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Rassegna Grafica n.4 - Maggio 2026

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PRIMO PIANO

Per l’industria delle etichette e del packaging, in questo periodo di incertezza, vengono identificati quattro plausibili scenari di business a breve e medio termine che potrebbero emergere dalla combinazione di alcune variabili in un contesto esterno sempre più volatile. pag. 4

OSSERVATORIO

FESPA ha annunciato il lancio della prossima edizione del suo Print Census, che metterà in evidenza le opinioni degli stampatori sui temi chiave del settore. Tra questi saranno approfonditi: web-to-print; carenza di competenze, applicazioni in crescita, pressioni sui prezzi e redditività. pag. 10

FOCUS

Nel 2026 il mercato dei libri continua a vivere dinamiche complesse, con segnali contrastanti che riflettono trasformazioni nei consumi culturali e nelle abitudini di lettura. Ma i primi mesi del 2026 segnano un dato positivo: l’editoria di varia cresce rispetto ai primi quattro mesi del 2025 del 2,5% a copie e del 3,8% a valore. pag. 20

EVENTI

Dal 27 al 29 maggio 2026, il FINAT European Label Forum (ELF) riunirà i principali stampatori di etichette, fornitori ed esperti del settore in Europa per tre giorni di scambi di alto livello, approfondimenti strategici e proficua collaborazione. pag. 58

SOMMARIO

Direttore Responsabile

Stefano Legnani

Coordinamento editoriale

Chiara Bezzi chiara.bezzi@innovativepress.eu

Marketing e Vendita

Katia Pasquali katia.pasquali@innovativepress.eu

Redazione

Silvia Ballabio

Chiara Riccardi

Grafica e impaginazione

Amalia Pari

Stampa e confezione

Grafiche Giardini Srl - Pantigliate (MI) Costo produzione copia € 2,40

Abbonamenti e diffusione customercare@innovativepress.eu 8 numeri all’anno. L’abbonamento decorre dal primo numero raggiungibile. Italia 60 euro - Europa 100 euro

Redazione

Innovative Press S.r.l. Via Caradosso 17 - 20123 Milano Tel. 02 21103102 info@innovativepress.eu www.innovativepress.eu

Alcune immagini presenti in questo numero sono tratte da: Freepik.com, Pexels.com e Pixabay.com

Rassegna dell’imballaggio

Food Machines

Beverage Machines Il network

Rassegna Grafica

Primo Piano

4 Navigare nel mondo delle etichette dai driver dell’industria agli scenari strategici

8 Navigating the world of labels from industry drivers to strategic scenarios

Osservatorio Mercato

10 Il mondo della stampa tra automazione, AI e sostenibilità

Focus

14 Stampa specialistica, il futuro tra nuove sfide e modelli di business differenti

18 Il futuro del signage, tendenze e impatto sul business

Formazione

20 Mercato del libro, il 2026 parte in crescita

22 Lettura e oltre: il valore della carta

24 Talenti al top! Scuole in azienda, aziende in aula

Strategie

26 FrancoAngeli, 70 anni di cultura, innovazione e impegno

Tecnologie

28 Platinum Technologies consolida la nuova direzione industriale di LIYU

Obiettivo Impresa

30 La Prensa Etichette e TIKAPPAPI, una collaborazione che guida l’evoluzione produttiva

32 gida aggiorna il parco macchine con la nuova Heidelberg Versafire LV

Label World

34 Gallus, dalla tecnologia alla trasformazione

36 OMET Flexo for Future, il futuro della stampa prende forma

38 Durst Tau G3, il riferimento per la stampa inkjet di etichette con standard industriali

40 Truepress Label 350 UV Sai Series: lo “SAI ” della 350ª installazione?

42 Valloy amplia la famiglia di fustelle digitali per etichette

Editore

Aut. Trib. di Milano n. 6 del 07/01/1980 Iscrizione al ROC n. 35480 del 10/11/2020

Tutti i diritti sono riservati - È vietata la riproduzione anche parziale senza l’autorizzazione dell’Editore. Innovative Press p p

Informativa Privacy ai sensi del D.lgs 196/03 per il trattamento dei dati. La informiamo che, le finalità del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico consistono nell’assicurare l’aggiornamento dell’informazione tecnica a soggetti identificati per la loro attività professionale mediante l’invio della presente rivista o di altre dello stesso editore riguardanti la medesima sfera di attività. In qualsiasi momento, Lei potrà chiedere al Titolare del Trattamento dei dati personali, Innovative Press Srl con sede in Milano, via Caradosso n. 17, la consultazione, la modifica, il blocco o la cancellazione dei Suoi dati secondo quanto previsto dall’art.7 della stessa normativa, scrivendo a info@innovativepress.eu

44 Dieci anni di AccurioLabel, come il dry toner ha ridefinito la stampa di etichette

46 DIGIFAST20000 dove la stampa digitale incontra lo smart converting

48 Gruppo Arca verso una filiera più sostenibile

50 Best of the Best Awards 2025: and the winners are...

Eventi

56 IPACK-IMA, nuovi progetti e alleanze strategiche

58 Uno sguardo privilegiato nel cuore della stampa di etichette

59 Print4all Conference 2026, l’equilibrio tra uomo e tecnologia ridisegna il futuro

Navigare nel mondo delle etichette dai driver dell’industria agli scenari strategici

In questo articolo Jules Lejeune, FINAT

Managing Director, analizza quattro plausibili scenari di business a breve e medio termine che potrebbero emergere per l’industria delle etichette e del packaging in questo periodo di incertezza.

Alla fine di un anno è sempre naturale fermarsi a riflettere sui risultati raggiunti e sulle prospettive del ciclo successivo.

Quest’anno, e in particolare questo primo trimestre particolarmente movimentato - per le turbolenze causate dai conflitti geopolitici in America Latina, Europa settentrionale e, più recentemente, Medio Oriente, - ci obbliga a rivalutare le prospettive future.

Dalle analisi di mercato più recenti, emerge una visione consolidata delle priorità e delle aspettative degli attori della filiera delle etichette e del packaging.

Dieci driver dell’industria per il 2026

Da questo confronto sono emersi i seguenti dieci principali driver del settore per il 2026.

1. La sostenibilità passa dalla strategia alla conformità

Normative come PPWR, EPR e gli obiettivi di riciclo stanno imponendo l’implementazione concreta di soluzioni di packaging circolare, tra cui etichette wash-off, design mono-materiale, formati linerless e strutture riciclabili.

2. Le etichette diventano abilitatrici del packaging circolare

Le etichette non sono più soltanto decorative: sempre più spesso devono supportare riciclo, selezione dei materiali, riduzione delle emissioni di carbonio e flussi circolari delle materie prime.

3. L’efficienza operativa diventa il principale parametro competitivo

Con la persistente pressione sui margini e la carenza di manodopera, i converter si concentrano su automazione, continuità produttiva,

riduzione degli scarti e produttività per operatore. Le decisioni di investimento dipendono sempre più da ROI misurabili.

4. Automazione e AI entrano nel cuore della produzione

Workflow guidati dall’intelligenza artificiale, manutenzione predittiva, sistemi di visione e gestione automatizzata degli ordini stanno trasformando la produzione e rendendo le operazioni più stabili.

5. La stampa digitale e ibrida diventa il modello produttivo standard

Le architetture produttive ibride flexo-digitale continuano a espandersi, consentendo ai converter di gestire tirature più brevi, proliferazione di SKU, cicli di design più rapidi e personalizzazione in fase avanzata.

6. Proliferazione degli SKU e time-to-market più rapido

I brand owner richiedono tirature più brevi, modifiche grafiche più frequenti, tempi di consegna ridotti e maggiore flessibilità. Questo cambiamento strutturale favorisce fortemente la stampa digitale e i workflow agili.

7. Crescono smart label e packaging connesso

Tecnologie RFID, QR, NFC e serializzazione stanno guadagnando terreno, spinte da esigenze di tracciabilità, anticontraffazione, trasparenza della supply chain e coinvolgimento del consumatore.

8. Resilienza della supply chain e regionalizzazione

L’instabilità geopolitica e la volatilità delle materie prime stanno spingendo le aziende verso approvvigionamenti regionali, supporto tecnico locale e partnership più solide con i fornitori. La resilienza sta diventando un criterio di acquisto a sé stante.

9. Trasparenza dei dati e reporting di conformità

Passaporti digitali di prodotto, reporting delle emissioni di carbonio e requisiti di tracciabilità stanno costringendo le aziende a costruire infrastrutture dati più integrate lungo tutta la filiera del packaging.

10. Convergenza tra tecnologie per etichette e packaging

I converter stanno diversificando sempre più verso packaging flessibile, stampa mid-web, produzione inline di cartoncino pieghevole e soluzioni decorative integrate. Le piattaforme produttive si evolvono per supportare molteplici formati di packaging. Nel loro insieme, questi driver descrivono un’industria che entra nel 2026 in una fase di trasformazione disciplinata. La crescita dovrebbe rimanere moderata, mentre la complessità continua ad aumentare. La competitività dipenderà sempre più dalla capacità di combinare sostenibilità, digitalizzazione ed eccellenza operativa. In altre parole, i probabili vincitori saranno coloro che riusciranno a semplificare la complessità offrendo valore misurabile lungo tutta la filiera del packaging.

Uno scenario sotto stress test

Tuttavia, gli sviluppi delle ultime settimane richiedono un ulteriore passo avanti. La domanda non è più soltanto quali driver strutturali plasmeranno il settore nel 2026, ma anche quanto questi driver sapranno dimostrarsi resilienti in un contesto di rinnovata tensione geopolitica. La rapida evoluzione della situazione globale sta già esercitando una pressione al rialzo sui prezzi delle materie prime, che inevitabilmente si rifletterà lungo tutta la filiera. Oltre alle distorsioni dei flussi commerciali legate ai dazi, cresce l’incertezza sulla disponibilità fisica di materie prime critiche che transitano o provengono da aree coinvolte nei conflitti. Di conseguenza, i dieci driver sopra descritti non devono essere considerati una previsione

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La barra di stampa PROSPER consente la stampa digitale in un formato più ampio su attrezzature analogiche, semplicemente e senza problemi. Gli stampatori possono combinare facilmente offset, flexo o rotocalco di alta qualità con contenuti variabili parziali o a pagina intera, aprendo le porte a nuove opportunità potenzialmente redditizie

Maggiori informazioni qui: kodak.com/go/rassegna-grafica

statica, ma uno scenario di base da sottoporre a stress test in un contesto esterno sempre più volatile.

Per farlo, emergono due principali incertezze:

- Quanto saranno gravi e durature le interruzioni geopolitiche?

- Quanto rapidamente la supply chain riuscirà ad adattarsi operativamente?

Dalla combinazione di queste due variabili emergono quattro plausibili scenari di business a breve e medio termine per l’industria delle etichette e del packaging.

I. Turbolenza gestita

In questo scenario, i prezzi delle materie prime rimangono elevati e i tempi di consegna continuano a essere instabili, ma le principali interruzioni vengono in gran parte evitate. Il mercato resta difficile, ma gestibile. Gli aumenti dei costi vengono progressivamente trasferiti lungo la filiera, i clienti diventano più disponibili ad accettare adeguamenti di prezzo e i converter si adattano attraverso pianificazione più rigorosa, costruzione selettiva delle scorte, doppio sourcing e maggiore controllo operativo.

Sostenibilità e conformità continuano a progredire, ma in modo più pragmatico e attento ai costi. In questo contesto, l’efficienza operativa diventa ancora più cruciale, non solo come elemento distintivo, ma come condizione minima per mantenere margini e livelli di servizio. II. Corsa alla resilienza regionale

In questo scenario, l’instabilità geopolitica si dimostra più persistente e inizia a rimodellare più profondamente le strategie di acquisto e supply chain. Le aziende attribuiscono maggiore importanza ad approvvigionamenti regionali, supporto tecnico locale e partnership più solide

con i fornitori per ridurre l’esposizione alle disruption globali.

La resilienza diventa un criterio strategico di acquisto, accanto a prezzo e qualità. Questo scenario accelera anche gli investimenti in tracciabilità, reporting di conformità e soluzioni di packaging connesso, poiché le aziende cercano maggiore visibilità e controllo lungo la supply chain. L’industria diventa meno ottimizzata a livello globale e più radicata a livello regionale, con reti e partnership europee che acquisiscono maggiore importanza strategica.

III. Compressione dei costi e consolidamento

In questo scenario più severo, inflazione persistente delle materie prime, distorsioni tariffarie e interruzioni fisiche delle forniture si combinano generando una pressione prolungata sui margini lungo tutto il settore.

I converter con scala limitata, bilanci deboli o una base clienti ristretta subiscono le maggiori difficoltà. Gli investimenti vengono rinviati, l’innovazione rallenta e il consolidamento accelera, poiché gli operatori più forti acquisiscono o superano quelli più deboli. Gli obblighi di conformità non scompaiono, ma vengono sempre più percepiti come un peso aggiuntivo anziché come fonte di vantaggio competitivo. In questo contesto, l’eccellenza operativa non è più semplicemente una leva di crescita: diventa una condizione di sopravvivenza.

IV. Salto nell’automazione

In questo scenario, la pressione generata da inflazione dei costi, carenza di manodopera e volatilità geopolitica accelera fortemente il passaggio verso automazione, workflow abilitati dall’AI e modelli produttivi ibridi.

Piuttosto che reagire in modo difensivo, i converter più avanzati utilizzano la turbolenza come catalizzatore per riprogettare le operazioni attorno a produttività, flessibilità e ROI misurabile. Sistemi di visione, manutenzione predittiva, gestione automatizzata degli ordini e infrastrutture dati integrate penetrano sempre più nel cuore operativo delle aziende. Di conseguenza, le imprese riescono a gestire meglio tirature brevi, proliferazione di SKU, cambi grafici rapidi e crescenti requisiti di conformità.

Questo scenario crea una divisione più netta tra le aziende che investono con decisione nelle capacità digitali e quelle che rimangono intrappolate in modelli operativi ad alta intensità di lavoro e a basso margine.

Nella pratica, il futuro più probabile non sarà costituito da un unico scenario puro, ma da una combinazione di più scenari. Ed è proprio per questo che la sfida strategica per converter e fornitori non consiste nel prevedere con certezza un solo futuro, bensì nel prepararsi a più possibilità e costruire resilienza, flessibilità e capacità data-driven necessarie per avere successo in tutti questi contesti.

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Navigating the world of labels from industry drivers to strategic scenarios

In this article Jules Lejeune, FINAT Managing Director, discusses four plausible short- to medium-term business scenarios that could emerge for the label and packaging industry during this period of uncertainty.

According to the latest market analyses, a consolidated view is emerging regarding the priorities and expectations of stakeholders across the labels and packaging supply chain. This year, and particularly this eventful first quarter (and in particular the turbulence caused by geopolitical interventions in Latin America, Northern Europe, and most recently the Middle East) compels us to reassess the outlook. According to the latest market analyses, a consolidated view is emerging regarding the priorities and expectations of around 200 actors across the label and packaging value chain.

Ten industry drivers for 2026

Based on that comparison, the following top 10 industry drivers for 2026 emerged.

1. Sustainability moves from strategy to compliance

Regulations such as PPWR, EPR and recycling targets are forcing the practical implementation of circular packaging solutions, including wash-off labels,

mono-material designs, linerless formats and recyclable constructions.

2. Labels become enablers of circular packaging

Labels are no longer merely decorative; they are increasingly expected to support recycling, sorting, carbon reduction and circular material flows.

3. Operational efficiency becomes the core competitive metric

With persistent margin pressure and labour shortages, converters are focusing on automation, uptime, waste reduction and productivity per operator. Investment decisions increasingly depend on measurable ROI.

4. Automation and AI move into the production core

AI-driven workflows, predictive maintenance, vision systems and automated order processing are transforming production and enabling more stable operations.

5. Digital and hybrid printing become the standard production model

Hybrid flexo-digital production architectures continue to expand, allowing converters to manage shorter runs, SKU proliferation, faster design cycles and late-stage customization.

6. SKU proliferation and faster time-to-market

Brand owners are demanding shorter production runs, more frequent artwork changes, faster lead times and greater flexibility. This structural shift strongly supports digital printing and agile workflows.

7. Smart labels and connected packaging expand

RFID, QR, NFC and serialization technologies continue to gain ground, driven by traceability, anti-counterfeiting, supply chain transparency and consumer engagement.

8. Supply chain resilience and regionalization

Geopolitical instability and raw material volatility are pushing companies toward regional sourcing, local technical support and stronger supplier partnerships. Resilience is becoming a purchasing criterion in its own right.

9. Data transparency and compliance reporting

Digital product passports, carbon reporting and traceability requirements are forcing companies to build more integrated data infrastructures across the packaging value chain.

10. Convergence of label and packaging technologies

Converters are increasingly diversifying into flexible packaging, mid-web printing, inline folding carton production and integrated decoration solutions. Production platforms are evolving to support multiple packaging formats. Taken together, these drivers describe an industry entering 2026 in a state of disciplined transformation. Growth was expected to remain moderate, while complexity continued to rise. Competitiveness was increasingly seen to depend on combining sustainability, digitalisation and operational excellence. In other words, the likely winners were those able to simplify complexity while delivering measurable value across the packaging value chain.

Stress testing the baseline scenario

However, the developments of recent weeks require an important next step. The question is no longer only which structural drivers will shape the industry in 2026, but also how resilient those drivers will prove under renewed geopolitical stress. The rapidly evolving global situation is already putting upward pressure on raw material prices, which will ultimately feed through the value chain. In addition to tariff-related distortions of trade flows, there is growing uncertainty about the physical availability of critical raw materials that pass through or originate in areas affected by conflict. As a result, the ten drivers above should not be seen as a static forecast, but as a baseline that now needs to be stress-tested against a more volatile external environment. To do that, two key uncertainties stand out:

- How severe and long-lasting will the geopolitical disruptions be?

- How quickly can the supply chain adapt operationally?

When these two uncertainties are combined, four plausible short- to medium-term business scenarios emerge for the label and packaging industry.

I. Managed turbulence

In this scenario, raw material prices remain elevated, and lead times stay volatile, but major disruption is largely avoided. The market remains difficult, yet manageable. Cost increases are gradually passed through the value chain, customers become more accepting of price adjustments, and converters adapt through tighter planning, selective inventory building, dual sourcing and stricter operational control. Sustainability and compliance continue to advance, but in a more pragmatic and cost-conscious way. In this environment, operational efficiency becomes even more critical, not just as a differentiator, but as the baseline condition for maintaining margins and service levels.

II. Regional resilience race

Here, geopolitical instability proves more persistent and begins to reshape purchasing and supply chain strategies more fundamentally. Companies place greater emphasis on regional sourcing, local technical support and stronger supplier partnerships in order to reduce exposure to global disruptions. Resilience becomes a strategic purchasing criterion alongside price and quality. This scenario also accelerates investment in traceability, compliance reporting and connected packaging solutions, as companies seek greater visibility and control across the supply chain. The industry becomes less globally optimized and more regionally anchored, with European networks and partnerships gaining strategic importance.

III. Cost squeeze and shake-out

In this more severe scenario, sustained raw material inflation, tariff distortions and physical supply interruptions combine into prolonged margin pressure across the industry. Converters with limited scale, weak balance sheets or a narrow customer base come under particular strain. Investment is postponed, innovation slows, and consolidation accelerates as stronger players acquire or outlast weaker competitors. Compliance obligations do not disappear, but are increasingly experienced as an additional burden rather than a source of competitive advantage. In this environment, operational excellence is no longer simply a growth lever, it becomes a condition for survival.

IV. Automation leap

In this scenario, the pressure created by cost inflation, labour shortages and geopolitical volatility triggers a much faster shift toward automation, AI-enabled workflows and hybrid production models. Rather than responding defensively, leading converters use the turbulence as a catalyst to redesign operations around productivity, flexibility and measurable ROI. Vision systems, predictive maintenance, automated order processing and integrated data infrastructures move further into the operational core. As a result, companies are better able to manage shorter runs, SKU proliferation, faster artwork changes and increasing compliance demands. This scenario creates a sharper divide between businesses that invest decisively in digital capability and those that remain trapped in labour-intensive, lower-margin operating models.

In practice, the most likely future will not consist of one pure scenario, but of a combination of several. That is precisely why the strategic challenge for converters and suppliers is not to predict one future with certainty, but to prepare for several, and to build the resilience, flexibility and data-driven capabilities needed to perform across all of them.

Il mondo della stampa tra automazione, AI e sostenibilità

FESPA ha annunciato il lancio della prossima edizione del suo Print Census, che metterà in evidenza le opinioni degli stampatori sui temi chiave che stanno plasmando il settore oggi. Tre nuovi temi saranno approfonditi nel nuovo Print Census: e-commerce e web-to-print, forza lavoro e carenza di competenze, applicazioni in crescita, pressioni sui prezzi e redditività.

Il Print Census è un’iniziativa globale di ricerca progettata per raccogliere e condividere informazioni essenziali di mercato per le comunità della stampa e della segnaletica. Si svolge due volte l’anno ed è realizzato in collaborazione con il partner strategico di FESPA, Keypoint Intelligence. Lanciato per la prima volta nel 2015, il Print Census sostiene l’impegno di FESPA nel fornire ai propri membri e alla più ampia comunità della stampa specialistica informazioni concrete e basate sui dati, capaci di favorire innovazione, produttività, crescita e resilienza.

