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il piccolo 18 del 09/05/2020

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PICCOLO

IL PUNTO, LA VIRGOLA E ANCHE I DUE PUNTI.

IL

CREMONA

www.issuu.com/ilpiccolocremona Anno 4 • n. 18 • SABATO 9 MAGGIO 2020

Settimanale di informazione • Non riceve alcun finanziamento pubblico

Periodico • € 0,02 copia omaggio

Direttore responsabile: Daniele Tamburini • Società editrice: U.P. Uggeri Pubblicità srl • Amministrazione e diffusione: Corso XX settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • Autorizzazione del Tribunale di Cremona n° 5/2017 del 26/10/2017 Redazione: Corso XX Settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • ilpiccolocremona@gmail.com • Stampa: Industria Grafica Editoriale Pizzorni I.G.E.P. Srl - Cremona • Pubblicità: U.P. Uggeri Pubblicità srl • 0372 20586 • info@uggeripubblicita.it

CORONAVIRUS • Mantova e Pavia guidano la sperimentazione, mentre già si pensa ad estrarre gli anticorpi

Raineri a pagina 4

LA CURA CON IL PLASMA FUNZIONA MA NON METTE D’ACCORDO TUTTI DOPO 50 GIORNI

IL GRAZIE DI CREMONA AI SAMARITANI USA

Raineri a pagina 3

I PARAMETRI

TORNARE ALLA FASE 1: I RISCHI

Articolo a pagina 6

DANIELA BORELLA

GUARITA, CURO DALL’ANSIA

Raineri a pagina 8

I T A L P R E S S

LE NOTIZIE DALL’ITALIA E DAL MONDO

Articoli a pagina 12

FATEMI CAPIRE...

di Vanni Raineri

Il destino delle parole assomiglia a quello di quei personaggi che salgono alla ribalta con la stessa rapidità con cui iniziano poi a stare antipatici: prima qualcuno che conta usa una parola nuova, e dopo un’occhiata sul web per sapere cosa significhi, si inizia ad inserirla nelle frasi perché fa figo. Poi dopo un po’ la usano quasi tutti, e inizia a stare sui coriandoli ai primi che l’hanno usata, poi a tutti, fino a che viene bandita. Ecco, credo, e spero, che accada in fretta lo stesso con la parola resilienza.

B A S K E T

C U L T U R A

MUSICA AD ARTE E’ PIU’ FORTE DEL COVID-19

Articolo a pagina 16

SABATO 16 MAGGIO IL

PICCOLO

TORNERA’ IN DISTRIBUZIONE NEI DISPENSER

B O C C E

LA VANOLI PUNTERA’ SULLA LINEA VERDE PER AFFRONTARE LA NUOVA STAGIONE

UN’ESTATE TRISTE SENZA LA NOTTURNA MA SI PENSA GIA’ AL PROSSIMO ANNO

Varesi a pagina 17

Malfatto a pagina 20


CRONACa

Sabato 9 Maggio 2020

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ATTUALITA’ • La Samaritan’s Purse ha lasciato Cremona dopo 50 giorni di prezioso aiuto contro l’emergenza Covid-19

Un amore che non ha bisogno di traduzioni VANNI RAINERI

Cremona è grata all’associazione Samaritan’s Purse per il preziosissimo contributo fornito in occasione dell’emergenza coronavirus, e non lo dimenticherà. Tanti cremonesi hanno testimoniato nelle varie forme il loro grazie agli americani, e a nome di tutti loro lo ha fatto istituzionalmente il sindaco Gianluca Galimberti, quando giovedì ha incontrato nel Salone dei Quadri lo staff dell’ong Usa in un incontro a tratti commovente. Tra l’altro Cremona ha offerto, come da proposta della minoranza, la cittadinanza onoraria alla Samaritan’s Purse, e ha stretto un gemellaggio con la città di Boone, nel North Carolina, dove ha sede l’associazione. Ieri è stato smantellato l’ospedale da campo che per quasi due mesi ha fronteggiato l’emergenza Covid-19 fornendo supporto al Maggiore di Cremona. Anche ieri il sindaco Galimberti era presente, mentre sanitari, pazienti e semplici cittadini applaudivano all’indirizzo dei volontari americani. Già ieri nell’homepage del sito internazionale della Samaritan’s Purse era pubblicato un articolo dal titolo emblematico: “Un amore che non ha bisogno di traduzioni”. Si raccontano i grandi silenzi, rotti solo dal suono delle ambulanze. Si citano i 281 pazienti soccorsi a partire dal 20 marzo, quando aprì l’ospedale da campo do-

DATI ATTUALI ITALIA 30 aprile

8 maggio

differenza % 30-4/8-5

Positivi Attuali

101551

87961

-13,38%

Morti

27967

30201

7,99%

Guariti

75945

99023

30,39%

Casi Totali

205463

217185

5,71%

LOMBARDIA: NUMERO DI CONTAGI PER PROVINCIA

Sopra un’immagine sul sito della Samaritan’s Purse, con la didascalia: “Il nostro team ha pregato Dio ogni volta che un paziente come Angelo è stato dimesso” tato di 68 letti, e si ricorda la gratitudine per la presenza di qualcuno che, assumendosi rischi, arrivava dall’altra parte del mondo per prendersi cura di estranei, che diventavano membri di una stessa famiglia. Passando alle cifre della settimana (che, essendo il numero precedente quello di venerdì 30 aprile, stavolta è di 8 giorni), si fa ancora più marcata la frenata dei contagi. Il rapporto

tamponi/contagiati è stato ieri del 5,5%, e anche ieri si è ridotto il numero dei ricoverati (-146), specialmente in terapia intensiva (-80). Non cala come vorremmo il numero dei morti, che si mantiene attorno a una media di 250 al giorno, mentre cresce notevolmente quello dei guariti, ormai a un passo da quota 100mila, per la prima settimana superiore al numero di positivi attuali. Spostando l’attenzione sulle province lombarde, Cremona si conferma tra le meno colpite (solo Mantova fa meglio), con una crescita dei contagiati del 3% in 8 giorni. Stona il dato di Varese, che cresce del 18%, mentre anche Milano non riesce a frenare la salita dei contagiati (+9%). Torna a salire Lodi. In Europa, dopo un assestamento che riguarda i dati della Spagna, che come l’Italia, la Francia e la Germania è riuscita a limitare i danni, vediamo che prosegue l’impennata della Gran Bretagna, dove l’aumento settimanale è del 25%, e soprattutto è l’elevato numero di decessi a preoccupare. Peggio ancora fa la Russia, ormai al quarto posto in Europa per numero di contagiati, male anche la Bielorussia dove il governo continua a minimizzare l’impatto del virus.

A S SOC I AZI ONI AM BIENT ALIST E

“Sindaci, fate ordinanze contro l’installazione della rete 5G”

Ha preso il via nel territorio della provincia di Cremona una campagna rivolta a tutti i sindaci e alle amministrazioni comunali del territorio perché assumano ciascuno per il proprio Comune una ordinanza cautelativa rispetto all’adozione della tecnologia 5G. L'appello è firmato da Canio Codella (Tuteliamo il nostro ambiente e la nostra salute di Crotta d’Adda), Ilaria Visioli e Michela Barbisotti (Comitato BiancoSpino di Spinadesco), Maria Grazia Bonfante (Salviamo il Paesaggio cremonese, cremasco, casalasco), Giorgio Cinciripini (vicepresidente Associazione italiana Elettrosensibili) e Marco Pezzoni (Stati generali Ambiente e Salute provincia di Cremona). Ecco il testo: “Ill.mo Sig. Sindaco, La informiamo che, al fine di tutelare la salute pubblica e in ossequio al Principio di Precauzione, numerosi Sindaci in Italia hanno emanato ordinanze di “divieto di sperimentazione e/o installazione della tecnologia 5G” sui loro territori comunali (segue un lungo elenco di comuni, ndr). Le seguenti associazioni: ISDE (Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente), A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog), AIE (Associazione Italiana Elettrosensibili), hanno lanciato

una campagna informativa nazionale sui rischi per la salute legati alla tecnologia 5G. Si chiede pertanto di vietare l’implementazione di reti 5G, di inibire il potenziamento delle antenne sul territorio comunale, limitando l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici artificiali (Cem). Numerosi e autorevoli studi correlano l’esposizione ai Cem a: cancro, malattie neuro-degenerative, elettrosensibilità, danni al Dna, alterazioni del sistema riproduttivo e immunitario. In questa situazione di pandemia è doveroso non aggravare l’esposizione della popolazione ai Cem. Per queste ragioni lo strumento principale che suggeriamo è l’adozione di una specifica ordinanza da parte di ogni singolo Comune della nostra provincia, piccolo o grande che sia, su iniziativa del Sindaco in quanto autorità sanitaria locale e in quanto rappresentante eletto democraticamente dai cittadini del territorio per tutelarne i diritti. Come esempio alleghiamo la recente Ordinanza del Comune di Chioggia che potete usare come traccia, ricavandone le motivazioni giuridiche e medico-scientifiche ritenute da voi più opportune. Informiamo inoltre che tali iniziative promosse dal Comune sono pienamente legittime”.

30 aprile

8 maggio

differenza % 30-4/8-5

MILANO

19337

21094

9,09%

BRESCIA

12861

13460

4,66%

BERGAMO

11313

11671

3,16%

CREMONA

6037

6219

3,01%

MONZA

4704

5015

6,61%

PAVIA

4349

4704

8,16%

MANTOVA

3175

3237

1,95%

COMO

3244

3470

6,97%

LODI

2966

3222

8,63%

VARESE

2667

3148

18,04%

LECCO

2274

2448

7,65%

SONDRIO

1180

1276

8,14%

TOTALE

74107

78964

6,55%

EUROPA: NUMERO DI CONTAGI PER NAZIONE 30 aprile

8 maggio

differenza % 30-4/8-5

SPAGNA

212917

221447

4,01%

ITALIA

205463

217185

5,71%

FRANCIA

166543

174918

5,03%

GERMANIA

161539

169430

4,88%

REGNO UNITO

166441

207977

24,96%

BELGIO

47859

51420

7,44%

RUSSIA

99399

177160

78,34%

OLANDA

38998

41973

7,63%

SVIZZERA

29407

30126

2,44%

PORTOGALLO

24505

26715

9,02%

IRLANDA

20253

22385

10,53%

SVEZIA

20302

24623

21,28%

AUSTRIA

15402

15752

2,27%

BIELORUSSIA

13181

20168

53,01%

POLONIA

12640

15047

19,04%

A SS T D I C R E M O N A

I chirurghi tornano in sala operatoria Era un giorno di gioia quello di ieri, anche se ci vuole molta prudenza. Mascherina, igiene delle mani e distanziamento sociale. Le tre regole ferree che tutti dobbiamo seguire. Il contagio non è finito. Con tutte le cautele e la prudenza dettata dall’emergenza, chirurghi, strumentisti, infermieri dell’Asst di Cremona tornano in sala operatoria. «Oggi è un giorno L’Equipe di chirurgia ieri mattina al lavoro importante che viviamo in una sala Operatoria dell’Ospedale di Cremona con gioia, soprattutto perché possiamo occuparci delle nostre rispettive specialità. Dentro l’emergenza abbiamo lavorato insieme ai colleghi, abbiamo seguito l’anestesista, lo pneumologo quasi come fossero dei papà. Abbiamo cercato di offrire la nostra professionalità ai pazienti colpiti da corona virus. Le sale operatorie erano completamente adibite a terapia intensiva. Uno scenario impensabile sino a tre mesi fa». «Dopo la sanificazione, vedere le sale operatorie di nuovo attive significa poter tornare alla nostra specialità e offrire, con gradualità, risposte chirurgiche ai bisogni di salute dei cittadini». Il Virus è ancora presente. Fondamentale rispettare le tre M: Mascherina, Mani (igiene) Metro (distanziamento sociale).


