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il piccolo 15 del 18/04/2020

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PICCOLO

IL PUNTO, LA VIRGOLA E ANCHE I DUE PUNTI.

IL

CREMONA

www.issuu.com/ilpiccolocremona Anno 4 • n. 15 • SABATO 18 APRILE 2020

Settimanale di informazione • Non riceve alcun finanziamento pubblico

Periodico • € 0,02 copia omaggio

Direttore responsabile: Daniele Tamburini • Società editrice: U.P. Uggeri Pubblicità srl • Amministrazione e diffusione: Corso XX settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • Autorizzazione del Tribunale di Cremona n° 5/2017 del 26/10/2017 Redazione: Corso XX Settembre 18, Cremona - tel. 0372 20586 • ilpiccolocremona@gmail.com • Stampa: Industria Grafica Editoriale Pizzorni I.G.E.P. Srl - Cremona • Pubblicità: U.P. Uggeri Pubblicità srl • 0372 20586 • info@uggeripubblicita.it

CORONAVIRUS • Alcune immagini iconiche hanno proiettato Cremona fuori dai suoi confini

Galletti e Raineri alle pagine 4-5

DUE MESI DAL PAZIENTE UNO ECCO COME SIAMO CAMBIATI I NUMERI DEL VIRUS

MARZO, A CREMONA 585 MORTI A MARZO 2019 FURONO 169

Raineri a pagina 3

ISTRUZIONE

DECRETO SCUOLA OCCHIO AI FURBI

Scolari a pagina 8

COMMERCIO

BARBIERE MIO, CHE NOSTALGIA

I N

Raineri a pagina 10

A R R I V O

TEST SIEROLOGICI PRONTI, MA SONO ATTENDIBILI?

Raineri a pagina 6

C A L C I O

C U L T U R A

UNA MOSTRA ONLINE TUTTA AL FEMMINILE

inquadra il QR CODE e leggi su smartphone e tablet la versione digitale e gratuita del giornale

Articolo a pagina 14

V O L L E Y

MARINELLI (PERGO): «TORNEREMO IN CAMPO SOLO A CERTE CONDIZIONI»

BOSELLI: «LA VERA SFIDA DELLA VBC CASALMAGGIORE SARA’ RIPARTIRE»

Malfatto a pagina 16

Articolo a pagina 20


CRONACa

Sabato 18 Aprile 2020

3

CORONAVIRUS • Dati dal Comune: a marzo ’19 i morti furono 169, quest’anno 585. Intanto la situazione migliora

Cremona, le cifre dei decessi parlano chiaro VANNI RAINERI

DATI ATTUALI ITALIA

Giornata complessivamente positiva quella di ieri per i dati sia nazionali che locali: a Cremona l’incremento è stato di 40 nuovi contagiati. Aveva destato parecchia preoccupazione la crescita di oltre 450 casi in due soli giorni a metà settimana, poi si è verificato che si trattava di casi di tamponi positivi che erano già stati conteggiati dalla Prefettura ma solo più tardi dalla Regione, e che hanno creato un picco anomalo. Anche per questo motivo, abbiamo deciso a partire da questa settimana di valutare il confronto dei dati di venerdì in venerdì: le cifre di ieri sera sono cioé confrontate con quelle del venerdì precedente, in modo tale da avere un dato che non risenta delle anomalie giornaliere. E questo sia per i dati regionali che per quelli nazionali e internazionali. Aggiungiamo una tabella, quella visualizzata sotto, che è giunta nella giornata di ieri dal Comune di Cremona, ed è interessante poiché confronta i dati sui decessi complessivi dei primi mesi del 2019 con quelli del 2020. E’ noto che molti ritengano il numero di decessi per coronavirus sottostimato rispetto a quello effettivo, e ciò si desumerebbe dalla forte differenza con i morti complessivi Decessi Registrati

Di Cui Non Residenti Residenti Deceduti in Deceduti Deceduti Altro Comune In Cremona

GENNAIO 2019 Maschi

36

6

34

Femmine

36

5

34

Totali

72

11

68

GENNAIO 2020 Maschi

35

2

46

Femmine

45

6

25

Totali

80

8

71

FEBBRAIO 2019 Maschi

35

4

36

Femmine

34

5

30

Totali

69

9

66

FEBBRAIO 2020 Maschi

38

4

41

Femmine

42

9

33

Totali

80

13

74

MARZO 2019 Maschi

34

3

33

Femmine

52

4

50

Totali

86

7

83

195

64

141

MARZO 2020 Maschi Femmine

184

35

65

Totali

379

99

206

10 aprile

17 aprile

differenza % 10/17 aprile

Positivi Attuali

98273

106962

8,84%

Morti

18849

22745

20,67%

Guariti

30455

42727

40,30%

Casi Totali

147577

172434

16,84%

ITALIA: INCREMENTI GIORNALIERI 10 aprile

17 aprile

differenza % 10/17 aprile

Nuovi Positivi

1396

355

-74,57%

Morti

570

575

0,88%

Guariti

1985

2563

29,12%

Casi Totali

3951

3493

-11,59%

LOMBARDIA: NUMERO DI CONTAGI PER PROVINCIA

Il primo ministro britannico Boris Johnson: prima ha minimizzato la portata del virus, poi l’ha contratto finendo in terapia intensiva. Ora sta meglio che si registrano mediamente nello stesso periodo dell’anno. E così la tabella presenta il numero dei decessi (divisi tra maschi e femmine, cui si aggiungono quelli di non residenti in città) che consente un confronto tra i due anni. Considerato il numero complessivo di decessi compresi i non cremonesi, emerge che nel gennaio 2019 erano morte 140 persone (72+68), contro i 151 del 2020. Poca differenza, d’altra parte il coronavirus non aveva ancora dato il suo tragico apporto. A febbraio si è passati dai 135 dello scorso anno ai 154 di quello corrente (una ventina in più: qui il virus dovrebbe aver contribuito). E’ però a marzo, con l’esplosione del contagio, che il confronto è impietoso, e va ben oltre le cifre ufficiali. Nel 2019 i decessi furono 169, nel 2020 sono stati 585. La differenza è di 416. E parliamo solo della città di Cremona. Per aprile invece è stato fornito solo il dato del 2020 (in corso): 136 decessi. Non solo: il Comune precisa che l’elaborazione relativa al mese di marzo e aprile non è purtroppo definitiva poiché stanno pervenendo da altri Comuni ancora atti di morte avvenuti a marzo e aprile da trascrivere inerenti a cittadini residenti in Cremona (che saranno pertanto cancellati dall’anagrafe nel mese di aprile ma con decorrenza dalla data di morte ossia marzo). Ma andiamo ora ai dati comunicati ieri dalla protezione civile. Diminuiscono decisamente i nuovi contagiati e aumentano sensibilmente i guariti, due dati positivi. Purtroppo però

non accennano a diminuire con la stessa intensità i morti, che anzi sono 575 in una settimana contro i 570 della settimana precedente, il che porta a un totale complessivo per l’Italia di 22745 (ufficiali, poi come scritto sopra il fenomeno è certamente più vasto). Per quanto riguarda le province lombarde, Cremona è appena al di sotto della media, che è influenzata dal quasi +20% di Milano, che continua a crescere sia pur non con la stessa intensità di alcune settimane fa. I dati peggiori sono quelli di Como, Sondrio e Varese, che però sono le tre province che partivano da dati più limitati. Può continuare a respirare Bergamo, che cresce solo del 4%. Chiudiamo con l’Europa. La Spagna ha interrotto la sua impennata che l’aveva portata a sorpassare l’Italia nel numero dei contagi, e la sua crescita si attesta sui ritmi italiani (attorno al 17%). Tiene bene la Germania, che sta amministrando al meglio l’emergenza grazie probabilmente ad una struttura sanitaria migliore, dimostrata anche dal numero molto più basso di decessi per ammalato. Sale invece del 24% la Francia e addirittura del 46,5% il Regno Unito, che ha superato quota 100mila contagi ufficiali. Per il resto, crescite controllate per le nostre vicine Austria e Svizzera e boom di contagi in Russia (+134%), dove però va tenuto conto della dimensione del Paese, sin qui molto meno toccato di altri dall’emergenza. Più che raddoppiato in una settimana anche il dato dell’Irlanda.

10 aprile

17 aprile

differenza % 10/17 aprile

MILANO

12748

15277

19,84%

BRESCIA

10369

11567

11,55%

BERGAMO

10151

10590

4,32%

CREMONA

4562

5313

16,46%

MONZA

3424

3975

16,09%

PAVIA

2963

3448

16,37%

LODI

2419

2678

10,71%

MANTOVA

2355

2748

16,69%

LECCO

1838

2005

9,09%

COMO

1686

2285

35,53%

VARESE

1589

2021

27,19%

SONDRIO

661

866

31,01%

TOTALE

54765

62773

14,62%

EUROPA: NUMERO DI CONTAGI PER NAZIONE 10 aprile

17 aprile

differenza % 10/17 aprile

SPAGNA

157053

184948

17,76%

ITALIA

147577

172434

16,84%

GERMANIA

119624

137698

15,11%

FRANCIA

118790

147091

23,82%

REGNO UNITO

71078

104145

46,52%

BELGIO

26667

34809

30,53%

SVIZZERA

24548

26732

8,90%

OLANDA

23245

29383

26,41%

PORTOGALLO

15472

18841

21,77%

AUSTRIA

13531

14476

6,98%

RUSSIA

11917

27938

134,44%

SVEZIA

9685

12540

29,48%

IRLANDA

6574

13271

101,87%

NORVEGIA

6244

6896

10,44%

DANIMARCA

6014

7074

17,63%

E C O N OMI A

A R T I GI A N A T O

Il cremasco Carlo Bonomi nuovo presidente Confindustria

Cig, parte il Fondo di Solidarietà Bilaterale

Il Consiglio Generale di Confindustria ha designato giovedì Presidente il cremasco Carlo Bonomi con 123 preferenze. Hanno votato tutti i 183 aventi diritto. Alla candidata concorrente Licia Mattioli sono andate 60 preferenze. Nessuna scheda bianca, nessuna nulla. Il risultato è stato validato dai Probiviri Sergio Arcioni, Luca Businaro, Gabriele Fava e Antonio Serena Monghini assistiti dal notaio Cesare Quaglia. Il Consiglio generale si è svolto a distanza e alla presenza, nella sede di Confindustria, del Presidente Vincenzo Boccia, della Dg Marcella Panucci e dei due candidati. La nomina dovrà avere il gradimento dell'assemblea dei delegati, convocata il 20 maggio, che di fatto eleggerà Bonomi 31° presidente di Confindustria. Il 30 aprile il Consiglio Generale dovrà esprimersi sulla squadra dei Vicepresidenti scelta dal presidente designato. Carlo Bonomi (nella foto con Vincenzo Boccia che

Per i lavoratori dell’artigianato sono previsti, nel giro di pochissimi giorni, i primi pagamenti da parte di FSBA Fondo di solidarietà bilaterale. In Lombardia sono state presentati 27.426 accordi COVID-19, che hanno coinvolto 109.198 lavoratori del comparto artigiani. Gli artigiani saranno i primi a ricevere i pagamenti direttamente sul proprio conto corrente. Si tratta di un assegno medio di 800 euro fino a un importo massimo di 1.199 euro Il Fondo di Solidarietà Bilaterale (FSBA) è lo strumento, gestito dalle rappresentanze dei datori di lavoro e dei lavorato-

gli cede il testimone)è nato a Crema il 2 agosto 1966. Dopo gli studi negli Stati Uniti, fonda l'azienda Synopo che produce atrezzature per la neurologia. L'azienda ha poi acquisito società sempre in ambito biomedicale, ed oggi il gruppo fattura 17 milioni di euro, dando lavoro a un centinaio di persone a Milano e a Modena.

ri del comparto artigiano, che ha sostituito la cassa integrazione in deroga per effetto della legge 92 del 2012 e del decreto 148/2015, in attuazione del Jobs Act. Le imprese e i lavoratori dell'artigianato hanno così rodato, a pochi anni dalla sua nascita, un sistema autonomo di cassa integrazione, che sta assicurando adeguata funzionalità ed efficace copertura per la forza produttiva del settore. Nei giorni scorsi è stato anche perfezionato l'accordo che permette, anche in Lombardia, l'anticipazione bancaria dell'assegno di cassa integrazione a favore del lavoratore.


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» gli avvenimenti

, l inizio di tutto IL 20 MARZO A CODOGNO E’ POSITIVO IL COSIDDETTO PAZIENTE UNO. IL GIORNO DOPO LA PRIMA VITTIMA A VO’ EUGANEO

Due mesi di fuoco alle pr

LENA YOKOHAMA

VANNI RAINERI e ENRICO GALLETTI

E’ il 20 febbraio quando esce la notizia inattesa: a Codogno il primo caso di Coronavirus in Lombardia. Prima di allora, i positivi erano alcuni italiani rimpatriati rientrati da Wuhan e ricoverati allo Spallanzani di Roma (altri avevano trascorso la quarantena alla Cecchignola) e un evacuato dalla nave Diamond Princess. E poi c’erano i due cinesi di Wuhan ricoverati sempre allo Spallanzani. Chi avrebbe mai detto che da allora, in questi due terribili mesi, si sarebbe scatenato quel che sappiamo? E allora cerchiamo di ripercorrere questi due mesi attraverso i fatti più rilevanti sia in Italia che nella nostra provincia.

