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Infoatidu 039

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Info ATiDU 39 Periodico dell’Associazione Ticinese Deboli d’Udito Nr. 39 Autunno/inverno 2014

APPROFONDIMENTO SE IL BAMBINO NON SENTE BENE A cura di Maria Grazia Buletti


SOMMARIO

INFO ATIDU

Periodico di ATiDU Ticino e Moesano, Associazione Ticinese Deboli d’Udito

REDAZIONE

Cinzia Santo, redattrice responsabile Comitato ATiDU

SEDE

Viale Olgiati 38b CH-6512 Giubiasco Telefono: +41 (0)91 857 15 32 E-mail: info@atidu.ch Web: www.atidu.ch

GRAFICA

Chiara Anghileri Cristian Di Caccamo Matteo Fosanelli per C-comunicazione e design

STAMPA

Progetto Stampa, Chiasso

TIRATURA

600 copie

PUBBLICITÀ E INSERZIONI

ATiDU Ticino e Moesano Viale Olgiati 38b CH-6512 Giubiasco Telefono: +41 (0)91 857 15 32 E-mail: info@atidu.ch

COPYRIGHT

pubblicazione gratuita con citazione della fonte

SOMMARIO 2

3 EDITORIALE 4 APPUNTAMENTI

inverno/primavera 2015

Giornata di esposizioni e conferenze

Patti chiari per davvero!

Se il bambino non sente bene

La comunicazione con il paziente audioleso

La comunicazione con il paziente audioleso

5 AUDIOTECA 6 SOCIALITÀ

8 APPROFONDIMENTO 15 NOTIZIE

16 ATTUALITÀ

18

19

Sensi del silenzio: 11 ottobre/20 dicembre 2014 Resoconto congresso ASPEDA di Magliaso

20 TEMPO

Amanda e l’abete

22 ATTIVITÀ SVOLTE 23/30 INSERZIONI PUBBLICITARIE 31 INDIRIZZI UTILI

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Autunno/inverno 2014, Nr. 39


EDITORIALE A cura di Gianni Moresi, presidente ATiDU

Ad oltre 20 anni dalla sua costituzione la nostra Associazione ha percorso molta strada verso la sensibilizzazione, l’abbattimento dei pregiudizi e la valorizzazione delle soluzioni adottabili nell’ambito del miglioramento della qualità di vita delle persone deboli d’udito. La prevenzione è stata ed è pure il nostro fiore all’occhiello: con le campagne rivolte ai giovani e con la politica sociale si porta un sostegno concreto. È ormai passato qualche mese dall’insediamento del nuovo Comitato ATiDU. Abbiamo iniziato a lavorare assieme costruttivamente e con affiatamento per portare avanti i nostri obiettivi. Abbiamo anche avuto una certa visibilità nei media tramite la partecipazione attiva, lo scorso 10 ottobre, alla trasmissione PATTI CHIARI sulla TSI1 e, lo scorso 13 novembre, alla trasmissione “CONSULENZE”della RSI Rete1. Inoltre abbiamo organizzato una giornata di esposizioni e di conferenze sull’importante tema “Perdita uditiva: i mezzi ausiliari e la loro evoluzione”, lo scorso 15 novembre a Bellinzona. Abbiamo partecipato attivamente alla preparazione della Rassegna “Sensi del silenzio”, esposizioni-conferenze-film-attività, ottobre/dicembre 2014, presso la Biblioteca cantonale di Bellinzona, organizzando con successo una serata, lo scorso 20 novembre, sul tema “Sordità e medicina, nuove prospettive” con il qualificato intervento del dott. med. ORL Luca Ingold. Di queste importanti manifestazioni, e di altre non meno importanti, ma che qui tralascio di citare per limiti di spazio, trovate maggiori informazioni nelle varie rubriche di questo numero di Info ATiDU. Numero che si presenta in una nuova veste grafica coerente con i cambiamenti già effettuati negli ultimi anni e che approfondisce, con il contributo di vari esperti, una tematica impegnativa, ossia “Il bambino audioleso”. Buona lettura! Uno degli obiettivi della mia Presidenza è quello di dare un’immagine anche giovanile dell’ATIDU. Ed è per questo motivo che sono stati creati all’interno del Comitato il Gruppo genitori, coordinato dalle colleghe Francesca e Liliana, ed il Gruppo giovani, coordinato dalla collega An na. Della loro attività parlerò più in esteso in uno dei prossimi numeri della nostra rivista, che esce due volte all’anno. Nell’imminenza delle feste natalizie desidero ringraziare tutti coloro i quali sono vicini, in un modo o nell’altro, all’ATiDU. Rivolgo a tutti un caloroso augurio di Buon Natale e felice anno 2015, che sia portatore di successo, di soddisfazioni e di fortuna… Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Autunno/inverno 2014, Nr. 39

EDITORIALE 3


APPUNTAMENTI INVERNO/PRIMAVERA 2015 SPETTACOLI TEATRALI

CORSI E SEMINARI

Venerdì 23 gennaio 2015 La scuola con Silvio Orlando Teatro Sociale, Bellinzona

Primavera 2015 Corso lettura labiale che partirà in primavera del prossimo anno, contattateci se siete interessati.

Venerdì 27 marzo 2015 Lo zoo di vetro di Tennessee Williams Teatro Sociale, Bellinzona Venerdì 17 aprile 2015 Sinceramente bugiardi di Alan Ayckbourn Teatro Sociale, Bellinzona Giovedì 8 gennaio 2015 Sogno di una notte di mezza sbornia di Eduardo De Filippo Cinema Teatro, Chiasso

Sabato 24 e 31 gennaio, 7 febbraio 2015 ALLENA…MENTE Alleniamo il nostro cervello con gli esercizi di Brain Gym® Gli esercizi, essendo movimenti facili da eseguire, possono essere praticati agevolmente a tutte le età. 3 incontri di 1 ora dalle 9.30 alle 10.30. Presso lo spazio “Velabianca”, viale 1814 nr.4 a Giubiasco. Il costo è di 60.- fr. per persona per i soci ATIDU, 70.- fr. per i non soci. Conduce: Giovanna D’Onofrio, formatrice di adulti FFA1gen, Brain Gym Teacher®, consulente di kinesiologia educativa. Il termine di iscrizione è il 15 gennaio 2015.

Domenica 22 marzo 2015 Decamerone con Stefano Accorsi Cinema Teatro, Chiasso Mercoledì 22 aprile 2015 Dipartita finale con Gianrico Tedeschi e Ugo Pagliai Cinema Teatro, Chiasso Martedì 5 maggio 2015 Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller Teatro Cittadella, Lugano

RIASSUMENDO: Gli spettacoli a teatro hanno posti privilegiati. Per altre attività ancora non previste sarete informati per posta o via e-mail. Per saperne di più consultate il nostro sito internet: www.atidu.ch

APPUNTAMENTI 4

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AUDIOTECA GIORNATA DI ESPOSIZIONI E CONFERENZE

SABATO 15 NOVEMBRE 2014 CENTRO SPAZIO APERTO, BELLINZONA

Grazie anche alle due associazioni presenti: Pro Infirmis con informazioni puntuali ha anche collaborato con ATiDU per la conferenza del pomeriggio sui sostegni finanziari assicurativi dei mezzi ausiliari, momento informativo e di scambio molto proficuo; UCBC (servizio di consulenza per sordociechi) con informazioni e spiegazioni sui mezzi ausiliari specifici al doppio handicap e non da ultimo il prezioso intervento di SWISS TELETEXT Sottotitoli (RSI), illustrando il complesso lavoro di chi sottotitola. L’insieme di esposizioni e conferenze ha offerto ai visitatori uno sguardo più vasto sul mondo dei mezzi ausiliari e sull’importanza che esso può esercitare nella vita di chi ha problemi d’udito migliorandola considerevolmente. Approfittiamo di questo spazio per ringraziare tutti coloro che sono passati a trovarci e tutti coloro che hanno facilitato la buona riuscita di questa giornata speciale.

Con l’obiettivo di organizzare periodicamente un evento informativo aperto a tutti (e non solo alle persone confrontate direttamente con problemi d’udito), ATiDU ha proposto una giornata dedicata ai mezzi ausiliari, sovente poco conosciuti ma di grande aiuto per migliorare la qualità di vita delle persone con problemi d’udito. Questa giornata di esposizioni e di conferenze ha permesso di creare un momento d’incontro e scambio di esperienze, arricchendo le conoscenze di tutti sul tema dei mezzi ausiliari, dalla scoperta delle nuove tecnologie fino agli aspetti pratici, economici ed assicurativi. Alla giornata hanno aderito Audiosystem Group, M&M Acustica e Otoacustica Paganini in qualità di audio protesisti e Gleichcom, Sennheiser, Handy System e MAMSO come produttori e fornitori di mezzi ausiliari, ringraziamo tutti sentitamente. La loro presenza ha permesso ai visitatori di avere una vasta possibilità di scelta e di conoscenza dei mezzi ausiliari attualmente disponibili sul mercato. Al mattino inoltre, la conferenza del formatore scientifico Dr. Marco Cociglio sul tema dei poteri illimitati del wireless, ha solleticato la curiosità dei presenti dando un’idea più chiara della ricchezza e versatilità della moderna tecnologia.

