Skip to main content

Infoatidu42

Page 1

Info ATiDU 42 Periodico dell’Associazione Ticinese Deboli d’Udito Nr. 42 Primavera/estate 2016

APPROFONDIMENTO EVOLUZIONE DEGLI APPARECCHI ACUSTCI A cura di Maria Grazia Buletti

NUOVI ARRIVI IN AUDIOTECA!


SOMMARIO RINGRAZIAMENTI AI SOSTENITORI

Ernst Göhner Stiftung M&M Acustica Amplifon SA Acustica D’Arrigo Otoacustica Paganini SA

INFO ATiDU

Periodico di ATiDU Ticino e Moesano, Associazione Ticinese Deboli d’Udito

3 EDITORIALE 4 APPUNTAMENTI

Estate/autunno 2016

Nuovi arrivi

La pubblicità, bellezza!

5 AUDIOTECA 7 SOCIALITÀ

REDAZIONE

8 APPROFONDIMENTO

COMITATO ATiDU

14 NOTIZIE 17 ATTUALITÀ

Cinzia Santo, redattrice responsabile Comitato ATiDU

Gianni Moresi, Presidente Dr. Andrea Ferrazzini Don Massimo Gaia Margherita Gerber Laura Giulianati Francesca Micheletti Zufferey Liliana Sabbadin-Panzeri Christian Siano

TEAM

Sabrina Bernasconi Chittaro Pia Cattaneo Cinzia Santo

GRAFICA

Gregorio Cascio Chiara Mancini per C-comunicazione e design

STAMPA

Progetto Stampa, Chiasso

TIRATURA

750 copie

SEDE, INFORMAZIONI E CONTATTI

ATiDU Ticino e Moesano Salita Mariotti 2 CH-6500 Bellinzona Tel.: 091 857 15 32 E-mail: info@atidu.ch Web: www.atidu.ch

COPYRIGHT

Pubblicazione gratuita con citazione della fonte

SOMMARIO 2

Evoluzione degli apparechi acustici

Dall’handicap visivo all’handicap uditivo

Odo e Hobby

20 TEMPO

22 GENITORI E FIGLI

Screening neonatale

24

Giovani studenti si raccontano

26 ATTIVITÀ SVOLTE 27 INDIRIZZI UTILI


EDITORIALE A cura di Gianni Moresi

Dopo l’Assemblea generale ordinaria annuale tenutasi a Bellinzona lo scorso 30 aprile, alla quale hanno presenziato parecchi soci e di cui troverete un resoconto nelle pagine seguenti, eccoci di nuovo a voi, care amiche e cari amici dell’ATiDU, con questo primo numero 2016 della nostra rivista. I contenuti sono davvero sempre molto interessanti: dall’articolo di Renato Rossini sulla pubblicità, alle novità nell’audioteca del nostro responsabile Gianni Camponovo. Non poteva mancare l’approfondimento dal titolo “Evoluzione degli apparecchi acustici”, oltre alle rubriche ricorrenti con gli appuntamenti e le novità. Buona lettura! Dal punto di vista associativo ci sono alcune novità. Dopo il trasloco del Segretariato da Giubiasco nei nuovi uffici di Bellinzona, dal primo di aprile è attiva una nuova collega, la Signora Sabrina Bernasconi Chittaro, che va a rinforzare il team, succedendo alla Segretaria-Cassiera storica dell’ATiDU Angela Colombo, nominata per acclamazione “socia onoraria”. Anche nel Comitato ci sono stati due avvicendamenti: Margherita Gerber, logopedista, ha preso il posto dell’arch. Anna Bernardi, dimissionaria per ragioni professionali, mentre Laura Giulianati, audiometrista, ha sostituito Cosimo Serino, nel tradizionale avvicendamento fra le ditte del settore attive in Ticino. Per quanto riguarda le attività che vorremmo mettere in evidenza per il 2016, ve ne sono due in particolare. La prima riguarda la pubblicazione del volantino in lingua italiana “Apparecchi acustici: regolamentazione dei casi di rigore” con susseguente campagna di sensibilizzazione in collaborazione con la Pro Infirmis e con l’AI Assicurazione invalidità. Mentre la seconda riguarda gli “Impianti ad induzione negli spazi pubblici”. Sintetizzando, in collaborazione con la FTIA Federzione Ticinese Integrazione Andicap, verranno segnalati i casi di “non conformità” relativi alle domande di costruzione concernenti la realizzazione di impianti ad induzione in base alla norma SIA 521 500 “costruzioni senza ostacoli”, punto 5 “acustica architettonica e impianti a diffusione sonora”. L’ATiDU disporrà per questo settore, di un proprio consulente. Ulteriori aggiornamenti, su queste iniziative e sul programma di attività, seguiranno presto tramite la nostra nuova Newsletter. Ribadisco che noi membri di Comitato e il team del Segretariato lavoriamo con piacere e con entusiasmo per raggiungere nuove mete, ed accettiamo volentieri suggerimenti, proposte e critiche per poterci sempre migliorare. Grazie a tutti per la collaborazione e per la disponibilità.

Un caro saluto e a presto!

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

EDITORIALE 3


APPUNTAMENTI ESTATE/AUTUNNO 2016 CORSI, SEMINARI E GRUPPI

ATTIVITA` RICREATIVE

Incontro informativo, prevenzione degli infortuni a domicilio In collaborazione con l’Associazione PIPA (Prevenzione Incidenti Persone Anziane) proponiamo un pomeriggio informativo sulla prevenzione agli infortuni a domicilio.

Come di consueto con la fine dell’estate riprenderanno le nostre attività ricreative che comprenderanno alcune gite ancora da definire, visione di film con sottotitoli e i posti privilegiati nei Teatri di Bellinzona, Lugano e Chiasso. Vi segnaliamo però nel corso dell’estate:

1 giugno Alle 14.00 presso la sala riunioni ABAD, salita Mariotti 2, Bellinzona, con le relatrici Bussien Morena (animatrice), Jelmoni Elena (ergoterapista) e Martignoni Olivia (fisioterapista). Per questioni organizzative è necessario annunciare la propria presenza telefonando al segretariato allo 091 857 15 32 o scrivendo a info@atidu.ch entro giovedì 26 maggio.

Musical “TITANIC” 27 agosto A Melide, ore 20.00. Dopo il grande successo riscontrato lo scorso anno nella regione del Walensee, lo spettacolo sbarca a Melide; la sua storia d’amore senza confini, la grandiosa scenografia e i sontuosi costumi con lo scenario mozzafiato del Ceresio, rappresentano un’occasione speciale di riscoprire la storia del Titanic.

Gruppo genitori e gruppo IC Verranno organizzati altri incontri nel corso dell’autunno. Le date saranno visibili sul sito internet di ATiDU o verranno segnalate via newsletter.

RIASSUMENDO: I nostri uffici saranno chiusi per ferie dall’11 luglio al 1 di agosto. Gli spettacoli a teatro hanno posti privilegiati. Per altre attività ancora non previste sarete informati per posta o via e-mail. Per saperne di più consultate il nostro sito internet www.atidu.ch

APPUNTAMENTI 4


AUDIOTECA NUOVI ARRIVI A cura di Gianni Camponovo

La maggioranza delle persone che prendono contatto con l’Audioteca ha difficoltà manifeste con il telefono (difficoltà di udire la chiamata e soprattutto difficoltà nel capire l’interlocutore). Nella nostra audioteca disponiamo di qualche apparecchio speciale ed ultimamente ci siamo dotati di un nuovo telefono che oltre alle funzioni normali (amplificazione della chiamata e della comunicazione) ha anche una nuova forma moderna e funzionale. Le prime prove effettuate sono state molto positive. La qualità del suono è eccellente, l’amplificazione è buona e l’apparecchio è di facile uso. Ricordo che ATiDU non vende apparecchiature, noi cerchiamo la miglior soluzione con l’utente e forniamo i mezzi ausiliari in prova gratuitamente per una quindicina di giorni, contattateci per un eventuale appuntamento o per informazioni.

Flashtel comfort 3 (Humantechnik) Le principali caratteristiche sono: • Amplificazione regolabile fino a +30dB • Compatibile con lacci a induzione • Possibilità di collegare una seconda cuffia d’ascolto • Segnalazione della chiamata acustica e/o luminosa (Flash) • Visualizzazione delle chiamate senza risposta • Tasti grandi di selezione • Tramite un tasto può essere usato anche da persone normo udenti • Altoparlante • Tasti con numeri di chiamata diretti • Fornibile anche con Bluetooth Costo circa 160.- Chf

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

AUDIOTECA 5


Un’altra grossa difficoltà che le persone audiolese incontrano spesso è l’udire il semplice trillo del campanello d’entrata. In molti casi questo problema può essere risolto semplicemente con un’amplificazione del suono e una segnalazione luminosa (Flash). Sul mercato sono disponibili più soluzioni relativamente costose, noi abbiamo scelto per voi due possibilità veramente di facile impiego e soprattutto poco dispendiose. Doro RingPlus Si tratta di un segnalatore acustico e/o visivo (Flash) di facilissimo impiego.

