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Il piccolo 25 del 20-06-2026

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Manifesto rimosso, che gaffe

Non ce l’abbiamo fatta. L’Unione Europea aveva regolamentato nel 2019 l’uniformità della carta d’identità, una decisione che prevedeva lo stesso documento per tutti i Paesi dell’Unione dato che i suoi cittadini si muovono liberamente all’interno degli stessi confini. La scadenza fissata per la sostituzione era quella del 3 agosto 2026: al nostro Paese sono stati concessi sette anni di tempo per sostituire i vecchi lenzuoli cartacei con i moderni documenti, che consentono anche di gestire al meglio i rapporti con la pubblica amministrazione. Come sempre, anni sono passati senza che nessuno muovesse un dito, poi all’avvicinarsi della scadenza tutti a correre per rispettare i termini, come facevo io quando studiavo solo nell’imminenza dell’interrogazione. Ora però l’impegno di tanti dipendenti si è scontrato con l’inefficacia complessiva del nostro Paese: il governo ha infilato in un decreto legge la proroga all’uso della vecchia carta d’identità, con la scadenza spostata dal 31 gennaio 2027. Sette anni non sono bastati, erano un macigno insostenibile per l’italica burocrazia. Non ce l’abbiamo fatta. Vanni Raineri

fatemi capire...
Pochi piccoli comuni hanno servizi di base
SOCIETÀ
Galletti a pagina 6

Case dell’acqua a Cavatigozzi e in piazza Marconi Cremona avrà due nuove Case dell’Acqua, la prima a Cavatigozzi, la seconda in piazza Marconi. Su proposta dell’assessora all’Ambiente Simona Pasquali sono stati infatti approvati dalla Giunta i progetti presentati da Padania Acque S.p.A. e i relativi protocolli d'intesa che verranno stipulati tra il Comune e la società, che gestisce il servizio idrico integrato, passaggio questo indispensabile per definire, tra l’altro, modalità e tempistiche per la costruzione dei due impianti. Inoltre, la Giunta comunale individuerà una denominazione da assegnare alle nuove Case dell'Acqua da comunicare entro il 30 ottobre 2026.

CRONACa

MARTEDÌ ALLA BALDESIO

Un’imbarcazione intitolata a Giulia Cecchettin La Provincia di Cremona promuove la cerimonia di intitolazione di un’imbarcazione a Giulia Cecchettin, nell’ambito dell’iniziativa “La Violenza Non è Mai in Voga”, in programma martedì 23 giugno 2026 alle ore 11 presso la Società Canottieri Baldesio di Cremona. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con gli Ambassador degli Stati Generali delle Donne Nadia Bragalini e Carmine Scotti, e segna l’avvio di un percorso più ampio, che punta a coinvolgere progressivamente il territorio provinciale e le società canottieri, chiamate a diventare protagoniste di una rete di sensibilizzazione permanente.

Osservare il mondo dall’alto, dove l’orizzonte cessa di essere un confine visivo e tutto assume una nuova prospettiva. Per Lorenzo Cerretti , ventunenne di Trigolo, piccolo comune in provincia di Cremona, volare significa proprio questo: catturare un panorama unico capace di regalare un’autentica felicità. Mentre molti coetanei cercano ancora la propria strada tra mille incertezze, Lorenzo ha tracciato la sua rotta e da quasi due anni vive a Malaga, dove studia nella prestigiosa scuola One Air per conseguire la licenza Atpl (Airline Transport Pilot Licence) e diventare pilota di aerei di linea. Un percorso impegnativo, che unisce la passione tecnica a una disciplina rigorosa, fatto di lunghe giornate passate tra lo studio teorico, ore al simulatore ed esercitazioni pratiche in aria. Diventare professionisti dei cieli è una sfida complessa che richiede una maturità precoce, determinazione e un forte spirito di sacrificio, a partire dalla necessità di vivere lontano da casa e dagli affetti più cari. Lo abbiamo incontrato per capire cosa significhi, per un giovane oggi, fare una scelta di vita così radicale e coraggiosa. Spesso si immagina il pilota come un bambino che guardava il cielo con il naso all’insù. È andata così anche per te?

«In realtà la mia scelta è nata quasi per caso. Non ero il classico ragazzino che passava il tempo a guardare i decolli e non ho nemmeno un aereo preferito. Volevo semplicemente uscire dalla realtà del paese per frequentare le superiori fuori dalle mura di casa e ho scelto l’Istituto Tecnico Aeronautico “Locatelli” di Bergamo. La vera svolta è arrivata a 17 anni, durante l’alternanza scuola-lavoro all’Aeroclub Valvibrata, in Abruzzo. Lì ho conseguito il brevetto di volo per gli ultraleggeri e da quel momento ho capito che quella era la mia strada. Per fare pratica, ogni sabato mi allenavo all’aviosuperficie Jfk di Dovera e dopo aver conseguito il diploma mi sono trasferito a Malaga per proseguire gli studi». Vivere in Spagna e frequentare una scuola di volo internaziona -

Cerretti, 21enne di Trigolo, sta affrontando un duro percorso in un prestigioso istituto spagnolo con l’intenzione di poter diventare un giorno pilota di linea ilpiccolocremona@gmail.com

Lorenzo, il sogno del volo nell’illustre One Air di Malaga

le richiede un bel cambiamento.

Com’è stato l’impatto con questa nuova realtà?

«Forte, sotto molti punti di vista. Malaga è una città splendida, giovane, a misura di studente e con un’ottima qualità della vita, ma la lontananza da casa e dagli affetti si fa sentire. Vivere in un residence studentesco all’estero, imparare le lingue e integrarsi richiede un profondo spirito di adattamento. Il percorso totale durerà circa tre anni, perché l’elevato numero di iscritti satura le infrastrutture a disposizione. È un aspetto che tengo a precisare per non alimentare facili illusioni: la realtà delle scuole di volo è complessa ma ciò che conta davvero è la solidità della preparazione, non la velocità con cui si termina la scuola».

Ci spieghi come si articola, nella quotidianità, il tuo percorso for-

mativo?

«I primi mesi prevedevano quattro ore di lezione al giorno, intervallate da una trentina di test intermedi. Ora dedico circa otto ore quotidiane allo studio teorico per superare gli esami finali su tredici materie, che spaziano dall’aerodinamica alla meteorologia fino alla navigazione satellitare. Sul fronte pratico, oltre alle esercitazioni al simulatore, ho accumulato quaranta ore di volo sulle 150 previste per completare l’addestramento. Decollo dall’aeroclub vicino alla costa cittadina ed eseguo le prime navigazioni in autonomia nell’entroterra o in modalità strumentale, volando sia da solo sia affiancato dall’istruttore».

Quali porte ti aprirà questa licenza e come funzionano i successivi step di selezione nelle compagnie?

«Il corso Atpl integrato rilascia abilitazioni progressive: volo strumentale, notturno, bimotori, fino alla licenza commerciale per il trasporto passeggeri. Una volta ottenuta, potrò fare domanda presso le compagnie aeree affrontando selezioni durissime. Si tratta di complessi test psicoattitudinali e prove di problem solving mirate a valutare la capacità di collaborare con i colleghi, oltre a diverse ore di volo al simulatore. Anche i requisiti fisici sono rigidi: la visita medica di prima classe va rinnovata ogni anno con approfonditi controlli cardiaci, visivi, uditivi e psicologici. Dopo l’assunzione si affronta un corso sulle procedure della compagnia e, successivamente, il Type Rating, ovvero l’addestramento specifico sul singolo aeromobile, come Airbus o Boeing, prima di accumulare le 1.500 ore

di volo necessarie per poter sostenere, successivamente, l’esame da comandante».

L’aviazione civile cerca molti giovani, ma punta sempre più sull’automazione. Quanto conta ancora il fattore umano in cabina?

«È un settore che ha fame di giovani perché, pur non avendo un lungo background alle spalle, sono più “modellabili” sulle procedure aziendali. Le prospettive sono ottime e i comandanti intercontinentali possono guadagnare circa 8.000 euro al mese, volando fino a 65 anni. Riguardo all’automazione, l’industria si muove in quella direzione perché la maggior parte degli incidenti aerei deriva dall’errore umano. Lo sviluppo tecnologico è necessario e continuo, pur con alcune differenze. Se da un lato un Airbus è quasi un “computer con le ali”, dall’altro il Boeing restituisce una sensazione di volo più tradizionale. L’intelligenza artificiale non è ancora entrata nella cabina di comando, ma oggi il pilota non vola più nel senso classico del termine, dato che il suo compito principale è programmare e monitorare costantemente i sistemi come la velocità e l’autopilota. La responsabilità, in ogni caso, resta enorme, a partire dal piano di volo che va preparato minuziosamente prima di salire a bordo». Cosa provi quando ti trovi da solo ai comandi e qual è la dote principale per fare questo mestiere? «Volare mi rende felice e adoro guardare il panorama dall’alto. La mia parte preferita è l’atterraggio, soprattutto quando è così fluido da non far percepire l’impatto con la pista. Certo, il giorno prima di un volo in solitaria c’è sempre una sana dose di ansia per la responsabilità della propria vita, mentre con l’istruttore si è più sereni. Per quanto riguarda le attitudini personali, serve una mentalità focalizzata sulle procedure, quasi militare, unita a memoria, concentrazione e profondo buon senso. Contano molto anche il rispetto dell’uniforme e il riconoscimento dei ruoli. È una scelta che comporta sacrifici importanti, ma i miei genitori mi hanno sempre supportato con orgoglio, superando ogni timore iniziale».

PADANIA ACQUE E COMUNE
A sinistra Lorenzo Cerretti alla scuola di volo One Air di Malaga in Spagna, a destra al simulatore di volo

ragazzi coinvolti perché responsabilizzati

» l,intervista L’Ora Buca, il giornalismo giovane

L’Ora Buca non è solo una testata giornalistica online, è molto di più. È la risposta ai soliti stereotipi su giovani e giornalismo, come quelli secondo cui l’informazione nell’era dei social ha perso il suo ruolo (lo ha modificato, questo sì), i giovani non lo vedono più come una possibile professione, e se ci provano vengono sfruttati senza essere pagati. A raccontarci la bellissima avventura è il suo ideatore e fondatore, Patrizio Pavesi . Il 18 novembre 2024 è stata inaugurata la redazione de L’Ora Buca nella sede del Csv Cremona Sud in via San Bernardo 2, ma il progetto rapidamente si allarga. Ad esempio da maggio con cadenza mensile viene prodotto il magazine “Smart City-Comunicare la città” una sorta di Tg tecnicamente impeccabile che ha un linguaggio moderno e contenuti molto interessanti “realizzato dai giovani per i giovani”, che dimostra come si possa fare comunicazione uscendo dai consueti cliché senza tradire la vera tradizione dell’informazione. E come non sottolineare un progetto ambizioso come il concorso giornalistico, sempre rivolto ai giovani, bandito in collaborazione con il Gruppo Giovani Industriali? Un concorso aperto ai giovani nati tra il 2003 e il 2009 iscritti alle superiori o all’università che nella sua prima edizione ha visto l’adesione di ben 50 studenti. I candidati erano chiamati a redigere un articolo in forma anonima scegliendo tra diverse tracce ispirate a temi di stretta attualità; gli elaborati sono stati poi valutati da una giuria di esperti e i tre migliori sono stati premiati con 500, 300 e 200 euro. A vincere sono stati Michele Iondini Francesco Gamba , Silvia Politi , cui

si sono aggiunti Gabriele Tomasoni (Premio Giovane a cura di Pro Cremona) e Fabio Parmesani (Premio L’Ora Buca a cura di Afra srl).

Pavesi, torniamo all’inizio. Come nasce L’Ora Buca? «Dobbiamo tornare al dicembre 2022. Io ho iniziato a insegnare 8 anni fa al liceo Vida, e dopo un paio d’anni proposi al rettore del seminario vescovile don Marco D’Agostino di istituire un giornale interno, che fosse un giornale vero. Registrammo la testata “Terza pagina” a nome del seminario, e il progetto è proseguito fino al termine della mia esperienza al Vida. L’idea mi era sembrata buona, il tarlo è rimasto e mi sono informato su come mettermi in proprio. Ho fatto due conti e trovato la formula per iniziare il progetto, così ho registrato la nuova testata. Con alcuni amici ho poi fondato l’associazione Quindie che ne è editore. Per partire ho ricontattato alcuni ex studenti del Vida, poi tramite colleghi insegnanti di italiano siamo arrivati a una riunione fatta il 24 marzo 2024, e un mese dopo c’è stato l’esordio online. Abbiamo pubblicato i primi 15 articoli sul sito senza avere una sede fisica, tutto era fatto online e telefonicamente. Nell’estate abbiamo poi trovato una sede che abbiamo inaugurato e ora continuiamo la nostra evoluzione».

«I RAGAZZI SONO COINVOLTI PERCHÉ TRATTATI DA ADULTI, RICEVONO UN COMPITO, UNA RESPONSABILITÀ DA CHI NON PENSA SOLO A SGRIDARLI O COMANDARLI»

CHI È PATRIZIO PAVESI

Giornalista

professionista e insegnante

Classe 1977, Patrizio Pavesi è giornalista professionista ed ha lavorato sia nell’ambito della carta stampata che della radio e, sopratutto, nella televisione. In tv ha accumulato esperienze con Studio 1, Sportitalia, Eurosport, La Gazzetta dello Sport (ha partecipato all’avventura di Gazzetta tv dopo aver collaborato al quotidiano) e Mediaset, in particolare per il Tg di Italia1 Studio Aperto. Oltre ad essere giornalista, è anche insegnante, di italiano e storia nelle scuole superiori. Nel 2024 ha fondato e da allora dirige “L’Ora Buca”.

Quanti sono i ragazzi coinvolti nel progetto?

«Nominalmente 30, ma effettivamente operativi la metà; hanno tra i 16 e i 22 anni».

Tu hai maturato un’esperienza giornalistica variegata, sulla carta stampata, in radio, in televisione e sul web. Cosa ti ha spinto a creare un progetto così ambizioso?

«Direi oltre che ambizioso impegnativo. Mi ha spinto il fatto che, anche se ho cambiato mestiere, e insegnare mi piace, il giornalismo mi è rimasto nel sangue. L’unione tra l’insegnamento e la professione che sento più mia mi ha portato a individuare il

terreno per farle incontrare. La scuola è interessante per tante cose ma si interrompe ad un certo stadio della crescita dei ragazzi, come è giusto. A loro manca esperienza, conoscenza del mondo esterno, da qui l’esigenza di unire esperienza e giornalismo. È un percorso non facile, e va detto che molti di loro l’affrontano senza l’intenzione di diventare giornalisti».

Come funziona la vita in redazione?

«Pubblichiamo sul sito orabuca. it, siamo su tutti i social, ogni settimana abbiamo la riunione di redazione: o sono riunioni formative in cui propongo attività o lavoro teorico sul giornalismo

oppure lavoriamo sui pezzi e buttiamo giù nuove idee». Riuscite a coinvolgere sponsor che vi consentano di sopravvivere?

«I ragazzi sono inquadrati come collaboratori, sono pagati a pezzo. Credo che l’esperienza lavorativa debba essere retribuita. Io chiedo puntualità a chi mi offre un prodotto che gli viene pagato. Per il resto, l’associazione può partecipare a bandi; io cerco di trovare soluzioni per coprire le spese, al momento sul sito c’è solo qualche banner».

Quel che emerge è la passione per coltivare il talento dei giovani,

VANNI RAINERI

parla ai giovani

come se fosse una missione. «È così, credo che la frase inquadri bene la situazione. Io non sono genitore, e penso che il poter tramandare qualcosa mi manchi dal punto di vista genitoriale».

È anche raro assistere a forme di generosità che non abbondano in un ambiente come quello del giornalismo.

«Non dovrei essere io a rispondere, ma il fatto è che noi non siamo in competizione con nessuno. Il progetto è rivolto più ai ragazzi che ai lettori».

Hai mai pensato di uscire dai confini provinciali?

«Ho chiesto la partecipazione an-

che di ragazzi da fuori provincia. Potenzialmente ci penso ma credo sia prematuro».

Qual è il tuo sogno?

«Che questo possa diventare il mio lavoro. In realtà mi accontenterei che non fosse una perdita ma anzi un piccolo introito che si aggiunge all’insegnamento».

Già alcuni anni fa, durante una lezione di giornalismo in una scuola media, facendo una domanda scoprii che dei 30 alunni in aula solo uno sapeva cosa fosse il Corriere della Sera (e per di più era straniero). Recentemente un giornalista del Corriere ha chiamato una influencer ventenne la quale gli ha

chiesto cosa mai fosse il Corriere della Sera. Le ha dovuto spiegare a cosa servano quelle ormai rare costruzioni chiamate edicole. Tu lavori con ragazzi giovani, c’è questa consapevolezza?

«Sì. Anche i ragazzi che frequentano L’Ora Buca non sono lettori di quotidiani e periodici, e si informano relativamente poco. Però sono bravi, e quando gli affidi un argomento lo studiano, ma poi la loro informazione è tutta sullo smartphone: Instagram, testi brevi, social e così via. Far loro capire l’importanza della lettura lunga e dell’approfondimento a parole è difficile, ma ora che scrivono si rendono conto che per spiegare bene un argomento non bastano 20 righe, e iniziano a scontrarsi con le esigenze del numero massimo di battute».

I giovani scorrono lo schermo come un tempo noi sfogliavamo il giornale, ma mentre tanti di noi da piccoli erano attratti dal giornalismo, oggi, come hai detto, i giovani non leggono più i giornali e hanno altre forme con cui comunicano. Come sei riuscito a coinvolgere i ragazzi nel progetto?

«Penso che una chiave sia il fatto di essere trattati da adulti, di ricevere un compito, una responsabilità da qualcuno che non pensi solo a sgridarli o comandarli. Fanno qualcosa che cerca di avere una veste professionale perché percepiscono da me che le cose vanno fatte seriamente. Credo che le chiavi siano queste, poi gli stimoli del mondo esterno sono molteplici ed è difficile conservare tutti i ragazzi. Se non li mantieni stimolati e galvanizzati rischi di perderli. C’è poi il fatto che essere inseriti in una realtà in costruzione è più coinvolgente, più

che in un percorso già incasellato: qui possono dare il loro contributo. Da parte mia ci metto entusiasmo, energia, cura, e loro spesso guadagnano in autostima. Hanno l’opportunità di diventare pubblicisti dopo due anni; qualcuno è su questa strada, e una ragazza recentemente ha vinto un premio letterario».

Attraverso quali canali credi passerà l’informazione nel futuro? «La paura è che non ci sarà più un’esigenza di informazione come quella delle generazioni precedenti, la voglia di sapere cosa succede nel mondo, e già oggi è così. Se guardo però ai miei 15 ragazzi dico che un futuro c’è, mentre se penso alle scuole vedo solo TikTok e Instagram».

Il vecchio problema scuola. «La scuola propone spesso progetti all’interno degli orari scolastici che però tolgono spazio alle materie; il livello di preparazione dei ragazzi è in picchiata e se tu togli ore di materie li impoverisci e non raggiungi l’obiettivo con i progetti. I progetti andrebbero proposti dalla società civile, la scuola non dovrebbe allontanarsi dal suo “core business”».

I ragazzi hanno anche l’opportunità di “uscire” dalla redazione. «L’anno scorso attraverso Informagiovani abbiamo partecipato a un bando della Regione Lombardia e organizzato un ciclo di conferenze (“GIOvedì GIOrnalismo GIOvani”), portando 6 giornalisti collegati online a parlare del loro lavoro, da Alberto Ciapparoni a Luca Bianchin . I ragazzi sono poi andati a visitare la redazione della Gazzetta dello Sport, poi hanno intervistato il Prefetto Giannelli , hanno seguito

04/09/2021 Carlo Stassano

13/11/2021 Giovanni Bozzini

25/11/2021 Anna Maramotti Politi

04/12/2021 Maurilio Segalini

22/01/2022 don Pier Codazzi

12/02/2022 Agostino Melega

26/02/2022 Gabriele Cervi

19/03/2022 Paolo Bodini

16/04/2022 Massimo Rivoltini

30/04/2022 Luciano Cesini

21/05/2022 Walter Montini

04/06/2022 Mariella Morandi

25/06/2022 Guido Lombardi

30/07/2022 Giorgio Barbieri

10/09/2022 Alessandra Bruschi

24/09/2022 Andrea Devicenzi

22/10/2022 Paolo Mezzadri

10/12/2022 Riccardo Groppali

23/03/2023 Marcello Ventura

15/04/2023 Matteo Piloni

22/04/2023 Gian Carlo Corada

16/09/2023 Luigi Borghesi

30/09/2023 Gigi Arrigoni

11/11/2023 Antonio Pugliano

20/01/2024 Massimo Bondioli

05/10/2024 Giorgio Brugnoli

08/03/2025 Stefano Ottolini

31/05/2025 Claudio Bodini

04/10/2025 Annalisa Balestreri

l’assemblea degli Industriali e tanti altri eventi».

