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LA RIVISTA CHE COSTRUISCE LA TUA VITA

Marzo 2016 / Edizione 746

evangelistico PUBBLICAZIONE UFFICIALE

DIO

MOVIMIENTO MISSIONARIO MONDIALE

NON

ESISTE GLI ATEI SONO ARRABBIATI Tutti i loro argomenti vengono infangati Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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Il canale per la felicità della famiglia

MISSIONARIO MONDIALE 2 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


EDITORIALE

BADA A NON PERDERE LA PRESENZA DI DIO Rev. Gustavo Martínez Presidente Internazionale del M.M.M.

“Dalila, visto che egli le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i prìncipi dei Filistei e fece dire loro: «Venite su, questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore». Allora i prìncipi dei Filistei salirono da lei e portarono con sé il denaro. Lei lo fece addormentare sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece tagliare le sette trecce della testa di Sansone; così giunse a domarlo; e la sua forza lo lasciò. Allora lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli, svegliatosi dal sonno, disse: «Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò». Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.” Giudici 16:18 -20.

P

enso che la più grande tragedia nella vita di un uomo sia perdere la presenza di Dio e la gloria di Dio. Penso che la cosa più triste sia che nemmeno se ne renda conto. Sansone, un uomo chiamato da Dio che inizialmente aveva riuscito, cominciò a divertirsi, a impigliarsi nelle sue passioni ed essere assorbito da loro, a fare quello che voleva, fino a allontanarsi dalla presenza di Dio senza rendersene conto. La Bibbia mostra ciò che Sansone pensava: “«Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò». Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.” (Giudici 16:20). Non si rese conto quando la presenza di Dio se ne andò dalla sua vita. Quando cominciamo a predicare, ci sentiamo inadeguati, incapaci e profondamente umiliati, con il cuore stancato. Affinché lo Spirito Santo ci aiuti a vedere la condizione e la necessità delle persone, abbiamo bisogno di un cuore sensibile e gemente che si arren-

da a Dio aiutato dallo Spirito. Noi non sappiamo come pregare, ma lo Spirito Santo ci aiuta, viene a rafforzarci durante l’intersezione e l’umiliazione, e fa che la nostra vita possa ricevere ciò di cui la gente ha bisogno (Romani 8:26 -27). Carissimo amico, è necessario avere un cuore sensibile alla volontà di Dio per fare ciò che Egli vuole che noi facciamo e dove Egli vuole che noi lo facciamo. Non è possibile servire il Signore quando non ci siamo arresi. Il Signore disse: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16:24). Solo la sottomissione a Dio ci conduce alla vittoria, perché Dio usa e utilizza le persone sensibili e obbedienti alla sua volontà, nonostante la loro posizione o il loro rango. Trionfa solo chi è sensibile allo Spirito di Dio. Carissimo amico, non importa se sai poco di lettere, trionferai se sei un uomo o una donna sensibile allo Spirito di Dio. Amen! l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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evangelistico Direttore Fondatore: Rev. Luis M. Ortiz Marzo 2016 / Edizione N° 746 USPS 012-850) PUBBLICAZIONE UFFICIALE DEL MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE Il World-Wide Missionary Movement, Inc. è una chiesa senza scopo di lucro con la visione di piantare nuove chiese negli Stati Uniti d’America e nei suoi territori, e con la visione missionaria di piantare nuove chiese in tutto il mondo, là dove Dio apra nuove porte. PUBBLICATA MENSILMENTE DAL Movimiento Misionero Mondiale, Inc World-Wide Missionary Movement, Inc San Juan, Porto Rico Washington, D.C. Periodici affrancati a San Juan, Porto Rico 00936 POSTMASTER: Inviare i cambiamenti di indirizzo a Impacto Evangelistico P.O. BOX 363644 San Juan, Porto Rico 00936-3644 Telefono (787) 761-8806, 761-8805, 761-8903 MEMBRI DEL M.M.M. INC. Rev. Gustavo Martínez Rev. José Soto Rev. Rubén Concepción Rev. Rodolfo González Rev. Álvaro Garavito Rev. Margaro Figueroa Rev. Rómulo Vergara Rev. Humberto Henao Rev. Luis Meza

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Il Movimento Missionario Mondiale è un'organizzazione religiosa senza scopo di lucro regolarmente registrata a San Juan, Puerto Rico, e nella capitale federale, Washington DC, con sede in entrambe le città, così come in ogni Stato dell'Unione Americana e altri paesi in cui abbiamo fondato opere missionarie. Importante Le offerte e le donazioni in denaro, attrezzatura, immobili e lasciti per volontà, date a questa Opera del Movimento Missionario Mondiale, Inc. sono deducibile dall'imposta sul reddito (Income Tax) e le ricevute emesse dal MMM sono riconosciute dal Internal Revenue Service (IRS) del governo federale degli Stati Uniti d'America e del Stato Libero Associato di Porto Rico. n

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SOMMARIO

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6. Nota di copertina. Gli atei sono arrabbiati.

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14. Grafica. Statistiche dell’ateismo nel mondo. 16. Internazionale. Un lago evaporato in Bolivia. 18. Benessere. Malattia da virus Zika. 22. Fatti. Come fu la morte di Cristo? 24. Letteratura. Passione per le anime. 28. Musica. Nella tomba giaceva Gesù. 30. Eroe della fede. Strumento di Dio. 34. Storie di vita. Lo Spirito Santo toccò Jesús. 40. Intervista. “Il Signore può cambiare i membri dei gang”.

55. Eventi. Battesimo in Colombia. 56. Eventi. Formare sostituti. 58. Eventi. “Togliamo la sporcizia e la corruzione”.

60. Eventi. Servire Dio fedelmente. 62. Eventi. E’ il momento di arrendersi. 64. Eventi. Camminare rettamente.

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42. Devozionale. La Risurrezione. 44. Devozionale. Gli eventi e le conseguenze del Getsemani. 46. Devozionale. Fissiamo lo sguardo s ul Signore. 48. Eventi. “Dobbiamo essere retti e culti”. 52. Eventi. Giovani sigillati da Dio.

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MISSIONARIO MONDIALE 6 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


NOTA DI COPERTINA

GLI ATEI SONO ARRABBIATI Il cristianesimo è responsabile della maggior parte dei mali del mondo? Questa è l'accusa che lanciano i nuovi atei che affermano che la religione e il cristianesimo, in particolare, sono da biasimare per tutti i mali del mondo. David Jeremiah dice che è un'accusa molto forte, se si considera che in meno di un secolo i regimi atei hanno ucciso più di 100 milioni di persone. Lui corregge anche i revisionisti della storia che affermano che la religione avvelena il mondo.

David Jeremiah

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Q

Il 55% delle persone con formazione postlaurea (avvocati, medici, dentisti e simili) credono nel diavolo, il 53% crede nell’inferno, e il 72% crede nei miracoli. Il 78% di loro crede nella sopravvivenza dell'anima dopo la morte, il 60% crede nella nascita verginale di Cristo, e il 64% crede nella risurrezione di Cristo. I credenti non sono, quindi, stupidi...

uando io scrivo della rabbia degli atei, non mi riferisco principalmente agli atei classici come Bertrand Russell, Jean-Paul Sartre, Karl Marx e Sigmund Freud. Io scrivo dei cosiddetti “nuovi atei”. Il termine “nuovo ateismo” fu usato per la prima volta dalla rivista Wired nel novembre 2006 per descrivere l’ateismo promosso in libri quali “Rompere l’incantesimo” di Daniel Dennett, “L’illusione di Dio” di Richard Dawkins, “Sei cose impossibili prima di colazione” di Halpers Lewis, “Il cosmo comprensibile” di Victor J. Stenger, “La fine della fede” di Sam Harris, e “Dio non è grande” di Christopher Hitchens. Come osservato da Antony Flew, “Ciò che è significativo in tutti questi libri non è il livello di argomento, che è modesto, a dir poco, ma il livello di visibilità che hanno ricevuto come bestseller o novità nei media. Il bersaglio principale di questi libri è, senza dubbio, la religione organizzata di qualsiasi tipo, momento e luogo. Paradossalmente, questi libri sembrano sermoni fondamentalisti. Gli scrittori per lo più sembrano predicatori parlando della punizione del fuoco eterno e mettendoci in guardia dalle catastrofiche conseguenze e dall’apocalisse, se non ci pentiamo delle nostre credenze sbagliate e pratiche associate.” Perché hanno tale rabbia? Come possono essere così arrabbiati con Dio, se non credono che Egli esiste? Perché i più arrabbiati di loro si sentono così costretti a predicare la sua religione anti-Dio con tale zelo evangelico? PRIMA RAGIONE Gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza. Vi è una storia di quattro amici che sono nella capitale degli Stati Uniti e si riuniscono una giornata di sole nel parco per parlare di argomenti importanti, e poi mettere ai voti la risposta giusta. Tre di loro erano atei e il quarto, Cris (Cristiano), perdeva in ogni votazione. Stanco dello stesso risultato, si appellò a Dio: “Signore, vi preghiamo di darci un segno che tu esisti”. Improvvisamente, un fulmine colpì il monumento a Washington. “Vedete?”, disse Cris, ma i tre atei insisterono sul fatto che cause naturali potevano spiegare il fenomeno. Cris quindi pregò di nuovo e questa volta la terra tremò e una voce dal cielo tuonò: “Lui ha ragione”. Cris chiese trionfalmente: “Ora cre-

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dete?”. Uno degli atei alzò le spalle e rispose: “Non importa, ormai è solo 3-2!”. Nel lancio nel 2010 del suo libro satirico “Le lettere del perdente”, Mary Eberstadt, membro del Hoover Institution, spiega il motivo per cui se la prende con i nuovi atei: “Il loro movimento ha più volte accusato le persone religiose di ipocriti, ignoranti della storia e prive di senso dell’umorismo, e lo stesso movimento diventa così ipocrita, ignorante della storia e privo di senso dell’umorismo ad un grado notevolmente sorprendente”. E’ difficile leggere i loro libri o guardare le loro interviste senza concludere che i nuovi atei pensano di essere molto più intelligenti del resto di noi, e soprattutto del resto di noi che siamo cristiani. In passato, gli atei tentarono di mascherare questa arroganza; ora viene ostentata. Il cambiamento si verificò nel 2003, quando Daniel Dennett e Richard Dawkins decisero che gli atei avevano bisogno di un nome meno offensivo. Il termine scelto per agghindare l’ateismo fu “Brillante”. Un “Brillante” era definito come una persona con “una visione naturalistica del mondo”, “priva di elementi sovrannaturali e mistici”. Poco dopo l’introduzione del termine “Brillante”, Steven Waldman rispose: “Non sono sicuro di cosa intendono fare i promotori di questa immagine, ma il nome di “Brillanti” trasmette succintamente il senso che questo gruppo pensa che sia più intelligente di tutto il resto. Il resto di noi, suppongo, sa-


remmo i “Buoi”. Due indagini, una di Harris e l’altra di Gallup, indicano che coloro con credenze religiose soprannaturali sono non solo la maggior parte degli americani, ma la maggior parte degli americani ben istruiti. Ecco le cifre: il 55% delle persone con formazione post-laurea (avvocati, medici, dentisti e simili) credono nel diavolo, il 53% crede nell’inferno, e il 72% crede nei miracoli. Il 78% di loro crede nella sopravvivenza dell’anima dopo la morte, il 60% crede nella nascita verginale di Cristo, e il 64% crede nella risurrezione di Cristo. I credenti non sono, quindi, stupidi, perché ciò appena indicato è quello che crediamo la maggior parte di noi cristiani credenti. Uno dei chiari messaggi della Bibbia è il pericolo della superbia. La superbia fu il peccato originale e ha un posto nella lista delle cose che Dio odia (Proverbi 6:16). Il re Salomone avverte: “La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta” (Proverbi 16:18). Allora, gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza. SECONDA RAGIONE Gli atei sono arrabbiati perché vengono abbandonati dai loro sostenitori. Nel suo libro del 2007, “Dio esiste”, Antony Flew, filosofo e ex ateo, rivela come il suo impegno a “seguire l’evidenza ovunque essa possa condurre” lo portò a credere in Dio come Creatore.

FOTO: AFP

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NOTA DI COPERTINA

La copertina originale del libro di Flew dice tutto. Il titolo, “Dio non esiste”, ha la parola “non” cancellata. Anche se Flew non crede nel Dio della Bibbia, ha concluso che l’ateismo non è logicamente sostenibile. Una storia dell’Associated Press nel 2004, descrivendo la trasformazione di Flew, scrisse questo titolo: “Ateo famoso ora crede in Dio”. La storia diceva: “Un professore di filosofia inglese, che è stato uno dei sostenitori più importanti dell’ateismo per più di mezzo secolo, ha cambiato idea. Ora crede in Dio”. Egli affermò di non essere cristiano, ma “deista come Thomas Jefferson”. Tuttavia, semplicemente cambiare da “Dio non esiste” a “Dio esiste” è stato sufficiente per destare scalpore nei campi atei. Un altro ateo di nome A. N. Wilson, che sembrava essere il prossimo C. S. Lewis, rinunciò alla sua fede e trascorse anni beffandosi del cristianesimo. Recentemente è tornato alla fede. La ragione, disse in un’intervista con la rivista inglese New Statesman, fu che gli atei “si perdono di alcune esperienze di base nella vita”. Mentre scriveva la sua biografia di C. S. Lewis, notò alcune somiglianze tra se stesso e l’autore, tra cui l’infanzia felice trasformata in miserabili anni di collegio, e il rifiuto della fede giovanile una volta raggiunta la maturità. Ma poi si è anche reso conto di un altro parallelo: Così come Lewis divenne gradualmente consapevole del fatto che i suoi autori preferiti erano cristiani, Wilson notò la differenza tra gli scettici e i devoti.

Gli atei sono arrabbiati perché vengono abbandonati dai loro sostenitori. Nel suo libro del 2007, “Dio esiste”, Antony Flew, filosofo e ex ateo, rivela come il suo impegno a “seguire l'evidenza ovunque essa possa condurre” lo portò a credere in Dio come Creatore.

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Matthew Parris, un noto ateo inglese, fece l’errore di visitare volontari cristiani in Malawi, dove vide la forza del Vangelo trasformando le loro vite e quelle degli altri. Preoccupato per quello che aveva visto, scrisse: “Confonde le mie convinzioni ideologiche, si rifiuta ostinatamente di adattarsi alla mia visione del mondo, e mette in imbarazzo la mia crescente convinzione che Dio non esiste”. Peter Hitchens non fu mai un sostenitore schietto dei Nuovi Atei, ma egli era senza subbio ateo ed è il fratello dello schietto Nuovo Ateo Christopher Hitchens. Peter Hitchens è giornalista inglese e autore del libro “La rabbia contro Dio” (2010). All’età di quindici anni, diede fuoco alla sua Bibbia sul campo di gioco del suo collegio a Cambridge e intraprese una vita negando l’esistenza di Dio. Egli attribuisce il suo ritorno alla fede a vedere il socialismo in pratica durante i suoi anni come corrispondente in Europa orientale e Mosca durante il crollo dell’Unione Sovietica. Nel suo libro, egli descrive come era per il popolo russo vivere sotto la tirannia del comunismo ateo.