Ring Flash 250 La seconda possibilità relativamente più dispendiosa ha il grosso vantaggio di non essere limitata nella distanza a 5 metri ma la sonda e collegata alla base tramite frequenza. Le principali caratteristiche sono: La sonda è alimentata con batterie e questo può essere un lato negativo. Il segnale acustico della base, regolabile, è veramente molto alto (fino a 95 dB) e può essere accompagnato o meno da un Flash molto visibile.

Le principali caratteristiche sono:

Costo circa 100.- Chf

È alimentato da una normale presa 220V. Dispone di una sonda che può essere collegata al campanello d’entrata (o telefono) tramite un cavo di 5 metri di lunghezza.

Queste due possibilità di segnalazione sono state provate più volte e in quasi tutti i casi hanno risolto il problema del campanello d’entrata.

Costo circa 80.- Chf

RIASSUMENDO: Per chi fosse interessato a prendere in prestito un mezzo ausiliario dalla nostra audioteca può telefonare alnostro segretariato digitando il numero di telefono 091 857 15 32 o scrivendo a info@atidu.ch per fissare un appuntamento con la persona responsabile. Tutte le schede tecniche dei mezzi ausiliari presenti nella nostra audioteca sono consultabili sul nostro sito www.atidu.ch

AUDIOTECA 6


SOCIALITÀ LA PUBBLICITÀ, BELLEZZA! A cura di Renato Rossini

Qualche settimana fa un bel cartellone pubblicitario formato mondiale campeggiava lungo le strade di diverse località del Cantone. Un cartellone dove una nota ditta offriva apparecchi acustici gratuiti a chi ne avesse avuto bisogno. Il cartellone era ben visibile anche da chi viaggiava in automobile, ma per leggere le poche spiegazioni e scoprire come avvenisse il miracolo bisognava avvicinarsi a piedi. L’offerta in effetti riguardava apparecchi coperti dal sussidio AVS (650.Chf per un solo apparecchio, l’eventuale secondo non è più sussidiato) o AI (850.- Chf per un apparecchio, 1700.- Chf per due). Rivelato l’arcano sulle prime sono rimasto incredulo, pensando ai bigliettoni da 1000.- Chf che ho dovuto sborsare di tasca mia per gli ultimi apparecchi Naida della Phonak, oltretutto acquistati ancora prima del 2011, quando i sussidi AI erano più cospicui. Poi una rivelazione ha attraversato come un lampo la mia mente, una scena del film “L’ultima minaccia” (1952) di Richard Brooks in cui Humphrey Bogart risponde al suo interlocutore, indignato perché i giornali di un fatto accaduto hanno riferito solo ciò che era gradito al loro editore, travisando in questo modo la realtà:

poco, verso la pubblicità (pensiamo pure a quella che offre perenne giovinezza, felicità, successo, …) è saggio mantenere un cauto sospetto e, quando si può, verificare la completezza e la pertinenza dell’informazione. Per quanto riguarda l’acquisto di apparecchi acustici il relativo opuscolo dell’ATiDU (richiedibile presso il segretariato) suggerisce una sperimentata procedura che permette di evitare facili illusioni e soprattutto… cocenti delusioni!

“È la stampa, bellezza! La stampa. E tu non ci puoi far niente. Niente!” Parafrasando Bogart mi sono detto: “È la pubblicità, bellezza!” È la pubblicità che subdolamente omette una parte dell’informazione, quella più scomoda al venditore. È infatti vero che esistono apparecchi acustici il cui costo è interamente coperto dall’AI o dall’AVS, ma si tratta di apparecchi semplici, adatti a chi ha perdite d’udito lievi. Gli altri, e credo siano la maggioranza, ossia chi ha perdite d’udito più marcate, che necessitano di apparecchi più sofisticati e performanti devono sapere che la spesa da sostenere di tasca propria può sorpassare, anche di molto, il sussidio. È la pubblicità, bellezza! Il suo scopo non è quello d’informare, ma di catturare potenziali clienti. L’informazione semmai verrà dopo, nel negozio. E per molti può rappresentare un’amara sorpresa. Ma se Bogart aveva ragione quando diceva che contro il potere della stampa, se non si hanno mezzi per verificare la veridicità delle fonti, si può fare ben

RIASSUMENDO: ATiDU è sempre a disposizione per consulenze individuali alle persone con problemi d’udito offrendo le informazioni necessarie affiché l’acquisto e l’utilizzo degli apparecchi acustici, si svolga con consapevolezza. Ricordiamo inoltre che potete richiedere al nostro segretariato l’opuscolo: Guida all’acquisto di un apparecchio acustico.

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

SOCIALITÀ 7


APPROFONDIMENTO EVOLUZIONE DEGLI APPARECCHI ACUSTICI A cura di Maria Grazia Buletti

Dal cornetto acustico alle protesi acustiche, fino alla tecnologia wireless: è rivoluzionaria l’evoluzione a favore dei dispositivi per i deboli d’udito

La protesi acustica alimentata da energia elettrica, oggi denominata apparecchio acustico, nasce contemporaneamente al telefono dall’ingegno del fisico scozzese Alexander Graham Bell (1847–1922). La storia riporta che Bell visse in una famiglia sensibile ai problemi del linguaggio e della sordità, perché il suo bisnonno a Londra, suo zio a Dublino e suo padre, Alexander Melville Bell a Edimburgo, erano tutti professori di dizione. E proprio suo padre pubblicò una serie di scritti sull’argomento, alcuni dei quali ben noti, come il trattato Visible Speech (Edimburgo, 1868) nel quale egli illustrò il suo metodo per istruire i “sordomuti”, per mezzo della vista: “Come far articolare parole e capire ciò che stanno dicendo gli altri dal movimento delle labbra”. E per ritornare al figlio, Alexander Bell viveva ancora in Scozia quando si interessò alla fisica acustica per cercare di migliorare la condizione di sua madre, sorda. Ma il problema della debolezza uditiva è noto da sempre, come ci conferma il dottor Andrea Ferrazzini, specialista ORL: “La debolezza uditiva si manifesta per lo più con l’invecchiamento, è noto dall’antichità ed è una patologia medica con cui la disciplina di otorinolaringoiatria si confronta sin dalla sua nascita”.

La sordità è nata con l’uomo e con essa la necessità di porvi rimedio

Di fatto, l’audioprotesista Laura Giulianati ci ricorda che i primi studi sull’udito sono attribuiti all’illustre matematico Pitagora (575–500 a. C.), sebbene si debba ritenere che l’interessamento all’audizione sia addirittura antecedente al periodo in cui egli visse: “La sordità è nata con l’uomo e la necessità di porvi rimedio è data dall’antico e istintivo gesto di porre la mano a conchiglia dietro l’orecchio, in modo da aumentare la superficie del padiglione auricolare”. Questo gesto istintivo esprime ancor oggi l’intendimento di poter meglio captare i suoni, configurando con ciò un rudimentale sistema di “cornetto acustico”. Laura Giulianati afferma che: “La mano posta in questo modo ingrandisce la superficie del padiglione auricolare permettendo un guadagno di circa 10–12 dB tra le frequenze che vanno dal 500 al 2000 Hz, e in più favorisce

APPROFONDIMENTO 8

i suoni che vengono frontalmente, attenuando quelli posteriori, poiché consente una migliore discriminazione verbale”. L’esempio più celebre del portare la mano dietro l’orecchio per meglio udire è quello dell’Imperatore Adriano (876–138 d. C.), tramandato nella storia dal medico Galeno (129–200 d. C.), vissuto a Roma al servizio dell’Imperatore Marco Aurelio.