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Cronaca

Sabato 9 Maggio 2020

CORONAVIRUS • La terapia messa a punto a Mantova e Pavia sta producendo risultati che vanno oltre ogni aspettativa

Cura col plasma, tra entusiasmi e dubbi VANNI RAINERI

O GLI O P O

Sulla cura al plasma si è scatenata da qualche giorno una battaglia mediatica, tra chi ne parla come di un mezzo molto efficace per combattere il Covid-19 e chi invece si mostra molto cauto. La sperimentazione della plasmaterapia è partita dagli ospedali Carlo Poma di Mantova (che con le Asst di Cremona e Crema fa parte dell’Ats Valpadana) e San Matteo di Pavia. Subito, per reclutare i donatori, i due ospedali hanno chiesto e ottenuto la collaborazione delle sezioni Avis della zona, e tra queste una delle prime è stata quella di Casalmaggiore, nel territorio dell’asse cremonese ma confinante con quella mantovana. Questo perché, come detto, da quando è stata introdotta questa terapia i risultati sono stati da subito più efficaci di qualsiasi aspettativa. Di cosa si tratta è cosa nota, almeno a grandi linee. Il plasma è la parte liquida del sangue, e viene prelevato da persone guarite dal Covid-19 per essere iniettato, una volta purificato, nei malati, al fine di trasferire gli anticorpi specifici in grado di combattere il virus sostenendo la risposta immunitaria dal nuovo paziente. Come soldati che si siano dimostrati valenti da arruolare per una nuova battaglia. In realtà non si tratta di una terapia di nuova concezione: il suo utilizzo è noto da diversi decenni. Chi avanza perplessità, lo fa sulla base dei costi, del numero di donatori non sufficiente per curare tutti, della tecnologia necessaria per agire in larga scala. Tra chi ne sottolinea la validità, si fa largo, in modo più o meno velato, il sospetto che usare questo trattamento invece dei tradizionali farmaci non piaccia soprattutto alle aziende farmaceutiche, con tutto ciò che ne deriva. E’ l’accusa lanciata apertamente ad esempio da un presunto medico (che poi medico si è dimostrato non essere) che dalle Mauritius affermava che il plasma funziona e non ha controindicazioni. Ad alimentare la polemica, le verifiche effettuate questa settimana dai Nas al Poma di Mantova per verificare la correttezza del protocollo seguito. Lasciando stare le dietrologie, si tratta di stabilire se davvero sia auspicabile spingere in questa direzione o se sia meglio mantenere molta cautela, affiancando questa terapia alle sperimentazioni farma-ceutiche in Un confronto atto. che è esplicativo della discussione in atto si è

DANIELA BORELLA: «ANCHE DA NOI OTTIMI RISULTATI»

svolto martedì sera nel programma di Raiuno “Porta a porta” condotto da Bruno Vespa. Erano collegati Giuseppe De Donno, primario di Pneumologia del Poma di Mantova, e Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma. De Donno non ha alzato polemiche sulla visita dei Nas, difendendo la correttezza del controllo, a fronte dell’importanza del protocollo: «Io stesso sono figlio di un carabiniere caduto in servizio - ha affermato il medico - e comprendo quindi che loro stessero facendo il loro lavoro: nello specifico valutare l’esistenza dei requisiti sulla cura di una paziente in gravidanza e il numero dei pazienti arruolati rispetto al protocollo. Era tutto corretto e i Nas lo hanno capito». Poi De Donno è entrato in tema, affermando come secondo quel protocollo al Poma siano stati trattati col plasma 48 pazienti, oltre ad altri 10 per i quali si è chiesta l’autorizzazione del comitato etico. Ebbene, tutti sono guariti in un tempo relativamente breve: «Gli ultimi ricoverati - ha chiuso De Donno - li ho appena staccati dal respiratore e fra 2-3 giorni torneranno a casa». Molto cauto nella sua replica Ippolito: «Non sappiamo se questa cura funzioni, ma tutto va ricondotto a studi di grande dimensione. La

scorsa settimana si è discusso di un farmaco e si è detto di tutto: servono studi ben condotti e campioni adeguati prima di dare certezze». A questo punto De Donno non si è trattenuto: «Non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti: abbiamo disegnato un protocollo quando avevamo pazienti anche giovani che ci morivano tra le braccia. Tutto ciò che abbiamo utilizzato, compreso tanti farmaci, lo abbiamo fatto senza protocollo. Io sto in reparto 18 ore al giorno, e gli studi cui lei

si riferisce magari fosse stato possibile utilizzarli dall’inizio. Ma servono mesi e nell’attesa avremmo avuto migliaia di morti in più. Quanto è successo è un miracolo, tanto che a Padova hanno già arruolato 11 pazienti, a Crema oggi altri 3, e tutto è andato molto bene. Proprio oggi la rivista Nature pubblica come la terapia di prima linea sia il plasma iperimmune. Stiamo dunque attenti ai messaggi che diamo, perché se aspettiamo gli studi randomizzati anche per gli altri farmaci va bene, ma io i

fallimenti del Tocilizumab li ho salvati col siero iperimmune. Chiedo quindi che le stesse regole valgano per tutti i trattamenti. Posso farvi parlare coi pazienti che vi diranno che dopo un’ora scompaiono i sintomi». Vespa ha poi interrotto il collegamento, ma la discussione è emblematica delle posizioni, e della convinzione che c’è a Mantova e a Pavia, ma ormai anche a Padova e altri nosocomi, come a Cremona, che la plasmaterapia si sia dimostrata il miglior alleato contro il Covid-19.

In merito all’utilizzo del plasma sanguigno per la cura del Covid-19, abbiamo sentito il parere di Daniela Borella, direttrice dell’Unità Operativa di Psichiatria dell’ospedale Oglio Po. A pagina 8 pubblichiamo la sua intervista in merito al supporto psicologico post-lockdown, nella quale la stessa comunica l’intenzione di donare il plasma, credendo nella cura. Le chiediamo di approfondire il suo punto di vista. «E’ stato provato di tutto per curare i malati, farmaci retrovirali e molto altro, sino alla plasmaferesi, usata da tempo. E in effetti ha sempre funzionato». Come mai allora questa diatriba? «E’ vero che gli studi vanno dichiarati conclusi solo una volta in possesso di numeri di una certa grandezza, ma non abbiamo il tempo per fare questo. L’ospedale Poma di Mantova, assieme al San Matteo di Pavia, ha messo a punto un protocollo congiunto seguendo il quale tutti i malati trattati sono guariti, e si tratta di centinaia di persone». Anche a Casalmaggiore è stato utilizzato questo protocollo? «Certo, con gli stessi positivi risultati. Ripeto, è vero che la scienza richiede tempo, anche diversi anni, ma questo tempo oggi non l’abbiamo, e purtroppo tanti farmaci usati in precedenza hanno prodotto danni pesanti per gli effetti collaterali».

SP E RIME NT AZ IO NE LO MBARD A

LA NUOVA FRONTIERA E’ ESTRARRE GLI ANTICORPI DAL PLASMA DEI PAZIENTI GUARITI Rimanendo in tema di plasmaterapia, una nuova frontiera è quella che si sta sperimentando all’Istituto Mario Negri di Milano e all’ospedale Papa Giovanni XXIII a Bergamo. Si tratta di iniettare nel malato non tanto il plasma bensì i soli anticorpi prelevati dal plasma dei pazienti guariti. Uno studio che si propone di superare le difficoltà legate all’utilizzo delle sacche di plasma. Il metodo innovativo potrebbe rappresentare un passo avanti nella lotta al Coronavirus. L’intuizione è stata del dottor Piero Luigi Ruggenenti, primario di Neurologia dell’ospedale Papa Giovanni: è quella di realizzare un filtro che sia in grado di catturare gli anticorpi presenti nel plasma. Non si è in grado di distinguere tra gli anticorpi, ma sapendo che il donatore è un paziente guarito, si può stare relativamente certi che si potranno estrarre anticorpi in grado di combattere il Covid-19. Il

procedimento è stato mostrato sugli schermi di Sky Tg 24 dal direttore dell’Istituto Mario Negri Giuseppe Remuzzi: «Invece che prelevare tutto il plasma al donatore - ha detto Remuzzi - e infondere al ricevente il plasma prelevato, che vuol dire infondere una grande quantità di volume a persone che possono avere anche scompenso cardiaco e hanno difficoltà di respiro, nel nuovo metodo vengono prelevati soltanto gli anticorpi, che

poi vengono diluiti in una soluzione molto più piccola di quanto non sarebbe iniettare l’intero plasma. E vengono restituiti al paziente malato che ne ha bisogno per guarire». Il donatore dovrà avere un gruppo sanguigno compatibile con il ricevente. Per concludere la fase di studio ci vorrà ancora un mese. La frontiera successiva sarà quella di produrre artificialmente gli anticorpi, per poterne avere a disposizione in grandi quantità.


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Cronaca

Sabato 9 Maggio 2020

D O N AZI ON I

DAI CARABINIERI ALIMENTARI E COMPUTER I Carabinieri della Stazione di Cremona, hanno organizzato una colletta tra tutti i militari per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità, da donare ad alcune famiglie indigenti che stanno soffrendo particolarmente per l’emergenza Covid-19, in quanto si trovano momentaneamente senza lavoro o perchè ammalati. Le sei famiglie bisognose sono state segnalate ai militari dai sindaci di Spinadesco, Gerre dè Caprioli e dal parroco di Spinadesco, rifornite di generi alimentari basilari (es. pasta, olio, latte, sale zucchero etc.) nella giornata di giovedì, presso la Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo. I Carabinieri della Stazione di Vescovato hanno invece contribuito all’attività assistenziale sempre nell’ambito della situazione emergenziale relativa al Covid-19, provvedendo a custodire 36 computer portatili, acquistati dalla direzione didatttica di Vescovato, alla successiva consegna a domicilio agli studenti delle scuole medie di Grontardo e Vescovato e delle scuole elementari di Gadesco e Pieve Delmona, che potranno così beneficiare delle lezioni a distanza.

I N VI A GI U SE PPINA

TARTARUGA INVESTITA, I CC LA SALVANO

Provvidenziale e risolutivo l’intervento dei Carabinieri Forestali di Crema. Un cittadino infatti segnalava al Comando Gruppo Carabinieri Forestali di Cremona che, in città in via Giuseppina, sul ciglio della strada, vi era un esemplare di tartaruga di terra immobile, ferito e con “carapace” spezzato in più punti ma vivo; probabilimente era stato investito da un’auto. I militari constatavano che effettivamente si trattava di Testudo Hermanni (specie protetta), impaurita e con profonde ferite. Preso atto della criticità della situazione l’esemplare veniva prontamente soccorso ed affidato per le cure del caso in Clinica Veterinaria di Cremona specializzata anche per rettili ed animali esotici.

