dell’effettivo costo totale di proprietà (TCO). In molti impianti, calcolare questa cifra è difficile perché non esiste un registro completo. Gli asset sono tracciati in sistemi frammentati, i budget di capitale sono separati da registri di manutenzione ed energetici e alcune informazioni sono annotate solo in fogli di calcolo, quando presenti. Di conseguenza, i responsabili conoscono nel dettaglio il prezzo d’acquisto, ma non hanno visibilità sui costi più ampi che si accumulano nel corso di decenni. Senza una visione consolidata del ciclo di vita, decisioni su riparazioni, sostituzioni o aggiornamenti si basano su dati incompleti, generando inefficienze e aumentando i rischi a lungo termine. Seconda mossa: costruire le fondamenta e tracciare tutto, da ovunque, simultaneamente Su cosa dovrebbe fondarsi una ge-
stione migliore? Partiamo dalle basi. Per ottenere un registro completo del ciclo di vita, ogni asset deve avere un identificatore univoco che includa investimento, tempi di fermo macchina e costi energetici. I responsabili possono così valutare se la manutenzione preventiva è conveniente, se le scorte di parti di ricambio sono adeguate o se la sostituzione è più economica della riparazione. Tutto ciò richiede un sistema di Enterprise Asset Management (EAM) collegato all’ERP e ad altri sistemi chiave come MES, monitoraggio energetico ed emissioni, dati LIMS/ HPLC. Nel farmaceutico deve essere validato e conforme alla normativa 21 CFR Part 11. Un EAM moderno integra gestione dell’affidabilità, manutenzione preventiva e basata sulle prestazioni, calibrazione, ispezioni e tracciamento del lavoro in un unico sistema. Una precisa gerarchia degli asset collega pompe, valvole e unità HVAC ai sistemi e alle loro posizioni, includendo l’intera storia finanziaria e operativa. Le calibrazioni sono legate direttamente alle apparecchiature, le ispezioni fallite generano ordini di lavoro correttivi e i costi si consolidano dal livello macchina a quello dello stabilimento. Questo registro unificato semplifica la conformità GMP tramite audit trail, firme elettroniche e wor-
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kflow validati. È inoltre un grande passo avanti rispetto ai tradizionali CMMS, spesso focalizzati solo sulla programmazione della manutenzione e inclini a generare sprechi con interventi “al bisogno”. Terza mossa: creare un nucleo replicabile tra stabilimenti nuovi ed esistenti Questa base offre un vantaggio chiave in un settore che sta trasformando la propria struttura produttiva, perseguendo fusioni e adozione della produzione continua digitale: la replicabilità. Per le grandi aziende, raggiungere efficienza su larga scala richiede un set di capacità comune tra gli stabilimenti. È l’approccio seguito da Pfizer per integrare più rapidamente le acquisizioni. Come ha affermato Mike Tommasco, ex Vice President di Pfizer Digital, in un recente webinar: “Pfizer comprava aziende e il nostro compito era aiutarle a diventare più efficienti. Una delle nostre strategie era implementare capacità centrali, come gestione della manutenzione e calibrazione. Questo insieme di capacità è diventato uno dei primi modelli globali”. Un nucleo comune semplifica la conformità in modo trasversale. Gli stabilimenti evolvono costantemente e ogni modifica rischia di generare incoerenze se nuovi asset, routine di calibrazione o limiti non vengono aggiornati. Una piattaforma replicabile di asset management o di digital twin consente un cambiamen-
to controllato: quando un’apparecchiatura viene modificata o sostituita, documentazione ingegneristica e dati di calibrazione vengono aggiornati nello stesso ambiente validato, garantendo la tracciabilità. Questo ciclo continuo di validazione è coerente con le richieste delle normative e gli obiettivi operativi. Gli ispettori ottengono maggiore fiducia nella tracciabilità degli asset, mentre i responsabili di sito possono monitorare le prestazioni senza continui processi di rivalidazione imposti da sistemi frammentati. Quarta mossa: l’AI e l’Asset Performance Management come ulteriori avanzamenti Queste fondamenta supportano anche l’uso ragionato e documentato dell’AI negli ambienti GMP. Il potenziale operativo dell’intelligenza artificiale nella produzione farmaceutica è stato a lungo incerto. La European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) ne ha descritto il “potenziale immenso” nella produzione, ma il quadro normativo era ancora poco chiaro. La bozza dell’Annex 22 dell’EMA ha cambiato la situazione. Essa definisce le aspettative per l’uso dell’AI nei sistemi GMP e si concentra su modelli statici e auditabili, senza apprendimento continuo in produzione. Ciò orienta le aziende verso casi d’uso modesti e pratici, compatibili con le regole attuali.
