Page 1

39

18 | IX | 09

numero

»

L’appuntamento del venerdì

REPORTAGE - CICLISMO

Gli arrotini, dalla pazzia alla saggezza AGORÀ

Corriere del Ticino

- Medici e industria | ARTI - Luigi De Filippo | TENDENZE - Videogiochi

laRegioneTicino

Tessiner Zeitung

CHF 3.-

con Teleradio dal 20 al 26 settembre


Exxtra Kommunikation MGB www.migros.ch

30

NO AN ER RM FA

L’ energia della natura sempre a portata di mano.


numero 39 18 settembre 2009

Agorà Medici e industria, tra collaborazione e dipendenza Arti Luigi De Filippo. E piammoce st’eredità

Impressum Tiratura controllata 90’606 copie (73’723 dal 4.9.2009)

Chiusura redazionale Venerdì 11 settembre

Luoghi Milano. La città che sale Vitae Fabio Pusterla

DI

DI

DI

DI

STEFANO GUERRA

...........

MARISA GORZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

ALESSANDRO TABACCHI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

FABIANA TESTORI

................................................................

Reportage Gli arrotini, dalla pazzia alla saggezza

DI

P. GALLI; FOTO DI R. KHATIR

.......

4 6 8

10 35

Editore

Teleradio 7 SA Muzzano

Tendenze Videogiochi. Avanti tutta

DI

ULRICO GONZATO

.......................................

Direttore editoriale Peter Keller

Redattore responsabile

Astri / Giochi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

40 43

Fabio Martini

Coredattore

Giancarlo Fornasier

Photo editor Reza Khatir

Amministrazione via San Gottardo 50 6900 Massagno tel. 091 922 38 00 fax 091 922 38 12

Direzione, redazione, composizione e stampa Società Editrice CdT SA via Industria CH - 6933 Muzzano tel. 091 960 31 31 fax 091 968 27 58 ticino7@cdt.ch www.ticino7.ch

Stampa

(carta patinata) Salvioni arti grafiche SA Bellinzona TBS, La Buona Stampa SA Pregassona

Pubblicità

Publicitas Publimag AG Mürtschenstrasse 39 Postfach 8010 Zürich Tel. +41 44 250 31 31 Fax +41 44 250 31 32 service.zh@publimag.ch www.publimag.ch

Annunci locali

Publicitas Lugano tel. 091 910 35 65 fax 091 910 35 49 lugano@publicitas.ch Publicitas Bellinzona tel. 091 821 42 00 fax 091 821 42 01 bellinzona@publicitas.ch Publicitas Chiasso tel. 091 695 11 00 fax 091 695 11 04 chiasso@publicitas.ch Publicitas Locarno tel. 091 759 67 00 fax 091 759 67 06 locarno@publicitas.ch

In copertina

“30 saggi arrotini”: in sella! Fotografia di Reza Khatir

Libero pensiero

Cari lettori, riceviamo la seguente lettera che pubblichiamo con piacere a commento dell’articolo di Mariella Dal Farra “La perdita dei sensi” comparso su Ticinosette n. 32 in data 31 luglio 2009. Cordialmente, la Redazione Caro direttore, In un’uscita dello scorso mese di agosto il vostro settimanale aveva dedicato un articolo alla comparsa come funghi (la stagione è quella buona) di centri di “massaggio”. Se non mi sbaglio la giornalista prendeva in considerazione quello che avviene nell’area urbana milanese ma, dopo averlo letto quell’articolo, mi sono reso conto di come questo fenomeno è presente anche in Ticino. Per la verità io abito nella provincia di Varese dove l’apertura di fantomatici massaggiatori è molto evidente, con insegne sopra misteriose vetrine e decine di inserzioni sui giornali che naturalmente cercano di catturare l’attenzione. Ma siccome mi reco più volte alla settimana a Lugano e Locarno per lavoro, mi è sembrato che anche da voi “farsi massaggiare” piace e anche parecchio, come la presenza sulla stampa e in rete di molti professionisti del ramo mi sembra che dimostri. Quello che veniva detto nell’articolo secondo me è assolutamente condivisibile: il nostro modello di società, le abitudini e in generale tutte le tecnologie che prima ci hanno venduto e che ora ci stanno sommergendo ci allontanano in modo impressionante dal contatto con le perso-

ne e, io credo, anche da noi stessi. Proprio per lavoro mi succede di vedere anche 10-12 clienti al giorno e una cosa mi impressiona molto: la fretta e la mancanza di capacità (o la volontà) di comunicare che molte persone hanno. Sarà una banalità, ma tutti hanno fretta e, anche se sono molti anni che faccio questo lavoro, continuo a fare un’enorme fatica a capire le ragioni di tutto questo bisogno di velocità. Che poi fa rima con incapacità di ascoltare e di capire quello che l’altro ti sta dicendo. E allora devi ripetere, ma farlo velocemente per non far perdere tempo a chi ti sta di fronte. Tanto che alla fine non sai bene se sei tu che non ti spieghi o se sono gli altri che proprio non ti vogliono ascoltare. Io credo che all’origine c’è un errore di fondo: oggi molti confondono le nuove tecnologie con la vita di tutti i giorni, non tanto nell’uso dei telefonini tuttofare o dei mini-computer, ma a livello di comunicazione. Come dire che scrivere un messaggio in Internet o parlare con qualcuno sia la stessa identica cosa: e allora la gente ti parla e non ti guarda in faccia, rispondi e sembra che non “hanno ricevuto il messaggio”, evitano di esporsi, hanno timore di mostrarsi e dirti con onestà quello che pensano. Non mi meraviglia che alla fine della giornata molte persone ricerchino quel po’ di umanità e “calore umano” in un centro massaggi, di qualunque tipo esso sia. E naturalmente pagano, almeno hanno quello che vogliono. Un caro saluto, R.B (Arcisate, VA)


Medici e industria, tra collaborazione e dipendenza

4

»

Agorà

“Una situazione diventata a tratti oscura”, “una relazione di dipendenza”. Con queste parole l’allora vicepresidente dell’Accademia svizzera delle scienze mediche (Assm) e un membro del comitato centrale della Federazione dei medici svizzeri (Fmh) descrivevano alcuni anni fa i rapporti tra medici e industria farmaceutica in Svizzera. Oggi a che punto siamo? Ne parliamo con Hermann Amstad, segretario generale dell’Assm

