LE ENERGIE RINNOVABILI PER UN FUTURO SOSTENIBILE
Perla Frigino – Classe 3^ - Sez. «I»
Fabbisogno energetico nazionale 6%
2%
12%
7%
9%
13%
88%
51%
Produzione energetica nazionale
Termoelettrico Eolico Importazione
Idroelettrico Fotovoltaico
Importazione dall'estero
Auto-consumo Geotermico
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE La rivoluzione industriale è stato un processo di evoluzione economica e di industrializzazione delle società che da agricole-artigianali si trasformarono in sistemi caratterizzati dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e dall'utilizzo di nuove fonti energetiche (come, ad esempio, i combustibili fossili), il tutto favorito da una forte componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni demografiche, socio-culturali e politiche. È prassi individuare una prima rivoluzione industriale, basata sul carbone, che interessò prevalentemente il settore tessile-metallurgico con l'introduzione della macchina a vapore a cavallo tra 1.700 e 1.800; una seconda rivoluzione industriale, verso la fine del 1.800 con l'introduzione dell'elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio; l’avvento massiccio dell'elettronica e del microchip, delle telecomunicazioni e dell'informatica nell'industria viene individuata come una terza rivoluzione industriale, a partire dagli anni ‘50/‘60 del Novecento. Tutte le rivoluzioni industriali, dal punto di vista dell’impatto ambientale, si sono caratterizzate dall’utilizzo massiccio di combustibili fossili, non rinnovabili e altamente inquinanti che, nel corso di appena 200 anni, hanno contribuito all’accumulo di CO2 nell’atmosfera e al conseguente riscaldamento globale. Questo problema, unito all’imminente esaurimento delle suddette fonti, rischia di lasciare in eredità alle future generazioni un Pianeta più inquinato e senza risorse per mantenere il livello di benessere raggiunto, ed è per questo che si rende necessario e urgente passare quanto prima all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e più pulite.
Gaia: un nuovo sguardo alla vita sulla Terra "Gaia. A New Look at Life on Earth" è un libro del 1979 pubblicato da James Lovelock, un chimico britannico, scienziato indipendente, scrittore e ricercatore ambientalista. Con questa pubblicazione è diventato, insieme a Rachel Carson (Primavera Silenziosa, 1962), uno dei punti di riferimento del pensiero ambientalista mondiale e ha certamente contribuito alla costruzione del nuovo paradigma dello sviluppo sostenibile, come unica possibile via per garantire benessere duraturo e qualità della vita alle generazioni future. In questo suo libro Lovelock formula l’ipotesi di Gaia, dea primordiale che personificava la Terra nella mitologia greca, descrivendo il pianeta Terra, con tutte le sue funzioni, come un unico superorganismo. Secondo tale ipotesi gli organismi viventi sulla Terra interagiscono con le componenti inorganiche circostanti per formare un complesso sistema autoregolante che aiuta a mantenere e perpetuare le condizioni per la vita sul pianeta. In sostanza, la biosfera e l'evoluzione degli organismi influenzano la stabilità della temperatura globale, la salinità dell'acqua di mare, i livelli di ossigeno atmosferico, il mantenimento di un'idrosfera di acqua liquida e altri variabili ambientali che contribuiscono a mantenere abitabile il pianeta Terra. E’ evidente che tutti i comportamenti umani che alterano tali dinamiche, l’uso delle fonti energetiche NON rinnovabili su tutti, contribuiscono ad «ammalare» questo superorganismo con la conseguenza finale di renderlo inabitabile, se non per l’intera biosfera quanto meno per il genere umano stesso.
STRATOVARIUS: MOTHER GAIA Time waits for no one So they say It goes on forever The tears of pain I see in your eyes How can we change for the better? Hate and greed`s getting stronger day by day Injustice rules the world Killing the lungs of the Earth How far are we prepared to go? I have seen the Light It came into my life There's no second chance We should have learned by now But it's not too late to change the course There's so much more than this, oh Mother Gaia Can you see, can you feel all the beauty that we have in this world? There's so much to see, forever Ignorance, arrogance Keep us from being ourselves so we just follow our leaders - Why
STREET ART: MAMMA PERDONO Entrevista: Alegando con Sabotaje al Montaje por Josué H. Suárez Sabotaje al Montaje es el nombre artístico con el que firma Matías Mata, un artista canario reconocido internacionalmente que lleva 29 años pintando paredes, muros y fachadas de medio mundo. Habla de su obra y de sus experiencias desde la humildad, desde la cercanía de una persona que no olvida sus orígenes y que no ha perdido el rumbo que le marca su conciencia social. Para Matías la sociedad es un montaje que hay que sabotear, y él no ha dejado de hacerlo a través de su arte durante todo este tiempo. ¿Cómo definirías el arte urbano? Lo veo como una expresión libre. Un arte público, gratuito, educativo. Una apropiación del espacio público, que ha dejado de ser público. A veces una actitud un poco anarquista (risas). Una disciplina artística más.