Un caso d’uso particolarmente promettente è l’Asset Performance Management (APM). Esso offre un grande valore ai produttori farmaceutici perché supera i limiti della manutenzione predittiva classica, che prevede i guasti ma non valuta l’impatto sul business. L’APM integra dati provenienti da apparecchiature, linee e sistemi, includendo criticità GMP, rischio di perdita di lotto e impatti sulla supply chain. Il risultato è una guida operativa e di business realmente prescrittiva. In ambienti produttivi complessi come quelli farmaceutici, la forza dell’APM risiede nell’integrazione. Può trasmettere i dati dei sensori da SCADA o PLC per modelli di anomalie, quindi validare le previsioni rispetto ai dati storici e ai registri di manutenzione. Se rileva un rischio di guasto a una tenuta della pompa, l’APM controlla i programmi MES per i batch critici, disponibilità di parti nel sistema EAM e precedenti CAPA. L’implementazione richiederà comunque attenzione: l’Annex 22 consente solo modelli statici o periodicamente riaddestrati, limitando l’apprendimento adattivo, e i progetti AI devono seguire pienamente le procedure di validazione. Tuttavia, l’opportunità è evidente. In una ricerca di Hexagon, il 66% dei dirigenti farmaceutici concorda che “la mancanza di dati disponibili sulle prestazioni degli asset sta impattando le performance finanziarie dell’azienda” e il 60% cita l’affidabilità degli asset come una sfida chiave. In un ambiente produttivo attento ai costi, l’affidabilità degli asset e la disponibilità dei dati determineranno chi trarrà per primo vantaggio da un’AI conforme e chi sarà in grado di competere al meglio negli anni a venire.
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Modularità e digitalizzazione dei processi Consorzio PI Italia ha partecipato in qualità di sponsor all’ISPE Italy Annual Meeting - GAMP Forum & Digital Automation Forum, lo scorso novembre presso il Centro Congressi Cavour di Roma. L’appuntamento annuale, promosso da ISPE Italy Affiliate, rappresenta un momento di confronto di alto livello sui temi dell’automazione, della digitalizzazione e della conformità regolatoria nel settore delle life sciences. Nel corso della seconda giornata, è intervenuto Alberto Sibono, vicepresidente di Consorzio PI Italia con una sessione di intervento dedicata ai temi dell’automazione avanzata e dell’integrazione dei sistemi digitali. Sibono ha offerto una panoramica sull’evoluzione dello standard MTP (Module Type Package) e sul ruolo delle architetture modulari nella realizzazione di impianti flessibili e scalabili, in linea con i principi Pharma 4.0 e dell’automazione regolata. La partecipazione all’Annual Meeting ISPE si inserisce nel percorso di approfondimento su temi quali modularità e interoperabilità dei sistemi di automazione che il Consorzio PI Ita-
lia ha inaugurato nel 2025 con l’evento del 23 settembre a Milano dedicato proprio allo standard MTP. I relatori che si sono succeduti avevano illustrato i benefici di un approccio modulare per ridurre il time-to-market, ottimizzare la manutenzione e aumentare la flessibilità produttiva. L’ISPE Italy Annual Meeting rappresenta un’occasione di confronto strategico tra operatori industriali, esperti del settore farmaceutico, enti regolatori e fornitori di tecnologia, creando un dialogo diretto sui temi chiave della digital transformation e della governance dei processi automatizzati. La presenza di Consorzio PI Italia all’interno dell’evento ha confermato l’impegno costante dell’associazione nella promozione di standard di comunicazione aperti e interoperabili, in grado di supportare la trasformazione digitale delle industrie di processo e manifatturiere. L’obiettivo è favorire la diffusione di tecnologie abilitanti per la fabbrica connessa, assicurando una sinergia efficace tra efficienza operativa e conformità normativa.
