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Il Ponte Giugno/Luglio 2026

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SIAMO CRESCIUTI INSIEME ALLE NOSTRE COMUNITÀ.

Operiamo con la sensibilità di una banca locale con 58 filiali in oltre 120 comuni distribuiti, fra Friuli Venezia Giulia e Veneto, in 4 province, Pordenone, Udine, Treviso e Venezia.

Passa a trovarci in filiale!

Periodico - Anno LII - N. 2 GIUGNO/LUGLIO 2026

Direttore responsabile Paolo Di Biase

Editrice: Associazione “Il Ponte” APS

Via Divisione Julia, 20 33033 Codroipo (UD)

Per informazioni: www.ilpontecodroipo.it info@ilpontecodroipo.it

Autorizzazione del Tribunale di Udine N. 336 del 03/06/1974

Copertina: foto di Adobe Stock

Stampa: Tipografia Menini Spilimbergo (PN)

“Il Ponte” è inviato alle famiglie dei Comuni di: Codroipo, Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento, Flaibano, Lestizza, Mereto di Tomba, Rivignano Teor, Sedegliano, Talmassons, Varmo e a chi ne fa richiesta.

La collaborazione è aperta a tutti. “Il Ponte” si riserva in ogni caso il diritto di rifiutare o modificare qualsiasi scritto o inserzione. Manoscritti e foto, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per la pubblicazione di annunci, anniversari e ricorrenze, si prega di contattare la Redazione.

© Tutti i diritti riservati È vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo di: testi, immagini, format pubblicitari e grafica.

Per le donazioni all’Associazione

“Il Ponte” APS

Bonifico Bancario all’IBAN: IT 14 F 08631 63751 0000010 49536

Carta di Credito/PayPal sul sito: www.ilpontecodroipo.it //sostieni il ponte QR Code sotto:

Una RIVISTA che CRESCE INSIEME alla COMUNITÀ

Tra informazione, incontri e valorizzazione del territorio.

Cari amici e lettori, con questa edizione di giugno la nostra rivista compie un nuovo passo avanti. Cresce per il numero di copie stampate, per l’attenzione dedicata al territorio, alle associazioni, agli eventi e alle storie delle persone. È un segnale importante, che testimonia l’affetto e l’interesse con cui avete accolto il ritorno della pubblicazione cartacea. Anche la rivista di giugno affianca il lavoro quotidiano online e rafforza il legame con il territorio e con le sue persone.

L’impegno de “Il Ponte” non è soltanto essere una rivista, ma anche un’occasione concreta di incontro e partecipazione. Nell’ambito del progetto “Il Ponte tra la gente”, la nostra associazione ha promosso, con il patrocinio del Comune di Codroipo, in collaborazione con Ambito donna, e la Commissione Regionale Pari Opportunità, un incontro dedicato ai disturbi del comportamento alimentare, dal titolo “Ricominciare da capo. Dietro la maschera del disagio”. L’evento si è svolto il 15 giugno a Codroipo al Teatro Benois De Cecco. Una serata organizzata per essere al fianco di persone e famiglie che affrontano questo tipo di difficoltà, coinvolgendo personale medico, psicologi, educatori, associazioni di riferimento come Fenice Fvg e Adao e con la partecipazione della giovane cantautrice Ania. Accanto all’approfondimento sociale e culturale, in sinergia con l’Amministrazione locale di Talmassons, seguirà la valorizzazione della bellezza e dell’identità attraverso la programmazione di un “concorso fotografico” aperto a tutti, dedicato alla Festa delle Risorgive al Mulino Braida di Flambro. Una giuria tecnica valuterà le foto e le migliori faranno parte di una “speciale raccolta fotografica” nell’edizione della rivista di novembre-dicembre 2026. Un’iniziativa de “Il Ponte” che unisce passione, creatività e amore per i luoghi che ci appartengono.

La crescita della rivista comporta maggiori costi di stampa e distribuzione, ma rappresenta anche una scelta precisa: offrire un prodotto sempre più ricco e di qualità.

A voi lettori va il nostro sincero grazie per la fiducia, i suggerimenti e l’affetto che ci avete dimostrato in questi mesi, dopo la nuova partenza. Buona estate e buona lettura a tutti.

Il direttore, Paolo Di Biase

DISTRETTO SANITARIO DI CODROIPO

CENTRALINO E INFORMAZIONI: 0432 191 0111

PRENOTAZIONE PRESTAZIONI SANITARIE: numero unico 848 448 884 o 0434 223 522 lunedì - venerdì 7.30/18.00, sabato 8.00/12.00

VACCINAZIONI: su appuntamento contattando il numero 0432 909 180 di lunedì, e mercoledì dalle 12.00 alle 13.00 e-mail: vaccinazioni.codroipo@asufc.sanita.fvg.it

VETERINARI: Segreteria 0432 909 127

CENTRO SALUTE MENTALE: telefono 0432 909 190 lunedì - venerdì 8.00/18.00, sabato 8.00/14.00

Servizi distrettuali: viale Duodo, 82, Codroipo (ex-RSA): punto prelievi, anagrafe sanitaria, continuità assistenziale, ambulatorio geriatra e neurologo, assistenza protesica, ambulatorio Infermiere di Famiglia e Comunità - IFeC, ambulatorio per la gestione del paziente cronico, ambulatorio logopedico, CUP, punto unico di accesso - PUA

GUARDIA FARMACEUTICA

IL TURNO DI GUARDIA FARMACEUTICA

funziona dalle 8.30 del venerdì alle 8.30 del venerdì successivo. Le farmacie di turno rispondono a chiamata e con ricetta medica urgente dopo l’orario di chiusura e nei festivi.

Durante la chiusura va corrisposto il diritto di chiamata da 7,50 € nelle zone urbane (come Codroipo) a 10,00 € nelle zone rurali.

CON IL CONTRIBUTO DI:

CONTINUITÀ ASSISTENZIALE (ex Guardia Medica)

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È il Numero Europeo Armonizzato (NEA) in Italia, dedicato esclusivamente alla richiesta di assistenza, prestazioni o consigli sanitari non urgenti.

È UN NUMERO GRATUITO, A CHIAMATA

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QUANDO:

- Devi accedere al servizio di Continuità

Assistenziale (ex Guardia Medica)

- Non trovi il tuo medico di medicina generale o il tuo pediatra

- Non hai il medico di medicina generale

- Sei in vacanza in regione e hai bisogno di un medico

- Hai bisogno di informazioni per accedere alle strutture e ai servizi territoriali

IN CASO DI EMERGENZA CHIAMA IL 112

EMERGENZE

VETERINARIE

NUMERO UNICO EMERGENZE: 112

FARMACIE DI TURNO

12 - 18 giugno

BERTIOLO (12-14 giugno)

CAMINO (15-18 giugno)

CODROIPO (Cannistraro turno diurno)

19 - 25 giugno

CODROIPO (Mummolo)

26 giugno - 2 luglio

BASILIANO

BERTIOLO (26-29 giugno)

CAMINO (30 giugno-2 luglio)

CODROIPO (Mummolo turno diurno) 3 - 9 luglio

CODROIPO (Forgiarini)

MERETO DI TOMBA 10 - 16 luglio

SEDEGLIANO 17 - 23 luglio

CODROIPO (Cannistraro) 24 - 30 luglio

LESTIZZA, RIVIGNANO TEOR

CODROIPO (Cannistraro)

31 luglio - 6 agosto

CODROIPO (Cannistraro)

Verifica eventuali modifiche alle farmacie di turno inquadrando il QR code

IL PONTE TRA LA GENTE

Il Ponte è ora disponibile nell’EDICOLA DA MAURIZIO in Viale Francesco Duodo a Codroipo fino ad esaurimento.

CI SARÀ UNA CASSETTA PER LE DONAZIONI, perché la nostra Associazione vive del sostegno di tutti. Si potrà anche inserire un biglietto con il recapito del richiedente e, dalla prossima edizione, la rivista gli arriverà direttamente a casa. Grazie!

Edicola da Maurizio

Viale Francesco Duodo, 5 - Codroipo

Sempre più consumatori scelgono il bianco, mentre il rosso perde terreno, soprattutto tra i giovani. In Friuli Venezia Giulia questa tendenza è ancora più evidente: oggi circa l’80% della produzione è vino bianco e solo il 20% rosso. A dirlo è Stefano Trinco, enologo e presidente del Consorzio DOC Friuli.

Ma perché sta succedendo? Il motivo principale è che sono cambiati i gusti e lo stile di vita. Il vino bianco viene percepito come più fresco, leggero e facile da bere. Si abbina bene agli aperitivi, al pesce, alla cucina veloce e ai momenti informali. Inoltre viene spesso servito freddo, caratteristica molto apprezzata soprattutto nei mesi caldi. I giovani tra i 20 e i 40 anni cercano vini immediati, profumati e meno impegnativi. Preferiscono stare in compagnia, bere un calice senza sentirsi appesantiti e scegliere prodotti che abbiano un’immagine moderna. Per questo piacciono sempre di più Ribolla Gialla, Sauvignon, Pinot Grigio e spumanti.

Il rosso invece richiede un approccio diverso. Spesso è più corposo, tannico e alcolico. È legato alla tradizione, ai pasti lunghi, alla carne e alle abitudini del passato. Per molti adulti oltre i 50 anni il vino rosso

VINO: i GIOVANI PREFERISCONO il BIANCO

In Italia il vino sta cambiando colore.

rappresenta ancora la convivialità familiare, la cultura contadina e i ricordi di una volta. C’è anche un fattore culturale. Per decenni in Italia il vino “vero” era considerato rosso. Nelle case contadine si produceva soprattutto quello, spesso consumato ogni giorno a tavola. Le generazioni più mature sono cresciute con questa idea e continuano a preferire gusti più intensi e strutturati. I giovani invece sono cresciuti in un mondo diverso: viaggiano di più, seguono le mode internazionali, frequentano aperitivi e locali dove il bianco domina. Inoltre oggi c’è maggiore attenzione al benessere e alla leggerezza. In Friuli questa trasformazione è diventata un punto di forza. La Regione è ormai famosa nel mondo per i suoi bianchi eleganti e minerali. Il territorio, il clima e la qualità delle uve favoriscono vini freschi e profumati che incontrano il gusto del mercato moderno. Questo non significa che il rosso sparirà. Vini come Refosco, Schioppettino e Pignolo restano simboli importanti del Friuli e continuano ad avere estimatori fedeli. Però oggi il mercato parla chiaro: il futuro del vino, almeno per ora, sembra sempre più bianco.

Barbara Diana Pupolin Sommelier. A.I.S.

LA PANNOCCHIA

Risultati 2025 e nuove prospettive per l’inclusione.

Il 2025 si è rivelato un anno particolarmente positivo per La Pannocchia: sia l’Associazione sia la Fondazione hanno chiuso i bilanci in attivo, confermando la solidità del loro operato e la capacità di rispondere concretamente ai bisogni del territorio. Al centro di ogni iniziativa restano le persone con disabilità e le loro famiglie, protagoniste di un percorso che punta a inclusione, autonomia e qualità della vita.

La Pannocchia promuove occasioni di socializzazione, confronto e mutuo aiuto, nella consapevolezza che la disabilità non sia mai una questione individuale, ma coinvolga l’intera comunità. Accanto alle attività più visibili, un ruolo fondamentale è svolto dal supporto quotidiano: accompagnamento nelle pratiche burocratiche, orientamento ai servizi, consulenze su figure come amministratore di sostegno e tutore, oltre all’informazione sulle agevolazioni disponibili.

Tra le iniziative più significative del 2025, il convegno sugli strumenti del “Dopo di noi”, svoltosi a Udine, ha raccolto ampi consensi da famiglie ed enti, tra cui l’Azienda Sanitaria. A esso si affianca l’apertura di uno sportello dedicato, pensato per supportare la pianificazione del futuro delle persone con disabilità. Queste azioni rientrano nel progetto “Ascoltare, Agire, Sostenere” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e promosso dalla Fondazione con il contributo dei volontari. Il progetto ha rafforzato l’attenzione verso caregiver e utenti, offrendo percorsi terapeutici, spazi di ascolto e strumenti concreti per affrontare le fragilità e promuovere l’autonomia. Supporto, empowerment e inclusione sociale rappresentano i pilastri di un intervento orientato alla stabilità e alla fiducia. La sinergia tra progettazione sociale e raccolta fondi ha consentito di ampliare le prospettive, culminando nella conferma, a fine 2025, di un finanziamento regionale per un innovativo progetto abitativo.

L’iniziativa prevede la ristrutturazione di un immobile nel centro di Codroipo per realizzare appartamenti accessibili e spazi comuni, destinati a 12 persone con disabilità e, in alcuni casi, ai loro familiari anziani. Questo modello abitativo punta a evitare l’istituzionalizzazione, offrendo soluzioni sostenibili e inclusive, basate sul concetto di “abitare possibile”. Il progetto guarda alla persona nella sua globalità, sostenuto dal budget di salute e svincolato dalla presa in carico sanitaria tradizionale.

Il 2026 si apre con nuove sfide e direttrici strategiche: benessere e movimento, innovazione tecnologica e abitare inclusivo. Un anno speciale, inoltre, perché La Pannocchia celebra i suoi primi 30 anni di attività, un traguardo che invita a guardare avanti con rinnovata energia.

Un ringraziamento va a volontari, operatori, famiglie, partner e istituzioni: una comunità che cresce e continua, con responsabilità e visione, a costruire risposte concrete per migliorare la vita delle persone con disabilità.

Se ANCHE TU VUOI SOSTENERE la NOSTRA MISSIONE

PUOI:

Donare tramite bonifico bancario

Banca: Prima Cassa Credito Cooperativo FVG

intestatario: Fondazione La Pannocchia ETS

Iban: IT40 h086 3763 7500 0002 3051 932

Causale: donazione per Fondazione La Pannocchia ETS

Destinare il 5x1000 alla Fondazione La Pannocchia ETS

Codice Fiscale: 94150340308

Destinare un Lascito Solidale alla Fondazione La Pannocchia ETS

Diventare Volontario scrivendo a: associazione.lapannocchia@gmail.com

Per maggiori informazioni su queste e altre modalità ti invitiamo a visitare il nostro sito:

Il dono è un attimo che dura una vita.

PMP INDUSTRIES

Innovazione globale, radici friulane e opportunità per il futuro.

Fondata nel 1991 a Coseano, PMP è un gruppo internazionale specializzato nella progettazione, industrializzazione e produzione di sistemi di trasmissione meccanica a trazione idraulica od elettrica per macchine industriali: dall’edilizia all’agricolo, dalla logistica al forestale. Oggi l’azienda conta sedi in India, Cina, Malesia, Bosnia, USA e Brasile, ma pur essendo un punto di riferimento mondiale nel suo settore, mantiene un legame indissolubile con le proprie radici e il territorio che la ospita da oltre 30 anni.

IL CUORE TECNOLOGICO: da Coseano a tutto il mondo

dove le idee prendono forma e il futuro è ciò che creiamo insieme

SCANSIONA IL QR CODE E SCOPRI TUTTE LE POSIZIONI APERTE Pubbliredazionale

La sede di Coseano è il cuore pulsante del gruppo: qui i reparti di Ricerca & Sviluppo e l’Ufficio Tecnico firmano l’intera progettazione e coordinano i progetti per tutte le sedi internazionali. Dalla lavorazione dei componenti al collaudo finale, ogni stabilimento garantisce il controllo totale sul processo: una sinergia globale tra ingegneri e operatori che assicura flessibilità e qualità. Negli ultimi anni l’azienda ha investito in un’importante espansione strutturale, in particolare nella sede di Coseano, integrando agli spazi produttivi sempre più moderni anche servizi per i collaboratori, come la mensa aziendale, l’Academy interna e la palestra.

CRESCERE INSIEME: la nostra rete sul territorio Il legame con la nostra terra guida l’azienda sin dalla fondazione, traducendosi in relazioni concrete con il tessuto sociale e

UNISCITI ALLA SQUADRA PMP, ECCO ALCUNE DELLE POSIZIONI APERTE:

Addetto alla manutenzione elettromeccanica

Tecnico di produzione - conduttori macchine utensili CNC

Tecnico di produzione - addetto al montaggio meccanico

ASPP - Addetto/a al Servizio di Prevenzione e Protezione

SQE - Supplier Quality Engineer

Product Manager

culturale locale. PMP collabora stabilmente con le Università di Udine e Trieste e apre le porte ai giovani delle scuole tecniche e professionali del territorio attraverso tirocini e borse di studio mirate.

Ma la responsabilità sociale si vede soprattutto nella vicinanza alle persone: PMP è stata tra le prime aziende a collaborare con la cooperativa sociale Arte e Libro per l’inclusione lavorativa e, per sostenere concretamente le famiglie dei collaboratori, offre un servizio di centro estivo in collaborazione con il Comune di Coseano per la gestione dei figli durante il periodo estivo. Una rete umana e sociale prima ancora che industriale.