S

ponsorizzazione esclusiva, inviti a conferenzieri compiacenti, temi scelti in funzione della gamma di prodotti che l’industria vuole lanciare (o mantenere) sul mercato. Nemmeno in Svizzera i medici sono immuni dalle strategie di marketing delle case farmaceutiche. Uno dei settori più esposti è quello della formazione continua, colonizzato dall’industria che ne finanzia e organizza buona parte dei corsi. La situazione preoccupa l’Accademia svizzera delle scienze mediche (Assm). Nel primo rapporto di attività, la sua commissione consultiva incaricata di vigilare sull’applicazione delle direttive “Collaborazione corpo medico-industria” sottolineava che “al di là della questione del riconoscimento dei corsi di formazione, si pone la questione della qualità: (...) alle manifestazioni organizzate dall’industria farmaceutica manca la ponderazione necessaria” ed esse “non soddisfano le esigenze di qualità che si aspettano medici dallo spirito critico”1. Formazione, ma anche ricerca clinica e accettazione di vantaggi pecuniari o in natura. Sono i tre ambiti nei quali la collaborazione tra medici e industria – che è “nell’interesse della buona medicina e concorre spesso alla promozione del sapere” – “può dar luogo a conflitti di interessi e dipendenze, addirittura a conflitti con la legge”, si legge nel preambolo delle direttive dell’Assm 2. Pubblicate nel 2002 sotto forma di “raccomanda-

zioni” e nel frattempo diventate parte integrante del codice deontologico della Fmh, queste disposizioni fissano una serie di paletti che dovrebbero aiutare i medici ad affrontare “un problema deontologico di primaria importanza”. Una questione etica dalle conseguenze concrete sui pazienti, come ricordava un editoriale del British Medical Journal (titolo: “No more free lunches”, “Basta pranzi gratuiti”) citato nel preambolo del documento dell’Assm: “è sempre più evidente che i comportamenti prescrittivi dei medici sono influenzati dalle case farmaceutiche, sia attraverso le discussioni con i rappresentanti, sia tramite campagne vendita travestite da attività di formazione medica”. Dei rapporti tra medici e industria in Svizzera Ticinosette ha parlato con Hermann Amstad, medico e segretario generale dell’Assm. Hermann Amstad, cosa ha spinto l’Assm nel 2002 a pubblicare delle “raccomandazioni” riguardanti i rapporti tra corpo medico e industria? Avevamo l’impressione che certi comportamenti o pratiche avessero ormai preso piede nella professione medica, finendo con l’essere considerati “normali”. All’inizio ci è sembrato che fosse necessaria una certa presa di coscienza rispetto a questo problema. Per questo abbiamo cominciato con delle “raccomandazioni”.


Inizialmente le reazioni sono state abbastanza impetuose. Sentendosi messi sotto pressione da un punto di vista finanziario, soprattutto a causa dell’entrata in vigore del Tarmed nel 2003, alcuni di loro avevano l’impressione che le direttive avrebbero potuto accrescere questa pressione, facendo lievitare i costi della formazione continua; altri le consideravano semplicemente inutili. Ma in seguito le direttive sono state pubblicate e anche la Fmh le ha fatte proprie. Oggi, a due anni dalla creazione della Commissione consultiva incaricata di facilitare l’applicazione delle direttive, quale idea ha della relazione tra i medici e l’industria in Svizzera? La questione ormai è diventata oggetto di dibattito pubblico. Allo stesso tempo, le società di disciplina medica vedono in modo differenziato le direttive: alcune vi si riferiscono in maniera assolutamente chiara; altre, pur menzionandole, non le rispettano proprio alla lettera... Soprattutto nel settore della formazione continua, dove constatiamo in diversi casi che i criteri fissati per il riconoscimento dei corsi non sono soddisfatti. Vorrei sottoline-

are qui che nessuno contesta il diritto dell’industria di fare del marketing; l’importante è che determinate attività che essa finanzia o organizza non passino più come sessioni di formazione continua dei medici. A mio avviso, a medio termine quest’ultima dovrebbe diventare indipendente rispetto all’industria. Non sarà facile, perché si tratta di sconfiggere abitudini ormai radicate. Intanto, per cominciare, in autunno partirà una campagna di sensibilizzazione da parte della nostra commissione consultiva: con una serie di articoli nel Bollettino dei medici svizzeri cercheremo tra l’altro di far capire quali sono le questioni centrali e in che modo tali questioni sono regolate in altri paesi dove il dibattito è un po’ più avanzato che qui da noi.

» di Stefano Guerra

Poi però, un paio di anni dopo, queste raccomandazioni sono state trasformate in “direttive”. Per quali ragioni? I problemi non erano diminuiti e si presentavano in vari ambiti. La ricerca clinica era (e continua a essere) finanziata in buona parte dall’industria farmaceutica. E conosciamo il rischio che i risultati del lavoro di un ricercatore finanziato dall’industria vengano influenzati. Del resto, diversi studi hanno mostrato come di regola i risultati delle ricerche sui medicamenti sponsorizzate dall’industria siano spesso migliori di quelli pubblicati da ricercatori indipendenti. Inoltre, nell’ambito della formazione, e in particolare in quello della formazione continua, i medici si erano in un certo senso abituati al fatto che essa fosse finanziata o organizzata dall’industria. Qui il problema, per esempio, è che una casa farmaceutica sponsorizza un corso su una terapia che ha interesse a promuovere, senza presentare le possibili alternative, col rischio che i pazienti alla fine non ricevano il trattamento più adeguato. Come hanno reagito i medici alla pubblicazione delle direttive?

“Je m’inscris au cours de formation continue. Je suis végétarien”, Bulletin des médecins suisses, 89 (35), 2008, pp. 1490–1492, www.saez.ch

1

“Collaboration corps médical-industrie. Directives de l’Académie Suisse des Sciences Médicales”, Bulletin des médecins suisses, 87 (5), 2006, pp. 177–183, www.saez.ch

2

Approfittatene ora! Samsung S5230

CHF

0.–

*

Radio e lettore MP3 Fotocamera 3.2 MP

Full touchscreen

Disponibile presso: * Offerta valida alla stipula di un abbonamento yallo (CHF 25.–/mese) per 12 mesi. Escl. carta SIM a CHF 40.–. Maggiori informazioni e tutti i prezzi sul sito www.yallo.ch

Prezzo senza abbonamento CHF 349.–


E piammoce st’ eredità!