Chi cura la parte grafica? E qual è la frequenza di pubblicazione dei pezzi sul sito?

«Tutta la grafica è seguita da due ragazze che curano anche i manifesti. Quanto ai pezzi, all’inizio avevamo l’ambizione di uscire con tre articoli a settimana, cosa difficile da gestire. Ora usciamo quando siamo pronti, cercando di farlo almeno una-due volte a settimana».

A fianco un gruppo di giornalisti de L’Ora Buca. Sopra Patrizio Pavesi nella nostra redazione

Sono tanti, talvolta pittoreschi, altre volte – “semplicemente” – caratteristici e segno dell’identità del nostro territorio. Con la crisi della natalità e il progressivo invecchiamento della popolazione rischiano però di cambiare forma, rispetto al passato. I piccoli borghi (quelli con meno di cinquemila abitanti) si spopolano e con loro se ne vanno i servizi, si abbassano le serrande delle attività commerciali.

I DATI

Nel nostro paese, oggi, meno di un piccolo Comune su cinque (19,6%) offre i quattro servizi che potremmo definire “essenziali”: farmacia, distributore di carburante, filiale di banca e ufficio postale. A dirlo è l’indagine curata dal Sole 24 Ore, frutto dell’elaborazione dei dati comunali di Banca d’Italia, Poste Italiane (sulla diffusione dei punti Polis), ministero delle Imprese e del Made in Italy e ministero della Salute, aggiornati a maggio o a giugno 2026. Analisi dalla quale restano escluse località e frazioni. Sono 5.519, in Italia, i piccoli comuni, che complessivamente rappresentano una popolazione di oltre 9,6 milioni di persone, il 16,4% di quella nazionale. La maggior parte è al Nord-Ovest (42,6%) e nel Sud (34%), meno nel Nord-Est (12,8%) e al Centro (10,7%).

SERVIZI ESSENZIALI

Nell’80,4% di questi piccoli centri, che hanno un sindaco e un municipio, manca uno o più dei servizi es-

LA FOTOGRAFIA

L’Italia dei piccoli comuni

Solo il 20% ha i servizi di base

abitanti, in maggioranza anziani, in Valtellina. Lì, la chiusura dell’ultimo negozio di alimentari aveva

l’assessora alle politiche sociali Il dato del Sole24Ore, in effetti, si arricchisce di ciò che emerge dai

GLI ALTRI COMUNI

Un tema che, seppur in proporzioni diverse, interessa anche i Comuni con più abitanti, quelli con meno di 10mila residenti: tre su quattro (74,4%) restano scoperti su almeno uno dei servizi analizzati, mentre il 13,4% ne ospita

Quello dei piccoli borghi, insomma, è un patrimonio unico, ma

al tempo stesso estremamente fragile. Da anni si parla di come rilanciare quei centri, in tempi in cui sono sempre più concreti i rischi dell’inverno demografico. Le case a un euro non hanno risolto il problema, e si fa largo l’idea che servano progetti strutturali capaci di attrarre un flusso umano ed economico di qualità.

CAMPUS DIFFUSI

Una delle idee più concrete, su modello di quanto è già accaduto in alcune realtà all’estero, è la creazione di campus diffusi: poli universitari, accademie di alta formazione, incubatori di startup con residenze che sfruttino gli immobili abbandonati o inutilizzati. E che soprattutto diano una seconda vita ai piccoli borghi, portandovi studenti, nomadi digitali e ricercatori che lì possono vivere e lavorare, con nuova linfa culturale e la conseguente riattivazione dei servizi di prossimità. Una sfida non semplice, che deve necessariamente tenere in considerazione l’aspetto dell’equilibrio fra trasformazione e radici culturali. Non una “museificazione artificiale” a uso e consumo dei turisti, ma strategie che, nel preservare l'identità locale, mettano in campo nuove opportunità. Serve, insomma, dare futuro a questi angoli del nostro territorio. E farlo significa proiettarsi concretamente verso un futuro che in fondo è già qui.

IL CASO

Fa discutere la decisione del sindaco di togliere il manifesto pro-vita all’ingresso dell’ospedale

Virgilio, la rimozione diventa un autogol

C’è un caso che sta riscaldando ulteriormente il clima politico in città in questo anticipo d’estate torrida. Ci riferiamo ovviamente al manifesto pro-vita rimosso dal sindaco di Cremona Andrea Virgilio di propria iniziativa, e che si trovava da sei anni regolarmente nello spazio riservato alla pubblicità in un’area antistante l’ospedale cittadino.

Il primo cittadino ha motivato la sua azione con la volontà di difendere le donne che vivono un momento così delicato: “Nessun manifesto conosce la storia di una donna” aveva scritto Virgilio in una nota con cui motivava la rimozione, specificando di non considerare le posizioni anti-aborto nemiche del confronto democratico, ma secondo lui quel manifesto andava oltre: “Non si limitava ad offrire un aiuto. Dice ‘non rinunciare alla felicità’, ‘fallo vivere, non abortire’. Sono parole forti, l’ospedale non è una piazza qualunque”. E ancora: “Nessuna donna dovrebbe sentirsi

colpevole, esposta o moralmente messa sotto accusa mentre accede a un servizio sanitario previsto dalla legge”.

Dove finisce dunque la libertà di espressione e dove comincia la censura?

Dopo l’atto del primo cittadino era inevitabile che piovessero reazioni, dalle forze politiche di centrodestra e ovviamente dalle associazioni anti-abortistiche, a partire dal Movimento per la Vita.

Ma a far maggiore scalpore è stata la lettera firmata da 34 personalità tra cui alcuni noti esponenti del centrosinistra, a partire dall’ex sindaco Gianluca Galimberti per andare all’ex assessora comunale Barbara Manfredini e altri ex consiglieri del Pd. Costoro hanno criticato la scelta di Andrea Virgilio, pur senza entrare “nel merito della legittimità della legge che disciplina l’interruzione volontaria della gravidanza”. La legge, affermano, “rappresenta un punto di sintesi alto e significativo nel considerare sia i diritti fondamentali ed ineludibili delle

I Carabinieri della Sezione Operativa di Cremona hanno denunciato per rissa aggravata sette persone, uomini di età compresa tra i 24 e i 47 anni. La denuncia è la conseguenza di un intervento in forze effettuato da diverse pattuglie la sera di domenica 7 giugno, verso le 21, in via Fabio Filzi. Quella sera le pattuglie intervenute nei pressi di un locale pubblico avevano trovato sul posto solamente due uomini che avevano delle lesioni al volto ed alle braccia ed erano state accompagnate al pronto soccorso dell’ospedale di Cremona. Secondo la prima versione, i due sarebbero stati avvicinati da

donne, sia la più ampia ed essenziale tutela della vita del nascituro”. È democrazia garantire spazio a chi ha una diversa visione, questo il punto.

La questione è etica più ancora che politica, e a portarla fuori dal dibattito tra fronti politici ha provveduto proprio la lettera delle persone che, pur inquadrabili nel centrosinistra, hanno espresso la loro contrarietà rispetto alla mos-

un gruppo di uomini che, senza un apparente motivo, li avrebbero aggrediti con calci, pugni e oggetti contundenti. E sul posto i Carabinieri avevano trovato una livella spezzata, posta sotto sequestro. Ma la ricostruzione fatta grazie alle immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona ha permesso di capire che si trattava in realtà di una rissa. I sette erano divisi in due gruppi, seduti in due tavoli vicini del locale. Per futili motivi, sarebbero volati insulti. Poi uno dei coinvolti si sarebbe recato verso la sua auto e avrebbe preso la livella, tentando di colpire gli avversari senza riuscirci. Da quel

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sa del sindaco Virgilio. Tra l’altro togliere quel manifesto, che era lì nel pieno rispetto della normativa, ha significato dargli molta più pubblicità di quella che aveva ottenuto con la sola affissione.

Tanti politici di sinistra, e noti personaggi della società civile, hanno giustificato Virgilio parlando di provocazione.

Il punto è: spetta a un sindaco la decisione di rimuovere un manifesto pubblicitario? E quel manifesto infrangeva qualche norma? La lettura più lucida arriva probabilmente dalla consigliera Maria Vittoria Ceraso , la quale sottolinea come Virgilio abbia “dimostrato di ignorare il vero spirito della Legge 194”. “Far rimuovere - prosegue - un cartello che pubblicizza un contatto telefonico di supporto per aiutare le donne in difficoltà economiche, sociali o psicologiche significa agire proprio contro il dovere di tutelare la maternità, così come prevede la legge”. In fondo, chiude Ceraso, “quel cartellone parlava della felicità di avere un bambino”.

Doppio litigio con armi Denunciati tre nigeriani

Alla portata di tutte le famiglie

momento tutti e sette erano passati alle vie di fatto e la situazione era in breve tempo degenerata, provocando una rissa con calci e pugni in mezzo alla strada. E la livella era stata presa da uno degli avversari che l’aveva usata verso i primi, provocando a uno di loro delle lesioni al volto. Erano intervenute due ambulanze che avevano accompagnato due persone al pronto soccorso, mentre gli altri convolti erano scappati prima dell’arrivo dei Carabinieri. I militari hanno identificato tutti e sette gli uomini che avrebbero partecipato attivamente alla zuffa, tutti denunciati all’autorità giudiziaria.

Giovedì la Polizia di Stato di Cremona ha denunciato un cittadino nigeriano di 31 anni per violazione del Daspo Urbano e altri due connazionali, di anni 39 e 32, per il reato di lesioni personali aggravate dall’uso delle armi. Le Volanti sono intervenute a seguito di due distinti litigi tra stranieri, riconducibili alle medesime persone, la prima in via degli Orti Romani presso un supermercato e la seconda in via Dante. Nel primo intervento gli agenti individuavano un cittadino nigeriano di 31 anni, denunciato. Dalla visione delle immagini di un impianto di videosorveglianza si riusciva a ricostruire la dinamica dell’episodio che vedeva coinvolti altri due connazionali, uno dei quali aveva colpito l’altro con una bottigliata sul capo, fuggendo subito dopo. Uno dei due è stato rintracciato a seguito del secondo litigio, trasportato in ospedale per ferite da taglio sul braccio. Rintracciato poi l’altro cittadino nigeriano, di 32 anni, pregiudicato per reati contro la persona, che aveva partecipato anche lui al litigio in via Dante e che veniva trasportato in ospedale per ferite da taglio al volto. L’analisi delle immagini dei diversi sistemi di videosorveglianza consentiva di ricostruire e chiarire le dinamiche degli eventi, sulla base della quale il 39 enne ed il 32 enne venivano denunciati per lesioni personali aggravate, essendosi resi responsabili di aggressioni reciproche con cocci di bottiglia. A carico di questi ultimi due stranieri indagati, attesi i precedenti penali degli stessi, veniva adottata anche la misura di prevenzione dell’“Avviso Orale” del Questore.

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ansia generalizzata, timori decisionali, fobie specifiche e panico, stress, disagio lavorativo, mobbing e burnout

bassa autostima, crisi personali, relazionali ed esistenziali

difficoltà in ambito scolastico, sostegno allo studio, orientamento alla presa di decisioni nei passaggi di vita

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VANNI RAINERI

ECONOMIA

Elio Giamello in “Materie prime che muovono il mondo. Rare, critiche, contese” analizza il loro ruolo fondamentale FEDERICO PANI

La società scientifica dei chimici europei (Euchems) ha realizzato una tavola periodica che assegna a ogni elemento forme e colori diversi per indicarne l’abbondanza, la reperibilità e la sostenibilità. È con questa immagine ben salda sullo sfondo che si svolge il discorso di Elio Giamello in “Materie prime che muovono il mondo. Rare, critiche, contese” (il Mulino).

UNA MATERIA PRIMA PUÒ ESSERE SCARSA, NON CRITICA Uno dei punti rilevanti toccati da Giamello è la differenza tra la scarsità di un bene e la sua criticità: quest’ultima dipende in modo decisivo dalla domanda economica, e può riguardare le difficoltà estrattive o la catena di approvvigionamento. È per questo che, storicamente, la criticità di un materiale può mutare in modo repentino e inopinato. Giamello racconta, ad esempio, il caso dell’alluminio, tra i materiali più presenti sulla Terra: reso facile da estrarre grazie a un’innovazione tecnologica, da vanto alla corte di Napoleone III (era il materiale delle stoviglie), divenne di uso quotidiano.

LA DIFFERENZA TRA RISORSE E RISERVE

Parlare di materie prime richiede la comprensione sia della chimica sia dei processi produttivi che le riguardano. Dopo un’introduzione agevole alle nozioni davvero basilari della chimica degli elementi, Giamello traccia alcune distinzioni: innanzitutto c’è il giacimento, il deposito naturale di una materia prima, e c’è la miniera, il sito (spesso un enorme cratere terrazzato) dove questa viene estratta; inoltre, le risorse, cioè l’ammontare rileva-

Materie prime, bene prezioso Oggi le miniere sono urbane

to di una materia prima, sono molto meno utili delle riserve, che ne rappresentano le concentrazioni effettivamente utilizzabili. Oggi la questione non riguarda tanto la presenza di risorse, quanto la disponibilità delle riserve: molte sono soggette a un rapido esaurimento, il che si può solo in parte controbilanciare con l’innovazione tecnologica.

INTENSIFICAZIONE MATERIALE

E MINIERE URBANE

La questione centrale resta però quella della domanda, incrementata dallo sviluppo tecnologico. È il cosiddetto fenomeno dell’“intensificazione materiale”, che Giamello esemplifica così: in uno smartphone sono presenti ben 30 elementi della tavola periodica. Anche la decarbonizzazione alimenta questa pressione: le tecnologie per lo sfruttamento delle energie

rinnovabili dipendono da materie prime la cui domanda è in forte crescita. La scarsità spinge verso il riciclo: dalle “miniere sotterranee” l’attenzione si sposta oggi con crescente interesse alle “miniere urbane” ( nella foto ), i giacimenti di materiali preziosi nascosti nei rifiuti elettronici delle città.

LE MATERIE PRIME NELLA

STORIA: DAL RAME AL COLTAN

La storia delle materie prime è anche una storia dell’uso che ne hanno fatto gli esseri umani. Alcune di esse ci accompagnano dall’antichità: è il caso del rame, di cui era fatta l’ascia di Ötzi, l’uomo vissuto oltre 5mila anni fa trovato congelato in Alto Adige (e ucciso, secondo gli studi più recenti, da una freccia).

Ma la storia delle materie prime è anche, spesso, una storia di violenza legata alla loro estrazione: è il caso del tantalio, un elemento che

serve per realizzare i condensatori per i circuiti elettrici. Dopo l’esaurimento delle riserve australiane, il cuore estrattivo si è spostato nella Repubblica Democratica del Congo, alimentando conflitti sanguinosi. La columbite-tantalite, il minerale da cui si estrae il tantalio, è più nota al pubblico come “coltan”.

TERRE RARE, ALTRE MATERIE

PRIME ED ECONOMIA CIRCOLARE

Si giunge poi alla questione delle terre rare. Qui torna utile la distinzione tra riserve e risorse: pur essendo molto presenti sulla Terra, questi elementi sono di difficile estrazione. L’altro problema è la concentrazione di questi giacimenti in un solo Paese, la Cina. Nel libro si parla anche delle scenografiche miniere andine di litio, così come del ruolo del fosforo e dell’azoto per fertilizzare le terre coltivate. Il volume si chiude infine con l’economia circolare. L’accumulo di oggetti che l’obsolescenza programmata condanna a diventare spazzatura, nonché una situazione climatica preoccupante dovuta alla pressione ambientale umana, genera una necessità: saper usare in modo efficiente le risorse a nostra disposizione, come nel caso delle “miniere urbane”; ciò può rappresentare una leva per lo sviluppo economico e contribuire a rendere più probabile la nostra presenza sulla Terra in futuro.

Via libera dell’Europa a una maggiore trasparenza per i consumatori e a nuove garanzie per il reddito degli agricoltori. Il voto del Parlamento Europeo riunito in plenaria sulla riforma dell’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm) recepisce infatti alcune delle principali richieste avanzate da Coldiretti e Filiera Italia, a partire dal divieto di utilizzare denominazioni come “carne”, “bistecca” o altri termini tradizionalmente associati ai prodotti zootecnici per gli alimenti prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, piante, microorganismi, funghi o alghe. «È certamente un importante risultato, frutto della battaglia portata avanti da Coldiretti e Filiera Italia su cui continuare ancora a lavorare - sottolinea Giovanni Roncalli , direttore di Coldiretti Cremona - per garantire chiarezza nelle etichette e consentire ai cittadini di compiere scelte di acquisto pienamente consapevoli».

L’intesa prevede inoltre una lista di denominazioni riservate che non potranno essere impiegate nemmeno per alcuni prodotti alternativi di origine vegetale, evitando così il rischio di pratiche commerciali fuorvianti. Si va da “filetto” a “costata”, da “fiorentina” a “bacon”, solo per fare alcuni esempi.

L’accordo rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela del lavoro agricolo e della sostenibilità economica delle imprese del settore.

«Hai sentito che Tony Pitony verrà a Cremona?»

Direi che è stata fatta parecchia pubblicità attorno a questo evento, diretta e indiretta

«Alludi alle polemiche. Ma perché poi?»

I consiglieri di minoranza, e in generale le forze del centrodestra, hanno espresso forti perplessità in merito ai testi di alcune canzoni di questo artista, legando la sua presenza a un festival che è finanziato (con 100mila euro) dal Comune di Cremona. Si è parlato di valori da difendere, di istituzioni che predicano bene e razzolano male eccetera «E la maggioranza?»

Ritiene assurde le polemiche attorno a un festival che in dieci anni si è ritagliato uno spazio importante soprattutto coinvolgendo il pubblico giovane. Il contributo comunale si giustifica con le ricadute positive per la città, mentre non spetta ai politici censurare chicchessia analizzando i testi degli artisti «Ma cosa dice di tanto grave Tony Pitony?» Inutile che ti legga parte dei testi, certamente usa spesso un linguaggio scurrile, ed è facile accusarlo di sessismo. I fans lo difendono dicendo che usa un linguaggio provocatorio

«Ma a Cremona è la prima volta che succede una cosa del genere?»

Figurati. Ricordo ancora le roventi polemiche che precedettero il concerto di Vasco Rossi nel 1987 in piazza del Comune, anche se il motivo era soprattutto legato ai timori che un concerto rock potesse provocare danni al prezioso patrimonio architettonico della piazza. Ma i motivi erano anche legati alla sua figura di discutibile esempio per i giovani: qualche tempo prima era stato incarcerato per droga e pure lui scrisse testi decisamente scorretti politicamente e sessisti. Pure la sua era una provocazione, e l’idea di contestare oggi Vasco apparirebbe ridicola. Considerando i soli testi, anche Elio e le Storie Tese, più volte a Cremona, non brillano certo per il politicamente corretto, ma la loro è satira sociale, sia pur demenziale. Anzi usano spesso il paradosso per ridicolizzare il machismo. Ma in generale rileggere i testi di vecchi brani senza il filtro del tempo, e del buon senso, porta ad attaccare diversi artisti. Sta di fatto che Tony Pitony suonerà a Cremona il 3 luglio e il concerto sarà l’unico gratuito del suo tour europeo «Come sempre non ti schieri, così non scontenti nessuno» Anzi, secondo me hanno sbagliato tutti. Un occhio a chi sale sul palco se si finanzia pesantemente un evento sarebbe giusto darlo, e d’altro canto alzare un polverone del genere non fa che promuovere ulteriormente l’evento stesso. Buonanotte Pericle «Buonanotte»

Lo scatto

Nel corso del 52° vertice del G7 che si è svolto a Evian-les-Bains si è registrato un riavvicinamento tra Donald Trump e i vecchi alleati occidentali, in particolare in chiave pro-Ucraina

20 Giugno 1980: esordisce nelle sale Usa il film “The

La pazza missione dei fratelli Blues

Completo scuro, camicia bianca, una sottile cravatta nera, Ray-Ban, scarpe e cappello neri. Non si può sbagliare: sono Jake ed Elwood Blues, vale a dire i Blues Brothers. La loro fu una fiammata memorabile durata poche stagioni, ma che ha lasciato il segno nella musica e più ancora nel cinema.

L’ESORDIO

Dan Aykroyd entra nel cast del celebre programma tv Saturday Night Live nel 1975. Conosce, ovviamente in un bar nel corso di una festa, John Belushi e gli trasmette la passione per il blues. Durante una serata all’Holland Tunnel Bar i due decidono di imitare il look di John Lee Hooker e si esibiscono per la prima volta assieme; sono i giorni in cui Belushi è impegnato nel film “Animal House”. Anche John entra nel cast del Saturday Night Live, imitando celebri cantanti (da spasso la sua versione di Joe Cocker in “With a little help from my friend”). La sera del 22 aprile 1978 allo show (in una delle tre puntate condotte dal noto comico Steve Martin ) mancano gli ospiti musicali, e così ad esibirsi sono i Blues Brothers, accompagnati da fior di musicisti, alcuni dei quali saranno protagonisti nel film, col brano “Hey bartender”. È un successo che in breve tempo supera i confini Usa e trasforma il duo in un’icona pop.

