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Cyrano tra delitti e misteri di Stefano Cambò

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Yellow Young Collana diretta da Sergio Costa Progetto grafico: Antonietta Fulvio CYrAno trA delitti e miSteri di Stefano Cambò ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. tutti i diritti riservati. nessuna parte di questo libro può essere riprodotta e/o memorizzata, in tutto o in parte, in qualunque modo o forma con qualsiasi mezzo, sia esso elettronico o meccanico o di altro tipo senza l’autorizzazione scritta dell’Autore. nessuna parte di questo libro può essere tradotta o trasformata in altra forma letteraria e/o artistica senza l’autorizzazione scritta dell’Autore. le violazioni saranno perseguite a norma di legge.

il rAggio Verde edizioni S.r.l. 2016 © lecce via del luppolo, 6 ilraggioverdesrl.it info@ilraggioverdesrl.it iSBn 978-88-99679-04-4 In copertina e all’interno: Viviana Cazzato, Roxanne, 2016 ©, acrilico e olio su tela, 60x60 cm


SteFAno CAmBò

CYrAno trA delitti e miSteri

il rAggio Verde


A mia madre‌ Semplicemente!


«nelle terre Selvagge… dell’animo umano… riaffiorano ricordi… e impressioni svanite.» dalla poesia Nelle Terre Selvagge


i personaggi

Fernando Arcuti, detto il nando, è un giovane scrittore di racconti gialli che vive a lecce in un piccolo monolocale non lontano dal centro storico. Ama il vino (soprattutto il negramaro), il jazz e le macchine d’epoca. infatti possiede una Fiat Cinquecento del 1969 di cui è letteralmente innamorato. Sogna un giorno di scrivere il bestseller che lo consacrerà nell’olimpo della letteratura di genere. ugo Bortone è un vecchio commissario di polizia che sogna di andare in pensione. il classico sbirro di un tempo, con gli abiti sfatti, i capelli radi sulle tempie e una vistosa barba incolta. di tanto in tanto (praticamente sempre) chiede la consulenza del nando per risolvere i casi su cui è costretto ad indagare. diciamo che lo scrittore è la mente, mentre lui il braccio. insomma… una coppia perfetta nella migliore tradizione del noir italiano.

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iL riTroVaMenTo

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ra i rami degli alberi il sole sta per tramontare. Sono da poco passate le cinque di pomeriggio eppure inizia a sentirsi il freddo. Strana sensazione per una città come lecce… Anche a febbraio. il nando, con il suo classico giubbotto logoro in pelle nero, e il commissario Bortone camminano su un sentiero al centro della pineta delle rosine ad un paio di chilometri dalla città. uno di fianco all’altro. «la primavera tarda a venire!» profetizza ironicamente il secondo al primo. «e tu mi hai fatto giungere fin qui per dirmi questo?» il vecchio poliziotto si tiene il colletto dell’impermeabile schiacciato contro la gola. l’aria inizia a tagliare. e non è solo una spiacevole sensazione. «no, certo che no… lo dicevo tanto per dire!» «Ah, bene… Perché sono ormai venti minuti che camminiamo in mezzo a questa pineta. Capisco che passeggiare faccia bene alla salute, soprattutto per uno della tua età… ma così mi sembra un tantino esagerato. e poi che rimanga tra noi… non abbiamo l’abbigliamento adatto per una sgambettata fuori porta alle ultime luci del giorno.» «Certo che stai sempre a lamentarti… una volta tanto che usciamo da lecce e respiriamo un po’ di sana aria rurale!» «mhmm… Se devo essere sincero non mi piace la campagna. Soprattutto quando il sole tramonta e inizia a sentirsi il freddo pungente della notte incombente!» 11