6

»

Arti

nisce. “Il mio teatro è quello dei De Filippo forgiato su una società di quartiere, sulla vita in famiglia, sempre combattuta tra affetti sinceri e altrettante sincere antipatie, contraddizioni e disavventure. La fatica del vivere quotidiano da raccontare con un indulgente sorriso”. Ma torniamo alla commedia, scritta nel 1942 da Eduardo, e che fu uno dei più clamorosi successi dei celebri fratelli, primi e irripetibili interpreti. Ispirandosi alla lezione del passato glorioso, Luigi torna a farla risplendere con la sua personale e umanissima interpretazione. E se la cittadina ligure ne ha varato il debutto, dal mese di ottobre la compagnia la porterà in una lunga tournée nelle principali città italiane. Arriverà in Svizzera? “Il programma la contempla per l’anno prossimo”. Comunque la fortuna con “la effe maiuscola” è quella inattesa che capita a Giovanni, il protagonista, un pover’uomo perseguitato da un destino avverso e beffardo che vede illuminare la sua vita misera da una eredità giunta da un parente emigrato molti anni prima in America. Lascito che ha però la condizione di spettare per intero al poveretto solo se non ha figli. In caso contrario, la ricca eredità andrà appunto L’attore e autore teatrale Luigi De Filippo alla prole. Giovanni (naturalmente Luigi), del tutto ignaro e costrettovi dalla miseria, ha appena riconosciuto un figlio (in effetti Che sorride sornione e com- e coinvolgente. Mi trovo tra non suo) allettato da un modesto compenpiaciuto per gli applausi ca- il pubblico e colgo così senso per liberarsi da qualche debito. E così, lorosi. Calato il sipario sulla sazioni ed elogi nei confronti da questo impedimento (risolto alla fine prima di La fortuna con la dell’attore-regista e della sua in modo imprevedibile) nascono gli equieffe maiuscola, si trattiene affiatata compagnia. voci e le disavventure tragicomiche della sul palco per ringraziare il Gustoso anche l’inaspettato commedia, metafora pubblico e gli organizzatori del Festival Teatrale di Borgio “L’amore, la gelosia, l’invidia, la voglia di di una società che si trasforma. Verezzi dedicato, nell’estate potere, grandi aspirazioni e piccole ripicche Difatti se costumi, amappena trascorsa, a Napoli e sono sentimenti che abitano nel cuore di tutti. bientazioni, atmosfere alla sua cultura. Chi meglio di lui, figlio di Come da costume e retaggio di famiglia amo sono quelle dei diffiPeppino e nipote di Eduar- portarli sulla scena tanto per fare teatro delle cili e “affamati” anni Cinquanta (il povero do, poteva esprimere la emozioni più genuine. È il nostro Teatro...”. Giovanni ha sempre grande tradizione teatrale una fame arretrata), partenopea, ricca di accenti Parola di Luigi De Filippo… Luigi De Filippo lascia umoristici e umani? Capace intravvedere le difficoltà e i tempi di crisi di indurre sincere risate ma dopo-teatro improvvisato dal in cui oggi viviamo. Preziosa caratteristica anche di far pensare? Ed è grande interprete alternando di questo teatro è l’umorismo che rappredifatti un susseguirsi di emo- il racconto di aneddoti alla senta la parte agra e amara di una comicità zioni, mentre una partecipa- declamazione di sue poesie, o tutta napoletana che diverte e appassiona zione autentica serpeggia tra meglio “pensieri intervallati ironizzando sui nostri peccati veniali e non la platea durante le oltre due qua e là da punti e virgole”, solo. Insomma, rileggendo il passato l’artiore dello spettacolo intenso come spiritosamente le defi-


dare risalto e dignità al ruolo della donna”. Maestro, epicentro della commedia in cartellone è una grossa eredità. Considera un lascito il patrimonio culturale e d’esperienza della sua illustre famiglia? “Certo, come avrà notato io parlo sempre del «nostro» teatro, la famiglia De Filippo calca la scena da centocinquanta anni. A questo proposito vorrei citare un piccolo episodio. Nel 1954, in occasione della prima della commedia Miseria e Nobiltà a Roma, recitata da zio Eduardo, venne ad applaudire lo spettacolo pure Anna Magnani. Io, allora giovane attore di belle speranze, le fui presentato. La Magnani mi osservò incuriosita e mi disse: «Sei simpatico come quell’impunito de’ tu padre. Metà del successo ce l’hai già in tasca. Te manca l’altra metà. Datte da fa’!». Ho ereditato molto ma mi sono pure dato molto da fare”. E a proposito della sua attività letteraria? “Ho sempre amato, oltre che recitare, scrivere per il teatro.

Dvd

Le commedie di Eduardo De Filippo In un cofanetto di 14 Dvd le 12 commedie di Eduardo De Filippo in versione Collector’s edition. Da “Chi è più felice di me” (1964) a “Napoli milionaria” (1962), da “Uomo e galantuomo” (1975) a “Le voci dentro” (1978).

Libri

Anna Barsotti Eduardo drammaturgo (fra mondo del teatro e teatro del mondo) Bulzoni, 1995 Un volume indispensabile per approfondire e comprendere l’essenza di uno dei maggiori drammaturgi italiani.

Ho scritto una decina di commedie tanto da definirmi autore per vocazione e attore per necessità. Avevo 24 anni quando creai la prima e la consegnai in lettura a mio padre per avere un parere. La commedia si intitolava Fatti nostri e raccontava tre storie d’amore. Solo dopo un paio di giorni trovai sulla mia scrivania un biglietto che diceva: «Caro Luigi, la tua è una bella commedia. Vorrei averla scritta io. Papà». Pensai di aver superato l’esame di laurea. Più tardi capii che quello era solo il primo gradino di una scala lunga e faticosa!”.

seat.ch

Dovunque si trovi. SEAT Service®.

Enjoy the road.

Ispezione e manutenzione

Rete di compe- Servizio a tenti partner di domicilio servizio

Ricambi e accessori originali

2 anni di garanzia del costruttore

Assicurazione Estensione Finanziamento 6/12 anni di 3 anni di della garanzia e assicuragaranzia sulla garanzia sulla di mobilità Totalmobil! LifeTime zione vernice carrozzeria

» di Marisa Gorza

sta non manca di sottolineare l’amarezza di una città e anche di un intero paese che ha perso molto della sua matrice solare per naufragare in un deserto di superficialità e avidità. La commedia stessa è un campionario di variegata umanità, recitata con grande efficacia di battute, silenzi, mimica, motteggi a cominciare da Giovanni, per continuare con Cristina, moglie docile e rassegnata, interpretata dalla spassosa Stefania Ventura, e poi la “fedifraga” Amalia espressa dalla presenza scenica e dalla bellezza tipica di Marianna Mercurio. A ogni modo mi aspetta un altro incontro con il maestro Luigi De Filippo, che per un caso fortunato alloggia nel mio stesso albergo, con sua moglie Maria Laura di Monterosi e lo staff al completo. Naturalmente ne approfitto per alcune domande in uno stile più ravvicinato... Sto parlando con Giovanni o con Luigi? “Con Luigi, anche se in me c’è molto di Giovanni”. Forse nel guizzo tutto partenopeo di risolvere inaspettatamente ciò che sembra irrisolvibile? “Giovanni difatti non si arrende e io ho sempre fatto altrettanto”. Se me lo permette in Giovanni c’è un bonario e magari ignaro maschilismo. Anche lei è un maschilista? “A dire il vero potrei essere definito «femminista» poiché i personaggi femminili delle nostre commedie vengono scelti per


