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Francesco Pasca. Undici e non più undici

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rivista di arte cultura turismo spettacolo curiosità

FRANCESCO PASCA Undici e non più undici

rassegna d’arte a cura dell’associazione culturale “Fondo Verri” e della casa editrice Il Raggio Verde Le opere presenti in questo catalogo sono state realizzate dall’artista con tecniche miste nell’anno 2022. www.francescopasca.it info@francescopasca.it

#fabbricadelleparole | Esposizione Permanente sull’Arte della Stampa | Biblioteca Bernardini Lecce, piazza Giosuè Carducci 11-22 giugno 2022 Testo critico a cura dello storico dell’arte Carmelo Cipriani Allestimento: Mauro Marino Progetto grafico: Antonietta Fulvio Referenze fotografiche: Pierpaolo Fari Ufficio Stampa: Il Raggio Verde_comunicazione

IL RAGGIO VERDE EDIZIONI S.r.l. 2022 © Lecce via del Luppolo, 6 ilraggioverdesrl.it info@ilraggioverdesrl.it


e non più


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IL DOPPIO PER FRANCESCO PASCA: TRA ALTERITÀ E DUPLICAZIONE DEL SÈ

Speculare o complementare? Alleato o nemico? Ambiguo o chiarificatore? Il doppio può contenere se stesso e il suo contrario, è insieme luce ed ombra, positivo e negativo. È metafora della nostra stessa condizione esistenziale, costantemente dibattuta tra poli inversi eppure inevitabilmente interconnessi: la presenza di uno rende possibile quella dell'altro. Doppio e opposto, temi che costantemente s'incontrano, ampiamente dibattuti in ogni sede conoscitiva, dalla matematica alla filosofia, dalla psicologia alla letteratura, fino alle arti visive, in una visione caleidoscopica volta ad approfondire il valore della dualità nelle sue molteplici interpretazioni. Al duplice dedica questa sua nuova personale Francesco Pasca, artista da sempre interessato alla plurivalenza delle parole e delle immagini, l'una a corredo dell'altra, l’una riflessa nell'altra, in quel inestricabile raggruppamento di esperienze eterogenee che è la Poesia Visiva, tendenza artistica a cui lui stesso ha contribuito sin dagli anni Ottanta, partecipando alla Singlossia teorizzata da Rossana Apicella, unione del linguaggio verbale e visivo quale idonea possibilità di rappresentazione del tempo presente. Una declinazione matura della Poesia Visiva, da cui, però, ha preso le distanze nel suo testo programmatico, rivendicando la sua specificità e la sua indipendenza. Con questo portato, che è tanto visivo quanto letterario, Francesco Pasca elabora oggi la sua interpretazione del doppio, combinando, in un unico percorso, pittura e poesia. Lo fa nella sala del Convitto Palmieri in cui sono esposti gli antichi macchinari per la stampa: un luogo non neutro dunque, rievocativo dell'interesse dell'artista per la scrittura. Per questo nuovo ciclo Pasca parte dai numeri, anzi da uno solo, l'11, il primo tra i numeri finiti ottenuto reiterando la stessa cifra. L'11 giugno, opening della mostra, è anche il giorno del suo settantaseiesimo compleanno, ricadente nel segno dei Gemelli, il doppio per eccellenza nello zodiaco occidentale. Un modo insolito ma certamente originale di festeggiare la propria nascita, ludico ma anche serio, rievocativo del profondo legame che unisce arte e vita. Da qui il titolo della personale "11 non più 11", insieme affermazione e negazione di se stesso, perché nella traslazione in pittura il numero si è trasformato nel suo doppio, il 22. Tante, infatti, sono le tele presentate, ciascuna delle quali coperta da una poesia dell'artista e svelata il giorno dell'inaugurazione in uno specifico atto performativo. Ventidue tele che, opportunamente assemblate, generano sei composizioni modulari - cinque strutturate da quattro tele e una da due - basate sul quadrato, forma generativa, anch'essa determinata da un procedimento di raddoppiamento continuo: la moltiplicazione del lato per se stesso. Opere che possono vivere singolarmente ma che insieme, nel loro raddoppiarsi e completarsi, assumono una forza iconica potenziata. 5