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Nel 1990 ci furono 6.46 milioni di aborti nell’Unione Sovietica e solo 4.85 milioni di nascite. Per il cittadino medio, la vita era “vissuta ad un livello miseramente basso in senso materiale, etico e culturale”. Egli scoprì che stava promuovendo una dottrina che aveva prodotto un incubo sociale e fu costretto a vivere in esso. Durante quel tempo, vide i risultati macabri di una cultura senza Dio, il che lo portò a ritornare alla sua fede. Allora, gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza e abbandonati dai loro sostenitori. TERZA RAGIONE Gli atei sono arrabbiati perché vengono divisi dai loro argomenti. Uno degli argomenti preferiti dei Nuovi Atei contro il cristianesimo è che la religione è responsabile per la maggior parte del male e del dolore in tutto il mondo. Questo argomento fu reso popolare dal libro “Dio non è grande: Come la religione avvelena ogni cosa” di Christopher Hitchens. Alister McGrath riassume l’argomento: “I


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difetti del mondo sono colpa delle superstizioni arretrate che allontanano il mondo dal suo destino razionale e scientifico. Eliminate la religione e il mondo sarà un posto migliore. La religione ha portato solo alla violenza, alla disonestà intellettuale, all’oppressione e alla divisione sociale”. Nel suo libro “Come funziona la mente”, Steve Pinkler scrisse: “Le religioni ci hanno dato lapidazioni, roghi di streghe, crociate, inquisizioni, jihadismo, fatwas, attentatori suicidi, sparatorie contro cliniche dell’aborto e madri che annegano i loro bambini per riunirsi allegramente in cielo. Come scrisse Blaise Pascal: Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa”. In altre parole, pensano che tutto sia colpa della religione. E’ innegabile che alcune cose orribili sono state fatte in nome delle religioni, e una morte che nasce da una motivazione religiosa è una morte di troppo. Tuttavia, la tesi atea che la religione avvelena ogni cosa non è altro che storia revisionista. Nel suo libro “Cosa c’è di così grande nel cristianesimo”, Dinesh D’Souza cita fatti reali per contrastare le accuse degli atei. Si concentra in particolare sulle Crociate, sull’Inquisizione e sui processi alle streghe di Salem. La voluminosa ricerca di D’Souza inizia con le Crociate, che secondo gli atei furono presumibilmente responsabili del massacro di migliaia di persone. D’Souza ricorda ai suoi lettori che le Crociate furono un tentativo da parte dei cristiani di recuperare il territorio che era stato preso da loro dagli eserciti islamici. “Nel contesto della storia della guerra, non vi è alcuna ragione per considerare le crociate un crimine storico mondiale di qualsiasi tipo. I cristiani combatterono per difendersi dalla conquista straniera, mentre i musulmani combatterono per continuare a conquistare terre cristiane”. Pertanto, le Crociate non furono genocidi, ma semplicemente una lotta per il territorio che una volta appartenne a loro, che fu preso da loro e che cercavano di recuperare. Riguardo all’Inquisizione Spagnola, D’Souza scoprì che “le immagini orribili dell’Inquisizione sono in gran parte un mito inventato, prima dai nemici politici di Spagna - principalmente scrittori inglesi che influenzarono la nostra comprensione americana di quell’evento -, e successivamente dai nemici

politici della religione”. Citando il libro “L’Inquisizione spagnola: Una revisione storica” di Henry Kamen, D’Souza sottolinea che il numero totale di persone giustiziate da inquisitori cattolici per eresia fu di circa duemila. Anche se questo non è un numero insignificante, è importante ricordare che queste morti si sono verificate in un periodo di 350 anni. I processi alle streghe di Salem sono l’e-

sempio migliore dei Nuovi Atei di violenza a sfondo religioso in America. Anche in questo caso, la ricerca di D’Souza fornisce correttivi per la visione critica accettata: “Quante persone furono uccise in quei processi? Migliaia? Centinaia? A dire il vero, meno di venticinque. Diciannove persone furono condannate a morte, e poche altre morirono in cattività”. Allora, gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza, abbandonati dai loro sostenitori e divisi dai loro argomenti. QUARTA RAGIONE Gli atei sono arrabbiati perché vengono sconfitti dai loro avversari. Nel suo libro “Dio esiste”, Antony Flew racconta come fu colpito dalla confutazione particolareggiata dello scienziato israeliano Gerald Schroeder riguardo a ciò che Flew chiamò il “teorema della scimmia”. Questo teorema afferma che la vita avrebbe potuto emergere in modo casuale, usando l’analogia di una moltitudine di scimmie picchiando su tastiere di computer

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fino a finalmente scrivere un sonetto di Shakespeare. Schroeder cita un esperimento condotto dal Consiglio Nazionale Britannico delle Arti: “Un computer è stato messo in una gabbia con sei scimmie. Dopo un mese di battere ripetutamente al computer… le scimmie produssero cinquanta pagine dattiloscritte, ma non una sola parola. . . anche se la parola più breve in lingua inglese è una lettera (“a” o “I”). “A” è una parola solo se vi è uno spazio su entrambi i lati di essa”. Quali sono quindi le probabilità di ottenere un sonetto shakespeariano?

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Allora, gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza, abbandonati dai loro sostenitori, divisi dai loro argomenti e sconfitti dai loro avversari. QUINTA RAGIONE Gli atei sono arrabbiati perché vengono screditati dalla loro amnesia. Nel suo libro “L’illusione di Dio”, Richard Dawkins scrive: “Non c’è neanche una minima evidenza che indichi…che l’ateismo induca sistematicamente le persone a fare cose cattive. . . gli atei individuali possono fare cose cattive, ma non


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fanno del male in nome dell’ateismo”. Ancora una volta, mi appello alla ricerca di Dinesh D’Souza, che fornisce un’eccellente analisi dei mali dell’ateismo: “Negli ultimi cento anni o giù di lì, i più potenti regimi comunisti atei (la Russia comunista, la Cina comunista, la Germania nazista) hanno spazzato via persone in numeri astronomici. Stalin fu responsabile di una ventina di milioni di morti. . . il regime di Mao Zedong fu responsabile dell’incredibile cifra di settanta milioni di morti. . . Hitler è al lontano terzo posto con circa dieci milioni di omicidi, sei milioni dei quali di ebrei. . . Dobbiamo renderci conto che i regimi atei hanno ucciso in un solo secolo più di cento milioni di persone. . . Qualunque sia il motivo per cui i regimi atei fanno quello che fanno, il fatto indiscutibile è che le religioni del mondo messe insieme non hanno ucciso in tremila anni un numero di persone per niente vicino a quello in nome dell’ateismo negli ultimi decenni. E’ tempo di abbandonare il mantra irragionevolmente ripetuto che la fede religiosa è stata la principale fonte di conflitti e violenza umani. L’ateismo, non la religione, è responsabile dei peggiori omicidi di massa della storia. Allora, gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza, abbandonati dai loro sostenitori, divisi dai loro argomenti, sconfitti dai loro avversari e screditati dalla loro amnesia. L’ULTIMA RAGIONE Gli atei sono arrabbiati perché vengono sminuiti dal loro attrito. Secondo McGrath, “L’ateismo è in difficoltà. Il suo futuro sembra risiedere sempre di più nelle credenze private di individui, piuttosto che nel grande dominio pubblico che una volta considerò il suo habitat naturale… I pensatori atei sono più che felici di apparire in programmi di interviste della nazione per promuovere il loro ultimo libro. Ma non sono riusciti a comunicare una visione convincente dell’ateismo che sia capace di attrarre e mantenere un gran numero di persone”. Un editoriale della rivista Christianity Today, scritto due anni dopo le osservazioni di McGrath, osservò che il “problema” nell’ateismo continua: “La retorica del nuovo ateismo rivela il panico, un altro segno di debolezza. L’ateismo sa che sta perdendo entrambi gli argomenti e la marea globale. Le storie della

vitalità globale della religione sono ovunque surclassando la grande narrazione del progresso evolutivo. E i migliori filosofi stanno ancora prendendo l’ipotesi di Dio sul serio”. Dinesh D’Souza comincia il primo capitolo del suo libro “Cosa c’è di così grande nel cristianesimo”, annunciando che “Dio è tornato in vita”. E conclude il capitolo dicendo che “il cristianesimo sta vincendo, e il secolarismo sta perdendo. Il futuro è sempre imprevedibile, ma la tendenza sembra chiara. Dio è il futuro, e l’ateismo è sulla sua via d’uscita”. Il defunto Tony Snow, giornalista televisivo ed ex portavoce del presidente George W. Bush, concorda: “Gli atei stanno forse vendendo libri, ma non stanno facendo convertiti. Il cristianesimo sta facendo convertiti, in particolare in luoghi e comunità che prendono la Scrittura sul serio e con gioia”. Il Bollettino Internazionale di Ricerca Missionaria emette ogni anno un rapporto dello “Stato di Missione Globale”, che presenta lo stato del cristianesimo in tutto il mondo rispetto alle altre grandi religioni. Commentando la relazione 2011, lo scrittore e attivista sociale George Weigel scrive: “Rispetto ai 2,3 miliardi di cristiani nel mondo, ci sono 1,6 miliardi di musulmani, 951 milioni di indù, 486 milioni di buddisti, 458 milioni di cinesi che praticano le religioni popolari, e 137 milioni di atei, il cui numero è sceso effettivamente negli ultimi dieci anni, nonostante il miagolio di Richard Dawkins, Christopher Hitchens, tra gli altri. Un gruppo di statistiche di crescita comparativa dice qualcosa di sorprendente: a partire dalla metà del 2011, ci sarà una media di 80 000 nuovi cristiani al giorno (di cui 31 000 saranno cattolici) e 79 000 nuovi musulmani al giorno, ma 300 atei meno ogni 24 ore. Infatti, la continua crescita del cristianesimo rispetto al declino dell’ateismo (in numeri assoluti, e considerando gli atei come una percentuale della popolazione mondiale) suggerisce la possibilità che il carattere corrosivo del nuovo ateismo possa avere qualcosa a che fare con la paura degli atei più avveduti che stanno perdendo ed è iniziato il conto alla rovescia”. Allora, gli atei sono arrabbiati perché vengono infangati dalla loro arroganza, abbandonati dai loro sostenitori, divisi dai loro argomenti, sconfitti dai loro avversari, screditati dalla loro amnesia e sminuiti dal loro attrito l

Dinesh D'Souza comincia il primo capitolo del suo libro annunciando che “Dio è tornato in vita”. E conclude il capitolo dicendo che “il cristianesimo sta vincendo, e il secolarismo sta perdendo. Dio è il futuro, e l'ateismo è sulla sua via d'uscita”. Il defunto Tony Snow concorda: “Gli atei stanno forse vendendo libri, ma non stanno facendo convertiti. Il cristianesimo sta facendo convertiti…

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Statistiche dell'ateismo nel mondo Uno studio rivela che oltre il 60% della popolazione mondiale si dichiara religiosa. Alla testa di una classificazione internazionale per paesi figura Tailandia, dove il 94% della

popolazione si considera credente; all’ultimo posto della lista è Cina, il paese più ateo. Lo studio analizza anche la religiosità in base a fattori come l'occupazione o l'età.

“Lo stolto ha detto in cuor suo: “Non c’è Dio”. Sono corrotti, fanno cose abominevoli; non c’è nessuno che faccia il bene” Salmo 14: 1; 53: 1.

Ateo

4%

11%

22%

% Popolazione mondiale

Termine che deriva dal greco atheos (a = senza, theos = Dio). L’ateo è colui che nega l'esistenza di Dio. I motivi per cui gli atei non riconoscono Dio sono molteplici. L’ateismo rompe il rapporto dell'uomo con Dio, che è un rapporto bidimensionale: l'uomo con Dio e Dio con l'uomo, e opta per la realtà in cui l'uomo è immerso (mondanità).

Nego completamente l'esistenza di un Dio.

Credo solo nel fatto che domani sorgerà il sole.

63% Atea

Non religiosi

Non sa

Religiosi

Rifiuto la credenza e l'esistenza di uno o più idoli.

Religiosità per età Meno di 25 anni

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

25-34 anni

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

35-44 anni

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

45-54 anni

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

Più di 55 anni

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

0 10 MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE

14 America • Europa • Oceania • Africa • Asia

20

30

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50

60

70

21


Come parte dello studio “Misurando il benessere nazionale”, 300 mila persone sono state intervistate nel Regno Unito tra il 2012 e il 2015. Secondo lo studio, con l'eccezione degli indù, i cristiani sono più felici di altri gruppi religiosi, tra cui buddisti, ebrei e musulmani.

Agnostico

Da non confondere con l’ateo. L’agnostico ritiene che l'esistenza di Dio non può essere dimostrata o smentita. Invece, l’ateo crede che Dio non esiste. L’ateo sembra di sostenere la posizione dell’agnostico, ma molti atei assumono e difendono le proprie convinzioni con rigore e fede così forti e incrollabili come quelli dei religiosi, per cui le polemiche tra le due ideologie sono sempre state accese.

Religiosità per occupazione Lavoratore a tempo pieno

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

Disoccupato

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

Studente

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

Casalinga

Non sa Atei Non religiosi Religiosi

Ritirato

Non sa Atei Non religiosi Religiosi 0

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50

60

“Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può capire, perché devono essere giudicate spiritualmente”. 1 Corinzi 2:14.

Io non credo in Dio, perché non ne ho nessuna prova.

Non credo, ma non lo nego. Neanche credo in Dio per lo stesso motivo.

Atei

Armenia

93%

Georgia

6 93%

Repubblica Ceca

professano la religione, cioè, quasi un terzo della popolazione mondiale stimata. *

Non religiosi

Religiosi

94%

Marocco

milioni di cristiani

70

I paesi più religiosi e i paesi più atei Tailandia

1 80

10

*estadísticas a inicios 2015

I cristiani sono più felice degli atei, secondo uno studio britannico

94%

93%

30%

Svezia

17% 59%

Giappone

31%

Cina

61% 0

10

23%

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UN LAGO EVAPORATO IN BOLIVIA Tutta la zona, una volta occupata dal lago, è diventata un vasto deserto. Solo il terreno spaccato testimonia che ci fu acqua.