Il nuovo Print Census 2026 si concentrerà su:

- e-commerce e web-to-print; - forza lavoro e gap di competenze; - applicazioni in crescita, pressioni sui prezzi e redditività. Inoltre, FESPA ha annunciato i risultati del precedente Print Census, svolto nella seconda metà del 2025. I temi affrontati nel Print Census 2025 — il primo nel nuovo formato e il primo sondaggio dal 2018 — sono stati: automazione, intelligenza artificiale e sostenibilità. Tutti i membri FESPA Direct o delle associazioni affiliate possono accedere al report completo del FESPA Print Census 2025 su automazione, IA e sostenibilità sul sito FESPA.

Principali risultati del Print Census 2025

Dimensione delle aziende

Il 75% delle aziende di stampa ha meno di 50 dipendenti, fattore che limita la capacità di investimento e rallenta l’adozione di nuove tecnologie.

Automazione: essenziale ma ancora poco utilizzata

Quasi la metà dei PSP (Print Service Provider) dichiara di non avere alcun sistema di automazione implementato, nonostante la crescente pressione dovuta alla carenza di manodopera e alla domanda di flussi di lavoro digitali più rapidi.

Intelligenza artificiale

Il 39% dei PSP non utilizza affatto l’IA; solo il 7% dichiara un’integrazione moderata o significativa dell’IA. Queste basse percentuali raramente dipendono da una mancanza di interesse. Nella maggior parte dei casi, le aziende segnalano ostacoli come tempo limitato, competenze insufficienti o percorsi poco chiari per iniziare. I team più piccoli, in particolare, affrontano una situazione di “sovraccarico” operativo e faticano a dedicare attenzione alle tecnologie emergenti senza un ritorno immediato.

Sostenibilità

Sebbene il 92% delle aziende ritenga importante la sostenibilità, solo il 40% l’ha resa una priorità strategica centrale. Questo divario suggerisce che molte aziende sostengono il concetto in linea di principio, ma non dispongono della struttura, delle risorse o degli incentivi necessari per tradurre tale impegno in risultati misurabili. In molti casi, la sostenibilità rimane un’intenzione piuttosto che un fattore determinante nelle decisioni operative o nella pianificazione degli investimenti.

APPROCCIO VERSO LA SOSTENIBILITÀ

Costi e domanda debole

L’aumento dei costi dei materiali e la limitata domanda da parte dei clienti continuano a rallentare l’adozione di pratiche sostenibili, soprattutto per le imprese più piccole. Solo il 20% dei PSP ritiene che la sostenibilità influenzi in modo significativo il comportamento d’acquisto dei clienti. Questo potrebbe riflettere il fatto che molti micro-PSP servono clienti che danno priorità al costo rispetto alle prestazioni ambientali. Le piccole imprese spesso non investono in attività proattive di educazione o marketing per aumentare la consapevolezza sulle opzioni sostenibili, limitando così sia la visibilità sia la domanda. Chiaro divario tra innovazione e adozione

Mentre fornitori e produttori sviluppano soluzioni avanzate di automazione, IA e sostenibilità, molti PSP non dispongono delle risorse, delle competenze o delle infrastrutture necessarie per implementarle. Oltre un terzo dei PSP dichiara di non possedere né le competenze interne né la consapevolezza necessaria per valutare e adottare strumenti di IA. Nelle aziende più piccole, dove la formazione è spesso reattiva e legata alle esigenze immediate di fatturato, c’è poco tempo o struttura per esplorare nuove tecnologie. Questo limita l’esposizione alle soluzioni emergenti e contribuisce all’incertezza su dove l’IA possa essere applicata efficacemente all’interno delle loro operazioni. Sebbene il 45% dei produttori preveda di introdurre strumenti basati sull’IA, molti segnalano una bassa domanda da parte dei PSP e difficoltà di integrazione. Molti PSP non sono pienamente consapevoli degli strumenti disponibili né di

come integrarli nei flussi di lavoro esistenti. Questo divario suggerisce che la comunicazione tra i fornitori di soluzioni e gli utenti finali rimane insufficiente.

Il focus sull'automazione

è limitato

La maggior parte degli sforzi di automazione rimane limitata a compiti specifici e autonomi, come i portali web-to-print, la stima base dei lavori e la calibrazione del colore. Queste funzioni sono relativamente semplici da implementare e non richiedono grandi cambiamenti infrastrutturali, rendendole più accessibili alle aziende di piccole dimensioni. Tuttavia, questo approccio limitato riduce l’impatto complessivo dell’automazione, poiché non si estende a sistemi integrati che gestiscono la pianificazione, le finiture o i flussi di produzione basati sui dati.

Sintesi esecutiva

Basato sulle risposte di 774 aziende provenienti da 89 Paesi, lo studio del Print Census 2025 ha analizzato come le imprese affrontano tre aree chiave: automazione, intelligenza artificiale (IA) e sostenibilità. I risultati mostrano che il settore comprende la necessità di evolversi, ma le aziende avanzano a velocità differenti a causa delle differenze di dimensioni e risorse. Una caratteristica distintiva del settore è la sua struttura: dominano le piccole e micro imprese. Il 75% dei partecipanti dichiara di avere meno di 50 dipendenti e quasi la metà ne ha 10 o meno. Per molte aziende, le dimensioni influenzano direttamente la velocità del cambiamento. Operando con capacità limitate, queste imprese tendono a dare priorità alle esigenze operative immediate rispetto alla trasformazione a lungo termine. Questa realtà emerge chiaramente nelle pratiche relative ad automazione, IA e sostenibilità: secondo le risposte al Print Census, la consapevolezza è elevata, ma l’implementazione rimane disomogenea.

TECNOLOGIE DI AUTOMAZIONE UTILIZZATE

Diffusione dell’automazione

L’automazione viene utilizzata dalle aziende di stampa per migliorare efficienza, coerenza e scalabilità. Offre una soluzione concreta per affrontare la carenza di personale, l’aumento dei costi e la crescente richiesta di tempi di consegna più rapidi. Tuttavia, l’adozione dei processi automatizzati resta limitata, soprattutto tra i piccoli PSP: quasi la metà dichiara di non utilizzare alcun strumento di automazione. Per molte aziende, l’automazione è ancora vista come un investimento a lungo termine piuttosto che una priorità immediata. Quando viene adottata, l’automazione riguarda soprattutto strumenti di workflow, piattaforme web-to-print e processi di prestampa. In questi ambiti, offre benefici tangibili senza grandi interruzioni della produzione. Tuttavia, nell’implementazione di soluzioni più avanzate e costose si crea un divario tra le aziende capaci di scalare digitalmente e quelle ancora dipendenti da processi manuali.

L’IA nella pratica

Sebbene l’interesse verso l’intelligenza artificiale sia in crescita, la sua adozione concreta non è

ancora diffusa. Circa il 40% dei PSP afferma di non utilizzare ancora l’IA in alcun modo. Dove presente, viene impiegata soprattutto per supporto al design, gestione del colore o pianificazione di base. Sebbene queste applicazioni offrano vantaggi immediati, raramente sono integrate nei flussi produttivi più ampi. Gli ostacoli all’adozione dell’IA sono principalmente pratici: molte aziende non dispongono di competenze interne, di punti di partenza chiari o del tempo necessario per esplorare nuovi strumenti. Per i team più piccoli, in particolare, l’incertezza su come applicare l’IA e misurarne il valore continua a rallentarne la diffusione.

Focus sulla sostenibilità

La sostenibilità presenta un quadro più complesso. La maggior parte dei PSP (92%) afferma che è importante per il proprio business, ma solo il 40% la considera una priorità strategica centrale. Questo evidenzia un divario tra intenzioni e azioni. Il costo rappresenta la barriera principale. Le piccole imprese affrontano costi più elevati per i materiali e hanno un potere d’acquisto limitato, rendendo più difficile giustificare opzioni “green”. Allo stesso tempo, la domanda di sostenibilità da parte dei clienti è ancora relativamente bassa, riducendo l’incentivo commerciale a investire. Di conseguenza, per molte aziende la sostenibilità resta un obiettivo aspirazionale piuttosto che un elemento pienamente integrato nelle operazioni. Nonostante ciò, le pressioni esterne — come requisiti normativi, aspettative della supply chain e standard di approvvigionamento — stanno aumentando, rendendo la sostenibilità sempre meno opzionale. Le aziende dovranno passare dalla semplice consapevolezza ad azioni misurabili.

Gap di mercato

Il report del FESPA Print Census mostra che, in tutte e tre le aree — automazione, IA e sostenibilità — esiste uno schema comune: un divario tra ciò che è disponibile sul mercato e ciò che viene realmente implementato. Fornitori e produttori continuano a sviluppare soluzioni sempre più avanzate, ma molti PSP non hanno le risorse, le conoscenze o le infrastrutture necessarie per adottarle efficacemente. Tuttavia, questi gap rappresentano anche opportunità. Esiste infatti una domanda crescente di soluzioni accessibili, modulari e pensate per le piccole imprese. Punti di accesso più economici, maggiore formazione e una dimostrazione più chiara del valore potrebbero accelerare l’adozione in tutto il settore. Gli stampatori segnalano inoltre un cambiamento nei comportamenti dei consumatori. Gli ordini digitalfirst e la crescente richiesta di trasparenza stanno modificando il modo in cui operano le aziende di stampa. Le imprese capaci di rispondere con workflow più connessi e basati sui dati saranno meglio posizionate per competere.

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NOVITÀ

Il FESPA Italia Day 2026, che si è svolto il 22 aprile scorso nella cornice di Palazzo Mezzanotte (Borsa Italiana), ha riunito imprese, brand e stakeholder della stampa specialistica per analizzare scenari, trend e opportunità di crescita del settore.

Stampa specialistica il futuro tra nuove sfide e modelli di business differenti

Dopo il saluto del Presidente Nicola Posarelli, la giornata ha visto il susseguirsi di relatori che hanno approfondito i trend del momento, con interessanti analisi di mercato, e raccontato come sostenibilità e nuovi modelli di consumo stiano ridefinendo le regole del gioco.

Il settore tra consapevolezza e rallentamenti

Tra i momenti centrali, la presentazione del FESPA Print Census 2026 ha offerto una fotografia aggiornata dell’industria globale della stampa. Il report evidenzia un settore consapevole delle sfide – in particolare su sostenibilità, intelligenza artificiale e automazione – ma ancora rallentato nell’adozione delle innovazioni, soprattutto tra le PMI con risorse limitate. Persistono forti differenze tra mercati sviluppati ed emergenti: i primi risultano più avanzati nell’integrazione tecnologica, mentre i secondi scontano limiti infrastrutturali e di competenze. Un dato chiave riguarda il ruolo dei fornitori, che continuano a guidare l’innovazione, a fronte però di un divario tra soluzioni disponibili e reale applicazione nelle aziende. (Vedi articolo pag. 10)

Stampa e retail: verso un’esperienza ibrida Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione del

retail, sempre più orientato a un modello esperienziale e integrato. Dai dati della ricerca 2025 su stampa e retail presentata emerge un cambiamento significativo: -cresce l’investimento in elementi ad alto impatto visivo, con vetrine e superfici decorative sempre più centrali; -diminuisce, almeno nel breve periodo, l’importanza percepita della sostenibilità; - aumentano le richieste di personalizzazione, soprattutto per progetti legati a limited edition; si consolida il dominio della stampa digitale. Il punto vendita si trasforma così in un “palinsesto” di messaggi e micro-esperienze, aggiornabili con rapidità e capaci di dialogare con il consumatore in modo coerente e riconoscibile.

Dal confronto con i dati della ricerca 2023 emerge che la maggior parte dei clienti chiedeva soluzioni sostenibili; nel 2025 questa richiesta si polarizza. La maggior parte dei fornitori (62,5%) dichiara che le aziende che chiedono soluzioni sostenibili sono poche, ma cresce la percentuale di quelli cui TUTTI i clienti le richiedono.

Cresce il numero di aziende che non intendono spendere di più per un prodotto sostenibile (+31%).

In media, le soluzioni ecosostenibili nel 2025 costano +25% di quelle tradizionali. Nel 2023 il valore era + 21,5%. Per quanto riguarda l’attenzione al fine vita

dei materiali, la tendenza è stabile: nella maggior parte dei casi i clienti non gestiscono in modo strutturato il fine vita dei materiali.

Il 75% dei fornitori non offre un servizio di ritiro e smaltimento (nel 2023 era il 62%)

Si riduce sensibilmente la quota di clienti che comunicano in modo strutturato le scelte green.

L’aspetto sostenibilità appare nel 2025 meno strategico, meno valorizzato a livello di brand.

Aumentano le aziende che non richiedono differenziazioni tra punti vendita (+15 punti)

Tra le possibili ragioni della tendenza verso la standardizzazione vi sono: - centralizzazione creativa, - riduzione dei budget, - semplificazione delle campagne. Grande stabilità, invece, risulta nella personalizzazione stagionale che rimane una delle leve principali del retail. I cambiamenti rispetto al 2023 non sono significativi ma confermano una tendenza al rinnovo delle superfici decorative più “soft” e di comunicazione frontale che diventano strumenti flessibili per un refresh frequente e a basso impatto operativo. In sintesi, cresce l’investimento in elementi ad alto impatto visivo; vetrine e superfici decorative diventano più centrali; diminuisce l’importanza (percepita) della sostenibilità e calano le richieste di soluzioni green, la disponibilità a pagare di più, la comunicazione green da parte dei brand. Aumentano, invece, le richieste di personalizzazione per limited edition, coerente con un retail più “eventistico”. Non ultimo, si consolida il dominio della stampa digitale. Particolarmente rilevante il comportamento della Gen Z (14-29 anni), che vive il negozio fisico come luogo di ispirazione, esperienza e orientamento. Emergono richieste chiare: ambienti immersivi, contenuti personalizzati e spazi che integrino tecnologia e interazione. Per la Gen Z il negozio fisico è un canale informativo chiave per orientarsi tra offerte e stimoli, un luogo di ispirazione e di esperienza concreta. Gli ambienti devono far respirare tecnologia e innovazione. È alta la richiesta di personalizzazione, orientamento e co-creazione dei contenuti. Per concludere,

il negozio diventa un palinsesto di messaggi e microesperienze, coerenti, riconoscibili e aggiornabili con rapidità. Il retail è un’esperienza in evoluzione. Cresce l’uso di schermi, ledwall e totem interattivi nei punti vendita. Le insegne italiane hanno investito nel 2024 il 3,2% del fatturato in innovazione tecnologica (vs 2,5% nel 2022). Quasi 40% dei retailer ha investito in chioschi digitali, oltre 1/3 in schermi informativi. (Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano). In questo scenario, la stampa non viene sostituita: si integra in sistemi ibridi. La richiesta di vestizione grafica dei totem e dei monitor è crescente così come la progettazione coordinata di POP, espositori e contenuti digitali. In questo contesto, sono stati molto efficaci gli interventi di Chiara Frigerio e Andrea Roscini dello studio di architettura 23Bassi, che hanno raccontato il punto vendita come spazio di relazione, esperienza e costruzione dell’identità del marchio.

Sostenibilità: verso un approccio basato su dati e trasparenza

Federica Furlan, LCA Lex e Graeme Richardson-Locke, Head of Association and Technical Lead FESPA, hanno affrontato il tema della sostenibilità con un approccio concreto, anche alla luce delle nuove normative europee. FESPA ha presentato una guida operativa dedicata gli associati con l’obiettivo di evitare il rischio di greenwashing, promuovendo un modello basato su dati misurabili, trasparenza e tracciabilità delle informazioni ambientali. La guida, intitolata«Comprendere ed evitare il greenwashing», fornisce indicazioni pratiche alle aziende che intendono comunicare in modo responsabile il miglioramento e l’impatto ambientale positivo delle proprie attività, evitando al contempo i rischi reputazionali e legali associati a dichiarazioni fuorvianti.

Le ricerche citate nella guida mettono in luce la portata della sfida. Oltre il 53% delle dichiarazioni ambientali è vago, fuorviante o infondato, mentre il 40% è privo di prove a sostegno. Inoltre, solo nell’Unione europea esistono attualmente più di 230 marchi di sostenibilità e 100 marchi di energia verde, molti dei quali presentano livelli variabili di trasparenza e verifica. Queste incongruenze possono creare confusione sia per le imprese che per i consumatori, ed è evidente la necessità di un orientamento.

La guida sottolinea che le affermazioni tecnicamente vere possono comunque essere considerate fuorvianti se omettono informazioni rilevanti, esagerano i benefici o non riflettono l’impatto complessivo di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. Di conseguenza, affermazioni generiche come «ecologico» o «sostenibile», se prive di fondamento, sono sempre più oggetto di un attento esame da parte delle autorità di regolamentazione. Per aiutare le imprese a evitare queste insidie, la guida illustra i principi fondamentali alla base della normativa in materia di dichiarazioni ambientali nel Regno Unito e nell’Unione Europea.

Questi quadri di riferimento richiedono che le affer-

mazioni siano: chiare, specifiche, fondate su prove scientifiche e verificabili. Le affermazioni devono inoltre tenere conto dell’intero ciclo di vita di un prodotto, ove pertinente.

La finanza per crescere

Nel pomeriggio, il focus sulla finanza ha evidenziato l’importanza di percorsi strutturati per sostenere la crescita delle PMI. In questo contesto, l’intervento di ELITE (Gruppo Euronext) ha illustrato le opportunità offerte alle aziende in termini di accesso a capitali, competenze e networking. A portare una testimonianza concreta è stata Montecolino S.p.A., azienda bresciana leader nei rivestimenti tessili e pavimentazioni, che ha condiviso il proprio percorso di crescita e l’esperienza di ingresso nel network ELITE.

Come sottolineato da Nico Fontana, Amministratore Delegato di Montecolino S.p.A. e Consigliere di FESPA Italia: “Elite rappresenta per Montecolino una vera e propria rampa di lancio. Condividerne il valore all’interno del contesto associativo e durante il FESPA Italia Day significa offrire un esempio concreto e tracciare una direzione per tutto il comparto della stampa specialistica: un percorso di crescita finanziaria solida del Made in Italy, orientato a un’internazionalizzazione che non riguarda solo i mercati, ma anche la struttura e la visione delle imprese.

L’ingresso nel network ELITE si inserisce infatti in un percorso strutturato di sviluppo che guarda anche a prospettive future, come dimostra il nostro

inserimento tra le società “IPO ready” citate a inizio 2025.” Continua Fontana, “riteniamo che la partecipazione di Montecolino al FESPA Italia Day rappresenti un esempio concreto di eccellenza imprenditoriale del territorio bresciano, capace di innovare, crescere e competere sui mercati internazionali.”

Tra Intelligenza Artificiale e capitale umano

Marco Biancavilla di DB Ingegneria dell’Immagine ha affrontato il tema dell’AI con un approccio molto concreto, in particolare come uno strumento per lavorare meglio. Biancavilla ha raccontato come l’AI nel tempo sia diventato per l’azienda un’infrastruttura di lavoro per produrre documenti tecnici, offerte, presentazioni, normalizzare dati e sviluppare specifiche; ma anche costruire template di comunicazione, strumenti di knowledge management, applicazioni operative e sistemi di analisi dei dati. Altro tema che è stato indagato è stato il cambiamento di logiche tra brand e agency nel creare comunicazione visiva e nel progettare l’esperienza dei luoghi commerciali. Alice Usai, Retail Marketing Senior Consultant di Savills, e Sonia Coppolaro, Business Development Manager di Yawcom Media Builders hanno sottolineato come la stampa specialistica oggi non può più essere interpretata soltanto come tecnologia o supporto, ma come parte di un ecosistema in cui marketing, architettura, contenuti, produzione e allestimento concorrono insieme alla costruzione dell’esperienza del brand. Mauro Ispulla, amministratore delegato di Nuova Algis, ha affrontato il problema sempre più diffuso per le imprese: la difficoltà nel trovare personale qualificato. Secondo la sua analisi, per rendere le aziende più solide e attrattive è fondamentale investire su più fronti: una formazione continua e più strutturata, un maggiore coinvolgimento delle persone nei processi decisionali, ascolto interno più attento, procedure chiare e condivise, sistemi retributivi percepiti come equi, un clima di lavoro positivo e concrete opportunità di crescita professionale. Tutti questi elementi contribuiscono a creare un ambiente in cui le persone scelgono di restare e sviluppare il proprio percorso. Ispulla ha inoltre evidenziato risultati significativi ottenuti attraverso questo approccio, tra cui una diminuzione del turnover del 70%, un aumento della produttività, maggiore capacità di innovazione, un miglioramento dell’immagine aziendale e una più forte fidelizzazione della clientela. Il suo intervento ha sottolineato come la competitività nel settore del printing non dipenda soltanto dagli investimenti tecnologici, ma anche — e soprattutto — dalla qualità dell’organizzazione interna e dalla capacità delle aziende di diventare luoghi di lavoro attrattivi e sostenibili nel tempo. Il FESPA Italia Day 2026 si è chiuso confermandosi come momento di aggiornamento e spazio di lavoro per il settore: un luogo dove dati, esperienze e visioni si traducono in strumenti concreti per affrontare il futuro della stampa specialistica con maggiore consapevolezza.

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Il futuro del signage tendenze e impatto sul business

In vista di European Sign Expo 2026, Nita Odedra, Direttrice Strategica di Blue Rhine Industries e relatrice alla The FESPA Conference, condivide la sua visione su come apparirà il futuro dell’industria del signage.