IL FILM

John Landis , che aveva diretto Belushi in “Animal House”, fu scelto per dirigere il film che avrebbe avuto come protagonista il duo. A scrivere la sceneggiatura fu Dan Aykroyd, che era alla sua prima esperienza. La Universal stimava un costo di produzione di 12 milioni di dollari, cifra che salirà a 30 anche per il record conquistato nel Guinness dei primati per la scena col maggior numero di auto distrutte. La trama prende il via da un appello fatto da un orfanotrofio che rischia-

Lionel Messi

È sempre più facile considerarlo il più grande calciatore di tutti i tempi. A 39 anni ha esordito ai Mondiali con una tripletta (nel 3-0 contro l’Algeria) che l’ha portato al record assoluto di 16 gol nella fase finale. Ovvio che si continuino a fare paragoni col passato, in primis col suo connazionale Diego Armando Maradona, che però non ha mai avuto la sua continuità, e se a livello di Nazionale hanno entrambi fatto cose straordinarie, è con i club che la differenza è evidente.

va la chiusura per il mancato pagamento di tasse arretrate. Le riprese iniziarono a Chicago nel 1979, e la difficoltà più grande fu far fronte agli eccessi di John Belushi, che consumava quantità ingenti di cocaina e provocava ritardi nella produzione del film. Si arrivò alle vie di fatto tra Landis e l’irrequieto attore, che si ferì al ginocchio prima di filmare la scena finale, il che causò un nuovo rinvio. I costi di produzione lievitarono anche per la decisione di ingaggiare star della musica come Ray Charles James Brown , Aretha Franklin , Cab Calloway e lo stesso John Lee Hooker. Il film si segnala anche per la presenza in alcuni camei di celebri star come i registi Steven Spielberg , Frank Oz e pure John Landis. Inutile dire che alla fine, fra varie peripezie, i fratelli Blues riusciranno a salvare in extremis l’orfanotrofio.

20 GIUGNO 1980

incassò molto di più all’estero e divenne in breve tempo un cult movie.

LE FRASI CELEBRI

Sono tantissime le frasi rimaste nell’immaginario collettivo, dal “Siamo in missione per conto di Dio” dopo aver accettato la richiesta delle suore dell’orfanotrofio, al “Ti ho sempre amato” nell’auto dei nazisti dell’Illinois che sta precipitando, dall’“Ho visto la luce” di Jake all’ingresso della chiesa in cui James Brown improvvisa un canto gospel al “Non è colpa mia: c’erano le cavallette” con cui Jake si giustifica con l’ex fidanzata che aveva abbandonato all’altare e che lo minaccia con un mitra in un sottopasso.

LA FINE DI BELUSHI E IL SEQUEL

1998

ESCE IL SEQUEL MA SI RIVELA UN VERO FLOP

E veniamo alla data da celebrare. In quel giorno è fissata l’uscita del film nelle sale americane. L’esordio non è soddisfacente, anche perché i Blues Brothers avevano abbandonato l’anno prima il Saturday Night Live e l’ultimo film di Belushi (“1941-Allarme a Hollywood”) era stato snobbato da critici e spettatori. Anche la critica Usa non fu tenera col film, che

Non poteva durare a lungo l’esistenza di un uomo dedito ai vizi come John Belushi, che muore il 5 marzo del 1982 a soli 33 anni per un’intossicazione provocata da un mix di cocaina ed eroina. L’ultimo film da lui girato fu “I vicini di casa” ancora assieme a Dan Aykroyd, che per una volta interpreta il personaggio invadente mentre Belushi è un tranquillo giornalista. Poco prima di morire, John aveva chiesto a Dan se al suo funerale avrebbe suonato il brano “The 2000 pound bee”, cosa che l’amico fece mantenendo la promessa. E pensare che nuovi successi lo aspettavano: Belushi aveva già firmato per essere protagonista di “Ghostbusters”, di “Una poltrona per due” e di “Spie come noi” che ottennero comunque un grandissimo successo.Chissà come sarebbe stato vederli interpretati da John. Dan Aykroyd e John Landis nel 1998 lavorarono al sequel “Blues Brothers-Il mito continua”, ma il mito era ormai evaporato con la morte di uno dei due protagonisti, e il film non è ricordato nemmeno dai fanatici della coppia.

della settimana

CASALMAGGIORE

ilpiccolocasalmaggiore@gmail.com

Nasce l’ospedale di comunità Oglio Po

L’Asst di Cremona sta completando il percorso di attivazione dell’Ospedale di Comunità dell’Oglio Po. Sono attualmente in corso gli ultimi adempimenti per il rilascio del benestare ministeriale e del successivo decreto regionale. Una volta concluso l’iter, i primi pazienti saranno accolti nel nuovo servizio, che sarà dedicato alle persone che, conclusa la fase acuta della malattia, hanno ancora bisogno di un periodo di assistenza, monitoraggio e accompagnamento prima del rientro al domicilio.

L’attivazione della struttura rappresenterà un ulteriore passo nell’evoluzione sociosanitaria del territorio e introdurrà una nuova possibilità assistenziale nell’area casalascoviadanese. L’Ospedale di Comunità, infatti, sarà rivolto a persone clinicamente stabilizzate che non necessitano più di trattamenti all’interno di un reparto ospedaliero ma che non hanno ancora completato il proprio percorso di cura. Una fase delicata, che coinvolge spesso anche i familiari e richiede continuità nella presa in carico. Come spiega il direttore generale  Ezio Belleri , «l’organizzazione dell’Ospedale di Comunità è quasi pronta. Restano da completare i passaggi autorizzativi previsti dalla normativa nazionale e regionale, necessari per l’avvio del servizio».

CAMBIANO I PAZIENTI, CAMBIA LA RISPOSTA SANITARIA

I dati dell’Asst di Cremona mostrano una crescita costante dei bisogni assistenziali legati all’invecchiamento della popolazione. Nel 2025 le persone con più di 70 anni hanno rappresentato il 45,4% dei ricoveri ordinari, il 33,1% degli accessi al Pronto Soccorso e oltre l’84% delle prese in carico domiciliari. Tra i ricoverati, oltre il 27% ha più di 80 anni e quasi l’8% supera i 90 anni. «Questi dati confermano che l’Ospedale di Comunità rappresenta un’evoluzione naturale dell’assistenza. Affianca i reparti per acuti e offre una risposta dedicata alle persone che non hanno più bisogno di trattamenti ospedalieri intensivi, ma non sono ancora pronte per il rientro a casa. È il luogo in cui si completa il percorso di cura e si prepara, in sicurezza, il ritorno al domicilio» - aggiunge Belleri.

AUMENTANO I POSTI LETTO PER IL TERRITORIO

Con l’attivazione del nuovo servizio, l’Oglio Po si arricchisce di una ulteriore funzione assistenziale. «A regime saranno disponibili 40 posti letto di Medicina per acuti e 20 posti letto di Ospedale di Comunità, portando l’offerta complessiva da 48 a 60 posti letto - precisa Belleri -. Un’evoluzione che rafforza la capacità di presa in carico dell’intero ospedale. È una risposta concreta a un cambiamento che osserviamo ogni giorno. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle situazioni di fragilità stanno modificando profondamente i bisogni di salute».

IL CONTESTO CHE CURA

«La qualità delle cure non si esaurisce con la dimissione dall’ospedale», spiega Belleri. «Oggi è fondamentale accompagnare le persone lungo tutto il percorso assistenziale. La fragilità non dipende solo dalle condizioni cliniche, ma anche dal contesto familiare e sociale nel quale la persona vive. L’Ospedale di Comunità rappresenta un tassello fondamentale di questo percorso e un’opportunità per rafforzare l’integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali».

L’OSPEDALE DI COMUNITÀ IN PRATICA

La responsabilità clinica della struttura sarà affidata alla Medicina Interna dell’Ospedale Oglio Po, diretta dal dottor  Federico Pasin che opererà insieme all’équipe di specialisti nella definizione e nel monitoraggio dei percorsi assistenziali.

«L’Ospedale di Comunità non nasce per sostituire l’ospedale per acuti, ma per completarne l’azione», spiega Pasin. «Accoglierà pazienti clinicamente stabilizzati che necessitano di un ulteriore periodo di assistenza. Una parte importante del lavoro riguarderà la preparazione al rientro a domicilio: dalla gestione della terapia farmacologica all’utilizzo di eventuali dispositivi, fino agli aspetti educativi e riabilitativi. L’obiettivo è garantire una transizione sicura e appropriata tra ospedale e territorio».

TIMORI PER I POSTI-LETTO

CENTRALE L’ASSISTENZA INFERMIERISTICA

L’assistenza infermieristica sarà assicurata da professionisti dedicati al servizio che opereranno all’interno dell’organizzazione definita dall’Asst, in stretta collaborazione con tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura. «La struttura sarà organizzata secondo un modello prevalentemente infermieristico, previsto dalla normativa nazionale e regionale. A ogni persona ricoverata sarà assegnato un infermiere di riferimento responsabile della pianificazione dell’assistenza e delle attività di educazione sanitaria rivolte sia al paziente sia ai familiari», dichiara  Alberto Silla , direttore Dapss (direzione aziendale delle professioni sanitarie e sociosanitarie).

LA RETE CHE SOSTIENE

L’avvio avverrà in modo graduale. La fase iniziale consentirà di mettere a punto i percorsi organizzativi e consolidare l’integrazione con gli altri servizi del territorio. Un passaggio necessario affinché l’Ospedale di Comunità possa esprimere appieno il proprio potenziale all’interno di un modello organizzativo che coinvolge Cot (centrale operativa territoriale), Casa di Comunità e assistenza domiciliare, con il contributo di medici di medicina generale, infermieri di famiglia, fisioterapisti, assistenti sociali e caregiver.

Rive Gauche non nasconde

le perplessità

(G.M.) Nei giorni scorsi il circolo Rive Gauche, su un documento firmato dalla sua segretaria Gloria Barili , aveva espresso la propria preoccupazione per la possibile perdita di posti-letti nel reparto di medicina dell’ospedale Oglio Po a favore dell’Ospedale di Comunità. “Temiamo un depotenziamento dell’area ospedaliera dedicata alle patologie acute - scriveva Barili - anche e soprattutto perché non lo capiremmo. La riduzione da 48 a 30 posti-letto per acuti (questi i numeri che circolavano, ndr) nel reparto di Medicina appare difficilmente conciliabile con la necessità di rafforzare un presidio che continua a essere classificato come Dea di primo livello, punto di riferimento per un vasto territorio tra le province di Cremona e Mantova. Il reparto di Medicina rappresenta da sempre uno dei servizi-cardine dell’Oglio Po, chiamato a gestire pazienti complessi e ricoveri urgenti. (…) In particolare nel periodo estivo sappiamo che i reparti di Medicina sono solitamente in sofferenza per la riacutizzazione di patologie croniche nei pazienti fragili”.

Uno speciale centro estivo

(G.M.) “inSummer 2026” è il centro estivo promosso a Vicoboneghisio da Centro inLab e Stelle sulla Terra e “pensato per bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo e disabilità con elevato bisogno di supporto”. “Il progetto - spiegano gli organizzatori - accompagna i partecipanti da giugno a luglio attraverso esperienze concrete di autonomia, natura e vita di comunità”. Sono state previste settimane tematiche dedicate alla routine quotidiana, alla cura del verde, all’acquaticità, ai laboratori creativi e alle uscite in contesti “autism friendgly”. “inSummer 2026” mira a garantire interventi personalizzati e la presenza costante di professionisti, studenti in formazione e volontari. Questo centro estivo ha come slogan “Mettere radici insieme” e i promotori guardano a “un’estate per crescere insieme, mettere radici e scoprire nuove possibilità”. Come sempre, sono coinvolte le famiglie dei ragazzi. Si ricorda che l’associazione Stelle sulla Terra è nata dall’incontro di un gruppo di famiglie che condividevano l’esperienza di crescere ragazzi con disturbi del neurosviluppo. Da un bisogno iniziale di confronto e sostegno reciproco è nato un sodalizio in grado di guadagnarsi uno spazio di rilievo nel tessuto sociale locale. In questi anni Stelle sulla Terra ha saputo costruire una rete fatta di famiglie, istituti scolastici, enti locali e associazioni ed è diventata un punto di riferimento. Nei giorni scorsi, sempre nello Spazio Stelle di Vicoboneghisio, le classi terze e quarte della scuola primaria “Diotti” di Vicomoscano hanno partecipato a una mattinata di attività insieme ai volontari del Centro inLab contribuendo a preparare gli spazi che ospitano il laboratorio botanico di “inSummer 2026”. L’iniziativa ha rappresentato l’ultima tappa del percorso di “service learning” sviluppato durante l’anno scolastico. Erano presenti anche studenti e docenti del “Romani”.

Le Notti di Quattrocase

Si è aperta ieri sera col concerto degli Spingi Gonzales l’edizione 2026 delle “Notti di Quattrocase”, il cui stand gastronomico fa registrare ogni anno il tutto esaurito. Si prosegue oggi alle 21.30 coi Radio Active (tributo a Imagine Dragons). A seguire Patrocinade. Domani alle 21.30 saliranno sul palco i Postalmarket, definita “italiana adolescenziale ironica band”. Come detto, è attivo ogni sera il servizio cucina col tradizionale gnocco fritto e molto altro. Per i bambini è stata predisposta un’areagonfiabili. La manifestazione è a cura del Gruppo Emergenti.

Oggi alle 17 davanti alla libreria “Il Seme” di galleria Gorni Amilcare Simonazzi presenterà il suo nuovo romanzo “I difetti di Elisa” (Luoghinteriori edizioni). L’autore converserà con Giovanna Anversa . Animeranno la presentazione Pierluigi Pasotto (chitarra) e Guido Fiammeni (armonica a bocca). Il libro di Simonazzi al Seme

IN BREVE
Da sinistra Federico Pasin e Alberto Silla, direttori di Medicina Interna e del Dapss

IN BREVE

Casalasco, Gruppo agroalimentare leader nella selezione, coltivazione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione del pomodoro e dei suoi derivati, annuncia il ritorno on air di Pomì con il nuovo spot “Il buono di cambiare”, una campagna integrata pensata per rafforzare la presenza del brand sul mercato italiano e consolidare il legame con una nuova generazione di consumatori. Il concept creativo si basa sul fatto che Pomì è semplice, buono e versatile da cui tutto parte: la base sicura che rende ogni ricetta pronta ad accogliere qualcosa di nuovo. Ed è proprio da questa certezza che nasce il claim “Il buono di cambiare”: cambiare non è un tradimento della tradizione, è il modo più naturale e più gustoso di interpretarla. La campagna di comunicazione si articola tra la messa in onda di oltre 5.000 spot da metà giugno a metà ottobre sulle principali emittenti Tv e piattaforme on demand oltra ad un'attivazione parallela sui canali social con Meta e TikTok, rivolta ad un consumatore orientato alla sperimentazione.

Cinema estivi a Piadena Drizzona

Lunedì 29 giugno prenderà il via la rassegna cinematografica estiva allestita a Piadena Drizzona. Si comincerà alle 21.30 presso la Villa Magio Trecchi del Vho col film di Matteo Garrone “Io capitano!”. “Lunedì cinema” proseguirà il 6 luglio, nel chiostro dei Gerolamini di Piadena, con “La vita accanto” di Marco Tullio Giordana. Lunedì 13 al parco Devid di Drizzona sarà proiettato “Buffalo Kids” di Juan Jesùs Garcia Galocha e Pedro Solis Garcia. Infine lunedì 20 nel chiostro dei Gerolamini la rassegna si concluderà con “Unicorni” di Michela Andreozzi. Ingresso libero. Info: 0375-980312.

È in corso il

Centri estivi, a Gussola il Piano Estate

Si preannuncia un’estate intensa per i bambini e i ragazzi di Gussola che, dal termine dell’anno scolastico alla fine di luglio, avranno a disposizione un calendario ricco di attività ricreative e formative. Il Piano Estate 2026, nato in continuità con quanto fatto negli anni scorsi e grazie alla stretta collaborazione tra il Comune di Gussola, la Parrocchia e l'associazione sportiva Tazio Magni, intende dare un valido supporto alle famiglie. Il progetto prevede un'offerta continuativa che inizia con il Grest parrocchiale, prosegue con il Camp Gussola Sport Village Tazio Magni e termina con il centro estivo comunale. Le attività si svolgeranno in vari luoghi del paese, dalla parrocchia alle scuole, agli impianti sportivi. Il coordinamento tra le diverse realtà coinvolte rappresenta un elemento fondamentale per garantire un'offerta completa e ottimizzare l'utilizzo delle strutture comunali.

Il Grest parrocchiale, iniziato il 9 e che si chiuderà il 26 giugno, ha lo slogan “Bella fra!” e per la prima volta il tema non sarà legato a concetti o esperienze ma ad una persona: San Francesco d’Assisi, di cui ricorre quest’anno l’ottavo centenario della morte. Il grest è aperto a tutti i ragazzi del-

Anche

la scuola primaria e secondaria di 1° grado e si svolgerà dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17 con un pre-grest dalle 7.30. Sono previsti momenti di preghiera, attività ricreative e formative durante la giornata.

Il Camp Gussola Sport Village, giunto alla 5ª edizione e organizzato dall’Asd Tazio Magni, si svolgerà dal 29 giugno al 17 luglio. È un campo multisportivo che offre ai ragazzi l'opportunità di sperimentare diverse discipline. Info dettagliate sul camp, comprese quote e iscrizioni, disponibili sulle pagine Instagram e Facebook dell'associazione @gussolasportvillage.

Il Centro Estivo Comunale completa l'offerta del Piano Estate e si svolgerà dal 7 luglio

al 31 luglio. Il servizio è rivolto ai bambini della scuola materna e primaria e si svolgerà presso la struttura della scuola dell'infanzia. Si tratta di un servizio fortemente voluto dall’amministrazione comunale che si è impegnata per offrire, da un lato, un aiuto concreto alle famiglie e ai genitori lavoratori durante le vacanze scolastiche, dall’altro, un’offerta ludica e formativa qualificata ai ragazzi. Sono previste varie formule di frequenza: dal tempo pieno 7.30-17.30 al part-time mattutino o pomeridiano. Tutte le informazioni sul centro estivo e relativi costi sono disponibili sul sito del Comune di Gussola www.comune. gussola.cr.it.

TORRICELLA DEL PIZZO, CONTRIBUTO Il Comune di Torricella del Pizzo ha predisposto l'elargizione di contributi alle famiglie che iscrivono i propri figli ai centri estivi di Gussola e Martignana di Po, che adottano modalità di servizio e fasce orarie molto simili. L’offerta è rivolta ai residenti del Comune con bambini fra i 3 e i 14 anni. Le famiglie interessate dovranno presentare domanda tramite il modulo apposito entro il 30 settembre. Il contributo settimanale va da 15 a 45 euro.

a Torricella del Pizzo la casa dell’acqua

È attiva a Torricella del Pizzo una nuova casa dell’acqua di Padania Acque. Si chiama Fonte del Parco ed è la numero 112 operativa sul territorio provinciale. L’impianto, che sorge in via Guido Rossa, è a disposizione della comunità 24 ore su 24 ed eroga gratuitamente acqua naturale e frizzante refrigerata, sottoposta a trattamenti di filtrazione a carboni

attivi e disinfezione a raggi ultravioletti: tecnologie che migliorano le caratteristiche organolettiche dell’acqua e ne garantiscono elevati standard di qualità e sicurezza. L’attivazione di Fonte del Parco si inserisce nel percorso di Padania Acque a sostegno di un accesso alla risorsa idrica sempre più sostenibile. Un impegno che contribuisce alla riduzione

dei rifiuti plastici e promuove un utilizzo consapevole dell’acqua potabile, valorizzando una risorsa pubblica di eccellenza. I clienti di Padania Acque titolari di utenze domestiche singole o condominiali, così come i proprietari di pozzi privati che scaricano in pubblica fognatura, possono prelevare quotidianamente fino a 8 litri di acqua potabile utilizzando il QR Code

associato alla propria utenza. Il QR Code è riportato sulle bollette, sia in formato cartaceo sia digitale, ed è consultabile anche tramite l’app Acqua Tap.

SERVIZI

• Lavori forestali

• Piantamento

• Trattamenti

• Discature

• Cavatura o macinatura dei ceppi

• Sfibratura forestale

• Aratura da scasso

Pomì torna con “Il buono di cambiare”
PADANIA ACQUE

Nel primo trimestre 2026, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del primo trimestre 2025. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali.

GLI OCCUPATI

Istat: nel primo trimestre 67mila occupati in più

IL COSTO DEL LAVORO

Il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un sensibile aumento rispetto al trimestre precedente (+1,2%), per effetto della crescita sia delle retribuzioni sia dei contributi sociali (+1,1% in entrambi i casi). L’incremento del costo del lavoro si osserva anche su base annua (+3%), trainato dall’aumento dei contributi sociali (+3,5%) più marcato di quello delle retribuzioni (+3%).