Motivo iconografico ispiratore del nuovo ciclo pittorico è il mosaico pavimentale di Otranto, tra gli elementi costitutivi il DNA artistico della terra salentina, che per Francesco Pasca assume un valore duplice, non solo per il suo essere artista ma anche per quella parola "PASCA" rievocativa del suo cognome, scritta nel presbiterio, entro il cerchio contenente la scena del grifone che attacca un ariete. Un'iscrizione di controversa spiegazione, che in molti hanno tentato di svelare dando interpretazioni plausibili ma non univoche; si è pensato ad un acronimo in relazione alla scena animale o, più di recente, all'indicazione del giorno d'inizio lavori (la Pasqua), da intendersi quindi come prosieguo della vicina iscrizione che ricorda l'anno 1163. Per l'artista, tuttavia, la parola mosaicata ha un valore puramente letterale che prescinde dal suo significato: per lui è semplicemente il doppio del suo cognome. Felice coincidenza! A questa segue l'interesse per le molte immagini "doppie" rintracciabili nel mosaico: la sirena bicaudata, i segni zodiacali dei pesci e della bilancia, rispettivamente rappresentati nei mesi di marzo e ottobre, i due guerrieri nell'atto di combattere uno di fronte all'altro, Adamo ed Eva, Caino e Abele, due cavalli contrapposti con le code intrecciate, il presunto autoritratto del monaco Pantaleone (anche lui, in quanto artista, da ritenersi un doppio di Pasca). Sulle tele queste iconografie si combinano a forme geometriche ricorrenti, con effetti di contrasto cromatico, di trasparenza, di ton sur ton, in un andamento del colore sempre piano e vivo. A questi elementi si aggiungono inserti eseguiti ad uniposca nero da Massimo Pasca, figlio di Francesco, artista e sua progenie e, per questo, anche lui suo doppio. Padre e figlio s’incontrano sulla tela con interventi perfettamente integrati eppure riconoscibili nella loro individualità, coerenti con il loro rispettivo modo di fare arte. Pur nell'inevitabile diversità di linguaggio, tanto l'uno quanto l'altro privilegiano la superficie e stendono il colore in campiture sature. Composizioni astratte puramente bidimensionali che nella disposizione di forme e colori rievocano soluzioni grafiche, cercando un legame estetico e funzionale con il luogo che le ospita; opere strutturate lungo le diagonali, che testimoniano l'interesse di Pasca per il rigore della geometria, nato fin dal periodo degli studi di Architettura a Firenze, ma anche per Leonardo da Vinci che molto si è impegnato nella risoluzione di problemi complessi come la duplicazione del cubo e la quadratura del cerchio. Combinando immagini antiche e recenti, proprie e altrui, figurative e astratte, con questo nuovo ciclo Pasca segna una nuova meta nel suo eterogeneo percorso creativo e, in piena coerenza con quanto fin qui postulato, tanto in sede visiva quanto in quella letteraria, torna ad accompagnarci in un viaggio transiconico e transtemporale ricordandoci che la dimensione del duplice è insita alla condizione umana, nel suo essere unica e molteplice, individuale e sociale. 6

Carmelo Cipriani


...Son mie le scarne cose per esser dette...

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...Si fe’ dell’Oggi mari di misura ai monti di parole date dall’essere...


...Cos’io me ne a te fuggo fuggo dal certo tuo / e oggi l’osservo...

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...Tocco quel ch’è rosso nel sole e attenzione di occhio non faccio


sento e corpo ho di lei in buona frescura e provo luce in quell’attenzione...

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...Il giallo scruta in quel segno / con rumore in fogli di epitaffio tagliato di mani è per mio occhio / n’è così / dovuto a specchio...


...Dà contorni in magenta di trofeo / l’assai di(cro-mi-a) è larga via nel suo curvo / a me dà il cielo lì piegato...

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Nato a Sanarica, a pochi passi dalla bizantina Abbazia di Casole, Francesco Pasca dipinge dal 1963 assumendo connotazioni che spaziano dal neocostruttivismo all’informale per poi giungere ad una neofiguratività caratterizzata da citazioni materiche e segniche. Da poeta e scrittore ha pubblicato diversi libri tra i quali “Otranto il luogo delle parole” (2008), “Eutopos. Mi disegni una parola? La parola nominata” (2009), “L’a-Thea (l’Uomo di Nazareth)”, (2013), “7×7. T'amo sulla (carta) (2018) con Il Raggio Verde edizioni; “Il Gesto – Giano: idea di fili senza spessore” (Lupo Editore, 2011), “L’AlberTo - della parola o del Luogo dell’accadere in un Punto&Accapo”, Terra degli ulivi edizioni (2016), “C(ecco) il labirinto- Scritture - dialogo sulla Stella Nova e, delle altre Cose, sull’Uni-Verso” (2016) e "Il Cancello -ovvero: Ed (essa) è altrove" ( 2018) per I Quaderni del Bardo editore, “La caduta degli Dei” (2020), Spagine scritture. 14


EVENTI ESPOSITIVI RECENTI In personale Out nel tratto di Pantaleone da Casole, 2010 Lecce, Biblioteca Bernardini , ex Convitto Palmieri, Palindromie verso e senso nel nodo rovescio del colore, 2013 Lecce, Ex Conservatorio Sant’Anna 70 x 70 im-prón-te, 2018 Lecce, Fondazione Palmieri, Chiesa di San Sebastiano Undici e non più undici, 2022 #fabbricadelleparole | Esposizione Permanente sull’Arte della Stampa | Lecce, Biblioteca Bernardini


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