Nita Odedra, Direttrice Strategica di Blue Rhine Industries

L’industria del signage sta attraversando un periodo di trasformazione, durante il quale il suo ruolo all’interno dell’ambiente costruito viene profondamente rivalutato. Un tempo considerata principalmente uno strumento per applicazioni come il wayfinding e la promozione, oggi la segnaletica è sempre più parte di una strategia più ampia di comunicazione ed esperienza, strettamente legata all’identità del brand e all’utilizzo dei dati. Questo cambiamento è guidato da nuove pressioni: i progressi tecnologici, requisiti sempre più stringenti in materia di sostenibilità e la richiesta di comunicazioni più reattive negli spazi pubblici e commerciali. Di conseguenza, è fondamentale riflettere su come il signage influenzi il funzionamento degli spazi e il modo in cui le persone interagiscono con essi.

Tendenze

La segnaletica è oggi più integrata e interattiva che mai. I display digitali vengono sempre più spesso combinati con suono, illuminazione e, in alcuni casi, persino profumazioni, per modellare il modo in cui le persone vivono lo spazio circostante. Questo rende la segnaletica moderna molto più immersiva rispetto ai tradizionali schermi statici.

Allo stesso tempo, la sostenibilità è ormai un requisito imprescindibile. Grazie ai progressi nelle soluzioni alimentate a energia solare, la segnaletica deve essere non solo rispettosa dell’ambiente, ma anche economicamente sostenibile. Come fattore di crescita aziendale, la segnaletica e i sistemi di wayfinding devono essere considerati un investimento a lungo termine, capace di ridurre sia i costi operativi sia l’impatto ambientale.

Inoltre, i display digitali consentono aggiornamenti dinamici e in tempo reale dei contenuti, riducendo significativamente la necessità di ristampe frequenti e i relativi sprechi. Questo non solo abbassa i costi di materiali e distribuzione, ma permette

anche alle aziende di reagire rapidamente a cambiamenti, promozioni o nuove esigenze degli utenti. Cresce inoltre l’aspettativa verso la personalizzazione, e le tecnologie attuali sono sufficientemente avanzate da supportare applicazioni basate sull’esperienza. Nel retail, ad esempio, il riconoscimento facciale può identificare specifici gruppi demografici e supportare la distribuzione di contenuti pertinenti, oltre a consentire pagamenti senza code alle casse. In definitiva, la segnaletica non è più un elemento isolato. Viene sempre più valorizzata come parte di un ecosistema connesso e integrata con sistemi audiovisivi (AV) e altre tecnologie smart fin dalle prime fasi di progettazione, invece di essere aggiunta successivamente.

Impatto sul futuro dell’industria

L’integrazione di esperienze digitali fluide, personalizzate e connesse è ormai attesa anche negli ambienti fisici. Di conseguenza, la segnaletica sta diventando sempre più reattiva e interconnessa, mentre l’iper-personalizzazione si basa sui dati in tempo reale. Ad esempio, chi si trova in uno spazio? Come si muove al suo interno? Quale contenuto è più rilevante in quel preciso momento?

Le aziende cercano sempre più spesso soluzioni che permettano questo tipo di gestione in ambienti live, tra cui eventi, teatri, stadi e strutture hospitality. L’attenzione è focalizzata sull’esperienza: le persone non vengono più considerate semplici visitatori, ma partecipanti attivi dello spazio. Questo è già evidente nelle interazioni quotidiane, dove la segnaletica si adatta in tempo reale per creare percorsi senza attriti. Nei centri commerciali, ad esempio, i sistemi di parcheggio intelligenti riconoscono automaticamente i veicoli, consentendo ingressi e uscite più efficienti. Più in generale, il digital signage offre alle aziende maggiore controllo e flessibilità. I messaggi possono cambiare istantaneamente in risposta a esigenze operative, aggiornamenti o comunicazioni mirate del brand.

Impatto sul business

Per le aziende del settore, la segnaletica non può più essere considerata un semplice elemento aggiuntivo. Deve essere pensata fin dall’inizio e integrata con sistemi audiovisivi, piattaforme digitali e con l’ambiente costruito nel suo complesso. L’hardware da solo non basta: è la combinazione tra software e hardware che rende la segnaletica davvero reattiva e pronta per il futuro. Insieme, contribuiscono a definire il funzionamento degli

spazi pubblici in tempo reale. Se implementata correttamente, la segnaletica diventa il livello che connette le persone allo spazio, aiutandole a orientarsi con sicurezza, riducendo attriti come l’affollamento e garantendo che le informazioni raggiungano rapidamente il pubblico giusto. Nel creare spazi realmente fruibili, il settore ha anche la responsabilità di progettare in modo inclusivo, realizzando ambienti accessibili e intuitivi per le persone con disabilità. È altrettanto importante allinearsi alle politiche pubbliche e alle priorità urbane, poiché i governi stanno introducendo normative che influenzano direttamente segnaletica e illuminazione. Un esempio sono le iniziative “Dark Sky Policy”, come quelle adottate ad Abu Dhabi, che mirano a ridurre l’inquinamento

THE PLACE FOR EXPERTS

luminoso e gli sprechi energetici. Le aziende che progettano in linea con queste politiche sono meglio posizionate per contribuire positivamente allo spazio pubblico.

Oltre a questo, restare vicini al settore è fondamentale. Condividere insight tratti da casi studio reali, partecipare ai dibattiti e seguire l’evoluzione concreta delle tecnologie aiuta le aziende a rimanere rilevanti.

European Sign Expo

European Sign Expo 2026 riunisce le comunità della segnaletica e della stampa, creando uno spazio per un autentico scambio di conoscenze: dalle tendenze alle tecnologie e oltre.

Offre inoltre una piattaforma di visibilità, aiutando le aziende del settore signage a costruire credibilità e a comunicare chiaramente il proprio valore distintivo. L’evento valorizza anche la leadership di pensiero attraverso le sessioni della The FESPA Conference. Dagli interventi dei relatori alle tavole rotonde fino alle attività di networking, lo scambio di competenze specifiche del settore aiuta gli operatori a comprendere meglio il valore che un’azienda può offrire e il contributo che può dare al successo del loro business e al futuro del settore.

Mercato del libro il 2026 parte in crescita

Nel 2026 il mercato dei libri continua a vivere dinamiche complesse, con segnali contrastanti che riflettono trasformazioni nei consumi culturali e nelle abitudini di lettura. Ma i primi mesi del 2026 segnano un dato positivo.

Parte con il segno più il 2026 del libro in Italia: nei primi quattro mesi dell’anno l’editoria di varia nei canali trade, ovvero narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, è cresciuta rispetto ai primi quattro mesi del 2025 del 2,5% a copie e del 3,8% a valore, con un incremento di 740mila copie acquistate, pari a una maggior spesa di 16,4 milioni di euro. Secondo i dati più recenti sulla vendita di libri cartacei, il formato fisico mantiene la sua rilevanza e rappresenta ancora una quota considerevole del mercato globale, con i libri stampati che continuano a esercitare un forte richiamo per i lettori di tutte le età grazie all’esperienza tattile e all’impatto emotivo di un oggetto reale fra le mani. A livello mondiale, il formato cartaceo pesa circa 68 % dei ricavi complessivi delle vendite di libri nel 2026 e

Nei primi quattro mesi del 2026 la spesa per libri nei canali trade è cresciuta di oltre 16 milioni, tornando ai livelli del 2024

resta il principale motore dei ricavi del settore editoriale, con incrementi in segmenti come hardcover e trade paperback rispetto all’anno precedente. La crescita ha interessato sopratutto i generi narrativi, continua il trend negativo della non fiction. Tutte le classi dimensionali delle imprese hanno visto crescere le vendite, in particolare quelle di classe media. La narrativa di genere è cresciuta più di quella letteraria e si è registrato un nuovo balzo avanti del romance. Cresce ancora il mercato dei bambini e ragazzi, trainato dai libri per la prima infanzia.Tra i fumetti la crescita premia le graphic novel. In un contesto in cui è sempre più difficile per un libro essere “visibile”, crescono i titoli a stampa autopubblicati. La crescita è trainata dalle librerie, l’online pareggia e cala ancora la grande distribuzione. I primi mesi del 2016 mostrano una netta inversione di

Nei primi quattro mesi del 2026 sono state comprate oltre settecentomila copie in più rispetto all'anno precedente
Valori di MI di euro a prezzo del venduto e in %. Valori relativi ai primi quattro mesi dell'anno Valori in milioni di copie e in %. Valori relativi ai primi quattro mesi dell'anno

La crescita ha interessato soprattutto i generi narrativi

tendenza per le librerie indipendenti che mostrano una crescita dell’11,3%.

Preferenze e abitudini di acquisto

Questa preferenza per i libri in carta si riflette anche nelle abitudini di acquisto, con molti lettori che attribuiscono valore alla qualità del supporto fisico e alla possibilità di collezionare, conservare o regalare edizioni cartacee.

Tuttavia, i canali tradizionali di vendita in Italia hanno mostrato una lieve contrazione nel 2025, con una diminuzione di circa 3 % delle copie vendute e un calo del 2,1 % in valore delle vendite di libri a stampa nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione). Nonostante questa flessione, gli operatori del settore esprimono ottimismo per il 2026, confidando nel sostegno pubblico e in iniziative volte a incentivare gli acquisti, come i finanziamenti per le acquisizioni da parte delle biblioteche. Il quadro del settore racconta quindi un mercato in evoluzione: il libro cartaceo resta al centro dell’esperienza di lettura, mentre gli editori e i rivenditori lavorano per rispondere alle nuove esigenze dei lettori e alle trasformazioni dei canali di distribuzione. “Gli acquisti delle biblioteche, grazie al fondo da 60 milioni di euro del ministro della Cultura Alessandro Giuli, trainano questo avvio di anno e sono per noi una boccata d’ossigeno – spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Innocenzo Cipolletta –. Ma sui consumi delle famiglie pesano inflazione e incertezza sul futuro: nonostante questi quattro mesi positivi, prevediamo un anno complesso”.

E prosegue: “In un anno che si annuncia difficile e ci preoccupa in prospettiva, il bonus biblioteche ha permesso al mercato del libro di crescere nei primi quattro mesi. Questo nonostante diminuisca la capacità di spesa delle famiglie a causa dell’inflazione, mentre i costi della carta, dell’energia e dei trasporti riducono i margini delle imprese. Il bonus impatta soprattutto sulle imprese e sulle aree del Paese che più necessitano di sostegno: per questo ci auguriamo che venga confermato e reso stabile a partire dal 2027. I dati dimostrano che cresce la narrativa, soprattutto quella di svago, mentre la non fiction continua a perdere terreno: rispetto al 2019 siamo a meno 11%, peggio ancora fa il settore universitario (-7,6% nel 2025 rispetto al 2024). Negli atenei si sta diffondendo un sapere fragile, costruito attraverso lo studio di compendi, dispense e riassunti generati con l’IA. Pensiamo che il Paese debba rimettere al centro il diritto d’autore, una divulgazione del sapere su basi trasparenti e fonti verificate, un modello di approfondimento e analisi della realtà basata sui libri”.

C’è sempre una soglia da attraversare quando si guarda al futuro. IPACK-IMA è la porta d’accesso all’innovazione. La fiera internazionale di riferimento dove quattro mondi – Grain Based Food, Liquid Food & Beverage, Food, Fresh & Convenience, Pharma, Chemicals & Industrial –si incontrano per immaginare l’evoluzione del processing, del packaging e dei materiali. Apriamo nuove prospettive. Unisciti a noi. Dove l’arte incontra la tecnologia.

Valori in %. Valori relativi ai primi quattro mesi dell'anno

Lettura e oltre

Il valore della carta

La carta è senza dubbio uno dei materiali più straordinari e versatili mai creati dall’essere umano. La sua incredibile versatilità si esprime principalmente in grandi ambiti. Dai libri che custodiscono il sapere umano ai quaderni di scuola, la carta è il supporto d’elezione per la scrittura, la lettura e lo studio.

Nata nell’antica Cina per rispondere all’esigenza di registrare e tramandare il pensiero, la carta ha saputo evolversi nei secoli fino a diventare un elemento insostituibile nella nostra quotidianità. Gli studi dimostrano ancora oggi che la lettura su carta favorisce una comprensione del testo più profonda e minori distrazioni rispetto ai supporti digitali. Anche nell’espressione artistica, la carta ha il suo valore. Grazie alle sue diverse grammature, texture e finiture, la carta è la tela per infinite tecniche artistiche. Dal disegno a matita all’acquerello, passando per l’antica e complessa arte dell’origami fino alle moderne sculture di carta tridimensionali. In un’epoca sempre più digitale, il fascino della carta resiste e si reinventa per le nuove generazioni. Laboratori, workshop e iniziative didattiche puntano a far riscoprire ai giovani il valore della scrittura, del disegno e del crafting manuale, stimolando al contempo la creatività e l’espressione personale. Scuole e associazioni culturali stanno promuovendo progetti che integrano tecnologia e carta: dagli sketchbook digitali trasformati in taccuini creativi, alle attività di journaling e storytelling che aiutano i ragazzi a sviluppare pensiero critico e immaginazione. L’obiettivo è chiaro: dare spazio alle idee, coltivare la manualità e creare un ponte tra tradizione e innovazione, mostrando come la carta possa diventare uno strumento dinamico per imparare, comunicare e sperimentare. Secondo gli esperti, queste esperienze contribuiscono non solo alla crescita artistica, ma anche al benessere emotivo dei giovani, rafforzando la concentrazione e la capacità di osservazione. In un mondo dominato da schermi e notifiche, la carta torna così a essere protagonista, non solo come mezzo, ma come vero e proprio laboratorio di creatività.

La lettura su carta torna a crescere Sebbene il mondo digitale offra comodità, il sondaggio Two Sides Trend Tracker 2025 evidenzia che la preferenza per la lettura su carta è tornata a crescere dopo la pandemia ed è il formato preferito per libri, riviste e documenti importanti. Infatti, il 65% dei consumatori europei preferisce i libri stampati, in crescita rispetto al 53% del 2021. Le riviste stampate sono preferite dal 48% (rispetto al 35% del 2021), mentre i cataloghi di prodotti stampati dal 33% (rispetto al 21%). La stampa è ancora preferita dove conta di più. Per comunicazioni essenziali come informazioni mediche,

estratti conto finanziari e documenti legali, i consumatori scelgono costantemente la carta rispetto al digitale per la sua sicurezza, chiarezza, affidabilità e permanenza:

• Il 47% preferisce fogli illustrativi e istruzioni mediche stampati

• Il 27% continua a preferire bollette ed estratti conto in formato cartaceo

• Il 36% preferisce ricevere informazioni dai medici e dagli ospedali in formato stampato

• Il 76% vuole avere il diritto di scegliere e non essere obbligato a un’opzione solo digitale.

Pur riconoscendo il valore degli strumenti digitali, le persone riconoscono sempre di più i punti di forza unici della carta, specialmente quando comprensione, memoria e fiducia sono fondamentali.

Il ruolo della stampa nell’apprendimento

Oltre ai documenti quotidiani, la stampa continua a svolgere un ruolo vitale nell’istruzione e nel consumo di notizie. Il sondaggio ha rilevato che:

• Il 58% ritiene che gli studenti apprendano meglio con materiali stampati rispetto al digitale

• Il 45% afferma di comprendere meglio le notizie su carta rispetto a quelle online

• Il 49% è preoccupato per la scomparsa dei quotidiani stampati

In un’epoca di esposizione costante agli schermi, i consumatori mostrano un crescente desiderio di disconnettersi e riconnettersi con il mondo reale. La stampa offre un’esperienza fisica che il digitale semplicemente non può replicare – niente popup, nessuna distrazione, solo un modo più immersivo e rilassante per assorbire le informazioni.

I media stampati non sono solo rilevanti, ma anche sostenibili. Libri, giornali, riviste, pubblicità postale e altri materiali stampati sono riciclabili, biodegradabili e realizzati con materie prime naturali e sostenibili. Esiste una percezione errata sull’impatto ambientale della carta rispetto al digitale, le cui conseguenze sono spesso ignorate. Un esempio del valore dell’apprendimento su carta viene dalla Svezia, che per anni è stata considerata uno dei Paesi più avanzati nella digitalizzazione scolastica, ma che oggi sta rivedendo alcune scelte dopo il peggioramento registrato nei test internazionali, in particolare nelle competenze di lettura e, nel caso di PISA, anche in matematica. Per questo il governo svedese ha avviato una correzione di rotta. Dal 1° luglio 2025, nella scuola dell’infanzia non è più obbligatorio usare strumenti digitali. Per i bambini più piccoli viene raccomandato il ricorso ad attività analogiche, mentre l’uso di schermi deve essere molto limitato e sempre motivato da un reale valore educativo. Sono stati inoltre stanziati fondi per acquistare libri di testo, manuali e materiali didattici cartacei. Le nuove indicazioni scolastiche, previste dal 2028, dovrebbero dare più spazio alla lettura su carta e a forme di apprendimento meno dipendenti dagli schermi.

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A FESPA 2026, PLATINUM Technologies ha presentato la nuova generazione Signature Series: quattro soluzioni da stampa industriali sviluppate per ridefinire produttività, automazione e controllo del processo.

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Talenti al top! Scuole in azienda, aziende in aula

Grande successo per il progetto “Scuole in azienda, aziende in aula: talenti al top!”, promosso dall’Unione GCT Milano, che ha portato gli imprenditori del settore a incontrare gli studenti delle scuole grafiche. I primi tre incontri hanno registrato una partecipazione numerosa e vivace, confermando il forte interesse di tutti al dialogo e al confronto.

Il24 marzo, presso la Fondazione Daimon di Saronno, si è svolto il primo appuntamento del progetto “Scuole in azienda, aziende in aula: talenti al top!”, per rafforzare il dialogo tra imprese e istituti formativi e facilitare l’incontro tra la domanda di competenze qualificate e l’offerta formativa del territorio. La partecipazione è stata straordinaria: oltre 150 presenti tra studenti e più di 20 aziende, un segnale forte della necessità di iniziative che avvicinino concretamente scuola e mondo produttivo, rafforzando e valorizzando al tempo stesso le esperienze già esistenti che da anni lavorano in questa direzione con impegno e risultati positivi.

L’incontro si è aperto con i saluti di Renzo Bertoldo, Presidente della Fondazione Daimon, che ha accolto aziende e studenti ricordando il ruolo della scuola come punto di riferimento per la formazione tecnica del territorio: “Da oltre cinquant’anni formiamo giovani tecnici della grafica e della comunicazione, con un approccio basato sull’imparare facendo. La collaborazione con le imprese è essenziale per preparare studenti pronti ad affrontare un settore in continua evoluzione. Siamo lieti che questa iniziativa rafforzi questo

legame.” Il Vicepresidente di Unione GCT Milano Fabio Testa ha quindi ringraziato la Fondazione e i suoi rappresentanti – il Presidente Bertoldo, il Direttore della Formazione Professionale Giacomo Paleardi e il Preside dell’Istituto Tecnico Ambrogio Peverelli, e nel suo intervento ha ricordato che “oggi non viviamo solo una visita, ma un momento che racconta un cambiamento, una visione nuova”, sottolineando l’importanza di costruire un collegamento più forte e autentico tra scuole e imprese. Testa ha evidenziato come il settore grafico - cartotecnico viva della sua straordinaria capacità di trasformare idee in realtà e quanto sia fondamentale investire nelle nuove generazioni, nelle loro energie e competenze. Ha invitato i ragazzi a lasciarsi appassionare da questo mondo, ricordando che “qui si cresce, si sperimenta, si crea”. Alle aziende ha rivolto un messaggio altrettanto chiaro: l’Unione GCT vuole essere “più vicina, più concreta, più utile: non un luogo formale, ma un vero spazio di incontro tra bisogni reali e talenti di domani”.

La mattinata è proseguita con un dialogo aperto e partecipato, moderato da Elisabetta Brambilla, titolare di Eurolabel, Vicepresidente Assografici con delega alla formazione, che ha coinvolto studenti e professionisti del settore.

La seconda tappa

Il secondo incontro si è tenuto il 10 aprile presso il Centro Salesiano S. Domenico Savio di Arese e ha portato a rafforzare il dialogo tra le imprese della filiera grafica-cartotecnica e gli istituti formativi del territorio. Ad aprire i lavori è stato Don

Davide Perego, Direttore del Centro, che ha richiamato il valore dell’ascolto reciproco come base del rapporto tra scuola e azienda. Roberta Poletto, Direttrice della Formazione Professionale, ha sottolineato la necessità di un confronto continuo con le imprese per allineare la didattica alle reali esigenze del mercato, mentre Paola Perferi, coordinatrice del settore grafico dell’Istituto, ha illustrato il percorso formativo evidenziandone punti di forza e aree di sviluppo, ribadendo il ruolo chiave del tutor aziendale nei percorsi di tirocinio. Dal confronto con le aziende è emerso un messaggio condiviso: più che competenze tecniche già consolidate, contano curiosità, atteggiamento e disponibilità ad apprendere. Gli studenti, dal canto loro, hanno posto domande su comportamenti, aspettative e prime esperienze in azienda, ricevendo indicazioni chiare e rassicuranti. In questo contesto, i vicepresidenti dell’Unione GCT Milano hanno sintetizzato i punti chiave del rapporto scuola-impresa. Sergio Pedrazzini ha sottolineato l’importanza della curiosità e della partecipazione attiva, ricordando che “chi non fa domande non entra in azienda”. Fabio Testa ha evidenziato il valore del tirocinio come momento di crescita concreta, definendo gli studenti un “libro bianco” su cui costruire competenze, e ribadendo il ruolo dell’Unione come ponte tra formazione e mondo produttivo.