FORMAZIONE:

spazio a chi vuole mettersi in gioco In PMP il futuro si costruisce con le competenze. Dall’esperienza industriale di oltre 30 anni di PMP Industries nasce PMP Academy: un programma formativo che offre percorsi di aggiornamento continuo su sicurezza e tecnologie. Inoltre, per chi desidera entrare nel settore ma proviene da percorsi di studio o lavoro diversi, PMP organizza corsi introduttivi per formare nuove figure di “Tecnico di produzione”. In due settimane di formazione teorica e pratica i candidati acquisiscono le competenze basilari per accedere ai reparti produttivi, iniziando così una carriera solida e di valore.

a cura di Roberta Nastati, medico veterinario

Agosto è per i gatti il mese degli amori... assistiamo alle serenate di femmine che chiamano i maschi e ai vocalizzi dei maschi che segnano il territorio e lottano con altri maschi, tornando spesso a casa feriti. Poi, dopo circa 60 giorni, ci troviamo con il frutto di tanta passione: nascono i gattini!... e dopo 6 mesi, le gatte torneranno in calore e ricomincerà un nuovo ciclo riproduttivo. È importante prendere coscienza di quanti gattini possono, nel tempo, nascere da una gatta non sterilizzata per prendere in considerazione di programmarne la sterilizzazione: è meglio pensarci prima che trovarsi con una colonia felina dopo. Non mi soffermo neppure sul fatto che c’è ancora chi uccide in maniera vergognosa i gattini nati.

La Legge 189 dell’agosto 2004 sancisce che chi abbandona o uccide gli animali rischia il carcere.

La Legge Regionale 20/2012, al fine di contenere l’incremento del randagismo felino e l’abbandono di cucciolate indesiderate, sancisce che a partire dal 1° luglio 2026, tutti i gatti circolanti sul territorio devono essere sterilizzati, pena sanzione (da 150 a 900 euro) oltre all’impianto del microchip per il riconoscimento.

LEGGE sulla STERILIZZAZIONE

Obbligatoria per i gatti circolanti. Cerchiamo di comprenderne il motivo.

La Regione FVG ha stanziato 220.000 euro per l’inserimento gratuito del microchip e per la sterilizzazione nei gatti domestici lasciati liberi di circolare (con priorità ai nuclei familiari con attestazione ISEE non superiore ai 30.000 euro) dai veterinari convenzionati.

Un gatto, che sia maschio o femmina, può essere sterilizzato solo dopo che ha completato lo sviluppo, ovvero dopo almeno i 6 mesi di età. Ovviamente non è vietato far riprodurre il proprio gatto.

Infine, per quanto riguarda i gatti maschi, è consigliata la sterilizzazione non solo per evitare la marcatura con l’urina di oggetti e ambienti, ma anche perché diventano meno territorialisti e quindi lottano di meno con altri gatti. In questo modo diminuisce sensibilmente la trasmissione di malattie infettive che sono per loro molto pericolose come l’immunodeficienza felina e la leucemia virale (FIV e FeLV).

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In un anno da una coppia di gatti possono nascere 12 gattini. Il secondo anno da questi 12 gatti possono nascere 84 gattini. Al terzo anno i gatti diventano 516. Al quarto anno, continuando a moltiplicarsi, possono arrivare a 3.108.

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SPORT-STUDIO

Venerdì 29 maggio al Nodo Hotel & Restaurant di Codroipo premiati 15 giovani esempi di talento e impegno.

L’iniziativa, divenuta un appuntamento consolidato, è promossa dal Club Vecchie Glorie Calcio Codroipo con il patrocinio del Comune di Codroipo, la collaborazione dell’Istituto Comprensivo e il sostegno di Banca 360 Fvg.

Il riconoscimento è riservato alle ragazze e ai ragazzi delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado di Codroipo e della sezione associata di Varmo che si sono distinti sia nello studio sia nelle discipline praticate presso le associazioni sportive di Codroipo.

Alla cerimonia erano presenti Giorgio Del Nin, Celso Tubaro e Adriano Giacomuzzi, rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario del Club Vecchie Glorie. Al loro fianco anche un testimonial d’eccezione: Giorgio Moretuzzo, autentico esempio di tenacia e passione sportiva, che da oltre sessant’anni vive lo sport da protagonista e continua ancora oggi a praticarlo con entusiasmo e dedizione.

Per l’Amministrazione comunale di Codroipo hanno partecipato l’assessora al Bilancio e alla Programmazione economica, Paola Conte, e il consigliere con delega allo Sport Rosario Legname. Banca 360 Fvg è stata rappresentata dal direttore della filiale di Codroipo, Michele Toppano, mentre per l’Istituto Comprensivo ha preso parte all’evento la dirigente Erminia Salvador.

Con orgoglio, gli organizzatori hanno ricordato che, nei 38 anni di attività dell’associazione, sono stati premiati complessivamente 441 giovani. Il riconoscimento era inizialmente destinato ai soli ragazzi iscritti al calcio; successivamente la scelta fu quella di estendere l’iniziativa a tutte le discipline sportive, riconoscendone il valore educativo e sociale. Nel corso della cerimonia si è parlato anche di prospettive future legate allo sport e alla promozione del territorio. Il consigliere Rosario Legname ha annunciato che Codroipo, in qualità di capofila, insieme ai Comuni di Basiliano, Mereto di Tomba, Mortegliano, Rivignano Teor e Sedegliano, ha presentato la candidatura a Comunità Europea dello Sport 2028. “Un riconoscimento” ha spiegato “che valorizza i principi fondamentali dello sport: sostenibilità, accessibilità fisica ed economica, inclusione e fair play”.

Nominativi dei premiati per la 38° Edizione “Sport-Studio” 2026

Asd Rivolto: Fabio Lot, Giovanni Vatri, Pietro Mangiacapra

Polisportiva Codroipese: sezione calcio Elia Zoratto; sezione ginnastica artistica Desy Della Mora; sezione pattinaggio artistico Isabella Bragagnolo e Zaffira Sofia Contardo; sezione Skateboard Milo Serravalle; sezione tennis Simone Valle.

Asd Atletica 2000: Lara Bragagnolo, Alessandra Tion, Daniele Valerio

Associazione Pallacanestro Codroipese: Filippo Bombardella, Luca Dal Mas

Asd Volley Codroipo: Valentina Tessitori

Paolo Di Biase

PREMIO TERZANI SCUOLE

Triplo riconoscimento per il Medio Friuli. Importanti riconoscimenti per le scuole del Medio Friuli nell’ambito della XXII edizione del concorso per scuole del Premio Terzani, promosso all’interno del Festival Vicino/Lontano. Ben due scuole del nostro territorio sono state premiate al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Le classi 2^A e 2^B della Scuola Primaria di Lestizza hanno conquistato il primo premio nella sezione dedicata ai testi con il lavoro “Un posto per tutti”, una lettera realizzata sotto la guida delle insegnanti Mirella Marangone e Chiara Savorgnan. Primo premio anche per le classi 5^A e 5^B della Scuola Primaria di Lestizza nella categoria lavori interdisciplinari con il progetto “Solo insieme salveremo il mondo!”, coordinato dalle insegnanti Mara Passon ed Elisa Marangone.

Il concorso ha visto premiata anche la classe 3^D della Scuola Secondaria di Primo Grado di Codroipo, vincitrice ex aequo nella categoria racconti con “La felicità ha tante facce”, seguita dall’insegnante Eleana Fratacci. Grande emozione è stata espressa dall’insegnante Elisa Marangone, che ha sottolineato il valore del percorso svolto insieme agli alunni e alla collega Mara Passon: “Insieme abbiamo cercato di seminare bellezza e cuore nelle nuove generazioni”. Il progetto delle classi quinte ha preso spunto dal mondo vegetale e dagli studi del botanico Stefano Mancuso, trasformando la rete invisibile delle radici degli alberi in una metafora di collaborazione, sostegno reciproco e comunità. Particolarmente significativo, per insegnanti e studenti, è stato ricevere il premio dalle mani della figlia di Tiziano Terzani, giornalista e scrittore a cui il concorso è dedicato.

Silvia Iacuzzi

PROGETTI e USCITE a TEMA MUSICALE

Coinvolta tutta la Scuola Secondaria di I grado “G. Bianchi” di Codroipo.

Nell’anno scolastico 2025/26 la Scuola ha coinvolto tutti i 450 alunni (22 classi) in un ricco programma di laboratori e uscite a tema musicale. Il progetto, volto a far vivere a ogni studente l’esperienza dello spettacolo dal vivo, è stato guidato dai docenti Elena Bianconi, Andrea Ciciliot e Serena Gani, con il pieno sostegno del Dirigente Scolastico Erminia Salvador e della Vicaria Lucia Schilter. Le classi prime hanno partecipato al progetto “All’Opera, ragazzi!” promosso da Somsi-Pordenone; dopo alcuni incontri preparatori, il 9 marzo si sono recate all’Auditorium Concordia di Pordenone per la recita di “Alice nel paese delle meraviglie”. A maggio, le classi seconde insieme ad alcune prime hanno assistito, al Teatro Benois-De Cecco, alla lezione-concerto “Giovani in orchestra”, realizzata in collaborazione con l’Associazione Musicale e Culturale “Città di Codroipo”. Le classi terze, invece, hanno assistito a “Il viaggio di Ulisse” di Ulisse Tonon, opera multimediale ispirata a Le città invisibili di Italo Calvino. Una classe terza ha esplorato la storia artistica locale con il progetto “I mestieri del teatro”, riscoprendo le figure di Nicola Benois, Disma De Cecco e la tradizione della fabbrica Organi Zanin. C’è poi il coro scolastico “Canta che ti passa” diretto da Elena Bianconi ed Elisabetta Faggian, che riunisce una trentina di alunni di classi diverse, che si esibisce in numerose occasioni pubbliche e tiene il concerto di fine anno. Non solo, i coristi hanno effettuato un’uscita a Venezia, dove hanno potuto assistere alle prove del Teatro La Fenice. Musica e solidarietà si fondono ogni dicembre in Duomo a Codroipo per la “Serata di Musica e Parole per l’Etiopia” coordinata dalla prof.ssa Teresina Menegotto in collaborazione con il Gruppo Missionario Codroipese. Non mancano poi i gruppi di “tamburini”, il neonato gruppo di danze storiche “Signoria dell’Unicorno” ed esibizioni strumentali delle classi nelle occasioni più varie, a supporto delle iniziative Erasmus+ o di progetti di educazione civica. Questo ricco ventaglio di proposte dimostra come alla scuola “G. Bianchi” la musica non sia una semplice materia da studiare sui banchi, ma un linguaggio vivo, uno strumento di inclusione e di crescita personale nel segno della bellezza e dell’arte.

Scuola Secondaria di I grado “G. Bianchi”, Codroipo

Un GRAZIE ai VOLONTARI

Riconoscimento agli operatori che garantiscono la sicurezza dei bambini.

In occasione della chiusura dell’anno scolastico, Claudio Pezone, Presidente di

Solidal&voluzione OdV che organizza il servizio di Pedibus a Codroipo, ha voluto dedicare un piccolo contributo ai volontari impegnati ogni mattina nella sicurezza dei bambini sui passaggi pedonali.

Solidal&voluzione OdV

GIOCHI della GIOVENTÙ

Margherita Cengarle, Bianca Dozzi e Edoardo Serravalle protagonisti alle finali nazionali a Roma. Alle finali nazionali dei Giochi della Gioventù, svoltesi a Roma dal 26 al 29 maggio la medaglia d’argento nei 100 ostacoli per Margherita Cengarle, alunna dell’Istituto Linussio di Codroipo, e quarto e quindicesimo posto nei 50 metri stile libero per Bianca Dozzi e Edoardo Serravalle, alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “Bianchi” di Codroipo. Margherita fa parte della compagine dell’Asd Atletica 2000, mentre Bianca e Edoardo, accompagnati dal professore di Educazione fisica Davide Rodolfi, praticano nuoto agonistico allenandosi tra San Vito al Tagliamento e Spilimbergo. Dopo aver superato con successo le fasi provinciali e regionali, i giovani atleti hanno rappresentato il Friuli Venezia Giulia nella competizione nazionale, un’esperienza di grande valore sportivo e formativo. “Grande soddisfazione per il percorso compiuto da questi ragazzi” ha commentato il professor Rodolfi “che riescono, grazie a costanza, sacrificio e organizzazione, a conciliare al meglio allenamenti e studio, ottenendo ottimi risultati in entrambi gli ambiti”.

Pierina Gallina

a cura dell’Associazione Musicale e Culturale “Città di Codroipo”

IL MORBIN

L’Ostermann mai cantato di e con Flavia Valoppi, Chiara Grillo e Annalisa De Vittor.

Apiù di cent’anni dalla sua pubblicazione, un libro raro e sorprendente torna a vivere sulla scena teatrale. Tutto è iniziato un anno fa, quando il cantautore Lino Straulino ci ha mostrato una preziosa copia di Villotte Friulane di Valentino Ostermann, pubblicato nel 1892 da Del Bianco Editore. In questo volume, Ostermann raccolse dalla viva voce popolare i canti tradizionali tramandati oralmente in Friuli, includendo anche un’appendice insolita: villotte dai contenuti erotici. È stato proprio Straulino a spronarci a leggere quei testi e a trovare un modo per portarli in scena, convinto che solo delle donne potessero restituirne davvero la voce. La proposta ci ha incuriosite subito. Così abbiamo deciso di dedicarci a un breve ritiro artistico per studiare i canti, analizzarli e lasciarci attraversare dalle loro parole. Fin dal primo momento ci hanno sorprese, divertite e fatto riflettere sulla straordinaria libertà espressiva che custodiscono. Nel libro, Ostermann racconta di aver avuto inizialmente molte esitazioni nel pubblicare questi testi, ritenendoli troppo audaci. In seguito, però, comprese il loro grande valore

culturale e poetico, riconoscendoli come testimonianze autentiche della vita concreta e naturale delle nostre antenate. Per questo sentì il dovere morale di renderli pubblici. Per riportare alla luce queste villotte ci è sembrato naturale scegliere la forma della narrazione teatrale. Così è nato “Il Morbin - l’Ostermann mai cantato”, uno spettacolo in friulano che intreccia teatro e musica. Raccontiamo la storia di tre donne che, dopo un evento misterioso che ha sconvolto il mondo, si ritrovano isolate in un nascondiglio. Con ricordi frammentati della loro vita precedente, cercano di ricostruire la memoria attraverso i canti femminili raccolti da Ostermann. Il nostro spettacolo non è nato con l’intento di provocare, ma di restituire la schiettezza e la genuinità di queste villotte. Dentro quei testi sentiamo la voce di donne che vivevano nella fatica e nella povertà, ma che nel canto trovavano uno spazio di espressione, riscatto e rivalsa. Ancora oggi quelle parole conservano una forza poetica viva e profondamente legata alle radici friulane.

“Il Morbin - l’Ostermann mai cantato”, scritto da Lis Sgrimis e diretto da Flavia Valoppi, ha debuttato il 16 maggio all’auditorium comunale di Codroipo ed è stato patrocinato dall’Associazione Musicale e Culturale Città di Codroipo Aps.

Lis Sgrimis (ValoppiGrilloDeVittor)

MUSICA per BENESSERE, SOLLIEVO e CURA

OBBA ensemble e Alphorn ensemble uniti per “Musiche a Nord Est”. Un progetto artistico straordinario ha toccato i quattro capoluoghi di provincia della regione, unendo sul palco due realtà musicali uniche in Italia. Si tratta di OBBA ensemble, che riunisce a Codroipo suonatori di strumenti ad ancia doppia, friulani e veneti, e dell’unico gruppo di corni alpini italiano, con sede a Gemona del Friuli. L’iniziativa sviluppa da un lato la ricerca storica sul repertorio colto e popolare in Friuli, dall’altro la concezione della musica come preziosa fonte di cura, sollievo e benessere.

I maestri Serena Gani e Alessandro Tammelleo hanno selezionato

un programma di canti e danze dal Rinascimento al Novecento che raccontano un aspetto centrale del patrimonio culturale friulano: quello della musica d’intrattenimento, caratterizzata da spontaneità e da valori ancora oggi profondamente radicati nella società. Gli arrangiamenti, tutti originali e inediti, sono stati curati da Serena Gani, oboista e musicologa, con la consulenza del percussionista sanvitese Michele Metz che ha curato la sezione ritmica introducendo strumenti storici della tradizione, come i cucchiai e la raganella (la tipica “scraçule” friulana).

Dopo il debutto a febbraio nell’Accademia di Musica Agm di Cervignano, il concerto ha intrapreso un tour nei luoghi di accoglienza e cura della regione. La prima tappa è stata ospitata nell’auditorium dell’Itis di Trieste, seguita dalle esibizioni nell’atrio dell’Ospedale Civile di Udine, nella sala convegni della casa di riposo Umberto I di Pordenone e, infine, al teatro “Sala Incontro” di Gorizia. Quest’ultimo appuntamento ha regalato un momento speciale al pubblico grazie alla partecipazione del gruppo folkloristico Balarins de Riviere, in un felice connubio tra musica dal vivo e danza.

I concerti, a ingresso libero, sono stati organizzati dall’Associazione Musicologi di Gemona del Friuli (presieduta da Alessandro Tammelleo) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il concerto sarà replicato sabato 18 luglio alle 16.30 nel magnifico scenario del Giardino botanico alpino del Cansiglio, con ingresso libero (info: obba.oboe@gmail.com).