La città che sale

Libri

Antonino Terranova e Gianpaola Spirito Nuovi giganti White Star, 2008 Scritto da esperti in architettura riconosciuti a livello internazionale, ricco di immagini, il volume ripercorre la storia e l’evoluzione dei più moderni capolavori dell’ingegneria edile analizzando 31 famosi grattacieli.

Internet

www.milanoexpo-2015.com Il sito ufficiale presenta la storia, le motivazioni, le ricadute economiche, gli eventi che già sono in corso sull’Esposizione mondiale milanese. Con ricostruzioni urbanistiche di quella che sarà la Milano del 2015.

Uno dei grattacieli in costruzione a Milano nell’area della ex Fiera

8

si staglierà con le sue guglie di vetro e acciaio sullo sfondo delle Grigne. Settecento metri più a nord, il nuovo palazzo della Regione ha già superato l’altezza del Pirellone e cresce di giorno in giorno malato di verticalità. Alle porte di Milano, per lo spavento di chi in città giunga da Genova e dalla A7 il nuovo complesso di MilanoFiori sembra un casermone del KGB sul quale siano stati gettate schegge di vetro all’impazzata. Nel bene e nel male, Milano è ritornata a essere “la città che sale”. In certi momenti, scorgendo i colossi in crescita, è come se sentissi nell’aria l’eccitazione per la novità, ma bastano pochi minuti di fila a un semaforo per risprofondare nella realtà fatta di ingorghi, cemento, PM10, rumori e un sempre più diffuso anonimato, estetico, sociale e culturale. E allora inevitabile sorge la domanda: cosa resterà di questa ubriacatura urbanistica dopo il prossimo Expo del 2015? Un’idea è possibile farsela viaggiando di sera o di notte nelle strade deserte del nuovo quartiere Bicocca. Nelle vie lunghissime, luminose ma vuote di passanti, intersecatisi ad angolo retto in incroci privi di negozi o caffè, nella grandiosità e Milano attende il 2015, l’anno dell’Expo. ipertrofia mussoliniane Un’occasione unica per mostrare al mondo la degli edifici dell’Unicittà meneghina, la sua storia e la sua mo- versità e delle unità abitative, concepite nel dernità. O ciò che viene venduto per tale culto dell’angolo retto e della freddezza formale, nella piazza deserta qualcun’altro “i grattacieli di davanti alla facciata di vetro del Teatro degli Porta Nuova”, altri ancora Arcimboldi, possiamo immaginare il futuro “il buco riempito”. Tutti codi Milano: vetrina dell’architettura di giorno, munque sono in attesa, chi ma spazio deserto la sera, quando le serrande religiosa, chi trepidante, chi sono state abbassate e i businessman rintanaterrorizzata, di vedere questa ti nelle loro tranquille villette in Brianza. sorta di Dubai lombarda che ormai: sto parlando della sacra trinità (i credenti non me ne vogliano…) dell’edilizia meneghina, “l’alto, lo storto e il curvo”, quei tre colossi che dovrebbero divenire il nuovo riferimento della skyline milanese. Tre esercizi di stile alti duecento metri in mezzo a una selva di nuove unità abitative very chic e very shock. Tutti li odiano, pochi li amano. Ma in fondo in fondo, tutti si aspettano di vedere che aspetto avranno concretamente. Stesso discorso per l’area di fronte alla stazione di Porta Garibaldi, dove sta sorgendo quello che nel 2013, se i tempi verranno rispettati, sarà il più grande urban cluster di grattacieli in Italia: qualcuno chiama questo spazio (ancora virtuale, oggi pieno di gru) “Città della moda”,

» di Alessandro Tabacchi

Luoghi

quel formidabile dipinto del 1910 di Umberto Boccioni intitolato La città che sale? Un vero inno futurista alla forza creatrice del lavoro edile: sullo fondo operai intenti a edificare una città nuova, in un tripudio di impalcature e case popolari, a centro scena un cavallo sgroppante color del fuoco guidato da un cavaliere appena abbozzato, animale da lavoro e al tempo stesso simbolo della forza inesauribile del progresso. Un tripudio di energia, che mostra però immediatamente anche il suo lato oscuro: in un nonnulla il capomastro in sella si trasforma nel cavaliere dell’Apocalisse venuto a sferzare i minuscoli operai e aggiogarli sotto il peso delle sue frustate. Orbene, quel dipinto mi giunge sempre alla memoria quando mi trovo a passare a piedi o in auto davanti a quella “Nuova Milano” che in mille punti diversi della città sta sorgendo a grande velocità. Dopo mesi di demolizioni e movimenti di terra in stile sovietico, l’area della ex Fiera si sta apprestando a diventare uno dei più “strambi” conciliaboli di grattacieli del mondo. Li conoscete tutti

»