La terza tappa

L’8 maggio all’Istituto Salesiano S. AmbrogioOpera Don Bosco di Milano è andato in scena il terzo incontro che ha visto un interessante dialogo tra generazioni: studenti, imprenditori e professionisti del settore si sono incontrati questa mattina per la terza tappa dell’iniziativa promossa dall’Unione per rafforzare il ponte tra formazione e occupazione nel comparto grafico, cartotecnico e del packaging.

La mattinata ha visto alternarsi testimonianze aziendali, domande degli studenti e riflessioni condivise su temi centrali per il mercato del lavoro: orientamento, competenze tecniche e trasversali, innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale. Le aziende presenti hanno offerto uno spaccato vivido di un comparto che si rinnova continuamente e che guarda ai giovani come risorsa strategica. Il settore si conferma dinamico, creativo e ricco di opportunità di crescita professionale, dai reparti tecnici a quelli commerciali, dalla prestampa alla realizzazione del prodotto finito.

“La tecnica si può insegnare, la passione no. Le aziende del nostro comparto cercano giovani che portino entusiasmo e voglia di imparare: questo è il valore aggiunto che nessuna macchina potrà mai replicare”, ha affermarto Lara Botta, Presidente Unione. “Dentro le nostre aziende c’è un’umanità fatta di culture, lingue e storie diverse. I giovani che sanno muoversi in questo contesto - che si informano e fanno domande - sono quelli che crescono più rapidamente. Non cerchiamo solo tecnici: cerchiamo persone che abbiano voglia di essere protagonisti del proprio percorso professionale˝, ha dichiarato Fabio Testa, Vicepresidente Unione, con delega alla Formazione.

Grande attenzione è stata dedicata al ruolo dell’intelligenza artificiale. Le imprese hanno offerto una risposta unanime e rassicurante: l’AI è uno strumento di supporto - utile nell’analisi dei dati, e nella schedulazione - ma non sostituisce l’occhio critico dell’operatore, il giudizio tecnico e la capacità relazionale.

Altrettanto chiara la posizione sul titolo di studio: non è il diploma o la laurea a fare la differenza, bensì la curiosità, la concretezza e la volontà di mettersi in gioco.

Un’ulteriore riflessione ha attraversato trasversalmente gli interventi: il risultato conta, ma conta anche come lo si raggiunge. L’etica aziendale, la capacità di seguire un processo con attenzione e rigore, la responsabilità verso il cliente e verso i colleghi sono qualità che le imprese apprezzano. Sul fronte della formazione linguistica, l’inglese è risultato un asset importante, in particolare per chi lavora in marketing, prestampa o in contesti aziendali multiculturali.

L’incontro si è concluso con una visita ai laboratori dell’Istituto, offrendo alle aziende l’opportunità di toccare con mano l’elevato livello di preparazione degli studenti.

Francoa ngeli

70 anni di

cultura,

innovazione e impegno

Biblioteca privata

ITipografia della FrancoAngeli

(Credit: Giorgio Gatti)

n un contesto contemporaneo segnato dalla sovrabbondanza informativa e dall’intelligenza artificiale, la centralità della qualità della conoscenza rende questi primi settant’anni di storia di Franco Angeli un anniversario particolarmente significativo. Fondata il 17 maggio 1956 da Franco Angeli, che intuì in modo quasi visionario l’esigenza di diffondere nuovi modelli organizzativi, gestionali e culturali ispirati alle migliori esperienze internazionali – in primo luogo occidentali –, la casa editrice ha accompagnato generazioni di studiosi e professionisti contribuendo al dibattito accademico e alla diffusione del sapere nel management e nella formazione per allargarsi poi alle scienze umane e sociali: dall’economia alla psicologia, dalla didattica alla sociologia, dalla storia alla filosofia.

La casa editrice

FrancoAngeli celebra 70 anni di attività, confermandosi come uno dei principali editori italiani nella produzione e diffusione di saggistica accademica, professionale e culturale.

70 anni, non solo un traguardo

Nel corso dei decenni, la FrancoAngeli ha ispirato e orientato la classe dirigente industriale alle prese con il boom economico italiano; e in parallelo ha saputo riconoscere l’evoluzione della società, mantenendo saldo l’impegno verso contenuti di qualità, al passo con le trasformazioni culturali e tecnologiche. Oggi, mentre università, imprese e istituzioni affrontano sfide come la transizione digitale e l’impatto dell’AI, la casa editrice rafforza il proprio ruolo nella produzione di contenuti rigorosi e autorevoli. “Settant’anni non sono solo un traguardo, ma una responsabilità”, affermano Ilaria e Stefano Angeli, entrambi CEO della casa editrice. “In un’epoca in cui le informazioni sono diffuse ma non sempre qualificate, il nostro obiettivo è continuare a garantire qualità, autorevolezza e capacità di interpretare il presente, valorizzando la conoscenza”.

Un patrimonio di valore

Il catalogo attuale comprende circa 30.000 volumi, oltre 50.000 autori, 600 novità all’anno e 80 riviste accademiche. Un patrimonio che rafforza l’identità culturale di un editore coerente, attento ai bisogni della società e capace di intercettare i cambiamenti culturali, senza compromettere serietà e qualità. Non a caso, nel 1972 venne conferito a Franco Angeli l’Ambrogino d’Oro della città di Milano, città che ospita la sede centrale della casa editrice. E nel 2007, a un mese dalla sua scomparsa, il Comune di Milano ha voluto iscrivere il suo nome nel Famedio del Cimitero Monumentale, riconoscendo il contributo dato alla città e alla cultura italiana. In un mercato editoriale in continua trasformazione, i 70 anni di FrancoAngeli rappresentano un’occasione per riaffermare il valore strategico dell’editoria di qualità nella diffusione della conoscenza. Questo anniversario segna anche un punto di partenza verso nuove sfide che vengono affrontate con la stessa passione che ha contraddistinto la casa editrice fin dalla sua nascita.

Tradizione, visione e passione

Impresa familiare con visione moderna, dal 2007 la casa editrice è guidata da Ilaria e Stefano Angeli, figli del fondatore, che garantiscono continuità ai valori originari, mantenendo al contempo uno sguardo attento alle trasformazioni dell’editoria, dell’università e delle professioni. A settant’anni dalla fondazione, FrancoAngeli continua a essere un laboratorio di idee, fedele alla propria storia e proiettato verso le sfide del presente e del futuro.

di Franco Angeli

Chimica CBR chemistry with high quality standards

Over its 50-year history, Chimica CBR has successfully integrated research and development, production, and the distribution of chemical products across a wide range of industries. Today, its state-of-the-art production facility and independent logistics system enable Chimica CBR to efficiently serve a broad network of printing companies.

Fifty-five

years ago, Chimica CBR originated from the small Colorificio Borgo Roma in the province of Verona and has since grown into a key player in the chemicals market. What began with the simple production of thinners for paint applications has evolved into a diverse portfolio of increasingly specialized products, serving a wide range of industrial sectors, including automotive, construction, wood, and others.

About twenty-five years ago, the company entered the graphics market, initially leveraging its expertise and subsequently developing and manufacturing a comprehensive range of pressroom products. Already well established in the flexo sector as a supplier of solvents for ink dilution, CBR now aims to strengthen its position in the offset market with a renewed, updated, and reformulated portfolio of innovative and sustainable solutions. Continuous investment and accumulated expertise have enabled the company to share its know-how and offer a complete range of solutions to the graphics industry. Stefano Locatelli, CEO of Chimica CBR, explains: “Forty percent of the company’s revenue comes from the Graphic Division, while the remaining 60% is generated by the Solvents Division. Research and development of new formulations is the company’s flagship strength, alongside the fact that all development and production are carried out entirely in Italy. CBR’s laboratories are state-of-the-art, fully equipped to analyze both incoming raw materials and finished products, ensuring the highest quality standards. New formulations are continuously developed with a focus on environmental sustainability and on meeting customer needs within an integrated ESG framework”. Chimica CBR’s ambition has always been to achieve the highest production capacity in order to fully leverage its manufacturing expertise, and today, thanks to significant technological investments, this goal has been realized. Andrea Basso, Sales Director of the Graphic Division, explains: “Our mission is to strengthen our market position by increasing visibility and continuously expanding our product portfolio. At the same time, we are broadening our presence in international markets, experiencing rapid growth, with particularly strong volumes in Algeria and Egypt. Among the regions with the greatest growth potential are Greece and North Macedonia, while the company is also closely monitoring opportunities across Eastern Europe. In Western Europe, we continue to see substantial growth potential in France, Portugal, and Spain. Northern Europe, however, remains a more complex region due to the specific characteristics of its local markets”. Chimica CBR aims to further optimize its production and logistics processes to enhance distribution coverage and respond more effectively to market demands.

Chemistry serving the printing industry

platinum technologies

consolida la nuova direzione industriale di li Y u

A Barcellona, FESPA 2026 ha segnato un passaggio rilevante per Platinum Technologies, realtà nata a Düsseldorf come quartier generale europeo e centro R&D di LIYU, confermando il percorso di evoluzione del brand nel mercato della stampa grande formato.

La manifestazione ha evidenziato una tendenza ormai chiara nel settore: la competitività non si misura più soltanto attraverso qualità di stampa e velocità produttiva, ma nella capacità di costruire processi più continui, automatizzati e integrati. In questo scenario, il valore di una soluzione industriale risiede sempre più nella gestione del workflow, nella riduzione dei tempi improduttivi e nella possibilità di rispondere a esigenze applicative differenti con sistemi strutturati. È all’interno di questa trasformazione che si inseriscono le nuove tecnologie presentate da Platinum Technologies a FESPA 2026. Non semplici ampliamenti di gamma, ma un’evoluzione strategica del catalogo verso il segmento alto del mercato, con soluzioni progettate per aziende che

cercano maggiore produttività, affidabilità operativa e automazione dei processi.

Signature Hybrid UV con braccio robotico automatizzato

La nuova Signature Series Hybrid rappresenta uno dei passaggi più concreti di questa evoluzione. Il sistema integra un braccio robotizzato per il carico e scarico automatico dei materiali rigidi, riducendo l’intervento manuale nelle produzioni ripetitive e rendendo più stabile l’intero ciclo operativo. Non si tratta solo di automazione, ma di un diverso modo di concepire la produttività. L’integrazione robotizzata avvicina la stampa grande formato a una logica produttiva più vicina ai sistemi industriali automatizzati, superando il tradizionale concetto di macchina stand-alone.

Signature Flatbed UV con modulo roll to roll optional

Lo stesso approccio emerge nella nuova Signature Flatbed, sviluppata per la stampa diretta su mate-

riali rigidi e progettata per garantire potenza, stabilità, precisione e controllo operativo. La possibilità di integrare opzionalmente il modulo rollto-roll amplia il ruolo della macchina all’interno della produzione contemporanea, rispondendo alla crescente richiesta di sistemi capaci di gestire applicazioni diverse senza moltiplicare macchine, operatori e passaggi produttivi.

La direzione intrapresa da Platinum Technologies è chiara: ridurre la frammentazione del workflow e aumentare l’efficienza complessiva del processo, mantenendo elevati standard produttivi.

Signature Roll to Roll UV da 5 metri

Anche la nuova Signature R5300 da 5 metri si inserisce nello stesso scenario industriale. La stampante UV roll-to-roll è stata progettata per produzioni continue su supporti flessibili di grande

ridurre la dipendenza da interventi manuali nelle fasi più ripetitive del processo. Il risultato è una proposta più matura, orientata non solo alla prestazione della singola macchina, ma all’efficienza dell’intero ciclo produttivo. Con l’ampliamento della Signature Series, Platinum Technologies rafforza il posizionamento nelle applicazioni industriali ad alta produttività. Le nuove piattaforme si affiancano al catalogo esistente, ampliandone il perimetro applicativo e portando il brand verso una fascia di mercato più evoluta, dove automazione, stabilità e continuità operativa diventano fattori determinanti nella scelta tecnologica.

QPACK, piattaforma industriale per il packaging

A questo percorso si aggiunge anche l’ingresso della QPack in ambiti produttivi strategici come il packaging, un settore in cui velocità, precisione,

formato, con particolare attenzione alla stabilità del materiale durante le lavorazioni ad alta velocità. L’aspetto più rilevante non riguarda soltanto le dimensioni della macchina. I sistemi integrati per la gestione dei banner mesh, le configurazioni multi-roll e il taglio verticale e orizzontale direttamente nel flusso di stampa evidenziano una ricerca orientata alla semplificazione operativa e alla riduzione dei passaggi intermedi. Le nuove soluzioni introducono quindi un approccio sempre più industriale alla stampa grande formato, con tecnologie pensate per aumentare la continuità produttiva, semplificare la gestione operativa e

ripetibilità e controllo del processo assumono un ruolo centrale. L’estensione dell’offerta verso queste applicazioni conferma la volontà di Platinum Technologies di sviluppare soluzioni capaci di dialogare con segmenti industriali diversi, mantenendo come elemento comune una visione orientata all’integrazione e alla produttività.

Il messaggio emerso da FESPA 2026 è quindi chiaro: LIYU non si limita ad ampliare il proprio catalogo, ma consolida una direzione industriale più ambiziosa. Le nuove tecnologie presentate rappresentano un cambio di passo nella strategia del brand, che punta a presidiare con maggiore forza il segmento alto del mercato attraverso sistemi più automatizzati, affidabili e orientati alla produzione continua. In un contesto in cui le aziende chiedono soluzioni capaci di sostenere volumi crescenti, contenere le complessità operative e garantire maggiore continuità, Platinum Technologies si posiziona come motore di sviluppo della nuova generazione di sistemi di alta gamma. Una visione che guarda oltre il concetto tradizionale di stampante grande formato e interpreta la stampa industriale come parte di un processo produttivo sempre più integrato, scalabile e automatizzato.

la prensa etichette e tiK appapi

una collaborazione che guida

l’evoluzione produttiva

Dal 2006, La Prensa Etichette Italia Srl

ed Edigit, oggi parte di TIKAPPAPI, portano avanti un percorso condiviso di digitalizzazione che ha trasformato la gestione produttiva e logistica dell’azienda.

Nel settore delle etichette, dove precisione, tracciabilità e velocità di risposta fanno la differenza, scegliere il partner tecnologico giusto è una decisione che si misura nel tempo. In questa prospettiva, La Prensa Etichette ed Edigit hanno costruito nel tempo una collaborazione, in cui tecnologia e fiducia reciproca hanno contribuito a creare un concreto vantaggio competitivo. La Prensa Etichette è una realtà consolidata nel settore della stampa e del converting, con diversi stabilimenti produttivi e una clientela nazionale e internazionale. Un contesto complesso che richiede coordinamento preciso tra siti, tracciabilità affidabile e dati sempre aggiornati. Esigenze che crescono insieme all’azienda e che richiedono un sistema gestionale capace di evolversi di conseguenza. Edigit, soluzione gestionale di TIKAPPAPI, nasce alla fine degli anni ‘80 specificamente per il mondo della stampa. Pensato per tipografie, cartotecniche ed etichettifici, integra in un’unica piattaforma tutte le principali tecnologie produttive del settore, accompagnando l’azienda dal preventivo alla progettazione fino alla logistica e al consuntivo, con pieno controllo dei costi e gestione efficiente dei flussi informativi.

Una trasformazione su misura

Negli ultimi anni, La Prensa ha avviato un progetto di evoluzione digitale volto ad aumentare integrazione e controllo dei processi. Dopo una fase iniziale di analisi dei flussi operativi, TIKAPPAPI ha supportato la reingegnerizzazione dei processi attraverso nuovi workflow, automazioni e standardizzazione delle procedure. Gli interventi hanno riguardato la gestione dei semilavorati, la logistica tra stabilimenti, la tracciabilità, le non conformità e il monitoraggio dei KPI.

I moduli Edigit a supporto dell’operatività

La risposta tecnologica si è concretizzata nell’implementazione di diversi moduli Edigit dedicati a esigenze specifiche. Il modulo magazzino ha introdotto la gestione avanzata delle ubicazioni e della logistica tramite barcode, migliorando tracciabilità e controllo. Con anche la gestione magazzino barcode ha ottimizzato i carichi automatizzando i flussi e riducendo gli errori, mentre la gestione dei semilavorati ha migliorato il coordinamento tra produzione e magazzino.

Il sistema è stato completato con strumenti per la gestione delle liste di vendita e delle spedizioni, permettendo un controllo centralizzato dei carichi in uscita, dalla creazione delle etichette alla verifica delle spedizioni. Il progetto è stato accompagnato da attività di formazione e training operativo per favorire l’adozione delle nuove funzionalità.

Dal dato all’azione: i risultati del progetto I risultati ottenuti sono tangibili: maggiore efficienza operativa, riduzione degli errori manuali, tracciabilità completa e migliore gestione delle non conformità, con una diminuzione di scarti e rifacimenti. La disponibilità di dati affidabili e in tempo reale ha inoltre migliorato la qualità delle analisi e della pianificazione, trasformando le informazioni operative in uno strumento di decisione strategica. Come sottolinea Lucia Panzera, Marketing Manager di La Prensa Etichette Italia Srl: “Il percorso con Edigit rappresenta un’evoluzione concreta verso un modello operativo sempre più integrato e data-driven. I risultati su tracciabilità e flussi sono già evidenti, mentre KPI e controllo OEE contribuiranno a rafforzare ulteriormente la nostra capacità di analisi”. Il progetto continua oggi con lo sviluppo della pianificazione multisito, pensata per migliorare il coordinamento produttivo tra gli stabilimenti e ottimizzare la distribuzione dei carichi di lavoro. Il caso La Prensa dimostra che digitalizzare nella stampa significa soprattutto strategia e continuità. TIKAPPAPI accompagna le aziende del settore con soluzioni integrate per produzione e logistica.

Per la terza volta in dieci anni, gida tipografia litografia di Milano ha scelto di implementare il reparto di stampa digitale sostituendo la propria Heidelberg Versafire

EP con un modello più evoluto, la Versafire LP. Aggiornato anche il gestionale con l’installazione di Prinect CR.

gida aggiorna il parco macchine con la nuova heidelberg versaFire lp

ida tipografia litografia è una realtà attiva da oltre cinquant’anni. Dapprima specializzata nella produzione di modulistica commerciale, fiscale e amministrativa, produzione che prosegue tutt’oggi per colmare un vuoto di mercato, da oltre trent’anni l’azienda offre un servizio che si potrebbe definire “su misura” per i settori del lusso, quali moda, gioielleria, spirits, design e tutto quanto richiede un’immagine coordinata di alto profilo.

Grazie all’esperienza dei fratelli Riccardo e Dino Giannetti, che oggi portano avanti l’attività avviata dal padre, e alla loro conoscenza del mercato, gida è considerata

Riccardo Giannetti, managing director di gida, insieme a Paul Jhean, operatore addetto alla Heidelberg Versafire LP 135 ppm recentemente installata.

un partner attivo e affidabile da agenzie di comunicazione, art director e uffici grafici che sono alla ricerca di un fornitore capace di realizzare progetti su misura caratterizzati da un elevato livello estetico e qualitativo. “gida, negli anni, si è ritagliata una nicchia produttiva che le consente di dare vita a collaborazioni con numerose realtà che cercano un’azienda grafica in grado di soddisfare le esigenze di lavori particolarmente elaborati e ricercati”, afferma Riccardo Giannetti, managing director di gida. “La clientela è prevalentemente legata all’alta moda e al glamour, anche se ultimamente stiamo ricevendo numerose richieste da artisti e designer”. “Il nostro è un lavoro ancora molto artigianale. Io mi diverto a disegnare e progettare i nostri lavori, infatti, gran parte delle scatole che abbiamo realizzato le ho studiate personalmente e, grazie alle tecnologie che abbiamo in casa ed anche alle competenze tecniche e manuali, sappiamo restituire prodotti perfetti ed esclusivi, in particolare packaging di pregio realizzati in piccoli lotti”, continua Giannetti. “In gida, una componente fondamentale è determinata dal lavoro manuale. Un lavoro preciso, paziente, che consente di ottenere prodotti unici. Ai miei clienti dico sempre che ciò che si spende per comunicare e fare marketing sono i soldi meglio spesi se realizzi un prodotto che, quando il cliente lo riceve, scatena l’effetto WOW! Quando si rivolgono a noi, il nostro obiettivo è proprio quello di ottenere questo effetto”.

Versafire LP, una conferma gida, da dieci anni, ha scelto di attrezzare il reparto stampa con una digitale Versafire di Heidelberg. Una

scelta, all’inizio, fatta con scetticismo, ma che si è subito rivelata essere vincente in termini di qualità e flessibilità. Oggi, l’azienda milanese ribadisce per la terza volta la fiducia in Heidelberg, rinnovando il parco macchine con la nuova Versafire LP.

“Confesso che dieci anni fa ero scettico riguardo al digitale, soprattutto con i primi lavori che riuscivamo a realizzare, ma poi ci abbiamo preso la mano ed oggi, che sappiamo gestire al meglio la Versafire, non tornerei più indietro”, confessa Giannetti. “Quando abbiamo acquistato la prima Versafire ho pensato subito che se Heidelberg aveva fatto un investimento sul digitale e lo aveva promosso sulla stampa commerciale, significava che aveva una soluzione adeguata ai suoi standard qualitativi di stampa. Inoltre, per me è un vantaggio avere una macchina di questo genere perché, quando i clienti ci vengono a trovare, si trovano di fronte al marchio Heidelberg che, in tipografia, è sinonimo di qualità”.