Associazione Musicologi

A CODERNO la PRESENTAZIONE del LIBRO DEDICATO a PADRE TUROLDO

Si è svolta a fine maggio al Centro Studi Turoldo la presentazione del libro “Turoldo, un Lazzaro dell’Amore” di Paolo Bertezzolo. L’appuntamento è stato organizzato dal Centro e dal Caffè Letterario Codroipese nell’anno in cui ricorre il 110° anniversario della nascita di padre David Maria Turoldo. Nel corso della serata l’autore ha dialogato con Giovanni Lesa, vicedirettore de La Vita Cattolica, ripercorrendo il pensiero e la figura del religioso, poeta e intellettuale nato a Coderno nel 1916 e scomparso a Milano nel 1992.

L’ESTATE INDIANA

Il terremoto del ’76 attraverso gli occhi di un bambino.

Una serata intensa, sospesa tra memoria, emozione e sorrisi, quella ospitata al Teatro Benois De Cecco di Codroipo per la presentazione del nuovo libro di Angelo Floramo, “L’estate indiana del ’76”.

L’incontro, organizzato dal Caffè Letterario Codroipese in collaborazione con il Comune di Codroipo nell’ambito del “Festival Popolare della Ricerca Storica”, è stato anche incluso in “Aspettando la Notte dei Lettori”, un’anteprima del festival “La Notte dei Lettori” di Udine.

Attraverso il volume, Bertezzolo propone una “biografia del pensiero” di Turoldo, definito un instancabile cercatore del volto di Dio. Durante l’incontro sono emersi i tratti più significativi della sua personalità: le origini contadine, l’esperienza della povertà, l’impegno durante la Resistenza a sostegno delle famiglie in difficoltà e la costante tensione spirituale che ha caratterizzato tutta la sua vita.

L’autore ha ricordato anche come padre Turoldo fosse una figura spesso controcorrente, animata da una fede vissuta in modo profondo ed esigente, capace di confrontarsi con i dubbi, le inquietudini e le contraddizioni del proprio tempo. Nel libro emerge inoltre il Turoldo poeta dell’amore umano e spirituale, sempre alla ricerca di un senso più autentico dell’esistenza.

È stato sottolineato infine il valore della sua produzione poetica e teologica, considerata da molti studiosi tra le più significative del Novecento italiano, lasciando un’eredità culturale e spirituale ancora oggi capace di interrogare il presente. S.I.

A dialogare con l’autore è stata Martina Delpiccolo, giornalista, scrittrice e direttrice artistica della rassegna udinese. Tema centrale del festival di quest’anno è “la cura”, declinata nella serata di Codroipo come cura della comunità e della memoria condivisa. Nel romanzo Floramo torna al terremoto del 1976, vissuto tra San Daniele e Gemona, scegliendo però uno sguardo particolare: il suo, quello di un bambino che non ha ancora dieci anni e attraversa quei giorni drammatici sospeso tra paura e fantasia, dolore e avventura. In mezzo alle macerie, il nonno trasforma una tenda militare per sfollati in un accampamento indiano, inventando per i bambini un mondo parallelo in cui continuare a giocare e a sentirsi vivi.

“Quando ti cade la casa, quando intorno vedi solo distruzione, morte e feriti, le certezze si perdono per sempre”, ha ricordato Floramo durante l’incontro. La sua famiglia viveva infatti all’ultimo piano di una palazzina dichiarata inagibile dopo le scosse del 6 maggio.

Nel racconto il nonno diventa lo sciamano “Aquila Bianca”, mentre il piccolo Angelo, grazie a un copricapo ricevuto a Natale, viene soprannominato “Volpe che corre nell’erba”. Un gioco nato dentro la disgrazia, che diventa però anche strumento per affrontare la paura e ritrovare una dimensione di comunità.

Il 6 maggio 1976 è diventato uno “spartiacque”, non solo per il terremoto ma anche per la fine di un mondo contadino destinato lentamente a scomparire. Eppure, nei ricordi di Floramo, accanto all’orrore rimane viva anche l’energia di “una banda di mocciosi che giocavano”, capaci di trasformare la tragedia in immaginazione.

La serata ha alternato momenti commossi a passaggi ironici e divertenti, con il pubblico spesso coinvolto nei racconti vivaci delle avventure dei bambini nelle tendopoli. Un continuo oscillare, proprio come il libro, dal dolore al sorriso, tra passato e presente, memoria e vita quotidiana.

Silvia Iacuzzi

Concorso fotografico | Giugno/Luglio

Nasce dalla collaborazione tra “Il Ponte” e le Amministrazioni comunali di Talmassons, Bertiolo, Castions di Strada e Gonars il concorso fotografico “Biotopo - Luogo di Vita”, dedicato alla valorizzazione di questa peculiarità del territorio e inserita nel contesto della Festa delle Risorgive al Mulino Braida di Flambro. Dei 40 biotopi presenti in Friuli Venezia Giulia ben sette si trovano nel Medio Friuli: Risor

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Comune di Bertiolo
Comune di Talmassons

FABRIZIO PITTON, SINDACO di TALMASSONS

Nella sua visione c’è una grande protagonista: la natura, che diventa strumento generativo e d’incontro tra le persone.

Martedì 19 maggio abbiamo fatto visita al sindaco di Talmassons, Fabrizio Pitton, per approfondire programmi, iniziative e novità previste per il 2026. Tema centrale dell’incontro la Festa delle Risorgive al Mulino Braida in programma alla fine di settembre. Per questo importante appuntamento “Il Ponte”, in sinergia con l’Amministrazione locale, promuoverà un concorso fotografico aperto a tutti. Una giuria tecnica valuterà le foto, e le migliori, oltre che a essere premiate, faranno parte di una “speciale raccolta fotografica” nell’edizione della rivista di novembre-dicembre.

Con il sindaco Pitton, abbiamo affrontato diversi temi, tutti molto interessanti, ma non abbiamo potuto fare a meno di parlare dell’importanza della presenza delle Risorgive sul territorio.

Sindaco che significato ha per voi questa festa, dedicata alle Risorgive?

Per noi è un momento molto importante ed è anche la vetrina di un meraviglioso ambiente naturale che racchiude la nostra storia, racconta le nostre radici, la nostra arte e cultura. Una vetrina anche per i nostri prodotti locali di eccellenza. Un modo di portare poi delle persone che non frequentano l’area del Mulino Braida a riconoscere in questo anche una notevole sensibilità ambientale. Qual è la storia di queste Risorgive?

Per capire meglio dobbiamo partire dal progetto Life Friuli Fens, iniziato negli anni Novanta. Un’iniziativa di tutela ambientale volta al ripristino e alla conservazione delle torbiere e delle paludi calcaree nella zona delle risorgive friulane. L’intervento ha interessato direttamente il territorio di Talmassons e altri tre comuni limitrofi: Bertiolo, Castions di Strada e Gonars. Nelle vicinanze del Mulino di Braida si estendono i 72 ettari del biotopo naturale delle Risorgive di Flambro e la Regione Fvg, proprietaria dell’area, ce li ha dati in gestione, con una convenzione storica per noi, prima nel 2011 e poi nel 2015. Dunque il Mulino di Braida detto anche il “Mulin di Tilio”, come lo vogliono chiamare quelli di

Flambro, fa parte della nostra storia e grazie all’abbondanza di acqua, ci troviamo con un ambiente umido particolarmente favorevole alla crescita di una flora ricchissima, fra cui piante antiche e rare, sopravvissute nei millenni, dei veri e propri gioielli botanici come l’Armeria helodes e l’Erucastrum palustre. Questo ecosistema corre dei rischi adesso?

No, questo è un luogo naturale protetto con un progetto di conservazione, ripristino e sviluppo. Il vero problema è che possa diventare invece “una riserva indiana” dove non entra nessuno. Abbiamo costruito un’area di sosta e di parcheggio non invasiva all’ingresso con un finanziamento della Regione Fvg, abbiamo abbattuto l’area dell’ex Ente tutela pesca creando un ulteriore spazio. Il vero obiettivo è fare in modo che questo posto venga conosciuto e rispettato. Inoltre tutte le attività vengono svolte al suo interno in collaborazione con all’associazione naturalistica “La Marculine”, un gruppo di volontari attivi dal 1969 che accompagna e guida i visitatori.

Un modo per valorizzare quest’area passa proprio dalla festa delle Risorgive al Mulino Braida?

Sì, direi uno dei modi. Io vedo quello del Mulino come un grande quadro: lo scorrere dell’acqua, l’importanza del luogo, il progetto regionale, l’aiuto dei fondi europei per ritornare all’origine, la conseguente gestione al Comune di Talmassons, il coinvolgimento degli altri tre Comuni e la preziosa collaborazione di un’associazione ambientalistica, “La Marculine”, che insieme all’Amministrazione locale e agli altri tre sodalizi fa numerose attività. Questo non è solo un luogo ambientale naturalistico, ma un importante luogo culturale e soprattutto un’occasione di relazioni. Per farle un esempio, il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il Comune di Talmassons organizza tradizionalmente la cerimonia di consegna di un alberello ai nuovi nati dell’anno, come simbolo della vita e del rispetto ambientale, che vuole essere un messaggio di collegamento

a cura di Paolo Di Biase

tra le generazioni e spesso distribuisce ai giovani anche delle borracce in alluminio dimostrando una sensibilità verso l’ambiente e richiamando l’attenzione sull’uso della plastica.

Dal punto di vista turistico, al di fuori del territorio, che cosa fa il Comune per incentivare e promuovere questa conoscenza?

Il Comune ha creato un progetto europeo chiamato Skyscape con il Comune di Asiago, il Comune di Cornedo all’Isarco in provincia di Bolzano e col Tirolo austriaco, per uno sviluppo del turismo astronomico. All’interno del Mulino sono stati installati due telescopi ad uso semplice e messi a disposizione di tutti per iniziare a guardare le stelle con l’aiuto di un esperto. Per Talmassons il tutto si traduce in un incentivo al turismo che guarda anche alla possibilità di un’offerta di escursioni alla scoperta delle Risorgive. Come immagina questo territorio di Risorgive tra dieci anni e cosa vorrebbe diventasse?

Lo immagino come un centro visite per l’intero Medio Friuli. Legato a una collaborazione sempre più proficua con le Università per uno studio delle specie endemiche al fine di una raccolta di dati importanti che possa essere utilizzata per ulteriori approfondimenti anche per altre aree simili alla nostra. Auspicio che questo “polmone verde” diventi un luogo di alta sensibilità umana e culturale. Un modo per far crescere anche le persone e nello stesso tempo la qualità della vita. In altre parole, vorrei che il Mulino diventasse un simbolo per ispirare nei nostri cittadini la sensibilità e il rispetto ambientale, insieme alla migliore conoscenza degli altri e di se stessi.

a cura di Maurizio Driol

Dalle macerie la speranza. Scritti sul terremoto del Friuli di David Maria Turoldo si inserisce fra le pubblicazioni più significative dedicate alla memoria del sisma del 1976. L’opera, pubblicata dalla Morcelliana di Brescia, nasce grazie al lavoro dei curatori Lorenzo Cardilli e Marco Roncalli, con il contributo del Centro Studi Turoldo di Coderno di Sedegliano presieduto da Daniele Parussini.

La raccolta recupera le pagine scritte per “Il Giorno” e altri articoli ormai difficilmente reperibili. Fin dalle prime pagine si comprende come non si tratti soltanto di un’antologia commemorativa, ma restituisca invece al lettore, in tutta la sua forza, la voce di Turoldo

fabellocodroipo.it

Dalle MACERIE la SPERANZA

Turoldo racconta il dolore e la rinascita del Friuli.

davanti alla tragedia del Friuli. Una voce insieme poetica, civile, religiosa e politica, capace ancora oggi di colpire per intensità e attualità. L’introduzione dei curatori non si limita a contestualizzare gli articoli, ma mostra come il terremoto rappresenti una svolta nel rapporto fra David Maria Turoldo e la terra d’origine. Prima il Friuli era nostalgia, memoria, radice; dopo il 1976 diventa quasi una missione civile. Il frate poeta corre tra le macerie, scrive sui giornali nazionali, mobilita aiuti, raccoglie fondi nel mondo. Soprattutto, si fa voce del suo popolo ferito. Quello che emerge dalla raccolta non è solo il “poeta del terremoto”, ma un intellettuale militante, che usa il giornalismo come una forma di lotta civile e morale. Sorprende la rapidità con cui reagisce: il 10 maggio 1976, appena quattro giorni dopo il sisma, pubblica già l’articolo “A l’è el nestri destin”, scritto non da osservatore esterno, ma da uomo ferito dentro.

Significativa la definizione del Friuli come “una specie di Israele”, un popolo disperso nel mondo ma sempre pronto a tornare. Potente la frase «noi siamo la stessa nostra terra». Colpisce il linguaggio: Turoldo alterna continuamente registri altissimi e parlata popolare, passa dalla Bibbia alle villotte friulane, dalle immagini apocalittiche ai dialoghi

telefono 0432 906181

Un Momento che Resta.

La Casa Funeraria Fabello ha vinto il primo premio per la categoria “Stunned by Texture” al concorso “Baumit Life Challenge 2026” a Budapest, dopo aver superato la preselezione fra 300 realizzazioni da tutta Europa e unica opera italiana fra le 36 nominate nella fase finale. Motivazione: “Il progetto dimostra come l’utilizzo di finiture creative e di una palette di colori neutri possa arricchire l’architettura anche in contesti delicati, trasformando la facciata in un elemento espressivo capace di trasmettere silenzio, equilibrio e dignità.” Complimenti ai progettisti: Architetti Maurizio e Matteo Moretti, Andrea Comuzzi e Stefano Toneatto, dello Studio Moretti di Codroipo.

raccolti fra le macerie. È una scrittura che sembra nascere direttamente dalla voce; molte pagine hanno infatti il ritmo della predicazione o del salmo. Emblematico il passo “Ho visto Maiano distrutta, Osoppo distrutta, Gemona distrutta... una casa dietro l’altra come una impazzita via di croci”. Qui c’è tutto il suo stile: accumulo, anafora, visione di forte intensità. Non descrive soltanto, ma trasforma il terremoto in una tragedia biblica. Eppure, accanto alla disperazione, ritorna sempre l’idea della ricostruzione. Non una speranza facile o retorica, bensì maturata attraverso il dolore. Turoldo non sopporta la pietà passiva, vuole azione, lavoro, dignità. Per questo uno dei passaggi più forti del libro resta quello dell’uomo di Osoppo che dice: “Padre, non cominceremo mica di nuovo dalle chiese! Io voglio pregare, e pregherò anche per le strade: ma prima il lavoro!”. In poche righe c’è il Friuli del dopo terremoto, con la sua fede concreta, la centralità del lavoro, il rifiuto della retorica. Non meno attuale appare la sua critica politica: Turoldo teme assistenzialismo, speculazioni, ricostruzioni senz’anima, vuole che il Friuli resti sé stesso. Quando scrive che “la costruzione non si decide sulla testa dei poveri”, sembra parlare ancora oggi. Si coglie anche quanto Turoldo fosse lontano da ogni folklore superficiale: amava profondamente il Friuli, ma non ne faceva un mito nostalgico. Ne restituisce invece l’immagine di una terra segnata dall’emigrazione e dalle fatiche, ma sempre capace di conservare identità e dignità. Di grande interesse è anche la parte dedicata al ruolo della Chiesa friulana. Turoldo riconosce nell’arcivescovo Alfredo Battisti una figura di straordinaria vicinanza al popolo terremotato. Compaiono così le immagini dei sacerdoti e delle suore nelle tendopoli, dei centri comunitari sorti accanto alle macerie, di una Chiesa immersa nella sofferenza della propria gente.

A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, Dalle macerie la speranza è il racconto di un Friuli che, dalle rovine, seppe davvero rinascere. La frase forse più bella resta quella con cui Turoldo guarda alle case distrutte e dice: “E pure i morti di notte lavoreranno con silenziose cazzuole”. È una frase che sembra riassumere la storia del Friuli dopo il 1976. Una terra ferita, ma non vinta. Una comunità che seppe trasformare il dolore in ricostruzione, le macerie in speranza.

Non crediamo di violare il diritto alla privacy del nostro sindaco dicendo che egli vive in corrispondenza dell’unico civico di via Zuzzi dei Mille.

Fu certamente un’operazione intelligente quella di sintetizzare nella vecchia tabella toponomastica un cognome e il motivo della sua notorietà, evitando in tal modo, come forse ora accade, la triste fine che tanti altri intestatari di strade soffrono quando incontrano la legittima ignoranza di chi si imbatte nel loro nome.

Tanto si potrebbe raccontare su quanta storia codroipese abbia concorso a scrivere la famiglia Zuzzi, soprattutto nel XIX secolo. Sarebbe forse un’operazione non inutile, ma qui limitiamoci a riferire un solo aneddoto.

Il dott. Mattia Zuzzi, terminata la sua lunga e volontaria militanza al servizio della causa dell’unità d’Italia, nel marzo 1871 presentò al Ministero alle Finanze una domanda per ottenere la concessione della licenza delle privative di Codroipo. Era, infatti, deceduto il signor Pietro Antonio Fanton, titolare della rivendita tabacchi cui chiedeva di succedere.

