I T A L P R E S S
I T A L P R E S S
a pagina 10
EUROPARLAMENTO MEGA FONDO DA 2MILA MILIARDI
a pagina 19
ADDIO A EZIO BOSSO ARTISTA E UOMO CHE EMOZIONAVA
Anno IV • n° 19 • SABATO 16 MAGGIO 2020
Periodico • € 0,02 copia omaggio
Direttore responsabile: Daniele Tamburini • Società editrice: U.P. Uggeri Pubblicità srl • Amministrazione e diffusione: Corso XX settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • Autorizzazione del Tribunale di Cremona n° 5/2017 del 26/10/2017 Redazione: Corso XX Settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • ilpiccolocremona@gmail.com • Stampa: Industria Grafica Editoriale Pizzorni I.G.E.P. Srl - Cremona • Pubblicità: U.P. Uggeri Pubblicità srl • 0372 20586 • info@uggeripubblicita.it
RIPARTENZA • Da lunedì parrucchieri e ristoranti aperti, l’autocertificazione solo fuori regione
Articolo a pagina 3
TORNEREMO QUATTRO AMICI AL BAR CASE DI RIPOSO
MONTINI: DALL’ALLARME INASCOLTATO ALLA CRISI
Raineri alle pagine 4-5
S A N I T A ’
ITALIA: POCHI POSTI LETTO E PURE CARI
Raineri a pagina 6
SOCIETA’
COSA CI INSEGNA LA PANDEMIA
Fornasari a pagina 7
CASALASCO
TANTE OFFERTE PER L’OGLIO PO
Raineri a pagina 8
FATEMI CAPIRE...
di Vanni Raineri
M U S I C A
DA CREMONA A LIVERPOOL PER REALIZZARE UN SOGNO
Soldi annunciati tanti, soldi veri arrivati pochi. Conte mi ricorda quella donna africana che davanti ai figli affamati bolliva nell’acqua una pietra fino a che i figli, tranquillizzati, si addormentavano nell’attesa del pasto. E’ difficile ammettere che non ci sono possibilità, né per quella donna di sfamare i figli né per Conte di trovare soldi per tutti che non ci sono. In ogni caso pare funzionare, tanto che Conte ha già cambiato più volte la pietra nello stesso brodo. Sembra il bluff di una partita a poker, ma chi gioca a poker sa che c’è la fase 1, c’è la fase 2 e c’è quella del rilancio, ma se qualcuno dice cip sei obbligato a scoprire le carte.
B A S K E T
Articolo a pagina 19
C A L C I O
MICHELE RUZZIER ASSICURA: «RESTO ALLA VANOLI»
MICHAEL AGAZZI LASCIA LA CREMO: «SCELTA SOFFERTA»
Varesi a pagina 20
Volpi a pagina 21
CRONACa ATTUALITA’ • Continua il rallentamento dei contagi. In Europa Russia e UK davanti a tutti
Parrucchieri, bar e amici: lunedì si cambia Stando alla bozza del Decreto riaperture, quello di lunedì sarà un giorno davvero cruciale: un punto di svolta dopo due mesi di lockdown.
di indossare guanti e mascherina. Al bar invece servirà rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro.
PARRUCCHIERI E PALESTRE Anche per i parrucchieri semSPOSTAMENTI E AMICI bra essere arrivato il tanto atLe anticipazioni del decreto diteso via libera. Dal parrucchiecono che gli spostamenti nella re tra le poltrone ci dovranno propria regione di residenza essere almeno due saranno finalmente metri di distanza, liberi (l’autocertifiguanti e maschericazione andrà ne per il personale compilata solo per e il lavaggio dei causcire dai confini IL MODULO pelli sarà obbligaregionali, per ra- L’autocertificazione gioni di necessità, andrà compilata solo torio prima di qualsalute o lavoro). per uscire dai confini siasi tipo di trattamento. Anche per Resta il divieto di della propria regiochi tornerà in palefar visita ai constra la distanza da giunti fuori regio- ne (per necessità, rispettare sarà ne, ma si potranno salute o lavoro) quella di due metri. vedere gli amici, Restano chiuse, al purché non nasca momento, saune, bagni turchi l’occasione di crare assembrae idromassaggi. menti in strada o nelle case. RISTORANTI E BAR Sempre lunedì riapriranno i ristoranti. La regola base è la distanza di due metri tra un tavolo e l’altro, mentre tra i membri di uno stesso tavolo «deve essere sufficiente a evitare la trasmissione di droplets» (le goccioline di saliva che trasmettono il virus). Divieto assoluto di buffet e obbligo per i camerieri
MASCHERINA Su questo punto non c’è dubbio: la mascherina resta un presidio obbligatorio per i luoghi chiusi e all’interno dei negozi. Nei supermercati o nei negozi di generi alimentari, bisognerà munirsi anche di guanti, anche se spesso il gestore dell’esercizio provvede a fornire al cliente il gel disinfet-
8 maggio 15 maggio
differenza % 8-15 maggio
Positivi Attuali
87961
72070
-18,06%
Morti
30201
31610
4,67%
Guariti
99023
120205
21,39%
Casi Totali
217185
223885
3,08%
LOMBARDIA: NUMERO DI CONTAGI PER PROVINCIA
tante da applicare alle mani prima dell’ingresso. SECONDE CASE Via libera anche alla trasferta nelle seconde case, purché si trovino nella stessa regione di domicilio o di residenza. Resta valido il divieto di trasferirsi fuori dai confini regionali (situazione che potrebbe cambiare il 3 giugno) se non in caso di estrema necessità o di urgenti lavori di manutenzione. LE CIFRE DELLA SETTIMANA Sempre più tamponi (sui
70mila al giorno) e sempre meno contagi, che crescono in Italia del 3% in una settimana. Calano del 18% gli attualmente positivi, mentre crescono sensibilmente (del 21,4%) i guariti. Cala ancora il numero dei pazienti in terapia intensiva: ieri erano scesi a 808 in tutta Italia. Crescita molto limitata anche per Cremona (+1,35% negli ultimi 7 giorni), mentre in Europa continua a peggiorare la situazione in Russia (record nel continente) e Bielorussia, ma anche in Svezia, Polonia e Regno Unito.
MOTTA BALUF F I
UN BIMBO DI 4 ANNI RISULTATO POSITIVO AL CORONAVIRUS
DATI ATTUALI ITALIA
A Motta Baluffi un bambino di 4 anni è risultato positivo al coronavirus. Sta bene ed è asintomatico. E’ entrato in contatto con una persona di età adulta risultata positiva al Covid-19. Da qui la prescrizione di un test sierologico che ha dato esito positivo, confermato poi dal successivo tampone. Con ogni probabilità si tratta del Covid-positivo più giovane dell’intera provincia di Cremona.
8 maggio 15 maggio
differenza % 8-15 maggio
MILANO
21094
21966
4,13%
BRESCIA
13460
14008
4,07%
BERGAMO
11671
12371
6,00%
CREMONA
6219
6303
1,35%
MONZA
5015
5219
4,07%
PAVIA
4704
4919
4,57%
MANTOVA
3237
3281
1,36%
COMO
3470
3612
4,09%
LODI
3222
3325
3,20%
VARESE
3148
3335
5,94%
LECCO
2448
2616
6,86%
SONDRIO
1276
1339
4,94%
TOTALE
78964
82294
4,22%
EUROPA: NUMERO DI CONTAGI PER NAZIONE 8 maggio 15 maggio
differenza % 8-15 maggio
SPAGNA
221447
229540
3,65%
ITALIA
217185
223885
3,08%
FRANCIA
174918
178994
2,33%
GERMANIA
169430
174478
2,98%
REGNO UNITO
207977
234440
12,72%
BELGIO
51420
54288
5,58%
RUSSIA
177160
252245
42,38%
OLANDA
41973
43680
4,07%
SVIZZERA
30126
30463
1,12%
PORTOGALLO
26715
28319
6,00%
IRLANDA
22385
23827
6,44%
SVEZIA
24623
28582
16,08%
AUSTRIA
15752
16058
1,94%
BIELORUSSIA
20168
26772
32,74%
POLONIA
15047
17615
17,07%
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4 la chiusura
» la bufera sulle rsa VANNI RAINERI
«IL 22 FEBBRAIO HO CHIUSO LE CASE DI RIPOSO ALLE VISITE DEI PARENTI. DALLA REGIONE IL PROVVEDIMENTO SOLO IL 4 MARZO»
Walter Montini: dall’allarme
Come tristemente noto, a pagare un prezzo elevatissimo al Coronavirus sono stati gli ospiti delle case di riposo, e Cremona non poteva fare eccezione. Queste persone si sono dimostrate l’obiettivo privilegiato di un virus che «Non era una situazione semplicolpisce soprattutto gli anziani ce, in alcune zone c’è stata più già affetti da altre patologie. contestazione che altrove, penso Ora che si fa la conta dei morti, è a Crema e a Casalmaggiore. Oggi giusto ricordare come nella nostra finalmente dove è possibile cerprovincia ci fu chi si mosse per chiamo di favorire il contatto altempo, prendendo provvedimenmeno attraverso i vetri: il parente ti di propria iniziativa e lanciando è all’esterno, e in una stanza inallarmi alle istituzioni. terna, al di là di un vetro chiuso, Era il 22 febbraio, ed erano trac’è l’ospite, che quando serve è scorse poche ore dalla scoperta di assistito da un’animatrice, ad quello che (erroneamente) fu inesempio per parlare al telefono se dividuato come il paziente 1, il vetro non consente di sentire. Mattia di Codogno. Quel giorno Ovviamente non è possibile in Walter Montini, presidente di Artutte le strutture: laddove esiste sac (Associazione delle un cancello di ingresso Residenze Socio Saninon si può. Anche io tarie della Provincia di sono andato a trovare Cremona), decideva di mia sorella, che è chiudere le case di ri- LE PROTEZIONI ospite a Robecco, con poso associate, una «La Lombardia ha le stesse modalità». trentina circa, e di av- rispettato il protoLo “scandalo” delle cavisare il DG di Ats Val- collo dell’Oms e non se di riposo si è placapadana e tutti i sinda- ha fornito i tampoto, anche perché abci dei comuni interes- ni. Zaia non l’ha ribiamo scoperto che la sati sulle nuove norme spettato e i risultati percentuale dei decedi accesso e sulla va- si sono visti» duti sul totale in Lomriazione dei servizi dobardia si avvicina molmiciliari considerata to a quello di altre rel’assenza dei necessari dispositivi gioni, e la media italiana è assai di protezione individuale. Una simile a quella degli altri paesi lettera, scritta il 22, giorno dei europei. La stessa Oms ha calcoprovvedimenti, e inviata il 25 feblato che nelle Rsa europee siano braio che sottolineava la fragilità morti il 50% circa del totale delle delle strutture. vittime Covid-19. Ne parliamo proprio con MontiMa si è fatto un’idea di cosa non ni, al quale ricordiamo le proteabbia funzionato, e cosa posste che nei primi giorni si sollesiamo apprendere da questa vavano da parte dei parenti che esperienza? non potevano più visitare gli «Abbiamo dovuto fare i conti con ospiti. uno tsunami, solo ora le cose si
sono sistematizzate». Ma non le sembra che sia mancato un protocollo per affrontare l’emergenza? «Ah, certamente un piano non c’era, da qui una gestione caotica sia a livello nazionale che soprattutto regionale: si pensi che i tamponi ai nostri ospiti e ai dipendenti abbiamo potuto farli solamente in aprile». Ma pensa si tratti di una volontà operativa o non ne avevano a sufficienza? «Volontà, sulla base del protocollo dell’Oms che affermava come i tamponi non si dovessero fare. Al contrario il presidente del Veneto Zaia ha disobbedito al protocollo e ha deciso di farli a tappeto, comprandoli, e i risultati si sono visti». Non era difficile pensare che voi eravate l’anello debole, come un nido di uccellini all’arrivo di un serpente. «La domanda è: se noi abbiamo chiuso le nostre porte già il 22 febbraio, chi ha portato il virus? Ovviamente il personale dipendente, quando la Regione ancora il 22 consentiva l’ingresso di un parente ogni ospite: noi disobbedimmo. Io andai già il 26 febbraio dal Prefetto avvisandolo che se il virus fosse entrato da noi avrebbe ucciso tutti. Noi abbiamo proceduto di nostra iniziativa in assenza di regole chiare, tanto che la Regione ha ordinato la chiusura solo il 4 marzo: le nostre 30
Alcuni parenti visitano gli ospiti della casa di riposo San Giuseppe attraverso i vetri delle finestre case di riposo avevano già chiuso ben prima, anche con ordinanze sindacali, oltre che nostre». L’esplosione dei casi ha portato anche ad un’inchiesta della magistratura, che ha scoperto addirittura alcune strutture abusive. Erroneamente Stella ha scritto in settimana sul Corriere che una di queste è di Cremona, confondendo però l’operazione dei Nas di Cremona in un territorio limitrofo. Immaginava una tale situazione? «Che ci fossero strutture abusive in giro per l’Italia non mi ha me-
ravigliato, si erano scoperti casi anche prima del Covid. Ci sono addirittura ospedali fantasma in certe parti d’Italia. No, non mi ha meravigliato, ma confermo che di casi a Cremona non ce ne sono stati». Ha ritenuto giustificata questa operazione della magistratura? «Credo sia intervenuta a seguito di esposti». In un’operazione su tutto il territorio nazionale? «A Cremona lo ha fatto in 8 delle nostre 30 strutture, laddove si sono registrati più decessi. Credo
COMUNE DI CREMONA Settore Centrale Unica Acquisti, Avvocatura, Contratti e Patrimonio AVVISO ESITO DI GARA Stazione Appaltante: Comune di Cremona – piazza del Comune, 8 – 26100 Cremona Tel.0372/4071 - NUTS: ITC4A – PEC: protocollo@comunedicremona.legalmail.it Descrizione appalto servizio integrato di interventi di promozione, prevenzione, cura e protezione del minore e della sua famiglia nel Comune di Cremona dall’01/05/2020 al 30/04/2022. CIG: 7923763016 Procedura di aggiudicazione: aperta - CPV: 75310000-2 Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Determine di aggiudicazione e aggiudicatario: n. 467 del 30/04/2020 A.T.I. COSPER S.C.S. (C.F. 00992920199)/NAZARETH S.C.S./IL CERCHIO S.C.S./GRUPPO GAMMA S.C.S.- Cremona Numero offerte ricevute: 1 - Concorrenti esclusi: 0 Ribasso: 0,10% - Punteggio totale: 67,17 Importo a base di gara: € 1.390.476,19= (IVA esclusa) Importo di aggiudicazione: € 1.389.085,71= (IVA esclusa) Responsabile Unico del Procedimento: Dott.ssa Eugenia Grossi Cremona, 08/05/2020 Il Direttore del Settore Avv. LAMBERTO GHILARDI
Sabato 16 Maggio 2020
, l allarme
5
«NON POSSIAMO OCCUPARE I POSTI RIMASTI LIBERI PER TIMORE DEL CONTAGIO, MA IN QUESTO MODO SAREMO COSTRETTI A PORTARE I LIBRI IN TRIBUNALE»
inascoltato alla crisi
che ci siano stati diversi ricorsi, ed è partita questa indagine conoscitiva, alla quale noi abbiamo fornito la più ampia collaborazione. Quello che al limite posso criticare sono i tempi: eravamo in piena pandemia, con molti morti, alle prese con disposizioni contraddittorie. Alla fine troveranno qualche situazione mal gestita, qualche pecca, ma serve ricordare che si tratta di case di riposo, dove gli ospiti riposano appunto, non sono attrezzate con sale operatorie ma hanno funzione socio-
assistenziale. Ad esempio, non eravamo nemmeno tenuti a avere i ventilatori. E sappiamo che quando entra una bomba…». Sotto i riflettori c’è la delibera regionale in cui si chiede alle Rsa di ospitare malati. «E’ stata inviata a tutte le case di riposo, cui si chiedeva se accettassero pazienti ex Covid. Su 30 quasi tutti hanno risposto di no, alcuni (a Cremona, Crema, Castelleone) si sono resi disponibili. Questo perché spesso la tipologia della struttura non è adatta. Si sono messe a disposizione quelle strutture che erano in grado di prevedere spazi isolati per ricevere i pazienti, magari in una palazzina isolata dal resto della struttura». Si chiede da più parti al governo di approvare una sorta di scudo penale per fronteggiare le tante cause che potrebbero colpire medici chiamati a fronteggiare un’emergenza in condizioni disperate. Che ne pensa? «Non temo ricorsi. Ho con me diverse lettere rivolte al personale dai familiari che ci ringraziano per la tutela degli assistiti e la cura prestata. Poi se qualcuno vuole denunciare, lo faccia. Io qui ad Isola Dovarese (dove Montini dirige la casa di riposo San Giuseppe, ndr) ho avuto pochi decessi, ma gli ospiti hanno ricevuto assisten-
za come fossero in ospedale. Mi preoccupa la ricerca di individuare responsabilità quando negli ospedali ci sono stati momenti in cui si è stati costretti a scegliere chi assistere». Guardando al futuro non è difficile vedere i problemi per le case di riposo. «Ho iniziato una mia battaglia, poiché se le cose continuano così saremo costretti a portare i libri in tribunale e chiuderemo. Tutte le strutture hanno buchi enormi per tre fattori. Il primo è che la Regione, nel timore di contagi, non ci consente di occupare i posti letto liberi, il che comporta un buco nel bilancio per le minori entrate: solo a Cremona Solidale ci sono stati 120 morti. In secondo luogo abbiamo dovuto sopportare spese straordinarie non preventivate. Per ultimo dovremo pur prevedere per il personale riconoscimenti economici per avere lavorato saltando anche i turni di riposo: non sono eroi e angeli solo quelli che lavorano in ospedale, i nostri infermieri e medici non sono da meno». Infine, il governo ha stanziato risorse a pioggia, ma non mi sembra ne siano previste per voi. Vi attendete qualche attenzione? «Evidentemente non sono stati previsti, ma dovrebbe essere la regione a mettere mano al portafoglio».