Il violino e Cremona, anche nell’ora tragica Gli sguardi verso il cielo e poi le il 18enne che aveva scritto alla lacrime, gli applausi che arrimamma «Non ti lascio sola» vano da dentro e fuori l’ospeprima di essere intubato e dale. Le sirene delle ambulanze sempre giovedì è stato dimesche vanno e vengono e si miso, e per i tanti che invece hanschiano alle note di violino perso la loro battaglia conno. L’entusiasmo è tro il virus. Le note quello delle grandi di Yokoyama, catoccasioni. E Lena turate in un video Yokoyama, che emozionante reaquella passione co- IL CONCERTO lizzato da Pro Creminciata in Giap- La talentuosa mu- mona, sono entrate pone la coltiva da anche nelle corsicista originaria di quando era bambisie dell’ospedale. na, di grandi occa- Osaka è salita sul Medici e infermieri sioni ne ha vissute tetto dell’ospedale si sono affacciati almolte. Ha impu- esibendosi col suo le finestre comgnato il violino violino mossi e da lì hanno suonato da Antonio seguito il concerto Stradivari in molti che si è diffuso per concerti. Ma l’occasione più tutto il quartiere. Alla fibella è stata giovedì, quando è ne dell’esibizione un grande salita sul tetto dell’ospedaapplauso, poi ognuno è tornato le Maggiore di Cremona, uno al suo lavoro: i medici in terapia dei più colpiti dall’emergenintensiva, i volontari sulle amza coronavirus, e si è esibita bulanze, gli infermieri nelle con il suo violino in un omaggio tende dell’ospedale da campo alle vittime, al personale saniallestito lì fuori. Tutti con queltario e ai pazienti che stanno le immagini ancora in testa: i ancora lottando. violini, simbolo della città, e Un tributo per chi in quell’oquelle note di speranza che spedale è guarito, come Mattia, spingono ad andare avanti.

20 FEBBRAIO A Codogno primo italiano trovato positivo in Italia. Si verrà a sapere che il 38enne si era rivolto già al pronto soccorso ma non essendo reduce dalla Cina non era scattato il protocollo. Il giorno prima si era giocata a San Siro Atalanta-Valencia, purtroppo a porte aperte. 21 FEBBRAIO C’è il primo morto per Covid-19: è un 78enne veneto di Vo’ Euganeo. Il paese viene subito isolato, e Zaia annuncia che verranno fatti i tamponi su tutti i suoi abitanti. 22 FEBBRAIO Scatta la zona rossa per una decina di comuni del Lodigiano. Si chiudono le università al Nord e saltano le prime partite di serie A. 23 FEBBRAIO C’è la prima vittima in provincia di Cremona, terza in Italia: si tratta di una donna di 68 anni di Bagnolo Cremasco. Intanto al Nord si chiudono scuole, musei, cinema, mentre i pub dovranno serrare alle 18. La direttrice responsabile dell’ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo si sfoga su Facebook: “Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così”. Se ne dovrà pentire. 26 FEBBRAIO Prime crepe tra governo di Roma e Regione Lombardia. Fontana si presenta alle telecamere indossando una mascherina, scatenando le polemiche. Intanto il contagio arriva al Sud. A Cremona se ne contano già 70. 27 FEBBRAIO La ricercatrice cremonese Claudia Balotta coordina un’équipe del Sacco di Milano che riesce ad isolare il

ELENA PAGLIARINI

L’infermiera crolla dopo la notte insonne Quella foto, dove era stremata sulla scrivania del reparto dopo un turno al pronto soccorso di Cremona, aveva fatto il giro del mondo. Era diventata il simbolo del lavoro instancabile del personale sanitario alle prese con l’emergenza Coronavirus. A scattarla, dopo dodici ore in trincea, era stata la dottoressa Francesca Mangiatordi, commossa dalla forza e dall’umanità di quella scena «che – aveva raccontato ai giornali - nel nostro lavoro non ci abbandona mai, nonostante la stanchezza e il momento delicato». Una vera e propria icona ripresa anche da giornali e

televisioni interne per il mio lavoro, nazionali. Cinque lo faccio senza voler giorni dopo quello essere ringraziascatto, Elena Pa- STREMATA SUI TASTI ta», aveva raccongliarini, 43 antato, aggiungendo ni, infermie- A scattarla, la dot- che quello scatto ra all’Ospedale di toressa Francesca mostrava il suo Cremona, è risul- Mangiatordi men- «lato più fragile», tata positiva al vi- tre l’amica inferquello che, prima di rus e ha comincia- miera si concedeva a d d o r m e n t a r s i to la quarantena in un breve riposo stremata, l’aveva casa. Ora sta mefatta piangere in un glio, è guarita, a momento di scondistanza di alcune settimane forto «per il senso di impoanche il secondo tampone ha tenza verso ciò che sta accadato esito negativo. Elena è dendo». Poi, per Elena, era già tornata in corsia, nel suo arrivato il momento di prenospedale, dove i colleghi e i dersi una pausa per guarire dal medici la aspettavano a bracvirus. Il tempo di riprendersi e cia aperte. «Ho molta passiodi ritornare in corsia.

ceppo italiano del Coronavirus Covid-19. 28 FEBBRAIO La seconda vittima cremonese è un 73enne di Offanengo. Nella nostra provincia un quarto dei contagiati della Lombardia. 29 FEBBRAIO In serie A rinviate Juventus-Inter e altre 4 gare, tra le polemiche. In Italia superati i 1000 casi. Restano aperti bar e ristoranti, ma senza servizio al banco e col distanziamento di un metro tra i clienti. 2 MARZO All’ospedale di Crema si crea un reparto ad hoc per il virus. Fausto Garini, 88 anni, fratello dell’ex sindaco di Cremona Alfeo, è la terza vittima cremonese. 3 MARZO Nuove regole in Italia: niente abbracci e strette di mano, un metro per tutti, calcio solo a porte chiuse. 4 MARZO La chiusura delle scuole è estesa in tutta Italia. Positiva Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza. 6 MARZO Ricoverato in ospedale con difficoltà respiratorie il vescovo di Cremona Napolioni: ha contratto il virus. Stessa sorte (all’Oglio Po) per il parroco del Duomo di Casalmaggiore don Claudio Rubagotti. 7 MARZO Niente nuove zone rosse. Il governo decide nuove misure più restrittive per la Lombardia e altre 11 province: non si entra e non si esce, bar e ristoranti chiusi dopo le 18. Positivo il segretario del Pd Nicola Zingaretti. 8 MARZO In uno stadio deserto, la Juventus batte l’Inter 2-0 e torna in testa alla classifica di serie A. 9 MARZO Estese a tutta Italia le misure restrittive del Nord. Sommosse in varie carceri italiane. 11 MARZO Nuova stretta: chiusi tutti i bar, ristoranti, uffici e negozi in Italia con l’eccezione di alimentari e farmacie. Positivo Rugani della Juventus: è il primo calciatore di serie A. 12 MARZO Le principali forze economiche della provincia si uniscono in un’associazione che si propone di raccogliere fondi: “Uniti per la Provincia di Cremona”.

13 MARZO Gli italiani chiusi in casa cantano sui balconi. 14 MARZO Muore a Cremona don Vincenzo Rini, per 30 anni direttore de La Vita Cattolica. La Regione Lombardia chiama Bertolaso come consulente per il progetto di realizzazione di centinaia di posti letto in Fiera. 15 MARZO I direttori sanitari delle case di riposo cremonesi lanciano l’allarme al prefetto. Purtroppo si rivelerà fondato. 18 MARZO Davanti all’ospedale di Cremona l’associazione Usa Samaritan’s Purse inizia a realizzare un ospedale da campo con 15 tende. 19 MARZO Papa Francesco telefona al vescovo Napolioni, appena rientrato a casa dall’ospedale. L’Italia diventa il Paese con più morti di Covid-19 al mondo (3405) superando la Cina. 21 MARZO Nuove misure restrittive: il premier Conte chiude le attività produttive non necessarie. 22 MARZO Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti annuncia di aver contratto


Sabato 18 Aprile 2020

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MALATI E VITTIME ECCELLENTI LA CHIESA PERDE DON VINCENZO RINI, DON ALBERTO FRANZINI E TANTI ALTRI. SI AMMALANO IL VESCOVO E IL SINDACO, MA RIUSCIRANNO A GUARIRE

rese col pericolo invisibile

il virus. Arriva a Crema la delegazione cubana formata da una cinquantina tra medici e infermieri. 25 MARZO Conte si presenta in una Camera semideserta per annunciare lo stanziamento di altri 25 miliardi a sostegno dell’economia. Intanto le curve del contagio iniziano a mostrare segnali positivi: 4° giorno di frenata. 27 MARZO Tensioni con l’Europa. Conte: «Siamo pronti a fare da soli». Mattarella parla al Paese: «L’Europa agisca prima che sia troppo tardi». Fanno il giro del mondo le immagini del papa che in una piazza San Pietro deserta impartisce la benedizione urbi et orbi invocando Dio: «Ti imploriamo, non lasciarci nella tempesta». Intanto il primo ministro britannico Boris Johnson è positivo. 28 MARZO Superati in Italia i 10mila morti (500 a Cremona), ma crescono i guariti. 30 MARZO Inaugurato a Milano in Fiera il nuovo ospedale, realizzato in 14 giorni. 1 APRILE Conte annuncia che anche a Pasquetta non si potrà uscire di casa. Intanto gli italiani chiedono in mas-

sa bonus da 600 euro e cassa integrazione, mandando in tilt il sito dell’Inps. 2 APRILE Mentre Roma e Milano continuano a litigare, si inizia a parlare dei test sierologici, di cure con plasma e farmaci sperimentali e di mascherine fabbricate nel nostro Paese grazie a fabbriche convertite. 4 APRILE In Lombardia obbligo di indossare la mascherina. A Cremona muore il parroco della Cattedrale e docente di Teologia don Alberto Franzini. 5 APRILE Boris Johnson è ricoverato in ospedale. Esplode il caso bergamasco di Nembro e Alzano: perché non scattò la zona rossa? 6 APRILE Il governo approva il decreto liquidità: 400 miliardi di euro a disposizione delle imprese in prestito con garanzie alle banche da parte dello Stato. 9 APRILE Mentre si inizia a parlare di fase 2, Conte annuncia che anche il 25 aprile e il ponte del 1° maggio permarranno off limits. Ovunque in Italia appare evidente la tragica situazione delle case di riposo.

10 APRILE Muore a Cremona l’architetto Massimo Terzi, già assessore comunale all’Urbanistica. 13 APRILE É Pasquetta, mobilitate le forze dell’ordine per effettuare controlli, ma gli italiani si dimostrano abbastanza rispettosi dei limiti imposti. 14 APRILE Dopo una prima inchiesta partita sul caso Alzano, nuova offensiva delle Procure che cercano di vederci chiaro su quanto accaduto nelle case di riposo, in particolare al Pio Albergo Trivulzio di Milano. E’ vero che la Regione ha inviato qui i malati in cambio di incentivi economici, il che ha favorito l’estendersi del contagio? Intanto Cremona registra per il secondo giorno consecutivo incrementi enormi del numero dei contagiati: 451 in due giorni. Si tratta di tamponi positivi che erano rimasti in sospeso, già conteggiati dalla Prefettura. 16 APRILE Muore in Spagna lo scrittore cileno Luis Sepùlveda. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina afferma che gli studenti potranno anche ricevere dei 4 e dei 5, ma tutti alla fine saranno promossi.

GIORGIO E ROSA FRANZINI

52 anni di matrimonio e poi la prova più dura

Insieme da una vita: 52 anni condizioni di Rosa sono midi matrimonio. Giorgio e Rogliorate, due dottoresse si sa sono una coppia affiatata, sono accordate per fare una di quelle che si trovano nei sorpresa a entrambi. Con una film d’amore. Non si lasciano scusa li hanno portati nella mai. Quando lui, a metà stessa stanza e lì hanno pomarzo, è stato ricoverato tuto incontrarsi dopo alcuni all’Ospedale di Cremona per giorni divisi. «È stato uno di una polmonite da Covid-19, quei momenti che non si diqualcosa però è menticano – raccambiato. «Giorcontano dall’ogio è una di quelle spedale di Crepersone alle quali mona -. Nessuno non puoi far altro AFFETTO PROFONDO di noi è riuscito a che affezionarti – Non sono mai stati trattenere le laspiega un medico crime». La loro separati per tanti dell’ospedale – foto ha fatto il giorni, ma alla fine giro del web, fimai un lamento, sempre un grazie. entrambi hanno nendo anche nei Ad un certo punto superato l’ostacolo titoli dei telegiorci ha confessato la e si sono riuniti nali. «Ha emotristezza che prozionato anche noi vava perché voleva – ha spiegato tornare a casa dalla sua RoEdoardo, il figlio della coppia sa». Qualche giorno dopo originaria di Grontardo, nel anche lei è stata ricoverata, il Cremonese –. Mamma e pasuo letto era in un altro repà hanno un rapporto speparto, quello di chirurgia ciale, quella foto racconta il multispecialistica. Quando le vero amore».