CORONAVIRUS • Il ministero della Salute ha messo a punto i criteri per intervenire in caso di nuovi picchi

Ressa sui Navigli, ultimatum di Sala I parametri per non tornare alla fase 1 Da lunedì scorso si è aperta finalmente la cosiddetta fase 2, che ci consente di spostarci in regione sia pure per motivi circoscritti, ma con una serie di possibilità che prima ci erano precluse. Una conquista che sentiamo di esserci meritati per come abbiamo gestito responsabilmente il lockdown, ma fino a che punto possiamo sperare che la curva dell’epidemia continui la sua corsa verso il basso, e quanto invece possiamo temere che nuovi picchi di contagio ci riportino al punto di partenza, con conseguenze ancor più terribili non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico? Vedendo quanto accaduto in settimana a Milano viene da pensare che il rischio di un doloroso passo indietro non sia un’ipotesi remota: ognuno di noi ha visto immagini e video nella zona dei Navigli e della Darsena che pullulava di gente che passeggiava, a distanza ravvicinata data la densità e spesso senza la necessaria (e obbligatoria) mascherina. A tal proposito il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha lanciato un ultimatum attraverso un video su

Un’immagine della Darsena di Milano con molte persone senza mascherina (Italpress) Facebook: «O si rispettano le regole di distanziamento sociale e protezione sanitaria a Milano oppure chiudo i Navigli. Ci sono momenti in cui c’è da incazzarsi e questo è uno di quei momenti: le immagini di ieri lungo i Navigli sono vergognose». «Non permetterò che quattro scalmanati senza mascherina, uno vicino all’altro, mettano in discussione tutto ciò che abbiamo fatto», dice Sala in riferimento alle misure messe in campo per contrastare l’emer-

genza coronavirus. «Uno o due tre mesi fa potevamo essere inconsapevoli, e anche io lo sono stato, ma ora no, dopo tutto quello che abbiamo visto». Poi l’ultimatum: «O le cose cambiano oggi o io domani prenderò provvedimenti: chiudo i Navigli, e poi lo spiegate voi (in riferimento a chi non rispetta le regole, ndr) ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere». Da stasera nella zona Navigli, continuava ieri il sindaco meneghino, «ci metto

più vigili, ma ve lo ripeto: non è “un guardia e ladri”, non è un gioco, è qualcosa che non possiamo permetterci». Perché, sottolinea, «Milano ha bisogno di tornare a lavorare, ma in sicurezza». Ma come si potrà stabilire se sarà necessario adottare nuovamente misure più restrittive? Il ministero della Salute, stando a una bozza della circolare che sta circolando, ha previsto indicatori di tre tipi. Il primo è un monitoraggio dei casi, con particolare attenzione sulle rsa; quindi

si valuterà la capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti, intendendo la percentuale di tamponi effettuati, di test per tracciare i contatti positivi, di risorse umane e di strutture per quarantene e isolamento. Gli ultimi indicatori coinvolgeranno la stabilità di trasmissione e la tenuta dei servizi sanitari, dato che sarà condizionato dal cosiddetto R-t, il parametro che misura la velocità di trasmissione del virus che dovrà rimanere sempre al di sotto di quota 1. E poi la presenza di focolai, gli accessi al pronto soccorso di pazienti Covid e i tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Nella bozza si prevede comunque un aumento dei casi nel giro di un paio di settimane. Nel caso si rendesse necessario un intervento, questo potrà portare i presidenti delle regioni interessate a proporre al ministero della Salute l’adozione di misure restrittive. Qualora il nuovo allarme fosse gestibile attraverso l’attivazione di limitate zone rosse la fase 2 potrà proseguire, in caso contrario, quello che più spaventa, si dovrà tornare alla fase 1.

AM M INISTRA Z IO NE

DAL COMUNE DUE MILIONI PER IL COMMERCIO, L’ARTIGIANATO E LE PICCOLE IMPRESE Individuato un pacchetto di aiuti pensato in particolare per commercianti e artigiani, particolarmente colpiti dall’emergenza sanitaria, ma anche per le piccole imprese. Questo pacchetto è già stato condiviso con i rappresentanti delle associazioni di categoria. Si tratta di uno sforzo straordinario da parte dell’Amministrazione comunale, circa due milioni provenienti dal bilancio comunale, che prevede una serie di stanziamenti, anche a fondo perduto. Un milione e 700 mila euro di aiuti sul fronte tributi e affitti, pagamenti spostati e rateizzati, plateatici aggiuntivi a titolo gratuito, offerte su parcheggi, azioni per un sistema cittadino di commercio a domicilio. Sono queste, in estrema sintesi, le azioni che saranno messe in campo. Lo scorso mese di marzo l’Amministrazione ha deciso lo slittamento di tutti i pagamenti al mese di giugno, con la possibilità di rateizzarli, annullando sanzioni e interessi. Questo consente a molti di risparmiare liquidità in un momento di chiusura totale o parziale delle attività. Sempre a marzo è stata inoltre sospesa l’imposta di soggiorno. Ora l’Amministrazione aggiunge ulteriori interventi. 1 milione e 200 mila euro di aiuti sulla Tari

2020 per artigiani, commercianti e piccole imprese. Questo vuol dire che oltre all’azzeramento per i tre mesi di chiusura, è previsto un ulteriore consistente abbattimento sul resto dell’anno per queste categorie. Quando commercianti, artigiani e piccole imprese torneranno a ricevere una cartella della Tari (da giugno) si troveranno dunque uno “sconto fortissimo” e avranno la possibilità di rateizzare ciò che resta su molti mesi. Tutto questo con grandi benefici sulla liquidità. Questo viene fatto per aiutare le attività non solo nell’emergenza, ma anche durante la fase della ripresa che comunque sarà dura e diversa. Sono inoltre previsti 250mila euro per Cosap 2020 (il canone di occupazione del suolo pubblico): 150mila euro per i negozi, un esonero per tutto il 2020, e 100mila euro per chi opera al mercato. Non solo, l’Amministrazione comunale ha deciso che i plateatici aggiuntivi, che verranno individuati insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria per allargare gli spazi esterni a disposizione degli esercizi pubblici, saranno gratuiti per tutto il 2020. E’ previsto anche un aiuto per gli affitti: 250mila euro di contributo per negozianti e artigiani che

La giunta comunale di Cremona sono rimasti chiusi, ma hanno dovuto comunque pagare il canone. A tale riguardo sarà preparato un apposito bando e verrà chiesto a Regione Lombardia di partecipare integrando quanto mette a disposizione il Comune. Nel pacchetto ci sono anche i parcheggi. Si pensa infatti ad offerte sugli stalli in modo che siano legate allo shopping: chi compra in centro avrà delle agevolazioni sulla sosta. Si sta lavorando sulle modalità di questo provvedimento che rientra in un progetto di valorizzazione anche della mobilità leggera su cui il Comune si è già attivato. L’Amministrazione ritiene di grande importanza investire anche in un sistema cittadino di commercio on-line per la consegna a domicilio. Su questo fronte sono allo studio azioni concrete per quanto riguarda gli

strumenti tecnologici e la logistica finalizzate a sostenere tale servizio che i titolari delle attività commerciali hanno intrapreso o intendono intraprendere. Vi è poi un altro aspetto di assoluta rilevanza. Si sta infatti mettendo mano ad un piano di iniziative culturali e di eventi perché Cremona possa ritornare, una volta terminata questa emergenza, a vivere anche nel divertimento, nel tempo libero, nel segno della musica e della cultura. «Il Comune mette dunque in campo risorse che siamo sicuri si uniranno agli incentivi di Governo e di Regione, per aiutare concretamente commercianti e artigiani non solo per ripartire, ma per sfruttare questo momento per un nuovo e rinnovato sistema del commercio e dell’artigianato in città», è il commento dell’Amministrazione.


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Cronaca

Sabato 9 Maggio 2020

A N C HE A C RE M ONA

DAL 25 AL 30 MAGGIO LA SETTIMANA DELLA MUSICA A SCUOLA Anche se con una formula diversa a causa dell’emergenza sanitaria in atto, si terrà anche a Cremona, dal 25 al 30 maggio prossimi, la Settimana nazionale della musica a scuola, proposta dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2019-20. L’iniziativa è in continuità con la XXX Rassegna Musicale Nazionale Musica ad Arte, promossa a Cremona nel maggio dal Comune e dal Liceo musicale “A. Stradivari”, capofila della Rete musicale delle scuole della provincia. L’evento è organizzato dall’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), in collaborazione col Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica, attraverso la XXXI Rassegna Nazionale delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado “La musica unisce la scuola”. L’iniziativa, pur tra le evidenti difficoltà emergenziali e le restrizioni conseguenti al contenimento della pandemia da Covid-19, intende dare la possibilità alle istituzioni scolastiche di condividere le esperienze di attività musicali effettuate nel corso dell’anno scolastico e realizzate con modalità a distanza. Lo scopo è offrire un luogo di riflessione destinato ai docenti su pratiche didattiche innovative relative all’apprendimento musicale a scuola. I materiali delle esperienze musicali realizzate dovranno essere inviate entro il 15 maggio 2020 tramite il portale http://lamusicaunisce.indire.it/, che è la piattaforma per promuovere e costruire iniziative didattiche e formative della pratica musicale. La rassegna, inserita all’interno delle attività progettate da INDIRE per l’iniziativa “La scuola per la scuola”, si svolgerà via web per tutta la settimana dal 25 al 30 maggio, con una programmazione di 24 ore al giorno, con momenti di formazione per i docenti attraverso webinar e seminari in streaming, trasmissione dei materiali inviati dalle istituzioni scolastiche e da alunni, documentazione delle attività musicali svolte nei primi mesi dell’anno scolastico e messe in atto nella pratica di formazione a distanza delle ultime settimane, oltre a brevi concerti on air di artisti di fama, buone pratiche didattiche e tutorial. La finalità è sostenere e far crescere lo studente in quanto persona attraverso la pratica musicale e allo sviluppo dell’apprendimento e dell’interazione fra le componenti logiche, percettive-motorie e affettive-sociali. Questo permetterà alle istituzioni scolastiche di testimoniare l’importanza e la complessità delle attività musicali realizzate.

CORONAVIRUS • La Direttrice dell’UO di Psichiatria dell’Oglio Po e la “sindrome del prigioniero”

La psichiatra Borella è guarita, e ora cura l’ansia da rientro VANNI RAINERI

Serve l’aiuto della psichiatria per sostenere chi ha sopportato uno stress straordinario negli ultimi due mesi e per chi si prepara, dopo un lungo periodo a casa, a tornare nel competitivo mondo del lavoro. Due situazioni che ben conosce la dottoressa Daniela Borella, che dirige l’Unità Operativa di Psichiatria dell’ospedale Oglio Po, poiché come professionista si è spesa per fronteggiare l’emergenza, poi ne ha pagato le conseguenze, ammalandosi per aver contratto il Covid-19. Ora sta meglio, tanto che lunedì riprenderà il lavoro coi colleghi. «Sono uscita dall’esperienza dell’infezione da Coronavirus - afferma la dottoressa Borella - e sono particolarmente contenta di poter tornare al lavoro. Se poi il titolo anticorpale lo consentirà donerò il plasma, poiché credo nella cura col plasma». Su questo tema proseguiamo nell’approfondimento a pagina 4. Sono due le situazioni sopra descritte. Sulla prima, il sostegno agli operatori sanitari, si è già attivata la Asst di Cremona da cui l’Oglio Po dipende. «Su questo tema siamo già partiti sui due fronti, Cremona e Casalmaggiore. L’intervento si concentra

La dottoressa Daniela Borella dirige l’Unità Operativa di Psichiatria dell’ospedale Oglio Po sia sulle persone comuni rimaste a casa a lungo in isolamento sia sui dipendenti dell’azienda. Per questi ultimi si è avviato un percorso particolare e volontario: gli interessati hanno il nostro numero di telefono e gli orari. Alla loro chiamata facciamo un primo check per capire se la questione possa essere risolta già al telefono o se necessita di approfondimento». Sta avendo successo? «Il servizio è iniziato da poco, posso dire che qualcuno ha già chiamato. Noi prevediamo che le chiamate saranno moltissime». In cosa consiste il vostro supporto? «Non si tratta propriamente di psicoterapia, si

tratta di dare consigli su come reagire nella pratica, nella realtà immediata, senza coinvolgere il passato, il vissuto. Verificare se ci siano lutti da elaborare o ansie, preoccupazioni. In caso di isolamento protratto, analizzare anche la paura di uscire, e quindi fare piccoli passi per facilitare il reinserimento». Riferendoci in modo particolare alle persone che sono rinchiuse da tempo tra le mura domestiche si parla di sindrome della capanna, o del prigioniero, intendendo persone che hanno gestito senza grossi problemi il confinamento, ritrovando il piacere di dedicarsi a vecchie

passioni, alla famiglia, e che ora sentono il disagio di doversi confrontare di nuovo con una routine che è fatta magari di rapporti conflittuali con i colleghi di lavoro o situazioni comunque stressanti. Una sorta di ansia di riprendere i ritmi precedenti il lockdown. Se per tanti la riapertura consiste nella possibilità tanto agognata di uscire, programmare le vacanze e rivedere i vecchi amici, per altri il tran tran significa abbandonare quello che era diventato una sorta di perimetro di sicurezza. «In questo caso il problema è differente, si fatica a riprendere la vita “normale”: contrariamente a quanto ci si

possa aspettare, tanti fanno fatica a tornare alla routine, il che non ha nulla a che vedere con la voglia di vivere, ma solo di riprendere non sapendo bene a cosa si vada incontro». Un’ansia che si somma magari a quella del posto di lavoro dal futuro incerto. «Certo, si aggiunge alla preoccupazione di un’attività che magari riduce le entrate. Si tratta di una situazione di incertezza che è molto stressante, e ci attendiamo da ora in poi un aumento di richieste. Per tutte queste il CPS di Casalmaggiore, così come quello di Cremona, sono a disposizione dei cittadini».