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AUDIOTECA 5


SOCIALITÀ PATTI CHIARI PER DAVVERO! A cura di Renato Rossini

Molta attenzione e interesse ha suscitato l’edizione di Patti Chiari del 10 ottobre u.s. dedicata in particolare al problema dell’acquisto di una protesi acustica vista l’enorme disparità di prezzo degli apparecchi disponibili sul mercato. Il 1° luglio 2011 l’entrata in vigore della nuova ordinanza dell’UFAS (Ufficio federale delle assicurazioni sociali) ha segnato una vera linea spartiacque nel campo della fornitura di apparecchi acustici. In precedenza gli apparecchi erano esclusivamente forniti da audioprotesisti e l’AI ne sussidiava l’acquisto in base al livello di ipoacusia riscontrato (da 1495.- fr. se leggera, a 1750.fr. nei casi medi, a 2’100 fr. in quelli gravi). A partire da quella data i sussidi sono stati ridotti drasticamente a fr. 840.- per apparecchio (vedi Info ATiDU 32). Lo scopo della misura era quello di ridurre i costi degli apparecchi, che in Svizzera risultavano sensibilmente più cari che altrove. Scopo per ora non raggiunto, anche se un’apposita analisi commissionata dall’AI sarà disponibile solo a fine anno. Da quanto risulta da una prima indagine i vecchi fruitori hanno continuato, attraverso il loro rapporto di fiducia con gli audioprotesisti, ad acquistare apparecchi di qualità sborsando di tasca propria la differenza tra il sussidio e il costo dell’apparecchio. Nel frattempo sono apparsi sul mercato nuovi prodotti venduti anche nelle farmacie. Ultimamente pure alla Migros e presso le PTT ( Info ATiDU no. 37). Altri, come testimoniato da Patti Chiari, sono disponibili pure su Internet (soprattutto di provenienza da Cina e Singapore, dove un apparecchio è venduto persino a fr. 14.50!). Occorre subito precisare che quest’ultimi non sono regolabili sull’effettiva perdita del debole d’udito e non dispongono di nessuna assistenza. Per questo non sono classificati come apparecchi acustici, ma unicamente come amplificatori di suoni e non usufruiscono dei sussidi AI/AVS. Patti Chiari a nostro avviso è servita a mettere in luce perlomeno un aspetto: tra le persone che per la prima volta dopo il 1° luglio 2011 hanno bisogno di un apparecchio acustico, molte (diverse telefonate che abbiamo ricevuto dopo la trasmissione lo confermano) pur cercando nella misura del possibile un apparecchio che faccia sentir bene, sono sensibili pure al problema dei costi. Pensiamo a pensionati con reddito modesto, oppure a giovani con la prospettiva di dover acquistare numerosi apparecchi nel corso della loro vita.

SOCIALITÀ 6

Per chi non l’avesse seguita, la trasmissione era incentrata anzitutto sul caso di una signora che ha ricevuto con tanto di fattura pagata più di 2’500.– fr. una protesi acustica da un audioprotesista, per poi scoprire, dopo analisi audiometrica da parte del medico ORL, di non averne bisogno! Nella seconda parte un anziano debole d’udito si è fatto fare un’offerta per un apparecchio acustico dai diversi centri di audioprotesisti, e pure da una farmacia, mentre altri apparecchi sono stati ottenuti attraverso internet. Tutti questi apparecchi sono poi stati testati con un nuovo esame audiometrico del paziente da parte del primario luganese dr. Ermanni. L’esito era sorprendente e degno di riflessione. Internet risulta inaffidabile perché offre apparecchi di difficile valutazione a priori: alcuni hanno fornito risultati accettabili (tra questi quello da 14,50!), ma uno di essi peggiorava addirittura la capacità di comprensione del paziente! Gli altri hanno dato risultati catalogati tra il sufficiente (nota 6) e il buono (nota 9). I costi però variavano da pochi fr. ad alcune migliaia. Alcune considerazioni a questo punto s’impongono. La prima sembrerebbe ovvia: acquistare un apparecchio acustico non è come acquistare degli occhiali da lettura: uno va da un ottico, si sottopone a un esame della vista, sceglie lenti e montatura e dopo alcuni giorni torna a casa con un paio d’occhiali perfettamente rispondente alle sue esigenze. Per gli apparecchi acustici è necessario provare (e adattare) diversi modelli per alcuni mesi prima di scegliere e regolare il modello definitivo. Dall’esame audiometrico all’acquisto definitivo possono trascorrere da uno a tre mesi, e anche di più. In questo senso il test prodotto da Patti Chiari era fuorviante, perché dava l’impressione che dopo una seduta (o nemmeno quella nel caso di acquisti su internet, alla Migros o alle PTT) uno poteva tornarsene a casa con l’apparecchio scelto. Per questo come ATiDU insistiamo sulla necessità di provare più modelli, anche presso diversi fornitori. Va pure sottolineato a questo proposito che, mentre gli audioprotesisti accordano questo tempo di prova, le farmacie lasciano testare i loro apparecchi solo per 4 giorni. Va pure messo in risalto che gli audioprotesisti, oltre all’adattamento iniziale e periodico dell’apparecchio scelto, forniscono un’assistenza durante il periodo di 6 anni di utilizzazione dell’apparecchio. Il costo di questa assistenza è integrato in quello dell’apparecchio.

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Un’osservazione importante è stata portata dal rappresentante di Akustika (audioprotesisti) sig. Marco Usuelli. Nonostante questa assistenza vi è un tasso di abbandono, cioè di persone che a un certo punto rinunciano all’apparecchio e lo lasciano nel cassetto, presso gli audioprotesisti del 15%. Questa percentuale sale al 90% negli altri casi! Una volta di più, prudenza! Capiamo la prassi usuale, senz’altro indice della loro professionalità, degli audioprotesisti di fornire gli apparecchi migliori tarati sulla perdita uditiva dei loro clienti, ma occorre prestare una maggior attenzione al fatto che per molti utenti, visti i magri sussidi di AI/ AVS, il problema dei costi è rilevante e diversi di loro accetterebbero volentieri un apparecchio meno prestante pur di risparmiare sul prezzo. La totale trasparenza dell’offerta (cosa i differenti apparecchi permettono di fare e i loro prezzi) s’impone come metodo. Il corollario di questa situazione è pure un invito esplicito, stavolta rivolto ai produttori dal dr. Ermanni, di mettere sul mercato prodotti di qualità adatti per un target meno esigente (gli anziani) a prezzi più contenuti. Alla trasmissione in rappresentanza dell’ATiDU ha partecipato, purtroppo solo in coda alla stessa, la nostra presidente onoraria Milena Donadini, che qui complimentiamo per la puntualità e la chiarezza dei suoi interventi. Vista la situazione che abbiamo descritto sul mercato degli apparecchi acustici è necessario che il debole d’udito disponga di una buona bussola che l’orienti con

efficacia verso la meta, ossia l’acquisto di un apparecchio confacente alle proprie esigenze. Questa bussola è costituita dall’informazione di cui bisogna disporre. L’ATiDU ha pubblicato in proposito, ha ricordato Milena, un utile opuscolo, ed è a disposizione di chiunque lo desideri, per una consulenza. Sarà importante, aggiungiamo noi, inserire il problema dell’acquisto di un apparecchio, come tema delle varie sensibilizzazioni che facciamo. E fors’anche un servizio di accompagnamento all’acquisto. Pensiamoci.

RIASSUMENDO: Chi volesse leggere un sunto più dettagliato sulla trasmissione Patti Chiari, nonché le varie prese di posizione degli audioprotesisti può andare sul sito www.rsi.ch nella pagina di Patti Chiari e cercare la trasmissione del 10 ottobre. Presso la segreteria di ATiDU sono depositate a disposizione di chi volesse conoscerle le osservazioni sulla trasmissione dei nostri associati.

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SOCIALITÀ 7


APPROFONDIMENTO SE IL BAMBINO NON SENTE BENE A cura di Maria Grazia Buletti

LA FACOLTÀ UDITIVA HA UN GRANDE INFLUSSO SULLA VITA E SULLO SVILUPPO DELLE CAPACITÀ SOCIALI E COMUNICATIVE DEI BAMBINI

“Tutto ebbe inizio all’età della scuola d’infanzia, tra i 4 anni e mezzo e i 5: nostra figlia Isabel era una bambina che a 4 anni non aveva ancora iniziato a parlare e tutti dicevano che ogni bambino ha i propri tempi, c’è chi parla prima e chi parla dopo. Fino a tre anni e mezzo non vi abbiamo dato importanza, dopodiché abbiamo iniziato a capire che c’era qualche problema”, è l’inizio del racconto della storia di Isabel, una bambina con problemi d’udito che oggi ha 10 anni, per voce dei suoi genitori. La facoltà uditiva ha una grandissima valenza per lo sviluppo delle capacità sociali e comunicative dei bambini, a cominciare dallo sviluppo del linguaggio. Per questo, intervistata per Dezibel da Karin Huber, la dottoressa Dorothe Veraguth sostiene che “il riconoscimento precoce e la cura dei bambini con ipoacusia è determinante per lo sviluppo del linguaggio e con un semplice test dell’udito è possibile riconoscere tra l’80 e il 90 percento di tutti i casi di ipoacusia”. La dottoressa ricorda che anche se il bambino ha superato lo screening dopo la nascita, è possibile che negli anni successivi si sviluppi una debolezza d’udito genetica e progressiva: “I genitori dovrebbero quindi continuare a prestare attenzione ai possibili sintomi”. La dottoressa Veraguth è persuasa del fatto che un ritardo o il mancato sviluppo del linguaggio può indicare un’ipoacusia. Del seguente avviso, su questo punto, lo specialista FMH otorinolaringoiatra dottor Andrea Ferrazzini che afferma: “Siccome alla nascita è difficile stabilire se un bambino senta oppure no, tra i vari test che si fanno per differenti patologie, in Svizzera si è introdotto con buon successo l’esame delle Emissioni Otoacustiche (OAE), un test di depistaggio molto affidabile che viene eseguito nei reparti di neonatologia del Cantone”. Esame che, se non superato, deve essere ripetuto o approfondito: “I genitori vanno tranquillizzati, nondimeno non dobbiamo perdere di vista il bambino che ha bisogno di un chiarimento specialistico, perché proprio qui risiede il senso del depistaggio: identificare precocemente i bambini con un udito compromesso o assente”, aggiunge Ferrazzini, ponendo l’accento sull’importanza di uno screening sistematico per la diagnosi di eventuali deficit uditivi il più precocemente possibile.

