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Magazine_Storia_Vanoli

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Supplemento al n. 35 de “il Piccolo Cremona”

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L’EDITORIALE La favola bella, come declamava Gabriele D’Annunzio nella celebre “La pioggia nel pineto”, si è purtroppo conclusa in modo amaro, un epilogo che però non cancella le tante emozioni che la Vanoli Basket ha regalato ai propri tifosi. Nel corso dell’ultimo decennio, più volte la società ha rischiato di non iscriversi per problemi economici, ma è sempre riuscita a garantire la massima serie, un lusso per Cremona. Da quando Secondo Triboldi ha iniziato a pensare in grande, nessuno poteva immaginare che la Vanoli avrebbe partecipato a ben 16 campionati di serie A, impreziositi dalla conquista della Coppa Italia (nella foto) e dalle qualificazioni ai playoff. Merito di Aldo Vanoli, che con coraggio ha ricevuto il testimone dalla famiglia Triboldi ed ha tenuto duro fino a quando ha potuto e per questo nessuno lo contesta per aver ceduto i diritti a Roma e quindi di aver posto fine a una fantastica avventura, che in questo magazine vogliamo ripercorrere, per non dimenticare... Fabio Varesi Supplemento al n° 35 de: edizione del 19 settembre 2026

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ANNI 1999-2009

La scalata parte dalla serie B2 per merito di Secondo Triboldi

Il sogno inizia a Soresina In dieci anni la società biancoblu ottiene tre promozioni e arriva nel gotha del basket italiano vincendo i playoff contro Sassari GLI ESORDI Tutto nasce nell’estate del 1999, quando Secondo Triboldi ha la folle idea di portare il basket cremonese nel gotha nazionale. Dopo aver rilevato la Soresinese Basket, all’epoca militante in serie C1, acquisisce i diritti di B2 da Bernareggio e inizia la stagione con la denominazione Gruppo Triboldi Soresina. Il roster è affidato a coach Simone Lottici, gloria del basket cremonese, che pilota subito la squadra ai playoff il primo anno e centra la promozione in B d’Eccellenza nella seconda stagione. Con il crescente interesse verso la formazione biancoblu, viene deciso di giocare a Cremona e di lasciare il palazzetto di Soresina. Griffato Tamoil, il roster biancoblu termina la regular season al 7º posto e poi esce a testa alta ai playoff con Teramo. La stagione successiva è ancor più positiva, con il terzo posto nel girone A e una cavalcata nei playoff. Dopo aver eliminato Vigevano e Castelletto Ticino, la Tamoli si arrende alla “bella” contro Montecatini. In quegli anni tra i giocatori più importanti ci sono Gigi Brotto e Andrea Conti, ultimi coach e general manager dei biancoblu. La stagione 2003-2004 è negativa, con la squadra solo 11ª in regular season e salva attraverso i playout, con la vittoria contro la Virtus Siena. Dopo l’addio di Lottici (sostituito a stagione in corso da Antonio Tinti), la squadra viene affidata all’emergente coach Andrea Trinchieri ed è protagonista: 3ª in regular season e nei playoff, dopo aver eliminato Imola, cede in semifinale a Forlì.

Secondo Triboldi

Keith Langford

Troy Bell

, L APPRODO IN LEGADUE La stagione 2005-2006 è quella dello storico approdo in Legadue. I biancoblu dominano il girone A di regular season e vincono nei playoff superando Cento, Forlì e Osimo, in una “bella” vinta di un punto. Dopo l’epopea del Corona, il basket cremonese torna nel secondo livello del basket nazionale. L’esordio in Legadue per la squadra che porta il nome di Vanoli Soresina, è positivo: 4ª in regular season, si arrende ai playoff contro Pavia dopo quattro match combattuti. Nel roster c’è un giovane Keith Langford, che poi ha giocato in grandi squadre. Nell’estate del 2007 Trinchieri va a Caserta e la squadra viene affidata a Stefano Cioppi, che affronta con successo la regular season, terminata al 5º posto che vale la post season. Nei