SERVIZI

TRASPORTO PUBBLICO URBANO: ADOTTATE TUTTE LE MISURE PER SPOSTARSI IN SICUREZZA Il trasporto pubblico urbano è stato immediatamente adeguato alle nuove esigenze dettate dalla ripresa delle attività. Il punto è stato fatto dall’Assessore alla Mobilità Simona Pasquali con il dirigente del Settore Lavori Pubblici e Mobilità urbana Marco Pagliarini e i vertici di Arriva-KM, gestore del servizio. Nei primi giorni di questa seconda fase, che fa seguito al cosiddetto lockdown, la domanda di trasporto è stata completamente esaudita. I bus vengono sanificati ogni giorno e sono state adottate tutte le misure per garantire ai passeggeri di spostarsi in città utilizzando senza timori i mezzi pubblici. I posti a bordo dei mezzi pubblici sono stati riorganizzati con parametri più restrittivi per accrescere la sicurezza sia dei passeggeri che degli autisti. Sulle vetture sono indicati chiaramente i posti dove è possibile sedersi (sono stati sistemati a scacchiera), nonché quelli da occupare in piedi. Saranno inoltre posizionati cartelli che indicano il numero massimo di passeggeri che potranno utilizzare l’autobus. Sempre per garantire la sicurezza di tutti, nel caso in cui il mezzo raggiunga la sua capacità massima di trasporto, non sarà consentito ad altri utenti di salire a bordo: in questo caso sarà avvisata immediatamente la centrale operativa per l’invio di un altro mezzo. In questi giorni viene attuato un monitoraggio continuo per verificare l’eventuale necessità di potenziamento di alcune corse

L’interno di un autobus con i sedili distanziati con il raddoppio dei mezzi disponibili. Come previsto dalla normativa vigente, gli utenti per salire a bordo devono essere muniti di mascherina e guanti. Non è possibile acquistare i biglietti a bordo degli autobus, ma li si può comperare in autostazione e nelle rivendite autorizzate. A tale proposito sono in fase di valutazione altre soluzioni. All’autostazione delle ex tramvie, oltre che ai

principali capolinea, sono già stati tracciati, grazie all’intervento degli addetti di AEM, segnalatori di distanza per evidenziare ai viaggiatori in attesa dove posizionarsi. Queste segnalazioni saranno poi disegnate anche nelle altre principali fermate. Al momento rimane in vigore l’orario estivo e nei prossimi giorni Arriva-KM valuterà ulteriori azioni, anche in funzione delle esigenze che potranno emergere.


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Cronaca

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SOCIAL • La pagina Instagram made in Cremona e le vignette sulla quarantena in città

“Ghé ’l sùl, ma gò de stà a cà” Il lockdown (sui social) è da ridere L

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persone seguono la pagina social

a quarantena tutta Cremonese (e da ridere) passa per una pagina Instagram gestita da alcuni giovanissimi. Si chiama “I regas de Cremuna” e il nome, in questo caso, è tutto un programma. Più di duemila follower, che aumentano di giorno in giorno, così come le pubblicazioni, le condivisioni e i likes della community. Chi l’ha detto che i social non aiutano, in questi casi? Da quando il lockdown ha costretto tutti in casa, a livello nazionale e ancor più nello specifico nel nostro territorio, su questa pagina sono apparse decine di vignette per affrontare con un po’ di sarcasmo questo periodo di crisi. L’ultimo post, che risale a due giorni fa, è una conversazione, con Buzz di Toy Story che dice a Woody: “Varda tòti chèi nàas fòra dale mascherìne!”, ad indicare il disappunto per chi indossa le protezioni in modo sbagliato (e dannoso). Ma scorrendo indietro di qualche post c’è anche un’anziana signora (forse una nonna) che fissa lo schermo del computer sistemandosi gli occhiali, con la didascalia: “Quànd te cerchèt cusa l’è èl congiunto...”, segno inequivocabile che il dibattito sui famosi affetti stabili è arrivato anche a Cremona. E ancora, il presidente americano Donald Trump che guarda in alto e protesta: “Oolé, anca incò ghè el sul… ma gò de stà a cà”. E poi il confronto tra le città. Da un lato Venezia: “ritornano i cigni dopo tanti anni”, dall’altro Cremona: “ritornano i marubini dopo tante settimane”. C’è l’identità di una città che resta unita nonostante tutto e anche un po’ di ironia: gli ingredienti giusti per aspettare la normalità con qualche risata che illumina il grigio. Non solo quarantena e lockdown, però. Sulla pagina Instagram che riassume il sentire comune cremonese, c’è anche altro, come la rivisitazione di una massima di Buddha, che all’improvviso diventa: “Se te mè pàset mia el pàn cu’l salàm, te màì”. E che dire di una statua cremonese di Antonio Stradivari, che all’improvviso si ritrova la mascherina sulla bocca... Seguendo l’ordine cronologico dei post, però, l’ottimismo e la speranza che si possa presto uscire da questa situazione aumentano sempre più. Un post di qualche settimana fa sentenziava: “Iàa, che dò bàle!”, oggi, invece, al termine della prima settimana di fase due, prevale la linea motivazionale: “Sòo, ’n pò de lèna!”.


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dall italia & dal mondo in collaborazione con:

LOMBARDIA

CALCIO

FONTANA: «RIAPERTURE? VEDIAMO I DATI, FASE DELICATA»

FIFA E IFAB AUTORIZZANO LE CINQUE SOSTITUZIONI

MILANO – “E’ il momento piu’ delicato, ora e’ decisivo il monitoraggio”. Cosi’ il governatore della Lombardia Attilio Fontana, in una intervista sul Corriere della Sera. “Troppa enfasi su questa fase 2, prima vediamo i dati e poi parliamo di date”, continua. E sulla presa di posizione della conferenza delle Regio-

ZURIGO (SVIZZERA) – Ifab e Fifa autorizzano le 5 sostituzioni a partita. L’International Board ha accettato la proposta della Federcalcio mondiale che, a causa dell’emergenza coronavirus, ha chiesto la modifica transitoria del regolamento per “preservare la salute dei giocatori” quando ripren-

ni afferma: “Non sono entusiasta di quel documento, per un semplice ma fondamentale motivo: prima dobbiamo capire gli effetti di queste giornate di riapertura, misurare i numeri, i dati che ci arriveranno e poi decidere i passi successivi. Ma per avere informazioni attendibili e’ necessario attendere qualche giorno”. (Italpress)

E S TERO

LAGARDE: «LA UE HA DATO RISPOSTE MA ORA VIENE IL DIFFICILE» FIRENZE – “La Bce fara’ la sua parte nell’ambito del suo mandato: faremo tutto il necessario per sostenere la ripresa e restiamo imperterriti nel perseguire il nostro obiettivo di stabilita’ dei prezzi”. Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde intervenendo al convegno “The State of the Union”. “L’Europa ha dato rapide risposte” alla crisi aperta dalla pandemia del Coronavirus ma “ora viene il difficile: quando ci saranno le condizioni di sicurezza l’attenzione dovra’ spostarsi dal fornire supporto di backstop all’attuazione delle misure per la ripresa”, ha spiegato Lagarde. “Ogni volta che gli europei hanno sentito minacciati i risultati raggiunti non si sono tirati indietro, rafforzandoli – ha aggiunto -. Oggi la pandemia di Coronavirus mette alla prova questa tesi. Stiamo vedendo ancora una volta quanto siamo diventati interdipendenti. Se tutti i paesi non guariranno da questa crisi, gli altri ne soffriranno, e non solo in termini di salute, ma anche economicamente”. Ogni paese dell’Eurozona “deve poter rispondere come necessario” allo shock economico posto dalla pandemia, “altrimenti rischiamo di ampliare le asimmetrie e di uscire dalla crisi con una divergenza economica ancora piu’ ampia”, ha concluso Christine Lagarde. (Italpress)

deranno le competizioni. I cambi si potranno fare in tre ‘finestre’ per squadra e la modifica del regolamento ha effetto immediato. La Fifa spiega che in virtu’ “delle tante partite che si giocheranno in un breve periodo e in condizioni metereologiche particolari”, autorizza le Federazioni, se vorranno, a

Approvata la legge dal Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano

L’Alto Adige decide di riaprire tutto BOLZANO (ITALPRESS) – Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha approvato nella notte con 28 si’, 6 astensioni e un voto contrario la legge che determina le misure per il contenimento del contagio del Coronavirus e “la ripresa graduale delle liberta’ di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attivita’ economiche e delle relazioni sociali”. Il disegno di legge era stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta provinciale. Dopo che la prima fase dell’emergenza e’ stata affrontata in modo unitario in tutto il territorio nazionale, “la Provincia vuole affrontare questa Fase 2 all’insegna dell’applicazione della nostra autonomia”, ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher. L’andamento dell’epidemia, che in Alto Adige ha portato ad avere un indice di contagio R0 al di sotto dell’1, e’ stata secondo il Landeshauptmann la precondizione per arrivare a fissare le regole di #AltoAdigesiriparte. L’impatto di questa crisi, ha aggiunto Kompatscher, sara’ nettamente superiore alla crisi finanziaria del 2008. E’ quindi necessario consentire nuovamente la ripartenza della vita sociale ed economica in una “modalita’ sicura”. Dopo la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione, che avverra’ probabilmente oggi pomeriggio, la legge sara’ subito in vigore. La nuova legge prevede la liberta’ di movimento sul territorio regionale senza

autocertificazioni. A decorrere dall’entrata in vigore e’ prevista la ripresa delle attivita’ economiche, con la riapertura delle attivita’ commerciali, produttive industriali e artigianali. A decorrere dall’11 maggio, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, possono riaprire le attivita’ inerenti servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti e anche i servizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Dalla stessa data saranno riprenderanno piena attivita’ anche i musei e le istituzioni culturali comprese biblioteche e centri giovanili.

Il ministro risponde alla Provincia di Bolzano: «Decisione inevitabile»

Boccia: «E io impugno la legge» LA CORTE UE RISPONDE ALLA GERMANIA: “DIRITTO COMUNITARIO NOSTRA COMPETENZA” LUSSEMBURGO – La direzione della Comunicazione della Corte di giustizia dell’Unione europea ha ricevuto numerose domande riguardanti la sentenza emessa dalla Corte costituzionale tedesca del 5 maggio 2020 sul programma PSPP della Banca centrale europea (BCE). “I servizi dell’istituzione non commentano mai una sentenza di un organo giurisdizionale nazionale – si legge in una nota -. In linea generale, si ricorda che, in base a una giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, una sentenza pronunciata in via pregiudiziale da questa Corte vincola il giudice nazionale per la soluzione della controversia dinanzi ad esso pendente. Per garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione, solo la Corte di giustizia, istituita a tal fine dagli Stati membri, e’ competente a constatare che un atto di un’istituzione dell’Unione e’ contrario al diritto dell’Unione”. “Eventuali divergenze tra i giudici degli Stati membri in merito alla validita’ di atti del genere potrebbero compromettere infatti l’unita’ dell’ordinamento giuridico dell’Unione e pregiudicare la certezza del diritto. Al pari di altre autorita’ degli Stati membri, i giudici nazionali sono obbligati a garantire la piena efficacia del diritto dell’Unione – conclude la Corte di Giustizia -. Solo in questo modo puo’ essere garantita l’uguaglianza degli Stati membri nell’Unione da essi creata. L’istituzione si asterra’ da qualsiasi altra comunicazione a questo proposito”. (Italpress)

recepire la modifica. Se la partita’ andra’ ai supplementari sara’ possibile effettuare il sesto. L’Ifab e la Fifa “decideranno in seguito se prolungare il periodo di applicazione della modifica regolamentare”. Inoltre le Federazioni, se vorranno, potranno rinunciare alla Var. (Italpress)