Stefano Cambò

«non ti preoccupare… Se le indicazioni che ho ricevuto sono giuste, dovremmo essere quasi arrivati!» «Arrivati dove? Qui ci sono solo alberi!» «Calma… da un momento all’altro dovrebbe sbucare fuori uno dei miei uomini di sentinella.» e, infatti, persa nella vegetazione, tutto ad un tratto, si scorge la sagoma di un agente di polizia vestito nella classica tenuta invernale con le braccia conserte al petto in una perfetta posizione d’attesa. d’attesa o di riposo… dipende dai punti di vista. «eccolo per l’appunto!» i due si avvicinano cautamente all’uomo che li guarda con un pizzico di sollievo. gli occhi non mentono mai… nonostante il freddo. «commissario Bortone… Finalmente è arrivato!» «Agente de Vito… mi dica cosa è successo!» «É difficile trovare le parole… in tanti anni di servizio non mi era mai capitata una cosa del genere.» il nando intanto prova a scaldarsi passando da un piede all’altro come se fosse un pugile che si prepara a bordo ring e aspetta con ansia l’inizio del match. il suo sguardo però è tutto puntato sull’agente. Se lo dovesse descrivere lo rappresenterebbe alto, con un vistoso paio di baffi, sui quarantacinque anni. Probabilmente con moglie, cane e due figli piccoli ad aspettarlo a casa pronti ad assillarlo con i compiti. e già che ci siamo, ci infiliamo anche la suocera seduta sulla poltrona intenta a ricamare all’uncinetto con un occhio chiuso e l’altro aperto mentre gli occhiali dalla montatura in osso scivolano lentamente verso il basso fino a fermarsi in prossimità della punta del naso. ma purtroppo quello non è un personaggio delle sue storie e lui non è lì per sfornare un nuovo racconto che rimarrebbe chiuso chissà per quanto all’interno del suo adorato portatile. «tra la vegetazione della pineta abbiamo rinvenuto il corpo senza vita di una donna.» 12


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il vecchio commissario guarda fisso il suo uomo con occhio lupino e per nulla consolatorio. «mhmm, il corpo di una donna… lei crede che si tratti di un omicidio?» «Questo lo potrà constatare direttamente da sé. » de Vito alza una mano e con il dito indica un punto non lontano tra gli alberi. «Se continuate da quel lato troverete l’agente Palmieri a lavoro con gli uomini della Polizia Scientifica.» e così come erano arrivati, di colpo il nando e il commissario Bortone si ritrovano di nuovo da soli al centro del sentiero. loro due e l’aria gelida dell’inverno naturalmente. «ti conosco troppo bene, commissario… Cosa mi stai nascondendo?» «Quando ho ricevuto la notizia del ritrovamento ho pensato fosse giusto avvisarti… Per il resto ho solo dei sospetti!» «non la bevo… tu mi vuoi coinvolgere in qualcosa!» Ancora un centinaio di metri e poi all’improvviso il mondo assume i contorni nitidi di una scena del crimine. tra gli alti pini si scorgono il medico legale e i due uomini della polizia Scientifica a lavoro nelle loro classiche tenute d’ordinanza. È come se formassero un piccolo cerchio attorno ad un punto preciso. il primo infatti è piegato su se stesso a sinistra, l’altro è in piedi con la macchina fotografica al centro mentre l’ultimo trascrive qualcosa su un taccuino a destra chiudendo perfettamente l’anello. in mezzo a loro, in bella vista, c’è il corpo senza vita di una donna. È stesa per terra supina con le gambe leggermente divaricate. indossa un maglione nero accollato sopra un jeans slavato, infilato dentro a piccoli stivaletti marroni dal tacco basso. la cosa che più colpisce però è il modo in cui sembra essere morta. la testa, infatti, è avvolta in un sacchetto di plastica mentre le mani sono legate dietro la schiena. 13


