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Frauscher: Moregallo Boat Service è il nuovo punto vendita per il Lago di Lecco
Firmata convenzione tra CIS-Interporto e Università Federico II di Napoli
Pesce Sostenibile per essere veri
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Amici del Mare
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Gruppo Grimaldi: tutela dell’ambiente, responsabilità sociale ed etica professionale è ciò che ci contraddistingue Il Gruppo partenopeo risponde alle critiche per la vicenda dei fusti dispersi a largo dell’isola di Gorgona APOLI – A seguito di alcuni articoli apparsi sulla stampa nazionale contenenti informazioni imprecise circa la vicenda dei fusti dispersi dalla nave ro/ro Eurocargo Venezia lo scorso 17 Dicembre a largo dell’isola di Gorgona, il Gruppo Grimaldi, armatore della suddetta nave, desidera fare le precisazioni di cui sotto. Massima serietà ed impegno hanno caratterizzato il modus operandi del Gruppo in tutte le diverse fasi di questa vicenda, dall’incidente fino alle operazioni di individuazione e recupero del materiale disperso. Appena resosi conto dell’incidente, il comandante della nave Eurocargo Venezia ha immediatamente provveduto ad avvertire via radio le autorità marittime di Livorno dell’accaduto. Sin dai primi giorni successivi all’incidente, il
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Gruppo Grimaldi si è mobilitato per varare un piano di individuazione e recupero del materiale caduto a mare, in stretta collaborazione con le autorità civili e marittime, le quali hanno agito con zelo ed alta professionalità durante tutte le fasi di questa vicenda. In seguito all’approvazione da parte delle autorità marittime dei piani di individuazione e recupero del materiale disperso varati dal Gruppo, le operazioni di individuazione sono immediatamente iniziate, hanno avuto una durata di oltre due mesi ed hanno permesso di localizzare 96 fusti, oltre ai due semirimorchi caduti a mare. Con l’intento di localizzare i rimanenti fusti, le operazioni di ricerca sono proseguite, di concerto con le autorità marittime, ben oltre l’area dove essi sono stati ritrovati (ad una profondità di circa 450 metri), prolun-
Napoli: visita al porto del Ministro dei Trasporti del Bangladesh APOLI - Il Presidente dell’Autorità Portuale di Napoli, Luciano Dassatti, ha ricevuto il Ministro dei Trasporti del Bangladesh, Mr. Shajahan Khan, accompagnato dall’Ambasciatore del Bangaldesh in Italia, Mr. Masud Bin Momen, da alcuni funzionari governativi e dal Console Onorario di Napoli. La visita, richiesta dalle autorità di Dhaka, si è incentrata sulle caratteristiche generali del porto di Napoli e su temi di particolare interesse per la delegazione, quali l’organizzazione della sicurezza in porto e le dinamiche del traffico commerciale. Molto apprezzate le metodiche di controllo della merce, soprattutto per l’utilizzo degli scanner nei terminal container. Impressione positiva ha destato anche la funzionalità del porto nell’ambito passeggeri, in una giornata densa di approdi crocieristici. “E’ stata un’altra visita importante – ha detto il Presidente Dassatti – a conferma che i nostri sforzi nell’organizzare al meglio il porto di Napoli sono apprezzati e riconosciuti anche in realtà geografiche lontane dalle nostre zone.”