LA MOTIVAZIONE «Il governo ritiene che l’autonomia debba esercitarsi nel rispetto della Costituzione» ROMA – “Prendo atto che la Provincia Autonoma di Bolzano ha inserito nella sua legge, che si adeguera’ alle linee guida nazionali ed e’ un segnale di grande responsabilita’. Tuttavia, poiche’ ha deciso di aprire ugualmente alcune attivita’ commerciali pur in assenza delle linee guida sul lavoro che sono in corso di elaborazione in questi giorni dal comitato tecnico scientifico su proposta dell’Inail e alle quali tutti i presidenti di Regione, anche nella conferenza Stato Regioni di ieri, hanno dichiarato di attenersi, il governo non puo’ fare altro che impugnare il provvedimento, limitatamente alle parti in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro”. Cosi’ il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia. “I proprietari degli esercizi commerciali, i lavoratori e tutti i clienti hanno il diritto di vedere garantita la loro incolumita’

sulla base di prescrizioni scientificamente validate a livello nazionale dal ministero della Salute. Pochi giorni di attesa non possono giustificare un rischio sulla salute pubblica, tutti vogliamo ripartire, ma in sicurezza; le riaperture senza le indicazioni Cts-Inail risultano improvvide”, aggiunge. “E’ evidente – sottolinea Boccia – che il governo approva l’idea del riavvio graduale delle attivita’ economiche, ma ritiene che l’autonomia, sempre rigorosamente rispettata, debba esercitarsi sempre nell’ambito del rispetto dei valori universali garantiti dalla Costituzione, primo fra tutti quello alla salute. Resta confermato l’orientamento a procedere dal 18 maggio ad aperture differenziate per Regioni sulla base delle valutazioni che perverranno dal ministero della Salute”, conclude il ministro. (Italpress)

Dal 18 maggio, seguendo dettagliati protocolli di sicurezza, possono essere di nuovo offerti i servizi per l’infanzia. Il 25 maggio e’ invece la data fissata per la riapertura delle strutture ricettive presenti sul territorio provinciale. Le misure della legge riguardano ambiti in cui la Provincia ha la competenza in virtu’ dello Statuto di autonomia, mentre per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie, le manifestazioni sportive, valgono le normative nazionali. Con quattro articoli e in circa 50 pagine, la legge fissa modi e tempi della ripartenza. (Italpress)

MUSICA

LUDOVIDO EINAUDI, ARRIVA “12 SONGS FROM HOME” Ludovico Einaudi ha pubblicato ieri una speciale raccolta di 12 tracce, “12 Songs From Home”, disponibile solo in formato digitale su Decca Records e che presenta la copertina disegnata dal compositore stesso. Registrata a casa sul suo pianoforte verticale durante il lockdown, questa pubblicazione arriva dopo una serie di live streams che sono stati visti da migliaia di persone sulla sua pagina Instagram. Einaudi afferma: “Ho registrato 12 Song From Home tra marzo ed aprile 2020. A marzo ho cominciato a suonare regolarmente sui miei canali social dei concerti. Accendere il telefono per connettermi con il resto mondo per 30-40 minuti e’ stata un’alternativa intima al tour primaverile che purtroppo ho dovuto rimandare. Questo album rappresenta un ricordo di questi concerti a casa, il mio ricordo di questo periodo, di un’atmosfera strana e nuova che difficilmente dimenticheremo”. (Italpress)


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7GIORNI

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L’ATTUALITA’ SPIEGATA A UN BAMBINO CURIOSO «Finalmente si torna a parlare di altri argomenti, e non solo di virus. Ad esempio torna di moda parlare di immigrati. Chi vuole regolarizzarli?» La proposta è del ministro Teresa Bellanova, che vorrebbe risolvere il problema della manodopera che non si trova nei campi regolarizzando circa 600mila persone. Regolarizzare gli irregolari significherebbe arrivare a un milione e mezzo considerando badanti eccetera, comunque gente che già lavora nel nostro Paese senza essere regolare «Ma perché mancano nei campi? Non ci lavoravano in modo irregolare anche gli anni scorsi?» E’ così, lavoravano a circa 3-4 euro l’ora in nero. Ci sono zone in cui tutti sapevano chi, dove e per chi si lavorava senza che si muovesse un dito. La realtà era che si faceva finta di non vedere, ci si raccontava una bugia: quella gente non esisteva, quindi non poteva nemmeno lavorare, ma il loro

contributo era essenziale per raccogliere i prodotti della terra «Ma perché non possono continuare a farlo con le stesse modalità?» In effetti l’unico timore è legato ai controlli più rigorosi in merito al Coronavirus. Va aggiunto che con la pandemia in corso avere tante persone in giro senza alcun controllo, che tra l’altro spesso vivono ammassate in baraccopoli, non è una garanzia nemmeno per noi «Quindi se li regolarizziamo potranno avere un lavoro regolare?» Mah, i caporali cercheranno sempre gente che lavori per pochi euro all’ora in nero, quindi il rischio è che questi continuino a lavorare senza garanzie, oppure che si cerchi nuova manodopera tra i nuovi immigrati «Quindi regolarizzarli non servirebbe a farli lavorare. E perché non fare lavorare i disoccupati che prendono il reddito di cittadinanza?» E’ sempre lo stesso discorso: con quelle paghe da fame a loro conviene

LO SCATTO DELLA SETTIMANA La signora Elisabetta ha 98 anni e vive nella Capitale. Qualche settimana fa si è ammalata di coronavirus ed è stata ricoverata in ospedale, der mo pat ico all’ Isti tut o dell’Immacolata di Roma. Qualche giorno fa è guarita e i medici hanno deciso di dimetterla. Mentre la portavano fuori dalla sua camera e la preparavano per il rientro in casa di cura dopo aver sconfitto la polmonite da Covid-19, lei ha espresso un desiderio. “Vorrei andare dal parrucchiere”, ha detto.

L’ASSESSORE ZANACCHI

«RIAPRIRE SÌ, MA RISPETTANDO LE DISPOSIZIONI» In merito alla decisione di Assocanottieri che riportiamo a fianco, si segnala una lettera inviata alle canottieri dall’assessore comunale allo Sport Luca Zanacchi. Facendo seguito alla possibilità di poter aprire i parchi delle canottieri e dei centri sportivi cittadini dopo il 4 maggio, precisa la lettera, l’assessore sottolinea che non sarà possibile aprire al pubblico i bar, i ristoranti, le palestre, gli impianti sportivi e le aree gioco per bambini, non sarà possibile stanziare nei parchi creando assembramenti ed effettuare picnic. In pratica saranno messe a disposizione esclusivamente le aree verdi per poter passeggiare o svolgere attività sportiva all’aperto, mantenendo il distanziamento sociale di un metro (due in caso di attività sportiva), indossando la mascherina. Infine Zanacchi precisa che canottieri e centri sportivi che apriranno le aree verdi ai soci dovranno permettere l’accesso agli agenti della Polizia Locale e consentire loro di poter effettuare i dovuti controlli.

ATTENZIONE !! Guardate questa foto. Questo tubo è stato ridotto così dall'Ossigeno, secondo un fenomeno chiamato "ossidazione". LORO ci dicono che l'ossigeno è inoffensivo, ma se fa questo al tubo di ferro, immaginate cosa fa ai vostri polmoni. Ci prendono in giro, NON RESPIRATE !1!!!

starsene a casa ad aspettare che arrivino i soldi. Non solo: rischiamo di spostare gli ex clandestini nella fascia di chi, invece che trovare occupazione, percepirà nuovo reddito di cittadinanza «E la ministra non lo sa?» A chi glielo ha fatto notare, ha risposto che si potrebbe lasciare il reddito di cittadinanza a chi accettasse di lavorare nei campi sommando i due introiti. Ma è evidente che si creerebbe una situazione inaccettabile per i lavoratori “normali”. Sembra purtroppo che chi governa fatichi a valutare le ricadute delle proprie decisioni. Come nel caso delle mascherine a 0,50 centesimi: fissato il prezzo, sono scomparse. Non conoscere le leggi del mercato per chi governa è un grave limite «Ma allora…» Allora basta, dormici sopra «Buonanotte» Buonanotte Pericle Vanni Raineri

IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA GIOVANNA BOTTERI Alla fine ha parlato anche lei, in un videomessaggio in risposta a Michelle Hunziker (la conduttrice di Striscia la Notizia era accusata di aver fatto la sua parte nel caso di “body shaming” nei confronti della giornalista e corrispondente Rai dalla Cina Giovanna Botteri). Il volto del Tg1, al centro di una serie di insulti gratuiti per il suo abbigliamento, definito “semplice e sempre uguale”, ha detto: «Non dobbiamo fare la pace perché non abbiamo litigato». Per lei, in settimana sono arrivati tanti messaggi di solidarietà, non solo dal mondo della televisione e del giornalismo.

ASSOCIAZIONI - Vale per Cremona, nei territori limitrofi previsto il via lunedì 18 maggio

Canottieri, i parchi riaprono lunedì 11 Martedì 5 maggio si è tenuto il Consiglio Direttivo di Assocanottieri, allargato ai consulenti fiscali ed ai consiglieri delegati delle associate. Molti gli argomenti trattati, tra i principali le imminenti riaperture per i parchi, l’avvio della pratica sportiva per gli atleti e la riapertura delle società e dei loro impianti e dei centri ricreativi ai soci. In questo momento di grande difficoltà e incertezza - afferma il comunicato di Assocanottieri - stiamo tutti combattendo tra il desiderio di riprendere a pieno regime le nostre attività sportive e ludiche e la necessità di tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari. In questi primi mesi dell’anno tutte le società hanno continuato ad effettuare le manutenzioni necessarie alle nostre strutture (sfalci, potature, tinteggiature ed interventi di manutenzione ordinaria), con azioni di amministrazione e gestione del patrimonio. Al momento mancano ancora molti tasselli ed informazioni per capire come e quando riaprire le società a tutti i Soci e con quali capacità e caratteristiche. Il Consiglio Direttivo si è riunito in videoconferenza per condividere le misure al fine di informare i soci e creare meno disagio possibile in vista della riapertura.

APERTURA PARCHI Alcune società, tra cui quelle della città di Cremona, anche in riferimento alla puntuale comunicazione dell’Assessore comunale allo sport, apriranno i loro parchi ai soli soci. Dal lunedì 11 maggio al venerdi 15 maggio, dalle ore 10 alle ore 18. Sabato 16 e domenica 17 dalle ore 10 alle ore 19. Le Canottieri associate dei territori limitrofi con ogni probabilità apriranno dal prossimo 18 maggio (salvo indicazioni ministeriali diverse) in attesa di di-

sposizioni e indicazioni delle autorità territoriali competenti. SEGRETERIA Le segreterie riapriranno gradualmente dal prossimo 11 maggio in base alle comunicazioni che saranno esposte ed inviate ai soci con i normali canali informativi della società di appartenenza. Si pregano i gentili Soci di seguire attentamente le indicazioni delle direzioni societarie in merito alle modalità di accesso. Per quanto concerne l’utilizzo delle imbarcazioni e la riapertura dei campi tennis piscine e pa-

lestre, bocce, si resta in attesa delle prossime disposizioni governative, nella speranza che già dal 18 maggio molte attività si possano riprendere seppur in forma contingentata. L’accesso ai parchi ed agli uffici delle società è comunque sottoposto alle norme di sicurezza vigenti sull’intero territorio nazionale, regionale e comunale quindi ogni cittadino socio deve attrezzarsi con i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Il prossimo aggiornamento è previsto per giovedì 14 maggio.


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CULTURA

lettereilpiccolo@gmail.com

D A OG G I G RA ZIE AL PONCHIELLI

QUEST’ANNO IL MONTEVERDI FESTIVAL VIENE ORGANIZZATO ONLINE SUL SITO DEL TEATRO Ogni anno a Cremona, maggio è tempo del Monteverdi Festival. In questo disgraziato 2020, i musicisti non arrivano da tutta Europa, perché il Festival non avrà luogo, anche se non si ferma. Nasce, in-

fatti, “Monteverdi online”, un grande contenitore che sarà visibile sul sito del Teatro Ponchielli e sui canali social dove trovano spazio tre sezioni con giochi, contributi musicali, video ed ascolti. Il

primo appuntamento è per il 9 maggio, giorno del compleanno del “divin Claudio” e il Festival sarà online fino al 21 giugno, giorno in cui in tutta Europa si celebra la Festa della musica.