PRODUZIONE INDUSTRIALE AUMENTO AD APRILE

Ad aprile 2026 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,5% rispetto a marzo.

Nella media del periodo febbraio-aprile si registra una crescita del livello della produzione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

LE IMPRESE Dal lato delle imprese, nel primo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti continuano a registrare segnali di crescita congiunturale (+0,5%), sia nella componente a tempo pieno (+0,5%)

Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 207 mila, aumenta su base congiunturale (+67 mila, +0,3% sul quarto trimestre 2025), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo determinato (+9 mila, +0,3%) e, soprattutto, degli indipendenti (+72 mila, +1,4%) più sostenuta del lieve calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-13 mila, -0,1%); si riduce il numero di disoccupati (-110 mila, -7,6% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+44 mila, +0,4%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,2 punti in tre mesi), quello di disoccupazione cala al 5,3% (-0,4 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti). Nei dati provvisori di aprile 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,5%) e del relativo tasso (+0,3 punti) si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (-0,1 punti) e di inattività 15-64 anni (-0,3 punti). Nel confronto tendenziale prosegue, a ritmi meno intensi rispetto al trimestre precedente, la crescita del numero di occupati (+50 mila, +0,2%) che coinvolge soltanto gli indipendenti (+4,7% in un anno) a fronte del calo dei dipendenti, sia a termine (-4,2%) sia a tempo indeterminato (-0,5%). Nel primo trimestre 2026, si rafforza rispetto al periodo precedente la riduzione del numero di disoccupati (-394 mila, -22,4% in un anno) e l’aumento di quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+320 mila, +2,6%). I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 62,5% (+0,1 punti in un anno), quello di disoccupazione scende al 5,4% (-1,5 punti) e il tasso di inattività raggiunge il 33,8% (+1,0 punti).

sia, in misura lievemente inferiore, in quella a tempo parziale (+0,4%) comportando un calo della quota dei part time, che si attesta a 28,8% (-0,1 punti). Anche su base tendenziale la crescita delle posizioni lavorative (+1,5%) è più accentuata nella componente a tempo pieno (+1,6%) rispetto a quella a tempo parziale (+1,3%), con un lieve calo della quota di part-time (-0,1 punti). Dopo due trimestri di crescita, la domanda di posizioni in somministrazione diminuisce (-0,3% in tre mesi), mentre accelera la crescita del lavoro intermittente (+3,1% rispetto al trimestre precedente).

Anche su base annua le posizioni in somministrazione mostrano un calo (-0,6%) a fronte della decisa crescita delle posizioni intermittenti (+8,7% in un anno), la più alta dopo la fase di ripresa post-Covid. Le ore lavorate per dipendente diminuiscono in termini congiunturali (-0,3%) e aumentano in termini tendenziali (+0,1%); rispetto al primo trimestre 2025, il ricorso alla cassa integrazione diminuisce (-0,3 ore), scendendo a 7,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,7%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,1%) sia nel confronto tendenziale (-0,4%).

L’indice registra un incremento su base mensile per i beni strumentali (+1,0%) e i beni intermedi (+0,8%); mentre si osservano flessioni per i beni di consumo (-0,1%) e l’energia (-0,2%).

Al netto degli effetti di calendario, ad aprile 2026 l’indice generale aumenta in termini tendenziali dell’1,3% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di aprile 2025). Crescono in misura marcata i beni strumentali (+6,4%) e con minore intensità i beni intermedi (+1,8%); variazioni negative si osservano, invece, per l’energia (-2,7%) e i beni di consumo (-4,1%).

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Con oltre 237 miliardi di euro generati nel 2025, pari all'11% del PIL nazionale, il turismo si conferma uno dei principali motori dell'economia italiana. Un settore che cresce grazie all'impegno quotidiano di migliaia di imprese e che trova espressione anche nel territorio cremonese attraverso una filiera articolata che coinvolge accoglienza, ristorazione, cultura, commercio e servizi. È proprio con questa visione che Confcommercio Provincia di Cremona opera all'interno del sistema Confturismo-Confcommercio, la struttura nazionale che coordina le principali federazioni del comparto turistico e ne rappresenta gli interessi presso le istituzioni, promuovendo lo sviluppo delle imprese e la valorizzazione delle destinazioni.

Sul territorio provinciale la rappresentanza del comparto trova espressione attraverso professionisti e imprenditori che contribuiscono attivamente ai livelli regionali e nazionali, portando la voce delle imprese cremonesi nei luoghi in cui si definiscono strategie e politiche per il turismo.

Nel settore dell'ospitalità operano Federalberghi e Federalberghi Extra, guidate da Marcella Buonfantino, componente del Consiglio di Federalberghi Lombardia. Un incarico che consente di rappresentare le esigenze delle strutture ricettive del territorio e di contribuire al confronto sulle principali sfide che interessano il settore dell'accoglienza.

Accanto all'ospitalità alberghiera, un ruolo centrale è svolto dalla ristorazione e dai pubblici esercizi. Secondo gli ultimi dati disponibili, in provincia di Cremona

Il turismo motore dell’economia La spinta di Cremona e del territorio

operano 2.279 imprese. Un comparto caratterizzato da una significativa presenza femminile, pari al 32% delle attività, che rappresenta uno degli elementi più importanti dell'esperienza turistica e dell'attrattività del territorio.

La rappresentanza cremonese si estende anche al settore delle agenzie di viaggio e del turismo organizzato grazie a Giordano Nobile , storico associato Confcommercio e recentemente nominato nel direttivo nazionale FIAVET, la federazione che rap-

presenta le agenzie turistiche aderenti a Confcommercio. Un riconoscimento che premia l'esperienza maturata sul territorio e che porta la prospettiva delle imprese cremonesi all'interno del principale organismo nazionale di categoria. Il turismo, tuttavia, non vive soltanto di strutture ricettive, ristoranti e servizi. Cresce laddove esiste un territorio capace di fare rete per valorizzare la propria identità. In questo senso assume particolare rilievo il lavoro svolto

da Confcommercio Impresa Cultura, guidata da Roberto Codazzi, che promuove la collaborazione tra operatori culturali, musei, teatri, eventi e manifestazioni. Una rete che contribuisce a rafforzare l'attrattività del territorio e a generare importanti ricadute economiche per l'intera filiera turistica. A rafforzare questa visione integrata contribuisce anche l'impegno di Stefano Anceschi (nella foto), direttore generale di Confcommercio Provincia di Cremona e componente del Consiglio della Camera di

Commercio di Cremona-MantovaPavia con delega al Turismo, a testimonianza dell'attenzione che l'associazione dedica allo sviluppo del comparto e alla valorizzazione delle opportunità offerte dal territorio. «Il nostro compito non si esaurisce nella rappresentanza delle categorie presso le istituzioni», sottolinea Anceschi. «Accanto all'attività di tutela e rappresentanza, lavoriamo ogni giorno per fornire alle imprese strumenti concreti per crescere e affrontare le sfide del mercato. Consulenza specialistica, assisten-

italiana territorio

za normativa, supporto per l'accesso a bandi e finanziamenti, innovazione digitale e formazione sono oggi elementi indispensabili per rafforzare la competitività delle aziende del comparto turistico. In quest'ottica abbiamo investito nella nuova piattaforma di formazione a distanza certificata, che offre corsi obbligatori specifici per il settore alberghiero e per i pubblici esercizi, consentendo agli imprenditori di aggiornarsi con modalità flessibili, moderne e pienamente rispondenti alle esigenze delle imprese».

Crescono arrivi e presenze in provincia di Cremona

Oltre 258 mila visitatori e 521 mila pernottamenti nel 2025

La provincia di Cremona conferma il proprio trend di crescita turistica e registra nel 2025 i migliori risultati dell'ultimo decennio. È quanto è emerso durante l'incontro annuale promosso dalla Provincia di Cremona con le strutture ricettive e le locazioni con finalità turistiche del territorio, svoltosi nella Sala Consiliare di Corso Vittorio Emanuele II alla presenza dei rappresentanti della Direzione Generale Turismo, Marketing Territoriale e Moda di Regione Lombardia. L'appuntamento, che ha registrato una significativa partecipazione di operatori del settore, rappresenta ormai un consolidato momento di confronto, aggiornamento normativo e condivisione dei dati turistici del territorio provinciale.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani, che ha ringraziato i presenti e i rappresentanti regionali per la collaborazione istituzionale e per l'attenzione rivolta al territorio cremonese.

«I dati che oggi presentiamo confermano una crescita importante del turismo provinciale e dimostrano come Cremona e il suo territorio stiano acquisendo una capacità attrattiva sempre più significativa. Accanto all'incremento dei flussi turistici registriamo infatti anche una crescita delle strutture ricettive, in particolare del comparto extralberghiero. Si tratta di risultati che premiano il lavoro svolto dagli operatori e dagli enti del territorio. In questo contesto, la candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura rappresenta un'opportunità straordinaria non soltanto per il capoluogo ma per l'intera provincia e per tutte le sue eccellenze culturali, paesaggistiche, produttive e turistiche».

Nel corso dell'incontro sono stati illustrati gli aggiornamenti normativi e procedurali relativi alla gestione delle attività ricettive. Sono stati anticipati i dati elaborati dall'Ufficio Statistica della Provincia di Cremona sulla base delle rilevazioni ISTAT relative all'anno 2025 confermando una crescita significativa sia dell'offerta sia della domanda turistica.

STRUTTURE E POSTI LETTO

Le strutture ricettive censite sul territorio provinciale sono salite a 629, con un incremento di 63 unità rispetto all'anno precedente. Crescono anche i posti letto, che raggiungono quota 5.722 (+411), e le camere disponibili, aumentate di 169 unità per un totale di 2.673.La componente extralberghiera continua a rappresentare il segmento prevalente del sistema ricettivo provinciale: costituisce infatti il 93% delle strutture attive e il 60% dei posti letto disponibili, trainata soprattutto dalla crescita delle case e appartamenti per vacanze e delle locazioni turistiche. Gli alberghi attivi sono 45 e concentrano il 40% della capacità ricettiva complessiva.

I MOVIMENTI TURISTICI

Particolarmente positivi risultano i dati relativi ai movimenti turistici. Nel 2025 gli arrivi hanno raggiunto quota 258.492, con un incremento dell'8% rispetto al 2024, mentre i pernottamenti sono stati 521.962, in crescita dell'11%. Si tratta dei valori più elevati registrati nell'ultimo decennio e superiori anche ai livelli precedenti alla pandemia.

IL TURISMO INTERNAZIONALE

Il turismo internazionale continua a rappre-

sentare uno dei principali motori della crescita. Gli arrivi di visitatori stranieri aumentano infatti dell'11% e i pernottamenti del 12% rispetto all'anno precedente. I principali mercati esteri di provenienza sono Cina (14%), Germania (12%) e Francia (10%). Per quanto riguarda il turismo nazionale, il 38% dei visitatori arriva dalla Lombardia, seguita da Emilia-Romagna (9%), Piemonte (8%) e Veneto (8%).

Nel suo intervento il Dirigente della Direzione Generale Turismo di Regione Lombardia, Michele Sebastiano Barca, ha confermato il sostegno della Regione alla candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura e ha illustrato il percorso avviato per l'aggiornamento della Legge regionale sul turismo, attraverso un confronto con enti locali, associazioni di categoria e operatori del settore. L'incontro si è concluso con un ampio momento di confronto durante il quale il funzionario regionale Luca Mambretti ha risposto ai quesiti posti dagli operatori presenti, confermando l'importanza di mantenere aperto un dialogo costante tra istituzioni e comparto turistico.

Le BCC confermano il proprio ruolo di sostegno all’economia reale della Lombardia e alle comunità di riferimento. L’anno 2025 si è chiuso con segno particolarmente positivo per le 26 BCC della Lombardia che, con 720 sportelli, circa 220 mila soci (+1,8%), più di un milione di clienti e 5,4 mila dipendenti, operano in 514 comuni, in 165 dei quali come unica presenza bancaria.

I RISULTATI

Positivi i risultati, al 31 dicembre 2025, dall’analisi delle masse intermediate: oltre 38 miliardi di raccolta diretta, per una crescita annua pari al 4,2%, cui si aggiungono 14,8 miliardi di euro di raccolta indiretta (+7,3% su base annua); 25,9 miliardi di euro di impieghi lordi a favore principalmente di imprese e famiglie, con un aumento di +4,4% su base d’anno; in crescita del 4,6% anche gli impieghi vivi (per un totale di oltre 25,6 miliardi di euro). La dinamica del credito erogato dalle BCC nella regione ha segnato un aumento più significativo di quanto registrato dall’industria bancaria, che ha visto una crescita dello 0,9% degli impieghi e del 2,5% di depositi da clientela.

Riguardo ai settori di destinazione del credito: a dicembre 2025 gli impieghi erogati alle famiglie raggiungono i 10 miliardi di euro (+5,5% contro +3,7% dell’industria bancaria); al netto delle sofferenze la variazione sale del 5,6% (+3,7% per l’industria bancaria). Supera i 14,6 miliardi di euro il sostegno al comparto produttivo lombardo (+2%), il 19,8% dei quali destinati a micro e piccole imprese del territorio.

QUALITÀ DEL CREDITO

Nel corso del 2025, inoltre, è migliorata ulteriormente la qualità

Pmi: il 34,3%

dei finanziamenti in provincia arriva dalle BCC

del credito, con la prosecuzione del processo, in corso ormai da alcuni anni, di riduzione delle esposizioni deteriorate e di aumento dei tassi di copertura: in diminuzione, rispetto all’anno precedente, i crediti deteriorati (-16,3%); risultati ancora più significativi sul fronte delle sofferenze, con un’ulteriore diminuzione del 18,4%.

L’84,7% degli impieghi delle BCC verso soci e clienti è a mediolungo termine (contro l’81,1% dell’industria bancaria). La maggiore esposizione al rischio viene compensata attraverso la migliore qualità creditizia (il rapporto sofferenze/impieghi è pari allo 0,8% per le BCC, rispetto all’1,2% dell’industria bancaria), legata a una modalità di erogazione

“tailor made” tipica delle banche di relazione, che includono nella valutazione del merito creditizio anche le “soft information”.

CREMONA E PROVINCIA

Bene anche i risultati delle BCC presenti nella provincia di Cremona, con 65 sportelli in 48 Comuni (in 23 dei quali rappresentano l’unica presenza bancaria), che registrano a dicembre 2025 una raccolta diretta superiore a 2,4 miliardi (+3,9% contro il +3% dell’industria bancaria) e 1,5 miliardi di euro di impieghi (+4,3% contro il +0,5% dell’industria bancaria). Particolarmente significativa è la quota di mercato degli impieghi alle piccole imprese che conta da 6 a meno di 20 dipendenti (34,3%) e alle mi-

croimprese con un massimo di 5 addetti (24%). Rispetto all’ambito di destinazione del credito delle imprese finanziate, la quota di mercato delle BCC è più alta con riguardo agli impieghi al settore di turismo e ristorazione (35,4%) e a quello delle costruzioni (31,6%); risultano significative anche le quote relative al settore delle attività immobiliari (27,7%) e dell’agricoltura (25,1%). Il rapporto di prossimità favorisce una migliore conoscenza e relazione con il cliente, mitigando maggiormente il rischio di credito. Il rapporto sofferenze/impieghi si assesta a 0,7% rispetto a 2,2% dell’industria bancaria.

L’ASSEMBLEA I dati sono stati presentati in oc-

casione dell’Assemblea annuale della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo, svoltasi a Certosa di Pavia presso l’Auditorium Antico Borgo della Certosa. Trend positivi che stanno avendo conferma nel primo semestre del 2026, pur inquadrati in una lettura prudenziale complessiva dovuta all’incertezza correlata al quadro geopolitico internazionale ed alle relative ricadute economiche. «Nel sostegno all’economia reale, le BCC hanno un vantaggio competitivo non banale: conoscono le imprese, i territori dove queste operano, chiamano per nome gli imprenditori», ha dichiarato il Presidente di Federazione Lombarda BCC, Alessandro Azzi

IL PROTOCOLLO CON ANCI Nel corso dell’evento è stato firmato il “Protocollo di intesa” tra ANCI Lombardia e Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo. L’intesa è stata sottoscritta dal Presidente di Federazione Lombarda BCC Alessandro Azzi e dal Presidente di ANCI Lombardia Mauro Guerra , con il duplice obiettivo di valorizzare e incentivare la presenza e l’innovazione dei servizi bancari offerti dalle BCC nei territori e di svilupparne la capacità di servizio nei confronti delle Amministrazioni Comunali e dei loro consorzi in tutte le aree regionali, sia centrali sia periferiche. Oltre alla rappresentazione dei risultati prettamente bancari, l’Assemblea è stata un momento di aggiornamento sullo stato dell’arte delle iniziative coordinate e promosse da Federazione Lombarda BCC in ambito sociale, in tema di welfare, crowdfunding e di valorizzazione e coinvolgimento della compagine sociale giovanile delle BCC.

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La firma del protocollo d'intesa Anci Lombardia
Da sinistra: A. Ghisotti pres. Credito Padano, A.Davò, pres. onorario e A. Azzi, pres. Fed. Lombarda

Cna La manifattura cresce, ma la crisi globale preoccupa

I dati economici più recenti confermano che il sistema produttivo cremonese sta mostrando importanti segnali di vitalità. La manifattura provinciale ha ripreso a crescere, sostenuta sia dalla domanda interna sia dalla capacità delle nostre imprese di competere sui mercati. Anche il comparto artigiano sta dimostrando una buona tenuta, con indicatori produttivi e di fatturato in miglioramento.

Proprio per questo guardiamo con forte preoccupazione all'escalation della crisi in Medio Oriente e alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Per le micro e piccole imprese del nostro territorio il rischio non è un problema lontano, ma un costo che entra direttamente nei bilanci aziendali ogni giorno.

Le imprese artigiane cremonesi vivono di mobilità, consegne, assistenza tecnica e presenza sul territorio. Idraulici, elettricisti, manutentori, autotrasportatori, imprese dell'edilizia, panificatori, lavanderie, gelaterie e molte altre attività non possono semplicemente ridurre gli spostamenti o fermare i consumi energetici. Ogni aumento del prezzo del carburante e dell’energia si traduce immediatamente in una riduzione dei margini.

Le stime elaborate da CNA nazionale evidenziano come il rincaro del gasolio possa comportare fino a quasi 1.000 euro di costi aggiuntivi all’anno per un artigiano con un furgone, quasi 2.000 euro per una microimpresa con due mezzi e oltre 10.000 euro per una piccola impresa del trasporto merci. A livello nazionale l’extra costo complessivo può arrivare tra i 3 e i 4 miliardi di euro l’anno.

Sono numeri che devono far riflettere. Negli ultimi mesi il territorio cremonese ha registrato una crescita della produzione manifatturiera, un miglioramento degli ordinativi e una sostanziale tenuta del mercato del lavoro. Tuttavia, la storia recente ci insegna che gli shock energetici colpi-

scono innanzitutto le piccole imprese che non dispongono degli strumenti contrattuali e finanziari delle grandi aziende per assorbire aumenti improvvisi dei costi. Per questo la CNA ha chiesto al Governo di intervenire rapidamente con misure in grado di contenere gli effetti dell’instabilità internazionale sul sistema produttivo. Non possiamo permettere che una fase di ripresa, costruita con fatica dalle imprese e dai lavoratori del territorio, venga compromessa da fattori esterni che nulla hanno a che vedere con la competitività e la capacità imprenditoriale delle nostre aziende. Le imprese cremonesi stanno facendo la loro parte, investendo, innovando e creando occupazione. Ora serve un contesto che consenta loro di continuare a crescere senza essere penalizzate dall’aumento incontrollato dei costi energetici e dei carburanti.

Confcooperative Cremona: la forza dei mercati locali

Il Presidente di Confcooperative Cremona Libero Stradiotti commenta la situazione attuale dei mercati principali nei quali opera il movimento cooperativo e non può che partire dal constatare come conflitti e politiche protezionistiche, dovute soprattutto alle intemperanze di Trump, non generano un clima favorevole al fare imprenditoria. I conflitti generano aumento di costi (specie energetici) e le intemperanze generano oscillazioni che non facilitano la pianificazione di investimenti. In questo panorama comunque ciascuno deve operare al meglio e la cooperazione sta facendo la sua parte, basti pensare alla cooperazione agroalimentare che sul nostro territorio soprattutto grazie alle Latterie, al Consorzio Agrario, al Consorzio casalasco del pomodoro stanno dando stabilità, sicurezza e reddito ai propri soci e stanno potenziando percorsi di presenza sui mercati internazionali. Nel comparto delle cooperative sociali si deve segnalare come a fronte di una crescita di fragilità e problematicità sociali, la cooperazione sta assicurando una crescente capacità di intervento che sicuramente andrebbe meglio compresa

dalla parte istituzionale e pubblica e dall’altra andrebbe più valorizzata tra l’opinione pubblica. Il settore della cura alla persona è infatti ancora un ambito non pienamente riconosciuto ma che al contempo richiede sempre più professionalità e qualificazione per affrontare problematiche complesse, delicate e spesso molto delicate e che richiederebbero delle azioni sempre più congiunte tra i vari attori che operano nell’ambito delle politiche sociali al fine di avere interventi efficaci, efficienti e, come sostiene la cooperazione, sempre più monitorabili.