I

l Mini-satellite Proba-V dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che controlla la superficie della terra su base giornaliera, è riuscito a rilevare la scomparsa del secondo lago più grande della Bolivia. In questo modo, ESA conferma la completa evaporazione del lago Poopó. Le tre fotografie satellitari scattate il 27 aprile del 2014, il 20 luglio del 2015 e il 22 gennaio del 2016, confermano la scomparsa di questo lago situato in una depressione della Cordigliera dell’Altipiano che copriva una superficie di 3000 chilometri quadrati, ha indicato la ESA con un comunicato. Le tre fotografie mostrano la lenta riduzione della massa d’acqua, con una profondità di soli 3 metri. Questa circostanza, unita all’ambiente arido e montagnoso, ha provocato una forte sensibilità alle fluttuazioni del clima. Anche se non è la prima volta che il lago Poopó evapora - l’ultima è avvenuta nel 1944 - esiste il timore che ci vogliano molti anni perché si riempia, nel caso in cui questo dovesse avvenire, ha sottolineato l’Agenzia Spaziale Europea. I motivi della scomparsa del lago sono complessi e vanno dagli effetti climatici e dalla cattiva gestione delle risorse idriche all’attività umana, all’inquinamento e alla mancanza di attenMISSIONARIO MONDIALE 16 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

zione a un disastro previsto da diversi anni. Le analisi del governo responsabilizzano il fenomeno di El Niño e il riscaldamento globale causato da paesi industrializzati. Carlos Ortuño, Vice Ministro di Risorse Idriche e Irrigazione della Bolivia, cita dati scientifici che stabiliscono che la temperatura minima è aumentata di 2,06º C negli ultimi 56 anni, mentre che El Niño ha causato siccità dal mese di ottobre. La catastrofe era stata annunciata da anni e ha un forte impatto ecologico, economico, sociale e politico. L’evaporazione comporta la distruzione di un ecosistema, la perdita di centinaia di specie di fauna e flora, la scomparsa di culture per l’esodo delle comunità che vivevano del lago, e la mancanza di un’azione efficace per affrontare la siccità. Secondo gli esperti in conservazione, circa 200 specie di uccelli, pesci, mammiferi e rettili, oltre a una varietà di piante, sono scomparse con la siccità del Poopó. Da parte sua, il Ministero dell’Ambiente e dell’Acqua confermò la perdita di un gran numero di specie uniche. Non se ne conosce la quantità esatta, ma si sta pensando di fare un conteggio l (Informazioni dai giornali El País, La Vanguardia e El Mundo)


FOTO: AFP

INTERNAZIONALE

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Q

uesta malattia è causata da un virus trasmesso da zanzare del genere Aedes. I sintomi possono essere febbre lieve, eruzione cutanea (esantema) e irritazione agli occhi (congiuntivite), e di solito durano da 2 a 7 giorni. Finora non esiste un vaccino o un trattamento specifico. Il modo migliore per prevenire la malattia è proteggersi contro le punture di zanzare che trasportano il virus. Il virus Zika fu identificato nel 1947 in Uganda, Africa, in macachi. Nel 1952 sono noti i primi casi umani in Uganda e nella Repubblica Unita di Tanzania. Il virus Zika appartiene al genere dei Flavivirus, tra cui i virus della dengue e della febbre gialla, trasmesse anche dalla stessa zanzara che può trasportare il virus chikungunya e che di solito punge al mattino e al tramonto. Fin dalla scoperta dello Zika, erano stati riportati nel mondo pochi casi di pazienti con questa malattia (14 casi), fino all’apparizione esplosiva di migliaia di casi nel 2013. Il periodo di incubazione, tempo trascorso dalla puntura della zanzara infetta fino alla presenza di sintomi, non è completamente definita, ma è probabilmente di pochi giorni (da 2 a 12 giorni). SINTOMI I sintomi sono simili a quelli della dengue e possono essere confusi con essi. La malattia provoca febbre, dolori articolari, dolori muscolari, irritazione congiuntivale, malessere, vomito, eruzione cutanea e forti mal di testa che durano da 2 a 7 giorni. La sua mortalità è bassa, ma recentemente alcuni decessi sono stati riportati principalmente a causa di complicazioni neurologiche. La trasmissione della malattia avviene attraverso la puntura di zanzare infettate con questo virus (vettore), che trasmettono anche dengue, chikungunya e febbre gialla. Si sospetta che il virus è passato dalla Polinesia Francese in Brasile attraverso un concorso internazionale di canottaggio, tenutosi nel mese di agosto 2014 (Didier Musso, ricercatore dello Zika). Secondo i rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una grande epidemia si verificò nella Polinesia Francese nel 2013, con 32 mila casi in una popolazione di 270 mila abitanti. La prima apparizione in America fu segnalata sull’Isola di MISSIONARIO MONDIALE 18 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

MALATTIA DA VIRUS ZIKA Decine di paesi in tutto il mondo sono in allerta sanitaria. Una nuova epidemia minaccia la popolazione: lo Zika. Anche se il virus è noto da più di 60 anni, la malattia non aveva mai raggiunto espansione.

Walter Menchola Vásquez (*)


FOTO: AFP

BENESSERE

Pasqua (Cile) nel 2014; casi successivi sono stati riportati in Brasile e Colombia (2015). Lo Zika fu considerato una malattia lieve in luoghi in cui l’80% delle persone colpite non mostrarono alcun sintomo. Tuttavia, la situazione cambiò quando si verificarono complicanze neurologiche (sindrome di Guillain-Barré) e autoimmuni, nonché un aumento di neonati con microcefalia. L’OMS afferma che più di 13 paesi americani hanno riportato infezioni sporadiche da virus Zika, il che indica l’elevata capacità di diffusione del virus. Recentemente, gli Stati Uniti hanno riferito un’altra forma di trasmissione: per via sessuale. E’ stata anche segnalata la sua scoperta nella saliva che,

se confermata, significherebbe che il virus ha altre forme di trasmissione e che c’è un rischio più elevato di quanto inizialmente stimato, perché il suo controllo sarebbe più difficile. Tutto ciò suggerisce che questo virus si trova anche nei fluidi corporei dell’essere umano e che potrebbe essere rilevato grazie a nuovi metodi diagnostici. Se confermato, le forniture di sangue rappresenterebbero un potenziale rischio, soprattutto nei paesi dove ancora questa malattia non è stata controllata. In breve, lo Zika sarebbe trasmesso da punture di zanzare infette e per via sanguigna, salivare, sessuale e transplacentare (madre/feto).

I sintomi sono simili a quelli della dengue e possono essere confusi con essi. La malattia provoca febbre, dolori articolari, dolori muscolari, irritazione congiuntivale, malessere, vomito, eruzione cutanea e forti mal di testa che durano da 2 a 7 giorni. La sua mortalità è bassa, ma recentemente alcuni decessi sono stati riportati principalmente a causa di complicazioni neurologiche.

(*) Internista, Master in Gestione e Politiche Pubbliche

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FOTO: AFP

L’OMS ha lanciato l'allarme in tutto il mondo per la trasmissione esplosiva del virus e la sua possibile associazione con malformazioni congenite nei feti di donne incinte infettate (microcefalia: piccola testa) e con sindromi neurologiche, tra cui la sindrome di GuillainBarré.

FOTO: AFP

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ALLARME GLOBALE L’OMS ha lanciato l’allarme in tutto il mondo per la trasmissione esplosiva del virus e la sua possibile associazione con malformazioni congenite nei feti di donne incinte infettate (microcefalia: piccola testa) e con sindromi neurologiche, tra cui la sindrome di Guillain-Barré. La zanzara che trasmette il virus è piccola, di soli 7 mm, e scura con macchie bianche. Lei usa come luogo di riproduzione piccoli posti, sia naturali che artificiali, e depone le uova in contenitori di acqua, che in 2 o 3 giorni si trasformano in larve e diventano MISSIONARIO MONDIALE 20 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

adulti entro 7 giorni. La zanzara femmina, dopo l’alimentazione di sangue, può deporre fino a 700 uova in contenitori di acqua, tra cui vasi, fontane ornamentali, pneumatici abbandonati, stagni, ecc. (OMS). Le zanzare adulte vivono 3 settimane. Di solito, loro pungono durante il giorno, al mattino presto e nel tardo pomeriggio, in caviglie e gomiti preferibilmente. Le femmine, che trasmettono il virus attraverso le loro punture, vengono a loro volta contaminate nel succhiare il sangue di persone infette con Zika. Inoltre, loro possono trasmettere dengue, chikungunya e febbre gialla. Qualcosa di molto importante che deve essere preso in considerazione: “La trasmissione si verifica solo quando la zanzara infettata con il virus punge una persona suscettibile. Se la zanzara non ha il virus, la trasmissione non si verificherà” (Dr. Jairo Andres Mendez Rico, OPS). TRATTAMENTO Non esiste un trattamento specifico per l’infezione da virus Zika, dengue, chikungunya o febbre gialla. Il trattamento è sintomatico e si consiglia di riposare in base alle condizioni generali del paziente, bere tanta acqua, ed assumere paracetamolo per alleviare il dolore e la febbre. Non esiste ancora un vaccino, ma ci si sta lavorando, perché è il


FOTO: AFP

BIENESTAR

modo più efficace per prevenire la malattia. Per ora, bisogna solo evitare la puntura della zanzara, per cui si consiglia di rimuovere tutti i contenitori di acqua all’aperto e, se necessario, di utilizzare insetticidi, larvicidi, e proteggere le aree di puntura preferite (caviglie, gomiti, polsi, faccia) con abbigliamento a maniche lunghe, pantaloni e calzini. Ci sono abiti con permetrina (scabicida topico), che elimina la zanzara. Inoltre, bisogna applicare dei repellenti in modo constante e utilizzare zanzariere su porte, finestre e letti. Se una persona viene

infettata con il virus Zika, deve proteggersi da altre punture della zanzara per prevenire la ripetizione del ciclo, astenersi dal sesso per due settimane dopo il suo recupero ed evitare di baciare e donare il sangue in questo periodo. L’OMS ha sottolineato di recente che l’epidemia dello Zika costituisce un’emergenza di salute pubblica, raccomandando a tutti, soprattutto donne in età fertile (15-45 anni) e donne incinte, di ottenere la migliore informazione disponibile e i materiali necessari per ridurre il rischio di esposizione l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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MISSIONARIO MONDIALE 22 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


REALIDAD FATTI

COME FU LA MORTE DI CRISTO? Gesù venne sulla terra per salvare l'umanità dai suoi peccati. Egli era il Figlio di Dio, ma soffrì come un qualsiasi mortale. Quando fu crocifisso, subì molteplici dolori e infine morì. Quali furono le cause di questa morte terrena?

L

’effetto principale della crocifissione, oltre al terribile dolore in braccia e gambe, è la marcata interferenza nella respirazione normale, in particolare nell’espirazione. Il peso del corpo tirato giù, con le braccia e le spalle tese, tende a fissare i muscoli intercostali in uno stato costante di inalazione e quindi ostacolare l’espirazione passiva. In questo modo, l’espirazione diviene principalmente diaframmatica e la respirazione, difficile. Questa forma di respirazione non è sufficiente e ben presto produce ritenzione di CO2 (ipercapnia). Per respirare e ottenere l’aria, Gesù doveva appoggiarsi sui suoi piedi, cercare di piegare le braccia e poi lasciarsi cadere per poter espirare. Tuttavia, quella caduta produceva molti dolori in tutto il corpo. Lo sviluppo di crampi muscolari o contrazioni tetaniche per la fatica e l’ipercapnia colpisce ancora di più la respirazione. In questa situazione, l’espirazione adeguata ha bisogno di tirare su il corpo, spingendolo verso l’alto con i piedi, piegando i gomiti e adducendo le spalle. Questa manovra avrebbe posto il peso totale del corpo nei tarsali e causato un forte dolore. Inoltre, la flessione dei gomiti avrebbe provocato la rotazione dei polsi sui chiodi e un enorme dolore attraverso i nervi lacerati. Sollevare il corpo avrebbe scorticato la schiena dolorosamente contro lo stipes (legno verticale della croce su cui veniva appoggiata la schiena). Di conseguenza, ogni sforzo respiratorio sarebbe diventato angosciante e faticoso, portando al soffocamento e infine alla morte. Era usanza dei romani che i corpi crocifissi rimanessero lunghe ore appesi sul-

la croce; a volte, si decomponevano oppure gli animali selvatici e uccelli rapaci li divoravano. Pertanto, prima della morte di Gesù, i sommi sacerdoti e i membri del Sinedrio chiesero a Pilato, secondo l’usanza romana, che fossero spezzate le gambe dei crocifissi. Questa barbara operazione è chiamata in latino crurifragium (Giovanni 19: 31-37). Le gambe dei ladri furono rotte, ma quando i soldati sono arrivati a Gesù, vedendo che era già morto, no lo picchiarono, ma uno di loro gli diede il cosiddetto “colpo di grazia” e trafisse il costato di Gesù con una lancia. Per il sangue e l’acqua che uscirono dal costato, i medici diversi ipotesi: che forse il pericardio (la sacca membranosa che circonda il cuore) fu raggiunto dalla lancia, che forse il ventricolo destro fu perforato, che forse ci fu un emopericardio post-traumatico, o che forse il spargimento di sangue era fluido di pleura e pericardio. L’ematidrosi (chiamata anche ematoidrosi) è un disturbo molto raro in cui la persona suda sangue. Si verifica solo quando la persona subisce un elevato livello di stress, ansia o debolezza, ad esempio, quando si avvicina il momento della morte. La ragione è che i vasi sanguigni si dilatano e si contraggono fino a rompersi, causando emorragie nello strato dell’epidermide vicino alle ghiandole sudoripare. Il sangue viene quindi mescolato con il sudore ed esce attraverso i pori della pelle. Alcuni storici suggeriscono che Gesù sperimentò l’ematidrosi quando pregava nel giardino del Getsemani, perché sapeva che sarebbe morto presto (Luca 22:44) l

Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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PASSIONE PER LE ANIME Classico della letteratura cristiana e lettura imprescindibile in cui si esorta a fare attenzione agli sforzi e ai metodi utilizzati nei risvegli moderni.