LETTERA ALLA REGIONE
Signoroni: «Rsa, urgono soluzioni per la ripresa della funzione sociale»
Il Presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, ha scritto una lettera al Governatore Fontana e all’Assessore regionale al Welfare Gallera per tornare ad evidenziare le criticità nella fase due che interessano le RSA e Case per anziani del territorio, accogliendo in questo modo la richiesta fatta da Walter Montini che leggiamo a fianco. “Vi sottopongo un tema delicato e complesso che investe non solo l’assistenza degli anziani, ma anche l’economia locale e l’occupazione - scrive nella lettera Paolo Mirko Signoroni -. Come si evince anche dalla stampa nazionale e locale, molte Rsa e Case per Anziani non sono più in grado di soddisfare la domanda di nuovi ingressi, causa le restrizioni imposte per il contenimento del virus Covid, ma fatto ancor più grave, il non poter accogliere nuovi ospiti genera anche perdite economiche ingenti e, di conseguenza, mette a rischio l’occupazione di decine e decine di dipendenti. Da qui la necessità di prevedere soluzioni e protocolli percorribili, in totale sicurezza per gli ospiti, il personale ed i familiari, e non dispendiosi per le stesse Rsa, al fine di riprendere la funzione sociale di risposta ad una domanda molto alta. Se ciò non accadrà nel brevissimo periodo, avremmo un vero e proprio tracollo economico dei territori ed una mancata risposta alle comunità locali, soprattutto come il nostro dove vi sono moltissime di queste realtà socio-sanitarie per anziani. Confidando nella Vostra attenzione, rimanendo a disposizione per un incontro su tali temi, in presenza dei portatori di interessi, rivolgo i miei ossequi”.
6
Cronaca
Sabato 16 Maggio 2020
IL CASO • Ne abbiamo uno in riabilitazione ogni 6 che ha la Germania. Ma per Mapelli è un segno positivo VANNI RAINERI
Con ogni probabilità in tema di spesa sanitaria l’Italia invertirà la rotta rispetto ai continui tagli degli ultimi decenni. Un po’ grazie ai 37 miliardi di euro concessi dal prestito Mes, vincolati alla spesa in sanità, e soprattutto perché l’emergenza Coronavirus ha evidenziato carenze strutturali che vanno ben al di là dei limiti gestionali da parte del governo centrale e delle diverse regioni. Una interessante ricerca fatta da lavoce.info mette in comparazione la situazione degli ospedali nei tre più grandi paesi dell’Unione Europea (considerata l’uscita della Gran Bretagna): Germania (quasi 83 milioni di abitanti), Francia (67 milioni) e Italia (60 milioni e mezzo). Le tre tabelle in pagina, elaborate sulla base di cifre Database Eurostat, evidenziano come la spesa per gli ospedali in Italia sia la metà rispetto alla Francia, e ancor meno rispetto ai tedeschi. La disponibilità dei posti-letto è conseguenza diretta, e quella dei posti letto di riabilitazione ancora più marcata. D’altro canto, è vero che la spesa per posto letto nel nostro Paese è la più elevata. Anche la spesa per giornata di degenza supera quella dei nostri vicini. Sulla base di questi dati, il professor Vittorio Mapelli, professore di Economia sanitaria presso l’Università di Milano e già colla-
Italia: meno posti letto e più cari Siamo più poveri o più efficienti? boratore di Ocse, Oms e Camera dei Deputati, ha voluto replicare traendo alcune conclusioni né banali né scontate, certamente controcorrente. Prima considerazione: il minor numero di postiletto in Italia non dipende dai maggiori costi, ma da scelte di politica sanitaria, tanto che il nostro sistema ospedaliero è un esempio di efficienza. Se un postoletto in Italia costasse come in Germania, potremmo averne molti di più. E’ vero che l’Italia ha il più alto costo per posto-letto dei tre paesi, ma è solo perché ogni letto produce il più alto numero di ricoveri in un anno (36,5), rispetto alla Germania (31,8) e alla Francia (30,3). È la più ovvia spiegazione della differenza di costo per posto-letto in Italia rispetto agli altri due paesi. Dove sta la nostra maggiore efficienza? Nella produttività per postoletto, considerato che la durata della degenza media è più bassa. Valutando l’ultimo decennio, l’Italia ha ridotto i posti di 45mila unità, ma nel contempo i ricoveri sono crollati di 3 milioni e mez-
zo, e le giornate di degenza di 16 milioni e mezzo. In pratica, secondo la ricostruzione del professor Mapelli, avremmo rinunciato a letti che non servivano più. L’anomalia è quella legata all’emergenza Covid-19: è vero che si sono verificate carenze di posti-letto per fronteggiarla, ma è altrettanto vero che fino a pochi mesi fa risultavano occupati nemmeno la metà dei posti disponibili. Verrebbe da concludere, aggiungiamo noi, che la vera scommessa sarà quella di garantire flessibilità proprio per fronteggiare le emergenze. Il ridimensionamento degli ospedali, afferma sempre il professore, è in realtà un fenomeno mondiale, che è legato ad una serie di novità positive quali la migliore tecnologia diagnostica e chirurgica, i nuovi farmaci, il potenziamento dei servizi territoriali, fino all’uso appropriato di queste costose strutture. Non serve più il ricovero per interventi che oggi si fanno in day hospital quando non in ambulatorio. E’ vero, come emerge dai dati, che l’Italia
LE TABELLE Sotto tre tabelle che mettono a confronto gli ospedali italiani con quelli francesi e tedeschi (elaborazioni lavoce.info su Database Eurostat)
TABELLA 1 Paese
Popolazione
Germania
Posti Letto
Giornate degenza
Ricoveri
Spesa Ospedali (mil €)
totali
di cui riabilit.
82.657.002
661.448
164.266
21.059.705
187.431.375
131.051
Francia
66.864.379
399.865
105.725
12.115.651
120.308.414
104.161
Italia
60.536.709
192.548
25.131
7.020.505
54.830.144
51.970
TABELLA 2 Paese
Posti letto/ T. ospedal/ T. occup. Degenza T. rotazione 1000 ab. p.l. (%) media (gg) (ric./p.l.) 1000 ab.
Spesa (€) ricovero
posto-letto
Germania
8
254,8
77,6
8,9
31,8
6.223
198.127
Francia
6
181,2
82,4
9,9
30,3
8.597
260.489
Italia
3,2
116
78
7,8
36,5
7.403
269.907
TABELLA 3 Paese
Spesa ospedaliera (milioni di euro)
Giornate di degenza
Spesa ospedaliera per giornata di degenza (in euro)
Germania
131,051
187.431
699
Francia
104,161
120.308
866
Italia
51,97
54.830
948
ha 3,2 letti ogni mille abitanti (contro i 6 della Francia e gli 8 della Germania) ma in altri paesi avanzati la disponibilità è ancora più limitata: negli Usa sono 2,8, in Regno Unito e Canada 2,5, in Svezia 2,2. Dunque l’anomalia non saremmo noi,
ma i nostri vicini di casa, che ospedalizzano il 25% della popolazione (Germania) e il 18% (Francia) contro il nostro 12%. A dimostrazione che anche per gli ospedali vale la vecchia legge dell’economia che è l’offerta a creare la domanda.
La riposta di chi ha effettuato la ricerca non si è fatta attendere: chi può dire, affermano gli autori, che non sia il limitato numero di posti-letti ad indurre a dimettere dagli ospedali i pazienti prima del dovuto? Il dibattito rimane aperto.
Cronaca
Sabato 16 Maggio 2020
SOCIETA’ • L’uso della tecnologia, un cambio di rotta sull’organizzazione della sanità, l’igiene BENEDETTA FORNASARI
Nel giro di pochi mesi è cambiato molto: la pandemia si è abbattuta su noi come un fulmine a ciel sereno, rompendo l’equilibrio del mondo intero, seminando paura e portando morte, sofferenza e tanto dolore. Una tragedia che in tutta la sua drammaticità ci sta lasciando anche qualcosa di buono e di positivo, una nuova realtà. IL RISVEGLIO DELLA NATURA L’uomo si ritira (in quarantena) e la natura avanza, riprendendosi la scena e restituendoci uno spettacolo sensoriale: colori e profumi, suoni e rumori. Nelle città semi deserte, più pulite e meno inquinate, per effetto del lockdown e della conseguente drastica riduzione della circolazione di persone e di mezzi, la vegetazione cresce rigogliosa e le condizioni di vita appaiono particolarmente favorevoli per gli animali selvatici, che indisturbatamente fanno capolino nei centri urbani, scorrazzando liberamente. Lepri, volpi, caprioli, cinghiali, persino un’anatra con una decina di anatroccoli, sono stati avvistati a spasso per le vie di Cremona, Torino e Genova. LA CASA E GLI SPAZI DI VITA La casa è il cuore della famiglia, un rifugio che accoglie e uno scudo che protegge. Nelle ultime settimane è avvenuta una rivoluzione domestica perché le attività normalmente svolte altrove si sono trasferite tra le mura di
Coronavirus, anche le tragedie lasciano degli insegnamenti casa. L’isolamento sociale e gli spostamenti limitati hanno favorito una ridefinizione degli spazi di vita e le nostre abitazioni si sono trasformate in uffici, in piccole aule scolastiche e addirittura in palestre. LA TECNOLOGIA Come avremmo potuto fronteggiare la pandemia senza avvalerci degli strumenti tecnologici? Al tempo del Coronavirus, gli smartphone, i pc e i tablet sono diventati indispensabili per comunicare con parenti e amici, per lavorare e studiare. Siamo sempre connessi grazie alle applicazioni e alle piattaforme per videoconferenze e videolezioni che rendono possibili il lavoro da casa e la didattica a distanza. SANITA’ La sanità italiana, sia pubblica che privata, si è trovata nell’occhio del ciclone e in piena emergenza ci siamo accorti del patrimonio umano e professionale di medici, infermieri, farmacisti, soccorritori e di tutti gli operatori sanitari. Noi li chiamiamo angeli, eroi, ma loro si definiscono semplicemente dei professionisti. Abbiamo rivalutato anche il ruolo dei medici di medicina generale, primo punto di riferimento per i citta-
dini e abbiamo capito che occorre riorganizzare e potenziare la medicina territoriale. Ci siamo resi conto però che le risorse umane ed economiche e gli apparati medici più all’avanguardia devono essere accompagnati da un piano di emergenza sanitaria nazionale, un protocollo anticrisi che preveda azioni coordinate e istituzionalizzate, immediate ed efficaci. LAVORO In tempo di Coronavirus è emersa l’esigenza di regolarizzare braccianti agricoli, colf, badanti e baby-sitter, categorie spesso invisibili e senza aiuti. Già prima del Decreto legge Rilancio, recentemente approvato dal Governo, si era registrato
un incremento delle regolarizzazioni contrattuali dei lavoratori domestici sanando così rapporti lavorativi precedentemente instaurati (in Italia, prima dell’epidemia, gli iscritti Inps di questa categoria erano 860mila a fronte di 1,2 milioni che non erano in regola). Famiglie e anziani, sostenendo i costi di assunzione, possono continuare a usufruire dei servizi di assistenza a domicilio, possibili a fronte di spostamenti per esigenze lavorative. Il lavoro nero, infatti, potrebbe risultare dai controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine durante il tragitto casa lavoro. LA RISCOPERTA DEGLI AFFETTI Una carezza, un abbraccio, una stretta di
mano, sono piccoli gesti apparentemente scontati ma che oggi mancano terribilmente. L’assenza del calore umano, la mancanza del contatto fisico e della vicinanza dei nostri cari ci ha fatto riscoprire il valore degli “affetti stabili” e dell’amore vissuto che non può essere sostituito da una telefonata o da una videochiamata. La faticosa separazione ci ha messi a dura prova ma ha sicuramente rafforzato i rapporti familiari, le relazioni di amicizia e i legami di coppia. ATTENZIONE ALL’IGIENE Tutti noi siamo chiamati a seguire le raccomandazioni, a rispettare obblighi e divieti perché osservare scrupolosamente le norme igienico-sanitarie può fare la differenza tra la salute e la malattia, tra la vita e la morte. Dobbiamo adottare comportamenti responsabili, di prevenzione e protezione per noi stessi e per gli altri. Probabilmente finora abbiamo sottovalutato l’importanza delle buone pratiche di igiene personale e di pulizia, ora è giunto il momento di cambiare il nostro comportamento, le nostre abitudini e il nostro stile di vita.
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CIBO, ARTE, CULTURA
I VIAGGI DI RADIO1 DOMANI CREMONA E’ PROTAGONISTA Da non perdere l’appuntamento radiofonico con il programma I viaggi di Radio1 (RAI) che, dopo aver dedicato di recente una puntata a Brescia, torna in Lombardia per accendere i riflettori su Cremona. Il programma, in onda ogni domenica, è dedicato alle bellezze del territorio, alle tipicità, all’arte e alla cultura. Nella puntata di domenica 17 maggio, alle ore ore 9.05, ai microfoni di Sandro Marini interverranno Virginia Villa, direttrice del Museo del Violino, e lo chef Paco Magri, del ristorante Dordoni. L’iniziativa è frutto della sinergia tra Regione Lombardia, grazie all’attività di Explora (Destination Management Organization), e della fattiva collaborazione con il Comune di Cremona. E’ una proposta inserita all’interno di un progetto di inLombardia che, tramite i propri canali social, ha attivato un piano digitale così da promuovere il territorio permettendo di visitarlo, durante questo periodo di emergenza, in modo virtuale. Condotto da Sandro Marini con la regia di Mauro Convertito, “I viaggi di Radio1” è l’appuntamento settimanale dedicato al turismo, ai borghi, ai centri storici, all’arte e alla cultura che si incontrano viaggiando. Una “Lonely Planet” radiofonica per guidare l’ascoltatore alla scoperta dell’Italia, dell’Europa e del mondo.