APPROFONDIMENTO 8

CAPACITÀ UDITIVA DEFICITARIA: CAUSE E SINTOMI

La dottoressa Veraguth afferma: “L’ipoacusia può essere trasmessa ereditariamente oppure causata da malattie e lesioni; il 50 percento di tutti i casi di ipoacusia dalla nascita è dovuto alla predisposizione e una perdita dell’udito trasmessa ereditariamente non significa però necessariamente che uno o entrambi i genitori sono sordi. In realtà circa il 90 percento dei bambini con una perdita dell’udito congenita ha genitori normo udenti che potrebbero aver trasmesso l’affezione in quanto portatori sani di geni recessivi. Nel 20/30 percento dei casi, la causa della perdita dell’udito congenita è sconosciuta”. Dal canto suo, il dottor Ferrazzini indica qui da noi in ragione di “una su 1.000 nascite” i bambini con udito compromesso o assente, ricordando nuovamente che “il dubbio riguardo alla capacità uditiva può comparire anche nei successivi anni di vita, quando a insospettire sarà un ritardo nel linguaggio”, proprio come

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apprendimento, sull’integrazione sociale e sulla capacità di comunicazione del bambino”. Lo racconta bene la storia di Isabel: “Verso i 5 anni, in contemporanea con la maestra d’asilo e la logopedista, ci siamo davvero accorti che Isabel aveva problemi di udito e quello era il motivo per il quale faticava a riprodurre i suoni nel parlare”. I genitori di Isabel hanno subito chiesto un consulto per una visita approfondita all’Ospedale di Lucerna dove hanno confermato loro la diagnosi: “La nostra bambina non era grave, ma richiedeva un aiuto che si è concretizzato con gli apparecchi acustici che porta da quasi 4 anni”. Essi raccontano che, quando Isabel era più piccola e ignoravano ancora il problema, “la bambina si è sempre arrangiata a leggere il labiale e su questo dobbiamo riconoscere che è stata una grande!”.

QUANDO IL BAMBINO NON CI SENTE

hanno raccontato i genitori di Isabel. Riassumendone le cause, la dottoressa Veragut ricorda che possono esserci bambini che soffrono di una debolezza d’udito temporanea, causata da un eccesso di cerume o da un’otite media: “Il cerume è innocuo purché venga regolarmente rimosso come si deve, magari con l’aiuto del medico di famiglia”. Mentre l’otite media, invece, dovrebbe essere curata velocemente e in modo accurato “poiché dolorosa e può provocare danni permanenti all’udito”. Alcuni tipi di perdita d’udito sono permanenti o causano danni permanenti all’udito del bambino. Il dottor Ferrazzini aggiunge: “A volte l’udito può essere compromesso anche in seguito a una malattia seria come un’infezione importante: ad esempio la meningite, gli orecchioni, il morbillo, la toxoplasmosi (specialmente se congenita) e la borelliosi”. In ogni caso, entrambi gli specialisti concordano sull’importanza della tempestività della presa a carico e della cura dell’ipoacusia del bambino: “Una perdita dell’udito non curata incide infatti sulla capacità di

“Eravamo molto preoccupati per l’inizio della scuola di Isabel, ma fortunatamente in Mesolcina, dove risiediamo, la scolarizzazione avviene a 7 anni. Così, lei ha iniziato la prima classe con l’ausilio dell’apparecchio FM che la maestra indossava regolarmente durante le lezioni”. Isabel ha faticato a gestire l’amplificazione degli apparecchi acustici in mezzo a venti bambini che in prima classe non sanno stare molto in silenzio, condizione ideale per una comprensione ottimale, “ma per fortuna è riuscita a trovare un proprio equilibrio: per regolari visite di controllo con gli apparecchi acustici ci siamo appoggiati ad Amplifon dove ci siamo sentiti compresi e a nostro agio, mentre la bimba viene visitata regolarmente dal dottor Ferrazzini che ci ha sostenuto e aiutati anche nell’indirizzarci a Lucerna”. E lo specialista riassume: “Quando il bambino non ci sente si aprono molte possibilità, a dipendenza delle cause e della gravità della situazione. L’obiettivo essenziale è quello di poter garantire il funzionamento sufficiente di almeno un orecchio, così da permettere un normale sviluppo del linguaggio”. Peraltro, i problemi risolvibili con cure mediche o semplici operazioni vanno presi subito in considerazione. “In caso di riduzione parziale della capacità uditiva si introduce un supporto con apparecchi acustici adattati alle situazioni di vita del piccolo; incarico complesso e svolto da audioprotesisti di esperienza, in stretta collaborazione con le mamme”, aggiunge Ferrazzini che ricorda come

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in caso di sospetta sordità completa “bisogna muoversi veloci e decisi per non perdere tempo: il bambino va annunciato in uno dei centri svizzeri abilitati (cliniche universitarie e equivalenti) cosicché possa essere preso a carico e si possano fare tutti gli accertamenti, controllando quanto già fatto, ripetendo test a conferma dei risultati ottenuti, eseguendo radiografie alla ricerca di malformazioni, verifica della normale anatomia, ricerca di altre patologie e in casi gravi se necessario ci si preparerà all’impianto cocleare (IC)”. Questa è la “tecnica standard”, di grande successo secondo lo specialista; tecnica “che permette di stimolare direttamente il nervo uditivo senza necessità di un orecchio interno funzionante”. E la famiglia di Isabel conferma il continuo monitoraggio, a favore dell’evoluzione della situazione: “Appena compiuto 9 anni siamo andati a Lucerna per la visita di controllo e con immensa gioia abbiamo saputo che Isabel era migliorata. Di conseguenza ci siamo rivolti nuovamente ad Amplifon per aggiustare le frequenze degli apparecchi acustici”. La tempestiva, costante e ben organizzata presa a carico del bambino con problemi di udito, attraverso una rete che sappia ruotare in modo individualizzato attorno alle esigenze del bambino stesso, è la condizione essenziale per la sua evoluzione, per il corretto sviluppo del linguaggio e soprattutto per lo sviluppo delle sue competenze sociali, come riassume il dottor Ferrazzini: “I bambini con debolezza uditiva o grave sordità devono essere seguiti con attenzione, in modo che le persone con cui sono a contatto siano attente e rispettose e possano contribuire al loro sviluppo armonico.”

PRESA A CARICO DEL BAMBINO IPOUDENTE E SCOLARIZZAZIONE

Lo testimonia il racconto di Samuele Lazzeri, un ragazzo diciottenne di Prosito, con problemi uditivi: “Nel mio percorso scolastico ho avuto molti appoggi da diverse persone e senza di loro sicuramente non ce l’avrei fatta: ho iniziato a fare logopedia a partire dai 3 anni, con la logopedista signora Joyce Zanella-Martini che mi ha seguito lungo 5 anni; poi è subentrata la signora Liliana Sabbadin-Panzeri che mi ha seguito fino alla quarta media. Ho avuto diversi docenti di sostegno, dalla scuola d’infanzia alle elementari, alle medie e tuttora ho una docente di sostegno che mi segue per le scuole superiori”. Samuele riconosce l’importanza delle figure che lo hanno affiancato nel suo percorso di crescita: “Malgrado le difficoltà che ho incontrato, mi ritengo soddisfatto e devo ringraziare tutti i docenti di sostegno che nel dopo scuola mi hanno sempre aiutato a capire meglio ciò che magari durante le lezioni non avevo sentito bene, cosa fondamentale per la buona riuscita del mio percorso”. Il dottor Ferrazzini conferma: “Oltre agli aspetti tecnici (n.d.r.: curati da capaci audioprotesisti), servono anche supporti da parte di audiopedagogisti, logopediste ed eventualmente docenti di sostegno, specialmente se ai problemi d’udito si aggiunge anche un ritardo mentale o altre limitazioni”. Di nuovo, la collaborazione di tutti gli attori (bambino, genitori, pedia-

tra, ORL, docenti, audioprotesista, audoipedagogiste e logopedista) è essenziale “nel raggiungere un’armonia di sviluppo, malgrado l’andicap. Perciò l’unità di intenti dovrà venire perseguita e adattata durante tutta la crescita fino all’età adulta”. Anche Isabel “a livello scolastico è seguita da una logopedista e due volte all’anno viene vista anche da un audiopedagogista. Dopo questi incontri facciamo un punto della situazione con logopedista, audiopegagogista e docente e siamo veramente felici di come Isabel venga accuratamente seguita: a scuola non ha particolari problemi e riesce a seguire bene le lezioni; ora sta anche arricchendo il suo vocabolario e speriamo che tutto proceda per il meglio”, confermano i suoi genitori. Attorno al bambino ruotano molte figure che, ripetiamo, vanno coordinate da un supervisore capoprogetto, e costituiscono una vera e propria rete di sostegno al centro della quale troviamo il bambino e la sua famiglia, elemento pure determinante e imprescindibile così come pure importanti elementi della rete sono le associazioni che si occupino della problematica nello specifico come Pro Infirmis e, naturalmente ATiDU (vedi informazioni dettagliate a fondo articolo).