L’evoluzione digitale

“Quello che mi è sin da subito piaciuto delle Versafire è la possibilità di regolarla e utilizzarla quasi fosse una offset tradizionale. La macchina è in grado di calibrare il colore in base alla carta caricata, ma per riuscire ad ottenere migliori risultati cromatici, preferisco non affidarmi alle impostazioni automatiche dal software e agire ‘manualmente’ sulle regolazioni del colore, delle carte e del formato, così da ottenere un risultato finale certamente rispondente alle esigenze del cliente e, per certi versi, anche più coinvolgente. Ad oggi, azzarderei dire che la Versafire è l’evoluzione della Speedmaster 52 di Heidelberg in termini di affidabilità, con l’aggiunta di una maggior versatilità offerta dal dato variabile”.

Rispetto al modello precedente, Riccardo Giannetti ha sottolineato come, per la nuova Versafire LP 135 ppm, Heidelberg sia riuscita a migliorare la velocità produttiva, la qualità del registro, la definizione di stampa e la versatilità della macchina in generale. Ha notato, inoltre, che il nuovo toner restituisce un colore

più brillante su qualsiasi tipo di supporto, molto simile all’inchiostro offset polimerizzato con l’UV. “Dal punto di vista della messa a registro, qui si vede un grande salto in avanti. I cassetti carta sono stati dotati di guide più lunghe che introducono i fogli in maniera più precisa. Anche con il formato banner, adesso l’introduzione del foglio è molto più stabile, il che influisce positivamente sulle performance della macchina e sulla qualità finale. Altre caratteristiche sono rimaste le stesse del precedente modello, come il carico e lo scarico dell’inchiostro che è da macchina da produzione. Ci sono due tank per ogni colore; quando il primo finisce, si attiva il secondo e noi possiamo sostituire quello esaurito senza dover fermare la macchina”, sottolinea Giannetti.

Prinect CR, il cuore

Insieme alla nuova macchina da stampa digitale Versafire LP, gida ha implementato il software gestionale Prinect installando la nuova versione CR, cuore di tutto il processo produttivo. “Ciò che distingue la Versafire dalle altre macchine della sua categoria è il software di gestione e l’interfaccia utente, che la rendono veloce, pratica e intuitiva. Prinect CR ci offre la possibilità di controllare numerosi parametri e di vederli subito a monitor”, afferma Giannetti. Le Versafire LV e LP, operative sia in modalità autonoma sia integrate nel flusso di lavoro Prinect, sono supportate dal Prinect Digital Frontend (DFE), un centro di controllo dell’automazione intelligente che consente tempi di produzione brevi, rapidi cambi di lavoro e un alto grado di personalizzazione dei parametri di stampa e di regolazione della macchina. In tal senso, il DFE garantisce una preparazione semplice e senza complicazioni dei layout e un’elaborazione rapida dei dati, specialmente nella stampa a dati variabili. Che si tratti di creazione dell’ordine, controllo preflight, gestione del colore o imposizione, Prinect Digital Frontend consente l’automazione di tutti i passaggi tramite un’interfaccia utente intuitiva ed elevate prestazioni RIP.

gallus

dalla tecnologia alla trasFormazione

Colmare il divario tra innovazione nella stampa e realtà produttiva, questa la mission di Gallus che emerge dall’intervista di Dario Urbinati, CEO di Gallus Group.

❱ Ora che il 2026 è iniziato ed entriamo nel Q2, come descriverebbe il clima generale del mercato delle etichette e del packaging, e su cosa si stanno concentrando maggiormente i clienti in questo momento?

Dall’inizio del 2025 abbiamo assistito a una decisa accelerazione nell’adozione dell’ibrido, con il digitale inkjet ormai perfettamente integrato nei processi convenzionali come verniciatura, foil e fustellatura. Dopo diversi anni caratterizzati da investimenti prudenti e da una preferenza per configurazioni offline, il mercato si è chiaramente orientato verso una produzione inline e singlepass. L’inkjet ha raggiunto un livello di maturità tale che affidabilità, velocità ed efficienza dei costi supportano una produzione completamente integrata end-to-end, riducendo gli sprechi, limitando i passaggi operativi e proteggendo i margini. È importante sottolineare che non si tratta solo di un cambiamento tecnologico, ma strategico. I converter investono nell’ibrido non soltanto per le basse tirature, ma anche per applicazioni sempre più complesse e ad alto valore aggiunto, incluse etichette premium con effetti speciali. Allo stesso tempo, la crescente complessità degli SKU, le

aspettative di consegne rapide e la pressione sul costo totale di proprietà (TCO) stanno rafforzando la necessità di piattaforme produttive flessibili e scalabili. L’ibrido non è più una nicchia o un ponte tra flexo e digitale: è diventato il modello di riferimento per una produzione più intelligente e resiliente nel percorso verso il 2026.

❱ Guardando indietro al 2025, cosa è cambiato maggiormente – nel mercato e per Gallus – e quali traguardi ritiene più significativi?

Come accennato, il cambiamento più significativo è stato il passaggio del digitale e dell’ibrido da “potenziale futuro” a modello produttivo mainstream e commercialmente sostenibile. Il settore ha superato una soglia importante: affidabilità, velocità e costo totale di proprietà hanno raggiunto un livello che consente ai converter di scalare con fiducia le tecnologie digitali e ibride anche in applicazioni ad alto volume e più complesse. Per Gallus, il lancio di Gallus MatteJet è stato strategicamente molto rilevante perché ha eliminato una reale barriera all’adozione nei segmenti premium come wine & spirits. Grazie alla finitura matte inline, abbiamo dimostrato che il digitale può oggi soddisfare le aspettative estetiche e qualitative dei mercati ad alto valore. Per i converter, questo significa accedere a nuove fonti di ricavo senza aggiungere complessità offline. Labelexpo Europe 2025 ha confermato un più ampio punto di svolta del settore. Con Gallus Five abbiamo risposto allo spostamento dell’ibrido verso produzioni industriali ad alto volume. Con Gallus Alpha abbiamo abbassato la soglia d’ingresso al digitale. E con la Print Academy abbiamo riconosciuto che la sola tecnologia non basta: il know-how operativo e la trasformazione delle competenze sono oggi fattori strategici differenzianti. Nel complesso, l’anno è stato molto più di una

Dario Urbinati, CEO di Gallus

serie di lanci di prodotto. Ha segnato un cambiamento strutturale nel modo in cui i converter costruiscono ecosistemi produttivi resilienti e flessibili in un mercato complesso.

❱ Negli ultimi anni la direzione di Gallus è stata guidata dall’idea di creare la “smart, connected printshop of the future”. Entrando nel 2026, come si traduce concretamente questo percorso?

La stampa intelligente e connessa è sempre stata molto più dell’aggiunta di funzionalità digitali. È, e rimane, la nostra roadmap su ciò che il settore deve diventare per restare competitivo e sostenibile. È la nostra visione di un’industria che opera come ecosistema integrato, in cui automazione, dati e workflow connessi riducono la complessità, affrontano la carenza di manodopera e migliorano la redditività. Significa collegare tutti gli elementi del processo per concentrarsi sul TCO piuttosto che sulla performance della singola macchina. È anche una questione di mentalità: favorire connessione e innovazione a livello industriale attraverso la collaborazione, affinché la crescita di uno favorisca l’intero settore. Al di là del concetto, ciò si è tradotto in azioni concrete: spostare il dialogo commerciale verso il TCO, introdurre il System to Compose per offrire maggiore flessibilità ai converter in mercati volatili e investire nella collaborazione attraverso iniziative come il Gallus Experience Center. Oggi vediamo che questo approccio sta realmente trovando riscontro

nel mercato, e il fatto che questi temi siano diventati sempre più centrali conferma che la direzione è quella giusta. Entrando nel 2026, il passo successivo sarà approfondire la connettività attraverso integrazioni più intelligenti e un’ottimizzazione sempre più guidata dai dati. Ma non si tratta di una fase con una fine precisa: è un impegno continuo verso modi di lavorare più intelligenti e integrati, e questa evoluzione continuerà nel tempo.

❱ La stampa digitale promette scalabilità e redditività da molti anni. Cosa è realmente cambiato, sia dal punto di vista tecnico che operativo, rispetto anche solo a cinque anni fa?

Per molti anni il settore ha impostato il dibattito come “digitale contro flexo”, ma oggi questa mentalità è superata. I converter non devono più scegliere da che parte stare: è chiaro che ogni tecnologia ha il proprio ruolo. Il vero divario competitivo oggi non è tra tipologie di macchine o tecnologie, ma tra ecosistemi produttivi. Il successo dipende meno dal tipo di pressa utilizzata e molto di più da quanto intelligentemente è organizzata la fabbrica. Dal punto di vista tecnico, il digitale ha raggiunto un alto livello di maturità. Qualità, affidabilità, velocità e automazione a livello macchina non rappresentano più il limite principale. Il cambiamento ora è operativo. La vera opportunità consiste nel trasformare queste capacità tecniche in risultati economici misurabili. Ma per farlo è necessario organizzare le fabbriche in modo diverso. Scalare davvero significa ripensare i processi end-to-end, dalla preparazione lavori fino al finishing, ed è qui che il software assume un ruolo sempre più critico. La prossima fase evolutiva non riguarda la reinvenzione delle soluzioni, ma il miglioramento dell’interazione tra quelle già esistenti. La connettività, tramite API robuste e integrazioni più profonde tra sistemi, sarà fondamentale. Se il 2025 è stato l’anno dell’industrializzazione del digitale e dell’accesso a nuovi segmenti, il prossimo passo sarà integrare queste capacità nei workflow dei clienti in modo fluido. È in quel momento che il digitale si tradurrà direttamente in risultati economici misurabili su larga scala.

❱ Guardando al 2026 e oltre, cosa richiede realmente il prossimo capitolo della stampa e quale ruolo ritiene debba avere Gallus?

Guardando ai prossimi anni, si richiede un’evoluzione continua, ma a un livello più profondo. Si tratta di trasformare il progresso tecnologico degli ultimi anni in un successo concreto e diffuso in tutto il settore. Per Gallus, il nostro ruolo è industrializzare questa evoluzione, offrendo soluzioni che riducano la complessità, aumentino la flessibilità e creino redditività sostenibile. Il futuro della stampa apparterrà a chi saprà combinare performance e resilienza.

omet Flexo For Future

il Futuro della stampa prende

Forma

La magia di una serata sul lago, uno scenario unico, ospiti internazionali, networking e tecnologia in azione: questi gli ingredienti del successo dell’evento Flexo For Future di OMET, tenutosi il 15 e 16 aprile scorsi.

L’Innovation Park di Molteno, in provincia di Lecco, si è confermato ancora una volta il luogo di incontro e sviluppo condiviso dove idee, competenze e visione si trasformano in soluzioni concrete. Oltre 150 professionisti del settore, provenienti da tutto il mondo, hanno potuto confrontarsi concretamente con il team OMET sull’evoluzione del narrow-web.

La due giorni si è aperta il 15 aprile con una “Lake Experience” sul ramo lecchese del Lago di Como: un tour in battello seguito da una cena sul lago in uno scenario unico, che ha offerto un primo momento di networking in un contesto informale, favorendo lo scambio diretto tra ospiti, partner e team OMET. Il 16 aprile, presso l’Innovation Park, gli ospiti sono stati accolti da Antonio Bartesaghi, CEO di OMET, che ha voluto lasciare un messaggio di stima ai propri collaboratori, sottolineando come le tecnologie e le

applicazioni presentate siano il risultato di uno sviluppo costante unito alle competenze di un’intera squadra. Ha affermato: “Insieme ai nostri partner, lavoriamo ogni giorno per offrire ai clienti soluzioni uniche che li aiutino a competere sul mercato, garantendo al contempo il miglior valore possibile nel lungo termine, in linea con le loro esigenze”.

Marco Calcagni, Sales & Marketing Director, ha dato il benvenuto agli ospiti affermando la volontà di lavorare a fianco dei clienti per trovare la migliore soluzione che permetta di affrontare le sfide del mercato. Calcagni ha poi introdotto i temi chiave della giornata. Grande interesse per tutte le linee produttive presenti nel centro demo, con particolare attenzione durante le live demo alla KFlex K6, la più recente piattaforma sviluppata da OMET, e alla iFLEX in larghezza 440 mm.

Focus sulla iFLEX

La iFLEX rappresenta un’evoluzione significativa del concetto di macchina flexo narrow-web: progettata per garantire elevate performance attraverso operazioni rapide e intuitive, si distingue per il design compatto, i bassi consumi e gli esclusivi dispositivi smart che ne semplificano sia l’utilizzo che la manutenzione. È la prima e unica macchina da stampa dotata di un sistema di trasmissione di stampa direct driven di nuova generazione iDrive, che garantisce l’assenza di gioco meccanico (backlash) e una stabilità di stampa assoluta durante ogni tiratura e per l’intero ciclo di vita della macchina. Inoltre, integra tecnologie avanzate di controllo della tensione e di registro, permettendo una stampa precisa su diversi materiali. Tra queste il sistema di set-up di stampa intelligente iLight, che rappresenta il modo più semplice per presettare ogni cilindro di stampa grazie alla prima applicazione del laser su una macchina flessografica. Il raggio laser guida l’operatore verso l’allineamento perfetto di tutte le lastre con un unico semplice movimento Pop&Drop. iVision è invece il sistema di telecamere, una su ciascuna unità di stampa flessografica, che consente all’operatore di controllare e regolare con precisione il registro di ogni colore uno per uno in tempo reale, con grande accuratezza e con una quantità minima di scarti. La demo su iFLEX è stata particolarmente apprezzata per la complessità del soggetto stampato e per il concetto di alta competitività anche su brevi tirature, offrendo un riscontro concreto dei vantaggi operativi della piattaforma.

KFlex K6 ridefinisce i processi di stampa

Grande attenzione anche per la KFlex K6, ultima piattaforma sviluppata da OMET, concepita per ridefinire

il processo di stampa attraverso un elevato livello di automazione, dallo start-up al cambio lavoro. Il cuore della macchina è rappresentato dalla nuova unità flexo con tecnologia Direct Drive e regolazione automatica delle pressioni di stampa.

Il design modulare consente di integrare in linea diverse tecnologie di stampa e converting, permettendo di ottenere il prodotto finito in un unico passaggio. Il sistema SWITCH garantisce la massima flessibilità configurativa grazie all’intercambiabilità tra unità di stampa e di lavorazione. In esposizione anche il nuovo gruppo offset intercambiabile, progettato per coniugare qualità di stampa ed efficienza operativa. A completare il quadro tecnologico, il sistema Multivision+ per la regolazione automatica del registro, capace di garantire assoluta ripetibilità senza l’intervento dell’operatore e una significativa riduzione degli scarti.

La demo sulla KFlex K6 ha mostrato due rapidi cambi lavoro completi per la produzione di tre soggetti su materiali differenti, con il supporto delle OMET Digital Solutions che consentono, tra le altre cose, di auto-

matizzare il caricamento delle ricette di stampa tramite la semplice scansione di un QR code, velocizzando e semplificando estremamente le operazioni si preparazione del lavoro.

Un ecosistema integrato

La giornata è proseguita con la presentazione delle soluzioni digitali firmate OMET. Sfera è la piattaforma di Digital Analytics sviluppata da OMET per rivoluzionare la gestione delle macchine industriali nell’era dell’Industry 5.0. Integrando Machine Learning e IIoT, consente la supervisione remota in tempo reale di tutte le linee produttive connesse, raccogliendo e analizzando dati per ottimizzare i processi di produzione. Nova è un’app multilingue per la gestione delle attività di assistenza e delle installazioni da remoto, che garantisce la continuità operativa grazie a una comunicazione multilingue rapida. Formula gestisce invece le indicazioni nella macchina in modo unificato, distribuendole tra tutti i gruppi. Infine il workflow manager Task in grado di gestire i lavori di produzione con maggiore semplicità e agilità, riorganizzando rapidamente la coda di produzione, inviando direttamente alla macchina tutti i parametri necessari per l’esecuzione e garantendo così una migliore integrazione con i sistemi MES/ERP. Sono seguiti gli stimolanti interventi dei partner tecnologici di OMET, tesa e LEONHARD KURZ, che hanno sottolineato la collaborazione reciproca e proficua con questa realtà d’eccellenza del made in Italy.

L’evento ha rappresentato un momento tecnico e strategico per il mercato narrow-web, in una fase in cui flessibilità produttiva, integrazione tecnologica e rapidità del flusso di lavoro si confermano leve fondamentali per affrontare le sfide future. La giornata si è conclusa con un lungo momento dedicato al networking, confermando ancora una volta l’Innovation Park come luogo di incontro e sviluppo condiviso tra OMET e il mercato.

durst tau g3

il riFerimento per la stampa inKjet di etichette con standard industriali

Affidabilità, semplicità e prestazioni

raggiungono i massimi livelli di eccellenza

nella Tau G3, il nuovo sistema di stampa inkjet per etichette di Durst.

Tau G3 è la piattaforma di nuova generazione per la stampa inkjet di etichette con standard industriali sviluppata da Durst per rispondere all’evoluzione del settore label and flexible packaging, sempre più orientato a tirature variabili, tempi di consegna ridotti e livelli qualitativi elevati. Basata sulla consolidata architettura Tau RSC, la piattaforma è stata ulteriormente evoluta per integrare automazione, controllo qualità e intelligenza artificiale all’interno del processo produttivo. Il sistema si sviluppa attorno a tre direttrici progettuali – affidabilità, semplicità e prestazioni – con l’obiettivo di ottimizzare produttività, qualità di stampa e gestione operativa, accompagnando i converter verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili. Tau G3 si inserisce nel portafoglio Durst dedicato alle etichette, che comprende anche i sistemi ibridi KJET e XJET per contesti produttivi avanzati.

Configurazione modulare e scalabilità

Disponibile nei modelli Core e Peak, Tau G3 offre una risoluzione nativa di 1200x1200 dpi e una configurazione modulare che consente di adattare il sistema a diverse esigenze produttive. In termini di velocità, Tau G3 Core raggiunge i 61 m/min, mentre Tau G3 Peak arriva a 80 m/min, espandibili fino a 100 m/min a seconda della configurazione. La luce di stampa varia da 244 mm a 510 mm, garantendo massima scalabilità. Dal punto di vista cromatico, Tau G3 supporta la quadricromia CMYK con l’aggiunta opzionale di arancio, viola e verde (OVG, eptacromia), oltre al bianco, con polimerizzazione UV o LED. Questa configurazione, unita alla possi-

bilità di stampare su diverse tipologie di supporti che vanno dalla carta ai film fino ai fogli di alluminio, con spessori compresi tra 20 e 500 micron, consente di gestire un’ampia gamma di applicazioni nel settore delle etichette e degli imballaggi flessibili.

Il cuore del sistema

L’automazione e il controllo di processo rappresentano due elementi centrali della piattaforma. Tau G3 è equipaggiata con il sistema Durst ARC (Automatic Register Control) per la registrazione colore in tempo reale e Durst MEP (Material Edge Protection), progettato per proteggere le testine di stampa e migliorare l’affidabilità operativa. A questi si affianca l’esclusiva tecnologia proprietaria Durst Hawk AI™, basata su sistemi di visione artificiale, che consente di automatizzare il controllo qualità e intervenire direttamente sul processo di stampa, correggendo in tempo reale eventuali difetti – come gli ugelli mancanti – senza necessità di intervento da parte dell’operatore.

Produttività ed efficienza

Nello sviluppo di Tau G3, inoltre, è stata dedicata particolare attenzione anche al controllo qualità visivo, con l’integrazione di un’unità di ispezione ergonomica dotata di illuminazione D50/RGB e predisposizione per l’interfacciamento con diversi sistemi di ispezione, a supporto della stabilità e della ripetibilità del processo. Anche sotto il profilo operativo, la stampante introduce importanti aggiornamenti legati all’ergonomia e alla manutenzione: display LED intuitivi per il monitoraggio dello stato, accesso semplificato ai componenti e un sistema di raffreddamento riprogettato che contribuisce a ridurre i tempi di fermo macchina. Le prime installazioni sono già in funzione presso clienti italiani e internazionali. Tra questi, l’altoatesina Amonn Print che ha recentemente avviato la produzione con Tau G3 Core LED, registrando sin da subito un incremento della produttività e un miglioramento dell’efficienza complessiva del processo.

truepress label 350 uv sai series

lo “sai” della 350ª installazione?

SCREEN supera le 350 installazioni della TRUEPRESS LABEL: un dato che misura l’affidabilità sul campo di questa soluzione distribuita sul mercato italiano da REM Digital.

Un traguardo che va oltre il valore simbolico e diventa indicatore concreto di solidità: la serie

TRUEPRESS LABEL 350 UV

SAI ha raggiunto la sua 350ª installazione a livello globale, confermandosi tra le soluzioni inkjet UV più diffuse e affidabili nel mercato della stampa di etichette.

In un settore caratterizzato da crescente competizione tecnologica e da una domanda sempre più orientata alla flessibilità produttiva, il numero di installazioni rappresenta oggi un parametro chiave per misurare l’affidabilità reale di una piattaforma. Non si tratta solo di diffusione, ma di continuità operativa: una macchina che lavora, giorno dopo giorno, senza compromessi.

Tra fiducia e consensi

SCREEN gode di una fiducia ormai consolidata da parte degli stampatori, chiamati a operare in contesti produttivi dinamici, dove qualità costante, rapidità e gestione efficiente di tirature variabili sono imprescindibili. La TRUEPRESS LABEL 350 UV

SAI SERIES si distingue proprio per questo: una stabilità operativa che consente di mantenere uniformità cromatica nel tempo, indipendentemente dal momento di produzione o dalla complessità del lavoro.