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Sabato 16 Maggio 2020 ilpiccolocasalmaggiore@gmail.com
casalmaggIore
ASSOCIAZIONE AMICI DELL’OSPEDALE OGLIO PO • Raccolto oltre mezzo milione di euro. Parla il presidente Toscani
«Non ci chiedano la torta, la ciliegina sì» VANNI RAINERI
Il momento della raccolta fondi si sta esaurendo, e siamo entrati nella fase degli investimenti. Vale anche per l’associazione Amici dell’Ospedale Oglio Po, sul cui conto corrente si sono riversate donazioni da ogni parte del territorio casalascoviadanese, e non solo. La soglia di mezzo milione di euro è stata superata alcuni giorni fa, e la raccolta continua, anche se ovviamente in modo meno impetuoso. Ne parliamo col presidente, Claudio Toscani. «Il grosso delle donazioni è stato effettuato il primo mese, poi logicamente le offerte sono diminuite, perché chi ci ha sostenuto ha cercato di farlo appena possibile. Sono molto soddisfatto che diverse associazioni di tanti paesi ci abbiano scelto come destinatario privilegiato e come intermediario per i vari servizi che servono all’ospedale: il problema infatti, oltre ad avere i fondi, è saperli spendere in maniera oculata. Per il momento abbiamo speso circa un quinto della cifra raccolta, e abbiamo intenzione di ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno donato: alcuni li conosciamo, altri sono solo un numero di conto corrente. Vorremmo aggiungere l’informazione che siamo a disposizione di chi necessita della distinta per effettuare la detrazione fiscale, possibile in quanto siamo una onlus regolarmente accreditata». Il momento peggiore sembra essere passato. «Siamo entrati in una seconda fase in cui l’emergenza si sta acquietando, e i letti di terapia intensiva iniziano a svuotarsi. Sono contento anche per la situazione dei sanitari, poiché hanno vissuto momenti di grande stress emotivo, ed ora possono in parte tirare il fiato». Qualche piano su come utilizzare i fon-
di rimasti in cassa? «Ho avuto un incontro con i dirigenti dell’Asst, perché hanno piani di lavoro che vorrebbero si concretizzassero anche con le nostre risorse». La vostra associazione ha avuto diverse donazioni anche perché gode della fiducia del territorio. «Ci siamo da anni, ma ci siamo nel nostro stile. Nel senso che agiamo in perfetta sinergia con la dirigenza poiché non c’è nulla in ospedale che non sia organizzato o concordato con l’amministrazione che deve prenderlo in carico. Ma vogliamo dare all’Oglio Po la ciliegina, non la torta». Sembra un modo elegante per dire che agli investimenti strutturali devono provvedere le istituzioni, voi potete aggiungere qual qualcosa in più secondo le esigenze. «Intendo la ciliegina che può servire per avere qualcosa che sia qualitativamente alla pari con lo strumento che si acquista a Cremona o a Mantova, perché qui spesso o non arriva o arriva, diciamo così, un po’ vecchiotto». Sul territorio siete da anni, diceva, e vi siete conquistati la fiducia di tutti. «Un territorio che non abbraccia solo l’Oglio Po, se si pensa che tante donazioni le abbiamo ricevute anche dall’altra sponda del Po. Ci siamo da quando abbiamo acquistato per 500mila euro la risonanza, e sono passati tanti anni. Siamo attorno al milione di euro speso per l’ospedale Oglio Po con spese gestionali zero: il consiglio lo facciamo in pizzeria, e ognuno paga il suo». Dietro il vostro successo vedo un rischio: non è che a Cremona danno per scontato che se serve qualcosa ci siate comunque voi? Anche l’associazione “Uniti per la Provincia di Cremona” che si propone di sostenere l’intero terri-
Sopra Claudio Toscani, presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale Oglio Po. A sinistra il nosocomio di Vicomoscano
torio provinciale ed ha raccolto quasi 4 milioni potrebbe considerare la vostra presenza al momento di suddividere gli interventi. O sono malizioso? «A Cremona esiste una associazione gemella alla nostra che si occupa dell’ospedale del capoluogo, che è ben amministrata e ha idee sociali di alto livello, e come noi agisce in stretta collaborazione con la direzione sanitaria. Ma in genere ogni ospedale ha la sua associazione che lo sostiene. Nel caso di “Uniti per la Provincia di Cremona” sono stato sollecitato dopo l’acquisto di un’ambulanza destinata a Vescovato ma denominata Padana Soccorso (invece di Cremona Soccorso, ndr): dato che anche Padana Soccorso ne aveva bisogno ho fatto presente la necessità, e alla fine sono state acquistate altre tre ambulanze, di cui per Padana Soccorso, una a Cremona e una a Crema. In seguito sempre da “Uniti” mi è arrivata la richiesta di far presente eventuali altre necessità. I letti li avevamo appena acquistati grazie all’aiuto del Rotary Cvs e della ditta Invernizzi, quindi sono stati destinati tutti a Cremona. Di conseguenza ho avanzato la proposta di acquistare una Tac in urgenza (la nostra ha ormai 11 anni e si avvia verso l’obsolescenza), sentendo la direzione sanitaria. Abbiamo fatto affidamento anche su persone del Casalasco che ricoprono incarichi prestigiosi, che si sono sempre dimostrati sen-
sibili (il riferimento è a Bozzini e Voltini, ndr), e lo sono stati anche stavolta. L’acquisto della Tac costa sui 400mila euro, e l’associazione “Uniti” si è detta disponibile a sopportare la spesa. Inoltre so che si stanno dando da fare per aiutare le rsa e i medici di base». Si sa quando sarà acquistata la Tac? «Le tre già disponibili sono state portate altrove, ma sono molto fiducioso che l’acquisto andrà in porto. Certo, finché non abbiamo l’ufficialità… Anche perché il tutto va concordato con la direzione». Cosa vede nel futuro dell’associazione? «C’è stata, c’è e ci sarà, e so che per alcuni anni il nostro territorio avrà problemi economici, quindi devo farmi bastare i fondi raccolti per essere presente nelle esigenze dei prossimi anni: le spese andranno fatte con calma, sapendo che possiamo realizzare qualcosa di importante. Con l’emergenza Covid nel giro di una notte l’ospedale Oglio Po è stato sovvertito nelle linee di pronto soccorso, nell’intensiva, nella post-intensiva e in altri ambiti, e ha dimostrato di essere elastico nell’azione anche perché si tratta di un ambiente abbastanza nuovo e ben strutturato con porte ignifughe e corridoi immensi. E i sanitari si sono saputi adattare alle nuove esigenze, nonostante i tanti medici e infermieri a casa perché contagiati. Insomma l’ospedale ha mostrato una buona flessibilità».
Sabato 16 Maggio 2020
Rivoltini: «Overdose di assistenzialismo, poco futuro, tante azioni risarcitorie ma nessuna azione costruttiva»
FASE 2 (E MEZZO): DOV’È IL RILANCIO?
464 pagine, 256 articoli, 55 miliardi di interventi. Tanto assistenzialismo, poco futuro, molteplici “azioni risarcitorie” ma nessuna “azione costruttiva”. Una valanga di ammortizzatori sociali, e il blocco ai licenziamenti, ma nessun piano industriale di rilancio del Paese. E neppure l’ombra di quella spending review e di quel taglio alle tasse (taglio, non rinvio) che potrebbe mettere forza nei muscoli delle imprese, affinché possano ritrovare da sole la spinta per ripartire davvero. «L’analisi? Critica. In una parola: nel decreto Rilancio vedo tutto fuorché il rilancio delle imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni». Massimo Rivoltini, Presidente di Confartigianato Cremona, ha esaminato le bozze di un decreto che richiede più tempo ad essere interpretato che ad essere attuato e che, ancora una volta, «è l’occasione persa dal Governo per semplificarci la vita». Nel momento in cui scriviamo questo articolo non c'è ancora il decreto ufficiale, ma le indicazioni non lasciano dubbi. Sul piatto i soldi ci sono: 16,5 miliardi sono destinati alle imprese. Ma sono «iniezioni di assistenzialismo puro, che porteranno lo Stato a un rapporto debito-Pil del 150% dal quale difficilmente ci risolleveremo. E, a quel punto – è la domanda del presidente di Confartigianato Cremona – a chi si tornerà a chiedere i soldi?». La risposta è palese: alle imprese. Che, a quel punto, «saranno in ginocchio o, peggio, in overdose da assistenzialismo statale, strette tra adempimenti burocratici ai quali talvolta è impossibile adempiere, scarsa liquidità, iniezioni di bonus ed ecobonus
estemporanei di ogni genere e di contributi pubblici, e nell’impossibilità di garantire il massimo dell’efficienza produttiva». I soldi, insomma, ci sono, ma «quello che manca è lo scenario di rilancio. Per dirla in altro modo, c’è l’acqua ma non il bicchiere. E c’è sempre l’incubo delle tasse, dell’indebitamento e di numeri che non inducono a pensare in positivo». «C'è poi il problema della liquidità, con il Fondo centrale di Garanzia che si è trasformato in imbuto, sommerso come è dalle tane richieste, mentre in Germania i fondi sono già da giorni nelle tasche delle imprese – prosegue Rivoltini –. Male anche la cassa in deroga, che ora verrà lasciata in capo all’erogazione da parte dell’Inps». Ma è evidente che tanta farraginosità incaglia le ruote di aziende che stanno provando a rimettere in moto i motori: «Questo Governo aveva l’occasione della vita, poteva incentivare la capitalizzazione delle imprese, incentivare la digitalizzazione, togliere definitivamente (sottolineo questa parola) l’Irap e dirottare quei fondi sui capitali aziendali ma non ha fatto nulla, nonostante una ma-
novra che raddoppia per importo una tradizionale legge di bilancio». A questo s’aggiungano i protocolli Inail che impongono alle aziende di ottemperare a misure di sicurezza necessarie, ma pesantissime, senza che lo Stato – in supporto – faccia test, tracciamenti, e attui adeguate misure di quarantena protetta per i Covidpositivi. «Ancora più grave – rincara la dose Rivoltini – è il fatto che venga attribuita la responsabilità, anche penale, in capo alle imprese: se lo Stato non fa, non può chiedere alle imprese di prendere il suo posto. Non siamo enti pubblici, siamo imprenditori desiderosi di fare impresa. Disposti anche a dare, come abbiamo dimostrato anche in fase di lockdown con le deroghe chieste alle prefetture, ma insofferenti nel vedere tre miliardi destinati ad Alitalia e neppure una parola sul taglio al debito pubblico». Dietro l’angolo c’è dunque una «statalizzazione mascherata»? S’interroga con preoccupazione il presidente di Confartigianato Cremona? Anche perché, «tutti gli interventi messi in atto a supporto delle imprese sono a debi-
to, e dovremo ripagarle. Chi riuscirà a farlo? Quale filosofia imprenditoriale lasceremo in dote ai nostri figli, alle nuove generazioni imprenditoriali? L’assistenzialismo o il liberismo, la voglia di rischiare per intraprendere e far crescere il benessere?». Critiche, ma anche proposte: Rivoltini, che ha i pregi dell'imprenditore a contatto con la realtà, ha anche un difetto che deriva direttamente dal “fare impresa”: dice le cose chiare, ma prova anche a costruire un percorso propositivo. «Ho un’idea sul futuro: bisogna accompagnare le imprese in un percorso di innovazione di prodotto e di processo e incentivare la formazione, sia dei dipendenti delle aziende che dei titolari, sfruttando il credito d’imposta. Questo serve, dobbiamo costruire, mettere mattoni di conoscenza e di sviluppo». Insomma, la situazione è tutt’altro che in discesa: i prossimi saranno mesi difficilissimi, le responsabilità messe in capo alle imprese finiranno per intasare il sistema giudiziario, e la burocrazia metterà le aziende in difesa, più che in attacco. La liquidità, dal canto suo, arriverà in ritardo: meglio sarebbe stato ripiegare su più azioni con credito d’imposta per stimolare gli investimenti. Il quadro, di contro, è quello «di provvedimenti che ancora inseguono l’emergenza – conclude Rivoltini –. Noi imprenditori, invece, ci saremmo aspettati il futuro: qui lo sguardo è rivolto all’indietro, noi pensiamo al domani, ai nostri figli. Lo Stato, invece, nei nostri confronti ha un atteggiamento impositivo, da controllore e punitivo. Non si fida e, alla fine, porterà noi a non fidarci di lui». Rilancio? Per ora no.
NUO VA O RD INANZ A
Sicurezza sul lavoro: misure più restrittive in Lombardia
Una nuova ordinanza (la n. 546 del 13/05/20) del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, introduce una serie di prescrizioni relative al tema della sicurezza dei luoghi di lavoro. Si tratta di misure, rivolte ai datori di lavoro, più restrittive rispetto a quelle previste dai decreti governativi, per garantire la tutela della salute in tutti i luoghi di lavoro della Lombardia in considerazione dei dati epidemiologici attuali. Le misure entreranno in vigore da lunedì 18 maggio e saranno valide fino al 31 maggio prossimo.
PRESCRIZIONI PER I DATORI DI LAVORO Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, deve essere sottoposto al controllo della temperatura corporea da parte del datore di lavoro o suo delegato. Tale previsione deve essere attuata anche qualora, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se la temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. Le persone in questa condizione saranno momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso o nelle infermerie di sede.
Il datore di lavoro, tramite il medico competente o l’ufficio del personale, comunicherà tempestivamente tale circostanza all’ATS territorialmente competente, che fornirà le opportune indicazioni a cui la persona interessata deve attenersi. Prima dell’accesso, è fortemente raccomandato anche rilevare la temperatura dei clienti/utenti. Anche in questo caso, con temperatura superiore a 37,5°, non sarà consentito l’accesso. La persona dovrà contattare il proprio medico curante. È fortemente raccomandato scaricare e utilizzare l’app “AllertaLom”: il questionario “CercaCovid” deve essere compilato quotidianamente da parte del datore di lavoro e da tutto il personale.
CAMPAGNA STRAORDINARIA CON PRESTAZIONI AGLI ISCRITTI PER CURE, RICOVERI E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
IL FONDO W.I.L.A. SOSTIENE L’ARTIGIANATO A seguito dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha colpito l’Italia e in particolare la Lombardia, W.I.L.A. (Welfare Integrativo Lombardo dell’Artigianato) ha deliberato una “Campagna Straordinaria COVID-19” rivolta ai dipendenti iscritti al Fondo, ai loro familiari (coniugi/conviventi e figli) e alle loro aziende. Le prestazioni contenute nel Nomenclatore Straordinario Covid-19 2020 sono le seguenti: PER I LAVORATORI ISCRITTI AL FONDO WILA: rimborso dell’importo non indennizzato di € 30,00 per fatture dal 24.02.2020 al 31.10.2020 già rimborsate, per trattamenti fisioterapici a seguito di infortunio o grave evento morboso; rimborso della franchigia per cure dentarie da infortunio. PER I FAMIGLIARI DEI LAVORATORI ISCRITTI AL FONDO WILA: indennità per famigliari positivi al Covid-19-Ricovero ospedaliero (massimo 49 notti); indennità per famigliari positivi al Covid-19-Isolamento domiciliare (massimo 13 notti).
Si può fare richiesta solo per il coniuge/convivente e per i figli minorenni. In caso di isolamento e successivo ricovero si potranno richiedere entrambe le indennità. Le garanzie- ricovero ospedaliero e isolamento domiciliare -sono valide retroattivamente dall’1/01/2020 al 30/06/2020. PER LE IMPRESE DEI LAVORATORI ISCRITTI AL FONDO WILA: Rimborso per l’acquisto di dispositivi di protezione del lavoratore per Covid-19. Massimale a disposizione: Aziende da 1 a 5 dipendenti fino a € 100,00 Aziende da 6 a 10 dipendenti fino a € 150,00 Aziende da 11 a 15 dipendenti fino a € 200,00 Aziende oltre i 16 dipendenti fino a € 250,00 La prestazione è richiedibile una sola volta tramite gli sportelli Wila. Per informazioni: Sportello Bilateralità Artigiana - Ufficio Paghe Confartigianato Cremona - tel. 03572 598811.
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PERSONAL CAF
IL 730 A CASA TUA
SERVIZIO A DOMICILIO PER GLI OVER 65
Il Caf di Confartigianato Cremona ha avviato il servizio per la compilazione del Mod. 730 e, quest'anno, lo ha pensato in tre modalità. La prima è la gestione online, attraverso il prodotto “Personal Caf”, che è un portale sviluppato per avere un archivio unico dei propri documenti fiscali, affidabile e disponibile 24h su 24h mediante qualsiasi supporto (PC, telefonino o tablet) connesso ad internet. Per accedere al servizio, basta comunicare l’indirizzo email e ricevere le credenziali direttamente nella casella di posta. La seconda è il classico sportello su appuntamento, con percorso appositamente studiato nel rispetto delle norme legate al Covid-19. Si potrà accedere presso la Sede di Via Rosario, 5 (piano terra) solo in modo contingentato e rispettando i protocolli di sicurezza (mascherina, pulizia mani, ecc). Ma la novità assoluta è il servizio a domicilio. Per venire incontro alle necessità delle persone meno in grado di spostarsi dalle proprie abitazioni, a tutela della salute ed in osservanza alle disposizioni emanate dalle autorità governative per contrastare l’epidemia da Coronavirus, Confartigianato ha organizzato un servizio di raccolta “porta a porta” dei documenti necessari per la compilazione del Modello 730, previo contatto telefonico. Il servizio a domicilio è rivolto ai cittadini residenti a Cremona over 65 e a tutti quelli (indipendentemente dall'età) dei Comuni limitrofi. Chi è già utente di Confartigianato verrà contattato telefonicamente dagli operatori. «Abbiamo pensato di impegnarci al massimo – dice Massimo Rivoltini, Presidente di Confartigianato Cremona – per offrire, in un momento storico di particolare difficoltà, un servizio facilmente fruibile e alla portata di tutti. Voi restate a casa e noi veniamo direttamente a casa vostra per le operazioni di consegna e ritiro documenti. Meglio di così!». Tutti possono accedere al servizio: imprenditori, familiari, parenti, amici. «Certo, il nostro è un grande sforzo, ma lo facciamo per garantire la vostra salute e la vostra sicurezza. Vi spiegheremo le procedure e i nostri funzionari saranno riconoscibili per evitare le truffe». Insomma, i cittadini potranno ricevere, attraverso questo nuovo canale, tutta l'assistenza e la disponibilità degli operatori Confartigianato per rispondere alle vostre esigenze anche in un momento così complesso come quello che stiamo attraversando. Per ogni informazione è possibile contattare gli Uffici di via Rosario, tel. 0372 598811.