N

el 1904 tutto il Galles era “in fiamme”. Fino ad allora il popolo di quel paese viveva lontano da Dio; anche la vita spirituale delle comunità si era estremamente impoverita. Il peccato dilagava a ogni livello della vita sociale. Ma ad un tratto, come un tornado di cui non si prevede l’arrivo, lo Spirito di Dio giunse improvviso; i locali di culto si riempirono di così tanta gente che alle riunione non si trovava posto a sedere. Ogni giorno si sarebbero dovuto tenere tre riunioni, ma questo fu impossibile per questioni di tempo per cui si finì per tenere una riunione che aveva inizio alle ore 10 del mattino e proseguiva ininterrottamente fin dopo la mezzanotte. Dio fu l’Artefice di tutto questo, mentre Evan Roberts fu lo strumento di cui Dio si usò. Egli non dedicava tutto il tempo a la predicazione, una buona parte veniva dedicata ai canti, alle testimonianze e alle preghiere. Il libro “Passione per le anime” – il più potente argomento a favore del risveglio, secondo il pastore canadese Jonathan Goforth – parla dell’evangelizzazione del mondo dal punto di vista del Dr. Oswald J. Smith. Smith, un prolifico autore, scrisse trentacinque opere cristiane e pubblicò questo libro nel 1950. Attraverso la sua opera, l’uomo di fede, nato l’8 novembre 1889, esorta a fare attenzione agli sforzi e ai metodi utilizzati nei risvegli moderni. La fede è la chiave che apre la porta alla potenza di Dio. “Per fede caddero le mura di Gerico”. E nel risveglio, uno dei requisiti indispensabili è la fede viva e vivente. MISSIONARIO MONDIALE 24 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

“Ogni cosa è possibile per chi crede”. L’uomo di cui il Signore si usa, riceverà notizie dal Cielo. Dio gli darà una promessa. Non le promesse generali della Parola che si applicano a molti dei Suoi figli, ma un messaggio preciso, inequivocabile rivolto al suo cuore. Una promessa familiare, forse, lo raggiungerà in modo tale che saprà che Dio ha parlato. Quindi, se io avessi intenzione di iniziare una nuova opera per Dio, prima di tutto mi chiederei: “Ho ricevuto


LETTERATURA

Influenzato da molti dei più grandi cristiani di tutti i tempi, tra cui John Wesley, Martin Lutero, Charles H. Spurgeon, Dwight L. Moody e in particolare Charles G. Finney e David Brainerd, il missionario Smith testimonia nel suo libro la sua immensa fede nella potenza della preghiera per modificare le condizioni sfavorevoli e nella potenza del Signore.

una promessa?” “Dio ha parlato?”. Il reverendo Smith, estinto promotore dell’evangelizzazione del mondo, fece di “Passione per le anime” una lettura imprescindibile per ogni famiglia cristiana sul pianeta. Scritta con lucidità, responsabilità e forza, l’opera di Smith delinea le chiavi per stabilire un nuovo risveglio spirituale guidato dallo Spirito Santo. Dio, il risveglio, l’evangelizzazione in azione, la fede, la convinzione di peccato, e la risposta del Signore a questo mondo gemente sono alcuni degli argomenti trattati in “Passione per le anime”.

Quando nel 1924, 1929 e 1936 visitai i campi di missioni russi in Europa, vidi Dio lavorare con potenza di risveglio. La gente percorreva quasi cinquanta chilometri (30 miglia) a piedi, oppure trecentoventi chilometri (200 miglia) a cavallo o in automobile per partecipare alle riunioni. I servizi duravano tre ore o più e, in alcuni casi, si tenevano tre servizi al giorno, ma la gente si lamentava che non era sufficiente. In una località, si tenevano fino a quattro servizi al giorno, perché alcuni si riunivano molto presto la mattina, ore prima dell’arrivo

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MISSIONARIO MONDIALE 26 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


LETTERATURA Continua a leggere––

degli operai. “Passione per le anime” si compone di diciannove capitoli che forniscono la visione particolare e testimoniale del pastore Smith, che inoltre compose 1200 inni, circa la diffusione del Vangelo nei cinque continenti. Il reverendo Smith, missionario entusiasta e responsabile per la diffusione di più di dodicimila sermoni in ottanta paesi, fa notare nel suo libro che un requisito indispensabile per un risveglio di successo è la perfetta obbedienza a Dio. Siamo nel XX secolo. Le forze sinistre sono attive. Le false religioni abbondano ovunque. Il nazionalismo dilaga nel paese. Il comunismo, l’arma più potente mai forgiata dallo spirito satanico, minaccia di spazzare via il cristianesimo. La civiltà è alla mercé dell’energia nucleare. Vorrei poter vivere per scrivere nel 2000 dopo Cristo, ma non sarà possibile. Tuttavia, milioni potranno, se Cristo non è ancora venuto; io non potrei. Credo che i prossimi cinquanta anni saranno i più significativi nella storia del genere umano. Eventi a conseguenze e portata globali gettano già le loro ombre su di loro. “Passione per le anime” non è solo un classico della letteratura cristiana contemporanea, ma anche un testo utilizzato dallo Spirito Santo per influire sulla vita e sul ministero degli evangelici più noti nella seconda metà del ventesimo secolo. Con oltre 65 anni, e tradotto in un considerevole numero di lingue, il libro è impegnato con la riaffermazione della causa di Gesù Cristo e la promozione del suo regno. La sua influenza all’interno della comunità evangelica internazionale è fuori discussione. I giorni della chiesa primitiva furono giorni di risveglio. Solo il risveglio risolverà i problemi del mondo di oggi. Infatti, penso che non ci sia un’altra chiesa oltre al risveglio. In tutto il mondo ci sono persone che clamano Dio attraverso un’altra manifestazione della sua potenza. Queste preghiere saranno risposte? E se lo sono, come sarà la risposta? Quanto costerà? Possiamo fare qualcosa affinché Egli venga? Sarà risposta nella nostra generazione la preghiera del Salmo 85: 6? I nostri occhi sono su Dio. Solo Lui può risvegliare il Suo popolo. Influenzato da molti dei più grandi cri-

stiani di tutti i tempi, tra cui John Wesley, Martin Lutero, Charles H. Spurgeon, Dwight L. Moody e in particolare Charles G. Finney e David Brainerd, il missionario Smith testimonia nel suo libro la sua immensa fede nella potenza della preghiera per modificare le condizioni sfavorevoli e nella potenza del Signore. Leader di più di venti spedizioni internazionali in cui si promosse il cristianesimo, il ministro di Dio mostra anche nel libro il suo grande interesse per il lavoro missionario. Charles G. Finney è considerato dalle autorità in questo campo, sia in Gran Bretagna che in America, il più grande evangelizzatore di tutti i tempi. Nessuno ha raggiunto così tanto in così poco tempo. Nemmeno nei tempi dell’apostolo Paolo si ha raggiunto tali risultati. Nessuno che apprezzi la sua reputazione non si sognerebbe mai di mettere il lavoro di Charles G. Finney in questione. Pertanto, nel parlare di evangelizzazione in azione, dobbiamo prima rivolgerci al lavoro miracoloso di questo grande evangelizzatore. La prima cosa da notare è che Finney, ovunque andasse, trasformava la religione nel principale argomento di conversazione. L’opera di Oswald J. Smith è anche una declamazione personale circa l’importanza dell’evangelizzazione. A questo proposito, in uno dei passaggi del suo libro, il servo del Signore dice che “l’unica speranza del nostro tempo è una nuova manifestazione della potenza di Dio. Senza risveglio, la vita come la conosciamo, perirà. Dobbiamo evangelizzare oppure diventare fossili”. Altrove, indica che “i pastori che ancora credono nella Bibbia dovrebbero essere in grado di collaborare quando si tratta di evangelizzazione”. Ci sono quattro gruppi di persone con cui tratterai nel tuo lavoro evangelico. Io, infatti, spesso do un invito in quattro parti. Prima di tutto, ci sono i perduti, poi coloro che sono tornati indietro e coloro che non sono sicuri della loro salvezza e, infine, gli sconfitti. Questi quattro gruppi sono sempre ad ogni riunione, e dovrebbero essere invitati in modo chiaro e definito a venire al Signore Gesù Cristo, affinché il loro bisogno sia soddisfatto. Ma bisogna dare istruzioni agli operai su come trattare con loro, perché l’operaio deve diagnosticare il caso l

L’opera di Oswald J. Smith è anche una declamazione personale circa l'importanza dell’evangelizzazione. A questo proposito, in uno dei passaggi del suo libro, il servo del Signore dice che “l'unica speranza del nostro tempo è una nuova manifestazione della potenza di Dio. Senza risveglio, la vita come la conosciamo, perirà. Dobbiamo evangelizzare oppure diventare fossili”.

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NELLA TOMBA GIACEVA GESÙ Una canzone per comprendere la risurrezione di Cristo. Opera del compositore americano Robert Lowry.

C

antato dalla comunità evangelica mondiale principalmente durante la Pasqua, l’inno “Nella tomba giaceva Gesù” parla della risurrezione di Gesù Cristo in modo semplice, diretto e energico. Creata nel 1874 dal compositore americano Robert Lowry, autore di circa cinquecento inni spirituali, la canzone fa comprendere il miracolo massimo del Vangelo, l’evento che supporta la fede cristiana: il ritorno alla vita del Figlio di Dio. Lowry, nato il 12 marzo 1826, compose questo inno una notte dopo compiere la sua opera pastorale nella località di Lewisburg, situata nello stato della Pennsylvania, dove guidava una congregazione evangelica. A proposito di questo inno, i suoi biografi affermano che la poesia fu creata dal reverendo Lowry mentre studiava la risurrezione di Cristo. Supportati da commenti dell’autore stesso, gli storici indicano che il testo e la melodia di “Nella tomba giaceva

NELLA TOMBA GIACEVA GESÙ 1 Nella tomba giaceva Gesù, mio Salvatore, Aspettando il giorno a venire, Gesù, mio Signore! RITORNELLO Dalla tomba Egli risorse, Un potente trionfo sui suoi nemici, Risorse un vincitore dal dominio oscuro, Egli vive per sempre, con i Suoi santi a regnare. Risorse! Risorse! Alleluia! Cristo risorse! 2 Invano guardano il Suo letto, Gesù, mio Salvatore; Invano sigillano i morti, Gesù, mio Signore! 3 La morte non può tenere la sua preda, Gesù, mio Salvatore; Egli strappò le barre, Gesù, mio Signore! MISSIONARIO MONDIALE 28 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

Gesù” furono composti rapidamente. Robert Lowry si laureò con lode in teologia presso l’Università di Lewisburg nel 1854, e fu uno dei più rinomati musicisti cristiani del suo tempo e un ministro di Dio che eccelleva per la sua continua dedizione allo studio e alla ricerca delle Scritture. Relatore brillante e accattivante, secondo lo scrittore americano Kenneth Osbeck, Lowry lavorò tra il 1869 e il 1875 come professore di letteratura nel chiostro che lo ospitò nella sua fase formativa e predicò la Parola negli stati di New York e New Jersey. La Parola di Dio, la Bibbia e la musica cristiana erano i punti cardinali che guidarono l’esistenza di Lowry. Questo servo del Signore sapeva chiarire i dubbi dei credenti con la sua predicazione, e fu assunto nel 1868 dalla Biglow & Main Publishing Company per pubblicare il libro “Gioielli Brillanti”, rivolto alle scuole domenicali del tempo. Più tardi, collaborò con il dottor William Howard Doane, un noto cantautore cristiano, e pubblicò il libro “Oro Puro”, che vendé oltre un milione di copie. Difensore della sana dottrina e della fede evangelica, il reverendo Lowry non si vantò mai della sua notorietà, anche se diventò una figura della musica congregazionale, e sempre cercò di diffondere la buona notizia. A questo proposito, una volta disse: “Preferirei predicare il Vangelo ad un pubblico grato che scrivere un inno. Mi sono sempre considerato un predicatore e, quando cominciai ad essere riconosciuto più come compositore, sentii una sorta di disagio. La musica per me è qualcosa di secondario”. “Nient’altro che il sangue”, “Ci vediamo nel fiume?”, “Come posso evitare di cantare?”, “Cosa può lavare via il mio


MUSICA

peccato?” e “Nella tomba giaceva Gesù” sono alcune delle lodi più popolari create da Robert Lowry. Nel corso degli anni, lui riuscì a possedere una delle migliori librerie musicali degli Stati Uniti e diventò un

esperto nel canto evangelico. Questo operaio tenace del Signore, che condivise il Vangelo per più di cinque decadi ininterrotte, morì il 25 novembre 1899, all’età di settanta-tre anni l

Difensore della sana dottrina e della fede evangelica, il reverendo Lowry non si vantò mai della sua notorietà, anche se diventò una figura della musica congregazionale, e sempre cercò di diffondere la buona notizia. Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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STRUMENTO DI DIO Riconosciuto come il più grande eroe nella storia del cristianesimo in Inghilterra, Henry Martyn svoltò, nei primi anni del XIX secolo in India, un breve ma estremamente fecondo lavoro missionario che fece di lui un esempio di fede. John Hall

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l suo lavoro missionario fu breve ma estremamente fecondo e, anche se la sua esistenza terrena fu di solo trentun anni, il suo esempio è uno dei più noti nell’ambiente evangelico globale. Nato il 18 febbraio 1781 in Inghilterra, Henry Martyn è riconosciuto come il più grande eroe nella storia del cristianesimo nel Regno Unito. Il desiderio di portare il messaggio di salvezza ai popoli che non erano mai stati evangelizzati, divenne il più ardente progetto della sua breve vita dopo aver letto la biografia del missionario David Brainerd. PRIMI PASSI Benedetto da Dio, Martyn crebbe in una casa dove il Vangelo non fu mai assente. Il padre, John, era un uomo pio che, attraverso l’esempio, gli insegnò i principi fondamentali della fede cristiana e lo guidò sulla via del servizio e dell’amore al prossimo. Inoltre, i suoi tre fratelli abbracciarono anche la buona notizia e furono parte essenziale dei suoi primi passi nella fede di Dio. All’età di sette anni entrò nella scuola a Truro, nel sud-ovest dell’Inghilterra, dove dimostrò subito il suo grande talento per la matematica e la lettura. Nel 1797, a sedici anni e dopo aver completato il liceo, divenne parte del College of St John the Evangelist, presso l’Università di Cambridge, al fine di diventare un avvocato. In quella famosa università, culla di grandi uomini seguaci del Signore, diventò uno studente brillante che si distinse sempre per ottenere i voti migliori in classe. Le sue abilità lo portarono anche a ottenere MISSIONARIO MONDIALE 30 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

nel 1801 il primo posto in un concorso annuale di matematica organizzato dall’Università. Inoltre, nel 1802, lui fu scelto come il miglior studente a Cambridge. Martyn si arrese completamente alla fede cristiana nel mese di ottobre 1802, quando sentì per caso parlare il predicatore Charles Simeon del lavoro di evangelizzazione svolto dal missionario William Carey in India. Da allora, Henry perse il forte interesse che aveva per la matematica e cominciò a divorare la Bibbia, entrando gradualmente nelle vie del Signore. A questo proposito, in più di una occasione rivelò: “Esaudì il mio più grande desidero a livello accademico, ma poi si sentì disilluso e mi resi conto che mi mancava la cosa più importante nella vita: Dio”. AL SERVIZIO DEL SIGNORE Influenzato da Simeon, Henry sbirciò nella vita del pastore Brainerd, noto evangelista americano che predicò la Parola a indiani americani nel XVIII secolo, che gli servì come esempio di fede e lo spinse a trasformarsi in uno strumento di Dio. In quel momento, senza esitare nemmeno per un istante, decise di diventare un missionario e fissò lo scopo di diffondere le Scritture in India. Il 22 ottobre, 1803 fu ordinato diacono nella città di Ely, a 129


EROE DELLA FEDE

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Il suo zelo per le cose di Dio, l'impegno alla sana dottrina, il suo coraggio e la sua passione per il lavoro missionario servono ancora oggi per rinnovare il proficuo lavoro sviluppato in India e Iran, dove migliaia sono stati convertiti al cristianesimo attraverso la sua predicazione e traduzioni.