Var Group (Sesa) si rafforza con 4IT Solutions Sesa Spa, operatore di riferimento nel settore digital technology, consulenza e vertical application per imprese ed organizzazioni, con ricavi consolidati per 3.356,8 milioni di euro e oltre 6.55 collaboratori, acquisisce il 60% di 4IT Solutions Sagl con la previsione di meccanismi di Opzione Put e Call per l’acquisizione progressiva del 100% del capitale. L’operazione è stata realizzata da Var Group, leader per i servizi e le soluzioni digitali, che fa parte del Gruppo Sesa. Fondata nel 2008 e con sede nel Canton Ticino, 4IT è un system integrator e managed service provider specializzato nell’offerta di progetti IT su misura e managed services. Dal modern workplace alla protezione dei dati, rete e infrastruttura, 4IT Solutions accompagna le aziende oltre i confini del digitale con un approccio security-first che integra
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prevenzione, rilevamento e risposta lungo l’intero ciclo di vita, garantendo efficienza, continuità operativa e resilienza. Con ricavi attesi nell’esercizio 2025 per circa 9 milioni di euro ed un Ebitda di circa 900 migliaia di euro, 4IT Solutions opera con un team composto da circa 35 persone che si distingue per un approccio proattivo e orientato all’innovazione, posizionando 4IT come partner affidabile per accompagnare le imprese nella trasformazione digitale. “L’ingresso di 4IT nel Gruppo rappresenta un passo strategico nel nostro percorso di crescita internazionale, attraverso operazioni di business combination mirate ad alto valore a supporto della nostra progressiva internazionalizzazione, in linea con gli obiettivi del piano industriale 2026-2027”, dichiara Alessandro Fabbroni, Ceo di Sesa.
La business combination rappresenta un nuovo passo nel percorso di internazionalizzazione di Var Group, con l’obiettivo di consolidare la presenza in Svizzera, dove l’azienda opera dal 2022 attraverso Var Group Suisse. “La partnership industriale con 4IT rappresenta un ulteriore passo nel nostro percorso di internazionalizzazione e, in particolare, nel rafforzamento della nostra presenza in Svizzera con Var Group Suisse, già attiva sul territorio dal settembre del 2022”, affermano Francesca Moriani, Ceo di Var Group, e Massimo Fumagalli, Country Manager di Var Group Suisse.
Francesca Moriani, CEO di Var Group
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In questo numero abbiamo parlato di…
INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA RIVISTA DELL’
In nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie: 4IT SOLUTIONS .................................................................79 ABB.................................................................................75 AIR LIQUIDE............................................................... 8, 23 ALFA LAVAL ......................................................................58 ALFATESTLAB .................................................................. 37 ANTARES VISION ...............................................................50 ASSOLOMBARDA ................................................................16 AST .................................................................................19 AVEVA ..............................................................................36 BARZANÒ E ZANARDO ........................................................40 BEA TECHNOLOGIES ........................................................ 19 BRUNO WOLHFARTH................................. BATTENTE 1A COP. CONSORZIO PI ITALIA ........................................................79 CSV LIFE SCIENCE...........................................................4-5 DRÄGER ...........................................................................64 EFFEBI.............................................................................. 9 EGUALIA ..........................................................................15 ELLAB ............................................................................ 13 EMERSON .........................................................................75 EMILOS .......................................................................... 25 ENDRESS+HAUSER .............................................................. 8 FARAVELLI.............................................................. 1A COP. FEDERCHIMICA............................................................ 10, 18 FFC RICERCA .....................................................................26 FLUORTECNO ...............................................................7, 52 GREENYELLOW...................................................................34 HENKEL............................................................................44 HEXAGON ..................................................................57, 76 ICOTEK .............................................................................52 INEOS ..............................................................................38 ITECO ............................................................................. 15 LINDE ............................................................................ 35 MARCHESINI GROUP .................................................... 