Interessante è la continua crescita delle Banche di credito cooperativo che, a fronte dei grandi movimenti dei colossi del credito, rappresentano invece una tenuta sociale e radicamento territoriale che permette al singolo cittadino di avere un rapporto meno freddo e più particolareggiato sui temi dell’accesso al credito. La cooperazione poi opera in diversi altri ambiti, dalla ricreazione al turismo, dal lavoro e servizi ed anche alle politiche dell’abitare. Lo strumento cooperativo mantiene una sua modernità e una sorta di esclusività in termini di giustizia sociale in quanto il reddito non lo accentra ma lo redistribuisce tra i soci.

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Davide Palmas
Nella foto il Presidente Libero Stradiotti

UNGUESS, piattaforma europea con sede a Cremona che com bina crowdtesting, AI e human insights per garantire affidabi lità, qualità e sicurezza dei pro dotti e delle esperienze digitali, ha annunciato l’acquisizione di Testbirds, il principale fornitore di servizi di crowdtesting nell’a rea DACH e Benelux. Con sedi in Germania, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, Testbirds ha svilup pato un modello scalabile per la qualità dei prodotti digitali all'in segna del motto “Testing Reality”.

GRUPPO INTERNAZIONALE

L’unione tra queste due eccellen ze genera un gruppo internazio nale presente in Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, portando il fatturato ag gregato a circa 20 milioni di euro. L’operazione segna una tappa fondamentale nel percorso di internazionalizzazione di UN GUESS che, dopo l’ingresso nel mercato francese con Ferpection nel 2024 e una crescita dei rica vi del 30% nel 2025, presidia ora con forza le aree DACH e Bene lux. Il nuovo gruppo si avvale di un team di circa 100 professio nisti e di un portafoglio di oltre 500 clienti enterprise, che include partner di prestigio globale come BMW, Generali, Allianz, LVMH, Pirelli, Sky e Intesa Sanpaolo.

L’operazione è stata sostenuta da Fondo Italiano d’Investimento SGR, attraverso il Fondo Italia no Tecnologia e Crescita FITEC, principale operatore di growth capital per le aziende tech in Ita lia e lead investor nel round di fi nanziamento da oltre 10 milioni di euro completato da UNGUESS nel 2022.

GLI INVESTITORI

Tra gli investitori di UNGUESS fi

SPECIALE ECONOMIA

gura anche P101, tra i principali venture capital italiani, mentre Round2, principale operatore eu ropeo nel revenue‑based finan cing per aziende software B2B e già al fianco di Testbirds sin dal primo investimento nel 2023, ha supportato l’operazione in qualità di partner storico. «In un mondo dove l’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente i pa radigmi della qualità software, i metodi tradizionali non sono più sufficienti. La complessi tà dei sistemi moderni richiede una validazione che avvenga nel mondo reale, dove l’IA deve es sere messa alla prova in scenari

distribuiti, su dispositivi fisici e con utenti in carne ed ossa per garantire standard elevati di sicu rezza e fiducia», spiega Federico Malvezzi , CEO di UNGUESS. «L’u nione tra UNGUESS e Testbirds dà vita al nuovo polo europeo di riferimento per la qualità dei pro dotti digitali, l’esperienza utente e la sicurezza informatica. Abbia mo creato un ecosistema dove l’intelligenza artificiale accelera ogni fase, ma dove l’intuizione umana resta l’unica, indiscutibile fonte di verità».

«Oggi non siamo più solo un pla yer italiano che guarda all'estero, ma il punto di riferimento euro

peo capace di accompagnare i grandi clienti globali nella loro trasformazione digitale, con la forza di un fatturato di 20 milio ni di euro e una visione comune: dare vita a prodotti digitali che funzionano davvero, che le per sone amano usare e di cui pos sono fidarsi», dice Luca Manara , Founder & Executive Chairman di UNGUESS.

UNICA INFRASTRUTTURA

L'acquisizione mira a unificare le piattaforme tecnologiche e le community di tester TRYBER e The Nest, mettendo a disposizio ne dei clienti oltre un milione di

utenti operativi in oltre 100 paesi. Parallelamente, l'offerta commer ciale si arricchisce integrando i servizi di IoT e connected device testing di Testbirds con le solu zioni di AI Training e Cybersecu rity di UNGUESS. Grazie a questa infrastruttura, il gruppo è in grado di sottoporre a stress test i mo delli di IA su una varietà vastissi ma di dispositivi e aree geogra fiche, mantenendo l'intelligenza umana il parametro definitivo per la qualità e la sicurezza dei pro dotti digitali di prossima genera zione. «Siamo entusiasti di unire le forze con UNGUESS in questo momen to cruciale del nostro percorso. Entrambe le aziende condividono una forte convinzione nel valore dei feedback degli utenti reali e una cultura incentrata sulle per sone, il che rende questo passo una scelta naturale. Insieme, po tremo accelerare l'innovazione, espandere la nostra presenza in Europa e offrire ai nostri clienti un portafoglio ancora più com pleto di servizi di test e ricerca. Sono incredibilmente orgoglioso del team di Testbirds e grato per la dedizione che ci ha portato fin qui. Questa partnership segna una pietra miliare e apre nuove opportunità per i nostri dipen denti, clienti e partner», afferma Georg Hansbauer , Co Founder e CEO di Testbirds.

I PROSSIMI STEP

Mentre il brand Testbirds verrà mantenuto nell'area DACH (Ger mania, Austria e Svizzera) duran te la fase di transizione, a livello globale il gruppo opererà sotto il brand UNGUESS. L'azienda preve de di proseguire con ulteriori ope razioni di M&A nei prossimi anni per estendere la presenza in altri mercati europei strategici.

Il terziario continua a confermarsi il principale motore economico della provincia di Cremona. È quanto emerge dai dati Infocamere aggiornati al primo trimestre 2026, che evidenziano un comparto in crescita e sempre più strategico per il territorio.

I NUMERI

Le imprese del terziario in provincia di Cremona sono oggi 14.377 su un totale di 24.771 attività economiche. Il settore rappresenta ancora il 58% dell’intero sistema imprenditoriale provinciale, confermando il proprio ruolo centrale nell’economia locale. Nel confronto con il 2025 emerge un dato positivo: le imprese del terziario crescono di 157 unità rispetto alle 14.220 registrate al 31 marzo dello scorso anno. Una crescita che arriva dopo anni caratterizzati da una lieve flessione e che segnala una ritrovata capacità di tenuta e adattamento del comparto.

LA TRASFORMAZIONE

L’analisi dei trend evidenzia inoltre una trasformazione interna sempre più evidente. Il commercio resta una componente fondamentale dell’economia cremonese con circa 5 mila imprese attive, ma continua il progressivo rafforzamento del settore servizi, che supera quota 7 mila imprese e si conferma il comparto più dinamico del terziario provinciale. Un’evoluzione che riflette i cambiamenti dell’economia contemporanea, sempre più orientata verso servizi alle imprese, consulenza, innovazione, digitalizzazione e assistenza alle persone. Sostanzialmente stabile il turismo, mentre il comparto trasporti mantiene numeri più contenuti ma costanti nel tempo.

Terziario cremonese, crescono le imprese e i servizi diventano sempre più centrali

Il Terziario in provincia

IL PESO OCCUPAZIONALE

Importante anche il peso occupazionale del settore. I dati Istat evidenziano oltre 88 mila addetti nel terziario provinciale, pari a circa la metà dell’occupazione complessiva del territorio. Un dato che conferma quanto il comparto sia determinante non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e oc-

cupazionale. «I dati confermano come il terziario rappresenti oggi una componente fondamentale dell’economia cremonese e quanto il settore abbia saputo evolversi negli ultimi anni - commenta Cesare de Lorenzi vice presidente di Conf com provincia di Cremona -. Accanto a un commercio che continua ad affrontare trasformazioni im-

portanti, vediamo crescere in modo significativo il comparto dei servizi, sempre più strategico per accompagnare imprese, famiglie e territorio nei cambiamenti economici e sociali in corso. Il fatto che quasi sei imprese su dieci della provincia appartengano al terziario dimostra la vitalità di un sistema che continua a generare occupazione,

servizi e opportunità. Per questo è fondamentale continuare a investire sulla capacità delle imprese di innovare, crescere e adattarsi ai nuovi scenari economici, valorizzando il ruolo del terziario come leva di sviluppo e competitività per tutto il territorio, puntando forte sulla digitalizzazione e sul ricambio generazionale per il futuro».

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Dati Infocamere
Dati Infocamere

Come stanno gestendo il welfare aziendale, il ricambio generazionale e l’integrazione dell’intelligenza artificiale le imprese lombarde? A provare a rispondere è l’edizione 2026 dell’indagine “I numeri per le risorse umane”, realizzata da Confindustria Lombardia in collaborazione con le nove associazioni territoriali lombarde su un campione di circa 800 aziende che restituisce indicazioni utili su azioni e strategie adottate dalle imprese lombarde nella gestione delle risorse umane. L’Indagine, svolta annualmente dal Sistema Confindustria tra le imprese associate, è stata presentata con un webinar introdotto dai saluti del Segretario generale di Confindustria Lombardia  Alina Candu, cui hanno fatto seguito gli approfondimenti dedicati alla ricerca di  Andrea Fioni, Senior Expert – Centro Studi Assolombarda e  Davide Fedreghini, Expert – Centro Studi Confindustria Brescia.

«Dalla ricerca emerge che il sistema imprenditoriale lombardo sta affrontando una transizione anche nel mercato del lavoro: il welfare aziendale si consolida come un diritto diffuso, attraverso i contributi aggiuntivi delle imprese a favore dei dipendenti. La gestione del capitale umano è sempre più intergenerazionale: le aziende stanno costruendo ponti solidi tra giovani e senior. Gli under 30 sono accompagnati attraverso percorsi di formazione e mentoring, mentre gli over 60 vengono valorizzati trasformando l'esperienza in una risorsa chiave per la continuità aziendale. Parallelamente, il lavoro ibrido si afferma come nuova normalità, e l'adozione dell'intelligenza artificiale corre veloce. Particolarmente significativo è l'impegno delle PMI nel formare il personale sulle nuove tecnologie, dimostrando una capacità di adattamento e una visio-

ne strategica che guarda con ottimismo al futuro», ha dichiarato il Segretario generale di Confindustria Lombardia Alina Candu. Le testimonianze aziendali di  Monica Chiari, Executive Manager People & Culture – Cameo Spa,  Giulia Roman, HR Manager – S.T. System Truck S.p.A. e Federico Valtolina, Industrial Relations Manager – ABB, moderati dal

giornalista Claudio Tucci, hanno alimentato il dibattito sui cambiamenti concreti che stanno ridefinendo l’organizzazione e il mondo del lavoro. Vediamo allora, in sintesi e per punti, cosa emerge dai dati presentati.

WELFARE AZIENDALE

- presente nell’84% delle aziende lombarde, di cui il 36% offre la possibilità

Welfare, ricambio Come si muovono

di convertire in welfare il premio aziendale (opportunità colta dal 38% dei dipendenti);

- il 54% delle imprese che mette a disposizione dei propri dipendenti il welfare aziendale offre unilateralmente un credito aggiuntivo (welfare on top), quantificabile in media in 576 €;

AGE MANAGEMENT

- I giovani under 30 negli organici delle imprese lombarde sono il 13,6% del personale, a fronte dell’8,3% degli over 60; - Under 30: le azioni più diffuse sono il

- Tra i servizi messi a disposizione più frequentemente dalle aziende troviamo l’assistenza sanitaria integrativa (61%), buoni spesa (55%) e buoni pasto (52%) e servizi legati alla previdenza complementare (45%).

ricambio generazionale e AI

le imprese lombarde

coinvolgimento in programmi di mentoring/affiancamento intergenerazionale con risorse senior (61% delle imprese con personale under 30), i programmi di formazione iniziale e “onboarding” dedicato (57%) e i percorsi di crescita e carriera (55%);

- Over 60: il 64% delle imprese con personale over 60 ha implementato (o ha in programma di farlo) 1 o 2 azioni, mentre

il restante 23% prevede una combinazione di 3 o più azioni.

- Le azioni più diffuse sono la flessibilizzazione dell’orario di lavoro (segnalata dal 57% delle imprese con personale over 60) e l’attività di ricerca di profili per la loro sostituzione dopo il pensionamento (44%);

- Circa un quarto delle imprese con personale over 60 prevede adattamenti er-

•autovetture assegnate ad uso promiscuo

•fabbricati in locazione, in uso o in comodato

•prestiti agevolati

gonomici del posto di lavoro, mentre un 18% offre percorsi di riqualificazione (upskilling/reskilling). Un 10% delle imprese prevede il coinvolgimento in programmi di mentoring e affiancamento alle risorse più giovani.

SMART WORKING

L’8,2% delle imprese lombarde ricorre allo smart working e mediamente il 36%

dei lavoratori elegibili ne usufruisce.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

In crescita (dal 59% al 64%) il numero di imprese lombarde che hanno adottato o stanno valutando di adottare soluzioni di intelligenza artificiale. Aumenta anche l’impegno delle HR per l’adeguamento delle competenze del personale, soprattutto nelle aziende

più piccole: il 27% delle aziende con meno di 25 dipendenti sono infatti impegnate nella formazione del proprio personale (erano il 17% nel 2024). Un segnale chiaro di come il tessuto produttivo locale consideri l'aggiornamento continuo una leva fondamentale per mantenere alta la competitività, superando i limiti dimensionali e cavalcando l'innovazione digitale con coraggio.

Walfare aziendale

ANALISI DELL’OFFERTA - Gennaio 2026

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Disponibilità di spesa e offerta Fotografia del mercato immobiliare

Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nelle grandi città la disponibilità di spesa si concentra prevalentemente (66,5% dei casi) nella fascia inferiore a 250 mila euro, in calo di 1,2% rispetto a luglio 2025. La contrazione è coerente con l’incremento dei prezzi registrato in queste realtà e contribuisce a spiegare, al contempo, la crescita di 0,8% delle richieste nella fascia compresa tra 250 e 349 mila euro. In quest’ultima fascia di spesa Milano e Roma presentano una

maggiore concentrazione in linea con i livelli di prezzo delle due città più costose d’Italia rispettivamente con 26,0% e 25,1%. A Milano si osserva inoltre un incremento di 0,5% della quota di richieste nella fascia 250–349 mila euro, a Roma l’incremento è tra 350 e 474 mila euro.

La grande città che nel secondo semestre del 2025 ha registrato l’aumento dei prezzi maggiore è stata Bari (+6,3%); la capacità di spesa dei potenziali acquirenti è concentra-

ta nella fascia fino a 249 mila euro ma si nota un aumento del 2,7% in quella successiva ovvero tra 250 e 349 mila euro. Genova è la città in cui la quota più elevata della disponibilità di spesa (60,1%) si concentra nella fascia fino a 119 mila euro, in linea con i prezzi contenuti del capoluogo ligure che sono di poco inferiori a 1000 € al mq (medio usato). Nei capoluoghi di regione che non rientrano tra le grandi città, il 41,8% dei potenziali acquirenti dichiara una disponibilità di

spesa inferiore a 119 mila euro. Il dato è in lieve diminuzione rispetto a luglio 2025, quando era pari al 42,2%. La percentuale più elevata di richieste nella fascia di spesa più contenuta si registra a Campobasso (75,8%).

L’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha messo a punto anche un altro interessante approfondimento, riferito al mese di gennaio 2026, che scatta una fotografia - relativa anche al nostro territorio - dell’offerta abitativa. Il quadro che emerge a livello

generale è quello di una carenza di offerta, anche se gli immobili che necessitano di interventi di riqualificazione e quelli il cui prezzo non ne rispecchia la qualità abitativa tendono a restare più tempo sul mercato. L’indagine sui dati raccolti dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che il trilocale è la tipologia maggiormente presente sul mercato delle grandi città, concentrando il 33,6%. Segue il quattro locali con 23,4% e, infine, il bilocale con il 22,9%. Da noi, a Cremona, l’offerta è così divisa: 36,5% di bilocali, 36,5% di trilocali, 20,6% di case con quattro locali e il 6,3% con cinque stanze. Non ci sono monolocali, a differenza delle altre città lombarde. Di contro, abbiamo la maggior concentrazione - sempre in percentuale - di bilocali (siamo, in questo, secondi solo a Milano).

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Quando lo sport guida il mercato immobiliare ECONOMIA SPECIALE

La pratica sportiva driver di scelte abitative e imprenditoriali. Da una recente ricerca realizzata da YouGov (“La salute riempie il carrello”) emerge la figura di un consumatore sempre più attento al proprio benessere e sempre meno disposto a considerare separati salute, alimentazione, bellezza e stile di vita . La salute fisica è ormai tra le principali preoccupazioni delle famiglie, subito dopo quelle economiche e ambientali; il 75% degli italiani si definisce molto attento alla propria salute, una percentuale ben superiore alla media europea. Questa tendenza sta facendo sentire i suoi effetti anche sul mercato immobiliare; dal momento che negli ultimi studi sul mercato immobiliare residenziale, turistico e corporate condotti dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, è emerso come la scelta di determinati immobili possa essere influenzata dal concetto di benessere e, in particolare, dalla possibilità di praticare attività sportive, sia indoor sia outdoor.

MERCATO RESIDENZIALE

“Nel mercato residenziale - afferma Fabiana Megliola , Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa - si osserva, nel tempo e in particolare nel segmento degli immobili di lusso, una crescita della domanda di spazi dedicati allo sport, sostenuta dalla crescente attenzione dei consumatori verso il wellness. Milano si conferma il principale polo nazionale per questa tipologia, con numerosi progetti di nuove costruzioni di alto profilo che integrano centri fitness e aree be-

nessere (piscine condominiali, bagno turco, saune e palestre).

Tali dotazioni sono percepite anche come un valore aggiunto per una fruizione più completa delle parti comuni durante la giornata, favorendo socialità e qualità della vita. Tra i protagonisti del mercato di lusso a Milano, ancora una volta, si mettono in luce stranieri. Nei contesti più moderni come “City Life” e “Porta Nuova”, per gli attici e i piani alti si va da 20 a 30 mila euro al mq”.

MERCATO CORPORATE

“Negli ultimi anni, - prosegue Me-

gliola - nelle agenzie del Gruppo Tecnocasa, sono sempre più numerose le richieste di spazi da destinare all’apertura di palestre e di spazi per posizionare personal trainer. Negli ultimi anni molti capannoni o spazi all’interno di centri direzionali sono stati utilizzati per aprire palestre di grandi dimensioni. Si chiedono spazi da 1000-2000 mq, almeno tre metri di altezza, dotati di parcheggi, ben posizionati lungo arterie di scorrimento e di facile raggiungibilità. Quasi sempre occorre fare importanti lavori di adeguamento e, a seconda dei regolamenti co-

munali, un cambio di destinazione d’uso. Se l’onere dei costi da sostenere per adeguare l’immobile (anche dal punto di vista sanitario, igienico e impiantistico) è a carico dell’imprenditore spesso questo comporta uno sconto sul canone di locazione pagato nei primi anni. Le grandi catene di fitness puntano a ingressi numerosi al fine di recuperare le spese, spesso abbassando il costo degli abbonamenti per consentire la possibilità di praticare sport a persone con diversa possibilità di spesa. C’è poi una richiesta anche di capannoni dalla metratura

di 300-500 mt e altezze di almeno 5 metri per realizzare palestre di arrampicata. Anche il mercato retail ha vissuto, negli ultimi tempi, un cambiamento e le soluzioni posizionate in vie di basso transito si sono convertite in spazi da destinare ad attività di erogazione di servizi alle imprese e alle persone, tra cui appunto centri con personal training. In questo caso le metrature richieste sono ridotte, da 150 a 400 mq ma occorre sempre considerare degli interventi per adeguare gli spazi. In immobili simili negli ultimi tempi si sono insediati anche diversi centri fisioterapici”.

MERCATO CASA VACANZA

“Nelle seconde case, il “fattore sport” emerge con una discreta presenza: tralasciando il mercato della casa in montagna dove la presenza e, ancor di più, la vicinanza alle piste da sci rappresenta il driver principale - spiega Megliola - l’analisi si è concentrata sulle località più richieste per la pratica di altre discipline: arrampicata e ciclismo/e-bike, fino agli sport di vento e alle destinazioni con scuole specializzate (kitesurf e surf). La domanda è sostenuta anche da dinamiche post-pandemiche: maggiore flessibilità (smart working), soggiorni più frequenti durante l’anno e crescita degli acquirenti stranieri in aree di mare e di lago. In diversi contesti, la presenza di infrastrutture e poli sportivi (ciclovie, percorsi e centri dedicati) contribuisce a generare nuovi flussi turistici e, di riflesso, a sostenere il mercato immobiliare locale, sia in compravendita sia in locazione”.

