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ilTUSCOLO Mensile a diffusione gratuita diretto da Fabio Polli
ANNO 24° - N. 205
10 ottobre 2017
FRASCATI • GROTTAFERRATA • MONTE PORZIO • MONTE COMPATRI • ROCCA PRIORA • ROCCA DI PAPA • COLONNA
GROTTAFERRATA
SALUTE
FRASCATI
ROCCA PRIORA
CASTELLI
L’isola ecologica si farà a Villa Senni
Dandini: «Ecco perchè bisogna vaccinarsi»
Paride Pizzi lascia la STS dopo 8 anni
Rifiuti, accordo con Monte Porzio
Matteo Renzi ospite a Frascati
Dopo sette anni di successi gli organizzatori di Monte Porzio dichiarano forfait: «Siamo rimasti in pochi»
Carnevale in crisi? Unire le forze Da Frascati e Grottaferrata l’idea di collaborare a una grande edizione tuscolana MONTE PORZIO - Se ne faceva sempre uno in inverno, poi negli ultimi anni anche uno d’estate, vera grande novità di tutta la Provincia e forse del Lazio. Due edizioni sempre riuscitissime, piene di consensi, applausi e riconoscimenti. Ma il Carnevale di
Monte Porzio Catone ha chiuso i battenti, non ci sarà l’edizione del 2018 e rischia di non esserci più per un bel pezzo. Almeno fino a quando un altro gruppo di volenterosi monteporziani deciderà d’impegnarsi in prima persona come hanno fatto quelli che ci
hanno lavorato con grande fatica nelle ultime sette edizioni - per continuare la tradizione e far rivivere anche a Monte Porzio la festa più amata da grandi e bambini. Il territorio, dunque, con quel velo di tristezza che accompagna sempre queste decisioni, che appaiono per lo più «obbligate» per la carenza di partecipazione e mezzi economici, saluta «Lollilò», la maschera ufficiale del Carnevale di Monte Porzio che deve il suo nome al ritornello della musica che da sempre accompagna le pucinellate durante la sfilata del colorato e divertente corteo carnascialesco. Ma ora il tempo di ballare è finito (...). Leggi l’articolo a pagina 29
ROCCA DI PAPA Antenne di Monte Cavo, Crestini vuole solo spostarle LA NOVITA’ Torna di moda il fascino del Gran Ballo dell’Ottocento LA NOSTRA STORIA «Racconti per la notte», nuovo libro per De Felici
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Il nuovo libro
Cena di solidarietà
Lucio De Felici e i suoi «Racconti per la notte»
A novembre torna «Chef 4 Frascati», a Villa Mercede
CASTELLI - «Questo mio ultimo libro lo considero un po’ il mio testamento letterario. Sono ormai molto avanti con gli anni, le forze iniziano a mancarmi e non so se avrò ancora il tempo e la voglia di scriverne un’altro. Spero che il pubblico e soprattutto i lettori che a me si sono affezionati attraverso i tanti articoli di storia locale che ho scritto per Il Tuscolo possano apprezzarlo e tenerlo in mio ricordo nella loro libreria». Lucio De Felici, decano dei giornalisti e storici del nostro territorio, parla così della sua ultima fatica letteraria, Racconti per la notte, libro di narrativa dato recentemente alle stampe per i tipi della Edizioni Cinquemarzo. A dispetto dei suoi 87 anni abbondantemente compiuti, di qualche acciacco fisico che lo tiene un po’ in ansia ma che siamo sicuri non gli impedirà in futuro di regalarci altre produzioni, De Felici ha messo nero su bianco una serie di personaggi e storie che, come racconta in prefazione, lo hanno accompagnato per tanti anni; particolare che anche lui stesso non riesce a spiegarsi visto che la maggior parte dei contemporanei, ma non certo lui, «è immerso
FRASCATI - Torna Chef 4 Frascati, l’evento benefico proposto due volte l’anno dallo Hotel Villa Mercede per dare sostegno ad associazioni e organizzazioni no profit del territorio che operano nel sociale e nella promozione della salute. L’appuntamento è per il 30 novembre 2017 (ore 20), al Là Cucina con Vista di via Tuscolana, il ristorante interno alla struttura alberghiera, diretta dalle famiglie Clarioni e Raggi, che vedrà i suoi quattro cuochi proporre i piatti migliori per una serata di solidarietà in favore dell’associazione Genitori e Autismo onlus presieduta da Roberto Torta. L’evento prevede che l’intero incasso della serata, nessuna spesa detratta, andrà a totale beneficio della associazione. Questo perché tutti, dalla direzione della struttura ai camerieri, dai cuochi a fornitori, operano in forma completamente gratuita. La cena, servita e comprensiva di bevande, ha un costo pari a 50 euro a persona. La onlus Genitori e Autismo, nata nel 2006 per iniziativa di un gruppo di genitori, dal 2015 è referente al Tavolo di Partecipazione delle associazioni presso la Asl Roma 6. Il suo ruolo è quello di punto informativo per coloro che necessitano di un aiuto per affrontare l’autismo. Supporto esplicato anche attraverso il centro Aba.co, attualmente sito in via Vincenzo Manzini a Roma. Per info e prenotazioni 06.9416773 (commerciale@villamercede.com). In alto la foto della ultima edizione dedicata alla associazione l’Isola che c’è di Monte Porzio Catone.
il TUSCOLO ANNO 24° - NUMERO 205 10 OTTOBRE 2017 Iscritto al Tribunale di Roma n° 82/93 del 3/3/1993
Stampato nel mese di ottobre 2017 da Romana Editrice - San Cesareo
fino al collo nel presente» e «ha smesso da tempo di giocare con la memoria». Ecco che allora, come fossero scheletri tirati fuori dall’armadio, riaffiorano personaggi lussuriosi come Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, che a Frascati visse un lungo periodo per essere ritratta dallo scultore Antonio Canova e che nulla si faceva mancare per rendere meno
noiose le sue giornate in provincia. O anche personaggi come i pontefici tuscolani appartenuti alla famiglia Conti, la figura di Eriberto da Tuscolo nell’epoca di papa Alessandro VI Borgia e le vicende della figlia Lucrezia che pure a Frascati soggiornò nell’antica rocca oggi sede vescovile. Ma anche storie più recenti nel capitolo dei «Racconti moderni» dove la
Direttore Responsabile Fabio Polli Editrice Rosalba Collettini Pubblicità Media Plus Italia
Redazione e pubblicità Via Buttarelli 22 00044 Frascati (Roma) Tel. 06.9425355
Collaborazione Grafica Francesca Romana Polli
iltuscolo@tiscali.it
Hanno collaborato: Lucio De Felici, Enrico Di Lernia, Fabrizio Giusti, Anna Paola Polli, Daniele Priori, Simone Pietroletti
ASSOCIATO
Unione Stampa Periodica Italiana
vita vissuta dall’autore riverbera su storie dove la fantasia narrativa sembra svelare segreti e riflessioni immancabilmente velati di dolce malinconia. Un libro colto e divertente nello stesso tempo, da leggere appunto come «racconti per la notte» poco prima di addormentarsi tra le braccia di Morfeo, dove non mancano il sesso, l’arte e la mondanità. Da leggere.
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PRIMO PIANO
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IL SINDACO NON SEMBRA PIU’ INTENZIONATO ALL’ABBATTIMENTO MA SOLO A SPOSTARLE
Rocca di Papa e il business antenne Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato e l’indirizzo regionale che punta alla riqualificazione di Monte Cavo l’amministrazione locale vuole monetizzare di Fabrizio Giusti ROCCA DI PAPA - La montagna ha partorito un topolino piccolo piccolo. A Rocca di Papa, a meno di clamorose sorprese, gli annunci iniziali sono stati disattesi. Le antenne rimarranno nel territorio comunale, senza se e senza ma. In città la battaglia politica è tornata a infuriare contro il Comune e il sindaco Emanuele Crestini, che in più, adesso, ha da risolvere le sue grane in maggioranza all’indomani della fondazione di un gruppo autonomo, Voi con Noi, formato dal presidente del consiglio comunale Massimiliano Calcagni, Roberta Carnevali e Lorenzo Romei (oltre 600 preferenze in tre). A distanza di almeno sei mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato che di fatto aveva dato il via all’abbattimento degli impianti di Rti (abusivi), non è accaduto nulla. Al Palazzo Rosa di corso della Costituente arrivano tuoni e fulmini: da parte del centrodestra, del M5S, di Mdp-Articolo Uno. Tutto ha inizio il 15 novembre del 2016 quando l’obiettivo da raggiungere è
garantire l’equilibrio del bilancio corrente e quello dei bilanci futuri e si inizia a fare strada una visione sulla «monetizzazione» dei tralicci. In tutto ciò il ruolo dell’Associazione emittenti radio Monte Cavo, preoccupata del fatto che il Comune, in accordo con la Regione, possa gestire almeno tre «antennoni» intorno alla collina un tempo cara ai riti dei popoli latini. Grandi antenne alte fino a 120 metri che dovrebbero sostituire la ferraglia nata abusivamente a partire dagli anni ‘70. C’è una lettera, inviata dal Comune alla Regione, pubblicata da vari movimenti del territorio (soprattutto Mdp, grazie alla consigliera Elisa Pucci), datata 10 aprile 2017, dove lo stesso Crestini chiede al capo gabinetto della Regione di «accelerare il processo di delocalizzazione degli impianti abusivi radio e tv sul territorio comunale» e di procedere a qualsivoglia variante al PRG non prima di aver intercettato la disponibilità del Comune ad ospitare ex novo sul territorio, gli impianti Tv». Una linea di condotta, questa, che nonostante
la sentenza del Consiglio di Stato (dopo 14 anni dall’ordinanza della giunta dell’ex sindaco Umberto Ponzo), viene portata a termine, al di là delle dichiarazioni di facciata, con l’inserimento nel documento di Programmazione Economica del Comune di questo passaggio: «L’amministrazione comunale intende concretamente porre mano alla questione antenne e a tal fine, di concerto con la Regione, sta individuando le aree sulle quali, in fase di riordino, potranno essere realizzate strutture regolarmente munite
di permesso a costruire che comporteranno per l’Ente la riscossione del canone di locazione dei terreni sui quali insisteranno, considerando che i siti individuati sono di proprietà comunale». Si stabilisce inoltre la «delocalizzazione dei tralicci e delle emittenti adibite alle trasmissioni radiotelevisive su siti individuati di concerto con la Regione, al fine di rimuovere i vincoli di carattere amministrativo e rendere l’area individuata atta a porre in essere quanto necessario per la delocalizzazione». In pratica, no-
nostante la battaglia ambientalista portata avanti da molti in questi anni, l’attuale amministrazione sembra pensare più al «vantaggio economico» che verrebbe alle casse cittadine mettendo in regola le antenne su terreni demaniali che ai dati sull’inquinamento e l’impatto ambientale provocato dai tralicci. Una zona attualmente in uso alle Poste è una di quelle possibili all’uso futuro. In tutta questa vicenda, arricchita da documenti nei quali viene persino chiesto alla Regione come modificare il Piano territoriale di coordinamento in cui Monte Cavo e Costarelle sono definite aree da riqualificare, la battaglia continua sui social e nel consiglio comunale, tra persone che vanno in aula con cartelli con scritto «Sindaco, rispetta le sentenze» e l’assoluta incostanza di una politica che da oltre trent’anni afferma quanto siano dannose le antenne in campagna elettorale salvo poi ricredersene al momento di gestire il governo locale. Una costante che anche in questo caso ha proseguito la sua tradizione discutibile.
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ARICCIA
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Un successo la grande festa per il centenario di attività della famosa famiglia
Cioli: 100 anni di gustosa porchetta A RICCIA - Una storia lunga 100 anni festeggiata nello splendido scenario di Palazzo Chigi. Una serata da ricordare nella quale un’intera città ha celebrato la conosciutissima famiglia Cioli, una di quelle che ha saputo rendere celebri i Castelli Romani e la stessa cittadina di Ariccia che, riconoscete, le ha giustamente reso omaggio. Lo scorso 30 settembre, infatti, la famiglia Cioli, produttrice della famosa porchetta, ha festeggiato il primo secolo di vita! Cento anni di tradizione nel settore per un’attività iniziata nel 1917 da Ovidio Cioli, giovane dalle grandi capacità che poi nel corso degli anni, grazie alla sua idea da cui nascerà nel dopoguerra la Sagra della porchetta, troverà anche il modo di farsi apprezzare dai suoi concittadini diventando sindaco. «L’idea di Ovidio -
raccontano i nipoti - è semplice: garzone di macelleria, proveniente da una famiglia che da tempo alleva maiali, intuisce che la carne di giovani suini si può proporre alla clientela disossata, condita con aromi semplici, sale, pepe, aglio, rosmarino, finocchio e poi ricucita e cotta ad alte temperature». Il successo è esplosivo perché Ovidio inizia a vendere la porchetta, con il suo banchetto, ai pellegrini che in migliaia, a quei tempi, si recano al santuario del Divino Amore. Tanto è apprezzata e ricercata che Cioli impianta il suo primo laboratorio ad Ariccia per la produzione su vasta scala e crea una rete di venditori ai quali mette a disposizione gratuitamente il banco, la bilancia e un ombrellone. Sono quelli gli anni in cui anche altri si dedicheranno all’attività ideata da Cioli contri-
Nella foto sopra il celebre chef Stefano Callegaro alla presentazione della grande festa per i 100 anni di attività della famiglia Cioli di Ariccia; con lui alcuni esponenti delle realtà imprenditoriali di seconda generazione. A lato l’interno di Palazzo Chigi in occasione della magica serata dello scorso 30 settembre con protagonisti il made in Italy e le tradizioni gastronomiche
buendo a rendere la porchetta famosa a Roma e poi in tutta Italia. A ereditare l’attività artigianale nata nel 1917 sono oggi due società: la Fa.Lu. Cioli Srl (di Fabio e Luca Cioli) e la Cioli Egidio Srl. A loro si deve la grande festa per i 100 anni della attività di famiglia, valorizzata dalla presenza del Masterchef 2015 Stefano Callegaro che ha proposto agli ospiti il Panino del centenario. Per l’occasione è stata realizzata una pubblicazione redatta dal Conservatore di Palazzo Chigi, architetto Francesco Petrucci, storiografo, dedicata alla porchetta. La Fa.Lu. Cioli Srl nel 2008 ha aperto una succursale in New Jersey, a Union (30 chilometri da New York), dove la produzione si effettua con maiali autoctoni. Una festa bellissima e da ricordare per Ariccia in memoria di Ovidio.