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Sabato 16 Maggio 2020
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dall italia & dal mondo in collaborazione con:
DIGOS DI ROMA
TORINO
IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, OPERAZIONE INTERNAZIONALE
BUSTA CON LA SCRITTA “ANTRACE” INVIATA A CIRIO
La Sezione Antiterrorismo della Digos di Roma ha eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare e 20 perquisizioni a carico di 19 persone coinvolte in una filiera transnazionale dedita alla produzione di documenti falsi destinati a Paesi esteri, per favorire l’immigrazione clandestina. Coinvolte le province di Napoli, Caserta e Benevento. Tra gli indagati un algerino sospettato di aver favorito il noto Anis Amri, ritenuto l’autore della strage di Berlino del 2016. L’operazione di polizia è coordinata a livel-
Presso la segreteria in piazza Castello a Torino del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è pervenuta una busta che all’interno aveva della polvere bianca e un foglio con la scritta “antrace”. E’ stata subito effettuata una bonifica da parte del Nucleo biologico chimico radiologico dei vigili del fuoco. E’ stato inoltre disposto da parte dei carabinieri il repertamento della busta e del foglio da parte della polizia scientifica. La Regione ha confermato la notizia e attende gli sviluppi delle indagini.
METEO ESTREM O
NUBIFRAGI AL NORD, CALDO RECORD AL SUD
Meteo estremo sull’Italia tra nubifragi al nord e caldo record al Sud. E’ stata una notte di nubifragi e forti temporali al Nord quella tra giovedì e ieri, colpa di una perturbazione in arrivo dalla Spagna che è stata alimentata da aria molto calda e umida con temporali anche di forte intensità con grandine e colpi di vento in particolare su Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia occidentale e sul Triveneto. A Milano in una sola notte sono caduti picchi di 120-140mm, ben oltre la pioggia media attesa in tutto il mese di maggio (95mm), con esondazione di Lambro e Seveso, allagamenti, blackout e tanti disagi. Grandinate e allagamenti hanno interessato anche Piemonte in particolare l’Alessandrino, e il Piacentino, il Parmense, il Mantovano, il Veronese e il Vicentino, con picchi puviometrici localmente superiori ai 40mm. “Nel frattempo il Sud è stato interessato da una intensa ondata di caldo africano, tanto che per due giorni consecutivi sono stati battuti i record di maggio su diverse aree della Sicilia”, sottolinea il meteorologo di 3bmeteo. com Edoardo Ferrara. E “punte di oltre 3536°C sono state raggiunte anche in Campania, Calabria, Basilicata e Puglia. Da segnalare inoltre il vento forte di Scirocco, con raffiche anche di oltre 70-80km/h in particolare su messinese tirrenico e sul barese, con ingenti danni a coltivazioni e vigneti, fino a 100km/h in Appennino. A questo si sono aggiunti anche gli incendi, in particolare tra Sicilia e Calabria, tra i più gravi quello sulla A20 Messina-Palermo con evacuazioni a Spadafora, nel Messinese”, aggiunge Ferrara.
lo internazionale dal Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Esterno, presso il quale è stata istituita un’apposita cabina di regia con la partecipazione dell’European Counter Terrorism Centre) di Europol, che sta guidando analoghe attività operative in diversi Stati europei. In campo con gli agenti romani anche le Digos di Napoli, Caserta e Benevento, la Polizia Scientifica ed il Reparto prevenzione crimine. L’operazione e’ stata denominata Mosaico 2.
CORONAVIRUS • Proposto in una risoluzione sulla revisione di bilancio. Sassoli: «Serve fare presto e bene»
Europarlamento: mega fondo da 2mila miliardi Un fondo di “ripresa e trasformazione” con una dotazione di 2 mila miliardi di euro. E’ la proposta contenuta in una risoluzione sulla revisione del bilancio UE post 2020 approvata dal Parlamento Europeo con 505 voti favorevoli, 119 contrari e 69 astensioni. Nella risoluzione, i deputati sottolineano che “i cittadini europei devono essere posti al centro della strategia di ripresa”, aggiungendo che il Parlamento sarà fermo nella difesa degli interessi dei cittadini. Gli sforzi di ripresa devono avere una forte dimensione sociale, affrontare le disuguaglianze sociali ed economiche e le esigenze di coloro che sono stati più duramente colpiti dalla crisi. Il Parlamento insiste sul fatto che il nuovo “fondo di ripresa e trasformazione” debba avere una dimensione di 2.000 miliardi di euro, essere finanziato “attraverso l’emissione di obbligazioni a lungo termine” ed essere erogato “attraverso prestiti e, soprat-
Il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli tutto, attraverso sovvenzioni, pagamenti diretti per investimenti e capitale proprio”. Inoltre, la Commissione non dovrebbe utilizzare “dubbi moltiplicatori per pubblicizzare cifre ambiziose” e non dovrebbe ricorrere a “sortilegi finanziari”, poiché è in gioco la credibilità dell’UE. “Bisogna fare presto, fare bene e dare un messaggio di concretezza”, ha commenta-
to David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, durante una conferenza stampa dopo la seduta. “Vogliamo uscire dalla crisi con un’Europa più forte, ma sarà possibile se tutti gli sforzi saranno condivisi e con unità d’intenti”, ha aggiunto. “Il Parlamento vuole essere protagonista di questa fase con indicazioni chiare per la ricostruzione post Covid-19
– ha spiegato Sassoli -. Abbiamo bisogno di difendere i cittadini e il loro lavoro. Non vogliamo rinunciare alle ambizioni di questa legislatura, tenendo sempre conto della sostenibilità economica e sociale”. “Chiediamo un piano che comprenda il bilancio pluriennale, ma che non dovrà essere a scapito dello stesso – ha aggiunto il presidente dell’Europarlamento -. Servono risorse fresche, che devono essere finalizzate per una ripresa di tutti gli Stati, e vogliamo che questo progetto di rilancio sia attivo quanto prima”. “In questa risoluzione – ha proseguito – chiediamo che non venga esclusa la possibilità di attivare l’articolo 324 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, perché, per ottenere una soluzione in tempi rapidi, è essenziale che si passi per una decisione condivisa e in questo senso il Parlamento vuole essere parte integrante e attiva. C’è bisogno di una vera negoziazione tra istituzioni”.
D A IC C RE A E C D P
FINANZIAMENTO DA 30 MILIONI A LATTERIA SORESINA E’ stato siglato un accordo di finanziamento tra Latteria Soresina, il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea e Cassa Depositi e Prestiti. L’operazione, di 30 milioni, ha visto partecipare il Gruppo Iccrea per 20 milioni e Cassa Depositi e Prestiti per 10 milioni. L’intervento è destinato a supportare lo sviluppo produttivo e commerciale della Cooperativa, i cui ricavi nel 2019 sono aumentati del 9,6%, portando il fatturato a 411 milioni. Latteria Soresina
oggi guarda al proprio futuro e a quello dei suoi allevatori con ottimismo e intraprendenza, con l’obiettivo di giocare un ruolo di primo piano sui mercati internazionali. “Con questa seconda importante operazione stiamo cercando di interpretare al meglio i grandi cambiamenti che stanno avvenendo nel mercato finanziario, muovendoci per tempo e con grande rilevanza, al fine di migliorare sensibilmente i nostri indici, adeguandoli alle richieste e
necessità di oggi e del prossimo futuro”, afferma Tiziano Fusar Poli, presidente di Latteria Soresina. “Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea è da sempre vicino al settore agroalimentare – dichiara Carlo Napoleoni, vice direttore generale di Iccrea BancaImpresa – e siamo orgogliosi di aver confermato questo impegno con Soresina”. Per Nunzio Tartaglia, responsabile Divisione Cdp Imprese, “Latteria Soresina è un’azienda che rappresenta
un’eccellenza all’interno dello strategico comparto dell’agroalimentare italiano. L’intervento permetterà di supportare il piano di sviluppo della Cooperativa, testimoniando ulteriormente la vicinanza di Cdp alle realta’ locali che si proiettano sui mercati nazionali e internazionali.
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Sabato 16 Maggio 2020
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L’ATTUALITA’ SPIEGATA A UN BAMBINO CURIOSO «Meno male che si parla di qualcosa che non sia una malattia. Ma cosa pensi della storia di Silvia Romano?» Che anche questa è una brutta storia «Ma perché la sua conversione ha provocato tante polemiche?» Perché non è considerata una cosa normale: ha abbracciato il credo dei suoi aguzzini, e questo è bastato perché qualcuno pensasse che ha sposato le idee dei terroristi. D’altra parte qualcuno lo ha detto apertamente in Parlamento, prima di scusarsi per le parole aberranti pronunciate. Che nell’occasione i social evidenziassero il loro lato peggiore era ampiamente prevedibile, purtroppo «Come si poteva evitare?» In primo luogo non esponendola in questo modo a livello mediatico. Non era il caso di organizzare un comitato di accoglienza del genere, sarebbe stato opportuno riportarla semplicemente alla sua famiglia annunciando il lieto fine. Ora Di Maio dice che sarebbe meglio abbassare i riflettori su di lei: sarebbe stato meglio farlo da subito. Da qui
a dire che lo sfogo, pur prevedibile, sia in qualche modo giustificato, ce ne passa. Sarebbe il caso che gli insulti vomitati sui social siano finalmente perseguibili a livello penale. Non possiamo sopportare un tale scempio. Chi pensava che il lockdown ci avrebbe reso migliori è servito «Ma secondo te perché si è convertita?» Non lo so, e non mi interessa saperlo. Si tratta di percorsi che interessano la sfera personale, noi non possiamo comprendere cosa davvero abbia passato una ragazza in un anno e mezzo di terribili privazioni «Tu credi sia stato pagato un riscatto?» Certo che lo credo. Sentire ministri che dicono “A quanto ne so non è stato pagato”, o peggio Di Maio che afferma “A me non risultano riscatti” è imbarazzante. Che dica sì o no, oppure che non può dirlo, ma certo che non ne sia al corrente il ministro degli Esteri è quantomeno poco credibile «Ma è giusto pagare un riscatto ai terroristi?» Ovviamente no, ed è per questo che non pos-
LO SCATTO DELLA SETTIMANA
FATEMI USCIRE... 14 marzo • Brutti momenti per noi ladri. Chiedo al mio socio: ma è vero che non si può più nemmeno rapinare una banca? “Dipende, sei vai nella banca del tuo comune puoi”. Ma lì mi conoscono tutti. “E allora vai in altro comune, ma devi compilare l’autocertificazione che esci per rapinare una banca però scrivendo che al tuo paese di residenza una banca non c’è”. E si fidano? “No. Infatti poi controllano se effettivamente ci sia stata una rapina in quella banca, in caso contrario ti becchi una multa salata”. Va bene, allora vado. “Hai la mascherina”? Ma tanto non mi conoscono. “Eh no, per entrare in banca devi essere mascherato, sennò non ti aprono. Sono le nuove regole”. Che palle, ok, ora vado. “Hai i guanti?”. E dai, hai paura che prendano le impronte digitali? “No. Potresti essere contagiato toccando i soldi e contagiare i dipendenti, devi indossare i guanti”. Insomma, ma la gente normale non va a comprare cose? “Adesso preferiscono farsele mandare a casa”. E che faccio: minaccio la banca per telefono perché portino i soldi a casa mia? “Potrebbe essere un’idea, non avresti neanche bisogno di una pistola. Che poi pistole e munizioni non puoi neanche comprarle ché le armerie sono tutte chiuse”. Vabbé allora con cosa sfamo i miei? Ma cosa fanno i nostri colleghi? “Si sono messi tutti a vendere mascherine”.
sono ammetterlo. Ma non c’è un governo che possa essere in grado di fare forzature su questo aspetto: gli italiani non approverebbero la scelta di sacrificare un ostaggio per risparmiare soldi. Soldi che vanno a finanziare il terrorismo, e provocheranno probabilmente più morti, ma non sono morti che individuiamo in modo diretto, mentre la ragazza ha un nome e sappiamo bene chi sia «Si dice che ai tempi di Moro il riscatto non fu pagato» A quei tempi era più diretto il collegamento tra gli eventuali soldi pagati e il prezzo da sopportare per il terrorismo interno. E’ una faccenda diversa «Cosa possiamo fare ora?» Lasciarla in pace, lasciare che ritrovi gli affetti familiari e faccia il suo percorso. Il suo futuro dipende da lei. Che la si lasci tornare in fretta in Africa direi però che non è opportuno, per diversi motivi «Buonanotte» Buonanotte Pericle Vanni Raineri
Francesco, 9 anni, ha disegnato a matita tutti i suoi compagni e le insegnanti della quarta elementare Sclarandi di Torino. Ha inviato il disegno a tutti i suoi compagni, che non vede dall'inizio del lockdown
IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA SILVIA ROMANO «Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi, il peggio per me è passato, godiamoci questo momento insieme». Sono le parole scritte su Facebook, in un post privato e visibile solo agli amici, dalla cooperante 24enne Silvia Romano, rapita in Kenya nel 2018 e liberata sabato dopo un anno e mezzo di prigionia. «Non vedevo l’ora di scendere da quell’aereo - ha scritto - perché per me contava solo riabbracciare le persone più importanti della mia vita».
Tutti i “fatemi capire...” del periodo di quarantena 21 marzo • A Messina la Guardia di Finanza ha arrestato un medico e un farmacista, accusati di una maxi-truffa all’Azienda sanitaria per aver emesso prescrizioni per farmaci costosi ad assistiti al fine di intascare rimborsi indebiti. Già, indebiti, perché questi assistiti sono risultati in parte morti e in parte mai esistiti. Coinvolti nella truffa anche altri 5 medici di base, ai quali è stata notificata la sospensione dalla professione per un anno. Considerato il momento e la situazione di emergenza cui sono chiamati parecchi valorosi medici di base, siamo certi di poterci riaffidare tra un anno a questi loro esimi colleghi? 28 marzo • E’ assai sconsigliato prendere mezzi pubblici, molto meglio viaggiare in auto, e possibilmente un’auto per ogni singola persona che si sposta. Non è consentito uscire di casa per fare movimento, nemmeno se si percorre un sentiero disperso su un’isola deserta o una mulattiera di montagna; si può invece spostarsi per comprare sigarette. Vietatissimo ai ragazzi praticare sport all’aperto, consigliabile mettersi sul divano a giocare alla Playstation. Dopo tanti anni spesi a migliorare le nostre abitudini quotidiane rendendole più salutari, sarà dura ripartire da zero. 4 aprile • La questione dell’export di mascherine è esplicativa di quanto siamo prevenuti nel giudicare le cose. Qualche settimana fa era esploso il caso delle mascherine
acquistate dall’Italia in aziende straniere ma ferme alle frontiere in quanto i paesi di produzione le avevano bloccate in vista dell’emergenza. “Ma come - dicevamo - le abbiamo comprate, sono nostre, e quei paesi ce le requisiscono?”. In questi giorni abbiamo scoperto che alcune aziende italiane hanno venduto mascherine ad altri paesi, e siamo stati noi a fermare i carichi alle frontiere. Il commento nostro qual è? “Come è possibile che aziende italiane, con la necessità che abbiamo, producano e vendano mascherine all’estero pur di fare affari?”. E quindi giusto bloccarle. Ricapitolando: prima le mascherine erano nostre perché le avevamo comprate noi, adesso sono nostre perché le abbiamo prodotte noi, ma sempre nostre sono. Qualcuno di voi si sorprenderà della mia sorpresa, ma mi sconcerta sempre vedere che nella discussione prima si sceglie la posizione, poi, secondo la posizione che si è scelta, arriva la teoria che la giustifica, soprattutto in politica. Ma quanto ossigeno darebbe ai nostri polmoni poter fare il contrario. 11 aprile • Quanto ci mancano i reati. Proviamo anche un po’ di tenerezza verso rapinatori che trovano la banca chiusa, scippatori sperduti in strade deserte, stupratori in attesa ai giardini senza che passi nessuno, blasfemi che non possono entrare in chiesa, ladri di opere d’arte che trovano i musei sbarrati, aggressori di immigrati che non ne trovano per strada e sono costretti a insul-
tarli sul web, donnaioli e uomaiole che non possono raggiungere l’oggetto dell’adulterio, topi d’appartamento senza appartamenti disabitati, truffatori degli specchietti delle auto senza auto, furbetti del cartellino senza lavoro, rapitori che non riconoscono la vittima perché son tutti mascherati. A far danno restiamo noi giornalisti e i politici. Ce la stiamo mettendo tutta, e mi pare che i risultati siano apprezzabili. 18 aprile • Ho come l'impressione che il prossimo Premier si presenterà in camice bianco e mascherina e annuncerà “Ho salvato gli italiani, ora salverò l'Italia”. E ovviamente lo voteremo. 25 aprile • Ciao Marina, ti scrivo da qui perché è l’unico modo per raggiungerti. So che tuo marito ti controlla la posta e il telefono, e nessuno di noi può muoversi. Da due mesi non ti vedo ma ti voglio sempre tanto bene, mi spiace che sei costretta a rimanere in casa con quell’idiota accanto. Abbi coraggio, tornerà il tempo dei nostri romantici incontri, quando mia moglie partirà per i suoi week end a Marinella di Sarzana. Che posto stupido per fare una vacanza. D’altronde so che piace anche a tuo marito, che sceglie pure lui Marinella di Sarzana per i suoi week end, il che conferma che è un idiota. 1 maggio • Tra il 7 e il 9 marzo ci sono stati tre giorni di fuoco nelle carceri, con rivolte in ogni parte d’Italia. Poi il silenzio,
di Vanni Raineri più nulla. Il 21 marzo il Dap (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria) invita tutti i direttori delle carceri a comunicare all’autorità giudiziaria i nomi dei detenuti anziani con gravi patologie, nel timore del contagio. Diversi boss mafiosi condannati al 41 bis (quindi totalmente isolati) fanno le visite mediche e inoltrano il certificato al Tribunale di Sorveglianza, che chiede al Dap in quale struttura trasferire il detenuto. Dal Dap nessuna risposta, fino alla scarcerazione. Un iter che è ben esemplificato da quello di Pasquale Zagaria: certificato medico presentato il 25 marzo, verifica sanitaria il 31 marzo, richiesta al Dap il 9 aprile, e il 23 aprile, in assenza di risposta, la scarcerazione. Ora Zagaria, uno dei capi del potente clan camorrista di Casal di Principe, è a casa della moglie a pochi chilometri da Cremona. Con lui sono stati liberate decine di boss. Nelle carceri italiane calma piatta. 9 maggio • Il destino delle parole assomiglia a quello di quei personaggi che salgono alla ribalta con la stessa rapidità con cui iniziano poi a stare antipatici: prima qualcuno che conta usa una parola nuova, e dopo un’occhiata sul web per sapere cosa significhi, si inizia ad inserirla nelle frasi perché fa figo. Poi dopo un po’ la usano quasi tutti, e inizia a stare sui coriandoli ai primi che l’hanno usata, poi a tutti, fino a che viene bandita. Ecco, credo, e spero, che accada in fretta lo stesso con la parola resilienza.