MATTIA

Il paziente più giovane ce l’ha fatta Aveva scritto «Ti no presi cura di amo, non ti lascio me, i miei amici sola» su WhatsApp che non mi hanalla mamma prima IL RISVEGLIO no lasciato solo, di entrare in coma tutta l’Italia che farmacologico. Due Ha scritto un ha fatto il tifo». settimane di buio in messaggio alla Prima delle diterapia intensiva, mamma prima del missioni, nelle intubato all’ospe- coma farmacolocorsie dell’ospedale di Cremona per gico, poi è guarito dale di Cremona il coronavirus, poi e l’ha riabbracciata Mattia ha salutaaltri venti giorni di to i dottori che ricovero in pneul’hanno seguito, mologia. Il paziente più gioanche loro emozionati per la vane di tutti. Nei giorni scorbella notizia che arriva in si Mattia, 18 anni, il paziente giorni difficili. C’è stato un più giovane, è stato dimesso. lungo abbraccio, quando il «Sono felice - ha detto una primario gli ha consegnato la volta uscito -, ringrazio i melettera di dimissioni. dici e gli infermieri che si soDelle due settimane in riani-

mazione «non ricordo nulla, neanche un sogno - aveva raccontato Mattia -, è come se il tempo in coma si fosse azzerato. Ho in mente un gran frastuono, l’influenza che non passa, il viaggio in ambulanza e la mia paura degli attimi prima di addormentarmi». Massimo Cannavò, medico chirurgo dell’ASST 7 laghi di Varese, il medico che ha accolto Mattia il giorno zero in pronto soccorso, ha raccontato: «Nei suoi occhi ho visto la paura, una richiesta d’aiuto. In questi giorni ho assistito a scene pesanti, è lui che mi ha dato la forza».


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Cronaca

Sabato 18 Aprile 2020

I N BREVE

PROVINCIA, CONSIGLIO IL 20 APRILE Il Consiglio Provinciale è convocato in adunanza telematica, il giorno 20 aprile 2020 alle ore 15 per la trattazione degli oggetti del seguente odg: 1 Linee programmatiche di mandato del Presidente Paolo Mirko Signoroni 2 Dup 2020/2022 - Bilancio di previsione 2020/2022: approvazione ai sensi della procedura straordinaria di cui al dl 17/03/2020, art. 73 comma3 3 Azienda speciale Ufficio d'Ambito della provincia di Cremona: approvazione del bilancio economico di previsione 2020, del piano programma delle attività e del bilancio pluriennale 2020-2022 4 Regolamento dell'Imposta provinciale di trascrizione, iscrizione ed annotazione di veicoli al pubblico registro automobilistico - Ipt - integrazione 5 Protocollo di intesa tra Regione Lombardia, la Città Metropolitana di Milano, le Province ,Upl e Aci per la realizzazione del progetto di recupero dell'imposta provinciale di trascrizione- approvazione schema 6 Schema di convenzione di Segreteria generale tra la provincia di Cremona e i Comuni di Pantigliate (Mi), Tribiano (Mi) e San Rocco al Porto (Lo). Approvazione.

PIATTAFORMA S. ROCCO CHIUSA FINO AL 3 MAGGIO La chiusura della piattaforma per la raccolta differenziata di San Rocco prosegue sino al 3 maggio prossimo. Sino alla stessa data rimarrà chiuso anche il centro di raccolta presso l’ex mercato ortofrutticolo in via dell’Annona 11. La decisione è stata presa tenendo conto del perdurare dell'emergenza sanitaria e sulla base delle recenti disposizioni statali e regionali. Il servizio di igiene urbana è comunque garantito in tutte le principali componenti della filiera e prosegue regolarmente la raccolta differenziata porta a porta.

SALTA ANCHE DIVERSAMENTE UGUALI Stante il perdurare della situazione di incertezza, rischio sanitario e preoccupazione instauratasi a causa dell’epidemia di Coronavirus, il CDA della Cooperativa Sociale Agropolis Onlus, a malincuore ha deciso di sospendere l’organizzazione della Manifestazione DiVersamente Uguali, che quest’anno, quindi, non avrà luogo.

CORONAVIRUS • In Regione da giovedì. Cremona si candida per effettuarli su tutti i residenti

Test sierologici al via Ma sono attendibili? VANNI RAINERI

In vista della pur parziale riapertura delle attività, grande importanza viene data in questi giorni, più ancora che ai tamponi, ai test sierologici in grado di identificare gli anticorpi al virus Covid-19. Si è creata nella percezione comune la sensazione che sia possibile fare uno screening in breve tempo su un gran numero di cittadini che possa stabilire una sorta di patente di immunità, un via libera individuale a svolgere le normali attività, tra altre persone che hanno ottenuto lo stesso nulla osta; questo mentre gli altri rimangono in attesa in quarantena. Le cose non stanno esattamente così. Ma partiamo dal provare a capire in cosa consistano questi test sierologici, in particolare quelli cosiddetti rapidi, che si stanno già sperimentando in alcune regioni. Si tratta di test che analizzando il sangue identificano la presenza di anticorpi specifici al virus (tecnicamente, sono le immunoglobuline IgM e IgG). L’obiettivo è quello innanzitutto di farsi un’idea della concreta diffusione del Coronavirus, innanzitutto all’interno del personale medico e poi sull’intera popolazione. Ci sono anche società e cliniche private che mettono in vendita il test sul mercato, un’iniziativa commerciale che è stata premiata dal successo immediato, come è facile comprendere. Questo perché ci sono aziende che cercano di accelerare al massimo il ritorno all’attività produttiva e anche perché ci sono comuni che vogliono anticipare le mosse delle regioni: nella stessa Lombardia una decina di comuni, contro il parere regionale, ha deciso di promuovere i test sierologici tra i citta-

GRANDE GE S T O

dini, tra l’altro acquistando kit che sono stati già proibiti in altre regioni. Il primo limite sta proprio nella certificazione di questi test, che è ancora carente: il rischio dunque è di spendere soldi per analisi che poi non verranno prese in considerazione dalle istituzioni. Infatti l’Istituto Superiore di Sanità è assai cauto nel promuovere test anche se hanno la certificazione Ce. Ma oltre all’accuratezza del test e alla bontà del suo risultato (data attorno al 95%), non è nemmeno chiaro se la presenza di anticorpi protegga veramente il soggetto nel lungo periodo. Importante è anche la presenza di falsi positivi, coloro che risultano positivi al test ma non hanno mai contratto il virus. Per tutto questo anche gli specialisti consigliano di andare assai cauti, per evitare di generare l’illusione di immunità che creerebbe ulteriori danni. Detto questo, la Lombardia ha annunciato che a partire dal 23 aprile (inizialmente si era detto il

21) inizieranno i test sierologici: se ne faranno 20mila al giorno. Ciò in previsione di una “ripartenza” il 4 maggio che ha fatto discutere per l’opportunità di farlo in un momento in cui la pandemia non può certo dirsi superata. Il test lombardi sono stati ideati e testati presso l’Irccs pubblico San Matteo di Pavia. Per questa iniziativa, proprio la Provincia di Cremona si candida per un massiccio intervento che coinvolga tutta la popolazione residente. E’ questa la richiesta che fanno, in una lettera inviata al Presidente della Regione Attilio Fontana e all’Assessore al Welfare Giulio Gallera (e che pubblichiamo sotto), tutti i Sindaci del territorio unitamente al Presidente della Provincia Mirko Signoroni. Già oggi la Regione ha manifestato l’intenzione di coinvolgere in prima battuta gli operatori sanitari, sociosanitari nonché i cittadini che devono tornare al lavoro con particolare riferimento alle

province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi, le più colpite. Nella lettera viene fatto presente che la provincia di Cremona, su base percentuale, esprime il più elevato livello di pervasività del virus, con una media complessiva dell’1,44% di contagiati e punte che sfiorano l’1,80%, pertanto molto oltre la media lombarda. Preoccupati da questo dato, pur manifestando grande soddisfazione per la decisione di partire dai territori più colpiti, Sindaci e Presidente chiedono quanto prima un preciso piano di azione per il nostro territorio, in particolare un’azione pratica, tangibile, dicendosi da subito disponibili a com-

partecipare economicamente attingendo alle risorse dei rispettivi bilanci o alla generosità di gruppi economici e di cittadini. “Non invochiamo priorità che non riguardino le gravissime ferite subite dalle nostre famiglie e dal nostro sistema produttivo, due valori edificati attraverso lunghi decenni di fatica, che oggi appaiono minati e carenti di futuro. Aspettiamo fiduciosi una risposta positiva e offriamo, oltre alla preventiva gratitudine, tutta la collaborazione che la nostra tradizionale laboriosità ci consente di mettere a disposizione”, così concludono la lettera i Sindaci e il Presidente della Provincia.

LA LE T T E R A

I 113 SINDACI E IL PRESIDENTE “DISPONIBILI A COMPARTECIPARE ECONOMICAMENTE” Pubblichiamo il testo integrale della lettera che 113 sindaci e il presidente della Provincia di Cremonahanno indirizzato al Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Giulio Gallera. “Abbiamo appreso che in Lombardia inizierà la somministrazione dei test sierologici, ideati e testati presso l’IRCCS pubblico San Matteo di Pavia, che, con un severo grado di attendibilità, una volta ottenuta la validazione scientifica da parte dell’I.S.S., dovrebbero certificare l’immunità al virus e dunque permettere di gestire consapevolmente la fase della ripartenza e della reintegrazione sociale. I media raccontano che la nostra Regione intenderebbe procedere con 20mila test sierologici al giorno all’interno di un piano di azione, condivisibile, che coinvolgerebbe in prima battuta gli operatori sanitari, sociosanitari nonché i cittadini che devono tornare al lavoro “con particolare riferimento alle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi”. Rappresentiamo qui la Provincia di Cremona, che su base percentuale esprime il più elevato livello di pervasività del Virus, con una media complessiva del 1,44%

di contagiati e punte che sfiorano l’1,80%. Molto oltre la media lombarda. Proprio perché sensibilizzati da questo grave dato “autobiografico”, desideriamo esprimere grande soddisfazione per la decisione di partire dai Territori più colpiti, chiedendo prima possibile un preciso piano di azione per il nostro. Chiediamo un’azione pratica, tangibile, cui associamo da subito la disponibilità a compartecipare economicamente, attingendo risorse dei nostri Bilanci o attingendo alla generosità di gruppi economici e cittadini. Candidiamo, dunque, la nostra Provincia per un massiccio intervento che coinvolga tutta la popolazione residente, secondo le gerarchie annunciate da voi. Non invochiamo priorità che non riguardino le gravissime ferite subite dalle nostre famiglie e dal nostro sistema produttivo, due valori edificati attraverso lunghi decenni di fatica, che oggi appaiono minati e carenti di futuro. Aspettiamo fiduciosi una risposta positiva e offriamo, oltre alla preventiva gratitudine, tutta la collaborazione che la nostra tradizionale laboriosità ci consente di mettere a disposizione”.

GEMELLAGGIO SOLIDALE: A CREMONA SOLIDALE 7000 EURO DA FÜSSEN Cremona e Füssen città gemelle non solo nel segno della cultura ma anche della solidarietà. Nei giorni scorsi infatti gli abitanti di Füssen, detta anche la Cremona del Nord per l’importante tradizione liutaria di questa città della Baviera, su iniziativa del loro borgomastro, Paul Iacob, si sono mobilitati per dare un aiuto concreto alla comunità cremonese in questo particolare frangente. Una mobilitazione che ha portato a raccogliere oltre 7000 euro che saranno donati a “Cremona Solidale”.

«Un gesto straordinario da parte della nostra città gemellata che ha voluto così contribuire all’emergenza sanitaria in corso. Il legame forte e antico, che ci lega nel nome della bellezza dei violini e della ricchezza della musica, porta ora altri gesti concreti di solidarietà. L'amicizia nel nome della cultura genera frutti di bene, sempre. Un grazie sincero al borgomastro Paul Iacob e ai suoi cittadini che hanno voluto mostrare la loro vicinanza a Cremona. Ci sentiamo ancora più uniti a voi», è la dichiarazione

del Sindaco Gianluca Galimberti e dalla Giunta. La firma del Patto di Gemellaggio tra le città di Cremona e di Füssen risale al 4 maggio del 2018 quando, nel corso di una solenne cerimonia tenutasi nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, il Sindaco Gianluca Galimberti e il Borgomastro Paul Iacob, sottoscrissero il documento ufficiale che sanciva il rapporto tra le due comunità. Legame che è stato poi rinnovato il 7 luglio dello stesso anno nella Kaisersaal del Museo della Città di Füssen.