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il TUSCOLO La cronaca del mese
POLITICA
Claudio Marziale e Giancarlo Giombetti chiamati a ruoli di grande responsabilità
Mastrosanti, ora la giunta è completa Nostro servizio FRASCATI - C’eravamo lasciati in piena caldissima estate con il nuovo sindaco Roberto Mastrosanti tutto intento a valutare i vari curriculum che gli erano piovuti sulla scrivania per completare la sua giunta dopo che al primo Consiglio comunale, come ricorderete, egli si era presentato al cospetto dei cittadini con una mini rappresentanza di assessori, solo tre su cinque. La qual cosa, decisamente inusuale, soprattutto per una città dalla grande tradizione politica come Frascati, aveva lasciato chiaramente intendere che la lista dei nomi proposti al sindaco dai vari gruppi che lo avevano sostenuto durante le elezioni del giugno 2017 non fosse di suo gradimento. «Piuttosto che prendere una decisione di fretta che potrebbe danneggiare l’interesse della nostra comunità - aveva commentato Mastrosanti - preferisco rimandare la nomina dei due assessori mancanti a settembre». E così è stato. Al trio composto da Claudio Gori (Bilancio e vice sindaco), Maria Emanuela Bruni (Cultura) e Alessia De Carli (Sociale), si aggiungono ora Claudio Marziale e Giancarlo Giombetti, entrambi ex consiglieri comunali e sul-
La nuova squadra di governo fa però i conti con la crisi economica delle casse comunali e con gli attacchi della minoranza: «Dove sarebbe il rinnovamento annunciato?» la cui nomina è caduta la critica ironica dell’opposizione («La montagna ha partorito il classico topolino»); soprattutto del Partito Democratico, al quale ancora brucia la cocente sconfitta subita nonostante la candidatura a sindaco di un big dello sport nazionale come Raffaele Pagnozzi. A Marziale il sindaco ha affidato la delega allo Sport ma anche i delicati temi della Viabilità e dei Parcheggi; a Giombetti sono andate le deleghe all’Ambiente, al Decoro e alla Tutela degli animali. «E’ vero che non sono persone completamente nuove alla politica cittadina ha commentato il sindaco serenamente - ma entrambi in passato non hanno mai avuto ruoli da assessore e quindi
rappresentano comunque una novità. Li conosco da anni e conosco l’impegno che mettono nelle cose che fanno e le loro qualità. Ora è arrivato il momento di fare sul serio e mi aspetto molto da loro. La città non ci perdonerebbe altro tempo perso». Come se
avesse detto: «queste sono le persone che non potevo rifiutare (visti gli accordi politici fatti prima della campagna elettorale) ma se non porteranno risultati finiranno presto a casa. Entro un anno al massimo. Appare chiaro che i due, come gli altri colleghi di
Claudio Marziale
Giancarlo Giombetti
giunta, cercheranno di fare il massimo per raccogliere consensi ma intanto c’è da notare che sulle questioni decisamente più delicate il sindaco Mastrosanti sembra non fidarsi di nessuno e si è tenuto per se le deleghe all’Urbanistica e ai Rifiuti. Per il primo settore in ballo c’è la variante per il Piano di zona di Grotte Portella e la gestione dei terreni in agro romano (Astra 8 e Anagnina 1) che dovrebbero rientrare pienamente in possesso della collettività, mentre per la questione rifiuti c’è da gestire l’eventuale nuovo appalto per la raccolta differenziata e lo spazzamento delle strade cittadine. «Eventuale» perché tornano di moda le ipotesi che prevedono una gestione in proprio da parte della STS (sempre lei) o l‘affidamento senza gara alla Multiservizi di Ciampino. Decisione delicata su un tema diventato «scottante» per i frascatani. In questi giorni i postini stanno recapitando le bollette della Tari (tassa rifiuti) per il «conguaglio» 2017 e per tutti è arrivata l’amara sorpresa: le tariffe sono schizzate in alto del 36% rispetto al 2016 sulla base di un «probabile aumento dei costi del servizio in discarica». E quello che differenziamo e che il comune rivende? (FP)
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AS CATI
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IL MANAGER
L’amministratore delegato dell’Azienda Speciale lascia l’incarico soddisfatto
Pizzi: la STS tiene in piedi il Comune di Fabio Polli FRASCATI - Paride Pizzi, amministratore della azienda speciale STS Multiservizi (dopo essere stato il direttore generale della STS a capitale pubblico-privato) lascia l’incarico dopo otto anni. Il mandato triennale sarebbe scaduto nei primi mesi del 2018 ma per dare la possibilità al nuovo sindaco Mastrosanti di scegliere la sua squadra di governo, nella prassi consolidata dello spoil system, ha deciso di anticipare l’uscita dall’azienda di corso Italia. Per rispondere ad attacchi politici dell’ultima ora ha indetto una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche una discreta rappresentanza dei dipendenti STS. Attacchi e critiche arrivati in particolare da Claudio Gori, vice sindaco e assessore al Bilancio, che ha dichiarato di «voler avviare un’azione di responsabilità contro gli amministratori della STS» dopo che l’azienda ha chiuso il Bilancio 2016 con una perdita di circa 440 mila euro. Debito che ha fatto «saltare» i conti comunali costringendo Mastrosanti a ritirare il Bilancio consolidato 2016 del Comune già pronto per essere votato in aula. Un vero e proprio «fulmine a ciel sereno», secondo palazzo Marco-
ni, decisamente preoccupati per la situazione contabile delle casse comunali, i cui problemi peraltro avrebbero dovuto essere già noti a tutti visto che proprio sul bilancio che non quadrava era caduto il sindaco Alessandro Spalletta con il conseguente arrivo, dopo circa 50 anni, di un Commissario prefettizio. «E’ chiaro - ha commentato Pizzi - che io non mi meraviglio della disinformazione di Gori, il quale negli ultimi anni non ha brillato per la presenza a Frascati, visto che lavora a Spoleto, ma mi meraviglio di Mastrosanti. Il sindaco è già stato consigliere comunale, presidente della STS e poi assessore al Bilancio con Di Tommaso. Che fa, casca dal pero? Lui sa bene che il debito deriva da decisioni prese dal Comune come la rinuncia al prolungamento della sosta a pagamento durante l’estate fino alle ore 24, che per noi ha avuto un saldo negativo di circa 200 mila euro rispetto all’anno precedente. Le perdite - continua Pizzi - non derivano anche dall’investimento per aprire la farmacia comunale a Vermicino con assunzione di sette persone a tempo determinato? Agli abitanti del quartiere era stata promessa la nuova farmacia fin dal 1999, siamo riusciti ad aprir-
la 17 anni dopo e ora ci si meraviglia se ci sono debiti da ammortizzare? Quanto vale se il Comune decidesse di venderla? A Grottaferrata una farmacia comunale fu venduta a circa 1,8 milioni di euro, di cosa ci lamentiamo?». Il manager, che durante l’incontro con la stampa si è anche visibilmente commosso, ormai alla fine «del bel periodo trascorso insieme a tanti ragazzi volenterosi e per bene», ha poi citato i numeri che
pre segnalate dall’ente ecclesiastico, l’azienda speciale oggi gestisce più di venti differenti attività per conto del Comune: Gestione dei par-
Paride Pizzi, amministratore della STS dal 2009 al 2017
oggi contraddistinguono la STS, «senza la quale - la sua frecciatina più avvelenata verso l’attuale amministrazione - oggi non si potrebbe neanche aprire il Comune». Con ben 108 dipendenti (ma la politica frascatana deve ancora spiegarci come sono stati assunti visti i numerosi «figli di» e parentame vario presente nell’organico), ai quali si aggiungono 7 dipendenti delle farmacie comunali, 7 persone a borsa lavoro della Caritas più altre 4 per «integrazione sociale» sem-
cheggi; Gestione del verde pubblico; Servizio riscossione tributi e recupero coattivo; Gestione cimiteriale; Servizio informatico; Sportello Unico per l’edilizia; manutenzione immobili pubblici; impianti sportivi; Frascati Point e altri ancora come le affissioni, più numeroso altro personale messo a disposizione della Polizia Locale, dell'ufficioso Tecnico e di altre realtà comunali. «Anche gli uscieri di palazzo Marconi sono della STS - commenta ancora Pizzi - e tutto questo è
sempre stato retribuito con la gestione dei servizi senza gravare di un euro sulle casse comunali ma anzi facendo risparmiare a palazzo Marconi migliaia di euro ogni anno». La STS, infatti trattiene l’incasso della gestione dei parcheggi e di altri servizi di riscossione per pagare il suo personale e le attività di manutenzione vengono fatturate a forfait ogni anno secondo gli accordi presi alcuni anni fa. Fino al 2015 il bilancio aveva chiuso sostanzialmente in «pareggio», anche se da più parti ci si interroga ancora sulle cifre che rendono poco «comprensibile» il passaggio economico tra la vecchia società e la azienda speciale con qualche milione di euro per compensazioni sull’Iva ancora tutte da chiarire. «La STS - chiosa Pizzi - fa veramente tantissime cose per il Comune e oggi l’accordo quadro non regge più, motivo per cui il bilancio ne risente negativamente al primo investimento o mancato incasso. Anche nel 2017 è stato deciso di non fare pagare i parcheggi fino alle 24, quelli erano soldi della STS. O vogliamo parlare dei tantissimi lavori fatti dai nostri dipendenti anche a titolo volontario? Io sono soddisfatto del loro e del mio lavoro, in bocca al lupo a chi verrà dopo».
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POLITICA
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Il segretario nazionale del Pd invitato a presentare il suo libro dal sen. Astorre
Renzi a Frascati per una politica Doc di Fabio Polli F RASCATI - L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, attuale segretario nazionale del Partito Democratico, ha fatto tappa a Frascati per presentare Avanti-Perché l’Italia non si ferma, (Feltrinelli, 240 pagine, 16 euro), il libro che ha scritto traendo spunto dalla sua esperienza politica e di vita e che da diverse settimane è ai primi posti della classifica dei libri di saggistica più venduti in Italia. L’occasione per presentarlo al pubblico tuscolano è arrivata lo scorso 14 settembre dall’annuale Festa dell’Unità organizzata dal Pd di Frascati in Villa Torlonia. A invitare e accogliere Renzi è stato il senatore Bruno Astorre, particolarmente felice di avere potuto così accontentare i tanti iscritti e simpatizzanti del partito che da tempo chiedevano ai massimi referenti locali di poter ospitare i vertici nazionali dei democratici. «Questo libro - ha detto Renzi dal palco dove poco prima si erano esibiti, come sempre applauditissimi, i Ladri di Carrozzelle - non vuole essere solo un diario personale, anche se ho colto l’occasione per togliermi qualche sassolino dalle scarpe, ma una vera e propria riflessione sulla sinistra, sul programma che verrà, sui risultati ottenuti durante il periodo del mio governo e anche, senza nasconderli, gli errori commessi». Errori per lo più politici, chiaramente, che senza nasconderlo a Renzi ancora bruciano, a cominciare dalla mancata riforma costituzionale promossa dal referendum bocciato dagli elettori a cui sono seguite le sue dimissioni da premier. Un Renzi in grande spolvero quello visto a Frascati, dove ha gigioneggiato come nel suo stile divertendo il pubblico con battute taglienti nei confronti degli avversari politici («Matteuccio» Salvini il più colpito) e di quanti attraverso la cronaca dei giornali (sul libro se la prende anche con l’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli) e sui
sono le antenne a Rocca di Papa che deturpano il paesaggio, che la si prenda un provvedimento per abbatterle! Anzi, che ci pensi il mio amico Bruno Astorre che qui la comanda più di tutti..!». Divertiti e felici gli organizzatori della Festa dell’Unità che hanno poi invitato Renzi nei loro stand per le foto ricordo e per brindare con un bicchiere di Frascati Doc. Poi per tutti dediche sui libri, autografi e i selfie con i tele-
Qui sopra Matteo Renzi accolto a Villa Torlonia dal senatore Bruno Astorre; a lato e sotto alcuni momenti della serata di apertura della Festa dell’Unità 2017 durante la quale il segretario nazionale del PD ha presentato il suo libro di saggistica dal titolo «Avanti - Perché l’Italia non si ferma» (Feltrinelli) giunto già alla terza ristampa. Nella foto in basso il benvenuto di Francesca Sbardella, consigliera comunale dei democratici
social «diffondono notizie totalmente inventate» sul suo conto. Gremita per l’occasione la Villa Torlonia di Frascati che è piaciuta anche al politico fiorentino. «Vedo ha detto rivolgendosi al gotha della politica di centrosinistra del territorio presente in massa - che anche voi quassù non vi trattate male in quanto ad architetture e panorami, ma sapete che noi di Firenze abbiamo gli occhi abituati alla bellezza e quindi nulla ci sorprende. Però - ha aggiunto riferendosi a un anziano militante che ha illustrato a Renzi l’annoso problema - se ci
fonini per immortalare un momento che rimarrà nella storia politica tuscolana. «Quando mi è stato chiesto di andare a palazzo Chigi per risollevare l’Italia dopo il governo di Monti - ha scritto Renzi - Enrico Letta che era a palazzo Chigi ci rimase male e mise il broncio. Al passaggio delle consegne mi consegnò un foglio scritto a mano in tutta fretta e con appunti appena abbozzati. Per tutto il periodo che sono stato presidente del Consiglio l’ho tenuto in un cassetto per ricordarmi che quello è il modo di fare sbagliato...».