LA RETE DI SOSTEGNO SCOLASTICO DEL BAMBINO CON PROBLEMI D’UDITO

Quando un bambino presenta problemi d’udito, per prima cosa bisogna coinvolgere l’Ufficio di pedagogia speciale, preposto alla coordinazione delle figure necessarie al suo sostegno, il tipo di aiuto consigliabile e così di seguito. In questo modo, attorno alla figura del bambino e delle sue esigenze personali, ruotano la famiglia, il pediatra e lo specialista ORL, la scuola con il docente titolare, la direzione ed eventualmente il sostegno pedagogico, oltre all’Ufficio della pedagogia speciale che contempla le figure della logopedista, dell’audiopedagogista e dell’operatore di sostegno specializzato. Andiamo a conoscere meglio queste figure, a partire dall’operatrice di sostegno specializzato che l’omologa Valeria Deschenaux descrive come segue: “Nel processo di inserimento scolastico dell’allievo audioleso, il lavoro del sostegno si sviluppa su piani diversi e nella fondamentale collaborazione con famiglia, docenti, terapisti del linguaggio e servizi medico psicologici”. La funzione descritta è dunque di collaborazione e collegamento: “Un costante e sistematico passaggio di informazioni tra le differenti istanze coinvolte nella rete di sostegno è condizione indispensabile per un lavoro proficuo, coordinato e tempestivo”. La signora Deschenaux è perciò persuasa che “l’integrazione dell’allievo si realizza grazie alla fattiva e costante partecipazione di tutte le parti coinvolte e per l’allievo audioleso si tratta di beneficiare delle condizioni di base essenziali per apprendere serenamente, saper collaborare e comunicare con gli altri”. In buona sintesi: “l’operatrice di sostegno funge da punto di riferimento per le diverse parti coinvolte, soprattutto famiglia e docente titolare. La sua funzione di mediatore tra famiglia e scuola va supportata con particolare attenzione”. Inoltre, lavorando su livelli

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differenti, l’operatrice di sostegno ha pure un ruolo di “anticipazione”, presentando nozioni che in seguito saranno trattate in classe e facilitandone la comprensione all’allievo audioleso. Procedendo di pari passo con il lavoro di “verifica” dell’acquisito, in modo da riprendere e colmare le lacune, momenti di “conversazione”, durante i quali si stimola l’allievo ad esprimersi liberamente, e “l’arricchimento delle conoscenze linguistiche dell’allievo”. Altra figura importante è quella dell’audiopedagogista: se il logopedista si concentra sulla lettoscrittura e sul ritardo del linguaggio, l’audiopedagogista ha il compito di esercitare l’allenamento acustico e favorire un ambiente il più adeguato possibile al bambino. L’audiopedagogista Liliana Sabbadin – Panzeri descrive i propri compiti come segue: “L’obiettivo principale del nostro lavoro è quello di educare precocemente un bambino con deficit uditivo, per offrirgli i mezzi utili alla maturazione e allo sviluppo del suo linguaggio nel modo più simile alla norma”, e sostiene che la base di questo processo “è una corretta educazione acustica, indispensabile per lo sviluppo del linguaggio stesso”. Di fatto, l’udito costituisce il canale di informazione fondamentale all’apprendimento spontaneo del linguaggio e al suo controllo espressivo: “Un bambino udente impara a parlare perché esposto alle sollecitazioni di una lingua parlata e perché in quella lingua, prima di produrre, si è a lungo esercitato a capire e a riprodurre suoni e combinazioni di suoni. Un bambino con deficit uditivo ha bisogno di specifici insegnamenti sia per imparare a sfruttare il residuo acustico attraverso le protesi, sia per imparare la lingua vocale”, afferma Sabbadin – Panzeri, facendo un esempio di terapia di un bambino piccolo durante la quale “l’audiopedagogista lavora sulla stimolazione sonora, sull’allenamento acustico che consiste nel far ascoltare, oltre alla voce umana, diversi strumenti musicali o oggetti sonori usati prima di fronte e poi fuori dal campo visivo. Accanto agli strumenti musicali si usa pure qualsiasi oggetto dell’ambiente circostante che produce un rumore”. Questo lavoro costante permette col tempo di imparare e di memorizzare un elevato numero di suoni – rumori e quindi di oggetti, pur senza conoscerne il nome, proprio dal rumore che essi producono: “Ad esempio: il piatto della pappa, il cucchiaio che urta il tavolo, le voci delle persone di casa, il campanello e così via”. In generale: “L’audiopedagogista segue i bambini e i ragazzi deboli d’udito o sordi portatori di apparecchi acustici o di impianti cocleari a partire dal momento in cui viene riscontrato il problema, quindi anche da pochi mesi di vita fino alla fine della scuola dell’obbligo, e in alcuni casi fino ai 20 anni compiuti”.

IL SOSTEGNO DELL’UFFICIO DI PEDAGOGIA SPECIALE

L’Ufficio di pedagogia speciale (UPS) ha sede a Bellinzona ed è l’ente che si occupa di assegnare, dopo attenta valutazione, misure di pedagogia speciale quali: educazione precoce, logopedia, audiopedagogia, psicomotricità, sostegno specializzato in classe, o scolariz-

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zazione speciale se il bambino o ragazzo con problemi d’udito presenta in contemporanea anche importanti difficoltà scolastiche. Per essi è importante, fin dalla scuola dell’infanzia o dai primi anni di scuola, essere seguiti e aiutati nel loro percorso scolastico “perché è proprio nei primi anni di scolarizzazione che avviene l’apprendimento della scrittura e della lingua”. Con un’innegabile importante funzione nella rete di sostegno, i responsabili di questo Ufficio Massimo Scarpa, Lucia Polli e Verena Cavadini hanno incontrato Cinzia Santo di ATiDU, con la quale hanno condiviso alcune considerazioni. In questo momento ci sono 23 ragazzi da 0 a 20 anni seguiti da una logopedista o da un’audiopedagogista per problemi d’udito e l’UPS ricorda l’importanza della presa a carico effettuata a partire dalle esigenze del bambino e dal ritardo del linguaggio: “A tutto ciò possiamo rispondere attraverso differenti figure, e non per forza quella iniziale sarà la logopedista, in quanto talvolta la figura più appropriata potrebbe essere una pedagogista, a dipendenza della perdita d’udito e dei bisogni individuali del bambino”. Si rinnova la convinzione dell’importanza della rete ben coordinata che ruota attorno al bambino e ai suoi bisogni, ma attenzione: “L’attivazione delle risorse deve partire dalla scuola e dalla rete stessa, non dall’UPS che peraltro risponde a tale richiesta”. Ecco la conferma dell’importanza del ruolo genitoriale come parte dell’attivazione delle risorse e di una persona che coordini la rete: “Può essere il capo servizio o il capo gruppo del sostegno pedagogico, o altre figure come Pro Infirmis, docente, a seconda delle singole situazioni”. Importantissima la tempestività dell’intervento mirato, senza dimenticare la sensibilità emotiva di chi si trova a vivere situazioni come quella che i genitori di Isabel hanno ben descritto: “All’inizio di questa nostra storia siamo rimasti piuttosto confusi e sconsolati, soprattutto mio marito. Io dal canto mio ero abbastanza fiduciosa e vedevo la grinta di nostra figlia nel voler apprendere e recuperare gli anni dove non sentiva. Oggi possiamo dire di essere stati seguiti davvero su tutti i fronti, sia da quello medico – terapeutico che dal lato sociale della scuola”. Per affrontare questo cammino, affermano, “non bisogna abbattersi, perché il bambino ne risentirebbe negativamente. Bisogna invece rafforzarlo nella sua autostima e creare il giusto supporto a lui necessario”. Concetto confermato dal dottor Ferrazzini che riassume e conclude: “Di nuovo, la collaborazione di tutti gli attori a partire dal bambino, i genitori, il pediatra, l’ORL, i docenti, l’audiopedagogista o logopedista è essenziale per raggiungere un’armonia di sviluppo, malgrado l’andicap. Per questo dovrà venire proseguita e adattata durante tutta la crescita fino all’età adulta”.