Ricordate


» di Nicoletta Barazzoni

L’animale guida di Tommaso Soldini è un romanzo in cui si intrecciano quattro storie di cui la prima ambientata sullo sfondo di una New York post 11 settembre. L’autore traccia una geografia dei sentimenti in cui la posta in gioco non è rappresentata dalle macerie delle torri abbattute ma da un presente che riemerge con forza. Lo scrittore ci aiuta a scorgere le instabilità emotive di personaggi incastonati nelle nevrosi urbane, con i loro profili spersonalizzati tra affari e finanza, confusi nel cinismo di un materialismo sfrenato. Un impiegato assicurativo, un ebreo proprietario di un negozio di preziosi, un tecnico informatico, un agente di viaggio, un’esperta in storia dell’arte. Personaggi che seguono istintivamente il loro “animale guida”, sopraffatti dal gioco d’azzardo e dalle ossessioni cementificate tra i palazzi e le pareti domestiche. Il racconto centrale è il più gravido nel descrivere la relazione infelice tra Debra e Vittorio, una storia che si frantuma per le abitudini mortifere di lui che invece di avere una vita mondana, degli amici si era fossilizzato, smistando la vita e il destino come se fossero una vuoto a perdere. Debra lo lascia nell’immobilità quando incontra Paolo che si riconosce nei suoi occhi che erano stati casti contro la loro volontà, che non avevano potuto sprigionare femminilità e decisione, dolcezza e confusione. Sono belle le parole, sono belli i contorni che il romanzo affronta con intuizioni ed emozioni segnate dalla dipendenza da qualcuno o da qualche cosa. Poi c’è l’implacabile sentenza dello specchio che riflette la consapevolezza che il bello non è ricerca disperata nel continuo confronto fra le proprie possibilità e quello che il mondo ci offre e consiglia. Soldini si affida a una scrittura densamente poetica per descrivere una società frammentata in quattro realtà che non si contraddicono nell’esprimere le fragilità e le insicurezze. Dalle altitudini alle profondità del vivere il romanzo scava tra le ipocrisie dell’uomo metropolitano, sostenute da metafore e similitudini che accomunano i grandi centri abitati con il polmone verde di un paesino di montagna. Nel racconto finale, infatti, lo scrittore ambienta una vita di coppia che si consuma nei nostri piccoli quartieri e nelle vicine vallate alpine.

»

Abbiamo letto per voi

Tommaso Soldini L’animale guida Casagrande, 2009

PETTI DI POLLO CON CONTORNO DI PATATE E BANANE PER 4 PERSONE

1 banana* , 1 scalogno, 2 – 3 cucchiaini di curry rosso in pasta, 2 dl di latte di cocco, 2 dl di brodo vegetale, 500 g di patate, 4 petti di pollo, 1 cucchiaio di olio di colza, 2 cucchiai di miele*, 2 cucchiai di salsa di soia, 2 – 3 cucchiai di succo di limetta, sale, pepe nero* macinato grosso 1

Dimezzate la banana con la buccia. Mettetene da parte una metà, sbucciate e affettate l’altra. Pelate e tritate lo scalogno.

2

Senza aggiungere grassi, fate rosolare brevemente le rondelle di banana, lo scalogno e la pasta al curry. Bagnate con latte di cocco e brodo vegetale, coprite e fate cuocere per 5 minuti.

3

Pelate le patate e tagliatele a pezzi di 1 cm. Aggiungetele alla salsa di cocco e fatele cuocere.

4

Salate e pepate i petti di pollo. Fate arrostire nell’olio di colza per 4 – 6 minuti su entrambi i lati. Mischiate miele e salsa di soia e spennellate i petti di pollo a fine cottura. Togliete la padella dal fuoco, copritela con un foglio di alu e lasciate riposare per 10 minuti.

5

Pelate e affettate l’altra metà della banana e aggiungetela alle patate, assieme al succo di limetta. Riscaldate ancora bene e insaporite con sale e pepe.

6

Prima di servire, tagliate i petti di pollo a fettine; ponetele sulle patate e bagnatele con il fondo di cottura del pollo.

* da commercio equo

Un’idea della famosa cuoca Florina Manz

Altre ricette e un grande concorso sul sito:

www.maxhavelaar.ch


» testimonianza raccolta da Fabiana Testori; fotografia di Igor Ponti

10

che chi vuole scrivere – o fare qualunque altra cosa –, deve fin da subito allargare i propri orizzonti, fare un bagno di umiltà, perché in Ticino è facile diventare famosi, ma si tratta di una fama davvero su piccola scala. Non credo di poter dire che la regionalità sia stata per me così importante. È stata importante alla pari di qualsiasi altra situazione in cui mi fossi trovato a vivere, anche se naturalmente il Ticino è il luogo in cui risiedo e opero e in cui vivo maggiormente le mie esperienze. No, non avrei mai immaginato che un giorno sarei stato considerato uno dei più inteUna passione scaturita in adolescenza, ressanti poeti contemporanei gli studi in lettere, le prime pubblicazioni di lingua italiana. Razionale poi il successo. Fabio Pusterla racconta mente mi rendo conto che le mie opere vengono lette di sé e della poesia in diversi paesi, ma è sempre una sorpresa quando incappo migliori per lo studio della in un mio libro al di fuori dalla Svizzera. letteratura, scoprii autori che Recentemente, per le Edizioni Einaudi è usciignoravo, scrittori minori, di ta un’antologia generale di quello che ho secoli lontani ed è stato un scritto e quando mi sono arrivate, mesi fa, le po’ uno shock. Durante gli bozze, ho avvertito una specie di turbamento, studi non ho più scritto, ho ero davvero emozionato. Non è una cosa che ricominciato una volta laureho cercato, è arrivata così, e lo stesso discorso ato e da quel momento non vale per quando si viene tradotti, che in un ho più smesso. certo senso è un fatto ancora più misterioso: Come mai ho deciso di scril’idea che un tuo libro venga pubblicato in vere poesie e non prosa? C’è una lingua a te sconosciuta è sorprendenuna risposta facile, forse banate. Esistono due miei libri tradotti in serbole. Qualcuno sostiene che croato e spesso mi chiedo che cosa si provi la prosa narrativa si fonda a leggerli. Che un romanzo venga tradotto è soprattutto su una dimensionormale, comprensibile, ma il fatto che lo sia ne orizzontale, scorre, racla poesia è davvero incredibile, un po’ perché conta, e così facendo percorre presenta difficoltà particolari a livello espresil mondo, qualche volta lo sivo e stilistico, un po’ perché oggi la poesia ricrea. Diversamente la poeha un ruolo di apparente marginalità. sia, o quello che oggi chiamiaSì, perché a prima vista la poesia non serve mo tale, cioè la poesia lirica a nulla, relegata com’è negli angolini delle degli ultimi due secoli, si basa librerie, a un passo dagli hobby più strani… piuttosto su una dimensione e invece, nonostante questa marginalità, ha verticale, come una trivella un suo pubblico affezionato. Sui quotidiani che scava in profondità. Perla poesia non esiste, si parla d’altro, si scrive sonalmente mi pareva che la un pochino di narrativa e poi gli spettacoli, poesia rappresentasse meglio gli eventi ecc… ma in realtà ha una circolal’esperienza umana che mi zione anche quantitativamente non indiffeinteressava cogliere. rente. Certo non vende come Stephen King Che valore ha avuto esseo come Harry Potter, ma gode di un pubblico re ticinese per i miei scritti? attento anche se disperso. Una specie di tam Quando ho cominciato a pubtam underground fa sì che si diffonda. Perché blicare ho assunto una posileggendo la poesia, almeno una volta nella zione molto polemica verso vita capita di essere trafitti da un’immagine, chi metteva troppo in risalto da un grumo di parole che ci rivela qualcosa la regionalità o la mia “ticidi fondamentale, trasformandoci irrimedianesità”. Continuo a ritenere bilmente in appassionati lettori.