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Cronaca

Sabato 18 Aprile 2020

IL COMMENTO • Un giornalista-insegnante spiega alcuni punti d’ombra del decreto legge sulla scuola MICHELE SCOLARI

Il decreto legge sulla scuola, emesso a seguito dell’emergenza sanitaria in corso, ha introdotto modifiche urgenti per l’anno scolastico 2019/2020, saturando subito di commenti le colonne dei quotidiani, i siti web, i blog e i social network. Dal canto suo, il ministro Azzolina ha già chiarito in conferenza stampa alcuni punti che ancora risultavano nebulosi nelle bozze. Non è obiettivo di questo scritto criticare o avallare le norme contenute nel decreto, semmai analizzare qualcosa che rischia di sfuggirgli. E non, beninteso, perché sia stato redatto con leggerezza o superficialità. Ma andiamo con ordine. Partiamo da un presupposto: l’istruzione è un diritto (oltre che un dovere) costituzionale. Di conseguenza, il problema più urgente che è emerso all’indomani della chiusura delle scuole ha riguardato l’accessibilità per molte famiglie alla didattica digitale (chi non ha un pc, chi non ha una connessione, ecc.). Già la settimana successiva alla chiusura, la maggior parte delle scuole, incluso il liceo dove insegno, ha attivato metodi per quantificare le famiglie sprovviste di attrezzatura per la didattica digitale ed ora sta procedendo alla distribuzione dei pc. Con lo stesso obiettivo, in varie province, si sono attivate le Consulte studentesche. E molti docenti (tra i quali anche il sottoscritto) hanno sempre fatto presente ai genitori di essere disposti a mettere immediatamente a disposizione il “bonus” annuale (i 500 € per la didattica) per acquistare materiale alle famiglie che ne sono sprovviste. Questo è il problema primario:

L’istruzione è un diritto, ma non lo è fare il furbo

mantenere un diritto che è garantito a tutti dalla nostra carta costituzionale. Perlomeno, nei confronti delle famiglie davvero bisognose. Dico davvero bisognose: perché a questo avverbio sono connesse, per contrasto, altre situazioni che, purtroppo, rischiano di sfuggire al decreto. Ad esempio la distinzione tra studenti bisognosi reali e studenti che dichiarano di non avere un pc ma sono in possesso di smartphone da 9001000 euro (tradotto: tutti coloro che i soldi per il pc li avevano ma li hanno

pure per le spesi in altro verifiche o le modo e non interrogazioper generi di ni (guarda prima necesI PUNTI DEBOLI caso, quasi sità). Ad Chi non ha vera tutti studenti esempio stunecessità economica, che già modenti che dichi tiene la videostravano un c h i a r a n o camera spenta, chi rendimento (mentendo) di ha il “gobbo”, chi scarso o adnon avere il pc dirittura inper poter furconfida nell’amnistia sufficiente bescamente ben prima avere la scusa dell’emergenza sanitadi tenere la videocamera ria); o studenti che, in del telefono spenta durante le verifiche o le inpossesso di tutta la struterrogazioni (chissà permentazione, si collegano ché…). Oppure studenti con i propri docenti, poi che, in possesso di pc e spengono videocamera e smartphone, non si sono microfono e vanno a fare più visti né sentiti, nepaltro. La carrellata prose-

gue con quei genitori beccati col “gobbo” durante gli orali dei propri figli in videoconferenza (francamente pensavo non servisse una laurea in fisica per sapere che le superfici in vetro sono riflettenti), per concludersi con quegli studenti che nelle quinte hanno già incrociato le braccia, confidando già nell’amnistia generale (a fronte di coloro che invece si sono impegnati costantemente per cinque anni): purtroppo, stando al decreto legge (in cui «ai fini dell'ammissione dei candidati agli esami di

Stato, si prescinde dal possesso dei requisiti di cui agli articoli ecc. ecc.») anche questa categoria entrerà nella società e nel mondo del lavoro (magari andrà anche a progettare ponti, chissà…). Tutti questi aspetti, purtroppo, rischiano di sfuggire al decreto, per quanto impegno si profonda nel redigerlo. E invece meriterebbero di non restare in ombra. Dopo l’emergenza di tutti coloro cui manca l’accessibilità alla didattica digitale, non lasciamo in ombra neppure questa categoria di furbetti (termine ormai inflazionato ma comunque icastico). In primo luogo, per una forma di rispetto verso quelle famiglie che si trovano davvero in condizioni di necessità e i cui figli si sono fatti in quattro, nonostante tutto, per mantenere i contatti con i docenti. Secondariamente, per una forma di rispetto verso il personale amministrativo delle scuole e verso quei docenti che lavorano a turno continuo (com’è giusto) perché tutti possano continuare a fruire di questo prezioso diritto: perché l’immagine di questi docenti non diventi quella di macchinette insensibili che proseguono indifferenti ai problemi degli altri. Ma soprattutto perché il diritto all’istruzione, come il diritto alla vita, al lavoro o alla salute, è una conquista a cui l’Occidente è giunto attraverso un lungo e faticoso percorso partito almeno dal XVIII secolo. Non voglio qui ripercorrerne l’intera storia: la trovate sui libri. Rammento soltanto, in punta di penna, che è un diritto: e che il quarto posto dell’Italia nel mondo sul podio dell’analfabetismo funzionale suggerisce di valorizzarlo, anziché trascurarlo.

CORONAVIRUS • Piloni e Degli Angeli annunciano una decisione congiunta di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle

Dalle opposizioni in Regione: commissione d’inchiesta I consiglieri delle forze di opposizione in Consiglio regionale della Lombardia – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Lombardi Civici Europeisti, Più Europa/Radicali, Italia Viva – hanno depositato le firme necessarie per l’istituzione di una Commissione consiliare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19 in Regione Lombardia. Lo avevano annunciato mercoledì mattina in una conferenza stampa tenuta a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale, e diffusa via Facebook, i cinque capigruppo. «Il sistema sanitario lombardo non ha risposto adeguatamente alla sfida e, alla luce di quanto è successo in queste settimane, la legge regionale va rivista. La commissione d’inchiesta non è un tribunale, ma un luogo dove fare chiarezza, dove capire per-

ché in Lombardia ci siano stati tanti, troppi morti, e perché sia stato così difficile tracciare un’epidemia che qui si è manifestata in modo così virulento» dice Matteo Piloni, consigliere regionale del PD eletto nella provincia di Cremona che purtroppo vanta un triste primato per contagi e decessi. «Qui siamo in prima linea da ormai due mesi e i dati sono ancora piuttosto allarmanti – sottolinea Piloni -. La Procura di Cremona ha aperto un'indagine sui decessi che si sono registrati negli ospedali e nelle Rsa cremonesi che seguiremo con la dovuta attenzione, ma noi politici abbiamo il dovere di andare a fondo sull’operato di Regione Lombardia». «Abbiamo il dovere di approfondire con una commissione d’inchiesta – continua il collega del M5S Marco Degli Angeli –

perché il dramma che stiamo vivendo in Lombardia non deve ripetersi. Va fatta trasparenza sulle cause dell’ampia diffusione del virus, vanno valutati eventuali errori di programmazione, difetti organizzativi legati al sistema sanitario lombardo, problemi e carenze nella catena di comando anche legati alla legislazione regionale in vigore. Le verifiche saranno assolutamente scrupolose a partire dalla distribuzione a singhiozzo dei dispositivi di protezione individuale, al limitato ricorso ai tamponi nella popolazione, fino all’orrore nelle case di riposo e ai numeri reali della pandemia. Tutto deve essere analizzato per capire le carenze e gli errori che hanno determinato questa ecatombe di dimensioni eccezionali. I lombardi hanno pagato a caro prezzo questa pandemia, e la Commissione, a partire da una documentazione

solida, sarà la sede opportuna per programmare una sanità lombarda che sappia affrontare coerentemente le emergenze». «È, prima di tutto – aggiunge Piloni - un atto di chiarezza nell’interesse dei cittadini lombardi. Perché tanti morti? perché non siano stati protetti operatori sanitari e RSA? Si accertino gli errori perché non vengano ripetuti, anche in vista di un’apertura graduale di una fase 2 o di una nuova esplosione dell’epidemia in autunno. Dovremo trovarci pronti, con le scelte corrette».

Secondo le previsioni dello Statuto regionale della Lombardia, articolo 19, la commissione di inchiesta ha il potere di indagare su questioni di spettanza del Consiglio Regionale e può essere istituita su richiesta motivata sottoscritta da almeno un terzo dei Consiglieri regionali, quindi almeno 27. I gruppi di opposizione hanno i numeri necessari per chiederne l’istituzione, a cui deve dare seguito l’Ufficio di presidenza del Consiglio entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta.


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Cronaca

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CORONAVIRUS • Un barbiere unisex: «Ho già acquistato strumenti monouso, dovremo fare attenzione». Occhio agli abusivi

Coiffeur, un tran tran diventato desiderio VANNI RAINERI

In fondo basta non guardarsi allo specchio. Perché se capita, dopo settimane di isolamento, di incrociare la nostra immagine riflessa potremmo spaventarci. In realtà chi vive coi familiari se lo sente dire sempre più spesso, ma anche a chi vive solo capita di dover uscire per fare spesa, magari a collegarsi in video conferenza per riunioni di lavoro, associative e altro, e mica sempre si può tenere la videocamera dello smartphone spenta. Per non parlare di chi al lavoro continua ad andarci. E poi diciamoci la verità: osservarci con un contorno del viso corretto ci dà serenità, tranquillità. Insomma, per farla breve il problema capigliatura appartiene a tutti noi (calvi a parte, ovvio), che dal barbiere, o dalla parrucchiera, non possiamo andare da oltre un mese, dall’11 marzo scorso. Per i maschietti il vero dramma è la lunghezza: dopo alcune settimane non ci si riconosce più e non si riesce più a tenere in ordine i capelli nemmeno con dosi massicce di gel. Per tante donne il guaio è la ricrescita, quella base ormai di qualche centimetro bianca prima che il capello prenda il colore scelto l’ultima volta che si è entrati in quella sala che ci si sogna di notte, dove l’odore di tinture si mischia a quella di pulito, di gel profumati, di lacche. Un’abitudine diventata irraggiungibile. Un tran tran diventato desiderio. Per dare consigli ai disperati chiusi in casa, e provare a intuire cosa cambierà alla riapertura, abbiamo sentito Mauro Contestabili, che a Gussola gestisce “Mauro Acconciature Unisex”, vale a dire effettua il servizio per uomini e per donne. Partiamo subito con qualche consiglio. «A chi può, nel rispetto dei tempi, dico di resistere, ma so che molti uomini hanno tentato il fai da te. Non poche persone mi hanno chiamato perché impegnate con la misura laterale del figlio o del marito. A tutti consiglio di evitare rasature nette. Per le donne, c’era la possibilità di avere tinte pronte per la consegna nelle case, ma ho deciso di non effettuare il

Mauro Contestabili servizio: in questo caso sarebbe il cliente a dover miscelare, e qui iniziano le difficoltà con le dosi dei colori. Alle donne che in ogni caso hanno deciso di acquistare tinture, ho consigliato loro di prestare grande attenzione al materiale utilizzato: ad esempio l’ammoniaca è più aggressiva per i capelli e a volte provoca reazioni allergiche. Un ulteriore consiglio è quello di intervenire col colore solo sul paio di centimetri di ricrescita, evitando di colorare i capelli che conservano il colore precedente. Ci sono anche donne che resistono in attesa della riapertura». Ha già avuto prenotazioni? «Qualcuno ha chiamato per farlo, ma non ne accetto in quanto non so ancora quando sarà possibile riaprire il negozio». A tal proposito, che idea si è fatta? «Assieme ai colleghi e alle associazioni, sembra che i parrucchieri siano in lista con ristoranti e bar, e che possano aprire 15 giorni dopo il termine del 3 maggio. Ma sono soltanto ipotesi, di certo a noi non è arrivata alcuna comunicazione, e so che tanti stanno spingendo per poter riaprire già il 4 maggio. Ci sono decine di clienti che mi hanno chiamato per saperne di più, ma di concreto non c’è nulla».

E come se la immagina la riapertura? Non certo con le vecchie abitudini. «Con i colleghi ci sentiamo e cerchiamo di capire come dovremo adeguarci alle norme che ancora non conosciamo. Io intanto ho già ordinato alcuni strumenti monouso, quali mascherine e mantelle da taglio. Cercherò di lavorare anche coi guanti». Immagino che la sensibilità delle dita non possa essere la stessa con dei guanti indossati. «Non ci ho mai provato e forse è quasi impossibile. Serviranno morbidi per garantire la sensibilità delle dita. Può anche essere che basti lavare ogni volta le nostre mani e non sia necessario indossarli, vedremo, perché compiere certe operazioni coi guanti non è agevole. Inoltre, almeno inizialmente non faro le barbe, proprio perché anche il cliente dovrà tenere indossata la mascherina. Ogni cliente dovrà chiedere l’appuntamento: in realtà lo facevo anche prima, tranne il martedì per i maschi. Ora varrà ogni giorno. Allungherò poi i minuti dedicati a ciascuno per evitare incroci tra clienti. Per quanto riguarda le dipendenti, anche per l’area femminile diluirò gli orari. La tinta necessita di tempi di attesa, e dovremo fare attenzione alla distanza. Tra i clienti sarà

sempre garantita, con noi ovviamente no». Un’ultima cosa: sia a Gussola che a Casalmaggiore il sindaco ha ammonito coloro che si offrono per svolgere nelle case il servizio a domicilio. «Personalmente non ne conosco, ma anche io faccio parte del gruppo che ha inviato la lettera al nostro sindaco perché risulta che siano parecchie le persone che fanno servizio nelle case. Persone che approfittano del

momento, che non hanno nemmeno una partita Iva. Capisco che controllare questo abusivismo non sia facile, ma era giusto denunciarne la presenza». Un comportamento che presenta almeno tre irregolarità: la più grave è il pericolo della sicurezza sanitaria, poi la concorrenza sleale a chi si comporta correttamente, infine la mancanza dei requisiti di chi opera, che appunto non vi è abilitato e non ha nemmeno una partita Iva.