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Costantino Baldassara
eurocargo “Venezia” gandosi fino a 20 miglia ad Ovest della costa della Gorgona e fino a fondali di 1.000 metri. Dopo la fase di individuazione dei 96 fusti, lo scorso 4giugno si è passati alla fase di recupero,
resasi possibile solo ora, essendo subordinata ai tempi tecnici necessari per la costruzione e certificazione di speciali cassoni dove depositare i fusti durante la fase di recupero. Il
Gruppo Grimaldi, contrariamente a quanto affermato da alcuni mezzi di stampa, ha quindi dimostrato grande senso di responsabilità e di urgenza nei confronti della collettività,
impegnandosi ad individuare e recuperare il materiale disperso a mare. Continua a pag. 2 ☛
Livorno: il Comitato Portuale vara il nuovo piano regolatore del porto IVORNO – Il Comitato portuale ha approvato a larghissima maggioranza la delibera di preadozione del nuovo Piano regolatore del porto. In totale sono stati quattro i voti contrari, espressi da alcuni rappresentanti dei lavoratori (Claudio Picchiottino; Maurizio Strazzullo; Giacomo Marchesini e Stefano Benassei). Il Prp, lo strumento di programmazione che ridisegnerà la geografia del porto, potrà ora essere sottoposto alla procedura di valutazione ambientale strategica. Il percorso che porterà all’approvazione del progetto di zonizzazione voluto da Gallanti prenderà avvio dalle consultazioni con i soggetti competenti in mate-
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ria ambientale, che avranno tempo 60 giorni dalla ricezione del disegno del nuovo ambito portuale per far pervenire i contributi e i pareri necessari alla stesura del rapporto ambientale. Piena soddisfazione per come sono andate le votazioni è stata espressa dal sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, che ha invitato i rappresentanti dei lavoratori a non sovrapporre il tema della programmazione del porto, che il Prp incardina all’interno di un percorso amministrativo che vede impegnati vari soggetti (vedi Comune, Regione Toscana e Ministero delle infrastrutture), alla questione cogente della crisi occupazionale, che «mi auguro – ha detto Cosimi – possa essere af-
frontata in un clima di sereno confronto». Il piano regolatore in pillole La proposta di Piano regolatore riprogetta il porto, ridefinendo le funzioni e i vari assetti territoriali. La principale novità è rappresentata dal porto passeggeri per i traghetti e la crocieristica, che non
avrà più soltanto a disposizione la parte più antica e più vicina al centro storico e alla città, quella che per intenderci va dal Molo Elba alla Calata Carrara, ma potrà beneficiare di nuovi spazi su tutto il Molo dalla Calata Pisa e Orlando sino all’Alto Fondale.
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DALLA PRIMA PAGINA
L’inFoRMaToRe naVaLe di napoli Giornale Marittimo È un periodico edito dalla EDI.MAR. sas di Gennaro Scotto Pagliara Direttore Responsabile GennaRo SCoTTo paGLiaRa Condirettore: SiLVio SCoTTo paGLiaRa Sede: Stazione Marittima (Porto), 80133 Napoli direzione, Redazione e pubblicità: Calata Vitt. Veneto (ex manufatto USO) ☎ 081-203633 - Fax 081-289854 e-mail: gescotto@tin.it Registrazione presso il Tribunale di Napoli n° 1716 del 18/7/1964. Registro Nazionale della Stampa n° 9504 Spedizione in abbonamento postale
Fotocomposizione e grafica Stampa Generale S.r.l. ☎ 081.568.78.84 Stampa: aLFa di Castaldo Gaetano napoli ASSOCIATO ALL’USPI UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Pubblicazione iscritta al Centro Nazionale ISDS (International Serials Data System) del Consiglio Nazionale Ricerche con il numero di codice ISSN 0393-9952.