Alla base di questo successo c’è un’architettura progettata per durare. I dati raccolti su installazioni precedenti evidenziano uptime superiori al 90%, a dimostrazione di una affidabilità concreta, non teorica. Una robustezza che si traduce in produttività reale e nella capacità di ridurre al minimo i fermi macchina, grazie anche a sistemi automatici di manutenzione che semplificano le operazioni quotidiane.

Procedure semplificate e gestione intuitiva

La manutenzione minima richiesta è uno degli elementi più apprezzati dagli operatori: procedure semplificate, cicli automatizzati e una gestione intuitiva consentono di contenere i costi operativi e ottimizzare le risorse. L’interfaccia user-friendly e la logica di funzionamento permettono inoltre un utilizzo rapido e accessibile, riducendo la dipendenza da competenze altamente specializzate.

Fin dal suo ingresso sul mercato, la TRUEPRESS LABEL 350 UV SAI SERIES ha incarnato un equilibrio raro tra qualità, stabilità e facilità d’uso. Non è un caso che molti utilizzatori ne evidenzino la capacità di garantire risultati costanti anche nelle produzioni più impegnative, con una precisione che si traduce in valore aggiunto per il cliente finale.

Strategia coerente e punti di forza

Il raggiungimento della 350ª installazione non è quindi soltanto un numero, ma il riflesso di una strategia coerente e di una tecnologia che ha saputo evolversi mantenendo saldi i propri punti di forza. Una presenza così ampia di installazioni significa esperienza condivisa, miglioramento continuo e affidabilità verificata sul campo. In questo contesto emerge un approccio focalizzato alla perfezione, in cui “quello che agli altri manca, noi lo abbiamo da sempre” non è semplicemente uno slogan, ma la sintesi concreta di una filosofia industriale.

Guardando al futuro, questo traguardo rappresenta un nuovo punto di partenza. Il mercato delle etichette continua a evolversi rapidamente, spinto da personalizzazione, sostenibilità e tempi di consegna sempre più stringenti. In questo scenario, la TRUEPRESS LABEL 350 UV SAI SERIES si conferma una scelta solida, capace di coniugare innovazione, affidabilità e semplicità operativa, mantenendo quel vantaggio competitivo che il mercato riconosce in modo sempre più evidente.

MIGLIORI TECNOLOGIE

PRESENTI SUL MERCATO

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valloY

amplia la Famiglia di Fustelle digitali per etichette

Sempre orientata allo sviluppo di nuove soluzioni, Valloy espande il suo portafoglio di fustelle digitali per il settore delle etichette a piccole tirature e sistemi di alta produttività per medie tirature.

Isistemi di finitura per etichette di Valloy rispondono a tutte le necessità del mercato delle etichette sia produttive che economiche.

Sistemi di finitura Duoblade MS4 entry level

Il sistema di taglio etichette in bobina Duoblade MS4 entry level è dotato di 4 teste di taglio, con velocità 9 metri/minuto semplicità d’uso, sistema di cambio modello fustella automatico tramite il riconoscimento di un QR code, recupero dello sfrido, laminazione contemporanea con o senza liner, coltelli longitudinali per la produzione di piccole bobine. I sistemi Duoblade MS4 sono plotter da taglio molto veloci, con utilizzo di 4 lame contemporanee e posizionamento automatico per il cambio lavoro. I parametri corrispondenti vengono riconosciuti da una telecamera con sensore CCD utilizzando un software di intelligenza artificiale tramite la lettura di un QR. Una velocità di taglio di 9mt/ min. garantiscono un’ottima produttività eliminando

l’utilizzo di fustelle meccaniche. Con una larghezza della carta compresa tra 100 mm e 350 mm. Il formato massimo della singola etichetta è di 350x600 mm. I sistemi Duoblade MS4 dispongono di un guida banda professionale per il controllo del bordo carta con tavola di giunzione per cambi materiale in opzione l’unità “Chopin” per il taglio a foglio singolo da bobina online.

Sistemi di finitura Duoblade NS6 a media produttività

Il Duoblade NS6 si differenzia da MS4 per l’innovativo sistema di controllo della profondità dei coltelli di taglio fustella e per il numero di teste di taglio che si portano a 6. La NS6 è più produttiva con una velocità di taglio di 10 mt/min. (riferito ad una etichetta rettangolare di 7x15cm x 4 colonne). La NS6 dispone di un PC integrato più comodo per la gestione del processo e come per la MS4 dispone di un software e di una telecamera che effettua il cambio automatico della fustella rilevando un QR code di riferimento, potendo così stampare più lavori in sequenza senza dover effettuare troppi fermi macchina per cambio lavoro.

Sistemi di finitura Duoblade NX8 ad alta produttività

Il sistema di fustella digitale Duoblade NX8 è il più innovativo e produttivo delle serie anch’esso dotato del controllo dei coltelli in modalità elettronica per una più precisa profondità di taglio per ognuno dei coltelli, garantendo una lavorazione

sistemi Valloy

sono rappresentati in Italia da NTG DIGITAL www.ntg.it info@ntg.it

più precisa. La NX8 dispone di 8 coltelli per il taglio della fustella raggiungendo la massima produttività a 12 mt./min. La Duoblade NX8 dispone di un PC integrato per la gestione del processo e come per le altre fustella della famiglia Duoblade, dispone di un software e di una telecamera CCD che effettua il cambio automatico della fustella rilevando un QR code di riferimento, potendo così stampare più lavori in sequenza riducendo i fermi macchina per il cambio lavoro.

DUOBLADE FX, fustellare etichette autoadesive a fogli, scatole e stickers

Novità myCordenons per la stampa e il packaging

myCordenons presenta una selezione di carte che unisce tradizione, creatività e superfici distintive, offrendo soluzioni per valorizzare il packaging e l’identità dei brand. Ecco alcuni esempi.

Il cuore della gamma è myBespoke, che esprime il know-how tecnico di myCordenons e consente soluzioni su misura attraverso la combinazione di diverse proprietà dei materiali. Queste includono fibre alternative, trattamenti anti-impronta e anti-sanguinamento, resistenza ai graffi, resistenza all’acqua e ottimizzazione delle fibre per migliorare le performance tecniche, la durabilità e l’esperienza tattile. La sezione myBespoke presenta inoltre possibilità di personalizzazione del colore; tutto questo per offrire un ventaglio di opportunità per applicazioni di packaging di alta gamma.

Il catalogo presenta inoltre un’ampia selezione di carte, organizzate in base a specifiche caratteristiche: Creative Smooth, per finiture raffinate

Duoblade FX è la fustellatrice multilama a fogli più veloce sul mercato con un sofisticato software per la gestione e ottimizzazione delle traiettorie (fustelle). Dotato di un sistema di alimentazione automatica ad alta capacità di 1.000 fogli di cartoncino di formato massimo di 360x840mm fino a 400gr ed un sistema di aspirazione che previene il rischio di inceppamento fogli, affidabile e senza presidio dell’operatore. Il sistema Duoblade FX è predisposto con due lame di taglio per eseguire le funzioni di mezzo taglio, taglio passante e cordonatura. Dotato di un software di taglio compatibile con Adobe Illustrator e Corel Draw, DUOBLADE FX può essere utilizzata con la maggior parte degli utenti che utilizzano stampanti super A3 e che desiderano produrre etichette personalizzate autoadesive, scatole

e distintive di alta gamma; Creative Metallics, con superfici perlescenti e metallizzate; Creative Circular, con inclusioni di fibre riciclate o alternative; Creative Textured, che spazia da carte marcate a feltro a delicate goffrature; e Creative Full Blacks, incentrata su tonalità scure e intense che esaltano l’eleganza e l’impatto visivo. Oltre a questa linea, si segnala myFeel&Print, che mette in evidenza il rapporto tra carta e stampa, mostrando come ogni supporto della brochure valorizzi l’immagine in modo diverso. La superficie della carta, infatti, influenza il risultato finale e le qualità visive e tattili del soggetto stampato. La collezione include una serie di carte ad alte prestazioni: myChange Waterproof, caratterizzata da resistenza all’umidità e da una superficie liscia e piacevole al tatto; myNatural Evolution, una carta con una speciale patinatura che garantisce immagini brillanti e ad alto contrasto; e myA-

stropack, pensata per le applicazioni di packaging grazie alla sua superficie naturale, all’elevato grado di bianco, alla rigidità e alla resistenza alla piegatura.

Ma sono presenti anche carte iconiche come myModigliani, nota per la sua superficie martellata, la rigidità e la piacevolezza al tatto, insieme alla sua versione myInsize Modigliani, dove la superficie è stata migliorata da uno speciale trattamento per ottenere stampe più brillanti e definite; la stessa finitura è presente anche su myInsize Dalì, derivata dalla storica gamma myDalì, che offre una raffinata superficie marcata su entrambi i lati.

I

dieci anni di accuriolabel come il drY toner ha rideFinito la stampa di etichette

Nel mondo del packaging dieci anni possono sembrare un arco temporale breve. Nel settore delle etichette digitali, invece, rappresentano un’epoca di profonda trasformazione. Nel 2026 Konica Minolta celebra dieci anni di storia della gamma AccurioLabel, una piattaforma che ha contribuito in modo determinante a ridefinire il paradigma produttivo di un mercato sempre più orientato a qualità, flessibilità e rapidità di risposta. Dal debutto della prima soluzione roll to roll nel 2016 fino alle più recenti evoluzioni di gamma, AccurioLabel ha accompagnato converter e stampatori in una transizione concreta verso il digitale, non come alternativa di nicchia, ma come tecnologia industriale matura, affidabile e perfettamente integrabile nei contesti produttivi più esigenti.

Alessandro Viganò, Product Manager

Industrial Printing di Konica Minolta

La forza di una scelta tecnologica chiara: il dry toner Alla base del successo di AccurioLabel c’è una scelta tecnologica precisa: il dry toner. Una tecnologia che, nel corso degli anni, ha dimostrato di sapersi ritagliare uno spazio di assoluto rilievo nel panorama della stampa digitale di etichette, anche nel confronto diretto con le soluzioni inkjet. La maturità del toner consente oggi di offrire una combinazione difficilmente replicabile: stabilità di processo, affidabilità operativa, qualità costante

In dieci anni AccurioLabel ha compiuto una rivoluzione silenziosa, ridefinendo la stampa digitale di etichette.

e soprattutto un’elevata versatilità applicativa. Un aspetto cruciale in mercati come quello italiano, fortemente caratterizzati da produzioni premium.

Non a caso, le analisi Smithers indicano che, accanto alla crescita dell’inkjet, le tecnologie a toner mantengono un ruolo strategico nei segmenti premium delle etichette, dove qualità, ripetibilità e compatibilità con supporti speciali restano fattori decisivi (Smithers, The Future of Digital Printing to 2035). “Il toner rappresenta una tecnologia estremamente solida e prevedibile,spiega Alessandro Viganò, Product Manager Industrial Printing di Konica Minolta. - Parliamo di sistemi che garantiscono una qualità elevata e ripetibile nel tempo, con una gestione del colore stabile e un comportamento noto su un’ampia varietà di supporti”.

Carte naturali, materiche e goffrate: un vantaggio competitivo

Uno dei fattori distintivi della tecnologia dry toner è la possibilità di stampare direttamente su carte non patinate, naturali, materiche e goffrate, senza necessità di primer o pretrattamenti. Supporti che, nella pratica quotidiana, risultano complessi o addirittura preclusi a molte tecnologie inkjet. Questo elemento assume un peso strategico in un Paese come l’Italia, dove il valore dell’etichetta

è strettamente legato alla percezione del prodotto. Settori come enologico, beverage premium, alimentare di qualità e cosmetica di alto livello richiedono etichette non solo tecnicamente corrette, ma capaci di trasmettere sensazioni tattili, matericità e qualità visiva. “In Italia la sensibilità al supporto è altissima, - continua Viganò. - La possibilità di stampare in digitale su carte naturali ed esasperate dal punto di vista sensoriale consente agli stampatori di proporre applicazioni ad alto valore aggiunto, mantenendo al tempo stesso flessibilità produttiva e sostenibilità economica”.

Il ruolo chiave dell’Intelligent Quality Optimiser

In ambito premium, la qualità non può essere affidata al caso. Per questo la gamma AccurioLabel integra soluzioni avanzate di controllo e automazione, come l’Intelligent Quality Optimiser (IQ), pensato per garantire uniformità cromatica lungo tutta la tiratura, anche su lavori ripetuti nel tempo. IQ consente di mantenere il colore sotto controllo, ridurre le regolazioni manuali e assicurare coerenza tra job differenti, un requisito sempre più richiesto dai brand owner. “La qualità oggi non è solo una questione di resa iniziale, - sottolinea Viganò. - È soprattutto costanza, ripetibilità e controllo nel tempo. Con IQ possiamo garantire che un’etichetta ristampata dopo mesi mantenga lo stesso identico aspetto”.

Un ecosistema pensato per il converter moderno AccurioLabel non è solo una macchina da stampa, ma parte di un ecosistema che comprende workflow, software, finitura e nobilitazione digitale. L’integrazione con soluzioni come AccurioPro Flux permette di ottimizzare i flussi di lavoro, ridurre gli scarti e rendere più efficiente l’intero processo produttivo.

A livello commerciale, questo approccio si traduce in opportunità concrete per gli stampatori. “Il digitale a toner oggi permette di intercettare lavori che prima non erano economicamente sostenibili, - spiega Riccardo Recchi, Business Development Manager Label di Konica Minolta. - Parliamo di tirature brevi, personalizzazione, ma anche di produzioni premium dove la qualità del supporto e la resa visiva fanno la differenza. AccurioLabel consente di ampliare l’offerta senza aumentare la complessità”.

A completamento dell’offerta, sempre con l’intento di offrire un workflow coerente ed esente da complessità operativa, Konica Minolta propone JETVarnish 3D Web 400, soluzione roll to roll per la nobilitazione digitale che consente di valorizzare in un unico passaggio le etichette premium con vernice selettiva effetto serigrafico e foil, mantenendo flessibilità e coerenza con i flussi produttivi digitali.

Dieci anni che guardano al futuro

Dopo oltre 1.700 installazioni a livello globale, di cui più di 90 in Italia, AccurioLabel si conferma una piattaforma solida, evoluta e proiettata verso le esigenze future del mercato. Automazione, semplicità operativa, qualità percepita e sostenibilità sono i pilastri su cui Konica Minolta continuerà a sviluppare la propria proposta nel mondo delle etichette digitali.

Dieci anni dopo il primo passo, quella che sembrava una scommessa si è trasformata in una rivoluzione silenziosa, capace di lasciare un segno profondo nel modo di produrre etichette. E il percorso, oggi più che mai, è solo all’inizio.

digiFast20000

dove la stampa digitale incontra lo smart converting

Inquadra il QRcode per vedere il video

DIGIFAST20000, linea di converting digitale per mid-web

DIGIFAST20000, digital converting line for mid-web

La fascia media ha una nuova protagonista. Con DIGIFAST20000, Prati ridefinisce gli standard del printing e del digital finishing per etichette, imballaggi flessibili e astucci pieghevoli, portando velocità, intelligenza e versatilità a un livello superiore.

Progettata per affrontare le sfide di un mercato sempre più orientato a brevi tirature e produzioni just-in-time, DIGIFAST20000 combina prestazioni elevate, massima flessibilità e un’architettura

modulare, che consente di operare con un sistema altamente efficiente, capace di ottimizzare tempi, costi e qualità.

Presentata in una configurazione altamente performante, rappresenta un’evoluzione strategica per Prati, che amplia il proprio portfolio dalla banda stretta alla fascia media. DIGIFAST20000 è stata studiata per aprire nuove opportunità di business e gestire la finitura di lavori stampati digitalmente fino a 760 mm, su un’ampia gamma di materiali da 12 a 450 micron.

Configurabile in modalità near-line oppure offline come soluzione standalone, è ideale per

DIGIFAST20000, where digital printing meets smart converting

The mid-web segment has a new benchmark. With DIGIFAST20000, Prati redefines the standards of printing and digital finishing for labels, flexible packaging, and folding cartons, taking speed, intelligence, and versatility to the next level.

Designed to address the challenges of a market increasingly driven by short runs and just-in-time production, DIGIFAST20000 combines high performance, maximum flexibility, and a modular architecture, enabling highly efficient operation while optimizing lead times, costs, and quality. Presented in a high-performance configuration, it represents a strategic evolution for Prati, expanding its portfolio from narrow web to mid-web applications. DIGIFAST20000 has been engineered to unlock new business opportunities and manage the

finishing of digitally printed jobs up to 760 mm wide across a broad range of substrates from 12 to 450 microns. Configurable in near-line or offline standalone mode, it is ideally suited for flexible and dynamic production environments, combining speed, modularity, and maximum operational efficiency. The keyword is INNOVATION: today, end users can differentiate themselves through finishing, adding tangible value to their products.

The machine has been completely redesigned in terms of setup, safety, and perfor-

mance to boost the productivity of the most ambitious and forward-thinking converters. This version retains the strengths of the previous model while further enhancing performance in both rotary and semi-rotary modes. “DIGIFAST20000,” comments Michelangelo Mascellaro, Show Room Manager Prati Srl “is the result of years of listening and hands-on collaboration alongside the people who work with printing machinery every day. I designed it for those seeking a solution that is not only fast, but truly capable of working in synergy with its ope-

produzioni flessibili e dinamiche, unendo velocità, modularità e massima efficienza operativa.

La parola chiave è INNOVAZIONE: oggi l’utilizzatore finale può differenziarsi attraverso la finitura, aggiungendo valore ai propri prodotti.

La macchina è stata completamente rivisitata in termini di setup, sicurezza e performance per aumentare la produttività dei converter più ambiziosi e intraprendenti.

Questa versione mantiene i punti di forza del modello precedente migliorando ulteriormente le prestazioni sia in rotativo che in semi-rotativo.

”DIGIFAST20000 – commenta Michelangelo Mascellaro, Show Room Manager Prati Srl - è il risultato di anni di ascolto e di lavoro sul campo, fianco a fianco con chi ogni giorno opera su una macchina da stampa. L’ho progettata per chi cerca una soluzione che non sia solo veloce, ma che sappia davvero lavorare insieme a chi la utilizza. Ogni automatismo, ogni dettaglio - dal registro ai cambi lavoro - nasce da esigenze reali, vissute.

Volevo che fosse stabile, affidabile, e semplice da usare anche quando le condizioni non sono ideali.

Dentro questa macchina ci sono competenza, tecnologia e passione.

La verità è che non mi bastava costruire una buona macchina: volevo creare qualcosa che restituisse dignità e valore al lavoro di chi la usa, ogni giorno”. Rappresenta una delle soluzioni più intuitive e automatizzate per il cliente: l’unità flexo è infatti dotata di settaggio automatico dell’inchiostro e regolazione automatica dei parametri di stampa tramite pannello elettronico.

DIGIFAST20000 lavora diversi materiali, tra cui imballaggio flessibile, pouch, sleeves, etichette e cartoncino, con diversi processi di finitura: bianco a registro, vernice protettiva UV o a base acqua e nobilitazione digitale. Ed è particolarmente adatta alle applicazioni del settore alimentare.

È la piattaforma ideale per converter e cartotecniche che vogliono differenziarsi e valorizzare ogni tiratura, aprendo concretamente la strada al futuro della produzione in fascia media.

rator. Every automation feature, every detail — from registration to job changeovers — comes from real, hands-on experience. I wanted it to be stable, reliable, and intuitive to use, even under challenging conditions. This machine embodies expertise, technology, and passion. The truth is, building a good machine was not enough: I wanted to create something that restores value and dignity to the work of the people who use it every day”.

It is one of the most intuitive and automated solutions available on the market: the flexo unit features automatic ink setup and automatic adjustment of printing parameters via an electronic control panel.

DIGIFAST20000 processes a wide range of materials, including flexible packaging, pouches, sleeves, labels and folding cartons, with several finishing processes such as registered white, protective UV or water-based varnish, and digital embellishment. It is also particularly suited for food sector applications. It is the ideal platform for converters and carton manufacturers looking to differentiate themselves and enhance the value of every production run, paving the way toward the future of mid-web production.

gruppo arca

verso una Filiera più sostenibile

Il 14 aprile il Gruppo Arca, grazie al prezioso supporto di Up2You, ha dato vita a un momento autentico di coinvolgimento dei propri stakeholder. Uno spazio aperto al dialogo e alla collaborazione, nato per costruire insieme una filiera sempre più sostenibile.

Il percorso di Gruppo Arca si è sviluppato e approfondito negli anni con il duplice obiettivo di contribuire positivamente a modelli di sviluppo economico sostenibili e rafforzare la propria posizione sul mercato, rimanendo competitivi e allineati alle richieste di clienti sempre più esigenti. L’incontro del 14 aprile scorso è stato un momento dedicato alla condivisione di idee, esperienze e visioni, con l’obiettivo di rafforzare le partnership e trasformare gli impegni ESG in azioni sempre più concrete. Il team di Arca ha affermato: “Crediamo che le soluzioni migliori nascano dal confronto e dalla partecipazione attiva. Perché collaborare con trasparenza e responsabilità è il primo passo per generare valore reale e duraturo”. Tante le iniziative intraprese da Arca Etichette in un percorso strutturato di sostenibilità, trasformandosi in un modello di impresa responsabile. Innanzitutto nel 2021 l’azienda è diventata Società Benefit e dal 2022 B Corp certificata, a testimonianza di un impegno che va oltre il profitto. Anche Arca Sleeves e Etifix, società del Gruppo, sono Società Benefit e B Corp. Nel 2025, il Gruppo ha ottenuto la ricertificazione B Corp, migliorando il proprio punteggio, e oggi fa parte del movimento delle B Corp del packaging. Tale partnership rappresenta un ulteriore strumento di supporto alle strategie di sostenibilità aziendali. Inoltre, le società del gruppo, pubblicano ogni anno la propria Relazione di Impatto, per rendere trasparenti obiettivi e risultati verso tutti gli stakeholder. Inoltre, calcolano la propria Carbon Footprint secondo lo standard GHG Protocol, individuando le aree più critiche e i margini di miglioramento e si sottopongono al rating di sostenibilità Ecovadis. Arca ha adottato il Modello 231 per presidiare i rischi, rafforzare la governance e rendere i processi più chiari, controllati e tracciabili. Il valore del MOG non è solo normativo: è organizzativo e culturale. La coe-

renza della supply chain è parte integrante della governance di Arca, per questo l’estensione del modello ai fornitori è stata fondamentale.