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FRASCATI 8 settembre 1943, Salerno l’ospite del «Giorno della memoria» F RASCATI - Dal bombardamento dell’8 settembre 1943, uno dei passaggi più cruciali della Seconda guerra mondiale e della storia italiana, sono trascorsi ben 74 anni, eppure ancora oggi il sentimento di pietà e vicinanza verso chi in quella giornata perse la vita da innocente (più di 600 persone, oltre 110 bambini) è vivo nelle coscienze dei frascatani. L’8 settembre per la comunità tuscolana è infatti «Il giorno della memoria» e ogni anno il Comune invita a parteciparvi una città che in quel periodo visse altrettanti momenti drammatici. Quest’anno, primo evento organizzato dal nuovo sindaco Roberto Mastrosanti e dall’assessore alla Cultura Maria Emanuela Bruni, a essere invitata ufficialmente è stata la città di Salerno, presente alle varie cerimonie civili e religiose che si sono svolte durante la giornata con il vice sindaco Eva Avossa. Come sempre molto partecipata, al mattino, la Santa Messa in suffragio delle vittime, celebrata in Cattedrale dal
Alcune foto della giornata dedicata all’anniversario del bombardamento di Frascati a opera degli Alleati, avvenuto l’8 settembre 1943; qui sopra il sindaco Mastrosanti con la vice sindaco di Salerno, dott.ssa Eva Avossa, con loro ci sono l’assessore Bruni e il presidente del Consiglio cittadino D’Uffizi. A lato riconoscibili anche gli onorevoli Colizza e Lupi
vescovo Raffaello Martinelli, alla quale hanno preso parte le massime autorità del territorio. In piazza San Pietro è stata allestita una mostra di reperti e mezzi militari d’epoca grazie alla gentile collaborazione di alcuni collezionisti e degli ex amministratori cittadini Roberto Eroli e Basilio Ventura. Nel pomeriggio le autorità hanno deposto una corona di fiori al Monumento alle vittime civili e consegnato una pergamena a tre famiglie i cui congiunti si distinsero in quel tragico giorno e nel periodo successivo in opere meritorie. In rappresentanza degli organi sovracomunali erano presenti il sen. Bruno Astorre, il consigliere regionale Simone Lupi e il consigliere della Città Metropolitana Carlo Colizza nonché tutti i comuni dei Castelli Romani.
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Protagonista in cucina nel famoso locale di famiglia, fu persona di grande qualità
Frascati, addio a Tommaso Cacciani FRASCATI – La scomparsa di Tommaso Cacciani (1934), già annunciata da qualche mese per un male che non perdona, rappresenta la fine di un messaggio umano di professionalità, di dedizione, di folclore frascatano ante litteram. Della sue doti di cuoco, del suo amore per la cucina, quale eredità familiare quasi centenaria, non ci sembra il caso di intrattenerci tanto famoso risulta il Ristorante Cacciani che ha superato da tempo i confini locali. Tommaso è stato un caposcuola della cucina romana I tristi eventi suscitano spesso nella memoria quel detto ebraico: quando il tetto della casa è terminato allora viene l’Angelo del Signore a chiamarci e ricordarci che c’è un’altra vita che ci aspetta. Tommaso aveva intorno a sé, nella casa che si era costruito con tanti sacrifici, la presenza
e l’affetto di tutti i suoi cari: la moglie Dina, il fratello Armando con Adriana e i nipoti (sarebbe meglio dire i figli) Leopoldo, Paolo e Caterina. Qui, nella sua dimora, Tommaso - nato in una famiglia modesta - esprimeva la sua nobiltà dei sentimenti nei rapporti con tutti, nobiltà nel comando, nei colloqui sottolineati sempre da un sorriso accattivante, nobiltà nella generosità verso gli altri e soprattutto nel legame profondo con la città di Frascati. Tommaso ha dedicato anche del tempo a trascrivere la sua vita e quella della sua famiglia nel testo Dall’Antica Pergola al Ristorante Cacciani (2002), insieme con il fratello Armando, dove racconta i tanti episodi ora amari ora meravigliosi che hanno inciso sulla sua esistenza. Di questo passato aveva recuperato l’insegnamento del padre e dello
zio Gino: il canto con la chitarra dentro l’universo del folclore romano e frascatano Erano state tante le occasioni, alla fine di una serata o di
«CHI SARA’ DI SCENA» RIPROPONE IL SUO ULTIMO SUCCESSO
una festa quando Tommaso si esibiva con la sua voce calda e intonata, accompagnato con la chitarra dal fratello, cantando canzoni e stornelli di
Petrolini, Balzani, Ribechi, er sor Capanna e tanti altri. Ma soprattutto riproponeva le canzoni scurrili della sora Ginevra (Bettini, moglie di Remuccio il fruttarolo), vero folclore frascatano per tanti anni. «Baceme tutta, le labbra, l’occhi, er viso, baceme tutta io sogno er paradiso, baceme tutta, baceme qui…» Uno spettacolo irripetibile, perché condotto a braccia, tra amici festanti e amanti della vita. Tommaso ci ha lasciati con immensi rimpianti e tanta nostalgia ma anche con il piacere di averlo conosciuto, di avergli voluto bene. Ora egli nell’aldilà è andato a rallegrare migliaia di amici frascatani che erano in attesa di intonare di nuovo con lui gli antichi canti di gioia in memoria di un passato che non c’è più. Lucio De Felici
I 60 ANNI DI MATRIMONIO DI LUIGI E BRUNA
Ridere con «Rumors», torna a Capocroce la pièce di Neil Simon F RASCATI - Torna al Teatro Capocroce di Frascati la commedia brillante Rumors. Pettegolezzi di Neil Simon con la regia di Basilio Mascherucci. Allestita dall'associazione culturale Chi Sarà di Scena. Il nuovo debutto è previsto per venerdì 27 ottobre 2017 alle ore 21. Le repliche sabato 28 ottobre alle ore 21 e domenica 29 ottobre alle ore 18. «Rumors - spiega il presidente dell'associazione Tommaso Mascherucci - è una delle più divertenti commedie scritte da Simon, ambientata a New York. Simon è un maestro della risata, di lui ha detto la rivista Time: «Se Broadway dovesse erigere un monumento al patrono della risata, Neil Simon sarebbe il candidato ideale». Noi ci siamo divertiti molto a metterla in scena e in tanti ci hanno chiesto di rivederla». La pièce è
stata inserita tra le prime sei che si contenderanno la finale della Biennale di Teatro, promossa nella Regione Lazio dalla UILT (Unione Italiana Libero Teatro) e le prime tre avranno la possibilità di una ribalta nazionale. Si tratta di un testo frizzante che tratteggia bene le nevrosi della vita moderna. I fatti si svolgono a New York dove quattro coppie invitate a festeggiare l'anniversario di matrimonio del vice sindaco Charley Brock e
di sua moglie Myra, si ritrovano a dover affrontare il tentato omicidio del loro illustre concittadino. L’evento genera un'imbarazzante e sgradevole situazione, gestita dagli otto invitati in maniera grottesca, dove tensioni e timori contribuiscono a evidenziare le nevrosi di ciascuno di essi. In scena torna anche il gruppo affiatato e convincente che ha avuto un ottimo impatto sul pubblico e sulla commedia. Ci saranno Stefania Quagliani, Marco Brancaccia, Maria Teresa Bowler, Maurizio Ciminelli, Tommaso Mascherucci, Andrea Mascherucci, Barbara Schiaroli, Gino Marchionne, Lucrezia Rovello. Le scenografie sono a cura di Maurizio Cafini, Umberto Sorci, Alessandro Gaetani. Luci e fonica Daniele Sereni, grafica Marco Brancaccia.
Grande festa in casa Coletta F RASCATI - Una bella festa per i 60 anni di matrimonio di un’inossidabile coppia di nostri affezionati lettori - i coniugi Coletta - è quella che si è svolta lo scorso 4 agosto al ristorante Monte Artemisio di Nemi. Luigi Coletta di anni ne ha già compiuti 88 mentre la sua signora, Bruna Tuzzi, non dimostra affatto i suoi 85, soprattutto grazie alla gioia che le ha dato festeggiare in famiglia questo grande traguardo di vita. Con loro c’erano parenti e amici, primi fra tutti i figli Cesare, Danilo e Luciana (nella foto) che hanno
pensato di rendere storico il momento utilizzando le pagine del nostro giornale. La coppia ha sempre vissuto a Vermicino, ha costruito con i sacrifici una bella famiglia partendo da quel matrimonio celebrato in quello che sembra essere un anno lontano, il 1957, ma che invece nei loro ricordi è solo «ieri». Originario di Cappadocia (Aq), Luigi ha lavorato alla Sigma Tau di Pomezia; Bruna, di Grottaferrata, ha prestato servizio per tantissimi anni all’asilo nido di Frascati. A loro i nostri migliori auguri per un sereno e lungo percorso di vita.
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CASTELLI
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CINQUE LETTERE SPEDITE DALLA CITTA’ TUSCOLANA A PALERMO SVELANO ALCUNI ANEDDOTI
Quando a Frascati c’erano i liberali La contessa Majorca di Francavilla, moglie dell’on. Pecoraro, scriveva alla mamma raccontando particolari della vita politica e sociale scandita dalla presenza di Giolitti FRASCATI -Spesso le scoperte storiche avvengono in modo casuale. Certamente bisogna essere fortunati e saper capire il senso della scoperta. A volo d'angelo mi vengono alla memoria questi esempi. Un giorno, mentre esaminavo (1963) la biblioteca di Nello Nobiloni, vastissima, mi sono trovato tra le mani, nascosto dietro una pila di libri, un piccolo fascicolo a stampa pubblicato nel 1900 dallo storico Domenico Seghetti e da lui letto al Politeama Tuscolano di Frascati alla presenza e in onore di Riccardo Voss. In sole 14 paginette è descritta in modo esauriente la nascita e la distruzione di Tuscolo. Questo lavoro di eccezionale sinteticità potrebbe costituire un buon testo per le nostre scuole. Pochi mesi fa il concittadino Carlo Mengucci mi presentava il libro originale scritto da Clara Wells «The Alban Hills - Frascati» trovato in una libreria antiquaria di New York con tanto di dedica olografa dell'autrice a una donna, forse la stessa che lo ha accompagnata nella lunga permanenza nella nostra città. Il libro è costato molto ma ne valeva la pena. Una suggestiva e casuale scoperta è pure quella capitata al nostro concittadino, geom. Gino Cortese il quale, appassionato di reperti antichi come immagini, tele, libri, monete e francobolli, è venuto in possesso di un kit di lettere assai interessanti. Così egli racconta l'episodio. «Nel 1962, durante il servizio di leva, venni mandato in missione a Palermo dove, a parte il lavoro militare, mi appassionava la scoperta della città che non conoscevo e in particolare quei negozi antiquari che offrivano robe vecchie e souvenir siciliani. In uno di questi negozi ho trovato, quasi nascosto su un tavolo pieno di litografie, cinque lettere chiuse da un nastro rosa, indirizzate alla Contessa Majorca di Francavilla - Palazzo Francavilla
Una delle lettere inviate da Frascati a Palermo dalla contessa Majorca di Francavilla alla mamma; moglie dell’on. Antonino Pecoraro Lombardo, soggiornò a lungo nella cittadina tuscolana anche per la presenza della moglie del capo del governo Antonio Giolitti (foto)
- Palermo. Queste missive, tutte scritte nel 1912, provenivano da Frascati e a scriverle era la figlia Maria che qui risiedeva e si rivolgeva alla madre dando informazioni di sé e richiedendo quelle su Palermo». Quello che suscitò curiosità, e che catturò l'attenzione di Gino Cortese, era costituita non soltanto dal loro contenuto ma dall'affrancatura che, come si può vedere dalle buste qui pubblicate, esse apparivano affrancate con normale francobollo ma anche con un altro francobollo, detto chiudi-busta, che rappresentava in miniatura uno scorcio della città di Frascati. Cinque lettere in tutto e cinque chiudi-busta diversi. Una vera chicca filatelica, abbastanza rara, ignorata dai collezionisti e persino dai cataloghi. Nessuno ne ha mai parlato, nessuno sapeva tale novità. Questi francobolli estemporanei, che forse hanno un buon valore filatelico mettono in luce le seguenti immagini di Frascati risalenti all'inizio del Novecento: la veduta della stazione ferroviaria; villa Aldobrandini con la piazza Marconi; gli alberghi liberty
posti su via Candido Galli; il ninfeo della Villa Aldobrandini; la scalinata monumentale di Villa Torlonia. Altra curiosità ci viene data dal fatto che queste lettere per arrivare a Palermo da Frascati (1912) impiegarono solo due giorni, forse addirittura tradotte, non con il treno, ma con una diligenza postale. Evidentemente le regie poste di allora funzionavano meglio di quelle attuali repubblicane! Miracoli del tempo «sovrano»! La naturale conseguenza era costituita, come detto, dalla conoscenza del contenuto di queste missive e dei personaggi che ne venivano fuori. La ricerca approfondita con il tempo, ha condotto il buon Cortese a ritornare a Pa-
«La nostra storia»
di Lucio De Felici
lermo qualche anno fa per motivi di lavoro e per indagare su questa nobile famiglia palermitana. Così è venuto a conoscenza che a scrivere queste missive sia stata appunto la contessa Maria Majorca di Francavilla che, proprio nel 1912, aveva sposato l'avvocato Antonino Pecoraro Lombardo (Carini, 18711939), assai noto in Sicilia. Costui era stato eletto deputato del Regno d'Italia nella XXIII legislatura (1909) e poi lo sarà anche per la XXV e la XXVI, nelle file del Partito Liberale facendosi interprete delle esigenze politiche del suo territorio e presentando progetti legislativi di rilievo. Antonino Pecoraro ha sposato nel 1912 la nobildonna Maria Majorca e la fa risiedere a Frascati presso un istituto di monache. Probabilmente si tratta delle monache di San Carlo, l'uniche attrezzate per questo tipo di ospitalità. Per quale motivo proprio a Frascati viene a risiedere la nobile sposina che appare, dalla lettura delle sue missive, incipriata e orgogliosa del proprio lignaggio? Non ci vuol molto a capire che a Frascati il dominio del Partito Liberale, numeroso di iscritti e attivo, traeva forza non soltanto dalla presenza del senatore frascatano Domenico Valenzani ma anche dal Presidente del Consiglio, on. Giovanni Giolitti che fino al
1920 villeggiava nella nostra città presso il Grande Albergo di via Candido Galli dove abitava permanentemente la moglie Donna Rosa malata di asma. Ritengo peraltro che tra la contessina Maria e donna Rosa ci siano stati degli incontri di salotto. Si leggono nelle citate lettere queste considerazioni della nobile palermitana. «Antonio si trova così bene qui a Frascati che non sarebbe il caso di mostrargli il desiderio di mettere termine alla villeggiatura. Io da una parte non mi trovo male: il luogo è incantevole, la camera grande e allegra, la chiesetta nella villa, le suore gentilissime, e poi mi basta star col mio Antonio per esser contenta». «La questione dell'allargamento del voto alle donne non è ancora definito alla Camera, ieri si perorava per il voto alla donna, alla qual cosa Giolitti non vuol venire subito; ma io non sono andata nella tribuna e preferii andare a fare due passi all'aperto». «Da Frascati scendo [a Roma] sempre in toletta, intendo dire, ravviatina (!), in modo da non sfigurare troppo a Roma». La quarta legislatura del governo Giolitti fu caratterizzata dalla guerra contro la Libia e dal rifiuto al voto alle donne, che la contessa Maria Majorca denuncia nelle sue lettere riservate alla madre. Le donne ottennero il voto dopo la guerra, nel 1946 mentre l'on. Giolitti, nelle sue cinque legislature, ne uscì sempre con critiche severe sul merito. Alcuni testi di storia mettono in luce che Giolitti sia stato il promotore e animatore sul voto alle donne. Ma da queste lettere risulta esattamente il contrario, esse fanno capire come il liberalismo di Giolitti sia stato solo di facciata. Ancora oggi la sua figura politica appare assai contraddittoria.Esistono altre scoperte più o meno casuali ma esse costituiranno oggetto di altri articoli.