eurocargo “Venezia”
Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n° 5707
Gruppo Grimaldi L’impegno profuso a tal fine non appare in alcun modo discutibile. L’etica professionale e la politica ambientale del Gruppo Grimaldi (primo operatore marittimo italiano ad aver ottenuto la certificazione ISO 14001) hanno portato alle azioni che sono sotto l’occhio di tutti, tutt’altro che criticabili, se si considera quanti materiali di vario genere e pericolosità risultano dispersi in mare, e spesso in aree protette, senza che nessuno si sia mai fatto avanti per il recupero. I tempi impiegati sono assolutamente in linea con l’enorme complessità tecnica delle operazioni, che certamente non sono così semplici come recuperare una penna caduta sotto il tavolo, considerate anche le difficoltà di scelta degli operatori specializzati nel settore, già pochi e impegnati per la concomitante tragedia della Costa Concordia. Per quello che riguarda l’eventuale tossicità del prodotto contenuto nei fusti, il Gruppo Grimaldi desidera ribadire che l’area interessata dalla loro presenza è stata monitorata più volte con rilievi di colonne d’acqua e sedimenti, i cui ri-
sultati, condivisi con gli organi istituzionali, non hanno mostrato mai valori differenti nei contenuti ionici rispetto alle aree di mare non contaminate: ad oggi non vi è prova alcuna di inquinamento,come dimostrano anche le battute di pesca e le analisi sul pescato fatte con frequenza mensile. Ciononostante, ad oggi, l’investimento complessivo del Gruppo nell’operazione di ricerca e recupero supera i € 6.000.000 (circa 12 miliardi delle vecchie lire), cifra di assoluto rilievo. E’ la prima volta nella storia della navigazione in Mediterraneo che un armatore mette a disposizione mezzi e risorse, affrontando costi ingenti per una tale operazione, sicuramente estremamente complessa. In questa vicenda il Gruppo Grimaldi ha agito ed agisce sempre con piena trasparenza e senso di responsabilità. Affermazioni errate come quelle apparse su alcuni organi di stampa in queste ultime settimane sono quindi da ritenere profondamente ingiuste nei confronti di un Gruppo che si è sempre impegnato, attraverso ingenti investimenti in navi tecnologicamente all’avanguardia e tecnologia pulita, nella difesa dell’ambiente.
Responsabile del trattamento dei dati personali (D.Lgs.196/2003) Gennaro Scotto pagliara Direttore dell’Informatore Navale di Napoli
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Frauscher: Moregallo Boat Service di Mandello sul Lario è il nuovo punto vendita e assistenza per il Lago di Lecco “Lo storico centro nautico lecchese è il nuovo centro assistenza e vendita per il noto marchio austriaco, produttore di motoscafi dalle eccellenti performance e dall’inconfondibile stile. La partnership è stata celebrata con una tappa speciale del Frauscher tour 2012.” ECCO - Gli appassionati e gli armatori delle imbarcazioni Frauscher dell’area lariana possono contare su una nuova struttura di assistenza: il Cantiere Nautico Feltrinelli, importatore e distributore esclusivo per l’Italia, ha infatti siglato un accordo di collaborazione con Moregallo Boat Service di Mandello sul Lario in provincia di Lecco. Il nuovo centro di assistenza e vendita Frauscher fa capo a Filippo Bassi, alla guida dell’azienda di famiglia dal 1992. Il cantiere e l’officina sono un punto di riferimento per gli appassionati di nautica e gli sportivi di ogni livello, non solo della zona lecchese. Il cantiere dispone di due carroponti da 30 e da 50 t, di un’officina meccanica che permette la revisione totale delle barche e di un centinaio di posti che ospitano barche fino a una lunghezza massima di 42 piedi. Per festeggiare l’avvio della collaborazione, l’ormai tradizionale Tour estivo organizzato da
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Frauscher Italia sui principali laghi italiani per dare la possibilità agli appassionati di testare dal vivo le eccellenti prestazioni dei motoscafi austriaci, ha fatto tappa il 16 Giugno al Moregallo. Gli ospiti del Moregallo Boat Service hanno avuto così la possibilità di provare in acqua due modelli della gamma Frauscher, l’elegantissimo 757 St Tropez e l’adrenalinico 717 GT, eletto barca europea dell’anno 2010. L’evento, realizzato con il supporto di Azimut Wealth Management, ha visto gli appassionati cimentarsi nel Lecco Frauscher Challenge, una prova di regolarità su un percorso attrezzato a bordo del 757 St. Tropez. Per Filippo Bassi la partnership appena siglata rappresenta un passo significativo: “Con il Cantiere Nautico Feltrinelli di Gargnano sul Garda sappiamo di avere molti valori in comune: passione e una notevole esperienza maturata grazie alla solida tradizione famigliare in
A sinistra: Filippo Bassi, responsabile del centro nautico Moregallo Boat Service di Mandello sul Lario (LC) A destra: Mauro Feltrinelli, responsabile per il Cantiere nautico Feltrinelli, importatore esclusiovo e distributore degli scafi Frauscher in italia.
primis. Siamo felici di poter proporre ai nostri clienti nuovi ‘prodotti’ di grande stile e dalle eccellenti performance. E, naturalmente, chi già possiede un motoscafo Frauscher potrà contare su un’assistenza qualificata e tempestiva.”