Fabio Pusterla

Vitae

a passione per la scrittura è nata da quella per la lettura nel periodo dell’adolescenza. Mi parve improvvisamente che certe cose che leggevo, in particolare quelle che trovavo più difficili, per esempio le poesie, soprattutto quelle di Dylan Thomas, rappresentassero l’unica lingua capace di esprimere quello che mi stava capitando dentro. Tutto il resto scivolava via, sulla superficie delle cose. Così, a poco a poco, ho cominciato ingenuamente a cimentarmi, certo, con risultati atroci, ma all’inizio è piuttosto normale. Frequentavo gli ultimi anni del ginnasio, e con questa scrittura assolutamente priva di valore sono andato avanti fino al liceo. Avevo letto, per caso su una di quelle riviste da parrucchiere, un’intervista a Graham Green, uno scrittore vero, di cui conoscevo qualche romanzo. Il giornalista gli poneva la solita domanda: “come si fa a diventare uno scrittore?” Green rispondeva: “È difficile dirlo, tuttavia credo che scrivere due o tre ore al giorno sia fondamentale”. Presi queste parole come oro colato e, sebbene in realtà non avessi un granché da dire, durante il liceo trascurai alcune cose pur di trovare il tempo per scrivere. In ogni caso, mi servì, perché non c’è dubbio che l’attività manuale, artigianale della scrittura rappresenta una fase che è indispensabile affrontare. Concluso il liceo mi sono iscritto a lettere, cosa che per la verità non era prevista, dato che pensavo di fare tutt’altro. Inizialmente matematica, poi ingegneria forestale, l’assistente sociale… insomma, c’era un mio amico che insisteva a tal punto perché mi iscrivessi a lettere che un giorno, uscendo da scuola, mentre parlavamo proprio di questo, spazientito, mi tirò un pugno. Seguii il suo consiglio e devo ammettere di essere stato molto contento della scelta fatta. Giunto all’Università di Pavia, allora una delle

»

L


Gli arrotini, dalla pazzia alla saggezza di Paolo Galli; fotografie di Reza Khatir

C’è il ciclismo dei Mondiali di Mendrisio, con la ricca carovana e con corridori altamente motivati, ma c’è anche la semplice e romantica passione per la bicicletta. Le due ruote come espediente di libertà, antipasto... di laute cene e goliardiche chiacchierate. L’ex campione ticinese Claudio Bertarelli è il presidente di un gruppo di “pedalanti” dall’età media di 63 anni: “Noi abbiamo trovato il nostro modo di vivere la bicicletta, al di fuori dell’aggressività agonistica”


O

ggi ci sono i ciclisti. Una volta c’erano gli arrotini impazziti. Già, proprio così, arrotini e... impazziti. Una “definizione” attribuita dai più a Giosuè Carducci, anche se pare appartenesse al politico ottocentesco Andrea Verga, poeta per diletto. Grazie al pubblicista Romeo Carugati divenne poi finalmente popolare a inizio Novecento. Gli arrotini impazziti, degli scavezzacollo insomma. L’atteggiamento dello sportivo, che spesso oltrepassa i limiti, è anche la normale attitudine dettata dalla giovinezza. I rischi fanno parte dell’età, poi entra in gioco la coscienza, la saggezza. E allora è normale che un gruppo di “arrotini” dall’età media di 63 anni abbia un altro nome, un’altra definizione. Da questa semplice riflessione nacquero i “30 saggi arrotini”.

160 RUOTE IMPAZZITE Sì, mentre i Mondiali di Mendrisio occupano l’attualità, con la loro ricca carovana e con i loro corridori all’ultimo grido, noi abbiamo provato a rovesciare la medaglia, toccando con mano la passione per la bicicletta, quella usata con parsimonia e come espediente di libertà. Claudio Bertarelli, 75enne presidente del gruppo luganese, o come lo definiscono i compagni scherzosamente – ma neppure troppo – l’“Immenso”, fondatore appunto dei “30 saggi arrotini”, è ancora presente nella sua “Casa del ciclo”, un negozio che è anche museo, con vecchie foto di campioni del passato e del presente, con la sua maglia di campione ticinese del 1954 orgogliosamente sfoggiata su una parete. “Il nostro gruppo venne fondato quarantadue anni or sono. Io e Attilio Moresi avevamo appena abbandonato l’attività agonistica, e con noi c’erano altri compagni d’avventura. Poi se ne aggiunsero altri. Negli anni Settanta arrivammo

in queste pagine “Oh, quanta strada nei miei sandali / quanta ne avrà fatta Bartali / quel naso triste come una salita / quegli occhi allegri da italiano in gita / e i francesi ci rispettano / che le balle ancor gli girano / e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - / - e vai al cine, vacci tu -” (P. Conte)


a trenta, pensammo di lasciare quello come limite, ma oggi siamo oltre ottanta…”. I PEDALANTI E GLI SCANSANTI I “30 saggi arrotini” hanno colto il messaggio della vita, l’invito a godersela. E allora ogni pedalata diventa un’opportunità di goliardia, con la gastronomia sullo sfondo. Abbiamo sbirciato

il programma d’attività per l’annata in corso, trovando appunti proprio di questo genere: punto di partenza, punto d’arrivo e... pranzo, o cena, o bicchierata. Il carpe diem è quello di un allegro manipolo di uomini che ogni stagione organizza una gita di una settimana lontano da casa. Nel 1967, così recita l’album dei ricordi, si tenne la prima passeggiata denominata “Luco-

in queste pagine La bicicletta e i suoi ingranaggi, oggetto d’amore da parte degli arrotini. Invenzione mirabile, essa consente di sperimentare metabolicamente il paesaggio con le sue immani salite, le curve inattese, le abissali discese.