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SPECIALE
La casa giapponese conferma la sua leadership nello sviluppo di sistemi elettrificati, con 23 anni di esperienza Sarà introdotto per la prima volta anche sul mercato europeo il nuovo Highlander, il SUV più grande dell’ampia gamma di Toyota. In Europa, sarà disponibile esclusivamente con propulsore Full Hybrid Electric. Il nuovo Highlander - con RAV4 nel segmento D, C-HR nel segmento C e all'imminente Yaris Cross in quello B - è la più recente novità nella vasta gamma di SUV di Toyota. Con il nuovo Highlander Hybrid, Toyota combina la sua leadership nello sviluppo di sistemi elettrificati - 23 anni di esperienza nello sviluppo della tecnologia ibrida, 15 milioni di clienti, 9 modelli ibridi e propulsori Full Hybrid Electric di quarta generazione- con il suo leggendario QDR (qualità, durabilità e affidabilità, ndr) e una notevole esperienza nel mercato dei SUV. Sfruttando la piattaforma GAK di Toyota, l'Highlander combina tutte le caratteristiche di comfort, guidabilità e sicurezza dei SUV Toyota con le basse emissioni dei powertrain hybrid, l’efficienza dei consumi e la trazione integrale intelligente, grande spazio interno e la capacità di traino di 2 tonnellate. Lungo 4950 mm e con splendidi cerchi in lega da 20", l'Highlander Hybrid combina lo stile elegante, dinamico e sofisticato di un SUV premium urbano con la forza, la potenza e la sicurezza di un mezzo 4x4 solido e versatile. A bordo, gli interni sono stati progettati per offrire tutta la praticità, la resistenza e lo spazio on-demand che ci si aspetta da un SUV a 7 posti, creando un ambiente confortevole e di qualità per tutti gli occupanti. L'Highlander Hybrid ha 7 veri posti a sedere e i 180 mm di scorrimento della seconda fila di sedili garantiscono una spaziosa sistemazione per due adulti nella terza fila, oltre ad agevolare un facile ingressouscita. Il bagagliaio è di 658 litri,
Sbarca il nuovo Toyota Highlander
accessibile grazie a un portellone posteriore azionato da un sensore di movimento del piede, e con un ulteriore vano sotto al pianale, può essere notevolmente ampliato grazie al ripiegamento completamente piatto sia della terza che della seconda fila di sedili, portando la capacità di carico fino a 1.909 litri. Disponibile sia in nero che in grafite, l’interno vanta numerosi vani portaoggetti nell'abitacolo, completati da prese USB di alimentazione nella prima e nella seconda fila di posti a sedere. Livelli di equipaggiamento premium includono un display multimediale della console centrale da 12,3" con navigazione satellitare, un head-up display, Apple CarPlay e Android Auto, ricarica senza fili del telefono, ventilazione del sedile e uno specchietto retrovisore digitale commutabile che visualizza un’ampia immagine posteriore senza l'intralcio dei poggiatesta dei sedili o degli altri occupanti. Il propulsore Full Hybrid Electric di quarta generazione dell'Highlander combina un motore a benzina a ciclo Atkinson da 2,5 litri con motori elettrici anteriori e posteriori - il motore posteriore che equipaggia il SUV Toyota con AWD-i (All-Wheel Drive-intelligent) - e una potente batteria NiMh (nichel-metallo idruro) posizionata sotto i sedili della seconda fila. La potenza totale del sistema di 244 cv combinata con emissioni di CO2 di soli 146 g/km e 6,6 l/100km (ciclo WLTP) o 117g/km e 5,2l/100km (NEDC correlato) rappresenta il miglior rapporto potenza / CO2 nel segmento. Un selettore della modalità di guida consente al conducente di scegliere tra Eco, Normal, Sport e Trail. Tutte e quattro le modalità possono essere utilizzate quando il veicolo è in modalità EV. Toyota Highlander Hybrid sarà introdotto in Italia a partire dall’inizio del 2021.
MOTORI
Sabato 16 Maggio 2020
in collaborazione con:
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Alfa Romeo festeggia i 110 anni di vita rinnovando due versioni top di gamma, in nuovi e accattivanti colori
Le nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio MY20 Sulle note della “Campanella” di Paganini Kimi Raikkonen, che si dimostra anche un ottimo attore, guida la Nuova Giulia Quadrifoglio MY2020 nella accattivante campagna pubblicitaria che sarà lanciata a breve. Si apre così la web conference delle Nuova Giulia e Stelvio Quadrifoglio MY2020, le super car FCA di cui Arnaud Leclerc, nuovo responsabile dell’Alfa Romeo per l’area EMEA, tesse le lodi. Non c'è migliore occasione per Alfa Romeo di festeggiare i 110 anni e da allora l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili di strada ne ha percorsa davvero tanta. Sicurezza, tecnologia e connettività caratterizzano le due versioni top di Giulia e Stelvio che nei rinnovati colori si rivolgono alla clientela più esigente. Il motore è il 2.9 cc, sei cilindri a V, Twin Turbo, realizzato interamente in alluminio che raggiunge una potenza di 510 CV e 600 Nm di coppia massima a 2.500 giri/m, scaricata a terra dal sistema Alfa Active Torque Vectoring che sulla Stelvio è coadiuvato dalla trazione integrale Q4. Il cambio automatico ZF ad 8 rapporti in modalità RACE cambia in 150 millesecondi, in una prossima fase, sarà disponibile anche in manuale. Le condizioni ideali di guida sono garantite dalle sospensioni attive Alfa Active Aereo splitter su Giulia, coordinate e adattate dall'unità di controllo Alfa Chassis Domain Control. Giulia e Stelvio adottano nuovi gruppi ottici posteriori a Led con lente brunita e nuova finitura nero lucida per
trilobo anteriore e badge posteriori. Freni di Brembo carboceramici con pinze disponibili in tre tonalità differenti, rosso, giallo e nero. Esordio su Stelvio dei nuovi cerchi da 21", dedicati alla versione Quadrifoglio. Lo scarico è un Dual mode a quattro uscite assai performante nella modalità RACE. Opzionale per entrambi i modelli il nuovo sistema di scarico Akrapovic, quattro uscite in diagonale in titanio con codini in carbonio e suono forte e pieno. L'auto è certamente più confor-
tevole, precisa e reattiva, è stato eliminato il saltellamento della macchina in manovra e migliorata l’insonorizzazione da rumorosità esterne e rotolamento pneumatici. Grande personalità Alfa nei nuovi colori che attualizzano le tonalità alle tendenze maschili del design e della moda e grazie ad una tecnica particolare di verniciatura il colore, in zona d'ombra, tende ad andare verso lo scuro creando un contrasto particolarmente elegante. Le novità della gamma
Oldtimer sono il Rosso 6c Villa d'Este, brillante e saturo, l'Ocra GT Junior ed il Verde Montreal, esclusivo per la versione Quadrifoglio, tributo all’Alfa Romeo Montreal che debuttò nel 1970. Gli interni hanno un nuovo disegno della consolle centrale e più spazio portaoggetti, tunnel ridisegnato e ricarica wi-fi. Il volante, in pelle, con palette che consentono l’utilizzo in ogni condizione di guida. La leva del cambio è in pelle, e le cinture di sicurezza sono disponibili anche
nei colori verde e rosso. I sedili sportivi ad alto contenimento sono con schienale in carbonio, tessuti in pelle ed Alcantara con grande attenzione, tutta italiana, al dettaglio. La tecnologia a bordo prevede un display centrale touchscreen da 8.8", con nuova interfaccia.guidatore e lo avvisa in caso di necessita'. Le nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio MY2020 sono già ordinabili, i prezzi saranno leggermente ritoccati, ma in linea con i nuovi contenuti.
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SPECIALE
Regge bene la grande distribuzione, ma anche i negozi di paese come fruttivendoli e
Consumi: in epoca-lockdown, boom del La nostra vita, in tempi di emerhanno ridotto la frequenza di genza sanitaria da coronavirus, acquisto una larga quota, pari è stata complessivamente stracomplessivamente al 50% di volta. Una cosa, però, è rimasta tutti gli intervistati, dichiara di intatta: il trend dei consumi aliaver incrementato i volumi mentari. A confermarlo è l’indacomplessivi di spesa acquistangine realizzata in collaborazione do più prodotti alimentari. In con Digivis srls e Ware3, sulla generale - rilevano i responsabase di un questionario di 15 dobili della ricerca - ciò corrisponmande relativo ai cambiamenti de a quell’effetto “stock” che ha delle proprie abitudini d’acquideterminato lunghe file in ensto dei prodotti alimentari e di trata davanti ai supermercati e fruizione del cibo. carrelli pieni in uscita, coinvolIl consumo di prodotti alimengendo la maggior parte degli tari è aumentato per quasi il italiani con un conseguente ef55% degli intervistati, mentre il fetto domino che ha provocato 38,3% della platea ha mantenuper tutti un allungamento nei to il proprio livello di acquitempi di acquisto. sto di generi alimentari. Poi c’è il capitolo economiA fronte di questo amco. Poco meno di un terpio sostrato di popozo degli intervistati rilelazione che mantiene va una diminuzione sostanzialmente il degli importi spesi per gli intervistati che proprio standard, si rilevano un aumento mangiare ( di cui il 12% rileva tuttavia un priindica una sensibile ridei consumi mo nucleo di individui duzione) dal lato opposto abbastanza consistente il 36% indica un aumento (7%) che ha ridotto (anche di delle spese con il 5% che indica poco) gli acquisti. una crescita sostenuta. Mentre Le limitazioni nei movimenti la quota rimanente pari a circa imposte dai decreti Covid hanno 1/3 non registra variazioni. condizionato e stanno condizioPer quanto riguarda invece il canando le modalità di acquisito pitolo dei canali d’acquisto, la indirizzando i comportamenti grande distribuzione regge bene verso una concentrazione delle ma sono andati molto meglio i azioni e una semplificazione supermercati di prossimità con delle scelte. un terzo dei rispondenti che diLa stragrande maggioranza degli chiara di aver incrementato anintervistati (84,5%) ha perciò che in modo significativo la loro dichiarato di aver ridotto la frefrequentazione rispetto agli quenza di acquisti complessivaipermercati. Questi ultimi, solimente effettuati. tamente più decentrati, semNell’ampio gruppo di coloro che brano essere stati più penaliz-
55%
zati con solo il 12,3% di rispondenti che ha intensificato il loro utilizzo a fronte di quasi il 55% che ha dichiarato di averli, invece, frequentati di meno. Bene anche i negozi tradizionali di quartiere che registrano la quota maggiore di rispondenti che dichiarano aver incrementato
notevolmente l’utilizzo di questo canale. Cambia il contenuto del carrello della spesa. Amuchina e simili hanno totalizzato nei due mesi di vendite crescite in media del +377%, le salviettine disinfettate +616% e i termometri e i disinfettanti per superfici intorno
al +200%. La mania del pulito, la ricerca dell’igiene è passata anche per rimedi non ortodossi, come l’alcol etilico alimentare che nonostante il suo prezzo elevato ha registrato nelle 8 settimane crescite del +97%. Ma il vero boom lo registrano le mascherine. Passando ai prodotti
ALIMENTAZIONE
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fornai, cambia anche il modo di fare la spesa
settore alimentare
alimentari, scorte di conserve di verdure, pasta, riso e olio hanno fatto schizzare le vendite di questi generi rispettivamente a +65%, +53%, +48% e +35%. Un’attitudine alle scorte e alla lunga conservazione che ha riportato nei carrelli beni di solito poco usati e di lontana memoria
come le conserve di carne +62% (come quella in scatola) e le minestre liofilizzate +37%. Abbandonata l’ansia, è iniziata la discesa a precipizio di pasta, riso, latte uht, biscotti e la cucina è divenuta uno dei molti modi per passare il tempo: gli italiani sono diventati tutti più o meno
pizzaioli, pasticceri e panettieri. Nel totale delle otto settimane la vendita di lievito di birra è cresciuta in media del 149% e quella della mozzarella per pizza del 109%. Uova, burro, farina nel passaggio dalla prima alla seconda fase del lockdown sono ancora in testa al gradimento
degli italiani; ad oggi le uova e il burro registrano nel totale dei due mesi crescite del +44% e +46% ma le prime sono addirittura aumentate dal +36,6% al +47,4%, stessa sorte è toccata al burro (dal +39,5% al +49,2%). La farina è passata dal +114% delle prime tre settimane al
+174% delle successive 5 per attestarsi a una crescita media nell’intero periodo del +152%. All’inverso, dal 16 marzo al 19 aprile, le vendite del pane sono calate del -30%, forse anche perché quasi un italiano su due ha scelto di sperimentare anche la produzione casalinga di pane.
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SPECIALE
ALIMENTAZIONE
In questo periodo di emergenza gli italiani si sono affezionati alle piccole botteghe, ed è boom di solidarietà
La riscoperta del negozio sotto casa L’emergenza coronavirus ha costretto milioni di italiani a stare in casa e di conseguenza a cambiare le proprie abitudini, non solo di consumo ma anche di acquisto, tanto che sono più di 8,6 milioni i nostri connazionali che hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa. Il dato, sicuramente incoraggiante anche in vista della ripresa, emerge da una indagine del portale Facile.it.
donne (18,8% vs 15% fra gli uomini). Le donazioni, tuttavia, non sono state solo economiche, ma anche di beni di prima necessità dati direttamente a persone in difficoltà. Hanno scelto questa via il 13,6% degli intervistati, pari a 5.945.000 individui, percentuale che sale al 19,1% fra i rispondenti con un’età compresa tra i 65 e i 74 anni, fino a raggiungere il 20,2% nel Sud e nelle Isole.
NEGOZI DI QUARTIERE VS GRANDI SUPERMERCATI I19,7% degli italiani, corrispondenti a 8.655.000 individui, ha modificato le proprie abitudini di acquisto, riscoprendo i piccoli negozi di quartiere, preferendoli alle grandi catene; a scegliere i market sotto casa anziché spostarsi verso centri commerciali o grandi supermercati sono stati soprattutto i residenti nei grandi comuni (23,6% fra chi vive nelle città con oltre 250.000 abitanti), i rispondenti del Sud e delle Isole (24%) e quelli con età compresa tra i 55 e i 64 anni (24,3%). Nello specifico, quasi 1 rispondente su 5 (18,3%), pari a più di 8 milioni di individui, ha cercato di sostenere i negozi del proprio quartiere attraverso le consegne a domicilio, percentuale che sale al 24% fra i rispondenti con età superiore ai 54 anni, cioè una fetta della popolazione corrispondente a poco meno di 3.150.000 individui.