QU I N TA EDI ZIONE La rete musicale delle scuole della provincia di Cremona, Piazza Stradivari, in stretta collaborazione con il Comune di Cremona (assessorato all’Istruzione) e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona, propone anche per il 2020 la rassegna “Musica ad arte”. Giunta alla quinta edizione e reduce dal successo riscontrato lo scorso anno, la rassegna è resa possibile grazie alle risorse stanziate dal Piano degli interventi comunali per il diritto allo studio 2019-2020. A causa dell’emergenza sanitaria in corso è stata adottata una nuova formula per la realizzazione dell’iniziativa. E’ stato previsto, infat-

LA RASSEGNA “MUSICA AD ARTE” E’ PIU’ FORTE DEL VIRUS ti, l’invio a tutte le scuole della rete Piazza Stradivari di due partiture digitalizzate dalla startup cremonese BeMyMusic per assicurarne la massima diffusione e partecipazione. Attraverso materiale appositamente creato dai docenti per facilitare l’ascolto guidato e l’analisi dell’esecuzione delle partiture elaborate, la startup creerà partiture musicali digitalizzate attraverso la sincronizzazione di spartiti. Si tratta di una metodologia che è già stata sperimentata in questo primo periodo di emergenza da

covid-19 con il progetto “All together is better”, finalizzato alla creazione di orchestre digitali, grazie alla collaborazione con BeMyMusic e Pro Cremona. Per il progetto orchestrale Mousikè sarà, come ogni anno, un momento di sintesi, grazie al coro di voci bianche delle classi quarte delle scuole primarie di Cremona, accompagnato dall’orchestra giovanile di Cremona. L’iniziativa è proposta sui social e rivolta a tutti gli studenti della rete e ai musicisti interessati che desiderassero condividere un po’ di

musica insieme. L’invito è di registrare un video con un frammento dei brani proposti ed inviarlo ai promotori. Stanno già rispondendo tantissimi musicisti e cantanti, tra studenti e docenti della provincia di Cremona, ma anche a livello nazionale ed internazionale, come ad esempio dalla Corea e dal Sud America. Con i materiali pervenuti si realizzano dei montaggi video per una vera e propria orchestra digitale. I video saranno pubblicati domenica 24 maggio alle ore 16. Il periodo è molto complesso

a causa dell’emergenza sanitaria, ma gli organizzatori hanno deciso di proseguire con questa iniziativa quale simbolo di resilienza e continuità con quanto realizzato negli anni scorsi, così da confermarsi come strumento didattico per le scuole del territorio e contestualizzandosi in un tempo che richiede modalità diverse di fare musica. Insomma, un nuovo modo di insegnare e un nuovo modo di apprendere. Una rassegna che, oltre ad offrire l’occasione di creare orchestre virtuali, offrirà anche spunti di lavoro didattico a distanza, facilitando lo studio di molti studenti della provincia.

S’intitola “Michelangelo e Tiziano” la mostra proposta di VirArt che vede protagonisti le opere di Canzi e Cavalletto

Omaggio a due apprezzati acquerellisti Ha un titolo davvero curioso, “Michelangelo e Tiziano”, la nuova mostra virtuale del progetto VirArt. La rassegna, infatti, rende omaggio a due noti acquerellisti, Miky Canzi e Tiziano Cavalletto con una carrettata dedicata alla loro intensa produzione acquerellista che può essere visitata gratuitamente nelle pagine del Blog Art is Life (fappanni.altervista.org/), su Facebook e su Youtube. Scrive Simone Fappanni nella presentazione: «Michelangelo “Miky” Canzi è un artista che ama sperimentare, pur rimanendo sempre e comunque fedele a se stesso, al suo acquerellare puro. Il suo stile si fonda su velature particolarmente sinuose e vibranti. Ne è un esempio “Terre di Siena”, in cui il pittore propone un raffinato panorama toscano delineato secondo ardite linee prospettiche. Un viaggiatore curioso, Canzi, che ama far

Due opere in mostra

vibrare le cromie dando alle pennellate una connotazione spiccatamente sillabica, cioè introspettiva. Molto interessante, a questo proposito, è la capacità

di Miky di dare vita a scenari in cui le sensazioni dell’artista sono immediatamente coglibili. Primo piano, sfondi e riflessi sono dunque gli elementi che

connotano l’impianto compositivo dei suoi acquerelli sia che si tratti di un borgo immerso tra le vigne, sia che si tratti di un’incantevole veduta di

Istanbul. La pittura di Tiziano Cavaletto ha il dono dell’evocazione. Le sue opere, infatti, si vestono di un raffinato simbolismo mimetico davvero avvol-

gente. Ne sono un eloquente esempio i volti e le figure che dipinge appassionatamente suscitando profonde emozioni. Sia che si tratti di un volto dai tratti prominenti che un viso che si anima in un’atmosfera sospesa, quasi fabulistica, la mano di Tiziano delinea morbide velature gravide di luce. La stessa impressione si ha quando l’attenzione si sposta sul nudo, che l’artista delinea con inappuntabile precisione conferendo all’insieme una profonda connotazione seduttiva. Un acquerellista così raffinato, non poteva non essere sensibile al paesaggio. Sono panorami che riflettono l’intimità del pittore, che ora si sofferma, con decise velature, sulla vita in città, nella sua Milano, ora sulla natura, che risulta incontaminata». Tutto ciò conferma l’originalità di questi due maestri dell’arte con i pigmenti ad acqua.

Lettere & Opinioni Per dire la vostra, scrivete a: lettereilpiccolo@gmail.com • ilpiccolocremona@gmail.com DENUNCIA

I dispositivi di protezione servono per difenderci dal coronavirus non per attaccare l’ambiente Signor direttore, chiedo ufficialmente l’istituzione di una multa. Le spiego nei confronti di chi e perché. Lunedì ho effettuato la mia prima passeggiata, dopo la quarantena. Abito in campagna ed ho camminato lontano dall’abitato. Nei giorni precedenti, avevo visto video e servizi televisivi, che definirei bucolici, romantici ed oltremodo speranzosi. Vi si mostrava la rigenerazione della natura, finalmente lasciata in pace dall’uomo. Su quest’ultimo, si ripeteva che sarebbe stato cambiato dall’emergenza covid-19: ne sarebbe uscito più consape-

vole ed in grado di apprezzare la vita, in tutte le sue sfaccettature. Per questo, trovare lungo i fossi tanti guanti e mascherine mi ha dapprima sorpresa e poi amareggiata. Li avevo già notati

con fastidio e disappunto nei parcheggi dei supermercati. Insomma, per come la vedo io, nulla è mutato. Propongo, quindi, di pensare ad una sanzione amministrativa, possibilmente

bella salata, contro l’inciviltà diffusa. A quanto pare, anche dall’immane tragedia provocata dal coronavirus, abbiamo imparato poco. Non abbiamo neppure capito l’ovvio e cioè che i di-

spositivi di protezione servono per difenderci da una malattia insidiosa, non per attaccare l’ambiente. B.B. Cremona


lo

Responsabile Fabio Varesi • lettereilpiccolo@gmail.com

SPORT

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CANOTTAGGIO • VALENTINA RODINI VERSO TOKYO

«MI FARO’ TROVARE PRONTA»

«Qualunque cosa accadrà, mi farò trovare pronta. E’ una promessa». Valentina Rodini lancia la sfida su canottaggio.org, lei che sa cosa vuol dire farsi trovare pronta quando passa il treno sul quale salire. Le è già capitato nel 2016, quando improvvisamente, ufficializzata la squalifica dell’equipaggio della Russia per doping, si ritrovò in raduno a pochi giorni dall’Olim-

piade di Rio per definire il doppio Pesi Leggeri femminile che sarebbe volato di lì a poco in Brasile. Valentina chiuse quell’Olimpiade al 13º posto, ma per quanto quell’edizione per lei fosse giunta d’improvviso, fu il trampolino di lancio di una carriera proseguita ad alto livello. E fra un anno a Tokyo punta ad essere protagonista nel doppio con Federica Cesarini.

BASKET SERIE A • Ai giocatori sotto contratto la dirigenza affiancherà elementi giovani e vogliosi di emergere

La Vanoli punterà sulla linea verde FABIO VARESI

Non è certo una sorpresa, ma ora c’è anche la certificazione della Fip, ovvero il governo del basket: il campionato di serie A non avrà alcun verdetto, quindi niente scudetto e neppure retrocessioni. Certo, le 17 società che hanno diritto a partecipare alla prossima stagione (quando partirà?) dovranno affrontare gravi problemi di bilancio e non è escluso che qualche presidente decida di autoretrocedere la squadra in A2, che a sua volta non decreterà nessuna promozione. L’unica cosa che conta, dopo il tanto sospirato ritorno sul parquet, è quella di pensare a una campionato con un numero pari di squadre e con un unico girone, anche se la proposta di due raggruppamenti, è rivolta a limitare le spese per le trasferte. Ma si tratterebbe di un ridimensionamento di un campionato, che invece ha bisogno di rilanciarsi. Più che nei viaggi, le società dovranno cercare di risparmiare nel tetto ingaggi, puntando su giocatori italiani che vogliono mettersi in mostra. Pensando anche alla Nazionale, sarà molto importante far crescere i giovani dei nostri vivai e in questa operazione

Michele Ruzzier in azione (foto Studio Passamonti)

la Vanoli è stata tra le più efficaci nel recente passato. Basti pensare a Ricci, pescato in A2 e arrivato addirittura in Nazionale, oppure a Ruzzier, che in poche stagioni è

diventando uno dei play migliori del nostro campionato. Anche in questa stagione, martoriata del covid-19, Sacchetti ha lanciato Akele, che dopo i tentennamenti

iniziali, ha mostrato grandi qualità e soprattutto enormi margini di miglioramento. Le rassicurazioni di Aldo Vanoli sulla prosecuzione dell’attività, sono già un determinante punto di ripartenza, che comunque dovrà avvenire con molta inventiva, viste le limitate disponibilità economiche. Al momento la Vanoli ha cinque giocatori sotto contratto (Akele, Ruzzier, De Vico, Stojanovic e Palmi), che rappresentano una buona base per allestire il nuovo roster, anche se Palmi non ha convinto e sarà Sacchetti a decidere il suo futuro. Poi c’è l’eterno Diener, che potrebbe voler giocare ancora un anno, continuando ad essere un preziosissimo allenatore in campo. Difficile pensare a una conferma dei talentuosi Happ e Saunders, pronti per grandi palcoscenici, mentre restano in bilico Sobin e Mathews. Siamo sicuri che Gianmaria Vacirca stia già valutando il profilo di molti giocatori, soprattutto giovani italiani da lanciare, perché così facendo la Vanoli potrà affrontare a testa alta il prossimo campionato di serie A, che come ci ha preannunciato coach Sacchetti la settimana scorsa «andremo incontro a tanti sacrifici». Ma ce la faremo...

SPORT SOCIALE

ANCHE L’UISP RIMANDA TUTTO A DOPO L’ESTATE Anche l’Uisp di Cremona ha messo ovviamente “a riposo” le attività sportive dei propri associati e le manifestazioni pubbliche, come Corsa Rosa, Sportinpiazza, Bicincittà. Tutti gli eventi che erano in programma per la primavera 2020 vedranno uno scenario cambiato e rivoluzionato in base alle normative che saranno varate nei prossimi mesi. Tutta la Uisp territoriale sta programmando delle proposte per la nuova stagione sportiva che, al momento, è prevista in graduale riapertura a partire dal mese di settembre. L’associazione vuole ascoltare con attenzione i bisogni e le richieste dei suoi associati, e ha intenzione di applicare uno sconto omogeneo sulle affiliazioni.