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playoff i biancoblu eliminano in 4 partite Casale Monferrato, ma devono arrendersi alla favorita Caserta, che si impone in tre soli match. Ma le basi sono state gettate per il grande salto. LA PROMOZIONE IN SERIE A La stagione 2008-2009 inizia con un roster di qualità, formato dagli stranieri Lollis, Bell e Mbemba e da un centro di sicuro avvenire come Cusin. Nella stagione regolare (dopo aver sfiorato la vittoria nella Coppa Italia di A2, sfumata in finale contro Veroli al PalaRadi), la Vanoli si piazza al terzo posto con 36 punti e nel primo turno dei playoff si vendica di Pavia. Poi in semifinale trova l’ambiziosa Casale Monferrato, in una serie combattutissima e un po’ rocambolesca, che vede i biancoblu trionfare alla quinta partita. In finale sfida la Dinamo Sassari del futuro coach biancoblu Demis Cavina e dopo due sfide lunghissime e a Cremona, con un successo a testa, la Vanoli espugna per due volte Sassari e il sogno è realtà. Iconica la giocata di Troy Bell, che in gara 3 sul 75 pari ruba palla a Rowe e di fatto indirizza la serie verso la squadra di Cioppi, che festeggia la storica promozione nella massima serie in gara 4 al PalaSerradimigni.


ANNI 2009-2013

Malgrado le difficoltà arrivano le permanenze nella massima serie

La Vanoli lotta e si salva , INIZIA L AVVENTURA NEL GOTHA DEL BASKET ITALIANO Nell’estate del 2009, la società sposta la sede nel capoluogo, non senza il malumore dei soresinesi. Confermato coach Cioppi, l’obiettivo è allestire un roster in grado di puntare alla salvezza, traguardo non facile. Salutati Lollis e Mbemba, oltre a Ariel Filloy tornato a Milano, arrivano E.J. Rowlan (positivo), Brandon Brown, Vaggelis Sklavos e Gary Forbes (negativi), tanto che a stagione in corso vengono ingaggiati lo sloveno Marko Milic (uno dei migliori stranieri arrivati a Cremona) e Rashad Anderson, che grazie anche alla guida di Attilio Caja (nuovo coach da inizio febbraio), riescono a trascinare i biancoblu alla salvezza. L’ultima giornata è per cuori forti, con la vittoria contro Avellino che sancisce la salvezza. Nella stagione successiva Caja non resta e viene sostituito dallo sloveno Tomo Mahoric, salutano due pilastri come Bell e Cusin (acquistato dalla Scavolini Pesaro). Restano, invece, Rowland, Milic, Formenti e il veterano Andrea Conti, mentre i rinforzi stranieri sono i centri Jasmin Perkovic e Blagota Sekulic, la guardia statunitense Je’Kel Foster e l’ala ucraina Artur Drozdov. La Vanoli, griffata anche Braga, parte bene ed è quarta a metà del girone di andata, ma va in crisi e precipita in zona retrocessione. Poi però si riprende e tra alti e bassi chiude il suo secondo anno nella massima serie al 12º posto con 12 vittorie e 18 sconfitte. Ma nell’estate del 2011 il presidente Secondo Triboldi decide di lasciare la società che ha creato nelle mani del suo vice Aldo Vanoli, che la rinomina Guerino Vanoli Basket, in onore del padre, assicurandole un futuro, grazie anche al determinante apporto degli sponsor. SALVEZZE IMPORTANTI Per la stagione 2011-12 la dirigenza sceglie di confermare gran parte del roster: i lunghi Perkovic e Milic, gli esterni italiani D'Ercole e Daniele Cinciarini, oltre al coach Tomo Mahoric, mentre i rinforzi sono il play Jonathan

Attilio Caja

Marko Milic

L’esordio è complicato, ma con coach Caja e lo sloveno Marko Milic la squadra centra l’obiettivo, replicato più volte

Luca Vitali

Tabu, il lungo bosniaco Edin Bavcic la guardia Brandon Thomas. Inoltre, per alcune settimane viene ingaggiato Von Wafer, giocatore dell’Nba, rimasto fermo a causa del lockout della lega professionistica americana. Tra i tifosi regna l’ottimismo, ma la squadra non ingrana e vince una sola volta nelle prime cinque giornate. A pagare è Mahoric e al suo posto torna Attilio Caja, ma vengono anche tagliati i deludenti Bavcic e Thomas, mentre Von Wafer torna in Nba. Al loro posto arrivano David Lighty, svincolatosi da Cantù, la guardia americana Terrence Roderick e l'esperto lungo Marko Tusek. Il cammino resta altalenante e il ko interno contro Casale Monferrato, complice una scivolata di Tabu, sembra far precipitare la situazione. Ma la società cala l’asso nella manica: la guardia Jason Rich, al posto di Roderick, con il quale la squadra svolta la stagione, battendo anche Virtus Bologna e Olimpia Milano e cen-