Per raccogliere le necessarie informazioni il prefetto di Udine si rivolse a tre uffici: reali

TABACCHINO ZUZZI

Garibaldino dei Mille, di idee repubblicane e propensione a tirar tardi, così il dottor Mattia non ottenne la gestione del tabacchino a Codroipo.

carabinieri, pubblica sicurezza e commissariato distrettuale.

Tutti concordavano nel riconoscere la sua onestà per cui “gode la generale buona reputazione”. Il referto dei carabinieri descriveva la sua condotta politica “contraria all’attuale ordine delle cose, manifestando anche in pubblici convegni i suoi sentimenti repubblicani... che professa mettendo, inoltre, in ridicolo tutto ciò che riflette la monarchia”.

Il commissario di P.S., poco benevolo con lui, parlava della sua condotta “tale che gli stessi repubblicani lo tacciano di soverchia sconoscenza e d’ogni moderazione”. Dopo aver dettagliato la sua non florida situazione economica, il commissario affermava che “egli stesso non è buono amministratore nell’economia domestica e, protraendo le ricreazioni notturne a ora tardissima, non attende al suo studio con quella solerzia che procaccia e conserva la

clientela”. Per parte sua il regio commissario distrettuale aveva espressioni di comprensione e umanità verso lo Zuzzi “attesa la franchezza del di lui carattere e la di lui lealtà, dovrebbesi arguire che egli fosse per adempiere convenientemente alle mansioni che gli venissero affidare”.

Diffusi, articolati e in parte contradditori furono i pareri riservati che il prefetto raccolse prima di rispondere al ministro in modo inequivocabile: “Sono indotto a ritenere ch’egli non abbia tali requisiti morali e materiali da meritare sotto ogni aspetto di essere tenuto presente per una nomina che in un certo grado implica la fiducia del governo e che oggidì, più che mai la nomina di un aperto repubblicano ad un impiego dipendente dal governo del re, sarebbe indubbiamente argomento di commenti e censure nel campo di quelli che sono devoti al re e alla patria”.

a cura di Mario Banelli

a cura di Coceani-Forgiarini Studio Legale Associato

Tizio conveniva in giudizio un Comune (al di fuori della nostra Regione) per ottenere il risarcimento dei danni subiti in conseguenza di un incidente avvenuto mentre era alla guida della propria moto di cui aveva perso il controllo a causa di alcuni cani randagi. Ciò sull’assunto che il Comune dove si era verificato il fatto dovesse rispondere per il danno da lui subito e così, sebbene detto assai sommariamente, per i cani randagi. Il Comune si costituiva in giudizio eccependo l’inapplicabilità dell’art. 2052 c.c. (“il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”), nonché la carenza degli elementi costitutivi della responsabilità di cui all’art. 2043 c.c. (qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno). Il Tribunale competente accoglieva però la domanda risarcitoria e condannava il Comune al pagamento di una ragguardevole somma. Il Comune appellava quindi tale sentenza e la Corte d’Appello, in accoglimento dell’impugnazione e in integrale riforma della sentenza di primo grado, respingeva invece del tutto la domanda risarcitoria del motociclista. Il motociclista proponeva allora ricorso per cassazione e la Corte si è pronunciata all’inizio di quest’anno. Il contenzioso relativo a danni causati da cani randagi è un fenomeno relativamente recente nella giurisprudenza di legittimità. Nell’affrontare tale tipologia di vertenze la Corte in precedenza ha innanzitutto

La RESPONSABILITÀ CIVILE per i DANNI PROVOCATI dai CANI RANDAGI

Quanto complesso è il diritto. Breve riassunto di una recentissima sentenza.

stabilito che per affermare la responsabilità per tali danni si richiede la previa individuazione dell’ente al quale la legislazione affidi il compito di controllo e gestione di questo fenomeno. In particolare, ai fini dell’individuazione dell’ente su cui grava l’obbligo giuridico di cattura e ricovero dei cani randagi, in difetto di previsioni nella legislazione statale, ci si deve riferire alla normativa regionale. La legge applicabile nel caso in esame prevedeva che fossero i comuni, singoli o associati, a provvedere alla cattura dei cani vaganti. Questo premesso, la Corte ricorda come sia oramai indiscusso in giurisprudenza che se si invoca il risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica, trovi applicazione l’art. 2052 c.c., applicabile non solo nel caso di animali domestici, ma anche nel caso di specie selvatiche protette che rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato e sono affidate alla Regione, quale ente competente. Altrettanto indiscusso, ricorda la Corte, può dirsi però che tale art. 2052 c.c. non si applica, invece, ai danni causati da cani randagi in relazione ai quali i compiti della P.A. sono solo di prevenzione e di protezione della popolazione dai cani randagi (che non sono una specie protetta). Ne consegue che per i cani

randagi la P.A. può essere chiamata a rispondere solo ai sensi dell’art. 2043 c.c. (che impone al danneggiato di provare una condotta, commissiva od omissiva, del responsabile; la natura colposa della stessa ed il nesso causale tra la condotta causale ed il danno). La colpa della P.A. non può però essere desunta dal mero fatto che un cane randagio abbia causato il danno, ma esige la dimostrazione della insufficiente organizzazione del servizio di prevenzione del randagismo, tenendo conto che l’obbligazione della P.A. in questa materia è solo una obbligazione di mezzi (non di risultato). In sintesi, l’onere della prova varia moltissimo, per il danneggiato e per l’ente pubblico, a seconda che il danno sia causato da fauna selvatica (come cinghiali o cervi) o da animali randagi e in conclusione, nel caso di specie, atteso che il motociclista non aveva assolto l’onere della prova su di lui gravante, le sue domande sono state definitivamente respinte.

Quanto esposto nell’articolo è una disamina generale a fini divulgativi, dovendosi sempre verificare il caso particolare in ragione degli elementi di fatto specifici e della giurisprudenza in materia.

Chi ha a che fare con gli adolescenti sa che i mesi di maggio e giugno sono periodi “speciali” di forte impegno e ansia: le verifiche per alzare la media, gli esami di terza media, i recuperi per arrivare alla promozione e soprattutto l’esame di maturità. La maturità è un passaggio importante al mondo del lavoro o a quello degli studi universitari. L’incipit del romanzo “Un anno di scuola” di Giani Stuparich, scrittore triestino nato nel 1891 e morto nel 1961, dice: ”Un gruppetto di studenti si era radunato davanti all’uscio dell’ottava ginnasio. Vi sarebbero entrati tra pochi giorni ... ma non erano lì per vedere la loro classe ... dietro quell’uscio Edda Marty lottava col tema di latino. Edda era coraggiosa; era la prima donna che tentava la conquista d’un posto in quel ginnasio maschile passaggio obbligato per l’Università. Dare l’esame in otto materie, rispondere per 5 anni di greco e 7 di latino non era uno scherzo”. Siamo a Trieste, nel 1909 Edda Marty ottiene l’accesso all’ottava ginnasio, una scelta che prelude a un futuro di libertà e di indipendenza, una ragazza che lotta per realizzare i propri sogni. Quanto è importante la scuola nella formazione di una persona, del cittadino? Richiamo un passo del libro di Giani Stuparich “Antero

a cura di Mario Passon

L’ECONOMIA, QUALCOSA

di

VICINO e CONCRETO

Il primo investimento per il proprio futuro passa attraverso l’istruzione. Una chiave per acquisire conoscenze e competernze.

s’era alzato ... sentiva che quell’anno era stato la prima, grande e anche dolorosa esperienza della sua vita: di qua avrebbe cominciato”. Da qui cominci anche tu, caro maturando. La scuola ha un ruolo molto importante nel tuo approccio all’economia come lavoratore, consumatore, imprenditore, risparmiatore, investitore ... come possibile amministratore pubblico (sindaco, assessore, consigliere...), ma soprattutto per diventare cittadino attivo. Oggi l’economia sembra decidere tutto, governare tutto. L’economia non è fatta solo dai poteri forti, aziende del digitale, intelligenza artificiale, piattaforme, algoritmi che stanno cambiando il modo di lavorare, di comunicare, di apprendere, di costruire relazioni. Economia sono anche le 5mila aziende attive nel Medio Friuli: negozi, bar, aziende manifatturiere, parrucchieri, barbieri, panifici, aziende agricole, banche, assicurazioni, artigiani, imprese dell’edilizia, scuole professionali, cartolerie, agenzia di viaggio sono gli “attori

NASCE UNA NUOVA COLLABORAZIONE SUL TERRITORIO:

METANODOTTI SRL DIVISIONE COMMERCIALE

E IL CENTRO HIT PADEL CODROIPO SCENDONO IN CAMPO INSIEME!

Commerciale, al centro Sante Dal Mas di HIT Padel. Appunti di

dell’economia”. Sono aziende guidate in larga misura da imprenditori locali, imprese che hanno un solido legame con il territorio, che forse hanno “sponsorizzato” la tua attività sportiva o qualche progetto scolastico.

L’economia è l’incontro tra offerta e domanda, che sei tu ogni volta che scegli come e cosa comprare e come risparmiare. Impara a scegliere prodotti e servizi che sanno mettere insieme la creazione di valore economico (il tuo lavoro), la sostenibilità ambientale, la dignità del lavoro. Ma per decidere bisogna essere allenati ... e questi anni di studio ti sono stati preziosi.

“Non era ancora ben preciso lo scopo della sua vita, ma intuiva che anche così indeterminato valeva molto di più di tutte le fermate che potevano in quel momento allettarla. No, andare bisognava, proseguire. Lo studio era il prezzo della sua libertà, ...” sono le parole di Edda Marty e di augurio a te maturando del Medio Friuli.

Metanodotti Srl Divisione Commerciale e il centro HIT Padel hanno ufficializzato una nuova partnership, che punta a valorizzare sport, sostenibilità e servizi per i cittadini. L’accordo, siglato negli ultimi mesi del 2025, prevede una serie di iniziative congiunte, tra le prime figurano: eventi sportivi sponsorizzati, promozioni sulle forniture di gas & luce per i tesserati, sconti in caso di installazione di impianti fotovoltaici. Oltre a questo, Metanodotti comunica che, fino alla fine dell’estate, è ancora valida la promozione dedicata a chi, diventando cliente Metanodotti, decide di abbonarsi al centro HIT Padel: il tesseramento sarà omaggiato da Metanodotti. Ampia soddisfazione, quindi, da parte di Metanodotti Srl Divisione Commerciale e il centro HIT Padel che sottolineano come l’iniziativa rientri in un più ampio progetto di radicamento sul territorio: “Crediamo nello sport come veicolo di aggregazione e nei valori che esso trasmette. Collaborare con realtà locali dinamiche ci permette di essere più vicini alle persone.” Grazie a questa sinergia, i cittadini potranno infatti beneficiare di nuove opportunità e, al tempo stesso, si rafforza il legame tra imprese e territorio.

Nella foto: ai lati Metanodotti Srl Divisione

Pubbliredazionale

VILLA MANIN ACCOGLIE i SOCI e le SOCIE della MUTUA di BANCA 360 FVG

Credima 360 sceglie Codroipo per l’assemblea dei suoi 20 anni.

Una giornata nel segno della salute e della solidarietà si è svolta, ad aprile, con oltre 200 Soci e Socie della mutua più grande del Friuli-Venezia Giulia nelle sale di Villa Manin di Passariano di Codroipo, che per l’occasione si è trasformata in un mini-polo multi-ambulatoriale. Infatti, già dal primo mattino diversi volontari, medici e associazioni hanno accolto i Soci di Credima 360 per sottoporli a vari check-up rapidi e consulenze specialistiche, in modo gratuito, prima dei lavori assembleari.

È proprio l’Assemblea dei Soci quindi l’occasione per dare valore alla prevenzione e ai controlli di base che possono dare indicazioni importanti sullo stato di salute di una persona. Un momento che Credima 360 Sms organizza ogni anno, proprio per diffondere consapevolezza e proattività ai suoi aderenti, e che quest’anno ha trovato casa negli spazi della barchessa della Villa, dando il via a un anniversario di grande rilievo: 20 anni di supporto alle spese di salute, a supporto del Sistema Sanitario Nazionale.

Nata nel 2006 a San Giorgio della Richinvelda, con l’allora Friulovest Banca, oggi la mutua conta oltre 6.400 soci in tutte le province della regione e una guida che fermamente porta avanti i valori della solidarietà, della sussidiarietà e del mutualismo: il dottor Giorgio Siro Carniello. Un Presidente che con grande competenza e determinazione impernia la propria azione attraverso una riflessione profonda sul ruolo della sanità integrativa, un tema cruciale, anche se sottovalutato, ma che, in

quest’epoca di sfide sanitarie sempre più complesse, può rappresentare una tutela importante per tutti i cittadini.

La spesa delle famiglie in esami, visite e accertamenti ha, di fatto, superato in Italia i 40 miliardi di euro: significa che, “in soldoni”, la media è un esborso di 570 euro pro capite all’anno in cure sanitarie.

La prima conseguenza di questi costi, per chi ha redditi più bassi, è la rinuncia a curarsi o ad altri beni essenziali per far fronte alle spese di salute. Una tendenza drammatica in un paese come il nostro, che vanta, o forse vantava, un sistema pubblico tra i più avanzati del mondo.

Ma ecco che con una Società di Mutuo Soccorso come Credima 360, una realtà no profit e senza profilazione all’ingresso, emerge una possibilità che ha radici profonde, ovvero la forza della collettività e della prossimità. È lo stesso dottor Carniello a sottolineare come “noi dobbiamo partire dalla comunità, partire dal basso e credere profondamente a questi momenti di coesione sociale, di informazione leale, sincera e colta. Comprendere che cosa vuol dire potersi avvalere di questo strumento così importante, di questa risorsa

così equa, perché parte dalla nostra terra, parte dai concetti della solidarietà, reciprocità, mutuo scambio e sussidiarietà”. Dall’assemblea - voluta fortemente a Codroipo dal vice presidente di Credima 360, Ugo Maiero - è riecheggiato molto forte, inoltre, il fondamentale ruolo di Banca 360 Fvg (rammentato dall’intervento del presidente Luca Occhialini), che attraverso la sua funzione creditizia permette la creazione di un vero e proprio ecosistema di salute, in una logica di comunità, con le garanzie e i valori del credito cooperativo.

Credima 360 Sms è accessibile a tutti i clienti dell’istituto di credito con costi contenuti, pensati proprio per trovare il giusto equilibrio, nessuna valutazione di rischio e una vasta offerta di rimborsi sulle prestazioni sanitarie e una rete di centinaia di strutture e professionisti convenzionati consultabile on line. In più, dal 2026 ha attivato una copertura Long Term Care, senza costi aggiuntivi, per andare incontro a chi si troverà in uno stato di Non Autosufficienza, dove i costi delle cure e delle fragilità che ne derivano sono di gran lunga a carico, ancora una volta, delle famiglie.

Ogni guerra arriva accompagnata dallo stesso copione. Le immagini monopolizzano l’attenzione, i commentatori evocano scenari estremi, gli investitori cercano una spiegazione immediata. I mercati, però, non reagiscono al rumore. Reagiscono al prezzo. Non guardano le esplosioni. Guardano ciò che le esplosioni possono diventare. E concentrano lo sguardo altrove. Sul petrolio, prima di tutto. Sul debito americano, che continua a crescere come una marea silenziosa. E sulla tenuta dell’intera macchina finanziaria globale, che negli ultimi anni si è abituata a funzionare con un equilibrio sempre più sottile fra liquidità abbondante, aspettative di sostegno monetario e compressione del premio per il rischio. Il punto non è se il conflitto sia grave. Lo è. È capire quando e come la tensione geopolitica smette di essere un fatto politico-militare e diventa un fatto economico e finanziario. Perché è in quel passaggio che cambiano davvero il comportamento dei mercati e le opportunità per chi investe con metodo e disciplina.

La storia dei mercati offre una lezione sorprendentemente costante: la guerra, di per sé, raramente basta a invertire in modo strutturale il trend della Borsa. Produce shock emotivi, genera volatilità, spinge gli investitori a cercare riparo nel breve termine. Ma, nella maggior parte dei casi, il danno iniziale tende a riassorbirsi con una velocità che spiazza chi guarda soltanto i titoli dei giornali. I dati storici parlano chiaro. Secondo un’analisi di RBC Wealth Management, su 20 eventi militari del dopoguerra l’S&P500 ha corretto in media del 6%, toccando il minimo in circa due settimane e recuperando in meno di un mese in 16 casi su 20. Il mercato si spaventa, ma spesso non cambia direzione. Gli eventi che fanno più rumore sono spesso quelli che, nel tempo, pesano meno sui rendimenti. Il grafico raffigurato

Il RUMORE e il PREZZO

Scelte in periodi di difficili.

racconta la stessa storia con la forza di una curva: l’indice azionario globale MSCI World (denominato in euro), dagli anni Settanta a oggi, ha attraversato crisi petrolifere, guerre, crolli tecnologici e pandemie, passando da poche centinaia di punti a oltre 12.000. Il resto è rumore. Le guerre colpiscono la coscienza. I mercati, invece, colpiscono il prezzo; ciò che li muove davvero non è l’evento in sé, bensì la sua capacità di alterare energia, inflazione, tassi, liquidità e crescita. Per l’investitore, il lavoro non consiste nel prevedere l’esito del conflitto, ma nel costruire un portafoglio che regga qualunque sia lo scenario.