SOLIDARIETA’ E SPESA SOSPESA Secondo l’indagine, poi, il 14,8% degli italiani (6.500.000 persone) si è offerto di fare personalmente la spesa al posto di anziani, di chi si trovava in situazione di bisogno o, anche, non poteva uscire di casa; ad averlo fatto sono state soprattutto le donne (17,9% vs 11,6% fra gli uomini) e i rispondenti appartenenti alla fascia di età 45-54 anni (18,3%). C’è poi stata l’iniziativa della spesa sospesa, basata su un principio: chi può dia, chi non può, prenda. Ceste da riempire sono apparse fuori dai negozi - dalle panetterie agli ortofrutta - nel segno della solidarietà. Bello notare come l’emergenza Coronavirus abbia dato nuova linfa anche al volontariato; sono quasi 1,4 milioni (3,2%) gli italiani che hanno cominciato a farlo presso enti o associazioni impegnate nell’emergenza, valore che raggiunge il 5,2% fra i rispondenti con un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.
BOOM DI DONAZIONI L’indagine ha messo poi in evidenza come gli italiani si siano dedicati a sostenere chi era in difficoltà e lo abbiano fatto in molti modi diversi. Tra le attività
cui gli italiani si sono dedicati maggiormente per aiutare le persone in difficoltà ci sono proprio libere donazioni e volontariato; il 17% dei nostri connazionali (7.450.000 individui circa)
ha contribuito economicamente a raccolte fondi promosse da enti pubblici o soggetti privati. Ad averlo fatto sono soprattutto i giovani appartenenti alla fascia d’età 18-24 anni (21,3%) e le
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CASA
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Ecco tutti i suggerimenti per preparare la cassetta degli attrezzi su misura: martello, viti, trapano e accessori
Le nostre case più belle con il fai da te In questo periodo in cui ci siamo trovati a trascorrere molte ore in casa, tantissime persone hanno deciso di impegnarsi in progetti di miglioramento della abitazione, finora sempre rimandati. Tra giorni festivi e il desiderio di migliorare il proprio nuovo ufficio a casa, è stato visibile un aumento significativo delle visite ai siti web e alle app per i lavori di casa. Comscore, società leader nel settore, li ha suddivisi in due categorie. Innanzitutto la categoria “Vendita al dettaglio di mobili per la casa”, in cui i consumatori possono acquistare mobili e oggetti decorativi, dall’altra parte invece “Home/Architecture”, che fornisce informazioni e recensioni su progettazione architettonica, decorazione, miglioramenti domestici e giardinaggio. I dati suggeriscono che molti consumatori fai-da-te stanno utilizzando il tempo a casa durante il lockdown per impegnarsi in progetti nuovi o vecchi, poiché è stato riscontrato un netto aumento delle visite a questi siti Web e app. Ora che anche i negozi che sono rimasti chiusi si apprestano a riaprire (o hanno già riaperto i battenti) è bene non perdere questa abitudine. Guardando il lato positivo di questo lockdown, vista questa passione per gli italiani, le persone si ritroveranno con case nuove e migliorate, tanto da non voler più uscire, anche se per alcuni potrebbe essere necessario chiamare i professionisti per ri-
solvere tentativi di fai da te malriusciti. L’attività sembra sia maggiormente praticata da parte degli uomini: 47% uomini vs 34% donne. Al contrario, decorare la casa sembra ancora essere un’attività prettamente femminile con il 25% di donne contro l’11% di uomini.
Per continuare a coltivare la passione per il fai da te anche quando si potrà uscire di casa, è bene cominciare sin da ora a preparare una cassetta degli attrezzi ben fornita, in modo che sia a nostra disposizione quando servirà. Innanzitutto, dobbiamo tenere a portata di mano un martello,
utensile indispensabile per diversi usi, che si tratti di appendere un quadro al chiodo o di creare una mensola. Poi ci servirà una pinza, molto utile. Se volete un consiglio, tra i vari modelli scegliete quella universale, che farà al caso vostro. Non restate senza giraviti. Per qanto
riguarda i cacciaviti, è meglio averne di più dimensioni e tipologie, in modo da poter girare qualsiasi vite (piatta, phillips o a croce, torks). Infine, procuratevi un buon trapano. Se dovrete montare un mobile, praticare un foro, avvitare o svitare viti, non potrete farne a meno.
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ORARI OSPEDALE DI CREMONA CUP Centro Unificato di Prenotazione Dove: padiglione n. 12, a fianco del Centro Prelievi, prospiciente Largo Priori Orari di apertura al pubblico: lunedì - venerdì dalle 7.30 alle 18 orario continuato, il sabato dalle 8 alle 12; Prenotazioni telefoniche: è possibile telefonare al numero verde 800.638.638, da lunedì a sabato dalle 08 alle 20. PRENOTAZIONI CHE NON SI EFFETTUANO AL CUP Attraverso il CUP si prenotano tutte le prestazioni ad eccezione delle seguenti, che devono essere prenotate direttamente presso le singole unità operative o servizi come indicato di seguito: ANATOMIA PATOLOGICA secreti e agoaspirati (non Tac e non Ecoguidati) Dove: Poliambulatori, piano Terra. Orario: giovedì dalle 15 alle 16. Per prenotare contattare la segreteria dell’Anatomia Patologica dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 16. Telefono: 0372 405477, dalle 9.30 alle 16. CONSEGNA CAMPIONI ISTOLOGICI E CITOLOGICI La consegna dei campioni citologici urinari è prevista, presso il padiglione 5, da lunedì a venerdì, dalle 08 alle 09.30; per gli altri esami da lunedì a venerdì dalle 08 alle 16 (accesso diretto). RADIOLOGIA Dove: piano 1, corpo H (ala destra). TC, risonanza magnetica, ecografie urgenti e richiesta di prestazioni con bollino verde Le prenotazioni vanno effettuate di persona o via fax. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08 alle 13, sabato dalle 08 alle 12. Tel: 0372 405760. Angiografia Le prenotazioni vanno effettuate di persona. Orario: da lunedì a venerdì dalle 08 alle 15.30. Telefono: 0372 405367. SENOLOGIA: SCREENING MAMMOGRAFICO PREVENTIVO BIENNALE ASL CREMONA (45-69 ANNI) Tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.30, il mercoledì dalle 14 alle 16. La prenotazione va effettuata al CUP dell’Asl 800 318 999. Prestazioni con carattere di urgenza, risonanze alla mammella, agoaspirati, ecografie Dove: piano 1, corpo M. Ora: da lunedì a venerdì dalle 11 alle 13. Telefono: 0372 405614. Per ulteriori informazioni è attiva una nuova linea telefonica dotata di risponditore automatico in funzione 24 ore su 24: 0372 405612. RADIOTERAPIA E MEDICINA NUCLEARE Dove: piano Cantina, (utilizzare la scala o ascensore a sinistra vicino l’Ufficio Informazioni nell’atrio di ingresso) corpo M, monoblocco ospedaliero. Orario: da lunedì a venerdì dalle 07.30 alle 17.30. Telefono: 0372 405485. MEDICINA DEL LAVORO: Visite specialistiche di medicina del lavoro Tel: 0372 405777 da lunedì a venerdì, dalle 08 alle 15.30; oppure, personalmente presso l’Ambulatorio Specialistico di Medicina del Lavoro negli stessi orari. CENTRO DIABETOLOGICO Dove: piano 6, corpo H (lato destro), monoblocco ospedaliero. Orari: da lunedì a venerdì dalle 08 alle 13.30 (prima visita per inquadramento diagnostico-terapeutico e visita di controllo per monitoraggio metabolico e screening delle complicanze croniche). Per le prime visite è preferibile che la prenotazione avvenga di persona comunque possibile prenotare telefonicamente da lunedì a venerdì, dalle 11 alle 13.30. Telefono: 0372 405715. CENTRO PRELIEVI - LABORATORIO ANALISI accesso diretto da parte dei cittadini, con la richiesta del Medico di famiglia o dello specialista. Dove: Centro Prelievi all’ingresso dell’ospedale. Orario: da lunedì a venerdì dalle ore 07.30 alle 10.30. Telefono: 0372 405663 - 0372 405452 CENTRO EMOSTASI E TROMBOSI Monitoraggio delle terapie anticoagulanti. Previsto accesso con prenotazione al numero 0372 405666 - 0372 405663. Dove: Presso la palazzina del Cup Orario: dalle 07.30 alle 12 da lunedì a venerdì. CENTRO AZIENDALE DI ALLERGOLOGIA Test di tolleranza al lattosio e patch test Accesso con impegnativa del medico curante. Le prenotazioni si effettuano telefonicamente allo 0372/408178 da lunedì a venerdì, dalle 10.30 alle 12; oppure di persona presso Allergologia (Padiglione 10) da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13. IMMUNOEMATOLOGIA E MEDICINA TRASFUSIONALE: Emotrasfusioni, salassi, autotrasfusioni, terapia marziale endovenosa, preparazione di nuovi emocomponenti ad utilizzo non trasfusionale: Gel Piastrinico, Concentrato Leucopiastrinico. Piano terra, corpo D, monoblocco ospedaliero. 0372 435887 / 405461 dalle 10 alle 17 da lunedì a venerdì GENETICA Dove: piano 2 lato destro del monoblocco ospedaliero. Prenotazioni telefoniche: 0372 405783 da lunedì a venerdì dalle 13 alle 14.30. MEDICINA LEGALE Prenotazioni presso Direzione Medica di Presidio piano Rialzato monoblocco ospedaliero. Tel: 0372 405200. PSICOLOGIA Dove: settimo piano a sinistra. Prenotazioni da lunedì a venerdì dalle ore 09 alle ore 10 presso Psicologia, oppure telefonicamente agli stessi orari: 0372 405409. ONCOLOGIA MEDICA Dove: Piano 4 ala Destra Prenotazione in reparto da lunedì a venerdì dalle ore 8 alle ore 17. Tel: 0372 405248. TERAPIA DEL DOLORE Dove: palazzina n. 9 La prenotazione può essere effettuata telefonicamente al numero 0372 405330 dalle 11 alle 15, da lunedì a venerdì. Negli altri orari è possibile chiamare lo stesso numero lasciando un messaggio in segreteria con il nome e numero di telefono: al più presto sarete richiamati.
in collaborazione con:
La Società Italiana di Cardiologia in allarme: molti reparti cardiologici sono stati utilizzati per i malati infettivi
«Il rischio è vanificare 20 anni di prevenzione»
«L'attenzione della sanità su Covid-19 e la paura del contagio rischiano di vanificare i risultati ottenuti in Italia con le terapie più innovative per l'infarto e gli sforzi per la prevenzione degli ultimi 20 anni. L'organizzazione degli Ospedali e del 118 in questa fase è stata dedicata quasi esclusivamente al Covid-19 e molti reparti cardiologici sono stati utilizzati per i malati infettivi. Inoltre, per timore del contagio i pazienti ritardano l'accesso al pronto soccorso e arrivano in ospedale in condizioni sempre più gravi, spesso con complicazioni aritmiche o funzionali, che rendono molto meno efficaci le terapie che hanno dimostrato di essere salvavita come l'angioplastica primaria. Se questa tendenza dovesse persistere e a rete cardiologica non sarà ripristinata, ora che è passata questa prima fase di emergenza, avremo più morti per infarto che di Covid-19». È questo il grido d'allarme della Società Italiana di Cardiologia (SIC), lanciato dal suo presidente, Ciro Indolfi (nella foto), Ordinario di Cardiologia Università Magna Graecia di Catanzaro, a seguito di uno studio multicentrico nazionale, condotto in 54 ospedali, per valutare i pazienti acuti ricoverati nelle Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC), nella settimana 12/19 marzo, durante la pandemia di Covid-19, confrontandola con quella dello stesso periodo dello scorso anno. «Il nostro studio, durante il periodo Covid, ha registrato una mortalità tre volte maggiore ri-
spetto allo stesso periodo del 2019, passando al 13.7% dal 4.1 % - afferma Carmen Spaccarotella, co-autrice dello studio -. Un aumento dovuto nella maggior parte dei casi a un infarto non trattato o trattato tardivamente. Infatti, il tempo tra l'inizio dei sintomi e la riapertura della coronaria durante il periodo Covid è aumentato del 39%. Questo ritardo è spesso fatale perché nel trattamento dell'infarto il tempo è un fattore cruciale. L'età media di questi pazienti è stata di 65 anni». «All'aumento della mortalità è associata una sorprendente riduzione dei ricoveri per infarto superiore al 60%. Il calo più evidente ha riguardato gli infarti con occlusione parziale della coronaria ma è stato osservato anche in ben il 26,5% dei pazienti con una forma più grave d'infarto - afferma Salvatore De Rosa, coautore dello studio -. La riduzione dei ricoveri per infarto è stata maggiore nelle
donne rispetto agli uomini e non solo i pazienti con infarto si sono ricoverati meno ma quelli che lo hanno fatto si sono ricoverati più tardi». Nonostante la pandemia Covid 19 si sia concentrata nel Nord Italia, la riduzione dei ricoveri per infarto è stata registrata in modo omogeneo in tutto il Paese: Nord e Sud 52,1% e 59,3% al Centro. «Questo dato ci colpisce perché mentre al Nord era logico attendersi una riduzione dei ricoveri, al Sud, dove la percentuale dei contagi è stata significativamente più bassa, la paura di accedere ai servizi sanitari risulta meno coerente in quanto i letti erano disponibili e rimasti non utilizzati» aggiunge De Rosa. «Una riduzione simile a quella dei ricoveri per infarto è stata registrata anche per lo scompenso cardiaco, con un calo del 47% nel periodo Covid rispetto al precedente anno - osserva Pasquale Perrone Filar-
di, Presidente eletto SIC -. La riduzione dei ricoveri per scompenso cardiaco è stata simile tra gli uomini e le donne. Una riduzione sostanziale dei ricoveri è stata osservata anche per la fibrillazione atriale con una diminuzione di oltre il 53 % rispetto alla settimana equivalente del 2019, così come è stata registrata una riduzione del 29,4% di ricoveri per malfunzione di pace-makers, defibrillatori impiantabili e per embolia polmonare». «Siamo molto preoccupati per questi dati - sottolinea Indolfi -. Mentre al momento lo sforzo maggiore è ancora ovviamente concentrato sul Covid-19, i grandi risultati ottenuti in termini di sopravvivenza negli ultimi 20 anni, grazie alle innovative terapie per l'infarto e alle campagne di informazione e prevenzione, sembrano oggi vanificati da una mortalità che si è triplicata. È necessario ora - continua l'esperto - ricostruire la rete dell'emergenza per tutte le patologie cardiovascolari tempo-dipendenti, ripristinare i letti e gli ambulatori di cardiologia utilizzati in questo periodo per Covid-19 e soprattutto non sottovalutare i sintomi, come ad esempio il dolore di tipo costrittivo al petto o difficoltà respiratorie e rivolgersi subito al 118. È anche fondamentale non abbassare mai la guardia e, anzi, aumentare l'attenzione sulle malattie cardiovascolari responsabili di circa 260.000 decessi ogni anno», conclude.
RIPRENDONO I TRATTAMENTI DI FECONDAZIONE ASSISTITA, IN ITALIA SARANNO CIRCA 8 MILA AL MESE Buone notizie per le coppie con problemi di fertilità che hanno deciso di ricorrere alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) per realizzare il desiderio di avere un figlio. I trattamenti di fecondazione assistita, rientrati nel novero delle cure non urgenti e dunque sospesi durante il lockdown, possono finalmente riprendere, a seguito del via libera del Centro Nazionale Trapianti e del Registro PMA dell'Istituto Superiore di Sanità. Ma se da un lato è necessario ripartire prontamente per non infrangere i sogni delle tante coppie - si stima 7-8mila al mese - che avrebbero dovuto iniziare o proseguire i trattamenti, dall'altro è fondamentale farlo in piena sicurezza. La risposta arriva dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) che, attraverso il suo gruppo di interesse speciale (GISS) in Medicina della Riproduzione, ha redatto un Protocollo per ripartire garantendo la sicurezza di pazienti e operatori sanitari, al quale il Centro Nazionale Trapianti e l'Istituto Supe-
riore di Sanità raccomandano di attenersi per riorganizzare le procedure di PMA durante la "Fase 2". "La nostra priorità era dare una risposta a tutte quelle coppie che avevano intrapreso un percorso di fecondazione assistita o che erano in procinto di farlo - ha dichiarato Nicola Colacurci, Coordinatore del GISS della SIGO -. Donne e uomini che negli ultimi due mesi si sono sentiti abbandonati e hanno vissuto con grande sofferenza l'ansia del tempo che scorre (oltre il 30% delle partner femminili che accede alla PMA ha più di 40 anni) e il timore di perdere definitivamente le proprie chance riproduttive". Il protocollo messo a punto dalla SIGO, oltre alle indicazioni per la riorganizzazione degli spazi e delle attività (dall'accoglienza alla visita, all'esecuzione della procedura), e per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, prevede tre triage successivi che costituiscono dei check-point di verifica dello stato di salute delle coppie e degli ope-
ratori sanitari durante il percorso della PMA. Ad ogni triage - il primo viene effettuato in teleconsulto per ridurre il numero di accessi ai Centri -, nel caso in cui uno dei due partner manifesti sintomi lievi o aspecifici, è prevista l'effettuazione dei test sierologici per il dosaggio degli anticorpi IgG e IgM. Diversamente, in presenza di una sintomatologia Covid conclamata, il protocollo dispone che il prelievo ovocitario o il transfer di embrioni congelati vengano rimandati. "Abbiamo lavorato in sinergia con le Istituzioni sanitarie nazionali per identificare delle linee di indirizzo comuni da adottare in questa fase delicata di ripresa dei trattamenti di fecondazione assistita - ha aggiunto Colacurci -. Abbiamo inoltre dato la nostra massima disponibilità a collaborare con le Istituzioni regionali alla stesura di specifici percorsi per ripartire in sicurezza, che tengano conto delle caratteristiche epidemiologiche e delle peculiarità dei singoli territori.