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Altro particolare importante è quello che si scorge ad un paio di metri dal corpo della donna. Sulla corteccia di un albero c’è infilzata una spada. l’arma tiene fermo un foglio di carta su cui c’è scritto qualcosa… Forse un messaggio lasciato dal killer. «Core dannatu!» è l’unica cosa che il nando riesce a dire dopo un minuto di completo sbigottimento. Poi i suoi occhi si girano e incontrano quelli del commissario Bortone, rimasto anche lui visibilmente scosso dalla macabra visione. «Che cos’è questa storia?» «nessuna storia! A quanto pare i sospetti che avevo si sono trasformati in realtà… e la realtà purtroppo per noi è una vecchia spada conficcata nella corteccia di un albero!» il nando sta ancora guardando l’amico, quando davanti a lui compare la figura di un nuovo agente. Anche questo alto sui quarantacinque anni con una stempiatura regolare al centro del cranio. A differenza del collega precedente non porta i baffi però. e chissà perché… non da neanche l’impressione di essere sposato. Beato lui. «Commissario Bortone… Per fortuna è qui!» «Agente Palmieri… Che cosa mi sa dire di quella povera donna riversa per terra?» l’uomo estrae dalla tasca interna della giacca il suo taccuino ed inizia a leggere ad alta voce come se fosse la cosa più logica e naturale che potesse fare in quel momento. d’altronde è lì per questo. «dai documenti che le abbiamo trovato sopra, la vittima si chiamava Patrizia marsano e aveva ventidue anni.» «l’assassino l’ha soffocata con una normale busta di plastica… di quelle a strappo che si trovano quotidianamente nei supermercati quando si va a fare la spesa.» «mhmm… una fine orrenda non c’è che dire!» «già! l’ha ritrovata un certo Salvatore torrisi, un tipo tranquillo che 14


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era venuto nel primo pomeriggio a fare una passeggiata con il cane.» l’agente continua a leggere. «il luccichìo della spada infilzata nel tronco dell’albero ha richiamato l’attenzione dell’uomo che ha subito avvertito le forze dell’ordine… Poi nell’attesa ha cercato di preservare al massimo la zona per non inquinare ulteriormente le prove.» un attimo di pausa per assimilare tutte le nozioni, poi il commissario riparte mantenendo fisso lo sguardo in avanti. «Secondo lei Palmieri… la donna può essere stata assassinata in questa pineta?» Bella domanda! il povero agente inizia a toccarsi la fronte con una mano. odia dover dire ciò che pensa. Se fosse per lui ubbidirebbe e basta! «mhmm… Sinceramente lo escluderei. non c’è traccia di violenza e questo mi fa pensare che l’omicidio possa essere avvenuto altrove.» Fiuuu… Alla fine c’è l’ha fatta! il commissario, da buon padre di famiglia, si avvicina all’uomo e gli appoggia una mano sulla spalla. il nando poco più indietro sorride. «ok, va bene… Per adesso può andare.» «grazie commissario… io torno in centrale per proseguire le indagini. Per qualsiasi cosa sono sempre a sua disposizione!» e così come era sbucato l’agente se ne torna nella fitta radura. un attimo di pausa poi riparte la voce impastata di Bortone. «mhmm… A quanto pare ci risiamo purtroppo!» il nando sembra un pesce fuori dall’acqua a cui manca dannatamente il suo habitat. «Ci risiamo cosa?» Poi alza una mano e punta il dito contro la faccia del commissario che rimane impassibile. «ehi, mi vuoi dire una buona volta cosa ci faccio qui… Perché sinceramente non ci sto capendo nulla!» Silenzio. 15


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ma dura poco, perché la lingua del vecchio poliziotto riparte. e questa volta è più tagliente del freddo inverno. «l’omicidio di questa donna è opera di un serial killer… e per la precisione di CYrAno!» il nando è completamente sorpreso. non crede a ciò che ha appena udito. «Cyrano… inteso come Cyrano de Bergerac?» di nuovo una piccola pausa. «Sì… da qualche tempo a lecce c’è un pazzo che uccide le donne firmandosi proprio con quel nome!» gli occhi del commissario ritornano sulla giovane morta stesa supina per terra con le gambe leggermente divaricate e le mani legate dietro la schiena. il medico legale che poco prima era a sinistra piegato su se stesso è pronto a toglierle l’involucro dalla faccia. «Praticamente il suo modus operandi è sempre lo stesso… Prima stordisce le vittime facendogli inalare del cloroformio, poi le soffoca con un sacchetto di plastica, di quelli che si trovano abitualmente nei supermercati e che si chiudono con una striscia adesiva sul bordo finale… ed infine abbandona il corpo in un posto fuori mano alla periferia… di solito sono boschi dalla vegetazione impervia oppure pinete come in questo ultimo caso.» «Aspetta un attimo… Che significa striscia adesiva sul bordo finale?” «È la nuova moda dei grossi centri commerciali e delle grandi catene di distribuzione… in poche parole hanno ideato dei sacchetti di plastica, utilizzati soprattutto nei banchi di frutta e verdura, con lo scopo di aiutare i clienti a non far cadere il contenuto nel momento del trasporto dal carrello alla macchina… in realtà penso che questo stratagemma serva solo per evitare i furti di alimenti, sempre più frequenti in questi strani anni di crisi perenne.» «e funziona? » «Questo sinceramente non te lo so dire… di sicuro è perfetto per 16