Il cambiamento climatico e riduzione delle emissioni

Il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo è stato causato e accelerato dall’attività umana, principalmente dall’uso diffuso di combustibili fossili – carbone, petrolio e gas – nelle case, nelle aziende e nei trasporti. Definire un target di riduzione delle emissioni è fondamentale per allinearsi agli obiettivi internazionali stabiliti sul clima. Il processo di definizione dei target basati sulla scienza richiede una pianificazione dettagliata e una comprensione approfondita delle operazioni aziendali e del loro impatto ambientale. La Science Based Targets Initiative supporta le aziende nella definizione su basi scientifiche di target di riduzione. Esempi eccellenti di realtà che seguono i principi della SBTi sono il Gruppo Davines e il Gruppo Chiesi. Il primo punta a raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050, mentre Chiesi ha fissato uno degli obiettivi SBTi più ambiziosi del settore farmaceutico globale: raggiungere il Net Zero lungo l’intera catena del valore entro il 2035. Ma come rendere più efficace la rendicontazione delle emissioni? Tra gli strumenti disponibili, Up2You Platform, semplifica e velocizza la gestione ESG del gruppo. Climax è il modulo per il calcolo, riduzione e compensazione delle emissioni aziendali, consente di ottenere un risultato allineato agli standard internazionali del GHG Protocol che può essere verificato da un qualsiasi ente terzo certificato. Choral è invece l'altro modulo della piattaforma per la redazione del bilancio di sostenibilità e tutta la rendicontazione ESG. Un'unica piattaforma con AI integrata per gestire la sostenibilità aziendale e la collaborazione con gli stakeholder.

Un caso di eccellenza

PALMA è un partner storico del Gruppo Arca nella fornitura di pallet sostenibili, è la prima azienda B Corp al mondo produttrice di pallet. In collaborazione è stato co-sviluppato il Greenpallet, che si caratterizza per una riduzione del peso e maggiore efficienza logistica. Tra i suoi benefici, l’ottimizzazione della movimentazione delle merci e la riduzione di utilizzo di materia prima. Sulla base dei calcoli volumetrici si stima il 29.1% di materiale riciclato nel pallet.

In conclusione

Il mercato sta cambiando rapidamente: i clienti chiedono trasparenza, i capofiliera richiedono dati, le normative avanzano. Chi si muove oggi costruisce un vantaggio competitivo reale. Gruppo Arca ha già iniziato questo percorso. Il passo successivo è farlo insieme: con i clienti, con i fornitori, con tutta la filiera.

HUMANS PRINT THE WORLD

1- 2 LUGLIO 2026

CENTRO CONGRESSI VILLE PONTI VARESE (VA)

HUMAN + MACHINE

Nel printing e converting del futuro,la sfida non è solo innovare, ma armonizzare persone, macchine e dati per un’industria più intelligente e sostenibile. L’evoluzione tecnologica non sostituisce l’uomo: crea un nuovo equilibrio tra competenza umana e capacità digitale.

HUMAN + LIFE

Nel printing e converting, innovazione e design si fondono per generare valore, funzionalità e sostenibilità. Human+Life racconta le applicazioni di stampa e packaging che arricchiscono le vite delle persone.

www.conference print4all it

best oF the best awards 2025 and the winners are...

La L9 World Label Association ha annunciato i vincitori dei Best of the Best awards 2025 per i seguenti processi di stampa: flessografia, stampa a rilievo, litografia offset, stampa combinata e stampa digitale.

La L9 è un’alleanza di associazioni provenienti da tutto il mondo, fondata nel 2010, con lo scopo di formulare congiuntamente politiche e raccogliere informazioni strategiche di interesse globale per l’industria mondiale delle etichette. La L9 World Label Association (WLA) ha presentato i vincitori dei premi Best of the Best, assegnati da una giuria internazionale poco prima di Labelexpo Europe 2025. Una volta completata la valutazione principale della WLA, le etichette vincitrici sono state valutate nuovamente

STAMPA FLESSOGRAFICA

Associazione rappresentante: TLMI (USA)

Stampatore: Fortis Solutions Group

Prodotto: Prime Strawberry Banana SS

nelle seguenti principali categorie di processo di stampa: flessografia, stampa a rilievo, litografia offset, stampa combinata e stampa digitale. Il concorso annuale L9 World Label Awards (WLA), che premia il meglio del meglio nella stampa di etichette e narrow-web a livello mondiale, è entrato nel suo 34º anno nel 2025 e continua ad attirare candidature di altissimo livello da tutto il mondo. Le associazioni di settore partecipanti sono: TLMI (USA), JFLP (Giappone), FINAT (Europa), FPLMA (Australia), SALMA (Nuova Zelanda), CPF (Cina), ANPACK (Messico) e LMAI (India). Le candidature al concorso WLA possono essere accettate esclusivamente tramite una delle associazioni nazionali sopra indicate. I lavori presentati devono aver già vinto un premio presso una delle associazioni partecipanti elencate sopra.

Una sleeve che si fa notare, creata grazie alla stretta collaborazione tra il cliente, il team di prestampa e quello di stampa. Lo sfondo presenta una transizione graduale dal 100% di punto all’1%. Il nome del prodotto, in nero pieno, è verniciato lucido, mentre il resto è rivestito con una finitura opaca soft touch. Infine, è impreziosito da una patch profumata “scratch ‘n sniff”.

LETTERPRESS PRINTING

Associazione rappresentante: JFLP (Japan)

Stampatore: Kyushu Craft Industries

Prodotto: Handmade Horse Meat Croquette Questa etichetta è stampata su carta sintetica in PP. Il giallo utilizzato nella stampa è stato leggermente scaldato per ottenere una rappresentazione visivamente accattivante della crocchetta. Il testo in giapponese e in caratteri occidentali, invertiti, è in alcuni punti molto sottile, ma la stampa è di buona qualità e risulta estremamente fine e nitido.

OFFSET-LITHO PRINTING

Associazione rappresentante: FINAT (The Netherlands/Europe)

Stampatore: Multi-colour Corporation Americas

Prodotto: Freakshow Petite Petit

Un’etichetta di grande impatto visivo, ricca di dettagli! Stampata in litografia a 8 colori, CMYK con quattro colori aggiuntivi abbinati, utilizzando una retinatura stocastica a 175 linee, presenta un aspetto a tonalità quasi continua. Altri processi utilizzati per ottenere questo effetto sono la stampa a caldo rotativa, la verniciatura serigrafica e la goffratura.

COMBINATION PRINTING

Associazione rappresentante: FINAT (The Netherlands/Europe)

Stampatore: Sancak Etiket, Turkey

Prodotto: Nicea Extra Virgin Olive Oil

Stampato su supporto argentato, lo sfondo è prevalentemente di un bianco opaco uniforme. La finta lamina d’oro è realizzata con colori di processo stampati sul supporto argentato. I singoli colori spot del disegno sono creati a partire dai colori di processo, che vengono infine esaltati dalla serigrafia di precisione con una vernice tattile.

DIGITAL PRINTING

Associazione rappresentante: SALMA (New Zealand)

Stampatore: MCC Albany

Prodotto: True Honey Rare Harvest 2050+ Manuka Honey Questa è l’etichetta di un miele molto costoso. Partendo da una stampa digitale, lo stampatore ha utilizzato una tecnica chiamata “lamina flottante”, che consiste nella stampa della lamina sopra una vernice ad alto spessore stampata in serigrafia.

ALS Publishing: nasce la joint venture tra ALS e Mondadori Libri

ALS S.p.A., società del Gruppo FBH (Famiglia Bertola), annuncia la nascita di ALS Publishing S.r.l., la joint venture realizzata con Mondadori Libri per la gestione del nuovo polo logistico di Broni, in provincia di Pavia, dedicato alla distribuzione dei libri Trade.

L’operazione rappresenta un ulteriore passo strategico nel percorso di crescita di ALS che, anche grazie alle più recenti operazioni di espansione e acquisizione a livello internazionale, tra cui l’ingresso di Trans World Shipping nel luglio 2025, consolida il proprio posizionamento in settori ad alta complessità come quello editoriale. Il progetto rafforza inoltre il modello di sviluppo del Gruppo ALS, basato su soluzioni logistiche dedicate, innovative e costruite su misura, con un forte orientamento alla qualità del servizio, alla solidità operativa e alla centralità del cliente e delle persone. Costituita il 10 giugno 2025, ALS Publishing nasce dalla collaborazione tra ALS e Mondadori Libri con l’obiettivo di fornire un servizio logistico distintivo e altamente specializzato, in linea con le esigenze del mercato editoriale e con i valori di eccellenza, efficienza e affidabilità condivisi dalle due realtà. Dal 1° marzo 2026, la nuova società è subentrata nella gestione delle attività logistiche di magazzino di Mondadori Libri per l’area di business Libri Trade, sulla base di un contratto della durata di 6 anni, segnando l’avvio di una collaborazione

industriale di lungo periodo. Il nuovo hub logistico, già operativo, sorge a Broni (PV) in posizione strategica a ridosso del casello autostradale A21. Il polo si estende su oltre 32.000 mq e rappresenta un asset operativo di primaria importanza, con una capacità di gestione fino a 60.000 referenze, con oltre 40 milioni di copie evase all’anno. L’organizzazione operativa prevede una struttura di oltre 150 addetti di magazzino (blue collars), con un modello gestionale completamente internalizzato per il sito di Broni, in linea con la strategia industriale del Gruppo ALS orientata alla valorizzazione delle competenze, alla stabilità occupazionale e alla centralità delle persone.

Kodak annuncia SONORA UltraXR in EAMER

Uno degli elementi distintivi del progetto è il significativo investimento in innovazione operativa e tecnologica. Il polo di Broni è dotato di una linea automatizzata dedicata alla gestione dei “Lanci Novità”, progettata per ottimizzare le attività di prelievo, confezionamento e smistamento dei colli, migliorando efficienza, precisione e tempi di evasione. Il progetto si distingue inoltre per l’elevato livello di integrazione della supply chain e per un approccio evoluto alla gestione dei flussi logistici, che consente maggiore visibilità, pianificazione avanzata e trasformazione del ruolo logistico in leva strategica per l’editore.

Kodak presenta l’ultima innovazione del suo portafoglio leader di settore di lastre di stampa senza sviluppo: KODAK SONORA UltraXR. Queste nuove lastre sostituiscono SONORA XTRA-2 e XTRA-2 for Newspapers Process Free Plates nella regione EAMER (Europa, Africa e Medio Oriente); inoltre, la produzione di SONORA XTRA-2 e XTRA-2 for Newspapers in Europa verrà interrotta. Le lastre SONORA UltraXR ampliano la gamma SONORA Ultra, già disponibile in EAMER. Offrono un’eccezionale stabilità nelle lunghe tirature e un eccellente contrasto d’immagine, fino a 4× superiore rispetto ai prodotti concorrenti. Inoltre, le nuove lastre offrono una tolleranza 5× maggiore all’esposizione alla luce bianca e una stabilità dell’immagine fino a 6 settimane se conservate al buio. Le lastre SONORA UltraXR sono progettate per fino a 400.000 impressioni su rotative offset Heatset/Coldset, 250.000 impressioni su macchine offset a foglio e 115.000 impressioni per applicazioni con inchiostri UV. Le lastre SONORA UltraXR sono prodotte nello stabilimento di produzione all’avanguardia di Kodak a Osterode, in Germania. La produzione nel cuore dell’Europa garantisce una fornitura rapida e affidabile di lastre di alta qualità ai clienti Kodak in tutta la regione EAMER, riducendo al contempo le emissioni di CO₂ associate al trasporto. “Kodak ha investito milioni in ricerca e sviluppo per promuovere l’innovazione continua e offrire le lastre di stampa senza sviluppo dalle prestazioni più elevate disponibili sul mercato. Le lastre SONORA UltraXR sono il risultato più recente di questi sforzi, di cui ora possono beneficiare le tipografie offset a foglio e offset a bobina in EAMER. E, soprattutto, i nostri clienti stampatori ricevono queste lastre ulteriormente migliorate senza costi aggiuntivi”, ha commentato Jim Continenza, Executive Chairman and Chief Executive Officer, Kodak.

Canon, azienda leader nella sicurezza per la stampa

Canon è stata nominata “leader” nel report IDC MarketScape: Worldwide Print Security Solutions and Services Hardcopy 2025–2026 Vendor Assessment.

Lo studio IDC MarketScape ha analizzato 11 fornitori globali, valutandone strategie e capacità nell’ambito della sicurezza della stampa e dei documenti, prendendo in considerazione funzionalità dei dispositivi, soluzioni software, integrazione cloud e offerta di servizi gestiti e professionali.

Secondo il report “Canon punta su un approccio alla sicurezza multilivello, che le consente di rispondere efficacemente ai requisiti dei clienti in tutti i segmenti di mercato e negli ambienti operativi”. Il documento evidenzia inoltre che “grazie a una consolidata storia di innovazione nella sicurezza della stampa e dei documenti, Canon si distingue come un partner affidabile, in grado di offrire soluzioni di sicurezza avanzate, affidabili e orientate al futuro”. Canon adotta un modello di sicurezza denominato “360° Protection”, che affronta le minacce analizzando l’aspetto di dispositivi, documenti, reti e servizi cloud. La protezione viene mantenuta costante lungo l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla configurazione iniziale al monitoraggio e agli aggiornamenti continui, fino alla cancellazione sicura dei dati al termine del ciclo di vita. Canon

è inoltre impegnata nello sviluppo di prodotti per la stampa sicuri basati sulla filosofia “secure by design”, in base alla quale le misure di sicurezza vengono integrate nel prodotto fin dalla fase di pianificazione e progettazione. Come parte di questo impegno, le stampanti Canon sono realizzate per includere funzioni conformi ai requisiti elencati nelle linee guida NIST SP 800-193 emesse dall’Istituto Nazionale di Standard e Tecnologia (NIST) degli Stati Uniti. Inoltre, le stampanti Canon utilizzano l’autenticazione e la gestione degli accessi basate sul principio “zero trust”, il quale impone che la verifica debba essere effettuata per ogni singola operazione; i dispositivi includono inoltre funzioni di sicurezza per il rilevamento delle minacce, la gestione delle vulnerabilità e per soddisfare le diverse esigenze dei clienti. L’ampio portfolio di soluzioni di sicurezza offerte da Canon comprende anche soluzioni e servizi che garantiscono una protezione continua dei documenti e dei dati dei clienti. Le soluzioni software e le piattaforme applicative sono sviluppate seguendo pratiche di ciclo di vita sicuro, ricevendo aggiornamenti regolari e una gestione proattiva delle vulnerabilità. Canon offre inoltre ai propri clienti una gamma di servizi gestiti e professionali, che comprendono la stampa sicura, la gestione dei documenti e il supporto alla conformità.

Nuova ISO 14001:2026, la gestione ambientale nelle strategie

In uno scenario economico e normativo in cui sostenibilità, gestione del rischio e trasparenza ambientale stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, le imprese sono chiamate a integrare gli obiettivi ambientali all’interno delle proprie strategie industriali e di governance. La nuova versione della ISO 14001:2026 è stata pubblicata proprio nell’ottica di adeguamento alle nuove sfide globali a tutela dell’ambiente. La crescente attenzione europea verso criteri ESG, economia circolare, decarbonizzazione e responsabilità lungo la filiera sta infatti accelerando l’evoluzione dei sistemi di gestione ambientale. L’Italia si conferma tra i Paesi più attivi a livello globale nell’adozione di sistemi di gestione ambientale certificati. Secondo gli ultimi dati ACCREDIA pubblicati nel 2025, i siti certificati ISO 14001 attivi nel Paese hanno superato quota 37.500 a fine 2024, registrando un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Un trend che conferma la crescente attenzione delle imprese verso sostenibilità, gestione dei rischi ambientali e conformità ESG. I dati dell’ISO Survey 2024 collocano inoltre l’Italia tra i primi Paesi al mondo per diffusione della ISO 14001, con oltre 28 mila certificazioni attive, dietro Cina e Corea del Sud e ai vertici del panorama

europeo. Le organizzazioni certificate o che intendono certificarsi ISO 14001:2026 dovranno affrontare le sfide globali analizzando in modo più approfondito gli impatti del cambiamento climatico, gli aspetti ambientali in un’ottica di ciclo di vita. Per le organizzazioni già certificate, la pubblicazione della revisione significa: sfruttare i periodi di transizione e impostare fin d’ora il percorso per il passaggio alla nuova versione. In questo scenario si inserisce la pubblicazione della nuova ISO 14001:2026, avvenuta il 15 aprile al termine del percorso di revisione avviato nel 2023. Le 5 principali modifiche alla ISO 14001:2026 in sintesi:

1. Il cambiamento climatico come componente obbligatoria. Gli aspetti climatici sono pienamente incorporati nella norma e devono essere affrontati in modo sistematico nella gestione ambientale.

2. Aspetti ambientali ampliati. La norma pone maggiore enfasi su biodiversità, disponibilità delle risorse e livelli di inquinamento. Questo allinea la ISO 14001:2026 alla Strategia dell’UE per l’economia circolare.

3. Pianificazione basata sul rischio più precisa. L’identificazione dei rischi/ opportunità e la pianificazione delle azioni sono strutturate in modo più chiaro rispetto al passato.

4. Maggiore controllo nella catena di fornitura. Requisiti più elevati per i processi esterni, le catene di fornitura a monte e a valle, nonché per la loro documentazione e la gestione delle evidenze.

5. Maggiore responsabilità del management . L’alta direzione deve gestire gli aspetti ambientali in modo più visibile e guidare attivamente l’ulteriore sviluppo delle prestazioni ambientali. La pubblicazione della ISO 14001:2026, avvenuta il 15 aprile 2026, segna l’inizio di un periodo di transizione. Il periodo di transizione è fissato in 3 anni a decorrere dall’ultimo giorno del mese di pubblicazione della norma (30/04/2029). I certificati ISO 14001:2015 cesseranno di essere validi al termine di tale periodo (30/04/2029). I trascorsi 18 mesi dall’ultimo giorno del mese di pubblicazione (30/10/2027), non potranno più essere emessi nuovi certificati ISO 14001:2015.

Dal MERCATO ›

Riciclo degli imballaggi attorno al 75% nel 2026

Le stime diffuse da CONAI sui volumi di riciclo degli imballaggi restano invariate rispetto al 2024. L’incertezza geopolitica attuale potrebbe però incidere negativamente sul settore. Il presidente Ignazio Capuano: “Servono politiche industriali che promuovano l’uso di materiali riciclati di prossimità. Non possiamo più permetterci importazioni a basso costo nell’immediato e ambientalmente costose: minacciano il settore del riciclo, strategico per le manifatture europee. E occorre ridare fiducia alle imprese attraverso regole chiare”. Per l’anno in corso, la percentuale di riciclo degli imballaggi in Italia dovrebbe attestarsi attorno al 75%, quasi 11 milioni di tonnellate. In lieve flessione, quindi, rispetto all’ultimo dato consolidato (2024) pari al 76,7%: risultato delle difficoltà che sta attraversando il settore del riciclo nazionale in alcune filiere, nonostante un aumento costante dei volumi delle raccolte differenziate superiore a quello dell’immesso al consumo di imballaggi, che si stima supererà abbondantemente i 14 milioni di tonnellate nel 2026. “Stime che, quest’anno, obbligano a una grande prudenza” afferma il presidente di CONAI Ignazio Capuano. “La dinamica che osserviamo nei tassi di riciclo è influenzata da fattori di contesto, oltre che di natura statistica. E a questo si aggiungono dinamiche di mercato particolari, che stanno interessando anche le singole filiere”. Per la carta, infatti, incide la diminuzione della domanda interna accompagnata da una crescita dell’export. L’aumento delle impurità nei flussi di raccolta è un altro aspetto da tenere maggiormente sotto controllo per garantire flussi sufficientemente adatti al riciclo. Particolare attenzione, ovviamente, è dedicata all’andamento del riciclo delle plastiche tradizionali: il rallentamento degli ultimi mesi, legato anche ai crescenti quantitativi di rifiuti di imballaggio selezionati ma non ritirati dal mercato, rischia di incidere sulla contabilizzazione dei flussi di riciclo effettivo. “Attraversiamo una fase di criticità legata ai materiali plastici” spiega il presidente Capuano, “che avranno impatti anche sui costi di gestione: stanno aumentando, perché mancano gli sbocchi per la materia riciclata e riciclare costa di più. Ma la globalizzazione mette l’intera industria italiana del riciclo di fronte a nuove sfide: importiamo a costi inferiori sempre più manufatti già realizzati – e non solo materie – da Paesi extra-europei. Questo penalizza molto le nostre aziende. Anche perché al momento, in Italia, i costi dell’energia sono i più alti in Europa, e quello del riciclo è da sempre un settore energivoro”. Così, in questo contesto di incertezza legato anche alla situazione geopolitica, per l’anno iniziato da poco si prevede che sempre più imballaggi a fine vita saranno affidati dai Comuni al sistema rappresentato da CONAI e dai Consorzi di filiera: più di 5 milioni e mezzo di tonnellate, in crescita rispetto ai 4 milioni e 740.000 del 2024 (ultimo dato consolidato). In un contesto così complicato, nel 2026 dovrebbe quindi vedersi realizzata l’importanza della sussidiarietà del sistema CONAI, così come avvenuto nelle precedenti crisi dell’economia nazionale. “Il sistema CONAI vede aumentare la sua sfera di gestione proprio quando il mercato si ritira per il venir meno della profittabilità dei materiali a riciclo” commenta Capuano, “e lascia spazio al mercato quando il riciclo torna a essere economicamente conveniente”. L’evoluzione del contesto internazionale, nei prossimi mesi, influenzerà pesantemente i risultati 2026 per il sistema Paese.