E questo richiede alcune scelte concrete:

1. Non confondere volatilità con perdita permanente. Nei venti principali conflitti del dopoguerra, i mercati hanno recuperato in media in meno di un mese. La storia insegna a non vendere nel momento di massima paura, che è quasi sempre il momento meno adatto per farlo.

2. Distinguere il rumore dal rischio strutturale. Non ogni guerra è uno shock energetico. Non ogni shock energetico diventa stagflazione. La vera domanda non è se la guerra sia grave, ma se alteri in modo duraturo inflazione, tassi e utili. Finché la risposta resta incerta ma non catastrofica, le fasi di debolezza restano opportunità, non trappole.

3. Tenere una riserva di liquidità tattica. Non come rifugio, ma come riserva d’azione. La liquidità nei momenti di tensione è la capacità di intervenire quando il mercato eccede nel pessimismo e i prezzi di asset di qualità scendono per ragioni emotive, non fondamentali.

4. Privilegiare la qualità rispetto alla narrazione. In un contesto di liquidità più selettiva, le aziende con fondamentali solidi, margini stabili, basso indebitamento, reggono meglio. Quelle costruite su promesse di crescita futura diventano più vulnerabili quando il costo del denaro smette di essere irrilevante.

5. Non ignorare il debito americano come variabile di sistema. Rendimenti dei Treasury in rialzo, aste meno brillanti e flussi in uscita da parte di investitori esteri sono segnali che meritano attenzione, indipendentemente da ciò che accade sui fronti di guerra. Il punto non è evitare l’incertezza. È usarla.

Perché è proprio quando il mercato perde lucidità che si crea il vantaggio.

TENDE DA INTERNI - TENDE DA SOLE PERGOLE - TESSUTI - ZANZARIERE

a cura di Azimut Capital Management Sgr

RIGENERAZIONE delle PERIFERIE

Studenti premiati al concorso nazionale “Legalità e cultura dell’etica”.

Nel corso di una consolidata tradizione si è svolto il Concorso Nazionale del Rotary “Legalità e Cultura dell’Etica” che vede premiati studenti delle medie, delle superiori e dell’università.

Da diversi anni gli studenti degli Istituti di Codroipo si sono segnalati per la loro numerosa partecipazione, ancor più per l’aver vinto diversi premi. Ben 10 classi e 31 elaborati dell’Istituto Comprensivo di Codroipo e 8 elaborati e 2 classi dell’Istituto Superiore Linussio hanno partecipato al concorso. Anche quest’anno sono saliti sul podio 2 ragazzi dell’Istituto Comprensivo: Felice Falsino della 3^C al primo posto con la realizzazione di un video e Vittoria Cassin della 2^ A con la stesura di un tema. La loro premiazione è avvenuta a Palermo, il 10 aprile, in una trasferta vissuta con gioia. Erano accompagnati dalla professoressa Ketty Dal Lago e da Roberto Ferri, Presidente della Commissione del Distretto Rotary 2060. Una giornata indimenticabile: premiati nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo. Il tema del concorso era impegnativo: “Rigenerazione delle periferie come opportunità di riscatto: un percorso tra diseguaglianze, degrado, incertezze, illegalità e desiderio di rinascita, soprattutto tra le giovani generazioni”. “Il mondo salvato dai ragazzini” è stato il messaggio adottato dal Salone del Libro di Torino, svoltosi a maggio. Una coincidenza, forse, o una speranza che si appella anche agli adulti. Non è un caso che il Presidente della Repubblica rimarchi, con forza, la positiva, incoraggiante presenza dei “nuovi” giovani, dei giovanissimi ragazzini che dimostrano un sorprendente senso civico. È stato di estremo interesse constatare come ragazzi che vivono in una città di provincia, in un contesto di relativa, pacata quotidianità, lontani dalle problematiche che connotano le grandi aree urbane abbiano potuto comprendere e analizzare tematiche tanto impegnative. È indubbio che alla formazione e allo sviluppo della loro sensibilità abbia avuto un notevole apporto la capacità didattica dei docenti.

La premiazione si è ripetuta mercoledì pomeriggio 3 giugno nell’Auditorium Comunale di Codroipo con un evento fortemente voluto dal Rotary Club Villa Manin di Codroipo. Studenti, docenti, famigliari, autorità e rappresentanti del territorio, dirigenti scolastici dei 2 Istituti e le professoresse Lucia Schilter e Annarosa Toffoli, referenti delle scuole per il concorso, oltre ai Rappresentanti del Rotary, Roberto Ferri per il Distretto, Andrea Finos, Presidente del Rotary di Codroipo e Susanna Salvador, la referente per “l’azione giovani”, si sono ritrovati in ore di condivisione. Un evento corale con la precisa volontà di mettere al centro gli studenti, i veri protagonisti del progetto, e sono stati valorizzati tutti i loro lavori. Infatti tutti, non solo quelli premiati, hanno ricevuto una pergamena, “al merito”.

Federica Ravizza, Rotary Club Codroipo Villa Manin

Il sì dopo 54 anni.

È il 1968, una domenica sera, sul treno da Udine a Padova. Il ventiduenne Flavio Franzolini, studente di medicina vede salire una bella ragazza di 19 anni, anche lei diretta a Padova, dove studia farmacia. Indossa una maglietta rossa, complice del colpo di fulmine. Dalla simpatia reciproca all’amore il passo è breve, ma Mariangela Ghirardini decide che non sia il suo tipo e lo lascia. Nel 1972 si rincontrano ed è per sempre. “Sono stata l’unica ad averlo lasciato” racconta, sorridendo, Mariangela “forse per questo me lo son tenuto stretto”. La loro storia vede Flavio laurearsi in medicina, attraversare corsie d’ospedale e sale operatorie, aprire il suo studio dentistico a Udine e a Codroipo, in via Piave. La stessa via dove Mariangela è nata. Lì vicino, in piazza Garibaldi, per un secolo ha operato la farmacia di famiglia, passata dallo zio paterno Ermes Faggiotto al padre Luciano, insieme alla moglie Lucia Passalenti, fino a Mariangela, che ne è stata titolare dal 1990 al 2017. Non si sono sposati subito. Non ne sentivano il bisogno. C’erano state anche le pubblicazioni, nel 1984, poi dimenticate perché in viaggio. Viaggiano, infatti, dal 1978, senza sosta. Cercano la realtà, quella non addomesticata. In India, Sudamerica, Africa, Europa, raccolgono volti, colori, storie, con occhi attenti e macchine fotografiche sempre pronte. Perfino gli incontri più estremi, come i cannibali di Irian Jaya, in Nuova Guinea indonesiana. Eppure, il luogo del cuore resta l’India. Per la gente, i sorrisi, l’accoglienza. Condividono molte passioni. Oltre alla fotografia, sono soci del Circolo Fotografico Codroipese, il nuoto, la subacquea, il cinema, il ballo, in particolare il tango argentino. Tuttavia, qualche differenza c’è. Mariangela è madrina e cofondatrice del Coro 5, Flavio è veterano dello Ju Jitsu, con due allenamenti a settimana. Spazi propri, che non dividono, ma arricchiscono. Il loro segreto? “Siamo metà mela” rispondono all’unisono. E ora, a 80 anni lui e 76 lei, è arrivato il sì ufficiale, in Comune a Codroipo, in una cerimonia semplice, con gli affetti più veri. Il viaggio di nozze? “Era già programmato, in Senegal. Poi ci siamo detti, perché non sposarci?”. P.G.

Partito nel 2024, Rigenera è un percorso a 360° che prevede interventi nel campo del sociale, delle politiche giovanili, dell’urbanistica, dei lavori pubblici e della promozione di eventi ricreativi e culturali. Le linee guida di Rigenera sono costituite dal potenziamento della rete e degli scambi fra Amministrazione e enti del terzo settore che operano sul territorio, lo stimolo all’animazione e alle attività nell’area degli Impianti Base, il potenziamento della sicurezza e dei controlli.

Inoltre, fra le azioni chiave di Rigenera si trovano: il progetto “Educatori di Strada”, che ha visto l’introduzione di due figure professionali operanti con e a supporto dei giovani del territorio (oggi coinvolge un gruppo di circa 50 ragazze e ragazzi, ai quali vengono offerti ascolto e luoghi di ritrovo) e il Concorso d’idee progettuali per gli Impianti Base. Quest’ultima iniziativa è stata varata per acquisire proposte progettuali per la riqualificazione dell’area, con l’obiettivo di immaginarne lo sviluppo armonico, attento al bilanciamento fra il verde e le infrastrutture ed il rafforzamento delle connessioni e dei legami fra gli impianti sportivi esistenti. Infine, veniva anche richiesto di immaginare la progettazione di una nuova palestra polifunzionale per le associazioni e la riqualificazione (o demolizione) della Casa dello Studente, risalente agli anni ’70 ed oggi sede di svariate associazioni. Il concorso ha coinvolto un centinaio di studi e progettisti da tutto il mondo e si è svolto fra settembre 2025 e marzo 2026, ed è stato gestito dal gruppo Terraviva S.r.l. e dalla giuria internazionale con due membri nominati dal comune nelle figure dell’Architetto Alessandra Baldin dell’Ufficio Urbanistica e Ambiente del Comune di Codroipo e dell’Architetto Alessandro Verona di Udine. Il primo progetto classificato è stato “Trame condivise”, presentato da Diego Zanette, Debora Casagrande, Mattia Pianezzola e Federico Sartorato, provenienti dal Veneto. Al secondo posto si è posizionato invece “The Urban collage”, dell’americano Zihua Mo. Infine, terzo classificato è stato il progetto “Altis” dei professionisti Francesco Gervasoni e Andreana Utile. Sono state assegnate poi 15 menzioni speciali ad altrettanti progetti provenienti da Italia, Slovacchia, Bielorussia, Spagna, India, Cina, Romania e Francia.

Giovanni Soramel, capogruppo di Polo Civico e referente del concorso d’idee per l’Amministrazione comunale, ha esplicitato la soddisfazione della giunta: “per l’alto livello

ECCO i VINCITORI del CONCORSO INTERNAZIONALE per lo SVILUPPO dei CAMPETTI

A Codroipo prosegue il progetto R.I.G.E.N.E.R.A. (acronimo che sta per Rete, Idee, Giovani, Eventi, Natura, Educazione, Rispetto e Aggregazione) ideato e portato avanti dall’Amministrazione comunale di concerto con forze dell’ordine, servizi sociali, politiche giovanili e associazioni del territorio, in particolare quelle più attive sull’area scolastica e ricreativa dei “Campetti”. delle proposte e degli spunti che con questa progettualità siamo riusciti a raccogliere per impostare il miglioramento dell’esistente e i futuri investimenti, tenendo ferme le tre caratteristiche dei campetti di Codroipo: la coesistenza di sport, scuola e tempo libero.”

Ora l’attenzione è focalizzata sullo studio delle proposte pervenute e l’illustrazione nelle commissioni consiliari, ma l’Amministrazione non esclude nei prossimi mesi anche delle presentazioni alla cittadinanza: “ora a breve termine dobbiamo studiare le

varie proposte e presentarle alle associazioni sportive che operano nella zona, ma ci piacerebbe promuovere degli eventi e anche una mostra per presentare gli elaborati alla comunità”, conclude Soramel. “Rigenera sta producendo risultati graduali e concreti e il fatto che un centinaio di professionisti da tutto il mondo abbiano ragionato su un’area chiave di Codroipo è importante e ci incentiva a proseguire il progetto”.

L’Amministrazione comunale

AGNUL di SPERE

Molto più che una compagnia teatrale.

Il 28 aprile si è svolta l’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio 2025 dell’Associazione teatrale “Agnul di Spere”. Durante la serata si è ripercorsa l’attività della compagnia nel 2025: dall’organizzazione delle rassegne teatrali di Carnevale e autunno (quest’ultima dedicata ad Angelo Pittana, Agnul di Spere, nel ventesimo anno dalla scomparsa) ai numerosi spettacoli tenuti in Regione. Il 2026 vedrà la compagnia impegnata nella preparazione del nuovo spettacolo, si pensa pronto per l’autunno, con la regia di Elvio Scruzzi. Continuerà la collaborazione con il Comune di Codroipo per i due spettacoli estivi nelle frazioni di Iutizzo e Biauzzo e con la disponibilità del servizio antincendio durante gli eventi, teatrali e non. Chi volesse sostenere la compagnia come socio o dar prova delle sue capacità “teatrali” può rivolgersi al numero 328 4752 759.

Compagnia teatrale “Agnul di Spere”

Il MARINELLI di UDINE VINCE il

33° PALIO TEATRALE STUDENTESCO

Premiato per la rappresentazione de “Il giardino dei ciliegi” di Anton Čechov.

A maggio si è tenuta, al Centro Culturale Ottagono di Codroipo, la 33^ edizione del Palio Teatrale Studentesco “Città di Codroipo”, appuntamento dedicato al teatro giovanile che anche quest’anno ha saputo coniugare formazione, creatività e partecipazione. A conquistare il primo posto è stato il gruppo teatrale “I Mattiammazzo” del Liceo Scientifico “G. Marinelli” di Udine diretto da Serena Di Blasio. Lo spettacolo ha portato sul palco il declino di una famiglia aristocratica russa alle prese con la perdita della propria tenuta, simbolo di un mondo destinato a scomparire di fronte all’ascesa della nuova borghesia. L’edizione 2026 del Palio è stata tra le più partecipate degli ultimi anni, con 9 gruppi scolastici provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia. Un risultato che conferma la vitalità del teatro tra le nuove generazioni e il valore della rassegna come occasione di espressione e confronto. Nel corso della serata finale è salito sul palco anche il gruppo “Gli Assetati”, fuori concorso, che ha proposto una riflessione sul tema della guerra e delle ingiustizie subite dalla gente comune, lanciando al pubblico un messaggio diretto: “Ascoltateci, abbiamo delle cose importanti da dirvi”. Per la compagnia vincitrice si apre ora la possibilità di replicare lo spettacolo nella stagione teatrale 2026/27 del Teatro Benois De Cecco di Codroipo.

Silvia Iacuzzi

MICHELE PIAGNO

Il barman fa tripletta di premi a Monza.

Barman internazionale e sperimentatore oltre che tra i narratori di sapori più noti in Italia e all’estero, Michele Piagno, originario di San Vito al Tagliamento, da anni opera nella ristorazione codroipese. Autore di numerosi libri dedicati al bartending, inventore del “Glow Sweet & Sour Mix”, brevetto internazionale che fa “brillare” i cocktail al buio, ha portato il nome del Friuli nel mondo, fino a Cuba, dove ha presentato proprio il suo primo libro “El senor Mojito” alla Fiera Internazionale del Libro dell’Avana. A Monza, nella storica sede Meneghelli, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Francy & World 2026 + Cocktail of the Year”, sbaragliando i concorrenti classificandosi primo nelle tre categorie: Miglior Cocktail, Migliore Presentazione, Miglior Barman.

I “Fancy Awards” sono riconoscimenti istituiti dal magazine italiano Fancy Magazine e mirano a valorizzare e celebrare gli aspetti più innovativi, inediti e spesso poco considerati nei settori della ristorazione, dell’hôtellerie, del vino, degli spirits e della birra.

Questi premi si inseriscono nella filosofia irriverente e orientata all’originalità della rivista, con l’obiettivo di premiare visioni fuori dagli schemi.

Grande soddisfazione per Piagno, che collabora con riviste, scuole alberghiere e associazioni, promuovendo la cultura del bere consapevole e creativo, e inserendola anche nei suoi libri: El Senor Mojito e Cucina Liquida, fresco di stampa.

Un PONTE tra GENERAZIONI

Festa e sorrisi a Variano tra i piccoli della Scuola parrocchiale dell’infanzia e asilo nido integrato “San Giuseppe” e i nonni di Casa Persinio.

Una mattinata speciale quella vissuta oggi: i piccoli alunni hanno aperto le porte della loro scuola ai nonni di Casa Persinio, giunti in visita accompagnati dalle operatrici e dai familiari. L’incontro ha dato vita a un magico scambio generazionale all’insegna della tenerezza. L’accoglienza è stata affidata alle voci dei bambini che, con i loro canti, hanno scaldato l’atmosfera, portando gioia e commozione negli occhi dei più anziani. Il cuore pulsante della giornata sono stati i laboratori di giardinaggio: mani piccoline e mani segnate dal tempo hanno lavorato fianco a fianco per mettere a dimora nuove piantine, simbolo di una vita che rinasce e di un legame che si coltiva con cura. Non è mancato un momento conviviale con una merenda insieme, occasione perfetta per scambiare chiacchiere e sorrisi.

“Vedere l’emozione negli occhi dei nostri nonni e la curiosità vitale dei bambini è stato un regalo immenso”, hanno commentato i presenti. Una mattinata di festa che ha dimostrato come la distanza anagrafica si annulli davanti a un gesto gentile e a una canzone cantata in coro.

Scuola parrocchiale dell’infanzia e nido integrato “San Giuseppe”, Variano

BERTIOLO ANNA DRIUTTI

Nell’olimpo dell’Oscar della Scienza 2026.