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Fine estate di preoccupazione per i residenti della Molara alle pendici del Tuscolo
Antrace, stoppato il ceppo epidemico L’area interdetta dalla Asl dopo la morte di 13 bovini a causa del pericoloso batterio CASTELLI - Venti giorni in cui tutti si sono preoccupati per un evento imprevedibile e di seria entità, ma dove in pochissimi hanno compreso fino in fondo che cosa sia accaduto. Il caso si è aperto il 1° settembre 2017, quando il sindaco di Grottaferrata, Luciano Andreotti, ha dichiarato zona infetta l’area della Molara, alle pendici del monte Tuscolo, compresa tra la strada Provinciale 73B, la via Tuscolana (Statale 215) e via Stella Polare, al confine con territorio comunale di Monte Compatri. Un atto resosi indispensabile e urgente a seguito della nota con la quale il servizio veterinario della Asl Rm 6 comunicava il rinvenimento nella zona di carbonchio ematico da bovini, derivante dalla presenza del batterio Bacillus anthracis (antrace).
La tossina, sprigionatasi da animali morti, è estremamente tossica e pericolosa anche per gli esseri umani. Nel frattempo, durante il mese di agosto, ben 13 bovini erano deceduti senza che nessuno ne sapesse nulla, tranne le autorità sanitarie. Inutile dire che per giorni c’è stata grandissima preoccupazione tra i residenti della zona che non avevano notizie certe ma comunicazioni e spiegazioni sui pericoli appena accennate da parte delle autorità. Un periodo durato venti giorni esatti, quando finalmente Andreotti, dopo comunicazione della Asl, ha disposto la revoca dell’ordinanza sindacale di sequestro sanitario. Il provvedimento è stato emesso dal sindaco dopo aver registrato gli esiti favorevoli degli accertamenti effettuati dal per-
sonale Asl in data 5 settembre, 11 settembre e 18 settembre 2017 sulla mandria oggetto del focolaio, considerato anche che dal 26 agosto non si erano più verificati casi di decesso di animali, né tra i capi di bestiame della mandria vittima di contagio, cau-
Diocesi
telativamente trasportati in un’area protetta del Comune di Rocca di Papa. Il batterio dell’antrace (o carbonchio), produce endospore che rimangono nel terreno e possono sopravvivere per decine di anni. Quando un erbivoro le ingerisce cominciano a molti-
plicarsi all’interno dell’animale e possono ucciderlo. Nella carcassa dell’animale morto, il batterio continua a riprodursi fino a quando non ha esaurito le sostanze nutritive. Giunto a questo stadio, produce nuove endospore. Probabilmente è stata questo il meccanismo dei primi giorni di infezione e propagazione del male, generato e favorito, pare, anche dal grande clima di siccità. Ma ora la zona è sicura per i prossimi anni? Le decisioni delle autorità vanno in questa direzione ma è chiaro che dovranno ora fare il massimo per prevenire una sempre possibile nuova epidemia. L’antrace non passa da uomo a uomo, ma da animale (e spore) a uomo sì. Non dimentichiamolo. Fabrizio Giusti
/ Mons. Martinelli su internet dal 6 ottobre
Il Catechismo e i Comandamenti, tornano i corsi web con il vescovo F RASCATI - A partire dal 6 ottobre, ogni martedì (dalle ore 20,30 alle 21,30) e ogni venerdì (dalle ore 19 alle 20,30), il vescovo della Diocesi tuscolana, mons. Raffaello Martinelli, terrà due importanti iniziative utilizzando il web per diffondere la parola di Dio e i suoi insegnamenti religiosi. Il vescovo di origine bergamasca, che è anche un appassionato di informatica e tecnologia applicata alla conoscenza, produrrà due dirette video a settimana, attraverso alcuni canali tematici, che potranno essere seguite comodamente da casa, per chi non ha problemi a collegarsi al web, o su maxi-schermo nelle varie parrocchie sul territorio diocesano in cui sarà previsto il nuovo servizio divulgativo. «L’iniziativa - spiega il vescovo - riguarda due ambiti complementari: il martedì è prevista la diretta video per il corso diocesano sui Comandamenti, attraverso il quale viene presentato il Catechismo della Chiesa, mentre il venerdì il corso è indirizzato proprio ai formatori della
nostra diocesi per prepararsi a un eventuale servizio ecclesiale». Quindi approfondimenti e domande al vescovo per motivare di più la propria fede personale, indirizzato a tutti i fedeli, e specifiche attività divulgative per chi desidera impegnarsi come catechista, lettore liturgico, animatore degli oratori e operatore della carità. Incontri con interazione dei partecipanti visto che il 50% del tempo sarà riservato alle domande poste al vescovo in diretta. Chi vuole collegarsi da casa deve iscriversi al sito http://www.evangelizaciondigital.org/italiano/incontri-online/catechesi/ per gli incontri del martedì e al sito http://xurl.es/rc6ck per quelli del venerdì, oppure recarsi in parrocchia per assistervi su maxi schermo. Sul web sarà altresì possibile scaricare tutte le puntate già trasmesse nei due anni precedenti dal vescovo Martinelli, 69 anni, noto per essere il principale estensore del Catechismo della Chiesa redatto con il card. Joseph Ratzinger, poi papa Benedetto XVI.
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FRASCATI
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Uno spazio attrezzato dove incontrarsi per parlare d’affari ma anche per eventi
Al centro «La Piramide» il primo Business Lounge FRASCATI - Si chiama Business Lounge l'ultimo nato tra i servizi offerti dal Centro Direzionale La Piramide di via Grotte Portella 6. E’ un elegante salotto per gli incontri d’affari (e non solo) unico nel suo genere, immaginato quale risposta alle crescenti esigenze del settore. L’accesso è aperto a tutti. Dedicato a professionisti e imprenditori, manager, uomini d'affari e liberi professionisti che desiderano avere un punto di riferimento accogliente e funzionale per incontri di lavoro e pubbliche relazioni, lo spazio Business Lounge diventa quindi una sorta di ufficio temporaneo dove poter trascorrere anche alcune ore, senza limiti di tempo, con connessione wifi e tutti i servizi a disposizione, compreso il bar (con
un piccolo contributo spese di 5 euro, ndr). «L’idea spiega Beatrice Buccella del team La Piramide - è già stata attivata in città moderne come Milano e nel nostro territorio il centro direzionale di Grotte Portella, per la sua posizione strategica e l’alta qualità della struttura e dei servizi offerti è sicuramente l’ideale». Incontri di lavoro, dicevamo, ma non solo, visto che lo spazio accoglienza del centro direzionale può essere usato anche per organizzare eventi culturali, feste, mostre, reading o incontrare amici beneficiando anche del servizio caffetteria. «Senza considerare - aggiunge Beatrice Buccella - che mettiamo a disposizione anche il nostro indirizzo, dove poter recapitare posta o plichi. Ma anche la reception, utile per il deposi-
to di bagagli o pacchi durante la permanenza delle persone che devono incontrarsi e parlare in tranquillità». La posizione strategica nei pressi dell'Università di Tor Vergata, del Policlinico e della Banca d’Italia, l'ampio parcheggio a disposizione dei clienti, il contesto di assoluto prestigio, sono valori aggiunti che fanno del centro La Piramide il fiore all’occhiello della imprenditoria locale. Al momento sono circa 40 le aziende che vi trovano posto, oltre a medici e professionisti. Il Business Lounge è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, il sabato dalle 9 alle 14. Non è necessario prenotare. Per eventi o appuntamenti che prevedano, invece, un allestimento diverso dallo standard, si deve chiamare il n. 06 942931.
In alto il centro La Piramide di Frascati (via di Grotte Portella 6), qui sopra un particolare dello spazio Business Lounge
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A 67 ANNI CI HA LASCIATO GIOVANNI PESCIAROLI, UNO DEGLI ARTIGIANI PIU’ APPREZZATI
Ciao Gianni, quanta vita nei tuoi anni Maestro della pelle, alternava il lavoro al grande impegno per la RomAil e per le attività folcloristiche e sportive. Era voglioso di vivere dopo la battaglia vinta contro la leucemia di Fabio Polli FRASCATI - Quella sera, quando eravamo andati a trovarlo per quella che è diventata poi «l’ultima volta», l’amico Gianni Pesciaroli era addormentato per la sedazione necessaria a rendergli meno sofferenti gli ultimi momenti della sua vita, piegata questa volta da un tumore maligno. Difficile credere che quell’uomo fosse lo stesso che aveva affrontato da vincitore mille battaglie con la vita e per la vita. La «sua» di vita, afflitta trenta anni fa da una grave forma di leucemia che aveva superato con enormi difficoltà e vinta solo grazie al trapianto del midollo (uno dei primissimi in Italia) donatogli dal fratello, e la vita «degli altri» perché dopo il suo tribolato calvario era diventato nei decenni successivi uno dei grandi sostenitori della RomAil, la onlus di Roma e provincia che sostiene l’AIL del prof. Franco Mandelli per la ricerca contro la leucemia. Per la RomAil Pesciaroli, da tutti conosciuto come Gianni Tilt, ha raccolto tantissimi fondi, ogni anno, impegnandosi in attività di volontariato che ebbero il massimo riscontro nel 2000 con la bellissima manifestazione Frascati per la vita che ancora oggi in tanti ricordano. Su richiesta del prof. Mandelli, che lo portava spesso ospite nelle più importanti trasmissioni Tv a dimostrazione che dalla leucemia si può guarire, Gianni aveva svolto il ruolo di testimonial della Granfondo Campagnolo di Roma 2016, lo scorso anno dedicata all’associazione di ricerca. Testimonial alla partenza e durante tutta la gara perché Gianni aveva voluto prendervi parte in prima persona, da ciclista, affrontando i 60 chilometri del percorso più breve. Avrebbe voluto fare il percorso completo, ma la sua salute già dava qualche pic-
In alto un’immagine recente di «Gianni Tilt», a sinistra con il prof. Mandelli nel 2000 e qui sopra con Re Pupone II (2002)
colo segno di malattia che allora, era l’ottobre scorso, non sembrava doverlo preoccupare più di tanto. Una brutta bronchite? Una polmonite nascosta? D’altra parte per uno che era stato da giovane in Polizia, poi grande sportivo, maratoneta con tempi di tutto rispetto e più volte corridore a New York dopo il trapianto, cintura nera di judo, istruttore di subacquea con immersioni in tutto il mondo, infine appassionato ciclista, animatore di mille iniziative, cosa poteva spaventarlo? Nella vita si è fatto conoscere soprattutto come valente artigiano della pelle, mestiere che aveva imparato lasciando presto la scuola e frequentando i maestri del
settore conosciuti nei mercatini delle piazze romane degli anni ‘70, quando la moda hippie comincia a fare grande uso della pelle per i suoi accessori. Pesciaroli, da Roma a Frascati ci arriverà in quegli anni grazie all’unione con la giovane e bella Laura Cozzi, con la quale fonda Tilt Pelle, il laboratorio artigianale più in voga in quel periodo. I giovani indossano la Tolfa, borsa in pelle di gran moda, un must per quelli di sinistra che seguono la politica ma che poi, piano piano, piacerà a tutti. Anni in cui ai Castelli le Tolfa più belle, le sacche per le moto più sgargianti, sono quelle di Tilt Pelle e sono anche gli anni che la famiglia cresce con l’arri-
vo delle due amate figlie Valentina e Giulia. Poi il lungo calvario della leucemia dalla quale Gianni esce rafforzato e con grande voglia di fare. S'impegna in decine d’iniziative benefiche e folcloristiche, esposizioni artistiche, nell’allevamento di centinaia canarini, altra sua passione. Con i bersaglieri tuscolani corre in lungo e in largo per l’Italia raccogliendo fondi, attraversando paesi e regioni nel percorso della Staffetta della Solidarietà. Poi ci sono gli anni del Carnevale Tuscolano che ritrova il grande pubblico con decine di migliaia di presenze a Frascati, a cavallo degli anni di fine secolo, grazie allo stesso Pesciaroli e ad altri frascatani
(Mauro Brunetti, Sergio Carlini, Elio Marchionne, Emilio Lilli...) che si stringono intorno a Re Pupone II (Bruno Merolle) per sostenerlo nella organizzazione. Pesciaroli, ricordando la gioventù passata ad ammirare i grandi attori che da Hollywood arrivavano a Cinecittà e le comparsate da figurante in molti spaghetti-western, aveva ripreso ad amare la recitazione: Grazie al sodalizio con Paola Aversa e poi con Romano Carletti aveva avviato una piccola compagnia di teatro amatoriale che tanto ci ha fatto divertire in questi anni. Chi scrive ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino, di apprezzarne le qualità umane e la genuina amicizia e sa con inevitabile tristezza nel cuore di avere perso un grande compagno di viaggio. Con l’addio a Gianni, che si è spento nella tarda mattinata di martedì 19 settembre, si chiude una lunga e bella pagina della nostra vita, comunque sapendo che da ora in avanti, come accade quando viene a mancare una persona alla quale abbiamo voluto bene, nulla sarà come prima. Di Gianni ci rimarranno il suo indelebile ricordo, le sue battute ironiche, le divertenti serate al karaoke, ma soprattutto i suoi insegnamenti nei momenti più difficili: mai mollare! Non lo aveva fatto lui trenta anni or sono, non deve farlo chi oggi si sente più solo senza di lui. L’ultimo “impiccio” (come soleva dire) questa volta è stato anche più forte del suo grande fisico da atleta vero. Per il suo saluto, con la Cattedrale gremita di gente durante i funerali, sono stati raccolti per desiderio della famiglia fondi da destinare all’Ail (1.294 euro). Gianni Pesciaroli aveva 67 anni. C’è stata molta sofferenza nella sua vita ma anche molta «vita» nei suoi anni. Bravo Gianni, sei stato uno dei migliori della tua generazione. Non è poco.