chilometri da Londra, e più tardi fu riconosciuto come un ministro del Signore. Fedele servitore di Dio, Martyn offrì i suoi servizi al “Church Missionary Society”, una istituzione cristiana globale, ma un disastro finanziario lo privò di ricevere l’eredità di suo padre e rovinò il suo obiettivo di servire il Signore fuori dell’Inghilterra immediatamente. Tuttavia, il suo desiderio di portare la buona notizia fu esaudito e per più di venti mesi lavorò come assistente del pastore Simeone a Cambridge. Poi il 5 luglio 1805, infine, il suo obiettivo di portare la Parola di India fu soddisfatto e salpò per l’India. Prima di imbarcarsi, Henry scrisse: “Se vivo o muoio, Cristo sia glorificato dalla raccolta di folle per lui”. A bordo della nave, allontanandosi dal suo paese, pianse come un bambino per l’angoscia di abbandonare la sua famiglia e la sua ragazza Lidia Grenfel. Tuttavia, nulla poteva deviarlo da seguire la guida divina. Durante il viaggio, intraprese il compito di condividere il Vangelo con l’equipaggio. L’8 gennaio 1806 arrivò al Capo di Buona Speranza, una colonia britannica nell’attuale Sud Africa e Namibia, dove vide le terribili conseguenze della guerra. LAVORO PROLISSO Il 22 aprile 1806, dopo più di nove mesi di viaggio, Henry Martyn arrivò al porto della città di Madras, ora nota come Chennai, da dove se ne andò per la città di Calcutta. Al suo arrivo in India, il missionario fu accolto con entusiasmo dagli operai che lavoravano per seminare i semi del cristianesimo in Asia meridionale. Stabilitosi nei pressi della città di Serampore, imparò la lingua locale e fissò l’obiettivo di tradurre il Nuovo Testamento in Hindi. Poi, nel mese di ottobre dello stesso anno, si trasferì nella città di Dinapur. Martyn fu pastore a Dinapur per circa trenta mesi. Durante questo tempo, si dedicò alla predicazione del Vangelo con grande zelo e rinnovata eccitazione. Lui spiccò per la sua produzione intellettuale a favore del cristianesimo. Il 24 febbraio 1807, terminò la traduzione di una parte del Libro di Preghiera Comune, e nel mese di marzo 1808 si è

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conclusa la versione Hindi del Nuovo Testamento. Poi, nel mese di aprile 1809, fu assegnato alla città di Canwpur dove continuò i suoi compiti di evangelizzazione. Dotato di competenze linguistiche senza precedenti divenne rapidamente fluente in Hindi. Guidati da Dio, Henry Martyn tradusse il Nuovo Testamento in urdu, una lingua parlata principalmente in Pakistan e India, e in persiano, la lingua ufficiale dell’Iran. Alla fine del 1810, spezzato in salute, prese in considerazione l’idea di riposare dal suo lavoro missionario e viaggiare in Persia, al fine di rivedere la sua versione persiana della Scrittura e beneficiare di un clima piacevole. L’1 ottobre dello stesso


EROE DELLA FEDE

anno, andò a Calcutta, da dove salpò il 7 gennaio 1811 alla città di Bombay, sulla costa del Mar Arabico. ULTIMO VIAGGIO In Iran, Henry accuratamente rivide la sua traduzione persiana del Nuovo Testamento, che, con l’aiuto di Sir Gore Ouseley, fu presentata all’imperatore di Persia, che dopo la lettura inviò una vera e propria lettera di ringraziamento. In quel momento cadde vittima della febbre e fu costretto a viaggiare a Costantinopoli sulla via per l’Inghilterra. Tuttavia, il 16 Ottobre 1812, dopo aver attraversato il fiume Aras, che si trova in Armenia, arrivò nella città turca di Tokat, che a quel

tempo era minata dalla peste. La malattia fu più forte di lui e morì all’età di 31 anni. Dopo la sua morte, Henry Martyn fu riconosciuto dalla comunità evangelica in Gran Bretagna e nel resto del mondo per il suo lavoro eroico mirato a diffondere la Parola in India e che gli costò la vita nel fiore della sua esistenza. Il suo zelo per le cose di Dio, il suo impegno alla sana dottrina, il suo coraggio e la sua passione per il lavoro missionario servono ancora oggi per rinnovare il proficuo lavoro sviluppato in India e Iran, dove migliaia si sono convertiti al cristianesimo attraverso la sua predicazione e traduzione. Inoltre, proprio come il missionario Brainerd, è un forte esempio di fede l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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STORIE DI VITA

LO SPIRITO SANTO TOCCÒ JESÚS

Jesús visse molti anni tra la droga e il heavy metal. Sembrava che nulla avrebbe potuto salvarlo fino a quando conobbe la Parola di Dio e tutto cambiò per lo spagnolo. Marlo Pérez Foto: Carlos Medina Moya y archivo familiar

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Nonostante gli sforzi di sua madre, il ragazzo si fece prendere dal heavy metal. Usciva completamente truccato come un demone, nello stile di Brian Warner (Marilyn Manson), uno dei suoi più grandi idoli al momento. Jesús non provava vergogna nel camminare per le strade truccato per andare ai concerti delle sue bande preferite.

er Jesús (Gesù), avere il nome del Salvatore non significava nulla. Da molto giovane, andò sulla via oscura del heavy metal, vestito di nero e truccato come i suoi idoli di argilla. Non gli importavano gli sguardi curiosi e le teste che si giravano a guardare il suo aspetto cupo e trasandato per le strade di Barcellona. Lui fu coinvolto per anni nella malavita, senza sapere che, in quella atmosfera cupa di sesso, droga e alcol, una verità nascosta dietro il genere musicale collegava molti giovani alla stregoneria e alle messe nere. Più tardi ha pagato le conseguenze di queste pratiche. Nei primi anni 90, Jesús si lasciò trasportare da questa musica infernale, affascinato dai suoni stridenti delle chitarre elettriche e dai voci taglienti e penetranti di questo genere musicale nato nel Regno Unito e negli Stati Uniti a metà degli anni 70. Jesús passò dall’abbigliamento casual di un giovane di 18 anni agli abiti neri stravaganti e cupi, con figure cadaverici e demoniache, in una chiara allusione al mondo delle tenebre. Lui cercava di assomigliare i suoi idoli musicali di quel tempo: AC/DC, Metallica, Iron Maiden, Marilyn Manson, tra gli altri. Tuttavia, passò anche alla droga e all’occultismo. Fin dai suoi primi giorni nella malavita, cominciò ad assumere cocaina o “tripis”, meglio conosciuta come LSD. Inoltre, non riusciva a dormire e faceva incubi violenti e sogni osceni e lascivi, in cui c’erano molto sangue e morte. Uno dei suoi amici è catturato dal vizio fino ad oggi. Nonostante gli sforzi di sua madre, il ragazzo si fece prendere dal heavy metal. Usciva completamente truccato come un demone, nello stile di Brian Warner (Marilyn Manson), uno dei suoi più grandi idoli al momento. Jesús non provava vergogna nel camminare per le strade truccato per andare ai concerti delle sue bande preferite. Jesús Angel Núñez Yepes, nato nel 1973 nella città di Cuenca, in Spagna, si era rovinato la reputazione nel quartiere. L’eccessivo consumo di cocaina e LSD non solo deteriorò il suo corpo ma lo portò anche a lasciare la madre e la sua famiglia. Un anno dopo, la vita di Jesus è cambiata. Fu obbligato a servire nelle forze armate del suo paese, nella caserma Arsenal de

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Cartagena, nella città spagnola di Murcia. In un primo momento era pieno di rabbia, ma ben presto scoprì che all’interno del recinto militare c’erano allucinogeni e alcol. Pertanto, smise di sentirsi solo e condivise la sua dipendenza con i compagni, ma dové anche affrontare alcuni episodi di violenza. - Un giorno, un reduce mi umiliò davanti ai miei compagni ... Poco dopo comprai un


STORIE DI VITA

coltello per pugnalarlo, ma grazie a Dio non lo feci, ricorda. LE MIE DIPENDENZE La sua eccessiva dipendenza da droghe aveva origine da traumi infantili. Jesús, quando aveva solo pochi mesi, andò a vivere con i parenti quando i suoi genitori si separarono. Poi, sua madre conobbe un altro uomo e si allontanò di Jesús. La famiglia si ruppe e tut-

ti i fratelli furono separati. Egli visse i suoi primi anni nella casa della nonna, ma non ricevé tutte le cure necessarie per un ragazzo della sua età. Crebbe sotto l’influenza della televisione, con programmi e film horror che causarono in lui incubi e lotte spirituali. Così, cominciò a conoscere il mondo delle tenebre. A dodici anni, sua madre lo portò a vivere a Barcellona, dove patì gli squilibri men-

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Uno spirito violento lo costringeva a fare l’autolesionismo. Si rompeva i polsi, si faceva tagli superficiali e spegneva le sigarette sul suo corpo senza sentire alcun dolore fisico, perché il vero dolore era dentro, era nell'anima.

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tali del patrigno dipendente, che maltrattata lui e la madre. Tre anni più tardi, la madre conobbe un contrabbandiere diciotto anni più giovane di lei, e tutti i tre andarono a vivere in un sobborgo della città chiamato Santa Coloma de Gramenet, uno dei quartieri più difficili a Barcellona. Jesús lasciò la scuola e l’era del vizio iniziò. Si dedicò a vendere carta igienica e pulire i vetri delle macchine per guadagnare da vivere e acquistare bevande alcoliche come vino e birra, e droghe come hashish e marijuana. A causa della sua dipendenza, soffrì un coma etilico in strada. Si salvò quasi miracolosamente. Nonostante l’incidente, non si fermò, ma continuò ad avvicinarsi al precipizio. In quei

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mesi si diede al heavy metal e cominciò ad assumere eroina e altre droghe che costarono la vita a molti dei suoi amici. Appena tornato dal servizio militare obbligatorio, “Yeyu” cominciò a vestirsi di nero e frequentare i luoghi in cui prevaleva il heavy metal. Tra suoni bizzarri e ombre, conobbe una ragazza disturbata dall’uso eccessivo di droga. Lei si considerava bisessuale e lo portò a conoscere tutta la vita gay di Barcellona. Poco dopo, conobbe un’altra ragazza molto più coinvolta nell’ambiente del heavy metal, che lo portò a incontri e concerti dove praticò il voodoo, la stregoneria e le messe nere dedicate a Satana. Una volta, andò a un concerto in cui il leader di un gruppo mu-


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verse procedure sperimentali che lo fecero sentire come un topo da laboratorio. Uno spirito violento lo costringeva a fare l’autolesionismo. Si rompeva i polsi, si faceva tagli superficiali e spegneva le sigarette sul suo corpo senza sentire alcun dolore fisico, perché il vero dolore era dentro, era nell’anima. Dopo aver lasciato quell’inferno con copertura di clinica, Jesús tornò in piazza. Aveva già 38 anni ed si diede di nuovo all’alcol e alle droghe, con cui ebbe più di una esperienza paranormale. Moriva di solitudine, gridava aiuto in silenzio, ma nessuno se ne rendeva conto. Sentiva che la sua anima stava morendo, ma continuava a ferirsi e drogarsi mentre ascoltava musica infernale. ILLUMINATO DA DIO Un giorno, in mezzo alla puzza dei vicoli bui, Jesús sentì che la sua testa sarebbe scoppiata. Aveva assunto undici grammi di cocaina in due giorni e sentiva che il mondo gli crollava addosso. Allora clamò e Dio lo ascoltò. - In quel momento piansi e chiesi a Dio di amare e di essere amato, ricorda. A metà del 2010, Jesús iniziò a lavorare nella società di costruzioni di un amico cristiano, che lo invitò incessantemente alla casa di Dio. Dopo diverse settimane, accettò di partecipare ad una delle riunioni della chiesa.

Nell'ingresso, uno dei diaconi che lo vide andare e venire, lo invitò a sedersi di nuovo con la promessa che lo Spirito Santo lo avrebbe toccato in qualsiasi momento. Poco dopo, la presenza divina si manifestò e scacciò tutti i demoni che lo possederono per più di venti anni.

- I demoni dentro di me mi dicevano di non andare, ammette. sicale metal gettò un regalo alla folla invocando il diavolo. Il dono cadde nelle mani di Jesús, ma qualcosa dentro di lui lo rifiutò e lo gettò contro il gruppo musicale. L’oggetto colpì il leader che cantava. - Sono sicuro che Dio intervenne. Oggi posso affermarlo, dice. TOPO DA LABORATORIO Nel 2003, Jesús cominciò a soffrire di problemi psichiatrici, tra cui personalità paranoide, disturbo bipolare e schizofrenia paranoide, che lo portarono a farsi tagli su braccia e a bruciare la propria pelle più volte. Per questa ragione, fu internato in un ospedale di salute mentale della città, dove fu trattato con di-

In una di queste visite, non resisté più e se ne andò dalla chiesa cristiana. Nell’ingresso, uno dei diaconi che lo vide andare e venire, lo invitò a sedersi di nuovo con la promessa che lo Spirito Santo lo avrebbe toccato in qualsiasi momento. Poco dopo, la presenza divina si manifestò e scacciò tutti i demoni che lo possederono per più di venti anni. - Io dissi a Dio con tutte le mie forze: Solo non posso, Signore, non posso! Aiutami! ... e Lui mi aiutò, dichiara. Da quel momento, il Signore cambiò la sua vita e si allontanò dal heavy metal per sempre l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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“IL SIGNORE PUÒ CAMBIARE I MEMBRI DEI GANG” Il Movimento Missionario Mondiale (MMM) fa sforzi in El Salvador per aiutare i membri dei gang a riabilitarsi attraverso la Parola del Signore.

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l MMM in El Salvador ha salvato alcuni giovani dai gang. Il lavoro è duro, ma vi è progresso. Il Rev. Edwin Parada, Supervisore Nazionale dell’Opera in quel paese, parla delle sfide affrontate dal Movimento Missionario Mondiale con questo problema nazionale, e degli sforzi per raggiungere i centinaia di membri dei gang con la Parola di Dio. Cosa fa la Chiesa del Signore con la proliferazione di gang in El Salvador? Si tratta di un problema molto grave che colpisce la società e l’economia nazionale da molti anni. La Chiesa stessa è stata colpita, in quanto vi sono luoghi in cui i fratelli non possono uscire di notte, perché è molto pericoloso. Ci sono aree in cui non possiamo inviare i giovani a predicare, perché vengono confusi con membri dei gang e quindi possono essere feriti o uccisi. In queste zone solo inviamo gli adulti a condividere il Vangelo. Quanti gang ci sono in El Salvador? Ce ne sono diversi, ma i più importanti sono “Mara Salvatrucha” (MS) e “Barrio 18”. Tuttavia, MS è il più violento, perché smembra persone per vendetta. Ci sono già membri salvati da Cristo? Un pastore mi ha detto poco fa che un ragazzo lasciò il suo gang per convertirsi a Cristo. Per lasciare, doveva subire un rituale in cui fu picchiato da 30 uomini per un minuto. Lo batterono con tutta la loro forza, fino a quando riuscì a fuggire a malapena. Poi andò a cercarci.