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APPROFONDIMENTO 13


di seguito come ATiDU e Pro Infirmis aiutano i bambini con problemi di udito: ATiDU Consulenza ATiDU ai bambini con problemi d’udito, supporto al loro ambiente famigliare e scolastico. Nell’esperienza di ATiDU abbiamo potuto costatare come l’informazione mirata al non sentire bene sia necessaria e importantissima per l’integrazione del bambino audioleso. L’udito compromesso è un handicap quasi invisibile che crea problemi comunicativi che possono influenzare negativamente la relazione causando incomprensioni e malintesi. ATiDU propone consulenze specifiche con l’intento di migliorare la comprensione dell’handicap e di cosa significa vivere con una perdita uditiva nella società degli udenti. Questo con l’obiettivo di suggerire strategie che permettano in qualche modo di intervenire sull’ambiente e sulla comunicazione al fine di diminuire la distanza che spesso si crea tra chi ci sente e chi ci sente meno bene. ATiDU si avvale al suo interno di collaboratrici con formazione pedagogica e persone con problemi d’udito sensibili all’argomento, che possono portare la loro esperienza diretta. Vengono così creati dei momenti di informazione che tendono a sensibilizzare i compagni di classe come pure la famiglia e i docenti. Questi interventi, adattati ogni volta alle necessità della situazione, si rivelano molto utili anche perché portano suggerimenti e accorgimenti semplici da attuare per convivere meglio con il problema d’udito sia per le persone che ne soffrono sia per le persone che le accompagnano. ATiDU può quindi intervenire con consulenze: • Al bambino o giovane debole d’udito con problemi d’udito • Alla famiglia • Nella scuola, ai docenti, compagni • Sul lavoro, ai colleghi e datori di lavoro All’interno di ATiDU si è creato un gruppo genitori che si riunisce quattro o cinque volte all’anno. In questi momenti i genitori hanno la possibilità di confrontarsi e autosostenersi nella loro esperienza comune e i bambini hanno la possibilità di sperimentare l’essere in un gruppo dove tutti hanno lo stesso problema, dove quindi non sono i diversi, trascorrendo dei gioiosi momenti ludici e di svago e imparando l’uno dall’altro come convivere con la difficoltà uditiva. Per avere maggiori informazioni o richiedere una consulenza basta rivolgersi al segretariato di ATiDU.

Pro Infirmis La consulenza a favore degli utenti minorenni colpiti da problematiche uditive è stata da sempre una delle specificità di intervento della CSPA (consulenza specializzata per persone audiolese). Di fronte al ventaglio di scelte operative che nel corso degli anni si sono create rispetto ai problemi di udito dei bambini è facile immaginare quanto possa essere grande il disorientamento dei famigliari di riferimento. Genitori che sovente non conoscono i problemi uditivi e non hanno idea del grado di competenza che una persona audiolesa può raggiungere nonostante o a causa del suo limite uditivo. È altresì difficile accettare che ci possano esser limitazioni collegate alla sordità dal punto di vista cognitivo. L’intervento del CSPA si situa pertanto come necessario per quanto attiene all’informazione e l’attivazione dei diritti assicurativi a favore del minore, nonché il supporto di consulenza propriamente sociale (problemi economici, di integrazione, ecc). In sintesi, la consulenza di cui dovrebbero poter usufruire i genitori dopo esser stati informati del problema uditivo del loro bambino si possono riassumere nei tre seguenti aspetti: Tutte le informazioni relative alle pratiche amministrative da intraprendere per il riconoscimento dei diritti assicurativi del bambino. Prospettive mediche / terapeutiche / scolastiche opportune in rapporto al tipo di problema uditivo del bambino Presa di contatto con associazioni e gruppi di auto aiuto.

RIASSUMENDO: In caso di bisogno potete contattare le seguenti strutture: •ATiDU tel. 091 857 15 32 •PRO INFIRMIS tel. 091 960 28 70 •Ufficio della pedagogia speciale tel. 091 814 18 61 •SEPS, Servizio dell’educazione precoce speciale tel. Bellinzona 091 814 00 51, tel. Lugano 091 815 37 51

APPROFONDIMENTO 14

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NOTIZIE

IL TEATRO SOCIALE PER I DEBOLI D’UDITO

Grazie al generoso contributo della Fondazione Gianfe di Bellinzona, da questa stagione il Teatro Sociale Bellinzona dispone di un moderno impianto a induzione per persone deboli d’udito. Per usufruire del servizio chi dispone di un apparecchio acustico lo devo posizionare su “T”. Si raccomanda di prenotare il posto rivolgendosi esclusivamente alla prevendita ufficiale di Bellinzona Turismo.

CI HA LASCIATI GINA PIROUX

Nel mese di ottobre, alla bella età di 94 anni ci ha lasciati la nostra cara signora Gina, socia dell’ATiDU fin dalla sua nascita nel 1992. Gina Piroux ha subito capito l’importanza dell’associazione; ci è stata vicina durante i primi passi sostenendoci e aiutandoci quando creare un progetto voleva dire immergersi in un volontariato a tempo pieno. Gina era presente con i suoi suggerimenti di donna saggia, telefonava e scriveva per incoraggiare, per proporre idee che sono diventate spesso realtà. L’audioteca è stata voluta proprio da lei; Gina infatti era sempre un passo avanti nelle novità tecnologiche per le persone deboli d’udito e ha voluto che anche altri potessero utilizzare al meglio i mezzi ausiliari. Da qui, a nome di tutti i soci, un saluto commosso a questa cara, forte donnina che ha contribuito a creare e a consolidare in modo utile e propositivo la nostra, la sua Associazione.

DEDUZIONE DELLE SPESE PER DISABILITÀ

Una nostra socia ci ha segnalato la possibilità di dedurre le spese per disabilità dalle imposte e quindi vi invitiamo a leggere quanto scritto dalla divisione delle contribuzioni e a scaricare il formulario al link: http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DC/DOC-CIRC/ circ_2005_09-Questionario.pdf

VISTA E UDITO NELLA VECCHIAIA

Vi segnaliamo questo interessante sito web che aiuta a capire se una persona è affetta da disturbi alla vista e all’udito. Dimostra come sia possibile sfruttare in modo ottimale il potenziale della vista e dell’udito e

come possano essere compensate specifiche difficoltà con mezzi semplici. www.sensus60plus.ch

PRO INFIRMIS AL SERVIZIO DELLE PERSONE AUDIOLESE

A fine 2011 il Centro per Persone Audiolese con sede a Massagno aveva concluso le sue attività in favore delle persone audiolese. La CSPA (consulenza specializzata per persone audiolese) ha poi continuato ad essere garantita dalla Pro Infirmis Ticino e Moesano nella stessa sede di Massagno. Il 12 novembre 2014 nell’ambito della rassegna SSSS... Satira, presso la BcB di Bellinzona, si è tenuto un momento di condivisione con la stampa e gli interessati per sottolineare il cambiamento. La CSPA continua a offrire una consulenza sociale professionale a persone con problemi d’udito, famiglie, altri servizi sul territorio e si confermano come ambiti di competenza: •le assicurazioni sociali, le questioni finanziarie, i contributi economici per l’acquisto dei mezzi ausiliari, l’accompagnamento per l’integrazione scolastica e professionale, •la sensibilizzazione sul territorio in collaborazione con le associazioni di persone sorde e deboli di udito attive a livello cantonale e nazionale.

RIASSUMENDO: Le assistenti sociali di Pro Infirmis ricevono su appuntamento anche nelle sedi di Locarno e Bellinzona. Per chiedere una consulenza si possono contattare i seguenti recapiti: Pro lnfirmis Ticino e Moesano di Lugano Consulenza sociale specializzata per persone audiolese Via dei Sindacatori 1 6908 Massagno Tel.: +41 (0)91 960 28 70 Cellulare: +41 (0)79 79406 27 Fax: +41 (0)91 960 28 88 E-mail: annarita.lubreglia@proinfirmis.ch vjosana.berisha@proinfirmis.ch Sede di Locarno in via Varenna 1 Sede di Bellinzona in Viale Stazione 33

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NOTIZIE 15


ATTUALITÀ LA COMUNICAZIONE CON IL PAZIENTE AUDIOLESO

Abstract del lavoro di Bachelor SUPSI in cure infermieristiche di Valentina Sciré “La comunicazione terapeutica. Un approccio globale al paziente sordo o debole d’udito.”

La comunicazione è al centro dell’esistenza umana, è l’espressione dell’esistenza ed elemento fondante dei rapporti tra le persone. Nella comunicazione tra infermiere e persone con deficit uditivi emergono limiti che possono ostacolare e impedire una cura di qualità. Da qui l’importanza di analizzare e rilevare le strategie di comunicazione che possano permettere un miglioramento dell’intero processo assistenziale. Attraverso lo studio della mia ricerca, in cui le persone interessate erano infermieri indipendenti sul territorio e persone associate di due Associazioni Ticinesi, di cui appunto una l’ATiDU, sono riuscita ad ottenere dei risultati che potessero ampliare l’oggetto della mia ricerca citato precedentemente. Dai risultati ottenuti è emerso che malgrado si noti una buona soddisfazione da parte dei pazienti rispetto alle cure, numerosi sono ancora i limiti nella presa a carico di persone con deficit uditivi. Gli infermieri riconoscono l’esistenza di diverse difficoltà di comunicazione con un paziente con deficit uditivi. Emerge la consapevolezza del professionista stesso di possedere poche conoscenze rispetto ai deficit uditivi e in corrispondenza l’importanza di sensibilizzare maggiormente il personale al fine di garantire una presa a carico che risponda ai bisogni del singolo. Dalla ricerca viene sottolineata anche la maggior difficoltà per questi pazienti di accedere alla cura e l’importanza di non racchiuderli solo nel loro handicap ma di vederli nella loro interezza. Di seguito, verranno citati gli aspetti che emergono con evidenza dai risultati di questo studio. Da un lato c’è il grande tema della conoscenza. L’infermiere deve sapere dall’inizio (specialmente in ambito ospedaliero) che si trova confrontato con un paziente che ha dei deficit uditivi. Tutti gli infermieri infatti pongono l’accento con forza sul fatto che per comunicare nel modo più efficace possibile, bisogna mettersi di fronte al paziente, parlare con un certo tono di voce e scandendo bene le parole. Questo implica che fin dal primo contatto l’operatore di cura deve essere a conoscenza del fatto che il paziente che ha davanti ha dei problemi d’udito. La conoscenza però deve andare oltre. Nel quotidiano non capita frequentemente di trovarsi confrontato con persone sorde, capita più spesso di incontrare persone deboli d’udito. Proprio perché non siamo confrontati giornalmente con queste persone, è importante appena si