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AL CENTRO DIREZIONALE LA PIRAMIDE I CORSI DELLA COMPAGNIA NAZIONALE DI DANZA STORICA
Torna il Gran Ballo dell’Ottocento AFrascati, in esclusiva per i Castelli Romani, la nuova iniziativa di Beatrice Buccella: «C’è voglia di ritorno al classico ma proporremo anche balli standard e passi di swing» di Anna Paola Polli FRASCATI - Sono i costumi, la moda, le abitudini, le musiche e l'etichetta del periodo romantico i protagonisti dell'appuntamento del giovedì sera a La Piramide di Frascati, via di Grotte Portella, 6 (ore 19,30). In collaborazione con la Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta dal maestro Nino Graziano Luca, uno dei maggiori studiosi ed esperti europei di danze storiche e balli di società, il centro direzionale ospita in esclusiva per i Castelli Romani un corso di Gran Ballo figurato dell'800 con musiche e danze originali finalizzato allo studio, diffusione e conoscenza del periodo risorgimentale e dei primi anni del secolo XIX, quelli magici di Jane Austen. L'armonia della quadriglia e la freschezza della contraddanza, si alterneranno così all'emozione dell'abbraccio nel valzer, mentre altri balli di società come marce e galop, saranno il preludio allo studio di mazurche, polche e danze tratte dai manuali di celebri maestri del XIX secolo e dai più incantevoli film in costume come Via col vento, Il Gattopardo, Guerra e Pace, la Principessa Sissi. Il repertorio musicale è quello di Strauss, Verdi e dei principali compositori dell'epoca. «Nell'800 - ci spiega la coordinatrice dell'iniziativa, Beatrice Buccella, del team La Piramide - la dimensione sociale italiana vedeva la festa da ballo nei palazzi nobiliari e salotti della borghesia, come un appuntamento significativo della vita sociale. Una fase culturale importante, nella quale la danza divenne strumento di diffusione delle idee unitarie, democratiche e liberali che animarono il Risorgimento». Nei circa 200 mq a disposizione, spazio quindi alle melodie originali rintracciate da Andrea Toschi e ai volteggi sulle coreografie d'epoca recuperate dal mae-
Nelle foto alcuni protagonisti delle scuole di ballo e danza storica risorgimentale che da quest’anno daranno il via a numerosi e qualificati corsi a La Piramide Per info, orari e prenotazioni è possibile contattare il numero 340 72 500 72 o rivolgersi presso il centro direzionale di Via di Grotte Portella 6 - Frascati
stro Nino Graziano Luca, che dame e cavalieri interpreteranno grazie a Deborah Bianco, insegnante di danza e compagna di ballo dello stesso Graziano Luca, coadiuvata in sala da danzatori-animatori. Abiti vaporosi, merletti, acconciature, gioielli e ventagli sono riservati per i Gran
Balli, le Feste di società e i Tè danzanti che la compagnia organizza a Roma e in diverse città italiane e, una volta l'anno, all'estero, in teatri, castelli, palazzi e alberghi di lusso. «Però niente paura - aggiunge Beatrice Buccella - non è obbligatorio parteciparvi così come non è necessario vestire
in abiti d'epoca durante i Gran Balli. E’ sufficiente un abito da sera. Per chi desideri, invece, vivere pienamente la magia dell'800 - aggiunge abbiamo abiti in affitto oppure sarte tra gli associati che possono realizzarli su misura. Abbigliamento comodo per le lezioni». Attiva da 25 anni, la
compagnia opera in collaborazione con il Ministero per le Attività Culturali. Ha sedi a Roma e in vari Paesi europei. Numerose le sue partecipazioni a trasmissioni televisive e spot pubblicitari. «Il corso di Gran Ballo dell'800 spiega - non richiede l'iscrizione in coppia, visto che all'epoca gli uomini erano spesso impegnati in azioni di guerra e le donne si ritrovavano sole a danzare insieme. E' aperto a tutte le età. Con un'attenzione particolare ai più giovani, ai quali il maestro Luca ha voluto dedicare, sempre nel nostro centro, corsi di Danza classica divisi per fasce d'età, per il loro futuro inserimento nel corpo di ballo della Compagnia Nazionale di Danza Storica ospitato in eventi di rilievo, anche internazionale». I corsi in programma sono riservati ai bimbi dai 3 ai 6 anni con la Danza gioco; dai 6 ai 10 anni con la Propedeutica alla danza classica. Il ballo al Centro Direzionale La Piramide, continua anche il mercoledì e venerdì con la Planet Dance Lazio di Genzano di Andrea Becherelli e Alessia Scuderi. Tante le proposte come la Propedeutica e la Danza sportiva per i bambini dai 4 anni in poi e l'Avviamento alla motricità dai 3 ai 6 anni. Quindi ballo di sala Liscio e Unificato, Danze Standard, Latino Americane, Balli di gruppo, Ginnastica posturale, Rambo Training (allenamento cardiovascolare brucia grassi), Ginnastica preventiva e adattata per la terza età. Una volta al mese, invece i campioni europei Eddy Ceccarelli, il primo Lindy Hopper italiano e Betty Granio, saranno presenti alla Piramide con la Swing 'o 'Roma Dancing School, leader in Italia nella formazione di ballerini amatoriali e maestri di Swing dance. Per tutti, senza alcun problema, è prevista una lezione di prova gratuita durante tutto il corso dell’anno.
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L’AZIENDA DELLA FAMIGLIA SILVESTRI CRESCE NEL SETTORE ABBIGLIAMENTO PROFESSIONALE
Circuito da Lavoro conquista l’Italia Qualità, passione e grande impegno dietro i risultati raggiunti in quasi venti anni da una realtà che ha saputo imporre lo stile e il design di Laura Bottomei ai più alti livelli Nostro servizio CASTELLI - Dietro ogni grande impresa c’è sempre la storia degli uomini e delle donne che l’hanno realizzata. E quando il tutto viene colorato dall’amore ecco che la storia di quella impresa diventa una storia di successo. Come quella che vede protagonisti i tuscolani Fabrizio Silvestri e Laura Bottomei, oggi marito e moglie e genitori di due bellissime figlie, per una storia che si sviluppa nel settore del tessile e dell’abbigliamento da lavoro. Tutto nasce alla fine degli anni ‘90: lui lavora nel marketing di una importante multinazionale; Laura, da sempre nel settore dell’abbigliamento, è una vulcanica creativa. S’innamorano e decidono di condividere le loro passioni, la moda e il mondo della ristorazione e dell'ospitalità, con lo scopo di unire le forze per portare lo stile prêt-à-porter nel mondo Horeca, (Hospitality, Restaurant, Cafè), termine commerciale che si riferisce al settore dell'industria alberghiera. «Dare immagine e identità a una ristorazione in continua evoluzione, fatta di format ed esigenze diverse, di personalità forti e di contaminazioni spiega Laura Bottomei - è la mission di Circuito da Lavoro con la quale stiamo portando le esperienze della moda italiana nel mondo della cucina e dell'ospitalità». E i risultati parlano chiaro, con Circuito da Lavoro lo stile è entrato in cucina, con forza, rompendo schemi e abitudini ormai consolidate, imponendo la necessità di rappresentare un settore che cambia continuamente per aderire alle diverse esigenze che i nuovi format impongono. Tutto questo, però, è il risultato di un percorso lungo e faticoso, fatto di sacrifici e tanta passione che ha visto Fabrizio e Laura dedicarsi anima e corpo alla loro creatura, nata co-
Nella foto sopra i tuscolani Fabrizio Silvestri e Laura Bottomei di Circuito da Lavoro, azienda oggi con sede a San Cesareo specializzata in produzione di abbigliamento e linee tessili per il settore professionale (ristorazione, hotellery, medicale, industria e scuola) La nuova collezione per il mondo Horeca sarà presentata a Host 2017 (dal 24 ottobre a Milano)
me piccola impresa familiare e oggi tra le aziende leader in Italia nel mondo dell'abbigliamento da lavoro con una fortissima attenzione, nonché un alto tasso di innovazione e creatività, verso la ristorazione e l'hotellerie. «All'inizio lavoravamo per altri marchi, facevamo i contoterzisti della
creatività nell'abbigliamento da lavoro - racconta Silvestri - ma con il passare del tempo e con l'accumularsi di esperienze sentivo sempre più la necessità di cambiare marcia e costruire una realtà tutta nuova disegnata intorno alla professionalità e alla creatività di Laura». Grande salto
che avviene nel 2015, anno che vede Circuito da Lavoro assumere una propria identità lavorando sulla creazione del proprio marchio e linee di produzione. Le giacche, le gonne, i pantaloni e i grembiuli in esposizione nel grande show room di San Cesareo (via della Produzione 3),
alle porte di Roma, fanno pensare più a una boutique di pret-a-porter che non a un laboratorio di abbigliamento da lavoro e mostrano tutta l'impronta stilistica di Laura Bottomei. «Fino a pochi anni fa in cucina si usavano solo tessuti sintetici o cotone basic ricorda la stilista - ma spesso la ristorazione rappresenta l'ambito in cui trascorriamo la maggior parte della giornata. Oggi il lavoro del cuoco e il servizio in sala si avvicinano sempre di più, fino a fondersi, a contatto con una tradizione gastronomica che giorno dopo giorno si apre a contaminazioni di altre culture. In questi nuovi contesti sia i cuochi che i camerieri devono presentarsi in modo coerente con la loro proposta: è per questo motivo che con Circuito da Lavoro abbiamo portato i tessuti e le ricerche della moda in cucina». Lo stile fresco e versatile di Laura Bottomei è ben rappresentato dalla nuova collezione L'atelier di Circuito da Lavoro, che verrà presentata a Host 2017, la manifestazione di settore in calendario alla Fiera di Milano dal 20 al 24 ottobre con oltre 1.800 aziende partecipanti. Una collezione che spazia dai giochi cromatici e tagli innovativi ai classici toni sale e pepe, non a caso chiamata proprio Black & White; la prima delle nuove linee firmate dalla stilista. Qui si gioca con i colori classici, con l'eleganza e la semplicità del bianco e nero: minimalista ed essenziale, quasi austera, è la linea in cui maggiormente la tradizione incontra l'innovazione. Le giacche coreane si arricchiscono di nuovi volumi: arrivano sotto al ginocchio e permettono di muoversi più liberamente, rendono superflua la sovrapposizione del grembiule, danno più aria al corpo. E al tempo stesso rimandano a suggestioni orientali che sempre più anche nelle cucine ispirano il lavoro di
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molti chef. Nel nuovo catalogo non manca il ritorno alla tradizione, come dimostrano le collezioni Kilt e Contadino. «Tutte sintetizzano un alto tasso di classicità e di innovazione - spiega Laura - a partire dal concetto di modularità. Volumi ampi e morbidi, il classico grembiule da lavoro diventa un vero e proprio abito, come si usava una volta in cui la donna si vestiva di quello, del suo grembiule, e manteneva sempre la sua femminilità. Tessuti leggeri e utilizzabili con diversi accessori e in diverse stagioni; lo scozzese per la linea Kilt, che può abbinarsi a pantaloni, gonne e camicie o t-shirt di ogni tipo o il quadrettato per la linea Contadino, con grembiuli-camici versatili e dalla notevole vestibilità». «Circuito da Lavoro - dice Silvestri non è chiaramente una sartoria ma un laboratorio di idee e studi quotidiani, ricerche e di confronti concreti con il mondo delle imprese. Qui a San Cesareo c'è il motore dell'azienda da cui parte il progetto che ormai coinvolge ben otto laboratori che producono in esclusiva per noi direttamente qui in Italia e che vede ruotare nell'orbita lavorativa circa 250 persone. E’
DONNE & IMPRESE
«All’inizio lavoravamo per altri marchi, poi abbiamo deciso di creare una nostra linea che sarà presentata alla prossima edizione di Host 2017 a Milano»
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un risultato importante perché pensiamo che il made in Italy sia un grande valore e noi vogliamo salvaguardarlo e incrementarlo. La nostra storia è la dimostrazione che i sogni si possono realizzare. Forse il nostro non lo è ancora pienamente ma siamo sicuri di essere sulla strada giusta per concretizzarlo». Circuito da Lavoro Via della Produzione 3 San Cesareo (Rm) Tel. 06.72632087 info@circuitodalavoro.it www.circuitodalavoro.it (vedi la pagina Facebook)
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Inaugurato il Cammino Naturale dei Parchi, da Roma 430 km fino a L’Aquila
Come a Santiago ma siamo nel Lazio CASTELLI - Grande partecipazione e interesse per la presentazione del Cammino Naturale dei Parchi e per le escursioni di domenica 8 ottobre 2017 che nella Giornata del Camminare hanno aperto la strada a questo importante progetto. Dopo circa due anni di lavoro, il cammino promosso anche dal Parco dei Castelli Romani va ad aggiungersi alla rete dei cammini già esistente svelando nuovi e suggestivi paesaggi di un territorio che da Roma arriva fino a l’Aquila, attraversando boschi, campagne e borghi. Località poco conosciute dai flussi turistici prevalenti, 430 chilometri complessivi che si snodano su un percorso di 25 tappe, 42 comuni, 2 regioni (Lazio e Abruzzo), 3 province (Roma, Rieti, e l’Aquila), 6 aree protette regionali e 1 parco nazionale. Un viaggio da fare a
piedi, non solo per chi è appassionato di escursionismo, ma per tutti coloro che amano passeggiare nella natura, osservare e godere dell’esperienza affettiva e sensibile legata a questa azione allo stesso tempo semplice e salutare. Un cammino sostanzialmente «laico» che i realizzatori hanno voluto comunque ispirare alla Spagna dove Caminos natural distinguono i pellegrinaggi storici (come nel caso di quello per Santiago di Compostela) dai percorsi naturalistici. Camminare infatti, significa non solo socializzare con le persone che formano il gruppo, ma soprattutto instaurare un rapporto di reciproco scambio di energia positiva tra uomo e ambiente. A compierlo tutto con la massima tranquillità servono quattro settimane per quattro tappe che attraversano bellissimi territori del centro Italia.