“L’elevato livello di qualità del prodotto è da sempre il tratto distintivo di Frauscher” sottolinea Mauro Feltrinelli, responsabile del Cantiere Nautico Feltrinelli, importatore e distributore Frauscher in Italia.
“Siamo molto attenti nella scelta dei nostri partner, profondamente convinti che il valore di un marchio sia veicolato da rilievi materiali e immateriali rappresentati da esperienza, massima personalizzazione del servizio e
cura dei dettagli. La scelta di Moregallo Boat Service, storico centro nautico di Lecco, sposa appieno questa filosofia grazie soprattutto alla grande passione ed esperienza del titolare Filippo Bassi.”
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Firmata convenzione quadro tra il gruppo CIS - INTERPORTO Campano e l’Università degli studi di Napoli Federico II
Finanziato con 200.000 euro un contratto triennale di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti. APOLI – L’Università degli Studi di Napoli Federico II e il gruppo CIS – Interporto Campano hanno stipulato una Convenzione quadro, della durata di un anno, con l’obiettivo di instaurare rapporti di collaborazione sul tema della crescita economica
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e sociale della Campania, sulla sostenibilità ambientale e sullo sviluppo urbano e territoriale indotto dalle sue attività. Il rapporto di collaborazione, previsto dalla Convenzione quadro, tra il gruppo CIS – Interporto Campano e l’Università riguarderà in generale le seguenti attività: collaborazione scientifica, supporto alla didattica e ricerca, consulenza e formazione. In particolare, la collaborazione scientifica si concretizzerà nello svolgimento di studi e ricerche congiunte su progetti specifici anche mediante la partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali e/o internazionali. Il supporto alla didattica consisterà nella possibilità di accesso per studenti, docenti e ricercatori dell’Università presso le strutture del distretto CIS – Interporto. Il CIS – Interporto e l’Università degli Studi di Napoli Federico II potranno valutare l’ipotesi di istituire e finanziare borse e premi di studio e assegni di ricerca, nonché a finanziare posti aggiuntivi di Dottorati con programmi di ricerca. Il primo passo concreto della convenzione è un contratto di ricerca, uno dei più rilevanti a livello scientifico degli ultimi anni, tra Interporto Campano e il Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti “L. Tocchetti” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, diretto dal Prof. Renato Lamberti. Il contratto è finalizzato alla realizzazione di una ricerca sul sistema di trasporto merci e logistica a scala Euro-Mediterranea; in particolare, lo studio intende supportare le attività di business di operatori di settore e quelle di pianificazione dei soggetti pubblici, attraverso lo sviluppo di metodi e modelli matematici avanzati per la simulazione del sistema di trasporto merci a livello regionale, nazionale ed internazionale per il bacino Euro-Mediterraneo. Tale ricerca, il cui responsabile scientifico è il Prof. Ennio Cascetta, è stata finanziata da Interporto Campano con duecentomila euro. Secondo Gaetano Manfredi, prorettore dell’Università “Uno degli assi
portanti della politica della Federico II è rappresentato da una forte sinergia tra pubblico e privato coinvolgendo le aziende sia nelle attività di ricerca che nelle attività di formazione. L’obiettivo è creare opportunità per i nostri giovani laureati ed occasioni di sviluppo per il territorio. E l’iniziativa finanziata dall’Interporto Campano rappresenta un efficace esempio di questa impostazione”. “Il rapporto di collaborazione tra il Gruppo CIS e l’Università Federico II, nasce dalla visione lluminante del Presidente Giovanni Punzo e del Rettore Massimo Marrelli. Visione che fornisce un concreto esempio di come sia possibile una sinergia reale ed efficace tra il mondo dell’impresa e dell’università a vantaggio della ricerca e dell’alta formazione”. ha dichiarato Guido Trombetti, Assessore regionale all’Università e alla