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I membri dei gang dissero al fratello di non andare al cattolicesimo, altrimenti l’avrebbero ucciso, e che se voleva andare al Vangelo, doveva essere un credente fedele e devoto, altrimenti l’avrebbero anche ucciso. Attualmente è perseverante nella Chiesa e sa che se si travia sarà ucciso. Tuttavia, diamo gloria a Dio per questo giovane che è stato salvato da questi gruppi, perché il Signore può cambiare i membri dei gang. Con tutti questi problemi, come avanza l’Opera del MMM? Io sono Supervisore da tre anni. Nei nostri primi anni, fu aperto l’Istituto Biblico Elim, fu creata la radio on-line e furono fatte tante altre cose, come l’agenda nazionale, che comprende le attività e confraternita per giovani, donne e uomini. Negli ultimi mesi abbiamo notato la crescita in tutte le nostre chiese. Come è cresciuta la Chiesa del Signore? Siamo circa 16 gruppi ed insieme siamo circa 600 persone. Mi hanno riportato di recente che in questi due mesi sono arrivate 25 persone in una delle chiese. E’ qualcosa che non avevamo mai visto prima. Negli ultimi tre anni abbiamo costruito diversi templi. Un’altra sfida è andare a est, nel comune di San Miguel, dove ci sono tre chiese nei pressi della capitale. Lì, costruiremmo una congregazione nel centro della capitale di El Salvador, che sarà la chiesa centrale l


INTERVISTA

I gang sono un problema molto grave che colpisce la società e l'economia nazionale da molti anni. La Chiesa stessa è stata colpita, in quanto vi sono luoghi in cui i fratelli non possono uscire di notte, perché è molto pericoloso.

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LA RISURREZIONE “Mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l’ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture... Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati” 1 Corinzi 15: 2-4, 20-22. Rev. Luis M. Ortiz

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Il Signore Gesù Cristo è risorto con un corpo glorificato, cioè, un corpo pieno di gloria e completamente adattato a dimorare nella gloria senza alcuna delle limitazioni del corpo umano, senza macchia, senza inquinamento, senza sporcizia.

a Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo è il miracolo massimo del Vangelo. Gli apostoli, soprattutto l’apostolo Paolo, proclamarono e insegnarono questa grande verità. Il patriarca Giobbe disse: “«Oh, se le mie parole fossero scritte! Se fossero impresse in un libro! Se con lo scalpello di ferro e con il piombo fossero incise nella roccia per sempre! Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d’un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma!” (Giobbe 19: 23-27). Secondo lo storico Eusebio, il patriarca Giobbe visse 600 anni prima del diluvio, cioè, circa 1800 anni prima di Cristo. Dio mette Giobbe nella stessa classe di Noè e Daniele, e l’apostolo Giacomo si riferisce a lui come un esempio di pazienza. Nei testi letti, Giobbe esprime il suo ardente desiderio di vedere le sue parole scritte. Le parole specifiche che lui voleva vedere impresse in un libro erano: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere. E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno i miei occhi, non quelli d’un altro; il cuore, dal desiderio, mi si consuma!” (Giobbe 19: 25-27). Questo patriarca dell’antichità, che visse circa 1800 anni a.C., ebbe per divina ispirazione una visione completa e meravigliosa della risurrezione del nostro Redentore, nonché della risurrezione dei credenti. Per rivelazione divina, Giobbe vide la vita umana e la divina unite nella persona del Redentore e vide la morte e la risurrezione del Redentore, nonché la risurrezione dei credenti in corpi

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glorificati. Sulla risurrezione e sulla natura del corpo risorto, l’apostolo Paolo scrisse ampiamente nel grande capitolo della risurrezione: 1 Corinzi 15. Il Signore Gesù Cristo risorse con un corpo glorificato, cioè, un corpo pieno di gloria e completamente adattato a dimorare nella gloria senza alcuna delle limitazioni del corpo umano, senza macchia, senza inquinamento, senza sporcizia. L’apostolo Paolo parla del corpo risorto: “Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? E con quale corpo ritornano?» Insensato, quello che tu semini non è vivificato se prima non muore... Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale… E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, così porteremo anche l’immagine del celeste… Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità” (1 Corinzi 15: 35-36, 42- 44, 49, 52-53). Anche il corpo che risorge con Cristo è un corpo reale, non è uno spirito né un fantasma. In una delle molte volte che Gesù risorto apparve ai discepoli, loro ebbero paura, ma Gesù disse loro: “Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io! Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io” (Luca 24:39). Egli aveva l’apparenza del corpo naturale, con mani e piedi, e poteva essere toccato, ma era infatti un corpo celeste, soprannaturale, immortale, che trascendeva tutti i limiti fisici. La Bibbia dice: “Cristo, risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui” (Romani 6: 9). San Paolo in una solida dichiarazione dice


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Egli aveva l'apparenza del corpo naturale, con mani e piedi, e poteva essere toccato, ma era infatti un corpo celeste, soprannaturale, immortale, che trascendeva tutti i limiti fisici.

che Cristo è risorto: “Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti ...” (1 Corinzi 15:20). “E se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede” (1 Corinzi 15:14). Carissimi amici, l’esperienza personale di milioni di persone trasformate dalla potenza della risurrezione di Cristo, e la storia di milioni di martiri che hanno dato la loro vita con

gioia in attesa della risurrezione, dimostrano senza dubbio che Cristo è risuscitato e che la nostra predicazione e la nostra fede non sono vane. Le voci di milioni e milioni di cristiani in tutta la storia della Chiesa sono salite in cielo nel culto e nella lode a Dio per l’opera di espiazione, la morte e la risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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GLI EVENTI E LE CONSEGUENZE DEL GETSEMANI “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” Luca 22:42. Rev. Manuel Zúñiga

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uca 22:39 dice: “Poi, uscito, andò come al solito al monte degli Ulivi; e anche i suoi discepoli lo seguirono”. Il Signore arrivò al Getsemani, andò a un podere nella valle del Cedron, in un uliveto, e cominciò a pregare. Nel villaggio di GetseMISSIONARIO MONDIALE 44 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

mani, che significa “frantoio”, gli abitanti producevano olio, per uso domestico e come combustibile. Anche se era Figlio di Dio, Gesù era anche Figlio dell’Uomo, e come uomo aveva il libero arbitrio. Egli disse: “Il Figlio non


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può da se stesso fare cosa alcuna, se non ciò che vede fare dal Padre…” (Giovanni 5:19). Il padre prese quindi il suo figlio nel giardino del Getsemani. “Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente ...” (Luca 22:44) e “... cominciò a essere triste e angosciato” (Matteo 26:37). L’angoscia cominciò a influenzare le sue emozioni e cambiare lo scopo della volontà di Dio. Gesù fu colpito dalla sua umanità e disse: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! ...” (Matteo 26:39). Cioè, nella sua preghiera al Padre, Egli chiese se c’era un altro modo di fare le cose. Il momento difficile era in arrivo, Gesù quindi cominciò a sentire che l’onere sulla sua vita era molto grande, che non era facile perché era Figlio dell’Uomo. Gesù non agì mai come Dio, e in questa situazione combatté contro il diavolo come uomo. Quando Gesù disse: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” (Matteo 26:39), Egli era in ginocchio, angosciato in un modo terribile, e “il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue” (Luca 22:44). I medici dicono che quando una persona è sottoposta a forte sofferenze, i pori si aprono in modo tale che i vasi capillari si rompono e sudano sangue. Tuttavia, alla fine lui disse: “Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta”. Se qualcuno confessa in ginocchio a Dio tutte le sue debolezze e i suoi sentimenti, non si ottiene la vittoria ma quando si dice al Signore che la sua volontà sia fatta. Allora si riesce. Luca 22:43 dice: “Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo”. Il figlio andò volentieri alla croce del Calvario e là, sul Golgota (“luogo del cranio”), si è verificata la grande lotta. Che lotta? Quella del leone ruggente contro il

Leone della tribù di Giuda, e tutti noi in attesa di sentire il grido di vittoria del Leone della tribù di Giuda: “E’ compiuto” (Giovanni 19:30). Quelle parole significavano che lui aveva sconfitto il nemico e schiacciato la sua testa, “e avendo spogliato i principati e le potestà, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce” (Colossesi 2:15). Il Signore vinse nel giardino del Getsemani. Là confermò la sua vittoria, perché accettò la volontà del Padre. “Trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra” (Filippesi 2:8-10). “Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime, egli offrì preghiere e suppliche a colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà. Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono autore di salvezza eterna, essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec” (Ebrei 5:7-10). “Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura” (Ebrei 10:19 -22). Gesù soffrì, ma il Padre gli diede tutta l’autorità. Egli disse: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra” (Matteo 28:18). “Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni, e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male” (Luca 10:19). “Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce” (Giovanni 9:31). Caro amico, vai al Getsemani e dopo essere esaminato sarai nella volontà di Dio. Amen l

Il momento difficile era in arrivo, Gesù quindi cominciò a sentire che l'onere sulla sua vita era molto grande, che non era facile perché era Figlio dell'Uomo. Gesù non agì mai come Dio, e in questa situazione combatté contro il diavolo come uomo.

Il figlio andò volentieri alla croce del Calvario e là, sul Golgota (“luogo del cranio”), si è verificata la grande lotta. Che lotta? Quella del leone ruggente contro il Leone della tribù di Giuda, e tutti noi in attesa di sentire il grido di vittoria del Leone della tribù di Giuda: “E’ compiuto”.

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FISSIAMO LO SGUARDO SUL SIGNORE “Gesù rispose loro: Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero” Giovanni 5:17. Rev. Alberto Ortega

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Loro accusarono Gesù di impostore per mettere in discussione la sua opera, i suoi messaggi, i suoi miracoli, e quindi fermarlo, dal punto di vista della legge mosaica, nella sua opera di evangelizzazione e redenzione dei peccatori.

uesta fu la risposta del Signore Gesù Cristo a coloro che volevano fermare la sua opera di salvezza e redenzione dell’uomo. L’Opera di Dio ha sempre trovato le stesse opposizioni, gli stessi antagonismi e le stesse concorrenze. Fin dalla creazione dei cieli, prima della creazione della Terra e dell’uomo, Dio ha dovuto affrontare i tentativi dell’arcangelo Lucifero, che a causa della sua ribellione contro Dio fu rinominato Satana, o nemico di Dio. Nel giardino di Eden, quando l’uomo già esisteva, si verificò la stessa situazione, si svoltò lo stesso scopo: fermare l’opera di Dio. Non vi è abbastanza tempo o spazio per elencare tutta l’opposizione demoniaca e umana che esiste dall’inizio degli scopi di Dio fino ad oggi. Quando sentiamo le testimonianze degli operai e dei missionari nei loro campi di lavoro, troviamo qualcosa che anche il Signore Gesù Cristo trovò. Le barriere sono innumerevoli e le opposizione sono virulente e violente, ma ciò che può sembrare sorprendente è che Dio non sopprime queste resistenze. Anche il suo Figlio, la seconda persona della Trinità, subì le stesse circostanze. L’apostolo Paolo scrisse nella lettera agli Ebrei: “Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo” (Ebrei 12: 3). La parola “ostilità” nel greco originale è “antologia”, che significa: obiezione, controversia giudiziale, dissenso, inimicizia. Si noti che l’ostilità che Gesù sopportò era contro se stesso, cioè, i suoi oppositori erano contro quello che lui era, la sua identità come unigenito Figlio di Dio.

MISSIONARIO MONDIALE 46 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

Pertanto, loro accusarono Gesù di impostore per mettere in discussione la sua opera, i suoi messaggi, i suoi miracoli, e quindi fermarlo, dal punto di vista della legge mosaica, nella sua opera di evangelizzazione e redenzione dei peccatori. La chiave di questo testo dell’apostolo Paolo è, in primo luogo, portarci a capire e accettare che l’opposizione all’Opera di Dio Paolo è inevitabile, che anche il Signore Gesù Cristo la ha sofferto. Non esiste, quindi, la possibilità di cambiare questo fatto. Ricordiamo le parole di nostro Signore Gesù Cristo: “Un discepolo non è superiore al maestro, né un servo superiore al suo signore” (Matteo 10:24). In secondo luogo, il testo dice che, se


DEVOZIONALE

non consideriamo questa realtà, possiamo stancarci nella nostra anima fino a perdere le risorse del nostro animo per il Signore e l’Opera di Dio. Lo spirito di servizio non è sufficiente di per sé, la voglia di essere fedele non basta, il desiderio di investire la propria vita nell’Opera di Dio non è una garanzia di resistenza alla stanchezza che fa scattare l’opposizione. Se non siamo a conoscenza di questa realtà, finiremo per cedere alla pressione. In terzo luogo, le parole di Paolo dicono che tutte le opposizioni possono essere superate se fissiamo lo sguardo sul Signore Gesù Cristo, affinché non ci sia stanchezza nel nostro animo e nel nostro desiderio di vivere e servire il Signore.

Quanto belle sono queste parole! Ciò che porta allo scoraggiamento non è l’opposizione del diavolo e dei peccatori, ma la mancanza di sguardo su Cristo. Caro fratello, caro operaio del Signore, non ci manca Dio né il suo potere, ma il nostro sguardo, che ci fa perdere o vincere. Gesù Cristo disse con lo sguardo sul Padre: “Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero”. Egli rimase in vittoria perché aveva gli occhi sul padre. Carissimo amico, vivi circondato da opposizione? Stai perdendo l’animo? Alza gli occhi a Gesù ora, ricorda la vittoria che Egli ebbe nonostante l’opposizione del diavolo, dei demoni e degli uomini, e proclama la tua vittoria su tutta la tua opposizione l

Ciò che porta allo scoraggiamento non è l'opposizione del diavolo e dei peccatori, ma la mancanza di sguardo su Cristo. Caro fratello, caro operaio del Signore, non ci manca Dio né il suo potere, ma il nostro sguardo, che ci fa perdere o vincere.

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Una breve relazione del lavoro sviluppato tramite il lavoro del movimento del mondo missionario sulle strade d’America e nel mondo. La Santa Bibbia ci dice: “E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio… Il Signore aggiungeva al loro numero ogni giorno quelli che venivano salvati.” (Atti 2:46, 47).

“DOBBIAMO ESSERE RETTI E CULTI” Per quattro giorni consecutivi, migliaia di fratelli parteciparono al XXVII Congresso Nazionale in Panama. Il Rev. Epifanio Asprilla fu nominato Supervisore.