Si parte dall’Appia Antica per giungere a Livata (114 km) attraversando i Colli Albani, Rocca di Papa, Rocca Priora, Palestrina fino a Subiaco. La seconda tappa è da Livata a Corvaro (205 km); Foto ricordo per l’escursione inaugurale a Palestrina
la terza da Corvaro ad Accumoli (120 km) e quindi l’ultima da Accumoli a L’Aquila per un percorso di 85 chilometri. Nata nel 2016 (l’Anno nazionale dei cammini), l’idea ha preso forma grazie alla collaborazione tra i vari enti di tutela ambientale. Chi lo compie in tutta la sua lunghezza potrà attraversare i
parchi dell’Appia Antica, dei Castelli Romani e dei Monti Lucretili per arrivare al parco dei Monti Simbruini. Il percorso prosegue nella riserva naturale dei monti Novegna e Cervia (Subiaco) e in quella dei monti della Duchessa, dove svetta con i suoi 2.184 metri il Monte Morlungo, per giungere al Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. L’escursione curata dai guardiaparco castellani (foto) nella giornata inaugurale di domenica 8 ottobre, da Palestrina a Capranica Prenestina, ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di appassionati a dimostrazione che il lavoro di sensibilizzazione sta raccogliendo sempre più consensi nella collettività. Un segnale significativo che ha raccolto il plauso del presidente del Parco dei Castelli Sandro Caracci.
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Vergati e Di Bernardo sicuri: «L’anno prossimo crescerà il programma degli eventi»
Per il Settembre si guarda già al 2018 GROTTAFERRATA - Il Settembre grottaferratese organizzato per la prima volta dalla giunta di Luciano Andreotti si chiude con un bilancio che l’amministrazione comunale definisce «nettamente positivo» considerando la scarsità di tempo che gli assessori Vergati e Di Bernardo hanno avuto per organizzare al meglio tutti gli eventi. Più articolata l’opinione dei cittadini. Non sono mancate critiche per i troppi convegni e per la scarsa comunicazione istituzionale degli eventi. Senza infamia e senza lode, insomma. Non è mancata neanche un accenno di polemica a margine de La Notte Rosa che ha visto il presidente dell’Associazione Commercianti, Angelo Mecozzi, rivendicare l’organizzazione della serata. «L’evento della Notte Rosa – ha detto in un video non riguarda il signor Salva-
tore Marino che si è soltanto curato di fare l’evento in piazza col comico e basta. Il resto è stato fatto solo dai commercianti di Grottaferrata». Sottolineatura nata da un articolo sul web che dava risalto all’opera organizzativa dell’attore che non ha replicato in alcuna maniera. E tutto è finito lì. Un programma, quello del Settembre, che secondo l’amministrazione comunale è stato ricco e variegato e ha saputo accontentare il pubblico di Grottaferrata. Rivendicato anche un primo intervento in periferia, storicamente abbandonata da questi programmi, con la prima Festa della Molara. «In futuro- ha commentato Di Bernardo - l’amministrazione s’impegnerà a organizzare ulteriori appuntamenti anche in altri quartieri per sottolineare che anche queste zone sono a cuore alla amministrazione
Andreotti». Non è mancato, come da quattro anni a questa parte, il Memorial Capozzi, che ha visto la tradizionale partita di calcio giocata alla presenza della famiglia dell’indimenticato Andrea Capozzi, e la festa delle associazioni sportive del territorio allo stadio comunale, mentre la Corale Polifonica cittadina si è esibita a San Nilo in un concerto molto apprezzato. Ma la domanda che un po’ tutti si pongono è se si potrà fare anche meglio il prossimo anno nonostante i vincoli di bilancio. «Certamente - dice l’assessore alla Cultura Luciano Vergati - avremo più tempo per pianificare i vari eventi e quindi le spese di affrontare. Per ora siamo soddisfatti del risultato e prendiamo le poche critiche ricevute come stimolo a fare meglio in futuro». Appuntamento al 2018. (FG)
ORGANIZZATA DAI COMMERCIANTI DI GROTTAFERRATA
Nuovo successo per la Notte Rosa ma si potrebbe fare anche meglio GROTTAFERRATA - Ben organizzata il 23 settembre dalla volenterosa Associazione dei Commercianti, la Notte Rosa ha vinto la sfida di un «Settembre grottaferratese» quest’anno abbastanza povero di eventi tesi alla grande partecipazione popolare, ciò anche a causa della mancata organizzazione dell’edizione 2017 di Ce steva ‘na vota, manifestazione nata per rievocare le ferie che in loco venivano organizzate nei secoli scorsi e che sempre attira migliaia di presenze. Bella la cornice di pubblico alla Notte Rosa e comunque importante la visibilità per gli esercizi aperti sul Corso del Popolo e le strade adiacenti. La manifestazione ha visto molti protagonisti, tra i quali l’attore Salvatore Marino, grottaferratese di adozione da anni, il quale ha portato nella centrale Piazza Ca-
vour alcuni spettacoli a cui ha assistito anche il noto presentatore televisivo Giancarlo Magalli. A richiamare l’attenzione dei visitatori sono state diverse attrazioni, tra le quali il mercatino di artigianato e altre curiosità, gli stand gastronomici, il Food Truck Fest (il festival del cibo di strada) allestito, con una scelta forse sacrificata, dentro il Parco Traiano, una delle aree verdi più degradate della città rispetto alle finalità
iniziali. Molte le persone allo spettacolo di magia e mentalismo Magicomio di Francesco Scimemi. Una lunga notte riscaldata dalla musica evergreen degli Easy Pop all’inizio del corso e poi in piazza della deejay Ilaria Rossetti. Notte dai toni caldi colorata ancor più dalle bustine di polvere rosa lanciate in alto dai dj che hanno creato un nuvolone d’effetto. Ma questi sono stati solo alcuni degli appuntamenti che hanno portato lodi a un appuntamento che quest’anno ha dimostrato che può crescere collaborando con il comune. I grottaferratesi, come da tradizione, il momento clou (26 settembre) lo hanno riservato alla giornata religiosa dedicata al santo patrono, San Nilo, a cui si deve l’abbazia bizantina. Gran finale con spettacolari fuochi d’artificio. (FG)
Week-end di festa a Rocca di Papa per la 38ma Sagra delle Castagne ROCCA DI PAPA - Con l’autunno tornano le più belle feste del nostro territorio. Tra queste la caratteristica Sagra delle Castagne di Rocca di Papa, giunta ormai alla 38ma edizione. Da venerdi 13 a domenica 15 ottobre 2017, il caratteristico e panoramico centro storico della cittadina tornerà a riempirsi di braceri fumanti per cuocere le caldarroste che tanto piacciono ai bambini per la consistenza pastosa e il sapore delicato, quasi fossero un classico dolcetto. Un frutto amato anche ai più grandi che ne fanno un alimento da assaporare ai massimi livelli del gusto (e del buon vivere) accompagnandolo a del buono vino rosso che rende il tutto speciale. Non mancheranno i momenti di intrattenimento e folclore durante le tre giornate di festa. Il clou è previsto domenica, arricchita quest’anno da un affascinante Corteo in costume che attraverserà il centro storico partendo (alle ore 11,00) dalla frazione dei Campi d’Annibale. Sempre domenica 15 ottobre, a cura della Accademia Lanuvina, in piazza della Repubblica sarà allestito un accampamento a tema medioevale, scenario con figuranti in costume storico (selfie a go-go per tutti) che piacerà molto agli ospiti. Rocca di Papa, infatti, per gli storici deve il suo nome all’antica fortezza che la sovrasta e dove sembra che alcuni pontefici trovarono rifugio in momenti di difficoltà quando il territorio era sotto il dominio della Chiesa e spesso oggetto di feroci attacchi esterni. La sagra è organizzata dalla Pro Loco Rocca di Papa in collaborazione con il Comune. Per ordine del Prefetto sono state prese tutte le misure di sicurezza previste per le manifestazioni proteggendo le aree pedonali con barriere di cemento.
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Alla Regione Lazio chiesto un contributo di 200mila euro su un costo di 750mila
L’isola ecologica si farà a Villa Senni Individuata definitivamente l’area di stoccaggio dei rifiuti da differenziare e riciclare C ASTELLI - Un impianto da oltre ottomila metri quadri non molto lontano da dove oggi sorge l’area destinata alla mai realizzata zona artigianale. L’Isola ecologica di Grottaferrata nascerà probabilmente, a meno di clamorose sorprese, nell’area di Villa Senni, alle porte di Roma. A sancire l’ufficialità di questa scelta, sostenuta già durante la campagna elettorale da gran parte del mondo politico locale contrario alla soluzione deliberata dal Commissario prefettizio in via delle Vascarelle, c’è la richiesta, da parte dell’amministrazione comunale, di un finanziamento di 200mila euro alla Regione. L’ufficio tecnico ha infatti redatto un progetto preliminare del valore di 750mila euro e il Comune si è impegnato a provvedere con pro-
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pri fondi di bilancio alla copertura delle spese per una quota di co-finanziamento che ammonta a 550mila euro (Mutuo Cassa Depositi e Prestiti, Contributo Provinciale e fondi di bilancio comunale). L’Isola ecologica è uno dei problemi più urgenti della città. La sua assenza su criteri e standard di qualità, ha impedito alla raccolta differenziata totale di andare oltre il 50%, un dato bassissimo e fuori dalle direttive europee. Ciò ha comportato costi elevati e tante problematiche mai risolte, passate anche per scelte che non hanno mai trovato applicazione, persino sequestri e delibere inapplicate. L’ecocentro di Villa Senni (e l’annesso Centro Servizi), secondo la relazione inviata alla Regione occuperà un’area di superficie complessiva pari a
8.473 mq che risulta compresa tra la linea ferroviaria esistente Campino-Frascati, il confine comunale, dove è sito un piccolo fosso, via Vicinale S’Andrea e l’area destinata un tempo alla realizzazione del parcheggio di scambio a servizio della stazione ferro-
viaria di Villa Senni, altro intervento fermo da anni. Sono previsti degli accessi all’isola distinti fra pubblico e operatori, mentre l’attività di conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini e l’attività degli operatori addetti avverranno i momenti diversi senza alcuna
L’autore tuscolano torna sul tema della globalizzazione
Pellicciari: «Giù gli artigli dal mondo» R OMA - Dopo avere scritto «Storia di una crisi» in cui ha analizzato il passato politico culturale dal 1944 a oggi, volume molto apprezzato tra gli appassionati di globalismo ed economia, il tuscolano Paolo Pellicciari presenta ora un nuovo imponente lavoro di ricerca e approfondimento degli stessi temi (470 pagine) che trova forma nel libro dal titolo Giù gli artigli dal mondo - Dal Comunionismo al globalismo. Il libro, edito in proprio per gli «scottanti temi trattati», in cui l’autore si scaglia contro il sistema bancario e della grande finanza internazionale, è stato recentemente presentato al pubblico nella Sala degli Specchi del Comune di Frascati. A fare gli onori di casa è stato l’assessore alla Cultura Maria Emanuela Bruni, esperta giornalista e scrittrice, già responsabile dell’organizzazio-
«Al popolo è stata tolta la sovranità, siamo governati dai gruppi della burocrazia e finanza che vogliono con papa Francesco un mondo dove esista solo il meticciato» ne del cerimoniale di palazzo Chigi. «Tema principale di questa nuova ricerca che assume gli aspetti di una vera e propria denuncia purtroppo inascoltata da chi oggi ci governa e quindi da lasciare ai posteri che ne valuteranno la fondatezza - ha spiegato Pellicciari - è la figura del conte austriaco Richard Coudenhove Kalergi (1894-1972),
fondatore dell’Unione Paneuropea e primo politico a proporre l’idea di Europa unita. Oltre al suo progetto già superato dalla storia vista la recente Brexit - spiega Pellicciari - mi sono profondamente occupato del Nuovo Ordine Mondiale che oggi minaccia le democrazie occidentali, sempre più soggette al potere delle grandi banche, dei buro-
crati e della globalizzazione. Quest’ultima produrrà purtroppo per le future generazioni un modo di vivere basato sulle privazioni e molti più poveri di oggi, per quella che molti definiscono la «decrescita felice». Il mio è un libro denuncia che può aprire gli occhi ai molti che ancora credono alla buona fede dei nostri governanti nazionali e locali, assoggettati a un sistema che mira a uccidere le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti, per dare spazio solo alla grande distribuzione». In Giù gli artigli dal mondo Pellicciari parla apertamente di «capolinea della democazia» e possibili scenari di nuove dittature come rifugio da una «Babele del pianeta globalizzato», citando Zygmunt Bauman, teorico della società «liquida», dove il povero pur avendo di che sopravvivere rispetto alle aspet-
interferenza. Vi saranno aree a verde, mitigazione ambientale tramite messa a dimora di essenze vegetali. L’accesso all’impianto è previsto in via di Vicinale di Sant’Andrea e via di Villa Senni, in corrispondenza della esistente rotatoria. Prevista anche la realizzazione di un Centro Servizi di circa 3mila metri quadri. Questo comprenderà le aree per la sosta delle auto dei dipendenti, dei mezzi per la raccolta dei rifiuti e degli spogliatoi per il personale con annessi uffici. L’obiettivo è l’apertura nel 2019, ma solo se filerà tutto liscio tra iter burocratici e tecnici, espropri, finanziamento, progettazione e dialogo con le parti politiche e la città. Qualcosa intanto si muove, dalla giunta Andreotti, per risolvere il problema.