19, 60 MEWA ..............................................................................68 NOVAAIR ........................................................................... 8 OQEMA ........................................................................... 53 PRECISION FLUID CONTROLS ........................................... 39 PROCESS SERVICE............................................................ 27 PVS .................................................................................. 1 QUALIWARE.................................................................... 47 QUANTA SYSTEM ................................................................44 R. STAHL ........................................................................ 49 ROCKWELL AUTOMATION.....................................................54 S4S ................................................................................ 43 SACCHITAL GROUP .............................................................54 SASOL ITALY .....................................................................34 SATO ................................................................................50 SESA................................................................................79 SMART CHEMISTRY ............................................................22 SOLIDS ............................................................................22 SOLTECH ..................................................................3A COP. STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE ................28 STÄUBLI ....................................................................59, 70 STERILINE ........................................................................58 SWAN ANALITICA............................................................ 21 TECHTEXIL ...................................................................... 63 TEXPACK ..................................................................4A COP. UNIVERSALPACK ................................................................54 UNIVERSITÀ DI PISA ..........................................................38 VAR GROUP.......................................................................79 VEGA .......................................................................2A COP. VIDEOJET .........................................................................54 YASKAWA..........................................................................44
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ANNOXVI NUMERO5 NOV/DIC2025
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GUARNIZIONI GUARNIZIONI
5100G Guarnizioni ricavate ricavate 5100G Guarnizioni da Lastre PTFE in PTFE dainLastre Guarnzioni in PTFE, in polimero appartenenti alla Guarnzioni PTFE, polimero appartenenti alla classe dei perfluorocarburi (PFC), derivanti da classe dei perfluorocarburi (PFC), derivanti da omopolimerizzazione del tetrafluoroetilene. Le omopolimerizzazione del tetrafluoroetilene. Le lastre dalastre cui si da ricavano possonopossono essere realizcui si ricavano essere realizzate conzate aggiunta di altri componenti stabiliz- stabilizcon aggiunta di altri componenti zanti e fluidificanti per migliorarne le possibilità zanti e fluidificanti per migliorarne le possibilità appilcative. appilcative.
6630G Guarnizioni 6630G Guarnizioni ricavate ricavate dagiunture TEXUNIVERSAL dagiunture TEXUNIVERSAL Guarnizioni ricavate lastre in materiale Guarnizioni ricavate da lastreda in materiale com- compressoamianto esente amianto composte presso esente composte da fibre da ara-fibre arae riempitivi termo-resistenti legati con midiche midiche e riempitivi termo-resistenti legati con NBRcontenuto ad alto contenuto di acrilonitrile. NBR ad alto di acrilonitrile.
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7000G Guarnizioni ricavate ricavate 7000G Guarnizioni da lastreda in lastre gomma EPDM EPDM in gomma ® è in grado fornirediuna vasta tipoTexpack®Texpack è indigrado fornire una vasta tipologia di logia guarnizioni fustellatefustellate a disegno e su di guarnizioni a disegno e su specificaspecifica richiesta richiesta del cliente. guarnizioni del Tali cliente. Tali guarnizioni vengonovengono ricavate ricavate da lastreda in lastre gomma, lastre in lastre in in gomma, silicone, silicone, viton e altri elastomeri. viton e altri elastomeri.
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9TX Guarnizioni spirometalliche 9TX Guarnizioni spirometalliche Sono costituite da unmetallico nastro metallico Sono costituite da un nastro con pro-con profilo sagomato e accoppiato a un altro nastro filo sagomato e accoppiato a un altro nastro di riempitivo PTFE, fibra di ceramica, di riempitivo (grafite, (grafite, PTFE, fibra di ceramica, vetro oavvolti Mica)entrambi avvolti entrambi uniformemente vetro o Mica) uniformemente una costante di avvolgimento. Il con una con costante tensione tensione di avvolgimento. Il particolare profilo metallico ha un’azione particolare profilo metallico ha un’azione elasti- elastica che assicura una perfetta ca che assicura una perfetta tenuta intenuta tutte lein tutte le condizioni di temperatura e pressioni condizioni di temperatura e pressioni fluttuanti.fluttuanti. Le guarnizioni essere assemblate a Le guarnizioni possonopossono essere assemblate a di centraggio interno, o esterno un anelloundianello centraggio interno, esterno en- o entrambi. trambi.