Negli ultimi anni gli affitti brevi sono diventati una soluzione molto diffusa per i proprietari di immobili. La possibilità di concedere un appartamento per pochi giorni o per alcune settimane, soprattutto nelle città turistiche, nelle località di lavoro o nei centri universitari, può rappresentare una valida occasione di reddito. Tuttavia, l’affitto breve non deve essere considerato una forma di locazione libera da regole. Al contrario, proprio il forte sviluppo di questo mercato ha portato il legislatore a introdurre una disciplina sempre più precisa, con obblighi fiscali, amministrativi e di sicurezza che il proprietario deve conoscere prima di pubblicare un annuncio. La locazione breve, ai sensi dell’art. 4 del D.L. n. 50/2017, riguarda i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a trenta giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Può riguardare l’intero appartamento oppure una porzione dello stesso, come una stanza, e può comprendere anche alcuni servizi strettamente collegati all’uso dell’immobile, come la fornitura della biancheria e la pulizia dei locali. Diverso è il caso in cui il proprietario offra servizi tipici delle strutture ricettive, come somministrazione di pasti, colazione, servizi organizzati alla persona o prestazioni alberghiere: in tali ipotesi si rischia di uscire dalla semplice locazione e di entrare nel campo dell’attività ricettiva, con conseguenze giuridiche e fiscali differenti. Uno degli aspetti più importanti è il Codice Identificativo Nazionale, il cosiddetto CIN. Oggi chi concede in locazione breve o turistica un immobile deve richiedere il codice attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive e deve indicarlo negli annunci, sui portali telematici e nelle comunicazioni pubblicitarie. Il CIN non è un adempimento meramente formale: serve a rendere tracciabile l’immobile, a contrastare le forme irregolari di ospitalità e a consentire controlli più efficaci. La sua mancanza può comportare sanzioni rilevanti, così come può essere sanzionata la mancata indicazione del codice negli annunci. Accanto al CIN, assumono particolare im-

La chance ma occhio

portanza gli obblighi di sicurezza. Gli immobili destinati agli affitti brevi devono essere dotati, nei casi previsti, di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio funzionanti, nonché di estintori portatili a norma di legge. Non si tratta solo di evitare una sanzione amministrativa, ma di garantire agli ospiti un immobile sicuro e conforme. Prima di iniziare l’attività è quindi opportuno verificare lo stato degli impianti, l’APE, la presenza delle certificazioni disponibili, il corretto funzionamento della caldaia, de-

affitti brevi: alle nuove regole

gli apparecchi a gas e degli impianti elettrici. Un ulteriore elemento da considerare riguarda il numero degli immobili destinati agli affitti brevi. Dal 2026 la soglia oltre la quale l’attività si presume svolta in forma imprenditoriale è stata ridotta. Il proprietario che destina più di due appartamenti alle locazioni brevi deve valutare con attenzione l’obbligo di aprire partita IVA, presentare la SCIA al Comune competente e adempiere agli ulteriori obblighi connessi all’esercizio di un’attività d’impresa. È un passaggio molto delicato, perché non conta soltanto il guadagno ottenuto, ma anche il numero degli immobili utilizzati con questa formula. Sul piano fiscale, la locazione breve può beneficiare della cedolare secca, ma anche in questo caso occorre prestare attenzione. La disciplina fiscale prevede aliquote diverse a seconda dei casi e, per gli affitti brevi, la tassazione è stata oggetto di modifiche negli ultimi anni. Il proprietario deve quindi valutare preventivamente il regime più corretto, anche tenendo conto dell’eventuale intervento di intermediari immobiliari o piattaforme telematiche, che possono essere tenuti ad applicare la ritenuta sui canoni incassati. Non vanno poi dimenticati gli adempimenti verso la Questura, mediante comunicazione degli ospiti attraverso il portale “Alloggiati Web”, e gli obblighi previsti dal Comune in materia di imposta di soggiorno. Ogni Comune può avere regole specifiche, termini e modalità di versamento differenti. Per questo motivo, prima di iniziare, è consigliabile verificare la normativa locale e non limitarsi alle sole informazioni fornite dai portali online. L’affitto breve può essere una buona opportunità, ma richiede organizzazione. Il proprietario deve predisporre un contratto chiaro, anche se di breve durata, indicare corretta-

mente il prezzo, disciplinare le modalità di consegna e restituzione dell’immobile, documentare lo stato dei luoghi e conservare le comunicazioni con l’ospite. È opportuno anche verificare che il regolamento condominiale non contenga particolari limitazioni e che l’attività non arrechi pregiudizio agli altri condomini, soprattutto in caso di frequente ricambio degli ospiti.

Consiglio: gli affitti brevi non possono più essere gestiti con superficialità. La fase attuale è caratterizzata da maggiori controlli, obblighi identificativi, requisiti di sicurezza e limiti fiscali più stringenti. Affittare per brevi periodi può essere conveniente, ma solo se l’immobile è in regola, gli adempimenti sono rispettati e la gestione è coerente con la normativa vigente. In caso contrario, quello che sembrava un guadagno semplice può trasformarsi in una fonte di contestazioni, sanzioni e responsabilità.

Avv. Giulio Franzini

Le vostre domande

Egr. avvocato, volevo sapere se il proprietario che concede un appartamento in affitto breve deve sempre richiedere il CIN?

Sì. Il proprietario che concede anche un solo immobile in locazione breve o turistica deve sempre richiedere il codice e indicarlo negli annunci, anche pubblicati tramite piattaforme online. Il CIN serve a rendere l’immobile identificabile e tracciabile. La mancata richiesta o la mancata esposizione del codice comporta sanzioni amministrative. avv.giuliofranzini@gmail.com

culturailpiccolo@gmail.com

Questa volta parliamo di… “ UN TIPO IMPREVEDIBILE ”

Precisiamo subito due cose: questo film ha un titolo che fa pena e comunque non è, e non sarà mai, candidato a nessun premio di qualità.

Detto questo, la pellicola girata da Dennis Dugan nel 1996, è divertente e se sappiamo leggere fra le righe, porta con sé anche qualche messaggio semplice ma condivisibile e sicuramente molto popolare; certo se non fosse interpretata da un travolgente Adam Sandler probabilmente non mi sarebbe mai venuto in mente di scriverne un articolo. La storia è semplice, per certi versi anche esageratamente elementare, un poco come i B-Movies della Asylum, ma è raccontata con una tale grazia e leggerezza, stile tipico di Dugan, che intenerisce e non infastidisce. Adam Sandler interpreta un giovane americano, semplice, ingenuo, poco scolarizzato ma fondamentalmente buono e simpaticissimo nel suo agire sopra le righe, che vuole sfondare come giocatore di hockey, ma è troppo scarso per riuscirci, però ha un grande talento: sa scagliale la pallina a distanze impensabili, dunque, quasi per caso, inizia a giocare a golf, dove in breve diventa imbattibile e con i soldi guadagnati riesce a ricomprarsi la casa che la povera nonna stava per perdere all’asta. Tutto qui? Sì, però ci troviamo un sacco di cose: il sogno di un giovane che grazie al talento trova il successo, l’imprevedibilità dei corsi della vita, l’ostilità del patinato mondo dei ricchi golfisti nei confronti di parvenu come Adam, la presa in giro di un gioco ricco di pretese elitarie ma in fondo povero di valori, il riscatto degli umili, la capacità di interpretare le cose in modo personale, anche diversamente da come di regola usa. Quando scorrono le (dis)avventure di Adam tu sorridi, ridi e poi pensi: anche io sono un poco così e se non lo sono lo voglio essere.

Domani anche a Cremona la Festa della Musica

La musica è uno dei linguaggi universali capaci di raccontare l’identità di un territorio. Lo dimostra il calendario di appuntamenti che tra giugno e settembre attraversa le città della rete East Lombardy, ossia quella porzione della Lombardia orientale riconosciuta nel 2017 Regione Europea della Gastronomia, dove cultura ed enogastronomia si intrecciano dando vita a esperienze autentiche e profondamente legate ai luoghi. L’occasione è offerta dalla Festa della Musica, manifestazione internazionale che ogni anno celebra il solstizio d’estate attraverso concerti e iniziative aperte al pubblico. In particolare, domani il centro storico di Cremona si trasforma in un grande palcosce-

Domani

Appuntamento con la 12ª edizione del Summer Poetry Festival, domani presso il Museo Archeologico S. Lorenzo in via S. Lorenzo 4, dalle 14 alle 21 a Cremona. Quest’anno si focalizza sui “Linguaggi della poesia” e propone due “open mic” per la libera espressione del pensiero e dei testi: un incontro con la poesia e l’esistenza dell’autore Giovanni Catelli, una rassegna di opere di video arte performativa che testimonia la ricerca espressiva dei partecipanti e che rinnova la presenza dei micro editori di poesia chiamati a comune riflessione in un incontro e tanto altro. Anche questa edizione è organizzata dall’Ensamble Alma Libera e dal Circolo Poetico Correnti con il patrocinio del Comune di Cremona e di Cremona Musei, in collaborazione con Winifred Crema e Laboratorio Mattonigialli. La direzione è a cura di Alberto Mori, Sonia Secchi e Giovanni Uggeri. Alle ore 15 è in programma un incontro sulla vita e le poesia dI Giovanni Catelli (1965-2025), a cura di Alberto Mori e del nostro collaboratore Federico Pani. Alle 15.45 spazio a “Video arte corpo luce”,

nico a cielo aperto. Dal genere jazz, alla musica classica, fino al punk e all’elettronica, senza dimenticare street music, dj set e performance itineranti, concerti ed eventi gratuiti animano piazze, cortili storici, attività commerciali e spazi urbani della città. Quest’anno ospite speciale è Bandakadabra, la celebre techno brass band che porterà la sua energia nelle vie del centro con una spettacolare marching session e un concerto serale alla Pagoda di Piazza Roma. Tra le novità di quest'anno anche l'arrivo di OpenStage, il progetto dedicato alla musica di strada e ai giovani talenti, che debutta ufficialmente a Cremona proprio in occasione della Festa della Musica.

Visita al tramonto a Villa Fadigati Domani alle ore 18, Villa Fadigati La Bastia di Martignana Po offrirà al pubblico un’opportunità davvero straordinaria: vivere una visita esclusiva al tramonto all’interno di una delle più suggestive dimore storiche del territorio casalasco, accompagnati dalle emozionanti note della musica dal vivo. L’appuntamento è inserito nell’edizione 2026 “Notturni a Palazzo” del Circuito Dimore Storiche Cremonesi di Target Turismo. Per Info e prenotazioni 379-1165691.

rassegna di opere di videoarte prodotte da Winifred Crema all’interno del laboratorio “Corpo Luce” a cura di Elisa Tagliati e Stefano Erinaldi. Le opere rappresentano la ricerca espressiva personale dei partecipanti al laboratorio di quest’anno e che si inseriscono in una ricerca sull’arte contemporanea, il video e l’azione performativa. Vengono presentate le opere realizzate da Ginevra Guiso, Sebastiano Lentinello, Laian Misho, Roberta Mangano, Martina Novi e Maria Grazia Serina. Alle 16 incontro con i piccoli editori, ri-

flessioni a confronto con Gilberto Gavioli (Edizioni Del Foglio Clandestino), Dario Bellini (Gilgamesh Edizioni), Simone Bandirali (Edizioni dell’Ariete), Monica Zanon (Selvatiche Edizioni) e Fausto Cacciatori (CremonaBooks). Alle 16.30 “La parola è soglia”, laboratorio di scrittura poetica a cura di Sonia Secchi, dedicato a chi desidera sperimentare la scrittura creativa partendo dalla parola poetica. L'esperienza nasce dai versi di Paul Celan, in cui il paesaggio e la relazione tra “io” e “tu” diventano un luogo di passaggio, di incontro possibile. Da qui nasce una riflessione sulla soglia, intesa come condizione che riguarda tutti noi: quei momenti in cui attraversiamo i cambiamenti, piccoli o grandi, nella nostra vita. Dopo la 2ª parte dell’open mic con la partecipazione di 9 iscritti in libera espressione di testi e performance, alle 18.15 spazio a “Extra poetry slam” a cura di Paolo Agrati e Davide Passoni al quale partecipano Dario Gallazzi, Federico Mazzolani, Francesca Gorza e Andrea Corbetta. Il “poetry slam” è una sfida tra poeti che portano i propri testi su un palco

con la sola forza della voce e del corpo. Ciascuno ha tre minuti di tempo dopo i quali una giuria scelta a caso tra il pubblico valuta il testo e la performance con un voto da uno a dieci. Il Master of Ceremony si occupa di far rispettare le regole e condurre la serata. In conclusione, alle 19.15, spazio alla musica con il concerto “Danze rustiche da tutto il mondo” di etno trance folk con Sirom, ovvero Antonio Andrisani (chitarra e voce), Emanuele Cristini (mandolino e voce), Eugenio Resta Corrado (percussioni e voce), Andrea De Iaco (basso). Il luogo di origine di ciascuno dei componenti, i loro ascolti e le abitudini musicali portano al mescolamento di generi popolari del sud e del nord d’Italia, abbracciando suoni tipicamente balcanici fino ai ritmi latino-americani, mentre le sonorità di strumenti tradizionali come il tamburreddhu, il mandolino, la ciaramella, si fondono con quelle di synth penetranti. La naturale conseguenza alla musica dei Sirom è una sola: la danza. Per Informazioni: 339 4439848 (Alberto Mori), 339 4439848 (Sonia Secchi).

Le due facce dell’educazione nell’autobiografia di Tara Westover

Talvolta servono delle storie straordinarie per farci vedere qualcosa che avevamo da sempre sotto gli occhi. “L’educazione” di Tara Westover (Feltrinelli) è l’autobiografia di una studiosa, nata e cresciuta nelle montagne dell’Idaho (Usa), in una famiglia mormona di rigidissima osservanza: il padre di lei e di altri sei fratelli, è un fanatico religioso e anarchico, che passa il tempo a ricavare ferraglia da una discarica di auto, preparandosi all’arrivo della fine dei giorni e all’aggressione degli agenti federali; la madre, levatrice, si dedica a infusi ed erbe medicinali. Tara è costretta a subire l’isolamento della sua condizione, vittima di assurde credenze

familiari, che sfociano in violenze psicologiche e fisiche. Pur con fatica e dolore, già adolescente, intraprende gli studi: a scuola, non era mai stata. Si allontana così dalla sua famiglia, costruendosi una carriera accademica e una nuova vita. Il libro solleva una questione che ha i contorni di un rimosso collettivo: la conflittualità tra la cultura familiare, che protegge e opprime, e la realizzazione individuale, che libera e spaventa. Questa dialettica risuona anche nel titolo italiano (l’originale è “Educated”): “l’educazione” può essere oppressiva, come quella impartita dalla famiglia Westover, o liberatoria, come quella che Tara trova altrove, nei

libri, negli insegnanti e nei compagni di università. Il conflitto tra la famiglia e l’educazione è recente, nella storia: fino a poco fa, la stragrande maggioranza non aveva alternative a un destino già tracciato; sicché oggi – viene da pensare leggendo il libro – sarebbe opportuno riconoscere quel conflitto come parte fisiologica del percorso di crescita. Nel raccontare la sua storia, Westover adotta lo stile tipico della narrativa americana: una prosa senza fronzoli che fa parlare i fatti con forza assertiva. Certo, il caso di Tara è estremo; tuttavia, è capace di animare una tensione che, più o meno forte, attraversa la vita di tutti noi.

...PER MAURO ACQUARONI

Antonio Stradivari, il più celebre liutaio della storia, non legò il proprio nome soltanto agli strumenti ad arco, ma si dedicò con pari genialità alla creazione di strumenti a pizzico, giunti a noi in numero purtroppo esiguo. Custodisce pertanto il carattere dell’eccezionalità l’esposizione, da domani al Museo del Violino di Cremo-

Al Museo del Violino esposti due rari strumenti di Stradivari

na, di due delle cinque chitarre stradivariane oggi conosciute: la Sabionari del 1679 e la Giustiniani del 1684. Ad arricchire l’approfondimento dedicato alla musica barocca, anche il violino ex-Hepton 1665 di Nicolò Amati, riportato re -

centemente in un assetto considerato coerente a quelli adottati nella seconda metà del diciassettesimo secolo. Tutti questi capolavori appartengono a collezioni private e sono temporaneamente affidati al Museo nell’ambito di Friends of

Stradivari, dal 2009 comunità diffusa e cosmopolita tra collezionisti, musicisti, studiosi e appassionati di liuteria classica cremonese. Alla base del progetto la volontà di condividere saperi, cultura, creatività. Si tratta di vocazioni che il Museo asse -

conda in modo naturale attraverso le proprie collezioni pubbliche e private, le ricerche scientifiche condotte in sinergia con l’Università di Pavia e il Politecnico di Milano e l’attività concertistica ospitata nella superba acustica dell’Auditorium Gio -

Esposte oltre 150 opere per illustrare un movimento pittorico che seppe trovare una propria originalità

Il Simbolismo in Italia a Traversetolo

C’è ancora una settimanacompresi questo e il prossimo weekend - per visitare la mostra “Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915”, allestita nella Villa dei capolavori della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma). Oltre 150 opere esposte per illustrare un movimento pittorico che, pur rielaborando correnti europee, seppe trovare una propria originalità. I pittori che più ispirarono gli italiani, per citarne almeno tre, furono Dante Gabriel Rossetti (in rappresentanza di tutti i preraffaelliti inglesi), Gustave Moreau e Arnold Böcklin, l’autore della celebre “Isola dei morti” (alcune delle sue opere sono esposte a Traversetolo): figure femminili sensuali (Rossetti), mitologia e paesaggi simbolici (Moreau e Böcklin) illustrano un tardo ro -

Stradeejay

manticismo che, in un’epoca industriale ormai avanzata, rappresenta una fuga nell’immaginario. Questa grammatica espressiva fu adottata anche dai pittori italiani, che nello stampo del mito riversarono le proprie inquietudi -

ni. Tra gli aspetti ricorrenti dell’esposizione c’è l’ambientazione acquatica e marina: compaiono ninfe e soprattutto sirene, che l’Odissea ci ha insegnato essere creature dal fascino irresistibile eppure pericolosissime; ci si può

farà ballare la città giovedì 25 giugno

Cremona si prepara a vivere una nuova stagione di eventi con il ritorno di Stradeejay e dei Giovedì d’estate, le manifestazioni promosse da Confcommercio di Cremona e da Le Botteghe del Centro, che da anni rappresentano uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cittadina. L'edizione 2026 è stata presentata giovedì mattina presso Palazzo Vidoni alla presenza dei rappresentanti degli enti promotori, delle istituzioni e dei partner coinvolti nell'organizzazione. Ad aprire il calendario sarà Stradeejay, in programma il 25 giugno in Piazza Stradivari, che quest’anno celebra il decimo anniversario

dalla prima edizione e per questo si chiama StraDeejay Celebration. Un traguardo importante per un evento che nel tempo ha saputo trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento per migliaia di persone provenienti anche da fuori provincia, grazie alla collaborazione con Andrea e Michele di Radio Deejay e al coinvolgimento della vivace comunità dei dj cremonesi. Il pre-show, dalle 21 alle 21.30, sarà affidato ai giovanissimi del progetto “Hit in the box”, ideato da Alex “Zac” Zaccheron: sei aspiranti dj tra i 13 e i 18 anni saliranno sul palco per presentare la nuova Academy che parti-

leggere, nemmeno troppo in filigrana, il mito della “femme fatale”, della donna che, con la sua malia, conduce alla rovina. In “La sirena (Abisso verde)” del 1893, Giulio Aristide Sartorio sembra faccia una sintesi delle diverse correnti d’ispirazione del Simbolismo: un uomo proteso da una barca, con la postura di un Narciso, è in procinto di abbracciare una sirena, dipinta in stile preraffaellita (la pelle chiara, i capelli rossi) con la posa di un’Ofelia.

A distanza di poco più di dieci anni (1905) Cesare Saccaggi dipinge “A Babilonia (Semiramide)”, leggendaria regina orientale; nel dipinto, il ricorso all’oro e gli ornamenti fanno già pensare all’Art Déco e alla teatralità dannunziana. Tra le opere più belle c’è “L’amore nella vita”, di Giuseppe Pellizza da Volpedo: su una soffusa campitura divisionista, raffigura la tenera passeggiata di due amanti.

in piazza Stradivari

rà a settembre e formerà i professionisti di domani, dal producer al disc jockey. Tra gli ospiti più attesi ci sono Frankie hi-nrg mc e Albertino. L’ingresso è naturalmente gratuito a tutti. A seguire prenderanno il via i Giovedì d'estate, giunti alla 28ª edizione, con quattro serate in programma il 2, 9, 16 e 23 luglio. Il centro storico sarà animato da spettacoli, musica, attività sportive, iniziative culturali, proposte gastronomiche e occasioni di shopping, confermando una formula che negli anni ha saputo valorizzare il tessuto commerciale cittadino e rafforzare l'attrattività di Cremona.