Il cornetto acustico è il primo vero apparecchio acustico della storia

Da questo breve scorcio storico, e come d’altronde conferma il dottor Ferrazzini, si evince che: “In passato le possibilità di supporto erano molto limitate, i dispositivi medici inizialmente erano delle cornette uditive o attrezzi simili, costosi, ingombranti e scarsamente efficaci”. Ad ogni modo, l’istintiva tendenza di mettere la mano dietro l’orecchio ha presumibilmente suggerito la realizzazione del primo vero apparecchio acustico rudimentale, racconta l’audioprotesista: “Si è realizzato il cornetto acustico, per costruirlo i nostri antenati usavano le corna di animali come amplificatori acustici per meglio udire i suoni”. La strada nella ricerca di sistemi utili a migliorare la capacità uditiva di chi ne sentiva il bisogno (e non sempre solo per problemi effettivi d’udito) diviene sempre più percorsa. Per fare un esempio, nel 1650 lo storico tedesco Athanasius Kircher ideò a questo proposito un lungo tubo di ottone che partiva dalla sua stanza e terminava alla porta del custode, così da evitare di muoversi per comunicare. L’audioprotesista così sintetizza i nuovi sviluppi (e i loro limiti) della ricerca, da quegli anni in poi: “I cornetti a gambo corto erano sicuramente pratici da usare, però obbligavano a un contatto molto ravvicinato con l’interlocutore. Il cornetto a tubo permetteva invece di mantenere una certa distanza e in teoria aiutava a prevenire la trasmissione di malattie”. Infatti, in quegli anni Pasteur aveva evidenziato il pericolo di contagio a causa dei microbi trasmessi per via aerea.

Dall’800 alla svolta del Transistor

È innegabile che, nel tempo, diversi studiosi, medici e scienziati abbiano contribuito allo studio e alle scoperte dell’acustica. Lo riassume sempre Laura Giulianati che ricorda la geniale idea avuta nel 1706 da Duguet: “Egli utilizzò il bracciolo di una poltrona per


convogliare le onde sonore all’orecchio del debole d’udito”. L’impiego più famoso di questo sistema fu il “trono acustico” costruito appositamente da Rein nel 1819 per Re Giovanni VI del Portogallo. Qualche tempo più tardi, nel 1841, fu riprodotta una poltrona nella quale il suono è condotto all’orecchio mediante un lungo tubo disposto sulle pareti laterali: “Allora, i cornetti acustici assunsero le forme più disparate e furono fabbricati con differenti materiali, come legno, cuoio, avorio e altri ancora; essi furono usati anche per farsi ascoltare senza essere uditi dalle persone attorno, ad esempio per predire il futuro”. Percorso sempre più in crescendo, quello dell’evoluzione delle protesi acustiche: “Dall’Audiophone” al “Dentafono” (invenzioni del dottor Richard Rhodes di Chicago) che constavano in una sorta di ventaglio atto a raccogliere la voce percepita per conduzione ossea tramite il manico che il debole d’udito poneva sulla testa o fra i denti, fino al primo apparecchio elettroacustico concepito nel 1876 dal fisico scozzese Bell, inventato perché la sua giovane moglie sordomuta potesse udire meglio”. Quest’ultimo fu il primo passo verso la moderna tecnologia che vide, dopo la prima guerra mondiale, l’uso delle prime valvole termoioniche e una progressiva riduzione delle dimensioni complessive dell’apparecchio acustico: “Dimensioni che sono fondamentalmente condizionate dalla fonte di alimentazione”.

Col progresso: pure i danni da rumore cronico all’udito

Una ricerca assidua e prolifica, quella del miglioramento della condizione delle persone deboli di udito, progressivamente accompagnata dai “danni” che l’industrializzazione ha comportato, come spiega il dottor Ferrazzini: “È vero che l’industrializzazione ha prodotto la comparsa dei danni da rumore cronico all’udito, interessando ad esempio alcune categorie particolarmente esposte come falegnami, fabbri, operai nel campo edile… Nel contempo è però maturata la possibilità di costruire amplificatori di suoni: i primi veri apparecchi acustici”. L’otorino racconta che questi erano ancora piuttosto costosi, un po’ ingombranti, senza riguardi estetici e con efficacia limitata: “Molti di noi ricorderanno un problema classico di questi dispositivi: il “fischio” prodotto dall’apparecchio se non ben inserito o se la debolezza uditiva era importante; se l’amplificazione finiva per produrre un fischio più

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

APPROFONDIMENTO 9


APPROFONDIMENTO 10


o meno costante, l’apparecchio diventava quasi inutilizzabile, perché dava fastidio sia al portatore sia a chi gli stava accanto”. Ferrazzini così riferisce la risoluzione di questo problema: “Esso ha potuto trovare una soluzione solo con l’avvento dei moderni apparecchi acustici detti “digitali”: vale a dire con un’elaborazione del suono più raffinata, tramite un processore”. Di fatto: un mini–computer con i suoi programmi, tra i quali quelli di soppressione del fischio. Senza dimenticare che ciò ha reso possibile anche una miniaturizzazione, e quindi la creazione di “gusci” per l’apparecchio, sicuramente più estetici oltre che maggiormente confortevoli da portare.

Il presente degli apparecchi acustici

“La vita quotidiana implica un adattamento continuo ai cambiamenti, soprattutto se si è dinamici”, conferma Laura Giulianati, la quale ricorda che: “Per tenere il passo con uno stile di vita moderno è necessario avere un sistema acustico sufficientemente flessibile, che si adatti ai continui cambiamenti dell’ambiente sonoro”. Oggi, dunque, possiamo dire che le possibilità di regolazione e correzione delle perdite uditive si sono ampliate grazie a tutta questa tecnologia, richiedendo però l’aiuto di programmi informatici appositi, ma non solo, come dice il dottor Ferrazzini: “Vanno pure considerate le ripetute visite necessarie dal tecnico audioprotesista e non va sottovalutata la difficoltà di orientarsi fra le numerose offerte da parte dell’industria (per analogia alla nascita e sviluppo costante degli apparecchi fotografici digitali, con l’annuncio di nuovi modelli migliori, più volte l’anno)”. Ferrazzini non dimentica di dire che, malgrado il progresso, il consumo di energia è rimasto significativo: “Ragion per la quale gli apparecchi attuali richiedono sempre ancora batterie o accumulatori e, come nello sviluppo dei telefoni cellulari, non sempre si è tenuto conto a sufficienza delle esigenze della popolazione anziana che fatica a volte con apparecchi troppo piccoli e troppo tecnici”.

Esperienze sul campo

Non possiamo testare il grado di soddisfazione di Re Giovanni VI del Portogallo, e neppure quello della moglie del giovane Bell, ma possiamo capire come si collocano oggi le persone bisognose di apparecchio acustico, nei loro sogni e bisogni. “La scienza mi ha dato una mano e, grazie a vari apparecchi acustici (anche con un flash integrato) ho potuto gestire al meglio le situazioni dinanzi alle quali mi trovavo quando, con la nascita dei miei figli, mi sentivo limitata e impaurita e, di notte, mio marito era assente per lavoro e io non li sentivo piangere”, questa la testimonianza di Luana Candiotti, di 43 anni, che da 26 porta apparecchi acustici. In linea con quanto affermato dal dottor Ferrazzini, Luana conferma che negli ultimi 4 anni ha dovuto far fronte a cambiamenti decisamente non facili: “Le nuove tecniche e i nuovi sistemi dei processori non mi permettevano più di sentire in modo adeguato; la mia vita sociale era quasi pari a zero e non potevo pensare di rientrare nel mondo del lavoro”. Ciò significa che non sempre progresso è sinonimo di miglioramento e

questo va considerato, per non incappare in illusorie aspettative, anche se poi si può giungere a una soluzione personalizzata: “La grande svolta è stata nell’autunno 2014, quando qualcuno mi parla di una ditta italiana che sviluppa apparecchi acustici completamente personalizzati”, conclude Luana che così accenna a una ulteriore nuova tecnica. Favorevole al progresso della tecnologia anche Laura Kellenberger (cinquantenne che porta apparecchi acustici da quando ne aveva 15) che ammette come la continua evoluzione di questo campo le abbia facilitato notevolmente la vita: “Poter usufruire dei mezzi quali computer, smartphone eccetera, mi permette di mantenere la comunicazione attraverso lo scritto, di avere la certezza di comprendere i messaggi più importanti e di non vivere nell’incertezza del dubbio se ho “sentito” correttamente o no”. A causa del progressivo calo dell’udito, anni fa Laura ha fatto un passo avanti accettando di dotarsi di un impianto cocleare all’orecchio sinistro: “Questo nuovo mezzo ausiliario ha comportato ulteriori arricchimenti all’udito da una parte, ma dall’altra anche nuovi sforzi al livello psicologico, dovuti alla decisione presa e, poi, alla nuova convivenza”. Ella ammette però che grazie a tutte queste tecnologie può continuare a comunicare “col mondo esterno, a lavorare, a sentire (anche se non perfettamente) tutto ciò che mi circonda e permettere così al mio cervello di ricevere tutte le stimolazioni necessarie per continuare ad allenare le mie orecchie”. Il progresso tecnologico va dunque a braccetto con il miglioramento dello stile di vita delle persone bisognose di portare apparecchi acustici, malgrado alcune fatiche dovute all’adattamento e a qualche inevitabile problema tecnico. È significativa la testimonianza di Annalisa Butti, che di anni ne ha 80: “Nel portare apparecchi acustici dal 1980 all’orecchio destro, e dal 1995 al sinistro, la prima impressione è stata di gioia nel percepire nuovamente il canto degli uccelli, lo stormire delle fronde, la voce–anche bassa–degli amici”. Aiutata anche nella vita quotidiana (“come pedone e nella guida ora potevo sentire meglio da che parte provenivano i rumori della strada”), Annalisa dice che è innegabile il miglioramento della qualità dell’udito.