tative del «Secolo breve» soffre nel non poter comprare e quindi sentirsi parte della modernità. Ambito nel quale cresce per il sociologo la retrotopia (utopia retroattiva), ovvero il richiamo a un passato mitizzato (come il fascismo) che si presenta come la più seducente possibilità di fuga dalle angustie di un incerto presente. «C’è di che leggere - commenta Pellicciari - ma è chiaro che con riferimento all’Italia la mia è una forte denuncia contro gli imbrogli di Stato al popolo italiano, ormai espropriato della Sovranità monetaria con la privatizzazione della Banca d’Italia e attraverso il sistema del Signoraggio bancario». Un nuovo libro che Pellicciari ha voluto dedicare alla memoria di uno dei più grandi tuscolani di tutti i tempi, lo scomparso senatore Pietro Campilli (1891-1974), tra i grandi economisti del ‘900, ministro del Tesoro e dell’Economia, poi dei Trasporti e quindi dell’Industria e del Commercio in vari governi di Alcide De Gasperi. Un libro «ricerca» che merita un plauso per l’impegno che ha richiesto. Da leggere. (FP)
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Il Comune pensa al controllo con un sistema di telecamere
Il mercato coperto già vandalizzato GROTTAFERRATA - Il Mercato coperto, realizzato solo da pochi anni in viale San Nilo, è stato letteralmente vandalizzato con scritte di ogni tipo, persino sulla struttura che ospita le attività merceologiche. Il risultato, frutto di incursioni che vi imperversano da mesi, è alquanto deprimente ed esteticamente inaccettabile. Ora, come sempre accade, i costi di bonifica andranno a carico della comunità o di qualche associazione che si prenderà la responsabilità, come già accaduto tre anni fa, di ripulire la zona. Il Comune di Grottaferrata aveva anche installato delle telecamere nell’area, ma non sono mai entrate in funzione. Altri punti della città hanno subìto affronti simili e ora l’amministrazione del nuovo sindaco Luciano Andreotti sta cercando di correre ai ripari. Lo scorso 24 Luglio la Regione ha approvato
un avviso pubblico per la concessione di finanziamenti, in conto capitale, per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza, acquisizione e gestione delle informazioni, riqualificazione delle aree degradate. L’ufficio tecnico comunale, a firma del geometra Bruno Pompili, ha redatto una relazione, denominata «Progetto di un siste-
ma di sicurezza urbana e delle aree sensibili del Comune di Grottaferrata» dell’importo di 77mila euro. L’idea, nella sostanza, è implementare una serie di punti di monitoraggio con l’obiettivo di garantire il controllo di Corso del popolo, delle scuole, di altri luoghi pubblici e zone sensibili di raduno per aumentare la sicurezza dei cit-
tadini, inclusa la lettura e il monitoraggio delle targhe dei veicoli in ingresso e uscita dal territorio, 24 ore su 24, per verificare il rispetto degli obblighi di assicurazione e revisione degli automezzi. Già individuati 12 punti in cui installare le telecamere, soprattutto per verificare l’ingresso e l’uscita delle auto dal territorio. Però sembrano mancare, a una prima lettura del piano di installazione, proprio le zone di Grottaferrata dove più spesso si sono verificati attacchi al decoro urbano e vandalismo. Con il tempo, forse, il progetto sarà sviluppato più diffusamente e anno dopo anno le città si doteranno di sistemi sempre più tecnologici per controllare il territorio, ma la riflessione è d’obbligo: e se ripartissimo impartendo a giovani e giovanissimi sane lezioni di educazione civica? F.G.
Frascati Multiservices 92, festa per i 25 anni FRASCATI - Da 25 anni al servizio di persone, professionisti e aziende per consulenze e pianificazioni assicurative, la Multiservices 92 di Ennio De Vita e Barbara Schiaroli ha festeggiato lo scorso 6 ottobre il quarto di secolo di attività inaugurando la nuova sede di via Bezzecca 7, proprio di fronte la precedente posizione in centro storico. Multiservices 92 è oggi agente generale della HDI Assicurazioni, grande realtà assicurativa tedesca, di rilievo internazionale, con sede ad Hannover e con investimenti per oltre 2 miliardi di euro. (Nella foto i De Vita con i figli Valentina e Simone).
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LA DOTTORESSA VALERIA DANDINI TRANQUILLIZZA I GENITORI SULLA NUOVA NORMATIVA
Malattie infettive, perché vaccinarsi Dai tempi in cui a effettuarle nel nostro territorio era il padre Evaristo a oggi, milioni di bambini sono stati protetti da terribili malattie grazie alla profilassi di Valeria Dandini * CASTELLI - I miei ricordi sulle vaccinazioni risalgono agli ultimi anni del 1940. Allora abitavamo a Grottaferrata, a fianco alla chiesa del Sacro Cuore, in una villetta in seguito abbattuta e sostituita con orribili costruzioni. Oltre all'abitazione c'era un giardino e l'ambulatorio dove mio padre esercitava la professione di medico condotto e ufficiale sanitario. Nella giornata in cui lui effettuava le vaccinazioni il giardino si riempiva di gente e io, che avrò avuto una decina di anni, poiché quando era possibile stavo sempre alle costole di mio padre, ero stata incaricata di distribuire bigliettini numerati al fine di garantire l'ordine. Questo incarico, che eseguivo con grande orgoglio e dignità, fu interrotto in modo deciso da mio padre quando una persona, nell'intento di strapparmi i bigliettini dalle mani mi graffiò. Dopo un certo numero di anni, anch’io ho iniziato a praticare le vaccinazioni. Ne ho eseguite a migliaia, prima come medico scolastico poi come medico di distretto socio sanitario, a Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Colonna e di più a Frascati. Sono state vaccinazioni contro malattie importanti che fino ad allora avevano colpito il nostro territorio e per questo le persone di presentavano anche spontaneamente a chiedere di essere immunizzate. Vaccinazioni contro il vaiolo, il colera, la rabbia, il tifo, la meningite e via via tutte le altre. A scuola, alle alunne di terza media, praticavamo la vaccinazione anti rosolia, previa ricerca degli anticorpi specifici alle ragazze che ne erano sprovviste. Gli alunni di sei anni, prima di iniziare la scuola elementare, venivano inviati al distretto sanitario per effettuare la profilassi contro il teta-
Nella foto sopra la dottoressa Dandini, il papà Evaristo (sotto) è stato uno dei medici più apprezzati del nostro territorio nel secolo scorso, nonché storico e autore di libri su Frascati e i Castelli Romani
no, la difterite e la pertosse. Ricordo a proposito, di essere stata richiamata da un medico funzionario dell’ASL (Azienda Sanitaria Locale). Una mamma sapientina era andata a protestare perché avevo inviato tra gli altri anche suo figlio, iscritto alla prima classe, ma che non aveva ancora compiuto i 6 anni. Il funzionario dette ragione alla mamma e il bambino non fu vaccinato. Al distretto di Grottaferrata, ricordo che ad alcuni bambini con lesioni cerebrali, per prudenza, invece di somministrare il vaccino Sabin contro la polio (che è costituito da virus vivi attenuati) preferii vaccinarli con il Salk costituito da virus uccisi che mandavo a prendere appositamente al Ministero della Sanità. Non mi risulta che a mio padre siano capitate situazioni avverse. Ricordo una lettera dell'allora Medico Provinciale che in occasione dell'istituzione della vaccinazione antipolio in Italia, raccomandava ai medici di segnalare il più tempestivamente possibile qualsiasi reazione. A me è capitato che
al distretto di Grottaferrata, dopo aver vaccinato un bambino di Rocca di Papa, la madre tornata a casa aveva notato la comparsa di bollicine sul corpicino del bambino. Allarmata mi telefonò e le dissi di tornare subito a Grottaferrata avvertendo l'infermiera di farla immediatamente passare quando fosse arrivata. Dopo poco arrivò la mamma in preda all'ans i a . Spogliato il piccolo, grande fu lo stupore della mamma nel costatare la completa scomparsa del rash cutaneo. L'episodio terminò con un tenero abbraccio tra mamma e bambino a dimostrazione che spesso la cattiva informazione in merito può generare ansia ingiustificata nelle famiglie.
Brevi considerazioni La prima vaccinazione della storia della medicina è stata quella contro il vaiolo, malattia che ha mietuto milioni di morti nel mondo, introdotta in Italia nel 1799. Da allora fino ai nostri giorni, sono stati condotti in tutto il mondo studi e approfondimenti in base a l l e esperienze d i scienziati c o n tecnologie sempre più sofisticate per migliorare la qualità e la sicurezza dei vaccini al fine di debellare l'insorgenza di terribili malattie. Per ricordare l'aspetto sentimentale mi piace citare Edward Jenner (1749-1823) medico e naturalista britannico, noto per l'introduzione del vaccino contro il vaiolo e
considerato il padre dell'immunizzazione, che prima di diffondere la sua invenzione vaccinò il proprio figliolo. Anche Albert Bruce Sabin (1903-1993) medico polacco famoso per aver sviluppato il più diffuso vaccino contro la poliomielite, non solo vaccinò il figlio ma non volle alcun riconoscimento economico per la sua invenzione. Fece un “dono” a tutti i bambini del mondo, che oggi sono milioni, vaccinati grazie alla sua scoperta. Tra i grandi della medicina moderna non possiamo dimenticare i colleghi che in Afghanistan sono stati uccisi dai talebani, alcuni anni fa, quando questi scoprirono che i medici, per proteggere i piccoli dalle malattie infettive, avevano iniziato a vaccinarli contro la loro volontà. Dobbiamo comunque tenere presente che i vaccini come tutti i farmaci, in rari casi possono provocare reazioni avverse. Anche l'aspirina, il più antico e forse diffuso farmaco nel mondo, ad alcune persone che soffrono di varie patologie, può provocare dei guai. Rimane il fatto che le vaccinazioni sono l'unico strumento a disposizione in grado di contrastare l'insorgenza di malattie infettive fino a decretarne la scomparsa. Così è successo con il virus del vaiolo di cui è stata decretata l'estinzione nel mondo nel 1980. Attualmente l'Italia è tra i paesi dichiarati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità «polio free». Lo spostamento di enormi masse di popolazioni da Paesi dove sono ancora attivi i numerosi focolai epidemici può comportare il rischio di importazione di nuove epidemie. C'è da augurarsi che in questa folle battaglia tra vaccini sì e vaccini no prevalga il buon senso! * medico chirurgo, figlia dello scomparso Evaristo Dandini, amatissimo medico condotto tuscolano (1902-1979)
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IMPRESE
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In costruzione in via delle Cappellette appartamenti rifiniti di piccolo e medio taglio
Nuklia sogna in grande, ecco Beatrice Nostro servizio MONTE PORZIO - Riscaldamento a pavimento, impianto fotovoltaico individuale, pannelli solari termici, cappotto esterno e tetto in legno con travi a vista. Sono i requisiti di Beatrice, il nuovo edificio progettato dal gruppo Nuklia di Frascati, impresa di costruzioni a conduzione familiare, dinamica e creativa, formata dai fratelli Andrea, Francesca e Luca Minna insieme al cugino Giulio Marchetti. Quattro giovani professionisti qualificati, competenti e intraprendenti la cui attività, oggi svolta in forma pressoché autonoma, trae ispirazione dall’esperienza quarantennale acquisita nel campo dell’edilizia residenziale dai rispettivi papà, Domenico Minna e Domenico Marchetti, realizzatori a Roma sud e Castelli Romani di numerose costruzioni di prestigio. Tra queste, tanto per fare un esempio, le dodici ville inserite all’interno dell’esclusivo residence Vigna Ferri di Frascati, realizzato negli anni 2000. Composta di 8 appartamenti a partire
da 50 mq, tutti con accesso indipendente e posti auto interni ed esterni, la nuova struttura abitativa che il gruppo Nuklia si appresta a realizzare è situata nel territorio di Monte Porzio Catone, più precisamente in via delle Cappellette, una tra le zone più panoramiche ed eleganti del piccolo comune affacciato sulla campagna romana con vista fino al mare. «L’esperienza dei nostri genitori, unita a quella acquisita sul campo negli ultimi anni - raccontano - c’insegna che le esigenze del mercato immobiliare sono in continua evoluzione e proiettate verso acquisti più consapevoli e mirati a massimizzare l’investimento. Le persone sono più attente, più informate sulle normative e sui materiali da costruzione e questo è certamente positivo per realtà come la nostra dove la qualità è offerta al miglior prezzo del mercato». Offerte soprattutto pensate per giovani coppie e piccolo nuclei familiari, la mag-
gior parte dei quali sono interessati a soluzioni abitative comode ed estremamente funzionali per le scelte architettoniche adottate. Le proposte immobiliari sono ben rifinite, poco impegnative per manutenzioni e consumi, a basso impatto energetico e ambientale. A convincere il gruppo Nuklia a investire nel progetto in via delle Cappellette è stata proprio la piacevolezza del luogo, l’idea di farne un ambito residenziale tranquillo e riservato, felicemente posizionato tra Frascati e Monte Porzio, ottimamente servito e ben collegato dal punto di vista viario con la Capitale poiché vicino al casello dell’autostrada RomaNapoli. «Per venire incontro ai nostri acquirenti dal punto di vista economico - spiega il giovane team - preferiamo la vendita diretta senza affidarci ad agenzie d’intermediazione. Questo - aggiungono - ci permette di stabilire un contatto diretto con la clientela avendo appunto un reparto commer-
In alto il giovane team di Nuklia con il progettista ing. Domenico Minna, poi alcuni rendering del progetto «Beatrice» in costruzione in via delle Cappellette, zona residenziale tra Monte Porzio Catone e Frascati Per info e contatti: 393.0595978 / 338.5218959 www.nuklia.it / info@nuklia.it (presenti in cantiere dal lunedì al venerdì)
ciale interno. Chi è interessato al nostro progetto venga a farci visita in via delle Cappellette dove il comples-
so Beatrice è in costruzione. Siamo presenti dal lunedì al venerdì con orario continuato».