I N IZI ATI VA

LA JUVI REGALA 500 MAGLIETTE PERSONALIZZATE AI MEDICI DELLA “SAMARITAN’S PURSE”

Bella iniziativa della Ferraroni JuVi Cremona, che mercoledì mattina ha consegnato all’ospedale di Cremona ed ai medici della “Samaritan’s Purse” 500 maglie per ringraziare ed incoraggiare medici e pazienti. Sulla maglia, appositamente realizzata, compare lo skyline della città di Cremona

insieme ai due hashtag (#daicheghelafum e #letsgowecandoit), in dialetto cremonese ed in inglese, proprio a sottolineare la collaborazione e l’unione di intenti che hanno caratterizzato il lavoro dei medici dell’Asst di Cremona, insieme ai medici della ong americana, arrivati da oltre oce-

ano. Ad effettuare la consegna erano presenti il dirigente Mattia Barcella, il coach Gigi Brotto ed il capitano Elvis Vacchelli. La società ha ringraziato, inoltre, al responsabile della Terapia untensiva Antonio Coluccello, la coordinatrice Carla Maestrini e Federica Pezzetti della Direzione medica.

CALCIO SERIE B • In attesa di conoscere il destino della stagione, in casa grigiorossa si inizia a programmare il futuro dirigenziale MATTEO VOLPI

Da un lato gli interessi economici, dall’altro le garanzia sanitarie. L’emergenza coronavirus non è ancora terminata, ma la Figc sta provando a trovare la formula migliore per far ripartire i campionati di serie A e serie B. Una ripartenza forzata soprattutto dagli introiti dei diritti televisivi (elemento chiave soprattutto per i club di B, quelli di A hanno anche altro…), che tuttavia non è l’unico argomento all’ordine del giorno: si sta valutando anche una riforma del sistema calcio che coinvolgerebbe proprio i campionati di serie B e di Lega Pro, senza toccare la massima divisione italiana. In che termini ? Si ipotizza una riduzione dei club professionistici dai 100 attuali a 60 con una B a 40 squadre, inglobando 20 squadre dalla Lega Pro. Quest’ultima, nel frattempo, ha già ufficializzato (come pubblicato a lato) i suoi verdetti: sospensione

Cremonese e Bonato verso il divorzio? Armenia -Bonato o è all’orizzonte qualche cambiamento? Una domanda doverosa, specie alla luce delle voci che individuavano la figura di Nereo Bonato in uscita dopo l’ultimo forzato avvicendamento in panchina… che ha portato a metà febbraio all’arrivo di mister Bisoli. Ovviamente anche la società, una volta che emergeranno verdetti chiari dalla Lega e gradualmente ristabilitasi la situazione, farà chiarezza in tal senso. E’ lecito attenderselo. Nereo Bonato durante una conferenza stampa (foto © Ivano Frittoli)

definitiva della stagione 2019-20, con le promozioni di Monza, Vicenza e Reggina (prime dei tre dei gironi) in B, blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla Serie D. La quarta promossa dovrebbe essere il Carpi, in base alla media

ponderata che emerge dal rapporto gare giocatepunti. A questo punto l’ultima parola spetterà al Consiglio federale che dovrà ratificare il tutto… anche perché sono molti i club di C che vorrebbero disputare i playoff. Capitan Bri-

ghenti, pertanto, torna in serie B con il Monza ed i suoi illustri patron (Berlusconi e Galliani), ma di chiaro non c’è ancora nulla. Nemmeno in casa Cremonese. Ad esempio: chi programmerà la prossima stagione? Ancora la coppia

Classifica (28ª giornata): Benevento 69; Crotone 49; Frosinone 47; Pordenone 45; Spezia 44; Cittadella 43; Salernitana 42; Chievo 41; Empoli 40; Virtus Entella 38; Pisa, Perugia, Juve Stabia 36; Pescara 35; Ascoli*, Venezia 32; Cremonese* 30; Trapani 25; Cosenza 24; Livorno 18. *Una partita in meno.

SERIE C

LA LEGA PRO CHIUDE LA STAGIONE: SALVA LA PERGOLETTESE L’assemblea della Lega Pro ha deciso per la richiesta alla Figc dello stop definitivo della stagione 2019-2020. E’ quanto è emerso al termine della riunione odierna delle 60 società di serie C. Inoltre, i criteri per la conclusione della stagione prevedono le promozioni di Monza, Reggina e Vicenza direttamente in serie B, mentre per la quarta promozione l’assemblea si è divisa tra merito sportivo, playoff e astensione, per cui serve ulteriore tempo per la riflessione. L’assemblea chiede anche il blocco delle retrocessioni in serie D (quindi la Pergolettese è salva). «E’ stata una bella assemblea, con un grande senso di responsabilità e una grande attenzione e rispetto della Figc e delle altre Leghe», ha detto il presidente Ghirelli. (Italpress)


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Sport

Sabato 9 Maggio 2020

TIRO CON L’ARCO • Il cremonese fa parte dei 59 atleti nazionali che possono riprendere l’attività Riprende l’attività anche il tiro con l’arco, ma solo per gli atleti di alto livello e di interesse nazionale, in virtù dei risultati raggiunti nelle competizioni mondiali, europee e World Cup. David Bianchi (nella foto), l’arciere cremonese dei Vigili del Fuoco, è uno dei 59 atleti nazionali scelti dal Consiglio federale Fitarco di Roma, che da lunedì 4 maggio ha potuto riprendere gli allenamenti, rispettando le condizioni stabilite nel dpcm del 26 aprile e svolgere l’attività solo presso il campo di tiro, rigorosamente a porte chiuse. Con l’autorizzazione

David Bianchi torna ad allenarsi da parte della società titolare del campo di tiro, David, che gareggia per il Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco di Arezzo, riprende gli allenamenti quotidiani nel poligono della Seriart, la storica associazione gestita dal responsabile Luigi Lottici, che ha visto almeno tre generazioni di cremonesi alternarsi sui campi di tiro presenti sul territorio dal 1975. E’ su uno di questi campi che Bianchi ha iniziato e continua ad allenarsi, in via Marasco, alle porte

di Cremona accanto ad Agropolis, un’area di 7000 metri quadrati con bersagli dislocati da 10 a 70 metri. Il presidente federale Mario Scarzella sull’emergenza covid-19 e sulle linee-guida emanate dall'Ufficio Sport della presidenza del Consiglio dei ministri, ha invitato alla massima attenzione delle regole comportamentali da seguire durante gli allenamenti, per gli arcieri e operatori del settore, nonché tutte le norme igienico-sanitarie-

organizzative. Una opportunità riservata ai pochi arcieri che si alleneranno senza l’utilizzo della mascherina di protezione, poiché limita in maniera determinante la fase di tiro, ostacolando il posizionamento delle articolazioni in aggancio sul viso. Soddisfazione per David che, nonostante l’annullamento di tutte le gare, finalmente si allena sulle distanze del tiro di campagna, dove le condizioni metereologiche sono determinanti per il volo

della freccia, ben diverso dalle simulazioni indoor, seppur indispensabili per la messa a punto del gesto atletico. A tal proposito Bianchi afferma: «Sono con-

tento di poter ricominciare, Ci vorrà pazienza e tanta costanza nell’osservare le disposizioni, ma ce la faremo, in fondo noi atleti siamo abituati alle rinunce».

CICLISMO • E’ nutrito il gruppo dei corridori italiani in scadenza di contratto e in ansia per la crisi economica

Guarnieri e tanti altri con il futuro incerto FORTUNATO CHIODO

Sono ben ventiquattro i corridori italiani tesserati per squadre di World Tour (la serie A del ciclismo, per intenderci..) il cui contratto dovrebbe scadere al termine della stagione 2020. Diversi sono nomi di grido: da Diego Ulissi e Giacomo Nizzolo, ambedue in luce al Tour Down Under nello scorcio di stagione che si è disputata prima dell’emergenza covid-19, passando per Alberto Bettiol, vincitore dell’ultimo Giro delle Fiandre e Filippo Ganna, re dei pistard internazionali, azzurro che nel 2020 ha conquistato il suo quarto titolo iridato nell’inseguimento individuale. E poi ancora Jacopo Guarnieri, velocista di grande livello, cresciuto nel vivaio del CC Cremonese 1891, che dovrebbe correre il Giro d’Italia. Un’altra situazione da monitorare con attenzione è quella del trentino Gianni Moscon, reduce anch’egli da un biennio in chiaroscuro e più volte sembrato ai ferri corti con il Team Ineos. In ottica 2021, Moscon potrebbe decidere di accasarsi in un nuovo sodalizio, per poter avere più spazio per sé dato che sovente, nel team britannico, si è visto costretto a

Filippo Ganna è nato a Verbania (Novara) il 25 luglio 1996 e la sua carriera nel mondo dei professionisti è iniziata nel 2017. E’ forse unico nella capacità di porsi più obiettivi nel corso dell’anno e arrivarci in gran forma. Insomma, è un fenomeno del ciclismo mondiale. Pippo, allenato dal ct cremasco Marco Villa, si è confermato campione del mondo nell’inseguimento individuale, specialità che gli ha regalato il record del mondo (4’01”934) e ben quattro volte il titolo, Inoltre, è un punto di riferimento nel quartetto dell’inseguimento azzurro che sogna una medaglia alle Olimpiadi di Tokyo in programma nel 2021 (coronavirus permettendo). Non c’è solo quello che Ganna ha alle spalle, ma quello che il granatiere del team britannico Ineos intende fare: è uno dei candidati a battere il record dell’ora e scendere sotto il

Jacopo Guarnieri in azione

lavorare per gli altri. Tra tutti, l’atleta in scadenza di contratto che rischia di pagare maggiormente la situazione che si è venuto a creare, è il sardo Fabio Aru, che firmato un contratto

triennale (2017-2020) con la Uae Team Emirates, nel sodalizio emiratino, complice anche alcuni problemi fisici, non ha vinto una gara né è mai arrivato tra i primi dieci di un grande

giro. Il 2020 doveva essere l’annata in cui provare a migliorare la propria situazione, ma ora che il covid-19 ha bloccato tutto, ad Aru non resta che sperare in un’ipoteca ripresa delle gare a fine estate-inizio autunno per provare a risolvere in extremis la situazione. Se non si dovesse tornare a correre, per lui potrebbe diventare complicato trovare un posto nel World Tour 2021, data la crisi economica che sta per abbattersi sul ciclismo e sul mondo in generale. Va tenuta in considerazione, inoltre, la situazione del Team CCC. La squadra polacca ha due corridori italiani, vale a dire Alessandro De Marchi e Jakub Mareczko. Ecco la lista dei corridori italiani che militano in squadre World Tour in scadenza di contratto: Diego Ulissi, Giacomo Nizzolo, Fabio Aru, Marco Marcato, Gianluca Brambilla, Oscar Gatto, Gianni Moscon, Enrico Battaglin, Jakub Mareczko, Alberto Bettiol, Jacopo Guarnieri, Alessandro De Marchi, Manuele Boaro, Filippo Ganna, Davide Martinelli, Cesare Benedetti, Edoardo Affini, Jacopo Mosca, Matteo Moschetti, Matteo Fabbro, Oliviero Troia, Edward Ravasi, Leonardo Basso, Antonio Nibali.

IL GIRO A OTTOBRE

L’UCI HA UFFICIALIZZATO IL NUOVO CALENDARIO SI PARTE IL 1º AGOSTO L’Unione Ciclistica Internazionale ha annunciato le date del nuovo calendario dell’Uci World Tour 2020 a seguito del rinvio di numerose gare, a causa dell’emergenza sanitaria legata alla pandemia di covid-19. Il primo agosto è in calendario le Strade Bianche, l’8 la Milano-Sanremo, dal 7 al 14 settembre la Tirreno-Adriatico. Per quanto riguarda gli eventi Uci World Tour dell’Aso, il ritorno alle corse inizierà con il Giro del Delfinato dal 12 al 16 agosto, nell’arco di 5 tappe anziché delle consuete otto. La prova sarà decisiva per rodare i corridori in vista del Tour de France (29 agosto-20 settembre). Le classiche delle Ardenne, solitamente in calendario in primavera, saranno disputate in autunno con la Freccia Vallone il 30 settembre e la Liegi-Bastogne-Liegi il 4 ottobre. Giro d’Italia in programma dal 3 al 25 ottobre, la Vuelta a Espana dal 20 ottobre all’8 novembre. A chiudere la stagione, la ParigiRoubaix il 25 ottobre e il Lombardia del 31 ottobre. (Italpress)

Il sogno di Ganna: battere il record dell’ora Filippo Ganna con la maglia iridata in pista

tempo di 4 minuti nell’inseguimento. Non è un mistero che il piemontese stia pensando a uno dei suoi sogni nel cassetto, l’ha detto in tutte le salse in più

occasioni, ma nelle tante ore trascorse a casa a pedalare sui rulli, ha deciso di confermarlo sui social: «Ci vorrei provare, anche se è tutt’altro che scontato.