bergott” – il passaggio attraverso Lucomagno, Oberalp e Gottardo –, mentre nel recente mese di maggio addirittura “siamo andati in Spagna, in bus, traghetto e poi ancora in bus verso la Costa Blanca. Ogni giorno una biciclettata e poi la sera in albergo, dopo laute mangiate e bevute, dopo tanti scherzi e prese in giro, sempre col sorriso”. Temi cari al maestro Gianni Mura, che sull’abbinamento bicicletta-cibo ha costruito una straordinaria carriera di cronista sportivo. Non restano a casa neppure le donne. Mogli e famiglie seguono il gruppo. “Noi che pedaliamo ci definiamo «i pedalanti», mentre quelli che non salgono in bicicletta sono «gli scansanti»”. ADAGIO, UN POCO MOSSO… Il ciclismo intanto è cambiato. “Io ho seguito l’evoluzione di questo sport con occhio interessato. E oggi vedo che anche i quotidiani più importanti d’oltre confine – prosegue Bertarelli – concedono poco spazio al ciclismo, spesso relegato nelle ultime pagine, negletto. Ma capisco. Immagino l’imbarazzo di chi scrive, che ogni volta rischia poi di essere smentito da storie di doping”. Il doping è così lontano dai “30 saggi arrotini”. “Noi abbiamo trovato il nostro modo di vivere la bicicletta, al di fuori dell’aggressività agonistica. E le cornici in cui corriamo, le gustiamo approfondendole, senza passarci di sfuggita” ■

Party Mix Italia • Rollissimi Prosciutto di coscia con formaggio fresco • Stix nature • Mini gendarmi w www.bell.ch


Tendenze #40

%

player 1 Ulrico Gonzato

Nel corso del mese di agosto si è tenuto nella città di Colonia il primo GamesCom, la più importante fiera videoludica d’Europa che, grazie all’annuncio della nuova Playstation3 a 300 euro e del sorprendente Fable III, si è imposta da subito insieme all’E3 di Los Angeles e al Tokyo Game Show come uno dei tre pricipali eventi globali del settore. Non vi racconto quanto sia impressionante e ben organizzata la fiera di Colonia e nemmeno quanto sia bella la città, che consiglio ardentemente di visitare (cenare al “Brauerei zur Malzmühle”: è una esperienza irrinunciabile). Al GamesCom ho avuto l’opportunità di provare in anteprima alcuni giochi, per questo mi permetterò in questo spazio di suggerirvi una selezione dei migliori titoli in uscita nel periodo pre-natalizio… Ovviamente, come gli appassionati sapranno, questa lista non vuole essere esaustiva ma piuttosto suggerisce idee valide per regali videoludici di fine anno. Iniziamo con DJ Hero, eccezionale per gli amanti della musica disco, electro e hiphop, anche su Wii! Tony Hawk Ride,

%

Gamescom

Colonia,

per gli appassionati, ma anche per i giocatori casuali, è il primo gioco che usa un vero skateboard elettronico come controller in salotto! Gli immancabili Fifa 10 e Pro Evolution Soccer 2010 sono invece rivolti agli appassionati dello sport più seguito al mondo…

Per un pubblico più adulto le proposte non mancano. The Saboteur; Seconda guerra mondiale: Parigi è presa. Tu sei la resistenza! Call of Duty Modern Warfare 2, l’inevitabile seguito di uno degli “sparatutto” in prima persona più riusciti della storia! Bio Shock 2, l’imprescindibile seguito del favoloso gioco 2K, graficamente e narrativamente migliorato! Assasin’s Creed 2, per quanto non perfetto il primo episodio era indiscutibilmente rivoluzionario in quasi tutti gli aspetti; il seguito, graficamente impressionante, è favorito pure da una evoluta meccanica di gioco! Borderlands, graficamente unico, il figlio di giochi di ruolo e sparatutto: una buona premessa! Microsoft e Sony si combatteranno con due giochi automobilistici esclusivi, rispettivamente Forza Motorsport 3, con un motore fisico e

Germany

%

19–2 3 . 0 8 . 2 0 0 9

grafico incredibile! E Gran Turismo 5, famosissimo e molto evoluto anch’esso! Entrambi fluidissimi e spettacolari! Per chi vive a cibo in scatola e Wii ecco alcuni fra i titoli più notevoli. Per un pubblico più adulto, Red Steel 2 è tornato ed è migliorato in tutto! Sfruttando la nuovissima tecnologia Nintendo Wii Motion Plus; Dead Space Extraction, il famosissimo gioco sbarca anche su Wii, un po’ limitato nella grafica, ma con un nuovissimo schema di gioco. Per tutti invece: New Super Mario Bross Wii, a nessuno dovrebbe mancare un classico Super Mario giocabile con 4 giocatori e Rabbids Go Home, un gioco folle, atipico e divertentissimo!! Per finire, tre titoli di imminente uscita particolarmente interessanti: Mini Ninjas, Beatles Rock Band e Brutal Legend.

Se volete più informazioni e indirizzi web visitate www.rabbitrevolver. com/games…

Consiglio% tenete d’occhio le news a proposito di alcuni tra i titoli del 2010 che mi hanno colpito particolarmente ovvero: Dante’s Inferno, Brink, Mass Effect 2, Heavy Rain e Uncharted 2 Among Thieves, specialmente quest’ultimo che può vantare la miglior grafica in tempo reale mai vista!


Exxtra Kommunikation MGB www.migros.ch

«Una miss deve avere un bel sorriso.»

«Un sorriso che non sparisce sulla bilancia!» Whitney Toyloy

Léger. Tanto gusto, niente rimpianti.


Âť illustrazione di Adriano Crivelli


3

4

5

6

7

10

8

11

12

13

14

15

17

18

16 19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29 31

34

30

32

35

36 38

39

40 44

41

42

Orizzontali 1. Pallini di carta colorati • 10. Satira • 11. Replica • 12. Ama Radames • 13. L’Oliver di Dickens • 14. Parte del cannone • 16. Preposizione articolata • 17. Dittongo in beato • 18. Son fiori o strumenti musicali • 21. Città belga • 22. L’alieno di Spielberg • 23. I confini di Roveredo • 24. Serpenti • 26. Le iniz. della Turci • 27. Parti di chilo • 28. Il giorno trascorso • 29. La incassa il collegio • 31. Privi di fede • 33. Cuor di cervo • 34. La stagione più calda • 36. La Silvia vestale • 37. La chiesa principale • 38. I limiti dello zotico • 39. Nel centro di Tebe • 40. Istituzione • 42. Preposizione semplice • 43. Il niente del croupier • 45. Corrisponde a circa 30 grammi • 46. Parametri di giudizio • 47. La fine della Turandot - 48. Belve che ridono • 49. La Bella danzatrice.

47 49

King Cole • 7. Arma bellica • 8. Consunto • 9. Impulsi naturali • 15. Spinta iniziale • 19. Bettole • 20. Il primo alimento • 22. Ali dei coleotteri • 25. Passeraceo americano • 26. Distesa erbosa • 30. Andato a male • 32. Noto collegio inglese • 35. Sopportare senza reagire • 38. È opposto al nadir • 41. Segno zodiacale • 42. Noto stilista • 44. Uno a Zurigo.