Háblanos de la obra más personal de Sabotaje al Montaje, es decir, de los proyectos que responden únicamente a tus inquietudes Pues un ejemplo son las obras que he hecho con el tema de los microplásticos. En Italia pinté a un pescador engodando a los peces con tapas de plástico.
LE FONTI RINNOVABILI: LA GEOTERMIA Comprese le cause e le conseguenze delle problematiche ambientali che rischiano di compromettere il futuro dell’umanità, ma non essendo le comunità disposte a rinunciare al benessere raggiunto in secoli di sviluppo economico e tecnologico, l’unica possibile soluzione in grado di garantire tale benessere, senza compromettere l’ambiente che ci ospita, è quella di abbandonare rapidamente le fonti energetiche non rinnovabili per passare a quelle rinnovabili. Le fonti rinnovabili hanno la caratteristica di non esaurirsi nonostante l’utilizzo e, in genere, di avere impatti molto più limitati sull’ambiente. Sono pertanto quelle ideali per garantire i livelli di benessere attuale, senza compromettere le medesime aspettative delle generazioni future. Tra le tante fonti rinnovabili, una delle più efficienti è quella Geotermica. L’energia geotermica si ricava sfruttando il calore interno della Terra, soprattutto in aree interessate da vulcanesimo. Il calore garantito da una camera magmatica in profondità riscalda l’acqua presente in una falda acquifera sotterranea, trasformandola in vapore. Attraverso dei pozzi è possibile convogliare tale vapore all’interno di Centrali Geotermiche, costringendolo in pressione ad attraversare delle turbine dal cui movimento meccanico si ricava elettricità.
I VULCANI I vulcani sono fratture della Crosta terrestre dalle quali fuoriesce materiale fuso proveniente dall’interno della Terra (si chiama magma in profondità, lava quando fuoriesce in seguito ad una eruzione). La loro presenza e distribuzione sulla superficie terrestre non è casuale, ma strettamente correlata alla tettonica e infatti la quasi totalità dei vulcani si concentra lungo i margini delle placche. I vulcani si possono classificare in vari modi: in funzione delle caratteristiche chimiche e della temperatura del magma, in funzione delle modalità di eruzione o in funzione della forma dell’apparato vulcanico. Parlando della forma dell’apparato vulcanico, possiamo individuare vulcani di tipo lineare, edifici di tipo centrale «a scudo» e vulcani di tipo centrale «a strato» (o stratovulcani). In generale, i primi due tipi sono caratterizzati da magmi più «basici», fluidi, con temperature superiore ai 1.000° e che si manifestano con eruzioni più tranquille di tipo effusivo. Gli stratovulcani, invece, sono prevalentemente alimentati da magmi più «acidi», viscosi, con temperature tra i 500° e i 700° e si manifestano spesso con eruzioni di tipo esplosivo che alternano colate di lava a nubi ardenti e sono, pertanto, sicuramente i più pericolosi.
TIPI DI VULCANO
Lineare
A Scudo
Stratovulcano
L’ISLANDA L’Islanda è una grande isola di origine vulcanica situata nella parte settentrionale dell’Oceano Atlantico, a metà strada tra il continente europeo e quello americano. Da un punto di vista geo-politico appartiene all’Europa, ma da un punto di vista geografico-geologico in realtà non è altro che un breve tratto emerso della «dorsale medio-atlantica». Tale dorsale è una lunga catena montuosa vulcanica sottomarina che attraversa da nord a sud l’intero Oceano Atlantico e rappresenta il confine tettonico tra le placche europea e africana ad est e quella americana a ovest. Si tratta quindi di un sistema di vulcani sommersi di tipo lineare lungo migliaia di km che emerge esclusivamente in corrispondenza dell’Islanda. La sua posizione a ridosso del Circolo Polare Artico, inoltre, la caratterizza per un clima molto rigido e ne fa, pertanto, un’isola contemporaneamente di ghiaccio e di fuoco. La sua capitale è Reykjavik e, a causa del freddo, la popolazione totale è di appena 360.000 abitanti. I suoi ghiacciai (il Vatnajokull è il più grande in Europa), i fenomeni legati al vulcanismo secondario (ad es. i Geyser) e i fenomeni astronomici legati alla vicinanza al Circolo Polare (aurore boreali e sole di mezzanotte) fanno dell’isola un luogo di notevole interesse turistico. Dal punto di vista energetico il vulcanesimo garantisce oltre il 60% del fabbisogno interno ed è uno dei Paesi al mondo con la quasi totalità dell’energia ricavata da fonti rinnovabili.