Strada facendo…

I cambiamenti vissuti dalle persone deboli d’udito per rapporto all’evoluzione tecnologica possono essere parecchi e ben lo mostra la testimonianza di C. (nome conosciuto alla redazione), un uomo di 42 anni che porta gli apparecchi acustici da 36. Egli si definisce “da sempre insofferente nell’indossare le protesi” a causa della “zona grigia” della sua perdita uditiva: “Potevo osare, in alcune situazioni, di non indossarle, anche grazie alla giovane età”. Egli è passato “dai classici retroauricolari analogici (nell’adolescenza degli anni ’80)”, a “un’unica protesi del tipo ITC”, senza risultati sperati. Poi, è passato alle protesi retroauricolari di dimensioni più contenute, “diventate più ingombranti in seguito, a causa di una perdita uditiva”. Egli ha superato recentemente lo “scoglio dell’indossabilità” costante in quasi ogni contesto “grazie alle protesi di tipologia di alta fascia, con un’ottima intellegibilità a brevi distanze”. Il nostro interlocutore così riassume quanto la continua evoluzione

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

APPROFONDIMENTO 11


tecnica ha cambiato il suo sentire: “Certamente, l’avvento delle protesi digitali hanno concesso la possibilità di intervenire su diverse frequenze sonore, oltre ai differenti canali di ricezione, permettendo una migliore correzione personalizzata”. Anch’egli, come le altre persone intervistate, ammette che in questi passaggi ci è voluto tanto impegno e non è mancata qualche difficoltà: “Con le protesi digitali, all’inizio, potrebbe apparire meno naturale di quelle analogiche”. Egli sostiene che la miniaturizzazione delle componenti ha dato un ulteriore input alla diffusione delle protesi e all’indossabilità, oltre al miglioramento dell’intellegibilità: “Permettendo a persone insospettabili di indossarle”.

Ed è futuro…

“Nei prossimi tempi si anticipano novità per ciò che concerne le batterie che dovrebbero poter venir sostituite da accumulatori facilmente ricaricabili e per quanto attiene alle possibilità di regolazione individuale”, esordisce il dottor Ferrazzini parlando di un presente che è un divenire nel futuro. E Laura Giulianati riassume con una parola il tutto: “Il futuro delle protesi acustiche è rappresentato dalla parola “connettività”: negli anni precedenti la tecnologia consisteva nella connessione senza fili; negli apparecchi acustici si è cominciato con l’uso di campi elettromagnetici per far arrivare agli apparecchi un segnale esterno “depurato” del rumore ambientale”. Il futuro delle protesi acustiche, dunque, pare passare dal protocollo Wireless: “Oggi quello più utilizzato è quello Bluetooth, che lavora alla frequenza di 2,45 GHz ed è quello con cui dialogano gli apparecchi acustici odierni, attraverso un dispositivo di interfaccia o da soli”, dice la Giulianati che così descrive gli attuali apparecchi acustici: “sono dei dispositivi assolutamente rivoluzionari, che rispondono in modo intuitivo per l’ambiente circostante, permettendo un controllo completo con accesso alla comunicazione e dispositivi multimediali, gli apparecchi acustici senza fili hanno la capacità non solo di funzionare come apparecchi acustici separati, ma possono funzionare anche come sistema”. Ciò significa che gli apparecchi acustici possono, tramite wireless, trasmettere dati tra loro e ricevere segnali da dispositivi elettronici comuni come telefoni cellulari o lettori MP3. Veri e propri gioielli elettronici, le protesi acustiche sono sempre più compatte, più autonome e più impermeabili. Il futuro potrebbe perciò riservarci quanto

APPROFONDIMENTO 12

ipotizza l’audioprotesista: “Sicuramente le protesi acustiche del futuro saranno molto più potenti e raffinate. Uno degli obiettivi principali rimane quello di realizzare protesi in grado di isolare le diverse tipologie di suono (ad esempio la voce) su diversi canali”. Attualmente le protesi amplificano selettivamente le frequenze sonore che corrispondono alla voce e diminuiscono il rumore delle altre, ma in futuro: “Saremo in grado di trattare i vari segnali in modo ancora più “fine”, tanto da poter ad esempio distinguere nettamente le parole in situazioni rumorose, nelle quali esse vengono normalmente perdute”. Un altro obiettivo, dice la Giulianati: “È cercare di rendere le protesi acustiche sempre più impermeabili per superare il limite acqua”.

I benefici di un’evoluzione rivoluzionaria

Abbiamo ben compreso come gli apparecchi acustici siano dei dispositivi medici che hanno lo scopo di migliorare la qualità di vita delle persone con problemi uditivi, pertanto la ricerca punta a trovare sistemi che possano aiutare le persone nello svolgere le loro attività quotidiane, come nel lavoro, nel tempo libero, al cinema, a teatro, alle conferenze, nelle attività scolastiche e del tempo libero. Chiediamo all’audioprotesista se sia utopia immaginare di permettere alle persone deboli d’udito di poter ascoltare uno spettacolo in una piazza di una città: “Assurdo? No: realistico”, risponde, invitandoci a immaginare di:

“Creare una connessione universale in tutti i luoghi pubblici, dove le persone con apparecchi acustici possano connettersi per utilizzare programmi dedicati per favorire l’ascolto, dal cinema, ai teatri, alle scuole, alle piazze delle città, agli aeroporti, alle stazioni…”. Un’evoluzione che Laura Giulianati definisce con una sola parola: “Integrazione”. E che ci fa comunque accettare quanto conclude e ricorda il dottor Ferrazzini: “Anche la medicina effettua parecchi studi e fa dei progressi, ma non si intravvede ancora alcuna possibilità di un trattamento puramente medico delle ipoacusie”. Ben vengano, dunque, un’evoluzione e un progresso degli apparecchi acustici che possiamo definire, nel tempo, come un progresso rivoluzionario.


RIASSUMENDO: La stesura di questo articolo è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione degli audioprotesisti Laura Giulianati e Cosimo Serino, e del Dr. Ferrazzini medico ORL, come anche alle testimonianze dei soci citati nell’approfondimento.

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

APPROFONDIMENTO 13


NOTIZIE

Notizie per la socialità Rimborso annuale costi per batterie Ricordiamo che è possibile ottenere il rimborso dei costi delle batterie per gli apparecchi acustici, telefonando all’Ufficio Assicurazione Invalidità di Bellinzona (091 821 91 11). Non è necessario presentare i giustificativi. (Escluse le persone che si sono dotate di apparecchi acustici già in età AVS). Dichiarazione d’imposta 2015 Le persone audiolese hanno la possibilità di dedurre le spese per disabilità dalle imposte. Vi invitiamo a leggere quanto scritto dalla divisione delle contribuzioni e a scaricare il formulario al link: http://www4.ti.ch/fileamin/DFE/DC/DOC-IPF/2011/ circ_2005_09-Questionario.pdf Per quanto riguarda la tassa d’esenzione dall’obbligo militare, gli uomini con un’ipoacusia bilaterale di 55 db, sono esenti da questa imposta.