Ricerca Scientifica. Il finanziamento di questo dottorato di ricerca è il segno di un impegno concreto e tangibile a sostegno di un centro di eccellenza italiano in campo universitario e rappresenta l’inizio di un rapporto strutturato con la Federico II. Con questa convenzione quadro secondo Giovanni Punzo, presidente del CIS – Interporto Campano – si realizza una sinergia indispensabile tra l’impresa e il mondo universitario. La ricerca e l’alta formazione sono elementi fondamentali per sviluppare competenze e conoscenze utili alla crescita delle imprese e allo sviluppo del territorio. “Il Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti “Luigi Tocchetti”
da me presieduto trae dalla Convenzione con Interporto Campano motivo di grande soddisfazione non solo per la possibilità offerta ai suoi ricercatori, che ricevono apprezzamento crescente in campo nazionale ed internazionale, di applicare sul campo i risultati delle proprie elaborazioni scientifiche, ma anche per la constatazione di essere attrattivo di risorse persino da una delle maggiori realtà produttive del territorio di competenza, che gli si affida per migliorare la produttività del suo business, a favore dell’intera economia campana e meridionale ed al servizio della funzione Euro-Mediterranea che è la principale sua prospettiva di sviluppo” ha dichiarato Lamberti. “Da anni la logistica è uno dei settori economici di punta della Campania, dove sono localizzate alcune strutture di eccellenza come il sistema integrato di Nola. Allo stesso tempo, il gruppo di ricerca sui sistemi logistici e sul trasporto delle merci del Dipartimento di Ingegneria dei Trasporti è un riferimento scientifico a livello internazionale, impegnato in diversi progetti di ricerca. Questa convenzione ci fornisce la opportunità di mettere a disposizione del nostro territorio il know-how acquisito e, al tempo stesso, di studiare in maggiore dettaglio le esigenze operative dell'intero comparto campano, con particolare riferimento ai temi della intermodalità e della logistica distributiva”, ha dichiarato il prof. Cascetta.
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Pesce Sostenibile per essere veri Amici del Mare a gestione delle acque del pianeta è un tema fondamentale che sta mettendo a dura prova i governi e le autorità di tutto il mondo. Nel mese di maggio gli Stati Membri dell’Unione Europea sono stati chiamati al tavolo della riforma della CFP (Common Fisheries Policy), un’urgenza dettata dal cattivo stato dei mari, saccheggiati anche a causa di politiche poco incisive e controlli non sufficienti. A Rio de Janeiro è in programma tra pochi giorni il summit mondiale sull’ambiente: uno dei punti più critici in agenda è proprio la gestione sostenibile degli oceani. Dal loro stato di salute dipende il destino dell’intera popolazione mondiale ma oggi molte specie marine sono a rischio di estinzione, la biodiversità è gravemente minacciata e le attività di pesca indiscriminata sono ancora troppo diffuse. Gli oceani coprono tre quarti della superficie terrestre e raccolgono il 97% di tutta l’acqua a disposizione sul pianeta. Il sostentamento di più di tre miliardi di persone dipende da risorse generate dal mare e dalla costa. Gli oceani ospitano oltre 200.000 specie viventi identificate. Le acque degli oceani assorbono il 30% dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, limitando gli effetti del riscaldamento globale. L’oceano è la maggior riserva di proteine esistente al mondo; per oltre due miliardi e mezzo di persone il mare rappresenta la fonte principale di cibo. L’industria ittica occupa circa 200 milioni di persone. Purtroppo il 40% della risorsa marina è in grave pericolo a causa di un’attività umana dissennata, dovuta a inquinamento, pesca indiscriminata, degradamento delle zone costiere (fonte UN). Le previsioni di scienziati e studiosi mettono in guardia da una prospettiva di impoverimento senza ritorno ma la situazione può cambiare e tutti possono contribuire a migliorare le cose, cominciando dall’acquisto consapevole dei prodotti ittici.