Alle 21.40 è protagonista della proiezione Vladimir Putin, la cui ascesa in Russia risale ai primi anni ’90

• Sabato 20 giugno

IL MAGO DEL CREMLINO -

LE ORIGINI DI PUTIN

• Domenica 21 giugno

A CENA CON IL DITTATORE

• Lunedì 22 giugno

IL SILENZIO DEGLI ALTRI

• Martedì 23 giugno

LA MIA FAMIGLIA A TAIPEI

• Mercoledì 24 giugno

RENTAL FAMILY

• Giovedì 25 giugno

I COLORI DEL TEMPO

• Venerdì 26 giugno

PRIMAVERA

“Il mago del Cremlino” stasera all’Arena Giardino

Come sempre alle 21.40 l’Arena Giardino propone un’altra settimana di film da gustare sotto le stelle. Si parte stasera con “Il mago del Cremlino - Le origini di Putin”, che vede protagonista uno degli uomini più discussi di questo periodo storico. Russia, primi anni ’90, nel caos seguito alla caduta dell’Unione Sovietica, il giovane produttore televisivo Vadim Baranov viene introdotto nella cerchia ristretta del potere per costruire con cura l’immagine dell’ex agente del Kgb, Vladimir Putin. Domani sera l’appuntamento è con “A cena con il dittatore”, per la regia di M. Gomez Pereira: 1939, due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola il generale Franco ordina una cena al prestigioso Hotel Palace che, nel frattempo è stato convertito in ospedale da campo. Commedia campione di incassi in Spagna. Poi è la volta di “Il silenzio degli altri”, premio del pubblico al Festival del Cinema di Berlino. Angela, una donna sorda, aspetta un bambino

dal suo compagno udente: la gravidanza e la nascita del figlio la porteranno ad affrontare nuove sfide. Ha ricevuto il premio come Miglior Film alla Festa del Cinema di Roma, “La mia famiglia a Taipei, che tratta di una bambina trasferitasi a Taipei con la famiglia , dove vive la scoperta della città mentre la madre affronta difficoltà economiche. Giovedì sarà proiettato “Rental family - Nelle vite degli altri”, nel quale Philip, attore americano a Tokyo, trova lavoro in un’agenzia di “famiglie a noleggio”, dove interpreta ruoli diversi per sconosciuti. “I colori del tempo”, invece, vede un gruppo di 30 sconosciuti, tutti discendenti della stessa donna, riunito per la comune eredità di un casale in Normandia: attraverso vecchie lettere e fotografie scoprono la storia della loro antenata nella Parigi della Belle Époque. “Primavera”, infine, è un racconto sul ruolo della musica come strumento di emancipazione e salvezza, soprattutto femminile.

vanni Arvedi. Gli strumenti, infatti, non solo saranno presentati nelle gallerie espositive. Oggi e domani l’ex-Hepton e la Giustiniani, insieme al violino Carlo IX di Andrea Amati, appartenente a una collezione privata e da tempo nel percorso museale, saranno protagonisti di momenti musicali nell’ambito del Monteverdi Festival.

“Sette gradi di vuoto” oggi e domani alle 21 al Centro Culturale Next

(F.P.) Oggi e domani, alle ore 21, va in scena “Sette gradi di vuoto” al Centro Culturale Next di via Cadolini (NextTeatro). Otto, gli attori in scena: Clotilde Elena Caiazza, Filippo Cattadori, Ersin Drndar, Eloisa Martino, Marco Mastronicola, Laura Perlasca, Roberta Schiavi e Claudio Torelli. Lo spettacolo compone un trittico della compagnia Qu.Em. (quintelemento), ideato nell’ambito dei tre laboratori annuali, e costruito attorno ai sette peccati capitali della tradizione cristiana e al “Crogiuolo” di Arthur Miller. La drammaturgia e la regia sono di Francesca Rizzi, i video e la direzione tecnica sono a cura di Danio Belloni. La prenotazione è obbligatoria: info.progettonext@gmail.com, oppure 333 3596529 - 338 1278776 (anche via WhatsApp). Martedì 23, invece, alle 20.30, il Teatro Filo ospita “Teatro Naturalistico” di August Strindberg, portato in scena dalla Compagnia Teatrale Luigi Carini della Società Filodrammatica Cremonese. La regia è di Beppe Arena (aiuto registi Jennifer Rastelli ed Enrico Tomasoni). Ingresso unico a 10 euro. Stasera, dalle 21.30, il ristorante “Wild urban theater” di Cremona (Piazzale Atleti Azzurri d’Italia) ospiterà il comico Daniele Fabbri nel corso della serata “Wild comedy”: monologhista prorompente e sensibile, sboccato e autoironico, Fabbri accompagnerà la cena degli avventori. Da diversi anni, anche Cremona – come buona parte d’Italia – apprezza sempre più il genere della standup, performance che, pur semplice nell’allestimento (uno sgabello, un microfono e un comico) intrattiene volentieri il pubblico grazie al suo concentrato di ironia. Fabbri è peraltro uno dei primi rappresentanti italiani del genere; è infatti tra i cofondatori del primo gruppo comico di satira che ha diffuso il linguaggio della stand-up in Italia, “Satiriasi”.

Il Cremona Summer Festival oggi al via

POLITICA

Oggi in Italia c’è chi vuole riportare le lacette delle storia indietro di 400 anni

In politica sovranità è sinonimo di proprietà, ossia disponibilità del bene e facoltà di decidere sull’uso, sullo sfruttamento delle ricchezze, sulla distribuzione del-

le risorse e dei ricavi. Parliamo di Nazioni (territori e popoli) e Stati (organizzazione politica delle nazioni). Fino allo scoppio delle rivoluzioni americana e francese, con le rispettive “dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del cittadino”, le Nazioni erano considerate e gestite come la proprietà privata del Sovrano e della sua fami-

glia, con parenti, affini ed amici. Conseguenza delle citate rivoluzioni furono le Costituzioni, nelle quali si sanciva che la sovranità delle Nazioni passava ai popoli, rappresentati democraticamente in forza delle leggi che i popoli stessi si davano, nel rispetto dei principi costituzionali, per regolamentare lo Stato, a cui era affida-

to il compito di governare la Nazione. Era finita l’epoca de “l’Etat c’est moi!” (Luigi XIV, Re di Francia). In verità, in Italia, ma non solo, c’è oggi chi tenta di riportare le lancette della storia a quei fastosi tempi! Un salto indietro di circa quattrocento anni. Un bel progresso, non c’è che dire.. Anselmo Gusperti

Anche quest’anno, dal 20 giugno al 27 settembre, si svolge la 16ª edizione del Cremona Summer Festival, manifestazione estiva dedicata alla musica e alla liuteria, che trasforma Cremona e il suo territorio in un punto di riferimento mondiale per studenti, docenti e appassionati. Tutti i concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Il Festival è promosso dalla Camera di Commercio di CremonaMantova-Pavia nell’ambito del progetto “Masterclass – A Place to play” e realizzato in collaborazione con i Comuni di Cremona e di Crema. Il programma è disponibile su sito www.cremonamusicfestival.it

FEDERICO PANI
TEATRO
foto © Fondazione Magnani-Rocca

sportilpiccolo@gmail.com

Se ne è andato Igor Protti, l’amatissimo bomber di provincia

Se ne è andato a soli 58 anni Igor Protti, il mitico bomber di provincia, capace di vincere la classifica dei marcatori di serie A con il Bari e che ha più volte incrociato la Cremonese.

Suo il gol del contestatissimo 2-2 nel 1999 allo Zini con la Reggiana, prima del famoso pugno a Bonfrisco. Ammalatosi un anno fa, ha affrontato le cure con grande dignità.

Musetti deve dare forfait a Wimbledon e cede il posto a Berrettini

Non c’è pace per Lorenzo Musetti, dopo aver saltato il Roland Garros, darà forfait anche per il torneo di Wimbledon. Un’assenza che permette a Matteo Berrettini di accedere al

tabellone principale, evitando le qualificazioni. «Non è stata una decisione facile, ma è quella giusta. La mia priorità è tornare in campo al 100 per 100», ha detto Musetti.

» calcio serie b La Cremo ritorna al passato, che però va valutato

Stesso mister, nuovo direttore sportivo e tanti giovani. Questi gli ingredienti della nuova Cremonese che prenderà forma pian piano nelle prossime settimane per affrontare con orgoglio il prossimo campionato di serie B.In vista dell’apertura ufficiale del mercato (prevista per il 29 giugno), Christian Botturi ed i suoi uomini sono già al lavoro per gestire al meglio quella che sarà una “sana rivoluzione”, atta a formare una rosa competitiva che, agli ordini di mister Giampaolo, proverà a rilanciarsi immediatamente dopo la cocente delusione della retrocessione. Dopo i rinnovi di capitan Bianchetti e di Michele Collocolo, la società grigiorossa ha già fatto le sue scelte anche per il ruolo di portiere. Audero non è stato riscattato e tornerà pertanto a Como, perché tra le fila grigiorosse farà il suo ritorno Andrea Fulignati, dopo l’anno di prestito all’Empoli. Stesso discorso per Floriani Mussolini (rispedito al mittente), visto che sugli esterni rientreranno all’ovile sia Zanimacchia che Sernicola. Tra i giovani, c’è entu -

Nessun riscatto dei prestiti arrivati per la massima serie, mentre sono rientrati tutti quelli che hanno giocato con alterne fortune tra i cadetti. Ma alcuni non dovrebbero rimanere

siasmo per rivedere in maglia grigiorossa David Stückler che proverà a far subito dimenticare ai tifosi grigiorossi Jamie Vardy, nonostante i 17 anni di differenza. Il nuovo corso Botturi-Giampaolo, anche per una saggia “spendingreview”, a differenza del precedente, vuole valutare da vicino il giocatore e dargli la meritata fiducia. Nella stagione appena conclusa, l’attaccante danese classe 2004 ha totalizzato 37 presenze e 13 re-

ti, trascinando il Vicenza al ritorno in serie B. L’altra operazione di prospettiva della società grigiorossa è stata l’acquisto a titolo definitivo di Adrian Lickunas dal Perugia. Il giovane lituano classe 2006 nella scorsa stagione ha giocato con la formazione Primavera (30 presenze e 2 gol). Rientreranno alla base anche Afena-Gyan (che in Turchia, con la maglia dell’Amed ha collezionato 35 presenze e 5 reti), Tsadjout dal Pe -

MONDIALI

scara (6 presenze e zero reti) e De Luca dal Modena (21 presenze e 3 reti), Nasti dall’Empoli (26 presenze e 4 reti), Moretti dal Brescia e Saro dal Cittadella. Torneranno, invece, alle rispettive società di appartenenza i vari Terraciano, Zerbin, Payero, Maleh, Bondo, Moumbagna, Faye, mentre Grassi e Pezzella, elementi di fiducia anche di Giampaolo e con contratto non in scadenza, potrebbero invece essere confermati nella spina dorsale della nuova Cremonese. Difficili, anche per ragioni contrattuali, le permanenze in serie B di Baschirotto, Luperto, Sanabria, Thorsby e purtroppo anche di Bonazzoli, dopo la positiva stagione disputata.

La preparazione della squadra per la nuova stagione si articolerà in tre fasi: raduno, visite mediche e test fisici pre-ritiro in programma da martedì 14 luglio a venerdì 24 luglio presso il Centro Sportivo “Giovanni Arvedi” di Cremona , poi partenza per il ritiro di Ronzone (in Trentino) previsto da domenica 26 luglio a giovedì 6 agosto e infine rientro a Cremona per preparare l’esordio stagionale in Coppa Italia. Infine, il calendario verrà stilato il 22 luglio ad Ascoli.

Sugli scudi Messi, ma anche Mbappé, Haaland e Kane, mentre hanno deluso Lamine Yamal e CR7

Quasi tutte le stelle più attese hanno subito brillato

(F.V.) Le stelle non stanno a guardare, anzi brillano più che mai in questo avvio di rassegna iridata. Tripletta storica di Messi (raggiunto in vetta Klose nella classifica all time dei goleador ai Mondiali), doppiette di Mbappé, Haaland e Kane, rete di Vinicius a salvare il Brasile. Alla lista dei più attesi mancano solo in due: Lamine Yamal (reduce però da un infortunio e in campo solo nel finale con una deludente Spagna) e Cristiano Ronaldo, ma in questo caso non fa scalpore il flop di un campione di 41 anni in netto declino. Insomma, chi criticava l’allargamento a 48 squadre è per ora zittito da molte belle partire e da rari casi di squadre inadeguate. E siamo solo all’inizio...

GRUPPO A Messico-Sudafrica 2-0, Corea del Sud-Repubblica Ceca 2-1, Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1, Messico-Corea del Sud 1-0, Sudafrica-Corea del Sud e Repubblica Ceca-Messico (25-6 h 3)

GRUPPO B Canada-Bosnia 1-1, Svizzera-Qatar

1-1, Svizzera-Bosnia 4-1, Canada-Qatar 6-0, Svizzera-Canada e Bosnia-Qatar (24-6 h 21)

GRUPPO C Brasile-Marocco 1-1, Haiti-Scozia 0-1, Scozia-Marocco (20-6 h 24) , Brasile-Haiti (20-6 h 2.30) , Marocco-Haiti e Scozia-Brasile (25-6 h 24)

GRUPPO D Usa-Paraguay 4-1, Australia-Turchia 2-0, Turchia-Paraguay (20-6 h 5) , Usa-Australia (19-6 h 21) , Turchia-Usa, Paraguay-Australia (26-6 h 4)

GRUPPO E Germania-Curaçao 7-1, Costa d’Avorio-Ecuador 1-0, Germania-Costa d’Avorio (20-6 h 22) , Ecuador-Curaçao (21-6 h 2) , Curaçao-Costa d’Avorio e Ecuador-Germania (25-6 h 22)

GRUPPO F Olanda-Giappone 2-2, Svezia-Tunisia 5-1, Tunisia-Giappone (21-6 h 6) , Olanda-Svezia (20-6 h 19) , Tunisia-Olanda e Giappone-Svezia (26-6 h 1)

GRUPPO G Belgio-Egitto 1-1, Iran-Nuova Zelanda 1-1, Belgio-Iran (21-6 h 21) , Nuova ZelandaEgitto (22-6 h 3) , Nuova Zelanda-Belgio e Egitto-

Iran (27-6 h 5)

GRUPPO H Spagna-Capo Verde 0-0, Arabia Saudita-Uruguay 1-1, Spagna-Arabia Saudita (21-6 h 18) , Uruguay-Capo Verde (22-6 h 24 ), Capo Verde-Arabia-Saudita e Uruguay-Spagna (27-6 h 2)

GRUPPO I Francia-Senegal 3-1, Iraq-Norvegia 1-4, Francia-Iraq (22-6 h 23) , Norvegia-Senegal (23-6 h 2) , Norvegia-Francia e Senegal-Iraq (26-6 h 21)

GRUPPO J Austria-Giordania 3-1, Argentina-Algeria 3-0, Argentina-Austria (22-6 h 19) , Giordania-Algeria (23-6 h 5) , Algeria-Austria e Giordania-Argentina (28-6 h 4)

GRUPPO K Portogallo-RD Congo 1-1, Uzbekistan-Colombia 1-3, Portogallo-Uzbekistan (23-6 h 19) , Colombia-RD Congo (24-6 h 4) , ColombiaPortogallo e RD Congo-Uzbekistan (28-6 h 1.30)

GRUPPO L Inghilterra-Croazia 4-2, Ghana-Panama 1-0, Inghilterra-Ghana (23-6 h 22) , PanamaCroazia (24-6 h 1) , Panama-Inghilterra e Croazia-Ghana (27-6 h 23)

IN BREVE

Pergolettese, depositata l’iscrizione alla serie C

La notizia più attesa dai tifosi è arrivata: la Pergolettese ha comunicato di aver completato e depositato presso la segreteria della Lega Pro di Firenze tutta la documentazione richiesta per l’iscrizione al prossimo campionato di serie C. Per la società gialloblu si tratta dell’ottava stagione consecutiva nel calcio professionistico. «Un pregio e un orgoglio per tutti gli sportivi e per la città di Crema», ha scritto nel proprio sito ufficiale la società.

Al Crema rinnovano Arpini, Tomella e Abbà

Tre importanti rinnovi per il Crema. Negli ultimi giorni la società nerobianca ha prolungato i contratti di Andrea Apini (23 anni e colonna della difesa), del centrocampista Riccardo Tomella (classe 2003), alla quarta stagione a Crema e del terzino destro Niccolà Abbà, 21 anni, cresciuto nel settore giovanile cremasco. Insomma, il Crema inizia a gettare le basi per la squadra che deve affrontare un altro campionato di serie D, che si annuncia non facile.

La Soncinese ci prova ma in D va la Solbiatese

L a Soncinese ci ha provato a ribaltare lo 0-2 dell’andata contro la Solbiatese, andando in gol già al 9’ con un rigore di Piras. Ma il vantaggio è durato poco e il pareggio degli ospiti ha di fatto chiuso la sfida e promosso in serie D la squadra di Solbiate Arno, che ha trovato anche la rete del successo. La Soncinese spera ora in un ripescaggio, che comunque si annuncia difficile.

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PUNTO DI RISTORO

MATTEO VOLPI
TENNIS
Il portiere Fulignati torna in grigiorosso (foto Us Cremonese)

» BASKET SERIE A2

Il nuovo play oroamaranto ritrova coach Cardani, con il quale ha lavorato due stagioni fa all’Urania Milano. Ha salutato l’ala Bartoli, approdato a Rieti

La JuVi ha sistemato la regia con Maspero

La Ferraroni JuVi Cremona sistema la regia con l’innesto di Lorenzo Maspero, playmaker esperto della categoria, che coach Cardani conosce bene, avendolo allenato due stagioni fa all’Urania Milano. Classe 1998. Maspero è stato uno dei protagonisti della storica qualificazione ai playoff dei milanesi nel 2025, chiudendo la regular season con 5.8 punti e 3.6 assist di media. Nell’ultima stagione ha giocato con l’ambiziosa Valtur Brindisi, raggiungendo i playoff e chiudendo a 2 punti ed 1.3 assist a partita, media al di sotto del suo standard. Ora

l’approdo a Cremona, con la voglia di aprire un nuovo ciclo. «Sono davvero felice di iniziare questa nuova avventura con la JuVi. Per me è una grande opportunità e non vedo l’ora di mettermi al lavoro con la squadra. Sono particolarmente contento di ritrovare coach

Cardani, con cui ho già avuto il piacere di lavorare due anni fa. Darò il massimo per aiutare il gruppo a raggiungere i propri obiettivi e per onorare questa maglia», ha affermato. «Siamo molto soddisfatti dell’arrivo di Lorenzo. È un giocatore che ha scelto

con convinzione il nostro progetto, portando entusiasmo, professionalità e che entra perfettamente in linea con i valori che vogliamo vedere ogni giorno in questa squadra: lavoro, sacrificio e spirito di appartenenza», ha aggiunto il ds Panizza. Chi invece sa-

luta è l’ala Vittorio Bartoli, che approda alla Sebastiani Rieti, dopo una buona stagione in oroamaranto, con 8 punti, 5 rimbalzi e 1.7 assist di media in regular season. Ma nel suo ruolo la JuVi ha deciso di puntare su Alberto Conti e Michael Anumba. Se ne va anche la guardia Gregorio Allinei, che torna a Treviso, Intanto, si è ufficialmente conclusa la stagione, con la vittoria dei playoff della Tezenis Verona, trascinata nella post season da Federico Zampini (ex Vanoli) e che ha dato una svolta alla stagione con l’arrivo di coach Ramagli, al posto di Cavina (ingaggiato dalla Fortitudo Bologna).

L’uomo copertina della stagione è sicuramente Peppe Poeta

(F.V.) L’uomo copertina del basket italiano è Peppe Poeta. Dopo aver deliziato il PalaRadi per due stagioni, ha deciso di terminare una lunga e importante carriera da giocatore, ma si intuiva già che aveva tutte le qualità per emergere anche in panchina. Infatti, subito inserito nello staff della Nazionale e dell’Olimpia Milano, la scorsa stagione ha deciso di mettersi in gioco da head coach, portando la Germani Brescia in finale dei playoff (persa con la Virtus Bologna). Richiamato da Milano, avrebbe dovuto affiancare Messina per una stagione, ma visti i risultati scadenti della squadra, è stato promosso capo allenatore

a novembre ed ha conquistato Coppa Italia e campionato (il 32º per l’Olimpia), nella finale playoff vinta con Venezia. Un double pre-

zioso, che conferma le qualità di Peppe. Ora però viene il difficile, rendere competitiva Milano anche in Eurolega, ma c’è tempo per

pensarci, adesso è giusto che si goda il meritato trionfo. Intanto, fa notizia l’uscita di scene dalla Germani del presidente Graziella Bragaglio e del marito, il cremonese Matteo Bonetti, protagonisti della rinascita del basket che conta a Brescia. Finisce un’epoca e la speranza dei tifosi è che il progetto ad alto livello continui. I timori sono legati al desiderio di Paul Matiasic di portare un titolo sportivo a Roma. Secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe proprio Trieste a privarsi della massima serie, con l’intento di farla ripartire dalla A2, ma il silenzio dell’imprenditore americano tiene in ansia più di una piazza.