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LE TRADIZIONI
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L’ASSOCIAZIONE «TORREGIANI» ALZA BANDIERA BIANCA, NIENTE MANIFESTAZIONE NEL 2018
Carnevale, Monte Porzio non ce la fa Dopo sette anni di successo valorizzati dalla nascita dell’edizione «estiva», il comitato organizzatore dice basta. Ma Frascati e Grottaferrata propongono «di unire le forze » Nostro servizio MONTE PORZIO - Se ne faceva sempre uno in inverno, poi negli ultimi anni anche uno d’estate, vera grande novità di tutta la Provincia e forse del Lazio. Due edizioni sempre riuscitissime, piene di consensi, applausi e riconoscimenti. Ma il Carnevale di Monte Porzio Catone ha chiuso i battenti, non ci sarà l’edizione del 2018 e rischia di non esserci più per un bel pezzo. Almeno fino a quando un altro gruppo di volenterosi monteporziani deciderà d’impegnarsi in prima persona come hanno fatto quelli che ci hanno lavorato con grande fatica nelle ultime sette edizioni - per continuare la tradizione e far rivivere anche a Monte Porzio la festa più amata da grandi e bambini. Il territorio, dunque, con quel velo di tristezza che accompagna sempre queste decisioni, che appaiono per lo più «obbligate» per la carenza di partecipazione e mezzi economici, saluta «Lollilò», la maschera ufficiale del Carnevale di Monte Porzio che deve il suo nome al ritornello della musica che da sempre accompagna le pucinellate durante la sfilata del colorato e divertente corteo carnascialesco. Ma ora il tempo di ballare è finito. I responsabili dell’associazione del carnevale intitolata allo scomparso Enzo Torregiani, comunicando la loro decisione, «dopo un’esperienza bellissima che rimarrà nei ricordi di tutti», hanno spiegato che è stata una decisione presa «con la morte nel cuore». «In questi ultimi mesi ci siamo riuniti spesso, abbiamo portato a termine tutte le attività del Carnevalestate 2017 - hanno spiegato i promotori - e ci siamo contati. Purtroppo tra impegni personali di molti e defezioni varie siamo rimasti veramente in pochi». Claudio Costamagna, presidente dell’associazione, ha spiegato
Alcune immagini delle recenti edizioni del Carnevale di Monte Porzio
che la manifestazione era ormai diventata troppo grande da gestire per le loro possibilità. «Sponsor e amministrazioni comunali - ci tengono a chiarire - ci hanno sempre sostenuto e non vogliamo che nessuno pensi subito a problemi di carattere politico. Siamo sempre andati d’accordo con tutti e ringraziamo tutti i sindaci e gli assessori che hanno lavorato con noi, ma è proprio un problema di risorse umane e se dobbiamo pensare a un Carnevale in tono minore non ce la sentiamo di andare avanti. Meglio lasciare all’apice, soprattuto per non far fare a Monte Porzio una brutta figura nei confronti dei tanti ospiti che ogni anno hanno riempito il nostro
borgo storico per fare festa con noi». Ci sarà un ripensamento? Probabilmente no. Anche perché i tempi stringono e per costruire i carri e lavorare la cartapesta per il prossimo inverno bisognerebbe mettersi subito al lavoro. Un‘alternativa? Forse. Nelle ore seguenti l’annuncio, infatti, si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà e le proposte di collaborazione. Riccardo Tomei, ultimo tuscolano a interpretare il personaggio di Papone, re dei pulcinella frascatani, e il Comitato del Carnevale di Grottaferrata si sono fatti avanti per un’alleanza. Ed ecco maturare un’idea, quella di realizzare un vero e proprio Carnevale Tuscolano
(che da sempre è la denominazione di quello di Frascati) itinerante, che sappia contemplare sfilate e cortei, nei vari giorni, ora a Monte Porzio Catone, ora a Grottaferrata, ora a Frascati magari per il gran finale. Impeto emotivo del momento o reale possibilità? Difficile dirlo. I monteporziani hanno chiaramente detto di voler staccare la spina. Unendo le forze sarebbe possibile attuare la proposta della festa «diffusa» che magari potrebbe prevedere un calendario che ruota per le uscite dei carri nei vari centri storici di anno in anno.? Con quali risorse? E ancora: dove svolgere le feste del martedì e giovedì grasso senza scontentare ora questa
e ora quella comunità? La pazza idea, come qualcuno l’ha chiamata, comunque piace e affascina andando incontro a quella vecchia idea di Città tuscolana (unita) e agli indirizzi di legge che finanziano sempre di più le attività delle Unioni dei Comuni. Cosa che potrebbe piacere anche alla Regione Lazio, spesso chiamata a disperdere fondi per contributi economici che divisi valgono poco. Un’idea che se ci ripensassero potrebbe non dispiacere ai monteporziani, diventati i più bravi realizzatori della carta pesta e dei carri allegorici dopo i corsi di formazione frequentati anni fa in Puglia. Una capacità artistica che così non andrebbe dispersa. Insomma come sempre accade nelle difficoltà nascono le occasioni per unirsi, per trovare nuovi stimoli, per fare di necessità virtù. «Purtroppo commenta Fabio Polli, direttore di questo giornale - le attività di puro volontariato sono destinate comunque a finire, a cadenza ciclica. Chi s’impegna in prima persona è animato da grande entusiasmo all’inizio ma poi deve fare i conti con attività spesso pesanti che tolgono tempo al lavoro e alla famiglia. Ci si espone alle critiche, alle invidie, spesso si devono mettere le mani in tasca per fare fronte alle spese e piano piano la passione scema. Come sempre serve un cambio generazionale, nuove persone, nuovi entusiasmi. A Viareggio il carnevale regge perché basato sul business ed è occasione di lavoro per artigiani e figuranti. Il comune e gli altri enti stabiliscono una cifra per ogni carro, ai tempi della lira erano 110 milioni a carro, e con quei soldi gli artigiani vanno avanti tutto l’anno dando anche lavoro a diverse persone. Allora sì che fai un grande carnevale e non temi il cambio generazionale perché puoi pagare le cose che non puoi fare da solo».
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CASTELLI
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CHIEDENDO FONDI ALLA REGIONE LAZIO PER IL COMPOSTAGGIO
Rocca Priora e Monte Porzio si alleano sul problema dei rifiuti C ASTELLI - Due Pucci e un progetto condiviso. I due Pucci sono Damiano ed Emanuele, sindaci di Rocca Priora e Monte Porzio. Il progetto, invece, mira a migliorare la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti delle due comunità tuscolane. La giunta comunale di Rocca Priora, nei giorni scorsi, ha approvato infatti l’iniziativa di «associazione temporanea» con il comune di Monte Porzio Catone per partecipare al bando della Regione che prevede l’assegnazione di contributi economici alle amministrazioni locali che promuovono la riduzione della frazione organica dei rifiuti attraverso il compostaggio e l’autocompostaggio. Un bando che punta a diminuire fin da subito, dopo la raccolta porta a porta, la quantità di rifiuti organici da trattare negli impianti di smaltimento regionali, di nuovo a rischio emergenza per i noti problemi di Roma Capitale e della discarica di Malagrotta. Serve diminuire le tonnellate di rifiuti raccolti ogni giorno e sulla frazione umida si potrà fare un buon lavoro se arriveranno i fondi per l’acquisto di
attrezzature utili al conseguimento degli obiettivi. Il compostaggio è una tecnica attraverso la quale viene controllato e accelerato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica presente nell’ambiente. Il processo applicato ai rifiuti preselezionati porta alla produzione di un ammendante (noto come compost) che trova impiego in agricoltura e nel florovivaismo in quanto, oltre a essere un’ottima fonte di sostanza organica per il terreno, ne migliora i caratteri fisici, chimici e biologici. Esso può essere ottenuto collettivamente in grandi im-
pianti appositamente attrezzati e adibiti al trattamento giornaliero di notevoli quantità di materiale o in ambito domestico, per smaltire autonomamente i rifiuti organici familiari. La seconda soluzione, l’autocompostaggio, è realizzabile da ogni nucleo familiare che disponga di uno spazio libero (giardino, orto) dove porre il cumulo o di una compostiera, ossia un contenitore aerato appositamente studiato. Se attuato in modo sistematico, consente di ridurre il volume dei rifiuti da smaltire ed eliminare, nei casi ben applicati, i cattivi odori provenienti dai cassonetti dei rifiuti.
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D’acuti: Monte Compatri avrà un’amministrazione trasparente MONTE COMPATRI - Ottimizzare il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione. È con questo obiettivo che nasce il progetto per rinnovare il portale istituzionale del Comune di Monte Compatri e avviare la totale digitalizzazione dei processi amministrativi. Un’idea che segue l’indirizzo dato dal sindaco Fabio D’Acuti (foto) nella stesura delle linee programmatiche. Il via libera è arrivato con l’adesione alla fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana (G.A.R.I.). Le aspettative dei cittadini sui servizi offerti dalla macchina comunale sono elevati. Le nuove tecnologie sono fondamentali per rispondere a queste esigenze: ottimizzare e semplificare, dare risposte in modo tempestivo, riuscire a seguire passo dopo passo i processi burocratici e lo stato delle segnalazioni. «In questi anni - dice il sindaco Fabio D’Acuti - l’amministrazione ha puntato molto sui social network. Da lì sono passate la maggior parte delle segnalazioni, evitando così ai cittadini di recarsi al Comune per le varie richieste e segnalazioni. Ma per rispondere alla sempre crescente domanda di trasparenza e per trasformare veramente in una casa di vetro Palazzo Borghese - spiega - il restyling del sito internet comunale è un passo tecnologico necessario. Con la collaborazione della Gazzetta utilizzeremo due piattaforme informatiche, Pitagora e Talete, per il monitorare in tempo reale la trasparenza amministrativa e digitalizzare in tempo reale tutti i procedimenti dell’ente locale». Il sistema, apprendiamo, prevede anche un software per analizzare i dati finanziari dell’ente (spese, entrate, investimenti) rapportandoli a quelli degli altri comuni di pari grandezza forniti dal Ministero dell’Economia e dalla Ragioneria generale dello Stato. Insomma la tecnologia in questo caso diventa «amica» e Monte Compatri punta a sfruttarla al massimo. Si spera sia così.
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L’ESPERTO
LEGGI & NORMATIVE
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Giuseppe Ceccacci della BSC Consulting parla delle novità per il Terzo Settore
«Associazionismo e fiscalità, attenzione al nuovo Codice» CASTELLI - E’ una sorta di rivoluzione declinata in 104 articoli quella emanata a disciplina degli enti associativi tramite il nuovo Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117 del 3 luglio 2017). Il primo, vero, stravolgimento delle normative a disciplina di Enti non Commerciali ovvero organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali anche sotto forma di cooperative, società di mutuo soccorso, associazioni riconosciute e non, associazioni sportive dilettantistiche, fondazioni e altri enti di carattere privato diversi dalle società. A spiegarne i dettagli Giuseppe Ceccacci, commercialista, socio fondatore insieme a Vittorio Bevilacqua e Nicola Spinelli della BSC Consulting di Fra-
scati, studio professionale che assiste imprese, aziende pubbliche, enti commerciali e non, famiglie e lavoratori autonomi offrendo consulenza aziendale, fiscale e strategica (in foto la sede). «Il nuovo codice - commenta l’esperto - metterà ordine e vigilerà in un settore dove le regole erano poche e frammentate. Disciplina, infatti, molti aspetti
della vita associativa come costituzione e obblighi statutari, tenuta scritture contabili e redazione bilancio, disciplina dello scioglimento e destinazione del patrimonio dell’Ente». Il decreto, infatti, definisce i vari tipi di associazione e le particolarità che le contraddistinguono, raccordando molte norme già in vigore per alcuni aspetti del No profit. «Altro elemento di novità - va avanti Ceccacci (nella foto piccola) - è la costituzione del Registro unico nazionale del Terzo Settore, al quale debbono accedere gli enti per ottenere le agevolazioni spettanti. Al registro sono riservate le attività di verifica e pubblicità presso i terzi. La funzione è assimilabile a quella che svolge il Registro delle imprese per le aziende». Ma il decreto defi-
nisce anche le cosiddette reti associative che, costituite da un numero di enti non inferiori a 100 (o almeno 20 fondazioni), hanno il compito di monitorare l’attività degli associati e curano la promozione e sviluppo delle attività di controllo nei loro confronti. «La riforma - aggiunge - ha istituito il FUN, fondo alimentato con contribuiti di fondazioni bancarie, che verrà utilizzato per il finanziamento dei centri di servizio
per il Volontariato che si occupano di fornire agli enti il supporto tecnico, formativo e informativo per promuovere e rafforzare la presenza dei volontari nel Terzo Settore». Una norma corposa che vede, però, gran parte delle innovazioni rimandate a specifici decreti emanati a breve. Bsc Consuling - Frascati via di Grotte Maria 18 Tel 06.90282205 info@studiobsc.com
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