Victor Campenaerts, percorrendo 55,089 chilometri, ha alzato l’asticella a un livello assurdo, ma le sfide sono fatte per essere accettate e i record per esse-

re battuti. So che anche il mio world record nell’inseguimento prima o poi sarà migliorato, ho il cuore in pace. Finché correrò, tenterò di difendermi e di attaccare i primati degli altri. Quando si deciderà il futuro prossimo delle corse e con la squadra avremo le idee chiare sul da farsi, lo proporrò. Se ci sarà tempo, perché non provarci?». Scalata virtuale • Giulio Ciccone, 25enne abruzzese, l’ultimo italiano in giallo al Tour de France, adesso è anche il primo ad aver scalato l’Everest, seppur virtualmente nella sua cavalcata sui rulli. Sul balcone di casa a Montecarlo in 11 ore ha frantumato anche i record di ascolti su web, con un milione e mezzo di contatti. Oltre che sui social, va forte nel sociale: in pochi giorni ha raccolto

diecimila euro per l’ospedale di Chieti, dove mamma Silvana combatte un male carogna. Nemmeno la quarantena frena questo ragazzo della Trek-Segafredo, considerato il futuro dell’Italia nelle corse a tappe, anche se in questi giorni “Cicco” avrebbe preferito parlare di gare vere, di un Giro da correre come primo scudiero di Vincenzo Nibali. A lui piacciono molto le sfide, dopo tanti giorni sul simulatore si è dato un obiettivo sui rulli che sono una fatica mentale, perché vanno bene nell’emergenza, ma non è ciclismo. Gareggiare è tutta un’altra cosa. Non è un mistero che il team manager lodigiano Luca Guercilena e il direttore sportivo cremasco Adriano Baffi abbiano comincino a tracciare le linee guida per andare a caccia di quel podio iridato che all’Italia manca dal 2008, con la doppietta Ballan-Cunego a Varese.


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Sport

Sabato 9 Maggio 2020

BOCCE • Lo conferma Gabriele Ronda, responsabile settore bocce della Bissolati: «Pensiamo già all’edizione del 2021»

«Dobbiamo rinunciare alla Notturna» con il soprannome di “Broda”. Non posso però dimenticare BeNon è più ai domiciliari come nito Scazzoli, che per 50 anni ha tutti, c’è tanta voglia di assaporicoperto la carica di segretario rare la “semilibertà” per Gabriele del Comitato provinciale e che mi Ronda, responsabile settore bocha insegnato parecchie cose». Sabato 11 luglio era in calendario ce della canottieri Bissolati. la tradizionale Nottur«Sono passati quasi na di Cremona. «Con tre anni dal momento tristezza e rammarico in cui presi in mano le devo annunciare che la redini dell’attività bocciofila della società GARA DEL CENTENARIO nostra ben amata gara non potrà svolgersi. rivierasca e mai mi sa- «La Bissolati vuole Sarà la prima volta, rei immaginato che organizzare nel 2021 dopo 58 anni, che il nel mezzo della sta- una strepitosa gione sportiva avrei Notturna per i 100 anni pubblico di mezza Italia non potrà assapodovuto fare i conti non dalla fondazione» rare tutta la magia che più sul numero delle questa manifestazione gare in programmasa offrire. Proprio nei giorni scorzione e sulle spese, bensì su una si mi sono sentito con il consigliemalattia subdola ed invisibile che re Davide Pompini, il quale mi attacca le persone e che in molti aggiornava sulle decisioni prese casi si riscopre mortale. Ora dal consiglio di amministrazione sembra che questo maledetto vidella società. Tra tutte le criticità rus abbia allentato la sua morsa evidenziate, emerge che la gara e anche se le limitazioni sono sotto le stelle più affascinante ancora importanti, si riesce a codell’estate italiana, non verrà dimunicare più facilmente con pasputata. I tempi di programmarenti ed amici, alcuni dei quali il zione sono molto lunghi, in quancovid-19 se li è portati via in to di solito si cominciano a svolquesti ultimi giorni: ricordo Regere le prime operazioni nel mese nato Bonetti, giudice di gara ed di aprile e a tutt’oggi è impensaarbitro integerrimo e il buon Lobile cominciare a programmare renzo Renzi, conosciuto da tutti MASSIMO MALFATTO

Gabriele Ronda in gara

una qualsiasi cosa. Da notare che tutta la parte pubblicitaria, affidata ad una azienda cremonese che ci supporta da anni in maniera perfetta, in questo momento è ferma per i problemi noti. Inoltre, il montepremi è difficile da costruire con largo anticipo in quanto comporterebbe una spesa non giustificabile». Ci sarebbe anche

il discorso del distanziamento sociale? «Un altro problema evidente - prosegue Ronda - è la partecipazione di pubblico. Tutti noi sappiamo che in quella lunga notte alla Bissolati è presente tutto il mondo bocciofilo nazionale, oltre ad una fetta importante della cittadinanza cremonese. La società rivierasca diventa per alcune

ore un punto d’incontro e di mondanità di amici di varie regioni che si ritrovano per salutarsi, abbracciarsi sorseggiando una birra e mangiando un panino con la porchetta. Ci si racconta un anno di gare con tutte le casistiche che hanno caratterizzato le varie partite, in attesa che l’altoparlante annunci il mitico risotto di mezzanotte. Che senso avrebbe organizzare questa manifestazione se tutto questo non fosse realizzabile? Le emozioni che questa gara sa dare sono innumerevoli e questa estate sarà difficile farne a meno». C’è già da pensare al prossimo anno? «Posso già anticipare che la società, se tutto tornerà alla normalità, organizzerà una strepitosa Notturna nel 2021 per l’anniversario del 100º anno dalla fondazione della Canottieri Bissolati. Intanto, in attesa di nuove disposizioni da parte della Federazione Bocce, lasciamo aperta una porta per poter organizzare il Memorial Soci che per tradizione si svolge verso la fine del mese di agosto. Speriamo che si possa disputare, in quanto avremo finalmente la possibilità di rivedere amici e conoscenti dopo questa pandemia».

VO LLE Y SE RIE B 1 FE MMIN I LE

Alla ripresa l’Esperia vuole essere pronta

L’Esperia durante l’ultimo campionato (foto Simone Manini)

Fin dal suo primo giorno a Offanengo, ha ricoperto il ruolo di capitano, rappresentando un punto di riferimento fondamentale in campo e nello spogliatoio. Nella stagione conclusasi in anticipo causa coronavirus, nella Chromavis Abo la schiacciatrice novarese Noemi Porzio (classe 1984) è stata nuovamente una “colonna” delle neroverdi, che stavano cullando il sogno A2 con un brillante cammino nel girone B di B1 femminile, chiuso al momento della sospensione al primo posto. Questo, però, non cancella il vostro cammino. «Stavamo facendo un ottimo percorso, da gruppo eravamo diventati squadra grazie a un lavoro in palestra con lo staff molto intenso, non solo a livello di allenamenti, ma anche di mentalità. Saremmo potute crescere ancora tantissimo, in quasi tutto il girone di ritorno che mancava ancora all’appello. Mi spiace perché questo lavoro aveva messo le basi per fare qual-

Se in serie A regna l’incertezza, figuriamoci nelle categorie inferiori. E infatti è ancora tutto in forse per la prossima stagione di pallavolo, ma l’Esperia sta già pensando a come ripartire. Dopo la sospensione di tutti i campionati per l’emergenza coronavirus, l’attività in società prosegue esclusivamente in ambito dirigenziale con la programmazione del futuro. La conferma arriva dal vicepresidente Tiziano Neviani: «Siamo soddisfatti per l’ultima stagione, partita con l’obiettivo salvezza e culminata con la possibilità di giocarci i playoff. Possibilità ipotetica ovviamente, visto che i campionati sono stati interrotti prima della loro conclusione naturale. La nostra va-

lutazione finale sia sui risultati ottenuti che sulla qualità tecnica, non può che essere positiva, negli ultimi periodi la squadra stava giocando bene e questo ci offre buone basi per la prossima stagione». La società ha già confermato l’intero staff tecnico a partire dall’allenatrice Valeria Magri, dal suo vice Gabriele Denti e dal preparatore Matteo Bozzetti, sempre in contatto con le ragazze per fornire supporto a distanza. Il passaggio successivo riguarda ora le atlete: «Stiamo contattando tutte le ragazze della vecchia guardia per programmare la prossima stagione. Sono ragazze serie che si impegnano molto e hanno già dato la propria disponibilità a mitigare gli

accordi economici, visto il momento non facile. Lavoriamo in questa direzione - prosegue Neviani - con l’intenzione di dare continuità al progetto, confermandone quindi il maggior numero possibile». Non è facile parlare di programmazione oggi, in un momento in cui non si sa ancora come e quando potrà partire il campionato di B1, ma l’Esperia ha tutta l’intenzione di presentarsi ai nastri di partenza con una squadra competitiva, come conferma il vicepresidente: «Quando si tornerà in campo, vogliamo essere pronti, il nostro obiettivo è quello di un campionato che, partendo dalla base di quest’anno, possa portare a qualcosa di buono».

Noemi Porzio, dichiarazione d’amore a Offanengo cosa di veramente bello». A tuo avviso quando la Chromavis Abo ha fatto il salto di qualità? «Secondo me un passo in avanti importante l’abbiamo fatto vincendo a domicilio della Vivigas Arena - il 23 novembre, con il primo degli otto 3-0 consecutivi - e mettendo in pratica ciò che stavamo facendo e allenando. E’ la prima volta che ho avuto sensazioni particolari diverse. La partita a Maniago (il 22 dicembre con il 3-0 rifilato alla Pav Udine) è quella dove forse si è vista maggior consapevolezza di tutte noi». Quali sono state, invece, le partite più difficili? «Non è stato facile, per esempio, giocare il big match interno contro Volano (vinto in tre set), una partita purtroppo condizionata da tanti infortuni, ma siamo riuscite a stare sul

Noemi Porzio, capitano della Chromavis Abo Offanengo (foto Alessandro Soragna)

pezzo. La squadra mi è piaciuta molto anche nelle ultime due battaglie al tie break contro Imoco e Volta prima dello stop, mostran-

do quella che è sempre stata una grande caratteristica e che mi è piaciuta fin da subito: il non mollare mai». Cosa intravede all’oriz-

zonte Noemi Porzio? «Vedo tante amiche che in questo periodo hanno deciso di smettere di giocare, ma per quanto mi ri-

guarda non è ancora ora, anche se so che non giocherò ancora tantissimi anni. In primis, non vorrei mai finire una carriera dopo un campionato così, poi ho tanto desiderio di mettermi alla prova e la pallavolo mi fa divertire molto, altrimenti se così non fosse, farei scelte diverse, anche per rispetto della squadra. Fin dal primo giorno sono stata benissimo a Offanengo, a 360 gradi tra squadra, società e ambiente. Ho preso la residenza qui: a Offanengo ho trovato il mio posto nel mondo. Mi piacerebbe continuare a indossare questa maglia, poi ovviamente non dipende solo da me e ci sono vari fattori che influiscono sulle scelte societarie. Intanto, spero si possa tornare preso alla normalità, che manca: in questi giorni sarebbe terminato il calendario originale del nostro campionato. Una volta sono passata dal PalaCoim e mi ha fatto molta impressione».


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il piccolo 18 del 09/05/2020 by Il Piccolo Cremona - Issuu