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entra in relazione con la persona sapere quali sono le modalità di comunicazione utilizzate dalla persona al fine di favorire un processo comunicativo efficace. Questo permette un maggior coinvolgimento della persona con deficit uditivi ed è quindi fondamentale per giungere ad un’assistenza individualizzata e mirata al singolo. Legata a questo aspetto viene sottolineata, sia dagli infermieri che dalle persone con problemi di udito, la necessità di assicurarsi che il paziente abbia capito bene quello che gli è stato detto. Spesso gli infermieri fanno notare come ci siano delle difficoltà da parte dei pazienti a dire che non hanno capito o a chiedere di ripetere; tocca quindi all’operatore accertarsi che l’informazione sia passata in modo corretto. È fondamentale che il paziente capisca e partecipi al processo di cura. Il ruolo attivo del paziente deve essere il più possibile incoraggiato e questo passa anche dal modo di comunicare quello che si fa o si farà. Viene ricordato ad esempio che è importante per un paziente sordo che l’atto di cura venga sempre comunicato prima di toccare il paziente, egli deve essere consapevole di quello che gli si farà in modo che non si senta un oggetto ma parte integrante del processo di cura. La letteratura ci ricorda infatti (così come le diverse interviste), che l’efficacia della relazione di aiuto, non viene definita sulle tecniche di aiuto, bensì sulla qualità dell’incontro tra l’infermiere e il paziente e quindi a partire anche dal processo di comunicazione che viene a crearsi. Un’altra questione affrontata, è quella che riguarda l’aspetto legato alle conoscenze della problematica della sordità o dei deficit uditivi. Spesso il curante riscontra difficoltà a comunicare con il paziente, proprio per la sua insufficiente conoscenza del problema. Il professionista a volte si trova privo dei mezzi necessari per poter comunicare in modo efficace con il paziente. Durante le interviste viene espresso più volte come gli infermieri sentono di avere delle carenze in questo ambito. Alcuni parlano espressamente della necessità di una formazione specifica in questo ambito, sia a livello di formazione di base che a livello di formazione continua. Anche i membri delle Associazioni interrogati tramite il questionario citano il fatto che gli infermieri dovrebbero essere formati sulle modalità di comunicazione con i pazienti deboli d’udito o sordi. Nonostante ciò, analizzando i dati delle risposte ottenute ai questionari, emerge una soddisfazione com-

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plessiva delle cure e dell’assistenza rispetto alla comunicazione con gli infermieri. Malgrado i miglioramenti possibili viene quindi apprezzato il modo con cui i curanti si approcciano e prendono a carico il paziente. Il tema della comunicazione è molto importante perché come sottolineato dall’OMS, una comunicazione inefficace, difficile o limitata, può avere impatti sociali ed emotivi importanti. Spesso possono insorgere solitudine, isolamento e frustrazione. Anche le infermiere intervistate riconoscono questo rischio, non solo nella relazione di cura, ma nella vita di tutti i giorni. Si può quindi affermare che la presa a carico infermieristica o di qualsiasi altra situazione, deve essere individualizzata al singolo. Quando ci si trova confrontati con persone che hanno deficit uditivi, è fondamentale porsi delle domande rispetto alle conoscenze che si possiedono nel poter prendere a carico in modo completo la persona. Come passo successivo bisogna considerare i bisogni del paziente, garantendo la modalità di comunicazione che esso preferisce e adotta quotidianamente; sono i curanti che dovrebbero nella misura del possibile adattarsi alla persona e ai suoi desideri. E’ fondamentale conoscere le principali modalità comunicative e le strategie da utilizzare per permettere che il messaggio venga compreso. Non bisogna quindi considerare la persona con deficit uditivi diversa, ma piuttosto valorizzarla e laddove emerge un potenziale isolamento o rifiuto, incoraggiare la persona. Da questa connotazione, emerge, ancora una volta, un importante ruolo dell’infermiere nella presa a carico di persone con deficit uditivi. È fondamentale

che ogni professionista della salute, consideri il proprio operato, valutando gli interventi effettuati e collaborando con altri operatori, cercare un confronto e una condivisione di opinioni. Dal lavoro svolto, emerge comunque un importante miglioramento avvenuto negli ultimi anni rispetto alla presa a carico delle persone con deficit uditivi che sempre di più permette cure di qualità. Si evidenzia comunque ancora un grande lavoro da fare da parte dei professionisti che sempre di più dovrebbero consolidare le proprie conoscenze alla luce di quanto emerso in letteratura. Ogni curante deve essere responsabile e consapevole delle variabili che ogni relazione possiede, individualizzando e prendendo in considerazione tutti gli aspetti della persona.

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ATTUALITÀ 17


SENSI DEL SILENZIO: 11OTTOBRE 20 DICEMBRE2014 Esposizioni, conferenze, film, attualità su questo tema per noi così sensibile organizzato dalla Biblioteca Cantonale di Bellinzona. Dal libretto di presentazione leggiamo: “Il silenzio non è solo assenza di rumore; è una realtà molto più complessa, che spesso e volentieri si definisce proprio in relazione al rumore, e al suono, da cui si differenzia senza che vi si opponga in maniera rigida e radicale. Il silenzio può insinuarsi nel suono, può separare un suono dall’altro, può marcare una pausa, ma anche un inizio, o una fine. Ma il silenzio è anche ascolto, e proprio per questo non esclude il suono dalla sua definizione. Ci sono forme positive del silenzio, tante, ma a volte il silenzio è imposto, e allora genera disagio e oppressione. Ma allora che cos’è il silenzio? Al fine di valorizzare questi ed altri interrogativi Sensi del silenzio indaga il silenzio come esperienza percettiva, come forma del sentire umano, ma anche come fenomeno legato al tempo, allo spazio, alla cultura e alla tecnologia. Il progetto, sostenuto dalla Biblioteca cantonale di Bellinzona e da altri enti, prevede l’allestimento di un’installazione, l’organizzazione di una serie di eventi, incontri e conferenze, e la pianificazione di una rassegna cinematografica sul tema del silenzio.” ATiDU ha voluto partecipare con una duplice presenza, finanziando con Pro Infirmis il catalogo e l’esposizione Ssss!...satira, una serie di vignette in punta di lapis Riflessioni in satira sul tema del silenzio con i vignettisti Pier Alberti, Armando Boneff, Adriano Crivelli, Christian Demarta, Paul Fontana, Javier Martinez, Corrado Mordasini, Ircano Romano, Fredi Schafroth e Lulo Tognola; e organizzando giovedì 20 novembre la conferenza “Sordità e medicina, nuove prospettive” del Dr. Luca Ingold medico specializzato in audiologia e otorinolaringoiatria, seguita da alcune interessanti testimonianze di persone con problemi d’udito. Una serata che si è rivelata ricca di spunti ed emozioni.

RIASSUMENDO: L’esposizione “Ssss!...satira” era visibile alla Biblioteca Cantonale di Bellinzona dal 17 ottobre al 29 novembre 2014. Si può richiedere il catalogo (sotto forma di cartoline postali rilegate) al prezzo di CHF 10.- (+spese spedizione) scrivendo a: satira.silenzio@gmail.com Sopra possiamo ammirare la vignetta illustrata di Christian Demarta. Presso il segretariato di ATiDU è disponibile la documentazione della serata del 2o novembre.

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RESOCONTO CONGRESSO ASPEDA DI MAGLIASO Quest’anno ASPEDA festeggia i 40 anni di attività e ha scelto il Ticino come cornice dei festeggiamenti e del congresso annuale del 25-26 ottobre, molte le famiglie provenienti dalle tre regioni linguistiche presenti per l’occasione. Dopo i consueti ringraziamenti e saluti si è aperto il congresso con l’intervento di Manuele Bertoli che nel suo bel discorso ci ha ricordato l’importanza della comunanza intorno ad un bisogno. La prima conferenza “Nel cuore della ricerca” è stata condotta dal Dr. Gianni Soldati della Swiss Stem Cell Foundation, responsabile anche del Laboratorio di diagnosi molecolare di Lugano, ha presentato gli aspetti genetici dei problemi uditivi. Il Dr. Soldati ha messo l’accento sulle modifiche genetiche possibili del DNA come causa della sordità legate alla mutazione di una proteina specifica responsabile della comunicazione tra le cellule. Questa mutazione sarebbe responsabile del 50% delle sordità di origine ereditaria e del 40% dei casi sporadici del problema d’udito. Il Dr. Soldati ci ha poi informati sull’evoluzione degli studi in atto sulle cellule staminali, studi che fra qualche anno daranno i primi risultati tangibili. Dopo la conferenza il pubblico presente si è poi suddiviso nei singoli workshop scelti, di seguito un breve commento: •Relazione tra gli alunni, incontro con Pia Bossi insegnante per 25 anni nella scuola per sordi di Zurigo. La signora Bossi ci parla della sua esperienza professionale mostrandoci interviste di alcuni suoi ex allievi specifiche al rapporto degli studenti audiolesi con gli insegnanti e tra i compagni. •Disabilità uditiva, incontro con Irene Eckerli psicologa infantile nella scuola ZGSZ di Zurigo. La terapista ci ha esposto uno studio sullo sviluppo sessuale delle persone audiolese mettendo l’accento sull’importanza di parlare di sessualità con i bambini e ragazzi con problemi d’udito, per dare loro le informazioni necessarie sia in ambito preventivo sia per il benessere globale del loro sviluppo sessuale. Durante l’incontro sono stati forniti strumenti utili sia ai genitori che agli addetti ai lavori per poter affrontare con maggior agio il delicato tema della sessualità. •Sviluppo dei mezzi tecnici ausiliari e apparecchi acustici, incontro con Michele Ricchetti responsabile ricerca di Linear. L’ingegnere ha ampiamente esposto le molteplici possibilità tecniche della protesi moderna e dei mezzi tecnici ausiliari presenti attualmente sul