E D I LI ZI A SC OLASTICA Dai prossimi mesi sarà possibile proseguire nell’ampio piano per la messa in sicurezza del patrimonio comunale di edilizia scolastica, in particolare sarà conclusa la fase che riguarda l’eliminazione dell’amianto. Regione Lombardia ha infatto ritenuto meritevoli di finanziamenti i progetti che il Comune, attraverso il Settore Progettazione, in particolare il Servizio Manutenzione Straordinaria Edilizia Scolastica, aveva presentato a suo tempo per accedere ai contributi stanziati da un apposito bando denominato #amiantozero. Gli interventi riguardano la Scuola secondaria di primo grado “Virgilio” di via Trebbia (Istituto Com-

SCUOLE COMUNALI: NEI PROSSIMI MESI AL VIA GLI INTERVENTI PER LA RIMOZIONE DI PARTI IN AMIANTO: VIRGILIO, S. AMBROGIO E VIDA prensivo Cremona Due) dove, a partire dal mese di ottobre 2020, inizierà la rimozione del pavimento in vinil amianto nella biblioteca, utilizzata anche come aula magna, cui seguirà la posa di linoleum (la superficie interessata è di 165 mq). L’importo complessivo dei lavori ammonta a 34.832 euro: il contributo regionale è di 10.499,60 mentre lo stanziamento del Comune è di 24.332,40 euro. Con questo ultimo lotto si completano gli interventi di bonifica del complesso scolastico di via Trebbia che hanno interessato una superficie

complessiva di 2485 mq per un importo complessivo 495.000 euro di cui 364.332 stanziati dal Comune e il resto composto da contributi statali e regionali. Altro edificio interessato è la Scuola infanzia S. Ambrogio dove, nel mese di giugno 2021, si interverrà sulla copertura (650 mq di superficie) attraverso la rimozione delle lastre in cemento al posto delle quali ne verranno sistemate di nuove in metallo. Questi lavori comportano una spesa di 105.170,92 euro: il Comune ha stanziato 73.619,64 euro, mentre il

contributo regionale è di 31.551,28 euro. L’intervento più consistente riguarda la Scuola secondaria di primo grado “M. G. Vida” (Istituto Comprensivo Cremona Tre) dove verrà rimossa dall’intero edificio la pavimentazione in vinil amianto che sarà sostituita con linoleum (la superficie complessiva è di 4040 mq). Considerata la dimensione dell’intervento, l’esecuzione dei lavori avverrà in due fasi: da settembre 2020 si procederà nelle palestre e in alcuni locali, mentre per gli altri ambienti i lavori inizieranno dal mese

di giugno 2021. Considerevole, in questo caso, vista la superficie interessata, è la spesa prevista, pari a 672.645,62 euro di cui 336.322,81 stanziati dal Comune e altrettanti derivanti dal contributo ottenuto dalla Regione. «La messa in sicurezza degli immobili comunali che ospitano scuole è stata e rimane una priorità dell’Amministrazione comunale», dichiara al riguardo il Vicesindaco ed Assessore al Patrimonio Andrea Virgilio che aggiunge: «Un impegno straordinario che in questi anni ha permesso di realizzare interventi per

la messa in sicurezza di edifici scolastici attraverso l’esecuzione di diagnosi antisismiche, la sistemazione di solai e soffitti, nonché il rifacimento di spazi adibiti a palestre. I lavori che verranno eseguiti nei prossimi mesi permetteranno di concludere la fase riguardante la rimozione dell’amianto. In questo modo abbiamo permesso e permetteremo in futuro agli alunni, ai docenti e a tutto il personale di svolgere le loro attività in ambienti sicuri e confortevoli. Un impegno di cui va reso merito a tutti coloro che all’interno del Settore Progettazione e del Settore Lavori Pubblici del Comune si sono prodigati per raggiungere questo importante obiettivo».


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7GIORNI

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L’ATTUALITA’ SPIEGATA A UN BAMBINO CURIOSO «Che noia che barba. Che barba che noia» Dai Pericle, siamo in fase discendente, tra un po’ potremo uscire e riprendere una bozza di normalità «Potrò andare almeno al mare quest’estate?» Credo proprio di sì, anche se con modalità ancora da definire: difficile pensare agli ombrelloni fitti fitti di Rimini o Marina di Massa «L'importante è andare a stendersi al sole sulla sabbia e buttarsi in acqua» L’inverno passerà fra la noia e le piogge, ma una speranza c’è: che ci siano nuove spiagge «Che hai: la vena poetica?» Era solo una vecchia canzone. Ma tu non puoi conoscerla, con la robaccia che ascolti «Gne une gne. Ho voglia anche di vedere una partita di calcio. Ma di quelle vere, non quelle paleozoiche che trasmettono dei Mondiali del 1982 e 2006, quando non ero nemmeno nato» Piano, io c’ero e ho anche esultato

«Infatti sei paleozoico. Insomma si riprende a giocare o no?» L’obiettivo del calcio di A è di proseguire, anche perché ballano parecchi soldi. Va ricordato che il calcio è l’unico sport in cui i diritti tv rappresentano gran parte dei ricavi, molto più rispetto ai biglietti di ingresso. Si sta valutando di tornare ad allenarsi in maggio e giocare tra giugno e luglio. Forse a porte chiuse, forse negli stadi del centro-sud dove il virus ha attecchito di meno. Ma è tutto avvolto nell’incertezza. La salute prima di tutto, anche quella dei calciatori «Ho sentito che ci sono dirigenti contrari a riprendere a giocare» Certo, come sempre sono divisi in due parti: chi a favore della ripresa e chi no. Ognuno ha le sue buone ragioni. Quello che stona è che, guarda caso, i dirigenti delle squadre che hanno interesse a fermarsi vogliono lo stop, quali che invece hanno interesse a giocare vogliono riprendere «Ad esempio?»

Ad esempio la Lazio che è seconda vuole provare a vincere lo scudetto, la Roma che è quinta vuole entrare nelle quattro che si qualificheranno alla Champions League. Le squadre che sono al di sopra della zona retrocessione temono di finire negli ultimi tre posti e vorrebbero fermarsi. E così anche in serie B e in C, dove le uniche società che non accettano lo stop sono le prime in classifica che temono che si congelino le promozioni. «Ma se ci si ferma, chi vincerà lo scudetto? E promozioni e retrocessioni?» Come detto, prevale il tifo. Credo che alla fine sarebbe giusto che una decisione uniforme la prenda l’Uefa e valga per tutti i campionati europei di ciascun livello, altrimenti prevarrebbero le decisioni politiche «Allora prevarranno le decisioni politiche» Vedo che hai iniziato a capire come gira il mondo. E allora buonanotte, Pericle «Buonanotte» Vanni Raineri

IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA

LO SCATTO DELLA SETTIMANA TOM MOORE

di come potrebbero diventare I box in plexiglass. Una ricostruzione enza per il coronavirus le nostre spiagge ai tempi dell'emerg

Attraverso una sfida sul web questo anziano veterano di guerra britannico è riuscito a raccogliere quasi 2,5 milioni di sterline (pari a circa 2,9 milioni di euro) a sostegno del personale sanitario impegnato contro la pandemia di Covid-19 nel suo Paese. Tom Moore ha scommesso che sarebbe riuscito a fare cento giri di 25 metri nel giardino di casa sua prima di celebrare il suo centesimo compleanno, che sarà il 30 aprile. Lo sta facendo al ritmo di dieci giri al giorno. Il capitano in pensione, che è costretto a muoversi con un deambulatore da quando si è rotto l'anca, ha detto di essere grato al servizio sanitario nazionale per le cure ricevute in passato e di voler offrire qualcosa in cambio.

ENTI • In un periodo di grandi difficoltà, un aiuto a enti, fondazioni e imprese del territorio con tre bandi

Oltre un milione di contributi dal Gal Oglio Po Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus i GAL lombardi si stanno muovendo in maniera coordinata con Regione Lombardia per sostenere i propri territori. Non fa eccezione il GAL Oglio Po che, come spiega il Presidente Domenico Maschi, «Già all’indomani della chiusura della prima zona rossa di Codogno ha iniziato a lavorare febbrilmente in accordo con le altre reti locali per dare forma a bandi che sostenessero gli Enti, le associazioni e, nel nostro caso, anche le imprese del territorio». Il risultato è stata la pubblicazione di ben tre bandi con i quali il GAL Oglio Po potrà distribuire contributi per oltre un milione di euro. «Abbiamo lavorato al fianco delle associazioni di categoria per proporre uno strumento che aiutasse in modo concreto le imprese del nostro territorio a superare questo momento drammatico» continua il Presidente Maschi «e di concerto con loro nei prossimi giorni rinnoveremo €300.000 di contributi a fondo perduto a supporto della ripartenza di micro e piccole imprese turistiche, commerciali e artigianali. I progetti potranno riguardare investimenti sugli immobili, l’acquisto di dotazioni, attrezzature e tecnologia». Un’opportunità unica e preziosa che finanzierà il 50% dell’investimento previsto per ciascun progetto

assegnatario a partire da €7.000. Inoltre, in maniera straordinaria, le imprese che accederanno ai fondi potranno richiedere un anticipo del 50% sulla cifra concessa. La domanda dovrà essere presentata entro il 30 giugno. «Il GAL Oglio Po, insieme ai GAL lombardi, si sta adoperando affinché siano accelerate anche le procedure di pagamento dei contributi, perché i territori possano disporre di strumenti adeguati alla ripartenza», precisa il Presidente. «Sempre grazie alla rete con i GAL, in Lombardia siamo riusciti ad abbattere alcune limitazioni sugli importi finanziabili, ma le nuove disposizioni non saranno disponibili prima delle fine di maggio. Tuttavia, data l’urgenza, coscienti delle difficoltà a cui il nostro territorio sta facendo fronte, abbiamo scelto di pubblicare ugualmente i bandi, così da concedere l’opportunità immediatamente ad Enti, associazioni ed imprese per la presentazione dei progetti». È inoltre in atto un dialogo con tutti i GAL Italiani, tramite la Rete Rurale Nazionale, perché l’impegno dei GAL nello sviluppo dei territori è comune anche nell’emergenza sanitaria. Oltre al sostegno a micro e piccole imprese, il GAL Oglio Po ha pensato anche ad investimenti per il potenziamento dei servizi alla persona e per il recupero del

patrimonio storico-architettonico con presentazione della domanda entro il 31 maggio. Ecco, dunque, il “Bando per servizi essenziali alla popolazione”, indirizzato ad Enti pubblici e di diritto pubblico, Fondazioni e Associazioni senza scopo di lucro e riguardante investimenti che attivino o potenzino servizi alla popolazione. Come sottolinea il Vicepresidente del GAL Oglio Po «Oltre Stefano Alquati, €450.000 andranno a sostegno dei servizi essenziali, fondamentali nei prossimi mesi di emergenza. Il bando finanzierà interventi su immobili e l’acquisto di attrezzature e dotazioni, anche di tipo tecnologico. I progetti

presentati potranno supportare i servizi sanitari, quelli rivolti agli anziani, alle persone fragili e bisognose d’aiuto, ma anche la dotazione tecnologica delle scuole impegnate nella difficile attuazione della didattica a distanza. Abbiamo già finanziato quasi 900.000 euro sul sociale, e non ci fermeremo qui». I progetti saranno finanziabili al 90%. I fondi per il “Bando per restauro e riqualificazione del patrimonio culturale e naturale del territorio rurale” ammontano, invece, a circa €300.000 e potranno essere richiesti per progetti volti alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico antecedente al ‘900. Palazzi, cascine

tradizionali, opere idrauliche e altre costruzioni storiche potranno così essere restaurate e aperte gratuitamente al pubblico. In questo caso la percentuale finanziabile varia a seconda del richiedente: il contributo è al 70% per Enti pubblici e soggetti di diritto pubblico e si riduce al 50% per Fondazioni, Associazioni e soggetti privati. Gli importi dei progetti proposti dovranno essere tra i 30.000 ai 100.000 euro. Il pensiero va alla ripartenza e alla valorizzazione dell’identità locale. Il Presidente del GAL Oglio Po, Domenico Maschi, ha espresso grande soddisfazione perché «con questi tre bandi renderemo disponibili per il territorio più di un milione di euro, a cui se ne aggiungono altri €800.000 che a breve saranno assegnati a quattordici nuovi importanti progetti vincitori di operazioni precedenti». I tre bandi con scadenza il 31 maggio sono disponibili sul sito www.galogliopo.it. Per presentare la domanda di partecipazione è necessario inviare il progetto e la documentazione richiesta mediante il gestionale regionale Sis.Co, registrandosi tramite un Centro di Assistenza Agricola (CAA). L’elenco dei CAA abilitati è disponibile sul sito del GAL Oglio Po alla sezione “Come fare domanda”.


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CULTURA

lettereilpiccolo@gmail.com

S OSTEGN O

I MUSEI DI CREMONA ADERISCONO ALL’INIZIATIVA “BIGLIETTO SOSPESO. INSIEME RIAPRIREMO” mente il pubblico nei musei e nei teatri. Per i Musei Civici, è previsto il biglietto sospeso cumulativo per l’ingresso alla Pinacoteca e al Museo Archeologico (8 euro) che, alla riapertura, potrà essere tramutato in

I musei di Cremona aderiscono all’iniziativa “Biglietto sospeso. Insieme riapriremo” promossa da CulturaItaliae e da meetCultura. Biglietto sospeso vuole supportare il mondo della cultura, riportando virtual-

un biglietto gratuito con visita guidata. Per il Museo del Violino è previsto il biglietto sospeso a 12 euro che, alla riapertura, sarà valido come ingresso al Museo comprensivo di visita guidata specialistica.