I VOLONTARI CIVICI del VERDE

Un contributo concreto al bene della comunità.

Prende ufficialmente avvio nel Comune di Basiliano un nuovo servizio dedicato alla cura del verde pubblico, affidato ai “Volontari civici del verde”. Un’iniziativa concreta che rappresenta un importante passo avanti nel più ampio progetto di valorizzazione del decoro urbano, su cui l’Amministrazione comunale sta investendo con convinzione. L’obiettivo è chiaro: migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso la cura degli spazi pubblici, rendendo il nostro territorio sempre più ordinato, accogliente e vivibile, con l’ausilio di un gruppo di volontari. Un paese curato è infatti un luogo in cui si vive meglio, si rafforza il senso di comunità e si promuove il rispetto per l’ambiente.

La squadra dei volontari è composta da cinque persone che hanno scelto di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze: tre appartenenti alla sezione Federcaccia di Basiliano e due membri dell’associazione “Amis Alpins” di Variano. Nei mesi scorsi, i volontari hanno seguito specifici corsi di formazione e abilitazione all’utilizzo delle attrezzature, acquisendo le competenze necessarie per operare in sicurezza. Le attività saranno coordinate da Ivan Marangone, responsabile del settore manutenzioni dell’Ufficio Tecnico comunale, che garantirà un supporto costante alle attività.

Il Sindaco Marco Olivo e l’Assessore alle Manutenzioni Alessandro Aita esprimono grande soddisfazione per l’avvio di questo nuovo servizio. “Si tratta di un’iniziativa che unisce partecipazione civica e attenzione al territorio. Il nostro ringraziamento va a questi volontari, che con generosità e senso civico hanno deciso di contribuire concretamente al bene della comunità.”

Amos D’Antoni

La fisica friulana Anna Driutti, originaria di Bertiolo, ora a Pisa, è tra i premiati per gli studi sulla fisica dei muoni 2026. Si tratta di un riconoscimento internazionale di prestigio, finanziato tra gli altri dai fondatori di Google e Meta, e assegnato da un comitato composto da Premi Nobel e scienziati di fama mondiale. Un premio che celebra decenni di ricerca d’eccellenza nei laboratori del CERN di Ginevra, del Brookhaven National Laboratory e del Fermilab negli Stati Uniti.“È un momento straordinario per la fisica dei muoni” sottolinea Anna Driutti.

A scuola nasce la predisposizione per la matematica e l’amore per la fisica, che la porta a iscriversi all’Università di Trieste. Decisivo l’episodio del fratello Nicola, studente di ingegneria elettronica a Udine, che ha passato ad Anna un invito per un esperimento al Fermilab di Chicago. Da lì ha preso forma un percorso che la vede protagonista fin dagli inizi dell’esperimento. L’esperimento ha pubblicato nel 2025 la misura più precisa al mondo dell’anomalia magnetica dei muoni, particelle elementari simili agli elettroni, ma con massa maggiore. Si originano quando i raggi cosmici colpiscono l’atmosfera terrestre e decadono in appena 2,2 microsecondi. Driutti ha lavorato alla misura del “muon g-2” contribuendo a uno dei risultati più significativi della fisica contemporanea che riunisce 176 scienziati di 34 istituzioni in 7 Paesi. “Un onore avere una concittadina di tale spessore”, ha commentato il sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis. “Per farla conoscere è intenzione dell’amministrazione creare un evento dove possa comunicare la sua esperienza ai giovani”.

Pierina Gallina

VRELAPSA

Marta Fiascaris tra musica e narrazione.

illa Valetudine ha ospitato “Relapsa”, un’iniziativa artistica che intreccia musica e narrazione per riportare alla luce la vicenda di Marta Fiascaris, figura tra le più controverse del Friuli del Seicento. Lo spettacolo nasce da un’opera di Michela Sbuelz e vede la partecipazione dell’arpista Luigina Feruglio e dell’attrice Flavia Valoppi, con organizzazione e distribuzione curate da Valentina Paganello. Al centro della rappresentazione vi è la storia di Marta Fiascaris (1610-1656), mistica e visionaria originaria di San Daniele del Friuli, il cui percorso spirituale si scontrò con le autorità religiose del tempo. Nata da una madre ebrea convertita al cristianesimo, Fiascaris raccolse attorno a sé un gruppo di devote e sostenne idee considerate pericolose dall’Inquisizione. Tra queste, la possibilità di salvezza per i bambini morti senza battesimo e una profonda unione mistica con Dio, esperienza che la portò a elaborare un proprio Vangelo. Il lungo processo a suo carico, durato dal 1639 al 1653, fu uno dei più complessi dell’epoca, alimentato da contrasti tra ordini religiosi e tensioni nella società friulana del tempo. Condannata a dieci anni di carcere e costretta all’isolamento, Marta Fiascaris morì nell’ospedale di San Daniele nel 1656. Con Relapsa, la sua vicenda viene riletta attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, restituendo al pubblico una figura che oggi viene ricordata non solo per la sua intensa ricerca spirituale, ma anche come simbolo di resistenza e di emancipazione femminile in un’epoca di rigide gerarchie religiose e sociali.

CANTA&CAMMINA

Pieno successo per il decimo Festival Corale Internazionale.

Si è conclusa la decima edizione di Canta&Cammina, il Festival Corale internazionale che si tiene a Camino. Organizzato dalla Corale Caminese Aps, l’evento ha spento quest’anno dieci candeline, ospitando per l’occasione ben 18 cori provenienti dall’Italia e dall’estero. Il ricco weekend di musica ha preso il via venerdì 19 giugno con il concerto d’inaugurazione nella cantina Ferrin. Sabato il Festival ha proposto tre concerti in contemporanea: la musica profana è stata protagonista a Villa Valetudine e all’agriturismo Là Di Morson, mentre le note sacre hanno risuonato nella splendida

Silvia Iacuzzi

Chiesa Matrice di Pieve di Rosa. Domenica 21 giugno si è svolto il tradizionale concerto itinerante lungo via Tagliamento che ha visto la partecipazione di quindici cori e l’apertura di ben sette corti private. Sempre nella mattinata di domenica, una delle formazioni ospiti ha animato la Santa Messa nella Chiesa di Ognissanti.

Tra entusiasmo, condivisione e una grande affluenza di pubblico, la manifestazione si conferma un appuntamento importante per l’intera comunità. La Corale Caminese, nel ringraziare i cori, i volontari e i proprietari delle corti per la generosa ospitalità, dà appuntamento alla prossima edizione che si terrà da venerdì 18 a domenica 20 giugno 2027.

Francesca Espen

Tra cittadinanza attiva e natura.

A maggio nell’ambito delle iniziative comunali di implementazione dell’offerta formativa, alunni e docenti della classe quinta della Scuola Primaria di Camino al Tagliamento sono stati accolti in Municipio per la visita guidata agli Uffici Comunali. A fare da Cicerone, il Sindaco Nicola Locatelli che, insieme ai dipendenti comunali, ha illustrato ai giovanissimi cittadini le funzioni delle diverse aree amministrative. La visita si è conclusa, come di consueto, in Sala Consiliare: qui l’attenzione si è spostata sul funzionamento degli organi democratici e sul significato dello stemma comunale. Gli alunni hanno partecipato con entusiasmo, ponendo domande puntuali e sostanziali che hanno testimoniato l’impegno profuso in classe nel preparare l’incontro. A seguire, la classe è stata accompagnata dall’Assessore Serena Gani in via Chiesa, per lo svolgimento del laboratorio di educazione ambientale nella variante 2026, ovvero “Festa dell’Albero e delle Api”. I ragazzi si sono rimboccati le maniche per realizzare la prima grande aiuola mellifera dei parchi comunali. Su una superficie di ben 60 mq, hanno steso una miscela di terriccio e sementi selezionate per attirare e nutrire gli insetti impollinatori; un gesto concreto che ha dato i suoi frutti in tempi record, con i primi germogli apparsi già dopo pochi giorni. Per valorizzare l’opera, gli alunni hanno inoltre posizionato dei cartelli illustrativi bilingui, in italiano e friulano, sulle piante e sugli insetti tipici del nostro territorio.

Il momento più emozionante della mattinata è stato lo svelamento della targa celebrativa, posta dal Comune per ricordare questo prezioso gesto di attenzione e cura per la natura e per la comunità. Un sentito grazie ai volontari che hanno preparato il terreno alla semina.

L’Amministrazione comunale

LEÌN A CJAMIN!

Si chiude con successo l’edizione 2025/26, ma è già programmata la prossima.

In continuità con gli anni precedenti, la Biblioteca Comunale ha promosso una serie di iniziative per avvicinare la fascia giovanile alla lettura. Da novembre a maggio un appuntamento al mese con le letture e i laboratori creativi di “Leìn a Cjamin”, a cura delle lettrici volontarie Francesca Bosco e Gabriella Colombo. Sulla base dei racconti proposti i bambini hanno realizzato addobbi natalizi, un terrario per dinosauri e decorazioni per la biblioteca. Non sono mancati gli eventi speciali: ad aprile in collaborazione con la Scuola di Musica E.M.D. e “Il gelato sotto il salice” a maggio. Nell’ottica delle attività comunali di promozione della scuola di territorio, la Biblioteca ha collaborato con la Scuola dell’Infanzia “Maria Immacolata” e con la Scuola Primaria, con numerosi laboratori nei plessi ma anche uscite in biblioteca, generando così un circolo virtuoso tra istituzioni educative e territorio, capace di avvicinare i più piccoli ai libri in modo spontaneo e divertente. Grazie a questa sinergia, lo spazio della biblioteca si è trasformato in un’estensione delle aule scolastiche, consolidando la lettura come un’abitudine stimolante per l’intera comunità. I laboratori riprenderanno a ottobre, ma giovedì 3 settembre alle 17.00 i bambini dai 6 ai 10 anni sono invitati in Biblioteca per “La scienza va a teatro”, data caminese del progetto regionale “Leggiamo 0-18 - La strada dei libri passa da...”.

Prenotazioni: 0432 919 000 int. 5 - biblioteca@comune.caminoaltagliamento.ud.it

Serena Gani, Assessore alla Cultura

CREARE MUSICA con l’INTELLIGENZA

ARTIFICIALE

suoni e voci. Come dicevo all’inizio, i testi sono miei, e nel metterli in musica, sono nate nuove complicazioni, come le storpiature delle parole, che a grandi linee ho aggiustato mettendo accenti in ogni dove o addirittura sillabando delle parole, poi la punteggiatura... dimenticate tutto quello che sapete, con l’A.I. vale poco!

MConfessioni e difficoltà spiegate da SignorDisagio, autore della compilation che ha spopolato sui social anticipando la Festa del Toro e del Vino.

i presento: sono SignorDisagio, così ho deciso di chiamarmi quando ho pensato di costruire un progetto musicale per le associazioni e i giovani che organizzano e lavorano alla sagra di Camino al Tagliamento. Partiamo dal presupposto che non so cantare e non so suonare, ma avevo delle idee, degli spunti raccolti un po’ qua e un po’ là, e volevo fare qualcosa di leggero e simpatico per quei ragazzi, così alla veneranda età di 50anni, ho deciso di farmi dare una mano dall’A.I. Partirei subito con un detto che sbaglia poche volte: “non è tutto oro quello che luccica”, eh già ... non è stato affatto facile, un po’ per la mia età, un po’ perché i testi dei brani sono miei (e far percepire a un’A.I. la mia ignoranza non è stato semplice), un po’ perché se intendi pubblicare ed inserire nelle piattaforme i tuoi brani ci sono vincoli importanti da rispettare per non incorrere in censura o essere bannati come profilo con il rischio di non superare dei controlli qualità, che già fanno una buona scrematura. Non si può chiedere a ChatGPT di creare una canzone e pensare di poterla pubblicare come propria: quando è completamente fatta dall’A.I. viene rifiutata dalle piattaforme, ci deve essere il chiaro intervento dell’uomo per passare i controlli. Così avendo già scritto dei testi, sono andato alla ricerca di qualche piattaforma che mi aiutasse a metterli in musica e cantarli. Anche qua ho trovato altri paletti importanti: ad esempio è severamente vietato usare voci di altri artisti, se usi dei mushup o cover devi dichiararlo ed avere autorizzazioni, come se usi dei bit o delle melodie registrate devi avere i permessi, per cui non mi è bastato trovare la piattaforma che mi piaceva e mi dava soddisfazione usando la versione gratuita, ma per commercializzare, portare nelle varie piattaforme ho dovuto abbonarmi così da avere le autorizzazioni per

Si deve cercare di scrivere un po’ come si parla, usando più che la punteggiatura, gli spazi e andando a capo, anche più volte per far percepire all’A.I. il distacco e la cadenza delle frasi, non vi dico quante volte ho dovuto rimodellare i testi fino a trovare una soluzione adatta, alla fine mi sono anche accontentato del risultato visto che il progetto voleva essere un gioco, una goliardata per fare due risate. Alla fine, altro paletto, in autonomia non posso pubblicare su Spotify, Amazon Music, YouTube Music, Apple Music, ecc., per cui ho dovuto trovare un “produttore” che mi pubblicasse i pezzi. A questo punto è partita una ricerca sul web, dove si possono trovare piattaforme che in base a diversi parametri (costi, provvigioni, abbonamenti, ecc.) ti aiutano a diffondere le tue creazioni.

In merito all’A.I il programma che ho scelto applica molti controlli qualità per non avere problemi quando distribuisce i pezzi alle piattaforme musicali che, a loro volta, fanno ulteriori controlli. Avendo lavorato con l’A.I. e nonostante l’attenzione prestata alle regole che avevo studiato, passano un po’ di giorni tra l’accettazione del pezzo e la pubblicazione vera e propria. Giorni che, nonostante sia stato un gioco, mi hanno portato un po’ di ansia.

Perché vi racconto e condivido tutto questo? Perché osservo nei giovani, ma anche nei meno giovani, la visione dell’A.I. non come un aiuto ma una semplificazione, una scorciatoia per raggiungere dei risultati. La mia esperienza mi dice che l’A.I è un grandissimo aiuto e supporto ma come in tutte le cose bisogna prestare attenzione e, soprattutto, studiare le varie dinamiche d’utilizzo per non incorrere in dispiaceri. Voglio anche credere che l’A.I. mi abbia dato una grandissima mano nel creare autonomamente il mio progetto, ma voglio anche pensare che i sorrisi e le risate scaturite siano frutto dei miei testi, principalmente dall’opera dell’uomo che indirizza in modo deciso la strada dell’A.I.

L’A.I. va assolutamente usata, ma non pensiamo di farle fare il nostro lavoro: pensiamo a lei come quella spinta che ci aiuta a migliorare il nostro progetto valorizzando noi stessi.

SignorDisagio

FLAIBANO TORNEO di CALCIO del GEMELLAGGIO

Un appuntamento biennale che unisce tre comunità. Quest’anno, il 17 luglio nel campo sportivo di Flaibano si svolgerà il secondo torneo del gemellaggio, la manifestazione sportiva che celebra e rafforza il legame tra le città di Flaibano, Bettembourg (Lussemburgo) e Valpasos (Portogallo), riportato alla luce nel 2014 per dare concretezza allo spirito di amicizia e scambio. I rappresentanti del gemellaggio hanno deciso di affermarlo come un evento tradizionale del calendario estivo delle tre comunità. Si gioca a rotazione tra i campi delle città. Il torneo si svolge con la formula di partite a 11 e vede la partecipazione delle tre prime squadre delle città. Quest’anno il torneo non è solo calcio ma anche un momento di incontro per tutta la comunità. Dopo il torneo nella piazza del paese si svolgerà un concerto con la storia della musica rock italiana. Il Maestro di chitarra Maurizio Solieri, accompagnato alla batteria dal figlio il batterista Eric C. (la C in onore del leggendario Eric Clapton) e la loro band. Unico concerto in Friuli.

Felice Gallucci, Vice Sindaco

PACE, SOLIDARIETÀ e GIUSTIZIA SOCIALE

Premiato il percorso educativo della Primaria protagonista al Premio Terzani Scuole.