mercato o di prossima uscita tra cui anche l’innovativo rallentatore vocale che permette di regolare l’emissione del parlato senza alterare il timbro della voce. •Imparare a leggere e la competenza della lettura, incontro con Sandra Däppen psicopedagogista . La terapista ha messo l’accento sul significato delle competenze della lettura e della scrittura e delle difficoltà che spesso i bambini audiolesi incontrano, concludendo con metodi e possibilità per migliorare e promuovere le competenze necessarie. •Giochi e libri per imparare la lingua dei segni, incontro con Marina Ribeaud pedagoga visuale. Sono stati presentati strumenti tangibili e utili all’apprendimento della lis tramite giochi e libri accompagnati da concetti e spiegazioni pedagogiche. •Studio e pratica lavorativa quotidiana, tavola rotonda con gli interventi di Anna Bernardi, Janine Trashsel, Jasmine Schmidt, Daniel Ly, Nicole Lubert. Molto toccanti le esperienze raccontate da questi giovani adulti. Quello che ha colpito soprattutto è la loro forza di volontà nel voler riuscire professionalmente. Le due giornate di riflessione si sono concluse con la conferenza “Disabilità dell’udito e competenze sociali” della Dott.ssa Fabrizia Motta, psicologa e psicoterapeuta specializzata nello sviluppo e nell’adolescenza, che ci ha parlato delle difficoltà della comprensione e della costruzione delle regole sociali da parte dei bambini audiolesi e della necessità dunque che tutta la rete coinvolta nell’inserimento del bambino partecipi attivamente anche all’obiettivo concernente le competenze sociali. Ringraziamo ancora di cuore ASPEDA e tutti coloro che hanno reso possibile questo congresso per gli interessanti spunti di riflessione e soprattutto per aver facilitato l’incontro tra i bambini presenti, i genitori e gli operatori del settore. Auguriamo loro di poter festeggiare insieme molti altri anni di attività.

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TEMPO AMANDA E L’ABETE A cura di una fedele sostenitrice

Amanda viveva in uno strano paesino, senza piazze e senza negozi. Amanda viveva in uno strano palazzo “rotondo come il Colosseo” dicevano alcuni e in mezzo un grande prato, con al centro un abete. Buffo quel paese, buffo quell’edificio, tanta gente ma ci si incontrava poco. A volte si incrociavano sguardi dolci e garbati, spesso però erano sguardi un po’ severi, quasi infastiditi o in apprensione per il proprio piccolo spazio. Sempre quel proprio piccolo spazio da proteggere, chissà poi da chi e da cosa. Poca gente in quel bel prato a passeggiare se non ogni tanto i bimbi a giocare con l’aquilone o in bicicletta nel viale tutto intorno o d’inverno a far pupazzi di neve, chissà poi perché tutti con il naso da Pinocchio, forse per quella bugia illusoria del restare a lungo ma poi a lungo non restavano mai. In quel bel prato ci crescevano i denti di leone in primavera che diventavano poi soffioni d’estate e in autunno tutte quelle foglie degli alberi del vialetto che cadevano senza ordine e senza ritegno per la grande disperazione del custode che si ostinava a raccoglierle finchè non cadeva l’ultima, ultimissima foglia. A volte d’inverno scendeva la neve copiosa a coprire tutto, lampioni, viale, alberi spogli e anche quell’ abete che fedele a se stesso sempre verde restava. Quell’anno infatti fu particolarmente freddo e la neve scese piu abbondante che mai, coprì tutto senza fare distinzioni, anche l’abete che non cambiava mai, ma il biancore restò poco su di lui, al primo sole ritornò il suo verde testardo. Quella sera d’Avvento Amanda stava decorando per Natale il suo piccolo appartamento, c’era una bella atmosfera con tutta quella neve e lo sguardo gli si posò fuori, su quel prato dove guardavano tutte le finestre dell’edificio. “che c’è Amanda?” le chiese la madre che di colpo la vide silenziosa e pensierosa “guarda mamma l’abete fuori è tutto solo, tutti stanno addobbando le proprie case e nessuno pensa a decorare l’abete del palazzo” disse tristemente la bimba. Amanda aveva ragione, la madre guardò fuori e vide anche lei tutto quel fermento nelle case dei vicini e quell’abete verde tutto solo, tutto triste. “mamma perché non lo decoriamo noi l’abete del giardino?”

TEMPO 20

“Amanda l’abete non è nostro, è di tutti, non possiamo farlo noi” “allora mamma chiederemo a tutti i vicini di decorare insieme a noi l’albero, che bello sarà con le decorazioni di tutti quanti!!!” Amanda saltava dalla gioia, felicissima di aver trovato questa splendida idea. La madre si trovò d’accordo con lei, così insieme decisero di scrivere una letterina a tutti i vicini di casa. Il nostro abete al centro del prato è tutto solo, è di tutti noi, decoriamolo insieme, appuntamento sabato 15 dicembre alle ore 17.00, ognuno porti una decorazione. Scrissero questo messaggio su dei bellissimi cartoncini colorati e li misero nelle caselle della posta dei 66 appartamenti dell’edificio rotondo. Era venerdì e la mamma di Amanda faticò molto a contenere l’entusiasmo salterino della figlia, insieme prepararono le loro decorazioni, e il sabato mattino Amanda si avvicinò all’amico abete e gli sussurrò piano“ non ti preoccupare presto sarai bellissimo, vedrai quanto sarai colorato. Ancora un po’ di pazienza” Finalmente arrivò il momento, e alle 17.00 precise Amanda e sua madre armate di lanterna e decorazioni scesero per incontrare l’albero e i loro vicini. Sotto l’abete non c’era nessuno, aspettarono un pochino guardando le finestre dei vicini illuminate ma ancor più chiuse del solito. Amanda si rattristò “Amanda dai iniziamo noi, arriverà presto qualcuno e se non arrivano poco importa noi lo decoriamo lo stesso” Cosi tirarono fuori le luci che avevano comperato e le decorazioni fatte da loro, delle bellissime stelline di legno colorate e comiciarono a rendere variopinto il loro amico albero, l’entusiasmo e la gioia della bimba iniziava a ritornare vedendo l’albero così bello. Le tapparelle di qualche finestra accennarono ad aprirsi e qualche curioso a guardare fuori ma nessuno prese coraggio, nessuno scese. Amanda e la madre ammirarono con gioia il risultato del loro lavoro. L’abete aveva infine cambiato colore, risplendeva di tutte quelle lucine, di quelle stelline, sembrava felice! Loro piene di gioia e di tristezza allo stesso tempo rientrarono a casa.

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Il giorno dopo all’imbrunire, la bimba stava guardando l’abete colorato quando vide la vecchietta del piano di sopra che metteva delle palle rosse nella fila inferiore dei rami, era piccina e solo lì arrivava, illuminata però dalle lucine dell’albero sembrava una fatina. Poi poco più tardi vide avvicinarsi il bimbo del numero 8, che sulle spalle del suo papà posò su alcuni rami una ghirlanda rossa. E così sera dopo sera l’abete si arricchì di nuove mani, di nuovi amici. Non tutti i vicini parteciparono e molti del condominio guardavano arricciando il naso tutta quell’inutile attività, ma anche loro come tutti, la sera prima di andare a dormire, quando nessu-

no li vedeva si fermavano spesso alla finestra a scaldarsi alla luce di quell’abete felice. E guardando bene potevano vedere il visino sorridente di Amanda.

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ATTIVITÀ SVOLTE

PERDITA UDITIVA DELL’ANZIANO, COME VIVERLA SERENAMENTE?

GRUPPO GENITORI

I volontari preparati dell’ATiDU hanno svolto durante l’autunno, ben quattro incontri nei Centri diurni del Cantone e del Moesano per spiegare ai presenti le problematiche della perdita uditiva e far conoscere le soluzioni pratiche per migliorare l’ascolto.

Domenica 21 settembre un gruppetto di bambini con problemi d’udito ha avuto l’opportunità di partecipare all’atelier del Museo in Erba di Bellinzona. Nel frattempo i genitori e ATiDU hanno avuto un momento di scambio sui bisogni delle famiglie. Questi incontri proseguiranno 4, 5 volte all’anno.

SENSIBILIZZAZIONE

STRADA IN FESTA A GIUBIASCO

L’ATiDU ha preparato i futuri specialisti in attivazione che frequentano la Scuola Superiore Medico Tecnica (SSMT) a Lugano, a operare con sensibilità, empatia e competenza con persone anziane con una perdita uditiva sia a livello teorico che pratico coinvolgendo direttamente gli studenti in un lavoro di ricerca sul posto di lavoro.