O R G A NIZ Z A T A D ALLA G A LLE R IA IL T R I A N GO LO

ARTISTI INVITATI A UNA MOSTRA ONLINE SU “LA DIMENSIONE DEL VUOTO” La galleria Il Triangolo di Cremona lancia #lospaziovuoto, un’iniziativa rivolta a tutti gli artisti che desiderino esprimere, attraverso una personale creazione, uno degli aspetti del vivere che la situazione di isolamento imposta dall’emergenza covid-19 ci ha fatto scoprire (o riscoprire): la dimensione del vuoto. Gli artisti interessati, possono partecipare inviando entro il

15 maggio un’immagine delle loro creazioni: pitture, opere grafiche (dal disegno a mano libera alle illustrazioni digitali), fotografie, ispirate dalla dimensione del vuoto. Un vuoto di spazio e di tempo che rallenta il flusso delle ore, delle azioni e dei pensieri, che trasfigura paesi e città, che ci offre nuove e inconsuete occasioni di riflessione. Le opere selezionate saran-

no pubblicate sui canali social della galleria Il Triangolo e, a giugno, saranno protagoniste di un’esposizione digitale che sarà possibile visitare virtualmente sul sito iltriangoloartgallery.com e su Artland, la piattaforma dedicata all’arte contemporanea. La selezione delle opere sarà curata da Leonardo Caldonazzo, proprietario della galleria Il Triangolo, Raffael-

la Colace, storica dell’arte e direttrice della galleria, Sara Fontana, storica e critica d’arte e dall’artista Ettore Favini. Tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.iltriangoloartgallery.com. Per aderire, basta collegarsi al sito http:// www.meetcultura.it/biglietto-sospeso/, scegliere il museo a cui donare e seguire le istruzioni.

Il progetto, tutto al femminile, comprende anche commistioni insolite come tra figurazione e musica metal

L’esposizione virtuale ora si tinge di rosa Il progetto cremonese “VirArt”, che comprende mostre virtuali d’arte contemporanea, si tinge di rosa. Molte note artiste, infatti, hanno riposto all’appello di Simone Fappanni di proporre una scelta di loro opere in esposizioni virtuali di sicuro interesse. «Si tratta - spiega il curatore - di “pillole d’arte” che vogliono distogliere, almeno per qualche istante, dalle angosce derivanti dalla diffusione della pandemia attraverso la poesia dell’arte». Per visionare le mostre, è sufficiente visitare le pagine del blog Art is Life (fappanni.altervista.org/) o YouTube. Fra le artiste partecipanti al progetto figura la soresinese Antonella Giapponesi Tarenghi. La sua esperienza ideativa, tuttora in divenire, viene presentata nei periodi che hanno scandito la sua produzione di opere capaci di emozionare. Presente alla 57ª Biennale di Venezia e in numerose altre rassegne e fiere, da una moderna figurazione è progressivamente passata a misure astratte. Cremonese è anche Eugenia Borlenghi, in arte Bet, che propone opere simboliche ammantate di grande fascino, mentre

LE T T E R A T U R A

“Figura femminile” di Lorella Facchetti

ADDIO A LUIS SEPÚLVEDA SCRITTORE AMATO IN ITALIA Il Coronavirus continua a mietere vittime, anche famose. Giovedì mattina è arrivata la triste notizia della morte di Luis Sepúlveda, notissimo scrittore cileno, molto amato anche in Italia. Aveva 70 anni e da fine febbraio era ricoverato a Oviedo. Sembrava che si stesse riprendendo, invece il virus se lo è portato via. Esule in terra iberica, dopo il suo attivismo politico contro il regime totalitario di Pinochet, si è fatto conoscere al grande pubblico con il romanzo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, molto apprezzato anche dai bambini, nel quale emerge la necessità del rispetto dell’ambiente e degli animali, quanto mai attuale in questo momento

la cremasca Jennifer Patrini è autrice di lavori contrassegnati da una continua ricerca che comprende diverse tecniche esecutive. Delicati e intriganti sono gli acquerelli di Isa Scaccabarozzi. Interessante è anche il connubio fra la pittura di Lorella Facchetti e la musica heavy metal di Lorenzo Gusinu. Il noto chitarrista, infatti, accompagna con un

suo brano lo scorrere dei lavori dell’artista di Bedizzole, ove spiccano sensuali figure femminili. «Le sue giovani donne – spiega Fappanni - vestite con panneggi cangianti, fasciate con abiti preziosi ed eleganti tagliati secondo una foggia che ricorda la preziosità di certi abiti propri di una iconografia lontana, ma sempre ben presente

nei nostri occhi, come riflesso senza tempo di un apparente divenire». La lodigiana Nicoletta Reinach Astori si esprime attraverso diverse tecniche: dal gessetto all’olio, dall’acrilico alla china, ma predilige l’acquerello. Con i colori ad acqua, infatti, ha realizzato opere connotate da suggestive atmosfere in cui sono presenti memorie di viag-

gio, ma anche di esperienze quotidiane interpretate abilmente sulla carta. Elena Borboni ha un legame stretto con la nostra città, avendo recentemente esposto a Stagno Lombardo e in altre occasioni. Bresciana è anche Loredana Boldini, che nella sua “Serie speciale” lavora sui segni che contraddistinguono la contemporaneità, mentre

la milanese Rosida Mandruzzato è un’eccellente interprete della pittura astratto-informale. Rinvii • Lo spettacolo “Franci” con Frank Matano e Francesco Arienzo in programma al Ponchielli, è stato rinviato al 27 novembre alle ore 21. Rinviato (a data da destinarsi) anche il Monteverdi Festival, previsto dal 28 aprile al 1º giugno.

Lettere & Opinioni Per dire la vostra, scrivete a: lettereilpiccolo@gmail.com • ilpiccolocremona@gmail.com CONFINDUSTRIA

Buon lavoro al cremasco Bonomi che deve affrontare una grande sfida, la più difficile dal dopoguerra Signor direttore, al neo presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, va il mio sincero augurio di buon lavoro. Un cremasco come il sottoscritto che conosce bene la nostra provincia e tutto quel che il nostro territorio sta subendo da otto settimane. Bonomi è chiamato ad affrontare una grande sfida, la più difficile dal dopoguerra ad oggi. Come lui stesso ha detto, “non è tempo di gioire”, ma sono certo che saprà mettere la sua esperienza e portare il patrimo-

nio di competenze e risorse degli imprenditori lombardi, che ha guidato in questi anni, al servizio della ricostruzione del sistema produttivo del Paese. Matteo Piloni Consigliere regionale del Pd ••• LOMBARDIA

Si devono sospendere e rinviare a data da destinarsi le limitazioni per i veicoli diesel euro 4 Egregio direttore, chiediamo di sospendere e rinviare a data da destinarsi le limitazioni per i diesel euro 4, previste a partire dall’1 ottobre 2020, al fine di non gravare ulteriormente

sui cittadini, sui lavoratori nonché sul tessuto economico lombardo, già duramente colpiti dalla crisi sanitaria ed economica causata dall’emergenza Coronavirus. E’ indispensabile non far pagare ulteriori costi, sia sociali che economici, a decine di migliaia di piccoli artigiani, imprenditori, lavoratori che non devono essere obbligati a sostenere le spese per l’acquisto di nuovi mezzi per sostituire diesel euro 4 ancora perfettamente in ordine e con tutte le revisioni effettuate. La Regione deve, invece, necessariamente attivarsi fin da subito con il Governo affinché si proceda a un importante finanziamento di fondi per assicurare incentivi sostanziosi a chi intenda cam-

biare l’auto o il mezzo di lavoro con uno meno inquinante. L’attenzione per la qualità dell’ambiente resta alta ed è una priorità di Regione Lombardia, ma non è possibile far pagare ai cittadini e alle imprese i costi del rinnovamento veicolare soprattutto in questa situazione di emergenza che oltre ad essere sanitaria, è anche economica. Le limitazioni vanno assolutamente rinviate a data da destinarsi. Se ne parlerà solo e unicamente quando ci saranno a disposizione le risorse necessarie per poter procedere a un rinnovo del parco auto senza pesare sulle spalle dei lombardi. Alessandro Corbetta Riccardo Pase Lega in Regione Lombardia

AGRICOLTURA

La Regione deve intervenire in soccorso di chi ha subìto danni per le violente raffiche di vento Egregio direttore, nei scorsi giorni in Lombardia si sono abbattute violente raffiche di vento, causando ingenti danni soprattutto nelle campagne a cavallo tra le province di Cremona e Mantova. Chiediamo a Regione Lombardia di intervenire in soccorso di una zona già duramente colpita dal Coronavirus, stanziando adeguate risorse, dopo una corretta stima dei danni, che ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro. Pd Lombardia


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Responsabile Fabio Varesi • lettereilpiccolo@gmail.com

SPORT

CANOTTAGGIO

LA CESARINI E’ OTTIMISTA PER IL 2021

«Avrò un anno in più per prepararmi, sono pronta e determinata per trasformare questa situazione in una occasione!». Anche Federica Cesarini (Fiamme Oro-Gavirate) cerca di guardare con ottimismo alle prossime Olimpiadi, slittate di un anno. La varesina è diventata l’inseparabile compagna di equipaggio di Valentina Rodini e con l’ex bissolatina, ha qualificato il doppio Pesi Leggeri per Tok-

yo agli ultimi Mondiali, grazie a una prova d’orgoglio in finale B. Per la Cesarini sarà la prima partecipazione olimpica, mentre per la Rodini è l’occasione di riscattare la prova non esaltante di Rio 2016 con Laura Milani, condizionata dalla poca preparazione, visto che la barca è stata ripescata dopo la squalifica delle russe. Stavolta le due ragazza azzurre hanno una gran voglia di stupire.

CALCIO SERIE B • Con Rastelli e Baroni la società grigiorossa ha sbagliato la scelta del tecnico. Giusto ripartire da Bisoli

Cremo e le note liete arrivate troppo tardi MATTEO VOLPI

SERIE A

In attesa di conoscere il nostro destino, proviamo a riepilogare note liete e stonate di una stagione a dir poco travagliata (e molto dispendiosa…), che speriamo la Cremonese possa accantonare in fretta. Iniziamo da quanto visto in panchina. Quattro facce diverse (se vogliamo...), ma pochi sorrisi. Il primo, Rastelli ha senza dubbio deluso. Pur non avendo mai avuto la piena fiducia della società, ha comunque avuto la possibilità di poter influire sul mercato estivo insieme a Bonato, dopo aver ottenuto una salvezza dignitosa, senza però mai riuscire a dare una nuova e credibile identità ad una squadra che già conosceva negli interpreti portanti, ma troppe volte è sembrata una “cozzaglia” di figurine. L’avvento di Baroni a noi proprio non è piaciuto. La proprietà, probabilmente, ha visto in lui una figura adatta a costruire una identità di gruppo che con Rastelli non era affiorata. L’impegno senza dubbio c’è stato, qualche iniziale esperimento tattico anche, ma ben presto l’atteggiamento assecondante sia nei confronti della squadra sia nei confronti della società non è risultato utile ad ottenere i risultati sperati. Se non quello di etichettare Baroni come una “minestra riscaldata”. Il secondo atto di Rastelli è stata una scelta ponderata soprattutto badando al non spendere su altro allenatore, bensì provando a pescare dal mercato. Ci risulta che convincere l’ex allenatore del Cagliari a tornare sulla panchina grigioros-

IL CALCIO NON SI ARRENDE ALLA CHIUSURA ANTICIPATA

Il tecnico Bisoli durante un allenamento prima dell’interruzione della stagione sa sia stato più difficile del previsto, aldilà di quello che eventuali clausole contrattuali avrebbero potuto far pensare. Nonostante il nuovo look con il viso barbuto e qualche freccia nuova e giovane disponibili al proprio arco (Parigini e Gaetano), l’avventura di Rastelli sulla panchina della Cremonese si è conclusa con il secondo esonero a distanza di pochi mesi. Un record negativo che potrebbe pesare…ma quello era il rischio da correre. La speranza, anche in chiave futura, si chiama Pierpaolo Bisoli. Vestitosi di grigiorosso il 5 marzo, è stato in panchina solo nella vittoriosa trasferta di Frosinone: un successo di cuore e di grinta, quella pro-

fusa dal nuovo tecnico per tutta la gara (a porte chiuse) dalla panchina. E il suo atteggiamento quasi “cholista” (assimilabile cioè a quello di Simeone, allenatore dell’Atletico Madrid) è quello che tutti volevano. Una sola partita: tre punti. Troppo poco, però, per ritrovare entusiasmo, specie in periodi di covid-19. Classifica (28ª giornata): Benevento 69; Crotone 49; Frosinone 47; Pordenone 45; Spezia 44; Cittadella 43; Salernitana 42; Chievo 41; Empoli 40; Virtus Entella 38; Pisa, Perugia, Juve Stabia 36; Pescara 35; Ascoli*, Venezia 32; Cremonese* 30; Trapani 25; Cosenza 24; Livorno 18. *Una partita in meno.