MONDIALE MOVIMIENTOMISSIONARIO MISIONERO MUNDIAL 48 MOVIMENTO America • Europa • Oceanía América Oceania • África Africa • Asia


EVENTI

mato al suo servizio deve essere perfetta nel ministero della Parola di Dio. Come ministri, dobbiamo essere retti e culti”, aggiunse. GRANDE APERTURA Ore prima, ci fu una grande attesa attorno a questa festa spirituale, tenutasi presso lo stadio Roberto Duran nella città di Panama. Il Rev. Alcides Ramea, Supervisore del Panama, aprì l’evento con la parata degli ufficiali nazionali. Pochi minuti dopo, si diede il benvenuto agli ufficiali internazionali, rappresentati dal Rev. José Soto, Vicepresidente, dal Rev. Álvaro Garavito, dal Rev. Manuel Zúñiga e dal Rev. Ernesto Moreno, Supervisori di Costa Rica e Nicaragua, e da decine di presbiteri, pastori e fratelli in genere. Il giorno successivo, dalle ore 9.30, si svolsero le lodi presso l’impianto sportivo, in cui il Rev. Zúñiga predicò sul “Piano di Dio per la salvezza” (Giovanni 19:30). Di notte, il Rev. Carlos Guerra diede il suo messaggio, intitolato “Dio conferisce potere a coloro che stanno sulla breccia” (Atti 14: 1- 4 e 2 Cronache 20: 15-17).

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io vuole che facciamo un esame di coscienza al fine di sapere se viviamo nella rettitudine, come richiesto dalla Parola di Dio”, disse il Rev. Álvaro Garavito, Ufficiale Internazionale. Il suo sermone segnò l’inizio del Congresso Nazionale in Panama, tenutosi dal 6 al 9 febbraio. Il Rev. Garavito, che è anche Su-

pervisore del Guatemala, condivise il tema “Il vero residuo eletto è il popolo retto” (1 Re 19:10). “Chi non è retto, è deviato o ha deviazione. A molti ministri dell’altare piacciono le deviazioni, perché non parlano delle cose mondane ma preferiscono girare il messaggio. Bisogna fare le cose con rettitudine”, disse. “La persona a cui Dio ha chia-

SERVIZIO DI GIOVANI Lunedì 8 febbraio, la mattina presto, i pastori panamensi si riunirono nella chiesa centrale di Parque Lefevre per un incontro con il Rev. Gustavo Martínez, Presidente del Movimento Missionario Mondiale, e altri ufficiali internazionali. Nel frattempo, presso lo stadio Roberto Durán si tenne un servizio speciale per tutti i giovani, in cui il Rev. Marvin Cooper predicò il suo messaggio, dal titolo “Il funerale fu annullato” (Luca 7: 11-17). Ore più tardi, il Rev. Rodolfo Gonzáles, Ufficiale Internazionale, diede un messaggio sulla base di Deuteronomio 32: 3: “Non vediamo Dio, ma lo udiamo e sentiamo ... Dio continua a fare meraviglie. La Continua a leggere–– Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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NUOVO SUPERVISORE A PANAMA NEL SERVIZIO DI CHIUSURA, il Rev. Gustavo Martínez, Presidente dell’Opera, e il consiglio nazionale e internazionale riconobbero il lavoro svolto dal Rev. Alcides Ramea, Supervisore del Panama dal 2008 al 2016. Il Rev. Epifanio Asprilla fu nominato nuovo supervisore. Il giorno di chiusura, il Rev. Martinez promosse 17 nuovi operatori laici, 13 pastori licenziati e 9 ministri ordinati. Inoltre, il Rev. Martinez annunciò la fondazione di quattro nuove chiese nei villaggi di Chati e La Aldea (nella provincia di Darien), El Limite de Capira (nella provincia di Panama Oeste), e Mata Ahogado, nella valle di Anton (nella provincia di Cocle).

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EVENTI

Continua a leggere––

Parola di Dio non cambia come le religioni cambiano la loro dottrina. La Bibbia non cambierà”, disse. SERVIZIO MISSIONARIO L’ultimo giorno, la gloria di Dio si è manifestata nel servizio missionario, dove il Rev. Juan Castillo predicò sul “Fuoco sul Carmelo” (1 Re 18: 36-39): “Il fuoco di Dio non è emozione della carne o sentimentalismo, ma fede, passione, compassione, visione ... Se non c’è fuoco di Dio, come sarà applicata la rettitudine? Il fuoco dichiara e rivela la verità” l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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GIOVANI SIGILLATI DA DIO Con la presenza di oltre 3200 giovani, si tenne il Congresso Nazionale di Giovani in Costa Rica.

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ivolgendosi al pubblico durante il Congresso Nazionale di Giovani in Costa Rica, intitolato “Una generazione con il sigillo di Dio”, il Rev. Pablo César Rueda disse: “Dio aprirà una via in Costa Rica e tu saprai che fu Egli ... Non temi, perché Dio ti darà il supporto. Egli dirà “Vieni” e sembrerà assolutamente pazzesco, ma vedrai la Sua gloria”. “Scenderai dalla barca?”, chiese il predicatore alle migliaia di giovani riuniti in questo evento nazionale, tenutosi dal 21 23 gennaio presso il complesso sportivo Rogelio Alvarado Cubero nella città di Guapiles, Costa Rica. Dopo l’apertura, il Rev. Carlos Elizondo, Presidente Nazionale di Giovani nel paese centroamericano, presidiò l’evento, a cui parteciparono più di 3200 giovani provenienti da


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sette province per avere un incontro con il Creatore. L’incontro spirituale fu diviso in quattro blocchi, dalla notte del giovedì 21 gennaio fino alla mattina del sabato 23 gennaio. Più tardi, il Rev. Manuel Zúñiga, Supervisore del Costa Rica, presentò il Rev. Pablo César Rueda e sua moglie Vasti Esther Rueda (Colombia). Il Rev. Rueda condivise la Parola del Signore durante la riunione di giovani, e nel suo primo messaggio, dal titolo “Con sigillo di Dio” (Salmo 139:16), parlò del bisogno di avere giovani sigillati con lo Spirito Santo. Sigillati da Dio Il giorno successivo, l’evento cominciò la mattina presto: clamore e preghiere all’Onnipotente furono sentiti in tutto il centro sportivo. Qualche tempo dopo, il Rev. Rueda parlò del Continua a leggere–– Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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Continua a leggere––

“sigillo di benedizione” (Genesi 32: 22-24), che esige che la persona si arrenda, faccia sacrifici e lasci alle spalle le cose che dispiacciono al Signore. Di notte, il predicatore colombiano, sulla base di Matteo 14:29, che racconta come Cristo camminò sulle acque, condivise un messaggio intitolato “Rimani in barca o vai per qualcosa di meglio”. Nel suo discorso, sottolineò che bisogna scendere dalla barca, come fece l’apostolo Pietro, per sperimentare qualcosa di meglio con Cristo. “La barca si può affondare in qualsiasi momento, ma Gesù non si affonderà mai”, disse. Quando il Rev. Rueda presentava il suo messaggio, il Rev. Manuel Zúñiga, Supervisore Nazionale del Costa Rica, ricevé una parola profetica del Signore. Lui e tutti coloro che parteciparono all’evento cristiano furono riempiti con la grazia del Signore. I MEDIA I media ebbero un ruolo importante nello sviluppo di questo evento, che fu trasmesso via cavo (canali 45 e 50 nel centro e nord) e sui canali 105 e MISSIONARIO MONDIALE 54 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

412 in segnale aperta e digitale. Le piattaforme radio e web servirono anche allo stesso scopo. CHIUSURA Il giorno successivo, ci furono canti e lodi che esaltarono la maestà del nostro Creatore. Con l’impianto sportivo pieno di migliaia di giovani provenienti da tutto il paese, il Rev.

Rueda offrì il suo ultimo messaggio, dal titolo “Alzati in piedi” (Ezechiele 2: 1-2). Egli parlò della chiamata del Signore ai giovani impegnati con la visione evangelizzatrice. Pochi minuti dopo, il suo discorso provocò che molti giovani si arrendessero sull’altare, riempiti con la potenza di Dio e sigillati per continuare l’Opera dell’Onnipotente l


EVENTI

BATTESIMO IN COLOMBIA Battesimi gloriosi della Zona 8 nella città di Rionegro, nel dipartimento di Antioquia, in Colombia.

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24 fratelli scesero nelle acque battesimali l’8 dicembre 2015 presso la tenuta “Canaan”, proprietà della Chiesa del Movimento Missionario Mondiale nel comune di Rionegro, Antioquia. I battesimi della Zona 8 si tennero

in presenza del Rev. Gustavo Martínez Garavito, Presidente Internazionale, e del Rev. Roberto Estrada, Presbitero della Zona. Dopo essere istruiti nella Parola di Dio e ricevere la sana dottrina, 124 fratelli scesero nelle acque, rispondendo così

al mandato del Signore e facendo un passo molto importante nella loro vita. Durante quel giorno, ebbe luogo un servizio meraviglioso in cui alcune persone riceverono e accettarono il nostro Signore Gesù Cristo come unico e sufficiente Salvatore l M Marzo arzo2016 2016//Impacto Impactoevangelístico evangelístico

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FORMARE SOSTITUTI Dal 5 al 7 gennaio si tenne la Riunione di Pastori in Italia, con il tema “Formare sostituti”. Vi hanno partecipato circa 130 pastori del paese e del Blocco B di Europa.

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l Rev. David Echalar, Assistente di Supervisione del Blocco B di Europa e Supervisore Nazionale del MMM in Italia, esortò i pastori a prendere decisioni ferme, a non avere due pesi e due misure, a servire con cuori retti che diano buoni frutti, e a non lasciarsi influenzare dalle distrazioni che ci allontanano dagli scopi del Signore. Durante il servizio inaugurale della Riunione di Pastore in Italia, il Rev. Echalar condivise il messaggio della Parola di Dio. Attraverso il tema “Dove rimarrai, in Egitto, nel deserto o a Canaan?”, egli diede un messaggio di Dio al corpo ministeriale. Nel secondo servizio, il messaggio MISSIONARIO MONDIALE 56 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

fu consegnato dal Rev. Leonel Cedeño, con uno studio basato sul tema dell’incontro: “Formare sostituti”. In esso, lui spiegò l’obiettivo, la carriera e il lavoro che Dio ha posto nelle mani di ciascuno dei suoi servi, come esemplificato dalla vita di alcuni dei suoi apostoli, che per il Signore e il Vangelo soffrirono prove e tribolazioni, ma rimasero fedeli fino alla morte. Nel terzo culto, il Rev. Jimmy Ramírez continuò a sviluppare il tema “Formare sostituti” e parlò della transitorietà della vita. Egli disse che, un giorno, Dio chiamerà ciascuno di noi alla sua presenza e bisogna quindi servire Dio per intero.

Nel quarto culto, nel pomeriggio, il Rev. Luis Valderrama condivise un messaggio di esortazione e incoraggiamento ai servi, e parlò del vero vivere nel Signore e degli sbagli fatti quando non si segue veramente la Parola. “L’impegno con Dio si basa sulla guida dello Spirito Santo e non


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sulle emozioni, che sono fuorvianti e permettono che la verità della Parola si perda”, disse. Nel penultimo culto, il Rev. Hugo Lope predicò il tema “Stabilire Autorità”, sulla base del libro di Tito. “E’ una sfida avere la responsabilità di guidare un ministero come quello affi-

dato a Tito, che fu responsabile di formare uomini e donne per la battaglia. In questi giorni, il Signore ha alzato i suoi figli, dando loro il privilegio di essere operai, con lo scopo di predicare la sua Parola, uscire in piazza per affrontare il nemico, ed esortare a non vivere nell’ozio, ma diligenti nel di-

giuno, e a lavorare per l’Opera”, disse. Nell’ultimo servizio, il Rev. David Echalar condivise il messaggio “Se qualcuno vuol vescovado…”. Egli sottolineò che il Signore chiede a ciascuno dei suoi eletti di pregare per le anime che si perdono e di essere sempre attivi e in movimento l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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“TOGLIAMO LA SPORCIZIA E LA CORRUZIONE” Il MMM in Paraguay tenne il suo XVII Congresso Nazionale nella città di Itagua durante tre giorni pieni della presenza di Dio.

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er attirare la benedizione di Dio, bisogna togliere la sporcizia, la corruzione, il sudiciume. Non ci può essere benedizione in una casa dove si pratica il peccato”, disse il Rev. Luis Meza Bocanegra, Direttore Internazionale del MMM e Supervisore Nazionale in Perù, durante il servizio inaugurale del XVII Congresso Nazionale in Paraguay. “Bisogna togliere la sporcizia affinché Dio possa portare la benedizione. Dio non è dove si fa il male. Non ci può essere benedizione in una chiesa dove il pastore è adultero, corrotto, MISSIONARIO MONDIALE 58 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


EVENTI

degenerato, ladro, truffatore”, disse il Rev. Meza Bocanegra. Egli condivise il messaggio biblico con il tema “Quando la rettitudine non è reale”, basato su 2 Cronache 32:24. Il congresso si tenne dal 5 al 7 febbraio presso il centro congressi “12 de Octubre” a Itagua. I servizi furono condotti in due turni con una partecipazione di massa. Vi hanno partecipato il Rev. Gerardo Martínez Garavito, Supervisore Missionario del MMM in Sud America e Supervisore Nazionale in Cile, il Rev. Alberto Rivera, Supervisore del MMM in Paraguay, nonché

il corpo ministeriale dell’Opera di Dio in questa nazione. Nel secondo servizio, il ministero della Parola di Dio fu dato dal Rev. Gerardo Martínez Garavito, sulla base di 1 Samuele 14: 6-7 e con il tema “Servire insieme il Signore”. Nel terzo servizio della festa spirituale in Paraguay, ci furono canzoni speciali: “Mi tocchi di nuovo”, dal gruppo musicale della città di Itagua del Km 33; e “Come Zaccheo”, dalle ragazze del coro della città di Itagua del Km 25, in lingua guaranì. Domenica 7 febbraio, al mattino,

nel quarto servizio, si tennero il culto missionario e la Promozione di Operai. Bambini e adulti cantarono canzoni missionarie, nelle quali sottolinearono l’amore e la chiamata all’Opera di Dio. Durante la Promozione di Operai, furono promossi due persone a predicatori laici e una persona a ministro ordinato. Loro continueranno a lavorare nella vigna del Signore. In questo servizio, il Rev. Luis Meza Bocanegra condivise la Parola di Dio, con il tema “Come ascolteranno senza qualcuno che li predichi?”, sulla base di Romani 10: 9-15 l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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SERVIRE DIO FEDELMENTE Il Congresso di Giovani e Pastori in Guatemala ebbe un enorme impatto sulla vita dei partecipanti. Molti furono riempiti dallo Spirito Santo.