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CULTURA
Sabato 16 Maggio 2020 lettereilpiccolo@gmail.com
compleanno • l’apprezzato showman e’ nato a catania
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musica • torinese, aveva solo 48 anni
Rosario Fiorello compie oggi 60 anni
e’ morto il pianista ezio bosso
lo schermo avviene nel 1988 con Dee Jay Television. La sua carriera è costellata di successi televisivi e radiofonici: dal Festivalbar a “Stasera pago io” su Rai, al programma radiofonico “Viva Radiodue”. A febbraio 2020 è stato il co-conduttore del festival di Sanremo al fianco di Amadeus. (Italpress)
E’ morto Ezio Bosso. Il pianista, compositore e direttore d’orchestra aveva solo 48 anni. Nato a Torino il 13 settembre 1971, viveva da tempo a Bologna. Nel 2011 fu operato per un tumore al cervello e dopo gli fu diagnosticata una malattia neurodegenerativa. La sua musica è stata commissionata e utilizzata da importanti istituzioni operistiche, come la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, il New York City Ballet, il Teatro Bolshoij di Mosca. (Italpress)
Showman, comico, cabarettista, imitatore, cantante, conduttore radiofonico e televisivo, insomma grande mattatore. Rosario Fiorello, 60 anni oggi, è diventato ben presto uno degli animatori più conosciuti a livello nazionale, per poi approdare nel 1981 a “W Radio Deejay”. Il debutto sul picco-
Da ieri è disponibile “House of endless dreams”, il brano del giovane cantautore cremonese, affermatosi in Inghilterra
Alex Luca, cantante legato alle sue origini Anche in tempo di pandemia, non mancano le novità musicali. Da ieri, infatti, è disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download, “House of endless dreams”, il brano del giovane cantautore cremonese Alex Luca (nella foto) che anticipa il nuovo ep (extended play) di inediti dal titolo “How real life feels” (che contiene i brani “Freedom”, appunto “House of endless dreams”, “How real life feels”, “Blueprint”) di prossima uscita. Per questo progetto, Alex ha collaborato con tanti personaggi affermati dell’industria musicale inglese. «Questo ep racconta la storia della mia vita. E’ un viaggio nei
ricordi d'infanzia sulle rive sa, perché “quando ti ridel fiume Po – racconta trovi in tempi bui, è semAlex Luca – e “House of pre bello potersi ricordare endless dreams” rivive il di tutte le belle esperienze ricordo di un’indel passato». Tema che ritorfanzia bellissina, con le sue ma, passata mille sfaccettanella campagna cremonese. E’ SULLE ORME DEI BEATLES ture, anche in una canzone Il cremonese Alex Luca tutto il resto molto malinco- a 18 anni si è trasferito dell'ep, risultato di un lungo lanica, che rac- a Liverpool per dare vita conta come alla sua passione studiando voro introspetAlex, pur essen- all’istituto di Paul McCartney tivo dell’artista, alla ricerca di do molto lontano da casa e luci e ombre. Il dall’Italia, sia sempre molbrano è stato scritto da Alex Luca, prodotto da Fred to orgoglioso e consapeAbbott, registrato a Lonvole delle sue origini». Nel brano, dalle sonorità indra, mixato e masterizzato da Barny Barnicott al Blue die-folk e soul, viene rappresentato quello stato bell hill di Kent (Inghiltermalinconico legato ai bei ra). Alex ha presentato iericordi e al tempo che pasri dal vivo il singolo con una
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instagram live, oltre a collegamenti speciali e brani arrangiati per l'occasione. La scheda • Alex Luca, classe 1999, come detto è un cantautore cremonese. Muove i primi passi nella musica fin da bambino, dedicandosi allo studio del violoncello. Ben presto scopre la passione per il canto e qualche anno più tardi scrive le prime canzoni. A 18 anni si trasferisce a Liverpool per dare vita alla sua passione e iniziare il percorso di studi al Liverpool Institute for Performing Arts di Paul McCartney. Poco dopo pubblica il suo primo singolo, “Only the river”, che raggiunge più di un milione e mezzo di ascolti su Spotify.
nuo va mo s t ra o nline S’intitola “Confluenze parallele” la nuova mostra collettiva del progetto tutto cremonese “VirArt”, che dall’inizio dell’emergenza derivante dalla diffusione del covid-19 propone esposizioni gratuite online grazie al blog Art is Life (fappanni.altervista.org/), Facebook e Youtube. Come sempre ogni opera proposta viene accompagnata da un commento critico. «La rassegna - spiega il curatore Simone Fappanni vuole proporre un ideale confronto su diverse tecniche esecutive, evidenziandone le peculiarità espressive». Si possono am-
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“Confluenze parallele” grazie al progetto virart mirare i lavori di una cinquantina di artisti, fra cui i cremonesi Adriano Bruneri, Livio Panni, Emi Ferrari, Marinella Ferrero, Mirella Valenti e Antonella Agnello. Gli altri sono Emanuela Terragnoli, Elisa Migliaccio, Cristina Alletto, Anna Paola Cozza, Mara Isolani, Carmen Frisina, Silvana Testa, Sabrina Ravani, Claudio Guatteri, Paola Reoli, Giovanna Ferrari, Ottilia Fiorasi, Mariangela Fiorasi, Anna Maria Calvi, Anna Semeraro, Isabella Ditaranto, Patrizia
Monzio Compagnoni, Hilde Genoese, Maria Grazia Cimardi, Manuela Sidari, Lucia Frappa, Raffaele Morgioni, Vittorio Politi, Cornelia Calzavacca, Maria Giovanna Girardi, Gordana Djordjevic, Frida Brusegan, Elena Borboni, Duilio Busdon, Loretta Cantachin, Veranika Shapathunka, Marisa Foresti, Francesco Merzoni, Simonetta Barini, Maria Cavaggioni, Rossella Tavcar, Luigia Sisti, Ezio Felisa, Valerio Betta, Anna Nawrocka, Marina Venturi
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iniz iat iv a
voucher per gli spettacoli annullati del Ponchielli Fino al 27 maggio è possibile richiedere il rimborso di biglietti e ratei abbonamenti alle stagioni del teatro Ponchielli per gli spettacoli annullati dal 9 marzo al 17 maggio. In base al decreto legge “Cura Italia”, è
e Maria Grazia Bonomi. Diverse sono, dunque, le sezioni in cui è suddiviso l’allestimento virtuale: olio, acrilico, grafite, pastello, acquerello, sbalzo, scultura, encausto e digital art. «Questa rassegna - continua Fappannioffre l’opportunità di apprezzare lo stile e la ricerca di artisti che, con grande impegno e notevole si dedicano all’arte. Scorrendo i lavori in esposizione non mancano paesaggi padani, sia reali che immaginari, ma anche figure dai
tratti somatici molto diversi, quasi fossero stati eseguiti durante viaggi in terre lontane, composizioni, fiori e nature morte. Sono presenti anche lavori dall’alto significato simbolico e sociale, come quelli rivolti alla tutela della fauna o altre, anche scultoree, che si rivolgono alla modernità con occhio disincantato ed estremamente sincero. La varietà di stili e di tendenze che caratterizza i protagonisti di questa rassegna sono elementi che contraddistinguono la vivacità e varietà dei contenuti». Per informazioni: 338-7475657.
previsto il rimborso tramite “l’emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione”. Per accedere alla piattaforma voucher basterà registrarsi al por-
tale di vivaticket (www.vivaticket.it) ed inserire alcuni dati del biglietto o abbonamento di cui si è in possesso (codice transazione, sigillo fiscale del biglietto) ed allegare immagine dello stesso.
Il comune di Cremona aderisce a #LeggiPerMe Il Comune di Cremona, in collaborazione con la sezione cremonese dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, aderisce e promuove la campagna #LeggiPerMe Per creare il formato audio si possono utilizzare lo
smartphone e le applicazioni di registrazione vocale con auricolari dotati di microfono incorporato per garantire una migliore qualità audio. All’inizio bisogna specificare il titolo del brano scelto, da quale testo è
stato eventualmente tratto, il nome dell’autore e l’editore. Al termine della registrazione, non resta che indicare il proprio nome e cognome ed inviare, entro il 15 giugno, il file audio (a volontarilp@uiciechi.it).
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Sabato 16 Maggio 2020
lettereilpiccolo@gmail.com
SPORT
Responsabile Fabio Varesi
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calcio serie a • data per la ripartenza
formula
Qualora il campionato di serie A dovesse ripartire, la data di inizio sarebbe quella del 13 giugno. Lo ha stabilito l’assemblea della Lega Serie A, riunitasi con tutte le società presenti e collegate in videoconferenza. A votare per la ripartenza “anticipata” è stata la larga maggioranza delle 20 formazioni della massima serie (16), mentre in 4 avevano espresso la loro preferenza per una ripresa il 20 giugno. (Italpress)
A due giorni dall’annuncio della separazione da Sebastian Vettel a fine stagione, la Ferrari comunica il nome del sostituto: è Carlos Sainz Junior, 25enne spagnolo, figlio del due volte campione del mondo di rally e vincitore di tre Dakar, Carlos Sainz. Contratto biennale per lui, che affiancherà Charles Leclerc dalla prossima stagione, una volta chiuso il rapporto con la McLaren, dove approderà Ricciardo. (Italpress)
la serie A sceglie il 13 giugno
• sostituira’ sebastian vettel
sainz alla ferrari nel 2021
BASKET SERIE A • Il play è sicuro: «Non ho alcuna intenzione di muovermi. Bella l’idea di diventare una sorta di Club Italia»
Ruzzier, il futuro è ancora alla Vanoli
FABIO VARESI
la scheda
Anche se a fatica e con regole ferree, ora possiamo uscire di casa, ma dobbiamo rinunciare alla nostra passione sportiva. Ci mancano tanto i match al PalaRadi e sembra già trascorsa un’eternità dalle imprese realizzate della Vanoli nel 2019. Esattamente il 19 maggio di un anno fa, i biancoblu esordivano nei playoff, battendo 82-75 in gara 1 dei quarti di finale Trieste, poi eliminata 3-1. Un’emozione particolare per il play Michele Ruzzier, triestino doc e che ha militato per tre stagioni nella squadra della sua città. Michele che ricordi hai di quella avventura? «Siamo arrivati ai playoff con uno storico 2º posto in una stagione fantastica. Ero contento, ma anche un po’ stressato nell’affrontare Trieste. Ho comunque ricordi bellissimi, anche se abbiamo solo sfiorato la finale, perdendo in gara 5 contro la Reyer Venezia». Anche in questa stagione siete stati comunque protagonisti, dopo una partenza difficile. «Abbiamo avuto alti e bassi, ma abbiamo concluso il girone d’andata al quinto posto e al momen-
Cresciuto nell’azzurra, ha giocato con Venezia
Michele Ruzzier in azione al PalaRadi (foto Studio Passamonti)
to dell’interruzione della stagione, eravamo sesti. Potevamo quindi centrare ancora i playoff ed anche se nella post season molte cose possono cambiare, con le squadre più forti che cambiano marcia, sono sicuro che ce
la saremmo giocata». Possiamo dire che arrivando a Cremona nell’estate del 2017, hai dato una svolta alla tua carriera? «Prima di giocare nella Vanoli, ho fatto un po’ fatica, poi le cose
Nato a Trieste il 9 febbraio 1993, Michele Ruzzier è un playmaker di 185 centimetri. Cresciuto nell’Azzurra Trieste, ha poi giovato per Pallacanestro Trieste (due stagioni in serie A dilettanti e una in Legadue), Venezia (due campionato in serie A), Fortitudo Bologna (uno in A2) e da tre stagioni è in forza alla Vanoli, con la quale ha vinto la Coppa Italia nel 2019. In questo campionato, in 17 partite giocate (per un totale di in 452 minuti) ha realizzato 162 punti, tirando con il 47.1 da due e il 32.9 da tre. Una conferma rispetto all’esplosione avvenuta nella scorsa stagione.
sono andate molto bene, grazie a un ambiante per il quale provo grande affetto. Già durante la prima stagione ero entrato nel giro della Nazionale maggiore, ma solo quest’anno sono stato convocato ed ho avuto la possi-
bilità di esordire in maglia azzurra, provando un’emozione incredibile». Malgrado le scontate difficoltà economiche, il presidente e coach Sacchetti hanno garantito la sopravvivenza della società in serie A: anche tu pensi di rimanere in maglia biancoblu? «Sono ancora sotto contratto e non ho alcuna intenzione di muovermi. Io e i miei compagni abbiamo rinunciato a una parte dello stipendio per aiutare la società, che se lo merita. Il futuro non sarà facile, ma l’ipotesi ventilata di diventare una sorta di Club Italia, mi sembra molto intelligente, che permette di dare spazio a giovani italiani, come la Vanoli ha già fatto, puntando negli ultimi anni sul sottoscritto, su Ricci e in questa stagione su Nicola Akele». In confidenza, sei riuscito a mantenerti in forma? «Poco o nulla. Il nostro staff medico ci ha dato da fare una serie di esercizi, quando la stagione era ancora in forse, ma dopo la chiusura non li ho più fatti. Appena torno a Triste, cercherò di mettermi in forma, naturalmente con calma, in vista della ripresa dell’attività». Che speriamo arrivi il prima possibile...
bocce • Dalla Consulta regionale il prolungamento della stagione fino al 31 dicembre e l’affiliazione gratuita massimo malfatto
In via telematica si è riunita la Consulta regionale del comitato Fib Lombardia presieduta dal commissario straordinario Moreno Volpi. Numerose le proposte emerse e discusse per il rilancio dell’attività sportiva, non appena le condizioni sanitarie e le disposizioni governative lo consentiranno. In particolare, è stato condiviso un documento che il commissario Volpi porterà nei prossimi giorni all’attenzione del Consiglio federale. Nell’introduzione Volpi ha chiesto ai presenti di comunicare quali gare sono state interrotte, per stabilire eventuali modalità di rimborso delle iscrizioni. Tra le proposte più importanti, l’opportunità di portare la conclusione dell’attuale stagione ago-
Tante proposte per rilanciare l’attività
nistica al 31 dicembre e la possibilità, per le società bocciofile, di riaffiliarsi
gratuitamente nella prossima stagione agonistica. C’è poi la proposta di non
effettuare, per questa stagione, promozioni e retrocessioni lasciando ai Co-
mitati regionali, in accordo con i Comitati territoriali, la possibilità di valutare solo specifiche situazioni sulla base dei risultati ottenuti e delle manifestazioni a cui hanno partecipato alcuni atleti nei primi cinque mesi di attività. C’è anche l’intenzione di riportare la stagione sportiva in coincidenza con l’anno amministrativo (0101/31-12). Approvata anche la proposta di sottoporre al Consiglio federale delle nuove tabelle (senza alcun aumento del costo delle iscrizioni) che prevedano un aumento delle quote a favore dei gestori e che siano al contempo a rimessa zero per le società organizzatrici delle manifestazioni.
atletica leggera
diamond league: golden gala il 17 settembre Anche l’atletica leggera prova a riprogrammare la stagione, stravolta dalla pandemia. A livello internazionale, sono state fissate le date della prestigiosa Diamond League e la tappa italiana, l’ormai famoso Golden Gala Pietro Mennea, dovrebbe andare in scena il 17 settembre a Roma o a Napoli, con la probabile presenza dello sprinter casalasco Fausto Desalu. Sono state cancellate le tappe di Rabat, Londra e Zurigo, mentre il meeting di Oslo rimane previsto l’11 giugno come esibizione. La chiusura dove è esploso il covid-19, ovvero in Cina il 17 ottobre in una sede ancora da decidere.