(foto @ Ivano Frittoli)

Giovanili • Il presidente federale Gravina ha sospeso definitivamente i seguenti campionati: Under 18 e Under 17 di serie A e B, Under 17 di serie C, Under 16 di serie A e B, Under 16 di serie C, Under 15 di serie A e B e Under 15 di serie C; tornei giovanili a carattere nazionale, fasi interregionali e fasi finali Under 14 e Under 13 Pro; fase eliminatoria e fase finale nazionale dei campionati Under 17 e Under 15 Dilettanti e Puro Settore; fase eliminatoria e fase finale nazionale dei campionati di calcio a 5 Under 17 e Under 15 Dilettanti e Puro Settore; fasi interregionali e fasi finali dei campionati giovanili nazionali femminili Under 17 e Under 15.

(F.V.) Tra proposte di ripartenza e frenate da parte dei medici, il calcio italiano non si rassegna alla conclusione anticipata della stagione. Lo ribadiamo ancora una volta, tutto ruota attorno agli interessi economici, altrimenti non si spiegherebbe l’ostinazione delle istituzioni calcistiche, le uniche a non aver ancora gettato la spugna. E’ curioso che in Inghilterra sia già stato cancellato il prestigioso torneo di Wimbledon (in programma dal 29 giugno), mentre la premier league scalpiti per tornare in campo. Difficile dire se i vari campionati davvero riprenderanno, ma il pericolo è che in caso di interruzione definitiva della stagione, le partite si spostino nei tribunali, dopo le minacce di più società. Negli altri sport il fair play ha fatto accettare a tutti la chiusura della stagione, mentre nel calcio si vive probabilmente su un altro pianeta. Forse ancora per poco... Classifica (26ª giornata): Juventus 63; Lazio 62; Inter* 54; Atalanta* 48; Roma 45; Napoli 39; Milan* 36; Verona*, Parma* 35; Bologna 34; Sassuolo*, Cagliari* 32; Fiorentina 30; Udinese 28; Torino* 27; Sampdoria* 23; Genoa, Lecce 25; Spal 18; Brescia 16. *Una partita in meno.

SERIE C • Per il presidente della Pergolettese al momento non ci sono i presupposti per riprendere il campionato, ma attende le comunicazioni della Figc MASSIMO MALFATTO

L’epidemia di Coronavirus ha stravolto le nostre vite e fra chi affronta questo improvviso vuoto, c’è Massimiliano Marinelli, presidente della Pergolettese anche lui ai domiciliari: «Qui c’è una situazione anormale, per poterla capire si può solo viverla e chi passa da queste parti, trova dimostrazione di quello che sto dicendo. Abbiamo avuto due gravi perdite, Andrea Micheli ed il medico sociale Rosario Gentile!». A detta del presidente del Potenza, Salvatore Caiata, quasi tutte le società non vogliono tornare in campo. Alle due che vogliono ripartire cosa vuole dire? «Se 58 su 60 non vogliono riprendere, un motivo ci sarà. Noi della Pergolettese già un mese fa abbiamo detto che il campionato va chiuso per pandemia e che non avremmo più ricominciato. La vicinanza trasmessa dal dottor Ghirelli,

Marinelli: «In campo solo a certe condizioni» ci sta dando la forza per ricominciare; è una persona straordinaria che ha speso parole pregevoli nei nostri confronti. Detto questo, ci affidiamo a ciò che la Figc deciderà e se quindi opterà per ricominciare, lo faremo perché obbligati. Vorrei però far capire a certe persone che non vivono la nostra quotidianità, che qui da un mese e mezzo è un via vai di ambulanze e sirene ed ogni giorno perdiamo un conoscente o un amico. Non so come si faccia a litigare tra federazioni, presidenti e giocatori in un momento come questo, con lo sport che passa in secondo piano: prima c’è la salute e vorrei ricordare che qui abbiamo un ospedale da campo in un parcheggio e con l’esercito a presidiare». Molti presidenti sono contrari allo spostamento di giocatori, staff e dirigenti nelle zone rosse.

Massimiliano Marinelli, presidente della Pergolettese

Tra questi c’è il presidente dell’Arezzo, che nell’eventuale ripresa del campionato dovrebbe giocherebbe proprio a Gorgonzola... «Hanno perfettamente ragione, lo farei anch’io. La città toscana è in una zona

non interessata dalle misure restrittive. Al posto degli altri presidenti farei la stessa cosa, non voglio far rischiare la vita ai miei giocatori ed alle loro famiglie. Per questo motivo quasi tutte le società preferiscono non ricominciare,

ma non per non pagare gli stipendi come dice Tommasi. Spero sia stata solamente una battuta quella del presidente dell’Aic o che io abbia interpretato male il concetto. Nessun presidente ha acquisito una società con la pistola puntata alla testa. Io l’ho fatto per amore della città e della squadra cui tifo da bambino; non possiamo però essere considerati delle mucche da mungere fino alla fine. Anche noi siamo persone oltre che imprenditori con enorni difficoltà in questo periodo. Tommasi deve avere un po’ di buon senso e si faccia un giro da queste parti, poi ne parliamo». Ipotizzando un’eventuale ripartenza degli allenamenti a maggio il campionato si concluderebbe in piena estate. «Credo che il campionato debba essere concluso a

patto che ci siano le condizioni per poterlo fare. In questo momento non ci sono! Se ci saranno e la Figc ci dirà di andare in campo, noi faremo il nostro dovere e solo in questo condivido le dichiarazioni di Tommasi secono cui i giocatori devono essere tutelati e non mandati allo sbaraglio». Frattanto è stata rinviata l’assemblea delle società di Lega Pro in programma nei prossimi giorni. Il nuovo confronto tra i 60 presidenti avrà luogo quando saranno rese note le nuove decisioni del Governo. Classifica (27ª giornata): Monza 61; Carrarese 45; Renate 43; Pontedera 42; Robur Siena, Alessandria 40; AlbinoLeffe 39; Novara* 38; Arezzo 37; Juventus Under 23 36; Pistoiese 33; Pro Patria*, Como* 32; Pro Vercelli* 31; Lecco* 28; Pergolettese 27; Giana Erminio* 26; Olbia 25; Pianese 24; Gozzano 22. *Una partita in meno.


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Sport

Sabato 18 Aprile 2020

BASKET SERIE A • L’ultimo consiglio federale ha disposto i primi aiuti per far ripartire il movimento in vista della prossima stagione FABIO VARESI

Dopo aver dichiarato conclusa la stagione, scelta di buon senso e sicuramente coraggiosa, il presidente federale Gianni Petrucci (nella foto) si è mosso per salvare un movimento, che deve far fronte ad un’inevitabile crisi economica. Durante l’ultimo consiglio federale, tenutosi rigorosamente in videoconferenza, la Federazione ha disposto uno stanziamento di 4 milioni di euro, al fine di sostenere la partecipazione delle società maschili e

Quattro milioni per le società femminili all’attività sportiva nella prossima stagione. Un primo passo per aiutare le società a proseguire l’attività, dopo la scelta di tagliare gli stipendi dei giocatori. In più, Petrucci ha fatto sapere che «non appena sarà possibile riunirà, in una località non ancora individuata, alcuni presidenti e proprietari di società che, insieme a figure tecniche del Settore squadre nazionali, dovran-

no studiare proposte su eventuali riforme del basket giovanile e dell’istituto del vincolo sportivo». Per quanto riguarda il format della prossima stagione, il numero uno della Federbasket ha detto di voler attendere le proposte di Lba e Lnp. Tra gli obiettivi, c’è quello di arrivare al numero pari delle squadre partecipanti alla serie A, ma non è detto che la società iscritte siano 18. Inoltre, la Lega

dovrà stabilire i club che parteciperanno alle prossime coppe europee, anche se per molti presidenti questa non è certo una priorità. Non lo è sicuramente per la Vanoli, che anche nel recente passato ha preferito concentrare le proprie forze sul campionato, rinunciando al palcoscenico continentale. La Federbasket ha, infine, ricordato Franco Lauro, per anni voce della palla a spicchi per la

Rai. Indimenticabili le sue telecronache della cavalcata biancoblu nei playoff del 2009, culminata con la storica promozione della Vanoli in serie A. «Vanoli Gruppo Triboldi, comincia la festa», sono state le sue prime parole al termine di gara 4 a Sassari con la Dinamo. A chi non lo ha ancora fatto, consiglio di rivedere gli highlight di quel match su YouTube. Serie B • La Ferraroni JuVi Cremona comunica di aver deciso di devolvere in beneficenza l’importo degli abbonamenti per le partite

non giocate, integrando la somma totale: questa sarà destinata a chi opera nell’ospedale di Cremona e nell’ospedale da campo. Davvero un bel gesto.

CICLISMO • Il movimento prova a pianificare il futuro, anche se è difficile. Crono regionale a Romanengo in sospeso

Le due ruote si sforzano di pensare positivo FORTUNATO CHIODO

Mai vissuto una situazione nera come questa. In tutto il mondo ci sarà una morìa di squadre, ne salteranno tante, vedrete. La prospettiva in cui vivono le formazioni di seconda divisione, si vede anche dai numeri di inizio 2020: 13 gare in calendario dal 30 gennaio all’8 marzo tra Argentina, Malesia, Colombia, Turchia, Spagna, Croazia e una sola in Italia, il Laigueglia del 16 febbraio, l’unica sul territorio nazionale prima dello stop. Una vittoria, con il velocista veronese Giovanni Lonardi, 23 anni, atleta della Bardiani-Csf-Faizanè in Turchia e una di Giulio Ciccone, 26enne abruzzese del team Trek-Segafredo, di Uci World Tour, arrivato solitario proprio nel 57° Trofeo Laigueglia. Percorsi nervosi e veloci hanno battezzato l’apertura di stagione del ciclismo italiano di Elite e Under 23 con la Coppa San Geo che si affiancava alla Firenze-Empoli, con immancabili conclusioni allo sprint: Leonardo Zanoncello si prende la San Geo a Ponte San Marco (Bs), grazie al gran lavoro dei compagni della Zalf Desirèe Fior, mentre Leonardo Marchiorri (Ntt Continental) si è imposto con una volata di forza a Empoli. Arriva la primavera e arriva lo slittamento generale del calendario ciclistico cremonese

Questo maledetto virus è peggio di un conflitto bellico e le vite umane hanno naturalmente la precedenza su tutto. Le indicazioni degli scienziati non sono incoraggianti. Staremo a vedere. Emotivamente, il trauma è già gigantesco. A parte le enormi ripercussioni economiche, si punta anche a difendere il diritto degli atleti, maschi e femmine, a presentarsi nelle migliori condizioni possibili, anche se al momento tutte le competizioni sono bloccate. Si valuta l’ipotesi di un meno traumatico spostamento a ottobre del Giro d’Italia 2020. In autunno (dal 3 ottobre) la corsa rosa potrebbe svolgersi senza problemi, anche se, nel caso, sarebbe necessario rivedere gli orari di partenza e l’arrivo delle tappe e ritoccare i tracciati delle frazioni più dure. Ad ogni modo, non è da scartare nemmeno l’opzione di

Il podio della cronometro Donne Elite a Romanengo nel 2019

cominciata la quarantena perendella Federciclismo. Apertura done. Gli scenari sulla definizione menica 1° marzo con il 2° Trofeo del nuovo calendario, aprono a B&P Recycling a San Daniele Po, una “finestra” in più, ma bisopatrocinato dal Velo Club Cregnerà fare i conti con l’emonese, presieduto da Crivolversi della situazione stiano Colleoni e riservato sanitaria nel mondo. Due alle categorie Elite e Unmaggio era le sole certezze: dare ai der 23, naturalmente la data della corridori la possibilità di cancellato a causa Corocrono regionale allenarsi bene prima di navirus. Pandemia montornare in gruppo e priorità a diale durissima, in cui lotta grandi giri e classiche monumenchi non ha diritti di partecipazioto. Quanto è stato difficile monine e ogni giorno deve inventarsi torare le gare saltate a livello inil futuro nella speranza di una ternazionale. Non eravamo prewild card alle grandi corse. Poi è

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parati, ora serve la fede, ma non ci sono prospettive, con l’isolamento a casa e tutti quei morti che hanno scioccato il mondo, l’economia e il commercio. Tutti abbiamo visto quelle immagini strazianti, ma contemporaneamente gli atleti non devono perdere la forma e cercano quindi di allenarsi tra rulli ed esercizi. Non c’è però nessuna prospettiva concreta adesso di quando e come si potrà tornare a correre. Anzi, è complicato il solo immaginarlo. Non è semplice essere ot-

timisti, ma bisogna tentare e pensare che, gradualmente, le cose tornino al proprio posto. Ognuno deve fare al meglio le cose che gli competono. Io penso che ce la faremo. Si, voglio proprio sforzarmi di essere ottimista. Crono a rischio? • Un calendario ciclistico cremonese che prometteva grande spettacolo primaverile, rovinato dalla straordinaria emergenza Coronavirus, che sta mettendo in pericolo il futuro del ciclismo e dell’economica del Paese. Il percorso di Romanengo e i suoi immediati dintorni, dovevano essere teatro dei Campionati regionali a cronometro individuale femminile, patrocinato dal Pedale Romanenghese, presieduto da Gianluigi Ferrari, in programma il 23 maggio. Si dovevano scontrare le categorie Allievi e Juniores (uomini e donne) e donne Elite. Ma il rischio di un rinvio è sempre più concreto. «La crono resta per ora in sospeso», ha detto Ferrari. Nel 2019 si è imposto un Piccolo grande fenomeno: oro europeo nella crono di Alkmaar, lo Juniores Andrea Piccolo, milanese di Magenta e campione nazionale della specialità, ha vinto a oltre 50 orari lungo i 22 chilometri del Gp Zema. Sicuro, invece, lo slittamento del 4° Trofeo La Rocca per Giovanissimi, previsto il 25 aprile sempre a Romanengo.