Notizie da Associazioni amiche Pro Infirmis Ticino e Moesano compie 80 anni! Michela Luraschi: Era il 2 novembre del 1936 quando Beatrice Motta, figlia del consigliere federale Giuseppe, si trasferì da Berna a Bellinzona per aprire il primo segretariato di Pro Infirmis Ticino. Nacque così, anche nel nostro Cantone, il servizio sociale della più grande organizzazione nazionale attiva nel campo della disabilità. Oggi Pro Infirmis Ticino e Moesano dà lavoro a 222 persone, dispone di una rete di 331 volontari e sostiene 1843 persone con disabilità. La direzione cantonale si situa in Viale Stazione 33 a Bellinzona e con le altre succursali di Locarno e Lugano offre consulenza sociale e un gran numero di altri servizi a favore di bambini, famiglie e adulti con disabilità fisiche, mentali, sensoriali o psichiche. La consulenza promuove l’autodeterminazione delle persone e, completandosi con gli altri servizi proposti, sostiene la partecipazione sociale cercando di rafforzare le risorse personali e di agire sul contesto ambientale. La consulenza sociale di Pro Infirmis Ticino e Moesano si specializza in alcuni ambiti. Anche per le persone audiolese vi è una consulenza specializzata che si rivolge a minorenni o adulti con problemi di

NOTIZIE 14

udito, famiglie e servizi. Spazia da una consulenza in vari ambiti quali assicurazioni, mezzi ausiliari, all’accompagnamento in progetti formativi e professionali e strategie di comunicazione. Inoltre, Pro Infirmis collabora con altre associazioni nel processo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle problematiche legate al mondo della sordità, sia a livello cantonale che nazionale. Per sottolineare la ricorrenza dei suoi 80 anni, sono stati organizzati eventi diversi nelle varie regioni, con l’intento di divulgare i principi legati ai diritti delle persone in situazione di handicap e la promozione di una società inclusiva: capisaldi della strategia di Pro Infirmis per gli anni futuri, in ossequio alla Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità. I prossimi eventi per gli 80 anni di Pro Infirmis Ticino e Moesano saranno il 9 giugno alle ore 18.30 presso la Biblioteca Cantonale di Bellinzona: “Nessuno escluso” Tavola rotonda con i consiglieri nazionali Marina Carobbio Guscetti, Lorenzo Quadri e Fabio Regazzi. Il 25 agosto alle ore 17.30 in Città Vecchia a Locarno: “10 anni di Casa Vallemaggia” festa di quartiere. Il 7 ottobre alle ore 09.00 presso l’Università della Svizzera italiana a Lugano: “L’illusione della normalità?” simposio interdisciplinare. Il programma dettagliato può essere consultato su www.proinfirmis.ch

Notizie dal SEGRETARIATO Dal primo di aprile 2016 all’interno del team del segretariato ci sono importanti novità: la nostra cara segretaria Angela Colombo ha lasciato l’ATiDU per dedicarsi maggiormente alle attività che più le danno gioia, tempo e spazio concesso dalla meritata pensione. Viene sostituita da Sabrina Bernasconi Chittaro, la quale ha già esperienza nel settore avendo lavorato al Centro per persone audiolese e prima ancora per Pro Infirmis. Il 30 di aprile si è tenuta l’assemblea ordinaria della nostra Associazione, presso la sede dell’ATTE di Bellinzona; oltre all’ampio spazio dedicato alle attività del 2015 e ai progetti del 2016, abbiamo proceduto anche alla nomina di due nuovi membri del comitato e a una modifica dell’articolo 9 dello statuto. Inoltre Angela


Colombo è stata nominata socia onoraria. Per chi desiderasse i dettagli dell’assemblea è possibile richiedere la documentazione e il verbale al segretariato. Conclusi i lavori assembleari abbiamo ascoltato con interesse la conferenza dell’audiopedagogista Liliana Sabbadin-Panzeri dal titolo “Lettura del linguaggio”, un tema di grande importanza per tutte le persone con un problema uditivo. La mattinata si è conclusa con la condivisione del pranzo dove abbiamo avuto modo di festeggiare e salutare Angela.

GRAZIE ANGELA! Di Milena Donadini

metà tempo all’Istituto Sant’Angelo di Loverciano. L’attività dell’ATiDU cresceva e il lavoro anche; Angela, che rappresentava l’ATiDU nel comitato del Centro per persone audiolese, allacciò contatti intensi con pro audito schweiz e contribuì a inserire l’ATiDU nei mandati di prestazione. Grazie al mandato di prestazione, che non esito a definire “creatura di Angela” l’ATiDU poté consolidare molte attività a favore delle persone deboli d’udito. Angela diventò la segretaria coordinatrice dell’ATiDU, un ruolo che ha sempre svolto con amore e con grande dedizione, con un occhio vigile e attento su tutta la grande famiglia ATiDU e sulle sue importanti attività e progetti. A volte magari un po’ amabilmente rigoroso, questo suo occhio vigile, ci ha però permesso di crescere e di lavorare con tranquillità. In un biglietto augurale che le ho scritto alcuni anni fa, ho voluto ringraziarla in questo modo: Grazie cara Angela per tutte le volte che ci ricordi cosa dobbiamo fare; per tutte le scadenze che ci segnali; perché sei tanto tollerante con i nostri abituali ritardi; perché ci ricordi cortesemente che dobbiamo riempire le tabelle e perché hai sempre una buona parola per tutte.

Ho accettato con molto piacere l’incarico datomi dal Presidente di tracciare il percorso evidenziando l’operato di Angela Colombo che lascia l’ATiDU per un meritato pensionamento. Ho conosciuto Angela il giorno che è nata l’ATiDU; ero nel comitato promotore e una giovane signora, giù tra gli ospiti, ha attirato subito la mia attenzione per le domande pertinenti e interessanti che poneva e ricordo che ho pensato“ questa giovane la voglio nel comitato dell’ATiDU”. Nata l’ATiDU e diventata presidente ho contattato subito Angela Colombo: erano i nostri primi anni, non c’erano soldi, e tutta l’attività dell’ATiDU si basava sul volontariato puro. Angela fu subito disponibile e diventò la cassiera volontaria; lavorava a tempo pieno alla Fiat allora, ma credo che per lei il volontariato era quasi un’esigenza: infatti qualche anno dopo ridusse l’attività lavorativa alla Fiat per fare un volontariato a

Grazie cara Angela e tanti, tanti auguri per molte giornate serene da riempire con tanta buona curiosità e bei progetti, in buona salute.

RIASSUMENDO: Durante l’assemblea si è deciso di apportare la seguente modifica alla tassa sociale: •Persona singola: Chf 35.– •Famiglia: Chf 50.– •Ditte/enti/istituzioni: Chf 100.–

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

NOTIZIE 15


NOTIZIE 16


ATTUALITÀ DALL’HANDICAP VISIVO ALL’HANDICAP UDITIVO Traduzione di Fredy Züger da Aux Ecoutes n. 78 11/2015

Per la prima volta in Svizzera, nel settembre 2014, in una sala cinematografica di Losanna, a un pubblico di deboli di udito è stata offerta la proiezione di una pellicola con tanto di sottotitoli. Fino a quel momento solo i non vedenti potevano seguire la trama di un film grazie all’audiodescrizione. L’Associazione Incontri con Sguardi Nuovi allarga così la sua benevola offerta ad altri tipi di handicap. Sottotitoli in TV? I deboli di udito ne usufruiscono da tempo, anche perché ciò è regolamentato negli Statuti della SSR Svizzera, ma anche in molte catene televisive europee, che non lesinano sforzi, con risultati tutto sommato soddisfacenti, nonostante qualche comprensibile inciampo. Ciò, anche se sembra incredibile, non vale ancora per le sale cinematografiche, nonostante numerose e puntuali richieste da parte di molti deboli di udito, che hanno più volte denunciato la loro frustrazione per l’impossibilità di fruire della settima arte, vista l’assenza di sottotitoli e/o di supporti e/o apparecchiature elettroniche atte allo scopo. “È l’amara costatazione che abbiamo purtroppo fatto - osserva Bruno Quiblier, direttore di Incontri Sguardi Nuovi. - Sì, è vero che al cinema i deboli di udito hanno accesso, come tutti, ai sottotitoli in francese, ma solo di pellicole proiettate in lingua originale, mentre i film francofoni non offrono loro tale possibilità, almeno finora!”. È stata dunque incontestabilmente una prima assoluta in Svizzera. I terzi Incontri Sguardi Nuovi, organizzati dall’Associazione Base-Court dal 4 al 6 settembre 2014, hanno proposto per la prima volta dei film sottotitolati a un pubblico di deboli d’udito. Ma c’è di più: ogni prima domenica del mese al Phaté Flon di Losanna e ogni ultima domenica al Pathé Rialto di Ginevra un film recente o classico, è pure fruibile con sottotitoli.