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Friend of the Sea Friend of the Sea (FOS) è un’ associazione non profit internazionale, con sede in Italia, che svolge attività di certificazione per i prodotti da pesca ed acquacoltura sostenibile. Il suo impegno è quello da una parte di motivare l’industria ad adottare metodi di pesca sostenibili e a generare prodotti che permettano di sfruttare le risorse dell’ambiente acquatico preservandone gli equilibri, dall’altra intende sensibilizzare il consumatore fornendogli gli strumenti per poter agire in maniera consapevole. Se è urgente che tutta l’industria ittica si responsabilizzi è altrettanto importante gatrasparenza rantire nell’informazione rivolta al consumatore, che ha diritto di conoscere quali prodotti provengano da attività di pesca controllate e a minore impatto ambientale. L’atto di acquistare diventa così una precisa espressione di volontà tradotta in comportamento sostenibile. Tutto ciò dopotutto, non significa altro che poter continuare a lungo a godere di
tutti i benefici che il mare ci può offrire. Le origini Creata nel 2006 da Paolo Bray, Friend Of the Sea nasce dal successo del progetto Dolphin-Safe Institute Island dell’Earth (www.earthisland.org), organizzazione internazionale con sede a San Francisco (USA), di cui Paolo Bray è Direttore in Europa. L’Earth Island Institute vanta un’esperienza quasi ventennale nella certificazione ambientale di prodotti ittici. In questi anni ha promosso il progetto Dolphin-Safe (per una pesca del tonno a salvaguardia dei mammiferi marini www.dolphinsafetuna. org) che ha visto il coinvolgimento di tutta l’industria mondiale del tonno e che ha prodotto un risultato straordinario: la riduzione fino al 98% della mortalità dei delfini e cioè circa 100.000 delfini salvati ogni anno, ovvero milioni dall’inizio del progetto. Sulla base dell’esperienza e dei risultati tangibili acquisiti nel corso di questo progetto Paolo Bray ha lanciato Friend of the Sea, uno schema di certificazione che garantisce sia i prodotti della pesca che quelli dell’acquacoltura, entrambi identificati dal medesimo logo. I criteri di certificazione cui fa riferimento per i metodi di produzione seguono le Linee Guida della FAO e rispondono a rigidi dettami di sostenibilità. I Requisiti di Certificazione Per i prodotti da acquacoltura vengono passate al vaglio: la qualità delle acque, i cui parametri devono rispettare una precisa normativa; la prevenzione delle fughe di pesce (viene stabilito un limite delle possibilità di fuga); viene accertato il non utilizzo di OGM ed ormoni della crescita; viene valutata la gestione dei rifiuti e l’impatto dei mangimi. L’auditor analizza inoltre l’impatto del sito produttivo sugli habitat critici (mangrovie, zone umide, ecc). Per la certificazione di prodotti della pesca, questi devono provenire da stock/popolazioni non sovrasfruttate (la valutazione si basa su precise indicazioni della FAO e degli organismi competenti) ed essere pescati con metodi selettivi che comportano
basso livello di prese accidentali e di scarti, e inoltre non devono danneggiare il fondale. Le aziende produttrici vengono sottoposte ad audit anche in termini di responsabilità sociale nei confronti dei propri operatori e dei dipendenti degli impianti di trasformazione e viene valutato anche l’aspetto “efficienza energetica”. Audit Indipendenti Enti di certificazione internazionale, come Bureau Veritas, CSQA, RINA ed SGS verificano in maniera indipendente, attraverso ispezioni in loco, la conformità ai criteri di certificazione sostenibile Friend of the Sea. Sempre più richiesta sia in Italia che all’estero, la certificazione di parte terza, effettuata cioè da soggetti indipendenti, è ormai considerata pratica fondamentale per conferire credibilità alle procedure di analisi. Solo così si dà evidenza agli occhi dei clienti e del consumatore finale, della sostenibilità ambientale di quei prodotti ittici pescati o allevati. Le aziende e i prodotti certificati Oltre 250 aziende di produzione e distribuzione in 50 Paesi nel mondo si sono rivolte a FOS per la valutazione della sostenibilità dei loro proed artigianali Flotte dotti. industriali, piccoli e grandi impianti di acquacoltura nei cinque continenti sono stati ad oggi auditati e, se conformi ai requisiti, certificati Friend of the Sea. Il 40% circa delle produzioni e degli stock sottoposti a valutazione non ha passato il test e, ad oggi, sono disponibili sui mercati internazionali oltre 70 specie diverse con il bollino Friend of the Sea. Tra le aziende con prodotti certificati, alcuni nomi importanti nel mondo della produzione ittica e Omega-3 internazionale sono: Omega Protein, Marine Harvest, Norway Prawns, Calvo, Frinsa, Toralla, Gomes da Costa, Seacold, Clean Seas, Raptis. Fra i produttori italiani certificati vi sono: Agroittica Lombarda (principale produttore da caviale di mondiale