Lettere & Opinioni Per dire la vostra, scrivete a: lettereilpiccolo@gmail.com • ilpiccolocremona@gmail.com presa di posizione
Sul palco del Ponchielli è andata in scena una rappresentazione così infima della politica locale Signor direttore, ho avuto l’onore di far parte per
5 anni dell’assemblea del Teatro Ponchielli. Ho ricoperto tale incarico in punta di piedi, cercando di dare alla politica un ruolo sì di controllo, ma anche defilato rispetto all’importanza di chi nel nostro teatro ha investito risorse, penso ai soci, e
capacità professionali di altissimo livello, penso alla dottoressa Cauzzi. Ogni decisione veniva presa all’unanimità, in un clima costruttivo e di piena fiducia reciproca. Ahimè, oggi la maggioranza che amministra Cremona ha un’altra visione del ruolo
della politica nella vita cittadina: un controllo totale che diventa imposizione delle scelte di parte a tutti, un decisionismo miope e spesso autoreferenziale che va a scontrarsi frontalmente con il buon senso. Ed anche se il tempo sta dando torto marcio su alcu-
ne scelte, si continua a difenderle per partito preso. Spiace che sul palco del glorioso Teatro Ponchielli sia andata in scena una rappresentazione così infima del ruolo della politica locale. Giacomo Zaffanella Cremona
Sport
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VO LLE Y FE MMINILE S E RI E A 1
SIRRESSI RITORNERA’ ALLA VBC?
Per ora è solo una voce, ma sembra sempre più probabile un ritorno di Imma Sirressi alla Vbc. In attesa di conferme ufficiali, in un momento così difficile per le società italiane di volley, questa indiscrezione di mercato risolleva il morale dei tifosi rosa, dopo alcune partenze eccellenti. Il libero Sirressi (30 anni) ha giocato cinque stagioni a Casalmaggiore, vincento tutto e dopo due campionati a Bergamo, sarebbe pronta a tornare.
S E R IE B 1
NUOVO STAFF TECNICO PER OSTIANO
Lo staff tecnico della Csv-Rama Ostiano si compone di un’altra figura fondamentale. Dopo l’annuncio dell’head coach Federico Bonini, è il momento di Alberto Leali, vice allenatore di Ostiano nella prossima stagione. Bresciano classe 1988, Leali viene da un’esperienza proficua proprio al fianco di Bonini sulla panchina di Volta Mantovana. A Offanengo, invece, saluta la palleggiatrice Cecilia Nicolini.
CALCIO SERIE B • Il portiere rivela: «La mia è una decisione sofferta ma ponderata». Ha influito il clima di incertezza
Agazzi sceglie la famiglia e lascia la Cremo possibile la ripartenza del campionato». L’assemObiettivo tornare in camblea ha infine deliberato po in tempi brevi, covid-19 che “in ragione dell’assenpermettendo. Nell’assemza al momento di un provblea di serie B, svoltasi vedimento governativo di nella giornata di ieri in viautorizzazione alla ripresa deoconferenza, degli allenaè emersa una menti in forma volontà unanicollettiva, nonme di riprendeché del relativo re il campiona- PRIMA GLI AFFETTI protocollo, si to sospeso or- Il giocatore ha aggiunto: ritiene necesmai da due me- «Pensando al futuro, sario, all’esito si, per dare un ho cercato di mettere dell’eventuale epilogo oppor- in cima alle mie pubblicazione tuno alla sta- priorità la mia famiglia» di tale provvegione. «Stiamo dimento e prelavorando quovia valutazione tidianamente - ha riferito circa l’applicabilità del il presidente della Lega B protocollo stesso da parte Mauro Balata - in un quadei club, il decorso per la dro emergenziale, per elaripresa degli allenamenti borare le migliori soluzioni in forma collettiva di un possibili e tutelare i club in periodo di 10 giorni dalla ogni settore di competensua emanazione per esiza. Per questo abbiamo genze organizzative e geistituto un coordinamento stionali”. Un sostanziale, che possa aggiornare, ma ulteriore, nulla di fatto. anche fornire servizi alle In casa Cremonese, nel società riguardanti questa frattempo, ci sono i primi gravissima emergenza e, partenti. La società ieri ha inoltre, collaborare con comunicato ufficialmente Figc e Governo per rendere la rescissione consensuale MATTEO VOLPI
Agazzi all’entrata in campo allo Zini con i conpagni (foto © Ivano Frittoli)
del contratto con il portiere Michael Agazzi (36 anni, 25 presenze in campionato dal novembre 2018). Una decisione condivisa tra le parti ma che, come si evince dalle dichiarazio-
ni rilasciate dal giocatore al sito internet ufficiale della società grigiorossa, è frutto anche della intenzione dell’esperto portiere di non volersi sobbarcare ulteriori rischi a livello sa-
nitario a tutela della propria persona e della propria famiglia: «La mia è una decisione sofferta ma ponderata. Credo che le società di calcio, pur facendo il massimo sforzo per consentire ai propri calciatori di lavorare in sicurezza, non riescano a garantire al cento per cento la tutela della loro salute. E questo mi spaventa. Negli ultimi anni, pensando al futuro, ho cercato di mettere in cima alle mie priorità la mia famiglia. Di conseguenza le mie scelte sono state e sono funzionali ad essa». Parole chiare, tra le altre pronunciate soprattutto di ringraziamento alla società grigiorossa, che però fanno seriamente riflettere. I calciatori sono davvero pronti a ripartire? Intanto, sembra sempre più probabile il divorzio tra la Cremo e il direttore sportivo Bonato. Per la sua sostituzione, circolano i nomi di Luca Nember e Mauro Facci.
SERIE C
IL TECNICO PIACENTINI PREVEDE IL RITORNO IN CAMPO A OTTOBRE In attesa della certificazione da parte della Figc, la serie C ha deciso di concludere in anticipo e senza verdetti la stagione. «Io penso che, come non si può riprendere adesso - ha detto il tecnico Gianni Piacentini al sito della Pergolettese - neanche a luglio o agosto lo si potrà fare. Io ipotizzo una possibile ripresa dell’attività nel mese di settembre e poi come minimo servirà almeno un mese di allenamenti. Restando nel campo delle ipotesi, se il campionato dovesse iniziare a ottobre, i problemi maggiori arriveranno dagli infortuni muscolari, alla luce poi del fatto che la stagione sara’ compressa e si dovrà giocare a breve distanza tra una gara e l’altra. Ma adesso è ancora prematuro parlarne».
C A NO T T A G G IO
Varato il nuovo calendario: Europeo a ottobre
Il bacino di Poznan (foto canottaggio.org)
Si comincia a intravedere luce in fondo al tunnel anche nel canottaggio. Il Consiglio federale, dopo diversi incontri e ipotesi, nell’ultima riunione della settimana scorsa ha varato un nuovo calendario che ipotizza la ripartenza competitiva a inizio settembre di quest’anno. Ancora tre mesi e mezzo per capire l’involuzione della pandemia da covid-19, iniziando a ragionare sugli ultimi quattro mesi dell’anno con appuntamenti nazionali, con date certe e località da definire ed eventi internazionali a livello continentale. La rimodulazione - come rivela canottaggio.org - prevede per il 5 e 6 settembre lo svolgimento del Campionato Europeo Under 23, in programma a Duisburg (Germania) e contemporaneamente la disputa del Campionato Italiano Master. La settimana
disputare l’Europeo Assoluto. Un appuntamento, quello polacco, che chiude la brevissima attività internazionale del 2020 con l’assegnazione dei titoli continentali Junior, Under 23 e Assoluti. Dal 15 al 18 ottobre è stato previsto un “super campionato italiano” durante il quale si assegneranno i titoli di tutte le categorie (Ragazzi, Junior, Under 23, Esordienti, Pesi Leggeri, Assoluti E Pararowing). Si disputeranno, infine, la Regata nazionale pararowing “Rowing for Tokyo 2020NE” (a Torino il 24-25 ottobre), il Kinder e Silver Skiff (a Torino il 7-8 novembre), le tappe del Campionato italiano di fondo (a Varese il 25 ottobre, a San Giorgio di Nogaro il 22 novembre e a Sabaudia il 6 dicembre) e il Campionato Italiano Indoor Rowing (a Grottaglie il 20 dicembre).
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successiva, dall’11 al 13, tutti a Cagliari per il Campionato Italiano Coastal Rowing e Beach Sprint. Saltato, per quest’anno, il Festival dei Giovani, sono previsti due Meeting Nazionali Allievi e Cadetti, in programma il 19 e 20 settembre, uno al Nord e uno al Sud e questo sempre per limitare gli spostamenti. Settembre si chiuderà con l’Europeo Junior, in programma a Belgrado (Serbia) il 26 e 27, in contemporanea con il Campionato del Mediterraneo di Coastal Rowing a Sanremo e la XVII Sanremo-Montecarlo “Coastal Race”. Il mese di ottobre si aprirà con l’Italian Sculling Challenge-Memorial Don Angelo Villa e la Orta Lake Eights Challenge, in programma sul Lago d’Orta il 3 e 4 ottobre, mentre dal 9 all’11 ottobre il canottaggio andrà in Polonia (a Poznan), per
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Sport
Sabato 16 Maggio 2020
CICLISMO • La Federazione internazionale ha privilegiato il Tour e la corsa rosa rischia di avere in gara pochi big
Giro d’Italia fortemente penalizzato dell’Uci
fortunato chiodo
Concentrato in cento giorni, è nato il nuovo calendario ciclistico 2020, ridisegnato dalla Federazione mondiale e che ha un’aria francese, neppure vaga. Il Tour de France si è piazzato dove voleva, pensando che noi siamo orbi e non ci accorgessimo della solenne porcheria perpetrata ai nostri danni (un’ offesa irricevibile). Si nota, infatti, la stridente concomitanza delle grandi classiche, in mano ai transalpini, con il Giro d’Italia. E allo stato delle cose, è sotto gli occhi di tutti che la parte del leone l’abbiano ancora una volta fatta quelli del Tour e di tutte le corse targate Aso. Le Strade Bianche e la Sanremo ad agosto (1 e 8) apriranno questa strana stagione agonistica. Ma c’è di più, riguardo il weekend del 23 agosto, riservato ai campionati nazionali: Francia, Belgio, Olanda e Germania li hanno rinviati. Restano solo Italia e Spagna. E allora sabato 22 o domenica 23 agosto potrebbe corrersi il Giro di Lombardia (programmato il 31 ottobre, che sarebbe così anticipato di due mesi?). Crediamo non sia un problema. Bisognerà coordinarsi con la Federciclismo di Renato Di Rocco, vicepresidente mondiale, che ha seguito passo passo la nascita del calendario Uci ed entro pochi giorni lancerà quello italiano. Ma non crediamo sia un problema. Il Lombardia, la più
Fissata la data, Mauro Vegni (direttore del Giro d’Italia) deve rimettere mano alla 103ª edizione della corsa rosa, senza più la partenza dall’Ungheria e con l’obbligo di recuperare quelle tre tappe. La quarta sarebbe stata in Sicilia e da lì il Giro avrebbe ripreso a navigare verso Nord. In ogni caso il percorso manterrà lo schema tradizionale: la Nove Colli a Cesenatico per festeggiare il Pirata Marco Pantani, la partenza dalla base delle Frecce Tricolori di Rivolto, le Dolomiti a Campiglio, lo Stelvio (Cima Coppi del Giro) dal versante altoatesino, quello più aspro di Trafoi nella tappa del lago di Carcano, il Colle dell’Agnello, l’Izoard e il Sestriere, prima dell’apoteosi della cronometro finale a Milano. L’idea è di arrivare al
Ls premiazione del Giro d’Italia 2019
dura delle cinque classiche Monumento, una settimana prima del via del Tour de France diventerebbe un boccone ghiottissimo per quei big da giri che si adattano perfettamente alle sue salite lunghe (come il Ghisallo). Dal 29 agosto al 20 settembre il Tour de France e da qui in poi è puro delirio. La Tirreno-Adriatico in pieno Tour (7-14 settembre), il Giro d’Italia ad ottobre, dal 3 al
25. In concomitanza della “corsa rosa”, le classiche come la Liegi (4 ottobre), l’Amstel (10), la Gand-Wevelgem (11), il Giro delle Fiandre (18), la Parigi-Roubaix (25), il Lombardia (31). Durante il Giro, per rendere tutto più semplice e godibile la Vuelta, sempre organizzata da quelli del Tour (Aso): dal 20 ottobre all’8 di novembre. Il vero problema però, è che a questo punto tutti vorran-
no correre la Grande Boucle e per il nostro povero Giro non sarà facile avere al via qualche big di riferimento e peso. E’ chiaro che per tutti i team è fondamentale correre il Tour, è la corsa più importante di tutte, quella che a livello mediatico più dà il ritorno d’ immagine, il nuovo calendario ruota tutto intorno al Tour de France. E per far capire come tutto possa essere maledettamente ancora in discussione e che non mancheranno certo degli spostamenti, c’è anche il nodo Mondiale in Svizzera, tra le questioni più “calde”, in vista dell’estate: l’Uci lo difende perché ha già dovuto rinunciare ai 26 milioni del Cio per lo spostamento dell’Olimpiade e perdere quegli 8 milioni di diritti tv dalla corsa iridata sarebbe un macigno. Entro fine mese la Svizzera deciderà: ci sono alcune alternative e una porta fuori dall’Europa, in Oman, a fine stagione. Neanche a dirlo, come avevamo già anticipato, nella logica delle scelte che sfiorano il masochismo, il giorno della Parigi-Roubaix e della sesta tappa della Vuelta (con arrivo sul mitico Tourmalet), il Giro dovrebbe assegnare la maglia rosa davanti al Duomo di Milano. E allora hanno ancora più senso le parole di Mauro Vegni, direttore del Giro: «Quella Roubaix sulla nostra corsa mi pesa tanto, proprio perché è la Roubaix”. La sensazione è che mamma Uci abbia fatto figli e figliastri...
nel velodromo
Gli azzurri della pista tornano ad allenarsi da lunedì a montichiari Come avevamo già annunciato, gli azzurri potranno andare al velodromo Fassa Bortolo di Montechiari, in attesa della ripartenza fissata per il 18 maggio. I ct Marco Villa (uomini) e Eugenio Salvoldi (donne) si sono dotati di termoscanner e mascherine propri. I Giochi di Tokyo sono stati rinviati di un anno, ma non per questo l’Italia della pista ovviamente non si ferma, anzi annuncia il primo via libero dell’attività sportiva alle sessioni con non più di 4 atleti assieme in pista. In Giappone la giovane Italia avrà diverse carte da medaglie: i due omnium (maschile e femminile), le due madison, i due quartetti dell’inseguimento. Le Colnago diventano arabe • Anche le biciclette d’alta gamma diventano un prodotto “by Emirates”. Il fondo Chimera Investments Llc con sede in Abu Dhabi, ha annunciato l’acquisizione della maggioranza delle quote di Colnago, il prestigioso costruttore di biciclette di Cambiago (Milano), anche se la produzione resterà in Italia. Fondata nel 1954 da Ernesto Colnago (88 anni), l’azienda ha legato il suo nome a grandi campioni del passato come Eddy Merckx e Beppe Saronni.
Nibali e Sagan hanno detto sì a Vegni tramonto per poi svolgere la grande festa di premiazione sotto il riflettori, davanti al Duomo. Anche se ci saranno pochi big, per la concomitanza con le classiche del Nord, hanno confermato la loro presenza sia Nibali, che Sagan e Richard Carapaz, 26enne dell’Ecuador, maglia rosa nel 2019 . Dovrebbe esserci anche Remco Evenepoel: a confermarlo è il team Deceuninck-Quick Step del ventenne belga, che così farà il debutto in una grande corsa a tappe proprio in Italia, come aveva deciso prima dell’emergenza coronavirus. Giro della Lunigiana cancellato • Un’altra gara a tappe mondiale di ciclismo,
Vincenzo Nibali
in programma ai primi di settembre (dal 3 al 6), è costratta alla cancellazione. Si tratta del 45° Giro della Lu-
nigiana, organizzata dalla Casano (Spezia), tra le più importanti in assoluto, hanno dato la disponibilità
alla sua organizzazione a settembre del 2021. Parigi-Roubaix rosa • Il rischio di una stagione
cancellata era qualcosa di drammatico. Il lavoro non manca in questa settimana, tanti sono gli ostacoli da superare, restrizioni da affrontare, alberghi da trovare e poi seguire la linea di guida. Ma gareggiare era ed è la priorità. Una volta ottenuto questo, faremo il resto. Sempre più acceso il dibattito con l’Uci. Siamo curiosi, ma non casca il mondo, perché tutto rientra nell’ottica di un anno straordinario. Il Lombardia non chiude la stagione, dopo che è stato ufficializzato il calendario del World Tour femminile: si riparte in Italia con le Strade Bianche senesi, poi il 1° agosto toccherà al Giro Rosa (dall’11 al 19 settembre). Quindi sarà la volta di una straordinaria, storica classica Monumento: la Parigi-Roubaix in scena il 25 ottobre.
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