Momenti di scambio “In Francia, contrariamente alla Svizzera, la legge impone da tempo la sottotitolatura dei film. - ricorda Bruno Quiblier - Grazie a ciò, noi riceviamo già molte pellicole francesi sottotitolate; da qui l’idea di proporle da subito al nostro pubblico, tanto più che ciò rientrava sin dall’inizio nei nostri obiettivi primari, allorché organizzammo i primi Incontri Sguardi Nuovi, 5 anni fa! Inoltre ci capita di finanziare noi stessi la sottotitolatura di alcune pellicole.” Inizialmente lo scopo principale di Sguardi Nuovi si limitava per lo più all’audiodescrizione dei film per un pubblico di non o scarsamente vedenti, se possibile già dalla loro prima apparizione nelle sale cinematografiche. “Abbiamo scelto di chiamare i nostri eventi Incontri e non Festival, poiché riteniamo che il pubblico, sia non vedente, sia debole di udito, gradisce partecipare alle proiezioni assieme a qualsiasi tipo di spettatore. Le nostre manifestazioni sono quindi aperte a tutti, con lo scopo di condividere dei momenti in lieta compagnia, di fronte a una pellicola, magari alla presenza - se possibile - del regista di turno”. Come spesso capita, Sguardi Nuovi decollò in seguito a tutta una serie di circostanze. “Un amico, che si occupava dell’audiodescrizione in Italia, un giorno mi fece notare che in Svizzera, stranamente, non esisteva nulla di simile. È così che tutto ebbe inizio. Il Comitato dell’Associazione Base-Court, che fino a quel momento si occupava prevalentemente di cortometraggi, si lanciò subito in questa nuova avventura!”. Un’avventura che ora si estende anche alla sottotitolatura per un pubblico di deboli d’udito, fermo restando che l’audiodescrizione continua comunque il suo cammino. La volontà di sottotitolare i film, faceva parte sin dall’inizio dei progetti dell’Associazione, volontà suffragata dai risultati di un esteso sondaggio effettuato, coinvolgendo persone sorde o deboli di udito, in collaborazione con Forom Ècoute e la Federazione Svizzera dei Sordi.

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

ATTUALITÀ 17


ATTUALITÀ 18


Fra breve tempo gli occhiali connessi Il risultato è stato stupefacente: oltre il 65% degli intervistati ha manifestato un forte desiderio di accedere a film francofoni con sottotitoli, anche in tutte le sale cinematografiche. Un primo tentativo ebbe luogo durante gli Incontri Sguardi Nuovi 2014, con grande successo, visto l’entusiasmo dimostrato da tutto il pubblico presente, specialmente da parte delle persone sorde o deboli di udito. Contattato, Pathé, partner storico dell’Associazione Base-Court, si dimostrò subito più che favorevole al progetto. “Hanno detto subito Sì e gliene sono ancora molto riconoscente - dice Bruno Quiblier - anche perché, seguendo lo spirito che in ogni momento li ha animati, sono sempre stati del parere che il cinema deve assolutamente essere accessibile a ogni tipo di pubblico”. Un punto di vista che ha d’altronde permesso alle proiezioni audiodescrittive e sottotitolate di essere fruibili senza alcun aumento di prezzo, anzi, all’accompagnatore di uno spettatore non vedente viene offerto l’accesso gratuito. Appena lanciata, la sottotitolatura da parte di Sguardi Nuovi, il cui slogan è tuttora “Un approccio sensibile al cinema”, sembra votata a un avvenire radioso. In un futuro prossimo si vedrà probabilmente l’estensione di questa esperienza in tutta la Svizzera. Inoltre siamo confrontati con un’innovazione tecnologica assai promettente: gli occhiali connessi. “Esistono e vengono già utilizzati in Germania, dove una ditta ha messo sul mercato un’applicazione per Smartphone, che permette di scaricare gratuitamente l’audiodescrizione e la sottotitolatura di un film - riferisce Bruno Quiblier -. Basta connettere smartphone e occhiali e il gioco è fatto. Questi occhiali verranno generalizzati ovunque, diminuendo notevolmente i costi dei proprietari, che potranno eliminare i costosi impianti elettronici, presenti ora in parecchie sale cinematografiche. Ecco perché Sguardi Nuovi vede i suoi progetti proiettati ed estesi in tutta la Svizzera, già forse a partire da questo 2016”.

E in Ticino cosa succede? ATiDU si è sempre prodigata per le pari opportunità in ambito culturale per le persone con problemi di udito, promuovendo l’impianto a induzione nelle sale pubbliche e con i posti privilegiati nei maggiori Teatri del territorio. Nell’ambito del cinema c’è ancora molto da fare, per ora una sola sala del cantone è dotata di un impianto a induzione: il Cinema Rialto di Locarno. ATiDU però organizza 4 pomeriggi Cinema all’anno proponendo film sottotitolati al Centro ATTE di Bellinzona, il prossimo incontro sarà il 18 maggio (vedi pagina appuntamenti)

RIASSUMENDO: Per quanto riguarda la possibilità di scaricare i sottotitoli con le nuove tecnologie esiste una ditta italiana, MovieReading la quale ha creato un’applicazione che permette allo smartphone o tablet di visualizzare i sottotitoli di un film, in qualsiasi cinema, perfettamente sincronizzati. Per maggiori info visitare www.moviereading.com

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

ATTUALITÀ 19


TEMPO ODO E HOBBY A cura di Milena Gianferrari

Dal 2011 ho iniziato la mia attività quale formatrice delle Aziende di pratica commerciale, un’ attività a stretto contatto con i giovani apprendisti di commercio. Ma come mi accorsi della perdita di udito? Un giorno un apprendista si apprestò a chiedere un’informazione innanzi alla scrivania del mio collega, io ero vicino a lui. L’apprendista, una ragazza di 17 anni, iniziò a parlare, io le chiesi di ripetere perché non compresi nulla, ma non fu così, a dire il vero non riuscii a sentire quello che diceva. Ripetendo, mi accorsi che ancora una volta il suono non mi era percettibile e vedevo soltanto le sue labbra muoversi, il mio collega non si accorse della mia situazione e grazie al cielo rispose lui stesso all’apprendista. Decisi così di effettuare il test gratuito presso un audioprotesista, ebbene sì: fu riscontrato un deficit uditivo. Qualche settimana dopo dalla visita specialistica dall’audiogramma risultava il 25% in meno da entrambe le orecchie. I primi mesi sono stati difficili, cercavo di nascondere gli apparecchi, ma ben presto mi sono accorta che comunicare ai colleghi il mio nuovo status era importante per permetter loro di capire alcune mie abitudini un po’ particolari come il chiedere spesso di ripetere quanto da loro detto oppure di riformulare io medesima quanto sentito. A fine giornata, terminato il lavoro lascio gli apparecchi acustici in ufficio, la mia perdita d’udito mi permette di cavarmela senza protesi uditive nella vita privata purché, quando parlo con qualcuno, lo possa vedere in faccia così da leggere il labiale. Non nascondo che ogni tanto è piacevole o meglio comodo poter dire: scusa non ti avevo sentito… La perdita di udito non mi limita troppo nella vita privata, se non quella di dover rinunciare a locali troppo affollati e rumorosi e il poter presenziare a concerti. Presenziare no ma suonare sì, infatti da quasi 25 anni faccio parte della Civica Filarmonica di Giubiasco dove suono il flauto traverso. Certo non è mica sempre tutto rose e fiori, infatti quando la sezione delle trombe si esprime al meglio nei suoi fortissimi, i miei padiglioni auricolari non sono i più felici; inoltre nemmeno quando i più indisciplinati continuano con i loro

TEMPO 20

chiacchierii diventa difficile isolare quanto il maestro stia dicendo dai rumori di sottofondo… Se alle prove di musica porto gli apparecchi acustici? No, sarebbe per me impossibile, utile di certo quando il maestro parla, ma mentre suoniamo dovrei spegnerli altrimenti la sollecitazione all’udito sarebbe troppo forte e non sopportabile anche raggiungendo la soglia di dolore. Trovandomi in prima fila riesco quasi sempre a leggere le labbra del maestro e seguire così la prova. E poi detto fra noi… se sbaglio qualcosa posso sempre dire “ops, non avevo sentito…” Da un anno a questa parte ho partecipato ai concerti di altre bande in qualità di presentatrice, un’altra attività nella quale si parla, parla, parla e si segue il proprio filo logico senza avere la necessità di dover interagire direttamente con qualcuno. Certo, il fatto di avere una perdita di udito del 25% mi permette di avere una vita con pochi limiti, non nascondo però che spesso si cercano le attività più affini a se stessi. Un’altra valvola di sfogo sono la palestra e il nuoto, attività abbastanza individuali anche se fatte in un ambiente affollato, dove da qualche tempo utilizzo le cuffiette con la musica per riuscire a rilassarmi e gustare appieno il mio allenamento. Qualche tempo fa, una signora fuori dalla vasca mi chiese delle informazioni inerenti gli orari di apertura del centro, grazie alla lettura del labiale sono riuscita tranquillamente a darle le informazioni. Poi, mentre eravamo accanto all’asciugacapelli funzionante, iniziò a parlarmi, non compresi nulla… il rumore di sottofondo e il fatto che non riuscivo a vederle le labbra mi impediva di interagire con la signora. La avvisai che ero debole di udito e che quindi non riuscivo a seguirla, ma lei non capiva (visto che a bordo vasca parlavamo senza difficoltà), anzi mi disse che non si era accorta che portassi gli apparecchi acustici… ma poi le dovetti dire che in acqua gli apparecchi acustici non si possono portare… Fortunatamente mi posso reputare una persona solare e con humor, e riesco a gestire in modo molto spontaneo e senza imbarazzare chi ho di fronte scherzando sul mio “handicap”.