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trando la salvezza con il 10º posto con 28 punti (record in serie A). Malgrado le difficoltà economiche, la Vanoli prosegue l’attività grazie all’ingresso di nuovi sponsor. Caja è confermato, mentre il general manager Portaluppi fa ritorno a Milano. Il budget è modesto e allora la società punta su giocatori provenienti dalla A2, come il play Aaron Johnson, la guardia Jarrius Jackson e i due nazionali finlandesi Shawn Huff e Tuukka Kotti. Gli altri stranieri sono il lungo Andrija Stipanovic, le ali Janis Porzingis e Lance Harris, ma il vero colpo è il play della Nazionale Luca Viltali, in cerca di riscatto dopo alcune stagioni deludenti. La squadra fa però molta fatica, malgrado l’inserimento di Hrvoje Peric al posto di Porzingis. A pagare è coach Caja, sostituito dal suo vice Luigi Gresta, che riesce a rivitalizzare il roster, ma perde per infortunio Vitali, sostituito da Brian Chase, ottimo acquisto, che decide il match di Bologna. Nel girone di ritorno la Vanoli risale la classifica, sfiorando la zona playoff e battendo squadre di vertice come Milano e Sassari. Si fa male anche Harris e quindi sfuma il sogno della post season, ma i biancoblu si tolgono lo sfizio di battere i campioni d’Italia della Mens Sana Siena e terminano un’ottima regular season all’11º posto a pari merito con la nona classificata a quota 26 punti, con uno score di 13 vittorie e 17 sconfitte.


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ANNI 2013-2017

Dopo la post season la Vanoli retrocede, ma è subito ripescata

Dai playoff alla serie A2 Sotto la guida di coach Pancotto i biancoblu centrano il primo accesso alle sfide per lo scudetto e due volte alla Coppa Italia EVITATA LA CHIUSURA Nell’estate 2013 i problemi economici sono seri, ma alla fine una cordata di imprenditori permette alla squadra di iscriversi. Confermato coach Gresta, arrivano Ben Woodside e Jason Rich, protagonista della salvezza nella stagione 2011-12. Inoltre, vengono confermate la guardia Jarrius Jackson e il play Brian Chase, ma la prima tegola è il taglio di Travis Watson, lungo ex Fortitudo e Olimpia Milano, a causa di una condizione fisica scadente. Completano il roster Curtis Kelly, Ernests Kalve, Klaudio Ndoja, Gianluca Marchetti e il lungo croato Sime Spralja. La squadra è una scommessa, ma l’avvio di campionato è da brividi: solo 2 vittorie nelle prime 9 partite, numero che porta all’esonero di Gresta, sostituito dall’esperto Cesare Pancotto, coach di grande esperienza. Precipitata anche sul fondo della graduatoria, la Vanoli si risolleva con quattro vittorie consecutive contro Caserta, Montegranaro, Siena e Bologna che danno respiro alla classifica. Nel girone di ritorno la squadra ha un cammino costante e ottiene la salvezza con quattro giornate di anticipo, vincendo 86-91 a Pesaro. La Vanoli termina la regular season al 14º posto con 22 punti (11 vittorie e 19 sconfitte). TORNANO CUSIN E VITALI Finalmente senza assilli economici, la stagione 2014-2015 inizia con la conferma dello staff tecnico, ma lasciano due veterani della società come Zagni e Arisi, mentre l’ex giocatore Andrea Conti assume l’incarico di general manager. L’obiettivo di mercato è allestire una squadra giovane e arrivano il centro Luca Campani e la guardia-ala Fabio Mian. Inoltre, tornano Luca Vitali e