Grande soddisfazione per la comunità di Lestizza dopo la partecipazione delle classi seconde e quinte della scuola primaria “Cesare Battisti” al Premio Tiziano Terzani Scuole, la cui cerimonia di premiazione si è svolta sabato 10 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nell’ambito del prestigioso festival dedicato al grande giornalista e scrittore friulano Tiziano Terzani. Presente in sala a rappresentare il Comune di Lestizza c’era l’assessore all’Istruzione Ilario Marangone, che ha voluto esprimere in separata sede il proprio plauso alle insegnanti Chiara, Mirella, Elisa e Mara e agli alunni protagonisti del progetto premiato nella sezione riservata alle scuole primarie. “Il risultato raggiunto rappresenta motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità” ha dichiarato Marangone “e testimonia il valore profondo del lavoro quotidiano svolto dalle docenti con passione, sensibilità educativa e autentica dedizione nei confronti dei ragazzi”. Il percorso presentato al concorso ha preso ispirazione da una celebre riflessione di Terzani sui temi della pace, della solidarietà e della giustizia sociale, valori che gli alunni hanno saputo approfondire attraverso un progetto interdisciplinare capace di unire creatività, empatia e consapevolezza civile. Nel suo messaggio di congratulazioni, l’assessore ha sottolineato come, in un tempo segnato da conflitti e divisioni, educare i più giovani al rispetto dell’altro, all’ascolto e alla condivisione rappresenti “una delle missioni più alte e preziose della scuola”. Un riconoscimento, quindi, non solo al risultato finale ma, soprattutto, al percorso educativo costruito insieme da docenti e studenti. “Il successo” ha evidenziato “sta proprio nel cammino compiuto fianco a fianco tra insegnanti e alunni. Il traguardo ottenuto premia certamente il talento e l’entusiasmo dei bambini, ma è anche il frutto della capacità delle maestre di accompagnarli con competenza e cuore, aiutandoli a sentirsi parte di una comunità più grande, fatta di diritti, doveri e speranze condivise”. Parole che mettono in luce il ruolo centrale della scuola primaria come luogo non solo di apprendimento, ma anche di crescita umana e civile. Per l’Amministrazione comunale, infatti, il riconoscimento ottenuto dalla scuola di Lestizza rappresenta un esempio concreto della scuola che il territorio intende sostenere: una realtà educativa capace di formare cittadini consapevoli, sensibili e aperti al dialogo. L’assessore ha infine rivolto un sentito ringraziamento a tutto il personale scolastico per l’impegno quotidiano e per aver portato il nome di Lestizza in un contesto culturale di grande rilievo regionale e nazionale, dimostrando ancora una volta come qualità dell’insegnamento e attenzione educativa possano lasciare un segno profondo nella crescita delle nuove generazioni. Un risultato che rende orgogliosa l’intera comunità e conferma il valore della collaborazione tra scuola, famiglie e istituzioni nella costruzione di percorsi educativi fondati sulla pace, sulla solidarietà e sul dialogo. L’Amministrazione comunale

Un NUOVO SPETTACOLO per la FILODRAMMATICA di NESPOLEDO

Una risata che dura da oltre 45 anni è quella con cui la compagnia filodrammatica Nespoledo ‘80 accompagna i suoi spettatori. Il gruppo continua, infatti, a portare nei teatri e negli auditorium della regione la bellezza del teatro in lingua friulana con spettacoli brillanti capaci di coinvolgere il pubblico La compagnia, che ha soffiato le 45 candeline della sua fondazione lo scorso anno, è tornata in scena nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 maggio, nell’ambito della rassegna teatrale comunale, con un nuovo spettacolo dal titolo “Une cuistion delicade, mari sigure, pari forsit” di Antonella Zucchini, con la regia di Nicola Rossi e la traduzione di Ruggero Ottogalli. Sono state due serate con un auditorium sempre tutto esaurito, con un totale di quasi 500 spettatori che hanno apprezzato la commedia andata in scena con grandi risate e tanti applausi.

Il grande e costante lavoro durante i mesi di prove ha portato alla grande soddisfazione di tutti i componenti del gruppo per la buona riuscita dello spettacolo.

Dopo una meritata pausa, si cominceranno le repliche nelle piazze e nei vari teatri del nostro bellissimo Friuli. Un nuovo capitolo di una nuova avventura fatta di emozioni, risate e tanti applausi.

Filodrammatica Nespoledo ‘80 Aps

L’UTE va in VACANZA... FORSE NO

Visite, incontri e pittura en plein air. Con le prime calure di fine maggio siamo entrati nell’estate, stagione amata che ci accoglie anche per realizzare progetti di svago, vacanze e movimento.

L’Ute è in pausa ma, in realtà, continua a muoversi con noi corsisti, attraverso ciò che ci ha dato e che portiamo con noi: piccoli saperi, conoscenze, letture, scoperte, incontri che, almeno in parte, conserviamo. Così, se ci troveremo in qualche città d’arte o in un museo, potremo riconoscere qualcosa di già conosciuto. Se passeggeremo in montagna, capiremo qualcosa in più della natura e delle emozioni che sa suscitare.

Se saremo sottoposti a tentazioni gastronomiche, sapremo gestire meglio il nostro benessere fisico, perché informati ed edotti dai corsi. Se ci imbatteremo in qualche evento culturale o ludico, saremo interessati ad approfondire e, in più contesti, potremo essere validi interlocutori. Possiamo quindi percepire l’Ute come una guida culturale e sociale, una compagna di viaggio, una valida e simpatica opportunità. E intanto, per il piacere di stare insieme e di condividere la passione per la pittura, i corsisti di Pittura

Acrilica si sono ritrovati il 21 maggio a Marano per una bellissima giornata di pittura en plein air con il maestro Fontanini, conclusa poi con un gustosissimo momento conviviale.

Luigino, un corsista

USMÂ

Rassegna culturale itinerante.

La cultura è inseparabile dai luoghi che racconta. Investire nella cultura significa, infatti, investire nel futuro di un territorio e delle persone che lo abitano. Proporre eventi culturali rappresenta uno strumento prezioso per mettere in movimento e vivacizzare il tessuto sociale di una comunità, ma soprattutto costituisce un’occasione importante per promuovere un territorio e farlo conoscere oltre i propri confini.

È proprio con questo spirito che dal 3 maggio al 14 giugno l’Amministrazione di Rivignano Teor ha promosso la rassegna culturale itinerante “Usmâ”. Questo nome così particolare è la forma all’infinito del verbo friulano che indica il fiuto del cane da caccia o, anche, l’odore lasciato dalla preda nel tentativo di fuggire. Un nome insolito, si potrebbe pensare, per una rassegna culturale. Eppure, con uno sforzo interpretativo, “Usmâ” assume il significato di “essere sulle tracce di”, “essere alla ricerca”. L’idea della ricerca viene ulteriormente valorizzata dalla multidisciplinarietà della rassegna che, tra teatro, musica, storia e letteratura, propone appuntamenti di rilievo offrendo al pubblico occasioni di scoperta e incontro con linguaggi artistici differenti. La vera particolarità della rassegna, però, è il suo carattere itinerante. Ogni appuntamento ha il proprio luogo, e ogni luogo custodisce una storia da raccontare. Attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi del comune, la rassegna desidera presentare il territorio anche a chi arriva da altrove, creando un dialogo tra cultura, paesaggio e comunità.

Un altro momento fondamentale della rassegna è rappresentato dalla degustazione che precede gli eventi culturali, curata dalla rete Terre del Friuli Venezia Giulia. Questa esperienza è parte integrante del progetto e, attraverso una selezione di prodotti provenienti dalle migliori aziende agricole del Friuli Venezia Giulia, racconta tradizioni, saperi ed eccellenze locali.

L’Amministrazione comunale

La ADUNADE dai FURLANS e je TORNADE

Sabide ai 11 di Avrîl Teôr al è deventât il cûr dal Friûl, ospitant la 3e Adunade dai Furlans. La manifestazion, inmaneade de bande de Pro Loco Teor, pal tierç an e à metût adun culture, musiche, novitâts e tradizion intune atmosfere di grande fieste e partecipazion. La scree, compagnâts de presince di Massimiliano Ghiro e di Doro Gjat, ambassadôr de cheste edizion, e je tacade cui cjants dai côrs di Teôr e di Rivignan e cun lis intervistis dal Speciâl de Radio Rai che nus à fat la direte e che o podês cjatâ la regjistrazion sul sît rayplaysound. Il biel timp al à judât a rindi ancjemò plui biele une zornade che e à clamât int di dut il Friûl, tra fameis, zovins e tantis realtâts impegnadis a tignî vive la identitât furlane, intun an une vore sintude. Di fat, propit pal inovâl dal Orcolat graciis ai professôrs Sandro Fabbro e Igor Londero si è resonât no contant la solite e retoriche narative dal taramot, ma rifletint, traviers ponts di viste diferents su cualis che a son stadis lis ereditâts di chest event.

Intune epoche là che dut al ven vaulivât a FVG e cumò i stan provant parfin cul Orcolat - fûr che cierts curiôs elements come par esempli l’aeropuart di Roncjis, in Friûl, che al devente Trieste Airport, invezit che FriuliVeneziaGiulia Airport, nomo? - o vin volût bati soredut su un aspiet: il “Model Friûl” isal vignût fûr dal nuie? No! Il sucès dal “Model Friûl” nol sarès stât pussibil cence i Furlans. Lis riflessions a son stadis insioradis ancje dai artiscj Gio Di Qual e Giovanni De Luca che a àn mostrât cemût che il fumet al pues deventâ un mieç moderni e valit par contâ il Friûl intune maniere diferente ancje aes gnovis gjenerazions. Podopo, no son mancjâts i moments pensâts pai plui piçui e pes fameis. Cun “Piçulis peraulis a mirinde” la place si è jemplade di fruts: mirinde, zûcs di une volte preparâts dal grop Meravee fin al spetacul di Daria Miani di Maman! Pai sportîfs si è davuelzût ancje il prin zîr ae scuvierte dal teritori di “Furlans in biziclete” organizât cul jutori de Fiab dal Friûl di Mieç. Intant, tancj visitadôrs si son fermâts a cjalâ la mostre des bicicletis d’epoche curade de Associazion Sportive Furlane, lis oparis di Sara Tonin e lis esposizions di prodots artesanâi e enogastronomics furlans. Une grande partecipazion e je stade ancje pe presentazion dal libri “Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli” di Toni Capuozzo, realizade in colaborazion cun la Aministrazion Comunâl e l’Arlef. Tal dialic dal gjornalist Toni Capuozzo e dal regjist Massimo Garlatti-Costa cun Doro Gjat e Massimiliano Ghiro, si è tornâts a vê lis ments sul ricuart dal taramot e su la fuarce che il Friûl al tirât fûr par tornâ in pîts dopo de tragjedie. Cul lâ ju dal soreli, protagoniste e je deventade la gastronomie furlane. I partecipants a àn podût cerçâ une schirie di prodots dal teritori: i cjarsons di Cucina di Carnia, la cjar di vacje furlane di Rossa Pezzata Fvg, il tirimisù di Amay Pastry Lab, lis biris artesanâls di Furlan Beer e i distilâts di Buiese Distillerie. Intant il public al è stât compagnât cun musiche, bai e moments di ligrie cun i Furlans a Manete, il Grop Folcloristic “M. Grion” di Caprive e Marcutti (@marcus_orator). A sierâ la zornade il conciert dai Corte di Lunas, frescs autôrs de gnove interpretazion dal imni dal Friûl “Incuintri al doman”, che al à fat cjantâ e divertî il public fin a sere tarde, prime dal DJ set finâl cun Gamba DJ. De bande de Pro Loco Teor gracie di cûr a ducjus: al public, ai amîs di Glesie Furlane e de La Patrie dal Friûl, ai colaboradôrs e, soredut, ai volontaris. Si viodìn ae 4e Adunade dai Furlans ai 3 di Avrîl dal 2027... une date particolâr!

E par no lassâsi come cjans, Us ricuardìn che chest an il Green Volley Teor al dovente grant e al finis 18 agns. Si che ai 3-4-5 di Lui Us spietìn par une Fieste Bocone! Mandi.

Massimiliano Ghiro, Vicepresident, Pro Loco Teor

Geni-Attori di Teor sul palco dell’auditorium da tutto esaurito, come ogni anno a fine maggio, con lo spettacolo “Ali, zampe, emozioni”. Il protagonista è un simpatico folletto di nome Elemino, che vive in una foresta incantata, un luogo dove la natura sfida l’immaginazione e incontra creature bizzarre. I loro nomi? Leonpesce, Farfaniglio, Cervattolo, Eligre, Rana volante, Lupuga e Gattila. Ogni incontro è una scoperta delle loro emozioni, quelle preziose e necessarie per raggiungere la felicità.

Una favola teatrale dedicata ai bimbi e alle loro famiglie, che mai dimentica di aiutare chi si trova nel bisogno. Quest’anno, parte del ricavato è dedicato alle cure per la ripresa di Leonardo, che, in una giornata come tante altre, mentre si recava a scuola in bicicletta, ha subito un grave incidente. Dopo l’immediato intervento chirurgico salvavita, è rimasto in coma per diversi mesi, per poi affrontare lunghe terapie riabilitative tuttora in corso. Sono passati oltre due anni, ma lui in primis e la sua famiglia continuano a credere nella ripresa. Insieme rappresentano un esempio straordinario di resilienza e coraggio per tutti, ed è per questo che i Geni-Attori sono al suo fianco.

VIENI a PORTARMI

le tue POESIE

Ha preso il via un percorso per condividere poesie in forma libera. Sabato 23 maggio con Gian Mario Villalta, direttore artistico del Festival PordenoneLegge ha preso il via una nuova proposta nella casa natale di padre Turoldo a Coderno di Sedegliano. “Vieni a portarmi le tue poesie A tu per tu con i poeti” è una proposta aperta a tutti coloro che desiderano condividere con un poeta, in forma libera e semplice, i loro testi e sentire un parere e/o ricevere un suggerimento. Il primo incontro è stato molto sentito e partecipato, così come il secondo che si è tenuto domenica 14 giugno alla presenza del poeta Roberto Cescon. Il prossimo sarà il 4 luglio alle 15:00 con Fabio Franzin e poi si ricomincia a fine settembre. Chi volesse ricevere ulteriori informazioni sui prossimi appuntamenti può farlo scrivendo a parolevive.centrostudituroldo@ gmail.com. Inoltre, la casa natale di padre David è aperta tutti i sabati e le domeniche dalle 14 alle 18 per scoprire un luogo unico e per farsi accompagnare nell’approfondimento di una delle personalità più importanti del Novecento per profondità e per attualità. La visita è anche un’occasione per apprezzare la mostra con le opere dei ragazzi degli istituti comprensivi di Codroipo-Varmo e Sedegliano-Basiliano realizzate nell’ambito del concorso artistico “Disegna... il sogno del mondo”.

Daniele Parussini, Presidente Centro Studi Turoldo

A SCUOLA con la PROTEZIONE CIVILE

Il gruppo comunale della Protezione Civile di Sedegliano incontra i ragazzi.

Un’esperienza coinvolgente, fatta di immagini, racconti ed emozioni: è questo il cuore del ciclo di incontri promosso dalla squadra comunale della Protezione Civile di Sedegliano, che ha visto protagonisti i ragazzi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del territorio. A guidare gli incontri sono stati i volontari della squadra comunale, che con passione e disponibilità hanno portato nelle classi la loro esperienza. Fin dai primi minuti, l’attenzione degli alunni è stata catturata grazie all’utilizzo di slide illustrative, ricche di immagini semplici ma capaci di raccontare in modo immediato cosa significa intervenire in caso di emergenza con esempi legati anche alla realtà locale. Gli alunni della scuola primaria hanno approfondito i principali rischi, come terremoti, alluvioni, frane, vento forte, incendi e forti nevicate, imparando semplici regole di comportamento. Le slide hanno mostrato situazioni concrete, aiutando i ragazzi a riconoscere i pericoli anche nella vita quotidiana. Con i ragazzi delle scuole medie, invece, l’attenzione si è spostata anche sull’organizzazione della squadra comunale: come si attiva, come opera sul territorio e come collabora con le altre realtà del sistema di Protezione Civile. Le immagini e gli esempi reali hanno stimolato riflessioni e domande che servono non solo a ricordare per imparare, come nel caso del terremoto del 1976, ma anche a capire il valore del volontariato e a far crescere cittadini consapevoli.

Il gruppo comunale della Protezione Civile di Sedegliano desidera esprimere un sentito ringraziamento a tutte le scuole del territorio che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, ai dirigenti scolastici e agli insegnanti per la disponibilità e la collaborazione dimostrata durante l’organizzazione degli incontri.

Gruppo comunale Protezione Civile Sedegliano

SUCCESSO al FORTINO di SEDEGLIANO

Grande festa del ciclismo giovanile.

Quasi 300 giovani atleti tra i 7 e i 16 anni hanno animato domenica 24 maggio l’ex fortino militare, protagonista di una delle manifestazioni più importanti del ciclismo giovanile regionale, organizzata dalla Libertas Gradisca. Le gare di mountain bike hanno trasformato l’area in un teatro sportivo per l’intera giornata. L’evento ha ospitato due appuntamenti di prestigio: il 26° Memorial Pressacco Pasqualino, riservato alla categoria Giovanissimi, e il 9° Memorial Venier Asco, dedicato a Esordienti e Allievi. Uno scenario suggestivo che ha esaltato le performance dei ragazzi, capaci di unire impegno tecnico, entusiasmo e sano agonismo. L’Asd Libertas Gradisca, società fondata nel 1972 con circa 40 atleti tesserati, svolge regolarmente tre sedute di allenamento settimanali proprio nell’area del Fortino, ormai diventato un punto di riferimento per il movimento ciclistico giovanile del territorio. Numeroso il pubblico accorso a sostenere i giovani corridori lungo il percorso, contribuendo a creare un’atmosfera di grande sportività e partecipazione collettiva. Soddisfatto il presidente della Libertas Gradisca, Fabio Pressacco: “È stata una giornata splendida, resa possibile solo grazie al lavoro instancabile di volontari, tecnici, genitori e collaboratori. Un ringraziamento va anche agli amministratori locali, che hanno dimostrato vicinanza a questa iniziativa”. L’appuntamento al Fortino è già fissato per il prossimo 19 giugno, quando arriverà la commissione di valutazione di Aces Europe per la candidatura di sei Comuni del Medio Friuli (Codroipo, Basiliano, Sedegliano, Mortegliano, Mereto di Tomba e Rivignano Teor) a “Comunità Europea dello Sport 2028”.