Molti mi dicono: “ma dai gli apparecchi non si vedono nemmeno, non ci si accorge che non ci senti bene”, appunto se uno porta gli occhiali si vede che ha difficoltà visive, se uno va zoppo si vede che ha difficoltà a camminare, ma se qualcuno mi rivolge la parola ed io non riesco a capire e chiedo di ripetere ti guardano storto, come se avessero sbagliato loro… ed è qui che talvolta mi spiace che il mio handicap non sia visibile, perché spiegare a qualcuno che si è deboli d’udito in giovane età non è evidente, le risposte di regola sono: “e si anch’io son storna…” Detto ciò, la mia perdita d’udito mi permette di svolgere serenamente le mie attività preferite. Sa vedom al prossimo concerto o in piscina!

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

TEMPO 21


GENITORI E FIGLI SCREENING NEONATALE Collaborazione tra il gruppo di lavoro Krisalide e ASGBA

Come richiesto da alcuni genitori, il Gruppo di lavoro Krisalide si sta occupando del tema delle diagnosi precoci. Contemporaneamente l’ASGBA (Associazione Svizzera dei Genitori di Bambini Audiolesi) ha preparato un sondaggio proprio su questo tema. Il Gruppo di lavoro Krisalide collabora con l’ASGBA, con la quale si è accordata per occuparsi della spedizione dei questionari e della raccolta degli stessi. Per questo motivo, in allegato all’ultima Newsletter di Krisalide, avete ricevuto il questionario “Screening audiologico neonatale” che vi preghiamo vivamente di compilare e ritornarci al più presto per e-mail oppure per posta. Questo questionario è molto importante perché ci permetterà di avere un quadro più completo della situazione. A riguardo ASGBA scrive sulla rivista Bulletin Nr.2/2016 Screening audiologico neonatale: affinché un bambino audioleso benefici al più presto di un sostegno ottimale e delle misure adeguate, è importante che lo screening audiologico neonatale sia effettuato correttamente e dopo aver verificato il perfetto funzionamento dello strumento di misurazione. Per scoprire se lo screening audiologico è eseguito in modo corretto, ci raccomandiamo alle vostre informazioni. Grazie mille per poter prendervi il tempo di complilare il questionario che trovate sul sito www.asgba.ch Vi preghiamo di riempire un questionario per ogni bambino della vostra famiglia, grazie ancora! I dati personali saranno trattati in modo strettamente confidenziale e non saranno trasmessi a terze persone o enti.

RIASSUMENDO: Il questionario può essere scaricato dai vari siti o richiesto via mail ai vari servizi. ATiDU: info@atidu.ch Pro Infirmis: annarita.lubreglia@proinfirmis.ch vjosana.berisha@proinfirmis.ch FSS: info-i@sgb-fss.ch Krisalide: gruppolavoro.krisalide@gmail.com O direttamente dal sito di www.asgba.ch

GENITORI E FIGLI 22


Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

GENITORI E FIGLI 23


GIOVANI STUDENTI SI RACCONTANO Cosa vuol dire studiare essendo debole di udito? Com’è possibile proseguire degli studi superiori senza scoraggiarsi per le inevitabili difficoltà che possono insorgere? Come affrontare e ovviare a queste difficoltà? Guidate dal comprendere meglio questi quesiti, ci siamo rivolte a due nostri giovani soci: Marika 15 anni, primo anno di liceo linguistico e Dario 24 anni che frequenta un master di matematica applicata al Politecnico di Losanna. Entrambi deboli di udito e portatori di apparecchi acustici dall’inizio della scuola media. Marika ci spiega “Le difficoltà, come in ogni cosa, ci sono anche qui. Può capitare che io non riesca a capire le parole dei miei compagni, perché alcuni di loro parlano con un tono di voce molto basso. Di solito però i docenti, coscienti del mio problema, ripetono ciò che hanno detto e così tutto si risolve. Un’altra difficoltà che purtroppo esiste, e credo ci sarà sempre, sono le verifiche orali delle lingue straniere: i professori fanno partire un CD con dei dialoghi. Il problema è che non parlano in modo chiaro ed è pieno di rumori di sottofondo, che per noi che portiamo gli apparecchi sono molto forti e vanno a sovrastare il suono della voce. A questo proposito io ho trovato una soluzione con i miei docenti: uso il ComPilot (sistema di collegamento in wireless che collega i vari dispositivi all’apparecchio acustico). Un’altra difficoltà che incontro, e a mio parere non si può risolvere, sono i docenti che parlano “male”. Nelle lingue straniere, soprattutto il tedesco, può diventare difficile capire i professori che hanno un accento molto forte. Infatti, durante le lezioni di tedesco faccio spesso fatica a capire la differenza tra ‘t’ e ‘d’ e quella tra ‘n’ ed ‘m’. La soluzione a questo problema purtroppo non c’è: non mi sento di chiedere ai miei docenti di cambiare il loro accento e modo di parlare.”

GENITORI E FIGLI 24

Dario aggiunge invece “Fino al liceo io non avevo quasi nessun problema, gli insegnanti erano al corrente della mia situazione ed erano più che volenterosi nell’aiutarmi nel caso non avessi capito bene un argomento o una parte delle lezioni. Frequentando l’università le cose sono cambiate: almeno i primi anni, avendo solitamente 200 allievi nella stessa classe, un professore non può certamente permettersi di conoscere tutti i suoi allievi. E, pur essendo a conoscenza del mio problema, più che consigliarmi di sedere il più vicino possibile alla cattedra non potevano fare. Infatti le lezioni si svolgono in enormi auditorium capaci di contenere tutti gli allievi, quindi il fatto stesso di riuscire a sentire la voce dei professori non è scontato.” Entrambi i giovani sottolineano l’importanza di due fattori per ovviare o risolvere in parte le difficoltà portate dal non sentire bene: il fatto che i docenti siano al corrente della loro problematica e l’uso di mezzi ausiliari specifici (microfono o impianto fm). Marika infatti ci spiega “Durante le lezioni uso un microfono, che mi permette di sentire la voce dei miei docenti direttamente negli apparecchi. Lo uso durante tutte le ore tranne quelle di laboratorio, in cui a volte si ha a che fare con acqua o altre sostanze che lo potrebbero danneggiare. Il microfono è molto importante per me, poiché mi permette di seguire le lezioni ed allo stesso tempo prendere appunti. Se non ce l’avessi farei molta fatica a prendere appunti perché dovrei concentrarmi tutto il tempo a guardare il labiale del docente. Inoltre, prima dell’inizio dell’anno scolastico, ad agosto, mia mamma ed io abbiamo fatto una riunione con il direttore del liceo ed i miei futuri professori. A questa riunione era presente anche Cinzia , una consulente dell’ATiDU che ci ha aiutate a spiegare ai miei docenti questo mio handicap. Facendo così loro si sono mostrati comprensivi, hanno scoperto cosa possono fare per aiutarmi ed in seguito si sono impegnati a seguire queste semplici strategie”.


Dario aggiunge “Per queste ragioni ho cominciato ad utilizzare uno speciale microfono che davo di volta in volta ai miei professori da portare al collo che mi permetteva di sentire chiaramente la loro voce e escludere tutti gli altri rumori. Sicuramente questo è stato un aiuto enorme, anche considerando il fatto che le lezioni si svolgono in francese e inglese, lingue con suoni più morbidi e più facilmente fraintendibili dell’italiano. Alla fine non penso di aver avuto veramente più difficoltà degli altri studenti: la questione della lingua si risolve col tempo, e anzi, lo speciale microfono mi permette di sedermi in qualsiasi parte dell’auditorium senza compromettere la comprensione della lezione. Ovviamente però devo arrivare in classe prima che la lezione sia iniziata. Nessuno si è mai rifiutato di indossarlo, solo un professore era reticente all’inizio perché si lamentava del dondolio, ma poi si è abituato anche lui.” L’ottimismo e la forza di volontà di questi giovani sono sicuramente fonte di grande insegnamento, perché anche se con le giuste modalità si possono diminuire i disagi della problematica uditiva, resta innegabile che lo sforzo e l’impegno da parte loro è maggiore di chi ha un buon udito. Grazie quindi a questi due giovani per la loro condivisione che testimonia con semplicità come sia possibile portare avanti i propri obiettivi focalizzandosi sulle soluzioni. Non ci resta che augurare loro soddisfazione e gioia nel percorso formativo e in tutti gli aspetti della loro vita futura.