Cesare Pancotto

Marco Cusin

il centro Marco Cusin, entrambi nazionali. I nuovi stranieri sono James Bell, Cameron Clark, Kenny Hayes e Jazzmarr Ferguson. L’inizio è eccellente: 4 vittorie nelle prime 6 partite e la squadra si trova nella parte alta della classifica. Inoltre, arrivano successi di prestigio contro Virtus Bologna e Cantù e al termine dell’andata arriva il primo storico accesso alla final eight di Coppa Italia, che vede i biancoblu eliminati nei quarti dalla Dimamo Sassari, poi vittoriosa del trofeo e dello scudetto. Il girone di ritorno è meno positivo, anche per l’infortunio di Cusin, ma la Vanoli resta comunque distante dalla zona pericolosa e chiude la stagione al 12º posto con 24 punti. Dai PLAYOFF ALLA RETROCESSIONE Confermati coach Pancotto, Vitali, Cusin e il giovane Mian, arrivano il play Nicolò Cazzolato, l’ala grande Raphael Gaspardo e il centro Paul Biligha, oltre agli americani Elston Turner, Tyrus McGee, Deron Washington e James Southerland. Dopo un avvio stentato, la squadra centra ben 8 vittorie di fila (record per i biancoblu) e a dicembre è addirittura in vetta alla classifica. Terza al termine dell’andata, la Vanoli accede così ancora alla final eight di Coppa Italia e stavolta elimina Sassari all’overtime, ma cede in semifinale alla corazzata Milano. Anche il girone di ritorno è positivo e malgrado la perdita di Vitali per infortunio (sostituito poi dallo statunitense Markel Starks), la regular season viene chiusa al quarto posto, che

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vale il primo accesso ai playoff. Ma ai quarti Venezia è più forte e vince la serie 3-1, anche se la Vanoli esce a testa alta. Dopo una grande stagione, arrivano i nodi al pettine. Molti protagonisti se ne vanno, accettando contratti più allettanti (McGee, Washington, Cusin e Vitali), mentre rimangono Turner Mian, Gaspardo e Biligha, ai quali vengono affiancati Omar Thomas, TaShawn Thomas, Gabe York, Tu Holloway e Jakub Wojciechowski. Il campionato inizia in modo disastroso e la società taglia Thomas e York, sostituiti da Paul Harris e Matt Carlino. La vittoria in volata a Sassari sembra dare nuova linfa alla squadra, ma è solo un’illusione e a farne le spese è coach Pancotto. A sostituirlo è lo storico vice Paolo Lepore (altra scommessa). La Vanoli ha qualche sussulto, ma staziona sempre sul fondo della classifica e l’ultima mossa disperata è l’ingaggio di Darius Johnson-Odom, che dà una scossa alla squadra, battendo Torino e Venezia, ma quattro sconfitte a marzo sono letali. Il successo di Pesaro (ribaltando il quoziente punti), riaccende la speranza, ma il 30 aprile i biancoblu perdono a Varese, mentre Pesaro batte la capolista Milano, condannando la Vanoli alla prima retrocessione della sua storia. La delusione è stemperata dalle voci di un’esclusione di Caserta, che infatti il 13 luglio 2017 non viene iscritta al campionato, con conseguente ripescaggio della Vanoli, che stava già allestendo un roster per tornare subito in serie A.


ANNI 2017-2021

Con l’ex coach di Sassari la Vanoli vince la Coppa Italia

Che stagioni con Sacchetti! IL RITORNO AI PLAYOFF Prima del ripescaggio in serie A, la società sceglie Meo Sacchetti, il coach del triplete con Sassari e il veterano Drake Diener, che poi convince il cugino Travis a tornare in campo dopo tre anni di inattività. Altri innesti sono Michele Ruzzier, Giulio Gazzotti, Marco Portannese e Giampaolo Ricci. A metà luglio arriva l’ufficialità del ripescaggio e quindi il roster si arricchisce degli arrivi di Elijah Johnson (quasi subito sostituto da Darius Johnson-Odom), della guardia-ala Kelvin Martin, dell’ala Landon Milbourne e del centro Henry Sims. La stagione inizia in modo positivo, ma in dicembre la squadra accusa una flessione e allora arriva Simone Fontecchio in prestito dall’Olimpia Milano. I risultati migliorano e viene staccato il pass per la final eight di Coppa Italia a Firenze, dove la Vanoli elimina Avellino, ma cede in semifinale a Torino. Nel girone di ritorno i biancoblu si dimostrano molto solidi al PalaRadi, vincendo match fondamentali contro Cantù, Torino, Brescia e Capo d’Orlando. Con l’8º posto arriva la qualificazione ai playoff, ma la squadra è un po’ scarica e cede 3-0 a Venezia. Intanto, Sacchetti diventa anche il ct della Nazionale. IL TRIONFO IN COPPA ITALIA Dopo ottimi risultati, per la stagione 2018-2019 viene riconfermato gran parte del roster, con l’aggiunta di Drew Crawford, Wesley Saunders, Peyton Aldridge, Mangok Mathiang e Tre Demps, mentre salutano Drake Diener, Sims, Johnson-Odom e Fontecchio. Se ne va anche il general manager Andrea Conti, sostituito da Gianmaria Vacirca. La squadra parte molto bene e diventa ancor più competitiva con l’innesto del serbo Vojislav Stojanovic. La Vanoli conclude l’andata al 4º posto e accede così alla Coppa Italia di Firenze, che diventa leggendaria: batte Varese nei quarti (82-73), poi elimina la Virtus Bologna in semifinale (102-91) e infine sconfigge Brindisi in finale per 83-74. Oltretutto, Crawford viene nominato mvp della competizione. Sulle ali dell’entusiasmo, la stagione dei bian-