ASD Libertas Gradisca

CORTOMETRAGGIO SULLO STELLA

Il comune nel progetto “Correnti di cultura”.

Il fiume Stella non è solo un semplice confine, si tratta di un vero e proprio crocevia tra tradizione e modernità, realtà e immaginazione.

L’iniziativa, di recentissima costituzione, prevede la realizzazione di un cortometraggio che segue il corso d’acqua, raccontandone la storia e un videoclip musicale con una canzone originale scritta in lingua friulana, utilizzando un linguaggio moderno e accessibile. Propone, inoltre, eventi dal vivo nei comuni attraversati dal fiume Stella, per coinvolgere direttamente le comunità locali attraverso dibattiti, racconti e momenti di condivisione. Infine, si propone di coinvolgere i più piccoli con attività scolastiche. Le opere virtuali saranno condivise tramite piattaforme digitali, stampa e media locali, garantendo visibilità a tutti i comuni che scelgono di partecipare al progetto. Il nostro comune, aderendo al progetto, il 30 luglio nel giardino della biblioteca ospiterà il concerto del duo musicale “Bagliori d’anima”, composto da Alessandro Pozzetto e Nico Odorico.

Virginia Corchia

Il PATENTINO del CICLISTA

La consapevolezza su due ruote.

Oltre cinquanta alunni della classe quarta e delle classi quinte della scuola primaria di Talmassons hanno preso parte agli incontri “Il patentino del ciclista”, un progetto di educazione civica tenuto dalla polizia locale di Talmassons. Nel mese di aprile gli alunni hanno partecipato a una lezione teorica in classe, svolta dal comandante Vice Commissario Luca Delle Vedove, che ha spiegato le regole che ciclisti e pedoni devono osservare. Il 13 maggio hanno avuto modo di mettere in pratica quanto appreso. Infatti, accompagnati dal comandante e dalla Vice Ispettrice Emy D’Orlando, i ragazzi hanno realizzato un percorso in bici nel parcheggio della scuola durante il quale dovevano rispettare la segnaletica stradale. Il corso ha anche trasmesso l’importanza di porre sempre molta attenzione a ciò che accade intorno a noi mentre percorriamo le strade, con particolare riferimento ai pedoni, al fermarsi qualche istante per guardare a destra e sinistra prima di attraversare e non correre in prossimità delle strisce pedonali. Anche quest’anno l’amministrazione comunale ha sostenuto il progetto in sinergia con l’istituto comprensivo di Lestizza-Talmassons-Mortegliano-Castions di Strada. L’iniziativa è una tra quelle che sta più a cuore al nostro comune in quanto riesce a rendere i bambini dei futuri cittadini consapevoli e coscienziosi: l’obiettivo primario per rendere una comunità

GATTOLINI NUOVO SINDACO

Ha prevalso sugli altri due candidati. Le elezioni comunali di Varmo del 24 e 25 maggio 2026 hanno registrato l’elezione di Massimiliano Gattolini a Sindaco con 529 voti pari al 36,26% dei votanti. La lista, che lo sosteneva “Per Varmo-Vil di Var”, è stata votata da 503 elettori pari al 38,16%. Sono risultati eletti consiglieri comunali: Gabriele Tonizzo con 118 preferenze, Camilla Teghil con 112 preferenze, Laura Cosatto con 104 preferenze, Giada Liut con 59 preferenze, Bruno Del Toso con 57 preferenze, Alessandro Marcatto con 40 preferenze, Gabriele Mauro con 33 preferenze e Gianluigi Maldera con 33 preferenze, per un totale di 8 consiglieri. Secondo, come candidato a primo cittadino, è risultato Angelo Spagnol (di diritto consigliere comunale) con 488 voti pari al 33,45%, mentre la lista collegata “Per Varmo, Presenza, Ascolto, Cura” ha ottenuto 441 voti pari al 31,94%, un consigliere comunale eletto nella persona di Antonella Iacuzzi con 76 preferenze. Primi dei non eletti Tommaso Pivetta e Giulia Vatri entrambi con 58 voti. Terzo, candidato a sindaco, è arrivato Pierino Biasinutto con 442 voti pari al 30,29% (di diritto consigliere comunale), mentre la lista che lo sosteneva ha visto “Primavera per Varmo” ottenere 394 voti pari al 25.89% e un consigliere eletto nella persona di Rosa Letizia Fabris con 81 preferenze. Primi dei non eletti Riccardo Gobbato con 55 voti di preferenza e Oscar Vernier con 48 voti di preferenza. Il consiglio comunale, risulta così composto: Sindaco con 8 consiglieri di maggioranza e 4 consiglieri spettanti alle minoranze per un totale di 12 consiglieri.

Al sindaco, ai neo eletti consiglieri e ai futuri componenti la giunta, l’augurio di buon lavoro.

Graziano Vatri

70 ANNI di BASKET a CODROIPO

Un mese di tornei e incontri con una festa finale tra sport e comunità.

Si sono conclusi, il 31 maggio, i festeggiamenti per il 70° anniversario dell’Asd Pallacanestro Codroipese, realtà sportiva che dal 1956 rappresenta un punto di riferimento per il territorio. Un maggio ricco di iniziative ha coinvolto atleti, famiglie, allenatori, dirigenti e appassionati, celebrando una storia costruita attorno ai valori dello sport, della crescita per-

MILLE RAGAZZI a VILLA MANIN

Il rugby diventa festa e scuola di vita.

“AVilla Manin è successo qualcosa di speciale”. Nelle parole di Susana Greggio, presidente, e Riccardo Sironi, direttore tecnico dell’Asd OverBugLine di Codroipo, c’è il senso pieno di una giornata che ha trasformato la piazza della storica dimora in un’esplosione di energia, entusiasmo e partecipazione. Mille studenti, arrivati da numerosi istituti del Friuli Venezia Giulia, hanno preso parte alla quinta edizione di “Tagghiamo la Scuola Fvg”, il progetto che porta il tag rugby tra i banchi e nelle palestre. Per un giorno Villa Manin è diventata un grande campo aperto dove corse, mete, abbracci e spirito di squadra hanno dato forma a qualcosa che va oltre una manifestazione sportiva. Una festa di comunità, un’esperienza educativa, un incontro tra ragazzi uniti dal gioco e dal rispetto. Il progetto, promosso dall’Asd OverBugLine e dall’Uisp, ha coinvolto studenti dalle primarie alle superiori, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza del rugby attraverso la sua versione senza contatto, capace di coniugare movimento, inclusione e fair play. E proprio questi valori si sono respirati durante tutta la giornata.

EVOLUTION BRONZO EUROPEO

Dopo il titolo italiano, Evolution-Small Group conquista il terzo posto in Europa. La Polisportiva Orgnano ha brillato ai Campionati Europei di Pattinaggio Artistico svoltosi a Conegliano a inizio maggio. Il Gruppo pattinaggio artistico Evolution-Small Group riconferma il titolo di Campione Italiano 2026 e ne aggiunge uno ulteriore: il terzo posto europeo conquistato con il cuore in una vera sfida tra giganti.

Con un palazzetto vibrante di energia il gruppo è sceso in pista affrontando una delle competizioni più dure degli ultimi anni. Un testa a testa serratissimo con i due colossi spagnoli, storicamente i maestri della disciplina e la medaglia di bronzo conferma l’eccellenza della scuola di Orgnano nel panorama internazionale. Il successo porta la firma del maestro Sandro Guerra, con una coreografia studiata nei minimi dettagli e interpretata magistralmente dal gruppo allenatio da Vania Tecchio e Marisa Sar.

Pierina Gallina
Via Friuli, 5 Codroipo (UD) Cell. 376 2248340

Il GARDENÂL

CELSO

COSTANTINI

...e la sô grande opare umanitarie.

A150 agns da la sô nassite nus plâs ricuardâ un predi, un gardenâl che salacor pôcs a cognossin. Al jere di Cjasteons di Çopule dulà ch’al jere nassût ai 3 di Mai dal 1876 intune famee, secont di dîs fîs, che il pari al jere un piçul artigjan edil e dulà che Celso al veve tacât a vê un cert gust pal biel e une inclinazion pal disen creatîf e la modelazion da la cere. Al veve decidût di seondâ une vocazion intant ch’al jere stât convalessent dopo di un traume che i jere capitât cuant ch’al veve 14 agns. Nol veve titul par jentrâ in seminari, al veve dome la tierce elementâr, e al veve scugnût fâ i esams di amission al seminari di Puart. Achì, però, nol veve calcolade buine la preparazion di cheste istituzion e alore al veve rivât a laureâsi in Filosofie li da la Pontificie universitât Gregoriane tal Mai dal 1899 e subit daûr in Teologjie tal Lui. Al jere stât ordenât predi ai 23 di Dicembar dal 1899. Al pensave, daûr da lis sôs capacitât inteletuâls, di jessi destinât a une incarghe impuartant, invecit lu vevin destinât al ospedâl di Puart tant che capelan. Podopo al veve fat servizi a Roraigrant e po a Concuardie dulà ch’al jere restât fintremai al 1915. In chest timp al veve atindût a la sistemazion da la catedrâl e da la place devant, coltivant tal timp istès lis sôs ambizions artistichis sevi tal ambit teoric che ta chel pratic. I siei lavôrs si ju cjate vuê a Çopule, Pordenon e a Concuardie. Cundiplui si jere dedicât a la sagjistiche: Nozioni d’arte per il clero, jentrât tant che libri di test tal seminari di Puart e Athena: compendio di storia dell’arte. Al veve vude l’oportunitât di sei clamât a Aquilee par stâ daûr da la conservazion da lis oparis d’art ta lis zonis di guere e dulà ch’al veve publicât une Guida storico-artistica di Aquileia e Grado. Dopo da la fin da la guere al jere rientrât a Concuardie dulà ch’al veve sostituît il vescul Isola. Cul fradi don Giovanni si jere dedicât a sistemâ scuasit 1000 glesiis, ruvinadis da la guere e a comprâ 10.000 cjampanis. Dopo da la cjapade di Flum (Rijeka) di bande di D’Anunzio, il Vatican lu veve mandât là come aministradôr apostolic parvie da lis sôs capacitât di messedâsi in chês situazions delicadis. E jere stade, la sô, une vite cence padin. Tal 1922 pape Pio XI lu veve nomenât prin Delegât apostolic in Cine. Un compit pesanton, intun teritori sconfinât; si jere batût par riorganizâ la glesie locâl, al veve metût sù un Concili plenari cinês, rivant a creâ la prime Universitât catoliche a Pechin! Al jere rivât a fâsi autorizâ e a publicâ il Messâl roman par cinês. Tornât in Italie dal 1935 al 1953 al jere stât

PERAULE di VITE

Par strade, predicjait disint che il ream dai cii al è dongje. Dibant i veis ricevût, dibant dait (Mt 10,7-8)

In chest cjapitul dal Vangeli di Mateo, i apuestui a son apene stâts sielts di Gjesù, che ju clame par non, dantiur podês speciâi sui spirts impûrs par socâju e il don di vuarî ogni malatie e pidiment. Gjesù ur dâ inscuelaments su indulà e cemût puartâ indevant la lôr mission. Il messaç di dâ al è clâr: “Il ream dai cii al è dongje”. Il consei di proclamâ strade fasint il messaç al rimarche, di une bande, che il vêr dissepul al è prin di dut un predicjadôr de vicinance, ma di un’altre bande che il lôr mût stes di cjaminâ insieme al devi jessi un anunciâ. Difat, intal Vangeli di Zuan, dopo la consegne dal gnûf comandament, Gjesù al dîs: “Di chest ducj a savaran che o seis miei dissepui: se o varês amôr vicendevul”.

segretari da la Propaganda Fide. Intant dal fassisim al veve dât acet a Alcide De Gasperi, platât tal seminari lateran. Tal 1953 al vignive nomenât gardenâl. I ultins agns ju veve dedicâts al libri su lis sôs memoriis Ultime foglie (1954). Al jere muart a Rome ai 17 di Otubar dal 1958. Ai 23 di Otubar al jere stât puartât par l’ultin ripôs tal cimiteri di Cjasteons di Çopule, dongje di so fradi Giovanni muart doi agns prime. O vin scrit dome un pôc da la sô vite spindude par la fede, par lis missions. Ma achì nus plâs marcâ un’altre e plui impuartant vore ch’e da une idee da la sô fuarce e impegn uman. Si jere ocupât dal drame di chês feminis furlanis ch’a vevin vût un frut di un soldât, ch’a vevin patît une violence o ch’a jerin stadis obleadis a prostituîsi par fan intant da la Grande Guere: i ocupantants talians dopo dal 24 Mai, dai ocupants austro-ungarics dopo da la rote di Cjaurêt e dai soldâts talians intant da la rote. Il gjornalist Ojetti al veve vût il coragjo di denunciâ chescj fats che dome cumò, dopo passe cent’agns si tache a scrivi. Di fat il fassisim al veve scancelât chei fruts nassûts dal 1919 fintremai al 1921 e ch’a jerin la risulte da lis violencis su lis feminis furlanis. L’om soldât, tornât i veve domandât a la femine: “Parcè no vevistu abortît?” E cussì tancj altris tornâts dal front. Ma si ribaltave un concet: l’abort, il piês dai crimins, al jere deventât il dovê dal abort! Si veve di difindi l’onôr dai soldâts. No si veve di fevelâ di feminis violentadis di bande di soldâts talians intant da la ritirade di Cjaurêt e di chei austro-ungarics (di 12 difarentis nazionalitâts, paraltri). Ma il teme di fonde al jere: ce fasìno di chescj puars fruts? E jere stade metude sù ancje une Comission di inchieste dopo da la guere su lis violencis cuintri chestis feminis. Tantis di lôr, par vergogne, no vevin denunciât lis violencis. E i oms ch’a tornavin, viodint cheste “gnove” situazion, a berlavin: “Almancul fossio muart in guere!” E don Celso Costantini ur rispuindeve: “Ma a son stadis vitimis di violencis. O vin di perdonâlis”. La Comission no jere rivade a une conclusion sigure: lis denuncis a jerin stadis 735, une cifre cetant lontane da la realtât. Ma di chescj fruts ce isal stât dopo? A jerin calcolâts bastarts, fîs dal disonôr! Nissun, nancje lis maris ju volevin! E don Celso tal Dicembar dal 1919, judât di tantis personis gjenerosis, al veve creât l’Istitût San Filippo Neri a Puart. Achì a vevin podût cjatâ acet sevi lis maris incinte, sevi che chei fruts bandonâts che a vignivin da lis zonis liberadis. Scrivint al Ministeri al diseve: “O ai ricoverât 168 fruts e 47 feminis in spiete. O domandi un aiût economic urgjent par judâ chescj sfortunâts”. A la fin i fruts ospitâts a jerin stâts in dut 355. O crodìn che cheste opare coragjose di don Celso Costantini a merete di sei sotliniade e ricuardade: une grande vore di umanitât, di gjenerositât di chest nestri grant Gardenâl ch’al à fat par judâ in chei tristissims moments chescj fruts sfortunâts. Gotart Mitri

Par strade, predicjait disint che il ream dai cii al è dongje. Dibant i veis ricevût, dibant dait. Il “ream dai cii” al è il cûr dal avîs di Gjesù. L’espression cuasi compagne “ream di Dio” e je doprade intal Antîc Testament par indicâ la signorìe, il guviêr e l’azion salvifiche di Dio su la storie umane. Lui al è il re dal mont e soredut dal popul di Israêl, in spiete di un dissendent dal re Davide che al ristabilìs il puest di Israêl fra mieç di chei altris popui. Intal Gnûf Testament, Gjesù stes al ven presentât come dissendent di Davide e duncje re. A difarence di un ream temporâl, il “ream dai cii” al è un ream di pâs e di justizie, là che si viôt dai puars, là che al regne il perdon e la riconciliazion e che al puartarà vite e lûs in dutis lis nazions. Si trate di un ream che al è za scomençât intal mont ma che al vignarà realizât adimplen cuan che Gjesù al tornarà.

Par strade, predicjait disint che il ream dai cii al è dongje. Dibant i veis ricevût, dibant dait. Gjesù al dîs che il ream al è dongje tal timp. Da lis parabulis, come chê dal grignel di senape o dal levan che al fâs cressi dute la masse, si capìs che al opare in maniere misteriose e umile ma ferbinte e intal timp. “Dongje” al à ancje un sens spaziâl. Cuant che i dissepui, che a puartin la presince dal spirt di Gjesù si fâsin dongje cjaminant, si svicine il ream di Dio e cuant che, intal Vangeli di Marc, Gjesù al dîs al scrivan “No tu sês lontan dal ream di Dio”, al è probabil che al intendès dîsi no dome “Tu âs scomençât a capî”, ma ancje “No tu sê lontan di me”. (...)

A cura di Augusto Parody Reyes e dal team della Parola di Vita (Traduzion di Franca Mainardis)

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