» 1

S

10

E

12

R

15

P

17

E

20

N

Soluzione n. 37 2

C

28

E

33

A

35

S

O

40

N

G

49

L

51

I

O

4

M

M

O

E

A

L

O

R

T 18

L A

O

21

R

29

R

A

A

36

P

L

A

E

R 44

A C

13

R O

M

16

O

A

19

L

A

6

14

E

O

R

5

11

25

N

23

R

30

O

I

O

N

O

N

E

41

45

8

R

ariete

bilancia

Grazie al passaggio di Venere migliorano i rapporti sul lavoro. Cercate di praticare una vita sana ed equilibrata. Favori da parte del vostro capo.

Improvviso arrivo di notizie rimaste finora sconosciute. Progressi professionali per i più creativi della terza decade. Non trascurate l’evoluzione spirituale.

toro

scorpione

Venere fa il suo ingresso nell’amico segno della Vergine: possibile arrivo di una notizia sentimentale da voi attesa da lungo tempo.

Amore a vele spiegate dal 21 settembre. Potere seduttivo in crescita per i nati nella seconda decade. Acquisti voluttuari e nuove collaborazioni.

gemelli

sagittario

Il moto retrogrado di Mercurio slatentizza vecchie discussioni rimaste in sospeso. Affrontate con maggiore interesse le problematiche familiari.

Il transito di Venere si rivelerà utile per conoscere persone importanti. Cercate di cementare un rapporto sviluppato durante un’occasione mondana.

O

A

R

C

O

N

N E

27

A L

S

C

O

E

N

T

R

R

E

A

T

R

M

A

N

N

O

I

N

N

A

S

T

I

C

A

T

I

N

O

N

I

A

52

I

50

R

E

Momento perfetto per allargare le proprie conoscenze o per iniziare una nuova storia sentimentale con una persona proveniente da un’altra città.

leone

acquario

Acquisti rivolti al miglioramento della propria immagine e del proprio look. Amori riconducibili a un interesse economico. State attenti a non disilludervi!

Moto retrogrado di Mercurio nella vostra ottava casa solare: un transito di breve durata, ottimo per iniziare un viaggio alla riscoperta delle vostre origini.

vergine

pesci

Nuova fase nella vita affettiva. Miglioramento dell’aspetto fisico e ritrovata fiducia in se stessi. Notizie in arrivo per i nati della terza decade.

Il transito di Venere favorirà meccanismi di auto indulgenza e una certa svogliatezza professionale. Non preoccupatevi, avete già dato parecchio!

T

Soggiorni nel 2010 al prezzo 2009 su www.esl.ch

T 43

E

47

32

A

37

capricorno

E

E

31

cancro Il passaggio di Venere vi consentirà di passare ore piacevoli in compagnia degli amici o del partner. Progetti innovativi e buoni propositi in cantiere.

E

T

P

E

9

N

C

42

A

I

26

39

E

7

O

I I

34

I

P

22

T

24

A 46

3

R

T

38

Verticali 1. Noto successo di Brignani • 2. Un aroma sulla pizza • 3. L’isola del Colosso • 4. Inaspettatamente • 5. Assicurazione Invalidità • 6. Il noto

Astri e giochi

45

46 48

»

33

37

43

9

» a cura di Elisabetta

2

La soluzione verrà pubblicata sul numero 41

1

O

48

A

C

R

O

S

Bellinzona

Lugano

091 825 25 52

091 924 90 90

www.esl.ch


limited edition

NOI FESTEGGIAMO, VOI APPROFITTATE:

MODELLI SPECIALI 4 x 4 SUZUKI PIZ SULAI

I modelli speciali esclusivi per la Svizzera con pacchetto per sport invernali per festeggiare i «100 anni di Suzuki»

DA ORA ANCHE COME 4 x 4 AUTOMATICA

New Swift 4 x 4 PIZ SULAI

New SX4 4 x 4 PIZ SULAI

New Swift 1.3 GL Top 4 x 4 PIZ SULAI, 5 porte, Fr. 22 490.–

New SX4 1.6 GL Top 4 x 4 PIZ SULAI, 5 porte, Fr. 29 490.– New SX4 1.6 GL Top 4 x 4 Automatica PIZ SULAI, 5 porte, Fr. 30 990.–

Plusvalore di Fr. 3 000.– Supplemento Fr. 500.– Il vostro vantaggio Fr. 2 500.–

Plusvalore di Fr. 3 400.– Supplemento Fr. 500.– Il vostro vantaggio Fr. 2 900.–

Il vostro pacchetto esclusivo per sport invernali PIZ SULAI Attrezzo sportivo high-tech Suzuki Balancer, 4 ruote invernali complete (gomme marca premium su cerchi in alluminio), portapacchi, portasci per 4 paia di sci o 2 snowboard, set invernale composto da 2 berretti, 2 sciarpe, 1 zainetto e 1 paio di occhiali da sci e batticalcagno PIZ SULAI, tappetini Deluxe con logo PIZ SULAI, portachiavi PIZ SULAI, speciale design esterno PIZ SULAI

Chi guida Suzuki, risparmia carburante. New Swift 1.3 GL Top 4 x 4 PIZ SULAI, 5 porte, Fr. 22 490.–, consumo normalizzato in ciclo misto: 6,2 l / 100 km, categoria di efficienza energetica: B, emissioni CO2 in ciclo misto: 147 g / km; New SX4 1.6 GL Top 4 x 4 PIZ SULAI, 5 porte, Fr. 29 490.–, consumo normalizzato in ciclo misto: 6,5 l / 100 km, categoria di efficienza energetica: B, emissioni CO2 in ciclo misto: 149 g / km; New SX4 1.6 GL Top 4 x 4 Automatica PIZ SULAI, 5 porte, Fr. 30 990.–, consumo normalizzato in ciclo misto: 7,6 l / 100 km, categoria di efficienza energetica: D, emissioni CO2 in ciclo misto: 174 g / km; valore medio di tutti i nuovi marchi e modelli in Svizzera: 204 g / km. Modelli speciali limitati. Solo fino a esaurimento scorte.

SuzukiHitLeasing

www.suzuki.ch

Il vostro rappresentante Suzuki sarà lieto di sottoporvi un’offerta Suzuki-Hit-Leasing studiata appositamente per voi. Tutti i prezzi indicati sono consigliati e non vincolanti.

110.018.09.001_Piz_Sulai_210x295_i_KD.indd 1

10.9.2009 15:56:39 Uhr

Ticino7  

Numero 39 - Settimanale della Svizzera italiana

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you