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l Movimento Missionario Mondiale in Guatemala visse giorni di benedizione dal 10 al 13 dicembre 2015 nel Congresso di Giovani e Pastori tenutosi sotto il tema “Pronti a servire Dio con fedeltà” presso il centro congressi “La Certeza”. Vi hanno partecipato delegazioni di Messico, Honduras, El Salvador, tra gli altri, in una atmosfera spirituale piacevole e piena di benedizioni dell’Onnipotente. Inoltre, furono anche presenti il Rev. Gustavo Martínez Garavito, Presidente dell’Opera, e sua moglie, Sorella Carmen Valencia de Martínez, MISSIONARIO MONDIALE 60 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


EVENTI

nonché supervisori provenienti da America Centrale e Messico. Giovedì 10 dicembre, il Rev. Martínez Garavito condivise l’edificante messaggio biblico con il

tema “Il Signore ci chiede di scostarci dalla riva”, sulla base di Luca 5: 1-5. Venerdì 11 dicembre, al mattino, Sorella Carmen Valencia condivise

il tema “Perché ignori ciò di Dio che vi è in te”, sulla base di 2 Corinzi 4: 7. Di notte, il Rev. Gustavo predicò la Parola di Dio con il tema “Il pericolo del sonno”, basato su Matteo 13: 24-30. Sabato 12 dicembre, al mattino, Sorella Carmen presentò il tema “Essere utile dove siamo”, basata su 2 Re 5: 2-3. Di notte, fu esposto il tema “L’evangelizzazione ha un ruolo fondamentale nella chiesa” dal Rev. Gustavo, sulla base di Matteo 9: 35-38. Domenica 13 dicembre, nel l’ultimo servizio di questo grande evento, il Rev. Gustavo Martinez condivise ancora una volta il tema “L’evangelizzazione ha un ruolo fondamentale nella Chiesa”. La presenza di Dio scese sul popolo di Dio, che era pronto a ricevere ciò che Dio aveva per la sua vita l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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E’ IL MOMENTO DI ARRENDERSI Glorioso XVIII Congresso Nazionale di Giovani a Marietta, Georgia, negli Stati Uniti. Evento pieno della presenza di Dio.

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EVENTI

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l Movimento Missionario Mondiale negli Stati Uniti tenne dal 24 al 27 novembre il suo grande e bellissimo XVIII Congresso Nazionale di Giovani a Marietta, Georgia. Il tema, “E’ il momento di arrendersi”, diventò una realtà a Turner Chapel. Furono giorni di gloria e di preziosa effusione dello Spirito San-

to per il popolo di Dio, in un ambiente spirituale e glorioso. Le chiese del MMM provenienti da tutto il paese si riunirono nello stato della Georgia per tenere il XVIII Congresso Nazionale di Giovani. C’erano rappresentanti di ogni regione del paese, e anche nuove chiese che attraverso Vision

USA sono state stabilite. Il Congresso iniziò con servizi gloriosi nella presenza di Dio. Gli Ufficiali Nazionali, guidati dal Rev. Arturo Hernández, Supervisore Nazionale, condivisero la Parola del Signore per quattro giorni. Ci fu un potente ministero attraverso devozionali. La partecipazione di diverse zone nelle lodi fu una benedizione per il Congresso. Il Coro Nazionale in formazione, sotto la direzione di Sorella Denise Cerrato, fu molto edificante. Con ordine e rispetto, Dio si servì di tutti loro in modo potente. Gli inni e i cori furono unti e permisero al popolo di Dio di avvicinarsi alla presenza di Dio. Ringraziamo Dio per il sostegno del coro e preghiamo per il suo sviluppo. Il Congresso fu una grande benedizione per tutti coloro che vi hanno partecipato, e anche quelli che lo hanno guardato sulla televisione e sugli altri media l Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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CAMMINARE RETTAMENTE La Chiesa del Movimento Missionario Mondiale in Giappone, il paese del sol levante, tenne il 31 gennaio la Prima Confraternita 2016 nella Chiesa di Oppama.

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alle ore 10, i fratelli delle diverse chiese in Giappone risposero alla chiamata spirituale. Vi hanno partecipato il Rev. David Veramendi, Supervisore Nazionale del Giappone, il pastore Rildo Cueto della Chiesa di Saitama e Hashimoto, il pastore Eraldo Hokama della Chiesa di Narita, il pastore Andrés Marchan della Chiesa di Komaki, e tutto il popolo di Dio, al fine di adorare e lodare Dio in spirito e verità. Il servizio ebbe inizio alle ore 11 sotto la guida del pastore Rildo Cueto. Successivamente, la lettura della Bibbia fu condivisa dal pastore Eraldo Hokama, gli inni congregazionali dalla Sorella Maria Oishi e il coro del risveglio dalla Sorella Yuuki Miyakoshi. Dio parlò al suo popolo attraverso il Rev. David Veramendi, missionario peruviano e Supervisore Nazionale dell’Opera in Giappone che, sulla base di Atti 4:32, espose la Parola di Dio con il tema “La vera Chiesa di Cristo”. Nel messaggio, il pastore incoraggiò il suo popolo a continuare a servire il Signore in ogni avversità e ad alzare operai in Giappone, perché il bisogno è grande in questo paese. Tutti i fratelli risposero alla chiamata divina e furono rinnovati. Lo Spirito Santo visitò in modo particolare il suo popolo. Al termine del servizio, tutto il popolo di Dio fu invitato a organizzare la grande festa del XVI Congresso Nazionale in Giappone dal 3 al 5 maggio, che sarà una benedizione per l’Opera e a cui parteciperanno ufficiali internazionali e visitanti di altri paesi l MISSIONARIO MONDIALE 64 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia


Altri Eventi

ARGENTINA

VENEZUELA

CONFRATERNITA DI UOMINI

BATTESIMO NELLA ZONA 1 A CARACAS

Sotto il tema “Un uomo come me si dà forse alla fugga?”, si tenne la Confraternita di Uomini della Zona 1 presso la chiesa centrale del Movimento Missionario Mondiale a Buenos Aires, Argentina. L'evento fu presieduto dal pastore Ismael Parrado, Supervisore Nazionale e pastore nella chiesa locale, e dal Rev. Joselin Jimenez, Presbitero della Zona 1. L'esposizione della Parola di Dio fu potente durante i due giorni dell’evento tenutosi l'8 e il 9 gennaio 2016. Gli espositori della Parola del Signore furono i pastori che presiederono l’attività. Vi hanno partecipato più di 130 uomini delle chiese a Buenos Aires e nell'area metropolitana l

Sabato 6 febbraio, si tennero i battesimi della Zona 1 presso la piscina dell’istituto YMCA, dove 65 fratelli scesero nelle acque battesimali. Il battesimo fu presieduto dal Rev. Faustino Ollarves, Presbitero della Zona 1, con una preghiera per santificare quel luogo. Il Rev. Ricardo Manrique, Supervisore Nazionale in Venezuela, predicò la Parola di Dio sulla base di Matteo 28: 19-20. Egli esortò tutti i cristiani a rimanere fedeli e sottolineò che ciascuno è stato chiamato a santificarsi l

PERU 27° ANNIVERSARIO E CONFRATERNITA REGIONALE

Giovedì 21 gennaio, fu celebrato il 27° anniversario della fondazione dell’Opera del MMM a Moyobamba, San Martín. Il messaggio fu consegnato dal Rev. Rodolfo González Cruz, Ufficiale Internazionale, con la partecipazione di 2500 persone. Venerdì 22 gennaio, si tenne una campagna evangelistica presso lo stadio chiuso Ayaymama. Sabato 23 gennaio, alle ore 11.30, si svoltò un glorioso battesimo in acqua nel centro turistico Citaracuy, dove 137 fratelli scesero nelle acque. Di notte, più di 3500 fratelli si riunirono presso il complesso sportivo del Club Atletico Belén per ascoltare parlare l’espositore della Parola, Rev. Andrés Espejo l

PORTO RICO CONFRATERNIDAD ZONA 3, TRUJILLO ALTO

Il 13 febbraio, si tenne la Confraternita della Zona 3 per celebrare il suo 53° anniversario “Sotto il fuoco dello Spirito Santo”. L'evento ebbe luogo presso il Centro Metropolitano Pentecoste del Movimento Missionario Mondiale a Trujillo Alto. Il Rev. Ángel Cruz parlò dei luoghi in cui l’Opera ha raggiunto con il potente messaggio di salvezza, ed esortò a continuare con il lavoro missionario verso quei paesi che non hanno conosciuto il Signore. Di sera, il Rev. Alberto Rivera, Supervisore Nazionale, condivise la Parola con il tema “L’Opera ha bisogno di figli di consolazione”l

Marzo 2016 / Impacto evangelístico

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CI SCRIVONO... cartas@impactoevangelistico.net ANA CLAUDIA RODRÍGUEZ Fratelli, vi saluto nell’amore del Signore. Sono molto felice con questa rivista che edifica le nostre anime. Andate avanti, questa è l’Opera di Dio e siamo lieti di sostenere questo lavoro. Da Trujillo, Perù.

APRILE

LUIS LÓPEZ Non smetto di ringraziare Dio per la benedizione e il privilegio di far parte del ministero di quest’Opera. Io ricevo sempre la rivista e mi piace moltissimo leggere i suoi messaggi edificanti. Mi piace anche vedere le immagini e le attività svolte in luoghi diversi, sia qui in Porto Rico che in altri paese lontani come l’India. Da Mayaguez, Portorico.

MAGGIO 3-5 Congresso in Giappone (Narita, Chiba Ken) 26-29 Congresso in India (Tamil Nadu, India del Sud) GIUGNO 23-26 Congresso in Brasile (Manaus) 30-3 (luglio) Congresso in Bolivia (La Paz)

DIANA GAMARRA

DIEGO FELIPE LÓPEZ Dio vi benedica per l’ispirazione che Dio vi ha dato per poter edificarci attraverso questa rivista. Vorrei poter riceverla ogni mese, perché la mia chiesa ha solo edizioni antiche. Da Popayán, Colombia

MARÍA CANALES Vi auguro le migliori benedizioni, perché attraverso questo mezzo Dio ha ministrato molto la mia vita. Vi sono tante grandi testimonianze di persone che ora servono il Signore. Dio benedica tutta la squadra di Impacto Evangelistico. Da Santiago, Cile.

GENNAIO 1-4 Congresso Nazionale in Porto Rico 11-18 Congresso Nazionale in Colombia (Medellin)

MARZO 3-6 Congresso in Honduras (Comayagua; arrivo a San Pedro de Sula) 10-13 Congresso in Australia (Sydney) 23-27 Congresso in Guatemala (Città del Guatemala) 30-3 (aprile) Congresso Guyana, Guyana Francese, Trinidad e Martinica (Georgetown, Guyana)

Ho letto la rivista ed è stata per me un’esperienza gratificante e piena di benedizioni. Ho avuto grande nutrimento spirituale e ho imparato cose interessanti circa l’opera missionaria. Gloria a Dio! Da Villavicencio, dipartimento di Meta, Colombia.

Dio vi benedica. Volevo dirvi che le vostre pubblicazione mi hanno aiutato moltissimo. Ho poco tempo nel Movimento Missionario Mondiale, ma ho visto come il supporto di Dio ha aiutato la mia famiglia. Andate avanti. Da Monagas, Venezuela.

GLOBALE 2016 FEBBRAIO 5-7 Congresso in Paraguay (Itagua) 5-9 Congresso in Panama 11-14 Congresso in Argentina

LINA MARÍA TAUTIVA

CARLOS ZAPATA

PROGRAMMA

Vi saluto nella pace di nostro Signore Gesù Cristo. Andate avanti con questa rivista che ci incoraggia e ci edifica, soprattutto me, perché mi è stata molto utile e mi ha dato forza con i messaggi e tutto il contenuto. Da Cochabamba, Bolivia.

CAROLINA GARCÍA Voglio congratularmi con voi per questa rivista. Non appartengo al Movimento Missionario Mondiale, ma sempre leggo la rivista ed è eccellente. Io lavoro in una stazione radio cristiana e so che queste informazioni possono cambiare molte vite. Vi incoraggio ad andare avanti e vi ringrazio molto per lo sforzo fatto. Da Paraguay. JUAN ROJAS VELAZCO Fratelli in Cristo, volevo dirvi quanto sono grato per le riviste che ho ricevuto. Sono per me, un prigioniero condannato all’ergastolo, una benedizione. Ho trovato in essa belle testimonianze di persone che narrano le loro esperienze e sono una benedizione. Sono davvero molto grato. Conservo queste riviste come un tesoro. Da Peñuelas, Puerto Rico.

LUGLIO 6-9 Congresso in Costa Rica (San José) 6-9 Congresso nelle Antille Olandesi (Bonaire) 12-15 Congresso negli Stati Uniti (Woodbridge, Virgina) 19-24 Congresso in Perù (Lima) 21-24 Congresso in Messico (Puebla) AGOSTO 10-14 Secondo Congresso Europeo (Madrid) 11-14 Congresso in Haiti (Port au Prince) 18-21 Congresso in Africa (Guinea Equatoriale) 23-27 Congresso in Venezuela (Barquisimeto) 25-28 Congresso in Ecuador (Guayaquil) 25-28 Congresso in Belize SETTEMBRE 24 Giornata Missionaria Mondiale OTTOBRE 7-9 Confraternita Nazionale in Canada 13-15 Congresso nella Repubblica Dominicana 14-16 Congresso in Mauritius 17-19 Congresso in Madagascar 28-31 Campagna in Cile (Santiago) NOVEMBRE 3-6 Congresso in El Salvador 3-6 Congresso in Uruguay (Montevideo) 24-27 Congresso in Nicaragua DICEMBRE

È possibile scaricare il lettore di codici QR gratis da queste piattaforme: n Eventi n Eventi eseguendo

evangelistico

MISSIONARIO MONDIALE 66 MOVIMENTO America • Europa • Oceania • Africa • Asia

Direttore fondatore: Rev. Luis M. Ortiz Comitato di redazione: Rev. Luis Meza Bocanegra, Jacqueline Rovira, Samuel Martínez, Rev. Andrés Espejo Coordinatore editoriale: Rev. Julián Morón Caporedattore: Víctor Tipe Sánchez Redattore: Jaime Tipe Sánchez Redattore grafico: Roberto Guerrero Progetto grafico: Adolfo Zubietta Redazione: Johan Pérez Landeo, Marlo Pérez. Layout: Lesly Sánchez, Jorge Cisneros Web master e Infografica: Julio de la Cruz. Illustrazioni: Pablo Vilca. Trascrizione: Yomi Solórzano Comunity manager: Juan Becerra, Denisse Barrientos. Distribuzione: Javier Arotinco.


Marzo 2016 / Impacto evangelĂ­stico

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e ti ti Diver a r o l p es

Sabato 10AM Grazie ai suoi 6 satelliti e Internet, Bethel Television – il canale del Movimento Missionario Mondiale – trasmette al mondo intero il messaggio della Parola di Dio attraverso la sua programmazione culturale ed educativa da Lima-Perù.

MOVIMENTO MISSIONARIO MONDIALE

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Rivista Impacto Evangelistico Edizione Marzo 2016 Lingua Italiana

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