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Friend of the Sea ricorda l'importanza di preferire prodotti ittici sostenibili storione allevato); Astro (trote del Trentino); Caviale Srl (Caviale); Delicius (acciughe); COAM (marchio Scandia, salmone); Fjord (salmone da Scozia e Norvegia); Generale Conserve (marchio As do Mar di tonno e sgombro); L’Isola d’oro (acciughe); Panapesca (vongole e surgelati vari); Rizzoli Emanuelli (sgombro e sardine); Società Agricola Sterpo (trote). Da alcuni anni anche la GDO ha cominciato a recepire il messaggio richiedendo gli audit Friend of the Sea per i propri prodotti privatelabel. In Italia parliamo di Coop, Conad ed Esselunga, all’estero di Al Campo (Gruppo Auchan), Aldi, Dia (Gruppo Carrefour), Lidl, Metro, Waitrose, Cold Storage e Great Food Hall a Singapore e in Cina. Commento del Fondatore e Direttore “Auspichiamo che il consumatore si affidi sempre più alla certificazione Friend of the Sea al momento dell’acquisto”, commenta Paolo Bray direttore di Friend of the Sea “Le aziende produttrici italiane ed estere sarebbero a maggior ragione più attente nel selezionare i fornitori in base alle garanzie di sostenibilità e i cittadini contribuirebbero attivamente a salvaguardare l’ambiente marino. Tutti insieme si può fare molto…parola di un amico del mare”.
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ìUna simile disposizione – ha sottolineato Gallanti – non inciderà negativamente sul traffico dei forestali. Gli accosti 43,44 e 45 dell’Alto Fondale rimarranno per il momento in uso ai traffici della cellulosa, perlomeno sino a che non sarà resa operativa la sponda nord del
Molo Italia». Gli accosti dedicati al traffico forestale copriranno invece un’area vasta che va dalla radice dell’Alto Fondale alla sponda sud della Darsena Ugione, comprendendo tutto il Molo Italia e la Calata del Magnale. Così come per la cellulosa, anche per le autostrade del mare – il principale traffico dello scalo labronico – viene prevista una concentrazione di Ro/Ro, Trailers e auto nuove nelle aree del porto industriale della darsena Inghirami, della calata Bengasi, e della prima metà della sponda ovest del Canale industriale, sino al limite delle aree in concessione a Sintermar. In alternativa se ne prevede lo spostamento alla Piattaforma
Europa, una volta che sarà stata realizzata. E il verbo “terminalizzare” è la parola d’ordine usata anche per il multipurpose, che rimarrà sulla sponda est della darsena Toscana, collegandovi però le aree di proprietà di FS, il terminal Paduletta e la parte terminale della sponda ovest della darsena toscana a partire dal dente di attracco poppiero. Risolta anche la questione della collocazione del traffico delle rinfuse solide, che dalla Calata Orlando verrà spostato nella parte più interna della sponda est della Darsena Toscana. Nel Prp riveste un ruolo fondamentale anche il porto della Cantieristica, che verrà sviluppato con il cantiere Benetti
per i grandi Yacht e il consolidamento dei piccoli cantieri in Darsena Pisa e Calafati, in attesa di una soluzione alternativa (probabile vengano sposati lungo la Calata del Magnale, nelle aree Enel). In attesa che gli enti locali e governativi si pronuncino sulla questione della destinazione d’uso dell’area dei bacini, rimane aperta la possibilità di una ripresa del settore delle riparazioni navali, tema sul quale il precedente Comitato Portuale aveva dato mandato al presidente dell’authority di approfondire, d’intesa con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, gli aspetti di criticità evidenziati dall’ultimo studio del Rina.
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