Il Giro d’Italia dà appuntamento a ottobre

Richard Carapaz, vincitore del Giro 2019

una cancellazione totale del Giro. Tutto, ovviamente, dipenderà come evolverà la pandemia nel prossimi me-

si. In passato, solo le due Guerre Mondiali sono riusciti a fermare il Giro d’ Italia: infatti, non si disputò

nel periodo che va dal 1915 al 1918. La manifestazione che attraversa l’Italia, a causa del conflitto globale,

dovette fermarsi per quasi un lustro. In seguito, la gara fu anche sospesa dal 1941 al 1945. Slittamento anche per il Tour de France, l’ultimo grande appuntamento internazionale ad arrendersi, che ha per ora rinviato al 29 agosto la partenza. Vedremo... Tricolore Under 23 nel 2021 • Mancano una sessantina di giorni alla data del 20 giugno, prevista per lo svolgimento del Campionato italiano Under 23 a Bacchereto (Prato), ma il rinvio della gara all’anno prossimo è scontato. Elezioni federali verso il rinvio • Slittano di un anno, a causa della pandemia, le elezioni per la presidenza del Coni e quelle che riguardano la presidenza di tutte le Federazioni nazionali. Lo ha detto proprio il

presidente Coni, Giovanni Malagò: «E’ il nostro statuto che ce lo impone: le elezioni si svolgono sempre dopo i Giochi Olimpici». Ovviamente il discorso vale anche per il ciclismo, che quindi vedrà le elezioni dei presidenti regionali slittare all’autunno 2021 e quelle per la presidenza federale presumibilmente all’inizio del 2022. Un busto di Felice Gimondi • L’amministrazione comunale di Diano Marino (Imperia) ha deciso di onorare Felice Gimondi, campione orobico di Sedrina, uno dei più grandi ciclisti italiani, con un busto che verrà collocato nell’area panoramica posta in cima al Capo Berta, salita simbolo della Milano-Sanremo. L’opera sarà realizzata dallo scultore Mario Rossi e sarà posta accanto ai busti dedicati agli altri grandi Gino Bartali, Costante Girardengo e Fausto Coppi.


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Sport

Sabato 18 Aprile 2020

VOLLEY SERIE A1 • Massimo Boselli, presidente della Vbc Casalmaggiore, ipotizza gli scenari del dopo pandemia

«La vera sfida per noi sarà ripartire» della Vbc èpiù Pomì Casalmaggiore, Massimo Boselli Botturi: Giustamente è stata messa la pa«Francamente oggi pensare alla rola fine alla stagione 2019-2020. pallavolo risulta difficile, ma credo Giustamente perché pensare a che ogni dirigente sportivo, così giocare un campionato, quando come fa ogni imprenditore per la ogni giorno si lotta per la vita e propria azienda, deve sforzarsi per per non essere contaipotizzare perlomeno giati, è davvero una le basi del futuro, che mancanza di rispetto per noi vuol dire il meper quanti stanno lotse di settembre. I dubtando e per coloro che LA PROSSIMA SERIE A bi sono molti, ma crehanno subìto lutti. La Il presidente Boselli: do che vadano affronprovincia di Cremona è «Ci sarà un inevitabile tati uno a uno per quella, in Italia, con la ridimensionamento comprendere se vi sapiù alta incidenza di in termini di numeri ranno le possibilità di casi di coronavirus per e di investimenti» ripartire. Le società numero di abitanti, sportive sono legate a avendo riscontrato che doppio filo ai risultati in media ogni 100 abitanti, 1,2 economici e alle prospettive delle persone ne sono state colpite, aziende del loro territorio e questo contro 1 lodigiano, 1 piacentino, è il nodo principale da sciogliere: 0,8 bergamasco, 0,7 bresciano, dopo un periodo così buio, le 0,5 mantovano e 0,35 milanese. aziende saranno pronte ad inveQuesta è una premessa necessaria stire ancora nello sport?». per inquadrare la sensibilità che si Immaginiamo che sia prematupuò avere in questa zona d’Italia ro oggi rispondere a questa dorispetto ad altre, dove vi è sempre manda. «In effetti oggi gli imprenditori grande preoccupazione, ma dove sono impegnati su fronti ben più il fenomeno coronavirus resta importanti, come salvare le loro molto più sfumato. Comprensibiaziende e lo sport viene dopo. li quindi i “piedi di piombo” con Credo che all’inizio dell’estate cui si stanno muovendo tutte le potremo avere qualche elemento società sportive del Cremonese, in più, dopo aver visto come sarà quando si parla di futuro e di prola ripartenza, se gli aiuti econogetti per la prossima stagione mici forniti dallo Stato saranno 2020-2021. Lo si percepisce anserviti, se tornerà subito la voglia che dalle parole del presidente MANUEL BONGIOVANNI

Il presidente Boselli durantela presentazione di una giocatrice

NEWS DI MERCATO

SALUTANO BOSETTI E CUTTINO

Con la chiusura anticipata della stagione, salutano la Vbc due colonne della squadra: l’opposto statunitense Danielle Cuttino approderà in Brasile all’Itambé Minas e la schiacciatrice Caterina Bosetti giocherà a Novara.

di investire». Arrivando alla Vbc Casalmaggiore, quale scenario ipotizza per la prossima stagione? «La vera sfida per noi sarà ripartire. In questi anni abbiamo avuto il supporto fondamentale di 120 sponsor, aziende soprattutto del territorio casalasco e viadanese che ci hanno permesso di disputare il campionato di serie A1 italiano, il primo al mondo per qualità tecnica e abbiamo portato a Casalmaggiore giocatrici tra le migliori in assoluto. Il pubblico ha

dimostrato grande affezione nei confronti della squadra e il numero dei nostri tifosi (quinti in Europa) ne è una testimonianza. Nei prossimi mesi torneremo da tutti i nostri 120 sponsor, chiedendo di continuare il percorso sinora fatto. Non sarà facile, lo sappiamo, ma sappiamo anche che si tratta di imprenditori veri, che con le loro aziende hanno già superato periodi difficili». E come vede il prossimo campionato di serie A1? «Sulla carta sarà a 16 squadre, ma

sono convinto che la crisi provocata dal coronavirus non permetterà a tutte di presentarsi al via. Ci sarà un inevitabile ridimensionamento in termini di numeri e di investimenti e quindi mi aspetto un ulteriore allungamento della classifica, tra chi avrà la capacità e la forza per allestire organici di prim’ordine e chi invece deve fare i conti con budget più ristretti». Infine, una domanda sulle attività cosiddette collaterali che la Vbc Casalmaggiore ha sempre svolto, come il Sand Volley, i Camp Estivi a Forte dei Marmi… «Ci metterei anche il Sitting Volley che abbiamo organizzato coi ragazzi della Cooperativa Sociale Santa Federici. Contiamo a settembre di tornare in palestra anche con loro. Quanto al Sand Volley estivo, temo che quest’anno non ci siano le condizioni per poterlo giocare sulle più belle spiagge d’Italia. E siamo anche molto preoccupati per l’organizzazione dei Camp Estivi alla Casa al Mare di Forte dei Marmi, un’attività sulla quale abbiamo sempre puntato, ricevendo la gratificazione di centinaia di iscrizioni. Aspettiamo ancora qualche settimana prima di decidere, ma sarebbe questo un bellissimo modo per iniziare la nuova stagione: vorrebbe dire che il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle!».

SE RIE B

Il virus ha fatto sfumare il grande sogno di Offanengo Lo stop definitivo ai campionati senza verdetti deciso dalla Fipav, ha interrotto anche la stagione del volley Offanengo, compresa la prima squadra targata Chromavis Abo che si trovava in vetta al girone B di serie B1 femminile. Cala, dunque, il sipario sulla cavalcata delle neroverdi di Dino Guadalupi, che vedono così svanire il sogno serie A, unitamente alla prestigiosa vetrina della final four di Coppa Italia. E adesso? A fare il punto è il direttore sportivo Stefano Condina. «Purtroppo il covid-19 è un’emergenza mondiale e ha toccato anche la nostra comunità di Offanengo e

la nostra realtà. Credo sia giusto fermarsi anche per il rispetto di tutti; anche dal punto di vista sportivo, la decisione era inevitabile: i sentori erano questi, vista l’assenza dei presupposti per continuare il campionato, quindi è la scelta più giusta e logica. Di fatto, tutti gli sport si sono fermati e siamo in attesa solamente del calcio. I verdetti non assegnati? Noi ci rimettiamo a quanto è stato deciso; in questo periodo si parla più che altro del sostegno della Federazione alle società per far ripartire il movimento». Per Offanengo resta il rammarico di una brillante cavalcata fer-

BOCCE • L’ex campionessa e ora ct azzurro Germana Cantarini rivela i propri sentimenti in tempo di covid-19

«Impariamo ad apprezzare le piccole cose» MASSIMO MALFATTO

Le bocce sono ferme, Germana Cantarini pure. La 56enne campionessa bissolatina, l’abbiamo raccontata con ammirazione, che si deve a chi realizza il sogno di tanti bocciofili: sei titoli mondiali (tre individuali e tre a squadre), cinque titoli europei (uno individuale, quattro a squadre), dieci titoli italiani, sette regionali e due medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Tesserata per la Canottieri Bissolati dal 1990 (stesso anno in cui ha esordito in Nazionale) Germana è il ct della Nazionale femminile da maggio 2017. Alla sua guida l’Italia ha conquistato un titolo mondiale individuale, sei titoli europei e un bronzo mondiale di coppia mista Senior. Anche lei, come tutti, sta vivendo il suo isolamento, costretta a rimanere in casa con il compagno Paolo per il bene di tutti: «Non dobbiamo fare altro che ubbidire, anche perché più rispettiamo le direttive, prima passa questa bufera e salviamo il salvabile. Una vera tragedia in cui viviamo tutti noi, ad oggi non facile da affrontare soprattutto in un Paese come il nostro, attaccato alle proprie abitudini e stili di vita. Spesso rifletto sul fatto che

da questa emergenza rimarrà tanto dolore per le persone care, le amiche ed i conoscenti che ci hanno lasciato o che stanno ancora combattendo per sopravvivere. Impariamo ad apprezzare le piccole cose: le prime gemme sugli alberi che la primavera ci dona, i colori del cielo e tante altre cose». Tante cose che la campionessa bissolatina ha imparato ad apprezzare dopo la sua malattia del 2006? «E’ vero, la paura di morire che ho provato sulla mia pelle ti cambia e capisco ciò che provano le persone colpite dal covid-19 con la paura negli occhi, il timore di non poter più abbracciare cari ed amici. Inizi ad apprezzare ancora di più la vita tutti i giorni e vivi le emozioni in modo diverso». Ovviamente ferma anche la stagione boccistica. «Naturalmente anche lo sport delle bocce si è fermato ancora prima del decreto Conte e non senza polemiche. All’inizio in parecchi criticavano questo stop alle gare e la relativa chiusura dei bocciodromi, ma la Federazione ci ha visto giusto, così come la mia società, la Canottieri Bissolati. E’ chiaro che la voglia di ritornare sui campi è grande, come pure quella di ritornare alla vita quotidiana e negli impianti tuttora de-

serti. Sono tanti gli amici bocciofili che ci stanno lasciando e la loro mancanza si farà sentire. Come ha detto nei giorni scorsi il presidente della Fib, Giunio De Sanctis, siamo in ginocchio come tutto lo sport italiano, ma questa pausa ci farà capire una cosa: che una partita di bocce, persa o vinta, non ti cambia la vita. La smetteremo di arrabbiarci, litigare e sputare veleno per le bocce? Spero proprio di sì». Le note dolenti non finiscono qui, vero? «Purtroppo no, questo virus ci ha messo all’angolo, agli arresti domiciliari. Ai primi di marzo si sarebbe dovuto svolgere presso il Centro tecnico federale di Bergamo il primo stage a livello nazionale che coinvolgeva tutte e tre le discipline delle bocce (raffa,volo, petanque). Era un importante allenamento in vista dei prossimi impegni internazionali quali ad esempio i Mondiali Junior programmati in ottobre a Roma. Speriamo che si riesca ad effettuare questa manifestazione e nel frattempo vedremo come programmare l’attività. Certamente i tempi si faranno stretti, ripartire sarà come una scossa al cuore e apprezzeremo di nuovo cose che prima davamo per scontate».

mata in anticipo. «A livello generale, resta in primis il rammarico di uno stop improvviso, senza la possibilità di salutarsi tutti insieme. Se poi guardiamo al campionato, ovvio che un minimo di rammarico c’è, visto che eravamo primi e con un obiettivo importante. La realtà, però, si chiama covid-19 e va oltre ogni discorso, va accettata con la massima tranquillità: il primo obiettivo è la salute e la partita più importante si gioca negli ospedali. Il futuro? La voglia di rimettersi in moto c’è anche se oggi è difficile, visti che sono limitati ancora gli spostamenti».


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il piccolo 15 del 18/04/2020 by Il Piccolo Cremona - Issuu