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commettere omicidi visto che la parte adesiva si attacca ermeticamente alla pelle del collo aiutando non poco l’assassino nel suo lavoro.» «nel suo orrendo lavoro!» «Che cosa vorresti dire?» «Beh… mi sembra chiaro che non si accontenti solo di ucciderla... Altrimenti non si spiegherebbe l’uso specifico del sacchetto di plastica come arma del delitto.» «effettivamente poteva benissimo utilizzare una pistola o un coltello...» «infatti… Sembra quasi che ci tenga a farci sapere che la sua vittima muoia per asfissia… un’asfissia determinata nella fattispecie da uno strumento di semplice utilità. » «e soprattutto… di facile reperibilità.» il nando asseconda con la testa l’ultima battuta del vecchio amico ritornando a guardare turbato il corpo senza vita della donna. Più che il corpo… Ciò che luccica ad un paio di metri di distanza. «e la spada infilzata nell’albero? Anche quella fa parte del suo modus operandi?» «Soprattutto quella… Se ne serve per tenere fermo un messaggio scritto su un piccolo foglio di carta ingiallito.” «un foglio di carta? non mi dire che il nostro uomo è un poeta proprio come il suo illustre ispiratore?» gli occhi del commissario sono fissi sul viso del giovane amico. «Vedo che conosci la storia… Comunque sì, Cyrano è un appassionato prosatore.» di nuovo il silenzio. Poi il nando mette una mano sotto il mento. tipica espressione di uno che sta pensando. «mhmm, lo ammetto amico… Sei riuscito ad incuriosirmi.» «era quello che volevo… e adesso avviciniamoci. gli agenti della Scientifica stanno per togliere il sacchetto di plastica dalla testa!» i due avanzano di un paio di metri. il medico legale sta finalmente liberando il viso della donna dalla sua trappola mortale. le sue mani delicatamente sollevano l’involucro trasparente partendo dalla base del collo e andando su fino a sfiorare il mento. 17


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«Povera Patrizia… Qualsiasi cosa abbia fatto non meritava di morire così!» lentamente iniziano ad apparire le labbra, il naso, gli occhi ed infine i capelli. Bellissimi capelli biondi… e per la seconda volta il nando non può fare altro che esclamare. «Core dannatu… era stupenda!» il commissario Bortone per risposta gli appoggia una mano sulla spalla quasi a volerlo confortare. «già… l’interesse per l’aspetto fisico sembra essere un’altra prerogativa del nostro uomo!» gli occhi di entrambi ricadono sul viso angelico della ragazza. nonostante la morte sprigiona uno strano senso di pace. uno strano senso di quiete... Poi, come un fulmine al cielo sereno, arriva la domanda del nando. Quella che avrebbe dato un senso all’assurda situazione… Quella che avrebbe definito ogni cosa… e spezzato ogni tipo di equilibrio. «Quante?» il vecchio poliziotto si gira di scatto e si ritrova lo sguardo gelido dell’amico. il freddo dell’inverno non è nulla in confronto. «Quante cosa?» «Quante donne ha ucciso fino ad ora?” una pausa che sembra eterna… Poi il commissario Bortone abbassa la testa ed emette la sua sentenza con un filo di voce. «Con lei fanno tre!” un secondo di silenzioso imbarazzo. «tre donne soffocate in meno di due mesi!» e per la prima volta da quando è lì il nando sente come un brivido che gli percorre tutta la schiena e gli arriva dritto al cuore. «dannazione! Adesso non sono più solo incuriosito… non so se intendi?» 18


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