SERIE B

Logiman, confermati tre pilastri del roster: Cacace, Oxilia e Zilli

Dopo l’annuncio del nuovo coach, la Logiman Orzinuovi ha ufficializzato i primi rinnovi. Prima è stata la volta dell’esterno Alberto Cacace, reduce da 9.6 punti, 4.7 rimbalzi e 1.6 assist per match, numeri saliti a 14.75 punti, 6.25 rimbalzi e 3 assist durante i playoff. «Sono molto felice e orgoglioso di essere stato riconfermato anche per questa stagione». Resta alla Logiman anche il lungo Davide Zilli (nella foto) , che ha affermato: «La riconferma mi dà fiducia e non vedo l’ora di aiutare la squadra dando il massimo». La terza conferma riguarda il centro Tommaso Oxilia, 12.9 e 8.4 a partita nell’ultimo campionato, una delle colonne anche nella prossima stagione. Nel prossimo campionato la Logiman non ritroverà Juvecaserta e Gema Montecatini, promosse in A2 dopo aver battuto rispettivamente Vigevano (3-1) e Virtus Roma (3-2). Infine, proprio sul filo di lana di gara 3, la Mazzoleni Pizzighettone ha visto sfumare la promozione in serie B nazionale contro la Sangiorgese. Ci riprova nel triangolare a Sora contro Mens Sana Siena e Viola Reggio Calabria.

FABIO VARESI
Lorenzo Maspero

» VOLLEY SERIE A2

La società rosa, ufficialmente Cremonese, ha presentato all’Eridanea le giocatrici Ludovica Franzoso, Alessia Populini e Vittoria Prandi a disposizione di coach Baraldi

Tre combattenti nel roster della nuova Vbc

Il roster della Vbc (ora Cremonese) si è arricchito di tre volti nuovi: Ludovica Franzoso, Alessia Populini e Vittoria Prandi. Le giocatrici sono state presentate presso la Canottieri Eridanea. È stata anche l’occasione per svelare il nuovo logo che rappresenta al meglio il nuovo corso della Vbc, con la scritta “Volley Cremonese” e il famoso simbolo della città di Cremona, il braccio di Giovanni Baldesio che in questo caso solleva un roseo pallone da volley. Il presidente Luciano Toscani ha voluto spiegare la simbologia: «Questo logo incarna lo spirito del nuovo percorso che abbiamo intrapreso: c’è la scritta Vbc che vuol dire la storica e gloriosa pallavolo di Casalmaggiore,

Dopo aver concluso il mercato con otto volti nuovi, due conferme e altrettanti ritorni, la Trasporti Bressan Offanengo (che si radunerà il 10 agosto) fa il punto della situazione con il direttore generale Stefano Condina, che si appresta a vivere l’undicesimo anno di lavoro a Offanengo: «Abbiamo cer-

ma anche la scritta “Volley Cremonese” che include i nostri nuovi compagni di viaggio di Ostiano e Cremona, è presente il braccio simbolo di Cremona, dove gio-

cheremo. Le prime settimane di lavoro congiunto devo dire che sono state molto positive: c’è voglia di fare e di mettersi in gioco tutti insieme». Poi è stata la vol -

ta delle nuove giocatrici. Alessia Populini, 26 anni, banda bresciana, ha rivelato un aneddoto: «Nel 2015 ero nelle giovanili di Novara e mi trovavo sugli spalti del PalaIgor quando le rosa hanno vinto lo scudetto in gara 5. Il destino oggi mi ha portata qui». Il libero veneto Ludovica Franzoso, 23 anni, ha confessato: «Per me è la prima esperienza in A2 e quindi so che dovrò allenarmi e lavorare il doppio, perché è un’occasione che non mi lascio di certo sfuggire. Sono una che non molla e in campo mi sento a mio agio. Darò il massimo». Infine, la palleggiatrice modenese Vittoria Prandi, 31 anni, che vanta tre promozioni in A1, l’ultima delle quali un mese fa con Brescia: «So che arrivo

in una piazza molto importante, con ambizioni e aspettative che non voglio certo deludere». Il coach Davide Baraldi ha poi sintetizzato lo spirito che accomuna le nuove atlete: «Sono tre combattenti di cui conosco e apprezzo le capacità e la tenacia. Sono qualità che danno valore a un atleta e anche da questo punto di vista posso confermare che la squadra che abbiamo allestito mi piace molto e sono convinto che darà soddisfazioni».

Le squadre di A2 2026-27: Altamura, Altino, Club Italia, Costa Volpino, Fasano, Futura Giovani Busto Arsizio, Imola, Marsala, Melendugno, Messina, Monviso, Offanengo , Padova, Perugia, Roma, Trento, Vbc

Condina (Offanengo): «Fondamentale la continuità di risultati»

cato di allestire una squadra con giovani di qualità provenienti da percorsi giovanili importanti e con esperte di indubbio valore in questa categoria. La collaborazione anche con lo staff, in particolare con l’ head co-

Torna a sfrecciare in pista Fausto Desalu. Il casalasco delle Fiamme Gialle ha vinto i 200 metri nel Meeting Silver del Continental Tour a Vari, in Grecia, con il tempo di 20”19, facilitato da un vento di +2.6, quindi oltre il consentito. Un successo comunque importante, conquistato in rimonta dalla corsia più esterna, l’ottava, che rilancia le ambizioni dello sprinter azzurro, dopo l’esordio di tre settimane fa a Bruxelles, dove aveva corso in 20”61. Al di là del dato cronometrico, si tratta di un segnale di crescita per il campione olimpico di staffetta a Tokyo, quando la stagione sta per entrare nella fase cruciale. Fausto ha battuto il belga Simon Verherstraeten (20”31), finalista quest’anno nei 60 ai Mondiali indoor, il sudafricano Bradley Nkoana (20”38), argento nella 4x100 ai Giochi di Parigi e l’irlandese Benjamin Richardson (20”41), quindi avversari qualificati.

Lo scorso weekend a Torino è andata in scena la finale B dei Campionati di Società Assoluti e la Cremona Sportiva-Atletica Arvedi ha ottenuto un ottimo risultato. La squadra femminile si è classificata 7° con ben 12985 punti, uno

ach Emanuele Aime è stata proficua fin da subito, avendo entrambi la stessa idea di pallavolo. Tutto questo ha portato a finire il mercato molto in anticipo rispetto alle stagioni passate. Come sarà la nuova Trasporti

score che conferma la crescita e il potenziale delle ragazze cremonesi. La squadra maschile, invece, ha avuto alcune difficoltà e si è piazzata al 10º posto. Nelle due giornate sono da segnalare i due ori dei giavellottisti Anna Miglioli e Mattia Zoppi: Anna si è migliorata con un lancio da 40.01 (709 punti), salendo sul gradino più alto del podio, mentre Mattia con 62.52 (853 punti) si è imposto sulla gara

Bressan? Dedita a lavorare molto durante la settimana alla ricerca di una costante crescita e poi spregiudicata e con la voglia di divertirsi nel weekend. Questa è un po’ la nostra filosofia: grande impegno e dedizione, senza mai dimenticarci che la pallavolo rimane un gioco, il nostro gioco. La serie

A2 a girone unico? Per me è un piacevole ritorno al passato, ma sarà però una stagione anche per questo molto difficile, perché

Desalu vince i 200 in Grecia. Bene i giovani a Torino

maschile. Oro anche per Giulia Pillitteri nella marcia, che dopo una gara difficile ha tagliato il traguardo in 25’32”38 (838 punti). Sempre nella squadra femminile, argento per Chiara Rognoni nei 200 metri, eguagliando il proprio primato personale in 24”43 (995 punti) e Sveva Gerevini che nel peso ha lanciato a 12.95 (768 punti). Bronzo per Aurora Volpi nei 100 metri in 11”93 (1005 punti, il punteggio più alto della squadra femminile) e Giulia Lodi che nel salto in alto con 1.66 ha portato ben 888 punti alla squadra. Tra le ragazze sono stati numerosi i risultati sopra gli 800 punti: la staffetta 4x100 (Emma Sforza, Camilla Colombo, Chiara Rognoni e Aurora Volpi) ha corso in 48”05 (971 punti), la 4x400 di Giulia Lodi, Asia Zilioli, Gaia Bellardi e Alice Sgarzi hanno tagliato il traguardo in 4’02”86 (878 punti). Bene Alice Sgarzi nei 400 metri che con il tempo di 58”57 ha portato 886 punti e Giulia Lodi negli 800 che con il tempo di 2’19”34 ne ha portati 842. Per i sal -

ti, Sara Gaspari con 5,45 nel salto in lungo ha totalizzato 880 punti e Benedetta Cosulich 830 punti nel triplo con 11,16. Molto brave anche Verena Mancastroppa che ha chiuso i 5000 metri in 19’34”26 (692 punti), Anna Miglioli nei 100 ostacoli (639 punti) e Giuditta Liguori che nel martello si è migliorata con un lancio a 39.10 (597 punti). Qualche punto è arrivato anche dal salto con l’asta, con Benedetta Cosulich che ha chiuso con 567 punti. Da menzionare anche la presenza di Francesca Esemplare nel disco e Asia Zilioli nei 1500, che con le loro prestazioni, pur non rientrando nei 16 migliori punteggi per formare la classifica, hanno contribuito a rendere la squadra più completa. Per quanto riguarda la squadra maschile, oltre al risultato di Mattia Zoppi, molto bene anche Davide Renati che nei 400 ostacoli ha chiuso in 54”76 ottenendo 906 punti, il punteggio più alto nella squadra maschile. Punti preziosi sono arrivati da Massimiliano Cantarini: il giovane atleta si

oltre alla formula anche la qualità del campionato è cambiata tanto negli ultimi anni, è cresciuta molto e in più le quattro retrocessioni sono uno scoglio importante da evitare. L’obiettivo stagionale è di lottare in ogni partita, consapevoli che la continuità di risultati sarà fondamentale».

è migliorato sia nel salto triplo che nel salto in lungo portando a casa due gare e due primati personali in due giorni. Nel triplo, Massimiliano ha chiuso con 13,42 (a soli 3 cm dal minimo per i Campionati Italiani e ha ottenuto 789 punti). mentre nel salto in lungo ha centrato la finale con 6,48 (811 punti). Molto bene la staffetta 4x400 composta da Matteo Scaravaggi, Simone Poli, Simone Battocletti e Davide Renati che con 3’30”78 ha portato 766 punti. Buoni anche i risultati di Dario Malusardi nei 100 metri (11”44, 761 punti), Davide Renati nei 110 ostacoli (15,91, 749 punti) e Simone Poli nei 400 metri (52,53, 715 punti). Mattia Zoppi ha gareggiato anche nel disco e con la misura di 40,92 ha ottenuto 711 punti. Da segnalare anche i punti portati grazie ai primati personali di Dario Malusardi nei 200 metri in 23”72 (704 punti), Youssef Ettaj nei 1500 con il tempo di 4’13”50 (703 punti) e Alberto Rossini che nel getto del peso si è migliorato lanciando 12,23 (680 punti). Da segnalare, infine, le prove di Stefano Nespoli nel martello con un lancio da 47,66 (703 punti) e Giacomo Garzetti nell’alto con la misura di 1.70 (655 punti).

I tre acquisti della Vbc e nel riquadro il nuovo logo (foto Pepi Storti)
ATLETICA
Fausto Desalu in gara

» CANOTTAGGIO

Autoritaria affermazione del quattro di coppia in Coppa del Mondo a Plovdiv. Il capovoga azzurro, cresciuto alla Bissolati, riceve stamattina il premio di Atleta cremonese nel mondo

Gentili aumenta la collezione di medaglie d’oro

Il palmarès di Giacomo Gentili si è arricchito di un’altra medaglia d’oro. Il capovoga del quattro di coppia, cresciuto alla Bissolati, ha vinto la tappa di Coppa del Mondo a Plovdiv in Bulgaria, facendo valere la forza di una barca che non tradisce mai. La Cina ha provato a sorprendere gli azzurri, con una partenza veloce e con l’impiego di grandi energie alla ricerca della fuga. Lettura molto intelligente da parte dell’Italia, a ridosso dei cinesi nei primi 1000 metri, prima di far valere la loro potenza per il sorpasso e per netto distacco rifilato alla Cina, seconda a 4”35 e all’Ucraina, terza a 6”33. « È stata un gara discreta, secondo le nostre potenzialità, in un campo di regata caratterizzato da folate di vento che ci chiede-

vano di farci trovare pronti. Allenatori e staff ci stanno dando fiducia: dobbiamo cercare di migliorare ancora come equipaggio in vista delle prossime competizioni per cogliere nuove occasioni», ha rivelato Gentili. Sul valore del cremonese, si è così espresso Gigi Arrigoni, suo storico allenatore: «Giacomo sta dimostrando le sue capacità, in special modo come capovoga e leader dell'armo. I colleghi  in barca hanno piena fiducia in lui e lo dimostrano  nello svolgimento della gara,

assecondandolo  alla perfezione e lui si sente sicuro dell'equipaggio e solo in questo modo la macchina risulta perfetta. Il curriculum delle vittorie dimostra la continua e costante ascesa nei risultati. Siamo a metà strada dal massimo appuntamento quadriennale e questa recente vittoria dà ulteriore vigore e ricerca di perfezionamento per il futuro. Giacomo sa che ogni vittoria non è l'arrivo ma il punto di partenza per il futuro». Risultati che gli valgono il premio di Atleta cremonese nel mondo, consegnato stamattina alle 10.30 nella sala dei Quadri del Comune di Cremona. Intanto, gli azzurri sono stati convocati per il decimo raduno nazionale valutativo stagionale, in programma sulle acque del lago di

Piediluco dal 22 giugno al 24 luglio. Nel weekend, invece, sono 1000 gli atleti in rappresentanza di 108 sodalizi remieri da ogni parte d’Italia in gara alla Schiranna di Varese per i Campionati Italiani Under 23, Under 17 e Esordienti. Ai nastri di partenza per giocarsi le medaglie tricolori ci sono 506 equipaggi, tra i quali anche quelli delle società cremonesi. Una bella partecipazione per un evento che di fatto rappresenta l’ultima occasione per vedere all’opera in Italia in maglia societaria gli atleti e le atlete delle categorie giovanili, prima che si tuffino nell’azzurro per i Mondiali Under 23 in Germania e Under 19 in Bulgaria, i Mondiali Universitari in Canada e la Coupe de la Jeunesse in Svizzera.

Alessio Campari in finale B europea

Ai Campionati Europei di canoa velocità e paracanoa, andati in scena presso il Centro di Alto Rendimento di Montemor-o-Velho in Portogallo, la squadra azzurra ha conquistato 5 medaglie (2 argenti con Olympia Della Giustina nella C1 e un bronzo, oltre a due argenti nella paracanoa). Tra i convocati della Nazionale italiana c’era anche Alessio Campari (Kcs Kayak Cremona Sport), che ha conquistato la finale B nel K1 500, chiusa con l’ottavo tempo in 1’43”297 e vinta dallo spagnolo Alex Granerei (1’40”052).

Venturelli ancora protagonista: podio e maglia verde al Tour dei Pirenei

Prosegue il magic moment di Federica Venturelli (nella foto) . Nella prima tappa del Cix-Tour Féminin des Pyrénées, di 118,6 km da Saint-Jean-de-Luz a Mourenx, la giovane cremonese dell’Uae Team Adq ha conquistato un ottimo secondo posto, in una volata combattuta, nella quale la Venturelli è stata superata di pochissimo dall’altra italiana Martina Alzini (Cofidis Women Team). Dopo la vittoria alla Dwars door de Westhoek, in Belgio, Federica è così

BOCCE

tornata di nuovo sul podio ed ha affermato: «La corsa è stata abbastanza tranquilla. C’è stata una fuga di quattro ragazze che però è stata annullata nella parte finale. Abbiamo lavorato molto bene come squadra, rimanendo sempre unite, davanti, nei punti in cui era necessario. Poi negli ultimi chilometri la squadra ha lavorato molto bene per me, mi ha dato molta fiducia e sono molto contenta di questo». La sambassanese, al termine della corsa a

La famiglia Domaneschi è senza rivali

Oggi è il giorno decisivo. Dopo il 5-3 per i codognesi nell’incontro di andata, va in scena il match di ritorno del campionato di Promozione 3ª categoria tra Ecosalute Codognese 88 e Granzette. A Rovigo la formazione della nostra delegazione ha tutte le carte in regola per uscire imbattuta, ma dovrà essere più combattiva e determinata ed esprimere il proprio ottimo gioco, visto negli incontri precedenti. Solamente in questa maniera la formazione del presidente Visigalli riuscirà a qualificarsi al quarto ed ultimo turno dei playoff prima della final four nazionale di Campobasso. Nel match sulle corsie di casa non sono mancate le recriminazioni e qualche errore di troppo, come la sconfitta della terna formata da Passerini-Visigalli-Bignamini nel primo set, prima di vincere agevolmente il successivo. Bella la prestazione di William Frigoli che s’impone nettamente su Stefano Rubello. Gli incontri di coppia si concludono in perfetta parità: Passerini e Bignamini (poi sostituito da Cecconi) si aggiudicano il primo set, ma con l’identico punteggio cedono il successivo così come Groppi-Frigoli che infliggono un “cappotto” ai veneti nel primo set, ma subiscono la stessa lezione nel susseguente. GP LOMBARDI

Anche sulle corsie bresciane in vetrina i bocciofili della Flora ed in particolare la famiglia Domaneschi. A Castelmella papà

Il

Giuseppe e il figlio Luca hanno posto la loro firma con un successo ampiamente meritato. Il percorso finale era iniziato con il successo su Franzoni-Saiani (12-5), nei quarti i rivieraschi superavano Bertocchi-Palazzi (12-9), eliminavano Stefana-Treccani (124) ed in finale avevano la meglio su Matteo Mainetti e Simone Vavassori per 12-3.

TROFEO CRAL

Dopo due settimane di batterie, lunedì si concluderà la tradizionale gara regionale giunta alla sua 42ª edizione. Dieci le batterie, nella categoria A successi della famiglia Domaneschi e dei parmensi Mora-Paglioli, mentre in categoria B note positive per Passeri-Lupi e Carini-Ricci. Infine in categoria C, tra gli altri, in evidenza Ghidoni-Bodini, Maccagnola-Mainardi e i beniamini di casa Vitaloni-Soana. Finale in programma sulle corsie del Cral Aziende Sanitarie di via Postumia, inizio ore 19.30 con i due recuperi. Direttore di gara Gabriele Ceriati.

TROFEO BAR BOCCIODROMO

Oggi pomeriggio è in cartellone la gara regionale prefestiva a terne organizzata dalla bocciofila Codognese 88. Iscritte 37 formazioni che si sfideranno nelle cinque batterie in programma sulle corsie dei bocciodromi di Cremona, Casalpusterlengo e Codogno. Inizio alle 14.30 e finale in serata presso il bocciodromo codognese di viale Resistenza. Dirige la gara Antonio Vannucchi. Massimo Malfatto

Flora domina il “Memorial Sergio Imberti” a Crema

I bocciofili della Flora non fanno sconti nel “Memorial Sergio Imberti”, gara regionale organizzata dalla Achille Grandi a Crema. Esulta Roberto Visconti, che estrometteva negli ottavi Giuseppe Freri, nei quarti il lodigiano Pierluigi Beccaria e in semifinale s’imponeva sull’orobico Silvano Villa. Dall’altra parte del tabellone in evidenza Erminio Erba: il rivierasco eliminava Marco Luraghi, si sbarazzava di Evaristo Padovani ed approdava in finale avendo la meglio su Giancarlo Della Noce. Quindi sfida in famiglia e successo di Visconti.

tappe, ha anche vinto la maglia verde della classifica a punti, ad impreziosire questo periodo.

GIRO NEXT GEN Sin dalla prima tappa aveva puntato alla vittoria di tappa e Matteo Fiorin ce l’ha fatta a Corato, in Puglia. In un finale di tappa caotico, è uscito dal gruppo con una stoccata poderosa, regalando un grande successo alla Solme Olmo Arvedi. Un regalo di compleanno speciale per Fiorin, che il 14 giugno ha compiuto 21 anni:

«Da quando ho lanciato lo sprint a 400 metri dall'arrivo, non ricordo più nulla, non so cosa ho provato, forse realizzerò un po' più tardi quello che è successo ma sono contentissimo, soprattutto per i miei compagni che mi stanno sempre vicino. Siamo venuti qui con una squadra per le volate, ma sono tutte corse super veloci e basta un attimo di tranquillità e la fuga può arrivare, quindi prima ce la siamo guadagnata e la vittoria poi è arrivata».

CANOA
Il quattro di coppia di Gentili vittorioso a Plovdiv (foto Julia Kowacic/Canottaggio.org)
CICLISMO

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