Meo Sacchetti

Simone Fontecchio

Nel 2019 i biancoblu sfiorano anche la finale dei playoff, trascinati da un grande Crawford

Travis Diener

Drew Crowford

coblu prosegue alla grande, con la regular season chiusa al 2º posto. Ai playoff la Vanoli vuole fare sul serio e vince per 3-1 contro Trieste. In semifinale ritrova la Reyer Venezia, riuscendo a condurre la serie per 2-1 e in gara 4 al Taliercio, sotto anche di 26 punti, riesce a rientrare nel punteggio e sul -2 ha la palla del pareggio a pochi secondi dalla fine, ma Crawford forza la giocata e sbaglia, favorendo il successo dei lagunari. Anche se stanchi, i biancoblu ci provano nella decisiva gara 5 al PalaRadi, ma alla fine devono cedere alla Reyer (69-79), che poi vincerà lo scudetto piegando Sassari. La stagione della Vanoli è comunque sensazionale. Con la coccarda tricolore sulla maglia, i biancoblu salutano Mathiang, Ricci, Crawford e Aldridge e il campionato parte male con solo 2 vittorie nelle prime 7 giornate. La società allora ingaggia gli americani Ethan Happ e Malachi Richardson e la scelta paga, con la squadra che termina l’andata al 5º posto, ma in Coppa Italia non riesce a difendere il titolo e cede nettamente nei quarti a Milano. Poi lo scoppio della

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pandemia di Covid-19 porta prima alla sospensione e quindi alla chiusura anticipata del campionato 2019-2020, con la Vanoli al 6º posto. ISCRIZIONE A RISCHIO La pandemia mette a rischio l’iscrizione al campionato 2020-2021 e così molti protagonisti se ne vanno, in primis coach Sacchetti, che approda alla Fortitudo Bologna. Ma quando tutto sembra perduto, il 27 luglio la squadra viene iscritta in extremis, grazie al fondamentale aiuto del nuovo sponsor Fibre Corazzi. Il coach è Paolo Galbiati e nel roster vengono inseriti Peppe Poeta, Fabio Mian, David Cournooh, Daulton Hommes, Marcus Lee, T.J. Williams e Jarvis Williams. L’avvio di stagione in Supercoppa e campionato non è facile, ma poi la squadra si riprende e sfiora l’accesso alla Coppa Italia, chiudendo l’andata al 9º posto. A febbraio arriva Jaylen Barford al posto di Palmi, il ritorno inizia male, ma la Vanoli viene trascinata da Poeta e Hommes, centrando un’insperata salvezza grazie alla vittoria di Brindisi, chiudendo il campionato al 10º posto.