La gamma completa di carte Lecta per etichette wet-glue

Soluzioni accattivanti per gli scaffali, con una resa affidabile sulle linee di imbottigliamento ad alta velocità con scelte di materiali più idonei in risposta a ciò che il mercato della etichetta wet glue oggi richiede. La gamma completa di carte speciali Lecta viene incontro a queste esigenze con l’offerta di soluzioni progettate per offrire una qualità costante, un’eccellente resa di stampa e un chiaro impatto visivo su un ampio ventaglio di applicazioni.

La gamma include carte bianche e metallizzate per etichette wet-glue per bevande, alimenti e prodotti per l’igiene e la pulizia. Dai beni di consumo giornalieri fino ai marchi premium, queste carte sono concepite per garantire un’ottima stampabilità, una macchinabilità continua e un’asciugatura efficiente dell’inchiostro nei processi di stampa e conversione. Prestazioni affidabili quindi, che supportano anche la fustellatura e la goffratura di precisione e prestazioni uniformi nelle operazioni di incollaggio ed etichettatura. L’offerta si basa su due marchi complementari. La gamma di carte

monopatinate Creaset offre un’ottima stampabilità e un’eccellente qualità visiva, disponibili in finitura gloss ed high gloss. Oltre ad essere la soluzione ideale per etichette standard e avvolgenti, include anche opzioni resistenti al grasso per l’etichettatura di alimenti (senza PFAS aggiunti), nonché prodotti con elevata resistenza all’umidità ed agli alcali per bottiglie recuperabili, pensati per garantire durabilità, forte adesione

dell’inchiostro ed eccellente separazione nel lavaggio. La gamma di carte metallizzate Metalvac ottimizza l’impatto sugli scaffali grazie a finiture metalliche distintive, che contribuiscono ad aumentare la visibilità dei brand e consolidarne il posizionamento premium. Questa linea, ampiamente utilizzata per l’etichettatura di birre, vini, alcolici e altre bevande di alta gamma, include soluzioni per bottiglie recuperabili e non, compatibili con inchiostri ad asciugatura UV e progettate per garantire una resa affidabile anche in condizioni ostiche di elevata umidità. I prodotti Creaset e Metalvac combinano una forte identità visiva e solide prestazioni di conversione ed etichettatura per aiutare i brand ad ottimizzare la presentazione dei propri prodotti, mantenendo al contempo l’efficienza operativa lungo tutte le fasi del processo di packaging.

IPACK-IMA nuovi progetti e alleanze strategiche

Si è tenuta a Messe Düsseldorf, nella cornice di interpack, la conferenza stampa di presentazione di IPACK-IMA 2028, la fiera internazionale dedicata a packaging, processing e materiali innovativi, in programma a Fiera Milano dal 29 maggio al 1° giugno 2028. Al centro dell’incontro: una lettura del mercato basata sui dati, le novità del progetto fieristico e le partnership che definiscono l’architettura strategica della nuova edizione.

“IPACK-IMA 2028 è un sistema in continua evoluzione, costruito sull’idea che l’innovazione sia un’arte, espressa attraverso la capacità di ascoltare i mercati, anticiparne le trasformazioni e restituire risposte tecniche di eccellenza”, ha dichiarato in occasione della conferenza stampa il Presidente di Ipack Ima Srl Valerio Soli. “La piattaforma che abbiamo costruito indica l’attitudine dei nostri settori a combinare creatività, tecnologia e visione e la capacità della fiera di intercettarne le domande offrendo le risposte che servono, sempre proiettate al futuro: global company, local roots”.

L’ecosistema: IPACK-IMA come hub centrale

Al centro della scena, un ecosistema strutturato che si irradia da Milano verso i mercati globali attraverso eventi complementari e verticali. In contemporanea con IPACK-IMA, Pharmintech by Ipack Ima, organizzata in collaborazione con BolognaFiere, presidia in modo dedicato le industrie del Pharma e del Life Science; Bevertech – nata dalla partnership con UIV, Unione Italiana Vini, e SIMEI – debutta dal 17 al 20 novembre 2026 come fiera sul Liquid Food & Beverage e primo appuntamento strategico di avvicinamento al 2028. Sul fronte geografico, la rete mondiale delle fiere ProPak sviluppata con Informa Markets garantisce il presidio internazionale su Sud-Est Asiatico, India, Africa e Sud America. Alla consolidata rete di eventi e presenze internazionali si aggiungono le Business Community di IPACK-IMA, strumento con cui la fiera organizza la propria offerta nella stessa logica di verticalità settoriale, intercettando i mercati più performanti del packaging e del processing: Grain Based Food, Liquid Food & Beverage, Food Fresh & Convenience, Pharma & Life Science.

“Le numerose riconferme di partecipazione alla prossima IPACK-IMA – con un incremento del +22% rispetto allo stesso periodo del ciclo precedente – non sono semplici prenotazioni: sono atti di fiducia strategica verso un sistema capace di generare valore reale in un contesto globale sempre più instabile”, ha dichiarato il CEO Simone Castelli. “Il visitatore è al centro di ogni scelta progettuale: il nostro obiettivo è che ogni professionista che sceglie Milano trovi le risposte, le relazioni e gli strumenti necessari per costruire il proprio vantaggio competitivo”.

Le novità 2028

In vista dell’edizione 2028, IPACK-IMA introduce il Comitato Tecnico Scientifico, primo strumento strutturato di governo dei contenuti della fiera, che con il coinvolgimento di esperti e stakeholder definirà le traiettorie di sviluppo del percorso fieristico. Crescono Smart Factory – con linee complete e funzionanti e live show giornalieri – e IPACK-Mat, il percorso dedicato ai nuovi materiali innovativi. Gli Smart Talk escono dalle sale convegni e si distribuiscono nei padiglioni, rendendo la conoscenza accessibile ovunque accada il business. Questa visione si estende oltre i giorni di fiera attraverso il Road to IPACK-IMA 2028, un programma strutturato di eventi, approfondimenti e presenze dirette nei mercati strategici internazionali.

Partnership e internazionalità

L’edizione 2028 poggia su un’architettura di partnership che copre ogni dimensione del progetto: UCIMA e Fiera Milano come fondamenta istituzionali e operative; Informa Markets e la rete ProPak per il presidio sui mercati internazionali a più alto potenziale di crescita; BolognaFiere per Pharmintech; UIV – Unione Italiana Vini e SIMEI per Bevertech. A completamento dell’offerta espositiva, IPACK-IMA 2028 conferma la collaborazione con Deutsche Messe e si affianca a INTRALOGISTICA ITALIA, evento dedicato alla logistica interna, nella costruzione di un ecosistema fieristico integrato e complementare, in dialogo con gli altri appuntamenti della filiera. Un sistema di alleanze che trasforma IPACK-IMA in un punto di riferimento globale, capace di intercettare domanda e offerta tecnologica su scala planetaria. L’obiettivo è portare il mondo a Milano nel 2028: un appuntamento dove tecnologie, mercati e relazioni professionali convergono per dare forma al futuro del packaging, del processing e dei materiali innovativi.

UNO SGUARDO PRIVILEGIATO nel cuore della stampa di etichette

Dal 27 al 29 maggio 2026, il FINAT

European Label Forum (ELF) riunirà a Siviglia i principali stampatori di etichette, fornitori ed esperti del settore in Europa per tre giorni di scambi di alto livello, approfondimenti strategici e proficua collaborazione. Per le aziende del settore, il FINAT ELF 2026 non è una semplice conferenza, ma il cuore dell’industria della stampa di etichette.

Per i titolari e i manager di aziende di stampa di etichette che credono nel potere della collaborazione, del dialogo strategico e di una leadership lungimirante, il FINAT European Label Forum 2026 è un evento imperdibile. Perché nel mercato odierno, la rete di contatti non è solo una risorsa, ma un vantaggio competitivo.

Preziosa occasione di networking

ELF è un evento pensato appositamente per tutti i leader e i manager della filiera delle etichette. A differenza delle grandi fiere di settore, offre un ambiente mirato e qualificato dove le conversazioni vanno oltre le presentazioni superficiali. Qui, è possibile interagire direttamente con altri titolari e amministratori delegati di aziende di stampa di etichette, fornitori chiave, partner tecnologici e opinion leader del settore che plasmano gli sviluppi del mercato. Non si tratta di incontri casuali in fiera, bensì di connessioni mirate, dialoghi condivisi e scambi sinceri che rafforzano le relazioni e aprono nuove opportunità. Dana Kilarska, Vicepresidente di FINAT e CEO dell’azienda di stampa di etichette Purgina, afferma: “In qualità di titolare di un’azienda di stampa di etichette di seconda generazione proveniente dall’Europa centro-orientale, partecipare al FINAT European Label Forum è per me di fondamentale importanza. È un’opportunità per imparare dai leader del settore, scambiare idee con i colleghi e portare nuova ispirazione alla nostra azienda di famiglia per rafforzarne la crescita a lungo termine. La partecipazione al FINAT European Label Forum rappresenta un passo importante nel passaggio generazionale o nel ricambio generazionale della leadership all’interno delle aziende”.

Approfondimenti strategici dai protagonisti del mercato

In tempi di incertezza geopolitica, transizione verso la sostenibilità e accelerazione del cambiamento tecnologico, la chiarezza strategica è essenziale. Il programma del 2026 presenta relatori e leader del settore che stanno attivamente

plasmando il mercato, non limitandosi a osservarlo. I partecipanti acquisiranno spunti concreti su:

• Dinamiche di mercato e opportunità di crescita;

• La sostenibilità come motore di innovazione e valore;

• Leadership e resilienza organizzativa;

• Tecnologie emergenti e aspettative dei clienti in continua evoluzione.

FINAT fornisce ai leader aziendali la prospettiva e la lungimiranza necessarie per gestire la complessità e mantenere un vantaggio competitivo. Dana commenta: “In tempi difficili, ELF mi permette di fare chiarezza e di comprendere meglio come si sta evolvendo il mercato. Si tratta di trasformare l’incertezza in strategia e garantire che la nostra azienda rimanga resiliente e competitiva. Partecipando, comprendo meglio come le tecnologie emergenti, come l’IA, possano migliorare l’efficienza, la creatività e il processo decisionale nella nostra produzione di etichette”.

Un’esperienza più interattiva e collaborativa

Novità del 2026: il programma introduce format interattivi migliorati per aumentare il coinvolgimento e stimolare l’apprendimento tra pari. Questi includono:

• Sessioni di dialogo sul palco che incoraggiano lo scambio aperto tra i leader del settore;

• Tavole rotonde che affrontano le sfide aziendali più critiche da molteplici punti di vista;

• Workshop progettati per fornire spunti pratici e una partecipazione attiva.

Il format di quest’anno riflette un obiettivo chiaro: passare dalla presentazione alla partecipazione e dall’ascolto alla collaborazione. Il risultato è un livello di energia collettiva e di risoluzione condivisa dei problemi che non si trova in alcun altro luogo del settore.

La rete come vantaggio competitivo

In un panorama competitivo in cui differenziarsi è sempre più difficile, le relazioni contano più che mai. I colleghi possono offrire una prospettiva diversa. I partner strategici sbloccano l’innovazione. La conoscenza condivisa accelera il progresso. ELF 2026 offre una rara opportunità di allontanarsi dalle operazioni quotidiane e investire nelle relazioni e nelle intuizioni che definiranno il futuro delle aziende. Inoltre, Dana afferma: “FINAT supporta concretamente i giovani leader e le stelle nascenti nel loro percorso verso ruoli chiave all’interno delle la prima presidente donna di FINAT è un privilegio e un potente promemoria del fatto che tutto è possibile. Il mio obiettivo è guidare con integrità il nostro settore, supportando al contempo la prossima generazione di leader”.

PRINT4ALL CONFERENCE 2026 l’equilibrio tra uomo e tecnologia ridisegna il futuro

L’1 e 2 luglio a Varese l’evento–ponte

verso Print4All 2027 riunisce la filiera per leggere il mercato, condividere

visioni e rafforzare l’apertura internazionale.

Aggiornamento, visione, condivisione tornano al centro del confronto di filiera con Print4All Conference, in programma l’1 e 2 luglio 2026 al Centro Congressi Ville Ponti di Varese, dedicata al tema “Humans Print the World”. Organizzata da ACIMGA (Associazione Costruttori Italiani Macchine per l’Industria Grafica, Cartotecnica, Cartaria, di Trasformazione e Affini) e ARGI (Associazione Fornitori Industria Grafica) in collaborazione con Fiera Milano, Print4All Conference rappresenta da sempre una tappa strategica nel percorso verso Print4All (dal 25 al 28 maggio 2027 a Fiera Milano), offrendo alla filiera del printing, del converting e del packaging un momento strutturato di confronto sulle trasformazioni tecnologiche e industriali in atto. “Sono due gli elementi distintivi della Print4All Conference nei quali, come associazione, ci riconosciamo pienamente. - commenta Marco Marangoni, Presidente di ARGI. - Da un lato, la sua natura di evento di sistema, da sempre orientato a rappresentare l’intero ecosistema del printing e del converting, senza privilegiare singole tecnologie. Dall’altro, la forte vocazione alla collaborazione lungo tutta la filiera, grazie al coinvolgimento attivo delle diverse associazioni di settore: un approccio che genera energia positiva e valore condiviso per l’intero comparto”. Valori condivisi anche da Marco Calcagni, Presidente di ACIMGA: “Print4All Conference è un appuntamento in cui tutto il mercato -dai produttori di tecnologie, agli stampatori e converter fino ai brand owner- si ritrova per condividere priorità e prospettive, ma anche uno strumento che rafforza il ruolo di Print4All come fiera di riferimento. Il rinnovato supporto di Agenzia ICE consentirà anche per questa edizione di ampliare lo sguardo sui mercati esteri, rafforzando il posizionamento internazionale del Made in Italy delle tecnologie per la stampa e il converting”.

Anche quest’anno Agenzia ICE affianca infatti l’iniziativa, favorendo la partecipazione di una delegazione internazionale composta da 60 operatori professionali provenienti da oltre 30 Paesi tra Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Stati Uniti.

Un laboratorio di visione

In uno scenario industriale in cui automazione, intelligenza artificiale e robotica stanno ridefinendo il rapporto tra competenze umane e capacità tecnologiche, Print4All Conference 2026 propone una lettura del mercato che mette al centro l’equilibrio tra innovazione e valore umano.

Il concept Humans Print the World si svilupperà lungo due direttrici complementari – Human+Machine e Human+Life – che

interpretano l’evoluzione del printing e del converting come un ecosistema in cui la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica capacità, creatività e visione. Human+Machine esplora l’integrazione sempre più avanzata tra uomo, macchine, dati e automazione nei processi produttivi; Human+Life sposta invece lo sguardo sull’impatto dell’industria nella vita quotidiana, dove materiali, superfici, oggetti e packaging diventano il punto di contatto tra innovazione industriale, sostenibilità e comunicazione.

Un ponte verso Print4All 2027

Print4All Conference 2026 sarà dunque l’appuntamento dell’anno per la filiera per condividere temi chiave di sviluppo, ma assume un ruolo strategico anche nel percorso di preparazione della fiera del 2027. I segmenti di mercato che saranno oggetto di approfondimento della Conference dialogano infatti direttamente con i macro - settori che saranno al centro di Print4All 2027, dal 25 al 28 maggio 2027 a Fiera Milano: dal corrugated, segmento che sta attraversando una profonda evoluzione qualitativa, con tecnologie che permettono livelli di grafica e personalizzazione sempre più elevati e in forte espansione grazie a e#commerce, logistica e domanda di materiali sostenibili, al converting, sempre più integrato con printing e finishing in linee produttive uniche orientate a efficienza, automazione e riduzione degli scarti. Rinnovata attenzione verrà data al package printing, tra i segmenti più dinamici del comparto, dove la stampa diventa parte integrante della funzionalità del prodotto in termini di tracciabilità, sicurezza, interazione e sostenibilità e al wide format, che amplia i confini tradizionali del printing dialogando con design, architettura, retail e ambienti esperienziali. Sarà infine trasversale il ruolo dei nuovi materiali – dai monomateriali riciclabili alle carte barriera e ai materiali funzionali – che richiede un ripensamento complessivo delle tecnologie di stampa e converting in chiave di economia circolare.

AGENDA

Torino 14-18 maggio 2026

Fiera internazionale dell'editoria libraria italiana www.salonelibro.it

Barcellona 19-22 maggio 2026

Mostra dedicata alla stampa di grande formato www.fespa.com

Milano

19-21 maggio 2026

Esposizione per il packaging di lusso www.packagingpremiere.it

Siviglia 27-29 maggio 2026

Congresso internazionale per l'industria delle etichette www.europeanlabelforum.com

Milano 9-12 giugno 2026

Salone internazionale per la lavorazione delle materie plastiche www.plastonline.com

Chicago 15-17 settembre 2026

Fiera delle tecnologie per etichette www.labelexpo-americas.com

Montecarlo 28-30 settembre 2026

Fiera del packaging di lusso www.luxepack.com

FRANKFURTER BUCHMESSE

Francoforte 7-11 ottobre 2026

Fiera internazionale del libro www.buchmesse.de

Milano 28-29 ottobre 2026

Fiera della comunicazione visiva www.viscomitalia.it

FORMNEXT

Francoforte 17-20 novembre 2026

Fiera internazionale sulla manifattura additiva www.formnext.mesago.com

BOOKCITY MILANO

Milano 23-29 novembre 2026

Iniziativa dedicata al mondo del libro www.bookcitymilano.it

Parigi 24-26 novembre 2026

Fiera internazionale del packaging e processo www.all-for-pack.com

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VENDESI cartotecnica avviata con reparto di Stampa Digitale large format, specializzata nella produzione di espositori per GDO e punti vendita. L’attività è in vendita con possibilità di acquisto del capannone (immobile con oltre 4.000 mq coperti e ampio piazzale), situato nella zona di Milano Ovest. Attrezzatura e macchinari di proprietà, ottimo parco Clienti.

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3ESSE SRL, azienda operante da quaranta anni nel settore della litografia, della cartotecnica ( packaging in cartone teso e luxury ), della serigrafia ( gadget promozionali) , della stampa digitale su carta e digitale grande formato, nella realizzazione

Laureata in Fashion Marketing allo IED di Milano offresi

Dotata di visione creativa e approccio strategico, affronta il lavoro con curiosità, organizzazione e concretezza, adattandosi facilmente a nuovi ambienti e collaborando con entusiasmo in team. Esperienze professionali: Event coordinator, Sales Assistant, Hostess gaiamichelin01@gmail.com

dei materiali di allestimento per negozi e fiere, nella cartellonistica e nella realizzazione di insegne luminose e non, ricerca piegaincollista, fustellatore, litografo e responsabile del reparto di cartotecnica e arti grafiche con esperienza nel settore. Sede di lavoro la ridente e accogliente Puglia ! Per info www.3esse.net – cell 337 822219

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3 ESSE SRL, AZIENDA PUGLIESE è alla ricerca di un’azienda del centro/nord Italia per creare accordi di partnership, joint venture, fusione aziendale o che sia interessata all’acquisto dell’azienda o all’inserimento della nostra azienda in un gruppo di aziende grafiche che abbia la necessità di avvalersi della collaborazione di un “fiore all’occhiello”, cioè di una azienda in grado di dar forma a qualsiasi progetto, dal più elementare al più elaborato e complesso, soddisfacendo così le esigenze più svariate dei loro clienti importanti.

La 3ESSE SRL è un’ azienda pugliese con 25 dipendenti operante da circa quarant’anni nel settore della litografia, della cartotecnica (packaging in cartone teso e luxury), della serigrafia (gadget promozionali), della stampa digitale su carta e digitale grande formato, della realizzazione dei materiali di allestimento per negozi e fiere, della cartellonistica e della realizzazione di insegne luminose e non, con un’area di 6.000 mq coperti e oltre 10.000 mq di pertinenza.

Per ulteriori informazioni: Sig. Silletti Giovanni: 337822219 o inviare mail: amministrazione @3esse.net

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Attualmente studente del corso magistrale in Comunicazione visiva e Design per l’Editoria presso ISIA di Urbino, attraverso tipografia, immagini e segni visivi esplora modalità differenti per costruire narrazioni coerenti, sensibili al contesto contemporaneo e aperte alla sperimentazione di linguaggi e supporti eterogenei. Esperienze professionali: Graphic designer, Social media manager valentina.seghezzi@studenti.isiaurbino.net

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Rassegna Grafica n.4 - Maggio 2026 by Innovative Press srl - Issuu