GRUPPO PER PERSONE CON IMPIANTO COCLEARE (IC)

Il gruppo si è formato spontaneamente nel 2013 in seguito al desiderio di alcuni di parlare del proprio vissuto, confrontati quotidianamente alle difficoltà della propria situazione. Dalla primavera all’autunno 2014, il gruppo si è riunito due volte. Perché far parte di un gruppo? Perché allevia la situazione del partecipante e gli scambi in seno al gruppo permettono di sentirsi capiti, valorizzati sentendosi meno soli di fronte ai problemi posti dal nuovo modo di sentire con l’impianto. Le date degli incontri sono comunicate di volta in volta sul sito ATiDU.

SEMINARIO DI APPROCCIO ALLA MUSICOTERAPIA PER PERSONE CON IC E TERAPISTE

Il 14 settembre 2014 ATiDU ha partecipato con il suo stand informativo a questa simpatica giornata di aggregazione, restando a disposizione dei visitatori per dare informazioni sull’associazione e sulle attività proposte.

TEATRO SOCIALE BELLINZONA 8 NOVEMBRE 2014

“A piedi nudi nel parco” di Neil Simon con Vanessa Gravina, Ludovica Modugno, Stefano Artissunch.

FILM/CENA CON ATTE BELLINZONA

Venerdì 10 ottobre 2014, visione del film “Emotivi anonimi” con sottotitoli in italiano e a seguire cena in compagnia.

MOSTRA SEGANTINI A PALAZZO REALE

Sabato 22 novembre 2014 a Milano un gruppo di soci e amici ha avuto l’opportunità di ammirare numerosi capolavori di Giovanni Segantini, sicuramente uno degli artisti europei più importanti vissuti alla fine dell’Ottocento.

Venerdì pomeriggio, 17 ottobre 2014, a Giubiasco, Sara Baiano, musicoterapeuta diplomata, ha guidato i sette partecipanti a vivere la musica, riscoprendo e favorendo la capacità di concentrazione e l’elaborazione uditiva dei suoni.

ATTIVITÀ SVOLTE 22

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Una nuova realtà in Ticino per risolvere i problemi di udito. Vieni a conoscere tutti i nostri prodotti e la formula zero pensieri. Per i nuovi clienti uno SCONTO del 15%. Prova gratuita per 30 giorni. Con professionalità e cortesia ti aiuteremo a trovare la migliore soluzione. PRENOTA UN TEST GRATUITO DELL’UDITO! Acustica D’Arrigo Viale Stefano Franscini n.23 Lugano Telefono 091/2255498 info@acusticadarrigo.com www.acusticadarrigo.com

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I NOSTRI PROSSIMI VIAGGI 2014 e 2015 MERCATINI A TRENTO E LEVICO TERME 13/14 DICEMBRE (sabato/domenica) Due giorni insieme per visitare con calma Trento con il suo mercatino e per chi volesse anche il nuovo museo d’arte MUSE ospitato in una moderna struttura opera di Renzo Piano. Pernottamento a Levico per apprezzare anche di sera il suo grande e particolare mercatino asburgico illuminato a festa. LUCI DI CAPODANNO A FIRENZE 29 DICEMBRE/02 GENNAIO 2015 (lunedì/venerdì) Firenze: visitarla è sempre una festa, perché nessuna città d’arte italiana racchiude così tanti tesori in un così piccolo, raccolto scrigno. Questa volta lo sarà ancor di più, perché oltre a conoscere ed apprezzare opere d’arte, a passeggiare tra palazzi di incomparabile bellezza o sul Ponte Vecchio illuminato, festeggeremo qui, insieme, la fine dell’anno vecchio e l’inizio di quello nuovo! DANZANDO SUL PO 31 DICEMBRE/01 GENNAIO 2015 (mercoledì/giovedì) Un ultimo dell’anno speciale, navigando lungo il Po su un elegante battello illuminato, cenone e danze al ritmo dei grandi classici della musica. Pernottamento In hotel e pranzo del primo dell’anno nella famosa Brescello di Peppone e Don Camillo. CAPODANNO IN COSTA AZZURRA 29 DICEMBRE/02 GENNAIO 2015 (lunedì/venerdì) Ritorna l’immancabile appuntamento per festeggiare la fine dell’anno nella vivace e briosa Nizza! Con i suoi grandi viali, la “Promenade des Anglais” e le pittoresche vie della vieille ville illuminate a festa! NIZZA E MENTONE 21/22 FEBBRAIO 2015 (sabato/domenica) Torna il consueto appuntamento con il colorato Carnevale in Costa Azzurra. La “Battaglia dei Fiori” di Nizza e ”Festa dei Limoni” a Mentone ci affascineranno con i loro carri colorati e il loro estro. Pernottamento in ottimo hotel nel centro di Nizza e posti numerati in tribuna per entrambi i cortei! PASQUA IN CORNOVAGLIA 03/12 APRILE 2015 (venerdì/domenica) Sulle tracce di re Artù e dei suoi valorosi Cavalieri della Tavola Rotonda! Tra alte scogliere, natura incontaminata e pittoreschi borghi a picco sul mare impareremo ad amare questa terra meravigliosa e orgogliosa! BICI E BARCA IN OLANDA 01/09 MAGGIO 2015 ( venerdì/sabato) Sempre più avventurosi ci spingeremo sino in Olanda! Navigando e pedalando di canale in canale partiremo da Amsterdam per giungere sino a Bruges passando per villaggi pittoreschi, importanti città storiche e paesaggi incantati… senza salite!!!!

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INDIRIZZI UTILI

ENTI

MEDICI

ATiDU Associazione Ticinese Deboli d’Udito Viale Olgiati 38b 6512 Giubiasco Tel. 091 857 15 32 info@atidu.ch www.atidu.ch

Dr. Joel Jermini Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel. 091 825 86 86

Dr. Francesco De Righetti (Perito AI) Via Monte Boglia 5 6900 Lugano Tel. 091 972 88 44 Fax 091 972 88 45

Dr. Andrea Ferrazzini (Perito AI) Via Lugano 6500 Bellinzona Tel. 091 825 25 13 Fax 091 825 25 18

Dr. Antonio Pellanda (Perito AI) Via Pioda 5 6900 Lugano Tel. 091 923 77 06 Fax 091 922 77 13

PRO AUDITO SCHWEIZ Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel. 044 363 12 00 www.pro-audito.ch PRO INFIRMIS TICINO E MOESANO Via dei Sindacatori 1 6900 Massagno Tel. 091 960 28 70 Fax 091 960 28 88 www.proinfirmis.ch SERVIZIO SOCIALE PER SORDOCIECHI Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel. 091 825 82 72 www4.ti.ch/dss/dasf/ SONOS Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel. 044 421 40 10 Fax 044 421 40 12 www.sonos-info.ch ASPEDA Freiburgstrasse 21 3150 Schwarzenburg Tel./Fax 031 731 33 44 www.aspeda.ch

Dr. G. Soldati e Dr.ssa D. Soldati (Periti AI) Via Giuseppe Cattori 11 6600 Locarno Tel. 091 751 79 77 Fax 091 752 13 31 Dr. Frank-Olaf Gellert (Perito AI) Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel. 09 751 55 12/15 Fax 091 751 55 19 Dr. Luca Ingold (Perito AI) Pal. Pax, Viale Stazione 9 6600 Locarno Tel. 091 743 33 22 Fax 091 743 33 21 Dr. Nicola Melik (Perito AI) Via dell’Ospedale 14 6600 Locarno Tel. 091 760 06 60 Fax 091 760 01 55

Dr. Raffaele Pelloni (Perito AI) Via Moncucco 7 6900 Lugano Tel. 091 968 22 12 Fax 091 968 22 14 Dr.ssa Elena Scotti Viale Castagnola 27 6900 Lugano Tel. 091 923 36 28 Fax 091 923 86 21 Dr. Stefano Ermanni (Perito AI) Via Nassa 21 6900 Lugano Tel. 091 923 48 75 Fax 091 923 48 76 Via Turconi 23 6850 Mendrisio Tel./Fax 091 646 63 54 Dr. Aleardo Del Torso c/o Centro Medico corso San Gottardo 6 6830 Chiasso Tel. 091 695 17 30 Fax 091 683 03 07

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AUDIOPROTESISTI ACUSTICA D’ARRIGO apparecchi acustici Viale Stefano Franscini 23 6900 Lugano Tel. 091 225 54 98 AMPLIFON SA Via Nassa 38 6900 Lugano Tel. 091 923 14 09 Fax 091 923 91 89 AUDIOSYSTEM GROUP c/o Farmacia di Besso Via Besso 23a 6903 Lugano Tel. 079 242 21 43 BELOTTI SA Piazza Teatro 6500 Bellinzona Tel. 091 825 81 83 Fax 091 825 81 84 CENTRO ACUSTICO TICINESE Via alla Bozzoreda 37 6963 Pregassona Tel. 091 940 30 30 M&M ACUSTICA Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel. 091 760 06 46 OTOACUSTICA PAGANINI SA Via Motta 1 6900 Lugano Tel. 091 922 90 10 Fax 091 922 80 66

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6528 Camorino

Diventa socio anche tu! I soci dell’ATiDU usufruiscono di tutte le informazioni elaborate dall’associazione e partecipano a tutte le attività da essa promosse. Inoltre l’associazione mette a disposizione svariati mezzi ausiliari dell’audioteca e un impianto a induzione per persone deboli d’udito che partecipano a riunioni e conferenze. ATiDU vi accoglie volentieri nella sua sede di Giubiasco presso Viale Olgiati 38b e risponde al numero +41 (0)91 857 15 32 e all’ indirizzo e-mail info@atidu.ch. Visitate il nostro sito: www.atidu.ch


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