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ANNI 2021-2026

Con coach Cavina i biancoblu vincono tutto in serie A2

La risalita e tre salvezze

Peppe Poeta

CADUTA E IMMEDIATA RISALITA Con coach Galbiati ancora in panchina, per la stagione 2021-2022 vengono confermati solo Poeta e Cournooh. Per allestire il roster, il ds Portaluppi ingaggia il centro ivoriano Sanogo, gli americani Tinkle, Miller, McNeac e Harris, oltre ad Andrea Pecchia e a Matteo Spagnolo. Dopo una deludente Supercoppa, nelle prime 6 giornate di campionato la Vanoli conquista 6 punti, ma gli insistenti problemi fisici di McNeace e Sanogo, costringono la dirigenza ad ingaggiare Malik Dime. Ma 6 sconfitte di fila complicano il cammino e ci si mette pure la positività di molti giocatori. Il girone di ritorno parte bene, ma i tanti infortuni, ultimo quello di Pecchia, portano la squadra alla resa con 3 giornate d’anticipo. Dopo 13 anni nella massima serie, la Vanoli torna in A2. Dopo aver smaltito la delusione, il presidente Aldo Vanoli torna ad occuparsi in prima persona della squadra e per prima cosa sostituisce il partente Portaluppi con Andrea Conti, da sempre suo uomo di fiducia. Confermato il solo Pecchia, il nuovo roster è affidato a Demis Cavina ed è formato da Eboua, Denegri, Caroti, Mobio, Mirza Alibegovic, Piccoli e dagli americani Trevor Lacey e Jalen Cannon. La stagione parte subito bene con la vittoria della Supercoppa e un cammino spedito nel girone verde, malgrado gli infortuni degli stranieri. Anche con un gennaio negativo, la squadra resta ai vertici, ma deve sostituire Cannon con A.J. Pacher e a metà

Demis Cavina

Andrea Conti e Aldo Vanoli

Dopo la retrocessione nel 2022, la squadra torna in A e tiene botta grazie a Gigi Brotto. Poi nel 2026 la fine marzo, battendo Torino in semifinale e Cento in finale, si aggiudica la Coppa Italia di A2. Terminata la regular season tra alti e bassi e l’inutile fase a orologio, la Vanoli affronta con determinazione i playoff ed elimina Fortitudo Agrigento per 3-0, poi la temuta Fortitudo Bologna (3-1) e in finale batte Forlì, vincendo le due sfide in Romagna e chiudendo i conti al PalaRadi, tornando subito nella massima serie. L’obiettivo dichiarato è restare in serie A senza troppi affanni nel campionato 2023-2024. Sono tante le conferme, a partire da coach Cavina, mentre i rinforzi stranieri sono Adrian, Golden, McCullough e Zegarowski, poi sostituto da Corey Davis. La squadra parte bene, soprattutto al PalaRadi, dove cade anche la Virtus Bologna ed arriva a giocarsi l’accesso alla Coppa Italia, sfumato a Pistoia al termine di una prova opaca. Nel girone di ritorno ha però una flessione, rischiando di essere risucchiata nella lotta per non retrocedere, ma alla 28ª giornata arriva la vittoria decisiva contro la Germani Brescia, che era in lotta per il primo posto. Ci sarebbe anche la possibilità di tentare l’accesso ai playoff, ma il roster è scarico e perde le ultime due sfide a Pesaro e con Milano sulla sirena. L’11º posto finale è comunque soddisfacente. LA CURA BROTTO Con Cavina saldo in panchina, arriva-

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no volti nuovi come Tariq Owens, Tajion Jones e gli italiani Stefan Nikolic, Poser e Zampini. La stagione parte malissimo (2 vittorie in 13 partite) e il ko con Sassari costa la panchina a Cavina. Al suo posto viene promosso Gigi Brotto: sembra un azzardo, ma è la mossa vincente. La squadra appare subito rinfrancata, vince a Trento e soprattutto gli scontri diretti con Napoli, Scafati, Varese e Pistoia (gli ultimi due in trasferta), centrando una clamorosa salvezza, grazie anche agli innesti di Payton Willis, Semaj Christon e del veterano Chistian Burns. FINE DELLA BELLA FAVOLA Si riparte con Brotto e con le solite voci di una cessione del titolo a Roma, ma nessuno gli dà più peso. Il roster si rinforza con Durham, N’Dyaye Anigbogu, Casarin e Veronesi e la stagione è ricca di soddisfazioni, anche se non viene centrato l’accesso alla Coppa Italia. La squadra appare come la rivelazione del campionato, ma verso la fine della regular season diventa scontata la cessione del titolo. Il roster cerca di non farsi coinvolgere, ma fa fatica. Centra comunque la certezza della salvezza e termina la stagione a soli due punti dalla zona playoff. Ma a maggio è certa la cessione a una cordata americana che sbarca a Roma. C’è tanta amarezza, che però non cancella una bella favola durata 27 anni...


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