RIASSUMENDO: Agli allievi con problemi d’udito, o ai loro genitori, suggeriamo vivamente di discutere sempre con l’audioprotesista di fiducia su eventuali mezzi ausiliari di supporto nell’ambito scolastico.

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

GENITORI E FIGLI 25


ATTIVITÀ SVOLTE

TEATRI, MOSTRE E FILM

CORSI

Cinema Teatro Chiasso 23 gennaio Carmen, balletto di Luciano Cannito con musiche di Bizet e Schiavoni 18 febbraio Un’ora di tranquillità di Florian Zeller con Massimo Ghini e Galatea Ranzi 30 aprile Roberto Vecchioni in concerto

Lettura labiale Nel corso dell’inverno e primavera 2016 si sono svolti due corsi di 5 serate l’uno a Massagno; i corsi sono stati condotti dall’audiopedagogista Liliana SabbadinPanzeri.

Film/merenda con ATTE Bellinzona 16 marzo “Ruth e Alex” 18 maggio “Almanya” Teatro Giuditta Pasta Saronno 20 febbraio musical My Fair Lady Teatro Lumino, I Fughezzee 13 marzo “TIE’, a l’è isci a vess famos!” LAC/MASI visita guidata 11 marzo Accompagnati da una guida, un folto gruppo di soci ha visitato la struttura LAC e la collezione permanente del MASI, un pomeriggio istruttivo e interessante. Teatro Sociale Bellinzona Spettacoli per famiglie 21 febbraio “Il Gigante Soffiasogni” 13 marzo “Hansel e Gretel dei fratelli Merendoni” 14 aprile Medea, regia Francesco Branchetti con Barbara De Rossi 27 aprile Bianco su Bianco di Daniele Finzi Pasca LAC–LuganoInScena 20 aprile Una giornata particolare di Ettore Scola con Giulio Scarpati e Valeria Solarino

ATTIVITÀ SVOLTE 26

Brain gym per bambini con mamma o papà 20 febbraio Durante il corso alcune coppie di genitori e bambini hanno avuto modo di trascorrere una mattinata insieme imparando semplici giochi utili per facilitare l’apprendimento. Corso Smartphone e l’arte della fotografia In due serate nella primavera 2016 si sono trattati alcuni temi importanti della fotografia su smartphone o tablet. Corso conoscere e raccogliere le erbe spontanee 11 maggio A Gudo, passeggiando lungo il fiume Ticino, abbiamo fatto conoscenza con le erbe spontanee del nostro territorio, imparando a riconoscerle e raccoglierle.

GRUPPI INCONTRO Gruppo Genitori 21 maggio Pomeriggio di incontro alle Bolle di Magadino, alcune famiglie si sono ritrovate per un pomeriggio in compagnia in un luogo magico del nostro territorio: le Bolle di Magadino. Dapprima si è svolta una visita guidata alle Bolle per proseguire poi con una merenda al parco giochi e concludendo la giornata con una simpatica cena in pizzeria. Gruppo IC Attività del gruppo di persone con impianto cocleare (IC). Il gruppo di persone con impianto cocleare formato nel 2014, continua a ritrovarsi regolarmente a distanza di 2-3 mesi abbinando talvolta l’incontro con una visita culturale. Il primo incontro del 2016 è avvenuto il 17 marzo con 8 persone iscritte. Il prossimo appuntamento è previsto per la fine di maggio.


INDIRIZZI UTILI

ENTI

MEDICI ORL

pro audito schweiz Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 363 12 00 Web: www.pro-audito.ch

Dr. Joel Jermini Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 86 86

Pro Infirmis Ticino e Moesano Via dei Sindacatori 1 6900 Massagno Tel.: 091 960 28 70 Web: www.proinfirmis.ch Servizio sociale per sordociechi Via Nosetto 3 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 82 72 Web: www.ucbc.ch Sonos Feldeggstrasse 69 Postfach 1332 8032 Zurigo Tel.: 044 421 40 10 Web: www.sonos-info.ch Aspeda Freiburgstrasse 21 3150 Schwarzenburg Tel.:/Fax: 031 731 33 44 Web: www.aspeda.ch Federazione Svizzera dei Sordi Via Besso 5 6900 Lugano Tel.: 091 950 05 48 Web: it.sgb-fss.ch

Dr. Andrea Ferrazzini (Perito AI) Via Lugano 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 25 13 Dr. G. Soldati e Dr.ssa D. Soldati (Periti AI) Via Giuseppe Cattori 11 6600 Locarno Tel.: 091 751 79 77 Dr. Frank-Olaf Gellert (Perito AI) Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 751 55 12/15 Dr. Luca Ingold (Perito AI) Pal. Pax, Viale Stazione 9 6600 Locarno Tel.: 091 743 33 22 Dr. Nicola Melik (Perito AI) Via dell’Ospedale 14 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 60 Dr. Etienne Jacot Via Luigi Lavizzari 14 6600 Locarno Tel.: 091 752 04 18

AUDIOPROTESISTI Dr. Francesco De Righetti (Perito AI) Via Monte Boglia 5 6900 Lugano Tel.: 091 972 88 44

Acustica D’Arrigo apparecchi acustici Viale Stefano Franscini 23 6900 Lugano Tel.: 091 225 54 98

Dr. Antonio Pellanda (Perito AI) Via Pioda 5 6900 Lugano Tel.: 091 923 77 06

Amplifon SA Via Nassa 38 6900 Lugano Tel.: 091 923 14 09

Dr. Raffaele Pelloni (Perito AI) Via Moncucco 7 6900 Lugano Tel.: 091 968 22 12 Dr.ssa Elena Scotti Viale Castagnola 27 6900 Lugano Tel.: 091 923 36 28 Dr. Stefano Ermanni (Perito AI) Via Nassa 21 6900 Lugano Tel.: 091 923 48 75 Via Turconi 23 6850 Mendrisio Tel.:/Fax: 091 646 63 54 Dr. Aleardo Del Torso (Perito AI) c/o Centro Medico Corso San Gottardo 6 6830 Chiasso Tel.: 091 695 17 30

Info ATiDU Periodico Associazione Ticinese Deboli d’Udito Primavera/estate 2016, Nr. 42

Audio Centro Acustico Via Francesco Soave 5a 6900 Lugano Tel.: 091 225 50 24 Audiosystem group Via Besso 23a 6903 Lugano Tel.: 079 242 21 43 Belotti SA Piazza Teatro 6500 Bellinzona Tel.: 091 825 81 83 Centro Acustico Ticinese Via alla Bozzoreda 37 6963 Pregassona Tel.: 091 940 30 30 M&M acustica Via Castelrotto 15 6600 Locarno Tel.: 091 760 06 46 Otoacustica Paganini SA Via Motta 1 6900 Lugano Tel.: 091 922 90 10

INDIRIZZI UTILI 27


P.P.

6528 Camorino

C’è chi dona con gioia, e in quella gioia sta la sua ricompensa. (Kahlil Gibran) ATiDU si pone all’ascolto dei bisogni delle persone deboli d’udito e dei loro famigliari al fine di migliorarne la qualità di vita. Sostieni anche tu la nostra associazione! Diventa socio! I soci dell’ATiDU usufruiscono di tutte le informazioni elaborate dall’associazione e partecipano a tutte le attività da essa promosse. Diventa volontario! Molte le occasioni in cui puoi dare una mano attiva alla nostra associazione. Diventa sostenitore! Doni, lasciti, contributi di ogni entità sono i benvenuti e andranno a sostenere i nostri progetti. Non esitate a contattarci per avere maggiori informazioni. ATiDU vi accoglie nella sua nuova sede di Bellinzona, salita Mariotti 2. Risponde al numero 091 857 15 32 e all’ indirizzo e-mail info@atidu.ch Visitate il nostro nuovo sito: www.atidu.ch


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Infoatidu42 by infoatidu - Issuu